| FAVA
|
Diffuso in tutt'Italia, ma prevalentemente
nel centro nord, dovrebbe derivare da soprannomi legati al vocabolo fava,
quindi indicanti il mestiere dell'agricoltore o riferentesi ad un aneddoto
che sia collegato alle fave, potrebbe in alcuni casi derivare da toponimi
che contengano la radice Fava-. Nel 1400 troviamo ad Alba (CN) come esempio di questa cognominizzazione Giovannino
Fava de Alladio, che ricopriva la carica di siniscalco e mastro di casa
del marchese Bonifacio IV°. |
| FAVALLI
|
Sembra originario dell'area che
comprende le provincie di Brescia, Verona e Mantova, ma potrebbe esserci
un ceppo anche nell'area tra Pavia e Milano (vedi
Fava) |
| FAVALORO
|
Specifico del palermitano, messinese ed Eolie, dovrebbe derivare da un
soprannome legato al vocabolo fava, ma potrebbe pure derivare da un nome
di località come punta Favaloro (Lampedusa). Presenti a Lipari fin
dalla prima metà del 1500, forse provenienti dalla Calabria.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Favaloro è cognome messinese, calabrese e napoletano, viene
dalla voce dialettale siciliana 'favaloru'
= scroccone. |
| FAVARA
|
Specifico siciliano, deriva dal
toponimo Favara (AG) il cui nome trae origine dal vocabolo arabo Rohal-Fewwar
(pozza d'acqua). |
FAVARETTO
FAVARO
FAVARON
FAVAROTTO
FAVERO |
Favaretto è molto diffuso nell'area che comprende il padovano, il
veneziano ed il trevisano, Favaro, ancora più diffuso, occupa la
stessa area, Favaron, decisamente meno diffuso, forse è più
specifico di padovano e veneziano, Favarotto, molto più raro, è
specifico di trevisano e veneziano, Favero oltre che in quell'area è
ben presente anche nel Trentino ed in Friuli, La zona d'origine di questi
cognomi dovrebbe essere tra le provincie di Padova, Venezia e Treviso,
potrebbero derivare dal termine dialettale antico favaro
o favero (fabbro)
o dal toponimo Favaro Veneto (VE) o Faver (TN), il ramo trevigiano dei
Favero, che dovrebbe provenire da Favro di Solighetto (TV), nel 1200 fece
parte del Maggior Consiglio della Serenissima Repubblica di Venezia.
integrazioni fornite da Gabriele
Favaretto
la famiglia Favaretto è originaria di Preganziol (TV), da ricerche
e consultazioni presso l'archivio della Parrocchia di Preganziol ho appurato
che la famiglia è sempre risieduta in quel comune almeno dal 1500.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
M. Francipane, ricalcando De Felice fa derivare il cognome Favaretto
da 'fabbro'. Invece F. Pittau
nel "Dizionario dei cognomi di Sardegna" II, p. 25, lo dice derivato dal
sostantivo "fava". |
| FAVARO'
|
Favarò è un cognome tipico di Palermo e del palermitano,
con ceppi anche nell'agrigentino, potrebbe derivare da una forma etnica
dialettale del toponimo Favara nell'agrigentino. |
| FAVASULI
|
Molto raro è tipico del reggino.
Integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Originario del reggino, questo cognome deriva da due voci dialettali
di origine greca e, cioè, il verbo fagheo
e il sostantivo fasoulos, col significato
di mangia fagioli. Si tratta, dunque,
della cognominizzazione di un soprannome attribuito al capostipite. |
FAVATI
FAVATO |
Favati è tipicamente toscano, del pisano e livornese ed in particolare
di Pisa, Favato, molto più raro, ha un piccolissimo ceppo nel padovano
ed uno nell'avellinese, potrebbero derivare dal termine favata
(sorta di minestra fatta con puree di fave),
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo almeno dal 1500 a Pisa con
la famiglia benestante dei Favati. |
FAVAZZA
FAVAZZI
FAVAZZO |
Favazza ha un piccolo ceppo nel veronese, uno nello spezzino, uno a Roma
ed uno in Sicilia a Bonte, Catania e Maletto nel catanese, uno a Terrasini
e Palermo nel palermitano ed uno a Leonforte nell'ennese, Favazzi ha un
ceppo lombardo a Vigevano nel pavese ed a Bergamo, e presenze in Sicilia,
probabili errori di trascrizione del precedente, o del successivo, Favazzo
è tipicamente siciliano, di Tortorici, Capo d'Orlando e San Fratello
nel messinese, dovrebbero derivare da soprannomi basati sul mestiere di
coltivatori e venditori di fave probabilmente svolti dai capostipiti. |
FAVENTE
FAVENTI
FAVENTO
FAVENZI |
Favente praticamente unico, è del salernitano, Faventi, quasi unico,
è dell'Italia centrale, Favento è specifico di Trieste, Favenzi,
assolutamente rarissimo, parrebbe del Friuli, Venezia Giulia, dovrebbero
tutti derivare dal nome latino Faventius,
di cui abbiamo un esempio d'uso in un'epistola degli inizi del quinto secolo:
"Si ab ista causa dissimulavero, de qua tuae religioni
ecce iterum scribo; non solum Eximietas tua, sed etiam ipse, quisquis ille
est, in cuius causa Faventius
sic raptus est, merito me culpabit, et recte reprehendet: iudicans utique,
si etiam ipse ad auxilium Ecclesiae confugisset, si ei simile aliquid accidisset,
ita me fuisse ab eius necessitate et tribulatione dissimulaturum....",
ed un esempio illustre nello scrittore latino Marcus
Cetius Faventius che ci tramandò il suo compendio sul
De Architectura di Vitruvio, tracce
di questa cognominizzazione le troviamo agli inizi del 1500 con il matematico
Benedictus Victorius Faventius. |
| FAVERIO
|
Dovrebbe essere di origine del
comasco, dovrebbe essere una distorsione o un errore di trascrizione del
nome Saverio (anticamente s ed f erano molto simili). |
FAVI
FAVIA |
Favi è tipicamente toscano, di Prato, Firenze, Quarrata nel pistoiese
e Sarteano nel senese, Favia ha un nucleo pugliese, soprattutto a Bari,
con presenze significative anche a Valenzano, Acquaviva delle Fonti, Modugno,
Adelfia, Cassano delle Murge e Noicattaro, sempre nel barese, un ceppo
a Roma ed uno a Bolognetta nel palermitano, si dovrebbe trattare di forme
betacistiche derivate dal nome della Gens Fabia
o dal nomen latino Favius, di cui abbiamo
un esempio d'uso nel De Origine actibusque getarum: "..qui
septima sui alvei parte per mediam influit civitatem, ad ostia sua amoenissimum
portum praebens, classem ducentarum quinquaginta navium Dione referente
tutissima dudum credebatur recipere statione, qui nunc, ut Favius
ait, quod aliquando portus fuerit, spatiosissimus ortus ostendit arboribus
plenus..". |
FAVIANI
FAVIANO |
Faviani, assolutamente rarissimo, ha qualche presenza nell'aretino e nell'ascolano,
Faviano è quasi unico, dovrebbero derivare da una forma betacistica
del cognomen latino Fabianus, originato
dal nome gentilizio della gens Fabia. |
FAVIERI
FAVIERO |
Favieri, molto molto raro, sembrerebbe tipico del paese di Praia a Mare
nel cosentino, Faviero, assolutamente rarissimo, quasi unico, sembrerebbe
lucano, potrebbe derivare dal cognome francese Favier,
che sembrerebbe originato dal mestiere di coltivatore di fave, ma non si
può escludere possa anche trattarsi di un errore di trascrizione
o del cognome Faverio o di Favero. |
FAVINI
FAVINO |
Favini è decisamente lombardo, di Milano, Lainate, Rho e Cornaredo
nel milanese, di Lodi e di Cremona, e del Piemonte orientale, con massima
concentrazione a Varallo Pombia nel novarese, Favino, decisamente meno
comune, ha un ceppo nel novarese a Trecate e Novara, uno a Roma ed uno
a Foggia, dovrebbero derivare dal nomen latino Favinus,
uno dei nomi gentilizi della Gens plebea
Fannia, ricordiamo con questo
nome lo scrittore latino del IV° secolo Remmius Favinus, l'autore del
De ponderum deque mensurarum vocabulis carmina. |
FAVONE
FAVONI
FAVONIO |
Favone, assolutamente rarissimo, sembrerebbe originario del catanese, Favoni,
altrettanto raro, è invece settentrionale, Favonio, leggermente
meno raro, sembrerebbe pugliese, dovrebbero derivare dal nomen latino Favonius,
il personale della Gens Favonia, in
latino il favonius o zephirus era il
nome del vento oggi chiamato più europeisticamente foehn:
"... Ventorum quattuor principales spiritus sunt.
Quorum primus ab oriente Subsolanus, a meridie Auster, ab occidente Favonius,
a septentrione eiusdem nominis ventus adspirat; habentes geminos hinc inde
ventorum spiritus. ...". |
FAVOT
FAVOTTI
FAVOTTO |
Favot è tipico della provincia di Pordenone, di San Vito al Tagliamento,
Fiume Veneto, Casarsa della Delizia, Chions, Azzano Decimo e Pordenone,
Favotti, quasi unico è dell'udinese, Favotto oltre ad un piccolo
ceppo nell'udinese, ha un ceppo significativo nel trevisano a Paese (vedine
una storia),
e presenze a Trevignano, Treviso e Volpago del Montello, potrebbe derivare
da una forma contratta di un soprannome dialettale ipocoristico originato
dal mestiere di favaro o fabbro. |
| FAVRE
|
Favre è tipico valdostano e della Savoia, deriva dal termine francese
fabre (fabbro). |
FAVRET
FAVRETTI
FAVRETTO |
Favret, molto raro, è circoscritto alla bassa provincia di Pordenone,
Favretti invece ha un ceppo veneto tra pordenonese, bellunese, trevigiano
e veneziano ed uno emiliano tra ferrarese e bolognese, Favretto, il più
diffuso, ha un ceppo tra trevigiano, pordenonese e veneziano, con massima
concentrazione nel trevigiano a Castelfranco Veneto, Asolo, Riese Pio X°,
Altivole e Mogliano Veneto ed a Venezia, a dovrebbero derivare da un soprannome
dialettale originato dal mestiere di favaro
o fabbro. |
FAZARI
FAZZARI |
Entrambi tipici della Calabria meridionale, tracce di queste cognominizzazioni
si trovano a Gerocarne (VV) fin dal XIII° secolo in un testo del 1265
leggiamo: "...Iohannes
Fazarus tenet... in casali Gerocarne bone
pheudalia valentia...".
integrazioni fornite da Andrea
(Milano)
potrebbe avere alla base il nome Fazio, ipocoristico aferetico di Bonifazio,
è diffuso principalmente in Valle d'Aosta (31%). Seguono Calabria
28%, Piemonte 21%, etc. Il cognome reggino Fazari è presente nell'Italia
nord-occidentale con il 62% delle occorrenze. Si conferma il trend immigratorio.
Fazari ha una maggiore diffusione percentuale in Piemonte ed in Valle d'Aosta.
Fazari è il 1° Cognome in ordine di frequenza nella città
di Aosta.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questi cognomi è, in realtà, da ricercare
nel vocabolo greco fassa, col significato
di colombo selvatico, palombo, ad indicare
così il mestiere di cacciatore di palombi. Fazari e Fazzari dovrebbero,
infatti, essere cognomi nati all'interno dei dialetti greci del Sud, come
spesso avviene proprio nel reggino: si tratterebbe, allora, della cognominizzazione
di nomi di mestiere attribuiti ai capostipiti. |
FAZI
FAZII
FAZIO
FAZZI
FAZZIO |
Fazi è tipico della fascia dell'Italia centrale che comprende Marche,
Umbria, Lazio, ed aquilano, Fazii è quasi unico, Fazio è
presente in tutta l'Italia meridionale e settentrionale, Fazzi, più
raro, ha ceppi nel Salento, nell'ennese, in Toscana e nel nord, Fazzio,
rarissimo è del catanese, derivano dal nome medioevale Fatius
aferesi del nome medioevale Bonifatius,
di cui abbiamo un esempio con Bonifazius (Bonifatius) da Canossa feudatario
dell'imperatore Ottone III° nel XI° secolo. |
FAZZALARI
FAZZALARO
FAZZOLARI |
Fazzalari è tipico della zona di Taurianova e Cittanova (RC), Fazzolari,
sempre tipico del reggino, è della zona tra Taurianova e Gioiosa
Ionica, Fazzalaro è quasi unico e dovrebbe trattarsi di un errore
di trascrizione del cognome fazzalari.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Fazzalari e Fazzolari sono tipici del reggino, mentre Fazzalaro, rarissimo,
è originario del catanzarese. Per quanto riguarda la loro etimologia,
questi cognomi derivano tutti dal termine dialettale fazzalaro
o fazzolaro, che, nei dialetti greci
del Sud, indicava il mestiere di cacciatore di colombi selvatici, palombi.
Alla base di queste voci dialettali si trova, infatti, il vocabolo greco
fassa, col significato appunto di palombo,
colombo selvatico. Si tratta, dunque, della cognominizzazione di nomi di
mestieri attribuiti al capostipite. |
FAZZINI
FAZZINO |
Fazzini sembra avere più ceppi, nel nordmilanese e lecchese, nel
veronese, nel fiorentino e nel Piceno, Fazzino molto raro dovrebbe essere
siracusano, derivano dal nome medioevale Fatius (Fazio, aferesi di
Bonifazio) di cui si hanno tracce nel 1100, ricordiamo il veronese San
Fazio (1190-1272) e lo troviamo a Pisa nel 1300 con: " Fatius de comitibus
de Donoratico, germanus fratris Gaddi superius nominati....". |
| FEA
|
Fea dovrebbe essere nato nel cuneese, dove ha un ceppo, in particolare
a Fossano, Bene Vagienna, Savigliano, Narzole e Scarnafigi, con presenze
secondarie a Torino e ad Asti, potrebbe derivare dall'antico termine francese
medioevale feal (fedele,
leale), forse una caratteristica specifica dei capostipiti.
integrazioni fornite da Daniele
Zaia
Cognome astigiano. Dalla voce piemontese "feja",
pecora. |
FEBI
FEBO |
Febi ha un ceppo a Fermo nel Piceno, ed uno a Roma e Vicovaro nel romano,
Febo è tipicamente abruzzese, della provincia di Pescara in particolare,
di Pescara, Spoltore, Montesilvano, Città Sant'Angelo e Moscufo,
e di Chieti ed Ortona nel teatino, dovrebbero derivare dal nome latino
Foebus (Febus)
di origine greca, derivando a sua volta dal nome del dio greco del sole,
un attributo di Apollo, nome probabilmente portato dai capostipiti. |
FEBBRAIO
FEBBRARO |
Febbraro ha un ceppo tra ternano, viterbese e romano, uno nel napoletano
ed uno in Puglia nel brindisino e leccese, Febbraio è specifico
di Napoli e Casoria nel napoletano e di Santa Maria a Vico e Caserta nel
casertano, dovrebbe derivare dall'italianizzazione del termine latino medioevale
febrarius (febbraio),
a sua volta derivato dal latino februarius,
con il medesimo significato di mese delle febbri, difficile ipotizzarlo
come nome attribuito a bambini nati in quel mese, si potrebbe trattare
di un cognome attribuito a dei trovatelli abbandonati durante il mese di
febbraio. |
| FECAROTTA
|
Di origine palermitana, potrebbe
derivare dal toponimo Ficarazzi di Palermo (PA), ma non sembra molto probabile.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Fecarotta è un cognome palermitano trasformato per decenza da
Ficarotta. Deriva dalla voce 'ficara'
= pianta che produce fichi. |
FEDA
FEDERELLA
FEDI |
Fedi è decisamente toscano, molto diffuso a Pistoia, Prato, Firenze,
Livorno e Grosseto e nelle loro province, Feda e Federella sono entrambi
estremamente rari ed è impossibile identificare una loro area di
origine. Una possibile derivazione potrebbe essere dal nomen latino Fadia
o Fadius modificato dal dialetto, un'altra
ipotesi, più probabile, potrebbe essere una derivazione dal vocabolo
medioevale feda, fedus
(brutta, brutto). |
| FEDALTO
|
Fedalto è tipicamente veneto dell'area trevigiano, veneziana, di
Venezia e, nel trevigiano, di Quinto di Treviso, Morgano e Preganziol in
particolare, dovrebbe derivare dal nome medioevale Fedaldo
di cui abbiamo un illustre esempio nel piacentino Fedaldo Visconti, che
divenne papa Gregorio X° (1271-1276). |
| FEDE
|
Abbastanza raro, sembra tipico della Sicilia sud orientale. |
FEDELE
FEDELI |
Fedele è diffuso in tutta
Italia, Fedeli è proprio del centro nord, deriva dal nome Fedele
che a sua volta deriva dal cognomen latino Fidelis. |
FEDERICI
FEDERICO |
Federici è molto diffuso in Liguria, Lombardia, Emilia e Romagna,
Marche, Umbria e Lazio, Federico è diffuso in tutto il centrosud,
derivano dal nome medioevale germanico Fridericus, tracce di un principio di questa cognominizzazione
le troviamo a Foligno nel 1300 con: "Federicus quondam
Federici de Fulgineo
prior".
(vedi anche FEDERIGHI) |
FEDERIGHI
FEDERIGO
FEDRIGA
FEDRIGHI
FEDRIGO |
Federighi è specifico della Toscana nordoccidentale, di San Vincenzo
nel livornese, di Lucca, di Santa Maria a Monte nel pisano, di Pistoia
e di Massa e Firenze, Federigo, assolutamente rarissimo, sembrerebbe avere
un piccolissimo ceppo a Napoli, Fedriga è tipico del bresciano,
di Piancogno in particolare, Fedrighi ha un ceppo nel bresciano a Borno
ed uno nel veronese a San Pietro in Cariano e Negrar, Fedrigo è
molto diffuso in tutto il lombardoveneto, dovrebbe trattarsi di nomi probabilmente
portati dalla o dal capostipite, forme derivate dal nome medioevale di
origine germanica
Frithurik, composto da frithu
(pace) e rikia
(ricco), che significa perciò
ricco di pace, da cui sono poi derivati
Friderigus e poi Federigus,
di cui abbiamo un esempio negli Epigrammi
di Ugolino Verino (1438-1516): "..Te quoque
terribilem sensit Germania regem, ipse licet Caesar sumptis invaserit armis
pannonios Federigus
agros; Venetusque superbus, nequa tuas merces deferri possit in urbes... |
| FEDON
|
Fedon, non comune, è specifico del bellunese, di Domegge di Cadore
in particolare, di origine etimologica oscura, potrebbe derivare da un'alterazione
accrescitiva del termine ladino feder
(coltello per scuoiare gli animali),
ma quest'ipotesi è da considerare solo come larvata possibilità. |
| FEDRIGOTTI
|
Fedrigotti, che sembrerebbe specifico di Tiarno di Sotto in Trentino, ha
anche un piccolo ceppo a Caldaro sulla Strada del Vino in Alto Adige, dovrebbe
derivare da forme ipocoristiche dialettali derivate dal nome medioevale
Fedrericus (Federico). |
| FEDRIZZI
|
Fedrizzi è specifico di Trento e del trentino, di Ton, Nanno, Segonzano,
Lona-Lases e Cles e di Bolzano, con un ceppo secondario anche nel veronese,
dovrebbe derivare da un'italianizzazione del nome germanico Fritz
(Friedrich). Troviamo tracce di questa
cognominizzazione a Roncogno di Pergine Valsugana (TN) in un testamento
del 1698 dove è testimone un certo don Nicola Fedrizzi curato di
Roncogno. |
FEDUZI
FEDUZZI |
Feduzi ha un ceppo nel pesarese a Fermignano, Pesaro ed Urbania, ed uno
a Roma, Feduzzi, più raro, dovrebbe essere una forma alterata del
precedente, che dovrebbe derivare da un soprannome medioevale derivato
dal termine latino foedus (patto
di alleanza), probabilmente ad indicare nei capostipiti dei
federati, forse di origine illirica o dalmatica, troviamo tracce di queste
cognominizzazioni a Roma fin dal 1700 con un certo Giovanni Feduzi accusato
di giacobinismo e registrato tra gli indagati da parte della Republica
Romana. |
FEFE
FEFE' |
Fefe, quasi unico, è dovuto ad errori di trascrizione dove è
stato omesso l'accento, Fefè invece è diffuso soprattutto
al centro con un ceppo nel fiorentino, uno nel maceratese ed uno nel romano.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Fefé,
che, almeno in un primo momento, dovrebbe nascere da un'abbreviazione del
nome Raffaele (vedi RAFAEL): oggigiorno, comunque,
va notato che Fefé è usato come abbreviazione di diversi
nomi, che spesso iniziano con la F-
(secondo un criterio simile a quello del nome Totò, che alcuni ricollegano
al nome Salvatore ed altri ad Antonio). Per quanto riguarda i cognomi in
questione, comunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali
dei capostipiti. |
| FEI
|
Fei è tipicamente toscano, di Firenze ed Arezzo in particolare,
e di Roma e Rocca di Papa nel romano, dovrebbe derivare da una forma aferetica
del nome Maffeo (vedi
FEO). |
| FELAPPI
|
Sembrerebbe tipico della zona di Pisogne (BS). |
FELETTI
FELETTO
FELLETTI
FELLETTO |
Feletti ha un ceppo nell'alto trevigiano zona di Vittorio Veneto ed uno
a Ravenna e dintorni, Feletto è tipico del trevigiano e della parte
confinante della provincia di Pordenone, Felletti è molto diffuso
nel ferrarese con un ceppo forse non secondario nel torinese, Felletto,
praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione,
dovrebbero tutti derivare da toponimi come San Pietro di Feletto (TV) e
Feletto (TO).
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Feletti è la forma pluralizzata dell'originario cognome Feletto;
Feletti è diffuso in maniera consistente in Veneto, nella provincia
di Treviso, ed in Romagna, a Ravenna, mentre un altro nucleo è presente
a Milano. Feletto sembrerebbe tipico dell'area compresa tra Treviso e Pordenone,
dove è localizzato: ciò, oltre all'etimologia del cognome,
farebbe intuire che andrebbe individuato proprio in quest'area il punto
d'origine e di irradiazione dei Feletto e dei Feletti. Infatti è
presente nella zona, in provincia di Treviso, il comune di San Pietro di
Feletto, che indurrebbe a considerare il cognome come derivato dalla toponomastica.
Feletto può avere due origini etimologiche: potrebbe derivare dal
verbo latino flere, con il significato
di piangere, oppure, ipotesi più
accreditata, da filices e filictum,
ossia luogo pieno di felci. La regione
media del Friuli risulta appunto ricca di questa pianta, e da qui si desume
che Feletto significhi un abitato entro un bosco
di felci. Il termine toponomastico è citato già
in un documento del 1293 in cui è scritto "..in
loco qui dicitur Felet
infra terram dominarum S. Quirini.." e, in seguito, nel 1300 con
l'espressione "in Villa de Feleto":
entrambi i documenti indicavano il borgo di San Pietro di Feletto.
Un altro centro, sito a pochi chilometri di distanza da Torino, si chiama
Feletto, ma è ovvia l'estraneità di questo toponimo al fenomeno
di origine del cognome di ceppo veneto e friulano. |
FELICE
FELICI
FELICINI
FELICINO
FELICIONE
FELICIONI |
Felice ha un ceppo friulano, uno tra molisano e teatino ed è poi
ben distribuito tra Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, Felici
è invece tipico dell'area che comprende Emilia, Toscana, Marche,
Umbria e Lazio, Felicini, estremamente raro, ha un piccolo ceppo nel perugino
ed uno ancora più piccolo nel catanese, Felicino è praticamente
unico, Felicione, estremamente raro, sembrerebbe del teramano, Felicioni,
un poco più diffuso, è tipico della fascia centrale, delPiceno,
teramano, perugino, reatino, romano e viterbese, derivano tutti, direttamente
o tramite ipocoristici o accrescitivi, dal nome italiano Felice. |
FELICIANA
FELICIANI
FELICIANO
FELIZIANI |
Feliciana, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore
di trascrizione di Feliciani che è tipico della fascia centrale
che comprende le Marche, l'Umbria, il Lazio e l'Abruzzo settentrionale,
Feliciano ha un ceppo a Roma ed uno nel napoletano a Napoli e Pollena Trocchia,
Feliziani è specifico della fascia che comprende le Marche, l'Umbria
ed il Lazio, dovrebbero tutti derivare dal cognomen latino Felicianus,
ricordiamo San Feliciano martire sotto Diocleziano: "..Intra
urbem in monte Coelio sunt martyres Ioannes et Paulus in sua domo quae
facta est ecclesia post eorum martyrium et Crispinus et Crispinianus, et
s. Benedicta. In eodem monte est ecclesia s. Stephani protomartyris et
ibi reconditi sunt martyres Primus et Felicianus;
in monte ave s. Bonifatius et in monte Nola s. Taciana...".
Tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad esempio nel 1700, famosa
risulta la Lorenza Feliciani che andò in sposa al famosissimo Giuseppe
Balsamo, soprannominato Conte di Cagliostro. |
FELISA
FELISI |
Felisa è parmigiano, Felisi
è del milanese e lodigiano, dovrebbe derivare dal cognomen latino
Felix o anche da Felissimus. |
FELITTI
FELITTO |
Felitti sembrerebbe tipicamentelucano della zona di Vietri di Potenza e
Savoia di Lucania nel potentino, Felitto, quasi unico, è probabilmente
dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, che dovrebbe derivare
dal toponimo Felitto (SA). |
FELLA
FELLE
FELLI
FELLO |
Fella ha un ceppo tra romano, frusinate ed iserniese, uno nel salernitano
ed uno nel tarentino, brindisino e leccese, Felle, molto molto raro è
della zona tra tarantino e brindisino, Felli ha un ceppo nel varesotto,
uno nel basso trentino, uno a Firenze e dintorni, ed uno nel ternano, nel
romano, nel reatino, nell'aquilano e nel frusinate, Fello, quasi unico,
sembrerebbe pugliese, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi
basati sul termine basso latino felo
con il significato di ribelle, perfido,
termine che potrebbe spiegarsi come una latinizzazione dell'antico sassone
felen, fellan
(cadere, errare, ingannare), termine
da cui è derivato il moderno fellone
(ribaldo, empio, scellerato), difficile
è ipotizzare la possibile origine motivazionale di questo tipo di
soprannome. |
| FELLET
|
Molto molto raro sembra essere specifico della zona di confine tra pordenonese
e trevigiano. |
| FELLINI
|
Abbastanza raro, ha un ceppo nel forlivese, ed uno probabile nell'aquilano,
dovrebbero derivare dal nomen tardo latino Felinus, di cui abbiamo un esempio
nel 1400 con lo scrittore ferrarese Felinus Sandeus autore de l'Epitoma
de regno Apuliae et Siciliae.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Fellini è cognome riminese. Potrebbe avere la stessa origine
del microtoponimo Fellina, frazione di Castelnuovo nei Monti (RE) che per
Olivieri (Nuova serie di appunti toponomastici emiliano- romagnoli
in : Joanni Dominico Serra ex munere laeto inferiae. Raccolta di studi
linguistici in onore di G.D. Serra, Liguori, Napoli, 1959, p. 293) deriva
dal lat. figlina = fabbrica
di terrecotte. Non si dimentichi che Rimini era famosa in epoca
romana proprio per tali fabbriche. Altro toponimo: Felline, in provincia
di Lecce. Per M. Francipane deriverebbe invece dal cognome Raffaeli. |
| FELLUS
|
Fellus, estremamente raro, è romano, di origini ebraiche, cognome che potrebbe
prendere il nome dalla località irachena di Fellugia. |
FELTRE
FELTRIN
FELTRINELLI
FELTRINI
FELTRINO |
Feltre è tipicamente veneto, soprattutto del vicentino, Feltrin
è diffuso nel bellunese e nel trevigiano, Feltrini e Feltrino sono
assolutamente rarissimi, quasi unici, Feltrinelli, estremamente raro è
tipico dell'alto bresciano, ai confini con il Trentino nella zona del Garda,
dovrebbero derivare tutti direttamente o tramite ipocoristici da forme etniche o direttamente dal toponimo
Feltre (BL).
integrazioni fornite da Giacomo
Ganza / Villa di Tirano (Sondrio)
Feltrinelli è un cognome originario della provincia di Brescia,
precisamente di Gargnano, dove tuttora famiglie Feltrinelli sono presenti.
Arricchitasi col commercio del legname la nota famiglia Feltrinelli si
è successivamente dedicata all'editoria. |
FELLUGA
FERLUGA |
Felluga è tipicamente triestino così come Ferluga, dovrebbero
derivare da modificazioni dialettali di patronimici originati da variazioni
del nome medioevale Florius, con l'aggiunta
del suffisso accrescitivo sloveno in -uga. |
FENARI
FENAROLI |
Fenari, assolutamente rarissimo, è lombardo, così come il
meno raro Fenaroli, che è specifico della zona che comprende milanese,
bresciano e bergamasco soprattutto, a Tavernola Bergamasca, Predore, Sarnico,
Villongo, Solto Collina e Roncola, nel bresciano lo troviamo in particolare
a Pisogne, Brescia, Passirano, Marone, Corte Franca ed Iseo, e nel milanese
a Milano e Monza, dovrebbero derivare, direttamente o tramite una forma
ipocoristica, da un soprannome dei capostipiti, originato da un mestiere
legato al fieno, quale coltivatore o commerciante di fieno. Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo a Bergamo fin dal 1500, nel 1521 un certo
Donato Fenaroli è priore del convento dei Crociferi di San Leonardo,
possiamo leggere nel De
Origine et Temporibus Urbis Bergomi, Venetiis, per Iohannem Antonium et
fratres de Sabio, 1532: "...Ventura Fenarolus
ex coniuratis unus, servituti mortem anteponens gladio Catonis uticensis
exemplo, se se transfodit. ...", nel 1700 i nobili Fenaroli sono
proprietari terrieri ad Adro (BS).
integrazioni fornite da Giacomo
Ganza / Villa di Tirano (Sondrio)
questo cognome è abbastanza diffuso in Lombardia, soprattutto
nelle province di Bergamo e Brescia, ma anche nel Milanese, invece nelle
altre regioni italiane è più sporadico. Studi recenti attestano
la sua importanza e diffusione in provincia di Brescia: soprattutto a Brescia
città, Pisogne, Iseo e Marone. Peraltro il capostipite dei Fenaroli
bresciani è bergamasco, è Giacomo di Tavernola Bergamasca,
segnalato in quella zona già nel 1200. Il cognome deriva da una
vecchia professione, quella dei mercanti di fieno. |
FENATI
FENATO |
Fenati è specifico di Ravenna e del ravennate, di Lugo, Bagnacavallo,
Russi, Faenza e Fusignano, Fenato, molto più raro, è del
trevisano, di Montebelluna in particolare, dovrebbero derivare da soprannomi
medioevali legati al termine latino foenus
(fieno), ad indicare forse che i capostipiti
fossero dei lavoranti agrari addetti al taglio ed alla conservazione e
distribuzione del fieno. |
FENDERICI
FENDERICO |
Fenderici, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore
di trascrizione di Fenderico, che è specifico di Napoli.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Fenderico,
che, nell'onomastica antica, nasce da una variante del più comune
Federico (vedi
Federici): dal punto di vista etimologico, infatti, va notato che
il nome Federico era conosciuto principalmente come Frederico
o Frederigo nell'Italia medievale (derivando
dal germanico Friedrich) e, in questo
senso, la pronuncia Fenderico risente di una metatesi della sillaba Fre-,
trasformata appunto in Fer- - il passaggio
da Fer- a Fen-
è dovuto probabilmente a un indebolimento della -r- di fronte alla
-d- che segue, assecondando una pronuncia di stampo dialettale. In conclusione,
dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
| FENECH
|
Estremamente raro è tipico palermitano, di origine maltese
dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo della lingua
maltese fenech (coniglio)
o, meno probabilmente, dal termine arabo fennech
(la volpe del deserto). |
FENELLI
FENI
FENINI
FENINO
FENO |
Fenelli, molto molto raro, ha un piccolo ceppo nello spezzino, a Vernazza
in particolare ed uno a Napoli, Feni è quasi unico, dovrebbe essere
lombardo, Fenini abbastanza raro è tipico del sudmilanese e pavese,
Fenino, rarissimo è milanese, Feno, ancora più raro, forse
è torinese, dovrebbero derivare da soprannomi legati al vocabolo
latino fenum (fieno), ma è anche possibile che derivino dall'aferesi
del nomen latino Alfenus (vedi
Fenucci). |
FENILE
FENILI |
Fenile, assolutamente rarissimo, ha qualche presenza in Piemonte e nel
teramano, Fenili, ha un ceppo lombardo nel bergamasco, a Bergamo, Dalmine,
Zanica ed Osio Sopra, uno toscano nel lucchese, a Capannori, Lucca e Camaiore,
ed uno romano, dovrebbero derivare da soprannomi o nomi di località
originati dal termine latino medioevale fenile,
fenilis (fienile), forse
ad indicare che i capostipiti producessero o commerciassero foraggi. |
FENOCCHI
FENOCCHIO
FENOGLI
FENOGLIETTI
FENOGLIETTO
FENOGLIO
|
Fenocchi, molto raro, è distribuito sulla linea che congiunge Milano
a Pesaro, con maggiori presenze nel lodigiano, modenese e pesarese, Fenocchio
è tipico del Piemonte occidentale e del savonese, con ceppi anche
nel cremonese e bresciano, Fenoglio è specifico del Piemonte occidentale,
torinese e cuneese, Fenoglietto è tipico del torinese e di Foglizzo
in particolare, Fenogli e Fenoglietti sono quasi unici, dovrebbero derivare
da soprannomi medioevali originati dalla vicinanza con luoghi di coltivazione
dei finocchi.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questi cognomi, in effetti, va ricercata in varianti arcaiche
o dialettali del nome medievale Finocchio,
in cui il riferimento all'omonima pianta va inteso in senso simbolico (per
una spiegazione più approfondita sull'origine del nome, vedi
il cognome Finocchio). In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni
dei nomi personali dei capostipiti, anche se in alcuni casi non è
esclusa una derivazione da soprannomi o da nomi di mestiere (come quello
del finocchiaro o coltivatore di finocchi). |
| FENOTTI
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Fenotti sembra specifico di Nave nel bresciano con ceppi anche nella vicina
Concesio, si può ipotizzare una derivazione dal cognome francese
Fenot, giunto nel bresciano all'epoca
della fuga dei Catari dalla Francia verso l'Italia, o ai tempi dell'arrivo
dei valdesi sempre nel bresciano. |
| FENU
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Tipico della Sardegna, dovrebbe derivare da una modificazione in lingua
sarda del vocabolo latino fenum (fieno),
o dal sardo fenu (erba
palustre), estremamente improbabile una derivazione dal vocabolo
latino fenus (interesse),
possibile che in qualche caso derivi da un antico toponimo come ad esempio
Nuraxi Fenu o Fenugheddu (OR). |
FENUCCI
FENUCCIO |
Fenucci, estremamente raro, ha un ceppo nell'anconetano ed uno a Roma,
Fenuccio è assolutamente rarissimo, dovrebbero derivare dalla modificazione
dell'aferesi del nomen latino Alfenus, dalle Historiae
di Tacito leggiamo: "...Publilium Sabinum praetorii
praefectum ob amicitiam Caecinae vinciri iubet, substituto in locum eius
Alfeno Varo...". |
FENZI
FENZINI
FENZO |
Fenzi ha un ceppo nel genovese, uno nel livornese ed uno tra veronese e
rovigoto, Fenzini, è praticamente unico, Fenzo è tipicamente
veneziano, dovrebbe derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal
nome Fenzo, una forma contratta del nome Fiorenzo o del nome Fidenzio,
di cui abbiamo un esempio illustre nella parrocca di San Fenzo (Fidenzio)
a Baone nel padovano, troviamo tracce di queste cognominizzazioni a Venezia
nella seconda metà del 1700 con Modesto Fenzo pregiato tipografo
ed editore. |
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