FORAPAN
FORAPANI |
Forapan, quasi unico, è del veronese, Forapani è specifico
dell'area che comprende il mantovano ed il modenese soprattutto ed il bolognese,
potrebbero derivare da un soprannome basato sul termine dialettale forapan
(cobite, un pesciolino presente nelle
acque del Po). |
| FORASSIEPI
|
Forassiepi è un cognome abbastanza raro, tipicamente toscano del
lucchese, di Montecarlo in particolare e di Porcari ed Altopascio, dovrebbe
derivare da un soprannome originato dal termine dialettale arcaico forassiepe
(scricciolo, sorta di piccolo uccello
molto minuto), probabilmente ad indicare che il capostipite fosse molto
piccolo di corporatura. |
FORASTIERE
FORASTIERI
FORASTIERO
FORESTIERE
FORESTIERI
FORESTIERO |
Forastiere, molto raro è tipico del potentino, Forastieri, abbastanza
raro, si trova a rade macchie di leopardo, rendendo improponibile la definizione
di una zona d'origine, l'area di Lauria ai confini tra le provincie di
Potenza e Cosenza rappresenta la zona di nascita più probabile,
Forastiero è tipico del potentino ai confini con il cosentino, di
Lauria, Moliterno e Castelluccio Inferiore, Forestiere parrebbe siciliano,
della zona di Gangi e Palermo nel palermitano e di Messina, Forestieri
ha un ceppo nella zona del cosentino ai confini con la Basilicata ed il
salernitano, uno nel reggino ed alcuni in Sicilia, Forestiero ha un piccolo
ceppo a Napoli e nel napoletano ed uno nel cosentino a Buonvicino, Cetraro
e Diamante. Dovrebbero tutti derivare da soprannomi stanti ad indicare
l'estraneità del capostipite, alla comunità di residenza,
probabilmente così definito per una facile identificazione da parte
del curato locale. |
| FORCATI
|
Specifico della zona delle provincie
di Milano, Lodi e Cremona. |
| FORCELLA
|
Forcella è un cognome tipico del bergamasco, di Brembilla e di Bergamo,
il termine forcella nell'area delle Alpi e delle Prealpi lombardovenete
viene spesso indicato per indicare un passo in alta quota, perciò
si potrebbe trattare di un soprannome stante ad indicare un origine montanara
del capostipite. |
FORCINITI
FORCINITO |
Forciniti è specifico del cosentino, di Rossano in particolare e
di Crosia e Longobucco, Corigliano Calabro, Cropalati e Cariati, e nel
crotonese di Crucoli, Strongoli e Crotone, Forcinito, quasi unico, sembrerebbe
originario di Rossano nel cosentino, dovrebbero nascere da una forma etnica
grecanica, forse riferita alla località Forcina di Grotta di San
Donato di Ninea nel cosentino, meno probabile un riferimento all'etnico
del paese beneventano di Forchia. |
FORCIONE
FORCIONI
FORGIONE
FORGIONI |
Forcione è tipico della provincia di Campobasso, della zona di Casacalenda,
Montecilfone e Ururi, Forgione, molto più diffuso, ha ceppi a Roma,
nel basso Abruzzo, nel foggiano, in Campania e nel reggino, Forcioni e
Forgioni, assolutamente rarissimi, sembrano dovuti ad errori di trascrizione.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Forcione, molto raro, ha un nucleo principale nel campobassano, Forcioni,
unico, si riscontra soltanto a Mafalda (CB), Forgione, presente un po'
in tutto il paese, è più tipicamente meridionale e centro-meridionale,
con ceppi maggiori nell'avellinese, nel beneventano e nel romano e ceppi
minori nel napoletano, nel casertano, nel reggino, nel chietino, nell'aquilano
e nel foggiano, Forgioni, quasi unico, è un errore di trascrizione
del precedente, tutti questi cognomi derivano dalla voce arcaica o dialettale
forgione, col significato di fabbro,
mastro ferraio: l'origine del termine va ricercata nel francese forgeron
(da forge, la fucina del fabbro), con
uguale significato. Si tratta, dunque, delle cognominizzazioni di nomi
di mestiere attribuiti ai capostipiti. |
FORESE
FORESI
FORESIO
FORENSE
FORENSI |
Forese ha un ceppo nel padovano ed uno in Puglia, soprattutto nel barese,
Foresi è tipico della fascia centrale che comprende Marche, Umbria
e Lazio centrosettentrionale, Foresio, molto molto raro, è tipico
del sud, della Puglia in particolare, Forense, assolutamente rarissimo,
ha un ceppo piemontese ed uno sardo, Forensi, ancora più raro è
del nord.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel soprannome o nome medievale
Forese (con una variante arcaica in
Forense), termine che, in italiano
antico, aveva significato di straniero,
forestiero e, talvolta, anche
quello di campagnolo,
contadino (vedi Forestiere e
Contadino): dal punto di vista etimologico, il termine forese trae origine
dall'aggettivo latino forensis, a sua
volta derivato dall'avverbio foris,
l'italiano fuori (come a voler indicare
una persona che proviene dall'esterno di una comunità). Ad ogni
modo, tracce del nome Forese si trovano già nella Siena del '200,
con personaggi quali Forese di Rustichello e Forese di Martino; sempre
con questo nome, inoltre, si può ricordare la figura di Forese Donati,
che, all'interno della Divina Commedia dantesca, fa la sua apparizione
nel cantico del Purgatorio (Forese, in realtà, era il cugino della
moglie di Dante). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si
tratta delle cognominizzazioni o dei nomi personali dei capostipiti o di
soprannomi ad essi attribuiti. |
FORESTA
FORESTI
FORESTO |
Foresta è tipico del sud, ha un ceppo tra napoletano e casertano,
uno tra le province di Crotone e Catanzaro ed uno in Sicilia, Foresti sembra
avere un nucleo importante in Lombardia tra milanese, bergamasco e bresciano
ed un ceppo nel bolognese, Foresto ha un ceppo nel torinese ed uno in Veneto,
dovrebbero discendere dal nome medioevale Forestus,
portato nella seconda metà del 400 anche da un duca d'Adria, ma potrebbe
anche derivare da toponimi come Foresta, come ne esistono moltissimi in
tutto il paese da Bolzano a Crotone, o come Foresto (VC), (TO) o (CN) o
come Foresto Sparso (BG), in
Veneto potrebbe anche derivare da un soprannome originato dal termine dialettale
foresto (straniero),
tracce di questa cognominizzazione si hanno a Venezia verso la fine del 1400
con lo scrittore Jacopus Philippus Forestus Bergomensis (di Bergamo). |
| FORFARO
|
Forfaro, praticamente unico, specifico del reggino, dovrebbe derivare da
un soprannome dialettale basato sul termine calabrese fosfaru
(fiammifero, zolfanello) (vedi
anche FURFARI). |
| FORGHIERI
|
Forghieri è tipico del modenese, di Carpi e Modena in particolare,
ma anche di Formigine e Spilamberto, con un ceppo anche nel reggiano a
Reggio Emilia e Correggio, dovrebbe trattarsi di una forma alterata del
nome medioevale Frogerius (vedi
FRIGE'). |
| FORGI
|
Forgi è un cognome ormai quasi scomparso, dovrebbe essere originario
della Calabria, forse del vibonese, potrebbe derivare da un'alterazione
dialettale del termine greco φορεύς (foreys)
che significa portatore, facchino. |
FORGNONE
FORGNONI |
Forgnone ha un piccolo ceppo nel biellese a Sagliano Micca ed Andorno Micca,
ed uno molto piccolo a Roma, Forgnoni è quasi unico, forse emiliano,
potrebbero derivare da un soprannome basato sul termine francese medioevale
forjeron (fabbro),
o su di un'alterazione dialettale del termine medioevale italiano forgione
(fabbro, mastro ferraio), probabilmente
ad indicare che questa fosse stata l'attività del capostipite. |
| FORGIARINI
|
Specifico di Gemona Del Friuli (UD), dovrebbe derivare dal nome dialettale
degli abitanti di Forgaria nel Friuli (UD), esiste anche un'ipotesi
molto poco probabile che derivi dal termine forgiarino
(colui che forgia oggetti metallici, armi, ecc.). |
FORINI
FORINO
FURINI
FURINO |
Forini, molto raro, ha piccoli ceppi nel mantovano, veronese e ferrarese
ed in Umbria e nell'anconetano, Forino, decisamente campano di Pagani nel
salernitano in particolare e di Nocera Inferiore, Angri e Salerno, sempre
nel salernitano, di Napoli, Nola, Casalnuovo di Napoli e Pomigliano d'Arco
nel napoletano, e di Monteforte Irpino ed Avellino nell'avellinese, Furini
sembra originario della zona tra il rovigoto ed il ferrarese, Furino, molto
raro sembrerebbe del napoletano, potrebbero derivare dal nomen latino Furinus
si ricordi la dea infernale Furina,
ma è pure possibile che derivino da un soprannome originato dal
vocabolo latino furinus (ladro),
o anche ed è probabile per il ceppo napoletano dal toponimo Furinus,
in epoca longobarda il distretto di Furini
et Sirini nel salernitano si trovava a nordest di Salerno.
Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Firenze nel 1600 con il
pittore Francesco Furini.
integrazioni fornite da prof.Ciro
Forino
Ho fatto una ricerca presso l'archivio della mia parrocchia Corpo di Cristo
di Pagani (SA) consultando il "Libro dei battezzati", che
arriva fino al 1485. Ho ricostruito il mio albero genealogico ed ho notato
che il cognome Forino, a partire dal
1600 in giù, si trasforma in di Forino,
ipotizzo quindi che questo cognome indichi la provenienza dall'omonimo paese
Forino, in provincia di Avellino. |
FORLANI
FORLANO |
Forlani sembra avere tre ceppi, nel bolognese e ferrarese, nel nordmilanese
e bergamasco, e nel riminese e pesarese, Forlano ha un ceppo romano, uno
a Guardiagrele nel teatino ed a Pescara, uno nel salernitano a Postiglione,
Battipaglia, Eboli e Serre, ed a Torre del Greco nel napoletano, uno ad
Andria nel barese ed a Cerignola nel foggiano, ed uno a Paola nel cosentino,
dovrebbero derivare dal nome medioevale Furlanus
originato dall'indicatore etnico furlan
(friulano), esempio di questo nome
si ha a Venezia nel 1400, in una lettera del 1436 si legge: "...Petra
quoque Sancta spem meam iam pridem conceptam confirmabit, si cum pedestribus
navalibusque copiis genuensibus Italianus Furlanus
magister equitum cum exercitu populi florentini
in tempore se coniunxerit....". |
FORLE'
FORLEO |
Forlè, quasi unico, è del foggiano, Forleo sembra tipico
pugliese delle province di Taranto e Brindisi, a Francavilla Fontana (BR)
in particolare dovrebbe essere il nucleo principale, ma con ceppi, probabilmente
secondari anche nel barese, foggiano, difficile individuare una possibile
origine, si potrebbe ipotizzare una derivazione dalla toponomastica, una
possibile connessione con l'etnico di toponimi come Forlì del Sannio
(IS), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Francavilla già
nel 1600, in un atto di donazione del 16 marzo 1656 i Fratelli Pio e Giambattista
Forleo di Francavilla donarono al convento dei frati domenicani: un frantoio
oleario, personaggio di rilievo è stato il capitano di ventura al
seguito delle truppe napoleoniche Giosuè Forleo.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Forleo è un cognome diffuso nel Brindisino e nel Tarantino,
è variante della forma base Forlé
che viene dal toponimo omonimo in provincia di Foggia. L'etimo può
essere messo in relazione con 'foro'
(< latino *for(u)lus, deverbale
di 'forare = foro,
gola) = stretto passaggio.
Minervini 210. |
| FORLENZA
|
Forlenza è tipicamente campano del salernitano, di Contursi Terme,
Eboli, Battipaglia, Salerno e Bellizzi, dovrebbe derivare dal nome della
località Forlenza, una delle aree climatiche termali di Contursi Terme,
probabile zona d'origine dei capostipiti. |
| FORLI'
|
Se è corretta la derivazione
dal toponimo omonimo dovrebbe essere originario di Forlì (FO) oppure
Forli' del Sannio (IS).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Forlì è un cognome che deriva dal toponimo romagnolo
omonimo che viene dal latino Forum Livi. |
FORLIANI
FORLIANO |
Forliani è praticamente unico e dovrebbe essere dovuto ad un errore
di trascrizione di Forliano, che ha un ceppo in Basilicata a Irsina nel
materano ed a Potenza ad uno a San Giorgio Ionico nel tarantino, dovrebbe
derivare da un nome di località come Forum Iulianum, come ne esistono
alcune in Italia. |
FORMAGGI
FORMAGGIO |
Formaggi ha un ceppo tra rovigoto e ferrarese ed uno tra romano e frusinate,
Formaggio è tipico dell'area che comprende il basso vicentin, il
basso padovano ed il rovigoto occidentale, potrebbero derivare dal fatto
che i capostipiti svolgevano l'attività di produttori di formaggio. |
| FORMAGGIA
|
Formaggia è tipicamente lombardo, dell'area che comprende il milanese
soprattutto, il pavese ed il comasco, dovrebbe derivare da una forma dialettale
arcaica del toponimo Formazza nel verbanese o della Val Formazza anticamente
indicata come Val Formaggia, probabile
luogo d'origine dei capostipiti, ricordiamo ad esempio che così
la chiama il frate bolognese Leandro Alberti nel suo Descrittione
di tutta Italia: "...Caminando lungo la
valle Maggia ritrovasi Vegnoio, Cordauco, Cono, Zumano, Sunco, Mogeno,
Lavelera, Brontal, Marzono, Broilo, Sornico, et Fusio. Alla sinistra di
detto fiume vi è la contrada Maggia, Verizzino, et Valle Rovana.
Scendendo a Locarna, et piegandosi alla destra si camina per la Valle
Formaggia, et per la valle di Antigorio....". |
FORMATI
FORMATO |
Formato è tipicamente campano, con un ceppo anche a Roma e nel latinense,
Formati, molto più rara, è dell'area casertano, napoletana,
dovrebbero derivare dal nome medioevale italiano Formatus
di cui abbiamo un esempio nel 1109 a Benevento come possiamo leggere nel
Chronicon Beneventanum: "...Anno
millesimo centesimo nono, tertiae indictionis. Obiit Formatus,
Pascha accidit septimo kalendas Maias, et secundo die intrante mensis Novembris
combustus est thesaurus Sanctae Mariae. ..". |
| FORMELLA
|
Formella è un cognome ormai quasi scomparso in Italia, sembrerebbe
originario della zona tra frusinate e casertano, dovrebbe derivare dal
nome della località Formella di Rocca d'Evandro nel casertano o
dal nome del paese di Formello nel romano. |
FORMENTI
FORMENTIN
FORMENTINI
FORMENTINO
FORMENTON
FORMENTONI |
Formenti dovrebbe essere originario della provincia di Milano, Bergamo,
Lodi, Formentin è specifico dell'area che comprende il padovano,
il veneziano, il trevisano, il pordenonese e l'udinese, Formentini ha un
ceppo nel bergamasco, uno tra parmense, reggiano soprattutto e modenese,
ed un ceppo tra maceratese ed ascolano, Formentino sembrerebbe unico, Formenton
ha un piccolo ceppo nel milanese e pavese, ma il ceppo più consistente
è in Veneto, nel veneziano e rovigoto soprattutto, con ramificazioni
anche nel vicentino e padovano, Formentoni, assolutamemnte rarissimo, è
del milanese, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche
o accrescitive, da un soprannome legato al vocabolo dialettale settentrionale forment
(frumento), forse starebbe ad indicare
il mestiere di coltivatore o commerciante di frumento, svolto dai capostipiti. |
| FORMIA
|
Formia è tipicamente piemontese, di Mazzè nel torinese in
particolare, l'origine etimologica è oscura, l'unica proponibile,
anche se obiettivamente inspiegabile, è una derivazione dal nome
del toponimo laziale Formia, se l'accento cadesse sulla i, si potrebbe
ipotizzare una derivazione da un soprannome dialettale originato da una
storpiatura del vocabolo formiga (formica). |
FORMICA
FORMICHETTI
FORMICHELLA
FORMICHELLI
FORMICHELLO
FORMICHI
FORMICHINI |
Formica è molto diffuso nel centrosud, in particolare nella fascia
che comprende Marche, Umbria e Lazio, in Puglia e soprattutto in Sicilia,
Formichella ha un ceppo a Roma, uno in Campania, nel beneventano in particolare
ed uno nel cosentino, Formichelli è specifico di Isernia in Molise,
Formichello, praticamente unico, è del napoletano, Formichi è
tipicamente toscano, in particolare del senese, Formichetti è tipico
dell'area che comprende il Lazio, l'aquilano ed il ternano, con massima
diffusione nel rietino, Formichini, rarissimo, ha un ceppo fiorentino ed
uno livornese, dovrebbero derivare direttamente o tramite varie forme ipocoristiche,
da nomi di località presenti in un discreto numero ad esempio in
Toscana come Torre della Formica a Livorno, il Colle della Formica ad Anagni
nel frusinate, la Cozzetta della Formica nell'aquilano, o il Colle Formica
nel pescarese e così molti altri, Formica
è stato anche un nome e soprannome medioevale, di cui abbiamo un
esempio d'uso ne La Storia di Girolamo Savonarola
e de' suoi tempi: "..Actum in aringheria
magnificorus Dominorum nostrorum, et presentibus testibus ser Fancisco
ser Baronis, et ser Filipp Dominici Morelli, civibus et notariis florentinis.
Incamerata per Lucam famulum dictum Formica,
sub die 24 maii. ..". |
| FORMICOLA
|
Cognome tipico campano, del napoletano in particolare, deriva dal toponimo
Formicola (CE). |
FORMIGARI
FORMIGARO |
Entrambi rarissimi, Formigari è certamente del veronese, Formigaro
potrebbe avere un ceppo nell'alessandrino, potrebbero derivare da toponimi
come Formigara (CR), Pozzolo Formigaro )AL) o simili. |
FORMISANI
FORMISANO |
Formisani, estremamente raro, è tipico del Lazio meridionale e della
Campania settentrionale, Formisano è tipico dell'area che comprende
il romano, il latinense, il casertano, il napoletano ed il sorrentino,
con massima concentrazione ad Ercolano, Torre del Greco, Napoli, Portici
e San Giorgio a Cremano, potrebbero derivare da una forma etnica arcaica
della città di Formia, probabilmente in occasione di un esodo massiccio, ricordiamo che verso l'anno 842 i saraceni
attaccarono e distrussero Formia provocandone l'esodo degli abitanti verso
lidi più sicuri. |
FORNACIARI
FORNASARI |
Fornaciari è originario
dell'area della provincia di Reggio Emilia, Fornasari è emiliano,
derivano da forme dialettali del mestiere di fornaciaio (proprietario o
lavorante alle fornaci). Del cognome Fornasari si trovano tracce nell'elenco
dei benefattori dell'Ospedale di Piacenza dell'anno 1751. |
FORNAI
FORNAIA
FORNAINI
FORNAIO |
Fornai è tipicamente toscano, del fiorentino, senese, lucchese,
livornese e soprattutto pisano, Fornaia è tipicamente siciliano,
di Enna e Palermo, Fornaini oltre ad un ceppo toscano soprattutto nel fiorentino
e nell'aretino possiede un ceppo anche nel trevigiano, Fornaio è
specifico di Martina Franca nel tarantino, questi cognomi dovrebbero derivare,
direttamente o tramite una forma ipocoristica, dal termine fornaio, indicante probabilmente
il mestiere dei capostipiti. |
FORNARA
FORNARI
FORNARO
FORNAROLI
FORNARON
FURNARI
FURNARO |
Fornara ha due ceppi, uno del novarese ed uno del rietino, Fornari che
ha un nucleo importante nel parmense, sembrerebbe avere altri ceppi nel
mantovano e forse anche altri nel Lazio, Fornaro è della penisola
salentina, con altri ceppi al centro sud e in Piemonte, Fornaroli è
originario della zona tra la provincia di Lodi e di Piacenza, Fornaron,
assolutamente rarissimo è veneziano, Furnari dovrebbe essere specifico
della Sicilia orientale, Furnaro, estremamente raro, sembrerebbe del ragusano.
Tutti questi cognomi derivano dal vocabolo medioevale fornarius
o fornaro, stante ad indicare il mestiere
di fornaio, cioè l'addetto o il titolare di un forno. |
FORNARINI
FORNARINO |
Fornarini è assolutamente rarissimo sembrerebbe romagnolo o marchigiano,
Fornarino sembrerebbe specifico dell'alessandrino, di Spigno Monferrato
(AL) in particolare, potrebbero derivare dal mestiere di garzone o aiutante
di fornaio. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Cesena
nella seconda metà del 1400 con il maestro farmacista Antonio Fornarini. |
FORNASIER
FORNASIERI
FORNASIERO |
Fornasier è specifico del trevisano e della
aree confinanti delle province di Venezia e Pordenone, Fornasieri, molto
raro sembra della stessa area, Fornasiero è specifico del padovano
ed aree limitrofe, veneziano e rovigoto, derivano da forme dialettali del
mestiere di fornaciao o addetto alle fornaci. |
FORNELLI
FORNELLO |
Fornelli ha un ceppo nel torinese, nel savonese e nello spezzino ed uno
nel napoletano e tra potentino e barese, Fornello ha un ceppo nel torinese,
ma ha presenze qua e là in tutt'Italia, dovrebbero derivare da nomi
di località come Fornelli nel torinese, nel savonese, nell'iserniese
o nel salernitano, o Fornello nel pistoiese, ma non si può escludere
che in qualche caso possano derivare da un soprannome originato dal mestiere
dei capostipiti (vedi FORNI). |
FORNERA
FORNERI
FORNERIS
FORNERO
FORNERON
FORNERONE |
Fornera, molto raro è tipico di Piateda nel sondriese, Forneri e
Forneron sono quasi unici, Forneris è ben diffuso in tutto il Piemonte
occidentale, con presenze anche nella Liguria di ponente, Fornero è
specifico dell'alto cuneese e basso torinese, Fornerone è tipico
dell'area di Pinerolo nel torinese, dovrebbero tutti derivare da soprannomi
originati dal termine dialettale fornè
o fournèr che indica il mestiere
di fornaio, o da fornèra
(moglie del fornaio). Tracce
di questa cognominizzazione si hanno in Provenza fin dal 1300, in un atto
del 1323 si può leggere: "...audivitdictus
Bernardus, ut dixit, quod unus de dictis condempnatis dictus Forneron
de Flornissiacho, ut sibi videtur, dicebat multa opprobria ...".
integrazioni fornite da Piergiorgio
Fornera
esiste un importante ceppo di Fornera a Losone in Svizzera. |
| FORNESI
|
Sembrerebbe originario della provincia
di Massa, dovrebbe derivare dal toponimo Forno (MS). |
FORNI
FORNO
FORNONE
FORNONI |
Forni ha un ceppo tra Lombardia e Piemonte orientale, uno bolognese, uno
fiorentino ed uno napoletano, Forno, tipicamente piemontese, ha anche
un ceppo in Valtellina ed uno nel genovese, Fornoni è tipico del
bergamasco, mentre Fornone, è quasi unico ed è probabilmente
dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, dovrebbero tutti derivare
dall'attività di fornai svolta dalle famiglie identificandoli con
il luogo di lavoro.
integrazioni fornite da Andrea
Balzarotti
Antichissima casata modenese, dei Forni si hanno notizie sin dal XII°secolo
Il fondatore della casata sembrerebbe identificarsi con Ercole (seconda
metà del XII° sec.), iscritto alle corporazioni di Modena come
fornaio (da cui forse la derivazione del cognome). A lui fanno seguito
Corrado, Ippolito e Francesco (di cui non si hanno dati biografici certi).
Figlio primogenito di Francesco fu Alberto I (? 1296 - 1342), capitano
del popolo e podestà a Scandiano dal 1336 al 1342 per conto di Obizzo
III d'Este, Signore di Ferrara e di Modena. Non avendo costui avuto eredi
diretti, gli successe il fratello Ippolito (1307 - 1378), fondatore della
linea modenese che si dichiarò rinunciataria dei diritti di successione
della linea principale. Alla morte di Aldobrandino (figlio di Ippolito)
nel 1381, infatti i diritti passarono al terzo fratello di Alberto I, Luigi
I (1309 - 1382), fondatore della linea piemontese. A lui successero
Carlo (1344 - 1406), Ferrante (1373 - 1427), Alfonso (1391 - 1456), Ludovico
(1421 - 1482), Rinaldo (1455 - 1501), Lorenzo (1476 - 1513), Luigi II (1504
- 1570), che ottenne numerose commende titolari ad opera del Duca Carlo
III il Buono di Savoia, e Alberto II (1539 - 1593). Figlio di Alberto II
fu Luigi Amedeo I (1557 - 1613) che, nel 1597 vestì l'abito di Malta.
Da ricordare per questo ramo nel sec. XIX il matrimonio di Luigi Amedeo
III che nel 1817 sposò Maria Giuseppina de Beauharnais, figlia di
Eugène (figlio di Alexandre e di Giuseppina de La Pagerie, prima
moglie di Napoleone Bonaparte) ed Augusta Amalia di Baviera. I rami attualmente
fiorenti sono da identificarsi in area piemontese e modenese. La linea
mirandolese ebbe origine nel XVII sec. e si estinse nell'agnizione maschile
nel 1805, cedendo i propri titoli e diritti dinastici alla casata piemontese.
A seguito del riconoscimento "motu proprio" di S.M. Umberto I di Savoia
(R.D. 1884) i discendenti di questa casata godono dei titoli di Conti di
Vinadio, Conti di Sambuco, Conti di Isone, Conti di Pietraporzio e Conti
di Pombernardo, Patrizi di Ferrara e Nobili di Mirandola. La casata modenese
gode dei titoli di Conte, Patrizi di Modena e Nobili di Bologna.
Lo stemma consiste in uno scudo inquartato col primo e terzo quadrante
di blu al barile fiammeggiante al naturale, il secondo quadrante con una
croce patente d'argento al campo di rosso (detta di Savoia), mentre nel
quarto quadrante figura un campo d'oro caricato di un'aquila di nero all'antica
rivoltata a sinistra con una croce patente d'argento al campo di rosso
(detta di Savoia), in cuore.
integrazioni fornite da Don Giancarlo
Forni
Le famiglie con cognome Forni, ancor oggi dislocate in area lombarda,
lago Maggiore, Lomellina e Milano, sono originarie della val Leventina-Gottardo-(Canton
Ticino) e traggono il nome dal Pizzo Forno (Monte di 2.907 mt.) vicino a Pollegio, Giornico etc. (vedi
Archivi parrocchiali ivi). Alcune scesero infatti lungo la costa lombarda
del lago Maggiore (Locarno, Angera, Ispra etc.) dopo la metà del XVII° sec., stabilendosi a Milano
e nei paesi lungo la via commerciale del fiume Ticino, fino dove questo
si getta nel Po, cioè in Lomellina. Dalla documentazione dell'Archivio di Stato di Milano (Fondo Araldica p.antica e p.moderna)
si rileva che anche la famiglia Forni di Milano, che fu nobilitata il 7.12.1782
da Giuseppe II° d'Austria con il titolo di Nobili (maschi e femmine), Don e Donna, è originaria della Val
Leventina (Pollegio). Gli esponenti di questa famiglia sono ancor oggi
residenti tra Milano e Varese (vedi Annuario della Nobiltà Italiana. parte IV-Rietstap's General Armorial, pag.CCCXLV-Elenco Uff.Nobiliare
It.ed.1921 etc.etc.). Tra di essi ricordiamo: Don Ulderico Carlo Alberto
Forni (1913+1978) e la consorte Donna Laura Elettra Bruni (1923+2008) da cui: Donna Emanuela (n.1947
Milano) e il consorte March.Thierry Konarzewski [Parigi.Milano], l'Ing.Don
Giancarlo Forni (n.1951 Milano) e la consorte Donna Maria Elisabetta Piana [Milano.Azzate di Varese], oltre
a Donna Olivia Anna Maria (n.1954.Varese)[Milano. Velate di Varese]etc.etc.
L'Arma di questa famiglia milanese è quella concessa da S.M.I.R.A. Giuseppe II° d'Austria il 7.12.1782:"Inquartato:nel
primo e nel quarto d'azzurro a due leoni d'oro affrontati, sostenenti con
le branche un forno ad alveare, d'argento. Nel secondo e nel terzo: d'argento
a tre caprioli di rosso". (v.Arch.di Stato di Milano-Fondo Araldica, Arch.Storico
Civico di Milano-Trivulziana-Fondo Famiglie: cartella 678, V.Spreti: "Enciclopedia Storico Nobiliare" vol.III°, v."Dizionario
Storico Blasonico"di G.B.di Crolla Lanza-vol.II°-pag.424, etc.etc.). |
FORNICOLA
FORNICOLI |
Fornicola quasi unico, parrebbe dell'area salernitano, potentina, Fornicoli
sembrerebbe unico, dovrebbe trattarsi di errori di trascrizione del cognome
campano Formicola (vedi
FORMICOLA) |
| FORNINO
|
Molto raro è specifico del salernitano, di Sassano in particolare,
con un ceppo probabilmente non secondario nel livornese, che dovrebbe derivare
da un nome di località. |
| FORONI
|
Originario dell'area che comprende
le provincie di Reggio Emilia, Modena, Mantova e Verona, dovrebbe derivare
dall'aferesi di soprannomi originati dal nome bizantino Christophorus o
dal nome medioevale Cristoforo (Cristoforoni), in qualche caso, ma è
improbabile, potrebbe discendere da variazioni del nomen latino Floronius. |
| FORRESU
|
Forresu è tipico della Sardegna meridionale, occidentale, della
provincia di Carboni ed Iglesia, di Gonnesa, Santadi e dei capoluoghi.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
FORRESU: di Forru, proveniente da Forru
= Forresu; come Fonnesu, Calaresu,
Sorresu ed altri. Nel vocabolario sardo geografico, patronimico ed etimologico
del canonico Giovanni Spano troviamo: Forru, forresu: oggi Collinas. Centro
abitato (927 ab.) della Marmilla, nella provincia del Medio Campidano.
Il suo territorio è ricco di antiche testimonianze. In periodo medioevale
appartenne alla Curadorìa di Marmilla, prima e di Parte Montis successivamente,
nel regno giudicale di Arborea. Nel 1388 i suoi abitanti parteciparono
alla famosa Pace di Eleonora. Ma esiste anche un'altra villa "bidda" col
nome Forru, Villanovaforru, confinante con la precedente, fondata, nel
XII° secolo, probabilmente dagli stessi abitanti della più antica
Forru. Anche gli abitanti di Villanovaforru, nel 1388, allora Forru Villa
Noa, parteciparono alla Pace di Eleonora. Non abbiamo trovato il cognome
Forresu nelle carte antiche della lingua e della storia della Sardegna,
da noi consultate. Attualmente è presente in 27 Comuni italiani,
di cui 15 in Sardegna: Gonnesa 23, Santadi 20, Carbonia 19, Fluminimaggiore
8, etc. |
| FORSETTI
|
Assolutamente rarissimo, dovrebbe essere lombardo. |
| FORTAREL
|
Tipico di Segonzano (TN), potrebbe derivare o da un soprannome legato al
nome di una località o da modificazioni dialettali del nome medioevale
Forte. |
FORTE
FORTI |
Forte è diffuso in tutt'Italia,
con particolare concentrazione al centro sud, Forti al centro nord, deriva
dal nome medioevale Forte o da contrazioni di nomi come Fortebraccio e
simili. |
FORTEGUERRA
FORTIGUERRA |
Forteguerra, praticamente unico, è molto probabilmente dovuto ad
un errore di trascrizione anagrafica del cognome Fortiguerra, che, tipicamente
meridionale, dovrebbe derivare dal nome medioevale Fortisguerra
(con il significato di augurio che possa essere valoroso nei combattimenti),
nome che troviamo ad esempio agli inizi del XII° secolo in un atto
di donazione del 1118 a Montalcino che cita come beneficiario dei proventi
di una transazione Fortisguerra, fratello di Bernardo degli Ardengheschi. |
| FORTELEONI
|
Forteleoni, decisamente sardo, specifico della Gallura, è particolarmente
presente a Tempio Pausania, Luras, Calangianus ed Olbia, dovrebbe derivare
dal nome Forteleone, del cui uso abbiamo
tracce in Corsica nel 1600, con un messer Forteleone Rusterucci di Bocognano
nella Corsica meridionale. |
FORTEZZA
LA FORTEZZA
LAFORTEZZA |
Fortezza ha un piccolo ceppo a Cecina nel livornese, uno a Napoli e Bacoli
nel napoletano ed a Minori nel salernitano, ed in Sicilia a Monreale e
Palermo nel palermitano, a Caltagirone nel catanese ed a Siracusa, Lafortezza
è tipicamente pugliese, di Bari, Bitonto e Ruvo di Puglia nel barese,
e di Taranto, La Fortezza è sempre pugliese di Ruvo di Puglia e
di Bari, questi cognomi dovrebbero derivare da nomi di località
individuate dalla presenza di una fortezza o zona fortificata nelle vicinanze,
potrebbero forse essere legati alla vicinanza con il Castello di Ruvo di Puglia. |
FORTINI
FORTINO |
Fortini è comune a tutta la fascia longitudinale che dalla Lombardia,
attraverso l'Emilia, la Toscana e l'Umbria arriva al Lazio, Fortino è
specifico del salernitano e cosentino, derivano dal nome medioevale Fortino,
un esempio di questo uso lo troviamo già in epoca longobarda, in
una charta donationis del 742 si legge: "...Signum
+ manus Fortini
uiri deuoti filius Todoni de Ceciliano, testis..." e nel Codice
Diplomatico della Lombardia medievale in un atto dell'anno 1194
scritto in Vimercate (MI): "In nomine Domini. Anno
a nativitate domini nostri Iesu Christi millesimo centesimo nonageximo
quarto, quintodecimo die madii, indicione duodecima... ...in predicto burgo
in porta que dicitur Sancti Damiani, cui est a mane Iohannis qui dicitur
de Canova, a meridie heredum Presbiteri Capitanii, a sero Gervasii, a monte
accessium et in aliquo Fortini qui
dicitur Guarmasii...". Traccia di questa cognominizzazione la
troviamo in Toscana a Castelfiorentino (FI) dove nel 1515 nasce Davitte
Fortini che diventerà poi un famoso maestro di opere idrauliche
e militari e, sotto i Medici, primo mastro costruttore al fianco di Giorgio
Vasari nella costruzione di ville e palazzi in tutta la Toscana. |
FORTUGNO
FORTUNI
FORTUNIO |
Fortugno è specifico di Reggio Calabria e del reggino, Fortuni ha
un ceppo a Città di Castello nel perugino, uno a Montemonaco e Montefortino
nel Piceno, e nel Lazio a Roma, Latina e Grotte di Castro nel viterbese,
Fortunio, molto molto raro, ha un ceppo romano ed uno calabrese, dovrebbero
derivare dal nomen latino Fortunius
di cui abbiamo un esempio in un'antica lapide funeraria romana: "D(is) M(anibus)
s(acrum) / M(arcus)
Fortunius / Quintasius
/ pius / v(ixit)
a(nnos) LX".
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Fortugno, cognome è un cognome tipico della Calabria meridionale,
soprattutto dell'area di Reggio Calabria e provincia. Fortugno è
una variante locale e dialettale del nome augurale Fortunio, derivato dal
nome personale latino di età tarda Fortunius, imposto agli infanti
come augurio per un futuro felice, fortunato, gioioso. Escluderei l'ipotesi
dell'origine spagnola da Fortuno con la tilde sulla "n" per la assoluta
tipicità locale del cognome. |
| FORTUNA
|
Fortuna è un cognome decisamente panitaliano.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questo cognome va ricercata nel nome medievale Fortuna,
che, assieme alla sua variante Buonafortuna,
va inteso come augurio per un buon avvenire (vedi Fortunata). Per quanto
riguarda il cognome in questione, dunque, si tratta della cognominizzazione
dei nomi personali dei capostipiti. |
FORTUNATA
FORTUNATI
FORTUNATIS
FORTUNATO |
Fortunata, molto molto raro, sembra tipico dell'area campano, pugliese,
Fortunati è specifico del centronord, Fortunatis, rarissimo, parrebbe
palermitano, Fortunato è diffuso in tutt'Italia, con particolare
concentrazione al centro sud, deriva dal cognomen latino Fortunatus,
Fortunata o dal suo derivato
italiano Fortunato. |
FORZAN
FORZANI
FORZANO |
Forzan è tipico del padovano, con un ceppo nel latinense frutto
dell'emigrazione forzata in epoca fascista per provvedere alla bonifica
delle paludi pontine, Forzani ha un piccolo ceppo nel varesotto e nel vicino
novarese ed uno nel ternano, Forzano ha un ceppo nel cuneese, uno nel messinese
ed uno secondario a Roma, dovrebbero tutti derivare dal nome latino Fortianus,
ma il ceppo piemontese potrebbe anche derivare dal toponimo Forzo nel canavese
e quello messinese dal toponimo Forza d'Agrò nel messinese. |
FOSCHI
FOSCHINI
FOSCO |
Foschi ha un nucleo tra bolognese, ravennate e forlivese ed uno nel Lazio,
Foschini ha un nucleo forlivese, uno nel beneventano ed uno nel Lazio,
Fosco è rarissimo e sembrerebbe laziale o abruzzese, derivano dal
cognomen latino Fuscus, di cui abbiamo un esempio nel Codice
Diplomatico della Lombardia medievale, dove troviamo un'atto
del 1145 rogato dal notaio Fusco: "...Ego Fuscus
iudex et missus domini secundi Cunradi regis scripsi, post traditam complevi
et dedi.". Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel
cesenate nel 1400 con l'architetto Cristoforo Foschi che ha contribuito
all'edificazione di numerose rocche malatestiane come quella di Fano o
Castel Sismondo a Rimini.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Foschi è un cognome prettamente riminese. Soprannome di carattere
fisico e morale, origina dal lat. "fuscus"
= scuro, di carnagione o di capelli
scuri. In senso traslato: persona ombrosa. |
FOSCHIATTI
FOSCHIATTO |
Foschiatti, molto raro, è tipico della zona di Gemona Del Friuli
(UD), Foschiatto, molto più raro, sembrerebbe di Ravosa (UD), derivano
da modificazioni del nome Fosco. (vedi Foschi) |
FOSCI
FOXI |
Fosci ha un ceppo a Bomarzo nel viterbese ed a Roma, ed uno a Gonnofanadiga
nel Medio Campidano e ad Uras nell'oristanese, Foxi, quasi unico, è
sardo.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
FOSCI; FOXI: fòke, fòge, fòxi
è la foce, lo sbocco
al mare di un fiume ad esempio. Foneticamente la "x"sarda presente
soprattutto nelle parlate meridionali (campidanese), è una fricativa
palatale sonora e si legge quindi come la "j" francese. Deriva dalla "x"
latina, fox, come in pax, lux, pix, nex, nux, vox, crux, etc. che danno
pàxi (pace), lùxi (luce), pìxi (pece), nèxi
(colpa), nuxi ( noce), bòxi (voce), grùxi (croce), etc. Ma
non è la x latina che dà la fricativa palatale sonora, ma
è la "c" (affricata palatale sorda del genitivo latino, di pacis,
lucis, picis, vocis, necis etc. Mentre ad esempio nix /nivis, da in campidanese
nì, non nixi. Foxi è presente nella Sardegna Meridionale
come toponimo, esempi: su mari de fòxi = l'uscita del Tirso a mare
nella costa oristanese. La torre antibarbaresca di Foxi, la cui costruzione
risale al periodo medioevale, si trova alla foce del rio omonimo(Rio Foxi),
nel Comune di Quartu Sant'Elena; etc. Foxìna, diminutivo di
fòxi ha il significato di pozzanghera: sa foxìna de su sirboni
= il rifugio del cinghiale, la buca melmosa dove si avvoltola il cinghiale.
Abbiamo detto che la "x" con valore fricativo palatale sonoro è
propriamente del campidanese, infatti non è presente nelle parlate
del centro nord e neppure negli antichi documenti della lingua e della
storia della Sardegna, fuorché nella Carta de Logu di Eleonora d'Arborea.
Nella copia in nostro possesso, redatta dal giurista Filippo Mameli, "Dotore
de Decretu e de Lege", in lingua sarda, per ordine del giudice Mariano
IV°, padre di Eleonora, in 198 capitoli, nei primi anni 40 del 1300
e resa operante da Eleonora nei primi anni 80 dello stesso secolo, la "x"
è usata con tre valori fonetici: col valore latino antico(cap.I°
-expalesari), col valore della "sc" italiane(cap. II° - istraxinàda)
e con valore fricativo palatale sonoro nel vocabolo "raxóni", più
volte con la "x" ma talora anche con la "j" (sempre col valore fonetico
anzidetto). Nelle carte antiche è più volte citato il nome
Luxorio o Luxuri(o), come santo o come nome di persona, nei quali la "x"
ha valore latino o tutto al più italiano "ss", mai come fricativa
palatale sonora; mentre ad esempio ad Arbus(Sardegna sud occidentale),
San Lussorio è Santu Luxòri con la x fricativa palatale sonora.
Il cognome è presente nelle carte antiche da noi consultate, ma
nelle sue varianti più antiche. Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado,
XI°, XIII° secolo figurano: de Foge Goantine (3, 209): (in una
donazione prima) - in nomine domini amen. Ego Goantine de Foge petivi boluntade
assu donnu meu sire Ugo de Basso, sa die de sancto Marco de Sinnis.ki mi
daret paraula d'offeremi(di offrirmi) a Sancta Maria de Bonarcatu cun amnia
kanto avia..(come data siamo intorno all'inizio del XIII° secolo,
primo perché è giudice d'Arborea Ugone I° de Basso e
poi per il fatto che sono presenti come testi.donnu Bernardu arkipiscopu(arcivescovo)
de Arbareèe (dal 1200 -al 1223 ) e donnu Bonacorsu piscopu(vescovo)de
Sancta Iusta(nei primi anni del XIII° secolo). Al cap. 209, si ripete
in sostanza quanto è nel cap. 3, ma contiene la conferma del giudice:
In nomine domini amen. Ego Goantine de Foge petivilli boluntade a su donnu
meu.et isse naredimi ca(mi ha risposto che): "Faguellu c'a mimi bene me
plaguit et bonu mi parit et paraula ti'nde do"!...(" fallo pure che a me
piace e mi sembra una cosa buona e quindi te ne do parola"!). Ai capp.
134 e 139, sempre del CSMB figura de Foge Mele (in uno scambio(tramudu)
di terre): tramudeilli a Mele de Foge parzone sua (la sua parte), quantu
aviat in cussu ortu (la sua parte di quell'orto) et deindelli (gli ha dato
in cambio) intesiga vinia in Istrampadoriu(località in agro
di Bonarcado). Attualmente il cognome Fosci(trascrizione errata per Foxi),
è presente in 51 Comuni italiani, di cui 17 in Sardegna: Gonnosfanadiga
27, Uras 14, Terralba 6 Cagliari 5, etc. Gonnosfanadiga ospita il numero
più alto di persone che portano questo cognome: mia nonna, Giuseppa
Fòsci, mi diceva spesso che il loro capostipite proveniva dalla
zona di Oristano( quindi dalla terra della foce del Tirso); con informazioni
tramite telefono, anche i Fosci di Uras e Terralba hanno confermato le
ipotesi di nonna. Il cognome Foxi è presente solo nel Comune di
San Gavino Monreale, in un solo nucleo familiare. Come anzidetto Foxi è
il cognome originale, contrariamente a quanto si può pensare. |
| FOSSAGHI
|
Estremamente raro forse originario
della provincia di Milano o Bergamo, potrebbe essere derivato dal nome
celtico Fursa con il suffisso celtico ago indicante proprietà (quelli
dei campi di Fursa). |
| FOSSA
|
Sembra avere oltre al nucleo principale nel genovese, anche un ceppo tra
nordmilanese e varesotto, ed uno nel centro Italia, dovrebbero derivare
da nomi di località, uso riportato ad esempio in questo documento
del 1116 tratto dal Codice Diplomatico della Lombardia
medievale: "...Octavusdecimus campus dicitur
a la Fossa, et est pertica una et tabule viginti et due et dimidia: est
ei a mane Belloni, a meridie Petri, a monte Ambrosii..."; tracce
di questa cognominizzazione si hanno in Abruzzo a Paganica (AQ) nel 1500
con il notaio Paolo da Fossa. |
FOSSACESA
FOSSACESIA |
Fossacesa e Fossacesia sono ormai scomparsi in Italia, sembrerebbe molisano
il primo, mentre è sicuramente abruzzese il secondo, dovrebbero
entrambi derivare dal nome del paese di Fossacesia nel teatino, probabile
luogo d'origine delle famiglie. |
FOSSALE
FOSSALI |
Fossale, assolutamente rarissimo, sembra del basso novarese, Fossali, molto
molto raro, specifico di Venezia, potrebbe derivare da toponimi come Fossalta
di Portogruaro (VE) o simili o anche da nomi di località individuati
dalla presenza di fossati o canali.
integrazioni fornite da Alberto
Ponce Fossali Uruguay
Fossali è un cognome originario della Val di Fassa dove la famiglia
è presente fin dal secolo XVII°, di lì si trasferirono
nel XVIII° secolo a Pieve di Cadore e a Belluno quindi di lì
a Venezia. Personaggi di rilievo sono stati: il pittore Antonio Fossali,
restauratore dell'Accademia di Venezia nella prima metà del 1700
e Francesco Fossali vescovo di Belluno nel secolo XIX°. |
FOSSATI
FOSSATO |
Fossati è molto diffuso in Piemonte, Liguria e soprattutto in Lombardia,
con un ceppo anche nel fiorentino, quest'ultimo dovrebbe derivare dal toponimo
Fossato nel fiorentino, Fossato sembrerebbe veneto, con un piccolo ceppo
a Campagna Lupia nel veneziano ed uno a Vicenza ed a Monteforte d'Alpone
nel veronese, tutti gli altri derivano da vari nomi di località contenenti
la radice fossato, molto diffusi nell'Italia nord occidentale, come ad
esempio si evince dal Codice Diplomatico della Lombardia
medievale, dove tra l'altro si può leggere: "...a
mane fossatus, Gandulfinus ... a sera fossatus. Martinus penus ...
ecc.". |
| FOTI
|
Molto diffuso, sembra originario della Sicilia orientale e Calabria meridionale,
potrebbe derivare dalla troncatura del nome medioevale Fotinus
di cui abbiamo un esempio nel V° secolo: "...consilio
episcoporum vel presbyterorum et cuncte ecclesie catholice dyacono ecclesie
Thessalonicensi nomine Fotino...",
o dal nome greco bizantino Fotius ricordiamo
Fotius patriarca di Costantinopoli e con lo stesso nome l'esarca d'Italia
nel VII° secolo. Il Casato dei Foti ottenne nel 1717 dall'imperatore Carlo VI° il marchesato
d'Inardo, molti esponenenti di questa famiglia occuparono seggi senatorii
a Messina.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Foti è un cognome della Sicilia orientale, è l'italianizzazione
del cognome greco Photis che viene
dal vocabolo 'phôs' = luce.
integrazioni fornite da Giovanni
Cacciola
Un ramo di questa famiglia passò anche a Riposto nel catanese
con un Antonino Foti, ne abbiamo traccia dalla metà del 1700 (vedi
i registri di battesimo, matrimonio e morte della basilica di San Pietro
in Riposto), dove vissero da ricchi armatori e comandanti della marineria
mercantile. |
| FOTIA
|
Fotia è specifico del reggino, di Cardeto e di Oppido Mamertina,m
dovrebbe derivare dal nome bizantino Fotia
(vedi Foti), si tratterebbe quindi di un matronimico, tracce di questa
cognominizzazione le troviamo nella zona di Oppido Mamertina almeno dal
1700.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Fotìa è cognome calabrese, è l'italianizzazione
del cognome greco Photias dal vocabolo
'fotìa' = fuoco. |
| FOZZATI
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Molto raro sembra specifico della provincia di Rovigo, dovrebbe derivare
da un nome di località. |
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