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FORAPAN
FORAPANI
Forapan, quasi unico, è del veronese, Forapani è specifico dell'area che comprende il mantovano ed il modenese soprattutto ed il bolognese, potrebbero derivare da un soprannome basato sul termine dialettale forapan (cobite, un pesciolino presente nelle acque del Po).
FORASSIEPI Forassiepi è un cognome abbastanza raro, tipicamente toscano del lucchese, di Montecarlo in particolare e di Porcari ed Altopascio, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine dialettale arcaico forassiepe (scricciolo, sorta di piccolo uccello molto minuto), probabilmente ad indicare che il capostipite fosse molto piccolo di corporatura.
FORASTIERE
FORASTIERI
FORASTIERO
FORESTIERE
FORESTIERI
FORESTIERO
Forastiere, molto raro è tipico del potentino, Forastieri, abbastanza raro, si trova a rade macchie di leopardo, rendendo improponibile la definizione di una zona d'origine, l'area di Lauria ai confini tra le provincie di Potenza e Cosenza rappresenta la zona di nascita più probabile, Forastiero è tipico del potentino ai confini con il cosentino, di Lauria, Moliterno e Castelluccio Inferiore, Forestiere parrebbe siciliano, della zona di Gangi e Palermo nel palermitano e di Messina, Forestieri ha un ceppo nella zona del cosentino ai confini con la Basilicata ed il salernitano, uno nel reggino ed alcuni in Sicilia, Forestiero ha un piccolo ceppo a Napoli e nel napoletano ed uno nel cosentino a Buonvicino, Cetraro e Diamante. Dovrebbero tutti derivare da soprannomi stanti ad indicare l'estraneità del capostipite, alla comunità di residenza, probabilmente così definito per una facile identificazione da parte del curato locale.
FORCATI Specifico della zona delle provincie di Milano, Lodi e Cremona.
FORCELLA Forcella è un cognome tipico del bergamasco, di Brembilla e di Bergamo, il termine forcella nell'area delle Alpi e delle Prealpi lombardovenete viene spesso indicato per indicare un passo in alta quota, perciò si potrebbe trattare di un soprannome stante ad indicare un origine montanara del capostipite.
FORCINITI
FORCINITO
Forciniti è specifico del cosentino, di Rossano in particolare e di Crosia e Longobucco, Corigliano Calabro, Cropalati e Cariati, e nel crotonese di Crucoli, Strongoli e Crotone, Forcinito, quasi unico, sembrerebbe originario di Rossano nel cosentino, dovrebbero nascere da una forma etnica grecanica, forse riferita alla località Forcina di Grotta di San Donato di Ninea nel cosentino, meno probabile un riferimento all'etnico del paese beneventano di Forchia.
FORCIONE
FORCIONI
FORGIONE
FORGIONI
Forcione è tipico della provincia di Campobasso, della zona di Casacalenda, Montecilfone e Ururi, Forgione, molto più diffuso, ha ceppi a Roma, nel basso Abruzzo, nel foggiano, in Campania e nel reggino, Forcioni e Forgioni, assolutamente rarissimi, sembrano dovuti ad errori di trascrizione.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Forcione, molto raro, ha un nucleo principale nel campobassano, Forcioni, unico, si riscontra soltanto a Mafalda (CB), Forgione, presente un po' in tutto il paese, è più tipicamente meridionale e centro-meridionale, con ceppi maggiori nell'avellinese, nel beneventano e nel romano e ceppi minori nel napoletano, nel casertano, nel reggino, nel chietino, nell'aquilano e nel foggiano, Forgioni, quasi unico, è un errore di trascrizione del precedente, tutti questi cognomi derivano dalla voce arcaica o dialettale forgione, col significato di fabbro, mastro ferraio: l'origine del termine va ricercata nel francese forgeron (da forge, la fucina del fabbro), con uguale significato. Si tratta, dunque, delle cognominizzazioni di nomi di mestiere attribuiti ai capostipiti.
FORESE
FORESI
FORESIO
FORENSE
FORENSI
Forese ha un ceppo nel padovano ed uno in Puglia, soprattutto nel barese, Foresi è tipico della fascia centrale che comprende Marche, Umbria e Lazio centrosettentrionale, Foresio, molto molto raro, è tipico del sud, della Puglia in particolare, Forense, assolutamente rarissimo, ha un ceppo piemontese ed uno sardo, Forensi, ancora più raro è del nord.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel soprannome o nome medievale Forese (con una variante arcaica in Forense), termine che, in italiano antico, aveva significato di straniero, forestiero e, talvolta, anche quello di campagnolo, contadino (vedi Forestiere e Contadino): dal punto di vista etimologico, il termine forese trae origine dall'aggettivo latino forensis, a sua volta derivato dall'avverbio foris, l'italiano fuori (come a voler indicare una persona che proviene dall'esterno di una comunità). Ad ogni modo, tracce del nome Forese si trovano già nella Siena del '200, con personaggi quali Forese di Rustichello e Forese di Martino; sempre con questo nome, inoltre, si può ricordare la figura di Forese Donati, che, all'interno della Divina Commedia dantesca, fa la sua apparizione nel cantico del Purgatorio (Forese, in realtà, era il cugino della moglie di Dante). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni o dei nomi personali dei capostipiti o di soprannomi ad essi attribuiti.
FORESTA
FORESTI
FORESTO
Foresta è tipico del sud, ha un ceppo tra napoletano e casertano, uno tra le province di Crotone e Catanzaro ed uno in Sicilia, Foresti sembra avere un nucleo importante in Lombardia tra milanese, bergamasco e bresciano ed un ceppo nel bolognese, Foresto ha un ceppo nel torinese ed uno in Veneto, dovrebbero discendere dal nome medioevale Forestus, portato nella seconda metà del 400 anche da un duca d'Adria, ma potrebbe anche derivare da toponimi come Foresta, come ne esistono moltissimi in tutto il paese da Bolzano a Crotone, o come Foresto (VC), (TO) o (CN) o come Foresto Sparso (BG), in Veneto potrebbe anche derivare da un soprannome originato dal termine dialettale foresto (straniero), tracce di questa cognominizzazione si hanno a Venezia verso la fine del 1400 con lo scrittore Jacopus Philippus Forestus Bergomensis (di Bergamo).
FORFARO Forfaro, praticamente unico, specifico del reggino, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale basato sul termine calabrese fosfaru (fiammifero, zolfanello) (vedi anche FURFARI).
FORGHIERI Forghieri è tipico del modenese, di Carpi e Modena in particolare, ma anche di Formigine e Spilamberto, con un ceppo anche nel reggiano a Reggio Emilia e Correggio, dovrebbe trattarsi di una forma alterata del nome medioevale Frogerius (vedi FRIGE').
FORGI Forgi è un cognome ormai quasi scomparso, dovrebbe essere originario della Calabria, forse del vibonese, potrebbe derivare da un'alterazione dialettale del termine greco φορεύς (foreys) che significa portatore, facchino.
FORGNONE
FORGNONI
Forgnone ha un piccolo ceppo nel biellese a Sagliano Micca ed Andorno Micca, ed uno molto piccolo a Roma, Forgnoni è quasi unico, forse emiliano, potrebbero derivare da un soprannome basato sul termine francese medioevale forjeron (fabbro), o su di un'alterazione dialettale del termine medioevale italiano forgione (fabbro, mastro ferraio), probabilmente ad indicare che questa fosse stata l'attività del capostipite.
FORGIARINI Specifico di Gemona Del Friuli (UD), dovrebbe derivare dal nome dialettale degli abitanti di Forgaria nel Friuli (UD), esiste anche un'ipotesi  molto poco probabile che derivi dal termine forgiarino (colui che forgia oggetti metallici, armi, ecc.).
FORINI
FORINO
FURINI
FURINO
Forini, molto raro, ha piccoli ceppi nel mantovano, veronese e ferrarese ed in Umbria e nell'anconetano, Forino, decisamente campano di Pagani nel salernitano in particolare e di Nocera Inferiore, Angri e Salerno, sempre nel salernitano, di Napoli, Nola, Casalnuovo di Napoli e Pomigliano d'Arco nel napoletano, e di Monteforte Irpino ed Avellino nell'avellinese, Furini sembra originario della zona tra il rovigoto ed il ferrarese, Furino, molto raro sembrerebbe del napoletano, potrebbero derivare dal nomen latino Furinus si ricordi la dea infernale Furina, ma è pure possibile che derivino da un soprannome originato dal vocabolo latino furinus (ladro), o anche ed è probabile per il ceppo napoletano dal toponimo Furinus, in epoca longobarda il distretto di  Furini et Sirini nel salernitano si trovava a nordest di Salerno.  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Firenze nel 1600 con il pittore Francesco Furini.
integrazioni fornite da prof.Ciro Forino
Ho fatto una ricerca presso l'archivio della mia parrocchia Corpo di Cristo di Pagani (SA) consultando il "Libro dei battezzati", che arriva fino al 1485. Ho ricostruito il mio albero genealogico ed ho notato che il cognome Forino, a partire dal 1600 in giù, si trasforma in di Forino, ipotizzo quindi che questo cognome indichi la provenienza dall'omonimo paese Forino, in provincia di Avellino.
FORLANI
FORLANO
Forlani sembra avere tre ceppi, nel bolognese e ferrarese, nel nordmilanese e bergamasco, e nel riminese e pesarese, Forlano ha un ceppo romano, uno a Guardiagrele nel teatino ed a Pescara, uno nel salernitano a Postiglione, Battipaglia, Eboli e Serre, ed a Torre del Greco nel napoletano, uno ad Andria nel barese ed a Cerignola nel foggiano, ed uno a Paola nel cosentino, dovrebbero derivare dal nome medioevale Furlanus originato dall'indicatore etnico furlan (friulano), esempio di questo nome si ha a Venezia nel 1400, in una lettera del 1436 si legge: "...Petra quoque Sancta spem meam iam pridem conceptam confirmabit, si cum pedestribus navalibusque copiis genuensibus Italianus Furlanus magister equitum cum exercitu populi florentini in tempore se coniunxerit....".
FORLE'
FORLEO
Forlè, quasi unico, è del foggiano, Forleo sembra tipico pugliese delle province di Taranto e Brindisi, a Francavilla Fontana (BR) in particolare dovrebbe essere il nucleo principale, ma con ceppi, probabilmente secondari anche nel barese, foggiano, difficile individuare una possibile origine, si potrebbe ipotizzare una derivazione dalla toponomastica, una possibile connessione con l'etnico di toponimi come Forlì del Sannio (IS), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Francavilla già nel 1600, in un atto di donazione del 16 marzo 1656 i Fratelli Pio e Giambattista Forleo di Francavilla donarono al convento dei frati domenicani: un frantoio oleario, personaggio di rilievo è stato il capitano di ventura al seguito delle truppe napoleoniche Giosuè Forleo.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Forleo è un cognome diffuso nel Brindisino e nel Tarantino, è variante della forma base Forlé che viene dal toponimo omonimo in provincia di Foggia. L'etimo può essere messo in relazione con 'foro' (< latino *for(u)lus, deverbale di 'forare = foro, gola) = stretto passaggio. Minervini 210.
FORLENZA Forlenza è tipicamente campano del salernitano, di Contursi Terme, Eboli, Battipaglia, Salerno e Bellizzi, dovrebbe derivare dal nome della località Forlenza, una delle aree climatiche termali di Contursi Terme, probabile zona d'origine dei capostipiti.
FORLI' Se è corretta la derivazione dal toponimo omonimo dovrebbe essere originario di Forlì (FO) oppure Forli' del Sannio (IS).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Forlì è un cognome che deriva dal toponimo romagnolo omonimo che viene dal latino Forum Livi.
FORLIANI
FORLIANO
Forliani è praticamente unico e dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione di Forliano, che ha un ceppo in Basilicata a Irsina nel materano ed a Potenza ad uno a San Giorgio Ionico nel tarantino, dovrebbe derivare da un nome di località come Forum Iulianum, come ne esistono alcune in Italia.
FORMAGGI
FORMAGGIO
Formaggi ha un ceppo tra rovigoto e ferrarese ed uno tra romano e frusinate, Formaggio è tipico dell'area che comprende il basso vicentin, il basso padovano ed il rovigoto occidentale, potrebbero derivare dal fatto che i capostipiti svolgevano l'attività di produttori di formaggio.
FORMAGGIA Formaggia è tipicamente lombardo, dell'area che comprende il milanese soprattutto, il pavese ed il comasco, dovrebbe derivare da una forma dialettale arcaica del toponimo Formazza nel verbanese o della Val Formazza anticamente indicata come Val Formaggia, probabile luogo d'origine dei capostipiti, ricordiamo ad esempio che così la chiama il frate bolognese Leandro Alberti nel suo Descrittione di tutta Italia: "...Caminando lungo la valle Maggia ritrovasi Vegnoio, Cordauco, Cono, Zumano, Sunco, Mogeno, Lavelera, Brontal, Marzono, Broilo, Sornico, et Fusio. Alla sinistra di detto fiume vi è la contrada Maggia, Verizzino, et Valle Rovana. Scendendo a Locarna, et piegandosi alla destra si camina per la Valle Formaggia, et per la valle di Antigorio....".
FORMATI
FORMATO
Formato è tipicamente campano, con un ceppo anche a Roma e nel latinense, Formati, molto più rara, è dell'area casertano, napoletana, dovrebbero derivare dal nome medioevale italiano Formatus di cui abbiamo un esempio nel 1109 a Benevento come possiamo leggere nel Chronicon Beneventanum: "...Anno millesimo centesimo nono, tertiae indictionis. Obiit Formatus, Pascha accidit septimo kalendas Maias, et secundo die intrante mensis Novembris combustus est thesaurus Sanctae Mariae. ..".
FORMELLA Formella è un cognome ormai quasi scomparso in Italia, sembrerebbe originario della zona tra frusinate e casertano, dovrebbe derivare dal nome della località Formella di Rocca d'Evandro nel casertano o dal nome del paese di Formello nel romano.
FORMENTI
FORMENTIN
FORMENTINI
FORMENTINO
FORMENTON
FORMENTONI
Formenti dovrebbe essere originario della provincia di Milano, Bergamo, Lodi, Formentin è specifico dell'area che comprende il padovano, il veneziano, il trevisano, il pordenonese e l'udinese, Formentini ha un ceppo nel bergamasco, uno tra parmense, reggiano soprattutto e modenese, ed un ceppo tra maceratese ed ascolano, Formentino sembrerebbe unico, Formenton ha un piccolo ceppo nel milanese e pavese, ma il ceppo più consistente è in Veneto, nel veneziano e rovigoto soprattutto, con ramificazioni anche nel vicentino e padovano, Formentoni, assolutamemnte rarissimo, è del milanese, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche o accrescitive, da un soprannome legato al vocabolo dialettale settentrionale forment (frumento), forse starebbe ad indicare il mestiere di coltivatore o commerciante di frumento, svolto dai capostipiti.
FORMIA Formia è tipicamente piemontese, di Mazzè nel torinese in particolare, l'origine etimologica è oscura, l'unica proponibile, anche se obiettivamente inspiegabile, è una derivazione dal nome del toponimo laziale Formia, se l'accento cadesse sulla i, si potrebbe ipotizzare una derivazione da un soprannome dialettale originato da una storpiatura del vocabolo formiga (formica).
FORMICA
FORMICHETTI
FORMICHELLA
FORMICHELLI
FORMICHELLO
FORMICHI
FORMICHINI
Formica è molto diffuso nel centrosud, in particolare nella fascia che comprende Marche, Umbria e Lazio, in Puglia e soprattutto in Sicilia, Formichella ha un ceppo a Roma, uno in Campania, nel beneventano in particolare ed uno nel cosentino, Formichelli è specifico di Isernia in Molise, Formichello, praticamente unico, è del napoletano, Formichi è tipicamente toscano, in particolare del senese, Formichetti è tipico dell'area che comprende il Lazio, l'aquilano ed il ternano, con massima diffusione nel rietino, Formichini, rarissimo, ha un ceppo fiorentino ed uno livornese, dovrebbero derivare direttamente o tramite varie forme ipocoristiche, da nomi di località presenti in un discreto numero ad esempio in Toscana come Torre della Formica a Livorno, il Colle della Formica ad Anagni nel frusinate, la Cozzetta della Formica nell'aquilano, o il Colle Formica nel pescarese e così molti altri, Formica è stato anche un nome e soprannome medioevale, di cui abbiamo un esempio d'uso ne La Storia di Girolamo Savonarola e de' suoi tempi: "..Actum in aringheria magnificorus Dominorum nostrorum, et presentibus testibus ser Fancisco ser Baronis, et ser Filipp Dominici Morelli, civibus et notariis florentinis. Incamerata per Lucam famulum dictum Formica, sub die 24 maii. ..".
FORMICOLA Cognome tipico campano, del napoletano in particolare, deriva dal toponimo Formicola (CE).
FORMIGARI
FORMIGARO
Entrambi rarissimi, Formigari è certamente del veronese, Formigaro potrebbe avere un ceppo nell'alessandrino, potrebbero derivare da toponimi come Formigara (CR), Pozzolo Formigaro )AL) o simili.
FORMISANI
FORMISANO
Formisani, estremamente raro, è tipico del Lazio meridionale e della Campania settentrionale, Formisano è tipico dell'area che comprende il romano, il latinense, il casertano, il napoletano ed il sorrentino, con massima concentrazione ad Ercolano, Torre del Greco, Napoli, Portici e San Giorgio a Cremano, potrebbero derivare da una forma etnica arcaica della città di Formia, probabilmente in occasione di un esodo massiccio, ricordiamo che verso l'anno 842 i saraceni attaccarono e distrussero Formia provocandone l'esodo degli abitanti verso lidi più sicuri.
FORNACIARI
FORNASARI
Fornaciari è originario dell'area della provincia di Reggio Emilia, Fornasari è emiliano, derivano da forme dialettali del mestiere di fornaciaio (proprietario o lavorante alle fornaci). Del cognome Fornasari si trovano tracce nell'elenco dei benefattori dell'Ospedale di Piacenza dell'anno 1751.
FORNAI
FORNAIA
FORNAINI
FORNAIO
Fornai è tipicamente toscano, del fiorentino, senese, lucchese, livornese e soprattutto pisano, Fornaia è tipicamente siciliano, di Enna e Palermo, Fornaini oltre ad un ceppo toscano soprattutto nel fiorentino e nell'aretino possiede un ceppo anche nel trevigiano, Fornaio è specifico di Martina Franca nel tarantino, questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite una forma ipocoristica, dal termine fornaio, indicante probabilmente il mestiere dei capostipiti.
FORNARA
FORNARI
FORNARO
FORNAROLI
FORNARON
FURNARI
FURNARO
Fornara ha due ceppi, uno del novarese ed uno del rietino, Fornari che ha un nucleo importante nel parmense, sembrerebbe avere altri ceppi nel mantovano e forse anche altri nel Lazio, Fornaro è della penisola salentina, con altri ceppi al centro sud e in Piemonte, Fornaroli è originario della zona tra la provincia di Lodi e di Piacenza, Fornaron, assolutamente rarissimo è veneziano, Furnari dovrebbe essere specifico della Sicilia orientale, Furnaro, estremamente raro, sembrerebbe del ragusano. Tutti questi cognomi derivano dal vocabolo medioevale fornarius o fornaro, stante ad indicare il mestiere di fornaio, cioè l'addetto o il titolare di un forno.
FORNARINI
FORNARINO
Fornarini è assolutamente rarissimo sembrerebbe romagnolo o marchigiano, Fornarino sembrerebbe specifico dell'alessandrino, di Spigno Monferrato (AL) in particolare, potrebbero derivare dal mestiere di garzone o aiutante di fornaio.  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Cesena nella seconda metà del 1400 con il maestro farmacista Antonio Fornarini.
FORNASIER
FORNASIERI
FORNASIERO
Fornasier è specifico del trevisano e della aree confinanti delle province di Venezia e Pordenone, Fornasieri, molto raro sembra della stessa area, Fornasiero è specifico del padovano ed aree limitrofe, veneziano e rovigoto, derivano da forme dialettali del mestiere di fornaciao o addetto alle fornaci.
FORNELLI
FORNELLO
Fornelli ha un ceppo nel torinese, nel savonese e nello spezzino ed uno nel napoletano e tra potentino e barese, Fornello ha un ceppo nel torinese, ma ha presenze qua e là in tutt'Italia, dovrebbero derivare da nomi di località come Fornelli nel torinese, nel savonese, nell'iserniese o nel salernitano, o Fornello nel pistoiese, ma non si può escludere che in qualche caso possano derivare da un soprannome originato dal mestiere dei capostipiti (vedi FORNI).
FORNERA
FORNERI
FORNERIS
FORNERO
FORNERON
FORNERONE
Fornera, molto raro è tipico di Piateda nel sondriese, Forneri e Forneron sono quasi unici, Forneris è ben diffuso in tutto il Piemonte occidentale, con presenze anche nella Liguria di ponente, Fornero è specifico dell'alto cuneese e basso torinese, Fornerone è tipico dell'area di Pinerolo nel torinese, dovrebbero tutti derivare da soprannomi originati dal termine dialettale fornè o fournèr che indica il mestiere di fornaio, o da fornèra (moglie del fornaio).  Tracce di questa cognominizzazione si hanno in Provenza fin dal 1300, in un atto del 1323 si può leggere: "...audivitdictus Bernardus, ut dixit, quod unus de dictis condempnatis dictus Forneron de Flornissiacho, ut sibi videtur, dicebat multa opprobria ...".
integrazioni fornite da Piergiorgio Fornera
esiste un importante ceppo di Fornera a Losone in Svizzera.
FORNESI Sembrerebbe originario della provincia di Massa, dovrebbe derivare dal toponimo Forno (MS).
FORNI
FORNO
FORNONE
FORNONI
Forni ha un ceppo tra Lombardia e Piemonte orientale, uno bolognese, uno fiorentino ed uno napoletano, Forno, tipicamente piemontese, ha anche un ceppo in Valtellina ed uno nel genovese, Fornoni è tipico del bergamasco, mentre Fornone, è quasi unico ed è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, dovrebbero tutti derivare dall'attività di fornai svolta dalle famiglie identificandoli con il luogo di lavoro.
integrazioni fornite da Andrea Balzarotti
Antichissima casata modenese, dei Forni si hanno notizie sin dal XII°secolo Il fondatore della casata sembrerebbe identificarsi con Ercole (seconda metà del XII° sec.), iscritto alle corporazioni di Modena come fornaio (da cui forse la derivazione del cognome). A lui fanno seguito Corrado, Ippolito e Francesco (di cui non si hanno dati biografici certi). Figlio primogenito di Francesco fu Alberto I (? 1296  - 1342), capitano del popolo e podestà a Scandiano dal 1336 al 1342 per conto di Obizzo III d'Este, Signore di Ferrara e di Modena. Non avendo costui avuto eredi diretti, gli successe il fratello Ippolito (1307 - 1378), fondatore della linea modenese che si dichiarò rinunciataria dei diritti di successione della linea principale. Alla morte di Aldobrandino (figlio di Ippolito) nel 1381, infatti i diritti passarono al terzo fratello di Alberto I, Luigi I (1309 - 1382), fondatore della linea piemontese.  A lui successero Carlo (1344 - 1406), Ferrante (1373 - 1427), Alfonso (1391 - 1456), Ludovico (1421 - 1482), Rinaldo (1455 - 1501), Lorenzo (1476 - 1513), Luigi II (1504 - 1570), che ottenne numerose commende titolari ad opera del Duca Carlo III il Buono di Savoia, e Alberto II (1539 - 1593). Figlio di Alberto II fu Luigi Amedeo I (1557 - 1613) che, nel 1597 vestì l'abito di Malta.  Da ricordare per questo ramo nel sec. XIX il matrimonio di Luigi Amedeo III che nel 1817 sposò Maria Giuseppina de Beauharnais, figlia di Eugène (figlio di Alexandre e di Giuseppina de La Pagerie, prima moglie di Napoleone Bonaparte) ed Augusta Amalia di Baviera. I rami attualmente fiorenti sono da identificarsi in area piemontese e modenese. La linea mirandolese ebbe origine nel XVII sec. e si estinse nell'agnizione maschile nel 1805, cedendo i propri titoli e diritti dinastici alla casata piemontese.  A seguito del riconoscimento "motu proprio" di S.M. Umberto I di Savoia (R.D. 1884) i discendenti di questa casata godono dei titoli di Conti di Vinadio, Conti di Sambuco, Conti di Isone, Conti di Pietraporzio e Conti di Pombernardo, Patrizi di Ferrara e Nobili di Mirandola. La casata modenese gode dei titoli di Conte, Patrizi di Modena e Nobili di Bologna.
Lo stemma consiste in uno scudo inquartato col primo e terzo quadrante di blu al barile fiammeggiante al naturale, il secondo quadrante con una croce patente d'argento al campo di rosso (detta di Savoia), mentre nel quarto quadrante figura un campo d'oro caricato di un'aquila di nero all'antica rivoltata a sinistra con una croce patente d'argento al campo di rosso (detta di Savoia),  in cuore.
integrazioni fornite da Don Giancarlo Forni
Le famiglie con cognome Forni, ancor oggi dislocate in area lombarda, lago Maggiore, Lomellina e Milano, sono originarie della val Leventina-Gottardo-(Canton Ticino) e traggono il nome dal Pizzo Forno (Monte di 2.907 mt.) vicino a Pollegio, Giornico etc. (vedi Archivi parrocchiali ivi). Alcune scesero infatti lungo la costa lombarda del lago Maggiore (Locarno, Angera, Ispra etc.) dopo la metà del XVII° sec., stabilendosi a Milano e nei paesi lungo la via commerciale del fiume Ticino, fino dove questo si getta nel Po, cioè in Lomellina.  Dalla documentazione dell'Archivio di Stato di Milano (Fondo Araldica p.antica e p.moderna) si rileva che anche la famiglia Forni di Milano, che fu nobilitata il 7.12.1782 da Giuseppe II° d'Austria con il titolo di Nobili (maschi e femmine), Don e Donna, è originaria della Val Leventina (Pollegio). Gli esponenti di questa famiglia sono ancor oggi residenti tra Milano e Varese (vedi Annuario della Nobiltà Italiana. parte IV-Rietstap's General Armorial, pag.CCCXLV-Elenco Uff.Nobiliare It.ed.1921 etc.etc.). Tra di essi ricordiamo: Don Ulderico Carlo Alberto Forni (1913+1978) e la consorte Donna Laura Elettra Bruni (1923+2008) da cui: Donna Emanuela (n.1947 Milano) e il consorte March.Thierry Konarzewski [Parigi.Milano], l'Ing.Don Giancarlo Forni (n.1951 Milano) e la consorte Donna Maria Elisabetta Piana [Milano.Azzate di Varese], oltre a Donna Olivia Anna Maria (n.1954.Varese)[Milano. Velate di Varese]etc.etc. L'Arma di questa famiglia milanese è quella concessa da S.M.I.R.A. Giuseppe II° d'Austria il 7.12.1782:"Inquartato:nel primo e nel quarto d'azzurro a due leoni d'oro affrontati, sostenenti con le branche un forno ad alveare, d'argento. Nel secondo e nel terzo: d'argento a tre caprioli di rosso". (v.Arch.di Stato di Milano-Fondo Araldica, Arch.Storico Civico di Milano-Trivulziana-Fondo Famiglie: cartella 678, V.Spreti: "Enciclopedia Storico Nobiliare" vol.III°, v."Dizionario Storico Blasonico"di G.B.di Crolla Lanza-vol.II°-pag.424, etc.etc.).
FORNICOLA
FORNICOLI
Fornicola quasi unico, parrebbe dell'area salernitano, potentina, Fornicoli sembrerebbe unico, dovrebbe trattarsi di errori di trascrizione del cognome campano Formicola (vedi FORMICOLA)
FORNINO Molto raro è specifico del salernitano, di Sassano in particolare, con un ceppo probabilmente non secondario nel livornese, che dovrebbe derivare da un nome di località.
FORONI Originario dell'area che comprende le provincie di Reggio Emilia, Modena, Mantova e Verona, dovrebbe derivare dall'aferesi di soprannomi originati dal nome bizantino Christophorus o dal nome medioevale Cristoforo (Cristoforoni), in qualche caso, ma è improbabile, potrebbe discendere da variazioni del nomen latino Floronius.
FORRESU Forresu è tipico della Sardegna meridionale, occidentale, della provincia di Carboni ed Iglesia, di Gonnesa, Santadi e dei capoluoghi.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
FORRESU: di Forru, proveniente da Forru = Forresu; come Fonnesu, Calaresu, Sorresu ed altri. Nel vocabolario sardo geografico, patronimico ed etimologico del canonico Giovanni Spano troviamo: Forru, forresu: oggi Collinas. Centro abitato (927 ab.) della Marmilla, nella provincia del Medio Campidano. Il suo territorio è ricco di antiche testimonianze. In periodo medioevale appartenne alla Curadorìa di Marmilla, prima e di Parte Montis successivamente, nel regno giudicale di Arborea. Nel 1388 i suoi abitanti parteciparono alla famosa Pace di Eleonora. Ma esiste anche un'altra villa "bidda" col nome Forru, Villanovaforru, confinante con la precedente, fondata, nel XII° secolo, probabilmente dagli stessi abitanti della più antica Forru. Anche gli abitanti di Villanovaforru, nel 1388, allora Forru Villa Noa, parteciparono alla Pace di Eleonora. Non abbiamo trovato il cognome Forresu nelle carte antiche della lingua e della storia della Sardegna, da noi consultate. Attualmente è presente in 27 Comuni italiani, di cui 15 in Sardegna: Gonnesa 23, Santadi 20, Carbonia 19, Fluminimaggiore 8, etc.
FORSETTI Assolutamente rarissimo, dovrebbe essere lombardo.
FORTAREL Tipico di Segonzano (TN), potrebbe derivare o da un soprannome legato al nome di una località o da modificazioni dialettali del nome medioevale Forte.
FORTE
FORTI
Forte è diffuso in tutt'Italia, con particolare concentrazione al centro sud, Forti al centro nord, deriva dal nome medioevale Forte o da contrazioni di nomi come Fortebraccio e simili.
FORTEGUERRA
FORTIGUERRA
Forteguerra, praticamente unico, è molto probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione anagrafica del cognome Fortiguerra, che, tipicamente meridionale, dovrebbe derivare dal nome medioevale Fortisguerra (con il significato di augurio che possa essere valoroso nei combattimenti), nome che troviamo ad esempio agli inizi del XII° secolo in un atto di donazione del 1118 a Montalcino che cita come beneficiario dei proventi di una transazione Fortisguerra, fratello di Bernardo degli Ardengheschi.
FORTELEONI Forteleoni, decisamente sardo, specifico della Gallura, è particolarmente presente a Tempio Pausania, Luras, Calangianus ed Olbia, dovrebbe derivare dal nome Forteleone, del cui uso abbiamo tracce in Corsica nel 1600, con un messer Forteleone Rusterucci di Bocognano nella Corsica meridionale.
FORTEZZA
LA FORTEZZA
LAFORTEZZA
Fortezza ha un piccolo ceppo a Cecina nel livornese, uno a Napoli e Bacoli nel napoletano ed a Minori nel salernitano, ed in Sicilia a Monreale e Palermo nel palermitano, a Caltagirone nel catanese ed a Siracusa, Lafortezza è tipicamente pugliese, di Bari, Bitonto e Ruvo di Puglia nel barese, e di Taranto, La Fortezza è sempre pugliese di Ruvo di Puglia e di Bari, questi cognomi dovrebbero derivare da nomi di località individuate dalla presenza di una fortezza o zona fortificata nelle vicinanze, potrebbero forse essere legati alla vicinanza con il Castello di Ruvo di Puglia.
FORTINI
FORTINO
Fortini è comune a tutta la fascia longitudinale che dalla Lombardia, attraverso l'Emilia, la Toscana e l'Umbria arriva al Lazio, Fortino è specifico del salernitano e cosentino, derivano dal nome medioevale Fortino, un esempio di questo uso lo troviamo già in epoca longobarda, in una charta donationis del 742 si legge: "...Signum + manus Fortini uiri deuoti filius Todoni de Ceciliano, testis..." e nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale in un atto dell'anno 1194 scritto in Vimercate (MI): "In nomine Domini. Anno a nativitate domini nostri Iesu Christi millesimo centesimo nonageximo quarto, quintodecimo die madii, indicione duodecima... ...in predicto burgo in porta que dicitur Sancti Damiani, cui est a mane Iohannis qui dicitur de Canova, a meridie heredum Presbiteri Capitanii, a sero Gervasii, a monte accessium et in aliquo Fortini qui dicitur Guarmasii...".  Traccia di questa cognominizzazione la troviamo in Toscana a Castelfiorentino (FI) dove nel 1515 nasce Davitte Fortini che diventerà poi un famoso maestro di opere idrauliche e militari e, sotto i Medici, primo mastro costruttore al fianco di Giorgio Vasari nella costruzione di ville e palazzi in tutta la Toscana.
FORTUGNO
FORTUNI
FORTUNIO
Fortugno è specifico di Reggio Calabria e del reggino, Fortuni ha un ceppo a Città di Castello nel perugino, uno a Montemonaco e Montefortino nel Piceno, e nel Lazio a Roma, Latina e Grotte di Castro nel viterbese, Fortunio, molto molto raro, ha un ceppo romano ed uno calabrese, dovrebbero derivare dal nomen latino Fortunius di cui abbiamo un esempio in un'antica lapide funeraria romana: "D(is) M(anibus) s(acrum) / M(arcus) Fortunius / Quintasius / pius / v(ixit) a(nnos) LX".
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Fortugno, cognome è un cognome tipico della Calabria meridionale, soprattutto dell'area di Reggio Calabria e provincia. Fortugno è una variante locale e dialettale del nome augurale Fortunio, derivato dal nome personale latino di età tarda Fortunius, imposto agli infanti come augurio per un futuro felice, fortunato, gioioso. Escluderei l'ipotesi dell'origine spagnola da Fortuno con la tilde sulla "n" per la assoluta tipicità locale del cognome.
FORTUNA Fortuna è un cognome decisamente panitaliano.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questo cognome va ricercata nel nome medievale Fortuna, che, assieme alla sua variante Buonafortuna, va inteso come augurio per un buon avvenire (vedi Fortunata). Per quanto riguarda il cognome in questione, dunque, si tratta della cognominizzazione dei nomi personali dei capostipiti.
FORTUNATA
FORTUNATI
FORTUNATIS
FORTUNATO
Fortunata, molto molto raro, sembra tipico dell'area campano, pugliese, Fortunati è specifico del centronord, Fortunatis, rarissimo, parrebbe palermitano, Fortunato è diffuso in tutt'Italia, con particolare concentrazione al centro sud, deriva dal cognomen latino Fortunatus, Fortunata o dal suo derivato italiano Fortunato.
FORZAN
FORZANI
FORZANO
Forzan è tipico del padovano, con un ceppo nel latinense frutto dell'emigrazione forzata in epoca fascista per provvedere alla bonifica delle paludi pontine, Forzani ha un piccolo ceppo nel varesotto e nel vicino novarese ed uno nel ternano, Forzano ha un ceppo nel cuneese, uno nel messinese ed uno secondario a Roma, dovrebbero tutti derivare dal nome latino Fortianus, ma il ceppo piemontese potrebbe anche derivare dal toponimo Forzo nel canavese e quello messinese dal toponimo Forza d'Agrò nel messinese.
FOSCHI
FOSCHINI
FOSCO
Foschi ha un nucleo tra bolognese, ravennate e forlivese ed uno nel Lazio, Foschini ha un nucleo forlivese, uno nel beneventano ed uno nel Lazio, Fosco è rarissimo e sembrerebbe laziale o abruzzese, derivano dal cognomen latino Fuscus, di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale, dove troviamo un'atto del 1145 rogato dal notaio Fusco: "...Ego Fuscus iudex et missus domini secundi Cunradi regis scripsi, post traditam complevi et dedi.".  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel cesenate nel 1400 con l'architetto Cristoforo Foschi che ha contribuito all'edificazione di numerose rocche malatestiane come quella di Fano o Castel Sismondo a Rimini.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Foschi è un cognome prettamente riminese. Soprannome di carattere fisico e morale, origina dal lat. "fuscus" = scuro, di carnagione o di capelli scuri. In senso traslato: persona ombrosa.
FOSCHIATTI
FOSCHIATTO
Foschiatti, molto raro, è tipico della zona di Gemona Del Friuli (UD), Foschiatto, molto più raro, sembrerebbe di Ravosa (UD), derivano da modificazioni del nome Fosco. (vedi Foschi)
FOSCI
FOXI
Fosci ha un ceppo a Bomarzo nel viterbese ed a Roma, ed uno a Gonnofanadiga nel Medio Campidano e ad Uras nell'oristanese, Foxi, quasi unico, è sardo.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
FOSCI; FOXI: fòke, fòge, fòxi è la foce, lo sbocco al mare di un fiume ad esempio. Foneticamente la "x"sarda presente soprattutto nelle parlate meridionali (campidanese), è una fricativa palatale sonora e si legge quindi come la "j" francese. Deriva dalla "x" latina, fox, come in pax, lux, pix, nex, nux, vox, crux, etc. che danno pàxi (pace), lùxi (luce), pìxi (pece), nèxi (colpa), nuxi ( noce), bòxi (voce), grùxi (croce), etc. Ma non è la x latina che dà la fricativa palatale sonora, ma è la "c" (affricata palatale sorda del genitivo latino, di pacis, lucis, picis, vocis, necis etc. Mentre ad esempio nix /nivis, da in campidanese nì, non nixi.  Foxi è presente nella Sardegna Meridionale come toponimo, esempi: su mari de fòxi = l'uscita del Tirso a mare nella costa oristanese. La torre antibarbaresca di Foxi, la cui costruzione risale al periodo medioevale, si trova alla foce del rio omonimo(Rio Foxi), nel Comune di Quartu Sant'Elena; etc.  Foxìna, diminutivo di fòxi ha il significato di pozzanghera: sa foxìna de su sirboni = il rifugio del cinghiale, la buca melmosa dove si avvoltola il cinghiale. Abbiamo detto che la "x" con valore fricativo palatale sonoro è propriamente del campidanese, infatti non è presente nelle parlate del centro nord e neppure negli antichi documenti della lingua e della storia della Sardegna, fuorché nella Carta de Logu di Eleonora d'Arborea. Nella copia in nostro possesso, redatta dal giurista Filippo Mameli, "Dotore de Decretu e de Lege", in lingua sarda, per ordine del giudice Mariano IV°, padre di Eleonora, in 198 capitoli, nei primi anni 40 del 1300 e resa operante da Eleonora nei primi anni 80 dello stesso secolo, la "x" è usata con tre valori fonetici: col valore latino antico(cap.I° -expalesari), col valore della "sc" italiane(cap. II° - istraxinàda) e con valore fricativo palatale sonoro nel vocabolo "raxóni", più volte con la "x" ma talora anche con la "j" (sempre col valore fonetico anzidetto). Nelle carte antiche è più volte citato il nome Luxorio o Luxuri(o), come santo o come nome di persona, nei quali la "x" ha valore latino o tutto al più italiano "ss", mai come fricativa palatale sonora; mentre ad esempio ad Arbus(Sardegna sud occidentale), San Lussorio è Santu Luxòri con la x fricativa palatale sonora. Il cognome è presente nelle carte antiche da noi consultate, ma nelle sue varianti più antiche. Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, XI°, XIII° secolo figurano: de Foge Goantine (3, 209): (in una donazione prima) - in nomine domini amen. Ego Goantine de Foge petivi boluntade assu donnu meu sire Ugo de Basso, sa die de sancto Marco de Sinnis.ki mi daret paraula d'offeremi(di offrirmi) a Sancta Maria de Bonarcatu cun amnia kanto avia..(come data siamo intorno all'inizio del XIII° secolo,  primo perché è giudice d'Arborea Ugone I° de Basso e poi per il fatto che sono presenti come testi.donnu Bernardu arkipiscopu(arcivescovo) de Arbareèe (dal 1200 -al 1223 ) e donnu Bonacorsu piscopu(vescovo)de Sancta Iusta(nei primi anni del XIII° secolo). Al cap. 209, si ripete in sostanza quanto è nel cap. 3, ma contiene la conferma del giudice: In nomine domini amen. Ego Goantine de Foge petivilli boluntade a su donnu meu.et isse naredimi ca(mi ha risposto che): "Faguellu c'a mimi bene me plaguit et bonu mi parit et paraula ti'nde do"!...(" fallo pure che a me piace e mi sembra una cosa buona e quindi te ne do parola"!). Ai capp. 134 e 139, sempre del CSMB figura de Foge Mele (in uno scambio(tramudu) di terre): tramudeilli a Mele de Foge parzone sua (la sua parte), quantu aviat in cussu ortu (la sua parte di quell'orto) et deindelli (gli ha dato in cambio) intesiga vinia  in Istrampadoriu(località in agro di Bonarcado). Attualmente il cognome Fosci(trascrizione errata per Foxi), è presente in 51 Comuni italiani, di cui 17 in Sardegna: Gonnosfanadiga 27, Uras 14, Terralba 6 Cagliari 5, etc. Gonnosfanadiga ospita il numero più alto di persone che portano questo cognome: mia nonna, Giuseppa Fòsci, mi diceva spesso che il loro capostipite proveniva dalla zona di Oristano( quindi dalla terra della foce del Tirso); con informazioni tramite telefono, anche i Fosci di Uras e Terralba hanno confermato le ipotesi di nonna. Il cognome Foxi è presente solo nel Comune di San Gavino Monreale, in un solo nucleo familiare. Come anzidetto Foxi è il cognome originale, contrariamente a quanto si può pensare.
FOSSAGHI Estremamente raro forse originario della provincia di Milano o Bergamo, potrebbe essere derivato dal nome celtico Fursa con il suffisso celtico ago indicante proprietà (quelli dei campi di Fursa).
FOSSA Sembra avere oltre al nucleo principale nel genovese, anche un ceppo tra nordmilanese e varesotto, ed uno nel centro Italia, dovrebbero derivare da nomi di località, uso riportato ad esempio in questo documento del 1116 tratto dal Codice Diplomatico della Lombardia medievale: "...Octavusdecimus campus dicitur a la Fossa, et est pertica una et tabule viginti et due et dimidia: est ei a mane Belloni, a meridie Petri, a monte Ambrosii..."; tracce di questa cognominizzazione si hanno in Abruzzo a Paganica (AQ) nel 1500 con il notaio Paolo da Fossa.
FOSSACESA
FOSSACESIA
Fossacesa e Fossacesia sono ormai scomparsi in Italia, sembrerebbe molisano il primo, mentre è sicuramente abruzzese il secondo, dovrebbero entrambi derivare dal nome del paese di Fossacesia nel teatino, probabile luogo d'origine delle famiglie.
FOSSALE
FOSSALI
Fossale, assolutamente rarissimo, sembra del basso novarese, Fossali, molto molto raro, specifico di Venezia, potrebbe derivare da toponimi come Fossalta  di Portogruaro (VE) o simili o anche da nomi di località individuati dalla presenza di fossati o canali.
integrazioni fornite da Alberto Ponce Fossali Uruguay
Fossali è un cognome originario della Val di Fassa dove la famiglia è presente fin dal secolo XVII°,  di lì si trasferirono nel XVIII° secolo a Pieve di Cadore e a Belluno quindi di lì a Venezia. Personaggi di rilievo sono stati: il pittore Antonio Fossali, restauratore dell'Accademia di Venezia nella prima metà del 1700 e Francesco Fossali vescovo di Belluno nel secolo XIX°.
FOSSATI
FOSSATO
Fossati è molto diffuso in Piemonte, Liguria e soprattutto in Lombardia, con un ceppo anche nel fiorentino, quest'ultimo dovrebbe derivare dal toponimo Fossato nel fiorentino, Fossato sembrerebbe veneto, con un piccolo ceppo a Campagna Lupia nel veneziano ed uno a Vicenza ed a Monteforte d'Alpone nel veronese, tutti gli altri derivano da vari nomi di località contenenti la radice fossato, molto diffusi nell'Italia nord occidentale, come ad esempio si evince dal Codice Diplomatico della Lombardia medievale, dove tra l'altro si può leggere: "...a mane fossatus, Gandulfinus ... a sera fossatus. Martinus penus ... ecc.".
FOTI Molto diffuso, sembra originario della Sicilia orientale e Calabria meridionale, potrebbe derivare dalla troncatura del nome medioevale Fotinus di cui abbiamo un esempio nel V° secolo: "...consilio episcoporum vel presbyterorum et cuncte ecclesie catholice dyacono ecclesie Thessalonicensi nomine Fotino...", o dal nome greco bizantino Fotius ricordiamo Fotius patriarca di Costantinopoli e con lo stesso nome l'esarca d'Italia nel VII° secolo. Il Casato dei Foti ottenne nel 1717 dall'imperatore Carlo VI° il marchesato d'Inardo, molti esponenenti di questa famiglia occuparono seggi senatorii a Messina.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Foti è un cognome della Sicilia orientale, è l'italianizzazione del cognome greco Photis che viene dal vocabolo 'phôs' = luce.
integrazioni fornite da Giovanni Cacciola
Un ramo di questa famiglia passò anche a Riposto nel catanese con un Antonino Foti, ne abbiamo traccia dalla metà del 1700 (vedi i registri di battesimo, matrimonio e morte della basilica di San Pietro in Riposto), dove vissero da ricchi armatori e comandanti della marineria mercantile.
FOTIA Fotia è specifico del reggino, di Cardeto e di Oppido Mamertina,m dovrebbe derivare dal nome bizantino Fotia (vedi Foti), si tratterebbe quindi di un matronimico, tracce di questa cognominizzazione le troviamo nella zona di Oppido Mamertina almeno dal 1700.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Fotìa è cognome calabrese, è l'italianizzazione del cognome greco Photias dal vocabolo 'fotìa' = fuoco.
FOZZATI Molto raro sembra specifico della provincia di Rovigo, dovrebbe derivare da un nome di località.
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