| FRECAVALLI
|
Frecavalli, cognome ormai scomparso, è tipico di Crema nel cremonese,
potrebbe stare ad indicare il mestiere di maniscalco svolto probabilmente
dal capostipite.
integrazioni fornite da Marco Giovanni
Migliorini archivista - paleografo Trigolo (Cr)
Frecavalli originatosi per aferesi dell'originario Feracavalli,
quindi indicativo di una professione. Cfr. archivio gentilizio dei conti
Benvenuti di Ombriano di Crema, fondo membranaceo, pergamena 1426 in cui
sono citati i fratelli Cabrino e Fino Feracavalli. |
FRECCERI
FRECCERO |
Frecceri, quasi unico, sembrerebbe ligure, probabilmente si tratta di una
forma alterata del cognome Freccero, che è specifico del savonese,
di Stella, Savona , Albisola Superiore ed Albisola Marina, dovrebbe trattarsi
di una forma etnica francesizzante di località chiamate Freche,
il cui nome trae probabilmente origine dalla presenza in luogo di frassini
(frenes in francese). |
FRECCHIAMI
FRECCHIANI |
Frecchiami è specifico di Treviglio nel bergamasco, Frecchiani,
quasi unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione
del precedente, l'origine etimologica è oscura., si può ipotizzare
una derivazione da un soprannome basato su di un'alterazione del termine
medioevale germanico frehhii o frekin
(avido, mosso da cupidigia). |
FREDA
FREDDI
FREDI
FREDO |
Freda ha un nucleo in Campania e nel foggiano con ceppi forse non secondari
nel modenese e nel genovese, Freddi è molto diffuso tra bresciano
e mantovano, con ceppi anche nel milanese, in Emilia, nell'anconetano e
nel Lazio, Fredi, abbastanza raro, sembra specifico di Manerbio (BS), Fredo,
assolutamente rarissimo, è veneto, dovrebbero tutti derivare dall'aferesi
del nome longobardo Gotefredus di cui
abbiamo un esempio nel Codice
Diplomatico della Lombardia medievale nell'anno 986 a Lodi: "...Andreas,
episcopus episcopio sancte Laudensis Ecclesie, nec non et Adam qui et Bruningus
et Gotefredus
seu Raginpaldus germanis, filii quondam Rikerii, qui professi sunt ipsis
germanis ex nacione suorum legem vivere Langobardorum....". |
| FREDIANI
|
Frediani è tipico toscano, della zona che comprende le province
di Massa, Lucca, Pistoia, Pisa e Livorno, dovrebbe derivare direttamente
dal nome medioevale Fredianus originato
dal germanico frithu con il significato
di amante della pace, ricordiamo San
Frediano Vescovo di Lucca nel V° secolo. ma è pure possibile
una derivazione dal toponimo San Frediano (PI), (LU) e (PT). |
| FREGAPANE
|
vedi FRAGAPANE |
FREGNA
FREGNI
FREGNO |
Fregna, molto raro, è tipico di Poggio Renatico nel ferrarese, Fregni
è tipico di Modena e del modenese, di Carpi, Bomporto, Ravarino,
Nonantola, San Felice sul Panaro, San Prospero e Medolla, con presenze
significative anche nel bolognese a Crevalcore, Bologna e San Giovanni
in Persiceto, Fregno è quasi unico, potrebbero derivare da soprannomi
originati dal termine dialettale emiliano arcaico frenna
o fregna (falce
da fieno), forse ad indicare nei capostipiti dei contadini,
una seconda ipotesi propone sempre la derivazione da un soprannome , ma
originato dalla contrazione del termine dialettale frègn
per ferrigno (fatto
di ferro, ma anche fermo di carattere,
duro come il ferro), probabile caratteristica caratteriale dei capostipiti.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Due sono le ipotesi che si possono avanzare circa l'origine del cognome
Fregni, ben distanti l'una dall'altra. La prima è che si tratti
di un patronimico dal nome proprio latino Frennius
o Frenius, raccolto anche in area riminese
(CIL, XI, 6687). La seconda è che si tratti di un soprannome: férrigno,
nel dialetto frégn «che
ha la durezza e la resistenza del ferro», quindi detto
di persona «saldo, robusto; rigido, ostinato». |
| FREGONA
|
Fregona è tipicamente veneto del bellunese e del trevigiano, dovrebbe
derivare dai due toponimi con lo stesso nome Fregona (TV) e Fregona di
Canale d'Agordo nel bellunese. |
FREGONESE
FREGONESI |
Fregonese è tipico del Veneto orientale e del Friuli, in particolare
di San Donà di Piave, di Iesolo, di Fossalta di Piave, di Noventa
di Piave e di Venezia nel veneziano e di Oderzo, Fontanelle, Zenson di
Piave, Mottadi Livenza, Santo Stino di Livenza e Treviso nel trevigiano,
e del pordenonese, Fregonesi, quasi unico, è probabilmente dovuto
ad errori di trascrizione del precedente, dovrebbero derivare da forme
etniche dei due toponimi Fregona (TV) e Fregona di Canale d'Agordo nel
bellunese, l'identità fregonese ebbe particolare importanza nella
Repubblica Serenissima di Venezia dopo che, nel 1509, un corpo di cittadini,
reclutati a Fregona nel trevisano da Francesco Forte, capitano ai servizi
della Serenissima, si rivelò determinante per il recupero della
città di Serravalle, occupata da 800 soldati dell'imperatore Massimiliano
d'Asburgo. A seguito di questo fatto d'arme i fregonesi vennero esentati
dalle tasse e da altri dazi imposti dalla Serenissima, che inviò
al municipio di Fregona un decreto ducale di esenzione, ancora conservato
presso lo stesso municipio. |
| FREGONI
|
Lombardo di origine bresciana,
dovrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo dialettale fregon
(canovaccio), o come riferimento ad un mestiere o ad un aneddoto. |
FREGOSI
FREGOSO |
Fregosi è concentrato nell'area che comprende le province di Massa
e di La Spezia, deriva da Fregoso che è originario della provincia
di LaSpezia, è un cognome antico, che dovrebbe derivare dal nome
di un borgo della zona di Ponente tra Granarolo e Begato, importante
per la nostra storia è Antonietto Fregoso, poeta, figlio naturale
di Spinetta Doge di Genova, dopo un periodo d'oro alla corte milanese degli
Sforza, si ritirò nella sua villa di Colturano. I Fregoso dal 1300
compaiono tra i Dogi di Genova, La nobile famiglia Fregoso fu tra i Signori
del Montefeltro nelle Marche.
per approfondimenti: http://www.geocities.com/Paris/Louvre/3987/Genova/famiglia_fregoso.htm |
FREGUGLIA
FREGUIA
FREGUJA |
Freguglia, tipico del ferrarese e rovigoto, possiede forse un ceppo non
secondario nel varesotto e nel Canavese, Freguia, molto raro, ha qualche
presenza nella Lombardia occidentale, un piccolissimo ceppo nel rovigoto
a Porto Tolle e Porto Viro ed a Venezia, Freguja, estremamente raro, è
del veneziano, sembrano essere nati come variante del nome Frederico,
dovrebbero in qualche caso discendere da un ramo cadetto della famiglia
Fregoso (vedi FREGOSI) trasferitosi a Ferrara
nel 1500 occupando un ruolo importante fra la nobiltà locale, non
si può escludere anche una possibile, e probabile, derivazione da
un soprannome dialettale basato sul termine freguja
o freguglia (briciola),
che potrebbe essere stato originato da una corporatura molto minuta dei
capostipiti. |
FREI
FREO |
Frei è tipico della provincia di Bolzano, Freo, decisamente veneto
è soprattutto del padovano, potrebbero derivare da una forma germanica
del nome Libero, ma più probabilmente
si tratta di una forma contratta del nome Frederich. |
FRENI
FRENO |
Freni ha un ceppo siciliano a Messina e Catania e nel messinese ad Itala
ed Alì Terme e nel catanese a Paternò, con un ceppo anche
a Corigliano Calabro nel cosentino, Freno, più raro, ha un ceppo
a Villa San Giovanni nel reggino con qualche presenza anche a Messina e
Sant'Agata di Militello sempre nel messinese, dovrebbero derivare da soprannomi
originati dalla voce dialettale meridionale frenu
(fieno), forse ad indicare che i capostipiti
svolgevano l'attività di stalliere o avevano comunque a che fare
con il fieno. |
| FRERI
|
Freri è specifico del cremonese, di Castelleone, Ripalta Arpina,
Crema e Casaletto Vaprio e di Bagnatica (BG), dovrebbe derivare da modificazioni
e sincopi del nome Fredericus. |
| FRESCHI
|
Proprio dell'Italia settentrionale,
dovrebbe
derivare dal nome tardo medioevale Fresco (Giovanni Villani cita già
nel 1335 nella "Nuova Cronica" al tomo terzo un meser Fresco). |
FRESI
FRESU |
Fresi è specifico della Sardegna settentrionale, di Olbia, Sant`Antonio
Di Gallura, Arzachena, Loiri Porto San Paolo e Luogosanto in Gallura, e
di Alghero, Sedini e Valledoria nel sassarese, Fresu è tipico della
Sardegna settentrionale, di Sassari in particolare e di Oschiri, Berchidda,
Olbia, Monti e La Maddalena in Gallura e di Cagliari e Nughedu San Nicolò,
Ozieri e Porto Torres nel sassarese, dovrebbero derivare da un soprannome
originato dal vocabolo sardo gallurese fresi
(fustagno, orbace) forse ad indicare
l'attività del capostipite.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
FRESI; FRESU; FURESI: su/so forési,
furési, fresi/u (corso meridionale e gallurese), è
il panno di lana di pecora tessuto in casa, bianco,
ma generalmente tinto di nero - l'orbace.
Dal latino forensis, ma anche dall'italiano
antico forese o furese
= campagnolo, contadino. L'area di
maggior diffusione dei tre cognomi è l'alta Sardegna. Anche in Campidano,
comunque, l'orbace, o tela di lana di pecora, viene comunemente chiamato
su furèsi. Non li abbiamo trovati nelle carte antiche della lingua
e della storia della Sardegna, da noi consultate. Attualmente il cognome
Fresi è presente in 102 Comuni italiani, di cui 40 in Sardegna:
Olbia 217, Arzachena 134, Sassari 68, etc. Fresu è presente in 93
Comuni italiani, di cui 43 in Sardegna: Sassari 140, Aschiri 76, Berchidda
59, etc. Furesi è presente in 24 Comuni italiani, di cui 6
in Sardegna: Sassari 44, Alghero 41, Padru 25, Cagliari 16, etc. |
| FRESOLI
|
Fresoli, assolutamente rarissimo, sembrerebbe toscano, della provincia
di Massa, potrebbe derivare da forme ipocoristiche del cognomen latino
Fresus, ma molto più probabilmente
indicano un origine dalla Fresia: "...Anno DCCCLI.
De Roma venerunt corpora sanctorum in Saxoniam, Alexandri, unius ex septem
fratribus, Romani atque Emerentianae. Eodem anno nobilissima imperatrix
nomine Irmingard, coniunx Lotharii imperatoris, de hac luce migravit. Item
Nordmanni in Fresia
et circa Rhenum fluvium nocuerunt. Ingens exercitus congregatus est ad
Albiam fluvium contra Saxones et civitates eorum, aliaeque obsesse
alieque succensae sunt igni...", bisogna considerare che furono
molti i legionari romani reclutati in quella regione e che si stanziarono
poi da veterani in Italia. |
| FREZZA
|
Frezza è molto diffuso un po' in tutta l'Italia, soprattutto nel
Veneto e Friuli, ed in Lazio, Abruzzo, Campania e Puglia, potrebbe derivare
dal nome e soprannome medioevale Frezza,
inteso come freccia, intendendo probabilmente
veloce come una freccia o preciso come una freccia, ma è pure possibile
una derivazione dal nome Frezza, forma
arcaica del nome Federica (vedi
FREZZI). |
FREZZATI
FREZZATO |
Frezzati, molto molto raro, sembrerebbe tipico del ferrarese e rovigoto,
Frezzato è specifico del rovigoto e veneziano, con un ceppo anche
nell'alessandrino, si dovrebbe trattare di un patronimico identificato
dalla terminazione in -ato di un Frezzo
(forma arcaica per Federico). (vedi
FREZZI) |
FREZZI
FREZZOLINI
FREZZOLINO
FREZZOTTI |
Frezzi assolutamente rarissimo è specifico delle Marche, Frezzolini,
altrettanto raro, sembrerebbe laziale, Frezzolino è quasi unico,
Frezzotti ha un ceppo nell'anconetano a Jesi ed Arcevia ed uno a Roma,
dovrebbero tutti derivare da modificazioni anche ipocoristiche del nome Federico. (vedi
Frizzi) Tracce di questa cognominizzazioni si trovano nel 1600
in un atto viene citato come esecutore Alessandro Frezzi (1656-1737), Canonico
decano del Capitolo della Cattedrale di S.Andrea in Veroli (FR), discendente
di una famiglia originaria della città di Parma. |
| FRICANO
|
Fricano è specifico del palermitano della zona di Bagheria, di Palermo
e di Casteldaccia, dovrebbe derivare dall'aferesi del cognomen latino Africanus,
traccia di questa cognominizzazione la troviamo nella seconda metà
del 1400 con il filosofo Jordanus Fricanus. |
FRIDEGOTTO
FRITEGOTTO
FRITTEGOTTO |
Fridegotto, molto raro, ha un piccolo ceppo nel varesotto, nella zona di
Cassano Magnago, ed uno nel padovano, nella zona di Rovolon, Fritegotto,
ancora più raro, ha due piccolissimi ceppi uno nel varesotto, uno
a Padova ed uno a Pontinia nel latinense, ma di probabile origine veneta,
Frittegotto, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errate trascrizioni
del precedente, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche dialettali derivate
dal nome medioevale Fridericus (Federico).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Fritegotto, e Fridegotto sono un raro cognome lombardo e veneto di
origine germanica. Oltre a Fedrigotti,
che presuppone un Fedrigotto, si potrebbe pensare al nome germanico Fridegoz,
attestato in Förstemann 533, composto da frithu
= pace + Gaut/Gautz
che era l'epiteto di Odino e la denominazione della tribù dei Goti.
Quanto al passaggio d > t, esso è dovuto alla seconda rotazione
consonantica. (Zweite deutsche Lautverschiebung). |
FRIGATI
FRIGATO
FRIGATTI |
Frigati è tipico di Polesella nel rovigoto, Frigato è specifico
del rovigoto, soprattutto di Adria, con presenze significative anche a
Rovico, Villadose e Ceregnano, Frigatti, sempre del rovigotto, è
quasi unico, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da forme patronimiche
in -ato o -ati,
tipicamente veneta la prima e specifica dell'area del Po la seconda, relative
al nome Frigo, una forma contratta
del nome Federigo (vedi FRIGHI). |
| FRIGAU
|
Frigau è un cognome tipico del cagliaritano della zona di Sinnai
e Dolianova., dovrebbe derivare dal verbo sardo frigai
(lavare) e dal suo participio passato frigau
(lavato). Verso il 1850 un certo Frigau Raffaele emigrò da Sinnai
a Villacidro dando origine al ceppo locale.
informazioni inviate da Cosimo
Frigau - Villacidro (CA)
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
FRIGAU: nelle parlate centrali dell'isola fricare
significa strofinare, sfregare .frigài
in campidanese, i panni ad esempio. Ai lati del torrente Rio Piras, qui
a Gonnosfanadiga, sino ad alcuni decenni or sono, disposti nelle vicinanze
dell'acqua, c'erano ancora dei grossi sassi, solitamente di granito, con
una faccia liscia e piatta, usati "po frigai sa
roba" = per lavare i panni,
dalle donne dei rioni adiacenti il torrente; ma venivano anche dagli altri
rioni del centro abitato. L'acqua corrente e pulita, facilitava lo strofinamento
col sapone ed il risciacquo dei panni, che venivano stesi su "stendini"
improvvisati e, solitamente, si rientrava a casa coi panni freschi di bucato.
A frigai sa roba a frùmini = a lavare i panni nel torrente: le madri
portavano anche le bambine, che dovevano apprendere il "mestiere". Ma poiché
andavano appresso anche i bambini; questi non facevano altro che rompere
l'anima a relative madri e sorelline lanciando sassi nell'acqua, allo scopo
di far loro una indesiderata doccia. Sfrigonjài significa strofinare
con forza. " Cuaddu friàu(frigàu) sa sedda dhi pitziat" =
al cavallo piagato la sella da fastidio(vedi nell'Web: detti e proverbi
del Campidano - Giuseppe Concas). La piaga era causata spesso dalla stessa
sella, soprattutto quand'era nuova. In latino abbiamo fricare, sfregare,
strofinare. Il participio passato del verbo frigai > frigàu significa
inoltre fregato nel senso di preso in giro, imbrogliato, come del resto
in italiano. Una grossa fregatura = una bella frigàda! Non
abbiamo trovato il cognome nelle carte antiche consultate. Attualmente
il cognome Frigau è presente in 28 Comuni italiani, di cui 15 in
Sardegna: Dolianova 52, Ninnai 50, Burchi 50, Villacidro 39 ( qui il vecchio
Lavatoio Comunale, con struttura in granito e ferro, è diventato
monumento nazionale), etc. |
| FRIGENI
|
Tipico bergamasco, della zona di Treviolo, Bonate e Dalmine, dovrebbe derivare
dal cognomen latino Frigenius, di cui abbiamo un esempio in una citazione
di un certo Quadratus (liberto di Frigenius) che dedica a Sestio Munigalico. |
FRIGENTI
FRIGENTO |
Frigenti è tipico del salernitano, di San Valentino Torio e Nocera
Inferiore, Frigento è quasi unico, dovrebbero derivare dal nome
goto Frigentus, ricordiamo con questo
nome il capo dei goti convertito al cristianesimo, alleato di Bisanzio
contro Athanarichus capo della fazione pagana dei goti. |
FRIGE'
FRIGERI
FRIGERIO
FRIGGERI
FRUGGERI |
Frigè è specifico di Milano e del milanese e di Covo nel
bergamasco (vedi anche FRIGENI), Frigeri è
mantovano ed emiliano, Frigerio è lombardo delle provincie di Varese,
Como, Lecco, Bergamo, Brescia e Milano, Friggeri è specifico emiliano,
del reggiano in particolare, Fruggeri, molto molto
raro, č specifico dell'area modenese e bolognese, una possibile origine è dal cognome
austriaco Fritscher (si pronuncia fricer
o friger), un'altra possibilità è la derivazione dal nome
goto Frigeridus , meno probabile, vista
l'attuale concentrazione e diffusione una derivazione dal tardo latino
frigerius (colui
che fa fresco).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
II cognome Frigeri e Frigerio, al modo stesso di Frigieri, Fruggeri e Forghieri
(forma metatetica), riflette il personale medievale Frigerius,
Frogerius di derivazione franca
(dal germ. *frithu - «pace,
amicizia» e da *gaira
- «lancia») forse «amico
della lancia». Fonte: F. Violi. Cognomi a Modena e nel
Modenese, 1996.; il nome Frogerius potrebbe essere derivato dal personale germanico Fridger.
Förstemann 532. |
FRIGHI
FRIGO |
Frighi, molto raro è tipico della zona tra Ferrara e Portomaggiore
nel ferrarese, Frigo è specifico della zona che comprende il veronese,
il vicentino ed il padovano, derivano dalla contrazione del nome Federigo.
Tracce dell'uso di questo nome ed anche di un principio di queste cognominizzazioni
le troviamo in questo scritto veneto dell'anno 1600: "..La
qual parte essendo cossì fu presa et hebbe per la admissione de
voti suprascritti et per la regitione voti nulla. Et cossì retto
presa et per ogni melior modo ... hano fatto ... procuratore il soprascritto
Piero quondam Frigho
di Frighi, degan
della deta villa, qui presente..". |
| FRIGNANI
|
Frignani è tipicamente emiliano, di Ferrara, Carèi (MO),
Forlì, Modena, Bondeno (FE), Reggio Emilia e Bologna e del mantovano,
dovrebbe derivare dal nome della zona d'origine della famiglia, la zona del Frignano, che prese il nome dalla
tribù ligure dei Friniati (vedi FRIGNATI)
che occuparono le terre dell'appennino modenese in epoca preistorica, si
deve comunque anche prendere uin considerazione una derivazione da nomi
di località caratterizzate dalla presenzia di un bosco di farnie
(tipo di quercia).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Frignani è un patronimico dal nome proprio Fregnanus,
registrato in carte modenesi dal 1193, a sua volta derivato dal coronimo
Feronianus (Frignano). |
| FRIGNATI
|
Assolutamente rarissimo sembra tipico del sudmilanese, lodigiano e cremasco,
deriva dal nome dell'antica tribù ligure dei Friniati stanziata
in Emilia dal terzo millennio a.C., da Ab Urbe Condita
di Tito Livio: "...trans Appenninum Friniates
fuerant...". |
FRIJIO
FRIJO
FRIO |
Frijio, assolutamente rarissimo, ha sparute presenze tra mantovano, reggiano
e parmense ed in Calabria, Frijo, meno raro, è tipico di Catanzaro
e Taverna nel catanzarese, Frio ha qualche presenza nel catanzarese
e crotonese, l'origine di tutti questi cognomi dovrebbe essere grecanica
calabrese, forse da un'alterazione dialettale del termine greco antico φρίξ frix
(brivido). |
| FRILLICI
|
Frillici ha un ceppo a Gualdo Tadino nel perugino ed uno a Roma, dovrebbe
derivare dal nome e soprannome medioevale Frillicus,
che significa passero, uccellino. |
| FRILLOCCHI
|
Frillocchi, molto molto raro, sembrerebbe di origini marchigiane, del maceratese
in particolare, probabilmente della zona di Pievebovigliana, dovrebbe derivare
dal nome della località Frillocco nel perugino o da un soprannome basato sul nome dialettale di un tipo di uccello canterino. |
FRISA
FRISI
FRISO |
Frisa, molto raro, ha un ceppo in Abruzzo, uno in Sicilia ed uno nell'alessandrino,
Frisi è ancora più raro, Friso è invece ben consolidato
in Veneto, in particolare nel padovano, potrebbero derivare da un nome
Frisus originato dall'etnico della
Frisia, una provincia del nord dei
Paesi Bassi, di quest'uso si ha un esempio: "...Spaen dictus
Friso procurator...", in uno scritto
del 1500 si legge: "...Ecce autem obscuro simulatus
nomine Babo cum Brisca venit: et clarus de gente vetusta Badigenum Frisus:
celebris cui gloria patrum, et generis cui certat honos, animosaque virtus....",
molto meno probabile un collegamento con il vocabolo latino frisium
(fregio, ornamento normalmente in oro).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Frisa, Friso sono anche cognomi pugliesi che potrebbero avere alla
base il toponimo Frisa nel teatino, oppure il termine dialettale 'frisa'
col significato di 'specie di ciambella cotta
al forno'. Minervini, 216. |
| FRISANCO
|
Decisamente trentino, potrebbe derivare da un nome di località,
come Frisanchi di Centa San Nicolò (TN) o Frisanco (PN), ma
più probabilmente deriva da una storpiatura del nome medioevale
germanico Fridancus, ricordiamo a titolo di esempio Mafister Fridancus
monaco scrittore bavarese morto nel 1233. |
FRISENDA
FRISENNA
FRISINA |
Frisenda ha un ceppo nella penisola salentina a Leverano, Copertino e Veglie
nel leccese, ed uno in Sicilia, nel messinese a Mirto, Galati Mamertino
e Frazzanò, Frisenna ha un ceppo pugliese a Gallipoli, Squinzano
e Ruffano nel leccese ed a Cerignola e Foggia nel foggiano, ed un ceppo
a Paternò e Santa Maria di Licodia nel catanese, Frisina ha un piccolissimo
ceppo a Bari, uno in Calabria nel reggino a Delianuova, Oppido Mamertina,
Gioia Tauro, Taurianova, Palmi, Cosoleto, Anoia e Scido ed alcuni in Sicilia
a Borgetto e Palermo nel palermitano, a Palma di Montechiaro nell'agrigentino,
ed a Catania e Castiglione di Sicilia nel catanese, dovrebbero derivare
dall'italianizzazione del nome femminile germanico Fredesindus
di cui abbiamo un esempio d'uso in quest'atto di epoca medioevale: "Notus
sum omnis sancio deus aecclesiae vivus, quod Gualterius, filius Fledaldi,
et uxor ejus Fredesindus,
cum assensu Gualterii de Alneto, de cujus fisco sum, sicut antea do Berardus
socer ejus, pro anima pater atque mater fratrisque Guaningi interficio,
vivo abbas Landrico, ita postea vivo abbas Huberto, vicariam Abonis Villae
et totus territorii ejusdem villa...". |
| FRISINGHELLI
|
Dovrebbe essere originario della
zona di confine tra trentino e provincia di Verona, deriva dal cognome
austriaco Friesinger, italianizzato. |
FRISON
FRISONE
FRISONI |
Frison è tipicamente veneto, del padovano e del vicentino in particolare,
Frisone ha un grosso nucleo a Messina, uno nel barese, ed uno a Genova,
Frisoni ha un nucleo in Emilia e Romagna ed un ceppo, probabilmente secondario
a Roma, dovrebbero derivare dall'etnico di Frigia ad indicare una provenienza
dal popolo dei frisoni, a questo popolo appartennero vari corpi legionari.
integrazioni fornite da Pietro
Frison
Si svolge una riunione annuale del clan Frison in cui viene ripercorsa
la storia del cognome. Sembra che questo provenga effettivamente dalla
Frisia (Isole Frisone) con origine anteriore al 1300. I Frisoni si
spostarono dalle isole nel tardo '700 al seguito delle truppe napoleoniche
e si fermarono numerosi nel veneto dopo il trattati di Campoformido 17
ottobre 1797. Una enclave piuttosto numerosa si stabilì nell'Altipiano
dei sette comuni (Enego) per dedicarsi all'allevamento dei bovini. Parte
di questi si trasferì mano a mano in pianura. |
| FRIZZARIN
|
Tipico del padovano, deriva dal
nome germanico Frithuric o da una variazione della sua versione italiana
Frederigo (Federico). |
FRIZ
FRIZZA
FRIZZI
FRIZZINI
FRIZZO
FRIZZOTTI |
Friz, molto raro, ha un ceppo a Trento e Garniga Terme nel trentino ed
uno a La Valle Agordina nel bellunese, Frizza ha ceppi nel bresciano, in
particolare a Bagnolo Mella, Sonico e Brescia, a Lucca ed in Umbria, a
Orvieto nel ternano ed a Perugia, Frizzi ha ceppi a Trento, Cimone e Tenno
nel trentino, in Lombardia ad Origgio nel varesotto, a Milano ed a Castel
Goffredo nel mantovano, in Toscana a Firenze e Scandicci nel fiorentino,
a Follonica nel grossetano ed a Chianciano Terme nel senese, Frizzini è
quasi unico, Frizzo è specifico del vicentino, di Recoaro Terme,
Arzignano, Schio, Valdagno, Sovizzo,Vicenza e Santorso, Frizzotti, estremamente
raro, sembra originario della Lunigiana, dovrebbero tutti derivare, direttamente
o tramite ipocoristici dal nome germanico Frithuric
o da una variazione della sua versione italiana Frederigo,
Fricci da Federici
quindi Frizzi. Personaggio famoso
di questa famiglia fu Antonio Frizzi storico di Ferrara della fine del
1600. Nel 1400 si hanno tracce di un padre provinciale Vescovo di Foligno
Fridericus Fricci (Foligno 1320 ca-Costanza 1416) poeta italiano, domenicano
(quondam Fri(deri)ci).
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questi cognomi, in effetti, va ricercata nel nome medievale
Frizza o Frizzo,
l'italianizzazione cioè del personale germanico Fritz,
che, assieme alle varianti Fretz,
Fritsch,
Frisch,
Fretsch, etc, viene spesso usato
come abbreviazione di Friedrich (l'italiano
Federico): dal punto di vista etimologico,
infatti, il nome Fritz è composto dalla radice fried
(pace) con l'aggiunta del suffisso
-izo (contratto in -tz), che, nell'antica
onomastica germanica, assume spesso un valore ipocoristico. Da un punto
di vista storico, comunque, un esempio famoso dell'uso di questo nome viene
da re Federico II di Prussia, anche noto come Federico il Grande (nato
a Berlino, Prussia, nel 1712 e morto a Potsdam, Prussia, nel 1786): in
Germania, infatti, la figura di re Federico viene spesso ricordata col
soprannome di der alte Fritz, che in
tedesco significa il vecchio Fritz.
Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni
dei nomi personali dei capostipiti. |
FROLA
FROLI
FROLLI
FROLLINI
FROLLINO
FROLLO
FROLO |
Frola è tipico del Canavese in Piemonte e di Montanaro nel torinese
in particolare ha un ceppo forse secondario anche a Napoli, nobile casato
è presente a Montanaro fin dal 1300, Froli è pisano, Frolli,
estremamente raro, è panitaliano, Frollini è tipicamente
romano, Frollino è unico, mentre Frollo, pur avendo presenze molto
modeste in Emilia, Marche, Lazio e Campania, ha un ceppo a Venezia, Frolo,
assolutamente rarissimo, potrebbe essere meridionale, dovrebbero derivare,
direttamente o tramite ipocoristici, dal cognomen latino Frolus, Frollo
in volgare italiano, cognomen citato, ad esempio, nel libro Vita
di Mecenate, del poeta perugino Cesare Caporali (1531 - 1601):
".. Stanca , e non sazia ancor l' empia lor mente
, giunser gli avvisi , come messo insieme Bruto aveva un esercito possente
alla cui nuova , a guisa di chi teme , Lepido si fe smorto , e torse il
collo , che parea proprio una zucca dal seme . Ciò visto Ottavio
, e volto a Quinto Frollo
, Costui , disse , si muor , mettil di grazia nell' aceto rosato un poco
a mollo. In tanto avendo già per la Dalmazia con tre legion Turpilio
innanzi spinto, ( Turpilio , che alle donne era in disgrazia,) e con tutto
l' esercito distinto marciava dopo in forma di battaglia , di armi , e
di ricche vesti ornato , e cinto, sopra un bajo corsier coperto a maglia
sol per affrontar Bruto, e far di nuovo del buon sangue Latin correr Tessaglia.
..".
integrazioni fornite da Daniele
Zaia
per completezza segnalo che la voce "frola",
in dialetto piemontese significa "fragola". |
FRONER
FRUNER |
Entrambi trentini, Froner sembra tipico di Pergine Valsugana (TN), Fruner
è della zona di Fiave' (TN) e Riva Del Garda.
studi forniti da Luigi Fruner Sovizzo
(VI)
Cognome di origine Mochèna, di lingua Cimbro-Bavarese simile
al Longobardo parlata fino al XIX° secolo, dalle popolazioni tedescofone
stabilitesi ai primi del 1200 e nel 1500 sui monti ad Est e a Nord-Est
di Pergine -TN- e nella Valle del Fersina detta Valle dei Mocheni, dal
tedesco machen (fare),
comprendente gli abitanti di Vignola e Roveda. Nel 1504 a Pergine
venne istituito un giudice minerario che controllava, oltre a tutte
le miniere della valle dei Mocheni, anche i boschi che servivano a fornire
legnami per i sostegni e le impalcature delle gallerie e come combustibile
per i forni fusori. Risale a questo periodo l'
emigrazione di numerose famiglie di provenienza
e prevalenza (Cimbro - Bavarese e Boema), imprenditori
e minatori detti Canopi
dal tedesco Knappen, sudditi
del Regno di Baviera ingaggiati dai Feudatari Tirolesi perché più
di altri avevano affinato capacità tecniche e professionali nel
settore minerario. (vedi Hall e Schwaz) L'emigrazione degli antenati
della famiglia Fruner, (minatori, carbonai e boscaioli) nella valle
del Fersina si fa risalire al periodo che va dal 1550 al 1600, periodo
di massimo splendore dell'attività. Dal Roathof (Mappa catastale
) e dal " Toponomastica Mochena " di E. Lorenzi
edito nel 1930, risulta che dal nome Frunt, abitante del Maso Frunthof
(Maso di fronte cioè, rivolto al sole), derivino diversi cognomi
fra cui i Frudner i Frontner, i Fruntner poi trasformati,
dai notai del tempo di cultura latina, in Froner e Fruner.
Le notizie più antiche sono relative ad un documento
del 1647 nel quale il Vescovo di Trento ordinò un censimento
a scopo militare relativo agli uomini e alle armi che possedeva a
Frassilongo e sul monte di Roveda, dove per la prima volta sono riportati
"Christan Fruntner, di anni 55, con manara, il figlio Battista
di anni 22, con badil, il figlio Domenego di anni
19, con manara ed il figlio Domenego, di anni 23,
con archibugio, presunto padre di Christan Fruner
da Vignola. Lo sfruttamento indiscriminato delle miniere
dette Grua, dei boschi
, del torrente e del filone di rame, oro, malachite,
quarzo e le frequenti frane e rovine, fecero allontanare
numerose famiglie dalla valle durante tutto il secolo XVII°,
risale infatti a questo periodo di emigrazione
il mutamento del cognome. (Vrount-Frunt-Fruntner-Fruner). Il primo
Fruntner ad essere registrato con il cognome Fruner si fa risalire a Christan
Fruntner o Cristoforo Fruner, di Roveda ( Oechlait )
padre di Giovanni Fruner capostipite dei Fruner di Ballino
-TN- , stabilitosi a Vignola (Valzurg) ai piedi del monte
Panarotta, ( località di 445 anime di lingua Mochèna)
dove si lavorava in miniera o si accudiva alla vigna del Vescovo
di Trento. Dall'estratto di matrimonio custodito a
Ballino, si risale quidi a Fruner Giovanni 1676
+ 1758 figlio di Christan o Cristoforo, sposato con Maria 1673 +
1757 stabilitosi a Ballino, comune montano della provincia di Trento.
Giovanni ebbe numerosi figli: Cristoforo 1705 + 1789, Bartolomeo
1702 + 1769, Giovanni 1711 + 1791, Domenico 1723 + 1765 (da
cui derivano i Fruner di Tignale), Francesco Antonio 1714+1784
, Giuseppe 1723+1798, Lucia, Maria, Domenica, Barbara. Da questi
ceppi risalgono tutte le famiglie di Ballino: Stefen,
Cornai, Pastori, Remiti, Rauchi, Condi, e la famiglia
dei Perteghei di Tignale, Piovere, Sovizzo e Vicenza. |
| FRONGIA
|
Frongia è tipicamente sardo, molto diffuso a Samugheo nell'oristanese,
dove è presente anche a Oristano, San Nicolò d'Arcidano,
Santa Giusta, a Cagliari e nel cagliaritano a Capoterra, Quartu Sant'Elena,
Siliqua, a Desulo ed Ortueri nel nuorese, a Serramanna, Arbus, Villacidro,
San Gavino Monreale ed a Carbonia, ad Iglesias ed a Sassari, dovrebbe derivare
da un antico toponimo medioevale Frongia, nella zona di Fluminimaggiore
nel cagliaritano, ma potrebbe anche derivare da un soprannome originato
dal vocabolo sardo frongia (frasca
o fronda), il motivo del soprannome potrebbe essere vario, ad
esempio che il capostipite curasse dei boschi o che gli piacesse riposare
sotto delle verdi frasche.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
FRONGIA: frundza, in logudorese,
frongia in campidanese è in
genere un piccolo ramo, un germoglio di un albero. Dal latino frondia;
o dall'italiano antico fronza. Un ramo
grosso è detto nai. Sfrongiai
= togliere i rami, sfrondare. Frongia
è toponimo comune a tutta la Sardegna meridionale. È anche
il nome di un centro abitato (paese, villa, bidda) medioevale scomparso.
Appartenne alla Curadorìa di Cixèrri, nella diocesi di Sulcis,
del regno giudicale di Cagliari. Dal 1258 fece parte dei possedimenti
di Ugolino della Gherardesca, conte di Donoratico e successivamente dei
territori oltremare del Comune di Pisa. Infine andò a far parte
del regno catalano aragonese di Sardegna. Dal 1365 al 1409 fu parte del
giudicato d'Arborea e poi di nuovo del regno di Sardegna. Nel 1471 risulta
spopolato. Il paese era sito tra Tratalias e Villa di Chiesa(Iglesias).
Come cognome è presente nei documenti antichi della lingua e della
storia della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eelonora, LPDE del
1388, figurano: Frongia Juliano, ville Leunelli ( * Leunelli.odierno Neonelli.
Contrate Partis Varicati - Barigadu); Frongia Leonardo, jurato ville Capras(
* Capras .odierno Cabras. Campitani Majoris); Frongia Petro, ville Monte
Santo ( * Monte Santo.distrutto. Contrate Partis Varicati - Barigadu).
Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, XI°, XIII° secolo, è
presente nella variante Fronia(Fronja): Fronia Goantine (50) - in una compera:
comporeillis a Torbini Vulpia et fratres suos terra in Pubusone (località
sita in agro di Macomer). Testes: Goantine Fronia. Fronia Gunnari (101)-
in una spartizione di servi: Ego Brandus priore de Bonarcadu, faccio
recordatione pro servos c'aviamus in pari cun donnu Barisone de Serra taliabuccone.
Fiios d'Orzocco de ...levet isse et clesia levait su ladus de Manina
. Custa partizione (de servis) fuit facta in masone de Cabras , daenanti
(alla presenza di) Ugo de Bassu iudice d'Arbaree ubi erat donnu Barusone
et Gunnari Fronia, maiore suo(luogotenente), et Mariane de Funtana, armentariu
suo (amministratore generale), et Petru de Serra su fiiu(suo figlio). Attualmente
il cognome Frogia è presente in 183 Comuni italiani, di cui 89 in
Sardegna: Samugheo 159, Cagliari 149, Desulo 74, Serramanna 68, Arbus 60,
etc. Nella penisola Roma ne conta 53, Genova 24, Milano 23, etc. |
| FRONTE
|
Fronte sembra specifico della Sicilia meridionale, di Pachino, Noto, Siracusa
ed Avola nel siracusano, e di Ispica e Modica nel ragusano, potrebbe derivare
dal nome medioevale Fronte con il significato
di augurio che possa il capostipite essere un baluardo della fede, ma è
pure possibile possa invece trattarsi di forme ipocoristiche di nomi medioevali
come Malafronte o Grandefronte. |
| FRONTEDDU
|
Fronteddu è tipicamente sardo del nuorese, di Dorgali, Nuoro, Siniscola,
Galtelli ed Oliena, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine
frontèdhu che significa sciancato,
dal passo imbrogliato che sembra incespicare, probabilmente motivato da una caratteristica fisica del capostipite. |
| FRONTI
|
Fronti è tipico del pavese, di Voghera in particolare, di Fortunago
e Ruino, dovrebbe derivare da un nome di località, come ad esempio
ne esistono nel torinese e nel parmense, e forse ne esistevano anche nel pavese. |
FROSI
FROSINI
FROSIO
FRUSIN |
Frosi è del cremonese, Frosini è tipico di Pistoia e del
pistoiese, Frosio del bergamasco e bresciano, Frusin, quasi unico è
originario del comasco, derivano tutti dal nome medioevale Frosio, Frosinus
di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico
Longobardo in un atto di vendita del 760 dove si può
leggere: "...omnia sit in potestate eclesiae Sancti
Donati, ubi Rachipert arcidiaconus rector esse uidetur, et in ecclesia
Sancti Georgi, ubi Frosinus
presbiter rector esse uidetur, in prefinito...", decisamente non
condivisibile l'ipotesi di una derivazione dal toponimo volscio Frusinus
(nome volscio dell'attuale città di Frosinone). |
FROSONE
FROSONI
FRUSONE
FRUSONI |
Frosone, praticamente unico, è romano, Frosoni è specifico
della zona che comprende il grossetano con Manciano e Pitigliano, il senese
con San Casciano dei Bagni, il viterbese, il ternano con un grosso ceppo
a Castel Viscardo ed il romano a Roma ed Affile, Frusone ha un ceppo ad
Alatri nel frusinate ed a Roma, Frusoni, quasi unico, è laziale,
potrebbero derivare dal nome medioevale Frosone,
derivato da fresus, il participio passato
del verbo latino frangere, da cui ha
preso il nome l'uccello frosone, così
chiamato per la sua abilità nello spezzare i noccioli delle olive
e delle ciliege, in latino ossifragus,
una varietà di fringuello. |
FRUMENTI
FRUMENTINI
FRUMENTINO
FRUMENTO |
Frumenti, estremamente raro, ha oggi sparute presenze nell'anconetano e
maceratese con un ceppo a Roma, ma l'origine sembrerebbe umbra, probabilmente
del ternano, Frumentini e Frumentino sono praticamente unici, Frumento
ha un nucleo in Liguria, nel savonese in particolare a Savona, Albisola
Superiore, Quiliano, Fiunale Ligure e Vado Ligure, a Genova ed a La Spezia,
questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche,
dall'attività di commercianti in frumento svolta probabilmente dai
capostipiti, ma bisogna comunque considerare la possibilità che
possa semplicemente trattarsi di soprannomi riferiti a persone particolarmente agiate,
l'abbondanza di messi era in epoca medioevale sinonimo di ricchezza. |
| FRUSCA
|
Frusca è tipico del bresciano, di Brescia, Castenedolo, Flero, Adro
e Capriolo, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine dialettale
arcaico bresciano frosca (talea,
piccolo pezzo di pianticella da ripiantare), probabilmente a
sottolineare un'aspetto del mestiere del capostipite. |
| FRUSCALZO
|
Abbastanza raro è specifico del trevigiano. |
FRUSCHI
FRUSCI
FRUSCIO
FRUSCIONE |
Fruschi e Frusci sono assolutamente rarissimi, Fruscio molto raro
ha un ceppo nel napoletano ed uno nel barese, Fruscione molto raro è
tipico della provincia di Caltanissetta, con un ceppo anche a Salerno,
dovrebbero derivare dal cognomen latino Fruscus, ricordiamo Cornelius Fruscus
nella campagna in Britannia nel I° secolo. |
| FRUSCIANTE
|
Frusciante è tipicamente campano, di Apice, San Giorgio del Sannio
e Calvi nel beneventano, di Salerno e Battipaglia nel salernitano e di
Napoli, dovrebbe derivare da un soprannome. |
FRUSCONE
FRUSCONI |
Fruscone, quasi unico, potrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione
di Frusconi, che, molto raro, è tipicamente lombardo, del cremonese
in particolare, e che dovrebbe derivare da un soprannome basato su di una
forma accrescitiva del termine dialettale cremonese arcaico frosca
(frasca, ramo fronduto), forse ad indicare
nel capostipite un coltivatore di alberi da frutta. |
FRUSTACE
FRUSTACI |
Frustace, molto raro, ha un piccolo ceppo a Catanzaro ed uno altrettanto
piccolo nel crotonese a Cutro e Strongoli, Frustaci è anch'esso
tipicamente calabrese, del catanzarese, di Taverna, Sant'Andrea Apostolo
dello Jonio, Catanzaro e Davoli e di Strongoli e Crotone nel crotonese,
potrebbero derivare dall'italianizzazione del cognome slavo Frostaky,
o anche da un soprannome grecanico per guardiano delle spighe di grano. |
FRUSTERI
FRUSTIERI |
Frusteri è tipicamente siciliano, con ceppi a Palermo, a Sant'Agata
di Militello e longi nel messinese ed a Trapani ed Erice nel trapanese,
Frustieri, sempre siciliano del palermitano, è assolutamente rarissimo,
dovrebbero essere di origini francesi e derivare dal termine medioevale
francese fruster o frustier,
che serviva ad indicare un carpentiere
od un falegname, non si può
escludere anche la possibilità che derivino dal cognome provenzale
Fruster o Frustier
con la medesima origine. |
| FRUTTU
|
Fruttu, assolutamente rarissimo, è della Sardegna meridionale.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
FRUTTU: su fruttu = il
frutto, dal latino fructus
= frutto, guadagno, compenso, etc .
Per indicare la frutta (degli alberi ad esempio), qui in Campidano diciamo
sa frutta > italianismo. Nel Condaghe di San Pietro di Silki, CSPS, XI°,
XIII° secolo, al capitolo 420 troviamo il termine fructora, in una
compera: Ego abatissa Tedora qui ponio in ecustu Condake su qui conporai
ad donna Gitta de Kerqui, Comporaili.et issa parte de sa vinia de balle;
et ficu, et mela, et nuke, et omnia fructora. Non l'abbiamo trovato come
cognome nei documenti antichi della lingua e della storia della Sardegna.
È un cognome molto raro e presente solo in 5 Comuni della Sardegna:
Cagliari 5, Gadoni 5, Monserrato 3, etc. |
| FRUZZETTI
|
Fruzzetti è tipico della Toscana nordoccidentale, di San Giuliano
Terme, Pisa e Cascina nel pisano, di Massarosa e Lucca nel lucchese e soprattutto
di Massa, potrebbe derivare dall'ipocoristico del nome gallo latino Frutius,
possibile forma alterata, per inversione del fonema -ur-
con -ru-, del nome germanico Furtius,
ricordiamo con questo nome il Re dei Galli Quadi federato con i romani
che nell'anno 172 venne destituito, esiliato e sostituito con Ariogaesus. |
| FUARDO
|
Fuardo, assolutamente rarissimo, sembrerebbe essere stato originato da
un errore di trascrizione del cognome Suardo (vedi
SOARDI), a seguito probabilmente di un'errata interpretazione della
consonante iniziale, in effetti la grafia antica dell s-
era molto simile alla f-, tanto da
poter essere scambiate da parte di un ufficiale anagrafico o di un sacerdote
distratto. |
| FUBINI
|
Molto molto raro è tipico di Torino, dovrebbe derivare dal toponimo
Fubine nell'alessandrino. |
| FUCA'
|
Fucà ha un nucleo principale nell'agrigentino ad Aragona, Favara,
Agrigento e Racalmuto ed un ceppo probabilmente secondario nel reggino
a Bagnara Calabra, dovrebbe derivare da una modificazione dialettale del
nome greco Foca, ricordiamo il santo
martire Foca di Antiochia che subì il martirio sotto l'imperatore
Traiano nell'anno 107. |
FUCARINI
FUCARINO |
Fucarini è praticamente unico, dovrebbe essere il frutto di un'errata
trascrizione del cognome Fucarino, che è tipicamente siciliano del
palermitano, di Prizzi, Palermo, Villafrati e Bagheria, e che dovrebbe
derivare da un soprannome grecanico basato sul verbo greco antico φΰχάριζω
fukarizo con il significato di imbellettare, cospargere o
farcire con le alghe, ma anche rossiccio, cosa molto piùo probabile,
forse ad indicare che il capostipite avesse i capelli rossi, esiste anche
l'ipotesi che possa derivare da una forma ipocoristica del nome Foca
(vedi FUCA'). |
FUCCI
FUCCIO |
Fucci ha molti ceppi, uno nel ravennate, uno nel romano, ed uno nell'area
che comprende il casertano, il napoletano,l'avellinese, il beneventano
ed il barese in particolare, il foggiano ed il potentino, Fuccio, molto
meno comune, ha un ceppo nel beneventano ed uno nel siracusano, dovrebbe
derivare da forme ipocoristiche contratte del nome Ferruccio.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Fucci è cognome panitaliano. Potrebbe essere ipocoristico aferetico
da nomi come Arnolfo,
Adolfo, ecc. Secondo Bongioanni
130 deriverebbe dal nome proprio Guelfo. |
| FUCITO
|
Fucito è un cognome tipicamente napoletano, con ceppi anche a Sorrento,
Piano di Sorrento, Meta e Casavatore sempre nel napoletano, potrebbe derivare
dal nome della località Fucito nel foggiano, o molto più
probabilmente dal nome della località Fucito di San Giorgio la Molara
nel beneventano, o da altre località omonime. |
| FUGA
|
Fuga è un cognome tipicamente veneto di Murano e Venezia in particolare.
integrazioni fornite da Giangiorgio
Fuga
Famiglia prettamente presente nell'isola di Murano (Venezia) con origini
dalla romana Altinium (Altino)
da dove "fuggirono" a seguito delle distruzioni operate da Attila verso
le isole della laguna veneta. Tale famiglia, presente nel Libro d'oro delle
famiglie nobili muranesi in seno alla Serenissima Repubblica di Venezia,
ha dato lustro all'arte vetraria sin dalle sue origini con numerosi "maestri".
Con la fine della Repubblica di Venezia e la successiva occupazione austriaca
che prediligeva il cristallo di Bohemia rispetto al vetro muranese, costrinse
parte della famiglia Fuga, come molte altre famiglie nella stessa situazione,
ad emigrare prima verso la "terra ferma" e poi, nella seconda metà
dell'800 verso il Brasile, dove esiste oggi una consistente presenza tra
San Paolo e lo stato del Rio Grande del Sud; e verso gli Stati Uniti. Tra
i Fuga più famosi si può citare l'architetto Ferdinando Fuga
(Firenze, 1699 - Roma, 1782) figlio di un muranese "fuggito" dal rigido
controllo della Serenissima, in quanto proibiva alle famiglie vetrarie
e di carpenteria di allontanarsi dalla laguna di Venezia per non diffondere
il "segreto di Stato" riguardanti tali arti, grazie a Ferdinando dei Medici
in visita a Venezia che lo "assunse" come aiutante di camera. A Ferdinando
Fuga si devono molte opere tardo barocche a Roma, Napoli e Palermo (vedi
Wikipedia). |
FUGAZZA
FUGAZZI |
Di origine pavese Fugazza, mentre Fugazzi è della zona tra la provincia
di Piacenza e quella di Genova, questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi
legati al vocabolo dialettale fugassa, fogassa (focaccia) stante ad indicare
il mestiere di focacciaro o a ricordare un'aneddoto ad esso riferito, ma
è pure possibile un collegamento con nomi di località come
ad esempio Cascina Fugazza di Cornate d'Adda (MI) o anche una derivazione
dal nome latino Fugatius, ricordiamo Sanctus Fugatius inviato missionario
in Britannia da Papa Eleuterio il cui pontificato durò dal 175 circa
al 189. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nell'elenco dei notai
roganti dell'Archivio di Stato di Bergamo con un Giovanni fu Bartolomeo
de Fugatia, di Bergamo. |
| FUGGIGUERRA
|
Fuggiguerra, ormai praticamente unico, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Fuggiguerra, attribuito dai genitori
ad un figlio cui si augurava di poter evitare ogni tipo di guerra. |
FULCO
FULCON
FULCONE
FULCONI
FULCONIS |
Fulco è presente a macchia di leopardo in tutto il centro sud, con
un ceppo sicuramente originario in Sicilia, sembrerebbe avere anche dei
ceppi nel torinese e forse in Liguria, Fulcon, Fulcone, Fulconi e Fulconis
sono assolutamente rarissimi, derivano tutti dal nome medioevale di origine
germanica Fulcus o dalla sua forma indiretta Fulconis, di cui abbiamo un
esempio nel 1098 in Calabria in una lettera di Rogerius Calabrie ac Sicilie
per dei voluntatem Comes si può leggere: "...Hoc
privilegium scriptum est quarto Iunii mensis. in Cappella sancti martini.
que sita est in medio Civitatis Mileti. infirmo existente domino meo Comite.
per manus mei Fulconis
Cappellani dicti domini Comitis ...", nel Codice Diplomatico della
Lombardia medievale, in un atto di investituraa del 1197 si trova: "...quam
dominus Kiroldus, filius domini Fulconis,
de Fabiano, solitus erat habere et tenere in feudo ...". Tracce
di questa cognominizzazione le troviamo a Napoli agli inizi del 1500 con
l'artista Alessandro de Fulco. |
FULCERI
FULCHERI
FULCHERO
FULCHIERI
FULCHIERO
FULGERI
FULGIERI |
Fulceri è tipicamente toscano, di Volterra, Lajatico, Pomarance
e Pisa nel pisano, di Lucca e Capannori nel lucchese e di Livorno, Piombino,
Cecina, Rosignano Marittimo e Castagneto Carducci nel livornese, Fulcheri
è tipico del cuneese, di Mondovì, Pianfei, Cuneo e Villanova
Mondovì, Fulchero estremamente raro, sembrerebbe anch'esso del cuneese,
Fulchieri, assolutamente rarissimo, sembrerebbe dell'area emiliano, toscana,
Fulchiero, molto molto raro, è piemontese di Bianzè nel vercellese,
Fulgeri, molto raro, è del modenese, di Pavullo nel Frignano in
particolare, Fulgieri è caratteristico di Sant'Agata dei Goti e
di Limatola nel beneventano, dovrebbero tutti derivare direttamente o attraverso
alterazioni dialettali dal nome medioevale di origini germaniche Fulcerius,
ricordiamo con questo nome il Podestà di Firenze del 1302: "..
Et ad huius literae veram intelligentiam est breviter sciendum, quod in
MCCCII, cum pars Nigra esset reducta in Florentiam per Carolum sine terra,
sicut plene scriptum est capitulo VI Inferni, principes partis ipsius Nigrae
vivebant in magna suspicione, quia sentiebant partem Albam esse potentem
in Florentia; et exules saepe scribebant civibus de parte sua. Ideo dederunt
operam quod Fulcerius de Calbulo
tunc potestas Florentiae, fultus favore eorum, subito cepit quosdam cives
de dicta parte Alba, inter quos fuerunt dominus Bethus de Gerardinis, Masinus
et Donatus de Cavalcantibus ..", nome originato dall'italianizzazione
del nome germanico Fulcher, Folckher,
composto dalle radici volk (pronuncia
folk), che voleva dire popolo, aggiunto
ad hari, che significava esercito,
con le stesse radici abbiamo anche il nome medioevale Fulgerius,
di cui abbiamo un esempio d'uso in un atto del 1128: "...
Praeter episcopos et abbates eidem etiam concilio interfuere Albericus
Remensis et magister Fulgerius;
et ex laicis comes Theobaldus. comesque Nivernensis, et Andreas de Baudimento;
denique Hugo militiae magister cum aliquot e suis discipulis, qui modum
et observantiam instituti sui Patribus exposuit. ..", ricordiamo
con questo nome il monaco dell'ordine di San Bernardo Fulgerius,
cappellano del convento di Nazareth, morto nel 1307, che lasciò
molti scritti sui vari santi appartenuti al suo ordine. |
| FULGHERI
|
Fulgheri è tipicamente sardo, della parte meridionale dell'isola,
di Cagliari ed Assemini nel cagliaritano e di Iglesias e Portoscuso nell'iglesiente.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
FULGHERI: significato ed etimo permangono nell'incertezza. Il vocabolo
fulghéri non esiste nel vocabolario sardo. Mentre esiste fuléri,
che significa "truffatore, imbroglione",
dallo spagnolo fullero, probabilmente
dal latino fullonis, che però
significa lava panni, fullone o follone:
crediamo che fuléri abbia ben poco a che fare con Fulgheri! Fulgheri,
come anche Fulgeri (diffuso nel modenese)e Fulgieri (diffuso a Sant'Agata
- Benenvento), potrebbero derivare, invece, dal verbo latino fulgeo
o fulgesco, nel significato di rilucere,
risplendere, come del resto il nome Fulgenzio. I primi Fulgheri
a Cagliari potrebbero essere arrivati (in periodo sabaudo) dalla penisola:
da Pisa; da Genova; più probabilmente da Torino. Non abbiamo altri
suggerimenti. Nella storia della Sardegna ricordiamo Fulgheri Francesco,
cagliaritano, vissuto in periodo sabaudo, del regno di Sardegna, che ottenne,
insieme al fratello Ignazio, il cavalierato ereditario e la nobiltà,
nel 1766. e nel 1767, ebbe in feudo il Salto di Oridda( vallata, che si
trova sotto le pendici sud occidentali del Monte Linas, confinante con
il territorio dei Comuni di Gonnosfanadiga, Villacidro, Domus Novas, Fluminimaggiore)
con il titolo di conte di San Giovanni Nepomuceno e l'incarico di costruire
un centro abitato nel territorio di quel salto(vedi nell'Web: Oridda).
Riuscì, a sue spese, a portarvi 40 famiglie, ma ben presto il salto
fu di nuovo abbandonato. Nei registri della chiesa parrocchiale San Giovanni
Battista di Lunamatrona leggiamo: " La Terza Cappella detta dell'Immacolata.nel
1753 viene posto il Paliotto (Vicario Sisinnio Sechi). Il Sechi fu grande
benefattore della Cappella e qui fu sepolto. Vedovo, fu ordinato sacerdote;
insieme alla figlia Priama, sposata al conte Francesco Fulgheri, furono
costruttori della chiesa del Carmine o Santa Greca. La Quarta Cappella
reca la scritta:" Donna Priama Sechi di San Giovanni Nepomuceno D.S.N.P.
Madonna del Carmelo(dall'Opera "Chiesa Parrocchiale "San Giovanni Battista"
di Lunamatrona (CA - oggi VS), del sacerdote don Giulio Marongiu).
Il territorio di Oridda( vedi nell'Web: Giuseppe Concas - Racconti
e Leggende del Campidano e Dintorni - Is Contus de Ayayu.) è sempre
stato ed è tuttora ricchissimo di selvaggina e fa parte dell'Oasi
Faunistica di Ripopolamento Linas - Marganai. Il cognome Fulgheri
attualmente è presente in 58 Comuni italiani, di cui 39 in Sardegna:
Cagliari 43, Iglesias 27, Portoscuso 25, Assemini 21, etc. |
| FULGHESU
|
Sembrerebbe tipico di Laconi nel nuorese con un ceppo anche ad Assemini nel cagliaritano,
secondo alcuni deriverebbe da modificazioni del termine dialettale burghisu
(abitante del borgo).
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
FULGHESU: non sappiamo esattamente che cosa significhi, né quale
sia il suo etimo. Come per "Fulgheri", suggeriamo il verbo latino fulgeo
o fulgesco = rifulgere,
risplendere, da cui anche il nome Fulgenzio. Non abbiamo trovato
tracce del vocabolo fulghesu nelle carte antiche della lingua e della storia
della Sardegna da noi prese in osservazione. Attualmente il cognome Fulghesu
è presente in 36 Comuni italiani, di cui 15 in Sardegna: Laconi
128, Iglesias 27, Portoscuso 25, Assemini 21, etc. |
FULICI
FULICO |
Fulici, molto molto raro, è tipico del padovano, Fulico è
ancora più raro, derivano da modificazioni del nome medioevale di
origine germanica Fulcus di cui abbiamo un esempio nel Codice
Diplomatico Pavese nel 1224 con Fulcus Papiensis episcopus (Folco
vescovo di Pavia). |
FULVI
FULVIA
FULVIO |
Fulvi è specifico della fascia centrale che comprende le Marche,
l'Umbria, il Lazio e l'aquilano, Fulvia è quasi unico, Fulvio sembrerebbe
tipico di Guglionesi (CB), dovrebbero derivare o direttamente dalla Gens
Fulvia, o dal nomen latino Fulvius
o da soprannomi originati dal fatto che il o la capostipite erano dotati
di una capigliatura fulva (rossa). |
| FUMAGALLI
|
Assolutamente lombardo, potrebbe
derivare da soprannomi originati da una voce dialettale fumà (sottrarre,
rubare) e starebbe quindi per ladri di polli.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Fumagalli è un cognome lombardo, molto frequente nel bergamasco
e a Milano. Significa 'ladro di polli',
poiché in passato chi si dedicava a questa attività era solito
affumicare il pollaio con zolfo e foglie umide allo scopo di stordire gli
animali impedendo così che starnazzassero. O. Lurati 247 non è
d'accordo con questa spiegazione perché dice che 'fumare' significava
già 'rubare' in gergo. |
FUMASI
FUMASONI |
Fumasi, assolutamente rarissimo, è lombardo, del sondriese, del
comasco o del varesotto, Fumasoni, molto raro, ha un ceppo in Valtellina
a Berbenno Di Valtellina ed uno a Marino (RM) ed a Roma, i due ceppi sembrerebbero
assolutamente separati ed autonomi, il ceppo valtellinese ha tracce sicure
fin dal 1700 almeno nella prima metà del secolo opera a Chiavenna
(SO) il notaio Giovanni Fumasi.
La derivazione di questi cognomi potrebbe essere da patronimici di
aferesi del nome Tommaso o di suoi accrescitivi
(vedi anche FUMEI). |
FUMEI
FUMELLI
FUMELLO
FUMEO
FUMI
FUMO |
Fumei, assolutamente rarissimo, sembrerebbe veneto, probabilmente del trevisano,
Fumelli ha un ceppo a Roma e Marino (RM) ed uno a Cagli nell'urbinate,
Fumello è quasi unico, Fumeo, molto molto raro, è tipico
di Perledo (LC), Fumo parrebbe specifico del golfo di Napoli e Salerno,
Fumi ha un ceppo nel piacentino, uno tra senese e grossetano ed uno nel
Lazio, tracce illustri di queste cognominizzazioni le troviamo a Perledo
nella seconda metà del 1500 con il pittore G.B. Fumeo.
integrazioni fornite da Fabio
Paolucci
derivano, direttamente o per ipocoristici, dal nome Fomeus, già documentato nel 1240. Fumèo
(o Fumè) è la variante regionale di Tomèo, ipocoristico
abbreviato di Bartolomeo o di Tommaseo (da Tommaso). La variante riflette
l'adattamento in "f" del "th"
bizantino dei nomi originari, latinizzati in Bartholomaeus e Thomasus.
A Milano la chiesa di San Tommaso è chiamata, in dialetto, san
Fumè.
Integrazioni fornita da Adolfo
Iannone
il cognome Fumo è presente in una frazione di Baronissi (SA)
già nel 1700 con un Casal Fumo e dai registri parrocchiali è
documentata la nascita del celebre scultore Nicola Fumo (1647-1725) morto
a Napoli le cui opere sono sparse in tutta l'Italia meridionale e la Spagna. |
FUMER
FUMERI
FUMERO |
Fumer e Fumeri sembrerebbero unici, e dovrebbero essere dovuti ad errate
trascrizioni di Fumero, che è decisamente piemontese, di Carmagnola,
Torino e Carignano nel torinese e di Cavallermaggiore e Savigliano nel
cuneese, potrebbe trattarsi di un'italianizzazione del cognome francese
Fumeron, che, derivando dal termine
fumier (letame),
potrebbe indicare un capostipite che di mestiere facesse il contadino. |
| FUMU
|
Fumu, tipicamente sardo, è specifico di Buddusò in Gallura.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
FUMU: su fumu = il
fumo. Dal latino fumus.
Fumare, fumai, fumiai = fumare.
Affumare/ai = affumicare. Affumentare/ai = fare un suffumigio: a brebus
et affumentus = con preghiere e suffumigi. Affumentau siast.che ti possano
fare un suffumigi.(vedi nell"Web: Giuseppe Concas Dicius: detti
e proverbi del Campidano di Sardegna). S'andàda de su fumu,
fàtzast (sa ia de su fumu pighist)= l'andata del fumo, possa tu
fare (che non ritorna più): un malaugurio. Abini dho-y hat fumu,
dho-y hat fogu = dove c'è fumo, c'è fuoco ( che segna la
presenza dell'uomo). Vedi inoltre Fogu: abini dho-y hat fogu, dho-y hat
genti = dove c'è fuoco c'è gente. Si tratta di un cognome
abbastanza raro; non l'abbiamo, come cognome, negli antichi documenti della
lingua e della storia della Sardegna. Attualmente è presente in
13 Comuni italiani, di cui 9 in Sardegna: Buddusò 27, Loiri 8, Sassari
6, etc. |
FUNAI
FUNAIOLI |
Funai, molto molto raro, è tipicamente toscano con un piccolo ceppo
nel livornese a Porto Azzurro e Piombino ed uno a Barga nel lucchese, Funaioli,
anch'esso toscano, ha ceppi nel pisanbo a Pomarance e Volterra, nel senese
a Poggibonsi, a Massa Marittima nel grossetano ed a Piombino nel livornese,
dovrebbero derivare da un soprannome originato dal mestiere di produttore
di funi svolto dai capostipiti, probabilmente appartenenti al
ceto dei funai o funaioli in quanto iscritti all'Arte de'
funai e canapai, particolarmente importante in località
di mare dove le funi o canapi svolgevano un ruolo importante sulle imbarcazioni
e sulle navi. |
FUNARI
FUNARO |
Funari è tipico della fascia centrale che comprende Lazio, perugino
e maceratese, con un ceppo anche nel cosentino, Funaro ha molti ceppi,
uno principale a Roma e provincia, uno nel napoletano e casertano, uno
nel cosentino, nel genovese ed in Toscana, derivano dal nome di mestiere
funaro o costruttore di canapi e funi, una contrada di Roma si chiama proprio
de' funari; tracce di questo cognome le troviamo
a Grimaldi nel cosentino nel 1600 con lo scultore Aloisius Funarus. |
| FUNDONI
|
Fundoni, abbastanza raro, è tipico dell'Ogliastra in Sardegna, dovrebbe derivare
da un soprannome originato dal termine logodurese fundòni
(uomo grosso), per identificare
probabilmente una caratteristica fisica del capostipite.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
FUNDONI: deriva da fùndu,
che significa fondo, profondità,
ma anche pianta, fusto, ceppo, radice,
dal latino fundus. U'
fundu de temàtica = una pianta
di pomodori; u' fundu de croccorìga
= una painta di zucche;
u' fundu de perdinjànu = una
pianta di melanzane; etc. U' fundàli è un avvallamento.
Sa fundurùla è ciò che rimane di scarto (la feccia)
in un tino, in una botte, in un contenitore qualsiasi. Fundòriu,
soprattutto in Campidanese è sinonimo di criterio; sfundoriàu
= senza criterio: colui che dice cose senza senso o fondamento alcuno.
Ricordiamo inoltre che: in periodo romano il fundus era il terreno circostante
la villa (bidda) = fondo inteso come estensione di terra. Fundoni
è proprio del Logudorese e significa dal
sedere smisurato ( rispettabile): può essere riferito
anche a persona grassa. Qui in Campidano
diciamo (senza offesa), cul''e brògna( col sedere grosso come un'anfora,
orcio, giara, grossa pentola, etc.). Nei limiti,
fundoni potrebbe significare anche grosso
fondo, grosso appezzamento di terra! Il cognome potrebbe derivare
da un soprannome, usato in uno dei sensi sopraddetti. Non l'abbiamo trovato
negli antichi documenti della lingua e della storia della Sardegna da noi
consultati. Attualmente il cognome Fundoni è presente in 27 Comuni
italiani, di cui 10 in Sardegna(nord): Buddusò 27, Olbia 21, Sassari
20, P. Torres 6, etc. |
| FUNES
|
Funes è tipicamente veneto, di Pieve d'Alpago e Chies d'Alpago nel
bellunese, di Montebelluna nel trevisano e di Venezia, dovrebbe stare ad
indicare la provenienza dei capostipiti dal paese di Funes, una frazione
di Chies d'Alpago nel bellunese, o anche dalla Val di Funes in Alto Adige. |
FUNETTA
FUNETTI |
Funetta, molto raro, è specifico di Gioia del Colle nel barese,
Funetti è praticamente unico e dovrebbe essere dovuto ad un errore
di trascrizione del precedente, potrebbe derivare da un soprannome originato
dal termine italiano funetta o piccola fune. |
| FUOCOVIVO
|
Fuocovivo, ormai praticamente unico, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Fuocovivo, attribuito dai genitori
ad un figlio molto vivace. |
| FURCAS
|
Furcas, tipicamente sardo, è tipico del meridione della Sardegna,
di Serrenti e Samassi nel Medio Campidano, di San Nicolò Gerrei
e Cagliari nel cagliaritano e di Terralba nell'oristanese, dovrebbe derivare
dal termine sardo furcas (forche,
forcelle), forse legato alla toponomastica.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
FURCAS: frùcca, fùrca, sa furca
è la forca, nei vari sensi della
parola. Dei quali il peggiore è il capestro: "Bai in sa furca"!
"Vai e impiccati"! Espressione tipica sarda simile a: "Sa justizia o su
Buginu t'impicchit"! E' comune come cognome e come toponimo. Esempio: "Sa
Matta de sa furca o de s'impiccu; ( località sita in agro di Gonnosfanadiga,
in salto di Santa Maria); su bixinàu de sa furca o de s'impiccu"!
(uno dei rioni del paese citato), dove esiste ancora sa perda de sa furca
o de simpiccu. Nella Carta de Logu di Eleonora d'Arborea(XIV° sec.)
è più volte citato il verbo infurcari = impiccare.
Nel Condaghe di San Nicola di Trullas (XI°, XIII° sec.) il termine
furcari significa biforcarsi: ube se furcant sas bias( dove si biforcano
le strade), e furkillos sono i bivi. Ma furcìdda, furca o furconi
sono anche la forcella e il forcone, dai molti usi, ad esempio: sa
furcidda de su tirallàsticu è la forcella della fionda; su
furconi è usato in agricoltura, per raccogliere, ad esempio, le
balle di foraggio. Sa furcàxa è una asta o ramo biforcuto
di legno, di ferro o d'altro, per i vari usi. Sa furkitta è la forchetta,
anche da tavola. In riferimento a persona, in senso spregiativo, si dice:
"Su tali esti "furca""! Per dire di una persona che non è raccomandabile:
"Lingua biforcuta"! - ad esempio. Infine non bisogna assolutamente
tralasciare un altro significato di sas furcas, che riteniamo altrettanto
valido quanto i precedenti: sas furcas, costituite da bastoni di olivastro
ad esempio o di leccio o d'altro, infissi nel terreno, segnavano i confini
di uno stato, erano quindi limiti invalicabili, senza lasciapassare, chiaramente,
altrimenti detti lacanas o mulonis, che generalmente erano invece di pietra.
È quindi voce comune diffusa come cognome ed anche come toponimo
o altro sin dai tempi antichi. Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado,
CSMB, XI°, XIII° secolo, al cap. 132.sendi sos ferros cagentes
et issas furcas pesadas (con la forca già innalzata), bennit donna
Anna, sa mama et isculpit illos de no illos okier pro fide de Sancta Maria
de Bonarcatu ( pregò loro di non giustiziarli, nel nome di Santa
Maria di Bonarcado).Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388,
troviamo: Furca Anthonio, ville Macumerii (*** MACUMERII et Curatorie de
Marghine de Gociano.Macomer etc. In posse Chelis Simonis, notarii
publici...die XII Januarii 1388); Furca Gonnario, ville Macumerii; Furca
Joanne - de Bosa. (** Bosa: omnibus civibus et habitatoribus civitatis
Bose. nisipastores. congregatis intus Ecclesiam Beate Marie Virginis .die
XV Januarii 1388); Furca Joanne, ville Aricu (* Aricu.odierno Aritzo. Mandrolisay
o Barbagia di Belv); Furcha Furadu, jurato ville Zaramonte (* Zaramonte...
odierno Chiaramonte. Contrate de Anglona - Chiaramonte); Furcha Angelo,
ville Ecclesiarum (** Villa Ecclesiarum.odierno Iglesias. Et ego
De Nelli Pelipaparius Ludovicus, civis et habitator terre et Ville Ecclesiarum.sindicus,
procurator universitatis Ville Ecclesiarum.seu a Formenyino Joanne, capitano,
camerlengo Ville Ecclesiarum di Siger*ro. Omnibus habitatoribus dicte terre
Ville Ecclesiarum, congregatis in Curia Magna.in posse Virde Andree, quondam
Virde Joannis de Civitate Sasseri.nona die januarii 1388); Furcha Comita,
jurato ville Urri ( * Urri.odierno Nurri. Contrate Partis de Guilcier);
Furcha Comita, ville Sagama( * Sagama.oppidum. Contrate Castri Serravallis);
Furcha Deodato, jurato ville Nuruci ( * Nuruci...odierno Nureci (Laconi.Contrate
Partis Alença); Furcha Jampe, ville Macumerii; Furcha Joanne, jurato
ville Genone (Genone .odierno Genoni (contrate Laconi et Partis Alença);
Furcha Joanne, jurato ville Ribechu ( * Ribechu.attuale Rebecu. Curatorie
de Costa de Valls); Furcha Laurencio, ville Genone; Furcha Parasono, ville
Bonorbe ( * Bonorbe...odierno Bonorva. Curatorie de Costa de Valls); Furcha
Petro, jurato ville Urri (* Urri.odierno Nurri. Contrate Partis de Guilcier);
Furcha Simeone, majore ville Nuruci; Furcha Sisto - de Castri Januensis
(** Castri Januensis Civitas (Castel Genovese - Castel Sardo). Omnibus
habitantibus .in ville de Coginas ... die undecima januarii .1388, in posse
De Valle Anthoni filii). Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI°,
XIII° secolo, figurano: Furca Andrea(280) armentariu de rennu
( preposto all'amministrazione del patrimonio fiscale del giudicato) :
funge da giudice ( Andrea Furca ki vi fuit pro iudike) in una spartizione
di servi, tra la chiesa di Trullas e quella di Gunnannor (oggi Bonnannaro).
Furca Furatu e Furca Petru (37), fratelli (in una donazione): positinke
Furatu Furca latus (la metà del servizio) de Gosantine Gaçurra
et issa fiia intrega Bonisinda ( e la figlia Bonisinda a servizio intero).
Testes Petru Furca su frate (il fratello) et presbiter (prete) Ianne de
Cerone. Attualmente il congome Furcas è presente in 71 Comuni italiani,
di cui 29 in Sardegna: Serrenti 198, San Nicolò Gerrei 56, Cagliari
51, Samassi 30, etc. |
FURCHI
FURCO
DE FURCO |
Furchi è tipico della zona di Tropea (VV), Furco, molto più
raro, è specifico della zona di Castellammare Del Golfo (TP) e di
Montemaggiore Belsito (PA), De Furco, praticamente unico è calabrese,
dovrebbero tutti derivare da modificazioni del nome medioevale Fulcus
(vedi FULCO), anche se è possibile
ipotizzare, anche se improbabile, una derivazione da nomi di località
caratterizzate dalla presenza di una forcella o di una biforcazione. |
| FURCI
|
Furci è tipicamente calabrese della parte meridionale della regione,
di Dinami, Mileto, Ricadi ed Joppolo nel vibonese, e di Taurianova e Fiumara
nel reggino, dovrebbe derivare dal nome del paese siciliano di Furci Siculo
nel messinese, probabile luogo d'origine dei capostipiti. |
| FURDIANI
|
Furdiani, assolutamente rarissimo, è specifico del ferrarese, di
origini etimologiche oscure. |
| FURESI
|
Furesi è tipico della Sardegna nordoccidentale, di Sassari ed Alghero
e di Padru in Gallura, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal
termine sardo logudurese e sassarese furesi
(orbace, un tessuto di lana, tipicamente
sardo, ottenuto mediante una lavorazione particolare che risale ad epoche
molto antiche), forse indicando nei capostipiti o dei produttori di quel
tipo di tessuto o qualcuno che lo indossasse come una divisa consueta. |
FURFARI
FURFARO |
Furfari ha un ceppo calabrese, a Lamezia Terme nel catanzarese ed a Campo
Calabro e Brancaleone nel reggino, ed uno, molto piccolo, siciliano, a
Barcellona Pozzo di Gotto nel messinese, Furfaro è tipicamente calabrese
del reggino, di Cittanova, Taurianova, Mammola, Feroleto della Chiesa,
Siderno, Gioia Tauro, Laureana del Borrello, San Giorgio Morgeto, Roccella
Ionica, Locri, Rizziconi, Palmi, Agnana Calabra e Melicucco, dovrebbero
derivare da un soprannome dialettale basato sul termine calabrese furfarèddru
(discolo, ragazzo troppo vivace, detto di chi
si accende come un fiammifero) (vedi anche
FORFARO). |
FURGA
FURGHIERI |
Furga è unico ed è del mantovano, Furghieri, assolutamente
molto molto raro, è della zona tra mantovano e reggiano, di Suzzara
e San Benedetto Po nel mantovano e di Castelnovo di Sotto nel reggiano,
potrebbero derivare da soprannomi originati dal termine dialettale arcaico
furga o furugada
(scompiglio, chiasso, parapiglia),
forse a ricordare dei fatti accaduti ali capostipiti, o loro caratteristiche
comportamentali. |
| FURGADA
|
Furgada, molto molto raro, è specifico del cremonese, dovrebbe derivare
da un soprannome basato sul termine dialettale cremonese arcaico furgada
(forcata, colpo dato con la forca),
probabilmente ad indicare nel capostipite uno stalliere, che nel proprio
lavoro fosse solito dare colpi di forca. |
FURI
FURIA
FURIO |
Furi è tipicamente toscano, di Siena e del grossetano, Furia è
panitaliano con ceppi sia al nord che alcentro ed al sud, Furio ha un nucleo
pugliese soprattutto nel barese a Mola Di Bari, ma con ceppi anche a Noicattaro,
Bari, Molfetta e Trani, dovrebbero tutti derivare dalla Gens
Furia, una delle famiglie più importanti della romanità,
o dal nomen Furius, Furia. |
FURIAN
FURIANI
FURIANO |
Furian è tipicamente veneto, soprattutto del veneziano, Furiani
sembrerebbe tipico del perugino, di Perugia in particolare, ma anche di
Bastia e Corciano, Furiano è tipico di Napoli e del napoletano,
dovrebbero derivare dal cognomen latino Furianus,
attribuito a liberti, a coloni di terreni od a clientes della Gens
Furia, cognomen di cui abbiamo un esempio in questo scritto
reperito a Rimini e risalente al primo periodo imperiale romano: "L(ucio)
Betutio L(uci) f(ilio)
/ Pal(atina) Furiano
/ aedili cui et / curulis i(uris)
d(ictio) et /
plebeia mandata / est plebs urbana / ex aere conlato / ob honorem ab eo
/ integre et sine / ambitione / administratum / l(ocus)
d(atus) d(ecreto)
d(ecurionum)",
ma è pure possibile ipotizzare una derivazioni da toponimi ora scomparsi
come il Furiano citato in quest'atto del 1331 redatto in Toscana: "...Ego
Ansalducius quondam Fererii de Pino, sacri imperii notarius, hanc cartam
scripsi sicud mihi commisit in mano presbitero Boristorio de
Furiano notarius ..", che potrebbe
semplicemente riferirsi ad un agro furiano
(a proprietà terriere appartenenti alla
Gens Furia). |
| FURIOSI
|
Originario del milanese e lodigiano,
potrebbe derivare da un soprannome legato al carattere, ma molto più
probabilmente derivano dal cognomen latino Furius. |
FURLAN
FURLANETTI
FURLANETTO
FURLANI
FURLANO |
Furlan è diffusissimo nel triveneto, Furlanetti, quasi unico, è
dell'udinese, Furlanetto è invece molto diffuso nella zona che comprende
le province di Treviso, Venezia e Pordenone, Furlani ha un importante nucleo
nel trentino, nel veronese, nel triestino, ma con presenze significative
anche in tutto il Friuli, nel mantovano, nel rovigoto e nel pesarese, Furlano
ha un ceppo a Fagagna e a Colloredo di Monte Albano (UD) ed uno a Torano
Castello (CS) ed a Capistrano (VV), sembrerebbe evidente l'origine friulana,
derivano infatti direttamente o tramite ipocoristici dall'aggettivo dialettale furlan
(friulano). |
| FURLOTTI
|
Furlotti è specifico di Parma e di Langhirano e Noceto nel parmense,
e di Viadana nel mantovano, potrebbe derivare da un soprannome dialettale
originato dal termine parmigiano furlon
o furlot, una sorta di trapano
ad archetto, forse a caratterizzare il mestiere del capostipite
che forse faceva appunto uso di quello strumento. |
| FURNO
|
Furno ha un ceppo piemontese a Torino, Bairo ed Agliè nel torinese,
a Biella e Vigliano Biellese nel biellese e ad Asti, ed un ceppo campano
a Benevento ed a San Leucio del Sannio ed Apollosa nel beneventano ed a
Pozzuoli e Napoli nel napoletano, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Furnus di cui abbiamo un esempio d'uso
nella scrittura di convalida dell'anno 1268 di un Instrumentum
subiectionis dell'anno 1175 a Voghera nel pavese: "..
Ego Furnus notarius
sacri palacii auctenticum huius exempli vidi et legi et sicum in illo continebatur
ita in hoc exemplo scripsi nisi litteram plus vel minus vel indictione.
Anno a nativitate Domini millesimo ducentesimo sexagesimo octavo, inditione
undecima, die lune tercio kalendas augusti. In Papia. Iacobus Pasturinus,
consul iusticie Papie, ex parte publica precepit notario infrascripto ..". |
| FURONI
|
Pochissimo diffuso è di
origine modenese ed è probabilmente un errore di trascrizione del
cognome Foroni o una modificazione dialettale dello stesso. |
| FURRU
|
Furru, molto raro, è tipicamente sardo, sembrerebbe specifico di
Tula nel sassarese.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
FURRU: su forru, in tutta la Sardegna
è il forno, dal latino fornus;
arcaico furnus. Alcune parlate dell'alta
Sardegna (gallurese) mantengono la variante furru.
Sa forrèdda (su foxìli) è il focolare rustico ricavato
nel mezzo della cucina (vedi il cognome Fogu > foxìli). Inforrai
= infornare, il pane ad esempio. Su forràxi o su furràxi
= la fornace; ad esempio: de sa teula (per le tegole); po sa calcina (per
la preparazione della calce); su forraxéddu > è una piccola
fornace. Etc. E' un cognome molto raro; attualmente è presente in
4 Comuni della Sardegna: Tula 23, Oliena 6, Sassari 3, Nuoro 3. |
FUSAR
FUSARI
FUSARO
FUSAROLI
FUSARRI
FUSER
FUSERI
FUSERO |
Rarissimo Fusar è probabilmente triestino, Fusari sembrerebbe avere
più ceppi, in Lombardia, nel veronese e vicentino, in Emilia e Romagna,
nell'anconetano e nell'aquilano, Fusarri, estremamente raro, è anch'esso
lombardo, dell'area milanese e bergamasca, Fusaro è presente tra
Lombardia Veneto, Piemonte e Liguria, ma i nuclei principali sono nel sud
peninsulare, Fusaroli è specifico di Cesena e Cesenatico e di Ravenna,
Fuser è della zona tra Venezia e Treviso, Fuseri, assolutamente
rarissimo è probabilmente dovuto a modificazioni di Fusero che è
tipico della zona tra torinese e cuneese. Questi cognomi potrebbero derivare,
direttamente o tramite ipocoristici, da soprannomi legati a vocaboli dialettali
stanti ad indicare che il capostipite facesse il fonditore
di metalli o lavorasse con i fusi, cioè fosse un filatore
di qualche fibra tessile. |
| FUSARPOLI
|
Raro cognome di origine cremonese,
probabilmente derivato dall'unione dei due cognomi Fusar e Poli. |
FUSCA
FUSCHI
FUSCO
FUSCONE
FUSCONI |
Fusca ha un ceppo a Cassaniti nel valentiano, uno a Noto nel siracusano
ed uno a Roma, Fuschi ha due probabili ceppi, uno tra Pescara e Chieti
ed uno nel palermitano, Fusco è molto diffuso in tutt'Italia, con
massima concentrazione nel Lazio e Campania, Fuscone, estremamente raro,
ha un ceppo nella zona tra Molise e napoletano, Fusconi, oltre al ceppo
romano, probabilmente secondario, ha un ceppo romagnolo, in particolare
a Ravenna e Cervia nel ravennate ed a Cesena, dovrebbero tutti derivare,
direttamente o tramite forme accrescitive, dal cognomen latino Fuscus,
Fusca, di cui abbiamo un esempio
nel Codice Diplomatico della Lombardia
medievale, dove troviamo un'atto del 1145 rogato dal notaio Fusco:
"...Ego Fuscus
iudex et missus domini secundi Cunradi regis scripsi, post traditam complevi
et dedi.". |
FUSELLA
FUSELLI
FUSELLO |
Fusella ha un ceppo nel chietino a Chieti e dintorni ed uno nel salernitano,
Fuselli è specifico del maceratese, Fusello, estremamente raro,
parrebbe piemontese, potrebbero derivare dal mestiere di filatore o ricamatrice,
ma è pure possibile una derivazione longobarda. (vedi
Fusi) |
FUSETTI
FUSETTO
FUSI
FUSILLI
FUSILLO
FUSO |
Fusetti ha un ceppo lombardo tra milanese, varesotto e comasco ed un ceppo
tra rovigoto e ferrarese, Fusetto, meno diffuso, è tipico dell'area
alessandrino, pavese, Fusi è diffuso in tutta l'Italia centro settentrionale,
Fusilli è del centrosud, del romano, del pescarese ed in Puglia
del foggiano e del barese, Fusillo , oltre al ceppo romano, ha un nucleo
pugliese e piccoli ceppi nel potentino e nel siracusano, Fuso ha un ceppo
a Roma, uno nel perugino, uno nel napoletano ed uno nel Salento, dovrebbero
derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dall'aferesi di nomi longobardi
latinizzati come Agilulfus,
Pandulfus,
Aistulfus,
Gilulfus ecc. che hanno generato
il soprannome dialettale Fus e Fusi
che starebbe ad indicare quelli del, i figli del Fus,
ma è pure possibile una derivazione dal nome longobardo Fuso,
Fusonis, di cui abbiamo un esempio
in una Charta donationis dell'anno 748 a Pistoia, dove tra i testimoni
si legge: "Signum + manus Tatoni uiri deuoti filio
quondam Fusoni
testis". |
| FUSINATO
|
Sembrerebbe originario dell'altipiano
di Asiago, potrebbe derivare dal toponimo Fusine in Valromana nell'udinese o da
Fusine fraz. di Zoldo Alto nel bellunese. |
| FUSTEGATO
|
Fustegato, quasi unico, è specifico del veronese, dovrebbe derivare
da un soprannome fustegato (galeotto),
originato dal termine veneto fusta
(galera, imbarcazione dove si imbarcavano
i condannati al remo), probabilmente ad indicare che al capostipite fosse
capitata quel tipo di disavventura. |
FUSTI
FUSTO |
Fusti è assolutamente rarissimo, Fusto ha un ceppo calabrese tra
Lamezia Terme e Borgia (CZ) ed uno siciliano, dovrebbe derivare da una
modificazione antica del nome Faustus,
l'aggettivo fustus veniva a volte utilizzato
in epoca medioevale al posto di faustus,
come vediamo in quest'esempio: "...Annus Novus sit
Tibi fustus felixque
iucundusque.Noli tardare ...". |
| FUSTINI
|
Fustini sembrerebbe tipico di Bologna e Budrio (BO), dovrebbe derivare
dal cognomen latino Fustinus, variazione
del più comune Faustinus, di quest'uso abbiamo un esempio: "...Anastasius
Episcopus sacrae pecuniae prodigus dilapidator, causam tantae profusionis
rogatus: Consumo, inquit, omnia, ne Fustino
Tyranno furti occasionem relinquam. ...". |
| FUZIO
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Cognome tipico di Andria (BA), dovrebbe derivare dal nomen latino Futius
di cui abbiamo un esempio nell'antica lapide di un gladiatore romano: "C
FVTIVS HYACINTVS - DOCT(OR)
OPL(OMACHORVM)
- - FVTIA C L(IBERTA)
- PHILVRA - FECIT". |
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