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FREDA
FREDDI
FREDI
FREDO
Freda ha un nucleo in Campania e nel foggiano con ceppi forse non secondari nel modenese e nel genovese, Freddi è molto diffuso tra bresciano e mantovano, con ceppi anche nel milanese, in Emilia, nell'anconetano e nel Lazio, Fredi, abbastanza raro, sembra specifico di Manerbio (BS), Fredo, assolutamente rarissimo, è veneto, dovrebbero tutti derivare dall'aferesi del nome longobardo Gotefredus di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale nell'anno 986 a Lodi: "...Andreas, episcopus episcopio sancte Laudensis Ecclesie, nec non et Adam qui et Bruningus  et Gotefredus seu Raginpaldus germanis, filii quondam Rikerii, qui professi sunt ipsis germanis ex nacione suorum legem vivere Langobardorum....".
FREDIANI Frediani è tipico toscano, della zona che comprende le province di Massa, Lucca, Pistoia, Pisa e Livorno, dovrebbe derivare direttamente dal nome medioevale Fredianus originato dal germanico frithu con il significato di amante della pace, ricordiamo San Frediano Vescovo di Lucca nel V° secolo. ma è pure possibile una derivazione dal toponimo San Frediano (PI), (LU) e (PT).
FREGAPANE vedi FRAGAPANE
FREGONA Fregona è tipicamente veneto del bellunese e del trevigiano, dovrebbe derivare dai due toponimi con lo stesso nome Fregona (TV) e Fregona di Canale d'Agordo nel bellunese.
FREGONESE
FREGONESI
Fregonese è tipico del Veneto orientale e del Friuli, in particolare di San Donà di Piave, di Iesolo, di Fossalta di Piave, di Noventa di Piave e di Venezia nel veneziano e di Oderzo, Fontanelle, Zenson di Piave, Mottadi Livenza, Santo Stino di Livenza e Treviso nel trevigiano, e del pordenonese, Fregonesi, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente, dovrebbero derivare da forme etniche dei due toponimi Fregona (TV) e Fregona di Canale d'Agordo nel bellunese, l'identità fregonese ebbe particolare importanza nella Repubblica Serenissima di Venezia dopo che, nel 1509, un corpo di cittadini, reclutati a Fregona nel trevisano da Francesco Forte, capitano ai servizi della Serenissima, si rivelò determinante per il recupero della città di Serravalle, occupata da 800 soldati dell'imperatore Massimiliano d'Asburgo. A seguito di questo fatto d'arme i fregonesi vennero esentati dalle tasse e da altri dazi imposti dalla Serenissima, che inviò al municipio di Fregona un decreto ducale di esenzione, ancora conservato presso lo stesso municipio.
FREGONI Lombardo di origine bresciana, dovrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo dialettale fregon (canovaccio), o come riferimento ad un mestiere o ad un aneddoto.
FREGOSI
FREGOSO
Fregosi è concentrato nell'area che comprende le province di Massa e di La Spezia, deriva da Fregoso che è originario della provincia di LaSpezia, è un cognome antico, che dovrebbe derivare dal nome di un borgo della zona di Ponente tra Granarolo e Begato,  importante per la nostra storia è Antonietto Fregoso, poeta, figlio naturale di Spinetta Doge di Genova, dopo un periodo d'oro alla corte milanese degli Sforza, si ritirò nella sua villa di Colturano. I Fregoso dal 1300 compaiono tra i Dogi di Genova, La nobile famiglia Fregoso fu tra i Signori del Montefeltro nelle Marche.
per approfondimenti:
http://www.geocities.com/Paris/Louvre/3987/Genova/famiglia_fregoso.htm
FREGUGLIA Tipico del ferrarese e rovigoto, con un ceppo forse non secondario nel varesotto e nel Canavese, sembra essersi originato come variante dal nome Frederico, dovrebbe discendere da un ramo cadetto della famiglia Fregoso (vedi) trasferitosi a Ferrara nel 1500 occupando un ruolo importante fra la nobiltà locale.
FREI
FREO
Frei è tipico della provincia di Bolzano, Freo, decisamente veneto è soprattutto del padovano, potrebbero derivare da una forma germanica del nome Libero, ma più probabilmente si tratta di una forma contratta del nome Frederich.
FRENI
FRENO
Freni ha un ceppo siciliano a Messina e Catania e nel messinese ad Itala ed Alì Terme e nel catanese a Paternò, con un ceppo anche a Corigliano Calabro nel cosentino, Freno, più raro, ha un ceppo a Villa San Giovanni nel reggino con qualche presenza anche a Messina e Sant'Agata di Militello sempre nel messinese, dovrebbero derivare da soprannomi originati dalla voce dialettale meridionale frenu (fieno), forse ad indicare che i capostipiti svolgevano l'attività di stalliere o avevano comunque a che fare con il fieno.
FRERI Freri è specifico del cremonese, di Castelleone, Ripalta Arpina, Crema e Casaletto Vaprio e di Bagnatica (BG), dovrebbe derivare da modificazioni e sincopi del nome Fredericus.
FRESCHI Proprio dell'Italia settentrionale, dovrebbe derivare dal nome tardo medioevale Fresco (Giovanni Villani cita già nel 1335 nella "Nuova Cronica" al tomo terzo un meser Fresco).
FRESI Fresi è specifico della Sardegna settentrionale, di Olbia, Sant`Antonio Di Gallura, Arzachena, Loiri Porto San Paolo e Luogosanto in Gallura, e di Alghero, Sedini e Valledoria nel sassarese, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo sardo gallurese fresi (fustagno, orbace) forse ad indicare l'attività del capostipite.
FREZZATI
FREZZATO
Frezzati, molto molto raro, sembrerebbe tipico del ferrarese e rovigoto, Frezzato è specifico del rovigoto e veneziano, con un ceppo anche nell'alessandrino, si dovrebbe trattare di un patronimico identificato dalla terminazione in -ato di un Frezzo (forma arcaica per Federico). (vedi FREZZI)
FREZZI
FREZZOLINI
FREZZOLINO
FREZZOTTI
Frezzi assolutamente rarissimo è specifico delle Marche, Frezzolini, altrettanto raro, sembrerebbe laziale, Frezzolino è quasi unico, Frezzotti ha un ceppo nell'anconetano a Jesi ed Arcevia ed uno a Roma, dovrebbero tutti derivare da modificazioni anche ipocoristiche del nome Federico. (vedi Frizzi)  Tracce di questa cognomizzazioni si trovano nel 1600 in un atto viene citato come esecutore Alessandro Frezzi (1656-1737), Canonico decano del Capitolo della Cattedrale di S.Andrea in Veroli (FR), discendente di una famiglia originaria della città di Parma.
FRICANO Specifico del palermitano della zona di Bagheria, deriva dall'aferesi del cognomen latino Africanus, traccia di questa cognomizzazione la troviamo nella seconda metà del 1400 con il filosofo Jordanus Fricanus.
FRIGATI
FRIGATO
FRIGATTI
Frigati è tipico di Polesella nel rovigoto, Frigato è specifico del rovigoto, soprattutto di Adria, con presenze significative anche a Rovico, Villadose e Ceregnano, Frigatti, sempre del rovigotto, è quasi unico, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da forme patronimiche in -ato o -ati, tipicamente veneta la prima e specifica dell'area del Po la seconda, relative al nome Frigo, una forma contratta del nome Federigo (vedi FRIGHI).
FRIGAU Frigau è un cognome tipico del cagliaritano della zona di Sinnai e Dolianova., dovrebbe derivare dal verbo sardo frigai (lavare) e dal suo participio passato frigau (lavato). Verso il 1850 un certo Frigau Raffaele emigrò da Sinnai a Villacidro dando origine al ceppo locale.
informazioni inviate da Cosimo Frigau - Villacidro (CA)
FRIGENI Tipico bergamasco, della zona di Treviolo, Bonate e Dalmine, dovrebbe derivare dal cognomen latino Frigenius, di cui abbiamo un esempio in una citazione di un certo Quadratus (liberto di Frigenius) che dedica a Sestio Munigalico.
FRIGERI
FRIGERIO
FRIGGERI
Frigeri è mantovano ed emiliano, Frigerio è lombardo delle provincie di Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia e Milano, Friggeri è specipico emiliano, del reggiano in particolare, una possibile origine è dal cognome austriaco Fritscher (si pronuncia fricer o friger), un'altra possibilità è la derivazione dal nome goto Frigeridus , meno probabile, vista l'attuale concentrazione e diffusione una derivazione dal tardo latino frigerius (colui che fa fresco).
FRIGHI
FRIGO
Frighi, molto raro è tipico della zona tra Ferrara e Portomaggiore nel ferrarese, Frigo è specifico della zona che comprende il veronese, il vicentino ed il padovano, derivano dalla contrazione del nome Federigo. Tracce dell'uso di questo nome ed anche di un principio di queste cognominizzazioni le troviamo in questo scritto veneto dell'anno 1600: "..La qual parte essendo cossì fu presa et hebbe per la admissione de voti suprascritti et per la regitione voti nulla. Et cossì retto presa et per ogni melior modo ... hano fatto ... procuratore il soprascritto Piero quondam Frigho di Frighi, degan della deta villa, qui presente..".
FRIGNANI Frignani è tipicamente emiliano, di Ferrara, Carèi (MO), Forlì, Modena, Bondeno (FE), Reggio Emilia e Bologna e del mantovano, dovrebbe derivare dal nome della zona d'origine della famiglia, il Frignano, che prese il nome dalla tribù ligure dei Friniati (vedi FRIGNATI) che occuparono le terre dell'appennino modenese in epoca preistorica.
FRIGNATI Assolutamente rarissimo sembra tipico del sudmilanese, lodigiano e cremasco, deriva dal nome dell'antica tribù ligure dei Friniati stanziata in Emilia dal terzo millennio a.C., da Ab Urbe Condita di Tito Livio: "...trans Appenninum Friniates fuerant...".
FRISA
FRISI
Frisa, molto raro, ha un ceppo in Abruzzo, uno in Sicilia ed uno nell'alessandrino, Frisi è ancora più raro, potrebbero derivare da un nome Frisus originato dall'etnico della Frisia, una provincia del nord dei Paesi Bassi, di quest'uso si ha un esempio: "...Spaen dictus Friso procurator...", in uno scritto del 1500 si legge: "...Ecce autem obscuro simulatus nomine Babo cum Brisca venit: et clarus de gente vetusta Badigenum Frisus: celebris cui gloria patrum, et generis cui certat honos, animosaque virtus....", molto meno probabile un collegamento con il vocabolo latino frisium (fregio, ornamento normalmente in oro).
FRISANCO Decisamente trentino, potrebbe derivare da un nome di località, come Frisanchi di Centa San Nicolò  (TN) o Frisanco (PN), ma più probabilmente deriva da una storpiatura del nome medioevale germanico Fridancus, ricordiamo a titolo di esempio Mafister Fridancus monaco scrittore bavarese morto nel 1233.
FRISENDA
FRISENNA
Frisenda ha un ceppo nella penisola salentina a Leverano, Copertino e   Veglie (LE), ed uno in Sicilia, nel messinese a Mirto, Galati Mamertino e Frazzanò, così pure Frisenna che nel Salento ha un ceppo a Gallipoli e Squinzano ed in Sicilia a Paternò (CT), fovrebbero derivare da forme contratte del nome medioevale germanico Fridesuenda.
FRISINGHELLI Dovrebbe essere originario della zona di confine tra trentino e provincia di Verona, deriva dal cognome austriaco Friesinger, italianizzato.
FRISON
FRISONE
FRISONI
Frison è tipicamente veneto, del padovano e del vicentino in particolare, Frisone ha un grosso nucleo a Messina, uno nel barese, ed uno a Genova, Frisoni ha un nucleo in Emilia e Romagna ed un ceppo, probabilmente secondario a Roma, dovrebbero derivare dall'etnico di Frigia ad indicare una provenienza dal popolo dei frisoni, a questo popolo appartennero vari corpi legionari.
integrazioni fornite da Pietro Frison
Si svolge una riunione annuale del clan Frison in cui viene ripercorsa la storia del cognome. Sembra che questo provenga effettivamente dalla Frisia (Isole Frisone) con origine anteriore al 1300.  I Frisoni si spostarono dalle isole nel tardo '700 al seguito delle truppe napoleoniche e si fermarono numerosi nel veneto dopo il trattati di Campoformido 17 ottobre 1797. Una enclave piuttosto numerosa si stabilì nell'Altipiano dei sette comuni (Enego) per dedicarsi all'allevamento dei bovini. Parte di questi si trasferì mano a mano in pianura.
FRITEGOTTO
FRITTEGOTTO
Entrambi assolutamente rarissimi sembrerebbero di origine veneta.
FRIZZARIN Tipico del padovano, deriva dal nome germanico Frithuric o da una variazione della sua versione italiana Frederigo (Federico).
FRIZ
FRIZZA
FRIZZI
FRIZZINI
FRIZZO
FRIZZOTTI
Friz, molto raro, ha un ceppo a Trento e Garniga Terme nel trentino ed uno a La Valle Agordina nel bellunese, Frizza ha ceppi nel bresciano, in particolare a Bagnolo Mella, Sonico e Brescia, a Lucca ed in Umbria, a Orvieto nel ternano ed a Perugia, Frizzi ha ceppi a Trento, Cimone e Tenno nel trentino, in Lombardia ad Origgio nel varesotto, a Milano ed a Castel Goffredo nel mantovano, in Toscana a Firenze e Scandicci nel fiorentino, a Follonica nel grossetano ed a Chianciano Terme nel senese, Frizzini è quasi unico, Frizzo è specifico del vicentino, di Recoaro Terme, Arzignano, Schio, Valdagno, Sovizzo,Vicenza e Santorso, Frizzotti, estremamente raro, sembra originario della Lunigiana, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici dal nome germanico Frithuric o da una variazione della sua versione italiana Frederigo, Fricci da Federici quindi Frizzi.  Personaggio famoso di questa famiglia fu Antonio Frizzi storico di Ferrara della fine del 1600. Nel 1400 si hanno tracce di un padre provinciale Vescovo di Foligno Fridericus Fricci (Foligno 1320 ca-Costanza 1416) poeta italiano, domenicano (quondam Fri(deri)ci).
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L’origine di questi cognomi, in effetti, va ricercata nel nome medievale Frizza o Frizzo, l’italianizzazione cioè del personale germanico Fritz, che, assieme alle varianti Fretz, Fritsch, Frisch, Fretsch, etc, viene spesso usato come abbreviazione di Friedrich (l’italiano Federico): dal punto di vista etimologico, infatti, il nome Fritz è composto dalla radice fried (pace) con l’aggiunta del suffisso -izo (contratto in -tz), che, nell’antica onomastica germanica, assume spesso un valore ipocoristico. Da un punto di vista storico, comunque, un esempio famoso dell’uso di questo nome viene da re Federico II di Prussia, anche noto come Federico il Grande (nato a Berlino, Prussia, nel 1712 e morto a Potsdam, Prussia, nel 1786): in Germania, infatti, la figura di re Federico viene spesso ricordata col soprannome di der alte Fritz, che in tedesco significa il vecchio Fritz. Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
FROLA
FROLI
FROLO
Frola è tipico del Canavese in Piemonte e di Montanaro (TO) in particolare ha un ceppo forse secondario anche a Napoli, nobile casato è presente a Montanaro fin dal 1300, Froli è pisano, Frolo, assolutamente rarissimo, potrebbe essere meridionale.
FRONER
FRUNER
Entrambi trentini, Froner sembra tipico di Pergine Valsugana (TN), Fruner è della zona di Fiave' (TN) e Riva Del Garda.
studi forniti da Luigi Fruner Sovizzo (VI)
Cognome di origine Mochèna, di lingua Cimbro-Bavarese simile al Longobardo parlata fino al XIX° secolo, dalle popolazioni tedescofone stabilitesi ai primi del 1200 e nel 1500 sui monti ad Est e a Nord-Est di Pergine –TN- e nella Valle del Fersina detta Valle dei Mocheni, dal tedesco machen (fare), comprendente gli abitanti di Vignola e Roveda.  Nel 1504 a Pergine venne istituito un  giudice minerario che controllava, oltre a tutte le miniere della valle dei Mocheni, anche i boschi che servivano a fornire legnami per i sostegni e le impalcature delle gallerie e come combustibile per i forni fusori.  Risale  a  questo  periodo l’ emigrazione  di  numerose  famiglie  di  provenienza  e  prevalenza (Cimbro - Bavarese e Boema),  imprenditori  e minatori  detti  Canopi  dal tedesco  Knappen, sudditi del Regno di Baviera ingaggiati dai Feudatari Tirolesi perché più di altri avevano affinato capacità tecniche e professionali nel settore minerario. (vedi Hall e Schwaz)  L’emigrazione degli antenati della  famiglia Fruner, (minatori, carbonai e boscaioli) nella valle del Fersina si fa risalire al periodo che va dal 1550 al 1600, periodo di massimo splendore dell’attività.  Dal Roathof (Mappa catastale ) e dal  “ Toponomastica  Mochena ”  di  E.  Lorenzi  edito  nel 1930, risulta che dal nome Frunt, abitante del Maso Frunthof (Maso di fronte cioè, rivolto al sole), derivino diversi cognomi fra cui  i Frudner i Frontner, i  Fruntner  poi  trasformati, dai  notai del tempo di cultura latina, in Froner e Fruner.  Le notizie più antiche sono  relative ad un  documento del 1647 nel quale il  Vescovo di Trento ordinò un censimento a scopo militare relativo agli uomini e alle armi che  possedeva a  Frassilongo e sul monte di Roveda, dove per la prima volta sono riportati “Christan Fruntner,  di anni 55, con manara, il figlio Battista  di anni 22,  con badil,  il figlio  Domenego di  anni 19,   con  manara ed il figlio Domenego, di anni  23,  con  archibugio,  presunto  padre di  Christan Fruner da Vignola.  Lo  sfruttamento indiscriminato delle  miniere  dette  Grua,  dei boschi ,  del  torrente e  del filone di rame, oro, malachite,  quarzo e  le frequenti  frane e rovine,  fecero allontanare  numerose famiglie dalla valle durante tutto il secolo  XVII°,  risale infatti  a questo  periodo di  emigrazione  il mutamento del cognome. (Vrount-Frunt-Fruntner-Fruner).  Il primo Fruntner ad essere registrato con il cognome Fruner si fa risalire a Christan Fruntner o Cristoforo  Fruner,  di Roveda  ( Oechlait )  padre di  Giovanni Fruner  capostipite dei  Fruner di Ballino –TN- ,  stabilitosi a  Vignola  (Valzurg) ai piedi del monte  Panarotta,  ( località di 445 anime di lingua Mochèna) dove si lavorava in miniera o si accudiva  alla vigna del Vescovo di Trento.  Dall’estratto di matrimonio   custodito a  Ballino, si  risale quidi a  Fruner  Giovanni  1676 + 1758 figlio di Christan o Cristoforo, sposato con Maria  1673 + 1757  stabilitosi a Ballino, comune montano della provincia di Trento.  Giovanni ebbe numerosi figli:  Cristoforo 1705 + 1789,  Bartolomeo 1702 + 1769,  Giovanni 1711 + 1791,  Domenico 1723 + 1765 (da cui derivano i  Fruner di Tignale),  Francesco Antonio 1714+1784 , Giuseppe 1723+1798, Lucia, Maria, Domenica, Barbara.  Da questi ceppi risalgono tutte le famiglie di  Ballino:  Stefen,  Cornai,  Pastori,  Remiti,  Rauchi, Condi,  e la famiglia dei Perteghei di Tignale, Piovere, Sovizzo e Vicenza.
FRONGIA Tipico dell'oristanese e del cagliaritano, potrebbe derivare da un antico toponimo medioevale Frongia, nella zona di Fluminimaggiore (CA).
FROSI
FROSINI
FROSIO
FRUSIN
Frosi è del cremonese, Frosini è tipico di Pistoia e del pistoiese, Frosio del bergamasco e bresciano, Frusin, quasi unico è originario del comasco, derivano tutti dal nome medioevale Frosio, Frosinus di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico Longobardo in un atto di vendita del 760 dove si può leggere: "...omnia sit in potestate eclesiae Sancti Donati, ubi Rachipert arcidiaconus rector esse uidetur, et in ecclesia Sancti Georgi, ubi Frosinus presbiter rector esse uidetur, in prefinito...", decisamente non condivisibile l'ipotesi di una derivazione dal toponimo volscio Frusinus (nome volscio dell'attuale città di Frosinone).
FRUSCALZO Abbastanza raro è specifico del trevigiano.
FRUSCHI
FRUSCI
FRUSCIO
FRUSCIONE
Fruschi e Frusci  sono assolutamente rarissimi, Fruscio molto raro ha un ceppo nel napoletano ed uno nel barese, Fruscione molto raro è tipico della provincia di Caltanissetta, con un ceppo anche a Salerno, dovrebbero derivare dal cognomen latino Fruscus, ricordiamo Cornelius Fruscus nella campagna in Britannia nel I° secolo.
FUBINI Molto molto raro è tipico di Torino, dovrebbe derivare dal toponimo Fubine (AL).
FUCA' Fucà ha un nucleo principale nell'agrigentino ad Aragona, Favara, Agrigento e Racalmuto ed un ceppo probabilmente secondario nel reggino a Bagnara Calabra, dovrebbe derivare da una modificazione dialettale del nome greco Foca, ricordiamo il santo martire Foca di Antiochia che subì il martirio sotto l'imperatore Traiano nell'anno 107.
FUGA Fuga è un cognome tipicamente veneto di Murano e Venezia in particolare.
integrazioni fornite da Giangiorgio Fuga
Famiglia prettamente presente nell’isola di Murano (Venezia) con origini dalla romana Altinium (Altino) da dove “fuggirono” a seguito delle distruzioni operate da Attila verso le isole della laguna veneta. Tale famiglia, presente nel Libro d’oro delle famiglie nobili muranesi in seno alla Serenissima Repubblica di Venezia, ha dato lustro all’arte vetraria sin dalle sue origini con numerosi “maestri”. Con la fine della Repubblica di Venezia e la successiva occupazione austriaca che prediligeva il cristallo di Bohemia rispetto al vetro muranese, costrinse parte della famiglia Fuga, come molte altre famiglie nella stessa situazione, ad emigrare prima verso la “terra ferma” e poi, nella seconda metà dell’800 verso il Brasile, dove esiste oggi una consistente presenza tra San Paolo e lo stato del Rio Grande del Sud; e verso gli Stati Uniti. Tra i Fuga più famosi si può citare l’architetto Ferdinando Fuga (Firenze, 1699 – Roma, 1782) figlio di un muranese “fuggito” dal rigido controllo della Serenissima, in quanto proibiva alle famiglie vetrarie e di carpenteria di allontanarsi dalla laguna di Venezia per non diffondere il “segreto di Stato” riguardanti tali arti, grazie a Ferdinando dei Medici in visita a Venezia che lo “assunse” come aiutante di camera. A Ferdinando Fuga si devono molte opere tardo barocche a Roma, Napoli e Palermo (vedi Wikipedia).
FUGAZZA
FUGAZZI
Di origine pavese Fugazza, mentre Fugazzi è della zona tra la provincia di Piacenza e quella di Genova, questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi legati al vocabolo dialettale fugassa, fogassa (focaccia) stante ad indicare il mestiere di focacciaro o a ricordare un'aneddoto ad esso riferito, ma è pure possibile un collegamento con nomi di località come ad esempio Cascina Fugazza di Cornate d'Adda (MI) o anche una derivazione dal nome latino Fugatius, ricordiamo Sanctus Fugatius inviato missionario in Britannia da Papa Eleuterio il cui pontificato durò dal 175 circa al 189. Tracce di queste cognomizzazioni le troviamo nell'elenco dei notai roganti dell'Archivio di Stato di Bergamo con un Giovanni fu Bartolomeo de Fugatia, di Bergamo.
FULCO
FULCON
FULCONE
FULCONI
FULCONIS
Fulco è presente a macchia di leopardo in tutto il centro sud, con un ceppo sicuramente originario in Sicilia, sembrerebbe avere anche dei ceppi nel torinese e forse in Liguria, Fulcon, Fulcone, Fulconi e Fulconis sono assolutamente rarissimi, derivano tutti dal nome medioevale di origine germanica Fulcus o dalla sua forma indiretta Fulconis, di cui abbiamo un esempio nel 1098 in Calabria in una lettera di Rogerius Calabrie ac Sicilie per dei voluntatem Comes si può leggere: "...Hoc privilegium scriptum est quarto Iunii mensis. in Cappella sancti martini. que sita est in medio Civitatis Mileti. infirmo existente domino meo Comite. per manus mei Fulconis Cappellani dicti domini Comitis ...", nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale, in un atto di investituraa del 1197 si trova: "...quam dominus Kiroldus, filius domini Fulconis, de Fabiano, solitus erat habere et tenere in feudo ...".  Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Napoli agli inizi del 1500 con l'artista Alessandro de Fulco.
FULGHESU Sembrerebbe tipico di Laconi (NU) con un ceppo anche ad Assemini (CA), secondo alcuni deriverebbe da modificazioni del termine dialettale burghisu (abitante del borgo).
FULICI
FULICO
Fulici, molto molto raro, è tipico del padovano, Fulico è ancora più raro, derivano da modificazioni del nome medioevale di origine germanica Fulcus di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico Pavese nel 1224 con Fulcus Papiensis episcopus (Folco vescovo di Pavia).
FULVI
FULVIA
FULVIO
Fulvi è specifico della fascia centrale che comprende le Marche, l'Umbria, il Lazio e l'aquilano, Fulvia è quasi unico, Fulvio sembrerebbe tipico di Guglionesi (CB), dovrebbero derivare o direttamente dalla Gens Fulvia, o dal nomen latino Fulvius o da soprannomi originati dal fatto che il o la capostipite erano dotati di una capigliatura fulva (rossa).
FUMAGALLI Assolutamente lombardo, potrebbe derivare da soprannomi originati da una voce dialettale fumà (sottrarre, rubare) e starebbe quindi per ladri di polli.
FUMASI
FUMASONI
Fumasi, assolutamente rarissimo, è lombardo, del sondriese, del comasco o del varesotto, Fumasoni, molto raro, ha un ceppo in Valtellina a Berbenno Di Valtellina ed uno a Marino (RM) ed a Roma, i due ceppi sembrerebbero assolutamente separati ed autonomi, il ceppo valtellinese ha tracce sicure fin dal 1700 almeno nella prima metà del secolo opera a Chiavenna (SO) il notaio Giovanni Fumasi.
La derivazione di questi cognomi potrebbe essere da patronimici di aferesi del nome Tommaso o di suoi accrescitivi (vedi anche FUMEI).
FUMEI
FUMELLI
FUMELLO
FUMEO
FUMI
FUMO
Fumei, assolutamente rarissimo, sembrerebbe veneto, probabilmente del trevisano, Fumelli ha un ceppo a Roma e Marino (RM) ed uno a Cagli nell'urbinate, Fumello è quasi unico, Fumeo, molto molto raro, è tipico di Perledo (LC), Fumo parrebbe specifico del golfo di Napoli e Salerno, Fumi ha un ceppo nel piacentino, uno tra senese e grossetano ed uno nel Lazio, tracce illustri di queste cognomizzazioni le troviamo a Perledo nella seconda metà del 1500 con il pittore G.B. Fumeo.
integrazioni  fornite da Fabio Paolucci
 derivano, firettamente o per ipocoristici, dal nome Fomeus, già documentato nel 1240. Fumèo (o Fumè) è la variante regionale di Tomèo, ipocoristico abbreviato di Bartolomeo o di Tommaseo (da Tommaso). La variante riflette l'adattamento in "f" del "th" bizantino dei nomi originari, latinizzati in Bartholomaeus e Thomasus. A Milano la chiesa di San Tommaso è chiamata, in dialetto, san Fumè.
Integrazioni fornita da Adolfo Iannone
il cognome Fumo è presente in una frazione di Baronissi (SA) già nel 1700 con un Casal Fumo e dai registri parrocchiali è documentata la nascita del celebre scultore Nicola Fumo (1647-1725) morto a Napoli le cui opere sono sparse in tutta l'Italia meridionale e la Spagna.
FUNAI Funai, molto molto raro, è tipicamente toscano con un piccolo ceppo nel livornese a Porto Azzurro e Piombino ed uno a Barga nel lucchese, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal mestiere di produttore di funi svolto dal capostipite, probabilmente appartenente al ceto dei funai in quanto iscritto all'Arte de' funai e canapai, particolarmente importante in località di mare dove le funi o canapi svolgevano un ruolo importante sulle imbarcazioni e sulle navi.
FUNARI
FUNARO
Funari è tipico della fascia centrale che comprende Lazio, perugino e maceratino, con un ceppo anche nel cosentino, Funaro ha molti ceppi, uno principale a Roma e provincia, uno nel napoletano e casertano, uno nel cosentino, nel genovese ed in Toscana, derivano dal nome di mestiere funaro o costruttore di canapi e funi, una contrada di Roma si chiama proprio de' funari; tracce di questo cognome le troviamo a Grimaldi nel cosentino nel 1600 con lo scultore Aloisius Funarus.
FUNDONI Fundoni, abbastanza raro, è tipico dell'Ogliastra in Sardegna, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine logodurese fundòni (uomo grosso), per identificare probabilmente una caratteristica fisica del capostipite.
FURCHI
FURCO
DE FURCO
Furchi è tipico della zona di Tropea (VV), Furco, molto più raro, è specifico della zona di Castellammare Del Golfo (TP) e di Montemaggiore Belsito (PA), De Furco, praticamente unico è calabrese, dovrebbero tutti derivare da modificazioni del nome medioevale Fulcus (vedi FULCO), anche se è possibile ipotizzare, anche se improbabile, una derivazione da nomi di località caratterizzate dalla presenza di una forcella o di una biforcazione.
FURI
FURIA
FURIO
Furi è tipicamente toscano, di Siena e del grossetano, Furia è panitaliano con ceppi sia al nord che alcentro ed al sud, Furio ha un nucleo pugliese soprattutto nel barese a Mola Di Bari, ma con ceppi anche a Noicattaro, Bari, Molfetta e Trani, dovrebbero tutti derivare dalla Gens Furia, una delle famiglie più importanti della romanità, o dal nomen Furius, Furia.
FURIAN
FURIANI
FURIANO
Furian è tipicamente veneto, soprattutto del veneziano, Furiani sembrerebbe tipico del perugino, di Perugia in particolare, ma anche di Bastia e Corciano, Furiano è tipico di Napoli e del napoletano, dovrebbero derivare dal cognomen latino Furianus, attribuito a liberti, a coloni di terreni od a clientes della Gens Furia, cognomen di cui abbiamo un esempio in questo scritto reperito a Rimini e risalente al primo periodo imperiale romano: "L(ucio) Betutio L(uci) f(ilio) / Pal(atina) Furiano / aedili cui et / curulis i(uris) d(ictio) et / plebeia mandata / est plebs urbana / ex aere conlato / ob honorem ab eo / integre et sine / ambitione / administratum / l(ocus) d(atus) d(ecreto) d(ecurionum)", ma è pure possibile ipotizzare una derivazioni da toponimi ora scomparsi come il Furiano citato in quest'atto del 1331 redatto in Toscana: "...Ego Ansalducius quondam Fererii de Pino, sacri imperii notarius, hanc cartam scripsi sicud mihi commisit in mano presbitero Boristorio de Furiano notarius ..", che potrebbe semplicemente riferirsi ad un agro furiano (a proprietà terriere appartenenti alla Gens Furia).
FURINI
FURINO
Furini sembra originario della zona tra il rovigoto ed il ferrarese, Furino, molto raro sembrerebbe del napoletano, potrebbero derivare dal nomen latino Furinus si ricordi la dea infernale Furina, ma è pure possibile che derivino da un soprannome originato dal vocabolo latino furinus (ladro), o anche ed è probabile per il ceppo napoletano dal toponimo Furinus, nel salernitano a nordest di Salerno si trovava in epoca longobarda il distretto di  Furini et Sirini.  Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Firenze nel 1600 con il pittore Francesco Furini.
FURIOSI Originario del milanese e lodigiano, potrebbe derivare da un soprannome legato al carattere, ma molto più probabilmente derivano dal cognomen latino Furius.
FURLAN
FURLANETTI
FURLANETTO
FURLANI
FURLANO
Furlan è diffusissimo nel triveneto, Furlanetti, quasi unico, è dell'udinese, Furlanetto è invece molto diffuso nella zona che comprende le province di Treviso, Venezia e Pordenone, Furlani ha un importante nucleo nel trentino, nel veronese, nel triestino, ma con presenze significative anche in tutto il Friuli, nel mantovano, nel rovigoto e nel pesarese, Furlano ha un ceppo a Fagagna e a Colloredo di Monte Albano (UD) ed uno a Torano Castello (CS) ed a Capistrano (VV), sembrerebbe evidente l'origine friulana, derivano infatti direttamente o tramite ipocoristici dall'aggettivo dialettale furlan (friulano).
FURONI Pochissimo diffuso è di origine modenese ed è probabilmente un errore di trascrizione del cognome Foroni o una modificazione dialettale dello stesso.
FUSAR
FUSARI
FUSARO
FUSAROLI
FUSER
FUSERI
FUSERO
Rarissimo Fusar, probabilmente triestino, Fusari sembrerebbe avere più ceppi, in Lombardia, nel veronese e vicentino, in Emilia e Romagna, nell'anconetano e nell'aquilano, Fusaro è presente tra Lombardia Veneto, Piemonte e Liguria, ma i nuclei principali sono nel sud peninsulare, Fusaroli è specifico di Cesena e Cesenatico e di Ravenna, Fuser è della zona tra Venezia e Treviso, Fuseri, assolutamente rarissimo è probabilmente dovuto a modificazioni di Fusero che è tipico della zona tra torinese e cuneese. Questi cognomi potrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da soprannomi legati a vocaboli dialettali stanti ad indicare o il fonditore di metalli o chi lavora con i fusi (filatore).
FUSARPOLI Raro cognome di origine cremonese, probabilmente derivato dall'unione dei due cognomi Fusar e Poli.
FUSCA
FUSCHI
FUSCO
Fusca ha un ceppo a Cassaniti nel valentiano, uno a Noto nel siracusano ed uno a Roma, Fuschi ha due probabili ceppi, uno tra Pescara e Chieti ed uno nel palermitano, Fusco è molto diffuso in tutt'Italia, con massima concentrazione nel Lazio e Campania, dovrebbero derivare dal cognomen latino Fuscus, Fusca, di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale, dove troviamo un'atto del 1145 rogato dal notaio Fusco: "...Ego Fuscus iudex et missus domini secundi Cunradi regis scripsi, post traditam complevi et dedi.".
FUSELLA
FUSELLI
FUSELLO
Fusella ha un ceppo nel chietino a Chieti e dintorni ed uno nel salernitano, Fuselli è specifico del maceratino, Fusello, estremamente raro, parrebbe piemontese, potrebbero derivare dal mestiere di filatore o ricamatrice, ma è pure possibile una derivazione longobarda. (vedi Fusi)
FUSETTI
FUSETTO
FUSI
FUSILLI
FUSILLO
FUSO
Fusetti ha un ceppo lombardo tra milanese, varesotto e comasco ed un ceppo tra rovigoto e ferrarese, Fusetto, meno diffuso, è tipico dell'area alessandrino, pavese, Fusi è diffuso in tutta l'Italia centro settentrionale, Fusilli è del centrosud, del romano, del pescarese ed in Puglia del foggiano e del barese, Fusillo , oltre al ceppo romano, ha un nucleo pugliese e piccoli ceppi nel potentino e nel siracusano, Fuso ha un ceppo a Roma, uno nel perugino, uno nel napoletano ed uno nel Salento, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dall'aferesi di nomi longobardi latinizzati come Agilulfus, Pandulfus, Aistulfus, Gilulfus ecc. che hanno generato il soprannome dialettale Fus e Fusi che starebbe ad  indicare quelli del, i figli del Fus, ma è pure possibile una derivazione dal nome longobardo Fuso, Fusonis, di cui abbiamo un esempio in una Charta donationis dell'anno 748 a Pistoia, dove tra i testimoni si legge: "Signum + manus Tatoni uiri deuoti filio quondam Fusoni testis".
FUSINATO Sembrerebbe originario dell'altipiano di Asiago, potrebbe derivare dal toponimo Fusine in Valromana (UD) o da Fusine fraz. di Zoldo Alto (BL).
FUSTI
FUSTO
Fusti è assolutamente rarissimo, Fusto ha un ceppo calabrese tra Lamezia Terme e Borgia (CZ) ed uno siciliano, dovrebbe derivare da una modificazione antica del nome Faustus, l'aggettivo fustus veniva a volte utilizzato in epoca medioevale al posto di faustus, come vediamo in quest'esempio: "...Annus Novus sit Tibi fustus felixque iucundusque.Noli tardare ...".
FUSTINI Fustini sembrerebbe tipico di Bologna e Budrio (BO), dovrebbe derivare dal cognomen latino Fustinus, variazione del più comune Faustinus, di quest'uso abbiamo un esempio: "...Anastasius Episcopus sacrae pecuniae prodigus dilapidator, causam tantae profusionis rogatus: Consumo, inquit, omnia, ne Fustino Tyranno furti occasionem relinquam. ...".
FUZIO Cognome tipico di Andria (BA), dovrebbe derivare dal nomen latino Futius di cui abbiamo un esempio nell'antica lapide di un gladiatore romano: "C FVTIVS HYACINTVS - DOCT(OR) OPL(OMACHORVM) - - FVTIA C L(IBERTA) - PHILVRA - FECIT".
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