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FRECAVALLI Frecavalli, cognome ormai scomparso, è tipico di Crema nel cremonese, potrebbe stare ad indicare il mestiere di maniscalco svolto probabilmente dal capostipite.
integrazioni fornite da Marco Giovanni Migliorini archivista - paleografo Trigolo (Cr)
Frecavalli originatosi per aferesi dell'originario Feracavalli, quindi indicativo di una professione. Cfr. archivio gentilizio dei conti Benvenuti di Ombriano di Crema, fondo membranaceo, pergamena 1426 in cui sono citati i fratelli Cabrino e Fino Feracavalli.
FRECCERI
FRECCERO
Frecceri, quasi unico, sembrerebbe ligure, probabilmente si tratta di una forma alterata del cognome Freccero, che è specifico del savonese, di Stella, Savona , Albisola Superiore ed Albisola Marina, dovrebbe trattarsi di una forma etnica francesizzante di località chiamate Freche, il cui nome trae probabilmente origine dalla presenza in luogo di frassini (frenes in francese).
FRECCHIAMI
FRECCHIANI
Frecchiami è specifico di Treviglio nel bergamasco, Frecchiani, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, l'origine etimologica è oscura., si può ipotizzare una derivazione da un soprannome basato su di un'alterazione del termine medioevale germanico frehhii o frekin (avido, mosso da cupidigia).
FREDA
FREDDI
FREDI
FREDO
Freda ha un nucleo in Campania e nel foggiano con ceppi forse non secondari nel modenese e nel genovese, Freddi è molto diffuso tra bresciano e mantovano, con ceppi anche nel milanese, in Emilia, nell'anconetano e nel Lazio, Fredi, abbastanza raro, sembra specifico di Manerbio (BS), Fredo, assolutamente rarissimo, è veneto, dovrebbero tutti derivare dall'aferesi del nome longobardo Gotefredus di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale nell'anno 986 a Lodi: "...Andreas, episcopus episcopio sancte Laudensis Ecclesie, nec non et Adam qui et Bruningus  et Gotefredus seu Raginpaldus germanis, filii quondam Rikerii, qui professi sunt ipsis germanis ex nacione suorum legem vivere Langobardorum....".
FREDIANI Frediani è tipico toscano, della zona che comprende le province di Massa, Lucca, Pistoia, Pisa e Livorno, dovrebbe derivare direttamente dal nome medioevale Fredianus originato dal germanico frithu con il significato di amante della pace, ricordiamo San Frediano Vescovo di Lucca nel V° secolo. ma è pure possibile una derivazione dal toponimo San Frediano (PI), (LU) e (PT).
FREGAPANE vedi FRAGAPANE
FREGNA
FREGNI
FREGNO
Fregna, molto raro, è tipico di Poggio Renatico nel ferrarese, Fregni è tipico di Modena e del modenese, di Carpi, Bomporto, Ravarino, Nonantola, San Felice sul Panaro, San Prospero e Medolla, con presenze significative anche nel bolognese a Crevalcore, Bologna e San Giovanni in Persiceto, Fregno è quasi unico, potrebbero derivare da soprannomi originati dal termine dialettale emiliano arcaico frenna o fregna (falce da fieno), forse ad indicare nei capostipiti dei contadini, una seconda ipotesi propone sempre la derivazione da un soprannome , ma originato dalla contrazione del termine dialettale frègn per ferrigno (fatto di ferro, ma anche fermo di carattere, duro come il ferro), probabile caratteristica caratteriale dei capostipiti.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Due sono le ipotesi che si possono avanzare circa l'origine del cognome Fregni, ben distanti l'una dall'altra. La prima è che si tratti di un patronimico dal nome proprio latino Frennius o Frenius, raccolto anche in area riminese (CIL, XI, 6687). La seconda è che si tratti di un soprannome: férrigno, nel dialetto frégn «che ha la durezza e la resistenza del ferro», quindi detto di persona «saldo, robusto; rigido, ostinato».
FREGONA Fregona è tipicamente veneto del bellunese e del trevigiano, dovrebbe derivare dai due toponimi con lo stesso nome Fregona (TV) e Fregona di Canale d'Agordo nel bellunese.
FREGONESE
FREGONESI
Fregonese è tipico del Veneto orientale e del Friuli, in particolare di San Donà di Piave, di Iesolo, di Fossalta di Piave, di Noventa di Piave e di Venezia nel veneziano e di Oderzo, Fontanelle, Zenson di Piave, Mottadi Livenza, Santo Stino di Livenza e Treviso nel trevigiano, e del pordenonese, Fregonesi, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente, dovrebbero derivare da forme etniche dei due toponimi Fregona (TV) e Fregona di Canale d'Agordo nel bellunese, l'identità fregonese ebbe particolare importanza nella Repubblica Serenissima di Venezia dopo che, nel 1509, un corpo di cittadini, reclutati a Fregona nel trevisano da Francesco Forte, capitano ai servizi della Serenissima, si rivelò determinante per il recupero della città di Serravalle, occupata da 800 soldati dell'imperatore Massimiliano d'Asburgo. A seguito di questo fatto d'arme i fregonesi vennero esentati dalle tasse e da altri dazi imposti dalla Serenissima, che inviò al municipio di Fregona un decreto ducale di esenzione, ancora conservato presso lo stesso municipio.
FREGONI Lombardo di origine bresciana, dovrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo dialettale fregon (canovaccio), o come riferimento ad un mestiere o ad un aneddoto.
FREGOSI
FREGOSO
Fregosi è concentrato nell'area che comprende le province di Massa e di La Spezia, deriva da Fregoso che è originario della provincia di LaSpezia, è un cognome antico, che dovrebbe derivare dal nome di un borgo della zona di Ponente tra Granarolo e Begato,  importante per la nostra storia è Antonietto Fregoso, poeta, figlio naturale di Spinetta Doge di Genova, dopo un periodo d'oro alla corte milanese degli Sforza, si ritirò nella sua villa di Colturano. I Fregoso dal 1300 compaiono tra i Dogi di Genova, La nobile famiglia Fregoso fu tra i Signori del Montefeltro nelle Marche.
per approfondimenti:
http://www.geocities.com/Paris/Louvre/3987/Genova/famiglia_fregoso.htm
FREGUGLIA
FREGUIA
FREGUJA
Freguglia, tipico del ferrarese e rovigoto, possiede forse un ceppo non secondario nel varesotto e nel Canavese, Freguia, molto raro, ha qualche presenza nella Lombardia occidentale, un piccolissimo ceppo nel rovigoto a Porto Tolle e Porto Viro ed a Venezia, Freguja, estremamente raro, è del veneziano, sembrano essere nati come variante del nome Frederico, dovrebbero in qualche caso discendere da un ramo cadetto della famiglia Fregoso (vedi FREGOSI) trasferitosi a Ferrara nel 1500 occupando un ruolo importante fra la nobiltà locale, non si può escludere anche una possibile, e probabile, derivazione da un soprannome dialettale basato sul termine freguja o freguglia (briciola), che potrebbe essere stato originato da una corporatura molto minuta dei capostipiti.
FREI
FREO
Frei è tipico della provincia di Bolzano, Freo, decisamente veneto è soprattutto del padovano, potrebbero derivare da una forma germanica del nome Libero, ma più probabilmente si tratta di una forma contratta del nome Frederich.
FRENI
FRENO
Freni ha un ceppo siciliano a Messina e Catania e nel messinese ad Itala ed Alì Terme e nel catanese a Paternò, con un ceppo anche a Corigliano Calabro nel cosentino, Freno, più raro, ha un ceppo a Villa San Giovanni nel reggino con qualche presenza anche a Messina e Sant'Agata di Militello sempre nel messinese, dovrebbero derivare da soprannomi originati dalla voce dialettale meridionale frenu (fieno), forse ad indicare che i capostipiti svolgevano l'attività di stalliere o avevano comunque a che fare con il fieno.
FRERI Freri è specifico del cremonese, di Castelleone, Ripalta Arpina, Crema e Casaletto Vaprio e di Bagnatica (BG), dovrebbe derivare da modificazioni e sincopi del nome Fredericus.
FRESCHI Proprio dell'Italia settentrionale, dovrebbe derivare dal nome tardo medioevale Fresco (Giovanni Villani cita già nel 1335 nella "Nuova Cronica" al tomo terzo un meser Fresco).
FRESI
FRESU
Fresi è specifico della Sardegna settentrionale, di Olbia, Sant`Antonio Di Gallura, Arzachena, Loiri Porto San Paolo e Luogosanto in Gallura, e di Alghero, Sedini e Valledoria nel sassarese, Fresu è tipico della Sardegna settentrionale, di Sassari in particolare e di Oschiri, Berchidda, Olbia, Monti e La Maddalena in Gallura e di Cagliari e Nughedu San Nicolò, Ozieri e Porto Torres nel sassarese, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal vocabolo sardo gallurese fresi (fustagno, orbace) forse ad indicare l'attività del capostipite.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
FRESI; FRESU; FURESI: su/so forési, furési, fresi/u (corso meridionale e gallurese), è il panno di lana di pecora tessuto in casa, bianco, ma generalmente tinto di nero - l'orbace. Dal latino forensis, ma anche dall'italiano antico forese o furese = campagnolo, contadino. L'area di maggior diffusione dei tre cognomi è l'alta Sardegna. Anche in Campidano, comunque, l'orbace, o tela di lana di pecora, viene comunemente chiamato su furèsi. Non li abbiamo trovati nelle carte antiche della lingua e della storia della Sardegna, da noi consultate. Attualmente il cognome Fresi è presente in 102 Comuni italiani, di cui 40 in Sardegna: Olbia 217, Arzachena 134, Sassari 68, etc. Fresu è presente in 93 Comuni italiani, di cui 43 in Sardegna: Sassari 140, Aschiri 76, Berchidda 59, etc. Furesi è presente in 24 Comuni italiani,  di cui 6 in Sardegna: Sassari 44, Alghero 41, Padru 25, Cagliari 16, etc.
FRESOLI Fresoli, assolutamente rarissimo, sembrerebbe toscano, della provincia di Massa, potrebbe derivare da forme ipocoristiche del cognomen latino Fresus, ma molto più probabilmente indicano un origine dalla Fresia: "...Anno DCCCLI. De Roma venerunt corpora sanctorum in Saxoniam, Alexandri, unius ex septem fratribus, Romani atque Emerentianae. Eodem anno  nobilissima imperatrix nomine Irmingard, coniunx Lotharii imperatoris, de hac luce migravit. Item Nordmanni in Fresia et circa Rhenum fluvium nocuerunt. Ingens exercitus congregatus est ad Albiam fluvium contra  Saxones et civitates eorum, aliaeque obsesse alieque  succensae sunt igni...", bisogna considerare che furono molti i legionari romani reclutati in quella regione e che si stanziarono poi da veterani in Italia.
FREZZA Frezza è molto diffuso un po' in tutta l'Italia, soprattutto nel Veneto e Friuli, ed in Lazio, Abruzzo, Campania e Puglia, potrebbe derivare dal nome e soprannome medioevale Frezza, inteso come freccia, intendendo probabilmente veloce come una freccia o preciso come una freccia, ma è pure possibile una derivazione dal nome Frezza, forma arcaica del nome Federica (vedi FREZZI).
FREZZATI
FREZZATO
Frezzati, molto molto raro, sembrerebbe tipico del ferrarese e rovigoto, Frezzato è specifico del rovigoto e veneziano, con un ceppo anche nell'alessandrino, si dovrebbe trattare di un patronimico identificato dalla terminazione in -ato di un Frezzo (forma arcaica per Federico). (vedi FREZZI)
FREZZI
FREZZOLINI
FREZZOLINO
FREZZOTTI
Frezzi assolutamente rarissimo è specifico delle Marche, Frezzolini, altrettanto raro, sembrerebbe laziale, Frezzolino è quasi unico, Frezzotti ha un ceppo nell'anconetano a Jesi ed Arcevia ed uno a Roma, dovrebbero tutti derivare da modificazioni anche ipocoristiche del nome Federico. (vedi Frizzi)  Tracce di questa cognominizzazioni si trovano nel 1600 in un atto viene citato come esecutore Alessandro Frezzi (1656-1737), Canonico decano del Capitolo della Cattedrale di S.Andrea in Veroli (FR), discendente di una famiglia originaria della città di Parma.
FRICANO Fricano è specifico del palermitano della zona di Bagheria, di Palermo e di Casteldaccia, dovrebbe derivare dall'aferesi del cognomen latino Africanus, traccia di questa cognominizzazione la troviamo nella seconda metà del 1400 con il filosofo Jordanus Fricanus.
FRIDEGOTTO
FRITEGOTTO
FRITTEGOTTO
Fridegotto, molto raro, ha un piccolo ceppo nel varesotto, nella zona di Cassano Magnago, ed uno nel padovano, nella zona di Rovolon, Fritegotto, ancora più raro, ha due piccolissimi ceppi uno nel varesotto, uno a Padova ed uno a Pontinia nel latinense, ma di probabile origine veneta, Frittegotto, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errate trascrizioni del precedente, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche dialettali derivate dal nome medioevale Fridericus (Federico).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Fritegotto, e Fridegotto sono un raro cognome lombardo e veneto di origine germanica. Oltre a Fedrigotti, che presuppone un Fedrigotto, si potrebbe pensare al nome germanico Fridegoz, attestato in Förstemann 533, composto da frithu = pace + Gaut/Gautz che era l'epiteto di Odino e la denominazione della tribù dei Goti. Quanto al passaggio d > t, esso è dovuto alla seconda rotazione consonantica. (Zweite deutsche Lautverschiebung).
FRIGATI
FRIGATO
FRIGATTI
Frigati è tipico di Polesella nel rovigoto, Frigato è specifico del rovigoto, soprattutto di Adria, con presenze significative anche a Rovico, Villadose e Ceregnano, Frigatti, sempre del rovigotto, è quasi unico, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da forme patronimiche in -ato o -ati, tipicamente veneta la prima e specifica dell'area del Po la seconda, relative al nome Frigo, una forma contratta del nome Federigo (vedi FRIGHI).
FRIGAU Frigau è un cognome tipico del cagliaritano della zona di Sinnai e Dolianova., dovrebbe derivare dal verbo sardo frigai (lavare) e dal suo participio passato frigau (lavato). Verso il 1850 un certo Frigau Raffaele emigrò da Sinnai a Villacidro dando origine al ceppo locale.
informazioni inviate da Cosimo Frigau - Villacidro (CA)
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
FRIGAU: nelle parlate centrali dell'isola fricare significa strofinare, sfregare .frigài in campidanese, i panni ad esempio. Ai lati del torrente Rio Piras, qui a Gonnosfanadiga, sino ad alcuni decenni or sono, disposti nelle vicinanze dell'acqua, c'erano ancora dei grossi sassi, solitamente di granito, con una faccia liscia e piatta, usati "po frigai sa roba" = per lavare i panni, dalle donne dei rioni adiacenti il torrente; ma venivano anche dagli altri rioni del centro abitato. L'acqua corrente e pulita, facilitava lo strofinamento col sapone ed il risciacquo dei panni, che venivano stesi su "stendini" improvvisati e, solitamente, si rientrava a casa coi panni freschi di bucato. A frigai sa roba a frùmini = a lavare i panni nel torrente: le madri portavano anche le bambine, che dovevano apprendere il "mestiere". Ma poiché andavano appresso anche i bambini; questi non facevano altro che rompere l'anima a relative madri e sorelline lanciando sassi nell'acqua, allo scopo di far loro una indesiderata doccia. Sfrigonjài significa strofinare con forza. " Cuaddu friàu(frigàu) sa sedda dhi pitziat" = al cavallo piagato la sella da fastidio(vedi nell'Web: detti e proverbi del Campidano - Giuseppe Concas). La piaga era causata spesso dalla stessa sella, soprattutto quand'era nuova. In latino abbiamo fricare, sfregare, strofinare. Il participio passato del verbo frigai > frigàu significa inoltre fregato nel senso di preso in giro, imbrogliato, come del resto in italiano. Una grossa fregatura = una bella frigàda!  Non abbiamo trovato il cognome nelle carte antiche consultate. Attualmente il cognome Frigau è presente in 28 Comuni italiani, di cui 15 in Sardegna: Dolianova 52, Ninnai 50, Burchi 50, Villacidro 39 ( qui il vecchio Lavatoio Comunale, con struttura in granito e ferro, è diventato monumento nazionale), etc.
FRIGENI Tipico bergamasco, della zona di Treviolo, Bonate e Dalmine, dovrebbe derivare dal cognomen latino Frigenius, di cui abbiamo un esempio in una citazione di un certo Quadratus (liberto di Frigenius) che dedica a Sestio Munigalico.
FRIGENTI
FRIGENTO
Frigenti è tipico del salernitano, di San Valentino Torio e Nocera Inferiore, Frigento è quasi unico, dovrebbero derivare dal nome goto Frigentus, ricordiamo con questo nome il capo dei goti convertito al cristianesimo, alleato di Bisanzio contro Athanarichus capo della fazione pagana dei goti.
FRIGE'
FRIGERI
FRIGERIO
FRIGGERI
FRUGGERI
Frigè è specifico di Milano e del milanese e di Covo nel bergamasco (vedi anche FRIGENI), Frigeri è mantovano ed emiliano, Frigerio è lombardo delle provincie di Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia e Milano, Friggeri è specifico emiliano, del reggiano in particolare, Fruggeri, molto molto raro, č specifico dell'area modenese e bolognese, una possibile origine è dal cognome austriaco Fritscher (si pronuncia fricer o friger), un'altra possibilità è la derivazione dal nome goto Frigeridus , meno probabile, vista l'attuale concentrazione e diffusione una derivazione dal tardo latino frigerius (colui che fa fresco).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
II cognome Frigeri e Frigerio, al modo stesso di Frigieri, Fruggeri e Forghieri (forma metatetica), riflette il personale medievale Frigerius, Frogerius di derivazione franca (dal germ. *frithu - «pace, amicizia» e da *gaira - «lancia») forse «amico della lancia». Fonte: F. Violi. Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.; il nome Frogerius potrebbe essere derivato dal personale germanico Fridger. Förstemann 532.
FRIGHI
FRIGO
Frighi, molto raro è tipico della zona tra Ferrara e Portomaggiore nel ferrarese, Frigo è specifico della zona che comprende il veronese, il vicentino ed il padovano, derivano dalla contrazione del nome Federigo. Tracce dell'uso di questo nome ed anche di un principio di queste cognominizzazioni le troviamo in questo scritto veneto dell'anno 1600: "..La qual parte essendo cossì fu presa et hebbe per la admissione de voti suprascritti et per la regitione voti nulla. Et cossì retto presa et per ogni melior modo ... hano fatto ... procuratore il soprascritto Piero quondam Frigho di Frighi, degan della deta villa, qui presente..".
FRIGNANI Frignani è tipicamente emiliano, di Ferrara, Carèi (MO), Forlì, Modena, Bondeno (FE), Reggio Emilia e Bologna e del mantovano, dovrebbe derivare dal nome della zona d'origine della famiglia, la zona del Frignano, che prese il nome dalla tribù ligure dei Friniati (vedi FRIGNATI) che occuparono le terre dell'appennino modenese in epoca preistorica, si deve comunque anche prendere uin considerazione una derivazione da nomi di località caratterizzate dalla presenzia di un bosco di farnie (tipo di quercia).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Frignani è un patronimico dal nome proprio Fregnanus, registrato in carte modenesi dal 1193, a sua volta derivato dal coronimo Feronianus (Frignano).
FRIGNATI Assolutamente rarissimo sembra tipico del sudmilanese, lodigiano e cremasco, deriva dal nome dell'antica tribù ligure dei Friniati stanziata in Emilia dal terzo millennio a.C., da Ab Urbe Condita di Tito Livio: "...trans Appenninum Friniates fuerant...".
FRIJIO
FRIJO
FRIO
Frijio, assolutamente rarissimo, ha sparute presenze tra mantovano, reggiano e parmense ed in Calabria, Frijo, meno raro, è tipico di Catanzaro e Taverna nel catanzarese,  Frio ha qualche presenza nel catanzarese e crotonese, l'origine di tutti questi cognomi dovrebbe essere grecanica calabrese, forse da un'alterazione dialettale del termine greco antico φρίξ frix (brivido).
FRILLICI Frillici ha un ceppo a Gualdo Tadino nel perugino ed uno a Roma, dovrebbe derivare dal nome e soprannome medioevale Frillicus, che significa passero, uccellino.
FRILLOCCHI Frillocchi, molto molto raro, sembrerebbe di origini marchigiane, del maceratese in particolare, probabilmente della zona di Pievebovigliana, dovrebbe derivare dal nome della località Frillocco nel perugino o da un soprannome basato sul nome dialettale di un tipo di uccello canterino.
FRISA
FRISI
FRISO
Frisa, molto raro, ha un ceppo in Abruzzo, uno in Sicilia ed uno nell'alessandrino, Frisi è ancora più raro, Friso è invece ben consolidato in Veneto, in particolare nel padovano, potrebbero derivare da un nome Frisus originato dall'etnico della Frisia, una provincia del nord dei Paesi Bassi, di quest'uso si ha un esempio: "...Spaen dictus Friso procurator...", in uno scritto del 1500 si legge: "...Ecce autem obscuro simulatus nomine Babo cum Brisca venit: et clarus de gente vetusta Badigenum Frisus: celebris cui gloria patrum, et generis cui certat honos, animosaque virtus....", molto meno probabile un collegamento con il vocabolo latino frisium (fregio, ornamento normalmente in oro).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Frisa, Friso sono anche cognomi pugliesi che potrebbero avere alla base il toponimo Frisa nel teatino, oppure il termine dialettale 'frisa' col significato di 'specie di ciambella cotta al forno'. Minervini, 216.
FRISANCO Decisamente trentino, potrebbe derivare da un nome di località, come Frisanchi di Centa San Nicolò  (TN) o Frisanco (PN), ma più probabilmente deriva da una storpiatura del nome medioevale germanico Fridancus, ricordiamo a titolo di esempio Mafister Fridancus monaco scrittore bavarese morto nel 1233.
FRISENDA
FRISENNA
FRISINA
Frisenda ha un ceppo nella penisola salentina a Leverano, Copertino e Veglie nel leccese, ed uno in Sicilia, nel messinese a Mirto, Galati Mamertino e Frazzanò, Frisenna ha un ceppo pugliese a Gallipoli, Squinzano e Ruffano nel leccese ed a Cerignola e Foggia nel foggiano, ed un ceppo a Paternò e Santa Maria di Licodia nel catanese, Frisina ha un piccolissimo ceppo a Bari, uno in Calabria nel reggino a Delianuova, Oppido Mamertina, Gioia Tauro, Taurianova, Palmi, Cosoleto, Anoia e Scido ed alcuni in Sicilia a Borgetto e Palermo nel palermitano, a Palma di Montechiaro nell'agrigentino, ed a Catania e Castiglione di Sicilia nel catanese, dovrebbero derivare dall'italianizzazione del nome femminile germanico Fredesindus di cui abbiamo un esempio d'uso in quest'atto di epoca medioevale: "Notus sum omnis sancio deus aecclesiae vivus, quod Gualterius, filius Fledaldi, et uxor ejus Fredesindus, cum assensu Gualterii de Alneto, de cujus fisco sum, sicut antea do Berardus socer ejus, pro anima pater atque mater fratrisque Guaningi interficio, vivo abbas Landrico, ita postea vivo abbas Huberto, vicariam Abonis Villae et totus territorii ejusdem villa...".
FRISINGHELLI Dovrebbe essere originario della zona di confine tra trentino e provincia di Verona, deriva dal cognome austriaco Friesinger, italianizzato.
FRISON
FRISONE
FRISONI
Frison è tipicamente veneto, del padovano e del vicentino in particolare, Frisone ha un grosso nucleo a Messina, uno nel barese, ed uno a Genova, Frisoni ha un nucleo in Emilia e Romagna ed un ceppo, probabilmente secondario a Roma, dovrebbero derivare dall'etnico di Frigia ad indicare una provenienza dal popolo dei frisoni, a questo popolo appartennero vari corpi legionari.
integrazioni fornite da Pietro Frison
Si svolge una riunione annuale del clan Frison in cui viene ripercorsa la storia del cognome. Sembra che questo provenga effettivamente dalla Frisia (Isole Frisone) con origine anteriore al 1300.  I Frisoni si spostarono dalle isole nel tardo '700 al seguito delle truppe napoleoniche e si fermarono numerosi nel veneto dopo il trattati di Campoformido 17 ottobre 1797. Una enclave piuttosto numerosa si stabilì nell'Altipiano dei sette comuni (Enego) per dedicarsi all'allevamento dei bovini. Parte di questi si trasferì mano a mano in pianura.
FRIZZARIN Tipico del padovano, deriva dal nome germanico Frithuric o da una variazione della sua versione italiana Frederigo (Federico).
FRIZ
FRIZZA
FRIZZI
FRIZZINI
FRIZZO
FRIZZOTTI
Friz, molto raro, ha un ceppo a Trento e Garniga Terme nel trentino ed uno a La Valle Agordina nel bellunese, Frizza ha ceppi nel bresciano, in particolare a Bagnolo Mella, Sonico e Brescia, a Lucca ed in Umbria, a Orvieto nel ternano ed a Perugia, Frizzi ha ceppi a Trento, Cimone e Tenno nel trentino, in Lombardia ad Origgio nel varesotto, a Milano ed a Castel Goffredo nel mantovano, in Toscana a Firenze e Scandicci nel fiorentino, a Follonica nel grossetano ed a Chianciano Terme nel senese, Frizzini è quasi unico, Frizzo è specifico del vicentino, di Recoaro Terme, Arzignano, Schio, Valdagno, Sovizzo,Vicenza e Santorso, Frizzotti, estremamente raro, sembra originario della Lunigiana, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici dal nome germanico Frithuric o da una variazione della sua versione italiana Frederigo, Fricci da Federici quindi Frizzi.  Personaggio famoso di questa famiglia fu Antonio Frizzi storico di Ferrara della fine del 1600. Nel 1400 si hanno tracce di un padre provinciale Vescovo di Foligno Fridericus Fricci (Foligno 1320 ca-Costanza 1416) poeta italiano, domenicano (quondam Fri(deri)ci).
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi, in effetti, va ricercata nel nome medievale Frizza o Frizzo, l'italianizzazione cioè del personale germanico Fritz, che, assieme alle varianti Fretz, Fritsch, Frisch, Fretsch, etc, viene spesso usato come abbreviazione di Friedrich (l'italiano Federico): dal punto di vista etimologico, infatti, il nome Fritz è composto dalla radice fried (pace) con l'aggiunta del suffisso -izo (contratto in -tz), che, nell'antica onomastica germanica, assume spesso un valore ipocoristico. Da un punto di vista storico, comunque, un esempio famoso dell'uso di questo nome viene da re Federico II di Prussia, anche noto come Federico il Grande (nato a Berlino, Prussia, nel 1712 e morto a Potsdam, Prussia, nel 1786): in Germania, infatti, la figura di re Federico viene spesso ricordata col soprannome di der alte Fritz, che in tedesco significa il vecchio Fritz. Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
FROLA
FROLI
FROLLI
FROLLINI
FROLLINO
FROLLO
FROLO
Frola è tipico del Canavese in Piemonte e di Montanaro nel torinese in particolare ha un ceppo forse secondario anche a Napoli, nobile casato è presente a Montanaro fin dal 1300, Froli è pisano, Frolli, estremamente raro, è panitaliano, Frollini è tipicamente romano, Frollino è unico, mentre Frollo, pur avendo presenze molto modeste in Emilia, Marche, Lazio e Campania, ha un ceppo a Venezia, Frolo, assolutamente rarissimo, potrebbe essere meridionale, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal cognomen latino Frolus, Frollo in volgare italiano, cognomen citato, ad esempio, nel libro Vita di Mecenate, del poeta perugino Cesare Caporali (1531 - 1601): ".. Stanca , e non sazia ancor l' empia lor mente , giunser gli avvisi , come messo insieme Bruto aveva un esercito possente alla cui nuova , a guisa di chi teme , Lepido si fe smorto , e torse il collo , che parea proprio una zucca dal seme . Ciò visto Ottavio , e volto a Quinto Frollo , Costui , disse , si muor , mettil di grazia nell' aceto rosato un poco a mollo. In tanto avendo già per la Dalmazia con tre legion Turpilio innanzi spinto, ( Turpilio , che alle donne era in disgrazia,) e con tutto l' esercito distinto marciava dopo in forma di battaglia , di armi , e di ricche vesti ornato , e cinto, sopra un bajo corsier coperto a maglia sol per affrontar Bruto, e far di nuovo del buon sangue Latin correr Tessaglia. ..".
integrazioni fornite da Daniele Zaia
per completezza segnalo che la voce "frola", in dialetto piemontese significa "fragola".
FRONER
FRUNER
Entrambi trentini, Froner sembra tipico di Pergine Valsugana (TN), Fruner è della zona di Fiave' (TN) e Riva Del Garda.
studi forniti da Luigi Fruner Sovizzo (VI)
Cognome di origine Mochèna, di lingua Cimbro-Bavarese simile al Longobardo parlata fino al XIX° secolo, dalle popolazioni tedescofone stabilitesi ai primi del 1200 e nel 1500 sui monti ad Est e a Nord-Est di Pergine -TN- e nella Valle del Fersina detta Valle dei Mocheni, dal tedesco machen (fare), comprendente gli abitanti di Vignola e Roveda.  Nel 1504 a Pergine venne istituito un  giudice minerario che controllava, oltre a tutte le miniere della valle dei Mocheni, anche i boschi che servivano a fornire legnami per i sostegni e le impalcature delle gallerie e come combustibile per i forni fusori.  Risale  a  questo  periodo l' emigrazione  di  numerose  famiglie  di  provenienza  e  prevalenza (Cimbro - Bavarese e Boema),  imprenditori  e minatori  detti  Canopi  dal tedesco  Knappen, sudditi del Regno di Baviera ingaggiati dai Feudatari Tirolesi perché più di altri avevano affinato capacità tecniche e professionali nel settore minerario. (vedi Hall e Schwaz)  L'emigrazione degli antenati della  famiglia Fruner, (minatori, carbonai e boscaioli) nella valle del Fersina si fa risalire al periodo che va dal 1550 al 1600, periodo di massimo splendore dell'attività.  Dal Roathof (Mappa catastale ) e dal  " Toponomastica  Mochena "  di  E.  Lorenzi  edito  nel 1930, risulta che dal nome Frunt, abitante del Maso Frunthof (Maso di fronte cioè, rivolto al sole), derivino diversi cognomi fra cui  i Frudner i Frontner, i  Fruntner  poi  trasformati, dai  notai del tempo di cultura latina, in Froner e Fruner.  Le notizie più antiche sono  relative ad un  documento del 1647 nel quale il  Vescovo di Trento ordinò un censimento a scopo militare relativo agli uomini e alle armi che  possedeva a  Frassilongo e sul monte di Roveda, dove per la prima volta sono riportati "Christan Fruntner,  di anni 55, con manara, il figlio Battista  di anni 22,  con badil,  il figlio  Domenego di  anni 19,   con  manara ed il figlio Domenego, di anni  23,  con  archibugio,  presunto  padre di  Christan Fruner da Vignola.  Lo  sfruttamento indiscriminato delle  miniere  dette  Grua,  dei boschi ,  del  torrente e  del filone di rame, oro, malachite,  quarzo e  le frequenti  frane e rovine,  fecero allontanare  numerose famiglie dalla valle durante tutto il secolo  XVII°,  risale infatti  a questo  periodo di  emigrazione  il mutamento del cognome. (Vrount-Frunt-Fruntner-Fruner).  Il primo Fruntner ad essere registrato con il cognome Fruner si fa risalire a Christan Fruntner o Cristoforo  Fruner,  di Roveda  ( Oechlait )  padre di  Giovanni Fruner  capostipite dei  Fruner di Ballino -TN- ,  stabilitosi a  Vignola  (Valzurg) ai piedi del monte  Panarotta,  ( località di 445 anime di lingua Mochèna) dove si lavorava in miniera o si accudiva  alla vigna del Vescovo di Trento.  Dall'estratto di matrimonio   custodito a  Ballino, si  risale quidi a  Fruner  Giovanni  1676 + 1758 figlio di Christan o Cristoforo, sposato con Maria  1673 + 1757  stabilitosi a Ballino, comune montano della provincia di Trento.  Giovanni ebbe numerosi figli:  Cristoforo 1705 + 1789,  Bartolomeo 1702 + 1769,  Giovanni 1711 + 1791,  Domenico 1723 + 1765 (da cui derivano i  Fruner di Tignale),  Francesco Antonio 1714+1784 , Giuseppe 1723+1798, Lucia, Maria, Domenica, Barbara.  Da questi ceppi risalgono tutte le famiglie di  Ballino:  Stefen,  Cornai,  Pastori,  Remiti,  Rauchi, Condi,  e la famiglia dei Perteghei di Tignale, Piovere, Sovizzo e Vicenza.
FRONGIA Frongia è tipicamente sardo, molto diffuso a Samugheo nell'oristanese, dove è presente anche a Oristano, San Nicolò d'Arcidano, Santa Giusta, a Cagliari e nel cagliaritano a Capoterra, Quartu Sant'Elena, Siliqua, a Desulo ed Ortueri nel nuorese, a Serramanna, Arbus, Villacidro, San Gavino Monreale ed a Carbonia, ad Iglesias ed a Sassari, dovrebbe derivare da un antico toponimo medioevale Frongia, nella zona di Fluminimaggiore nel cagliaritano, ma potrebbe anche derivare da un soprannome originato dal vocabolo sardo frongia (frasca o fronda), il motivo del soprannome potrebbe essere vario, ad esempio che il capostipite curasse dei boschi o che gli piacesse riposare sotto delle verdi frasche.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
FRONGIA: frundza, in logudorese, frongia in campidanese è in genere un piccolo ramo, un germoglio di un albero. Dal latino frondia; o dall'italiano antico fronza. Un ramo grosso è detto nai. Sfrongiai = togliere i rami, sfrondare. Frongia è toponimo comune a tutta la Sardegna meridionale. È anche il nome di un centro abitato (paese, villa, bidda) medioevale scomparso. Appartenne alla Curadorìa di Cixèrri, nella diocesi di Sulcis, del regno giudicale di Cagliari. Dal 1258 fece  parte dei possedimenti di Ugolino della Gherardesca, conte di Donoratico e successivamente dei territori oltremare del Comune di Pisa. Infine andò a far parte del regno catalano aragonese di Sardegna. Dal 1365 al 1409 fu parte del giudicato d'Arborea e poi di nuovo del regno di Sardegna. Nel 1471 risulta spopolato. Il paese era sito tra Tratalias e Villa di Chiesa(Iglesias). Come cognome è presente nei documenti antichi della lingua e della storia della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eelonora, LPDE del 1388, figurano: Frongia Juliano, ville Leunelli ( * Leunelli.odierno Neonelli. Contrate Partis Varicati - Barigadu); Frongia Leonardo, jurato ville Capras( * Capras .odierno Cabras. Campitani Majoris); Frongia Petro, ville Monte Santo ( * Monte Santo.distrutto. Contrate Partis Varicati - Barigadu). Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, XI°, XIII° secolo, è presente nella variante Fronia(Fronja): Fronia Goantine (50) - in una compera: comporeillis a Torbini Vulpia et fratres suos terra in Pubusone (località sita in agro di Macomer). Testes: Goantine Fronia. Fronia Gunnari (101)- in una spartizione di servi:  Ego Brandus priore de Bonarcadu, faccio recordatione pro servos c'aviamus in pari cun donnu Barisone de Serra taliabuccone. Fiios d'Orzocco de ...levet isse et clesia  levait su ladus de Manina . Custa partizione (de servis) fuit facta in masone de Cabras , daenanti (alla presenza di) Ugo de Bassu iudice d'Arbaree ubi erat donnu Barusone  et Gunnari Fronia, maiore suo(luogotenente), et Mariane de Funtana, armentariu suo (amministratore generale), et Petru de Serra su fiiu(suo figlio). Attualmente il cognome Frogia è presente in 183 Comuni italiani, di cui 89 in Sardegna: Samugheo 159, Cagliari 149, Desulo 74, Serramanna 68, Arbus 60, etc.  Nella penisola Roma ne conta 53, Genova 24, Milano 23, etc.
FRONTE Fronte sembra specifico della Sicilia meridionale, di Pachino, Noto, Siracusa ed Avola nel siracusano, e di Ispica e Modica nel ragusano, potrebbe derivare dal nome medioevale Fronte con il significato di augurio che possa il capostipite essere un baluardo della fede, ma è pure possibile possa invece trattarsi di forme ipocoristiche di nomi medioevali come Malafronte o Grandefronte.
FRONTEDDU Fronteddu è tipicamente sardo del nuorese, di Dorgali, Nuoro, Siniscola, Galtelli ed Oliena, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine frontèdhu che significa sciancato, dal passo imbrogliato che sembra incespicare, probabilmente motivato da una caratteristica fisica del capostipite.
FRONTI Fronti è tipico del pavese, di Voghera in particolare, di Fortunago e Ruino, dovrebbe derivare da un nome di località, come ad esempio ne esistono nel torinese e nel parmense, e forse ne esistevano anche nel pavese.
FROSI
FROSINI
FROSIO
FRUSIN
Frosi è del cremonese, Frosini è tipico di Pistoia e del pistoiese, Frosio del bergamasco e bresciano, Frusin, quasi unico è originario del comasco, derivano tutti dal nome medioevale Frosio, Frosinus di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico Longobardo in un atto di vendita del 760 dove si può leggere: "...omnia sit in potestate eclesiae Sancti Donati, ubi Rachipert arcidiaconus rector esse uidetur, et in ecclesia Sancti Georgi, ubi Frosinus presbiter rector esse uidetur, in prefinito...", decisamente non condivisibile l'ipotesi di una derivazione dal toponimo volscio Frusinus (nome volscio dell'attuale città di Frosinone).
FROSONE
FROSONI
FRUSONE
FRUSONI
Frosone, praticamente unico, è romano, Frosoni è specifico della zona che comprende il grossetano con Manciano e Pitigliano, il senese con San Casciano dei Bagni, il viterbese, il ternano con un grosso ceppo a Castel Viscardo ed il romano a Roma ed Affile, Frusone ha un ceppo ad Alatri nel frusinate ed a Roma, Frusoni, quasi unico, è laziale, potrebbero derivare dal nome medioevale Frosone, derivato da fresus, il participio passato del verbo latino frangere, da cui ha preso il nome l'uccello frosone, così chiamato per la sua abilità nello spezzare i noccioli delle olive e delle ciliege, in latino ossifragus, una varietà di fringuello.
FRUMENTI
FRUMENTINI
FRUMENTINO
FRUMENTO
Frumenti, estremamente raro, ha oggi sparute presenze nell'anconetano e maceratese con un ceppo a Roma, ma l'origine sembrerebbe umbra, probabilmente del ternano, Frumentini e Frumentino sono praticamente unici, Frumento ha un nucleo in Liguria, nel savonese in particolare a Savona, Albisola Superiore, Quiliano, Fiunale Ligure e Vado Ligure, a Genova ed a La Spezia, questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche, dall'attività di commercianti in frumento svolta probabilmente dai capostipiti, ma bisogna comunque considerare la possibilità che possa semplicemente trattarsi di soprannomi riferiti a persone particolarmente agiate, l'abbondanza di messi era in epoca medioevale sinonimo di ricchezza.
FRUSCA Frusca è tipico del bresciano, di Brescia, Castenedolo, Flero, Adro e Capriolo, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine dialettale arcaico bresciano frosca (talea, piccolo pezzo di pianticella da ripiantare), probabilmente a sottolineare un'aspetto del mestiere del capostipite.
FRUSCALZO Abbastanza raro è specifico del trevigiano.
FRUSCHI
FRUSCI
FRUSCIO
FRUSCIONE
Fruschi e Frusci  sono assolutamente rarissimi, Fruscio molto raro ha un ceppo nel napoletano ed uno nel barese, Fruscione molto raro è tipico della provincia di Caltanissetta, con un ceppo anche a Salerno, dovrebbero derivare dal cognomen latino Fruscus, ricordiamo Cornelius Fruscus nella campagna in Britannia nel I° secolo.
FRUSCIANTE Frusciante è tipicamente campano, di Apice, San Giorgio del Sannio e Calvi nel beneventano, di Salerno e Battipaglia nel salernitano e di Napoli, dovrebbe derivare da un soprannome.
FRUSCONE
FRUSCONI
Fruscone, quasi unico, potrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione di Frusconi, che, molto raro, è tipicamente lombardo, del cremonese in particolare, e che dovrebbe derivare da un soprannome basato su di una forma accrescitiva del termine dialettale cremonese arcaico frosca (frasca, ramo fronduto), forse ad indicare nel capostipite un coltivatore di alberi da frutta.
FRUSTACE
FRUSTACI
Frustace, molto raro, ha un piccolo ceppo a Catanzaro ed uno altrettanto piccolo nel crotonese a Cutro e Strongoli, Frustaci è anch'esso tipicamente calabrese, del catanzarese, di Taverna, Sant'Andrea Apostolo dello Jonio, Catanzaro e Davoli e di Strongoli e Crotone nel crotonese, potrebbero derivare dall'italianizzazione del cognome slavo Frostaky, o anche da un soprannome grecanico per guardiano delle spighe di grano.
FRUSTERI
FRUSTIERI
Frusteri è tipicamente siciliano, con ceppi a Palermo, a Sant'Agata di Militello e longi nel messinese ed a Trapani ed Erice nel trapanese, Frustieri, sempre siciliano del palermitano, è assolutamente rarissimo, dovrebbero essere di origini francesi e derivare dal termine medioevale francese fruster o frustier, che serviva ad indicare un carpentiere od un falegname, non si può escludere anche la possibilità che derivino dal cognome provenzale Fruster o Frustier con la medesima origine.
FRUTTU Fruttu, assolutamente rarissimo, è della Sardegna meridionale.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
FRUTTU: su fruttu = il frutto, dal latino fructus = frutto, guadagno, compenso, etc .  Per indicare la frutta (degli alberi ad esempio), qui in Campidano diciamo sa frutta > italianismo. Nel Condaghe di San Pietro di Silki, CSPS, XI°, XIII° secolo, al capitolo 420 troviamo il termine fructora, in una compera: Ego abatissa Tedora qui ponio in ecustu Condake su qui conporai ad donna Gitta de Kerqui, Comporaili.et issa parte de sa vinia de balle; et ficu, et mela, et nuke, et omnia fructora. Non l'abbiamo trovato come cognome nei documenti antichi della lingua e della storia della Sardegna. È un cognome molto raro e presente solo in 5 Comuni della Sardegna: Cagliari 5, Gadoni 5, Monserrato 3, etc.
FRUZZETTI Fruzzetti è tipico della Toscana nordoccidentale, di San Giuliano Terme, Pisa e Cascina nel pisano, di Massarosa e Lucca nel lucchese e soprattutto di Massa, potrebbe derivare dall'ipocoristico del nome gallo latino Frutius, possibile forma alterata, per inversione del fonema -ur- con -ru-, del nome germanico Furtius,  ricordiamo con questo nome il Re dei Galli Quadi federato con i romani che nell'anno 172 venne destituito, esiliato e sostituito con Ariogaesus.
FUARDO Fuardo, assolutamente rarissimo, sembrerebbe essere stato originato da un errore di trascrizione del cognome Suardo (vedi SOARDI), a seguito probabilmente di un'errata interpretazione della consonante iniziale, in effetti la grafia antica dell s- era molto simile alla f-, tanto da poter essere scambiate da parte di un ufficiale anagrafico o di un sacerdote distratto.
FUBINI Molto molto raro è tipico di Torino, dovrebbe derivare dal toponimo Fubine nell'alessandrino.
FUCA' Fucà ha un nucleo principale nell'agrigentino ad Aragona, Favara, Agrigento e Racalmuto ed un ceppo probabilmente secondario nel reggino a Bagnara Calabra, dovrebbe derivare da una modificazione dialettale del nome greco Foca, ricordiamo il santo martire Foca di Antiochia che subì il martirio sotto l'imperatore Traiano nell'anno 107.
FUCARINI
FUCARINO
Fucarini è praticamente unico, dovrebbe essere il frutto di un'errata trascrizione del cognome Fucarino, che è tipicamente siciliano del palermitano, di Prizzi, Palermo, Villafrati e Bagheria, e che dovrebbe derivare da un soprannome grecanico basato sul verbo greco antico φΰχάριζω fukarizo con il significato di imbellettare, cospargere o farcire con le alghe, ma anche rossiccio, cosa molto piùo probabile, forse ad indicare che il capostipite avesse i capelli rossi, esiste anche l'ipotesi che possa derivare da una forma ipocoristica del nome Foca (vedi FUCA').
FUCCI
FUCCIO
Fucci ha molti ceppi, uno nel ravennate, uno nel romano, ed uno nell'area che comprende il casertano, il napoletano,l'avellinese, il beneventano ed il barese in particolare, il foggiano ed il potentino, Fuccio, molto meno comune, ha un ceppo nel beneventano ed uno nel siracusano, dovrebbe derivare da forme ipocoristiche contratte del nome Ferruccio.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Fucci è cognome panitaliano. Potrebbe essere ipocoristico aferetico da nomi come Arnolfo, Adolfo, ecc. Secondo Bongioanni 130 deriverebbe dal nome proprio Guelfo.
FUCITO Fucito è un cognome tipicamente napoletano, con ceppi anche a Sorrento, Piano di Sorrento, Meta e Casavatore sempre nel napoletano, potrebbe derivare dal nome della località Fucito nel foggiano, o molto più probabilmente dal nome della località Fucito di San Giorgio la Molara nel beneventano, o da altre località omonime.
FUGA Fuga è un cognome tipicamente veneto di Murano e Venezia in particolare.
integrazioni fornite da Giangiorgio Fuga
Famiglia prettamente presente nell'isola di Murano (Venezia) con origini dalla romana Altinium (Altino) da dove "fuggirono" a seguito delle distruzioni operate da Attila verso le isole della laguna veneta. Tale famiglia, presente nel Libro d'oro delle famiglie nobili muranesi in seno alla Serenissima Repubblica di Venezia, ha dato lustro all'arte vetraria sin dalle sue origini con numerosi "maestri". Con la fine della Repubblica di Venezia e la successiva occupazione austriaca che prediligeva il cristallo di Bohemia rispetto al vetro muranese, costrinse parte della famiglia Fuga, come molte altre famiglie nella stessa situazione, ad emigrare prima verso la "terra ferma" e poi, nella seconda metà dell'800 verso il Brasile, dove esiste oggi una consistente presenza tra San Paolo e lo stato del Rio Grande del Sud; e verso gli Stati Uniti. Tra i Fuga più famosi si può citare l'architetto Ferdinando Fuga (Firenze, 1699 - Roma, 1782) figlio di un muranese "fuggito" dal rigido controllo della Serenissima, in quanto proibiva alle famiglie vetrarie e di carpenteria di allontanarsi dalla laguna di Venezia per non diffondere il "segreto di Stato" riguardanti tali arti, grazie a Ferdinando dei Medici in visita a Venezia che lo "assunse" come aiutante di camera. A Ferdinando Fuga si devono molte opere tardo barocche a Roma, Napoli e Palermo (vedi Wikipedia).
FUGAZZA
FUGAZZI
Di origine pavese Fugazza, mentre Fugazzi è della zona tra la provincia di Piacenza e quella di Genova, questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi legati al vocabolo dialettale fugassa, fogassa (focaccia) stante ad indicare il mestiere di focacciaro o a ricordare un'aneddoto ad esso riferito, ma è pure possibile un collegamento con nomi di località come ad esempio Cascina Fugazza di Cornate d'Adda (MI) o anche una derivazione dal nome latino Fugatius, ricordiamo Sanctus Fugatius inviato missionario in Britannia da Papa Eleuterio il cui pontificato durò dal 175 circa al 189. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nell'elenco dei notai roganti dell'Archivio di Stato di Bergamo con un Giovanni fu Bartolomeo de Fugatia, di Bergamo.
FUGGIGUERRA Fuggiguerra, ormai praticamente unico, dovrebbe derivare dal nome medioevale Fuggiguerra, attribuito dai genitori ad un figlio cui si augurava di poter evitare ogni tipo di guerra.
FULCO
FULCON
FULCONE
FULCONI
FULCONIS
Fulco è presente a macchia di leopardo in tutto il centro sud, con un ceppo sicuramente originario in Sicilia, sembrerebbe avere anche dei ceppi nel torinese e forse in Liguria, Fulcon, Fulcone, Fulconi e Fulconis sono assolutamente rarissimi, derivano tutti dal nome medioevale di origine germanica Fulcus o dalla sua forma indiretta Fulconis, di cui abbiamo un esempio nel 1098 in Calabria in una lettera di Rogerius Calabrie ac Sicilie per dei voluntatem Comes si può leggere: "...Hoc privilegium scriptum est quarto Iunii mensis. in Cappella sancti martini. que sita est in medio Civitatis Mileti. infirmo existente domino meo Comite. per manus mei Fulconis Cappellani dicti domini Comitis ...", nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale, in un atto di investituraa del 1197 si trova: "...quam dominus Kiroldus, filius domini Fulconis, de Fabiano, solitus erat habere et tenere in feudo ...".  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Napoli agli inizi del 1500 con l'artista Alessandro de Fulco.
FULCERI
FULCHERI
FULCHERO
FULCHIERI
FULCHIERO
FULGERI
FULGIERI
Fulceri è tipicamente toscano, di Volterra, Lajatico, Pomarance e Pisa nel pisano, di Lucca e Capannori nel lucchese e di Livorno, Piombino, Cecina, Rosignano Marittimo e Castagneto Carducci nel livornese, Fulcheri è tipico del cuneese, di Mondovì, Pianfei, Cuneo e Villanova Mondovì, Fulchero estremamente raro, sembrerebbe anch'esso del cuneese, Fulchieri, assolutamente rarissimo, sembrerebbe dell'area emiliano, toscana, Fulchiero, molto molto raro, è piemontese di Bianzè nel vercellese, Fulgeri, molto raro, è del modenese, di Pavullo nel Frignano in particolare, Fulgieri è caratteristico di Sant'Agata dei Goti e di Limatola nel beneventano, dovrebbero tutti derivare direttamente o attraverso alterazioni dialettali dal nome medioevale di origini germaniche Fulcerius, ricordiamo con questo nome il Podestà di Firenze del 1302: ".. Et ad huius literae veram intelligentiam est breviter sciendum, quod in MCCCII, cum pars Nigra esset reducta in Florentiam per Carolum sine terra, sicut plene scriptum est capitulo VI Inferni, principes partis ipsius Nigrae vivebant in magna suspicione, quia sentiebant partem Albam esse potentem in Florentia; et exules saepe scribebant civibus de parte sua. Ideo dederunt operam quod Fulcerius de Calbulo tunc potestas Florentiae, fultus favore eorum, subito cepit quosdam cives de dicta parte Alba, inter quos fuerunt dominus Bethus de Gerardinis, Masinus et Donatus de Cavalcantibus ..", nome originato dall'italianizzazione del nome germanico Fulcher, Folckher, composto dalle radici volk (pronuncia folk), che voleva dire popolo, aggiunto ad hari, che significava esercito, con le stesse radici abbiamo anche il nome medioevale Fulgerius, di cui abbiamo un esempio d'uso in un atto del 1128: "... Praeter episcopos et abbates eidem etiam concilio interfuere Albericus Remensis et magister Fulgerius; et ex laicis comes Theobaldus. comesque Nivernensis, et Andreas de Baudimento; denique Hugo militiae magister cum aliquot e suis discipulis, qui modum et observantiam instituti sui Patribus exposuit. ..", ricordiamo con questo nome il monaco dell'ordine di San Bernardo Fulgerius, cappellano del convento di Nazareth, morto nel 1307, che lasciò molti scritti sui vari santi appartenuti al suo ordine.
FULGHERI Fulgheri è tipicamente sardo, della parte meridionale dell'isola, di Cagliari ed Assemini nel cagliaritano e di Iglesias e Portoscuso nell'iglesiente.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
FULGHERI: significato ed etimo permangono nell'incertezza. Il vocabolo fulghéri non esiste nel vocabolario sardo. Mentre esiste fuléri, che significa "truffatore, imbroglione", dallo spagnolo fullero, probabilmente dal latino fullonis, che però significa lava panni, fullone o follone: crediamo che fuléri abbia ben poco a che fare con Fulgheri! Fulgheri, come anche Fulgeri (diffuso nel modenese)e Fulgieri (diffuso a Sant'Agata - Benenvento), potrebbero derivare, invece, dal verbo latino fulgeo o fulgesco, nel significato di rilucere, risplendere, come del resto il nome Fulgenzio. I primi Fulgheri a Cagliari potrebbero essere arrivati (in periodo sabaudo) dalla penisola: da Pisa; da Genova; più probabilmente da Torino. Non abbiamo altri suggerimenti. Nella storia della Sardegna ricordiamo Fulgheri Francesco, cagliaritano, vissuto in periodo sabaudo, del regno di Sardegna, che ottenne, insieme al fratello Ignazio, il cavalierato ereditario e la nobiltà, nel 1766. e nel 1767, ebbe in feudo il Salto di Oridda( vallata, che si trova sotto le pendici sud occidentali del Monte Linas, confinante con il territorio dei Comuni di Gonnosfanadiga, Villacidro, Domus Novas, Fluminimaggiore) con il titolo di conte di San Giovanni Nepomuceno e l'incarico di costruire un centro abitato nel territorio di quel salto(vedi nell'Web: Oridda). Riuscì, a sue spese, a portarvi 40 famiglie, ma ben presto il salto fu di nuovo abbandonato. Nei registri della chiesa parrocchiale San Giovanni Battista di Lunamatrona leggiamo: " La Terza Cappella detta dell'Immacolata.nel 1753 viene posto il Paliotto (Vicario Sisinnio Sechi). Il Sechi fu grande benefattore della Cappella e qui fu sepolto. Vedovo, fu ordinato sacerdote; insieme alla figlia Priama, sposata al conte Francesco Fulgheri, furono costruttori della chiesa del Carmine o Santa Greca. La Quarta Cappella reca la scritta:" Donna Priama Sechi di San Giovanni Nepomuceno D.S.N.P. Madonna del Carmelo(dall'Opera "Chiesa Parrocchiale "San Giovanni Battista" di Lunamatrona (CA - oggi VS), del sacerdote don Giulio Marongiu).
Il territorio di Oridda( vedi nell'Web: Giuseppe Concas - Racconti e Leggende del Campidano e Dintorni - Is Contus de Ayayu.) è sempre stato ed è tuttora ricchissimo di selvaggina e fa parte dell'Oasi Faunistica di Ripopolamento Linas - Marganai.  Il cognome Fulgheri attualmente è presente in 58 Comuni italiani, di cui 39 in Sardegna: Cagliari 43, Iglesias 27, Portoscuso 25, Assemini 21, etc.
FULGHESU Sembrerebbe tipico di Laconi nel nuorese con un ceppo anche ad Assemini nel cagliaritano, secondo alcuni deriverebbe da modificazioni del termine dialettale burghisu (abitante del borgo).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
FULGHESU: non sappiamo esattamente che cosa significhi, né quale sia il suo etimo. Come per "Fulgheri", suggeriamo il verbo latino fulgeo o fulgesco = rifulgere, risplendere, da cui anche il nome Fulgenzio. Non abbiamo trovato tracce del vocabolo fulghesu nelle carte antiche della lingua e della storia della Sardegna da noi prese in osservazione. Attualmente il cognome Fulghesu è presente in 36 Comuni italiani, di cui 15 in Sardegna: Laconi 128, Iglesias 27, Portoscuso 25, Assemini 21, etc.
FULICI
FULICO
Fulici, molto molto raro, è tipico del padovano, Fulico è ancora più raro, derivano da modificazioni del nome medioevale di origine germanica Fulcus di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico Pavese nel 1224 con Fulcus Papiensis episcopus (Folco vescovo di Pavia).
FULVI
FULVIA
FULVIO
Fulvi è specifico della fascia centrale che comprende le Marche, l'Umbria, il Lazio e l'aquilano, Fulvia è quasi unico, Fulvio sembrerebbe tipico di Guglionesi (CB), dovrebbero derivare o direttamente dalla Gens Fulvia, o dal nomen latino Fulvius o da soprannomi originati dal fatto che il o la capostipite erano dotati di una capigliatura fulva (rossa).
FUMAGALLI Assolutamente lombardo, potrebbe derivare da soprannomi originati da una voce dialettale fumà (sottrarre, rubare) e starebbe quindi per ladri di polli.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Fumagalli è un cognome lombardo, molto frequente nel bergamasco e a Milano. Significa 'ladro di polli', poiché in passato chi si dedicava a questa attività era solito affumicare il pollaio con zolfo e foglie umide allo scopo di stordire gli animali impedendo così che starnazzassero. O. Lurati 247 non è d'accordo con questa spiegazione perché dice che 'fumare' significava già 'rubare' in gergo.
FUMASI
FUMASONI
Fumasi, assolutamente rarissimo, è lombardo, del sondriese, del comasco o del varesotto, Fumasoni, molto raro, ha un ceppo in Valtellina a Berbenno Di Valtellina ed uno a Marino (RM) ed a Roma, i due ceppi sembrerebbero assolutamente separati ed autonomi, il ceppo valtellinese ha tracce sicure fin dal 1700 almeno nella prima metà del secolo opera a Chiavenna (SO) il notaio Giovanni Fumasi.
La derivazione di questi cognomi potrebbe essere da patronimici di aferesi del nome Tommaso o di suoi accrescitivi (vedi anche FUMEI).
FUMEI
FUMELLI
FUMELLO
FUMEO
FUMI
FUMO
Fumei, assolutamente rarissimo, sembrerebbe veneto, probabilmente del trevisano, Fumelli ha un ceppo a Roma e Marino (RM) ed uno a Cagli nell'urbinate, Fumello è quasi unico, Fumeo, molto molto raro, è tipico di Perledo (LC), Fumo parrebbe specifico del golfo di Napoli e Salerno, Fumi ha un ceppo nel piacentino, uno tra senese e grossetano ed uno nel Lazio, tracce illustri di queste cognominizzazioni le troviamo a Perledo nella seconda metà del 1500 con il pittore G.B. Fumeo.
integrazioni  fornite da Fabio Paolucci
 derivano, direttamente o per ipocoristici, dal nome Fomeus, già documentato nel 1240. Fumèo (o Fumè) è la variante regionale di Tomèo, ipocoristico abbreviato di Bartolomeo o di Tommaseo (da Tommaso). La variante riflette l'adattamento in "f" del "th" bizantino dei nomi originari, latinizzati in Bartholomaeus e Thomasus. A Milano la chiesa di San Tommaso è chiamata, in dialetto, san Fumè.
Integrazioni fornita da Adolfo Iannone
il cognome Fumo è presente in una frazione di Baronissi (SA) già nel 1700 con un Casal Fumo e dai registri parrocchiali è documentata la nascita del celebre scultore Nicola Fumo (1647-1725) morto a Napoli le cui opere sono sparse in tutta l'Italia meridionale e la Spagna.
FUMER
FUMERI
FUMERO
Fumer e Fumeri sembrerebbero unici, e dovrebbero essere dovuti ad errate trascrizioni di Fumero, che è decisamente piemontese, di Carmagnola, Torino e Carignano nel torinese e di Cavallermaggiore e Savigliano nel cuneese, potrebbe trattarsi di un'italianizzazione del cognome francese Fumeron, che, derivando dal termine fumier (letame), potrebbe indicare un capostipite che di mestiere facesse il contadino.
FUMU Fumu, tipicamente sardo, è specifico di Buddusò in Gallura.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
FUMU: su fumu = il fumo. Dal latino fumus. Fumare, fumai, fumiai = fumare. Affumare/ai = affumicare. Affumentare/ai = fare un suffumigio: a brebus et affumentus = con preghiere e suffumigi. Affumentau siast.che ti possano fare un suffumigi.(vedi nell"Web: Giuseppe Concas Dicius: detti e proverbi del Campidano di Sardegna). S'andàda de su fumu, fàtzast (sa ia de su fumu pighist)= l'andata del fumo, possa tu fare (che non ritorna più): un malaugurio. Abini dho-y hat fumu, dho-y hat fogu = dove c'è fumo, c'è fuoco ( che segna la presenza dell'uomo). Vedi inoltre Fogu: abini dho-y hat fogu, dho-y hat genti = dove c'è fuoco c'è gente. Si tratta di un cognome abbastanza raro; non l'abbiamo, come cognome, negli antichi documenti della lingua e della storia della Sardegna. Attualmente è presente in 13 Comuni italiani, di cui 9 in Sardegna: Buddusò 27, Loiri 8, Sassari 6, etc.
FUNAI
FUNAIOLI
Funai, molto molto raro, è tipicamente toscano con un piccolo ceppo nel livornese a Porto Azzurro e Piombino ed uno a Barga nel lucchese, Funaioli, anch'esso toscano, ha ceppi nel pisanbo a Pomarance e Volterra, nel senese a Poggibonsi, a Massa Marittima nel grossetano ed a Piombino nel livornese, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal mestiere di produttore di funi svolto dai capostipiti, probabilmente appartenenti al ceto dei funai o funaioli in quanto iscritti all'Arte de' funai e canapai, particolarmente importante in località di mare dove le funi o canapi svolgevano un ruolo importante sulle imbarcazioni e sulle navi.
FUNARI
FUNARO
Funari è tipico della fascia centrale che comprende Lazio, perugino e maceratese, con un ceppo anche nel cosentino, Funaro ha molti ceppi, uno principale a Roma e provincia, uno nel napoletano e casertano, uno nel cosentino, nel genovese ed in Toscana, derivano dal nome di mestiere funaro o costruttore di canapi e funi, una contrada di Roma si chiama proprio de' funari; tracce di questo cognome le troviamo a Grimaldi nel cosentino nel 1600 con lo scultore Aloisius Funarus.
FUNDONI Fundoni, abbastanza raro, è tipico dell'Ogliastra in Sardegna, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine logodurese fundòni (uomo grosso), per identificare probabilmente una caratteristica fisica del capostipite.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
FUNDONI: deriva da fùndu, che significa fondo, profondità, ma anche pianta, fusto, ceppo, radice, dal latino fundus. U' fundu de temàtica = una pianta di pomodori; u' fundu de croccorìga = una painta di zucche; u' fundu de perdinjànu = una pianta di melanzane; etc. U' fundàli è un avvallamento. Sa fundurùla è ciò che rimane di scarto (la feccia) in un tino, in una botte, in un contenitore qualsiasi. Fundòriu, soprattutto in Campidanese è sinonimo di criterio; sfundoriàu = senza criterio: colui che dice cose senza senso o fondamento alcuno. Ricordiamo inoltre che: in periodo romano il fundus era il terreno circostante la villa (bidda) = fondo inteso come estensione di terra.  Fundoni è proprio del Logudorese e significa dal sedere smisurato ( rispettabile): può essere riferito anche a persona grassa. Qui in Campidano diciamo (senza offesa), cul''e brògna( col sedere grosso come un'anfora, orcio, giara, grossa pentola, etc.). Nei limiti, fundoni potrebbe significare anche grosso fondo, grosso appezzamento di terra! Il cognome potrebbe derivare da un soprannome, usato in uno dei sensi sopraddetti. Non l'abbiamo trovato negli antichi documenti della lingua e della storia della Sardegna da noi consultati. Attualmente il cognome Fundoni è presente in 27 Comuni italiani, di cui 10 in Sardegna(nord): Buddusò 27, Olbia 21, Sassari 20, P. Torres 6, etc.
FUNES Funes è tipicamente veneto, di Pieve d'Alpago e Chies d'Alpago nel bellunese, di Montebelluna nel trevisano e di Venezia, dovrebbe stare ad indicare la provenienza dei capostipiti dal paese di Funes, una frazione di Chies d'Alpago nel bellunese, o anche dalla Val di Funes in Alto Adige.
FUNETTA
FUNETTI
Funetta, molto raro, è specifico di Gioia del Colle nel barese, Funetti è praticamente unico e dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine italiano funetta o piccola fune.
FUOCOVIVO Fuocovivo, ormai praticamente unico, dovrebbe derivare dal nome medioevale Fuocovivo, attribuito dai genitori ad un figlio molto vivace.
FURCAS Furcas, tipicamente sardo, è tipico del meridione della Sardegna, di Serrenti e Samassi nel Medio Campidano, di San Nicolò Gerrei e Cagliari nel cagliaritano e di Terralba nell'oristanese, dovrebbe derivare dal termine sardo furcas (forche, forcelle), forse legato alla toponomastica.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
FURCAS: frùcca, fùrca, sa furca è la forca, nei vari sensi della parola. Dei quali il peggiore è il capestro: "Bai in sa furca"! "Vai e impiccati"! Espressione tipica sarda simile a: "Sa justizia o su Buginu t'impicchit"! E' comune come cognome e come toponimo. Esempio: "Sa Matta de sa furca o de s'impiccu; ( località sita in agro di Gonnosfanadiga, in salto di Santa Maria); su bixinàu de sa furca o de s'impiccu"! (uno dei rioni del paese citato), dove esiste ancora sa perda de sa furca o de simpiccu. Nella Carta de Logu di Eleonora d'Arborea(XIV° sec.) è più volte citato il verbo infurcari = impiccare.  Nel Condaghe di San Nicola di Trullas (XI°, XIII° sec.) il termine furcari significa biforcarsi: ube  se furcant sas bias( dove si biforcano le strade), e furkillos sono i bivi. Ma furcìdda, furca o furconi sono anche la forcella e  il forcone, dai molti usi, ad esempio: sa furcidda de su tirallàsticu è la forcella della fionda; su furconi è usato in agricoltura, per raccogliere, ad esempio, le balle di foraggio. Sa furcàxa è una asta o ramo biforcuto di legno, di ferro o d'altro, per i vari usi. Sa furkitta è la forchetta, anche da tavola. In riferimento a persona, in senso spregiativo, si dice: "Su tali esti "furca""! Per dire di una persona che non è raccomandabile: "Lingua biforcuta"! - ad esempio.  Infine non bisogna assolutamente tralasciare un altro significato di sas furcas, che riteniamo altrettanto valido quanto i precedenti: sas furcas, costituite da bastoni di olivastro ad esempio o di leccio o d'altro, infissi nel terreno, segnavano i confini di uno stato, erano quindi limiti invalicabili, senza lasciapassare, chiaramente, altrimenti detti lacanas o mulonis, che generalmente erano invece di pietra. È quindi voce comune diffusa come cognome ed anche come toponimo o altro sin dai tempi antichi. Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI°, XIII° secolo, al cap. 132.sendi sos ferros cagentes et issas furcas pesadas (con la forca già innalzata), bennit donna Anna, sa mama et isculpit illos de no illos okier pro fide de Sancta Maria de Bonarcatu ( pregò loro di non giustiziarli, nel nome di Santa Maria di Bonarcado).Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388,  troviamo: Furca Anthonio, ville Macumerii (*** MACUMERII et Curatorie de Marghine de Gociano.Macomer etc.  In posse Chelis Simonis, notarii publici...die XII Januarii 1388); Furca Gonnario, ville Macumerii; Furca Joanne - de Bosa. (** Bosa: omnibus civibus et habitatoribus civitatis Bose. nisipastores. congregatis intus Ecclesiam Beate Marie Virginis .die XV Januarii 1388); Furca Joanne, ville Aricu (* Aricu.odierno Aritzo. Mandrolisay o Barbagia di Belv); Furcha  Furadu, jurato ville Zaramonte (* Zaramonte... odierno Chiaramonte. Contrate de Anglona - Chiaramonte); Furcha Angelo, ville Ecclesiarum  (** Villa Ecclesiarum.odierno Iglesias. Et ego De Nelli Pelipaparius Ludovicus, civis et habitator terre et Ville Ecclesiarum.sindicus, procurator universitatis Ville Ecclesiarum.seu a Formenyino Joanne, capitano, camerlengo Ville Ecclesiarum di Siger*ro. Omnibus habitatoribus dicte terre Ville Ecclesiarum, congregatis in Curia Magna.in posse Virde Andree, quondam Virde Joannis de Civitate Sasseri.nona die januarii 1388); Furcha Comita, jurato ville Urri ( * Urri.odierno Nurri. Contrate Partis de Guilcier); Furcha Comita, ville Sagama( * Sagama.oppidum.  Contrate Castri Serravallis); Furcha Deodato, jurato  ville Nuruci ( * Nuruci...odierno Nureci (Laconi.Contrate Partis Alença); Furcha Jampe, ville Macumerii; Furcha Joanne, jurato ville Genone (Genone .odierno Genoni (contrate Laconi et Partis Alença); Furcha Joanne, jurato ville Ribechu ( * Ribechu.attuale Rebecu. Curatorie de Costa de Valls); Furcha Laurencio, ville Genone; Furcha Parasono, ville Bonorbe ( * Bonorbe...odierno Bonorva. Curatorie de Costa de Valls); Furcha Petro, jurato ville Urri (* Urri.odierno Nurri. Contrate Partis de Guilcier); Furcha Simeone, majore ville Nuruci; Furcha Sisto - de Castri Januensis (** Castri Januensis Civitas (Castel Genovese - Castel Sardo). Omnibus habitantibus .in ville de Coginas ... die undecima januarii .1388, in posse De Valle Anthoni filii). Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI°, XIII° secolo, figurano: Furca Andrea(280) armentariu  de rennu ( preposto all'amministrazione del patrimonio fiscale del giudicato) : funge da giudice ( Andrea Furca ki vi fuit pro iudike) in una spartizione di servi, tra la chiesa di Trullas e quella di Gunnannor (oggi Bonnannaro). Furca Furatu e Furca Petru (37), fratelli (in una donazione): positinke Furatu Furca latus (la metà del servizio) de Gosantine Gaçurra et issa fiia intrega Bonisinda ( e la figlia Bonisinda a servizio intero). Testes Petru Furca su frate (il fratello) et presbiter (prete) Ianne de Cerone. Attualmente il congome Furcas è presente in 71 Comuni italiani, di cui 29 in Sardegna: Serrenti 198, San Nicolò Gerrei 56, Cagliari 51, Samassi 30, etc.
FURCHI
FURCO
DE FURCO
Furchi è tipico della zona di Tropea (VV), Furco, molto più raro, è specifico della zona di Castellammare Del Golfo (TP) e di Montemaggiore Belsito (PA), De Furco, praticamente unico è calabrese, dovrebbero tutti derivare da modificazioni del nome medioevale Fulcus (vedi FULCO), anche se è possibile ipotizzare, anche se improbabile, una derivazione da nomi di località caratterizzate dalla presenza di una forcella o di una biforcazione.
FURCI Furci è tipicamente calabrese della parte meridionale della regione, di Dinami, Mileto, Ricadi ed Joppolo nel vibonese, e di Taurianova e Fiumara nel reggino, dovrebbe derivare dal nome del paese siciliano di Furci Siculo nel messinese, probabile luogo d'origine dei capostipiti.
FURDIANI Furdiani, assolutamente rarissimo, è specifico del ferrarese, di origini etimologiche oscure.
FURESI Furesi è tipico della Sardegna nordoccidentale, di Sassari ed Alghero e di Padru in Gallura, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine sardo logudurese e sassarese furesi (orbace, un tessuto di lana, tipicamente sardo, ottenuto mediante una lavorazione particolare che risale ad epoche molto antiche), forse indicando nei capostipiti o dei produttori di quel tipo di tessuto o qualcuno che lo indossasse come una divisa consueta.
FURFARI
FURFARO
Furfari ha un ceppo calabrese, a Lamezia Terme nel catanzarese ed a Campo Calabro e Brancaleone nel reggino, ed uno, molto piccolo, siciliano, a Barcellona Pozzo di Gotto nel messinese, Furfaro è tipicamente calabrese del reggino, di Cittanova, Taurianova, Mammola, Feroleto della Chiesa, Siderno, Gioia Tauro, Laureana del Borrello, San Giorgio Morgeto, Roccella Ionica, Locri, Rizziconi, Palmi, Agnana Calabra e Melicucco, dovrebbero derivare da un soprannome dialettale basato sul termine calabrese furfarèddru (discolo, ragazzo troppo vivace, detto di chi si accende come un fiammifero) (vedi anche FORFARO).
FURGA
FURGHIERI
Furga è unico ed è del mantovano, Furghieri, assolutamente molto molto raro, è della zona tra mantovano e reggiano, di Suzzara e San Benedetto Po nel mantovano e di Castelnovo di Sotto nel reggiano, potrebbero derivare da soprannomi originati dal termine dialettale arcaico furga o furugada (scompiglio, chiasso, parapiglia), forse a ricordare dei fatti accaduti ali capostipiti, o loro caratteristiche comportamentali.
FURGADA Furgada, molto molto raro, è specifico del cremonese, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine dialettale cremonese arcaico furgada (forcata, colpo dato con la forca), probabilmente ad indicare nel capostipite uno stalliere, che nel proprio lavoro fosse solito dare colpi di forca.
FURI
FURIA
FURIO
Furi è tipicamente toscano, di Siena e del grossetano, Furia è panitaliano con ceppi sia al nord che alcentro ed al sud, Furio ha un nucleo pugliese soprattutto nel barese a Mola Di Bari, ma con ceppi anche a Noicattaro, Bari, Molfetta e Trani, dovrebbero tutti derivare dalla Gens Furia, una delle famiglie più importanti della romanità, o dal nomen Furius, Furia.
FURIAN
FURIANI
FURIANO
Furian è tipicamente veneto, soprattutto del veneziano, Furiani sembrerebbe tipico del perugino, di Perugia in particolare, ma anche di Bastia e Corciano, Furiano è tipico di Napoli e del napoletano, dovrebbero derivare dal cognomen latino Furianus, attribuito a liberti, a coloni di terreni od a clientes della Gens Furia, cognomen di cui abbiamo un esempio in questo scritto reperito a Rimini e risalente al primo periodo imperiale romano: "L(ucio) Betutio L(uci) f(ilio) / Pal(atina) Furiano / aedili cui et / curulis i(uris) d(ictio) et / plebeia mandata / est plebs urbana / ex aere conlato / ob honorem ab eo / integre et sine / ambitione / administratum / l(ocus) d(atus) d(ecreto) d(ecurionum)", ma è pure possibile ipotizzare una derivazioni da toponimi ora scomparsi come il Furiano citato in quest'atto del 1331 redatto in Toscana: "...Ego Ansalducius quondam Fererii de Pino, sacri imperii notarius, hanc cartam scripsi sicud mihi commisit in mano presbitero Boristorio de Furiano notarius ..", che potrebbe semplicemente riferirsi ad un agro furiano (a proprietà terriere appartenenti alla Gens Furia).
FURIOSI Originario del milanese e lodigiano, potrebbe derivare da un soprannome legato al carattere, ma molto più probabilmente derivano dal cognomen latino Furius.
FURLAN
FURLANETTI
FURLANETTO
FURLANI
FURLANO
Furlan è diffusissimo nel triveneto, Furlanetti, quasi unico, è dell'udinese, Furlanetto è invece molto diffuso nella zona che comprende le province di Treviso, Venezia e Pordenone, Furlani ha un importante nucleo nel trentino, nel veronese, nel triestino, ma con presenze significative anche in tutto il Friuli, nel mantovano, nel rovigoto e nel pesarese, Furlano ha un ceppo a Fagagna e a Colloredo di Monte Albano (UD) ed uno a Torano Castello (CS) ed a Capistrano (VV), sembrerebbe evidente l'origine friulana, derivano infatti direttamente o tramite ipocoristici dall'aggettivo dialettale furlan (friulano).
FURLOTTI Furlotti è specifico di Parma e di Langhirano e Noceto nel parmense, e di Viadana nel mantovano, potrebbe derivare da un soprannome dialettale originato dal termine parmigiano furlon o furlot, una sorta di trapano ad archetto, forse a caratterizzare il mestiere del capostipite che forse faceva appunto uso di quello strumento.
FURNO Furno ha un ceppo piemontese a Torino, Bairo ed Agliè nel torinese, a Biella e Vigliano Biellese nel biellese e ad Asti, ed un ceppo campano a Benevento ed a San Leucio del Sannio ed Apollosa nel beneventano ed a Pozzuoli e Napoli nel napoletano, dovrebbe derivare dal nome medioevale Furnus di cui abbiamo un esempio d'uso nella scrittura di convalida dell'anno 1268 di un Instrumentum subiectionis dell'anno 1175 a Voghera nel pavese: ".. Ego Furnus notarius sacri palacii auctenticum huius exempli vidi et legi et sicum in illo continebatur ita in hoc exemplo scripsi nisi litteram plus vel minus vel indictione.  Anno a nativitate Domini millesimo ducentesimo sexagesimo octavo, inditione undecima, die lune tercio kalendas augusti. In Papia. Iacobus Pasturinus, consul iusticie Papie, ex parte publica precepit notario infrascripto ..".
FURONI Pochissimo diffuso è di origine modenese ed è probabilmente un errore di trascrizione del cognome Foroni o una modificazione dialettale dello stesso.
FURRU Furru, molto raro, è tipicamente sardo, sembrerebbe specifico di Tula nel sassarese.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
FURRU: su forru, in tutta la Sardegna è il forno, dal latino fornus; arcaico furnus. Alcune parlate dell'alta Sardegna (gallurese) mantengono la variante furru. Sa forrèdda (su foxìli) è il focolare rustico ricavato nel mezzo della cucina (vedi il cognome Fogu > foxìli). Inforrai = infornare, il pane ad esempio. Su forràxi  o su furràxi = la fornace; ad esempio: de sa teula (per le tegole); po sa calcina (per la preparazione della calce); su forraxéddu > è una piccola fornace. Etc. E' un cognome molto raro; attualmente è presente in 4 Comuni della Sardegna: Tula 23, Oliena 6, Sassari 3, Nuoro 3.
FUSAR
FUSARI
FUSARO
FUSAROLI
FUSARRI
FUSER
FUSERI
FUSERO
Rarissimo Fusar è probabilmente triestino, Fusari sembrerebbe avere più ceppi, in Lombardia, nel veronese e vicentino, in Emilia e Romagna, nell'anconetano e nell'aquilano, Fusarri, estremamente raro, è anch'esso lombardo, dell'area milanese e bergamasca, Fusaro è presente tra Lombardia Veneto, Piemonte e Liguria, ma i nuclei principali sono nel sud peninsulare, Fusaroli è specifico di Cesena e Cesenatico e di Ravenna, Fuser è della zona tra Venezia e Treviso, Fuseri, assolutamente rarissimo è probabilmente dovuto a modificazioni di Fusero che è tipico della zona tra torinese e cuneese. Questi cognomi potrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da soprannomi legati a vocaboli dialettali stanti ad indicare che il capostipite facesse il fonditore di metalli o lavorasse con i fusi, cioè fosse un filatore di qualche fibra tessile.
FUSARPOLI Raro cognome di origine cremonese, probabilmente derivato dall'unione dei due cognomi Fusar e Poli.
FUSCA
FUSCHI
FUSCO
FUSCONE
FUSCONI
Fusca ha un ceppo a Cassaniti nel valentiano, uno a Noto nel siracusano ed uno a Roma, Fuschi ha due probabili ceppi, uno tra Pescara e Chieti ed uno nel palermitano, Fusco è molto diffuso in tutt'Italia, con massima concentrazione nel Lazio e Campania, Fuscone, estremamente raro, ha un ceppo nella zona tra Molise e napoletano, Fusconi, oltre al ceppo romano, probabilmente secondario, ha un ceppo romagnolo, in particolare a Ravenna e Cervia nel ravennate ed a Cesena, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite forme accrescitive, dal cognomen latino Fuscus, Fusca, di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale, dove troviamo un'atto del 1145 rogato dal notaio Fusco: "...Ego Fuscus iudex et missus domini secundi Cunradi regis scripsi, post traditam complevi et dedi.".
FUSELLA
FUSELLI
FUSELLO
Fusella ha un ceppo nel chietino a Chieti e dintorni ed uno nel salernitano, Fuselli è specifico del maceratese, Fusello, estremamente raro, parrebbe piemontese, potrebbero derivare dal mestiere di filatore o ricamatrice, ma è pure possibile una derivazione longobarda. (vedi Fusi)
FUSETTI
FUSETTO
FUSI
FUSILLI
FUSILLO
FUSO
Fusetti ha un ceppo lombardo tra milanese, varesotto e comasco ed un ceppo tra rovigoto e ferrarese, Fusetto, meno diffuso, è tipico dell'area alessandrino, pavese, Fusi è diffuso in tutta l'Italia centro settentrionale, Fusilli è del centrosud, del romano, del pescarese ed in Puglia del foggiano e del barese, Fusillo , oltre al ceppo romano, ha un nucleo pugliese e piccoli ceppi nel potentino e nel siracusano, Fuso ha un ceppo a Roma, uno nel perugino, uno nel napoletano ed uno nel Salento, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dall'aferesi di nomi longobardi latinizzati come Agilulfus, Pandulfus, Aistulfus, Gilulfus ecc. che hanno generato il soprannome dialettale Fus e Fusi che starebbe ad  indicare quelli del, i figli del Fus, ma è pure possibile una derivazione dal nome longobardo Fuso, Fusonis, di cui abbiamo un esempio in una Charta donationis dell'anno 748 a Pistoia, dove tra i testimoni si legge: "Signum + manus Tatoni uiri deuoti filio quondam Fusoni testis".
FUSINATO Sembrerebbe originario dell'altipiano di Asiago, potrebbe derivare dal toponimo Fusine in Valromana nell'udinese o da Fusine fraz. di Zoldo Alto nel bellunese.
FUSTEGATO Fustegato, quasi unico, è specifico del veronese, dovrebbe derivare da un soprannome fustegato (galeotto), originato dal termine veneto fusta (galera, imbarcazione dove si imbarcavano i condannati al remo), probabilmente ad indicare che al capostipite fosse capitata quel tipo di disavventura.
FUSTI
FUSTO
Fusti è assolutamente rarissimo, Fusto ha un ceppo calabrese tra Lamezia Terme e Borgia (CZ) ed uno siciliano, dovrebbe derivare da una modificazione antica del nome Faustus, l'aggettivo fustus veniva a volte utilizzato in epoca medioevale al posto di faustus, come vediamo in quest'esempio: "...Annus Novus sit Tibi fustus felixque iucundusque.Noli tardare ...".
FUSTINI Fustini sembrerebbe tipico di Bologna e Budrio (BO), dovrebbe derivare dal cognomen latino Fustinus, variazione del più comune Faustinus, di quest'uso abbiamo un esempio: "...Anastasius Episcopus sacrae pecuniae prodigus dilapidator, causam tantae profusionis rogatus: Consumo, inquit, omnia, ne Fustino Tyranno furti occasionem relinquam. ...".
FUZIO Cognome tipico di Andria (BA), dovrebbe derivare dal nomen latino Futius di cui abbiamo un esempio nell'antica lapide di un gladiatore romano: "C FVTIVS HYACINTVS - DOCT(OR) OPL(OMACHORVM) - - FVTIA C L(IBERTA) - PHILVRA - FECIT".
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