GAMALERI
GAMALERIO
GAMALERO |
Gamaleri è della zona ligure, piemontese, di Genova e di Novara
e dell'alessandrino, Gamalerio, molto molto raro, è specifico del
pavese, Gamalero ha un ceppo nell'alessandrino, a Cassine, Alessandria
e Novi Ligure, ed a Torino, ed uno a Genova, questi cognomi dovrebbero
derivare dal nome del paese di Gamalero nell'alessandrino, secondo un'altra
ipotesi potrebbero derivare dal termine longobardo gamahalos
(parente acquisito, testimone). |
GAMBA
GAMBE
GAMBI
GAMBO |
 Gamba è molto diffuso in tutto il nord, con ceppi anche nel lucchese,
pisano e livornese, nel pesarese, a Roma e nel latinense, nel napoletano
e nel cosentino, Gambe, che sembrerebbe unico, è del reggino, Gambi
è diffuso soprattytto nel ravennate, ma con discrete presenze anche
nel bolognese, forlivese e fiorentino ed un piccolo ceppo anche nell'anconetano,
Gambo, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione,
questi cognomi dovrebbero derivare da una forma apocopaica del nome longobardo
Gambara (vedi
GAMBARA), anche se non si può escludere che in qualche caso
possano essere derivati da soprannomi originati da una caratteristica fisica
del capostipite, come la velocità nella corsa o l'avere delle gambe
più lunghe del normale. |
GAMBACCI
GAMBAZZA
GAMBAZZI |
Gambacci, quasi unico, è dell'aretino, Gambazza è tipicamente
emiliano, del piacentino e del parmense, di Fiorenzuola d'Arda, Piacenza
e Carpaneto Piacentino nel piacentino e di Fidenza, Salsomaggiore Terme
e Fontanellato nel parmense, Gambazzi, molto molto raro, è del cremonese,
questi cognomi dovrebbero derivare dal nome e soprannomne medioevale Gambacia,
che troviamo rappresentato in terra veneta da un tale dominus Benedictus
Gambacia iudex, a Padova in uno scritto del 1247 viene indicato come teste
un certo Ricardino Gambacia. |
GAMBACORTA
GAMBACURTA
GAMMACORTA
GAMMACURTA |
Gambacorta ha un ceppo nel barese, uno nel palermitano ed altri più
piccoli sparsi nel centro sud, Gambacurta ha un ceppo a Montefalco nel
perugino, uno piccolo a L'Aquila, uno a Roma ed a Terracina nel latinense
ed uno in Sicilia a Calatabiano nel catanese ed a Valguarnera Caropepe
nell'ennese, Gammacurta, sempre siciliano, è specifico di Campobello
di Licata nell'agrigentino, Gammacorta ha qualche presenza a Roma ed in
Sicilia, dovrebbero tutti derivare, anche attraverso alterazioni dialettali,
da soprannomi legati alla caratteristica fisica dei capostipiti di avere
delle gambe corte. Nel
1300, a Frasso (BN) si trova la nobilissima famiglia dei Gambacorta principi
e signori di Frasso e a Pisa nella seconda metà del 1300 se ne teme
il ritorno: "...et voleva che s'osservassi quattro
chapitoli chon saramento et onore misser lo inperadore: l'uno, che quando
entrasse in Pisa non ci avessi romore né prima né poi; lo
sichondo, che parte niuna o si richordasse se non quella dello inperadore;
lo terzo, che niuno ardischa di fare chontra la sua cesaria maestà,
lo quarto che niuno dessi né aiutorio favore alla tornata de' Ghanbachorti....". |
GAMBADAURO
GAMBADORI
GAMBADORO |
Gambadauro è un cognome assolutamente rarissimo, parrebbe anch'esso
del messinese, come Gambadoro di cui è probabilmente una forma arcaica
e che è specifico di Messina, Gambadori, è caratteristico
di Jesi nell'anconetano, dovrebbero derivare da un soprannome probabilmente
legato ad un episodio militare riferentesi ad una gamba d'oro, il casato
dei Gambadoro nel XVIII° secolo era titolare di feudo nel foggiano
con il titolo di Baroni di Lucera e nel Molise con il titolo di Baroni
di Chiauci nell'iserniese, troviamo tracce di queste cognominizzazioni
almeno dal 1700, a Limina (ME) nel 1750 opera un orafo che si chiama Pietro
Gambadauro, famoso per una sua opera di Mineralogia. |
GAMBARA
GAMBARI
GAMBARO |
Gambara, molto raro, è tipico del parmense, Gambari, sempre raro,
è del bolognese, Gambaro ha più ceppi, in provincia di Venezia,
nella zona di Mira, Mirano, Dolo e Salzano, nel varesotto e a Genova, dovrebbero
derivare dal nome longobardo Gambara citato anche da Paolo Diacono nella
sua , Historia Langobardorum: "...Horum
erat ducum mater nomine Gambara,
mulier quantum inter suos et ingenio acris et consiliis provida; de cuius
in rebus dubiis prudentia non minimum confidebant...", ma in alcuni
casi possono anche derivare dal toponimo Gambara (BS) ai confini con il
cremonese, o dalla località Gambaro nel piacentino ai confini con il genovese, o anche da soprannomi legati al vocabolo gambero come si evince
in alcuni casi dallo stemma. Tracce di questa cognominizzazione le
troviamo ad esempio nel 1050 a Pralboino (BS) dove nasce Alghisio Gambara,
uno dei combattenti della lega lombarda, nel 1354 l'imperatore Carlo IV°
investe il conte Maffeo Gambara del feudo di Ostiano (CR).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Gambari e Gambarini sono cognomi dell'Emilia Romagna. Derivano dal
cognome base GAMBARO che risale probabilmente ai toponimi Gamberi
(Rivoschio - Forlì) o Gambaro
(Piacenza) o ancora Gambara (Brescia),
tutti derivati dal latino 'gambarus'
= gambero acquatico. Possibile anche
la derivazione da un nome personale di origine germanica e di tradizione
longobardica, Gàmbara, sia femminile
che maschile. Altrettanto possibile un incrocio con il cognome Gamba. |
GAMBARDELLA
GAMBARDELLI
GAMBARDELLO |
Gambardella è tipico di Napoli, Castellammare di Stabia, Pozzuoli,
Sorrento, Bacoli, Gragnano, Portici, Casalnuovo di Napoli, Piano di Sorrento,
San Giorgio a Cremano, Visciano, Melito di Napoli, Casoria, Giugliano in
Campania e Torre del Greco nel napoletano e nel salernitano di Nocera
Inferiore, Amalfi, Salerno, Pagani, Cava de' Tirreni, Minori, Ravello,
Nocera Superiore, Battipaglia, Pontecagnano Faiano, Atrani, Maiori, Vietri
sul Mare e Castel San Giorgio, Gambardelli, assolutamente rarissimo, sembrerebbe
specifico del reggino, Gambardello, quasi unico, è campano
e dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione del primo, tutti
questi cognomi dovrebbero derivare da una forma ipocoristica del nome medioevale
germanico Gamalbertus, a sua volta
composto da gamal (vecchio)
e bertha (luminoso,
splendente), ma è pure possibile una derivazione dal
nome di origine longobarda Gambardus,
o anche dal cognome francese Gambard,
giunto in epoca normanna in Campania. Nel 1700 troviamo i Gambardella citati
tra le famiglie nobili di Amalfi.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Gambardella è un cognome campano ma molto diffuso in tutta l'Italia
peninsulare. Si ricollega, quasi certamente, al nome femminile longobardo
Gàmbara, citato da Paolo Diacono
nella sua "Storia". |
GAMBARETTI
GAMBARETTO |
Gambaretti, molto raro, è tipico di Pontevico (BS), Gambaretto
è specifico del veronese di San Giovanni Ilarione e dintorni, dovrebbero
derivare da toponimi come Gambara (BS) o direttamente dal nome longobardo
Gambara. (vedi Gambara) |
GAMBARINI
GAMBERINI |
Gambarini è tipico della bergamasca, milanese e bresciano, dovrebbe
derivare dal toponimo Gambara (BS), Gamberini è specifico dell'area
che comprende le province di Bologna, Ferrara e Ravenna, dovrebbero derivare
dal nome medioevale Gambarus, di cui si hanno tracce ad esempio nel Codice
Diplomatico della Lombardia Medioevale dove, in un atto del 1166 si legge:
"...Ego Sozo Gambarus,
notarius sacri palatii, hoc exemplum ab hautentico exemplavi ..."
e in un atto del 1192, si legge: "...Die sabbati
quintodecimo kalendas decembris, in civitate Mediolani. Sententiam protulit
Iacobus qui dicitur Gambarus
consul Mediolani, et cum eo Giggottus de Mairola et Arnaldus iudex qui
dicitur de Superaqua similiter consules,...". Tracce di questa cognominizzazione
si hanno in epoca angioina con l'alessandrino Dullio Gamberini professore
in Legge: "Quoniam cunctos litteratorie scientie
amatores expedit dare operam studio indefesso ut sua in evum memoria relinquatur,
ideo ego Dulius Gambarinus
de Alexandria, legum professor, curavi de talento credito super feudis
sociis relinquere...". |
| GAMBATESA |
Estremamente raro, sembrerebbe molisano e pugliese, deriva dal toponimo
Gambatesa (CB), è improbabile una discendenza dai conti di Gambatesa,
casato iniziato nel.XIII° secolo con Riccardo Pietravalida signore
di Gambatesa vassallo degli Angiò, chiamato anche Riccardo di Gambatesa
, i cui discendenti proseguirono il cognome paterno Pietravalle o Pietravallida,
mentre la figlia sposata ad un Monforte ebbe il privilegio di aggiungere
ai propri discendenti il proprio cognome creando il ramo dei Monforte Gambatesa. |
| GAMBATO |
Gambato è tipicamente veneto del Veneziano, padovano e rovigoto,
particolarmente diffuso a Padova, Mirano (VE) ed Adria (RO), dovrebbero
derivare dall'essere il capostipite figlio di un Gamba, il suffisso -ato
in Veneto sta per il figlio di, in
questo caso di un Gamba, cognome abbastanza diffuso in Veneto. |
GAMBELLA
GAMBELLI |
Gambella ha un nucleo originario marchigiano ad Ancona, che potrebbe anche
derivare dal toponimo Gambellara (RA), ed uno originario sardo nel sassarese,
entrambi possono derivare da un soprannome legato al diminutivo del vocabolo
gamba, così come Gambelli, che è tipico della fascia che
comprende la Toscana, le Marche settentrionali e l'Umbria, con maggior
concentrazione nel senese, nel pesarese e nell'anconetano, presenta un
ceppo significativo anche a Roma, si deve comunque considerare la possibilità
che questi cognomi possano essere derivati dal termine medioevale gambello
(tipo di lana usata soprattutto per
cappelli), forse ad indicare così il mestiere del capostipite. |
| GAMBERALE |
Gamberale, molto raro, sembrerebbe del centro Italia, potrebbe derivare
da una modificazione del nome longobardo Gambara
(vedi Gambara) |
GAMBINA
GAMBINI
GAMBINO |
Gambina, abbastanza raro, è del trapanese, Gambini è diffuso
nella fascia che comprende Emilia, Toscana, Marche, Umbria e Lazio, Gambino
sembrerebbe tipicamente siciliano, ma presenta ceppi anche nel genovese,
in Piemonte, in Campania e nella Puglia settentrionale, dovrebbero tutti
derivare da soprannomi originati dalla caratteristica fisica di avere delle
gambe corte, tracce di quest'uso si trovano a Palermo fin dal 1300 con
un certo Gambinus de Thetis e, nell'astigiano alcuni atti datati 1305 sono
redatti dal notaio Astexanus Gambinus. |
GAMBOS
GAMBOSI
GAMBOSO |
Gambos è praticamente unico, Gambosi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe
originario del lucchese, con qualche sparuta presenza anche nel Lazio,
Gamboso, altrettanto raro, sembrerebbe friulano, dovrebbero derivare da
un soprannome originato dal termine arcaico gamboso
(persona dalle gambe grosse),
probabilmente una caratteristica fisica dei capostipiti. |
| GAMMAUTA
|
Gammauta è tipico di Palermo, dovrebbe derivare dal nome del lago
Gammauta vicino a Palazzo Adriano nel
palermitano, il cui nome dovrebbe derivare dall'italianizzazione di un
nome arabo di località ayn mauta,
con il significato di sorgente esaurita. |
GAMMI
GAMMO
GAMMONE |
Gammi è unico, Gammo, quasi unico, sembrerebbe calabrese, Gammone
ha un ceppo a Napoli ed Ottaviano ed uno a Venosa nel potentino, dovrebbero
derivare dal nome longobardo Gammo,
Gammonis, di cui abbiamo un esempio
d'uso in questo scritto dell'anno 879: "... E contra
vero praefatus Gundpertus aduocatus, consentiente domino suo Episcopo,
tradidit de rebus S. Emmerammi ante nominato Gundbatoni venerabili diacono
quod Chezil Dux iam quondam pro remedio animae suae ad praedictum sanctum
condonauit iuxta amnem, qui dicitur Raba; ea scilicet ratione, quatinus
idem Gundbato ambas res illas firmiter atque vtiliter possideat vsque ad
obitum suum. Post vero integriter cuncta ad saepe iam dictum Dei sanctum
redigantur, et restituantur. Et vt haec auctoritas traditionis firmior
habeatur, subnotati testes per aures trahuntur: Polo, Iacob, Reginhoh,
Solomon, Eckirih, Hadamar, Avo, Fastmot, Gotaperht, Irmperht, Heripold,
Unlaz, Pernhart, Herrant, Engilscalh, Erchanperht, Reginhart, Strupo, Hungis,
Ambricho, Liutperht, Sigihart, Vuicker, Patto. Item Auo, Suuitker, Gammo,
Adalrih, Salacho. ...". |
| GAMPER
|
Gamper è tipicamente altoaltesino, di Merano, Ultimo, Lana, Parcines,
Lagundo, Maturno, Velturno, Marlengo, Bolzano, Senales, Laces, Chiusa,
Tirolo, Bressanone, Renon, San Genesio Atesino e di tutta la provincia
di Bolzano, potrebbe derivare da Gampar
(il potente), un nome germanico presente
anche fra i Longobardi come Gambara
(vedi Gambara), o potrebbe anche derivare
dal nome germanico Gambert. |
| GAMUZZA
|
Tipico della provincia di Enna.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Gamuzza è cognome siciliano variante di Gambuzza
(piccola gamba), per sincope della
consonante 'b'. |
GANADO
GANADU |
Ganado è un cognome maltese, Ganadu è tipico di Sassari,
Ozieri, Perfugas e Porto Torres, dovrebbero entrambi derivare dal vocabolo
spagnolo ganado (bestiame,
bovini), probabilmente ad indicare lo stato di benestanti e
l'origine spagnola dei capostipiti. |
| GANASSALI
|
Tipico lombardo, del milanese e lodigiano è molto molto
raro, potrebbe derivare da un soprannome dialettale indicante le strisce di cuoio che collegano il morso alle briglie, forse indicando nel capostipite un carrettiere. |
| GANASSI
|
Ganassi è specifico del reggiano e del modenese, di Scandiano, Reggio
Emilia e Viano nel reggiano e di Carpi e Modena nel modenese, dovrebbe
derivare da un soprannome dialettale basato sul termine reggiano ganassi
(morsa, ma anche ganasce,
riferito ad un mangione), forse ad indicare il mestiere di fabbro svolto
dal capostipite. |
GANASSIN
GANASSINI |
Ganassin è tipicamente veneto, del vicentino, di Rosà, Cassola,
Rossano Veneto, Bassano del Grappa, Tezze sul Brenta e Romano d'Ezzelino,
e di Riese Pio Decimo e Casier nel trevigiano, Ganassini, più raro,
è del veronese, di Pescantina, Verona e Bussolengo, dovrebbero derivare
da un soprannome originato da una forma ipocoristica originata dal termine
veneto ganassa (guancia,
mascella), forse ad indicare che i capostipiti fossero delle
buone forchette e fossero soliti mangiare in modo abbondante, o anche che
avessero delle gote paffute. |
GANCI
GANGI |
Ganci è più del palermitano e Gangi è
più del catanese e del nisseno, dovrebbero tutti derivare dal toponimo
Gangi (PA). (vedi anche Cancemi) |
| GANDELLI |
Decisamente lombardo, nelle provincie
di Brescia, Bergamo, Milano e Cremona, potrebbe derivare dal toponimo Gandellino
(BG). |
GANDINI
GANDINO |
Gandini è un cognome settentrionale, con un forte nucleo in Piemonte
nelle provincie di Asti ed Alessandria ed in Lombardia nelle provincie
di Pavia, Milano, Lodi, un altro ceppo nel bresciano e mantovano ed in
Emilia tra Reggio Emilia e Bologna, Gandino è tipico dell'area che
comprende il torinese, il cuneese, l'astigiano, l'alessandrino ed il genovese,
potrebbero derivare dal nome gotico Galindus
o da un ipocoristico del nome medioevale Gano in alcuni casi
può derivare dal toponimo Gandino (BG).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Gandini, Gandino è cognome piemontese, ligure e lombardo. Deriva
dalla voce 'ganda', termine alpino
che indica un 'ammasso di sassi' da
frana o detriti rocciosi. Toponimo Gandino (BG). |
GANDOLFI
GANDOLFO |
Gandolfi è dell'areale emiliano
e lombardo, Gandolfo ha un nucleo nella Sicilia occidentale, uno in Liguria
ed uno nella provincia di Venezia, dovrebbe derivare dal nome medioevale
di origine longobarda Gandulfus. |
GANDOSSI
GANDOSSINI |
Gandossi è tipico del bergamasco, zona di Grumello del Monte, Albino
e Nembro, Gandossini è tipico di Montagna in Valtellina e di Sondrio,
dovrebbero derivare, direttamente o tramite una forma diminutiva di provenienza,
dal toponimo Gandosso nel bergamasco in Val Calepio, probabilmente il luogo d'origine dei capostipiti, tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo in un atto della Serenissima redatto in Bergamo fin dal 1700. |
GANELLI
GANI
GANINI
GANINO
GANO |
Ganelli è tipicamente lombardo, di Codogno nel lodigiano, ma con
ceppi anche nel bresciano e nel mantovano, Gani, altrettanto raro è
tipico dell'area pisano, livornese, Ganini, ancora più raro, è
del cremasco e del sudmilanese, Ganino è tipicamente calabrese con
ceppi a Laureana di Borrello (RC), Nocera Terinese (CZ) e Dasà
(VV), Gano è quasi unico, dovrebbero tutti derivare, direttamente
o tramite ipocoristici dal nome medioevale Ganus
di cui abbiamo un esempio in quest'atto del 1331 a Pisa: "...Notum
sit omnibus quod pro Iohanne Nerii de Rillione de cappella Sancti Mathei
Forisporte, Ganus
filius Becti Algliate de prima pecunia domini Becti Algliate quondam Galgani,
non animo donandi sed animo rehabendi...", ma è pure possibile
che derivino dall'aferesi del nome Paganus
(vedi PAGANA). |
| GANGA
|
Ganga ha un ceppo a Nuoro ed uno molto più piccolo, probabilmente
secondario, a Roma, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine
sardo logodurese ganga (gola),
forse ad intendere che il capostipite fosse un personaggio molto goloso. |
GANGEMI
GANGENI |
Gangemi è molto diffuso nella Sicilia orientale, in particolare
a Messina e Catania e nelle rispettive province, e nel reggino, in particolare
a Rosarno, Santa Cristina d'Aspromonte, Palmi, Gioia Tauro, Delianuova,
Taurianova e Villa San Giovanni, Gangeni, ormai quasi scomparso, sembrerebbe
essere originario della Calabria, del reggino in particolare, dovrebbero
derivare da un'italianizzazione del termine arabo haggam
(applicatore di mignatte, barbiere, chirurgo,
guaritore), ma potrebbero anche, in qualche caso, derivare da
un'alterazione dialettale del cognomen latino Cangemius
(vedi anche CANCEMI).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Gangemi - Cognome di ampia diffusione nelle province di Catania e Messina,
deriva dall'arabo h'ağğām che significa applicatore
di mignatte. Pellegrini 230. |
GANGONE
GANGONI |
Gangone è caratteristico di Teggiano nel salernitano, Gangoni, estremamente
raro, è toscano, potrebbero essere di origini spagnole e derivare
dal termine spagnolo cangones
(armatura in legno posta per evitare la dispersione
della farina in un mulino an mola orizzontale), indicando forse
così che i capostipiti fossero lavoranti presso un mugnaio. |
| GANNA
|
Abbastanza raro è tipico del varesotto, deriva dai toponimi Ganna,
Valganna (VA); il nome Ganna era in uso presso i Galli Senoni, di una Ganna
madre e veggente del popolo dei Senoni si ha memoria storica. Tracce
di questa cognominizzazione la si trova già nel 900, in un atto di
epoca longobarda si legge: "...qui modo Ioannocci
vocatur filius idem Iohanni qui vocatur Ganna
episcopus, ut ego teneret rebus qui fuit Ursi
filius Radeprandi de locum Nobara finibus Nuceria...".". |
| GANNAU
|
Gannau, molto raro, è tipicamente sardo, di Carbonia e San Giovanni
Suergiu nel carboniense.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Se è pronunciato Gánnau può corrispondere al logodurese
'cánnau' = canapo,
fune, che deriva dal latino 'cannabus';
se invece è pronunciato Gannáu puà essere una variante
del cognome Ganau, a sua volta variante di Ganadu che è l'adattamento
sardo del cognome spagnolo Ganado corrispondente al sostantivo 'ganado'
= branco, mandra, insieme di persone,
oppure al participio passivo 'ganado'
= guadagnato, vinto. M. Pittau, 2,
62, 63.
integrazioni fornite da Costantino Gannau
Il cognome Gannau catalano deriva dal
termine ganau che in alcune zone della
penisola iberica (Aragona ad esempio ma probabilmente anche in Catalonia)
assume il significato di ganado (bestiame).
Il cognome è presente anche in Catalonia (Barcellona e Lerida) e
pare che sia esistito nel 1600 anche a Tempio Pausania, dove dovrebbe esserci
stato un importante mercato bovino che avrebbe attirato molti nobili e
commercianti di bestiame spagnoli . E quindi probabile che la famiglia
Gannau, prima di trasferirsi nel Sulcis, sia giunta dalla Spagna a Tempio
Pausania, proprio per partecipare a questo grosso mercato di bestiame e
per poi spostarsi definitivamente nel Sulcis (che proprio in quegli anni
veniva ripopolato).
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| GANORA
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Specifico del Monferrato e di Casale Monferrato (AL) in particolare, una
mera ipotesi consiste nella derivazione del cognome o dal toponimo Ganna
(VA) o dalla Val Ganna, tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel
1800 nell'astigiano dove Don Giuseppe Ganora è il Prevosto
di Moncalvo. (vedi Ganna) |
GANZA
GANZETTI
GANZI |
Ganza, estremamente raro, è tipico della Valtellina, Ganzetti, sempre
molto raro, è del nord milanese e comasco, Ganzi, assolutamente
rarissimo, sembra tipico di Vigevano e dintorni tra milanese e pavese,
dovrebbero derivare da una modificazione dell'aferesi del nome Allegranza
(vedi), di cui abbiamo un esempio a Bormio
(SO) nei Quaterni inquisitionum del
1629: "...come è visto per il signor regente
Alberti, esser tutta insanguinata, come di questo si potrà examinare
Ganza di Leonardo
della Moniga, Francesco di Christofen, Giacom di Vasio qual è antiano
d'homini, et Catarina madre dil detto Francesco...". |
| GANZAROLI
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Ganzaroli è specifico dell'area rovigoto, ferrarese, di Ferrara
e Voghiera nel ferrarese in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome
dialettale emiliano con il significato di imbroglione, buggeratore, uccellatore,
anche se non si può escludere che possa trattarsi di una forma alterata
del termine sganzerla (spilungone)
(vedi GANZERLA). |
GANZERLA
GANZERLI |
Entrambi abbastanza rari sono tipici del modenese, potrebbero derivare
da un soprannome dialettale originato dal vocabolo sganzerla (spilungone)
o anche dal termine gaserla (gamberetto d'acqua dolce), tracce di questa
cognominizzazione le troviamo nel bergamasco nel 1500, in un atto del 1529
un certo Teotaldo Ganzerle de Ganzerletis è sindaco della Misericordia
di Urgnano (BG). |
GAOLE
GAOLI |
Gaole è specifico di Verona e del veronese, Gaoli, praticamente
unico, è del mantovano ai confini con il veronese, dovrebbero derivare
dal nome del monte Gaole, uno dei monti della Lessinia veronese, probabile luogo d'origine dei capostipiti. |
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