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GESMUNDI
GESMUNDO
Gesmundi sembrerebbe unico, Gesmundo è tipico di Terlizzi nel barese, anche se è presente in tutta la provincia di Bari, dovrebbe derivare dal nome germanico Gismund composto dal termine germanico Gis (freccia, giavellotto) e dal termine germanico mund (difesa, protezione), con il significato quindi di colui che è sotto la protezione della freccia o lancia divina.
GESSA Tipico della Sardegna centromeridionale, tracce di questo cognome si trovano nel 1500 a Cagliari con il nobile Sebastiano Gessa, nel 1700 a Esterzili (NU) con il notaio Pietro Gessa nativo di Escalapiano (NU).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
GESSA: mura-gessa, mura- ghessa, muri-ghessa, muri-gersa  è il gelso, nelle varietà morus alba, morus nigra etc. (vedi il cognome Mura). Potrebbe essere una variante di Chessa, (vedi Chessa). Come cognome è diffuso in 107 Comuni d’Italia, di cui 49 in Sardegna(centro sud): Mandas107, Cagliari 81, Quartu S. E. 53, Domusnovas 40, Carbonia 31, Assemini 24, etc.
GESU' Assolutamente rarissimo potrebbe essere della zona tra materano e barese, ma presenta un probabile ceppo anche nel verbanese.
GESUALDI
GESUALDO
Gesualdi ha un ceppo nel foggiano tra Panni e Foggia, uno nel potentino a Latronico ed uno toscano tra Prato e Montemurlo (PO), Gesualdo ha un nucleo pugliese a Foggia e nel barese tra Altamura, Bitonto e Gravina In Puglia, un piccolo ceppo a Catanzaro ed uno siciliano a Mazzarino (CL), derivano dal nome normanno Gesoaldo di matrice longobarda, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel salernitano fin dalla seconda metà del 1200 con Mattia Gesualdo, che aveva sposato Costanza, ultima discendente legittima della famiglia dei Cauciciano diventando il nuovo signore di Caggiano (SA) e che fu nominato da Carlo I "Giustiziere della Basilicata e quattro anni dopo fu nominato cavaliere da Carlo II. Espanse inoltre i suoi domini, acquisendo anche Pertosa, Castiglione e [Paterno]]. Nel 1330 gli successe il primogenito Niccolò e a questi prima il figlio Giovanni e poi l'altro figlio Mattia, che acquistò la signoria di Pescopagano e fu ciambellano di Roberto d'Angiò e della regina Giovanna.
GESUELE Tipico di Pomigliano d'Arco (NA), dovrebbe derivare dalla cognomizzazione del nome Giosuele.
GHEDINI Tipico del bolognese e ferrarese, dovrebbe derivare dal nome medioevale Ghedino di origine franca di cui si hanno tracce ad esempio nel VI° secolo con un condottiero franco con questo nome, secondo un'altra ipotesi deriverebbe da un soprannome di origine longobarda legato al vocabolo gaida, cioè luogo fortificato situato nei pressi di una zona paludosa.
GHELARDI
GHELARDINI
GHELARDONI
GHELARDUCCI
Ghelardi è tipico di Pisa, Livorno e delle relative province, Ghelardini, oltre all'area pisano e soprattutto livornese, occupa anche il pistoiese ed il fiorentino, Ghelardoni è invece tipicamente pisano, Ghelarducci e di Livorno e di Pisa e delle relative province, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale di origine longobarda Gerhard addolcito in una forma italianizzata in Gheraldo e quindi in Ghelardo.di cui abbiamo un esempio a Firenze in un'opera del 1600 La Tancia di Michelangelo Buonarroti il Giovane, nipote del più celebre Michelangelo: "...L’harà a schifo la grascia, e ‘l camoiardo, / Porterà ’ndosso un vestir signolire / Pietro dralle un diamante, uno smelardo, / Più su di questo non si può salire, / E’ suo’ cugini Iapoco, e Ghelardo, / Quel picchinin che par’alto un balire, / Presenteranle qualche bel lagoro, / Qualche dificio, ò d’ariento, ò d’oro....".
GHELFI Ghelfi è diffuso in Lombardia, Emilia e Romagna, Liguria orientale e Toscana occidentale, dovrebbe derivare dal nome medioevale italiano Guelfus, riscontrabile ad esempio a Pisa, nel censimento dei focolari del 1291 si trova Guelfus de Camuliano, sempre a Pisa in un atto del 1345 leggiamo: "...Anno Domini millesimo trecentesimo quadragesimo quinto, indictione tertia decima, die quarta decima mensis madii. Pateat omnibus evidenter quod Guelfus domini Iacobi Gualterotti de Lanfranchis de Pisis pro se ipso et suo proprio et privato nomine...", tracce di questa cognomizzazione si trovano nell'elenco degli scolari dell'Università di Perugia nel 1511 con un certo Salvator Guelfus della provincia romana.
GHELLER Tipico della zona dei sette comuni di area cimbrica dove tutt'ora si parla un dialetto di origine germanica, diffuso tra vicentino e trevisano, sembra che il cognome derivi dal toponimo Gallio (VI), tracce di questa cognomizzazione si trovano a Foza (VI) almeno dalla seconda metà del 1400 quando acquisisce la cittadinanza di Foza una famiglia Geller (con pronuncia tedesca trasformata in Gheller), nel 1534 compare in una controversia un certo Pietro Gheller residente a Foza.
GHELLI Ha più ceppi, in provincia di Ferrara e di Bologna, di Firenze ed Arezzo e di Lucca, dovrebbe derivare dall'aferesi del nome medioevale Mighele (Michele).
GHENO
GHENNO
Gheno, abbastanza raro, è specifico del vicentino di Bassano del Grappa, Romano d`Ezzelino, Valstagna, Cassola, San Nazario e Solagna, Ghenno, praticamente unico è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, che dovrebbe derivare da una variazione del nome medioevale Ghino, di cui abbiamo un esempio a Firenze in quest'atto dell'anno 1353: "Hoc est exemplare sumptum ex quondam Libro de Cartis bombacinis producti in Curia D. Potestatis p. Ser Pierum Lapi nomine Pierozzi d. Baronio Cappelli ut Librum ol. d. Baronis, et Ghini Veri de Rondinellis, et sociorum inceptum A.D. 1347 et Ego Silvestrti q.m Vanni Berti Baldovini de Flor. Not.", è famoso il brigante Ghino di Tacco di Sinalunga (SI) vissuto fra la fine del 1200 e gli inizi del 1300, citato da Dante: "...Quiv’era l’Aretin che da le braccia fiere di Ghin di Tacco ebbe la morte...".
integrazioni fornite da Tibère Gheno (France)
I Gheno sono oriundi di San Nazario e sono un ramo dei Del Plena (+). La prima citazione la troviamo in un atto notarile del 18 giugno 1486 per la riunione dei capi famiglia di Solagna, San Nazario, Merlo e Carpanè : “Guielmus dictus Gainus”, un'altra citazione la troviamo nell’atto del primo gennaio 1498 dove è testimonio “Guielmo detto Geno fu Chemini di Sanaxario del Plena”, i Del Plena, famiglia di contadini e di allevatori di bestiame è conosciuta all'inizio del '400 e risale circa al 1360. Il primo conosciuto è Jacobo padre di Antonio e di Chemin, Chemin sarà padre di Guielmo detto Gheno. Tutti i Gheno hanno come origine unica questa famiglia. L'origine etimologica del cognome dovrebbe consistere in un'alterazione del nome Guielmo (Guglielmo).
Bibliografia : Archivio di Stato di Vicenza e Bassano del Grappa, Fondo Notarile di Bassano, archivi parrocchiali del Canale di Brenta, etc.
GHERARDI
GHERARDINI
GHERARDO
Gherardi è tipico della zona che comprende Emilia e Toscana, con un possibile ceppo nella bergamasca, Gherardini è specifico della zona tra modenese, bolognese, fiorentino, pistoiese e pisano, Gherardo, molto raro sembrerebbe padovano, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale di origine longobarda Gerhard latinizzato in Garardus, tracce di questo nome si trovano nel 1100 a Caserta dove nel Catalogus Baronum, si legge: "...Johannes Garardus Camerarius sicut dixit Nicolaus Frascanellus
tenet de raiano feudum ij militum,...", e nel 1300 nella Historia Langobardorum Beneventanorum, si legge: "...conduxerunt Lambertum ducem Spolitensium, et Garardum comitem,...".
GHERGO Specifico marchigiano tra Osimo (AN) e Recanati (MC), dovrebbe derivare dal vocabolo greco gheorgos = agricoltore.
GHESLA Tipico del basso trentino.
GHESSA Ghessa, molto raro, è tipico dell'iglesiente, di Santadi in particolare.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
GHESSA: lentischio (pistacia lentiscus), in sardo su lentiscu. (vedi inoltre il cognome Chessa). Il lentischio nei dialetti della Sardegna centro settentrionale, viene chiamato chersa o chessa (kèssa o ghèssa). Deriva dal greco ακέσριλα (akèrsila). Nei dialetti campidanesi il lentischio è comunemente chiamato sa moddìtzi e deriva dal latino mollis, per le caratteristiche dei suoi rami (flessuosi). Nei tempi antichi dai semi dei lentischi si ricavava l’olio, generalmente per le candele, ma anche per la cucina (era detto l’olio dei poveri). Ghessa potrebbe derivare da gessa, ben diverso da kessa per significato ed etimologia(vedi Gessa). Il cognome Ghessa è diffuso in 23 Comuni italiani, di cui 7 in Sardegna(sud): Santadi 23, Masainas 3, Carbonia 3, etc. L’area di diffusione di Gessa, coincide, per lo più con quella di Gessa, mentre Chessa è diffuso a centro nord.
GHETTI Tipico cognome romagnolo, dovrebbe discendere dal nome medioevale Ghetto, ma potrebbe essere l'aferesi di cognomi terminanti per -ghetti.
GHEZZANI Ghezzani è tipicamente toscano, di Livorno, del livornese e dell'area pisana di Vicopisano,  si potrebbe trattare di una forma patronimica che dovrebbe discendere dal nome medioevale Ghetius (Ghezzo) (vedi GHEZZI) ed intendere le famiglie di figli di un Ghezzo, ma molto più probabilmente deriva dal toponimo Ghezzano nel pisano.  Tracce di un principio di questa cognominizzazione le troviamo nel 1353 negli Annali pisani dove si può leggere: ".. Anno a Nativitate Domini millesimo trecentesimo quinquagesino tercio Bartolomeo di Masaccio Buonconti e Villano da Piombino andarono a Roma; Rosso Buzzaccherini e Jacopo da Fauglia a Genova; ser Michele da Ghezzano a Firenze; Bartolomeo da Pontedera a Montopoli; e Benincasa Giuntarelli a Milano. ..".
GHEZZI Ghezzi ha un nucleo fortissimo nel milanese ed in tutta la Lombardia, ma ha anche un ceppo nel Trentino, in Liguria, nelle provincie di Piacenza e Parma, in Toscana nell'aretino, dovrebbe discendere dal nome medioevale Ghetius (Ghezzo) di cui abbiamo un esempio a Tortona nella seconda metà del 1500 con Ghetius Angelus Notarius publicus.  Tracce di questa cognomizzazione le troviamo fin dal 1600 nel senese, nel Salento troviamo sempre nel 1600 a Carpignano Salentino il duca Antonio Felice Ghezzi., personaggio di rilievo è stato il pittore Giuseppe Ghezzi (1634-1721) nativo di Comunanza (AP).
GHEZZO Decisamente veneziano con un ceppo secondario nel rovigoto ed uno a Trieste (vedi Ghezzi), i Ghezzo, nel 900 arrivarono a Venezia provenendo dalla roccaforte di Acri in Terra Santa, qui furono iscritti fra i patrizi veneti e nel 1270 entrarono a far parte del Maggior Consiglio.  Troviamo traccia di questo cognome a Siena tra la fine del 1200 e l'inizio del 1300 con frà Iacopo Ghezzo da Siena padre provinciale francescano.
integrazioni fornite da Marco Vianello
Questo è un cognome diffusissimo a San Pietro in Volta (isola della laguna di Venezia abitata fin dai primi secoli della cristianità) dove addirittura una zona del paese ha questo nome. Varie fonti attribuiscono a questo paese l'origine del cognome Ghezzo.
GHI
GHIA
GHIO
Ghi sembrerebbe dell'astigiano, Ghia, presente anche in Piemonte e Liguria, parrebbe del pavese, Ghio, tipico delle zone dell'alessandrino confinanti con la Liguria, ha un nucleo originario anche nel cuneese, potrebbe derivare dal nome medioevale della Linguadoca Guigo o dal nome medioevale italiano Ghino.
integrazioni fornite da Caterina Ghio
il cognome Ghio dovrebbe derivare da una migrazione di pescatori (che si chiamavano Guillot) dalla zona di Sete (Golfo del Leone) in Liguria nel 1600.
integrazioni fornita da Stefano Ferrazzi
Ghia, tipico dell’Italia occidentale, è diffuso maggiormente fra il pavese, l’astigiano, il torinese e il genovese, Ghi, più raro, è prevalentemente piemontese, Ghio, anch’esso tipico del nord ovest del paese, presenta ceppi maggiori nel genovese, nell’alessandrino, nel cuneese, nel bresciano e nel mantovano, tutti e tre questi cognomi derivano dal nome medievale Ghio, variante del più comune Guido: si tratta, in effetti, dell’italianizzazione del personale germanico Wido, il cui significato è oggi del tutto incerto (molto diverse e discordanti sono le interpretazioni che si hanno al riguardo). Per la precisione, comunque, va ricordato che Ghio non trae direttamente origine né da Guido né da Wido, bensì dal francese Guy (pronunci: Ghi): come nel caso di parecchi cognomi per lo più settentrionali (piemontesi in particolar modo), anche qui ci si trova di fronte a nomi in origine francesi e in seguito italianizzati; è curioso, tuttavia, notare che molti di questi nomi, sebbene provengano dalla Francia, siano comunque d’origine germanica, così che, non appena vengono introdotti nel nostro paese, ci si ritrova spesso con dei veri e propri ‘doppioni’ dello stesso nome (è il caso, appunto, di Ghio-Guido, nonché di altri nomi antichi quali Beltrando-Beltramo, Berlingero-Berengario, Gerbaudo-Garibaldo, Oberto-Adalberto, etc). Per quanto riguarda i cognomi in questione, si tratta comunque delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
integrazioni fornite da Vittorio Ghio
il cognome Ghio è un'italianizzazione del nome Guy o Guillot francese o Wid germanico, appartiene a gente cacciata dalla Spagna al tempo della cacciata dei mori e degli ebrei, a lungo fermatasi poi  in Camargue (ivi assumendo nomi francesi), molto probabilmente  si tratta di zingari sinti. A Bosio (AL) tutti o quasi si chiamano Ghio, Ghio però è il nome della tribù. Le famiglie Ghio si distinguono per i soprannomi . Vi sono tre soprannomi: Marsciahnni, Magnellotti e Berlinghihnni  che guarda caso sono i tre mestieri tipici degli zingari, mercanti, magnani- calderai e guerrieri portatori di lancia (di fatto  i ladri). L'origine zingara (sinti) par confermata anche da quel Wid ,germanico  ma anche e soprattutto slavo ove tuttora Guido si dice Vid.
GHIANDA Originario del milanese, può discendere da un soprannome legato al frutto della quercia, ma potrebbe anche derivare da una modificazione del nome longobardo Gundo o del nome goto Gundehar.
GHIANI
GHIANO
Ghiani è specifico della Sardegna centromeridionale, Ghiano, molto raro, è tipico del torinese, potrebbero derivare dal patronimico di Ghio e starebbe per il figlio o i figli di Ghio, da non scartare anche una possibile derivazione dal nome latino Gianus (la pronuncia arcaica con la G dura supporta questa tesi).
GHIBAUDI
GHIBAUDO
Ghibaudi è specifico del torinese  e dell'alessandrino, Ghibaudo è tipico della provincia di Cuneo, Cuneo, Roccavione e Borgo San Dalmazzo, con presenze significative anche nel torinese e nel savonese, deivano dal nome medioevale di origini longobarde Guibaldus di cui abbiamo un esempio  nel Codex  cavensis diplomaticus sotto l'anno 794: " A. D. 794, Indictione I, temporibus Constantini Augusti et Hadriani Pape, Guibaldus Monachus Beneventi, qui in civitate Salerno de nobilibus langubardorum ortus erat, Grimuald Principem exoravit, quatenus  cenovium monachorum in Salerno istrui face«ret sub invocatione S. P. Benedicti. Quod et post aliquos menses «factum est, et Guibaldus ipse Prepositus eiusdem Cenovii ordinatur, per quem a Principe ipso multa  dona et predia optenta sunt in Castro nempe Metuliano, in partibus Ebulo, in Tuscianu, in Rota, et Capaque...".
GHIBELLINI
GHIBELLINO
GIBELLINI
Ghibellini è tipico del modenese, di Pavullo nel Frignano e Castelvetro di Modena, Ghibellino è quasi unico, Gibellini, tipico del modenese, ha ceppi anche in Lombardia nel bresciano e nel bergamasco, dovrebbero derivare probabilmente dall'essere il capostipite un ghibellino, magari transfuga da aree di influenza guelfa o papale, l'area modenese era storicamente filoimperiale in perenne contrasto con quella bolognese filopapale.
GHIBERTI
GUIBERTI
Ghiberti ha un ceppo ravennate ed uno nel torinese, Guiberti, quasi unico, parrebbe di origini piemontesi, dovrebbero derivare dal nome medioevale franco Guibertus derivato dal nome germanico Wigberht  derivato a sua volta da wig (guerra, battaglia), unito a berht (splendente, lucente) con il significato di colui che risplende in battaglia.
GHIDINI
GHIDOLI
GHIDONI
Ghidini è specifico della Lombardia orientale, sembra originario dell'areale tra le provincie di Brescia e di Mantova, forse esiste anche un ceppo nel parmense, Ghidoli è tipico del milanese, Milano, Arluno e Sedriano, Ghidoni dovrebbe essere più del bresciano, ma copre comunque un' area che abbraccia anche le zone settentrionali delle provincie di Reggio Emilia e Modena. Tutti questi cognomi potrebbero derivare da soprannomi legati al vocabolo medioevale germanico guild, ghild (sacrificio) o al nome di origine germanica  Guildo (sempre derivato da guild), o a modificazioni del nome Guido.
GHIGLIA
GHIGLIANI
GHIGLIANO
GHIGLIETTI
GHIGLIO
GHIGLIOTTI
GHIGLIOTTO
Ghiglia è tipico della zona tra cuneese e Liguria,  rarissimi, Ghigliani tipico del pavese e Ghigliano specifico del cuneese, Ghiglietti ha un ceppo lombardo tra milanese, lodigiano e pavese, ed uno nel torinese, Ghiglio, praticamente unico, è del nord Italia, Ghigliotti e Ghigliotto, estremamente rari, sono liguri, possono derivare dall'apocope del nome medioevale Guiglielmus: "...Domini MCCCCLXX prior generalis XXXI, quia frater Guiglielmus factus fuit episcopus fesulanus...", ma è pure possibile che derivino dalla gens romana Aquilia, è pure possibile un collegamento con il nome medioevale Guilia, di cui abbiamo un esempio in quest'atto del 1182 a Modena: "Ego Arlotus iudex , voluntate et ex delegatione domini Ardicionis Mutinensis episcopi, cognitor litis que vertebatur intera Guiliam filiam quondam Blanci de Porcile et Gosbertum de sex pecis terre positis in Porcile, quas ipsa Guilia ab ipso petebat dicens iure precharie, quam pater et patruus suus Ricius ab episcopo Mutinensi acquisiverunt...". Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio nel nord milanese nella seconda metà del 1600 con un certo Giuseppe Ghiglio che compare in atti giudiziari.
GHIGNA Abbastanza raro, probabilmente di origine pavese, potrebbe derivare dal nome medioevale Ghino, Ghigno.
GHIGO Ghigo è tipico del Piemonte occidentale, del cuneese in particolare, dovrebbe derivare dal nome medioevale savoiardo Guigue a sua volta derivato dal nome germanico Wigo dalla radice wig (battaglia), nome attribuito forse per esaltare caratteristiche guerriere o come augurio di forza e combattività.
GHILARDELLI
GHIRARDELLI
GHIRARDELLO
GILARDELLI
GIRARDELLI
GIRARDELLO
Ghilardelli, molto raro sembrerebbe della zona tra mantovano, rovigoto, modenese e ferrarese, Ghirardelli ha un nucleo nel bresciano ed uno nel ferrarese, Ghirardello sembra avere un ceppo nel vicentino ed uno nel rovigoto, Gilardelli è tipico del milanese, di Bussero, Agrate Brianza e Milano, Girardelli ha un piccolo ceppo nel pavese tra Voghera e Godiasco ed alcuni ceppi nel trentino a Mori, Scurelle e Rovereto, Girardello è tipicamente veneto di Creazzo (VI), Venezia, Santa Maria di Sala (VE), Vicenza, Schio (VI) e Padova, derivano tutti da forme ipocoristiche del nome medioevale di origine longobarda Gerhard latinizzato in Ghirardus, come si può vedere ad esempio in questa Cartha Permutationis del 1174 conservate nel Codice Diplomatico Bresciano a Brescia : "...a mane filii Ribaldi de Apiibus, a meridie Ghirardus, a sera via, a monte Otto de Maine..."; tracce di questa cognomizzazione le troviamo nel bergamasco in un atto giudiziario del giugno del 1500 nel quale si contesta una pezza di terra in Martinengo (BG) usurpata da Bernardino Ghirardelli.
GHILARDI
GHILARDINI
GILARDI
GILARDINI
GILARDINO
GILARDO
GILARDONE
GILARDONI
GILLARDO
Ghilardi ha un ceppo lucchese ed uno lombardo, Ghilardini, molto raro, è del bergamasco, Gilardi è diffuso in tutta l'Italia settentrionale occidentale, potrebbe avere anche un ceppo nel Lazio, Gilardi ha un nucleo tra Lombardia centroccidentale e Piemonte, un ceppo in provincia di Roma ed uno nella Campania settentrionale, Gilardini e Gilardoni sono decisamente lombardi, Gilardino invece è piemontese, Gilardo, molto raro è anch'esso piemontese con una presenza significativa nel savonese, Gilardone è dell'alessandrino, così come Gillardo che sembrerebbe tipico di Pareto, potrebbero tutti derivare da variazioni del nome medioevale francese della Linguadoca Gailhard, trasformatosi in epoca medioevale in Gilardus come possiamo vedere in uno scritto del 1305: "...Gilardus Avighi et Carolus Mignotus de Meziana pro Communibus Plodarum ...".
GHILLANI Tipico del parmense, potrebbe essere originato dal nome medioevale francese Ghislain, o dal nome medioevale di Linguadoca Guilhamos.
GHIN
GHINELLI
GHINELLO
GHINI
Ghin, molto raro è tipico della zona di Marano (UD), Ghinelli, tipicamente emiliano e romagnolo, dovrebbe essere originario della zona modenese di Pavullo nel Frignano e Sestola, Ghinello è invece specifico del rovigoto, Ghini è specifico dell'area che comprende l'Emilia e la Toscana, derivano, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale Ghino (vedi GHENO), esempio dell'uso di questo nome a Firenze si ha in uno scritto conservato presso l'Archivio di Stato di Firenze: "...In Dei nomine amen. Anno Domini millesimo trecenteximo quadrageximo quarto, indictione xii, die primo mensis maii. ... ... emancipatus a dicto patre suo, ut contineri dixit in carta facta manu ser Ghini Sozzi de Senis notarii ...", traccia di queste cognomizzazioni le troviamo a Firenze nel 1300 con Giovanni di Lapo Ghini.
GHINAZZI Estremamente raro, sembrerebbe avere un ceppo nel fiorentino e nell'aretino ed uno nel bolognese, dovrebbe derivare dal nome medioevale Ghino (vedi Gheno). Tracce di questo cognome si trovano fra  i nobili di Firenze fin dal 1200 un Domenico Ghinazzi è citato fra gli esuli ghibellini, nel 1355 Tosco dello Scelto Ghinazzi è Priore della Repubblica Fiorentina.
GHINOLFI
GINOLFI
Ghinolfi, molto molto raro, è tipico del reggiano, di Reggio Emilia e Quattro Castella, Ginolfi, altrettanto raro, è invece campano, di Seino e Solofra nell'avellinese, di Caserta e di Salerno, derivano per aferesi dal nome longobardo Aghinolfus o Aginulfus di cui abbiamo un esempio in un Breve refutationis et finis redatto in Pavia nell'anno 1151: "...Presencia quorumdam hominum quorum nomina subter leguntur, orta controversia inter monasterium Sancti Petri Celi Aurei et  Iacopum Sclafenatum et Ardicionem Grassum nominative de molandino uno posito et edificato in fluvio Catrone, ad locum qui dicitur Sanctum Columbannum, consules, silicet Opizo Bucafollis, Lanfrancus Rabia, Aginulfus Cummanus, Iosfredus de Burgo, Rufinus Bulza, talen protulerunt convenienciam, videlicet suprascriptus Iacopus Sclafenatus et Ardicionus Grassus, per lignum quod in eorum tenebant mannibus, per se ipsos et per fratres Iacopi ...", l'origine di questo nome è dato dalla fusione dei termini germanici agil (spada) e wulf (lupo).  Tracce molto antiche di queste cognominizzazioni le troviamo nel 1300 con il notaio, operante a Firenze, Michele filius olim ser Tani Ghinolfi de Sancto Donato de Lucardo, a Solofra i Ginolfi anche occuparono il posto di notai.
GHIONE
GHIONI
Ghione è tipico piemontese e ligure, Ghioni più raro è della zona che dal milanese e pavese arriva al piacentino, derivano da modificazioni del nome Guido o anche dal nome medioevale della Linguadoca Guigo o dal nome medioevale italiano Ghino.
GHIORZI
GHIORZO
Specifici liguri, della zona di Genova e La Spezia, potrebbero derivare dal dal nome medioevale della Linguadoca Guigo, tracce di questa cognomizzazione si trovano a Varese Ligure almeno dal 1700.
GHIOTTI
GHIOTTO
Ghiotti abbastanza raro sembra avere un ceppo nella zona di confine tra rovigoto e mantovano ed uno nel torinese, Ghiotto è tipico vicentino, con un possibile ceppo nel genovese, dovrebbero derivare da una modificazione del nome italo germanico Ghino o da un'alterazione del germanico Wido (Guido).
GHIOZZI Tipico del parmense, dovrebbe derivare da una contrazione del nome Guidozzo, di quest'uso abbiamo tracce in un atto del 1298: "...Nieri e Grifolo Todini ci deono dare a dì XIII di genaio, demogli per loro a Bindo portatoro dela Rosa libbre XI et soldi VIII et denari V anche ci deono dare per la detta cagione libbre I et soldi XV et denari VI ane datto al Bequzzo et Nieri di Ghiozzo libbre VI et soldi IV et denari VII...".
GHIRELLI
GHIRELLO
GHIRI
GHIRO
Ghirelli ha un ceppo emiliano tra modenese e reggiano, uno nel rovigoto, uno romagnolo tra ravennate e forlivese, ed uno romano, Ghirello, decisamente più raro, ha un ceppo nel rovigoto ed uno nella Lombardia occidentale, Ghiri, assolutamente rarissimo, è specifico del lucchese, di Massarosa e Lucca, Ghiro, decisamente veneto, è specifico in particolare del padovano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Ghiro, Ghironis, o anche da soprannomi originati, direttamente o tramite ipocoristici, dal termine ghiro (animale noto per il suo lungo periodo di letargo, ma anche per la sua voracità ed agilità).
GHIRIMOLDI Ghirimoldi è tipicamente lombardo, di Gerenzano nel varesotto in particolare, e di Turate nel comasco, dovrebbe derivare dal nome medioevale di origine germanica Grimoldus di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico Bresciano sotto l'anno 1183: "...Interogatus quantum est, respondit  XX. annos esse et plus Grimoldus iuratus testatur  filios Bonizonis occidisse...".
GHIRINGHELLI
GHIRINGHELLO
Ghiringhelli è tipico del milanese e varesotto,  mentre Ghiringhello è forse piemontese, il primo potrebbe derivare dal toponimo Caronno Ghiringhello (VA) ora Caronno Varesino. Nel 1200 troviamo come Podestà di Genova il milanese Philippus Guiringuellus, nell'elenco delle famiglie nobili di Milano del 1300 troviamo Ghiringhellis de Mediolano e Gheringhellis de Carono.
GHIRLANDI Parrebbe avere due ceppi, uno in Romagna ed uno nel milanese, quest'ultimo è originato probabilmente dal toponimo Ghirla (VA).
GHISALBERTI Specifico bergamasco, dovrebbe derivare dal nome longobardo Ghisalbertus formato dalle radici gisil (freccia) e bherta (luminoso), esempio di questo uso lo abbiamo con Ghisalberto, conte palatino di Bergamo nel 1100, in alcuni casi potrebbe anche derivare dal toponimo Ghisalba (BG).
GHISELLI
GHISELLINI
Ghiselli ha un ceppo tra ravennate e pesarese ed uno nel lucchese, Ghisellini, abbastanza raro, è tipico del ferrarese e rovigoto derivano dal nome medioevale Ghisellus, di cui troviamo traccia ad esempio in uno scritto romano del 1318: "...vexillifer iustitie de Porta Domus Ghisellus...".  Tracce di questa cognomizzazioni le troviamo ad esempio a Barletta (BA) con l'abate Paulus Ghiselli nel 1500.
GHISETTI
GHISI
GHISINI
GHISO
GHISONI
Ghisetti è tipicamente lombardo, dell'area cremasca in particolare, di Cremosano, Offanengo, Crema e Pianengo, Ghisi è tipico dell'area lombardo emiliana, del milanese, mantovano, bergamasco e bresciano e del reggiano, Ghisini è specifico del bresciano e mantovano, Ghiso è del savonese, di Cairo Montenotte e Savona soprattutto, Ghisoni è della Lombardia meridionale, del pavese, lodigiano e cremasco e soprattutto del piacentino, di Piacenza, Fiorenzuola d`Arda, Podenzano e Fidenza, derivano tutti direttamente o per ipocoristici dal nome tardo latino Guiso, Guisonis (vedi GUISO), di questa variazione abbiamo un esempio in una charta dotis dell'anno 747 a Lucca dove come testimone si trova: "...Signum + manus Fermuso filio quondam Ghisi vir devoti testis...".
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
GHISO: cognome presente in 25 Comuni italiani, di cui solo 3 in Sardegna. La maggiore diffusione del cognome l’abbiamo in Liguria, in provincia di Savona. Per il ceppo sardo (Cagliari 8, Maracalagonis 3, Sassari 3) crediamo si tratti di una variante di Ghisu.
GHISILIERI
GHISLERI
GHISLIERI
Ghisleri, abbastanza raro, è tipico della zona tra basso bresciano e cremonese,  Ghislieri è rarissimo ed è tipico dell'alessandrino al confine con il pavese, il ceppo marchigiano ed Umbro è praticamente scomparso, Ghisilieri anche è quasi scomparso, tipico bolognese dove troviamo questo casato almeno dal 1200, una delle torri della città è appunto la torre dei Ghisilieri, una delle cinque torri del quartiere di Porta Stiera appunto possedute da questa famiglia gentilizia che aveva radici anche a Pistoia, famoso fu il capitano pistoiese Grandonio dei Ghisilieri che conquistò le Baleari nel XII secolo.  Tutti questi cognomi derivano dal nome medioevale di origine germanica Ghislerio, nome e cognome che troviamo nel 1100 ad Osimo (AN) con Ghislerio Ghislieri padre di San Silvestro, tracce di questa cognomizzazione si trovano anche ad Assisi nel 1200, dove la famiglia dei Ghislerio è annoverata tra i nobili di quella città.  Questo casato annovera anche Antonio Michele Ghislieri, domenicano, tortonese originario di Bosco Marengo (AL), prima Cardinale e poi Papa Pio V° dal 1566 al 1572, ricordato come il Papa della vittoria sui turchi nella battaglia navale di Lepanto.
GHISLANI Quasi unico è del bergamasco, dovrebbe derivare dal nome germanico Guislan.
GHISLANZONI Tipicamente lombardo, di Lecco, Valtellina e del bergamasco, dovrebbe derivare da modificazioni del nome germanico Guislan, troviamo tracce di questa cognominizzazione fin dal 1500 a Vicenza e Venezia, a Vercurago (LC) in un atto del 1534 leggiamo: "In Christi nomine. Amen. Die quarto mensis aprilis millesimo quingentesimo trigesimo quarto, indictione septima, in loco de Caloltio vallis Sancti Martini,.. ..cui coheret a mane corna arcis de Vercurago in parte et in parte muratellus de Tremasasso, a meridie dominus Thomas quondam de Ghislanzonibus de Barchio, a sero heredes Antonii Georgii de Aroldis de Somascha et a montibus suprascriptus venditor...", sempre a Vercurago dal 1617 al 1632 è parroco del paese un tale Giovanni Andrea Ghislanzoni, a Mazzo di Valtellina in un atto del gennaio 1686 viene citata la ricca famiglia Ghislanzoni. Personaggio illustre del secolo XIX° è stato lo scrittore e librettista d'Opera Antonio Ghislanzoni di Barco di Maggianico (LC) celebre soprattutto per il libretto dell'Aida di Giuseppe Verdi.
GHISOLFI
GHISOLFO
GISOLFI
GISULFO
Ghisolfi è molto diffuso in Lombardia, soprattutto a Cremona e nel cremonese ed a Milano,  ed in Piemonte a Tortona (AL), Torino e Cuneo, Ghisolfo, molto raro, ha un ceppo nel savonese, così come il quasi unico Gisulfo, Gisolfi ha un nucleo campano nel salernitano a Bracigliano, Salerno, Vietri sul Mare e Mercato San Severino oltre ad un piccolo ceppo a Napoli, ha anche un piccolo ceppo a Rignano Garganico (FG), derivano tutti dal nome longobardo Guisulf latinizzato in Ghisulfus dell'uso di questo nome abbiamo un esempio in un atto dell'anno 854 a Milano: "In Chr(ist)i nom(ine). Breve securitatis qual(iter) presentia bonor(um) hominum, quor(um) nomina subt(er) legunt(ur) firmantes.. .. Que cartol(a) ipsa scripta fuit p(er) Gisolus notarius, et relecta ibi p(er) ipso Gisolfus notarius. Factum est hoc breve in anni dom(n)us Hlotharii et Hloduici fil(ii) eius, divina ordinante p(ro)videntia, imp(eratori)bus XXXIII et quarto, septimo die ingred(iente) m(e)ns(e) feb(ruario), ind(ictione) secunda.", e alcuni secoli dopo nel Codice Diplomatico Pavese in una Carta Divisionis del marzo 1234 a Pieve Porto Morone (PV): "Anno dominice incarnacionis millesimo ducentesimo trigesimo quarto, indicione septima, die decimo mensis marcii. In Plebe Portus Moroni. Divisionem talem inter se ad invicem fecerunt concorditer et unanimiter.. ..Ego Ghisulfus inperialis notarius qui moror ad Plebem Portus Moroni hanc cartam tradidi et scripsi.".
GHISOLI Assolutamente rarissimo tipico del bolognese, di Sant'agata Bolognese in particolare, dovrebbe derivare da modificazioni dell'aferesi del nome longobardo Adalghiso.
GHISSONI
GHIZZI
GHIZZINI
GHIZZO
GHIZZONE
GHIZZONI
Ghizzi è decisamente lombardo dell'area mantovana, di Viadana, Porto Mantovano, Marcaria e Mantova e di Desenzano del Garda e Pozzolengo nel bresciano, Ghizzini, molto molto raro, sembrerebbe tipico del mantovano ai confini con il reggiano, di Viadana in particolare, Ghizzo ha un ceppo nel trevisano a Farra di Soligo, Pieve di Soligo e Moriago della Battaglia, ed un ceppo a Monfalcone nel goriziano, Ghizzone, come Ghissoni, è quasi unico, mentre Ghizzoni, il più diffuso è ben presente in Emilia dal piacentino al modenese, ed in Lombardia nel cremonese e nel milanese, tutte queste cognominizzazioni potrebbero derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche e o accrescitive, da alterazioni del nome medioevale Guittius (Guizzo) (vedi GUIZZETTI), ma potrebbero anche, in alcuni casi, derivare da alterazioni del nome medioevale Ghetius (Ghezzo) (vedi GHEZZI).
GHISU Ghisu è tipicamente sardo ed è diffuso in tutta l'isola, dovrebbe derivare dal termine sardo logodorese ghisu (gesso), forse ad indicare nel capostipite uno che lavorava o possedeva una cava di gesso.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
GHISU: è il pettirosso, altrimenti detto brabarrubia (barba rossa), traddèra, ghisettu, tziddì, tzikkì, kirisi, kilisu, grisottu, printzi:, etc.: a parte il primo, gli altri sono tutti onomatopee. Non esiste nei documenti antichi. Si tratta di un cognome raro. Qui da noi a Gonnosfanadiga il pettirosso è comunemente chiamato su printzi cambèdda, per la sottigliezza ed eleganza insieme, delle sue lunghe gambe. Non dimentichiamo però che in lingua sarda del Campidano esiste la parola ğìšu (ghisu), nel significato di gesso, dal catalano guix, dall’italiano gesso. Non abbiamo altri suggerimenti! Attualmente il cognome Ghisu è presente in 137 Comuni italiani, di cui 61 in Sardegna: Cagliari 76, Sassari 74, Alà dei Sardi 44, Ollolai 43, Nuoro 24, Siliqua 23, etc.
GHITTI
GHITTONI
Ghitti è specifico del bresciano, Ghittoni, abbastanza raro,sembrerebbe specifico del piacentino, derivano dal nome Ghitto in uso nel periodo rinascimentale, esempio di questo uso lo si trova in un atto del 1588 redatto a Siena, dove si legge : "...Item ane terra lavoratia posta nela detta corte e luoco detto e contrata di Sassolamo, ala quale dal’una parte di Nieri di Vanni, dal’altra del Boffino di Pero da Montemassi ane terra lavoratia e vigniata, posta nela corte di Montemassi, nella contrata di Montaguzzoli, ala quale dal’una parte è di Ghitto di Naldo, dal’altra di Giovanni di Toro; la quale è tre staia a tavola...."
GHIZZARDI Di origine bresciana, deriva dal nome medioevale Guizzardo o Ghizzardo.
GHO
GHO'
Gho è tipicamente piemontese, come Ghò che parrerbbe però unico, la massima concentrazione la troviamo ad Alessandria, ma sono presenti ceppi anche a Torino e Moncalieri, dovrebbe derivare da forme dialettali derivate dal vocabolo (testa)
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
sembra che esistano diverse varianti di questo cognome, fra le quali Go, Gò, Ghò, Co e Cò (si riscontrano quasi tutte nel nord Italia, soprattutto fra Piemonte, Lombardia e Veneto; Gho, però, è più tipicamente piemontese): la presenza della lettera -h, infatti, è dovuta a un arcaismo o a un fenomeno dialettale (in italiano, infatti, non avrebbe motivo di esistere se non seguita dalla -e o dalla -i e la caduta della stessa -h nelle forme Go, Co e simili sembra sopportare questa ipotesi; la sostituzione del suono -c col suono -g, invece, è quasi sicuramente dovuta all’influsso dei dialetti settentrionali e al fenomeno della gutturalizzazione. Un’ultima considerazione ancora su tutti questi cognomi: in molti casi si tratta di cognomi fortemente diffusi un po’ in tutto il paese e, al di là di un’origine da un soprannome, pare che spesso fossero usati come nomi di persona in epoca medievale (diversi di questi sono documentati come tali, anche lo stesso nome medievale Capo), ma, così come altri nomi ‘anatomici’ quali Bocca, Naso, Braccio, Pancia, Gamba, etc, non so dire di preciso in che senso vadano intesi (probabilmente indicano particolari caratteristiche fisiche e, a questo punto, la differenza fra nome e soprannome diventa molto sottile, pur trattandosi comunque di nomi personali).
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