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GUI
GUIO
GUIOTTO
Gui, assolutamente rarissimo, ha un ceppo veneto ed uno tra milanese e pavese, Guio, estremamente raro, parrebbe della zona tra rovigoto e ferrarese, Guiotto è tipicamente veneto, del vicentino in particolare, derivano direttamente o tramite forme ipocoristiche dal nome di origine germanica Guy diversa forma del nome germanico Guildo o Guido (vedi Guida) di cui potrebbero essere forme contratte, ma è pure possibile una derivazione dal nome longobardo Wido.
GUICCIARDI
GUICCIARDINI
Guicciardi è tipico del modenese, Guicciardini, molto raro è toscano, secondo una teoria derivano dal nome medioevale Guicciardo a sua volta derivato dall'italianizzazione del nome normanno Wiscard, o dal nome germanico Wichard, a sua volta originato dai termini germanici medioevali wig (battaglia, combattimento) e da hard (duro), con il significato di forte e resistente in battaglia, ma secondo un'altra ipotesi sembrerebbe invece che possano derivare, direttamente o tramite una forma ipocoristica dal termine medioevale guicciarda (corno da caccia), cognominizzazioni resa famosa da Francesco Guicciardini nato a Firenze nel marzo del 1483 che diventò uno dei 9 membri della Signoria al servizio dei Medici e con la loro caduta subì un famosissimo processo e si ritirò a vita privata.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Guicciardi è cognome patronimico dal nome proprio longobardo Wîshard, donde anche i cognomi Guiscardi, Viscardi e Guicciardini. Dal germ. *Wisa- « saggio» e dal solito *hardhu - «forte»: significa «forte nella saggezza». Nelle carte medievali modenesi troviamo il nome Guiçardinus dal 1143 e Guiçiardus dal 1156. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese.
GUIDA
GUIDI
GUIDO
GUIDONE
Guida è diffuso in tutt'Italia, con una bassa concentrazione al centro, Guidi, diffuso nell'Italia centro settentrionale, ha più nuclei originari nella fascia centrale, Guido ha un ceppo autoctone in Liguria ed uno nel napoletano, ma i nuclei principali sono in Puglia, soprattutto nel Salento,  ed in Calabria soprattutto nel cosentino, con un ceppo secondario nel messinese, Guidone dovrebbe avere due ceppi, uno nel foggiano ed uno nel napoletano, questi cognomi hanno in comune la radice, cioè il nome longobardo Wildo, o Wido e anche dal nome germanico Guildo. La casata Guidi, fin dal 1000, ha esercitato signoria feudale sui territori dell'alto Casentino, fino al torrente Archiano al di là del quale si trovava  la signoria ecclesiastica dei vescovi di Arezzo; il capostipite fu Tegrimo Guidi, cui Re Ugo, con un diploma risalente al 927, assegnò il monastero di San Salvatore in Alina, nel territorio della diocesi pistoiese, qualificandolo come "...compater et fidelis..." del sovrano; un Conte Guido è presente a Biandrate (NO) fin dal XII° secolo, con un documento del 17 ottobre 1152 Federico Barbarossa conferma al Conte Guido il feudo di Biandrate, Cameri, Oleggio ed altre territori del novarese.
GUIDALDI Guidaldi, assolutamente rarissimo ha un piccolo ceppo a Roma ed a Segni nel romano, dovrebbe derivare da un'italianizzazione del nome germanico Widoald, probabilmente portato dal capostipite.
GUIDANTONI Molto raro è tipico di Roma e del grossetano, dovrebbe derivare dal nome composto Guido Antonio portato probabilmente dal capostipite.
GUIDARA
LA GUIDARA
LAGUIDARA
Il cognome Guidara è specifico della provincia di Messina, di Sant'Angelo di Brolo, Barcellona Pozzo di Gotto, Patti e San Piero di Patti, La Guidara, molto più raro, è caratteristico di Montagnareale e Patti, Laguidara è quasi unico, sempre dell'area di Patti, potrebbero derivare dal nome della Contrada Guidara nel messinese, o dal nome della zona bagnata dal torrente Guidara, sempre nel messinese, troviamo tracce molto antiche di queste cognominizzazioni in Sicilia con un certo mastro Michele La Guidara partecipante al Consiglio civico di Castelbuono nel palermitano il 29 giugno 1561.
GUIDARINI Guidarini ha un ceppo nell'appennino emiliano a Villa Minozzo nel reggiano ed a Sestola e Fanano nel modenese ed uno a Mesola nel ferrarese, ed ha un ceppo a Grosseto, dovrebbero derivare da forme etniche relative a paesi come Casalguidi nel pistoiese o Monte Guidi nel senese.
GUIDETTI Tipico dell'Emila e del Nord della Toscana, sembra avere anche un ceppo forse non secondario nel nordmilanese e nel varesotto, deriva dal nome medioevale Guidettus di cui abbiamo tracce ad esempio in una Carta investiture nomine venditionis del 18  maggio 1195 conservata nell'archivio della chiesa di San Giorgio a Milano, dove leggiamo: "...Cima de Fontigio Guidonis filii eius Guidettus de Lexie, testium...", e a Castiglione Fiorentino (FI) in una lettera di fidejussione del 1418 si trovano tracce di questa cognominizzazione: "...Pro Communi Castilionis Florentini pro prima paga florenorum ducentorum auri fideiusserunt: Guidettus Iacobi de Guidettis pro florenis quinquaginta auri...".
GUIDOBALDI Guidobaldi è tipico della fascia centrale che comprende Marche, Umbria, Lazio ed Abruzzo settentrionale, con un ceppo, probabilmente secondario, a Torino, dovrebbe derivare dal nome medioevale Guidobaldo l'italianizzazione del nome franco Widobald, portato ad esempio dal terzo Duca di Urbino Guidobaldo da Montefeltro (1472 - 1508), figlio di Federico da Montefeltro e di Battista Sforza.
GUIDOBONI Guidoboni è tipico del ferrarese, di Cento, Ferrara e Bondeno, dovrebbe derivare dal nome medioevale Guidobono, un'italianizzazione del nome di origine germanica Widobonus, di cui abbiamo un esempio d'uso in una Carta Venditionis del 1194 a Tresivio in Valtellina dove tra i testimoni compare: "... Interfuerunt Widobonus Basillii et Lafrancus Truncapiz et Goizus de Beccaria testes. ...", troviamo tracce di questa cognominizzazione in un atto del 1586 a Venezia, dove possiamo leggere: "... Con ciò sia cosa che messer Giovan Battista Guidoboni nobile luchese abia li sottoscritti nuovi modi et inventione, dalle quale si può sperare nelli stati et paesi delli infrascritti Principi molto notabile utile, ottenendo essi Principi Privilegii et conventione, et con ciò sia che detto Gioan Battista sia convenuto in tal negocio et loghi con Magio del quondam Gabrielo de Padoa hebreo, il quale si obriga andare o mandar da detti Principi quanto prima a tratar detti privilegi et concessione per più longo tempo che si pole, nel modo e come da detto Guidoboni li serà dato particolare ricordo. ...".
GUIDOBONO Guidobono, abbastanza raro, è caratteristico dell'alessandrino, dovrebbe derivare dal nome del paese di Castellar Guidobono appunto nell'alessandrino (vedi anche GUIDOBONI).
GUIDOLIN
GUIDOLINI
GUIDOLINO
Guidolin è tipico dell'area che comprende il vicentino, il trevisano ed il padovano, Guidolini, assolutamente rarissimo, parrebbe del mantovano, Guidolino è praticamente gli ultimi due sono molto probabilmente dovuti ad errori di trascrizione del primo, dovrebbero derivare dal nome medioevale Guidolinus, di cui abbiamo un esempio in un instrumentum venditionis del 1291: "...et aliis massaritiis in dictis domibus existentibus et vineis et silvis et terris et olivis et ortis et prato habitis in loco et fundo Plazolini infra hec latera: a primo, secundo et tertio et a quartio Iacobutius et Guidolinus filii domini Arterotti de Monte Porco..:".
GUIDOTTI
GUIDOTTO
Guidotti è abbastanza diffuso sembrerebbe tipico dell'area che comprende la Lombardia meridionale, l'Emilia orientale e la Toscana settentrionale, Guidotto è specifico del veneziano, derivano dal nome medioevale Guidotto di cui si hanno tracce anche nel Decamerone di Boccaccio, (Quinta Giornata Novella Quinta): "Guidotto da Cremona lascia a Giacomin da Pavia una fanciulla, e muorsi;...", nel 1100 nel senese, dove si trova oggi l'Abbazia di San Galgano (la spada nella roccia), la nobile famiglia Guidotti che dal suo castello dominava la valle del Merse, generò un Galgano Guidotti che divenne il famoso San Galgano.  Agli inizi del 1500 a Correggio (RE) un Guidotti è arciprete della locale chiesa e a San Miniato (PI) opera il notaio Francesco Guidotti di Lorenzo da Castelfranco di  Sopra (AR), nel 1600 Paolo Guidotti (1560-1629) è un affermato pittore.
GUIGLIA Molto raro, sembrerebbe originario del varesotto,  può derivare dalla gens latina Aquilia da cui dovrebbe discendere il notaio Bernardus Guila de Thoyrio operante verso la fine del 1300 in Savoia, meno probabile la derivazione dal toponimo Guiglia (MO).
GUINDANI
GUINDANO
Guindani è tipicamente lombardo, del bresciano e cremonese in particolare, Guindano è assolutamente rarissimo,  dovrebbero derivare dal nome medioevale di origine germanica Wintan, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nell'archivio di stato di Venezia, dove tra i notai dell'anno 1383 troviamo un tal Bernerio de Guindani, personaggio di rilievo è stato Mons. Gaetano Camillo Guindani (1834-1904) che fu vescovo di Bergamo.
GUINZIO Guinzio, quasi unico, sembrerebbe originario del Canavese nel torinese, forse della zona di Favria, Valperga e Rivarolo Canavese, potrebbe aver avuto anche un ceppo abruzzese, dovrebbe derivare dall'italianizzazione del nome germanico Winz o Winzi, a sua volta derivato dal termine tedesco winzig (minuscolo, piccino), la trasformazione del suono wi- in gui- è tipica, un altro esempio lo troviamo in Wido che si italianizza in Guido.
GUIRINO Rarissimo, probabilmente originario della penisola salentina, potrebbe derivare dal cognomen latino Quirinus.   In un atto del 1500, rogato in Lecce si legge: "...apparente contratto rogato per notar Giovanne Guirino sub die 15 mensis januarii proximi praeteriti...".
GUISCARDI
GUISCARDO
Entrambi rarissimi, sembrerebbero di origine napoletana, derivano dal nome medioevale normanno Wiscard, abbiamo tracce di questa cognominizzazione fin dal 1000 con il Duca Roberto Guiscardo, fondatore dello stato normanno delle due Sicilie.
GUISO
GUISU
Guiso è tipico sardo di Nuoro in particolare, Guisu, molto raro, è invece di Sassari e del sassarese, dovrebbero derivare dal nome tardo latino Guiso (Guisone) di cui abbiamo un esempio nel Codex Cavensis sotto l'anno 956: "...In nomine domini vicesimo quarto anno principatus domni nostri Gisolfi gloriosi principis et imperialis patricii, mense iulii, quartadecima indictione. memoratorium factum a me Stephanus filius quondam Eregari de locum Apos monte, eo quod ante presentia Lamberti Castaldei et alii subscribti testes coniunctus fui cum Radoaldus, qui mundi vocatur, et Guisonem et Rodelgrimum germani filii quondam Rodelgrimi ex eodem locum Apos montem, illi nominati germani ...",o anche in quest'atto di compravendita del 1025: "...Maraldi pecorarii thio meo et Guiso et Gilli exadelfi germani mei...".  Casato nobile quello dei Baroni Guiso tanto che fin dal 1300 viene citato come essere il più importante della baronia di Orosei.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
GUISO; GUISU: guisu, ghisu, ĝìsu significano gesso e provengono dalla voce catalana guix più che dal latino gypsum o dal greco γύψος. Facciamo però osservare che attualmente il termine guiso, in spagnolo significa "stufato". Nell'opera "De Rebus Sardois IV" di Giovanni Francesco Fara(178 - 4), troviamo la nota: .Eodem anno (1449) castrum et regiones Galtellini et Orosaei ab Henrico Guevara, Salvatori Guiso venduntur et anno seguenti devoluta oppida Seguris, Pixinae et Gibae regionis Sulcis, quae erant Dalmatii Jardini, Iacopo Cassa conceduntur. Più avanti (200 - 20), troviamo ancora citato Salvatore Guiso, e di nuovo (208 - 23 - 27 - 31 - 32). Negli antichi documenti troviamo per la prima volta il cognome Guiso, Salvatore Guiso, appunto, che acquista dai Guevara, nel 1449,  la baronia di Galtelì e di Orosei. Monsignor Ottorino Alberti, nel suo lavoro sulla diocesi di Galtellì, riferisce che, con strumento del 30 aprile 1449, redatto in Sassari, Equino de Guevara, conte di Ariani e marchese di Vastiamante, maggiordomo di sua maestà Alfonso V° , cedette a Salvatore Guiso la baronia e castello di Galtellì e l'Incontrada di Orosei.per la somma di 6700 ducati buoni di 40 soldi calaritani ciascuno. 10 anni dopo, nel 1559, Salvatore Guiso ottenne dal re Giovanni II° l'investitura a barone di Galtellì e Orosei. Giovannangela Guiso y Guiso, ottava baronessa di Orosei e Galtellì, sposò il nobile Gabriele Manca, signore di Ussana e da lì la dinastia dei Guiso si unì a quella dei Manca di Ussana. Nel 1808 la baronessa Maddalena Manca (y) Guiso, cedette definitivamente la baronia al Regio Demanio. Salvatore Guiso apparteneva ad una potente famiglia di commercianti di Orosei, di provenienza presumibilmente spagnola. Attualmente il cognome Guiso è presente in 85 Comuni italiani, di cui 41 in Sardegna: Nuoro 220, Cagliari 43, Sassari 26, Lula22, etc. Il cognome Guisu è presente in 5 Comuni Italiani, di cui 4 in Sardegna: Sassari 9, Ozieri 3, Lotzorai 3, Bitti 2.
GUITTI
GUITTO
Guitti ha un ceppo a Brescia ed uno a Ravenna e Ferrara, Guitto ha un ceppo nel napoletano a Pozzuoli, Napoli e Giugliano di Campania, dovrebbero derivare da alterazioni dell'italianizzazione del nome germanico Wido, insomma di un'alterazione del nome medioevale italiano Guido, probabilmente portato dai capostipiti.
GUIZZARDI
GUIZZARDO
GUIZZARI
GUIZZARO
Guizzardi è tipico del bolognese con ceppi anche nel milanese e nel bresciano, Guizzari e Guizzardo, praticamente unici, sono probabilmente dovuti ad un errore di trascrizione del precedente, Guizzaro, assolutamente rarissimo, sembra essere circoscritto al padovano, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale Guizardus, derivato a sua volta dal germanico Wiscard, di quest'uso abbiamo un esempio nel Codex Diplomaticus mediolanensis in una Charta venditionis del 1163 a Nosedo (MI): "...per conscilium et laudationem Victorie et Concordie atque Iordane et Tarsille seu Febronie, monacharum suprascripti monasterii quæ ibi aderant, una cum concessione et confirmatione et consensu Guizardi qui dicitur de Pusterla de suprascripta civitate, filius quondam Obizonis...".  Troviamo tracce di queste cognominizzazioni in Valtellina nel 1500, in una causa tra i Comuni di Postalesio e Cedrasco viene citato tal Ludovico Guizzardi fu Azzo di Teglio e nel secolo successivo nel Decreto delli 35 Mila fiorini del febbraio 1642 ".Noi li Capi, et Agenti dell'Eccelse Tre Leghe qua in publica e piena Dieta in Coira congregati con la presente manifestiamo ... Hora essendoci dalli SS.ri Agenti di Valtellina Capitano Giovanni Guizzardi, Dottor Lorenzo Perario, Dottor Giacomo Venosta, Capitano Simon Venosta...".
GUIZZETTI
GUIZZI
GUIZZO
Guizzetti è specifico del bergamasco e bresciano, Guizzi. molto più raro è bresciano, Guizzo  è tipico del trevigiano e friulano, dovrebbero derivare dal termine longobardo wizza (terreni in proprietà comune) e riferirsi perciò a caratteristiche del sistema sociale cui era soggetta la famiglia, ma è pure possibile una derivazione dal nome medioevale Guittius o Guizzo di cui abbiamo un esempio in un atto del 1259 a Siena, dove viene citato come testimone un certo Guizzo di Torresano. Troviamo tracce di queste cognominizzazioni nel 1700 a Solto Collina (BG) dove in un atto compaiono 6 capifamiglia con il cognome Guizzetti: "Congregati li signori capi di casa della Comunità di Solto per eleggere un nuovo eremita avendo rinuntiato Fra Remiggio Panighetti alla custodia del S. Oratorio di S. Defendente di Solto ...Gio: Guizzetti dal Fiume...Gio: Maria Guizzetti de Castelli...Bernardino Guizzetti ...ecc....".
GULFI Gulfi, estremamente raro, sembrerebbe specifico di Chiaramonte Gulfi nel ragusano, dovrebbe derivare dal toponimo di Gulfi nel ragusano, un tempo paese a se stante.
GULFO Gulfo è tipicamente lucano, del materano, di Tursi e Pisticci, dovrebbe derivare dal nome medioevale longobardo Gulfus , forma aferetica contratta del nome Agilulfus, di quest'uso abbiamo un esempio nella Chronica di Gothofredus de Bussero: "...Anno domini 605 obiit sanctus Johannes elemosinarius patriarcha Alexandrie. eo anno Gulfus lumbardus rex (Agilulfo re dei longobardi dal 591 al 616) destruxit Cremonam die 11 kalend. septembris. ...", ed anche in una registrazione del 1241 a Forlì: "...MCCXXXXI, die terciadecima intrante novembr. Peto ego Gulfus de Guilleis a vobis Gregorio abbate ut confirmetis mihi tres perticas terre. Die suprascripta. Ego Andreas nepos Canci de Signentula peto a vobis Gregorio ut confirmetis mihi unun stacium terre. ...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Gulfo è cognome lucano presente a Colobraro, Pisticci, Policoro e altrove, anche calabrese (RC); cfr. Vulf  nel secolo IX in Francia. È cognome di origine germanica: 'wu1f' =  'lupo'. Fonte: G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi in Lucania, 1985.
GULI
GULLA
GULLE
GULLI
GULLI'
GULLO
Guli, molto molto raro, ha un piccolo ceppo a Ravenna ed uno a Roma, Gulla, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere siciliano, Gulle, ormai scomparso in Italia, dovrebbe essere stato originario cel centrosud e della Sicilia, Gulli è abbastanza raro, parrebbe avere un nucleo in Sicilia e Calabria, uno a Roma ed uno in Liguria, Gullì è specifico dell'area dello stretto, reggino e messinese, Gullo decisamente più diffuso, occupa gli stessi areali con un ceppo anche nel bolognese,  dovrebbero derivare dal cognomen latino Gullus ma è pure possibile  una derivazione dal nome normanno Gulian, o dall'aferesi di nomi latini come Agulus, Figulus o Regulus, esempio di questo nome, già come principio di cognominizzazione, lo troviamo a Volterra dove, nel 1208, è uno dei consoli un certo Lionardo di Gullo: "...Nos, Leonardus Gulli et Bonacursus Rolandini et Sigerius Guczolini, Vulterrani consules, ordinamus atque firmamus...".
integrazioni fornite da Tommaso Gullì
Il  cognome Gullì in origine iera Gulley ed era una famiglia nobile con il rango di Conti proveniente da Vienna e precedentemente dalla Scozia. Giacomo Gulley giunse in Calabria nel 1620, da lui ebbe origine il ramo della mia famiglia. Questo nome ha un'origine Normanna e questa famiglia proveniva dal villaggio di Gullane in Scozia, dove avevano proprietà ed un castello. Il cognome si trasformò poi in Gullì già dai primi del 1700. I Gullì erano al comando delle forza Austroungariche dell'artiglieria a Reggio Calabria dal 1677 al 1752. Giacomo Gullì morì ad Orsowa sul Danubio nel 1735, mentre era al comando della nave San Carlo assieme al conte Luca Pallavicini. Il Pallavicini gli presentò il compositore Mozart. Giacomo Gullì  condivise anche il comando con il colonnello tedesco Anton Ferdinando Fajer Staien prima a Messina ed in Calabria e, a seguito del ritiro degli austriaci, a Trieste.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Gullì è cognome calabrese e siciliano. Secondo Rohlfs 129 verrebbe dal cognome greco Gulìs. Nel 1635 un Minico Gullì fu sindaco di Catanzaro. Invece il cognome Gullo, anch'esso calabrese, verrebbe dalla voce dialettale 'gullu' = privo di corna.
GULLOTTA
GULLOTTI
GULLOTTO
GULOTTA
GULOTTI
Tutti siciliani, Gullotti è più tipico della provincia di Messina, mentre Gullotta è più specifico del catanese, Gullotto sembrerebbe caratteristico di Randazzo nel catanese, Gulotta invece è specifico della Sicilia occidentale, di Palermo e Corleone nel palermitano, di Sambuca di Sicilia, Santa Margherita di Belice e Sciacca nell'agrigentino e del trapanese, di Campobello di Mazara, Trapani, Erice e Mazara del Vallo, Gulotti, sempre siciliano, sembrerebbe unico, si possono formulare due ipotesi, la prima è che si tratti di forme ipocoristiche aferetiche del nome Ugo, la seconda invece è che derivino da soprannomi originati da forme derivate dal greco kòlos (tronco mozzato) da κολούω koluo (troncare, mozzare), la motivazione di questa seconda ipotesi potrebbe essere molteplice.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Gulotta, Gullotta, Gullotti, è cognome siciliano derivato del cognome Gullo (cfr.)
GUMA Guma ha un ceppo nel potentino a Tito e Potenza, con presenze anche nel cosentino, dovrebbe derivare dal cognome sia croato che albanese Guma, originato probabilmente da un soprannome derivato dal termine slavo, albanese guma (gomma).
GUMIERO Molto raro sembrerebbe avere un ceppo nel padovano ed uno nel varesotto, potrebbe derivare dal nome germanico Ghumar.
GUNELLA Assolutamente rarissimo, parrebbe originario della zona tra varesotto e verbanese, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale originato dal vocabolo gonna, tra i personaggi di rilievo possiamo citare lo scultore Egidio Gunella, di Viggiù (1864- 1934). (vedi Gonella)
integrazioni fornite da Alberto Gunella
cognome di origine lombardo/piemontese, con tradizioni nobiliari, furono Marchesi di Sparvara, consignori di Isola Sant'Antonio.  La famiglia si dedicava alla costruzione di fornaci.  Il primo personaggio che si incontra è Rolandus consigliere nella città di Bobbio nel 1173, nel 1409 Cecco Gunella è latinista e traduttore, nel 1463 Giovanni Gunella è amico e consigliere dell'imperatore Federico III° da cui ottiene titolo e privilegio araldico.
GURINI Gurini ha un ceppo valtellinese a Valdidentro (SO), uno piccolo nel bolognese a San Pietro in Casale ed uno a Pesaro, potrebbe derivare da una modificazione arcaica del nome Guerinus, ma è pure possibile una trasformazione del nome Quirinus, si tratterebbe quindi della cognominizzazione del nome del capostipite.
GURRERI
GURRIERE
GURRIERI
GURRIERO
Gurreri è specifico dell'agrigentino, di Cattolica Eraclea e di Naro, Gurrieri è tipicamente siciliano, ha un nucleo principale nel ragusano a Ragusa, Vittoria, Comiso e Chiaramonte Gulfi soprattutto,con ceppi presenti anche nel catanese a Catania e Grammichele, e a Palermo, Gurriero e Gurriere, assolutamente rarissimi, sono comunque di origine siciliana, dovrebbero derivare da forme dialettali del nome medioevale italiano Guerriero (vedi Guerrieri).
GUSAI Gusai è tipico di Nuoro e del nuorese, dovrebbe derivare da soprannomi originati dal vocabolo sardo arcaico gusaju (tipo di aglio).
GUSCIO
GUSCIONI
Guscio, che sembrerebbe unico, è forse dell'area romagnolo, marchigiana, Guscioni, quasi unico, parrebbe della zona tra spezzino e carrarese, dovrebbero derivare direttamente o tramite un accrescitivo, da una forma dialettale del nome latino Gutius, ma è anche possibile una derivazione da una forma aferetica dialettale del nome medioevale Uguccio, Uguccione.
GUSELLA Gusella è decisamente veneto, di Padova e del padovano, ma anche del vicentino e del rovigoto, dovrebbe derivare dal nome della Val Gusella nel vicentino o dal nome della Cima Gusella che sovrasta il paese di Cismon del Grappa sempre nel vicentino.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Gusella è cognome veneto. Secondo Olivieri 243 deriverebbe da 'acucella' = 'ago'.
GUSELLI Guselli estremamente raro, sembrerebbe del piacentino e dovrebbe derivare dal nome di una località della Val D'Arda, il Passo dei Guselli.
GUSMAI Gusmai sembra essere specifico di Trani nel barese, dovrebbe derivare dal nome medioevale Gausmarius (vedi GUSMAROLI)
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Gusmai è cognome barese derivato dalla forma nominale base Cosma (cfr.)
GUSMAROLI Assolutamente lombardo, dovrebbe derivare dal nome medioevale Gausmarius, di cui si hanno tracce in un atto del 1010, conservato presso l'Archivio di Stato di Milano:"...In nomine domini Dei et salvatoris nostri Iesu Christi. Einricus, gratia Dei rex, anno regni eius Deo propicio ic in Italia sesto, secondo die mensis februarii, indicione octava. Constad me Gausmarius presbiter, filius quondam Sileni, qui professo sum ex nacione mea legem vivere Langobardorum, accepisem sicuti et in presencia testium accepi ad te Mainfredus comes, filius bone memorie Gisleberti itemque comes Palacii, argentum denarios bonos libras trexcenti, finitum precium, pro meam porcionem, quod est quartam pars,...", ma potrebbe anche avere un'origine diversa e cioè la derivazione dal cognome francese Gusmeroli.
GUSMEROLI Decisamente valtellinese, dovrebbe essere di origine francese.
integrazionie precisazioni  fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
questo cognome è anche un cognome valtellinese, molto diffuso a Tartano e nella zona di Morbegno, ma anche in quella di Sondrio. Di recente questo cognome è stato studiato da Gabriele Antonioli e Guido Scaramellini. Deriverebbe secondo loro dal nome Cosma (Gusme); questo cognome potrebbe pertanto essere proprio di origine valtellinese ed essere originario di questa regione italiana anche il ramo francese.
GUSMINI Tipico bergamasco, dovrebbe derivare dal nome medioevale italiano Gusme, o Gusmè diversa forma del nome Cosma.
GUSPINI Molto raro tipico di Santu Lussurgiu (OR) e di Olbia deriva dal toponimo Guspini nel cagliaritano.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
GUSPINI: probabilmente all'origine era "de"Guspini ad indicare la provenienza: un toponimo quindi. Guspini è un importante ex centro minerario del Sulcis Iglesiente: ne fa fede la miniera ormai dismessa di Montevecchio, un tempo tra le più importanti d'Europa. Oggi fa parte della nuova provincia del Medio Campidano. Il territorio dove sorge il centro abitato è ricchissimo di siti archeologici del neolitico. Sono presenti vistosissime tracce della civiltà nuragica. Nel suo territorio restano i ruderi di ben 59 nuraghi, per la maggior parte con una sola torre, ma non mancano i nuraghi complessi e tra questi il nuraghe "Sa Urècci", che è tra i più grossi della Sardegna. Si tratta di un quadrilobo, in cui le 4 torri angolari sono unite da poderose cinte murarie: si trova sulla omonima collina a 7 chilometri da Guspini verso il mare, per la strada di Sant'Antonio di Santadi. A pochi chilometri da Sa Urècci, sempre verso Sant'Antonio, nella laguna di Marceddì, si trovano le rovine di Neapolis, città antica, fondata dai Fenici, colonizzata poi dai Cartaginesi ed infine centro romano di notevole importanza strategica. Il centro rimase attivo sino all'VIII° secolo, quasi del tutto abbandonato, probabilmente per effetto delle scorrerie arabe. Ma nel 1250 il suo porto risulta ancora attivo, poi definitivamente abbandonato, presumibilmente in contemporanea col vicino villaggio di Urradili, per le incursioni barbaresche. Molto probabilmente gli abitanti di Neapolis e di Urradili si rifugiarono a Guspini, che, da quanto ci risulta dai documenti, non subì incursioni barbaresche di rilievo o, perlomeno, gli abitanti del centro, si opposero energicamente a queste. In poche parole non fu mai abbandonato, mentre invece furono ripetutamente abbandonati i centri vicini di Arbus, Serru, Gonnosfanadiga, San Nicolò d'Arcidano e Terralba, oltre a quelli anzidetti di Neapolis e Urradili, abbandonati per sempre. Significato ed estimo di Guspini rimangono ancora nell'incertezza. Alcuni fanno derivare la voce da cuspis, punta, per effetto delle colline granitiche, che circondano il centro abitato. Altri da "gola pini", per la presenza di pini secolari nelle anzidette colline? Per certo la voce guspini è più antica del latino: si tratta senza altro di una voce preromana, che si ritrova ancora oggi nella parola sarda "?ùspinu", che è il nome antico della "senape bianca" (sinapis incana), chiamata attualmente in campidanese alaùssa o erba de colòrus, presente in tutto il territorio di Guspini. Il nome del villaggio è più volte citato nei documenti medioevali. Nel 1388 i suoi abitanti parteciparono alla Pace di Eleonora, LPDE. Attualmente il cognome Guspini è presente in 18 Comuni italiani, di cui 8 in Sardegna: Santu Lussurgiu 19, Olbia 18, Sassari 3, Capoterra 3, Macomer 3, etc.
GUSSI
GUSSO
GUSSON
GUSSONE
GUSSONI
Gussi è assolutamente rarissimo, Gusso sembrerebbe specifico del veneziano e di Caorle in particolare, Gusson, tipico di MIra nel veneziano, dovrebbe essere una forma dialettale veneta del nome medioevale Guccione, una forma aferetica del nome Uguccione, Gussone è praticamente unico ed è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione di Gussoni che è specifico dell'area lombarda che comprende il milanese ed il varesotto con un ceppo anche nel genovese ed uno nel carrarese, le origini di questi cognomi potrebbero essere, dirette o tramite accrescitivi, da forme dialettali del nome medioevale Guccio (vedi GUCCI) cos' come potrebbero derivare da modificazioni del medioevale Gutius (vedi GUZZANTI), in una forma Gusso, Gussonis. Troviamo tracce di queste cognominizzazioni ad esempio in una Cartula commutationis datata 3 gennaio 1035 a Bergamo: "...id est pecia una de terra campiva iuris canonice Sancti Vincencii, que est posita foris eadem civitate Bergamo, prope tegia quondam Andrei Gusso, locus ubi dicitur Nauca Sancti Iohanni: coeret ei a mane de filiis suprascripti quondam Andrei Gussoni, a meridie pasculum a sera Sancti Alexandri, a montes Petri et Benedicti germanis ...", nella prima metà del 1400 un Andrea Gussoni di Jacopo è senatore della Serenissima Repubblica Veneta, nella seconda metà del 1500 a Bergamo dove è capitano Nicola Gussonus, nel 1607 è Podestà di Brescia un Andrea Gussoni.
integrazioni fornite da Giovanni Marelli (di Gussi) -
"Gussi" deriva da "guscio", segnatamente quello delle nocciole, che in dialetto milanese si pronuncia "guss", ma che in brianzolo e comunque nell'alto milanese si pronuncia "guzz", dove le "z" non hanno suono sibilante, ma quello proprio della doppia zeta del nome Guzzi pronunciato in lingua italiana. C'era dunque una volta nel contado settentrionale di Milano, a cavallo dei secoli tredicesimo e quattordicesimo, un gruppo familiare che rispondeva al nome di Gussi. Erano, quei Gussi, agricoltori e alcuni dovevano vantare qualche quarto di nobiltà se è vero, come è vero, che a quel nome era ascritta un'arma in un importante stemmario, oggi conosciuto come Trivulziano. Dovevano la loro fortuna (o sfortuna), quei Gussi, a una delle più importanti e antiche comunità monastiche benedettine femminili, quella del Monastero di San Maurizio di Milano, detto il Maggiore, che a Dugnano e Incirano, ma non solo, disponeva di notevoli proprietà terriere. Di quel monastero i Gussi erano fittabili e massari, e in qualche occasione ne furono fors'anche fiduciari. Se alla fine del '400 dei Gussi a Dugnano e Incirano non v'era già più traccia, una famiglia che rispondeva a quel nome risultava però risiedere nel contado canturino, dapprima a Galliano di Cantù e poi a Varena di Vighizzolo di Cantù. Anche questi Gussi, che sembra non vantassero ricchezze, dovevano avere qualche quarto di nobiltà se poterono diventare massari dei Fossani, i quali erano non solo grandi proprietari terrieri, ma, a cavallo dei secoli quindicesimo e sedicesimo, furono i feudatari di Cantù. Un contratto di massarizio, che comportava il riconoscimento al massaro di un titolo di quasi proprietà sul fondo, mai sarebbe stato celebrato se il proprietario non si fosse sentito garantito; nel caso di specie la garanzia non poteva essere costituita che dal nome del massaro, e con esso dal titolo che rappresentava o aveva rappresentato, probabilmente quello di una antica nobiltà, ora decaduta ma non ancora dimenticata, la quale costituiva, secondo una consolidata tradizione di casta, la garanzia necessaria e sufficiente. E così i nostri Gussi, che a me piace pensare avessero radici a Dugnano e Incirano, nei primi decenni del '500 si trovarono ad essere i massari dei Fossani a Varena, per mettere a coltura la loro terra.
GUTTADAURIA
GUTTADAURO
Guttadauria è tipico del nisseno, di San Cataldo in particolare, Guttadauro è tipico di Palermo, Licata (AG) e Gela, Mazzarino e Niscemi (CL), dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine gutta auri o goccia d'oro o da nomi gratulatori medioevali come Guttadauro che parrebbe essere di origini spagnole, il capostipite Egidio sarebbe arrivato in Sicilia al seguito di Re Martino I° d'Aragona nel 1380, vanta oltre a vari titoli nobiliari anche un Santo nel Il Paradiso Serafico edito nel 1667 si legge: "...Il venerabile Fr. Bennardo Guttadauro da Racalmuto, detto della Favara, è ben noto per la sua santità ..:" morto a Palermo il 16 luglio 1658, nonchè un Monsignore Giovanni Guttadauro vescovo di Caltanissetta nella seconda metà del 1800.
GUTTUSO Molto raro è tipico siciliano, parrebbe avere oltre al ceppo palermitano anche uno nell'alto catanese, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo dialettale siciliano guttusu (melanconico, triste).
GUZZANTI
GUZZETTI
GUZZETTO
GUZZI
GUZZINI
GUZZINO
GUZZO
GUZZON
Guzzanti è rarissimo ed è originario del catanese, Guzzetti ha un grosso ceppo in Lombardia nell'area del varesotto, comasco e milanese, con un ceppo significativo anche nel catanzarese, Guzzetto, assolutamente rarissimo, è specifico del catanzarese, Guzzi è probabilmente originario di due zone, il crotonese e catanzarese e la Lombardia occidentale, Guzzini ha un ceppo nel bolognese ed uno nell'anconetano e soprattutto a Recanati nel maceratese, Guzzino, molto raro, sembrerebbe del palermitano, in particolare di Caccamo, Guzzo parrebbe avere almeno tre nuclei, uno nella Sicilia occidentale, uno in Calabria, cosentino e catanzarese, ed uno nel Veneto, forse ha anche un ceppo tra il varesotto ed il novarese, Guzzon sembra specifico della zona tra Padova e Venezia. Tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o attraverso modificazioni ipocoristiche o accrescitive, anche dialettali, dal nome tardo medioevale Gutius.  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Foza (VI) fin dal 1400.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Guzzo è un frequente cognome panitaliano. In Calabria e Sicilia deriva, secondo Rohlfs, dal termine dialettale 'guzzu' = cucciolo, cagnolino. Nel nord (Veneto, Lombardia, Piemonte) potrebbe invece avere origine dal nome personale Guzzo (Gutius) diffuso fra il '400 e il '500. In particolare si tratterebbe di un ipocoristico aferetico da nomi come Arriguzzo, Meneguzzo, Uguzzo, ecc.
GUZZARDI
GUZZARDO
Entrambi tipicamente siciliani, Guzzardi tipico della Sicilia sudorientale, Di Catania e del catanese, ma con ceppi significativi anche nel siracusano e nel ragusano, Guzzardo ha un ceppo a Sambuca di Sicilia (AG) ed uno a Caccamo (PA), dovrebbero derivare dal nome normanno e poi angioino Goussard, o anche dall'ipocoristico del nome germanico Gutzen, ma è pure possibile una derivazione dal nome germanico Wiscard, difficile una correlazione con il nome brettone Gouzerht. (vedi Guizzardi)
GUZZINATI Guzzinati è specifico di Ferrara e dell'area ferrarese e di Bologna, si dovrebbe trattare di una forma patronimica, dove il suffisso -ati starebbe ad indicare i figli di un Guzzino (vedi GUZZI).
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