GUI
GUIO
GUIOTTO |
Gui, assolutamente rarissimo, ha un ceppo veneto ed uno tra milanese e
pavese, Guio, estremamente raro, parrebbe della zona tra rovigoto e ferrarese,
Guiotto è tipicamente veneto, del vicentino in particolare, derivano
direttamente o tramite forme ipocoristiche dal nome di origine germanica
Guy diversa forma del nome germanico
Guildo o Guido
(vedi Guida) di cui potrebbero essere forme
contratte, ma è pure possibile una derivazione dal nome longobardo
Wido. |
GUICCIARDI
GUICCIARDINI
|
Guicciardi è tipico del modenese, Guicciardini, molto raro è
toscano, secondo una teoria derivano dal nome medioevale Guicciardo
a sua volta derivato dall'italianizzazione del nome normanno Wiscard,
o dal nome germanico Wichard, a sua volta originato dai termini germanici
medioevali wig (battaglia,
combattimento) e da hard
(duro), con il significato di forte
e resistente in battaglia, ma secondo un'altra ipotesi sembrerebbe
invece che possano derivare, direttamente o tramite una forma ipocoristica
dal termine medioevale guicciarda (corno
da caccia), cognominizzazioni resa famosa da Francesco Guicciardini
nato a Firenze nel marzo del 1483 che diventò uno dei 9 membri della
Signoria al servizio dei Medici e con la loro caduta subì un famosissimo
processo e si ritirò a vita privata.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Guicciardi è cognome patronimico dal nome proprio longobardo
Wîshard, donde anche i cognomi
Guiscardi, Viscardi e Guicciardini. Dal germ. *Wisa-
« saggio» e dal solito
*hardhu - «forte»:
significa «forte nella saggezza».
Nelle carte medievali modenesi troviamo il nome Guiçardinus
dal 1143 e Guiçiardus dal 1156.
Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese. |
GUIDA
GUIDI
GUIDO
GUIDONE |
 Guida è diffuso in tutt'Italia, con una bassa concentrazione al
centro, Guidi, diffuso nell'Italia centro settentrionale, ha più
nuclei originari nella fascia centrale, Guido ha un ceppo autoctone in
Liguria ed uno nel napoletano, ma i nuclei principali sono in Puglia, soprattutto
nel Salento, ed in Calabria soprattutto nel cosentino, con un ceppo
secondario nel messinese, Guidone dovrebbe avere due ceppi, uno nel foggiano
ed uno nel napoletano, questi cognomi hanno in comune la radice, cioè
il nome longobardo Wildo, o Wido
e anche dal nome germanico Guildo.
La casata Guidi, fin dal 1000, ha esercitato signoria feudale sui territori
dell'alto Casentino, fino al torrente Archiano al di là del quale
si trovava la signoria ecclesiastica dei vescovi di Arezzo; il capostipite
fu Tegrimo Guidi, cui Re Ugo, con un diploma risalente al 927, assegnò
il monastero di San Salvatore in Alina, nel territorio della diocesi pistoiese,
qualificandolo come "...compater et fidelis..."
del sovrano; un Conte Guido è presente a Biandrate (NO) fin dal
XII° secolo, con un documento del 17 ottobre 1152 Federico Barbarossa
conferma al Conte Guido il feudo di Biandrate, Cameri, Oleggio ed altre
territori del novarese. |
| GUIDALDI
|
Guidaldi, assolutamente rarissimo ha un piccolo ceppo a Roma ed a Segni
nel romano, dovrebbe derivare da un'italianizzazione del nome germanico Widoald,
probabilmente portato dal capostipite. |
| GUIDANTONI
|
Molto raro è tipico di Roma e del grossetano, dovrebbe derivare
dal nome composto Guido Antonio portato probabilmente dal capostipite. |
GUIDARA
LA GUIDARA
LAGUIDARA |
Il cognome Guidara è specifico della provincia di Messina, di Sant'Angelo
di Brolo, Barcellona Pozzo di Gotto, Patti e San Piero di Patti, La Guidara,
molto più raro, è caratteristico di Montagnareale e Patti,
Laguidara è quasi unico, sempre dell'area di Patti, potrebbero derivare
dal nome della Contrada Guidara nel messinese, o dal nome della zona bagnata
dal torrente Guidara, sempre nel messinese, troviamo tracce molto antiche
di queste cognominizzazioni in Sicilia con un certo mastro Michele La Guidara
partecipante al Consiglio civico di Castelbuono nel palermitano il 29 giugno
1561. |
| GUIDARINI
|
Guidarini ha un ceppo nell'appennino emiliano a Villa Minozzo nel reggiano
ed a Sestola e Fanano nel modenese ed uno a Mesola nel ferrarese, ed ha
un ceppo a Grosseto, dovrebbero derivare da forme etniche relative a paesi
come Casalguidi nel pistoiese o Monte Guidi nel senese. |
| GUIDETTI
|
Tipico dell'Emila e del Nord della Toscana, sembra avere anche un ceppo
forse non secondario nel nordmilanese e nel varesotto, deriva dal nome
medioevale Guidettus di cui abbiamo tracce ad esempio in una Carta investiture
nomine venditionis del 18 maggio 1195 conservata nell'archivio della
chiesa di San Giorgio a Milano, dove leggiamo: "...Cima
de Fontigio Guidonis filii eius Guidettus
de Lexie, testium...", e a Castiglione Fiorentino (FI) in una lettera
di fidejussione del 1418 si trovano tracce di questa cognominizzazione: "...Pro
Communi Castilionis Florentini pro prima paga florenorum ducentorum auri
fideiusserunt: Guidettus Iacobi de Guidettis
pro florenis quinquaginta auri...". |
| GUIDOBALDI
|
Guidobaldi è tipico della fascia centrale che comprende Marche,
Umbria, Lazio ed Abruzzo settentrionale, con un ceppo, probabilmente secondario,
a Torino, dovrebbe derivare dal nome medioevale Guidobaldo
l'italianizzazione del nome franco Widobald,
portato ad esempio dal terzo Duca di Urbino Guidobaldo da Montefeltro (1472
- 1508), figlio di Federico da Montefeltro e di Battista Sforza. |
| GUIDOBONI
|
Guidoboni è tipico del ferrarese, di Cento, Ferrara e Bondeno, dovrebbe
derivare dal nome medioevale Guidobono,
un'italianizzazione del nome di origine germanica Widobonus,
di cui abbiamo un esempio d'uso in una Carta Venditionis
del 1194 a Tresivio in Valtellina dove tra i testimoni compare: "...
Interfuerunt Widobonus Basillii
et Lafrancus Truncapiz et Goizus de Beccaria testes. ...", troviamo
tracce di questa cognominizzazione in un atto del 1586 a Venezia, dove
possiamo leggere: "... Con ciò sia cosa che
messer Giovan Battista Guidoboni
nobile luchese abia li sottoscritti nuovi modi et inventione, dalle quale
si può sperare nelli stati et paesi delli infrascritti Principi
molto notabile utile, ottenendo essi Principi Privilegii et conventione,
et con ciò sia che detto Gioan Battista sia convenuto in tal negocio
et loghi con Magio del quondam Gabrielo de Padoa hebreo, il quale si obriga
andare o mandar da detti Principi quanto prima a tratar detti privilegi
et concessione per più longo tempo che si pole, nel modo e come
da detto Guidoboni
li serà dato particolare ricordo. ...". |
| GUIDOBONO
|
Guidobono, abbastanza raro, è caratteristico dell'alessandrino,
dovrebbe derivare dal nome del paese di Castellar Guidobono appunto nell'alessandrino
(vedi anche GUIDOBONI). |
GUIDOLIN
GUIDOLINI
GUIDOLINO |
Guidolin è tipico dell'area che comprende il vicentino, il trevisano
ed il padovano, Guidolini, assolutamente rarissimo, parrebbe del mantovano,
Guidolino è praticamente gli ultimi due sono molto probabilmente
dovuti ad errori di trascrizione del primo, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Guidolinus, di cui abbiamo
un esempio in un instrumentum venditionis
del 1291: "...et aliis massaritiis in dictis domibus
existentibus et vineis et silvis et terris et olivis et ortis et prato
habitis in loco et fundo Plazolini infra hec latera: a primo, secundo et
tertio et a quartio Iacobutius et Guidolinus
filii domini Arterotti de Monte Porco..:". |
GUIDOTTI
GUIDOTTO |
Guidotti è abbastanza diffuso sembrerebbe tipico dell'area che comprende
la Lombardia meridionale, l'Emilia orientale e la Toscana settentrionale,
Guidotto è specifico del veneziano, derivano dal nome medioevale Guidotto di cui
si hanno tracce anche nel Decamerone di Boccaccio, (Quinta Giornata Novella
Quinta): "Guidotto da Cremona
lascia a Giacomin da Pavia una fanciulla, e muorsi;...", nel 1100
nel senese, dove si trova oggi l'Abbazia di San Galgano (la spada nella
roccia), la nobile famiglia Guidotti che dal suo castello dominava la valle
del Merse, generò un Galgano Guidotti che divenne il famoso San
Galgano. Agli inizi del 1500 a Correggio (RE) un Guidotti è
arciprete della locale chiesa e a San Miniato (PI) opera il notaio Francesco
Guidotti di Lorenzo da Castelfranco di Sopra (AR), nel 1600 Paolo
Guidotti (1560-1629) è un affermato pittore. |
| GUIGLIA
|
Molto raro, sembrerebbe originario
del varesotto, può derivare dalla gens latina Aquilia da cui
dovrebbe discendere il notaio Bernardus Guila de Thoyrio operante verso
la fine del 1300 in Savoia, meno probabile la derivazione dal toponimo
Guiglia (MO). |
GUINDANI
GUINDANO |
Guindani è tipicamente lombardo, del bresciano e cremonese in particolare,
Guindano è assolutamente rarissimo, dovrebbero derivare dal
nome medioevale di origine germanica Wintan,
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nell'archivio di stato di
Venezia, dove tra i notai dell'anno 1383 troviamo un tal Bernerio de Guindani,
personaggio di rilievo è stato Mons. Gaetano Camillo Guindani (1834-1904)
che fu vescovo di Bergamo. |
| GUINZIO
|
Guinzio, quasi unico, sembrerebbe originario del Canavese nel torinese,
forse della zona di Favria, Valperga e Rivarolo Canavese, potrebbe aver
avuto anche un ceppo abruzzese, dovrebbe derivare dall'italianizzazione
del nome germanico Winz o Winzi,
a sua volta derivato dal termine tedesco winzig
(minuscolo, piccino), la trasformazione
del suono wi- in gui-
è tipica, un altro esempio lo troviamo in Wido che si italianizza
in Guido. |
| GUIRINO
|
Rarissimo, probabilmente originario
della penisola salentina, potrebbe derivare dal cognomen latino Quirinus.
In un atto del 1500, rogato in Lecce si legge: "...apparente
contratto rogato per notar
Giovanne Guirino
sub die 15 mensis januarii proximi praeteriti...". |
GUISCARDI
GUISCARDO |
Entrambi
rarissimi, sembrerebbero di origine napoletana, derivano dal nome medioevale
normanno Wiscard, abbiamo tracce di questa cognominizzazione fin dal 1000
con il Duca Roberto Guiscardo, fondatore dello stato normanno delle due
Sicilie. |
GUISO
GUISU |
Guiso è tipico sardo di Nuoro in particolare, Guisu, molto raro,
è invece di Sassari e del sassarese, dovrebbero derivare dal nome
tardo latino Guiso
(Guisone) di cui abbiamo un esempio nel Codex Cavensis sotto l'anno 956: "...In
nomine domini vicesimo quarto anno principatus domni nostri Gisolfi gloriosi
principis et imperialis patricii, mense iulii, quartadecima indictione.
memoratorium factum a me Stephanus filius quondam Eregari de locum Apos
monte, eo quod ante presentia Lamberti Castaldei et alii subscribti testes
coniunctus fui cum Radoaldus, qui mundi vocatur, et Guisonem
et Rodelgrimum germani filii quondam Rodelgrimi ex eodem locum Apos montem,
illi nominati germani ...",o anche in quest'atto di compravendita
del 1025: "...Maraldi pecorarii thio meo et Guiso
et Gilli exadelfi germani mei...". Casato nobile quello dei
Baroni Guiso tanto che fin dal 1300 viene citato come essere il più
importante della baronia di Orosei.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
GUISO; GUISU: guisu, ghisu, ĝìsu
significano gesso e provengono dalla voce catalana guix
più che dal latino gypsum o
dal greco γύψος. Facciamo però osservare
che attualmente il termine guiso, in
spagnolo significa "stufato". Nell'opera
"De Rebus Sardois IV" di Giovanni Francesco Fara(178 - 4), troviamo la
nota: .Eodem anno (1449) castrum et regiones Galtellini et Orosaei ab Henrico
Guevara, Salvatori Guiso venduntur et anno seguenti devoluta oppida Seguris,
Pixinae et Gibae regionis Sulcis, quae erant Dalmatii Jardini, Iacopo Cassa
conceduntur. Più avanti (200 - 20), troviamo ancora citato Salvatore
Guiso, e di nuovo (208 - 23 - 27 - 31 - 32). Negli antichi documenti troviamo
per la prima volta il cognome Guiso, Salvatore Guiso, appunto, che acquista
dai Guevara, nel 1449, la baronia di Galtelì e di Orosei.
Monsignor Ottorino Alberti, nel suo lavoro sulla diocesi di Galtellì,
riferisce che, con strumento del 30 aprile 1449, redatto in Sassari, Equino
de Guevara, conte di Ariani e marchese di Vastiamante, maggiordomo di sua
maestà Alfonso V° , cedette a Salvatore Guiso la baronia e castello
di Galtellì e l'Incontrada di Orosei.per la somma di 6700 ducati
buoni di 40 soldi calaritani ciascuno. 10 anni dopo, nel 1559, Salvatore
Guiso ottenne dal re Giovanni II° l'investitura a barone di Galtellì
e Orosei. Giovannangela Guiso y Guiso, ottava baronessa di Orosei e Galtellì,
sposò il nobile Gabriele Manca, signore di Ussana e da lì
la dinastia dei Guiso si unì a quella dei Manca di Ussana. Nel 1808
la baronessa Maddalena Manca (y) Guiso, cedette definitivamente la baronia
al Regio Demanio. Salvatore Guiso apparteneva ad una potente famiglia di
commercianti di Orosei, di provenienza presumibilmente spagnola. Attualmente
il cognome Guiso è presente in 85 Comuni italiani, di cui 41 in
Sardegna: Nuoro 220, Cagliari 43, Sassari 26, Lula22, etc. Il cognome Guisu
è presente in 5 Comuni Italiani, di cui 4 in Sardegna: Sassari 9,
Ozieri 3, Lotzorai 3, Bitti 2. |
GUITTI
GUITTO |
Guitti ha un ceppo a Brescia ed uno a Ravenna e Ferrara, Guitto ha un ceppo
nel napoletano a Pozzuoli, Napoli e Giugliano di Campania, dovrebbero derivare
da alterazioni dell'italianizzazione del nome germanico Wido,
insomma di un'alterazione del nome medioevale italiano Guido,
probabilmente portato dai capostipiti. |
GUIZZARDI
GUIZZARDO
GUIZZARI
GUIZZARO |
Guizzardi è tipico del bolognese con ceppi anche nel milanese e
nel bresciano, Guizzari e Guizzardo, praticamente unici, sono probabilmente
dovuti ad un errore di trascrizione del precedente, Guizzaro, assolutamente
rarissimo, sembra essere circoscritto al padovano, dovrebbero tutti derivare
dal nome medioevale Guizardus, derivato
a sua volta dal germanico Wiscard, di quest'uso abbiamo un esempio nel
Codex Diplomaticus mediolanensis in
una Charta venditionis del 1163 a Nosedo
(MI): "...per conscilium et laudationem Victorie
et Concordie atque Iordane et Tarsille seu Febronie, monacharum suprascripti
monasterii quæ ibi aderant, una cum concessione et confirmatione
et consensu Guizardi
qui dicitur de Pusterla de suprascripta civitate, filius quondam Obizonis...".
Troviamo tracce di queste cognominizzazioni in Valtellina nel 1500, in
una causa tra i Comuni di Postalesio e Cedrasco viene citato tal Ludovico
Guizzardi fu Azzo di Teglio e nel secolo successivo nel Decreto delli 35
Mila fiorini del febbraio 1642 ".Noi li Capi, et
Agenti dell'Eccelse Tre Leghe qua in publica e piena Dieta in Coira congregati
con la presente manifestiamo ... Hora essendoci dalli SS.ri Agenti di Valtellina
Capitano Giovanni Guizzardi,
Dottor Lorenzo Perario, Dottor Giacomo Venosta, Capitano Simon Venosta...". |
GUIZZETTI
GUIZZI
GUIZZO |
Guizzetti è specifico del bergamasco e bresciano, Guizzi. molto
più raro è bresciano, Guizzo è tipico del trevigiano
e friulano, dovrebbero derivare dal termine longobardo wizza
(terreni in proprietà comune)
e riferirsi perciò a caratteristiche del sistema sociale cui era
soggetta la famiglia, ma è pure possibile una derivazione dal nome
medioevale Guittius o Guizzo
di cui abbiamo un esempio in un atto del 1259 a Siena, dove viene citato
come testimone un certo Guizzo di Torresano. Troviamo tracce di queste
cognominizzazioni nel 1700 a Solto Collina (BG) dove in un atto compaiono
6 capifamiglia con il cognome Guizzetti: "Congregati li signori capi
di casa della Comunità di Solto per eleggere un nuovo eremita avendo
rinuntiato Fra Remiggio Panighetti alla custodia del S. Oratorio di S.
Defendente di Solto ...Gio: Guizzetti dal
Fiume...Gio:
Maria Guizzetti de Castelli...Bernardino
Guizzetti ...ecc....". |
| GULFI
|
Gulfi, estremamente raro, sembrerebbe specifico di Chiaramonte Gulfi nel
ragusano, dovrebbe derivare dal toponimo di Gulfi nel ragusano, un tempo
paese a se stante. |
| GULFO
|
Gulfo è tipicamente lucano, del materano, di Tursi e Pisticci, dovrebbe
derivare dal nome medioevale longobardo Gulfus
, forma aferetica contratta del nome Agilulfus,
di quest'uso abbiamo un esempio nella Chronica
di Gothofredus de Bussero: "...Anno domini
605 obiit sanctus Johannes elemosinarius patriarcha Alexandrie. eo anno
Gulfus lumbardus
rex (Agilulfo re dei longobardi dal 591
al 616) destruxit Cremonam die 11 kalend.
septembris. ...", ed anche in una registrazione del 1241 a Forlì:
"...MCCXXXXI, die terciadecima intrante novembr.
Peto ego Gulfus de Guilleis
a vobis Gregorio abbate ut confirmetis mihi tres perticas terre. Die suprascripta.
Ego Andreas nepos Canci de Signentula peto a vobis Gregorio ut confirmetis
mihi unun stacium terre. ...".
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Gulfo è cognome lucano presente a Colobraro, Pisticci, Policoro
e altrove, anche calabrese (RC); cfr. Vulf
nel secolo IX in Francia. È cognome di origine germanica: 'wu1f'
= 'lupo'. Fonte: G. Rohlfs, Dizionario
storico dei cognomi in Lucania, 1985. |
GULI
GULLA
GULLE
GULLI
GULLI'
GULLO |
Guli, molto molto raro, ha un piccolo ceppo a Ravenna ed uno a Roma, Gulla,
assolutamente rarissimo, dovrebbe essere siciliano, Gulle, ormai scomparso
in Italia, dovrebbe essere stato originario cel centrosud e della Sicilia,
Gulli è abbastanza raro, parrebbe avere un nucleo in Sicilia e Calabria,
uno a Roma ed uno in Liguria, Gullì è specifico dell'area
dello stretto, reggino e messinese, Gullo decisamente più diffuso,
occupa gli stessi areali con un ceppo anche nel bolognese, dovrebbero
derivare dal cognomen latino Gullus ma è pure possibile
una derivazione dal nome normanno Gulian,
o dall'aferesi di nomi latini come Agulus,
Figulus
o Regulus, esempio di questo
nome, già come principio di cognominizzazione, lo troviamo a Volterra
dove, nel 1208, è uno dei consoli un certo Lionardo di Gullo: "...Nos, Leonardus
Gulli et Bonacursus Rolandini et Sigerius
Guczolini, Vulterrani consules, ordinamus atque firmamus...".
integrazioni fornite da Tommaso
Gullì
Il cognome Gullì in origine iera Gulley ed era una famiglia
nobile con il rango di Conti proveniente da Vienna e precedentemente dalla
Scozia. Giacomo Gulley giunse in Calabria nel 1620, da lui ebbe origine
il ramo della mia famiglia. Questo nome ha un'origine Normanna e questa
famiglia proveniva dal villaggio di Gullane in Scozia, dove avevano proprietà
ed un castello. Il cognome si trasformò poi in Gullì già dai primi del 1700.
I Gullì erano al comando delle forza Austroungariche dell'artiglieria
a Reggio Calabria dal 1677 al 1752. Giacomo Gullì morì ad
Orsowa sul Danubio nel 1735, mentre era al comando della nave San Carlo
assieme al conte Luca Pallavicini. Il Pallavicini gli presentò il
compositore Mozart. Giacomo Gullì condivise anche il comando
con il colonnello tedesco Anton Ferdinando Fajer Staien prima a Messina
ed in Calabria e, a seguito del ritiro degli austriaci, a Trieste.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Gullì è cognome calabrese e siciliano. Secondo Rohlfs
129 verrebbe dal cognome greco Gulìs.
Nel 1635 un Minico Gullì fu sindaco di Catanzaro. Invece il cognome
Gullo, anch'esso calabrese, verrebbe dalla voce dialettale 'gullu'
= privo di corna. |
GULLOTTA
GULLOTTI
GULLOTTO
GULOTTA
GULOTTI |
Tutti siciliani, Gullotti è più tipico della provincia di
Messina, mentre Gullotta è più specifico del catanese, Gullotto
sembrerebbe caratteristico di Randazzo nel catanese, Gulotta invece è
specifico della Sicilia occidentale, di Palermo e Corleone nel palermitano,
di Sambuca di Sicilia, Santa Margherita di Belice e Sciacca nell'agrigentino
e del trapanese, di Campobello di Mazara, Trapani, Erice e Mazara del Vallo,
Gulotti, sempre siciliano, sembrerebbe unico, si possono formulare due
ipotesi, la prima è che si tratti di forme ipocoristiche aferetiche
del nome Ugo, la seconda
invece è che derivino da soprannomi originati da forme derivate
dal greco kòlos (tronco
mozzato) da κολούω koluo
(troncare, mozzare), la motivazione
di questa seconda ipotesi potrebbe essere molteplice.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Gulotta, Gullotta, Gullotti, è cognome siciliano derivato del
cognome Gullo (cfr.) |
| GUMA
|
Guma ha un ceppo nel potentino a Tito e Potenza, con presenze anche nel
cosentino, dovrebbe derivare dal cognome sia croato che albanese Guma,
originato probabilmente da un soprannome derivato dal termine slavo, albanese
guma (gomma). |
| GUMIERO
|
Molto raro sembrerebbe avere un
ceppo nel padovano ed uno nel varesotto, potrebbe derivare dal nome germanico
Ghumar. |
| GUNELLA |
Assolutamente rarissimo, parrebbe originario della zona tra varesotto e
verbanese, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale originato dal
vocabolo gonna, tra i personaggi di rilievo possiamo citare lo scultore
Egidio Gunella, di Viggiù (1864- 1934). (vedi
Gonella)
integrazioni fornite da Alberto
Gunella
cognome di origine lombardo/piemontese, con tradizioni nobiliari, furono
Marchesi di Sparvara, consignori di Isola Sant'Antonio. La famiglia
si dedicava alla costruzione di fornaci. Il primo personaggio che
si incontra è Rolandus consigliere nella città di Bobbio
nel 1173, nel 1409 Cecco Gunella è latinista e traduttore, nel 1463
Giovanni Gunella è amico e consigliere dell'imperatore Federico
III° da cui ottiene titolo e privilegio araldico. |
| GURINI
|
Gurini ha un ceppo valtellinese a Valdidentro (SO), uno piccolo nel bolognese
a San Pietro in Casale ed uno a Pesaro, potrebbe derivare da una modificazione
arcaica del nome Guerinus, ma è
pure possibile una trasformazione del nome Quirinus,
si tratterebbe quindi della cognominizzazione del nome del capostipite. |
GURRERI
GURRIERE
GURRIERI
GURRIERO |
Gurreri è specifico dell'agrigentino, di Cattolica Eraclea e di
Naro, Gurrieri è tipicamente siciliano, ha un nucleo principale
nel ragusano a Ragusa, Vittoria, Comiso e Chiaramonte Gulfi soprattutto,con
ceppi presenti anche nel catanese a Catania e Grammichele, e a Palermo,
Gurriero e Gurriere, assolutamente rarissimi, sono comunque di origine
siciliana, dovrebbero
derivare da forme dialettali del nome medioevale italiano Guerriero
(vedi Guerrieri). |
| GUSAI
|
Gusai è tipico di Nuoro e del nuorese, dovrebbe derivare da soprannomi
originati dal vocabolo sardo arcaico gusaju
(tipo di aglio). |
GUSCIO
GUSCIONI |
Guscio, che sembrerebbe unico, è forse dell'area romagnolo, marchigiana,
Guscioni, quasi unico, parrebbe della zona tra spezzino e carrarese, dovrebbero
derivare direttamente o tramite un accrescitivo, da una forma dialettale
del nome latino Gutius, ma è
anche possibile una derivazione da una forma aferetica dialettale del nome
medioevale Uguccio, Uguccione. |
| GUSELLA
|
Gusella è decisamente veneto, di Padova e del padovano, ma anche
del vicentino e del rovigoto, dovrebbe derivare dal nome della Val Gusella
nel vicentino o dal nome della Cima Gusella che sovrasta il paese di Cismon
del Grappa sempre nel vicentino.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Gusella è cognome veneto. Secondo Olivieri 243 deriverebbe da
'acucella' = 'ago'. |
| GUSELLI
|
Guselli estremamente raro, sembrerebbe del
piacentino e dovrebbe derivare dal nome di una località della Val
D'Arda, il Passo dei Guselli. |
| GUSMAI
|
Gusmai sembra essere specifico di Trani nel barese, dovrebbe derivare dal
nome medioevale Gausmarius (vedi
GUSMAROLI)
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Gusmai è cognome barese derivato dalla forma nominale base Cosma
(cfr.) |
| GUSMAROLI
|
Assolutamente lombardo, dovrebbe
derivare dal nome medioevale Gausmarius, di cui si hanno tracce in un atto
del 1010, conservato presso l'Archivio di Stato di Milano:"...In
nomine domini Dei et salvatoris nostri Iesu Christi. Einricus, gratia Dei
rex, anno regni eius Deo propicio ic in Italia sesto, secondo die mensis
februarii, indicione octava. Constad me Gausmarius
presbiter, filius quondam Sileni, qui professo sum ex nacione mea legem
vivere Langobardorum, accepisem sicuti et in presencia testium accepi ad
te Mainfredus comes, filius bone memorie Gisleberti itemque comes Palacii,
argentum denarios bonos libras trexcenti, finitum precium, pro meam porcionem,
quod est quartam pars,...", ma potrebbe anche avere un'origine diversa
e cioè la derivazione dal cognome francese Gusmeroli. |
| GUSMEROLI
|
Decisamente valtellinese, dovrebbe essere di origine francese.
integrazionie precisazioni
fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
questo cognome è anche un cognome valtellinese, molto diffuso
a Tartano e nella zona di Morbegno, ma anche in quella di Sondrio. Di recente
questo cognome è stato studiato da Gabriele Antonioli e Guido Scaramellini.
Deriverebbe secondo loro dal nome Cosma (Gusme); questo cognome potrebbe
pertanto essere proprio di origine valtellinese ed essere originario di
questa regione italiana anche il ramo francese. |
| GUSMINI
|
Tipico bergamasco, dovrebbe derivare dal nome medioevale italiano Gusme,
o Gusmè diversa forma del nome Cosma. |
| GUSPINI
|
Molto raro tipico di Santu Lussurgiu (OR) e di Olbia deriva dal toponimo
Guspini nel cagliaritano.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
GUSPINI: probabilmente all'origine era "de"Guspini ad indicare la provenienza:
un toponimo quindi. Guspini è un importante ex centro minerario
del Sulcis Iglesiente: ne fa fede la miniera ormai dismessa di Montevecchio,
un tempo tra le più importanti d'Europa. Oggi fa parte della nuova
provincia del Medio Campidano. Il territorio dove sorge il centro abitato
è ricchissimo di siti archeologici del neolitico. Sono presenti
vistosissime tracce della civiltà nuragica. Nel suo territorio restano
i ruderi di ben 59 nuraghi, per la maggior parte con una sola torre, ma
non mancano i nuraghi complessi e tra questi il nuraghe "Sa Urècci",
che è tra i più grossi della Sardegna. Si tratta di un quadrilobo,
in cui le 4 torri angolari sono unite da poderose cinte murarie: si trova
sulla omonima collina a 7 chilometri da Guspini verso il mare, per la strada
di Sant'Antonio di Santadi. A pochi chilometri da Sa Urècci, sempre
verso Sant'Antonio, nella laguna di Marceddì, si trovano le rovine
di Neapolis, città antica, fondata dai Fenici, colonizzata poi dai
Cartaginesi ed infine centro romano di notevole importanza strategica.
Il centro rimase attivo sino all'VIII° secolo, quasi del tutto abbandonato,
probabilmente per effetto delle scorrerie arabe. Ma nel 1250 il suo porto
risulta ancora attivo, poi definitivamente abbandonato, presumibilmente
in contemporanea col vicino villaggio di Urradili, per le incursioni barbaresche.
Molto probabilmente gli abitanti di Neapolis e di Urradili si rifugiarono
a Guspini, che, da quanto ci risulta dai documenti, non subì incursioni
barbaresche di rilievo o, perlomeno, gli abitanti del centro, si opposero
energicamente a queste. In poche parole non fu mai abbandonato, mentre
invece furono ripetutamente abbandonati i centri vicini di Arbus, Serru,
Gonnosfanadiga, San Nicolò d'Arcidano e Terralba, oltre a quelli
anzidetti di Neapolis e Urradili, abbandonati per sempre. Significato ed
estimo di Guspini rimangono ancora nell'incertezza. Alcuni fanno derivare
la voce da cuspis, punta, per effetto delle colline granitiche, che circondano
il centro abitato. Altri da "gola pini", per la presenza di pini secolari
nelle anzidette colline? Per certo la voce guspini è più
antica del latino: si tratta senza altro di una voce preromana, che si
ritrova ancora oggi nella parola sarda "?ùspinu", che è il
nome antico della "senape bianca" (sinapis incana), chiamata attualmente
in campidanese alaùssa o erba de colòrus, presente in tutto
il territorio di Guspini. Il nome del villaggio è più volte
citato nei documenti medioevali. Nel 1388 i suoi abitanti parteciparono
alla Pace di Eleonora, LPDE. Attualmente il cognome Guspini è presente
in 18 Comuni italiani, di cui 8 in Sardegna: Santu Lussurgiu 19, Olbia
18, Sassari 3, Capoterra 3, Macomer 3, etc. |
GUSSI
GUSSO
GUSSON
GUSSONE
GUSSONI |
Gussi è assolutamente rarissimo, Gusso sembrerebbe specifico del
veneziano e di Caorle in particolare, Gusson, tipico di MIra nel veneziano,
dovrebbe essere una forma dialettale veneta del nome medioevale Guccione,
una forma aferetica del nome Uguccione,
Gussone è praticamente unico ed è probabilmente dovuto ad
un errore di trascrizione di Gussoni che è specifico dell'area lombarda
che comprende il milanese ed il varesotto con un ceppo anche nel genovese
ed uno nel carrarese, le origini di questi cognomi potrebbero essere, dirette
o tramite accrescitivi, da forme dialettali del nome medioevale Guccio
(vedi GUCCI) cos' come potrebbero derivare
da modificazioni del medioevale Gutius
(vedi GUZZANTI), in una forma Gusso,
Gussonis. Troviamo tracce di queste cognominizzazioni ad esempio
in una Cartula commutationis datata 3 gennaio 1035 a Bergamo: "...id
est pecia una de terra campiva iuris canonice Sancti Vincencii, que est
posita foris eadem civitate Bergamo, prope tegia quondam Andrei
Gusso, locus ubi dicitur Nauca Sancti Iohanni:
coeret ei a mane de filiis suprascripti quondam Andrei
Gussoni, a meridie pasculum a sera Sancti
Alexandri, a montes Petri et Benedicti germanis ...", nella prima
metà del 1400 un Andrea Gussoni di Jacopo è senatore della
Serenissima Repubblica Veneta, nella seconda metà del 1500 a Bergamo
dove è capitano Nicola Gussonus, nel 1607 è Podestà
di Brescia un Andrea Gussoni.
integrazioni fornite da Giovanni
Marelli (di Gussi) -
"Gussi" deriva da "guscio", segnatamente quello delle nocciole, che
in dialetto milanese si pronuncia "guss", ma che in brianzolo e comunque
nell'alto milanese si pronuncia "guzz", dove le "z" non hanno suono sibilante,
ma quello proprio della doppia zeta del nome Guzzi pronunciato in lingua
italiana. C'era dunque una volta nel contado settentrionale di Milano, a cavallo
dei secoli tredicesimo e quattordicesimo, un gruppo familiare che rispondeva
al nome di Gussi. Erano, quei Gussi, agricoltori e alcuni dovevano vantare
qualche quarto di nobiltà se è vero, come è vero,
che a quel nome era ascritta un'arma in un importante stemmario, oggi conosciuto
come Trivulziano. Dovevano la loro fortuna (o sfortuna), quei Gussi, a
una delle più importanti e antiche comunità monastiche benedettine
femminili, quella del Monastero di San Maurizio di Milano, detto il Maggiore,
che a Dugnano e Incirano, ma non solo, disponeva di notevoli proprietà
terriere. Di quel monastero i Gussi erano fittabili e massari, e in qualche
occasione ne furono fors'anche fiduciari. Se alla fine del '400 dei Gussi a Dugnano e Incirano non v'era già
più traccia, una famiglia che rispondeva a quel nome risultava però
risiedere nel contado canturino, dapprima a Galliano di Cantù e
poi a Varena di Vighizzolo di Cantù. Anche questi Gussi, che sembra
non vantassero ricchezze, dovevano avere qualche quarto di nobiltà se poterono diventare massari dei Fossani,
i quali erano non solo grandi proprietari terrieri, ma, a cavallo dei secoli
quindicesimo e sedicesimo, furono i feudatari di Cantù. Un contratto
di massarizio, che comportava il riconoscimento al massaro di un titolo
di quasi proprietà sul fondo, mai sarebbe stato celebrato se il
proprietario non si fosse sentito garantito; nel caso di specie la garanzia
non poteva essere costituita che dal nome del massaro, e con esso dal titolo
che rappresentava o aveva rappresentato, probabilmente quello di una antica
nobiltà, ora decaduta ma non ancora dimenticata, la quale costituiva,
secondo una consolidata tradizione di casta, la garanzia necessaria e sufficiente.
E così i nostri Gussi, che a me piace pensare avessero radici a
Dugnano e Incirano, nei primi decenni del '500 si trovarono ad essere i
massari dei Fossani a Varena, per mettere a coltura la loro terra. |
GUTTADAURIA
GUTTADAURO |
Guttadauria è tipico del nisseno, di San Cataldo in particolare,
Guttadauro è tipico di Palermo, Licata (AG) e Gela, Mazzarino e
Niscemi (CL), dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine gutta
auri o goccia d'oro o da
nomi gratulatori medioevali come Guttadauro
che parrebbe essere di origini spagnole, il capostipite Egidio sarebbe
arrivato in Sicilia al seguito di Re Martino I° d'Aragona nel 1380,
vanta oltre a vari titoli nobiliari anche un Santo nel Il Paradiso
Serafico edito nel 1667 si legge: "...Il
venerabile Fr. Bennardo Guttadauro
da Racalmuto, detto della Favara, è ben noto per la sua santità
..:" morto a Palermo il 16 luglio 1658, nonchè un Monsignore
Giovanni Guttadauro vescovo di Caltanissetta nella seconda metà
del 1800. |
| GUTTUSO
|
Molto raro è tipico siciliano, parrebbe avere oltre al ceppo palermitano
anche uno nell'alto catanese, dovrebbe derivare da un soprannome originato
dal vocabolo dialettale siciliano guttusu (melanconico, triste). |
GUZZANTI
GUZZETTI
GUZZETTO
GUZZI
GUZZINI
GUZZINO
GUZZO
GUZZON |
Guzzanti è rarissimo ed è originario del catanese, Guzzetti
ha un grosso ceppo in Lombardia nell'area del varesotto, comasco e milanese,
con un ceppo significativo anche nel catanzarese, Guzzetto, assolutamente
rarissimo, è specifico del catanzarese, Guzzi è probabilmente
originario di due zone, il crotonese e catanzarese e la Lombardia occidentale,
Guzzini ha un ceppo nel bolognese ed uno nell'anconetano e soprattutto
a Recanati nel maceratese, Guzzino, molto raro, sembrerebbe del palermitano,
in particolare di Caccamo, Guzzo parrebbe avere almeno tre nuclei, uno
nella Sicilia occidentale, uno in Calabria, cosentino e catanzarese, ed
uno nel Veneto, forse ha anche un ceppo tra il varesotto ed il novarese,
Guzzon sembra specifico della zona tra Padova e Venezia. Tutti questi cognomi
dovrebbero derivare, direttamente o attraverso modificazioni ipocoristiche
o accrescitive, anche dialettali, dal nome tardo medioevale Gutius.
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Foza (VI) fin dal 1400.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Guzzo è un frequente cognome panitaliano. In Calabria e Sicilia
deriva, secondo Rohlfs, dal termine dialettale 'guzzu'
= cucciolo, cagnolino. Nel nord (Veneto,
Lombardia, Piemonte) potrebbe invece avere origine dal nome personale Guzzo
(Gutius) diffuso fra il '400 e il '500.
In particolare si tratterebbe di un ipocoristico aferetico da nomi come
Arriguzzo, Meneguzzo, Uguzzo, ecc. |
GUZZARDI
GUZZARDO |
Entrambi tipicamente siciliani, Guzzardi tipico della Sicilia sudorientale,
Di Catania e del catanese, ma con ceppi significativi anche nel siracusano
e nel ragusano, Guzzardo ha un ceppo a Sambuca di Sicilia (AG) ed uno a
Caccamo (PA), dovrebbero derivare dal nome normanno e poi angioino Goussard,
o anche dall'ipocoristico del nome germanico Gutzen,
ma è pure possibile una derivazione dal nome germanico Wiscard,
difficile una correlazione con il nome brettone Gouzerht.
(vedi Guizzardi) |
| GUZZINATI
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Guzzinati è specifico di Ferrara e dell'area ferrarese e di Bologna,
si dovrebbe trattare di una forma patronimica, dove il suffisso -ati
starebbe ad indicare i figli di un
Guzzino (vedi
GUZZI). |
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