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LA BADESSA
LABADESSA
La Badessa, assolutamente rarissimo, sembra essere tipicamente calabrese, Labadessa, molto molto raro, è meridionale, dovrebbero derivare dal nome di Badessa, una frazione di Cosenza.
LABADINI Dovrebbe essere originario del parmense, dovrebbe derivare da modificazioni del vocabolo abate, sia inteso come uomo da rispettare sia per rapporti con lo stato di abate secolare (regolarmente sposato).
LA BANCA
LABANCA
LA BANCHI
La Banca, il meno diffuso dei due, ha il ceppo principale nel potentino, a Latronico, Lauria e Terranova di Pollino, ma presenta un piccolo ceppo anche a Cassano allo Ionio nel cosentino, Labanca è specifico del potentino, di Lauria, Rivello, Lagonegro, Terranova di Pollino, Moliterno, Latronico, Castelluccio Inferiore e Superiore, e Nemoli, La Banchi, molto molto raro, è del napoletano, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da nomi di località o contrade contenenti la radice Banca o Banchi.
LA BARBERA
LA BARBIERA
La Barbera sembrerebbe specifico della Sicilia occidentale, dove è diffusissimo, la variante La Barbiera, estremamente rara, è tipica del palermitano, di Bolognetta e Palermo, dovrebbero entrambi derivare da un soprannome collegato al mestiere di barbiere o da una capostipite femmina che svolgesse appunto quella professione.
LABARDI
LABARDO
Labardi è specifico di Firenze e del fiorentino, Labardo, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un'errata trascrizione del precedente, potrebbe trattarsi di una forma aferetica di Alabardi (vedi ALABARDI).
L'ABATE
LABATE
Labate ha un nucleo a Reggio Calabria ed uno nel barese concentrato a Putignano, L'Abate, molto più raro sembrerebbe di Locorotondo (BA), derivano da soprannomi legati alla parola abate, o per il comportamento o per la località di provenienza.
LABBIA Labbia, ormai quasi scomparso, parrebbe originario del plermitano, di Corleone in particolare, dovrebbe derivare dal termine spagnolo labia (usato per loquacità ed abilità dialettica).
LA BELLA Potrebbe avere più ceppi, il più consistente nel Lazio, nella provincia di Agrigento e in quella di Vibo Valenza, deriva dal nome medioevale Bella.
LABEMANO Labemano è specifico di Polaveno nel bresciano, di origini etimologiche oscure, potrebbe derivare dal termine germanico labemann (ristoratore, persona che aiuta gli altri nel momento del bisogno).
LA BIANCA
LABIANCA
La Bianca ha ceppi in tutta la Sicilia, soprattutto nel palermitano a Bagheria, Palermo e Ficarazzi, ma ha ceppi anche nel siracusano, catanese, messinese, ennese e trapanese, si individua anche un ceppo pugliese, in particolare nel barese a Giovinazzo ed a Foggia, ed uno a Prata Sannita nel casertano, Labianca è decisamente pugliese, di Bitonto, Bari, Giovinazzo, Gravina di Puglia, Trani, Barletta ed Adelfia nel barese, e di Trinitapoli, Foggia e San Ferdinando di Puglia nel foggiano, si dovrebbe trattare di famiglie di origini ebraiche, risalenti al XV° secolo, in molti casi convertite al cattolicesimo, dedicate all'artigianato tessile, ed in particolare al candeggio e sbiancatura dei tessuti, da questo genere di attività dovrebbero aver preso appunto il loro cognome, ma in alcuni casi potrebbero derivare anche da nomi di contrade contenenti la radice Bianca, dove forse risiedevano o avevano avuto origine i capostipiti.
LABIENI Labieni sembrerebbe specifico del cagliaritano, dovrebbe derivare dal cognomen latino Labienus, ricordiamo Titus Atius Labienus (100a.C. - 45a.C.) uno dei luogotenenti di Caio Giulio Cesare che lo tradì per passare nelle schiere dei seguaci di Gneo Pompeo, dal De Bello Gallico di Cesare leggiamo: "...Labienus interitu Sabini et caede cohortium cognita, cum omnes ad eum Treverorum copiae venissent, veritus ne, si ex hibernis fugae similem profectionem fecisset, hostium impetum sustinere non posset..:".
LA BIONDA
LA BIUNDA
Sia La Bionda che La Biunda, assolutamente rarissimi, sono siciliani, il suffisso La- dovrebbe avere valore matronimico ed intendersi come riferito al figlio di o della, riferito a capostipiti che fossero figli di una bionda di capelli, o che si chiamasse Bionda di nome.
LABO'
LABORI
Labò è tipico dell'area che comprende il milanese, il pavese ed il piacentino, Labori, quasi unico, è del nord Italia, dovrebbero entrambi derivare da corruzioni dialettali del nome medioevale Laborio, un'alterazione del più comune cognomen latino Liborius.
LABONI Laboni sembrerebbe essere lombardo, di Cassano d'Adda nel milanese, dovrebbe derivare dal nomen latino Labonius portato ad esempio dal magistrato del III° secolo d.C. Publius Labonius Institor, che troviamo citato su di una lapide commemorativa: ".[quod p]o[s]t[ulan]t[e univ]erso populo promiserunt P(ublius) Labonius P(ublii) f(ilius) Iinstitor
et M(arcus) Aebutius---f(ilius) Honoratus ---Pacatianus aediles s(ua) p(ecunia) f(ecerunt) et ded(icaverunt).".
LABONIA Labonia dovrebbe essere calabrese, del cosentino a Rossano, Crosia e Cariati e del crotonese a Crotone e Crucoli, dovrebbero derivare dal nome del casale di Labonia nelle vicinanze di Scandale nel territorio di Santa Severina nel crotonese, probabile località originaria dei capostipiti.
LABRIOLA Tipico di Potenza e   Ripacandida (PZ), ha ceppi anche in Puglia a Bari, Taranto e Trepizzi (LE), deriva dal toponimo Abriola (PZ), personaggio di rilievo è stato nella seconda metà del 1800 Antonio Labriola esimio storico, filosofo marxista, nato a Cassino il 2 luglio del 1843.
LABRUZZO
LABBRUZZO
Labruzzo e Labbruzzo sembrano essere tipicamente siciliani, del palermitano in particolare, di Palermo e Corleone, Labruzzo ha ceppi anche a Partanna ed Alcamo nel trapanese e a Bivona nell'agrigentino, potrebbero derivare da soprannomi originati da caratteristiche fisiche del capostipite, come ad esempio il labbro leporino, improbabile una correlazione con la regione Abruzzo, molto difficile anche un collegamento con il nome Brutius o Brutus.
LA BUA La Bua è specifico di Palermo, con un ceppo anche a Termini Imerese nel palermitano, potrebbe derivare da un'italianizzazione del termine greco βοΰς  bus  (bue, vacca), forse ad intendere che i capostipiti fossero dei vaccari, come potrebbe anche derivare dal cognome albanese Bua (vedi BUA).
LA CAITA
LACAITA
La Caita, quasi unico, dovrebbe essere una variante del più cune Lacaita, che è tipicamente pugliese del tarantino, in particolare di Torricella, con presenze anche a Lizzano e Manduria ed a Brindisi, e che dovrebbe essere di origini albanesi e derivare da un soprannome grecanico con il significato di affidabile, sincero.
LACALAMITA Lacalamita è specificatamente pugliese, del barese in particolare, di Modugno, Bari, Barletta, Altamura, Giovinazzo e Trani, potrebbe derivare dall'etnico dell'isola di Kalamos in Grecia.
LACARBONARA Lacarbonara è diffusissimo a Martina Franca nel tarentino, dovrebbe derivare dal Toponimo Carbonara nel barese.
LA CATENA
LACATENA
La Catena, estremamente raro, ha un piccolo ceppo nel napoletano ed uno pugliese che è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione di Lacatena che è tipicamente pugliese, del barese soprattutto, del tarentino e del brindisino,
Integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Catena, che, in ambito cristiano, allude al culto per la Madonna della Catena (per una spiegazione più approfondita, vedi il cognome Catena). In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti, anche se in alcuni casi non è esclusa una derivazione da soprannomi ad essi attribuiti.
LA CAVALLA
LACAVALLA
Entrambi pugliesi, La Cavalla ha un piccolissimo ceppo a San Severo nel foggiano e qualche presenza a Bisceglie nel barese, Lacavalla, più diffuso, è tipico di Barletta e di Bisceglie nel barese, dovrebbero derivare da soprannomi attribuiti forse ad un mercante di cavalle, o ad un addetto di stalla.
LACCHINI Ha due ceppi, uno nel forlivese e ravennate ed uno nel milanese, lodigiano e cremonese, potrebbe derivare da una contrazione del nome medioevale Burlamacco, ma in qualche caso è probabile una derivazione dal toponimo Lacchiarella (MI).
LA CHIANA La Chiana, assolutamente rarissimo, sembra essere specifico di Campobello Di Mazara nel trapanese, dovrebbe derivare dal termine dialettale arcaico la chiana (il pianoro, la pianura), troviamo tracce di questa cotgnominizzazione tra la seconda metà del 1500 e la prima del 1600 con il sacerdote della Compagnia di Gesù, matematico e scrittore Girolamo La Chiana di cui ricordiamo tra l'altro gli epigrammi.
LACONI Tipico della Sardegna sudorientale, potrebbe derivare, come la nobilissima famiglia sarda de Lacon-Serra già potente nel X° secolo, dal nome del popolo greco dei Laconi,  (la Laconia è una zona del Peloponneso in Grecia), ma in alcuni casi potrebbe discendere dal toponimo Laconi (NU).
LACOPO Specifico calabrese della zona di Locri e Gerace (RC), deriva dal nome medioevale Lacopo, diversa forma del nome Iacopo: "..., messere sancto Giovanni Batista et de' beati messere sancto Lacopo et Senone avocati protettori e difensori del popolo et Comune del Montale ...".
LA CORTE
LACORTE
La Corte è tipicamente meridionale, ha un ceppo a Roma, uno piccolo a Chieti, uno nel salernitano ad Olevano sul Tusciano ed Eboli, uno nel tarantino a Sava, Grottaglie e Taranto ed uno, il più consistente, in Sicilia, a Palermo, Monreale, Bagheria, Partinico, Caccamo e Ciminna nel palermitano, a Messina, a San Giovanni Gemini e Cianciana nell'agrigentino, a Catania ed a Siracusa, Lacorte è tipicamente pugliese, di Ostuni, Brindisi, Villa Castelli e Ceglie Messapica nel brindisino e di Sava, Grottaglie, San Marzano di San Giuseppe e Lizzano nel tarentino, dovrebbero stare ad indicare l'appartenenza dei capostipiti ad una corte (comunità agricola di origine franca) (vedi DELLA CORTE).
L'ACQUA
LACQUA
L'Acqua, molto raro ha un piccolo ceppo in Liguria ed in Sicilia, Lacqua ha un ceppo in Liguria ed in Piemonte ad Acqui Terme (AL), Torino e Nizza Monferrato nell'astigiano, dovrebbero derivare da nomi di località caratterizzati dalla presenza di una fonte.
LA CROCE
LACROCE
Lacroce, molto raro sembra specifico del catanzarese, La Croce, oltre al ceppo catanzarese, sembrerebbe averne anche uno in Sardegna nel basso nuorese, dovrebbe derivare da nomi beneauguranti appartenenti alla tradizione cristiana.
LADALARDO Ladalardo è specifico di Baronissi nel salernitano, sembrerebbe essere di origine franco, normanna, dovrebbe derivare dal nome franco Adelard o dal nome normanno Adalardus entrambi composti dai termini germanici medioevali adal o adel (nobile) con l'aggiunta del suffisso hard (duro e forte), con il significato di di ferma nobiltà.
LADDOMADA Laddomada è specifico del tarentino, di Crispiano e Martina Franca in particolare, con un ceppo anche a Locorotondo nel barese, potrebbe derivare da un'italianizzazione del nome turco Abdülhamîd.
LADINI
LADINO
Ladini è un cognome raro forse di origine veneta, Ladino è praticamente unico, potrebbero entrambi derivare dall'etnico ladino, al plurale ladini, popolazione caratterizzata dalla parlata ladina, enclave insediata nelle Dolomiti trentino venete nonchè nel cantone dei Grigioni in Svizzera.
LADISA
LADISI
Ladisa è tipico del barese, di Bari in particolare, Ladisi, molto molto più raro, è sempre specifico del barese, dovrebbero derivare dal nome slavo Ladis (forma contratta di Ladisio e Ladislao) con il significato di Signore armonioso e bello.
LADU Diffuso in tutta la Sardegna, soprattutto nelle province di Nuoro ed Oristano, deriva da un soprannome originato dal vocabolo sardo ladu (largo) derivato dal latino latus, tracce di questa cognominizzazione le troviamo nella prima metà del 1600 nella zona di Scano di Montiferro (OR) dove un certo Giovanni Maria Ladu viene citato in un atto del 1665.
LAERA Laera è tipicamente pugliese, dell'area che comprende il barese, il brindisino ed il Tarantino, particolarmente tipico del barese di Putignano, Noci e Castellana Grotte.
LA FALCE La Falce ha un ceppo romano, uno piccolo a Buccino nel salernitano, uno nel cosentino a Castrovillari e Terranova da Sibari ed alcune presenze tra messinese e catanese, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal mestiere dei capostipiti, visti probabilmente come contadini nell'atto di falciare l'erba nei campi, ma non si escvlude una derivazione toponomastica.
LA FATA La Fata è un cognome tipico del palermitano, di Palermo, Carini, Cinisi, Partinico, Terrasini e Trappeto, con presenze significative anche nel siracusano, soprattutto a Carlentini e Lentini, si potrebbe trattare di un matronimico riferito all'attività di maga o guaritrice svolto dalla capostipite.
LA FERRERA
LAFERRERA
La Ferrera è tipico siciliano, di Gagliano Castelferrato (EN) in particolare, con un ceppo, probabilmente secondario, a Catania, Laferrera è praticamente unico, in alcuni casi potrebbe derivare dal toponimo Ferrera (ME), ma più probabilmente è nato da località dove si trovava una cava di materiale ferroso.
integrazioni fornite da Andrea Ferreri - Milano
La Ferrera è un cognome siciliano diffuso nelle province di Enna e Catania. Epicentro nel comune ennese di Gagliano Castelferrato (2° cognome in ordine di frequenza), Laferrera si è formato per errore di trascrizione di La Ferrera. Rarissimo, presente solo a Gagliano Castelferrato.
LAFFRANCHI
LAFFRANCHINI
LAFRANCHI
LAFRANCONI
Laffranchi è tipicamente del bresciano, Laffranchini è specifico anch'esso del bresciano, di Esine, Pian Camuno ed Edolo, Lafranchi, praticamente unico, sembrerebbe anch'esso del bresciano, Lafranconi è specifico di Mandello del Lario, con un piccolo ceppo anche ad Abbadia Lariana, sempre nel lecchese, dovrebbero derivare, direttamente o attraverso forme ipocoristiche o accrescitive, dal nome medioevale germanico Lanfrancus (vedi LANFRANCHI), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Brescia nel 1500 con Battista Laffranchi di Lovere, fabro a violinis, nel contado di Bormio nel 1600 nei Quaterni inquisitionum: "... in stuffa domus habitationis mei Sermondi cancellarii sedentibus, denuntiando comparuerunt videlicet: Laurentius quondam Ioannis Laffranchi et Andreas quondam magistri Nicolini Morselli de Semogo Communis Burmii...".
LAGANA
LAGANA'
LAGANARA
Lagana è specifico di Reggio Calabria, Laganà è la forma più diffusa, sempre reggina, ma con presenze significative anche nella Sicilia orientale e nel resto della Calabria, Laganara, assolutamente rarissimo, sembrerebbe pugliese, dovrebbero derivare dal vocabolo greco lacanas (ortolano), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Reggio Calabria nella prima metà del 1600 con il notaio Livio Laganà che il 3 maggio dell'anno 1640 redisse l'atto di presa di possesso della Baronia di Sambatello da parte della città di Reggio.
LAGGETTA Laggetta, assolutamente rarissimo, è un cognome tipico del Salento.
LAGHEZZA Originario del brindisino, può discendere da un nome greco Lagos, con modificazioni dialettali.
LAGORIO Tipico della Liguria, dovrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo dialettale ligure lagö (sorta di lucertolone).
LAGOMARSINI
LAGOMARSINO
Lagomarsini è tipico dello spezzino, di Ameglia e Castelnuovo Magra in particolare, Lagomarsino è specifico del genovese, di Genova, Uscio, Lumarzo, San Colombano Certeno, Chiavari, Recco e Camogli, derivano entrambi dal toponimo Lagomarsino (GE).
LAGOSTENA
LAGOSTINA
LAGOSTINI
LAGUSTENA
Lagostena è tipico di Genova e Campomorone (GE), Lagostina è specifico di Gravellona Toce (VB), Lagostini è praticamente unico, Lagustena, assolutamente rarissimo, è sempre del genovese, dovrebbero derivare da etnici dell'isola di Lagosta (in croato Lastovo) appartenente al teatro dell'aspra guerra nel 1293 tra le Repubbliche marinare di Genova e Venezia per il predominio sul mar Mediterraneo, dove i genovesi catturarono Marco Polo: "...On 10 June 1396, "Laurentius dictus Lauriça de Siruga de Ragusio, nunc habitator insule Laguste (Lastovo) omnium ... suorum sotiorum de Lagusta qui recuperaverunt cum magnis laboribus et periculis aliqua coreda, res et bona unius magne navis a duabus arboribus et duobus timonis...".
LA GRECA
LAGRECA
Lagreca è specifico di Gravina di Puglia, con un piccolo ceppo anche a Montesano sulla Marcellana nel salernitano, La Greca, molto molto raro, è specifico del barese, in particolare di Gravina di Puglia,
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel soprannome o nome medievale Greca, che allude chiaramente a una provenienza dalla Grecia (per una spiegazione più approfondita, vedi il cognome Greca). In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei soprannomi o nomi personali dei capostipiti.
LAGRINI Cognome assolutamente raro, a livello di pura ipotesi si può ipotizzare un origine milanese ed una derivazione dall'aferesi del nome bizantino Philagrius.
LAGROTTERIA
LA GROTTERIA
Sembrano entrambi specifici della provincia di Vibo Valentia  e Reggio Calabria,  derivano dal toponimo Grotteria (RC).
LA GRUTTA
LA GROTTERIA
La Grutta ha un ceppo lucano a San Martino d'Agri nel potentino ed uno siciliano a Marsala, Mazara del Vallo e Trapani nel trapanese ed a Palermo, dovrebbe derivare dalla forma dialettale di località individuate dal termine Grotta, come ne esistono pressocchè ovunque in Italia.
LA GUARDIA
LAGUARDIA
La Guardia ha vari ceppi, uno a Roma, uno tra teatino e campobassano, uno nel salernitano, uno nel materano e barese ed uno nel ragusano, Laguardia è caratteristico della Basilicata, sia del potentino, dove è più diffuso, che del materano, con una presenza consistente anche in Puglia, in particolare nel barese, brindisino e tarentino, possono derivare dal nome di molti paesi in Italia contenenti il termine Guardia, come Guardia Perticara nel potentino, Guardia Sanframondi nel beneventano, Guardia Vomano nel teramano, Guardiabruna o Guardiagrele nel teatino, Guardialfiera nel campobassano e così molti altri, tutti possibili luoghi d'origine delle famiglie, ma potrebbero anche in qualche caso derivare dalla condizione di guardia feudale, imperiale o vescovile svolta dai capostipiti.
LAGUZZI Specifico dell'alessandrino, zona di Alessandria, Predosa e Novi Ligure, potrebbe derivare dall'aferesi di nomi come Vincilago.
LAI
LAY
Lai, specifico sardo, è diffusissimo in Sardegna, Lay, decisamente più raro, ha un ceppo a Sassari ed uno nel cagliaritano, dovrebbero derivare dal toponimo Alà dei Sardi (SS) per aferesi, ma è anche possibile una derivazione, sempre per aferesi, del nome Nicola.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
LAI: significato ed etimologia. I lai, in italiano, sono i lamenti, voci meste e dolorose. Dal celtico lai. Laòs in greco significa popolo: de Lai = dal popolo?  Lallai o Lallau o Lallao deriva da Nicolau/o: tziu Lallau/o = tziu Nicolau. In verità si tratta di un cognome, che per significato ed etimologia mantiene molte incertezze. Nelle carte antiche lo troviamo nel *LPDE del 1388, cioè tra i firmatari della Pace di Eleonora: Lai Comita, majore(sindaco) ville Sia Sancti Nicola (odierno Sia Piccina o Piccìa. Contrate Campitani Simagis); Lai Gonnario, jurato ville Capriles(villaggio distrutto - Contrate Campitani Simagis). Nella storia ricordiamo Lai Enrico, cagliaritano (1842 - 1892), docente di diritto commerciale all'Università di Cagliari, assessore comunale e deputato al Parlamento nel 1889, fondatore, nello stesso anno del quotidiano L'Unione Sarda. Attualmente il cognome Lai è presente in Sardegna in 234 Comuni su 377, con uniforme diffusione nel territorio. Nel Continente ha  maggiore diffusione nel centro nord., con Roma in testa, con 374. Seguono: Torino 110, Genova 85, Milano 60, Firenze 58. In USA è presente in tutti gli Stati (non di provenienza sarda), con oltre 1000 nuclei familiari in California, circa 180 nuclei familiari in Texas, New York, Hawaii, Illinois, Massachusetts, New Jersey, etc. etc. Se la voce lai è da intendersi( con molte probabilità) con la nasalizzazione della "i", per caduta della "n" intervocalica - làî - siamo in grado di sciogliere le incertezze sul termine. Infatti làî sta per lani o lana - làâ = lana, che qui da noi, in Campidano, viene soprattutto dagli anziani, chiamata sa làâ - lana o sa làî - lani. Sa làâ o più spesso sa làî de perda è il muschio (lana di pietra). La lepre dai cacciatori viene chiamata pe(s)de làî (pedewàî)= piedi di lana.
LAINO
LAJNO
Laino è tipico di Napoli e del napoletano, e di San Giovanni a Piro nel salernitano, di Paterno, Marsico Nuovo, Lagonegro, Maratea, Pignola e Rotonda nel potentino e Ferrandina nel materano, di Grottaglie nel tarentino e di Francavilla Fontana nel brindisino, ma il nucleo principale è nel cosentino a Tortora, Maierà, Belvedere Marittimo, Laino Borgo, Cetraro, Praia a Mare, Francavilla Marittima, Cerchiara di Calabria, Castrovillari, Albidona, Diamante, Laino Castello e Cosenza e di Crotone, Lajno è praticamente unico, dovrebberop derivare dal nome dei paesi di Laino Borgo e Laino Castello nel cosentino, che a loro volta possono derivare da un'alterazione del nome latino Lavinius, un'altra ipotesi propone una derivazione dal nome dell'antico popolo anatolico dei laini giunti nella Magna Grecia assieme ad altri Ioni.
LAIOLO
LAJOLO
Laiolo è tipico della zona tra Acqui Terme (AL) ed Asti, Lajolo molto più raro, diffuso principalmente a Torino, dovrebbe avere le stesse origini astigiane, dovrebbero derivare da un soprannome legato al vocabolo dialettale lajo (ramarro), tracce di questa cognominizzazione si trovano in atti a Tigliole (AT) dove figura il decesso il 27 1 1632 di un tal Michele Laiolo di anni 39, a Mombercelli (AT) esiste anche una località chiamata Laioli.
LAISO Molto raro, sembrerebbe avere due ceppi, nel napoletano e nel barese, dovrebbe derivare dal nome greco Laisus.
LAITA
LAITI
Laita, rarissimo, ha un piccolo ceppo veronese ed uno a Tursi nel materano, Laiti è specifico del veronese, dove è abbastanza diffuso, la zona di maggior distribuzione è quella di San'Anna di Alfaedo, Verona e Negrar, l'area originaria dovrebbe essere quella di San'Anna di Alfaedo e Breonio, chiara l'origine cimbrica per il nucleo veneto, che dovrebbe derivare dal vocabolo in lingua cimbrica laita (riva, sponda, pendio), forse ad indicare che i capostipiti provenissero dalla zona della riva dell'Adige situata nei pressi.
ipotesi fornite da Fausto Giacomelli
Laiti è il cognome di mia nonna. sembra derivare da un'italianizzazione del cognome Leitner. Originario della Zona montuosa della Lessinia. Vi è una località che porta il nome Laita. Dove mia nonna (1901) dice si sia fermato un graduato Austro-ungarico e qui abbia formato famiglia.
LALA Lala, ha un ceppoa Lecce e Bari, uno piccolo a Napoli e Procida, ed in Sicilia invece è ben presente nel palermitano a Contessa Entellina, Mezzojuso e Palermo e nell'agrigentino a Porto Empedocle e Raffadali, dovrebbe derivare dal nome turco Lale italianizzato in Lala, di quest'uso abbiamo un esempio ne Il doge Leonardo Donà (anno 1596) di Federico Seneca: "...La Sultana sua madre è in età di anni cinquanta in circa, et è donna, come si dice, di animo molto altiero et dal figliuolo assai rispettata. Onde ella volontiera s'arroga quella autorità maggiore che può, et per essere si può dir sola che habbia parata l'orecchia del figliolo a tutte le hore, si giudica che l'intercessione et li pareri suoi habbino appresso di lui molto vigore. Ma, con tutto ciò, dalla elettione, che il Gran Signor improvisamente fece del Lala primo Visir senza alcuna participatione sua, anzi con suo non pocco disgusto, et dalla morte che fu data a Ferrat Bassà da lei molto favorito, si comprende non essere l'autorità di lei di quella suprema forza appresso il Signore che communemente tanto si predica....".
LA LEGGIA La Leggia è tipicamente siciliano, di Mazzarino nel nisseno e di San Cono nel catanese, potrebbe derivare da un toponimo come contrada Acqua Leggia di Ventimiglia di Sicilia nel palermitano, ma più probabilmente deriva da un soprannome originato dal termine siciliano leggia (leggera), secondo alcuni il cognome sarebbe semplicemente dovuto ad iniziali errori di trascrizione del cognome La Loggia (vedi LA LOGGIA) attribuito a dei trovatelli.
LA LEGNAME Assolutamente rarissimo, sembrerebbe siciliano, potrebbe derivare da un soprannome.
LALINGA Cognome molto raro originario della provincia di Matera, non è da escludersi un collegamento con il toponimo Spilinga (VV) con modificazioni dell'aferesi dello stesso.
LALLA
LALLI
LALLO
Lalla è specifico dell'area teatina, campobassana e foggiana, di Vasto, Liscia e San Buono nel teatino, di Riccia in Molise e di San Giovanni Rotondo nel foggiano, Lalli è tipico della zona centrale, con un ceppo a Firenze e Pisa, uno a Perugia, uno nel Lazio, soprattutto a Roma, ma anche ad Orte nel viterbese, a Cottanello nel reatino ed a Guidonia Montevelio, Nettuno e Tivoli nel romano, un ceppo in Abruzzo nel teatino a CastiglioneMesser Marino, Vasto, Chieti, San Salvo e Casalbordino, a L'Aquila ed a Pescara, e nel Molise a Campobasso, Termoli e Bonefro nel campobassano ed a Sessano del Molise ed Isernia nell'iserniese, Lallo ha un piccolo ceppo a Larino nel campobassano, ed a San Nicandro Garganico nel foggiano, un ceppo ad Avellino ed uno a Rapolla nel potentino, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche aferetiche riferibili a capostipiti i cui nomi fossero stati, al maschile o al femminile, Antonello, Graziello, Raffaello o altri simili.
LALLAI Lallai è tipicamente sardo, specifico del cagliaritano di Silius, Cagliari, Selargius e Quartu Sant'Elena, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale sardo per bighellone, di uno che conclude poco.
LA LOGGIA Tipico di   Barrafranca (EN) e di San Cono (CT), dovrebbe derivare dallo stato di bambino abbandonato sulla Loggia Municipale, quindi in un certo senso anche questo è un cognome che trae origine dal luogo di provenienza.
LAMA
LAMI
Lama ha nuclei nel milanese e bresciano, nel bolognese e ravennate e nel napoletano e casertano, Lami ha un ceppo in Toscana, uno nel modenese ed uno a Roma, potrebbero derivare da toponimi come Lama di Marzabotto (BO), Lama Mocogno (MO), Lama Polesine (RO), Lama (AR) o Lama (PV), ma è pure possibile una derivazione dalla famiglia tardo latina Lamia, appartenente alla Gens Aelia, discendente dal mitico Lamus, il mitologico figlio di Poseidone e re dei Lestrigoni fondatore di Formia, ricordiamo nel I° secolo d.C. Lucius Aelius Lamia console di Roma nell'anno 3 d.C., che troviamo nel De Oratore di Cicerone: "...Crassus apud M. Perpernam iudicem pro Aculeone cum diceret, aderat contra Aculeonem Gratidiano L. Aelius Lamia, deformis, ut nostis; qui cum interpellaret odiose, "audiamus" inquit...", tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel 1700 con lo scrittore toscano Giovanni Lami (1697-1770).
LA MACCHIA Due i ceppi, uno nel messinese ed uno nel foggiano, potrebbe derivare da soprannomi legati a toponimi come Borgo Macchia (MT), Macchia (FG), San Cosimo alla Macchia (BR), Macchia di Giarre (CT), ma in alcuni casi, non è da escludere una derivazione da aferesi di nomi greci come Kallimachos, Lysimachos ecc..
LAMALFA
LA MALFA
Assolutamente rarissima la forma non staccata, sono specifici del messinese, dovrebbero derivare dal toponimo Malfa (ME) sull'isola di Salina (una delle Eolie), nome che probabilmente deriva dall'essere questa località una colonia dell'antica Amalfa o Amalfia, l'attuale Amalfi (...Inde vero Amalfia ab Amalfitanis est nominata. ...); esiste anche un'ipotesi che propone una derivazione dal nome della gens latina del I° secolo Amarphia, molto meno probabile la teoria che propone una derivazione dal nome greco Malfia (si ricorda ad esempio Malfia figlia del principe di Melitene).  Sono abbastanza comuni nel meridione località il cui nome sia basato sul vocabolo antico malf (cavità, conca), Melfi (PZ), Molfetta (BA), Amalfi (SA).
LA MAGNA
LAMAGNA
LA MANNA
LAMANNA
Lamagna è tipico di Napoli, con ceppi anche nel materano, La Magna molto più raro ha un ceppo a Napoli ed uno nel catanese, La Manna è presente in tutto il sud, Lamanna è tipico del sud peninsulare, possono derivare sia da attributi di grandezza relativi a zone o a caratteristiche fisiche la magna (grande) casa, persona, o altro, come è pure possibile che derivino da modificazioni di termini longobardi come arimanno o dal nome della nazione di provenienza  Alamagna (Germania).
LA MAIDA Molto molto raro è tipico di Teggiano (SA), potrebbe derivare dal toponimo Maida (CZ).
LAMANO Lamano ha un ceppo a Schiavi d'Abruzzo nel teatino ed uno a Roma, potrebbe derivare da una forma aferetica del termine alamano o alemanno (tedesco), ma molto più probabilmente deriva invece dal nome latino Lamanus, probabilmente portato dal capostipite.
LA MANTIA
LAMANTIA
La Mantia è decisamente siciliano, soprattutto di Palermo, con ceppi nel palermitano a Monreale, Bagheria e Termini Imerese, nell'agrigentino a Canicattì e Agrigento, nel trapanese a Marsala e Trapani, a Catania e nel nisseno, Lamantia, assolutamente rarissimo, sempre siciliano, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente, dovrebbero derivare dal toponimo calabrese di Amantea, ma, molto più probabilmente derivano dal nome dell'antica città illirica (albanese) di Amantia, che occupata dai turchi nel XVI° secolo venne abbandonata dagli abitanti cristiani che si trasferirono in Sicilia.
LA MARCA
LAMARCA
La Marca è molto diffuso nel napoletano, nel foggiano ed in Sicilia, in particolare nel palermitano, agrigentino, nisseno e catanese, ma con buone presenze in tutto il sud ed a Roma, Lamarca, più raro, ha un piccolo ceppo nel napoletano ed uno, più consistente, nel barese a Corato, Gravina in Puglia e Barletta, dovrebbero derivare dal termine medioevale longobardo marka (terra, zona di confine), forse ad indicare che i capostipiti abitassero nelle zone di confine di un feudo, o anche semplicemente che facessero i fattori di case nobili.
LA MARMORA
LAMARMORA
MARMORA
Entrambi assolutamente rarissimi, La Marmora ha un piccolo ceppo a Castelvetrano nel trapanese ed a Vittoria nel ragusano, Lamarmora invece, sempre molto molto raro, è specifico del brindisino, di Mesagne ed Oria, Marmora è presente nell'area che comprende il salernitano, il potentino ed il barese, questi cognomi dovrebbero derivare da nomi di località contenenti il termine dialettale marmora (marmoreo, simile al marmo), probabilmente il luogo di provenienza dei capostipiti.
LA MASTRA
LAMASTRA
Lamastra, assolutamente rarissimo, è dell'area tra potentino e barese, La Mastra, più diffuso, ha un piccolo ceppo a Molfetta nel barese ed uno più consistente nel catanese a Raddusa, Ramacca, Catania e Trecastagni, dovrebbe trattarsi di matronimici riferiti a capostipiti che di mestiere facessero le maestre, il termine mastra starebbe infatti per maestra, trattandosi di una forma dialettale arcaica del termine medioevale magistra.
LAMATRICE Molto raro è originario del foggiano.
LA MATTINA
LAMATTINA
Tipico siciliano La Mattina, di Palermo in particolare, specifico di Caggiano (SA) Lamattina.
LAMBARDI
LAMBARDO
Lambardi è tipico toscano, della zona che comprende il livornese, il grossetano ed il senese, Lambardo è praticamente unico ed è dovuto probabilmente ad un errore di trascrizione del precedente, derivano dal nome medioevale Lambardus derivato da langobardus, utilizzato allora per indicare uno stato di nobiltà, Ludovico Muratori scrive: "...Farulfo et Teudegrimo germanis quondam Farolfi, de quibus descendunt Lambardi quidam de Sancto Miniate, scilicet Cavalca Lambardus et filii...".
LAMBERTENGHI Molto molto raro è tipico lombardo, nome di origini longobarde derivato dal nome Lambert, tracce di questa cognominizzazione le troviamo in provincia di Como nel 1200, nel 1222 un certo Bernardo Lambertengo da Vico (CO) lega i suoi diritti di decima in Viganello all' Ospedale di S. Maria, a Milano nel 1500 troviamo l'erudito Johannes Stephanus Lambertengus, in provincia di Sondrio nel 1600: "...Libro delli atti della magnifica comunità di Villa e Stazzona per il 1665 et 66 scritti per me Luigio Lambertengo et per me Iacomo Lambertengo successore, successivamente il remanente ...".
LAMBERTI
LAMBERTINI
LAMBERTO
LAMPERTI
Lamberti è diffuso in tutto il nord centrooccidentale, Lambertini è tipico emiliano, della zona che comprende il ferrarese ed il bolognese, potrebbe avere un ceppo anche nel genovese ed uno nel novarese, Lamberto, molto raro, ha un ceppo tra messinese e reggino ed uno forse non secondario nel torinese, Lamperti è decisamente lombardo, del milanese e varesotto in particolare e del comasco, derivano tutti dal nome franco Lambert o Lampert.  Tracce di questo nome si trovano ad esempio nella seconda metà del VI° secolo: "...Anno domini 570 rex Lambertus destruxit Mediolanum in die sancti Julii. eo anno..." e nel IX° secolo con il longobardo Lambertus Duca di Spoleto negli Annales Regni Francorum , dove si può leggere: "...Ita etiam Formosus papa Arnulfum in Urbem vocavit, et imperatorem constituit, nullo populi spectato consensu, et Lambertus Spoleti comes instabat clerum, ut se imperatorem et Augustum conficerent, ut docet Sigonius ...", nel 1200 a Bologna in un atto di compravendita si legge: ". Lambertinus, Palmirolus et Gerardus fratres, filii condam.".  Esempio di questa cognominizzazione la troviamo a Riva del Garda (TN) nel 1200 con Bonzenone Lamberti da Verona citato come testimone in un atto, a Bologna nella Matricola dei Mastri Muratori del quarterio porte Sancti Proculi si trova il Mastro Çagni Lambertini Bricii, a San Miniato nel 1500 troviamo il Giudice Pietro Lamberti da Firenze.  Il personaggio più famoso è stato sicuramente il bolognese Cardinal Prospero Lambertini che divenne Papa Benedetto XIV° (1675-1758) la cui origine si narra fosse da Petrone, duca nel secolo X da cui discese un Lamberto detto Lambertino (1166),a Bologna ebbero molti consoli e Decani, assunsero nel 1484 il grado senatorio.
LAMBIASE Tipico campano del napoletano e salernitano, di Cava dei Tirreni (SA) in particolare.
LAMBRA
LAMBRI
LAMBRO
Lambra e Lambro, estremamente rari, sembrerebbero del pavese, Lambri è tipico dell'area tra Milano e Piacenza, derivano dal nome del fiume Lambro, o dal fatto che il capostipite abitava nelle vicinanze del fiume, o lavorava sul fiume.
LAMBRUSCHI
LAMBRUSCHINI
Lambruschi . molto raro, è specifico del reggiano e del massese, Lambruschini è tipico della zona di Sestri Levante e Lavagna nel genovese, tracce di queste cognominizzazioni si trovano a Sestri fin da epoca medioevale, un Monsignor Lambruschini che nella seconda metà del 1500 è incaricato Pontificio presso la corte fiamminga,  ricordiamo inoltre il Cardinale Luigi Emmanuele Nicolo Lambruschini nato a Sestri Levante nel 1776 nunzio apostolico a Parigi.
LA MENDOLA La Mendola è tipicamente siciliano, dell'agrigentino e palermitano in particolare, dovrebbe derivare da nomi di località (vedi MENDOLA).
LAMERA
LAMERI
Tipicamente lombardi, Lamera è molto diffuso nel bergamasco, a Romano di Lombardia, Martinengo, Cortenuova, Bergamo, Bariano, Cividate al Piano e Calcio, Lameri, più raro, ha un ceppo nel cremonese a Ripalta Cremasca e Castelleone ed a Tavazzano nel lodigiano, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal termine dialettale lamèra (lamiera), forse determinato dal mestiere di lattoniere probabilmente svolto dal capostipite.
LAMETTA Lametta, molto molto raro, è tipicamente campano, di Napoli ed Avellino, potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine italiano lametta (lama da barba), forse ad indicare che il capostipite facesse il mestiere del barbiere.
LAMIA Lamia è decisamente siciliano, del trapanese a Marsala, Trapani, Mazara del Vallo, Petrosino, Erice, Alcamo e di Palermo, potrebbe derivare dal nome della famiglia tardo latina Lamia, appartenente alla Gens Aelia (vedi LAMA), ma è pure possibile una derivazione toponomastica dal nome della città greca di Lamia capoluogo della perifereia della Grecia Centrale e del nomo della Ftiotide, o anche, ma molto meno probabile, dal nome greco Lamia, Lamia era la bellissima regina della Libia, cui Era uccise tutti i figli e che impazzita dal dolore prese a divorare bambini e si trasformò in una specie di orribile Furia, in grado però di trasformarsi ancora in una bellissima donna per sedurre gli uomini.
integrazioni fornite da Stefano Fontana
Le sue origini risalgono ad una casa dell'antica aristocrazia militare, che perdette la maggior parte dei suoi benefici per aver partecipato alla guerra contro la seconda invasione aragonese capeggiata da Martino di Monblanc nel 1392. Dimora dei Lamia era stata Catania, dove avevano conosciuto i loro fasti, ma anche a Trapani la famiglia aveva mantenuto la più modesta dignità di barone di Canpioppo. Lo stemma della casa è retto da due nerboruti guerrieri armati di clava e coperti da una pelliccia, perchè i Lamia facevano risalire la loro origine a Lamis, che aveva guidato attorno al 730 a.c., da Megara, una delle primissime colonie greche in Sicilia. Lamis era un eraclide, poichè discendeva da Lamo, figlio di Ercole. I nerboruti personaggi che reggono l'arma dei Lamia sono dunque Ercole e Lamo.
LA MICELA
LAMICELA
La Micela, abbastanza raro, è del sud della Sicilia, di Scicli nel ragusano, di Militello in Val di Catania nel catanese e di Francofonte nel siracusano, Lamicela, decisamente più raro del precedente, e di cui ne è una forma contratta, è tipico del catanese, di Catania e di Militello in Val di Catania, dovrebbe derivare da un'alterazione dialettale arcaica del nome Michela (vedi MICELA), l'articolo davanti al cognome iniziale è abbastanza diffuso in tutto il sud.
LAMILLO Estremamente raro, è presente solo nella zona tra Melegnano e Lodi, un'ipotesi credibile è che derivi da una modificazione dialettale meridionale dell'aferesi del nome Gerolamo.
LAMINA
LAMINI
LAMINO
Lamina, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere siciliano, della zona litoranea orientale dell'isola, Lamini, altrettanto raro, sembrerebbe dell'Italia centrosettentrionale, Lamino ha un piccolo ceppo a Napoli, questi cognomi dovrebbero derivare dai nomi tardo latini Laminus, Lamina, che sembrerebbero di origini celtibere.
LAMON Specifico di Venezia e dell'entroterra veneto, dovrebbe derivare da modificazioni dialettali del nome Girolamo, improbabile una connessione con il nome del paese bellunese di Lamon.
LAMONATO Lamonato è tipico del trevisano, di Valdobbiadene, Giavera del Montello e Villorba, dovrebbe indicare la provenienza dei capostipiti dal paese bellunese di Lamon, il suffisso -ato in veneto indica provenienza, anche in senso patronimico, in questo caso sta per cittadino di-, riferito al Lamon che precede il suffisso.
LA MONACA
LA MONICA
La Monaca è molto poco comune, ha un ceppo nel milanese, nel teatino, nel foggiano ed in Sicilia, La Monica, tipicamente siciliano ha un ceppo probabilmente secondario in Campania, derivano da soprannomi legati al fatto di essere originariamente vicini ad un monastero o alle sue dipendenze; un principio di questa cognominizzazione lo troviamo nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale sotto l'anno 1178: "...Anno ab incarnatione domini nostri Iesu Christi millesimo centesimo septuagesimo octavo, decimus kalendas madii, inditione undecima.... Interfuerunt Bernardus de la Monica, Carnelevarius de Burgo, Marabottus de Milano..." e sotto l'anno 1191: "...Anno dominice incarnacionis millesimo centesimo nonagesimo primo, indicione nona, tercio die mensis decembris. Iuraverunt Iohannes Desparius et Tebaldus archipresbiter et Aglerius Grossus et Ru|finus Marisanus et Ugo de Curte et Robertus de la Monaca et Petrus Senex...".
LA MONTAGNA Abbastanza raro è tipico del napoletano. (vedi Montagna)
LAMORTE Abbastanza raro è tipico dell'alto potentino, dovrebbe essere di origine normanna e derivare dal cognome francese Lamort originario della Manche in Normandia, a sua volta derivato da un soprannome Lamour stante ad indicare un carattere dolce.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
La Morte, diffuso in Campania, Basilicata, Puglia, è la cognominizzazione del soprannome apotropaico Lamorte, composto da articolo + sostantivo 'morte', dato a un figlio per scongiurarne il decesso.
LAMOTTA Abbastanza raro La Motta ha più ceppi. nel milanese, in Campania, nel reggino e nel palermitano, dovrebbe derivare da uno dei tanti toponimi contenenti il termine Motta come ce ne sono ovunque in Italia, la Motta era una collinetta costruita dall'uomo, spesso con intendimenti difensivi. Potrebbe anche in alcuni casi, soprattutto in Campania, derivare dal cognome normanno Lamotte con la stessa origine.
LAMPEDECCHIA Specifico di Bisceglie (BA) dovrebbe derivare da un soprannome originato da un vocabolo dialettale per avaro, originato dal termine latino impeticula (eruzione cutanea) esteso poi al significato di chi neppure si lava pur di risparmiare.
LAMPIS Specifico del sud della Sardegna, dovrebbe derivare dal nome bizantino Eulampios, ricordiamo il Santo martire Eulampio ucciso a Nicomedia nel 310, tracce di questa cognominizzazione le troviamo in Sardegna nella seconda metà del 1500 con lo scultore Gian Pietro Lampis di Laconi.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
LAMPIS: lampu = fulmine; lampare, lampai = lampeggiare. In greco abbiamo lampàs (lampas) = fiaccola o anche balenìo: su lampalùxi, su 'igu marras. In latino làmpas = fiaccola. Lampare, in latino = brillare: dalla radice lamp = luce. Il cognome è presente in Sardegna sin dai tempi antichi. Tra i firmatari della Pace di Eleonora del 1388, ci sono 7 Lampis: Lampis Gadducio, ville Ecclesiarum(villa di Chiesa - Iglesias); Lampis Guingiano, ville Sellùri( Seddòri - Sanluri); Lampis Joanne, ville Ecclesiarum; Lampis Joanne, ville Sellùri; Lampis Mariano, jurato ville Salanis(villaggio distrutto - Campitani Majoris); Lampis Pucio, ville Ecclesiarum; Lampis Saraceno, jurato ville Nurghillo (Norbello - Partis de Guilcier). Nel Condaghe di San Nicola di Trullas *CSNT XI°, XII° sec., abbiamo 3 Lanpis (con la n: probabilmente tutti e tre parenti): Gosantine, Ianne e Maria, servi nella domo de Olvesa(località sita nei pressi del Santuario di S. Nicola di Trullas. Attualmente il cognome è presente in 82 su 377 Comuni della Sardegna, con maggiore frequenza nel Medio Campidano: Arbus 218, Cagliari 135, Guspini 111, Quartu S.E. 59, Carbonia 53, Serrenti 47, Villasor 43, Sanluri 35, Sassari 29, etc. Nel territorio nazionale è presente in 231 Comuni: nel continente ha maggiore diffusione nel centro nord: Roma 65, Torino 46, Genova 27, etc. In USA lo troviamo in 4 Stati: Arizona, Texas, Missouri, New Jersey, con un solo nucleo familiare.
LAMPREDA Lampreda, assolutamente rarissimo, è specifico del vicentino, di Montecchio Maggiore in particolare, dovrebbe derivare dal nome del Castello di Lampredo o Lampreda tra vicentino e bellunese.
LAMPREDI Lampredi è tipicamente toscano, di Firenze e Scandicci nel fiorentino, di Livorno e di Orbetello nel grossetano, dovrebbe derivare dal nome rinascimentale Lampredus, anche attraverso un genitivo patronimico, di questo nome abbiamo un esempio nel dodicesimo secolo nel Laurentii de Monacis Veneti Cretae cancellarii Chronicon de rebus Venetis: "...cum Ungarica rabies occupasset Tragurium, Sibinicum , & pleraque alia oppida Dalmatina , Jadraque cum Insulanis civitatibus Sub Ducali protectione manerent, grandis inter eas civitates fuit orta dissensio; tunc Lampredus Episcopus Jadrae praesidio Ducis obtinuit per privilegium abAnastasio Papa , ut Jadrensis Ecclesia Metropolis, & palliata esset; eidemque insularum Ecclesias Catedrales, quae Romanae parebant Ecclesiae subiecit.  ..", l'uso di questo nome in centro Italia lo troviamo tra la fine del 1200 e gli inizi del 1300 con il condottiero di Ventura Lampredo Orsini.
LAMPUGNANI
LAMPUGNANO
Lampugnani è tipico lombardo, Lampugnano è rarissimo ed è probabilmente dell'areale milanese. Questi cognomi derivano dal toponimo Lampugnano, centro ora fagocitato dalla metropoli milanese. La famiglia Lampugnani è di origini antiche, le prime tracce risalgono al 1000, ma è con Umbertino da Lampugnano, lettore di diritto canonico all'Università di Pavia dal 1372 al 1381 e dal 1395 Maestro Generale delle entrate e Consigliere ducale, che iniziano riferimenti storici importanti. Moltissimi atti notarili riportano traccia dei Lampugnani o Da Lampugnano, come ad esempio quest'atto del 1108: "Anno ab incarnacione domini nostri Iesu Christi milleximo centeximo octavo, mense aprilis, indicione prima. Ego Guitardus filius quondam Anselmi qui vocor da Lampugnano, de civitate Mediolani, qui professus sum lege vivere Langobardorum, presens presentibus dixi: 'Dominus omnipotens ac redemptor noster animas quas condidit ad studium salutis semper invitat'. Et ideo ego qui supra Guitardus volo et iudico seu per hanc paginam iudicati et ordinationis mee inviolabiliter confirmo ut presenti die et hora post meum dicessum omnes universe res teritorie iuris mei reiacentes in loco et fundo Rosxate, qui est non multum longe ab loco qui dicitur Comacio, et in eius territorio deveniant in iure et proprietate ecclesie et cannonice Sancti Georgii constructa intra suprascriptam civitatem Mediolani, ad locum ubi dicitur in Palacio, faciendum exinde ad eorum usum et sumptum canonici et presbiteri seu officiales eiusdem ecclesie de frugibus et redditibus ipsarum rerum quod voluerint et de ordinacione et locacione earum sicut eis melius provisum fuerit pro mercede et remedio anime mee. Quia sic decrevit mea bona voluntas. Actum suprascripta civitate. 
Signum + manus suprascripti Guitardi qui hanc cartam iudicati et ordinacionis ut supra fieri rogavit. 
Signum + + + manus Pagani et Pollentionis, patrui et nepotis, qui vocantur Girengelli, atque Romedii qui dicitur Corbo, testium. 
Ego Marinus notarius sacri palacii scripsi, post traditam complevi et dedi.".
LA MURAGLIA
LAMURAGLIA
La Muraglia è quasi unico, dovrebbe trattarsi di un'errata trascrizione di Lamuraglia, che è tipico del barese, di Gravina in Puglia in particolare, con molta probabilità dovrebbero derivare dal fatto che a famiglia abitasse in prossimità di un muraglione o delle mura cittadine.
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