LA BADESSA
LABADESSA |
La Badessa, assolutamente rarissimo, sembra essere tipicamente calabrese,
Labadessa, molto molto raro, è meridionale, dovrebbero derivare
dal nome di Badessa, una frazione di Cosenza. |
| LABADINI
|
Dovrebbe essere originario del
parmense, dovrebbe derivare da modificazioni del vocabolo abate, sia inteso
come uomo da rispettare sia per rapporti con lo stato di abate secolare
(regolarmente sposato). |
LA BANCA
LABANCA
LA BANCHI |
La Banca, il meno diffuso dei due, ha il ceppo principale nel potentino,
a Latronico, Lauria e Terranova di Pollino, ma presenta un piccolo ceppo
anche a Cassano allo Ionio nel cosentino, Labanca è specifico del
potentino, di Lauria, Rivello, Lagonegro, Terranova di Pollino, Moliterno,
Latronico, Castelluccio Inferiore e Superiore, e Nemoli, La Banchi, molto
molto raro, è del napoletano, tutti questi cognomi dovrebbero derivare
da nomi di località o contrade contenenti la radice Banca
o Banchi. |
LA BARBERA
LA BARBIERA |
La Barbera sembrerebbe specifico della Sicilia occidentale, dove è
diffusissimo, la variante La Barbiera, estremamente rara, è tipica
del palermitano, di Bolognetta e Palermo, dovrebbero entrambi derivare
da un soprannome collegato al mestiere di barbiere o da una capostipite
femmina che svolgesse appunto quella professione. |
LABARDI
LABARDO |
Labardi è specifico di Firenze e del fiorentino, Labardo, quasi
unico, è probabilmente dovuto ad un'errata trascrizione del precedente,
potrebbe trattarsi di una forma aferetica di Alabardi
(vedi ALABARDI). |
L'ABATE
LABATE |
Labate ha un nucleo a Reggio Calabria ed uno nel barese concentrato a Putignano,
L'Abate, molto più raro sembrerebbe di Locorotondo (BA), derivano
da soprannomi legati alla parola abate, o per il comportamento o per la
località di provenienza. |
| LABBIA
|
Labbia, ormai quasi scomparso, parrebbe originario del plermitano, di Corleone
in particolare, dovrebbe derivare dal termine spagnolo labia
(usato per loquacità ed abilità
dialettica). |
| LA BELLA
|
Potrebbe avere più ceppi,
il più consistente nel Lazio, nella provincia di Agrigento e in
quella di Vibo Valenza, deriva dal nome medioevale Bella. |
| LABEMANO
|
Labemano è specifico di Polaveno nel bresciano, di origini etimologiche
oscure, potrebbe derivare dal termine germanico labemann
(ristoratore, persona che aiuta gli
altri nel momento del bisogno). |
LA BIANCA
LABIANCA |
La Bianca ha ceppi in tutta la Sicilia, soprattutto nel palermitano a Bagheria,
Palermo e Ficarazzi, ma ha ceppi anche nel siracusano, catanese, messinese,
ennese e trapanese, si individua anche un ceppo pugliese, in particolare
nel barese a Giovinazzo ed a Foggia, ed uno a Prata Sannita nel casertano,
Labianca è decisamente pugliese, di Bitonto, Bari, Giovinazzo, Gravina
di Puglia, Trani, Barletta ed Adelfia nel barese, e di Trinitapoli, Foggia
e San Ferdinando di Puglia nel foggiano, si dovrebbe trattare di famiglie
di origini ebraiche, risalenti al XV° secolo, in molti casi convertite
al cattolicesimo, dedicate all'artigianato tessile, ed in particolare al
candeggio e sbiancatura dei tessuti, da questo genere di attività
dovrebbero aver preso appunto il loro cognome, ma in alcuni casi potrebbero
derivare anche da nomi di contrade contenenti la radice Bianca, dove forse
risiedevano o avevano avuto origine i capostipiti. |
| LABIENI
|
Labieni sembrerebbe specifico del cagliaritano, dovrebbe derivare dal cognomen
latino Labienus, ricordiamo Titus Atius
Labienus (100a.C. - 45a.C.) uno dei luogotenenti di Caio Giulio Cesare
che lo tradì per passare nelle schiere dei seguaci di Gneo Pompeo,
dal De Bello Gallico di Cesare leggiamo:
"...Labienus
interitu Sabini et caede cohortium cognita, cum omnes ad eum Treverorum
copiae venissent, veritus ne, si ex hibernis fugae similem profectionem
fecisset, hostium impetum sustinere non posset..:". |
LA BIONDA
LA BIUNDA |
Sia La Bionda che La Biunda, assolutamente rarissimi, sono siciliani, il
suffisso La- dovrebbe avere valore
matronimico ed intendersi come riferito al figlio
di o della, riferito a capostipiti che fossero figli di una
bionda di capelli, o che si chiamasse Bionda di nome. |
LABO'
LABORI |
Labò è tipico dell'area che comprende il milanese, il pavese
ed il piacentino, Labori, quasi unico, è del nord Italia, dovrebbero
entrambi derivare da corruzioni dialettali del nome medioevale Laborio,
un'alterazione del più comune cognomen latino Liborius. |
| LABONI
|
Laboni sembrerebbe essere lombardo, di Cassano d'Adda nel milanese, dovrebbe
derivare dal nomen latino Labonius
portato ad esempio dal magistrato del III° secolo d.C. Publius Labonius
Institor, che troviamo citato su di una lapide commemorativa: ".[quod
p]o[s]t[ulan]t[e
univ]erso populo promiserunt P(ublius)
Labonius P(ublii)
f(ilius) Iinstitor
et M(arcus)
Aebutius---f(ilius)
Honoratus ---Pacatianus aediles s(ua)
p(ecunia) f(ecerunt)
et ded(icaverunt).". |
| LABONIA
|
Labonia dovrebbe essere calabrese, del cosentino a Rossano, Crosia e Cariati
e del crotonese a Crotone e Crucoli, dovrebbero derivare dal nome del casale
di Labonia nelle vicinanze di Scandale
nel territorio di Santa Severina nel crotonese, probabile località
originaria dei capostipiti. |
| LABRIOLA
|
Tipico di Potenza e Ripacandida (PZ), ha ceppi anche in Puglia
a Bari, Taranto e Trepizzi (LE), deriva dal toponimo Abriola (PZ), personaggio
di rilievo è stato nella seconda metà del 1800 Antonio Labriola
esimio storico, filosofo marxista, nato a Cassino il 2 luglio del 1843. |
LABRUZZO
LABBRUZZO |
Labruzzo e Labbruzzo sembrano essere tipicamente siciliani, del palermitano
in particolare, di Palermo e Corleone, Labruzzo ha ceppi anche a Partanna
ed Alcamo nel trapanese e a Bivona nell'agrigentino, potrebbero derivare
da soprannomi originati da caratteristiche fisiche del capostipite, come
ad esempio il labbro leporino, improbabile una correlazione con la regione
Abruzzo, molto difficile anche un collegamento con il nome Brutius
o Brutus. |
| LA BUA
|
La Bua è specifico di Palermo, con un ceppo anche a Termini Imerese
nel palermitano, potrebbe derivare da un'italianizzazione del termine greco
βοΰς bus (bue,
vacca), forse ad intendere che i capostipiti fossero dei vaccari,
come potrebbe anche derivare dal cognome albanese Bua
(vedi BUA). |
LA CAITA
LACAITA |
La Caita, quasi unico, dovrebbe essere una variante del più cune
Lacaita, che è tipicamente pugliese del tarantino, in particolare
di Torricella, con presenze anche a Lizzano e Manduria ed a Brindisi, e
che dovrebbe essere di origini albanesi e derivare da un soprannome grecanico
con il significato di affidabile, sincero. |
| LACALAMITA
|
Lacalamita è specificatamente pugliese, del barese in particolare,
di Modugno, Bari, Barletta, Altamura, Giovinazzo e Trani, potrebbe derivare
dall'etnico dell'isola di Kalamos in Grecia. |
| LACARBONARA
|
Lacarbonara è diffusissimo a Martina Franca nel tarentino, dovrebbe
derivare dal Toponimo Carbonara nel barese. |
LA CATENA
LACATENA |
La Catena, estremamente raro, ha un piccolo ceppo nel napoletano ed uno
pugliese che è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione di
Lacatena che è tipicamente pugliese, del barese soprattutto, del
tarentino e del brindisino,
Integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Catena,
che, in ambito cristiano, allude al culto per la Madonna
della Catena (per una spiegazione più approfondita, vedi
il cognome Catena). In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni
dei nomi personali dei capostipiti, anche se in alcuni casi non è
esclusa una derivazione da soprannomi ad essi attribuiti. |
LA CAVALLA
LACAVALLA |
Entrambi pugliesi, La Cavalla ha un piccolissimo ceppo a San Severo nel
foggiano e qualche presenza a Bisceglie nel barese, Lacavalla, più
diffuso, è tipico di Barletta e di Bisceglie nel barese, dovrebbero
derivare da soprannomi attribuiti forse ad un mercante di cavalle, o ad
un addetto di stalla. |
| LACCHINI
|
Ha due ceppi, uno nel forlivese
e ravennate ed uno nel milanese, lodigiano e cremonese, potrebbe derivare
da una contrazione del nome medioevale Burlamacco, ma in qualche caso è
probabile una derivazione dal toponimo Lacchiarella (MI). |
| LA CHIANA
|
La Chiana, assolutamente rarissimo, sembra essere specifico di Campobello
Di Mazara nel trapanese, dovrebbe derivare dal termine dialettale arcaico
la chiana (il
pianoro, la pianura), troviamo tracce di questa cotgnominizzazione
tra la seconda metà del 1500 e la prima del 1600 con il sacerdote
della Compagnia di Gesù, matematico e scrittore Girolamo La Chiana
di cui ricordiamo tra l'altro gli epigrammi. |
| LACONI
|
Tipico della Sardegna sudorientale,
potrebbe derivare, come la nobilissima famiglia sarda de Lacon-Serra già
potente nel X° secolo, dal nome del popolo greco dei Laconi,
(la Laconia è una zona del Peloponneso in Grecia), ma in alcuni
casi potrebbe discendere dal toponimo Laconi (NU). |
| LACOPO
|
Specifico calabrese della zona di Locri e Gerace (RC), deriva dal nome
medioevale Lacopo, diversa forma del nome Iacopo: "...,
messere sancto Giovanni Batista et de' beati messere sancto Lacopo
et Senone avocati protettori e difensori del popolo et Comune del Montale
...". |
LA CORTE
LACORTE |
La Corte è tipicamente meridionale, ha un ceppo a Roma, uno piccolo
a Chieti, uno nel salernitano ad Olevano sul Tusciano ed Eboli, uno nel
tarantino a Sava, Grottaglie e Taranto ed uno, il più consistente,
in Sicilia, a Palermo, Monreale, Bagheria, Partinico, Caccamo e Ciminna
nel palermitano, a Messina, a San Giovanni Gemini e Cianciana nell'agrigentino,
a Catania ed a Siracusa, Lacorte è tipicamente pugliese, di Ostuni,
Brindisi, Villa Castelli e Ceglie Messapica nel brindisino e di Sava, Grottaglie,
San Marzano di San Giuseppe e Lizzano nel tarentino, dovrebbero stare ad
indicare l'appartenenza dei capostipiti ad una corte
(comunità agricola di origine
franca) (vedi DELLA CORTE). |
L'ACQUA
LACQUA |
L'Acqua, molto raro ha un piccolo ceppo in Liguria ed in Sicilia, Lacqua
ha un ceppo in Liguria ed in Piemonte ad Acqui Terme (AL), Torino e Nizza
Monferrato nell'astigiano, dovrebbero derivare da nomi di località
caratterizzati dalla presenza di una fonte. |
LA CROCE
LACROCE |
Lacroce, molto raro sembra specifico del catanzarese, La Croce, oltre
al ceppo catanzarese, sembrerebbe averne anche uno in Sardegna nel basso
nuorese, dovrebbe derivare da nomi beneauguranti appartenenti alla tradizione
cristiana. |
| LADALARDO
|
Ladalardo è specifico di Baronissi nel salernitano, sembrerebbe
essere di origine franco, normanna, dovrebbe derivare dal nome franco Adelard
o dal nome normanno Adalardus
entrambi composti dai termini germanici medioevali adal
o adel (nobile)
con l'aggiunta del suffisso hard (duro
e forte), con il significato di di
ferma nobiltà. |
| LADDOMADA
|
Laddomada è specifico del tarentino, di Crispiano e Martina Franca
in particolare, con un ceppo anche a Locorotondo nel barese, potrebbe derivare
da un'italianizzazione del nome turco Abdülhamîd. |
LADINI
LADINO |
Ladini è un cognome raro forse di origine veneta, Ladino è
praticamente unico, potrebbero entrambi derivare dall'etnico ladino,
al plurale ladini,
popolazione caratterizzata dalla parlata ladina,
enclave insediata nelle Dolomiti trentino venete nonchè nel cantone
dei Grigioni in Svizzera. |
LADISA
LADISI |
Ladisa è tipico del barese, di Bari in particolare, Ladisi, molto
molto più raro, è sempre specifico del barese, dovrebbero
derivare dal nome slavo Ladis (forma
contratta di Ladisio e Ladislao) con il significato di Signore armonioso
e bello. |
| LADU |
Diffuso in tutta la Sardegna, soprattutto nelle province di Nuoro ed Oristano,
deriva da un soprannome originato dal vocabolo sardo ladu
(largo) derivato dal latino latus,
tracce di questa cognominizzazione le troviamo nella prima metà del
1600 nella zona di Scano di Montiferro (OR) dove un certo Giovanni Maria
Ladu viene citato in un atto del 1665. |
| LAERA
|
Laera è tipicamente pugliese, dell'area che comprende il barese,
il brindisino ed il Tarantino, particolarmente tipico del barese di Putignano,
Noci e Castellana Grotte. |
| LA FALCE
|
La Falce ha un ceppo romano, uno piccolo a Buccino nel salernitano, uno
nel cosentino a Castrovillari e Terranova da Sibari ed alcune presenze
tra messinese e catanese, dovrebbe derivare da un soprannome originato
dal mestiere dei capostipiti, visti probabilmente come contadini nell'atto
di falciare l'erba nei campi, ma non si escvlude una derivazione toponomastica. |
| LA FATA
|
La Fata è un cognome tipico del palermitano, di Palermo, Carini,
Cinisi, Partinico, Terrasini e Trappeto, con presenze significative anche
nel siracusano, soprattutto a Carlentini e Lentini, si potrebbe trattare
di un matronimico riferito all'attività di maga o guaritrice svolto
dalla capostipite. |
LA FERRERA
LAFERRERA |
La Ferrera è tipico siciliano, di Gagliano Castelferrato (EN) in
particolare, con un ceppo, probabilmente secondario, a Catania, Laferrera
è praticamente unico, in alcuni casi potrebbe derivare dal toponimo
Ferrera (ME), ma più probabilmente è nato da località
dove si trovava una cava di materiale ferroso.
integrazioni fornite da Andrea
Ferreri - Milano
La Ferrera è un cognome siciliano diffuso nelle province di
Enna e Catania. Epicentro nel comune ennese di Gagliano Castelferrato (2°
cognome in ordine di frequenza), Laferrera si è formato per errore
di trascrizione di La Ferrera. Rarissimo, presente solo a Gagliano Castelferrato. |
LAFFRANCHI
LAFFRANCHINI
LAFRANCHI
LAFRANCONI |
Laffranchi è tipicamente del bresciano, Laffranchini è specifico
anch'esso del bresciano, di Esine, Pian Camuno ed Edolo, Lafranchi, praticamente
unico, sembrerebbe anch'esso del bresciano, Lafranconi è specifico
di Mandello del Lario, con un piccolo ceppo anche ad Abbadia Lariana, sempre
nel lecchese, dovrebbero derivare, direttamente o attraverso forme ipocoristiche
o accrescitive, dal nome medioevale germanico Lanfrancus
(vedi LANFRANCHI), tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo a Brescia nel 1500 con Battista Laffranchi di Lovere, fabro a violinis, nel contado
di Bormio nel 1600 nei Quaterni inquisitionum:
"... in stuffa domus habitationis mei Sermondi cancellarii
sedentibus, denuntiando comparuerunt videlicet: Laurentius quondam Ioannis
Laffranchi et Andreas quondam magistri Nicolini
Morselli de Semogo Communis Burmii...". |
LAGANA
LAGANA'
LAGANARA |
Lagana è specifico di Reggio Calabria, Laganà è la
forma più diffusa, sempre reggina, ma con presenze significative
anche nella Sicilia orientale e nel resto della Calabria, Laganara, assolutamente rarissimo, sembrerebbe pugliese, dovrebbero derivare
dal vocabolo greco lacanas (ortolano),
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Reggio Calabria nella prima
metà del 1600 con il notaio Livio Laganà che il 3 maggio
dell'anno 1640 redisse l'atto di presa di possesso della Baronia di Sambatello
da parte della città di Reggio. |
| LAGGETTA
|
Laggetta, assolutamente rarissimo, è un cognome tipico del Salento. |
| LAGHEZZA
|
Originario del brindisino, può
discendere da un nome greco Lagos, con modificazioni dialettali. |
| LAGORIO
|
Tipico della Liguria, dovrebbe
derivare da un soprannome legato al vocabolo dialettale ligure lagö
(sorta di lucertolone). |
LAGOMARSINI
LAGOMARSINO |
Lagomarsini è tipico dello spezzino, di Ameglia e Castelnuovo Magra
in particolare, Lagomarsino è specifico del genovese, di Genova,
Uscio, Lumarzo, San Colombano Certeno, Chiavari, Recco e Camogli, derivano
entrambi dal toponimo Lagomarsino (GE). |
LAGOSTENA
LAGOSTINA
LAGOSTINI
LAGUSTENA |
Lagostena è tipico di Genova e Campomorone (GE), Lagostina è
specifico di Gravellona Toce (VB), Lagostini è praticamente unico,
Lagustena, assolutamente rarissimo, è sempre del genovese, dovrebbero
derivare da etnici dell'isola di Lagosta (in croato Lastovo) appartenente
al teatro dell'aspra guerra nel 1293 tra le Repubbliche marinare di Genova
e Venezia per il predominio sul mar Mediterraneo, dove i genovesi catturarono
Marco Polo: "...On 10 June 1396, "Laurentius dictus
Lauriça de Siruga de Ragusio, nunc habitator insule Laguste (Lastovo)
omnium ... suorum sotiorum de Lagusta qui recuperaverunt cum magnis laboribus
et periculis aliqua coreda, res et bona unius magne navis a duabus arboribus
et duobus timonis...". |
LA GRECA
LAGRECA |
Lagreca è specifico di Gravina di Puglia, con un piccolo ceppo anche
a Montesano sulla Marcellana nel salernitano, La Greca, molto molto raro,
è specifico del barese, in particolare di Gravina di Puglia,
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel soprannome o nome medievale
Greca, che allude chiaramente a una
provenienza dalla Grecia (per una spiegazione più approfondita,
vedi il cognome Greca). In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni
dei soprannomi o nomi personali dei capostipiti.
|
| LAGRINI |
Cognome assolutamente raro, a livello
di pura ipotesi si può ipotizzare un origine milanese ed una derivazione
dall'aferesi del nome bizantino Philagrius. |
LAGROTTERIA
LA GROTTERIA |
Sembrano entrambi specifici della provincia di Vibo Valentia e Reggio
Calabria, derivano dal toponimo Grotteria (RC).
|
LA GRUTTA
LA GROTTERIA |
La Grutta ha un ceppo lucano a San Martino d'Agri nel potentino ed uno
siciliano a Marsala, Mazara del Vallo e Trapani nel trapanese ed a Palermo,
dovrebbe derivare dalla forma dialettale di località individuate
dal termine Grotta, come ne esistono pressocchè ovunque in Italia.
|
LA GUARDIA
LAGUARDIA |
La Guardia ha vari ceppi, uno a Roma, uno tra teatino e campobassano, uno
nel salernitano, uno nel materano e barese ed uno nel ragusano, Laguardia
è caratteristico della Basilicata, sia del potentino, dove è
più diffuso, che del materano, con una presenza consistente anche
in Puglia, in particolare nel barese, brindisino e tarentino, possono derivare
dal nome di molti paesi in Italia contenenti il termine Guardia,
come Guardia Perticara nel potentino, Guardia Sanframondi nel beneventano,
Guardia Vomano nel teramano, Guardiabruna o Guardiagrele nel teatino, Guardialfiera
nel campobassano e così molti altri, tutti possibili luoghi d'origine
delle famiglie, ma potrebbero anche in qualche caso derivare dalla condizione
di guardia feudale, imperiale o vescovile svolta dai capostipiti.
|
| LAGUZZI |
Specifico dell'alessandrino, zona di Alessandria, Predosa e Novi Ligure,
potrebbe derivare dall'aferesi di nomi come Vincilago. |
LAI
LAY |
Lai, specifico sardo, è diffusissimo in Sardegna, Lay, decisamente
più raro, ha un ceppo a Sassari ed uno nel cagliaritano, dovrebbero
derivare dal toponimo Alà dei Sardi (SS) per aferesi, ma è
anche possibile una derivazione, sempre per aferesi, del nome Nicola.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
LAI: significato ed etimologia. I lai, in italiano, sono i lamenti,
voci meste e dolorose. Dal celtico lai. Laòs in greco significa
popolo: de Lai = dal popolo? Lallai o Lallau o Lallao deriva da Nicolau/o:
tziu Lallau/o = tziu Nicolau. In verità si tratta di un cognome,
che per significato ed etimologia mantiene molte incertezze. Nelle carte
antiche lo troviamo nel *LPDE del 1388, cioè tra i firmatari della
Pace di Eleonora: Lai Comita, majore(sindaco) ville Sia Sancti Nicola (odierno
Sia Piccina o Piccìa. Contrate Campitani Simagis); Lai Gonnario,
jurato ville Capriles(villaggio distrutto - Contrate Campitani Simagis).
Nella storia ricordiamo Lai Enrico, cagliaritano (1842 - 1892), docente
di diritto commerciale all'Università di Cagliari, assessore comunale
e deputato al Parlamento nel 1889, fondatore, nello stesso anno del quotidiano
L'Unione Sarda. Attualmente il cognome Lai è presente in Sardegna
in 234 Comuni su 377, con uniforme diffusione nel territorio. Nel Continente
ha maggiore diffusione nel centro nord., con Roma in testa, con 374.
Seguono: Torino 110, Genova 85, Milano 60, Firenze 58. In USA è
presente in tutti gli Stati (non di provenienza sarda), con oltre 1000
nuclei familiari in California, circa 180 nuclei familiari in Texas, New
York, Hawaii, Illinois, Massachusetts, New Jersey, etc. etc. Se la voce lai è da intendersi(
con molte probabilità) con la nasalizzazione della "i", per caduta
della "n" intervocalica - làî
- siamo in grado di sciogliere le incertezze sul termine. Infatti làî
sta per lani o lana
- làâ = lana,
che qui da noi, in Campidano, viene soprattutto dagli anziani, chiamata
sa làâ - lana o sa
làî - lani.
Sa làâ o più spesso sa làî
de perda è il muschio
(lana di pietra). La lepre dai cacciatori viene chiamata pe(s)de
làî (pedewàî)= piedi
di lana. |
LAINO
LAJNO |
Laino è tipico di Napoli e del napoletano, e di San Giovanni a Piro
nel salernitano, di Paterno, Marsico Nuovo, Lagonegro, Maratea, Pignola
e Rotonda nel potentino e Ferrandina nel materano, di Grottaglie nel tarentino
e di Francavilla Fontana nel brindisino, ma il nucleo principale è
nel cosentino a Tortora, Maierà, Belvedere Marittimo, Laino Borgo,
Cetraro, Praia a Mare, Francavilla Marittima, Cerchiara di Calabria, Castrovillari,
Albidona, Diamante, Laino Castello e Cosenza e di Crotone, Lajno è
praticamente unico, dovrebberop derivare dal nome dei paesi di Laino Borgo
e Laino Castello nel cosentino, che a loro volta possono derivare da un'alterazione
del nome latino Lavinius, un'altra
ipotesi propone una derivazione dal nome dell'antico popolo anatolico dei
laini giunti nella Magna Grecia assieme
ad altri Ioni. |
LAIOLO
LAJOLO |
Laiolo è tipico della zona tra Acqui Terme (AL) ed Asti, Lajolo
molto più raro, diffuso principalmente a Torino, dovrebbe avere
le stesse origini astigiane, dovrebbero derivare da un soprannome legato
al vocabolo dialettale lajo (ramarro), tracce di questa cognominizzazione
si trovano in atti a Tigliole (AT) dove figura il decesso il 27 1 1632
di un tal Michele Laiolo di anni 39, a Mombercelli (AT) esiste anche una
località chiamata Laioli. |
| LAISO
|
Molto raro, sembrerebbe avere due ceppi, nel napoletano e nel barese, dovrebbe derivare
dal nome greco Laisus. |
LAITA
LAITI |
Laita, rarissimo, ha un piccolo ceppo veronese ed uno a Tursi nel materano,
Laiti è specifico del veronese, dove è abbastanza diffuso,
la zona di maggior distribuzione è quella di San'Anna di Alfaedo,
Verona e Negrar, l'area originaria dovrebbe essere quella di San'Anna di
Alfaedo e Breonio, chiara l'origine cimbrica per il nucleo veneto, che
dovrebbe derivare dal vocabolo in lingua cimbrica
laita (riva,
sponda, pendio), forse ad indicare che i capostipiti provenissero dalla zona della riva dell'Adige situata nei pressi.
ipotesi fornite da Fausto Giacomelli
Laiti è il cognome di mia nonna. sembra derivare da un'italianizzazione
del cognome Leitner. Originario della Zona montuosa della Lessinia. Vi
è una località che porta il nome Laita. Dove mia nonna (1901)
dice si sia fermato un graduato Austro-ungarico e qui abbia formato famiglia. |
| LALA
|
Lala, ha un ceppoa Lecce e Bari, uno piccolo a Napoli e Procida, ed in
Sicilia invece è ben presente nel palermitano a Contessa Entellina,
Mezzojuso e Palermo e nell'agrigentino a Porto Empedocle e Raffadali, dovrebbe
derivare dal nome turco Lale italianizzato
in Lala, di quest'uso abbiamo un esempio
ne Il doge Leonardo Donà (anno
1596) di Federico Seneca: "...La Sultana sua madre
è in età di anni cinquanta in circa, et è donna, come
si dice, di animo molto altiero et dal figliuolo assai rispettata. Onde
ella volontiera s'arroga quella autorità maggiore che può,
et per essere si può dir sola che habbia parata l'orecchia del figliolo
a tutte le hore, si giudica che l'intercessione et li pareri suoi habbino
appresso di lui molto vigore. Ma, con tutto ciò, dalla elettione,
che il Gran Signor improvisamente fece del Lala
primo Visir senza alcuna participatione sua, anzi con suo non pocco disgusto,
et dalla morte che fu data a Ferrat Bassà da lei molto favorito,
si comprende non essere l'autorità di lei di quella suprema forza
appresso il Signore che communemente tanto si predica....". |
| LA LEGGIA
|
La Leggia è tipicamente siciliano, di Mazzarino nel nisseno e di
San Cono nel catanese, potrebbe derivare da un toponimo come contrada Acqua
Leggia di Ventimiglia di Sicilia nel palermitano, ma più probabilmente
deriva da un soprannome originato dal termine siciliano leggia
(leggera), secondo alcuni il cognome
sarebbe semplicemente dovuto ad iniziali errori di trascrizione del cognome
La Loggia (vedi LA LOGGIA) attribuito a dei
trovatelli. |
| LA LEGNAME
|
Assolutamente rarissimo, sembrerebbe siciliano, potrebbe derivare da
un soprannome. |
| LALINGA
|
Cognome molto raro originario della
provincia di Matera, non è da escludersi un collegamento con il
toponimo Spilinga (VV) con modificazioni dell'aferesi dello stesso. |
LALLA
LALLI
LALLO |
Lalla è specifico dell'area teatina, campobassana e foggiana, di
Vasto, Liscia e San Buono nel teatino, di Riccia in Molise e di San Giovanni
Rotondo nel foggiano, Lalli è tipico della zona centrale, con un
ceppo a Firenze e Pisa, uno a Perugia, uno nel Lazio, soprattutto a Roma,
ma anche ad Orte nel viterbese, a Cottanello nel reatino ed a Guidonia
Montevelio, Nettuno e Tivoli nel romano, un ceppo in Abruzzo nel teatino
a CastiglioneMesser Marino, Vasto, Chieti, San Salvo e Casalbordino, a
L'Aquila ed a Pescara, e nel Molise a Campobasso, Termoli e Bonefro nel
campobassano ed a Sessano del Molise ed Isernia nell'iserniese, Lallo ha
un piccolo ceppo a Larino nel campobassano, ed a San Nicandro Garganico
nel foggiano, un ceppo ad Avellino ed uno a Rapolla nel potentino, dovrebbero
derivare da forme ipocoristiche aferetiche riferibili a capostipiti i cui
nomi fossero stati, al maschile o al femminile, Antonello,
Graziello, Raffaello
o altri simili. |
| LALLAI
|
Lallai è tipicamente sardo, specifico del cagliaritano di Silius,
Cagliari, Selargius e Quartu Sant'Elena, dovrebbe derivare da un soprannome
dialettale sardo per bighellone, di uno che conclude poco. |
| LA LOGGIA
|
Tipico di Barrafranca (EN) e di San Cono (CT), dovrebbe derivare
dallo stato di bambino abbandonato sulla Loggia Municipale, quindi in un
certo senso anche questo è un cognome che trae origine dal luogo
di provenienza. |
LAMA
LAMI |
Lama ha nuclei nel milanese e bresciano, nel bolognese e ravennate e nel
napoletano e casertano, Lami ha un ceppo in Toscana, uno nel modenese ed
uno a Roma, potrebbero derivare da toponimi come Lama di Marzabotto (BO),
Lama Mocogno (MO), Lama Polesine (RO), Lama (AR) o Lama (PV), ma è
pure possibile una derivazione dalla famiglia tardo latina Lamia, appartenente
alla Gens Aelia, discendente dal mitico Lamus, il mitologico figlio di
Poseidone e re dei Lestrigoni fondatore di Formia, ricordiamo nel I°
secolo d.C. Lucius Aelius Lamia console di Roma nell'anno 3 d.C., che troviamo
nel De Oratore di Cicerone: "...Crassus
apud M. Perpernam iudicem pro Aculeone cum diceret, aderat contra Aculeonem
Gratidiano L. Aelius Lamia,
deformis, ut nostis; qui cum interpellaret odiose, "audiamus" inquit...",
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel 1700 con lo scrittore
toscano Giovanni Lami (1697-1770). |
| LA MACCHIA
|
Due i ceppi, uno nel messinese
ed uno nel foggiano, potrebbe derivare da soprannomi legati a toponimi
come Borgo Macchia (MT), Macchia (FG), San Cosimo alla Macchia (BR), Macchia
di Giarre (CT), ma in alcuni casi, non è da escludere una derivazione
da aferesi di nomi greci come Kallimachos, Lysimachos ecc.. |
LAMALFA
LA MALFA |
Assolutamente rarissima la forma non staccata, sono specifici del messinese,
dovrebbero derivare dal toponimo Malfa (ME) sull'isola di Salina (una delle
Eolie), nome che probabilmente deriva dall'essere questa località
una colonia dell'antica Amalfa o Amalfia, l'attuale Amalfi (...Inde
vero Amalfia ab Amalfitanis est nominata. ...); esiste anche un'ipotesi
che propone una derivazione dal nome della gens latina del I° secolo
Amarphia, molto meno probabile la teoria che propone una derivazione dal
nome greco Malfia (si ricorda ad esempio Malfia figlia del principe di
Melitene). Sono abbastanza comuni nel meridione località il
cui nome sia basato sul vocabolo antico malf (cavità, conca), Melfi
(PZ), Molfetta (BA), Amalfi (SA). |
LA MAGNA
LAMAGNA
LA MANNA
LAMANNA |
Lamagna è tipico di Napoli, con ceppi anche nel materano, La Magna
molto più raro ha un ceppo a Napoli ed uno nel catanese, La Manna
è presente in tutto il sud, Lamanna è tipico del sud peninsulare,
possono derivare sia da attributi di grandezza relativi a zone o a caratteristiche
fisiche la magna (grande) casa, persona,
o altro, come è pure possibile che derivino da modificazioni di
termini longobardi come arimanno
o dal nome della nazione di provenienza Alamagna
(Germania). |
| LA MAIDA
|
Molto molto raro è tipico di Teggiano (SA), potrebbe derivare dal
toponimo Maida (CZ). |
| LAMANO
|
Lamano ha un ceppo a Schiavi d'Abruzzo nel teatino ed uno a Roma, potrebbe
derivare da una forma aferetica del termine alamano
o alemanno (tedesco),
ma molto più probabilmente deriva invece dal nome latino Lamanus,
probabilmente portato dal capostipite. |
LA MANTIA
LAMANTIA |
La Mantia è decisamente siciliano, soprattutto di Palermo, con ceppi
nel palermitano a Monreale, Bagheria e Termini Imerese, nell'agrigentino
a Canicattì e Agrigento, nel trapanese a Marsala e Trapani, a Catania
e nel nisseno, Lamantia, assolutamente rarissimo, sempre siciliano, è
probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente, dovrebbero
derivare dal toponimo calabrese di Amantea, ma, molto più probabilmente
derivano dal nome dell'antica città illirica (albanese) di Amantia,
che occupata dai turchi nel XVI° secolo venne abbandonata dagli abitanti
cristiani che si trasferirono in Sicilia. |
LA MARCA
LAMARCA |
La Marca è molto diffuso nel napoletano, nel foggiano ed in Sicilia,
in particolare nel palermitano, agrigentino, nisseno e catanese, ma con
buone presenze in tutto il sud ed a Roma, Lamarca, più raro, ha
un piccolo ceppo nel napoletano ed uno, più consistente, nel barese
a Corato, Gravina in Puglia e Barletta, dovrebbero derivare dal termine
medioevale longobardo marka (terra,
zona di confine), forse ad indicare che i capostipiti abitassero nelle
zone di confine di un feudo, o anche semplicemente che facessero i fattori
di case nobili. |
| LAMARINA
|
Lamarina è tipicamente pugliese, di Latiano nel brindisino, di Brindisi,
di Martina Franca e Manduria nel tarantino e di Squinzano nel leccese,
potrebbe prendere il nome dalla Masseria Lamarina nella zona di Ceglie
Messapica nel brindisino, secondo un altra ipotesi deriverebbe invece da
una forma etnica relativa a chi fosse provenuto dal paese di Lama nel tarantino. |
LA MARMORA
LAMARMORA
MARMORA |
Entrambi assolutamente rarissimi, La Marmora ha un piccolo ceppo a Castelvetrano
nel trapanese ed a Vittoria nel ragusano, Lamarmora invece, sempre molto
molto raro, è specifico del brindisino, di Mesagne ed Oria, Marmora
è presente nell'area che comprende il salernitano, il potentino
ed il barese, questi cognomi dovrebbero derivare da nomi di località
contenenti il termine dialettale marmora
(marmoreo, simile al marmo), probabilmente
il luogo di provenienza dei capostipiti. |
LA MASTRA
LAMASTRA |
Lamastra, assolutamente rarissimo, è dell'area tra potentino e barese,
La Mastra, più diffuso, ha un piccolo ceppo a Molfetta nel barese
ed uno più consistente nel catanese a Raddusa, Ramacca, Catania
e Trecastagni, dovrebbe trattarsi di matronimici riferiti a capostipiti
che di mestiere facessero le maestre, il termine mastra
starebbe infatti per maestra, trattandosi di una forma dialettale arcaica del termine medioevale magistra. |
| LAMATRICE
|
Molto raro è originario
del foggiano. |
LA MATTINA
LAMATTINA |
Tipico siciliano La Mattina, di Palermo in particolare, specifico di Caggiano
(SA) Lamattina. |
LAMBARDI
LAMBARDO |
Lambardi è tipico toscano, della zona che comprende il livornese,
il grossetano ed il senese, Lambardo è praticamente unico ed è
dovuto probabilmente ad un errore di trascrizione del precedente, derivano
dal nome medioevale Lambardus derivato
da langobardus, utilizzato allora per
indicare uno stato di nobiltà, Ludovico Muratori scrive: "...Farulfo
et Teudegrimo germanis quondam Farolfi, de quibus descendunt Lambardi
quidam de Sancto Miniate, scilicet Cavalca Lambardus
et filii...". |
| LAMBERTENGHI
|
Molto molto raro è tipico lombardo, nome di origini longobarde derivato
dal nome Lambert, tracce di questa cognominizzazione le troviamo in provincia
di Como nel 1200, nel 1222 un certo Bernardo Lambertengo da Vico (CO) lega
i suoi diritti di decima in Viganello all' Ospedale di S. Maria, a Milano
nel 1500 troviamo l'erudito Johannes Stephanus Lambertengus, in provincia
di Sondrio nel 1600: "...Libro delli atti della magnifica
comunità di Villa e Stazzona per il 1665 et 66 scritti per me Luigio
Lambertengo et per me Iacomo
Lambertengo successore, successivamente il
remanente ...". |
LAMBERTI
LAMBERTINI
LAMBERTO
LAMPERTI |
 Lamberti è diffuso in tutto il nord centrooccidentale, Lambertini
è tipico emiliano, della zona che comprende il ferrarese ed il bolognese,
potrebbe avere un ceppo anche nel genovese ed uno nel novarese, Lamberto,
molto raro, ha un ceppo tra messinese e reggino ed uno forse non secondario
nel torinese, Lamperti è decisamente lombardo, del milanese e varesotto
in particolare e del comasco, derivano tutti dal nome franco Lambert
o Lampert. Tracce di questo nome
si trovano ad esempio nella seconda metà del VI° secolo: "...Anno
domini 570 rex Lambertus
destruxit Mediolanum in die sancti Julii. eo anno..." e nel IX°
secolo con il longobardo Lambertus Duca di Spoleto negli Annales
Regni Francorum , dove si può leggere: "...Ita
etiam Formosus papa Arnulfum in Urbem vocavit, et imperatorem constituit,
nullo populi spectato consensu, et Lambertus
Spoleti comes instabat clerum, ut se imperatorem et Augustum conficerent,
ut docet Sigonius ...", nel 1200 a Bologna in un atto di compravendita
si legge: ". Lambertinus,
Palmirolus et Gerardus fratres, filii condam.". Esempio di
questa cognominizzazione la troviamo a Riva del Garda (TN) nel 1200 con Bonzenone
Lamberti da Verona citato come testimone in un atto, a Bologna nella Matricola
dei Mastri Muratori del quarterio porte Sancti Proculi si trova il Mastro
Çagni Lambertini Bricii, a
San Miniato nel 1500 troviamo il Giudice Pietro Lamberti da Firenze.
Il personaggio più famoso è stato sicuramente il bolognese
Cardinal Prospero Lambertini che divenne Papa Benedetto XIV° (1675-1758)
la cui origine si narra fosse da Petrone, duca nel secolo X da cui discese
un Lamberto detto Lambertino (1166),a Bologna ebbero molti consoli e Decani,
assunsero nel 1484 il grado senatorio. |
| LAMBIASE
|
Tipico campano del napoletano e salernitano, di Cava dei Tirreni (SA) in
particolare. |
LAMBRA
LAMBRI
LAMBRO |
Lambra e Lambro, estremamente rari, sembrerebbero del pavese, Lambri è
tipico dell'area tra Milano e Piacenza, derivano dal nome del fiume Lambro,
o dal fatto che il capostipite abitava nelle vicinanze del fiume, o lavorava
sul fiume. |
LAMBRUSCHI
LAMBRUSCHINI |
Lambruschi . molto raro, è specifico del reggiano e del massese,
Lambruschini è tipico della zona di Sestri Levante e Lavagna nel
genovese, tracce di queste cognominizzazioni si trovano a Sestri fin da epoca
medioevale, un Monsignor Lambruschini che nella seconda metà del
1500 è incaricato Pontificio presso la corte fiamminga, ricordiamo
inoltre il Cardinale Luigi Emmanuele Nicolo Lambruschini nato a Sestri
Levante nel 1776 nunzio apostolico a Parigi. |
| LA MENDOLA
|
La Mendola è tipicamente siciliano, dell'agrigentino e palermitano
in particolare, dovrebbe derivare da nomi di località (vedi
MENDOLA). |
LAMERA
LAMERI |
Tipicamente lombardi, Lamera è molto diffuso nel bergamasco, a Romano
di Lombardia, Martinengo, Cortenuova, Bergamo, Bariano, Cividate al Piano
e Calcio, Lameri, più raro, ha un ceppo nel cremonese a Ripalta
Cremasca e Castelleone ed a Tavazzano nel lodigiano, dovrebbero derivare
da un soprannome originato dal termine dialettale lamèra
(lamiera), forse determinato dal mestiere
di lattoniere probabilmente svolto
dal capostipite. |
| LAMETTA
|
Lametta, molto molto raro, è tipicamente campano, di Napoli ed Avellino,
potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine italiano lametta
(lama da barba), forse ad indicare che il capostipite facesse il mestiere
del barbiere. |
| LAMIA
|
Lamia è decisamente siciliano, del trapanese a Marsala, Trapani,
Mazara del Vallo, Petrosino, Erice, Alcamo e di Palermo, potrebbe derivare
dal nome della famiglia tardo latina Lamia,
appartenente alla Gens Aelia (vedi
LAMA), ma è pure possibile una derivazione toponomastica
dal nome della città greca di Lamia capoluogo della perifereia della
Grecia Centrale e del nomo della Ftiotide, o anche, ma molto meno probabile,
dal nome greco Lamia, Lamia era la
bellissima regina della Libia, cui Era uccise tutti i figli e che impazzita
dal dolore prese a divorare bambini e si trasformò in una specie
di orribile Furia, in grado però di trasformarsi ancora in una bellissima
donna per sedurre gli uomini.
integrazioni fornite da Stefano
Fontana
Le sue origini risalgono ad una casa dell'antica aristocrazia militare,
che perdette la maggior parte dei suoi benefici per aver partecipato alla
guerra contro la seconda invasione aragonese capeggiata da Martino di Monblanc
nel 1392. Dimora dei Lamia era stata Catania, dove avevano conosciuto i
loro fasti, ma anche a Trapani la famiglia aveva mantenuto la più
modesta dignità di barone di Canpioppo. Lo stemma della casa è
retto da due nerboruti guerrieri armati di clava e coperti da una pelliccia,
perchè i Lamia facevano risalire la loro origine a Lamis, che aveva
guidato attorno al 730 a.c., da Megara, una delle primissime colonie greche
in Sicilia. Lamis era un eraclide, poichè discendeva da Lamo, figlio
di Ercole. I nerboruti personaggi che reggono l'arma dei Lamia sono dunque
Ercole e Lamo. |
LA MICELA
LAMICELA |
La Micela, abbastanza raro, è del sud della Sicilia, di Scicli nel
ragusano, di Militello in Val di Catania nel catanese e di Francofonte
nel siracusano, Lamicela, decisamente più raro del precedente, e
di cui ne è una forma contratta, è tipico del catanese, di
Catania e di Militello in Val di Catania, dovrebbe derivare da un'alterazione
dialettale arcaica del nome Michela
(vedi MICELA), l'articolo davanti al cognome
iniziale è abbastanza diffuso in tutto il sud. |
| LAMILLO
|
Estremamente raro, è presente
solo nella zona tra Melegnano e Lodi, un'ipotesi credibile è che
derivi da una modificazione dialettale meridionale dell'aferesi del nome
Gerolamo. |
LAMINA
LAMINI
LAMINO |
Lamina, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere siciliano, della zona
litoranea orientale dell'isola, Lamini, altrettanto raro, sembrerebbe dell'Italia
centrosettentrionale, Lamino ha un piccolo ceppo a Napoli, questi cognomi
dovrebbero derivare dai nomi tardo latini Laminus,
Lamina, che sembrerebbero di origini
celtibere. |
| LAMON
|
Specifico di Venezia e dell'entroterra veneto, dovrebbe derivare da modificazioni
dialettali del nome Girolamo, improbabile una connessione con il nome del paese bellunese di Lamon. |
| LAMONATO
|
Lamonato è tipico del trevisano, di Valdobbiadene, Giavera del Montello
e Villorba, dovrebbe indicare la provenienza dei capostipiti dal paese
bellunese di Lamon, il suffisso -ato
in veneto indica provenienza, anche in senso patronimico, in questo caso
sta per cittadino di-, riferito al
Lamon che precede il suffisso. |
LA MONACA
LA MONICA |
La Monaca è molto poco comune, ha un ceppo nel milanese, nel teatino,
nel foggiano ed in Sicilia, La Monica, tipicamente siciliano ha un ceppo
probabilmente secondario in Campania, derivano da soprannomi legati al
fatto di essere originariamente vicini ad un monastero o alle sue dipendenze;
un principio di questa cognominizzazione lo troviamo nel Codice
Diplomatico della Lombardia medievale sotto l'anno 1178: "...Anno
ab incarnatione domini nostri Iesu Christi millesimo centesimo septuagesimo
octavo, decimus kalendas madii, inditione undecima.... Interfuerunt Bernardus
de la Monica, Carnelevarius de Burgo, Marabottus
de Milano..." e sotto l'anno 1191: "...Anno
dominice incarnacionis millesimo centesimo nonagesimo primo, indicione
nona, tercio die mensis decembris. Iuraverunt Iohannes Desparius et Tebaldus
archipresbiter et Aglerius Grossus et Ru|finus Marisanus et Ugo de Curte
et Robertus de la Monaca
et Petrus Senex...". |
| LA MONTAGNA
|
Abbastanza raro è tipico del napoletano. (vedi
Montagna) |
| LAMORTE
|
Abbastanza raro è tipico dell'alto potentino, dovrebbe essere di
origine normanna e derivare dal cognome francese Lamort originario della
Manche in Normandia, a sua volta derivato da un soprannome Lamour stante
ad indicare un carattere dolce.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
La Morte, diffuso in Campania, Basilicata, Puglia, è la cognominizzazione
del soprannome apotropaico Lamorte,
composto da articolo + sostantivo 'morte', dato a un figlio per scongiurarne
il decesso. |
| LAMOTTA
|
Abbastanza raro La Motta ha più ceppi. nel milanese, in Campania,
nel reggino e nel palermitano, dovrebbe derivare da uno dei tanti toponimi
contenenti il termine Motta come ce ne sono ovunque in Italia, la Motta
era una collinetta costruita dall'uomo, spesso con intendimenti difensivi.
Potrebbe anche in alcuni casi, soprattutto in Campania, derivare dal cognome
normanno Lamotte con la stessa origine. |
| LAMPEDECCHIA
|
Specifico di Bisceglie (BA) dovrebbe derivare da un soprannome originato
da un vocabolo dialettale per avaro, originato dal termine latino impeticula
(eruzione cutanea) esteso poi al significato
di chi neppure si lava pur di risparmiare. |
| LAMPIS
|
Specifico del sud della Sardegna, dovrebbe derivare dal nome bizantino
Eulampios, ricordiamo il Santo martire Eulampio ucciso a Nicomedia nel
310, tracce di questa cognominizzazione le troviamo in Sardegna nella seconda
metà del 1500 con lo scultore Gian Pietro Lampis di Laconi.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
LAMPIS: lampu = fulmine;
lampare, lampai = lampeggiare.
In greco abbiamo lampàs (lampas)
= fiaccola o anche balenìo:
su lampalùxi, su 'igu marras. In latino làmpas = fiaccola.
Lampare, in latino = brillare: dalla radice lamp = luce. Il cognome è
presente in Sardegna sin dai tempi antichi. Tra i firmatari della Pace
di Eleonora del 1388, ci sono 7 Lampis: Lampis Gadducio, ville Ecclesiarum(villa
di Chiesa - Iglesias); Lampis Guingiano, ville Sellùri( Seddòri
- Sanluri); Lampis Joanne, ville Ecclesiarum; Lampis Joanne, ville Sellùri;
Lampis Mariano, jurato ville Salanis(villaggio distrutto - Campitani Majoris);
Lampis Pucio, ville Ecclesiarum; Lampis Saraceno, jurato ville Nurghillo
(Norbello - Partis de Guilcier). Nel Condaghe di San Nicola di Trullas
*CSNT XI°, XII° sec., abbiamo 3 Lanpis (con la n: probabilmente
tutti e tre parenti): Gosantine, Ianne e Maria, servi nella domo de Olvesa(località
sita nei pressi del Santuario di S. Nicola di Trullas. Attualmente il cognome
è presente in 82 su 377 Comuni della Sardegna, con maggiore frequenza
nel Medio Campidano: Arbus 218, Cagliari 135, Guspini 111, Quartu S.E.
59, Carbonia 53, Serrenti 47, Villasor 43, Sanluri 35, Sassari 29, etc.
Nel territorio nazionale è presente in 231 Comuni: nel continente
ha maggiore diffusione nel centro nord: Roma 65, Torino 46, Genova 27,
etc. In USA lo troviamo in 4 Stati: Arizona, Texas, Missouri, New Jersey,
con un solo nucleo familiare. |
| LAMPREDA
|
Lampreda, assolutamente rarissimo, è specifico del vicentino, di
Montecchio Maggiore in particolare, dovrebbe derivare dal nome del Castello
di Lampredo o Lampreda tra vicentino e bellunese. |
| LAMPREDI
|
Lampredi è tipicamente toscano, di Firenze e Scandicci nel fiorentino,
di Livorno e di Orbetello nel grossetano, dovrebbe derivare dal nome rinascimentale
Lampredus, anche attraverso un genitivo
patronimico, di questo nome abbiamo un esempio nel dodicesimo secolo nel
Laurentii de Monacis Veneti Cretae cancellarii
Chronicon de rebus Venetis: "...cum Ungarica
rabies occupasset Tragurium, Sibinicum , & pleraque alia oppida Dalmatina
, Jadraque cum Insulanis civitatibus Sub Ducali protectione manerent, grandis
inter eas civitates fuit orta dissensio; tunc Lampredus
Episcopus Jadrae praesidio Ducis obtinuit per privilegium abAnastasio Papa
, ut Jadrensis Ecclesia Metropolis, & palliata esset; eidemque insularum
Ecclesias Catedrales, quae Romanae parebant Ecclesiae subiecit. ..", l'uso di questo nome in centro Italia lo troviamo tra la fine del 1200
e gli inizi del 1300 con il condottiero di Ventura Lampredo Orsini. |
LAMPUGNANI
LAMPUGNANO |
Lampugnani è tipico lombardo,
Lampugnano è rarissimo ed è probabilmente dell'areale milanese.
Questi cognomi derivano dal toponimo Lampugnano, centro ora fagocitato
dalla metropoli milanese. La famiglia Lampugnani è di origini antiche,
le prime tracce risalgono al 1000, ma è con Umbertino da Lampugnano,
lettore di diritto canonico all'Università di Pavia dal 1372 al
1381 e dal 1395 Maestro Generale delle entrate e Consigliere ducale, che
iniziano riferimenti storici importanti. Moltissimi atti notarili riportano
traccia dei Lampugnani o Da Lampugnano, come ad esempio quest'atto del
1108: "Anno ab incarnacione domini nostri Iesu Christi
milleximo centeximo octavo, mense aprilis, indicione prima. Ego Guitardus
filius quondam Anselmi qui vocor da Lampugnano,
de civitate Mediolani, qui professus sum lege vivere Langobardorum, presens
presentibus dixi: 'Dominus omnipotens ac redemptor noster animas quas condidit
ad studium salutis semper invitat'. Et ideo ego qui supra Guitardus volo
et iudico seu per hanc paginam iudicati et ordinationis mee inviolabiliter
confirmo ut presenti die et hora post meum dicessum omnes universe res
teritorie iuris mei reiacentes in loco et fundo Rosxate, qui est non multum
longe ab loco qui dicitur Comacio, et in eius territorio deveniant in iure
et proprietate ecclesie et cannonice Sancti Georgii constructa intra suprascriptam
civitatem Mediolani, ad locum ubi dicitur in Palacio, faciendum exinde
ad eorum usum et sumptum canonici et presbiteri seu officiales eiusdem
ecclesie de frugibus et redditibus ipsarum rerum quod voluerint et de ordinacione
et locacione earum sicut eis melius provisum fuerit pro mercede et remedio
anime mee. Quia sic decrevit mea bona voluntas. Actum suprascripta civitate.
Signum + manus suprascripti Guitardi
qui hanc cartam iudicati et ordinacionis ut supra fieri rogavit.
Signum + + + manus Pagani et Pollentionis,
patrui et nepotis, qui vocantur Girengelli, atque Romedii qui dicitur Corbo,
testium.
Ego Marinus notarius sacri palacii
scripsi, post traditam complevi et dedi.". |
LA MURAGLIA
LAMURAGLIA |
La Muraglia è quasi unico, dovrebbe trattarsi di un'errata trascrizione
di Lamuraglia, che è tipico del barese, di Gravina in Puglia in
particolare, con molta probabilità dovrebbero derivare dal fatto
che a famiglia abitasse in prossimità di un muraglione o delle mura
cittadine. |
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