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LAPA Cognome molto raro di probabile origine reggina, potrebbe derivare dal nome medioevale Lapo, come pure dal toponimo Lappano (CS).
LA PADULA
LAPADULA
La Padula è specifico dell'area che comprende napoletano, salernitano, Lucania e cosentino, con massima concentrazione nel salernitano a Eboli e Polla, Lapadula occupa quasi lo stesso areale ma senza il cosentino e con in aggiunta il barese, il tarentino ed il brindisino e massima concentrazione in Basilicata a Moliterno e Rionero in Vulture nel potentino ed a Pisticci nel materano, dovrebbero indicare la provenienza del capostipite da paesi come Padula nel salernitano o Padula di San Pietro nel cosentino, ma è possibile anche che derivino dal termine latino palus (palude) ad indicare le caratteristiche del luogo di abitazione della famiglia. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nella Descriptio Feudorum sub rege Friderico del 1335: "...Heredes quondam Gentilis de la Padula de Calatagirono, idest Guglielmus de Padula, pro feudis Chanzerie, et Fabare Calatagironi oz 100...".
LAPAI Cognome quasi scomparso.
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (Sondrio)
si potrebbe anche trattare di un cognome Russo. Nel sito di Ellis Island, tra gli immigrati europei  a New York si ritrovano anche tre Russi con questo cognome.
LA PENNA
LAPENNA
La Penna ha un nucleo nelle province di Roma e Latina, uno probabilmente secondario nel napoletano ed uno nel foggiano, Lapenna è specifico delle Puglie, Molise e Basilicata, dovrebbero derivare da soprannomi probabilmente legati al mestiere di scrivano o di amministratore.
LA PERA Molto molto raro sembrerebbe originario del catanese, potrebbe derivare da una modificazione dialettale del nome Petrus, ma è pure possibile che derivi dal nome di uno strumento di tortura, "La Pera", che, aperto con un giro di vite da un minimo, a un massimo dei suoi segmenti, all'estremità dei quali aveva dei rebbi, veniva inserito in bocca o in altri orifizi, per strappare e lacerare la gola o gli intestini che venivano così orrendamente mutilati fino a condurre alla morte del torturato.
LAPI
LAPO
Lapi è tipicamente toscano, del fiorentino in particolare, Lapo è assolutamente rarissimo, derivano dal nome medioevale Lapus di cui abbiamo un esempio nella seconda metà del 1200 in un atto: "...Pro Girolamo Beliocti Girolami, consignavit Lapus eius nepos et filius Berlinghieri umun equum pili nigri frontium balzanum de omnibus pedibus marcatum in spatula destra...". Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Firenze nel 1600 con un certo "Ser Giovanni Lapi, notaio alla mercanzia".
LA PICCIRELLA Cognome molto raro, tipico della zona di San Severo e San Paolo Di Civitate (FG).
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
di origini foggiane, ha alla base un soprannome attribuito alla capostipite, probabilmente a causa della sua bassa statura.
LA PIGNOLA
PIGNOLA
La Pignola, molto raro, è tipico del napoletano, sembrerebbe di Pozzuoli, Pignola è quasi unico, potrebbero entrambi derivare da un soprannome originato dal toponimo Pignola nel potentino, forse ad indicarlo come luogo d'origine del capostipite.
LAPOLLA Specifico della Basilicata, dovrebbe derivare dalla trasformazione del toponimo Rapolla (PZ).
LA QUINTANA
LAQUINTANA
Laquintana sembrerebbe specifico di Monopoli (BA), La Quintana sembra essere dovuto a modi diversi di trascrizione, potrebbero derivare dal fatto di abitare la famiglia tra il quinto ed il sesto sestile di una città ossia sulla via quintana, come veniva chiamata questa strada in epoca medioevale.
LA RAIA
LARAIA
Laraia, molto molto raro, ha un ceppo a Trani (BA) ed uno tra Potenza e Venosa (PZ), La Raia, quasi unico, è probabilmente frutto di errori di trascrizione del precedente, potrebbero derivare da toponimi come Raia Carbone (PZ).
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Laraia è diffuso soprattutto a Trani (BA) e nel potentino, La Raia, rarissimo, potrebbe essere un errore di trascrizione del primo, questi cognomi dovrebbero entrambi derivare dal termine raia o raja, che presenta due diversi significati: in una prima accezione, raia è una voce arcaica che corrisponde all’odierna razza, una specie di pesce dalla caratteristica forma piatta e allungata (dal latino raia); in una seconda accezione, raia è, invece, un vocabolo dialettale del sud che indica una generica pianta spinosa, un rovo (dal termine prelatino e latino radia). Nel primo caso, allora, Laraia e La Raia potrebbero essere derivati da nomi di mestiere, come quello del pescatore o del pescivendolo, o da particolari caratteristiche fisiche o comportamentali del capostipite; nel secondo caso, invece, potrebbero riferirsi alla località di provenienza (esistono, infatti, toponimi come Monte Raia Lunga (SA), Raia dei Carboni (PZ), Raia della Petina (SA), etc.) o, comunque, alla conformazione del territorio in cui il capostipite viveva (ad es., nei pressi di una macchia spinosa, di un roveto, etc.).
LARAI Assolutamente rarissimo, forse di origini ungheresi, è presente solo nel rietino.
LARAS Laras è un cognome quasi unico, presente sporadicamente nel nord Italia, dovrebbe essere di origine greca.
LARCERI Assolutamente raro
LARCINESE
LARCINESI
Larcinese, molto molto raro, è tipico del chietino, di Gessopalena (CH) in particolare, Larcinesi, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente, potrebbe avere un origine legata a località caratterizzate dalla presenza di larici, per assonanza con il fungo che nel dialetto dell'Italia centrale viene chiamato lercino (il cosiddetto porcino dei larici). Tracce di questa cognomizzazione si trovano a Gessopalena fin dagli inizi del 1500.
integrazioni fornite da Matthew Francesco Larcinese
Un documento notarile del 1580 redatto in Chieti colloca un Bernadino de Larcenese nel paese di Gessopalena verso il 1520 come proprietari di terreni fra cui un colle dell'Arcinni (o Arcioni, Arcione, Arcini) il cognome Larcinese deriverebbe quindi dal nome di questo colle e nascerebbe come l'Arcinese.
LARDON
LARDONE
LARDONI
Lardon parrebbe del torinese, Lardone ha un ceppo piemontese, uno toscano ed uno nel napoletano, Lardoni è quasi unico, parrebbe originario della zona di Massarosa nel lucchese, dovrebbero derivare dall'antico termine lardone o pacca di lardo che intende una metà del lardo d’un maiale salata in un solo pezzo, riferendosi probabilmente all'attività del capostipite.  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo verso la fine del 1400 a Cherasco nel cuneese con un certo nobiluomo Guglielmo Lardone, nel 1753 e nel 1763 a Recco (GE) è consigliere Angelo Francesco Ignazio Lardone.
LA REGINA Un nucleo importante nel cosentino, verso i confini con la Basilicata e forse un altro nel salernitano, dovrebbe derivare dal toponimo Regina (CS), ma non è da escludere una derivazione dal cognomen latino Reginus, Regina.
LARI Cognome tipicamente toscano, potrebbe derivare dal toponimo Lari (PI) ma è pure possibile una derivazione dalla modificazione dell'aferesi di un nome come Ilario.
LARIA Molto raro dovrebbe essere calabrese della zona di Vibo Valentia e Catanzaro, dovrebbe derivare da una modificazione del cognome Lauria. Tracce di questa cognomizzazione si trovano nel 1700 con il reverendo Giovan Domenico Laria parroco di San Nicolo' di Ricadi (CZ).
LAROBINA Molto raro. sembra tipico della provincia di Vibo Valentia di Arena (VV) in particolare.
LA ROCCA
LAROCCA
La Rocca è diffuso in tutto il centrosud, in Campania ed in Sicilia in particolare, Larocca è specificatamente lucano, in particolare della zona di Calvello e Abriola (PZ), derivano da toponimi contenenti la radice rocca, come ce ne sono moltissimi in Italia.
LA ROSA
LAROSA
La Rosa è tipico siciliano e della zona calabrese dello stretto di Messina, Larosa molto più raro, ha un ceppo nel reggino ed uno nel barese, derivano entrambi dal nome personale latino Rosa.
LA RUSSA
LARUSSA
La Russa è siciliano, mentre Larussa è tipico di Catanzaro, dovrebbero derivare da soprannomi dialettali originati da caratteristiche della località d'origine, quelli della casa rossa, o da caratteristiche fisiche, come ad esempio quelli della rossa (di capelli).
LARVA Oltremodo raro, si ipotizza un'origine nel Salento, dovrebbe derivare dal termine latino larva (spettro, fantasma, mostro) usato anche raramente come nome in epoca medioevale: "...Cum vero incertum est, quae cuique eorum sortitio evenerit, utrum Lar sit an Larva, nomine Manem deum nuncupant...".
LASAGNA
LASAGNI
LASAGNO
Lasagna ha vari ceppi in giro per l'Italia, uno nell'alessandrino, uno nel mantovano, uno nel perugino ed uno nel ragusano, Lasagni è molto diffuso nell'area reggiano, modenese, e nel fiorentino, Lasagno, molto raro, è specifico del torinese, dovrebbero derivare da soprannomi originato dal vocabolo lasagna (tipo di pasta molto ricca e condita), forse ad indicare nei capostipiti dei ghiottoni o dei ristoratori.
LASARACINA Tipico del barese, di Noci e di Bari, dovrebbe derivare da un matronimico originato da un soprannome legato o all'origine medioorientale della capostipite o a caratteristiche comportamentali della stessa o ad episodi che la collegassero in qualche modo ai saraceni.
LASCA
LASCHE
LASCHI
LASCO
Lasca è tipicamente marchigiano dell'anconetano, di Osimo in particolare, Lasche è praticamente unico, Laschi è decisamente toscano, di Prato, Lucca, Firenze, Siena, Agliana nel pistoiese e Follonica nel grossetano, Lasco ha un ceppo a Roma, Uno nel casertano a Marcianise, Recale, Capodrise e Carinola, e Napoli, un ceppo nel potentino a Viggiano, Calvello e Potenza, ed uno a Melito di Porto Salvo nel reggino, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal nome medioevale Lascus, di cui abbiamo un esempio nel 1500: "...Hoc mihi solum natale es in quo et lucem primum vidi et educatus sum: ubi et pater meus et avus paternus, et proavus, et avia quoque paterna, et aviae pater, et patris mei avunculus eodem mecum nomine et cognomine dictus, nati fuêre omnes inter suos honorati, et possessiones soli ibidem tenentes. Pater ei fuit Emmo Diken, Ecclesiae Iesu Christi ibidem per annos complures sidus minister, vir et eruditione et vita Theologus, M. Lutheri et Phil. Melanchthonis quondam discipulus, obdoctrinam, pietatem singularem morumque modestiam carus imprimis ac familiaris Iohanni a Lasco Polono, viro maximo, omnium Ecclesiarum toto agro isto sparsarum tum temporis Ephoro. ..". Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Venezia nella Relazione di Francia di Matteo Dandolo del 1547: "...Andai indi a pigliare l’istessa licenza dalla cristianissima regina, e medesimamente dalla serenissima madama Margherita, le quali mi usarono le istesse molto buone parole, che io ho detto avere ricevute nel mio andarvi; le quali avendo io scritte ben due fiate all’eccellenze vostre, sarebbe un attediarle il replicargliele. Ma nell’ultimo ritirarmi, la serenissima regina mi ferma pregandomi a raccomandare in nome suo alla serenità vostra il capitano Niccolò Lasco da Vicenza, e con molta istanza, e fu il medesimo del quale la mattina seguente il signor contestabile mi mandò una polizza da parte del re. ..".
LASCARI
LASCARO
Lascari estremamente raro è tipico del messinese, mentre Lascaro, altrettanto raro, è tipico del materano, dovrebbero derivare dal casato greco bizantino dei Laskaris, ricordiamo nel 1200 Teodoro I° Laskaris.
LA SELVA Tipico pugliese, della zona di Conversano e Polignano a Mare, ha un ceppo anche a Pescara, potrebbe derivare da nomi di località come Bosco Selva (BA) o simili.
LA SPADA
LASPADA
La Spada sembrerebbe originario della Sicilia sudorientale, del messinese, di Messina, Milazzo e Barcellona Pozzo di Gotto, Laspada è quasi sicuramente dovuto ad errori di trascrizione, dovrebbe derivare da soprannomi originati fprse dal fatto che i capostipiti utilizzavano o bene o spesso la spada.
LA SPINA
LASPINA
Tipici della Sicilia orientale, Laspina è decisamente estremamente più raro della forma La Spina specifico del catanese, dovrebbero derivare dal nome mediovale Spina.
LATERZA Specifico pugliese, deriva dal toponimo Laterza (TA)
LATIN
LATINA
LATINI
LATINO
Latin, assolutamente rarissimo è triestino, Latina sembra specifico del siracusano, Latini è tipico della fascia dell'Italia centrale, Latino, tipico del sud, ha ceppi in Sicilia, nel Salento, nel Gargano e nell'iserniese, dovrebbero derivare dal cognomen latino Latinus, citato ad esempio da Virgilio nell'Eneide: "...Rex arua Latinus et urbes - iam senior longa placidas in pace regebat...", questa cognomizzazione era già presente in Toscana in epoca medioevale, si ricorda il Brunetto Latini (1220-1295) citato da Dante nella Divina Commedia nel girone dei sodomiti.
LATO Lato ha un ceppo nel casertano a Galluccio ed uno in Puglia tra tarantino e leccese, in particolare a Ruffano (LE), dovrebbe derivare da soprannomi originati dal termine medioevale latus (largo) con riferimento alla corporatura del capostipite.
LA TORRACA
LATORRACA
La Torraca è molto raro ed è specifico del salernitano e potentino, Latorraca un pò meno raro è specifico della zona che comprende Basilicata, barese e tarentino, dovrebbero derivare dal toponimo Torraca (SA).
LA TORRATA
LATORRATA
La Torrata, quasi unico, è dovuto ad errori di trascrizione del cognome Latorrata che è specifico della provincia di Taranto, di Mottola, Palagiano, Massafra e Palagianello, e dovrebbe derivare dal toponimo La Torrata, località molto antica, risalente ad epoca precristiana, il cui nome deriva dalla Torre Nova delli porcili fatta costruire verso la metà del 1500 da Tiberio Domini Roberti, feudatario del castello di Palagianello e dei territori circostanti, si tratta dunque di un soprannome, attribuito al capostipite, indicante la località d'origine dello stesso, il cognome risale quindi ad un periodo posteriore al XVI° secolo.
LA TORRE
LATORRE
Latorre è un cognome tipico dell'area che comprende la Basilicata, il barese, il tarentino ed il brindisino, La Torre è molto diffuso nel centrosud, soprattutto nel foggiano, nel casertano e napoletano, nel potentino, in Sicilia e nel reggino, potrebbero derivare da nomi di località caratterizzati dalla presenza di una torre, come ne esistono ovunque in Italia. Esistono varie famiglie nobili con questo cognome.
LATROFA La Trofa è quasi unico, Latrofa sembra specifico di Noicattaro nel barese, potrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo greco trofos, τροφός (infermiere), forse dal fatto che il capostipite svolgesse funzioni di infermiere o addetto alla sanità in un corpo militare.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
La Trofa, rarissimo, sembra essere originario di Biccari (FG), Latrofa è tipico del barese, entrambi questi cognomi dovrebbero derivare dalla voce dialettale trofa, col significato di cespo, mazzo (di verdura, specialmente di lattuga): l’origine del termine va ricercata nel greco tryphos, che letteralmente significa pezzo, cosa staccata (in riferimento al cespo strappato dal terreno). Molto probabilmente, allora, si tratta delle cognominizzazioni di nomi di mestiere attribuiti ai capostipiti (forse degli ortolani o dei verdurieri).
LATTANZI
LATTANZIO
Lattanzi è specifico della fascia centrale che comprende Marche, Umbria, Abruzzo e, soprattutto Lazio, con un ceppo anche nel barese, Lattanzio, molto meno diffuso, è tipico di Abruzzo, Molise, foggiano e barese, deriva dal cognomen latino Lactantius, ricordiamo lo scrittore latino Lucius Caelius Firmianus Lactantius (240 - 320).
LATTARI
LATTARO
Lattari è tipico calabrese, del cosentino in particolare, ha un ceppo probabilmente secondario a Roma, Lattaro sembrerebbe tipico napoletano e dovrebbe derivare dal nome del monte Lattaro, vicino al Vesuvio.
LATTES Molto raro, di origine ebraica, arriva nel torinese dalla Linguadoca e dalla Provenza nel 1500 a seguito delle persecuzioni religiose, dovrebbe derivare dal toponimo Lattes nei pressi di Montpellier.
LATTISI Parrebbe originario del basso Trentino.
LATTUADA Specifico del nord milanese e del basso varesotto soprattutto nella zona di Saronno e Caronno Pertusella, tracce di questa cognomizzazioni le troviamo a Milano nel 1500 con il Nobile Luigi Lattuada, sempre a Milano nella prima metà del 1600 troviamo il giureconsulto Giuseppe Lattuada.
LATTUCA Lattuca è un cognome siciliano specifico dell'agrigentino, soprattutto di Agrigento, Raffadali ed Aragona, con ceppi secondari anche a Palermo e Catania, un'ipotesi proporrebbe la derivazione dal termine dialettale siciliano lattuca derivato a sua volta dal latino lactuca (lattuga), come soprannome attribuito al capostipite o alla capostipite, i motivi possibili potrebbero essere, nel caso di una capostipite, il fatto di tenere a balia  più bambini e di cibarsi per questo motivo principalmente di lattuga, il nome latino della pianta ha la stessa radice di latte proprio perche già i latini ritenevano che mangiarne in abbondanza contribuisse a rendere copiosa la produzione di latte da parte delle donne.
LAUCELLI
LAUCELLO
LAUCIELLO
Laucello è assolutamente rarissimo, Lauciello ha un ceppo a Genova, uno a Roma e provincia, uno a Potenza e Campomaggiore sempre nel potentino ed uno a Ruvo di Puglia nel barese, dovrebbero derivare direttamente o tramite modificazioni dialettali dal nome medioevale Laucellus di cui abbiamo un esempio in un atto di successione dell'anno 822 in Castiglia (Spagna) dove viene citato un abate Laucellus fra i testimoni, ma è pure possibile una derivazione da alterazioni dialettali dalla Gens Lucilia.
LAUDADIO
LAUSDEI
Laudadio ha un nucleo abruzzese a Lama Dei Peligni (CH) ed altri in Puglia, nel barese soprattutto, Lausdei ha un ceppo ad Ancona ed uno a Roma, di probabile origine ebraica, derivano dal nome gratulatorio Lausdei (sia lode al signore) tipicamente attribuito a figli molto attesi e desiderati.
LAUDAMO
LAUDANI
LAUDANO
Laudamo, quasi unico, sembra siciliano, Laudani è tipico del catanese, tra Paternò, Belpasso, Acireale e Catania, Laudano, più raro, è specifico della costiera amalfitana, potrebbero derivare da modificazioni del termine laudamus usato spesso per indicare un trovatello, tracce di queste cognomizzazioni le troviamo a Napoli nel 1500 con lo scultore Angelo Laudano.
LAUDATI
LAUDATO
LAUDITI
LAUDITO
LODATI
LODATO
Laudati è tipicamente campano, del napoletano, avellinese e salernitano, con un ceppo anche a Roma, Laudato, ben diffuso in tutta la Campania è particolarmente presente nel salernitano, Lodati, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un'errata trascrizione del cognome Lodato, che ha un grosso ceppo nel salernitano ed uno in tutta la Sicilia, in particolare nel palermitano, Lauditi, quasi unico, potrebbe essere abruzzese, anche se presenta forse un ceppo nell'imperiese, Laudito, assolutamente rarissimo, sembra tipico di Torino e del torinese, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite modificazioni più o meno dialettali, dal nome gratulatorio medioevale Laudatus (Lauditus)  o Laudato, attribuito in onore di Cristo, con riferimento al famoso Cantico delle Creature scritto da San Francesco nel 1226: "...Laudato sie, mi' Signore cum tucte le Tue creature, spetialmente messor lo frate Sole, lo qual è iorno, et allumini noi per lui...".
LAUDISA
LAUDISI
LAUDISIO
Laudisa, molto raro, è tipico di Lecce,  Laudisi, assolutamente rarissimo, potrebbe essere dell'Irpinia, Laudisio, molto raro, sembra specifico del napoletano, salernitano e potentino, dovrebbero derivare dal nome medioevale di origine franca Laudus di cui abbiamo un esempio in un atto del 1355 dove è citato un ser Laudus Lambardo. Troviamo tracce di questa cognomizzazione a Salerno in un atto di conferimento della rettoria parrocchiale di S. Angelo in Solofra al sacerdote Pietro de Laudisio di Montoro (AV).
LAURA
LAURI
LAURO
Laura, molto raro sembra essere specifico della provincia di Imperia, Lauri è diffuso nella fascia centrale che comprende Umbria, Marche, Lazio e Abruzzi, con un ceppo anche nel napoletano, Lauro è tipico del napoletano, dovrebbero derivare dal nome latino Laurus (consacrato ad Apollo) citato ad esempio in questo cenotafio di epoca longobarda: "...Laurus eras, Umfrede, tuas academia frondes iactavit merito, serta superba, diu...", è pure possibile, in alcuni casi, una derivazione da toponimi come Lauro (AV) e (CE) e simili.  Tracce di questa cognomizzazione si trovano sia a Fano (PS), che a Macerata fin dal 1500.
LAUREANTI
LAURIANTI
Laureanti dovrebbe essere originario del catanese, Laurianti, quasi unico, è probabilmente solo una diversa forma del primo, potrebbe derivare da un toponimo come Laureana di Borello (RC).
LAURENDI Laurendi è tipico del reggino, di Bagnara Calabra in particolare, dovrebbe trattarsi di una forma dialettale dell'etnico della città di Laureana.
LAURENTI
LAURENZI
Laurenti sembra essere di origine umbra e laziale con ceppi nel nord Italia dal Piemonte al Veneto, Laurenzi è tipico della fascia che comprende l'aretino, l'Umbria, le Marche, l'Abruzzo ed il Lazio, dovrebbero derivare dal cognomen latino Laurentius, originato in alcuni casi probabilmente dall'antico toponimo Laurentium nel Lazio occidentale.
LAURENZANA Laurenzana è tipicamente lucano, di Potenza e Tito nel potentino e di Stigliano e Garaguso nel materano, dovrebbe derivare dal toponimo Laurenzana nel potentino.
LAURENZANO Laurenzano ha un ceppo  campano ed uno calabrese a Rossano e Caloveto nel cosentino ed a Condofuri nel reggino, dovrebbe derivare dal nome medioevale Laurentianus o anche dall'essere il capostipite originario di proprietà di un Laurentius o di essere alle dipendenze di un Laurentius.
LAUREOLA Cognome assolutamente rarissimo, quasi estinto, dovrebbe derivare dal cognomen latino Laureola, probabilmente insediatosi inizialmente nel livornese, dov'è tuttora presente, potrebbe aver generato un ceppo che, emigrò in Sicilia dando luogo alla stirpe dei Lauricella.
integrazioni fornite da Enzo Lauricella
LAURIA Diffuso al sud, in Basilicata, Calabria, Campania e Sicilia, dovrebbe derivare dal toponimo Lauria (PZ), traccia di questo cognome la troviamo con il famoso Ruggiero Lauria ammiraglio della flotta siciliana che sconfisse carlo D'Angiò nel 1284.
LAURICELLA Originario della Sicilia, provincia di Agrigento, potrebbe derivare da un diminutivo del cognomen latino Laureola. Famiglia proveniente dalla Catalogna (Spagna) con i Mango di Casalgerardo (PA), ed imparentata con Ruggiero di Lauria (PZ).
Personaggi notevoli di questa casata sono: Baldassarre, pittore di paesaggi assieme ai suoi figli Filippo e Francesco, alla maniera fiamminga, Vincenzo Cardinale e scrittore, Gregorio, Vescovo di Ripatransone, Antonio, nobile che nel 1710 alzò stemma gentilizio, da S.Cataldo (CL) si trasferì a Villalba (PA), Giuseppe,scienziato e docente (AG), ottenne la cattedra universitaria di matematica e scienze infintesimali , presso l'università di Catania, Giuseppe, sacerdote e scrittore(AG), Salvatore, varie volte deputato regionale, presidente dell'assemblea regionale siciliana,sottosegretario al ministero del tesoro, Carlo, pittore di fama europea e professore all'accademia di belle arti (PA). Ferdinando Lauricella propone un'ipotesi diversa per l'origine del cognome, dovrebbe derivare dalla fusione dei cognomi Lauri e Cella, ha trovato tracce di una famiglia di Patrizi anagnini Lauri-Cella nel 1600 (come risulta dall'Elenco Ufficiale Italiano - CONSIGLIO ARALDICO ITALIANO) e aggiunge di aver trovato nell'Archivio Araldico Nobiliare notizie inerenti alla nobile famiglia Lauri, nobili di origini marchigiane e Patrizi di origine laziale, e alla famiglia Cella nobili di origini lombarde ed emiliano romagnole.
integrazioni fornite da Enzo Lauricella
LAURINI Non comune, ha un nucleo nel parmense, uno tra senese e perugino, zona di Chiusi e Castiglion del Lago ed uno a Roma.
integrazioni fornite da Robert Laurini Lyon France
Esistono parecchie ipotesi sul significato e sull'origine del cognome Laurini, la prima è che derivi dal latino laurinus, cioè relativo all'alloro (Laurus), la seconda lo fa derivare da un diminuitivo del nome di battesimo Lauro, un'altra lo fa risalire ad un nome di località, a Roma nel centro storico esiste una strada chiamata "Via Laurina" citata in alcuni libri già dal 1614 (Theatrum Urbis di Pompeo Ugonio), le origini di questo nome sono incerte, probabilmente derivava da una località chiamata anticamente "Laurina", per la quale passavano i pellegrini in arrivo dal nord.
LAURINO Molto raro è tipico del potentino, dovrebbe derivare dal toponimo Laurino (SA).
LAURITO Specifico della zona tra salernitano e cosentino, deriva dal toponimo Laurito (SA).
LAURORA Sembra essere originario del barese, potrebbe derivare dal nome medioevale Aurora
LAUTERI
LAUTERIO
Lauteri ha un ceppo laziale nel romano a Roma, Civitavecchia e Marino ed a Vejano nel viterbese ed uno umbro a Spoleto (PG), Lauterio, molto molto raro, è tipicamente abruzzese, dovrebbero derivare dal nome franco Lauterius di cui abbiamo un esempio in un testo della seconda metà del 1500: "...Hanovii Comitis longum hoc testabitur Aula, Praeside quaeque ipso Curia tuta fuit. Testis Lauterius fama generosus avorum....", o anche agli inizi del 1600 in una lapide che cita: "..Stephanus Lauterius, prior secundus.." e che corrisponde al germanico Lothar, ricordiamo il re franco Lotario nipote di Carlomagno.
LAVAGETTI
LAVAGETTO
LAVAGGI
LAVAGI
Lavagetti è assolutamente rarissimo e sembrerebbe dello spezzino, Lavagetto è tipico di Genova e di Serra Ricco (GE), Lavaggi sembra specifico di Sestri Levante (GE), Lavagi ha un piccolo ceppo ligure a Serra Ricco e Genova ed uno livornese, potrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da forme etniche di località come Lavaggiorosso di La Spezia o simili..  I Lavagi o Lavaggi appartengono ad un nobile casato genovese che risale almeno al 1400 che ottenne il titolo di Conti; alla fine del 1700 un tal Domenico Lavaggi era Console della Repubblica ligure presso la Repubblica Romana.
LA VECCHIA
LAVECCHIA
La Vecchia è un cognome decisamente meridionale, distribuito a macchie di leopardo in tutto il sud, con ceppi particolarmente nell'area che comprende la Campania, il campobassano, il foggiano, il potentino, il cosentino ed il catanzarese e soprattutto la Sicilia con massima concentrazione nel catanese, agrigentino e palermitano, Lavecchia, sempre meridionale, è specifico dell'area che comprende il salernitano, la Basilicata, il barese ed iul catanzarese, ed, in misura minore, il tarentino e brindisino, il cosentino ed il valentiano, potrebbero derivare da toponimi contenenti la radice vecchia, ma è pure possibile una derivazione da caratteristiche dei capostipiti, come quello di essere figli di una particolare vecchia.
LAVESI Rarissimo, forse è originario della zona di confine tra lodigiano e piacentino, potrebbe derivare dall'aferesi del toponimo Villavesco (LO).
LAVEZZARI
LAVEZZARO
LAVIZZARI
LAVIZZARO
Lavezzari ha un ceppo tra milanese e varesotto ed uno nel genovese, Lavezzaro è tipico dell'alessandrino, Lavizzari sembrerebbe tipicamente del milanese, Lavizzaro è praticamente unico ed è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione, dovrebbero derivare da toponimi come Borgolavezzaro (NO) o Pietralavezzara (GE), ma è anche sostenibile una tesi che li colleghi ad un nome di mestiere, cioè di artigiano che lavora una particolare pietra ollare detta lavezzo (termine dialettale) per farne vasi o stoviglie.
LAVEZZI
LAVEZZO
Lavezzi ha un ceppo a Milano e tra Vigevano (PV) e Pavia, ed un ceppo tra rovigoto e ferrarese a Rovigo, Castelmassa e Occhiobello nel rovigoto e ad Argenta e Ferrara nel ferrarese, Lavezzo ha un ceppo a Rovigo e Badia Polesine (RO) con presenze significative anche a Chioggia ed un ceppo tra milanese, pavese ed alessandrino, potrebbero derivare da soprannomi originati dal termine lavezzo (tipo di pietra ollare una varietà molto tenera di serpentino, con un'alta percentuale di talco o clorite) o da lavezzi recipienti da fuoco, troncoconici torniti di pietra ollare, probabilmente riferiti ad artigiani specializzati nella loro lavorazione o commercianti che vendevano quel tipo di prodotto.
LAVIA
LAVIANI
LAVIANO
LAVIO
Lavia ha un ceppo nell'udinese che potrebbe derivare dal toponimo Lavia, località di Fagagna (UD) ed uno nel cosentino, Lavio e Laviani sono assolutamente rarissimi, Laviano, abbastanza raro, ha un ceppo a Napoli, uno nel potentino ed uno in Sicilia nel catanese e a Francavilla di Sicilia (ME), potrebbe derivare in alcuni casi dal toponimo Laviano (SA), ma più probabilmente derivano dalla gens latina Lavia.  Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Genzano di Lucania (PZ) fin dal 1600, dal 1615 al 1625 è infatti podestà della città Don Tiberio Laviano.
LA VOLPICELLA
LAVOLPICELLA
Cognome rarissimo La Volpicella, di cui è impossibile identificare un areale di provenienza, si può ipotizzare un errore di trascrizione del cognome Lavolpicella (tutto attaccato) che è di origini baresi. La derivazione dovrebbe essere da soprannomi originati dall'astuzia del capostipite.
integrazioni fornite da Enzo Lauricella
Famiglia di origine pugliese, facente parte della Nobiltà Molfettana.
LAZZARA
LAZZARI
LAZZARIN
LAZZARINI
LAZZARINO
LAZZARO
LAZZARONE
LAZZARONI
Lazzara sembra essere specifico siciliano, Lazzari è diffusissimo in tutto il nord, nelle Marche, in Umbria e nel Salento, Lazzarin sembrerebbe avere due ceppi uno veneto tra le province di Padova, Venezia e Rovigo ed uno tra Lombardia occidentale e Piemonte orientale, Lazzarini è diffuso in tutto il nord, Lazzarino è tipico del basso Piemonte, Lazzaro è diffuso nel centro sud, nel Veneto, nel genovese e nel cuneese, Lazzarone è piemontese, dell'astigiano e del torinese, Lazzaroni è lombardo, con un piccolo ceppo anche a Bologna. Questi cognomi sembra derivino da toponimi come Lazzaro (RC) o Borgo San Lazzaro (SA), San Lazzaro (PR), San Lazzaro (VI), San Lazzaro (PU) e molti altri, ma potrebbero pure essere stati originati dal nome medioevale Lazzaro o da suoi ipocoristici.
Considerando la distribuzione geografica della maggior parte di questi cognomi la probabilità che alcuni di essi possano derivare secondo l'ipotesi sottoriportata è estremamente ridotta.
ipotesi fornite da Lazzari Maksy
I lazzari (o anche lazzaroni) erano giovani della classe popolare della Napoli del XVII-XIX secolo. Particolarmente famoso fu il ruolo da loro svolto durante la Repubblica Napoletana del 1799. Grazie alle favorevoli condizioni climatiche e al rapporto privilegiato con la campagna circostante, benché miseri, riuscivano a sopravvivere senza doversi preoccupare eccessivamente per questioni di cibo e vestiario. Soventemente sfaccendati, si adattavano a compiere qualsiasi mestierie che si prestasse loro occasionalmente, non disdegnando talvolta di compiere qualche piccolo furto o raggiro e, più spesso, mendicando. Per questo motivo il termine lazzarone, che ha origine dallo spagnolo lazaros (con riferimento al Lazzaro evangelico e agli stracci di cui era avvolto) è sinonimo nell'italiano comune di persona pigra o di poco di buono.4w
LAZZARETTI
LAZZARETTO
LAZZERETTI
LAZZERI
LAZZERINI
LAZZERO
LAZZERONI
Lazzaretti è presente in Lombardia, Emilia e Romagna, Veneto e Lazio, Lazzaretto è tipicamente veneto del padovano soprattutto, Lazzeretti ha un ceppo nel fiorentino tra Fucecchio, Vinci e Lastra A Signa, ed uno a Pontedera (PI), con un ceppo probabilmente secondario a Roma, Lazzeri ha un ceppo toscano ed uno trentino, Lazzerini è tipico della Toscana e del perugino, Lazzero è torinese, Lazzeroni è toscano, specialmente di Arezzo e Pisa, dovrebbero derivare da nomi di località come i vari Lazzaretti o Lazzeretti presenti in tutt'Italia a causa delle varie pesti, ma potrebbero pure essere stati originati direttamente o tramite ipocoristici dal nome medioevale Lazzerus, in un elenco dei cittadini pisani del 1405 viene citato un tal Lazzerus Bacciamei de Oliveto.
LAZZAROTTI
LAZZAROTTO
Lazzarotti è molto raro ed è specifico di Massa, Lazzarotto è tipico della zona che comprende il basso vicentino ed il padovano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Lazzarotto, di cui si hanno tracce ad esempio nel 1400 con Lazzarotto da Montecuccolo, signore di alcuni territori nel modenese. 
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