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LAPA Cognome molto raro di probabile origine reggina, potrebbe derivare dal nome medioevale Lapo, come pure dal toponimo Lappano (CS).
LA PADULA
LAPADULA
La Padula è specifico dell'area che comprende napoletano, salernitano, Lucania e cosentino, con massima concentrazione nel salernitano a Eboli e Polla, Lapadula occupa quasi lo stesso areale ma senza il cosentino e con in aggiunta il barese, il tarentino ed il brindisino e massima concentrazione in Basilicata a Moliterno e Rionero in Vulture nel potentino ed a Pisticci nel materano, dovrebbero indicare la provenienza del capostipite da paesi come Padula nel salernitano o Padula di San Pietro nel cosentino, ma è possibile anche che derivino dal termine latino palus (palude) ad indicare le caratteristiche del luogo di abitazione della famiglia. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nella Descriptio Feudorum sub rege Friderico del 1335: "...Heredes quondam Gentilis de la Padula de Calatagirono, idest Guglielmus de Padula, pro feudis Chanzerie, et Fabare Calatagironi oz 100...".
LAPAI Cognome quasi scomparso.
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (Sondrio)
si potrebbe anche trattare di un cognome Russo. Nel sito di Ellis Island, tra gli immigrati europei  a New York si ritrovano anche tre Russi con questo cognome.
LA PALOMBARA La Palombara è specifico di Vasto nel teatino, potrebbe derivare dal nome delle località omonime presenti nel ternano, nel teramano o nel frusinate, ma è possibile anche una derivazione dal termine medioevale latino palumbarius (falcone), forse ad identificare nell'allevamento dei falchi da caccia il mestiere della famiglia.
LA PAROLA
LAPAROLA
La Parola è specifico di Palermo, Laparola, praticamente unico, dovrebbe essere una forma alterata del precedente, dovrebbe trattarsi di un soprannome attribuito ad un prete ortodosso, considerato la parola di Dio, o di un cognome attribuito ad un trovatello.
LA PASTINA La Pastina è specifico di Castellabate nel salernitano, potrebbe derivare dal toponimo Pastina nell'avellinese, forse il luogo d'origine del capostipite.
LA PENNA
LAPENNA
La Penna ha un nucleo nelle province di Roma e Latina, uno probabilmente secondario nel napoletano ed uno nel foggiano, Lapenna è specifico delle Puglie, Molise e Basilicata, dovrebbero derivare da soprannomi probabilmente legati al mestiere di scrivano o di amministratore.
LA PENTA
LAPENTA
La Penta, assolutamente rarissimo è campano, mentre Lapenta è tipicamente lucano, dovrebbero derivare dal nome grecanico Penta, una variazione del nome greco Pentheus, attribuito a volte alla quinta figlia, o anche da italianizzazioni del nome slavo Pentcha, con il medesimo significato.
LA PERA Molto molto raro sembrerebbe originario del catanese, potrebbe derivare da una modificazione dialettale del nome Petrus, ma è pure possibile che derivi dal nome di uno strumento di tortura, "La Pera", che, aperto con un giro di vite da un minimo, a un massimo dei suoi segmenti, all'estremità dei quali aveva dei rebbi, veniva inserito in bocca o in altri orifizi, per strappare e lacerare la gola o gli intestini che venivano così orrendamente mutilati fino a condurre alla morte del torturato.
LAPETTI
LAPI
LAPINI
LAPO
LAPPONI
LAPUCCI
Lapi è tipicamente toscano, del fiorentino in particolare, Lapetti è unico, Lapo è assolutamente rarissimo, Lapini è sempre toscano, specifico del fiorentino, dell'aretino, del pistoiese e del senese, Lapponi ha un ceppo a Macerata ed uno a Roma, Lapucci è anch'esso tipicamente toscano, di Firenze e Pisa, del fiorentino e del senese, tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite varie alterazioni ipocoristiche, dal nome medioevale Lapus di cui abbiamo un esempio nella seconda metà del 1200 in un atto: "...Pro Girolamo Beliocti Girolami, consignavit Lapus eius nepos et filius Berlinghieri umun equum pili nigri frontium balzanum de omnibus pedibus marcatum in spatula destra...", nome che dovrebbe essere dovuto ad una contrazione ipocoristica medioevale del nome Iacopus. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Firenze nel 1600 con un certo "Ser Giovanni Lapi, notaio alla mercanzia".
LA PIANA La Piana è tipicamente siciliano, ha ceppi a Palermo, nel nisseno a Vallelunga Pratameno e Mussomeli, ma soprattutto nel catanese a Catania, Randazzo e Misterbianco, dovrebbe derivare dal fatto che i o le capostipiti provenissero dalla piana di Catania, la Piana per eccellenza in Sicilia.
LA PICCA
LAPICCA
La Picca è quasi unico, ha sparute presenze a Genova ed in Sardegna, Lapicca, molto molto raro, ha qualche presenza in Liguria ed in Sardegna a Carloforte nell'iglesiente, dovrebbero derivare da soprannomi originati probabilmente dal fatto che i capostipiti portassero la picca (una specie di lancia recante in cima una sorta di lama), nella loro attività, probabilmente quella di guardie cittadine o di soldati picchieri, cioè portatori di picche, spesso utilizzati come corpo di rappresentanza.
LA PICCIRELLA Cognome molto raro, tipico della zona di San Severo e San Paolo Di Civitate (FG).
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
di origini foggiane, ha alla base un soprannome attribuito alla capostipite, probabilmente a causa della sua bassa statura.
LA PIGNOLA
PIGNOLA
La Pignola, molto raro, è tipico del napoletano, sembrerebbe di Pozzuoli, Pignola è quasi unico, potrebbero entrambi derivare da un soprannome originato dal toponimo Pignola nel potentino, forse ad indicarlo come luogo d'origine del capostipite.
LAPOLLA Specifico della Basilicata, dovrebbe derivare dalla trasformazione del toponimo Rapolla (PZ).
LA PORTA
LAPORTA
La Porta è molto diffuso in tutto il meridione, in Campania, Molise, Puglia, Calabria e soprattutto Sicilia, Laporta, decisamente meno diffuso ha un ceppo trietino ed è ben radicato in tutta la Puglia, questi cognomi dovrebbero derivare dal fatto che le famiglie risiedessero in prossimità della porta del paese o della città, se non che ne fossero addirittura i guardiani.
LA QUINTANA
LAQUINTANA
Laquintana sembrerebbe specifico di Monopoli (BA), La Quintana sembra essere dovuto a modi diversi di trascrizione, potrebbero derivare dal fatto di abitare la famiglia tra il quinto ed il sesto sestile di una città ossia sulla via quintana, come veniva chiamata questa strada in epoca medioevale.
LA RAIA
LARAIA
Laraia, molto molto raro, ha un ceppo a Trani (BA) ed uno tra Potenza e Venosa (PZ), La Raia, quasi unico, è probabilmente frutto di errori di trascrizione del precedente, potrebbero derivare da toponimi come Raia Carbone (PZ).
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Laraia è diffuso soprattutto a Trani (BA) e nel potentino, La Raia, rarissimo, potrebbe essere un errore di trascrizione del primo, questi cognomi dovrebbero entrambi derivare dal termine raia o raja, che presenta due diversi significati: in una prima accezione, raia è una voce arcaica che corrisponde all'odierna razza, una specie di pesce dalla caratteristica forma piatta e allungata (dal latino raia); in una seconda accezione, raia è, invece, un vocabolo dialettale del sud che indica una generica pianta spinosa, un rovo (dal termine prelatino e latino radia). Nel primo caso, allora, Laraia e La Raia potrebbero essere derivati da nomi di mestiere, come quello del pescatore o del pescivendolo, o da particolari caratteristiche fisiche o comportamentali del capostipite; nel secondo caso, invece, potrebbero riferirsi alla località di provenienza (esistono, infatti, toponimi come Monte Raia Lunga (SA), Raia dei Carboni (PZ), Raia della Petina (SA), etc.) o, comunque, alla conformazione del territorio in cui il capostipite viveva (ad es., nei pressi di una macchia spinosa, di un roveto, etc.).
LARAI Assolutamente rarissimo, forse di origini ungheresi, è presente solo nel rietino.
LARAS Laras è un cognome quasi unico, presente sporadicamente nel nord Italia, dovrebbe essere di origine greca.
LARCERI Assolutamente raro
LARCINESE
LARCINESI
Larcinese, molto molto raro, è tipico del chietino, di Gessopalena (CH) in particolare, Larcinesi, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente, potrebbe avere un origine legata a località caratterizzate dalla presenza di larici, per assonanza con il fungo che nel dialetto dell'Italia centrale viene chiamato lercino (il cosiddetto porcino dei larici). Tracce di questa cognominizzazione si trovano a Gessopalena fin dagli inizi del 1500.
integrazioni fornite da Matthew Francesco Larcinese
Un documento notarile del 1580 redatto in Chieti colloca un Bernadino de Larcenese nel paese di Gessopalena verso il 1520 come proprietari di terreni fra cui un colle dell'Arcinni (o Arcioni, Arcione, Arcini) il cognome Larcinese deriverebbe quindi dal nome di questo colle e nascerebbe come l'Arcinese.
LARDI' Lardì, abbastanza raro, è specifico del catanzarese, di Vallefiorita in particolare, l'origine è oscura, potrebbe trattarsi di una forma ipocoristica dialettale aferetica di nomi come Gilardo.
LARDON
LARDONE
LARDONI
Lardon parrebbe del torinese, Lardone ha un ceppo piemontese, uno toscano ed uno nel napoletano, Lardoni è quasi unico, parrebbe originario della zona di Massarosa nel lucchese, dovrebbero derivare dall'antico termine lardone o pacca di lardo che intende una metà del lardo d'un maiale salata in un solo pezzo, riferendosi probabilmente all'attività del capostipite.  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo verso la fine del 1400 a Cherasco nel cuneese con un certo nobiluomo Guglielmo Lardone, nel 1753 e nel 1763 a Recco (GE) è consigliere Angelo Francesco Ignazio Lardone.
LA REGINA Un nucleo importante nel cosentino, verso i confini con la Basilicata e forse un altro nel salernitano, dovrebbe derivare dal toponimo Regina (CS), ma non è da escludere una derivazione dal cognomen latino Reginus, Regina.
LARI Cognome tipicamente toscano, potrebbe derivare dal toponimo Lari (PI) ma è pure possibile una derivazione dalla modificazione dell'aferesi di un nome come Ilario.
LARIA Molto raro dovrebbe essere calabrese della zona di Vibo Valentia e Catanzaro, dovrebbe derivare da una modificazione del cognome Lauria. Tracce di questa cognominizzazione si trovano nel 1700 con il reverendo Giovan Domenico Laria parroco di San Nicolo' di Ricadi (CZ).
LARIZZA Larizza ha un ceppo pugliese nel tarentino, a Taranto e Palagianello, e nel barese, a Gioia del Colle, Bari e Rutigliano, ed un ceppo calabrese a Bova Marina, Palizzi e Scilla nel reggino, dovrebbe trattarsi di un matronimico riferito ad una capostipite, probabilmente caratterizzata dal fatto di avere i capelli ricci.
LAROBINA Molto raro. sembra tipico della provincia di Vibo Valentia di Arena (VV) in particolare.
LA ROCCA
LAROCCA
La Rocca è diffuso in tutto il centrosud, in Campania ed in Sicilia in particolare, Larocca è specificatamente lucano, in particolare della zona di Calvello e Abriola (PZ), derivano da toponimi contenenti la radice rocca, come ce ne sono moltissimi in Italia.
LA ROSA
LAROSA
La Rosa è tipico siciliano e della zona calabrese dello stretto di Messina, Larosa molto più raro, ha un ceppo nel reggino ed uno nel barese, derivano entrambi dal nome personale latino Rosa.
LA ROSSA
LAROSSA
LA RUSSA
LARUSSA
La Rossa, molto molto raro, sembrerebbe dell'area che comprende la Campania costiera ed il potentino, Larossa ha un ceppo a Filiano nel potentino, con un piccolo ceppo nel foggiano, La Russa è siciliano, mentre Larussa è tipico di Catanzaro, dovrebbero derivare da soprannomi, anche dialettali, originati da caratteristiche della località d'origine, quelli della casa rossa, o da caratteristiche fisiche, come ad esempio quelli della rossa (di capelli), riferito probabilmente alla madre dei capostipiti.
LARVA Oltremodo raro, si ipotizza un'origine nel Salento, dovrebbe derivare dal termine latino larva (spettro, fantasma, mostro) usato anche raramente come nome in epoca medioevale: "...Cum vero incertum est, quae cuique eorum sortitio evenerit, utrum Lar sit an Larva, nomine Manem deum nuncupant...".
LASAGNA
LASAGNI
LASAGNO
Lasagna ha vari ceppi in giro per l'Italia, uno nell'alessandrino, uno nel mantovano, uno nel perugino ed uno nel ragusano, Lasagni è molto diffuso nell'area reggiano, modenese, e nel fiorentino, Lasagno, molto raro, è specifico del torinese, dovrebbero derivare da soprannomi originato dal vocabolo lasagna (tipo di pasta molto ricca e condita), forse ad indicare nei capostipiti dei ghiottoni o dei ristoratori.
LASARACINA Tipico del barese, di Noci e di Bari, dovrebbe derivare da un matronimico originato da un soprannome legato o all'origine medioorientale della capostipite o a caratteristiche comportamentali della stessa o ad episodi che la collegassero in qualche modo ai saraceni.
LASCA
LASCHE
LASCHI
LASCO
Lasca è tipicamente marchigiano dell'anconetano, di Osimo in particolare, Lasche è praticamente unico, Laschi è decisamente toscano, di Prato, Lucca, Firenze, Siena, Agliana nel pistoiese e Follonica nel grossetano, Lasco ha un ceppo a Roma, Uno nel casertano a Marcianise, Recale, Capodrise e Carinola, e Napoli, un ceppo nel potentino a Viggiano, Calvello e Potenza, ed uno a Melito di Porto Salvo nel reggino, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal nome medioevale Lascus, di cui abbiamo un esempio nel 1500: "...Hoc mihi solum natale es in quo et lucem primum vidi et educatus sum: ubi et pater meus et avus paternus, et proavus, et avia quoque paterna, et aviae pater, et patris mei avunculus eodem mecum nomine et cognomine dictus, nati fuêre omnes inter suos honorati, et possessiones soli ibidem tenentes. Pater ei fuit Emmo Diken, Ecclesiae Iesu Christi ibidem per annos complures sidus minister, vir et eruditione et vita Theologus, M. Lutheri et Phil. Melanchthonis quondam discipulus, obdoctrinam, pietatem singularem morumque modestiam carus imprimis ac familiaris Iohanni a Lasco Polono, viro maximo, omnium Ecclesiarum toto agro isto sparsarum tum temporis Ephoro. ..". Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Venezia nella Relazione di Francia di Matteo Dandolo del 1547: "...Andai indi a pigliare l'istessa licenza dalla cristianissima regina, e medesimamente dalla serenissima madama Margherita, le quali mi usarono le istesse molto buone parole, che io ho detto avere ricevute nel mio andarvi; le quali avendo io scritte ben due fiate all'eccellenze vostre, sarebbe un attediarle il replicargliele. Ma nell'ultimo ritirarmi, la serenissima regina mi ferma pregandomi a raccomandare in nome suo alla serenità vostra il capitano Niccolò Lasco da Vicenza, e con molta istanza, e fu il medesimo del quale la mattina seguente il signor contestabile mi mandò una polizza da parte del re. ..".
LA SCALA
LASCALA
Entrambi tipicamente calabresi, del catanzarese, del reggino e del vibonese, La Scala è di Lamezia Terme nel catanzarese e di Mileto nel vibonese con presenze nel reggino, Lascala è di Mileto nel vibonese e di Bianco nel reggino, potrebbero derivare dal nome del paese di Scala Coeli nel cosentino, forse il luogo d'origine dei capostipiti.
LASCARI
LASCARO
Lascari estremamente raro è tipico del messinese, mentre Lascaro, altrettanto raro, è tipico del materano, dovrebbero derivare dal casato greco bizantino dei Laskaris, ricordiamo nel 1200 Teodoro I° Laskaris.
LASCIALFARE
LASCIALFARI
Lascialfare, quasi unico, è quasi sicuramente dovuto ad errori di trascrizione di Lascialfari, che è toscano, con un grosso ceppo a Firenze e nel fiorentino, a Barberino di Mugello, Sesto Fiorentino, Calenzano, Scandicci, Campi Bisenzio, San Piero a Sieve e Fiesole, a Prato ed a Livorno, l'unica assonanza fonetica la troviamo con il nome semita Alshafar, anche se non abbiamo trovato elementi di conferma della derivazione, un'altra connessione potrebbe essere di tipo toponomastico con l'antico paese spagnolo di Alzafar nei pressi di Valencia.
LA SELVA Tipico pugliese, della zona di Conversano e Polignano a Mare, ha un ceppo anche a Pescara, potrebbe derivare da nomi di località come Bosco Selva (BA) o simili.
LASIO
LASIU
Lasio è specifico del sud della Sardegna, di Serramanna nel Medio Campidano in particolare, ma anche di San Sperate, Villasor e Cagliari nel cagliaritano, Lasiu, più raro, è tipico di Nurachi nell'oristanese, dovrebbero derivare, anche tramite un processo di italianizzazione da soprannomi originati dal termine sardo arcaico lasiu (laccio usato per catturare gli animali), forse ad identificare nei capostipiti dei cacciatori.
LA SPADA
LASPADA
La Spada sembrerebbe originario della Sicilia sudorientale, del messinese, di Messina, Milazzo e Barcellona Pozzo di Gotto, Laspada è quasi sicuramente dovuto ad errori di trascrizione, dovrebbe derivare da soprannomi originati fprse dal fatto che i capostipiti utilizzavano o bene o spesso la spada.
LA SPIA
LASPIA
Laspia è quasi unico, La Spia, comunque molto raro, è decisamente siciliano, ha un ceppo a Partinico nel palermitano, l'origine etimologica sembrerebbe poter derivare da un soprannome originato dal termine dialettale siciliano spiari (chiedere), forse legato ad un mestiere di esattore svolto dal capostipite.
LA SPINA
LASPINA
Tipici della Sicilia orientale, Laspina è decisamente estremamente più raro della forma La Spina specifico del catanese, dovrebbero derivare dal nome mediovale Spina.
LASSANDRO Lassandro è tipico del barese, di Sant'Eramo in Colle in particolare, con buone presenze anche a Bari, Acquaviva delle Fonti, e Cassano delle Murge.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Con buona probabilità, questo cognome deriva direttamente dal nome medievale Lassandro, forma dialettale del più comune Alessandro (vedi Alessandrella e Lisciandra). In conclusione, dunque, si tratterebbe della cognominizzazione del nome personale del capostipite.
LA STELLA
LASTELLA
Entrambi tipicamente pugliesi, La Stella ha un ceppo a Corato nel barese ed a Cerignola nel foggiano, Lastella, decisamente più comune è specifico di Corato, con un ceppo importante anche a Bari, Minervino Murge e Molfetta, sempre nel barese ed a Cerignola nel foggiano, potrebbero derivare da un nome di località, ma l'ipotesi più probabile è che derivino dal nome Stella e che si tratti di matronimici indicanti che la capostipite si chiamasse appunto Stella.
LASTRAI Lastrai, ormai quasi scomparso, sembrerebbe originario della zona di Tarquinia, il cognome dovrebbe derivare da un soprannome basato sul mestiere del capostipite, probabilmente quello di produttore di lastre in marmo o altre pietre.  L'esistenza di questa cognominizzazione nell'areale di Tarquinia si trova fin dalla seconda metà del 1700, ma molto probabilmente è più antica.
LA TARGIA
LATARGIA
TARGIA
Latargia, praticamente unico, dovrebbe essere il frutto di un'errata trascrizione di La Targia, che è del palermitano, di Villabate, Palermo e Ficarazzi, Targia è specifico di Palermo, dovrebbero stare ad indicare la provenienza dei capostipiti da una località chiamata Targia, come ad esempio si chiama una frazione di Siracusa, ma La Targia è anche l'antico nome di uno stretto passo tra i monti che circondano Palermo, nel Vocabolario siciliano etimologico dell'abbate Michele Pasqualino del 1790 leggiamo: "...Targia nomen loci seu viae inter Montes iuxta ... Arabice taragia et per sincopen targia est abscondere, et targia est locus leonum procedens ab eadem radice taragia abscondere...", passo che è probabilmente il luogo d'origine dei capostipiti.
LATERZA Specifico pugliese, deriva dal toponimo Laterza (TA).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Laterza è cognome frequente nell'Italia peninsulare ma soprattutto in Puglia. Deriva dal toponimo Laterza (TA), probabilmente riferito a un luogo coltivato da 'tertiatores' d'epoca longobarda, secondo l'Olivieri. Impadronitisi di alcuni territori, i Longobardi trasformarono gli stessi coloni, già 'conductores' o fittavoli, in 'tertiatores'; questi ultimi restarono cioè sulle terre occupate che vennero divise tra i guerrieri invasori ma con l'obbligo di pagare un tributo annuo che era la 'tertia pars frugum', un terzo della loro produzione.
LATIN
LATINA
LATINI
LATINO
Latin, assolutamente rarissimo è triestino, Latina sembra specifico del siracusano, Latini è tipico della fascia dell'Italia centrale, Latino, tipico del sud, ha ceppi in Sicilia, nel Salento, nel Gargano e nell'iserniese, dovrebbero derivare dal cognomen latino Latinus, citato ad esempio da Virgilio nell'Eneide: "...Rex arua Latinus et urbes - iam senior longa placidas in pace regebat...", questa cognominizzazione era già presente in Toscana in epoca medioevale, si ricorda il Brunetto Latini (1220-1295) citato da Dante nella Divina Commedia nel girone dei sodomiti.
LATO Lato ha un ceppo nel casertano a Galluccio ed uno in Puglia tra tarantino e leccese, in particolare a Ruffano (LE), dovrebbe derivare da soprannomi originati dal termine medioevale latus (largo) con riferimento alla corporatura del capostipite.
LA TORRACA
LATORRACA
La Torraca è molto raro ed è specifico del salernitano e potentino, Latorraca un pò meno raro è specifico della zona che comprende Basilicata, barese e tarentino, dovrebbero derivare dal toponimo Torraca (SA).
LA TORRATA
LATORRATA
La Torrata, quasi unico, è dovuto ad errori di trascrizione del cognome Latorrata che è specifico della provincia di Taranto, di Mottola, Palagiano, Massafra e Palagianello, e dovrebbe derivare dal toponimo La Torrata, località molto antica, risalente ad epoca precristiana, il cui nome deriva dalla Torre Nova delli porcili fatta costruire verso la metà del 1500 da Tiberio Domini Roberti, feudatario del castello di Palagianello e dei territori circostanti, si tratta dunque di un soprannome, attribuito al capostipite, indicante la località d'origine dello stesso, il cognome risale quindi ad un periodo posteriore al XVI° secolo.
LA TORRE
LATORRE
Latorre è un cognome tipico dell'area che comprende la Basilicata, il barese, il tarentino ed il brindisino, La Torre è molto diffuso nel centrosud, soprattutto nel foggiano, nel casertano e napoletano, nel potentino, in Sicilia e nel reggino, potrebbero derivare da nomi di località caratterizzati dalla presenza di una torre, come ne esistono ovunque in Italia. Esistono varie famiglie nobili con questo cognome.
LATROFA La Trofa è quasi unico, Latrofa sembra specifico di Noicattaro nel barese, potrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo greco trofos, τροφός (infermiere), forse dal fatto che il capostipite svolgesse funzioni di infermiere o addetto alla sanità in un corpo militare.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
La Trofa, rarissimo, sembra essere originario di Biccari (FG), Latrofa è tipico del barese, entrambi questi cognomi dovrebbero derivare dalla voce dialettale trofa, col significato di cespo, mazzo (di verdura, specialmente di lattuga): l'origine del termine va ricercata nel greco tryphos, che letteralmente significa pezzo, cosa staccata (in riferimento al cespo strappato dal terreno). Molto probabilmente, allora, si tratta delle cognominizzazioni di nomi di mestiere attribuiti ai capostipiti (forse degli ortolani o dei verdurieri).
LATTANZI
LATTANZIO
Lattanzi è specifico della fascia centrale che comprende Marche, Umbria, Abruzzo e, soprattutto Lazio, con un ceppo anche nel barese, Lattanzio, molto meno diffuso, è tipico di Abruzzo, Molise, foggiano e barese, deriva dal cognomen latino Lactantius, ricordiamo lo scrittore latino Lucius Caelius Firmianus Lactantius (240 - 320).
LATTARI
LATTARO
Lattari è tipico calabrese, del cosentino in particolare, ha un ceppo probabilmente secondario a Roma, Lattaro sembrerebbe tipico napoletano e dovrebbe derivare dal nome del monte Lattaro, vicino al Vesuvio.
LATTARULA
LATTARULI
LATTARULO
Lattarula, praticamente unico, dovrebbe essere stato originato da un'errata trascrizione dei successivi, Lattaruli è specifico di Mola di Bari, Lattarulo ha un piccolissimo ceppo a Bisaccia nell'avellinese, uno a Bernalda nel materano, ma il grosso è in Puglia, nel barese, a Bari, Gioia del Colle, Polignano a Mare, Putignano, Aquaviva delle Fonti e Castellana Grotte, nel tarentino, a Mottola, Taranto, Laterza e Palagiano ed a Stornarella nel foggiano, potrebbero derivare da forme etniche dialettali riferite alla zona del Monte Lattaro all'interno della penisola sorrentina.  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Putignano nel barese fin dal 1700.
LATTES Molto raro, di origine ebraica, arriva nel torinese dalla Linguadoca e dalla Provenza nel 1500 a seguito delle persecuzioni religiose, dovrebbe derivare dal toponimo Lattes nei pressi di Montpellier.
LATTISI Parrebbe originario del basso Trentino.
LATTUADA Specifico del nord milanese e del basso varesotto soprattutto nella zona di Saronno e Caronno Pertusella, tracce di questa cognominizzazioni le troviamo a Milano nel 1500 con il Nobile Luigi Lattuada, sempre a Milano nella prima metà del 1600 troviamo il giureconsulto Giuseppe Lattuada.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Lattuada è un cognome lombardo. Per Lurati viene dal nome di luogo La Tuada, la zona dove si scava il tufo; il dialettale 'tüf, tüv' si riscontra in diverse località lombarde. La Tuada (tufatta) era la zona dove affiorava e si cavava il tufo.
LATTUCA Lattuca è un cognome siciliano specifico dell'agrigentino, soprattutto di Agrigento, Raffadali ed Aragona, con ceppi secondari anche a Palermo e Catania, un'ipotesi proporrebbe la derivazione dal termine dialettale siciliano lattuca derivato a sua volta dal latino lactuca (lattuga), come soprannome attribuito al capostipite o alla capostipite, i motivi possibili potrebbero essere, nel caso di una capostipite, il fatto di tenere a balia  più bambini e di cibarsi per questo motivo principalmente di lattuga, il nome latino della pianta ha la stessa radice di latte proprio perche già i latini ritenevano che mangiarne in abbondanza contribuisse a rendere copiosa la produzione di latte da parte delle donne.
LAUCELLI
LAUCELLO
LAUCIELLO
Laucello è assolutamente rarissimo, Lauciello ha un ceppo a Genova, uno a Roma e provincia, uno a Potenza e Campomaggiore sempre nel potentino ed uno a Ruvo di Puglia nel barese, dovrebbero derivare direttamente o tramite modificazioni dialettali dal nome medioevale Laucellus di cui abbiamo un esempio in un atto di successione dell'anno 822 in Castiglia (Spagna) dove viene citato un abate Laucellus fra i testimoni, ma è pure possibile una derivazione da alterazioni dialettali dalla Gens Lucilia.
LAUDA Lauda, molto molto raro, è della zona che comprende il campobassano, il foggiano, l'avellinese ed il napoletano, con un piccolo ceppo ad Ururi nel campobassano, a Foggia e Troia nel foggiano, a Greci nell'avellinese ed a Napoli, dovrebbe derivare da una forma troncata del nome gratulatorio medioevale Laudadeo.
LAUDADIO
LAUSDEI
Laudadio ha un nucleo abruzzese a Lama Dei Peligni (CH) ed altri in Puglia, nel barese soprattutto, Lausdei ha un ceppo ad Ancona ed uno a Roma, di probabile origine ebraica, derivano dal nome gratulatorio Lausdei (sia lode al signore) tipicamente attribuito a figli molto attesi e desiderati.
LAUDAMO
LAUDANI
LAUDANO
Laudamo, quasi unico, sembra siciliano, Laudani è tipico del catanese, tra Paternò, Belpasso, Acireale e Catania, Laudano, più raro, è specifico della costiera amalfitana, potrebbero derivare da modificazioni del termine laudamus usato spesso per indicare un trovatello, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Napoli nel 1500 con lo scultore Angelo Laudano.
LAUDATI
LAUDATO
LAUDITI
LAUDITO
LODATI
LODATO
Laudati è tipicamente campano, del napoletano, avellinese e salernitano, con un ceppo anche a Roma, Laudato, ben diffuso in tutta la Campania è particolarmente presente nel salernitano, Lodati, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un'errata trascrizione del cognome Lodato, che ha un grosso ceppo nel salernitano ed uno in tutta la Sicilia, in particolare nel palermitano, Lauditi, quasi unico, potrebbe essere abruzzese, anche se presenta forse un ceppo nell'imperiese, Laudito, assolutamente rarissimo, sembra tipico di Torino e del torinese, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite modificazioni più o meno dialettali, dal nome gratulatorio medioevale Laudatus (Lauditus)  o Laudato, attribuito in onore di Cristo, con riferimento al famoso Cantico delle Creature scritto da San Francesco nel 1226: "...Laudato sie, mi' Signore cum tucte le Tue creature, spetialmente messor lo frate Sole, lo qual è iorno, et allumini noi per lui...".
LAUDI
LAUDO
Laudi ha due ceppi distinti, uno nell'area del nordmilanese e varesotto ed uno nel ternano, a Narni, Terni ed Amelia, Laudo, assolutamente rarissimo, è del barese, dovrebbero entrambi derivare dal nome medioevale di origine franca Laudus, dell'uso di questo nome abbiamo un esempio a Pisa, dove nel 1318 un certo Laudus Grassus è citato in una transazione commerciale con la Sardegna.
LAUDICINA
LAUDICINI
LAUDICINO
Laudicina è decisamente siciliano, del trapanese in particolare dfi Marsala, ma anche di Petrosino, Trapani, Mazara del Vallo, Calatafimi ed Erice, e di Palermo, Laudicini è praticamente unico, Laudicino, molto molto raro, sembrerebbe tipico del napoletano, dovrebbe trattarsi di una forma ipocoristica derivata dal nome latino Laudicius o Lauditius, di cui abbiamo un esempio nella Vita sancti Severini: "...Tunc et Laudicius quidam caecus, inopinato psallentis populi clamore perculsus, sollicite suos, quid esset, interrogat. Respondentibus, quod cuiusdam sancti Severini corpus transiret, compunctus ad fenestram se duci rogat, de qua poterat a sanis eminus multitudo psallentium atque vehiculum sancti corporis contemplari. Cumque fenestrae nixus incumberet et oraret, protinus vidit, singillatim demonstrans omnes notos atque vicinos. Quo facto cuncti, qui audierant, gratias Deo lacrimantibus gaudiis retulerunt....", è pure possibile possa trattarsi di soprannomi attribuiti a quanti potessero somministrare il laudano (un prodotto erboristico usato anticamente come lenitivo e calmante del dolore).
LAUDISA
LAUDISI
LAUDISIO
Laudisa, molto raro, è tipico di Lecce,  Laudisi, assolutamente rarissimo, potrebbe essere dell'Irpinia, Laudisio, molto raro, sembra specifico del napoletano, salernitano e potentino, dovrebbero derivare dal nome medioevale di origine franca Laudus di cui abbiamo un esempio in un atto del 1355 dove è citato un ser Laudus Lambardo. Troviamo tracce di questa cognominizzazione a Salerno in un atto di conferimento della rettoria parrocchiale di S. Angelo in Solofra al sacerdote Pietro de Laudisio di Montoro (AV).
LAURA
LAURI
LAURO
Laura, molto raro sembra essere specifico della provincia di Imperia, Lauri è diffuso nella fascia centrale che comprende Umbria, Marche, Lazio e Abruzzi, con un ceppo anche nel napoletano, Lauro è tipico del napoletano, dovrebbero derivare dal nome latino Laurus (consacrato ad Apollo) citato ad esempio in questo cenotafio di epoca longobarda: "...Laurus eras, Umfrede, tuas academia frondes iactavit merito, serta superba, diu...", è pure possibile, in alcuni casi, una derivazione da toponimi come Lauro (AV) e (CE) e simili.  Tracce di questa cognominizzazione si trovano sia a Fano (PS), che a Macerata fin dal 1500.
LAURANTONI Laurantoni, quasi unico, sembrerebbe del Piceno, dovrebbe derivare dal nome del capostipite composto dai nomi Lauro ed Antonio.
LAUREANTI
LAURIANTI
Laureanti dovrebbe essere originario del catanese, Laurianti, quasi unico, è probabilmente solo una diversa forma del primo, potrebbe derivare da un toponimo come Laureana di Borello (RC).
LAURENDI Laurendi è tipico del reggino, di Bagnara Calabra in particolare, dovrebbe trattarsi di una forma dialettale dell'etnico della città di Laureana.
LAURENTI
LAURENZI
LAURENZIO
Laurenti sembra essere di origine umbra e laziale con ceppi nel nord Italia dal Piemonte al Veneto, Laurenzi è tipico della fascia che comprende l'aretino, l'Umbria, le Marche, l'Abruzzo ed il Lazio, Laurenzio è specifico di Carema nel torinese, dovrebbero tutti derivare dal cognomen latino Laurentius, originato in alcuni casi probabilmente dall'antico toponimo Laurentium nel Lazio occidentale.
LAURENZANA Laurenzana è tipicamente lucano, di Potenza e Tito nel potentino e di Stigliano e Garaguso nel materano, dovrebbe derivare dal toponimo Laurenzana nel potentino.
LAURENZANO Laurenzano ha un ceppo  campano ed uno calabrese a Rossano e Caloveto nel cosentino ed a Condofuri nel reggino, dovrebbe derivare dal nome medioevale Laurentianus o anche dall'essere il capostipite originario di proprietà di un Laurentius o di essere alle dipendenze di un Laurentius.
LAUREOLA Cognome assolutamente rarissimo, quasi estinto, dovrebbe derivare dal cognomen latino Laureola, probabilmente insediatosi inizialmente nel livornese, dov'è tuttora presente, potrebbe aver generato un ceppo che, emigrò in Sicilia dando luogo alla stirpe dei Lauricella.
integrazioni fornite da Enzo Lauricella
LAURIA Diffuso al sud, in Basilicata, Calabria, Campania e Sicilia, dovrebbe derivare dal toponimo Lauria (PZ), traccia di questo cognome la troviamo con il famoso Ruggiero Lauria ammiraglio della flotta siciliana che sconfisse carlo D'Angiò nel 1284.
LAURICELLA Originario della Sicilia, provincia di Agrigento, potrebbe derivare da un diminutivo del cognomen latino Laureola. Famiglia proveniente dalla Catalogna (Spagna) con i Mango di Casalgerardo (PA), ed imparentata con Ruggiero di Lauria (PZ).
Personaggi notevoli di questa casata sono: Baldassarre, pittore di paesaggi assieme ai suoi figli Filippo e Francesco, alla maniera fiamminga, Vincenzo Cardinale e scrittore, Gregorio, Vescovo di Ripatransone, Antonio, nobile che nel 1710 alzò stemma gentilizio, da S.Cataldo (CL) si trasferì a Villalba (PA), Giuseppe,scienziato e docente (AG), ottenne la cattedra universitaria di matematica e scienze infintesimali , presso l'università di Catania, Giuseppe, sacerdote e scrittore(AG), Salvatore, varie volte deputato regionale, presidente dell'assemblea regionale siciliana,sottosegretario al ministero del tesoro, Carlo, pittore di fama europea e professore all'accademia di belle arti (PA). Ferdinando Lauricella propone un'ipotesi diversa per l'origine del cognome, dovrebbe derivare dalla fusione dei cognomi Lauri e Cella, ha trovato tracce di una famiglia di Patrizi anagnini Lauri-Cella nel 1600 (come risulta dall'Elenco Ufficiale Italiano - CONSIGLIO ARALDICO ITALIANO) e aggiunge di aver trovato nell'Archivio Araldico Nobiliare notizie inerenti alla nobile famiglia Lauri, nobili di origini marchigiane e Patrizi di origine laziale, e alla famiglia Cella nobili di origini lombarde ed emiliano romagnole.
integrazioni fornite da Enzo Lauricella
LAURINI Non comune, ha un nucleo nel parmense, uno tra senese e perugino, zona di Chiusi e Castiglion del Lago ed uno a Roma.
integrazioni fornite da Robert Laurini Lyon France
Esistono parecchie ipotesi sul significato e sull'origine del cognome Laurini, la prima è che derivi dal latino laurinus, cioè relativo all'alloro (Laurus), la seconda lo fa derivare da un diminuitivo del nome di battesimo Lauro, un'altra lo fa risalire ad un nome di località, a Roma nel centro storico esiste una strada chiamata "Via Laurina" citata in alcuni libri già dal 1614 (Theatrum Urbis di Pompeo Ugonio), le origini di questo nome sono incerte, probabilmente derivava da una località chiamata anticamente "Laurina", per la quale passavano i pellegrini in arrivo dal nord.
LAURINO Molto raro è tipico del potentino, dovrebbe derivare dal toponimo Laurino (SA).
LAURIOLA Lauriola è specifico del foggiano, diffusissimo a Manfredonia, Foggia e Monte Sant'Angelo, ma ben presente anche a San Giovanni Rotondo ed Apricena, potrebbe trattarsi di un matronimico e derivare da una capostipite di nome Lauriola, nome tardo latino molto in uso in epoca medioevale, derivato da un'alterazione dialettale del cognomen latino Laureola, ma è pure possibile possa derivare da un nome di località come la Lauria potentina o altre.
LAURITA
LAURITO
Laurita è specifico di potenza e di Pietragalla nel potentino, Laurito è specifico della zona tra salernitano e cosentino, dovrebbero derivare dal toponimo Laurito nel salernitano, che a sua volta starebbe ad indicare un luogo pieno di lauri o laureto, in latino lauretum, che al plurale fa laureta.
LAURORA Sembra essere originario del barese, potrebbe derivare dal nome medioevale Aurora
LAUTERI
LAUTERIO
Lauteri ha un ceppo laziale nel romano a Roma, Civitavecchia e Marino ed a Vejano nel viterbese ed uno umbro a Spoleto (PG), Lauterio, molto molto raro, è tipicamente abruzzese, dovrebbero derivare dal nome franco Lauterius di cui abbiamo un esempio in un testo della seconda metà del 1500: "...Hanovii Comitis longum hoc testabitur Aula, Praeside quaeque ipso Curia tuta fuit. Testis Lauterius fama generosus avorum....", o anche agli inizi del 1600 in una lapide che cita: "..Stephanus Lauterius, prior secundus.." e che corrisponde al germanico Lothar, ricordiamo il re franco Lotario nipote di Carlomagno.
LAVAGETTI
LAVAGETTO
LAVAGGI
LAVAGI
Lavagetti è assolutamente rarissimo e sembrerebbe dello spezzino, Lavagetto è tipico di Genova e di Serra Ricco (GE), Lavaggi sembra specifico di Sestri Levante (GE), Lavagi ha un piccolo ceppo ligure a Serra Ricco e Genova ed uno livornese, potrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da forme etniche di località come Lavaggiorosso di La Spezia o simili..  I Lavagi o Lavaggi appartengono ad un nobile casato genovese che risale almeno al 1400 che ottenne il titolo di Conti; alla fine del 1700 un tal Domenico Lavaggi era Console della Repubblica ligure presso la Repubblica Romana.
LAVAGNINI
LAVAGNINO
Lavagnini ha un ceppo a La Spezia e Porto Venere nello spezzino, ed uno el mantovano a Suzzara, Castel d'Ario, Porto Mantovano e San Benedetto Po, ed a Leno nel bresciano, Lavagnino è tipico di Genova e Sestri Levante nel genovese e di Maissana nello spezzino, con un ceppo anche ad Asti, dovrebbe trattarsi di forme etniche arcaiche riferibili al nome di paesi come Lavagna nel genovese o nel lodigiano e Lavagno nel veronese.
LAVAIA Lavaia, quasi unico, è del materano, l'origine è assolutamente oscura, si potrebbe supporre una provenienza da un antico nome di località.
LA VANGA
LAVANGA
Lavanga è tipicamente meridionale, ha un piccolo ceppo a Mondragone nel casertano ed uno a Scampitella nell'avellinese e nel vicino foggiano a Castelluccio dei Sauri, ed un ceppo nel potentino ad Anzi e Potenza, La Vanga, meno diffuso, è specifico di Scampitella nell'avellinese, questi cognomi dovrebbero derivare da un soprannome originato dal mestiere del capostipite, probabilmente un lavoratore della terra.
LA VARRA
LAVARRA
Lavarra è tipicamente pugliese, del barese, a Castellana Grotte, Bari e Putignano, e del tarentino, a Mottola, Castellaneta e Massafra, La Varra, quasi unico, dovrebbe essere una forma alterata del precedente, dovrebbe derivare da una forma arcaica alterata del nome Navarra, una regione franco, ispanica a cavallo dei Pirenei con capitale Pamplona e di ceppo basco.
LA VECCHIA
LAVECCHIA
La Vecchia è un cognome decisamente meridionale, distribuito a macchie di leopardo in tutto il sud, con ceppi particolarmente nell'area che comprende la Campania, il campobassano, il foggiano, il potentino, il cosentino ed il catanzarese e soprattutto la Sicilia con massima concentrazione nel catanese, agrigentino e palermitano, Lavecchia, sempre meridionale, è specifico dell'area che comprende il salernitano, la Basilicata, il barese ed iul catanzarese, ed, in misura minore, il tarentino e brindisino, il cosentino ed il valentiano, potrebbero derivare da toponimi contenenti la radice vecchia, ma è pure possibile una derivazione da caratteristiche dei capostipiti, come quello di essere figli di una particolare vecchia.
LA VELLA
LAVELLA
La Vella è specifico di Sulmona nell'aquilano, Lavella ha un ceppo a Vieste nel foggiano, con presenze anche nel potentino, dove potrebbe derivare dal nome del paese di Avella nell'avellinese, gli altri ceppi potrebbero indicare un'origine andorrana dei capostipiti, che potrebbero essere stati originari della città vella  o velha (vecchia) per eccellenza, cioè Andorra, ma non si può non considerare una possibile origine occitana e la vella starebbe anche in questo caso ad indicare la vecchia.
LAVELLI Lavelli è specifico dell'area che comprende il milanese, il lecchese ed il bergamasco, con maggiore concentrazione a Milano, Bergamo, Ponteranica e Sorisole nel bergamasco e Imbersago, Lecco e Molteno nel lecchese, dovrebbe derivare dal nome del paese di Lavello nel lecchese, probabile luogo d'origine dei capostipiti.
LAVELLO Lavello, quasi unico, originario dell'area lucano, campana, dovrebbe derivare dal nome del paese di Lavello nel potentino.
LAVESI Rarissimo, forse è originario della zona di confine tra lodigiano e piacentino, potrebbe derivare dall'aferesi del toponimo Villavesco (LO).
LAVEZZARI
LAVEZZARO
LAVIZZARI
LAVIZZARO
Lavezzari ha un ceppo tra milanese e varesotto ed uno nel genovese, Lavezzaro è tipico dell'alessandrino, Lavizzari sembrerebbe tipicamente del milanese, Lavizzaro è praticamente unico ed è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione, dovrebbero derivare da toponimi come Borgolavezzaro (NO) o Pietralavezzara (GE), ma è anche sostenibile una tesi che li colleghi ad un nome di mestiere, cioè di artigiano che lavora una particolare pietra ollare detta lavezzo (termine dialettale) per farne vasi o stoviglie.
LAVEZZI
LAVEZZO
Lavezzi ha un ceppo a Milano e tra Vigevano (PV) e Pavia, ed un ceppo tra rovigoto e ferrarese a Rovigo, Castelmassa e Occhiobello nel rovigoto e ad Argenta e Ferrara nel ferrarese, Lavezzo ha un ceppo a Rovigo e Badia Polesine (RO) con presenze significative anche a Chioggia ed un ceppo tra milanese, pavese ed alessandrino, potrebbero derivare da soprannomi originati dal termine lavezzo (tipo di pietra ollare una varietà molto tenera di serpentino, con un'alta percentuale di talco o clorite) o da lavezzi recipienti da fuoco, troncoconici torniti di pietra ollare, probabilmente riferiti ad artigiani specializzati nella loro lavorazione o commercianti che vendevano quel tipo di prodotto.
LAVIA
LAVIANI
LAVIANO
LAVIO
Lavia ha un ceppo nell'udinese che potrebbe derivare dal toponimo Lavia, località di Fagagna (UD) ed uno nel cosentino, Lavio e Laviani sono assolutamente rarissimi, Laviano, abbastanza raro, ha un ceppo a Napoli, uno nel potentino ed uno in Sicilia nel catanese e a Francavilla di Sicilia (ME), potrebbe derivare in alcuni casi dal toponimo Laviano (SA), ma più probabilmente derivano dalla gens latina Lavia.  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Genzano di Lucania (PZ) fin dal 1600, dal 1615 al 1625 è infatti podestà della città Don Tiberio Laviano.
LAVIER
LAVIERE
LAVIERI
LAVIERO
Laviere parrebbe unico, così come Lavier, Lavieri è tipico del potentino, di Tramutola in particolare e di Marsicovetere e Corleto Perticara, Laviero è sempre lucano, ma più specifico di Salandra nel materano, dovrebbe trattarsi di cognomi derivati dall'italianizzazione del cognome francese di Borgogna Lavier, probabilmente di origini normanne, cognome che a sua volta dovrebbe derivare dal termine medioevale francese lave (piatto, pietra piatta) e sarebbe stato ad indicare il mestiere di cavatore di pietre forse svolto dai capostipiti.
LA VOLPICELLA
LAVOLPICELLA
Cognome rarissimo La Volpicella, di cui è impossibile identificare un areale di provenienza, si può ipotizzare un errore di trascrizione del cognome Lavolpicella (tutto attaccato) che è di origini baresi. La derivazione dovrebbe essere da soprannomi originati dall'astuzia del capostipite.
integrazioni fornite da Enzo Lauricella
Famiglia di origine pugliese, facente parte della Nobiltà Molfettana.
LAVORE
LAVORI
LAVURI
Lavore è tipicamente siciliano, di Gela e Mazzarino nel nisseno e di Piazza Armerina nell'ennese, Lavori, quasi unico, è anch'esso siciliano, Lavuri è specifico di Piazza Armerina nell'ennese, dovrebbero tutti derivare da un soprannome originato, direttamente o attraverso alterazioni, dal termine dialettale siciliano lavuri (fieno fresco ancora da tagliare), forse ad indicare che i capostipiti fossero dei lavoranti agricoli.
LAZARA
LAZARI
LAZARO
LAZZARA
LAZZARI
LAZZARIN
LAZZARINI
LAZZARINO
LAZZARO
LAZZARONE
LAZZARONI
Lazara, quasi unico, sembrerebbe siciliano, probabilmente del catanese, così come l'altrettanto raro Lazaro, Lazari è tipicamente pugliese, di Galatina nel leccese, Lazzara sembra essere specifico siciliano, Lazzari è diffusissimo in tutto il nord, nelle Marche, in Umbria e nel Salento, Lazzarin sembrerebbe avere due ceppi uno veneto tra le province di Padova, Venezia e Rovigo ed uno tra Lombardia occidentale e Piemonte orientale, Lazzarini è diffuso in tutto il nord, Lazzarino è tipico del basso Piemonte, Lazzaro è diffuso nel centro sud, nel Veneto, nel genovese e nel cuneese, Lazzarone è piemontese, dell'astigiano e del torinese, Lazzaroni è lombardo, con un piccolo ceppo anche a Bologna. Questi cognomi sembra derivino da toponimi come Lazzaro nel reggino, o Borgo San Lazzaro nel salernitano, San Lazzaro nel parmense, ma anche nel vicentino e nell'urbinate, e molti altri, ma potrebbero pure essere stati originati dal nome medioevale Lazzaro o da suoi ipocoristici.
Considerando la distribuzione geografica della maggior parte di questi cognomi la probabilità che alcuni di essi possano derivare secondo l'ipotesi sottoriportata è estremamente ridotta.
ipotesi fornite da Lazzari Maksy
I lazzari (o anche lazzaroni) erano giovani della classe popolare della Napoli del XVII-XIX secolo. Particolarmente famoso fu il ruolo da loro svolto durante la Repubblica Napoletana del 1799. Grazie alle favorevoli condizioni climatiche e al rapporto privilegiato con la campagna circostante, benché miseri, riuscivano a sopravvivere senza doversi preoccupare eccessivamente per questioni di cibo e vestiario. Soventemente sfaccendati, si adattavano a compiere qualsiasi mestierie che si prestasse loro occasionalmente, non disdegnando talvolta di compiere qualche piccolo furto o raggiro e, più spesso, mendicando. Per questo motivo il termine lazzarone, che ha origine dallo spagnolo lazaros (con riferimento al Lazzaro evangelico e agli stracci di cui era avvolto) è sinonimo nell'italiano comune di persona pigra o di poco di buono.4w
LAZZARETTI
LAZZARETTO
LAZZERETTI
LAZZERI
LAZZERINI
LAZZERO
LAZZERONI
Lazzaretti è presente in Lombardia, Emilia e Romagna, Veneto e Lazio, Lazzaretto è tipicamente veneto del padovano soprattutto, Lazzeretti ha un ceppo nel fiorentino tra Fucecchio, Vinci e Lastra A Signa, ed uno a Pontedera (PI), con un ceppo probabilmente secondario a Roma, Lazzeri ha un ceppo toscano ed uno trentino, Lazzerini è tipico della Toscana e del perugino, Lazzero è torinese, Lazzeroni è toscano, specialmente di Arezzo e Pisa, dovrebbero derivare da nomi di località come i vari Lazzaretti o Lazzeretti presenti in tutt'Italia a causa delle varie pesti, ma potrebbero pure essere stati originati direttamente o tramite ipocoristici dal nome medioevale Lazzerus, in un elenco dei cittadini pisani del 1405 viene citato un tal Lazzerus Bacciamei de Oliveto.
LAZZAROTTI
LAZZAROTTO
Lazzarotti è molto raro ed è specifico di Massa, Lazzarotto è tipico della zona che comprende il basso vicentino ed il padovano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Lazzarotto, di cui si hanno tracce ad esempio nel 1400 con Lazzarotto da Montecuccolo, signore di alcuni territori nel modenese. 
LAZZO Lazzo, molto molto raro, ha un piccolo ceppo nel napoletano, uno nel materano ed uno nel barese, di origini etimologiche oscure.
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