LEALE
LEALI
LEALINI |
Leale ha un ceppo tra genovese ed alessandrino, uno nel cosentino e reggino
ed uno nel palermitano e trapanese, Leali è tipicamente lombardo,
in particolare è diffuso nel bresciano e nel mantovano, Lealini,
assolutamente rarissimo sembrerebbe del vicentino, di Brogliano e Vicenza
in particolare, dovrebbero derivare direttamente o tramite ipocoristici
dal nome medioevale Leal,
Lealis, di cui abbiamo un esempio
a Firenze nel 1268 con: "Cerbolinus filius Lealis
de Duomo,.. ..Infrascripti sunt confinati
extra civitatem in comitatu," tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo ad esempio a Palermo dove nel 1549 muore Antonino Leale proprietario
di una casa turrita citata in un atto, e nel 1578 Giovanni Filippo Leale,
figlio di Antonino, "soggioga un censo a Blasi Piazza:
super quoddam tenimento magno domorum cum eius turrim in diversis corporibus
existens situm et positum in quarterio Yhalcie in strata mastra per quam
tenditur versus conventus S. Francisci.". |
LEANDER
LEANDRI
LEANDRO |
Leander, quasi unico, è tipicamente milanese ed è una forma
dialettale di Leandri, che ha un piccolo ceppo nel veneziano, uno nel perugino
a San Giustino, Deruta, Perugia, Città di Castello e Gualdo Cattaneo,
ed uno nel romano, Leandro, molto più raro, ha un piccolo ceppo
tra padovano e veneziano ed uno in Puglia tra barese e tarentino, dovrebbero
tutti derivare dal nome di origini greche Leandro,
a sua volta originato da Leiandros
dall'unione dei termini greci leios
(tranquillo) e andros
(uomo) con il significato di uomo
tranquillo o da Leandros dall'unione
dei termini greci laos (popolo)
e andros (uomo)
con il significato di uomo del popolo. |
LEANI
LEANO |
Leani, estremamente raro, sembrerebbe avere un ceppo triestino ed uno cremonese,
Leano, assolutamente rarissimo, sembrerebbe napoletano, di dubbia derivazione,
potrebbero derivare dall'aferesi di variazioni del cognomen latino Mallea,
anche attraverso antichi toponimi derivati dallo stesso (i vari Magliano). |
LEANTE
LEANTI |
Leante, molto molto raro, ha ceppi nel Salento e secondari a Roma, nel
milanese e nel torinese, Leanti è assolutamente rarissimo ha presenze
nella Sicilia meridionale e secondarie tra Modena e Bologna e nel torinese,
dovrebbero derivare dal nome medioevale di origine greca Leante. |
LEANZA
LEANZI |
Ha un nucleo importante in Sicilia, soprattutto nel catanese, ad Adrano,
Catania, Bronte, Paternò e Biancavilla, ha un ceppo nel Salento
a Scorrano e Maglie (LE), un ceppo a Casalnuovo di Napoli e ceppi probabilmente
secondari a Roma e Milano, Leanzi, praticamente unico è probabilmente
dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, potrebbero derivare
da un soprannome o da un nome augurale, Alleanza
(stante ad indicare quello dell'alleanza, cioè quello che ha portato
in dote un appoggio importante), secondo alcuni invece si tratterebbe di
matronimici derivati da una deformazione dell'aferesi del nome femminile
medioevale Allegrantia (Allegranza)
di cui abbiamo un esempio in una Carta vendicionis
dell'anno1159 a Vimercate (MI): "Anno dominice incarnationis
milleximo centeximo quinquageximo nono, mense marcii, indicione septima.
Constat me Alegrantiam relictam
quondam Micherii qui dicebatur de Magrello de loco Vicomercato...". |
LEARDI
LEARDO
LIARDI
LIARDO |
Leardi ha ceppi nell'alessandrino e genovese, nel pescarese, nel romano
e nel casertano, Leardo, assolutamente rarissimo, parrebbe del messinese,
Liardi, molto molto raro, sembrerebbe avere un ceppo nel pescarese ed uno
nel napoletano, Liardo è tipico del napoletano, con un ceppo anche
nel fiorentino, si dovrebbe trattare di forme aferetiche del cognome Aleardi
o Aliardi (vedi
ALEARDI ) o direttamente derivare dall'aferesi di nomi longobardi
come Aleardus, probabilmente portati
dai capostipiti. |
LEBANI
LEBANO |
Lebani ha un ceppo triestino ed uno salernitano, Lebano è decisamente
campano, del napoletano e del salernitano, potrebbe derivare dal nome Lebanius,
ricordiamo con questo nome un famoso filosofo sofista di Antiochia e retore
del IV° secolo, ma potrebbe anche caratterizzare alcuni esuli dal Libano
o riferirsi addirittura al periodo delle Crociate. |
LECCA
LECCARDI |
Lecca è originario del cagliaritano,
Leccardi è tipico della zona tra Milano e Lodi, La derivazione di
Leccardi potrebbe essere da un soprannome derivante dal termine arcaico
italiano leccardo (goloso). |
LECCADITA
LECCADITO
LEUCADITO
LICCADITO |
Leccadita è praticamente unico, così come Leucadito e Liccadito,
Leccadito, assolutamente rarissimo, è del cosentino, di Lungro e
Spezzano Albanese in particolare,
ipotesi fornite da Stefano Ferrazzi
’origine arbëreshë (più probabilmente greco-albanese),
i cognomi Leccadito, Leucadito, etc sembrano derivare dal termine lefkaditis,
che, in greco moderno, ha il significato di leucadita,
abitante della Leucade (una delle Isole
Ionie, nell’ovest della Grecia): l’isola di Leucade, in effetti, è
conosciuta con diversi nomi, fra i quali Leukas,
Lefkas
e Lefkada, in cui il suono del
dittongo -eu- viene alterato in un moderno -ef- (si tratta di un fenomeno
molto comune nella lingua neogreca). |
LECCESE
LECCESI
LECCISI
LECCISO
LICCESE |
Leccese è essenzialmente pugliese, ma presenta ceppi significativi
anche nel teatino e nel molisano, nel romano e nel latinense e nell'alta
Campania, Leccesi, estremamente raro, è dell'area che comprende
le Marche meridionali ed il reatino, Leccisi, quasi unico, ha un ceppo
nel Salento ed uno nel basso Lazio, Lecciso, molto raro, è specifico
del leccese, Liccese, altrettanto raro, parrebbe lucano, tutti questi cognomi
derivano da varie modificazioni dialettali della forma etnica leccese,
cioè starebbe ad indicare che il capostipite era originario di Lecce
o della sua provincia, un'ipotesi non trascurabile fa considerare possibile
anche un collegamento con aree popolate da lecci (quercus ilex), che avrebbero
caratterizzato, in questo caso, la zona d'abitazione della famiglia. |
| LECCI |
Un ceppo originario nel salento
e forse uno in provincia di Firenze. |
| LECIS |
Lecis è tipicamente sardo, molto diffuso nel cagliaritano a Cagliari,
Assemini, Soleminis e Monserrato, e nel Medio Campidano a Serrenti, Gonnosfanadiga
e Samassi, dovrebbe derivare da una forma sarda del nome Alessio. |
| LEDDA |
Decisamente sardo, dovrebbe derivare dal nome di una località
che anticamente esisteva nella zona di Ozieri (SS) e che si chiamava appunto
Ledda, secondo un'altra ipotesi potrebbe derivare dall'essere il capostipite
nato nel mese di ottobre chiamato in sardo ledàmine
per contrazione ledda. |
LEFEBRE
LEFEVRE |
Lefebre è una variazione per betacismo di Lefevre, cognome molto
diffuso in Francia che deriva a sua volta per betacismo dal termine latino
faber (fabbro,
chi costruisce qualcosa). |
| LEFONS |
Lefons è tipico del leccese e di Calimera in particolare. |
LEGATI
LEGATO
LIGATO |
Legati, molto molto raro sembra lombardo, sia Legato che Ligato sono abbastanza
rari e tipici calabresi, del reggino in particolare, dovrebbero derivare
dallo stato di Legato (delegato, inviato, ambasciatore) del capostipite
o dallèessere stati comunque connessi con un Legato, è pure
possibile che derivino da soprannomi originati da episodi particolari. |
| LEGE' |
Specifico dell'oltrepo pavese è assolutamente rarissimo, dovrebbe
derivare da un soprannome dialettale, estremamente improbabile che derivi
dal toponimo francese Legè paese della Loira atlantica. |
LEGNAME
LEGNAMI |
Legname è molto raro e sembrerebbe originario della provincia di
Caltanissetta, Legnami, assolutamente rarissimo è quasi unico, potrebbero
derivare da soprannomi. |
LEGNANI
LEGNANO |
Legnani è tipico del nordmilanese, Legnano, assolutamente rarissimo,
è dovuto probabilmente ad un errore di trascrizione del primo, derivano
dal toponimo Legnano (MI), tracce di questa cognomizzazione le troviamo
a Milano nel 1600 quando Giulio Cesare Legnani, è menzionato fra
i Patrizi Milanesi. |
| LEGNANTE |
Legnante, abbastanza raro, è tipico dell'area casertano, napoletana,
di Frattamaggiore (NA) e di Sant`Arpino (CE) in particolare, dovrebbe derivare
da un soprannome originato dal mestiere di raccoglitore di legna in boschi
di proprietà altrui. |
| LEGULEO |
Una sola presenza a Melegnano e
in nessun'altra parte d'Italia, dovrebbe derivare dal termine leguleio
(avvocatucolo).
originr suggerita da Gianna Ferrari
De Salvo |
LEI
LEY |
Lei ha un ceppo nel modenese a Modena, Formigine, Sassuolo e Prignano sulla
Secchia ed uno nel sassarese a Ploaghe e Nulvi, Ley è assolutamente
rarissimo, il ceppo sardo potrebbe derivare dall'aferesi del nome
Mallei (Maddalena in sardo)
o da un soprannome originato dal termine sardo
lei (legge, diritto). |
| LEITA |
Leita ha un ceppo a Pasian di Prato nell'udinese ed uno in trentino, dovrebbero
avere origini diverse, il ceppo trentino potrebbe derivare dal vocabolo
cimbro leit o lait
(declivio) identificando caratteristiche
morfologiche della zona di provenienza, il ceppo friulano è invece
di origini incerte, anche se potrebbe anche avere la stessa origine. |
LELLI
LELLIS
LELLO |
Lelli è diffusissimo in
tutto il centro Italia, Lellis assolutamente rarissimo e Lello, molto raro,
sono probabilmente originari del sud, derivano dal nome medioevale Lello,
diminutivo di nomi come Raffaello, Gabriello ecc.. Si hanno tracce
di questo cognome fin dal medioevo, nella seconda metà del 1200,
nell'avellinese troviamo un tal De Lellis che pratica l'attività
di notaio. |
| LEMBO |
Diffuso in tutto il sud, non si
hanno ipotesi valide sull'origine del nome, tranne forse, ma da prendere
in considerazione a puro livello teorico, la derivazione dal nome longobardo
Erlembald o dalla modificazione e contrazione del nome Guglielmo (Lelmo,
Lembo). |
LEMMA
LEMME
LEMMI
LEMMO |
Lemma ha un nucleo tra basso Lazio ed alta Campania, un ceppo nel barese
e presenze significative in Calabria e Basilicata, Lemme, molto raro, ha
un ceppo tra Abruzzo meridionale e Molise, Lemmi è tipico dell'alta
Toscana e dell'Umbria, Lemmo, molto molto raro, è campano, dovrebbero
tutti detivare da modificazioni dell'aferesi del nome Guglielmo, di quest'uso
abbiamo un esempio a Pisa nel 1330, negli Annales Pisani infatti si può
leggere: "... prima era (siccome abbiamo veduto)
che Pisa dovesse mandare a papa Giovanni XXII ond'esser rimessa nel seno
della Chiesa. A questo effetto inviarono in Avignone Lemmo
Guinicello Buzzaccherini, Niccolò Gualandi
ed Albizzo da Vico, ...". |
LENARDI
LENARDIS
LENARDUZZI
LEONARDELLI
LEONARDI
LEONARDINI
LEONARDO
LONARDELLI
LONARDI
LONARDO
LUNARDELLI
LUNARDELLO
LUNARDI
LUNARDO
LUNARDON
LUNARDONI |
Lenardi è tipico friulano, delle province di Udine e Gorizia, Lenardis,
più raro, è specifico dell'alto udinese, Lenarduzzi è
decisamente friulano, di San Giorgio della Richinvelda, Spilimbergo e Zoppola
nel pordenonese e di Trieste, Leonardelli è caratteristico del trentino,
di Pergine Valsugana, Baselga di Pinè, Coredo, Trento e Bosentino,
Leonardi è molto diffuso in tutt'Italia, Leonardo, decisamente meno
comune, è più propriamente del sud, Campania, Calabria meridionale
e Sicilia, Leonardini abbastanza poco diffuso è specifico della
Liguria orientale e dell'alta Toscana occidentale, Lonardelli ha un ceppo
nel veronese ed uno tra Terlizzi e Bitonto (BA), Lonardi è tipico
del veronese, Lonardo è decisamente campano particolarmente presente
nelle aree di Caianello (CE), Montesarchio (BN) e di San Gregorio Magno
(SA), Lunardelli è specifico della zona tra trevigiano, veneziano
e basso pordenonese, Lunardello, rarissimo, parrebbe del vicentino, Lunardi
è molto diffuso in tutto il Veneto e nella Toscana settentrionale,
Lunardo è tipico siciliano di Enna con un ceppo secondario
a Palermo, Lunardon, decisamente veneto, è del vicentino e di Bassano
del Grappa e Marostica in particolare, Lunardoni, praticamente unico, è
dovuto ad errori di trascrizione, derivano tutti direttamente, o attraverso
modificazioni o ipocoristici, dal nome di origine germanica Lionhardus
di cui abbiamo un esempio in una Charta Manumissionis
redatta in Cremona nel maggio del 754: "...Ghodiperth,
Ilmeri et Aicardo de eadem curte Gussala, nec non Lionhardus
subdiaconus, Amiso lector, Ridulphus et Urso ostiarii ...".
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a Foza nel vicentino
in un atto redatto dal notaio Marco Lunardi nel 1678: "...messer
Zuanne Horo detto il Peranzan, messer Benedetto di Piero
Lunardi, messer Benedetto quondam Francesco
di Lunardi...". |
| LENASSI |
Lenassi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe tipicamente triestino, dovrebbe
derivare da una forma diminutiva dialettale del nome Leone. |
| LENI |
Di origini bresciane, deriva dal toponimo Leno (BS), ma potrebbe anche
derivare dall'aferesi del nomen latino Alenus. |
| LENTA
|
Lenta è tipico del cuneese della zona di Cherasco e Bra, dovrebbe
derivare dal toponimo Lenta (VC). |
LENTI
LENTO
LENTULO |
Lenti ha ceppi nell'alessandrino a Valenza e Bassignana, a Jesi, a Taranto
e nel tarentino oltre che nel barese e nel foggiano, a Napoli, a San Lucido
e Fiumefreddo nel cosentino ed a Roma, Lento è specifico del cosentino,
Lentulo è assolutamente rarissimo, potrebbero derivare da modificazioni
o contrazioni del cognomen latino Lentulus
di cui abbiamo un illustre esempio con Publius Cornelius Lentulus il governatore
della Giudea prima di Ponzio Pilato, i Lentuli erano una delle famiglie
più antiche ed importanti della gens Cornelia. |
| LENTINI |
Di origini siciliane, deriva dal
toponimo Lentini (SR). Esiste un ceppo secondario lucano, trasferitosi
poi a Monopoli, si hanno tracce verso la fine del 1600 di un gabelliere
daziario di nome Giovanni Battista Lentino,
la cui famiglia acquistò poi nel tempo caratteri nobiliari, tant'è
che nel registro della nobiltà del 1754 viene citato, a Monopoli,
un Barone Giovanni Battista Lentini. |
| LENZI |
Ha un nucleo principale molto diffuso tra bolognese e tutta la Toscana,
con ceppi probabilmente autoctoni anche in Trentino. in Lombardia ed a
Roma, deriva dal nome medioevale Lenzo di cui abbiamo esempi diversi in
Toscana, ad esempio con Lenzo di Corsinetto procuratore del paese di Boccheggiano
(GR) nel 1400 in una controversia con la Repubblica di Siena, cui si sottomise
accettando il Vicario senese, tracce di questa cognomizzazione le troviamo
a Pisa in una lettera del 1399, dove si può leggere: "...Dimi
se mai sentisti nuove de' Lenzi,
chi e dov'egli è, che mai vidi più tristo huomo, che mai
non ne sento...", ed anche a Firenze nel 1400 si legge di un certo
Angelus Niccolai Lenzi populi Sancti,
in quell'epoca i Lenzi erano una famiglia nobile estremamente agiata. |
| LENZO |
Originario del messinese, dovrebbe
derivare dalla contrazione del nome Lorenzo.
originr suggerita da Gianna Ferrari
De Salvo |
LEO
LIO |
Leo è diffuso in tutto il sud, Sicilia e nel sud della Sardegna,
Lio ha un ceppo tra cosentino e catanzarese ed uno nel palermitano, derivano
dal nome medioevale Leo Leonis o Lio
Lionis che si traducono come Leone.. |
| LEOCATA |
Tipico del catanese, specificatamente della zona che comprende Adrano (CT)
e Biancavilla (CT), con un ceppo secondario nel ragusano, deriva dalla
forma medioevale del toponimo Licata (AG). |
| LEOGRANDE |
Tipico del Barese e del tarentino, in particolare di Putignano, Acquaviva
Delle Fonti e Casamassima nel barese e di Laterza, Mottola e Taranto nel
tarentino, Leogrande dovrebbe derivare dal nome composto Leo, come
contrazione di Leone o di Leonardo, cui si è aggiunto l'attributo
di grande, si dovrebbe percio trattare di un patronimico cioè che
il nome del capostipite doveva essere appunto Leogrande. |
| LEON
|
Leon ha un ceppo nel pordenonese a San Giorgio della Richinvelda, dovrebbe
derivare da una forma dialettale del nome Leone,
ma è pure possibile che derivino dal nome di località Campo
del Leon posto nel comune di San Giorgio della Richinvelda (PN). |
LEONCINI
LEONE
LEONETTI
LEONI |
Leoncini ha un nucleo tra la provincia
di Genova e l'Alessandrino, ma esiste anche un ceppo fiorentino, Leone
è assolutamente panitaliano, Leonetti sembra avere un ceppo nel barese, uno nel cosentino, uno nel napoletano
ed uno nel Lazio, Leoni è del centro nord e Sardegna.
L'origine di questi cognomi è diversa, possono essere legati a soprannomi
legati a caratteristiche comportamentali, all'essere nell'ambito di qualcuno
nel cui stemma comparisse uno o più leoni, oppure in altri casi
possono derivare dal nome medioevale Leone. o dal nomen latino Leon. |
LEONELLA
LEONELLI
LEONELLO
LIONELLI
LIONELLO |
Leonella è quasi unico e dovrebbe derivare da un errore di trascrizione
di Leonello, che, molto raro, è tipico calabrese della zona di Sinopoli
e Delianuova (RC), Leonelli ha un ceppo emiliano ed uno tra ternano e provincia
di Roma, Lionelli, molto raro, ha un ceppo ad Ostiano (CR) ed uno a Napoli
e Caivano (NA), Lionello parrebbe veneto, ha ceppi a Venezia, Porto Viro
e Rosolina (RO) e, nel padovano a Torreglia, Galzignano Terme ed Albignasego
e a Fonte (TV), ma è presente un ceppo nel torinese ed uno nel napoletano,
dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale Leonellus
di cui abbiamo un esempio a Ferrara nel 1500: "...Magnificus
Dominus Leonellus Catabenus
de Ferraria, magister domus ac generalis administrator Illustrissimi
Domini Domini Ludovici Pici, Mirandulae Domini et Concordiae comitis...."
o anche dal suo derivato Lionellus:
"...In perpetuan rei tam foriter quam faeliciter
gestae memoriam hic, publicae gratitudinis monumentum fundaminibus ipse
suis posuit Lionellus
Dux Dorsetiae...". |
LEONTI
LEONZI
LEONZIO
LIONTI
LIONZO |
Leonti, molto raro, è siciliano di Mazzarrà Sant`Andrea (ME),
Leonzi, abruzzese, è tipico del teramano, di Pineto, Silvi ed Atri,
Leonzio è specifico di Francavilla al Mare (CH) e del chietino,
Lionti è senz'altro siciliano, di Raffadali e Licata (AG), di Delia,
Gela e Niscemi (CL), di San Michele di Ganzaria (CT) e di Piazza Armerina
(EN), Lionzo, molto molto raro, è tipico di Megliadino San Fidenzio
(PD) e di Dueville (VI), dovrebbero derivare dal nome greco Leonte,
ricordiamo Leonte re di Sparta raccontato da Erodoto o anche dal nome latino
Leontius da lui derivato, ricordiamo
San Leonzio (Leontius episcopus Arelatensis)
vescovo di Arles in Provenza nel V° secolo, leggiamo dagli atti del
Concilio di Calcedonia del 451: "...Sunt hic episcopi
Asianae diocesis. Veniant, et probamus, quae nostra sunt. Est episcopus
Magnisiae Leontius,
Meonius episcopus Nissae, Proterius episcopus Smirnae et ceteri, qui hic
sunt...:". |
LEOPARDI
LEOPARDO |
Leopardi è presente a macchia di leopardo in tutta l'Italia peninsulare
con una grossa concentrazione a Roma, Leopardo, molto molto più
raro, ha piccoli ceppi a Roma, nel napoletano e nel tarentino, dovrebbero
derivare dal nome medioevale italiano Leopardus di cui abbiamo un esempio
a Pisa nel 1400 con "Leopardus
condam domini Iacobi del Fornaio" a sua volta derivato dal nomen
latino omonimo, della cui esistenza abbiamo un esempio in un'antica lapide
romana: "D(is)
[M(anibus)] B(a)ebio
Capr[i]olo filio
dulcissimo q(ui) vixit
ann(os) VIII
[menses] II b(onae)
m(emoriae) filio
Leopardus pater m(emoriam)
f(ieri) f(ecit)".
integrazioni fornite da Andrea
Ferreri - Milano
Il poeta Giacomo Leopardi nacque a Recanati il 29 giugno del 1798,
primogenito della più illustre casata del piccolo centro marchigiano.
Mori’ a Napoli il 14 giugno del 1837. Il cognome è diffuso sporadicamente
in tutta la penisola. Dalla Lombardia all’Emilia sino al Veneto. In Italia
Centrale ad esclusione della Toscana. In Campania, Puglia e Sicilia. Ha
alla base in parte il nome di animale leopardo, ritenuto un ibrido di leone
e pantera, ed in parte il nome personale Leopardus documentato a partire
dalla metà dell’VIII secolo. Da chiarire l’origine della frazione
Leopardi di Torre del Greco (Napoli). |
| LEOPIZZI |
Originario della penisola salentina,
potrebbe derivare dal nome composto medioevale Leonpizzo (Leone + Opizzo). |
| LEOTTA |
Leotta è tipico del catanese, dovrebbe derivare dall'aferesi del
nome medioevale Galeotto.
integrazioni proposte da Giovanni
Francesco Leotta
il cognome Leotta sarebbe una trascrizione errata di Liotta, entrambi
assai diffusi in Sicilia. Nel Volume Il Blasone
in Sicilia, raccolta Araldica con dizionario delle famiglie
nobili siciliane, autore V. Palizzolo Gravina, Barone di Ramione,
ed. Clio (Brancato editore), alla voce Liotta si rimanda a "Laliotta": "al
dir di Mugnos famiglia parmigiana, recata in Sicilia da un gentiluomo Guglielmo
Laliotta, che militando ai servigi di Re Federico II° n'ebbe la castellania
della città di Mazara, ove fondò sua famiglia, la quale col
tempo si sparse in Trapani, Marsala e Sciacca, prodotto avendo vari distinti
personaggi, che occuparono cariche importanti, tale un Guglielmo giurato
in Trapani 1394; un Francesco inviato ambasciatore di detta città
a re Martino 1404; altro Francesco prefetto in Trapani 1447; ed un Antonio
regio cavaliere giurato in Marsala 1516. Arma: scudo diviso; nel 1°
d'azzurro, con un leone nascente coronato d'oro, nel 2° d'oro, con
tre bande di rosso, ed una fascia dello stesso, attraversante sul
diviso. Tav XLIII 10." Nello stesso volume
è altresì citato un Liotta Gagliano (v. voce Gagliano), valoroso
capitano di re Alfonso: "Proveniente di Francia questa
illustre famiglia, stando al Mugnos, fu portata in Sicilia da un Riccardo
Gagliani o Gagliano barone di Picardia sotto Federico II° imperatore,
che gli concedette in feudo la terra di Galippi pel mantenimento dè
falconi, la cui caccia molto dilettava questo rinomato sovrano e per servigi
resi. Il di lui figlio Olivio tramutò il nome di quel feudo nel
suo cognome
di Gagliano, quale poi passò alla famiglia
Castelli di Genova. Un Liotta Gagliano fu valoroso capitano dal re Alfonso
inviato all'acquisto della terra di Limbari allora occupata dà francesi;
perlochè molti donativi e franchigie ottenne, 1432; indi fu
governatore della città di Mazzara, carica
che fu poscia occupata dal di lui figlio Nicolò 1469.". |
LEPORA
LEPORE
LEPORI
LEPORINI
LEPRE
LEPRI |
Lepora è specifico dell'area vercellese, biellese, di Alice Castello
in particolare, Lepore è diffuso in tutta la penisola, soprattutto
al sud in Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia e Basilicata, Lepori
è diffuso in Sardegna, Toscana settentrionale e Lazio, Leporini,
molto raro, ha un ceppo nel pisano ed uno nel cosentino, Lepre ha un ceppo
friulano ed uno nel napoletano, Lepri è tipico della fascia che
comprende il bolognese, la Toscana, il riminese, il pesarese, l'Umbria
ed il Lazio, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale Lepus,
Leporis o dalla sua forma successiva
Lepre o anche da soprannomi originati
da caratteristiche fisiche dei capostipiti. Tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo ad esempio in Piemonte nell'area del feudo di Oglianico, dove
già nella seconda metà del 1300 si rilevano registrazioni
riguardanti una famiglia Lepora.
integrazioni fornite da Vittorino
Lepore
Dal latino lepus-lèporis
(lepre), oppure, anche se improbabile, da lepor-lepòris
(grazia, eleganza, gentilezza, signorilità). Diffuso nella fascia
da Napoli a Bari e a Gemona del Friuli e nei paesi vicini. L’origine del
cognome nelle due zone di diffusione, è quasi sicuramente diversa.
Per la zona di Gemona, in un documento del Patriarca di Aquileia Nicolò
di Lussemburgo, nel 1352 viene nominato tale “Petrus
quondam Venturini cives Terrae deGlemona” (Pietro
figlio del fu Venturino). Il Venturino è con buona probabilità
da individuare in Venturinus da Monza giunto a Gemona nel 1291 o in Venturinus
da Como giunto nel 1293, al seguito del Patriarca di Aquileia Raimondo
della Torre, milanese. In un atto notarile (patto dotale) del 1373
viene nominato: “Venturinus dictus
Lyeur” (lepre in friulano) che sposa Betta
figlia di Cuminuzza quondam Vuarentussio. I discendenti del Venturinus
Lyeur sono indicati per un certo periodo come “Filius
quondam Venturini” (figlio del fu Venturino), poi vengono indicati
come “Filius Leporis”
(figlio del Lepre). Nel Quattrocento il “cognome” Venturini scompare
da Gemona e ricompare solo nel 1592 proveniente da Osoppo (un paese vicino
a Gemona). Si può comunque ritenere che i Lepore e i Venturini di Gemona abbiano una comune origine. Per tutto
il Quattrocento e nella prima metà del Cinquecento, veniva variamente
scritto nei documenti: Lier, Lieuro, Yeur, Hiieur, Jeur, o tradotto in
latino Leporis, de Lepore, a Lepore, Lepore. All’inizio del 1600, una delle
famiglie dei Lepore viene indicata come Leporini All'inizio del 1700 questa
famiglia si estingue. Nei paesi della Carnia, a Nord di Gemona, si afferma
invece il cognome Lepre, dalla traduzione diretta in italiano, dopo il
Concilio di Trento, della parola friulana Jeur.
Per quanto riguarda l’origine del cognome nella zona tra Napoli e Bari
possiamo citare il Chronicon Beneventanum (1102-1140 d.C.) di Falcone di
Benevento: “Anno millesimo centesimo trigesimo tertio
Dominicae Incarnationis [1133.14.15]
Ioannem quidem de Lepore,
virum nefandae memoriae, prefati Crescentii fautorem, capite verso
in foveam mergi precepit, et pedibus in altum
levatis, heu miser, vitam inaudita morte finivit!”. Un’altra origine
la troviamo forse nella storia della Baronia di Posada e del Giudicato
di Arborea, nel trattato di pace del 1388 tra Eleonora d'Arborea e Giovanni
I° d'Aragona, dove viene citato come mediatore il gavoese “Bernardu
Lepore (o Leporo)”, che ottenne da Eleonora per riconoscenza alcune agevolazioni
fiscali per Gavoi, oltre ad un alto patronato della Giudicessa, con denaro,
per l'istituzione di una corsa di cavalli che poi sarebbe proseguita sino
ai nostri giorni (oggi "su Palu", nella sagra
della Madonna d'Itria, nelle campagne di Gavoi). I gavoesi ne ottennero
anche una sorta di patente di commercio, un salvacondotto generalizzato
che avrebbe consentito loro in seguito di sviluppare l'attività
dei celebri Zillonargios, venditori
ambulanti di selle, sproni, orbace, che presto tutta l'Isola avrebbe conosciuto.
Il Bernardu Lepore, dopo aver presieduto anche alla firma del trattato
di pace, si sarebbe poi trattenuto a corte; da lui avrebbe avuto origine
la stirpe dei conti Lepore (forse sedicenti tali), in seguito trasferitisi
nel Continente a Napoli. Il loro stemma era contraddistinto da: ”verde
con banda d'argento, giglio d'oro in capo e rosa rossa in punta”.
Per l’intera storia e Genealogia dei Lepore a Gemona vedi: http://digilander.libero.it/vlepore47 |
| LERA |
Lera, molto raro, parrebbe tipico dell'area lucchese e livornese, di Livorno
e Piombino nel livornese e di Capannori e Lucca nel lucchese, dovrebbe
derivare dal nome femminile medioevale Lera
di cui abbiamo un esempio in un atto del 1230: "...et
Uberti filii Guidone et Guidonis de Culoira et Vindemie de Culoira et Maniboni
de Nova et Drigognini de Arduino et de Lera
et Granni Scenardi de Obizini de ser Vallario et Iannarii et Martini fìliorum
quondam Pellicie et Martini qui omnes sunt de Culoira...", difficile
ipotizzare una derivazione dall'idronimo Lera, torrente dell'alta provincia
di Macerata o dall'oronimo Lera, monte della Valle di Viù nel torinese,
che è invece ipotizzabile come origine per il ceppo valtellinese
ormai da tempo scomparso, bisogna però considerare che in tutto
il nord Italia esistono varie località di nome Lera, che possono
originare dal termine celtico ler (mare).
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
LERA: uno strano cognome. Nel territorio italiano è presente
in 58 Comuni. La sua maggiore frequenza si registra in Toscana, nelle province
di Livorno e Lucca. In Sardegna è presente solo nella città
di Quartu S. E.: 6 di numero. Non sappiamo che cosa significhi lera in
italiano, ma sappiamo benissimo che cosa significa in sardo e ne conosciamo
con certezza l’etimologia. Nella lingua sarda lera
significa chiacchiera, lerèdda
=cantilena e viene dal verbo greco
(lerèo) ληρέω
= parlare stoltamente; λήρος
= chiacchiera inutile. Allereddai/re
= tentare di raggirare a chiacchiere, confondere
le idee. Tipica l’espressione campidanese: “Chi
mi doy pongiu deu dhus fatzu a lèra”! “Se
mi ci metto, li stordisco a chiacchiere”! “Esti
circhendi de nosi fai a lera”! “Sta
cercando di impappinarci a chiacchiere”! Tra l’altro, pur essendo
attualmente presente nell’Isola in numero limitatissimo, lo ritroviamo
invece nei documenti antichi del sardo: nel Condaghe di Santa Maria di
Bonarcado, *CSMB, XI°, XIII° secolo, troviamo 3 Lera(205): Furatu,
Iorgia e Goantine, in una spartizione di servi, tra la chiesa di Santa
Maria di Bonarcado e la chiesa di Santa Maria di Aristanis (Oristano);
donnu (signore, nobile) Leras Gunnari, prete (196), teste in uno scambio
di terre. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388, abbiamo:
Leras Guantino, majore ville Milis Picinnu. (* …distrutto - Contrate Partis
de Milis); Leras Thomasio, jurato ville Bonorcato(Bonarcado). |
| LERCARA |
Tipico del palermitano, deriva dal toponimo Lercara Friddi (PA), paese
che prese il nome Lercara dalla famiglia Lercari Ventimiglia feudataria
di quelle terre. |
LERCARI
LERCARO |
Lercari, molto raro, sembra tipico ligure, con un ceppo a Genova ed uno
a Ventimiglia (IM), Lercaro, molto più raro, parrebbe genovese,
dovrebbero derivare dal nome della valle di Lerca o da toponimi come Lerca
di Cogoleto (GE). I Lercari furono presenti a Genova almeno dal 1200,
nel 1500 furono annoverati tra le 28 famiglie nobili del Libro d’oro della
nobiltà genovese, Francesco Maria Imperiale Lercari fu Doge della
Repubblica di Genova dal 1683 al 1685. |
| LERNA |
Specifico della zona tra Ceglie Messapica (BR) e Francavilla Fontana (BR),
dovrebbe derivare dal nome di un antico toponimo brindisino, la traduzione
di uno scritto del 1100 così recita: "Nel
1100 ...Io, Accardo ... signore di Ostuni, affermo che ... Ser Pagano,
figlio del signore del Castello di Ceglie ... lamentossi con noi perché
dei nostri uomini invadevano la sua terra ... ordinai di andare diligentemente
e incominciare dagli stessi confini che si dice di Lerna,
con lo stesso Ser Pagano, ...". |
| LERZA |
Tipico abruzzese, dell'aquilano. |
| LESIGNOLI |
Lesignoli è specifico di Parma, potrebbe trattarsi di una forma
etnica dialettale del toponimo Lesignano sempre nel parmense, ma non si
può escludere una possibile derivazione da un ipocoristico dialettale
del nome latino Licinius. |
| LESINA |
Abbastanza raro sembra essere della
zona tra Alessandria e Genova, potrebbe derivare dall'aferesi del cognomen
latino Telesinus, ma potrebbe anche essere un soprannome legato al mestiere
di ciabattino o alla spilorceria del capostipite. |
| LESMO |
Specifico milanese, deriva dal
toponimo omonimo del milanese. |
LESSA
LESSI
LESSIO
LESSO |
Lessa è del barese, Lessi ha un piccolo ceppo tra trevisano e veneziano
ed un nucleo nel livornese, Lessio è diffuso in tutto il Veneto
ed il Friuli e nell'alessandrino, Lesso è quasi unico, tutti questi
cognomi dovrebbero essere derivati da forme aferetiche di nomi come Alessa
o Alessio, l'altra ipotesi che li colleghi
al termine latino lessus (pianto,
lamento funebre) è abbastanza improbabile. |
| LESTINGI |
Lestingi è tipico del barese, di Conversano e Trani in particolare,
potrebbe derivare da modificazioni del nome greco Lasthenes,
nella tragedia de i Sette contro Tebe
di Eschilo, Lasthenes partecipa alla guerra dalla parte di Eteocle difendendo
la porta Omoloide attaccata da Anfiarao. |
| LETE |
Lete, assolutamente rarissimo, parrebbe del napoletano, dovrebbe derivare
dal nome del fiume Lete il cui corso si sviluppa nel casertano, ad indicare
forse quella come località d'origine della famiglia. |
| LETI |
Leti ha un ceppo nel barese, uno nel Piceno ed uno tra rietino e romano,
dovrebbe derivare dal nome latino Laetus
(vedi LETO). |
| LETO |
Leto è un cognome tipico della Sicilia e del crotonese, con un ceppo
anche nel napoletano, potrebbe derivare dalla contrazione del toponimo
Letojanni (ME), ma molto più probabilmente dovrebbe derivare dal
nome latino Laetus (si pronuncia Letus
e significa lieto, felice), di cui
abbiamo un esempio in questo scrtto di epoca imperiale romana: "...Tunc
Pertinax interficiendi Commodi conscientiam delatam sibi ab aliis non fugit.
Commodo autem interempto Laetus
praef(ectus)
praet(orius)
et Eclectus cubicularius ad eum venerunt...".
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Cognome diffuso prevalentemente in Sicilia, con nucleo maggiore nel
palermitano, sebbene un ceppo minore si riscontri anche in Calabria, nel
crotonese, deriva dal nome Leto, formatosi
dal latino laetus, col significato
di felice. |
| LETTA |
Tipicamente abruzzese, della zona di Avezzano, Aielli e Celano.
integrazioni fornite da Andrea
Ferreri
Tipico dell’Abruzzo, il cognome è diffuso nella provincia dell’Aquila
nei comuni di Aielli (24 occorrenze, 3° in ordine di frequenza), Avezzano
(17 occorrenze) e Celano (14 occorrenze). Da notare che tra i primi cognomi
di Aielli figura Coletta e il cognome Ranalletta è il 1° a Celano
e tra i primi 30 ad Avezzano. La mia idea è che Letta possa derivare
dall’aferesi di nomi quali Nicola, Rinaldo, etc. In effetti il cognome
potrebbe anche derivare dal verbo latino lego, is, legi, lectum, ere
con il significato principale di cogliere, raccogliere
in relazione probabilmente all’attività del capostipite, è
pure possibile una derivazione da lectus,a,um
= scelto, eletto, distinto, eccellente, esemplare. |
LETTIERI
LETTIERO |
Lettieri è tipico della fascia litoranea che comprende Roma, frusinate,
Campania, potentino, cosentino e crotonese, Lettiero, molto raro è
specifico del napoletano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Litterius.
Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Solofra nel 1300 dove il
casato dei Lettieri è annoverato fra le trenta più antiche
famiglie del Regno angioino, nel 1600 con Don Marcello Lettieri Principe
di Pietrastornina (FR) e sempre nel 1600 con Tommaso Lettiero feudatario
di Novella e Montecorice (SA).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Il cognome Lettieri è presente in tutto il Sud in numerose varianti
(Letteri, Litteri, Litterio) tutte derivate da Eleuterio. Sant'Eleuterio,
toponimo in provincia di Benevento. |
| LEUCHI |
Estremamente raro, attualmente presente nel comasco, dovrebbe derivare
da un antico toponimo medioevale Leuco (Lecco), di cui abbiamo una traccia
in un charta venditiones del 975 a
Calco (BG): "...venditio Attonis comitis de Leuco
de pluribus praedis in variis territorii bergomatis viciis…...",
ed in una pergamena del 1146 dove viene citato un converso originario delle
campagne ad oriente di Como: "Lanterius de Leuco", una seconda ipotesi
lo fa derivare dall'etnico leuki, una
popolazione celtica, potrebbe derivare dal nomen latino Leucus
di cui abbiamo un esempio nella Guerra civile di Ennio Lucano: "...et
Biturix longisque leues Suessones in armis, optimus excusso Leucus
Remusque lacerto, optima gens flexis in gyrum Sequana frenis, ...".
ipotesi fornite da Ubaldo Leuchi
La presenza nel comasco è una discendenza, come tutte quelle
presenti in Italia Francia e California, del ceppo originario di
Filattiera (MS) in Lunigiana. Uno dei primi Leuchi fu un notaro Matheus
Leuchi che rogò un atto dei Marchesi Malaspina del ramo Lunigianese.Successivamente
furono Vessilliferi sempre di tali marchesi. Caduti in disgrazia furono
per tre secoli mezzadri della famiglia Ferrari il cui storico Pietro Ferrari
verbalmente disse al mio bisnonno che il primo Leuchi in Lunigiana era
la trasformazione di un cognome originario della Pannonia che portava un
soldato stabilitosi a Filattiera.
ipotesi fornite da Carlo Ferrari
Leuchi sembrerebbe derivare dal colore dei capelli, leucos
in greco significa bianco, e probabilmente era il nome dato a una famiglia
di longobardi talmente biondi da sembrare bianchi. (maggiori dettagli sono
ricavabili dall'Historia Longobardorum
di Paolo Diacono. I discendenti Leuchi di Filattiera sono tutt'ora prevalemente
biondi.
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| LEUCI |
Specifico pugliese, deriva da toponimi come Marina di Leuca (LE) o Morciano
di Leuca (LE), ma è pure possibile che derivi invece da soprannomi
originati dal termine greco leukos
(bianco). |
| LEVA |
Un ceppo tra milanese, pavese ed
il Piemonte e forse un altro nel Lazio e nel casertano, diverse le origini,
probabilmente da toponimi come Levaldigi (CN) o Levata (CR). |
LEVANTE
LEVANTI |
Levante, ha un ceppo nel napoletano, uno nel Salento ed uno a Scicli (RG),
dovrebbe derivare da un indicativo del luogo d'origine, Levanti rarissimo
dovrebbe essere di lontana origine ligure, in Liguria verso la fine del
1400 troviamo un Tommaso Levanti, probabilmente così chiamato perchè
proveniente da levante. Trasferitasi in Sicilia nel 1500 la famiglia patrizia
si inserisce in posti di potere a fianco della nobiltà del luogo. |
| LEVANTINO |
Sembrerebbe originario del palermitano, potrebbe discendere dal toponimo
Levanzo (TP), ma potrebbe pure essere di origine Normanna dal nome Levan.
ipotesi fornita da Gianna Ferrari
de Salvo
il cognome deriverebbe dal nome personale Levantino, o dal vocabolo
dialettale siciliano livantinu (lunatico, estroso, volubile) (Girolasmo
Caracausi, Dizionario onomastico della Sicilia, Palermo 1994). |
| LEVATI |
Levati è tipicamente lombardo del milanese in particolare, di Milano,
Vimercate, Monza, Gorgonzola, Cernusco sul Naviglio e Concorezzo, con un
piccolo ceppo anche a Levate, Seriate e Dalmine nel bergamasco, dovrebbe
derivare da nomi di paesi come Levate nel bergamasco o Levata nel cremonese. |
| LEVI |
Insediato prevalentemente in Lombardia è tipicamente ebraico derivando
dal nome ebraico Levi che diede il nome alla Tribù che ottenne dal
Signore la primogenitura sacerdotale e cui appartenne anche Mosè. |
| LEVO |
Dovrebbe essere originario della zona di Acqui Terme (AL) dovrebbe derivare
da toponimi come Levo (VB) o simili, ma è pure possibile che derivi
da soprannomi originati dal carattere bizzarro del capostipite o dall'essere
lui mancino (laevus= bizzarro, mancino). |
| LEVORATO |
Levorato è tipicamente veneto, soprattutto del padovano e del veneziano,
si dovrebbe trattare di una forma patronimica in -ato,
tipicamente veneta, dove il suffisso sta per figlio
di, riferito al padre del capostipite di nome o cognome Levore
(variante veneta per lepre). |
LEZZA
LEZZO |
Lezza sembra essere originario
della provincia di Taranto, Lezzo è assolutamente raro, presente
solo a Melegnano. |
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