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LEALE
LEALI
LEALINI
Leale ha un ceppo tra genovese ed alessandrino, uno nel cosentino e reggino ed uno nel palermitano e trapanese, Leali è tipicamente lombardo, in particolare è diffuso nel bresciano e nel mantovano, Lealini, assolutamente rarissimo sembrerebbe del vicentino, di Brogliano e Vicenza in particolare, dovrebbero derivare direttamente o tramite ipocoristici  dal nome medioevale Leal, Lealis, di cui abbiamo un esempio a Firenze nel 1268 con: "Cerbolinus filius Lealis de Duomo,.. ..Infrascripti sunt confinati extra civitatem in comitatu," tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a Palermo dove nel 1549 muore Antonino Leale proprietario di una casa turrita citata in un atto, e nel 1578 Giovanni Filippo Leale, figlio di Antonino, "soggioga un censo a Blasi Piazza: super quoddam tenimento magno domorum cum eius turrim in diversis corporibus existens situm et positum in quarterio Yhalcie in strata mastra per quam tenditur versus conventus S. Francisci.".
LEANDER
LEANDRI
LEANDRO
Leander, quasi unico, è tipicamente milanese ed è una forma dialettale di Leandri, che ha un piccolo ceppo nel veneziano, uno nel perugino a San Giustino, Deruta, Perugia, Città di Castello e Gualdo Cattaneo, ed uno nel romano, Leandro, molto più raro, ha un piccolo ceppo tra padovano e veneziano ed uno in Puglia tra barese e tarentino, dovrebbero tutti derivare dal nome di origini greche Leandro, a sua volta originato da Leiandros dall'unione dei termini greci leios (tranquillo) e andros (uomo) con il significato di uomo tranquillo o da Leandros dall'unione dei termini greci laos (popolo) e andros (uomo) con il significato di uomo del popolo.
LEANI
LEANO
Leani, estremamente raro, sembrerebbe avere un ceppo triestino ed uno cremonese, Leano, assolutamente rarissimo, sembrerebbe napoletano, di dubbia derivazione, potrebbero derivare dall'aferesi di variazioni del cognomen latino Mallea, anche attraverso antichi toponimi derivati dallo stesso (i vari Magliano).
LEANTE
LEANTI
Leante, molto molto raro, ha ceppi nel Salento e secondari a Roma, nel milanese e nel torinese, Leanti è assolutamente rarissimo ha presenze nella Sicilia meridionale e secondarie tra Modena e Bologna e nel torinese, dovrebbero derivare dal nome medioevale di origine greca Leante.
LEANZA
LEANZI
Ha un nucleo importante in Sicilia, soprattutto nel catanese, ad Adrano, Catania, Bronte, Paternò e Biancavilla, ha un ceppo nel Salento a Scorrano e Maglie (LE), un ceppo a Casalnuovo di Napoli e ceppi probabilmente secondari a Roma e Milano, Leanzi, praticamente unico è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, potrebbero derivare da un soprannome o da un nome augurale, Alleanza (stante ad indicare quello dell'alleanza, cioè quello che ha portato in dote un appoggio importante), secondo alcuni invece si tratterebbe di matronimici derivati da una deformazione dell'aferesi del nome femminile medioevale Allegrantia (Allegranza) di cui abbiamo un esempio in una Carta vendicionis dell'anno1159 a Vimercate (MI): "Anno dominice incarnationis milleximo centeximo quinquageximo nono, mense marcii, indicione septima. Constat me Alegrantiam relictam quondam Micherii qui dicebatur de Magrello de loco Vicomercato...".
LEARDI
LEARDINI
LEARDO
LIARDI
LIARDO
Leardi ha ceppi nell'alessandrino e genovese, nel pescarese, nel romano e nel casertano, Leardini ha un grosso ceppo nel veronese e nel vicino mantovano, uno nel riminese, con presenze significative anche nel bolognese, ravennate, forlivese e pesarese, ed uno a Roma e nel viterbese e latinense, Leardo, assolutamente rarissimo, parrebbe del messinese, Liardi, molto molto raro, sembrerebbe avere un ceppo nel pescarese ed uno nel napoletano, Liardo è tipico del napoletano, con un ceppo anche nel fiorentino, si dovrebbe trattare di forme aferetiche, anche ipocoristiche, del cognome Aleardi o Aliardi (vedi ALEARDI ) o direttamente derivare dall'aferesi di nomi longobardi come Aleardus, probabilmente portati dai capostipiti.
LEBANI
LEBANO
Lebani ha un ceppo triestino ed uno salernitano, Lebano è decisamente campano, del napoletano e del salernitano, potrebbe derivare dal nome Lebanius, ricordiamo con questo nome un famoso filosofo sofista di Antiochia e retore del IV° secolo, ma potrebbe anche caratterizzare alcuni esuli dal Libano o riferirsi addirittura al periodo delle Crociate.
LEBANTI Lebanti è un cognome torinese, praticamente unico.
informazioni fornite da Mario Lebanti
si tratta di un cognome di fantasia attribuito a mio nonno, trovatello, dal comune di Torino.
LECCA
LECCARDI
Lecca è originario del cagliaritano, Leccardi è tipico della zona tra Milano e Lodi, La derivazione di Leccardi potrebbe essere da un soprannome derivante dal termine arcaico italiano leccardo (goloso).
LECCADITA
LECCADITO
LEUCADITO
LICCADITO
Leccadita è praticamente unico, così come Leucadito e Liccadito, Leccadito, assolutamente rarissimo, è del cosentino, di Lungro e Spezzano Albanese in particolare,
ipotesi fornite da Stefano Ferrazzi
'origine arbëreshë (più probabilmente greco-albanese), i cognomi Leccadito, Leucadito, etc sembrano derivare dal termine lefkaditis, che, in greco moderno, ha il significato di leucadita, abitante della Leucade (una delle Isole Ionie, nell'ovest della Grecia): l'isola di Leucade, in effetti, è conosciuta con diversi nomi, fra i quali Leukas, Lefkas e Lefkada, in cui il suono del dittongo -eu- viene alterato in un moderno -ef- (si tratta di un fenomeno molto comune nella lingua neogreca).
LECCE Lecce è abbastanza diffuso in tutto il centrosud, deriva ovviamente dal nome della città di Lecce, sembrerebbe non essere di origini ebraiche.
LECCESE
LECCESI
LECCISI
LECCISO
LICCESE
Leccese è essenzialmente pugliese, ma presenta ceppi significativi anche nel teatino e nel molisano, nel romano e nel latinense e nell'alta Campania, Leccesi, estremamente raro, è dell'area che comprende le Marche meridionali ed il reatino, Leccisi, quasi unico, ha un ceppo nel Salento ed uno nel basso Lazio, Lecciso, molto raro, è specifico del leccese, Liccese, altrettanto raro, parrebbe lucano, tutti questi cognomi derivano da varie modificazioni dialettali della forma etnica leccese, cioè starebbe ad indicare che il capostipite era originario di Lecce o della sua provincia, un'ipotesi non trascurabile fa considerare possibile anche un collegamento con aree popolate da lecci (quercus ilex), che avrebbero caratterizzato, in questo caso, la zona d'abitazione della famiglia.
LECCI Un ceppo originario nel salento e forse uno in provincia di Firenze, dovrebbe derivare dal fatto che presso il luogo d'abitazione del capostipite si trovassero delle piante di leccio (quercus ilex), un tipo di pianta di quercia sempreverde.
LECCIS
LECIS
Entrambi tipicamente sardi, Leccis è presente nel sud della Sardegna, nel cagliaritano, nell'iglesiente e nel Medio Campidano, Lecis è molto diffuso nel cagliaritano a Cagliari, Assemini, Soleminis e Monserrato, e nel Medio Campidano a Serrenti, Gonnosfanadiga e Samassi, dovrebbero derivare da una forma aferetica sarda del nome Alessio.
integrazioni fornite da Luciano Lecis
Distribuito in una sorta di quadrilatero constituito da Cabras, Escalaplano, Isili ed Ussaramanna, Lecis ha origine comune a Leccis, stanno ad indicare con il suffisso -s, un plurale di famiglia, soprattutto nel Campidano, con probabile origine dal nome Alesci, Alessio, di bizantina memoria Alexis. Documentato in saggi antichi sardi CDS II 44, anno 1410 come Lexis. (M.Pittau, origine dei cognomi)
LECCIOLI Leccioli, molto molto raro, ha presenze nel milanese e nel pavese, un piccolo ceppo ad Adria nel rovigoto e presenze nel ferrarese, potrebbe derivare da un toponimo od un idronimo, forse situato in una località ricca di lecci (quercus ilex), un tipo di pianta di quercia sempreverde.
LEDDA Decisamente sardo, dovrebbe derivare dal nome di una località  che anticamente esisteva nella zona di Ozieri (SS) e che si chiamava appunto Ledda, secondo un'altra ipotesi potrebbe derivare dall'essere il capostipite nato nel mese di ottobre chiamato in sardo ledàmine per contrazione ledda.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
LEDDA: nella lingua sarda, con questa voce, abbiamo il nome di un antico centro abitato scomparso e di un monte. Nel "Vocabolario Sardo Geografico patronimico ed Etimologico" di Giovanni Spano leggiamo: Ledda: Villaggio distrutto nella diocesi di Plaghe, ora nome di monte, che ha preso tutta la contrada. Il nome antico è Lella, che sembra orientale, da Laila = notte, perché sito a tramontana (sic)". Nell'opera di Giovanni Francesco Fara, "In Sardiniae Chorographiam", al capitolo "de Fluviis" (i corsi d'acqua) leggiamo: Flumen aliud oriens ex monte Leddas et Magolla, decurrit per (scorre attraverso) regionem Anglonis inter oppida Martis et Nulvi (tra i centri abitati -fortificati - di Martis e di Nulvi) et iuxta (nei pressi) Perfugi oppidum (Perfugas) decurrit in flumine Cocinae (confluisce nel fiume Coghinas). Nel testo del Fara Ledda è citato solo come monte. Per la voce "ledda" o meglio "lella" non conosciamo altro etimo diverso da quello indicato dal canonico G. Spano. Come cognome è copiosamente presente  in tutte le carte antiche da noi esaminate: tra i firmatari della Pace di Eelonora, LPDE del 1388, compare in diverse uscite; De Leda Francisco, ville Culleri (** CULLERI.(attuale Cuglieri) CASTRI MONTIS DE VERRO. congregatis in villa de Guilciochor .in posse Salari Arsoci, habitatoris Bose .notarii publici et etc. die X januari 1388); De Ledda Camputani, ville de Sardara (** SARDARA MONTIS REGALIS...11 GENNAIO 1388, et ego...Gadulesu Margiano habitator velle Sardara, sindicus actor et procurator universitatis Contrate Montis Regalis et villarum et etc. In posse Virde Andrea, Virde Joanne, de Civitate Sasseri, notarii publici, die XI Januarii 1388); De Ledda Dominigo - de Bosa. (** Bosa: omnibus civibus et habitatoribus civitatis Bose.nisipastores.congregatis intus Ecclesiam Beate Marie Virginis .die XV Januarii 1388) ; De Ledda Guantino - de Castri Januensis (** Castri Januensis Civitas (Castel Genovese - Castel Sardo). Omnibus habitantibus .in ville de Coginas ... die undecima januarii .1388, in posse De Valle Anthoni filii) ; Leda (de ) Anthonio, jurato ville Calcargia (* Calcargia.villaggio distrutto (Contrate Partis Milis); Leda (de) Andrea, majore (amministratore, sindaco) ville Floxio ( * Floxio.odierna Flussio. Contrate Castri Montis de Verro); Leda (de) Anthonio, jurato ville Tramaça ( * Tramaça...odierno Tramazza(Contrate Partis de Milis); Leda (de) Ciperi, jurato ville Seuis (* Seuis.odierno Seuis (Laconi.Contrate partis Alença); Leda (de) Dominico, ville Seercela (* Seercela.distrutto. Sarcela - Serzele. Partis de Montibus); Leda (de) Francisco, jurato ville Pauli (* Pauli ...odierno Paulilatino. Contrate Partis de Guilcier); Leda (de) Joanne, jurato ville Nuraci Niello (* Nuraci Niello.odierno Nuraxinieddu. Campitani Majoris); Leda (de)Andrea, majore ville Baugadi (* Baugadi.Bangadi - Bauyadi.villaggio distrutto? (Contrate Partis Milis); Leda Traode - ville de Billuchara ( * Billuchara . distrutto. Contrate Montis Acuti (Salto di Pattàda); Leda(de) Barono, jurato ville Nuraci de Pische ( * Nuraci de Pische.distrutto. Campitani Majoris); Leda(de) Nicolao, jurato ville Giavi ( * Giavi.odierno Giave. Contrate Caputabas); Leda(de) Petro - ville de Ulusufe (* Ulusufe.distrutto Usulife[Spano](Contrate Montis Acuti); Leda(de) Salvator, jurato ville de Nule ( * Nule .Nuli (Contrate Montis Acuti - Ozieri); Ledda (de) Georgio, ville Telluri (** Selluri - Sedduri - Seddori: odierno Sanluri. Et ego Capula Marcus .sindicus, actor et procurator ville Selluri.seu a Petro De Castay, locuntenente capitanei et Margiano Costa, locuntenente potestatis terre Selluri et omnibus habitatoribus dicte terre, congregatis. X die januarii 1388); Ledda (de) Margiano, ville Sellur; Ledda (de) Nicolao, jurato ville Uta (* Uta .distrutto(non si tratta dell'odierna Uta), Contrate Partis Varicati - Barigadu); Ledda (de) Simono, ville de Sardara (** SARDARA MONTIS REGALIS...11 GENNAIO 1388, et ego...Gadulesu Margiano habitator velle Sardara, sindicus actor et procurator universitatis Contrate Montis Regalis et villarum et etc. In posse Virde Andrea, Virde Joanne, de Civitate Sasseri, notarii publici, die XI Januarii 1388); Ledda (de) Stephano, jurato ville Uta; Ledda (de) Vincencio, ville Gonnos de Tramacia( Gonnostramatza - Partis de Montibus); bLedda(de) Comita, Burgi Castri M. Regalis ( **  Burgi Castri Montis Regalis - Castello di Monreale (Sardara); Ledda(de) Joanne, jurato ville Baratil (* Baratili.odierno Baratili. Campitani majoris); Ledda(de) Margiano, jurato ville Gemessi ( * Gemussi.distrutto: Jemussi o Gimussa? Partis de Montibus); Ledo (de) Laurencius, ville Algueri ( * Algueri.odierno Alghero. Die sexta febroarii 1388); Ledu (de) Petro, jurato ville Sancto Haeru ( * Sancto Haeru...odierno San Vero (Contrate Partis de Milis); Ledu(de) Joanne, jurato ville Sancto Haeru; Lella (de) Agustinus, ville Sasseri (** Sasseri.Sassari. Et nos Pugioni Anthonius et De Lacon Salatinus, cives Sasseri, sindici, actores et procuratores.Marringoni Arsòcus potestas ac capitanus civitatis Sasseri. Omnes cives congregatis in civitate Sasseri, apud ecclesiam Sancte Caterine.presentibus Corda Jacobo, Magnispesa Francisco, De Mascara Francisco. In die XIII mensis Januarii MCCCLXXXVIII - 1388); Lella (de) Arsoco, ville Ollolà ( * Ollolà.odierna Ollolai. Barbagie de Ollolai et Curatorie Austis); Lella (de) Saio, jurato ville Usthei ( * Usthei ...villaggio distrutto della Diocesi di S. Giusta. Contrate Partis de Guilcier). Nel Con daghe di San Pietro di Silki, XI°, XIII° secolo, abbiamo:  Lella (de) Furata(122),  postura = donazione: positinke a scu. Petru (ha donato a San Pietro) donna (nobildonna) Furata De Lella sa parte sua dessa terra  ki fekimus a binja (coltivata a vigna), tenende assa de Gosantine Saraca (confinante con la vigna di Gosantine Saraca); e issa parte  dessos fiios comporailla (ho comprato la parte dei miei figli) e deuilis in cumone .j. uoe (e ho dato loro, in società - in comune - un bue); Lella (de) Gosantine(104), teste in una lite per la spartizione della servitù; Lella (de) Gunnari, pupillu (96), coinvolto in una compera (compòru):.aterminande pupillos(i padroni)dessu saltu: Gunnari de Castavar e Gunnari de Lella, e.; Lella (de) Petru(97), coinvolto in uno scambio o permuta di servi (tramutu): Ego apatissa Massimilla, tramutai homines cun donnu Goantine de Cannetu, visdominu dess'arkipiscopatu(vicario dell'arcivescovado). Ego deili (gli diedi) latus (la metà - del servizio)in Gosantina fiia de Maria Pithiris e de Janne Albu e isse deitimi( mi diede in cambio) latus d'Elene Culurione, fiia de Furata Culurione e de Gavini Kitera...a boluntade de.Testes: donnu Gosantine de Martis, su de Silki, e Petru de Lella; Lella (de)Mariane(100), coinvolto in una lite per la spartizione della servitù -  kertu de servis. Nel Con daghe di San Nicola di Trullas, XI°, XIII° secolo abbiamo: sos de Lella(209) coinvolti in una compera (comporailis) di servi: comporailis assos filiastros ded Petru de Monte .III: pedes (tre quarti - del servizio) dessu filiu Iohanne et latus (la metà) in Susanna; et a Petru de Nurki et a totos .III. sos connatos comporailis su pede (un terzo) de Iorgi Gulpio, ki li avea conporatu, ca mi lu lebarum (me lo presero) sos de Lella. Sos de Lella per indicare i figli di, o gli abitanti di?; de Lella Comita(297), prete in Puço Maiore, teste in una compera di servi (comporaili): comporaili a Furatu de Gunale, su de Sasalu(villa - bidda medioevale, oggi scomparsa; apparteneva alla Curadorìa di Romangia), .I. die(unn giorno di servizio, la settimana) in Comita Marradu, et .I. die in so fiiu. Et Ponet (lo dona) a Sanctu Nichela pro s'anima sua, .Testes: previteru (prete) Comita de Lella, su de Puço Maiore(Pozzomaggiore), et previteru Gosantine Aketu et donnu Mariane de Thori Oglospintos(Occhipinti) etc. etc.; De Lella Gosantine e de Lella Dorgotori (87) (fratelli) ambos maiores de Scolca (ambedue comandanti della guardia armata di confine); etc. etc. Nel Condaghe di Santa Maria di Bonbarcado, CSMB, XI°, XIII° secolo abbiamo: de Lella Comita(180), teste in una donazione di terre di Furadu Decori a Santa Maria; De Lella Goantine, prete(12, 26, 202), teste in una donazione: .et posit (Goantine Tamaglu), prossa anima sua  sa parzone sua dessa domo de Bonarcado et ipsa binia sua tota.Nell'opera di Francesco Fara "De rebus Sardois II°", alla fine del  capitolo  "Pisani, Genuenses et Musactus", dove sono registrati i vescovi di Sardegna, figura, nell'anno 1187: Costantinus de Lella episcopus Plovacensis (di Ploaghe).  Citiamo Gavino Ledda (Siligo- SS - 1938) autore di diverse opere letterarie, tra cui quella autobiografia,"Padre padrone". Prese la laurea in Glottologia, alla Sapienza di Roma nel 1969. Nel 1971, allorché sostenni l'esame di "linguistic sarda", all'Università di Cagliari, Facoltà di Lettere, era assistente per "filologia romanza e linguistica sarda", del  Prof. Sanna Antonio. Il cognome Ledda attualmente è presente in 428 Comuni italiani, di cui 155 in Sardegna: Sassari 327, Cagliari 276, Macomer 168, Quartu 150, etc.
LEFEBRE
LEFEVRE
Lefebre è una variazione per betacismo di Lefevre, cognome molto diffuso in Francia che deriva a sua volta per betacismo dal termine latino faber (fabbro, chi costruisce qualcosa).
LEFONS Lefons è tipico del leccese e di Calimera in particolare.
LEGATI
LEGATO
LIGATO
Legati, molto molto raro sembra lombardo, sia Legato che Ligato sono abbastanza rari e tipici calabresi, del reggino in particolare, dovrebbero derivare dallo stato di Legato (delegato, inviato, ambasciatore) del capostipite o dallèessere stati comunque connessi con un Legato, è pure possibile che derivino da soprannomi originati da episodi particolari.
LEGE' Specifico dell'oltrepo pavese è assolutamente rarissimo, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale   (vedi LEGENA), estremamente improbabile che derivi dal toponimo francese Legè paese della Loira atlantica.
LEGENA Legena, molto molto raro, sembrerebbe specifico di Sellero nel bresciano, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine dialettale medioevale lombardo legena (secchia per la mungitura), probabilmente ad indicare che il capostipite svolgesse quel tipo di compito.
LEGGIO
LIEGGIO
LIGGIO
Leggio, tipicamente siciliano, molto diffuso soprattutto a Ragusa, ma comunque ben presente anche a Palermo, Isnello, Corleone e Partinico nel napoletano, Santa Ninfa, Castelvetrano e Trapani nel trapanese, a Siracusa, a Vittoria e Modica nel ragusano ed a Sambuca di Sicilia e Sciacca nell'agrigentino, presenta anche un ceppo salentino a San PIetro Vernotico nel brindisino ed a Surano e San Cassiano nel leccese, Lieggio è quasi unico, Liggio, sempre siciliano, è specifico di Palermo e Corleone nel palermitano, questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine dialettale, che varia lievemente a seconda delle zone, lièggiu, lìggiu, lèggiu (leggero, superficiale, poco affidabile), esprimendo forse così un giudizio poco lusinghiero sui capostipiti.
LEGNAME
LEGNAMI
Legname è molto raro e sembrerebbe originario della provincia di Caltanissetta, Legnami, assolutamente rarissimo è quasi unico, potrebbero derivare da soprannomi.
LEGNANI
LEGNANO
Legnani è tipico del nordmilanese, Legnano, assolutamente rarissimo, è dovuto probabilmente ad un errore di trascrizione del primo, derivano dal toponimo Legnano (MI), tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Milano nel 1600 quando Giulio Cesare Legnani, è menzionato fra i Patrizi Milanesi.
LEGNANTE Legnante, abbastanza raro, è tipico dell'area casertano, napoletana, di Frattamaggiore (NA) e di Sant`Arpino (CE) in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal mestiere di raccoglitore di legna in boschi di proprietà altrui.
LE GROTTAGLIE
LEGROTTAGLIE
Entrambi pugliesi, Le Grottaglie, il più raro dei due, ha piccoli ceppi a Fasano ed Ostuni nel brindisino, a Bari ed a Mottola nel tarentino, Legrottaglie è specifico del brindisino, di Fasano e Ostuni, con piccoli ceppi anche a San Vito dei Normanni, Carovigno e Cisternino e a Mottola nel tarentino ed a Bari e Palo del Colle nel barese.
integrazioni fornite da Srefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nella toponomastica tarantina e, più precisamente, nel comune di Grottaglie, che, in terra pugliese, è anche noto come Le Grottaglie - Li Vurtagghj, secondo la pronuncia dialettale.
LEGORATI
LEGORATTI
Entrambi assolutamente rarissimi, Legorati è della zona lodigiano, cremonese, con presenze nel novarese, Legoratti ha presenze nel pavese, nel novarese e nel vercellese, dovrebbero derivare da soprannomi basati sul termine dialettale lombardo legoratt (leprotto), forse ad indicare una particolare vivacità o velocità del capostipite.
LEGULEO Una sola presenza a Melegnano e in nessun'altra parte d'Italia, dovrebbe derivare dal termine leguleio (avvocatucolo). 
originr suggerita da Gianna Ferrari De Salvo
LEI
LEY
Lei ha un ceppo nel modenese a Modena, Formigine, Sassuolo e Prignano sulla Secchia ed uno nel sassarese a Ploaghe e Nulvi, Ley è assolutamente rarissimo, il ceppo sardo potrebbe derivare dall'aferesi del nome Mallei (Maddalena in sardo) o da un soprannome originato dal termine sardo lei (legge, diritto).
LEITA Leita ha un ceppo a Pasian di Prato nell'udinese ed uno in trentino, dovrebbero avere origini diverse, il ceppo trentino potrebbe derivare dal vocabolo cimbro leit o lait (declivio) identificando caratteristiche morfologiche della zona di provenienza, il ceppo friulano è invece di origini incerte, anche se potrebbe anche avere la stessa origine.
LELARIO Lelario ha un ceppo a Barletta nel barese ed uno nel potentino ad Avigliano e Potenza, potrebbe trattarsi di un'alterazione del cognome francese di Picardia Leloir (pronunciato leluar), che a sua volta deriva da un soprannome originato dal termine francese loir (ghiro), forse attribuito a chi dormisse molto, cognome probabilmente giunto in Italia al seguito degli angioini.
LELLI
LELLIS
LELLO
Lelli è diffusissimo in tutto il centro Italia, Lellis assolutamente rarissimo e Lello, molto raro, sono probabilmente originari del sud, derivano dal nome medioevale Lello, diminutivo di nomi come Raffaello, Gabriello ecc..  Si hanno tracce di questo cognome fin dal medioevo, nella seconda metà del 1200, nell'avellinese troviamo un tal De Lellis che pratica l'attività di notaio.
LEMBO Diffuso in tutto il sud, non si hanno ipotesi valide sull'origine del nome, tranne forse, ma da prendere in considerazione a puro livello teorico, la derivazione dal nome longobardo Erlembald o dalla modificazione e contrazione del nome Guglielmo (Lelmo, Lembo).
LEMMA
LEMME
LEMMI
LEMMO
Lemma ha un nucleo tra basso Lazio ed alta Campania, un ceppo nel barese e presenze significative in Calabria e Basilicata, Lemme, molto raro, ha un ceppo tra Abruzzo meridionale e Molise, Lemmi è tipico dell'alta Toscana e dell'Umbria, Lemmo, molto molto raro, è campano, dovrebbero tutti detivare da modificazioni dell'aferesi del nome Guglielmo, di quest'uso abbiamo un esempio a Pisa nel 1330, negli Annales Pisani infatti si può leggere: "... prima era (siccome abbiamo veduto) che Pisa dovesse mandare a papa Giovanni XXII ond'esser rimessa nel seno della Chiesa. A questo effetto inviarono in Avignone Lemmo Guinicello Buzzaccherini, Niccolò Gualandi ed Albizzo da Vico, ...".
LENA Lena è ben presente in tutt'Italia con una distribuzione a macchie di leopardo, ben presente in Sicilia, nel Lazio, nell'alta Toscana ed in Liguria ed in tutto il settentrione, dovrebbe derivare da forme aferetiche di nomi come il medioevale Alena, Magdalena o simili.
LENARDI
LENARDIS
LENARDUZZI
LEONADI
LEONARDELLI
LEONARDI
LEONARDINI
LEONARDO
LONARDELLI
LONARDI
LONARDO
LUNARDELLI
LUNARDELLO
LUNARDI
LUNARDO
LUNARDON
LUNARDONI
Lenardi è tipico friulano, delle province di Udine e Gorizia, Lenardis, più raro, è specifico dell'alto udinese, Lenarduzzi è decisamente friulano, di San Giorgio della Richinvelda, Spilimbergo e Zoppola nel pordenonese e di Trieste, Leonardelli è caratteristico del trentino, di Pergine Valsugana, Baselga di Pinè, Coredo, Trento e Bosentino, Leonadi, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errataregistrazione di Leonardi, che è molto diffuso in tutt'Italia, Leonardo, decisamente meno comune, è più propriamente del sud, Campania, Calabria meridionale e Sicilia, Leonardini abbastanza poco diffuso è specifico della Liguria orientale e dell'alta Toscana occidentale, Lonardelli ha un ceppo nel veronese ed uno tra Terlizzi e Bitonto (BA), Lonardi è tipico del veronese, Lonardo è decisamente campano particolarmente presente nelle aree di Caianello (CE), Montesarchio (BN) e di San Gregorio Magno (SA), Lunardelli è specifico della zona tra trevigiano, veneziano e basso pordenonese, Lunardello, rarissimo, parrebbe del vicentino, Lunardi è molto diffuso in tutto il Veneto e nella Toscana settentrionale, Lunardo è tipico siciliano di Enna  con un ceppo secondario a Palermo, Lunardon, decisamente veneto, è del vicentino e di Bassano del Grappa e Marostica in particolare, Lunardoni, praticamente unico, è dovuto ad errori di trascrizione, derivano tutti direttamente, o attraverso modificazioni o ipocoristici, dal nome di origine germanica Lionhardus di cui abbiamo un esempio in una Charta Manumissionis redatta in Cremona nel maggio del 754: "...Ghodiperth, Ilmeri et Aicardo de eadem curte Gussala, nec non Lionhardus subdiaconus, Amiso lector, Ridulphus et Urso ostiarii ...". Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a Foza nel vicentino in un atto redatto dal notaio Marco Lunardi nel 1678: "...messer Zuanne Horo detto il Peranzan, messer Benedetto di Piero Lunardi, messer Benedetto quondam Francesco di Lunardi...".
LENASSI Lenassi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe tipicamente triestino, dovrebbe derivare da una forma diminutiva dialettale del nome Leone.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Lenassi è una variante di "Leonardi". Nome d'origine germanica e di tradizione francone. Dal tedesco "Löwe" è prestito germanico al latino "Leo, leonis" che poi con "hardus" - "duro, forte , valoroso", farà "Leonardus, Linardus, ecc.".
LENCI
LENCIO
LENCIONE
LENCIONI
Lenci ha un ceppo toscano nel lucchese a Lucca Capannori e Viareggio, uno nell'anconetano a Senigallia, Corinaldo, Arcevia e Fabriano, uno nel romano a Roma, Velletri, Marino e Zagarolo, ed uno a Napoli, Lencio, quasi unico, ha qualche presenza tra romano e latinense, Lencione, praticamente unico, potrebbe essere il risultato di un'errata trascrizione di Lencioni, che è tipicamente toscano del lucchese, di Capannori, Lucca, Camaiore, Viareggio, Massarosa e Porcari, dovrebbero derivare, direttamente o tramite una forma accrescitiva, dal nome medioevale italiano Lencio, una forma dialettale contratta, tipicamente toscana, del nome Lorenzo.
LENHARDY Lenhardy, molto molto raro, è specifico di Napoli,  sembrerebbe essere di primitiva origine sveva e derivare da una successiva alterazione brettone del nome medioevale germanico Leonhard, a sua volta derivato dal termine latino leo, leonis (leone) e dal germanico hard (duro).
LENI Di origini bresciane, deriva dal toponimo Leno nel bresciano, ma potrebbe anche derivare dall'aferesi del nomen latino Alenus.
LENOCI Lenoci è tipicamente pugliese, di Canosa di Puglia, Acquaviva delle Fonti, Monopoli e Bari nel barese, di Martina Franca, Massafra, Taranto e Crispiano nel tarantino, di Cerignola el foggiano e di Ceglie Messapica nel brindisino, dovrebbe derivare da un soprannome legato al mestiere del capostipite, probabilmente un lenocinor (mercante di schiave o tenutario di bordello).
LENSI
LENZI
Lensi è tipicamente toscano del fiorentino con presenze anche nel pratese, pistoiese, lucchese, pisano e livornese ed un piccolo ceppo anche nel perugino, Lenzi ha un nucleo principale molto diffuso tra bolognese e tutta la Toscana, con ceppi probabilmente autoctoni anche in Trentino, in Lombardia ed a Roma, dovrebbero derivare dal nome medioevale Lenzo, di cui abbiamo esempi diversi in Toscana, ad esempio con Lenzo di Corsinetto procuratore del paese di Boccheggiano (GR) nel 1400 in una controversia con la Repubblica di Siena, cui si sottomise accettando il Vicario senese, tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Pisa in una lettera del 1399, dove si può leggere: "...Dimi se mai sentisti nuove de' Lenzi, chi e dov'egli è, che mai vidi più tristo huomo, che mai non ne sento...", ed anche a Firenze nel 1400 si legge di un certo Angelus Niccolai Lenzi populi Sancti, in quell'epoca i Lenzi erano una famiglia nobile estremamente agiata.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Il cognome Lenzi deriva da Lenz, abbreviazione del nome di persona tedesco Lorenz (Lorenzo). Sia il tedesco Lorenz che l'italiano Lorenzo derivano dal latino Laurentius, che indicava provenienza dalla città di Laurentium, un antico centro preromano di cui non si hanno tracce e che era sorto, come dice Virgilio nell'Eneide, in un luogo dove cresceva in abbondanza la sacra pianta dell'alloro (laurus). Nel Trentino, il nome è diffuso a Lavarone (Lenzi è anche il nome di una delle frazioni del comune di Lavarone), nella Valle dei Mocheni e nella zona di Pergine, dove è particolarmente comune. Altra ipotesi: Lenzi ha alla base il soprannome derivato dal sostantivo Lenza, "sottilissima cordicella di seta, crine di cavallo o nylon, alla quale si congiunge il finale recante l'amo, usata dai pescatori".
LENTA Lenta è tipico del cuneese della zona di Cherasco e Bra, dovrebbe derivare dal toponimo Lenta (VC).
LENTI
LENTO
LENTULO
Lenti ha ceppi nell'alessandrino a Valenza e Bassignana, a Jesi, a Taranto e nel tarentino oltre che nel barese e nel foggiano, a Napoli, a San Lucido e Fiumefreddo nel cosentino ed a Roma, Lento è specifico del cosentino, Lentulo è assolutamente rarissimo, potrebbero derivare da modificazioni o contrazioni del cognomen latino Lentulus di cui abbiamo un illustre esempio con Publius Cornelius Lentulus il governatore della Giudea prima di Ponzio Pilato, i Lentuli erano una delle famiglie più antiche ed importanti della gens Cornelia.
LENTINI Di origini siciliane, deriva dal toponimo  Lentini (SR). Esiste un ceppo secondario lucano, trasferitosi poi a Monopoli, si hanno tracce verso la fine del 1600 di un gabelliere daziario di nome Giovanni Battista Lentino, la cui famiglia acquistò poi nel tempo caratteri nobiliari, tant'è che nel registro della nobiltà del 1754 viene citato, a Monopoli, un Barone Giovanni Battista Lentini.
LENTISCO Lentisco, estremamente raro, sembrerebbe centromeridionale, forse originario di Castelforte nel latinense ai confini con il casertano, dovrebbe derivare da un soprannome originato forse dalla presenza di un bosco o di una siepe di lentischio (pistacia lentiscus) nella zona d'abitazione della famiglia, ma è pure possibile che con quel nome si indicasse invece nel capostipite un raccoglitore di mastiha (mastice), la mastiha è una resina aromatica che cola dalle incisioni praticate tre volte all'anno dall'albero di lentisco.
LENZO Originario del messinese, dovrebbe derivare dalla contrazione del nome Lorenzo.
originr suggerita da Gianna Ferrari De Salvo
LEO
LIO
Leo è diffuso in tutto il sud, Sicilia e nel sud della Sardegna, Lio ha un ceppo tra cosentino e catanzarese ed uno nel palermitano, derivano dal nome medioevale Leo Leonis o Lio Lionis che si traducono come Leone.
LEOCATA Tipico del catanese, specificatamente della zona che comprende Adrano (CT) e Biancavilla (CT), con un ceppo secondario nel ragusano, deriva dalla forma medioevale del toponimo Licata (AG).
LEODORI
LIDORI
LIODORI
Leodori ha un ceppo molto piccolo a Maltignano nel Piceno ed a Teramo ed uno nel romano a Roma, Rocca Santo Stefano e Tivoli, Liodori, quasi unico è del Piceno, di San Benedetto del Tronto e Monteprandone, Lidori è praticamente unico, dovrebbero derivare dal nome medioevale Liodorus o dalla sua alterazione Leodorus, forme aferetiche del nome bizantino Heliodorus.
LEOFANTE
LEOFANTI
LEONFANTI
LIOFANTE
Leofante, ormai praticamente scomparso, sembrerebbe essere stato siciliano, ma di origini francesi, Leofanti, assolutamente rarissimo, è toscano del lucchese, Leonfanti è quasi unico, forse marchigiano, Liofante è praticamente unico, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite varie alterazioni, dal nome medioevale Leofante (Elefante), di cui abbiamo un esempio d'uso in un atto del 1421 dove figura tra i testimoni: ".. Ego Alferius de Leofante testor. ..".
LEOGRANDE Tipico del Barese e del tarentino, in particolare di Putignano, Acquaviva Delle Fonti e Casamassima nel barese e di Laterza, Mottola e Taranto nel tarentino,  Leogrande dovrebbe derivare dal nome composto Leo, come contrazione di Leone o di Leonardo, cui si è aggiunto l'attributo di grande, si dovrebbe percio trattare di un patronimico cioè che il nome del capostipite doveva essere appunto Leogrande.
LEON Leon ha un ceppo nel pordenonese a San Giorgio della Richinvelda, dovrebbe derivare da una forma dialettale del nome Leone, ma è pure possibile che derivino dal nome di località Campo del Leon posto nel comune di San Giorgio della Richinvelda (PN).
LEONCINI
LEONE
LEONETTI
LEONI
Leoncini ha un nucleo tra la provincia di Genova e l'Alessandrino, ma esiste anche un ceppo fiorentino, Leone è assolutamente panitaliano, Leonetti sembra avere un ceppo nel barese, uno nel cosentino, uno nel napoletano ed uno nel Lazio, Leoni è del centro nord e Sardegna. L'origine di questi cognomi è diversa, possono essere legati a soprannomi legati a caratteristiche comportamentali, all'essere nell'ambito di qualcuno nel cui stemma comparisse uno o più leoni, oppure in altri casi possono derivare dal nome medioevale Leone. o dal nomen latino Leon.
LEONELLA
LEONELLI
LEONELLO
LIONELLI
LIONELLO
Leonella è quasi unico e dovrebbe derivare da un errore di trascrizione di Leonello, che, molto raro, è tipico calabrese della zona di Sinopoli e Delianuova (RC), Leonelli ha un ceppo emiliano ed uno tra ternano e provincia di Roma, Lionelli, molto raro, ha un ceppo ad Ostiano (CR) ed uno a Napoli e Caivano (NA), Lionello parrebbe veneto, ha ceppi a Venezia, Porto Viro e Rosolina (RO) e, nel padovano a Torreglia, Galzignano Terme ed Albignasego e a Fonte (TV), ma è presente un ceppo nel torinese ed uno nel napoletano, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale Leonellus di cui abbiamo un esempio a Ferrara nel 1500: "...Magnificus Dominus Leonellus Catabenus de Ferraria, magister domus ac generalis  administrator Illustrissimi Domini Domini Ludovici Pici, Mirandulae Domini et Concordiae comitis...." o anche dal suo derivato Lionellus: "...In perpetuan rei tam foriter quam faeliciter gestae memoriam hic, publicae gratitudinis monumentum fundaminibus ipse suis posuit Lionellus Dux Dorsetiae...".
LEONTI
LEONZI
LEONZIO
LIONTI
LIONZO
Leonti, molto raro, è siciliano di Mazzarrà Sant`Andrea (ME), Leonzi, abruzzese, è tipico del teramano, di Pineto, Silvi ed Atri, Leonzio è specifico di Francavilla al Mare (CH) e del chietino, Lionti è senz'altro siciliano, di Raffadali e Licata (AG), di Delia, Gela e Niscemi (CL), di San Michele di Ganzaria (CT) e di Piazza Armerina (EN), Lionzo, molto molto raro, è tipico di Megliadino San Fidenzio (PD) e di Dueville (VI), dovrebbero derivare dal nome greco Leonte, ricordiamo Leonte re di Sparta raccontato da Erodoto o anche dal nome latino Leontius da lui derivato, ricordiamo San Leonzio (Leontius episcopus Arelatensis) vescovo di Arles in Provenza nel V° secolo, leggiamo dagli atti del Concilio di Calcedonia del 451: "...Sunt hic episcopi Asianae diocesis. Veniant, et probamus, quae nostra sunt. Est episcopus Magnisiae Leontius, Meonius episcopus Nissae, Proterius episcopus Smirnae et ceteri, qui hic sunt...:".
LEOPARDI
LEOPARDO
Leopardi è presente a macchia di leopardo in tutta l'Italia peninsulare con una grossa concentrazione a Roma, Leopardo, molto molto più raro, ha piccoli ceppi a Roma, nel napoletano e nel tarentino, dovrebbero derivare dal nome medioevale italiano Leopardus di cui abbiamo un esempio a Pisa nel 1400 con "Leopardus condam domini Iacobi del Fornaio" a sua volta derivato dal nomen latino omonimo, della cui esistenza abbiamo un esempio in un'antica lapide romana: "D(is) [M(anibus)] B(a)ebio Capr[i]olo filio  dulcissimo q(ui) vixit ann(os) VIII [menses] II b(onae) m(emoriae) filio Leopardus pater  m(emoriam) f(ieri) f(ecit)".
integrazioni fornite da Andrea Ferreri - Milano
Il poeta Giacomo Leopardi nacque a Recanati il 29 giugno del 1798, primogenito della più illustre casata del piccolo centro marchigiano. Mori' a Napoli il 14 giugno del 1837. Il cognome è diffuso sporadicamente in tutta la penisola. Dalla Lombardia all'Emilia sino al Veneto. In Italia Centrale ad esclusione della Toscana. In Campania, Puglia e Sicilia. Ha alla base in parte il nome di animale leopardo, ritenuto un ibrido di leone e pantera, ed in parte il nome personale Leopardus documentato a partire dalla metà dell'VIII secolo. Da chiarire l'origine della frazione Leopardi di Torre del Greco (Napoli).
LEOPIZZI Originario della penisola salentina, potrebbe derivare dal nome composto medioevale Leonpizzo (Leone + Opizzo).
LEOTTA Leotta è tipico del catanese, dovrebbe derivare dall'aferesi del nome medioevale Galeotto.
integrazioni proposte da Giovanni Francesco Leotta
il cognome Leotta sarebbe una trascrizione errata di Liotta, entrambi assai diffusi in Sicilia. Nel Volume Il Blasone in Sicilia, raccolta Araldica con dizionario delle famiglie nobili siciliane, autore  V. Palizzolo Gravina, Barone di Ramione, ed. Clio (Brancato editore), alla voce Liotta si rimanda a "Laliotta": "al dir di Mugnos famiglia parmigiana, recata in Sicilia da un gentiluomo Guglielmo Laliotta, che militando ai servigi di Re Federico II° n'ebbe la castellania della città di Mazara, ove fondò sua famiglia, la quale col tempo si sparse in Trapani, Marsala e Sciacca, prodotto avendo vari distinti personaggi, che occuparono cariche importanti, tale un Guglielmo giurato in Trapani 1394; un Francesco inviato ambasciatore di detta città a re Martino 1404; altro Francesco prefetto in Trapani 1447; ed un Antonio regio cavaliere giurato in Marsala 1516. Arma: scudo diviso; nel 1° d'azzurro, con un leone nascente coronato d'oro, nel 2° d'oro, con tre bande di rosso, ed una fascia dello stesso, attraversante sul diviso. Tav XLIII 10." Nello stesso volume è altresì citato un Liotta Gagliano (v. voce Gagliano), valoroso capitano di re Alfonso: "Proveniente di Francia questa illustre famiglia, stando al Mugnos, fu portata in Sicilia da un Riccardo Gagliani o Gagliano barone di Picardia sotto Federico II° imperatore, che gli concedette in feudo la terra di Galippi pel mantenimento dè falconi, la cui caccia molto dilettava questo rinomato sovrano e per servigi resi. Il di lui figlio Olivio tramutò il nome di quel feudo nel suo cognome di Gagliano, quale poi passò alla famiglia Castelli di Genova. Un Liotta Gagliano fu valoroso capitano dal re Alfonso inviato all'acquisto della terra di Limbari allora occupata dà francesi; perlochè molti donativi e franchigie ottenne, 1432; indi fu governatore della città di Mazzara, carica che fu poscia occupata dal di lui figlio Nicolò 1469.".
LE PERA
LEPERA
Le Pera è tipicamente calabrese, dell'area che comprende il cosentino soprattutto, il catanzarese ed il crotonese, Lepera, decisamente più raro, è specifico dello stesso areale, dovrebbero entranbi derivare dal nome della contrada di Le Pera, una frazione di Longobardi nel cosentino, frazione che deriverebbe il suo nome dalla regione grecoalbanese dell'Epiro Ήπειρος.
LEPORA
LEPORE
LEPORI
LEPORINI
LEPRE
LEPRI
Lepora è specifico dell'area vercellese, biellese, di Alice Castello in particolare, Lepore è diffuso in tutta la penisola, soprattutto al sud in Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia e Basilicata, Lepori è diffuso in Sardegna, Toscana settentrionale e Lazio, Leporini, molto raro, ha un ceppo nel pisano ed uno nel cosentino, Lepre ha un ceppo friulano ed uno nel napoletano, Lepri è tipico della fascia che comprende il bolognese, la Toscana, il riminese, il pesarese, l'Umbria ed il Lazio, dovrebbero tutti derivare  dal nome medioevale Lepus, Leporis o dalla sua forma successiva Lepre o anche da soprannomi originati da caratteristiche fisiche dei capostipiti. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio in Piemonte nell'area del feudo di Oglianico, dove già nella seconda metà del 1300 si rilevano registrazioni riguardanti una famiglia Lepora.
integrazioni fornite da Vittorino Lepore
Dal latino lepus-lèporis (lepre), oppure, anche se improbabile, da lepor-lepòris (grazia, eleganza, gentilezza, signorilità). Diffuso nella fascia da Napoli a Bari e a Gemona del Friuli e nei paesi vicini. L'origine del cognome nelle due zone di diffusione, è quasi sicuramente diversa. Per la zona di Gemona, in un documento del Patriarca di Aquileia Nicolò di Lussemburgo, nel 1352  viene nominato tale "Petrus quondam Venturini cives Terrae deGlemona" (Pietro figlio del fu Venturino). Il Venturino è con buona probabilità da individuare in Venturinus da Monza giunto a Gemona nel 1291 o in Venturinus da Como giunto nel 1293, al seguito del Patriarca di Aquileia Raimondo della Torre, milanese.  In un atto notarile (patto dotale) del 1373 viene nominato: "Venturinus dictus Lyeur" (lepre in friulano) che sposa Betta figlia di Cuminuzza quondam Vuarentussio. I discendenti del Venturinus Lyeur sono indicati per un certo periodo come "Filius quondam Venturini" (figlio del fu Venturino), poi vengono indicati come "Filius Leporis" (figlio del Lepre).  Nel Quattrocento il "cognome" Venturini scompare da Gemona e ricompare solo nel 1592 proveniente da Osoppo (un paese vicino a Gemona). Si può comunque ritenere che i Lepore e i Venturini di Gemona abbiano una comune origine. Per tutto il Quattrocento e nella prima metà del Cinquecento, veniva variamente scritto nei documenti: Lier, Lieuro, Yeur, Hiieur, Jeur, o tradotto in latino Leporis, de Lepore, a Lepore, Lepore. All'inizio del 1600, una delle famiglie dei Lepore viene indicata come Leporini All'inizio del 1700 questa famiglia si estingue. Nei paesi della Carnia, a Nord di Gemona, si afferma invece il cognome Lepre, dalla traduzione diretta in italiano, dopo il Concilio di Trento, della parola friulana Jeur. Per quanto riguarda l'origine del cognome nella zona tra Napoli e Bari possiamo citare il Chronicon Beneventanum (1102-1140 d.C.) di Falcone di Benevento: "Anno millesimo centesimo trigesimo tertio Dominicae Incarnationis [1133.14.15] Ioannem quidem de Lepore, virum nefandae memoriae, prefati Crescentii fautorem, capite verso in foveam mergi precepit, et pedibus in altum levatis, heu miser, vitam inaudita morte finivit!". Un'altra origine la troviamo forse nella storia della Baronia di Posada e del Giudicato di Arborea, nel trattato di pace del 1388 tra Eleonora d'Arborea e Giovanni I° d'Aragona, dove viene citato come mediatore il gavoese "Bernardu Lepore (o Leporo)", che ottenne da Eleonora per riconoscenza alcune agevolazioni fiscali per Gavoi, oltre ad un alto patronato della Giudicessa, con denaro, per l'istituzione di una corsa di cavalli che poi sarebbe proseguita sino ai nostri giorni (oggi "su Palu", nella sagra della Madonna d'Itria, nelle campagne di Gavoi). I gavoesi ne ottennero anche una sorta di patente di commercio, un salvacondotto generalizzato che avrebbe consentito loro in seguito di sviluppare l'attività dei celebri Zillonargios, venditori ambulanti di selle, sproni, orbace, che presto tutta l'Isola avrebbe conosciuto. Il Bernardu Lepore, dopo aver presieduto anche alla firma del trattato di pace, si sarebbe poi trattenuto a corte; da lui avrebbe avuto origine la stirpe dei conti Lepore (forse sedicenti tali), in  seguito trasferitisi nel Continente a Napoli. Il loro stemma era contraddistinto da: "verde con banda d'argento, giglio d'oro in capo e rosa rossa in punta".
Per l'intera storia e Genealogia dei Lepore a Gemona vedi: http://digilander.libero.it/vlepore47
LEPORALE Leporale è tipicamente pugliese, del brindisino a Ceglie Messapica e Villa Castelli, con un piccolissimo ceppo anche nel tarentino a Taranto e Grottaglie, dovrebbe derivare da un nome di località intestata ad un Leporius, cognomen latino abbastanza frequente in Puglia nel Salento.
LEPORANI Leporani, praticamente unico, sembrerebbe pugliese, dovrebbe derivare dal nome del paese di Leporano nel tarentino.
LERA Lera, molto raro, parrebbe tipico dell'area lucchese e livornese, di Livorno e Piombino nel livornese e di Capannori e Lucca nel lucchese, dovrebbe derivare dal nome femminile medioevale Lera di cui abbiamo un esempio in un atto del 1230: "...et Uberti filii Guidone et Guidonis de Culoira et Vindemie de Culoira et Maniboni de Nova et Drigognini de Arduino et de Lera et Granni Scenardi de Obizini de ser Vallario et Iannarii et Martini fìliorum quondam Pellicie et Martini qui omnes sunt de Culoira...", difficile ipotizzare una derivazione dall'idronimo Lera, torrente dell'alta provincia di Macerata o dall'oronimo Lera, monte della Valle di Viù nel torinese, che è invece ipotizzabile come origine per il ceppo valtellinese ormai da tempo scomparso, bisogna però considerare che in tutto il nord Italia esistono varie località di nome Lera, che possono originare dal termine celtico ler (mare).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
LERA: uno strano cognome. Nel territorio italiano è presente in 58 Comuni. La sua maggiore frequenza si registra in Toscana, nelle province di Livorno e Lucca. In Sardegna è presente solo nella città di Quartu S. E.: 6 di numero. Non sappiamo che cosa significhi lera in italiano, ma sappiamo benissimo che cosa significa in sardo e ne conosciamo con certezza l'etimologia. Nella lingua sarda lera significa chiacchiera, lerèdda =cantilena e viene dal verbo greco (lerèo) ληρέω = parlare stoltamente; λήρος  = chiacchiera inutile. Allereddai/re = tentare di raggirare a chiacchiere, confondere le idee. Tipica l'espressione campidanese: "Chi mi doy pongiu deu dhus fatzu a lèra"! "Se mi ci metto, li stordisco a chiacchiere"! "Esti circhendi de nosi fai a lera"!  "Sta cercando di impappinarci a chiacchiere"! Tra l'altro, pur essendo attualmente presente nell'Isola in numero limitatissimo, lo ritroviamo invece nei documenti antichi del sardo: nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, *CSMB, XI°, XIII° secolo, troviamo 3 Lera(205): Furatu, Iorgia e Goantine, in una spartizione di servi, tra la chiesa di Santa Maria di Bonarcado e la chiesa di Santa Maria di Aristanis (Oristano); donnu (signore, nobile) Leras Gunnari, prete (196), teste in uno scambio di terre. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388, abbiamo: Leras Guantino, majore ville Milis Picinnu. (* .distrutto - Contrate Partis de Milis); Leras Thomasio, jurato ville Bonorcato(Bonarcado).
LERCARA Tipico del palermitano, deriva dal toponimo Lercara Friddi (PA), paese che prese il nome Lercara dalla famiglia Lercari Ventimiglia feudataria di quelle terre.
LERCARI
LERCARO
Lercari, molto raro, sembra tipico ligure, con un ceppo a Genova ed uno a Ventimiglia (IM), Lercaro, molto più raro, parrebbe genovese, dovrebbero derivare dal nome della valle di Lerca o da toponimi come Lerca di Cogoleto (GE).  I Lercari furono presenti a Genova almeno dal 1200, nel 1500 furono annoverati tra le 28 famiglie nobili del Libro d'oro della nobiltà genovese, Francesco Maria Imperiale Lercari fu Doge della Repubblica di Genova dal 1683 al 1685.
LERMA Lerma ha un ceppo tra Montaldeo e Ovada nell'alessandrino ed a Genova, dovrebbe derivare dal nome del paese alessandrino di Lerma vicino a Montaldeo e ad Ovada, probabile località d'origine dei capostipiti.
LERNA Specifico della zona tra Ceglie Messapica (BR) e Francavilla Fontana (BR), dovrebbe derivare dal nome di un antico toponimo brindisino, la traduzione di uno scritto del 1100 così recita: "Nel 1100 ...Io, Accardo ... signore di Ostuni, affermo che ... Ser Pagano, figlio del signore del Castello di Ceglie ... lamentossi con noi perché dei nostri uomini invadevano la sua terra ... ordinai di andare diligentemente e incominciare dagli stessi confini che si dice di Lerna, con lo stesso Ser Pagano, ...".
LE ROSE
LEROSE
Le Rose è tipico del materano, di Scanzano Jonico, Tursi e Grassano, e della Calabria centrosettentrionale, di Crotone, Cutro, Roccabernarda, Cirò, Cirò Marina, Mesoraca e Strongoli nel crotonese e di Castrovillari, Rossano e Rocca Imperiale nel cosentino, Lerose ha un ceppo a Grassano e Matera nel materano ed uno a Crotone e Cutro nel crotonese ed a Campana nel cosentino, dovrebbe derivare dal toponimo Rose nel cosentino, indicandolo come probabile località d'origine dei capostipiti.
LERZA Tipico abruzzese, dell'aquilano.
LESCHIUTTA Leschiutta è tipicamente friulano, di Arta Terme e Zuglio nell'udinese e di Valvasone e casrsa della Delizia nel pordenonese, dovrebbe derivare da una forma ipocoristica o patronimica friulana riferita ad un capostipite il cui padfre fosse conosciuto con il nome o soprannome Lesica, dal termine sloveno lesica (volpe).
LESICA
LESIZZA
Lesica è assolutamente rarissimo, Lesizza, molto raro, è tipicamente friulano dell'udinese, zona di Cividale del Friuli, del goriziano e del triestino, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine sloveno lesica (volpe), la pronuncia slava èmolto simile a lesiza.
LESIGNOLI Lesignoli è specifico di Parma, potrebbe trattarsi di una forma etnica dialettale del toponimo Lesignano sempre nel parmense, ma non si può escludere una possibile derivazione da un ipocoristico dialettale del nome latino Licinius.
LESINA Abbastanza raro sembra essere della zona tra Alessandria e Genova, potrebbe derivare dall'aferesi del cognomen latino Telesinus, ma potrebbe anche essere un soprannome legato al mestiere di ciabattino o alla spilorceria del capostipite. 
LESMO Specifico milanese, deriva dal toponimo omonimo del milanese.
LESSA
LESSI
LESSIO
LESSO
Lessa è del barese, Lessi ha un piccolo ceppo tra trevisano e veneziano ed un nucleo nel livornese, Lessio è diffuso in tutto il Veneto ed il Friuli e nell'alessandrino, Lesso è quasi unico, tutti questi cognomi dovrebbero essere derivati da forme aferetiche di nomi come Alessa o Alessio, l'altra ipotesi che li colleghi al termine latino lessus (pianto, lamento funebre) è abbastanza improbabile.
LESTINGI Lestingi è tipico del barese, di Conversano e Trani in particolare, potrebbe derivare da modificazioni del nome greco Lasthenes, nella tragedia de i Sette contro Tebe di Eschilo, Lasthenes partecipa alla guerra dalla parte di Eteocle difendendo la porta Omoloide attaccata da Anfiarao.
LETE Lete, assolutamente rarissimo, parrebbe del napoletano, dovrebbe derivare dal nome del fiume Lete il cui corso si sviluppa nel casertano, ad indicare forse quella come località d'origine della famiglia.
LETI Leti ha un ceppo nel barese, uno nel Piceno ed uno tra rietino e romano, dovrebbe derivare dal nome latino Laetus (vedi LETO).
LETIZI
LETIZIA
LETIZIO
Letizi ha un ceppo nel pesarese, in particolare a Cartoceto, Fano e Mondolfo, ed uno a Roma, Letizia è molto diffuso a Roma, nel napoletano e casertano, in Puglia, soprattutto nel tarentino, brindisino e leccese, ed in Sicilia, in particolare nel messinese, Letizio, assolutamente rarissimo, sembrerebbe campano, dovrebbero derivare dal nome latino Laetitius, Laetitia, con il significato di felicissimo/a.
LETO Leto è un cognome tipico della Sicilia e del crotonese, con un ceppo anche nel napoletano, potrebbe derivare dalla contrazione del toponimo Letojanni (ME), ma molto più probabilmente dovrebbe derivare dal nome latino Laetus (si pronuncia Letus e significa lieto, felice), di cui abbiamo un esempio in questo scrtto di epoca imperiale romana: "...Tunc Pertinax interficiendi Commodi conscientiam delatam sibi ab aliis non fugit. Commodo autem interempto Laetus praef(ectus) praet(orius) et Eclectus cubicularius ad eum venerunt...".
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Cognome diffuso prevalentemente in Sicilia, con nucleo maggiore nel palermitano, sebbene un ceppo minore si riscontri anche in Calabria, nel crotonese, deriva dal nome Leto, formatosi dal latino laetus, col significato di felice.
LETTA Tipicamente abruzzese, della zona di Avezzano, Aielli e Celano.
integrazioni fornite da Andrea Ferreri
Tipico dell'Abruzzo, il cognome è diffuso nella provincia dell'Aquila nei comuni di Aielli (24 occorrenze, 3° in ordine di frequenza), Avezzano (17 occorrenze) e Celano (14 occorrenze). Da notare che tra i primi cognomi di Aielli figura Coletta e il cognome Ranalletta è il 1° a Celano e tra i primi 30 ad Avezzano. La mia idea è che Letta possa derivare dall'aferesi di nomi quali Nicola, Rinaldo, etc. In effetti il cognome potrebbe anche derivare dal verbo latino lego, is, legi, lectum, ere con il significato principale di cogliere, raccogliere in relazione probabilmente all'attività del capostipite, è pure possibile una derivazione da lectus,a,um = scelto, eletto, distinto, eccellente, esemplare.
LETTERA Lettera ha un ceppo nel casertano, soprattutto a Sant'Arpino, con presenze anche a Gricignano d'Aversa ed Orta di Atella, e nel napoletano a Napoli, Frattaminore, Frattamaggiore , Grumo Nevano, Casoria e Caivano, e qualche presenza anche nel cosentino, potrebbe derivare da un soprannome arcaico usato per indicare nei capostipiti dei letterati, ma secondo un'altra ipotesi si tratterebbe invece dell'italianizzazione del cognome francese Letour, stante ad indicare i fanciulli abbandonati nella ruota degli esposti.
LETTIERI
LETTIERO
Lettieri è tipico della fascia litoranea che comprende Roma, frusinate, Campania, potentino, cosentino e crotonese, Lettiero, molto raro è specifico del napoletano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Litterius.  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Solofra nel 1300 dove il casato dei Lettieri è annoverato fra le trenta più antiche famiglie del Regno angioino, nel 1600 con Don Marcello Lettieri Principe di Pietrastornina (FR) e sempre nel 1600 con Tommaso Lettiero feudatario di Novella e Montecorice (SA).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Il cognome Lettieri è presente in tutto il Sud in numerose varianti (Letteri, Litteri, Litterio) tutte derivate da Eleuterio. Sant'Eleuterio, toponimo in provincia di Benevento.
LEUCHI Estremamente raro, attualmente presente nel comasco, dovrebbe derivare da un antico toponimo medioevale Leuco (Lecco), di cui abbiamo una traccia in un charta venditiones del 975 a Calco (BG): "...venditio Attonis comitis de Leuco de pluribus praedis in variis territorii bergomatis viciis....", ed in una pergamena del 1146 dove viene citato un converso originario delle campagne ad oriente di Como: "Lanterius de Leuco", una seconda ipotesi lo fa derivare dall'etnico leuki, una popolazione celtica, potrebbe derivare dal nomen latino Leucus di cui abbiamo un esempio nella Guerra civile di Ennio Lucano: "...et Biturix longisque leues Suessones in armis, optimus excusso Leucus Remusque lacerto, optima gens flexis in gyrum Sequana frenis, ...".
ipotesi fornite da Ubaldo Leuchi
La presenza nel comasco è una discendenza, come tutte quelle presenti in Italia Francia e California, del ceppo originario di Filattiera (MS) in Lunigiana. Uno dei primi Leuchi fu un notaro Matheus Leuchi che rogò un atto dei Marchesi Malaspina del ramo Lunigianese.Successivamente furono Vessilliferi sempre di tali marchesi. Caduti in disgrazia furono per tre secoli mezzadri della famiglia Ferrari il cui storico Pietro Ferrari verbalmente disse al mio bisnonno che il primo Leuchi in Lunigiana era la trasformazione di un cognome originario della Pannonia che portava un soldato stabilitosi a Filattiera.
ipotesi fornite da Carlo Ferrari
Leuchi sembrerebbe derivare dal colore dei capelli, leucos in greco significa bianco, e probabilmente era il nome dato a una famiglia di longobardi talmente biondi da sembrare bianchi. (maggiori dettagli sono ricavabili dall'Historia Longobardorum di Paolo Diacono. I discendenti Leuchi di Filattiera sono tutt'ora prevalemente biondi.
LEUCI Specifico pugliese, deriva da toponimi come Marina di Leuca (LE) o Morciano di Leuca (LE), ma è pure possibile che derivi invece da soprannomi originati dal termine greco leukos (bianco).
LEVA Un ceppo tra milanese, pavese ed il Piemonte e forse un altro nel Lazio e nel casertano, diverse le origini, probabilmente da toponimi come Levaldigi (CN) o Levata (CR).
LEVAN
LEVANI
LEVANO
Levan, assolutamente rarissimo, sembrerebbe friulano, Levani, molto molto raro, è tipico del reggiano, di Fabbrico in particolare, Levano, ancora più raro, è specifico dell'area napoletano, casertana, potrebbero derivare dal nome medioevale Levanus  originato dal nome brettone Levan, ricordiamo Sanctus Levanus di origini irlandesi.
LEVANTE
LEVANTI
Levante, ha un ceppo nel napoletano, uno nel Salento ed uno a Scicli (RG), dovrebbe derivare da un indicativo del luogo d'origine, Levanti rarissimo dovrebbe essere di lontana origine ligure, in Liguria verso la fine del 1400 troviamo un Tommaso Levanti, probabilmente così chiamato perchè proveniente da levante. Trasferitasi in Sicilia nel 1500 la famiglia patrizia si inserisce in posti di potere a fianco della nobiltà del luogo.
LEVANTESI
LEVANTINI
Levantesi ha un ceppo nell'ascolano a Fermo, Sant'Elpidio a Mare e Porto Sant'Elpidio, ed a Civitanova Marche nel maceratese, ed un ceppo a Roma, Levantini, molto raro, ha presenze minime in Toscana, ancora minori nelle Marche ed in Abruzzo, con un piccolo ceppo a Roma e dintorni, potrebbe trattarsi di varie forme etniche riferita a capostipiti provenienti dalla città spezzina di Levanto, ma non è escluso che stia ad indicare una provenienza orientale, dalle terre di Levante.
LEVANTINO Sembrerebbe originario del palermitano, potrebbe discendere dal toponimo Levanzo del trapanese, ma potrebbe pure essere di origine Normanna dal nome Levan.
ipotesi fornita da Gianna Ferrari de Salvo
il cognome deriverebbe dal nome personale Levantino, o dal vocabolo dialettale siciliano livantinu (lunatico, estroso, volubile) (Girolamo Caracausi, Dizionario onomastico della Sicilia, Palermo 1994).
LEVATI Levati è tipicamente lombardo del milanese in particolare, di Milano, Vimercate, Monza, Gorgonzola, Cernusco sul Naviglio e Concorezzo, con un piccolo ceppo anche a Levate, Seriate e Dalmine nel bergamasco, dovrebbe derivare da nomi di paesi come Levate nel bergamasco o Levata nel cremonese.
LEVATO Levato è tipicamente calabrese, del catanzarese, di Catanzaro, Sellia Marina, Cropani, Magisano e Simeri Crichi, e del crotonese, di Verzino, Crotone, Savelli e Strongoli, potrebbe derivare dal termine latino levatus (allevato), forse ad indicare il fatto che il capostipite fosse un fanciullo abbandonato ed allevato da un istituto di carità.
LEVERATTO Leveratto è specifico dell'area alessandrino, genovese, in particolare di Genova, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale con il significato di panettiere addetto alla levitazione del pane, secondo altri deriverebbe invece da un soprannome con il significato di leprotto.
LEVI Insediato prevalentemente in Lombardia è tipicamente ebraico derivando dal nome ebraico Levi che diede il nome alla Tribù che ottenne dal Signore la primogenitura sacerdotale e cui appartenne anche Mosè.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Levi oltre che alla trascrizione di un nome ebraico, può essere un esito ipocoristico per dei trovatelli : (Diotal)levi.
LEVO Dovrebbe essere originario della zona di Acqui Terme (AL) dovrebbe derivare da toponimi come Levo (VB) o simili, ma è pure possibile che derivi da soprannomi originati dal carattere bizzarro del capostipite o dall'essere lui mancino (laevus= bizzarro, mancino).
LEVONI Levoni è specifico del modenese, di Modena, Castelnuovo Rangone, Maranello, Sassuolo e Formigine, dovrebbe derivare dal nome medioevale Levonius, di cui abbiamo un esempio d'uso in uno atto del 1214, dove tra i testimoni possiamo leggere: "..Ad cujus rei confirmationem presentis scripti paginam regali feci sigillo meo aureo sigillari , et Uleris rubeis mea manu scriptis propria roboravì et approbatione jussi subscriptorum testium confirmari. Hujus rei sunt testes: - Senescale p[ro]ximos Armenie. — Levonius de Biulum. — Iozulinus frater marescalci. — Yalletus miles. ..".
LEVORATO Levorato è tipicamente veneto, soprattutto del padovano e del veneziano, si dovrebbe trattare di una forma patronimica in -ato, tipicamente veneta, dove il suffisso sta per figlio di, riferito al padre del capostipite di nome o cognome Levore (variante veneta per lepre).
LEVRA
LEVRI
LEVRINI
LEVRINO
LEVRO
LEVRONE
LEVRONI
Levra, molto molto raro, è del torinese, Levri, quasi unico, potrebbe essere del basso trentino, Levrini è emiliano, di Castellarano e Reggio Emilia nel reggiano e di Sassuolo e Fiorano Modenese nel modenese, Levrino è tipicamente piemontese, del torinese, di Cumiana e Torino in particolare, Levrone, molto molto raro, è piemontese, del cuneese, di Fossano in particolare, Levroni, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del pesarese, tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici od accrescitivi, dal nome e soprannome medioevale Levro, attribuito a capostipiti probabilmente veloci come lepri.
LEZZA
LEZZO
Lezza sembra essere originario della provincia di Taranto, Lezzo è assolutamente raro, presente solo a Melegnano.
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