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LEALE
LEALI
LEALINI
Leale ha un ceppo tra genovese ed alessandrino, uno nel cosentino e reggino ed uno nel palermitano e trapanese, Leali è tipicamente lombardo, in particolare è diffuso nel bresciano e nel mantovano, Lealini, assolutamente rarissimo sembrerebbe del vicentino, di Brogliano e Vicenza in particolare, dovrebbero derivare direttamente o tramite ipocoristici  dal nome medioevale Leal, Lealis, di cui abbiamo un esempio a Firenze nel 1268 con: "Cerbolinus filius Lealis de Duomo,.. ..Infrascripti sunt confinati extra civitatem in comitatu," tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a Palermo dove nel 1549 muore Antonino Leale proprietario di una casa turrita citata in un atto, e nel 1578 Giovanni Filippo Leale, figlio di Antonino, "soggioga un censo a Blasi Piazza: super quoddam tenimento magno domorum cum eius turrim in diversis corporibus existens situm et positum in quarterio Yhalcie in strata mastra per quam tenditur versus conventus S. Francisci.".
LEANDER
LEANDRI
LEANDRO
Leander, quasi unico, è tipicamente milanese ed è una forma dialettale di Leandri, che ha un piccolo ceppo nel veneziano, uno nel perugino a San Giustino, Deruta, Perugia, Città di Castello e Gualdo Cattaneo, ed uno nel romano, Leandro, molto più raro, ha un piccolo ceppo tra padovano e veneziano ed uno in Puglia tra barese e tarentino, dovrebbero tutti derivare dal nome di origini greche Leandro, a sua volta originato da Leiandros dall'unione dei termini greci leios (tranquillo) e andros (uomo) con il significato di uomo tranquillo o da Leandros dall'unione dei termini greci laos (popolo) e andros (uomo) con il significato di uomo del popolo.
LEANI
LEANO
Leani, estremamente raro, sembrerebbe avere un ceppo triestino ed uno cremonese, Leano, assolutamente rarissimo, sembrerebbe napoletano, di dubbia derivazione, potrebbero derivare dall'aferesi di variazioni del cognomen latino Mallea, anche attraverso antichi toponimi derivati dallo stesso (i vari Magliano).
LEANTE
LEANTI
Leante, molto molto raro, ha ceppi nel Salento e secondari a Roma, nel milanese e nel torinese, Leanti è assolutamente rarissimo ha presenze nella Sicilia meridionale e secondarie tra Modena e Bologna e nel torinese, dovrebbero derivare dal nome medioevale di origine greca Leante.
LEANZA
LEANZI
Ha un nucleo importante in Sicilia, soprattutto nel catanese, ad Adrano, Catania, Bronte, Paternò e Biancavilla, ha un ceppo nel Salento a Scorrano e Maglie (LE), un ceppo a Casalnuovo di Napoli e ceppi probabilmente secondari a Roma e Milano, Leanzi, praticamente unico è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, potrebbero derivare da un soprannome o da un nome augurale, Alleanza (stante ad indicare quello dell'alleanza, cioè quello che ha portato in dote un appoggio importante), secondo alcuni invece si tratterebbe di matronimici derivati da una deformazione dell'aferesi del nome femminile medioevale Allegrantia (Allegranza) di cui abbiamo un esempio in una Carta vendicionis dell'anno1159 a Vimercate (MI): "Anno dominice incarnationis milleximo centeximo quinquageximo nono, mense marcii, indicione septima. Constat me Alegrantiam relictam quondam Micherii qui dicebatur de Magrello de loco Vicomercato...".
LEARDI
LEARDO
LIARDI
LIARDO
Leardi ha ceppi nell'alessandrino e genovese, nel pescarese, nel romano e nel casertano, Leardo, assolutamente rarissimo, parrebbe del messinese, Liardi, molto molto raro, sembrerebbe avere un ceppo nel pescarese ed uno nel napoletano, Liardo è tipico del napoletano, con un ceppo anche nel fiorentino, si dovrebbe trattare di forme aferetiche del cognome Aleardi o Aliardi (vedi ALEARDI ) o direttamente derivare dall'aferesi di nomi longobardi come Aleardus, probabilmente portati dai capostipiti.
LEBANI
LEBANO
Lebani ha un ceppo triestino ed uno salernitano, Lebano è decisamente campano, del napoletano e del salernitano, potrebbe derivare dal nome Lebanius, ricordiamo con questo nome un famoso filosofo sofista di Antiochia e retore del IV° secolo, ma potrebbe anche caratterizzare alcuni esuli dal Libano o riferirsi addirittura al periodo delle Crociate.
LECCA
LECCARDI
Lecca è originario del cagliaritano, Leccardi è tipico della zona tra Milano e Lodi, La derivazione di Leccardi potrebbe essere da un soprannome derivante dal termine arcaico italiano leccardo (goloso).
LECCADITA
LECCADITO
LEUCADITO
LICCADITO
Leccadita è praticamente unico, così come Leucadito e Liccadito, Leccadito, assolutamente rarissimo, è del cosentino, di Lungro e Spezzano Albanese in particolare,
ipotesi fornite da Stefano Ferrazzi
’origine arbëreshë (più probabilmente greco-albanese), i cognomi Leccadito, Leucadito, etc sembrano derivare dal termine lefkaditis, che, in greco moderno, ha il significato di leucadita, abitante della Leucade (una delle Isole Ionie, nell’ovest della Grecia): l’isola di Leucade, in effetti, è conosciuta con diversi nomi, fra i quali Leukas, Lefkas e Lefkada, in cui il suono del dittongo -eu- viene alterato in un moderno -ef- (si tratta di un fenomeno molto comune nella lingua neogreca).
LECCESE
LECCESI
LECCISI
LECCISO
LICCESE
Leccese è essenzialmente pugliese, ma presenta ceppi significativi anche nel teatino e nel molisano, nel romano e nel latinense e nell'alta Campania, Leccesi, estremamente raro, è dell'area che comprende le Marche meridionali ed il reatino, Leccisi, quasi unico, ha un ceppo nel Salento ed uno nel basso Lazio, Lecciso, molto raro, è specifico del leccese, Liccese, altrettanto raro, parrebbe lucano, tutti questi cognomi derivano da varie modificazioni dialettali della forma etnica leccese, cioè starebbe ad indicare che il capostipite era originario di Lecce o della sua provincia, un'ipotesi non trascurabile fa considerare possibile anche un collegamento con aree popolate da lecci (quercus ilex), che avrebbero caratterizzato, in questo caso, la zona d'abitazione della famiglia.
LECCI Un ceppo originario nel salento e forse uno in provincia di Firenze.
LECIS Lecis è tipicamente sardo, molto diffuso nel cagliaritano a Cagliari, Assemini, Soleminis e Monserrato, e nel Medio Campidano a Serrenti, Gonnosfanadiga e Samassi, dovrebbe derivare da una forma sarda del nome Alessio.
LEDDA Decisamente sardo, dovrebbe derivare dal nome di una località  che anticamente esisteva nella zona di Ozieri (SS) e che si chiamava appunto Ledda, secondo un'altra ipotesi potrebbe derivare dall'essere il capostipite nato nel mese di ottobre chiamato in sardo ledàmine per contrazione ledda.
LEFEBRE
LEFEVRE
Lefebre è una variazione per betacismo di Lefevre, cognome molto diffuso in Francia che deriva a sua volta per betacismo dal termine latino faber (fabbro, chi costruisce qualcosa).
LEFONS Lefons è tipico del leccese e di Calimera in particolare.
LEGATI
LEGATO
LIGATO
Legati, molto molto raro sembra lombardo, sia Legato che Ligato sono abbastanza rari e tipici calabresi, del reggino in particolare, dovrebbero derivare dallo stato di Legato (delegato, inviato, ambasciatore) del capostipite o dallèessere stati comunque connessi con un Legato, è pure possibile che derivino da soprannomi originati da episodi particolari.
LEGE' Specifico dell'oltrepo pavese è assolutamente rarissimo, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale, estremamente improbabile che derivi dal toponimo francese Legè paese della Loira atlantica.
LEGNAME
LEGNAMI
Legname è molto raro e sembrerebbe originario della provincia di Caltanissetta, Legnami, assolutamente rarissimo è quasi unico, potrebbero derivare da soprannomi.
LEGNANI
LEGNANO
Legnani è tipico del nordmilanese, Legnano, assolutamente rarissimo, è dovuto probabilmente ad un errore di trascrizione del primo, derivano dal toponimo Legnano (MI), tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Milano nel 1600 quando Giulio Cesare Legnani, è menzionato fra i Patrizi Milanesi.
LEGNANTE Legnante, abbastanza raro, è tipico dell'area casertano, napoletana, di Frattamaggiore (NA) e di Sant`Arpino (CE) in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal mestiere di raccoglitore di legna in boschi di proprietà altrui.
LEGULEO Una sola presenza a Melegnano e in nessun'altra parte d'Italia, dovrebbe derivare dal termine leguleio (avvocatucolo). 
originr suggerita da Gianna Ferrari De Salvo
LEI
LEY
Lei ha un ceppo nel modenese a Modena, Formigine, Sassuolo e Prignano sulla Secchia ed uno nel sassarese a Ploaghe e Nulvi, Ley è assolutamente rarissimo, il ceppo sardo potrebbe derivare dall'aferesi del nome Mallei (Maddalena in sardo) o da un soprannome originato dal termine sardo lei (legge, diritto).
LEITA Leita ha un ceppo a Pasian di Prato nell'udinese ed uno in trentino, dovrebbero avere origini diverse, il ceppo trentino potrebbe derivare dal vocabolo cimbro leit o lait (declivio) identificando caratteristiche morfologiche della zona di provenienza, il ceppo friulano è invece di origini incerte, anche se potrebbe anche avere la stessa origine.
LELLI
LELLIS
LELLO
Lelli è diffusissimo in tutto il centro Italia, Lellis assolutamente rarissimo e Lello, molto raro, sono probabilmente originari del sud, derivano dal nome medioevale Lello, diminutivo di nomi come Raffaello, Gabriello ecc..  Si hanno tracce di questo cognome fin dal medioevo, nella seconda metà del 1200, nell'avellinese troviamo un tal De Lellis che pratica l'attività di notaio.
LEMBO Diffuso in tutto il sud, non si hanno ipotesi valide sull'origine del nome, tranne forse, ma da prendere in considerazione a puro livello teorico, la derivazione dal nome longobardo Erlembald o dalla modificazione e contrazione del nome Guglielmo (Lelmo, Lembo).
LEMMA
LEMME
LEMMI
LEMMO
Lemma ha un nucleo tra basso Lazio ed alta Campania, un ceppo nel barese e presenze significative in Calabria e Basilicata, Lemme, molto raro, ha un ceppo tra Abruzzo meridionale e Molise, Lemmi è tipico dell'alta Toscana e dell'Umbria, Lemmo, molto molto raro, è campano, dovrebbero tutti detivare da modificazioni dell'aferesi del nome Guglielmo, di quest'uso abbiamo un esempio a Pisa nel 1330, negli Annales Pisani infatti si può leggere: "... prima era (siccome abbiamo veduto) che Pisa dovesse mandare a papa Giovanni XXII ond'esser rimessa nel seno della Chiesa. A questo effetto inviarono in Avignone Lemmo Guinicello Buzzaccherini, Niccolò Gualandi ed Albizzo da Vico, ...".
LENARDI
LENARDIS
LENARDUZZI
LEONARDELLI
LEONARDI
LEONARDINI
LEONARDO
LONARDELLI
LONARDI
LONARDO
LUNARDELLI
LUNARDELLO
LUNARDI
LUNARDO
LUNARDON
LUNARDONI
Lenardi è tipico friulano, delle province di Udine e Gorizia, Lenardis, più raro, è specifico dell'alto udinese, Lenarduzzi è decisamente friulano, di San Giorgio della Richinvelda, Spilimbergo e Zoppola nel pordenonese e di Trieste, Leonardelli è caratteristico del trentino, di Pergine Valsugana, Baselga di Pinè, Coredo, Trento e Bosentino, Leonardi è molto diffuso in tutt'Italia, Leonardo, decisamente meno comune, è più propriamente del sud, Campania, Calabria meridionale e Sicilia, Leonardini abbastanza poco diffuso è specifico della Liguria orientale e dell'alta Toscana occidentale, Lonardelli ha un ceppo nel veronese ed uno tra Terlizzi e Bitonto (BA), Lonardi è tipico del veronese, Lonardo è decisamente campano particolarmente presente nelle aree di Caianello (CE), Montesarchio (BN) e di San Gregorio Magno (SA), Lunardelli è specifico della zona tra trevigiano, veneziano e basso pordenonese, Lunardello, rarissimo, parrebbe del vicentino, Lunardi è molto diffuso in tutto il Veneto e nella Toscana settentrionale, Lunardo è tipico siciliano di Enna  con un ceppo secondario a Palermo, Lunardon, decisamente veneto, è del vicentino e di Bassano del Grappa e Marostica in particolare, Lunardoni, praticamente unico, è dovuto ad errori di trascrizione, derivano tutti direttamente, o attraverso modificazioni o ipocoristici, dal nome di origine germanica Lionhardus di cui abbiamo un esempio in una Charta Manumissionis redatta in Cremona nel maggio del 754: "...Ghodiperth, Ilmeri et Aicardo de eadem curte Gussala, nec non Lionhardus subdiaconus, Amiso lector, Ridulphus et Urso ostiarii ...". Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a Foza nel vicentino in un atto redatto dal notaio Marco Lunardi nel 1678: "...messer Zuanne Horo detto il Peranzan, messer Benedetto di Piero Lunardi, messer Benedetto quondam Francesco di Lunardi...".
LENASSI Lenassi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe tipicamente triestino, dovrebbe derivare da una forma diminutiva dialettale del nome Leone.
LENI Di origini bresciane, deriva dal toponimo Leno (BS), ma potrebbe anche derivare dall'aferesi del nomen latino Alenus.
LENTA Lenta è tipico del cuneese della zona di Cherasco e Bra, dovrebbe derivare dal toponimo Lenta (VC).
LENTI
LENTO
LENTULO
Lenti ha ceppi nell'alessandrino a Valenza e Bassignana, a Jesi, a Taranto e nel tarentino oltre che nel barese e nel foggiano, a Napoli, a San Lucido e Fiumefreddo nel cosentino ed a Roma, Lento è specifico del cosentino, Lentulo è assolutamente rarissimo, potrebbero derivare da modificazioni o contrazioni del cognomen latino Lentulus di cui abbiamo un illustre esempio con Publius Cornelius Lentulus il governatore della Giudea prima di Ponzio Pilato, i Lentuli erano una delle famiglie più antiche ed importanti della gens Cornelia.
LENTINI Di origini siciliane, deriva dal toponimo  Lentini (SR). Esiste un ceppo secondario lucano, trasferitosi poi a Monopoli, si hanno tracce verso la fine del 1600 di un gabelliere daziario di nome Giovanni Battista Lentino, la cui famiglia acquistò poi nel tempo caratteri nobiliari, tant'è che nel registro della nobiltà del 1754 viene citato, a Monopoli, un Barone Giovanni Battista Lentini.
LENZI Ha un nucleo principale molto diffuso tra bolognese e tutta la Toscana, con ceppi probabilmente autoctoni anche in Trentino. in Lombardia ed a Roma, deriva dal nome medioevale Lenzo di cui abbiamo esempi diversi in Toscana, ad esempio con Lenzo di Corsinetto procuratore del paese di Boccheggiano (GR) nel 1400 in una controversia con la Repubblica di Siena, cui si sottomise accettando il Vicario senese, tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Pisa in una lettera del 1399, dove si può leggere: "...Dimi se mai sentisti nuove de' Lenzi, chi e dov'egli è, che mai vidi più tristo huomo, che mai non ne sento...", ed anche a Firenze nel 1400 si legge di un certo Angelus Niccolai Lenzi populi Sancti, in quell'epoca i Lenzi erano una famiglia nobile estremamente agiata.
LENZO Originario del messinese, dovrebbe derivare dalla contrazione del nome Lorenzo.
originr suggerita da Gianna Ferrari De Salvo
LEO
LIO
Leo è diffuso in tutto il sud, Sicilia e nel sud della Sardegna, Lio ha un ceppo tra cosentino e catanzarese ed uno nel palermitano, derivano dal nome medioevale Leo Leonis o Lio Lionis che si traducono come Leone..
LEOCATA Tipico del catanese, specificatamente della zona che comprende Adrano (CT) e Biancavilla (CT), con un ceppo secondario nel ragusano, deriva dalla forma medioevale del toponimo Licata (AG).
LEOGRANDE Tipico del Barese e del tarentino, in particolare di Putignano, Acquaviva Delle Fonti e Casamassima nel barese e di Laterza, Mottola e Taranto nel tarentino,  Leogrande dovrebbe derivare dal nome composto Leo, come contrazione di Leone o di Leonardo, cui si è aggiunto l'attributo di grande, si dovrebbe percio trattare di un patronimico cioè che il nome del capostipite doveva essere appunto Leogrande.
LEON Leon ha un ceppo nel pordenonese a San Giorgio della Richinvelda, dovrebbe derivare da una forma dialettale del nome Leone, ma è pure possibile che derivino dal nome di località Campo del Leon posto nel comune di San Giorgio della Richinvelda (PN).
LEONCINI
LEONE
LEONETTI
LEONI
Leoncini ha un nucleo tra la provincia di Genova e l'Alessandrino, ma esiste anche un ceppo fiorentino, Leone è assolutamente panitaliano, Leonetti sembra avere un ceppo nel barese, uno nel cosentino, uno nel napoletano ed uno nel Lazio, Leoni è del centro nord e Sardegna. L'origine di questi cognomi è diversa, possono essere legati a soprannomi legati a caratteristiche comportamentali, all'essere nell'ambito di qualcuno nel cui stemma comparisse uno o più leoni, oppure in altri casi possono derivare dal nome medioevale Leone. o dal nomen latino Leon.
LEONELLA
LEONELLI
LEONELLO
LIONELLI
LIONELLO
Leonella è quasi unico e dovrebbe derivare da un errore di trascrizione di Leonello, che, molto raro, è tipico calabrese della zona di Sinopoli e Delianuova (RC), Leonelli ha un ceppo emiliano ed uno tra ternano e provincia di Roma, Lionelli, molto raro, ha un ceppo ad Ostiano (CR) ed uno a Napoli e Caivano (NA), Lionello parrebbe veneto, ha ceppi a Venezia, Porto Viro e Rosolina (RO) e, nel padovano a Torreglia, Galzignano Terme ed Albignasego e a Fonte (TV), ma è presente un ceppo nel torinese ed uno nel napoletano, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale Leonellus di cui abbiamo un esempio a Ferrara nel 1500: "...Magnificus Dominus Leonellus Catabenus de Ferraria, magister domus ac generalis  administrator Illustrissimi Domini Domini Ludovici Pici, Mirandulae Domini et Concordiae comitis...." o anche dal suo derivato Lionellus: "...In perpetuan rei tam foriter quam faeliciter gestae memoriam hic, publicae gratitudinis monumentum fundaminibus ipse suis posuit Lionellus Dux Dorsetiae...".
LEONTI
LEONZI
LEONZIO
LIONTI
LIONZO
Leonti, molto raro, è siciliano di Mazzarrà Sant`Andrea (ME), Leonzi, abruzzese, è tipico del teramano, di Pineto, Silvi ed Atri, Leonzio è specifico di Francavilla al Mare (CH) e del chietino, Lionti è senz'altro siciliano, di Raffadali e Licata (AG), di Delia, Gela e Niscemi (CL), di San Michele di Ganzaria (CT) e di Piazza Armerina (EN), Lionzo, molto molto raro, è tipico di Megliadino San Fidenzio (PD) e di Dueville (VI), dovrebbero derivare dal nome greco Leonte, ricordiamo Leonte re di Sparta raccontato da Erodoto o anche dal nome latino Leontius da lui derivato, ricordiamo San Leonzio (Leontius episcopus Arelatensis) vescovo di Arles in Provenza nel V° secolo, leggiamo dagli atti del Concilio di Calcedonia del 451: "...Sunt hic episcopi Asianae diocesis. Veniant, et probamus, quae nostra sunt. Est episcopus Magnisiae Leontius, Meonius episcopus Nissae, Proterius episcopus Smirnae et ceteri, qui hic sunt...:".
LEOPARDI
LEOPARDO
Leopardi è presente a macchia di leopardo in tutta l'Italia peninsulare con una grossa concentrazione a Roma, Leopardo, molto molto più raro, ha piccoli ceppi a Roma, nel napoletano e nel tarentino, dovrebbero derivare dal nome medioevale italiano Leopardus di cui abbiamo un esempio a Pisa nel 1400 con "Leopardus condam domini Iacobi del Fornaio" a sua volta derivato dal nomen latino omonimo, della cui esistenza abbiamo un esempio in un'antica lapide romana: "D(is) [M(anibus)] B(a)ebio Capr[i]olo filio  dulcissimo q(ui) vixit ann(os) VIII [menses] II b(onae) m(emoriae) filio Leopardus pater  m(emoriam) f(ieri) f(ecit)".
integrazioni fornite da Andrea Ferreri - Milano
Il poeta Giacomo Leopardi nacque a Recanati il 29 giugno del 1798, primogenito della più illustre casata del piccolo centro marchigiano. Mori’ a Napoli il 14 giugno del 1837. Il cognome è diffuso sporadicamente in tutta la penisola. Dalla Lombardia all’Emilia sino al Veneto. In Italia Centrale ad esclusione della Toscana. In Campania, Puglia e Sicilia. Ha alla base in parte il nome di animale leopardo, ritenuto un ibrido di leone e pantera, ed in parte il nome personale Leopardus documentato a partire dalla metà dell’VIII secolo. Da chiarire l’origine della frazione Leopardi di Torre del Greco (Napoli).
LEOPIZZI Originario della penisola salentina, potrebbe derivare dal nome composto medioevale Leonpizzo (Leone + Opizzo).
LEOTTA Leotta è tipico del catanese, dovrebbe derivare dall'aferesi del nome medioevale Galeotto.
integrazioni proposte da Giovanni Francesco Leotta
il cognome Leotta sarebbe una trascrizione errata di Liotta, entrambi assai diffusi in Sicilia. Nel Volume Il Blasone in Sicilia, raccolta Araldica con dizionario delle famiglie nobili siciliane, autore  V. Palizzolo Gravina, Barone di Ramione, ed. Clio (Brancato editore), alla voce Liotta si rimanda a "Laliotta": "al dir di Mugnos famiglia parmigiana, recata in Sicilia da un gentiluomo Guglielmo Laliotta, che militando ai servigi di Re Federico II° n'ebbe la castellania della città di Mazara, ove fondò sua famiglia, la quale col tempo si sparse in Trapani, Marsala e Sciacca, prodotto avendo vari distinti personaggi, che occuparono cariche importanti, tale un Guglielmo giurato in Trapani 1394; un Francesco inviato ambasciatore di detta città a re Martino 1404; altro Francesco prefetto in Trapani 1447; ed un Antonio regio cavaliere giurato in Marsala 1516. Arma: scudo diviso; nel 1° d'azzurro, con un leone nascente coronato d'oro, nel 2° d'oro, con tre bande di rosso, ed una fascia dello stesso, attraversante sul diviso. Tav XLIII 10." Nello stesso volume è altresì citato un Liotta Gagliano (v. voce Gagliano), valoroso capitano di re Alfonso: "Proveniente di Francia questa illustre famiglia, stando al Mugnos, fu portata in Sicilia da un Riccardo Gagliani o Gagliano barone di Picardia sotto Federico II° imperatore, che gli concedette in feudo la terra di Galippi pel mantenimento dè falconi, la cui caccia molto dilettava questo rinomato sovrano e per servigi resi. Il di lui figlio Olivio tramutò il nome di quel feudo nel suo cognome di Gagliano, quale poi passò alla famiglia Castelli di Genova. Un Liotta Gagliano fu valoroso capitano dal re Alfonso inviato all'acquisto della terra di Limbari allora occupata dà francesi; perlochè molti donativi e franchigie ottenne, 1432; indi fu governatore della città di Mazzara, carica che fu poscia occupata dal di lui figlio Nicolò 1469.".
LEPORA
LEPORE
LEPORI
LEPORINI
LEPRE
LEPRI
Lepora è specifico dell'area vercellese, biellese, di Alice Castello in particolare, Lepore è diffuso in tutta la penisola, soprattutto al sud in Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia e Basilicata, Lepori è diffuso in Sardegna, Toscana settentrionale e Lazio, Leporini, molto raro, ha un ceppo nel pisano ed uno nel cosentino, Lepre ha un ceppo friulano ed uno nel napoletano, Lepri è tipico della fascia che comprende il bolognese, la Toscana, il riminese, il pesarese, l'Umbria ed il Lazio, dovrebbero tutti derivare  dal nome medioevale Lepus, Leporis o dalla sua forma successiva Lepre o anche da soprannomi originati da caratteristiche fisiche dei capostipiti. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio in Piemonte nell'area del feudo di Oglianico, dove già nella seconda metà del 1300 si rilevano registrazioni riguardanti una famiglia Lepora.
integrazioni fornite da Vittorino Lepore
Dal latino lepus-lèporis (lepre), oppure, anche se improbabile, da lepor-lepòris (grazia, eleganza, gentilezza, signorilità). Diffuso nella fascia da Napoli a Bari e a Gemona del Friuli e nei paesi vicini. L’origine del cognome nelle due zone di diffusione, è quasi sicuramente diversa. Per la zona di Gemona, in un documento del Patriarca di Aquileia Nicolò di Lussemburgo, nel 1352  viene nominato tale “Petrus quondam Venturini cives Terrae deGlemona” (Pietro figlio del fu Venturino). Il Venturino è con buona probabilità da individuare in Venturinus da Monza giunto a Gemona nel 1291 o in Venturinus da Como giunto nel 1293, al seguito del Patriarca di Aquileia Raimondo della Torre, milanese.  In un atto notarile (patto dotale) del 1373 viene nominato: “Venturinus dictus Lyeur” (lepre in friulano) che sposa Betta figlia di Cuminuzza quondam Vuarentussio. I discendenti del Venturinus Lyeur sono indicati per un certo periodo come “Filius quondam Venturini” (figlio del fu Venturino), poi vengono indicati come “Filius Leporis” (figlio del Lepre).  Nel Quattrocento il “cognome” Venturini scompare da Gemona e ricompare solo nel 1592 proveniente da Osoppo (un paese vicino a Gemona). Si può comunque ritenere che i Lepore e i Venturini di Gemona abbiano una comune origine. Per tutto il Quattrocento e nella prima metà del Cinquecento, veniva variamente scritto nei documenti: Lier, Lieuro, Yeur, Hiieur, Jeur, o tradotto in latino Leporis, de Lepore, a Lepore, Lepore. All’inizio del 1600, una delle famiglie dei Lepore viene indicata come Leporini All'inizio del 1700 questa famiglia si estingue. Nei paesi della Carnia, a Nord di Gemona, si afferma invece il cognome Lepre, dalla traduzione diretta in italiano, dopo il Concilio di Trento, della parola friulana Jeur. Per quanto riguarda l’origine del cognome nella zona tra Napoli e Bari possiamo citare il Chronicon Beneventanum (1102-1140 d.C.) di Falcone di Benevento: “Anno millesimo centesimo trigesimo tertio Dominicae Incarnationis [1133.14.15] Ioannem quidem de Lepore, virum nefandae memoriae, prefati Crescentii fautorem, capite verso in foveam mergi precepit, et pedibus in altum levatis, heu miser, vitam inaudita morte finivit!”. Un’altra origine la troviamo forse nella storia della Baronia di Posada e del Giudicato di Arborea, nel trattato di pace del 1388 tra Eleonora d'Arborea e Giovanni I° d'Aragona, dove viene citato come mediatore il gavoese “Bernardu Lepore (o Leporo)”, che ottenne da Eleonora per riconoscenza alcune agevolazioni fiscali per Gavoi, oltre ad un alto patronato della Giudicessa, con denaro, per l'istituzione di una corsa di cavalli che poi sarebbe proseguita sino ai nostri giorni (oggi "su Palu", nella sagra della Madonna d'Itria, nelle campagne di Gavoi). I gavoesi ne ottennero anche una sorta di patente di commercio, un salvacondotto generalizzato che avrebbe consentito loro in seguito di sviluppare l'attività dei celebri Zillonargios, venditori ambulanti di selle, sproni, orbace, che presto tutta l'Isola avrebbe conosciuto. Il Bernardu Lepore, dopo aver presieduto anche alla firma del trattato di pace, si sarebbe poi trattenuto a corte; da lui avrebbe avuto origine la stirpe dei conti Lepore (forse sedicenti tali), in  seguito trasferitisi nel Continente a Napoli. Il loro stemma era contraddistinto da: ”verde con banda d'argento, giglio d'oro in capo e rosa rossa in punta”.
Per l’intera storia e Genealogia dei Lepore a Gemona vedi: http://digilander.libero.it/vlepore47
LERA Lera, molto raro, parrebbe tipico dell'area lucchese e livornese, di Livorno e Piombino nel livornese e di Capannori e Lucca nel lucchese, dovrebbe derivare dal nome femminile medioevale Lera di cui abbiamo un esempio in un atto del 1230: "...et Uberti filii Guidone et Guidonis de Culoira et Vindemie de Culoira et Maniboni de Nova et Drigognini de Arduino et de Lera et Granni Scenardi de Obizini de ser Vallario et Iannarii et Martini fìliorum quondam Pellicie et Martini qui omnes sunt de Culoira...", difficile ipotizzare una derivazione dall'idronimo Lera, torrente dell'alta provincia di Macerata o dall'oronimo Lera, monte della Valle di Viù nel torinese, che è invece ipotizzabile come origine per il ceppo valtellinese ormai da tempo scomparso, bisogna però considerare che in tutto il nord Italia esistono varie località di nome Lera, che possono originare dal termine celtico ler (mare).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
LERA: uno strano cognome. Nel territorio italiano è presente in 58 Comuni. La sua maggiore frequenza si registra in Toscana, nelle province di Livorno e Lucca. In Sardegna è presente solo nella città di Quartu S. E.: 6 di numero. Non sappiamo che cosa significhi lera in italiano, ma sappiamo benissimo che cosa significa in sardo e ne conosciamo con certezza l’etimologia. Nella lingua sarda lera significa chiacchiera, lerèdda =cantilena e viene dal verbo greco (lerèo) ληρέω = parlare stoltamente; λήρος  = chiacchiera inutile. Allereddai/re = tentare di raggirare a chiacchiere, confondere le idee. Tipica l’espressione campidanese: “Chi mi doy pongiu deu dhus fatzu a lèra”! “Se mi ci metto, li stordisco a chiacchiere”! “Esti circhendi de nosi fai a lera”!  “Sta cercando di impappinarci a chiacchiere”! Tra l’altro, pur essendo attualmente presente nell’Isola in numero limitatissimo, lo ritroviamo invece nei documenti antichi del sardo: nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, *CSMB, XI°, XIII° secolo, troviamo 3 Lera(205): Furatu, Iorgia e Goantine, in una spartizione di servi, tra la chiesa di Santa Maria di Bonarcado e la chiesa di Santa Maria di Aristanis (Oristano); donnu (signore, nobile) Leras Gunnari, prete (196), teste in uno scambio di terre. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388, abbiamo: Leras Guantino, majore ville Milis Picinnu. (* …distrutto - Contrate Partis de Milis); Leras Thomasio, jurato ville Bonorcato(Bonarcado).
LERCARA Tipico del palermitano, deriva dal toponimo Lercara Friddi (PA), paese che prese il nome Lercara dalla famiglia Lercari Ventimiglia feudataria di quelle terre.
LERCARI
LERCARO
Lercari, molto raro, sembra tipico ligure, con un ceppo a Genova ed uno a Ventimiglia (IM), Lercaro, molto più raro, parrebbe genovese, dovrebbero derivare dal nome della valle di Lerca o da toponimi come Lerca di Cogoleto (GE).  I Lercari furono presenti a Genova almeno dal 1200, nel 1500 furono annoverati tra le 28 famiglie nobili del Libro d’oro della nobiltà genovese, Francesco Maria Imperiale Lercari fu Doge della Repubblica di Genova dal 1683 al 1685.
LERNA Specifico della zona tra Ceglie Messapica (BR) e Francavilla Fontana (BR), dovrebbe derivare dal nome di un antico toponimo brindisino, la traduzione di uno scritto del 1100 così recita: "Nel 1100 ...Io, Accardo ... signore di Ostuni, affermo che ... Ser Pagano, figlio del signore del Castello di Ceglie ... lamentossi con noi perché dei nostri uomini invadevano la sua terra ... ordinai di andare diligentemente e incominciare dagli stessi confini che si dice di Lerna, con lo stesso Ser Pagano, ...".
LERZA Tipico abruzzese, dell'aquilano.
LESIGNOLI Lesignoli è specifico di Parma, potrebbe trattarsi di una forma etnica dialettale del toponimo Lesignano sempre nel parmense, ma non si può escludere una possibile derivazione da un ipocoristico dialettale del nome latino Licinius.
LESINA Abbastanza raro sembra essere della zona tra Alessandria e Genova, potrebbe derivare dall'aferesi del cognomen latino Telesinus, ma potrebbe anche essere un soprannome legato al mestiere di ciabattino o alla spilorceria del capostipite. 
LESMO Specifico milanese, deriva dal toponimo omonimo del milanese.
LESSA
LESSI
LESSIO
LESSO
Lessa è del barese, Lessi ha un piccolo ceppo tra trevisano e veneziano ed un nucleo nel livornese, Lessio è diffuso in tutto il Veneto ed il Friuli e nell'alessandrino, Lesso è quasi unico, tutti questi cognomi dovrebbero essere derivati da forme aferetiche di nomi come Alessa o Alessio, l'altra ipotesi che li colleghi al termine latino lessus (pianto, lamento funebre) è abbastanza improbabile.
LESTINGI Lestingi è tipico del barese, di Conversano e Trani in particolare, potrebbe derivare da modificazioni del nome greco Lasthenes, nella tragedia de i Sette contro Tebe di Eschilo, Lasthenes partecipa alla guerra dalla parte di Eteocle difendendo la porta Omoloide attaccata da Anfiarao.
LETE Lete, assolutamente rarissimo, parrebbe del napoletano, dovrebbe derivare dal nome del fiume Lete il cui corso si sviluppa nel casertano, ad indicare forse quella come località d'origine della famiglia.
LETI Leti ha un ceppo nel barese, uno nel Piceno ed uno tra rietino e romano, dovrebbe derivare dal nome latino Laetus (vedi LETO).
LETO Leto è un cognome tipico della Sicilia e del crotonese, con un ceppo anche nel napoletano, potrebbe derivare dalla contrazione del toponimo Letojanni (ME), ma molto più probabilmente dovrebbe derivare dal nome latino Laetus (si pronuncia Letus e significa lieto, felice), di cui abbiamo un esempio in questo scrtto di epoca imperiale romana: "...Tunc Pertinax interficiendi Commodi conscientiam delatam sibi ab aliis non fugit. Commodo autem interempto Laetus praef(ectus) praet(orius) et Eclectus cubicularius ad eum venerunt...".
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Cognome diffuso prevalentemente in Sicilia, con nucleo maggiore nel palermitano, sebbene un ceppo minore si riscontri anche in Calabria, nel crotonese, deriva dal nome Leto, formatosi dal latino laetus, col significato di felice.
LETTA Tipicamente abruzzese, della zona di Avezzano, Aielli e Celano.
integrazioni fornite da Andrea Ferreri
Tipico dell’Abruzzo, il cognome è diffuso nella provincia dell’Aquila nei comuni di Aielli (24 occorrenze, 3° in ordine di frequenza), Avezzano (17 occorrenze) e Celano (14 occorrenze). Da notare che tra i primi cognomi di Aielli figura Coletta e il cognome Ranalletta è il 1° a Celano e tra i primi 30 ad Avezzano. La mia idea è che Letta possa derivare dall’aferesi di nomi quali Nicola, Rinaldo, etc. In effetti il cognome potrebbe anche derivare dal verbo latino lego, is, legi, lectum, ere con il significato principale di cogliere, raccogliere in relazione probabilmente all’attività del capostipite, è pure possibile una derivazione da lectus,a,um = scelto, eletto, distinto, eccellente, esemplare.
LETTIERI
LETTIERO
Lettieri è tipico della fascia litoranea che comprende Roma, frusinate, Campania, potentino, cosentino e crotonese, Lettiero, molto raro è specifico del napoletano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Litterius.  Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Solofra nel 1300 dove il casato dei Lettieri è annoverato fra le trenta più antiche famiglie del Regno angioino, nel 1600 con Don Marcello Lettieri Principe di Pietrastornina (FR) e sempre nel 1600 con Tommaso Lettiero feudatario di Novella e Montecorice (SA).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Il cognome Lettieri è presente in tutto il Sud in numerose varianti (Letteri, Litteri, Litterio) tutte derivate da Eleuterio. Sant'Eleuterio, toponimo in provincia di Benevento.
LEUCHI Estremamente raro, attualmente presente nel comasco, dovrebbe derivare da un antico toponimo medioevale Leuco (Lecco), di cui abbiamo una traccia in un charta venditiones del 975 a Calco (BG): "...venditio Attonis comitis de Leuco de pluribus praedis in variis territorii bergomatis viciis…...", ed in una pergamena del 1146 dove viene citato un converso originario delle campagne ad oriente di Como: "Lanterius de Leuco", una seconda ipotesi lo fa derivare dall'etnico leuki, una popolazione celtica, potrebbe derivare dal nomen latino Leucus di cui abbiamo un esempio nella Guerra civile di Ennio Lucano: "...et Biturix longisque leues Suessones in armis, optimus excusso Leucus Remusque lacerto, optima gens flexis in gyrum Sequana frenis, ...".
ipotesi fornite da Ubaldo Leuchi
La presenza nel comasco è una discendenza, come tutte quelle presenti in Italia Francia e California, del ceppo originario di Filattiera (MS) in Lunigiana. Uno dei primi Leuchi fu un notaro Matheus Leuchi che rogò un atto dei Marchesi Malaspina del ramo Lunigianese.Successivamente furono Vessilliferi sempre di tali marchesi. Caduti in disgrazia furono per tre secoli mezzadri della famiglia Ferrari il cui storico Pietro Ferrari verbalmente disse al mio bisnonno che il primo Leuchi in Lunigiana era la trasformazione di un cognome originario della Pannonia che portava un soldato stabilitosi a Filattiera.
ipotesi fornite da Carlo Ferrari
Leuchi sembrerebbe derivare dal colore dei capelli, leucos in greco significa bianco, e probabilmente era il nome dato a una famiglia di longobardi talmente biondi da sembrare bianchi. (maggiori dettagli sono ricavabili dall'Historia Longobardorum di Paolo Diacono. I discendenti Leuchi di Filattiera sono tutt'ora prevalemente biondi.
LEUCI Specifico pugliese, deriva da toponimi come Marina di Leuca (LE) o Morciano di Leuca (LE), ma è pure possibile che derivi invece da soprannomi originati dal termine greco leukos (bianco).
LEVA Un ceppo tra milanese, pavese ed il Piemonte e forse un altro nel Lazio e nel casertano, diverse le origini, probabilmente da toponimi come Levaldigi (CN) o Levata (CR).
LEVANTE
LEVANTI
Levante, ha un ceppo nel napoletano, uno nel Salento ed uno a Scicli (RG), dovrebbe derivare da un indicativo del luogo d'origine, Levanti rarissimo dovrebbe essere di lontana origine ligure, in Liguria verso la fine del 1400 troviamo un Tommaso Levanti, probabilmente così chiamato perchè proveniente da levante. Trasferitasi in Sicilia nel 1500 la famiglia patrizia si inserisce in posti di potere a fianco della nobiltà del luogo.
LEVANTINO Sembrerebbe originario del palermitano, potrebbe discendere dal toponimo Levanzo (TP), ma potrebbe pure essere di origine Normanna dal nome Levan.
ipotesi fornita da Gianna Ferrari de Salvo
il cognome deriverebbe dal nome personale Levantino, o dal vocabolo dialettale siciliano livantinu (lunatico, estroso, volubile) (Girolasmo Caracausi, Dizionario onomastico della Sicilia, Palermo 1994).
LEVATI Levati è tipicamente lombardo del milanese in particolare, di Milano, Vimercate, Monza, Gorgonzola, Cernusco sul Naviglio e Concorezzo, con un piccolo ceppo anche a Levate, Seriate e Dalmine nel bergamasco, dovrebbe derivare da nomi di paesi come Levate nel bergamasco o Levata nel cremonese.
LEVI Insediato prevalentemente in Lombardia è tipicamente ebraico derivando dal nome ebraico Levi che diede il nome alla Tribù che ottenne dal Signore la primogenitura sacerdotale e cui appartenne anche Mosè.
LEVO Dovrebbe essere originario della zona di Acqui Terme (AL) dovrebbe derivare da toponimi come Levo (VB) o simili, ma è pure possibile che derivi da soprannomi originati dal carattere bizzarro del capostipite o dall'essere lui mancino (laevus= bizzarro, mancino).
LEVORATO Levorato è tipicamente veneto, soprattutto del padovano e del veneziano, si dovrebbe trattare di una forma patronimica in -ato, tipicamente veneta, dove il suffisso sta per figlio di, riferito al padre del capostipite di nome o cognome Levore (variante veneta per lepre).
LEZZA
LEZZO
Lezza sembra essere originario della provincia di Taranto, Lezzo è assolutamente raro, presente solo a Melegnano.
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