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LIA Lia sembrerebbe tipicamente meridionale, della Sicilia, Calabria e del Salento, con un ceppo anche nel latinense, si dovrebbe trattare di un matronimico e derivare dalla forma aferetica di nomi come Rosalia o simili.
LIBARDI
LIBARDO
Libardi ha un ceppo trentino, soprattutto a Levico Terme, un ceppo a Sant`Agata De` Goti nel beneventano ed uno a Manduria nel tarantino, Libardo, assolutamente rarissimo, parrebbe meridionale, dovrebbero derivare dal nome medioevale Libardus (una forma arcaica per Leopardo) di cui abbiamo un esempio in quest'ode: "... Inter quos mihi surnmus atque priuius - Gontherus memorandus est Libardus - Boesinghae vigil et plus sacerdos - Plebem sidereo liquore pascens - Ut clarus lilteris sacriqus juris - Factus Lovanii licentiatus, - His sacris quoque juris utriusque - Instructus Htteris, locoque fratris -Dilectus varies mihi per annos ...".
LIBE' Specifico del piacentino, nella zona al confine con la provincia di Lodi.
LIBERA
LIBERI
LIBERO
Libera parrebbe tipico dell'area compresa tra le province di Sondrio e di Trento, Liberi sembra avere due nuclei uno nel basso trentino ed uno tra Pescara e Chieti, Libero ha un nucleo importante nel padovano, ma potrebbero esistere anche dei ceppi nell'Italia meridionale. Dovrebbero tutti discendere dal cognomen latino Liberalis.
Giacomo Ganza di Villa Di Tirano (SO) aggiunge:
Il cognome Libéra è tipico della zona tra Sondrio e Morbegno nella media Valtellina.
LIBERALATO
LIBRALATO
Entrambi decisamente veneti, Liberalato ha un ceppo a Venezia ed uno nel travisano, in particolare a Castelfranco Veneto, Libralato, più diffuso, ha un ceppo nel padovano a Trebaseleghe e Piombino Dese ed uno nel trevisano a Vedelago, Quinto di Treviso, Resana e Castelfranco Veneto, si dovrebbe trattare di forme patronimiche in -ato, tipicamente venete, dove il suffisso sta per figlio di, riferito a padri dei capostipiti di nome Liberale (vedi LIBERALE).
LIBERALE
LIBERALI
LIBERALON
LIBERALOTTO
LIBRALON
Liberale, abbastanza raro, ha un ceppo nell'udinese, in particolare a Cividale del Friuli ed Udine, uno a Sulmona nell'aquilano ed uno tra napoletano, avellinese e salernitano, Liberali ha un ceppo tra milanese e pavese, uno nel trevigiano ed uno a Roma, Liberalon  e Liberalotto, assolutamente rarissimi, parrebbero veneti come Libralon, che veneto lo è sicuramente e presenta un ceppo nel padovano ed uno nel rovigoto.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L’origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Liberale, che, nell’onomastica arcaica, assume il significato di generoso, d’indole liberale (da intendere chiaramente in senso augurale); in alternativa, però, non è escluso che Liberale sia una variante del nome Libero (vedi Libera), tenendo conto che, in latino, il suffisso -ale indica una generica relazione, spesso con valore d’appartenenza (come dimostrano, ad esempio, i cognomina Iuvenalis e Martialis, che, in italiano, sono meglio conosciuti come Giovenale e Marziale). Dal punto di vista storico, comunque, un esempio famoso è offerto dallo scrittore e grammatico greco Antonino Liberale (vissuto all’incirca nel II secolo d.C.), la cui fama, ai giorni nostri, si deve soprattutto all’opera Le metamorfosi (da non confondere, però, con le opere omonime di Ovidio e di Apuleio). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti, anche se, in alcuni casi, non è esclusa una derivazione da soprannomi ad essi attribuiti.
LIBERALESSO
LIBRALESSO
Entrambi decisamente veneti, Liberalesso ha un ceppo a Venezia e Spinea sempre nel veneziano,  Libralesso, più diffuso, ha un ceppo a Martellago nel veneziano, dove è ben presente anche a Venezia,  Salzano, Spinea e Scorzè, nel trevisano a Quinto di Treviso e Morgano e nel padovano a Trebaseleghe.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L’origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Liberale, che, con l’aggiunta del suffisso -esso, assume il significato di figlio di Liberale (vedi Liberale e Liberalato): dal punto di vista etimologico, infatti, il suffisso -esso nasce da una forma dialettale del suffisso -esco, che, nell’onomastica arcaica, sottintende un rapporto di parentela (come si evince, ad esempio, dai cognomi Carlesco/Carlesso, Gianneschi/Giannessi, Giorgeschi/Giorgessi, etc).
LIBERATA
LIBERATI
LIBERATO
Liberata è quasi unico, Liberati è tipico dell'Italia centrale, Liberato rarissimo ha un ceppo abruzzese ed uno campano, in alcuni casi può derivare da toponimi come San Liberato (TR), ma nella stragrande maggioranza dovrebbe derivare dal nome tardo latino Liberatus portato ad esempio da San Liberato Martire del VI° secolo.
LIBERATORE
LIBERATORI
Liberatore è tipico della fascia che comprende Abruzzo, Lazio e Molise, con ceppi anche nel napoletano e nel potentino, Liberatori ha un ceppo nell'aretino soprattutto ad Arezzo e Cortona ed uno laziale a Roma ed a Ferentino, Anagni e Collepardo nel frusinate, dovrebbero derivare entrambi dal nome Liberatore, ricordiamo San Liberatore martirizzato dall'imperatore Adriano nel 130.
LIBERIO Liberio è un cognome tipicamente pugliese, della provincia di Bari, di Modugno in particolare, ma anche di Bari ed Altamura, dovrebbe derivare dal cognomen latino Liberius portato ad esempio dallo scrittore Petrus Marcellinus Felix Liberius (465 - 554), ricordiamo con questo nome anche un Papa dal 352 al 366.
LIBERTI Diffuso in tutta l'Italia centro meridionale, dovrebbe essere di origine molto antiche e derivare dal cognomen latino Libertus o da identificativi dello stato sociale di liberto (schiavo liberato).
LIBONATI
LIBONE
LIBONI
Libonati è specifico della zona di confine tra  Castrovillari e Spezzano Albanese nel cosentino e Rotonda e Viggianello nel potentino, Libone, assolutamente rarissimo, sembrerebbe lucano, Liboni ha un ceppo nella zona tra rovigoto e ferrarese ed uno, forse secondario, a Verona, dovrebbero derivare dal cognomen latino Libonius di cui abbiamo un esempio in Lucius Scribonius Libonius condottiero romano del I° secolo a.C.: "...legiones decretae: praetoribus M. Marcio urbana, L. Scribonio Liboni peregrina et eidem Gallia, M. Pomponio Mathoni Sicilia, Ti. Claudio Neroni Sardinia euenit....", ma è pure possibile che derivi dal nome greco Libon, nome di un architetto del V° secolo a.C..
LIBORIO Estremamente raro, ha un nucleo nel bergamasco, deriva dal nome medioevale Liborius; ricordiamo nel IV° secolo San Liborius che fu il secondo vescovo della città di Le Mans in Francia: "...Beatus Liborius vir pretiosissimus ex Galiis originem ducens ...".
LIBRANDI
LIBRANDO
Librandi è tipicamente calabrese, del cosentino, di Castiglione Cosentino, Rose, Rossano e Cosenza e di Cirò Marina nel crotonese, con un ceppo anche a Genova ed a Roma, Librando, molto più raro, ha un ceppo nel leccese, in particolare a Melissano ed uno piccolissimo a Catania, dovrebbero derivare dall'aferesi di nomi medioevali di origine germanica come Alibrandus (vedi ALIBRANDI ), dell'uso di questa forma aferetica abbiamo un esempio in un atto dell'anno 1025 a Comazzo: "..in via publica in iudicio aderunt cum eo Adam qui et Lanfrancus Daiberbus Atto Anselmus Librandus iudices sacri palacii. Adroaldus, Alricus. Unipertus. Constantius. legem viventes Rubuariorum. Albericus de Goldenica. Vitus et Sjgeradus. Unifredus de Carcani...".
LIBRIZZI Sembra avere oltre al ceppo principale in Sicilia, probabilmente originario del messinese, anche uno secondario nell'alto bresciano, deriva dal toponimo Librizzi (ME).
LIBURNI
LIBURNO
Assolutamente rarissimo Liburni parrebbe romagnolo o marchigiano, Liburno, ancora più raro,  invece sembrerebbe dell'Italia nordoccidentale, potrebbero derivare dal nome dei Liburni, un popolo illirico dell'Adriatico dedito alla pirateria che aveva occupato anche alcune zone del Piceno, ma molto più probabilmente derivano dal nomen latino di origini etrusche Leburnius, Liburnius di cui abbiamo un esempio in un cippo marmoreo, di epoca imperiale romana, sito sulla via Flaminia che cita: "Liburnius Romanus beneficiarus tribuni cohortis VI vigilum", potrebbe anche stare ad indicare l'appartenenza alla Gens Liburnia.
LICANDRI
LICANDRO
Licandri è specifico del catanese, di Paternò e Belpasso, Licandro è tipicamente siciliano, di San Pietro Clarenza, Catania e Mascalucia nel catanese, di Messina e di Palermo, con un ceppo anche nel reggino, secondo alcuni deriva da un soprannome originato dai termini greci lykos (lupo) ed andras (uomo), con il significato di licantropo o uomo lupo, ma, molto più probabilmente, deriva da una modificazione dialettale del nome Nicandro (vedi NICANDRI).
LICARI Licari è un cognome tipicamernte siciliano, con massima concentrazione nella Sicilia occidentale a Marsala, ottima diffusione anche a Petrosino e Mazara del Vallo nel trapanese e nel palermitano, l'origine etimologica è controversa, la prima ipotesi è una derivazione dal nome greco Licarius, ricordiamo con questo nome l'ammiraglio bizantino che conquistò nel 1269 le isole Cicladi e che divenne Triarca della Calcide nel 1279 fino al 1296, ma potrebbe anche derivare per aferesi dal vocabolo greco arcaio alykares (lavoratore delle saline o venditore di sale) e sottinterebbe che quello fosse stato il mestiere del capostipite, come potrebbe derivare dal termine greco lycos (lupo) ad indicare che il capostipite era invece un cacciatore di lupi.
LICASTRO Licastro è tipico di Delianova nel reggino con un ceppo secondario a Messina ed uno a Napoli, si possono fare due ipotesi, la prima, e più probabile, è che derivi da una modificazione dialettale del toponimo Nicastro nel catanzarese, la seconda è che possa derivare dal vocabolo greco arcaico alykàres (lavoratore alle saline) che sarebbe il possibile mestiere del capostipite.
LICATA Tipicamente siciliano deriva dal toponimo Licata (AG).
LICAUSI Licausi, molto raro, parrebbe di origini siciliane, del trapanese. in particolare della zona di Santa Ninfa, Partanna e Marsala e di Sciacca nell'agrigentino, potrebbe derivare da soprannomi originati dall'espressione greca lykoi àndres (uomini lupo), ma è pure possibile che derivi invece dal termine greco arcaico alykàres (operatore delle saline) mestiere forse svolto dal capostipite.
LICCARDI
LICCARDO
LICCIARDELLO
LICCIARDI
LICCIARDIELLO
LICCIARDO
LICCIARDO'
Liccardi e Liccardo sono specifici del napoletano, con piccoli ceppi anche in Sicilia ed in Puglia, Licciardello sembra specifico del catanese, così come Licciardo che ha però anche un ceppo napoletano, Licciardò è quasi unico, forse cagliaritano, Licciardi è molto diffuso in tutta l'Italia del sud anche insulare, Licciardiello è un ipocoristico tipicamente napoletano.
integrazioni fornite da Da Fabio Paolucci (Salerno)
Liccardo, come la variante più moderna Liccardi, è un tipico cognome  napoletano, diffuso nel resto della Penisola per effetto della migrazione dal Sud verso il mondo industrializzato del Nord. Sicuramente tale forma cognominale deriva dal cognome base Riccardo (o anche Ricciardo, di derivazione franca, le cui varianti sono Licciardo, Licciardi, Licciardello e Licciardiello) per trasformazione della R in L. Il nome, poi cognominizzato, Riccardo, di tradizione tedesca (non franca come Ricciardo, proveniente appunto da Richard) trae origine dal germanico Rikhard composto da Rikia e Hardhu, che significano rispettivamente potente e forte, audace, valoroso.
LICCHELLI Specifico del leccese, potrebbe derivare dall'aferesi di un indicativo di provenienza dal toponimo Gallicchio (PZ). Un'interessante teoria viene proposta dal Sig.  Marco Licchelli, secondo la quale Licchelli potrebbe anche derivare dall'unione di "li" che nel dialetto salentino sta per l'articolo i e ilcognome Cheli , assai diffuso nell'Italia centrale. La doppia c e la doppia l potrebbero essere dovute al naturale raddoppiamento delle consonanti nel dialetto salentino.
LICHELLI Rarissimo è quasi certamente dovuto ad un errore di trascrizione del cognome Licchelli.
LICHERI Tipicamente sardo, dovrebbe derivare dal toponimo oggi scomparso Lokeri situato nella valle del Tirso. 
LICINI Tipico del bergamasco ha anche un ceppo nel bellunese, dovrebbe derivare dal nomen latino Licinius, anche indirettamente, attraverso l'antico toponimo lombardo Forum Licini (Foro di Licinio) che si potrebbe identificare con l'attuale Lecco, citato anche da Plinio nella sua Naturalis Historiae: "...Oromobiorum stirpis esse Comum atque Bergomum et Licini Forum aliquotque circa populos auctor est Cato...".  Tracce di questa cognomizzazione le troviamo nel 1200 a Gromo (BG) quando Federico II° ne affida il feudo ai Ginami dei Licini, le troviamo anche in un testamento di un certo fra Eustachio Licini da Poscante (BG), stilato il 3 maggio 1451, in favore della locale chiesa di S. Bernardino.
LICINIO Decisamente raro, non è possibile identificare un areale di provenienza, anche se si potrebbe ipotizzare un'origine pugliese nella provincia di Bari, deriva dal nomen latino Licinius.
LICURSI Licursi ha un ceppo nel campobassano ad Ururi, Santa Croce di Magliano e Portocannone, ed un ceppo nel cosentino a Castroregio, Scalea e Mongrassano.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
D’origine arbëreshë, il cognome Licursi sembra derivare dalla toponomastica albanese e, più precisamente, dall’antico villaggio di Lekursi (anche noto come Lekurësi), che, un tempo, apparteneva alla prefettura di Valona: ancora oggi, in effetti, il territorio della vecchia Lekursi ospita il castello di Lekursi, in prossimità della città di Sarandë (una delle più note mete turistiche nella Riviera Albanese).
LI DESTRI
LIDESTRI
Li Destri, molto raro, sembrerebbe tipicamente siciliano, in particolare di Mazzarino nel nisseno, Lidestri, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere dovuto ad un erore di trascrizione del precedente, potrebbero derivare dal fatto di essere il capostipite un figlio di uno chiamato con il nome tardo medioevale Dester o Destro (vedi Dester).
LIECHTI Di una rarità notevole non si trovano elementi che consentano l'identificazione di una possibile origine, che dovrebbe comunque non essere italiana.
LIETTI Tipico della zona tra Milano e Como, potrebbe derivare dal nome femminile germanico Lietgarda.
LIFFREDI
LIFFREDO
LIFREDI
LIFREDO
Liffredo, assolutamente rarissimo è dell'area piemontese, sia Lifredi che Liffredi sono quasi unici ed anche loro sicuramente piemontesi, Lifredo non risulta più presente in Italia, dovrebbero tutti derivare da una modificazione aferetica del nome medioevale di origine germanica Galifridus, o Galifredus, di cui abbiamo un esempio in un testamento dell'anno 1277: "...Omnibus Christi fidelibus ad quos presens scriptum pervenerit, Galifridus de Thorp, salutem. Noverit universitas vestra me concessisse et presentí carta mea confirmasse Deo et Sancta Mariae et Sancto Johanni Baptistae et Beato Godrico et Priori et monachis ...".
LIGABO'
LIGABUE
Ligabò, molto raro, è tipico della zona tra mantovano e veronese, Ligabue è caratteristico della zona che comprende il reggiano, il modenese ed il mantovano, in particolare Reggio Emilia, Correggio, Modena, Scandiano e Carpi, dovrebbero derivare da soprannomi più o meno dialettali originati dal mestiere di mandriano o agricoltore, cioè di chi lega il bue.
LIGAS Ligas è molto diffuso in tutta la Sardegna, soprattutto nel nuorese, medio Campidano e nel cagliaritano.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
LIGAS: liga significa legaccio e deriva direttamente dallo spagnolo liga; dal verbo latino ligare = legare, allacciare. Qui in campidano il legaccio per le scarpe o anche per legare i covoni lo chiamiamo liòngiu, o ligòngiu, sempre dal latino ligare. Tra i sottoscrittori della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388 abbiamo: Liga Guiglelmo – de Castri Januensis (Castelsardo); Ligas Laurencio, ville Laconi; Ligas Margiano, ville Laconi. Attualmente il cognome è presente in 115 Comuni del territorio nazionale, di cui 56 in Sardegna: Cagliari 127, Ninnai 92, Lanusei 74, etc.
LIGIA Ligia, molto raro, ha un ceppo a Zeddiani nell'oristanese, Oristano e Cagliari.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
LIGIA: da ligio, nel significato di giglio, dal latino lillium = giglio. In Campidano il giglio lo chiamiamo comunemente su lillu, più vicino al latino. Ligia (logudorese) dovrebbe esser il plurale di ligio, quindi dal latino lillia. Molti cognomi derivano da nomi di piante o fiori: esempio, Sitzia = margherita; Gravellu = garofano; Lillu = giglio; Zanda, Tanda e Pubusa = papavero; Altea = altea; Chessa e Gessa = lentischio; Mura = mora; Fenu = fieno; Figus = fico; Orrù = rovo; Cherchi = quercia; Pisu, Piseddu, Castangia, Concudu, Garzia, Pibiri, Porru, Sainas, Uda e tanti altri. È presente nei documenti antichi: tra i firmatari della Pace di Eleonora figurano 1 Liggia e 5 Ligia: Liggia (de) Molentino, ville Barbagiana. (* distrutto, Contrate Partis Varicati – Barigadu); Ligia (de) Andrea, jurato ville Nurapulia(* odierno Narbolia - Contrate Partis de Milis) ; Ligia (de) Benedicto, ville Lunamadrona; Ligia (de)Mariano, majore(sindaco, amministratore) ville Meana(Meana Sardo); Ligia(de) Sthefano, jurato ville Semestene(* odierno,  Curatorie de Costa de Valls) ; Ligia(de)Petrus – de Aristanni(Oristano). Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, abbiamo: Liia (de) Torbeni (108), prete, testimone in una spartizione di servi. Nella storia medioevale della Sardegna ricordiamo Ligia Bernardo, figlio del “maggiordomo” di Mariano IV d’Arborea (il padre di Eleonora) Valore, a sua volta figlio di Giovanni sempre maggiordomo dei regnanti d’Arborea. Attualmente i Ligia in Italia sono presenti in 26 Comuni, di cui 14 in Sardegna: Zeddiani 31, Cagliari 19, Oristano 18, Iglesias 11, etc
LIGIOS Ligios è tipico del sassarese e della Gallura.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
LIGIOS: per significato ed etimologia vedi “Ligia”. Lo troviamo nelle carte antiche della lingua sarda: tra i firmatari della Pace di Eleonora sono presenti: Ligios (de) Benedicto, jurato ville Sedilo; Ligios (de) Michele, majore ville de Villa Dura. (* distrutto - Contrate Montis Acuti); Ligios (de) Petro, ville Solgono(Sorgono); Ligios(de) Joanne – de Bosa ; Ligios(de)Joanne, jurato ville de Nughedu (*Nughedu…San Nicolò: diocesi di Ozieri - Contrate Montis Acuti); De Ligios Joanne, ville Ecclesiarum; ed infine: Lillos (de) Gunnario, ville Lunamadrona. Nella storia della Sardegna ricordiamo: Ligios Antonio, nativo di Oristano, vescovo della diocesi di Bosa nel 1402. Dei contemporanei citiamo Ligios Giosuè (Bitti 1928), politico della Democrazia Cristiana, deputato, senatore e parlamentare europeo. Fino all’età di 20 anni ha svolto l’attività di pastore, poi ha iniziato la carriera scolastica sino alla Laurea in Agraria alla  Università Cattolica di Milano. Il cognome Ligios attualmente è presente in 44 Comuni d’Italia, di cui 24 in Sardegna: Sassari 71, Alghero 31, Olbia 25, Osilo 18, Buddusò 13, etc.
LIGORIO Specifico pugliese del brindisino e tarantino, deriva dal nome medioevale Ligorius di cui abbiamo questo esempio: "...Anno 1018. Indictione prima descendit Basilius Catapanus, qui et Bugianus et Abalautius Patricius mense Decembris et Ligorius Tepoteriti fecit proelim Trani et occisus est ibi Joannatius Protospata et Romoald captus est et in Constantinopilim deportatus est. ...", tracce di questa cognomizzazione la troviamo a Napoli dove nasce nel 1513 Pirro Ligorio illustre pittore di affreschi e decoratore di facciate.
LI GRESTI
LIGRESTI
Li Gresti, assolutamente rarissimo, sembrerebbe di Paternò, Ligresti è tipicamente siciliano, del catanese e di Paternò, Fiumefreddo di Sicilia e Catania, dovrebbe derivare da un soprannome stante ad indicare la provenienza agreste (contadina) della famiglia.
LIGUORI
LIGUORO
LIQUORI
Liguori è decisamente panitaliano con un fortissimo nucleo in Campania, Liguoro è specifico del napoletano, Liquori ha un ceppo nel napoletano, uno a Roma ed uno nel Salento, potrebbero discendere dal cognomen latino Ligur, Liguor, ma è pure possibile una derivazione da una corruzione del nome Ligorius (vedi Ligorio).
integrazioni di Fabio Paolucci
Da ricordare è Sant'Alfonso Maria de'Liguori (Napoli,1696 - Pagani,SA,1787). Di famiglia nobile, teologo e moralista, fondò la Congregezione del Santissimo Redentore, i cui componenti, detti anche "liguorini", avevano la missione di dedicarsi ai poveri e agli ammalati. Sant'Alfonso de'Liguori fu anche vescovo di Sant'Agata dei Goti (BN).
LIISTRI
LIISTRO
LISTRI
Listri, estremamente raro, è tipico di Pachino (SR), Liistri, un pò meno raro, è tipico di Siracusa e dintorni, Liistro è un cognome specifico di Siracusa e del siracusano, di Solarino, Avola, Palazzolo Acreide e Priolo Gargallo, dovrebbero derivare dal cognome greco Liistros.
LILLIU Originario del cagliaritano, , dovrebbe derivare dal nome medioevale italiano Lillo, modificato dal dialetto.
LILLI
LILLO
Lilli è originario del centro Italia, specificatamente umbro, mentre Lillo è pecifico pugliese, dovrebbero entrambi derivare dal nome medioevale italiano Lillo.
LIMATOLA Limatola è tipico di Napoli e del napoletano, come San Giorgio a Cremano, Frattamaggiore e Casalnuovo di Napoli e del vicino casertano, come Orta di Atella, sembrerebbe derivare dal toponimo beneventano di Limatola, potrebbe risalire al periodo della peste del 1656 quando molti cittadini di Limatola ne fuggirono via.
LIMONTA Tipico dell'area che comprende le province di MIlano, Lecco e Bergamo, dovrebbe derivare dal toponimo Limonta (LC).
LINALDEDDU Molto raro è tipico della zona di Tempio Pausania (SS), dovrebbe derivare da un diminutivo in lingua sarda del nome Leonardo.
LINARI Presente nell'area che comprende, ravennate, bolognese, modenese e fiorentino, a ceppi anche in Liguria e nel Lazio, potrebbe derivare da una modificazione del nome Leonardo, ma più probabilmente deriva dal toponimo Linari (FI) toponimo già presente in un atto fiorentino del 1438: "...Petro Martini de Florencia archipresbitero dicti loci, ser Antonio Recevuti de Linario...", secondo alcuni deriverebbe dall'abitare la famiglia in località di confine da lineari cioè abitanti della zona sulla linea di confine.
LINASSI
LINUSSI
Linassi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe tipicamente veneziano, Linussi, quasi unico, sembra invece triestino, derivano da forme ipocoristiche dialettali dell'aferesi di diminutivi di nomi come Angelo, da Angelo si va ad Angelino, quindi a Lino e di lì a Linassi o Linussi.
LINATI Caratteristico del milanese, deriva dal toponimo Linate (MI).
LINDOLFO Lindolfo è assolutamente rarissimo, quasi unico, dovrebbe derivare da un'alterazione del nome Landulfus di cui abbiamo un esempio a Cassino negli Acta de usufructu donationis del 1231: "...Nos Landulfus Dei gratia Casinensis abbas, adtendentes quod propter frequentes et diversas undique turbationes plurimas necessitates fratres nostri qui Deo et beato Benedicto in nostro monasterio serviunt, patiuntur, pro pietate et fratrum caritate providimus...".
LINGIARDI
LINGIARI
Lingiari sembra di origini cremonese e così pure la sua variante Lingiardi, molto molto raro, dovrebbero derivare da un nome di località.
integrazioni  fornite da MarcoGiovanni Migliorini, archivista - paleografo (Trigolo, Cr).
il libro Dalle origini al ‘400: tra tanti problemi e poche certezze, in Pianengo nelle pieghe del tempo, Crema, 1996 di J.Schiavini Trezzi, a pag. 18 cita: “territorio de Inglaro” e ancora “Gerardo de Inglaro de Crema”; a pag. 20 cita: ”toponimo l’Ingiàr" nell’estimo di Pianengo del 1685”; a pag. 24 cita: i de Inglaro come già presenti dal 1361. A pag. 30, nota 73 “Il toponimo Ingiaro deriva sicuramente da glarea-gera ossia terreno ghiaioso tipico delle aree in prossimità dei fiumi".
LINI
LINO
Lini ha più ceppi autonomi, tra bresciano e mantovano, nel perugino, tra le province di Roma e Velletri e nelle Marche, Lino sembrerebbe originario del palermitano, possono derivare sia dal nome medioevale italiano Lino, sia dall'aferesi di diminutivi di nomi come Angelo, Paolo, Agnolo ecc. Tracce di queste cognomizzazioni le troviamo ad esempio a Pisa in un atto del 1227: "...Actum Pisis in ecclesia Sancti Petri in Palude in consilio, presentibus Nicholo Lini et Symone Rustici camerariis Pisane civitatis et Guiscardo et Grasso Pisane civitatis cancellariis et Benencasanotario, testibus ad hec rogatis...".
LINZ Assolutamente rarissimo, sembrerebbe friulano, ma di origine austriaca, deriverebbe dal toponimo tirolese Linz.
LIOI Lioi ha un nucleo importante in Basilicata, nel potentino, tra Melfi ed Oppido Lucano, con un ceppo, forse secondario, nella zona di Squillace (CZ).
LION Lion è tipicamente veneto, dell'area che comprende le province di Venezia, Treviso e soprattutto Padova, dovrebbe derivare dal nome medioevale veneto Lion (Leone) o anche dalla apocope del nome Lionardo, molto diffuso nell'area della Serenissima Repubblica Veneta, tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad esempio presso la corte dei Visconti nel 1355 con l'ambasciatore veneziano Niccolò Lion o sempre a Venezia nella prima metà del 1400 quando compare tra i senatori della Repubblica Giovanni Lion di Nicolò.
LIONETTI
LIONETTO
Lionetti è tipico pugliese, con ceppi anche nell'avellinese che deriverebbero dal toponimo Lioni (AV), Lionetto, molto molto raro, è specifico di Maglie nel Salento, dovrebbero derivare da modificazioni del nome normanno Lion, o dal nome medioevale italiano Lionetto, derivato dal nome Leone, dell'uso di questo nome abbiamo un esempio nel 1300 a Salerno con Lionetto, figlio di Bertrando signore di Caiazzo e di Serre.
LIORI Tipico sardo del nuorese in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo logodurese liori (campo seminato a grano o cereali), ma è pure possibile che derivi da idronimi come Canale di Liori  (CA).
ipotesi fornite da Antonangelo Liori
credo che il cognome derivi dall'ebraico lihori.potrebbe infatti derivare dalla fusione delle due radici l' e hr, che vorrebbero dire
illuminato da Dio, oppure luce di Dio, il cognome è presente in Sardegna dal 1365 proveniente dalla Spagna. Oggi in Sardegna è un nome totemico della volpe e del diavolo.
LIOTTA
LIOTTI
LIOTTO
Liotta è specifico della Sicilia, Liotti ha un ceppo nel napoletano, uno nel crotonese ed uno nel palermitano, mentre Liotto ha un ceppo originario ad Aversa (CE), ma esiste un ceppo, forse non secondario a  Vicenza, dovrebbero derivare dall'aferesi del nome medioevale italiano Galiottus di cui abbiamo un esempio in Romagna in uno scritto del 1278: "...Eodem anno, die martis XXIV mensis maii, comes Manfredus potestas Faventie, cum tota milicia et populo civitatis eiusdem, et dominus Galiottus de Pipinis capitaneus partis Lanbertaciorum Faventie commorantium, cum tota militia et populo dicte partis, post terciam dicti diei, equitaverunt versus civitatem Imole...", ma è pure possibile che si tratti di forme ipocoristiche di aferesi di nomi come Rosalia o Elia, tracce di questa cognomizzazioni le troviamo a Solofra fin dal XVII° secolo.
LIPARA
LIPARI
Tipici siciliani e del reggino, quasi scomparso Lipara, derivano dal toponimo Lipari (ME), isola delle Eolie, o dal suo nome antico Lipara.
LIPPELLI Lippelli, assolutamente estremamente raro, sembrerebbe avere un ceppo calabrese ed uno napoletano, potrebbe derivare da una forma aferetica dell'ipocoristico del nome Filippo.
LIPPI Specifico toscano, deriva dall'aferesi del nome Filippo, se ne trovano tracce ad esempio nel 1300 a Lucca con il notaio Francischo Lippi e nel 1500 con un Ser Lippi de Prato Veteri che fa da testimone per il testamento di Niccolò Machiavelli.  Personaggio famoso è stato nel 1400 il pittore pratese Filippino Lippi (1457-1504).
integrazioni fornite da Alessandro Benfatto
cognome iscritto nell'Albo d'Oro dei Nobili d'Italia ed é stato fregiato con il titolo di Barone di Firenze.
LIPPO Abbastanza raro, probabilmente tarentino, deriva dall'aferesi del nome Filippo. Troviamo a Solofra (AV) nel 1400 un Ser Lippo De Guarino citato in un atto notarile.
LIPPOLI
LIPPOLIS
Lippoli, assolutamente rarissimo, è dovuto probabilmente ad errori di trascrizione di Lippolis, che è molto diffuso in Puglia, soprattutto nel barese in particolare a Putignano e Noci, nel tarentino e nel brindisino, con un ceppo anche nel napoletano a Napoli e Portici, dovrebbero derivare da un ipocoristico di una forma aferetica del nome Philippus (→ Lippus → Lippolus), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a Putignano (BA) nel 1700 in un testamento di un certo Pietro Lippolis.
LIPRANDI Liprandi, molto molto raro, è tipicamente piemontese, del cuneese in particolare, di Cuneo, Frabosa Soprana, Mondovì e Priola, dovrebbe derivare dalla forma aferetica del nome medioevale germanico Aliprandus, una forma corrotta del più comune Alibrandus (vedi ALIPRANDI).
LI ROSI Li Rosi è decisamente siciliano, del catanese in particolare di Vizzini, Catania, Grammichele e Licodia Eubea, dovrebbe derivare dal termine rosa (fiore) ad indicare la presenza forse di un grande roseto nelle vicinanze dell'abitazione della famiglia.
LISANDRI
LISSANDRI
LISSANDRIN
LISSANDRINI
Lisandri, molto molto raro, parrebbe lombardo, molto raro e forse padovano Lissandri, originario del padovano Lissandrin, specifico veronese Lissandrini, tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite modificazioni dialettali, da forme aferetiche del nome Alessandro.
LISCA Due possibili ceppi, uno nel sassarese ed uno nel pavese, sicuramente l'origine dei due cognomi è diversa, mentre per il nucleo pavese si può ipotizzare una derivazione dal nome gotico Arnegliscus o Hernegliscus per aferesi, per il ceppo sassarese non possediamo elementi.
Gianna Ferrari De Salvo ci propone:
il Pittau (Massimo Pittau, "I cognomi della Sardegna", Carlo Delfino Editore, Roma 1992) ipotizza la corrispondenza con il sost. lisca (lisca del lino o del pesce), che 
deriva dal tardo lat. lisca; aggiungendo che può trattarsi di un cognome propriamente italiano e, quindi, di significato e origini uguali.
LISCI Tipico della Sardegna sudoccidentale,potrebbe derivare da modificazioni dell'aferesi del nome Aloisius, o anche del nome Elisius.
LISI
LISO
Lisi è molto diffuso in tutto il centrosud, particolarmente in Toscana, Lazio e Puglia, Liso ha un ceppo romano, ma il nucleo principale è nel barese ad Andria e Bari, con ceppi importanti anche a Bitonto, Modugno, Mola Di Bari e Trani, dovrebbero derivare da una contrazione modificata del nome Aloisi (il moderno Luigi) o anche dall'aferesi del nome Fiordaliso.
LISSONE
LISSONI
Lissone è assolutamente rarissimo, Lissoni è specifico del milanese, derivano dal toponimo Lissone (MI).
LISTA
LISTI
Lista ha un nucleo laziale tra Soriano nel Cimino e Viterbo ed a Roma, ha un'importante nucleo a Napoli ed uno a Casal Velino (SA), ha ceppi a Senise (PZ) e nel materano a Valsinni e Policoro, nel cosentino a Trebisacce e Montalto Uffugo, Listi è tipico di Corleone (PA), dovrebbero derivare dall'aferesi del nome Evangelista tipico della devozione cristiana in epoca rinascimentale.
LITRI
LITRICO
Litri è quasi unico, Litrico è tipico di Catania e del catanese, di Gravina di Catania, Tremestieri Etneo e Portopalo di Capo Passero, dovrebbero derivare dal fatto di essere il capostipite originario della regione dell'Africa settentrionale chiamata anticamente Litri: "...in qua patria sunt montes qui dicuntur Tuliatodi. in qua patria litus Oceani item fluvius Ger turbulentus currit. cuius Biblobatis spatiosissimae patriae ad frontem, immensis prae medio spatiis, ut dicamus litus maris magni, tota Africana ponitur regio et Numidia atque Mauritania Caesariensis. Septima ut hora diei Mauritania ascribitur Perosis vel patria salinarum. in qua patria iterum maxima caumata esse videntur in qua maximum deserti spatium est et montes qui dicuntur Litri (litricus), post terga patriae procul infra Oceanum tres magnae insulae inveniuntur...".
LITTA Litta è tipico di Roma, Mazzano Romano, Palestrina e San Cesareo, con un ceppo anche nel milanese, Litti ha un ceppo a Pesaro ed uno in Puglia nel Salento, nella Storia della Colonna Infame del Manzoni si riporta questo cognome all'epoca della peste a Milano nel 1600: "...Il giorno dopo il confronto, il commissario chiese d'esser sentito; e, introdotto, disse: il Barbiero ha detto ch'io non sono mai stato a casa sua; perciò V.S. esamini Baldassar Litta, che sta nella casa dell'Antiano, nella Contrada di S. Bernardino, et Stefano Buzzio, che fa il tintore, et sta nel portone per contro S. Agostino, presso S. Ambrogio, li quali sono informati ch'io sono stato nella casa et bottega di detto Barbiero...". I Litta lombardi, Patrizi milanesi, Marchesi di Gambolò e Visconti di Arese, annoverano un Cardinale il milanese Lorenzo Litta (1756 - 1820).
LITTERA Littera sembrerebbe tipico della Sardegna meridionale, ma presenta un ceppo anche nel casertano, dovrebbe derivare dal cognomen latino Littera.
LITTERI
LITTERIO
Litteri è tipicamente siciliano di Valguarnera Caropepe e Leonforte nell'ennese e di Catania, Litterio ha un ceppo nell'area teatina a Lanciano, Atessa e Vasto, uno a Pescopennataro nell'iserniese ed a Campobasso ed uno a Roma, dovrebbero derivare dal nome medioevale Litterius, del cui uso abbiamo un esempio nell'atto con il quale, nell'estate dell'anno 1228, 4300 cittadini pisani giurarono di mantenere l'alleanza fatta con Siena, Pistoia e Poggibonsi, nell'atto tra i sottoscrittori compare un certo Litterius Tellandi De populo Sancti Maczei.  Un principio di queste cognominizzazioni le troviamo a Solofra in un atto del 1556 leggiamo: "..In terra Solofre, et proprie intus in claustris venerabilissimo monasterij Sancti Augustini dicte terre in loco solito et consueto, requisitia nobis judice notario et testibus infrascriptis .... Innocentius de Todaro, Gaminedus de Guerrerio, Joannes Paulus de Litterio, not. Aurelio Ronca, Delettusius de Guarino, Angelus de Pacifico, Abundantius de Giaquinto..".
LIUZZI
LIUZZO
Liuzzi è specifico e molto diffuso in Puglia e Basilicata, con un piccolo ceppo tra napoletano e salernitano, Liuzzo invece è tipico della Sicilia orientale e del reggino, si dovrebbe trattare di forme ipocoristiche del nome Leo, forma contratta di Leone, o dell'aferesi del nome Elia.
LIVERANI Specifico della zona che comprende le province di Bologna, Ravenna e Forlì, dovrebbe derivare da modificazioni dialettali del toponimo Livergnano (BO)
LIVERIO Rarissimo tanto da potersi considerare presente solo a Melegnano, si può ritenere un errore di trascrizione del più diffuso cognome Oliverio e dovrebbe derivare dal nome rinascimentale, tratto dalla Chanson de Roland, Olivere.
LIVI
LIVIA
LIVIO
Livi è molto diffuso in Toscana, nel fiorentino in particolare, nel pesarese ed a Roma e provincia, Livia è tipicamente romana, Livio oltre al ceppo romano ne ha uno importante nel comasco ed a Napoli, dovrebbero derivare o direttamente dalla Gens Livia, una gens plebea comunque tanto importante da annoverare parecchi Tribuni della Plebe, o da patronimici derivati dal nomen latino Livia, Livius.
LIVOLSI Molto raro, è difficile individuare una zona originaria anche se sembra possano esserci due ceppi, uno in Sicilia ed uno in Toscana.
LIVORI Assolutamente rarissimo, quasi scomparso, potrebbe essere di origini toscane, dovrebbe derivare dal nome medioevale Liborius. (vedi Liborio)
integrazioni proposte da Massimo Livori:
insieme ad un amico spagnolo, Juan Carlo Libori ( in Spagnolo la B si pronucia V ), ho constatato che il cognome Livori si può trovare  in località Portuali.Personalmente sono di Livorno ed il mio amico di Barcellona, ho trovato Livori a Messina,a Cagliari e esistono molte persone di nome Livori in Malta (da cui penso provenga il ceppo iniziale).Esiste anche un numeroso nucleo familiare a Melbourne in Australia.Questo fa pensare ad origini levantine del nome. Non essendo un nome nobile, gli unici documenti reperibili  si trovano nelle Curie Vescovili, ma la loro datazione, per quanto ho potuto constatare, si ferma al massimo alla fine del 1700.
LIVORNI Livorni, assolutamente rarissimo, è dell'Italia centrale, esistono due ipotesi, la prima è che derivi dal toponimo Livorno, la seconda è che si tratti di una forma di betacismo del nome latino di origini etrusche Liburnius (vedi LIBURNI), è importante sapere che lo stesso nome della città di Livorno deriva da un arcaico Leburna.
LIVRAGHI Squisitamente tipico dell'area milanese lodigiana, deriva dal toponimo Livraga (LO).
LIVRIERI Potrebbe essere di origini pugliesi, dovrebbe derivare da un soprannome connesso con il vocabolo levriere (razza canina).
origine suggerita da Gianna Ferrari De Salvo
LIZI
LIZIO
Lizi, molto molto raro, è specifico di Roma, Lizio ha un piccolo ceppo campano, a Napoli e Casavatore nel napoletano ed a Mirabella Eclano nell'avellinese, in Sicilia ha un ceppo a Ramacca nel catanese, a Catania e Messina e nelle rispettive province, dovrebbero derivare dal nome medioevale Litius, un'alterazione del cognomen latino Lydius, molto più noto nella sua versione femminile Lidia.
LIZZA Possibili ceppi in Campania, in Veneto ed in Liguria, sicuramente diverse le origini dei vari ceppi, poco probabile la derivazione dal nome medioevale italiano Lizia o Liza, mentre sono attendibili derivazioni aferetiche tronche da toponimi come Melizzano (BN), Pellizzano (TN) e Calizzano (SV) o località simili.
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