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LIA Lia sembrerebbe tipicamente meridionale, della Sicilia, Calabria e del Salento, con un ceppo anche nel latinense, si dovrebbe trattare di un matronimico e derivare dalla forma aferetica di nomi come Rosalia o simili.
LIANTONIO Liantonio è specifico del barese, soprattutto di Palo del Colle e Bari.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questo cognome va ricercata nel nome medievale Liantonio, nato dall'unione dei nomi Lia (aferesi di Elia) e Antonio. In conclusione, dunque, si tratta della cognominizzazione del nome personale del capostipite (vedi anche Eliantonio).
LIBANORA
LIBANORE
LIBANORI
LIBANORO
Libanora, quasi unico, parrebbe veneto del rovigoto, Libanore ha un ceppo nel rovigoto a Rovigo, Guarda Veneta ed Arquà Polesine, ed a Venezia e Ferrara, Libanori ha un piccolo ceppo nel rovigoto, uno a Bologna e Ferrara ed uno a Latina e nel romano ad Albano Laziale e Roma, Libanoro, quasi unico, è del rovigoto, dovrebbero derivare dal nome medioevale Libanorus, di cui abbiamo un esempio in un atto del 1316: "..Libanorus q. Tonni de Galisterna permutavit petiam terre in terra Galisterne in loco qui voc. Rivola: a uno latere iura S. Martini..", nome portato anche da un Re del Portogallo, come possiamo leggere nel libro di Andrea da Barberino (~1370-1432) i Reali di Francia: "... Essendo Gisberto perduto nell'amore di Sibilla, tanto che aveva dimenticato il suo proprio regno, intervenne che uno famiglio, buffone del re Libanorus di Lusintania, fratello che fu del re Carianus, andò, come vanno e' buffoni, in Sibilla; e quando vidde Gisberto, subito lo riconobbe, e, tornato in Lusintania, disse al re Libanorus come quello che aveva morto il suo fratello e aveva tolta Sibilla per moglie, era Gisberto, re di Franza, e dissegli della lebra, e perché s'era partito, e che in Franza si credeva che egli fosse morto.  ...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Alla base del cognome Libanori vi è il toponimo veneto Libano nel bellunese, ma può essere derivato, attraverso appellativi e soprannomi scherzosi o spregiativi, dati in rapporto alle caratteristiche somatiche o caratteriali o alla provenienza, dal coronimo Libano.
LIBARDI
LIBARDO
LIBARDONI
Libardi ha un grosso ceppo a Levico Terme in Trentino, un ceppo a Sant'Agata dei Goti nel beneventano ed uno a Manduria nel tarentino, Libardo, assolutamente rarissimo, ha sparute presenze sparse qua e là per l'Italia, ma parrebbe avere una prevalenza meridionale, Libardoni ha un ceppo sempre a Levico Terme in Trentino, dovrebbero derivare, direttamente o tramite una forma accrescitiva, dal nome medioevale Libardus (una forma arcaica per Leopardo) di cui abbiamo un esempio in quest'ode: "... Inter quos mihi surnmus atque priuius - Gontherus memorandus est Libardus - Boesinghae vigil et plus sacerdos - Plebem sidereo liquore pascens - Ut clarus lilteris sacriqus juris - Factus Lovanii licentiatus, - His sacris quoque juris utriusque - Instructus Htteris, locoque fratris -Dilectus varies mihi per annos ...".
LIBE' Specifico del piacentino, nella zona al confine con la provincia di Lodi.
LIBENER Libener, assolutamente rarissimo, è specifico del trentino, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine medioevale germanico a.h.d. lîbnerî (stipendiato), anche se si potrebbe ipotizzare una derivazione da un termine dialettale  liebner (amabile, amante), molto meno probabile, non è possibile inoltre escludere che possa invece trattarsi di una germanizzazione del nome medioevale  Libanorus (vedi LIBANORA).
LIBERA
LIBERI
LIBERO
Libera parrebbe tipico dell'area compresa tra le province di Sondrio e di Trento, Liberi sembra avere due nuclei uno nel basso trentino ed uno tra Pescara e Chieti, Libero ha un nucleo importante nel padovano, ma potrebbero esistere anche dei ceppi nell'Italia meridionale. Dovrebbero tutti discendere dal cognomen latino Liberalis.
Giacomo Ganza di Villa Di Tirano (SO) aggiunge:
Il cognome Libéra è tipico della zona tra Sondrio e Morbegno nella media Valtellina.
LIBERALATO
LIBRALATO
Entrambi decisamente veneti, Liberalato ha un ceppo a Venezia ed uno nel travisano, in particolare a Castelfranco Veneto, Libralato, più diffuso, ha un ceppo nel padovano a Trebaseleghe e Piombino Dese ed uno nel trevisano a Vedelago, Quinto di Treviso, Resana e Castelfranco Veneto, si dovrebbe trattare di forme patronimiche in -ato, tipicamente venete, dove il suffisso sta per figlio di, riferito a padri dei capostipiti di nome Liberale (vedi LIBERALE).
LIBERALE
LIBERALI
LIBERALON
LIBERALOTTO
LIBRALON
Liberale, abbastanza raro, ha un ceppo nell'udinese, in particolare a Cividale del Friuli ed Udine, uno a Sulmona nell'aquilano ed uno tra napoletano, avellinese e salernitano, Liberali ha un ceppo tra milanese e pavese, uno nel trevigiano ed uno a Roma, Liberalon  e Liberalotto, assolutamente rarissimi, parrebbero veneti come Libralon, che veneto lo è sicuramente e presenta un ceppo nel padovano ed uno nel rovigoto.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Liberale, che, nell'onomastica arcaica, assume il significato di generoso, d'indole liberale (da intendere chiaramente in senso augurale); in alternativa, però, non è escluso che Liberale sia una variante del nome Libero (vedi Libera), tenendo conto che, in latino, il suffisso -ale indica una generica relazione, spesso con valore d'appartenenza (come dimostrano, ad esempio, i cognomina Iuvenalis e Martialis, che, in italiano, sono meglio conosciuti come Giovenale e Marziale). Dal punto di vista storico, comunque, un esempio famoso è offerto dallo scrittore e grammatico greco Antonino Liberale (vissuto all'incirca nel II secolo d.C.), la cui fama, ai giorni nostri, si deve soprattutto all'opera Le metamorfosi (da non confondere, però, con le opere omonime di Ovidio e di Apuleio). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti, anche se, in alcuni casi, non è esclusa una derivazione da soprannomi ad essi attribuiti.
LIBERALESSO
LIBRALESSO
Entrambi decisamente veneti, Liberalesso ha un ceppo a Venezia e Spinea sempre nel veneziano,  Libralesso, più diffuso, ha un ceppo a Martellago nel veneziano, dove è ben presente anche a Venezia,  Salzano, Spinea e Scorzè, nel trevisano a Quinto di Treviso e Morgano e nel padovano a Trebaseleghe.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Liberale, che, con l'aggiunta del suffisso -esso, assume il significato di figlio di Liberale (vedi Liberale e Liberalato): dal punto di vista etimologico, infatti, il suffisso -esso nasce da una forma dialettale del suffisso -esco, che, nell'onomastica arcaica, sottintende un rapporto di parentela (come si evince, ad esempio, dai cognomi Carlesco/Carlesso, Gianneschi/Giannessi, Giorgeschi/Giorgessi, etc).
LIBERATA
LIBERATI
LIBERATO
Liberata è quasi unico, Liberati è tipico dell'Italia centrale, Liberato rarissimo ha un ceppo abruzzese ed uno campano, in alcuni casi può derivare da toponimi come San Liberato (TR), ma nella stragrande maggioranza dovrebbe derivare dal nome tardo latino Liberatus portato ad esempio da San Liberato Martire del VI° secolo.
LIBERATORE
LIBERATORI
Liberatore è tipico della fascia che comprende Abruzzo, Lazio e Molise, con ceppi anche nel napoletano e nel potentino, Liberatori ha un ceppo nell'aretino soprattutto ad Arezzo e Cortona ed uno laziale a Roma ed a Ferentino, Anagni e Collepardo nel frusinate, dovrebbero derivare entrambi dal nome Liberatore, ricordiamo San Liberatore martirizzato dall'imperatore Adriano nel 130.
LIBERIO Liberio è un cognome tipicamente pugliese, della provincia di Bari, di Modugno in particolare, ma anche di Bari ed Altamura, dovrebbe derivare dal cognomen latino Liberius portato ad esempio dallo scrittore Petrus Marcellinus Felix Liberius (465 - 554), ricordiamo con questo nome anche un Papa dal 352 al 366.
LIBERTI Diffuso in tutta l'Italia centro meridionale, dovrebbe essere di origine molto antiche e derivare dal cognomen latino Libertus o da identificativi dello stato sociale di liberto (schiavo liberato).
LIBONATI
LIBONE
LIBONI
Libonati è specifico della zona di confine tra  Castrovillari e Spezzano Albanese nel cosentino e Rotonda e Viggianello nel potentino, Libone, assolutamente rarissimo, sembrerebbe lucano, Liboni ha un ceppo nella zona tra rovigoto e ferrarese ed uno, forse secondario, a Verona, dovrebbero derivare dal cognomen latino Libonius di cui abbiamo un esempio in Lucius Scribonius Libonius condottiero romano del I° secolo a.C.: "...legiones decretae: praetoribus M. Marcio urbana, L. Scribonio Liboni peregrina et eidem Gallia, M. Pomponio Mathoni Sicilia, Ti. Claudio Neroni Sardinia euenit....", ma è pure possibile che derivi dal nome greco Libon, nome di un architetto del V° secolo a.C..
LIBORIO Estremamente raro, ha un nucleo nel bergamasco, deriva dal nome medioevale Liborius; ricordiamo nel IV° secolo San Liborius che fu il secondo vescovo della città di Le Mans in Francia: "...Beatus Liborius vir pretiosissimus ex Galiis originem ducens ...".
LIBRANDI
LIBRANDO
Librandi è tipicamente calabrese, del cosentino, di Castiglione Cosentino, Rose, Rossano e Cosenza e di Cirò Marina nel crotonese, con un ceppo anche a Genova ed a Roma, Librando, molto più raro, ha un ceppo nel leccese, in particolare a Melissano ed uno piccolissimo a Catania, dovrebbero derivare dall'aferesi di nomi medioevali di origine germanica come Alibrandus (vedi ALIBRANDI ), dell'uso di questa forma aferetica abbiamo un esempio in un atto dell'anno 1025 a Comazzo: "..in via publica in iudicio aderunt cum eo Adam qui et Lanfrancus Daiberbus Atto Anselmus Librandus iudices sacri palacii. Adroaldus, Alricus. Unipertus. Constantius. legem viventes Rubuariorum. Albericus de Goldenica. Vitus et Sjgeradus. Unifredus de Carcani...".
LIBRENTI Librenti è caratteristico di Bologna, di origine etimologica oscura. Esiste l'ipotesi che possa trattarsi di una form alterata di Librandi, una forma aferetica patronimica del nome Alibrandus.
LIBRIZZI Sembra avere oltre al ceppo principale in Sicilia, probabilmente originario del messinese, anche uno secondario nell'alto bresciano, deriva dal toponimo Librizzi (ME).
LIBURNI
LIBURNO
Assolutamente rarissimo Liburni parrebbe romagnolo o marchigiano, Liburno, ancora più raro,  invece sembrerebbe dell'Italia nordoccidentale, potrebbero derivare dal nome dei Liburni, un popolo illirico dell'Adriatico dedito alla pirateria che aveva occupato anche alcune zone del Piceno, ma molto più probabilmente derivano dal nomen latino di origini etrusche Leburnius, Liburnius di cui abbiamo un esempio in un cippo marmoreo, di epoca imperiale romana, sito sulla via Flaminia che cita: "Liburnius Romanus beneficiarus tribuni cohortis VI vigilum", potrebbe anche stare ad indicare l'appartenenza alla Gens Liburnia.
LICANDRI
LICANDRO
Licandri è specifico del catanese, di Paternò e Belpasso, Licandro è tipicamente siciliano, di San Pietro Clarenza, Catania e Mascalucia nel catanese, di Messina e di Palermo, con un ceppo anche nel reggino, secondo alcuni deriva da un soprannome originato dai termini greci lykos (lupo) ed andras (uomo), con il significato di licantropo o uomo lupo, ma, molto più probabilmente, deriva da una modificazione dialettale del nome Nicandro (vedi NICANDRI).
LICARI Licari è un cognome tipicamernte siciliano, con massima concentrazione nella Sicilia occidentale a Marsala, ottima diffusione anche a Petrosino e Mazara del Vallo nel trapanese e nel palermitano, l'origine etimologica è controversa, la prima ipotesi è una derivazione dal nome greco Licarius, ricordiamo con questo nome l'ammiraglio bizantino che conquistò nel 1269 le isole Cicladi e che divenne Triarca della Calcide nel 1279 fino al 1296, ma potrebbe anche derivare per aferesi dal vocabolo greco arcaio alykares (lavoratore delle saline o venditore di sale) e sottinterebbe che quello fosse stato il mestiere del capostipite, come potrebbe derivare dal termine greco lycos (lupo) ad indicare che il capostipite era invece un cacciatore di lupi.
LICASTRO Licastro è tipico di Delianova nel reggino con un ceppo secondario a Messina ed uno a Napoli, si possono fare due ipotesi, la prima, e più probabile, è che derivi da una modificazione dialettale del toponimo Nicastro nel catanzarese, la seconda è che possa derivare dal vocabolo greco arcaico alykàres (lavoratore alle saline) che sarebbe il possibile mestiere del capostipite.
LICATA Tipicamente siciliano deriva dal toponimo Licata (AG).
LI CAUSI
LICAUSI
Li Causi è specifico della Sicilia occidentale, di Palermo e del trapanese, di Marsala, Castelvetrano, Partanna, Santa Ninfa, Trapani, Erice e Valderice, Licausi, molto raro, parrebbe anch'esso di origini siciliane, del trapanese. in particolare della zona di Santa Ninfa, Partanna e Marsala e di Sciacca nell'agrigentino, potrebbero derivare da soprannomi originati dall'espressione greca lykoi àndres (uomini lupo), ma è pure possibile che derivi invece dal termine greco arcaico alykàres (operatore delle saline) mestiere forse svolto dal capostipite, non si può comunque ignorare la possibilità che derivino da forme patronimiche riferite a capostipiti i cui padri si fossero chiamati con il nome greco Kaousios latinizzato in Causius.
LICCARDI
LICCARDO
LICCIARDELLO
LICCIARDI
LICCIARDIELLO
LICCIARDO
LICCIARDO'
Liccardi e Liccardo sono specifici del napoletano, con piccoli ceppi anche in Sicilia ed in Puglia, Licciardello sembra specifico del catanese, così come Licciardo che ha però anche un ceppo napoletano, Licciardò è quasi unico, forse cagliaritano, Licciardi è molto diffuso in tutta l'Italia del sud anche insulare, Licciardiello è un ipocoristico tipicamente napoletano.
integrazioni fornite da Da Fabio Paolucci (Salerno)
Liccardo, come la variante più moderna Liccardi, è un tipico cognome  napoletano, diffuso nel resto della Penisola per effetto della migrazione dal Sud verso il mondo industrializzato del Nord. Sicuramente tale forma cognominale deriva dal cognome base Riccardo (o anche Ricciardo, di derivazione franca, le cui varianti sono Licciardo, Licciardi, Licciardello e Licciardiello) per trasformazione della R in L. Il nome, poi cognominizzato, Riccardo, di tradizione tedesca (non franca come Ricciardo, proveniente appunto da Richard) trae origine dal germanico Rikhard composto da Rikia e Hardhu, che significano rispettivamente potente e forte, audace, valoroso.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Liccardo è cognome calabrese che viene dalla voce dialettale 'liccardu' = goloso. Un Likkardos è presente in un diploma siciliano nel 1103. Rohlfs 147.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Licciardi è anche cognome calabrese e in questa zona è cognominizzazione del cognome francese Léchard dal francese dialettale 'lichard' = ghiotto'.
LICCHELLI Specifico del leccese, potrebbe derivare dall'aferesi di un indicativo di provenienza dal toponimo Gallicchio (PZ). Un'interessante teoria viene proposta dal Sig.  Marco Licchelli, secondo la quale Licchelli potrebbe anche derivare dall'unione di "li" che nel dialetto salentino sta per l'articolo i e ilcognome Cheli , assai diffuso nell'Italia centrale. La doppia c e la doppia l potrebbero essere dovute al naturale raddoppiamento delle consonanti nel dialetto salentino.
LICHELLI Rarissimo è quasi certamente dovuto ad un errore di trascrizione del cognome Licchelli.
LICHERI Tipicamente sardo, dovrebbe derivare dal toponimo oggi scomparso Lokeri situato nella valle del Tirso. 
LICI
LICIA
Lici, molto molto raro, è tipicamente toscano del fiorentino, di Calenzano in particolare, Licia, sempre toscano, è praticamente unico, dovrebbero derivare dal nome latino Licius, Licia, di cui abbiamo un esempio d'uso nel Comentum super Dantis Aldigherij Comoediam diBenvenuto da Imola: "..Unde dicit: ov'è il buon Lizio, quasi dicat, non est alius similis; et vere fuit bonus et prudens miles, nec reliquit ex se haeredem. Nam dominus Licius de Valbona, nuntiata sibi morte unius sui filii imbecillis, non mutato vultu, dixit: hoc non est mihi novum, quia semper fuit mortuus; sed nuntia mihi pro novo si est sepultus..".
LICINI Tipico del bergamasco ha anche un ceppo nel bellunese, dovrebbe derivare dal nomen latino Licinius, anche indirettamente, attraverso l'antico toponimo lombardo Forum Licini (Foro di Licinio) che si potrebbe identificare con l'attuale Lecco, citato anche da Plinio nella sua Naturalis Historiae: "...Oromobiorum stirpis esse Comum atque Bergomum et Licini Forum aliquotque circa populos auctor est Cato...".  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1200 a Gromo (BG) quando Federico II° ne affida il feudo ai Ginami dei Licini, le troviamo anche in un testamento di un certo fra Eustachio Licini da Poscante (BG), stilato il 3 maggio 1451, in favore della locale chiesa di S. Bernardino.
LICINIO Decisamente raro, non è possibile identificare un areale di provenienza, anche se si potrebbe ipotizzare un'origine pugliese nella provincia di Bari, deriva dal nomen latino Licinius.
LICOFONTE Licofonte, praticamente unico, dovrebbe derivare dal nome omerico Licofonte, un troiano ucciso da Teucro, il cui nome deriva da λΰκος lycos (lupo) e da -φόντης -fontes (uccisore), con il significato di "colui che uccide i lupi", non si può escludere che possa trattarsi di un cognome attribuito ad un trovatello.
LICOMATI Licomati, estremamente raro, è tipico di Palagiano nel tarantino.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
D'origine arbëreshë (più probabilmente greco-albanese), il cognome Licomati deriva dell'espressione greca lykomati, che, composta dai termini lykos (lupo) e mati (occhio), può essere tradotta come occhio di lupo (vedi Occhilupo). In conclusione, dunque, si tratterebbe della cognominizzazione di un soprannome attribuito al/la capostipite.
LICORDARI Licordari, abbastanza raro, ha un piccolo ceppo nel cosentino a Scalea e Praia a Mare, ma il ceppo più importante è nel reggino a Melito di Porto Salvo, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal fatto che la famiglia facesse il mestiere di produttori di corde.
integrazioni fornite da Guido Licordari
Il cognome nasce quasi sicuramente da una località con lo stesso nome, non segnalata sulle mappe ma conosciuta dai suoi abitanti, nel territorio di Roccaforte del Greco (a circa 4 km a sud-ovest del paese), nell'interno della costa jonica, in particolare sulla via che da Melito si inoltra nell'interno.
Trattandosi di area grecanica dove ancora oggi si parla un dialetto greco, l'origine del nome non va ricercato nei dialetti del sud , ma dalla lingua greca dove il termine lykos significa lupo, e sicuramente a questa etimologia va collegato il cognome in oggetto. Sarebbe ben strano fra l'altro che i Licordari che abitavano sull'Aspromonte a decine e decine di km dal mare fabbricassero corde e reti utilizzate soprattutto dai pescatori. Molto più probabile, invece, che avessero a che fare con i lupi (in greco il verbo dero o deiro significa scuoiare), frequenti in queste terre montane e selvagge dove l'attività economica principale era la pastorizia.
LICURSI Licursi ha un ceppo nel campobassano ad Ururi, Santa Croce di Magliano e Portocannone, ed un ceppo nel cosentino a Castroregio, Scalea e Mongrassano.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
D'origine arbëreshë, il cognome Licursi sembra derivare dalla toponomastica albanese e, più precisamente, dall'antico villaggio di Lekursi (anche noto come Lekurësi), che, un tempo, apparteneva alla prefettura di Valona: ancora oggi, in effetti, il territorio della vecchia Lekursi ospita il castello di Lekursi, in prossimità della città di Sarandë (una delle più note mete turistiche nella Riviera Albanese).
LI DESTRI
LIDESTRI
Li Destri, molto raro, sembrerebbe tipicamente siciliano, in particolare di Mazzarino nel nisseno, Lidestri, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere dovuto ad un erore di trascrizione del precedente, potrebbero derivare dal fatto di essere il capostipite un figlio di uno chiamato con il nome tardo medioevale Dester o Destro (vedi Dester).
LI DONNI Li Donni è tipicamente siciliano, ha un ceppo sull'isola di Lipari nel messinese ed uno a Palermo, dovrebbe derivare da una forma contratta, alterata dialettalmente, di Li Domini (i Signori), famiglia nobile, di cui troviamo tracce durante la dominazione spagnola, quando ebbe incarichi importanti, ricordiamo, agli inizi del 1500, l'Inquisitore don Giovanni Li Donni di Noto nel siracusano.
stemma fornito da Claudio Li Donni
LIECHTI Di una rarità notevole non si trovano elementi che consentano l'identificazione di una possibile origine, che dovrebbe comunque non essere italiana.
LIETTI Tipico della zona tra Milano e Como, potrebbe derivare dal nome femminile germanico Lietgarda.
LIFFREDI
LIFFREDO
LIFREDI
LIFREDO
Liffredo, assolutamente rarissimo è dell'area piemontese, sia Lifredi che Liffredi sono quasi unici ed anche loro sicuramente piemontesi, Lifredo non risulta più presente in Italia, dovrebbero tutti derivare da una modificazione aferetica del nome medioevale di origine germanica Galifridus, o Galifredus, di cui abbiamo un esempio in un testamento dell'anno 1277: "...Omnibus Christi fidelibus ad quos presens scriptum pervenerit, Galifridus de Thorp, salutem. Noverit universitas vestra me concessisse et presentí carta mea confirmasse Deo et Sancta Mariae et Sancto Johanni Baptistae et Beato Godrico et Priori et monachis ...".
LIGABO'
LIGABUE
Ligabò, molto raro, è tipico della zona tra mantovano e veronese, Ligabue è caratteristico della zona che comprende il reggiano, il modenese ed il mantovano, in particolare Reggio Emilia, Correggio, Modena, Scandiano e Carpi, dovrebbero derivare da soprannomi più o meno dialettali originati dal mestiere di mandriano o agricoltore, cioè di chi lega il bue.
LI GAMBI
LIGAMBI
Entrambi assolutamente rarissimi e specifici del nisseno, Li Gambi ha un piccolissimo ceppo a Mazzarino, Ligambi ha solo qualche sparuta presenza, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale siciliano originato da una caratteristica del capostipite, forse quella di avere delle gambe molto lunghe o di essere molto veloce.
LIGAS Ligas è molto diffuso in tutta la Sardegna, soprattutto nel nuorese, medio Campidano e nel cagliaritano.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
LIGAS: liga significa legaccio e deriva direttamente dallo spagnolo liga; dal verbo latino ligare = legare, allacciare. Qui in campidano il legaccio per le scarpe o anche per legare i covoni lo chiamiamo liòngiu, o ligòngiu, sempre dal latino ligare. Tra i sottoscrittori della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388 abbiamo: Liga Guiglelmo - de Castri Januensis (Castelsardo); Ligas Laurencio, ville Laconi; Ligas Margiano, ville Laconi. Attualmente il cognome è presente in 115 Comuni del territorio nazionale, di cui 56 in Sardegna: Cagliari 127, Ninnai 92, Lanusei 74, etc.
LIGIA Ligia, molto raro, ha un ceppo a Zeddiani nell'oristanese, Oristano e Cagliari.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
LIGIA: da ligio, nel significato di giglio, dal latino lillium = giglio. In Campidano il giglio lo chiamiamo comunemente su lillu, più vicino al latino. Ligia (logudorese) dovrebbe esser il plurale di ligio, quindi dal latino lillia. Molti cognomi derivano da nomi di piante o fiori: esempio, Sitzia = margherita; Gravellu = garofano; Lillu = giglio; Zanda, Tanda e Pubusa = papavero; Altea = altea; Chessa e Gessa = lentischio; Mura = mora; Fenu = fieno; Figus = fico; Orrù = rovo; Cherchi = quercia; Pisu, Piseddu, Castangia, Concudu, Garzia, Pibiri, Porru, Sainas, Uda e tanti altri. È presente nei documenti antichi: tra i firmatari della Pace di Eleonora figurano 1 Liggia e 5 Ligia: Liggia (de) Molentino, ville Barbagiana. (* distrutto, Contrate Partis Varicati - Barigadu); Ligia (de) Andrea, jurato ville Nurapulia(* odierno Narbolia - Contrate Partis de Milis) ; Ligia (de) Benedicto, ville Lunamadrona; Ligia (de)Mariano, majore(sindaco, amministratore) ville Meana(Meana Sardo); Ligia(de) Sthefano, jurato ville Semestene(* odierno,  Curatorie de Costa de Valls) ; Ligia(de)Petrus - de Aristanni(Oristano). Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, abbiamo: Liia (de) Torbeni (108), prete, testimone in una spartizione di servi. Nella storia medioevale della Sardegna ricordiamo Ligia Bernardo, figlio del "maggiordomo" di Mariano IV d'Arborea (il padre di Eleonora) Valore, a sua volta figlio di Giovanni sempre maggiordomo dei regnanti d'Arborea. Attualmente i Ligia in Italia sono presenti in 26 Comuni, di cui 14 in Sardegna: Zeddiani 31, Cagliari 19, Oristano 18, Iglesias 11, etc
LIGIOS Ligios è tipico del sassarese e della Gallura.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
LIGIOS: per significato ed etimologia vedi "Ligia". Lo troviamo nelle carte antiche della lingua sarda: tra i firmatari della Pace di Eleonora sono presenti: Ligios (de) Benedicto, jurato ville Sedilo; Ligios (de) Michele, majore ville de Villa Dura. (* distrutto - Contrate Montis Acuti); Ligios (de) Petro, ville Solgono(Sorgono); Ligios(de) Joanne - de Bosa ; Ligios(de)Joanne, jurato ville de Nughedu (*Nughedu.San Nicolò: diocesi di Ozieri - Contrate Montis Acuti); De Ligios Joanne, ville Ecclesiarum; ed infine: Lillos (de) Gunnario, ville Lunamadrona. Nella storia della Sardegna ricordiamo: Ligios Antonio, nativo di Oristano, vescovo della diocesi di Bosa nel 1402. Dei contemporanei citiamo Ligios Giosuè (Bitti 1928), politico della Democrazia Cristiana, deputato, senatore e parlamentare europeo. Fino all'età di 20 anni ha svolto l'attività di pastore, poi ha iniziato la carriera scolastica sino alla Laurea in Agraria alla  Università Cattolica di Milano. Il cognome Ligios attualmente è presente in 44 Comuni d'Italia, di cui 24 in Sardegna: Sassari 71, Alghero 31, Olbia 25, Osilo 18, Buddusò 13, etc.
LIGORIO Specifico pugliese del brindisino e tarantino, deriva dal nome medioevale Ligorius di cui abbiamo questo esempio: "...Anno 1018. Indictione prima descendit Basilius Catapanus, qui et Bugianus et Abalautius Patricius mense Decembris et Ligorius Tepoteriti fecit proelim Trani et occisus est ibi Joannatius Protospata et Romoald captus est et in Constantinopilim deportatus est. ...", tracce di questa cognominizzazione la troviamo a Napoli dove nasce nel 1513 Pirro Ligorio illustre pittore di affreschi e decoratore di facciate.
LI GRESTI
LIGRESTI
Li Gresti, assolutamente rarissimo, sembrerebbe di Paternò, Ligresti è tipicamente siciliano, del catanese e di Paternò, Fiumefreddo di Sicilia e Catania, dovrebbe derivare da un soprannome stante ad indicare la provenienza agreste (contadina) della famiglia.
LIGUORI
LIGUORO
LIQUORI
Liguori è decisamente panitaliano con un fortissimo nucleo in Campania, Liguoro è specifico del napoletano, Liquori ha un ceppo nel napoletano, uno a Roma ed uno nel Salento, potrebbero discendere dal cognomen latino Ligur, Liguor, ma è pure possibile una derivazione da una corruzione del nome Ligorius (vedi Ligorio).
integrazioni di Fabio Paolucci
Da ricordare è Sant'Alfonso Maria de'Liguori (Napoli,1696 - Pagani,SA,1787). Di famiglia nobile, teologo e moralista, fondò la Congregezione del Santissimo Redentore, i cui componenti, detti anche "liguorini", avevano la missione di dedicarsi ai poveri e agli ammalati. Sant'Alfonso de'Liguori fu anche vescovo di Sant'Agata dei Goti (BN).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Liguori è cognome molto difficile da decifrare. Gli studiosi dei cognomi meridionali trovano Liguori assieme a Ligori, nel Salento, in Calabria e nel Napoletano. E' opinione comune che venga dal toponimo San Ligorio (LE), dal Sanctus Logorius dal quale nascono anche Liborio e Licorio. Per alcuni l'origine potrebbe essere il latino 'liquor/liquoris' col senso di 'sostanza liquida, bevanda corroborante', per altri corruzione di Lidorius col senso di 'colui che colpisce', per altri ancora potrebbe essere in relazione col nome degli antichi Liguri.
LIISTRI
LIISTRO
LISTRI
Listri, estremamente raro, è tipico di Pachino (SR), Liistri, un pò meno raro, è tipico di Siracusa e dintorni, Liistro è un cognome specifico di Siracusa e del siracusano, di Solarino, Avola, Palazzolo Acreide e Priolo Gargallo, dovrebbero derivare dal cognome greco Liistros.
LILLI
LILLO
Lilli è originario del centro Italia, specificatamente umbro, mentre Lillo è pecifico pugliese, dovrebbero entrambi derivare dal nome medioevale italiano Lillo.
LILLIU
LILLU
Lilliu, diffuso nella Sardegna sudoccidentale, parrebbe originario del cagliaritano, Lillu, estremamente raro, ha presenze in Gallura e nel cagliaritano, dovrebbero derivare dal nome medioevale italiano Lillo o dal nome latino Lilium, modificati dal dialetto.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
LILLIU; LILLU: come Ligia e Ligios, derivano dal latino lilium = giglio. Più propriamente Lillu deriva da lilium, mentre Lilliu deriva dal latino lilinus = piccolo giglio: in sardo lillinu. Quindi anche la pronuncia del cognome è nasale. In linguaggio fonetico scriviamo lillĩu per il fenomeno di caduta della nasale intervocalica, ma la pronuncia è sempre lillinu. Non si tratta di un fenomeno della sola lingua sarda, ma si ritrova anche nel portoghese, gallego, guascone, asturiano, andaluso, francese ed anche in alcuni dialetti siciliani, etc.  Sono tantissimi i fiori sardi che portano il nome di lillu o lillixéddu; ne citiamo alcuni: su lillixéddu asulu = iris selvatico > iris sisyrinchium; su lillixéddu grògu = gagea > gagea arvensis; su lillu = il giglio comune > lilium; su lillu aresti = latte di gallina > gladiolus communis; su lillu biancu = il giglio stellato > pancratium illyricum; su lillu de acqua = ninfea > nynphaea alba; su lillu sposu = gladiolo selvatico > gladiolus segetum, etc. etc. Il cognome trova la sua massima diffusione nell'area campidanese. Nelle carte antiche ritroviamo il cognome nelle uscite logudoresi Li(g)gia e Li(g)gios ( vedi i cognomi Ligia e Ligios). Tra i firmatari della Pace di Eleonora LPDE, del 1388, figura: Lillos (de) Gunnario, ville Lunamatrona (Lunamatrona - Contrate Marmille). Nel condaghe di San Pietro di Silki, CSPS, XI°, XIII° secolo lo troviamo nell'uscita Liios:  Liios (de) Comita (123), citato in una compera: comporaili a Janne d'Olivas sa parte sua dessa terra, termen assa de Comita de Liios, et ego deindeli .j. uoe domatu. Testes.= (ho comprato da Janne d'Olivas  la sua parte di terra confinante con quella di Comita de Liios; Liios Gunnari de Sorso (104), kertu de servis(lite per la spartizione della servitù): ego presbiteru Ithoccor de Fraville; vocaitime a corona Gunnari de Liios su de Sorso = io prete Ithoccor de Fraville  (in qualità di responsabile per il convento di San Pietro) sono stato citato in tribunale da Gunnari de Liios , quello di Sorso...per il possesso di Kipriane Murtinu (per il servizio), etc. Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI°, XIII° secolo, troviamo ancora il cognome nell'uscita Liios: Dericor de Liios (244), in una donazione al convento: positinke Dericor de Liios prossa anima sua (per la sua anima) .I. die de Iusta Plana (un giorno di servizio, la settimana di Iusta Plana (che evidentemente era sua serva). Testes.
Per la "cronaca" ricordiamo Giovanni Lilliu (Barumini 13 marzo 1914.), archeologo e massimo conoscitore della Civiltà Sarda dei Nuraghi. Già docente di Antichità Sarde, nuovo corso di studi (ideato da lui) inserito nella Facoltà di Lettere Filosofia, presso l'Università Degli Studi di Cagliari, già preside della Facoltà di Lettere; dal 1990 fa parte della prestigiosa Accademia del Lincei; nel 2007 la Regione Autonoma della Sardegna lo ha insignito della massima onorificenza sarda, col titolo "Sardus Pater". Sono tante le sue opere, per la maggior parte sulla Civiltà Sarda dei Nuraghi. Personalmente provo per lui grande stima, anche perché sono stato suo allievo all'Università ed è proprio con lui che ho predisposto la mia tesi in Antichità Sarde per la Laurea in Lettere Antiche.
Attualmente il cognome Lilliu è presente in 132 Comuni italiani, di cui 64 in Sardegna: Cagliari 160, Villacidro 115, Terralba 104, Guasila 78, Samassi 70, Quartu 53, etc. Nella penisola è Roma, con 25, ad avere il numero più alto di presenze; segue Torino con 22, etc. Il cognome Lillu è presente in 19 Comuni italiani di cui 12 in Sardegna: Monastir 15, Budoni 8, Ussana 6, Cagliari 5, etc.
LI MANDRI
LIMANDRI
Li Mandri è tipicamente siciliano, di Palermo e di Marsala nel trapanese, Limandri, quasi unico, è una forma alterata del precedente, che dovrebbe essere una forma patronimica dove il Li- stia per dei figli di, riferito ad un capostipite, il cui padre si fosse chiamato Mandro, forma aferetica del nome greco Anassimandro, ricordiamo con questo nome un antico filosofo greco presocratico.
LIMARDI
LIMARDO
Limardi sembrerebbe di origini calabresi, assolutamente rarissimo, con sparute presenze a San Pietro a Maida ed Jacurso nel catanzarese ed a Paola nel cosentino, Limardo, anch'esso raro, ha un ceppo nel valentiano a Limbadi e Briatico ed a Soverato nel catanzarese, potrebbero derivare dal termine greco λήματος (lìmatos) con il significato di coraggiosi, potrebbero però anche derivare dal cognome francese Limard, a sua volta derivato dal toponimo Haut-Limard presso Angerville Bailleul in Normandia, cognome che potrebbe essere così giunto in Calabria proprio con i Normanni.
LIMATOLA Limatola è tipico di Napoli e del napoletano, come San Giorgio a Cremano, Frattamaggiore e Casalnuovo di Napoli e del vicino casertano, come Orta di Atella, sembrerebbe derivare dal toponimo beneventano di Limatola, potrebbe risalire al periodo della peste del 1656 quando molti cittadini di Limatola ne fuggirono via.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Limatola è cognome napoletano dal toponimo omonimo in provincia di Benevento. Significa: "terra alluvionata". Il paese si è sviluppato nei tempi longobardi, come molte altre località abitate della campagna beneventana. Il nome risale circa all' VIII secolo, da 'limo', latino 'limus' che si formava in quelle pianure per gli allagamenti del Volturno.
LIMENA Limena è tipicamente veneto di Este e di Padova nel padovano, dovrebbe derivare dal nome del paese di Limena ad una decina di chilometri a settentrione di Padova, il cui toponimo dovrebbe derivare dal termine latino limen (confine) o nella sua forma plurale limina (confini).
LIMONGELLA
LIMONGELLI
LIMONGELLO
LIMONGI
Limongella, che sembrerebbe unico, parrebbe del napoletano, Limongelli è specifico dell'area campano, pugliese, con ceppi a Napoli, Pozzuoli e Mugnano di Napoli nel napoletano, a Paduli nel beneventano e ad Altavilla Irpina ed Atripalda nell'avellinese, ed in Puglia nel barese a Bari, Minervino Murge e Canosa di Puglia, Limongello, assolutamente rarissimo, è di Napoli ed Arzano nel napoletano, Limongi è specifico della zona tra salernitano, potentino e cosentino, di Sapri nel salernitano, di Tortora e Praia a Mare nel cosentino, e soprattutto di Lauria e Maratea nel potentino dove è ben presente anche a Trecchina e Castelluccio Superiore, tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal termine francese medioevale di origini celtiche limoge (olmeto, bosco di olmi), che potrebbe essere stata una caratteristica del luogo d'origine dei capostipiti, secondo un'altra ipotesi deriverebbero invece dal nome della città di Limoges, che a sua volta deriverebbe dal nome gallo latino Lemovicus composta dalla base celtica lemo o limo (olmo) e dal termine latino vicus (villaggio, paese), non si può escludere un collegamento con le piante di limone, ma la cosa è poco probabile.
LIMONTA Tipico dell'area che comprende le province di MIlano, Lecco e Bergamo, dovrebbe derivare dal toponimo Limonta nel lecchese.
LIMOSANI
LIMOSANO
Limosani è caratteristico del Gargano, di San Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo, San Nicandro Garganico, Foggia e San Severo nel foggiano, Limosano, praticamente unico, è sempre del foggiano, dovrebbero derivare dal nome del paese molisano di Limosano situato nel campobassano, probabile luogo d'origine dei capostipiti.
LI MULI Li Muli è tipicamente palermitano, dovrebbe derivare da un soprannome forse originaato dal fatto che il capostipite fosse dedito all'allevamento e commercio dei muli, l' uso dei quali era in passato molto frequente per il trasporto di salmerie, di legna e di altri beni di consumo.
LINALDEDDU Molto raro è tipico della zona di Tempio Pausania (SS), dovrebbe derivare da un diminutivo in lingua sarda del nome Leonardo.
LINALE Linale, estremamente raro, è tipico del genovese, di Cogorno, Lavagna e Chiavari, potrebbe derivare da un antico nome di località.
LINARI Presente nell'area che comprende, ravennate, bolognese, modenese e fiorentino, a ceppi anche in Liguria e nel Lazio, potrebbe derivare da una modificazione del nome Leonardo, ma più probabilmente deriva dal toponimo Linario (FI) toponimo già presente in un atto fiorentino del 1438: "...Petro Martini de Florencia archipresbitero dicti loci, ser Antonio Recevuti de Linario...", secondo alcuni deriverebbe dall'abitare la famiglia in località di confine da lineari cioè abitanti della zona sulla linea di confine.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Linari è frequente in Emilia, Toscana, Lazio. Per S. Pieri 188, deriverebbe dal latino 'linum' = lino. Toponimo Linari, Gaiole (SI).
LINASSI
LINUSSI
Linassi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe tipicamente veneziano, Linussi, quasi unico, sembra invece triestino, derivano da forme ipocoristiche dialettali dell'aferesi di diminutivi di nomi come Angelo, da Angelo si va ad Angelino, quindi a Lino e di lì a Linassi o Linussi.
LINATI Caratteristico del milanese, deriva dal toponimo Linate NEL MILANESE.
LINCHI Linchi, assolutamente rarissimo è presente oggi solo a Roma e nel romano.
integrazioni fornite da Giorgio Sergio Carlo Linchi
Il cognome Linchi, molto raro in Italia, credo vi sia solo la mia famiglia, originaria della Lombardia (Magenta e poi Milano), deriva da Lynch o De Lince, per via di Edward Lynch, giunto a Magenta a metà del 1800 dall'Irlanda, e precisamente dalla cittadina di Galway, dove la famiglia Lynch (de Lince) era una delle principali famiglie della città, come testimonia il Castello dei  Lynch, in pieno centro ed i numerosi stemmi e lapidi che commemorano diversi esponenti della mia famiglia. Solo più di recente il cognome originale è stato italianizzato in Linchi.
LINCIANO Linciano è tipicamente pugliese del leccese in particolare, di Lizzanello, Lecce, Cavallino, Vernole, Galatina, San Donato di Lecce, Galatone e Sternatia, dovrebbe derivare dal cognomen latino Lincianus, troviamo tracce di questa cognominizzazione nella seconda metà del 1500 con Guglielmo Linciano vescovo di Ruremonda in Olanda.
LINDIRI Lindiri, abbastanza raro, è tipico dell'iglesiente nel sud della Sardegna, di San Giovanni Suergiu, e Carbonia e di Cagliari.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
LINDIRI: è un cognome abbastanza strambo, perché su lìndiri in campidanese, so lèndine in logudorese è il lendine, dal latino lendis; nome comune delle uova del pidocchio dell'uomo. È un cognome raro, non l'abbiamo riscontrato nei documenti antichi in nostro possesso. Su lìndiri mi fa tornare alla mente circostanze, non tanto simpatiche, del secondo dopoguerra: eravamo tutti, bambini, bambine e donne (il pidocchio non attacca i maschi adulti), con la testa piena di priogu e di lìndiri (pidocchi e uova di pidocchio): tanto è che, per noi bambini, al primo sole primaverile era opportuna la visita dal barbiere, per il taglio a zero dei capelli, e non era di moda! Pertanto non si può dire che tale cognome sia stato affibbiato ai portatori di lìndiri, perché le uova dei pidocchi, ce le avevamo tutti!  Attualmente lo troviamo in 22 Comuni italiani di cui 10 in Sardegna: S. Giovanni Suergiu 23, Carbonia 19, Cagliari 16, Narcao 12, Portoscuso 8, Iglesias 8, etc.
LINDOLFO Lindolfo è assolutamente rarissimo, quasi unico, dovrebbe derivare da un'alterazione del nome Landulfus di cui abbiamo un esempio a Cassino negli Acta de usufructu donationis del 1231: "...Nos Landulfus Dei gratia Casinensis abbas, adtendentes quod propter frequentes et diversas undique turbationes plurimas necessitates fratres nostri qui Deo et beato Benedicto in nostro monasterio serviunt, patiuntur, pro pietate et fratrum caritate providimus...".
LINETTA
LINETTI
LINI
LINO
Linetta è unico, Linetti ha un ceppo nel bresciano, a Brescia, Concesio, Palazzolo sull'Oglio e Flero, Lini ha più ceppi autonomi, tra bresciano e mantovano, nel perugino, tra le province di Roma e Velletri e nelle Marche, Lino sembrerebbe originario del palermitano, possono derivare, direttamente o tramite un ipocoristico, sia dal nome medioevale italiano Lino, sia dall'aferesi di diminutivi di nomi come Angelo, Paolo, Agnolo, Pasquale, ecc. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a Pisa in un atto del 1227: "...Actum Pisis in ecclesia Sancti Petri in Palude in consilio, presentibus Nicholo Lini et Symone Rustici camerariis Pisane civitatis et Guiscardo et Grasso Pisane civitatis cancellariis et Benencasanotario, testibus ad hec rogatis...".
LINGIARDI
LINGIARI
Lingiari sembra di origini cremonese e così pure la sua variante Lingiardi, molto molto raro, dovrebbero derivare da un nome di località.
integrazioni  fornite da MarcoGiovanni Migliorini, archivista - paleografo (Trigolo, Cr).
il libro Dalle origini al '400: tra tanti problemi e poche certezze, in Pianengo nelle pieghe del tempo, Crema, 1996 di J.Schiavini Trezzi, a pag. 18 cita: "territorio de Inglaro" e ancora "Gerardo de Inglaro de Crema"; a pag. 20 cita: "toponimo l'Ingiàr" nell'estimo di Pianengo del 1685"; a pag. 24 cita: i de Inglaro come già presenti dal 1361. A pag. 30, nota 73 "Il toponimo Ingiaro deriva sicuramente da glarea-gera ossia terreno ghiaioso tipico delle aree in prossimità dei fiumi".
LINTAS Lintas è specifico di Sassari, con un piccolo ceppo anche a Cagliari e ad Olbia, potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine sardo lintu (pulito).
LINZ Assolutamente rarissimo, sembrerebbe friulano, ma di origine austriaca, deriverebbe dal toponimo tirolese Linz.
LIOCE Lioce è tipicamente pugliese, di Foggia, con presenze anche a Rutigliano, Noicattaro e Molfetta nel barese ed a Lucera e San Severo nel foggiano, dovrebbe derivare da un soprannome grecanico basato su di un'alterazione del termine greco antico λευκός  leykos (pallido, sbiancato), identificando forse così una particolarità dell'aspetto dei capostipiti, secondo un'altra ipotesi starebbe invece ad indicare una provenienza da antichi paesi come Leuca nel leccese.
LIOI Lioi ha un nucleo importante in Basilicata, nel potentino, tra Melfi ed Oppido Lucano, con un ceppo, forse secondario, nella zona di Squillace (CZ).
LION Lion è tipicamente veneto, dell'area che comprende le province di Venezia, Treviso e soprattutto Padova, dovrebbe derivare dal nome medioevale veneto Lion (Leone) o anche dalla apocope del nome Lionardo, molto diffuso nell'area della Serenissima Repubblica Veneta, tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad esempio presso la corte dei Visconti nel 1355 con l'ambasciatore veneziano Niccolò Lion o sempre a Venezia nella prima metà del 1400 quando compare tra i senatori della Repubblica Giovanni Lion di Nicolò.
LIONETTI
LIONETTO
Lionetti è tipico pugliese, con ceppi anche nell'avellinese che deriverebbero dal toponimo Lioni (AV), Lionetto, molto molto raro, è specifico di Maglie nel Salento, dovrebbero derivare da modificazioni del nome normanno Lion, o dal nome medioevale italiano Lionetto, derivato dal nome Leone, dell'uso di questo nome abbiamo un esempio nel 1300 a Salerno con Lionetto, figlio di Bertrando signore di Caiazzo e di Serre.
LIORI Tipico sardo del nuorese in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo logodurese liori (campo seminato a grano o cereali), ma è pure possibile che derivi da idronimi come Canale di Liori  (CA).
ipotesi fornite da Antonangelo Liori
credo che il cognome derivi dall'ebraico lihori.potrebbe infatti derivare dalla fusione delle due radici l' e hr, che vorrebbero dire
illuminato da Dio, oppure luce di Dio, il cognome è presente in Sardegna dal 1365 proveniente dalla Spagna. Oggi in Sardegna è un nome totemico della volpe e del diavolo.
LIOTTA
LIOTTI
LIOTTO
Liotta è specifico della Sicilia, Liotti ha un ceppo nel napoletano, uno nel crotonese ed uno nel palermitano, mentre Liotto ha un ceppo originario ad Aversa (CE), ma esiste un ceppo, forse non secondario a  Vicenza, dovrebbero derivare dall'aferesi del nome medioevale italiano Galiottus di cui abbiamo un esempio in Romagna in uno scritto del 1278: "...Eodem anno, die martis XXIV mensis maii, comes Manfredus potestas Faventie, cum tota milicia et populo civitatis eiusdem, et dominus Galiottus de Pipinis capitaneus partis Lanbertaciorum Faventie commorantium, cum tota militia et populo dicte partis, post terciam dicti diei, equitaverunt versus civitatem Imole...", ma è pure possibile che si tratti di forme ipocoristiche di aferesi di nomi come Rosalia o Elia, tracce di questa cognominizzazioni le troviamo a Solofra fin dal XVII° secolo.
LIPARA
LIPARI
Tipici siciliani e del reggino, quasi scomparso Lipara, derivano dal toponimo Lipari (ME), isola delle Eolie, o dal suo nome antico Lipara.
LIPAROTA
LIPAROTI
LIPAROTO
Liparota è specifico di Lamezia Terme nel catanzarese, Liparoti ha un piccolo ceppo nel a Trapani e San Vito lo Capo nel trapanese ed a Gela nel nisseno, ed uno nel cosentino in particolare a Roggiano Gravina, Cetraro, Cosenza e Fagnano Castello, Liparoto ha un piccolo ceppo a Borgetto nel palermitano ed uno a Belvedere Marittimo nel cosentino, questi cognomi dovrebbero derivare dalla forma etnica grecanica che identificava i nativi dell'isola di Lipara, l'attuale Lipari, probabile luogo d'origine dei capostipiti.
LIPPELLI Lippelli, assolutamente estremamente raro, sembrerebbe avere un ceppo calabrese ed uno napoletano, potrebbe derivare da una forma aferetica dell'ipocoristico del nome Filippo.
LIPPI Specifico toscano, deriva dall'aferesi del nome Filippo, se ne trovano tracce ad esempio nel 1300 a Lucca con il notaio Francischo Lippi e nel 1500 con un Ser Lippi de Prato Veteri che fa da testimone per il testamento di Niccolò Machiavelli.  Personaggio famoso è stato nel 1400 il pittore pratese Filippino Lippi (1457-1504).
integrazioni fornite da Alessandro Benfatto
cognome iscritto nell'Albo d'Oro dei Nobili d'Italia ed é stato fregiato con il titolo di Barone di Firenze.
LIPPO Abbastanza raro, probabilmente tarentino, deriva dall'aferesi del nome Filippo. Troviamo a Solofra (AV) nel 1400 un Ser Lippo De Guarino citato in un atto notarile.
LIPPOLI
LIPPOLIS
Lippoli, assolutamente rarissimo, è dovuto probabilmente ad errori di trascrizione di Lippolis, che è molto diffuso in Puglia, soprattutto nel barese in particolare a Putignano e Noci, nel tarentino e nel brindisino, con un ceppo anche nel napoletano a Napoli e Portici, dovrebbero derivare da un ipocoristico di una forma aferetica del nome Philippus (→ Lippus → Lippolus), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a Putignano (BA) nel 1700 in un testamento di un certo Pietro Lippolis.
LIPRANDI Liprandi, molto molto raro, è tipicamente piemontese, del cuneese in particolare, di Cuneo, Frabosa Soprana, Mondovì e Priola, dovrebbe derivare dalla forma aferetica del nome medioevale germanico Aliprandus, una forma corrotta del più comune Alibrandus (vedi ALIPRANDI).
LIRI Liri, abbastanza raro, è specifico di Arezzo, si possono formulare due ipotesi circa l'origine di questo cognome, la prima consiste in una derivazione dal nome del fiume Liri, che scorre tra aquilano e frusinate, la seconda propone una derivazione dal nome celta Lir, il nome del dio del mare.
LI ROSI Li Rosi è decisamente siciliano, del catanese in particolare di Vizzini, Catania, Grammichele e Licodia Eubea, dovrebbe derivare dal termine rosa (fiore) ad indicare la presenza forse di un grande roseto nelle vicinanze dell'abitazione della famiglia.
LISANDRELLI
LISANDRI
LISANDRINI
LISANDRINO
LISANDRO
LISANDRONI
LISSANDRELLI
LISSANDRELLO
LISSANDRI
LISSANDRIN
LISSANDRINI
LISSANDRO
Lisandrelli ha un ceppo a Scheggia e Pascelupo nel perugino, ed uno a Roma, Lisandri, molto molto raro, parrebbe lombardo, Lisandrini, molto molto raro, ha un piccolo ceppo marchigiano ed uno romano, Lisandrino, quasi unico, parrebbe del sassarese, Lisandro, molto molto raro, ha un piccolo ceppo a Portogruaro nel veneziano ai confini con l'udinese, Lisandroni è quasi unico, forse marchigiano, Lissandrelli ha un piccolo ceppo nel verbanese ed uno nel basso potentino, Lissandrello è decisamente siciliano, di Ragusa soprattutto, ma con buone presenze anche ad Ispica e Giarratana sempre nel ragusano, Lissandri, molto raro, è forse padovano, originario del padovano Lissandrin, specifico veronese Lissandrini, Lissandro, assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo nel cuneese ed uno tra padovano e veneziano, tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite modificazioni dialettali, ed in alcuni casi ipocoristiche o accrescitive, da forme aferetiche del nome Alessandro, ricordiamo ad esempio che Alessandro Manzoni veniva normalmente chiamato Don Lisander, Lisandro è un personaggio particolare del Terenzio di Goldoni.
LISARI
LISARIO
Lisari, molto raro, è tipico di Gallese nel viterbese, Lisario, quasi unico, parrebbe del mantovano, dovrebbero derivare da una forma aferetica del nome Belisario, probabilmente portato dai capostipiti.
LISBONA Lisbona, molto molto raro, ha un piccolo ceppo ad Aversa nel casertano ed a Napoli ed uno a Monopoli nel barese, dovrebbe essere di origini sefardite e prendere il nome dalla città portoghese di Lisbona, il luogo di provenienza dei capostipiti.
LISCA Due possibili ceppi, uno nel sassarese ed uno nel pavese, sicuramente l'origine dei due cognomi è diversa, mentre per il nucleo pavese si può ipotizzare una derivazione dal nome gotico Arnegliscus o Hernegliscus per aferesi, per il ceppo sassarese non possediamo elementi.
Gianna Ferrari De Salvo ci propone:
il Pittau (Massimo Pittau, "I cognomi della Sardegna", Carlo Delfino Editore, Roma 1992) ipotizza la corrispondenza con il sost. lisca (lisca del lino o del pesce), che 
deriva dal tardo lat. lisca; aggiungendo che può trattarsi di un cognome propriamente italiano e, quindi, di significato e origini uguali.
LISCAI
LISCAIO
Liscai è quasi unico, dell'area perugina ai confini con il senese, Liscaio, leggermente meno raro, occupa lo stesso areale, dovrebbero derivare dal nome di Monte Liscai una località del senese.
LISCI
LIXI
Lisci è tipico della Sardegna sudoccidentale, Lixi è anch'esso tipicamente sardo, di San Gavino Monreale e Gonnosfanadiga nel Medio Campidano, di Cagliari e di Carbonia, potrebbero derivare da modificazioni dell'aferesi del nome Aloisius, o anche del nome Elisius.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
LISCI; LIXI: alcuni fanno derivare il cognome dal latino ilex - ilicis = leccio (molto comune nella flora sarda), ma appare strana la caduta della vocale i iniziale, che si mantiene tanto in ilixi, quanto in ixili > leccio. A Gonnosfanadiga, come del resto negli altri centri del Medio Campidano, dove trova maggior diffusione il cognome LIXI., nella sua forma più antica e LISCI, nella variante  recente, viene pronunciato dagli anziani Pixi (pron. Piji con la j come quella francese, che in linguaggio fonetico chiamiamo fricativa palatale sonora); quindi etimo e significato di Lixi, potrebbero derivare dal latino pix - picis = pece. In  Campidano e non solo, per definire il colore piuttosto bruno di un oggetto o di animale o anche di persona si usa l'espressione "nieddu che sa pixi" = nero come la pece. Non è oltremodo cervellotico ipotizzare che i due cognomi, di cui, come detto, Lixi è la variante autentica, abbiano avuto il capostipite o i capostipiti dal colorito bruno oscuro della pelle. La labiale "p" del latino, però, quasi mai muta in "l", nella lingua sarda. Sempre in latino esiste la voce lix = cenere, una glossa su cui non si è ancora indagato abbastanza, ma probabilmente derivata da cinis lixiva = liscivia = sa lissìa in sardo(in tutte le varianti linguistiche). Sappiamo però che dal latino lixiva o lixivia (sa lissìa) derivano i cognomi Liscia, Lixia e Lissìa (vedi Liscia). Non avendo trovato i cognomi Lisci e Lixi nelle carte antiche della lingua e della storia della Sardegna (in nostro possesso), ci porta a credere che siano relativamente recenti. Per il momento non sappiamo altro. Attualmente il cognome Lisci è presente in 150 Comuni italiani, di cui 55 in Sardegna (meridione): Gonnosfanadiga 180 ( la presenza di diversi nomignoli o soprannomi per distinguere le diverse diramazioni, che però noi pensiamo derivino da un ceppo unico, lascia  supporre che il cognome abbia avuto origine in questo centro), Guspini 43, Pabillonis 41, Serramanna 40, San Sperate 35, Cagliari 35, etc. Nella Penisola, Roma ne conta 60, Milano 16, Genova 15, Torino 11, etc. Il cognome Lixi è presente in 32 Comuni italiani, di cui 16 in Sardegna (meridione): San Gavino 70, Cagliari 24, Carbonia 22, Gonnosfanadiga 18, Terralba 10, Pabillonis 9, etc. Nella Penisola Roma ne conta 10;  4 li troviamo in provincia di Milano, 2 in provincia di Torino, etc.
LISCIA
LIXIA
Entrambi tipicamente sardi, Liscia è tipico di Guspini nel Medio Campidano, Lixia, quasi unico, è del cagliaritano.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
LISCIA; LIXIA: attualmente la pronuncia è lìscia o lìxia (con "sc" o "x" = fricativa palatale sonora come la "j" francese), ma all'origine era senz'altro lixìa (x = fric. pal. son.). deriva dal latino lixivia o lixivus o lixivius (cinis = cenere) ed ha il significato di liscivia - it. antico liscìa (soluzione ottenuta con acqua bollente e cenere di legno, usata per lavare i panni: l'antico sapone): sa lissìa in tutte le varianti della lingua sarda (vedi il cognome Lissìa). Come detto per Lisci e Lixi (vedi Lisci), in latino esiste la glossa lix = cenere. Non abbiamo trovato i cognomi negli antichi documenti della lingua e della storia della Sardegna, da noi consultati. Attualmente Liscia è presente in 33 Comuni italiani, di cui 14 in Sardegna(meridione): Guspini 137, Cagliari 19, Arbus 8, Gonnosfanadiga 6, etc. Il cognome Lixia è presente in 2 Comuni della Sardegna: Cagliari 10, Guspini 8.
LISCIANDRA
LISCIANDRELLI
LISCIANDRELLO
LISCIANDRO
Tutti decisamente siciliani, Lisciandra è specifico di Castelvetrano nel trapanese e di Gela nel nisseno, Lisciandrelli e Lisciandrello sono specifici di Palermo, il secondo è ben presente anche a Marineo e Bolognetta, sempre nel palermitano, Lisciandro è specifico di Palermo con un ceppo anche a Gioiosa Marea nel messinese ed a Messina.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Di stampo dialettale, i cognomi Lisciandro, Lisciandrello, etc derivano tutti dal nome medievale Alessandro, che, in dialetto siciliano, suona appunto come Lisciandro (vedi Alessandrella e Lisandrelli): la pronuncia Lisciandro, per la precisione, è dovuta sia a un'aferesi della A- iniziale (così come in Lissandro/Lisandro) sia a un influsso dei dialetti grecanici, in cui il nome Alessandro, a livello fonetico, rievoca direttamente l'originale Alexandros, soprattutto nel suono della -x- - un tempo, la consonante -x- si pronunciava in maniera simile alla -sc- fricativa postalveolare sorda, come dimostrano diversi cognomi sparsi per l'Italia (ad esempio, si pensi ai cognomi Craxi/Crasci, Maxia/Mascia, Moxedano/Moscedano, Puxeddu/Pusceddu, Ximenes/Scimenes, etc). Nel caso di Lisciandra, tuttavia, non è esclusa una derivazione dalla toponomastica siciliana, ovvero dal comune di Alessandria della Rocca (AG), che, nel dialetto locale, è anche noto come Lisciànnira di la Rocca.
LISI
LISO
Lisi è molto diffuso in tutto il centrosud, particolarmente in Toscana, Lazio e Puglia, Liso ha un ceppo romano, ma il nucleo principale è nel barese ad Andria e Bari, con ceppi importanti anche a Bitonto, Modugno, Mola Di Bari e Trani, dovrebbero derivare da una contrazione modificata del nome Aloisi (il moderno Luigi) o anche dall'aferesi del nome Fiordaliso.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Per il cognome Liso, parallelamente all'ipotesi di una derivazione da Aloisio, non se ne può escludere un'altra: quella che Liso sia un abbreviato ipocoristico del cognome Elisabetta che, poco diffuso nella forma base, è alquanto frequente in Puglia non tanto negli abbreviati Elisa, Elisi, Lisa, Lisèi, quanto negli altri abbreviati Lisèna, Liseno, Lisi, Lisino, Lizzini. Lizzio, Lizzo. Il cognome Elisabetta è naturalmente la cognominizzazione del nome personale Elisabetta, che è di origine ebraica ed è composto da El(ohîm) = Dio e sheba = giuramento, col senso quindi di 'Dio è giuramento'. Qualche altro studioso intende invece sheba come 'sette', numero perfetto, e allora il senso sarebbe 'Dio è perfezione'.
LISITANO Lisitano è siciliano, con un ceppo a Messina ed uno ad Augusta nel siracusano, dovrebbe derivare da una forma arcaica per lusitano, cioè abitante o proveniente dalla Lusitania, un'antica regione della Penisola Iberica che corrispondeva pressapoco all'attuale parte centromeridionale del Portogallo e dell'Estremadura in Spagna, troviamo tracce di questa cognominizzazione a Messina fin dal 1400 quando in un atto compare citato il nome di Nicolaus Lisitanus abitante di Casale di Larderia di Messina.
LISMA Lisma è specifico di Mazara del Vallo nel trapanese, potrebbe trattarsi di un'italianizzazione del cognome spagnolo Lesmas, anche se l'ipotesi più probabile è che si tratti di un'italianizzazione del nome maschile albanese Lulzima, nome probabilmente portato dal capostipite.
LISSIA Lissia, tipicamente sardo, è specifico della Gallura, di Calangianus in particolare.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
LISSIA: (pronuncia lissìa) Deriva dal latino lixivia (vedi Liscia). Sa lissìa = la liscivia (soluzione ottenuta con acqua bollente e cenere di legno), usata anticamente per lavare i panni: il sapone antico. Nella storia della Sardegna Contemporanea ricordiamo Pietro Lissìa di Calangianus (1877 - 1955)). Politico sardo, ricoprì incarichi di grande importanza, a livello regionale e nazionale: nel 1914 fu capo divisione al Ministero dell'Interno e nel 1919, direttore generale e successivamente nel Consiglio di Stato. Partecipò alla Prima Guerra Mondiale: ferito ben tre volte, pluridecorato al valor militare. In politica militò tra le file giolittiane e partecipò alle competizioni elettorali. Nel 1919 fu eletto membro del Parlamento tra le file del cosiddetto "fascio liberale", ma si iscrisse poi al gruppo dei radicali. Nel 1921 fu rieletto nel gruppo liberale. Ricoprì l'incarico di sottosegretario di Stato alla Guerra nel prima gabinetto Facta. Nel 1922 ebbe direttamente da Mussolini l'incarico di "mettere in pace" in Sardegna fascisti con sardisti. Nel 1924 fu di nuovo eletto parlamentare nel "listone" fascista: risultò il più votato in tutta l'Isola. Nel 1929 fu nominato senatore del Regno. Ricoprì incarichi politici sino al febbraio 1943 ( Di.Sto.Sa. di Francesco Cesare Casula). Attualmente il cognome Lissìa è presente in 19 Comuni italiani, di cui 12 in Sardegna (Gallura): Calangianus 30, Olbia 21, Tempio 14, etc.
LISSONE
LISSONI
Lissone è assolutamente rarissimo, Lissoni è specifico del milanese, derivano dal toponimo Lissone (MI).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Lissoni deriva dal toponimo Lissone che viene da Lixono d'antichissima memoria. Il Serra suppone che il nome abbia la stessa base onomastica di altri nomi locali quali Lissago (Varese), Lissaga (Cantù), Lissolo (Como), quindi dal nome latino Licius. L'Olivieri, per contro, lo fa derivare dalla base "ilicea", latino 'ilex', cioè elce o leccio.
LISTA
LISTI
Lista ha un nucleo laziale tra Soriano nel Cimino e Viterbo ed a Roma, ha un'importante nucleo a Napoli ed uno a Casal Velino (SA), ha ceppi a Senise (PZ) e nel materano a Valsinni e Policoro, nel cosentino a Trebisacce e Montalto Uffugo, Listi è tipico di Corleone (PA), dovrebbero derivare dall'aferesi del nome Evangelista tipico della devozione cristiana in epoca rinascimentale.
LITRI
LITRICO
Litri è quasi unico, Litrico è tipico di Catania e del catanese, di Gravina di Catania, Tremestieri Etneo e Portopalo di Capo Passero, dovrebbero derivare dal fatto di essere il capostipite originario della regione dell'Africa settentrionale chiamata anticamente Litri: "...in qua patria sunt montes qui dicuntur Tuliatodi. in qua patria litus Oceani item fluvius Ger turbulentus currit. cuius Biblobatis spatiosissimae patriae ad frontem, immensis prae medio spatiis, ut dicamus litus maris magni, tota Africana ponitur regio et Numidia atque Mauritania Caesariensis. Septima ut hora diei Mauritania ascribitur Perosis vel patria salinarum. in qua patria iterum maxima caumata esse videntur in qua maximum deserti spatium est et montes qui dicuntur Litri (litricus), post terga patriae procul infra Oceanum tres magnae insulae inveniuntur...".
LITTA Litta è tipico di Roma, Mazzano Romano, Palestrina e San Cesareo, con un ceppo anche nel milanese, Litti ha un ceppo a Pesaro ed uno in Puglia nel Salento, nella Storia della Colonna Infame del Manzoni si riporta questo cognome all'epoca della peste a Milano nel 1600: "...Il giorno dopo il confronto, il commissario chiese d'esser sentito; e, introdotto, disse: il Barbiero ha detto ch'io non sono mai stato a casa sua; perciò V.S. esamini Baldassar Litta, che sta nella casa dell'Antiano, nella Contrada di S. Bernardino, et Stefano Buzzio, che fa il tintore, et sta nel portone per contro S. Agostino, presso S. Ambrogio, li quali sono informati ch'io sono stato nella casa et bottega di detto Barbiero...". I Litta lombardi, Patrizi milanesi, Marchesi di Gambolò e Visconti di Arese, annoverano un Cardinale il milanese Lorenzo Litta (1756 - 1820).
LITTERA Littera sembrerebbe tipico della Sardegna meridionale, ma presenta un ceppo anche nel casertano, dovrebbe derivare dal cognomen latino Littera.
LITTERI
LITTERIO
Litteri è tipicamente siciliano di Valguarnera Caropepe e Leonforte nell'ennese e di Catania, Litterio ha un ceppo nell'area teatina a Lanciano, Atessa e Vasto, uno a Pescopennataro nell'iserniese ed a Campobasso ed uno a Roma, dovrebbero derivare dal nome medioevale Litterius, del cui uso abbiamo un esempio nell'atto con il quale, nell'estate dell'anno 1228, 4300 cittadini pisani giurarono di mantenere l'alleanza fatta con Siena, Pistoia e Poggibonsi, nell'atto tra i sottoscrittori compare un certo Litterius Tellandi De populo Sancti Maczei.  Un principio di queste cognominizzazioni le troviamo a Solofra in un atto del 1556 leggiamo: "..In terra Solofre, et proprie intus in claustris venerabilissimo monasterij Sancti Augustini dicte terre in loco solito et consueto, requisitia nobis judice notario et testibus infrascriptis .... Innocentius de Todaro, Gaminedus de Guerrerio, Joannes Paulus de Litterio, not. Aurelio Ronca, Delettusius de Guarino, Angelus de Pacifico, Abundantius de Giaquinto..".
LIUTI
LIUTO
Liuti è tipico dell'Italia centrale, ha un ceppo a Jesi e Falconara Marittima nell'anconetan, qualche sparuta presenza in Umbria ed un ceppo a Roma, ha un piccolo ceppo anche a Brindisi, Liuto, quasi unico, è del romano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Liutus, di cui abbiamo un esempio in un atto di donazione del 1159 ad Anagni nel frusinate, dove si legge che il donatore è un certo Liutus miles trivensis.
LIUZZI
LIUZZO
Liuzzi è specifico e molto diffuso in Puglia e Basilicata, con un piccolo ceppo tra napoletano e salernitano, Liuzzo invece è tipico della Sicilia orientale e del reggino, si dovrebbe trattare di forme ipocoristiche del nome Leo, forma contratta di Leone, o dell'aferesi del nome Elia.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Liuzzi è cognome prevalentemente pugliese. E' un derivato del cognome Leùci presente a Potenza, Rionero in Vùlture e nel Salento. Un Leucius nel 1107 era archiepiscopus a Brindisi (Cod. brind. I): è vezzeggiativo di Leo; v. anche Leòci. Secondo P. Minervini: ".. Può essere la cognominizzazione dei toponimi Liuzzo Orto (ME) o di S. Liuzzo (nei pressi di Molfetta, BA) oppure l'aferesi del personale Eliuzzo (con la caduta per aferesi della vocale E) dal greco 'èlios = sole." Nessun dubbio invece sull'origine ebraica del cognome.
LIVERANI Specifico della zona che comprende le province di Bologna, Ravenna e Forlì, dovrebbe derivare da modificazioni dialettali del toponimo Livergnano (BO).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Liverani deriva dal nome personale Oliviero.
LIVERIO Rarissimo tanto da potersi considerare presente solo a Melegnano, si può ritenere un errore di trascrizione del più diffuso cognome Oliverio e dovrebbe derivare dal nome rinascimentale, tratto dalla Chanson de Roland, Olivere.
LIVEROTTI Liverotti, molto raro, sembrerebbe dell'area tra maceratese ed ascolano, di Pollenza e Colmurano nel maceratese e Massa Fermana nel Piceno in particolare, dovrebbe derivare dal nome medioevale Liverotto (Leprotto), di cui abbiamo un esempio d'uso nell'ascolano con Liverotto da Fermo, citato da Niccolò Machiavelli nel suo Del modo tenuto dal duca Valentino ... : ".. Fatto questo accordo, Guidubaldo duca d'Urbino di nuovo si fuggì e ritornossi a Vinegia, avendo prima fatto ruinare tutte le fortezze di quello stato, perché confidandosi ne' populi, non voleva che quelle fortezze ch'egli non credeva potere defendere, el nimico occupassi e mediante quelle tenessi in freno gli amici sua. Ma el duca Valentino, fatta questa convenzione, avendo partite tutte le sua genti per tutta la Romagna con gli uomini d'arme franzesi, a l'uscita di novembre si partì da Imola e ne andò a Cesena; dove stette molti giorni a praticare con mandati de' Vitegli e degli Orsini, che si trovavono con le loro genti nel ducato d'Urbino, quale impresa di nuovo si dovessi fare. E non concludendo alcuna cosa, Liverotto da Fermo fu mandato a offerirli che se voleva fare la 'mpresa di Toscana, ch'erano per farla; quando che no, andrebbono a la espugnazione di Sinigaglia. Al quale rispose el duca che in Toscana non voleva muover guerra, per essergli e Fiorentini amici, ma che era bene contento che andassino a Sinigaglia.  ..".
LIVI
LIVIA
LIVIO
Livi è molto diffuso in Toscana, nel fiorentino in particolare, nel pesarese ed a Roma e provincia, Livia è tipicamente romana, Livio oltre al ceppo romano ne ha uno importante nel comasco ed a Napoli, dovrebbero derivare o direttamente dalla Gens Livia, una gens plebea comunque tanto importante da annoverare parecchi Tribuni della Plebe, o da patronimici derivati dal nomen latino Livia, Livius.
LIVIERI
LIVIERO
Livieri ha un ceppo veneto, nel veneziano, a Campagna Lupia, Mira, Campolongo Maggiore, Venezia e Camponogara, ha presenze nelle Marche ed in Umbria, un ceppo a Roma, uno a Napoli ed uno in Puglia a Mesagne nel brindisino ed a Nardò nel leccese, Liviero è tipicamente veneto, di Cittadella, Solesino e Padova nel padovano, di Castelfranco Veneto e Riese Pio Decimo nel trevisano, di Mira, Cavarzere e Salzano nel veneziano e di Rosà nel vicentino, con un ceppo anche a San Nazzaro ed a San Giorgio del Sannio nel beneventano, dovrebbero derivare da forme aferetiche del nome Oliviero, probabilmente portato dai capostipiti.
LIVIGNI
LIVINI
Livigni ha un ceppo a Roma, uno a Napoli ed uno a Palermo, Livini ha un ceppo a Foggia, dovrebbero derivare dal nomen latino Livinius, o dal nome della Gens Livineia.
LIVOLSI Molto raro, è difficile individuare una zona originaria anche se sembra possano esserci due ceppi, uno in Sicilia ed uno in Toscana.
LIVONE
LIVONI
Livone è praticamente unico, Livoni, molto molto raro, ha un piccolissimo ceppo emiliano, soprattutto nel bolognese, ed uno nell'udinese, in particolare a Trivignano Udinese, Corno di Rosazzo ed a San Giovanni al Natisone, secondo alcuni deriverebbe dal nome della Livonia una regione lituana e sarebbe arrivato in Italia con i goti, o con gli ungari, ma non si può escludere che possa trattarsi di una forma accrescitiva del nome Livio.
LIVORI Assolutamente rarissimo, quasi scomparso, potrebbe essere di origini toscane, dovrebbe derivare dal nome medioevale Liborius. (vedi Liborio)
integrazioni proposte da Massimo Livori:
insieme ad un amico spagnolo, Juan Carlo Libori ( in Spagnolo la B si pronucia V ), ho constatato che il cognome Livori si può trovare  in località Portuali.Personalmente sono di Livorno ed il mio amico di Barcellona, ho trovato Livori a Messina,a Cagliari e esistono molte persone di nome Livori in Malta (da cui penso provenga il ceppo iniziale).Esiste anche un numeroso nucleo familiare a Melbourne in Australia.Questo fa pensare ad origini levantine del nome. Non essendo un nome nobile, gli unici documenti reperibili  si trovano nelle Curie Vescovili, ma la loro datazione, per quanto ho potuto constatare, si ferma al massimo alla fine del 1700.
LIVORNESE
LIVORNESI
Livornese è specifico di Formia nel latinense, Livornesi è quasi unico, dovrebbero derivare dal fatto che il capostipite fosse originario di Livorno.
LIVORNI Livorni, assolutamente rarissimo, è dell'Italia centrale, esistono due ipotesi, la prima è che derivi dal toponimo Livorno, la seconda è che si tratti di una forma di betacismo del nome latino di origini etrusche Liburnius (vedi LIBURNI), è importante sapere che lo stesso nome della città di Livorno deriva da un arcaico Leburna.
LIVRAGHI Squisitamente tipico dell'area milanese lodigiana, deriva dal toponimo Livraga (LO).
LIVRIERI Potrebbe essere di origini pugliesi, dovrebbe derivare da un soprannome connesso con il vocabolo levriere (razza canina).
origine suggerita da Gianna Ferrari De Salvo
LIZI
LIZIO
LIZZIO
Lizi, molto molto raro, è specifico di Roma, Lizio ha un piccolo ceppo campano, a Napoli e Casavatore nel napoletano ed a Mirabella Eclano nell'avellinese, in Sicilia ha un ceppo a Ramacca nel catanese, a Catania e Messina e nelle rispettive province, Lizzio è decisamente siciliano, con un grosso ceppo a Catania e presenze significative ad Acireale, Giarre, Aci Catena, Misterbianco, Mascali e Mascalucia, sempre nel catanese ed a Messina, dovrebbero derivare dal nome medioevale Litius, un'alterazione del cognomen latino Lydius, molto più noto nella sua versione femminile Lidia. (vedi anche LISI)
LIZZA Possibili ceppi in Campania, in Veneto ed in Liguria, sicuramente diverse le origini dei vari ceppi, poco probabile la derivazione dal nome medioevale italiano Lizia o Liza, mentre sono attendibili derivazioni aferetiche tronche da toponimi come Melizzano (BN), Pellizzano (TN) e Calizzano (SV) o località simili.
LIZZI Lizzi ha un ceppo friulano a Fagagna, Udine, Majano, Colloredo di Monte Albano e ragogna ed uno giuliano a Trieste, ha un ceppo a Narni e Terni nel ternano, uno nel teatino a Monteodorisio, Guilmi, Carpineto Sinello e San Salvo, uno a Roma, uno a Napoli e Caivano nel napoletano, uno nel foggiano a Troia e Foggia ed in Calabria nel reggino a Siderno e Gerace, oltre all'origine dal nome medioevale Litius (vedi LIZI), in molti casi si può prendere in considerazione una derivazione dal cognome slavo Lisčic, forma ipocoristica e patronimica del nome Lech.
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