LOSA
LOSSA |
Losa sembra essere tipico della zona tra Bergamo, Lecco e Milano, Lossa,
assolutamente estremamente raro, sembrerebbe o lombardo o piemontese, è
comunque un cognome antico visto che già dal 1580 troviamo a Torino
un certo Losa Bartolomeo in qualità di rappresentante della città
e, nel 1640 con la stessa carica si trova il Cav. Aleremo Losa. Potrebbe
derivare dal vocabolo dialettale losa
(pietra) o dall'aferesi di toponimi
come Mandolossa (BS). |
| LOSANO
|
Losano è un cognome tipico del torinese, di Torino, Pinerolo e Roletto,
potrebbe derivare da una modificazione del nome romano Lusianus,
attribuito a liberti della Gens Lusia,
di cui abbiamo antiche tracce nel vercellese, ad esempio, nell'antica chiesa
di S.Agnese a Vercelli, ora distrutta, era conservato un sarcofago di epoca
romana dove si poteva leggere: ""Lusiae Valentinae
honestissimae pudicissimae C.Arbussonius Candidus coniugi". |
LO SAPIO
LOSAPIO
LOSAPPIO
LO SAVIO
LOSAVIO |
Losapio è specifico di Bisceglie e Corato nel barese, Losappio è
caratteristico di Andria in particolare e di Barletta nel barese, Lo Sapio
è tipico del napoletano, di Marigliano e Somma Vesuviana, Losavio
è tipico del barese meridionale, brindisino e tarantino, Lo
Savio è specifico di Taranto, dovrebbero tutti derivare da un soprannome
originato dall'essere stato il capostipite persona di grande rispetto,
facente parte dei decani maggiorenti della città. |
| LO SARDO
|
Lo Sardo ha un ceppo a Roma, uno piccolissimo a Napoli, uno nel cosentino,
in particolare a Cetraro, ed uno in Sicilia nell'agrigentino a Cammarata,
Canicattì, San Giovanni Gemini, Palma di Montechiaro e Racalmuto,
con presenze significative anche a Palermo ed a Bompensiere nel nisseno,
l'origine del cognome sembrerebbe essere legata alla provenienza dei capostipiti
dall'isola sarda. |
LO SCALZO
LOSCALZO |
Lo Scalzo, molto molto raro, tipicamente siciliano, ha piccoli ceppi a
Bivona nell'agrigentino, a Catania, a Vittoria nel ragusano ed a San Fratello
nel messinese, Loscalzo ha ceppi in Basilicata nel materano ad Accettura,
Oliveto Lucano e Matera, a Potenza, ed a Taranto, questi cognomi potrebbero
derivare da soprannomi (vedi SCALZI). |
| LOSCHI
|
Loschi ha un ceppo nel trevigiano e nell'udinese, uno nel piacentino ed
uno nel modenese, potrebbe derivare dal nome medioevale germanico Losk,
a sua volta derivato dal vocabolo losk (cuoio,
pelledura, resistente).
integrazioni fornite da Andrea
Manni
Il cognome Loschi ha un ceppo principale nel modenese, ed è
diffuso in tutta l'Emilia occidentale, nel parmense, nel piacentino e nel
reggiano. Ha un ceppo importante anche nel Veneto, nel trevigiano, e in
Friuli Venezia Giulia. A bassa frequenza è diffuso anche in Lombardia,
nel milanese e nel mantovano, e in Piemonte. Il cognome Losco ha un ceppo
principale nel napoletano, e uno secondario nel romano. Un ceppo più
piccolo potrebbe essere radicato anche nel milanese. Il cognome Loschi
potrebbe derivare dal latino Luscus
(probabile contrazione di Luce-Captus)
che significa letteralmente 'cieco da un occhio'.
Losco è attestato anche come
nome personale: Losco Caldogno fu un aristocratico vicentino e ricco commerciante
di seta vissuto nella prima metà del 1500. Esempio di questa cognomizzazione
è il pittore carpigiano Bernardino Loschi (1460 - 1540) che si firmava
in latino 'Berdardinus Luscus'. Altro esempio di questa cognomizzazione
è il vicentino Antonio Loschi (1368-1441), umanista, letterato e
diplomatico vicino ai Visconti di Milano. Antonio Loschi (talvolta scritto
Luschi) fu probabilmente membro di una nobile famiglia Loschi discendente
dal condottiero Bartolomeo Branzo de' Loschi, famiglia che ebbe un ruolo
di primo piano nella storia di Vicenza. Lucius Atilius Luscus fu un tribuno
militare del primo secolo avanti Cristo. Luscus era anche un cognomen diffuso
tra i romani. Dal termine latino Luscus potrebbe derivare anche il cognome
Luschi (vedi Luschi) diffuso prevalentemente in Toscana, soprattutto nel
livornese e nel pisano. |
LO SCHIAVO
LO SCHIAVONE
LOSCHIAVO
LOSCHIAVONE |
Lo Schiavo ha un ceppo nel napoletano a Napoli e
Castellammare di Stabia e nel salernitano a Castellabate ed Angri, in Calabria,
soprattutto nel reggino, ed in Sicilia a Messina, Lipari, Santa Teresa
di Riva ed Antillo, ed a Catania, Loschiavo, più raro, ha un ceppo
a Modugno nel barese, uno a Matera e nel reggino a Taurianova, Lo Schiavone
è quasi unico, Loschiavone, estremamente raro parrebbe di Noicattaro
(BA).
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Lo Schiavo, presente da nord a sud del paese,
è più tipicamente meridionale, con ceppi maggiori nel messinese,
nel catanese, nel vibonese, nel reggino, nel napoletano e nel salernitano,
Loschiavo, meno comune del precedente, si riscontra maggiormente nel barese,
nel materano e nel reggino, Lo Schiavone e Loschiavone, rarissimi, sembrano
essere entrambi originari del barese, tutti questi cognomi derivano o dal
nome medievale Schiavo
o dallo stesso termine schiavo,
che in origine significava semplicemente slavo
nativo o proveniente dai paesi slavi; storicamente, invece, il significato
attuale di servo nasce in seguito a una lunga guerra condotta da Ottone
il Grande e i suoi successori contro i popoli slavi, in cui molti prigionieri
di questi paesi, appunto, vennero dapprima spartiti fra i guerrieri dell'impero
germanico e quindi ridotti in stato di schiavitù (così che,
nel tempo, il termine schiavo assunse il significato di servo per antonomasia).
Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni
o dei nomi personali dei capostipiti o di soprannomi loro attribuiti. |
LO SCIALE
LOSCIALE |
Lo Sciale è una forma alterata, probabilmente da un errore di trascrizione,
del cognome Losciale, che è specifico di Bisceglie con presenze
significative anche a Trani e Barletta, dovrebbe derivare dal nome di una
contrada del comune di Monopoli, che ha preso il nome dall'antica masseria
Losciale, che dovrebbe il suo nome all'antico nome Loscius,
di origini sannite. |
| LOSCO
|
Losco è un cognome tipicamente campano, dell'avellinese, di Atripalda
ed Avellino, del napoletano, di Napoli, Torre Annunziata e Boscoreale,
e di Benevento, si dovrebbe trattare di un cognome attribuito a trovatelli,
per i quali i funzionari delle istituzioni che li avevano accolti, avevano
fatto forse riferimento all'aspetto di chi li aveva abbandonati, ma in
alcuni casi potrebbe anche trattarsi di forme aferetiche di ipocoristici
dialettali di nomi greci come Aetolos,
Aischylos,
Attalos o altri simili. |
| LOSETO
|
Loseto è specifico di Bari, dovrebbe derivare dal nome di un quartiere
della periferia di Bari, chiamato appunto Loseto, italianizzazione di Lusitum,
suo nome nel XII° secolo, quando era un Comune a se stante, caratteristica
che perse con un Regio Decreto del 1937, per diventare una frazione del
Comune di Bari. |
LOSI
LOSO
LOSS
LOSSI
LOSSO |
Losi, oltre al grosso nucleo lombardo emiliano, ha ceppi in Toscana, in
Liguria e nella Sicilia orientale, Loss è tipico del Trentino, di
Canal San Bovo e Fiera di Primiero soprattutto, Lossi ha un piccolo ceppo
nel basso bresciano ed uno nel lucchese, Loso, quasi unico, parrebbe campano,
Losso ha un ceppo tra le province di Bolzano e Belluno ed uno nel cosentino,
potrebbero derivare dal nome medioevale Lossus
di cui abbiamo un esempio nel 1500: "...Lossus
me puerum docuit, quem tabida pestis hulcere septeno conficit emeritum....",
ma è pure possibile una derivazione da forme aferetiche di nomi
medioevali latini come Colossus. |
| LOSIO
|
Dovrebbe essere del bergamasco
e probabilmente derivare dal toponimo Osio Sopra (BG) o Osio Sotto (BG). |
| LOSNO
|
Losno è specifico di Albenga e Vendone nel savonese.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Cognome ligure che potrebbe venire dal dialetto genovese antico 'losno'
= baleno, lampo. Questa voce dialettale
è comune in tutto il nord: p. es. a Modena si dice 'lòsna',
come del resto anche in antico lombardo e anche 'lusnèda'
per dire 'lampo'; in piemontese 'slussié'
= balenare, ecc. Ovviamente tutte queste voci derivano dal latino lux,
lucis = luce. |
LOSTUZZI
LOSTUZZO |
Lostuzzi è quasi unico, dovrebbe trattarsi di una form alterata
del cognome Lostuzzo, che è specifico di Buia nell'udinese, dovrebbero derivare da italianizzazioni del cognome sloveno Lostič. |
LO STRANGIO
LOSTRANGIO |
Lo Strangio è praticamente unico, Lostrangio è estremamente
raro, sicuramente meridionali, dovrebbero derivare da un soprannome originato
dal termine diialettale meridionale strangio
(estraneo, straniero), attribuito forse
al capostipite in quanto straniero, o comunque perchè proveniente
da una diversa località. |
LOTARI
LOTARIO |
Lotari è quasi unico, Lotario, assolutamente rarissimo, parrebbe
siciliano, ma con un piccolissimo ceppo anche nel cuneese, Lotteri, sicuramente
lombardo, ha un ceppo a Treviglio nel bergamasco, con significative presenze
anche a Milano e Cremona, dovrebbero derivare dal nome medioevale franco
Lotharius, ricordiamo Lotario I (829-855)
imperatore e Re dei Franchi, della cui morte leggiamo negli Annales
Marbacenses: "...Anno domini DCCCLV Lotharius
imperator, relicto mundo divisoque regno inter filios, monachum se Brumie
fecit et non multo post migravit ad Dominum.". |
| LO TAURO
|
Lo Tauro è tipicamente siciliano del catanese, di Militello in Val
di Catania, San Michele di Ganzaria ed Aci Catena, dovrebbe derivare da
capostipiti il cui nome fosse stato Taurus
(vedi TAURI). |
| LOTITO
|
Specifico delle province di Foggia,
Bari e Potenza, dovrebbe derivare dal praenomen latino Titus. |
| LOTTA
|
Lotta ha un ceppo in Sardegna a San Vero Milis e Bonarcado nel Medio Campidano
ed a San Gavino Monreale nell'oristanese, un ceppo in Sicilia nel trapanese
a Salemi e Trapani, a Messina ed Agrigento, presenta inoltre un ceppo,
il più consistente, nel tarentino a Taranto, Monteiasi, Leporano
e Grottaglie, potrebbe derivare da forme aferetiche di nomi come Carlotta,
o da ipocoristici di nomi come Paola
o Orsola., il ceppo della Sicilia occidentale
potrebbe anche derivare da una forma aferetica del nome del paese di Caltabellotta
nell'agrigentino. |
| LOTTAROLI
|
Lottaroli è tipico di Milano e di Casalpusterlengo e Tavazzano nel
lodigiano, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale lodigiano lottarol,
originato dal termine meneghino lottirö
(gestore di un botteghino del lotto),
probabilmente indicando che questa fosse l'attività del capostipite. |
LOTTERI
LOTTERIO
LOTTERO |
Lotteri, sicuramente lombardo, ha un ceppo a Treviglio nel bergamasco,
con significative presenze anche a Milano e Cremona, Lotterio, sempre lombardo,
è tipico del milanese, soprattutto di Legnano e Milano, Lottero
è specifico della fascia che comprende il torinese, l'astigiano,
l'alessandrino e soprattutto il genovese, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Loterius o Lotterius,
di cui abbiamo un esempio in un atto pisano del 1108: "...Pro
regno meo et vita quam recuperavi cum grandi honore atque victoria, auxiliante
atque concedente omnipotente Deo , et michi subvenientibus et fortissime
adjutorium praebentibus nobilissimi et fortissimi cives iam dictae civitatis
pisanae; scilicet Gerardus, qui dicitur Gaetanus, filius Ugonis; et Lotterius
quondam Ioannis, et Indelbrandus filius Sibillae...", e anche in
un atto del 1179 a Brescia: "...Peregrinus iuratus
testatur se fuisse cum Dothone et Teutaldo de plebe ad rasonandum alodium
quod illi de Calcaria habebant in clauso Bonizonum, et dicit quod alodium
erat a meridiei parte clausi tantum iuxsta viam; interogatus de quantitate,
respondit se non recordari, et credit fuisse plus .L. tabulis et minus
.LX., et dicit se audisse a Bonizo quod ipse tenebat de terra Ruzinasca,
set non dixit sibi quantam, et dicit quod Iohannes accepit suam partem
predicti alodii et Loterius
et frater suam....". |
LOTTI
LOTTO |
Lotti ha un nucleo primigenio in Toscana, ma non sono da escludersi ceppi
in provincia di Brindisi ed in Emilia e Romagna, Lotto sembrerebbe tipico
veneto con un nucleo tra vicentino e padovano ed uno nel bellunese, ma
è presente anche un ceppo autoctono in Sardegna nella zona di Villagrande
Strisaili (NU), le ipotesi di derivazione sono ovviamente moltepici e differenziate,
esistendo più ceppi originari, ma la più accreditata è
la provenienza dall'aferesi di nomi come: Paolotto, Lancillotto, Galeotto
ecc.. |
| LO TUFO
|
Lo Tufo, molto molto raro, è tipico dell'alto cosentino, anche se
si trovano tracce ottocentesche nel valentiano, dovrebbe derivare da un
soprannome originato probabilmente dal fatto di essere il capostipite un
cavatore di pietra tufacea. |
| LO TURCO
|
Lo Turco è tipicamente siciliano, del messinese, di Taormina, Messina,
Letojanni e Giardini Naxos, con presenze significative anche a Catania,
deriva dal nome medioevale Turcus derivato
dall'etnico turco (vedi TURCHI), il prefisso
Lo è da considerarsi come un
indicatore di rispetto, indicando cioè che ci si sta riferendo ad
un particolare ed importante Turco. |
| LOUVIER
|
Louvier, assolutamente rarissimo in Italia, è specifico dell'udinese,
del goriziano e del triestino, dovrebbe derivare dal cognome francese Louvier,
che potrebbe derivare dall'antico termine medioevale francese louvier
(cacciatore di lupi) o da toponimi
come Louviers, Louviere o Louvieres, tutti ben rappresentati in Francia. |
| LOVAGLIO
|
Tipico del potentino, dovrebbe derivare dal toponimo
Vaglio Basilicata nel potentino. |
| LOVAGNINI
|
Lovagnini, abbastanza raro, è tipico di Pavia e del pavese e di
Lodi, dovrebbero derivare dalla forma etnica dialettale del paese di Lavagna
di Comazzo nel lodigiano. |
LOVATI
LOVATO |
Lovati è decisamente proprio del milanese, Lovato è tipico
veneto, delle province di Verona, Vicenza e Padova, derivano dal cognomen
latino Lupus attraverso il nome medioevale Lupatus e poi Lupato quindi
Lovato. Esistono tracce già dal 1300, dove troviamo, a Padova, un
Lovato de' Lovati (1240-1309) scrittore e poeta, nel milanese nella seconda
metà del 1500 elencato tra i Patrizi milanesi troviamo Giovanni
Battista Lovati. |
LO VECCHIO
LOVECCHIO |
Lo Vecchio ha due piccoli ceppi in Puglia a Latiano nel brindisino ed a
San Giovanni Rotondo nel foggiano, ma il nucleo principale è in
Sicilia, a Messina, Palermo, Monreale e Gangi nel palermitano, ed a Catania
e Paternò nel catanese, Lovecchio è tipicamente pugliese,
molto diffuso soprattutto nel barese e nel tarentino, ma anche nel foggiano,
nel brindisino e nel materano, dovrebbero derivare da soprannomi stanti
ad indicare la famiglia di un particolare vecchio, probabilmente una persona
di riguardo. |
| LOVERA
|
Tipico del Piemonte occidentale, dovrebbe derivare da un arcaico vocabolo
per lupo, in alcuni casi può anche essere collegato al toponimo
Lovera di Bonvicino (CN), tracce di questa cognominizzazione le troviamo
nel 1600 con Giampietro Lovera, Signore di Castiglione Falletto e Vignolo
(CN). |
LO VERCIO
LOVERCIO
LO VERSO
LOVERSO |
Lovercio e Lo Vercio, assolutamente rarissimi, sembrerebbero del messinese,
Loverso sembra tipico del reggino, di Laureana di Borrello e di San Pietro
di Caridà, Lo Verso è decisamente palermitano, dovrebbero
tutti derivare da soprannomi originati dalla caratteristica del capostipite
di essere guercio, quindi starebbero ad indicare quelli del guercio, la
famiglia del guercio, attraverso modificazioni dialettali della parola. |
LO VERRO
LOVERRO |
Lo Verro è quasi unico, Loverro è tipico del barese, di Bitetto,
Cassano delle Murgie e Modugno, dovrebbero derivare da un soprannome originato
dal termine verro (maschio
del maiale da monta), forse attribuito ad un capostipite molto
prolifico, meno probabile una connessione con il cognomen latino Verres.
(vedi anche VERRE) |
LOVINI
LOVINO |
Lovini è praticamente unico, Lovino è tipico del barese.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Lovini, quasi unico, si riscontra esclusivamente nel nord, Lovino,
molto più diffuso del precedente, è tipico per lo più
del barese, ma è presente a bassissima frequenza un po' in tutto
il paese, per entrambi questi cognomi si possono pensare ad almeno due
origini. Per quanto riguarda i ceppi settentrionali, Lovini e Lovino derivano
dal diminutivo del nome Lovo, variante arcaica o dialettale del più
comune Lupo: si tratta di uno di quei nomi (piuttosto comuni un tempo)
ripresi dal mondo animale, come ad esempio Leone, Orso, Gatto, Cane, etc.;
il lupo, d'altronde, era un animale molto caro anche alla mitologia germanica
e questo spiega perché, presso i popoli nordici, fosse molto diffuso il nome Wolf, cioè Lupo. Per quanto
riguarda invece i ceppi meridionali delle famiglie Lovino (e soprattutto
per il ceppo barese), il cognome dovrebbe trarre origine dal termine vino,
ad indicare o un nome di mestiere attribuito ai capostipiti (forse dei
vignaioli o dei produttori di vino) oppure un soprannome dovuto a delle
loro particolari abitudini (forse perché persone dedite al bere).
Questa ipotesi, in effetti, è avvalorata dalla presenza di parecchie
famiglie Vino proprio nel barese, cosicché pare che Lovino non sia
nient'altro che una variante di Vino: il prefisso Lo, che in questo caso
va inteso come l'articolo il, è molto frequente nei cognomi del
sud Italia e la stessa unione dell'articolo e del sostantivo in molti di
questi cognomi non è affatto rara (si possono citare tantissimi
esempi, quali Lorusso, Larussa, Lorizzo, Larizza, Lobello, Labella, Logatto,
Lagatta, etc). |
LOVISA
LOVISE
LOVISETTI
LOVISETTO
LOVISI
LOVISINI
LOVISO
LOVISON
LOVISONE
LOVISONI |
Lovisa è specifico della zona tra trevisano e soprattutto pordenonese,
in particolare di Azzano Decimo, Cavasso Nuovo, San Giorgio della Richinvelda,
Maniago e Chions nel pordenonese, Lovise, estremamente raro, è del
vicentino, Lovisetti, molto molto raro, è dell'area lombardo, piemontese,
Lovisetto è tipicamente veneto, di Padova, Tombolo e Cittadella
nel padovano, di Silea, Treviso, Roncade e Monastier di Treviso nel trevisano,
di Vicenza, Costabissara e Thiene nel vicentino e di Venezia, con un ceppo
anche a Fondi nel latinense, probabile frutto dell'emigrazione veneta in
occasione della bonifica Pontina, Lovisi ha un piccolo ceppo nel verbanese,
uno piccolissimo in Toscana ed uno più consistente nel salernitano
a Casaletto Spartano, Torraca, Casalbuono, Caselle in Pittari e Montesano
sulla Marcellana, Lovisini, quasi unico, sembrerebbe veneto, Loviso, assolutamente
rarissimo, sembrerebbe della zona tra salernitano e potentino, Lovison
è senz'altro veneto, del padovano, a Padova, Piazzola sul Brenta,
Rubano, Villafranca Padovana e Campodoro, e del vicentino, a Vicenza, Mason
Vicentino, Fara Vicentino e Thiene, Lovisone è piemontese, di Asti
e Castell'Alfero nell'astigiano e di Torino, Lovisoni, quasi unico, sembrerebbe
friulano, tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite
forme ipocoristiche o accrescitive, anche dialettali, da forme aferetiche
alterate del nome medioevale Alovisius,
da cui è derivato Alvise, una
forma arcaica del nome Luigi, di questo
nome abbiamo un esempio d'uso nel 1500 in un atto a Trento: "...Magister
Alovisius Cenagus
sartor, dictus etiam sutor...", ma non si può escludere che
in qualche caso possa derivare da soprannomi dialettali veneti con il significato
di lupacchiotto. |
| LO VUOLO
|
Lo Vuolo è specifico di Paternopoli nell'avellinese, potrebbe derivare
da una dialettizzazione del nome germanico Wallon, basato sulla
radice germanico medioevale walah (straniero),
o da un soprannome basato sullo stesso termine germanico. |
| LUBATTI
|
Sembra specifico della zona a nord di Mondovì (CN) tra Carrù
e Magliano delle Alpi. |
| LUBRANO
|
Originario della zona tra Caserta
e Napoli, non improbabile una derivazione gotica, per aferesi da nomi appunto
gotici come Adubrano o Alubrano.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Lubrano è un cognome frequentissimo in Campania ma presente
anche nel resto d'Italia. Viene probabilmente dal lat. 'delubrum'
= tempio. Da esso, per aferesi, "Lobra"
e varianti vocaliche. A Massalubrense (NA) la chiesa di "Santa Maria della
Lobra" sorgeva infatti su un tempio pagano e 'lubrense'
era stato dapprima attributo del vescovo locale. Altra interpretazione:
formato dal toponimo Lubiana, adattamento e variante fonetica italiani
dello sloveno Ljubljana [pronome l'ubl'ana], capitale della Slovenia. |
| LUC
|
Luc, estremamente raro, è tipicamente friulano, di Codroipo in particolare,
dovrebbe derivare da una forma tronca dialettale del nome Luca,
nome probabilmente portato dal capostipite. |
LUCA
LUCA' |
Luca è diffusissimo in Sicilia, soprattutto nel messinese e catanese,
con un ceppo importante anche a Palermo, ha un ceppo anche nel leccese,
uno nel Piceno ed uno nell'udinese ed a Trieste, Lucà è tipicamente
calabrese diffuso a Petilia Policastro (KR) e Ciro` Marina (KR) e nel reggino
a Gioiosa Ionica, Marina di Gioiosa Ionica e Bianco, dovrebbero derivare
da Loukàs la forma greca del
nome dell'evangelista Luca. |
| LUCADAMO
|
Lucadamo, molto molto raro, è tipico di Calitri e Sant'Angelo dei
Lombardi nell'avellinese, potrebbe derivare dal nome composto portato dal
capostipite, formato dai nomi Luca
ed Adamo. |
LUCANERA
LUCANERO |
Sia Lucanera che Lucanero sono assolutamente rarissimi, originari della
provincia di Macerata, potrebbero derivare da soprannomi originati dall'attività
di produttori di salsicce. |
LUCANI
LUCANO |
Lucani ha un ceppo nell'aretino ad Arezzo e Castiglion Fiorentino ed uno
a Roma e Sant`Angelo Romano (RM), Lucano ha un ceppo a Venezia ed uno a
Caulonia e Roccella Ionica nel reggino, dovrebbero derivare dal cognomen
latino Lucanus, ricordiamo con questo
nome lo scrittore latino Marcus Annaeus Lucanus (39 - 65), non si può
escludere che possano anche derivare dall'etnico della Lucania o Basilicata.Lucani ha un ceppo nell'aretino ad Arezzo e Castiglion Fiorentino ed uno
a Roma e Sant`Angelo Romano (RM), Lucano ha un ceppo a Venezia ed uno a
Caulonia e Roccella Ionica nel reggino, dovrebbero derivare dal cognomen
latino Lucanus, ricordiamo con questo
nome lo scrittore latino Marcus Annaeus Lucanus (39 - 65), non si può
escludere che possano anche derivare dall'etnico della Lucania o Basilicata. |
| LUCANIA
|
Lucania ha un ceppo nel napoletano a Roccarainola e Pomigliano d'Arco,
ed uno in Sicilia a Palermo e Lercara Friddi nel palermitano, si dovrebbe
trattare di un indicatore di provenienza, indicando che il capostipite
provenisse da quella regione. |
LUCARDI
LUCARDINI |
Lucardi, molto raro, ha presenze nell'alessandrino e genovese ed un piccolo
ceppo nell'udinese, a Montenars in particolare, Lucardini, assolutamente
rarissimo, sembrerebbe del pavese, potrebbero derivare, direttamente o
tramite una forma ipocoristica, in qualche caso dal nome del borgo di Lucardo
in Val d'Elsa, ma la cosa più probabile è che derivino dal
nome medioevale Lucardus, un adattamento
dal nome franco Leocard o del nome
germanico Luckhard. |
LUCARELLI
LUCARELLO
LUCARINI
LUCARINO
LUCCARELLI
LUCCARINI |
Lucarelli è molto diffuso in tutto il centro, in Molise, Campania,
Puglia e Basilicata, Lucarello è praticamente unico, Lucarini è
tipico delle Marche, Umbria e Lazio ed alta Toscana, con un ceppo anche
nel genovese, Lucarino, estremamente raro, parrebbe della zona tra iserniese
e Lazio, Luccarelli è decisamente pugliese, del tarentino, di Crispiano,
Massafra, Grottaglie, Taranto e Statte, con un piccolisimo ceppo nel cosentino
ed uno ad Acireale nel catanese, Luccarini è tipico della zona che
comprende il bolognese, il modenese ed il lucchese, con presenze anche
nel pesarese ed anconetano e nel romano, dovrebbero tutti derivare da forme
ipocoristiche del nome medioevale Luca
a sua volta derivato dal greco Lukas.
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a Trevi nel perugino
nel 1400 con il mastro tipografo Costantino di ser Giovanni Lucarini, e
a Perugia, dove nell'elenco degli scolari della locale università
dell'anno 1559 è citato un Cesar Lucarinus. |
LUCAS
LUKAN |
Lukan è ormai quasi estinto, Lucas è concentrato a Trieste
e nel triestino, derivano entrambi dalla forma slovena del nome Luca. |
LUCATINI
LUCATINO
LUCATTINI |
Lucatini, assolutamente rarissimo, sembrerebbe avere sparute presenze in
Emilia e nel centro Italia, Lucatino è unico, potrebbe trattarsi
di forme alterate del cognome Lucarini
(vedi LUCARELLI), ma potrebbero benissimo,
e più probabilmente, essere forme contratte a seguito di errori
di trascrizione del cognome Lucattini, che è ben presente in Toscana
e nel viterbese, e che dovrebbe derivare da una forma ipocoristica del
nome latino Lucatius, ricordiamo con
questo nome il console romano Lucatius Catulus che nel 241 a. C. combattè
la battaglia delle isole Egadi contro Cartagine. |
| LUCATO
|
Lucato è tipicamente veneto, di Piombino Dese, Correzzola e Loreggia
nel padovano, di Montorso Vicentino, Cornedo Vicentino e Valdagno nel vicentino
e di Morgano, Resana, Castelfranco Veneto e Castello di Godego nel trevisano,
si dovrebbe trattare di una caratteristica forma patronimica tipicamente
veneta, dove il suffisso -ato sta per
il figlio di, riferito a capostipiti
i cui padri si fossero chiamati Luca. |
LUCCA
LUCCHETTA
LUCCHETTI
LUCCHI
LUCCHINI |
Lucca sembrerebbe avere più nuclei, uno nel casertano, uno nel milanese,
varesotto e comasco ed altri nel Veneto, Lucchetta ha un ceppo principale
veneto tra trevisano e veneziano, con ceppi secondari, sempre di origine
veneta, anche nel latinense, presenta anche un ceppo originario a Montalto
Uffugo (CS) e Cosenza, Lucchetti potrebbe essere dell'Italia centrale,
Lucchi è tipico dell'Emilia e Romagna, ma presenta un ceppo anche
tra trentino e veronese, Lucchini dovrebbe essere invece del lombardo-veneto.
L'origine di questi cognomi è diversificata, ma riconducibile a
due fonti principali, che sono variazioni del nome Luca e modificazioni
derivanti dal toponimo Lucca. |
LUCCETTI
LUCETTI |
Luccetti, assolutamente rarissimo, è specifico di Massa, Lucetti,
non molto raro, è specifico della zona tra carrarese e livornese,
di Carrara in particolare, di Livorno e di Massa, dovrebbero derivare da
forme ipocoristiche del nome Luca. |
LUCCHESE
LUCCHESI
LUCHESSI |
Sia Lucchese che Lucchesi sono presenti a macchia di leopardo in tutt'Italia,
ma Lucchesi è più propriamente toscano, dove è presente
anche la forma alterata Luchessi.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata o nel nome medievale Lucchese
o direttamente nell'etnico della città di Lucca, in Toscana; nel
caso dei ceppi siciliani, tuttavia, è anche probabile una connessione
con la città di Lucca Sicula, in provincia di Agrigento (fino al
1863, infatti, questa città era chiamata semplicemente Lucca). Dal
punto di vista storico, comunque, tracce del nome Lucchese si trovano a
Siena nel corso del '200, con personaggi come Lucchese di Bencivenne, Lucchese
d'Ugolino, Lucchese di Peruscino, Lucchese di Gianni da Ovile, etc. Per
quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni
o dei nomi personali dei capostipiti o di soprannomi etnici ad essi attribuiti. |
LUCCI
LUCCIO |
Lucci è diffuso in tutto il centro ed in provincia di Caserta, potrebbe
avere un ceppo secondario in provincia di Milano, Luccio, molto più
raro, sembrerebbe specifico del napoletano, di Torre del Greco, la derivazione
è dubbia, in quanto potrebbero derivare da soprannomi legati ad
episodi riguardanti dei pesci, cosa non molto probabile, o derivare da
alterazioni dialettali del nomen latino Lucius.
integrazioni suggerite da Andrea
Manni
Oltre al già menzionato praenomen latino Lucius,
secondo altra ipotesi il cognome Lucci potrebbe derivare dal nome latino
Luccius (forma arcaica: Lucceius),
attestato in età imperiale come cognome. Molti linguisti considerano
infatti Lucius e Luccius due nomi distinti e separati (A. E. Castellani
Saggi di linguistica e filologia italiana e romanza 1946-1976, 1980 p.
97). Questa ipotesi potrebbe riguardare soprattutto i ceppi del centro-sud;
la presenza del cognome Luccius (Lucceius) in epoca romana è infatti
attestata (M. R. Torelli, Benevento romana, 2002 p. 396) in Campania (Pompei,
Capua, Pozzuoli, Cuma, Benevento), a Sulmona (Abruzzo), a Lucera (Puglia),
mentre testimonianze di una gens Luccia
sono state ritrovate anche ad Ascoli (Marche), nei pressi di Orte e a Cassino
(Lazio). Come terza ipotesi, oltre ai nomi latini Lucius e Luccius, il cognome Lucci
potrebbe anche derivare da Luccio in quanto aferesi dei vezzeggiativi Bertoluccio,
Bartaluccio, Paoluccio, Belluccio, Carluccio, Nicoluccio. Vezzeggiativi
che hanno dato vita a forme cognominali come Bertolucci, Bartalucci, Paolucci,
Bellucci, Carlucci, Nicolucci etc... Non si può escludere l'ipotesi
che il cognome Lucci possa anche derivare da alcuni toponimi presenti nell'Italia
centrale tra la Toscana, le Marche, l'Umbria e il Lazio (considerando che
in alcuni casi potrebbe essere vero il contrario, il toponimo derivato
dal cognome): Monte Luccio ai confini tra la provincia di Arezzo e quella
di Pesaro-Urbino, Montelucci (Pergine valdarno, Arezzo), Luccimburgo
(antico nome di Lucemburgo nel comune di Sestino, Arezzo), Lucciano (Quarrata,
Pistoia), Lucciana (Casole d`Elsa, Siena), Villa Lucci frazione di Leonessa
(Rieti) ai confini con la provincia di Perugia, Lucciano (Pieve Torina,
Macerata). Tutte queste ipotesi giustificano la diffusione del cognome
Lucci nella penisola, presente nell'Italia settentrionale con ceppi nel
milanese e nel torinese, nell'Italia centrale con ceppi in Toscana, in
Umbria, nelle Marche e il grande ceppo laziale, e nell'Italia centro-meridionale
con il ceppo abruzzese e quello della Campania settentrionale. Esempi storici
di questa cognominizzazione sono il pittore fiorentino Filippo Lucci attivò
nel 1780 a Firenze e autore dei ritratti del granduca Pietro Leopoldo e
della moglie Maria Luisa d'Asburgo Lorena, conservati nella Galleria d'Arte
Moderna di Palazzo Pitti. Altri esempi storici sono il beato Antonio Lucci
(1682-1752) nato ad Agnone (Isernia) e vescovo di Bovino appartenente all'Ordine
dei Frati Minori Conventuali, e il nobile di Cortona (Arezzo) Niccolò
Lucci canonico della Collegiata di San Eustachio a Roma al quale è
dedicata la parte seconda dell'opera del fiorentino Giovan Battista Clemente
Nelli (1725-1793) intitolata "Vita di Galileo Galilei" pubblicata a Losanna
nel 1793. |
| LUCCINI
|
Luccini ha un piccolo ceppo lombardo nel cremonese a Cremona e Castelleone,
ed un ceppo tra spezzino e massese, a Licciana Nardi nel massese in particolare,
un'ipotesi ne propone un'origine francese dal borgo medioevale di Luccinus,
l'attuale Lucenay nei pressi di Lione, ma la cosa più probabile
è che possa trattarsi di una derivazione da una forma ipocoristica
del nome tardo medioevale Lucinus, di cui
abbiamo un esempio d'uso negli atti di un processo criminale del 1630 svoltosi
a Milano contro un supposto untore: ".. Et cum coram
dicto D. Præside, et Fis. Torniello fuisset ductus dictus Lucinus,
negavit ipse Lucinus
suo iuramento noscere dictum Plateam, qui Platea dixit, conosco ben io
voi, perche sete quello, che mi pagasti li danari à conto del Sig.
Gerolamo Turcone, e per segno l'habitatione vostra è quasi per contro
alla casa di detto Turcone, e per segno ancora fui condotto à casa
vostra dal giovine del Turcone, e là mi pagasti il danaro, che hò
deposto nel mio essame. ..". |
LUCCITTI
LUCITI
LUCITO
LUCITTI |
Luccitti ha un ceppo nell'aquilano a Celano ed Avezzano, ed a Roma e Mentana
nel romano, Luciti e Lucitti, praticamente unici, dovrebbero essere forme
alterate del precedente, così come il quasi unico Lucito, potrebbero
derivare dal nome del paese molisano di Lucito, come potrebbe trattarsi
di una forma ipocoristica dialettale del nome latino Lucius. |
| LUCCO
|
Lucco ha un ceppo a Torino ed uno a Napoli, si dovrebbe trattare dell'italianizzazione
del cognome provenzale Lucq, a sua
volta originato dal termine latino lucus
(bosco sacro), forse ad indicare che
il capostipite abitasse in prossimità di un querceto. |
LUCENTE
LUCENTI |
Lucente è tipico del centrosud peninsulare, Lucenti ha vari ceppi,
nel reggiano, nel pesarese, nel teramano, nel romano, nel napoletano e
nel ragusano e siracusano, dovrebbero derivare dai nomi medioevali Lucens
e Lucente, di cui abbiamo un esempio in una lapide sepolcrale del 1487
ad Isernia: "Pascasius Garlon alifarum Comes insigni
Incliti Ferdinandi Regis Consiliarius, Maiordomusque, ac primis Guardaroba,
sibi, adhuc superstiti, ac Lucente
coniugi pudiciss. Ac. Dulciss. Natis pie ac religiose condidit. An. Sal.
1487 Kal. Apr", ma è pure possibile una derivazione da nomi
di località, come ad esempio Lucente di Caprarica (LE), citata in
documenti del 1700 o Lucente nel modenese. |
LUCERA
LUCERI
LUCERINI
LUCERO
LUCIARINI |
Lucera ha un ceppo a Biccari e Foggia nel foggiano, con presenze non secondarie
anche a Bari, ed un ceppo anche a Palermo ed Agrigento, Luceri, tipico
del Salento, è molto diffuso nel leccese, in particolare a Galatina,
ma anche a martano, Lecce e San Donato di Lecce, Lucerini, estremamente
raro, sembrerebbe abruzzese, Lucero è quasi unico, Luciarini, quasi
unico è laziale, dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme
etniche, dal toponimo Lucera nel foggiano, ma non si può escludere
una derivazione, direttamente o tramite ipocoristici, dal nomen latino
Lucerius, "Lucerius
dictus est Iuppiter, a luce, quam hominibus praestare putabatur, ut Iuno
Luceria.", di origini etrusche il nome
potrebbe riferirsi all'antica tribù osca dei Luceres
o anche riferirsi a Lucerius il padre
degli dei etruschi, lo Juppiter latino
(Giove), ricordiamo anche la Gens
Luceria, così leggiamo nel Liber
de civitatis Florentiae famosis civibus di Filippo Villani:
"De Lucerio
Romano Florentinorum Duce. Primus ex nostris qui post conditam civitatem
auspiciis bonis spem fecerint urbem nostram aliquando in locum illustris
civitatis per rem bellicam evasuram, Lucerius
fuit, qui, ut refert in suis chronicis loannes patruus meus, vir fuit genere
nobilis, natione Romanus, natura acer et bellicosus, quique manu, consilioque
militaria facinora egregia plura perfecerit. Is conditae Florentiae per
Caesarem factus civis, eoque potens, tempore quo idem Caesar, Magnusque
Pompeius bellis civilis saeviebant, Caesarianis adhaesit partibus...". |
LUCESOLE
LUCESOLI |
Lucesole è caratteristico di Ancona, Lucesoli, decisamente più
diffuso, è anch'esso tipicamente marchigiano, di Ancona, Camerano
ed Osimo nell'anconetano, dovrebbero derivare dal nome rinascimentale Lucesole,
attribuito ad un figlio considerato per la famiglia come la luce del sole,
quindi bellissimo ed indispensabile, troviamo tracce di queste cognominizzazioni
a Gualdo Tadino nel perugino fin dalla fine del 1500, quando li troviamo
come castellani del Castello di San Pellegrino, una frazione di Gualdo
Tadino. |
LUCETTO
LUCIETTA
LUCIETTI
LUCIETTO |
Lucetto, estremamente raro è dell'area vicentino, padovana, dovrebbe
trattarsi di un errore di trascrizione del cognome Lucietto, Lucietta,
praticamente unico è probabilmente dovuto ad errate trascrizioni
di uno dei cognomi successivi, Lucietti, molto raro, ha un piccolo ceppo
tra trevisano e bellunese, in particolare a Riese Pio X nel trevisano,
Lucietto è caratteristico del padovano, di Galliera Veneta e Piazzola
sul Brenta, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da una forma ipocoristica
del nomen latino Lucius, o dal nome
della Gens Lucia. |
LUCHI
LUCHIN
LUCHINI
LUCHINO |
Luchi è decisamente toscano, di Firenze, Siena e Monsummano Terme
nel pistoiese, Luchin ha un ceppo a Mezzocorona in Trentino ed uno a Badia Polesine nel
rovigoto, Luchini ha vari ceppi, uno molto piccolo nel basso trentino,
uno friulano a San Giorgio della Richinvelda nel pordenonese, uno nell'area
toscana, perugino marchigiana, con massima concentrazione a Massarosa,
Camaiore e Capannori nel lucchese, a Firenze ed a Cortona nell'aretino,
ed uno a Roma, Luchino, abbastanza raro, è specifico di San Mauro
Torinese e Torino, dovrebbero derivare direttamente o tramite ipocoristici
, anche dialettali, dal nome Luca.
integrazioni fornite da Andrea
Manni
Il cognome Luchi è tipicamente toscano, e ha un ceppo principale
tra Siena, Firenze, Prato, Pistoia e Lucca; un ceppo secondario si registra
anche in Trentino, dove è presente anche la forma Lucchi (diffusa
anche in Emilia Romagna e nel veronese). Luchi potrebbe derivare dal nome
personale Luca (Lucas,
Lucae o Luce) molto diffuso
dall’epoca alto medievale in Toscana, o potrebbe derivare dal
nome latino della città di Lucca (Lucas,
Lucae). Il cognome Luchi viene nominato da Giorgio Vasari nel
suo “Vite de' più eccellenti
architetti, pittori, et scultori italiani” a proposito
dell’architetto e scultore fiorentino Luca Fancelli, nato a Settignano
nel 1430 circa, che si trasferì a Mantova verso la seconda metà
del XV secolo per collaborare con il celebre Leon Battista Alberti: “E
in quelli di Mantoa un Luca fiorentino, che abitando poi sempre in quella
città e morendovi lasciò il nome, secondo il Filareto, alla
famiglia de\' Luchi, che vi è ancor oggi”. |
| LUCE
|
Luce ha un piccolo ceppo veneziano, uno nella zona che comprende l'aquilano,
il reatino ed il romano, uno nel napoletano ed avellinese ed uno pugliese
nel foggiano, barese soprattutto e tarentino, dovrebbe trattarsi di una
forma patronimica dove Luce sarebbe
una forma medioevale latina del genitivo del nome Luca,
uso riscontrabile in questo scritto del 1279: "...bone
memorie dominus frater Latinus natione romanus, cardinalis et sedis apostolice
legatus, fundavit ecclesiam Sancte Marie Novelle M°cc° septuagesimo
ix° in festo sancti Luce...",
non si può escludere la possibilità che possa anche trattarsi
di un matronimico riferito a capostipiti le cui madri si fossero chiamate
Luce, una forma arcaica del nome Lucia. |
LUCERTI
LUCERTINI
LUCERTO |
Lucerti, quasi unico, è del centro Italia, Lucertini ha un ceppo
marchigiano, a Fano, Mondolfo e Pesaro nel pesarese ed a Senigallia nell'anconetano,
presenze nell'area tra Toscana orientale ed Umbria ed un ceppo a Roma,
Lucerto è praticamente unico, dovrebbero derivare, anche tramite
un ipocoristico, dal nome medioevale latino Lucertus,
un alterato medioevale del nomen latino Lucretius. |
LUCI
LUCIO |
Luci sembra avere molti ceppi in giro per l'Italia, dal reggino e cosentino,
all'alto Lazio, al perugino, alla Toscana, alla provincia di Imperia, Lucio
è assolutamente rarissimo, derivano dal praenomen latino Lucius
di cui abbiamo un esempio in Vita Tiberi di
Svetonio: "...Cum praenominibus cognominibusque uariis
distingueretur, Luci praenomen
consensu repudiauit...".
integrazioni fornite da Andrea
Manni
Il cognome Luci potrebbe derivare anche dal nome Luca
(Lucas, Lucae) oltre che da Lucio
(vedi Lucii). Il cognome di una nobile famiglia
Luci di Colle Val d'Elsa, con rami a Firenze e Siena, viene fatto discendere
da Luca figlio di Berto vissuto nel 1300 e riportato anticamente sia come
Luchi (vedi Luchi), Lucii e Luci. A questa
famiglia appartenne Emilio Luci nato a Colle Val d'Elsa nel 1546, governatore
di Siena e podestà di Orvieto. Altri esempi del cognome Luci sono
Lodovico di Mondino de' Luci vissuto nel 1300 a Lucca, il giudice Zaccaria
de' Luci vissuto nel 1300 a Ferrara. In Toscana il cognome Luci (oggi più
tipico del fiorentino, pisano e livornese) potrebbe derivare anche da un
toponimo riconducibile a un fondatore di nome Lucius più il suffisso
-anus che indica possesso: Luciana di Fauglia (Pisa), Luciana di Vernio
(Prato), Luciana di San Casciano (Firenze), Lucciano di Poppi (Arezzo),
Castello dei Luci (Pistoia). Inoltre, in Etruria meridionale, tra la bassa
Toscana, l'alto Lazio e l'Umbria occidentale, Luvci (etrusco: Luvci, latino:
Lucius, umbro: Vuvçis, osco: Luvkis) è attestato sin dal
V sec. a.C. come gentilizio etrusco maschile e femminile, in particolare
a Tarquinia e Volsinii. Lucius fu anche un praenomen diffuso nel mondo
latino. Per il ceppo reggino e cosentino esistono altre ipotesi; la derivazione
indiretta dal cognome de Luci (o Lucij) di una famiglia baronale normanna
originaria di Lucé in Normandia (Lucé da Lucius) arrivata
nell'XI sec. nel sud Italia con Gosbertus de Luci, sposato a una figlia
di Ruggero I d'Altavilla, che ebbe in feudo Luzzi nel cosentino a cui dette
il nome: Lucius>Lutius>Luzzi. I normanni de Luci sbarcati dopo il 1064
in Inghilterra furono artefici della diffusione di cognomi esistenti ancora
oggi nel mondo anglo-sassone: Lucy, Luce, Lucey. Secondo altra ipotesi
nel reggino e nel cosentino sarebbe l'italianizzazione di cognomi grechi
o arbëreshë (arvaniti) arrivati in Calabria dalla fine del XV
secolo: Loukis, Lushi, Lluçi. D'altra parte Lluçi in catalano
è Lucio, in Germania e Olanda esiste il cognome Lucius (forma antica
Luci) e Lučić deriva dai nomi latini Lucas e Lucius.
Esempi del cognome Lucio (presente a Venezia, Piemonte, Napoli, e riscontrabile
anche in Spagna come cognome) sono Giovanni Lucio (1604-1679) storico dalmata
nato nella Repubblica di Venezia, Francesco Lucio (1628-1658) compositore
veneziano. |
| LUCIA
|
Lucia è tipicamente meridionale, con ceppi anche nel Lazio, potrebbe
trattarsi di una forma matronimica, ma è pure possibile una derivazione
dai vari toponimi o dedicati a Santa Lucia o comunque contenenti il nome
Lucia, come ad esempio Motta San Lucia (CZ), o i vari Santa Lucia estremamente
diffusi soprattutto al sud. |
LUCIAN
LUCIANETTI
LUCIANI
LUCIANINI
LUCIANO |
Lucian, quasi unico, ha qualche presenza nel Veneto ed in Trentino, Lucianetti ha un piccolo ceppo nel ternano, presenze nell'anconetano e
nel romano ed un piccolo ceppo nel pescarese, Luciani è diffuso in tutto il centro nord, Lucianini è rarissimo
con due sole aree di minima presenza e sono Trapani e il milanese, Luciano
ha un nucleo principale in Campania, con ceppi anche in Puglia, in Sicilia
e nel sassarese, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal cognomen
latino Lucianus che troviamo citato
in questo testo del 445 d. C. : "...Lucianus
presbyter vir sanctus, cui revelavit, Deus his consulibus, locum sepulcri
et reliquiarum corporis sancti Stephani primi martyris, scripsit ipsam
revelationem in Graeco sermone ad omnium Ecclesiarum personas. ...",
è anche possibile una derivazione dal praenomen latino Lucius
o da antichi nomi di località, come ad esempio ne troviamo nel Codice
Diplomatico della Lombardia Medioevale in un atto del 1174:
"...Albizo de Luciano
et Petrus de Luciano et Iohannes frater eius in veritate manifestaverunt
sub debito sacramenti quod pro estensione terrarum fecerunt...". |
| LUCIANAZ
|
Lucianaz è tipicamente valdostano, di Charvensod in particolare,
il suffisso -az sta ad indicare l'origine
non francofona del cognome, era consuetudine degli ufficiali di scrittura
e dei magistrati curiali, aggiungere una terminazione in -az ai cognomi
italiani, per sottolineare il fatto che l'accento non dovesse essere collocato
in fondo alla francese, ma su di un'altra vocale, questo cognome dobvrebbe
quindi derivare da capostipiti di nome Luciano. |
| LUCIARDI
|
Luciardi, molto raro, è tipico dello spezzino, di Riccò del
Golfo di Spezia e di La Spezia, dovrebbe derivare da una forma dialettale
del nome medioevale Luxiardus (vedi
LUSARDI). |
LUCIBELLI
LUCIBELLO |
Lucibelli, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere una forma alterata
del cognome Lucibello, che ha un ceppo in Campania nel salernitano, ad
Amalfi, Ravello, Salerno, Positano, Scala e Pollica, presenze in Calabria
ed un piccolo ceppo in Sicilia, ad Acireale nel catanese, dovrebbero derivare
da una delle molte varianti di Lucifero, il nome medioevale Lucibello,
nome attribuito anche al demonio citato nel processo del 1428 a Benevento
contro la strega Matteuccia di Francesco abitante a Ripabianca presso Deruta. |
LUCIDI
LUCIDO |
Lucidi è tipico della fascia centrale che comprende le Marche centromeridionali,
l'Umbria e l'alto Lazio, Lucido è specifico della Sicilia occidentale,
derivano dal nome medioevale Lucidus ricordiamo
Sanctus Lucidus nato ad Aquara (SA) nell'anno 960. |
LUCIDONE
LUCIDONI |
Lucidone, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione
di Lucidoni, che è specifico di Teramo e di Torricella Sicura nel
teramano, e che dovrebbe derivare da una forma accrescitiva del nome medioevale
Lucidus (vedi
LUCIDI). |
LUCIELLI
LUCIELLO
LUCIELO |
Lucielli, quasi unico, sembrerebbe piemontese, Luciello e Lucielo sono
ormai scomparsi in Italia e sembrerebbero originari del meridione, dovrebbero
derivare da forme ipocoristiche, anche dialettali, del nome Lucius,
ma è pure possibile possa trattarsi di forme contratte originatesi
dal nome medioevale Lucibello (vedi
LUCIBELLI ). |
LUCIFERO
LUCIFORA
LUCIFORO |
Lucifero ha un ceppo a Roma, uno nel catanzarese ed uno in Sicilia nel
messinesae, a Sant'Angelo di Brolo e Piraino, Lucifora è tipicamente
siciliano, del ragusano in particolare, di Modica, Ragusa, Chiaramonte
Gulfi, Vittoria e Giarratana, del catanese ad Adrano e Caltagirone ed a
Pachino e Siracusa nel siracusano, Luciforo è praticamente unico,
tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal nome greco composto dai termini
λύχνος lycnos
(luce, lampada) e φορεύς
foreys (colui
che porta), con il significato di colui
che porta la luce, l'illuminato. |
| LUCIFREDI
|
Assolutamente rarissimo Lucifredi, che dovrebbe essere originario della
provincia di Savona, è una derivazione da una forma arcaica del
nome di origine germanica Loffredo.
integrazioni fornite da Andrea
Manni
Il cognome Lucifredi potrebbe derivare dal nome personale Lucifrido,
un ibrido latino-longobardo, composto dal nome latino Lucius
(da lux, lucis) che significa “luminoso”
più il nome germanico Fridu
(in latino Fridus, anche Fredus)
che significa “Pace”.
Il nome personale Lucifrido è attestato a Siena nel 730, a Lucca
nel 737 e nel 772 (Cfr. Nicoletta Francovich Onesti, L\'incontro fra le
culture latina e germanica nell\'Italia longobarda alla luce dell\'antroponimia,
in D. Hägermann, W. Haubrichs, J. Jarnut (a cura di), Akkulturation.
Probleme einer germanisch-romanischen Kultursynthese, Berlin/New York,
Walter de Gruyter , 2004, p. 207) |
LUCIGNANI
LUCIGNANO |
Lucignani in Toscana ha un ceppo a Coreglia Antelminelli (LU) dove dovrebbe
derivare dal toponimo locale Lucignana, ed uno a Monte Argentario (GR),
che potrebbe derivare dal toponimo Lucignano (SI), ha un ceppo a Roma ed
a Civitavecchia (RM), a Roma c'è anche un ceppo di Lucignano che
è presente in misura molto significativa anche nel napoletano a
Pozzuoli, Napoli, Bacoli e Giugliano in Campania, tutti questi ceppi dovrebbero
derivare dal nome latino Lucinianus
di cui abbiamo un esempio in questa lettera di Sant'Agostino dell'anno
388: "...Credo qui nesciunt quid ames, quid concupiscas.
Nullusne tibi est amicorum, qui eis amores referat tuos ? nec Romanianus,
nec Lucinianus
? Me certe audiant....". |
| LUCII
|
Lucii è tipicamente toscano, di Poggibonsi e San Gimignano nel senese
e di Certaldo e Gambassi Terme nel fiorentino.
integrazioni fornite da Andrea
Manni
Il cognome Lucii è diffuso solo in Toscana, tipico del senese
e del fiorentino tra Poggibonsi, San Gimignano e Certaldo. Ceppi secondari
si trovano in provincia di Lucca, Pisa e Massa Carrara. Il cognome Lucii
potrebbe derivare dal nome personale Lucio
(in latino Lucius,
Lucii), di cui conserva ancora
la doppia -i- del genitivo latino.
Il cognome in passato si trovava anche nella forma Lucij,
in molti casi la -i- lunga è caduta dando origine alla forma cognominale
Luci che ha vari ceppi in Toscana (vedi Luci).
Un Fulgenzio Lucii fu consigliere di stato di Ranuccio Farnese (1569-1622),
duca di Parma e Piacenza. L\'abate toscano Lorenzo Lucii fu membro della
settecentesca Accademia degli Apatisti, accademia letteraria che aveva
sede nello Studio Fiorentino. Altro esempio di questa cognominizzazione
si ha con Girolamo Magni, pievano di Popiglio (Pistoia) nato nel 1531 che
nel suo «libro dei ricordi» (1555-1595) si presenta come «
Girolamo (figlio) di maestro Salimbeno di Gerolamo di Lorenzo Magni Vannini
Lucii, il quale (con tutti questi cognomi) rappresenta il ramo più
antico dei Magni di Popiglio » (Cfr. Wim Janse, Barbara Pitkin, The
Formation of Clerical and Confessional Identities in Early Modern Europe,
Boston: Brill, 2006, p. 375. Cfr Franca Falletti, Il diario del Pievano
Girolamo Magni. Vita, devozione e arte sulla montagna pistoiese nel Cinquecento,
Pisa, 1999, pp. 89-90 ). |
LUCILLA
LUCILLI
LUCILLO |
Lucilla, quasi unico, sembrerebbe marchigiano, Lucilli, leggermente meno
raro, è dell'Italia settentrionale, Lucillo, quasi unico sembrerebbe
del salernitano, dovrebbero derivare dal praenomen latino Lucillus,
Lucilla, forme ipocoristiche latine
dei nomi Lucius, Lucia,
dell'uso di quell'ipocoristico troviamo vari esempi tra l'altro anche nelle epistole di Seneca
e di Symmachus: "..Taceat prodiga laudis vetustas,
quae Apellem, Zeuxim, vel horum similes, ut quemque aetas tulit, voluminum
honore dignata est. Mihi erga Lucilli
praedicationem sermo parcior, fides major est. Quid enim juvat indulgere
verbis, cum rem liceat experiri? Sit igitur de hoc tua existimatio, qui
bonarum artium spectator semper fuisti. Ego Lucillum
modestiae merae atque honestatis astipulor. Videturne tibi dignus esse,
quem diligas, cujus gravitas sponsore me nititur, ars et eruditio te ipsum
judicem meretur? Vale..". |
| LUCIN
|
Lucin è tipicamente trentino, di Trento soprattutto e di Lavis,
dovrebbe derivare dal nome di un paese tedesco citato in questo testo del
1284: "..Nos Elena dei gratia Relicta Theoderici
Marchionis de Landesberc, Nosque eadem gratia Katherina Relicta Friderici
quondam Misnensis orientalis et de Landesberc Marchionis bone niemorie
recognoscimus tenore presentium protestantes, quod hominum et fidelium
nostrorum mediante consilio cum venerabili domino Heinrico Merseburgensi
Episcopo tractavimus, quod idem dominus Episcopus suo et Ecclesie sue nomine
Civitatem Lypzk cum districtibus judiciorum quatuor sedium judicialium
videlicet sedis ante Civitatem Lypzk super fossato, quod steingrube dicitur,
sedis in Rotowe, sedis in Ranstete, sedisque in Lucin
et bonis solutis in Lypzk et in predictis districtibiis sitis,..",
probabilmente il luogo d'origine del capostipite. (vedi
anche LUCINI) |
| LUCINI
|
L'area originaria è compresa
tra Cremona e Lodi, il milanese, il comasco ed il varesotto, dovrebbe derivare
dal nome medioevale italiano Lucino.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Lucini è un cognome lombardo. Viene dal toponimo Lucino (CO)
= piccolo bosco, dal latino 'lucus'
= bosco sacro. |
| LUCIOLI
|
Lucìoli ha un ceppo nell'aretino e nei vicini fiorentino, senese
e perugino, con un piccolissimo ceppo nell'anconetano ed uno nel romano,
dovrebbe derivare dall'ipocoristico latino Lucìolus,
derivato dal praenomen Lucius. |
LUCIONE
LUCIONI |
Lucione è quasi unico, Lucioni ha un ceppo lombardo nel varesotto
a Castiglione Olona e Varese, a Mozzate nel comasco ed a Milano, ha inoltre
un piccolissimo ceppo nell'anconetano ed uno a Terni e nel ternano, dovrebbero
derivare dal nome medioevale Lucione,
Lucionis di cui abbiamo un esempio
d'uso in un Breve guadie a San Sepolcro
di Ternate nel varesotto, nell'anno 1104, dove come testimone compare:
"..Signum ++ manuum Lucionis
et Adammi, qui hunc brevem ut supra fieri rogaverunt...".
integrazioni fornite da Andrea
Manni
Il cognome Lucioni ha un ceppo principale in Lombardia, tra Milano
e Varese; ceppi secondari si trovano in Val d’Aosta, Piemonte,
Marche, Umbria e Toscana (Cfr. Worldnames). Fuori dall’Italia,
un ceppo significativo si trova anche in Corsica, dove sono tuttora molto
diffusi cognomi di origine italiana, e in particolare di origine "toscana".
Come ipotesi etimologica, il cognome Lucioni potrebbe derivare dal nome
personale Lucione, variante di Lucio
(Lucius). Il nome personale Lucione
è attestato in Lombardia attorno al 750 (VIII secolo d.C) durante
il regno longobardo in una sentenza in cui un giudice "delegato" deve stabilire
se tale Lucione sia uomo libero o servo di Totone Campilionese: «
Et quia jussis intitis novis per indigandum de LUCIUNE
ut iniquireremus de livertatem eius et de violentia que ei TOTO DE CAMPELLIUNI
faceret (…) » (Codice diplomatico longobardo dal
DLXVIII al DCCLXXIV, con note storiche, osservazioni e dissertazioni di
Carlo Troya, tomo 4, Napoli: Stamperia Reale, 1854, p. 354). Esempi di
questa cognominizzazione si hanno con Brandale Lucioni (conosciuto anche
come Branda de’ Lucioni), maggiore dell’esercito austriaco
nato in Boemia nel 1740 da una famiglia lombarda originaria di Abbiate
Guazzone, frazione del comune di Tradate (Varese). Altro personaggio storico
è stato il patriota còrso Giuseppe Lucioni che nell’aprile
del 1792 è compagno d’armi del giovane tenente colonnello
Napoleone Buonaparte nel 2° Battaglione dei volontari còrsi,
il Battaglione d’Ajaccio e Tallano (Arthur Chuquet, La jeunesse
de Napoléon, Parigi: Armand Colin et Cie, 1897-1899, p. 347). |
LUCIOTTI
LUCIOTTO |
Luciotti, estremamente raro, è presente in modo sporadico, ma significativo,
in Abruzzo, Luciotto sembrerebbe specifico di Palermo, dovrebbero derivare
da forme ipocoristiche riferite al praenomen latino Lucius, probabilmente portato dai capostipiti. |
| LUCIS
|
Lucis, abbastanza raro, è tipico dell'udinese, potrebbe trattarsi
di un'alterazione del nome sloveno Lukas.
integrazioni fornite da Andrea
Manni
Il cognome Lucis, diffuso in Friuli nella provincia di Udine, potrebbe
derivare dal cognome sloveno e croato Lučić.
Sia a nord che a sud del Danubio sono diffusi infatti Lučić,
Lucich, Luchic,
Lukic, patronimici del nome Luka
che deriva dal nome latino Lucas in
stretta relazione con il latino Lucius
e il greco Loukas. Secondo altre ipotesi
Lučić potrebbe essere
anche matronimico di Lucija, dal nome
latino Lúcia. Non si può
escludere tuttavia per il cognome Lucis un'origine dialettale da una forma
locale friulana. |
LUCISANI
LUCISANO |
Lucisani, quasi unico, è del reggino, Lucisano è tipicamente
calabrese, di Catanzaro e di Villa San Giovanni, Africo, Santo Stefano
in Aspromonte e Delianuova nel reggino, potrebbe derivare da un nome prediale
o da un cognomen servile Lucisanus
riferito ad un liberto di un Lucisius,
nome di cui abbiamo esempio in una lapide a Genova: "...SCEPTRA
TULI GALYOT CUM MEUS NON VIVERET HERES // PRO CONSANGUINEO LUCA ET TERDONA
GERARDO // PAREBANT FRATÎ: SATUS HINC LUCISIUS
INDE EST // CAROCIUS GENITOR IACOBI QUI HANC EXTULIT EDEM // QUINTA VIRI
EXPECTAT FASTIGIA POSTUMA POMPAM ".
integrazioni fornite da Franco
Lucisano
la spiegazione più probabile a mio modesto parere la fornisce
lo studioso Giuseppe Pensabene nel suo "Cognomi e toponimi in Calabria:
nuove chiavi di lettura con grammatica per i passaggi dalle lingue classiche
a quelle romanze" (pag. 81 e seguenti, 1987). Secondo Pensabene Lucisano
sarebbe un cognome etnico che indica la provenienza dal comune di Sant'Alessio,
a pochi chilometri da Reggio Calabria (Sant'Alessio in Aspromonte), attraverso
questo iter linguistico: Sant'Alessio>
Alescio> Alescitano>
Lescitano> Lucisano
(Lucisano = "abitante di Sant'Alessio").
Secondo Pensabene, la 'a' iniziale sarebbe caduta in quanto non coperta
da protesi, 'le' è diventato 'lu' per apofonia, la metatesi ha portato
ha portato da 's' a 't' e infine c'è il classico suffisso locativo
latino in ano (anus). Anche le mie ricerche genealogiche confermano la
provenienza originaria dei Lucisano da Sant'Alessio in Aspromonte (RC),
dove ancora oggi sopravvive un nutrito numero di Lucisano. Numerosi nuclei
di Lucisano si sono radicati nel corso dei secoli in altre località
limitrofe del reggino, incluso il capoluogo Reggio Calabria. |
LUCONE
LUCONI |
Lucone è praticamente unico, Luconi è ben distribuito in
Toscana, a Parato, Cortona, Castiglion Fiorentino ed Arezzo nell'aretino,
a Pistoia e Firenze, nelle Marche ad Ancona, Jesi, Chiaravalle, Osimo,
Falconara Marittima, Castelbellino e Maiolati Spontini nell'anconetano
ed a Tolentino nel maceratese, in Umbria a Spoleto nel perugino, ed a Roma,
dovrebbero derivare dal nome personale latino Luconius,
di cui abbiamo tracce in una lapide funeraria: "Caius
Luconius eques cohortis I Flaviae Cilicum
equitatae turma Scaevae hic situs est. Sit tibi terra levis".
integrazioni fornite da Andrea
Manni
Il cognome Luconi è diffuso principalmente nelle Marche (Ancona,
Macerata) e in Toscana (Firenze, Pistoia, Arezzo). Ceppi più piccoli
sono presenti nel Lazio e in Umbria. A bassa frequenza è diffuso
anche in Liguria, Emilia Romagna e Lombardia. Il cognome Luconi potrebbe
derivare dal nome Lucone, forma ipocoristica
di Luca (in latino Lucas
a sua volta dal greco Loukas). Si può
anche ipotizzare che il cognome Luconi possa derivare da qualche toponimo
locale che richiami il nome Lucone, toponimi derivati dalla parola latina
lucus che vuol dire "bosco
sacro". |
LUCS
LUKS
LUX |
Luchs e Luks sono praticamente unici, Lux è un cognome rarissimo,
che sembrerebbe caratteristico dell'area tra Piemonte nordorientale e Lombardia
nordoccidentale, si possono formulare due ipotesi, una dal nome francese
Lukas come forma dialettale contratta
ed una dal soprannome e nome tedesco Luchs
(lince, con il significato anche di furbo e scaltro, estremamente improbabile
una derivazione dal latino lux (luce). |
| LUCULLI
|
Luculli, assolutamente mlto raro, ha un piccolo ceppo a Tuoro sul Trasimeno
nel perugino, dovrebbe derivare dal cognomen latino Lucullus,
ricordiamo con questo nome il generale romano Lucius Licinius Lucullus
vissuto a cavallo tra il secondo ed il primo secolo avanti Cristo, che
fu uomo di grande cultura ed umanità, uno stretto collaboratore
di Silla, che lo nominò tutore dei suoi figli, condusse la terza
guerra mitridatica dove sconfisse Mitridate, re del Ponto, e Tigrane, re
d'Armenia, venne sconfitto dagli affaristi, dai politici e dai demagoghi
essendo vittima di una persecuzione mascherata da processi giudiziari. |
LUDOVICI
LUDOVICO
LUDOVISI |
Ludovici è tipico dell'area che comprende le province di
Roma, Frosinone e L'Aquila, Ludovico ha un nucleo nelle Puglie tra Bari
e Taranto ed un ceppo nel Molise, Ludovisi è specifico della provincia
di Roma, derivano dal nome medioevale Ludovicus o dalla sua forma arcaica
Ludovisius di cui abbiamo un illustre esempio nel 1600 con il: "Presbyter
Cardinalis Ludovisius
nuncupatus de Sancte Romane Ecclesie Camerarius", tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo nel 1300 a Bologna con la nobile Bartolomea
Ludovisi. |
| LUGANO
|
Tipico dell'alessandrino, dell'area di Tortona e paesi dell'hinterland
orientale, ha anche un ceppo, probabilmente secondario a Genova ed uno,
probabilmente primario, nell'udinese, dovrebbero tutti derivare da un soprannome
originato dall'abitare la famiglia in prossimità di un lucus
(bosco nel medioevo o bosco
sacro nella tradizione celtica). |
LUGARI
LUGARO |
Lugari è specifico del modenese e reggiano, Lugaro è assolutamente
rarissimo, sembrerebbe avere due ceppi, nel savonese e nel palermitano.
Troviamo tracce di questa cognominizzazione a Genova nel 1500 con l'architetto
Rocco Lugaro, che costruisce nel 1564 palazzo Grimaldi. |
| LUGAS
|
Tipico sardo, particolarmente diffuso in provincia di Oristano a Tramatza
soprattutto, potrebbe derivare dal plurale del vocabolo sardo lughe
(luce, lume) e potrebbe indicare caratteristiche
o consuetudini del luogo d'origine del capostipite, così come anche
ad indicare il mestiere di produttore di lumi, ad olio ad esempio, svolto
dal capostipite. |
| LUGATO
|
Tipico di Venezia, dovrebbe derivare dall'etnico di Lugo (VE). |
LUGGESI
LUGGISI |
Sia Luggesi che Luggisi sono quasi unici, tipicamente siciliani, probabilmente
del catanese, dovrebbero derivare dallo stato di bambino abbandonato del
capostipite (vedi La Loggia) che avrebbe
quindi la caratteristica di essere dei cittadini della Loggia o, in dialetto,
luggisi. |
| LUGHI
|
Lughi, abbastanza raro, sembrerebbe specifico di Cesena e del cesenate,
dovrebbe derivare dal nome del paese di Lugo nel ravennate, probabile luogo
d'origine del capostipite. |
LUGLI
LUGLIENGO
LUGLIO |
Lugli è tipico dell'area che comprende le province di Reggio Emilia,
Modena, Bologna, Mantova e Ferrara, Lugliengo è assolutamente rarissimo,
tipico del Piemonte occidentale, Luglio, sicuramente meridionale, ha un
ceppo a Napoli e Massa di Somma (NA) ed uno a Lauria (PZ), dovrebbero tutti
derivare dall'essere nato il capostipite nel mese di luglio. |
| LUGO
|
Lugo ha un ceppo nel veronese, che potrebbe derivare dal toponimo Lugo
di Grezzana nel veronese o Lugo di Vicenza nel vicentino, ed uno genovese,
che dovrebbe invece derivare dalla forma dialettale del nome di Lu nel
Monferrato alessandrino. |
| LUGRINI
|
Estremamente raro è presente solo nel sud milanese, potrebbe
derivare da un soprannome dialettale collegato con la funzione di accenditore
di lumi, ceri o simili lüghèe
o lügrèe (da lüghèra
= scintilla).
integrazioni fornite da Aldo Piglia
Questo cognome potrebbe essere anche collegato all'attività
del capostipite. Per Cletto Arrighi (Dizionario Milanese-Italiano, Milano
1896) lugher, in un gergo triviale
e furbesco, significa guardia di questura
(ed i suoi figli potevano essere definiti lugherinn).
Come esempio C. Arrighi cita: "Gh'è intorno
di lugher" (le guardie fanno la ronda). |
| LUI
|
Lui è caratteristico del mantovano, di Gonzaga, Mantova, Suzzara,
Pegognaga e Bagnolo San Vito, si dovrebbe trattare di una forma tronca
del nome spagnolo Luius, o anche del
nome Luigi. |
| LUIGI
|
Luigi, cognome rarissimo panitaliano, deriva dal nome italiano omonimo, probabilmente
portato dal capostipite. |
LUINI
LUINO |
Luini è tipico di Milano e del milanese e di Varese e del varesotto
in particolare, Luino, molto raro, sembrerebbe specifico di Caramagna
Piemonte (CN) e di Torino, dovrebbero entrambi derivare dal toponimo Luino
(VA).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Luini è un cognome lombardo, deriva dal toponimo Luino (VA)
che viene dal dialettale 'lüina',
plurale 'i lüinn' = scoscendimento. |
LUIS
LUISE
LUISI
LUISINI
LUISON |
Luis, molto raro, è tipico del Friuli sudorientale, Luise ha un
grosso ceppo veneto concentrato soprattutto nel padovano e veneziano, ed
un ceppo campano, particolarmente presente nel napoletano, Luisi ha un
nucleo lucchese nella zona di Pietrasanta, Seravezza e Forte dei Marmi
ed uno tra Campania e Puglia, Luisini, assolutamente rarissimo, parrebbe
foggiano, Luison è tipico del trevisano, dovrebbero tutti derivare
dall'aferesi del nome Aloise o Aloisi
(antica forma per Luigi) anche se i
ceppi meridionali possono derivare direttamente dal nome spagnolo Luis.
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Spoleto dove nel 1285 viene
data mansione di Podestà a Guidone de' Luisini. |
| LUITPRANDI
|
Luitprandi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe avere un piccolissimo
ceppo a Pegognaga nel mantovano.
integrazioni fornite da Andrea
Manni
Luitprandi è un cognome rarissimo, presente ai confini tra Emilia
e Lombardia, tra Mantova, Reggio Emilia e Modena, e in Toscana in provincia
di Lucca. Il cognome Luitprandi dovrebbe derivare dal nome personale germanico
Luitprando o Liutprando
diffuso tra i Longobardi. Il nome germanico Luitprand
(in latino: Luitprandus o Liutprandus)
è composto da *leut (popolo)
e *prand/brand (spada
splendente) e significa la spada del popolo.
Luitprando (o Liutprando) era il nome di un celebre Re dei Longobardi che
fu Re d'Italia dal 712 al 744. |
LULI
LULLI
LULLO
LULY |
Luli è quasi unico, Lulli ha un ceppo nel genovese, uno nell'area
che comprende il fiorentino, il pratese, il pistoiese ed il pisano, ed
uno a Palestrina (RM) ed a Roma, Lullo ha tre ceppi possibili, nel salernitano,
nel barese ed in Emilia, Luly ha un ceppo a Roma ed uno a Crotone, dovrebbero
tutti derivare dal nome Lull in uso
presso i Franchi, ma è pure possibile da una forma diminutiva familiare
di nomi come Paulus o Carolus. |
LUMARE
LUMARI
LUMARO |
Lumare è specifico di Crotone, Lumari, quasi unico, è del
crotonese, Lumaro, praticamente unico, è del messinese, potrebbero
derivare dall'italianizzazione del cognome slovacco Lumar
o dell'equivalente greco Lumareos,
ma è anche possibile, se non addirittura più probabile, una
derivazione da un soprannome basato sul termine dialettale lumaru
(venditore di lumi e lucerne). |
| LUMIA
|
Tipicamente siciliano, deriva da un soprannome originato dal vocabolo siciliano
lumia (varietà di limone). |
|
|