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MAGNABOSCO Specifico dell'area che comprende le province di Verona e Vicenza, dovrebbe derivare da un nome di località Val Magnaboschi (VI).
MAGNACAVALLO
MAGNOCAVALLI
MAGNOCAVALLO
MANGIACAVALLI
MANGIACAVALLO
MANGIOCAVALLI
MANGIOCAVALLO
Magnacavallo, molto molto raro, sembra specifico di Rovellasca nel comasco, Magnocavalli è quasi unico, Magnocavallo ha piccoli ceppi nel foggiano e nel bresciano, Mangiacavalli sembrerebbe tipico di Lomazzo nel comasco e di Milano, Mangiacavallo, è specifico di  Monreale nel palermitano, Mangiocavalli è praticamente unico, Mangiocavallo è assolutamente rarissimo e sembrerebbe dell'area abruzzese, molisana, derivano tutti da soprannomi originati probabilmente da caratteristiche comportamentali del capostipite o da particolari episodi della vita dello stesso. I Magnocavallo, conti di Varengo e castellani di Pontestura (AL) ebbero alterne fortune.
MAGNAGHI Magnaghi è originario del milanese e varesotto, dovrebbe derivare dal nome di paesi come Magnago nel milanese o Cassano Magnago nel varesotto.
MAGNAGO Magnago è specifico del trentino, di Levico Terme, Trento, Cles e Civezzano, potrebbe derivare da un nome di località, oggi scomparsa, derivato forse dal termine latino Magnus ager (grande campo), ma molto più probabilmente deriva dal nome di una proprietà terriera di un certo Manius, nome latino di persona, cui sia stato aggiunto il suffisso di origine celtica -acus (terreni di).
MAGNAN
MAGNANI
MAGNANINI
Magnan è tipico dell'area che comprende il padovano, il trevisano e veneziano, il pordenonese, dove la massima concentrazione è a Meduno, e l'udinese, Magnani è molto diffuso in tutto il nord Italia, in Lombardia in particolare, Magnanini ha un ceppo emiliano, in particolare nel reggiano e modenese e nel ferrarese, con un ceppo anche nel veneziano, dovrebbero derivare, direttamente o attraverso una forma ipocoristica,  dal vocabolo dialettale magnan (calderaio, chi fa e aggiusta le pentole), ma in altri casi potrebbe derivare toponimi come Magnano (BI), Magnano in Riviera (UD) ecc.
MAGNANIMI
MAGNANIMO
Magnanimi è tipicamente laziale, di Alatri e Frosinone nel frusinate e di Roma ed Anzio nel romano, Magnanimo ha un ceppo a Forio sull'isola d'Ischia nel napoletano ed un piccolo ceppo a Lagonegro nel potentino, dovrebbero derivare da nomi augurali medievali, con i quali i genitori augurassero ai propri figli di essere di animo buono e che la sorte li favorisse.
MAGNANO Magnano ha un ceppo principale nel siracusano ed uno nel torinese, presenta anche un ceppo forse non secondario nel genovese, potrebbe derivare dal vocabolo latino manianus (lavoratore manuale, manovale), ma è pure possibile una derivazione dal nomen latino Manius, Manianus starebbe per della gente di Manio:, non trascuriamo, soprattutto per i ceppi settentrionali una derivazione simile a quella di Magnani (vedi).
integrazione di Andrea Ferreri
Diffuso in Sicilia a Siracusa e provincia (Sortino, Lentini, Melilli) e in Piemonte tra la provincia di Cuneo (Barge) e quella di Torino (Cavour, Pinerolo). Entrambi i ceppi sono originari. Il nucleo piemontese potrebbe essere originario di Cavour (Torino). A Catania troviamo la forma cognominale Magnano di San Lio. Essa pare essere di nobile origine. San Lio è una frazione di Palazzolo Acreide (Siracusa). Il cognome deriva dal nome di mestiere magnano, fabbro, calderaio. Non credo si possa però escludere un'eventuale origine toponomastica, soprattutto per il ceppo siracusano.
MAGNAPANE Magnapane è un cognome assolutamente rarissimo, probabilmente dell'Italia meridionale, dovrebbe derivare da un soprannome riferito al capostipite.
MAGNARAPA
MAGNARAPE
MANGIARAPE
Magnarapa, assolutamente rarissimo, è specifico di Casalbordino nel teatino, Magnarape è ormai praticamente scomparso, Mangiarape è praticamente unico ed è molisano, dovrebbero tutti derivare da un soprannome indicante uno stato di povertà del capostipite, le rape assieme a cipolle, agli, porri, scalogno, cavolo, lattuga, spinaci, zucca ed altri ortaggi costituivano la dieta classica delle famiglie contadine e meno abbienti, tanto che magnarape o mangiarape venivano chiamati con disprezzo i contadini (vedi 'La secchia rapita' di A.Tassoni), con questo termine Teofilo Folengo nell'Orlandino indica i lombardi: "..Pur saper dè' ch'io son di Lombardia / e ch'in mangiar le rape ho del restio.. ..e questo voglio ch'a color sia detto / che chiaman: "lombarduzzo mangia rape"...", ma è molto difficile che sia questa l'origine di questi cognomi.
MAGNASCHI
MAGNASCO
Magnaschi, molto raro sembrerebbe di Piacenza e del piacentino, Magnasco ha un nucleo palermitano ed uno primario genovese, dovrebbero derivare dal toponimo Magnasco (GE). Personaggi di rilievo con questo cognome sono stati i pittori genovesi Stefano Magnasco (1635-1680) ed Alessandro Magnasco (1667-1749).
MAGNAVITA Assolutamente rarissimo, probabilmente originario del cosentino.
MAGNELLI Magnelli ha un nucleo nel fiorentino, un ceppo nel piacentino, uno nel Lazio ed uno nel cosentino, dovrebbe derivare da una modificazione del cognomen latino Magnus. (vedi Magni)  Troviamo tracce di questa cognominizzazione ad Eianina (CS) almeno dal 1700, nel Catasto Onciario del 1752 è citato un Saverio Magnelli.
MAGNI
MAGNINI
MAGNO
Magni è molto presente in tutto il centronord, Magnini ha ceppi in Lombardia, Toscana, Marche ed Umbria, Magno è abbastanza diffuso in tutto il sud, hanno diverse origini, che si riconducono alla derivazione, anche tramite forme ipocoristiche, dal cognomen latino Magnus, o direttamente, o attraverso toponimi correlati con questo nome, in altri casi discende da soprannomi collegati con il vocabolo magno (grande).
MAGNIFICO Pugliese di origine, ci sono tracce di questo cognome già dal 1476, in una lettera d'affari viene citato Messer Andrea Magnifico, il cognome dovrebbe derivare dall'aggettivo magnifico, stante ad indicare l'eccellenza del capostipite.
MAGNISI
MANGHISI
Magnisi è specifico di Bari, Manghisi è specifico di Castellana Grotte nel barese, con presenze anche a Monopoli, Conversano e Putignano, sempre nel barese, Manghisio, che è probabilmente il frutto di un'errata trascrizione del precedente, sembrerebbe unico, dovrebbero derivare da una forma dialettale riferita al nome dell'antica città ionica di Magnesia, il cui nome in greco antico era Μαγνησία Maghnisìa, una città della Tessaglia da cui probabilmente erano giunti i capostipiti, forse in fuga all'epoca dell'invasione turca nel XVI° secolo.
MAGNOLFI
MAINOLFI
MAINOLFO
MANGIOLFI
Magnolfi è tipico di Prato, Firenze e del fiorentino, di Calenzano e Sesto Fiorentino in particolare, Mainolfi, oltre al ceppo a Roma e Mentana nel romano, ha un ceppo a Rotondi e Cervinara nell'avellinese, ed è presente con poche presenze in tutta la Campania, Mainolfo è unico ed è dovuto molto probabilmente ad un errore di trascrizione del precedente, Mangiolfi, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del cognome Magnolfi, dovrebbero tutti derivare dal nome longobardo Magnulfus, Manulfus o Maginulfus a sua volta derivato dai termini alto germanici Magin (forza, potenza) e wulf (lupo) con il significato di Lupo forte e potente, il ceppo campano potrebbe anche derivare dal toponimo Mainolfo (SA).
MAGNONI Si individua un forte gruppo originario nell'area che comprende le province di Milano e Varese, un altro ceppo nel modenese ed uno possibile nelle Marche, diverse sono le origini, dalla derivazione da uno dei molti toponimi riconducibili a "..magno", come Magno (BS), San Magno (LT) e molti altri, alla derivazione dal cognomen latino Magnus, per il ceppo lombardo non si può escludere la derivazione da un soprannome legato al vocabolo dialettale magnon (che mangia molto).
MAGON
MAGONE
MAGONI
Magon ha un ceppo lombardo ed uno veneto tra padovano e rovigoto, Magone, assolutamente rarissimo, parrebbe piemontese, Magoni ha un ceppo nel bergamasco a Selvino soprattutto, ma con significative presenze anche a Nembro, Zogno, Seriate e Ranica, ed ha anche un ceppo nel bolognese a San Giovanni in Persiceto, potrebbero derivare dal nome di origine germanica Magone di cui abbiamo un esempio in una Carta venditionis et investiture dell'anno 1152 a Magenta (MI): "...Constat nos Ciceronem filium quondam Iohanni qui fuit dictus Panello de loco Magenta et Adelaxia iugalis et filia quondam item Iohanni qui fuit dictus Magoni de loco Axiglane, qui profesi sumus nos iugales ambo lege viventes Longobardorum...", o anche da nomi di località come quella citata ad esempio in questa Carta Offertionis del 1124 a Brescia : "...Ecclesie Sancti Iohannis site foris civitatis Brixie nos Vitalis, filius quondam Bruni, de loco Solto set nunc habitator loco Magone Vico, et Antilda, relicta quondam Benedicti, de eodem loco...". Ricordiamo che Magone era anche nome fenicio, il fratello del generale cartaginese Annibale Barca si chiamava appunto Magone.
MAGOSSI
MAGOSSO
Magossi, molto molto raro, è di Ferrara, Magosso è tipico del basso veronese e del rovigoto, di Minerbe nel veronese e di Lendinara, Rovigo, Badia Polesine e Taglio di Po nel rovigoto, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale rovigoto arcaico basato sul termine magosso (goffo, detto anche di persona piccola e malfatta).
MAGOTTI Magotti ha un ceppo nel mantovano a Suzzara, Mantova e Pegognaga, ed uno nel trentino a Trento e Lavis, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine dialettale mantovano arcaico magott (male tipo otite, infiammazione agli occhi o unghia incarnita), potrebbe essere stato attribuito ad un capostipite particolarmente noioso.
MAGRI
MAGRIN
MAGRINI
MAGRINO
MAGRO
Magri è tipico di Lombardia ed Emilia, Magrin è del vicentino, Magrini è molto diffuso nella fascia dell'Italia centrale che comprende Toscana, Marche, Umbria e Lazio, Magrino, molto raro, ha un piccolo ceppo a Vietri Di Potenza (PZ) ed uno nell'udinese, Magro è molto diffuso in Veneto, nel padovano in particolare, ha ceppi anche in Sicilia ed uno in Calabria, derivano dal nome medioevale Magrus derivato da soprannomi originati da caratteristiche della corporatura del capostipite, di quest'uso abbiamo un esempio in una Cartula libelli nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale a Quinzano San Pietro (VA) nel 1178: "...ad Castellum Seprium quod fictum emit Petrus clericus et dicitur Magrus ab suprascripto preposito...". Tracce di questa cognominizzazione le troviamo in Valtellina nel 1700 con un certo Battista Magro fu Stefano, decano e rappresentante della comunità di Villa e Stazzona.
MAGURNO Magurno è specifico del cosentino, di Diamante, Maierà, Buonvicino e Santa Maria del Cedro, ma è comunque ben presente in tutta la provincia, dovrebbe derivare dal cognomen latino Magunnus, con l'aggiunta medioevale di una erre epentetica, ricordiamo Marcus Atronius Magunnus una delle guardie personali di Cesare inviate in schiavitù a Roma a seguito di insubordinazione, dell'uso di questo nome abbiamo un esempionella Vita Sancti Kepii: ".. Inde uenit ad locum, qui dicitur Cunab, eoque aliquandiu commoratus est. Quodam uero die precepit Caffo cuidam discipulo suo, ut ignem afferret. At ille preceptori suo parens, ad domum cuiuslibet fabri, nomine Magurnus, progreditur. A quo unde uenisset interrogatus, respondit, `A magistro meo Kebio.' At ille quid uellet sciscitans, `Ignem' inquid `habere uellem.' Cui Magurnus, `Focum tibi non dabo, nisi in sinu tuo gestaberis'. Responditque Caffo, `Depone ignem in sinu meo.'  ..".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Magurno è un cognome derivato dal toponimo Magorno (pianure di -) vicino a Lagonegro (PZ).
MAI
MAIETTI
MAIETTO
MAIO
MAJ
MAJO
Mai è decisamente lombardo di Milano, ma anche di San Giacomo delle Segnate nel mantovano, di Varese, di Lodi e del bresciano, con un ceppo anche in Emilia a Modena e nel modenese ed uno a Roma, Maietti ha un ceppo nel sudmilanese e lodigiano a Sant'Angelo Lodigiano, uno a Ferrara ed Argenta nel ferrarese, uno a Terracina nel latinense, probabile esito dell'emigrazione in occasione della bonifica Pontina, ed uno a Napoli, Maietto, quasi unico, è del viterbese, Maj è tipicamente lombardo, di Schilpario nel bergamasco e di Vimercate e Milano nel milanese, Maio è diffuso nel centrosud, Majo, molto raro, ha ceppi nel chietino e nel palermitano, questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o attraverso ipocoristici, dal nome medioevale Majo (Maggio) attribuito a bambini nati in quel mese, di quest'uso abbiamo un esempio in Irpinia in uno scritto del 1015: "...tradidit michi ad tenendum et laborandum Maio, filio Domnelli, una pecia de terra cum arbusto bitatum, quod abuit in locum Solofre...".
MAIA
MAIETTA
MEIETTA
Maia ha piccoli ceppi nell'area ligure, piemontese, lombarda, un piccolissimo ceppo a Ferrara, ha presenze nel napoletano ed un piccolo ceppo nel palermitano a Prizzi e Palermo, Maietta è tipicamente campano, di Marcianise, Capodrise, San Nicola la Strada e Caserta nel casertano, di Napoli, Pomigliano d`Arco, Casalnuovo di Napoli, Roccarainola, Nola. Acerra e Cicciano nel napoletano, di Avella, Avellino e Rotondi nell'avellinese, e di Paolisi e Montesarchio nel beneventano, Meietta è praticamente unico e dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, questi cognomi potrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome Maia, il nome di un'antica dea romana della fecondità e del risveglio naturale in primavera.
MAIALE
MAIALI
Maiale ha un piccolo ceppo nel teatino a Palmoli e San Salvo, uno in Campania nel beneventano a Sant'Angelo a Cupolo, Pietrelcina e Benevento, nel casertano a Curti e Trentola Ducenta ed a Castel San Lorenzo nel salernitano, presenta inoltre un ceppo nella punta occidentale della Sicilia, a Marsala e Mazara del Vallo nel trapanese, Maiali ha un ceppo nel Lazio a Rieti e Torricella in Sabina nel reatino ed a Roma, questi cognomi potrebbero derivare da soprannomi originati dal fatto che i capostipiti fossero dediti all'allevamento dei maiali, peraltro molto redditizio anche anticamente, ricordiamo che il termine maialis aveva avuto origine dal nome della dea latina Maia, quindi non aveva assolutamente un significato negativo, un'altra possibilità è che possano aver avuto origine dal nome Maialis (di maggio, maggengo), attribuito a figli nati appunto nel mese di maggio, dell'uso di questo termine abbiamo un esempio in questo testo medioevale: ".. Intra hunc ordinem diurnum commendata privata exercitia pietatis: adoratio, rosarium, stationes viae crucis, mense Maio devotio Maialis ..".
MAIANI
MAIANO
MAJANI
MAJANO
Maiani ha ceppi tra Bologa e Molinella (BO), a Genova, ad Arezzo e tra Firenze e Borgo San Lorenzo (FI), ad Ancona ed a Roma, Maiano ha un ceppo a San Remo (IM) ed uno a Cepagatti (PE), Majani e Majano sono assolutamente rarissimi, dovrebbero tutti derivare dalla Gens Maiania o dal nomen romano Maianus di cui abbiamo un esempio in un'antica lapide: "I(ovi) O(ptimo) M(aximo) / Pistillus / et Quintus / et Maianus / Bellici f(ilius) / v(otum) s(olverunt) l(ibentes) l(aeti) m(erito)".
MAIDA Diffuso in Calabria e Sicilia, dovrebbe derivare dal vocabolo arabo maidah (tavolo), esiste anche un'ipotesi che lo farebbe derivare dal toponimo Maida (CZ).
MAIELLA
MAIELLI
Maiella molto raro dovrebbe essere di origine abruzzese e derivare dal nome di località omonima, Maielli, molto molto raro, è del foggiano.
MAIELLO Maiello è tipico del napoletano di Afragola, Napoli, Sant`Anastasia, Somma Vesuviana e Casoria e di San Nicola la Strada e Caserta nel casertano, con ceppi a Roma e nel latinense a Formia e Terracina, ed in Calabria a Curinga (CZ), dovrebbe derivare dall'ipocoristico del nome medioevale Majo (Maggio) attribuito a bambini nati in quel mese (vedi MAIO).
MAIELLARO
MAJELLARO
Molto raro il primo, mentre il secondo è assolutamente rarissimo e potrebbe trattarsi o di una forma originale dello stesso cognome, o di una diversa trascrizione, sembrerebbero specifici della Puglia, dovrebbero derivare da un soprannome legato alla catena montuosa abruzzese della Maiella.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Oltre che dall'oronimo Maiella, Maiellaro potrebbe avere alla base il sostantivo del dialetto calabrese 'majillaru' = costruttore di madie, oppure il toponimo Majello che si trova nella contrada di Zagarise (CZ). Minervini 292.
MAIER
MAJER
MEIER
MEIR
MEJER
MEJR
Maier è tipico della provincia di Bolzano e di quella di Trieste, Majer è specifico di Venezia e Trieste, Meier, assolutamente rarissimo, è del nord Italia, Meir e Mejer sono quasi unici, Meyr è veneto, dovrebbero derivare dal cognome tedesco Mayer a sua volta derivato dal latino maior (maggiore, fattore, supervisore), ma in alcuni casi potrebbero essere di origine ebraica (vedi MAYER), a testimonianza di ciò troviamo nella prima metà del 1400 ad Asolo un certo Abraam quondam Maier titolare del locale banco di pegni.
MAIERON Sembrerebbe tipico del paese di Paluzza (UD), dovrebbe derivare da un soprannome proveniente dal vocabolo latino maior (più grande), originato o dall'importanza del personaggio, ad esempio un sindaco o comunque un responsabile di più persone, o dall'imponenza dello stesso, potrebbe anche trattarsi dell'italianizzazione del cognome ebraico Meir.
MAIESE Maiese è specifico di Vallo della Lucania e di Novi Velia nel salernitano,dovrebbe indicare un'origine francese delle famiglie, Maiese era il nome arcaico della regione del Maine in Francia, vicina all'Angiò, dell'uso di questo termine abbiamo un esempio in un libro di storia che a proposito degli avvenimenti dell'anno 1154 tra l'altro scrive: "...Era egli già Conte di Angiò, ed avea menato in moglie Eleonora di Aquitania, ripudiata da Luigi il Giovane, Re di Francia. Quindi al suo Reame d' Inghilterra e di Normandìa egli aggiunse l' Angiò, la Turenna , il Maiese, il Poitù , la Santongia , la Guienna e la Guascogna; provincie che la sua moglie aveagli recato in dote. Indi egli fece la conquista dell'Irlanda, la quale fu incorporata all'Inghilterra ; non
però sotto il titolo di Regno, che ottenne alcuni secoli dopo. Non eravi allora in Europa Sovrano più potente di Arrigo; ...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Maiese è cognome lucano presente a Sala Consilina. Secondo G. Rohlfs viene dall'aggettivo 'maggese' (n.d.r. che indica ciò che avviene nel mese di maggio, o anche le operazioni agricole atte al recupero di un terreno impoverito).
MAIFREDI Maifredi è tipicamente lombardo del bresciano in particolare, di Brescia, Palazzolo Sull`Oglio, Chiari, Ghedi, Cazzago San Martino, Visano e Coccaglio, deriva dal nome medioevale Maifredus di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico Bresciano a San Pietro in Oliveto nell'anno 1175: "Anno Domini MCLXXV, indictione VIII, die martis nono intrante mense decembris. Presentia horum hominum quorum nomina subter leguntur, per lignum quod in sua manu tenebat dominus Petrus, prepositus ecclesie Sancti Petri in Oliveto, per parabolam presbiteri Iohannis et Girardi et aliorum fratrum, ut dicebat, investivit Maifredum de Carpentero de Pontecaralo, nominative de uno sedimine, iuris predicte ecclesie, et quod iacet in loco Pontecarali, non longne a castro de eo loco; coeret ei: a mane Girardus de Manerva, a meridie et a sera via, a monte Bertolottus. Eo vero modo fecit hanc investituram ut ipse Maifredus et sui heredes aut cui dederint, perpetualiter habeant et teneant predictum sediminum...", tracce di questa cognominizzazione le troviamo tra bergamasco e bresciano nella seconda metà del 1200 con il notaio di Curno Albertino Maifredi , e più avanti nella prima metà del 1400 con il notaio Giovanni Maifredi fu Pietro Catelan di Nembro.
MAIMONE
MAIMONI
Maimone sembrerebbe tipicamente siciliano, del messinese e delle vicine aree del palermitano e del catanese, con un ceppo anche nel basso potentino e nel napoletano, Maimoni, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Maimone, l'italianizzazione cioè del personale arabo Maimon o Maimun, col significato letterale di fortunato (vedi Fortuna e Fortunata): per la precisione, comunque, va notato che Maimon è anche un nome ebraico (sia sefardita che askenazita) e talvolta, allora, vi è la possibilità di una discendenza ebrea piuttosto che araba (a dire il vero, la distribuzione geografica dei cognomi Maimone e Maimoni rende più probabile un'origine araba). Ad ogni modo, un esempio famoso del nome Maimon viene proprio dalla comunità ebraica, con la figura del rabbino Moshe ben Maimon (nato a Cordoba, Spagna, nel 1135 e morto a Fostat, Egitto, nel 1204), che, ancora oggi, è ritenuto uno dei più grandi filosofi e pensatori della cultura ebraica (nel Medioevo, Moshe ben Maimon fu uno dei pochi filosofi ebrei ad influire sulla cultura non-ebraica). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
MAINA
MAINELLA
MAINELLI
MAINELLO
Maina ha un ceppo importante nel torinese, uno secondario nel milanese ed uno probabilmente primario nella zona tra Caserta e Napoli, Mainella è caratteristico di Frosolone ed Isernia nell'iserniese e di Bojano nel campobassano, Mainelli ha un piccolissimo ceppo in Piemonte, nel novarese ad Oleggio e nel biellese, e qualche presenza tra Molise e Campania, Mainello, praticamente unico, è dell'iserniese, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche, dal nome medioevale di origini francone, forma apocopaica del nome germanico MainhardMaina, di cui abbiamo un esempio nel 1200 in Linguadoca: "...Cui hereticaiioni interfuerunt ipse testis et Maina, filia ipsius infirme, que est uxor ipsius Guillelmi Peitavi ..." e nel 1500 nel milanese: "...Li Heredi di Ambrogio di Sappi cioe Maina di Sappi ubligata a uno annuale di messe sej e stara duj formento per anni diecj come nel testamento sotto li i8 di Aprile i547 rogato per Francesco Isacho di tabiago...", tracce di questa cognominizzazione le troviamo nei pressi di Maranello (MO) nel X° secolo quando i Maina erano feudatari del luogo.
MAINARDI Diffuso nel centro nord, deriva dal nome medioevale italo germanico Mainardo.
integrazioni fornite da Giancarlo Mainardi
Diffuso con media frequenza al nord e sporadicamente nel centro, ha alla base il nome di origine germanica e di tradizione francone Mainardo, documentato nella stessa area dal X° secolo come Maginardus o Maghinardus e Mainardus,. formato da "magin" forza,potere (il passaggio da magin a main è tanto longobardo quanto francone) e "hardu", duro, forte,valoroso, con il significato originario,quindi, di duro,temibile per la sua forza.  L'Abate Benedettino Jean de Mabillon , Abate di Reims ed erudito ci tramanda al riguardo le seguenti note relative all'esistenza del cognome Mainardi già nel V° secolo:  ....di un Conte Mainardo del secol quinto, forse Mainardo/Tomo 7, ivi 419 degli Atti dei SS. Benedettini. E ancora: Maginardi e Mainard del secol quinto e und'essi Vescovo di Mans, pag. 282, 629, Tomo 7 degli stessi atti. (Fonti: Emidio de Felice e Atti dei SS.Benedettini di Jean de Mabillon)
MAINAS Molto raro è tipico cagliaritano, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo dialettale sardo maìna (sortilegio, magia), tracce di questo cognome le abbiamo fin dal 1500 con il pittore cagliaritano Antioco Mainas.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
MAINAS: màina o màî è aggettivo sardo, di etimologia sconosciuta, riferito a un tipo di terra particolarmente argillosa: terra màina o maî. Ben diverso è il significato di maìna o maìnas = stregoneria, fattucchieria, sortilegio. Ammainài = ammaliare, incantare con sortilegi, ma anche con carezze, amorevolezze. La voce “maìna” è un misto di “magia e medicina” > matzìna e maxìna (vedi il cognome Mascìa). “Esti un homini de maìnas malas”! (per definire un uomo di cui non c’è da fidarsi, per le sue “diavolerie”). È un cognome raro e diffuso per lo più nella parte meridionale della Sardegna. Ma è presente nelle carte antiche della lingua e della storia della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, troviamo: Mainas (de) Basilo, ville Gonnos de Tramacia; Mainas(de) Nicolao, ville Gonnos de Tramacia, * Gonnos de Tramacia…Gonnostramatza. Partis de Montibus - ** Et ego De Montisi Laurencius de  Villa de Gonnos de Tramacia, sindicus etc. etc. Curatorie Partis de Montibus seu a Guantino Marmeda (officiali majori Curatorie…congregatis in villa de Gonnos de Tramacia, ante domum habitacionis Guantini Marmeda…in posse  Penna Ambrosii. XI die januarii 1388. Attualmente il cognome è presente in 35 Comuni italiani, di cui 15 in Sardegna: Quartu 79, Quartucciu 36, Iglesias 24, Selargius 21, etc,
MAINERI
MAINERO
MAINIERI
MAINIERO
Maineri, molto raro, ha un ceppo in Liguria tra Savona e La Spezia, a Toirano (SV) in particolare, Mainero, anch'esso raro, ha un ceppo nel genovese ed uno nel torinese, dove potrebbe derivare dal toponimo Maineri di Buriasco (TO), Mainieri, decisamente raro, è tipico dell'alto cosentino, zona di Castrovillari e Morano Calabro, Mainiero, ancora più raro, dovrebbe essere specifico dell'Irpinia, di  Ariano Irpino, derivano tutti dal nome medioevale germanico di tradizione franca Mainerius, di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale, dove, in una sentenza scritta in Milano l'8 novembre 1174, si legge: "...Die veneris, octavo die mensis novembris, in consulatu Mediolani. Sententiam protulit Arnaldus iudex qui dicitur Mainerius consul Mediolani,..", un principio di questa cognominizzazione lo troviamo nel 1300 a Milano: "...Mainanus sive Mainerius Petrus, natione Italus, Alumnus Provinciae Lombardiae, Filius Coenobii ad S. Marcum Mediolani,...", sempre nel Nicolò Dè Maineri,  secolo un Nicolò Dè Maineri, è ammiraglio di una flotta di 15 navi genovesi. nella guerra contro i veneziani, un Pietro Maineri fu vescovo di Piacenza dal 1388 al 1404.
MAINETTI
MAINETTO
Mainetti è tipicamente lombardo, con un ceppo principale nella zona delle province di Lecco e Sondrio, particolarmente a Lecco, Mandello Del Lario e Lierna nel lecchese e Colorina, Mese, Chiavenna e Samolaco nel sondriese, a Brescia e Milano, presenta anche un ceppo tra Imola (BO), Faenza (RA) e Forlì, Mainetto, assolutamente rarissimo, è presente nel genovese e nel grossetano, dovrebbero derivare dal nome franco Mainet, nome che adottò il giovane Carlo, il futuro Carlomagno, nel suo esilio a Toledo, come viene descritto nella Chanson de Saisnes del XII° secolo, nome che si latinizzò in Mainettus, Manettus o Mainetus, di cui abbiamo un esempio nel 1273 con Maineto vescovo di Fiesole: "In Christi nomine amen. M°CC°LXXIII°, inditione prima, .. Taddeus prior de Poppiena, licet indignus executor venerabilis patris domini Maineti Dei gratia episcopi phesulani, universis atque singulis clericis et laicis per episcopatum phesulanum...". ed in una fidejussione del 1418 a Firenze: "Pro Potestaria Ripefratte pro resto bonorum tertii anni fideiussit Manettus Andree suprascriptus suo nomine proprio et etiam pro et vice et nomine dicti Iacobi Montis cum quo ipse stat et ut dixit de suo con...".
MAINI
MAININI
MAININO
MAINO
MAINOLDI
Maini è specifico emiliano, Mainini, decisamente lombardo del milanese e del comasco, ha un ceppo anche nel reggiano, Mainino, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del varesotto, Maino sembra avere più ceppi, nel barese, nel trentino e vicentino, nel milanese e comasco, Mainoldi, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere lombardo, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite forme tronche e, in alcuni casi ipocoristiche, dal nome longobardo Mainold. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Milano con il famoso giurista e membro del Senato di Milano Iason Maynus (1435-1519), nel bergamasco nel 1500 con il patrocinatore legale Orlando Mainoldi citato in varie sentenze, sempre nel 1500 nel vicentino con il notaio Pietro Maino.
MAIOCCA
MAIOCCHI
MAIOCCO
MAJOCCHI
MAJOCCO
Maiocca è praticamente unico, Maiocchi è specifico dell'areale individuato dalle province di Milano, Pavia e Lodi, Majocchi, decisamente meno comune, è una forma arcaica del precedente, Maiocco, abbastanza raro, ha un ceppo nel Piemonte, torinese, astigiano e cuneese, ed in Liguria, savonese e genovese, uno nel teatino ed uno nel foggiano, Majocco, estremamente raro, è del torinese, l'origine di questi cognomi può essere dal vocabolo dialettale arcaico milanese maiocch , che parrebbe derivato dal celtico magos (campo arato), termine che sta ad indicare un buon pasto, nome normalmente attribuito a terreni con abbondante e ricco foraggio, probabile caratteristica del luogo d'origine delle famiglie, ancora oggi, nel milanese esistono cascine chiamate Maiocca, Majocchina e simili.
MAIOLA
MAJOLA
Maiola ha un ceppo laziale concentrato a Priverno (LT) ed uno campano a Pignataro Maggiore (CE), Majola, assolutamente rarissimo, parrebbe dello spezzino, potrebbero derivare da nomi di località, ma è pure possibile che siano stati originati da un soprannome generato dal termine arcaico maiola o majola (talea di vite e per estensione ceppo nuovo, nuovo virgulto).
MAIOLATI Maiolati, molto raro, ha qualche presenza nel maceratese, ed un piccolo ceppo a San Felice Circeo nel latinense, la sua origine dovrebbe essere dal nome del paese marchigiano di Maiolati, oggi Maiolati Spontini, nei pressi di Jesi nell'anconetano, il cui nome dovrebbe derivare da un Fundus de Magnolati e risalire al 1200.
MAIOLI
MAIOLINI
MAIOLINO
MAJOLI
MAJOLINI
MAJOLINO
Maioli è presente in Lombardia, Emilia e Romagna, Marche e Toscana, il ceppo più importante è romagnolo e marchigiano che dovrebbe derivare dal toponimo Maiola nel bolognese o Maiolo nel pesarese, Maiolini ha un ceppo ad Ome nel bresciano, uno nell'anconetano a Cupramontana, Ancona e Jesi, uno ad Orvieto nel ternano, uno a Tagliacozzo nell'aquilano, uno a Roma ed uno a Napoli, Maiolino ha un ceppo nell'imperiese ad Imperia e San Remo, uno a Vetralla nel viterbese ed a Roma, uno a Napoli ed a Salerno, ma il nucleo principale è in Sicilia, a Siracusa, a Catania e nel messinese a Milazzo, Messina e San Filippo del Mela, Majoli ha un ceppo veronese, uno romano ed uno ad Eboli nel salernitano, Majolini, quasi unico, sembrerebbe dell'Italia centrale, Majolino, è specifico di Messina e Palermo, dovrebbero derivare, con molta probabilità, dal fatto di essere nati i capostipiti nel mese di maggio.  (vedi anche MAIOLA)
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Maioli è cognome d'origine patronimica muove dal nome proprio Maiolus, dal personale longobardo Magio (da *magin - «forza, potenza»). II personale Maiolus figura in una carta modenese del 1176. Modesta la sua diffusione nel Modenese. F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. Così Violi, a mio parere, invece, ha alla base il toponimo Maiolo (PU) che deriva dal latino 'maius' = maggio, che presso i Romani era dedicato a Maja, la dea della vegetazione. Possibile anche l'incrocio di questa voce col lat. maior/maius = maggiore.
MAIOLO
MAIUOLO
MAJOLO
Maiolo e Maiuolo sono di origini calabresi del catanzarese in particolare, Majolo, molto raro, ha un ceppo tra padovano e vicentino, forse secondario, ed uno napoletano, potrebbero derivare da nomi di località.  (vedi anche MAIOLA)
MAIONE Tipicamente campano, deriva dal toponimo Maione (CS).
MAIORANA
MAJORANA
Entrambi tipici siciliani anche se Majorana è molto più raro, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal fatto che la pianta di maggiorana in Sicilia viene considerata come portafortuna.  Questa cognominizzazione si trova ad Erice (TP) già nel 1200 con il notaio Giovanni Maiorana.
MAIORANO
MAJORANO
Maiorano è molto diffuso in Campania, Molise, Puglia ed un pò anche in Calabria, Majorano, assolutamente rarissimo, sembrerebbe napoletano, dovrebbe derivare da soprannomi originati dal vocabolo dialettale majorano (tipo di origano).
MAIORCA Maiorca sembrerebbe tipicamente siciliano di Messina, Catania, Siracusa e Palermo, con ceppi anche in Sardegna, dovrebbe derivare dal nome della città spagnola di Maiorca o, in Sardegna, dal nome del toponimo Maiorca di Budoni nel nuorese.  Si potrebbe trattare di famiglie ebree discendenti dagli ebrei di Maiorca  accusati di proselitismo cui vennero confiscati tutti i beni nel 1315 e che ripararono in Sicilia.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
MAIORCA: è un cognome poco diffuso in Sardegna, nonostante la vicinanza dell’isola spagnola omonima e la dominazione, spagnola, della Sardegna per quasi mezzo millennio. Nella costa orientale dell’isola, tra il territorio di Pattàda (prov. Nuoro) e quello di Budoni (prov. Olbia Tempio), ma in agro di quest’ultimo, si trova una località, registrata nei documenti medioevali (V.S. G. P. Et. Di Giovanni Spano), di nome Maiorca (oggi è una frazione di 150 anime del Comune di Budoni). Il nome è probabilmente derivato dall’isola spagnola di fronte. Il cognome Maiorca potrebbe quindi trarre origine da tale luogo, se non direttamente da Maiorca, isola di Spagna. Nella variante Maiorica, l’abbiamo trovato nelle carte medioevali. Nel Condaghe di San Pietro di Silki, CSPS, XI, XIII secolo, ai capitoli 95, 108 e 111 troviamo citato Gosantine de Maiorica, come testimone in liti per la partizione della servitù (kertu de servis) – al 95 e 108, col priore prebiteru Ithoccor de Fraville, e al 111 con Kipriane Murtinu. Nel testo di Giovanni Francesco Fara “In sardiniae Chorographiam”, al capitolo “de situ insulae Sardiniae” troviamo citate Maiorica e Minorica, ma si tratta delle Baleari. Nel De Rebus Sardois”, dello stesso autore Maiorica è citata altre due volte, ma si tratta sempre dell’isola maggiore delle Baleari. Quindi la voce Maiorca la troviamo solo nel Vocabolario Sardo Geografico, Patronimico ed Etimologico del canonico Giovanni Spano, come località: “Majorca. Salto  nel territorio di Posada”…che abbiamo innanzi detto essere oggi una frazione di Budoni. Attualmente il cognome Maiorca è presente in 92 Comuni d’Italia, di cui 15 in Sardegna: Riola Sardo 8, Palau 8, Sassari 6, etc. Nell’Italia è la provincia di Siracusa che ospita il numero maggiore di persone con tale cognome.
MAIORE
MAIORI
MAJORE
MAJORI
Maiore ha un ceppo nel sassarese, ad Ittiri e Sassari, uno a Catanzaro ed uno nel siracusano, a Siracusa e Noto, Maiori è specifico di Lucera nel foggiano, Majore, quasi unico, è del sassarese, Majori, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del settentrione d'Italia, dovrebbero derivare tutti dal termine medioevale maiore, derivato a sua volta dal latino maior (maggiore), con il significato di maggiorente del paese, quello che oggi chiameremmo sindaco, indicando probabilmente che possa trattarsi di famiglie, i cui capostipiti possano aver rivestito la massima carica pubblica cittadina, o facessero comunque parte dei maggiorenti del paese.
MAISTO Tipico campano, della zona che comprende il casertano ed il napoletano, deriva da un soprannome dialettale con il significato di mastro (artigiano, muratore o simili).
MAISTRI Maistri è tipico dell'area trentino, veronese, in particolare di Aldeno e Trento nel trentino e di Verona e Negrar nel veronese, dovrebbe derivare da una forma arcaica maistro del termine latino magister (maestro, ma anche mastro artigiano), probabilmente riferendosi al mestiere del capostipite, dell'uso di questo termine abbiamo un esempio in un'epistola del 1182: "...Vellemus tibi libentius vitam , ac prosperitatem bonae memoriae Maistri Hugonis quondam Fratris tui Diaconi Cardinalis S. Angeli nunciare; sed ad solatium doloris, quem de morte ipsius , sicut Nos ipsi habuimus ...".  Troviamo un principio di questa cognominizzazione in un atto di vendita dell'anno 1189 a San Sepolcro di Ternate nel varesotto: "Anno dominice incarnacionis milleximo centeximo octuageximo nono, tercio kalendas februarii, indicione .VIIa. Vendicionem ad proprium sub dupla defensione fecit Zanonus, filius quondam Ottonis Maistri, de loco Sancti Sepulchi, qui lege Longobardorum professus est vivere, in donum Guilielmum, oficialis eclesie Sancti Sepulchi sita iusta locum Trinate, a parte ipsius eclesie, pro pretio de solidis decem et dimidium denariorum novorum Mediolanensium, quos professus est ipse Zanonus se accepisse ab ipso ser dono Guilielmo, nominative pro petia una bussci ...".
MAITINI
MAITINO
Maitini, molto raro, sembrerebbe umbro del perugino, di Assisi e di Perugia, con qualche sparuta presenza nel bergamasco, Maitino, ha rare presenze in Umbria, Lazio ed Abruzzo, ma presenta un piccolo ceppo in Molise nell'iserniese, a Miranda e ad Isernia, dovrebbero derivare dal nome medioevale Maitinus, una forma alterata arcaica del nome Martinus, nome portato ad esempio da un antenato di Papa Roncalli, Maitinus Roncalli dictus Maitinus de Valle Imania fondatore della località bergamasca di Camaitino.
MAITRE
MEITRE
Maitre, estremamente raro, è piemontese, Meitre, quasi unico, è decisamente piemontese anch'esso, dovrebbero essere antichi cognomi medioevali derivati dall'italianizzazione, anche dialettale, del termine latino magister, il che sottintenderebbe che il capostipite facesse l'artigiano, cioè il magister artis.
MAIU Maiu, quasi unico, è del Medio Campidano.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
MAIU: mãiu, è il mese di maggio (vedi nel Web – Giuseppe concas – almanacco di Sardegna – mese di maggio); si scrive anche mãyu. Il cognome potrebbe essere riferito a persona (il capostipite in questo caso) nata nel mese di maggio. Si tratta di un cognome molto raro, presente in pochissimi Comuni della Sardegna, con la maggior concentrazione (si fa per dire) nel Medio Campidano: Villacidro, San Gavino, Serramanna, etc. Tracce del cognome compaiono nelle carte medioevali della lingua e della storia della Sardegna. Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI, XIII, secolo; al capitolo 28 troviamo Maiu Terico, citato come teste in una partizione di servi. – Ego Arrigu, priore de Sancta Maria de Bonarcadu, et Samaridanu, servitore de Sanctu Georgii de Calcaria, fagemus recordatione de serbos et ankillas c’aviat Sanctu Georgii de Calcaria cun Sanctu Gregorii de Bauladu. (inizia il lungo elenco della partizione, suddiviso in lettre a), b), e c)…al termine della lettera a), i testes: donnu Trogodori Corsu, curadore de Bonarcadu (amministratore della chiesa), Torbini de Piras, maiore de Scolca (era il comandante dei contingenti di guardia ai confini dello stato), Goantine de Banju, clerigu(prete), Petru Marki, clerigu de Solarussa, Petru d’Ardaule, clerigu, et…Terico Maiu…etc.
MAIULLARI
MAIULLARO
Maiullari è tipicamente pugliese, della provincia di Bari, di Altamura e Santeramo in Colle in particolare, ma anche di Bari e Trani, Maiullaro, quasi unico, è probabilmente una forma alterata del precedente, che dovrebbe derivare da un etnico o da un nome di mestiere (vedi MAIELLARO), tracce di questa cognominizzazione la troviamo a Bitonto fin dal 1500, come leggiamo in un atto del 1578: "..Pro eadem magnifica universitate civitatis Botonti contra Joannem Donatum Maiullarum ... officium magistri baiulactionis eiusdem magnifice universitatis pro presenti anno..", troviamo una registrazione dell'ascrizione dei Maiullari al ceto dei nobili cittadini ad opera del general consiglio dell'Università di Bitonto datato 31 ottobre 1748.
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