| MALABARBA
|
Specifico del milanese e lodigiano,
deriverebbe da un soprannome legato o a caratteristiche fisiche o a caratteristiche
comportamentali del capostipite. |
MALACARNE
MALACARNI |
Malacarne ha ceppi nel trentino a Riva del Garda, Bleggio Inferiore e nel
bellunese a Lamon, nel pisano a Ponsacco e Pontedera, a Ferrara ed in Lombardia
a Lodi, Milano e nel mantovano a Dosolo e Viadana, Malacarni, frutto probabile
di un errore di trascrizione, è toscano, dovrebbero derivare da
soprannomi forse originati da caratteristiche comportamentali del capostipite,
tracce di questa cognominizzazione nel trentino si trovano almeno dalla
prima metà del 1400 e così pure a Spoleto in un testo del
1414 si legge: "...Li caporali de Re eranu Sforza
da cotogniola, Paulu Ursinu, lu Conte da Carrara, Malatesta da Cesena,
messer Malacarne
et Tartaglia...:", a Riva del Garda in un registro comunale relativo
all'anno 1619 si legge: "...Laurentius filius domini
Ioseph Orlandi alias de Malacarnis...". |
| MALACCARI
|
Malaccari è specifico di Civitanova Marche nel maceratese, secondo
un'ipotesi potrebbe derivare da una forma obliqua del nome Malachia,
mentre secondo altri deriverebbe da un soprannome riferibile a chi provenisse
da Malaga. |
MALACCHI
MALACCO
|
Sia Malacchi che Malacco sono assolutamente rarissimi, il primo potrebbe
essere emiliano romagnolo, il secondo veneto, potrebbero derivare da modificazioni
del nome di origini ebraiche Malachia, ma è anche
possibile, anche se poco probabile, che derivino da una forma contratta
del termine malacitanus (abitante
della città di Malaga). |
| MALACRI
|
Malacri, assolutamente rarissimo, specifico di Guspini nel Medio Campidano,
potrebbe derivare dall'apocope di un'alterazione del termine greco melachrinòs
(scuro di capelli o di carnagione). |
| MALACRIDA
|
Tipico del nord milanese, di probabili
origini comasche, dovrebbe derivare da un soprannome. Nel 1350 il promontorio
di Bellagio era proprietà di un certo Gabriele Malacrida, nel 1300
feudatari di Musso (CO) sono i Malacrida che cederanno poi il feudo ai
primi del 1500 a Gian Giacomo Trivulzio, in questo feudo nel 1522 si insediò
con la forza il Medeghino, fratello di Pio IV il famoso Papa melegnanese,
pittore rinomato del comasco della fine del 1400 fu Tomaso Malacrida. |
MALACRINO
MALACRINO'
MALAGRINO
MALAGRINO' |
Malacrinò, abbastanza raro, è specifico del reggino, di Montebello
Ionico e Melito di Porto Salvo, Malacrino, molto molto raro, sembrerebbe
anch'esso del reggino, Malagrinò è ben diffuso nel cosentino,
in particolare a Corigliano Calabro, con ceppi anche a Castrovillari e
Cassano allo Ionio, ed uno a Taranto, Malagrino, molto molto raro, sembrerebbe
anch'esso del cosentino.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
D'origine grika o greco-albanese, i cognomi Malacrinò, Malagrinò,
etc nascono da un adattamento del termine greco melachrinòs,
che, in lingua neogreca, ha il significato di bruno,
dai capelli o dalla carnagione scura (vedi
Brun): va notato, infatti, che Melachrinos è anche un cognome
greco e, nel caso arvanita, Malagrinò e le sue varianti derivano
direttamente da questo cognome - soprattutto nelle provincie di Cosenza
e Taranto, territori ricchi di cognomi arbëreshë (sia albanesi
che greco-albanesi). In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni
dei soprannomi o dei nomi personali dei capostipiti. |
MALAFRONTE
MALAFRONTI |
Malafronte è specifico di Scafati nel salernitano e del napoletano,
di Gragnano, Castellammare di Stabia, Pompei, Santa Maria la Carità,
Sant`Antonio Abate, Torre Annunziata, Lettere, Torre del Greco e Casola
di Napoli, Malafronti sembrerebbe unico ed è dovuto ad un errore
di trascrizione del precedente, che potrebbe derivare da un soprannome
forse originato da una ferita ottenuta in fronte da parte del capostipite,
tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad Afragola nella prima
metà del 1100 con un certo chierico di nome Giovanni Malafronte:
"In nomine Domini Dei Salbatoris nostri Ihesu Christi,
regnante domino nostro Rocerio Siciliae et Italiae magnifico rege anno
vigesimo, et eius dominationis istius civitatis Neapolis anno undecimo,
die vigesima mensis Iunii, indictione tertiadecima, eiusdem civitatis Neapoli.
Certum est me Iohannes clericum Malafronte
Sancte Neapolitane Ecclesie, filio quidam Iuliani, qui nominatur Inbuctia
Carpinu, et quedam Sancte Licta memorate Sancte Neapolitane Ecclesie, iugalium
personarum, a presenti die, promptissima voluntate commutabi et tradidi
vobis, cunctas congregationes sacerdotum et clericorum salutifere catholice
ecclesie Sancte Restitute...". |
| MALAGGI
|
Malaggi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico del cremonese,
di Isola Dovarese in particolare, potrebbe derivare da una forma etnica
dialettale riferita al paese cremonese di Malagnino, forse il paese d'origine
del capostipite, una seconda ipotesi propone invece una derivazione da
una forma contratta del termine dialettale lombardo arcaico malanaggi
(accidenti, maledizioni). |
MALAGO'
MALAGODI |
Malagò è tipico dell'area che comprende il lembo orientale
del mantovano e del veronese ed il ferrarese, Malagodi, molto raro, è
tipico dell'estremità occidentale del ferrarese, l'origine etimologica
di questi cognomi dovrebbe essere da un soprannome originato dal termine
malgaudio (dispiacere),
una seconda ipotesi, più probabile, lo vuole come un alterato di
Malagoli, a sua volta una forma dialettale
medioevale di un ipocoristico del nome Malachia.,
che diventa prima Malachiolo, poi Malacolo, Malagoli quindi Malagò
e Malagodi. |
MALAGOLA
MALAGOLI
MALAGOLO |
Malagola è specifico della zona di confine tra mantovano e modenese,
Malagoli è tipico emiliano, della zona che comprende il reggiano,
il modenese e il bolognese, Malagolo è praticamente unico, questi
cognomi dovrebbero derivare da soprannomi legati ad episodi della vita
del capostipite, ma secondo un'ipotesi più accreditata derivano
da una forma ipocoristica dialettale del nome Malachia
(vedi MALAGO'). Personaggio notevole fu l'architetto
Cristoforo Malagola, che operò molto a Modena nella seconda metà
del 1500, un Carlo Malagola (1855-1910), paleologo divenne Sovrintendente
all'Archivio dell'Emilia a Bologna, Amilcare Malagola nel 1876 divenne
il Vescovo di Ascoli Piceno.
integrazioni fornite da Sandro
Malagola
La famiglia Malagola trae la sua origine dalla città di Modena
ove nel 1173 un Pietro Malagola, secondo il Muratori, assisteva ad un parlamento
della lega lombarda. Un suo discendente Zanetto il Magnifico ottenne la
nobiltà presso Caterina de' Medici in Francia intorno al 1500. Questa
famiglia diede parecchi uomini che si distinsero nelle armi, nelle
lettere, nel sacerdozio e nelle scienze. Il motto di questa famiglia è
nobilitas sola atque unica virtus.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Malagoli è cognome d'origine soprannominale, dal lat.
mala «cattiva»
e gula «gola»,
per indicare un «mangione; ghiottone».
Larga la sua diffusione nel Modenese; raro invece Malagola. F. Violi, Cognomi
a Modena e nel Modenese, 1996. |
MALAGUTI
MALAGUZZI |
Malaguti è specifico dell'area tra Modena,
Bologna e Ferrara, Malaguzzi, assolutamente rarissimo, è dell'area lombardo, emiliana, potrebbero derivare dal nome rinascimentale Maelgut (riportato nella Chanson de Roland).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
II cognome Malaguti, attestato soprattutto nella bassa pianura modenese
e ferrarese, risale a un personale medievale *Malacutus
di chiara origine soprannominale e di trasparente significato. Da un *Malacut(u)lus
è derivato il cognome Malaguzzi, d'area prevalentemente reggiana.
F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. |
| MALAMBRI
|
Malambri è originario del messinese, di Taormina e Messina in particolare,
l'origine etimologica è oscura, potrebbe derivare sia dal greco,
da un soprannome con il probabile significato di molto dolce, sia dallo spagnolo. |
| MALAMISURA
|
Malamisura è un cognome rarissimo, sicuramente meridionale, probabilmente
pugliese, troviamo tracce di questo cognome nel Catasto Onciario dell'anno
1753 di Orsara (FG) con un certo Tomaso Malamisura, il cognome dovrebbe
derivare da un soprannome originato da un comportamento disdicevole del
capostipite. Tra la prima e la seconda metà del 1800 sempre nel
foggiano operava il brigante Antonio Malamisura di Monteleone di Foggia,
fucilato a ventun anni nel 1863 dalle truppe italiane chiamate a estirpare
dalla Capitanata il fenomeno del brigantaggio. |
| MALAN
|
Malan è decisamente piemontese, del torinese, di Luserna San Giovanni
in particolare, ma ben attestato anche nelle vicine Torre Pellice ed Angrogna,
il cognome potrebbe essere di origini occitane e derivare dal termine provenzale
malan (disturbo,
malessere), ma molto probabilmente dovrebbe derivare dal nome
di località come Malan nel cuneese od altre simili. |
MALANCA
MALANCHI
MALANCHINI |
Malanca ha un ceppo lombardo soprattutto nel bresciano a Pontevico, uno
a Parma e nel parmense ed uno ad Altopascio nel lucchese, Malanchi, assolutamente
rarissimo, è tipico del fiorentino, Malanchini è tipicamente
lombardo, del bergamasco, di Urgnano, Spirano, Lurano e Stezzano, potrebbero
derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da modificazioni dialettali
del nome Malachia, o più
probabilmente da nomi di località come Cà Malanca o Piana
di Malanca nell'Appennino toscoemiliano o Malanca nel lucchese. |
MALANDRA
MALANDRI
MALANDRO
MELANDRI
MELANDRO
MIANDRI
MIANDRO
MILANDRI |
Malandra è specifico del teatino, di Casalincontrada, Chieti e Bucchianico,
Malandri ha un ceppo nel parmense ed uno nel cesenate, Malandro parrebbe
unico, dell'area fiorentino, senese, Melandri è diffusissimo nel
ravennate, a Ravenna, Faenza, Lugo, Bagnacavallo, Russi, Alfonsine, Cervia,
Fusignano, Conselice e Cotignola, con un ceppo importante anche a Forlì
ed a Bologna ed Imola nel bolognese, Melandro, praticamente unico, è
probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, Miandri,
praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione
del cognome Miandro, che, molto raro, ha un ceppo a Fermo nel Piceno ed
uno a Civitanova Marche nel maceratese, Milandri è molto diffuso
a Forlì, Cesena e Ravenna e nelle rispettive province, potrebbero
indicare una provenienza dalla zona del monte Melandro nel forlivese, come
potrebbero pure derivare dal melandro
(nome di un tipo di quercia), forse particolarmente presente nella zona
di provenienza delle famiglie. |
| MALANDRINI
|
Malandrini è tipicamente toscano, Melandrini, praticamente unico,
potrebbe essere del teatino, si potrebbe trattare forme ipocoristiche del
cognome Malandri o Melandri (vedi MALANDRA),
non si può comunque escludere una derivazione da un soprannome originato
dal modo di comportarsi del capostipite. |
| MALANDRINO
|
Malandrino è tipico del salernitano, con un piccolo ceppo nel tarentino,
Melandrino, quasi unico, potrebbe essere siciliano, dovrebbero derivare
da soprannomi originati dal fatto che il capostipite proveniva dalla zona
del monte o del fiume Melandro che scorre tra le province di Potenza e
di Salerno. |
| MALANGA
|
Malanga è specifico della zona che comprende l'avellinese, il salernitano,
il potentino ed il barese, in particolare Caposele nell'avellinese, Salerno,
Bella nel potentino e Bari, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul
nome di una pianta , la malanga, originaria
del sud America, il cui tubero è di uso alimentare, purchè
cotto, essendo assimilabile a quello della patata, in quanto crudo presenta
effetti irritanti sulle mucose della gola e per gli occhi. |
| MALANTUONO
|
Malantuono, quasi unico, sembrerebbe dell'area campano, molisana, dovrebbe
derivare da un soprannome originato da un capostipite di nome Antonio,
che evidentemente non godesse di una buona fama. |
| MALAPELLE
|
Malapelle, molto molto raro, ha un piccolo ceppo nel veronese ed uno nel
napoletano, dovrebbe derivare da un soprannome attribuito forse al capostipite
grazie ad un suo comportamento disonesto, ma è pure possibile una
derivazione da nomi di località, a Napoli ad esempio fina dal 1400
esisteva un contado chiamato Malapelle, troviamo tracce di questa cognominizzazione
in un atto del 1528 dove compare fra i testi un certo: "...Ser
Alessio Crivelli fu Ser Malapelle
abitante a Brescia...". |
MALAPONTE
MALAPONTI |
Malaponte è specifico del catanese, di Catania, Caltagirone e Bronte,
Malaponti invece, sempre siciliano, ha un ceppo a Cesarò nel messinese,
a Catania ed a Troina ed Aidone nell'ennese, dovrebbero derivare dal nome
della contrada Malaponte di Cesarò nel messinese, ma non si può
escludere che possano anche derivare da soprannomi originati dal termine
grecanico μάλαπόντος (grande
mare), forse perchè i capostipiti provenivano addirittura
dall'oceano. |
| MALASCORTA
|
Malascorta è quasi unico, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Malascorta o Malescorte,
nome nel quale il genitore descriveva lo stato di indigenza cui sarebbe
andato incontro il figlio, malascorta
significa infatti non dotato di mezzi adeguati
di sussistenza, proprio come doveva essere lo stato del capostipite,
si potrebbe anche trattare di un cognome di fantasia attribuito ad un trovatello,
indicando addirittura nel cognome stesso il suo stato di povertà,
tracce di questa cognominizzazione le troviamo in uno scritto del 1201
a Corneto nel cesenate, dove troviamo citato in rappresentanza del comune
di Corneto un certo Pietro Malascorte, ed dove compare anche il figlio
Crescenzio in qualità di testimone dell'atto. |
| MALASOMA
|
Malasoma è tipico di Pisa, Livorno e Viareggio nel lucchese, si dovrebbe trattare di cognomi attribuiti a dei trovatelli, i
cognomi dovrebbero indicare che il bambino era il frutto, la soma
(peso), di un'azione mala
(riprovevole). |
| MALASOMMA
|
Malasomma
ha un ceppo a Napoli, Caivano e Pollena Trocchia nel napoletano ed uno
a Bari, si dovrebbe trattare di cognomi attribuiti a dei trovatelli, i
cognomi dovrebbero derivare dal termine greco soma
(corpo), forse ad indicare uno stato
di salute cagionevole del trovatello. |
| MALASPINA
|
Concentrato
nell'areale che comprende le province di Milano, Pavia, Alessandria, Piacenza
e Genova, presenta forse anche un piccolo ceppo nelle Marche ed uno nel
reggino. Corrado Malaspina, Marchese di Mulazzo, sposo di Costanza, figlia
di Re Manfredi, morì nel 1250 e ci mostra quanto importante fosse
la famiglia Malaspina fin da quei tempi. |
| MALATERRA
|
Molto raro sembrerebbe tipico del
sudmilanese e pavese, dovrebbe essere di origine normanna, esistono tracce
di questo cognome fin dal XI° secolo con Goffredo Malaterra, monaco
benedettino segretario e apologeta del Conte Rè Ruggero conquistatore
normanno. |
| MALATESTA
|
 Diffuso a macchia di leopardo in tutt'Italia, deriva dal nome medioevale
italiano Malatesta
. Verso la fine del 1200, già molto avanti negli
anni, Malatesta I° fu Signore di Rimini, dando inizio ad una dinastia,
secondo una teoria accreditata questa famiglia deriverebbe da un certo
Rodolfo, vissuto nel secolo X°, che venne chiamato Malatesta per la
sua caparbietà e per il coraggio dimostrato nel tenere testa sia
alla fazione filopapale sia a quella imperiale.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
II cognome Malatesta, reso celebre a Modena dal pittore Adeodato Malatesta
(1806-1891), è d'origine soprannominale ed indica «testa
bizzarra». Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese,
1996. |
MALAVASI
MALAVASIO |
Malavasi è specifico dell'area tra Mantova e Modena, ma è
molto diffuso anche nel reggiano, nel bolognese, nel ferrarese, nel veronese
e nel rovigoto, Malavasio è praticamente unico, tracce antichissime
di queste cognominizzazioni le troviamo a Treviso in un atto di donazione
alla chiesa del 1368, effettuato da Federico de' Malavasi di Breda di Piave
(TV), dovrebbero derivare dal nome medioevale Malavaxius
o Malavasius che troviamo nel libro
Rimini nel secolo XIII, dove citato
tra gli anziani del comune di Faenza (RA) è indicato un certo Malavaxius
Maginardi.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Malavasi è cognome abbastanza diffuso nell'intero dominio modenese,
è d'origine soprannominale: da vasum
o vasus «recipiente»,
quindi «cattivo recipiente»,
naturalmente in senso metaforico. Similmente il cognome Malvasi. F. Violi,
Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. |
MALAVOLTA
MALAVOLTI
MALVOLTI |
Malavolta ha un ceppo nel Piceno ed uno nel modenese e bolognese, Malavolti
è specifico dell'area che comprende il modenese, il bolognese, il
ravennate e il fiorentino, Malvolti ha un ceppo nel reggiano nella zona
di Castelnovo Ne' Monti (RE) ed uno nell'areale di Fucecchio (FI), derivano dal nome medioevale Malavolta, di cui
si hanno tracce ad esempio nel 1100 in un atto del 1 maggio 1147 scritto
in Siena, dove si legge: "...In nomine sancte et individue
trinitas, anno dominice incarnationis millesimo centesimo quadragesimo
septimo, die kalendarum maii,indictione decima... ... Malavolta
quondam Philippi presentes affuerunt testes...". Traccia di
questo cognome si trova sempre a Siena nel 1193 quando uno dei consoli
era un certo Filippo di Malavolta. Sembrerebbe originario della provincia
di Siena, anche se la zona d'influenza si espande alle province di Firenze,
Modena, Bologna e Ravenna, Si hanno tracce di questa nobile
famiglia guelfa a Bologna dove nel 1210 nasce Catalano Malavolti, che,
dopo vari incarichi prestigiosi, fu a capo di quella fanteria bolognese
che nella battaglia di Fossalta del 1249 vinse e catturò re Enzo,
figlio di Federico II°, nel 1266 fu chiamato a Firenze con la
qualifica di Podestà, dal Conte Guido Novello. Nel 1280, troviamo
a Lucca come Capitano del popolo Nicolao d'Uguccione de' Malavolti da Siena.
Agli inizi del 1300 a Siena troviamo il Vescovo Donasdeo Malavolti. Nel
1500 sempre a Siena troviamo gli storici Orlando e Giovanni Ubaldino Malavolti.
Dino Compagni nella "Cronica delle cose occorrenti
ne' tempi suoi" nell'anno 1301, cita:"...Aveano
i Guelfi bianchi inbasciadori in Corte di Roma, e i Sanesi, in loro compagnia,
ma non erano interi. Era tra loro alcuno nocivo uomo: fra' quali fu messer
Ubaldino
Malavolti giudice, sanese pieno di gavillazioni,
il quale ristette per cammino per raddomandare certe giuridizioni d'uno
castello il quale teneano i Fiorentini, dicendo che a lui appartenea; e
tanto imped? a' compagni il cammino, che non giunsono a tempo..."
integrazioni di Andrea Malavolti
Nel medioevo toscano, Malavolta era un cognome malaugurante (che
sia la volta cattiva), a cui si contrapponeva Bonavolta (che
sia la volta buona). Un'altra variante è Malvolti, che
deriverebbe dal toscano Magaldi.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
II cognome Malavolta deriva dal nome proprio medievale Malavolta,
di origine soprannominale, con volta
nel senso di «evento, vicenda».
Poco diffusa la variante Malavolti. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e
nel Modenese, 1996. |
| MALCHIODI
|
Tipico dell'oltrepò piacentino, si hanno tracce di questo
cognome già dal 1500 "...Da questi passò
ai nipoti che nel 1633 lo vendettero al nobile Bartolomeo
Malchiodi con il consenso dei Cornazzano che
si riservarono il diritto di redimerlo...", dovrebbe derivare da
un soprannome, forse riferentesi all'organo sessuale del capostipite, ma
potrebbe anche derivare da una contrazione del nome latino Marcius
Clodius.
integrazioni fornite da Ivan Malchiodi
Penso che l'origine del cognome Malchiodi sia simile a quella
del cognome Macchiavelli (vedi MACCHIAVELLI).
Secondo un'interessante ipotesi proposta dal Bongioanni, l'origine del
cognome Machiavelli e delle sue varianti andrebbe ricercata nel nome medievale
Macchiavello, nato come variante popolare
del nome Malchiodo, che consiste, a
sua volta, in una delle tante italianizzazioni del personale ebraico Melki'or,
col significato di il mio re (Dio) è luce;
fra le altre italianizzazioni di questo nome, infatti, si possono citare
Melchiorre, Melchionne, Marchionne, Marchiorre,
Marchioro, etc. Ora, per capire meglio il passaggio dall'originale
Melki'or all'adattamento italiano in
Macchiavello, bisogna innanzitutto considerare la variante in Malchiodo:
Malchiodo, infatti, nasce per effetto del fenomeno del rotacismo dal nome
Marchioro, in cui la R del suffisso
-oro si trasforma in D (cfr. Arcudi/Arcuri) e la R del prefisso Mar- si
trasforma in L (o più semplicemente viene mantenuta la L dell'originale
Melki'or); va detto poi che esistono anche i cognomi Marchiodi e Melchiodi,
che sembrano confermare quest'ipotesi. Detto questo, quindi, la variante
in Macchiavello si spiega come una corruzione o una forma più tipicamente
popolare di Malchiodo: se si considera, infatti, che il termine chiavello
è una variante arcaica di chiodo
(entrambi derivano dal latino clavus),
si capisce allora come da Malchiodo si arrivi a Macchiavello (contrazione
di Malchiavello) |
| MALDARI
|
Molto raro probabilmente di origini
pugliesi. |
| MALDERA
|
Maldera è un cognome tipicamente pugliese, di Corato nel barese
in particolare, con buone presenze anche ad Andria, Bari e Molfetta sempre
nel barese, ed a Lucera e Foggia nel foggiano, dovrebbe derivare dalla
forma plurale maldera del termine medioevale
malderum, un unità di misura
medioevale di capacità per aridi, come ad esempio le granaglie,
equivalente alla quarta parte di un modius
(moggio), con valori differenti da
paese a paese, ma comunque con un valore prossimo ai due litri, dell'uso
di questo termine abbiamo un esempio in questo scritto dell'anno 1100:
"..In hiis singulis sex placitis det ei abbas ad
servicium unum malderum
panis et frissingum, qui valeat XXX. nummos et V. pollos et sex caseos,
et XX. ova, et unam situlam vini, et duas cervisie et VI, maldera
avene...", potrebbe stare ad indicare che i capostipiti fossero
dei benestanti, forse commercianti in granaglie. |
MALDI
MALDINI
MALDINO |
Maldi è abbastanza raro, potrebbe avere un ceppo in provincia di
Rovigo ed uno in Lombardia, Maldini ha un nucleo nella zona che comprende
le province di Bologna, Ravenna e Forlì ed un ceppo triestino, Maldino,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe dell'alessandrino, potrebbe trattarsi
di derivazioni dall'aferesi del nome franco italico medioevale Grimaldi
o simili, ma è pure possibile una derivazione da nomi di località,
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in quest'atto di nascita del
1787: "Anno Dni. millesimo septingentesimo Octuagesimo
septimo die decima octava Aplis: Ego Rector Carolus Ant.o Puteus de Veltio
baptizavi solemniter infantem hodie natum ex Iacobo Vitale Filio Petri
et M.a Francisca Falca q.m Bernardi de Parotia S. Petri Plebis Porlatia
legitimis jugalibus huius Parotia Beni, cui impositum fuit nomen: Petrus
Antonius. P.P. fuere Ioannes Maldinus
q.m Caroli Ioseph et M.a Cattà Conca q.m Ioannis Bapta de Beno idonei.". |
| MALDIFASSI
|
Tipico del milanese, potrebbe trattarsi
di un cognome composto dai cognomi Maldi e Fassi. |
| MALERBA
|
Diffuso in tutt'Italia a macchie
di leopardo, sicuro un ceppo pugliese, ma sono presenti senza dubbio altri
nuclei, deriva da soprannomi legati alle caratteristiche del capostipite,
malerba (cattivo soggetto). |
| MALESANI
|
Specifico del veronese, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal
vocabolo medioevale malesanus (malsano)
potrebbe essere stato ad indicare abitanti di aree paludose, così
tra l'altro Francesco Petrarca: "...Sic dulcia care
Limina cum peteret iuuenis malesanus
amice...". |
MALESARDI
MALISARDI
MALUSARDI
MALUSSARDI |
Malesardi è specifico di Volano in Trentino, Malisardi, decisamente
emiliano è di Budrio e Ferrara nel ferrarese e di Molinella e Bologna
nel bolognese, Malusardi è tipico del sudmilanese e del lodigiano,
di Milano, e di Lodi, Casalpusterlengo, Bertonico e Cavenago d'Adda nel
lodigiano, Malussardi, praticamente unico, è probabilmente dovuto
ad un'errata trascrizione del precedente, esistono due ipotesi, la prima
è che derivino dal nome medioevale germanico Malshart,
composto dalle radici malan (picchiare,
pestare) e hard (duro),
con il significato di colui che picchia duramente,
la seconda ipotesi è che siano invece derivati dal nome del paese
francese di Malissard nella prefettura
de la Drôme nella Francia meridionale, orientale, forse il luogo
di provenienza dei capostipiti. Troviamo tracce di queste cognominizzazioni nel borgo di San Vigilio di
Concesio (BS) in uno scritto del 1324, dove si parla tra l'altro di una
Contrada Molendini Malexardi, cioè indicata come proprietà
del mugnaio Malesardi.
A seguito di un suggerimento da parte del Signor
Paolo Bianchi, inseriamo un'ulteriore possibile interpretazione circa l'origine
etimologica di questi cognomi. Nella prima metà del 1200 la lotta
di molti Comuni contro l'Imperatore Federico II° si svolse anche contro
quei cittadini che non si fossero schierati apertamente contro l'imperatore,
venne così istituito il reato di malesardia,
corrispondente appunto alla mancata condivisione delle scelte anti imperiali
effettuate dai comuni, reato che comportava come pena la confisca dei beni
ed il bando dai territori del Comune stesso; questi cognomi potrebbero
quindi derivare dal fatto di essere stati condannati i capostipiti in base
a quel reato. Nelle Memorie istoriche della città e chiesa di Bergamo
leggiamodella sorte di alcuni di questi esiliati: "..i
Milanesi, e i Bergamaschi si portarono coi loro carrocci a Palazzulo dove
fecero alto per alcuni giorni, ed ebbero nelle lor mani Palazzolo nel mese
di Dicembre con quattrocento Cremonesi che lo presiedevano, e circa il
fine di Gennajo i Bresciani si diedero al Comun di Milano, e accettarono
i suoi Malesardi
fermando con essi stabile alleanza , ed eleggendo in loro Podestà
Francesco della Torre. ..". |
| MALFA
|
Specifico della Sicilia orientale, ha un ceppo importante nel messinese,
uno a Caltagirone (CT) ed uno a Noto (SR), deriva dal toponimo Malfa (ME). |
MALFATTI
MALFATTO |
Malfatti ha un ceppo nel Trentino e Veneto occidentale, ed uno nel lucchese,
Malfatto ha un piccolo ceppo nel rovigoto ed uno importante nell'alessandrino
e genovese con ramificazioni nell'astigiano e basso torinese, dovrebbero
derivare dal nome medioevale Malfatus, nome originato dal soprannome Malefactus
(brutto, fatto male), di cui abbiamo un esempio a Riva (TN nel 1500 con
il magistrato Malfato Salvadori, tracce di questa cognominizzazione le troviamo
in Cadore nel 1508 con il capitano d'armi della Repubblica Veneta Bortolo
Malfato da Padova alla difesa di Cortina d'Ampezzo contro le truppe imperiali. |
| MALFER
|
Malfer ha un ceppo a Dro, Arco, Trento, Aldeno, Riva del Garda e Cavedine
in trentino, ed a Garda nel veronese, di origini cimbriche, dovrebbe derivare
dal nome medioevale di origini germaniche Malferus,
di cui troviamo un esempio d'uso nel 1221 in un atto: "A.
Mccxxi, tempore Honorii pp. et Federici imp., ind. vini, febr., in villa
Camposonaldi a Qaulisi. Riale et lacobus Closercoli prò se et liberis
et heredibus dant, vendunt, concedunt atque tradunt Beneincasa monache
et Roselo et Ubertelo conversis, recipientibus prò mon. Isole, eorumque
fratribus et successoribus in perpetuum quicquid Benedictolus
Malferus habuit et tenuit in Monte et sibi
pertinuit vel alibi territorio Galeat plebis S. Petri, excepto duas petias
terre, unam quam habet ...", troviamo tracce di questa cognominizzazione
ad Arco ed a Dro fin dal 1500: "1514 Dominus Ioannes
notarius filius quondam ser Sesini de Malferis
de Dro comitatus Archi, civis et habitator Tridenti. Anno 1518 Ioannes
filius quondam providi viri ser Sisini de
Malferis de Dro civis et habitator Tridenti
publicus imperiali auctoritate notarius. ...". |
MALFETANI
MALFITANI
MALFITANO |
Malfetano, quasi unico è campano, così come Malfitani,m che
è anch'esso quasi unico, Malfitano sembra essere invece tipicamente
siciliano, derivano tutti dalla forma aferetica, anche dialettale, dell'etnico
di Amalfi, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel 1088 negli Annales Pisani:
"...Et refulsit inter istos Pantaleo
Malfitanus, cuius fortis et astuti est confusa
maledicti...", nella seconda metà del 1400 nell'avellinese
opera il notaio Cesare Malfitano. |
MALGARI
MALGAROTTI
MALGAROTTO |
Malgari è estremamente raro, Malgarotti, molto molto raro, è
tipico dell'alto bresciano, di Sonico e Pisogne, Malgarotto, estremamente
raro, sembrerebbe veneziano, dovrebbero derivare, direttamente o tramite
una forma ipocoristica dal termine malgaro,
cioè un mandriano usufruitore delle malghe
(ricoveri di pascoli montani), lavoro probabilmente svolto dai capostipiti. |
MALGARIN
MALGARINI |
Malgarin, assolutamente rarissimo è del vicentino, Malgarini è
tipico del milanese con un piccolo ceppo anche nel mantovano, potrebbero
derivare da un soprannome originato dall'attività di mandriano svolta
dal capostipite, cioè di un usufruitore delle malghe (ricoveri di
pascoli montani), ma è pure possibile una derivazione dal nome rinascimentale
Malgarino di cui abbiamo un esempio
nell'Orlando innamorato di Matteo Maria
Boiardo (1441-1494): "...Questo è il re Stordilano,
e Malgarino -
E Baricondo è seco e Sinagone, - E Maradasso più gli era
vicino: - La schiera guida al campo Falcirone....". |
MALGERI
MALGHERINI |
Malgeri, molto raro, sembra tipico del sud della Calabria, Malgherini è
assolutamente rarissimo, potrebbe essere pugliese, dovrebbe derivare dal
nome medioevale di origine germanica Malgerius, di cui abbiamo un esempio
nel XII° secolo in Puglia, con il normanno Malgerius d'Altavilla: "...primus
Robertus dictus a nativitate Guiscardus, postea totius apuliae princeps
et Calabriae dux, vir magni consilii, largitatis et audaciae, secundus
Malgerius, ...".
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Malgeri è cognome calabrese che corrisponde al cognome francese
Mauger (anticamente Malgier)
derivato da *malgarius = 'cascinaio',
'padrone di una malga'. |
MALGIOGLIO
MALGIOLIO |
Malgioglio è originario
del catanese, Malgiolio, presente solo a Melegnano, come cognome composto
(Malgiolio Palella) dovrebbe derivare da un errore di trascrizione del
precedente.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Malgioglio è cCognome catanese, forma derivata dal cognome base
Malogioglio che significa 'cattivo
loglio'. Cfr. la voce calabrese 'giògghiu'
= loglio. Rohlfs 119. |
| MALGRATI
|
Specifico del nordmilanese, deriva dal toponimo Malgrate (CO). |
MALICA
MALLICA |
Malica è specifico della zona di Santu Lussurgiu (OR) e Bonacardo,
Mallica è tipico di Gonnosfanadiga (CA), dovrebbero derivare da
modificazioni del vocabolo sardo mala
(cattiva) e starebbe ad indicare caratteristiche
comportamentali non proprio edificanti della capostipite, non molto probabile
l'ipotesi che questi cognomi siano da collegare con il nome arabo Malech. |
MALIN
MALINA
MALINI
MALINO |
Malin, tipico del rovigoto, ha un ceppo anche a Milano, Malina è
praticamente unico, Malini ha un ceppo a Magenta nel milanese, uno piccolo
a Roverbella nel mantovano ed a Bologna e Zola Predosa nel bolognese, ed
uno a Veroba e nel veronese, Malino ha un ceppo piemontese, nel torinese
e nell'astigiano ed uno nel messinese, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Malinus, Malina, derivato dalla latinizzazione
della contrazione, per elisione della -d-,
del nome germanico Madalin, a sua volta
derivato dal termine germanico madal
(consesso, consiglio). |
MALINCONI
MALINCONICO
MALINCONIO |
Malinconi è tipicamente toscano, di Prato, di Quarrata nel pistoiese
e di Campi Bisenzio nel fiorentino, Malinconico ha un ceppo a Roma, uno
nel napoletano a Napoli, Palma Campania, Torre del Greco, San Giuseppe
Vesuviano e Striano ed a Sala Consilina, Scafati e Nocera Inferiore nel
salernitano, ed uno nel leccese, a Lecce ed a Tricase, Malinconio, quasi
unico, sembrerebbe del napoletano, di difficile interpretazione, potrebbero
forse derivare da soprannomi basati sul carattere dei capostipiti, o anche
da alterazioni del nome medioevale francese Malhegol, o del nome gotico
Malonric. |
| MALINTOPPI
|
Assolutamente raro potrebbe essere
di origini picene, potrebbe derivare da un soprannome. |
MALINVERNI
MALINVERNO |
Malinverni è specifico del Piemonte orientale e della Lombardia
occidentale, del vercellese e novarese e del milanese e pavese, Malinverno
è specifico della Lombardia occidentale, del comasco in particolare,
dovrebbero derivare da soprannomi originati forse da caratteristiche del
luogo di provenienza dei capostipiti, o da un nome attribuito ad un figlio
nato durante un inverno particolarmente rigido, troviamo tracce molto antiche
di queste cognominizzazioni in una Carta convenientie,
finis et divisionis dell'anno 1184 ad Ozzero nel milanese: "Anno
dominice incarnationis milleximo centeximo octuageximo quarto, undecimo
kalendas iunii, indictione secunda. In presentia eorum qui infra leguntur,
stetit et convenit inter donum Iacobum, abbatem monasterii de Morimondo,
et ex altera parte inter Monachum et Malagaidam qui dicuntur Porcelli,
de Mediolano, ipse donus abbas per se et similiter pro preposito de burgo
Roxate, et ipsi Monachus et Malagaida per se et similiter pro heredibus
quondam Malinverni
qui dicebatur item Porcellus, qui in eorum tutella sunt, eo tenore quod
de tota decima territorii loci Ozani,...". |
| MALISANI
|
Tipico dell'udinese, dovrebbe derivare dal toponimo Malisana di Torviscosa
(UD). |
| MALIZIA
|
Diffuso a macchia di leopardo nel centrosud, dovrebbe derivare dal nome
medioevale Malitia di cui abbiamo un esempio
in una lapide del 1500: "...HUIUS ECCLESIAE
S. MARIAE DE LA MATINA - SUB. REV. PATRE ED DOM. MALITIA
DE GESUALDO - EPISCOPO RAPOLLIANO ED CANOSIA...".
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
proviene da un antico soprannome malicia
che significava persona cattiva. Rohlfs,
119. |
MALLARDI
MALLARDO |
Mallardi ha un piccolissimo ceppo tyrietino ed uno fiorentino, con il nucleo
principale in Puglia a Bari e nel barese a Sammichele di Bari, Casamassima,
Triggiano, Acquaviva delle Fonti e Cassano delle Murge, un ceppo a Cerignola
nel foggiano ed uno a Taranto e Laterza nel tarantino, Mallardo ha un grosso
ceppo a Giugliano in Campania nel napoletano, con presenze anche a Villaricca,
Quarto, Marano di Napoli, Napoli, Qualiano e Mugnano di Napoli, sempre
nel napoletano e ad Avellino, e con un ceppo anche in Puglia a Foggia ed
a Corato nel barese, questi cognomi dovrebbero derivare dal nome medioevale
germanico Malhard, forma contratta
del nome Magilhard, composto da magin
(forza) ed hard
(duro), con il significato
di fortissimo o durissimo,
nome probabilmente portato da capostipiti giunti in Italia al seguito degli
svevi. |
MALLARINI
MALLARINO |
Mallarini è tipico del savonese, di Carcare in particolare e di
Pallare, Mallarino è specifico dell'area che comprende il savonese
e l'alessandrino, potrebbero derivare da un ipocoristico del nome francogermanico
Maillard, ma potrebbero anche derivare
da un diminutivo della forma dialettale del termine medioevale provenzale
mallier (postiglione,
ufficiale di posta), sicuramente non derivano dal toponimo Mallarini
del savonese, perchè la frazione a proprio preso il nome dal cognome
della famiglia e non viceversa. |
MALLI
MALLIA
MALLIO
MALLO |
Malli sembrerebbe specifico di Milano, Mallia è molto diffuso nella
Sicilia meridionale, donde sembrerebbe originario, di Pachino, Siracusa,
Avola, Francofonte e Noto nel siracusano, di Modica, Ragusa e Vittoria
nel ragusano, di Agrigento, di Palermo e di Riesi e Mazzarino nel nisseno,
Mallio è quasi unico, Mallo ha un piccolo ceppo a Palermo, uno a
Comiso e Ragusa nel ragusano, ma il ceppo principale è ad Augusta
nel siracusano, dovrebbero derivare o dal nomen latino Mallus,
Mallia , di cui abbiamo un esempio
in questo testo latino: "..Cum Minerva manum move.
Dii facientes adiuvant. Manum admoventi fortuna imploranda est. Manus pretium:
dat operi. Mh/te melissas, mh/te meli: neque apes, neque mel. iccirco quia
apum aculeum fugit. Ni molas, non comedes. Qui vitat molam, vitat farinam.
Optimum obsonium labor senectuti. Qui arat olivetum, rogat fructum Columel
Artem quaevis alit terra. Suet. Ex umbra in solem educere: rem elaboratam.
Hic porticus miseriae. Aurum e stercore colligendum. Muli Mariani. Mallus
enim milites ad sarcinas e furca ferendas assuefecerat...", potrebbero
anche derivare direttamente dalla gens Mallia. |
| MALLOCI
|
Malloci è tipicamente sardo ha un ceppo a Lunamatrona nel Medio
Campidano, uno piccolo a Cagliari ed uno ancora più piccolo ad Albagiara
ed Oristano nell'oristanese, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale
sardo meridionale, con il significato di tori,
forse attribuito ad un capostipite che ne fosse un allevatore. |
| MALNATI
|
Malnati ha un ceppo a Varese, Malnate, Bisuschio, Arcisate e Vedano Olona
nel varesotto, uno secondario a Milano, dovrebbe derivare dal toponimo
Malnate nel varesotto, probabile luogo d'origine del capostipite. |
MALONE
MALONI |
Malone, quasi unico, sembrerebbe del teramano con qualche presenza nel
torinese, dove potrebbe derivare dal nome del locale torrente Malone, Maloni
ha un ceppo tra spezzino e carrarese, a Santo Stefano di Magra e La Spezia
nello spezzino e ad Aulla nel carrarese, ed uno tra ascolano e teramano,
in particolare a Sant`Egidio alla Vibrata nel teramano, dovrebbero derivare
dal soprannome e nome medioevale Malonus. |
| MALONNI
|
Malonni, molto molto raro, è tipicamente lombardo, dell'area bergamasco,
bresciana, dovrebbe derivare dal nome del paese di Malonno nel bresciano. |
| MALOPERA
|
Malopera è quasi unico, probabilmente origina da un soprannome, dovrebbe essere di lontane origini piemontesi,
sembrerebbe di Cuneo, anche se le più recenti radici ottocentesche
si trovano a Tarsia nel cosentino, probabile risultato del trasferimento
interno di qualche esponente, tracce di questa cognominizzazione si trovano ad Asti
fin dal 1278, quando un tale Guglielmo Malopera fu tra i firmatari della
pace tra Asti e Cuneo (fonte Dizionario
Biografico degli Italiani). |
MALORNI
MALORNO |
Malorni ha un piccolo ceppo romano ed uno, molto più consistente
a Larino nel campobassano, Malorno è quasi unico, dovrebbero derivare
dal nome germanico medioevale Mahlhorn
(il corno del mugnaio), bisogna tener
presente che malhorn è anche
il nome di una particolare tecnica di pittura utilizzata dai vasai con
l'utilizzo di strumenti simili a penne d'oca. |
MALOSSI
MALOSSINI |
Malossi ha un ceppo nel grossetano ed uno nel bolognese, Malossini è
tipico del basso trentino, derivano dal soprannome e nomignolo medioevale
Malosso ricordiamo il pittore cinquecentesco piacentino Giovan Battista
Trotti detto il Malosso. |
MALPEDE
MALPEDI
MALPIEDE
MALPIEDI |
Malpede è tipico dell'area campana, in particolare del salernitano,
con presenze anche nel barese, Malpedi è quasi unico, forse del
potentino, Malpiede è quasi unico, Malpiedi sembrerebbe del basso
marchigiano, potrebbero aver avuto origine da un soprannome, cosa più
probabile per il ceppo marchigiano, ma la cosa più probabile è
che si tratti invece di cognomi attribuiti anticamente a dei trovatelli, secondo l'uso invalso presso i funzionari borbonici
di attribuire un cognome che in qualche misura si potesse riferire a caratteristiche
fisiche o comportamentali del bambino. (vedi anche BOMPEDE) |
MALPELI
MALPELO |
Malpeli è tipico di Parma, del parmense e del reggiano, con un ceppo
anche a Genova, Malpelo è quasi unico, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Malpelus, del quale abbiamo
un esempio nel "Qualiter Homines de Abbatia de Fraxinorio
in omni anno jurant sequi Consules Mutinae. Anno 1173", probabilmente
nato da un soprannome originato dalla credenza che i capelli rossi portassero
sfortuna e fossero fonte di disgrazia. |
MALPESI
MALPESO |
Malpesi, quasi unico, sembrerebbe piemontese, Malpeso, altrettanto raro,
parrebbe del napoletano, si dovrebbe trattare di cognomi attribuiti a dei
trovatelli, i cognomi dovrebbero indicare che il fanciullo era il frutto,
il peso, di un'azione mala (riprovevole). |
| MALPETTI
|
Malpetti è specifico dell'area tra bresciano e mantovano, di Montichiari
nel bresciano e di Volta Mantovana e Medole nel mantovano, dovrebbe derivare
dall'italianizzazione del nome medioevale germanico Malpert. |
MALTA
MALTESE
MALTESI |
Malta, abbastanza raro, sembra avere un ceppo calabrese ed uno siciliano,
Maltese più diffuso è tipicamente siciliano, Maltesi, assolutamente
rarissimo, potrebbe essere un errore di trascrizione del precedente, derivano
tutti dal toponimo Malta e dall'etnico corrispondente. |
| MALTAGLIATI
|
Maltagliati ha un ceppo nel milanese ed uno toscano originario tra pistoiese
e fiorentino, dovrebbero derivare da soprannomi originati da una cattiva
reputazione della famiglia. |
| MALTEMPO
|
Maltempo, tipicamente campano, sembrerebbe specifico di Polla, Petina e
Montecorvino Rovella nel salernitano e di Marcianise nel casertano, dovrebbe
trattarsi di un cognome attribuito da funzionari degli orfanotrofi borbonici
a dei trovatelli, forse indicando che il futuro di questi fanciulli sarebbe stato particolarmente difficile. |
| MALTINTI
|
Maltinti è tipico della Toscana settentrionale, di Empoli e Fucecchio
nel fiorentino, di Livorno e Rosignano Marittimo nel livornese, di Pistoia
e Prato e di San Miniato e Cascina nel pisano, l'origine etimologica di
questo cognome dovrebbe essere da un soprannome medioevale Maletinctus,
di cui è arduo identificare il motivo, tracce molto antiche di questa
cognominizzazione le troviamo nel 1100 con un Gérardus Maletinctus,
che ormai anziano entra in convento e viene accolto a Saint-André
di Gap tra i frati cluniacensi. |
| MALUDROTTU
|
Maludrottu, decisamente sardo, è caratteristico di Olbia, dovrebbe
derivare da un soprannome con il significato di male in arnese, sciatto. |
MALUTA
MALUTTA |
Maluta ha presenze in Veneto, a Venezia in particolare ed un ceppo nel
pordenonese a Brugnera, Sacile, Prata di Pordenone e Fontanafredda, Malutta è tipico dell'area friulano, giuliana, con presenze nel
pordenonese ed a Trieste, potrebbero derivare dall'italianizzazione del nome
saraceno Malut, ma è anche
possibile, se non più probabile, una derivazione da un'alterazione
dialettale friulana o giuliana del nome medioevale Malosso. |
| MALVAGNA
|
Estremamente raro, sembrerebbe tipico della Sicilia orientale, deriva dal
toponimo Malvagna (ME). |
MALVASI
MALVASIO |
Malvasi ha un piccolo ceppo nel torinese ed a Novi Ligure tra alessandrino
e genovese, ed un ceppo a Pisticci e Montalbano Jonico nel materano, con
presenze significative anche a Bernalda, Stigliano, Policoro e Scanzano
Jonico, ed a Corigliano Calabro e Bisignano nel vicino cosentino, Malvasio
ha un ceppo a Ronco Scrivia nel genovese ed uno a Pavone Canavese nel torinese,
potrebbero derivare dall'antico toponimo Malavasio nel torinese citato
fin dall'anno 998: "locus et fundus qui dicitur Malavasio
Mezano" o di un altro luogo, del quale si legge in un atto
del 1054: "sortes duas que iacent in Malavasio
Superiore ultra fluvium Padi", è anche possibile una derivazione
dal nome medioevale Malvasius, troviamo
tracce di questo cognome ad esempio con Monsignor Antonio Malvasio (1738-1822)
sacerdote, nativo di Cesa nel casertano, parroco ad Aversa, latinista,
autore di importanti opere di Diritto canonico.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Malvasi è cognome lucano presente a Matera, Policoro, Potenza
e spesso altrove, anche calabrese, siciliano, napoletano e nel Salento:
'malvagio' (francese mauvais),
latino 'malifatius'. Rohlfs 119. |
MALVENTANO
MARAVENTANO
MARVENTANO |
Malventano, assolutamente rarissimo, è siciliano, sembrerebbe di
Caltagirone nel catanese, Maraventano è tipicamente siciliano anch'esso,
con un ceppo a Lampedusa e Linosa e ad Agrigento nell'agrigentino ed uno
a Palermo, Marventano, assolutamente rarissimo, è tipico del siracusano,
dovrebbe trattarsi di forme etniche dialettali riferite all'antico paese di Malaventri
situato nell'ennese nel territorio del paese di Centuripe. |
MALVESTIO
MALVESTITI
MALVESTITO |
Malvestio è tipico della zona tra veneziano e padovano, Malvestiti
ha un ceppo a Magnago nel milanese, nel bergamasco a Mapello, Bergamo,
Osio Sotto e Calusco d'Adda e nel varesotto a Busto Arsizio, ed uno a Foligno
e Città di Castello nel perugino, Malvestito, assolutamente rarissimo,
è lombardo, dovrebbe trattarsi di cognomi attribuiti in orfanotrofi
da funzionari che così intendessero caratterizzare lo stato d'arrivo
dei poveri fanciulli abbandonati con poveri abiti, più difficilmente
è ipotizzabile che possano derivare da soprannomi originati dal
modo di porsi dei capostipiti, per classificare ad esempio chi usasse vestire
in modo disadatto al suo stato sociale. Tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo a Venezia nella seconda metà del 1700 con il capo mastro
artigiano Iseppo Malvestio la cui bottega e magazzino si trovano al Ponte
del Gaffero, nel 1571, nello stato delle anime della parrocchia "de Imbersago"
nel lecchese troviamo un tale Joan Maria Malvestito con la muier Susana
e i fioli Rinaldo Jeronimo e Jacobo. |
MALVEZZI
MALVEZZO |
Malvezzi ha un ceppo nell'alessandrino ed un nucleo principale tra veronese,
mantovano e modenese, Malvezzo è praticamente unico, dovrebbero
derivare dal nome medioevale Malvetius,
di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico
Bresciano in una Breve iussionis ad
terram designandam del 1197 redatta in Brescia: "...dant
fictum modium olei aut soliti sunt dare unum domino abbati suprascripto
aut eius monasterio Sancti Petri in Monte, quorum nomina sunt hec: Ottebonus
de Formacha, Gontardinus, Martinus de Armengarda, Arlottus de Galliciano,
Iohannes Pellatus de Zuvino, Buarnus de Pulzano iuravit pro se et fratribus
suis atque pro nepotibus eius, Bellebonus de Galliciano, Iohannes
Malvetius, Zamforgninus filius Ottonis Mignoli...".
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in una lettera del 1509
scritta da Niccolò Machiavelli ad Alamanno Salviati: "...Non
scrivono li 'mbasciadori vostri delle cose di dentro alcuno particulare,
salvo che e' traggono al campo continuamente et gli fanno assai danno,
et che messer Luzio Malvezi
andò per danari a Venezia con buona scorta e ritornò in Padova
salvo sanza molto impedimento...". |
MALVICINI
MALVICINO |
Malvicini è tipico della zona che comprende piacentino alessandrino
e pavese, malvicino ha un ceppo a Torino, Cuneo e Castelnuovo Bormida,
dovrebbero derivare dal toponimo Malvicino (AL), Malvicinus
era anche un nome/soprannome medioevale, come possiamo leggere in questo
scritto pisano del 1227: "... anno Domini MCCXXVII,
indictione XV, idus octubris.Visa quidem predicta promissione et visis
et intellectis omnibus a predictis consulibus ... ...per notulam Bertrandi
de Sclannola notarii, anno predicto Domini, die quarto novembris. Iuraverunt
etiam hoc idem electi iam consules Malvicinus
Petrus Gascus, W (illelmus) Squirpus, Gaiolus,
Raimundus Audricus, et sic omnia fieri voluerunt. ...", troviamo
i Conti Malvicini Signori di Bagnacavallo (RA) nella seconda metà
del 1100. |
| MALVITANI
|
Presente solo a Melegnano nella
forma composta Malvitani Negri, sembra essere di origini calabresi, dovrebbe
derivare dal toponimo Malvito (CS) o dalla località Malvitani di
Marano Marchesato nel cosentino. |
MALZONE
MALZONI |
Malzone è specifico del salernitano, di Montecorice, Castellabate,
Salerno ed Agropoli, Malzoni, quasi unico, è sempre campano dell'area
avellinese, salernitana, potrebbero derivare dall'italianizzazione del
nome germanico Malzahn, secondo un'altra
ipotesi potrebbe derivare da un'alterazione dialettale aferetica del nome
Tommaso. |
| MAMBERTI
|
Mamberti è di origine corsa, presente nel cagliaritano e nel genovese,
dovrebbe derivare dal cognome francese Mambert,
a sua volta derivato dal nome germanico Manberht
composto dai termini man (uomo)
e berht (luminoso,
brillante). |
| MAMBRETTI
|
Tipico del nordmilanese, potrebbe derivare da un toponimo come Mombretto
di Mediglia, o come lo scomparso Montebretus di cui abbiamo una menzione
nell'archivio dei notai roganti ,dove nell'anno 1445 è citato a
Milano un Lancilotto de Montebreto. |
| MAMELI
|
Mameli è tipico del centro sud della Sardegna, con un ceppo secondario
anche nel genovese, deriva dal nome gentilizio latino Mamelius. Personaggio
famoso è ovviamente Goffredo Mameli (1827 - 1849), l'autore dell'inno
nazionale italiano.
integrazioni fornite da Giacomo
Ganza / Villa di Tirano (SO)
In realtà Mameli era sì genovese, ma era figlio di un
sardo e di una genovese.
Secondo il dizionario dei cognomi sardi di Lorenzo Manconi questo cognome
compare nel Campidano già nel 1300 ed è uno tra i cognomi
sardi più antichi.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
MAMELI: che significa Mameli? Da dove deriva? Se andiamo indietro nelle
storia di Roma, nell’albo consolare, alla data del 488 ab Urbe Condita
(265 a.C.) c’è il nome di Lucius Mamilius Vitulus consul. Che relazioni
ci siano tra la “gens Mamilia” della
Roma Repubblicana ed il cognome Mameli non ci è dato di sapere,
ma rimane sinora l’unico punto di riferimento. Come poi il cognome Mameli
abbia avuto discreta diffusione nella Sardegna meridionale, è ancora
un enigma. Sta di fatto che la voce “mameli” in lingua sarda non trova
altre spiegazioni. Il cognome è comunque documentato in Sardegna
sin dai primi secoli del II millennio. Il più famoso dei Mameli
della storia medioevale della Sardegna, fu senz’altro Filippo Mameli di
Aristanni, il primo sardo “doctore de decretu et de lege” (giurista) che
si conosca. La sua lapide, con relativa iscrizione funeraria, si trova
nella Cattedrale di Oristano, ove si legge appunto: - IOBIA DIES VIII MAIU
MCCCXLIX MORIVIT MESSER PHILIPHO MAMELI DOTORE DE DECRETU ET DE LEGE ET
CANONICU D’ARBAREE ET IAGHET CUGHE(qui) S. OSSA SUA – Filippo Mameli fu
il primo estensore della famosa CARTA DE LOGU di Arborea, redatta per ordine
di Mariano IV signore del Giudicato di Arborea, padre della giudicessa
Eleonora; che la fece pubblicare, distribuendo le copie in tutto il giudicato,
villa per villa (villaggio per villaggio) e mandandola poi in vigore, dall’anno
1384. Secondo don Giovanni Maria Mameli De’ Mannelli, consigliere di Stato,
cavaliere, patrizio di Cagliari, giudice del consolato in Cagliari, traduttore
e commentatore della Carta de Logu, la cui stampa fu fatta a Roma nell’anno
MDCCCV, presso le stamperie di Antonio Fulgoni (siamo in possesso di una
copia anastatica), il canonico Filippo Mameli morì non l’8
maggio 1349, bensì l’8 maggio 1348, di peste nera (la famosa peste
citata dal Boccaccio nel Decamerone – La Peste Nera entrò in Sardegna
nell’Autunno del 1347 e già ai primi mesi del 1348, il numero delle
vittime del micidiale “virus” era altissimo. Gli effetti del letale contagio
perdurarono per più di un secolo: ne furono vittime oltre al già
citato Filippo Mameli, lo stesso Mariano IV, signore d’Arborea, nel 1375,
e la figlia Eleonora, nel 1403). Il cognome Mameli è presente
nelle carte medioevali della lingua e della storia della Sardegna. Tra
i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, abbiamo: Mamele Michele,
ville Ribechu, * Ribechu…attuale Rebecu. Curatorie de Costa de Valls; Mameli
Antiocho, jurato ville Donugagia, * Donugagia…odierno Donigala. Campitani
Majoris; Mameli Cilippo, jurato ville Sancto Haeru, * Sancto Haeru...odierno
San Vero (Contrate Partis de Milis); Mameli Comita, jurato ville Busache,
* Busache…odierno Busachi. Contrate Partis Varicati; Mameli Gantino, Burgi
Castri M. Regalis, ** Burgi Castri Montis Regalis - Castello di Monreale
(Sardara); Mameli Gonnario, ville Aricu, * Aricu…odierno Aritzo. Mandrolisay
o Barbagia di Belvì; Mameli Joanne, jurato ville Donugagia(vedi
su); Mameli Joanne, jurato ville Loddu, * Loddu…distrutto. Contrate Partis
Varicati – Barigadu; Mameli Juliano, majore(amministratore di giustizia,
sindaco) ville Loddu; Mameli Leonardo, ville Truschedo, * Truschedo…odierno
Villanova Truschedu. Contrate Partis Varicati – Barigadu; Mameli Petrus,
ville Sasseri, *** Sasseri…Sassari. Et nos Pugioni Anthonius et De Lacon
Salatinus, cives Sasseri, sindici, actores et procuratores…Marringoni Arsòcus
potestas ac capitanus civitatis Sasseri. Omnes cives congregatis in civitate
Sasseri, apud ecclesiam Sancte Caterine…presentibus Corda Jacobo, Magnispesa
Francisco, De Mascara Francisco. In die XIII mensis Januarii MCCCLXXXVIII
– 1388. Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI, XIII secolo,
troviamo citate ben 10 persone col cognome Mameli: al capitolo 22 (partizione
di servi): Ego Gregorius priore de Bonarcadu, partivi (ho diviso) cun iudice
de Gallulu (Gallura). coiuvedi (ho unito in matrimonio) Goantine Mameli
serbu de Sancta Maria cun Maria de Lee, ancilla de iudice de Gallul; fegerun
II fiios: Zipari et Justa. Clesia levait a Zipari et iudice a Justa. Testes…Ai
capitoli 103, 190, 202, 204 è citato Mameli Iorgi, binariu de iudike
(il binariu era l’amministratore delle vigne e delle cantine del Giudice),
generalmente come teste. Non abbiamo trovato il cognome Mameli nei Condaghi
Logudoresi, cioè dell’alta Sardegna! Anche attualmente la sua area
di maggiore diffusione è la Sardegna meridionale. Nella storia ricordiamo,
fra i tanti, Mameli Mariano, personaggio del regno giudicale di Arborea,
padre(naturale) del più famoso Filippo, su menzionato. Visse a cavallo
del XIII secolo. Fu canonico della Cattedrale di Santa Maria di Oristano(prima
del figlio naturale Filippo). Fu incaricato dal Giudice di Arborea Mariano
II in qualità di “custode” della pergamena contenente il trattato
di tregua tra lo stato di Arborea e quello di Sassari, allora unito alla
repubblica di Genova. Ricordiamo inoltre, Mameli Raimondo, battezzato in
Cagliari l’11 luglio 1763. Si unì in matrimonio nel 1795 con Barbara
Paradiso, che sin dal gennaio 1813, sarà l’assistente della piccola
principessa Maria Cristina di Savoia, ultima figlia di Vittorio Emanuele
I e di Maria Teresa d’Asburgo – Este, che la diede alla luce in Cagliari
a metà novembre del 1812. Raimondo Mameli e Teresa Paradiso si dovettero
poi trasferire a Genova al seguito della famiglia reale. Da Raimondo e
Teresa nacquero 7 figli, il secondo dei quali Giorgio, fu, a sua volta,
di padre di Goffredo Mameli, l’autore dell’Inno Nazionale Italiano, “Fratelli
d’Italia”. Un meno famoso dei Mameli di Sardegna menzionati, è senz’altro
Antonino Mameli di Gonnosfanadiga, ma egli va ripetendo, a tutti quelli
con cui si intrattiene, di appartenere alla più famosa famiglia
cagliaritana di Goffredo; e intanto va sempre fischiettando o canticchiando
il nostro Inno Nazionale! ( vedi nel Web – Giuseppe Concas – racconti e
leggende del Campidano e Dintorni – is contus de Antoninu Mameli -).
Attualmente il cognome Mameli è presente in 354 Comuni d’Italia,
di cui 138 in Sardegna: Cagliari 357, Assemini 252, Selargius 171, Quartu
123, Monserrato 105. Nella penisola è Roma con 96 ad avere il numero
più alto; seguono Milano con 57, Torino con 30, Genova con 27. |
| MAMERTINO
|
Assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico di Lamezia Terme (CZ).
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Mamertino è un cognome molto raro, presente oggi solo nel comune
di Lamezia Terme in provincia di Catanzaro. Tale cognome affonda le sue
radici in un periodo molto antico della nostra storia: erano anticamente
i Mamertini un gruppo di mercenari per lo più campani che traevano
nome dal dio osco Mamers (Marte). Assoldati
da Agatocle di Siracusa, alla sua morte (289 a.C.) s'impadronirono di Messina
trucidandone barbaramente gli abitanti greci ma, sconfitti da Gerone II°,
chiamarono in aiuto i cartaginesi. Stanchi della guarnigione cartaginese,
fecero appello ai romani, provocando l'inizio della prima guerra punica
(264 a.C.). Mamertino divenne quindi un nome etnico in epoca romana, per
poi sopravvivere ed essere cognominizzato in epoca altomedievale. Una prova
archeologica dell'uso di questo nome nell'antichità è costituita
da un'epigrafe commemorativa in calcare conservata nel Museo Lapidario
Marsicano di Avezzano (AQ) (trovata in territorio albense nell'area di
un sepolcreto di età costantiniana, ma con ogni probabilità
non pertinente al contesto di ritrovamento), in cui si legge: "CL(AUDIO)
MAMERTI - NO ET FL(AVIO)
NEVITTA - CONS(ULIBUS) IANUAS
- FECERUNT AG(ILEIUS)
- MODESTUS ET - AEMILIUS LEO - P(ECUNIA) P(UBLICA)"
(p.p. può essere anche interpretato
come "p(rae)p(ositi)"
in riferimento ai due artigiani Agileio Modesto e Emilio Leone "preposti,
incaricati" alla costruzione) Cioè "essendo
consoli Claudio Mamertino e Flavio Nevitta, Agileio Modesto e Emilio Leone
fecero le porte con denaro pubblico". L'epigrafe può
essere datata ad annum al 362 d.C., anno in cui furono in carica i due
consoli Cl. Mamertino e Fl. Nevitta. Tale iscrizione è di
fondamentale importanza per comprendere il processo di conservazione del
nomen Mamertino come etnico in epoca
romana, e la successiva evidente cognominizzazione avvenuta in epoca medievale.
E' da escludere una derivazione dei toponimi Galati Mamertino (ME) e Oppido
Mamertina (RC) dal cognome, ma non viceversa del cognome dai toponimi.
Il nome Galati deriva dall'arabo Qual'at,
che vuol dire "rocca", in riferimento alla rupe su cui sorge il paese.
Oppido deriva dal vocabolo latino oppidum,
con il significato di luogo fortificato, piazzaforte.
Gli appositivi "Mamertino" e "Mamertina", invece, si ricollegano in entrambi
i casi a quella storica popolazione dei "Mamertini" che si professava discendente
del dio Marte. Escluderei, però, anche l'ipotesi di
origine in riferimento ai toponimi: il ceppo Mamertino è presente
soltanto nel Catanzarese a Lamezia Terme, per cui potrebbe trattarsi anche
di un ceppo del tutto svincolato dai toponimi, il cui cognome si è
formato dalla cognominizzazione di un soprannome o di un nome di persona;
lo studio sui cognomi fa intuire che le soluzioni sono sempre molteplici
e disparate, se non si ha la certezza della presenza di una valida testimonianza
documentaria che ne provi una sicura origine etimologica e storica. |
MAMINI
MAMINO
MAMMINI
MAMMINO |
Mamini è tipicamente romagnolo, di Faenza e Lugo nel ravennate e
di Ferrara, Mamino è invece piemontese, dell'area che comprende
il basso torinese, il cuneese e l'astigiano, Mammini è specifico
del lucchese e del pisano e potrebbe derivare dall'antico nome Maminius
del paese pistoiese di Momigno, Mammino è decisamente siciliano
del catanese, dovrebbero tutti derivare dal cognomen latino Mamminius,
ricordiamo con questo nome lo scrittore latino Titus Quinctius Mamminius. |
| MAMMALUCCO
|
Mammalucco, quasi unico, è del marchigiano, dovrebbe derivare dal
termine medioevale mammalucco, a sua
volta originato dall'arabo mamluck
(schiavo), ricordiamo che con il termine
di mammalucchi o mamelucchi
veniva chiamata una milizia a cavallo egiziana composta da schiavi stranieri
di provenienza caucasica, secondo un'altra ipotesi potrebbe derivare dal
greco mamalucos (fanciullone,
di uno attaccato alle sottane della mamma), non dimentichiamo che con il
termine italiano mammalucco si intende
uno sciocco imbambolato. |
| MAMMATO
|
Specifico di Maiori (SA).
integrazioni fornite da Da Fabio
Paolucci (Salerno)
è tipico della splendida Costiera Amalfitana, in particolare
di Maiori (Sa). Il cognome dovrebbe derivare da un soprannome attribuito
al capostipite: mammatus che in latino
significa a forma di mammella e mammeata
vuol dire dal bel seno. Con ogni probabilità
il soprannome con riferimento alle mammelle fu attribuito al capostipite
perchè particolarmente corpulento, oppure alla capostipite per la
sua fecondità o per le sue grazie. |
MAMMOLA
MAMMOLI
MAMMOLO
MAMOLA
MAMOLI
MAMOLO |
Mammola ha un ceppo a Roma, nel napoletano e nel reggino a Polistena e
Rosarno, Mammoli è della fascia centrale, con particolare concentrazione
in Toscana a Prato, a Cortona nell'aretino ed a Campi Bisenzio e Firenze
nel fiorentino, nell'anconetano ad Ancona, Osimo, Santa Maria Nuova, Offagna
ed Aguigliano, in Umbria a Todi, Bastia, Spoleto, Assisi e Perugia nel
perugino ed a Terni, ed a Roma e Rieti, Mammolo, estremamente raro, sembrerebbe
avere un piccolissimo ceppo nel viterbese ed uno ancora più piccolo
nel leccese, Mamola, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del palermitano,
Mamoli è tipicamente lombardo, dell'area che comprende il pavese,
il lodigiano, il milanese ed il bergamasco, Mamolo sembra avere un piccolissimo
ceppo nel varesotto ed ha un piccolo ceppo a Trasaghis nell'udinese ed
uno a Trieste, dovrebbero tutti derivare dal nomen latino Mammolus
o Mamolus, uno dei nomi personali della
Gens Mammea o Mamilia,
ricordiamo San Mamolo.
integrazioni fornite da Giacomo
Ganza / Villa di Tirano (SO)
potrebbe essere una variante del cognome Momoli, cognome lombardo e
veneto che dovrebbe derivare dal vezzeggiativo Momolo, nome familiare per
Gerolamo o Geronimo.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Mamolo è cognome friulano che risale a San
Mamante, chiamato, oltre che Mamolo,
anche Mama e Mames.
Fu eremita e martire a Cesarea di Cappadocia, nel III secolo. Viene celebrato
dal calendario romano il 17 agosto. Etimologia: dal latino 'mamans'
= bambolone. |
MAMMOLITI
MAMMOLITO |
Mammoliti è tipico del reggino, di San Giorgio Morgeto, San Luca,
Oppido Mamertina, Cittanova e Locri, Mammolito, estremamente raro, è
del cosentino, dovrebbe trattarsi di forme etniche grecaniche riferite
al paese di Mammola nel reggino, il cui nome dovrebbe derivare dal termine
latino mammula (mammella)
a caratterizzare la forma di una collina. |
MAMMONA
MAMMONE
MAMONA
MAMONE |
Mammona e Mamona sono quasi unici, Mammone ha un grosso ceppo laziale a
Sora nel frusinate ed a Roma, ed uno in Calabria a Caulonia, Roccella Ionica
e Oppido Mamertina nel reggino, a Cardinale e Valle Fiorita nel catanzarese,
a Montalto Uffugo ed a Rose nel cosentino ed a Crotone, Mamone ha un ceppo
a Roma, uno in Calabria nel reggino a Cittanova, Anoia, Galatro e Rosarno
ed ad Arena e Dinami nel valentianoed uno a Catanzaro ed Amato nel catanzarese,
in Sicilia ha un grosso ceppo a Palermo ed uno a Messina.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Mamone
(con una variante in Mammone), l'italianizzazione
cioè del personale Mamon o Maimon,
che nell'onomastica araba ed ebraica significa letteralmente fortunato
(per una spiegazione più approfondita, vedi
Maimone). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si
tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
MAMMUCARI
MAMMUCCARI |
Mammucari sembrerebbe specifico di Velletri, Mammuccari, decisamente più
raro, è anch'esso di Velletri, potrebbe derivare da una deformazione
dialettale del cognomen latino Mamercus,
ricordiamo ad esempio, citato da Tito Livio Lucius Quinctius Mamercus Aemilius
Magistrato eponimo di Roma nell'anno 438 a.C. o dal nome latino Mamertius
di cui è proseguito l'uso con il Santo cattolico Mamertius arcivescovo
di Vienna nel V° secolo. |
|
|