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MALABARBA Specifico del milanese e lodigiano, deriverebbe da un soprannome legato o a caratteristiche fisiche o a caratteristiche comportamentali del capostipite.
MALACARNE
MALACARNI
Malacarne ha ceppi nel trentino a Riva del Garda, Bleggio Inferiore e nel bellunese a Lamon, nel pisano a Ponsacco e Pontedera, a Ferrara ed in Lombardia a Lodi, Milano e nel mantovano a Dosolo e Viadana, Malacarni, frutto probabile di un errore di trascrizione, è toscano, dovrebbero derivare da soprannomi forse originati da caratteristiche comportamentali del capostipite, tracce di questa cognominizzazione nel trentino si trovano almeno dalla prima metà del 1400 e così pure a Spoleto in un testo del 1414 si legge: "...Li caporali de Re eranu Sforza da cotogniola, Paulu Ursinu, lu Conte da Carrara, Malatesta da Cesena, messer Malacarne et Tartaglia...:", a Riva del Garda in un registro comunale relativo all'anno 1619 si legge: "...Laurentius filius domini Ioseph Orlandi alias de Malacarnis...".
MALACCHI
MALACCO
Sia Malacchi che Malacco sono assolutamente rarissimi, il primo potrebbe essere emiliano romagnolo, il secondo veneto, potrebbero derivare da modificazioni del nome di origini ebraiche Malachia, ma è anche possibile, anche se poco probabile, che derivino da una forma contratta del termine malacitanus (abitante della città di Malaga).
MALACRIDA Tipico del nord milanese, di probabili origini comasche, dovrebbe derivare da un soprannome. Nel 1350 il promontorio di Bellagio era proprietà di un certo Gabriele Malacrida, nel 1300 feudatari di Musso (CO) sono i Malacrida che cederanno poi il feudo ai primi del 1500 a Gian Giacomo Trivulzio, in questo feudo nel 1522 si insediò con la forza il Medeghino, fratello di Pio IV il famoso Papa melegnanese, pittore rinomato del comasco della fine del 1400 fu Tomaso Malacrida.
MALACRINO
MALACRINO'
MALAGRINO
MALAGRINO'
Malacrinò, abbastanza raro, è specifico del reggino, di Montebello Ionico e Melito di Porto Salvo, Malacrino, molto molto raro, sembrerebbe anch'esso del reggino, Malagrinò è ben diffuso nel cosentino, in particolare a Corigliano Calabro, con ceppi anche a Castrovillari e Cassano allo Ionio, ed uno a Taranto, Malagrino, molto molto raro, sembrerebbe anch'esso del cosentino.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
D’origine grika o greco-albanese, i cognomi Malacrinò, Malagrinò, etc nascono da un adattamento del termine greco melachrinòs, che, in lingua neogreca, ha il significato di bruno, dai capelli o dalla carnagione scura (vedi Brun): va notato, infatti, che Melachrinos è anche un cognome greco e, nel caso arvanita, Malagrinò e le sue varianti derivano direttamente da questo cognome - soprattutto nelle provincie di Cosenza e Taranto, territori ricchi di cognomi arbëreshë (sia albanesi che greco-albanesi). In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei soprannomi o dei nomi personali dei capostipiti.
MALAFRONTE
MALAFRONTI
Malafronte è specifico di Scafati nel salernitano e del napoletano, di Gragnano, Castellammare di Stabia, Pompei, Santa Maria la Carità, Sant`Antonio Abate, Torre Annunziata, Lettere, Torre del Greco e Casola di Napoli, Malafronti sembrerebbe unico ed è dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, che potrebbe derivare da un soprannome forse originato da una ferita ottenuta in fronte da parte del capostipite, tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad Afragola nella prima metà del 1100 con un certo chierico di nome Giovanni Malafronte:  “In nomine Domini Dei Salbatoris nostri Ihesu Christi, regnante domino nostro Rocerio Siciliae et Italiae magnifico rege anno vigesimo, et eius dominationis istius civitatis Neapolis anno undecimo, die vigesima mensis Iunii, indictione tertiadecima, eiusdem civitatis Neapoli. Certum est me Iohannes clericum Malafronte Sancte Neapolitane Ecclesie, filio quidam Iuliani, qui nominatur Inbuctia Carpinu, et quedam Sancte Licta memorate Sancte Neapolitane Ecclesie, iugalium personarum, a presenti die, promptissima voluntate commutabi et tradidi vobis, cunctas congregationes sacerdotum et clericorum salutifere catholice ecclesie Sancte Restitute...".
MALAGODI Molto raro tipico dell'estremità occidentale del ferrarese.
MALAGOLA
MALAGOLI
Malagola è specifico della zona di confine tra mantovano e modenese, Malagoli è tipico emiliano, della zona che comprende il reggiano, il modenese e il bolognese,  questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi legati ad episodi della vita del capostipite. Personaggio notevole fu l'architetto Cristoforo Malagola, che operò molto a Modena nella seconda metà del 1500, un Carlo Malagola (1855-1910), paleologo divenne  Sovrintendente all'Archivio dell'Emilia a Bologna, Amilcare Malagola nel 1876 divenne il Vescovo di Ascoli Piceno.
integrazioni fornite da Sandro Malagola
La famiglia Malagola trae la sua origine dalla città di Modena ove nel 1173 un Pietro Malagola, secondo il Muratori, assisteva ad un parlamento della lega lombarda. Un suo discendente Zanetto il Magnifico ottenne la nobiltà presso Caterina de' Medici in Francia intorno al 1500. Questa famiglia  diede parecchi uomini che si distinsero nelle armi, nelle lettere, nel sacerdozio e nelle scienze. Il motto di questa famiglia è nobilitas sola atque unica virtus.
MALAGUTI Specifico dell'area tra Modena, Bologna e Ferrara, potrebbe derivare dal nome rinascimentale Maelgut (riportato nella Chanson de Roland).
MALAMISURA Malamisura è un cognome rarissimo, sicuramente meridionale, probabilmente pugliese, troviamo tracce di questo cognome nel Catasto Onciario dell'anno 1753 di Orsara (FG) con un certo Tomaso Malamisura, il cognome dovrebbe derivare da un soprannome originato da un comportamento disdicevole del capostipite. Tra la prima e la seconda metà del 1800 sempre nel foggiano operava il brigante Antonio Malamisura di Monteleone di Foggia, fucilato a ventun anni nel 1863 dalle truppe italiane chiamate a estirpare dalla Capitanata il fenomeno del brigantaggio.
MALANCA
MALANCHI
MALANCHINI
Malanca ha un ceppo lombardo soprattutto nel bresciano a Pontevico, uno a Parma e nel parmense ed uno ad Altopascio nel lucchese, Malanchi, assolutamente rarissimo, è tipico del fiorentino, Malanchini è tipicamente lombardo, del bergamasco, di Urgnano, Spirano, Lurano e Stezzano, potrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da modificazioni dialettali del nome Malachia, o più probabilmente da nomi di località come Cà Malanca o Piana di Malanca nell'Appennino toscoemiliano o Malanca nel lucchese.
MALANDRA
MALANDRI
MALANDRO
MELANDRI
MELANDRO
Malandra è specifico del teatino, di Casalincontrada, Chieti e Bucchianico, Malandri ha un ceppo nel parmense ed uno nel cesenate, Malandro parrebbe unico, dell'area fiorentino, senese, Melandri è tipicamente romagnolo, con massima concentrazione nel ravennate, Melandro, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione, potrebbero indicare una provenienza dalla zona del monte Melandro nel forlivese, come potrebbero pure derivare dal melandro (nome di un tipo di quercia).
MALANDRINI Malandrini è tipicamente toscano, Melandrini, praticamente unico, potrebbe essere del teatino, si potrebbe trattare forme ipocoristiche del cognome Malandri o Melandri (vedi MALANDRA), non si può comunque escludere una derivazione da un soprannome originato dal modo di comportarsi del capostipite.
MALANDRINO Malandrino è tipico del salernitano, con un piccolo ceppo nel tarentino, Melandrino, quasi unico, potrebbe essere siciliano, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal fatto che il capostipite proveniva dalla zona del monte o del fiume Melandro che scorre tra le province di Potenza e di Salerno.
MALAPELLE Malapelle, molto molto raro, ha un piccolo ceppo nel veronese ed uno nel napoletano, dovrebbe derivare da un soprannome attribuito forse al capostipite grazie ad un suo comportamento disonesto, ma è pure possibile una derivazione da nomi di località, a Napoli ad esempio fina dal 1400 esisteva un contado chiamato Malapelle, troviamo tracce di questa cognominizzazione in un atto del 1528 dove compare fra i testi un certo: "...Ser Alessio Crivelli fu Ser Malapelle abitante a Brescia...".
MALASPINA Concentrato nell'areale che comprende le province di Milano, Pavia, Alessandria, Piacenza e Genova, presenta forse anche un piccolo ceppo nelle Marche ed uno nel reggino. Corrado Malaspina, Marchese di Mulazzo, sposo di Costanza, figlia di Re Manfredi, morì nel 1250 e ci mostra quanto importante fosse la famiglia Malaspina fin da quei tempi.
MALATERRA Molto raro sembrerebbe tipico del sudmilanese e pavese, dovrebbe essere di origine normanna, esistono tracce di questo cognome fin dal XI° secolo con Goffredo Malaterra, monaco benedettino segretario e apologeta del Conte Rè Ruggero conquistatore normanno.
MALATESTA Diffuso a macchia di leopardo in tutt'Italia, deriva dal nome medioevale italiano Malatesta. Verso la fine del 1200, già molto avanti negli anni, Malatesta I° fu Signore di Rimini, dando inizio ad una dinastia, secondo una teoria accreditata questa famiglia deriverebbe da un certo Rodolfo, vissuto nel secolo X°, che venne chiamato Malatesta per la sua caparbietà e per il coraggio dimostrato nel tenere testa sia alla fazione filopapale sia a quella imperiale.
MALAVASI
MALAVASIO
Malavasi è specifico dell'area tra Mantova e Modena, ma è molto diffuso anche nel reggiano, nel bolognese, nel ferrarese, nel veronese e nel rovigoto, Malavasio è praticamente unico, tracce antichissime di queste cognominizzazioni le troviamo a Treviso in un atto di donazione alla chiesa del 1368, effettuato da Federico de' Malavasi di Breda di Piave (TV), dovrebbero derivare dal nome medioevale Malavaxius o Malavasius che troviamo nel libro Rimini nel secolo XIII, dove citato tra gli anziani del comune di Faenza (RA) è indicato un certo Malavaxius Maginardi.
MALAVOLTA
MALAVOLTI
MALVOLTI
Malavolta ha un ceppo nel Piceno ed uno nel modenese e bolognese, Malavolti è specifico dell'area che comprende il modenese, il bolognese, il ravennate e il fiorentino, Malvolti ha un ceppo nel reggiano nella zona di Castelnovo Ne' Monti (RE) ed uno nell'areale di Fucecchio (FI), derivano dal nome medioevale Malavolta, di cui si hanno tracce ad esempio nel 1100 in un atto del 1 maggio 1147 scritto in Siena, dove si legge: "...In nomine sancte et individue trinitas, anno dominice incarnationis millesimo centesimo quadragesimo septimo, die kalendarum maii,indictione decima... ... Malavolta quondam Philippi presentes affuerunt testes...".  Traccia di questo cognome si trova sempre a Siena nel 1193 quando uno dei consoli era un certo Filippo di Malavolta. Sembrerebbe originario della provincia di Siena, anche se la zona d'influenza si espande alle province di Firenze, Modena, Bologna e Ravenna,   Si hanno tracce di questa nobile famiglia guelfa a Bologna dove nel 1210 nasce Catalano Malavolti, che, dopo vari incarichi prestigiosi, fu a capo di quella fanteria bolognese che nella battaglia di Fossalta del 1249 vinse e catturò re Enzo, figlio di Federico II°,  nel 1266 fu chiamato a Firenze con la qualifica di Podestà, dal Conte Guido Novello.  Nel 1280, troviamo a Lucca come Capitano del popolo Nicolao d'Uguccione de' Malavolti da Siena. Agli inizi del 1300 a Siena troviamo il Vescovo Donasdeo Malavolti. Nel 1500 sempre a Siena troviamo gli storici Orlando e Giovanni Ubaldino Malavolti. Dino Compagni nella "Cronica delle cose occorrenti ne' tempi suoi" nell'anno 1301, cita:"...Aveano i Guelfi bianchi inbasciadori in Corte di Roma, e i Sanesi, in loro compagnia, ma non erano interi. Era tra loro alcuno nocivo uomo: fra' quali fu messer Ubaldino Malavolti giudice, sanese pieno di gavillazioni, il quale ristette per cammino per raddomandare certe giuridizioni d'uno castello il quale teneano i Fiorentini, dicendo che a lui appartenea; e tanto imped? a' compagni il cammino, che non giunsono a tempo..."
integrazioni di Andrea Malavolti
Nel medioevo toscano, Malavolta era un cognome malaugurante (che sia la volta cattiva), a cui si contrapponeva Bonavolta (che sia la volta buona). Un'altra variante è Malvolti, che deriverebbe dal toscano Magaldi.
MALCHIODI Tipico dell'oltrepò piacentino, si hanno tracce di questo cognome già dal 1500 "...Da questi passò ai nipoti che nel 1633 lo vendettero al nobile Bartolomeo Malchiodi con il consenso dei Cornazzano che si riservarono il diritto di redimerlo...", dovrebbe derivare da un soprannome, forse riferentesi all'organo sessuale del capostipite, ma potrebbe anche derivare da una contrazione del nome latino Marcius Clodius.
MALDARI Molto raro probabilmente di origini pugliesi.
MALDI
MALDINI
MALDINO
Maldi è abbastanza raro, potrebbe avere un ceppo in provincia di Rovigo ed uno in Lombardia, Maldini ha un nucleo nella zona che comprende le province di Bologna, Ravenna e Forlì ed un ceppo triestino, Maldino, assolutamente rarissimo, sembrerebbe dell'alessandrino, potrebbe trattarsi di derivazioni dall'aferesi del nome franco italico medioevale Grimaldi o simili, ma è pure possibile una derivazione da nomi di località, tracce di queste cognomizzazioni le troviamo in quest'atto di nascita del 1787: "Anno Dni. millesimo septingentesimo Octuagesimo septimo die decima octava Aplis: Ego Rector Carolus Ant.o Puteus de Veltio baptizavi solemniter infantem hodie natum ex Iacobo Vitale Filio Petri et M.a Francisca Falca q.m Bernardi de Parotia S. Petri Plebis Porlatia legitimis jugalibus huius Parotia Beni, cui impositum fuit nomen: Petrus Antonius. P.P. fuere Ioannes Maldinus q.m Caroli Ioseph et M.a Cattà Conca q.m Ioannis Bapta de Beno idonei.".
MALDIFASSI Tipico del milanese, potrebbe trattarsi di un cognome composto dai cognomi Maldi e Fassi.
MALERBA Diffuso in tutt'Italia a macchie di leopardo, sicuro un ceppo pugliese, ma sono presenti senza dubbio altri nuclei, deriva da soprannomi legati alle caratteristiche del capostipite, malerba (cattivo soggetto).
MALESANI Specifico del veronese, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo medioevale malesanus (malsano) potrebbe essere stato ad indicare abitanti di aree paludose, così tra l'altro Francesco Petrarca: "...Sic dulcia care Limina cum peteret iuuenis malesanus amice...".
MALFA Specifico della Sicilia orientale, ha un ceppo importante nel messinese, uno a Caltagirone (CT) ed uno a Noto (SR), deriva dal toponimo Malfa (ME).
MALFATTI
MALFATTO
Malfatti ha un ceppo nel Trentino e Veneto occidentale, ed uno nel lucchese, Malfatto ha un piccolo ceppo nel rovigoto ed uno importante nell'alessandrino e genovese con ramificazioni nell'astigiano e basso torinese, dovrebbero derivare dal nome medioevale Malfatus, nome originato dal soprannome Malefactus (brutto, fatto male), di cui abbiamo un esempio a Riva (TN nel 1500 con il magistrato Malfato Salvadori, tracce di questa cognomizzazione le troviamo in Cadore nel 1508 con il capitano d'armi della Repubblica Veneta Bortolo Malfato da Padova alla difesa di Cortina d’Ampezzo contro le truppe imperiali.
MALFITANI
MALFITANO
Malfitani è quasi unico, Malfitano sembra essere tipico siciliano, derivano dall'aferesi dell'etnico di Amalfi, tracce di queste cognomizzazioni le troviamo nel 1088 negli Annales Pisani: "...Et refulsit inter istos Pantaleo Malfitanus, cuius fortis et astuti est confusa maledicti...", nella seconda metà del 1400 nell'avellinese opera il notaio Cesare Malfitano.
MALGARIN
MALGARINI
Malgarin, assolutamente rarissimo è del vicentino, Malgarini è tipico del milanese con un piccolo ceppo anche nel mantovano, potrebbero derivare da un soprannome originato dall'attività di mandriano svolta dal capostipite, cioè di un usufruitore delle malghe (ricoveri di pascoli montani), ma è pure possibile una derivazione dal nome rinascimentale Malgarino di cui abbiamo un esempio nell'Orlando innamorato di Matteo Maria Boiardo (1441-1494): "...Questo è il re Stordilano, e Malgarino - E Baricondo è seco e Sinagone, - E Maradasso più gli era vicino: - La schiera guida al campo Falcirone....".
MALGERI
MALGHERINI
Malgeri, molto raro, sembra tipico del sud della Calabria, Malgherini è assolutamente rarissimo, potrebbe essere pugliese, dovrebbe derivare dal nome medioevale di origine germanica Malgerius, di cui abbiamo un esempio nel XII° secolo in Puglia, con il normanno Malgerius d'Altavilla: "...primus Robertus dictus a nativitate Guiscardus, postea totius apuliae princeps et Calabriae dux, vir magni consilii, largitatis et audaciae, secundus Malgerius, ...".
MALGIOGLIO
MALGIOLIO
Malgioglio è originario del catanese, Malgiolio, presente solo a Melegnano, come cognome composto (Malgiolio Palella) dovrebbe derivare da un errore di trascrizione del precedente.
MALGRATI Specifico del nordmilanese, deriva dal toponimo Malgrate (CO).
MALICA
MALLICA
Malica è specifico della zona di Santu Lussurgiu (OR) e Bonacardo, Mallica è tipico di Gonnosfanadiga (CA), dovrebbero derivare da modificazioni del vocabolo sardo mala (cattiva) e starebbe ad indicare caratteristiche comportamentali non proprio edificanti della capostipite, non molto probabile l'ipotesi che questi cognomi siano da collegare con il nome arabo Malech.
MALINTOPPI Assolutamente raro potrebbe essere di origini picene, potrebbe derivare da un soprannome.
MALISANI Tipico dell'udinese, dovrebbe derivare dal toponimo Malisana di Torviscosa (UD).
MALIZIA Diffuso a macchia di leopardo nel centrosud, dovrebbe derivare dal nome medioevale Malitia di cui abbiamo un esempio in una lapide del 1500: "...HUIUS ECCLESIAE  S. MARIAE DE LA MATINA - SUB. REV. PATRE  ED  DOM. MALITIA DE GESUALDO - EPISCOPO RAPOLLIANO ED CANOSIA...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
proviene da un antico soprannome malicia che significava persona cattiva. Rohlfs, 119.
MALLARINI
MALLARINO
Mallarini è tipico del savonese, di Carcare in particolare e di Pallare, Mallarino è specifico dell'area che comprende il savonese e l'alessandrino, potrebbero derivare da un ipocoristico del nome francogermanico Maillard, ma potrebbero anche derivare da un diminutivo della forma dialettale del termine medioevale provenzale mallier (postiglione, ufficiale di posta), sicuramente non derivano dal toponimo Mallarini del savonese, perchè la frazione a proprio preso il nome dal cognome della famiglia e non viceversa.
MALLIA Originario della Sicilia meridionale, dovrebbe derivare o dal nomen latino Malliua o dalla gens Manlia.
MALNATI Malnati ha un ceppo a Varese, Malnate, Bisuschio, Arcisate e Vedano Olona nel varesotto, uno secondario a Milano, dovrebbe derivare dal toponimo Malnate nel varesotto, probabile luogo d'origine del capostipite.
MALOSSI
MALOSSINI
Malossi ha un ceppo nel grossetano ed uno nel bolognese, Malossini è tipico del basso trentino, derivano dal soprannome e nomignolo medioevale Malosso ricordiamo il pittore cinquecentesco piacentino Giovan Battista Trotti detto il Malosso.
MALPELI
MALPELO
Malpeli è tipico di Parma, del parmense e del reggiano, con un ceppo anche a Genova, Malpelo è quasi unico, dovrebbero derivare dal nome medioevale Malpelus, del quale abbiamo un esempio nel "Qualiter Homines de Abbatia de Fraxinorio in omni anno jurant sequi Consules Mutinae. Anno 1173", probabilmente nato da un soprannome originato dalla credenza che i capelli rossi portassero sfortuna e fossero fonte di disgrazia.
MALTA
MALTESE
MALTESI
Malta, abbastanza raro, sembra avere un ceppo calabrese ed uno siciliano, Maltese più diffuso è tipicamente siciliano, Maltesi, assolutamente rarissimo, potrebbe essere un errore di trascrizione del precedente, derivano tutti dal toponimo Malta e dall'etnico corrispondente.
MALTAGLIATI Maltagliati ha un ceppo nel milanese ed uno toscano originario tra pistoiese e fiorentino, dovrebbero derivare da soprannomi originati da una cattiva reputazione della famiglia.
MALVAGNA Estremamente raro, sembrerebbe tipico della Sicilia orientale, deriva dal toponimo Malvagna (ME).
MALVASI
MALVASIO
Malvasi ha un piccolo ceppo nel torinese ed a Novi Ligure tra alessandrino e genovese, ed un ceppo a Pisticci e Montalbano Jonico nel materano, con presenze significative anche a Bernalda, Stigliano, Policoro e Scanzano Jonico, ed a Corigliano Calabro e Bisignano nel vicino cosentino, Malvasio ha un ceppo a Ronco Scrivia nel genovese ed uno a Pavone Canavese nel torinese, potrebbero derivare dall'antico toponimo Malavasio nel torinese citato fin dall'anno 998: "locus et fundus qui dicitur Malavasio Mezano" o di un altro luogo,  del quale si legge in un atto del 1054: "sortes duas que iacent in Malavasio Superiore ultra fluvium Padi", è anche possibile una derivazione dal nome medioevale Malvasius, troviamo tracce di questo cognome ad esempio con Monsignor Antonio Malvasio (1738-1822) sacerdote, nativo di Cesa nel casertano, parroco ad Aversa, latinista, autore di importanti opere di Diritto canonico.
MALVESTIO Malvestio è tipico della zona tra veneziano e padovano, dovrebbe derivare da un soprannome originato probabilmente dal modo di porsi del capostipite, probabilmente uno che usava vestire in modo disadatto al suo stato sociale. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Venezia nella seconda metà del 1700 con il capo mastro artigiano Iseppo Malvestio la cui bottega e magazzino si trovano al Ponte del Gaffero.
MALVEZZI
MALVEZZO
Malvezzi ha un ceppo nell'alessandrino ed un nucleo principale tra veronese, mantovano e modenese, Malvezzo è praticamente unico, dovrebbero derivare dal nome medioevale Malvetius, di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico Bresciano in una Breve iussionis ad terram designandam del 1197 redatta in Brescia: "...dant fictum modium olei aut soliti sunt dare unum domino abbati suprascripto aut eius monasterio Sancti Petri in Monte, quorum nomina sunt hec: Ottebonus de Formacha, Gontardinus, Martinus de Armengarda, Arlottus de Galliciano, Iohannes Pellatus de Zuvino, Buarnus de Pulzano iuravit pro se et fratribus suis atque pro nepotibus eius, Bellebonus de Galliciano, Iohannes Malvetius, Zamforgninus filius Ottonis Mignoli...".  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in una lettera del 1509 scritta da Niccolò Machiavelli ad Alamanno Salviati: "...Non scrivono li 'mbasciadori vostri delle cose di dentro alcuno particulare, salvo che e' traggono al campo continuamente et gli fanno assai danno, et che messer Luzio Malvezi andò per danari a Venezia con buona scorta e ritornò in Padova salvo sanza molto impedimento...".
MALVICINI
MALVICINO
Malvicini è tipico della zona che comprende piacentino alessandrino e pavese, malvicino ha un ceppo a Torino, Cuneo e Castelnuovo Bormida, dovrebbero derivare dal toponimo Malvicino (AL), Malvicinus era anche un nome/soprannome medioevale, come possiamo leggere in questo scritto pisano del 1227: "... anno Domini MCCXXVII, indictione XV, idus octubris.Visa quidem predicta promissione et visis et intellectis omnibus a predictis consulibus ... ...per notulam Bertrandi de Sclannola notarii, anno predicto Domini, die quarto novembris. Iuraverunt etiam hoc idem electi iam consules Malvicinus Petrus Gascus, W (illelmus) Squirpus, Gaiolus, Raimundus Audricus, et sic omnia fieri voluerunt. ...", troviamo i Conti Malvicini Signori di Bagnacavallo (RA) nella seconda metà del 1100.
MALVITANI Presente solo a Melegnano nella forma composta Malvitani Negri, sembra essere di origini calabresi, dovrebbe derivare dal toponimo Malvito (CS) o dalla località Malvitani di Marano Marchesato (CS).
MAMBRETTI Tipico del nordmilanese, potrebbe derivare da un toponimo come Mombretto di Mediglia, o come lo scomparso Montebretus di cui abbiamo una menzione nell'archivio dei notai roganti ,dove nell'anno 1445 è citato a Milano un Lancilotto de Montebreto.
MAMELI Mameli è tipico del centro sud della Sardegna, con un ceppo secondario anche nel genovese, deriva dal nome gentilizio latino Mamelius. Personaggio famoso è ovviamente Goffredo Mameli (1827 - 1849), l'autore dell'inno nazionale italiano.
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
In realtà Mameli era sì genovese, ma era figlio di un sardo e di una genovese.
Secondo il dizionario dei cognomi sardi di Lorenzo Manconi questo cognome compare nel Campidano già nel 1300 ed è uno tra i cognomi sardi più antichi.
MAMERTINO Assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico di Lamezia Terme (CZ).
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Mamertino è un cognome molto raro, presente oggi solo nel comune di Lamezia Terme in provincia di Catanzaro. Tale cognome affonda le sue radici in un periodo molto antico della nostra storia: erano anticamente i Mamertini un gruppo di mercenari per lo più campani che traevano nome dal dio osco Mamers (Marte). Assoldati da Agatocle di Siracusa, alla sua morte (289 a.C.) s'impadronirono di Messina trucidandone barbaramente gli abitanti greci ma, sconfitti da Gerone II°, chiamarono in aiuto i cartaginesi. Stanchi della guarnigione cartaginese, fecero appello ai romani, provocando l'inizio della prima guerra punica (264 a.C.). Mamertino divenne quindi un nome etnico in epoca romana, per poi sopravvivere ed essere cognominizzato in epoca altomedievale. Una prova archeologica dell'uso di questo nome nell'antichità è costituita da un'epigrafe commemorativa in calcare conservata nel Museo Lapidario Marsicano di Avezzano (AQ) (trovata in territorio albense nell'area di un sepolcreto di età costantiniana, ma con ogni probabilità non pertinente al contesto di ritrovamento), in cui si legge: "CL(AUDIO) MAMERTI - NO ET FL(AVIO) NEVITTA - CONS(ULIBUS) IANUAS - FECERUNT AG(ILEIUS) - MODESTUS ET - AEMILIUS LEO - P(ECUNIA) P(UBLICA)" (p.p. può essere anche interpretato come "p(rae)p(ositi)" in riferimento ai due artigiani Agileio Modesto e Emilio Leone "preposti, incaricati" alla costruzione) Cioè "essendo consoli Claudio Mamertino e Flavio Nevitta, Agileio Modesto e Emilio Leone fecero le porte con denaro pubblico". L'epigrafe può essere datata ad annum al 362 d.C., anno in cui furono in carica i due consoli Cl. Mamertino e Fl. Nevitta.  Tale iscrizione è di fondamentale importanza per comprendere il processo di conservazione del nomen Mamertino come etnico in epoca romana, e la successiva evidente cognominizzazione avvenuta in epoca medievale. E' da escludere una derivazione dei toponimi Galati Mamertino (ME) e Oppido Mamertina (RC) dal cognome, ma non viceversa del cognome dai toponimi. Il nome Galati deriva dall'arabo Qual'at, che vuol dire "rocca", in riferimento alla rupe su cui sorge il paese. Oppido deriva dal vocabolo latino oppidum, con il significato di luogo fortificato, piazzaforte. Gli appositivi "Mamertino" e "Mamertina", invece, si ricollegano in entrambi i casi a quella storica popolazione dei "Mamertini" che si professava discendente del dio Marte.   Escluderei, però, anche l'ipotesi di origine in riferimento ai toponimi: il ceppo Mamertino è presente soltanto nel Catanzarese a Lamezia Terme, per cui potrebbe trattarsi anche di un ceppo del tutto svincolato dai toponimi, il cui cognome si è formato dalla cognominizzazione di un soprannome o di un nome di persona; lo studio sui cognomi fa intuire che le soluzioni sono sempre molteplici e disparate, se non si ha la certezza della presenza di una valida testimonianza documentaria che ne provi una sicura origine etimologica e storica.
MAMMATO Specifico di Maiori (SA).
integrazioni fornite da Da Fabio Paolucci (Salerno)
è tipico della splendida Costiera Amalfitana, in particolare di Maiori (Sa). Il cognome dovrebbe derivare da un soprannome attribuito al capostipite: mammatus che in latino significa a forma di mammella e mammeata vuol dire dal bel seno. Con ogni probabilità il soprannome con riferimento alle mammelle fu attribuito al capostipite perchè particolarmente corpulento, oppure alla capostipite per la sua fecondità o per le sue grazie.
MAMMOLITI Tipico del reggino
integrazioni fornite da Andrea (Milano)
ha probabilmente alla base il toponimo reggino Mammola, è diffuso in Calabria “soltanto” per il 36% delle occorrenze. Seguono Valle d’Aosta 12%, Liguria 12%, Piemonte 12%, Lombardia 9%, Lazio 7%, etc. Il cognome reggino Mammoliti risulta essere dunque maggiormente presente nell’Italia nord-occidentale (45%) che nella stessa Calabria. Se le grandi città di Torino, Genova, Roma e Milano rappresentano le tradizionali “mete” raggiunte dai nostri immigrati meridionali (idem per le famiglie Mammoliti), la presenza del cognome ad Aosta e provincia è certamente un dato assai significativo. Mammoliti è il 2°! Cognome in ordine di frequenza nel comune di Aosta (elenchi telefonici 2000).
MAMMONA
MAMMONE
MAMONA
MAMONE
Mammona e Mamona sono quasi unici, Mammone ha un grosso ceppo laziale a Sora nel frusinate ed a Roma, ed uno in Calabria a Caulonia, Roccella Ionica e Oppido Mamertina nel reggino, a Cardinale e Valle Fiorita nel catanzarese, a Montalto Uffugo ed a Rose nel cosentino ed a Crotone, Mamone ha un ceppo a Roma, uno in Calabria nel reggino a Cittanova, Anoia, Galatro e Rosarno ed ad Arena e Dinami nel valentianoed uno a Catanzaro ed Amato nel catanzarese, in Sicilia ha un grosso ceppo a Palermo ed uno a Messina.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L’origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Mamone (con una variante in Mammone), l’italianizzazione cioè del personale Mamon o Maimon, che nell’onomastica araba ed ebraica significa letteralmente fortunato (per una spiegazione più approfondita, vedi Maimone). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
MAMMUCARI
MAMMUCCARI
Mammucari sembrerebbe specifico di Velletri, Mammuccari, decisamente più raro, è anch'esso di Velletri, potrebbe derivare da una deformazione dialettale del cognomen latino Mamercus, ricordiamo ad esempio, citato da Tito Livio Lucius Quinctius Mamercus Aemilius Magistrato eponimo di Roma nell'anno 438 a.C. o dal nome latino Mamertius di cui è proseguito l'uso con il Santo cattolico Mamertius arcivescovo di Vienna nel V° secolo.
MAMOLI
MAMOLO
Mamoli è decisamente lombardo, originario dell'area tra Milano Lodi e Pavia, Mamolo molto più raro sembra avere un ceppo nel varesotto ed uno nell'udinese, potrebbero derivare dal nome mamolo, si ricordi San Mamolo.
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
potrebbe essere una variante del cognome Momoli, cognome lombardo e veneto che dovrebbe derivare dal vezzeggiativo Momolo, nome familiare per Gerolamo o Geronimo.
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