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MALABARBA Specifico del milanese e lodigiano, deriverebbe da un soprannome legato o a caratteristiche fisiche o a caratteristiche comportamentali del capostipite.
MALACARNE
MALACARNI
Malacarne ha ceppi nel trentino a Riva del Garda, Bleggio Inferiore e nel bellunese a Lamon, nel pisano a Ponsacco e Pontedera, a Ferrara ed in Lombardia a Lodi, Milano e nel mantovano a Dosolo e Viadana, Malacarni, frutto probabile di un errore di trascrizione, è toscano, dovrebbero derivare da soprannomi forse originati da caratteristiche comportamentali del capostipite, tracce di questa cognominizzazione nel trentino si trovano almeno dalla prima metà del 1400 e così pure a Spoleto in un testo del 1414 si legge: "...Li caporali de Re eranu Sforza da cotogniola, Paulu Ursinu, lu Conte da Carrara, Malatesta da Cesena, messer Malacarne et Tartaglia...:", a Riva del Garda in un registro comunale relativo all'anno 1619 si legge: "...Laurentius filius domini Ioseph Orlandi alias de Malacarnis...".
MALACCARI Malaccari è specifico di Civitanova Marche nel maceratese, secondo un'ipotesi potrebbe derivare da una forma obliqua del nome Malachia, mentre secondo altri deriverebbe da un soprannome riferibile a chi provenisse da Malaga.
MALACCHI
MALACCO
Sia Malacchi che Malacco sono assolutamente rarissimi, il primo potrebbe essere emiliano romagnolo, il secondo veneto, potrebbero derivare da modificazioni del nome di origini ebraiche Malachia, ma è anche possibile, anche se poco probabile, che derivino da una forma contratta del termine malacitanus (abitante della città di Malaga).
MALACRI Malacri, assolutamente rarissimo, specifico di Guspini nel Medio Campidano, potrebbe derivare dall'apocope di un'alterazione del termine greco melachrinòs (scuro di capelli o di carnagione).
MALACRIDA Tipico del nord milanese, di probabili origini comasche, dovrebbe derivare da un soprannome. Nel 1350 il promontorio di Bellagio era proprietà di un certo Gabriele Malacrida, nel 1300 feudatari di Musso (CO) sono i Malacrida che cederanno poi il feudo ai primi del 1500 a Gian Giacomo Trivulzio, in questo feudo nel 1522 si insediò con la forza il Medeghino, fratello di Pio IV il famoso Papa melegnanese, pittore rinomato del comasco della fine del 1400 fu Tomaso Malacrida.
MALACRINO
MALACRINO'
MALAGRINO
MALAGRINO'
Malacrinò, abbastanza raro, è specifico del reggino, di Montebello Ionico e Melito di Porto Salvo, Malacrino, molto molto raro, sembrerebbe anch'esso del reggino, Malagrinò è ben diffuso nel cosentino, in particolare a Corigliano Calabro, con ceppi anche a Castrovillari e Cassano allo Ionio, ed uno a Taranto, Malagrino, molto molto raro, sembrerebbe anch'esso del cosentino.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
D'origine grika o greco-albanese, i cognomi Malacrinò, Malagrinò, etc nascono da un adattamento del termine greco melachrinòs, che, in lingua neogreca, ha il significato di bruno, dai capelli o dalla carnagione scura (vedi Brun): va notato, infatti, che Melachrinos è anche un cognome greco e, nel caso arvanita, Malagrinò e le sue varianti derivano direttamente da questo cognome - soprattutto nelle provincie di Cosenza e Taranto, territori ricchi di cognomi arbëreshë (sia albanesi che greco-albanesi). In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei soprannomi o dei nomi personali dei capostipiti.
MALAFRONTE
MALAFRONTI
Malafronte è specifico di Scafati nel salernitano e del napoletano, di Gragnano, Castellammare di Stabia, Pompei, Santa Maria la Carità, Sant`Antonio Abate, Torre Annunziata, Lettere, Torre del Greco e Casola di Napoli, Malafronti sembrerebbe unico ed è dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, che potrebbe derivare da un soprannome forse originato da una ferita ottenuta in fronte da parte del capostipite, tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad Afragola nella prima metà del 1100 con un certo chierico di nome Giovanni Malafronte:  "In nomine Domini Dei Salbatoris nostri Ihesu Christi, regnante domino nostro Rocerio Siciliae et Italiae magnifico rege anno vigesimo, et eius dominationis istius civitatis Neapolis anno undecimo, die vigesima mensis Iunii, indictione tertiadecima, eiusdem civitatis Neapoli. Certum est me Iohannes clericum Malafronte Sancte Neapolitane Ecclesie, filio quidam Iuliani, qui nominatur Inbuctia Carpinu, et quedam Sancte Licta memorate Sancte Neapolitane Ecclesie, iugalium personarum, a presenti die, promptissima voluntate commutabi et tradidi vobis, cunctas congregationes sacerdotum et clericorum salutifere catholice ecclesie Sancte Restitute...".
MALAGGI Malaggi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico del cremonese, di Isola Dovarese in particolare, potrebbe derivare da una forma etnica dialettale riferita al paese cremonese di Malagnino, forse il paese d'origine del capostipite, una seconda ipotesi propone invece una derivazione da una forma contratta del termine dialettale lombardo arcaico malanaggi (accidenti, maledizioni).
MALAGO'
MALAGODI
Malagò è tipico dell'area che comprende il lembo orientale del mantovano e del veronese ed il ferrarese, Malagodi, molto raro, è tipico dell'estremità occidentale del ferrarese, l'origine etimologica di questi cognomi dovrebbe essere da un soprannome originato dal termine malgaudio (dispiacere), una seconda ipotesi, più probabile, lo vuole come un alterato di Malagoli, a sua volta una forma dialettale medioevale di un ipocoristico del nome Malachia., che diventa prima Malachiolo, poi Malacolo, Malagoli quindi Malagò e Malagodi.
MALAGOLA
MALAGOLI
MALAGOLO
Malagola è specifico della zona di confine tra mantovano e modenese, Malagoli è tipico emiliano, della zona che comprende il reggiano, il modenese e il bolognese, Malagolo è praticamente unico, questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi legati ad episodi della vita del capostipite, ma secondo un'ipotesi più accreditata derivano da una forma ipocoristica dialettale del nome Malachia (vedi MALAGO'). Personaggio notevole fu l'architetto Cristoforo Malagola, che operò molto a Modena nella seconda metà del 1500, un Carlo Malagola (1855-1910), paleologo divenne  Sovrintendente all'Archivio dell'Emilia a Bologna, Amilcare Malagola nel 1876 divenne il Vescovo di Ascoli Piceno.
integrazioni fornite da Sandro Malagola
La famiglia Malagola trae la sua origine dalla città di Modena ove nel 1173 un Pietro Malagola, secondo il Muratori, assisteva ad un parlamento della lega lombarda. Un suo discendente Zanetto il Magnifico ottenne la nobiltà presso Caterina de' Medici in Francia intorno al 1500. Questa famiglia  diede parecchi uomini che si distinsero nelle armi, nelle lettere, nel sacerdozio e nelle scienze. Il motto di questa famiglia è nobilitas sola atque unica virtus.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Malagoli è  cognome d'origine soprannominale, dal lat. mala «cattiva» e gula «gola», per indicare un «mangione; ghiottone». Larga la sua diffusione nel Modenese; raro invece Malagola. F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.
MALAGUTI
MALAGUZZI
Malaguti è specifico dell'area tra Modena, Bologna e Ferrara, Malaguzzi, assolutamente rarissimo, è dell'area lombardo, emiliana, potrebbero derivare dal nome rinascimentale Maelgut (riportato nella Chanson de Roland).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
II cognome Malaguti, attestato soprattutto nella bassa pianura modenese e ferrarese, risale a un personale medievale *Malacutus di chiara origine soprannominale e di trasparente significato. Da un *Malacut(u)lus è derivato il cognome Malaguzzi, d'area prevalentemente reggiana. F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.
MALAMBRI Malambri è originario del messinese, di Taormina e Messina in particolare, l'origine etimologica è oscura, potrebbe derivare sia dal greco, da un soprannome con il probabile significato di molto dolce, sia dallo spagnolo.
MALAMISURA Malamisura è un cognome rarissimo, sicuramente meridionale, probabilmente pugliese, troviamo tracce di questo cognome nel Catasto Onciario dell'anno 1753 di Orsara (FG) con un certo Tomaso Malamisura, il cognome dovrebbe derivare da un soprannome originato da un comportamento disdicevole del capostipite. Tra la prima e la seconda metà del 1800 sempre nel foggiano operava il brigante Antonio Malamisura di Monteleone di Foggia, fucilato a ventun anni nel 1863 dalle truppe italiane chiamate a estirpare dalla Capitanata il fenomeno del brigantaggio.
MALAN Malan è decisamente piemontese, del torinese, di Luserna San Giovanni in particolare, ma ben attestato anche nelle vicine Torre Pellice ed Angrogna, il cognome potrebbe essere di origini occitane e derivare dal termine provenzale malan (disturbo, malessere), ma molto probabilmente dovrebbe derivare dal nome di località come Malan nel cuneese od altre simili.
MALANCA
MALANCHI
MALANCHINI
Malanca ha un ceppo lombardo soprattutto nel bresciano a Pontevico, uno a Parma e nel parmense ed uno ad Altopascio nel lucchese, Malanchi, assolutamente rarissimo, è tipico del fiorentino, Malanchini è tipicamente lombardo, del bergamasco, di Urgnano, Spirano, Lurano e Stezzano, potrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da modificazioni dialettali del nome Malachia, o più probabilmente da nomi di località come Cà Malanca o Piana di Malanca nell'Appennino toscoemiliano o Malanca nel lucchese.
MALANDRA
MALANDRI
MALANDRO
MELANDRI
MELANDRO
MIANDRI
MIANDRO
MILANDRI
Malandra è specifico del teatino, di Casalincontrada, Chieti e Bucchianico, Malandri ha un ceppo nel parmense ed uno nel cesenate, Malandro parrebbe unico, dell'area fiorentino, senese, Melandri è diffusissimo nel ravennate, a Ravenna, Faenza, Lugo, Bagnacavallo, Russi, Alfonsine, Cervia, Fusignano, Conselice e Cotignola, con un ceppo importante anche a Forlì ed a Bologna ed Imola nel bolognese, Melandro, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, Miandri, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione del cognome Miandro, che, molto raro, ha un ceppo a Fermo nel Piceno ed uno a Civitanova Marche nel maceratese, Milandri è molto diffuso a Forlì, Cesena e Ravenna e nelle rispettive province, potrebbero indicare una provenienza dalla zona del monte Melandro nel forlivese, come potrebbero pure derivare dal melandro (nome di un tipo di quercia), forse particolarmente presente nella zona di provenienza delle famiglie.
MALANDRINI Malandrini è tipicamente toscano, Melandrini, praticamente unico, potrebbe essere del teatino, si potrebbe trattare forme ipocoristiche del cognome Malandri o Melandri (vedi MALANDRA), non si può comunque escludere una derivazione da un soprannome originato dal modo di comportarsi del capostipite.
MALANDRINO Malandrino è tipico del salernitano, con un piccolo ceppo nel tarentino, Melandrino, quasi unico, potrebbe essere siciliano, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal fatto che il capostipite proveniva dalla zona del monte o del fiume Melandro che scorre tra le province di Potenza e di Salerno.
MALANGA Malanga è specifico della zona che comprende l'avellinese, il salernitano, il potentino ed il barese, in particolare Caposele nell'avellinese, Salerno, Bella nel potentino e Bari, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul nome di una pianta , la malanga, originaria del sud America, il cui tubero è di uso alimentare, purchè cotto, essendo assimilabile a quello della patata, in quanto crudo presenta effetti irritanti sulle mucose della gola e per gli occhi.
MALANTUONO Malantuono, quasi unico, sembrerebbe dell'area campano, molisana, dovrebbe derivare da un soprannome originato da un capostipite di nome Antonio, che evidentemente non godesse di una buona fama.
MALAPELLE Malapelle, molto molto raro, ha un piccolo ceppo nel veronese ed uno nel napoletano, dovrebbe derivare da un soprannome attribuito forse al capostipite grazie ad un suo comportamento disonesto, ma è pure possibile una derivazione da nomi di località, a Napoli ad esempio fina dal 1400 esisteva un contado chiamato Malapelle, troviamo tracce di questa cognominizzazione in un atto del 1528 dove compare fra i testi un certo: "...Ser Alessio Crivelli fu Ser Malapelle abitante a Brescia...".
MALAPONTE
MALAPONTI
Malaponte è specifico del catanese, di Catania, Caltagirone e Bronte, Malaponti invece, sempre siciliano, ha un ceppo a Cesarò nel messinese, a Catania ed a Troina ed Aidone nell'ennese, dovrebbero derivare dal nome della contrada Malaponte di Cesarò nel messinese, ma non si può escludere che possano anche derivare da soprannomi originati dal termine grecanico μάλαπόντος (grande mare), forse perchè i capostipiti provenivano addirittura dall'oceano.
MALASCORTA Malascorta è quasi unico, dovrebbe derivare dal nome medioevale Malascorta o Malescorte, nome nel quale il genitore descriveva lo stato di indigenza cui sarebbe andato incontro il figlio, malascorta significa infatti non dotato di mezzi adeguati di sussistenza, proprio come doveva essere lo stato del capostipite, si potrebbe anche trattare di un cognome di fantasia attribuito ad un trovatello, indicando addirittura nel cognome stesso il suo stato di povertà, tracce di questa cognominizzazione le troviamo in uno scritto del 1201 a Corneto nel cesenate, dove troviamo citato in rappresentanza del comune di Corneto un certo Pietro Malascorte, ed dove compare anche il figlio Crescenzio in qualità di testimone dell'atto.
MALASOMA Malasoma è tipico di Pisa, Livorno e Viareggio nel lucchese, si dovrebbe trattare di cognomi attribuiti a dei trovatelli, i cognomi dovrebbero indicare che il bambino era il frutto, la soma (peso), di un'azione mala (riprovevole).
MALASOMMA Malasomma ha un ceppo a Napoli, Caivano e Pollena Trocchia nel napoletano ed uno a Bari, si dovrebbe trattare di cognomi attribuiti a dei trovatelli, i cognomi dovrebbero derivare dal termine greco soma (corpo), forse ad indicare uno stato di salute cagionevole del trovatello.
MALASPINA Concentrato nell'areale che comprende le province di Milano, Pavia, Alessandria, Piacenza e Genova, presenta forse anche un piccolo ceppo nelle Marche ed uno nel reggino. Corrado Malaspina, Marchese di Mulazzo, sposo di Costanza, figlia di Re Manfredi, morì nel 1250 e ci mostra quanto importante fosse la famiglia Malaspina fin da quei tempi.
MALATERRA Molto raro sembrerebbe tipico del sudmilanese e pavese, dovrebbe essere di origine normanna, esistono tracce di questo cognome fin dal XI° secolo con Goffredo Malaterra, monaco benedettino segretario e apologeta del Conte Rè Ruggero conquistatore normanno.
MALATESTA Diffuso a macchia di leopardo in tutt'Italia, deriva dal nome medioevale italiano Malatesta . Verso la fine del 1200, già molto avanti negli anni, Malatesta I° fu Signore di Rimini, dando inizio ad una dinastia, secondo una teoria accreditata questa famiglia deriverebbe da un certo Rodolfo, vissuto nel secolo X°, che venne chiamato Malatesta per la sua caparbietà e per il coraggio dimostrato nel tenere testa sia alla fazione filopapale sia a quella imperiale.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
II cognome Malatesta, reso celebre a Modena dal pittore Adeodato Malatesta (1806-1891), è d'origine soprannominale ed indica «testa bizzarra». Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.
MALAVASI
MALAVASIO
Malavasi è specifico dell'area tra Mantova e Modena, ma è molto diffuso anche nel reggiano, nel bolognese, nel ferrarese, nel veronese e nel rovigoto, Malavasio è praticamente unico, tracce antichissime di queste cognominizzazioni le troviamo a Treviso in un atto di donazione alla chiesa del 1368, effettuato da Federico de' Malavasi di Breda di Piave (TV), dovrebbero derivare dal nome medioevale Malavaxius o Malavasius che troviamo nel libro Rimini nel secolo XIII, dove citato tra gli anziani del comune di Faenza (RA) è indicato un certo Malavaxius Maginardi.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Malavasi è cognome abbastanza diffuso nell'intero dominio modenese, è d'origine soprannominale: da vasum o vasus «recipiente», quindi «cattivo recipiente», naturalmente in senso metaforico. Similmente il cognome Malvasi. F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.
MALAVOLTA
MALAVOLTI
MALVOLTI
Malavolta ha un ceppo nel Piceno ed uno nel modenese e bolognese, Malavolti è specifico dell'area che comprende il modenese, il bolognese, il ravennate e il fiorentino, Malvolti ha un ceppo nel reggiano nella zona di Castelnovo Ne' Monti (RE) ed uno nell'areale di Fucecchio (FI), derivano dal nome medioevale Malavolta, di cui si hanno tracce ad esempio nel 1100 in un atto del 1 maggio 1147 scritto in Siena, dove si legge: "...In nomine sancte et individue trinitas, anno dominice incarnationis millesimo centesimo quadragesimo septimo, die kalendarum maii,indictione decima... ... Malavolta quondam Philippi presentes affuerunt testes...".  Traccia di questo cognome si trova sempre a Siena nel 1193 quando uno dei consoli era un certo Filippo di Malavolta. Sembrerebbe originario della provincia di Siena, anche se la zona d'influenza si espande alle province di Firenze, Modena, Bologna e Ravenna,   Si hanno tracce di questa nobile famiglia guelfa a Bologna dove nel 1210 nasce Catalano Malavolti, che, dopo vari incarichi prestigiosi, fu a capo di quella fanteria bolognese che nella battaglia di Fossalta del 1249 vinse e catturò re Enzo, figlio di Federico II°,  nel 1266 fu chiamato a Firenze con la qualifica di Podestà, dal Conte Guido Novello.  Nel 1280, troviamo a Lucca come Capitano del popolo Nicolao d'Uguccione de' Malavolti da Siena. Agli inizi del 1300 a Siena troviamo il Vescovo Donasdeo Malavolti. Nel 1500 sempre a Siena troviamo gli storici Orlando e Giovanni Ubaldino Malavolti. Dino Compagni nella "Cronica delle cose occorrenti ne' tempi suoi" nell'anno 1301, cita:"...Aveano i Guelfi bianchi inbasciadori in Corte di Roma, e i Sanesi, in loro compagnia, ma non erano interi. Era tra loro alcuno nocivo uomo: fra' quali fu messer Ubaldino Malavolti giudice, sanese pieno di gavillazioni, il quale ristette per cammino per raddomandare certe giuridizioni d'uno castello il quale teneano i Fiorentini, dicendo che a lui appartenea; e tanto imped? a' compagni il cammino, che non giunsono a tempo..."
integrazioni di Andrea Malavolti
Nel medioevo toscano, Malavolta era un cognome malaugurante (che sia la volta cattiva), a cui si contrapponeva Bonavolta (che sia la volta buona). Un'altra variante è Malvolti, che deriverebbe dal toscano Magaldi.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
II cognome Malavolta deriva dal nome proprio medievale Malavolta, di origine soprannominale, con volta nel senso di «evento, vicenda». Poco diffusa la variante Malavolti. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.
MALCHIODI Tipico dell'oltrepò piacentino, si hanno tracce di questo cognome già dal 1500 "...Da questi passò ai nipoti che nel 1633 lo vendettero al nobile Bartolomeo Malchiodi con il consenso dei Cornazzano che si riservarono il diritto di redimerlo...", dovrebbe derivare da un soprannome, forse riferentesi all'organo sessuale del capostipite, ma potrebbe anche derivare da una contrazione del nome latino Marcius Clodius.
integrazioni fornite da Ivan Malchiodi
Penso che  l'origine del cognome Malchiodi sia simile a quella del cognome Macchiavelli (vedi MACCHIAVELLI). Secondo un'interessante ipotesi proposta dal Bongioanni, l'origine del cognome Machiavelli e delle sue varianti andrebbe ricercata nel nome medievale Macchiavello, nato come variante popolare del nome Malchiodo, che consiste, a sua volta, in una delle tante italianizzazioni del personale ebraico Melki'or, col significato di il mio re (Dio) è luce; fra le altre italianizzazioni di questo nome, infatti, si possono citare Melchiorre, Melchionne, Marchionne, Marchiorre, Marchioro, etc. Ora, per capire meglio il passaggio dall'originale Melki'or all'adattamento italiano in Macchiavello, bisogna innanzitutto considerare la variante in Malchiodo: Malchiodo, infatti, nasce per effetto del fenomeno del rotacismo dal nome Marchioro, in cui la R del suffisso -oro si trasforma in D (cfr. Arcudi/Arcuri) e la R del prefisso Mar- si trasforma in L (o più semplicemente viene mantenuta la L dell'originale Melki'or); va detto poi che esistono anche i cognomi Marchiodi e Melchiodi, che sembrano confermare quest'ipotesi. Detto questo, quindi, la variante in Macchiavello si spiega come una corruzione o una forma più tipicamente popolare di Malchiodo: se si considera, infatti, che il termine chiavello è una variante arcaica di chiodo (entrambi derivano dal latino clavus), si capisce allora come da Malchiodo si arrivi a Macchiavello (contrazione di Malchiavello)
MALDARI Molto raro probabilmente di origini pugliesi.
MALDERA Maldera è un cognome tipicamente pugliese, di Corato nel barese in particolare, con buone presenze anche ad Andria, Bari e Molfetta sempre nel barese, ed a Lucera e Foggia nel foggiano, dovrebbe derivare dalla forma plurale maldera del termine medioevale malderum, un unità di misura medioevale di capacità per aridi, come ad esempio le granaglie, equivalente alla quarta parte di un modius (moggio), con valori differenti da paese a paese, ma comunque con un valore prossimo ai due litri, dell'uso di questo termine abbiamo un esempio in questo scritto dell'anno 1100: "..In hiis singulis sex placitis det ei abbas ad servicium unum malderum panis et frissingum, qui valeat XXX. nummos et V. pollos et sex caseos, et XX. ova, et unam situlam vini, et duas cervisie et VI, maldera avene...", potrebbe stare ad indicare che i capostipiti fossero dei benestanti, forse commercianti in granaglie.
MALDI
MALDINI
MALDINO
Maldi è abbastanza raro, potrebbe avere un ceppo in provincia di Rovigo ed uno in Lombardia, Maldini ha un nucleo nella zona che comprende le province di Bologna, Ravenna e Forlì ed un ceppo triestino, Maldino, assolutamente rarissimo, sembrerebbe dell'alessandrino, potrebbe trattarsi di derivazioni dall'aferesi del nome franco italico medioevale Grimaldi o simili, ma è pure possibile una derivazione da nomi di località, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in quest'atto di nascita del 1787: "Anno Dni. millesimo septingentesimo Octuagesimo septimo die decima octava Aplis: Ego Rector Carolus Ant.o Puteus de Veltio baptizavi solemniter infantem hodie natum ex Iacobo Vitale Filio Petri et M.a Francisca Falca q.m Bernardi de Parotia S. Petri Plebis Porlatia legitimis jugalibus huius Parotia Beni, cui impositum fuit nomen: Petrus Antonius. P.P. fuere Ioannes Maldinus q.m Caroli Ioseph et M.a Cattà Conca q.m Ioannis Bapta de Beno idonei.".
MALDIFASSI Tipico del milanese, potrebbe trattarsi di un cognome composto dai cognomi Maldi e Fassi.
MALERBA Diffuso in tutt'Italia a macchie di leopardo, sicuro un ceppo pugliese, ma sono presenti senza dubbio altri nuclei, deriva da soprannomi legati alle caratteristiche del capostipite, malerba (cattivo soggetto).
MALESANI Specifico del veronese, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo medioevale malesanus (malsano) potrebbe essere stato ad indicare abitanti di aree paludose, così tra l'altro Francesco Petrarca: "...Sic dulcia care Limina cum peteret iuuenis malesanus amice...".
MALESARDI
MALISARDI
MALUSARDI
MALUSSARDI
Malesardi è specifico di Volano in Trentino, Malisardi, decisamente emiliano è di Budrio e Ferrara nel ferrarese e di Molinella e Bologna nel bolognese, Malusardi è tipico del sudmilanese e del lodigiano, di Milano, e di Lodi, Casalpusterlengo, Bertonico e Cavenago d'Adda nel lodigiano, Malussardi, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un'errata trascrizione del precedente, esistono due ipotesi, la prima è che derivino dal nome medioevale germanico Malshart, composto dalle radici malan (picchiare, pestare) e hard (duro), con il significato di colui che picchia duramente, la seconda ipotesi è che siano invece derivati dal nome del paese francese di Malissard nella prefettura de la Drôme nella Francia meridionale, orientale, forse il luogo di provenienza dei capostipiti. Troviamo tracce di queste cognominizzazioni nel borgo di San Vigilio di Concesio (BS) in uno scritto del 1324, dove si parla tra l'altro di una Contrada Molendini Malexardi, cioè indicata come proprietà del mugnaio Malesardi.
A seguito di un suggerimento da parte del Signor Paolo Bianchi, inseriamo un'ulteriore possibile interpretazione circa l'origine etimologica di questi cognomi. Nella prima metà del 1200 la lotta di molti Comuni contro l'Imperatore Federico II° si svolse anche contro quei cittadini che non si fossero schierati apertamente contro l'imperatore, venne così istituito il reato di malesardia, corrispondente appunto alla mancata condivisione delle scelte anti imperiali effettuate dai comuni, reato che comportava come pena la confisca dei beni ed il bando dai territori del Comune stesso; questi cognomi potrebbero quindi derivare dal fatto di essere stati condannati i capostipiti in base a quel reato. Nelle Memorie istoriche della città e chiesa di Bergamo leggiamodella sorte di alcuni di questi esiliati: "..i Milanesi, e i Bergamaschi si portarono coi loro carrocci a Palazzulo dove fecero alto per alcuni giorni, ed ebbero nelle lor mani Palazzolo nel mese di Dicembre con quattrocento Cremonesi che lo presiedevano, e circa il fine di Gennajo i Bresciani si diedero al Comun di Milano, e accettarono i suoi Malesardi fermando con essi stabile alleanza , ed eleggendo in loro Podestà Francesco della Torre. ..".
MALFA Specifico della Sicilia orientale, ha un ceppo importante nel messinese, uno a Caltagirone (CT) ed uno a Noto (SR), deriva dal toponimo Malfa (ME).
MALFATTI
MALFATTO
Malfatti ha un ceppo nel Trentino e Veneto occidentale, ed uno nel lucchese, Malfatto ha un piccolo ceppo nel rovigoto ed uno importante nell'alessandrino e genovese con ramificazioni nell'astigiano e basso torinese, dovrebbero derivare dal nome medioevale Malfatus, nome originato dal soprannome Malefactus (brutto, fatto male), di cui abbiamo un esempio a Riva (TN nel 1500 con il magistrato Malfato Salvadori, tracce di questa cognominizzazione le troviamo in Cadore nel 1508 con il capitano d'armi della Repubblica Veneta Bortolo Malfato da Padova alla difesa di Cortina d'Ampezzo contro le truppe imperiali.
MALFER Malfer ha un ceppo a Dro, Arco, Trento, Aldeno, Riva del Garda e Cavedine in trentino, ed a Garda nel veronese, di origini cimbriche, dovrebbe derivare dal nome medioevale di origini germaniche Malferus, di cui troviamo un esempio d'uso nel 1221 in un atto: "A. Mccxxi, tempore Honorii pp. et Federici imp., ind. vini, febr., in villa Camposonaldi a Qaulisi. Riale et lacobus Closercoli prò se et liberis et heredibus dant, vendunt, concedunt atque tradunt Beneincasa monache et Roselo et Ubertelo conversis, recipientibus prò mon. Isole, eorumque fratribus et successoribus in perpetuum quicquid Benedictolus Malferus habuit et tenuit in Monte et sibi pertinuit vel alibi territorio Galeat plebis S. Petri, excepto duas petias terre, unam quam habet ...", troviamo tracce di questa cognominizzazione ad Arco ed a Dro fin dal 1500: "1514 Dominus Ioannes notarius filius quondam ser Sesini de Malferis de Dro comitatus Archi, civis et habitator Tridenti. Anno 1518 Ioannes filius quondam providi viri ser Sisini de Malferis de Dro civis et habitator Tridenti publicus imperiali auctoritate notarius. ...".
MALFETANI
MALFITANI
MALFITANO
Malfetano, quasi unico è campano, così come Malfitani,m che è anch'esso quasi unico, Malfitano sembra essere invece tipicamente siciliano, derivano tutti dalla forma aferetica, anche dialettale, dell'etnico di Amalfi, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel 1088 negli Annales Pisani: "...Et refulsit inter istos Pantaleo Malfitanus, cuius fortis et astuti est confusa maledicti...", nella seconda metà del 1400 nell'avellinese opera il notaio Cesare Malfitano.
MALGARI
MALGAROTTI
MALGAROTTO
Malgari è estremamente raro, Malgarotti, molto molto raro, è tipico dell'alto bresciano, di Sonico e Pisogne, Malgarotto, estremamente raro, sembrerebbe veneziano, dovrebbero derivare, direttamente o tramite una forma ipocoristica dal termine malgaro, cioè un mandriano usufruitore delle malghe (ricoveri di pascoli montani), lavoro probabilmente svolto dai capostipiti.
MALGARIN
MALGARINI
Malgarin, assolutamente rarissimo è del vicentino, Malgarini è tipico del milanese con un piccolo ceppo anche nel mantovano, potrebbero derivare da un soprannome originato dall'attività di mandriano svolta dal capostipite, cioè di un usufruitore delle malghe (ricoveri di pascoli montani), ma è pure possibile una derivazione dal nome rinascimentale Malgarino di cui abbiamo un esempio nell'Orlando innamorato di Matteo Maria Boiardo (1441-1494): "...Questo è il re Stordilano, e Malgarino - E Baricondo è seco e Sinagone, - E Maradasso più gli era vicino: - La schiera guida al campo Falcirone....".
MALGERI
MALGHERINI
Malgeri, molto raro, sembra tipico del sud della Calabria, Malgherini è assolutamente rarissimo, potrebbe essere pugliese, dovrebbe derivare dal nome medioevale di origine germanica Malgerius, di cui abbiamo un esempio nel XII° secolo in Puglia, con il normanno Malgerius d'Altavilla: "...primus Robertus dictus a nativitate Guiscardus, postea totius apuliae princeps et Calabriae dux, vir magni consilii, largitatis et audaciae, secundus Malgerius, ...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Malgeri è cognome calabrese che corrisponde al cognome francese Mauger (anticamente Malgier) derivato da *malgarius = 'cascinaio', 'padrone di una malga'.
MALGIOGLIO
MALGIOLIO
Malgioglio è originario del catanese, Malgiolio, presente solo a Melegnano, come cognome composto (Malgiolio Palella) dovrebbe derivare da un errore di trascrizione del precedente.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Malgioglio è cCognome catanese, forma derivata dal cognome base Malogioglio che significa 'cattivo loglio'. Cfr. la voce calabrese 'giògghiu' = loglio. Rohlfs 119.
MALGRATI Specifico del nordmilanese, deriva dal toponimo Malgrate (CO).
MALICA
MALLICA
Malica è specifico della zona di Santu Lussurgiu (OR) e Bonacardo, Mallica è tipico di Gonnosfanadiga (CA), dovrebbero derivare da modificazioni del vocabolo sardo mala (cattiva) e starebbe ad indicare caratteristiche comportamentali non proprio edificanti della capostipite, non molto probabile l'ipotesi che questi cognomi siano da collegare con il nome arabo Malech.
MALIN
MALINA
MALINI
MALINO
Malin, tipico del rovigoto, ha un ceppo anche a Milano, Malina è praticamente unico, Malini ha un ceppo a Magenta nel milanese, uno piccolo a Roverbella nel mantovano ed a Bologna e Zola Predosa nel bolognese, ed uno a Veroba e nel veronese, Malino ha un ceppo piemontese, nel torinese e nell'astigiano ed uno nel messinese, dovrebbero derivare dal nome medioevale Malinus, Malina, derivato dalla latinizzazione della contrazione, per elisione della -d-, del nome germanico Madalin, a sua volta derivato dal termine germanico madal (consesso, consiglio).
MALINCONI
MALINCONICO
MALINCONIO
Malinconi è tipicamente toscano, di Prato, di Quarrata nel pistoiese e di Campi Bisenzio nel fiorentino, Malinconico ha un ceppo a Roma, uno nel napoletano a Napoli, Palma Campania, Torre del Greco, San Giuseppe Vesuviano e Striano ed a Sala Consilina, Scafati e Nocera Inferiore nel salernitano, ed uno nel leccese, a Lecce ed a Tricase, Malinconio, quasi unico, sembrerebbe del napoletano, di difficile interpretazione, potrebbero forse derivare da soprannomi basati sul carattere dei capostipiti, o anche da alterazioni del nome medioevale francese Malhegol, o del nome gotico Malonric.
MALINTOPPI Assolutamente raro potrebbe essere di origini picene, potrebbe derivare da un soprannome.
MALINVERNI
MALINVERNO
Malinverni è specifico del Piemonte orientale e della Lombardia occidentale, del vercellese e novarese e del milanese e pavese, Malinverno è specifico della Lombardia occidentale, del comasco in particolare, dovrebbero derivare da soprannomi originati forse da caratteristiche del luogo di provenienza dei capostipiti, o da un nome attribuito ad un figlio nato durante un inverno particolarmente rigido, troviamo tracce molto antiche di queste cognominizzazioni in una Carta convenientie, finis et divisionis dell'anno 1184 ad Ozzero nel milanese: "Anno dominice incarnationis milleximo centeximo octuageximo quarto, undecimo kalendas iunii, indictione secunda. In presentia eorum qui infra leguntur, stetit et convenit inter donum Iacobum, abbatem monasterii de Morimondo, et ex altera parte inter Monachum et Malagaidam qui dicuntur Porcelli, de Mediolano, ipse donus abbas per se et similiter pro preposito de burgo Roxate, et ipsi Monachus et Malagaida per se et similiter pro heredibus quondam Malinverni qui dicebatur item Porcellus, qui in eorum tutella sunt, eo tenore quod de tota decima territorii loci Ozani,...".
MALISANI Tipico dell'udinese, dovrebbe derivare dal toponimo Malisana di Torviscosa (UD).
MALIZIA Diffuso a macchia di leopardo nel centrosud, dovrebbe derivare dal nome medioevale Malitia di cui abbiamo un esempio in una lapide del 1500: "...HUIUS ECCLESIAE  S. MARIAE DE LA MATINA - SUB. REV. PATRE  ED  DOM. MALITIA DE GESUALDO - EPISCOPO RAPOLLIANO ED CANOSIA...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
proviene da un antico soprannome malicia che significava persona cattiva. Rohlfs, 119.
MALLARDI
MALLARDO
Mallardi ha un piccolissimo ceppo tyrietino ed uno fiorentino, con il nucleo principale in Puglia a Bari e nel barese a Sammichele di Bari, Casamassima, Triggiano, Acquaviva delle Fonti e Cassano delle Murge, un ceppo a Cerignola nel foggiano ed uno a Taranto e Laterza nel tarantino, Mallardo ha un grosso ceppo a Giugliano in Campania nel napoletano, con presenze anche a Villaricca, Quarto, Marano di Napoli, Napoli, Qualiano e Mugnano di Napoli, sempre nel napoletano e ad Avellino, e con un ceppo anche in Puglia a Foggia ed a Corato nel barese, questi cognomi dovrebbero derivare dal nome medioevale germanico Malhard, forma contratta del nome Magilhard, composto da magin (forza) ed hard (duro), con il significato di fortissimo o durissimo, nome probabilmente portato da capostipiti giunti in Italia al seguito degli svevi.
MALLARINI
MALLARINO
Mallarini è tipico del savonese, di Carcare in particolare e di Pallare, Mallarino è specifico dell'area che comprende il savonese e l'alessandrino, potrebbero derivare da un ipocoristico del nome francogermanico Maillard, ma potrebbero anche derivare da un diminutivo della forma dialettale del termine medioevale provenzale mallier (postiglione, ufficiale di posta), sicuramente non derivano dal toponimo Mallarini del savonese, perchè la frazione a proprio preso il nome dal cognome della famiglia e non viceversa.
MALLI
MALLIA
MALLIO
MALLO
Malli sembrerebbe specifico di Milano, Mallia è molto diffuso nella Sicilia meridionale, donde sembrerebbe originario, di Pachino, Siracusa, Avola, Francofonte e Noto nel siracusano, di Modica, Ragusa e Vittoria nel ragusano, di Agrigento, di Palermo e di Riesi e Mazzarino nel nisseno, Mallio è quasi unico, Mallo ha un piccolo ceppo a Palermo, uno a Comiso e Ragusa nel ragusano, ma il ceppo principale è ad Augusta nel siracusano, dovrebbero derivare o dal nomen latino Mallus, Mallia , di cui abbiamo un esempio in questo testo latino: "..Cum Minerva manum move. Dii facientes adiuvant. Manum admoventi fortuna imploranda est. Manus pretium: dat operi. Mh/te melissas, mh/te meli: neque apes, neque mel. iccirco quia apum aculeum fugit. Ni molas, non comedes. Qui vitat molam, vitat farinam. Optimum obsonium labor senectuti. Qui arat olivetum, rogat fructum Columel Artem quaevis alit terra. Suet. Ex umbra in solem educere: rem elaboratam. Hic porticus miseriae. Aurum e stercore colligendum. Muli Mariani. Mallus enim milites ad sarcinas e furca ferendas assuefecerat...", potrebbero anche derivare direttamente dalla gens Mallia.
MALLOCI Malloci è tipicamente sardo ha un ceppo a Lunamatrona nel Medio Campidano, uno piccolo a Cagliari ed uno ancora più piccolo ad Albagiara ed Oristano nell'oristanese, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale sardo meridionale, con il significato di tori, forse attribuito ad un capostipite che ne fosse un allevatore.
MALNATI Malnati ha un ceppo a Varese, Malnate, Bisuschio, Arcisate e Vedano Olona nel varesotto, uno secondario a Milano, dovrebbe derivare dal toponimo Malnate nel varesotto, probabile luogo d'origine del capostipite.
MALONE
MALONI
Malone, quasi unico, sembrerebbe del teramano con qualche presenza nel torinese, dove potrebbe derivare dal nome del locale torrente Malone, Maloni ha un ceppo tra spezzino e carrarese, a Santo Stefano di Magra e La Spezia nello spezzino e ad Aulla nel carrarese, ed uno tra ascolano e teramano, in particolare a Sant`Egidio alla Vibrata nel teramano, dovrebbero derivare dal soprannome e nome medioevale Malonus.
MALONNI Malonni, molto molto raro, è tipicamente lombardo, dell'area bergamasco, bresciana, dovrebbe derivare dal nome del paese di Malonno nel bresciano.
MALOPERA Malopera è quasi unico, probabilmente origina da un soprannome, dovrebbe essere di lontane origini piemontesi, sembrerebbe di Cuneo, anche se le più recenti radici ottocentesche si trovano a Tarsia nel cosentino, probabile risultato del trasferimento interno di qualche esponente, tracce di questa cognominizzazione si trovano ad Asti fin dal 1278, quando un tale Guglielmo Malopera fu tra i firmatari della pace tra Asti e Cuneo (fonte Dizionario Biografico degli Italiani).
MALORNI
MALORNO
Malorni ha un piccolo ceppo romano ed uno, molto più consistente a Larino nel campobassano, Malorno è quasi unico, dovrebbero derivare dal nome germanico medioevale Mahlhorn (il corno del mugnaio), bisogna tener presente che malhorn è anche il nome di una particolare tecnica di pittura utilizzata dai vasai con l'utilizzo di strumenti simili a penne d'oca.
MALOSSI
MALOSSINI
Malossi ha un ceppo nel grossetano ed uno nel bolognese, Malossini è tipico del basso trentino, derivano dal soprannome e nomignolo medioevale Malosso ricordiamo il pittore cinquecentesco piacentino Giovan Battista Trotti detto il Malosso.
MALPEDE
MALPEDI
MALPIEDE
MALPIEDI
Malpede è tipico dell'area campana, in particolare del salernitano, con presenze anche nel barese, Malpedi è quasi unico, forse del potentino, Malpiede è quasi unico, Malpiedi sembrerebbe del basso marchigiano, potrebbero aver avuto origine da un soprannome, cosa più probabile per il ceppo marchigiano, ma la cosa più probabile è che si tratti invece di cognomi attribuiti anticamente a dei trovatelli, secondo l'uso invalso presso i funzionari borbonici di attribuire un cognome che in qualche misura si potesse riferire a caratteristiche fisiche o comportamentali del bambino. (vedi anche BOMPEDE)
MALPELI
MALPELO
Malpeli è tipico di Parma, del parmense e del reggiano, con un ceppo anche a Genova, Malpelo è quasi unico, dovrebbero derivare dal nome medioevale Malpelus, del quale abbiamo un esempio nel "Qualiter Homines de Abbatia de Fraxinorio in omni anno jurant sequi Consules Mutinae. Anno 1173", probabilmente nato da un soprannome originato dalla credenza che i capelli rossi portassero sfortuna e fossero fonte di disgrazia.
MALPESI
MALPESO
Malpesi, quasi unico, sembrerebbe piemontese, Malpeso, altrettanto raro, parrebbe del napoletano, si dovrebbe trattare di cognomi attribuiti a dei trovatelli, i cognomi dovrebbero indicare che il fanciullo era il frutto, il peso, di un'azione mala (riprovevole).
MALPETTI Malpetti è specifico dell'area tra bresciano e mantovano, di Montichiari nel bresciano e di Volta Mantovana e Medole nel mantovano, dovrebbe derivare dall'italianizzazione del nome medioevale germanico Malpert.
MALTA
MALTESE
MALTESI
Malta, abbastanza raro, sembra avere un ceppo calabrese ed uno siciliano, Maltese più diffuso è tipicamente siciliano, Maltesi, assolutamente rarissimo, potrebbe essere un errore di trascrizione del precedente, derivano tutti dal toponimo Malta e dall'etnico corrispondente.
MALTAGLIATI Maltagliati ha un ceppo nel milanese ed uno toscano originario tra pistoiese e fiorentino, dovrebbero derivare da soprannomi originati da una cattiva reputazione della famiglia.
MALTEMPO Maltempo, tipicamente campano, sembrerebbe specifico di Polla, Petina e Montecorvino Rovella nel salernitano e di Marcianise nel casertano, dovrebbe trattarsi di un cognome attribuito da funzionari degli orfanotrofi borbonici a dei trovatelli, forse indicando che il futuro di questi fanciulli sarebbe stato particolarmente difficile.
MALTINTI Maltinti è tipico della Toscana settentrionale, di Empoli e Fucecchio nel fiorentino, di Livorno e Rosignano Marittimo nel livornese, di Pistoia e Prato e di San Miniato e Cascina nel pisano, l'origine etimologica di questo cognome dovrebbe essere da un soprannome medioevale Maletinctus, di cui è arduo identificare il motivo, tracce molto antiche di questa cognominizzazione le troviamo nel 1100 con un Gérardus Maletinctus, che ormai anziano entra in convento e viene accolto a Saint-André di Gap tra i frati cluniacensi.
MALUDROTTU Maludrottu, decisamente sardo, è caratteristico di Olbia, dovrebbe derivare da un soprannome con il significato di male in arnese, sciatto.
MALUTA
MALUTTA
Maluta ha presenze in Veneto, a Venezia in particolare ed un ceppo nel pordenonese a Brugnera, Sacile, Prata di Pordenone e Fontanafredda, Malutta è tipico dell'area friulano, giuliana, con presenze nel pordenonese ed a Trieste, potrebbero derivare dall'italianizzazione del nome saraceno Malut, ma è anche possibile, se non più probabile, una derivazione da un'alterazione dialettale friulana o giuliana del nome medioevale Malosso.
MALVAGNA Estremamente raro, sembrerebbe tipico della Sicilia orientale, deriva dal toponimo Malvagna (ME).
MALVASI
MALVASIO
Malvasi ha un piccolo ceppo nel torinese ed a Novi Ligure tra alessandrino e genovese, ed un ceppo a Pisticci e Montalbano Jonico nel materano, con presenze significative anche a Bernalda, Stigliano, Policoro e Scanzano Jonico, ed a Corigliano Calabro e Bisignano nel vicino cosentino, Malvasio ha un ceppo a Ronco Scrivia nel genovese ed uno a Pavone Canavese nel torinese, potrebbero derivare dall'antico toponimo Malavasio nel torinese citato fin dall'anno 998: "locus et fundus qui dicitur Malavasio Mezano" o di un altro luogo,  del quale si legge in un atto del 1054: "sortes duas que iacent in Malavasio Superiore ultra fluvium Padi", è anche possibile una derivazione dal nome medioevale Malvasius, troviamo tracce di questo cognome ad esempio con Monsignor Antonio Malvasio (1738-1822) sacerdote, nativo di Cesa nel casertano, parroco ad Aversa, latinista, autore di importanti opere di Diritto canonico.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Malvasi è cognome lucano presente a Matera, Policoro, Potenza e spesso altrove, anche calabrese, siciliano, napoletano e nel Salento: 'malvagio' (francese mauvais), latino 'malifatius'. Rohlfs 119.
MALVENTANO
MARAVENTANO
MARVENTANO
Malventano, assolutamente rarissimo, è siciliano, sembrerebbe di Caltagirone nel catanese, Maraventano è tipicamente siciliano anch'esso, con un ceppo a Lampedusa e Linosa e ad Agrigento nell'agrigentino ed uno a Palermo, Marventano, assolutamente rarissimo, è tipico del siracusano, dovrebbe trattarsi di forme etniche dialettali riferite all'antico paese di Malaventri situato nell'ennese nel territorio del paese di Centuripe.
MALVESTIO
MALVESTITI
MALVESTITO
Malvestio è tipico della zona tra veneziano e padovano, Malvestiti ha un ceppo a Magnago nel milanese, nel bergamasco a Mapello, Bergamo, Osio Sotto e Calusco d'Adda e nel varesotto a Busto Arsizio, ed uno a Foligno e Città di Castello nel perugino, Malvestito, assolutamente rarissimo, è lombardo, dovrebbe trattarsi di cognomi attribuiti in orfanotrofi da funzionari che così intendessero caratterizzare lo stato d'arrivo dei poveri fanciulli abbandonati con poveri abiti, più difficilmente è ipotizzabile che possano derivare da soprannomi originati dal modo di porsi dei capostipiti, per classificare ad esempio chi usasse vestire in modo disadatto al suo stato sociale. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Venezia nella seconda metà del 1700 con il capo mastro artigiano Iseppo Malvestio la cui bottega e magazzino si trovano al Ponte del Gaffero, nel 1571, nello stato delle anime della parrocchia "de Imbersago" nel lecchese troviamo un tale Joan Maria Malvestito con la muier Susana e i fioli Rinaldo Jeronimo e Jacobo.
MALVEZZI
MALVEZZO
Malvezzi ha un ceppo nell'alessandrino ed un nucleo principale tra veronese, mantovano e modenese, Malvezzo è praticamente unico, dovrebbero derivare dal nome medioevale Malvetius, di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico Bresciano in una Breve iussionis ad terram designandam del 1197 redatta in Brescia: "...dant fictum modium olei aut soliti sunt dare unum domino abbati suprascripto aut eius monasterio Sancti Petri in Monte, quorum nomina sunt hec: Ottebonus de Formacha, Gontardinus, Martinus de Armengarda, Arlottus de Galliciano, Iohannes Pellatus de Zuvino, Buarnus de Pulzano iuravit pro se et fratribus suis atque pro nepotibus eius, Bellebonus de Galliciano, Iohannes Malvetius, Zamforgninus filius Ottonis Mignoli...".  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in una lettera del 1509 scritta da Niccolò Machiavelli ad Alamanno Salviati: "...Non scrivono li 'mbasciadori vostri delle cose di dentro alcuno particulare, salvo che e' traggono al campo continuamente et gli fanno assai danno, et che messer Luzio Malvezi andò per danari a Venezia con buona scorta e ritornò in Padova salvo sanza molto impedimento...".
MALVICINI
MALVICINO
Malvicini è tipico della zona che comprende piacentino alessandrino e pavese, malvicino ha un ceppo a Torino, Cuneo e Castelnuovo Bormida, dovrebbero derivare dal toponimo Malvicino (AL), Malvicinus era anche un nome/soprannome medioevale, come possiamo leggere in questo scritto pisano del 1227: "... anno Domini MCCXXVII, indictione XV, idus octubris.Visa quidem predicta promissione et visis et intellectis omnibus a predictis consulibus ... ...per notulam Bertrandi de Sclannola notarii, anno predicto Domini, die quarto novembris. Iuraverunt etiam hoc idem electi iam consules Malvicinus Petrus Gascus, W (illelmus) Squirpus, Gaiolus, Raimundus Audricus, et sic omnia fieri voluerunt. ...", troviamo i Conti Malvicini Signori di Bagnacavallo (RA) nella seconda metà del 1100.
MALVITANI Presente solo a Melegnano nella forma composta Malvitani Negri, sembra essere di origini calabresi, dovrebbe derivare dal toponimo Malvito (CS) o dalla località Malvitani di Marano Marchesato nel cosentino.
MALZONE
MALZONI
Malzone è specifico del salernitano, di Montecorice, Castellabate, Salerno ed Agropoli, Malzoni, quasi unico, è sempre campano dell'area avellinese, salernitana, potrebbero derivare dall'italianizzazione del nome germanico Malzahn, secondo un'altra ipotesi potrebbe derivare da un'alterazione dialettale aferetica del nome Tommaso.
MAMBERTI Mamberti è di origine corsa, presente nel cagliaritano e nel genovese, dovrebbe derivare dal cognome francese Mambert, a sua volta derivato dal nome germanico Manberht composto dai termini man (uomo) e berht (luminoso, brillante).
MAMBRETTI Tipico del nordmilanese, potrebbe derivare da un toponimo come Mombretto di Mediglia, o come lo scomparso Montebretus di cui abbiamo una menzione nell'archivio dei notai roganti ,dove nell'anno 1445 è citato a Milano un Lancilotto de Montebreto.
MAMELI Mameli è tipico del centro sud della Sardegna, con un ceppo secondario anche nel genovese, deriva dal nome gentilizio latino Mamelius. Personaggio famoso è ovviamente Goffredo Mameli (1827 - 1849), l'autore dell'inno nazionale italiano.
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
In realtà Mameli era sì genovese, ma era figlio di un sardo e di una genovese.
Secondo il dizionario dei cognomi sardi di Lorenzo Manconi questo cognome compare nel Campidano già nel 1300 ed è uno tra i cognomi sardi più antichi.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
MAMELI: che significa Mameli? Da dove deriva? Se andiamo indietro nelle storia di Roma, nell’albo consolare, alla data del 488 ab Urbe Condita (265 a.C.) c’è il nome di Lucius Mamilius Vitulus consul. Che relazioni ci siano tra la “gens Mamilia” della Roma Repubblicana ed il cognome Mameli non ci è dato di sapere, ma rimane sinora l’unico punto di riferimento. Come poi il cognome Mameli abbia avuto discreta diffusione nella Sardegna meridionale, è ancora un enigma. Sta di fatto che la voce “mameli” in lingua sarda non trova altre spiegazioni. Il cognome è comunque documentato in Sardegna sin dai primi secoli del II millennio. Il più famoso dei Mameli della storia medioevale della Sardegna, fu senz’altro Filippo Mameli di Aristanni, il primo sardo “doctore de decretu et de lege” (giurista) che si conosca. La sua lapide, con relativa iscrizione funeraria, si trova nella Cattedrale di Oristano, ove si legge appunto: - IOBIA DIES VIII MAIU MCCCXLIX MORIVIT MESSER PHILIPHO MAMELI DOTORE DE DECRETU ET DE LEGE ET CANONICU D’ARBAREE ET IAGHET CUGHE(qui) S. OSSA SUA – Filippo Mameli fu il primo estensore della famosa CARTA DE LOGU di Arborea, redatta per ordine di Mariano IV signore del Giudicato di Arborea, padre della  giudicessa Eleonora; che la fece pubblicare, distribuendo le copie in tutto il giudicato, villa per villa (villaggio per villaggio) e mandandola poi in vigore, dall’anno 1384. Secondo don Giovanni Maria Mameli De’ Mannelli, consigliere di Stato, cavaliere, patrizio di Cagliari, giudice del consolato in Cagliari, traduttore e commentatore della Carta de Logu, la cui stampa fu fatta a Roma nell’anno MDCCCV, presso le stamperie di Antonio Fulgoni (siamo in possesso di una copia anastatica), il canonico Filippo Mameli morì  non l’8 maggio 1349, bensì l’8 maggio 1348, di peste nera (la famosa peste citata dal Boccaccio nel Decamerone – La Peste Nera entrò in Sardegna nell’Autunno del 1347 e già ai primi mesi del 1348, il numero delle vittime del micidiale “virus” era altissimo. Gli effetti del letale contagio perdurarono per più di un secolo: ne furono vittime oltre al già citato Filippo Mameli, lo stesso Mariano IV, signore d’Arborea, nel 1375, e la figlia Eleonora, nel 1403). Il cognome Mameli  è presente nelle carte medioevali della lingua e della storia della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, abbiamo: Mamele Michele, ville Ribechu, * Ribechu…attuale Rebecu. Curatorie de Costa de Valls; Mameli Antiocho, jurato ville Donugagia, * Donugagia…odierno Donigala. Campitani Majoris; Mameli Cilippo, jurato ville Sancto Haeru, * Sancto Haeru...odierno San Vero (Contrate Partis de Milis); Mameli Comita, jurato ville Busache, * Busache…odierno Busachi. Contrate Partis Varicati; Mameli Gantino, Burgi Castri M. Regalis, **  Burgi Castri Montis Regalis - Castello di Monreale (Sardara); Mameli Gonnario, ville Aricu, * Aricu…odierno Aritzo. Mandrolisay o Barbagia di Belvì; Mameli Joanne, jurato ville Donugagia(vedi su); Mameli Joanne, jurato ville Loddu, * Loddu…distrutto. Contrate Partis Varicati – Barigadu; Mameli Juliano, majore(amministratore di giustizia, sindaco) ville Loddu; Mameli Leonardo, ville Truschedo, * Truschedo…odierno Villanova Truschedu. Contrate Partis Varicati – Barigadu; Mameli Petrus, ville Sasseri, *** Sasseri…Sassari. Et nos Pugioni Anthonius et De Lacon Salatinus, cives Sasseri, sindici, actores et procuratores…Marringoni Arsòcus potestas ac capitanus civitatis Sasseri. Omnes cives congregatis in civitate Sasseri, apud ecclesiam Sancte Caterine…presentibus Corda Jacobo, Magnispesa Francisco, De Mascara Francisco. In die XIII mensis Januarii MCCCLXXXVIII – 1388. Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI, XIII secolo, troviamo citate ben 10 persone col cognome Mameli: al capitolo 22 (partizione di servi): Ego Gregorius priore de Bonarcadu, partivi (ho diviso) cun iudice de Gallulu (Gallura). coiuvedi (ho unito in matrimonio) Goantine Mameli serbu de Sancta Maria cun Maria de Lee, ancilla de iudice de Gallul; fegerun II fiios: Zipari et Justa. Clesia levait a Zipari et iudice a Justa. Testes…Ai capitoli 103, 190, 202, 204 è citato Mameli Iorgi, binariu de iudike (il binariu era l’amministratore delle vigne e delle cantine del Giudice), generalmente come teste. Non abbiamo trovato il cognome Mameli nei Condaghi Logudoresi, cioè dell’alta Sardegna! Anche attualmente la sua area di maggiore diffusione è la Sardegna meridionale. Nella storia ricordiamo, fra i tanti, Mameli Mariano, personaggio del regno giudicale di Arborea, padre(naturale) del più famoso Filippo, su menzionato. Visse a cavallo del XIII secolo. Fu canonico della Cattedrale di Santa Maria di Oristano(prima del figlio naturale Filippo). Fu incaricato dal Giudice di Arborea Mariano II in qualità di “custode” della pergamena contenente il trattato di tregua tra lo stato di Arborea e quello di Sassari, allora unito alla repubblica di Genova. Ricordiamo inoltre, Mameli Raimondo, battezzato in Cagliari l’11 luglio 1763. Si unì in matrimonio nel 1795 con Barbara Paradiso, che sin dal gennaio 1813, sarà l’assistente della piccola principessa Maria Cristina di Savoia, ultima figlia di Vittorio Emanuele I e di  Maria Teresa d’Asburgo – Este, che la diede alla luce in Cagliari a metà novembre del 1812. Raimondo Mameli e Teresa Paradiso si dovettero poi trasferire a Genova al seguito della famiglia reale. Da Raimondo e Teresa nacquero 7 figli, il secondo dei quali Giorgio, fu, a sua volta, di padre di Goffredo Mameli, l’autore dell’Inno Nazionale Italiano, “Fratelli d’Italia”. Un meno famoso dei Mameli di Sardegna menzionati, è senz’altro Antonino Mameli di Gonnosfanadiga, ma egli va ripetendo, a tutti quelli con cui si intrattiene, di appartenere alla più famosa famiglia cagliaritana di Goffredo; e intanto va sempre fischiettando o canticchiando il nostro Inno Nazionale! ( vedi nel Web – Giuseppe Concas – racconti e leggende del Campidano e Dintorni – is contus de Antoninu Mameli -).  Attualmente il cognome Mameli è presente in 354 Comuni d’Italia, di cui 138 in Sardegna: Cagliari 357, Assemini 252, Selargius 171, Quartu 123, Monserrato 105. Nella penisola è Roma con 96 ad avere il numero più alto; seguono Milano con 57, Torino con 30, Genova con 27.
MAMERTINO Assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico di Lamezia Terme (CZ).
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Mamertino è un cognome molto raro, presente oggi solo nel comune di Lamezia Terme in provincia di Catanzaro. Tale cognome affonda le sue radici in un periodo molto antico della nostra storia: erano anticamente i Mamertini un gruppo di mercenari per lo più campani che traevano nome dal dio osco Mamers (Marte). Assoldati da Agatocle di Siracusa, alla sua morte (289 a.C.) s'impadronirono di Messina trucidandone barbaramente gli abitanti greci ma, sconfitti da Gerone II°, chiamarono in aiuto i cartaginesi. Stanchi della guarnigione cartaginese, fecero appello ai romani, provocando l'inizio della prima guerra punica (264 a.C.). Mamertino divenne quindi un nome etnico in epoca romana, per poi sopravvivere ed essere cognominizzato in epoca altomedievale. Una prova archeologica dell'uso di questo nome nell'antichità è costituita da un'epigrafe commemorativa in calcare conservata nel Museo Lapidario Marsicano di Avezzano (AQ) (trovata in territorio albense nell'area di un sepolcreto di età costantiniana, ma con ogni probabilità non pertinente al contesto di ritrovamento), in cui si legge: "CL(AUDIO) MAMERTI - NO ET FL(AVIO) NEVITTA - CONS(ULIBUS) IANUAS - FECERUNT AG(ILEIUS) - MODESTUS ET - AEMILIUS LEO - P(ECUNIA) P(UBLICA)" (p.p. può essere anche interpretato come "p(rae)p(ositi)" in riferimento ai due artigiani Agileio Modesto e Emilio Leone "preposti, incaricati" alla costruzione) Cioè "essendo consoli Claudio Mamertino e Flavio Nevitta, Agileio Modesto e Emilio Leone fecero le porte con denaro pubblico". L'epigrafe può essere datata ad annum al 362 d.C., anno in cui furono in carica i due consoli Cl. Mamertino e Fl. Nevitta.  Tale iscrizione è di fondamentale importanza per comprendere il processo di conservazione del nomen Mamertino come etnico in epoca romana, e la successiva evidente cognominizzazione avvenuta in epoca medievale. E' da escludere una derivazione dei toponimi Galati Mamertino (ME) e Oppido Mamertina (RC) dal cognome, ma non viceversa del cognome dai toponimi. Il nome Galati deriva dall'arabo Qual'at, che vuol dire "rocca", in riferimento alla rupe su cui sorge il paese. Oppido deriva dal vocabolo latino oppidum, con il significato di luogo fortificato, piazzaforte. Gli appositivi "Mamertino" e "Mamertina", invece, si ricollegano in entrambi i casi a quella storica popolazione dei "Mamertini" che si professava discendente del dio Marte.   Escluderei, però, anche l'ipotesi di origine in riferimento ai toponimi: il ceppo Mamertino è presente soltanto nel Catanzarese a Lamezia Terme, per cui potrebbe trattarsi anche di un ceppo del tutto svincolato dai toponimi, il cui cognome si è formato dalla cognominizzazione di un soprannome o di un nome di persona; lo studio sui cognomi fa intuire che le soluzioni sono sempre molteplici e disparate, se non si ha la certezza della presenza di una valida testimonianza documentaria che ne provi una sicura origine etimologica e storica.
MAMINI
MAMINO
MAMMINI
MAMMINO
Mamini è tipicamente romagnolo, di Faenza e Lugo nel ravennate e di Ferrara, Mamino è invece piemontese, dell'area che comprende il basso torinese, il cuneese e l'astigiano, Mammini è specifico del lucchese e del pisano e potrebbe derivare dall'antico nome Maminius del paese pistoiese di Momigno, Mammino è decisamente siciliano del catanese, dovrebbero tutti derivare dal cognomen latino Mamminius, ricordiamo con questo nome lo scrittore latino Titus Quinctius Mamminius.
MAMMALUCCO Mammalucco, quasi unico, è del marchigiano, dovrebbe derivare dal termine medioevale mammalucco, a sua volta originato dall'arabo mamluck (schiavo), ricordiamo che con il termine di mammalucchi o mamelucchi veniva chiamata una milizia a cavallo egiziana composta da schiavi stranieri di provenienza caucasica, secondo un'altra ipotesi potrebbe derivare dal greco mamalucos (fanciullone, di uno attaccato alle sottane della mamma), non dimentichiamo che con il termine italiano mammalucco si intende uno sciocco imbambolato.
MAMMATO Specifico di Maiori (SA).
integrazioni fornite da Da Fabio Paolucci (Salerno)
è tipico della splendida Costiera Amalfitana, in particolare di Maiori (Sa). Il cognome dovrebbe derivare da un soprannome attribuito al capostipite: mammatus che in latino significa a forma di mammella e mammeata vuol dire dal bel seno. Con ogni probabilità il soprannome con riferimento alle mammelle fu attribuito al capostipite perchè particolarmente corpulento, oppure alla capostipite per la sua fecondità o per le sue grazie.
MAMMOLA
MAMMOLI
MAMMOLO
MAMOLA
MAMOLI
MAMOLO
Mammola ha un ceppo a Roma, nel napoletano e nel reggino a Polistena e Rosarno, Mammoli è della fascia centrale, con particolare concentrazione in Toscana a Prato, a Cortona nell'aretino ed a Campi Bisenzio e Firenze nel fiorentino, nell'anconetano ad Ancona, Osimo, Santa Maria Nuova, Offagna ed Aguigliano, in Umbria a Todi, Bastia, Spoleto, Assisi e Perugia nel perugino ed a Terni, ed a Roma e Rieti, Mammolo, estremamente raro, sembrerebbe avere un piccolissimo ceppo nel viterbese ed uno ancora più piccolo nel leccese, Mamola, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del palermitano, Mamoli è tipicamente lombardo, dell'area che comprende il pavese, il lodigiano, il milanese ed il bergamasco, Mamolo sembra avere un piccolissimo ceppo nel varesotto ed ha un piccolo ceppo a Trasaghis nell'udinese ed uno a Trieste, dovrebbero tutti derivare dal nomen latino Mammolus o Mamolus, uno dei nomi personali della Gens Mammea o Mamilia, ricordiamo San Mamolo.
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
potrebbe essere una variante del cognome Momoli, cognome lombardo e veneto che dovrebbe derivare dal vezzeggiativo Momolo, nome familiare per Gerolamo o Geronimo.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Mamolo è cognome friulano che risale a San Mamante, chiamato, oltre che Mamolo, anche Mama e Mames. Fu eremita e martire a Cesarea di Cappadocia, nel III secolo. Viene celebrato dal calendario romano il 17 agosto. Etimologia: dal latino 'mamans' = bambolone.
MAMMOLITI
MAMMOLITO
Mammoliti è tipico del reggino, di San Giorgio Morgeto, San Luca, Oppido Mamertina, Cittanova e Locri, Mammolito, estremamente raro, è del cosentino, dovrebbe trattarsi di forme etniche grecaniche riferite al paese di Mammola nel reggino, il cui nome dovrebbe derivare dal termine latino mammula (mammella) a caratterizzare la forma di una collina.
MAMMONA
MAMMONE
MAMONA
MAMONE
Mammona e Mamona sono quasi unici, Mammone ha un grosso ceppo laziale a Sora nel frusinate ed a Roma, ed uno in Calabria a Caulonia, Roccella Ionica e Oppido Mamertina nel reggino, a Cardinale e Valle Fiorita nel catanzarese, a Montalto Uffugo ed a Rose nel cosentino ed a Crotone, Mamone ha un ceppo a Roma, uno in Calabria nel reggino a Cittanova, Anoia, Galatro e Rosarno ed ad Arena e Dinami nel valentianoed uno a Catanzaro ed Amato nel catanzarese, in Sicilia ha un grosso ceppo a Palermo ed uno a Messina.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Mamone (con una variante in Mammone), l'italianizzazione cioè del personale Mamon o Maimon, che nell'onomastica araba ed ebraica significa letteralmente fortunato (per una spiegazione più approfondita, vedi Maimone). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
MAMMUCARI
MAMMUCCARI
Mammucari sembrerebbe specifico di Velletri, Mammuccari, decisamente più raro, è anch'esso di Velletri, potrebbe derivare da una deformazione dialettale del cognomen latino Mamercus, ricordiamo ad esempio, citato da Tito Livio Lucius Quinctius Mamercus Aemilius Magistrato eponimo di Roma nell'anno 438 a.C. o dal nome latino Mamertius di cui è proseguito l'uso con il Santo cattolico Mamertius arcivescovo di Vienna nel V° secolo.
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