| MALABARBA |
Specifico del milanese e lodigiano,
deriverebbe da un soprannome legato o a caratteristiche fisiche o a caratteristiche
comportamentali del capostipite. |
MALACARNE
MALACARNI
|
Malacarne ha ceppi nel trentino a Riva del Garda, Bleggio Inferiore e nel
bellunese a Lamon, nel pisano a Ponsacco e Pontedera, a Ferrara ed in Lombardia
a Lodi, Milano e nel mantovano a Dosolo e Viadana, Malacarni, frutto probabile
di un errore di trascrizione, è toscano, dovrebbero derivare da
soprannomi forse originati da caratteristiche comportamentali del capostipite,
tracce di questa cognominizzazione nel trentino si trovano almeno dalla
prima metà del 1400 e così pure a Spoleto in un testo del
1414 si legge: "...Li caporali de Re eranu Sforza
da cotogniola, Paulu Ursinu, lu Conte da Carrara, Malatesta da Cesena,
messer Malacarne
et Tartaglia...:", a Riva del Garda in un registro comunale relativo
all'anno 1619 si legge: "...Laurentius filius domini
Ioseph Orlandi alias de Malacarnis...". |
MALACCHI
MALACCO
|
Sia Malacchi che Malacco sono assolutamente rarissimi, il primo potrebbe
essere emiliano romagnolo, il secondo veneto, potrebbero derivare da modificazioni
del nome di origini ebraiche Malachia, ma è anche
possibile, anche se poco probabile, che derivino da una forma contratta
del termine malacitanus (abitante
della città di Malaga). |
| MALACRIDA |
Tipico del nord milanese, di probabili
origini comasche, dovrebbe derivare da un soprannome. Nel 1350 il promontorio
di Bellagio era proprietà di un certo Gabriele Malacrida, nel 1300
feudatari di Musso (CO) sono i Malacrida che cederanno poi il feudo ai
primi del 1500 a Gian Giacomo Trivulzio, in questo feudo nel 1522 si insediò
con la forza il Medeghino, fratello di Pio IV il famoso Papa melegnanese,
pittore rinomato del comasco della fine del 1400 fu Tomaso Malacrida. |
MALACRINO
MALACRINO'
MALAGRINO
MALAGRINO' |
Malacrinò, abbastanza raro, è specifico del reggino, di Montebello
Ionico e Melito di Porto Salvo, Malacrino, molto molto raro, sembrerebbe
anch'esso del reggino, Malagrinò è ben diffuso nel cosentino,
in particolare a Corigliano Calabro, con ceppi anche a Castrovillari e
Cassano allo Ionio, ed uno a Taranto, Malagrino, molto molto raro, sembrerebbe
anch'esso del cosentino.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
D’origine grika o greco-albanese, i cognomi Malacrinò, Malagrinò,
etc nascono da un adattamento del termine greco melachrinòs,
che, in lingua neogreca, ha il significato di bruno,
dai capelli o dalla carnagione scura (vedi
Brun): va notato, infatti, che Melachrinos è anche un cognome
greco e, nel caso arvanita, Malagrinò e le sue varianti derivano
direttamente da questo cognome - soprattutto nelle provincie di Cosenza
e Taranto, territori ricchi di cognomi arbëreshë (sia albanesi
che greco-albanesi). In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni
dei soprannomi o dei nomi personali dei capostipiti. |
MALAFRONTE
MALAFRONTI |
Malafronte è specifico di Scafati nel salernitano e del napoletano,
di Gragnano, Castellammare di Stabia, Pompei, Santa Maria la Carità,
Sant`Antonio Abate, Torre Annunziata, Lettere, Torre del Greco e Casola
di Napoli, Malafronti sembrerebbe unico ed è dovuto ad un errore
di trascrizione del precedente, che potrebbe derivare da un soprannome
forse originato da una ferita ottenuta in fronte da parte del capostipite,
tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad Afragola nella prima
metà del 1100 con un certo chierico di nome Giovanni Malafronte:
“In nomine Domini Dei Salbatoris nostri Ihesu Christi,
regnante domino nostro Rocerio Siciliae et Italiae magnifico rege anno
vigesimo, et eius dominationis istius civitatis Neapolis anno undecimo,
die vigesima mensis Iunii, indictione tertiadecima, eiusdem civitatis Neapoli.
Certum est me Iohannes clericum Malafronte
Sancte Neapolitane Ecclesie, filio quidam Iuliani, qui nominatur Inbuctia
Carpinu, et quedam Sancte Licta memorate Sancte Neapolitane Ecclesie, iugalium
personarum, a presenti die, promptissima voluntate commutabi et tradidi
vobis, cunctas congregationes sacerdotum et clericorum salutifere catholice
ecclesie Sancte Restitute...". |
| MALAGODI |
Molto raro tipico dell'estremità
occidentale del ferrarese. |
MALAGOLA
MALAGOLI |
Malagola è specifico della
zona di confine tra mantovano e modenese, Malagoli è tipico emiliano,
della zona che comprende il reggiano, il modenese e il bolognese,
questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi legati ad episodi della
vita del capostipite. Personaggio notevole fu l'architetto Cristoforo Malagola,
che operò molto a Modena nella seconda metà del 1500, un
Carlo Malagola (1855-1910), paleologo divenne Sovrintendente all'Archivio
dell'Emilia a Bologna, Amilcare Malagola nel 1876 divenne il Vescovo di
Ascoli Piceno.
integrazioni fornite da Sandro
Malagola
La famiglia Malagola trae la sua origine dalla città di Modena
ove nel 1173 un Pietro Malagola, secondo il Muratori, assisteva ad un parlamento
della lega lombarda. Un suo discendente Zanetto il Magnifico ottenne la
nobiltà presso Caterina de' Medici in Francia intorno al 1500. Questa
famiglia diede parecchi uomini che si distinsero nelle armi, nelle
lettere, nel sacerdozio e nelle scienze. Il motto di questa famiglia è
nobilitas sola atque unica virtus. |
| MALAGUTI |
Specifico dell'area tra Modena,
Bologna e Ferrara, potrebbe derivare dal nome rinascimentale Maelgut (riportato
nella Chanson de Roland). |
| MALAMISURA |
Malamisura è un cognome rarissimo, sicuramente meridionale, probabilmente
pugliese, troviamo tracce di questo cognome nel Catasto Onciario dell'anno
1753 di Orsara (FG) con un certo Tomaso Malamisura, il cognome dovrebbe
derivare da un soprannome originato da un comportamento disdicevole del
capostipite. Tra la prima e la seconda metà del 1800 sempre nel
foggiano operava il brigante Antonio Malamisura di Monteleone di Foggia,
fucilato a ventun anni nel 1863 dalle truppe italiane chiamate a estirpare
dalla Capitanata il fenomeno del brigantaggio. |
MALANCA
MALANCHI
MALANCHINI |
Malanca ha un ceppo lombardo soprattutto nel bresciano a Pontevico, uno
a Parma e nel parmense ed uno ad Altopascio nel lucchese, Malanchi, assolutamente
rarissimo, è tipico del fiorentino, Malanchini è tipicamente
lombardo, del bergamasco, di Urgnano, Spirano, Lurano e Stezzano, potrebbero
derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da modificazioni dialettali
del nome Malachia, o più
probabilmente da nomi di località come Cà Malanca o Piana
di Malanca nell'Appennino toscoemiliano o Malanca nel lucchese. |
MALANDRA
MALANDRI
MALANDRO
MELANDRI
MELANDRO |
Malandra è specifico del teatino, di Casalincontrada, Chieti e Bucchianico,
Malandri ha un ceppo nel parmense ed uno nel cesenate, Malandro parrebbe
unico, dell'area fiorentino, senese, Melandri è tipicamente romagnolo,
con massima concentrazione nel ravennate, Melandro, quasi unico, è
probabilmente dovuto ad errori di trascrizione, potrebbero indicare una
provenienza dalla zona del monte Melandro nel forlivese, come potrebbero
pure derivare dal melandro (nome di
un tipo di quercia). |
| MALANDRINI
|
Malandrini è tipicamente toscano, Melandrini, praticamente unico,
potrebbe essere del teatino, si potrebbe trattare forme ipocoristiche del
cognome Malandri o Melandri (vedi MALANDRA),
non si può comunque escludere una derivazione da un soprannome originato
dal modo di comportarsi del capostipite. |
| MALANDRINO
|
Malandrino è tipico del salernitano, con un piccolo ceppo nel tarentino,
Melandrino, quasi unico, potrebbe essere siciliano, dovrebbero derivare
da soprannomi originati dal fatto che il capostipite proveniva dalla zona
del monte o del fiume Melandro che scorre tra le province di Potenza e
di Salerno. |
| MALAPELLE |
Malapelle, molto molto raro, ha un piccolo ceppo nel veronese ed uno nel
napoletano, dovrebbe derivare da un soprannome attribuito forse al capostipite
grazie ad un suo comportamento disonesto, ma è pure possibile una
derivazione da nomi di località, a Napoli ad esempio fina dal 1400
esisteva un contado chiamato Malapelle, troviamo tracce di questa cognominizzazione
in un atto del 1528 dove compare fra i testi un certo: "...Ser
Alessio Crivelli fu Ser Malapelle
abitante a Brescia...". |
| MALASPINA |
Concentrato
nell'areale che comprende le province di Milano, Pavia, Alessandria, Piacenza
e Genova, presenta forse anche un piccolo ceppo nelle Marche ed uno nel
reggino. Corrado Malaspina, Marchese di Mulazzo, sposo di Costanza, figlia
di Re Manfredi, morì nel 1250 e ci mostra quanto importante fosse
la famiglia Malaspina fin da quei tempi. |
| MALATERRA |
Molto raro sembrerebbe tipico del
sudmilanese e pavese, dovrebbe essere di origine normanna, esistono tracce
di questo cognome fin dal XI° secolo con Goffredo Malaterra, monaco
benedettino segretario e apologeta del Conte Rè Ruggero conquistatore
normanno. |
| MALATESTA |
 Diffuso a macchia di leopardo in tutt'Italia, deriva dal nome medioevale
italiano Malatesta. Verso la fine del 1200, già molto avanti negli
anni, Malatesta I° fu Signore di Rimini, dando inizio ad una dinastia,
secondo una teoria accreditata questa famiglia deriverebbe da un certo
Rodolfo, vissuto nel secolo X°, che venne chiamato Malatesta per la
sua caparbietà e per il coraggio dimostrato nel tenere testa sia
alla fazione filopapale sia a quella imperiale. |
MALAVASI
MALAVASIO |
Malavasi è specifico dell'area tra Mantova e Modena, ma è
molto diffuso anche nel reggiano, nel bolognese, nel ferrarese, nel veronese
e nel rovigoto, Malavasio è praticamente unico, tracce antichissime
di queste cognominizzazioni le troviamo a Treviso in un atto di donazione
alla chiesa del 1368, effettuato da Federico de' Malavasi di Breda di Piave
(TV), dovrebbero derivare dal nome medioevale Malavaxius
o Malavasius che troviamo nel libro
Rimini nel secolo XIII, dove citato
tra gli anziani del comune di Faenza (RA) è indicato un certo Malavaxius
Maginardi. |
MALAVOLTA
MALAVOLTI
MALVOLTI |
Malavolta ha un ceppo nel Piceno ed uno nel modenese e bolognese, Malavolti
è specifico dell'area che comprende il modenese, il bolognese, il
ravennate e il fiorentino, Malvolti ha un ceppo nel reggiano nella zona
di Castelnovo Ne' Monti (RE) ed uno nell'areale di Fucecchio (FI), derivano dal nome medioevale Malavolta, di cui
si hanno tracce ad esempio nel 1100 in un atto del 1 maggio 1147 scritto
in Siena, dove si legge: "...In nomine sancte et individue
trinitas, anno dominice incarnationis millesimo centesimo quadragesimo
septimo, die kalendarum maii,indictione decima... ... Malavolta
quondam Philippi presentes affuerunt testes...". Traccia di
questo cognome si trova sempre a Siena nel 1193 quando uno dei consoli
era un certo Filippo di Malavolta. Sembrerebbe originario della provincia
di Siena, anche se la zona d'influenza si espande alle province di Firenze,
Modena, Bologna e Ravenna, Si hanno tracce di questa nobile
famiglia guelfa a Bologna dove nel 1210 nasce Catalano Malavolti, che,
dopo vari incarichi prestigiosi, fu a capo di quella fanteria bolognese
che nella battaglia di Fossalta del 1249 vinse e catturò re Enzo,
figlio di Federico II°, nel 1266 fu chiamato a Firenze con la
qualifica di Podestà, dal Conte Guido Novello. Nel 1280, troviamo
a Lucca come Capitano del popolo Nicolao d'Uguccione de' Malavolti da Siena.
Agli inizi del 1300 a Siena troviamo il Vescovo Donasdeo Malavolti. Nel
1500 sempre a Siena troviamo gli storici Orlando e Giovanni Ubaldino Malavolti.
Dino Compagni nella "Cronica delle cose occorrenti
ne' tempi suoi" nell'anno 1301, cita:"...Aveano
i Guelfi bianchi inbasciadori in Corte di Roma, e i Sanesi, in loro compagnia,
ma non erano interi. Era tra loro alcuno nocivo uomo: fra' quali fu messer
Ubaldino
Malavolti giudice, sanese pieno di gavillazioni,
il quale ristette per cammino per raddomandare certe giuridizioni d'uno
castello il quale teneano i Fiorentini, dicendo che a lui appartenea; e
tanto imped? a' compagni il cammino, che non giunsono a tempo..."
integrazioni di Andrea Malavolti
Nel medioevo toscano, Malavolta era un cognome malaugurante (che
sia la volta cattiva), a cui si contrapponeva Bonavolta (che
sia la volta buona). Un'altra variante è Malvolti, che
deriverebbe dal toscano Magaldi. |
| MALCHIODI |
Tipico dell'oltrepò piacentino, si hanno tracce di questo cognome
già dal 1500 "...Da questi passò ai nipoti che nel 1633 lo
vendettero al nobile Bartolomeo Malchiodi con il consenso dei Cornazzano
che si riservarono il diritto di redimerlo...", dovrebbe derivare da un
soprannome, forse riferentesi all'organo sessuale del capostipite, ma potrebbe
anche derivare da una contrazione del nome latino Marcius
Clodius. |
| MALDARI |
Molto raro probabilmente di origini
pugliesi. |
MALDI
MALDINI
MALDINO |
Maldi è abbastanza raro, potrebbe avere un ceppo in provincia di
Rovigo ed uno in Lombardia, Maldini ha un nucleo nella zona che comprende
le province di Bologna, Ravenna e Forlì ed un ceppo triestino, Maldino,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe dell'alessandrino, potrebbe trattarsi
di derivazioni dall'aferesi del nome franco italico medioevale Grimaldi
o simili, ma è pure possibile una derivazione da nomi di località,
tracce di queste cognomizzazioni le troviamo in quest'atto di nascita del
1787: "Anno Dni. millesimo septingentesimo Octuagesimo
septimo die decima octava Aplis: Ego Rector Carolus Ant.o Puteus de Veltio
baptizavi solemniter infantem hodie natum ex Iacobo Vitale Filio Petri
et M.a Francisca Falca q.m Bernardi de Parotia S. Petri Plebis Porlatia
legitimis jugalibus huius Parotia Beni, cui impositum fuit nomen: Petrus
Antonius. P.P. fuere Ioannes Maldinus
q.m Caroli Ioseph et M.a Cattà Conca q.m Ioannis Bapta de Beno idonei.". |
| MALDIFASSI |
Tipico del milanese, potrebbe trattarsi
di un cognome composto dai cognomi Maldi e Fassi. |
| MALERBA |
Diffuso in tutt'Italia a macchie
di leopardo, sicuro un ceppo pugliese, ma sono presenti senza dubbio altri
nuclei, deriva da soprannomi legati alle caratteristiche del capostipite,
malerba (cattivo soggetto). |
| MALESANI |
Specifico del veronese, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal
vocabolo medioevale malesanus (malsano)
potrebbe essere stato ad indicare abitanti di aree paludose, così
tra l'altro Francesco Petrarca: "...Sic dulcia care
Limina cum peteret iuuenis malesanus
amice...". |
| MALFA |
Specifico della Sicilia orientale, ha un ceppo importante nel messinese,
uno a Caltagirone (CT) ed uno a Noto (SR), deriva dal toponimo Malfa (ME). |
MALFATTI
MALFATTO |
Malfatti ha un ceppo nel Trentino e Veneto occidentale, ed uno nel lucchese,
Malfatto ha un piccolo ceppo nel rovigoto ed uno importante nell'alessandrino
e genovese con ramificazioni nell'astigiano e basso torinese, dovrebbero
derivare dal nome medioevale Malfatus, nome originato dal soprannome Malefactus
(brutto, fatto male), di cui abbiamo un esempio a Riva (TN nel 1500 con
il magistrato Malfato Salvadori, tracce di questa cognomizzazione le troviamo
in Cadore nel 1508 con il capitano d'armi della Repubblica Veneta Bortolo
Malfato da Padova alla difesa di Cortina d’Ampezzo contro le truppe imperiali. |
MALFITANI
MALFITANO |
Malfitani è quasi unico, Malfitano sembra essere tipico siciliano,
derivano dall'aferesi dell'etnico di Amalfi, tracce di queste cognomizzazioni
le troviamo nel 1088 negli Annales Pisani:
"...Et refulsit inter istos Pantaleo
Malfitanus, cuius fortis et astuti est confusa
maledicti...", nella seconda metà del 1400 nell'avellinese
opera il notaio Cesare Malfitano. |
MALGARIN
MALGARINI |
Malgarin, assolutamente rarissimo è del vicentino, Malgarini è
tipico del milanese con un piccolo ceppo anche nel mantovano, potrebbero
derivare da un soprannome originato dall'attività di mandriano svolta
dal capostipite, cioè di un usufruitore delle malghe (ricoveri di
pascoli montani), ma è pure possibile una derivazione dal nome rinascimentale
Malgarino di cui abbiamo un esempio
nell'Orlando innamorato di Matteo Maria
Boiardo (1441-1494): "...Questo è il re Stordilano,
e Malgarino -
E Baricondo è seco e Sinagone, - E Maradasso più gli era
vicino: - La schiera guida al campo Falcirone....". |
MALGERI
MALGHERINI |
Malgeri, molto raro, sembra tipico del sud della Calabria, Malgherini è
assolutamente rarissimo, potrebbe essere pugliese, dovrebbe derivare dal
nome medioevale di origine germanica Malgerius, di cui abbiamo un esempio
nel XII° secolo in Puglia, con il normanno Malgerius d'Altavilla: "...primus
Robertus dictus a nativitate Guiscardus, postea totius apuliae princeps
et Calabriae dux, vir magni consilii, largitatis et audaciae, secundus
Malgerius, ...". |
MALGIOGLIO
MALGIOLIO |
Malgioglio è originario
del catanese, Malgiolio, presente solo a Melegnano, come cognome composto
(Malgiolio Palella) dovrebbe derivare da un errore di trascrizione del
precedente. |
| MALGRATI |
Specifico del nordmilanese, deriva dal toponimo Malgrate (CO). |
MALICA
MALLICA |
Malica è specifico della zona di Santu Lussurgiu (OR) e Bonacardo,
Mallica è tipico di Gonnosfanadiga (CA), dovrebbero derivare da
modificazioni del vocabolo sardo mala
(cattiva) e starebbe ad indicare caratteristiche
comportamentali non proprio edificanti della capostipite, non molto probabile
l'ipotesi che questi cognomi siano da collegare con il nome arabo Malech. |
| MALINTOPPI |
Assolutamente raro potrebbe essere
di origini picene, potrebbe derivare da un soprannome. |
| MALISANI |
Tipico dell'udinese, dovrebbe derivare dal toponimo Malisana di Torviscosa
(UD). |
| MALIZIA |
Diffuso a macchia di leopardo nel centrosud, dovrebbe derivare dal nome
medioevale Malitia di cui abbiamo un esempio
in una lapide del 1500: "...HUIUS ECCLESIAE
S. MARIAE DE LA MATINA - SUB. REV. PATRE ED DOM. MALITIA
DE GESUALDO - EPISCOPO RAPOLLIANO ED CANOSIA...".
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
proviene da un antico soprannome malicia
che significava persona cattiva. Rohlfs,
119. |
MALLARINI
MALLARINO |
Mallarini è tipico del savonese, di Carcare in particolare e di
Pallare, Mallarino è specifico dell'area che comprende il savonese
e l'alessandrino, potrebbero derivare da un ipocoristico del nome francogermanico
Maillard, ma potrebbero anche derivare
da un diminutivo della forma dialettale del termine medioevale provenzale
mallier (postiglione,
ufficiale di posta), sicuramente non derivano dal toponimo Mallarini
del savonese, perchè la frazione a proprio preso il nome dal cognome
della famiglia e non viceversa. |
| MALLIA |
Originario della Sicilia meridionale,
dovrebbe derivare o dal nomen latino Malliua o dalla gens Manlia. |
| MALNATI |
Malnati ha un ceppo a Varese, Malnate, Bisuschio, Arcisate e Vedano Olona
nel varesotto, uno secondario a Milano, dovrebbe derivare dal toponimo
Malnate nel varesotto, probabile luogo d'origine del capostipite. |
MALOSSI
MALOSSINI |
Malossi ha un ceppo nel grossetano ed uno nel bolognese, Malossini è
tipico del basso trentino, derivano dal soprannome e nomignolo medioevale
Malosso ricordiamo il pittore cinquecentesco piacentino Giovan Battista
Trotti detto il Malosso. |
MALPELI
MALPELO |
Malpeli è tipico di Parma, del parmense e del reggiano, con un ceppo
anche a Genova, Malpelo è quasi unico, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Malpelus, del quale abbiamo
un esempio nel "Qualiter Homines de Abbatia de Fraxinorio
in omni anno jurant sequi Consules Mutinae. Anno 1173", probabilmente
nato da un soprannome originato dalla credenza che i capelli rossi portassero
sfortuna e fossero fonte di disgrazia. |
MALTA
MALTESE
MALTESI |
Malta, abbastanza raro, sembra avere un ceppo calabrese ed uno siciliano,
Maltese più diffuso è tipicamente siciliano, Maltesi, assolutamente
rarissimo, potrebbe essere un errore di trascrizione del precedente, derivano
tutti dal toponimo Malta e dall'etnico corrispondente. |
| MALTAGLIATI |
Maltagliati ha un ceppo nel milanese ed uno toscano originario tra pistoiese
e fiorentino, dovrebbero derivare da soprannomi originati da una cattiva
reputazione della famiglia. |
| MALVAGNA |
Estremamente raro, sembrerebbe tipico della Sicilia orientale, deriva dal
toponimo Malvagna (ME). |
MALVASI
MALVASIO |
Malvasi ha un piccolo ceppo nel torinese ed a Novi Ligure tra alessandrino
e genovese, ed un ceppo a Pisticci e Montalbano Jonico nel materano, con
presenze significative anche a Bernalda, Stigliano, Policoro e Scanzano
Jonico, ed a Corigliano Calabro e Bisignano nel vicino cosentino, Malvasio
ha un ceppo a Ronco Scrivia nel genovese ed uno a Pavone Canavese nel torinese,
potrebbero derivare dall'antico toponimo Malavasio nel torinese citato
fin dall'anno 998: "locus et fundus qui dicitur Malavasio
Mezano" o di un altro luogo, del quale si legge in un atto
del 1054: "sortes duas que iacent in Malavasio
Superiore ultra fluvium Padi", è anche possibile una derivazione
dal nome medioevale Malvasius, troviamo
tracce di questo cognome ad esempio con Monsignor Antonio Malvasio (1738-1822)
sacerdote, nativo di Cesa nel casertano, parroco ad Aversa, latinista,
autore di importanti opere di Diritto canonico. |
| MALVESTIO |
Malvestio è tipico della zona tra veneziano e padovano, dovrebbe
derivare da un soprannome originato probabilmente dal modo di porsi del
capostipite, probabilmente uno che usava vestire in modo disadatto al suo
stato sociale. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Venezia
nella seconda metà del 1700 con il capo mastro artigiano Iseppo
Malvestio la cui bottega e magazzino si trovano al Ponte del Gaffero. |
MALVEZZI
MALVEZZO |
Malvezzi ha un ceppo nell'alessandrino ed un nucleo principale tra veronese,
mantovano e modenese, Malvezzo è praticamente unico, dovrebbero
derivare dal nome medioevale Malvetius,
di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico
Bresciano in una Breve iussionis ad
terram designandam del 1197 redatta in Brescia: "...dant
fictum modium olei aut soliti sunt dare unum domino abbati suprascripto
aut eius monasterio Sancti Petri in Monte, quorum nomina sunt hec: Ottebonus
de Formacha, Gontardinus, Martinus de Armengarda, Arlottus de Galliciano,
Iohannes Pellatus de Zuvino, Buarnus de Pulzano iuravit pro se et fratribus
suis atque pro nepotibus eius, Bellebonus de Galliciano, Iohannes
Malvetius, Zamforgninus filius Ottonis Mignoli...".
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in una lettera del 1509
scritta da Niccolò Machiavelli ad Alamanno Salviati: "...Non
scrivono li 'mbasciadori vostri delle cose di dentro alcuno particulare,
salvo che e' traggono al campo continuamente et gli fanno assai danno,
et che messer Luzio Malvezi
andò per danari a Venezia con buona scorta e ritornò in Padova
salvo sanza molto impedimento...". |
MALVICINI
MALVICINO |
Malvicini è tipico della zona che comprende piacentino alessandrino
e pavese, malvicino ha un ceppo a Torino, Cuneo e Castelnuovo Bormida,
dovrebbero derivare dal toponimo Malvicino (AL), Malvicinus
era anche un nome/soprannome medioevale, come possiamo leggere in questo
scritto pisano del 1227: "... anno Domini MCCXXVII,
indictione XV, idus octubris.Visa quidem predicta promissione et visis
et intellectis omnibus a predictis consulibus ... ...per notulam Bertrandi
de Sclannola notarii, anno predicto Domini, die quarto novembris. Iuraverunt
etiam hoc idem electi iam consules Malvicinus
Petrus Gascus, W (illelmus) Squirpus, Gaiolus,
Raimundus Audricus, et sic omnia fieri voluerunt. ...", troviamo
i Conti Malvicini Signori di Bagnacavallo (RA) nella seconda metà
del 1100. |
| MALVITANI |
Presente solo a Melegnano nella
forma composta Malvitani Negri, sembra essere di origini calabresi, dovrebbe
derivare dal toponimo Malvito (CS) o dalla località Malvitani di
Marano Marchesato (CS). |
| MAMBRETTI |
Tipico del nordmilanese, potrebbe derivare da un toponimo come Mombretto
di Mediglia, o come lo scomparso Montebretus di cui abbiamo una menzione
nell'archivio dei notai roganti ,dove nell'anno 1445 è citato a
Milano un Lancilotto de Montebreto. |
| MAMELI |
Mameli è tipico del centro sud della Sardegna, con un ceppo secondario
anche nel genovese, deriva dal nome gentilizio latino Mamelius. Personaggio
famoso è ovviamente Goffredo Mameli (1827 - 1849), l'autore dell'inno
nazionale italiano.
integrazioni fornite da Giacomo
Ganza / Villa di Tirano (SO)
In realtà Mameli era sì genovese, ma era figlio di un
sardo e di una genovese.
Secondo il dizionario dei cognomi sardi di Lorenzo Manconi questo cognome
compare nel Campidano già nel 1300 ed è uno tra i cognomi
sardi più antichi. |
| MAMERTINO |
Assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico di Lamezia Terme (CZ).
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Mamertino è un cognome molto raro, presente oggi solo nel comune
di Lamezia Terme in provincia di Catanzaro. Tale cognome affonda le sue
radici in un periodo molto antico della nostra storia: erano anticamente
i Mamertini un gruppo di mercenari per lo più campani che traevano
nome dal dio osco Mamers (Marte). Assoldati
da Agatocle di Siracusa, alla sua morte (289 a.C.) s'impadronirono di Messina
trucidandone barbaramente gli abitanti greci ma, sconfitti da Gerone II°,
chiamarono in aiuto i cartaginesi. Stanchi della guarnigione cartaginese,
fecero appello ai romani, provocando l'inizio della prima guerra punica
(264 a.C.). Mamertino divenne quindi un nome etnico in epoca romana, per
poi sopravvivere ed essere cognominizzato in epoca altomedievale. Una prova
archeologica dell'uso di questo nome nell'antichità è costituita
da un'epigrafe commemorativa in calcare conservata nel Museo Lapidario
Marsicano di Avezzano (AQ) (trovata in territorio albense nell'area di
un sepolcreto di età costantiniana, ma con ogni probabilità
non pertinente al contesto di ritrovamento), in cui si legge: "CL(AUDIO)
MAMERTI - NO ET FL(AVIO)
NEVITTA - CONS(ULIBUS) IANUAS
- FECERUNT AG(ILEIUS)
- MODESTUS ET - AEMILIUS LEO - P(ECUNIA) P(UBLICA)"
(p.p. può essere anche interpretato
come "p(rae)p(ositi)"
in riferimento ai due artigiani Agileio Modesto e Emilio Leone "preposti,
incaricati" alla costruzione) Cioè "essendo
consoli Claudio Mamertino e Flavio Nevitta, Agileio Modesto e Emilio Leone
fecero le porte con denaro pubblico". L'epigrafe può
essere datata ad annum al 362 d.C., anno in cui furono in carica i due
consoli Cl. Mamertino e Fl. Nevitta. Tale iscrizione è di
fondamentale importanza per comprendere il processo di conservazione del
nomen Mamertino come etnico in epoca
romana, e la successiva evidente cognominizzazione avvenuta in epoca medievale.
E' da escludere una derivazione dei toponimi Galati Mamertino (ME) e Oppido
Mamertina (RC) dal cognome, ma non viceversa del cognome dai toponimi.
Il nome Galati deriva dall'arabo Qual'at,
che vuol dire "rocca", in riferimento alla rupe su cui sorge il paese.
Oppido deriva dal vocabolo latino oppidum,
con il significato di luogo fortificato, piazzaforte.
Gli appositivi "Mamertino" e "Mamertina", invece, si ricollegano in entrambi
i casi a quella storica popolazione dei "Mamertini" che si professava discendente
del dio Marte. Escluderei, però, anche l'ipotesi di
origine in riferimento ai toponimi: il ceppo Mamertino è presente
soltanto nel Catanzarese a Lamezia Terme, per cui potrebbe trattarsi anche
di un ceppo del tutto svincolato dai toponimi, il cui cognome si è
formato dalla cognominizzazione di un soprannome o di un nome di persona;
lo studio sui cognomi fa intuire che le soluzioni sono sempre molteplici
e disparate, se non si ha la certezza della presenza di una valida testimonianza
documentaria che ne provi una sicura origine etimologica e storica. |
| MAMMATO |
Specifico di Maiori (SA).
integrazioni fornite da Da Fabio
Paolucci (Salerno)
è tipico della splendida Costiera Amalfitana, in particolare
di Maiori (Sa). Il cognome dovrebbe derivare da un soprannome attribuito
al capostipite: mammatus che in latino
significa a forma di mammella e mammeata
vuol dire dal bel seno. Con ogni probabilità
il soprannome con riferimento alle mammelle fu attribuito al capostipite
perchè particolarmente corpulento, oppure alla capostipite per la
sua fecondità o per le sue grazie. |
| MAMMOLITI |
Tipico del reggino
integrazioni fornite da Andrea
(Milano)
ha probabilmente alla base il toponimo reggino Mammola, è diffuso
in Calabria “soltanto” per il 36% delle occorrenze. Seguono Valle d’Aosta
12%, Liguria 12%, Piemonte 12%, Lombardia 9%, Lazio 7%, etc. Il cognome
reggino Mammoliti risulta essere dunque maggiormente presente nell’Italia
nord-occidentale (45%) che nella stessa Calabria. Se le grandi città
di Torino, Genova, Roma e Milano rappresentano le tradizionali “mete” raggiunte
dai nostri immigrati meridionali (idem per le famiglie Mammoliti), la presenza
del cognome ad Aosta e provincia è certamente un dato assai significativo.
Mammoliti è il 2°! Cognome in ordine di frequenza nel comune
di Aosta (elenchi telefonici 2000). |
MAMMONA
MAMMONE
MAMONA
MAMONE |
Mammona e Mamona sono quasi unici, Mammone ha un grosso ceppo laziale a
Sora nel frusinate ed a Roma, ed uno in Calabria a Caulonia, Roccella Ionica
e Oppido Mamertina nel reggino, a Cardinale e Valle Fiorita nel catanzarese,
a Montalto Uffugo ed a Rose nel cosentino ed a Crotone, Mamone ha un ceppo
a Roma, uno in Calabria nel reggino a Cittanova, Anoia, Galatro e Rosarno
ed ad Arena e Dinami nel valentianoed uno a Catanzaro ed Amato nel catanzarese,
in Sicilia ha un grosso ceppo a Palermo ed uno a Messina.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L’origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Mamone
(con una variante in Mammone), l’italianizzazione
cioè del personale Mamon o Maimon,
che nell’onomastica araba ed ebraica significa letteralmente fortunato
(per una spiegazione più approfondita, vedi
Maimone). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si
tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
MAMMUCARI
MAMMUCCARI |
Mammucari sembrerebbe specifico di Velletri, Mammuccari, decisamente più
raro, è anch'esso di Velletri, potrebbe derivare da una deformazione
dialettale del cognomen latino Mamercus,
ricordiamo ad esempio, citato da Tito Livio Lucius Quinctius Mamercus Aemilius
Magistrato eponimo di Roma nell'anno 438 a.C. o dal nome latino Mamertius
di cui è proseguito l'uso con il Santo cattolico Mamertius arcivescovo
di Vienna nel V° secolo. |
MAMOLI
MAMOLO |
Mamoli è decisamente lombardo, originario dell'area tra Milano Lodi
e Pavia, Mamolo molto più raro sembra avere un ceppo nel varesotto
ed uno nell'udinese, potrebbero derivare dal nome mamolo, si ricordi San
Mamolo.
integrazioni fornite da Giacomo
Ganza / Villa di Tirano (SO)
potrebbe essere una variante del cognome Momoli, cognome lombardo e
veneto che dovrebbe derivare dal vezzeggiativo Momolo, nome familiare per
Gerolamo o Geronimo. |
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