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MARDEGAN Specifico del trevisano, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale.
MARELLI Assolutamente lombardo, potrebbe discendere dall'aferesi di nomi medioevali di origine germanica come Valdemaro o Condulmaro, è estremamente improbabile che derivi dal cognomen latino Maro portato ad esempio da Publius Vergilius Maro.
MAREMONTI Molto raro, potrebbe essere di origini pugliesi
MARENCO
MARENGHI
MARENGO
Marenco è molto diffuso in tutto il Piemonte centromeridionale ed in Liguria, Marenghi è specifico della zona tra Parma e Piacenza, Marengo molto diffuso in Piemonte e Liguria, è specifico del torinese e cuneese, possono derivare dal nome medioevale Marencus, di cui si hanno tracce in atti fin dal 1100. da toponimi come Marengo (MN) (AL), ma è anche possibile che derivino dal termine Marici, popolazione antichissima insediatasi nei territori delle attuali province di Cuneo e Torino, Marengo starebbe ad indicare della stirpe dei Marici.  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale nel 1184 in un atto d'investirura scritto in Sartirana (PV): "...Suprascriptus donnus abbas, consensu fratris Enrici de Marenco , hanc investituram fecit et hoc breve fieri rogavit. ..." e nel 1256 a Bologna, dove l'alessandrino Manfredo Marengo è Podestà.
MARENDOLI Cognome ormai quasi estinto, di origini valtellinesi ed etimologia incerta, si hanno tracce nel 1600 a Mazzo di Valtellina (SO) di un certo Matteo Marendolo in qualità di Decano del paese.
MARESCA Maresca, presente anche in provincia di Sassari, Taranto ed in Sicilia, ha un nucleo principale A Roma ed in Campania a Napoli, Piano di Sorrento, Vico Equense, Sant`Agnello, Meta, Castellammare di Stabia, Sorrento, Torre Annunziata, Massa Lubrense e Salerno, potrebbe derivare da nomi di località caratterizzati dalla presenza di piante di particolari tipi di ciliegio che producono appunto le maresche o marasche, ma è pure possibile siano originati da soprannomi derivati da caratteristiche comportamentali del capostipite, dal carattere acidulo ed amaro come una maresca.  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Solopaca (BN) nel 1600 con il notaio Vincenzo Maresca, nella seconda metà del 1700 a Napoli con il falegname e scultore ligneo Carlo Marasca, a Castellammare nella prima metà del 1800 troviamo il notaio Filippo Maresca. Il casato dei Maresca annovera duchi e marchesi, il Duca di Serracapriola, Antonio Maresca Donnorso, ambasciatore in Russia del Re di Napoli Ferdinando IV° nel 1779 noto anche per la sua frequentazione del Conte Cagliostro.
MARESCALCHI
MARESCALCO
MARISCALCO
Marescalchi è specificatamente emiliano, di Bologna, Castelnovo ne` Monti nel reggiano, Ravenna e Cento nel ferrarese, Marescalco, molto più raro, ha un ceppo a Noto nel siracusano ed uno ad Isola di Capo Rizzuto e Santa Severina nel crotonese, Mariscalco ha un ceppo a Palermo, dovrebbero derivare dal termine medioevale marescalcus (maestro di scudiera, custode responsabile dei cavalli di un esercito) termine a sua volta derivato dal germanico marahscal (fusione dei termini germanici marah = cavallo e skal = ministro, responsabile), probabilmente a ricordo di un antico incarico di responsabilità affidato al capostipite, ricordiamo che il vocabolo italiano Maresciallo ha la stessa etimologia.
MARETTI
MARETTO
Maretti, molto raro, è del ravennate, Maretto è tipico del padovano, potrebbe derivare dal diminutivo dell'aferesi di nomi germanici come Adhemarus, Baldemarus o Dimarus, o celtici come Cimarus, Guinhumarus o Potomarus, o del cognomen latino Ivimarus.  Tracce di questo nome le troviamo nel 1500 a Venezia con il monaro (mugnaio) Maretto Segatto.
MARFELLA
MARFELLI
Marfella è specifico di Napoli, con ceppi anche a Pozzuoli, Quarto e Mugnano di Napoli, Marfelli, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente, si potrebbe trattare del frutto di un errore di trascrizione del cognome Marsella , dovuto alla grafia arcaica della s, molto simile ad una f,  potrebbe però, anche se meno probabile, derivare da una modificazione dialettale del cognome francese Marfain. (vedi anche MARSELLA)
MARFISA Marfisa, estremamente raro, parrebbe del napoletano anche se sembra esistano tracce non recenti in Sicilia, dovrebbe derivare dal nome femminile italiano Marfisa risalente all'epica cavalleresca, nell'Orlando furioso Marfisa è una Guerriera mora sorella gemella di Ruggero, come possiamo leggere appunto nel romanzo cavalleresco citato: "...Or quivi ritrovandosi Marfisa, che d'uscire alla giostra avea gran voglia, ed era armata, perché in altra guisa è raro, o notte o dì, che tu la coglia; sentendo che Ruggier s'arma, s'avisa che di quella vittoria ella si spoglia se lascia che Ruggiero esca fuor prima: pensa ire inanzi, e averne il pregio stima...", si tratterebbe quindi di una forma matronimica.
MARGARI Margari è tipico del Salento, di Nardò, Racale, Galatina, Taviano, Casarano, Soleto e Melissano, dovrebbe derivare dal nome medioevale Margarius di cui abbiamo un esempio nel Vita De Leonis X di Paolo Giovio: "...Processerant Cardonius et Prosper Columna vastabundi usque in proximum Venetiis litus, nusquam prodeunte in aciem Veneto duce, ita ut a Margario aggere pilae tormentis maioribus emissae, ad ipsam usque urbem pervenirent...".
MARGHERITTI Di origini cremonesi, probabilmente derivato da un soprannome dialettale.
MARGON Margon, molto molto raro, è tipico di Novaledo (TN), dovrebbe derivare dal toponimo Margoni (frazione di Novaledo), molto meno probabile un collegamento con Margone (TN) (frazione di Vezzano).
ipotesi fornite da Daniel Margon
il cognome potrebbe trarre origine dal termine latino margo, marginis, che significa semplicemente margine, limite, un'altra possibile derivazione, quella che secondo me va privilegiata, è che lpossa originarsi da un termine del tedesco antico che designava un particolare tipo di pietra, dalla consistenza molto dura.
MARGUTTI Distribuito a macchia di leopardo, ha sicuramente più ceppi, forse uno nel milanese, uno nel ferrarese ed altri in Italia, il nucleo originario è forse dell'Italia centrale. Il cognome dovrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo dialettale margutto (sempliciotto, sciocco) in uso nelle Marche, Umbria e Lazio fin dal 1400. Un Margutto scultore ligneo è presente con una sua opera del 1600 nella pinacoteca di Fermo.
MARI Mari è molto diffuso in tutto il centronord, ma con piccoli ceppi anche in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, l'ipotesi di derivazione più probabile è dall'aferesi di nomi come Valdemaro, Ademaro o simili, secondo alcuni i ceppi del sud potrebbero derivare dall'aferesi di soprannomi originate da caratteristiche del comportamento.
MARIAN
MARIANELLI
MARIANI
MARIANINI
MARIANO
Marian è specifico dell'area che comprende il trevisano ed il veneziano, Marianelli è del pisano con un ceppo nella provincia di Roma, diffusissimo in tutto il centro nord ed in Puglia Mariani, Marianini, molto raro, ha ceppi nel bresciano, nell'alessandrino e nel fiorentino, Mariano invece è più specifico del sud, penisola salentina in particolare, derivano, direttamente o tramite ipocoristici o modificazioni dialettali, dal nome medioevale Marianus di cui abbiamo un esempio negli Annales Pisani dell'anno 1104: "...Hujus nostrae donationis in primis testis est Deus, deinde Gonnari donnicellus, et Petrus, et Marianus donnicelli, et Torchitore similiter , et Arzocoor de Carcaso Curatore de Ciutta, et Cumita de Gonnale, et Zerchis de Rovo et Orzocor de Rovo, et Constantine de Rovo. ...".  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a Barbarano Vicentino nel 1711 in un verbale di accadimento accidentale: "...Maria figlia di Agostin Marian, portatasi a Pozzolo per provvedersi di saldame, gli cadè una somma del medesimo sopra la vita dal quale restò soffocata...".
MARICA Marica è tipica di Cagliari e Monserrato nel cagliaritano, di Sant'Anna Arresi nell'iglesiente e di Gesturi nel Medio Campidano, con un ceppo anche a Roma.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
MARICA: cognome raro, il cui significato ed etimo permangono nell’incertezza. Esiste la voce campidanese màriga, che significa recipiente di ceramica per liquidi, che, solo a Mogoro, è chiamata màniga, forse perché è caratterizzato dal manico (ansa) il cui etimo deriva dal latino manicum o manica derivato a sua volta da manus. Sa màriga generalmente presenta due anse o manici. La voce si usa  inoltre come unità di misura enologica e corrisponde, per i viticoltori del Campidano, a 50 litri: una màriga de binu = 50 litri di vino. Màniga, oltre che manico, ha pure il significato di mucchio di covoni (mannugos o mannugus), di grano ad esempio: 5 per l’esattezza, cioè quanti se ne possono stringere con un solo braccio. In latino poi troviamo Marìca, ma si tratta del nome di una ninfa dei boschi: lucus Marīcae, nei pressi di Minturno. Che ha ben poco a che vedere col nostro cognome! Non abbiamo altri suggerimenti!  Troviamo il cognome nelle carte antiche della lingua sarda. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388, è presente, Marica (de) Nicolao, ville Mogoro. Proprio a Mogoro, dove oggi sa màriga è chiamata sa màniga?  Attualmente il cognome Marica è presente in 49 Comuni d’Italia, di cui 22 in Sardegna: Cagliari 35, Santannarresi 12, Gesturi 11,  Monserrato 9, Sassari 9, Capoterra 9, Alghero 8, etc.
MARICONDA Mariconda è tipico di Serino e dintorni nell'avellinese, con ceppi anche nel napoletano e salernitano, dovrebbe derivare dai toponimi Mariconda di Pompei nel napoletano o Mariconda di Scafati nel salernitano, il nome Mariconda, come nome di località, è diffuso in tutt'Italia, dal nord al sud.  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo in un atto del 1392 a Salerno, ad opera di un certo notaio Andrea Mariconda, nel 1470 nasce a Napoli il celebre giureconsulto Diomede Mariconda.
MARICONTI Specifico dell'area che comprende le province di Milano, Lodi e Cremona, potrebbe derivare dal toponimo Ca' de' Mari (CR).
MARIGLIANO Marigliano è tipico del napoletano con ceppi anche nel salernitano, nel romano, nel cosentino e nel leccese, dovrebbero tutti derivare dal toponimo Marigliano nel napoletano.
MARIN
MARINELLO
Specifici del Veneto, Marin e Marinello, il primo in tutta l'area vicentino, padovana, trevisano, veneziana, il secondo in particolare nel padovano, derivano dal cognomen latino Marinus (Marinellus) o dal successivo nome medioevale Marino (Marinello).
MARINA
MARINACCI
MARINACCIO
MARINI
MARINIS
MARINO
MARINONI
MARINUCCI
Marina è molto raro, non si evidenziano ceppi principali, si può solo presumere un'origine nel ragusano e forse nel genovese, Marinacci dovrebbe avere più di un ceppo, quello originario dovrebbe essere del perugino, ma sembrano esserci anche ceppi secondari nel Lazio e nel foggiano, Marinaccio è specifico del foggiano, Marini è diffuso in tutto il centro nord ed in Sardegna, Marinis è quasi unico Marino è molto diffuso in  tutt'Italia con grossa prevalenza al centro sud, Marinoni è assolutamente lombardo, Marinucci sembra essere specifico degli Abruzzi, con presenze significative anche nelle Marche, in Umbria, Lazio e nella provincia di Campobasso, derivano tutti dal cognomen latino Marinus o dal successivo nome medioevale Marino. I Marinoni vengono citati in un'iscrizione del 1216, collocata a Lurago Marinone (CO), nell'antica parrocchia di San Giorgio, che riporta essere un tal Giulio Marinoni uomo nobilissimo. Li troviamo nel 1373 a Desenzano, tra i notabili del paese, in alcuni casi potrebbe esserci una connessione con il vocabolo marina (litorale) e starebbe ad intendere che la località di dimora del capostipite era prossima ad un litorale. Fra le carte del Codice Diplomatico della Lombardia si trovano tracce del cognome Marinoni, già nel 1175, in un atto notarile leggiamo che un certo  Gibuino, preposito della chiesa e canonica di San Giorgio al Palazzo, in presenza di cinque chierici e canonici della stessa, con l'assenso di Ariprando Guigerius, suo avvocato in questo negozio, e di Giorgio Corbus e Spada de Marinonis, estimatori, dà a livello perpetuo sine ullo fìcto a Martino de Casate, di Milano, tre appezzamenti di campo in Salvanesco, nelle località Clausura, ad Vigiusam, in Gazolo, rispettivamente di tredici pertiche e otto tavole e mezzo, una pertica e ventidue tavole, una pertica e diciassette tavole e mezzo, al prezzo di tredici lire e quindici soldi di denari buoni milanesi terzoli, somma che la chiesa impiega per acquistare da Gaido Faxolo la terra de la Turre, ma che il preposito consegna a Roberto Brema, il quale vanta un credito dal detto Gaido. Il proposito dà poi guadia di difendere questo contratto e pone come fideiussore il predetto Spada.
stemma forni0e da Juan Carlos Marino-Montero
MARINARI
MARINARO
Marinari è presente a macchia di leopardo nel centrosud, con un nucleo importante nel livornese e pisano, Marinaro è diffuso in tutto il sud e nel genovese, derivano dal mestiere di marinaio, tracce di questa cognomizzazione le troviamo nel cosentino in uno scritto del 1600: "...Ego Ioanne Alfonsus de Pizzutis Xagius ad contractui Iudex interfui, et afirmo ut supra. Io Gio:Iacovo Marinaro affermo,...".
MARINELLI Molto diffuso in tutt'Italia, deriva dal nome medioevale Marinellus, di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale all'anno 1116 a Gudo: "...quintus campus dicitur in valle de Marinello, est ei: a mane Sancti Petri...", ma è pure possibile una derivazione da toponimi come Marinella (SP) o Marinella di Selinunte (TP) o simili. Troviamo trecce di questa cognomizzazione nell'elenco degli studenti dell'Università di Perugia nell'anno 1572 dove troviamo un certo Fabius Marinellus.
MARINIELLO Mariniello è tipicamente campano, di Napoli, Caivano, Acerra, Poggiomarino, Marano di Napoli, Giugliano di Campania e di Cardito nel napoletano, di Aversa, Lusciano, Parete, Cesa e cancello ed Arnone nel casertano, di Nocera Inferiore e Castel San Giorgio nel salernitano, con un ceppo anche nel potentino a San Fele ed Atella, dovrebbe derivare da una forma dialettale del nome Marinello, ipocoristico del nome Marino (vedi MARIN).
MARIOTTI
MARIOTTO
Mariotti è diffuso in tutto il centro nord, Mariotto è specificatamente veneto, derivano da Mariotus o Mariottus modificazioni del nomen e cognomen latino Marius, ne abbiamo un esempio in uno scritto del 1400 con: "...Franciscus de Benzonibus e Mariotus de Pistorio ..." o a pesaro in questa lapide del 1532: "Mariottus De Sajano armis moribus et fama integerrimus amicus pacis et pauperum omnia sua bona huic Ecclesiae reliquit et suis sumptibus hoc nobile coenobium a fundamentis erigendum curavit aetatis suae anno LXX obit MDXXXII".
MARIUSSI
MARIUTTI
MARIUTTO
MARIUZZI
MARIUZZO
Mariussi, quasi unico è della zona della provincia di Venezia al confine con il Friuli, Mariutti è tipico di Venezia e del Friuli, Mariutto, più raro, è delle province di Venezia e Pordenone, Mariuzzi, molto molto raro, è tipicamente friulano, Mariuzzo, decisamente del veneziano, con presenze significative anche nel trevigiano e nel Friuli, si tratta di forme patronimiche dialettali venete e friulane del nome Mario, stanno ad indicare le famiglie dei figli di un Mario.
MARIZ
MARIZZA
Specifico altoaltesino, di Laives (BZ) in particolare, Mariz, decisamente goriziano Marizza, dovrebbero derivare da Mazitza località e fiume balcanico, e risalire all'epoca della calata dei bulgari al seguito del re longobardo Alboino, giunti in Italia attraverso la via Postumia.
MARLETTA Sembra specifico siciliano, probabilmente originario del catanese, potrebbe derivare dal nome Marlius di cui abbiamo tracce a Napoli nel 1700 con lo scrittore Marlius Pisanus.
MARLIA Molto molto raro è tipico di Lucca e dintorni, dovrebbe derivare dal toponimo Marlia di Capannori (LU), meno probabile una derivazione dall'apocope del nome medioevale Marlianus.
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