| MARDEGAN
|
Specifico del trevisano, dovrebbe
derivare da un soprannome dialettale.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Mardegan è cognome veneto che Olivieri 202 interpreta come Marco-degàn.
Degàn, Degàni, è
anch'esso cognome veneto che significa in genere 'decano'
ma per i degani veneziani: 'ministeriali o riparii, o gastaldi'. |
| MARELLI
|
Assolutamente lombardo, potrebbe discendere dall'aferesi di nomi medioevali
di origine germanica come Valdemaro o Condulmaro, è estremamente
improbabile che derivi dal cognomen latino Maro portato ad esempio da Publius
Vergilius Maro. |
| MAREMONTI
|
Molto raro, potrebbe essere di
origini pugliesi |
MARENCO
MARENGHI
MARENGO |
Marenco è molto diffuso in tutto il Piemonte centromeridionale ed
in Liguria, Marenghi è specifico della zona tra Parma e Piacenza,
Marengo molto diffuso in Piemonte e Liguria, è specifico del torinese
e cuneese, possono derivare dal nome medioevale Marencus, di cui si hanno
tracce in atti fin dal 1100. da toponimi come Marengo presenti sia nel mantovano che nell'alessandrino, ma è
anche possibile che derivino dal termine Marici, popolazione antichissima
insediatasi nei territori delle attuali province di Cuneo e Torino, Marengo
starebbe ad indicare della stirpe dei Marici. Tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale nel 1184
in un atto d'investirura scritto in Sartirana (PV): "...Suprascriptus
donnus abbas, consensu fratris Enrici de Marenco
, hanc investituram fecit et hoc breve fieri rogavit. ..." e nel
1256 a Bologna, dove l'alessandrino Manfredo Marengo è Podestà. |
| MARENDA
|
Marenda ha un piccolo ceppo nel cuneese a Cortemilia e Cherasco, uno nel
varesotto a Cassano Magnago e Gallarate, uno nel bresciano a Leno, Brescia
e Manerbio ed uno a Dueville nel vicentino, potrebbe derivare dal nome
medioevale Marenda, di cui abbiamo
un esempio d'uso nella Chronica monasterii Casinensis
dell'anno 1024: "...Seguenti etiam anno Benedictus
quidam cum uxore sua Marenda
de Castello Monte Metulo fecit oblationem suam in hoc monasterio de ecclesia
Sancti Iohannis que sita est in finibus eiusdem castri iusta fluvium Trinium...",
o anche da un soprannome basato sul termine dialettale sia piemontese che
lombardoveneto marenda (merenda),
probabilmente a sottolineare l'abitudine dei capostipiti di fare abitudinariamente
un pasto intermedio nel pomeriggio, di quest'uso abbiamo un esempio in
un processo per stregoneria del 1630: "...Credo fossimo
in Verva, et vi erano tutte le sudette. Ancora ho cognosciuto Mighina,
moglie di Antonio Cottolo, tutte le volte. Et si chiamavamo hora l'una,
hora l'altra. Ancora ho cognosciuto Domeniga, detta
la Marenda, due volte in Madroffa, da puoco
tempo in qua, et sarrà circa quattro anni che la ho cognosciuta.
Ancora ho cognosciuto Polonia del Folonaro, quasi tutte le volte. Ancora
ho cognosciuto le sorelle di Abondio del Sartor, cioè Christina,
Domeniga et Maria. ..." ed in un testo relativo sempre all'anno
1630 e sempre a Bormio in Valtellina: "...Il giorno
seguente il consiglio deliberò la cattura, «per li sospetti
che si hanno per la morte di messer Antonio Cottolo di Semogoµ, di
Tonio di Balserino de Maiol, autore del delitto e di Appollonio, detto
il Marenda, complice ..". |
| MARENDOLI
|
Cognome ormai quasi estinto, di origini valtellinesi ed etimologia incerta, si hanno
tracce nel 1600 a Mazzo di Valtellina (SO) di un certo Matteo Marendolo
in qualità di Decano del paese. |
MARENZI
MARENZIO
MARENZO |
Marenzi è tipicamente lombardo, di Castelli Calepio e Calcinate
nel bergamasco, di Milano, Cremona, Brescia e di Voghera nel pavese, con
un piccolo ceppo anche a Padova, Marenzio e Marenzo sono praticamente unici,
dovrebbero derivare dal nome medioevale Marentius,
di cui abbiamo un esempio in un epigramma medioevale: "..Nec
te Reinerus, nec te Marentius
artem Aptius hanc doceant: sint licet ambo boni...", tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo nel bergamasco almeno dal 1500, leggiamo
nei Diari Bergamaschi: "Die
predicta [5 octobris 1512] iussi sunt a d.no Provisore Bergomi adire Venetias
de mandato Dominii Veneti spct.les d.ni Michael Maldura, Girardus della
Sale, Clemens de Vertua, doctores, Amelius de Soltia, Obertinus de Vegiis,
Johannes Jacobus de Mutio, d.nus Oliverius Augustus doctor, d.nus Leonardus
Marentius, Jacobus
Marentius, Baldessar del Follo, ...",
nel 1561 troviamo a Lovere il podestà Ventura Marentius, nel 1583
alla stessa carica nel 1583 sale Hieronimus Marentius quondam Annibalis,
sostituito l'anno successivo da un Camillus Marentius. |
| MARENZONI
|
Marenzoni è specifico di Parma e del parmense, dovrebbe derivare
da una forma accrescitiva del nome medioevale Marentius
(vedi MARENZI), tracce di questa cognominizzazione
le troviamo ad Incudine nel bresciano verso la fine del 1200 con il notaro
Albertino Marenzoni, citato in alcuni atti locali. |
| MARES
|
Mares è un cognome tipicamente veneto dell'area del basso bellunese,
di Belluno, Ponte nelle Alpi, Sedico e Cesiomaggiore, con un ceppo anche
a Maser nel trevisano, dovrebbe derivare dal nome del paese di Mares Pises
di Ponte nelle Alpi o da Mareson di Zoldo Alto, entrambi nel bellunese. |
| MARESCA
|
Maresca, presente anche in provincia di Sassari, Taranto ed in Sicilia,
ha un nucleo principale a Roma ed in Campania a Napoli, Piano di Sorrento,
Vico Equense, Sant`Agnello, Meta, Castellammare di Stabia, Sorrento, Torre
Annunziata, Massa Lubrense e Salerno, potrebbe derivare da nomi di località
caratterizzati dalla presenza di piante di particolari tipi di ciliegio
che producono appunto le maresche o marasche, ma è pure possibile
siano originati da soprannomi derivati da caratteristiche comportamentali
del capostipite, dal carattere acidulo ed amaro come una maresca.
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Solopaca nel beneventano nel 1600
con il notaio Vincenzo Maresca, nella seconda metà del 1700 a Napoli
con il falegname e scultore ligneo Carlo Marasca, a Castellammare nella
prima metà del 1800 troviamo il notaio Filippo Maresca. Il casato
dei Maresca annovera duchi e marchesi, il Duca di Serracapriola, Antonio
Maresca Donnorso, ambasciatore in Russia del Re di Napoli Ferdinando IV°
nel 1779 noto anche per la sua frequentazione del Conte Cagliostro. |
MARESCALCHI
MARESCALCO
MARISCALCO |
Marescalchi è specifico dell'Emilia e Romagna, in particolare di
Bologna Crevalcore e San Giovanni in Persiceto nel bolognese, di Castelnovo
ne' Monti nel reggiano, di Ravenna e di Cento e Ferrara nel ferrarese,
Marescalco, molto più raro, ha un ceppo a Isola di Capo Rizzuto
e Santa Severina nel crotonese ed uno a Noto ed Avola nel siracusano, Mariscalco
ha un ceppo a Palermo, dovrebbero derivare dal termine medioevale
mareschalchus o marescalcus
originato al vocabolo antico alto tedesco
marahscal composto dai vocaboli marah
(cavallo) e skal
(dovere o servire,
ma anche colui che cura,
ministro), con il significato
inizialmente di Custode dei cavalli,
stalliere o Maestro
di scuderia e che poi divenne una carica
importante nell'esercito, comandante delle guardie di palazzo
o comunali, che in seguito prese il nome di maresciallo,
un esempio dell'uso di questo termine come massima carica militare lo troviamo
in questo scritto del 1326: "MCCCXXVI dominus Azo
Vicecomes filius domini Galeaz Vicecomitis domini Mediolani et cetera cum
exercitu MCC Theutonicorum vel circa recessit de civitate Mediolani et
transivit per districtum Papie, Bobii et Placentie, volens ire ad castrum
Burgi Sancti Donini, et transivit iuxta castrum Florinzole, ubi tunc erat
dominus Guglielmus de Biron tunc marescalcus
generalis gentium Ecclesie cum tribus milibus armigeris, qui de Placentia
pridie exierant causa dimicandi cum dicto domino Azone;...", da
questo scritto del 1259 si evince che a questo termine corrispose anche
una carica feudale: "Chunradus Secundus Dei gratia
Jerusalem et Syciliae Rex, Dux Suevie. Omnibus ad quos presens 5 pagina
pervenit, gratiam suam et bonam voluntatem. Presentibus profitemur, quod
nos ex innata nobis clementia dilecto Fideli nostro Inclito Comiti Ulrico
de Wirtemberg officium et omne jus Mareschalci,
quod ad nostrum Ducatum per totam Sueviam dinoscitur pertinere, Advocatiam
in Ulma, et judicium in Pyersse, quae nobis a Comite Harthmanno de Dilingen,
qui viam adiit carnis universe, vacare ceperunt, contulimus liberaliter
et benigne. ..". |
MARETTI
MARETTO |
Maretti, molto raro, è del ravennate, Maretto è tipico del
padovano, potrebbe derivare dal diminutivo dell'aferesi di nomi germanici
come Adhemarus, Baldemarus o Dimarus, o celtici come Cimarus, Guinhumarus
o Potomarus, o del cognomen latino Ivimarus. Tracce di questo nome
le troviamo nel 1500 a Venezia con il monaro (mugnaio) Maretto Segatto. |
MARFELLA
MARFELLI |
Marfella è specifico di Napoli, con ceppi anche a Pozzuoli, Quarto
e Mugnano di Napoli, Marfelli, quasi unico, è probabilmente dovuto
ad errori di trascrizione del precedente, si potrebbe trattare del frutto
di un errore di trascrizione del cognome Marsella
, dovuto alla grafia arcaica della s, molto simile ad una f, potrebbe
però, anche se meno probabile, derivare da una modificazione dialettale
del cognome francese Marfain. (vedi
anche MARSELLA) |
| MARFISA
|
Marfisa, estremamente raro, parrebbe del napoletano anche se sembra esistano
tracce non recenti in Sicilia, dovrebbe derivare dal nome femminile italiano
Marfisa risalente all'epica cavalleresca,
nell'Orlando furioso Marfisa è una Guerriera mora sorella gemella
di Ruggero, come possiamo leggere appunto nel romanzo cavalleresco citato:
"...Or quivi ritrovandosi Marfisa,
che d'uscire alla giostra avea gran voglia, ed era armata, perché
in altra guisa è raro, o notte o dì, che tu la coglia; sentendo
che Ruggier s'arma, s'avisa che di quella vittoria ella si spoglia se lascia
che Ruggiero esca fuor prima: pensa ire inanzi, e averne il pregio stima...",
si tratterebbe quindi di una forma matronimica. |
MARFOGLI
MARFOGLIA |
Marfogli, praticamente unico, dovrebbe essere una forma alterata del cognome
Marfoglia, che è caratteristico di Pesaro, con un piccolo ceppo
anche a Roma, dovrebbe derivare dal nome medioevale Marfoglius,
Marfoglia, di cui abbiamo un esempio
a Perugia nella seconda metà del secolo undicesimo, con il Marchese
di Monte S. Maria Franciscus Luce Marfogli Guidutii. |
| MARGARI
|
Margari è tipico del Salento, di Nardò, Racale, Galatina,
Taviano, Casarano, Soleto e Melissano, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Margarius di cui abbiamo un esempio
nel Vita De Leonis X di Paolo Giovio:
"...Processerant Cardonius et Prosper Columna vastabundi
usque in proximum Venetiis litus, nusquam prodeunte in aciem Veneto duce,
ita ut a Margario aggere pilae tormentis maioribus emissae, ad ipsam usque
urbem pervenirent...". |
MARGARITA
MARGARITI
MARGARITO
MARGARITONI
MARGHERITA
MARGHERITI
MARGHERITO
MARGHERITTI |
Margarita ha un ceppo a Travesio nel pordenonese, uno nel reatino a Cittareale
ed a Roma, uno in Campania a Napoli, Cardito, Frattamaggiore e Grumo Nevano
nel napoletano, uno nel salernitano a Cava de' Tirreni e Salerno, e nel
casertano ad Aversa, Succivo, Sant'Arpino e Casaluce, ed un piccolo ceppo
anche a Taranto, Margherita ha un piccolo ceppo a San Giorgio a Nogaro
nel basso udinese, uno altrettanto piccolo ad Aprilia nel latinense, uno
tra napoletano e salernitano ed uno nel tarentino a Taranto, San Marzano
di San Giuseppe, San Giorgio Ionico e Grottaglie, Margariti, molto molto
raro, ha un ceppo nel reggino ed uno molto piccolo tra cremonese e bresciano,
che probabilmente non è che una variante del più diffuso
Margheritti, che è specifico del cremasco a Crema e di Treviolo
nel bergamasco, Margarito ha un piccolo ceppo nel salernitano ed uno decisamente
più consistente nel leccese a Nardò, Racale, Ruffano, Salice
Salentino, Montesano Salentino, Castrignano del Capo e Casarano, ed a Brindisi,
Margaritoni, quasi unico, sembrerebbe del perugino, Margheriti ha qualche
presenza nel cremasco, un ceppo a Chiusi nel senese, uno a Terni, uno a
Roma ed uno nel brindisino, in particolare ad Erchie, Margherito è
specifico del Salento, di Racale nel leccese e di Brindisi, dovrebbero
derivare, direttamente o tramite accrescitivi o alterazioni dialettali,
dal cognomen latino Margaritus,
Margarita o, soprattutto per
i ceppi meridionali, dal nome greco Megareites
(originario di Megara,
città dell'Attica nell'antica Grecia), ricordiamo con questo
nome l'ammiraglio che guidò la flotta lombarda verso la fina del
dodicesimo secolo e che per questo venne chiamato "Rex
maris aut Novus Neptunus".
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Margherito è derivato del nome, personale e di fiore, Margherita.
Nome che i primi Cristiani trassero dal latino 'margarita(m)',
antico grecismo (margarítes)
di origine orientale col valore di "perla". |
| MARGHERON
|
Margheron è tipicamente napoletano, di origini francesi dovrebbe
derivare dal nome francese Margueron,
un diminutivo del nome Marguerite (Margherita
o Margherito) usato nella zona settentrionale
della Francia. |
MARGIOTTA
MARGIOTTE
MARGIOTTI
MARGIOTTO |
Margiotta è molto diffuso nel centronord, a Roma ed a Cervaro nel
frusinate, a Pratola Peligna e Sulmona nell'aquilano, a Napoli e ad Agropoli
nel salernitano, a Potenza, Baragiano, Muro Lucano ed Avigliano nel potentino,
a Lecce, Galatina, San Cesario di Lecce, Vernole, Lequile, Galatone, Trepuzzi,
Monteroni di Lecce, Nardò e Ruffano nel leccese, a Bari, Canosa
di Puglia, Bitonto e Castellana Grotte nel barese, a Martina Franca e Taranto
nel tarantino ed a Foggia, a Dinami nel vibonese ed a Catanzaro, ed in
Sicilia nel trapanese a Mazara del Vallo, Castelvetrano, Mazara e Campobello
di Mazara, a Sciacca nell'agrigentino, a Palermo e Biscquino nel palermitano
ed a Mazzarino nel nisseno, Margiotte è ormai scomparso in Italia,
Margiotti è tipico del romano, di Valmontone e Roma e di Pofi nel
frusinate, Margiotto è quasi unico, dovrebbero derivare da termini
arcaici basati sull'alterazione ipocoristica di provenienza relativa al
vocabolo latino medioevale maricius
(zona acquitrinosa di acqua prevalentemente salmastra,
palude), ad indicare probabilmente che i capostipiti fossero
arrivati da zone paludose o da litorali marini caratteristici per le acque
basse. |
| MARGON
|
Margon, molto molto raro, è tipico di Novaledo (TN), dovrebbe derivare
dal toponimo Margoni (frazione di Novaledo), molto meno probabile un collegamento
con Margone (TN) (frazione di Vezzano).
ipotesi fornite da Daniel Margon
il cognome potrebbe trarre origine dal termine latino margo,
marginis, che significa semplicemente margine,
limite, un'altra possibile derivazione,
quella che secondo me va privilegiata, è che lpossa originarsi da
un termine del tedesco antico che designava un particolare tipo di pietra,
dalla consistenza molto dura. |
| MARGONI
|
Margoni è tipicamente trentino di Trento e Vezzano sempre in trentino,
dovrebbe derivare dal nome della frazione Margone di Vezzano, che dovrebbe
essere la località d'origine dei capostipiti. |
| MARGOZZI
|
Margozzi sembrerebbe specifico di Guidonia Montecelio nel romano, potrebbe
derivare dall'italianizzazione del nome medioevale Marguzius,
di cui abbiamo un esempio d'uso in un atto del 1200 nel bresciano: "In
Cristi nomine. Die mercurii ultimo exeunte agusto. Presentia horum hominum
quorum inferius continentur nomina. Acerbinus de Cascuino,
Razus eiusdem loci, Iohannes Novoie, Maioccus, Bellesanus de Cascuino,
Lafrancus eiusdem loci, Albertus Marguzii..
Marguzius de
Cascuino, Desideratus de Ceredo, Bonacursus illius loci, Martinus de Sovernico,
Albertus Favacius, Mazarinus de Sovernico, Martinellus de Porlis, Zambonus
eiusdem loci, Avostus de Porlis, Lafrancus Fasus, Iohannes Botarellus,
Galapinus de Porlis, Zambonus Lungus.. ..isti omines suprascripti de universitate
Vallii, pro ipsa universitate Vallii et nomine ipsius universitatis, ordinaverunt
et constituerunt istos sindicos sive actores seu procuratores, scilicet
Iohannem Presbiteri et Baiamundum de Porlis, contra don Albertum, abatem
monasterii Sancti Petri in Monte, et contra quemlibet gerentem, nomine
ipsius monasterii, specialiter de facto wadie quem ipse petit ipsi universitati
pro .XXVII. denariis quos ipsa universitas solita est ei reddere anuatim,
et generaliter de omni eo quod ipse abas vellet vel posset dicere contra
ipsam universitatem, vel ipsa universitas contra don Albertum, abatem predicti
monasterii, vel contra quemlibet gerentem, nomine ipsius monasterii, ita
quod predicti sindici habeant plenariam vim et potestatem tam in agendo
quam in excipiendo sive causando et in defendendo contra predictum don
Albertum, abatem ipsius monasterii, vel aliquem alium gerentem, nomine
ipsius monasterii, et generaliter ad omnia alia in predicto placito sive
placitis que ad invicem inter se facerent necesaria facienda, et taliter
quod unius de supradictis sindicis resencia supleat vicem alterius absentis,
sicut ipsa universitas vel homines de Valio habent vel habere possent.
Actum est hoc in platea de Valio. Anni Domini .MCC., inditione tercia.
Interfuere Albertus Blondini et Albertus Favacii et Martinus Girardi, omnes
de Bernago, rogati testes. Ego Bonapax Gavardi notarius rogatus hoc breve
scripsi.". |
MARGOZZINI
MERGOZZI |
Margozzini, quasi unico, sembrerebbe dell'area del varesotto e del verbanese,
Mergozzi, praticamente unico, è del verbanese, dovrebbero derivare,
sia direttamente che tramite una forma etnica, dal nome del paese verbanese
di Mergozzo. |
| MARGUTTI
|
Distribuito a macchia di leopardo,
ha sicuramente più ceppi, forse uno nel milanese, uno nel ferrarese
ed altri in Italia, il nucleo originario è forse dell'Italia centrale.
Il cognome dovrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo dialettale
margutto (sempliciotto, sciocco) in uso nelle Marche, Umbria e Lazio fin
dal 1400. Un Margutto scultore ligneo è presente con una sua opera
del 1600 nella pinacoteca di Fermo.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Per Olivieri 144 Margutti deriva dal francese Margot. |
| MARI
|
Mari è molto diffuso in tutto il centronord, ma con piccoli ceppi
anche in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, l'ipotesi di derivazione
più probabile è dall'aferesi di nomi come Valdemaro,
Ademaro o simili, secondo alcuni i
ceppi del sud potrebbero derivare dall'aferesi di soprannomi originate
da caratteristiche del comportamento. |
MARIAN
MARIANELLI
MARIANI
MARIANINI
MARIANO |
Marian è specifico dell'area che comprende il trevisano ed il veneziano,
Marianelli è del pisano con un ceppo nella provincia di Roma, diffusissimo
in tutto il centro nord ed in Puglia Mariani, Marianini, molto raro, ha
ceppi nel bresciano, nell'alessandrino e nel fiorentino, Mariano invece
è più specifico del sud, penisola salentina in particolare,
derivano, direttamente o tramite ipocoristici o modificazioni dialettali,
dal nome medioevale Marianus di cui
abbiamo un esempio negli Annales Pisani
dell'anno 1104: "...Hujus nostrae donationis in primis
testis est Deus, deinde Gonnari donnicellus, et Petrus, et Marianus
donnicelli, et Torchitore similiter , et Arzocoor de Carcaso Curatore de
Ciutta, et Cumita de Gonnale, et Zerchis de Rovo et Orzocor de Rovo, et
Constantine de Rovo. ...". Tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo ad esempio a Barbarano Vicentino nel 1711 in un verbale di
accadimento accidentale: "...Maria figlia di Agostin
Marian, portatasi a Pozzolo per provvedersi
di saldame, gli cadè una somma del medesimo sopra la vita dal quale
restò soffocata...". |
| MARIANESCHI
|
Marianeschi è tipico di Marsciano nel perugino e di Terni, dovrebbe
derivare dal fatto di essere stato il capostipite un discendente, probabilmente
appartenente ad un ramo cadetto, dei Mariani, il suffisso -eschi
sta infatti ad indicarne l'appartenenza, troviamo tracce di questa cognominizzazione
nel 1500 in un atto di vendita di un terreno a ulivi da parte di un certo
Tranquillo Marianeschi che lo vende al cardinale Bartolomeo Cenci il 14
gennaio 1579. |
| MARICA
|
Marica è tipica di Cagliari e Monserrato nel cagliaritano, di Sant'Anna
Arresi nell'iglesiente e di Gesturi nel Medio Campidano, con un ceppo anche
a Roma.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
MARICA: cognome raro, il cui significato ed etimo permangono nell'incertezza.
Esiste la voce campidanese màriga,
che significa recipiente di ceramica per liquidi,
che, solo a Mogoro, è chiamata màniga,
forse perché è caratterizzato dal manico (ansa) il cui etimo
deriva dal latino manicum o manica
derivato a sua volta da manus. Sa
màriga generalmente presenta due anse o manici. La voce
si usa inoltre come unità di misura enologica e corrisponde,
per i viticoltori del Campidano, a 50 litri: una
màriga de binu = 50 litri di
vino. Màniga, oltre
che manico, ha pure il significato di mucchio
di covoni (mannugos o mannugus),
di grano ad esempio: 5 per l'esattezza, cioè quanti se ne possono
stringere con un solo braccio. In latino poi troviamo Marìca,
ma si tratta del nome di una ninfa dei boschi: lucus
Marīcae, nei pressi di Minturno. Che ha ben poco a che vedere
col nostro cognome! Non abbiamo altri suggerimenti! Troviamo il cognome
nelle carte antiche della lingua sarda. Tra i firmatari della Pace di Eleonora,
*LPDE del 1388, è presente, Marica (de) Nicolao, ville Mogoro. Proprio
a Mogoro, dove oggi sa màriga è chiamata sa màniga?
Attualmente il cognome Marica è presente in 49 Comuni d'Italia,
di cui 22 in Sardegna: Cagliari 35, Santannarresi 12, Gesturi 11,
Monserrato 9, Sassari 9, Capoterra 9, Alghero 8, etc. |
| MARICONDA
|
Mariconda è tipico di Serino e dintorni nell'avellinese, con ceppi
anche nel napoletano e salernitano, dovrebbe derivare dai toponimi Mariconda
di Pompei nel napoletano o Mariconda di Scafati nel salernitano, il nome
Mariconda, come nome di località, è diffuso in tutt'Italia,
dal nord al sud. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo in
un atto del 1392 a Salerno, ad opera di un certo notaio Andrea Mariconda,
nel 1470 nasce a Napoli il celebre giureconsulto Diomede Mariconda. |
| MARICONTI
|
Specifico dell'area che comprende
le province di Milano, Lodi e Cremona, potrebbe derivare dal toponimo Ca'
de' Mari (CR). |
| MARIGLIANO
|
Marigliano è tipico del napoletano con ceppi anche nel salernitano,
nel romano, nel cosentino e nel leccese, dovrebbero tutti derivare dal
toponimo Marigliano nel napoletano. |
MARIGNANI
MARIGNANO |
Marignani ha un ceppo tra senese ed aretino ed uno tra maceratese ed ascolano,
quest'ultimo potrebbe derivare dal nome della località Marignano
di Toffia nel reatino, Marignano, quasi unico, parrebbe toscano e dovrebbe
derivare, assieme al primo, dal nome della località di Colle Marignano
nella Val d'Arno. |
MARIN
MARINELLO |
Specifici del Veneto, Marin e Marinello, il primo in tutta l'area vicentino,
padovana, trevisano, veneziana, il secondo in particolare nel padovano,
derivano dal cognomen latino Marinus
(Marinellus) o dal successivo nome medioevale
Marino (Marinello). |
MARINA
MARINACCI
MARINACCIO
MARINI
MARINIS
MARINO
MARINONI
MARINUCCI |
Marina è molto raro, non si evidenziano ceppi principali, si può
solo presumere un'origine nel ragusano e forse nel genovese, Marinacci
dovrebbe avere più di un ceppo, quello originario dovrebbe essere
del perugino, ma sembrano esserci anche ceppi secondari nel Lazio e nel
foggiano, Marinaccio è specifico del foggiano, Marini è diffuso
in tutto il centro nord ed in Sardegna, Marinis è quasi unico Marino
è molto diffuso in tutt'Italia con grossa prevalenza al centro
sud, Marinoni è assolutamente lombardo, Marinucci sembra essere
specifico degli Abruzzi, con presenze significative anche nelle Marche,
in Umbria, Lazio e nella provincia di Campobasso, derivano tutti dal cognomen
latino Marinus o dal successivo nome
medioevale Marino. I Marinoni vengono citati in un'iscrizione del 1216,
collocata a Lurago Marinone (CO), nell'antica parrocchia di San Giorgio,
che riporta essere un tal Giulio Marinoni uomo nobilissimo. Li troviamo
nel 1373 a Desenzano, tra i notabili del paese, in alcuni casi potrebbe
esserci una connessione con il vocabolo marina (litorale) e starebbe ad
intendere che la località di dimora del capostipite era prossima
ad un litorale. Fra le carte del Codice Diplomatico della Lombardia si
trovano tracce del cognome Marinoni, già nel 1175, in un atto notarile
leggiamo che un certo Gibuino, preposito della chiesa e canonica
di San Giorgio al Palazzo, in presenza di cinque chierici e canonici della
stessa, con l'assenso di Ariprando Guigerius, suo avvocato in questo negozio,
e di Giorgio Corbus e Spada de Marinonis,
estimatori, dà a livello perpetuo sine ullo fìcto a Martino
de Casate, di Milano, tre appezzamenti di campo in Salvanesco, nelle località
Clausura, ad Vigiusam, in Gazolo, rispettivamente di tredici pertiche e
otto tavole e mezzo, una pertica e ventidue tavole, una pertica e diciassette
tavole e mezzo, al prezzo di tredici lire e quindici soldi di denari buoni
milanesi terzoli, somma che la chiesa impiega per acquistare da Gaido Faxolo
la terra de la Turre, ma che il preposito consegna a Roberto Brema, il
quale vanta un credito dal detto Gaido. Il proposito dà poi guadia
di difendere questo contratto e pone come fideiussore il predetto Spada.
stemma forni0e da Juan Carlos Marino-Montero |
MARINARI
MARINARO |
Marinari è presente a macchia di leopardo nel centrosud, con un
nucleo importante nel livornese e pisano, Marinaro è diffuso in
tutto il sud e nel genovese, derivano dal mestiere di marinaio, tracce
di questa cognominizzazione le troviamo nel cosentino in uno scritto del
1600: "...Ego Ioanne Alfonsus de Pizzutis Xagius
ad contractui Iudex interfui, et afirmo ut supra. Io Gio:Iacovo
Marinaro affermo,...". |
| MARINATTO
|
Marinatto è tipico di Udine, si dovrebbe trattare di una forma patronimica
dialettale arcaica in -atto, suffisso
che sta per il figlio di, riferito
a capostipiti, i cui padri si fossero chiamati Marino. |
MARINCOLA
MARINCOLO
MARINGOLA
MARINGOLO |
Marincola ha un ceppo a Roma ed uno a Cirò Marina nel crotonese
ed a Rossano nel cosentino, Marincolo è tipico del cosentino, di
Rossano e Paludi, Maringola, molto molto raro, ha un piccolissimo ceppo
a Napoli e presenze nel cosentino, Maringolo, ancora più raro, ha
anch'esso qualche presenza nel napoletano e nel cosentino, dovrebbe trattarsi
di forme ipocoristiche originate sul nome medioevale Marencus
o Marengus (vedi
MARENCO), troviamo tracce di queste cognominizzazioni nel 1500 con
il sacerdote Gian Paolo Marincola, nativo di Taverna nel catanzarese, che
diventerà poi vescovo di Teano nel casertano. |
| MARINELLI
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Molto diffuso in tutt'Italia, deriva dal nome medioevale Marinellus, di
cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale
all'anno 1116 a Gudo: "...quintus campus dicitur
in valle de Marinello,
est ei: a mane Sancti Petri...", ma è pure possibile una
derivazione da toponimi come Marinella (SP) o Marinella di Selinunte (TP)
o simili. Troviamo trecce di questa cognominizzazione nell'elenco degli studenti
dell'Università di Perugia nell'anno 1572 dove troviamo un certo
Fabius Marinellus. |
MARINIC
MARINICH
MARINIG
MARINIGH |
Marinic e Marinich sono friulani e quasi unici, Marinig è specifico
dell'udinese, di Prepotto, Bagnaria Arsa, Cividale del Friuli e San Pietro
al Natisone, Marinigh è tipico di Cividale del Friuli, questi cognomi
dovrebbero derivare da fome patronimiche o matronimiche slave, dove il
suffisso -ic, -ig,
-igh stanno per il
figlio di, riferito a capostipiti il cui padre si fosse chiamato
Marin o la cui madre si fosse chiamato
Marina. (vedi
MARIN). |
| MARINIELLO
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Mariniello è tipicamente campano, di Napoli, Caivano, Acerra, Poggiomarino,
Marano di Napoli, Giugliano di Campania e di Cardito nel napoletano, di
Aversa, Lusciano, Parete, Cesa e cancello ed Arnone nel casertano, di Nocera
Inferiore e Castel San Giorgio nel salernitano, con un ceppo anche nel
potentino a San Fele ed Atella, dovrebbe derivare da una forma dialettale
del nome Marinello, ipocoristico del
nome Marino (vedi
MARIN). |
| MARINOSCI
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Marinosci è tipico dell'area salentina, di Francavilla Fontana soprattutto,
di Mesagne e di Brindisi nel brindisino, di Alliste nel leccese e di Taranto
e Martina Franca nel tarentino, dovrebbe derivare da una forma di appartenenza
dialettale riferita al nome Marino,
probabilmente il capostipite apparteneva ad un ramo cadetto di una famiglia
Marino. |
MARIO
MARION
MARIONE
MARIONI |
Mario ha un piccolo ceppo nel bresciano, uno nel padovano e nel bellunese,
ed uno tra romano, latinense, casertano e napoletano, con una piccola presenza
nel barese, Marion ha un ceppo veneto nel trevigiano soprattutto e nel
veneziano, ed un ceppo a Trieste, Marione, assolutamente rarissimo, è
dell'Italia settentrionale, probabilmente del Veneto e dell'area ligure,
piemontese, Marioni ha un ceppo tra pavese e milanese, uno nell'udinese,
ed alcuni piccoli ceppi nello spezzino, nel perugino ed in Toscana, tutti
questi cognomi dovrebbero derivare direttamente o tramite una forma accrescitiva
dal nome latino Marius, ricordiamo
il famosissimo personaggio storico latino, il Mario della guerra civile
contro Silla: "..Hoc deerat unum populi Romani malis,
ut iam ipse intra se parricidale bellum domi stringeret, et in urbe media
ac foro quasi harena cives cum civibus suis gladiatorio more concurrerent.
Aequiore animo utcumque ferrem, si plebei duces aut, si nobiles, mali saltem
ducatum sceleri praebuissent. Tum vero-pro facinus-qui viri! qui imperatores!
decora et ornamenta saeculi sui, Marius et
Sulla, pessimo facinori suam etiam dignitatem praebuerunt. ..". |
MARIOLI
MARIOLO |
Marioli ha un ceppo lombardo ad Esine nel bresciano e presenze significative
a Talamona nel sondriese, a Lungavilla nel pavese ed a Milano, ed un ceppo
nel perugino a Città di Castello, Tuoro sul Trasimeno e Perugia,
Mariolo, più raro, ha solo un ceppo a Palermo, ma molto importante,
questi cognomi potrebbero derivare da una forma ipocoristica Marìolus
o Mariollus, del nome latino Marius,
uso di cui abbiamo traccia ad esempio nel comasco, dove in un atto del
1538, tra l'altro, leggiamo: ".. Menichus filius
condam Ixepi Menici de Nusio, Mariolus
filius condam Zanis de Cavaliono, Stephanus Menici de Romano, Iohannes
Augustini de Tura, ..", ma non si può anche pensare che in
rarissimi casi possa invece derivare da un soprannome originato dal termine
mariuolo (birbante,
ma anche ladro), cosa comunque altamente improbabile. Tracce
di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio già nella seconda
metà del 1300 a Bormio (SO) con il notaio Fioramonte Mariollus. |
MARIOTTI
MARIOTTINI
MARIOTTINO
MARIOTTO |
Mariotti è diffuso in tutto il centro nord, Mariottini è
specifico della zona che comprende tutta la Toscana, l'Umbria, il viterbese
ed il romano, Mariottino, quasi unico, potrebbe essere dovuto ad un errore
di trascrizione del precedente, o ad una forma meridionale dello stesso,
Mariotto è specificatamente veneto, derivano, direttamente o tramite
ipocoristici, dal nome medioevale Mariotus
o Mariottus modificazioni del nomen
e cognomen latino Marius, ne abbiamo
un esempio in uno scritto del 1400 con: "...Franciscus
de Benzonibus e Mariotus
de Pistorio ..." o a pesaro in questa lapide del 1532: "Mariottus
De Sajano armis moribus et fama integerrimus
amicus pacis et pauperum omnia sua bona huic Ecclesiae reliquit et suis
sumptibus hoc nobile coenobium a fundamentis erigendum curavit aetatis
suae anno LXX obit MDXXXII". |
MARITAN
MARITANI
MARITANO |
Maritan è tipicamente veneto, di Padova soprattutto e del padovano,
di Casalserugo, Albignasego, Ponte San Nicolò, Selvazzano Dentro
ed Arzergrande, del veneziano, di San Donà di Piave e Chioggia e
del trevisano, di Vedelago e Paese, Maritani, molto molto raro, è
di Vicenza, Maritano è piemontese, del torinese, di Giaveno, Torino,
Avigliana, Sant'Ambrogio di Torino, Chiusa San Michele, Cumiana, Valgioie,
Collegno e Rivalta di Torino, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale
Maritanus, una forma aferetica di samaritanus,
di cui abbiamo un esempio nel V° secolo con lo scrittore latino Maritanus
Capella, ed il secolo successivo con Maritanus de Sancto Alosio di Tortona,
nome usato in ricordo del buon samaritano evangelico, in qualche caso potrebbero
anche derivare da nomi di località come Maritani di Cumiana o Rocca
Maritano, tutti nel torinese. |
MARITATA
MARITATI
MARITATO |
Maritata, quasi unico, è del napoletano, Maritati è tipico
della punta del Salento, di Nardò, Lecce, Alezio, Copertino ed Ugento
nel leccese, Maritato ha un ceppo a Roma e Frosinone, uno nel napoletano
a Brusciano, Napoli e Marigliano, uno nel cosentino, a Cetraro, San Marco
Argentano, Cassano allo Ionio e Malvito, ed uno a Catania, potrebbero derivare
da soprannomi originati dal termine dialettale centromeridionale maritate
(mescolate con qualcosa di più nobile o
saporito), forse ad indicare nei capostipiti persone che sposandosi si
fossero elevate di rango, inserendosi in una classe sociale più elevata. |
MARIUSSI
MARIUTTI
MARIUTTO
MARIUZZI
MARIUZZO
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Mariussi, quasi unico è della zona della provincia di Venezia al
confine con il Friuli, Mariutti è tipico di Venezia e del Friuli,
Mariutto, più raro, è delle province di Venezia e Pordenone,
Mariuzzi, molto molto raro, è tipicamente friulano, Mariuzzo, decisamente
del veneziano, con presenze significative anche nel trevigiano e nel Friuli,
si tratta di forme patronimiche dialettali venete e friulane del nome Mario,
stanno ad indicare le famiglie dei figli di un Mario. |
MARIZ
MARIZZA |
Specifico altoaltesino, di Laives (BZ) in particolare, Mariz, decisamente
goriziano Marizza, dovrebbero derivare da Mazitza località e fiume
balcanico, e risalire all'epoca della calata dei bulgari al seguito del
re longobardo Alboino, giunti in Italia attraverso la via Postumia. |
| MARLETTA
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Sembra specifico siciliano, probabilmente originario del catanese, potrebbe
derivare da una forma ipocoristica del nome Marlius
di cui abbiamo tracce a Napoli nel 1700 con lo
scrittore Marlius Pisanus.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Marletta, diffuso a Catania, Messina, Siracusa ma anche in Calabria
e a Napoli, viene dal toponimo Marletta
in zona di Catania. Rohlfs 123. |
| MARLIA
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Molto molto raro è tipico di Lucca e dintorni, dovrebbe derivare
dal toponimo Marlia di Capannori (LU), meno probabile una derivazione dall'apocope
del nome medioevale Marlianus. |
| MARMIROLI
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Marmiroli è specifico della zona che comprende il Mantovano, il
parmense, il reggiano, il modenese ed il bolognese, in particolare: Suzzara
e Pegognaga nel mantovano, Reggio Emilia, Scandiano, Casalgrande, Albinea,
Montecchio Emilia, Campagnola Emilia e Correggio nel reggiano, Carpi nel
modenese e Bologna, dovrebbe derivare dal nome del paese mantovano di Marmirolo
o anche in molti casi dal nome di Marmirolo. una frazione di Reggio Emilia. |
| MARMUGI
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Marmugi è tipicamente toscano, di Empoli, Vinci e Firenze nel fiorentino
e di Livorno, potrebbe trattarsi di una forma etnica dialettale stante
ad indicare che i capostipiti provenissero da Forte dei Marmi nel lucchese. |
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