MASACCI
MASACCIO
MASSACCI
MASSACCIO
MASUCCI
MASUCCIO |
Masacci è tipico di Ravenna e Cesena, Masaccio e Massaccio sono
praticamente unici, Massacci ha un ceppo a Jesi (AN), a Roma, Grottaferrata
e Rocca di Papa ed uno a Cagliari, Masucci è molto diffuso nell'area
che comprende il casertano, napoletano, avellinese, foggiano e salernitano,
con ceppi anche in Calabria e nel palermitano, Masuccio, meno comune, è
anch'esso campano, soprattutto di Ariano Irpino nell'avellinese e di Olevano
sul Tusciano nel salernitano, dovrebbero derivare da ipocoristici o dispregiativi
dell'aferesi del nome Tommaso, ma in
molti casi è pure possibile una derivazione da nomi di località
come Massaccio (nome medioevale di Cupramontana (AN) o località
identificabili dalla presenza di ruderi così chiamati ad esempio
nell'urbinate. |
| MASALA
|
Di origine decisamente sarda.è molto antico e dovrebbe derivare
da un nome di località ora scomparso nelle vicinanze di Cossoìne
(SS). |
MASCAGNI
MASCAGNO |
Mascagni è specifico dell'area che comprende Bologna ed il bolognese
e la Toscana, in particolare Livorno, Pisa, Poggibonsi nel senese, Firenze
ed il fiorentino, Mascagno, praticamente unico, è probabilmente
dovuto ad errori di trascrizione del precedente, dovrebbero derivare dal
nome medioevale Mascanius di cui abbiamo
tracce a Bologna fin dal nono secolo, tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo nel 1600 a Firenze con Padre Arsenio Mascagni (1579 -
1637): "Arsenius Mascanius ordinis
Servorum domo fiorentinus, pictor celebris, cuius unico penicillo novae
huius basilicae fornix et prima altaria sunt illustrata...".
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Mascagni muove dall'antico italiano mascagno
«scaltro, astuto», donde
mascagnia «stregoneria,
malia», usato in funzione soprannominale. Fonte: F. Violi,
Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. Cfr. anche Olivieri 228. |
| MASCALCHI
|
Mascalchi è tipicamente toscano dell'area fiorentino, aretina, di
Castel Focognano, Arezzo e Poppi nell'aretino e di Firenze e Sesto Fiorentino
nel fiorentino, dovrebbe derivare dal termine medioevale mascalcus,
forma contratta di marescalcus (servo
o artigiano specializzato nella ferratura e cura dei cavalli),
probabile attività svolta dal capostipite, bisogna però notare
che Mascalco era usato anche come nome
in epoca medioevale, di quest'uso abbiamo ad esempio traccia tra i testimoni
di un.Breve refutationis del 1141 a
Pavia: "...Interfuerunt testes Bertholameus de Sancto
Petro et Iohannes de Salosmera et Homobone Mascalco
et Ardicio Gastaldus et Martinus Padella. Ego Vuifredus notarius
sacri palacii interfui et hoc breve scripsi. Suprascripto die, presentia
eorumdem testium, per lignum de manu obligavit suprascriptus Albericus,
a parte eiusdem abbati et monasterii, de suis rebus, tali modo ut si intentio
apparuerit eidem abbati et monasterii de prenominata res et decima, ut
superius in hoc breve legitur ..". |
| MASCALI
|
Originario della provincia di Catania,
deriva dal toponimo omonimo: Mascali (CT). |
MASCALZI
MASCALZONI |
Mascalzi è quasi unico, Mascalzoni è specifico di Verona
e del veronese, dovrebbero derivare dal termine medioevale mascalcia
(arte di attendere ai cavalli e di ferrarli)
e dal vocabolo da esso derivato mascalcione
(chi ferra i cavalli,
ma anche soldato di fanteria male in arnese),
dell'uso di questo termine abbiamo un esempio nel libro di Massimo D'Azeglio
Ettore Fieramosca o la disfida di Barletta:
"...Soprastato così un poco, venne a passare
un battello pieno d'ortaglie, e conobbe quello che lo conduceva per l'ortolano
di S. Orsola: allora fu quasi certo di trovarsi nel fondo della torre che
ne difendeva l'entrata. Appena sceso dal luogo della sua scoperta, s'aprì
la prigione e ne fu tratto da due robusti mascalzoni
che lo fecero salire nella camera del capitano. ..", o anche nel
libro Lettere familiari di Giuseppe
Baretti leggiamo: "...Il pover' uomo si scordò
nondimeno di dare della forza a quel suo governo, poichè cinquanta
o sessanta mila mascalzoni
di Tartari , che un solo reggimento di fanti prussiani si sarebbe sorbiti
come un uovo, disfecero nel passato secolo quel governo con quanta facilità
si disfa un cencio che si voglia ridurre a filaccia ...". |
| MASCARANI
|
Mascarani, quasi unico, potrebbe essere originato dal nome sttribuito anticamente
agli abitanti di Presicce. |
MASCARINI
MASCARONI
MASCHERONI |
Mascarini è abbastanza raro,
decisamente lombardo, probabilmente originario della zona tra Lecco e Bergamo,
Mascaroni rarissimo è presente solo in provincia di Milano, probabilmente
si tratta di un errore di trascrizione risalente all'inizio del 1700, Mascheroni
è concentrato nella Lombardia occidentale. Questi cognomi
derivano da identificatori famigliari medioevali, si hanno tracce
di notai quali Antonio de Mascheronibus fu Bono, di Olmo nel 1070, Filippo
Mascarus di Bonomo nel 734 e Pasino de Mascaris nel 735. Personaggio
famoso è il matematico del 1700 Lorenzo Mascheroni, Dante Alighieri,
nel canto 32° dell'Inferno cita un Sassuolo Mascheroni:
D’un corpo uscirò e tutta la Caina // potrai cercare, e non troverai
ombra // degna più d’esser fitta in gelatina; // non quelli a cui fu rotto il petto e l’ombra // con esso un colpo per la man d’Artù // non Focaccia; non questi che m’ingombra // col capo sì, ch’i’ non veggio oltre più // e fu nomato Sassol Mascheroni // se tosco se’, ben sai omai chi
fu. |
MASCETTA
MASCETTI
MASCI
MASCINI
MASCINO
MASCIO
MASCIOCCHI
MASCIOLI
MASCIONE
MASCIONI
MASCIULLI
MASCIULLO |
Mascetta, abbastanza raro, ha un piccolo ceppo abruzzese a Palena nel teatino
e qualche presenza tra romano e frusinate, Mascetti ha un grosso ceppo a Como, Olgiate Comasco e Parè nel comasco,
ed a Milano, ha un piccolo ceppo abruzzese ed uno molto importante a Roma
e Frosinone, Masci è tipico della fascia che comprende Umbria, Abruzzo
e Lazio, Mascini, estremamente raro, ha un ceppo nel pesarese nella zona
di Macerata Feltria (PU), Mascino ancora più raro, sembrerebbe anch'esso
marchigiano, Mascio è tipico del Molise, zona di Venafro (IS), Masciocchi
ha un ceppo nel varesotto, uno nell'aquilano ed uno nel romano, Mascioli
ha un ceppo nell'urbinate, uno nel perugino, uno molto importante a Roma
e provincia, ed uno in Abruzzo, nell'aquilano, pescarese e teatino, Mascione,
molto molto raro, è della zona che comprende il Lazio, l'Abruzzo,
il Molise ed il foggiano, Mascioni ha un ceppo nel varesotto, uno tra maceratese
e perugino ed uno romano, Masciulli è specifico della fascia che
comprende il pescarese, il teatino, la provincia di Campobasso e la Puglia,
con massima concentrazione nel teatino a Villamagna e Chieti, Masciullo
è specifico del Salento, in particolare di Galatina nel leccese
e di Grottaglie nel tarentino, dovrebbero derivare tutti, direttamente
o tramite ipocoristici e accrescitivi, da soprannomi dialettali originati
dal vocabolo latino magister
e starebbero ad indicare il mestiere di artigiano, tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo a Perugia agli inizi del 1500, in uno scritto del 1514 si legge:
"...Frater Iohannes
Baptista Vincentii Masci de Perusio...".
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Dal cognome Mastro, derivato dal nomignolo “mastro”
= bravissimo artigiano che conosce
tutti i segreti del suo mestiere. Tuttavia in Calabria, secondo G. Rohlfs
167, il cognome Masci sarebbe italianizzazione del cognome albanese Mashi. |
| MASCHERPA
|
Originario della zona compresa
tra Pavia, Lodi e Milano, deriva da un soprannome legato al vocabolo milanese
mascherpa (ricotta povera, ultimo residuo nella produzione della ricotta),
forse ad identificare il mestiere del capostipite. |
MASCHI
MASCHIETTI
MASCHIETTO
MASCHIO
MASCHIONE |
Si individuano due ceppi di Maschi, uno nel piacentino e nel milanese ed
uno nel veronese, Maschietti, molto molto raro, sembrerebbe specifico di
Tivoli nel romano, Maschietto è invece decisamente veneto del veneziano
e del trevisano, con un ceppo secondario nel Lazio, frutto dell'emigrazione
forzata per la bonifica delle paludi Pontine, Maschio ha un grosso nucleo
veneto uno probabilmente secondario in Piemonte , un ceppo nel napoletano
ed uno in Puglia, Maschione, assolutamente rarissimo, è di Castellammare
di Stabia, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici
o accrescitivi, dal nome medioevale Maschio. |
| MASCIA
|
Mascia ha un grosso nucleo nel cagliaritano, in provincia di Roma, in Campania,
Molise ed in Puglia, il nucleo sardo dovrebbe derivare dal termine sardo
arcaico maxia (magia,
sortilegio), i ceppi meridionali dovrebbero derivare da modificazioni
del vocabolo latino magister e starebbero
ad indicare il mestiere di artigiano svolto dal capostipite (vedi
MASCI), secondo altri deriverebbe invece dal vocabolo di origine spagnola masia
(masseria, fattoria) (vedi MASIA).
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
MASCIA; MASIA; MAXIA: sa maxîa
(î nasale) = medicina, è
la variante fonetica della forma letteraria maxìna
(mascìna e masìna
sono varianti parlate). L’originale è maxìna, e vista la
presenza della “x” con valore fricativo – palatale – sonoro, appartiene
senza altro al Campidanese. Solo negli antichi documenti Campidanesi e
Arborensi appare la “x” con tale valore. Qui diciamo comunemente “mexìna”
ed è più vicino all’italiano medicina. Il vocabolo, nelle
sue tre varianti territoriali maxîa, mascîa
e masîa oltre che il significato
di medicina prende anche quello di
magia, sortilegio, che qui in Campidano
chiamiamo per lo più matzìna,
dal catalano matzìna = intruglio
velenoso. Il cognome potrebbe essere riferito al “mestiere”
del capostipite: medico, farmacista,
ma anche mago o stregone.
È presente, nelle sue varianti, nelle carte antiche medioevali
della lingua e della storia della Sardegna. Tra i firmatari della Pace
di Eleonora, LPDE del 1388, troviamo: Magia Guantino, majore(amministratore
di giustizia, sindaco) ville Capriles, * Capriles…villaggio distrutto -
Contrate Campitani Simagis; Magia Sisinnio, jurato(guardia giurata, collaboratore
del majore) ville Figu, * Figu…odierno Figu - Partis de Montibus; Magias
(de) Barisono, ville Sancto Lussurgio, * Sancto Lussurgio…odierno Santulussurgiu.
Contrate Castri Montis de Verro; Masia (de) Joanne, majore(amministratore
di giustizia, sindaco) ville Turala, * Turalba…odierno Torralba(Meylogu).
Contrate de Ardar et Meylogu; Masia (de) Pinciali, jurato ville Lequeses,
* Lequeses...Lachesos...villaggio distrutto della Diocesi di Sorres( Meylogu).
Contrate Ardar et Meylogu; Masia Anthonio, ville Macumerii, ** MACUMERII
et Curatorie de Marghine de Gociano…Macomer etc. In posse Chelis
Simonis, notarii publici...die XII Januarii 1388 ; Masia(de) Angelo, jurato
ville Putu Majore, * Putu – Majore…odierno Pozzomaggiore - Contrate Caputabas.
Non sappiamo perché, ma la voce maxìna o masìna è
di raro uso nelle carte antiche. Nella Carta de Logu troviamo meygu = medico;
cura = cura, ma non maxìna o mexìna. Nella storia contemporanea
ricordiamo Maxia Antonio (Roma 1904 – Cagliari 1962): politico. Dopo gli
studi in Giurisprudenza, ad inizio di carriera praticò l’attività
forense. Sin da giovane ebbe un forte legame con l’Azione Cattolica e si
legò da vicino al nuovo Partito Popolare Italiano fondato da don
Sturzo. All’insediarsi del Fascismo in Italia divenne un antifascista convinto
e pertanto non ebbe vita facile durante il Ventennio. Nel 1943, all’arrivo
degli Alleati fu addetto stampa per l’Alto Commissariato per la Sardegna.
Entrò poi a far parte del partito della Democrazia Cristiana (DC)
e nel 1948 fu eletto deputato al Parlamento della Repubblica Italiana.
Sino alla morte ricoprì incarichi parlamentari di rilievo. Attualmente
il cognome Mascia è presente in 571 Comuni italiani, di cui 135
in Sardegna: Cagliari 523, Quartu 191, Maracalagonis 123, Selargius 119,
etc. Nella penisola Roma ne conta 174. Masia è presente in 274 Comuni
italiani, di cui 91 in Sardegna: Sassari 658, Alghero 116, Ossi 94, P.
Torres 83, Tissi 66, Cagliari 65, etc. Nella penisola è Roma ad
avere il numero più alto con 134. Maxia è presente in 98
Comuni italiani, di cui 58 in Sardegna: Cagliari 181, Selargius 52, Quartu
44, San Basilio 43, etc. |
| MASCIADRI
|
Masciadri è tipico del comasco, della zona di Canzo e Caslino D'erba
(CO) in particolare, deriva da una forma dialettale arcaica per merciaio
o mercante. |
| MASCIANTONIO
|
Masciantonio è tipico del teatino, di Civitella Messer Raimondo,
di Casoli e Liscia, e di Casacalenda (CB).
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L’origine di questo cognome va ricercata nel nome antico e medievale
Antonio, in cui la premessa del termine mascio
(forma dialettale di mastro) indica
il fatto che il capostipite era un certo artigiano di nome Antonio (vedi
Mastrantonio e Mastantuono). |
MASCIARELLI
MASCIARI
MASCIARO |
Masciarelli ha un nucleo romano ed uno nel chietino, Masciari è
tipico di Catanzaro, Masciaro è quasi unico,
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Originario del catanzarese, Masciari, così come Masciaro, Masciara
e Masciarelli, deriva dai termini dialettali masciara
o masciaro (dal latino megaera,
l’italiano megera), col significato di strega, maga o, se un uomo, stregone,
mago: era questa, dunque, la funzione svolta dalla capostipite o dal capostipite
all’interno della propria comunità, in tempi in cui, va ricordato,
la magia e le credenze popolari erano molto diffuse, soprattutto in ambienti
contadini. In altri casi questi cognomi potrebbe essere nati da soprannomi
attribuiti in base a caratteristiche fisiche o comportamentali simili a
quelle di un masciaro o di una masciara. |
MASCIAVE
MASCIAVE' |
Masciave, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad errori di trascrizione
del cognome Masciavè, che ha un piccolo ceppo nel biellese ed uno
a Torino, probabile frutto dell'emigrazione interna meridionale, ed un
ceppo molto più consistente a Corato nel barese, dovrebbe derivare
da un soprannome dialettale con il significato di strega o stregone,
potremmo ipotizzare che il capostipite avesse questo tipo di reputazione. |
| MASCIOPINTO
|
Masciopinto è specifico del barese, di Triggiano in particolare,
di Bari e di Capurso, dovrebbe derivare da un soprannome originato dall'attività
di magister (mastro
artigiano) e dal fatto di essere probabilmente scuro di carnagione
quindi pinctus, ma è pure possibile
che il pinto derivi dal termine pinctor
indicante il mestiere di pittore o imbianchino svolto dal capostipite. |
| MASCIOTTI
|
Masciotti ha un ceppo umbro a Foligno, Cannara, Spello, Spoleto ed Assisi
nel perugino ed a Roma, che potrebbe derivare da una forma ipocoristica
aferetica del nome Tommaso, o anche,
e puù probabilmente da una forma soprannominale dialettale ipocoristica
del termine mastro, normalmente usato
per indicare un artigiano. |
MASCOLI
MASCOLINI
MASCOLINO
MASCOLO |
Mascoli ha un grosso ceppo a Corato nel barese, uno piccolo a Napoli, Roma
e tra mantovano e bresciano, Mascolini, molto raro ha un ceppo nel perugino
ed uno a Roma, Mascolino ha un ceppo nel ragusano ed uno piccolo tra napoletano
e beneventano, Mascolo è il più diffuso tra tutti questi
cognomi, è tipico della Campania e della Puglia, con un grosso
ceppo anche a Roma.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L’origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Mascolo,
che, nel contesto dell’onomastica arcaica, assume il significato di virile,
mascolino (vedi Maschio); in alternativa,
tuttavia, è anche possibile che Mascolo nasca dall’aferesi di alcuni
antichi nomi composti, come, ad esempio, il nome medievale Dolcemascolo
(vedi Dolcemaschio). In conclusione, dunque,
si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti, anche
se, in alcuni casi, non è esclusa una derivazione da soprannomi
ad essi attribuiti. |
| MASE
|
Mase, molto raro, è specifico di Massa Lubrense nel napoletano,
potrebbe derivare da una forma aferetica dialettale del nome Tommaso, di
questa modo di contrarre il nome abbiamo un esempio a Firenze nella seconda
metà del 1300: "..scilicet pictantia in festo
Corporis Christi, anniversarium predicti testatoris et anniversarium domine
Mase predicte.
Item voluit ordinavit et reliquit quod fratres, quorum octo ad minus essent
sacerdotes..". |
| MASE'
|
Masè ha un ceppo originario trentino a Strembo con presenze significative a
Giustino, Trento e Pinzolo, uno a Trieste derivato da quello trentino ed uno a Iesi, Cupramontana e
Maiolati Spontini nell'anconetano, si dovrebbe trattare di una forma tronca
dell'aferesi del nome Tommaseo. |
MASELLA
MASELLI
MASELLO
MASI
MASO
MASSELLA
MASSELLI
MASSELLO |
Masella è molto diffuso nel Lazio, in Campania ed in Puglia, con
un ceppo anche a Cagliari, Maselli è diffuso a macchia di leopardo,
si individuano almeno tre ceppi, in Puglia, nel Lazio ed in Emilia, Masello
ha un ceppo romano ed uno a Fuscaldo nel cosentino, Masi è presente
in tutt'Italia, Maso è decisamente veneto, Massella è specifico
del veronese, Masselli sembrerebbe avere un ceppo fiorentino ed uno nel
foggiano, Massello, molto molto raro, è tipico di Villar Perosa
e Pinerolo nel torinese. Tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente
o tramite ipocoristici dall'aferesi di varianti del nome Tommaso.
Maso potrebbe anche discendere da un toponimo come Maso Veneto o dal vocabolo
veneto maso (casa
colonica di montagna).
integrazioni di Andrea Malavolti
Tutti questi cognomi (Masi, Masselli ecc.) derivano, attraverso il
culto di San Tommaso, dalla parola ebraico-aramaica tomà,
che significa gemello.
integrazioni fornite da Andrea
Manni
Il cognome Masi al sud, in particolare in Calabria, Sicilia e Puglia,
potrebbe anche derivare dall'italianizzazione di un cognome arbëreshë
appartenuto ai membri di un antico clan, i Mas
Mat, arrivati nel sud Italia con la emigrazione dei fratelli
Giovanni e Basilio Reres nella seconda metà del XV secolo. In alcuni
casi, sempre al sud, potrebbe aver generato anche il cognome Masci che
è diffuso anche nel centro-nord Italia ma di probabile origine autoctona.
Anche in questo caso, va osservato come molti dei cognomi diffusi nel sud
Italia a cui viene attribuita un'origine albanese (origine alloctona) fossero
in realtà già presenti in Italia e di origine autoctona. |
| MASERATI
|
Specifico del lodigiano e alto
piacentino, dovrebbe derivare dal vocabolo dialettale masèe (massaio,
fattore), ma potrebbe pure discendere da un soprannome sempre originato
dal dialetto e cioè dal vocabolo maseràa (fradicio) o masera
(sorta di fossa dove si metteva a macerare il lino e la canapa per poterli
poi usare in filatura). |
MASET
MASETTI
MASETTO |
Maset, molto raro, è trevigiano, Masetti è tipico della fascia
che comprende bolognese, modenese e fiorentino, con ceppi nello spezzino
e massese e nel pesarese, Masetto è più raro ed è
specifico dell'area che comprende le province di Vicenza, Padova, Treviso
e Venezia, dovrebbero derivare da modificazioni dell'aferesi del nome Tommaso,
di cui abbiamo un esempio nel Decamerone di Boccaccio con Masetto da Lamporecchio
(novella III 1) e anche con il pittore ducentesco senese Azzo di Masetto.
Un ceppo nobile della famiglia Masetti si trova già dal 1600 nella
zona tra cuneese e torinese con i conti Masetti di Babano (Cavour). |
MASIA
MAXIA |
Masia è tipicamente sardo, molto diffuso in particolare nel nord
dell'isola, in particolare a Sassari ed Alghero, ma anche, sempre nel sassarese,
ad Ossi, Porto Torres, Tissi, Ittiri, Sorso e Pozzomaggiore, in Gallura
ad Olbia ed Oschiri, ed a Cagliari, Nuoro ed Oristano, Maxia è invece
tipico di Cagliari e del cagliaritano, di Selargius, Quartu Sant'Elena,
San Basilio e Quartucciu, con un ceppo anche ad Aritzo nel nuorese, dovrebbero
entrambi derivare dal vocabolo sardo di origine spagnola maxia
e masia (masseria,
fattoria), forse ad identificare i capostipiti come quelli della
fattoria. |
MASIELLI
MASIELLO
MASILLI
MASILLO
|
Masielli assolutamente rarissimo, forse barese, è dovuto probabilmente
ad errori di trascrizione di Masiello che è tipico del sud, ha un
nucleo nel barese, uno in provincia di Latina ed uno nel napoletano e casertano,
Masilli, molto molto raro, parrebbe del frusinate, Masillo, altrettanto
raro è del salernitano e potentino, derivano tutti da modificazioni
dialettali dell'aferesi del nome Tommaso. Tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo a San Cataldo (PZ) in uno scritto della seconda metà
del 1600 si legge: "... Io frà Felippo sud.o
confermo ut supra manu propria Io Alesandro
Masillo fui p.te a q.to di sopra Io Benedetto
Torto di Frosinone abitante in Morolo fui p.te a q.to di sopra, manu propria...". |
MASIER
MASIERO |
Masier è tipico trevigiano, Masiero è diffuso in tutto il
Veneto, con un ceppo, probabilmente secondario, anche in Piemonte ed
in Lombardia, dovrebbero derivare dal vocabolo dialettale veneto masier,
cioè 'mezzadro, si hanno tracce certe già dall'inizio del
1700.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Secondo Olivieri 205 Masiero deriverebbe dal latino 'mansarius',
cioè colui che si occupava di una 'mansio' (n.d.r mansio, in'età imperiale romana,
era una stazione di sosta gestita dal governo centrale e messa a disposizione
di chi viaggiasse per conto dello Stato, erano situate
normalmente ad una trentina di chilometri l'una dall'altra.). |
MASILE
MASILI |
Masile, quasi unico, sembrerebbe del cagliaritano, Masili è tipicamente
sardo, di Villanova Tulo, Sinnai e Cagliari nel cagliaritano e di Carbonia,
dovrebbero derivare dal vocabolo sardo masia
(masseria, fattoria), probabilmente
ad indicare che i capostipiti erano dei fattori. |
MASIN
MASINA
MASINI
MASINO |
Masin è tipicamente veneto, di Montegrotto Terme, Galzignano Terme,
Padova, Monselice, Battaglia Terme, Teolo, Vigonza, Due Carrare e Torreglia
nel padovano, di Rovigo e di Legnago e Villa Bartolomea nel veronese, Masina
è specifico del bolognese e ferrarese, Masini è tipico dell'Italia
centrosettentrionale, dell'Emilia e Toscana in particolare, Masino ha un
nucleo nel torinese, che potrebbe derivare dal toponimo Masino nel torinese,
e più ceppi al sud, nel napoletano, nel potentino nella zona di
Marsicovetere e Paterno, nel barese e nella zona di Melissa nel crotonese
in Calabria, derivano dal nome medioevale Masinus,
una forma aferetica del nome Thomasus,
di quest'uso abbiamo un esempio nel milanese nel 1200, in un atto del 1246
conservato presso la Biblioteca Ambrosiana leggiamo: "Qui requiri debent
et requisiti hi sunt: in primis Martinus de Rosa et ... ...Beltramus et
Masinus de Sozanore,
Iacobus filius Bonomii,...". |
| MASITTO
|
Masitto è un cognome estremamente raro, che parrebbe siciliano d'origine,
in particolare della zona di Capri Leone e Naso nel messinese, dovrebbe
derivare da un ipocoristico dialettale di una forma aferetica del nome
Tommaso. |
MASOERO
MASUERO |
Masoero è tipicamente piemontese, di Torino, Collegno e Chivasso
nel torinese, di Asti e San Damiano d'Asti nell'astigiano e di Alba e Cuneo
nel cuneese, con piccoli ceppi secondari anche in Liguria, Masuero, decisamente
meno comune, è tipico di Vercelli.
integrazioni fornite da Daniele
Zaia
Masoero è cognome piemontese originato dalla voce dialettale
"masué", mezzadro. |
MASOLA
MASOLI
MASOLINI
MASOLINO
MASOLO |
Masola, molto raro, sembra del padovano, Masoli sempre rarissimo sembrerebbe
più emiliano e romagnolo, Masolini meno raro parrebbe avere un ceppo
in Valtellina, uno nell'udinese dove troviamo anche Masolino ed uno tra
Bologna e Firenze, Masolo dovrebbe essere del vicentino, dovrebbero tutti
derivare dall'aferesi di diminutivi del nome Tommaso. Tracce di questa
cognominizzazione le troviamo nel 1300 nel ferrarese, in un atto del 1370
stilato a Ferrara si può leggere: "...stando
et habitando in domo dicti Maxolini
omnibus ipsius Maxolini expensis,
videlicet cibi et potus,de pensione domi nichil solvendo...", nel
1600 troviamo a Ferrara il notaio Francesco Masoli. |
| MASON
|
Tipico veneto, della zona che comprende le province di Padova, Venezia
e Treviso, deriva da una variante dialettale dell'aferesi del nome Tommaso. |
MASONE
MASONI |
Masone ha un ceppo a Roma ed a Pomezia nel romano ed a Minturno nel latinense,
ed uno in Campania nel beneventano, a Pietrelcina, Benevento e Pesco Sannita,
ed a Napoli, Masoni ha un ceppo nel reggiano e nel modenese, in Toscana,
nel livornese, pisano e fiorentino, nel forlivese, nel tarentino ed in
Gallura, dovrebbero derivare da forma aferetiche di accrescitivi del nome
Tommaso.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
MASONE; MASONI: son cognomi molto rari in Sardegna. In lingua sarda
la voce mašòne/i significa branco
o anche recinto di bestiame minuto
(pecore, capre, proci – vedi anche il cognome Masu), dal latino mansio,
deverbale di manere. La voce è
presente nelle carte medioevali. Nel condaghe di Santa Maria di Bonarcado,
XI, XIII secolo, al capitolo 65: (Ego priore Ugo de Sancta Maria de Bonarcato
etc. etc. cap. 63 ): furedemi Mariane Catellu sa masone et vincillu et
leveindelli .I. terra a costa dessa clesia. Testes: Petru Loke, maiore
de scolca (comandante della guarnigione di guardia ai confini dello stato),
cun tota scolca sua. Sempre nel CSMB, al cap. 1h, c’è la voce masoniu,
nel significato di recinto, raccolta, raggruppamento do bestiame: e benit
a masoniu de Serra de Tramazza…Negli Statuti Sassaresi( III, 45)… il termine
“masonata” si adopera per indicare le guardie del comune “sa masonata”
dessa potestate (N. d. R. : si tratta proprio dell’antica compagnia barracellare).
Attualmente il cognome Masone è presente in 72 Comuni italiani,
di cui solo 2 in Sardegna: Allai e Riola Sardo. Il cognome Masoni è
presente in203 Comuni d’Italia, di cui solo 7 in Sardegna: Tempio 41, Sassari
9, Olbia 3, etc. |
| MASOTINA
|
Di probabili origini baresi, è
decisamente raro. |
MASOTTA
MASOTTI
MASOTTO |
Masotta, molto raro, ha un ceppo nel beneventano ed uno nel catanese,
Masotti è diffusissimo in Emilia, Toscana, Friuli, veronese, romano
e barese, Masotto è di origini veronesi, dovrebbero derivare dall'aferesi
di forme ipocoristiche di una variante derivata dal nome Tommaso. |
MASPER
MASPERI
MASPERO
MASPERONE
MASPERONI
MASPES |
Masper è tipico del bergamasco, Masperi, sempre lombardo, è
più tipico del milanese, ma ha anche un piccolo ceppo nel ferrarese,
Maspero è specifico dell'area milanese, lecchese, così come
Maspes, Masperone, quasi unico è piemontese mentre Masperoni, altrettanto
raro parrebbe sempre lombardo, dovrebbero tutti derivare, direttamente
o tramite accrescitivi, da soprannomi originati dal termine latino maspilus
o mespilum (nespolo
comune), modificato sia dal classico rotacismo che sostituisce
la r alla l,
come è comune nei dialetti del nord, sia da interventi dialettali
di troncatura e di plurale in -es
come in Maspes, probabilmente il soprannome era legato alla grande diffusione
di piante di Nepolo in epoca medioevale, come dice nel De
Magnalibus Urbis Mediolani il milanese Bonvesin della Riva nel
1288: "..Mespila quidem quamplurima in mense novembrys
apparent aleatoribus exutis invisa. (In
Novembre compare una grande quantità di nespole)..",
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a nel bresciano agli inizi
del 1500, e a Como, nella seconda metà del 1600, con Antonio Maspero,
arciprete della chiesa di San Giorgio a Como.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Masperi: la base è il nome augurale e di devozione cristiano
Speranza, maschile e femminile, formato
da ‘speranza’, specialmente come virtù
teologale, speranza cioè di salvezza e di beatitudine dell’anima.
Maspero è pure un termine dialettale
settentrionale antico che indica un lavoratore
della campagna. Altra ipotesi: MASPERO, MASPERI, NESPOLI, NESPOLA,
MASPOLI, derivano tutti dal nome dell’albero 'nespolo'
che in latino è ‘mespilus’.
Secondo altri (Lurati) MASPOLI è un cognome lombardo e piemontese
dalla voce medievale ‘malsperone’ =
cattivo sperone, cattivo cavaliere’. |
| MASSA
|
Diffuso in tutt'Italia, sembra
avere un forte nucleo in Liguria e Sardegna meridionale, in Campania ed
in Piemonte, ma potrebbero esserci ceppi anche in Emilia. Potrebbe derivare
da vari toponimi contenenti il vocabolo Massa, come Massa (BN) - (MS) -
(PT), Massa della Lucania (SA), Massa di Somma (NA) ecc.
integrazioni di Alessandro Benfatto
Il cognome Massa è presente anche nel Salento:i Massa sono infatti
baroni di Galugnano (LE).
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
MASSA: è un cognome presente in tutta Italia. In Sardegna la
voce massa assume significato talvolta simile alla voce italiana, talaltra
si discosta. Tanto in campidanese, quanto in logudorese massa significa
massa, mucchio, quantità di materia omogenea. In latino massa
ha il significato di pasta, dal greco
μάζα, = pasta,
derivato dal verbo μάσσω = impasto.
Nel tardo latino massa assume inoltre
il significato di moltitudine. In italiano
poi prende diversi significati, oltre a moltitudine: massa, in geologia;
massa nei circuiti elettrici; massa inteso anche come pasta, da cui deriva
massaia; in fisica, massa di un corpo; massa in architettura; massa nel
linguaggio economico; nell’alto medio evo, massa era l’insieme di
numerosi possedimenti terrieri; etc. Qui in Campidano la voce massa, “sa
massa” è sinonimo di “su màllu”, il maglio e “sa massètta”
è un piccolo maglio. Come detto innanzi “massa” era chiamato l’accorpamento
di più fondi. Si divideva in due parti, una era la massa domestica,
dotata di tutte le colture, la seconda era chiamata a secondo della sua
natura: saltu, pratu, silva. Il cognome Massa in Sardegna: Guglielmo I,
re di Càlari, figlio di Oberto Obertenghi (marchese di Massa e Parodi),
e di Giorgia De Lacon – Gunale di Càrali, fu marchese di Massa e
Parodi per parte di padre e re di Càlari per parte di madre, nel
1187, in seguito alla morte, senza eredi, del re Torchitorio III de Lacon
– Serra. Per breve tempo Guglielmo I de Lacon – Gunale – Massa, fu anche
re di Arborea. La dinastia de Lacon – Serra – Massa ebbe il giudicato di
Calari sino al 1258, con Guglielmo III ultimo re del Regno Giudicale di
Calari. Nell’opera di Giovanni Francesco Fara “In Sardiniae Chorographiam”
al capitolo “Occidentalis lateris descriptio et censura litoralis” (descrizione
della costa occidentale della Sardegna), relativamente alla zona di Alghero,
Capo o Punta Giglio e Porto Conte, sono citate le “Cale di Massa” – ubi
sunt stationes Massae – come località. Nei documenti medioevali,
tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, sono citate diverse
persone col cognome “de Massa”, in cui il “de” sta probabilmente
ad indicare la provenienza da un luogo, ma non sappiamo se si tratta di
località della Sardegna, o della penisola, come ad esempio “Massa”
della Toscana: Massa (de) Barçòlo, jurato(collaboratore del
majore, guardia giurata) Ville Olbane. * Ville Olbane…odierno
Villa Urbana. Contrate Campitani Simagis; Massa (de) Guantino, majore(amministratore
di giustizia, sindaco) ville Solli, * Solli…odierno Silli. Contrate Partis
Milis; Massa (de) Joanne, ville Pauli, * Pauli ...odierno Paulilatino.
Contrate Partis de Guilcier; Massa (de) Leorio, jurato ville de Paingionis,
* Paingionis…Pavigionis…Pabillonis. Contrate Montis Regalis;
Massa (de) Umbrosio, ville Ecclesiarum, *** Villa Ecclesiarum…odierno Iglesias.
Et ego De Nelli Pelipaparius Ludovicus, civis et habitator terre et Ville
Ecclesiarum…sindicus, procurator universitatis Ville Ecclesiarum…seu a
Formenyino Joanne, capitano, camerlengo Ville Ecclesiarum di Sigerro. Omnibus
habitatoribus dicte terre Ville Ecclesiarum, congregatis in Curia Magna…in
posse Virde Andree, quondam Virde Joannis de Civitate Sasseri…nona die
januarii 1388; Massa (de) Vanuto, ville Gonnos de Codina, * Gonnos de Codina…Gonnoscodina.
Partis de Montibus; Massa (de) Vincencio, ville Pauli; Massa(de)
Matheus – de Aristanni, *** Aristanni: elenco dei nomi dei firmatari della
PETIZIONE. Omnes cives mercatores et habitatores dicte civitatis…nisi pastores
bestiaminum et quorum dificulter demorari non poterant…congregati. Porta
la data : die XIIII mensis Januarii M°. CCC°. LXXXVIII° et
etc. Sempre nella storia medioevale ricordiamo Giuliano « de »
Massa, capitano dell’esercito di Mariano IV, signore del giudicato di Arborea,
nel primo periodo della guerra contro il Regno di Sardegna, aggregato alla
Corona d’Aragona. Giuliano di Massa, con un drappello di soli venti cavalieri,
nel 1353, riuscì a giungere sino al villaggio, oggi scomparso(si
trovava nelle vicinanze dell’attuale centro di Elmas – El Mas – Su Masu
– vedi il cognome Masu), di Mogoro, nei pressi dello stagno di Santa Gilla,
nei possedimenti di Francesco Corràl e di Guglielmo Terrades, ai
quali requisì un gregge di ben 600 pecore. Attualmente il cognome
Massa si trova in 1120 Comuni italiani, di cui 96 in Sardegna: Sant’Antioco
146, Cagliari 138, Quartu 111, Guspini 97, Selargius 64, etc. |
| MASSACRI
|
Rarissimo, presente solo nel sudmilanese. |
| MASSAFRA
|
Tipico del centrosud della Puglia deriva dal toponimo Massafra (TA). |
MASSAFERRO
MAZZAFERRI
MAZZAFERRO |
Massaferro è un cognome molto raro specifico della riviera di ponente
in Liguria, Mazzaferri ha un ceppo nell'anconetano a Senigallia, uno nel
teramano a Crognaleto ed uno a Roma, Mazzaferro invece ha un ceppo genovese,
uno tra maceratese e Piceno nelle Marche ed uno nel reggino in Calabria,
tutti questi cognomi potrebbero derivare direttamente o tramite modificazioni
dialettali da nomi di località come Mazzaferro di Urbino, o anche
da soprannomi indicanti il mestiere di fabbro o di soldato, tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo ad esempio nell'elenco degli scolari dell'Ateneo
Perugino nel 1567 con Alexander Mazzaferrus, e anche in un atto del 1739
a Perti nel savonese dove viene citato, come gestore di una massione
(tenuta agricola), il capitano Pietro
Vincenzo Massaferro. |
MASSAGLI
MASSAGLIA
MASSALI |
Massagli ha un ceppo a Lucca e Capannori nel lucchese ed a Pescia nel pistoiese,
ed un ceppo in Puglia a Brindisi e Bari, Massaglia ha un piccolo ceppo
a Viareggio, Camaiore e Massarosa nel lucchese, ma in nucleo più
consistente è in Piemonte nell'astigiano, ad Aramengo, Passerano
Marmorito ed Asti, e nel torinese a Torino e Chieri, Massali, praticamente
unico, è del cosentino, sembra che possano derivare da alterazioni
dell'antico nome latino, Massalla,
o Massalia, della città di Marsiglia,
Massalla o Messalla
e Massalius sono stati anche dei cognomen
latini resi famosi sia da Tacito che da Tibullo, ad esempio Marcus Valerius
Massalla Corvinus fu il mecenate del poeta latino Tibullo, Massalius si
chiamava anche uno dei sette martiri di Corfù del primo secolo. |
| MASSAGNI
|
Assolutamente rarissimo, sembrerebbe fiorentino, potrebbe derivare dal
termine medioevale massanus (di Massa), ma è pure possibili che
derivi dallo stato di fattore (massano). |
| MASSAGRANDE
|
Tipico del veronese, in particolare di Villafranca di Verona, dovrebbe
derivare da un soprannome dialettale originato dal termine veneto massa
grande (troppo grande, enorme)
forse ad identificare una persona, il capostipite, veramente esageratamente
massiccia. |
| MASSAINI
|
Massaini ha un ceppo nel comasco, a Corrido e Porlezza, ed uno toscano,
a Firenze, Arezzo e Radicofani nel senese, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Massainus di cui abbiamo un esempio
d'uso a Firenze nel 1418, dove in un atto, relativo al pagamento di lavori
eseguiti, possiamo leggere: "...Operarii suprascripti
insimul ut et ubi supra congregati, absentibus tamen dictis Donato et Nerone
eorum collegis, causa, modo et forma suprascriptis stantiaverunt etc. quod
Filippus camerarius suprascriptus causa, modo et forma suprascriptis det
etc. Papio Buionis magistro quos recipere debet ab Opere pro novem operibus
et duobus tertiis quibus laboravit in domo Operis ubi stat ser Massainus
cappellanus ad rationem soldorum 18 denariorum 6 f.p. pro die, et Piero
Cofaccie manovali pro operibus 9 1/1 laboravit cum dicto Papio in dicta
domo...". |
| MASSANI
|
Massani, molto raro, ha un ceppo nelle Marche a Sant'Angelo in Vado nel
pesarese e nell'anconetano a Jesi e Castelbellino in particolare, ed un
ceppo a Roma, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine
medioevale massano (fattore,
colui che conduce una masseria). |
MASSANTE
MASSANTI |
Sia Massante che Massanti sono assolutamente rarissimi sembrerebbero dell'area
lucchese, di Montemaggiore di Camaiore e di Montuolo in particolare,
con un ceppo anche nelle Marche tra Fano e Ostra Vetere nell'anconitano,
ed uno forse a Roma, dovrebbero derivare da soprannomi legati al vocabolo
dialettale massa (mazza),
probabilmente originati da mestieri come il maniscalco, il falegname o
il fabbro, svolti dal capostipite. |
| MASSARA
|
Ha un ceppo importante nella Lombardia nordoccidentale ed uno nel sud della
Calabria, il ceppo lombardo deriva dal termine massaro (fattore) mentre
quello calabrese potrebbe derivare dal toponimo Mazara (TP). Tracce di
questa cognominizzazione le troviamo in Valtellina fin dal medioevo ed a
Vibo Valentia nel 1700 è presente un notaio Gianfilippo Massara.
integrazioni fornite da Ilenia
Massara
Antica e nobile famiglia di lontana derivazione spagnola,pervenuta
in Italia al seguito degli aragonesi, insediata in Lombardia,successivamente
alcuni rami molto importanti si trasferiscono in Calabria e a Roma. Conosciuta
fin dal 1355 per il tramite di un cavaliere Manfredi Massara ai servigi
della regina Eleonora moglie del re Federico III D\'Aragona,il quale sposa
nel 1360 una nobildonna lombarda Luisa Garlaschi di Oleggio (NO), che gli
darà tre figli: Giovanni, Giorgio e Roberto. Il primogenito Giovanni,
animo inquieto e desideroso di conoscenze, lascia la famiglia e si trasferisce
in Calabria dove sposerà Margherita Condofuri, con lei darà
origine agli attuali rami presenti in Calabria. Il secondogenito
Giorgio vive per diverso tempo presso uno zio materno a Roma, lì
conoscerà Luisa Colonna che sposerà e vivrà con due
figli e molte ricchezze. Il terzogenito Roberto,essendo il più
piccolo resta in famiglia,alla morte del padre,eredita tutti i beni e i
titoli e vivrà per sempre nella terra di origine. Stemma:scudo rosso
con un braccio d'azzurro impugnante una maza armata di punte d'oro.Corona
di Barone. |
MASSARDI
MASSARDO |
Massardi è tipico del bresciano, di Nuvolento in particolare, ma
anche di Brescia, Montichiari, Bedizzole e Prevalle, Massardo è
tipico di Genova, dovrebbero derivare dal nome medioevale Massardus
di cui abbiamo un esempio in un atto del 1354 dove viene citato un Massardus
de Lernez tracce antiche di queste cognominizzazioni le troviamo in atti
della fine del 1300: "...Guillelmo
Massardi alias Maganha et Johanne Reynaudi
habitatore ripparie Valentie, cum pluribus aliis fidedignis;...",
secondo altri deriverebbe invece dall'aferesi di ipocoristici arcaichi
del nome Tommaso, Tomassardo quindi Massardo. |
MASSARELLA
MASSARELLI
MASSARELLO
MASSARI
MASSARO
MASSAROTTI
MASSAROTTO
MASSER
MASSERA
MASSERI
MASSERO |
Massarella ha un ceppo a Fondi (LT) ed uno a Campobasso, Massarelli ha
un nucleo nel ternano, uno in provincia di Roma, di Bari e di Napoli, Massarello
è quasi unico, Massari e Massaro sono presenti a macchia di leopardo
in tutt'Italia, si individuano ceppi nel ragusano, nelle Puglie, nel napoletano,
nel palermitano, nel centro Italia, in Piemonte, Lombardia ed Emilia e
nel Veneto, Massarotti, molto molto raro, è del pavese, Massarotto
è tipico del trevisano e del padovano, Masser, quasi unico, è
sicuramente veneto, Massera ha ceppi el verbanese, nel milanese, nel parmense,
nel Friuli, nelle Marche e nel Lazio, Masseri, assolutamente rarissimo,
sembrerebbe fiorentino, Massero, altrettanto raro, parrebbe piemontese,
dovrebbero tutti derivare direttamente o tramite ipocoristici dal mestiere
di massaro o massero
(fattore, conduttore agricolo). Tracce
di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a Firenze in un testamento
del 1614 un certo Bernardino di Bartolomeo Masseri lascia ogni suo avere
ad un convento di Grosseto ed in Friuli in un atto di matrimonio del 1747
si legge: "...Antonius filius Josephi
Massera de Masseris sposa Golles Agnese di
Stermizza...". |
MASSARENTE
MASSARENTI
|
Massarente, molto molto raro, è tipico rovigoto, Massarenti è
specifico della zona di Mesola e Codigoro nel ferrarese, derivano dal termine
massarus (fattore, mezzadro). |
| MASSARIOL
|
Assolutamente rarissimo sembrerebbe del trevigiano, dovrebbe derivare da
un soprannome originato dal termine dialettale massariòl
che si riferisce ad una credenza locale ed identifica un piccolissimo folletto
dedito a scherzi fatti alle spese dei contadini. |
MASSARON
MASSARONE
MASSARONI
MASSERONI
MASSIRONE
MASSIRONI
MESSIRONI |
Massaron, quasi unico, sembrerebbe lombardo, con presenze anche in Veneto, Massarone ha un piccolo ceppo nel cuneese ed uno nel frusinate, Massaroni
è tipico del Lazio, di Roma, e di Villa Santo Stefano, Monte San
Giovanni Campano e Strangolagalli nel frusinate, Masseroni, Massirone,
Massironi e Messironi, sono dell'areale milanese, più verso Cremona
il primo e verso le prealpi il terzo, il secondo ed il quarto, quasi unici,
sono probabilmente solamente dovuti ad errori di trascrizione di Massironi, dovrebbero
tutti derivare da accrescitivi del termine massaro
o massero (fattore, mezzadro, chi gestisce una fattoria dividendo con il padrone dei terreni il raccolto metà per uno). |
| MASSASOGNI
|
Assolutamente raro è presente
solo in provincia di MIlano e di Lodi, di origine etimologica oscura, potrebbe derivare da un soprannome originato
dal termine dialettale lombardo arcaico massa
(vomere, lama dell'aratro), forse ad
indicare un contadino. |
| MASSASCUSA
|
Massascusa, assolutamente molto raro, è specifico di Albanella e
Capaccio nel salernitano, dovrebbe derivare dal nome del paese di Massascusa,
situato all'interno del Parco Nazionale del Cilento, probabile luogo d'origine
dei capostipiti. |
| MASSAZZA
|
Specifico della zina tra Piemonte
e Lombardia, dovrebbe derivare dal toponimo Massazza (BL), ma può
discendere anche dall'origine del nome di quel comune, che lo vuole legato
al concetto di massaria (ammasso di beni agricoli). |
| MASSE'
|
Molto raro sembrerebbe di origini
milanesi, dovrebbe derivare dal vocabolo dialettale massè (massaio,
fattore). |
| MASSENTI
|
Massenti è tipicamente sardo, di Sardara nel Medio Campidano, di
Cagliari e di Oristano, dovrebbe derivare dal nome latino Maxentius
(Massenzio) (vedi
MAXENTI) |
MASSENZI
MASSENZIO |
Massenzi è tipico di Roma, con un piccolo ceppo anche ad Antrodoco
nel reatino, Massenzi o è invece specifico del foggiano, di Lucera
e Motta Montecorvino, dovrebbero derivare dal nome Massenzio,
nome a sua volta derivato dal nome latino Maxentius
(Massenzio). (vedi
MAXENTI) |
MASSI
MASSO |
Massi ti della fascia centrale che comprende il forlivese, il riminese,
la Toscana, tutte le Marche, il teramano, l'Umbria, in particolare il ternano
ed il Lazio, Masso, molto raro, ha un ceppo nel reggino a Laureana di Borrello,
potrebbero derivare da forme dialettali derivate dal nome nome medioevale
di origine germanica Matzo o Mazzo
(vedi MAZZI). |
| MASSIDDA
|
Massidda è tipico di Cagliari, di Monserrato e di Serri (CA), ma
ha ceppi primari significativi anche a Scano Di Montiferro nell'oristanese, dovrebbe
derivare da soprannomi originati dal vocabolo sardo massídda
(mascella, ganascia), tracce di questa
cognominizzazione le troviamo nell'archivio della parrocchia di Scano Montiferro
(OR) fin dalla fine del 1600, in una registrazione dell'anno 1709 si trova
citata la sepoltura nella chiesa di San Nicola di una certa Francesca Massidda.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
MASSIDDA: massidda o massìlla
nelle parlate del centro nord è la mascella,
ganascia, guancia; dal latino maxilla.
In Campidano usiamo generalmente il termine barra, con gli stessi significati
di massidda. Barra viene dal catalano “barra” e non ha riscontro in latino,
bensì in greco (vedi il cognome Barra).
Il cognome potrebbe designare una persona (il capostipite) per le
sue caratteristiche fisiche, ad esempio dalle mascelle solide, robuste
o più probabilmente per il suo carattere forte, come il corrispondente
Campidanese homini de bàrra, barròsu: home de barra, barroso,
in catalano. Il cognome Massidda è presente nelle carte medioevali
della lingua e della storia della Sardegna. Tra i firmatari della Pace
di Eleonora, LPDE del !388, troviamo: Massidda Maniele, jurato(collaboratore
del sindaco, guardia giurata) ville Orani, * Orani...odierna Orani. Curatorie
Dore. Nel Condaghe di San Pietro di Silki, CSPS, XI, XIII secolo, al capitolo
96 troviamo un certo Massilla Gosantine: (si tratta di un acquisto – compòru)Ego
apatissa Theodora comporailis assos homines de Tigesi, et a liveros et
a servos, su saltu de Puthuruiu. Ave termen d’agitu de Seuni…Aterminande
pupillos de su saltu…(segue l’elenco) dei nomi, tra cui Gosantine Massilla.
Nella storia ricordiamo Massidda Antonio Martino, di Santulussurgiu. Visse
in epoca sabauda del Regno di Sardegna. Apparteneva ad una nobile famiglia
di quel centro. Ospitò a casa sua il rivoluzionario Giommaria Angioy
e aderì alla sua causa. Fallito il tentativo dell’Angioy, continuò
con alcuni suoi compagni, clandestinamente, la lotta antifeudale. Fu considerato
uno dei capi della rivolta e messo al bando. Ottenne il perdono previsto
dal “pregone” del 9 giugno 1796. dovette però recarsi ad Oristano
e fu messo sotto sorveglianza 24 ore su 24. Fu poi uno dei capi della rivolta
di Santulussurgiu del 1800, ed in seguito al fallimento riparò in
Corsica. In seguito fu graziato, insieme ad altri 17 latitanti. Attualmente
il cognome Massidda è presente in 124 Comuni Italiani, di cui 54
in Sardegna: Cagliari 186, Monserrato 163, Sassari 68, Sant’Antioco 45,
Quartu 44. etc. |
MASSIGNAN
MASSIGNANI |
Sia Massignan che Massignani sono specifici del vicentino, anche se un'ipotesi
di derivazione potrebbe essere dal toponimo Massignano (AP), sembra prevalere
l'ipotesi di un collegamento con il cognomen romano Massimianus (ricordiamo
l'imperatore Massimiano, (240, 310 d.C. padre di Massenzio e suocero di
Costantino il grande).
integrazioni fornite da Giacomo
Ganza / Villa di Tirano (SO)
il cognome da un toponimo, Massignani una località nei pressi
di Valdagno (VI). Me lo ha segnalato il Sig. Marco Girardi impiegato della
Biblioteca di Verona. Il nome della località appare già
nella seconda metà del Cinquecento come Contrà de Massignan.
Il cognome è stato studiato da Giovanni Rapelli in un libro pubblicato
abbastanza di recente: I COGNOMI DI VERONA E DEL VERONESE / VAGO DI LAVAGNO
1995. |
MASSIMI
MASSIMO |
Massimi è tipico della fascia centrale che comprende il Lazio, l'Abruzzo
ed in parte l'Umbria, con un ceppo anche a Monte Argentario nel grossetano,
Massimo è presente a macchia di leopardo nel meridione con un ceppo
abbastanza significativo nel latinense, napoletano e soprattutto nel casertano,
derivano dal nome della Gens Maximia
o dal nomen latino Maximus portato
ad esempio dal famosissimo Quintus Fabius Maximus
Verrucosus (275 a.C - 203 a. C.), che ottenne cinque consolati,
detto il Cunctator (temporizzatore)
per la sua strategia militare contro Annibale. |
MASSIMIANI
MASSIMIANO |
Massimiani è specifico dell'area che comprende il romano, il latinense,
il frusinate, il reatino, l'aquilano ed il teramano, Massimiano, con qualche
sparuta presenza nel romano ed in Abruzzo, ha un piccolissimo ceppo a Paduli
nel beneventano, dovrebbero derivare dal cognomen latino Maximianus,
ch era anche uno dei nomi dei liberti o degli affiliati della Gens
Maximia, ma potrebbero anche avere origine toponomastica derivando
da un possibile ager maximianus ( proprietà
terriera della Gens Maximia). |
MASSIMILIANI
MASSIMILIANO |
Massimiliani è tipico della zona centrale che comprende le province
di Roma, Terni e Rieti, Massimiliano, molto molto raro, parrebbe dell'area
campano pugliese, dovrebbero derivare dal nome medioevale Maximilianus,
ricordiamo il famoso imperatore Massimiliano I° d'Asburgo figlio di
Federico III°. |
MASSIMINI
MASSIMINO |
Massimini potrebbe essere originario della provincia di Chieti, con un
possibile ceppo secondario nel lodigiano, Massimino ha 3 ceppi distinti,
nel catanese, a Napoli e Anacapri e nel cuneese, dovrebbero derivare dal
nomen latino Maximius o dal nome bizantino Maximinus. Ricordiamo l'imperatore
romano Maximinus il trace (235-238), primo ad assurgere da semplice soldato
a sommo imperatore dei romani. |
MASSOLA
MASSOLI
MASSOLO |
Massola, decisamente raro, sembra del torinese ed alto alessandrino, Massoli
ha un ceppo ad Esine nel bresciano ed uno nella zona che comprende il perugino,
con Marsciano e Perugia, il ternano, con Stroncone e Terni, il reatino
ed il romano, Massolo è specifico di Alessandria e del cuneese,
derivano dal nome longobardo Matzolo,
forma ipocoristica del nome Matzo,
attraverso la latinizzazione in Massolus,
Massola, nome che troviamo ad esempio
a Perugia nel 1380 in un atto di infeudazione di un certo Vannunzio di
Massolo come Signore di Pornello (TR). |
MASSON
MASSONE
MASSONI |
Masson, assolutamente rarissimo, ha presenze in Veneto ed in Toscana, Massone
è tipico dell'area che comprende l'alessandrino, il pavese, il genovese
ed il savonese, con massima concentrazione a Genova, Recco, Uscio, Camogli
e Rapallo nel genovese ed a Calizzano nel savonese, a Castelletto d'Orba,
Novi Ligure, Tortona e Cassano Spinola nell'alessandrino, ed a Voghera
nel pavese, Massoni ha un ceppo a Stradella e Voghera nel pavese, ed a
Milano e Binasco nel milanese, uno a Capannori nel lucchese ed a Montepulciano
nel senese, uno a Roma ed uno a Cagliari, per questi cognomi esistono varie
ipotesi, la prima è che derivino da alterazioni dialettali di forme
accrescitive aferetiche del nome Tommaso,
la seconda propone una derivazione da alterazioni dell'aferesi di un accrescitivo
del nome medioevale Dalmazzo, una seconda
ipotesi proporrebbe la derivazione dal termine francese maçon
(muratore), e starebbe ad indicare
il mestiere dei capostipiti. |
| MASTACCHI
|
Mastacchi, molto molto raro, sembrerebbe del bolognese, di Monzuno e di
Bologna, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine arcaico
mastacco (pingue,
grasso), a sua volta derivato dal germanico mastein
(ingrassare), soprannome probabilmente
originato dalla corporatura ben disposta del capostipite. |
MASTACCHIA
MASTACCHIO |
Mastacchia e Mastacchio, ormai praticamente scomparsi in Italia, sembrerebbero
essere stati originari della Sicilia, dovrebbero derivare dai cognomi greci
Mastaka e Mastakos,
a loro volta derivati dal termine greco arcaico mastax
(bocca), con un significato probabilmente
di persone grasse. |
MASTANDREA
MASTRANDREA
|
Mastandrea è tipico dell'area che comprende la Campania, il Molise,
la Basilicata e la Puglia in particolare Giovinazzo, Ruvo Di Puglia e Bitonto
nel barese, Mastrandrea è presente a macchia di leopardo al sud,
ha un ceppo importante nel barese, derivano dal termine mastro
(normalmente riferito ad un artigiano) seguito dal nome Andrea, si riferiscono
quindi a famiglie il cui capostipite, di nome Andrea, faceva appunto l'artigiano. |
MASTANTUONI
MASTANTUONO
MASTRANTUONI
MASTRANTUONO |
Mastantuoni è molto raro e sembra specifico del napoletano ed avellinese,
Mastantuono è della zona di Formia (LT), del napoletano e della
zona di Guardia Sanframondi (BN), Mastrantuoni, estremamente raro,
è della zona fra Molise e Campania, Mastrantuono, un poco meno raro
ha un ceppo tra romano e latinense ed uno tra napoletano, salernitano e
potentino, derivano tutti dal termine mastro (normalmente riferito ad un
artigiano) seguito dal nome Antonio, probabile nome del capostipite. (vedi
Mastrantoni) |
MASTELLA
MASTELLI
MASTELLO |
Mastella ha un ceppo tra veronese, vicentino e padovano ed uno campano,
Mastelli, assolutamente rarissimo, è veneto, Mastello, quasi unico,
è dell'area napoletano, beneventana, dovrebbero derivare da un soprannome
originato dall'antico termine masto
(per mastro artigiano) soprattutto
utilizzato in meridione, mentre nel Veneto potrebbe derivare dall'attività
di lavandaia svolta dalla capostipite. e deriverebbe dal termine mastella
o mastello (recipiente
per lavare i panni), normalmente munito di occhielli superiori
dove far passare una stanga per facilitarne il trasporto in due, il termine
deriva dal tedesco mast (stanga). |
MASTINI
MASTINO
MASTINU |
Mastini ha un ceppo veronese, uno nel reggiano, uno nel forlivese e pesarese
ed uno nel romano e viterbese, Mastino è tipicamente sardo, di Sassari
ed Ossi nel sassarese, di Villacidro ed Arbus nel Medio Campidano, di Iglesias
e Carbonia e di Olbia, Mastinu, sempre sardo, è più tipico
dell'oristanese, di Milis, Bosa, Seneghe e Tresnuraghes, e del nuorese,
di Silanus, Macomer e Bolotana, con un ceppo anche a Cagliari, dovrebbero
derivare dal nome medioevale italiano Mastinus,
di cui abbiamo un esempio d'uso a Verona nel 13338: "...
Item dominus Lepus, constabularius gentium et banderie domini Karoli, fecit
quendam suum nepotem ante portam Verone per manum domini Andreasii de Rubeis
militari cingulo decorari. Nulli enim equites de civitate exire ausi fuerunt.
Sed dicitur quod dominus Mastinus
montem intra muros civitatis Verone ascendens et circuens, ...". |
MASTIO
MASTIU |
Mastio è tipicamente sardo del nuorese, di Galtelli, Nuoro, Gavoi,
Sarule ed Irgoli, Mastiu è unico, potrebbero derivare da un soprannome
dialettale sardo con il significato di mastice, colla molto resistente. |
MASTRANGELI
MASTRANGELO
MISTRANGELI |
Mastrangeli è tipico laziale, delle province di Roma e Frosinone
soprattutto, Mastrangelo è molto diffuso nella fascia che comprende
Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata e Puglia, Mistrangeli, assolutamente
rarissimo, è tipico del milanese, dovrebbe trattarsi di una modificazione
del primo, dovrebbero derivare dal termine
magistro (normalmente riferito ad un
artigiano) seguito dal nome Angelo, la famiglia de
Magistro Angelo diventa quindi Mastrangeli o Mastrangelo. |
MASTRANTONI
MASTRANTONIO |
Mastrantoni è specifico del Lazio, province di Roma, Latina e soprattutto
Frosinone, Mastrantonio è tipico della provincia di Roma e dell'Aquila,
di entrambi esistono ceppi in Sicilia, derivano dal termine mastro (normalmente
riferito ad un artigiano) seguito dal nome Antonio. Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo nell'agrigentino nel 1400 con il Barone Aloisio
Mastrantonio (†1505) signore di Iaci e di Sambuca (AG). |
MASTRAPASQUA
MASTROPASQUA |
Tipici pugliesi entrambi del barese in particolare, derivano dalla contrazione
del nome Pasquale è starebbero ad indicare la famiglia di artigiani
di nome Pasquale, tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad esempio
a Molfetta nel 1600 con un Mastropasqua mastro muratore, ricordiamo l'architetto
Giovanni Mastropasqua del 1700 artefice della Chiesa di Sant'Agostino di
Giovinazzo (BA). |
| MASTRECCHIA
|
Mastrecchia è tipico del romano, di Roma, Cerreto Laziale e Tivoli,
potrebbe derivare dal fatto che il capostipite, un artigiano (mastro) venisse
soprannominato Vecchia o la Vecchia, l'unione dei due termini, per contrazione,
potrebbe aver dato origine a Mastrecchia. |
MASTRI
MASTRO |
Mastri molto raro, sembra avere un ceppo nel milanese ed uno nell'anconetano,
Mastro è tipico del brindisino, dovrebbero derivare da un soprannome
originato dall'essere probabilmente il capostipite un maestro artigiano. |
| MASTRIA
|
Mastria ha un ceppo nel leccese, in particolare a Tricase, ma con ottime
presenze anche ad Andrano, Corsano, Neviano, Ugento, Galatina, Collepasso,
Surbo e Galatone, ed uno a Catanzaro e nel catanzarese, l'origine di questo
cognome potrebbe essere dal termine italiano arcaico mastria
(opera o lavoro artigianale), forse
ad indicare la famiglia come a capo di una bottega artigianale. |
MASTROBONI
MASTROBONO
MASTROBUONI
MASTROBUONO |
Mastroboni, unico, sembrerebbe toscano, Mastrobono, praticamente unico,
parrebbe pugliese, Mastrobuoni è decisamente campano, abbastanza
raro, ha un piccolo ceppo a Cerreto Sannita nel beneventano, a Napoli ed
a Caserta, Mastrobuono ha un ceppo a Roma, uno a Napoli ed uno, molto piccolo,
a Taranto, questi cognomi dobrebbero derivare da capostipiti di professione
artigiani, o Magistri artium, che portassero
il nome medioevale Bono o Buono
(vedi BONA). |
MASTROCECCO
MASTROCICCO |
Mastrocecco, quasi unico, parrebbe del teatino, Mastrocicco ha un ceppo
a Roma e nel frusinate ed uno a San Nicandro Garganico nel foggiano, questi
cognomi dovrebbero derivare dal fatto che i capostipiti, di nome Francesco,
chiamati, per aferesi, con l'ipocoristico dialettale Cecco o Cicco, facessero
di mestiere gli artigiani, cosa che ha dato luogo al prefisso Mastro, dal
latino magister (mastro o maestro
artigiano). |
| MASTROCINQUE
|
Mastrocinque è tipico dell'area che comprende il napoletano, il
casertano ed il beneventano, con un ceppo anche nel tarantino e leccese,
dovrebbe derivare dal fatto che il capostipite, di professione artigiano,
il prefisso Mastro- è la contrazione
del magister artis latino (artigiano),
cui si è aggiunto il suffisso soprannominale -cinque,
forse legato ad un fatto accaduto, o anche a caratteristiche del luogo
di abitazione o di provenienza del capostipite, che ad esempio poteva essere
l'artigiano delle cinque porte, o dei cinque archi, o che arrivava dai
cinque colli, o qualcosa del genere. |
| MASTROCOLA
|
Mastrocola ha un piccolo ceppo nel maceratese, ma il grosso si distribuisce
fra pescarese, chietino, campobassano e beneventano, la massima concentrazione
si ha a Guardiagrele e Orsogna nel Teatino ed a Casalduni e Circello nel
beneventano, deriva dal termine mastro (normalmente riferito ad un artigiano)
seguito dall'aferesi del nome Nicola. |
MASTRODASCIA
MASTRODASCIO |
Mastrodascia, praticamente unico, è del teramano, così come
il meno raro Mastrodascio che ha un piccolissimo ceppo a Fano Adriano nel
teramano ed un ceppo a Roma, dovrebbero derivare da un soprannome originato
dal mestiere del capostipite, probabilmente un mastro
d'ascia o costruttore di barche
esperto nel manovrare l'ascia per la sgrossatura della struttura in legno
delle barche. |
MASTRODDI
MASTRODDO |
Mastroddi è tipico di Tagliacozzo nell'aquilano e di Roma, Tivoli
e Nettuno nel romano, Mastroddo sembra ormai scomparso, dovrebbero derivare
dall'unione del termine medioevale mastro, che indica un mestiere artigiano
svolto dal capostipite, il cui nome probabilmente era Otto
(vedi ODDI), tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo a Tagliacozzo fin dal 1500, in un resoconto storico del 1516
si cita un certo Domenico di Mastroddo abitante di Tagliacozzo che, assieme
ad altri, prese la salma del Beato Tommaso da Celano e la trasportò
nella chiesa di S. Francesco di Tagliacozzo. |
| MASTRODOMENICO
|
Mastrodomenico sembrerebbe tipicamente pugliese, del foggiano, barese e
soprattutto tarentino dove a Laterza ha la sua massima concentrazione,
deriva dal termine mastro (normalmente
riferito ad un artigiano) seguito dal nome Domenico. |
MASTRODONATA
MASTRODONATI
MASTRODONATO |
Mastrodonata e Mastrodonati dovrebbero essere forme alterate da errori
di trascrizione del cognome Mastrodonato che è tipicamente pugliese,
soprattutto del barese ed in particolare di Bisceglie, con ceppi interessanti
anche ad Andria, Corato, Gravina di Puglia, Bitonto, Trani e Bari, con
un ceppo anche a trinitapoli e San Severo nel foggiano.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L’origine di questi cognomi va ricercata nell’unione fra il termine
mastro (nel senso di mastro
artigiano) e il nome medievale Donato,
ad indicare che il capostipite era un artigiano di nome Donato (vedi
Donadel). |
| MASTROFINI
|
Mastrofini è tipico di Monte Compatri nel romano e di Roma, dovrebbe
derivare da capostipiti artigiani di nome Finus
o Serafino (vedi
FIMELLI). Tracce illustri di questa cognominizzazione le troviamo
in Marco Mastrofini (1763-1845.), originario di Monte Compatri, libero
pensatore e teologo, autore tra l'altro del Metaphysica
sublimior de Deo trino et uno. |
| MASTROFORTI
|
Mastroforti, assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico di Perugia,
dovrebbe derivare da capostipiti artigiani recanti il nome medioevale Forte
(vedi FORTE). |
MASTROGIACOMI
MASTROGIACOMO |
Mastrogiacomi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del pesarese, Mastrogiacomo
ha un grosso nucleo tra le province di Roma e Frosinone, un ceppo in Campania,
tra napoletano ed avellinese, ed uno in Puglia, nel barese in modo particolare,
dovrebbero derivare dal nome di un artigiano di nome Giacomo e starebbe
ad indicare appunto la famiglia di Mastro Giacomo. |
| MASTROGIROLAMO
|
Mastrogirolamo sembrerebbe specifico di Velletri, dovrebbe derivare dall'unione
del termine mastro (maestro artigiano) con il nome Girolamo che dovrebbe
quindi essere il nome del capostipite che faceva l'artigiano. |
| MASTROGIUSEPPE
|
Mastrogiuseppe ha un ceppo nell'aquilano a Sulmona e Pratola Peligna ed
a Chieti ed uno nel campobassano, a Lupara, Larino e Termoli, dovrebbe
derivare dal fatto che il capostipite, di nome Giuseppe, svolgesse l'attività
di mastro artigiano. |
| MASTROIACO
|
Mastroiaco è specifico di Rieti, dovrebbe derivare da un capostipite
di professione artigiano, o magister artis,
fatto che ha dato origine al prefisso Mastro-,
e di nome Iacopo, che per apocope è
diventato Iaco. |
MASTROIANNE
MASTROIANNI |
Mastroianne è unico ed è sicuramente un errore di trascrizione
di Mastroianni che è invece molto diffuso in tutta la fascia da
Roma a Catanzaro, con grosse concentrazioni nelle province di Roma,
Frosinone, Caserta e Napoli e poi nel potentino, cosentino e catanzarese,
dovrebbe derivare dal nome di un artigiano o magister
di nome Iohannes (Giovanni)
e starebbe ad indicare appunto la famiglia di Mastro Ianni forma dialettale
per Giovanni, di quest'uso abbiamo un esempio a Parma nel 1531 dove tra
i laureati dell'anno troviamo Magister Iohannes
de Biliardis in artibus et medicina, a Palermo nei consigli
populares del giugno 1450 leggiamo: "...Magister
Iohannes di Ayculino est in voto ki di omni
cosa si remecti ali capituli mandati per lu populu alu signuri Re.Antonius
di lu Paraturi est in voto ki si spacha per omni modu li actractu ki e
a lu presenti a li mura et ki omni unu chi converra particulariter..:". |
| MASTROLEO
|
Mastroleo è tipicamente pugliese, con un ceppo a Castellana Grotte
nel barese ed uno nel leccese a Racale, Andrano e Alliste, esiste anche
un ceppo napoletano che risale almeno alla seconda metà del 1600,
il cognome dovrebbe derivare da un soprannome originato dalla fusione del
termine mastro (artigiano) e del nome
Leo, sia come nome a se stante sia
come possibile troncamento di nomi come Leone o Leonardo, tracce di questa
cognominizzazione le troviamo nel leccese nel 1600 con Don Francesco Antonio
Mastroleo (1624-1709) che fu arciprete di Alliste. Personaggio di rilievo
è stato il pittore Giuseppe Mastroleo napoletano, che ha operato
tra la fine del 1600 e la prima metà del 1700. |
| MASTROLEMBO
|
Mastrolembo è decisamente siciliano, di Palermo, con un ceppo anche
a Piraino e Roccella Valdemone nel messinese ed a Catania, dovrebbe derivare
da un soprannome grecanico attribuito probabilmente ad un capostipite che di mestiere
facesse il costruttore di imbarcazioni, derivando lo stesso dall'unione
dei termini mastro, nome con il quale
si identificava chi vivesse di un lavoro artigiano, aggiunto al termine
greco antico λέμβος lembos (barca,
battello). |
MASTROLEONARDO
MASTROLONARDO |
Mastroleonardo, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un'errata
trascrizione del cognome Mastrolonardo, che ha un ceppo a camerota nel
salernitano ed uno nel barese a triggiano, Bari, Capurso e Noicattaro,
dovrebbe derivare dall'unione del termine mastro,
inteso come maestro artigiano, con il nome Lonardo,
forma arcaica contratta del nome Leonardo, che dovrebbe essere il nome
del capostipite che faceva di mestiere l'artigiano. |
MASTROMARINI
MASTROMARINO |
Mastromarini, assolutamente rarissimo, è tipico di Cisternino (BR),
Mastromarino sembra essere specifico della Puglia, delle province di Bari
e Taranto con un ceppo anche in Irpinia, potrebbero derivare dal nome di
un artigiano, appunto Mastro Marino.
integrazioni fornite da Mastromarini
il cognome Mastromarino è di origine marchigiana, di Fabriano
in particolare.
integrazioni fornite da Mario Mastromarino
si trova un Mastromarino alla corte dei Medici a Firenze nel XVI°
secolo. |
| MASTROMATTEO
|
Mastromatteo è tipicamente pugliese, del foggiano e del barese,
in particolare di Peschici, Vico Del Gargano, Lucera, Vieste, San Severo,
Foggia nel foggiano e Barletta, Palo Del Colle e Bari nel barese, dovrebbe
derivare da un capostipite di mestiere artigiano e di nome Matteo. |
| MASTROMAURO
|
Mastromauro è tipicamente pugliese, del barese in particolare di
Corato e Trani, ha un nucleo anche a Foggia, dovrebbe derivare dalla fusione
del termine mastro (maestro artigiano) con il nome Mauro. |
MASTROMENICO
MASTROMINICO |
Mastromenico sembrerebbe unico, Mastrominico, sempre comunque rarissimo,
è tipicamente campano, del casertano ed in particolare di San Cipriano
d`Aversa, Villa Literno e Grazzanise, dovrebbero derivare dal mestiere
di artigiano svolto da un capostipite di nome Domenico, per aferesi Menico
alterato quindi in Minico. |
| MASTROMONACO
|
Tipicamente molisano Mastromonaco è specifico della provincia di
Campobasso, di Morrone del Sannio in particolare, dovrebbe derivare da
un capostipite, che probabilmente era un monaco ortodosso. |
MASTRONARDI
MASTRONARDO |
Mastronardi ha un nucleo nella zona che comprende le province di Roma,
Frosinone, Isernia e Campobasso con un ceppo non secondario anche nel barese,
Mastronardo è specifico della provincia di Messina, nella zona dello
stretto, dovrebbero derivare dalla fusione del termine mastro (maestro
artigiano) con il nome Nardo, aferesi di nomi come Bernardo o Leonardo. |
| MASTRONE
|
Mastrone ha un ceppo originario a San Severo nel foggiano, una presenza
significativa a Pescina nell'aquilano ed un ceppo ad Artena in provincia
di Roma, dovrebbe derivare dal fatto che il capostipite, di grossa corporatura,
facesse il mastro artigiano o il musico, l'uso, con questo particolare
significato, del termine mastrone lo
troviamo in questo scritto degli inizi del 1700 nell'Italia centromeridionale:
"..Chi ha puosto ‘n museca sta commeddeja è
‘no pòvere sòrece ‘nfus’a ll’uoglio, ‘no scuro prencepejante,
e ‘no scolariello de chillo gra’ mastrone
ch’ha fatto la primma e farrà la terza; ed è uno ‘nzomma
c’ha la varva piccerella, e perzò, essenno scarzo ancora de fonnamiento,
mmèreta d’essere compatuto ..", troviamo tracce di questa
cognominizzazione a Roma nel 1300 con il notaio Corradutius Mastronis che
opera a cavallo della metà del secolo. |
| MASTRONI
|
Mastroni sembrerebbe sardo, specifico di Oliena nel nuorese, dovrebbe trattarsi
di una forma accrescitiva del termine mastro (maestro), probabilmente ad
in dicare che il capostipite fosse un maestro di grossa corporatura. |
| MASTRONZO
|
Cognome tipico di Napoli e Casoria.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
è un altro cognome davvero singolare, originario di Casoria
nel Napoletano e diffuso anche nel Capoluogo di Regione campano. Proprio
un libro di recente pubblicazione (Eco Editore) riporta il titolo "Piacere,
Felice Mastronzo. Nomi strani, curiosi, incredibili ma veri!". Per quel che concerne la genesi, non siamo di fronte alla cognominizzazione
di un soprannome canzonatorio come si potrebbe pensare, ma siamo probabilmente
di fronte ad uno dei tanti cognomi originati dalla fusione dell'epiteto
mastro, che designava gli artigiani
e i muratori, con un nome di persona, in questo caso "onzo", derivato da
"Alfonso" o, con minore probabilità, dalla forma contratta di "Oronzo". |
| MASTROPAOLO
|
Un nucleo a Campobasso, uno nel foggiano, uno a Napoli ed uno nel palermitano,
deriva dal nome Paolo e starebbe ad indicare la famiglia di un artigiano
di nome Paolo. |
MASTROPIETRI
MASTROPIETRO |
Mastropietri, assolutamente rarissimo, è laziale, Mastropietro,
molto diffuso, è tipico della fascia centromeridionale, Lazio, Abruzzo,
Molise, Campania e Puglia, derivano dal nome Pietro e starebbe ad indicare
la famiglia di un artigiano di nome Pietro. Tracce importanti le
troviamo a Venezia con il doge Aurius Mastropetrus, Orio Mastropietro Doge
dal 1178 al 1192. |
| MASTRORAZIO
|
Estremamente raro è tipicamente abruzzese, della zona tra pescarese
e chietino, dovrebbe derivare dal fatto che il capostipite era un artigiano
di nome Orazio. |
| MASTRORILLI
|
Mastrorilli è specifico del barese, di Terlizzi, Ruvo di Puglia
e Bari, dovrebbe derivare dal fatto che il padre del capostipite, di professione
artigiano, e per questo motivo chiamato mastro, faceva di nome Giorgio,
nell'accezione arcaica di Iorio, che attraverso una forma ipocoristica
divenne Iurillo e quindi per aferesi rillo, il plurale in i, in questo
caso, è inteso come patronimico, i Mastrorilli sarebbero perciò
i discendenti di un figlio di un Mastro Iorio. |
| MASTROTA
|
Molto raro è specifico dell'alto cosentino, dovrebbe derivare da
un soprannome legato al vocabolo mastro seguito da una contrazione del
nome; ad esempio un Mastro Gaetano diventerebbe prima Mastro Tano e quindi
Mastrota. |
| MASTROTOTARO
|
Originario dell'entroterra barese, potrebbe derivare dal toponimo San Totaro
(località nel comune di Martano, famosa per un antichissimo menhir),
ma più probabilmente deriva da Totaro diminutivo del nome Teodoro
(nome di origine greca da theòs
(dio) e dóron (dono), e starebbe
ad indicare la famiglia di un artigiano di nome appunto Teodoro. |
| MASTROVITO
|
Mastrovito ha il nucleo principale in Puglia a Martina Franca nel tarantino,
ed è ben presente anche a Taranto e Manduria sempre nel tarantino
ed a Gioia del Colle nel barese ed Ostuni nel brindisino, ha un ceppo anche
a Paduli nel beneventano ed uno a Roma, dovrebbe derivare da capostipiti
di professione artigiani e di nome Vito. |
MASTURSI
MASTURZI
MASTURZO |
Mastursi, rarissimo, è di Napoli, Masturzi, quasi unico, è
probabilmente dovuto ad errori di trascrizione di Masturzo, che, molto
raro, è specifico di Napoli, Vico Equense e Piano di Sorrento nel
napoletano e di Salerno, questi cognomi dovrebbero derivare da una forma
contratta ed alterata del soprannome Mastro Urso,
probabilmente perchè il capostipite di nome Ursus
faceva di mestiere l'artigiano. Tracce di queste cognominizzazioni
a Napoli le troviamo in quest'attoi del 1572: "Conventio
pro magnifico Sebastiano Masturzo.
Die XXj mensis Junij XV.e Jndictionis Neapoli 1572. Constitutus jn nostri
presentia magnificus Michael Curia de Neapoli: agens pro se sicut ad conventionem
devenit cum nobili Sebastiano Masturzo
de Neapoli presente et sponte promisit facere quamdam conam eidem Sebastiano
de alteza de palmi dece jn circa de legno de chiuppo ben stagionato et
quella pintarla de colori fini ad oglio con la figura de la Madonna con
lo figliolo jn braccia assettata sopra nubole et a mano dextra la figura
di santo Ambrosio et àmano sinistra la figura di santo Jacomo et
tutte altre figure et lavori nicessarij et li campi de payse et jndorarela
con tutte le cornice jntorno ben fatta àlaude et juditio di experti
jn tali, quale cona ha da servire per la cappella sua sita dentro la Ecclesia
di Monte Calvario àmano dextra quando entra la porta jncavata alo
muro di forma tonda et questo darela posta àdetta cappella complita
di ogni cosa nicessaria per tutto lo mese de ottobre primo venturo 1572
per prezo de d.ti vintj de carlini de argento de li quali detto magnifico
Michele ne recepe da detto nobile Sebastiano d.ti cinque contanti, et li
restanti d.ti quindeci detto nobile Sebastiano promette pagarceli al detto
magnifico Michele jn questo modo videlicet: d.ti dece quando si vole ponere
lo oro, et li restanti posta sera detta cona detta cappella jn pace cum
patto che detta cona non habia àspacharsi per colpa et difetto di
detto magnifico Michele et spachandosi sia tenuta àrefarcela a sue
spese quia sic.". |
| MASU
|
Parrebbe originario dell'estremità
settentrionale della Sardegna, potrebbe derivare dall'aferesi della versione
dialettale del nome Tommaso.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
MASU: masu in logudorese settentrionale, corrisponde alla voce mascu
= maschio. Il termine mascu ricorre
nel Condaghe di San Pietro di Silki (XI, XIII secolo) al capitolo 408;
al capitolo 110 del Condaghe di Santa Maria di Bonarcado(XI, XIII secolo)
troviamo la parola masclos, intesa come montoni, etc. Se andiamo
invece a vedere l’antico nome sardo del centro abitato di Elmas (sino a
poco tempo fa era frazione di Cagliari), sede dell’aeroporto civile più
importante della Sardegna, troviamo “Su Masu”. Andiamo a consultare
poi il “Vocabolario Sardo Geografico Patronimico ed Etimologico” del canonico
Giovanni Spano, troviamo “Masu”, villaggio, l’attuale Elmas. Lo Spano suggerisce
due ipotesi sul nome: 1) dal fenicio “mahas”
= lavoro, rifugio, dimora; 2) da “mansum
o mansio” = stazione,
( anche delle mandrie): la prima stazione che occorreva sulla via romana,
da Caralis a Sulcis. In italiano manso prende due significati: mansueto,
docile, dal latino mediev. mansus; stazione, sosta, dal lat. mansum,
da manere. Abbiamo quindi due ipotesi per ma(n)su: stazione (come detto
Elmas > el mas (spagnolo) > su masu (sardo) = prima stazione sulla strada
romana che da Cagliari portava a Sulcis (ancora oggi, sulla SS 130, da
Cagliari ad Iglesias, Elmas è il primo centro abitato che si incontra).
Oppure masu < mansus < mansuetus < docile < bestiame “domestico”,
contro quello “brado”. In ultimo, masu potrebbe essere la forma aferetica
di Tomasu. Ricordiamo inoltre la voce sarda “masone/i” (vedi il cognome
Masone/i)= branco di bestiame minuto (porci, pecore, capre), ma nel campidanese
anche recinto per il bestiame. Nel centro abitato Gonnosfanadiga(VS), ove
oggi è la strada di circonvallazione, Viale Kenedy, sino agli anni
70 del secolo scorso era “sa ‘ia de Masonjus (masones > mansiones)= la
strada (di campagna), vicina la centro abitato, dove i pastori del paese
avevano i recinti per le loro greggi); in senso lato anche “ via, sentiero
di passaggio” delle greggi – ( Vedi nel Web Giuseppe Concas – racconti
e leggende del Campidano – su intérru de Mragherèdda). Attualmente
il cognome Masu è presente in 53 Comuni italiani, di cui 27 in Sardegna:
Tempio 94, Alghero 56, Luogosanto 35 Sassari 23, Cagliari 21, etc. |
| MASUINO
|
Assolutamente rarissimo sembrerebbe specifico di Manzano (UD), potrebbe
derivare da modificazioni dell'aferesi del nome Tommaso. |
MASULLI
MASULLO |
Masulli è assolutamente rarissimo, Masullo è tipico della
Campania, derivano da una modificazione dialettale dell'aferesi del nome
Tommaso: "... Masullus
et Fuccillus filii ejusdem, de Montorio...". |
MASUT
MASUTTI
MASUTTO |
Masut è tipico del trevisano, Masutti oltre che nel trevisano è
ben diffuso anche nel Friuli, nella provincia di Pordenone soprattutto,
Masutto, molto molto raro, è più proprio dell'udinese, dovrebbero
derivare da forme dialettali di aferesi di patronimici in -ut dal nome Tommaso
ed indicherebbero quindi famiglie di figli di un Tommaso. |
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