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MEA Mea ha un ceppo a Fano (PU), uno a Teggiano (SA), uno a Nardò (LE), potrebbero derivare dall'aferesi di nomi come Romea, o dalla contrazione di nomi come Domenica.
MEASSI
MEASSO
MEAZZA
MEAZZI
MEAZZO
MEOSSI
MEOZZI
Meazza è originario della zona che comprende le province di Milano, Lodi e Pavia, Meassi è quasi unico, ed è dovuto ad una modifica dialettale di Meazzi, che è più tipico dell'area a sudest di Milano, del lodigiano e del cremonese, oltreche ovviamente del milanese, Measso, molto molto raro, è del pordenonese, Meazzo, molto raro, è del veneziano e dell'udinese, Meossi è toscano, assolutamente rarissimo, è una forma dialettale di Meozzi, che, anch'esso tipicamente toscano, ha ceppi nell'aretino a Sansepolcro, Anghiari ed Arezzo, a Firenze, Livorno, Viareggio (LU), Pisa e Lamporecchio (PT), derivano da un'alterazione ipocoristica di Meo, aferesi di nomi come Romeo o Bartolomeo.
MECA Meca, assolutamente rarissimo, sembrerebbe originario del potentino estendendosi fino al tarentino ed al cosentino, potrebbe essere di origine toponomastica spagnola, ma la cosa più probabile è che possa trattarsi di un matronimico originato dalla contrazione aferetica del nome Domenica (vedi MECCA).
MECCA
MECCHI
MECCO
MICCA
MICCHI
MICCO
Mecca sembrerebbe specifico del potentino, Avigliano, Filiano e Potenza stessa, Mecchi ha un nucleo tra Lucca e Camaiore (LU) , uno nel veronese ed uno a Roma, Micchi sembrerebbe specifico di Castelnuovo Di Garfagnana (LU), Micca ha un ceppo a Torino, uno a Potenza ed uno a Orta Nova (FG), Mecco, assolutamente rarissimo, sembrerebbe romano, Micco ha un nucleo nell'udinese a Tarcento ed uno a Benevento ed uno anche a Dragoni (CE), dovrebbero tutti derivare da modificazioni della forma aferetica del nome Domenicus o Dominicus.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Mecca, presente dal nord al sud del paese, ha un epicentro nel potentino, Mecchi ha un ceppo maggiore nel lucchese e ceppi minori nel veronese, nel napoletano e a Pesaro (PU), Mecco, rarissimo, sembra essere originario di Crevacuore (BI), Micca ha un nucleo principale fra il torinese, il cuneese e l'astigiano e nuclei secondari nel potentino, nel foggiano, nel leccese, nel siracusano e nel catanese, Micchi è prevalentemente toscano, con un ceppo maggiore nel lucchese, Micco è diffuso maggiormente nel beneventano e nel casertano e, in misura minore, nell'udinese, ma è presente a bassa frequenza da nord a sud della penisola, tutti questi cognomi derivano dal nome medievale Mecco o Micco, una delle tante contrazioni, cioè, del nome Domenico, col significato di consacrato al Signore (dal latino dominus); fra le altre forme contratte di questo personale, si ricordano ad esempio Mengo e Mingo, che hanno dato origine a diversi cognomi diffusi soprattutto nell'Italia peninsulare. Dal punto di vista storico, personaggio famoso fu il patriota piemontese Pietro Micca (nato a Sagliano, Biella, nel 1677 e morto a Torino nel 1706), ricordato per il suo gesto eroico che, costandogli la vita, salvò Torino dall'assedio francese durante la Guerra di Successione Spagnola: ancora oggi, alla distanza di trecento anni, la figura di Micca gode di una certa fama in Piemonte, tant'è che a Torino, ormai da parecchi decenni, è stato aperto un museo in suo onore. Per quanto riguarda i cognomi in questione, comunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
MECCHIA Mecchia sembrerebbe tipicamente friulano di Tolmezzo e Preone nell'udinese, potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine mecchia (particolare punta per fare fori di grande diamentro nel legno), ma la mecchia era anche una particolare radice il cui succo veniva utilizzato dai contadini anticamente per condire pietanze povere quali polente e focacce., non si può inoltre escludere una possibile derivazione da un'alterazione di una forma aferetica del nome Domenica.
MECCI
MECCIA
MECI
Mecci è tipico di Subbiaco, Palombara Sabina e Roma, Meccia ha un ceppo nell'iserniese, soprattutto a Castelverrino ed uno nel palermitano a Palermo e Ventimiglia di Sicilia, Meci è tipico del catanese, di Paternò in particolare, dovrebbero derivare dalla Gens latina Maecia (pronuncia Mecia) o dal nomen latino Maecius ricordiamo Maecius Furius Baburius Caecilianus ed una vittima delle ruberie di Verre a Messina Tiberius Maecius Luci libertus, secondo alcuni deriverebbero invece da una modificazione della contrazione dell'aferesi del nome Domenico.
MECHELLA Mechella, molto raro, parrebbe del viterbese, di San Lorenzo Nuovo in particolare, si dovrebbe trattare di una forma ipocoristica familiare dell'aferesi contratta del nome Domenica, probabile nome della capostipite.
MECHERINI Mecherini, estremamente raro, è decisamente toscano e dovrebbe derivare da una forma ipocoristica, aferetica, contratta del nome Domenico, probabilmente portato dal capostipite.
MECHI
MECO
Mechi ha un ceppo nel fiorentino a Firenze ed a Bagno a Ripoli, Meco ha un piccolo ceppo abruzzese a Sant'Egidio alla Vibrata nel teramano ed a Castellafiume e Capistrello nell'aquilano, ed un ceppo, molto consistente, a Roma, la cosa più probabile è che possa trattarsi di cognomi originati dalla contrazione aferetica del nome Domenicus (vedi MECCA).
MEDA Un ceppo importante nel milanese ed uno nel padovano, uno probabile nell'astigiano, il ceppo milanese deriva dal toponimo Meda (MI).
MEDDA
MEDDE
Tipico del cagliaritano e dell'oristanese Medda, meno diffuso, ma più distribuito nell'isola Medde, potrebbero derivare da una modificazione del vocabolo latino mel - melis (miele), più difficile una derivazione dal termine sardo meddu (meglio).
MEDEOT
MEDVES
MEDVED
Medeot, decisamente friulano, è tipico del goriziano, di San Lorenzo Isontino, Gorizia, Mossa, Mariano del Friuli, Farra d'Isonzo, Gradisca d`Isonzo, Cormons e di Trieste, Medved, assolutamente rarissimo è dell'area di Cividale nell'udinese, così come Medves, tutti dovrebbero derivare dal termine sloveno medved (orso) direttamente o tramite deformazioni dialettale friulana italianizzanti o di tipo slavo. Tracce di queste cognominizzazioni si trovano a Mersino (UD) fin dal 1600.
MEDETTI Molto raro è tipico del milanese, dovrebbe derivare dal toponimo Meda (MI).
MEDICI
MEDICO
Medici è diffuso in tutt'Italia, soprattutto in Lombardia ed Emilia, Medico, decisamente più raro, ha un nucleo tra barese e brindisino ed uno a San Cataldo (CL), derivano dal mestiere di medico. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in un Instrumentum venditionis del 1175 a Pavia: "...In urbe Papia. Otto, filius Guidonis Medici, tutor Lafranchini pupilli, filii quondam Turlacii de Putheo...", famosissima è stata la famiglia De' Medici di Firenze il cui membro più illustre è stato Lorenzo il Magnifico (1449-1492).
MEDIOLI Abbastanza raro è tipico del parmense, potrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo tardo latino mediolus (detto di qualche cosa che sta nel mezzo).
ipotesi fornita da Patrick Medioli
Il cognome Medioli, che ha per origine verso 1700 la provincia di Parma, potrebbe essere derivato dal vocabolo mediolanensis cioè provenienti dalla città di Milano cognome che si sarebbe poi modificato in Mediolis.
MEDORA
MEDORI
MEDORINI
MEDORO
Medora, quasi unico, sembrerebbe meridionale, Medori è specifico della fascia centrale che comprende l'area picena, l'Umbria, il viterbese ed il romano ed il teramano, Medorini, quasi unico, sembrerebbe dell'area umbro, marchigiana, Medoro ha un piccolo ceppo veneziano, ed un ceppo più consistente in Abruzzo, nel pescarese e soprattutto nel teatino, questi cognomi derivano, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome Medoro, nome diffusosi nel rinbascimento, perchè reso famoso dall'Ariosto con il suo Orlando furioso, dove Medoro è un fante saraceno di cui si innamora Angelica, la protagonista amata da Orlando.
MEDRI Specifico della zona fra Ravenna, Forlì e Rimini, 
MEDROS Estremamente raro, tipico sardo, dovrebbe derivare da un soprannome originato forse dal vocabolo mediòri (pazzia) o forse dal vocabolo medru (scarto), avrebbe quindi un valore dispregiativo.
MEGA
MEGHA
Mega ha un ceppo a Santa Marina nel salernitano ed uno nel leccese ad Alezio, Sannicola e Scorrano, Megha, molto molto raro, sempre del leccese, dovrebbe essere dovuto ad un errore di registrazione anagrafica del precedente, che potrebbe derivare da forme apocopaiche di nomi greci come Megareus, Megadates, Megathenes o altri simili.
MEGALE
MEGALI
MEGALIZZI
Tutti molto rari e specifici del reggino, dovrebbero derivare da un soprannome generato dal vocabolo greco megalos (grande, grosso, alto), originato dalle caratteristiche fisiche imponenti del capostipite. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio nella seconda metà del 1600 a Bovalino (RC) con Gioseppe Megali citato come testimone in un atto.
MEGANI
MIGANI
MIGANO
Migano, quasi unico, sembrerebbe campano, e potrebbe derivare dal nome del paese di Migano presso Roccamonfina nel casertano, Megani, quasi unico, è del pesarese, dovrebbe essere dovuto ad un'alterazione dialettale del cognome Migani, che è specifico dell'area romagnola, del riminese soprattutto ed in particolare di Riccione e Rimini, con presenze significative anche a Bellaria Igea Marina, a Misano Adriatico e Morciano di Romagna, e che dovrebbe derivare dal nome latino Miganus, ricordiamo con questo nome un Santo martire.
MEGGIORIN
MEGGIORINI
Entrambi tipicamente veneti, Meggiorin è specifico dell'area vicentino, padovana, di Padova, Stanghella e Montagnana nel padovano e di Caldogno nel vicentino, Meggiorini, più raro, ha un ceppo nel veronese ed uno nel veneziano, dovrebbero derivare da morme ipocoristiche dialettali del nome medioevale Meliore (vedi MIGLIORA), la cui forma veneta è stata Megiòr ed il cui diminutivo italianizzato è stato poi Meggiorin e Meggiorini.
MEGLIO Molto raro, sembrerebbe originario della Campania, potrebbe derivare da una forma aferetica del nome del paese di Ameglio nel casertano, forse il luogo d'origine del capostipite.
MEGNA Megna ha un ceppo nel napoletano, in Calabria ha ceppi nel crotonese, nel catanzarese, nel vibonese e nel reggino, ed in Sicilia ha un grosso ceppo a Palermo, dovrebbe essere di origini francesi ed essere giunto in Italia con gli angioini, dovrebbe derivare dall'italianizzazione dell'antico termine francese maignan (pronuncia megnan), che significa ramaio e calderaio ambulante, probabilmente ad indicare che quello fosse il mestiere dei capostipiti.
MEI
MEINI
MEO
MEONI
Mei ha un ceppo nel cagliaritano ed è diffuso nella fascia che comprende il bolognese,  la Toscana settentrionale, le Marche ed il Lazio, Meini e Meoni sono tipicamente toscani, Meo è diffuso a macchia di leopardo nel centrosud, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dalla contrazione dell'aferesi del nome Bartolomeo, in alcuni casi potrebbero essere stati originati da nomi come Romeo.
MEINA Tipicamente piemontese, molto molto raro, dovrebbe derivare dal toponimo Meina (NO).
MEINARDI
MEINARDO
Meinardi è tipicamente piemontese del torinese, Meinardo, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascxrizione del precedente, dovrebbero derivare da modificazionidel nome medioevale di origine germanica Menardus (vedi MENARDI), si potrebbe anche ipotizzare possa trattarsi di una forma etnica del comune di Meina nel novarese.
MELA
MELAS
Mela è panitaliano, con ceppi nell'imperiese, nel sassarese, nel bolognese, nel perugino e qua e là in meridione, Melas è tipicamente sardo del cagliaritano, di Guasila, Cagliari e Selegas, di Bosa nell'oristanese, di Sanluri nel Medio Campidano e di Villamassargia nell'iglesiente, questi cognomi dovrebbero derivare dal cognomen latino Mela ricordiamo a titolo di esempio Pomponius Mela geografo e scrittore latino del I secolo che sembra essere stato parente di Seneca, famosissima è stata la sua opera De situ orbis , il primo testo che si occupasse seriamente di geografia, non si può però escludere che in alcuni casi derivino da soprannomi legati al nome del frutto omonimo.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
MELA; MELAS: per il significato, l'etimologia e la presenza dei cognomi nella storia della Sardegna, vedi De Melas.  Nella storia contemporanea ricordiamo Melas Giuseppe, originario di Guasila, vescovo della Diocesi di Nuoro dal 1947 al 1970.  Attualmente il cognome Mela è presente in 209 Comuni italiani, di cui 28 in Sardegna: Sassari 77, Castelsardo 46, Alghero 31, Ninnai 25, etc. Il cognome Melas è presente in 79 Comuni italiani, di cui 43 in Sardegna: Guasila 61, Cagliari 29, Bosa 29, Selegas 24, Sanluri 20, etc.
MELACARNE
MELCARNE
Melacarne, molto raro, è tipico del barese, di Minervino Murge e Bari, Melcarne è specifico dell'estremità della penisola salentina, di Gagliano Del Capo e di Alessano (LE), si dovrebbe trattare di forme dialettali del soprannome e poi nome Malacarne (vedi MALACARNE), ma è pure possibile che derivino invece da soprannomi originati dall'essere i capostipiti dei mori.
MELAN Melan, assolutamente rarissimo, è decisamente veneto, con piccoli ceppi a Venezia e Marostica nel vicentino, potrebbe trattarsi di un'alterazione dialettale del nome slavo Milan, come potrebbe anche trattarsi di una forma dialettale tronca del nome medioevale Melanus (vedi MELANI).
MELANESI Melanesi, quasi scomparso, dovrebbe essere originario dell'anconetano e derivare dall'etnico di Melano, una frazione di Fabriano, appunto nell'anconetano.
MELANI
MELANO
Melani è molto diffuso in tutta la Toscana, in particolare a Prato, Pistoia, Agliana e Quarrata nel pistoiese, Firenze, Livorno e Pisa, nel perugino ed a Roma, Melano invece è decisamente piemontese, di Torino , Beinasco, Cavour e Collegno nel torinese e di Saluzzo nel cuneese, dovrebbero entrambi derivare dal nome medioevale Melanus, di cui abbiamo un esempio in Piemonte in un atto del 1305: "...Nomina syndicorum et ambaxatorum comunium et locorum terre et marchionatus. Pro terris et comunibus locorum de Ultrabulmidam, Vescontus de Lacavana de Novis ; pro terris et comunibus locorum de ultra Tanagrum, Manfredus Dagna, Franciscus Gualfinaria, Phyliponus Roliatus, Gullielmus Sburlatus, Henricus Moycius, Rofinus Carena ; pro terris et comunibus Montisferrati, de Montecalvo Franciscus de Laporta, Ardicionus de Prato, de Camino Iohannes Barocia, Germanus de Lassa, de Pontesturie Iacobus Spelta, Bocius de Monteregio, Gullielmus de Franco et Gasparonus Formentus, de Lu Petrus Bocius et Ferrandus de Laval, de Montebello Facius de Monte, Conradus Cavallus, Facius Andreas et Henricus de Folcimagna, de Tongo Bos de Ulisengo et Marcabotus de Soanengo, de Casorcio Petrus Bava et Iacobus Picha, de Felizano Scolus Paynus et Damianus Morutus, de Vignali Quarterius Beccarius et Manuel Zofredus, de Roxignano Galiardus Columbus, Ucellinus Pantanus, Iosep Ferrarius et Melanus Cavalerius, de Caliano ...".
MELARDI Molto molto raro sembra essere tipico del catanese, probabilmente di Bronte, potrebbe derivare dal nome normanno Melar.
ipotesi fornita da Ranieri Melardi
Siamo originari di Bronte,in provincia di Catania e abbiamo parenti emigrati in Piemonte e in Emilia. Parrebbe che sia un unico ceppo, e da mie ricerche personali ne risulta che potrebbe derivare dal plurale della voce dialettale siciliana melarda che significa germano reale, anatra, a sua volta derivato dal francese malard.
MELATI
MELATO
Melati, assolutamente rarissimo, parrebbe dell'area tra emilia e cremonese, Melato è tipicamente veneto, in particolare del veneziano e soprattutto del padovano, di Padova, Saletto, Ospedaletto Euganeo e Albignasego nel padovano e di Mira e Venezia nel veneziano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Melatus, con il significato di dolce come il miele, nome portato ad esempio, agli inizi del 1200, dal padre del Podestà di Mantova Giacomo da Milano e nel 1430 a Firenze nei registri della Fabbrica del Duomo di Firenze si trova un Melato deto Disio maestro lengniauolo.
MELCHIOR
MELCHIORI
MELCHIORRE
MELCHIORRI
Melchior, molto raro, è specifico dell'udinese, Melchiori è tipico delle Tre Venezie, del Trentino e veronese in particolare, Melchiorre è diffuso in Abruzzo, Molise, Puglia e Campania, Melchiorri ha un ceppo in Emilia, tra ferrarese, bolognese e modenese, uno nella fascia che dal Lazio, arriva nelle Marche attraverso l'Umbria, derivano dal nome tardo latino Melchior di cui abbiamo tracce ad esempio in epoca molto remota: "...Pomum autem aureum quod videlicet Melchior, rex Numibye et Abrabum, cum triginta denariis obtulít, quondam fuít Alexandri Magni, et non fuit maioris quantitatis quam totaliter manu concludi potuit...:", uso che continua ad esempio nel 1500: "...contiones habet alias liberrimas, quarum ne unam quidem Melchior Zobel et Remboldus, suavissimi conturberniones, negligunt...".  Tracce di questa cognominizzazione la troviamo a Macerata nel 1500 con il monsignor Girolamo Melchiorri.
MELE
MELI
MELÍ
MELLE
MELLI
MELLO
MELLON
MELON
Mele è diffusissimo in tutto il sud peninsulare ed in Sardegna, Meli ha ceppi in Sicilia, Sardegna, a Roma, nel fiorentino e nel parmense, Melì, assolutamente rarissimo, parrebbe siciliano, Melle, molto raro, sembrerebbe tarentino, Melli sembra avere due nuclei, uno nel milanese ed uno tra Mantova e Modena, Mello, abbastanza raro, dovrebbe essere originario del Salento, Mellon, assolutamente rarissimo, ha un ceppo nel mantovano ed uno nel padovano, Melon, molto raro, č specifico dell'area veneto, friulano, giuliana, dovrebbero tutti derivare, direttamente o attraverso accrescitivi, dal nome medioevale Mele (Miele), nome attribuito spesso ad un figlio molto gradito e atteso.  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Pisa in uno scritto del 1161: "...Rainerius Gaetani et Ildebrandus Mele et Gerardus quondam Guffredi missi sunt,..." ed in Sardegna nel 1200, in un atto del 1240 leggiamo: "...Ex hoc publico instrumento sit omnibus manifestum quod dominus Albithellus Mele, quondam Gualfredi Mele, publicus judex Castelli Castri Kallaritani et domini Ugolini de Ripafracta castellani eiusdem Castri...".
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
MELE; MELI: mele in logudorese, meli (mebi >betacismo), in campidanese è il miele. Deriva dal latino mel - mellis; μέλι meli in greco.  Vedi Melis). Su mele/i (mebi) dessa matta: è la resina dell'albero. Sa bucca 'e meli è la donnola. Unu cuaddu melìnu o mebìnu = un cavallo falbo, col manto colore del miele. Amelai/re (amebai) = addolcire, in senso figurato o mettere il miele ai dolci, ad esempio alle "pardulas" (formaggelle). Melis, Mele, Meli, hanno la stessa origine: Melis è diffuso in tutta la Sardegna, Mele soprattutto nel centro - nord, Meli, con il numero più alto di presenze nell'Oristanese. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, figurano: Mele Barçòlo, jurato ville Sia Sancte Lucie (* Sia Sancte Lucie. Odierno Siamanna. Contrate Campitani Simagis); Mele Barisono, jurato ville Sedilo; Mele Comita, ville Fonte (* Fonte.distrutto .della Diocesi di Dolia. Barbagie Ollolai et Curatorie Austis); Mele Crescente, jurato ville Capriles ( * Capriles.distrutto. Contrate Campitani Simagis); Mele Franciscu(piccinnu), ville de Sardara (** SARDARA MONTIS REGALIS...11 GENNAIO 1388, et ego...Gadulesu Margiano habitator velle Sardara, sindicus actor et procurator universitatis Contrate Montis Regalis et villarum et etc. In posse Virde Andrea, Virde Joanne, de Civitate Sasseri, notarii publici, die XI Januarii 1388); Mele Franciscu, ville de Sardara; Mele Gonnario, ville Sammungleo (* Sammungleo.odierno Samugheo. Mandrolisay o Barbagia di Belvì); Mele Joanne, jurato ville Fonte; Mele Joanne, ville de Sardara; Mele Juliano, ville Ecclesiarum. ( ** Villa Ecclesiarum.odierno Iglesias. Et ego De Nelli Pelipaparius Ludovicus, civis et habitator terre et Ville Ecclesiarum.sindicus, procuratoruniversitatis Ville Ecclesiarum.seu a Formenyino Joanne, capitano, camerlengo Ville Ecclesiarum di Sigerro. Omnibus habitatoribus dicte terre Ville Ecclesiarum, congregatis in Curia Magna.in posse Virde Andree, quondam Virde Joannis de Civitate Sasseri.nona die januarii 1388); Mele Laurencio, jurato ville Loddu (* Loddu.distrutto. Contrate Partis Varicati - Barigadu); Mele Margiano, ville Laconi (** Laconi.et Contrate Partis Alença et etc. seu Atara Barçolo, officiali Curatorie de Parte Alença. In posse Penna Ambrosii et filii Guiducii (Penna) notari...die XII januarii 1388.( nisi pastores bestiarium et etc.); Mele Mariano, majore ville Leonissa (* Leonissa .distrutto..Lunissa (Atzàra). Mandrolisay o Barbagia di Belvì); Mele Masedu, ville Selluri (** Selluri - Sedduri - Seddori: odierno Sanluri. Et ego Capula Marcus .sindicus, actor et procurator ville Selluri.seu a Petro De Castay, locuntenente capitanei et Margiano Costa, locuntenente potestatis terre Selluri et omnibus habitatoribus dicte terre, congregatis. X die januarii 1388); Mele Nicolao - de Castri Januensis(Castelsardo); Mele Nicolao, majore ville Desilo(Desulo); Mele Nuscasio - de Bosa(Bosa); Mele Petro, jurato ville Aidu (* Aidu. Aido.odierno Aidomaggiore. Contrate Partis de Guilcier); Mele Petro, ville Laconi; Mele Salvator - de Aristanni (*** Aristanni: elenco dei nomi dei firmatari della PETIZIONE. Omnes cives mercatores et habitatores dicte civitatis.nisi pastores bestiaminum et quorum dificulter demorari non poterant.congregati. Porta la data : die XIIII mensis Januarii M°. CCC°. LXXXVIII° et etc.); Mele Sandro, jurato ville Busche ( * Busache.odierno Busachi. Contrate Partis Varicati); Mele Simono, ville de Sardara; Mele Sisinnio, jurato ville Desilo. Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI°, XIII° secolo, figurano: Mele N. N sposa a Goantine Taras e Mele Goantine (187 - scambio): donaitimi Barusone Mellone puru sa parzone sua et  dessos fratres: et ego donailli duos sollos de denaris. Testes: donnu Nigola, priore de Bonarcado et donnu Petru Coco preideru de Mili Pikinnu et Goantine Mele et Goantine Coco et Goantine de Kerki, maiore de cavallos de stalla de iudice. Nella storia Ricordiamo un certo Mele Albizello, cittadino pisano, pubblico giudice di Castel di Castro Callari, e Mele Ildebrando, cittadino pisano, fratello di Albizello (siamo nella prima metà del XIII° secolo). Attualmente il cognome Mele è presente in 1122 Comuni italiani, di cui 128 in Sardegna( facciamo qui notare che Mele, nella penisola deriva dall'italiano mela  - latino malum; e Meli dall'italiano melo, latino malus): Nuoro 178, Sassari 166, Siniscola 159, Oristano 158, etc. Meli è presente in 610 Comuni italiani, di cui 30 in Sardegna: Cabras 208, Oristano 71, Santa Giusta 53, etc.
MELECCHI
MELECHI
Melecchi è un tipico cognome del bolognese abbastanza raro, sembrerebbe di Galliera e della stessa Bologna, Melechi, leggermente meno raro, parrebbe del Salento, di Salice Salentino nel leccese, potrebbero derivare dal nome medioevale Melechius, derivato dall'ebraico Melech che ha il significato di Re, le tracce più antiche che si hanno di queste cognominizzazioni risalgono al 1700.
MELEGARI Melegari è un cognome tipicamente parmense, dovrebbe derivare dal mestiere di coltivatore di melica (saggina o miglio indico), o di produttore di scope, tracce di questa cognominizzazione la troviamo nella prima metà del 1300 a Pisa con un certo Johannes Melegarius in qualità di Rettore dell'Ospedale pisano dedicato a San Giovanni Gerosolomitano.
MELETTI
MELETTO
Meletti è un cognome diffuso in Emilia, in particolare nel modenese, bolognese e ferrarese, e nel pesarese, Meletto, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente, dovrebbe derivare da nomi di località come Meletto vicino a Montecatini, Meleto di Rimini o altri simili.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
II cognome Meletti, non molto rappresentato nel Modenese, sembra rifarsi al nome personale Milittus documentato nel 1182, seppur non è un Meleto, nome locale, con lo scambio di suffisso -etto per -oto, come avviene nel cognome Castagnetti, movente da un Castagneto. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.
MELFI A vari ceppi nel meridione d'Italia, in Molise, Puglia, Salernitano, Lucania e ragusano, dovrebbero tutti derivare dal toponimo Melfi (PZ).
MELIADO
MELIADO'
Meliado è quasi unico, dovrebbe trattarsi di una forma aterata dell'appena meno raro Meliadò, che è specifico della Calabria, del reggino in particolare e di Lamezia Terme nel catanzarese, e che dovrebbe derivare da un'alterazione dialettale del nome greco Μελιηδής  Meliedes (dolce come il miele).
MELIBEI
MELIBEO
Sia Melibei che Melibeo sono praticamente unici, dovrebbero derivare dal nome greco Meliboeus, personaggio della prima ecloga delle Bucoliche di Virgilio: "...O Meliboee, deus nobis haec otia fecit. namque erit ille mihi semper deus, illius aram saepe tener nostris ab ovilibus imbuet agnus. ille meas errare boves, ut cernis, et ipsum ludere quae vellem calamo permisit agresti...".
MELICA
MELICHI
Melica ha un piccolo ceppo nel Salento, a Lecce e nel leccese a Specchia, Gallipoli e Casarano, con presenze comunque sparse in tutto il paese, Melichi, che sembrerebbe unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione del precedente, che potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine melica (mais), forse ad indicare nei capostipiti dei coltivatori di questo cereale.
MELICONI Meliconi è tipicamente emiliano, del bolognese, di Bologna, Zola Predosa e Monte San Pietro, secondo un'ipotesi potrebbe derivare da un soprannome accrescitivo originato dal termine melica (mais), forse ad indicare nei capostipiti dei coltivatori di questo cereale, secondo un'altra ipotesi si tratterebbe invece dell'accrescitivo di una forma distorta del nome Melchiorre, che attraverso la forma apocopata Melchio diventa poi Melico.
MELIDDO Meliddo è specifico di Gravina in Puglia nel barese, dovrebbe derivare da un nome arcaico o soprannome dialettali, con il significato di mieloso o dolce come il miele.
MELIDEI
MELIDEO
Entrambi tipici dell'area teatino, pescarese, Melidei è assolutamente rarissimo, mentre Melideo è ben diffuso a Chieti e Casalincontrada nel teatino ed a Tocco da Casauria e Manoppello nel pescarese, dovrebbero derivare dal nome di origine greca Melidoeus.
MELILLI Melilli è tipico siciliano, deriva dal toponimo Melilli (SR), tracce di questo cognome si trovano ad esempio a Comiso (RG) già nel 1600.
MELILLO
MILILLO
Melillo è assolutamente campano, Milillo è specifico del barese, potrebbero derivare da un nome tardo latino Melillus o Mellilus (dolce come il miele), tracce dell'uso di questo nome le troviamo ad Andria nella seconda metà del 1400: "...Fr. Melillus de Sabanica, Andriensis, an. 1490, die 24 Sept. obtinuit Episcopatum Andriae in Apulia..."..
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
è diffuso in Sicilia, Calabria, Lucania, Puglia, ma soprattutto in Campania. Deriva dal vocabolo napoletano 'melillo' = piccola mela; cfr. anche Melilli e Milillo. Fonte: G. Rohlfs, Diz. storico dei cognomi nella Sicilia Orientale, 1984, p. 127
MELINC
MLINZ
Entrambi rarissimi e tipici dell'udinese, derivano dal cognome sloveno Melinz.
MELINI
MELINO
Melini è estremamente raro, ha una presenza in Romagna ed una a Roma, Melino ha un ceppo nel foggiano ad Anzano di Puglia in particolare ed uno nella Sardegna settentrionale, un ceppo probabilmente non secondario è presente a Sesto Calende (VA), derivano dal nome medioevale Melinus di cui abbiamo un esempio in un testo del 1500: "...Introducuntur duo colloquentes pastores, alter ovium Melinus, quasi dicas ovinus, nam inter alia m/hlon Graecis etiam ovem significat. Alter caprarum nempe Aepolus quem Latini caprarium vocant....".
MELIOLI Melioli è specifico di Reggio Emilia con presenze anche ad Albinea, Quattro Castella e Scandiano nel reggiano ed a Parma e Mezzani nel parmense, dovrebbe derivare dal nome medioevale Meliolus, una forma ipocoristica del nome Melior (Migliore), con il significato di Migliorino, tracce dell'uso di questo nome le troviamo in una Carta diffinitionis dell'anno 1270 a Polesine Parmense nel parmense: "... Nomina vicinorum Polixeni Sancti Viti sunt hec: Meliolus de Marsiliis, Losus de Trepinis, Bathelana de Marsiliis, Iacobinus de Ymnis. Qui omnes fuerunt concordes ad interogationem Nicolay de Asinellis notarii, interrogantis nomine dicti episcopii Cremone, et domini Bonesoli, domini Iacobini, monachorum dicti monasterii Sancti Laurentii, interrogantium nomine dicti monasterii, quod confines erant ipsius aque suprascripta strata Burgi Novi, ...".
MELIS Specifico del sud della Sardegna, dovrebbe derivare da un vocabolo in lingua sarda che significa miele.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
significa di miele, deriva dal latino mel, mellis o dal greco meli. È tra i cognomi più diffusi in Sardegna. Se consideriamo poi che prima di Melis troviamo Mele e Meli, i quali hanno la stessa origine, la sua presenza (come etimologia e significato) aumenta di numero. Melis è presente nell'isola in 232 Comuni su 377, più diffuso nel centro sud dell'isola; Mele e Meli invece contano più presenze nel centro nord. Nelle carte antiche Melis è cognome raro, mentre è più diffuso Mele e con meno frequenza Meli. MELE: è presente in Sardegna in 128 Comuni su 377,  Sono 23 i Mele firmatari della Pace di Eleonora del 1388, *LPDE e tra questi citiamo: Mele Mariano, majore (sindaco) ville Leonissa (villaggio distrutto..Lunissa (Atzàra) Mandrolisay o Barbagia di Belvì); Mele Nicolao, majore ville Desilo (odierno Desulo. Mandrolisay o Barbagia di Belvì); Mele Franciscu (piccinnu), ville de Sardara; Mele Franciscu, ville de Sardara. Nel Condaghe di S. Maria di Bonarcado *CSMB, sono citati 2 Mele, ma si tratta di due coniugi: Mele N N sposa a Gosantine Taras (126) e Mele Gosantine (187).
MELISSA
MELISSE
MELISSI
MELISSO
Melissa parrebbe avere un ceppo nell'udinese ed uno calabrese, Melisse, Melissi e Melisso, sono assolutamente rarissimi e dovrebbero tutti avere origini meridionali, potrebbero derivare da varie forme neogreche per ape ad indicare forse la professione di apicultore del capostipite, ma è pure possibile una derivazione dal toponimo Melissa (KR) o da variazioni del nome di origine greca Melissa, così si chiamava la ninfa che fece innamorare il Dio Apollo.
MELISSANO Melissano è tipico del leccese, di Cutrofiano, Ruffano e Lecce, dovrebbe derivare dal nome del paese leccese di Melissano, probabilmente il luogo d'origine dei capostipiti, toponimo che dovrebbe derivare dalla ricca produzione di miele della zona.
MELISSARI Melissari è tipicamente calabrese, di Palmi nel reggino e di Catanzaro, dovrebbe derivare da un soprannome grecanico μέλισσαρες melissares originato dal fatto che i capostipiti facessero forse il mestiere dell'apicultore.
MELITA Melita è un cognome tipicamente siciliano, di Messina e del messinese, di Catania, Mascali, Giarre e di Fiumefreddo di Sicilia e di Mazzarino nel nisseno, dovrebbe stare ad indicare un'origine maltese delle famiglie, Melita è infatti il nome latino dell'isola di Malta.
MELITO Melito ha un ceppo campano nel napoletano e nell'avellinese in particolare ad Ariano Irpino, uno nel reggino a Motta San Giovanni ed uno ad Alcamo nel trapanese, dovrebbe derivare dal cognomen latino Melitus, a sua volta derivato dal termine greco meli (miele), e che significherebbe dolce come il miele., di questo nome abbiamo un esempio nell'Apologia di Socrate di Platone nella versione di Ficino: "...Ex his autem Melitus, et Anytus, et Lycon contra me surrexerunt. Melitus quidem ob poetas mihi infestus; Anytus vero ob artifices atque reipublicae gubernatores; Lycon denique gratia rhetorum. Quamobrem, quemadmodum ab initio dicebam, admirarer equidem, si opinionem istam...", ma è pure possibile una derivazione dai toponimi Melito (SA), Melito di Napoli (NA), Melito Irpino (AV) o Melito Porto Salvo nel reggino.
MELLA Mella potrebbe avere alcuni ceppi nel Veneto ed uno nel milanese, dovrebbe derivare da uno dei vari toponimi contenenti il termine relativo al fiume Mella, come Azzano Mella, Bagnolo Mella, Tavernole sul Mella tutti nel bresciano.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Mella è un cognome principalmente lombardo ma diffusissimo anche nel Veneto, non ha niente a che fare con Melli, Meli e le loro derivazioni. Si tratta, infatti, di un aferetico da Jacomella che è da riportare al cognome Giacomi.
MELLACE
MELLACI
Mellace è tipicamente calabrese, di Catanzaro, Satriano e Squillace nel catanzarese, e di Crotono e Isola di Capo Rizzuto nel crotonese, Mellaci, quasi unico, è una variante del precedente, dovrebbero derivare dal termine dialettale per produttore di miele, indicando che probabilmente il capostipite facesse l'apicultore.
MELLEA Mellea è tipico di Montepaone e Catanzaro nel catanzarese, dovrebbe derivare dal termine latino mellea (dolce come il miele, melodiosa), o, più probabilmente dal nome medioevale femminile latino Mellea, di cui abbiamo un esempio in un epigramma del 1500: "O nimis semper mea vere amata // Mellea, o nostri pia cura cordis, // quanta de te perpetuo subit mi // causa timoris!  // eminus quanquam iaculetur altus // aureos in te radios Apollo, // torquor ne fictus amans in illis // forte lateret....".
MELLERA Mellera è decisamente lombardo, ben attestato a Cava Manara nel Pavese, ed a Varenna e Lecco nel lecchese, potrebbe derivare da un vocabolo dialettale originato dal termine mèlla (spada finta), ma più probabilmente deriva da un nome di località ora scomparsa.
MELLINI
MELLINO
Mellini sembra avere più ceppi, nel bresciano, nel bolognese, nella fascia centrale e nel napoletano, Mellino ha nuclei sparsi a macchia di leopardo in Liguria e Piemonte occidentale, nella zona di Nule fra sassarese e nuorese, a Roma, nel napoletano e nell'area dello stretto di Messina, dovrebbero derivare dal nome Mellino. Tracce di questa cognominizzazioni si hanno nel libro delle sentenze di San Miniato (PI) all'anno 1559 troviamo il Notaio criminale Marco Mellini di Benedetto da Vicchio (FI) e anche nel 1600 a Roma con il Cardinale Gio. Garzia Mellino Romano.
MELLONE
MELLONI
Mellone è tipicamente meridionale con un ceppo tra napoletano e salernitano, uno tra tarentino, brindisino e leccese, ed uno nel catanese a Militello in Val di Catania, Melloni è tipicamente emiliano, soprattutto del ferrarese e bolognese, con un ceppo anche nel fiorentino, dovrebbero derivare dal nomen latino Mellonus di cui abbiamo un esempio in "Cneus Mellonus Vicanus frumentarius legionis VIII Augustae piae constantis Commodae", nome portato ad esempio da Mellonus il primo arcivescovo di Rouen in Francia, sulla cui lapide si legge: "... Qui se pro populis devovet hostiam // Mellonus tacita se nece conficit; // Mactatus celeri morte Nicasius // Christum sanguine praedicat.", i ceppi meridionali potrebbero anche derivare dal termine dialettale meridionale mellone (melone, il frutto).
MELLUCCI
MELLUCCIO
MELUCCI
MELUCCIO
Entrambi tipicamente napoletani, Mellucci è assolutamente rarissimo, mentre Melluccio ha un ceppo anche a Roma, Melucci ha un ceppo nel riminese, uno tra romano e latinense, uno in Campania, soprattutto nel casertano ed uno nel tarentino, Meluccio, estremamente raro, parrebbe del salernitano, potrebbero derivare da forme ipocoristiche dell'aferesi del nome Carmelo, probabilmente portato dal capostipite, in alcuni casi si potrebbe trattare di cognomi attribuiti a neonati abbandonati presso monasteri carmelitani.
MELLUSI
MELLUSO
MELUSO
Mellusi, molto raro, ha un ceppo ad Ischia, isola del napoletano, ed uno a Torrecuso nel beneventano, Melluso, decisamente più diffuso, ha un ceppo a Napoli e nel napoletano, un piccolo ceppo nel foggiano, uno in Calabria, soprattutto a Briatico nel valentiano ed a Bagnara Calabra nel reggino, è presente anche in Sicilia, soprattutto a Palermo, ma anche nell'agrigentino, nel messinese e nel catanese, Meluso, praticamente unico, è palermitano, dovrebbero tutti derivare da soprannomi o nomi derivati dal termine tardo latino melusus o mellusus (dolce come il miele), troviamo tracce di queste cognominizzazioni molto antiche nel 400 con un Timotheus Melusus elemento attivo del patriarcato di Gerusalemme ed ad Aversa fin dal dodicesimo secolo, dove in un atto del 1126 risulta un certo Petrus Mellusus.
MELODI
MELODIA
Melodi, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere dovuto ad errate trascrizioni di Melodia, che ha un piccolo ceppo tra casertano e napoletano, uno altrettanto piccolo tra barese e materano, ma il ceppo principale è in Sicilia ad Alcamo nel trapanese, a Palermo ed a Gela nel nisseno, e che dovrebbe derivare da nomi o soprannomi originati dal termine greco antico μελώδώς  melodos  (in modo melodioso), forse ad indicare nei capostipiti dei cantanti o dei musici.
MELONCELLI Abbastanza raro sembra avere due ceppi, uno nel ferrarese ed uno nel bergamasco, potrebbe derivare da un soprannome.
MELONE
MELONI
Melone ha un ceppo ad Alghero (SS) ed un grosso nucleo nella zona che comprende Lazio, Abruzzo e Campania, Meloni, molto comune, è diffuso in tutta l'Italia centro settentrionale ed in Sardegna, dovrebbero derivare dal vocabolo melone-i, tracce di questa cognominizzazione si trovano a Pozzomaggiore (SS) nel 1400 ed a Ghedi (BS) in un atto di donazione con il quale il nobile Ottaviano Gaifami di Brescia adotta un certo Luigi Meloni nato nel 1530 e lo nomina suo erede.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
il Melone ed il Meloni di Sardegna derivano dal nome del frutto melone che deriva dal tardo latino melonis. In molte regioni d'Italia lo si chiama popone, dal latino peponis o dal greco peponos. Si tratta di un cognome diffuso in tutta la Sardegna, in 245 Comuni su 377.  Nelle carte antiche è presente come Meloni e come Melone. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE 1388,  vi sono 10 Melone  e 9 Meloni, tra i quali citiamo: Melone Gomita, majore ville Ogiastra (odierno Ollasta Simaxis. Contrate Campitani Simagis); Melone Petro, majore ville Bannari (odierno Bannari. Partis de Montibus); Meloni Petro, majore ville Siris (odierno Siris. Partis de Montibus); Meloni Michele, jurato ville Abba Santa. Nel Condaghe di San Pietro di Silki, *CSPS, figurano due Melone e un Meloni: Melone Furata(moglie di Piras Comita), in una spartizione di servi (parthizione de servis), *CSPS 15°, Melone Susanna(moglie di Pithos Jorgi), parthizione de servis, *CSPS 15°, Meloni Petru, postura(donazione) de servis, *CSPS 59°. Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado sono citati 10 Melone, tra i quali il più in alto grado è Melone Iohanne, priore di Santa Maria di Bonarcado, *CSMB 123,151, 156, 157, 160. Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, *CSNT, sono riportati 10 Melone, tra i quali citiamo: Melone Furatu, Armentariu de Sigillu e maiore d'Iscolca in Iafe(odierna Giave).
MELORA
MELORO
Melora, quasi unico, è campano, dovrebbe trattarsi di una forma alterata del cognome Meloro, che è tipicamente campano anch'esso, di Bagnoli Irpino nell'avellinese, di Napoli e di Olevano sul Tusciano e Salerno nel salernitano, e che dovrebbe derivare dal nome medioevale Meloro, nelle Opere spirituali del padre Pietro Ansalone, della Compagnia di Gesù leggiamo di San Meloro martire del quinto secolo: "... Ti vaglia anche di sprone a quest'opera di Misericordia il veder come si è dichiarata bene spesso co' miracoli ,'Onnipotenza per autenticarla. Di San Meloro Martire scrive il Bollando, che avendogli il carnefice mozzato il capo, che gli convenne portar per lungo tratto di via, gionto in una solitudine, arso di sete cominciò a dire a se stesso...".
MELOTTI Due nuclei, uno tra Brescia e Verona ed uno nel mantovano e bolognese, dovrebbe derivare da toponimi contenenti il nome del fiume Mella.
MELPI Unico, presente solo a Melegnano, potrebbe trattarsi di un errore di trascrizione del cognome Melli o Melzi. Secondo l'ipotesi di un nostro lettore potrebbe derivare dal nome etrusco di Melzo (Melpum).
MELPIGNANO Melpignano è un cognome tipicamente pugliese, d el brindisino e di Ostuni in particolare, deriva dal toponimo Melpignano (LE).
MELZI Assolutamente milanese, dovrebbe derivare dal toponimo Melzo (MI).
MEME'
MEMMI
MEMMO
Memè sembra avere un ceppo nell'anconetano ed uno tra Roma e Latina, è molto raro, come Memmi che sembra avere un nucleo nel Salento ed uno nel grossetano, Memmo è specifico della provincia di Pescara, con ceppi anche nel Veneto, potrebbero derivare dal cognomen latino Memmius, come leggiamo in Cicerone (53 a. C.): "...Eodem die Gabinium ad populum luculente calefecerat Memmius sic, ut Calidio verbum facere pro eo non licuerit. ...", o dall'aferesi del nome Guglielmo, ma anche dal nomen latino Memmo (Memmonis) di cui abbiamo un esempio in epoca medioevale come leggiamo da una lapide: "IN HONOREM BEATI MATERNIANI ANNO MCCLXXIIII FUSA SACERDOTUM..OCCONIS MEMMONIS TEMPORIBUS ULRICI... CONIS".  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Venezia dove nasce nel 1509 Giovanni Maria Memmo che dopo vari importanti incarichi nell'amministrazione della Repubblica Veneta venne inviato come ambasciatore presso la corte dell'imperatore Carlo V°, in Toscana nel 1200 con un allievo di Giotto, come scrive il Vasari: "...Furono anco discepoli di Giotto, Pietro Laureati, Simon Memmi sanesi...".
MEMEO Memeo ha un ceppo a Roma, nel romano e nel frusinate, ma il ceppo principale è ad Andria nel barese, con presenze significative in tutto il barese ed a San Ferdinando di Puglia nel foggiano, si dovrebbe trattare di una forma ipocoristica locale dell'aferesi del nome Bartolomeo, anche se non si può escludere una derivazione dal cognomen latino Memmius (vedi MEME')
MEMMOLA
MEMMOLI
MEMMOLO
MEMOLA
MEMOLI
MEMOLO
Memmola sembra brindisino, Memmoli è quasi unico, Memmolo parrebbe dell'avellinese, Memola, abbastanza raro, dovrebbe essere di origini baresi, Memoli è tipico del salernitano di Salerno e di Cava dei Tirreni, con un ceppo anche nel barese, Memolo. quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione del cognome Memmolo, dovrebbero derivare tutti dal nome Memius, Memia era una gens latina di origine plebea, con questo nome si ricorda San Memius vescovo di Chàlons in Francia nel I° secolo.
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