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MENABOI
MENABUE
Menaboi toscano è praticamente unico, Menabue è tipico di Modena e del modenese, di Vignola, Castelnuovo Rangone, Formigine e San Cesario sul Panaro, dovrebbero derivare dal nome medioevale Menabove di cui abbiamo un esempio in un breve investiture dell'anno 1173 a Pavia: "Anno dominice incarnationis millesimo centesimo septuagesimo tercio, die veneris qui est septimus dies mensis decenbris, indictione sexta. Per cartam de manu dominus Olricus, abbas monasterii Sancti Petri Celi Aurei, per consensum Iohannis de Baila, monachus suprascripti monasterii, a parte ipsius monasterii investivit Petrum et Menabovem patrem et filium, per suprascriptum Petrum missum et filium ipsius Menabovis, nominative omnes res illas iuris suprascripti monasterii quas ipsi olim tenebant per massaricium ex parte suprascripti monasterii et que esse videntur in loco et fundo Rovoscalla ...", tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel lucchese agli inizi del 1400, in un atto del 1412 dove un certo facoltoso Antonio Menabuoi di Landuccio di Villa Basilica viene citato come committente di un lavoro orafo.
MENABONI
MENABUONI
Sia Menaboni che Menabuoni, assolutamente rarissimi, dovrebbero essere del centro Italia, dovrebbero derivare da un nome augurale mediovale italiano.
integrazioni fornite da Michele Zucaro
Menabuoni è cognome del basso Abruzzo, reso celebre dal nobile Mena, un D'Aragona che il 3 marzo 1787 si distinse nell'epica battaglia contro i feudi di Pescara per una risoluzione pacifica del conflitto e da allora fu soprannominato MENA BONUS. Inoltre viene ricordato per le nozza con Vittoria D'Aragona, sorella dell'ultimo discendente del nobile casato spagnolo, Fernando Ximenes, sposata nell'antica Histonium nel 1777.
MENAFRA
MENAFRE
MENAFRO
MINAFRA
MINAFRO
Menafra ha un ceppo a Napoli ed uno tra Sala Consilina nel salernitano e Brienza nel potentino, Menafre è quasi unico, Menafro ha un piccolo ceppo a Napoli e presenze nel foggiano, Minafra è tipicamente pugliese, con un grosso ceppo nel barese, in particolare a Ruvo di Puglia e Bari, ma ben presente anche a Barletta, Terlizzi, Corato ed Altamura, e con un ceppo anche nel leccese a Galatina e nel foggiano a Lucera ed Orta Nova, Minafro, quasi unico, ha qualche rara presenza nel foggiano e nel leccese, abbastanza ardita l'ipotesi che farebbe derivare questi cognomi da alterazioni dialettali del nome del paese di Venafro in Molise, una seconda ipotesi li farebbe derivare da soprannomi basati sul termine latino aper (cinghiale), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo agli inizi del 1700 a Brienza con Domenico Antonio, che nel 1718 divenne Vescovo di Acerno.
MENAPACE Menapace ha un ceppo trentino a Tassullo, Tuenno, Cles e Trento, con ceppi anche in provincia di Bolzano a Laives e Bolzano, ha un ceppo veneto a padova ed uno molto piccolo a Carrara e Livorno, dovrebbe derivare dal nome medioevale Menapace con il significato di colui che porta la pace, probabilmente in una famiglia che di pace aveva particolarmente bisogno, in alcuni casi può trattarsi di un cognome attribuito ad un trovatello, tracce di questa cognominizzazione le troviamo nella seconda metà del 1600 a Villa di Tirano dove esercita il Notaio Salvatore Menapace Vicedomini fu Francesco abitante a Villa di Tirano.
MENARBIN Menarbin, molto molto raro, è sicuramente veneto, dovrebbe derivare da un sopranome dialettale beneaugurante basato sull'alterazione del termine veneto menarbon (portafortuna), o su di una sua forma arcaica.
MENARDI
MENARDO
Menardi ha un grosso ceppo a Cortina d`Ampezzo (BL) e presenze significative nel cuneese, Menardo ha vari piccoli ceppi in Lombardia e Piemonte, probabilmente secondari, ed un ceppo principale nel rovigoto a Lendinara soprattutto, dovrebbero derivare dal nome medioevale Menardus di cui abbiamo un esempio verso la fine del XII° secolo: "Domnus Menardus quondam abbas de Moris, vir religiosus et piae recordationis, mirabilem quamdam visionem quasi de alio retulit nobis, quam tamen sibimet evenisse putamus...".
MENCACCI
MENCUCCI
Mencacci è tipico della fascia litoranea dell'alta Toscana e della zona ai confini con la provincia di Perugia ed il perugino stesso, Mencucci ha un ceppo toscano, soprattutto nell'aretino, uno marchigiano nel pesarese ed anconetano ed uno romano, derivano, attraverso un ipocoristico od un dispregiativo familiare, da una forma aferetica contratta di una variazione del nome Domenico, che prima per aferesi diventa Menico, poi si contrae in Menco, e quindi Mencaccio o Mencuccio.
MENCARINI
MENCARINO
Mencarini è tipico dell'Italia centrale, ha un ceppo nel lucchese a Lucca, Capannori, MOntecarlo, Viareggio e Porcari, a Pescia nel pistoiese ed a Cortona nell'aretino, la cui origine potrebbe essere dal nome del paese di Mencarini, una frazione del comune di Montecarlo nel lucchese, esiste un ceppo a Perugia, uno a Fano nel pesarese ed uno a Roma, Mencarino è specifico del ternano, di Orvieto in particolare, dovrebbero derivare da una forma ipocoristica aferetica del nome Domenico.
MENCHELLI
MENICHELLI
MENICHETTI
Menchelli, molto molto raro, è specifico della zona che comprende le province di La Spezia, Massa e Lucca, Menichelli è diffuso nella fascia centrale che comprende Marche, Umbria e Lazio, per Menichetti si individua un nucleo lungo l'arco che da Lucca, Livorno e Pisa, Pistoia e Prato arriva in Emilia, ed uno più consistente in Umbria, viterbese e provincia di Rieti, derivano tutti da variazioni di ipocoristici della forma aferetica del nome Domenico.
MENCHI
MENCO
MENCONI
Menchi ha un ceppo nella fascia centrale che comprende la Toscana, il perugino e le Marche meridionali, ed uno a Roma, Menco è assolutamente rarissimo, Menconi, decisamente toscano è tipico di Carrara, potrebbero derivare, direttamente o tramite un accrescitivo, da modificazioni dialettali contratte dell'aferesi del nome Domenico.
MENDARO Mendaro, estremamente raro, è specifico del savonese, dovrebbe derivare dal nome medioevale Mendaro, una leggenda finalese narra la storia cinquecentesca di Mendaro e Belenda due amanti vittime dei soprusi di Alfonso Del Carretto feudatario di Finale Ligure, secondo un'altra ipotesi potrebbe derivare dal nome del paese di Mendaro vicino a San Sebastian nei Paesi Baschi.
MENDICINO Abbastanza raro, di origini calabresi, dovrebbe derivare dal toponimo Mendicino nel cosentino.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Mendicino è un cognome calabrese dal toponimo Mendicino (CS), la cui origine dovrebbe essere la parola 'monte' attraverso la forma medievale di 'Monticino'.
MENDITTI
MENDITTO
Menditti ha un ceppo a Foggia e presenze nel casertano e napoletano, Menditto è specifico del casertano, di Aversa, Casagiove, Carinaro, Trentola Ducenta, Caserta, Teverola, Santa Maria capua Vetere, Lusciano e Piedimonte Matese, dovrebbero derivare da ipocoristici di forme aferetiche contratte del nome Domenico, secondo un'altra ipotesi sarebbero invece di origini spagnole e deriverebbero da un'italianizzazione di un aggettivo originato dal termine basco mendi (monte, montagna) e sarebbero l'equivalente del termine italiano montanaro.
MENDOLA Abbastanza raro è originario della Sicilia occidentale, può derivare dal nome di località Mendola, abbastanza comune in Sicilia, ad esempio Mendola di Terme Vigliatore (ME). Famoso, per la sua biblioteca di circa 14.000 volumi e per la sua opera in campo botanico, fu il barone Antonio Mendola di Favara, che diede anche vita anche ad un museo ornitologico con annesso gabinetto d'imbalsamazione e ad un rudimentale osservatorio meteorologico
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Mendola è cognome siciliano e calabrese che viene dalla voce 'mèndula' = mandorla..
MENDOLARO Rarissimo è tipico del catanese, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale originato dal mestiere di commerciante di mendole (mandorle).
MENDOZA
MENDOZZA
Mendoza, estremamente raro, e Mendozza appena più diffuso parrebbero avere un ceppo napoletano, ed un ceppo non secondario nel nord milanese, prendono il nome da un casato nobile di origine spagnola, delle regioni basche, il cui cognome deriva dal toponimo omonimo (in lingua basca mendi = montagna ed otz = freddo).  Le prime tracce dei Mendoza le troviamo in Spagna nel 1300 con Pedro González de Mendoza.
MENDUNI
MENDUNO
Menduni è tipicamente pugliese, del foggiano, di Foggia e Cerignola e di Corato nel barese, dove è molto diffuso, Menduno, probabilmente un errore di trascrizione, è di Foggia e del foggiano, potrebbe essere di origini albanesi e derivare da un soprannome originato da un'italianizzazione del vocabolo albanese mendje (mente) o da mendoj (pensare).
MENE' Menè ha un ceppo ad Ortona nel teatino ed uno a Soriano nel Cimino nel viterbese ed a Roma, dovrebbe derivare da una forma aferetica contratta del nome Domenicus, o da forme apocopaiche di nomi come Menegaldus.
MENEGALDO Menegaldo è tipicamente veneto del veneziano e soprattutto del trevisano, dovrebbe derivare dal nome medioevale Menegaldus (una forma per Domenico), di cui abbiamo tracce nell'undicesimo secolo quando un Magister Menegaldus è professore di Retorica.
MENECALI
MENEGALE
MENEGALI
MENICALI
Menecali, quasi unico, lo troviamo oggi solo in Umbria, dove è invece più diffuso la variante Menicali, cha ha un ceppo a Città della Pieve nel perugino, uno molto piccolo adIsola del Liri nel frusinate ed a Roma, Menegale ha un ceppo a Comacchio nel ferrarese con presenze significative anche in Veneto tra padovano e veneziano, Menegali, assolutamente rarissimo, parrebbe del ternano, il ceppo principale di questi cognomi potrebbe essere di origine gota e derivare da una modificazione aferetica dialettale del termine domenicale (della domenica), (vedi DOMENICALI).
MENEGATTI
MENEGATTO
MENEGAZ
MENEGAZZI
MENEGAZZO
Menegatti è tipico del ferrarese, con presenze significative anche nel bolognese e nel Veneto, Menegaz è specifico del Cadore, Menegazzi, decisamente veneto, ha un ceppo nel veronese ed uno tra trevisano e veneziano, Menegazzo è molto diffuso in tutto il Veneto, soprattutto nel padovano e nel veneziano, Menegatto, molto molto più raro è sempre veneto, derivano tutti da modificazioni ipocoristiche dialettali dell'aferesi del nome Domenico, si trovano tracce di quest'ultima cognominizzazione a Campo San Martino (PD) fin dal 1540, nella prima metà del 1600 troviamo Giuseppe Menegatti, pittore ferrarese e nel vicentino il notaro Crestan Menegatti.
MENEGHELLI
MENEGHELLO
MENEGHETTI
MENEGHIN
MENEGHINI
MENEGON
MENEGONI
MENEGOTTI
MENEGOTTO
MENICHINI
MENICHINO
MINICHINI
MINIGHIN
MINIGHINI
MINIGHINO
Meneghelli è specifico della zona che comprende il mantovano, il trentino e soprattutto il veronese, Meneghello è più propriamente veneto, del veronese, vicentino, padovano, trevisano e veneziano, di Meneghetti, Meneghin e Meneghini si individuano due nuclei, uno veneto ed uno in provincia di Milano, Menegon è tipico del Veneto e del Friuli, particolarmente diffuso nel vicentino e nel trevisano, con presenze significative anche nel padovano, pordenonese ed udinese, presenta un ceppo secondario anche tra romano e latinense, frutto probabilmente dell'emigrazione forzata di veneti per la bonifica delle paludi Pontine, così come Menegoni che, molto più raro, è tipicamente trentino, di Caldonazzo e Trento, con ceppi anche nel latinense ad Aprilia e ad Ardea e Pomezia nel romano, Menegotti invece è caratteristico di Verona e provincia, Menegotto è più specifico di Marostica nel vicentino, Menichini ha più ceppi, uno toscano tra pistoiese, lucchese, pisano e livornese, uno umbro, laziale che comprende l'Umbria ed il Lazio, ed uno nel napoletano, Menichino, molto più raro, ha un ceppo tra napoletano e salernitano ed uno a Roma, MInichini è specifico di Napoli, Nola, San Paolo Bel Sito e Portici nel napoletano, Minighin è tipico di Fossalta di Portogruaro nel veneziano, Minighini, molto molto raro, è invece del basso udinese vicino all'area di Portogruaro, Minighino è praticamente unico ed è dovuto probabilmente ad un errore di trascrizione, derivano tutti da variazioni ipocoristiche o accrescitive, più o meno dialettali, di Menego, Menico o Minigo, una forma aferetica dialettale del nome Domenico.
integrazioni fornite da Ottavio Menegoni
Dai libri "Sul conoide dell'Arione: Aldeno" e "Centenario Emigrazione Aldenese in Bosnia", si evince che il cognome MENEGONI  ha radici ad Aldeno un paese di circa 2.000 abitanti a 8 Km da Trento già dal 1730 con ANTONIO MENEGONI. Attualmente nel  paese di Aldeno non risultano altre persone con questo cognome, in quanto gli ultimi a portarlo furono il mio bisnonno con suo fratello, che emigrarono in Bosnia a Mahovljani vicino Banja-Luka nel 1883 a seguito di un'alluvione che allagò e distrusse tutte le terre, in quel periodo il Trentino faceva parte dell'Impero Austro-Ungarico e l'Imperatore per aiutare i poveri contadini donò loro delle terre in Bosnia. Nel 1939-1940 Mussolini avendo bisogno di bravi contadini per coltivare il terreno nell'agro pontino, subito dopo la bonifica, li richiamò in Italia donando loro dei poderi agricoli tuttora appartenenti ai discendenti di quei coloni.
MENEGOLI
MENEGOLO
MENGOLI
MENGOLINI
Menegolo è un cognome rarissimo, probabilmente veronese, mentre Menegoli, ancora più raro, dovrebbe essere bresciano, Mengoli ha un grosso ceppo nel bolognese ed uno nel leccese, Mengolini ha un ceppo a Modigliana nel forlivese ed a Faenza nel ravennate, dovrebbero derivare da alterazioni dialettali di ipocoristici, più o meno complessi, dell'aferesi del nome Domenico.
MENESCARDI Molto raro è tipico di Sedriano (MI). Personaggio di rilievo è stato il pittore di scuola tiepolesca Giustino Menescardi (1720 - 1776).
MENESELLO Menesello è tipico del padovano, di Monselice, Este e Pernumia, dovrebbe derivare da una forma ipocoristica semidialettale dell'aferesi del nome Domenico.
MENESTRINA Menestrina è tipico di Trento, con un ceppo anche a Bolzano, dovrebbe essere originario della frazione di Sopramonte di Trento, potrebbe derivare da un soprannome riferito ad una particolare minestra, resa forse famosa da una specifica occasione, troviamo tracce di questa cognominizzazione agli inizi del 1500 a Trento in un atto: "Anno 1512, indictione 15, die mercurii tertia mensis martii, in civitate Tridenti, in Contrata Plateae prope palatium, in domo habitationis mei Ioannis Antonii de Vigulo notarii infrascripti. Praesentibus Antonio filio quondam Bartholomaei de la Menestrina de Supramonte, Antonio filio quondam Marcheti de Prunchato de dicto loco de Supramonte, et magistro Ioanne fabro lignario filio quondam Michaelis sutoris de Dro comitatus Archi testibus....".
MENGA
MENGHI
MENGHINI
MENGO
MENGONI
MENGOZZI
Menga è decisamente pugliese, del barese e di Monopoli (BA) soprattutto, con presenze significative anche a Foggia e nel foggiano ed a Brindisi e nel brindisino, Menghi è tipico della fascia romagnolo marchigiana, con un ceppo nel sondriese ed uno in provincia di Roma, Menghini ha un nucleo importante tra Marche, Umbria e Lazio,  con ceppi anche in Trentino, veronese, mantovano, ferrarese e bolognese, Mengo sembrerebbe avere oltre al nucleo veneziano, anche un ceppo nel maceratese, Mengoni è diffuso nella fascia dell'Italia centrale, nel fiorentino, anconetano, maceratese, Umbria e Lazio, Mengozzi è specificatamente romagnolo, derivano, direttamente o tramite ipocoristici, dall'aferesi di una modificazione dialettale del nome Domenico, dell'uso di questo nome si ha un esempio nell'elenco dell'estimo di Vignola (MO) dell'anno 1519, dove si trova scritto: "Silvestro, Mengo [e] Zorzo, fratelli di Paraviana" o a Venezia con Menghius Blanchellus (1440-1520) autore del De omni genere febrium. Et de morbidis particularibus a capite usque ad pedes. Tracce di questa cognominizzazione si trovano a Viadana (MN) nel 1600 con lo scrittore Girolamo Menghi.
MENGACCI Molto raro, è specifico del pesarese, deriva da una forma aferetica di una variazione del nome Domenico.
MENGARDA
MENGARDI
MENGARDO
MINGARDI
MINGARDO
MONGARDI
MONGARDO
Mengarda rarissimo è tipico di Samone (TN), Mengardi e Mengardo sono probabilmente dovuti ad errori di trascrizione di Mingardi che ha un ceppo principale nel bolognese, uno veneto nel vicentino ed uno nel bresciano e di Mingardo che è tipico del padovano, Mongardi è specifico dell'area emiliano romagnola che comprende nel bolognese Imola soprattutto e Bologna, Riolo Terme, Lugo e Faenza nel ravennate e Argenta nel ferrarese, Mongardo, pressocchè unico, sembrerebbe marchigiano, dovrebbero derivare tutti da variazioni dell'aferesi del nome Domenico, ma è pure possibile una derivazione dall'aferesi del nome medioevale di origine germanica Ermengardo, o dal nome franco Ermongard, che è una forma alterata del precedente, ricordiamo alla fine del 1200 Ermengardo di Sabran, conte di Ariano, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo agli inizi del 1600 nella Diocesi di MOntepulciano, dove opera il monaco Augustinus Mongardus.
MENICANTI Menicanti, assolutamente rarissimo, sembrerebbe di origini romane, dovrebbe derivare da un soprannome medioevale basato sull'aggettivo tardo latino menicans, menicantis (barcollante, oscillante, instabile), probabilmente una caratteristica del capostipite.
MENICATTI Estrememente raro potrebbe essere di origini milanesi, con un probabile ceppo anche in Valdarno, deriva da una variazione della forma aferetica del nome Domenico. Personaggio degno di menzione è stato il missionario mons. Giovanni Menicatti vescovo titolare di Tanis nei primi del '900.
MENICOCCI
MENICUCCI
Menicocci è tipico laziale, Menicucci è della Toscana occidentale e del Lazio, derivano da modificazioni dell'aferesi del nome Domenico.
integrazioni fornite da Andrea Ferreri
Ha alla base l'ipocoristico aferetico Menico del nome Domenico. Il cognome è diffuso in Toscana a Livorno, nel pisano (Cascina), lucchese (Capannori, Via Menicucci) e pistoiese (Pescia), nel Lazio a Roma e nel viterbese (Piansano e Cellere), nella Repubblica di San Marino, in Umbria a Perugia ed in Abruzzo nel chietino (Crecchio).
MENICONI Meniconi è tipico della zona tra Arezzo, Siena e Perugia, deriva da una modificazione dell'aferesi del nome Domenico, dell'uso di questo nome si hanno tracce fin dalla seconda metà del 1200 con un tal Menicone d'Asciano (SI) Notaro.
MENIN
MENINI
MENON
MENONE
MENONI
Menin è sicuramente veneto, molto diffuso soprattutto nel padovano e veneziano, ma comunque ben presente nel veronese, vicentino e trevisano, Menini è presente in tutto il nord Italia, ha un nucleo importante nell'area che comprende le province di Verona, Mantova e Brescia, Menon è molto diffuso in tutto il Veneto ed il Friuli con un ceppo anche nel modenese, Menone è unico, Menoni è abbastanza diffuso in tutto il nord, con ceppi nel genovese e spezzino, nel milanese, nel bresciano, mantovano e veronese, nel parmense e nel modenese e nel rovigoto, dovrebbero derivare, direttamente o tramite una troncatura dialettale, da una forma aferetica contratta di ipocoristici o accrescitivi del nome Domenico.
MENINNI
MENINNO
Meninni, praticamente unico, dovrebbe essere una forma alterata di Meninno, che è specifico di Grottaminarda nell'avellinese, e che dovrebbe essersi originato da una forma ipocoristica dialettale composita basata sull'aferesi del nome Domenico.
MENNA
MENNELLA
MENNELLI
MENNELLO
MENNI
MENNO
Menna è molto diffuso nel Lazio, nella zona che comprende il pescarese, il teatino in particolare ed il campobassano, la Campania, soprattutto nel napoletano ed avellinese e la Puglia, Mennella è tipicamente campano dell'area salernitana e soptattutto napoletana, con presenze anche nel foggiano, nel romano e nel latinense, Mennelli, abbastanza raro, sembra specifico di San Severo nel foggiano così come come l'ancora più raro Mennello, Menni molto raro sembra lombardo, probabilmente bergamasco o bresciano, potrebbe derivare dall'aferesi del toponimo Almenno (BG), Menno è quasi scomparso, derivano tutti, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale Menna o Mennus, di cui abbiamo un esempio in questo scritto che parla di Santo Menna: ".. Menna dictus est quasi manna a manum quod est bonum, quia virtutum bonitate indutus fuit, vel sic dictus a manna cibo soporato et albo, quia imbutus fuit candore virtutum et sapore divine gratie conditus. ..", non si può escludere che in qualche caso possano derivare da toponimi contenenti la radice Menna, come solo a titolo di esempio Santa Menna nell'aquilano, Masserie di Menna nell'iserniese o Santomenno nel salernitano. Tracce di queste cognominizzazioni si trovano a Pavia in un atto di vendita datato 1171, dove si legge: "...et iacet in via de Mulino, et est pertice quattuor et tabule tredecim; choeret ei: ab una parte via de Mulino, ab alia Opizonis Menni, a tercia Sanctus Petrus ...", nella seconda metà del 1600 troviamo una Caterina Mennella a Lacco Ameno nel napoletano.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Mennella è cognome pugliese e lucano, viene come diminutivo dal salentino mènna, siciliano minna  = 'mammella'.
MENNEA Mennea è specifico di Barletta nel barese, si potrebbe trattare di una forma dialettale antica derivata dal nome latino Mennius, di cui abbiamo un esempio nelle Historiae di Tacito: "...Mennius Ruffinus aelae praefectus, praesidium Hadriae agitans, vinxit Lucilium Bassum proditorem classis Ravennatis in speciem...", ma non si può non considerare anche possa derivare da un'alterazione del nome della Gens Menenia, che proprio nel meridione d'Italia consolidò la propria presenza.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Mennea è cognome pugliese, variante del cognome base Menna. Si tratta della cognominizzazione del soprannome Menna, che deriva dalla forma dialettale meridionale 'minna' = mammella.
MENNONE
MENNONI
Mennone, rarissimo, è tipico del casertano, probabilmente originario di Gioia Sannitica (CE), Mennoni è quasi scomparso, derivano tutti dal nome di origine greca Memno (Memnonis), dalla mitologia greca: "...De Tytone Laumedontis filio, qui genuit Mennonem....", Mennone, nato a Rodi, fu il generale dell'esercito persiano che si contrappose ad Alessandro Magno.
MENOSSI Menossi, molto raro, sembrerebbe avere un ceppo nell'udinese, soprattutto a Bagnaria Arsa, Manzano ed Udine ed uno nel mantovano ad Asola, potrebbe derivare da una modificazione dialettale di una forma contratta del nome Domenico.
MENSI Mensi ha un ceppo ad Alessandria e nell'alessandrino ed uno nel bresciano a Brescia, Villa Carcina, Ospitaletto, Gardone Val Trompia, Travagliato e Breno, dovrebbe derivare dal nome medioevale germanico Menso, Mensonis di cui abbiamo un esempio nello storico del 1500 Menso Altingius (Menso Alting): "Dissertatio historica: De Francorum Saliorum et Salicorum origine atque differentia: illustrium virorum Mensonis Altingii".
MENTA
MINTA
Di Menta esistono vari ceppi autonomi, uno piccolo tra cremonese e mantovano, uno nel genovese, piacentino e parmense, uno nel romano, frusinate e latinense, uno nel salernitano ed uno nel siracusano, Minta, praticamente unico, parrebbe piemontese, le origini possono essere diverse, i ceppi meridionali probabilmente derivano da variazioni di forme aferetiche del nome greco Amyntas (vedi AMENTA), o anche da toponimi come Menta di Ragusa in Sicilia, mentre i ceppi settentrionali potrebbero derivare dal nome medioevale maschile Aminta utilizzato ad esempio dal Tasso nel dramma pastorale «Aminta», dove il pastore Aminta, si innamora della ninfa, Silvia, e dopo varie vicende alla fine la sposa, non si può poi escludere la possibilità che il cognome derivi da un soprannome originato dalla presenza di campi di menta nelle vicinanze dell'abitazione delle famiglie.
MENTASTI Specifico di Varese, dove se ne hanno tracce almeno dal 1300, di etimologia incerta, si può ipotizzare una derivazione da soprannomi legati alle caratteristiche della località di provenienza che potrebbe essere ricca di erba menta, o dalla tipologia del terreno o anche dall'attività del capostipite produttore ad esempio di formaggio di tipo mentasto cioè prodotto con erba menta, esiste anche una teoria, poco condivisibile, secondo la quale il cognome deriverebbe da modificazione dell'aferesi del termine cementastro cioè di luogo con terreno duro come il cemento.  Personaggi di rilievo sono stati nella seconda metà del 1700 il varesino Luigi Mentasti ed il figlio Giovanni produttori di rinomatissimi organi.
MENTE
MENTI
MENTINA
MENTINI
MENTINO
Mente, molto raro, sembrerebbe tipicamente lucano, di Pomarico nel materano in particolare, Menti è tipico del vicentino, di Valdagno soprattutto, ma anche di Vicenza, Monteviale, Cornedo Vicentino e Montebello Vicentino, Mentina è quasi unico, Mentini è appena meno raro, Mentino, assolutamente rarissimo, è tipico del napoletano, di Snt'Antimo in particolare, tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dall'aferesi del nome Clemente.
MENTESANA Mentesana, abbastanza raro, è tipicamente siciliano, con un piccolissimo ceppo a Capo d'Orlando e Mistretta nel messinese ed a Caltanissetta, dovrebbe derivare da un nome medioevale attribuito da genitori che augurassero ai propri figli di poter essere sani di mente.
MENTO Discretamente raro, dovrebbe essere originario del messinese, potrebbe derivare dal nome greco Mentor o dall'aferesi del nome medioevale italiano Chimento.
MENTONE
MENTONI
Mentone, molto molto raro, è tipico di Napoli, Mentoni è assolutamente rarissimo, dovrebbero derivare da soprannomi originati da caratteri fisici del capostipite, ma è pure possibile una derivazione dall'aferesi di alcuni toponimi come Armento (PZ) o Spartimento (NA) o anche dall'accrescitivo dell'aferesi del nome Clemente.
MENUZZI
MENUZZO
Menuzzi, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione di Menuzzo, che è un cognome, molto raro, specifico del trevisano, di Breda di Piave, Ponzano Veneto e Treviso, che dovrebbe essere originato da una forma ipocoristica di una contrazione dell'aferesi del nome Domenico.
MENZI
MENZIO
MENZO
Menzi è quasi unico, Menzio è tipicamente piemontese, del torinese, di Torino, Chieri, Pino Torinese, Isolabella, Moncalieri e Caselette, Menzo è siciliano, di Enna e di Niscemi nel nisseno, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da italianizzazioni del nome germanico medioevale Menz, o Meinz, una forma ipocoristica del nome Meinhardt, a sua volta una forma contratta del nome Maginhard, composto dai termini magin (forza) e di hard (duro), difficile ipotizzare un collegamento con il Mentius, nome medioevale del fiume Mincio che troviamo citato in un testo, sulle fonti aurifere antiche, del XI° secolo: "..Sunt etiam ista flumina: Abdua, Oglus, Mentius, Sarno, Atese, Brenta, Trebia ...".
MEOLA
MEOLI
MEOLO
Meola ha un ceppo a Trieste, uno nel genovese, uno nel palermitano ed un nucleo nell'area che comprende tutta la Campania ed il foggiano, Meoli ha un ceppo nel pisano, uno nel romano ed uno tra napoletano e beneventano, Meolo, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente, si dovrebbe trattare di capostipiti all'epoca chiamati con ipocoristici di forme aferetiche di nomi come Romeo o Bartolomeo o di una forma contratta del nome Domenico.  A Dugenta nel beneventano il casato dei Meoli figurava con il titolo di baroni.
MEOMARTINI
MEOMARTINO
Meomartini molto molto raro è specifico della Campania, Meomartino quasi unico sembra specifico di Casalnuovo Monterotaro (FG).
integrazioni fornite da dr. Andrea Jelardi (Napoli)
I Meomartini sono una nobile famiglia originaria della Campania ed insignita di privilegio araldico. Il cognome, appartenente ad un'unico ceppo familiare, si trova in origine nei comuni di Colle Sannita e Reindo da dove, secoli fa, alcuni membri della famiglia si allontanarono stabilendosi in Sicilia e Puglia. L'origine del cognome è ravvisabile in un Bartolomeo (Meo) figlio di Martino, da cui appunto Meomartino e poi Meomartini. Palazzi gentilizi di famiglia si trovano a Colle Sannita (oggi distrutto), Reino e Benevento.Lo stemma gentilizio diviso in due campi, raffigura da un lato tre corone e dall'altro un leone che sorregge mezza ruota.
integrazioni fornite da Da Fabio Paolucci di Salerno, discendente dai Meomartini
Del nobile Casato dei Meomartini vanno ricordati alcuni componenti che con il loro ingegno e il loro encomiabile operato hanno dato nel passato e continuano a dare lustro alla Famiglia: Don Almerico (1850-1923), ingegnere, architetto, storico, archeologo e politico; Don Alfonso (1841-1918), storico, brillante avvocato e scrittore; S. E. Don Pasquale (1859-1934), colto Generale, sottosegretario al Ministero della Guerra, Presidente del Tribunale Supremo Militare e Senatore del Regno; Don Luigi (1888-1955), musicista e politico; Don Alfonso jr. (1898-1971), Generale; il Dott. Don Ferdinando (1908-2003), Giornalista e corridore; l'Avv. Don Gennaro (1909-1959), Presidente della squadra di calcio Benevento, Presidente del CONI, a cui è intitolato il vecchio stadio di Benevento; l'Avv. Don Pasquale jr.(1910-1987), Sindaco di Benevento e uomo politico; il Dott. Don Rodolfo (1912-1981), magistrato ed esponente di spicco dell'Azione Cattolica; Almerico jr. (1922), ingegnere e General Manager della SAE, nonché campione di golf; il Dott. Alberto (1947), attualmente Presidente dell'Italgas, Membro della Giunta di Confindustria e Membro della Giunta di Assolombarda, nonché Vicepresidente MIP- Politecnico di Milano; l'Avv. Roberto (1962), studioso di Cinema e Dirigente di Cinecittà.
MERANI Merani è tipicamente ligure, di Levanto e La Spezia nello spezzino e di Genova, potrebbe derivare dal nome del paese di Merana nell'alessandrino.
MERANO Merano, molto raro, ha un piccolo ceppo a Genova, che potrebbe derivare dal nome del paese di Merana nell'alessandrino, ed uno nel napoletano che potrebbe invece derivare da un'alterazione del nome del paese Marano di Napoli.
MERATI Tipico dell'altomilanese dovrebbe derivare dal toponimo Merate (LC), di un principio di questa cognominizzazione abbiamno un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medioevale in una Cartula investiture del 1188 a Milano: "...Ego Guilicionus qui dicor de Merate notarius sacri palatii tradidi et scripsi".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Merati è un'antica famiglia che troviamo sia a Milano sia in Brianza. Il cognome deriva da Merate, l'antica Melatum, col significato di luogo di coltivazione delle mele, diffusa in tempi remoti nella zona.
MERAVIGLIA Discretamente raro presenta un ceppo in Lombardia, tra Milano e Varese e probabilmente uno nel palermitano.
MERCADANTE
MERCADANTI
Mercadante è tipicamente palermitano, con ceppi significativi anche ad Altamura (BA), a Napoli ed a San Vitaliano (NA), Mercadanti, decisamente più raro è specifico di Parma e del parmense, dovrebbero derivare dal termine basso latino mercatantem (mercante, frequentatore dei mercati), originato quindi dalla professione di mercante svolta dal capostipite.
MERCALDI
MERCALDO
Mercaldi ha un ceppo nel foggiano, a San Severo, Orta Nova e Foggia, Mercaldo ha un ceppo a Roma, uno a Cervinara nell'avellinese, a Napoli, a Caserta ed a Montesarchio nel beneventano, dovrebbero derivare da alterazioni dialettali del nome medioevale Marcovaldo (vedi MARCOALDI).
MERCALLI Mercalli è tipicamente lombardo, soprattutto concentrato nella zona tra milanese, varesotto ed alto pavese, dovrebbe derivare dal toponimo Mercallo (VA), un principio di questa cognominizzazione lo troviamo nella seconda metà del 1500 in un atto notarile a Ternate (VA): "...circa dove se dice all'Orio appresso alle Pianelle, al quale ha conuerenza da una parte il signor Cesaro Besozzo, da un'altra parte Paolo Soresina et dall'altre due parti Bernardino ditto de Mercallo et strada...".
MERCANDALLI
MERCANDELLI
MERCANTELLI
Mercandalli, molto molto raro, è specifico del milanese, di Bovisio Masciago, Inzago, Cassano d'Adda e Milano, Mercandelli è un cognome tipico della zona di Chiari (BS), Mercantelli, decisamente più raro è specifico della Toscana, dovrebbero tutti derivare da modificazioni ipocoristiche del termine mercante e riferirsi all'attività della famiglia del capostipite.
MERCANTE
MERCANTI
MERCANTINI
Sono abbastanza rari e distribuiti a macchia di leopardo nella penisola, Mercanti è più specificatamente settentrionale, Mercantini ha  un nucleo a Pesaro ed uno a Roma, derivano tutti da un soprannome connesso con l'attività di mercante praticata dal capostipite.  Personaggio famoso è stato nel XIX° secolo il poeta e letterato Luigi Mercantini di Ripatransone (AP).
MERCATALI Mercatali è specifico della zona che comprende il ravennate, il forlivese ed il fiorentino, in particolare Forlì, Modigliana e Predappio nel forlivese, Faenza, Ravenna e Bagnacavallo nel ravennate, e Marradi, Firenze e Borgo San Lorenzo nel fiorentino, dovrebbe derivare dall'aggettivo arcaico mercatale (del mercato), ad indicare probabilmente che l'attività del capostipite fosse quella del mercante, cioè di uno che gestisse il banco di un mercato.
MERCIA Estremamente raro è tipico della zona di Linguaglossa e Castiglione di Sicilia nel catanese, dovrebbe derivare dal nomen latino Mercius, Mercia, di cui abbiamo un esempio nei Commentarii Francisci Baconi: "...Essexius, equorum et suscepti consilii ex improviso horum adventu immemor, ex aedibus, quas Gillio Mercio defendendas committit, iam se proripit cum cohorte CC plus minus hominum...", ma è pure possibile una derivazione normanna dal nome di uno dei sette regni anglosassoni la Mercia.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Mercia è cognome siciliano che deriva dall'antico italiano 'mèrcia' = merce, o dal siciliano 'mercia' = seme delle carte da gioco'. Rohlfs
MERCOGLIANO Mercogliano è tipicamente campano, particolarmente presente a Napoli, Nola, Cimitile, Camposano, Pollena Trocchia e Marano di Napoli nel napoletano, dovrebbe derivare dal nome del paese di Mercogliano nell'avellinese, probabile paese d'origine dei capostipiti.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Mercogliano è cognome campano ma presente in tutta Italia. Dal toponimo omonimo in provincia di Avellino, nel Medioevo Merculianum e Castrum Mercuriani; quindi di origine mitologica, da un tempio del dio Mercurio.
MERCORELLA
MERCORELLI
MERCURELLA
MERCURELLI
Mercorella ha un ceppo a San Giorgio La Molara nel beneventano ed un ceppo a Pisticci nel materano, Mercorelli è tipico del maceratese, di Tolentino e Matelica, Mercurella, quasi unico, è del vicentino, Mercurelli ha un ceppo romano, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche del nome medioevale bizantino Mercurius, Mercuria.
MERCURI
MERCURIO
MERCURO
Mercuri ha un nucleo importante nella fascia centrale tra il Lazio  le Marche, attraverso l'Umbria ed un altro in Calabria, uno probabile più piccolo nel Salento, Mercurio è diffusissimo in tutto il sud dell'Italia, Mercuro, assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo romano ed uno nell'avellinese, dovrebbero derivare dal nome bizantino Mercurius, o dal cognomen latino Mercurialis, nomi della tradizione pagana romana in quanto dedicati al dio Mercurio.
MEREGALLI Tipico dell'altomilanese potrebbe derivare dal monte Meregallo nel comasco.
MEREGNANI Cognome quasi scomparso Meregnani è sicuramente lombardo, dovrebbe derivare da meregnanin (melegnanese) nome dialettale dell'etnico di Melegnano (MI).
MERELLA Tipicamente sardo di Florinas (SS) Alghero (SS) e di Cagliari, potrebbe essere di origini liguri alessandrine e derivare dal toponimo Merella (AL), se così non dovesse essere allora potrebbe derivare, ma è una pura ipotesi dal termine sardo mère  (padrona).
MERELLI
MERELLO
Merelli ha un ceppo lombardo nel bergamasco, in particolare a Vertova, Gazzaniga, Fiorano al Serio, Alqua e Bergamo, uno a Venezia, uno nell'aretino a Monte San Savino ed Arezzo, uno a San Ginesio nel maceratese ed uno nel romano a Roma e Grottaferrata, Merello è tipicamente ligure di Genova in particolare e di Alassio nel savonese, dovrebbero derivare dal nomen latino Merellus, portato ad esempio da Quintus Merellus Macedonius costruttore dell'arco di Gallieno nel 149 d.C., o anche da soprannomi basati sul termine latino merellus (pedina).
MERENDA
MERENDINI
MERENDINO
MERENNA
MERENNINO
Merenda è un cognome diffuso in tutto il centrosud, nel romano e latinense, nel casertano e napoletano, nel potentino, cosentino, catanzarese e reggino, nel leccese ed in Sicilia, soprattutto nel messinese, Merenna, estremamente raro, ha un ceppo nel latinense ed uno nel cosentino, Merendini sembrerebbe unico, Merendino è decisamente siciliano, soprattutto del palermitano, catanese e messinese, Merennino, estremamente raro, è del catanese, tutti questi cognomi derivano, direttamente o tramite ipocoristici e modificazioni dialettali, dal cognomen latino Merenda di cui abbiamo un esempio nei Factorum dictorumque memorabilium libri di Valerio Massimo: "...Antoniorum familia duplex, altera Patricia, Plebeia altera: Patriciae Merenda cognomen fuit : Plebeiae nullum. Plebeia recentior quidem. sed gestis honoribus multo illustrior; nam e Patricia duo tantum memorantur, quorum alter T. Antonius Merenda, qui Decemvir cum Ap. Claudio anno 303 ob affectatam Tyrannidem cum Collegis urbe pulsus est. ...".
MEREU Mereu è molto diffuso in tutta la Sardegna, a Cagliari e nel cagliaritano soprattutto, sembrerebbe essere di origini catalane e risalire al XV° secolo, un Antonio Mereu ricevette il titolo ereditario di Cavaliere e di Nobile Sardo con diritto a fregiarsi del Don nel 1671.
Arma: di rosso all'albero nudrito sulla pianura erbosa sostenente un'aquila fissante un sole orizzontale nel canton destro del capo e tenente cogli artigli una lista svolazzante in fascia d'oro; l'albero sinistrato da un leone, il tutto al naturale.
MERIALDI
MERIALDO
Merialdi, molto raro, è di Genova e del savonese, come Merialdo, più diffuso, che sembra specifico del savonese, di Sassello e Albisola Superiore, con un ceppo anche a Genova, dovrebbe derivare dal nome medioevale di origine germanica Merevaldus, latinizzazione del germanico Mariwald, composto dai termini mari (rinomato, importante) aggiunto a wald (governo), con il significato di famoso per come comanda.
MERIANI
MERIANO
Meriani, quasi unico, sembrerebbe dell'avellinese, Meriano ha un ceppo piemontese a Torino, Moncalieri ed Asti, un ceppo a Roma ed uno a Castelvetere sul Calore nell'avellinese, dovrebbero derivare dall'antico nome brettone Merian, una forma alterata del nome medioevale latino Marianus, probabilmente Merian è giunto in meridione al seguito degli angioini.
MERICI
MERICO
Merici è caratteristico del bresciano, di Desenzano del Garda in particolare, Merico è specifico dell'area salentina, del leccese e soprattutto di Poggiardo ed Uggiano la Chiesa, con buone presenza anche ad Otranto, Scorrano, Collepasso, Santa Cesarea Terme, Galatina, Lecce, Taranto e Bari, questi cognomi dovrebbero derivare dal nome medioevale Mericus, di cui abbiamo un esempio d'uso nei Commentarii di Francesco Bacone: "...Denique e iuris prudentia responderunt, si plures in principem coniurent, et destinata diversa ratione exequantur, unum tamen idemque omnium crimen iudicatur ex communi omnium coniurantium malitia. Haec prudentum responsa, atque Essexii, Nevilii, et Danversii confessiones Cuffi causam iugularunt. Mericus accusatur quod missis literis fratrem suum Salisburium, Groinum, et alios expertae audaciae viros ad partes pellexisset, aedes Essexianas defendendas suscepisset; easdem contra reginae copias communisset et propugnasset; exoletam tragoediam  de tragica abdicatione regis Richardi II in publicio theatro coram coniuratis data pecunia agi curasset. ..".
MERIGGI
MERIGI
MERIZI
MERIZZI
Meriggi ha un ceppo nel pavese e sud milanese, uno nel maceratese ed uno nella provincia di Firenze, Merigi, quasi unico, sembrerebbe del cuneese, Merizi è praticamente unico e dovrebbe trattarsi di una forma alterata di Merizzi, che, estremamente raro, ha un piccolo ceppo nel sondriese, con presenze anche nel bresciano e veronese, potrebbero derivare tutti da vaziazioni aferetiche del nome tardo medioevale Amerigius. Il pittore detto il Caravaggio (1571-1610) si chiamava in effetti Michelangiolo Amerigi da Caravaggio (Merigi o Merisi).
MERIGHI
MERIGHETTI
MERIGHETTO
MERIGO
Merighi è tipico emiliano, con un ceppo anche nel basso trentino, Merighetti, molto molto raro, e Merigo sono specifici del bresciano, Merighetto è quasi scomparso, dovrebbero derivare dall'aferesi del nome Amerigo, ma è pure possibile che derivino dal termine medioevale Merigus (Decano del paese).
MERINA
MERINI
MERINO
Merina, assolutamente rarissimo, parrebbe del veronese, Merini ha un ceppo milanese e nel cremonese ed uno a Spoleto nel perugino, Merino, anch'esso molto molto raro, sembrerebbe campano, di Camposele nell'avellinese in particolare, dovrebbero derivare dal nome medioevale latino Merinus, Merina, di cui abbiamo un esempio d'uso in un atto del 1392 a Serina nel bergamasco: "Confines communis de Serina et de Bracha In Christi nomine amen. Die vegessimosecundo mensis octubris millessimo trecentesimo novagassimo secundo, indicione quintadecima in vicinia de Levrene loci de Serina Vallis Brembane episcopatus Pergami in contrata de Zuglato ad domum habitationis Guarischini dicti Rasgete filii quondam Zamboni de Amigonibus de Serina, presentibus testibus domino pre Antonio de Tirabuschis presbitero communis de Serina.. ..Antonius dictus Piordelus de Tirabuschis, Merinus filius quondam Guarischi de Cornalba, Tautaldus filius quondam Zanetti de Banialla...".
MERINGOLO Meringolo è specifico del cosentino, di Acri, San Demetrio Corone, Corigliano Calabro, Bisignano, Santa Sofia d'Epiro e Montalto Uffugo, di origini etimologiche oscure, difficile il collegamento con una forma ipocoristica aferetica dialettale del nome Amerigo.
MERIS
MERISI
MERISIO
Meris, molto raro, è del bergamasco, di Zanica in particolare,  Merisi è tipicamente lombardo del bergamasco, di Romano di Lombardia, Casirate d'Adda, Fontanella e Treviglio, Merisio è specifico della provincia di Bergamo e del milanese, potrebbero derivare, direttamente o tramite forme apocopaiche dialettali, dall'aferesi di nomi gotici come Retemeris o germanici come Fersomeris, ma, molto più probabilmente, dovrebbero derivare dall'aferesi del nome medioevale Amerisius.  Ricordiamo con questo cognome il milanese Michelangelo Merisi (1571 - 1610), il famosissimo pittore Caravaggio.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Meris è un cognome bergamasco che potrebbe essere forma apocopata di Merisi, cognome presente nelle stesse zone. Merisi potrebbe risalire al cognome Merighi (con alla base l'ipocoristico abbreviato Merigo del nome personale Amerigo dall'antico personale germanico Haimerich) per lo stesso fenomeno di francesizzazione che p. es. ha trasformato il cognome Ludovici (dal germanico Ludwig = Ludovico) in Ludovisi.
MERLANI
MERLANO
Merlani, molto raro, sembra tipico del viterbese, Merlano, anch'esso raro, è specifico dell'alessandrino, della zona che comprende Novi Ligure e Tassarolo, il ceppo laziale dovrebbe prendere il nome da una località, Casale Merlano che si trova a sud di Viterbo alle pendici dei Monti Cimini.
MERLATI
MERLATTI
Merlati, estremamente raro, è piemontese, con qualche rara presenza nel torinese e nel cuneese, Merlatti, leggermente meno raro, è più proprio del cuneese e della Liguria di ponente, dovrebbero derivare da un soprannome basato sul termine dialettale occitano merlat (merlo), forse ad indicare che i capostipiti fossero soliti fischiare come un merlo.
MERLETTI
MERLI
MERLO
MERLONE
MERLONI
MERLOTTI
MERLOTTO
Merletti ha un ceppo tra Piemonte orientale e Lombardia, uno tra ascolano e teramano ed uno nel romano e frusinate, Merli è presente in tutto il nord Italia, con un nucleo importante in Lombardia, Merlo, presente massicciamente in tutto il nord, presenta un forte nucleo in Piemonte ed in Lombardia, ma sono presenti anche ceppi in Sicilia, Merlone è decisamente piemontese, in particolare dell'astigiano, Merloni ha un ceppo romagnolo, uno tra pesarese ed anconetano ed uno a Roma, Merlotti, ha un ceppo lombardo, soprattutto nel milanese, ma anche tra bresciano e mantovano, ed un piccolo ceppo nel teramano, Merlotto, assolutamente rarissimo, parrebbe del trevigiano. Questi cognomi potrebbero derivare da toponimi quali: Castelletto Merli nell'alessandrino, Montemerlo nel padovano, Merlino nel lodigiano, ma, molto più probabilmente derivano, direttamente o tramite ipocoristici o accrescitivi, dal nome medioevale franco Merle o dal nome e soprannome italiano Merlo, derivato a volte dal latino Merolus. Un principio di questa cognominizzazione lo troviamo in uno scritto del XII° secolo: "Domnus Artaldus de Buxol et uxor ejus Jartrudis, filiique eorum Hugo et Artaldus laudaverunt presbiteratum æcclesiarum Columbers et Sancti Simphoriani, et acceperunt CL. solidos; testes hujus rei fuerunt Agano præpositus, Rotbertus Aureævallis, Hugo de Olsola, domnus Atto de Buxol. Hæc supradicta laudavit et mater ejus Helisabeth, fratresque ejus Hugo et Bernardus, et accepit ipse Atto et mater ejus CL. solidos; testes hujus rei Jocerannus de Copetra, Gaufridus Vilorbana, Agano præpositus, Giraldus Giverze. Doni Hugonis et Bernardi, fratrum Attonis, fuerunt testes Boso Aureævallis, Albertus Mals et Bonus, Bladinus de Mulins. Domnus Agano, Eduensis præsul, audiens hæc acta a domno Hugone priore, laudavit et corroboravit sua auctoritate hæc omnia, non solum hæc præsentia, sed etiam quæcumque potuerunt fratres loci in his æcclesiis conquirere in ante; testes hujus rei Durannus Merolus et Rotbertus capellanus.".
MERLIN
MERLINI
MERLINO
Merlin è tipico del Veneto e della Lombardia occidentale, Merlini è presente in tutto il centro nord, Merlino è panitaliano, con ceppi in Sicilia, nel napoletano, potentino, foggiano e nel chietino, nonchè nel Lazio, in Friuli, in Liguria ed in Piemonte, potrebbero derivare da toponimi come Merlino (LO) o più probabilmente dal nome medioevale italiano Merlino, di quest'uso abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale a Lodi nel 1180: "...Interrogatus cui episcopo fuit data guadia, dixit quod in tempore Alberici de Merlino quondam episcopi fuit data guadia Marchesio de Fosadolto, gastoldo eius...".
MEROLA
MEROLI
MEROLLA
MEROLLI
MEROLLO
Merola è un cognome tipicamente campano, dove è molto diffuso, con un ceppo a Roma ed uno nel Salento, Merolla è anch'esso tipico della Campania ,di Napoli e del napoletano in particolare, con un ceppo anche a Bari e nel barese ed a Foggia, Merollo, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, Meroli, molto raro, ha un piccolo ceppo tra bergamasco e bresciano ed uno nel latinense, Merolli è tipico dell'area abruzzo, laziale, di Goriano Sicoli nell'aquilense, di Roma e di Ceprano e Cassino nel frusinate, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale latino Merolus, Merola, che deriva dal termine latino merula, merulae (merlo), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio negli Annali Pisani nell'anno 1349 in una lettera che riportiamo in parte: "...Nos Petrus Dei gratia Aragonie, Valentie, Maiorice, Sardinie et Corsice comesque Barchinone, Rossilionis et Cerritanie attendentes nos dudum concessionem, seu provisionem infrascriptam ad humilis supplicacionis instanciam Iohannis de Hericis decretorum doctoris consiliaris nostri, et Francisci Merola nunciorum comunis Pisarum, qui ad nostram Magestatem Regiam fuerant destinati, fecisse in hac forma. Nos Petrus Dei gracia Rex Aragonie etc. ...".
MERONE Merone è molto diffuso nel napoletano a Bacoli, Sant'Anastasia e Pozzuoli, ma è comunque presente in misura significativa a Somma Vesuviana, Napoli, Monte di Procida e Nola, dovrebbe derivare dal nome longobardo Mero, Meronis, un alterato della radice germanica mar (celebre, famoso), quest'assonanza la ritroviamo nel Mytologiae di Fulgentius del 1500: "..unde et Lucanus ait: ' Indomitum Meroe cogens spumare Falernum' aqua enim omnino domari non potest. Maroni etiam Dionysius nutriendus datur quasi Meroni; Mero enim omnis nutritur vinolentia. Hic etiam tigribus dicitur insedere, quod omnis vinolentia feritati semper insistat sive etiam quod vino efferatae mentes mulceantur; unde et Liaeus dicitur quasi lenitatem praestans...", nome probabilmente portato dai capostipiti.
MERONI Meroni è tipicamente lombardo, tipico dell'area milanese e comasca, dovrebbe derivare dal toponimo Merone nel comasco, probabile luogo d'origine dei capostipiti.
MEROPIALI Meropiali, ormai quasi scomparso, per il quale non esistono tracce anche se sembrerebbe del nord Italia, forse lombardoveneto, potrebbe essere derivato da un'alterazione del nome medioevale germanico Merevaldus, ma non si può ignorare anche la possibilità di una connessione con il cognome greco Meropouli.
MEROSI
MEROSO
Merosi, molto raro, sembrerebbe avere un piccolissimo ceppo nel piacentino, ed uno più consistente nel romano, a Roma, Subiaco ed Olevano Romano, Meroso, quasi unico, è del pavese, dovrebbero derivare dal nome medioevale Merosus di cui abbiamo un esempio d'uso in una Carta Vendicionis dell'anno 1157 a Vimercate nel milanese, che così si conclude: "... quod si defendere non potuerimus aut si contra hanc vendicionis cartam per quodvis ingenium agere aut causari presumserimus, tunc in duplum vobis suprascriptam venditam restituamus sicut pro tempore fuerit aut valuerit sub estimatione in eodem loco. Que suprascripta Anexia professa fuit ibi se non habere aliquos denarios in dote. Quia sic inter eos convenit. Actum suprascripto loco. Signum + + manuum suprascriptorum iugalium qui anc vendicionis cartam ut supra fieri rogaverunt, et ipse Maginellus eidem coniugi sue consensit ut supra. Signum + + + manuum Tedaldi qui dicitur Merosus atque Iohannis qui dicitur Capitaneus et item Iohannis Naviani testium.  Ego Covadus notarius sacri palatii tradidi et scripsi.", nome che a sua volta deriva da una latinizzazione del nome germanico medioevale Meros o Merolm.
MEROTTI
MEROTTO
Merotti, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad errate trascrizioni di Merotto, che è tipicamente veneto del trevisano a Farra di Soligo, Sernaglia della Battaglia, Treviso e Moriago della Battaglia, e di San Donà di Piave nel veneziano, che dovrebbe derivare dal nome medioevale Merotto, dovrebbe trattarsi di un ipocoristico di una forma alterata dialettale apocopaica del nome medioevale germanico Merovaldo, dell'uso di questa forma nominale abbiamo un esempio nel 1489: "Io Agnolo di Merotto Nicholani doctore fui presente quando il decto ser Simone scripse copia et exemplò la decta scripta con la la decta subscriptione et riscontrala tutta de verbo ad verbum con gli infrascripti et trovato quanto si riscontrava a puncto, ...".
MERRA Merra è tipicamente pugliese, del barese e di Andria soprattutto, di Canosa di Puglia, Trani e Corato, e di Cerignola e San Ferdinando di Puglia nel foggiano, potrebbe essere di origini francesi e derivare dal termine medioevale brettone merrand (governatore, sindaco), da cui è potrebbe anche essere derivato il francese maire (sindaco), la cui etimologia probabilmente origina dal termine latino maior (maggiore).
MERTINI Praticamente unico, presente solo a Melegnano ed in un paese campano, dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione del cognome Martini.
MERZAGORA Merzagora è decisamente milanese, deriva dal termine medioevale mercadore o mercante, traccia di questa cognominizzazione le troviamo nel 1600 a Milano con il Conte Palatino e Senatore Desiderio Merzagora (+ 3-3-1646).
MERZARI
MERZARIO
Merzari è specifico della zona di  San Martino Buon Albergo (VR), Merzario è tipico di Civenna (CO), derivano dal termine medioevale merzaro cioè chi esercitava il mestiere di mercante.  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel vicentino nella seconda metà del 1400: "MCDXCII indictione decima die lune vigesimo primo mensis maii, in villa de Rotio Vicentini districtus... ...et magistro Matheo Merzario quondam magistri Anthoni Merzari de Suelio...".
MESAGLIO
MESSAGLIO
Mesaglio è specifico dell'udinese, di Udine, Martignacco, Tavagnacco, Pozzuolo del Friuli e Cividale del Friuli, Messaglio, praticamente unico, dovrebbe essere il frutto di un errore di trascrizione del precedente, che dovrebbe derivare da una forma dialettale arcaica per messale, forse ad indicare una posizione di rilievo del capostipite nella comunità religiosa del suo tempo, tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Ceresetto di Martignacco nell'udinese fin dal 1400.
MESCALCHI
MESCALCHIN
Mescalchi, quasi unico, sembrerebbe della Lombardia settentrionale, Mescalchin è tipico di Camponogara nel veneziano, con buone presenze anche a Mira, Vigonovo, Campagna Lupia e Dolo, sempre nel veneziano, dovrebbero derivare direttamente o tramite una forma ipocoristica dialettale dal termine medioevale latino scalcus (un particolare tipo di servo, un capo dei servi), che indicava la qualifica di responsabile di un settore della servitù presso una casa patrizia e, per estensione, anche un pubblico ufficiale superiore.
MESCHINI
MESCHINO
Meschini, abbastanza raro, dovrebbe essere originario della fascia centrale, Lazio, Umbria e Marche, con un altro probabile ceppo nel bresciano, Meschino sembrerebbe specifico della zona di Itri e Gaeta nella provincia di Latina, dovrebbero derivare da un soprannome legato alla condizione di povertà o indigenza della famiglia, in tardo latino meschinus era chiamato lo schiavo addetto ai lavori più umili. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nella seconda metà del secolo XI°: "...Ranulfus Meschinus filius Willelmi Meschin omnibus fidelibus, tam clericis quam laicis, litteras has videntibus vel audientibus, salutem..", Ricordiamo per analogia il famoso Guerin Meschino, romanzo epico cavalleresco del 1400.
MESIANI
MESIANO
MISIANI
MISIANO
Mesiani è assolutamente rarissimo, Mesiano è tipico del valentiano, di Mileto e Capistrano e del reggino, di Condofuri, Sant'Agata del Bianco, Bova Marina e Brancaleone, Misiani, molto molto raro, ha un ceppo nel reggino, che dovrebbe essere derivato da errate trascrizioni del cognome Misiano, che è tipicamente calabrese, del crotonese, di Belvedere di Spinello, Cutro e Casabona, con presenze significative anche nel reggino a Cinquefrondi e Melito di Porto Salvo, dovrebbe derivare, direttamente o tramite un'alterazione dialettale, dal nome del paese di Mesiano nel valentiano, ricordiamo che Mesiano nel 1500 era costituito in Baronia. La famiglia patrizia dei Mesiani o Mesiano fa parte da oltre 4 secoli alla nobiltà di Bova e Bovalino (RC), troviamo ad esempio in un atto del 1658 un certo Carlo Mesiano tra gli eletti della Terra di Bovalino: "...Noi sottoscritti Sindico et eletti della Terra di Bovalino facemo piena et indubitata fede etiam col nostro iuramento a chi ... ...Io Carlo Mesiano Eletto...".
MESINA Mesina è un cognome tipicamente sardo del nuorese, di Orgosolo e di Urzulei nell'Ogliastra, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo sardo logodurese mesìna (barile, barilotto per il mosto), forse a sottolineare una pinguedine del capostipite.
MESINI Mesini è specifico del modenese, di Serramazzoni, Pavullo nel Frignano, Fiorano Modenese e Modena, dovrebbe derivare da forme aferetiche dialettali di ipocoristici del nome Tommaso.
MESITI
MISITI
Entrambi specifici del reggino, della zona di Gioiosa Ionica, Cittanova e Bianco (RC) Mesiti, della zona dei comuni di Cinquefrondi, Melicucco e Feroleto della Chiesa (RC) Misiti.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Originari del reggino, questi cognomi derivano dal termine greco mesitis, che indicava un tempo il mestiere del mediatore o sensale, cioè colui che, nel campo degli affari, metteva in contatto il mercante col compratore, mediando appunto il rapporto tra le due controparti (come, ad esempio, poteva accadere nei mercati di un tempo). Si tratta, dunque, della cognominizzazione di un nome di mestiere attribuito al capostipite.
MESNAR
MEZNAR
Mesnar sembra essere ormai scomparso in Italia, Meznar, quasi unico, è triestino, di origini slovene, dovrebbero derivare da un soprannome basato sul termine sloveno meznar, termine a sua volta originato dal latino mansionarius (sacrestano), indicando che questa fosse probabilmente l'attività del capostipite.
MESORACA
MESURACA
MISURACA
Mesoraca è specifico del crotonese, di Cutro in particolare e di Crotone, Rocca di Neto ed Isola di Capo Rizzuto, Mesuraca è abbastanza raro ed è tipicamente calabrese, di Crotone e Catanzaro, Misuraca è diffuso in Calabria, a Rossano ed Aprigliano nel cosentino, ed a Mesoraca nel crotonese, ed in Sicilia, a Palermo, Partinico, Giardinello e Cefalù nel palermitano, a Mazara del Vallo ed Alcamo nel trapanese, a Mussomeli nel nisseno ed a Canicattì e Sciacca nell'agrigentino, dovrebbero derivare, anche tramite alterazioni dialettali, dal nome del paese di Mesoraca nel crotonese, o anche da altre località siciliane caratterizzate dalla presenza di un ruscello che le attraversi, dal greco ρέω reo (scorrere) con il suffisso μέσος mesos (nel mezzo), cioè che scorre nel mezzo.
MESSA
MEZZA
Messa ha un ceppo lombardo nell'area milanese, bergamasca e bresciana, un ceppo tra napoletano e casertano ed uno nel barese, Mezza ha un ceppo lombardo soprattutto tra pavese e lodigiano ed uno tra napoletano e beneventano, dovrebbero derivare da italianizzazioni del nome femminile longobardo Metza, di cui abbiamo un esempio in questo scritto relativo all'anno 1295: "Anno MCCXCV, die Aegidio sacra,  Norimbergae Rudolfo in manum convenisse scribit, Utrum vero in Austria, ut Auctor heic et vult, exulans obierit illa, dubium est.  Nauclerus sane prodit, marito mortuo una cum filiis Heidelbergam concessisse.  Rudolfo, inquit, mortuo uxor nomine Metza cum filiis ad Heidelbergam oppidum declinavit. Ludovicus vero filiis, quia minores erant, tutor in Bavaria factus est....".
MESSANA Messana è molto diffuso in Sicilia, nel trapanese soprattutto ad Alcamo, ma anche a Castelvetrano, a Palermo, a Caltanissetta e Gela nel nisseno, e nell'agrigentino a Ravanusa, Canicattì, Palma di Montechiaro, Ribera e Racalmuto, deriva da Messana, il nome latino della città di Messina, che in epoca imperale era nota come Messana Nobile Siciliae Caput, probabilmente la città d'origine dei capostipiti.
MESSENA Messena, molto molto raro, ha un ceppo nella bassa bresciana, ma il ceppo originario è siciliano e deriva da una forma arcaica neogreca Messene del nome della città di Messina.
MESSERE
MESSERI
MESSIERI
MISSERE
MISSERI
Messere ha un piccolo ceppo a Trieste, un ceppo a Roma ed a Civitavecchia (RM), uno a Napoli ed a Paduli (BN), uno a Torella del Sannio (CB), nel barese a Giovinazzo, Bari e Bitonto, a Foggia e a Cerignola (FG), Messeri è specifico di Firenze e del fiorentino, Messieri, assolutamente rarissimo, è di Bologna, Missere è tipico della Puglia, di Torre Santa Susanna e San Pancrazio Salentino nel brindisino, Misseri parrebbe siciliano, ha un ceppo a Palermo e Carini (PA), ed uno secondario a Rosolino e Pachino nel siracusano, dovrebbero derivare dal termine messere e da sue modificazioni dialettali, con questo termine si identificavano in epoca tardo medioevale i personaggi che occupavano posizioni eminenti come notai, giudici e dottori o ricchi possidenti.
MESSI
MESSO
MEZZI
Messi ha un ceppo lombardo a Ponte San Pietro nel bergamasco, che si è diffuso a Milano e nel resto delle due province, ed un ceppo marchigiano a Macerata e Recanati, diffuso in tutta la provincia e ad Ancona, Messo è quasi unico, Mezzi, molto raro, potrebbe avere più di un ceppo, se ne possono ipotizzare almeno tre, uno nel Salento, uno nel parmense ed uno nell'alto bresciano, potrebbero derivare direttamente o tramite variazioni dialettali dal nome germanico Metzel e, in alcuni casi derivare dal nome del popolo gallo dei Metzis (quelli che hanno dato il loro nome alla città di Metz in Francia), forse legionari veterani cui venne attribuita della terra in occasione del congedo, ma è pure possibile una derivazione dal fatto che il capostipite facesse di mestiere il messo (messaggero).
MESSINA Presente in modo generalizzato in tutt'Italia, con una grossa concentrazione in Sicilia, deriva dal toponimo omonimo, rientra tra i cognomi tipicamente attribuibili a famiglie di religione ebraica o di origine ebraica.
integrazioni fornite da Giuseppe Messina
L'origine del cognome Messina risale al 1492, anno in cui nella Spagna di Isabella di Castiglia e Ferdinando d'Aragona, fu emesso un decreto che costringeva gli Ebrei ad abbandonare il regno di Spagna che comprendeva, allora, anche la Sicilia oppure a convertirsi al cattolicesimo. Molte famiglie ebree siciliane, per mimetizzarsi e rendere più difficoltosa la loro individuazione, assunsero prevalentemente nomi di città commerciali quali Messina e Genova continuando a praticare la religione ebraica in segreto, si trattava dei cosiddetti marranos che una volta scoperti venivano arrestati, torturati, costretti all'abiura e, in caso di rifiuto, privati dei loro beni e condannati pesantemente dai tribunali spagnoli con l'esilio.
MESSINEO Messineo è specifico del reggino, nella zona dello stretto, e del palermitano, derivano dalle varie forme usate per indicare l'etnico di Messina, probabilmente motivato dal fatto che la famiglia provenisse appunto dall'area messinese.
MESSINESE Messinese ha un ceppo siciliano nel ragusano a Vittoria e nell'agrigentino a Favara e Palma di Montichiaro, ed uno pugliese a Barletta nel barese ed a Taranto, con un piccolo ceppo anche a San Severo nel foggiano, si deve prendere in considerazione la derivazione dall'etnico della città di Messina, ma non si può trascurare la possibilità di un collegamento con la Messenia greca.
MESSINITI Messiniti, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del vibonese, dovrebbe derivare da una forma etnica grecanica stante ad indicare la provenienza del capostipite dalla città di Messina.
MESSORA
MESSORE
MESSORI
Messora sembrerebbe della zona che comprende le province di Brescia, Mantova e Modena, probabilmente con origini nel mantovano, Messore, concentrato nell'area che comprende le province di Latina e Frosinone, casertano e napoletano, con probabili origini a Vallemaio (FR), Messori è tipico dell'area che comprende reggiano e modenese, Modena e Reggio Emilia in particolare.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Messora, piuttosto raro, è presente quasi esclusivamente nel nord, fra Lombardia, Emilia Romagna e Liguria, Messore ha un nucleo principale tra il frusinate, il latinense, il napoletano e il casertano, Messori, più tipicamente settentrionale, ha un vasto epicentro fra il modenese e il reggiano, tutti questi cognomi derivano dall'antico italiano messore, col significato di mietitore (di grano o altri cereali): l'origine del termine, infatti, va ricercata nel latino messor (da messus, participio passato di metere, cioè mietere), con uguale significato. In diversi casi, tuttavia, non si può escludere una derivazione diretta dal nome latino Messor, che nell'antichità romana identificava appunto il dio delle messi. In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni o dei nomi di mestiere o dei nomi personali dei capostipiti.
MESTRE Mestre è specifico di Noventa di Piave e San Donà di Piave nel veneziano, deriva dal nome della città veneziana di Mestre, il cui nome dovrebbe nascere dal nome latino Mestrius.
METALDI Metaldi, assolutamente rarissimo, è specifico della zona che comprende il comasco ed il verbanese, dovrebbe derivare dall'italianizzazione del nome medioevale germanico Mechthild o del suo alterato Methald, probabilmente portato dal capostipite.
METALLI
METALLO
Metalli ha un ceppo a Rimini e Riccione nel riminese ed a Ravenna, ed uno a Roma, Metallo, presente anche a Roma, ha un ceppo a Calitri nell'avellinese, un ceppo nel cosentino a Montalto Uffugo, Amantea, Rende e Cosenza, ed un ceppo in Sicilia a Rosolini nel siracusano ed a Ragusa, l'origine di questi cognomi potrebbe essere da una forma alterata del nome medioevale germanico Methald (vedi METALDI), ma è anche possibile una derivazione da un soprannome originato dal fatto che i capostipiti estraessero o lavorassero i metalli, troviamo tracce di queste cognominizzazioni nel 1500 a Roma: "...Castallus Metallus, civis romanus, unus de 13 Consiliariis Urbis, volendo sapere le schiatte della sua commandaria, la qual mo si dice la Regina et Chechalario, et volendo distinguer le famiglie, et loro avvenimenti, ciò che essa vidde, et dalli antiqui intese, e disse ch'in sua commandaria erano 12 schiatte di gentil'huomini et 272 di popolari...".
METELLI Si individuano tre ceppi, uno importante nel bresciano, uno in Umbria ed uno nel Lazio, dovrebbe derivare dal cognomen latino Metellus.
METIDIERI
MITIDIERI
MITIDIERO
MUTIDIERI
Metidieri sembra avere un unica presenza nel salernitano, dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione di Mitidieri, che è tipicamente meridionale, della fascia che comprende la Lucania, il tarantino ed il cosentino, Lagonegro, Lauria, Latronico, San Severino Lucano e Maratea nel potentino, Policoro e Nova Siri nel materano, Taranto e nel cosentino Cosenza ed Amendolara, Mitidiero, praticamente unico, sembrerebbe del salernitano, Mutidieri, quasi unico, specifico del materano, dovrebbe essere una forma alterata del cognome Mitidieri, potrebbe essere di origini francesi e derivare dal cognome brettone Mitidiere, probabilmente originatosi da un'alterazione dialettale arcaica del termine medioevale francese mestivier (mietitore).
METTIMANO Mettimano, molto molto raro, è specifico dell'area teramano, pescarese, potrebbe derivare da un soprannome originato da una particolare laboriosità del capostipite, ma non si può escludere che possa derivare da un nome Mettimano, attribuito al proprio figlio come augurio di una vita piena di buoni risultati, riferito alla frase dell'Apocalisse: ".. Un altro angelo uscì dal tempio, gridando a gran voce a colui che stava seduto sulla nube: "Metti mano alla tua falce e mieti; poiché è giunta l'ora di mietere, perché la mèsse della terra è matura".  ..", nome probabilmente portato dal capostipite.
MEUCCI Meucci è tipicamente toscano, dovrebbe derivare dall'ipocoristico dell'aferesi di nomi come Bartolomeo, di quest'uso abbiamo un esempio in quest'atto senese della seconda metà del 1300: "...Item ebbe dal Comune predetto, del terreno del comune di Siena, terra posta nela detta corte e luogo detto Paradixo, ala quale dal'una parte è de Andrea di Curradino e di sopra di Meuccio di Ciatto e dal'altra di Francesco di Ciatto; la quale è due quarti di staio a tavola...". Personaggio di assoluto rilievo con questo cognome è stato Antonio Meucci (1808-1889) celebre principalmente per l'invenzione del telefono.
MEZZACASA Mezzacasa è tipico del bellunese, di La Valle Agordina, Sospirolo e Santa Giustina, dovrebbe derivare dal nome del paese di Mezzacasa, una frazione di Sospirolo nel bellunese, probabile luogo d'origine dei capostipiti.
MEZZADRA
MEZZADRI
MEZZADRO
MEZZADROLI
MEZZARI
MEZZARO
MEZZERA
MEZZERO
Mezzadra è tipico di Pavia e del pavese, di Broni, Cava Manara e Voghera, Mezzadri è tipicamente emiliano, di Piacenza e del piacentino e di Parma e del parmense in particolare, potrebbe derivare dal toponimo Mezzadri nel parmense, Mezzadro, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione, Mezzadroli, praticamente unico, è emiliano, Mezzari, molto raro, è di Verona e del veronese, Mezzaro è tipico di Campodoro (PD), Mezzera è tipico lombardo, del lecchese in particolare di Bellano e Colico, Mezzero, assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico di Grazzanise nel casertano, dovrebbero tutti derivare da soprannomi originati dall'occupazione della famiglia, quella cioè di curare a mezzadria dei terreni.
MEZZALIRA Mezzalira è un cognome decisamente veneto, del padovano, di Grantorto, Padova e San Martino di Lupari, del Vicentino di Bassano del Grappa e Bressanvido, e di Venezia, dovrebbe derivare da un soprannome di difficile interpretazione, potrebbe riferirsi alla moneta da mezza lira veneta del 1800 ed indicare forse nel capostipite una discreta disponibilità.
MEZZANOTTE Mezzanotte è diffuso nella fascia centrale che comprende Marche, Umbria Lazio ed in Abruzzo il pescarese, presenta ceppi anche nel modenese ed in trentino, potrebbe derivare da un nome attribuito ad un figlio venuto al mondo proprio a mezzanotte, che sarebbe poi diventato capostipite di questi ceppi.
MEZZAROMA Mezzaroma è tipico di Roma e di Tivoli nel romano, dovrebbe trattarsi di un'errata trascrizione, o di una forma alterata dialettalmente del cognome Mezzasoma (vedi MEZZASOMA).
MEZZASALMA Tipico della Sicilia meridionale, del ragusano in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine locale salma, una misura di superficie del terreno pari a 37.680 mq., e starebbe ad indicare un contadino padrone di un piccolo pezzo di terra o un uomo da poco.
MEZZASOMA Mezzasoma è specifico del perugino, in particolare di Perugia, ma anche di Magione e Corciano, con un ceppo anche a Roma, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine soma (carico, unità di misura equivalente alla capacità di trasporto di un asino), forse ad indicare nel capostipite uno scaricatore o uno di corporatura minuta.
MEZZATESTA Mezzatesta ha un ceppo nel reggino a Santa Cristina d`Aspromonte, Molochio e Cinquefrondi, ed due ceppi in Sicilia a Palermo e nel palermitano a Ficarazzi, ed a Catania, dovrebbe derivare da un soprannome, tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Seminara nel reggino fin dal 1700, dove in un registro delle intestazioni feudali all'anno 1733 leggiamo: ".. Cannavà seu Pirara Mezzatesta Agazio ..".
MEZZETTI
MEZZI
MEZZO
Mezzetti ha un ceppo a Trieste ed è molto diffuso nell'area che comprende il modenese, il ferrarese e soprattutto il bolognese, il fiorentino, con presenze sparse in Toscana, l'Umbria, il viterbese, il reatino ed il romano, Mezzi, abbastanza raro, potrebbe avere più di un ceppo, se ne possono ipotizzare almeno tre, uno nel Salento, uno nel parmense ed uno nell'alto bresciano, Mezzo ha un ceppo nel torinese ed uno a Mondragone nel casertano, e nel napoletano, potrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale germanico Metzi o Metzo, forme alterate del più comune Matzo o Mazo (vedi MAZZI), in qualche caso potrebbero derivare da nomi di località.
MEZZOGORI Specifico del ferrarese, dovrebbe derivare dal toponimo Mezzogoro nel ferrarese.
MEZZOIUSO Mezzoiuso, molto molto raro, è specifico del palermitano, di Partinico, Ficarazzi e Misilmeri, dovrebbe derivare dal nome del paese di Mezzoiuso nel palermitano, probabile luogo d'origine del capostipite, paese che deve il suo nome all'arabo Manzil Yusuf, cioè casale di Yusuf (Giuseppe).
MEZZOMO Mezzomo sembrerebbe specifico del bellunese, dovrebbe derivare da un soprannome probabilmente scherzoso riferito alla statura bassa del capostipite.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
cognome veneto abbastanza raro, derivato dal cognome base MEZZI + uomo. In origine era probabilmente un soprannome augurale: che il nuovo nato diventasse un uomo con molte risorse economiche.
MEZZOTERO Mezzotero, molto raro, decisamente calabrese, sembra specifico di Coriglkiano Calabro nel cosentino e di Cirò nel crotonese, dovrebbe essere di origini greche e derivare da un soprannome grecanico attribuito a chi provenisse da una zona centrale.
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