Visite dal 22/04/2004 
MINA Mina oltre al ceppo principale tra cuneese e torinese, è presente un nucleo nel varesotto e nel bellunese, nel reggino si trova un piccolo ceppo probabilmente come errore di trascrizione di Minà, che è molto raro e sembra palermitano, dovrebbero entrambi derivare dall'aferesi di nomi con il suffisso ...mina. Tracce di questo cognome si trovano a Casamazzagno (BL) nel 1500 con un certo Dominus Jacobus de Mina.
MINA' Minà è tipico di Palermo e del palermitano, di Castelbuono in particolare.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Minà, cognome calabrese, è  l'italianizzazione del cognome greco Minàs.
MINACAPILLI Specifico della provincia di Enna in Sicilia, deriva da un soprannome dialettale.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Minacapilli è cognome siciliano. Per Rohlfs forse 'tira capelli'.
MINACCI
MINELLA
MINELLI
MINELLO
MINI
MINNUCCI
MINO
MINOTTI
MINOTTO
MINUCCI
MINUCCIO
MINUZZO
Minacci ha un ceppo in Val d'Ossola a Montescheno, Villadossola, Toceno e Domodossola, ed uno nel grossetano a Civitella Paganico e Grosseto e nel senese a Monteroni d`Arbia e Sovicille, Minella è panitaliano, ha un ceppo nel bellunese, uno tra viterbese e romano, uno nel salernitano ed uno nel barese, Minelli è molto diffuso in tutto il centronord, Minello è tipico del trevisano e del veneziano, Mini sembra avere oltre al nucleo principale in Toscana fra Firenze ed Arezzo, anche un ceppo riminesee marchigiano ed uno friulano, Minnucci ha un ceppo nel Piceno, uno nel teatino ed uno tra romano e frusinate, Mino molto più raro ha un ceppo nel novarese ed uno nel bresciano, Minotti ha un ceppo lombardo soprattutto nel milanese e nel lecchese, uno nel ferrarese e nel forlivese, uno laziale, nelle province di Roma, Frosinone e Latina, ed uno in Molise, Minotto è tipicamente veneto, del padovano, trevisano e veneziano in particolare, Minucci, tipicamente toscano, del senese in particolare, ha anche un ceppo nel romano e frusinate ed uno tra napoletano, beneventano, avellinese e salernitano, Minuccio, praticamente unico, sembrerebbe dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, Minuzzo è anch'esso veneto, del vicentino ed in particolare di Marostica, con presenze significative anche a Bassano del Grappa, dovrebbero derivare, direttamente o tramite varie forme ipocoristiche o dispregiative, dall'aferesi di nomi come Firmino, Guglielmino, Massimino, ed altri simili. Traccia di queste cognominizzazioni si trovano ad esempio nel 1500 a Faenza, dove in un atto viene citato un certo Manfredo Mini di Castelnuovo.
MINANTE Minante, assolutamente rarissimo, è del padovano, potrebbe derivare da un soprannome.
MINARDI
MINARDO
MINAUDO
Minardi è tipicamente siciliano, di Bagheria (PA) e Palermo, Minardo è diffuso a macchia di leopardo in tutt'Italia, Minaudo è anch'esso siciliano, soprattutto del trapanese, di Valderice, Trapani, Erice, Buseto Palizzolo, San Vito lo Capo e Paceco, dovrebbero derivare da modificazioni posteriori, anche dialettali, del nome medioevale Menardus di cui abbiamo un esempio in questo scritto dell'anno 1188: "...domno Ulrico, tunc abbate de Valle-Lucenti, et priore ejus Radulpho, et domno Menardo, tunc abbate Pontiniaci, et priore ejus Willelmo cum suis, ut dictum est, firmo assensu in id ipsum concordantibus...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Minardi ha alla base il nome di origine germanica e di tradizione francone Maginhard (Mainardo) = "duro, temibile per la sua forza".
MINARI Minari è tipico del parmense, di Parma in particolare e di Collecchio e del reggiano a Brescello, Castelnuovo di Sotto e Gattatico, e di Curtatone nel vicino mantovano, potrebbe derivare da un soprannome dialettale arcaico parmense minàr (cavatore, minatore), identificando probabilmente così il mestiere dei capostipiti.
MINCI
MINCIARELLI
MINCIO
MINCIONE
MINCIONI
Minci, quasi unico, è del centro Italia, Minciarelli è tipicamente umbro, di Perugia, Assisi e Massa Martana nel perugino e di Terni e Narni nel ternano, Mincio, estremamente raro, è dell'area umbro, marchigiana, Mincione ha delle presenze nel teramano, a Roma, nel campobassano ed in Campania, in particolare nel casertano, a Macerata Campania, San Prisco, Aversa, Trentola Ducenta, Santa Maria Capua Vetere e Sparanise, Mincioni ha un piccolo ceppo a Perugia e Deruta nel perugino, con qualche presenza nel teramano, dovrebbero derivare direttamente o tramite un ipocoristico dal nome medioevale Mincio, Mincionis, di cui abbiamo un esempio d'uso ad Aversa in uno scritto dell'anno 1097: ".. A parte vero occidentis finitur in terra aecclesie sanctae dei genitricis et virginis mariae de forignano pizzulo. et in terra iohannis filii cuiusdam mincionis. A parte vero septemtrionis finitur in terra hominum de feciata qui dicuntur coppa canis. et in terra petri filii cuiusdam maionis. ..", secondo un'altra ipotesi potrebbero in qualche caso derivare da soprannomi basati sul vocabolo arcaico francese mince (balordo).
MINELLONO Minellono, assolutamente rarissimo, è tipico del torinese, di Torino e dell'area viciniore, potrebbe trattarsi di una forma ipocoristica accrescitiva arcaica derivata dal nome Mino, che è a sua volta il prodotto dell'aferesi di un ipocoristico di Giacomo, nome probabilmente attribuibile al capostipite, secondo un'altra ipotesi potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine arcaico minella per farina, ad indicare, in questo caso, che il mestiere del capostipite fosse quello del mugnaio.
MINENNA
MINENNI
Minenna è specifico del barese, di Bitonto in particolare e di Bari e Giovinazzo, Minenni è praticamente unico, dovrebbero derivare da una forma ipocoristica dialettale dell'aferesi contratta del nome Domenica, troviamo tracce di questa cognominizzazione a Conversano nel barese in un atto del 1740: "Acta assensus pro Michaele Minenna contra Conventum Sancti Francisci de Paula...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Minenna è cognome pugliese, cognominizzazione del termine dialettale pugliese 'menènne' = bambina, fanciulletta. Minervini 325.
MINEO Mineo è tipicamente siciliano, del catanese, di Catania, Caltagirone, Maletto, Randazzo e Paternò, con ceppi importanti anche a Palermo e Bagheria (PA), a Trapani, Erice, Marsala, Mazara del Vallo e Favignana nel trapanese, dovrebbe derivare dal toponimo Mineo (CT).
MINERVINI
MINERVINO
Minervini ha un ceppo nel romano e latinense, un grosso nucleo nel barese, nel tarentino, nel foggiano e vicino campobassano, un ceppo tra napoletano e salernitano, uno nel cosentino e catanzarese, Minervino ha un ceppo nelle Puglie centrosettentrionali ed uno nel cosentino, dovrebbero derivare o direttamente dal cognomen latino Minervinus citato ad esempio in un'antica lapide: "]ali Ver(a)e / coniugi bene / merenti qu(a)e / vixit an(n)os XLV / posuit Aurelius Minervinus " o in alcuni casi dal toponimo Minervino Murge (BA).
MINET
MINETTA
MINETTI
MINETTO
MINETTI
MINNETTI
MINNETTO
Minet, molto molto raro, è tipico del trevisano, Minetta, assolutamente rarissimo, è del bresciano, Minetti, estremamente diffuso in Liguria, è ben presente anche in Piemonte, Lombardia centrooccidentale, Emilia occidentale, foggiano e brindisino, Minetto è tipico della fascia che comprende le province di Savona, Genova ed Alessandria con un ceppo probabilmente non secondario a Fossalta Di Piave (VE), Minnetti ha un piccolo ceppo nel Piceno a Fermo e Porto Sant`Elpidio, uno a Roma ed uno a Montalto di Castro nel viterbese, Minnetto sembrerebbe unico, dovrebbero derivare dal nome medioevale Minnetto o Minetto di cui abbiamo un esempio a Bergamo in un atto di donazione del 1593 con un certo Minetto Pulcino de Marconi come beneficiario, nome che è derivato da un ipocoristico dell'aferesi di ipocoristici di nomi come Giacomo.
integrazioni fornite da Andrea Ferreri - Milano
potrebbero tutti derivare dall'aferesi di nomi come Firmino, Massimino, etc. (vedi Mini e Mino). In alcuni casi, tuttavia, tali cognomi possono avere alla base soprannomi legati alla bassa statura del capostipite.
Minet, abbastanza raro, sembrerebbe veneto e tipico del trevigiano (Colle Umberto, Conegliano, San Fior, Santa Lucia di Piave e Vittorio Veneto). è più che probabile un'origine francese di alcune famiglie che portano tale cognome.
Minetta, molto raro, è un cognome locale di Brescia e provincia.
Minetti è diffuso lungo la penisola con maggior frequenza nell'Italia nord-occidentale. In Piemonte è concentrato nelle province di Alessandria, Torino (Torino, Montanaro, Candiolo, Canavese), Cuneo (Racconigi, Paesana) e Verbania (Trasquera, Crevoladossola, Varzo); in Liguria nel genovese (1° cognome in ordine di frequenza a Rossiglione) e savonese (Millesimo, Cairo Montenotte); In Emilia Romagna nel basso parmense (Bardi); in Lombardia nel milanese (Milano), bergamasco (Ponteranica), pavese (Pavia) e varesino (Porto Valtravaglia); in Toscana nel senese (Chiusi, Montepulciano). Nell'Italia centro-meridionale si trovano nuclei a Latina e Roma, in Puglia nel foggiano (San Severo) e brindisino (Ostuni) ed in Campania, nell'avellinese (Castelfranci, Prata di Principato Ultra, Santa Paolina) e napoletano (Napoli). Il ceppo principale è genovese-alessandrino, con epicentro nei comuni di Rossiglione, Campoligure-Ge, Ovada-Al e Acqui Terme-Al.
Minetto è diffuso in Piemonte (33%), Liguria (31%), Veneto (20%) e Friuli Venezia Giulia (6%). In Piemonte è concentrato in provincia di Torino (Torino, Roletto, Mazzè) ed Alessandria, ed in misura minore nell'alto cuneese (Bagnolo Piemonte, Barge) e biellese (Vigliano, Brusnengo). In Liguria nel genovese e savonese (Varazze, Calizzano, Urbe, Pallare). Analogamente a Minetti il ceppo principale è genovese-alessandrino (e savonese), con epicentro nei comuni di Rossiglione-Ge, Campoligure-Ge, Ovada-Al , Tagliolo Monferrato-Al. I cognomi liguri e piemontesi Minetto e Minetti erano infatti interscambiabili: il Minetto indicava il singolo individuo della famiglia, i Minetti la globalità della famiglia. Differente è invece la stirpe del cognome veneto e friulano Minetto. Diffuso nel veneziano (Fossalta di Piave, Jesolo e San Donà di Piave), nel trevigiano (Preganziol, Fontanelle), a Pasiano di Pordenone-Pn, Ronchi dei Legionari-Go e Pozzuolo del Friuli-Ud. Un nucleo anche nel senese, a Poggibonsi (prob. una variante di Minetti).
MINGANTI Minganti è specifico di Imola e Bologna, di origine etimologica oscura.
MINGARINI
MINGAZZI
MINGHELLI
MINGHETTI
MINGHI
MINGO
MINGOLINI
MINGOZZI
Mingarini è specifico di Forlì e di Medicina ed Ozzano nell'Emilia nel bolognese, Mingazzi, molto molto raro, è specifico di Ravenna, Minghelli, decisamente emiliano, è diffuso nella zona che comprende il modenese, il bolognese, il cesenate ed il ravennate, Minghetti è tipico della zona coperta dalle province di Bologna e Ravenna, Minghi molto raro è toscano, Mingo rarissimo è anconetano, Mingolini, molto raro, è tipico del ravennate, Mingozzi è tipicamente emiliano e romagnolo, diffuso a Forlì, a Ravenna e Cervia nel ravennate, a Ferrara, Portomaggiore ed Argenta nel ferrarese ed a Bologna, San Giovanni in Persiceto e Castel San Pietro Terme nel bolognese, derivano tutti, direttamente o tramite varie forme ipocoristiche, o dispregiative, da modificazioni dialettali dell'aferesi del nome Dominicus o dallo stato di lavoratore dei campi, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Firenze fin dalla seconda metà del 1300, come si evince da questo scritto del 1386: "Statuta ordinamenta correctiones diminutiones additiones et detractiones statutorum communis Montis Summani provincie Vallis Nebule discrictus Florentie facta per probos viros Coluccium Bendelli, Gianum Tinghi, Johannem Dati et Andream Minghi baliam habentes a dicto commune Montis Summani...". Personaggio illustre è stato il bolognese Marco Minghetti (1818 - 1886), che dal 1873 al 1876 fu Presidente del Consiglio dei Ministri del Regno d'Italia.
MINGIONE Mingione ha un ceppo a Roma ed uno a Caserta, Casagiove, Santa Maria Capua Vetere, San Tammaro, Capua, Recale, San Nicola la Strada e Curti nel casertano ed a Napoli e Pomigliano d'Arco nel napoletano, potrebbe derivare da una forma dialettale aferetica accrescitiva del nome Domenico, ma è pure possibile una derivazione da un soprannome originato magari dalla provenienza del capostipite dal paese di Mincioni nel frusinate.
MINIATI Miniati è tipicamente toscano, di Firenze in particolare e di Pontassieve, Scandicci, Bagno a Ripoli, Borgo San Lorenzo, Sesto Fiorentino, Vicchio e Reggello nel fiorentino, di Livorno, di Terranuova Bracciolini e Cortona nell'aretino e di Prato, dovrebbe derivare dal nome di paesi come Samminiatello nel fiorentino o San Miniato nell'aretino e nel pisano, probabili luoghi d'origine dei capostipiti.
MINICHELLI
MINICHELLO
MINICHETTI
MINICOCCI
MINICUCCI
MINICUCCIO
MINICUCI
Minichelli, molto molto raro, ha un ceppo nel torinese ed uno tra romano e reatino, Minichello, ancora più raro, sembrerebbe tipico di Leonforte nell'ennese, Minichetti ha un ceppo a Cittaducale nel reatino, a Roma ed uno a Campobasso, Minicocci, molto raro, è specifico della zona tra Roma e Rieti, Minicucci ha un ceppo molisano concentrato soprattutto a Limosano (CB), un ceppo nel Lazio a Roma ed a Vacone (RI) ed uno nella zona tra Napoli e Caserta, Minicuccio, quasi unico, parrebbe siciliano, Minicuci, molto raro, è tipico di Melito di Porto Salvo (RC), derivano tutti da modificazioni dell'aferesi di ipocoristici del nome medioevale Dominicus, di quest'uso abbiamo un esempio nel 1400 con: "Minichellus de Marana de villa Casorie".  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo tra la fine del 1500 e gli inizi del 1600 con Angelus Minicuccius rettore dei padri carmelitani del convento di Canepina nel viterbese, suo paese natale.
MINIELLI
MINIELLO
Minielli, estremamente raro, sembrerebbe pugliese del barese, Miniello ha un ceppo molisano nella provincia di Campobasso a Ripalimosani, Mirabello Sannitico e Rotello, nel casertano a Mondragone ed uno nel barese a Bari e Bitonto, derivano dall'aferesi di  ipocoristici dialettali di nomi come Massimo, Guglielmo, Fermo.
MINIERI
MINIERO
Minieri è tipicamente campano, del napoletano soprattutto e del salernitano, con un ceppo anche nel cosentino e catanzarese, Miniero, molto raro, di origine campana anch'esso, è specifico della zona tra Caserta e Napoli, secondo un'ipotesi da non trascurare potrebbe derivare da un'italianizzazione del cognome francese Minier, a sua volta originato dal mestiere di minatore svolto dai capostipiti, ma, molto più probabilmente, derivano invece dal nome medioevale di origine germanica Miniero.
MINIMA
MINIMI
MINIMO
Tutti assolutamente rarissimi, sembrano essere del nord Italia, Minimo potrebbe avere un ceppo anche in Campania, questi cognomi potrebbero derivare da una connessione con conventi dei Frati Minimi Terziari di Francesco di Paola o anche da soprannomi medioevali relativi a caratteristiche fisiche o allo stato di ultimogenito, di quest'uso si ha un esempio in quest scritto del XIV° secolo: "...Illis licet infimus Johannes Alanus Minimus sese recommendat.quatenus ab invidis ipsum sonis validis laus horum defendat.?..." ed in questo del XV°: "...Guilielmo Fitz-Williams Hiberniae proregi revocato, mense Augusto sufficitur Guilielmus Russellus Francisci comitis Bedfordiae filius natu Minimus, postquam Henricus Dukus...".
MINISCALCHI
MINISCALCO
Miniscalchi è quasi scomparso, Miniscalco è comunque rarissimo, difficile individuare una zona di provenienza anche se ci sono tracce importanti a Verona dove nella seconda metà del 1400 troviamo il Conte Alvise Miniscalchi Nobile della Repubblica Veneta, dovrebbe derivare dal termine medioevale maniscalco (alto dignitario e condottiero di eserciti).
MINISSALE
MINISSALI
Minissale è tipicamente siciliano, di Messina in particolare e del messinese e di Biancavilla, Bronte, Catania, Misterbianco, Santa Maria di Licodia e Maletto nel catanese, Minissali, praticamente unico, è un alterato del precedente, che dovrebbe derivare da un soprannome grecanico μέλισσαρες melissares originato dal fatto che i capostipiti facessero forse il mestiere dell'apicultore.
MINISTRI
MINISTRINI
MINISTRO
Ministri è quasi unico, Ministrini è tipicamente umbro di Spoleto nel perugino, così come il più raro Ministro che è però specifico di Terni, questi cognomi dovrebbero derivare dall'occupazione dei capostipiti, probabilmente dei servi, dal latino ministrum (sottoposto, servo di corte).
MINNELLA
MINNELLI
Minnella è tipicamente meridionale, con un ceppo nel leccese, uno molto piccolo nel reggino e con ceppi in Sicilia nell'area palermitana, agrigentina e nissena e nel catanese, Minnelli, molto più raro, ha qualche presenza nel crotonese, un ceppo a Palermo ed uno molto piccolo a Licata nell'agrigentino, potrebbero derivare da forme ipocoristiche del nome Mino, a sua volta un ipocoristico (vedi MINACCI), ma la cosa più probabile è che invece derivino da alterazioni dialettali del termine minellus, una misura medioevale di capacità dei solidi, delle granaglie in particolare, come leggiamo in scritti del 1200: "..Minellus, Mensura frumentaria, diminutivo a Mina ... Et valet tres Minellos ordei ad prædictam mensuram..".
MINNITI Minniti sembra essere originario della zona tra la provincia di Reggio Calabria e quella di Messina, dovrebbe derivare dal nome della frazione Diminniti di Reggio Calabria
MINNOZZI
MINOSSO
MINOZZI
MINOZZO
Minnozzi, decisamente raro, è specifico dell'interno delle province di Ancona e Macerata, Minosso, praticamente unico, è friulano, Minozzi, abbastanza raro, sembrerebbe originario del padovano, con un possibile ceppo in Emilia, tra Modena e Bologna, quest'ultimo potrebbe derivare dal toponimo: Minozzo (RE), Minozzo è tipicamente veneto dell'area vicentino, veronese, di Marostica nel vicentino e di Casaleone e Cerea nel veronese. Negli altri casi è possibile una derivazione dal nome Mino (diminutivo aferetico di nomi come Guglielmo, Adelmo ecc.).
MINOIA
MINOJA
Si individuano due ceppi, uno nel Barese ed uno tra Milano e Lodi, per Minoia, mentre Minoja, decisamente raro, è specifico del milanese e lodigiano. Minoja potrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo dialettale arcaico minojar (arnese da gioielliere per produrre lamine di metallo).
MINOLA
MINOLI
Minola è tipico lombardo, in particolare delle province di Milano, Como, Lecco e Bergamo, Minoli, più raro, è specifico della Lombardia occidentale e del verbanese, dovrebbero derivare dal nome medioevale italiano Minus di cui abbiamo un esempio nella seconda metà del 1200 a Massa con il notaio Mino di Ildebrandino di cui leggiamo in un atto del 1299, dove si può leggere: "Anno Domini millesimo .cclxxxxviiii°., inditctione .xiiia. die .xiii°. mensis martii... ...Ego Minus quondam Ildibrandini notarius predictis omnibus interfui in ea omnia rogatus scripsi et publicavi.".
MINOLFI Decisamente raro, si individua un ceppo nel bresciano ed uno in provincia di Enna, il ceppo bresciano dovrebbe derivare dal nome di località Minolfa situata a sud-ovest di Piancamuno, presso la sinistra dell'Oglio, l'origine comunque per tutti dobrebbe essere dal nome longobardo Minulfo. Il duca longobardo Minulfo fu decapitato dal re Agilulfo, un Menulfo vescovo confessore di Bourges.  Tracce di questo cognome in Sicilia, si hanno fin dal 1560, a Caltagirone, dove troviamo don Nicolò Minolfi quale parroco della chiesa di San Giorgio.
MINOPOLI Minopoli è specifico di Napoli, con buone presenze anche a Pozzuoli, Quarto, Giugliano di Campania, Marano di Napoli, Acerra e Mugnano di Napoli, dovrebbe derivare dal nome e cognome greco Minopoulos, probabilmente portato dal capostipite.
MINUNNI
MINUNNO
Entrambi tipicamente pugliesi, Minunni è specifico del barese, di Putignano, Conversano e Castellana Grotte, Minunno oltre al ceppo a Bari, ne ha uno anche a San Ferdinando di Puglia nel foggiano.
integrazione fornita da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel soprannome o nome medievale Minunno, che, in dialetto pugliese, ha il significato di piccolo, piccolino (vedi Piccin, Piccirella e Piccola). In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei soprannomi o dei nomi personali dei capostipiti.
MINTI
MINTO
Minti è quasi unico, Minto è tipico del veneziano, di Mirano, Mira, Venezia, Santa Maria di Sala, Pianiga e Spinea, con presenze significative anche nel padovano e nel trevisano, dovrebbero derivare dal nome dalmata Mintus.
MINUTELLA
MINUTELLI
MINUTELLO
MINUTIELLO
MINUTILLA
MINUTILLI
MINUTILLO
Minutella ha un piccolo ceppo a Buonalbergo nel beneventano ed in Sicilia nel palermitano a Castelbuono, Geraci Siculo, Palermo e Cefalù, Minutelli ha sparute presenze sparse qua e là nel centronord, Minutello ha un ceppo friulano a Latisana nell'udinese ed uno salentino a Racale e Tricase nel leccese, ed a Leporano nel tarentino, Minutiello è specifico di Venosa nel potentino, Minutilla, molto molto raro, sembrerebbe siciliano, del palermitano, di San Mauro Castelverde e Palermo, Minutilli ha un ceppo a Terracina nel latinense ed uno a Trani nel barese, Minutillo ha ceppi a Formia e Terracina nel latinense ed a Roma, ha un ceppo nel casertano a Castel Morrone ed a Napoli, uno in Puglia nel barese a Molfetta, Giovinazzo, Canosa di Puglia, Ruvo di Puglia, Trani, Bisceglie e Bari, e nel foggiano a Foggia e Lucera, ed in Sicilia a Lercara Friddi nel palermitano, dovrebbero derivare, direttamente o tramite un'alterazione dialettale, dall'ipocoristico medioevale del soprannome e nome Minutus (Piccino, piccolino, esile, gracile).
MINUTI
MINUTO
MINUTOLI
MINUTOLO
Minuti ha un ceppo nel milanese a Milano e Lainate, uno nel bergamasco a Mozzanica e Seriate ed uno a Cremona, ha ceppi in Toscana nel pisano a Pontedera e Cascina, nel livornese a Livorno, Collesalvetti, Piombino e Rosignano Marittimo, ed a Siena, in Umbria a Perugia e Terni, a Roma, in Puglia a Mattinata nel foggiano, ed in Sicilia nel messinese a Santa Lucia del Mela e Messina, Minuto ha un ceppo ligure a Genova e soprattutto a Savona, uno a Sciara nel palermitano, a Catania, a Nessina ed a Leonforte nell'ennese, Minutoli è specifico di Messina, Minutolo ha un ceppo a Lanciano nel teatino, uno a Roma, uno a Napoli e nel casertano a Capodrise, San Nicola la Strada e Marcianise, uno a   Bagnara Calabra e Gioia Tauro nel reggino ed uno, il più consistente, a Paternò nel catanese, dovrebbero derivare da ipocoristici di soprannomi originati dalla conformazione fisica particolarmente minuta (sottile, esile) del capostipite, Minutolo è un casato nobile napoletano che risale almeno al periodo normanno, nel cosentino ad Orsomarso troviamo nel 1200 come feudatario Costantino Minutolo che venne successivamente nominato da Carlo I d'Angiò Generale dei Balestrieri del re, sempre nel 1200 tra le famiglie ghibelline di rilievo, vincitrici a Firenze sui guelfi, troviamo in Oltrarno i Minutoli, nel 1296 è infatti Priore e Gonfaloniere Lapus Amoniti de Minutolis (Ultrarni).
MINZI
MINZON
MINZONI
Minzi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe emiliano, Minzon, molto molto raro, è specifico del vicentino, Minzoni è tipicamente emiliano, di Imola e Bologna nel bolognese e di Ravenna e Lugo nel ravennate, dovrebbero derivare dal nome medioevale Minzo, Minzonis, del cui uso abbiamo un esempio in un atto del 1108, dove Martino, abate del monastero di S. Maria e S. Andrea d'Istria, concede in enfiteusi a Zafo di Minzo Russo ed a sua moglie Anna quanto aveva Martino Cavalerio in Sambuceta, dietro la pensione annua di un denaro veneziano, ed in un atto del dodicesimo secolo leggiamo: "..Minzo Cullateso habet septem tornaturias et reddit in Natale domini duas spallas et duas fugacias ..", tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1600 a Conegliano con la famiglia Minzi citata in un contratto da'affitto, e nel 1700 con il poeta e Canonico Onofrio Minzoni.
MIOCARO Miocaro, quasi unico, è siciliano, dovrebbe derivare dal nome medioevale Miocaro attribuito da genitori che amassero moltissimo il proprio figlio.
MIOLLA
MIOLLI
MIOLLO
Miolla è tipico dell'area che comprende Bari e Barletta nel barese, Taranto e Pisticci nel materano, Miolli ha un ceppo a Torre di Mosto nel veneziano ed uno a Bari, Trani e Valenzano nel barese, Miollo, assolutamente rarissimo, sembrerebbe veneto, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale Miolla, Miollus, che dovrebbero essere una forma ipocoristica dell'aferesi del nome Bartolomeo, in un atto del 1748 un certo Filippo Miolla viene ascritto alla nobiltà della città di Bitonto a seguito del general Consiglio dell'Università di Bitonto.
MION Specifico del Veneto, deriva da una variazione dialettale dell'aferesi del nome Bartolomeo o più raramente Romeo (Bartolomeo - Meo - Mio - ...).
MIONE Molto raro, potrebbe avere due ceppi originari, uno nel Gargano ed uno nel palermitano, potrebbe derivare dall'aferesi del nome medioevale italiano Ermione, come pure dei nomi greci Anthemion, Endymion, Hermion, Kharmion ecc..
MIOR Molto raro sembrerebbe originario della provincia di Pordenone, deriva da un soprannome dialettale legato al vocabolo mior (migliore).
MIOSO Rarissimo, potrebbe essere di origine veronese, una possibile derivazione è dal nome celtico Ogmios
MIOSOTIS
MYOSOTIS
Sia Miosotis che Myosotis, sono assolutamente rarissimi e panitaliani, dovrebbero derivare dal nome del o della capostipite, che probabilmente si chiamava Myosotis, il nome di un fiore celeste meglio conosciuto come nontiscordardimè o anche occhi della Madonna.
MIOTTO Specifico dell'area veneta, deriva da una variazione dell'aferesi del nome Bartolomeo o più raramente Romeo (Bartolomeo - Meo - ...).
MIOZZI
MIOZZO
Miozzi ha un piccolo ceppo nel ferrarese, uno nel campobassano ed uno, il principale nel romano, Miozzo, decisamente veneto, è specifico del padovano, con buone presenze anche nel veneziano e trevisano, dovrebbe trattarsi di forme ipocoristiche riferite a capostipiti il cui nome fosse Bartolomius, una variazione mediovale del nome Bartolomeus.
MIRA Molto raro, sembra essere originario del varesotto, originario di Cimbro (VA), troviamo questo cognome nel 1434 a Sesto Calende (VA) poi, nei primi anni del 1500, a Taino (VA).
MIRABASSI
MIRABASSO
Mirabassi è specifico di Perugia, Mirabasso, assolutamente rarissimo, è del ternano e del romano, dovrebbero derivare da un soprannome medioevale Mirabasso, di cui abbiamo un esempio d'uso a Siena in un atto del 1297: "in domo in qua moratur apud hospitalem Sancte Marie Bernardino di Alamanno Piccolomini compra da donna Bruna del fu Accurso moglie di Vanni di Buonamico e dal figlio di lei di primo letto Niccoluccio del fu Scudo, un pezzo di terra ortiva con olivi posto alle Serre in loco dicto Le Posticcie confinante da un lato con i suoi beni, al prezzo di 10 lire di denari senesi. Testimoni Neri di Benincasa, Martino di Paganello chiamato Mirabasso".
MIRABELLA dovrebbe essere originario della Sicilia, ma si individuano ceppi nel Lazio e nel napoletano, i vari ceppi derivano da toponimi quali: Passo di Mirabella o Mirabella Eclano nell'avellinese, o Mirabella Imbaccari nel catanese, o altri simili.
MIRABELLI
MIRABELLO
Sia Mirabelli che Mirabello sono tipicamente calbresi, di Rende, Cosenza, Montalto Uffugo e Colosimi nel cosentino, di Petilia Policastro e Crotone nel crotonese e di Lamezia Terme e Catanzaro nel catanzarese il primo e di Scandale nel crotonese il secondo, che è rarissimo, dovrebbero derivare dal nome medioevale Mirabellus di cui abbiamo un esempio a Monopoli (BA) nel 1200 con un certo notar Mirabellus, potrebbe anche derivare da toponimi (vedi Mirabella), ma è pure possibile una derivazione dal nome tardo latino Mirabilius (vedi Mirabili). Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Savona dove Dominicus Nannius Mirabellus è arciprete della locale cattedrale dal 1500 al 1520.
MIRABILE
MIRABILI
MIRABILIO
Mirabile è tipico del sud, con ceppi sia nella Sicilia orientale che occidentale, nel napoletano ed in Puglia nel tarentino e brindisino, Mirabili è quasi unico, dovrebbe essere abruzzese, Mirabilio, molto molto raro, è tipico della zona di Cepagatti (PE), derivano dal nome tardo latino Mirabilius di cui abbiamo un esempio in un atto del 1432: "...Ego Mirabilius dono ibidem de terra modiata II quae affrontat de parte circi in strada de aquilone in terra suniario et de meridie in terra suniario de occidente in strada..:".".
MIRABILIA Mirabilia, assolutamente rarissimo, è della zona tra Lazio ed Abruzzo, deriva dal nome medioevale Mirabilia di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale all'anno 1114: "...Signum manuum Vuifredi filii Ugonis qui dicitur Fante, Propto qui dicitur Grassello, Iohannis qui dicitur Mirabilia, Markisi de Banniaria, Iohannis filii Petri de suprascripta civitate...".
MIRACOLA
MIRACOLI
MIRACOLO
Miracola ha un ceppo siciliano nel messinese, a Frazzanò, San Marco d'Alunzio e Capri Leone, Miracoli è un cognome rarissimo, specifico del sudmilano, non è possibile individuare un'origine, si può ipotizzare una derivazione dal toponimo Miracoli nel teatino, ma non esistono tracce di una migrazione nel milanese, esistono però tracce nel 1200, a Pavia di un "..Rufino Miracula publico notario millesimo  ducentesimo secundo, die martis quarto kalendas februarii et pro quibus denariis...", che potrebbe appartenere al ceppo originario, da cui Miracoli discende, Miracolo sembrerebbe invece tipicamente campano, con un ceppoa San Marzano sul Sarno ed a Mercato San Severino nel salernitano e nel napoletano a Cercola ed Angri, con presenze anche nella Sicilia orientale, dovrebbero tutti derivare da nomi augurali medioevali che augurassero per i propri figli una vita miracolata da Dio.
MIRAGLI
MIRAGLIA
MIRAGLIO
Miragli, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione del cognome Miraglio, che, molto molto raro, sembrerebbe tipicamente piemontese, del cuneese e torinese, Miraglia è molto diffuso nel centrosud, ha un nucleo principale in Sicilia, ma si individuano vari ceppi in tutto il sud, nel casertano e napoletano, nel barese e tarentino, in Basilicata e nel cosentio, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal termine arcaico miraglia o miraglio (specchio), che in alcuni casi, soprattutto al nord, è derivato dalla voce provenzale mirahls (specchio), forse ad identificare nei capostipiti degli artigiani dediti alla lavorazione del vetro ed alla produzione di specchi.
MIRANA
MIRANI
MIRANO
Mirana è praticamente unico, Mirani ha un ceppo piemontese, in particolare a Massino Visconti nel novarese, ed uno lombardo, a Rudiano e Chiari nel bresciano, a Pigra nel comasco ed a Zavattarello nel pavese, Mirano, molto molto raro, ha un ceppo piemontese a Torino, Cossano Belbo nel cuneese e nell'astigiano, a Vesime e Cessole, ed uno a Torre del Greco nel napoletano, dovrebbero derivare sia dal nome medioevale Miranus di cui abbiamo un esempio in una Carta Donationis del dicembre 1188 nel milanese: "In nomine Domini. Anno dominice incarnacionis millesimo centesimo octuagesimo octavo, quinto die mensis decembris, indicione septima. Donationem fecit presenti die et hora inter vivos Petratius Buxorus de loco Florano, pro se et Gilberto fratre suo, cuius mandatum se habere dicebat, in domnum Miranum de Cumis, monachum et canevarium monasterii Carevallis siti prope urbem Mediolani, ad partem ipsius monasterii, nominative de petia una buschi iuris sui quam habere visi sunt in territorio loci Florani...", ma in qualche caso potrebbero anche derivare dal fatto di essere il capostipite un addetto ad un miranum (osservatorio militare o torre di guardia).
MIRANDA Specifico campano, del napoletano e salernitano in particolare, dovrebbe derivare dal toponimo Miranda (IS) o da Miranda di Poggiomarino (NA).
MIRANDOLA Tipico del veronese e del bolognese, dovrebbe derivare da uno dei vari toponimi come Mirandola (MO) o Mirandola località di Verona, il toponimo Mirandola è abbastanza diffuso nel nord Italia in quanto stava ad indicare una piccola postazione di vedetta (un luogo da cui si poteva mirare cioè osservare).
MIRANTE
MIRANTI
Mirante è ben diffuso nell'area che comprende il Lazio centromeridionale, il casertano ed il napoletano, in Calabria nel catanzarese e crotonese ed in Sicilia nell'ennese, Miranti è tipicamente siciliano, del palermitano e di Petralia Soprana e Polizzi Generosa in particolare, di dovrebbe trattare di forme aferetiche del termine almirante o ammirante (comandante, capo, ammiraglio) (vedi ALMIRANTE).
MIRASOLE
MIRASOLI
Mirasole, molto raro, è siciliano, Mirasoli, ancora più raro, dovrebbe essere dovuto ad errate trascrizioni anagrafiche del precedente, dovrebbero derivare da un soprannome basato sul termine dialettale mirasùli (girasole, il fiore).
MIRAVALLE Miravalle è tipicamente piemontese, dell'alessandrino, di Casale Monferrato in particolare, dovrebbe derivare da un nome di località. Miravalle è in effetti un nome molto comune, presente sia in Lombardia che in Piemonte, Emilia ed in Trentino.
MIRCO Mirco è specifico della provincia di Campobasso, di Acquaviva Collecroce, Termoli e Montenero di Bisaccia.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
D'origine slava, il cognome Mirco nasce da un'italianizzazione del nome slavo Mirko, che, per tramite del suffisso -ko (dal valore diminutivo), consiste in un'abbreviazione dell'originale Miroslav - nome tipico della tradizione slava. In conclusione, dunque, si tratta della cognominizzazione del nome personale del capostipite.
MIRISOLA Mirisola è tipicamente siciliano, di San Cataldo, Caltanissetta e Riesi nel nisseno, di Enna e di Siracusa, di origini etimologiche oscure, potrebbe derivare da una forma alterata del nome visigoto Mirisa, tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Riesi fin dal 1600. (vedi anche MIRASOLE)
MIRIZI
MIRIZZI
Mirizi, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione di Mirizzi, che è caratteristico del barese, di Putignano, Bari, Altamura, Turi, Castellana Grotte e Triggiano, e del tarentino, di Mottola,Statte e Taranto, e la cui origine potrebbe essere dal nome e cognome turco Miriz, o anche se molto meno probabile dal nome femminile svevo Myritz.
MIRO
MIRON
MIRONE
MIRONI
MIRRI
MIRRO
Miro ha un ceppo in Irpinia ed uno nel tarantino, Miron, molto molto raro, sembrerebbe del trevisano, Mirone ha un ceppo alessandrino, uno genovese, uno napoletano ed a Casalnuovo di Napoli ed uno principale nel catanese, a Catania, Belpasso, Acireale, Viagrande, Tremestieri Etneo e San Pietro Clarenza, Mironi è invece assolutamente rarissimo, Mirri ha un ceppo emiliano nel bolognese ad Imola, Bologna e Castel San Pietro Terme e nel ravennate a Ravenna, Lugo, Faenza e Solarolo, un ceppo toscano a Firenze e nell'aretino ad Arezzo, Montevarchi e Cortona, ha anche un ceppo a Roma, Mirro, quasi unico, è pugliese, dovrebbero tutti derivare o direttamente dal nome medioevale di origine greca Miro, Mironis di cui abbiamo un esempio in uno scritto dell'anno 1062: "...necnon vero Berengario archidiachono et Guilelmo Guifredi, sive aetiam vivano preposito et Poncio sacriscrinio atque Dalmatio aliisque quamplurimis clericis, laicis autem Mirone Riculfi et Remundo Castrivetuli et Bernardo Guifredi ..." o anche nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale in una Carta libelli dell'anno 1153 a Gudo (MI): "...Duodecima petia, de prato, dicitur ad Sabuchum.. ..Amizonis Mironis, perticam unam et dimidiam...". o dal nome slavo Miron.
MIROBALLI
MIROBALLO
Miroballi, assolutamente rarissimo sembrerebbe piemontese, forse del novarese, Miroballo, ancora più raro, è invece dell'area centromeridionale d'Italia, potrebbero derivare dal nome spagnolo Mirobal.
MIROTTA
MIROTTI
MIROTTO
Mirotta, assolutamente rarissimo, potrebbe essere siciliano, Mirotti. ancora più raro potrebbe essere emiliano, Mirotto è quasi unico, potrebbero derivare dall'aferesi di nomi di origine germanica come Edelmiro o Vladimiro.
MIRRA Cognome squisitamente campano della fascia che da Caserta arriva a Salerno, deriva dal nome medioevale Mirra. Mirra viene citato, ad esempio, da Dante nell'Inferno: "...Quell'è l'anima antica / di Mirra scellerata, che divenne / al padre, fuor del dritto amore, amica. ...".  Tracce di questo cognome si trovano in Lombardia, nel varesotto, nel 1500 in un atto si legge: "... "alla cassina di Monsei dove anche tiene cassina il S.r Giulio Cesare Pozzo habitata da Giulio Mirra di Christoffaro si sono vedute tre stanze inferiori quali sopra havevano suo astrico con altri tre superiori...".
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
potrebbe essere l'ipocoristico abbreviato del nome Miranda, modificato dialettalmente in Mirra.  Il cognome può derivare da un soprannome etnico, appunto legato alla provenienza del capostipite: il termine latino myrrha deriva dal greco myrra, di origine semitica. La mirra è una gommaresina trasudante ricavata dalla corteccia di alcune piante dell'Arabia e dell'Africa, astringente e antisettica, impiegata in profumeria e farmacia. Non è escluso che il cognome possa essere stato attribuito in passato riferendosi alla profonda religiosità del capostipite: non dimentichiamo che la mirra, insieme all'oro e all'incenso, fu tra i doni offerti a Gesù Cristo dai Re Magi.
integrazioni fornite da Paolo Muscetta
Come riportato nel testo Calvi nella sua storia e nelle sue vicende, Benevento, ed. G. Ricolo,pag.134 la famiglia Mirra ha origine dalla Moravia, indi passata nel Napoletano. Bartolomeo fu giudice della gran Corte della Vicaria. Un Nicola fu Governatore di Fiosolone, Curzio Cavaliere di Giustizia dell'Ordine Gerosolimitano nel 1591 fu nominato ambasciatore al Pontefice per la questione sorta circa le Commende tra il Pontefice ed il gran Maestro di detto ordine. Pasquale cadetto nei reggimenti italiani fu ricevuto dall'Ordine di Malta ed insignito della Croce. In seguito tale famiglia si sparse in Napoli, Capua, Benevento, Salerno. Dunque la famiglia Mirra ha avuto residenza in questa Calvi (Benevento) nell'era del dominio del duca Lucio Caracciolo barone di Montefusco come si apprende sul concio in chiave della odierna abitazione (palazzo Mirra) che fu costruita nel 1768. Della famiglia come si può desumere dai documenti esistenti nella parrocchia di S.Agnese sono comparsi a contrarre matrimonio due cugini il primo nato nel 1737 Francesco di Salvatore sposato con la Sig.na Costanza de Nisco; il secondo nato nello stesso anno 1737, Nicola di Antonio sposato con la Sig.na Diana Fucci. I genitori dei due giovani erano fratelli Salvatore e Antonio, figli di Baldassarre Mirra; quest'ultimo fu il primo Mirra che ebbe residenza a Calvi; fu fedelissimo alla nobile famiglia dei Caracciolo, in qualità di amministratore delegato del Barone. Questo nucleo familiare ha mostrato molto attaccamento alla terra e alla agricoltura ed ha insegnato agli altri come produrre e progredire nella economia rurale, infine è stato molto attento alla moralità e fedele alla religione. In seguito nella famiglia si sono distinti dei preti, dei frati e degli insegnanti, dopo il riscatto della Baronia che passò in servitù demaniale ai Borboni si distinsero anche dei sindaci: Mirra Baldassarre nel 1817 (nome patriarcale), Mirra Mosè nel 1822, Mirra Carlo nel 1849.
MIRSI Mirsi, praticamente unico, è un cognome attribuito nel 1890, a Copparo nel ferrarese, ad un fanciullo abbandonato.
informazione ricevuta da Daniela Campaci
MIRTI Mirti è caratteristico dell'area di Olevano Romano e di Roma nel romano, dovrebbe derivare dal nome latino Myrtus, il nome della pianta del mirto, dedicata a Venere dai culti latini e considerata dal cristianesimo simbolo di purezza e giustizia.
MIRTINI Assolutamente raro, presente solo in provincia di Milano e Lodi, dovrebbe trattarsi di un errore di trascrizione di altri cognomi, come ad esempio Martini, che ha un areale principale omologo.
MIRTO Un ceppo nel palermitano ed uno nel casertano, potrebbe derivare da toponimi come Mirto (CS) o Mirto (ME).
MISCALI Miscali è tipicamente sardo, della provincia di Oristano, di Ghilarza, Abbasanta, Ardauli ed Oristano, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale originato da un termine attribuibile ad un capostipite, forse un erborista, che nella sua professione fosse solito mescolare più principi attivi.
MISCERA Miscera, tipicamente sardo, è specifico della Gallura di Budoni in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal verbo sardo miscià (amalgamare, mescolare) forse ad indicare il mestiere della capostipite o riferentesi ad un particolare episodio.
MISCI
MISCIA
MISCIO
Misci, assolutamente molto molto raro, ha un piccolo ceppo ad Ortona nel teatino ed a Roma, Miscia è tipico di Chieti, Lanciano nel teatino e Pescara, ma ha ceppi anche a Roma e Sant`Oreste nel romano ed a Napoli, Miscio ha un piccolo ceppo nel perugino a Castiglione del Lago ed a Chiusi nel senese, ed uno, molto più consistente, a San Giovanni Rotondo nel foggiano, potrebbero derivare dalla Gens Romana Mescinia.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
compare nel Lazio, in Abruzzo, Campania e Puglia settentrionale. Potrebbe avere alla base, come del resto anche Misci, Misceo (Puglia), Misciano (rarissimo, 2 comuni in Lombardia), Miscino (Campania), Meschiatti, Mischiari, Mischiatti, soprannomi formati dal verbo latino misceo = mescolare, mischiare, unire, congiungere, sconvolgere, metter sotto sopra, confondere, turbare, dati a persone che avevano questi comportamenti: che si mescolano, che si uniscono agli uni o agli altri, che turbano la quiete. Oppure dal gentilizio romano Misius o Messius che ha originato il toponimo Misciano (SI).
MISELLI Miselli è decisamente emiliano, di Modena, Carpi e Sassuolo nel modenese e di Reggio Emilia e Casalgrande nel reggiano, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine tardo latino misellus (meschino), una forma contratta del termine miserellus, un diminutivo di misero.
MISENTA Misenta, molto raro, è tipicamente lombardo di Appiano Gentile nel comasco, dovrebbe derivare dal nome medioevale Misenta o Misenti del comune di Misinto nel milanese, di questo toponimo abbiamo un esempio in una Carta Libelli del 1175 a Milano: "..Arnaldi de Misenti et Ambroxii de Garbaniate et Obizonis Balbi et Ambroxeti Zavatarii, testium...", troviamo tracce di questa cognominizzazionenel 1000 in Valtellina, dove i de Misenti occupano alti incarichi imperiali.
MISERICORDIA Misericordia è un cognome molto raro, parrebbe tipicamente lombardo o toscano, anche se è ormai rimasto solo in Lombardia ed in Calabria nel reggino, potrebbe derivare dal fatto di essere stato il capostipite un neonato abbandonato alle suore di un Convento di Santa Maria della Misericordia o di una Compagnia della Misericordia.
integrazioni fornite da Luca Misericordia
Io sono umbro di Terni e risulta che la mia famiglia sia umbra da almeno 5 generazioni (il più lontano avo è della meta del 1700). Sono in contatto anche con i Misericordia di Reggio Calabria anche se ancora non siamo riusciti a dimostrare un legame di parentela. Riguardo a Misericordia in Lombardia risulta solo di recente la loro comparsa, forse dovuta ad esigenze lavorative.
MISEROCCHI Miserocchi è specifico dell'area che comprende il ravennate, il forlivese ed il riminese, con massima diffusione a Ravenna, Cesena e Forlì, dovrebbe derivare da un soprannome o nome originato dal termine ebraico misroch (oriente, levante), o da un'alterazione del nome sempre ebraico Mishraites, o Moseroth, oppure anche dal cognome ebraico Misrahi, nella seconda metà del 1500 troviamo traccia di questa cognominizzazione nelle campagne di Forlimpopoli con un certo Cristoforo Miserocchi piccolo proprietario terriero.
MISITANO Misitano è tipico di Bianco (RC) e di Messina (ME), dovrebbe derivare dal termine arcaico misitano originato dal vocabolo greco mesitis, (mediatore, mezzano) e starebbe ad indicare l'attività del capostipite, il ceppo siculo potrebbe derivare dal toponimo Misitano di Casalvecchio Siculo (ME), tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Melito (RC) almeno dalla seconda metà del 1500, in un atto del 1592 è citato il matrimonio tra tale Elisabetta Misitano ed un certo Marco Mandalari.
MISSAGLIA
MISSIAGLIA
Missaglia è specifico dell'alto milanese e della zona nordoccidentale della Lombardia, ma presenta anche un ceppo probabilmente non secondario nel padovano, Missiaglia, assolutamente rarissimo, è quasi sicuramente dovuto a errori di trascrizione, dovrebbe derivare dal toponimo Missaglia (LC), un'altra ipotesi, sicuramente valida per il ceppo veneto, ne attribuisce l'origine al termine medioevale massalia (masseria) riferendosi così ad abitanti o padroni di un podere, il casato dei Missaglia detenne feudi nel milanese fin dal 1200 e nel comasco.
MISSIO
MISSION
MISSIONI
MISSON
MISSONI
Missio ha un piccolo ceppo a San Stino di Livenza nel veneziano, ma il ceppo principale è nell'udinese ad Udine, San Daniele del Friuli, Bui, Moruzzo e Tavagnacco, Mission e Missioni sono praticamente unici, Misson, molto molto raro, è tipico dell'udinese, così come il più diffuso Missoni, che sembrerebbe specifico di Moggio Udinese, dovrebbero derivare da forme dialettale alterate e contratte, basate sul termine Mi Sior (Mio Signore) con il quale anticamente ci si rivolgeva ai notabili come notai o amministratori della comunità, indicando così che probabilmente i capostipiti fossero comunque stati personaggi di rilievo nell'ambito della loro comunità.
MISTICA
MISTICO
Mistica è quasi unico, Mistico, è specifico del napoletano, di Torre del Greco in particolare, dovrebbe derivare dal termine medioevale mixticus (bastardo, meticcio), probabilmente ad indicare nel capostipite un meticcio.
MISTRETTA Tipico della Sicilia, deriva dal toponimo Mistretta nel messinese.
MISTRI
MISTRIN
MISTRINI
MISTRO
MISTRON
MISTRONE
MISTRONI
Mistri ha un ceppo nel bergamasco a Vertova e Colzate, ed uno nel ferrarese a Ferrara, Tresigallo e Portomaggiore, Mistrin, quasi unico, è del rovigoto, Mistrini, solo leggermente meno raro, è del bergamasco, Mistro, decisamente veneto, del padovano, ècaratteristico soprattutto di Camposampiero, Mistron, assolutamente rarissimo, è specifico del veneziano, Mistrone, praticamente unico, è bolognese, Mistroni, tipicamente emiliano, ha un ceppo a Ferrara, Ostellato ed Argenta nel ferrarese ed a Bologna, tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche od accrescitive, dal termine veneto arcaico mistro (maestro artigiano, ma anche maggiordomo), a sottolineare probabilmente il mestiere dei capostipiti, abbiamo un esempio d'uso di questo termine in un atto del 1522 nel Libro provvisionum della fabbrica di Cremona, dove possiamo leggere: "..Si pagano L. 150 Imperiali a Mistro Gian-Antonio de Curticellis prò ejus mercede pingendi de retro portam Ecclesiae versus plateam majorem, a manu sinistra ingrediendo, la deposizione di Croce di Nostro Signore. ..".
MISURELLI Misurelli ha qualche presenza in Campania e nel cosentino, ma il ceppo principale è in Puglia nel barese a Giovinazzo ed a Canosa di Puglia, dovrebbe derivare da una forma ipocoristica del termine medioevale latino misurus (che deve essere inviato, messaggero), probabilmente indicando che al capostipite fosse stato affidato quel tipo di compito, troviamo tracce di questa cognominizzazione a Giovinazzo fin dal 1600, quando un certo Clerico Joanne Misurello Civitatis Juvenacen' viene citato in una registrazione di una visita vescovile del 1630
MITA
MITE
MITI
MITO
MITOLA
MITOLI
MITOLO
Mita, il meno raro, ha un ceppo nel bolognese, uno nel romano, uno molto piccolo a Napoli e nel materano, ma il nucleo principale è nel Salento nel brindisino e nel leccese, Mite, quasi unico, sembrerebbe dell'area abruzzese, molisana e pugliese, Miti ha un piccolo ceppo nel perugino e nel Piceno, Mito, assolutamente rarissimo, sembrerebbe essere stato di lontane origini abruzzesi, Mitola è tipicamente pugliese, di Bari, con un ceppo nel foggiano a Foggia, Ascoli Satriano e Candela, Mitoli, più raro, è di Molfetta nel barese e di Foggia, Mitolo ha un piccolo ceppo nel foggiano, ma il nucleo è nel barese, a Bitonto, Bari, Molfetta e Giovinazzo, con un ceppo anche a Carbone nel potentino e nel materano, dovrebbero derivare, direttamente o tramite un'ipocoristico, dal nome medioevale Mitus, Mita, di cui abbiamo un esempio d'uso in questo scritto del 1190: "..Pelagius archidiaconus atque abbas monasterii Pessegarii laudat et confirmat. Abbas Gunsalvus et ceteri clerici confirmant. In tempore illo ex parte episcopi erat vicarius Martinus Sisnadiz. et ex parte canonicorum Mitus Ruderici et Martinus Luci. Sed inter cetera domno episcopo alacriter in fialas obtuli.XXti solidos. ..", o anche dal nome medioevale italiano Mite, Mitis, con il significato di Gentile.
MITAROTONDA Mitarotonda è specifico di Grumo Appula nel barese, potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine arcaico mita, una forma contratta del vocabolo greco μίτρα  mitra (fascia che circonda il capo), forse ad indicare che il capostipite fosse una persona di rilievo del suo tempo.
MITRALE Mitrale, cognome ormai quasi scomparso in Italia, dovrebbe essere di origine greca e derivare da un soprannome basato sul termine mitralemitrale (un tipo di copricapo liturgico), forse ad intendere che il capostipite potesse essere un religioso ortodosso.
MITRANI
MITRANO
Mitrani, assolutamente rarissimo, è specifico del barese, di Monopoli in particolare, Mitrano ha un grosso ceppo a Gaeta nel latinense, ed a Roma, un ceppo a Succivo e Pietramelara nel casertano ed a Capaccio e Montecorvino Rovella nel salernitano, ed un ceppo ad Acquaviva delle Fonti nel barese, potrebbero derivare da nomi di località individuabili dall'antica presenza di templi dedicati al dio Mitra, una divinità persiana, il cui culto prese molto piede in epoca imperiale romana, in alcuni casi potrevve trattarsi di italianizzazioni del cognome sia turco che albanese e rumeno Mitran.
MITRI Sembra avere due ceppi distinti, in Friuli Venezia Giulia e nel Molise, dovrebbe derivare dall'aferesi del nome greco Demetrius attraverso la modificazione slava in Dimitri.
MITTA
MITTI
MITTINI
MITTINO
Mitta è tipicamente lombardo, delle province di Sondrio, di Torre Santa Maria, Sondrio e Chiavenna, e di Mariano Comense nel comasco, Mitti, assolutamente rarissimo, è dell'area tra Lombardia meridionale e Piemonte, Mittini, estremamente raro, è di Novara, Mittino è caratteristico di Trecate nel novarese e di Novara, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ulteriori ipocoristici, da forme ipocoristiche aferetiche di nomi come Bartolomea/eo, Gerolomo/ma o altri simili, ma bisogna anche considerare che il termine mitta in epoca tardo rinascimentale equivaleva a metà, come possiamo leggere ad esempio nel libro di Niccolò Tartaglia Quesiti et inventioni diverse del 1545: "..inchiodar ui dui trauersi longhi quanto che è la mitta della culatta del pezzo uel circa (e nanti piu che meno) & lontani luno dal'altro circa un brazzo, ..", e che questi cognomi potrebbero derivare anche da un soprannome con questo significato, inoltre un'ipotesi da non tralasciare è che derivi da un'indicazione di località, in epoca rinascimentale presso le comunità, che avessero subito fortemente influenze germaniche, il centro cittadino veniva chiamato Mitta, dal tedesco Mitte. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in un'atto del 1720 a Valmadre di Fusine nel sondriese: "..Giovanni Battista Baracco de Grumello fu Bernardo, sindico della chiesa di S. Matteo, insieme al vicecurato di detta chiesa Giovanni Mitta, assegna alla comunità di Fusine il diritto di esigere dai signori Salici di Soglio, comproprietari della miniera del ferro, 155 lire imperiali, valore della soprascritta legna, a causa di debiti per taglie. ..".
MIUCCI
MIUCCIO
Miucci è specifico del foggiano, in particolare di Manfredonia, Cagnano Varano ed Apricena, alla base del promontorio del Gargano, Miuccio è specifico del messinese, di Santa Teresa di Riva, Messina e Savoca, dovrebbero derivare da una forma ipocoristica dell'aferesi di nomi come Bartolomeo, anche se non si può escludere una possibile derivazione da un ipocoristico di una contrazione del nome Domenico.
MIULLI
MIULLO
Miulli, assolutamente rarissimo, parrebbe pugliese,  probabilmente originario del barese, zona di Cellamare, Triggiano e Casamassima, Miullo, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine dialettale arcaico miullo (parte del mozzo della ruota dei carri che doveva essere lubrificata con la sugna) forse ad indicare che il capostipite faceva di mestiere il carrettiere o si occupava della manutenzione delle carrozze.
MIZZOTTI Mizzotti è tipico del cremasco, di Crema, Soresina, Vaiano Cremasco ed Izano, dovrebbe derivare dall'italianizzazione del termine dialettale cremonese arcaico missolta (gran quantità, qualcosa di esageratamente grande), probabilmente ad indicare che il capostipite fosse un grosso proprietario terriero od uno cui piacesse esagerare le cose nel raccontarle.
MLEKUZ Assolutamente rarissimo è friulano.
integrazioni fornite da Luigi Colombo
Da notizie che mi sono state date dal sito " i Cognomi delle Valli del Natisone" sembra che questo cognome possa derivare da mleko che in sloveno significa latte, "-uc o uz" è un suffisso riferito a una persona esile.
Torna all'inizio pagina
sito curato da Ettore Rossoni

articoli vari sul tema per inviarci notizie su di un cognome per suggerire la ricerca di un cognome mancante invia commenti nel guestbook o forum per informazioni ed istruzioni d'uso cognomi che iniziano per A cognomi che iniziano per b cognomi che iniziano per  C cognomi che iniziano per D cognomi che iniziano per E cognomi che iniziano per F cognomi che iniziano per G cognomi che iniziano per I cognomi che iniziano per L cognomi che iniziano per M cognomi che iniziano per N cognomi che iniziano per O cognomi che iniziano per P cognomi che iniziano per Q cognomi che iniziano per R cognomi che iniziano per S cognomi che iniziano per T cognomi che iniziano per U cognomi che iniziano per V cognomi che iniziano per W cognomi che iniziano per X cognomi che iniziano per Z Ma Mag Magna Mal Mana Mani Map Mard Marn Mart Mas Mat Maz Me Men Mi Min Mo Mon Mont Mor Mos Mus