| MINA
|
Mina oltre al ceppo principale tra cuneese e torinese, è presente
un nucleo nel varesotto e nel bellunese, nel reggino si trova un piccolo
ceppo probabilmente come errore di trascrizione di Minà, che è
molto raro e sembra palermitano, dovrebbero entrambi derivare dall'aferesi
di nomi con il suffisso ...mina. Tracce di questo cognome si trovano a
Casamazzagno (BL) nel 1500 con un certo Dominus Jacobus de Mina. |
| MINA'
|
Minà è tipico di Palermo e del palermitano, di Castelbuono
in particolare.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Minà, cognome calabrese, è l'italianizzazione del
cognome greco Minàs. |
| MINACAPILLI
|
Specifico della provincia di Enna
in Sicilia, deriva da un soprannome dialettale.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Minacapilli è cognome siciliano. Per Rohlfs forse 'tira
capelli'. |
MINACCI
MINELLA
MINELLI
MINELLO
MINI
MINNUCCI
MINO
MINOTTI
MINOTTO
MINUCCI
MINUCCIO
MINUZZO |
Minacci ha un ceppo in Val d'Ossola a Montescheno, Villadossola, Toceno
e Domodossola, ed uno nel grossetano a Civitella Paganico e Grosseto e
nel senese a Monteroni d`Arbia e Sovicille, Minella è panitaliano,
ha un ceppo nel bellunese, uno tra viterbese e romano, uno nel salernitano
ed uno nel barese, Minelli è molto diffuso in tutto il centronord,
Minello è tipico del trevisano e del veneziano, Mini sembra avere
oltre al nucleo principale in Toscana fra Firenze ed Arezzo, anche un ceppo
riminesee marchigiano ed uno friulano, Minnucci ha un ceppo nel Piceno,
uno nel teatino ed uno tra romano e frusinate, Mino molto più raro
ha un ceppo nel novarese ed uno nel bresciano, Minotti ha un ceppo lombardo
soprattutto nel milanese e nel lecchese, uno nel ferrarese e nel forlivese,
uno laziale, nelle province di Roma, Frosinone e Latina, ed uno in Molise,
Minotto è tipicamente veneto, del padovano, trevisano e veneziano
in particolare, Minucci, tipicamente toscano, del senese in particolare,
ha anche un ceppo nel romano e frusinate ed uno tra napoletano, beneventano,
avellinese e salernitano, Minuccio, praticamente unico, sembrerebbe dovuto
ad un errore di trascrizione del precedente, Minuzzo è anch'esso
veneto, del vicentino ed in particolare di Marostica, con presenze significative
anche a Bassano del Grappa, dovrebbero derivare, direttamente o tramite
varie forme ipocoristiche o dispregiative, dall'aferesi di nomi come Firmino,
Guglielmino, Massimino, ed altri simili. Traccia di queste cognominizzazioni
si trovano ad esempio nel 1500 a Faenza, dove in un atto viene citato un
certo Manfredo Mini di Castelnuovo. |
| MINANTE
|
Minante, assolutamente rarissimo, è del padovano, potrebbe derivare
da un soprannome. |
MINARDI
MINARDO
MINAUDO |
Minardi è tipicamente siciliano, di Bagheria (PA) e Palermo, Minardo
è diffuso a macchia di leopardo in tutt'Italia, Minaudo è
anch'esso siciliano, soprattutto del trapanese, di Valderice, Trapani,
Erice, Buseto Palizzolo, San Vito lo Capo e Paceco, dovrebbero derivare
da modificazioni posteriori, anche dialettali, del nome medioevale Menardus
di cui abbiamo un esempio in questo scritto dell'anno 1188: "...domno
Ulrico, tunc abbate de Valle-Lucenti, et priore ejus Radulpho, et domno
Menardo, tunc
abbate Pontiniaci, et priore ejus Willelmo cum suis, ut dictum est, firmo
assensu in id ipsum concordantibus...".
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Minardi ha alla base il nome di origine germanica e di tradizione francone
Maginhard (Mainardo)
= "duro, temibile per la sua forza". |
| MINARI
|
Minari è tipico del parmense, di Parma in particolare e di Collecchio
e del reggiano a Brescello, Castelnuovo di Sotto e Gattatico, e di Curtatone
nel vicino mantovano, potrebbe derivare da un soprannome dialettale arcaico
parmense minàr (cavatore,
minatore), identificando probabilmente così il mestiere
dei capostipiti. |
MINCI
MINCIARELLI
MINCIO
MINCIONE
MINCIONI |
Minci, quasi unico, è del centro Italia, Minciarelli è tipicamente
umbro, di Perugia, Assisi e Massa Martana nel perugino e di Terni e Narni
nel ternano, Mincio, estremamente raro, è dell'area umbro, marchigiana,
Mincione ha delle presenze nel teramano, a Roma, nel campobassano ed in
Campania, in particolare nel casertano, a Macerata Campania, San Prisco,
Aversa, Trentola Ducenta, Santa Maria Capua Vetere e Sparanise, Mincioni
ha un piccolo ceppo a Perugia e Deruta nel perugino, con qualche presenza
nel teramano, dovrebbero derivare direttamente o tramite un ipocoristico
dal nome medioevale Mincio, Mincionis,
di cui abbiamo un esempio d'uso ad Aversa in uno scritto dell'anno 1097:
".. A parte vero occidentis finitur in terra aecclesie
sanctae dei genitricis et virginis mariae de forignano pizzulo. et in terra
iohannis filii cuiusdam mincionis.
A parte vero septemtrionis finitur in terra hominum de feciata qui dicuntur
coppa canis. et in terra petri filii cuiusdam maionis. ..", secondo
un'altra ipotesi potrebbero in qualche caso derivare da soprannomi basati
sul vocabolo arcaico francese mince
(balordo). |
| MINELLONO
|
Minellono, assolutamente rarissimo, è tipico del torinese, di Torino
e dell'area viciniore, potrebbe trattarsi di una forma ipocoristica accrescitiva
arcaica derivata dal nome Mino, che
è a sua volta il prodotto dell'aferesi di un ipocoristico di Giacomo,
nome probabilmente attribuibile al capostipite, secondo un'altra ipotesi
potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine arcaico minella
per farina, ad indicare, in questo
caso, che il mestiere del capostipite fosse quello del mugnaio. |
MINENNA
MINENNI |
Minenna è specifico del barese, di Bitonto in particolare e di Bari
e Giovinazzo, Minenni è praticamente unico, dovrebbero derivare
da una forma ipocoristica dialettale dell'aferesi contratta del nome Domenica,
troviamo tracce di questa cognominizzazione a Conversano nel barese in
un atto del 1740: "Acta assensus pro Michaele
Minenna contra Conventum Sancti Francisci
de Paula...".
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Minenna è cognome pugliese, cognominizzazione del termine dialettale
pugliese 'menènne' = bambina,
fanciulletta. Minervini 325. |
| MINEO
|
Mineo è tipicamente siciliano, del catanese, di Catania, Caltagirone,
Maletto, Randazzo e Paternò, con ceppi importanti anche a Palermo
e Bagheria (PA), a Trapani, Erice, Marsala, Mazara del Vallo e Favignana
nel trapanese, dovrebbe derivare dal toponimo Mineo (CT). |
MINERVINI
MINERVINO |
Minervini ha un ceppo nel romano e latinense, un grosso nucleo nel barese, nel tarentino, nel foggiano e vicino campobassano, un ceppo tra napoletano e salernitano, uno nel cosentino e
catanzarese, Minervino ha un ceppo nelle Puglie centrosettentrionali ed uno nel cosentino, dovrebbero derivare o direttamente dal cognomen latino Minervinus
citato ad esempio in un'antica lapide: "]ali Ver(a)e
/ coniugi bene / merenti qu(a)e
/ vixit an(n)os
XLV / posuit Aurelius Minervinus
" o in alcuni casi dal toponimo Minervino Murge (BA). |
MINET
MINETTA
MINETTI
MINETTO
MINETTI
MINNETTI
MINNETTO |
Minet, molto molto raro, è tipico del trevisano, Minetta, assolutamente
rarissimo, è del bresciano, Minetti, estremamente diffuso in Liguria,
è ben presente anche in Piemonte, Lombardia centrooccidentale, Emilia
occidentale, foggiano e brindisino, Minetto è tipico della fascia
che comprende le province di Savona, Genova ed Alessandria con un ceppo
probabilmente non secondario a Fossalta Di Piave (VE), Minnetti ha un piccolo
ceppo nel Piceno a Fermo e Porto Sant`Elpidio, uno a Roma ed uno a Montalto
di Castro nel viterbese, Minnetto sembrerebbe unico, dovrebbero derivare
dal nome medioevale Minnetto o Minetto
di cui abbiamo un esempio a Bergamo in un atto di donazione del 1593 con
un certo Minetto Pulcino de Marconi come beneficiario, nome che è
derivato da un ipocoristico dell'aferesi di ipocoristici di nomi come Giacomo.
integrazioni fornite da Andrea
Ferreri - Milano
potrebbero tutti derivare dall'aferesi di nomi come Firmino, Massimino,
etc. (vedi Mini e Mino). In alcuni casi, tuttavia,
tali cognomi possono avere alla base soprannomi legati alla bassa statura
del capostipite.
Minet, abbastanza raro, sembrerebbe veneto e tipico del trevigiano
(Colle Umberto, Conegliano, San Fior, Santa Lucia di Piave e Vittorio Veneto).
è più che probabile un'origine francese di alcune famiglie
che portano tale cognome.
Minetta, molto raro, è un cognome locale di Brescia e
provincia.
Minetti è diffuso lungo la penisola con maggior frequenza
nell'Italia nord-occidentale. In Piemonte è concentrato nelle province
di Alessandria, Torino (Torino, Montanaro, Candiolo, Canavese), Cuneo (Racconigi,
Paesana) e Verbania (Trasquera, Crevoladossola, Varzo); in Liguria nel
genovese (1° cognome in ordine di frequenza a Rossiglione) e savonese
(Millesimo, Cairo Montenotte); In Emilia Romagna nel basso parmense (Bardi);
in Lombardia nel milanese (Milano), bergamasco (Ponteranica), pavese (Pavia)
e varesino (Porto Valtravaglia); in Toscana nel senese (Chiusi, Montepulciano).
Nell'Italia centro-meridionale si trovano nuclei a Latina e Roma, in Puglia
nel foggiano (San Severo) e brindisino (Ostuni) ed in Campania, nell'avellinese
(Castelfranci, Prata di Principato Ultra, Santa Paolina) e napoletano (Napoli).
Il ceppo principale è genovese-alessandrino, con epicentro nei comuni
di Rossiglione, Campoligure-Ge, Ovada-Al e Acqui Terme-Al.
Minetto è diffuso in Piemonte (33%), Liguria (31%), Veneto
(20%) e Friuli Venezia Giulia (6%). In Piemonte è concentrato in
provincia di Torino (Torino, Roletto, Mazzè) ed Alessandria, ed
in misura minore nell'alto cuneese (Bagnolo Piemonte, Barge) e biellese
(Vigliano, Brusnengo). In Liguria nel genovese e savonese (Varazze, Calizzano,
Urbe, Pallare). Analogamente a Minetti il ceppo principale è genovese-alessandrino
(e savonese), con epicentro nei comuni di Rossiglione-Ge, Campoligure-Ge,
Ovada-Al , Tagliolo Monferrato-Al. I cognomi liguri e piemontesi Minetto
e Minetti erano infatti interscambiabili: il Minetto indicava il singolo
individuo della famiglia, i Minetti la globalità della famiglia.
Differente è invece la stirpe del cognome veneto e friulano Minetto.
Diffuso nel veneziano (Fossalta di Piave, Jesolo e San Donà di Piave),
nel trevigiano (Preganziol, Fontanelle), a Pasiano di Pordenone-Pn, Ronchi
dei Legionari-Go e Pozzuolo del Friuli-Ud. Un nucleo anche nel senese,
a Poggibonsi (prob. una variante di Minetti). |
| MINGANTI
|
Minganti è specifico di Imola e Bologna, di origine etimologica
oscura. |
MINGARINI
MINGAZZI
MINGHELLI
MINGHETTI
MINGHI
MINGO
MINGOLINI
MINGOZZI |
Mingarini è specifico di Forlì e di Medicina ed Ozzano nell'Emilia
nel bolognese, Mingazzi, molto molto raro, è specifico di Ravenna,
Minghelli, decisamente emiliano, è diffuso nella zona che comprende
il modenese, il bolognese, il cesenate ed il ravennate, Minghetti è
tipico della zona coperta dalle province di Bologna e Ravenna, Minghi molto
raro è toscano, Mingo rarissimo è anconetano, Mingolini,
molto raro, è tipico del ravennate, Mingozzi è tipicamente
emiliano e romagnolo, diffuso a Forlì, a Ravenna e Cervia nel ravennate,
a Ferrara, Portomaggiore ed Argenta nel ferrarese ed a Bologna, San Giovanni
in Persiceto e Castel San Pietro Terme nel bolognese, derivano tutti, direttamente
o tramite varie forme ipocoristiche, o dispregiative, da modificazioni
dialettali dell'aferesi del nome Dominicus
o dallo stato di lavoratore dei campi, tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo a Firenze fin dalla seconda metà del 1300, come si evince
da questo scritto del 1386: "Statuta ordinamenta
correctiones diminutiones additiones et detractiones statutorum communis Montis Summani provincie Vallis Nebule
discrictus Florentie facta per probos viros Coluccium Bendelli, Gianum
Tinghi, Johannem Dati et Andream Minghi
baliam habentes a dicto commune Montis Summani...". Personaggio
illustre è stato il bolognese Marco Minghetti (1818 - 1886), che
dal 1873 al 1876 fu Presidente del Consiglio dei Ministri del Regno d'Italia. |
| MINGIONE
|
Mingione ha un ceppo a Roma ed uno a Caserta, Casagiove, Santa Maria Capua
Vetere, San Tammaro, Capua, Recale, San Nicola la Strada e Curti nel casertano
ed a Napoli e Pomigliano d'Arco nel napoletano, potrebbe derivare da una
forma dialettale aferetica accrescitiva del nome Domenico,
ma è pure possibile una derivazione da un soprannome originato magari
dalla provenienza del capostipite dal paese di Mincioni nel frusinate. |
| MINIATI
|
Miniati è tipicamente toscano, di Firenze in particolare e di Pontassieve,
Scandicci, Bagno a Ripoli, Borgo San Lorenzo, Sesto Fiorentino, Vicchio
e Reggello nel fiorentino, di Livorno, di Terranuova Bracciolini e Cortona
nell'aretino e di Prato, dovrebbe derivare dal nome di paesi come Samminiatello
nel fiorentino o San Miniato nell'aretino e nel pisano, probabili luoghi
d'origine dei capostipiti. |
MINICHELLI
MINICHELLO
MINICHETTI
MINICOCCI
MINICUCCI
MINICUCCIO
MINICUCI |
Minichelli, molto molto raro, ha un ceppo nel torinese ed uno tra romano
e reatino, Minichello, ancora più raro, sembrerebbe tipico di Leonforte
nell'ennese, Minichetti ha un ceppo a Cittaducale nel reatino, a Roma ed
uno a Campobasso, Minicocci, molto raro, è specifico della zona
tra Roma e Rieti, Minicucci ha un ceppo molisano concentrato soprattutto
a Limosano (CB), un ceppo nel Lazio a Roma ed a Vacone (RI) ed uno nella
zona tra Napoli e Caserta, Minicuccio, quasi unico, parrebbe siciliano,
Minicuci, molto raro, è tipico di Melito di Porto Salvo (RC), derivano
tutti da modificazioni dell'aferesi di ipocoristici del nome medioevale
Dominicus, di quest'uso abbiamo un
esempio nel 1400 con: "Minichellus
de Marana de villa Casorie". Tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo tra la fine del 1500 e gli inizi del 1600 con Angelus Minicuccius
rettore dei padri carmelitani del convento di Canepina nel viterbese, suo
paese natale. |
MINIELLI
MINIELLO |
Minielli, estremamente raro, sembrerebbe pugliese del barese, Miniello
ha un ceppo molisano nella provincia di Campobasso a Ripalimosani, Mirabello
Sannitico e Rotello, nel casertano a Mondragone ed uno nel barese a Bari
e Bitonto, derivano dall'aferesi di ipocoristici dialettali di nomi
come Massimo, Guglielmo, Fermo. |
MINIERI
MINIERO |
Minieri è tipicamente campano, del napoletano soprattutto e del
salernitano, con un ceppo anche nel cosentino e catanzarese, Miniero, molto
raro, di origine campana anch'esso, è specifico della zona tra Caserta
e Napoli, secondo un'ipotesi da non trascurare potrebbe derivare da un'italianizzazione
del cognome francese Minier, a sua
volta originato dal mestiere di minatore svolto dai capostipiti, ma, molto
più probabilmente, derivano invece dal nome medioevale di origine
germanica Miniero. |
MINIMA
MINIMI
MINIMO |
Tutti assolutamente rarissimi, sembrano essere del nord Italia, Minimo
potrebbe avere un ceppo anche in Campania, questi cognomi potrebbero derivare
da una connessione con conventi dei Frati Minimi Terziari di Francesco
di Paola o anche da soprannomi medioevali relativi a caratteristiche fisiche
o allo stato di ultimogenito, di quest'uso si ha un esempio in quest scritto
del XIV° secolo: "...Illis licet infimus Johannes
Alanus Minimus sese recommendat.quatenus ab
invidis ipsum sonis validis laus horum defendat.?..." ed in questo
del XV°: "...Guilielmo Fitz-Williams Hiberniae
proregi revocato, mense Augusto sufficitur Guilielmus
Russellus Francisci comitis Bedfordiae filius
natu Minimus,
postquam Henricus Dukus...". |
MINISCALCHI
MINISCALCO |
Miniscalchi è quasi scomparso, Miniscalco è comunque rarissimo,
difficile individuare una zona di provenienza anche se ci sono tracce importanti
a Verona dove nella seconda metà del 1400 troviamo il Conte Alvise
Miniscalchi Nobile della Repubblica Veneta, dovrebbe derivare dal termine
medioevale maniscalco (alto dignitario
e condottiero di eserciti). |
MINISSALE
MINISSALI |
Minissale è tipicamente siciliano, di Messina in particolare e del
messinese e di Biancavilla, Bronte, Catania, Misterbianco, Santa Maria
di Licodia e Maletto nel catanese, Minissali, praticamente unico, è
un alterato del precedente, che dovrebbe derivare da un soprannome grecanico
μέλισσαρες melissares originato dal
fatto che i capostipiti facessero forse il mestiere dell'apicultore. |
MINISTRI
MINISTRINI
MINISTRO |
Ministri è quasi unico, Ministrini è tipicamente umbro di
Spoleto nel perugino, così come il più raro Ministro che
è però specifico di Terni, questi cognomi dovrebbero derivare
dall'occupazione dei capostipiti, probabilmente dei servi, dal latino ministrum
(sottoposto, servo di corte). |
MINNELLA
MINNELLI |
Minnella è tipicamente meridionale, con un ceppo nel leccese, uno
molto piccolo nel reggino e con ceppi in Sicilia nell'area palermitana,
agrigentina e nissena e nel catanese, Minnelli, molto più raro,
ha qualche presenza nel crotonese, un ceppo a Palermo ed uno molto piccolo
a Licata nell'agrigentino, potrebbero derivare da forme ipocoristiche del
nome Mino, a sua volta un ipocoristico
(vedi MINACCI), ma la cosa più probabile
è che invece derivino da alterazioni dialettali del termine minellus,
una misura medioevale di capacità dei solidi,
delle granaglie in particolare, come leggiamo in scritti del 1200: "..Minellus,
Mensura frumentaria, diminutivo a Mina ... Et valet tres Minellos
ordei ad prædictam mensuram..". |
| MINNITI
|
Minniti sembra essere originario della zona tra la provincia di Reggio
Calabria e quella di Messina, dovrebbe derivare dal nome della frazione
Diminniti di Reggio Calabria |
MINNOZZI
MINOSSO
MINOZZI
MINOZZO |
Minnozzi, decisamente raro, è specifico dell'interno delle province
di Ancona e Macerata, Minosso, praticamente unico, è friulano, Minozzi,
abbastanza raro, sembrerebbe originario del padovano, con un possibile
ceppo in Emilia, tra Modena e Bologna, quest'ultimo potrebbe derivare dal
toponimo: Minozzo (RE), Minozzo è tipicamente veneto dell'area vicentino,
veronese, di Marostica nel vicentino e di Casaleone e Cerea nel veronese.
Negli altri casi è possibile una derivazione dal nome Mino
(diminutivo aferetico di nomi come Guglielmo,
Adelmo ecc.). |
MINOIA
MINOJA |
Si individuano due ceppi, uno nel
Barese ed uno tra Milano e Lodi, per Minoia, mentre Minoja, decisamente
raro, è specifico del milanese e lodigiano. Minoja potrebbe derivare
da un soprannome legato al vocabolo dialettale arcaico minojar (arnese
da gioielliere per produrre lamine di metallo). |
MINOLA
MINOLI |
Minola è tipico lombardo, in particolare delle province
di Milano, Como, Lecco e Bergamo, Minoli, più raro, è specifico
della Lombardia occidentale e del verbanese, dovrebbero derivare dal nome
medioevale italiano Minus di cui abbiamo un esempio nella seconda metà
del 1200 a Massa con il notaio Mino di Ildebrandino di cui leggiamo in
un atto del 1299, dove si può leggere: "Anno
Domini millesimo .cclxxxxviiii°., inditctione .xiiia. die .xiii°.
mensis martii... ...Ego Minus quondam Ildibrandini
notarius predictis omnibus interfui in ea
omnia rogatus scripsi et publicavi.". |
| MINOLFI
|
Decisamente raro, si individua
un ceppo nel bresciano ed uno in provincia di Enna, il ceppo bresciano
dovrebbe derivare dal nome di località Minolfa situata a sud-ovest
di Piancamuno, presso la sinistra dell'Oglio, l'origine comunque per tutti
dobrebbe essere dal nome longobardo Minulfo. Il duca longobardo Minulfo
fu decapitato dal re Agilulfo, un Menulfo vescovo confessore di Bourges.
Tracce di questo cognome in Sicilia, si hanno fin dal 1560, a Caltagirone,
dove troviamo don Nicolò Minolfi quale parroco della chiesa di San
Giorgio. |
| MINOPOLI
|
Minopoli è specifico di Napoli, con buone presenze anche a Pozzuoli,
Quarto, Giugliano di Campania, Marano di Napoli, Acerra e Mugnano di Napoli,
dovrebbe derivare dal nome e cognome greco Minopoulos,
probabilmente portato dal capostipite. |
MINUNNI
MINUNNO |
Entrambi tipicamente pugliesi, Minunni è specifico del barese, di
Putignano, Conversano e Castellana Grotte, Minunno oltre al ceppo a Bari,
ne ha uno anche a San Ferdinando di Puglia nel foggiano.
integrazione fornita da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel soprannome o nome medievale
Minunno, che, in dialetto pugliese,
ha il significato di piccolo, piccolino
(vedi Piccin, Piccirella e Piccola). In conclusione,
dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei soprannomi o dei nomi personali
dei capostipiti. |
MINTI
MINTO |
Minti è quasi unico, Minto è tipico del veneziano, di Mirano,
Mira, Venezia, Santa Maria di Sala, Pianiga e Spinea, con presenze significative
anche nel padovano e nel trevisano, dovrebbero derivare dal nome dalmata
Mintus. |
MINUTELLA
MINUTELLI
MINUTELLO
MINUTIELLO
MINUTILLA
MINUTILLI
MINUTILLO |
Minutella ha un piccolo ceppo a Buonalbergo nel beneventano ed in Sicilia
nel palermitano a Castelbuono, Geraci Siculo, Palermo e Cefalù,
Minutelli ha sparute presenze sparse qua e là nel centronord, Minutello
ha un ceppo friulano a Latisana nell'udinese ed uno salentino a Racale
e Tricase nel leccese, ed a Leporano nel tarentino, Minutiello è
specifico di Venosa nel potentino, Minutilla, molto molto raro, sembrerebbe
siciliano, del palermitano, di San Mauro Castelverde e Palermo, Minutilli
ha un ceppo a Terracina nel latinense ed uno a Trani nel barese, Minutillo
ha ceppi a Formia e Terracina nel latinense ed a Roma, ha un ceppo nel
casertano a Castel Morrone ed a Napoli, uno in Puglia nel barese a Molfetta,
Giovinazzo, Canosa di Puglia, Ruvo di Puglia, Trani, Bisceglie e Bari,
e nel foggiano a Foggia e Lucera, ed in Sicilia a Lercara Friddi nel palermitano,
dovrebbero derivare, direttamente o tramite un'alterazione dialettale,
dall'ipocoristico medioevale del soprannome e nome Minutus
(Piccino, piccolino, esile, gracile). |
MINUTI
MINUTO
MINUTOLI
MINUTOLO |
Minuti ha un ceppo nel milanese a Milano e Lainate, uno nel bergamasco
a Mozzanica e Seriate ed uno a Cremona, ha ceppi in Toscana nel pisano
a Pontedera e Cascina, nel livornese a Livorno, Collesalvetti, Piombino
e Rosignano Marittimo, ed a Siena, in Umbria a Perugia e Terni, a Roma,
in Puglia a Mattinata nel foggiano, ed in Sicilia nel messinese a Santa
Lucia del Mela e Messina, Minuto ha un ceppo ligure a Genova e soprattutto
a Savona, uno a Sciara nel palermitano, a Catania, a Nessina ed a Leonforte
nell'ennese, Minutoli è specifico di Messina, Minutolo ha un ceppo
a Lanciano nel teatino, uno a Roma, uno a Napoli e nel casertano a Capodrise,
San Nicola la Strada e Marcianise, uno a Bagnara Calabra e
Gioia Tauro nel reggino ed uno, il più consistente, a Paternò
nel catanese, dovrebbero derivare da ipocoristici di soprannomi originati
dalla conformazione fisica particolarmente minuta
(sottile, esile) del capostipite, Minutolo è un casato nobile napoletano
che risale almeno al periodo normanno, nel cosentino ad Orsomarso troviamo
nel 1200 come feudatario Costantino Minutolo che venne successivamente
nominato da Carlo I d'Angiò Generale dei Balestrieri del re, sempre
nel 1200 tra le famiglie ghibelline di rilievo, vincitrici a Firenze sui
guelfi, troviamo in Oltrarno i Minutoli, nel 1296 è infatti Priore
e Gonfaloniere Lapus Amoniti
de Minutolis (Ultrarni). |
MINZI
MINZON
MINZONI |
Minzi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe emiliano, Minzon, molto molto
raro, è specifico del vicentino, Minzoni è tipicamente emiliano,
di Imola e Bologna nel bolognese e di Ravenna e Lugo nel ravennate, dovrebbero
derivare dal nome medioevale Minzo,
Minzonis, del cui uso abbiamo
un esempio in un atto del 1108, dove Martino, abate del monastero di S.
Maria e S. Andrea d'Istria, concede in enfiteusi a Zafo di Minzo Russo
ed a sua moglie Anna quanto aveva Martino Cavalerio in Sambuceta, dietro
la pensione annua di un denaro veneziano, ed in un atto del dodicesimo
secolo leggiamo: "..Minzo
Cullateso habet septem tornaturias et reddit
in Natale domini duas spallas et duas fugacias ..", tracce di questa
cognominizzazione le troviamo nel 1600 a Conegliano con la famiglia Minzi
citata in un contratto da'affitto, e nel 1700 con il poeta e Canonico Onofrio
Minzoni. |
| MIOCARO
|
Miocaro, quasi unico, è siciliano, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Miocaro attribuito da genitori che
amassero moltissimo il proprio figlio. |
MIOLLA
MIOLLI
MIOLLO |
Miolla è tipico dell'area che comprende Bari e Barletta nel barese,
Taranto e Pisticci nel materano, Miolli ha un ceppo a Torre di Mosto nel
veneziano ed uno a Bari, Trani e Valenzano nel barese, Miollo, assolutamente
rarissimo, sembrerebbe veneto, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale
Miolla, Miollus,
che dovrebbero essere una forma ipocoristica dell'aferesi del nome Bartolomeo,
in un atto del 1748 un certo Filippo Miolla viene ascritto alla nobiltà
della città di Bitonto a seguito del general Consiglio dell'Università
di Bitonto. |
| MION
|
Specifico del Veneto, deriva da
una variazione dialettale dell'aferesi del nome Bartolomeo o più
raramente Romeo (Bartolomeo - Meo - Mio - ...). |
| MIONE
|
Molto raro, potrebbe avere due
ceppi originari, uno nel Gargano ed uno nel palermitano, potrebbe derivare
dall'aferesi del nome medioevale italiano Ermione, come pure dei nomi greci
Anthemion, Endymion, Hermion, Kharmion ecc.. |
| MIOR
|
Molto raro sembrerebbe originario
della provincia di Pordenone, deriva da un soprannome dialettale legato
al vocabolo mior (migliore). |
| MIOSO
|
Rarissimo, potrebbe essere di origine
veronese, una possibile derivazione è dal nome celtico Ogmios |
MIOSOTIS
MYOSOTIS |
Sia Miosotis che Myosotis, sono assolutamente rarissimi e panitaliani,
dovrebbero derivare dal nome del o della capostipite, che probabilmente
si chiamava Myosotis, il nome di un
fiore celeste meglio conosciuto come nontiscordardimè
o anche occhi della Madonna. |
| MIOTTO
|
Specifico dell'area veneta, deriva
da una variazione dell'aferesi del nome Bartolomeo o più raramente
Romeo (Bartolomeo - Meo - ...). |
MIOZZI
MIOZZO |
Miozzi ha un piccolo ceppo nel ferrarese, uno nel campobassano ed uno,
il principale nel romano, Miozzo, decisamente veneto, è specifico
del padovano, con buone presenze anche nel veneziano e trevisano, dovrebbe
trattarsi di forme ipocoristiche riferite a capostipiti il cui nome fosse
Bartolomius, una variazione mediovale
del nome Bartolomeus. |
| MIRA
|
Molto raro, sembra essere originario del varesotto,
originario di Cimbro (VA), troviamo questo cognome nel 1434 a Sesto Calende
(VA) poi, nei primi anni del 1500, a Taino (VA). |
MIRABASSI
MIRABASSO |
Mirabassi è specifico di Perugia, Mirabasso, assolutamente rarissimo,
è del ternano e del romano, dovrebbero derivare da un soprannome
medioevale Mirabasso, di cui abbiamo un esempio d'uso a Siena in un atto
del 1297: "in domo in qua moratur apud hospitalem
Sancte Marie Bernardino di Alamanno Piccolomini compra da donna Bruna del
fu Accurso moglie di Vanni di Buonamico e dal figlio di lei di primo letto
Niccoluccio del fu Scudo, un pezzo di terra ortiva con olivi posto alle
Serre in loco dicto Le Posticcie confinante da un lato con i suoi beni,
al prezzo di 10 lire di denari senesi. Testimoni Neri di Benincasa, Martino
di Paganello chiamato Mirabasso". |
| MIRABELLA
|
dovrebbe essere originario della
Sicilia, ma si individuano ceppi nel Lazio e nel napoletano, i vari ceppi
derivano da toponimi quali: Passo di Mirabella o Mirabella Eclano nell'avellinese,
o Mirabella Imbaccari nel catanese, o altri simili. |
MIRABELLI
MIRABELLO |
Sia Mirabelli che Mirabello sono tipicamente calbresi, di Rende, Cosenza,
Montalto Uffugo e Colosimi nel cosentino, di Petilia Policastro e Crotone
nel crotonese e di Lamezia Terme e Catanzaro nel catanzarese il primo e
di Scandale nel crotonese il secondo, che è rarissimo, dovrebbero
derivare dal nome medioevale Mirabellus
di cui abbiamo un esempio a Monopoli (BA) nel 1200 con un certo notar Mirabellus,
potrebbe anche derivare da toponimi (vedi Mirabella),
ma è pure possibile una derivazione dal nome tardo latino Mirabilius
(vedi Mirabili). Tracce di questa cognominizzazione
le troviamo a Savona dove Dominicus Nannius Mirabellus
è arciprete della locale cattedrale dal 1500 al 1520. |
MIRABILE
MIRABILI
MIRABILIO |
Mirabile è tipico del sud, con ceppi sia nella Sicilia orientale
che occidentale, nel napoletano ed in Puglia nel tarentino e brindisino,
Mirabili è quasi unico, dovrebbe essere abruzzese, Mirabilio, molto
molto raro, è tipico della zona di Cepagatti (PE), derivano dal
nome tardo latino Mirabilius di cui abbiamo un esempio in un atto del 1432:
"...Ego Mirabilius
dono ibidem de terra modiata II quae affrontat de parte circi in strada
de aquilone in terra suniario et de meridie in terra suniario de occidente
in strada..:".". |
| MIRABILIA
|
Mirabilia, assolutamente rarissimo, è della zona tra Lazio ed Abruzzo,
deriva dal nome medioevale Mirabilia di cui abbiamo un esempio nel Codice
Diplomatico della Lombardia medievale all'anno 1114: "...Signum
manuum Vuifredi filii Ugonis qui dicitur Fante, Propto qui dicitur Grassello,
Iohannis qui dicitur Mirabilia,
Markisi de Banniaria, Iohannis filii Petri de suprascripta civitate...". |
MIRACOLA
MIRACOLI
MIRACOLO |
Miracola ha un ceppo siciliano nel messinese, a Frazzanò, San Marco
d'Alunzio e Capri Leone, Miracoli è un cognome rarissimo, specifico
del sudmilano, non è possibile individuare un'origine, si può
ipotizzare una derivazione dal toponimo Miracoli nel teatino, ma non esistono
tracce di una migrazione nel milanese, esistono però tracce nel
1200, a Pavia di un "..Rufino Miracula publico notario millesimo
ducentesimo secundo, die martis quarto kalendas februarii et pro quibus
denariis...", che potrebbe appartenere al ceppo originario, da cui Miracoli
discende, Miracolo sembrerebbe invece tipicamente campano, con un ceppoa
San Marzano sul Sarno ed a Mercato San Severino nel salernitano e nel napoletano
a Cercola ed Angri, con presenze anche nella Sicilia orientale, dovrebbero
tutti derivare da nomi augurali medioevali che augurassero per i propri
figli una vita miracolata da Dio. |
MIRAGLI
MIRAGLIA
MIRAGLIO |
Miragli, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione
del cognome Miraglio, che, molto molto raro, sembrerebbe tipicamente piemontese,
del cuneese e torinese, Miraglia è molto diffuso nel centrosud,
ha un nucleo principale in Sicilia, ma si individuano vari ceppi in tutto
il sud, nel casertano e napoletano, nel barese e tarentino, in Basilicata
e nel cosentio, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal termine
arcaico miraglia o miraglio
(specchio), che in alcuni casi, soprattutto
al nord, è derivato dalla voce provenzale mirahls
(specchio), forse ad identificare nei
capostipiti degli artigiani dediti alla lavorazione del vetro ed alla produzione
di specchi. |
MIRANA
MIRANI
MIRANO |
Mirana è praticamente unico, Mirani ha un ceppo piemontese, in particolare
a Massino Visconti nel novarese, ed uno lombardo, a Rudiano e Chiari nel
bresciano, a Pigra nel comasco ed a Zavattarello nel pavese, Mirano, molto
molto raro, ha un ceppo piemontese a Torino, Cossano Belbo nel cuneese
e nell'astigiano, a Vesime e Cessole, ed uno a Torre del Greco nel napoletano,
dovrebbero derivare sia dal nome medioevale Miranus
di cui abbiamo un esempio in una Carta Donationis del dicembre 1188 nel
milanese: "In nomine Domini. Anno dominice incarnacionis
millesimo centesimo octuagesimo octavo, quinto die mensis decembris, indicione
septima. Donationem fecit presenti die et hora inter vivos Petratius Buxorus
de loco Florano, pro se et Gilberto fratre suo, cuius mandatum se habere
dicebat, in domnum Miranum de Cumis,
monachum et canevarium monasterii Carevallis siti prope urbem Mediolani,
ad partem ipsius monasterii, nominative de petia una buschi iuris sui quam
habere visi sunt in territorio loci Florani...", ma in qualche caso
potrebbero anche derivare dal fatto di essere il capostipite un addetto
ad un miranum (osservatorio
militare o torre
di guardia). |
| MIRANDA
|
Specifico campano, del napoletano e salernitano in particolare, dovrebbe
derivare dal toponimo Miranda (IS) o da Miranda di Poggiomarino (NA). |
| MIRANDOLA
|
Tipico del veronese e del bolognese, dovrebbe derivare da uno dei vari
toponimi come Mirandola (MO) o Mirandola località di Verona, il
toponimo Mirandola è abbastanza diffuso nel nord Italia in quanto
stava ad indicare una piccola postazione di vedetta (un luogo da cui si
poteva mirare cioè osservare). |
MIRANTE
MIRANTI |
Mirante è ben diffuso nell'area che comprende il Lazio centromeridionale,
il casertano ed il napoletano, in Calabria nel catanzarese e crotonese
ed in Sicilia nell'ennese, Miranti è tipicamente siciliano, del
palermitano e di Petralia Soprana e Polizzi Generosa in particolare, di
dovrebbe trattare di forme aferetiche del termine almirante
o ammirante (comandante,
capo,
ammiraglio) (vedi
ALMIRANTE). |
MIRASOLE
MIRASOLI |
Mirasole, molto raro, è siciliano, Mirasoli, ancora più raro,
dovrebbe essere dovuto ad errate trascrizioni anagrafiche del precedente,
dovrebbero derivare da un soprannome basato sul termine dialettale mirasùli
(girasole, il fiore). |
| MIRAVALLE
|
Miravalle è tipicamente piemontese, dell'alessandrino, di Casale
Monferrato in particolare, dovrebbe derivare da un nome di località.
Miravalle è in effetti un nome molto comune, presente sia in Lombardia
che in Piemonte, Emilia ed in Trentino. |
| MIRCO
|
Mirco è specifico della provincia di Campobasso, di Acquaviva Collecroce,
Termoli e Montenero di Bisaccia.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
D'origine slava, il cognome Mirco nasce da un'italianizzazione del
nome slavo Mirko, che, per tramite
del suffisso -ko (dal valore diminutivo),
consiste in un'abbreviazione dell'originale Miroslav
- nome tipico della tradizione slava. In conclusione, dunque, si tratta
della cognominizzazione del nome personale del capostipite. |
| MIRISOLA
|
Mirisola è tipicamente siciliano, di San Cataldo, Caltanissetta
e Riesi nel nisseno, di Enna e di Siracusa, di origini etimologiche oscure,
potrebbe derivare da una forma alterata del nome visigoto Mirisa,
tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Riesi fin dal 1600. (vedi
anche MIRASOLE) |
MIRIZI
MIRIZZI |
Mirizi, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione di
Mirizzi, che è caratteristico del barese, di Putignano, Bari, Altamura,
Turi, Castellana Grotte e Triggiano, e del tarentino, di Mottola,Statte
e Taranto, e la cui origine potrebbe essere dal nome e cognome turco Miriz,
o anche se molto meno probabile dal nome femminile svevo Myritz. |
MIRO
MIRON
MIRONE
MIRONI
MIRRI
MIRRO |
Miro ha un ceppo in Irpinia ed uno nel tarantino, Miron, molto molto raro,
sembrerebbe del trevisano, Mirone ha un ceppo alessandrino, uno genovese,
uno napoletano ed a Casalnuovo di Napoli ed uno principale nel catanese,
a Catania, Belpasso, Acireale, Viagrande, Tremestieri Etneo e San Pietro
Clarenza, Mironi è invece assolutamente rarissimo, Mirri ha un ceppo
emiliano nel bolognese ad Imola, Bologna e Castel San Pietro Terme e nel
ravennate a Ravenna, Lugo, Faenza e Solarolo, un ceppo toscano a Firenze
e nell'aretino ad Arezzo, Montevarchi e Cortona, ha anche un ceppo a Roma,
Mirro, quasi unico, è pugliese, dovrebbero tutti derivare o direttamente
dal nome medioevale di origine greca Miro, Mironis di cui
abbiamo un esempio in uno scritto dell'anno 1062: "...necnon
vero Berengario archidiachono et Guilelmo Guifredi, sive aetiam vivano
preposito et Poncio sacriscrinio atque Dalmatio aliisque quamplurimis clericis,
laicis autem Mirone
Riculfi et Remundo Castrivetuli et Bernardo Guifredi ..." o anche
nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale
in una Carta libelli dell'anno 1153
a Gudo (MI): "...Duodecima petia, de prato, dicitur
ad Sabuchum.. ..Amizonis Mironis,
perticam unam et dimidiam...". o dal nome slavo Miron. |
MIROBALLI
MIROBALLO |
Miroballi, assolutamente rarissimo sembrerebbe piemontese, forse del novarese,
Miroballo, ancora più raro, è invece dell'area centromeridionale
d'Italia, potrebbero derivare dal nome spagnolo Mirobal. |
MIROTTA
MIROTTI
MIROTTO |
Mirotta, assolutamente rarissimo, potrebbe essere siciliano, Mirotti. ancora
più raro potrebbe essere emiliano, Mirotto è quasi unico,
potrebbero derivare dall'aferesi di nomi di origine germanica come Edelmiro
o Vladimiro. |
| MIRRA
|
Cognome squisitamente campano della fascia che da Caserta arriva a Salerno,
deriva dal nome medioevale Mirra. Mirra viene citato, ad esempio, da Dante
nell'Inferno: "...Quell'è l'anima antica /
di Mirra scellerata, che divenne / al padre, fuor del dritto amore, amica.
...". Tracce di questo cognome si trovano in Lombardia, nel
varesotto, nel 1500 in un atto si legge: "... "alla
cassina di Monsei dove anche tiene cassina il S.r Giulio Cesare Pozzo habitata
da Giulio Mirra di Christoffaro si
sono vedute tre stanze inferiori quali sopra havevano suo astrico con altri
tre superiori...".
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
potrebbe essere l'ipocoristico abbreviato del nome Miranda, modificato
dialettalmente in Mirra. Il cognome può derivare da un soprannome
etnico, appunto legato alla provenienza del capostipite: il termine latino
myrrha deriva dal greco myrra, di origine semitica. La mirra è una
gommaresina trasudante ricavata dalla corteccia di alcune piante dell'Arabia
e dell'Africa, astringente e antisettica, impiegata in profumeria e farmacia.
Non è escluso che il cognome possa essere stato attribuito in passato
riferendosi alla profonda religiosità del capostipite: non dimentichiamo
che la mirra, insieme all'oro e all'incenso, fu tra i doni offerti a Gesù
Cristo dai Re Magi.
integrazioni fornite da Paolo Muscetta
Come riportato nel testo Calvi nella sua storia
e nelle sue vicende, Benevento, ed. G. Ricolo,pag.134 la famiglia
Mirra ha origine dalla Moravia, indi passata nel Napoletano. Bartolomeo
fu giudice della gran Corte della Vicaria. Un Nicola fu Governatore di
Fiosolone, Curzio Cavaliere di Giustizia dell'Ordine Gerosolimitano nel
1591 fu nominato ambasciatore al Pontefice per la questione sorta circa
le Commende tra il Pontefice ed il gran Maestro di detto ordine. Pasquale
cadetto nei reggimenti italiani fu ricevuto dall'Ordine di Malta ed insignito
della Croce. In seguito tale famiglia si sparse in Napoli, Capua, Benevento,
Salerno. Dunque la famiglia Mirra ha avuto residenza in questa Calvi (Benevento)
nell'era del dominio del duca Lucio Caracciolo barone di Montefusco come
si apprende sul concio in chiave della odierna abitazione (palazzo Mirra)
che fu costruita nel 1768. Della famiglia come si può desumere dai
documenti esistenti nella parrocchia di S.Agnese sono comparsi a contrarre
matrimonio due cugini il primo nato nel 1737 Francesco di Salvatore sposato
con la Sig.na Costanza de Nisco; il secondo nato nello stesso anno 1737,
Nicola di Antonio sposato con la Sig.na Diana Fucci. I genitori dei due
giovani erano fratelli Salvatore e Antonio, figli di Baldassarre Mirra;
quest'ultimo fu il primo Mirra che ebbe residenza a Calvi; fu fedelissimo
alla nobile famiglia dei Caracciolo, in qualità di amministratore
delegato del Barone. Questo nucleo familiare ha mostrato molto attaccamento
alla terra e alla agricoltura ed ha insegnato agli altri come produrre
e progredire nella economia rurale, infine è stato molto attento
alla moralità e fedele alla religione. In seguito nella famiglia
si sono distinti dei preti, dei frati e degli insegnanti, dopo il riscatto
della Baronia che passò in servitù demaniale ai Borboni si
distinsero anche dei sindaci: Mirra Baldassarre nel 1817 (nome patriarcale),
Mirra Mosè nel 1822, Mirra Carlo nel 1849. |
| MIRSI
|
Mirsi, praticamente unico, è un cognome attribuito nel 1890, a Copparo
nel ferrarese, ad un fanciullo abbandonato.
informazione ricevuta da Daniela
Campaci |
| MIRTI
|
Mirti è caratteristico dell'area di Olevano Romano e di Roma nel
romano, dovrebbe derivare dal nome latino Myrtus,
il nome della pianta del mirto, dedicata a Venere dai culti latini e considerata
dal cristianesimo simbolo di purezza e giustizia. |
| MIRTINI
|
Assolutamente raro, presente solo
in provincia di Milano e Lodi, dovrebbe trattarsi di un errore di trascrizione
di altri cognomi, come ad esempio Martini, che ha un areale principale
omologo. |
| MIRTO
|
Un ceppo nel palermitano ed uno
nel casertano, potrebbe derivare da toponimi come Mirto (CS) o Mirto (ME). |
| MISCALI
|
Miscali è tipicamente sardo, della provincia di Oristano, di Ghilarza,
Abbasanta, Ardauli ed Oristano, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale
originato da un termine attribuibile ad un capostipite, forse un erborista,
che nella sua professione fosse solito mescolare più principi attivi. |
| MISCERA
|
Miscera, tipicamente sardo, è specifico della Gallura di Budoni
in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal verbo
sardo miscià (amalgamare,
mescolare) forse ad indicare il mestiere della capostipite o
riferentesi ad un particolare episodio. |
MISCI
MISCIA
MISCIO |
Misci, assolutamente molto molto raro, ha un piccolo ceppo ad Ortona nel
teatino ed a Roma, Miscia è tipico di Chieti, Lanciano nel teatino
e Pescara, ma ha ceppi anche a Roma e Sant`Oreste nel romano ed a Napoli,
Miscio ha un piccolo ceppo nel perugino a Castiglione del Lago ed a Chiusi
nel senese, ed uno, molto più consistente, a San Giovanni Rotondo
nel foggiano, potrebbero derivare dalla Gens
Romana Mescinia.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
compare nel Lazio, in Abruzzo, Campania e Puglia settentrionale. Potrebbe
avere alla base, come del resto anche Misci, Misceo (Puglia), Misciano
(rarissimo, 2 comuni in Lombardia), Miscino (Campania), Meschiatti, Mischiari,
Mischiatti, soprannomi formati dal verbo latino misceo
= mescolare, mischiare, unire, congiungere, sconvolgere,
metter sotto sopra, confondere, turbare, dati a persone che
avevano questi comportamenti: che si mescolano,
che si uniscono agli uni o agli altri,
che turbano la quiete. Oppure dal gentilizio
romano Misius o Messius
che ha originato il toponimo Misciano (SI). |
| MISELLI
|
Miselli è decisamente emiliano, di Modena, Carpi e Sassuolo nel
modenese e di Reggio Emilia e Casalgrande nel reggiano, dovrebbe derivare
da un soprannome basato sul termine tardo latino misellus
(meschino), una forma contratta del
termine miserellus, un diminutivo di
misero. |
| MISENTA
|
Misenta, molto raro, è tipicamente lombardo di Appiano Gentile nel
comasco, dovrebbe derivare dal nome medioevale Misenta
o Misenti del comune di Misinto nel
milanese, di questo toponimo abbiamo un esempio in una Carta
Libelli del 1175 a Milano: "..Arnaldi
de Misenti et Ambroxii de Garbaniate et Obizonis
Balbi et Ambroxeti Zavatarii, testium...", troviamo tracce di questa
cognominizzazionenel 1000 in Valtellina, dove i de
Misenti occupano alti incarichi imperiali. |
| MISERICORDIA
|
Misericordia è un cognome molto raro, parrebbe tipicamente lombardo o toscano, anche se è ormai rimasto solo in Lombardia ed in Calabria nel reggino,
potrebbe derivare dal fatto di essere stato il capostipite un neonato abbandonato
alle suore di un Convento di Santa Maria della Misericordia o di una Compagnia
della Misericordia.
integrazioni fornite da Luca Misericordia
Io sono umbro di Terni e risulta che la mia famiglia sia umbra da almeno
5 generazioni (il più lontano avo è della meta del 1700).
Sono in contatto anche con i Misericordia di Reggio Calabria anche se ancora
non siamo riusciti a dimostrare un legame di parentela. Riguardo a Misericordia
in Lombardia risulta solo di recente la loro comparsa, forse dovuta ad
esigenze lavorative. |
| MISEROCCHI
|
Miserocchi è specifico dell'area che comprende il ravennate, il
forlivese ed il riminese, con massima diffusione a Ravenna, Cesena e Forlì,
dovrebbe derivare da un soprannome o nome originato dal termine ebraico
misroch (oriente,
levante), o da un'alterazione del nome sempre ebraico Mishraites,
o Moseroth, oppure anche dal cognome
ebraico Misrahi, nella seconda metà
del 1500 troviamo traccia di questa cognominizzazione nelle campagne di
Forlimpopoli con un certo Cristoforo Miserocchi piccolo proprietario terriero. |
| MISITANO
|
Misitano è tipico di Bianco (RC) e di Messina (ME), dovrebbe derivare
dal termine arcaico misitano originato
dal vocabolo greco mesitis, (mediatore,
mezzano) e starebbe ad indicare l'attività del capostipite, il ceppo
siculo potrebbe derivare dal toponimo Misitano di Casalvecchio Siculo (ME),
tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Melito (RC) almeno dalla
seconda metà del 1500, in un atto del 1592 è citato il matrimonio
tra tale Elisabetta Misitano ed un certo Marco Mandalari. |
MISSAGLIA
MISSIAGLIA |
Missaglia è specifico dell'alto milanese e della zona nordoccidentale
della Lombardia, ma presenta anche un ceppo probabilmente non secondario
nel padovano, Missiaglia, assolutamente rarissimo, è quasi sicuramente
dovuto a errori di trascrizione, dovrebbe derivare dal toponimo Missaglia
(LC), un'altra ipotesi, sicuramente valida per il ceppo veneto, ne attribuisce
l'origine al termine medioevale massalia
(masseria) riferendosi così ad abitanti o padroni di un podere,
il casato dei Missaglia detenne feudi nel milanese fin dal 1200 e nel comasco. |
MISSIO
MISSION
MISSIONI
MISSON
MISSONI |
Missio ha un piccolo ceppo a San Stino di Livenza nel veneziano, ma il
ceppo principale è nell'udinese ad Udine, San Daniele del Friuli,
Bui, Moruzzo e Tavagnacco, Mission e Missioni sono praticamente unici,
Misson, molto molto raro, è tipico dell'udinese, così come
il più diffuso Missoni, che sembrerebbe specifico di Moggio Udinese,
dovrebbero derivare da forme dialettale alterate e contratte, basate sul
termine Mi Sior (Mio
Signore) con il quale anticamente ci si rivolgeva ai notabili
come notai o amministratori della comunità, indicando così
che probabilmente i capostipiti fossero comunque stati personaggi di rilievo
nell'ambito della loro comunità. |
MISTICA
MISTICO |
Mistica è quasi unico, Mistico, è specifico del napoletano,
di Torre del Greco in particolare, dovrebbe derivare dal termine medioevale
mixticus (bastardo,
meticcio), probabilmente ad indicare nel capostipite un meticcio. |
| MISTRETTA
|
Tipico della Sicilia, deriva dal toponimo Mistretta nel messinese. |
MISTRI
MISTRIN
MISTRINI
MISTRO
MISTRON
MISTRONE
MISTRONI |
Mistri ha un ceppo nel bergamasco a Vertova e Colzate, ed uno nel ferrarese
a Ferrara, Tresigallo e Portomaggiore, Mistrin, quasi unico, è del
rovigoto, Mistrini, solo leggermente meno raro, è del bergamasco,
Mistro, decisamente veneto, del padovano, ècaratteristico soprattutto
di Camposampiero, Mistron, assolutamente rarissimo, è specifico
del veneziano, Mistrone, praticamente unico, è bolognese, Mistroni,
tipicamente emiliano, ha un ceppo a Ferrara, Ostellato ed Argenta nel ferrarese
ed a Bologna, tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o
tramite forme ipocoristiche od accrescitive, dal termine veneto arcaico
mistro (maestro
artigiano, ma anche maggiordomo),
a sottolineare probabilmente il mestiere dei capostipiti, abbiamo un esempio
d'uso di questo termine in un atto del 1522 nel Libro
provvisionum della fabbrica di Cremona, dove possiamo leggere:
"..Si pagano L. 150 Imperiali a Mistro
Gian-Antonio de Curticellis prò ejus
mercede pingendi de retro portam Ecclesiae versus plateam majorem, a manu
sinistra ingrediendo, la deposizione di Croce di Nostro Signore. ..". |
| MISURELLI
|
Misurelli ha qualche presenza in Campania e nel cosentino, ma il ceppo
principale è in Puglia nel barese a Giovinazzo ed a Canosa di Puglia,
dovrebbe derivare da una forma ipocoristica del termine medioevale latino
misurus (che
deve essere inviato, messaggero), probabilmente indicando che
al capostipite fosse stato affidato quel tipo di compito, troviamo tracce
di questa cognominizzazione a Giovinazzo fin dal 1600, quando un certo
Clerico Joanne Misurello Civitatis Juvenacen' viene citato in una registrazione
di una visita vescovile del 1630 |
MITA
MITE
MITI
MITO
MITOLA
MITOLI
MITOLO |
Mita, il meno raro, ha un ceppo nel bolognese, uno nel romano, uno molto
piccolo a Napoli e nel materano, ma il nucleo principale è nel Salento
nel brindisino e nel leccese, Mite, quasi unico, sembrerebbe dell'area
abruzzese, molisana e pugliese, Miti ha un piccolo ceppo nel perugino e
nel Piceno, Mito, assolutamente rarissimo, sembrerebbe essere stato di
lontane origini abruzzesi, Mitola è tipicamente pugliese, di Bari,
con un ceppo nel foggiano a Foggia, Ascoli Satriano e Candela, Mitoli,
più raro, è di Molfetta nel barese e di Foggia, Mitolo ha
un piccolo ceppo nel foggiano, ma il nucleo è nel barese, a Bitonto,
Bari, Molfetta e Giovinazzo, con un ceppo anche a Carbone nel potentino
e nel materano, dovrebbero derivare, direttamente o tramite un'ipocoristico,
dal nome medioevale
Mitus, Mita,
di cui abbiamo un esempio d'uso in questo scritto del 1190: "..Pelagius
archidiaconus atque abbas monasterii Pessegarii laudat et confirmat. Abbas
Gunsalvus et ceteri clerici confirmant. In tempore illo ex parte episcopi
erat vicarius Martinus Sisnadiz. et ex parte canonicorum Mitus
Ruderici et Martinus Luci. Sed inter cetera
domno episcopo alacriter in fialas obtuli.XXti solidos. ..", o anche
dal nome medioevale italiano Mite,
Mitis, con il significato di Gentile. |
| MITAROTONDA
|
Mitarotonda è specifico di Grumo Appula nel barese, potrebbe derivare
da un soprannome originato dal termine arcaico mita, una forma contratta
del vocabolo greco μίτρα mitra
(fascia che circonda il capo), forse
ad indicare che il capostipite fosse una persona di rilievo del suo tempo. |
| MITRALE
|
Mitrale, cognome ormai quasi scomparso in Italia, dovrebbe essere di origine
greca e derivare da un soprannome basato sul termine mitralemitrale (un tipo di copricapo liturgico), forse ad intendere che il capostipite potesse essere un religioso ortodosso. |
MITRANI
MITRANO |
Mitrani, assolutamente rarissimo, è specifico del barese, di Monopoli
in particolare, Mitrano ha un grosso ceppo a Gaeta nel latinense, ed a
Roma, un ceppo a Succivo e Pietramelara nel casertano ed a Capaccio e Montecorvino
Rovella nel salernitano, ed un ceppo ad Acquaviva delle Fonti nel barese,
potrebbero derivare da nomi di località individuabili dall'antica
presenza di templi dedicati al dio Mitra, una divinità persiana,
il cui culto prese molto piede in epoca imperiale romana, in alcuni casi
potrevve trattarsi di italianizzazioni del cognome sia turco che albanese
e rumeno Mitran. |
| MITRI
|
Sembra avere due ceppi distinti, in Friuli Venezia Giulia e nel Molise,
dovrebbe derivare dall'aferesi del nome greco Demetrius attraverso la modificazione
slava in Dimitri. |
MITTA
MITTI
MITTINI
MITTINO |
Mitta è tipicamente lombardo, delle province di Sondrio, di Torre
Santa Maria, Sondrio e Chiavenna, e di Mariano Comense nel comasco, Mitti,
assolutamente rarissimo, è dell'area tra Lombardia meridionale e
Piemonte, Mittini, estremamente raro, è di Novara, Mittino è
caratteristico di Trecate nel novarese e di Novara, dovrebbero tutti derivare,
direttamente o tramite ulteriori ipocoristici, da forme ipocoristiche aferetiche
di nomi come Bartolomea/eo, Gerolomo/ma
o altri simili, ma bisogna anche considerare che il termine mitta
in epoca tardo rinascimentale equivaleva a metà,
come possiamo leggere ad esempio nel libro di Niccolò Tartaglia
Quesiti et inventioni diverse del 1545: "..inchiodar
ui dui trauersi longhi quanto che è la mitta
della culatta del pezzo uel circa (e nanti piu che meno) & lontani
luno dal'altro circa un brazzo, ..", e che questi cognomi potrebbero
derivare anche da un soprannome con questo significato, inoltre un'ipotesi
da non tralasciare è che derivi da un'indicazione di località,
in epoca rinascimentale presso le comunità, che avessero subito
fortemente influenze germaniche, il centro cittadino veniva chiamato Mitta,
dal tedesco Mitte. Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo in un'atto del 1720 a Valmadre di Fusine
nel sondriese: "..Giovanni Battista Baracco de Grumello
fu Bernardo, sindico della chiesa di S. Matteo, insieme al vicecurato di
detta chiesa Giovanni Mitta,
assegna alla comunità di Fusine il diritto di esigere dai signori
Salici di Soglio, comproprietari della miniera del ferro, 155 lire imperiali,
valore della soprascritta legna, a causa di debiti per taglie. ..". |
MIUCCI
MIUCCIO |
Miucci è specifico del foggiano, in particolare di Manfredonia,
Cagnano Varano ed Apricena, alla base del promontorio del Gargano, Miuccio
è specifico del messinese, di Santa Teresa di Riva, Messina e Savoca,
dovrebbero derivare da una forma ipocoristica dell'aferesi di nomi come
Bartolomeo, anche se non si può
escludere una possibile derivazione da un ipocoristico di una contrazione
del nome Domenico. |
MIULLI
MIULLO |
Miulli, assolutamente rarissimo, parrebbe pugliese, probabilmente
originario del barese, zona di Cellamare, Triggiano e Casamassima, Miullo,
praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione
del precedente, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine
dialettale arcaico miullo (parte
del mozzo della ruota dei carri che doveva essere lubrificata con la sugna)
forse ad indicare che il capostipite faceva di mestiere il carrettiere
o si occupava della manutenzione delle carrozze. |
| MIZZOTTI
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Mizzotti è tipico del cremasco, di Crema, Soresina, Vaiano Cremasco
ed Izano, dovrebbe derivare dall'italianizzazione del termine dialettale
cremonese arcaico missolta (gran
quantità, qualcosa di esageratamente grande), probabilmente
ad indicare che il capostipite fosse un grosso proprietario terriero od
uno cui piacesse esagerare le cose nel raccontarle. |
| MLEKUZ
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Assolutamente rarissimo è friulano.
integrazioni fornite da Luigi Colombo
Da notizie che mi sono state date dal sito " i Cognomi delle Valli
del Natisone" sembra che questo cognome possa derivare da mleko
che in sloveno significa latte, "-uc
o uz" è un suffisso riferito a una
persona esile. |
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