| MO
|
Tipico piemontese della zona tra torinese, astigiano e cuneese.
integrazioni fornite da Daniele
Zaia
Potrebbe trattarsi di una forma dialettale per Mauro, forse il nome
del capostipite. |
MOAL
MOALI |
Entrambi praticamente scomparsi, dovrebbero essere del nord Italia ed avere
avuto origine o da un soprannome brettone stante ad indicare una persona
calva o, più probabilmente da un cognome francese originato da quel
soprannome. |
| MOCA
|
Originario della provincia dell'Aquila
in Abruzzo, potrebbe derivare dal nome medioevale italiano Mocca di cui
si hanno tracce in Umbria, nella provincia di Perugia. |
MOCCALDI
MOCCALDO
MUCCALDI |
Moccaldi è specifico del salernitano, di Eboli in particolare
e di Serre, Campagna e Nocera Inferiore, Moccaldo, quasi unico, che occupa
il medesimo areale, è probabilmente dovuto ad un'errata trascrizione
del precedente, così come l'unico Muccaldi, l'origine etimologica
di questi cognomi potrebbe essere dal nome alsaziano Mockel,
che potrebbe essere arrivato in Italia al seguito degli angioini, originato
dal termine medioevale germanico mock
(blocco di pietra, mucchio), una seconda
ipotesi, meno probabile, lo farebbe derivare invece da un'alterazione del
nome medioevale germanico Magaldus,
una latinizzazione del nome Maginwald,
composto dai termini magin (forza)
e wald (governo),
con il significato di chi governa con la forza. |
MOCCELIN
MOCCELLINI
MOCELIN
MOCELLIN
MOCELLINI
|
Mocelin è assolutamente rarissimo, sembrerebbe veneto, Mocellin,
decisamente veneto, è tipico in particolare del vicentino, anche
se è ben diffuso anche nel trevisano, padovano e veneziano, Moccellin
sembrerebbe unico, Moccellini, quasi unico, parrebbe del novarese, Mocellini
ha un ceppo nel basso trentino, uno nel padovano ed ha presenze nel verbanese
e nel cuneese, potrebbero derivare da un ipocoristico di un soprannome
originato dal vocabolo medioevale mocolus (moccolo,
rimasuglio di candela), forse derivante dalla bassa statura
del capostipite.
integrazioni fornite da Tibère
Gheno - Annecy le Vieux - France
Mocellin , Mocelin, cognome veneto. Famiglia molto numerosa, e prolifica,
è oriunda di San Nazario nel vicentino, la troviamo anche a Valstagna,
Solagna, e Bassano del Grappa. A Genova, Milano e Torino i numerosi Mocellin
discendono da emigrati del Canale di Brenta nel 1900. I Mocellini
sono dei Mocellin emigrati a Cismon del Grappa e poi a Tezze (TN) nel 1800
il cui cognome fu italianizzato dalle autorità. I Moccelin
ed i Moccellin, che troviamo in Francia sono il prodotto di un errore degli
Uffici di Stato Civile. Sempre in Francia, fra il 1891 ed il 1990, sono
nati 830 Mocellin (nelle varie grafie del cognome) e 182 hanno preso
la nazionalità francese. Si trovano citate anche le nascite di 13
Mosselin. Il 'Cercle Généalogique de la Briè
ha trovato due atti di nascita, con paternità, fra il 1551 ed il
1600 che si riferiscono a dei Mocelin. La Famiglia Mocellin nasce
con Marco figlio di Antonio Belenzon, di San Nazario, sposato verdo il
1442, con Viridi fu Pessati, di Solagna. Da quest'unione nasceranno Bartolomeo
e Giovanni che saranno conosciuti come Marchesin. Solo la discendenza di
Giovanni rimarrà chiamata Marchesin (vedi Marchesin), invece quella
di Bortolo diventerà Mocellin. Giovanni Marchesin e suo fratello
Bortolo muoiono, con altri valligiani, nei primi giorni del giugno 1509
a Torre, Solagna, quando la popolazione del Canale di Brenta opporrà
una resistenza accanita contro i tedeschi della Lega di Cambrai.
Bortolo avrà quattro figli da Jacoba sposata nel 1480 circa: Gio
Domenico, Jacobo, Chemin (deriva dall'aferesi d'un diminutivo del nome
Giacomo : Jacobo > Jachemin > Chemin, utilizzato come nome diverso),
e Giovanni. Questi quattro fratelli sono chiamati Marchesin. I beni
paterni di Bortolo si trovano in contrada Merlo, le case con fienile sono
su un rialzo di terreno di fronte al Merlo e alle sue altre contrade come
alla strada Regia da Bassano a Trento. Nel testamento di Gio Domenico,
datato 22.06.1512, dove vengono citati i suoi fratell, il cognome Marchesin
è scritto nel testo del testamento ma, in margine per il riassunto,
è utilizzato il cognome Mocellini. Sarà cosi per parecchi
atti di questo periodo, poi rimane solo il cognome Mocellin.
Etimologia : dovrebbe derivare da un toponimo.
Citazione :
Con difficoltà vedrei la
derivazione da mustio, -onis 'moscerino', in dialetto veneto mussolin.
PRATI, 1968, 110. Sarei più propenso a vedervi la radice *motta
'elevazione del terreno', in una variante *mottia. In IGM 1967 SOAVE troviamo
il toponimo Motto Alto e più basso Mozzarelli, gruppo di case; in
IGM 1967 MALO Muzzolin.
Per il toponimo proporrei la seguente
evoluzione : Mottiulus 'piccolo motto' > Mottiul-inus > Mozzolinus. La
collocazione dell'aerale non incontra alcuna difficoltà nel supporre
prima della sistemazione insediativa attuale, una piccola elevazione del
terreno, un tempo ben evidente lungo la strada che viene da Vicenza, ora
addolcita dai lavori di sistemazione per la pavimentazione strasale. S.Pietro
Mussolino stesso ha la chiesa più volte citata su un dolce rialzo
compresso entro la confluenza del torrente Chiampo e di un suo affluente
da sinistra, posizione sovente sottolineata dalla proposizione in che accompagna
il toponimo : "hen Mozolino, in Muzolin, in Mozolino" Luciano Chilese,
Toponomastica di Montecchio Maggiore, Francisci Aldo Editore, 1988, pag.193 |
MOCCHI
MOCHI |
Mocchi ha un ceppo lombardo nel milanese e nel pavese in particolare, un
piccolo ceppo piacentino, uno massese ed uno triestino, Mochi è
specifico del centro Italia, si individuano almeno tre ceppi, uno fiorentino,
uno ascolano ed uno laziale, potrebbero derivare dal nome medioevale italiano
Moccus, probabilmente originato dal
nome del dio cinghiale celtico Moccus. |
| MOCCI
|
Tipico della Sardegna sudoccidentale e della costa occidentale Mocci è
molto diffuso, potrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo sardo
mòcca (budello usato per fare
salsiccia o del salame) ad indicare forse l'attività di norcino.
integrazioni fornite da Antonello
Mocci
il cognome è di origine spagnola catalana; in origine era Mochi
e sbarcarono ad Alghero, colonia catalana, diffondendosi poi nella costa
occidentale dell'isola. La colonia madre era a Bosa, e poi una seconda
si sviluppò a Quartu S:Elena. |
MOCCIA
MOCCIO |
Moccia è tipico del sud, area che comprende Campania, Basilicata,
Puglia ed alta Calabria, Moccio, praticamente unico è napoletano,
potrebbero derivare dal termine dialettale moccio (alambicco), indicando forse un'attività di alchimista o erborista svolta dai
capostipiti, nel 1400
troviamo una famiglia Moccia annoverata tr i nobili napoletani, in un atto
del 1467 Ferdinando I d'Aragona assegna a Leonardo Moccia dei privilegi,
i Moccia del cosentino vennero fatti Duca nel 1698.
integrazioni fornite da Francesca
Moccia
Antica e nobile casata napoletana ascritta ai sedili di Nido, Montagna
e Portanova dove i maschi godevano del titolo di Patrizi napoletani. Nel
corso della loro storia , fin dal 1300, i Moccia, ricchi e potenti, possedettero
numerose Baronie (tra cui Colle d'Anchise) e furono fatti
Conti di Sant'Angelo, Marchesi di Montemalo e Duchi di Carfizzi. La Famiglia,
tra l'altro, contrasse parentela con Mariano Abignente, uno dei cavalieri
della disfida di Barletta, attraverso il fratello Giovanni Cola, che sposò
Laura Moccia del seggio di Portanova ,oltrechè con illustri Casate
tra cui i Pignatelli, i Teodoro e i Miroballo. Da Napoli i Moccia si diramarono
in particolare nel centro sud d'Italia.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Moccia è cognome lucano presente ad Atella, Melfi, Polla e altrove,
anche cal. nap. e nel Salento: 'donna mocciosa'.
Rohlfs, Cognomi lucani. |
| MOCCIARO
|
Abbastanza raro è specifico del palermitano, troviamo tracce di
una famiglia Mocciari a Gangi (PA) nel 1600. |
| MOCCO
|
Mocco è tipico del cagliaritano, di San Vito in particolare e di
Quartu Sant'Elena, potrebbe derivare da un soprannome dialettale basato
sul termine sardo moca (budello
per salsicce), forse ad identificare nel capostipite un norcino. |
| MOCERINO
|
Specifico di Afragola (NA), potrebbe trattarsi di una modificazione dell'etnico
di Nocera.
integrazioni fornite da Giuseppe
Mocerino
Il cognome Mocerino è specifico di Somma Vesuviana. Anche i
Mocerino di Afragola provengono da tale cittadina. |
| MOCETTINI
|
Mocettini è un cognome svizzero di Brione, dovrebbe trattarsi di
una forma dialettale alterata del cognome Mocellini
(vedi MOCCELIN). |
| MOCHEN
|
Specifico di Dimaro e Malè nel Trentino.
integrazioni fornite da Marco Cimarosti
cognome tipico della Val di Sole è di origine tedesca, pare
derivi dal verbo machen (fare) compare a Dimaro (TN) a partire dal 1500. |
MOCHIUTTI
MUCHIUTTI |
Mochiutti, quasi scomparso, è del goriziano, Muchiutti, quasi unico,
è tipico dell'area tra udinese e goriziano, dovrebbero derivare
da forme patronimiche tipicamente friulane in -utti,
riferite ad un capostipite il cui padre si chiamasse Moc,
nome e cognome slavo di cui abbiamo tracce nel goriziano fin dalla fine
del 1500, non si può escludere però anche la possibilita
che derivino da forme tronche di soprannomi originati dal termine medioevale
moculus (moccolo),
forse originato dalla bassa statura del capostipite. |
| MODAFFERI
|
Specifico del reggino, dovrebbe derivare dal nome saraceno Mudaffar portato
ad esempio dal Re saraceno Al-Mudaffar, che nel 1000 costituisce la più
grande biblioteca araba di Spagna, alcuni re di Siria del 1400/1500 si
chiamavano Al-Mudaffar.
ipotesi fornite da A. Mazzuca
Giuseppe Pensabene, nelle sue note filologiche sugli antichi riferimenti
religiosi nel territorio reggino, evidenzia che la provincia di Reggio
Calabria fu sempre terra cristiana, rimane pertanto incomprensibile una
derivazione islamica. Modafferi all'origine era "Morapparo", le radici
sono Moro (la fortezza) e Apparo con il significato di impari, vale a dire
senza paragone come si ricava anche dall'esclamazione <<capperi!>>
(senza pari), Morapparo stava pertanto per "bastione
impareggiabile".
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
MODÀFFERI è cognome anche catanese e messinese, oltre
che calabrese. Secondo G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi nella
Sicilia orientale, p. 132, che riprende G.B. Pellegrini 232, esso deriva
dall'aggettivo arabo 'muzaffar' che
significa vittorioso. |
| MODENA
|
Modena è tipicamente settentrionale, potrebbe in alcuni casi avere
origini israelitiche, deriva dal toponimo omonimo.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Modena deriva evidentemente dal nome della città emiliana, in
latino: Mutina, il cui nome è
stato interpretato dal grande linguista modenese Giulio Bertoni in questo
modo: "Base del nome della nostra città deve essere un radicale
- mot - prelatino. Si sa che la pianura
e la collina emiliana, nei dintorni di Modena, sono sparse di "motte",
cumuli o elevazioni di terreno. Sulle
"motte" gli uomini fissarono le loro abitazioni e talora a sommo di questi
ammassi di terreno abbiamo le cosiddette "terremare", che sono reliquie
di popoli avvolti nell'ombra della preistoria" (G. Bertoni - Profilo storico
del dialetto di Modena - Ginevra 1925). |
MODENESE
MODENESI |
Modenese sembrerebbe veneto, del veronese in particolare, Modenesi, molto
più raro, è tipico di Piacenza e del piacentino, derivano
chiaramente dall'etnico della città di Modena. |
MODEO
MODIO |
Modeo è tipicamente pugliese, di Manduria in particolare nel tarantino
e di Francavilla Fontana nel brindisino, Modio, praticamente unico, è
del tarantino, dovrebbero derivare da forme aferetiche del nome medioevale
Amodeo, Amodio
(vedi AMADDEO). |
MODESTI
MODESTINI
MODESTINO
MODESTO |
Modesti è tipico della fascia dell'Italia centrale, con ceppi anche
a Verona e nel veronese, nel barese soprattutto a Corato e nel bergamasco,
Modestini, molto raro, ha un ceppo ad Assisi ed a Terni ed uno a Roma,
, Modestino, anch'esso molto raro, è campano, Modesto ha ceppi nell'udinese
a Majano e ad Udine, uno nel trevisano a Montebelluna e a Treviso, uno
a Penne (PE), uno a Marcianise (CE), nuclei in Puglia a Bitonto (BA), a
Trinitapoli (FG) ed a Squinzano (LE), dovrebbero tutti derivare dal nomen
tardo latino Modestus o dal suo ipocoristico,
a titolo d'esempio citiamo Tiberius Claudius Balbillus
Modestus proconsole d'Egitto dall'anno 54 al 59, ricordiamo
San Modesto martire sotto l'Imperatore Diocleziano nell'anno 304. |
MODI
MODINI
MODINO
MODOLI
MODOLO
MODULI
MODULO |
Modi è specifico di Firenze e del fiorentino, di Borgo San Lorenzo
e Scarperia, Modini, molto raro, potrebbe essere originario dell'alto novarese,
ma è pure possibile la presenza di un ceppo originario tra Pavia
e Milano, Modino sembrerebbe quasi unico, Modoli, quasi unico, parrebbe
umbro, Moduli, è ormai quasi scomparso, Modolo è specifico
dell'area che comprende le province di Treviso e Pordenone, Modulo, molto
raro, è specifico del padovano, dovrebbero essere tutti derivati
direttamente o tramite ipocoristici dal nomen latino di origini sabine
Modius, personale della Gens
Modia, ricordiamo ad esempio Modius Fabidius, il fondatore della
città di Cures Sabini in Sabina all'epoca della nascita di Roma,
figlio del dio Quirino (il dio della guerra), ma in alcuni casi è
pure possibile una derivazione da ipocoristici di forme tronche di nomi
come il longobardo Modolf o il gotico
Modares. |
| MODIANO
|
Assolutamente rarissimo potrebbe avere un ceppo laziale e derivare dal
toponimo Poggio Moiano (RI) anticamente così chiamato: "...podio
ubi dicitur Modianum...", ma più probabilmente deriva da
una variazione del cognome Modigliani (vedi). |
| MODICA
|
Tipico siciliano, molto diffuso, deriva dal toponimo Modica (RG), casato
nobile di origine normanna che nella persona di Gualterius ottenne per
i servizi resi al re Ruggero il feudo di Modica il figlio di questi Ansaldus
usò da quel momento appunto il cognome Modica, più tardi,
da Arnaldo, figlio di re Tancredi, ottenne la baronia di Sortino (SR),
nei secoli successivi il casato acquisì altri feudi nel siracusano. |
MODIGLIANA
MODIGLIANI
MODIGLIANO |
Modigliani, molto raro, è tipico del forlivese, Modigliana e Modigliano,
sono praticamente unici, dovrebbero derivare dal toponimo Modigliana (FC),
dovrebbe essere di origini israelitico sefardite. Tracce di questa cognominizzazioni
le troviamo verso la fine del 1500 con il pittore forlivese Giovan Francesco
Modigliani. |
| MODIGNANI
|
Estremamente raro sembra essere originario del sudmilanese dovrebbe derivare
dal toponimo omonimo in provincia di Lodi. Tracce di questa cognominizzazione
si trovano nel 1156 a Mutianum (Muzzano (LO) dove il parroco dell'epoca
è un certo Marcello Modignani, nel 1500 i Modignani sono iscritti
tra i casati nobili della città di Milano. |
MODONI
MODONUTTI
MODONUTTO |
Modoni ha un nucleo nel varesotto, uno nel Salento nella zona di Maglie
e Palmariggi (LE) in particolare ed uno in Emilia, Modonutti e Modonutto,
rarissimo, sono specifici della zona tra Udine e Premariacco, dovrebbero
tutti derivare dal toponimo Modena, tracce di queste cognominizzazioni le
troviamo a Lonate Pozzolo (VA) nel XV° secolo in un atto dove nel 1499
un Piantanida di Oleggio vendette a un nobile Modoni di Lonate un terreno
con edifici sulla sponda di Oleggio. |
| MODUGNO
|
Tipico del barese, deriva dal toponimo Modugno (BA). |
MOGAVERO
MUGAVERO |
Mogavero ha un ceppo a Salerno e nel salernitano, uno in Puglia a Salice
Salentino e nel leccese ed uno in Sicilia nel palermitano a Isnello, Castelbuono,
Palermo, Collesano e Cerda ed a Ramacca nel catanese, Mugavero è
decisamente siciliano, dell'area che comprende il basso messinese, il catanese,
l'ennese ed il nisseno, dovrebbero derivare dal termine medioevale di origine
spagnola mugavero (soldato
catalano armato alla leggera sia a cavallo che di fanteria),
termine di origine araba dal termine mogavir (combattente
bellicoso, depredatore, corrispondente al moderno incursore),
un ipotesi alternativa è che potrebbe trattarsi di una modificazione
del nome arabo Mozaffar (vittorioso),
a Monopoli troviamo tracce di queste cognominizzazioni nel 1616 in un atto
di vendita dove la parte cedente è un certo Giovanni Bernardino
Mogavero, a Pontecagnano, nella seconda metà del 1700 esistono diverse
famiglie Mogavero. |
| MOGGIA
|
Sembrerebbe di origine ligura,
tra Genova e La Spezia, una possibile derivazione potrebbe essere dal nome
greco Mogge, ma è pure possibile una connessione con toponimi o
nomi di località, comunque la più probabile è la derivazione
da un soprannome legato al vocabolo moggia (antica unità di misura
per solidi) che potrebbe essere connesso al mestiere di commerciante di
granaglie o affini. |
| MOGLIA
|
Copre l'areale delle province di
Pavia, Alessandria, Genova, Parma e Piacenza, potrebbe derivare da toponimi
quali: Moglia (MN) e Moglio di Alassio (SV). |
MOGLIANI
MOGLIANO |
Mogliani è tipico delle Marche, di Potenza Picena, Tolentino, Camerino,
Civitanova Marche e Montelupone nel maceratese, Mogliano, quasi unico,
dovrebbe essere dovuto ad errate trascrizioni del precedente, che dovrebbe
essere una forma etnica, relativa ai capostipiti, riferita al paese di Mogliano nel maceratese, il
cui nome dovrebbe derivare da un termine prediale latino basato sul cognomen
latino Mollius. |
MOI
MOJ |
Moi è tipicamente sardo, del centrosud dell'isola, di Cagliari,
Quartu Sant'Elena e Sinnai in particolare, ma anche di Selargius, Assemini,
Ussana e Seulo, tutti nel cagliaritano, di Iglesias, Oristano, Sassari,
Gadoni nel nuorese e Serrenti nel medio Campidano, Moj è quasi unico,
potrebbero derivare da un soprannome originato dal termine sardo mòi
(mai). |
MOIA
MOJA |
Moia è tipico dell'area che comprende il varesotto, comasco e milanese,
con un ceppo anche a Piacenza e Ponte dell`Olio e Vigolzone
nel piacentino, Moja ha un ceppo milanese ed uno nel varesotto, dovrebbero
derivare da nomi di località caratterizzate dal fatto di essere
pieni di risorgive, il cognome dovrebbe derivare dal termine dialettale
moja (a mollo,
inzuppato d'acqua). |
MOIANI
MOIANO
MOJANI
MOJANO |
Moiani è tipico di Roma, Fiumicino e Marano Equo con un ceppo anche
a Collevecchio e Forano nel rietio, Moiano, Mojani e Mojano sono praticamente
unici, dovrebbero derivare dal toponimo Poggio Moiano nel rietino, ma è
pure possibile una derivazioni da nomi di località identificati
con il vocabolo dialettale del centro Italia moiano
(terreno friabile). |
MOIN
MOINA
MOINE |
Moin, assolutamente rarissimo, è valdostano, Moine, abbastanza raro,
è tipico del cuneese, Moina è praticamente unico, potrebbero
derivare dal cognome francese Le Moine, che dovrebbe a sua volta discendere
dal vocabolo celtico moina (torbiera)
e dovrebbe indicare appunto il fatto che i capostipiti abitassero nei pressi
di una torbiera. Di questo cognome si hanno tracce in Francia fin dal 1400,
nel 1500 a Parigi troviamo un Cardinal Le Moine. |
| MOINO
|
Moino è tipico dell'area trevigiano, veneziana, di Treviso, Casier,
Preganziol e Casale sul Sile nel trevigiano e di Venezia e Marcon nel veneziano,
potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine dialettale trevisano
moin (mulino),
forse ad indicare nel capostipite un mugnaio. |
MOIOLA
MOIOLI
MOJOLA |
Moiola ha un ceppo lombardo concentrato a Cosio Valtellino ed uno trentino
a Rovereto e Mori, Mojola, praticamente unico, è una forma arcaica
del precedente, Moioli è concentrato in Lombardia, specifico della
bergamasca e del milanese, potrebbero essere derivati dal toponimo Moiola
(CN), ma la lontananza dell'area di massima concentrazione non è
favorevole a questa ipotesi, la cosa più probabile è che
derivino da soprannomi originati dal termine mojola
o mojolo vaso
o brocca da vino. Tracce di queste cognominizzazioni le
troviamo nel bergamasco nel 1500 con Petrus Moiolus eletto Podestà
di Urgnano dal minor Consiglio dal settembre del 1546 all'aprile del 1547,
e nel 1628 un Tonio Moiolo di Semogo (SO) è citato in un processo
per stregoneria. |
| MOIRAGHI
|
Moiraghi è tipico del milanese, dovrebbe derivare dal nome del paese
di Moirago, una frazione di Zibido San Giacomo nel milanese, probabilmente
il luogo d'origine dei capostipiti. |
MOISE
MOISELLO
MOISO |
Moise, molto raro, è presente in maniera sporadica in tutto il nord,
Moisello, molto raro, è specifico dell'alessandrino e dell'area
ligure, Moiso è tipico del torinese ed astigiano, dovrebbero derivare,
direttamente o tramite una forma ipocoristica, dal nome mediovale di origini
ebraiche Moise
(Mosè) a sua volta derivato
dal mose (figlio)
egizio. |
| MOLADORI
|
Moladori. assolutamente rarissimo, è della bassa bresciana, dovrebbe
derivare dal mestiere di addetto alla macina di un mulino, svolta dal capostipite,
troviamo tracce di questa cognominizzazione a Virle (BS) già nel
1700 con lo scultore Giovanni Maria Moladore. |
MOLARA
MOLARI
MOLARO |
Molara, assolutamente rarissimo, parrebbe specifico di Gela nel nisseno,
Molari ha un piccolo ceppo lombardo nel bergamasco a Romano di Lombardia,
Cividate al Piano e Cortenuova, uno importante in Romagna a Cesena, Montiano
e Borghi nel forlivese, a Rimini e Sant'Arcangelo di Romagna nel riminese,
ed a Pesaro e Gradara nel pesarese, Molaro ha un ceppo friulano nell'udinese
a Sedegliano, Lusevera ed Udine, ed uno nel napoletano a Somma Vesuviana,
Ottaviano, Napoli, Marigliano e Pomigliano d'Arco, questi cognomi potrebbero
derivare da toponimi come San Giorgio la Molara nel beneventano o Molara
nel palermitano, ma molto più probabilmente derivano dal soprannome
molaro avente alla base il mestiere
di addetto alle mole di un mulino, svolto dai capostipiti, si tratterebbe
quindi di forme contratte per molinaro. |
| MOLASCHI
|
Tipico della provincia di Milano
e Cremona, potrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo milanese
arcaico molasch (la parte molle della zucca). |
| MOLE'
|
Tipico della zona di Vittoria, Ragusa e Chiaramonte Gulfi (RG), dovrebbe
derivare da modificazioni del termine arabo mawlà (vedi
Mulè). |
MOLENTINI
MOLENTINO |
Molentini è praticamente unico, Molentino invece, comunque assolutamente
rarissimo, parrebbe di Ostuni nel brindisino e di Ruffano nel leccese,
potrebbero derivare dal nome medioevale Molentinus,
di cui abbiamo menzione in un atto del 1359, dove viene citato un certo
Molentinus Schala: "...Johannes de Lacchono, Molentinus
Schala, .. ..Isti vero sunt de mediocribus
et quilibet eorum arat ad jocum unum...", più probabilmente
derivano dal termine medioevale molentinus
(chi guida gli asini), lavoro che potrebbe essere stato svolto dal capostipite. |
| MOLES
|
Ha un ceppo a Tolve (PZ) e Potenza e ad Accettura (MT) e Matera
e un nucleo storico ad Edolo (BS), dovrebbero avere origini
diverse, il ceppo meridionale potrebbe derivare dal toponimo Mola (BA),
ma più probabilmente deriva da legami con la famiglia nobiliare
dei duchi di Moles, mentre per quello lombardo, secondo uno studio genealogico
fatto da un frate cappuccino Moles originario di Edolo dovrebbe discendere
da un soldato spagnolo, che disertando rimase appunto ad Edolo in Valcamonica.
Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Solofra (AV) fin dal 1500,
in un atto che cita Annibale Mole Vicerè reggente di Napoli: "...Articuli
super quibus examinandi sunt testes ad instantia Universitatis terra Solofre
in causa quam habet in Regia Camera Summaria et quoram Eccellente Domino
Anibale Moles
cun Illustrissima Beatrice Ferrella utili domina ditta terra super petitione
Regii demani preditta terra et alias ut in actis est. ...", il casato
dei Moles nel 1600 è rappresentato dal Duca Don Diego Moles presidente
della Real Camera di Napoli e Duca di Parete (CE), a Milano nel 1700 don
Francesco Moles Millesimo è Gran Consigliere dello Stato di Milano.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Moles è cognome lucano presente a Tolve, anche napoletano
e nel Salento; cfr. Moles in Catalogna.
Rohlfs, Cognomi lucani. |
MOLESIN
MOLESINI |
Molesin, quasi unico, sembrerebbe del ferrarese, Molesini ha un ceppo nel
veronese, a Castelnuovo del Garda ed a Verona, ed uno a Ferrara e Portomaggiore
nel ferrarese, a Finale Emilia e Modena nel modenese ed a Boretto nel reggiano,
dovrebbero derivare da un soprannome basato sul termine dialettale arcaico
veneto ed emiliano molesin (morbido,
detto di chi ostenti modi di fare troppo gentili). |
| MOLESTI
|
Molesti è toscano, di Peccioli, Pontedera e San Giuliano Terme nel
pisano, di Livorno e Cecina nel livornese e di Firenze, potrebbe derivare
da un soprannome originato dal termine latino molestus
(fastidioso). |
MOLETTA
MOLETTI
MOLETTO |
Moletta è tipicamente veneto del vicentino e del veronese, con un
ceppo anche nel bresciano, in Trentino e nel pordenonese, Moletti, ormai
presente solo nel cunese e nel novarese e pavese, sembrerebbe aver avuto
più ceppi, uno piemontese, uno campano ed uno siciliano, Moletto
è specifico del torinese, dovrebbero derivare da soprannomi derivati
dal termine italiano arcaico moletta
o dialettalmente moletto per arrotino
ambulante, di queste cognominizzazioni troviamo antiche tracce
in trentino ed in Lombardia. |
| MOLFETTA
|
Tipico pugliese, di Palo Del Colle e Bitonto nel barese, di Castellaneta
(TA) e di Mesagne nel brindisino, deriva dal toponimo Molfetta nel barese. |
| MOLGORA
|
Specifico delle province di Milano e Lecco soprattutto di Osnago nel lecchese
e di Milano, Vittuone, Busnago e Cornate D`Adda nel milanese, dovrebbero
derivare da toponimi come Burago di Molgora (MI) e Olgiate Molgora (LC),
ma è pure possibile che prendano il nome dal torrente Molgora per
una vicinanza del luogo d'abitazione della famiglia appunto con quel torrente. |
| MOLIGNANI
|
Assolutamente rarissimo è tipico milanese, dovrebbe derivare da
Moles Jani (Colonna votiva dedicata al dio latino Giano) posta normalmente
alle porte della città. |
| MOLIGNANO
|
Molto molto raro è specifico di Napoli, dovrebbe derivare da Moles
Jani (colonna dedicata a Giano) un nome di località abbastanza usato
nell'antichità spesso indicante la zona principale d'accesso di
un paese.
integrazioni fornite da Domenico
Bolignano
famiglia patrizia di Sorrento, riconosciuta nobile, nel 1507, dal Re
Cattolico, con la formula dei quattro avi paterni e materni (R.Archivio
di Stato Napoli, Privilegiorum, vol. IX, 1507-1508), nella persona di Francesco
figlio di Mariano Molignano, milite al tempo degli Aragonesi,
contraddistinto col soprannome di Sorrentino. Francesco ebbe in moglie
la nobile Troiana Comes, signora di Corcumello e Poggio Filippo in Abruzzo,
e di Somigliano di Atella in Terra di Lavoro, ultima di sua famiglia ed
ereditaria di detti feudi. Ammessa, per la sua nobiltà generosa
nel 1835, nelle Regie Guardie del Corpo. Un altro ramo è quello
dell'antica ed illustre famiglia amalfitana che ha dato alla patria due
giudici annali nelle persone di Nardello e Giovanni nel 1418. Carletto
Vescovo di Marsico nel 1440. Ha goduto nobiltà in Amalfi ed in Napoli
al seggio di Porto, ed ha posseduto i feudi di Chianchetella, Pomigliano
d'Arco, S. Pietro, S. Angelo, Valva e Merardinetto. Un altro ramo da Amalfi
si è trapiantato nel 1407 in Sorrento alla cui nobiltà fu
ascritto nel seggio di Dominova. Apparteneva a questo ramo Cesare Molignano,
uomo assai erudito, il quale nel 1585 scrisse un'accurata descrizione dell'origine,
sito e famiglie antiche di Sorrento stampata nel 1707. (Estinto verso la
fine del XVIII sec.). |
MOLIN
MOLINI
MOLINO |
Molin è veneto, Molini è
abbastanza raro e sembrerebbe di origine umbro marchigiana, Molino parrebbe
avere più ceppi disposti a macchia di leopardo, di questi uno importante
è in Piemonte ed uno nella Sicilia orientale, dovrebbero tutti derivare
dall'identificativo di località molino, cioè dal fatto che
la famiglia risiedesse nelle vicinanze di un mulino.
integrazioni fornite da Ugo Molini
(http://groups.msn.com/FamigliadelMolinoDaMolinMolinMolini/home)
Il cognome,nelle forme di Dal Molin,Da Molin,Molin,Molini,Molino,appartiene
ad una nota e diffusa Famiglia Nobile Veneziana (si conoscono i rami antichi
del Molin Rosso e del Molin d'oro) le cui ramificazioni,nel passato,erano
presenti anche in altre parti del Veneto o del Friuli (Rive del Brenta,Valli
di pesca del litorale del Nord, Padovano, Rodigiano, Trevigiano, Vicentino,
Latisana, Fraforeano, S.Vito al Tagliamento), della Lombardia e in
altre zone d'Italia. A S.Fantino,in Venezia,il palazzo Molin che qui si
scorge e che ha replicatamente scolpito sulla facciata lo stemma della
famiglia a cui apparteneva,di stile archiacuto,venne fondato da Marco e
Girolamo fu Polo Molin nel 1468. Gli scrittori dividono la famiglia
Molin,e parte ne fanno venire da Mantova,e parte da Tolemaide (partecipò
in detto ultimo luogo alle Crociate).La poca diversità dell'arma
dimostra però che,sebbene da diverse regioni venuta,è una
medesima casata.
I Molin si trovarono a Venezia prima dell'887,ebbero
tribuni,e rimasero del Consiglio nel 1297 (maggior serrata). Alcuni dicono
che nel 905 fecero edificare a Venezia la Chiesa di S.Agnese e nel 1138
il Monastero di S.Daniele. Un Luigi Molin, eletto procuratore di S.Marco
nel 1516, essendogli stato ucciso un figlio da Marco Michieli, non inveì
per nulla contro l'uccisore, ma con grandezza d'animo ordinò a Marco,
altro suo figlio, di perdonargli, e procurarne la libertà.
Un Francesco Molin, dopo illustri militari intraprese, salì al principato
nel 1646. Sotto di lui - 99° doge - si svolse la terribile guerra di
Candia, nella quale Filippo Molin operò prodigi di valore contro
i Turchi sulle mura di Rettimo, e ferito al ginocchio da un dardo avvelenato,
seppe (se almeno si vuol credere ai cronisti) strapparselo fuori coi denti
per iscrivere con esso l'estreme linee di fede al Senato. Altri uomini
distinti per il loro valore contro i Turchi illustrarono questa famiglia,
da cui diverse strade di Venezia presero il nome.
Secondo i Codici Nobiliari del Museo Correr di Venezia
di Ricciotti Bratti i Molin facevano parte anche delle famiglie cittadinesche
originarie di Venezia. In particolare il cognome Molin comparve frequentemente,
per citare soltanto alcune zone, oltrechè a Venezia, a Burano, a
Murano, a Padova, a Piove di Sacco, a Rovigo, a S.Nazario di Vicenza, a
Enego di Vicenza, a Treviso, a Conegliano, a Pieve di Soligo, a Vidor,
a Zoldo, a Pieve di Cadore e in altre zone ancora. Quello di Molini compare,
nel 1600, 1700,1800 e nel 1900, in Emilia Romagna, nelle Marche
e in Umbria. Tale cognome, nella forma di Del Molino, Molina, era presente
anche nella Valchiavenna e nel Comasco, come indica l'atto del 1256 conservato
presso la Biblioteca Comunale di Como: "...Item dedit
solidos XXVIII novorum Anrico nato et Raxxano de Fopa et Ziriolo becc.......
et Guifredo filio Otonis de Molino
pro feudo dierum XII suprascripte custodie...". |
MOLINARI
MOLINARO
MOLINERI
MOLINERO |
Sia Molinari che Molinaro sono panitaliani, anche se Molinaro è
più concentrato al sud, Molineri è piemontese del cuneese,
di Cuneo, Caraglio, Mondovì e Valgrana, Molinero, sempre piemontese,
è però specifico del torinese, di Pinerolo, Avigliana, Scalenghe,
Frossasco e Torino, dovrebbero tutti derivare, anche attraverso alterazioni
dialettali, da soprannomi basati sul vocabolo tardo latino molinarius
(addetto al mulino), probabilmente
indicando così quale potesse essere il mestiere dei capostipiti,
dei mugnai o dei lavoranti presso un mugnaio. |
| MOLINENGO
|
Molinengo è tipicamente piemontese, del torinese e cuneese, dovrebbe
derivare dal nome della località di Molinengo nel biellese, a pochi
chilometri ad est di Valle Mosso. |
MOLINETTI
MOLINETTO |
Assolutamente rarissimo Molinetti,
che potrebbe essere di origine ligure, praticamente unico Molinetto, dovrebbero
derivare da un nome di località, come Molinetti (GE), Molinetti
(BO), località nei pressi di Zola Predosa o Molinetto di Mazzano
(BS), bisogna ricordare che la presenza di un piccolo mulino dava a molti
luoghi la definizione di Molinetto. Antonius Molinetti fu un illustre
medico del 1600, titolare della cattedra di Anatomia all'Università
di Padova. |
MOLITERNI
MOLITERNO
MOLITIERNO
MOLTERNI |
Moliterni è molto diffuso in Lucania, a Matera ed a Tolve nel potentino,
nel barese a Gravina in Puglia in particolare, Noci ed Alberobello ed a
Taranto, ed a Tortora, Praia a Mare, Aieta e Canna nel cosentino ed a Crotone,
Moliterno, meno diffuso, ha un ceppo a Napoli, ed a Corleto Monforte nel
salernitano, uno a Tolve nel potentino ed uno a Monopoli e Gravina in Puglia
nel barese, Molitierno è specifico del casertano, di Aversa, Casaluce,
Teverola, Gricignano di Aversa, San Marcellino, Carinaro e Villa Literno,
Molterni è ormai unico, derivano tutti direttamente o tramite modificazioni
di tipo dialettale dal toponimo Moliterno nel potentino, dovrebbe derivare
dal termine latino mulctrum (il secchio
per la mungitura), da cui sarebbe derivato mulcternum,
che avrebbe po dato luogo al nome Moliterno, come posto di mungitura degli
ovini e dei caprini, il pecorino di Moliterno sarebbe un'eredità
di questa antica consuetudine. |
| MOLLASCHI
|
Rarissimo è concentrato
nel sudmilano, dovrebbe essere una variante del cognome Molaschi (forse
un errore di trascrizione). |
| MOLLICA
|
Distribuito
a macchia di leopardo in tutto il sud Italia, potrebbe avere più
ceppi, dei quali uno importante si trova tra la Sicilia orientale e la
provincia di Reggio Calabria ed uno tra l'avellinese il potentino ed il
foggiano. La derivazione del cognome è dubbia, anche se si può
ipotizzare che derivi da un soprannome che discenda dal vocabolo latino
molicula (piccola quantità) inteso o come corporatura minuta o come
cosa da poco. |
MOLLIO
MOLLO |
Mollio, quasi unico, sembrerebbe campano, Mollo è ben diffuso nel Lazio, Campania e Calabria, in particolare
nel cosentino, troviamo tracce di questa cognominizzazione a Napoli nella
prima metà del 1600 quando opera lo stampatore Roberto Mollo, e
a Cosenza agli inizi del 1700 con un certo Domenico Mollo, si potrebbe
trattare di un'italianizzazione del nome normanno Mold,
o anche del nome greco Molio (vedi anche
MOLO).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Mollo è cognome calabrese che viene dal dialetto 'mollu'
= molle. Rohlfs 180. |
| MOLO
|
Molo, molto molto raro, ha un piccolo ceppo nell'alessandrino, uno a Thiene
ed Arsiero nel vicentino ed uno a Fano nel pesarese, potrebbero derivare
da toponimi come Molo di Borbera nell'alessandrino o Molo nel rovigoto,
ma è anche possibile una derivazione dal nome latino di origine
greca Molus, di cui abbiamo un esempio
d'uso nell'Ora maritima di Rufio Festo
Avieno: "..in qua vitiferae Molus
iuga proserit arcis, // Et Pactolus aquas agit auriger, arva canoris //
persultant cygnis, curva sedet undique ripa // creber olos, laetis adsurgunt
gramina campis,..". |
MOLON
MOLONE
MOLONI |
Molon è tipicamente veneto, di Arzignano, Vicenza e Montecchio Maggiore
nel vicentino, di Conselve, Padova, Monselice, Pozzonovo, Pernumia ed Ospedaletto
Euganeo nel padovano e di Verona e San Martino Buon Albergo nel veronese,
un piccolo ceppo in Alto Adige ed uno Latina, probabile frutto dell'emigrazione
veneta in occasione della bonifica Pontina, Molone ha un piccolo ceppo
nel veronese ed uno a Palermo e ad Augusta nel siracusano, Moloni è
praticamente unico e dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione del
primo, dovrebbero derivare da forme accrescitive, anche dialettali, del
nome latino di origine greca Molus
(vedi MOLO), o, più probabilmente dal
nome greco Molone, di cui abbiamo un
esempio nel primo secolo a.C. nel Caio Giulio
Cesare di Svetonio: ".. Caesar, composita
seditione civili, Cornelium Dolabellam consularem et triumphalem repetundarum
postulavit; absolutoque, Rhodum secedere statuit et ad declinandam invidiam
et ut,per otium ac requiem, Apollonio Moloni,
clarissimo tum dicendi magistro, operam daret. ..". |
| MOLTEDO
|
Moltedo sembrerebbe tipicamente ligure, di Rapallo e Recco nel genovese,
dovrebbe derivare dal nome del paese di Moltedo, una frazione d'Imperia. |
| MOLTENI
|
Specifico della Lombardia settentrionale,
varesotto, comasco, lecchese e milanese, deriva dal toponimo Molteno (CO).
Esiste traccia di questo cognome dai tempi antichi, nel 1409 troviamo fra
i membri del consiglio generale di Milano un Giorgio Molteno e la sua famiglia
(quella dei Molteni) era già da tempo annoverata tra le famiglie
patrizie. |
| MOLTOCARO
|
Moltocaro sembra essere ormai scomparso in Italia, dovrebbe derivare da
un nome gratulatorio attribuito a figli molto desiderati. |
| MOMBELLI
|
Tipicamente lombardo è specifico
delle province di Milano, Cremona e Brescia, deriva da toponimi come: Laveno
Mombello (VA), Mombello (MI) ecc. |
MOMI
MOMO |
Momi, abbastanza raro, ha un ceppo nel veronese ed uno nel veneziano, uno
nel grossetano ed uno nel perugino, Momo ha un ceppo piemontese nell'area
che comprende il torinese, il biellese ed il vercellese, con un piccolo
ceppo anche nel trevigiano, dovrebbero derivare da forme aferetiche ipocoristiche
contratte del nome Gerolamo, Giacomo
o Cosmo, nomi probabilmente portati
dai capostipiti. |
| MOMIGLIANO
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Momigliano sembrerebbe tipicamente piemontese, di Torino in particolare,
con un ceppo anche a Milano, dovrebbe essere un cognome di origine ebrea
sefardita originario del Cantone di Montmélian della regione di
Chambéry in Savoia, giunto ad Asti in fuga dalla Francia meridionale,
dove a partire dal 1306 e per tutto il secolo XIV° gli ebrei vennero
cacciati e buona parte di questi trovarono asilo in terra italica. |
MOMOLI
MOMOLO |
Assolutamente rarissimi sembrerebbero specifici del padovano, dovrebbero
derivare dal nome Momolo, modificazione del nome Gerolamo, nome citato
ad esempio anche dal Goldoni nel titolo della sua opera Momolo
cortesan. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1600
nel padovano, nel riportare un fatto di cronaca viene citato un certo Francesco
Antonio Momolo incornato e travolto da un bue. |
| MOMPELLIERI
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Mompellieri, quasi unico, probabilmente specifico della Toscana, dovrebbe
essere di origine francese e derivare dal toponimo Monpellier in Francia,
il capoluogo della Linguadoca. |
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