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MO Tipico piemontese della zona tra torinese, astigiano e cuneese.
integrazioni fornite da Daniele Zaia
Potrebbe trattarsi di una forma dialettale per Mauro, forse il nome del capostipite.
MOAL
MOALI
Entrambi praticamente scomparsi, dovrebbero essere del nord Italia ed avere avuto origine o da un soprannome brettone stante ad indicare una persona calva o, più probabilmente da un cognome francese originato da quel soprannome.
MOCA Originario della provincia dell'Aquila in Abruzzo, potrebbe derivare dal nome medioevale italiano Mocca di cui si hanno tracce in Umbria, nella provincia di Perugia.
MOCCALDI
MOCCALDO
MUCCALDI
Moccaldi è specifico del salernitano, di  Eboli in particolare e di Serre, Campagna e Nocera Inferiore, Moccaldo, quasi unico, che occupa il medesimo areale, è probabilmente dovuto ad un'errata trascrizione del precedente, così come l'unico Muccaldi, l'origine etimologica di questi cognomi potrebbe essere dal nome alsaziano Mockel, che potrebbe essere arrivato in Italia al seguito degli angioini, originato dal termine medioevale germanico mock (blocco di pietra, mucchio), una seconda ipotesi, meno probabile, lo farebbe derivare invece da un'alterazione del nome medioevale germanico Magaldus, una latinizzazione del nome Maginwald, composto dai termini magin (forza) e wald (governo), con il significato di chi governa con la forza.
MOCCELIN
MOCCELLINI
MOCELIN
MOCELLIN
MOCELLINI
Mocelin è assolutamente rarissimo, sembrerebbe veneto, Mocellin, decisamente veneto, è tipico in particolare del vicentino, anche se è ben diffuso anche nel trevisano, padovano e veneziano, Moccellin sembrerebbe unico, Moccellini, quasi unico, parrebbe del novarese, Mocellini ha un ceppo nel basso trentino, uno nel padovano ed ha presenze nel verbanese e nel cuneese, potrebbero derivare da un ipocoristico di un soprannome originato dal vocabolo medioevale mocolus (moccolo, rimasuglio di candela), forse derivante dalla bassa statura del capostipite.
integrazioni fornite da Tibère Gheno - Annecy le Vieux - France
Mocellin , Mocelin, cognome veneto. Famiglia molto numerosa, e prolifica, è oriunda di San Nazario nel vicentino, la troviamo anche a Valstagna, Solagna, e Bassano del Grappa. A Genova, Milano e Torino i numerosi Mocellin discendono da emigrati del Canale di Brenta nel 1900.  I Mocellini sono dei Mocellin emigrati a Cismon del Grappa e poi a Tezze (TN) nel 1800 il cui cognome fu italianizzato dalle autorità.  I Moccelin ed i Moccellin, che troviamo in Francia sono il prodotto di un errore degli Uffici di Stato Civile. Sempre in Francia, fra il 1891 ed il 1990, sono nati 830 Mocellin (nelle varie grafie del cognome)  e 182 hanno preso la nazionalità francese. Si trovano citate anche le nascite di 13 Mosselin.  Il 'Cercle Généalogique de la Briè ha trovato due atti di nascita, con paternità, fra il 1551 ed il 1600 che si riferiscono a dei Mocelin.  La Famiglia Mocellin nasce con Marco figlio di Antonio Belenzon, di San Nazario, sposato verdo il 1442, con Viridi fu Pessati, di Solagna. Da quest'unione nasceranno Bartolomeo e Giovanni che saranno conosciuti come Marchesin. Solo la discendenza di Giovanni rimarrà chiamata Marchesin (vedi Marchesin), invece quella di Bortolo diventerà Mocellin. Giovanni Marchesin e suo fratello Bortolo muoiono, con altri valligiani, nei primi giorni del giugno 1509 a Torre, Solagna, quando la popolazione del Canale di Brenta opporrà una resistenza accanita contro i tedeschi della Lega di Cambrai.  Bortolo avrà quattro figli da Jacoba sposata nel 1480 circa: Gio Domenico, Jacobo, Chemin (deriva dall'aferesi d'un diminutivo del nome Giacomo : Jacobo > Jachemin > Chemin,  utilizzato come nome diverso), e Giovanni. Questi quattro fratelli sono chiamati Marchesin.  I beni paterni di Bortolo si trovano in contrada Merlo, le case con fienile sono su un rialzo di terreno di fronte al Merlo e alle sue altre contrade come alla strada Regia da Bassano a Trento. Nel testamento di Gio Domenico, datato 22.06.1512, dove vengono citati i suoi fratell, il cognome Marchesin è scritto nel testo del testamento ma, in margine per il riassunto, è utilizzato il cognome Mocellini. Sarà cosi per parecchi atti di questo periodo, poi rimane solo il cognome Mocellin.
Etimologia : dovrebbe derivare da un toponimo.
Citazione :
Con difficoltà vedrei la derivazione da mustio, -onis 'moscerino', in dialetto veneto mussolin. PRATI, 1968, 110. Sarei più propenso a vedervi la radice *motta 'elevazione del terreno', in una variante *mottia. In IGM 1967 SOAVE troviamo il toponimo Motto Alto e più basso Mozzarelli, gruppo di case; in IGM 1967 MALO Muzzolin.
Per il toponimo proporrei la seguente evoluzione : Mottiulus 'piccolo motto' > Mottiul-inus > Mozzolinus. La collocazione dell'aerale non incontra alcuna difficoltà nel supporre prima della sistemazione insediativa attuale, una piccola elevazione del terreno, un tempo ben evidente lungo la strada che viene da Vicenza, ora addolcita dai lavori di sistemazione per la pavimentazione strasale. S.Pietro Mussolino stesso ha la chiesa più volte citata su un dolce rialzo compresso entro la confluenza del torrente Chiampo e di un suo affluente da sinistra, posizione sovente sottolineata dalla proposizione in che accompagna il toponimo : "hen Mozolino, in Muzolin, in Mozolino" Luciano Chilese, Toponomastica di Montecchio Maggiore, Francisci Aldo Editore, 1988, pag.193
MOCCHI
MOCHI
Mocchi ha un ceppo lombardo nel milanese e nel pavese in particolare, un piccolo ceppo piacentino, uno massese ed uno triestino, Mochi è specifico del centro Italia, si individuano almeno tre ceppi, uno fiorentino, uno ascolano ed uno laziale, potrebbero derivare dal nome medioevale italiano Moccus, probabilmente originato dal nome del dio cinghiale celtico Moccus.
MOCCI Tipico della Sardegna sudoccidentale e della costa occidentale Mocci è molto diffuso, potrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo sardo mòcca (budello usato per fare salsiccia o del salame) ad indicare forse l'attività di norcino.
integrazioni fornite da Antonello Mocci
il cognome è di origine spagnola catalana; in origine era Mochi e sbarcarono ad Alghero, colonia catalana, diffondendosi poi nella costa occidentale dell'isola. La colonia madre era a Bosa, e poi una seconda si sviluppò a Quartu S:Elena.
MOCCIA
MOCCIO
Moccia è tipico del sud, area che comprende Campania, Basilicata, Puglia ed alta Calabria, Moccio, praticamente unico è napoletano, potrebbero derivare dal termine dialettale moccio (alambicco), indicando forse un'attività di alchimista o erborista svolta dai capostipiti, nel 1400 troviamo una famiglia Moccia annoverata tr i nobili napoletani, in un atto del 1467 Ferdinando I d'Aragona assegna a Leonardo Moccia dei privilegi, i Moccia del cosentino vennero fatti Duca nel 1698.
integrazioni fornite da Francesca Moccia
Antica e nobile casata napoletana ascritta ai sedili di Nido, Montagna e Portanova dove i maschi godevano del titolo di Patrizi napoletani. Nel corso della loro storia , fin dal 1300, i Moccia, ricchi e potenti, possedettero numerose Baronie (tra cui Colle d'Anchise)  e   furono fatti Conti di Sant'Angelo, Marchesi di Montemalo e Duchi di Carfizzi. La Famiglia, tra l'altro, contrasse parentela con Mariano Abignente, uno dei cavalieri della disfida di Barletta, attraverso il fratello Giovanni Cola, che sposò Laura Moccia del seggio di Portanova ,oltrechè con illustri Casate tra cui i Pignatelli, i Teodoro e i Miroballo. Da Napoli i Moccia si diramarono in particolare nel centro sud d'Italia.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Moccia è cognome lucano presente ad Atella, Melfi, Polla e altrove, anche cal. nap. e nel Salento: 'donna mocciosa'. Rohlfs, Cognomi lucani.
MOCCIARO Abbastanza raro è specifico del palermitano, troviamo tracce di una famiglia Mocciari a Gangi (PA) nel 1600.
MOCCO Mocco è tipico del cagliaritano, di San Vito in particolare e di Quartu Sant'Elena, potrebbe derivare da un soprannome dialettale basato sul termine sardo moca (budello per salsicce), forse ad identificare nel capostipite un norcino.
MOCERINO Specifico di Afragola (NA), potrebbe trattarsi di una modificazione dell'etnico di Nocera.
integrazioni fornite da Giuseppe Mocerino
Il cognome Mocerino è specifico di Somma Vesuviana. Anche i Mocerino di Afragola provengono da tale cittadina.
MOCETTINI Mocettini è un cognome svizzero di Brione, dovrebbe trattarsi di una forma dialettale alterata del cognome Mocellini (vedi MOCCELIN).
MOCHEN Specifico di Dimaro e Malè nel Trentino.
integrazioni fornite da Marco Cimarosti
cognome tipico della Val di Sole è di origine tedesca, pare derivi dal verbo machen (fare) compare a Dimaro (TN) a partire dal 1500.
MOCHIUTTI
MUCHIUTTI
Mochiutti, quasi scomparso, è del goriziano, Muchiutti, quasi unico, è tipico dell'area tra udinese e goriziano, dovrebbero derivare da forme patronimiche tipicamente friulane in -utti, riferite ad un capostipite il cui padre si chiamasse Moc, nome e cognome slavo di cui abbiamo tracce nel goriziano fin dalla fine del 1500, non si può escludere però anche la possibilita che derivino da forme tronche di soprannomi originati dal termine medioevale moculus (moccolo), forse originato dalla bassa statura del capostipite.
MODAFFERI Specifico del reggino, dovrebbe derivare dal nome saraceno Mudaffar portato ad esempio dal Re saraceno Al-Mudaffar, che nel 1000 costituisce la più grande biblioteca araba di Spagna, alcuni re di Siria del 1400/1500 si chiamavano Al-Mudaffar.
ipotesi fornite da A. Mazzuca
Giuseppe Pensabene, nelle sue note filologiche sugli antichi riferimenti religiosi nel territorio reggino, evidenzia che la provincia di Reggio Calabria fu sempre terra cristiana, rimane pertanto incomprensibile una derivazione islamica.  Modafferi all'origine era "Morapparo", le radici sono Moro (la fortezza) e Apparo con il significato di impari, vale a dire senza paragone come si ricava anche dall'esclamazione <<capperi!>> (senza pari), Morapparo stava pertanto per "bastione impareggiabile".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
MODÀFFERI è cognome anche catanese e messinese, oltre che calabrese. Secondo G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi nella Sicilia orientale, p. 132, che riprende G.B. Pellegrini 232, esso deriva dall'aggettivo arabo 'muzaffar' che significa vittorioso.
MODENA Modena è tipicamente settentrionale, potrebbe in alcuni casi avere origini israelitiche, deriva dal toponimo omonimo.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Modena deriva evidentemente dal nome della città emiliana, in latino: Mutina, il cui nome è stato interpretato dal grande linguista modenese Giulio Bertoni in questo modo: "Base del nome della nostra città deve essere un radicale - mot - prelatino. Si sa che la pianura e la collina emiliana, nei dintorni di Modena, sono sparse di "motte", cumuli o elevazioni di terreno. Sulle "motte" gli uomini fissarono le loro abitazioni e talora a sommo di questi ammassi di terreno abbiamo le cosiddette "terremare", che sono reliquie di popoli avvolti nell'ombra della preistoria" (G. Bertoni - Profilo storico del dialetto di Modena - Ginevra 1925).
MODENESE
MODENESI
Modenese sembrerebbe veneto, del veronese in particolare, Modenesi, molto più raro, è tipico di Piacenza e del piacentino, derivano chiaramente dall'etnico della città di Modena.
MODEO
MODIO
Modeo è tipicamente pugliese, di Manduria in particolare nel tarantino e di Francavilla Fontana nel brindisino, Modio, praticamente unico, è del tarantino, dovrebbero derivare da forme aferetiche del nome medioevale Amodeo, Amodio (vedi AMADDEO).
MODESTI
MODESTINI
MODESTINO
MODESTO
Modesti è tipico della fascia dell'Italia centrale, con ceppi anche a Verona e nel veronese, nel barese soprattutto a Corato e nel bergamasco, Modestini, molto raro, ha un ceppo ad Assisi ed a Terni ed uno a Roma, , Modestino, anch'esso molto raro, è campano, Modesto ha ceppi nell'udinese a Majano e ad Udine, uno nel trevisano a Montebelluna e a Treviso, uno a Penne (PE), uno a Marcianise (CE), nuclei in Puglia a Bitonto (BA), a Trinitapoli (FG) ed a Squinzano (LE), dovrebbero tutti derivare dal nomen tardo latino Modestus o dal suo ipocoristico, a titolo d'esempio citiamo Tiberius Claudius Balbillus Modestus proconsole d'Egitto dall'anno 54 al 59, ricordiamo San Modesto martire sotto l'Imperatore Diocleziano nell'anno 304.
MODI
MODINI
MODINO
MODOLI
MODOLO
MODULI
MODULO
Modi è specifico di Firenze e del fiorentino, di Borgo San Lorenzo e Scarperia, Modini, molto raro, potrebbe essere originario dell'alto novarese, ma è pure possibile la presenza di un ceppo originario tra Pavia e Milano, Modino sembrerebbe quasi unico, Modoli, quasi unico, parrebbe umbro, Moduli, è ormai quasi scomparso, Modolo è specifico dell'area che comprende le province di Treviso e Pordenone, Modulo, molto raro, è specifico del padovano, dovrebbero essere tutti derivati direttamente o tramite ipocoristici dal nomen latino di origini sabine Modius, personale della Gens Modia, ricordiamo ad esempio Modius Fabidius, il fondatore della città di Cures Sabini in Sabina all'epoca della nascita di Roma, figlio del dio Quirino (il dio della guerra), ma in alcuni casi è pure possibile una derivazione da ipocoristici di forme tronche di nomi come il longobardo Modolf o il gotico Modares.
MODIANO Assolutamente rarissimo potrebbe avere un ceppo laziale e derivare dal toponimo Poggio Moiano (RI) anticamente così chiamato: "...podio ubi dicitur Modianum...", ma più probabilmente deriva da una variazione del cognome Modigliani (vedi).
MODICA Tipico siciliano, molto diffuso, deriva dal toponimo Modica (RG), casato nobile di origine normanna che nella persona di Gualterius ottenne per i servizi resi al re Ruggero il feudo di Modica il figlio di questi Ansaldus usò da quel momento appunto il cognome Modica, più tardi, da Arnaldo, figlio di re Tancredi, ottenne la baronia di Sortino (SR), nei secoli successivi il casato acquisì altri feudi nel siracusano.
MODIGLIANA
MODIGLIANI
MODIGLIANO
Modigliani, molto raro, è tipico del forlivese, Modigliana e Modigliano, sono praticamente unici, dovrebbero derivare dal toponimo Modigliana (FC), dovrebbe essere di origini israelitico sefardite. Tracce di questa cognominizzazioni le troviamo verso la fine del 1500 con il pittore forlivese Giovan Francesco Modigliani.
MODIGNANI Estremamente raro sembra essere originario del sudmilanese dovrebbe derivare dal toponimo omonimo in provincia di Lodi.  Tracce di questa cognominizzazione si trovano nel 1156 a Mutianum (Muzzano (LO) dove il parroco dell'epoca è un certo Marcello Modignani, nel 1500 i Modignani sono iscritti tra i casati nobili della città di Milano.
MODONI
MODONUTTI
MODONUTTO
Modoni ha un nucleo nel varesotto, uno nel Salento nella zona di Maglie e Palmariggi (LE) in particolare ed uno in Emilia, Modonutti e Modonutto, rarissimo, sono specifici della zona tra Udine e Premariacco, dovrebbero tutti derivare dal toponimo Modena, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Lonate Pozzolo (VA) nel XV° secolo in un atto dove nel 1499 un Piantanida di Oleggio vendette a un nobile Modoni di Lonate un terreno con edifici sulla sponda di Oleggio.
MODUGNO Tipico del barese, deriva dal toponimo Modugno (BA).
MOGAVERO
MUGAVERO
Mogavero ha un ceppo a Salerno e nel salernitano, uno in Puglia a Salice Salentino e nel leccese ed uno in Sicilia nel palermitano a Isnello, Castelbuono, Palermo, Collesano e Cerda ed a Ramacca nel catanese, Mugavero è decisamente siciliano, dell'area che comprende il basso messinese, il catanese, l'ennese ed il nisseno, dovrebbero derivare dal termine medioevale di origine spagnola mugavero (soldato catalano armato alla leggera sia a cavallo che di fanteria), termine di origine araba dal termine mogavir (combattente bellicoso, depredatore, corrispondente al moderno incursore), un ipotesi alternativa è che potrebbe trattarsi di una modificazione del nome arabo Mozaffar (vittorioso), a Monopoli troviamo tracce di queste cognominizzazioni nel 1616 in un atto di vendita dove la parte cedente è un certo Giovanni Bernardino Mogavero, a Pontecagnano, nella seconda metà del 1700 esistono diverse famiglie Mogavero.
MOGGIA Sembrerebbe di origine ligura, tra Genova e La Spezia, una possibile derivazione potrebbe essere dal nome greco Mogge, ma è pure possibile una connessione con toponimi o nomi di località, comunque la più probabile è la derivazione da un soprannome legato al vocabolo moggia (antica unità di misura per solidi) che potrebbe essere connesso al mestiere di commerciante di granaglie o affini.
MOGLIA Copre l'areale delle province di Pavia, Alessandria, Genova, Parma e Piacenza, potrebbe derivare da toponimi quali: Moglia (MN) e Moglio di Alassio (SV).
MOGLIANI
MOGLIANO
Mogliani è tipico delle Marche, di Potenza Picena, Tolentino, Camerino, Civitanova Marche e Montelupone nel maceratese, Mogliano, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad errate trascrizioni del precedente, che dovrebbe essere una forma etnica, relativa ai capostipiti, riferita al paese di Mogliano nel maceratese, il cui nome dovrebbe derivare da un termine prediale latino basato sul cognomen latino Mollius.
MOI
MOJ
Moi è tipicamente sardo, del centrosud dell'isola, di Cagliari, Quartu Sant'Elena e Sinnai in particolare, ma anche di Selargius, Assemini, Ussana e Seulo, tutti nel cagliaritano, di Iglesias, Oristano, Sassari, Gadoni nel nuorese e Serrenti nel medio Campidano, Moj è quasi unico, potrebbero derivare da un soprannome originato dal termine sardo mòi (mai).
MOIA
MOJA
Moia è tipico dell'area che comprende il varesotto, comasco e milanese, con un ceppo anche a Piacenza e Ponte dell`Olio e   Vigolzone nel piacentino, Moja ha un ceppo milanese ed uno nel varesotto, dovrebbero derivare da nomi di località caratterizzate dal fatto di essere pieni di risorgive, il cognome dovrebbe derivare dal termine dialettale moja (a mollo, inzuppato d'acqua).
MOIANI
MOIANO
MOJANI
MOJANO
Moiani è tipico di Roma, Fiumicino e Marano Equo con un ceppo anche a Collevecchio e Forano nel rietio, Moiano, Mojani e Mojano sono praticamente unici, dovrebbero derivare dal toponimo Poggio Moiano nel rietino, ma è pure possibile una derivazioni da nomi di località identificati con il vocabolo dialettale del centro Italia moiano (terreno friabile).
MOIN
MOINA
MOINE
Moin, assolutamente rarissimo, è valdostano, Moine, abbastanza raro, è tipico del cuneese, Moina è praticamente unico, potrebbero derivare dal cognome francese Le Moine, che dovrebbe a sua volta discendere dal vocabolo celtico moina (torbiera) e dovrebbe indicare appunto il fatto che i capostipiti abitassero nei pressi di una torbiera. Di questo cognome si hanno tracce in Francia fin dal 1400, nel 1500 a Parigi troviamo un Cardinal Le Moine.
MOINO Moino è tipico dell'area trevigiano, veneziana, di Treviso, Casier, Preganziol e Casale sul Sile nel trevigiano e di Venezia e Marcon nel veneziano, potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine dialettale trevisano moin (mulino), forse ad indicare nel capostipite un mugnaio.
MOIOLA
MOIOLI
MOJOLA
Moiola ha un ceppo lombardo concentrato a Cosio Valtellino ed uno trentino a Rovereto e Mori, Mojola, praticamente unico, è una forma arcaica del precedente, Moioli è concentrato in Lombardia, specifico della bergamasca e del milanese, potrebbero essere derivati dal toponimo Moiola (CN), ma la lontananza dell'area di massima concentrazione non è favorevole a questa ipotesi, la cosa più probabile è che derivino da soprannomi originati dal termine mojola o mojolo vaso o brocca da vino.  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel bergamasco nel 1500 con Petrus Moiolus eletto Podestà di Urgnano dal minor Consiglio dal settembre del 1546 all'aprile del 1547, e nel 1628 un Tonio Moiolo di Semogo (SO) è citato in un processo per stregoneria.
MOIRAGHI Moiraghi è tipico del milanese, dovrebbe derivare dal nome del paese di Moirago, una frazione di Zibido San Giacomo nel milanese, probabilmente il luogo d'origine dei capostipiti.
MOISE
MOISELLO
MOISO
Moise, molto raro, è presente in maniera sporadica in tutto il nord, Moisello, molto raro, è specifico dell'alessandrino e dell'area ligure, Moiso è tipico del torinese ed astigiano, dovrebbero derivare, direttamente o tramite una forma ipocoristica, dal nome mediovale di origini ebraiche Moise (Mosè) a sua volta derivato dal mose (figlio) egizio.
MOLADORI Moladori. assolutamente rarissimo, è della bassa bresciana, dovrebbe derivare dal mestiere di addetto alla macina di un mulino, svolta dal capostipite, troviamo tracce di questa cognominizzazione a Virle (BS) già nel 1700 con lo scultore Giovanni Maria Moladore.
MOLARA
MOLARI
MOLARO
Molara, assolutamente rarissimo, parrebbe specifico di Gela nel nisseno, Molari ha un piccolo ceppo lombardo nel bergamasco a Romano di Lombardia, Cividate al Piano e Cortenuova, uno importante in Romagna a Cesena, Montiano e Borghi nel forlivese, a Rimini e Sant'Arcangelo di Romagna nel riminese, ed a Pesaro e Gradara nel pesarese, Molaro ha un ceppo friulano nell'udinese a Sedegliano, Lusevera ed Udine, ed uno nel napoletano a Somma Vesuviana, Ottaviano, Napoli, Marigliano e Pomigliano d'Arco, questi cognomi potrebbero derivare da toponimi come San Giorgio la Molara nel beneventano o Molara nel palermitano, ma molto più probabilmente derivano dal soprannome molaro avente alla base il mestiere di addetto alle mole di un mulino, svolto dai capostipiti, si tratterebbe quindi di forme contratte per molinaro.
MOLASCHI Tipico della provincia di Milano e Cremona, potrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo milanese arcaico molasch (la parte molle della zucca).
MOLE' Tipico della zona di Vittoria, Ragusa e Chiaramonte Gulfi (RG), dovrebbe derivare da modificazioni del termine arabo mawlà (vedi Mulè).
MOLENTINI
MOLENTINO
Molentini è praticamente unico, Molentino invece, comunque assolutamente rarissimo, parrebbe di Ostuni nel brindisino e di Ruffano nel leccese, potrebbero derivare dal nome medioevale Molentinus, di cui abbiamo menzione in un atto del 1359, dove viene citato un certo Molentinus Schala: "...Johannes de Lacchono, Molentinus Schala, .. ..Isti vero sunt de mediocribus et quilibet eorum arat ad jocum unum...", più probabilmente derivano dal termine medioevale molentinus (chi guida gli asini), lavoro che potrebbe essere stato svolto dal capostipite.
MOLES Ha un ceppo a   Tolve (PZ) e Potenza e ad Accettura (MT) e Matera e un nucleo storico ad   Edolo (BS), dovrebbero avere origini diverse, il ceppo meridionale potrebbe derivare dal toponimo Mola (BA), ma più probabilmente deriva da legami con la famiglia nobiliare dei duchi di Moles, mentre per quello lombardo, secondo uno studio genealogico fatto da un frate cappuccino Moles originario di Edolo dovrebbe discendere da un soldato spagnolo, che disertando rimase appunto ad Edolo in Valcamonica.  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Solofra (AV) fin dal 1500, in un atto che cita Annibale Mole Vicerè reggente di Napoli: "...Articuli super quibus examinandi sunt testes ad instantia Universitatis terra Solofre in causa quam habet in Regia Camera Summaria et quoram Eccellente Domino Anibale Moles cun Illustrissima Beatrice Ferrella utili domina ditta terra super petitione Regii demani preditta terra et alias ut in actis est. ...", il casato dei Moles nel 1600 è rappresentato dal Duca Don Diego Moles presidente della Real Camera di Napoli e Duca di Parete (CE), a Milano nel 1700 don Francesco Moles Millesimo è Gran Consigliere dello Stato di Milano.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Moles è cognome lucano presente a Tolve,  anche napoletano e nel Salento; cfr. Moles in Catalogna. Rohlfs, Cognomi lucani.
MOLESIN
MOLESINI
Molesin, quasi unico, sembrerebbe del ferrarese, Molesini ha un ceppo nel veronese, a Castelnuovo del Garda ed a Verona, ed uno a Ferrara e Portomaggiore nel ferrarese, a Finale Emilia e Modena nel modenese ed a Boretto nel reggiano, dovrebbero derivare da un soprannome basato sul termine dialettale arcaico veneto ed emiliano molesin (morbido, detto di chi ostenti modi di fare troppo gentili).
MOLESTI Molesti è toscano, di Peccioli, Pontedera e San Giuliano Terme nel pisano, di Livorno e Cecina nel livornese e di Firenze, potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine latino molestus (fastidioso).
MOLETTA
MOLETTI
MOLETTO
Moletta è tipicamente veneto del vicentino e del veronese, con un ceppo anche nel bresciano, in Trentino e nel pordenonese, Moletti, ormai presente solo nel cunese e nel novarese e pavese, sembrerebbe aver avuto più ceppi, uno piemontese, uno campano ed uno siciliano, Moletto è specifico del torinese, dovrebbero derivare da soprannomi derivati dal termine italiano arcaico moletta o dialettalmente moletto per arrotino ambulante, di queste cognominizzazioni troviamo antiche tracce in trentino ed in Lombardia.
MOLFETTA Tipico pugliese, di Palo Del Colle e Bitonto nel barese, di Castellaneta (TA) e di Mesagne nel brindisino, deriva dal toponimo Molfetta nel barese.
MOLGORA Specifico delle province di Milano e Lecco soprattutto di Osnago nel lecchese e di Milano, Vittuone, Busnago e Cornate D`Adda nel milanese, dovrebbero derivare da toponimi come Burago di Molgora (MI) e Olgiate Molgora (LC), ma è pure possibile che prendano il nome dal torrente Molgora per una vicinanza del luogo d'abitazione della famiglia appunto con quel torrente.
MOLIGNANI Assolutamente rarissimo è tipico milanese, dovrebbe derivare da Moles Jani (Colonna votiva dedicata al dio latino Giano) posta normalmente alle porte della città.
MOLIGNANO Molto molto raro è specifico di Napoli, dovrebbe derivare da Moles Jani (colonna dedicata a Giano) un nome di località abbastanza usato nell'antichità spesso indicante la zona principale d'accesso di un paese.
integrazioni fornite da Domenico Bolignano
famiglia patrizia di Sorrento, riconosciuta nobile, nel 1507, dal Re Cattolico, con la formula dei quattro avi paterni e materni (R.Archivio di Stato Napoli, Privilegiorum, vol. IX, 1507-1508), nella persona di Francesco figlio di Mariano Molignano, milite al tempo degli Aragonesi,
contraddistinto col soprannome di Sorrentino. Francesco ebbe in moglie la nobile Troiana Comes, signora di Corcumello e Poggio Filippo in Abruzzo, e di Somigliano di Atella in Terra di Lavoro, ultima di sua famiglia ed ereditaria di detti feudi. Ammessa, per la sua nobiltà generosa nel 1835, nelle Regie Guardie del Corpo. Un altro ramo è quello dell'antica ed illustre famiglia amalfitana che ha dato alla patria due giudici annali nelle persone di Nardello e Giovanni nel 1418. Carletto Vescovo di Marsico nel 1440. Ha goduto nobiltà in Amalfi ed in Napoli al seggio di Porto, ed ha posseduto i feudi di Chianchetella, Pomigliano d'Arco, S. Pietro, S. Angelo, Valva e Merardinetto. Un altro ramo da Amalfi si è trapiantato nel 1407 in Sorrento alla cui nobiltà fu ascritto nel seggio di Dominova. Apparteneva a questo ramo Cesare Molignano, uomo assai erudito, il quale nel 1585 scrisse un'accurata descrizione dell'origine, sito e famiglie antiche di Sorrento stampata nel 1707. (Estinto verso la fine del XVIII sec.).
MOLIN
MOLINI
MOLINO
Molin è veneto, Molini è abbastanza raro e sembrerebbe di origine umbro marchigiana, Molino parrebbe avere più ceppi disposti a macchia di leopardo, di questi uno importante è in Piemonte ed uno nella Sicilia orientale, dovrebbero tutti derivare dall'identificativo di località molino, cioè dal fatto che la famiglia risiedesse nelle vicinanze di un mulino. 
integrazioni fornite da Ugo Molini (http://groups.msn.com/FamigliadelMolinoDaMolinMolinMolini/home)
Il cognome,nelle forme di Dal Molin,Da Molin,Molin,Molini,Molino,appartiene ad una nota e diffusa Famiglia Nobile Veneziana (si conoscono i rami antichi del  Molin Rosso e del Molin d'oro) le cui ramificazioni,nel passato,erano presenti anche in altre parti del Veneto o del Friuli (Rive del Brenta,Valli di pesca del litorale del Nord, Padovano, Rodigiano, Trevigiano, Vicentino, Latisana, Fraforeano, S.Vito  al Tagliamento), della Lombardia e in altre zone d'Italia. A S.Fantino,in Venezia,il palazzo Molin che qui si scorge e che ha replicatamente scolpito sulla facciata lo stemma della famiglia a cui apparteneva,di stile archiacuto,venne fondato da Marco e Girolamo fu Polo Molin nel 1468.  Gli scrittori dividono la famiglia Molin,e parte ne fanno venire da Mantova,e parte da Tolemaide (partecipò in detto ultimo luogo alle Crociate).La poca diversità dell'arma dimostra però che,sebbene da diverse regioni venuta,è una medesima casata.
I Molin si trovarono a Venezia prima dell'887,ebbero tribuni,e rimasero del Consiglio nel 1297 (maggior serrata). Alcuni dicono che nel 905 fecero edificare a Venezia la Chiesa di S.Agnese e nel 1138 il Monastero di S.Daniele. Un Luigi Molin, eletto procuratore di S.Marco nel 1516, essendogli stato ucciso un figlio da Marco Michieli, non inveì per nulla contro l'uccisore, ma con grandezza d'animo ordinò a Marco, altro suo figlio, di perdonargli, e procurarne la libertà.  Un Francesco Molin, dopo illustri militari intraprese, salì al principato nel 1646. Sotto di lui - 99° doge - si svolse la terribile guerra di Candia, nella quale Filippo Molin operò prodigi di valore contro i Turchi sulle mura di Rettimo, e ferito al ginocchio da un dardo avvelenato, seppe (se almeno si vuol credere ai cronisti) strapparselo fuori coi denti per iscrivere con esso l'estreme linee di fede al Senato. Altri uomini distinti per il loro valore contro i Turchi illustrarono questa famiglia, da cui diverse strade di Venezia presero il nome.
Secondo i Codici Nobiliari del Museo Correr di Venezia di Ricciotti Bratti i Molin facevano parte anche delle famiglie cittadinesche originarie di Venezia. In particolare il cognome Molin comparve frequentemente, per citare soltanto alcune zone, oltrechè a Venezia, a Burano, a Murano, a Padova, a Piove di Sacco, a Rovigo, a S.Nazario di Vicenza, a Enego di Vicenza, a Treviso, a Conegliano, a Pieve di Soligo, a Vidor, a Zoldo, a Pieve di Cadore e in altre zone ancora. Quello di Molini compare, nel  1600, 1700,1800  e nel 1900, in Emilia Romagna, nelle Marche e in Umbria. Tale cognome, nella forma di Del Molino, Molina, era presente anche nella Valchiavenna e nel Comasco, come indica l'atto del 1256 conservato presso la Biblioteca Comunale di Como: "...Item dedit solidos XXVIII novorum Anrico nato et Raxxano de Fopa et Ziriolo becc....... et Guifredo filio Otonis de Molino pro feudo dierum XII suprascripte custodie...".
MOLINARI
MOLINARO
MOLINERI
MOLINERO
Sia Molinari che Molinaro sono panitaliani, anche se Molinaro è più concentrato al sud, Molineri è piemontese del cuneese, di Cuneo, Caraglio, Mondovì e Valgrana, Molinero, sempre piemontese, è però specifico del torinese, di Pinerolo, Avigliana, Scalenghe, Frossasco e Torino, dovrebbero tutti derivare, anche attraverso alterazioni dialettali, da soprannomi basati sul vocabolo tardo latino molinarius (addetto al mulino), probabilmente indicando così quale potesse essere il mestiere dei capostipiti, dei mugnai o dei lavoranti presso un mugnaio.
MOLINENGO Molinengo è tipicamente piemontese, del torinese e cuneese, dovrebbe derivare dal nome della località di Molinengo nel biellese, a pochi chilometri ad est di Valle Mosso.
MOLINETTI
MOLINETTO
Assolutamente rarissimo Molinetti, che potrebbe essere di origine ligure, praticamente unico Molinetto, dovrebbero derivare da un nome di località, come Molinetti (GE), Molinetti (BO), località nei pressi di Zola Predosa o Molinetto di Mazzano (BS), bisogna ricordare che la presenza di un piccolo mulino dava a molti luoghi la definizione di Molinetto.  Antonius Molinetti fu un illustre medico del 1600, titolare della cattedra di Anatomia all'Università di Padova.
MOLITERNI
MOLITERNO
MOLITIERNO
MOLTERNI
Moliterni è molto diffuso in Lucania, a Matera ed a Tolve nel potentino, nel barese a Gravina in Puglia in particolare, Noci ed Alberobello ed a Taranto, ed a Tortora, Praia a Mare, Aieta e Canna nel cosentino ed a Crotone, Moliterno, meno diffuso, ha un ceppo a Napoli, ed a Corleto Monforte nel salernitano, uno a Tolve nel potentino ed uno a Monopoli e Gravina in Puglia nel barese, Molitierno è specifico del casertano, di Aversa, Casaluce, Teverola, Gricignano di Aversa, San Marcellino, Carinaro e Villa Literno, Molterni è ormai unico, derivano tutti direttamente o tramite modificazioni di tipo dialettale dal toponimo Moliterno nel potentino, dovrebbe derivare dal termine latino mulctrum (il secchio per la mungitura), da cui sarebbe derivato mulcternum, che avrebbe po dato luogo al nome Moliterno, come posto di mungitura degli ovini e dei caprini, il pecorino di Moliterno sarebbe un'eredità di questa antica consuetudine.
MOLLASCHI Rarissimo è concentrato nel sudmilano, dovrebbe essere una variante del cognome Molaschi (forse un errore di trascrizione).
MOLLICA Distribuito a macchia di leopardo in tutto il sud Italia, potrebbe avere più ceppi, dei quali uno importante si trova tra la Sicilia orientale e la provincia di Reggio Calabria ed uno tra l'avellinese il potentino ed il foggiano. La derivazione del cognome è dubbia, anche se si può ipotizzare che derivi da un soprannome che discenda dal vocabolo latino molicula (piccola quantità) inteso o come corporatura minuta o come cosa da poco.
MOLLIO
MOLLO
Mollio, quasi unico, sembrerebbe campano, Mollo è ben diffuso nel Lazio, Campania e Calabria, in particolare nel cosentino, troviamo tracce di questa cognominizzazione a Napoli nella prima metà del 1600 quando opera lo stampatore Roberto Mollo, e a Cosenza agli inizi del 1700 con un certo Domenico Mollo, si potrebbe trattare di un'italianizzazione del nome normanno Mold, o anche del nome greco Molio (vedi anche MOLO).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Mollo è cognome calabrese che viene dal dialetto 'mollu' = molle. Rohlfs 180.
MOLO Molo, molto molto raro, ha un piccolo ceppo nell'alessandrino, uno a Thiene ed Arsiero nel vicentino ed uno a Fano nel pesarese, potrebbero derivare da toponimi come Molo di Borbera nell'alessandrino o Molo nel rovigoto, ma è anche possibile una derivazione dal nome latino di origine greca Molus, di cui abbiamo un esempio d'uso nell'Ora maritima di Rufio Festo Avieno: "..in qua vitiferae Molus iuga proserit arcis, // Et Pactolus aquas agit auriger, arva canoris // persultant cygnis, curva sedet undique ripa // creber olos, laetis adsurgunt gramina campis,..".
MOLON
MOLONE
MOLONI
Molon è tipicamente veneto, di Arzignano, Vicenza e Montecchio Maggiore nel vicentino, di Conselve, Padova, Monselice, Pozzonovo, Pernumia ed Ospedaletto Euganeo nel padovano e di Verona e San Martino Buon Albergo nel veronese, un piccolo ceppo in Alto Adige ed uno Latina, probabile frutto dell'emigrazione veneta in occasione della bonifica Pontina, Molone ha un piccolo ceppo nel veronese ed uno a Palermo e ad Augusta nel siracusano, Moloni è praticamente unico e dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione del primo, dovrebbero derivare da forme accrescitive, anche dialettali, del nome latino di origine greca Molus (vedi MOLO), o, più probabilmente dal nome greco Molone, di cui abbiamo un esempio nel primo secolo a.C. nel Caio Giulio Cesare di Svetonio: ".. Caesar, composita seditione civili, Cornelium Dolabellam consularem et triumphalem repetundarum postulavit; absolutoque, Rhodum secedere statuit et ad declinandam invidiam et ut,per otium ac requiem, Apollonio Moloni, clarissimo tum dicendi magistro, operam daret. ..".
MOLTEDO Moltedo sembrerebbe tipicamente ligure, di Rapallo e Recco nel genovese, dovrebbe derivare dal nome del paese di Moltedo, una frazione d'Imperia.
MOLTENI Specifico della Lombardia settentrionale, varesotto, comasco, lecchese e milanese, deriva dal toponimo Molteno (CO). Esiste traccia di questo cognome dai tempi antichi, nel 1409 troviamo fra i membri del consiglio generale di Milano un Giorgio Molteno e la sua famiglia (quella dei Molteni) era già da tempo annoverata tra le famiglie patrizie.
MOLTOCARO Moltocaro sembra essere ormai scomparso in Italia, dovrebbe derivare da un nome gratulatorio attribuito a figli molto desiderati.
MOMBELLI Tipicamente lombardo è specifico delle province di Milano, Cremona e Brescia, deriva da toponimi come: Laveno Mombello (VA), Mombello (MI) ecc.
MOMI
MOMO
Momi, abbastanza raro, ha un ceppo nel veronese ed uno nel veneziano, uno nel grossetano ed uno nel perugino, Momo ha un ceppo piemontese nell'area che comprende il torinese, il biellese ed il vercellese, con un piccolo ceppo anche nel trevigiano, dovrebbero derivare da forme aferetiche ipocoristiche contratte del nome Gerolamo, Giacomo o Cosmo, nomi probabilmente portati dai capostipiti.
MOMIGLIANO Momigliano sembrerebbe tipicamente piemontese, di Torino in particolare, con un ceppo anche a Milano, dovrebbe essere un cognome di origine ebrea sefardita originario del Cantone di Montmélian della regione di Chambéry in Savoia, giunto ad Asti in fuga dalla Francia meridionale, dove a partire dal 1306 e per tutto il secolo XIV° gli ebrei vennero cacciati e buona parte di questi trovarono asilo in terra italica.
MOMOLI
MOMOLO
Assolutamente rarissimi sembrerebbero specifici del padovano, dovrebbero derivare dal nome Momolo, modificazione del nome Gerolamo, nome citato ad esempio anche dal Goldoni nel titolo della sua opera Momolo cortesan. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1600 nel padovano, nel riportare un fatto di cronaca viene citato un certo Francesco Antonio Momolo incornato e travolto da un bue.
MOMPELLIERI Mompellieri, quasi unico, probabilmente specifico della Toscana, dovrebbe essere di origine francese e derivare dal toponimo Monpellier in Francia, il capoluogo della Linguadoca.
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