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MONACHELLA
MONACHELLI
MONACHELLO
Monachella è tipicamente siciliano, di Gela nel nisseno, di Castelvetrano nel catanese e di Vittoria nel ragusano, Monachelli, quasi unico, sembrerebbe calabrese, Monachello ha un ceppo a Palma di Montechiaro e Campobello di Licata nell'agrigentino, a Palermo e Villabate nel palermitano, a Vittoria nel ragusano e ad Acquaviva Platani nel nisseno, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche del termine monaco, probabilmente riferito a capostipiti appartenenti al clero ortodosso.
MONACHESI Tipico della provincia di Macerata nelle Marche, dovrebbe derivare dal toponimo Montemonaco nel Piceno.
MONACHINI Abbastanza raro, sembrerebbe di origine bolognese.
MONACI Ha due nuclei, uno nel senese e grossetano ed uno nel bergamasco, deriva da un soprannome legato al fatto di essere originariamente vicini ad un monastero o alle sue dipendenze.   Verso la metà del 1600 troviamo in Cadore un Bartolomio Monaci Chirurgo in Forni di Sotto (UD).
MONACO Assolutamente panitaliano, anche se molto più diffuso al centro sud, deriva da un soprannome legato al fatto di essere originariamente vicini ad un monastero o alle sue dipendenze.
MONALDESCHI
MONALDI
MONALDO
MONARDI
MONARDO
Monaldeschi di lontane origini Franche, ormai quasi scomparso, dovrebbe essere umbro essendo un'antichissima e nobile famiglia di Orvieto, Monaldi è tipico della fascia centrale che comprende il riminese, le Marche, il teramano, la Toscana, il perugino ed il Lazio, con un piccolo ceppo nel Veneto, Monaldo invece ha un ceppo romano ed uno piccolissimo in Calabria, Monardi ha un piccolo ceppo nel parmense, uno nel teramano ed uno a Roma, Monardo ha un ceppo a Soriano Calabro nel valentiano ed uno a Roma, dovrebbero derivare dal nome medioevale Monaldus e da sue variazioni, di questo nome abbiamo un esempio nell'anno 845 quando Monaldo primo  figlio di Mauringo fu   nominato primo conte di Nocera Umbra nel perugino per volere di Lodovico II° fratello di Lotario Re dei Franchi, nel 1112 Monaldus di Rimini è vescovo di Fossombrone nell'urbinate, il ceppo calabrese dovrebbe derivare dal toponimo di Castel Monardo, una località ora scomparsa nella zona dove ora si trova il comune di Filadelfia (VV), probabile luogo d'origine del ceppo, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in Spagna tra la fine del 1400 e la seconda metà del 1500 cin Nicolaus Monardus medico e scienziato e in Cadore nel 1573 in un atto si parla di un prestito di un certo Tomaso Monardo da Lorenzago (BL) alla Comunità Cadorina.
MONARI
MONARO
Monari è tipicamente emiliano, molto diffuso nel modenese, nel bolognese, con buone presenze anche nel reggiano, nel ferrarese, nel ravennate, nel forlivese e nel riminese, Monaro è tipicamente veneziano di Chioggia, questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi dialettali, attribuiti a capostipiti che facessero di mestiere i mugnai, soprannomi originati dalla contrazione del termine latino molinarius (colui che lavora in un mulino).
MONASSI
MONASSO
Rarissimi sono tipici friulani, circa la sua derivazione si può solo ipotizzare, senza alcun supporto documentario, che discendano da soprannomi dialettali legati al vocabolo monassa (tipo non proprio raccomandabile).
integrazioni fornite da Monasso
cognome dell'alto Friuli (Buia), la forma originaria era Monassi, modificatosi nel tempo in Monasso.
MONASTERI
MONASTERO
Monasteri è tipicamente siciliano dell'ennese, di Piazza Armerina in particolare, Monastero ha un ceppo a Sciacca nell'agrigentino, uno a Palermo, Ciminna, Villafrati e Caccamo nel palermitano, ed uno a Marsala nel trapanese, ed un ceppo in Puglia nel leccese a Campi Salentina ed a Casarano, dovrebbero derivare dal fatto che le famiglie abitavano nei pressi, o erano alle dipendenze, di un monastero, in alcuni casi potrebbero anche indicare lo stato di bambini abbandonati affidati alle cure di un monastero.
MONAUNI Assolutamente rarissimo, Monauni è specifico del Trentino Alto Adige, con presenze a Giovo in Trentino ed a Bolzano e Laives in Alto Adige, improbabile una connessione diretta con il nome del paese di Mönau vicino a Dresda in Germania, molto più probabile una derivazione dal cognome tedesco Monaun, che da quel paese potrebbe derivare, si potrebbe anche ipotizzare una derivazione da un soprannome originato dal termine medioevale germanico a.a.t. mōnēn (affrettarsi, spicciarsi).
integrazioni fornite da Sabine Gruber
il cognome dovrebbe derivare da Mons Aununia cioé dalla Val di Non. Gli aununi erano i pagani nell`epoca romana. La provenienza etnica potrebbe essere retico-ladina.
MONCADA Tipico siciliano, di origini spagnole, catalane in particolare, si ricorda il vescovo di Lérida in Spagna nel 1200 Guillermo de Moncada, nel 1272 in un trattato spagnolo si legge: "...Sea manifiesto a todos que como hubiese pleito entre el maestre de la caballería del Temple en Aragón y Cataluña y el noble barón don Ramón de Moncada y los freires de la caballería del Temple...". Tracce di questo nobile casato si trovano nel 1400 con Hugo de Moncada ammiraglio al servizio di Carlo VIII re di Spagna nominato vicerè di Sicilia e nel 1504 nel catanese in un atto si legge: "In nomine Domini Jesu Christi. Anno Dominicae Incarnationis Millesimo quincentesimo quarto , mense februarij tertiae Inditionis die vero septimo dicti mensis......don Joannis Thomae de Moncada predecessorum domini don Francisci de Moncada in presentiarum Comitis, et domini dictorum Comitatuum... ...Domino Joanni Thomaso de Moncada, conte d'Adernò di Caltanissetta, d'Agusta, signore di Paternò, maestro Giustiziere del Regno di Sicilia...".
MONCALVO Si può considerare specifico della zona dell'astigiano ed alessandrino, deriva dal toponimo Moncalvo (AT).
MONCECCHI Moncecchi è tipico del sondriese, in particolare di Berbenno di Valtellina e Teglio, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo dialettale moncèch (monte Francesco), la cui origine risale all'usanza delle donne dei monti della zona interna di Gravedona e Sorico di portare una tonaca di panno bigio, stretta ai fianchi con una corda, veste simile a quella dei frati francescani, costume nato da un voto a Santa Rosalia fatto più secoli fa per ottenere il ritorno in patria degli uomini di quella zona, che erano andati a vendere i loro prodotti in un'area infestata dalla peste.
MONCELSI Moncelsi ha un ceppo nella zona tra ternano, a Porano ed Orvieto, viterbese, a Viterbo, Castiglione in Teverina e Bolsena, ed a Roma, con un ceppo anche a Nuoro, potrebbe derivare dal nome della località di provenienza dei capostipiti, come potrebbe essere stata la contrada Monte Celso nel romano, Monte Celso antica frazione della città di Siena, o l'area del Monte Celso nei pressi di Fossombrone nell'urbinate, o altre omonime.
MONCI
MONCINI
Monci, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere toscano, Moncini, molto raro, sembra specifico del pistoiese, potrebbero derivare da toponimi come Moncigoli (MS), o Moncioni (AR). Traccia di questa cognominizzazione la troviamo alla fine del 1400 con il bolognese Pietro Moncio, autore del primo trattato italiano sulla scherma dato alle stampe nel 1509.
MONCIATTA
MONCIATTI
Monciatta, molto molto raro, è specifico di San Benedetto Val di Sambro nel bolognese,  Monciatti è tipico di Siena, con un ceppo anche a Firenze, entrambi i cognomi dovrebbero derivare da un soprannome originato da un termine dispregiativo dialettale toscano per montanaro, nella prima metà del 1400 troviamo a Firenze l'architetto e scultore in legno Franciscus Monciattus: "..Di Francesco di Domenico di Simone detto Monciatto nato nel 1432 e morto nel 1512, ecco le notizie che abbiamo raccolte. Nel 1466 in compagnia di Giovanni di Domenico da Gajole fa il coro di legno di San Miniato al Monte, e nel 1472 rifa gli armarj per la sagrestia della detta chiesa. Nel 1471 lavora il coro di legname del Duomo di Firenze , nella forma che si vede ritratto nella medaglia della Congiura de' Pazzi scolpita dal Poliajuolo. Nel 1473 è uno de' maestri del lavoro di legname fatto nella Sala dell' Udienza nel Palazzo della Signoria di Firenze.Tra il 1495 e il 1496 sovrintese insieme al Cronaca i lavori per la costruzione della Sala del Consiglio a Palazzo Vecchio. ..".
MONDA
MONDI
MONDO
MUNDI
MUNDO
Monda è specifico di Marigliano nel napoletano, dove ha ceppi molto meno consistenti anche a Napoli, Pomigliano d'Arco, Nola e Brusciano, e un piccolo ceppo anche nel tarentino, Mondi è specifico del perugino, di Foligno, Spoleto, Perugia, Bevagna, Montefalco e Torgiano, Mondo ha un ceppo tra torinese ed astigiano e nel genovese, uno nel triestino, uno nel rovigoto, uno nel napoletano ed uno nel messinese, Mundo ha un ceppo tra napoletano e casertano, uno nel barese, uno nel cosentino ed uno nel messinese, Mundi, assolutamente rarissimo, è quasi sicuramente dovuto ad errori di trascrizione del precedente, si dovrebbe trattare di forme aferetiche del nome Raimondus o Raimundus, di cui abbiamo un esempio in quest'atto del 1224 avvallato dal notaio reale: "...Et ego Raimundus Ricordi notarius auctoritate regia subscribo et signum meum consuetum hic appono".
MONDADORI Tipico del mantovano e del milanese, dovrebbe derivare dal mestiere di mondadore, cioè di chi monda le risaie dalle erbe infestanti o elimina comunque impurità da vari prodotti.
MONDAINI Mondaini è tipico di Rimini, con un ceppo anche nella zona di Falconara Marittima (AN) e di Ancona, deriva dal toponimo Mondaino a circa 30 km da Rimini.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Mondaini è cognome riminese che deriva dal toponimo Mondaino (Val Foglia) che per Pellegrini è il gotico 'Mundawins'. Per altri risale direttamente alla voce lat. medievale 'mundium', sviluppatasi dal sost. got. 'munts', comune al long., al franc. e al burg. e approdata in antico alto tedesco nella forma 'munt' = protezione. Imparentato all'origine con questa parole è anche il sost. lat. 'manus'. Non pare esatta l'interpretazione di Francipane 540 che lo fa derivare dal cogn. lombardo-veneto Mondadori = colui che monda, netta, pulisce.
MONDAVIO Mondavio, orami presente solo nel romano ad Albano Laziale, dovrebbe essere di origini marchigiane e derivare dal nome del paese di Mondavio nel pesarese, nelle vicinanze di Fano, che dovrebbe derivare dall'espressione latina mons avium (monte degli uccelli).
MONDELLA
MONDELLI
Mondella ha vari piccolissimi ceppi, uno nel nordmilanese a Giussano ed a Chiari nel bresciano, uno a Roma, uno ad Acerra nel napoletano, uno a Carosino nel tarantino ed uno a Lamezia Terme nel catanzarese, Mondelli ha un ceppo lombardo nel comasco, a Cernobbio, Griante, Como, ed a Milano, uno a Roma, uno nel salernitano a Perdifumo, Casal Velino, Castellabbate e Monteforte Cilento, ed uno, il più consistente, a Manfredonia nel foggiano, e nel barese a Sannicandro di Bari, Palo del Colle, Trani e Bari, questi cognomi possono derivare da toponimi come Mondelli nell'ossolano, o da unità di misure terriere come il mondello lombardo, corrispondente a quattro coppi, era il terreno che poteva essere arato in un giorno, o il mondello normanno, unità di misura, che corrispondeva a poco più di quattro chili, usata ad esempio in Puglia, per misurare le olive e i cereali, ma possono anche derivare da ipocoristici dell'aferesi di nomi come Edmondo, Raimondo o altri simili. Ricordiamo solo a titolo di curiosità che il cognome attribuito dal Manzoni alla Lucia dei Promessi Sposi è stato proprio Mondella.
MONDELLO Mondello sembrerebbe tipicamente siciliano, molto diffuso in tutta l'isola, potrebbe derivare dal nome di frazioni palermitane come Mondello Lido o Mondello Valdesi, ma è molto probabile che possa anche derivare da forme ipocoristiche dell'aferesi di nomi come Raimondo o Edmondo. (vedi anche MONDELLA)
MONDILLI
MONDILLO
Mondilli, praticamente unico, è quasi sicuramente dovuto ad un errore di trascrizione, Mondillo ha un ceppo tra Perito e Ogliastro Cilento (SA), uno a Napoli ed un nucleo che sembrerebbe secondario a Genova, dovrebbe derivare dall'ipocoristico aferetico dialettale del nome Raimondo o Edmondo di quest'uso abbiamo un esempio nel 1600 con Mondillo Orsini dei Duchi di Gravina nato a Napoli nel 1690 che fu Vescovo di Melfi e Rapolla, Arcivescovo di Capua e Patriarca di Costantinopoli.
MONDIN
MONDINI
MONDINO
Mondin è proprio della zona che comprende il vicentino, il trevigiano ed il bellunese, Mondini è tipico lombardo, con presenze significative anche nel veronese e nel bolognese, Mondino è tipico del cuneese e basso torinese ma con un ceppo ormai estinto nel Veneto, derivano da diminutivi dell'aferesi di nomi come Raimondo o simili, troviamo tracce di questa cognominizzazione a Bassano con Giuseppe Achille Mondino Vicedominus Di Ezzelino da Romano nel 1220.
MONDOLFI
MONDOLFO
Estremamente rari dovrebbero essere di origini ebraico sefardite e derivare dal toponimo Mondolfo (PU), tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel pesarese fin dal 1600; il 21 marzo 1678 a Pesaro tali Gabriel e Isac Mondolfo sono in relazioni commerciali con Isac Baldoso, anche lui esponente di una famiglia sefardita di rilievo, in un atto datato 22 maggio 1795 un certo Samuel Vita Mondolfo costituisce un perpetuo ma redimibile censo, a favore della Compagnia di Maijm Caijm del ghetto giudaico.
MONDON
MONDONE
MONDONI
Mondon è quasi unico forse piemontese come Mondone, Mondoni sembra specifico di   Cerveno (BS), dovrebbero derivare dall'aferesi dell'accrescitivo di nomi come Raimondo, Edmondo o simili.
MONDONICO Specifico di Rivolta D`Adda (CR), Pessano Con Bornago, Cernusco Sul Naviglio e Vimercate (MI), dovrebbe derivare dal toponimo Mondonico (LC), (VA) o (PV) o anche dal monte Donico in Valganna (Va) o anche da mons dominicus o monte del signore.
MONEA
MONIA
Monia, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione di Monea, che è tipicamente calabrese, di Laureana di Borrello nel reggino in particolare, e che potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine medioevale monea (moneta), forma contratta in uso tra la seconda metà del 1300 ed il 1600, forse ad indicare la famiglia come particolarmente abbiente, una seconda ipotesi, meno probabile, lo fa invece derivare da un'alterazione del nome femminile Monia.
MONEDA Moneda, molto molto raro, è tipicamente lombardo, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo lombardo moneda (moneta), attribuito forse a causa di una particolare disponibilità finanziaria del capostipite, abbiamo tracce di questa cognominizzazione fin dal 1100, in una Carta commutationis del novembre 1148 a Besate nel milanese, che così si conclude: "...Ego Homodei clericus hanc cartam a me factam subscripsi.
Signum + manus suprascripti Rotefredi, avocatus suprascripte ecclesie, qui hanc cartam comutationis ut supra fieri laudavit, et afirmandam manus posuit.
Signum + manuum Gisefredi, filius quondam Ottonis iudex, Uberti Pavaro, Lafranci Rava, Ogerii Rubeo et Olderici de Moneda testium. Ego Otto iudex ac missus donni regis hanc cartam scripsi, post traditam complevi et dedi.", a questa famiglia appartennero importanti ecclesiastici milanesi.
MONEGA
MONEGHETTI
MONEGO
Moneghetti quasi unico, potrebbe essere del pavese o sudmilanese,  Monego abbastanza raro è veneto, Moniga, assolutamente rarissimo, sembra essere bresciano, derivano tutti da soprannomi legati al termine monaco, o per aspetti del comportamento o per legami con il mondo monastico.
MONES Molto raro, parrebbe essere specifico della zona tra Novara e Milano.
MONETA Non molto comune, sembra avere due ceppi, uno nel milanese ed uno in provincia di Roma, un'ipotesi sull'origine del cognome, potrebbe essere un soprannome legato alla vicinanza con un tempio dedicato a Giunone Moneta. Tracce molto antiche riportano di un teologo Moneta, nato a Cremona verso la fine del 1100 e morto a Bologna nel 1240 dove aveva insegnato filosofia presso la locale università, fu discepolo di San Domenico. I Moneta-Caglio, famiglia guelfa, Arimanni Longobardi, furono dei Monetari o zecchieri di Milano, GALVANO fiamma, storico milanese, narra che uno dei Monetari partecipo' alla prima crociata e che Oldrado Moneta, fu Console delle Milizie milanesi alla battaglia di Legnano.
integrazioni fornite da Flavio Moneta Cocquio Trevisago (VA) 
Di un ramo di questa famiglia si hanno notizie certe a partire dall'anno 1600 circa nella pieve di Rosate e limitrofi in provincia di Milano.  E' probabile che tale famiglia trovi le sue origini nobili e notabili nella città di Milano ove svolgevano l'ambìto esercizio dell'ufficio delle monete infatti "le vicende dei suddetti corrono parallelamente alla storia del diritto pubblico dei luoghi in cui essi monetari svolsero le loro funzioni". La loro presenza nella bassa Milanese, nel nostro caso Rosate e pievi limitrofe, è quasi sicuramente imputabile a uno spostamento dovuto ad eventi bellici o a investiture nobiliari. Tale famiglia annoverava nel territorio milanese molti suoi esponenti tra le file dei vassalli del principe, a Milano ricoprendo cariche importanti quali Vassalli dell'arcivescovo e del conte, ciò in epoca feudale. In archivio di stato sono presenti molti documenti che avvallano queste investiture. I Moneta, capitanei proprietari dell'omonima zecca di Milano. Presero parte alle lotte tra i Torriani ed i Visconti "vedi Spreti enciclopedia della nobiltà" parteggiando per i primi ebbero confische di beni e torri mozzate in segno di sconfitta senza nulla togliere al loro potere economico e alle loro nobili origini. In Gorla Maggiore erano presenti altri e numerosi esponenti Milanesi dei Moneta, vedi Moneta-Caglio. Nel nostro caso le ricerche sulle origini di questo ramo di Rosate stanno tuttora proseguendo al fine di avvallare le sopraccitate affermazioni, e trovare l'anello di congiunzione mancante. Il ramo dei Moneta di Rosate e quindi di Cocquio Trevisago: ha inizio con un Carlo Moneta nato nel 1660 a Rosate già di Vernate indi un Gioanni Giuseppe, un Carlo Girolamo nato nel 1740 sempre in Rosate, Giò Antonio nato nel 1769, padre di Paolo nato nel 1808, quindi Luigi nato a Rosate 1849, padre di Clemente Ernesto Emilio, nato a Gudo Visconti nel 1875, quest'ultimo possidente, aveva in gestione a Morimondo alcuni fondi dell'ospedale Maggiore di Milano, con casa in Abbiategrasso e a San Pietro all'Olmo, trasferitosi nel varesotto a Cocquio nel 1920 suo figlio Luigi fu discreto musicista nell'odierna Svizzera e commerciante nel Varesotto, con dimora in Cocquio Trevisago, Indi Sergio Moneta, artigiano e appassionato violinista, ebbe due figli Flavio e Luigi Donato, dottore in Scienze politiche. Attualmente i Moneta sono presenti in Cocquio Trevisago e a Muggiò.
MONETTI
MONETTO
Monetti ha ceppi nel torinese, nel bolognese, nel veneziano, nel romano e tra napoletano e salernitano, Monetto è tipico del cuneese, di Ormea in particolare, si dovrebbe trattare di forme aferetiche di ipocoristici del nome Simone.
MONFERA
MONFERA'
Monfera, praticamente unico, è un errore di trascrizione di Monferà, che è specifico di Grado nel goriziano, dovre potrebbe originare dal nome del Calle Monferà di Grado, ma l'origine primigenia è dal nome della regione piemontese del Monferrato, tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Venezia con un tale Gulielmo de Fontanetto de Monferà che il 12 settembre del 1522 da alle stampe una sua versione della saga dei Paladini di Carlo Magno.
MONFERRATI
MONFERRATO
Monferrati, quasi unico, sembrerebbe del ferrarese, Monferrato, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere piemontese, dovrebbero entrambi prendere il nome dalla regione piemontese del Monferrato, zona prevalentemente collinare a sud del Po verso l'Appennino ligure, situata prevalentemente nell'astigiano ed alessandrino, e probabile località d'origine dei capostipiti.
MONFORTE
MONFORTI
Monforte ha un nucleo nel catanese e vicino messinese, un ceppo tra Roma e Latina ed uno nel genovese e alessandrino, Monforti, assolutamente rarissimo, è dovuto probabilmente ad errori di trascrizione, potrebbero derivare da toponimi contenenti la radice Monforte come ce ne sono in Campania, nel Lazio, in Sicilia ed in Piemonte.
MONFREDA
MONFREDINI
Monfreda parrebbe avere due ceppi, uno nel casertano ed uno nel barese, Monfredini dovrebbe avere più ceppi, sulla linea Milano, Cremona, Modena e nel Trentino meridionale. Dovrebbero derivare dal nome italo germanico medioevale Manfredo o Monfredo.
MONGELLI
MONGELLO
Mongelli è tipico della zona che comprende barese e tarentino, Mongello, rarissimo, è del barese, dovrebbero derivare dal nome spagnolo Mongio. (vedi Mongillo)
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Mongelli è cognome pugliese che dovrebbe derivare dal vezzeggiativo del francese antico 'monge' = monaco, o dal termine dialettale italiano 'monego'. Minervini 331.
MONGHI Unico, è presente solo a Melegnano.
MONGILLO Specifico dell'areale compreso tra Caserta e Benevento, dovrebbe derivare dal cognome spagnolo Mongio di cui troviamo tracce in un libro di Avicenna del 1550: "Auicennae arabum medicorum principis / ex Gerardi Gremonensis versione & Andreae Alpagi Belunensis castigatione ; a Ioanne Costeo & Ioanne Paulo Mongio annotationibus iampridem... nunc vero ab eodem Costaeo recognitus & nonis alicubi obseruationibus adauctus... ; uita ipsius Auicennae ex Sorsano... à Nicolao Massa latine scripta... ; additis nuper etiam librorum Canonis oeconomiis necnon Tabulis isagogicis in uniuersam medicinam ex arte, humain, idest Ioannitii Arabis per Fabium Paulinum... ".
MONGIOVI' Mongiovì è tipicamente siciliano, diffuso soprattutto nel palermitano ed agrigentino, ma anche nel nisseno, ragusano, catanese e messinese, dovrebbe derivare dal termine siciliano di probabile origini turche munciuvì, che, secondo l'Abate Michele Pasqualino da Palermo del 1700, sarebbe il nome di un'essenza oleosa, curativa, molto odorosa, che sembrerebbe venisse prodotta dall'albero di limone, o dal laurus benzoin o forse dal croton benzoe.
MONGITTU
MONGIU
Assolutamente rarissimo Mongittu è tipico della Sardegna sudoccidentale, Mongiu invece di quella settentrionale, di Pattada (SS) e Sassari, dovrebbero derivare da un soprannome generato dal termine sardo mongiu (monaco) o dal suo ipocoristico, sarebbe quindi come dire monachello o monaco, forse a caratterizzare l'aspetto o il comportamento del capostipite.
MONGIUSTI Molto raro è tipico della zona tra Cesena e Savignano sul Rubicone (FC).
integrazioni fornite da Luca Mongiusti Santarcangelo di Romagna
il cognome deriva da Monte Giusto situato ad ovest di Cella di Mercato Saraceno (FC). Concesso nel 1220 da Federico II° alla Chiesa Sarsinate, CASTRUM MONTIS ZUSTI, nominato in varie pergamene anche MONTIS JUSTI e addirittura MONGIUSTI, rimase in suo possesso fino al 1292, quando passò soggetto a Giovanni Onesti che lo vendette alla Chiesa Ravennate. Nel 1358 apparteneva alla S.Sede, ma dovette tornare alla Chiesa Sarsinate, che poi ne fece dono ai Tiberti poichè, dall'elenco delle investiture del 1373 risulta che essa "Innovavit Franciscum et Tibertum Georgij Tiberti et pro Angelo Fratre de Castro et Curte Montis Zusti Nobilibus Montis Zusti". Dai Tiberti il castello passò, nel 1404, agli Ubertini che, tre anni dopo, lo restituirono definitivamente alla Chiesa Sarsinate. Il castello era situato presso il casale di MONTE GIUSTO, sul poggio sovrastante, detto ROCCA, dove restano considerevoli tratti della cinta muraria, due cisterne, una delle quali adibita ad ovile, e le fondamenta della rocca; con un sommario lavoro di scavo se ne potrebbe rilevare la pianta.
MONICI
MONICO
Monici, molto raro, è tipico del mantovano, Monico presenta due ceppi, uno nel trevigiano ed uno nel sudmilanese e lodigiano, derivano da un soprannome legato al vocabolo monaco, distorto probabilmente dal dialetto, connesso o alla vicinanza ad un monastero, o al comportamento o al carattere del capostipite.
MONIZZA
MONIZZI
Monizza è tipico del mantovano e del vicino bresciano, con qualche presenza anche nel catanzarese, Monizzi, quasi unico, sembrerebbe meridionale, si possono formulare più ipotesi, la più probabile consiste in una derivazione da una forma ipocoristica, con influssi germanici o slavi, riferita al nome Simone, una seconda ipotesi propone che derivi dall'italianizzazione del nome, cognome ed antico toponimo pirenaico spagnolo Monitz.
MONNA Monna sembrerebbe specifico di Carovigno nel brindisino, potrebbe trattarsi di un matronimico e derivare dal nome Madonna, nella sua forma medioevale contratta Monna, o da un soprannome attribuito ad una Signora, pensiamo alla monna Lisa leonardesca che sta appunto per signora Lisa.
MONNI Tipico sardo, potrebbe derivare dal nome di un villaggio medioevale Moni.
MONOLI
MONOLO
Monoli, assolutamente rarissimo, è del basso varesotto, al confine con il milanese, Monolo è tipico di Arconate nel milanese, dovrebbero derivare dal nome medioevale Monolus di cui abbiamo un esempio con Monolus de Merate citato nel Codice Visconteo, o nella Storia civile ed ecclesiastica del Comune di Gualdo a Tadino: "...Nello stesso tempo, i Priori Perugini, tanto per non essere da meno dei Spoletini, pensavano a ricordare anch'essi, di tanto in tanto alla nostra città il loro poco blando dominio : Così nel Settembre del 1322, v'inviano Monolo di Ceccolo, con la mercede di venti solidos e con l'incarico di portare lettere ai Frati della Penitenza come si è detto funzionanti quali Officiali del Comune di Perugia in Gualdo...".
MONOPOLI Tipico pugliese deriva dal toponimo Monopoli del barese.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Monopoli è cognome molto diffuso in Puglia, derivante dal nome della città di Monopoli, che in greco significa "la sola città". Difatti, secondo una tradizione letteraria, Monopoli fu fondata, sulle rovine dell'antica Diria, dai Siracusani che la battezzarono Monopoli perché era l'unica città che essi avevano incontrato lungo la costa, nel tratto Siponto- Brindisi.
MONORCHIO Monorchio è tipico di Reggio di Calabria, con un piccolo ceppo secondario anche nel messinese, dovrebbe derivare da un soprannome originato dalla caratteristica fisica del capostipite dotato di un solo testicolo.
MONOSCALCO Monoscalco, molto raro, è decisamente laziale, in particolare di Ferentino nel frusinate, potrebbe derivare da un'alterazione dialettale del termine medioevale manescalchus (servitore addetto ai cavalli o alla supervisione delle stalle), ma potrebbe anche significare che il capostipite fosse il responsabile della servitù presso un nobile o un alto prelato.
MONREALE
MORREALE
Entrambi siciliani, Monreale è abbastanza raro, con un piccolo ceppo a Palermo, Trapani e Catania, Morreale, molto più diffuso ha un ceppo nell'agrigentino, in particolare a Grotte, Favara, Aragona, Santa Margherita di Belice, Racalmuto e Casteltermini, uno nel palermitano a Palermo, Bagheria e Termini Imerese, uno nel nisseno a Mussomeli, Caltanissetta, Campofranco e Gela, ed a Siracusa, dovrebbero tutti derivare dal toponimo Monreale nel palermitano indicandolo probabilmente come luogo d'origine delle famiglie.
MONSELESAN Monselesan, molto molto raro, ha un piccolo ceppo a Venezia e ad Este e Padova nel padovano, dovrebbe derivare dalla forma etnica dialettale monselesan per abitante o proveniente da Monselice nel padovano, probabile località d'origine del capostipite.
MONSELLATO
MONSERRATO
Monsellato è tipico dell'estremità meridionale del Salento, di Presicce, Casarano, Taurisano e Castrignano Del Capo nel leccese, Monserrato è assolutamente rarissimo, dovrebbero essere di origine francoispanica, e derivare dal cognome catalano Montserrat o Monserrat, il monte più famoso della Catalogna, reso così famoso da tutte le sue abbazie e monasteri.
MONSURRO' Monsurrò è specifico di Torre Annunziata, Napoli e San Giorgio a Cremano nel napoletano, dovrebbe derivare  da una forma dialettale contratta e troncata di Monsieur Rocco (Signor Rocco) ed essere quindi riconducibile ad un capostipite con questo nome che occupava una posizione di rispetto nella società dei suoi tempi, , il cognome potrebbe quindi risalire al periodo angioino.
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