| MOR
|
Mor è tipicamente lombardo, di Brescia e del bresciano in particolare,
di Montichiari, Gambara, Leno, Manerbio, Castenedolo, Mairano, Bagnolo
Mella e Castiglione delle Stiviere, si possono formulare diverse ipotesi
circa l'origine del cognome, potrebbe derivare dal nome celta Mor,
a sua volta derivato dal termine mori
(mare), o anche da un'alterazione del
nome celta Morc, o da un'apocope del
nome, sempre celta, Morius, Moria,
ma è anche possibile che derivi invece, più semplicemente,
da un soprannome dialettale mor originato
dal colore scuro dei capelli del capostipite. |
| MORA
|
Molto diffuso al nord, dovrebbe derivare da nomi di località o contrade
chiamate Mora o della Mora, come ne esistono molte un po' in tutt'Italia,
soprattutto al nord. Personaggio famoso con questo cognome è stato
Gian Giacomo Mora, il barbiere della peste manzoniana, messo a morte come
untore nel 1630. |
MORABITO
MURABITO |
Specifico della zona dello stretto, tra la provincia di Reggio Calabria
e quella di Messina Morabito, mentre Murabito è più tipicamente
del catanese, entrambi questi cognomi derivano dal vocabolo arabo murabit
(colui che predica l'Islam nella via)
con il significato di santone, dall'arabo questo vocabolo si è inserito
nel dialetto siciliano dando origine al termine murabitu
(morigerato).
ipotesi fornite da A. Mazzuca
Giuseppe Pensabene, nelle sue note filologiche sugli antichi riferimenti
religiosi nel territorio reggino, evidenzia che la provincia di Reggio
Calabria fu sempre terra cristiana, rimane pertanto incomprensibile una
derivazione islamica del cognome. Morabito era un titolo onorifico
che si dava ai più valorosi e voleva dire "abito, animo da bastione"le
radici sono Moro (la fortezza) e Abito inteso come comportamento.
tesi fornite da Enzo Papa
Le teorie di don Pensabene sono discutibili: Reggio fu sotto i Mori
nel 951 e dal 1001 al 1021 pertanto è possibile che il cognome Morabito,
sicuramente arabo, si sia formato nel periodo di permanenza musulmana a
Reggio.
integrazioni fornite da Francesco
Morabito
Concorrono alla pan-mediterraneità di questo cognome riferimenti
di segno opposto: gli Al-Murâbitûn
(voce plurale il cui singolare è Murâbit) chiamati in castigliano
Almorávides, Lamtûna cioè
guerrieri velati, Sanhâdja (indoeuropei
e dunque non semiti come gli arabi), che, guidati dalla famiglia anche
nota con il nome di Benitexufin, islamizzarono il Maghreb, crearono uno
stato impetuoso ma fragile che si estendeva fra i quattro fiumi del Senegal,
del Niger, del Tago e dell'Ebro, lottarono contro D. Rodrigo Díaz
de Vivar, in letteratura noto come Il mio Cid, e inventarono per sé,
al fine di descrivere la propria leadership temporale, l'appellativo di
Amîr al-Muslimîn. Da costoro prendono il nome i soggetti più
disparati: il morabetino, piccola moneta
credo inizialmente d'oro, coniata dapprima a Sigilmassa e poi un po' ovunque,
in seguito d'argento, che all'epoca di Alfonso VI° el Bravo serviva
a comprare quattro misure di seta; gli Almorávides, ricos hombres
in Navarra; una temibile setta di estremisti attiva in Libano; un certo
numero di tagliagole calabresi di cui periodicamente si occupano i giornali;
infine, tutti quei Morabito omonimi e non parenti che fanno del cognome
uno dei più diffusi in Calabria e a Messina, il primo in ordine
di frequenza nella provincia di Reggio e l'8.708° negli Stati Uniti. |
MORACA
MORACE
MORACI
MURACA
MURACE
MURACI |
Moraca è tipico del catanzarese, di Lamezia Terme e San Mango d`Aquino,
con un piccolo ceppo anche nel napoletano, Morace, oltre al ceppo secondario
romano, ha un ceppo a Forenza nel potentino, in Calabria a Crotone e Catanzaro
ed in Sicilia a a Catania ed Aci Catena (CT) ed a Messina, dove è
presente come variante del cognome Moraci che ne è specifico, Muraca
è tipicamente calabrese, della zona che comprende le province di
Cosenza, Catanzaro e Crotone, Murace è specifico di Bivongi e Monasterace
nel reggino, con un ceppo anche a Roma ed Aprilia (LT), Muraci è
quasi unico, dovrebbero tutti derivare dalla voce dialettale di origine
greca morace
o murace o
dalla sua voce femminile moraca
o muraca (dai
capelli scuri, brunetto o brunetta).
ipotesi fornite da Antonio Muraca
Autorevoli studiosi come De Felice hanno catalogato questo cognome
come di origine greca. Prova ne sia il fatto che tuttora in Grecia é
diffuso il cognome Morakis diffuso,
soprattutto a Creta, che corrisponde a Moraca.Questo cognome in realtà
è quello originale. Muraca è una traslitterazione di Moraca
dovuta ad un errore di trascrizione nei pubblici registri anagrafici. A
Lamezia risulta dagli archivi che tante persone nate Moraca sono
morte registrate come Muraca. Ciò é dovuto all'inflessione
dialettale che modifica il suono o in u. La radice greca a cui far
riferimento non é moraca trikos
ovvero capelli neri, ma alla voce rakis
rakeos che significa sia spiaggia rocciosa
che ulivo silvestre oppure a rakis
inteso come spalla, dorso o collina
(da cui in medicina è derivato anche rachitico etc.). Se osserviamo
un atlante geografico ci si accorge che Morakis sono dei toponimi diffusi
soprattutto in Croazia e Montenegro che indicano rispettivamente o le calette
racchiuse tra gli scogli, come nelle isole croate dell'Istria e della Dalmazia
dove Morakis ricorre per indicare le spiagge isolate e racchiuse dalle
rocce, oppure un colle non alto, ovvero una dorsale collinare come
accade in Montenegro, da rakis rakeos,
termine geografico greco derivano l'origine della città di Ragusa
in Sicilia (che sorge su un colle) o di Ragusa in Croazia (che sorge in
una baia rocciosa). La C si é gutturalizzata in G perchè
i latini tendevano a pronunciare la K o C come G, come accade per il nome
Caius che diviene Gaius. Si ipotizza che anche Siracusa sia un composto
di rakis. Alla luce di queste radici si potrebbe anche avanzare l'ipotesi
che Moraca o Muraca potrebbe significare o tra gli ulivi, o tra gli scogli
rocciosi o semplicemente tra le dorsali collinari. E' un cognome che potrebbe
indicare una provenienza geografica come tanti altri cognomi italiani.
Moraca risulterebbe la contrazione di mesosrakis
dove il sigma intervocalico é caduto e l'epsilon con l'omicron si
sono contratte in omega trasformando mesos
in mo. Anche in Turchia esistono dei
composti di rakis come mudrakis o modrakis o Morachis mentre diverse
località cipriote conservano la derivazione da composti di rakis.
Si può affermare che il cognome Muraca é tipico dell'area
mediterranea orientale. |
MORACCHI
MORACCHINI |
Sia Moracchi che Moracchini sono cognomi di origine corsa ormai quasi scomparsi
in Italia, ma, almeno il secondo, ben presente in Corsica, dovrebbero derivare
da forme ipocoristiche del termine morus
(moro), del nome latino Maurus,
anche inteso in senso letterale, cioè di persona proveniente dalla
Mauritania, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo già nella
seconda metà del 1600 dove un Moracchini compare tra i militari
corsi al servizio della Serenissima Repubblica di Venezia. |
MORALE
MORALES |
Morale è siciliano, del siracusano, di Avola in particolare e di
Siracusa, con piccoli ceppi anche nel catanese, Morales, tipicamente siciliano
anch'esso, ha ceppi nel catanese a Catania e Caltagirone, a Vittoria
nel ragusano, ed a Mezzojuso e Palermo nel palermitano, è chiaramente
di origini spagnole, il cognome in Spagna deriva da nomi di località
come ne esistono molte in quel paese, località che hanno riferimenti
con i Mori, o deriva dal fatto di essere la famiglia
di origini moresche , cioè probabilmente originarie del
Marocco o comunque del nord Africa. |
| MORAMARCO
|
Moramarco è specifico di Altamura (BA), con ceppi anche a Gravina
di Puglia, Bari, e Triggiano nel barese ed a Castellaneta nel tarentino,
dovrebbe derivare dal nome composto Moro
e Marco portato dal capostipite, ma
è anche possibile che si possa trattare di un soprannome moro
aggiunto al nome Marco, un equivalente
di Marco il moro, soprannome attribuito
o perchè il capostipite sia stato di carnagione olivastra o perchè
originario dell'Africa settentrionale, rifacendosi al significato del termine
maurus o morus
come proveniente dal Marocco. |
MORANDI
MORANDINI
MORANDINO
MORANDO
MORANDOTTI |
Morandi occupa la fascia che dalla Lombardia, tramite l'Emilia, arriva
nell'alta Toscana, Morandini ha un grosso ceppo tra bresciano, veronese
e trentino, un ceppo nell'udinese ed uno nel fiorentino, Morandino, assolutamente
rarissimo, parrebbe napoletano, Morando sembra essere liguropiemontese,
con possibili ceppi nel Veneto ed uno probabile nel ragusano, Morandotti
è specifico del milanese e del pavese. Questi cognomi derivano,
direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale italiano Morando, di cui abbiamo un
esempio nella Dissertazione VIIIa delle Dissertazioni
sopra le antichità italiane di Ludovico Antonio Muratori,
dove tra l'altro si legge: "..In uno strumento dell'anno
1061 si legge Garardo filius quondam Morando,
qui fuit filius bo. me. Domni Garardi Comitis de Comitatu Imolensis..",
come cognome è già presente con un Paolo Morando, pittore,
nella seconda metà del 1400. |
MORANI
MORANO |
Morani ha un ceppo nel milanese, uno nel reggiano, uno nel pisano ed uno
a Roma, Morano, decisamente più diffuso, ha ceppi in Piemonte, a
Genova, nel viterbese e nel romano, nel napoletano, avellinese, potentino
e materano, in Puglia e soprattutto in Calabria, nel reggino in particolare,
dovrebbero derivare da toponimi come Morano nel modenese, Morano sul Po
nell'alessandrino e Morano Calabro nel cosentino, in qualche caso si può
trattare di un'italianizzazione del nome francese Morand. |
MORANTE
MORANTI |
Morante è tipicamente campano di Benevento con ceppi anche a Napoli
ed Avellino, Moranti è tipico del Lazio e del teramano, dovrebbero
derivare dal nome medioevale Morante
di cui abbiamo un esempio nel X° secolo nel Gesta
Normannorum: "...Igitur northmanni ripam
meldensis. naues diuellerunt. parisiusque circundantes obsederunt. et praedam
illius prouintiae ad obsidionem uerterunt Morante
diu Rollone in parisius obsidione deficiebat preda longinquis regionibus
rapta...". |
MORASCA
MORASCHI
MORASCHINI |
Morasca, molto raro, Moraschi è tipico di Capriolo nel bresciano
con un piccolo ceppo anche nell'alessandrino, Moraschini è tipicamente
lombardo, con ceppi a Capriolo ed Esine nel bresciano, a Bergamo e Val
Bondione nel bergamasco, ad Aprica in Valtellina ed a Cernusco sul Naviglio
nel milanese, potrebbero derivare dal toponimo Morasco nell'alessandrino
in Val Formazza o nell'ossolano, dal nome della Località Morasca
di Pianello Val Tidone nel piacentino, o da Morasco nel genovese o Morasca
di Castiglione Chiavarese sempre nel genovese, o anche da nomi di località
legati alla presenza di grosse concentrazioni di rovi. |
MORASSI
MORASSO |
Morassi è caratteristico del Friuli Venezia Giulia, Morasso ha un
ceppo a Genova ed uno, molto più piccolo, a Venezia, dovrebbero
derivare da un soprannome che può avere almeno due origini, la prima
derivata forse dal fatto che il capostipite fosse scuro di carnagione,
la seconda dal termine dialettale veneto arcaico morasso
(morso, attrezzo usato con i cavalli
e con i buoi per tenerli meglio sotto controllo). |
MORASSUTTI
MORASSUTTO |
Morassutti è tipicamente friulano, abbastanza raro, con qualche
presenza in Veneto, è soprattutto del pordenonese, ).di Casarsa
della Delizia e Spilimbergo, Morassutto è tipico della stessa zona,
di Fossalta di Portogruaro nel veneziano soprattutto e di Azzano Decimo
nel pordenonese, dovrebbe trattarsi di forme patronimiche dove il suffisso
-utti o -utto
stiano per il figlio di, riferito a
capostipiti il cui padre fosse noto come Morasso
(vedi MORASSI). |
| MORATTI
|
Abbastanza raro, è presente nel nord Italia, con un ceppo originario
nel bresciano ed uno nell'udinese, potrebbe essercene uno anche in provincia
di Reggio Emilia. Dovrebbe derivare dal nome medioevale italiano
Morus o da Moratus,
come pure da un soprannome legato al colore dei capelli o della carnagione.
integrazioni fornite da Giovanni
Moratti
Già nel 1646 sono presenti 3 famiglie a Musciano, in comune
di Villa di Tirano (Sondrio), dati rilevati dallo Status
animarum Curae Stationae del 1646 conservato presso la parrocchia
di Stazzona di Villa di Tirano (SO). I Moratti presenti in Nuova Zelanda
sono discendenti di Domenico Moratti, emigrato nel 1876 da Villa di Tirano. |
MORAZZI
MORAZZO |
Morazzi, molto molto raro, ha presenze nel verbanese, nel milanese ed in
Veneto, Morazzo, quasi unico, parrebbe del savonese, dovrebbero derivare
dal nome ldi località celtiche il cui nome dovrebbe derivare dalla
radice celtica mor, mora
(pantano, palude). |
MORAZZONE
MORAZZONI |
Morazzone, quasi unico,
dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione del cognome Morazzoni,
che è tipico del nord milanese, di Arluno e Milano e di Gallarate
nel varesotto, dovrebbero derivare dal nome del comune di Morazzone nel
varesotto, che dovrebbe avere origini celtiche ed il cui nome dovrebbe
derivare dalla radice celtica mor,
mora (pantano,
palude). |
MORBELLI
MORBELLO |
Morbelli sembrerebbe specifico dell'alessandrino, di Rivalta Bormida in
particolare, con ceppi anche ad Alessandria ed a Genova, Morbello, più
raro, parrebbe di Casale Monferrato nell'alessandrino, dovrebbero derivare
dal nome del paese di Morbello nel Monferrato alessandrino.
integrazioni fornite da Ugo Morbelli
La prima menzione del paese di Morbello appare nella Carta di Fondazione
del Monastero di San Quintino di Spigno per opera di Anselmo, figlio di
Aleramo, avvenuta il 4 maggio 991 nel castello di Visone, residenza di
Gaidaldo di Sommariva, Conte d'Acqui. Nel 1039 Morbello, che all'epoca
è solamente un borgo, viene dato in assegno al Vescovo Guido dei
Conti d'Acquesana, figlio di Uberto e nipote di Gaidaldo, unitamente ai
castelli di Visone, Grognardo, Ponzone e molti altri ancora. Nel 1166,
a seguito della distruzione del loro castello da parte del Marchese Guglielmo
il Vecchio di Monferrato, i Signori di Sommariva in fuga si dividono tra
Lodi e la Contea di Acqui. Tra questi ultimi Guglielmo di Sommariva, discendente
da Gaidaldo, il quale, a risarcimento di quanto perduto ottiene il feudo
di Morbello di cui, ampliato il borgo e costruitovi il castello, diviene
Primo Signore. Il 9 aprile 1184 i figli di Guglielmo, Ruffino e Raÿnerio
di Morbello, Giacomo di Lerma ed i fratelli Anselmo e Baldizzono anch'essi
di Lerma, in rappresentanza del Consortile di Sommariva composto dai consanguinei
Signori di Morbello, di Pobleto e di Lerma, stipulano un'alleanza quinquennale
con Alessandria e s'impegnano in caso di guerra a mettere a disposizione
di quel Comune il proprio castello di Morbello, salva la fedeltà
per ambo le parti all'Imperatore Federico ed a suo figlio
Enrico e, per i Signori di Morbello, ai Marchesi del Bosco loro Consorti.
Il 21 febbraio 1189 Ruffino di Morbello, Bonico di Lerma e Robaldo di Pobleto
in rappresentanza del Consortile di Sommariva rinnovano il trattato di
alleanza con Alessandria del 1184. Due anni più tardi, il 27 ottobre
1191 i Consignori di Rivalta de Guarcini, de Murbello e de la Turre, si
alleano con gli Alessandrini e dichiarano di non volersi sottomettere ai
Marchesi di Monferrato. Numerose sono infatti le Famiglie feudali che mal
sopportano il dominio di detti Marchesi, e tra queste quella dei Signori
di Morbello. Non tarda ad arrivare la risposta del Marchese Bonifacio di
Monferrato (poi Re di Tessalonica), figlio di Guglielmo il Vecchio, che
vede vacillare il proprio prestigio; nel 1192, egli s'impossessa con l'inganno
di Morbello costringendo il suo Signore Guglielmo, assai amato nella sua
terra, a giurargli fedeltà in cambio della restituzione del castello.
Questo episodio, la cui tragicità non siamo oggi in grado di valutare,
scatena la fantasia di villici, trovatori e cronisti che ricordano Guglielmo
di Morbello come "nobilis et sapiens". Nel 1209 i Signori di Morbello,
in assai prospera condizione sono alleati del Comune di Alessandria. L'11
aprile del medesimo anno vengono condannati dal Podestà di Alba
a risarcire gli abitanti di Visone per i danni loro arrecati nel corso
della guerra. Il 10 settembre 1223 i Signori di Morbello donano al
Comune di Genova il loro castello di Morbello, ricevendone al contempo
l'investitura del feudo per 55 anni . Con una sentenza emessa il
2 febbraio 1231 da Sardo, Eletto di Alba e Fra' Guglielmo di Voltaggio
si ordina ad Alessandria ed a Genova di intervenire per sedare le continue
liti tra i Marchesi del Bosco ed i Signori di Morbello. Questi ultimi contestano
infatti ai consorti del Bosco le continue guerre da essi intraprese cui
sono chiamati ad intervenire, causa di perdite di uomini e di onerosi costi.
Il contenzioso si risolve dopo lunghe udienze a favore dei di Morbello,
e la gestione del Marchesato del Bosco rientra, almeno apparentemente,
nella normalità. Nel 1240 però Guglielmo del Bosco,
nonostante la cinquantina di feudi in suo possesso, decide di dotare la
figlia Agnese, promessa sposa del Marchese Federico Malaspina dello Spino
Secco della propria metà di quello di Morbello, dimezzando così
le entrate dei Signori del luogo, costretti d'ora innanzi a condividere
la gestione del Feudo con i Malaspina. Sarà forse un caso
ma il 15 ottobre 1243 Enrico di Morbello figura essere debitore delle decime
verso i Canonici della Chiesa Maggiore di Acqui, ed anche Baudicio di Morbello
è in controversia con gli stessi Canonici per un terreno sito in
Casanova "de cuius quarto et decima agitur". Il 15 maggio 1267 , a completamento
di quello che potrebbe definirsi un vero e proprio complotto, Enrico del
Bosco, in occasione delle nozze della figlia Guerriera dona al genero,
Marchese Leone di Ponzone, l'altra metà di Morbello. Ai Signori
di Morbello non resta altra soluzione se non quella di lasciare l'antico
Feudo, ormai passato in altre mani, pur conservandone il titolo.
Morbello passa successivamente al Marchese Gian Giacomo di Monferrato,
al Conte Francesco Sforza (per conto del Duca di Milano), nuovamente a
Gian Giacomo di Monferrato, poi al Duca di Mantova (che ne investe con
il titolo baronale Bartolomeo Beccaro), quindi al Marchese Barnaba Centurione,
al Marchese Gerolamo Spinola Pallavicino ed infine ai Pallavicino, ultimi
feudatari. Oggi dell'antico e prestigioso castello non rimangono che pochi
avanzi, con due torri solidamente costruite in pietra intagliata, a memoria
di un ben più importante passato. |
MORBI
MORBIN
MORBINI
MORBINO
MORBO |
Morbi è tipicamente lombardo soprattutto del bergamasco e del mantovano,
Morbin è tipico di Vicenza e di Torri di Quartesolo nel vicentino,
Morbini è tipico della zona di confine tra bresciano e mantovano,
di Castel Goffredo (MN) e di Gottolengo e Calcinato nel bresciano, Morbino,
assolutamente rarissimo, parrebbe del napoletano, Morbo, quasi unico, è
piemontese, dovrebbero derivare dal soprannome e nome medioevale Morbo
o Morbino di cui abbiamo un esempio
in un contratto di locazione del 1429 a Priò (TN) dove "... i fratelli
domini Erasmo e Guglielmo del fu Vigilio Thun danno in locazione per a
Franceschino del fu Antonio detto Morbino
da Priò venticinque appezzamenti di terra...", nel 1574 è
diventato cognome: "...Antonio del fu Bartolomeo Morbin
da Priò cede al dominus Sigismondo del fu Cipriano Thun i propri
diritti su di un censo annuo affrancabile del valore di 1 orna e 10 staia
di vino...", nel 1606 il cognome si trasforma in Morbini: "...Michele del
fu Antonio Morbini da Priò vende
per 30 ragnesi di denari al dominus Francesco Zamboni da Denno, capitano
in Castel Thun, i propri diritti...". |
| MORBIATO
|
Morbiato è tipicamente veneto, di Padova, Albignasego, Rubano, Villafranca
Padovana, Grantorto e San Pietro in Gu, e di Martellago nel veneziano,
dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine dialettale veneto
arcaico morbia (secco,
arido), con il significato quindi di rinsecchito,
forse motivato dall'aspetto fisico del capostipite, o anche dal fatto che
la famiglia abitasse in una località molto arida o ve ne provenisse,
non si può comunque escludere, anche se è perlomeno improbabile,
che possa derivare da una forma patronimica in -ato
riferita al nome Morbo (vedi
MORBI). |
MORBIDELLI
MORBIDELLO |
Morbidelli è tipico dell'area centrale che comprende l'aretino in
Toscana, a Terranuova Bracciolini, Montevarchi, Bucine e Castelfranco di
Sopra, il pesarese e l'anconetano nelle Marche, a Fano, Pesaro, Mondolfo
e Cagli nel pesarese ed a Senigallia, Ancona e Corinaldo nell'anconetano,
Perugia ed il Lazio settentrionale, a Bassano Romano e Viterbo nel viterbese
ed a Roma, Santa Marinella e Bracciano nel romano, Morbidello, praticamente
unico, è probabilmente dovuto ad un'errata trascrizione del precedente,
che dovrebbe derivare da un soprannome basato sul mestiere di pasticcere
probabilmente svolto dai capostipiti, i morbidelli
erano un tipico dolce delle sagre peasane dell'italia centrale,
bisogna tener presente però che il morbidello nell'area tosco, umbro,
marchigiana era anche un tipo di formaggio. |
| MORBIO
|
Morbio, tipicamente lombardo, del milanese e del mantovano, dovrebbe derivare
dal toponimo Morbio situato nel mendrisiotto in Canton Ticino a pochi chilometri
sopra Cernobbio, ma non si puù escludere una derivazione dal nome
medioevale Morbo (vedi
MORBI). |
MORCHI
MORCHIA
MORCHIO |
Morchia, quasi scomparso e Morchi, assolutamente rarissimo, dovrebbero
essere dei derivati di Morchio, che, non comune, è tipico del genovese,
una famiglia Morchio si trova a Genova tra le famiglie nobili del Libro
d'oro della nobiltà genovese nel 1561. |
| MORCIANO
|
Morciano è tipicamente salentino, di Tricase nel leccese soprattutto,
di Alessano, Gagliano del Capo, Tiggiano, Castrignano del Capo, Lecce,
Presicce, Ruffano e Specchia, sempre nel leccese, e di Brindisi, dovrebbe
derivare dal nome del paese di Morciano del Capo nel leccese, probabile
luogo d'origine dei capostipiti. |
| MORCONE
|
Morcone è tipico dell'area che comprende le province di Campobasso,
Caserta, Avellino, Benevento e Foggia, dovrebbe derivare dal nome del paese
di Morcone nel beneventano. |
| MORDACCI
|
Mordacci è specifico di Parma e di Colorno e Torrile nel parmense,
con un ceppo anche a La Spezia, l'ipotesi che possa derivare dal nome ebraico
Mordecai non ha trovato alcun elemento
a supporto ed è da ritenersi altamente improbabile, potrebbe invece
derivare da un soprannome abbastanza recente basato sul termine mordace
(aggressivo nel parlare, dallo spirito combattivo),
o, più probabilmente, dal mestiere di maniscalco o veterinario svolto
dal capostipite, che nel suo lavoro usasse la mordacchia
(strumento che si mette alla bocca degli animali
perché non mordano). |
| MORE'
|
Morè ha un ceppo lombardo nell'area che comprende il bergamasco,
il bresciano ed il sondriese, con un ceppo anche nel barese, il ceppo lombardo
potrebbe derivare da un soprannome dialettale originato dal termine bergamasco arcaico morèe
(livido, come se si fossero subite
delle percosse), dorse a sottolineare una caratteristica della carnagione
del capostipite. |
| MOREA
|
Morea ha un piccolo ceppo a Trieste, uno nel latinense a Roccagorga, Sezze
e Latina, ed a Roma, uno a Salerno ed uno, il più consistente in
Puglia, nel barese, a Bitonto, Putignano, Bari, Noci, Palo del Colle e
Castellana Grotte, nel tarantino a Taranto, Massafra e Mottola e nel foggiano
ad Orta Nova e Foggia, dovrebbe stare ad indicare un'origine greca dei
capostipiti, Morea era il nome veneziano
con il quale i Crociati indicavano in epoca medioevale il Peloponneso. |
| MORELLATO
|
Morellati è quasi sicuramente il frutto di un errore di trascrizione
di Morellato che è invece specifico del trevisano, di Trevignano
e Montebelluna in particolare, presenta anche un ceppo a Latina e provincia,
insediatosi a seguito della migrazione dal Veneto per la bonifica delle
Paludi Pontine di epoca fascista, deriva dal nome medioevale Morellus
con l'aggiunta del suffisso dialettale veneto -ato
(figlio di) e starebbe ad indicare
la famiglia del figlio di un Morellus. (vedi MORELLI) |
MORELLI
MORELLO |
Assolutamente panitaliani, dovrebbero derivare dal nome medioevale italiano
Morellus, di cui troviamo un esempio
nel 1171 negli Annales Pisani: "...predicto Consule
et Turchiarello et Tomasio quondam Uberti Sigerii et aliis, ceperunt. A.
D. MCLXXI, Bulgarinus Anffossi et Morellus
Guido Fornarii et Ugo Laggii cum IIIIor galeis
super Ianuenses in Sardineam navigaverunt...", ma in alcuni casi
possono derivare da toponimi come: Ceppo Morelli (VB), Dodici Morelli (FE),
Poggio Morello (TE), San Morello (CS) o Sasso Morelli (BO). |
| MOREN
|
Moren è un cognome ormai quasi scomparso in Italia, dovrebbe essere
originario del bresciano, probabilmente della zona dell'Adamello, potrebbe
derivare da un soprannome originato dal termine lombardo morèn
(sponda, parapetto), ma molto più
probabilmente sta ad indicare una provenienza del capostipite dal paese
di Mori in Trentino. (vedi anche MORENA) |
MORENA
MORENI
MORENO |
Morena è panitaliano, ma soprattutto del reggino, di Campania e
Basilicata e del Piemonte e della Liguria occidentali, Moreni è
tipico del bresciano, alto mantovano e parmense, Moreno ha un ceppo nella
Liguria centroccidentale ed uno nel napoletano, dovrebbero derivare dal
nome medioevale Morenus,
Morena, ma è pure possibile una derivazione da nomi di
località con quella radice, tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo a Lodi nell'anno 1173: "MCLXXIIII, VII
die mensis madii, indicione VII. In presentia domni Alberici, Laudensis
episcopi, et Ottonis Morena,
iudicis et tunc consulis Laude...". |
MORESCHI
MORESCO
MORISCHI
MORISCO |
Moreschi ha un importante nucleo nel bresciano ed un piccolo ceppo probabile
nel maceratese, Moresco ha un nucleo tra Genova e Bargagli (GE) ed uno
nel vicentino tra Marostica, Breganze, Sandrig, Molvena e Mason Vicentino,
un ceppo nel cuneese tra Montà e Barge ed uno nel chietino, Morisco
sembra essere originario del barese, Morischi è quasi unico, possono
tutti derivare dal nome medioevale italiano Morus,
ma, in alcuni casi può invece intendere una discendenza o una connessione
con i Saraceni derivando perciò dai Moriscos
spagnoli (i mori di Spagna).. Si trovano
tracce di un Girolamo Moreschi, Presidente del Supremo Consiglio di Piacenza,che
con atto del notaio Gabriele Cattanei del 6 marzo 1610, lasciò suo
erede universale l' Ospedale di Piacenza. |
MORESE
MORESI
MORRESE
MORRESI
MORRISI |
Morese è specifico di Corato e Andria nel barese e di Foggia, Moresi
ha un ceppo a Roma, Ancona e Firenze, Morrese è estremamente raro,
Morresi sembrerebbe tipico delle Marche, di Macerata e della provincia
soprattutto di Civitanova Marche e Corridonia, Morrisi è praticamente
unico, dovrebbero tutti derivare dal nome latino
Mauritius attraverso modificazioni
come Morexius o Morixius,
nel 1249 di cui si ha un esempio nel testamento di un tale Homobonus Morixius
a Cremona, in alcuni casi potrebbe anche derivare dall'etnico del toponimo Morra
Irpino (vedi MORRA), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel 1494 quando
Alfonso II° d'Aragona, conferisce il titolo nobiliare a Yohannìs
Baptistae Morese di Montecorvino Pugliano (SA), nel 1572 a Perugia, dove
nell'elenco degli scolari di quell'Università dell'anno si trova
il marchigiano Fulvius Moresius, un atto del 1571 è "Istromento
della heredità et inventario delli beni di Vincenzo de Francischino
Moresi di Ancona". |
MORET
MORETTI
MORETTINI
MORETTINO
MORETTO
MORUCCI
MORUCCIO
MORUZZI
MORUZZO |
Moret è specifico dell'area che comprende il trevisano soprattutto,
il bellunese ed il pordenonese, con discrete presenze anche in Alto Adige
e nell'udinese, Moretti è molto diffuso in tutta l'Italia peninsulare,
Morettini sembra essere della fascia centrale delle Marche e dell'Umbria,
Morettino, quasi unico, parrebbe meridionale, Moretto è diffusissimo
in tutto il nord Italia, con ceppi anche nel romano e latinense, dovuto
all'esodo forzato per la bonifica delle Paludi pontine, ed un ceppo nel
brindisino, Morucci ha un ceppo tra livornese e pisano ed uno tra viterbese
e romano, Moruccio, quasi unico, è del centro Italia, Moruzzi ha
un ceppo tra cremonese, piacentino e parmense ed uno nel bolognese, presenta
inoltre un ceppo friulano , in particolare nel pordenonese, Moruzzo, molto
molto raro, è caratteristico di Sarzana nello spezzino, dovrebbero
essere tutti derivati da varie forme ipocoristiche semplici o doppie del
nome medioevale italiano Morus. A Erbusco (BS)
si trova intorno al 1400 un: "...quondam Comini dictus
Moreto de Herbusco...". |
MORGANA
MORGANI
MORGANO |
Morgana parrebbe siciliano di Palma di Montechiaro (AG) con presenze significative
anche a Messina e Caltanissetta, Morgani è tipico del Lazio di Roma
e di Canepina (VT) e dell'aquilano di Pescina e Lecce nei Marsi, Morgano,
oltre al piccolo ceppo nel riminese ha un nucleo siciliano in particolare
a Calascibetta nell'ennese ed a Sant`Agata di Militello nel messinese,
dovrebbero derivare dal nome medioevale Morgana,
Morganus, derivato dal nome britannico Morgan
a sua volta derivato dal nome della divinità pagana Morrighan, di
quest'uso abbiamo un esempio nel Britannia
del 1607: "...a Morgano
principe, ut plurimi suspicantur, a Morgan coenobio, ut alii. Si vero ego
a mor, quod Britannis mare significat, deducerem, nescio sane an veritate
illuderem...". Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo
ad esempio in uno stato dei beni del Convento siracusano di Santa Rosalia
del 1649: "...Item sopra li beni di Vito
Morgano di detta terra scudi due e giulij
quattro...". |
MORGANTE
MORGANTI
MURGANTE
MURGANTI |
Morgante sembra avere un ceppo in Sicilia nell'agrigentino, uno nel reggino
e messinese, uno tra aquilano e provincia di Roma, uno nel milanese ed
uno nell'udinese, Morganti è diffuso nell'Italia centrale, presenta
un ceppo anche nell'area compresa tra le province di Varese, Como e Milano,
Murgante, molto raro, ha un piccolo ceppo tra potentino, a Montemilone,
e Foggia, Murganti, quasi unico, ha presenze in Emilia ed in Sicilia, dovrebbero
derivare, direttamente o tramite alterazioni dialettali, dal nome
medioevale italiano Morgante, reso
poi famoso dall'Orlando Furioso. |
MORGAVI
MORGAVIO |
Morgavi ha un ceppo tra alessandrino e genovese, a Genova in particolare,
ed uno a Palermo, Morgavio, assolutamente rarissimo, sembrerebbe piemontese,
dovrebbero derivare dal nome medioevale Morgavius,
di cui abbiamo un esempio d'uso in questo testo medioevale britannico:
"...Quam, ut mihi reverendissimus episcopus Landavensis,
qui has mihi describendas curavit, Cambro-Britani addendo et immutando
ita legunt et interpretantur. Quinque digiti amicorum vel proximorum vos
interemerunt. Credunt esse sepulchrum Morgavi
principis a quo regio sit denominata, qui occisus, ut volunt, anno octingentesimo
ante Christum natum, sed has literarum formulas recentiores esse aevi norunt
antiquarii...."troviamo tracce di queste cognominizzazioni nell'alessandrino
a Voltaggio nella seconda metà del 1700 con un certo Gio Maria Antonio
Morgavi in qualità di amministratore surrogato del comune. |
| MORGIA
|
Morgia è tipicamente laziale, del romano e del frusinate con un
ceppo autoctono anche nel catanese, ceppo che dovrebbe derivare dal termine
arabo morsiya (roccaforte),
mentre il ceppo laziale dovrebbe derivare da un soprannome originato dal
vocabolo dialettale dell'area del frusinate morgia
(pietra molto grande), forse
a caratterizzare un elemento della zona d'origine o d'abitazione dei capostipiti. |
| MORGIGNO
|
Morgigno, molto raro, è specifico del barese, di Bisceglie e Barletta,
dovrebbe trattarsi di una forma etnica dialettale indicante nel capostipite
uno proveniente dalla zona delle Murge.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Morgigno è cognome raro, ma alquanto diffuso in Puglia, nel
significato di "originario delle Murge"
Il suffisso -gno significa nativo
(dal greco genés, che
genera), mentre Murge deriva dal latino "murex"
= sasso. |
| MORGILLO
|
Morgillo è tipico di Arienzo, Santa Maria a Vico e Maddaloni nel
casertano e di Acerra nel napoletano, dovrebbe derivare da nomi di località
individuabili dalla presenza di un ruscello o di una piccola sorgente d'acqua
o morge, dal celtico morga
(corso d'acqua), pensiamo ad esempio
al monte delle Morge nel Lazio o Morge D'Oniddio in provincia di Campobasso. |
MORGIONE
MORGIONI |
Morgione ha un ceppo a Lanciano nel teatino, con presenze a Sulmona nell'aquilano
ed a Pescara, ha un ceppo a Napoli ed uno nel crotonese a Cirò Marina
e Crotone ed a Catanzaro, Morgioni, assolutamente rarissimo, è presente
nel centrosud in modo assolutamente sporadico ed isolato, potrebbero derivare
da nomi di località come il Colle Morgia nel teatino, esistono poi
parecchie località nel centrosud che portano questo nome (vedi
MORGIA, ma anche MORGILLO), come ad esempio nel beneventano la Morgia
di Pietrelcina, ma potrebbero anche derivare da soprannomi originati dal
colore scuro della carnagione dei capostipiti. |
| MORGNONI
|
Morgnoni, praticamente unico, è presente solo a Melegnano e nel
cremonese, potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine dialettale
morognon, che ha due significati, uno
quello di scarto di fonderia, il che
ricondurrebbe il soprannome al mestiere di lavorante di fonderia, forse
svolto dal capostipite, un altro quello di pietra
da macina, che ricondurrebbe al mestiere di mugnaio, o anche
e più probabilmente dal termine morgnon
(sornione, acqua cheta, chi lavora sotto sotto),
forse a caratterizzare il comportamento del capostipite. |
MORI
MORIS
MORO |
Mori è specifico dell'Italia centro settentrionale, Moris, assolutamente
rarissimo, sembrerebbe del settore occidentale dell'Italia settentrionale,
Moro è diffuso in tutt'Italia, dovrebbero tutti derivare dal nome
medioevale italiano Morus di cui abbiamo
un esempio in una Carta libelli del
1181 a Milano: "...hoc est pecias duas terre quas
ille scriptane habere vise sunt non longe a fossato Mediolani, prope portam
Tonsam, et quam terram predicti Saccus et Morus
hodie ipsis scriptanis vendiderunt et cartam vendicionis fecerunt sicut
in illa carta continetur in hoc sit libello inintegrum, ita ut amodo in
antea habere et titulo libelli tenere debeant prefati Saccus et Morus
et eorum heredes et cui dederint supradictam terram, faciendum exinde cum
omnibus suis finibus et accessionibus...". |
MORIANI
MORIANO |
Moriani ha un ceppo nel fiorentino e nel livornese, uno nel grossetano,
uno nel cesenate, uno in Gallura ed uno a Roma, Moriano ha un ceppo nell'imperiese,
soprattutto ad Imperia e San Remo ed uno a Montefredane nell'avellinese,
dovrebbero derivare dal nome medioevale Morianus
di cui abbiamo un esempio in quest'atto del XIII° secolo: "...Noverit
igitur vestre dominacionis magnitudo, quod ad eundem comitem Morianum
in lecto egritudinis sue accubantem ad peticionem ipsius per suum nuncium
delatam, misimus unum ex nobis virum idoneum, coram quo idem comes Morianus
suum conderet testamentum. Qui postmodum ad nos rediens retulit, quod coram
ipso et in presencia duorum Fratrum Predicatorum qui ambo Petrus et Petrus
vocabantur, idem comes Morianus,
eger quidem corpore, sed mentis sue compos, inter cetera sui testamenti
disposita seu ordinata, de possessionibus suis tale testamentum condidisset,
si tamen ipsum sine heredum solacio decedere contigeret, quod possessiones
suas ...". |
MORICCI
MORICI
MORICO
MORIGGI
MORIGGIA
MORIGGIO
MORIGI
MORIZZI |
Moricci sembrerebbe toscano, di Firenze e Barberino Di Mugello (FI), Morici
è tipico della fascia centrale con un ceppo anche nella Sicilia
occidentale, Morico è più marchigiano con un ceppo nel lazio
ed uno in Abruzzo, Moriggi ha un ceppo bergamasco a Pagazzano, ma è
presente significativamente in tutta la provincia e nel milanese, ed ha
un ceppo a Roma, Moriggia, molto più raro, è distribuito
nella stessa zona, Moriggio è unico, Morigi è tipicamente
romagnolo, delle province di Forlì e Ravenna, Morizzi è decisamente calabrese, sembrerebbe specifico di Oppido
Mamertina nel reggino, dovrebbero tutti derivare
dal nome medioevale Moricus di cui
abbiamo un esempio nel fabrianese nel 1200 con Frater Moricus un monaco dell'eremo
di Grottafucile: "... Frater Martinus, Frater Moricus,
Frater Christianus, nomine suo e de Sancta Maria loci Eremi ordinis supradicti
de Grotta fucilis...", tracce di questa cognominizzazione le troviamo
nel 1500 a Perugia dove nell'elenco degli allievi del 1598 della locale
Università troviamo un Franciscus Moricus. (vedi anche MORICE)
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Morigi deriva, secondo alcuni studiosi, dal patronimico Maurizio,
altri propendono per l'etimo popolare lombardo 'morigiö'
= "topolino" (mörgin),
cioè da un soprannome. |
| MORICE
|
Morice, ormai quasi scomparso in Italia, sembrerebbe decisamente siciliano,
potrebbe derivare da un soprannome grecanico originato dal termine greco
arcaico μορίή moriè (ulivi
sacri), forse perchè il capostipite abitava in prossimità
di una coltivazione di ulivi, ma potrebbe anche derivare invece dal termine
μωρίή moriè (follie,
stoltezze), forse con riferimento ad un particolare episodio
della sua vita. |
MORICONE
MORICONI
MORRICONE
MORRICONI |
Morricone e Moricone e Morriconi, sono molto rari sembrano avere un nucleo
abruzzese e ceppi nella provincia di Roma e nel napoletano, Moriconi abbastanza
diffuso è specifico della fascia del centro Italia, derivano tutti
dal nome medioevale Moricius o Moricus, traccia di questa cognominizzazione
si hanno a Lucca nel 1200 dove in un atto si legge: "...Orlandus
quondam Arrigi Moriconis
et Vannes condam Datonis Moriconis...".
(vedi Morici) |
| MORIMANDO
|
Morimando, molto molto raro, con sparute presenze in Lombardia, Veneto ed in Basilicata,
dovrebbe derivare dal paese di Morimond in Borgogna, dove si trova un monastero
di monaci cistercensi, che è considerata la Casa Madre dei frati
cistercensi di Morimondo nel milanese. |
| MORIMONDI
|
Morimondi, assolutamente rarissimo, è dell'area del sudmilanese,
dovrebbe derivare dal toponimo Morimondo nel sudmilanese. |
MORINI
MORINO |
Morini è molto diffuso nell'ovest della Lombardia e nell'alessandrino,
in Emilia e Romagna ed in Toscana, Morino è tipico piemontese, derivano
dal nome tardo latino Morinus di cui abbiamo un esempio nel Codice
Diplomatico della Lombardia medievale sotto l'anno 1188, : "...a
mane Barona, a meridie suprascripti monasterii, id est Morinus
de Montano, a sero via, a monte item suprascripti monasterii...".
Antiche tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Mornico Losana (PV)
fin dal 1400 dove i Morini sono tra le famiglie più antiche. |
| MORIONDO
|
integrazioni fornite da Daniele
Zaia
Cognome piemontese che dovrebbe derivare dal toponimo "Moriondo", nome
di più località, la più nota delle quali è
Moriondo Torinese in provincia di Torino. |
MORISI
MORISIO |
Morisi è tipicamente emiliano della zona tra Modena e Bologna soprattutto
e di San Giovanni in Persiceto nel bolognese in particolare, con un ceppo
anche tra la Lombardia nordoccidentale ed il Piemonte nordorientale, Morisio,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe piemontese, dovrebbero derivare dal
nome medioevale Morisius di cui abbiamo
un esempio in una Carta finis et refutationis
per transactionem dell'anno 1163 a Morimondo (MI): "Anno
dominice incarnationis millesimo (a) centesimo sexagesimo tertio, mense
aprilis, indictione undecima. Ugo filius quondam Beleemi, de loco Mortera,
finem et refutationem per transactionem fecit in manus donni Lanterii,
prioris monasterii Sancte Marie de Morimondo, siti in territorio Fara Vegla,
ad partem ipsius monasterii, nominative de homnibus rebus territoriis,
pratis et costis et terris arabilis, reiacentibus in territorio Sancti
Ambrosii de Coronago et in Fariciola et in eorum territoriis, et dicitur
Pratum Morisii
et Costa Morisii,
et de omni re infra ipsa territoria ei aliquo modo pertinent ex sua parte
vel genitoris vel patrui sui Morisii...". |
MORITTO
MORITTU |
Moritto, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione
del cognome Morittu, che è tipicamente sardo, di Silanus, Nuoro,
Orani e Macomer nel nuorese, di Sassari, Alghero e Bonorva nel sassarese
e di Cagliari, e che dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine
sardo logodurese morittu (bruno,
dai capelli scuri, dalla carnagione scura), probabilmente identificando
così una caratteristica fisica dei capostipiti. |
MORLANDI
MORLANDO |
Morlandi ha un piccolo ceppo a Firenze, Morlando ha un grosso ceppo a Sant'Antimo
nel napoletano, dove è abbastanza diffuso anche a Giugliano di Campania,
Napoli, Melito di Napoli e Casandrino, e nel casertano a Capua ed Aversa,
potrebbe derivare dal nome di origine francese Morelandus,
che troviamo in un libro di Leibnitz: "...Morelandus
in libro de elevandis aquis promittit tubam cujus ope verba loquentis ab
distantiam sex Leucarum Gallicarum distincte audiri possint...",
tracce di queste cognominizzazioni a Sant'Antimo le troviamo in un atto
del 1600: "...Se il detto Jacovo Turco se ammalasse
fra lo spatio di detti anni cinque, in tal caso per lo spatio di giorni
dieci tantum debbiano correre a danno di esso Scipione
Morlando cioè nello termine di detti
anni cinque....", e nel 1700 dei Morlando vengono citati come confratelli
in atti della Confraternita del Santissimo Sacramento sempre di San'Antimo. |
| MORLEO
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Morleo è specifico del brindisino, di Erchie e Torre Santa Susanna
soprattutto, ma anche di Brindisi, Mesagne e San Pancrazio Salentino, e
di Manduria e San Marzano di San Giuseppe nel tarentino e di Veglie nel
leccese, dovrebbe derivare dal nome personale latino Morleus
di cui abbiamo un esempio in Britannia: "...Deinde
pedes, aliquot stipatus militibus Westmonasterium versus contendit. Sed
Tribunus Morleus
introitu ipsum prohibuit, et parum res a pugna, tumultuque aberat, sed
auctoritate senatus, Uterque arma ponere iubetur, et Lambertus, inter septem
Commissarios ductus, conquievit...".
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