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MOSA Mosa sembrerebbe originario di Ravanusa nell'agrigentino, dovrebbe derivare dal nome arabo Mosah, a sua volta derivato dal nome ebraico Mozah, dobbiamo però considerare più probabile un'origine albanese, il nome ed anche cognome Mosah era ben diffuso anche in Albania.
MOSCA
MOSCHELLA
MOSCHELLI
MOSCHELLO
Mosca è assolutamente panitaliano, Moschella è tipicamente meridionale, del napoletano, avellinese soprattutto e salernitano, del vibonese e reggino e del messinese e catanese, Moschelli e Moschello, quasi unici, dovrebbero essere siciliani e dipendere da un'errata trascrizione del precedente, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche, da soprannomi, ma è pure possibile una derivazione dal nome medioevale Mosca, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo già nel 1172 negli Annales Pisani dove si legge: "Anno Domini MCLXXII, indictione v. Pisani tres galeas armaverunt, quarum capitanei et gomites Gallus Taliapagani et Iacobus quondam Rambotti Cerini, et Alberigus Pasce Mosca fuerunt; et usque in Sardineam navigaverunt, et duas naves Ianuensium super caput Albi in alto pelago viderunt,...".
MOSCARDA
MOSCARDI
MOSCARDIN
MOSCARDINI
MOSCARDINO
MOSCARDO
Moscarda. estremamente raro, sembrerebbe tipico del goriziano e del triestino, Moscardi ha un ceppo principale in Lombardia, particolarmente a Breno nel bresciano, con presenze significative anche a Piancogno, Cividate Camuno, Alfianello, Bienno e Darfo Boario Terme, ha un ceppo a Firenze, Calenzano, Sesto Fiorentino e Fiesole, ha un piccolo ceppo tra rovigoto e padovano, un ceppo a L'Aquila ed uno a Roma, Moscardin, rarissimo, è tipico di Codevigo e Pontelongo nel padovano, Moscardini ha ceppi nel pavese, nel modenese, in Toscana, in particolare nel lucchese a Barga, Coreglia Antelminelli, Lucca, Castelnuovo Di Garfagnana e Massarosa, ed uno a Roma, Moscardino, molto molto raro, ha un ceppo a Casalnuovo di Napoli ed a Napoli, Moscardo ha un ceppo a Verona e Padova ed uno piemontese ad Alessandria, derivano tutti direttamente o tramite ipocoristici dal nome medioevale Moscardus di cui abbiamo un esempio in una Carta venditionis del 1182 a Cremona: "...in hac venditione renonciavit, investivit nomine venditionis Moscardum de Antegnato nominatim de novem petiis terre sui iuris inter aratoriam et buschivam et cum sedimine uno que iacet in curte Rovereti ...", in alcuni casi, il ceppo friulano potrebbe derivare dal nome di una località e di un corso d'acqua che sfocia nel Timavo chiamata appunto Moscarda, potrebbe anche derivare da soprannomi generati dal moscardo un particolare tipo di falco.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Moscardini: si tratta di un soprannome, dal noto roditore moscardino, che per traslato significa «giovanotto alla moda». È vivo anche nel Reggiano. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.
MOSCAT
MOSCATELLI
MOSCATI
MOSCATO
Moscat, quasi unico è presente solo nella Sicilia meridionale, Moscatelli è molto diffuso in tutto il centronord ed in Puglia, con massima concentrazione in Umbria e nel Lazio, tipicamente della provincia romana con un ceppo anche nel napoletano Moscati, Moscato, molto più diffuso sulla fascia che comprende Lazio e Campania, ha un ceppo anche nella Sicilia occidentale. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio nell'elenco degli iscritti all'Ateneo di Perugia per l'anno 1573 con un certo Hieronymus Moscatellus.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Moscato è un cognome molto diffuso in Sicilia orientale e meridionale, in Calabria (specialmente nella zona dello Stretto), in Campania (nel napoletano, nell'avellinese e maggiormente nel salernitano), ma altri ceppi si possono individuare nel Lazio, in Toscana, in Romagna, nel Veneto, in Lombardia ed in Piemonte.  Moscato deriva dal nome dato in passato a numerosi vitigni, anche differenti fra loro, ma con in comune un particolare aroma. Il termine muscatus o moscatus compare già nel Trecento in un trattato sui vini di Pier de'Crescenzi. Si può ipotizzare quindi che il cognome sia derivato dall'attività legata proprio alla produzione del vino moscato. Varianti di Moscato possono essere Moscati (più raro e specificamente laziale) e Muscato, prevalentemente meridionale (calabrese e siciliano).  Dal punto di vista araldico non ho riscontrato ceppi aristocratici con questo cognome.
MOSCHEN
MOSCHIN
MOSCHINI
MOSCHINO
Moschen è tipico trentino, Moschin è padovano, Moschini è diffuso in tutto il centro nord, Moschino, rarissimo, potrebbe avere oltre al ceppo veneziano, anche uno nel pavese ed alessandrino ed uno nel napoletano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Moschinus, ricordiamo Moschino Della Torre a Milano nel 1300, questo nome è riportato ad esempio da Teofilo Folengo nel tardo 1400, nel suo Baldo si legge: "...Doctus ad hanc artem Moschinus, qui maris olim viderat ad Pietoli zuffum plus mille fiatis...".  Tracce di questa cognominizzazione si trovano ne La vita di Benvenuto Cellini, dove si legge tra l'altro: "...E' ne faceva uno Giovanni Fiammingo ne' chiostri di Santa Croce, e uno ne faceva Vincenzio Danti, perugino, in casa messer Ottaviano de' Medici; un altro ne cominciò il figliuolo del Moschino a Pisa, ...".
MOSCHETTA
MOSCHETTI
MOSCHETTO
Moschetta ha un ceppo a Legnago (VR), nel veronese e trevigiano ed a Pordenone, uno nel teatino a Taranta Peligna, uno a Roma, Ladispoli (RM) ed Ausonia (FR), ma il nucleo più importante è in Puglia ad Andria, Moschetti ha ceppi tra barese e tarentino, nel napoletano, a Roma ed a macchia di leopardo nella parte occidentale del settentrione, Moschetto è specifico del catanese, derivano da soprannomi originati da un vocabolo dialettale per moschino (moscerino), ma è pure possibile un collegamento con toponimi come Moschetta di Locri (RC). Troviamo tracce di queste cognominizzazioni ad esempio nella seconda metà del 1500 a Cerchio (AQ) dove in un atto di matrimonio si legge: "...Adi 18 de febraro 1577 Berardino de Moschetta de Santa Iona piglia per sua legitima sposa Maria de Campomizo...".
MOSCHITTA
MOSCHITTO
Moschitta, rarissimo, è tipico della Sicilia, del catanese e dell'agrigentino, Moschitto, anch'egli rarissimo, dovrebbe essere originario di Augusta nel siracusano, dovrebbero derivare da soprannomi legati al vocabolo mosca, originati da caratteristiche fisiche o caratteriali del capostipite, ma in alcuni casi potrebbero derivare da nomi di località come Monte Moschitta nel catanese.
MOSCONE
MOSCONI
Moscone ha un ceppo a Genova, ed uno nella fascia abruzzese, laziale, Mosconi è molto diffuso in tutto il centronord, dovrebbero derivare da accrescitivi del nome medioevale Mosca (vedi MOSCA), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a Bergamo negli atti tribunalizi dell'anno 1599 quando Michele Mosconus, acquisitore di beni di Bartolomeo Colleoni, capitano generale della Serenissima, invia protesta al podestà di Bergamo per l'usurpazione delle ore d'acqua fatta dal conte Francesco Martinengo di Malpaga, a Grosio e Decano della città nel 1689 Giovanni Moscone.
MOSE
MOSE'
Mose è praticamente unico, mentre Mosè, molto molto raro, è di Sinagra nel messinese, dovrebbero entrambi derivare dal nome Mosè, derivato dal latino Moses, a sua volta derivato dal nome ebraico Mosheh (vedi MOSETTI).
MOSER Specifico del Trentino Alto Adige, potrebbe derivare dal toponimo Moso in Passiria (BZ), ma è pure possibile una derivazione dal tedesco moos (muschio) attraverso un soprannome o direttamente dal cognome austriaco Moser di cui abbiamo un esempio nel 1600 con Maria Sidonia Moser von Muerzgraben di Graz.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Moser è un cognome d'origine tedesca, nel quale l'accento tonico cadeva inizialmente sulla 'ó' : (Móser). È stato documentato che è nella zona di Piné che l'accento è scivolato sulla seconda sillaba. In italiano, il cognome si potrebbe tradurre come "Dalla Palude" poiché il sost. tedesco Moos, oltre che 'muschio' significa anche 'palude'. La sua origine è probabilmente da collegare al territorio paludoso che si trovava un tempo a sud di Miola, frazione di Baselga di Piné. Dalla zona di Pinè, in particolare da Faida e Miola, il cognome si è diffuso ampiamente in tutto il Trentino.
MOSETTI
MOSETTO
Mosetti ha due ceppi, uno nel goriziano ed a Trieste ed uno ad Affile in provincia di Roma e a Roma stessa, Mosetto, assolutamente rarissimo, sembrerebbe piemontese, cognome di origine ebraica derivante da variazioni del nome Mosheh.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Mosetti è un cognome triestino, forma italianizzata sorta dopo il 1918 dell'originario cognome sloveno Mozetič patronimico in -ič tramite la declinazione obliqua Mozet del nome sloveno Moze, derivato come l'italiano Mosè dall'agionimo latino Moses/Moyses a sua volta risalente attraverso il greco Moses/Moyses al nome ebraico biblico Mosheh - il liberatore dalla schiavitù in Egitto e il legislatore del popolo d'Israele - ove Mosheh (= Mosè) in realtà è adattamento della voce egizia 'msj' = figlio. M. Bonifacio, Cognomi triestini, p. 188.
MOSNA Decisamente della Venezia tridentina è specifico della città di Trento, dovrebbe derivare da un nome di località come Monte Mosna nelle prossimità di Besenello (TN), ma potrebbe anche derivare dal vocabolo medioevale mosa (pantano), "...Quinta pecia terrae que est mosa et canneto ...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Il Vocabolario vernacolo-italiano di Giambattista Azzolini (1777-1853) definisce 'mosna' (termine del dialetto trentino attualmente caduto in disuso) come "mucchio di terra, o di sassi, o catasta." Il cognome potrebbe essere dunque tradotto in italiano come 'Grava', o 'Dalla Grava'. E su questo significato concordano il Cesarini Sforza ("mucchio di sassi, di macerie") e il Lorenzi ("ciottolame, sassara"). In particolare, il Lorenzi, che indica Vigolo di Sopramonte come luogo d'origine del cognome, suppone che esso sia derivato dall'appellativo 'dalla mosna', perdendo in seguito il 'dalla' per rimanere nella forma attuale. Sempre il Lorenzi, ne indica l'analogia col ladino Mousna e il tedesco Mussner (da Steinmüsn e dal dialettale Müsel, "grava, mucchio di sassi"). Il cognome è diffuso in tutta la Valle dell'Adige, con una forte presenza nella città di Trento.
MOSSA Mossa è tipicamente sardo, di Cagliari, San Sperate, Nuraminis ed Ussana nel cagliaritano, di Olbia, San Teodoro, Luras e Tempio Pausania in Gallura, di Sassari e Perfugas nel sassarese, di Serramanna nel medio Campidano e di Irgoli e Nuoro nel nuorese, con un ceppo anche nel barese, a Bari e Sannicandro di Bari, il ceppo sardo dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine logodurese mossa (signore), indicando probabilmente che i capostipiti fossero delle persone di rispetto.
MOSSENTA Mossenta è tipicamente friulano dell'udinese e di Pasian di Prato in particolare, dove se ne hanno tracce fin dalla seconda metà del 1600, potrebbe derivare dalla toponomastica arcaica, ma è pure possibile, se non addirittura più probabile, una correlazione con mossente, il nome medioevale di un uccello tipico del Lago di Costanza, tra Svizzera, Germania ed Austria, leggiamo in Historiae Naturalis De Avibus: "...tria sunt genera. Unum quod laminam rostri superiorem habet plane  croceam, dentes utrinque serratos, membranaceos flexiles, eminentes. Colorem plumarum per totum corpus varium. Helvetiis Muggrate. Alterum corpore magno, coloris elegantissimi in lacu Podamico (il lago di Costanza o lago Bodanico, in tedesco Bodensee) circa Constantiam visitur. Mourente et Mossente a palustri coeno vocantur. ...", in Friuli sono abbastanza presenti cognomi derivati da soprannomi originati da nomi di uccelli.
integrazioni fornite da R. Moschion
Da mie ricerche archivistiche è stato dimostrato che questo cognome deriva dalla lingua friulana medioevale: in quel periodo con il nome di Mon Sénta = Montagna Santa si indicavano 3 località friulane (una vicino a Gorizia, un'altra in provincia di Udine e la terza in provincia di Pordenone), in cui c'erano antichi luoghi di culto, forse anche precristiani.
Nel corso dei secoli in due delle citate località sono sorti santuari cristiani, tuttora molto famosi.
MOSSI
MOSSINO
MOSSO
Mossi ha un ceppo a Bariano (BG) e nel comasco a Blevio, ed un ceppo separato a Civita Castellana (VT), Mossino è tipicamente piemontese, di Torino e Verolengo nel torinese e di Asti e Monale nell'astigiano, Mosso è tipico della zona che comprende le province di Torino e l'alto cuneese, il ceppo lombardo e quello piemontese potrebbero derivare dalla Val di Mosso nell'Ossolano, o dal toponimo Mosso Santa Maria (BI).
MOSSINI Mossini è tipico dell'area lombarda, di Ardenno nel sondriese, di Monno e Brescia nel bresciano, di Sustinente e Mantova nel mantovano e di Milano, ed emiliana a Parma e Sorbolo nel parmense ed a Guastalla e Brescello nel reggiano, questo cognome dovrebbe derivare dal nome e soprannome arcaico Mossinus, forse un ipocoristico del nome celtico Motius, si hanno tracce di quest'uso a Sondrio nella prima metà del 1500 quando vi opera il notaio Giovanni Andrea Mossinus fu Martino, di nobile famiglia, ed a Chiuro nel sondriese, in un atto del 1641 dove in un atto di compravendita la parte venditrice è rappresentata da un certo Iseppo de Piazza detto Mossino fu Giacomo, abitante a Chiuro.
MOSTACCHI
MOSTACCI
Mostacchi, molto raro, di probabili origini della provincia di Sondrio, Mostacci ha un ceppo abruzzese nell'aquilano tra Collarmele, Avezzano e Celano ed uno a roma, possono far riferimento a baffi particolari mostacci o mostacchi (baffoni), come venivano chiamati nel 1700 dal francese moustache o direttamente dal vocabolo basso latino mustaceus a sua volta derivato dal greco  mustax, mustakos (baffi).
MOSTARDA
MOSTARDI
MOSTARDINI
Mostarda ha un ceppo nel bresciano ed uno nell'area che comprende Terni, nel rietino Poggio Bustone e Rieti, Roma ed il romano, Mostardi, molto più raro,  ha un ceppo livornese ed uno romano, Mostardini, abbastanza raro, è della zona che comprende il fiorentino a Empoli e Firenze e Pescia nel pistoiese, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale Mostardus di cui abbiamo un esempio in un tale Mostardo Capitano dello Stato Pontificio agli inizi del 1400, troviamo tracce di queste cognominizzazioni fin dal 1200, in un atto del 1253 a Trento si legge: "...Charta scripta est in favorem dominae Comitissae uxoris quondam Pellegrini de Mostardo de Tridento...".
MOSTI
MOSTO
DA MOSTO
Mosti è tipicamente toscano, di Massa in particolare, con un ceppo anche a Carrara e Montignoso e Pontedera nel pisano, Mosto, estremamente raro, sembra essere tipico del genovese, con tracce antiche anche nei territori della Repubblica veneta con i nobili Da Mosto originari di Padova o forse di Oderzo (TV) di cui sono rimasti solo pochissimi discendenti, dovrebbero derivare dal nome medioevale Mosto di cui abbiamo un esempio in questo scritto del 1510: "Fu posto, per i consieri, la parte di dar a sier Luca Miani, quondam sier Anzolo, fo preso castelan a la Scalla, et fo ferito e rimasto strupiato di uno brazo, la castelanaria di Castel Nuovo di Quer, in vita sua, con ducati 5 di salario al mexe e non piu', et altre regalie etc. Et leto dil 1450, non vol si dagi gli officii di castelaniarie, quando fo da' il castello di la Saracinescha di Padoa ai Malipieri, quel di Mestre a un Michiel, quel di Este a un Mosto, amazati a la guerra dil turcho etc...:".  Tracce storiche di questa casata si hanno già dai primi anni nel XIV° secolo con il famoso capitano di mare veneziano Cà da Mosto, nella seconda metà del 1400 a Vicenza troviamo: "Antonius filius Simonis da Musto de Laude civis et notarius publicus Vincentiæ", nei primi anni del 1500 a Venezia troviamo un Piero A' Mosto capitano di mare, a Bergamo, nel 1512 è provveditore di Bergamo Bartolomeo da Mosto e nel 1600, c'è un podestà Alvise da Mosto.
MOSTIOLI Mostioli è praticamente unico, potrebbe derivare dal nome della frazione di Mostiola di San Colombano al Lambro tra lodigiano e milanese, o, meno probabilmente, dell'antico Castrum Mostioli, un territorio citato in questo testo del 1200, riferito ai possedimenti dell'Abbazia di Sant'Ellero in Romagna: "..".In quibus propriis hic duximus exprimenda vocalibus: locum cum omnibus pertinentiis suis. castrum Cornaclarium, Planettum, Pungam, Monte Termini, Vallem Capriam, Montem Hylari, Montem Boni, Spissera, Montem Vallis, rocam de Aquabelli, Bisernum, Montem Acutum, massam de Pleda cum omnibus aliis massis de Galiada, Montem Guidonis, castrum Cluserculus, castrum Flamigne, Montem Batuli, Vallem de Area, Sugiolum, Montem Rotundum, Vallem de Oplo, Sanctam Floram, Aquam Bellam, castrum Sancti Benedicti, Barbarinum et Corniolum, castrum Ruidraculi, roccam., castrum Rondinarie, castrum Ripratosa, Crucideolum, Sasech, Vallem Anseris, Melletum, montem Veterem de Galiada, castrum Suasie, castrum Prataline, castrum Castagneti, Montem Novum, Culinam, Pratum, Montem Cignam, Castrum Mostioli et medietatem castri Glodioli, castrum Vallis Maioris, castrum Montis Roworedi, castrum Montis Favali, castrum Ponticelli, castrum Civitelle,..".
MOTIZZI Motizzi, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione.
MOTOLA Motola è specifico di Montescaglioso nel materano, dovrebbe derivare da un nome di località come Motola nel Cilento salernitano o nel tarentino, o anche dal nome del monte Motola che collega  i paesi dell'Alta Valle del Calore con il Vallo di Diano.
MOTOLESE Motolese è tipico del tarantino, di Grottaglie e Taranto, con presenze anche a Lizzano, Martina Franca e Carosino, potrebbe derivare dal nome della Contrada Motolese di Martina Franca.
MOTTA Un nucleo importante al nord e soprattutto in Lombardia, ed uno al sud con massima concentrazione in Calabria e Sicilia, derivano da vari toponimi legati al vocabolo arcaico motta (monticello di terra o di detriti), quali: Motta Baluffi (CR), Motta Deconti (VC), Motta San Damiano (PV), Motta Visconti (MI), Motta Camastra (ME), Motta d'Affermo (ME), Motta S. Anastasia (CT), Motta S. Giovanni (RC), Motta S. Lucia (CZ) ecc.
MOTTER Motter è tipico dell'area di Tenna e Pergine Valsugana, dovrebbe derivare dal vocabolo ladino motera che significa grande cumulo o piccolo colle, stante forse ad identificare una caratteristica del luogo di provenienza o di abitazione della famiglia, secondo altri potrebbe derivare da soprannomi originati dal termine mæ-dar del nuovo alto tedesco che significa madre.
MOTTERAN
MOTTERANI
Motteran, molto raro, sembra avere, oltre al ceppo principale nel veronese, anche uno nel novarese e varesotto, Motterani è estremamente più raro, potrebbero derivare da soprannomi dialettali originati da nomi di località legati al prefisso Motta.
MOTTES
MOTTESI
Tipico trentino di Fai Della Paganella (TN) Mottes, assolutamente rarissimo Mottesi specifico di Pergine Valsugana (TN), dovrebbero derivare dal nome tedesco Matthaus, ma secondo altri deriverebbero dal vocabolo arcaico motta (monticello di terra o di detriti).
MOTTIN
MOTTINI
Cognomi abbastanza rari Mottini è tipico lombardo, più propriamente del nordmilanese, con un ceppo probabilmente originario nel sondriese, Mottin sembrerebbe avere due ceppi, uno nella Lombardia nordoccidentale ed uno nel vicentino, dovrebbero derivare da nomi di località legati al vocabolo arcaico motta (monticello di terra o di detriti). Troviamo tracce già dalla fine del 1500 con il prevosto di origine varesina Francesco Mottini che divenne poi Vescovo, con un Matteo Mottini fu Pietro della Foppa decano del comune a Fusine (SO) nei primi anni del 1700, erede di Antonio Mottini della Foppa fu Maffeo quest'ultimo pure decano del comune nel 1600.
MOTTOLA Cognome tipico campano, con ceppi anche in Puglia, che potrebbero derivare dal toponimo Mottola (TA), potrebbe derivare da un soprannome collegato con la caratteristica collinare del terreno dove era situata la casa della famiglia, una mottola, cioè un lieve collina, tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad Afragola fin dal 1148 quando un certo Petrus Mottola risulta tra i proprietari terrieri possedendo un appezzamento di terra: "...in loco Tabula, qui est foris Arcor...", in Irpinia se ne hanno tracce almeno dal 1600.
MOTTON Estremamente raro potrebbe essere di origini veronesi o vicentine, dovrebbe derivare da Motton, nome di una località del vicentino.
MOTTURA Mottura ha un ceppo piemontese nel torinese, a torino, Villafranca Piemonte e Pinerolo, ed un ceppo nel leccese a Tuglie, il ceppo piemontese dovrebbe derivare dal nome del paese di Mottura, una frazione di Villafranca Piemonte nel torinese, il ceppo leccese potrebbe derivare da un antico nome longobardo di località originato dal termine medioevale motta (monticello di terra o di detriti).
MOTZO Tipico sardo di Scano Di Montiferro (OR) con presenze comunque significative anche a Bolotana (NU), dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo sardo motzu (mozzo) legato al mestiere di mozzo o garzone.
MOXEDANO Moxedano è specifico di Napoli, Mugnano di Napoli e Melito di Napoli, di origini etimologiche oscure, potrebbe derivare dal nome ebraico Moshedan.
MOZZANICA Tipico della zona di confine tra la provincia di Bergamo e quella di Lecco, dovrebbe derivare dal toponimo Mozzanica (BG).
MOZZI
MOZZINI
MOZZINO
MOZZO
Mozzi è molto diffuso in Lombardia, nel piacentino e nel genovese, Mozzini ha un piccolo ceppo nello spezzino, uno a Mantova e nel mantovano ed uno, il più consistente, nel senese, a Montepulciano, Torrita di Siena e Sinalunga, Mozzino, molto molto raro, ha un piccolissimo ceppo nel savonese, Mozzo è tipicamente veneto, del veronese, del vicentino e del padovano, sia i ceppi lombardi che quelli veneti dovrebbero derivare, anche attraverso ipocoristici, dal nome del paese bergamasco di Mozzo, una seconda ipotesi valida per tutti i ceppi consiste in una derivazione dal termine provenzale mos (servo di stalla ed anche marittimo) o dal termine sia spagnolo che portoghese mozo (garzone).
MOZZILLI
MOZZILLO
Mozzilli è unico, Mozzillo sembra tipico della zona che comprende le province di Caserta e Napoli, di Orta di Atella nel casertano in particolare e di Casalnuovo di Napoli nel napoletano, dovrebbe derivare da una forma ipocoristica dialettale del nomen latino Mucius. (vedi MUCCILLI)
MU Mu è tipico della provincia di Sassari, di Berchidda in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome originato dalla tmesi del vocabolo sardo mulu  (mulo).
MUCCARI Muccari è specifico della provincia di Catanzaro, di Catanzaro e di Vallefiorita in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome legato al mestiere del capostipite, forse un bovaro o un mandriano.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Muccari è un cognome calabrese che viene dal nome di una contrada di Condofuri e di S. Luca nel reggino. Rohlfs 183.
MUCCHIUTTI Mucchiutti, assolutamente rarissimo, decisamente friulano, sembrerebbe della zona dell'udinese a sudest di Cervignano del Friuli, si dovrebbe trattare di una tipica forma patronimica con suffisso -utti. che sta per il figlio di, riferito ad un capostipite il cui padre si fosse chiamato Muchius o Mucchio, troviamo un esempio dell'uso di questo nome in un testamento del 1345, dove possiamo leggere tra gli altri beneficiari: "..Item domino Mucchio de Odorisio de Thermis sive eius heredibus uncias sex.. ..", o anche in una registrazione siciliana del 1394: "..Item funt recepti eod die p quadam executoria Muchii de Landolina de tra Nothi carlini duo cessunt dno vicecomiti pdto carl..".
MUCCI
MUCCIO
MUCI
MUCIO
Mucci ha un ceppo emiliano nel modenese, uno nel goriziano, uno nel pistoiese, nel centro, particolarmente in Abruzzo e Lazio, Muccio ha un ceppo nel beneventano, uno nel leccese, ed uno nella Sicilia meridionale, Muci parrebbe tipico del Salento, Mucio, molto molto raro, potrebbe essere siciliano, dovrebbero tutti derivare dal nomen latino Mucius (vedi Muccilli).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
II cognome Mucci è forma aferetica di (Ada)mucci da Adamo o (Ansel)mucci da Anselmo. La sua area di diffusione abbraccia il medio e alto Appennino modenese. Suo derivato è Muccini. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.
MUCCIACCI
MUCCIACCIA
MUCCIACCIO
MUCIACCIA
MUCIACCA
MUCIACIA
Mucciaccia, assolutamente rarissimo, è molisano, Mucciaccio è specifico di Colletorto e Santa Croce di Magliano nel campobassano, Muciacci, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un'errata trascrizione di Muciaccia, che è tipico del barese, di Trani in particolare e di Bari, Muciacia e Muciacca sono unici e dovrebbero anch'essi essere dovuti ad un'errata trascrizione, potrebbero derivare da una modificazione del nomen latino Mucius, o del cognomen latino Mucianus, ma si potrebbe anche trattare di una forma dialettale per boccaccia forse a caratterizzare il comportamento o l'aspetto del capostipite, citiamo, anche se veramente improbabile, una possibile derivazione da alterazioni del nome turco Mücahit.
integrazioni fornite da Aldo Piglia
Esiste un'altra possibilità, cioè la derivazione di Muciaccia dalla parola spagnola muchacho/a che significa ragazzo/a. In questo caso si tratterebbe di un matronimico, nato all'epoca della dominazione spagnola sull'Italia meridionale con il Regno di Napoli. Un controllo su Internet ha permesso di verificare l'effettiva esistenza ancora oggi, in Spagna, di cognomi come Muchacho. Il cognome Muciaccia attualmente è diffuso in quattro province: 44% Bari, 21% Milano, 9% Roma, 6% Foggia. Il restante 20% è frammentato in ben 27 diverse province italiane. Sono registrati altri quattro cognomi che molto probabilmente sono dovuti ad errori di trascrizione anagrafica e che più che rarissimi sono unici, e cioè Muciacca, Muciacci, Muciaccio e Muciacia. Allo stesso ceppo appartiene anche il cognome Muciacito, pure lui unico, che costituisce però una variante derivata dal diminutivo spagnolo muchachito (= bambino, ragazzino).
MUCCILLI
MUCCILLO
MUCCIN
MUCCINI
MUCCINO
MUCILLI
MUCILLO
MUZZILLO
Muccilli ha un ceppo molisano a Bojano e Mirabello Sannitico (CB) e a Roccamandolfi (IS), e un piccolo ceppo a Minervino Murge (BA), Muccillo sembrerebbe tipico di Casalbore (AV), Muccin è tipicamente friulano, di San Vito al Tagliamento e Casarsa della Delizia nel pordenonese, Muccini ha un ceppo a Polinago nel modenese, uno nel cesenate a Cesenatico ed uno nel riminese a Rimini, Riccione, Misano Adriatico e Cattolica, ha inoltre un ceppo a Camporgiano nel lucchese ed uno a Roma, Muccino, molto raro, ha un ceppo molisano a Montagano e Ripalimosani nel campobassano, Mucilli parrebbe tipico di Castiglione Messer Marino (CH), Mucillo, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad errori di trascrizione, Muzzillo, estremamente raro, ha un ceppo tra Napoli e Caserta ed uno nel cosentino, derivano tutti da forme ipocoristiche, anche dialettali, del nomen latino Mucius, ricordiamo il famosissimo Gaio Mucio Cordo (Muzio Scevola) nel 500 a.C.: "...Mucius Scaevola regem per insidias in castris ipsius aggreditur; sed ubi, frustrato circa purpuratum eius ictu, tenetur, ardentibus focis iniicit manum...".
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Muccilli presenta ceppi maggiori nel campobassano, nel barese e nell'isernino, Muccillo è tipicamente molisano, con un nucleo non secondario nell'avellinese, Mucilli è diffuso per lo più nel chietino, Mucillo, unico, si riscontra soltanto a Roma, Muzzillo ha ceppi principali nel napoletano, nel cosentino, nel salernitano e nel casertano, tutti questi cognomi derivano dal nome medievale Muccillo o Muzzillo, forma ipocoristica vezzeggiativa del personale Mucio o Muzio (il latino Mucius o Mutius). Si tratta, dunque, della cognominizzazione dei nomi personali dei capostipiti.
MUCCIOLI
MUCCIOLINI
MUCCIOLO
MUZIOLI
Muccioli è specifico del forlivese e del riminese, sempre del forlivese, ma rarissimo, è Mucciolini, Mucciolo è tipico del salernitano, di Castel San Lorenzo (SA) in particolare, Muzioli è assolutamente estremamente raro, dovrebbero tutti derivare da modificazioni di Muziolus diminutivo del nomen latino Mutius, ricordiamo il famosissimo Muzio Scevola, di quest'uso abbiamo un esempio nel testo di Informatio status Marchie Anconitane del 1341: "... Lambertus domini Thebaldi de Montelupone per tirannidem tenebat terram Montisluponis, quam tenuerat V annis et plus, et recepit potestariam Fermi a Mercennario et conversationem habebat cum eo, et receptavit plures de gentibus Mercennarii, et erat de suis complicibus. Filii Ribaldi et filii Muzioli de Cornalto tenebant per tirannidem terram Cornalti...", tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nell'elenco degli studenti dell'Ateneo Perugino nel 1530 con un Hieronymus Muciolus Citramontani Innominati (un posto non identificato aldilà delle montagne).
MUCEDOLA
MUSCETTOLA
Mucedola è specifico di San Severo nel foggiano, dovrebbe trattarsi di una forma alterata del cognome Muscettola, che è specifico di Manfredonia e di San Nicandro Garganico e Monte Sant'Angelo sempre nel foggiano, e che dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine dialettale arcaico muscettola (fringuello), mentre un'altra ipotesi lo vorrebbe derivato da una forma ulteriormente diminutiva del termine marinaresco muscello (treccia di filacci di canapa usata anticamente per legature provvisorie), attribuendo così un valore quasi dispregiativo al soprannome, un'ultima ipotesi lo vorrebbe invece arrivato in Italia al seguito degli angioini come alterazione del cognome francese Mouchet.
MUDADU Mudadu è tipicamente sardo di Sassari e della sua provincia, di Ossi ed Ittiri in particolare, potrebbe derivare da un soprannome originato dal verbo sardo sassarese mudà (mutare, cambiare), i possibili motivi del soprannome sono oscuri.
MUELLER
MULLER
MÜLLER
Mueller, abbastanza raro, è del nord, si tratta di una diversa forma del cognome tedesco Müller, la ü può infatti essere scritta in tedesco anche ue, Muller o Müller è diffuso in tutto il nord, con ceppi importanti a Milano, Torino e Genova, derivano dal mestiere di mugnaio svolto probabilmente dal capostipite, il cognome Müller è il più diffuso in Germania.
MUGGIA Tipico triestino deriva dal toponimo Muggia (TS).
MUGGIOLU Molto raro è specifico di Ploaghe (SS), dovrebbe derivare da un soprannome legato al mestiere di mugnaio originato dal vocabolo sardo muggiolu (tramoggia, elemento della macina).
MUGHEDDU Cognome abbastanza poco comune, tipico della zona di Oristano, di Samugheo (OR)  in particolare, deriva da un soprannome originato dal vocabolo sardo mughèddu (muggine affumicato).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
Mugheddu: muggine. In toscano antico mugello. In latino mugil. Come già espresso per Maccioni, i cognomi derivanti da nomi di pesci, hanno origini continentali, pur trattandosi di cognomi sardi a tutti gli effetti. Attualmente Mugheddu è presente in 33 Comuni italiani, di cui 10 in Sardegna
MUGNAI
MUGNAIO
Mugnai è tipicamente toscano, Mugnaio, quasi unico, è siciliano, dovrebbero derivare dal mestiere del capostipite, appunto il mugnaio.
MUIESAN Assolutamente rarissimo, sembrerebbe triestino e dovrebbe derivare dall'etnico di Muggia (TS).
MULA Mula è tipico della zona di Dorgali ed Orosei (NU), deriva dal vocabolo mula (mulo) ed è probabilmente originato o dall'essere il capostipite un mulattiere o di avere lo stesso un carattere ostinato.
MULAS Assolutamente tipico della Sardegna è molto diffuso, deriva da un soprannome originato dal vocabolo dialettale sardo mulas plurale di mulu (mulo) probabilmente legato all'essere il capostipile un mulattiere o un allevatore di muli.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
Sa mula è la femmina del mulo, dal latino mula. Il mulo è famoso perché sopporta le fatiche che altri suoi simili non reggono. Anche noi sardi per indicare una persona che lavora tanto ed in qualsiasi circostanza diciamo: "Là castiàdhu, traballat ke u' mulu"! ("Guardalo, lavora come un mulo"!). Per indicare una donna di facili costumi si dice: "Bella mula jei est"! cioè è una bella mula, che talvolta sostituisce ègua =(puledra)! Nelle carte antiche lo ritroviamo tra i firmatari della Pace di Eleonora del 1388 (*LPDE): Mula Joanne, jurato ville Sorrai (* Sorrai.distrutto. Contrate Partis Varicati - Barigadu); Mula Nicolao, jurato ville Curie(* Curie de Ploaghe.odierno Plaghe); Mula Parisono, jurato ville Nurau Albu(* Nurau Albu.distrutto. Campitani Majoris). Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado (*CSMB XI°, XII° sec.), sono citati 12 Mula, tra cui ricordiamo: Mula Furatu, di Pietro, marito a (sic) Iorgia Tidu (100), in una partizione di servi; Mula Nastasia (82), in una partizione di servi (Ego Girardo prior de Bonarcado, facio partione cun Iudice: homines ki hamus in pare in Augustis: fiios de Petru Mula de Bonàda: Goantine a Clesia et Orzocco a Iudice; Ianni a Clesia et Nastasia a Iudice.):.Io Girardo, priore di Bonarcardo, faccio "partizione"(di servi)col giudice, degli uomini che abbiamo in comune ad Austis (odierno Austis): i figli di Pietro Mula di Bonàda, Costantino alla chiesa(di Bonarcado), Orzocco al giudice; Gianni alla chiesa, Nastasia al giudice. Attualmente è presente in Sardegna, con maggiore frequenza nella parte centrale, in 177 su 377 Comuni. In campo nazionale è presente in 433 Comuni. Nella penisola la diffusione è maggiore nel centro nord. In USA è presente in 6 Stati: California con 2 nuclei familiari, Colorado, Florida, Virginia, Massachusetts, Connecticut con 1.
MULAZZANI
MULAZZANO
Mulazzani ha un ceppo nella zona di incrocio tra il milanese, il bergamasco ed il cremonese, ed un nucleo nel riminese e pesarese, Mulazzano, assolutamente rarissimo sembrerebbe del Piemonte occidentale, dovrebbero derivare da toponimi come Mulazzano nel lodigiano o Mulazzano di Coriano nel riminese, ma è pure possibile una derivazione diretta dal nome latino Mulatius, come collegamento famigliare o di proprietà, quelli di Mulazio, quelli della proprietà di Mulazio, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Pancalieri nel torinese nel 1600 con il notaio Gio Batta Mulazzani di Murello (CN).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Mulazzani è cognome riminese dal toponimo Mulazzano (Coriano, RN), che si rifà al personale latino Munatius o, secondo Polloni 833, all'aggettivo 'muricianus' da 'muria' = salamoia, acqua salina, o da 'mollicianus' derivato da 'mollitia' = mollizia (it. antico) (n.d.r. con il significato di delicatezza, ma anche di impudicizia ed effeminatezza).
MULE
MULE'
Tipici della Sicilia centrooccidentale, Mule è molto più raro di Mulè, derivano entrambi dal vocabolo arabo mawlà (guida, maestro, superiore, meritorio) il mullah degli Sciti, tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1200 a Rodi, in uno scritto del 1229 si legge: "...Harpernus dictus Mule, castellanus castri et dapifer terrae de Rode...".
MULEDDU Estremamente raro, tipicamente sardo, deriva da un diminutivo del vocabolo sardo mulu (muletto)  probabilmente per caratteristiche comportamentali del capostipite.
MULIC
MULLIG
Sia Mulic che Mullig, sono assolutamente rarissimi ed entrambi specifici dell'udinese, dovrebbero derivare dal termine dialettale friulano mul (mulo, ma anche bastardo per estensione del concetto) con la -ig o -ic finale diminutiva il termine starebbe quindi ad indicare piccolo mulo o anche piccolo bastardo.
MUNACO' Molto molto raro sembrerebbe specifico di Cinisi (PA), dovrebbe derivare da modificazioni dialettali del termine greco monachos.
MUNAFO' Tipicamente messinese, di Barcellona Pozzo Di Gotto (ME) in particolare, dovrebbe derivare da modificazioni dialettali del termine greco monachos.
MUNARETTI
MUNARETTO
MUNARI
MUNARIN
MUNARINI
MUNER
MUNERO
MUNERATTI
MUNERATTO
MUNEROTTO
Sia Munaretti e Muneratti che Munaretto e Muneratto sono tipici veneti, anche se il primo ed il terzo sono molto più rari del secondo e del quarto, Munari è molto diffuso in tutto il nord con un ceppo anche nel Lazio a Roma, Latina ed Aprilia, Munarin è tipico della zona di Casale sul Sile e Mogliano Veneto nel trevisano e di Martellago (VE), Munarini ha un ceppo a Reggio Emilia ed uno nel vicentino a Vicenza e Thiene, Muner, abbastanza raro, ha un ceppo a Venezia e nel veneziano, a Montebelluna nel trevisano ed a Tolmezzo nell'udinese, Munero è praticamente unico ed è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, Munerotto è tipico del veneziano, di Cavallino Treporti e Iesolo, e del trevisano, di Susegana e Santa Lucia di Piave, tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite varie forme ipocoristiche.o modificazioni dialettali, o dal nome longobardo Munari di cui abbiamo un esempio in una Charta venditionis del Codice Diplomatico Longobardo del 19 gennaio 735 conservata nell'archivio di Piacenza: "...Munari filius quondam Gemmolo uindedit in ipso loco media iuge, et accepit precio ab Romoald presbitero conparatore auri medio solido....", o, e molto più probabilmente, da soprannomi dialettali originati dal termine munaro o munero, per chi svolgeva il mestiere di mugnaio.
MUNNO Munno ha vari ceppi nel centrosud, nel Lazio a Roma, a Fondi nel latinense ed a Roccasecca nel frusinate, in Campania soprattutto nel casertano, ed in particolare a Santa Maria Capua Vetere, ma anche a Macerata Campania, Gricignano d'Aversa, Marcianise, Curti e Caserta, sempre nel casertano, in Puglia a Monopoli nel barese, a Pulsano nel tarantino ed a Vieste e Vico del Gargano nel foggiano, ed in Calabria nel cosentino ad Albidona, Amantea, Luzzi e Trebisacce, si dovrebbe trattare di una forma aferetica dialettale di nomi germanici come Raimund, Edmund o altri simili, in qualche caso potrebbe anche derivare dal nome latino di origine fenicia Munnus.
MUNTONE
MUNTONI
Muntone è specifico di Fonni nel nuorese, Muntoni, decisamente meno raro, ha un ceppo importante a Villacidro e Gonnosfanadiga nel Medio Campidano, un ceppo a Cagliari, Quartu Sant`Elena e Villa San Pietro nel cagliaritano ed uno a Terralba nell'oristanese ed a Carbonia.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
Muntoni deriva dal termine sardo muntoni (mucchio). Un mucchio di sassi si dice unu muntoni de perda. Nel toscano antico montone significa un mucchio di letame, un letamaio. Unu muntoni de ladamini o unu muntonaxu. Ammuntonare/i vuol dire ammucchiare. Non l'abbiamo riscontrato nelle carte antiche. Il cognome è presente in Sardegna in 71 Comuni su 377 Nel territorio nazionale il cognome è presente in 143 Comuni. Nel Continente, la maggiore diffusione si registra nel centro nord. In USA è presente solo in California, con un solo nucleo familiare.
MURA Di origini sarde, largamente diffuso, questo cognome dovrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo dialettale sardo mura (mora di rovo o di gelso). forse ad indicare la presenza di piante di gelso in prossimità dell'abitazione della famiglia, ma è pure possibile una connessione con il il termine muro ad indicare forse la presenza di un muretto di pietra nei pressi dell'abitazione.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
MURA: significato ed etimologia. Mora del gelso. Muragessa, murighessa. In latino morus: morus alba = muragessa bianca; morus nigra = muragessa niedda. La mora del rovo è sa mura de arrù o de orrù, in latino rubus fruticosus. Nelle carte antiche ne troviamo 7 tra i firmatari della Pace di Eleonora *LPDE del 1388: Mura (de) Elias, ville Sasseri; Mura Barisono - ville Terrenove; Mura Gonnario, ville Desilo(Desulo - Mandrolisay o Barbagia di Belvì); Mura Jacobo, Mole de Posata; Mura Mariano, ville Leonissa( villaggio distrutto - Mandrolisay); Mura Mariano, ville Ollolà (Ollolai - Barbagia di Ollolai); Mura Petro, jurato ville Pauli (Paulilatino - Contrate Partis de Guilcier). Attualmente il cognome è presente in Sardegna, con diffusione omogenea, in 256 su 377. Nel territorio nazionale il cognome Mura è presente in 839 Comuni: Roma 468, Genova 171, Torino 137, Milano 129, Livorno 47, Ravenna 14, etc. In USA è presente in 31 Stati, con 3 nuclei familiari in California, Oregon, Florida, Georgia, Louisiana, New York, Pennsylvania, New Jersey, 2 Arkansas, Missouri, Illinois, Michigan, Wisconsin, Massachussetts, 1 negli altri.
MURAGLIA
MURAGLIE
Muraglia è un cognome tipicamente pugliese, di   Gravina In Puglia ed Andria nel barese, di Taranto e Martina Franca (TA) e di Foggia, con un piccolo ceppo anche a Palermo ed a Perfugas nel sassarese, Muraglie è quasi unico, potrebbe derivare da un toponimo contenente la radice Muragl-, come ne esistono in giro per l'Italia, ma, molto più probabilmente, derivano dal fatto di abitare la famiglia in prossimità di un muraglione o di mura cittadine.
MURANELLA Muranella è un cognome veneto quasi unico.
MURANI
MURANO
Murani, molto raro, ha un ceppo nel Piceno ed uno nel foggiano, Murano è molto diffuso a Roma e nella zona che comprende il casertano, il napoletano, il salernitano, il potentino, il foggiano, il barese, il tarentino ed il cosentino, dovrebbero derivare dal nome personale latino Muranus di cui abbiamo un esempio negli Annales: "...Muranus, eques alae primae Flaviae, Andiouri filius, civis Sequanus..:", nome molto diffuso nell'area campano, lucana, secondo Servio fu un Re di nome Muranus che fondò la città di Avella nell'avellinese.
MURARI
MURARO
Murari è tipico dell'area tra Lombardia e Veneto, del veronese soprattutto, di Verona, Negrar, Legnago, San Pietro in Cariano, Bovolone, Sommacampagna, San Giovanni Lupatoto, Villafranca di Verona e Monteforte d'Alpone, Muraro è decisamente veneto, in particolare di Brendola, Vicenza e Montecchio Maggiore nel vicentino e di Verona e Padova, dovrebbero derivare dalla qualifica di magister murarius (capomastro o muratore) atribuita al capostipite.
MURATORE
MURATORI
Muratore, molto diffuso in Sicilia e nel reggino, parrebbe avere anche un ceppo importante a Ventimiglia in provincia d'Imperia, Muratori è originario dell'Emilia e Romagna, derivano da soprannomi legati al mestiere di muratore, personaggio di assoluto rilievo è stato Ludovico Antonio Muratori (1672 - 1750) di Vignola (MO), religioso e studioso, scrisse molte opere tra le quali la famosa opera storica Rerum italicarum scriptores che copre il periodo dall'anno 500 al 1500, scrisse inoltre Antiquitates italicae medii aevi sui costumi e gli usi correnti nel medio Evo.
MURCIANO Murciano è tipico del Salento, del tarentino e, in particolar modo, del leccese, di Galatina, Martano, Diso e Copertino, dovrebbe derivare dall'etnico di Murcia, città ed antico regno spagnoli, si potrebbe trattare di profughi sefarditi espulsi da quella città all'epoca della cacciata degli ebrei.
MUREDDA
MUREDDU
Muredda, tipicamente sardo, è tipico di Illorai nel sassarese, con un ceppo anche a Sedilo nell'oristanese, Mureddu, specifico sardo anch'esso, diffuso in tutta l'isola, potrebbero derivare dall'etnico di toponimi come Muravera nel cagliaritano, ma più probabilmente derivano da soprannomi originati dal vocabolo sardo mureddu (muretto) stante ad indicare una particolare località, è pure possibile una derivazione da un diminutivo derivato dal cognome Mura.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
MUREDDA; MUREDDU: sa muredda, su mureddu (piccolo muro) è il gradino, generalmente di pietra, alto più o meno 60/70 centimetri, sistemato davanti all'ingresso delle case, come sedile, ma anche per montare a cavallo. Hanno senz'altro lo stesso etimo di muro/u (lat. murus). Non sono presenti nelle carte antiche della Sardegna, almeno in quelle da noi consultate, ma tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, figura un certo, Murellu Gavino, ville Oniferi (* Oniferi. odierna Oniferi. Curatorie Dore). Attualmente il cognome Muredda è presente in 18 Comuni italiani, di cui6 in Sardegna: Illorai 24, Sedilo18, Sassari 15, etc. Mureddu è presente in 193 Comuni italiani, di cui 95 in Sardegna: Cagliari 141, Fonni 120, Nuoro 86, Tempio 74, Sassari 71, etc.
MURER Tipico del trevigiano e bellunese, dovrebbe derivare da soprannomi dialettali legati al mestiere di muratore, ma è pure possibile in alcuni casi una derivazione da nomi di località come Mure di Meduna (TV) o altre simili, è pure possibile un'origine germanica, a Verona in una lapide si può leggere: "HIC . IACET . OLRIGO . MURER . DE . GRONICHER . QUI . OBIIT. MCCCLVIII . DIE . MARCII ".
MURESU Tipico della Sardegna nordoccidentale, della zona di Sassari e Sennori, dovrebbe derivare dall'etnico di Muros (SS).
MURGIA Tipico sardo, probabilmente deriva da un soprannome originato dal vocabolo dialettale murgia (salamoia).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
Murgia o murja in sardo significa salamoia (acqua salata) e deriva dal latino muria. Quando un cibo è oltremodo salato si dice: tenit sabòri de murgia (ha sapore di sale o meglio di acqua salata). È un cognome diffuso in maniera omogenea in tutta la Sardegna e precisamente in 241 comuni su 377. Il cognome Murgia è presente in Sardegna sin dai tempi antichi. Sono 39 i "Murgia"  firmatari della Pace di Eleonora,  *LPDE 1388, tra i quali ricordiamo: Murgia (de) Gunnario, majore (sindaco) ville Usedos (odierno Usellus- Contrate  Partis de Montibus); Murgia Mariano, majore ville Orgosolo (Curatorie Dore); Murgia Molentinu, jurato (guardia giurata, collaboratore del majore) ville Tramaça (Odierno Tramazza - Contrate Partis de Milis); Murgia Guantino, ville Ecclesiarum (Villa di Chiesa - Iglesias); Murgia Guiducio, ville Ecclesiarum; Murgia Gunnario, ville Ecclesiarum; Murgia Francisco, jurato ville Ses Plasses (odierno Las Plassas - Contrate Marmille); Murgia Baldufino - ville de Biti (odierno Bitti - Contrate Montis Acuti). Nel Condaghe di San Nicola di Trullas troviamo invece Muria (4), tra i quali citiamo Muria Petru mandatore (il mandatore de rennu era un  funzionario regio, incaricato delle ambasciate ; il mandatore de ecclesia, era il rappresentante giudiziale di una chiesa) de Navika, teste in una vendita di terra, *CSNT 193. Nel Condaghe di S. M. di Bonarcado *CSMB, sono presenti 8 Muria(talvolta appare Murghia, talaltra Murgia), tra i quali ricordiamo Muria Goantine, prete di Senuski (o Sinuski, o Sa Nuski: villaggio scomparso, i cui resti si trovano non lontano da Cabras; appartenne infatti alla Curadorìa di Cabras o Campitano Majore; abbandonato verso la seconda metà del XVII° sec., probabilmente in seguito a ripetute incursioni barabaresche), teste in una donazione, a Santa Maria, da parte di donnu Comita de Zepera, pro anima sua (per la grazia della sua anima), nelle mani del priore donnu Petru Perusino, di unu cavallu e un ebba e unu iuvu e CL berbekes e X matricas de porcos( un cavallo, una puledra, un giogo di buoi, 150 pecore e 10 scrofe) e promette di dare( sempre a Santa Maria), alla sua morte, una parte delle sue sostanze, nella misura di quanto spetta a ciascuno dei suoi figli. Segue l'elenco, terras, bingias (terre, vigne...) etc. Etc.
MURIGLIO Molto raro, dovrebbe essere originario della zona di Cerignola nel foggiano, potrebbe derivare o da un soprannome dialettale o dal nome Franco Germanico Muriel.
MURINI
MURINO
MURINU
Murini, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad errate trascrizioni di Murino, che ha un ceppo sardo nell'Ogliastra a Gairo, Tortolì, Cardedu, Bari Sardo ed Osini, ed uno campano nel salernitano a Salerno, Pellezzano e Baronissi, Murinu, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del nuorese, i ceppi sardi dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine sardo murinu (nero, fosco), forse a caratterizzare l'aspetto fisico od il carattere dei capostipiti, mentre il ceppo campano dovrebbe derivare dal cognomen latino Murinus, uno degli epiteti di Apollo.
MURNO Assolutamente molto raro, è specifico del potentino, probabilmente è originario di Moliterno (PZ), dovrebbe derivare dal cognomen latino Murnus, di cui abbiamo un esempio in un'antica lapide latina: "[Au]runculeio animae quo itrius Murnus amico".
MURONI Muroni è molto diffuso in tutta la Sardegna, soprattutto nella zona costiera occidentale della parte centrosettentrionale dell'isola, potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine sardp logodurese murone (muflone, montone selvatico), o anche dal termine di origine spagnola muroni (ammasso di terra).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
MURONI: su muroni è un grosso mucchio di terra: u' muròni de terra. Per Muroni il Wagner suggerisce lo spagnolo moròn = mucchio di terra.  Non è presente nelle carte antiche della Sardegna, almeno in quelle da noi consultate. Nella storia ricordiamo tre Muroni, Francesco Maria, Pietro e Salvatore (fratelli) nativi di Bonorva. Vissero in epoca sabauda del Regno di Sardegna e parteciparono alle agitazioni antifeudali di Giommaria Angioy, del 1795, 1796 (Di. Sto. Sa. Di F. C. Casula). Attualmente il cognome Muroni è presente in 128 Comuni italiani, di cui 58 in Sardegna: Sassari 175, Macomer 75, Bonorva 46, Oristano 44, etc.
MURRI
MURRO
Murri ha un ceppo a Civitanova Marche nel maceratese ed uno a Montefiore dell'Aso e Cupra Marittima nel Piceno, ha un piccolo ceppo a L'aquila e Lucoli nell'aquilano, ed a Pescara, uno a Roma ed a Cisterna di Latina, uno a Taranto e nel brindisino a Fasano, Mesagne e Brindisi, Murro  è tipico pugliese, della zona di Conversano (BA) e Ginosa (TA), dovrebbero derivare da antichi nomi di località o dal nome medioevale Murro, Murronis, di cui abbiamo un esempio nel  Codice Diplomatico della Lombardia medievale in un documento dell'anno 1188 redatto in Pavia, dove viene citato un certo Murro di Gambolò, potrebbe anche derivare da nomi di località come Montemurro nel potentino, tracce di questa cognominizzazione le troviamo in un atto del 1289 a Miranda nell'iserniese: "...Actum Reate in domibus , in quibus praefatus Dominus Camerarius morabatur , praesentibus Domino Raynuccino de Murro , Domino Henrico de Labro Capellanis , Magistro Paulo de Reate Clerico Camerae Domini Papae, & Domino Thoma Milite , & Manfredo Domini Pandulfi de Labro , Petro Cimini de Reate , Magistro Benedicto de Sulmona, & Chrißophoro Benedicti de Sen is , testibus . Item anno, Indictione , Pontificatu, & locis praedictis , ejusdem mensis Julii die VI. intrante , in praesentia mei Notarii & testium subscriptorum , Ray naldus Callararius , Ferranetius ..".
integrazioni fornite da Enzo Poci
Per quanto riguarda il cognome Murri, Iacobo Murri, proveniente da Monte Vidon Combatte nel Piceno, si sposa a Mesagne nel 1702. Nel corso di tre secoli il cognome si è diffuso ampiamente. Dello stesso ramo vi sono state emigrazioni a Taranto, a Brindisi, nel leccese, a Torino, a Pisa, a Modena ecc..  Augusto Murri, medico e professore universitario era originario delle Marche, come lo stesso Romolo Murri, fondatore della D.C. Nella mia città, Mesagne, dove il cognome è diffusissimo, anche un scrittore locale nel 1894 ha scritto che i Murri provenivano da Montemurro. Mentre io, facendo una genealogia di questa famiglia, andando a consultare gli atti di battesimo,di matrimonio e di morte, ho trovato che quel Jacobo Murri proveniva da Monte Vidon Combatte in prov.di Ascoli Piceno.
MURRONI
MURRU
Murroni è originario del cagliaritano, questo cognome abbastanza raro deriva da un soprannome che discende dal vocabolo dialettale sardo murru (bigio, grigiastro, muso), stessa origine ha il cognome Murru diffuso in tutta la Sardegna,  uno dei più antichi cognomi dell'isola.
MURSIA Tipico di Biancavilla (CT), dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo arabo mursja (solido come una roccia, rocca).
MURTA
MURTAS
Murta è quasi unico, Murtas è tipico della Sardegna centro meridionale, dove è molto diffuso, soprattutto nella zona sudoccidentale, dovrebbero derivare o da toponimi come Rio Murtas nel cagliaritano o Murtas località di Villapuztu sempre nel cagliaritano, oppure da soprannomi originati dal vocabolo sardo múrta (mirto) dovuti o a vicinanze con cespugli di mirto o al fatto di fare prodotti a base di mirto. Troviamo tracce di questa cognominizzazione a Scano Montiferro (OR) nel 1700 con il Vassallo Nicolas Murtas citato in un atto del notaio Giuseppe Passiu Padery.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
MURTA; MURTAS: per il significato, l'etimologia e la presenza dei due cognomi nelle carte antiche della lingua e della storia della Sardegna, vedi De Murtas. Attualmente il cognome Murtas è presente in 217 Comuni italiani, di cui 97 in Sardegna: Cagliari 262, Oristano 113, Quartu 97, Assemini 72, Arbus 68, etc. Murta è presente in 7 Comuni italiani, di cui 1 in Sardegna: Carbonia con 3 (che invece ha 36 Murtas).
MURTINU Murtinu, molto raro, è specifico di Iglesias, di Villacidro nel Medio Campidano e di Villaspeciosa nel cagliaritano, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine sardo mùrtinu (sauro) derivato dal latino murteus (di colore rossiccio, del colore del mirto).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
MURTINU: sia in Logudorese che in Campidanese significa "sauro", ad indicare generalmente il colore del manto del cavallo. Homini mùrtinu significa generalmente, uomo dai capelli rossicciHomini cun sa barba mùrtina = un uomo con la barba rossiccia. Deriva dal latino murteus o myrteus o anche da murtinus = di mirto o del colore del mirto. È frequente come toponimo, ad indicare un luogo con la vegetazione ricca di mirto. Come cognome è presente nelle carte antiche della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, figurano: Murtinu Comita, majore (amministratore di giustizia - sindaco) ville Leunelli ( * Leunelli.odierno Neonelli. Contrate Partis Varicati - Barigadu); Murtinu Joanne, ville Sune ( *  SUNE.Suni. Contrate Castri Serravallis); Murtinu Leonardo, ville Montis Leonis ( * Montis Leonis.odierno Monteleone Roccadoria. Caputabas; Murtinu Michele, jurato ville Baugadi ( * Baugadi.Bangadi - Bauyadi.villaggio distrutto? (Contrate Partis Milis);  Murtinu Petro, majore ville Donugagia ( * Donugagia.odierno Donigala. Campitani Majoris); Murtinu Petro, ville Arcuèri ( * Arcuèri.odierno Ortuèri. Mandrolisay o Barbagia di Belvì). Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI°, XIII° secolo, abbiamo: Murtinu Cosantine (212), maiore de scolca( era il comandante della guarnigione di guardia dei confini), testimone in una donazione - Posit Grega De Sii una terra  a clesia, in capizale de padro, costa a latu de Gunnari Maluzu, cabizale a terra de Goantine Corda. Testes. (diede Greca de Sii una terra alla chiesa, confinante con l'aia, a fianco a Gunnari Maluzu e confinante con la terra di Goantine Corda. Testimoni.Goantine Murtinu, maiore de scolca de Riora.; Murtinu Gantine (72) armentariu (l'armentariu era preposto all'amministrazione del patrimonio fiscale)de Sollie, testimone in uno scambio di servitù (tramutu): .ego Iohannes, prior de Bonarcato, facio ista recordatione pro sas mulieres ( qui è inteso come donne, non come mogli), que tramutavimus cun iudice. Dedilli.Testes.Goantine Murtinu.;Petru Murtinu, armentariu de Bonarcato(25), curatore de Parte Milis (32), reggente corona (tribunale - 178). Nel Condaghe di San Pietro di Silki, CSPS, XI°, XIII° secolo è più volte citato, Murtinu Kipriane (79, 89, 100, 102, 103, 104, 106, 107), mandatore de scu. Petru (il mandatore de rennu era incaricato delle ambasciate, dei messaggi e delle citazioni regie; il mandatore de ecclesia, era il rappresentante giudiziale di una chiesa). Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI°, XIII° secolo, figurano: Murtinu Maria (121), in uno scambio(tramutu) di servi: Ego Iohannes Prior tramutai homines cun Petru de Athen; deili.(gli diedi.). Et isse deitimi (mi diede.).Maria Murtinu, intrega (interamente, per tutto il servizio).Gosantine Murtinu (151), teste in una lite (kertu) per il possesso della servitù. Petru Murtinu (116),  servo di Maria de Athen, vende la sua casa di Puçu Passaris (villaggio oggi  abbandonato: era sito, probabilmente, tra Romana e Cheremule): comporaili (ego prior Albertus) a Petru Murtinu, ki fuit servo de Maria de Athen, sa domo sua de Puçu Passarsi, cun tota sa corte ki habeat isse conporatu a Mariane de Iaca  (con tutto il cortile che aveva comprato da Mariane Iaca).Oggi il cognome Murtinu è presente in 40 Comuni italiani, di cui 17 in Sardegna: Iglesias 22, Villaspeciosa 12, Vollacidro 9, Domusnovas 6, Villasor 6, etc.
MURU Muru è tipico della Sardegna sudoccidentale e di Cagliari, dovrebbe derivare da un soprannome originato o da caratteristiche della località d'origine dei capostipiti o dal loro mestiere di muratori.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
MURU: per il significato, l'etimologia e la presenza del cognome negli antichi documenti della storia e della lingua della Sardegna vedi De Muro. Attualmente è presente in 60 Comuni italiani, di cui 33 in Sardegna: Guspini 45, Cagliari 29, Logoro 20, San Gavino 20, etc.
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