| MOSA
|
Mosa sembrerebbe originario di Ravanusa nell'agrigentino, dovrebbe derivare
dal nome arabo Mosah, a sua volta derivato
dal nome ebraico Mozah, dobbiamo però
considerare più probabile un'origine albanese, il nome ed anche
cognome Mosah era ben diffuso anche
in Albania. |
MOSCA
MOSCHELLA
MOSCHELLI
MOSCHELLO
MOSCUZZA |
Mosca è assolutamente panitaliano, Moschella è tipicamente
meridionale, del napoletano, avellinese soprattutto e salernitano, del
vibonese e reggino e del messinese e catanese, Moschelli e Moschello, quasi
unici, dovrebbero essere siciliani e dipendere da un'errata trascrizione
del precedente, Moscuzza è tipicamente siracusano, dovrebbero tutti
derivare, direttamente o tramite vari tipi di forme ipocoristiche, da soprannomi,
ma è pure possibile una derivazione dal nome medioevale Mosca, tracce di
queste cognominizzazioni le troviamo già nel 1172 negli Annales
Pisani dove si legge: "Anno Domini MCLXXII,
indictione v. Pisani tres galeas armaverunt, quarum capitanei et gomites
Gallus Taliapagani et Iacobus quondam Rambotti Cerini, et Alberigus
Pasce Mosca fuerunt; et usque in Sardineam
navigaverunt, et duas naves Ianuensium super caput Albi in alto pelago
viderunt,...". |
MOSCARDA
MOSCARDI
MOSCARDIN
MOSCARDINI
MOSCARDINO
MOSCARDO |
Moscarda. estremamente raro, sembrerebbe tipico del goriziano e del triestino,
Moscardi ha un ceppo principale in Lombardia, particolarmente a Breno nel
bresciano, con presenze significative anche a Piancogno, Cividate Camuno,
Alfianello, Bienno e Darfo Boario Terme, ha un ceppo a Firenze, Calenzano,
Sesto Fiorentino e Fiesole, ha un piccolo ceppo tra rovigoto e padovano,
un ceppo a L'Aquila ed uno a Roma, Moscardin, rarissimo, è tipico
di Codevigo e Pontelongo nel padovano, Moscardini ha ceppi nel pavese,
nel modenese, in Toscana, in particolare nel lucchese a Barga, Coreglia
Antelminelli, Lucca, Castelnuovo Di Garfagnana e Massarosa, ed uno a Roma,
Moscardino, molto molto raro, ha un ceppo a Casalnuovo di Napoli ed a Napoli,
Moscardo ha un ceppo a Verona e Padova ed uno piemontese ad Alessandria,
derivano tutti direttamente o tramite ipocoristici dal nome medioevale
Moscardus di cui abbiamo un esempio in una Carta venditionis del 1182 a
Cremona: "...in hac venditione renonciavit, investivit
nomine venditionis Moscardum
de Antegnato nominatim de novem petiis terre sui iuris inter aratoriam
et buschivam et cum sedimine uno que iacet in curte Rovereti ...",
in alcuni casi, il ceppo friulano potrebbe derivare dal nome di una località
e di un corso d'acqua che sfocia nel Timavo chiamata appunto Moscarda,
potrebbe anche derivare da soprannomi generati dal moscardo un particolare
tipo di falco.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Moscardini: si tratta di un soprannome, dal noto roditore moscardino,
che per traslato significa «giovanotto alla
moda». È vivo anche nel Reggiano. Fonte: F. Violi,
Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. |
MOSCAT
MOSCATELLI
MOSCATELLO
MOSCATI
MOSCATO
MUSCATELLI
MUSCATELLO |
Moscat, quasi unico è presente solo nella Sicilia meridionale, Moscatelli
è molto diffuso in tutto il centronord ed in Puglia, con massima
concentrazione in Umbria e nel Lazio, Moscatello ha un piccolo ceppo umbro,
uno a Roma, ed ha ceppi nel leccese, nel reggino ed in Sicilia nel palermitano
e nel catanese e siracusano, tipicamente originario della provincia romana
con un ceppo anche nel napoletano Moscati, Moscato, molto più diffuso
sulla fascia che comprende Lazio e Campania, ha un ceppo anche nella Sicilia
occidentale, Muscatelli ha un ceppo nel barese a Mola di Bari, Grumo Appula
e Bari, ed un ceppo a Torremaggiore nel foggiano, Muscatello ha un ceppo
a Roma, uno nel leccese, uno nel reggino ed uno in Sicilia nel siracusano,
. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio nell'elenco
degli iscritti all'Ateneo di Perugia per l'anno 1573 con un certo Hieronymus
Moscatellus.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Moscato è un cognome molto diffuso in Sicilia orientale e meridionale,
in Calabria (specialmente nella zona dello Stretto), in Campania (nel napoletano,
nell'avellinese e maggiormente nel salernitano), ma altri ceppi si possono
individuare nel Lazio, in Toscana, in Romagna, nel Veneto, in Lombardia
ed in Piemonte. Moscato deriva dal nome dato in passato a numerosi
vitigni, anche differenti fra loro, ma con in comune un particolare aroma.
Il termine muscatus o moscatus
compare già nel Trecento in un trattato sui vini di Pier de'Crescenzi.
Si può ipotizzare quindi che il cognome sia derivato dall'attività
legata proprio alla produzione del vino moscato. Varianti di Moscato possono
essere Moscati (più raro e specificamente laziale) e Muscato, prevalentemente
meridionale (calabrese e siciliano). Dal punto di vista araldico
non ho riscontrato ceppi aristocratici con questo cognome. |
MOSCETTA
MOSCETTI |
Moscetta ha un ceppo a Roma ed uno a Serrone nel frusinate, Moscetti ha
un ceppo nel perugino, a Gubbio e Perugia, uno ad Orvieto nel ternano ed
uno nel viterbese, a Montefiascone e Tarquinia, con un grosso ceppo anche
a Roma, potrebbero derivare dal nome della località di Mosceta
in Garfagnana: "...sub beati Petri et Pauli prò
nostra protectione subscipimus specialiter autem Casalia, terras silvas
venationes piscarias cum omnibus Juribus Jurisdictionibus et libertatibus
suis quas infra subscriptos confìnes, videlicet a Bracciolo, per
Gromignum, sicut aqua currit, et ab inde ad Cocciliam, et ab aqua Coccilie,
deinde ad Girlum et deinde ad Cerrum, et deinde ad Colle lungum, et deinde
ad Pradirenam et deinde ad hospitale Tade, et deinde ad Palam Caram et
deinde ad Forsicum et deinde ad Moscetam,
et deinde ad Painam, et deinde ad alpem lucesem per Giovum et deinde per
Pedognam,...". |
MOSCHEN
MOSCHIN
MOSCHINI
MOSCHINO |
Moschen è tipico trentino, Moschin è padovano, Moschini è
diffuso in tutto il centro nord, Moschino, rarissimo, potrebbe avere oltre
al ceppo veneziano, anche uno nel pavese ed alessandrino ed uno nel napoletano,
dovrebbero derivare dal nome medioevale Moschinus, ricordiamo Moschino
Della Torre a Milano nel 1300, questo nome è riportato ad esempio
da Teofilo Folengo nel tardo 1400, nel suo Baldo si legge: "...Doctus
ad hanc artem Moschinus,
qui maris olim viderat ad Pietoli zuffum plus mille fiatis...".
Tracce di questa cognominizzazione si trovano ne La vita di Benvenuto Cellini,
dove si legge tra l'altro: "...E' ne faceva uno Giovanni
Fiammingo ne' chiostri di Santa Croce, e uno ne faceva Vincenzio Danti,
perugino, in casa messer Ottaviano de' Medici; un altro ne cominciò
il figliuolo del Moschino
a Pisa, ...". |
MOSCHETTA
MOSCHETTI
MOSCHETTO |
Moschetta ha un ceppo a Legnago (VR), nel veronese e trevigiano ed a Pordenone,
uno nel teatino a Taranta Peligna, uno a Roma, Ladispoli (RM) ed Ausonia
(FR), ma il nucleo più importante è in Puglia ad Andria,
Moschetti ha ceppi tra barese e tarentino, nel napoletano, a Roma ed a
macchia di leopardo nella parte occidentale del settentrione, Moschetto
è specifico del catanese, derivano da soprannomi originati da un
vocabolo dialettale per moschino (moscerino),
ma è pure possibile un collegamento con toponimi come Moschetta
di Locri (RC). Troviamo tracce di queste cognominizzazioni ad esempio nella
seconda metà del 1500 a Cerchio (AQ) dove in un atto di matrimonio
si legge: "...Adi 18 de febraro 1577 Berardino
de Moschetta de Santa Iona piglia per sua
legitima sposa Maria de Campomizo...". |
MOSCHITTA
MOSCHITTO |
Moschitta, rarissimo, è tipico della Sicilia, del catanese e dell'agrigentino,
Moschitto, anch'egli rarissimo, dovrebbe essere originario di Augusta nel
siracusano, dovrebbero derivare da soprannomi legati al vocabolo mosca,
originati da caratteristiche fisiche o caratteriali del capostipite, ma
in alcuni casi potrebbero derivare da nomi di località come Monte
Moschitta nel catanese. |
| MOSCO
|
Mosco è specifico del veneziano, di Campolongo Maggiore, Venezia
e Campagna Lupia, con un ceppo romano dovuto probabilmente all'emigrazione
veneta in occasione della bonifica Pontina, dovrebbe derivare da un soprannome
dialettale attribuito al capostipite, basato sul termine veneziano arcaico
mosco (moscone,
ma anche damerino civettone). |
MOSCONE
MOSCONI |
Moscone ha un ceppo a Genova, ed uno nella fascia abruzzese, laziale, Mosconi
è molto diffuso in tutto il centronord, dovrebbero derivare da accrescitivi
del nome medioevale Mosca (vedi
MOSCA), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio
a Bergamo negli atti tribunalizi dell'anno 1599 quando Michele Mosconus,
acquisitore di beni di Bartolomeo Colleoni, capitano generale della Serenissima,
invia protesta al podestà di Bergamo per l'usurpazione delle ore
d'acqua fatta dal conte Francesco Martinengo di Malpaga, a Grosio e Decano
della città nel 1689 Giovanni Moscone. |
MOSE
MOSE' |
Mose è praticamente unico, mentre Mosè, molto molto raro,
è di Sinagra nel messinese, dovrebbero entrambi derivare dal nome
Mosè, derivato dal latino Moses,
a sua volta derivato dal nome ebraico Mosheh
(vedi MOSETTI). |
| MOSER
|
Specifico del Trentino Alto Adige, potrebbe derivare dal toponimo Moso
in Passiria (BZ), ma è pure possibile una derivazione dal tedesco
moos (muschio) attraverso un soprannome o direttamente dal cognome austriaco
Moser di cui abbiamo un esempio nel 1600 con Maria Sidonia Moser von Muerzgraben
di Graz.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Moser è un cognome d'origine tedesca, nel quale l'accento tonico
cadeva inizialmente sulla 'ó'
: (Móser). È stato documentato
che è nella zona di Piné che l'accento è scivolato
sulla seconda sillaba. In italiano, il cognome si potrebbe tradurre come
"Dalla Palude" poiché il sost.
tedesco Moos, oltre che 'muschio'
significa anche 'palude'. La sua origine
è probabilmente da collegare al territorio paludoso che si trovava
un tempo a sud di Miola, frazione di Baselga di Piné. Dalla zona
di Pinè, in particolare da Faida e Miola, il cognome si è
diffuso ampiamente in tutto il Trentino. |
MOSETTI
MOSETTO |
Mosetti ha due ceppi, uno nel goriziano ed a Trieste ed uno ad Affile in
provincia di Roma e a Roma stessa, Mosetto, assolutamente rarissimo, sembrerebbe
piemontese, cognome di origine ebraica derivante da variazioni del nome
Mosheh.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Mosetti è un cognome triestino, forma italianizzata sorta dopo
il 1918 dell'originario cognome sloveno Mozetič
patronimico in -ič tramite
la declinazione obliqua Mozet del nome
sloveno Moze, derivato come l'italiano
Mosè dall'agionimo latino Moses/Moyses
a sua volta risalente attraverso il greco Moses/Moyses
al nome ebraico biblico Mosheh - il
liberatore dalla schiavitù in Egitto e il legislatore del popolo
d'Israele - ove Mosheh (= Mosè)
in realtà è adattamento della voce egizia 'msj'
= figlio. M. Bonifacio, Cognomi triestini,
p. 188. |
| MOSNA
|
Decisamente della Venezia tridentina è specifico della città
di Trento, dovrebbe derivare da un nome di località come Monte Mosna
nelle prossimità di Besenello (TN), ma potrebbe anche derivare dal
vocabolo medioevale mosa (pantano), "...Quinta pecia terrae que est mosa et
canneto ...".
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Il Vocabolario vernacolo-italiano di Giambattista Azzolini (1777-1853)
definisce 'mosna' (termine del dialetto
trentino attualmente caduto in disuso) come "mucchio
di terra, o di sassi, o catasta." Il cognome potrebbe essere
dunque tradotto in italiano come 'Grava',
o 'Dalla Grava'. E su questo significato
concordano il Cesarini Sforza ("mucchio di sassi, di macerie") e il Lorenzi
("ciottolame, sassara"). In particolare, il Lorenzi, che indica Vigolo
di Sopramonte come luogo d'origine del cognome, suppone che esso sia derivato
dall'appellativo 'dalla mosna', perdendo
in seguito il 'dalla' per rimanere nella forma attuale. Sempre il Lorenzi,
ne indica l'analogia col ladino Mousna e il tedesco Mussner (da Steinmüsn
e dal dialettale Müsel, "grava, mucchio di sassi"). Il cognome è
diffuso in tutta la Valle dell'Adige, con una forte presenza nella città
di Trento. |
| MOSSA
|
Mossa è tipicamente sardo, di Cagliari, San Sperate, Nuraminis ed
Ussana nel cagliaritano, di Olbia, San Teodoro, Luras e Tempio Pausania
in Gallura, di Sassari e Perfugas nel sassarese, di Serramanna nel medio
Campidano e di Irgoli e Nuoro nel nuorese, con un ceppo anche nel barese,
a Bari e Sannicandro di Bari, il ceppo sardo dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine logodurese mossa
(signore), indicando probabilmente
che i capostipiti fossero delle persone di rispetto. |
| MOSSENTA
|
Mossenta è tipicamente friulano dell'udinese e di Pasian di Prato
in particolare, dove se ne hanno tracce fin dalla seconda metà del
1600, potrebbe derivare dalla toponomastica arcaica, ma è pure possibile,
se non addirittura più probabile, una correlazione con mossente,
il nome medioevale di un uccello tipico del Lago di Costanza, tra Svizzera,
Germania ed Austria, leggiamo in Historiae Naturalis
De Avibus: "...tria sunt genera. Unum
quod laminam rostri superiorem habet plane croceam, dentes utrinque
serratos, membranaceos flexiles, eminentes. Colorem plumarum per totum
corpus varium. Helvetiis Muggrate. Alterum corpore magno, coloris elegantissimi
in lacu Podamico (il lago di Costanza o lago
Bodanico, in tedesco Bodensee) circa Constantiam
visitur. Mourente et Mossente
a palustri coeno vocantur. ...", in Friuli sono abbastanza presenti
cognomi derivati da soprannomi originati da nomi di uccelli.
integrazioni fornite da R. Moschion
Da mie ricerche archivistiche è stato dimostrato che questo
cognome deriva dalla lingua friulana medioevale: in quel periodo con il
nome di Mon Sénta = Montagna
Santa si indicavano 3 località friulane (una vicino a
Gorizia, un'altra in provincia di Udine e la terza in provincia di Pordenone),
in cui c'erano antichi luoghi di culto, forse anche precristiani.
Nel corso dei secoli in due delle citate località sono sorti
santuari cristiani, tuttora molto famosi. |
MOSSI
MOSSINO
MOSSO |
Mossi ha un ceppo a Bariano (BG) e nel comasco a Blevio, ed un ceppo separato
a Civita Castellana (VT), Mossino è tipicamente piemontese, di Torino
e Verolengo nel torinese e di Asti e Monale nell'astigiano, Mosso è
tipico della zona che comprende le province di Torino e l'alto cuneese,
il ceppo lombardo e quello piemontese potrebbero derivare dalla Val di
Mosso nell'Ossolano, o dal toponimo Mosso Santa Maria (BI). |
| MOSSINI
|
Mossini è tipico dell'area lombarda, di Ardenno nel sondriese, di
Monno e Brescia nel bresciano, di Sustinente e Mantova nel mantovano e
di Milano, ed emiliana a Parma e Sorbolo nel parmense ed a Guastalla e
Brescello nel reggiano, questo cognome dovrebbe derivare dal nome e soprannome
arcaico Mossinus, forse un ipocoristico
del nome celtico Motius, si hanno tracce
di quest'uso a Sondrio nella prima metà del 1500 quando vi opera
il notaio Giovanni Andrea Mossinus fu Martino, di nobile famiglia, ed a
Chiuro nel sondriese, in un atto del 1641 dove in un atto di compravendita
la parte venditrice è rappresentata da un certo Iseppo de Piazza
detto Mossino fu Giacomo, abitante a Chiuro. |
MOSTACCHI
MOSTACCI |
Mostacchi, molto raro, di probabili origini della provincia di Sondrio,
Mostacci ha un ceppo abruzzese nell'aquilano tra Collarmele, Avezzano e
Celano ed uno a roma, possono far riferimento a baffi particolari mostacci
o mostacchi (baffoni),
come venivano chiamati nel 1700 dal francese moustache
o direttamente dal vocabolo basso latino mustaceus
a sua volta derivato dal greco mustax,
mustakos (baffi). |
MOSTARDA
MOSTARDI
MOSTARDINI |
Mostarda ha un ceppo nel bresciano ed uno nell'area che comprende Terni,
nel rietino Poggio Bustone e Rieti, Roma ed il romano, Mostardi, molto
più raro, ha un ceppo livornese ed uno romano, Mostardini,
abbastanza raro, è della zona che comprende il fiorentino a Empoli
e Firenze e Pescia nel pistoiese, dovrebbero derivare, direttamente o tramite
ipocoristici, dal nome medioevale Mostardus
di cui abbiamo un esempio in un tale Mostardo Capitano dello Stato Pontificio
agli inizi del 1400, troviamo tracce di queste cognominizzazioni fin dal
1200, in un atto del 1253 a Trento si legge: "...Charta
scripta est in favorem dominae Comitissae uxoris quondam Pellegrini
de Mostardo de Tridento...". |
MOSTI
MOSTO
DA MOSTO |
Mosti è tipicamente toscano, di Massa in particolare, con
un ceppo anche a Carrara e Montignoso e Pontedera nel pisano, Mosto, estremamente
raro, sembra essere tipico del genovese, con tracce antiche anche nei territori
della Repubblica veneta con i nobili Da Mosto originari di Padova o forse
di Oderzo (TV) di cui sono rimasti solo pochissimi discendenti, dovrebbero
derivare dal nome medioevale Mosto
di cui abbiamo un esempio in questo scritto del 1510: "Fu
posto, per i consieri, la parte di dar a sier Luca Miani, quondam sier
Anzolo, fo preso castelan a la Scalla, et fo ferito e rimasto strupiato
di uno brazo, la castelanaria di Castel Nuovo di Quer, in vita sua, con
ducati 5 di salario al mexe e non piu', et altre regalie etc. Et leto dil
1450, non vol si dagi gli officii di castelaniarie, quando fo da' il castello
di la Saracinescha di Padoa ai Malipieri, quel di Mestre a un Michiel,
quel di Este a un Mosto,
amazati a la guerra dil turcho etc...:". Tracce storiche di
questa casata si hanno già dai primi anni nel XIV° secolo con
il famoso capitano di mare veneziano Cà da Mosto, nella seconda
metà del 1400 a Vicenza troviamo: "Antonius
filius Simonis da Musto de Laude civis et
notarius publicus Vincentiæ", nei primi anni del 1500 a Venezia
troviamo un Piero A' Mosto capitano di mare, a Bergamo, nel 1512 è
provveditore di Bergamo Bartolomeo da Mosto e nel 1600, c'è un podestà
Alvise da Mosto. |
| MOSTIOLI
|
Mostioli è praticamente unico, potrebbe derivare dal nome della
frazione di Mostiola di San Colombano al Lambro tra lodigiano e milanese,
o, meno probabilmente, dell'antico Castrum Mostioli,
un territorio citato in questo testo del 1200, riferito ai possedimenti
dell'Abbazia di Sant'Ellero in Romagna: "..".In quibus
propriis hic duximus exprimenda vocalibus: locum cum omnibus pertinentiis
suis. castrum Cornaclarium, Planettum, Pungam, Monte Termini, Vallem Capriam,
Montem Hylari, Montem Boni, Spissera, Montem Vallis, rocam de Aquabelli,
Bisernum, Montem Acutum, massam de Pleda cum omnibus aliis massis de Galiada,
Montem Guidonis, castrum Cluserculus, castrum Flamigne, Montem Batuli,
Vallem de Area, Sugiolum, Montem Rotundum, Vallem de Oplo, Sanctam Floram,
Aquam Bellam, castrum Sancti Benedicti, Barbarinum et Corniolum, castrum
Ruidraculi, roccam., castrum Rondinarie, castrum Ripratosa, Crucideolum,
Sasech, Vallem Anseris, Melletum, montem Veterem de Galiada, castrum Suasie,
castrum Prataline, castrum Castagneti, Montem Novum, Culinam, Pratum, Montem
Cignam, Castrum Mostioli
et medietatem castri Glodioli, castrum Vallis Maioris, castrum Montis Roworedi,
castrum Montis Favali, castrum Ponticelli, castrum Civitelle,..". |
| MOTISI
|
Motisi è specifico del palermitano, di Palermo in particolare, Partinico
e Monreale, con un ceppo anche nel trapanese a Castellammare del Golfo,
Calatafimi Segesta e Castelvetrano, dovrebbe trattarsi di una forma etnica
dialettale riferita a capostipiti provenienti dall'isola di Malta. |
| MOTIZZI
|
Motizzi, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore
di trascrizione. |
| MOTOLA
|
Motola è specifico di Montescaglioso nel materano, dovrebbe derivare
da un nome di località come Motola nel Cilento salernitano o nel
tarentino, o anche dal nome del monte Motola che collega i paesi
dell'Alta Valle del Calore con il Vallo di Diano. |
| MOTOLESE |
Motolese è tipico del tarantino, di Grottaglie e Taranto, con presenze
anche a Lizzano, Martina Franca e Carosino, potrebbe derivare dal nome
della Contrada Motolese di Martina Franca. |
MOTTA
MOTTI
MOTTO |
Motta ha un nucleo importante al nord e soprattutto in Lombardia, ed uno
al sud con massima concentrazione in Calabria e Sicilia, Motti ha ceppi
in tutta la Lombardia ed in Emilia, e nel casertano e napoletano, Motto
è tipicamente ligure, piemontese, del torinese, dell'alessandrino,
del genovese e dello spezzino, con un ceppo anche nel lucchese, dovrebbero
derivare da vari toponimi legati al vocabolo arcaico motta
(monticello di terra o di detriti),
quali: Motta Baluffi nel cremonese, Motta Deconti nel vercellese, Motta
San Damiano nel pavese, Motta Visconti nel milanese, Motta Camastra e Motta
d'Affermo nel messinese, Motta S. Anastasia nel catanese, Motta S. Giovanni
nel reggino, Motta S. Lucia nel catanzarese e così moltissimi altri. |
| MOTTALINI
|
Mottalini, molto molto raro, tipicamente lombardo, sembrerebbe tipico del
sondriese, dovrebbe stare ad indicare la provenienza del capostipite dal
paese di Motta di Villa di Tirano o da Motta di Campodolcino, entrambi
nel sondriese, verso la fine del 1600 troviamo a Fusine nel sondriese un
Domenico Mottalino citato in un atto. |
| MOTTER
|
Motter è tipico dell'area di Tenna e Pergine Valsugana, dovrebbe
derivare dal vocabolo ladino motera
che significa grande cumulo o piccolo
colle, stante forse ad identificare una caratteristica del luogo
di provenienza o di abitazione della famiglia, secondo altri potrebbe derivare
da soprannomi originati dal termine mæ-dar
del nuovo alto tedesco che significa madre. |
MOTTERAN
MOTTERANI |
Motteran, molto raro, sembra avere, oltre al ceppo principale nel veronese,
anche uno nel novarese e varesotto, Motterani è estremamente più
raro, potrebbero derivare da soprannomi dialettali originati da nomi di
località legati al prefisso Motta. |
MOTTES
MOTTESI |
Tipico trentino di Fai Della Paganella (TN) Mottes, assolutamente rarissimo
Mottesi specifico di Pergine Valsugana (TN), dovrebbero derivare dal nome
tedesco Matthaus, ma secondo altri deriverebbero dal vocabolo arcaico motta
(monticello di terra o di detriti). |
MOTTIN
MOTTINI |
Cognomi abbastanza rari Mottini
è tipico lombardo, più propriamente del nordmilanese, con
un ceppo probabilmente originario nel sondriese, Mottin sembrerebbe avere
due ceppi, uno nella Lombardia nordoccidentale ed uno nel vicentino, dovrebbero
derivare da nomi di località legati al vocabolo arcaico motta (monticello
di terra o di detriti). Troviamo tracce già dalla fine del 1500
con il prevosto di origine varesina Francesco Mottini che divenne poi Vescovo,
con un Matteo Mottini fu Pietro della Foppa decano del comune a Fusine
(SO) nei primi anni del 1700, erede di Antonio Mottini della Foppa fu Maffeo
quest'ultimo pure decano del comune nel 1600. |
| MOTTOLA
|
Cognome tipico campano, con ceppi anche in Puglia, che potrebbero derivare
dal toponimo Mottola (TA), potrebbe derivare da un soprannome collegato
con la caratteristica collinare del terreno dove era situata la casa della
famiglia, una mottola, cioè
un lieve collina, tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad Afragola
fin dal 1148 quando un certo Petrus Mottola
risulta tra i proprietari terrieri possedendo un appezzamento di terra:
"...in loco Tabula, qui est foris Arcor...",
in Irpinia se ne hanno tracce almeno dal 1600. |
| MOTTON
|
Estremamente raro potrebbe essere
di origini veronesi o vicentine, dovrebbe derivare da Motton, nome di una
località del vicentino. |
| MOTTURA
|
Mottura ha un ceppo piemontese nel torinese, a torino, Villafranca Piemonte
e Pinerolo, ed un ceppo nel leccese a Tuglie, il ceppo piemontese dovrebbe
derivare dal nome del paese di Mottura, una frazione di Villafranca Piemonte
nel torinese, il ceppo leccese potrebbe derivare da un antico nome longobardo
di località originato dal termine medioevale motta
(monticello di terra o di detriti). |
| MOTZO
|
Tipico sardo di Scano Di Montiferro (OR) con presenze comunque significative
anche a Bolotana (NU), dovrebbe derivare da un soprannome originato dal
vocabolo sardo motzu (mozzo)
legato al mestiere di mozzo o garzone. |
| MOXEDANO
|
Moxedano è specifico di Napoli, Mugnano di Napoli e Melito di Napoli,
di origini etimologiche oscure, potrebbe derivare dal nome ebraico Moshedan. |
| MOZZANICA
|
Tipico della zona di confine tra la provincia di Bergamo e quella di Lecco,
dovrebbe derivare dal toponimo Mozzanica (BG). |
MOZZI
MOZZINI
MOZZINO
MOZZO |
Mozzi è molto diffuso in Lombardia, nel piacentino e nel genovese,
Mozzini ha un piccolo ceppo nello spezzino, uno a Mantova e nel mantovano
ed uno, il più consistente, nel senese, a Montepulciano, Torrita
di Siena e Sinalunga, Mozzino, molto molto raro, ha un piccolissimo ceppo
nel savonese, Mozzo è tipicamente veneto, del veronese, del vicentino
e del padovano, sia i ceppi lombardi che quelli veneti dovrebbero derivare,
anche attraverso ipocoristici, dal nome del paese bergamasco di Mozzo,
una seconda ipotesi valida per tutti i ceppi consiste in una derivazione
dal termine provenzale mos (servo
di stalla ed anche marittimo) o dal termine sia spagnolo che
portoghese mozo (garzone). |
MOZZILLI
MOZZILLO |
Mozzilli è unico, Mozzillo sembra tipico della zona che comprende
le province di Caserta e Napoli, di Orta di Atella nel casertano in particolare
e di Casalnuovo di Napoli nel napoletano, dovrebbe derivare da una forma
ipocoristica dialettale del nomen latino Mucius.
(vedi MUCCILLI) |
| MU
|
Mu è tipico della provincia di Sassari, di Berchidda in particolare,
dovrebbe derivare da un soprannome originato dalla tmesi del vocabolo sardo
mulu (mulo). |
| MUCCARI
|
Muccari è specifico della provincia di Catanzaro, di Catanzaro e
di Vallefiorita in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome legato
al mestiere del capostipite, forse un bovaro o un mandriano.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Muccari è un cognome calabrese che viene dal nome di una contrada
di Condofuri e di S. Luca nel reggino. Rohlfs 183.
|
| MUCCHIUTTI
|
Mucchiutti, assolutamente rarissimo, decisamente friulano, sembrerebbe
della zona dell'udinese a sudest di Cervignano del Friuli, si dovrebbe
trattare di una tipica forma patronimica con suffisso -utti.
che sta per il figlio di, riferito
ad un capostipite il cui padre si fosse chiamato Muchius
o Mucchio, troviamo un esempio dell'uso
di questo nome in un testamento del 1345, dove possiamo leggere tra gli
altri beneficiari: "..Item domino Mucchio
de Odorisio de Thermis sive eius heredibus
uncias sex.. ..", o anche in una registrazione siciliana del 1394:
"..Item funt recepti eod die p quadam executoria
Muchii de Landolina
de tra Nothi carlini duo cessunt dno vicecomiti pdto carl..". |
MUCCI
MUCCIO
MUCI
MUCIO |
Mucci ha un ceppo emiliano nel modenese, uno nel goriziano, uno nel pistoiese,
nel centro, particolarmente in Abruzzo e Lazio, Muccio ha un ceppo nel
beneventano, uno nel leccese, ed uno nella Sicilia meridionale, Muci parrebbe
tipico del Salento, Mucio, molto molto raro, potrebbe essere siciliano,
dovrebbero tutti derivare dal nomen latino Mucius
(vedi Muccilli).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
II cognome Mucci è forma aferetica di (Ada)mucci
da Adamo o (Ansel)mucci
da Anselmo. La sua area di diffusione
abbraccia il medio e alto Appennino modenese. Suo derivato è Muccini.
Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. |
MUCCIACCI
MUCCIACCIA
MUCCIACCIO
MUCIACCIA
MUCIACCA
MUCIACIA |
Mucciaccia, assolutamente rarissimo, è molisano, Mucciaccio è
specifico di Colletorto e Santa Croce di Magliano nel campobassano, Muciacci,
praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un'errata trascrizione
di Muciaccia, che è tipico del barese, di Trani in particolare e
di Bari, Muciacia e Muciacca sono unici e dovrebbero anch'essi essere dovuti
ad un'errata trascrizione, potrebbero derivare da una modificazione del
nomen latino Mucius,
o del cognomen latino Mucianus, ma
si potrebbe anche trattare di una forma dialettale per boccaccia
forse a caratterizzare il comportamento o l'aspetto del capostipite, citiamo,
anche se veramente improbabile, una possibile derivazione da alterazioni
del nome turco Mücahit.
integrazioni fornite da Aldo Piglia
Esiste un'altra possibilità, cioè la derivazione di Muciaccia
dalla parola spagnola muchacho/a che
significa ragazzo/a. In questo caso
si tratterebbe di un matronimico, nato all'epoca della dominazione spagnola
sull'Italia meridionale con il Regno di Napoli. Un controllo su Internet
ha permesso di verificare l'effettiva esistenza ancora oggi, in Spagna,
di cognomi come Muchacho. Il cognome Muciaccia attualmente è diffuso
in quattro province: 44% Bari, 21% Milano, 9% Roma, 6% Foggia. Il restante
20% è frammentato in ben 27 diverse province italiane. Sono registrati
altri quattro cognomi che molto probabilmente sono dovuti ad errori di
trascrizione anagrafica e che più che rarissimi sono unici, e cioè
Muciacca, Muciacci, Muciaccio e Muciacia. Allo stesso ceppo appartiene
anche il cognome Muciacito, pure lui unico, che costituisce però
una variante derivata dal diminutivo spagnolo muchachito (= bambino, ragazzino). |
MUCCICHINI
MUCCILLI
MUCCILLO
MUCCIN
MUCCINELLI
MUCCINI
MUCCINO
MUCILLI
MUCILLO
MUZZILLO |
Muccichini, molto raro, è specifico del Piceno, di Montegiorgio
in particolare, Muccilli ha un ceppo molisano a Bojano e Mirabello Sannitico
nel campobassano e a Roccamandolfi nell'iserniese, e un piccolo ceppo a
Minervino Murge nel barese, Muccillo sembrerebbe tipico di Casalbore nell'avellinese,
Muccin è tipicamente friulano, di San Vito al Tagliamento e Casarsa
della Delizia nel pordenonese, Muccinelli è tipico del ravennate,
di Lugo, Faenza e Castel Bolognese, e di Mordano nel bolognese, Muccini
ha un ceppo a Polinago nel modenese, uno nel cesenate a Cesenatico ed uno
nel riminese a Rimini, Riccione, Misano Adriatico e Cattolica, ha inoltre
un ceppo a Camporgiano nel lucchese ed uno a Roma, Muccino, molto raro,
ha un ceppo molisano a Montagano e Ripalimosani nel campobassano, Mucilli
parrebbe tipico di Castiglione Messer Marino nel teatino, Mucillo, quasi
unico, dovrebbe essere dovuto ad errori di trascrizione, Muzzillo, estremamente
raro, ha un ceppo tra Napoli e Caserta ed uno nel cosentino, dovrebbero
derivare tutti da vari tipi di forme ipocoristiche, anche composite o dialettali,
del nomen latino Mucius,
ricordiamo il famosissimo Gaio Mucio Cordo
(Muzio Scevola) nel 500 a.C.: "...Mucius
Scaevola regem per insidias in castris ipsius
aggreditur; sed ubi, frustrato circa purpuratum eius ictu, tenetur, ardentibus
focis iniicit manum...".
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Muccilli presenta ceppi maggiori nel campobassano, nel barese e nell'isernino,
Muccillo è tipicamente molisano, con un nucleo non secondario nell'avellinese,
Mucilli è diffuso per lo più nel chietino, Mucillo, unico,
si riscontra soltanto a Roma, Muzzillo ha ceppi principali nel napoletano,
nel cosentino, nel salernitano e nel casertano, tutti questi cognomi derivano
dal nome medievale Muccillo o Muzzillo, forma ipocoristica vezzeggiativa del personale Mucio
o Muzio (il latino Mucius
o Mutius). Si tratta, dunque, della
cognominizzazione dei nomi personali dei capostipiti. |
MUCCIOLI
MUCCIOLINI
MUCCIOLO
MUZIOLI |
Muccioli è specifico del forlivese e del riminese, sempre del forlivese,
ma rarissimo, è Mucciolini, Mucciolo è tipico del salernitano,
di Castel San Lorenzo (SA) in particolare, Muzioli è assolutamente
estremamente raro, dovrebbero tutti derivare da modificazioni di Muziolus
diminutivo del nomen latino Mutius,
ricordiamo il famosissimo Muzio Scevola, di quest'uso abbiamo un esempio
nel testo di Informatio status Marchie Anconitane
del 1341: "... Lambertus domini Thebaldi de Montelupone
per tirannidem tenebat terram Montisluponis, quam tenuerat V annis et plus,
et recepit potestariam Fermi a Mercennario et conversationem habebat cum
eo, et receptavit plures de gentibus Mercennarii, et erat de suis complicibus.
Filii Ribaldi et filii Muzioli
de Cornalto tenebant per tirannidem terram Cornalti...", tracce
di queste cognominizzazioni le troviamo nell'elenco degli studenti dell'Ateneo
Perugino nel 1530 con un Hieronymus Muciolus Citramontani Innominati (un
posto non identificato aldilà delle montagne). |
MUCEDOLA
MUSCETTOLA |
Mucedola è specifico di San Severo nel foggiano, dovrebbe trattarsi
di una forma alterata del cognome Muscettola, che è specifico di
Manfredonia e di San Nicandro Garganico e Monte Sant'Angelo sempre nel
foggiano, e che dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine
dialettale arcaico muscettola (fringuello),
mentre un'altra ipotesi lo vorrebbe derivato da una forma ulteriormente
diminutiva del termine marinaresco muscello
(treccia di filacci di canapa usata anticamente
per legature provvisorie), attribuendo così un valore
quasi dispregiativo al soprannome, un'ultima ipotesi lo vorrebbe invece
arrivato in Italia al seguito degli angioini come alterazione del cognome
francese Mouchet. |
| MUDADU
|
Mudadu è tipicamente sardo di Sassari e della sua provincia, di
Ossi ed Ittiri in particolare, potrebbe derivare da un soprannome originato
dal verbo sardo sassarese mudà
(mutare, cambiare), i possibili motivi
del soprannome sono oscuri. |
MUELLER
MULLER
MÜLLER |
Mueller, abbastanza raro, è del nord, si tratta di una diversa forma
del cognome tedesco Müller, la ü
può infatti essere scritta in tedesco anche ue,
Muller o Müller è diffuso in tutto il nord, con ceppi importanti
a Milano, Torino e Genova, derivano dal mestiere di mugnaio svolto probabilmente
dal capostipite, il cognome Müller è il più diffuso
in Germania. |
MUFATO
MUFFATI
MUFFATO |
Mufato, quasi unico, è specifico del trevisano, Muffati è
quasi unico, Muffato è tipico del veneziano, di Salzano, Noale,
Spinea, Mirano, Venezia, Santa Mari a di Sala e Martellago, dovrebbero
derivare da un soprannome basato sul termine dialettale veneziano arcaico muffato (malinconico,
mesto). |
| MUFFO
|
Muffo è tipico del teatino, di Chieti e San Giovanni Teatino, con
presenze anche nel pescarese, dovrebbe derivare dal nome medioevale Muffo. |
MUGEO
MUGGEO |
Mugeo, molto raro, è specifico di Canosa di Puglia nel barese, Muggeo
è caratteristico del barese, di Corato in particolare e di Trani,
Bisceglie e Canosa di Puglia, potrebbero derivare da un soprannome grecaico
basato sul termine greco antico μόγις mogis
(faticosamente, di fatica), forse ad
indicare nei capostipiti dei manovali, ma potrebbe anche trattarsi di forme
etniche riferite a capostipiti provenienti dalla città di Muggia
nel triestino. |
| MUGGIA
|
Tipico triestino deriva dal noime del paese di Muggia nel triestino. |
| MUGGIOLU
|
Molto raro è specifico di Ploaghe (SS), dovrebbe derivare da un
soprannome legato al mestiere di mugnaio originato dal vocabolo sardo muggiolu
(tramoggia, elemento della macina). |
| MUGHEDDU
|
Cognome abbastanza poco comune, tipico della zona di Oristano, di Samugheo
(OR) in particolare, deriva da un soprannome originato dal vocabolo
sardo mughèddu (muggine
affumicato).
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
Mugheddu: muggine. In toscano antico mugello.
In latino mugil. Come già espresso
per Maccioni, i cognomi derivanti da nomi di pesci, hanno origini continentali,
pur trattandosi di cognomi sardi a tutti gli effetti. Attualmente Mugheddu
è presente in 33 Comuni italiani, di cui 10 in Sardegna |
MUGNAI
MUGNAIO |
Mugnai è tipicamente toscano, Mugnaio, quasi unico, è siciliano,
dovrebbero derivare dal mestiere del capostipite, appunto il mugnaio. |
| MUIESAN
|
Assolutamente rarissimo, sembrerebbe triestino e dovrebbe derivare dall'etnico
di Muggia (TS). |
| MULA
|
Mula è tipico della zona di Dorgali ed Orosei (NU), deriva dal vocabolo
mula (mulo) ed è probabilmente originato o dall'essere il capostipite
un mulattiere o di avere lo stesso un carattere ostinato. |
MULARGIA
MULARGIU |
Mulargia è tipicamente sardo di Siniscola nel nuorese, di Cagliari,
Sant'Andrea Frius e Senorbì nel cagliaritano, di Sassari, di Oschiri
ed Olbia in Gallura e di Tuili nel Medio Campidano, Mulargiu, molto raro,
è tipico di Nuoro e di Mamoiada nel nuorese, dovrebbero derivare
da un soprannome basato su di un termine dialettale sardo per indicare
la feccia del vino, gli scarti di pigiatura, forse ad indicare nei capostipiti
dei vignaioli. |
| MULAS
|
Assolutamente tipico della Sardegna è molto diffuso, deriva da un
soprannome originato dal vocabolo dialettale sardo mulas plurale di mulu
(mulo) probabilmente legato
all'essere il capostipile un mulattiere o un allevatore di muli.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
Sa mula è la
femmina del mulo, dal latino mula.
Il mulo è famoso perché sopporta le fatiche che altri suoi
simili non reggono. Anche noi sardi per indicare una persona che lavora
tanto ed in qualsiasi circostanza diciamo: "Là
castiàdhu, traballat ke u' mulu"! ("Guardalo,
lavora come un mulo"!). Per indicare una
donna di facili costumi si dice: "Bella
mula jei est"! cioè è
una bella mula, che talvolta sostituisce ègua
=(puledra)! Nelle carte antiche lo
ritroviamo tra i firmatari della Pace di Eleonora del 1388 (*LPDE): Mula
Joanne, jurato ville Sorrai (* Sorrai.distrutto. Contrate Partis Varicati
- Barigadu); Mula Nicolao, jurato ville Curie(* Curie de Ploaghe.odierno
Plaghe); Mula Parisono, jurato ville Nurau Albu(* Nurau Albu.distrutto.
Campitani Majoris). Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado (*CSMB XI°,
XII° sec.), sono citati 12 Mula, tra cui ricordiamo: Mula Furatu, di
Pietro, marito a (sic) Iorgia Tidu (100), in una partizione di servi; Mula
Nastasia (82), in una partizione di servi (Ego
Girardo prior de Bonarcado, facio partione cun Iudice: homines ki hamus
in pare in Augustis: fiios de Petru Mula de Bonàda: Goantine a Clesia
et Orzocco a Iudice; Ianni a Clesia et Nastasia a Iudice.):.Io
Girardo, priore di Bonarcardo, faccio "partizione"(di servi)col giudice,
degli uomini che abbiamo in comune ad Austis (odierno Austis): i figli
di Pietro Mula di Bonàda, Costantino alla chiesa(di Bonarcado),
Orzocco al giudice; Gianni alla chiesa, Nastasia al giudice.
Attualmente è presente in Sardegna, con maggiore frequenza nella
parte centrale, in 177 su 377 Comuni. In campo nazionale è presente
in 433 Comuni. Nella penisola la diffusione è maggiore nel centro
nord. In USA è presente in 6 Stati: California con 2 nuclei familiari,
Colorado, Florida, Virginia, Massachusetts, Connecticut con 1. |
MULATTI
MULATTO |
Mulatti, molto molto raro, è dell'area veneto, friulana, Mulatto,
quasi unico, è del veneziano, potrebbe derivare dal fatto che i
capostipiti fossero di sangue misto, ma è pure possibile che derivino
da un soprannome attribuito a capostipiti particolarmente ostinati e caparbi
come un mulo. |
MULAZZANI
MULAZZANO |
Mulazzani ha un ceppo nella zona di incrocio tra il milanese, il bergamasco
ed il cremonese, ed un nucleo nel riminese e pesarese, Mulazzano, assolutamente
rarissimo sembrerebbe del Piemonte occidentale, dovrebbero derivare da
toponimi come Mulazzano nel lodigiano o Mulazzano di Coriano nel riminese, ma è pure
possibile una derivazione diretta dal nome latino Mulatius,
come collegamento famigliare o di proprietà, quelli di Mulazio,
quelli della proprietà di Mulazio, tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo a Pancalieri nel torinese nel 1600 con il notaio Gio Batta Mulazzani
di Murello (CN).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Mulazzani è cognome riminese dal toponimo Mulazzano (Coriano,
RN), che si rifà al personale latino Munatius
o, secondo Polloni 833, all'aggettivo 'muricianus'
da 'muria' = salamoia,
acqua salina, o da 'mollicianus'
derivato da 'mollitia' = mollizia
(it. antico) (n.d.r. con
il significato di delicatezza, ma anche di impudicizia ed effeminatezza). |
MULE
MULE' |
Tipici della Sicilia centrooccidentale, Mule è molto più
raro di Mulè, derivano entrambi dal vocabolo arabo mawlà
(guida, maestro, superiore, meritorio) il mullah degli Sciti, tracce di
questa cognominizzazione le troviamo nel 1200 a Rodi, in uno scritto del
1229 si legge: "...Harpernus dictus Mule, castellanus
castri et dapifer terrae de Rode...". |
| MULEDDU
|
Estremamente raro, tipicamente sardo, deriva da un diminutivo del vocabolo
sardo mulu (muletto) probabilmente
per caratteristiche comportamentali del capostipite. |
MULIC
MULLIG |
Sia Mulic che Mullig, sono assolutamente rarissimi ed entrambi specifici
dell'udinese, dovrebbero derivare dal termine dialettale friulano mul
(mulo, ma anche bastardo
per estensione del concetto) con la -ig
o -ic finale diminutiva il termine
starebbe quindi ad indicare piccolo mulo o anche piccolo bastardo. |
MULLANO
MULLANU |
Mullano è specifico di Capoterra e Ballao nel cagliaritano, Mullanu,
estremamente raro, è tipicamente sardo della zona meridionale centroccidentale
dell'isola, l'origine di questi cognome potrebbe essere da soprannomi dialettali
per mulattiere, anche se secondo alcuni potrebbe essere invece un soprannome di lontane
origini puniche ed indicare una posizione di rilievo dei capostipiti. |
| MULLIRI
|
Mulliri, tipicamente sardo, è specifico del cagliaritano, di Cagliari,
Mandas, Capoterra e Monserrato, dovrebbe derivare da un soprannome originato
dal termine sardo mulliri (mungere),
probabilmente ad indicare che i capostipiti svolgessero quel tipo di mansione. |
| MUNACO'
|
Molto molto raro sembrerebbe specifico di Cinisi (PA), dovrebbe derivare
da modificazioni dialettali del termine greco monachos. |
| MUNAFO'
|
Tipicamente messinese, di Barcellona Pozzo Di Gotto (ME) in particolare,
dovrebbe derivare da modificazioni dialettali del termine greco monachos. |
MUNARETTI
MUNARETTO
MUNARI
MUNARIN
MUNARINI
MUNER
MUNERO
MUNERATTI
MUNERATTO
MUNEROTTO |
Sia Munaretti e Muneratti che Munaretto e Muneratto sono tipici veneti,
anche se il primo ed il terzo sono molto più rari del secondo e
del quarto, Munari è molto diffuso in tutto il nord con un ceppo
anche nel Lazio a Roma, Latina ed Aprilia, Munarin è tipico della
zona di Casale sul Sile e Mogliano Veneto nel trevisano e di Martellago
(VE), Munarini ha un ceppo a Reggio Emilia ed uno nel vicentino a Vicenza
e Thiene, Muner, abbastanza raro, ha un ceppo a Venezia e nel veneziano,
a Montebelluna nel trevisano ed a Tolmezzo nell'udinese, Munero è
praticamente unico ed è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione
del precedente, Munerotto è tipico del veneziano, di Cavallino Treporti
e Iesolo, e del trevisano, di Susegana e Santa Lucia di Piave, tutti questi
cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite varie forme ipocoristiche.o
modificazioni dialettali, o dal nome longobardo Munari di cui abbiamo
un esempio in una Charta venditionis
del Codice Diplomatico Longobardo del
19 gennaio 735 conservata nell'archivio di Piacenza: "...Munari
filius quondam Gemmolo uindedit in ipso loco media iuge, et accepit precio
ab Romoald presbitero conparatore auri medio solido....", o, e molto più probabilmente, da soprannomi dialettali originati
dal termine munaro o munero,
per chi svolgeva il mestiere di mugnaio. |
MUNDOLA
MUNDULA |
Mundola, che parrebbe unico, è probabilmente il frutto di un'errata
trascrizione di Mundula, che è tipicamente sardo, con un grosso
ceppo nella parte settentrionale dell'isola ad Ozieri, Sassari e Nughedu
San Nicolò, a Tempio Pausania in Gallura ed un ceppo a Cagliari,
dovrebbe derivare da un soprannome dialettale sardo basato sul termine
sardo mundhulare (spazzare,
fare pulizia). |
| MUNGIANU
|
Mungianu, molto molto raro, è tipicamente sardo, con un piccolissimo
ceppo nel cagliaritano a Guamaggiore, dovrebbe derivare da un soprannome
basato sul termine sardo meridionale mùngia
(faccende di casa, lavori di fatica)
e potrebbe stare ad indicare che il capostipite fosse stato servitore o
uomo di fatica in una casa padronale. |
| MUNNO
|
Munno ha vari ceppi nel centrosud, nel Lazio a Roma, a Fondi nel latinense
ed a Roccasecca nel frusinate, in Campania soprattutto nel casertano, ed
in particolare a Santa Maria Capua Vetere, ma anche a Macerata Campania,
Gricignano d'Aversa, Marcianise, Curti e Caserta, sempre nel casertano,
in Puglia a Monopoli nel barese, a Pulsano nel tarantino ed a Vieste e
Vico del Gargano nel foggiano, ed in Calabria nel cosentino ad Albidona,
Amantea, Luzzi e Trebisacce, si dovrebbe trattare di una forma aferetica
dialettale di nomi germanici come Raimund,
Edmund o altri simili, in qualche caso
potrebbe anche derivare dal nome latino di origine fenicia Munnus. |
MUNTONE
MUNTONI |
Muntone è specifico di Fonni nel nuorese, Muntoni, decisamente meno
raro, ha un ceppo importante a Villacidro e Gonnosfanadiga nel Medio Campidano,
un ceppo a Cagliari, Quartu Sant`Elena e Villa San Pietro nel cagliaritano
ed uno a Terralba nell'oristanese ed a Carbonia.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
Muntoni deriva dal termine sardo muntoni
(mucchio). Un mucchio
di sassi si dice unu muntoni de perda.
Nel toscano antico montone significa
un mucchio di letame, un letamaio.
Unu muntoni de ladamini o unu
muntonaxu. Ammuntonare/i
vuol dire ammucchiare. Non l'abbiamo
riscontrato nelle carte antiche. Il cognome è presente in Sardegna
in 71 Comuni su 377 Nel territorio nazionale il cognome è presente
in 143 Comuni. Nel Continente, la maggiore diffusione si registra nel centro
nord. In USA è presente solo in California, con un solo nucleo familiare. |
| MURA
|
Di origini sarde, largamente diffuso, questo cognome dovrebbe derivare
da un soprannome legato al vocabolo dialettale sardo mura
(mora di rovo o di gelso). forse ad indicare la presenza di piante di gelso
in prossimità dell'abitazione della famiglia, ma è pure possibile
una connessione con il il termine muro ad indicare forse la presenza di
un muretto di pietra nei pressi dell'abitazione.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
MURA: significato ed etimologia. Mora del
gelso. Muragessa, murighessa.
In latino morus: morus alba = muragessa
bianca; morus nigra = muragessa niedda. La mora del rovo è sa mura
de arrù o de orrù, in latino rubus fruticosus. Nelle carte
antiche ne troviamo 7 tra i firmatari della Pace di Eleonora *LPDE del
1388: Mura (de) Elias, ville Sasseri; Mura Barisono - ville Terrenove;
Mura Gonnario, ville Desilo(Desulo - Mandrolisay o Barbagia di Belvì);
Mura Jacobo, Mole de Posata; Mura Mariano, ville Leonissa( villaggio distrutto
- Mandrolisay); Mura Mariano, ville Ollolà (Ollolai - Barbagia di
Ollolai); Mura Petro, jurato ville Pauli (Paulilatino - Contrate Partis
de Guilcier). Attualmente il cognome è presente in Sardegna, con
diffusione omogenea, in 256 su 377. Nel territorio nazionale il cognome
Mura è presente in 839 Comuni: Roma 468, Genova 171, Torino 137,
Milano 129, Livorno 47, Ravenna 14, etc. In USA è presente in 31
Stati, con 3 nuclei familiari in California, Oregon, Florida, Georgia,
Louisiana, New York, Pennsylvania, New Jersey, 2 Arkansas, Missouri, Illinois,
Michigan, Wisconsin, Massachussetts, 1 negli altri. |
MURAGLIA
MURAGLIE |
Muraglia è un cognome tipicamente pugliese, di Gravina
In Puglia ed Andria nel barese, di Taranto e Martina Franca (TA) e di Foggia,
con un piccolo ceppo anche a Palermo ed a Perfugas nel sassarese, Muraglie
è quasi unico, potrebbe derivare da un toponimo contenente la radice
Muragl-, come ne esistono in giro per
l'Italia, ma, molto più probabilmente, derivano dal fatto di abitare
la famiglia in prossimità di un muraglione o di mura cittadine. |
| MURANELLA
|
Muranella è un cognome veneto quasi unico.
|
MURANI
MURANO |
Murani, molto raro, ha un ceppo nel Piceno ed uno nel foggiano, Murano
è molto diffuso a Roma e nella zona che comprende il casertano,
il napoletano, il salernitano, il potentino, il foggiano, il barese, il
tarentino ed il cosentino, dovrebbero derivare dal nome personale latino
Muranus di cui abbiamo un esempio negli
Annales: "...Muranus,
eques alae primae Flaviae, Andiouri filius, civis Sequanus..:",
nome molto diffuso nell'area campano, lucana, secondo Servio fu un Re di
nome Muranus che fondò la città di Avella nell'avellinese. |
MURARI
MURARO |
Murari è tipico dell'area tra Lombardia e Veneto, del veronese soprattutto,
di Verona, Negrar, Legnago, San Pietro in Cariano, Bovolone, Sommacampagna,
San Giovanni Lupatoto, Villafranca di Verona e Monteforte d'Alpone, Muraro
è decisamente veneto, in particolare di Brendola, Vicenza e Montecchio
Maggiore nel vicentino e di Verona e Padova, dovrebbero derivare dalla
qualifica di magister murarius (capomastro
o muratore) atribuita al capostipite. |
MURASECCHI
MURASECCO |
Entrambi sicuramente umbri del perugino, Murasecchi è quasi unico,
Murasecco ha un ceppo a Spoleto, dovrebbero derivare da un soprannome basato
su caratteristiche dell'abitazione o del lugo dove questa si trovasse,
probabilmente identificabile dalla presenza di mura
a secco, cioè costruite senza l'uso della calce, come
quelle che vennero costruite dalle truppe di Belisario per proteggere gli abitanti
di Spoleto contro i Goti di Totila nel 547. |
MURATORE
MURATORI |
Muratore, molto diffuso in Sicilia e nel reggino, parrebbe avere anche
un ceppo importante a Ventimiglia in provincia d'Imperia, Muratori è
originario dell'Emilia e Romagna, derivano da soprannomi legati al mestiere
di muratore, personaggio di assoluto rilievo è stato Ludovico Antonio
Muratori (1672 - 1750) di Vignola (MO), religioso e studioso, scrisse molte
opere tra le quali la famosa opera storica Rerum
italicarum scriptores che copre il periodo dall'anno 500 al
1500, scrisse inoltre Antiquitates italicae medii
aevi sui costumi e gli usi correnti nel medio Evo. |
| MURCIANO
|
Murciano è tipico del Salento, del tarentino e, in particolar modo,
del leccese, di Galatina, Martano, Diso e Copertino, dovrebbe derivare
dall'etnico di Murcia, città ed antico regno spagnoli, si potrebbe
trattare di profughi sefarditi espulsi da quella città all'epoca
della cacciata degli ebrei. |
| MURDACA
|
Murdaca, decisamente calabrese, è tipico del reggino, di San Luca,
Antonimina, Locri e Sant'Ilario dello Ionio, dovrebbe derivare da un soprannome
basato sul termine dialettale calabrese murdacu,
un tipo di cardo. |
MUREDDA
MUREDDU |
Muredda, tipicamente sardo, è tipico di Illorai nel sassarese, con
un ceppo anche a Sedilo nell'oristanese, Mureddu, specifico sardo anch'esso,
diffuso in tutta l'isola, potrebbero derivare dall'etnico di toponimi come
Muravera nel cagliaritano, ma più probabilmente derivano da soprannomi
originati dal vocabolo sardo mureddu
(muretto) stante ad indicare una particolare
località, è pure possibile una derivazione da un diminutivo
derivato dal cognome Mura.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
MUREDDA; MUREDDU: sa muredda, su mureddu
(piccolo muro) è il gradino,
generalmente di pietra, alto più o meno 60/70 centimetri, sistemato
davanti all'ingresso delle case, come sedile, ma anche per montare a cavallo.
Hanno senz'altro lo stesso etimo di muro/u
(lat. murus). Non sono presenti nelle
carte antiche della Sardegna, almeno in quelle da noi consultate, ma tra
i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, figura un certo, Murellu
Gavino, ville Oniferi (* Oniferi. odierna Oniferi. Curatorie Dore). Attualmente
il cognome Muredda è presente in 18 Comuni italiani, di cui6 in
Sardegna: Illorai 24, Sedilo18, Sassari 15, etc. Mureddu è presente
in 193 Comuni italiani, di cui 95 in Sardegna: Cagliari 141, Fonni 120,
Nuoro 86, Tempio 74, Sassari 71, etc. |
| MURER
|
Tipico del trevigiano e bellunese, dovrebbe derivare da soprannomi dialettali
legati al mestiere di muratore, ma è pure possibile in alcuni casi
una derivazione da nomi di località come Mure di Meduna (TV) o altre
simili, è pure possibile un'origine germanica, a Verona in una lapide
si può leggere: "HIC . IACET . OLRIGO
. MURER . DE . GRONICHER . QUI . OBIIT. MCCCLVIII
. DIE . MARCII ". |
| MURESU
|
Tipico della Sardegna nordoccidentale, della zona di Sassari e Sennori,
dovrebbe derivare dall'etnico di Muros (SS). |
| MURGIA
|
Tipico sardo, probabilmente deriva
da un soprannome originato dal vocabolo dialettale murgia (salamoia).
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
Murgia o murja
in sardo significa salamoia (acqua
salata) e deriva dal latino muria.
Quando un cibo è oltremodo salato si dice: tenit sabòri de
murgia (ha sapore di sale o meglio di acqua salata). È un cognome
diffuso in maniera omogenea in tutta la Sardegna e precisamente in 241
comuni su 377. Il cognome Murgia è presente in Sardegna sin dai
tempi antichi. Sono 39 i "Murgia" firmatari della Pace di Eleonora,
*LPDE 1388, tra i quali ricordiamo: Murgia (de) Gunnario, majore (sindaco)
ville Usedos (odierno Usellus- Contrate Partis de Montibus); Murgia
Mariano, majore ville Orgosolo (Curatorie Dore); Murgia Molentinu, jurato
(guardia giurata, collaboratore del majore) ville Tramaça (Odierno
Tramazza - Contrate Partis de Milis); Murgia Guantino, ville Ecclesiarum
(Villa di Chiesa - Iglesias); Murgia Guiducio, ville Ecclesiarum; Murgia
Gunnario, ville Ecclesiarum; Murgia Francisco, jurato ville Ses Plasses
(odierno Las Plassas - Contrate Marmille); Murgia Baldufino - ville de
Biti (odierno Bitti - Contrate Montis Acuti). Nel Condaghe di San Nicola
di Trullas troviamo invece Muria (4), tra i quali citiamo Muria Petru mandatore
(il mandatore de rennu era un funzionario regio, incaricato delle
ambasciate ; il mandatore de ecclesia, era il rappresentante giudiziale
di una chiesa) de Navika, teste in una vendita di terra, *CSNT 193. Nel
Condaghe di S. M. di Bonarcado *CSMB, sono presenti 8 Muria(talvolta appare
Murghia, talaltra Murgia), tra i quali ricordiamo Muria Goantine, prete
di Senuski (o Sinuski, o Sa Nuski: villaggio scomparso, i cui resti si
trovano non lontano da Cabras; appartenne infatti alla Curadorìa
di Cabras o Campitano Majore; abbandonato verso la seconda metà
del XVII° sec., probabilmente in seguito a ripetute incursioni barabaresche),
teste in una donazione, a Santa Maria, da parte di donnu Comita de Zepera,
pro anima sua (per la grazia della sua anima), nelle mani del priore donnu
Petru Perusino, di unu cavallu e un ebba e unu iuvu e CL berbekes e X matricas
de porcos( un cavallo, una puledra, un giogo di buoi, 150 pecore e 10 scrofe)
e promette di dare( sempre a Santa Maria), alla sua morte, una parte delle
sue sostanze, nella misura di quanto spetta a ciascuno dei suoi figli.
Segue l'elenco, terras, bingias (terre, vigne...) etc. Etc. |
| MURIGLIO
|
Molto raro, dovrebbe essere originario
della zona di Cerignola nel foggiano, potrebbe derivare o da un soprannome
dialettale o dal nome Franco Germanico Muriel. |
MURINI
MURINO
MURINU |
Murini, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad errate trascrizioni di Murino,
che ha un ceppo sardo nell'Ogliastra a Gairo, Tortolì, Cardedu,
Bari Sardo ed Osini, ed uno campano nel salernitano a Salerno, Pellezzano
e Baronissi, Murinu, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del nuorese,
i ceppi sardi dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine sardo
murinu (nero,
fosco), forse a caratterizzare l'aspetto fisico od il carattere
dei capostipiti, mentre il ceppo campano dovrebbe derivare dal cognomen
latino Murinus, uno degli epiteti di
Apollo. |
| MURISASCO
|
Murisasco, quasi unico, dovrebbe essere del cuneese, potrebbe derivare
dal nome del paese di Murisasco, una frazione di Retorbido nel pavese. |
| MURNO
|
Assolutamente molto raro, è specifico del potentino, probabilmente
è originario di Moliterno (PZ), dovrebbe derivare dal cognomen latino
Murnus, di cui abbiamo un esempio in un'antica lapide latina: "[Au]runculeio
animae quo itrius Murnus amico". |
| MURONI
|
Muroni è molto diffuso in tutta la Sardegna, soprattutto nella zona
costiera occidentale della parte centrosettentrionale dell'isola, potrebbe
derivare da un soprannome originato dal termine sardp logodurese murone
(muflone, montone selvatico), o anche
dal termine di origine spagnola muroni
(ammasso di terra).
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
MURONI: su muroni è un
grosso mucchio di terra: u' muròni de terra. Per Muroni
il Wagner suggerisce lo spagnolo moròn
= mucchio di terra. Non è
presente nelle carte antiche della Sardegna, almeno in quelle da noi consultate.
Nella storia ricordiamo tre Muroni, Francesco Maria, Pietro e Salvatore
(fratelli) nativi di Bonorva. Vissero in epoca sabauda del Regno di Sardegna
e parteciparono alle agitazioni antifeudali di Giommaria Angioy, del 1795,
1796 (Di. Sto. Sa. Di F. C. Casula). Attualmente il cognome Muroni è
presente in 128 Comuni italiani, di cui 58 in Sardegna: Sassari 175, Macomer
75, Bonorva 46, Oristano 44, etc. |
MURRI
MURRO
|
Murri ha un ceppo a Civitanova Marche nel maceratese ed uno a Montefiore
dell'Aso e Cupra Marittima nel Piceno, ha un piccolo ceppo a L'aquila e
Lucoli nell'aquilano, ed a Pescara, uno a Roma ed a Cisterna di Latina,
uno a Taranto e nel brindisino a Fasano, Mesagne e Brindisi, Murro
è tipico pugliese, della zona di Conversano (BA) e Ginosa (TA),
dovrebbero derivare da antichi nomi di località o dal nome medioevale
Murro, Murronis,
di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico
della Lombardia medievale in un documento dell'anno 1188 redatto
in Pavia, dove viene citato un certo Murro di Gambolò, potrebbe
anche derivare da nomi di località come Montemurro nel potentino, tracce
di questa cognominizzazione le troviamo in un atto del 1289 a Miranda nell'iserniese:
"...Actum Reate in domibus , in quibus praefatus
Dominus Camerarius morabatur , praesentibus Domino Raynuccino
de Murro , Domino Henrico de Labro Capellanis
, Magistro Paulo de Reate Clerico Camerae Domini Papae, & Domino Thoma
Milite , & Manfredo Domini Pandulfi de Labro , Petro Cimini de Reate
, Magistro Benedicto de Sulmona, & Chrißophoro Benedicti de Sen
is , testibus . Item anno, Indictione , Pontificatu, & locis praedictis
, ejusdem mensis Julii die VI. intrante , in praesentia mei Notarii &
testium subscriptorum , Ray naldus Callararius , Ferranetius ..".
integrazioni fornite da Enzo Poci
Per quanto riguarda il cognome Murri, Iacobo Murri, proveniente da
Monte Vidon Combatte nel Piceno, si sposa a Mesagne nel 1702. Nel corso
di tre secoli il cognome si è diffuso ampiamente. Dello stesso ramo
vi sono state emigrazioni a Taranto, a Brindisi, nel leccese, a Torino,
a Pisa, a Modena ecc.. Augusto Murri, medico e professore universitario
era originario delle Marche, come lo stesso Romolo Murri, fondatore della
D.C. Nella mia città, Mesagne, dove il cognome è diffusissimo,
anche un scrittore locale nel 1894 ha scritto che i Murri provenivano da
Montemurro. Mentre io, facendo una genealogia di questa famiglia, andando
a consultare gli atti di battesimo,di matrimonio e di morte, ho trovato
che quel Jacobo Murri proveniva da Monte Vidon Combatte in prov.di Ascoli
Piceno. |
MURRONI
MURRU |
Murroni è originario del cagliaritano, questo cognome abbastanza
raro deriva da un soprannome che discende dal vocabolo dialettale sardo
murru (bigio,
grigiastro, muso), stessa origine ha il cognome Murru diffuso
in tutta la Sardegna, uno dei più antichi cognomi dell'isola. |
| MURSIA
|
Tipico di Biancavilla (CT), dovrebbe derivare da un soprannome originato
dal vocabolo arabo mursja (solido
come una roccia, rocca). |
MURTA
MURTAS |
Murta è quasi unico, Murtas è tipico della Sardegna centro
meridionale, dove è molto diffuso, soprattutto nella zona sudoccidentale,
dovrebbero derivare o da toponimi come Rio Murtas nel cagliaritano o Murtas
località di Villapuztu sempre nel cagliaritano, oppure da soprannomi
originati dal vocabolo sardo múrta
(mirto) dovuti o a vicinanze con cespugli
di mirto o al fatto di fare prodotti a base di mirto. Troviamo tracce di
questa cognominizzazione a Scano Montiferro (OR) nel 1700 con il Vassallo
Nicolas Murtas citato in un atto del notaio Giuseppe Passiu Padery.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
MURTA; MURTAS: per il significato, l'etimologia e la presenza dei due
cognomi nelle carte antiche della lingua e della storia della Sardegna,
vedi De Murtas. Attualmente il cognome Murtas è presente in 217
Comuni italiani, di cui 97 in Sardegna: Cagliari 262, Oristano 113, Quartu
97, Assemini 72, Arbus 68, etc. Murta è presente in 7 Comuni italiani,
di cui 1 in Sardegna: Carbonia con 3 (che invece ha 36 Murtas). |
| MURTINU
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Murtinu, molto raro, è specifico di Iglesias, di Villacidro nel
Medio Campidano e di Villaspeciosa nel cagliaritano, dovrebbe derivare
da un soprannome originato dal termine sardo mùrtinu
(sauro) derivato dal latino murteus
(di colore rossiccio, del colore del mirto).
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
MURTINU: sia in Logudorese che in Campidanese significa "sauro",
ad indicare generalmente il colore del manto del cavallo. Homini
mùrtinu significa generalmente, uomo
dai capelli rossicci. Homini
cun sa barba mùrtina = un uomo
con la barba rossiccia. Deriva dal latino murteus
o myrteus o anche da murtinus
= di mirto o del colore del mirto.
È frequente come toponimo, ad indicare un luogo con la vegetazione
ricca di mirto. Come cognome è presente nelle carte antiche della
Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, figurano:
Murtinu Comita, majore (amministratore di giustizia - sindaco) ville Leunelli
( * Leunelli.odierno Neonelli. Contrate Partis Varicati - Barigadu); Murtinu
Joanne, ville Sune ( * SUNE.Suni. Contrate Castri Serravallis); Murtinu
Leonardo, ville Montis Leonis ( * Montis Leonis.odierno Monteleone Roccadoria.
Caputabas; Murtinu Michele, jurato ville Baugadi ( * Baugadi.Bangadi -
Bauyadi.villaggio distrutto? (Contrate Partis Milis); Murtinu Petro,
majore ville Donugagia ( * Donugagia.odierno Donigala. Campitani Majoris);
Murtinu Petro, ville Arcuèri ( * Arcuèri.odierno Ortuèri.
Mandrolisay o Barbagia di Belvì). Nel Condaghe di Santa Maria di
Bonarcado, CSMB, XI°, XIII° secolo, abbiamo: Murtinu Cosantine
(212), maiore de scolca( era il comandante della guarnigione di guardia
dei confini), testimone in una donazione - Posit Grega De Sii una terra
a clesia, in capizale de padro, costa a latu de Gunnari Maluzu, cabizale
a terra de Goantine Corda. Testes. (diede Greca de Sii una terra alla chiesa,
confinante con l'aia, a fianco a Gunnari Maluzu e confinante con la terra
di Goantine Corda. Testimoni.Goantine Murtinu, maiore de scolca de Riora.;
Murtinu Gantine (72) armentariu (l'armentariu era preposto all'amministrazione
del patrimonio fiscale)de Sollie, testimone in uno scambio di servitù
(tramutu): .ego Iohannes, prior de Bonarcato, facio ista recordatione pro
sas mulieres ( qui è inteso come donne, non come mogli), que tramutavimus
cun iudice. Dedilli.Testes.Goantine Murtinu.;Petru Murtinu, armentariu
de Bonarcato(25), curatore de Parte Milis (32), reggente corona (tribunale
- 178). Nel Condaghe di San Pietro di Silki, CSPS, XI°, XIII° secolo
è più volte citato, Murtinu Kipriane (79, 89, 100, 102, 103,
104, 106, 107), mandatore de scu. Petru (il mandatore de rennu era incaricato
delle ambasciate, dei messaggi e delle citazioni regie; il mandatore de
ecclesia, era il rappresentante giudiziale di una chiesa). Nel Condaghe
di San Nicola di Trullas, CSNT, XI°, XIII° secolo, figurano: Murtinu
Maria (121), in uno scambio(tramutu) di servi: Ego Iohannes Prior tramutai
homines cun Petru de Athen; deili.(gli diedi.). Et isse deitimi (mi diede.).Maria
Murtinu, intrega (interamente, per tutto il servizio).Gosantine Murtinu
(151), teste in una lite (kertu) per il possesso della servitù.
Petru Murtinu (116), servo di Maria de Athen, vende la sua casa di
Puçu Passaris (villaggio oggi abbandonato: era sito, probabilmente,
tra Romana e Cheremule): comporaili (ego prior Albertus) a Petru Murtinu,
ki fuit servo de Maria de Athen, sa domo sua de Puçu Passarsi, cun
tota sa corte ki habeat isse conporatu a Mariane de Iaca (con tutto
il cortile che aveva comprato da Mariane Iaca).Oggi il cognome Murtinu
è presente in 40 Comuni italiani, di cui 17 in Sardegna: Iglesias
22, Villaspeciosa 12, Vollacidro 9, Domusnovas 6, Villasor 6, etc. |
| MURU
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Muru è tipico della Sardegna sudoccidentale e di Cagliari, dovrebbe
derivare da un soprannome originato o da caratteristiche della località
d'origine dei capostipiti o dal loro mestiere di muratori.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
MURU: per il significato, l'etimologia e la presenza del cognome negli
antichi documenti della storia e della lingua della Sardegna vedi
De Muro. Attualmente è presente in 60 Comuni italiani, di
cui 33 in Sardegna: Guspini 45, Cagliari 29, Logoro 20, San Gavino 20,
etc. |
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