| MOSCA |
Assolutamente panitaliano, dovrebbe derivare da soprannomi, ma è
pure possibile una derivazione dal nome medioevale Mosca, tracce di questa
cognomizzazione le troviamo già nel 1172 negli Annales
Pisani dove si legge: "Anno Domini MCLXXII,
indictione v. Pisani tres galeas armaverunt, quarum capitanei et gomites
Gallus Taliapagani et Iacobus quondam Rambotti Cerini, et Alberigus
Pasce Mosca fuerunt; et usque in Sardineam
navigaverunt, et duas naves Ianuensium super caput Albi in alto pelago
viderunt,...". |
MOSCARDA
MOSCARDI
MOSCARDIN
MOSCARDINI
MOSCARDINO
MOSCARDO |
Moscarda. estremamente raro, sembrerebbe tipico del goriziano e del triestino,
Moscardi ha un ceppo principale in Lombardia, particolarmente a Breno nel
bresciano, con presenze significative anche a Piancogno, Cividate Camuno,
Alfianello, Bienno e Darfo Boario Terme, ha un ceppo a Firenze, Calenzano,
Sesto Fiorentino e Fiesole, ha un piccolo ceppo tra rovigoto e padovano,
un ceppo a L'Aquila ed uno a Roma, Moscardin, rarissimo, è tipico
di Codevigo e Pontelongo nel padovano, Moscardini ha ceppi nel pavese,
nel modenese, in Toscana, in particolare nel lucchese a Barga, Coreglia
Antelminelli, Lucca, Castelnuovo Di Garfagnana e Massarosa, ed uno a Roma,
Moscardino, molto molto raro, ha un ceppo a Casalnuovo di Napoli ed a Napoli,
Moscardo ha un ceppo a Verona e Padova ed uno piemontese ad Alessandria,
derivano tutti direttamente o tramite ipocoristici dal nome medioevale
Moscardus di cui abbiamo un esempio in una Carta venditionis del 1182 a
Cremona: "...in hac venditione renonciavit, investivit
nomine venditionis Moscardum
de Antegnato nominatim de novem petiis terre sui iuris inter aratoriam
et buschivam et cum sedimine uno que iacet in curte Rovereti ...",
in alcuni casi, il ceppo friulano potrebbe derivare dal nome di una località
e di un corso d'acqua che sfocia nel Timavo chiamata appunto Moscarda,
potrebbe anche derivare da soprannomi generati dal moscardo un particolare
tipo di falco. |
MOSCAT
MOSCATELLI
MOSCATI
MOSCATO |
Moscat, quasi unico è presente solo nella Sicilia meridionale, Moscatelli
è molto diffuso in tutto il centronord ed in Puglia, con massima
concentrazione in Umbria e nel Lazio, tipicamente della provincia romana
con un ceppo anche nel napoletano Moscati, Moscato, molto più diffuso
sulla fascia che comprende Lazio e Campania, ha un ceppo anche nella Sicilia
occidentale. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio
nell'elenco degli iscritti all'Ateneo di Perugia per l'anno 1573 con un
certo Hieronymus Moscatellus.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Moscato è un cognome molto diffuso in Sicilia orientale e meridionale,
in Calabria (specialmente nella zona dello Stretto), in Campania (nel napoletano,
nell'avellinese e maggiormente nel salernitano), ma altri ceppi si possono
individuare nel Lazio, in Toscana, in Romagna, nel Veneto, in Lombardia
ed in Piemonte. Moscato deriva dal nome dato in passato a numerosi
vitigni, anche differenti fra loro, ma con in comune un particolare aroma.
Il termine muscatus o moscatus
compare già nel Trecento in un trattato sui vini di Pier de'Crescenzi.
Si può ipotizzare quindi che il cognome sia derivato dall'attività
legata proprio alla produzione del vino moscato. Varianti di Moscato possono
essere Moscati (più raro e specificamente laziale) e Muscato, prevalentemente
meridionale (calabrese e siciliano). Dal punto di vista araldico
non ho riscontrato ceppi aristocratici con questo cognome. |
MOSCHEN
MOSCHIN
MOSCHINI
MOSCHINO |
Moschen è tipico trentino, Moschin è padovano, Moschini è
diffuso in tutto il centro nord, Moschino, rarissimo, potrebbe avere oltre
al ceppo veneziano, anche uno nel pavese ed alessandrino ed uno nel napoletano,
dovrebbero derivare dal nome medioevale Moschinus, ricordiamo Moschino
Della Torre a Milano nel 1300, questo nome è riportato ad esempio
da Teofilo Folengo nel tardo 1400, nel suo Baldo si legge: "...Doctus
ad hanc artem Moschinus,
qui maris olim viderat ad Pietoli zuffum plus mille fiatis...".
Tracce di questa cognomizzazione si trovano ne La vita di Benvenuto Cellini,
dove si legge tra l'altro: "...E' ne faceva uno Giovanni
Fiammingo ne' chiostri di Santa Croce, e uno ne faceva Vincenzio Danti,
perugino, in casa messer Ottaviano de' Medici; un altro ne cominciò
il figliuolo del Moschino
a Pisa, ...". |
MOSCHETTA
MOSCHETTI
MOSCHETTO |
Moschetta ha un ceppo a Legnago (VR), nel veronese e trevigiano ed a Pordenone,
uno nel teatino a Taranta Peligna, uno a Roma, Ladispoli (RM) ed Ausonia
(FR), ma il nucleo più importante è in Puglia ad Andria,
Moschetti ha ceppi tra barese e tarentino, nel napoletano, a Roma ed a
macchia di leopardo nella parte occidentale del settentrione, Moschetto
è specifico del catanese, derivano da soprannomi originati da un
vocabolo dialettale per moschino (moscerino),
ma è pure possibile un collegamento con toponimi come Moschetta
di Locri (RC). Troviamo tracce di queste cognominizzazioni ad esempio nella
seconda metà del 1500 a Cerchio (AQ) dove in un atto di matrimonio
si legge: "...Adi 18 de febraro 1577 Berardino
de Moschetta de Santa Iona piglia per sua
legitima sposa Maria de Campomizo...". |
MOSCHITTA
MOSCHITTO |
Moschitta, rarissimo, è tipico della Sicilia, del catanese e dell'agrigentino,
Moschitto, anch'egli rarissimo, dovrebbe essere originario di Augusta nel
siracusano, dovrebbero derivare da soprannomi legati al vocabolo mosca,
originati da caratteristiche fisiche o caratteriali del capostipite, ma
in alcuni casi potrebbero derivare da nomi di località come Monte
Moschitta nel catanese. |
MOSCONE
MOSCONI |
Moscone ha un ceppo a Genova, ed uno nella fascia abruzzese, laziale, Mosconi
è molto diffuso in tutto il centronord, dovrebbero derivare da accrescitivi
del nome medioevale Mosca (vedi
MOSCA), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio
a Bergamo negli atti tribunalizi dell'anno 1599 quando Michele Mosconus,
acquisitore di beni di Bartolomeo Colleoni, capitano generale della Serenissima,
invia protesta al podestà di Bergamo per l'usurpazione delle ore
d'acqua fatta dal conte Francesco Martinengo di Malpaga, a Grosio e Decano
della città nel 1689 Giovanni Moscone. |
| MOSER |
Specifico del Trentino Alto Adige, potrebbe derivare dal toponimo Moso
in Passiria (BZ), ma è pure possibile una derivazione dal tedesco
moos (muschio) attraverso un soprannome o direttamente dal cognome austriaco
Moser di cui abbiamo un esempio nel 1600 con Maria Sidonia Moser von Muerzgraben
di Graz. |
MOSETTI
MOSETTO |
Mosetti ha due ceppi, uno nel goriziano ed a Trieste ed uno ad Affile in
provincia di Roma e a Roma stessa, Mosetto, assolutamente rarissimo, sembrerebbe
piemontese, cognome di origine ebraica derivante da variazioni del nome
Moseh. |
| MOSNA |
Decisamente della Venezia tridentina è specifico della città
di Trento, dovrebbe derivare da un nome di località come Monte Mosna
nelle prossimità di Besenello (TN), ma potrebbe anche derivare dal
vocabolo medioevale mosa (pantano), "...Quinta pecia
terrae que est mosa et
canneto ...". |
MOSSI
MOSSO |
Mossi ha un ceppo a Bariano (BG) e nel comasco a Blevio, ed un ceppo separato
a Civita Castellana (VT), Mosso è tipico della zona che comprende
le province di Torino e l'alto cuneese, il ceppo lombardo e quello piemontese
potrebbero derivare dalla Val di Mosso nell'Ossolano, oe dal toponimo Mosso
Santa Maria (BI). |
MOSTACCHI
MOSTACCI |
Mostacchi, molto raro, di probabili origini della provincia di Sondrio,
Mostacci ha un ceppo abruzzese nell'aquilano tra Collarmele, Avezzano e
Celano ed uno a roma, possono far riferimento a baffi particolari mostacci
o mostacchi (baffoni),
come venivano chiamati nel 1700 dal francese moustache
o direttamente dal vocabolo basso latino mustaceus
a sua volta derivato dal greco mustax,
mustakos (baffi). |
MOSTARDA
MOSTARDI
MOSTARDINI |
Mostarda ha un ceppo nel bresciano ed uno nell'area che comprende Terni,
nel rietino Poggio Bustone e Rieti, Roma ed il romano, Mostardi, molto
più raro, ha un ceppo livornese ed uno romano, Mostardini,
abbastanza raro, è della zona che comprende il fiorentino a Empoli
e Firenze e Pescia nel pistoiese, dovrebbero derivare, direttamente o tramite
ipocoristici, dal nome medioevale Mostardus
di cui abbiamo un esempio in un tale Mostardo Capitano dello Stato Pontificio
agli inizi del 1400, troviamo tracce di queste cognominizzazioni fin dal
1200, in un atto del 1253 a Trento si legge: "...Charta
scripta est in favorem dominae Comitissae uxoris quondam Pellegrini
de Mostardo de Tridento...". |
MOSTI
MOSTO
DA MOSTO |
Mosti è tipicamente toscano, di Massa in particolare, con
un ceppo anche a Carrara e Montignoso e Pontedera nel pisano, Mosto, estremamente
raro, sembra essere tipico del genovese, con tracce antiche anche nei territori
della Repubblica veneta con i nobili Da Mosto originari di Padova o forse
di Oderzo (TV) di cui sono rimasti solo pochissimi discendenti, dovrebbero
derivare dal nome medioevale Mosto
di cui abbiamo un esempio in questo scritto del 1510: "Fu
posto, per i consieri, la parte di dar a sier Luca Miani, quondam sier
Anzolo, fo preso castelan a la Scalla, et fo ferito e rimasto strupiato
di uno brazo, la castelanaria di Castel Nuovo di Quer, in vita sua, con
ducati 5 di salario al mexe e non piu', et altre regalie etc. Et leto dil
1450, non vol si dagi gli officii di castelaniarie, quando fo da' il castello
di la Saracinescha di Padoa ai Malipieri, quel di Mestre a un Michiel,
quel di Este a un Mosto,
amazati a la guerra dil turcho etc...:". Tracce storiche di
questa casata si hanno già dai primi anni nel XIV° secolo con
il famoso capitano di mare veneziano Cà da Mosto, nella seconda
metà del 1400 a Vicenza troviamo: "Antonius
filius Simonis da Musto de Laude civis et
notarius publicus Vincentiæ", nei primi anni del 1500 a Venezia
troviamo un Piero A' Mosto capitano di mare, a Bergamo, nel 1512 è
provveditore di Bergamo Bartolomeo da Mosto e nel 1600, c'è un podestà
Alvise da Mosto. |
| MOTOLESE |
Motolese è tipico del tarantino, di Grottaglie e Taranto, con presenze
anche a Lizzano, Martina Franca e Carosino, potrebbe derivare dal nome
della Contrada Motolese di Martina Franca. |
| MOTTA |
Un nucleo importante al nord e
soprattutto in Lombardia, ed uno al sud con massima concentrazione in Calabria
e Sicilia, derivano da vari toponimi legati al vocabolo arcaico motta (monticello
di terra o di detriti), quali: Motta Baluffi (CR), Motta Deconti (VC),
Motta San Damiano (PV), Motta Visconti (MI), Motta Camastra (ME), Motta
d'Affermo (ME), Motta S. Anastasia (CT), Motta S. Giovanni (RC), Motta
S. Lucia (CZ) ecc. |
| MOTTER |
Motter è tipico dell'area di Tenna e Pergine Valsugana, dovrebbe
derivare dal vocabolo ladino motera
che significa grande cumulo o piccolo
colle, stante forse ad identificare una caratteristica del luogo
di provenienza o di abitazione della famiglia, secondo altri potrebbe derivare
da soprannomi originati dal termine mæ-dar
del nuovo alto tedesco che significa madre. |
MOTTERAN
MOTTERANI |
Motteran, molto raro, sembra avere, oltre al ceppo principale nel veronese,
anche uno nel novarese e varesotto, Motterani è estremamente più
raro, potrebbero derivare da soprannomi dialettali originati da nomi di
località legati al prefisso Motta. |
MOTTES
MOTTESI |
Tipico trentino di Fai Della Paganella (TN) Mottes, assolutamente rarissimo
Mottesi specifico di Pergine Valsugana (TN), dovrebbero derivare dal nome
tedesco Matthaus, ma secondo altri deriverebbero dal vocabolo arcaico motta
(monticello di terra o di detriti). |
MOTTIN
MOTTINI |
Cognomi abbastanza rari Mottini
è tipico lombardo, più propriamente del nordmilanese, con
un ceppo probabilmente originario nel sondriese, Mottin sembrerebbe avere
due ceppi, uno nella Lombardia nordoccidentale ed uno nel vicentino, dovrebbero
derivare da nomi di località legati al vocabolo arcaico motta (monticello
di terra o di detriti). Troviamo tracce già dalla fine del 1500
con il prevosto di origine varesina Francesco Mottini che divenne poi Vescovo,
con un Matteo Mottini fu Pietro della Foppa decano del comune a Fusine
(SO) nei primi anni del 1700, erede di Antonio Mottini della Foppa fu Maffeo
quest'ultimo pure decano del comune nel 1600. |
| MOTTOLA |
Cognome tipico campano, con ceppi anche in Puglia, che potrebbero derivare
dal toponimo Mottola (TA), potrebbe derivare da un soprannome collegato
con la caratteristica collinare del terreno dove era situata la casa della
famiglia, una mottola, cioè
un lieve collina, tracce di questa cognomizzazione le troviamo ad Afragola
fin dal 1148 quando un certo Petrus Mottola
risulta tra i proprietari terrieri possedendo un appezzamento di terra:
"...in loco Tabula, qui est foris Arcor...",
in Irpinia se ne hanno tracce almeno dal 1600. |
| MOTTON |
Estremamente raro potrebbe essere
di origini veronesi o vicentine, dovrebbe derivare da Motton, nome di una
località del vicentino. |
| MOTZO |
Tipico sardo di Scano Di Montiferro (OR) con presenze comunque significative
anche a Bolotana (NU), dovrebbe derivare da un soprannome originato dal
vocabolo sardo motzu (mozzo)
legato al mestiere di mozzo o garzone. |
| MOZZANICA |
Tipico della zona di confine tra la provincia di Bergamo e quella di Lecco,
dovrebbe derivare dal toponimo Mozzanica (BG). |
MOZZILLI
MOZZILLO |
Mozzilli è unico, Mozzillo sembra tipico della zona che comprende
le province di Caserta e Napoli, di Orta di Atella nel casertano in particolare
e di Casalnuovo di Napoli nel napoletano, dovrebbe derivare da una forma
ipocoristica dialettale del nomen latino Mucius.
(vedi MUCCILLI) |
| MU |
Mu è tipico della provincia di Sassari, di Berchidda in particolare,
dovrebbe derivare da un soprannome originato dalla tmesi del vocabolo sardo
mulu (mulo). |
MUCCI
MUCCIO
MUCI
MUCIO |
Mucci ha un ceppo emiliano nel modenese, uno nel goriziano, uno nel pistoiese,
nel centro, particolarmente in Abruzzo e Lazio, Muccio ha un ceppo nel
beneventano, uno nel leccese, ed uno nella Sicilia meridionale, Muci parrebbe
tipico del Salento, Mucio, molto molto raro, potrebbe essere siciliano,
dovrebbero tutti derivare dal nomen latino Mucius
(vedi Muccilli). |
MUCCILLI
MUCCILLO
MUCCIN
MUCCINI
MUCCINO
MUCILLI
MUCILLO
MUZZILLO |
Muccilli ha un ceppo molisano a Bojano e Mirabello Sannitico (CB) e a Roccamandolfi
(IS), e un piccolo ceppo a Minervino Murge (BA), Muccillo sembrerebbe tipico
di Casalbore (AV), Muccin è tipicamente friulano, di San Vito al
Tagliamento e Casarsa della Delizia nel pordenonese, Muccini ha un ceppo
a Polinago nel modenese, uno nel cesenate a Cesenatico ed uno nel riminese
a Rimini, Riccione, Misano Adriatico e Cattolica, ha inoltre un ceppo a
Camporgiano nel lucchese ed uno a Roma, Muccino, molto raro, ha un ceppo
molisano a Montagano e Ripalimosani nel campobassano, Mucilli parrebbe
tipico di Castiglione Messer Marino (CH), Mucillo, quasi unico, dovrebbe
essere dovuto ad errori di trascrizione, Muzzillo, estremamente raro, ha
un ceppo tra Napoli e Caserta ed uno nel cosentino, derivano tutti da forme
ipocoristiche, anche dialettali, del nomen latino Mucius,
ricordiamo il famosissimo Gaio Mucio Cordo
(Muzio Scevola) nel 500 a.C.: "...Mucius
Scaevola regem per insidias in castris ipsius
aggreditur; sed ubi, frustrato circa purpuratum eius ictu, tenetur, ardentibus
focis iniicit manum...".
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Muccilli presenta ceppi maggiori nel campobassano, nel barese e nell’isernino,
Muccillo è tipicamente molisano, con un nucleo non secondario nell’avellinese,
Mucilli è diffuso per lo più nel chietino, Mucillo, unico,
si riscontra soltanto a Roma, Muzzillo ha ceppi principali nel napoletano,
nel cosentino, nel salernitano e nel casertano, tutti questi cognomi derivano
dal nome medievale Muccillo o Muzzillo, forma ipocoristica vezzeggiativa del personale Mucio
o Muzio (il latino Mucius
o Mutius). Si tratta, dunque, della
cognominizzazione dei nomi personali dei capostipiti. |
MUCCIOLI
MUCCIOLINI
MUCCIOLO
MUZIOLI |
Muccioli è specifico del forlivese e del riminese, sempre del forlivese,
ma rarissimo, è Mucciolini, Mucciolo è tipico del salernitano,
di Castel San Lorenzo (SA) in particolare, Muzioli è assolutamente
estremamente raro, dovrebbero tutti derivare da modificazioni di Muziolus
diminutivo del nomen latino Mutius,
ricordiamo il famosissimo Muzio Scevola, di quest'uso abbiamo un esempio
nel testo di Informatio status Marchie Anconitane
del 1341: "... Lambertus domini Thebaldi de Montelupone
per tirannidem tenebat terram Montisluponis, quam tenuerat V annis et plus,
et recepit potestariam Fermi a Mercennario et conversationem habebat cum
eo, et receptavit plures de gentibus Mercennarii, et erat de suis complicibus.
Filii Ribaldi et filii Muzioli
de Cornalto tenebant per tirannidem terram Cornalti...", tracce
di queste cognomizzazioni le troviamo nell'elenco degli studenti dell'Ateneo
Perugino nel 1530 con un Hieronymus Muciolus Citramontani Innominati (un
posto non identificato aldilà delle montagne). |
| MUCIACCIA
|
Muciaccia è tipico del barese, di Trani in particolare e di Bari,
potrebbe derivare da una modificazione del nomen latino Mucius,
o del cognomen latino Mucianus, ma
si potrebbe anche trattare di una forma dialettale per boccaccia
forse a caratterizzare il comportamento o l'aspetto del capostipite, citiamo,
anche se veramente improbabile, una possibile derivazione da alterazioni
del nome turco Mücahit. |
MUELLER
MULLER
MÜLLER |
Mueller, abbastanza raro, è del nord, si tratta di una diversa forma
del cognome tedesco Müller, la ü
può infatti essere scritta in tedesco anche ue,
Muller o Müller è diffuso in tutto il nord, con ceppi importanti
a Milano, Torino e Genova, derivano dal mestiere di mugnaio svolto probabilmente
dal capostipite, il cognome Müller è il più diffuso
in Germania. |
| MUGGIA |
Tipico triestino deriva dal toponimo Muggia (TS). |
| MUGGIOLU |
Molto raro è specifico di Ploaghe (SS), dovrebbe derivare da un
soprannome legato al mestiere di mugnaio originato dal vocabolo sardo muggiolu
(tramoggia, elemento della macina). |
| MUGHEDDU |
Cognome abbastanza poco comune, tipico della zona di Oristano, di Samugheo
(OR) in particolare, deriva da un soprannome originato dal vocabolo
sardo mughèddu (muggine
affumicato).
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
Mugheddu: muggine. In toscano antico mugello.
In latino mugil. Come già espresso
per Maccioni, i cognomi derivanti da nomi di pesci, hanno origini continentali,
pur trattandosi di cognomi sardi a tutti gli effetti. Attualmente Mugheddu
è presente in 33 Comuni italiani, di cui 10 in Sardegna |
MUGNAI
MUGNAIO |
Mugnai è tipicamente toscano, Mugnaio, quasi unico, è siciliano,
dovrebbero derivare dal mestiere del capostipite, appunto il mugnaio. |
| MUIESAN |
Assolutamente rarissimo, sembrerebbe triestino e dovrebbe derivare dall'etnico
di Muggia (TS). |
| MULA |
Mula è tipico della zona di Dorgali ed Orosei (NU), deriva dal vocabolo
mula (mulo) ed è probabilmente originato o dall'essere il capostipite
un mulattiere o di avere lo stesso un carattere ostinato. |
| MULAS |
Assolutamente tipico della Sardegna è molto diffuso, deriva da un
soprannome originato dal vocabolo dialettale sardo mulas plurale di mulu
(mulo) probabilmente legato
all'essere il capostipile un mulattiere o un allevatore di muli.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
Sa mula è la
femmina del mulo, dal latino mula.
Il mulo è famoso perché sopporta le fatiche che altri suoi
simili non reggono. Anche noi sardi per indicare una persona che lavora
tanto ed in qualsiasi circostanza diciamo: “Là
castiàdhu, traballat ke u’ mulu”! (“Guardalo,
lavora come un mulo”!). Per indicare una
donna di facili costumi si dice: “Bella
mula jei est”! cioè è
una bella mula, che talvolta sostituisce ègua
=(puledra)! Nelle carte antiche lo
ritroviamo tra i firmatari della Pace di Eleonora del 1388 (*LPDE): Mula
Joanne, jurato ville Sorrai (* Sorrai…distrutto. Contrate Partis Varicati
– Barigadu); Mula Nicolao, jurato ville Curie(* Curie de Ploaghe…odierno
Plaghe); Mula Parisono, jurato ville Nurau Albu(* Nurau Albu…distrutto.
Campitani Majoris). Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado (*CSMB XI°,
XII° sec.), sono citati 12 Mula, tra cui ricordiamo: Mula Furatu, di
Pietro, marito a (sic) Iorgia Tidu (100), in una partizione di servi; Mula
Nastasia (82), in una partizione di servi (Ego
Girardo prior de Bonarcado, facio partione cun Iudice: homines ki hamus
in pare in Augustis: fiios de Petru Mula de Bonàda: Goantine a Clesia
et Orzocco a Iudice; Ianni a Clesia et Nastasia a Iudice…):…Io
Girardo, priore di Bonarcardo, faccio “partizione”(di servi)col giudice,
degli uomini che abbiamo in comune ad Austis (odierno Austis): i figli
di Pietro Mula di Bonàda, Costantino alla chiesa(di Bonarcado),
Orzocco al giudice; Gianni alla chiesa, Nastasia al giudice.
Attualmente è presente in Sardegna, con maggiore frequenza nella
parte centrale, in 177 su 377 Comuni. In campo nazionale è presente
in 433 Comuni. Nella penisola la diffusione è maggiore nel centro
nord. In USA è presente in 6 Stati: California con 2 nuclei familiari,
Colorado, Florida, Virginia, Massachusetts, Connecticut con 1. |
MULAZZANI
MULAZZANO |
Mulazzani ha un ceppo nella zona di incrocio tra il milanese, il bergamasco
ed il cremonese, ed un nucleo nel riminese e pesarese, Mulazzano, assolutamente
rarissimo sembrerebbe del Piemonte occidentale, dovrebbero derivare da
toponimi come Mulazzano (LO) o Mulazzano di Coriano (RN), ma è pure
possibile una derivazione diretta dal nome latino Mulatius,
come collegamento famigliare o di proprietà, quelli di Mulazio,
quelli della proprietà di Mulazio, tracce di queste cognomizzazioni
le troviamo a Pancalieri (TO) nel 1600 con il notaio Gio Batta Mulazzani
di Murello (CN). |
MULE
MULE' |
Tipici della Sicilia centrooccidentale, Mule è molto più
raro di Mulè, derivano entrambi dal vocabolo arabo mawlà
(guida, maestro, superiore, meritorio) il mullah degli Sciti, tracce di
questa cognomizzazione le troviamo nel 1200 a Rodi, in uno scritto del
1229 si legge: "...Harpernus dictus Mule, castellanus
castri et dapifer terrae de Rode...". |
| MULEDDU
|
Estremamente raro, tipicamente sardo, deriva da un diminutivo del vocabolo
sardo mulu (muletto) probabilmente
per caratteristiche comportamentali del capostipite. |
MULIC
MULLIG |
Sia Mulic che Mullig, sono assolutamente rarissimi ed entrambi specifici
dell'udinese, dovrebbero derivare dal termine dialettale friulano mul
(mulo, ma anche bastardo
per estensione del concetto) con la -ig
o -ic finale diminutiva il termine
starebbe quindi ad indicare piccolo mulo o anche piccolo bastardo. |
| MUNACO'
|
Molto molto raro sembrerebbe specifico di Cinisi (PA), dovrebbe derivare
da modificazioni dialettali del termine greco monachos. |
| MUNAFO'
|
Tipicamente messinese, di Barcellona Pozzo Di Gotto (ME) in particolare,
dovrebbe derivare da modificazioni dialettali del termine greco monachos. |
MUNARETTI
MUNARETTO
MUNARI
MUNARIN
MUNARINI
MUNER
MUNERO
MUNERATTI
MUNERATTO |
Sia Munaretti e Muneratti che Munaretto e Muneratto sono tipici veneti,
anche se il primo ed il terzo sono molto più rari del secondo e
del quarto, Munari è molto diffuso in tutto il nord con un ceppo
anche nel Lazio a Roma, Latina ed Aprilia, Munarin è tipico della
zona di Casale sul Sile e Mogliano Veneto nel trevisano e di Martellago
(VE), Munarini ha un ceppo a Reggio Emilia ed uno nel vicentino a Vicenza
e Thiene, Muner, abbastanza raro, ha un ceppo a Venezia e nel veneziano,
a Montebelluna nel trevisano ed a Tolmezzo nell'udinese, Munero è
praticamente unico ed è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione
del precedente, tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente
o tramite suoi ipocoristici.o modificazioni dialettali, o dal nome longobardo Munari di cui abbiamo
un esempio in una Charta venditionis
del Codice Diplomatico Longobardo del
19 gennaio 735 conservata nell'archivio di Piacenza: "...Munari
filius quondam Gemmolo uindedit in ipso loco media iuge, et accepit precio
ab Romoald presbitero conparatore auri medio solido....", o da un
soprannome dialettale originato dal mestiere di mugnaio. |
MUNTONE
MUNTONI |
Muntone è specifico di Fonni nel nuorese, Muntoni, decisamente meno
raro, ha un ceppo importante a Villacidro e Gonnosfanadiga nel Medio Campidano,
un ceppo a Cagliari, Quartu Sant`Elena e Villa San Pietro nel cagliaritano
ed uno a Terralba nell'oristanese ed a Carbonia.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
Muntoni deriva dal termine sardo muntoni
(mucchio). Un mucchio
di sassi si dice unu muntoni de perda.
Nel toscano antico montone significa
un mucchio di letame, un letamaio.
Unu muntoni de ladamini o unu
muntonaxu. Ammuntonare/i
vuol dire ammucchiare. Non l’abbiamo
riscontrato nelle carte antiche. Il cognome è presente in Sardegna
in 71 Comuni su 377 Nel territorio nazionale il cognome è presente
in 143 Comuni. Nel Continente, la maggiore diffusione si registra nel centro
nord. In USA è presente solo in California, con un solo nucleo familiare. |
| MURA |
Di origini sarde, largamente diffuso, questo cognome dovrebbe derivare
da un soprannome legato al vocabolo dialettale sardo mura
(mora di rovo o di gelso). forse ad indicare la presenza di piante di gelso
in prossimità dell'abitazione della famiglia, ma è pure possibile
una connessione con il il termine muro ad indicare forse la presenza di
un muretto di pietra nei pressi dell'abitazione.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
MURA: significato ed etimologia. Mora del
gelso. Muragessa, murighessa.
In latino morus: morus alba = muragessa
bianca; morus nigra = muragessa niedda. La mora del rovo è sa mura
de arrù o de orrù, in latino rubus fruticosus. Nelle carte
antiche ne troviamo 7 tra i firmatari della Pace di Eleonora *LPDE del
1388: Mura (de) Elias, ville Sasseri; Mura Barisono – ville Terrenove;
Mura Gonnario, ville Desilo(Desulo – Mandrolisay o Barbagia di Belvì);
Mura Jacobo, Mole de Posata; Mura Mariano, ville Leonissa( villaggio distrutto
– Mandrolisay); Mura Mariano, ville Ollolà (Ollolai – Barbagia di
Ollolai); Mura Petro, jurato ville Pauli (Paulilatino – Contrate Partis
de Guilcier). Attualmente il cognome è presente in Sardegna, con
diffusione omogenea, in 256 su 377. Nel territorio nazionale il cognome
Mura è presente in 839 Comuni: Roma 468, Genova 171, Torino 137,
Milano 129, Livorno 47, Ravenna 14, etc. In USA è presente in 31
Stati, con 3 nuclei familiari in California, Oregon, Florida, Georgia,
Louisiana, New York, Pennsylvania, New Jersey, 2 Arkansas, Missouri, Illinois,
Michigan, Wisconsin, Massachussetts, 1 negli altri. |
MURAGLIA
MURAGLIE |
Muraglia è un cognome tipicamente pugliese, di Gravina
In Puglia ed Andria nel barese, di Taranto e Martina Franca (TA) e di Foggia,
con un piccolo ceppo anche a Palermo ed a Perfugas nel sassarese, Muraglie
è quasi unico, potrebbe derivare da un toponimo contenente la radice
Muragl-, come ne esistono in giro per
l'Italia, ma, molto più probabilmente, derivano dal fatto di abitare
la famiglia in prossimità di un muraglione o di mura cittadine. |
| MURANELLA |
Muranella è un cognome veneto quasi unico.
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MURARI
MURARO |
Murari è tipico dell'area tra Lombardia e Veneto, del veronese soprattutto,
di Verona, Negrar, Legnago, San Pietro in Cariano, Bovolone, Sommacampagna,
San Giovanni Lupatoto, Villafranca di Verona e Monteforte d'Alpone, Muraro
è decisamente veneto, in particolare di Brendola, Vicenza e Montecchio
Maggiore nel vicentino e di Verona e Padova, dovrebbero derivare dalla
qualifica di magister murarius (capomastro
o muratore) atribuita al capostipite. |
MURATORE
MURATORI |
Muratore, molto diffuso in Sicilia e nel reggino, parrebbe avere anche
un ceppo importante a Ventimiglia in provincia d'Imperia, Muratori è
originario dell'Emilia e Romagna, derivano da soprannomi legati al mestiere
di muratore, personaggio di assoluto rilievo è stato Ludovico Antonio
Muratori (1672 - 1750) di Vignola (MO), religioso e studioso, scrisse molte
opere tra le quali la famosa opera storica Rerum
italicarum scriptores che copre il periodo dall'anno 500 al
1500, scrisse inoltre Antiquitates italicae medii
aevi sui costumi e gli usi correnti nel medio Evo. |
| MURCIANO |
Murciano è tipico del Salento, del tarentino e, in particolar modo,
del leccese, di Galatina, Martano, Diso e Copertino, dovrebbe derivare
dall'etnico di Murcia, città ed antico regno spagnoli, si potrebbe
trattare di profughi sefarditi espulsi da quella città all'epoca
della cacciata degli ebrei. |
| MUREDDU |
Specifico sardo diffuso in tutta l'isola, potrebbe derivare dall'etnico
di toponimi come Muravera (CA), ma più probabilmente deriva da soprannomi
originati dal vocabolo sardo mureddu
(muretto) stante ad indicare una particolare
località, è pure possibile una derivazione da un diminutivo
derivato dal cognome Mura. |
| MURER |
Tipico del trevigiano e bellunese, dovrebbe derivare da soprannomi dialettali
legati al mestiere di muratore, ma è pure possibile in alcuni casi
una derivazione da nomi di località come Mure di Meduna (TV) o altre
simili, è pure possibile un'origine germanica, a Verona in una lapide
si può leggere: "HIC . IACET . OLRIGO
. MURER . DE . GRONICHER . QUI . OBIIT. MCCCLVIII
. DIE . MARCII ". |
| MURESU
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Tipico della Sardegna nordoccidentale, della zona di Sassari e Sennori,
dovrebbe derivare dall'etnico di Muros (SS). |
| MURGIA |
Tipico sardo, probabilmente deriva
da un soprannome originato dal vocabolo dialettale murgia (salamoia).
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
Murgia o murja
in sardo significa salamoia (acqua
salata) e deriva dal latino muria.
Quando un cibo è oltremodo salato si dice: tenit sabòri de
murgia (ha sapore di sale o meglio di acqua salata). È un cognome
diffuso in maniera omogenea in tutta la Sardegna e precisamente in 241
comuni su 377. Il cognome Murgia è presente in Sardegna sin dai
tempi antichi. Sono 39 i “Murgia” firmatari della Pace di Eleonora,
*LPDE 1388, tra i quali ricordiamo: Murgia (de) Gunnario, majore (sindaco)
ville Usedos (odierno Usellus– Contrate Partis de Montibus); Murgia
Mariano, majore ville Orgosolo (Curatorie Dore); Murgia Molentinu, jurato
(guardia giurata, collaboratore del majore) ville Tramaça (Odierno
Tramazza – Contrate Partis de Milis); Murgia Guantino, ville Ecclesiarum
(Villa di Chiesa – Iglesias); Murgia Guiducio, ville Ecclesiarum; Murgia
Gunnario, ville Ecclesiarum; Murgia Francisco, jurato ville Ses Plasses
(odierno Las Plassas - Contrate Marmille); Murgia Baldufino – ville de
Biti (odierno Bitti – Contrate Montis Acuti). Nel Condaghe di San Nicola
di Trullas troviamo invece Muria (4), tra i quali citiamo Muria Petru mandatore
(il mandatore de rennu era un funzionario regio, incaricato delle
ambasciate ; il mandatore de ecclesia, era il rappresentante giudiziale
di una chiesa) de Navika, teste in una vendita di terra, *CSNT 193. Nel
Condaghe di S. M. di Bonarcado *CSMB, sono presenti 8 Muria(talvolta appare
Murghia, talaltra Murgia), tra i quali ricordiamo Muria Goantine, prete
di Senuski (o Sinuski, o Sa Nuski: villaggio scomparso, i cui resti si
trovano non lontano da Cabras; appartenne infatti alla Curadorìa
di Cabras o Campitano Majore; abbandonato verso la seconda metà
del XVII° sec., probabilmente in seguito a ripetute incursioni barabaresche),
teste in una donazione, a Santa Maria, da parte di donnu Comita de Zepera,
pro anima sua (per la grazia della sua anima), nelle mani del priore donnu
Petru Perusino, di unu cavallu e un ebba e unu iuvu e CL berbekes e X matricas
de porcos( un cavallo, una puledra, un giogo di buoi, 150 pecore e 10 scrofe)
e promette di dare( sempre a Santa Maria), alla sua morte, una parte delle
sue sostanze, nella misura di quanto spetta a ciascuno dei suoi figli.
Segue l’elenco, terras, bingias (terre, vigne...) etc. Etc. |
| MURIGLIO |
Molto raro, dovrebbe essere originario
della zona di Cerignola nel foggiano, potrebbe derivare o da un soprannome
dialettale o dal nome Franco Germanico Muriel. |
| MURNO |
Assolutamente molto raro, è specifico del potentino, probabilmente
è originario di Moliterno (PZ), dovrebbe derivare dal cognomen latino
Murnus, di cui abbiamo un esempio in un'antica lapide latina: "[Au]runculeio
animae quo itrius Murnus amico". |
MURRI
MURRO
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Murri ha un ceppo a Civitanova Marche nel maceratino ed uno a Montefiore
dell'Aso e Cupra Marittima nel Piceno, ha un piccolo ceppo a L'aquila e
Lucoli nell'aquilano, ed a Pescara, uno a Roma ed a Cisterna di Latina,
uno a Taranto e nel brindisino a Fasano, Mesagne e Brindisi, Murro
è tipico pugliese, della zona di Conversano (BA) e Ginosa (TA),
dovrebbero derivare da antichi nomi di località o dal nome medioevale
Murro, Murronis,
di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico
della Lombardia medievale in un documento dell'anno 1188 redatto
in Pavia, dove viene citato un certo Murro di Gambolò, potrebbe
anche derivare da nomi di località come Montemurro (PZ), tracce
di questa cognominizzazione le troviamo in un atto del 1289 a Miranda nell'iserniese:
"...Actum Reate in domibus , in quibus praefatus
Dominus Camerarius morabatur , praesentibus Domino Raynuccino
de Murro , Domino Henrico de Labro Capellanis
, Magistro Paulo de Reate Clerico Camerae Domini Papae, & Domino Thoma
Milite , & Manfredo Domini Pandulfi de Labro , Petro Cimini de Reate
, Magistro Benedicto de Sulmona, & Chrißophoro Benedicti de Sen
is , testibus . Item anno, Indictione , Pontificatu, & locis praedictis
, ejusdem mensis Julii die VI. intrante , in praesentia mei Notarii &
testium subscriptorum , Ray naldus Callararius , Ferranetius ..". |
MURRONI
MURRU |
Murroni è originario del cagliaritano, questo cognome abbastanza
raro deriva da un soprannome che discende dal vocabolo dialettale sardo
murru (bigio,
grigiastro, muso), stessa origine ha il cognome Murru diffuso
in tutta la Sardegna, uno dei più antichi cognomi dell'isola. |
| MURSIA |
Tipico di Biancavilla (CT), dovrebbe derivare da un soprannome originato
dal vocabolo arabo mursja (solido
come una roccia, rocca). |
| MURTAS |
Tipico della Sardegna centro meridionale, dovrebbe derivare o da toponimi
come Rio Murtas (CA) o Murtas località di Villapuztu (CA), oppure
da soprannomi originati dal vocabolo sardo múrta (mirto) dovuti
o a vicinanze con cespugli di mirto o al fatto di fare prodotti a base
di mirto. Troviamo tracce di questa cognomizzazione a Scano Montiferro
(OR) nel 1700 con il Vassallo Nicolas Murtas citato in un atto del notaio
Giuseppe Passiu Padery. |
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