| OBALLA
|
Molto molto raro, tipico dell'udinese, dovrebbe derivare da soprannomi
originati dal termine sloveno obla
(palla) probabilmente ad indicare una
corporatura particolarmente grassa del capostipite o anche dal vocabolo
sloveno óbel (ovale)
attribuibile ad una persona con il profilo simile a quello di un'oliva. |
OBBILI
OBILI |
Obbili, molto molto raro, è del cagliaritano, Obili è tipico
della Sardegna meridionale, dovrebbero derivare dal termine campidanese
obìlu (grosso
chiodo), si può ipotizzare che il soprannome possa essere
stato attribuito al capostipite perchè produceva appunto i chiodi,
o anche perchè era alto e magro.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
OBBILI; OBILI: significa grosso chiodo di
bronzo o di ferro, un tempo
usato in falegnameria, soprattutto per la confezione dei portali di legno.
Qui da noi in Campidano è comunemente detto obbìbi
(betacismo), sinonimo di ançòlu (di dimensioni più
piccole) e di cravìlla, ma quest’ultima è sempre di legno.
Deriva dal verbo latino obpìlo
– are nel senso di conficcare. Espressione
comune in Campidano quando si vuole rimproverare uno che non ha voglia
di muoversi: “Ita fais obilàu (obibàu)
ingunis, movidì”! = “Che cosa
fai, conficcato lì, muoviti”! Il cognome potrebbe essere
riferito a fabbricante di portali, a fabbro ferraio,
ma anche e soprattutto a persona fisicamente ben
“piantata”, longilinea e nerboruta. “Là castiàdhu,
parrit un obbìbi”! = “Là guardalo, sembra “un grosso” chiodo
di ferro”! Si tratta di cognomi rari e probabilmente recenti, perché
non li abbiamo trovati nelle carte antiche da noi consultate. Attualmente
il cognome Obbìli, è presente in 18 Comuni italiani, di cui
6 in Sardegna: Villamar 11, Assemini 9, Carbonia 8, etc. Obìli è
presente in 14 Comuni, di cui 10 in Sardegna: Furtei 16, Gonnosnò
8, Assolo 8, etc. |
OBERTI
OBERTO |
Oberti presenta due nuclei, uno nel bergamasco ed uno nel genovese, Oberto
è decisamente piemontese, della zona che comprende torinese e cuneese,
derivano entrambi dal nome medioevale Ubertus
o Obertus, di cui si hanno tracce fin
dal 1000, in un atto di compravendita, redatto in Pavia nell'anno 1144,
leggiamo: "...Et quidem spondimus
atque promittimus nos qui supra iugales, una cum nostris heredibus, tibi
qui supra Oberto presbitero
tuisque succesoribus et partim eiusdem ecclesie et cui vos et partim eiusdem
ecclesie dederitis suprascripta vendicione qualiter superius legitur in
integrum, ab omni homine defensare; quod si defendere non potuerimus aut
si vobis exinde aliquid per quodvis ingenium subtrahere quesierimus, tunc
in duplum suprascripta vendicione ut supra legitur vobis restituamus, sicut
pro tempore fuerit meliorata aut valuerit per estimacione in consimili
loco et nichil nobis ex ipso precio dare debes diçimus. Actum civitate
Texini, feliciter.".
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Oberto è una variante di "Oberti". Cognominizzazione originaria
della Germania, documentata nel 773 a Treviso in Obertus.
Ha alla base il germanico "Audhalberht",
formato da "audha" = "possesso,
ricchezza, potenza" e da "bertha"
= splendente, famoso, illustre". Oberto,
quindi significa, "illustre e famoso per la sua
potenza". Riflette anche il nome francone-tedesco "Hug
(u) Berth", dal francese "Hubert",
formato da "Hugu" = "senno,
intelligenza", quindi, anche famoso
per senno o per intelligenza. |
OBINO
OBINU |
Tipicamente sardi, Obino sembra essere caratteristico della provincia di
Oristano, di Scano Di Montiferro ed Oristano stessa, Obinu è tipicamente
sardo, con ceppi nell'oristanese ad Oristano, Scano di Montiferro, Bosa,
Flussio, Cuglieri e Paulilatino, a Cagliari, a Sassari ed Alghero nel sassarese,
ad Irgoli nel nuorese ed a Nuoro, dovrebbe derivare da un soprannome sardo
originato dal termine logodurese obinu
(pino), forse perchè l'abitazione
della famiglia era appunto in prossimità di un tale albero.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
OBINO; OBINU: molto probabilmente deriva da pino,
che viene comunemente detto s’opìnu
o s’oppìnu, ma anche s’obìnu:
sa matta ‘e s’oppìnu = il
pino. Non sappiamo che relazioni ci siano tra il cognome ed
il significato della parola. In Sardegna il pino è pianta esotica,
non fa parte della macchia spontanea, ma fu trapiantato in Sardegna, da
tempi antichissimi, probabilmente dai Fenici, che portarono anche le prime
palme ed i primi innesti di ulivi, a partire dal X secolo a.C. IL cognome
è documentato, nelle sue varianti, nelle carte antiche medioevali
della lingua e della storia della Sardegna. Tra i firmatari della pace
di Eleonora, LPDE del 1388, troviamo: Obinu Gunario – de Bosa. ** Bosa:
omnibus civibus et habitatoribus civitatis Bose…nisi pastores…congregatis
intus Ecclesiam Beate Marie Virginis …die XV Januarii 1388; Obinu Laurencio
– de Bosa; Obinu Petro – de Bosa ; Opinu Andreas, ville Sasseri,
*** Sasseri…Sassari. Et nos Pugioni Anthonius et De Lacon Salatinus, cives
Sasseri, sindici, actores et procuratores…Marringoni Arsòcus potestas
ac capitanus civitatis Sasseri. Omnes cives congregatis in civitate Sasseri,
apud ecclesiam Sancte Caterine…presentibus Corda Jacobo, Magnispesa Francisco,
De Mascara Francisco. In die XIII mensis Januarii MCCCLXXXVIII – 1388;
Opinu Antioco, jurato ville Martis, * Martis...attuale Martis ** Et ego
…Çaramonte et Contrate de Anglona…Chiaramonte etc. In posse
De Valle Anthoni et Dominici filii...de Civitate Sasseri...die XIII Januarii
1388; Oppinu Gennargius, ville Sasseri. Attualmente il cognome Obino è
presente in 85 Comuni italiani, di cui 34 in Sardegna: Sassari 53, Cagliari
48, Sorso 47, Oristano 29, etc. Nella penisola è Genova ad avere
il numero più alto con 27, segue Roma con 15, etc. Il cognome
Obinu è presente in 115 Comuni d’Italia, di cui 54 in Sardegna:
Oristano 68, Scanu Montiferro 49, Bosa 37, Cagliari 29, etc. nella penisola,
Roma ne ha 30, Genova 15, etc. |
| OBITO
|
Obito, praticamente unico, sembrerebbe del Piemonte occidentale, si dovrebbe
trattare di una forma colta derivata o dal termine latino obitus
(arrivato, giunto), participio passato
del verbo obeo (incontrare,
venire, arrivare) o, ma è meno probabile, dal termine
obitus, obitus
(caduta, rovina ed in senso lato tramonto),
sembrerebbe trattarsi quindi di un cognome attribuito ad un trovatello
da un'istituzione probabilmente laica. |
OBINO
OBINU |
Tipicamente sardi, Obino sembra essere caratteristico della provincia di
Oristano, di Scano Di Montiferro ed Oristano stessa, Obinu, più
diffuso, caratteristico anch'esso di Scano Di Montiferro ed anche di Oristano
e Sagama (OR), dovrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo
sardo oppinu (albero
del pino), forse perchè l'abitazione della famiglia era
appunto in prossimità di un tale albero. |
OCARI
OCCARI |
Ocari, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione
di Occari, che ha un ceppo a Stienta nel rovigoto, con presenze anche a
Ferrara, e che dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine dialettale
rovigoto arcaico ocaro (allevatore
di oche). |
OCCHETTI
OCCHETTO
OCHETTI
OCHETTO |
Occhetti è tipico del torinese con presenze anche nell'astigiano
e nel cuneese, Ochetti, quasi unico, ne è un errore di trascrizione
, Occhetto, assolutamente rarissimo, è piemontese dell'area tra
torinese e cuneese, Ochetto, quasi unico, è dovuto probabilmente
ad errori di trascrizione del precedente, dovrebbero derivare da forme
ipocoristiche del nome medioevale Occho
o Ocho, di quest'uso abbiamo un esempio
nelle Quinti Curti Rufi Historiae:
"...qui post Alexandrum respiceret, utique non reperturas.
subibat inter haec animum LXXX fratres suos eodem die ab Ocho,
saevissimo regum, trucidatos adiectumque stragi tot filiorum patrem...",
ma è pure possibile una derivazione dalle Heniochorum
gentes per aferesi. |
OCCHI
OCCHINI
OCCHIO |
Occhi ha un ceppo nell'alto bresciano, , ma il ceppo più importante
è tra ferrarese e bolognese e tra parmense e genovese, Occhini è
decisamente toscano, sembrerebbe specifico di Arezzo, con presenze nell'aretino
anche a Laterina, San Giovanni Valdarno e Castiglion Fibocchi, Occhio,
assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo nel cremonese, dovrebbero
derivare, direttamente o tramite una forma ipocoristica, da soprannomi
originati probabilmente da una vista particolarmente acuta attribuita ai
capostipiti o da caratteristiche fisiche degli stessi, in qualche caso
forse dalla loro dimensione più piccola del normale. |
OCCHIATI
OCCHIATO |
Occhiati, assolutamente rarissimo, decisamente campano, è del napoletano
e salernitano, Occhiato è tipicamente calabrese, di Mileto e San
Calogero nel vibonese e di Rosarno nel reggino, dovrebbero derivare da
soprannomi grecanici basati sul termine greco antico ώκέως
okeos (velocemente),
probabilmente ad indicare una caratteristica fisica dei capostipiti. |
OCCHIBELLI
OCCHIOBELLO |
Sia Occhibelli che Occhiobello sono assolutamente rarissimi, probabilmente
del centro Italia, dovrebbero derivare da un soprannome originato da una
caratteristica fisica dei capostipiti. |
| OCCHIBIANCO
|
Occhibianco, quasi unico, è specifico del Salento, probabilmente
si tratta di un cognome attribuito ad un trovatello. Era consuetudine diffusa
tra i funzionari borbonici degli orfanotrofi di attribuire ai loro assistiti
cognomi, che rispecchiassero le caratteristiche fisiche o caratteriali
del fanciullo. |
| OCCHIGROSSI
|
Occhigrossi è specifico di Roma e di Marano Equo nel romano, dovrebbe
derivare da un soprannome originato da una caratteristica fisica del capostipite. |
OCCHILUPO
OCCHIOLUPO |
Occhilupo, abbastanza raro, è specifico del Salento, di Manduria
nel tarantino e di Acquarica del Capo, Gallipoli e Vernole nel leccese,
Occhiolupo è praticamente unico.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Secondo un'ipotesi interessante, i cognomi Occhilupo e Occhiolupo nascerebbero
da una traduzione del cognome arbëreshë Licomati,
che, in lingua greca, significa letteralmente occhio
di lupo (vedi Licomati): in questo
contesto, per la precisione, va notato che i cognomi Licomati e Occhilupo
sono entrambi tipici del sud della Puglia - soprattutto del tarantino e
del leccese - e, com'è capitato anche ad altri cognomi arbëreshë,
non è improbabile che Occhilupo rifletta effettivamente una trasposizione
italiana dell'originale greco - non semplicemente un'italianizzazione o
un adattamento fonetico, bensì una traduzione dal greco all'italiano.
In conclusione, dunque, si tratterebbe della cognominizzazione di un soprannome
attribuito al/la capostipite. |
OCCHINEGRO
OCCHINERI
OCCHINERO
OCCHIONEGRO
OCCHIONERO
OCCHIONIGRO |
Occhinegro ha un ceppo a Taranto, Occhionegro è probabilmente dovuto
ad errori di registrazione del precedente, Occhineri ha un ceppo nel brindisimo
a San Donaci e Brindisi e nel Salento a Campi Salentina, Trepuzzi e Salice
Salentino, presenta anche un ceppo nel perugino a Città di Castello
e San Giustino, Occhinero ha un piccolo ceppo nel cosentino, Occhionero,
sempre pugliese, è specifico del foggiano, di Foggia, Serracapriola
e Cerignola, Occhionigro è caratteristico di Bisceglie (BA).
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Sull'origine di questi cognomi confluiscono per lo meno due ipotesi,
da ritenersi valide a seconda della diversa provenienza di queste famiglie.
In alcuni casi, infatti, è possibile che Occhionero e le sue varianti
derivino dal soprannome o nome medievale Occhionero,
che, nell'onomastica arcaica, assume un chiaro valore descrittivo (in riferimento
al colore degli occhi): quest'ipotesi, in effetti, si accorda bene con
l'intera categoria dei nomi descrittivi, che, di regola, alludono a tratti
fisici quali il colore dei capelli (si pensi ai nomi Bruno, Fulvio, Flavio,
etc), la forma della testa (ad esempio nei cognomi Capolongo, Capogrosso,
Capotondo, etc), le dimensioni anatomiche (come nel caso di Grosso, Basso,
Longo, etc) e così via. Nel sud Italia, però, va notato che
i cognomi in questione non sono esattamente italiani, in quanto molto spesso
nascondono un'origine arbëreshë (più probabilmente greco-albanese):
l'ipotesi più probabile, in questi casi, è che i cognomi
Occhionero, Occhineri, etc nascano dalla traduzione del cognome greco Mavromatis,
che, composto dai termini mavros (nero)
e mati (occhio),
significa per l'appunto occhio nero.
Nel caso greco-albanese, ad ogni modo, è piuttosto difficile rintracciare
l'origine del cognome perché, a ben vedere, esistono più
fonti da tenere in considerazione (al di là di quella descrittivo-anatomica,
citata più in alto): va notato, infatti, che in Grecia esistono
due località dal nome Mavromati, una nella prefettura di Karditsa
e l'altra nella prefettura di Messenia, e in questo senso, allora, il cognome
potrebbe derivare dalla toponomastica greca. A complicare le cose, però,
va aggiunto che Occhionero e Mavromatis hanno un loro corrispettivo anche
in Turchia, dove, in effetti, il cognome si trova tradotto nella forma
Karagöz o Karagioz
(dal turco kara,
nero, e göz, occhio):
ora, a meno che non si tratti di una coincidenza, non è escluso
che tutte queste famiglie siano legate fra di loro; va notato, infatti,
che il ramo albanese dei Mavromatis vanta un'antica origine nobile (risalente
forse al XV secolo) e, considerando la natura stessa dei rapporti nobiliari,
non è affatto improbabile che il ceppo originale si sia diramato
in più paesi. Prima di concludere, comunque, vorrei riportare un'ultima
informazione riguardo ai Karagöz turchi (anche se, forse, si tratta
soltanto di una curiosità): ormai da secoli, in Turchia, il nome
Karagöz è associato per lo più al teatro delle ombre
e, in particolar modo, alle recite di Karagöz e Hacivat, molto popolari
fin dai tempi dell'Impero Ottomano; nel teatro delle ombre greco, inoltre,
si trova un personaggio dal nome Karagiozis, che, com'è facile intuire,
è un chiaro prestito del turco Karagöz (con una certa ironia,
il termine karagiozis è poi entrato a far parte del greco moderno,
dove ha assunto il significato di pagliaccio, buffone). |
| OCCHINO
|
Tipico di Messina, dovrebbe derivare da un soprannome.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
è un cognome tipico della costa orientale siciliana dovrebbe
derivare da un soprannome legato all'aspetto fisico del capostipite (in
questo caso riguardante gli occhi).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Occhino è cognome della Sicilia orientale. È l'equivalente
di Ucchino e significa: 'occhio di bambino',
'occhio tenero'. Rohlfs 139. |
| OCCHIOBUONO
|
Occhiobuono, assolutamente rarissimo, parrebbe del napoletano, dovrebbe
derivare da un soprannome, probabilmente riferito ad un capostipite guercio,
del quale l'ottimismo tipicamente napoletano evidenziava la presenza dell'occhio
sano invece di quella dell'assenza dell'altro occhio. |
| OCCHIOLINI
|
Occhiolini, molto raro, ha un ceppo nell'aretino, a Talla, Bibbiena ed
Arezzo, con presenze sparute anche in Abruzzo e nel romano, dovrebbe derivare
da un soprannome forse originato dal fatto che il capostipite avesse degli
occhi molto piccoli. |
| OCCHIOVIVO
|
Occhiovivo, praticamente unico, dovrebbe essere un cognome meridionale,
forse siciliano, probabilmente si tratta di un cognome attribuito ad un
trovatello. Era consuetudine diffusa tra i funzionari borbonici degli orfanotrofi
di attribuire ai loro assistiti cognomi, che rispecchiassero le caratteristiche
fisiche o caratteriali del fanciullo. |
OCCHIPINTI
OCCHIPINTO |
Occhipinti è tipico siciliano in particolare è specifico
dell'estremità meridionale, Occhipinto, assolutamente rarissimo
sembrerebbe del nisseno, dovrebbero derivare da soprannomi legati a caratteristiche
o somatiche o comportamentali del capostipite o della famiglia. Troviamo
tracce di questa cognominizzazione a Palermo fin dalla seconda metà
del 1400 con il notaio Antonio Occhipinti e nel 1500 troviamo a Comiso
(RG) una famiglia Occhipinti annoverata tra quelle benestanti.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Occhipinti è cognome della Sicilia orientale e della Calabria.
Dovrebbe significare 'occhi dipinti'.
Da considerare però, per la contestualizzazione, che 'pintu'
in calabrese significa anche 'butterato, cattivo'. |
| OCCHIUTO
|
Calabrese del cosentino, con presenze
significative anche nel reggino, deriva da un soprannome connesso con il
termine occhio, vuoi per la capacità visiva, vuoi per altri motivi. |
OCCHIUZZI
OCCHIUZZO |
Occhiuzzi ha un ceppo nell'aquilano ad Avezzano e Tagliacozzo, uno a Roma,
uno a Napoli ed a Vibonati nel salernitano, ed uno, il più consistente,
nel cosentino a Cetraro, molto grosso, con presenze significative anche
ad Acquappesa, Guardia Piemontese, Roggiano Gravina, Cassano allo Ionio
e San Marco Argentano, sempre nel cosentino, Occhiuzzo, meno comune, ha
un ceppo a Cetraro e Torano Castello nel cosentino, dovrebbero derivare
da soprannomi originati probabilmente dal fatto che i capostipiti avessero
degli occhi molto piccoli. |
| ODASSO
|
Tipico del Piemonte, di Garessio (CN) in particolare, e della Liguria occidentali,
deriva da una modificazione del nome medioevale di origine germanica Odus
o Oddus (Odonis) di cui abbiamo un esempio nel 1339: "...Tewtus
et Vezeus filiorum Emerici Odus
vocate ..:". Traccia di questa cognominizzazione la troviamo
a Savigliano (CN) fin dal 1700. |
ODDI
ODDO
ODDONE
ODDONI
ODONI |
Oddi ha un ceppo nel parmense, uno nel Piceno ed un grosso nuleo tra aquilano,
frusinate e provincia romana, Oddo è decisamente siciliano, del
palermitano, trapanese ed agrigentino, Oddone è specificatamente
piemontese e ligure, Oddoni, rarissimo, sembrerebbe milanese, Odoni è
raro, ha un nucleo tra Varese e Milano e forse un ceppo a Trieste, derivano
dal nome franco longobardo Oddo (che declinato fa Oddonis) dal quale discende
il nome medioevale Otto e Ottone, abbiamo un esempio dell'uso di questo
nome nel pavese nel 1174 in quest'atto: "Anno dominice
incarnationis millesimo centesimo septuagesimo quarto, sexto decimo kalendas
februarii, indictione septima. In presentia domini
Olrici abbatis monasterii Sancti Petri Celaurei... ... et
Petrus frater eius et Oddo
de Baldo, unusquisque eorum manu sua propria ad sancta Dei evangelia iuravit
quod bona fide et sine fraude ostendere habet ...". |
| ODESCALCHI
|
Odescalchi ha un piccolo ceppo nel milanese, uno a Guastalla nel reggiano
ed uno a Roma, Bracciano e Ladispoli nel romano, dovrebbe derivare dal
nome medioevale Odescalco, forma aferetica
del nome longobardo Godescalcus (con
il significato di servo di Dio),
di questo nome abbiamo un esempio in un atto dell'anno 1283: "Nos
Otto Dei gratia Paderbornensis electus notum facimus et presentibus publice
protestamur, quod Godescalcus
quondam villicus noster in Bekene omne ius suum, quod in eadem habebat
villicatione, accedente consensu heredum suorum pro centum et viginti marcis
denariorum legalium vendidit nobis, tradidit et in manus nostras libere
resignavit. Qua resignacione facta nos de consensu et assensu honorabilium
virorum decani et capituli ecclesie nostre in restaurum dicte pecunie curtem
in Selininchosen et tres mansos in Bennenhosen sitos ad prefatam villicationem
Bekene pertinentes in pratis, pascuis, silvis, cespitibus et aliis pertinenciis,
iuribus et proventibus simul cum iure advocatie porreximus eidem Godescalco
et suis heredibus libere possidenda, donec per nos vel nostros successores
dicta pecunia eidem Godescalco
vel suis heredibus fuerit plenarie persoluta. Et tunc dicta bona ad nos
cum integritate qualibet revertentur. Et ego Godescalcus
recognosco omnia predicta esse vera, et quia sigillo non utor, petivi nomine
meo sigillum capituli Paderbornensis apponi presentibus in testimonium
premissorum. Et nos decanus et capitulum Paderbornense ad peticionem dicti
Godescalci et
heredum suorum sigillum capituli nostri una cum sigillo venerabilis domini
nostri Ottonis electi Paderbornensis in signum consensus et ratihabicionis
duximus presentibus apponendum. Datum feria ante Penthecosten, anno Domini
M°.C°.C.LXX°XII°I.", un Odescalco è vescovo
di Trento dall'anno 854 fino all'anno 864, casato illustre che vanta vari
prelati e duchi, nella prima metà del 1500 Paolo Odescalco è
legato ed inquisitore è verrà fatto succesivamentei vescovo
di Atri e di Penna, nel 1709 Baldassarre Odescalco diviene Duca di Bracciano.
|
| ODICINO
|
Tipico del genovese ed alessandrino di Lerma Monferrato in particolare. |
ODOARDI
ODOARDO |
Odoardi è tipico di Alanno nel pescarese, di Pescara e di Chieti
e Castellalto nel teramano, con un ceppo anche a Roma, Odoardo, assolutamente
rarissimo, parrebbe avere un piccolissimo ceppo veneto ed uno nell'area
ligure piemontese, dovrebbero derivare dal nome medioevale di origini germaniche
Odoardus, di cui abbiamo un esempio nei Decretalium
Gregorii papae IX dell'inizio del XIII° secolo: "...Odoardus
clericus proposuit, quod, quum P. clericus, D. laicus et quidam alii ipsum
coram officiali archidiaconi Remensis super quibusdam debitis convenissent,
idem in eum recognoscentem huiusmodi debita, sed propter rerum inopiam
solvere non valentem, excommunicationis sententiam promulgavit. ...". |
ODORICI
ODORICO
ODORIZZI |
Odorici è tipicamente emiliano di Bologna, Modena e Vignola soprattutto,
Odorico è sicuramente friulano di Rivignano nell'udinese, Sesto
al Reghena e San Vito al Tagliamento nel pordenonese, con un ceppo trapiantato
anche a Latina, Odorizzi è tipico del trentino, di Tassullo, Albiano,
Trento, Cles, Tuenno, Lavis e Gargazzone, dovrebbero derivare, direttamente
o tramite alterazioni dialettali, dal nome goto Odoricus,
dell'uso di questo nome in Friuli abbiamo questo esempio: "...Odoricus
de Portu Naonis (Pordenone) circa
annum 1265 Portu Naonis (in regione Foroiuliensis (Friuli))
natus est, anno 1331 Udini vita functus. Iuvenis Ordinem Franciscanorum
ingressus est ibique magnae austeritatis et humilitatis specimina dedit.
..".
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Odorici è un cognome diffuso nel Modenese e nel Bolognese, deriva
dal personale burgundo Audarîks,
composto da 'audha' = ricchezza
e 'rik' = signore,
principe ma anche ricco,
latinizzato in Otaricus. |
OFFARELLI
OFFI |
Offarelli, quasi unico è laziale, Offi, molto raro, è tipico
del casertano, di Pietramelara in particolare, si potrebbe proporre una
derivazione, direttamente o tramite una forma ipocoristica, dal nome medioevale
germanico Offo, di cui abbiamo un esempio
d'uso in questo scritto dell'anno 689: "...At vero
an. 603 inter Germanos fidem praedicavit Offo
quidam Anglus satus ex regio sanguine. Spelm. Conc. I, 126, et Uilfrid
episcopatu privatus, circa an. 679, Romam iturus, flante Favonio, pulsus
est Fresiam, ibique praedicabat Christum, V, 20.] quae nondum audierant,
gentibus evangelizando committere: quarum in Germania plurimas noverat
esse nationes, a quibus Angli vel Saxones qui nunc Brittaniam incolunt,
genus et originem duxisse noscuntur...".
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Rarissimo cognome presente a Pescia Romana (VT). A mio parere deriva
dal latino classico 'offarius' = cuoco
che cucina pezzo dopo pezzo. Il sostantivo latino d'origine, conservatosi
peraltro in italiano moderno, è infatti 'offa'
= boccone, ma soprattutto
focaccia di farro, ciambella. |
| OFFIDANI
|
Offidani è specifico del Piceno, di Porto Sant'Elpidio, Sant'Elpidio
a Mare, Porto San Giorgio e Fermo nell'ascolano e di Civitanova Marche
e Potenza Picena nel maceratese, dovrebbe trattarsi di una forma etnica
stante ad indicare che i capostipiti fossero originari di Offida, una città
del Piceno. |
| OFFREDI
|
Specifico della bergamasca, deriva
dal nome rinascimentale Offredo o dall'aferesi di nomi come Goffredo, Loffredo
o Roffredo. |
OGGERI
OGGERO |
Oggeri, assolutamente rarissimo, è piemontese ed è probabilmente
dovuto ad errate registrazioni di Oggero che, sicuramente piemontese, ha
ceppi a Torino e Carmagnola nel torinese ed a Cuneo e Borgo San Dalmazzo
nel cuneese, dovrebbero derivare dal nome medioevale Oggerus,
una latinizzazione del nome longobardo Oger
di questo nome abbiamo un esempio in questo scritto di epoca longobarda:
"...His igitur, quae ego balbus et edentulus, non
ut debui circuitu tardiore diutius explicare tentavi, veridicus speculator
Oggerus celerrimo
visu contuitus dixit ad Desiderium:..".
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Oggeri è un raro cognome piemontese, probabilmente dal nome
personale germanico Otgerio. Top. Oggèri
(- Pelosi), frazione Viarigi, Asti. |
OGGIANA
OGGIANO
OGGIANU |
Oggiana è quasi unico, Oggiano ha un grosso ceppo a Sassari e nel
sassarese, a Castelsardo, Viddalba, Valledoria, Santa Maria Coghinas,Alghero,
Sorso, Porto Torre e Bulzi, nell'olbiese a Tempio Pausania, Badesi, Bortigiadas
e Trinità d'Aqultu e Vignola, ed a Cagliari e Dolianova nel cagliaritano,
ed uno nel Salento, ad Oria e Brindisi nel brindisino, Oggianu ha un ceppo
a Nuoro, Sindia e Siniscola nel nuorese, a Magomadas e Bosa nell'oristanese
ed a Cagliari, potrebbero derivare da un soprannome dialettale sardo arcaico
con il significato di insaziabile, che mangia
a dismisura.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
OGGIANA; OGGIANO; OGGIANU: la voce oggianu,
oghianu, da ocru (centrale),
ogu (Log. e Camp.) in lingua sarda
significa colui che guarda, che adocchia,
anche guardone. Ma crediamo con certezza
che il cognome Oggianu e le sue varianti derivino dal toponimo Og(g)ianu,
villaggio scomparso, ma documentato in quasi tutte le carte antiche medioevali:
l’etimologia della voce, permane incerta, probabilmente pre romana. Apparteneva
alla Curadorìa di Canaran, nel regno giudicale di Gallura; i suoi
resti si trovano in agro di Luras. Fece parte poi dei possedimenti oltremarini
della repubblica di Pisa. In seguito fu assegnato ai Doria. Il villaggio
fu abbandonato nella seconda metà del XIV secolo, a causa
delle guerra tra il giudicato di Arborea ed il Regno catalano aragonese
di Sardegna. E’ documentato come “oppidum excellens” nell’opera di Giovanni
Francesco Fara” In Sardiniae Chorographiam”, al capitolo “Civita urbs et
dioecesis”: …et in regione Canahini interiere oppida Canahini et Ogiani
aliaque regio …etc.; nel “De Rebus Sardois II”, sempre del Fara,
nel capitolo “”Turritani Iudices” – I Giudici di Torres – quando cita Genuarius
II vulgo Genuarius de Lacon appellatus - Gianuario II, da tutti conosciuto
come Gunnari de Lacon – …in età avanzata divise il regno tra i suoi
figli…: iudicatum turritanum Barisoni primogenito, regionem de Nurcara
Petro, regionem Frissiae Itocaro et regiones Ogiani et Anglonis Comitae
donavit et…In tutte le carte antiche, sempre e comunque il cognome è
preceduto dalla preposizione “de” ad indicare la provenienza da luogo.
Tra i firmatari della Pace dei Eleonora del 1388, troviamo: Ogiani (de)
Taniele, jurato ville Chelemale, * Chelemale…odierno Cheremule - Contrate
Caputabas; Ogiano (de) Joanne, ville Gulcei, * Gulcei…odierno Bultei. Contrate
de Anglona; Ogianu (de)Joanne – ville de Dosille, * Dosìlle…Osìdda
(Contrate Montis Acuti – Ozieri); Ogianu (de) Anthonius, ville Sasseri,
*** Sasseri…Sassari. Et nos Pugioni Anthonius et De Lacon Salatinus, cives
Sasseri, sindici, actores et procuratores…Marringoni Arsòcus potestas
ac capitanus civitatis Sasseri. Omnes cives congregatis in civitate Sasseri,
apud ecclesiam Sancte Caterine…presentibus Corda Jacobo, Magnispesa Francisco,
De Mascara Francisco. In die XIII mensis Januarii MCCCLXXXVIII – 1388;
Ogianu (de) Anthonius, ville Sasseri; Ogianu (de)Guantino, ville Sasseri;
Ogianu (de) Guillermus, ville Sasseri; Ogianu(de) Sisinius – de Aristanni,
*** Aristanni: Oristano > elenco dei nomi dei firmatari della PETIZIONE.
Omnes cives mercatores et habitatores dicte civitatis…nisi pastores bestiaminum
et quorum dificulter demorari non poterant…congregati. Porta la data :
die XIIII mensis Januarii M°. CCC°. LXXXVIII° et etc. Nel Condaghe
di San Michele di Salvennor, CSMS, XI, XIII secolo, al capitolo 255, troviamo
i fratelli Gosantine e Jubanne de Ojànu, la figlia di Gosantine
Maria e la nipote Justa(in una donazione): - en Gocioccor y en Speralto(
forme corrotte per Bortioccoro- villaggio distrutto - e Isporlatu
- attuale) > Dio(faccio dono) a San Miguel de Salvennor, (yo) donna Barbara
de Gunale por su alma su casa de Gulciocor y de Speralto con saltos…segue
un lungo elenco di terre ;…(a cui fa seguito la donazione di servi)…Doi
tambien hombres , un quarto(del servizio) de Gosantin de Ugianu y un quarto
de si hijia(figlia) Maria y un quarto de su nieta(nipote) Jiusta…a Juan
de Ogianu entero…Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI, XIII
secolo, al capitolo 306, troviamo Gosantine de Ojanu, teste in una lite
(kertu) per la proprietà terriera: (l’estensore è Petru priore
de Trullas) – kertait mecu (mi ha citato in giudizio) Gitilesu Melone ca
: - sa vinia de socru meu(di mio suocero) de Narbones, progitteu l’han
sos de Trullas ? (perchè i monaci di Trullas possiedono la vigna
di Narbones di mio suocero ?), etc. etc. tra i testimoni è citato
Gosantine d’Ojanu. Al capitolo 50, sempre del CSNT, è citato Ianne
d’Ojanu, proprietario di terre in Balle de Mela(valle in Arkennor o Arcennor
- paese scomparso non lontano da Semestene), in un acquisto da parte
del convento: Comporailis (ho acquistato) terra in balle de Mela a Ianne
Pirari…et est in termen dessa terra abe ispelunca tuva, parçinde
de pare(confinante) cun sa terra de Ianne dOjanu ; et…Attualmente il cognome
Oggiana è presente in 14 Comuni italiani, di cui 3 in Sardegna:
Ozieri 14, Bono e Carbonia con un solo nucleo familiare. Il cognome Oggiano
è presente in 152 Comuni italiani, di cui 60 in Sardegna: Sassari
354, Tempio 127, Castelsardo 84, Viddalba 78, etc. Nella penisola è
Roma con 58 ad avere il numero più alto, seguono Genova con 45,
Milano con 20, etc. Il cognome Oggianu è presente in 92 Comuni italiani,
di cui 50 in Sardegna: Silanus 48, Magomadas 39, Macomer 37, etc. Nella
penisola Genova ne conta 33, Roma 22, etc. |
OGGIONI
OGGIONNI |
Oggioni è tipico della zona nord di Milano, varesotto e comasco,
Oggionni è più tipico del milanese e bergamasco, dovrebbero
derivare dal toponimo Oggiona con S. Stefano nel varesotto o Oggiono nel
lecchese, toponimi la cui origine dovrebbe essere dal vocabolo gallolatino
augionus (luogo
ricco di acqua). |
| OGLIARA
|
Ogliara, assolutamente rarissimo, è specifico del vercellese.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Ogliara è un raro cognome presente in Piemonte, Toscana e Campania.
Probabilmente da toponimi omonimi come Ogliara (SA). Etimologia latina
da 'olea' = "olivo":
quindi luogo dove abbonda la pianta dell'olivo, come 'oliveto'
(-ara è un suffisso collettivo).
|
OGLIARI
OGLIARO |
Ogliari ha origine nella provincia di Cremona, Ogliaro è tipico
del biellese, il primo potrebbe potrebbe discendere da un toponimo come
San Martino Olearo (MI), il secondo, più probabilmente, deriva da
un soprannome legato al mestiere di ingrassatore delle ruote dei carri.
|
OGNA
OGNI |
Ogna è tipico del bresciano, di Rezzato e Nave, Ogni è forse
unico, dovrebbero derivare dal nome del paese bergamasco di Ogna del comprensorio
di Villa D'Ogna, toponimo che origina dal termine dialettale ogna
o ognè che è il nome
dialettale dell'ontano alpestre, pianta molto diffusa nel bresciano e nella
bergamasca. |
OGNIBENE
OGNIBENI
ONNIBONI |
Ognibene è diffuso in Emilia a Modena, Bologna e nel reggiano a
Correggio e Rubiera, e particolarmente in Sicilia a Vallelunga Pratameno
(CL), Palermo e Valledolmo (PA), Naro, Menfi e Montevago nell'agrigentino,
Ognibeni sembrerebbe originario del trentino della zona di Trento, Levico
Terme e Centa San Nicolò, con un ceppo anche a Barghe nel bresciano,
Onniboni, estremamente raro, è specifico della zona che comprende
lo spezzino. il carrarese ed il lucchese, dovrebbero tutti derivare da
modificazioni del nome gratulatorio medioevale Omnibonus
di cui abbiamo un esempio nel notaio del 1500 a Riva del Garda (TN), tale
Omnibonus de Ferrariis
filius quondam Bernardini. o anche ad Arco (TN) nel 1595 in
un atto leggiamo: "...Angela moglie del fu Bartolomeo,
quale tutrice di suo figlio Bartolomeo, contro Margarita olim moglie di
Antonio Pasini, quale tutrice di Ognibono
Ceschini di Cologna, di lui figlio, circa
l'adempimento dell'ultima volontà testamentaria ...".
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
OGNIBENE - II cognome muove dal nome proprio augurativo medievale Omnebonum,
Onnibene, forma dotta del nome Tuttobuono.
Fonte: F. Violi Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996 |
OGNISANTI
OGNISSANTI |
Ognisanti, assolutamente rarissimo, è una forma anomala di Ognissanti
che sembra avere oltre al nucleo pugliese a Manfredonia nel foggiano anche
un ceppo secondario nel milanese, deriva dall'usanza di dare questo nome
ai bambini nati il primo novembre nel giorno di Ognissanti, ma è
pure possibile derivi dal fatto che la famiglia proveniva da una zona sotto
le competense di uno dei tanti conventi d'Ognissanti o borghi con questo
nome. |
| OGNO
|
Ogno ha un piccolissimo ceppo ligure nel genovese ed uno sardo ad Alghero
nel sassarese ed a Santa Teresa di Gallura nell'olbiese, dovrebbe derivare
da un soprannome dialettale arcaico legato al termine sardo arcaico per
corbezzolo. |
| OGULIN
|
Ogulin, ormai quasi scomparso, è un cognome sloveno probabilmente
derivato dal toponimo di origini veneziane Ogulin della Croazia nordoccidentale
vicino al confine con la Slovenia, toponimo che dovrebbe derivare dal termine
latino obgula (baratro,
precipizio). |
| OI
|
Assolutamente rarissimo, sembrerebbe avere due ceppi separati, uno sardo
ed uno laziale, il primo potrebbe derivare dall'aferesi del cognome Boi,
il secondo potrebbe essere legato alla provenienza etnica del capostipite
da un gruppo di galli Boi ed anche qui per aferesi sarebbe diventato Oi.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Oi, secondo M. Pittau, Dizionario dei cognomi della Sardegna, 2, pag.
286, può corrispondere all'avverbio campidanese 'oi'
= oggi, dal latino 'hodie'. |
| OIOLI
|
Oioli è caratteristico del novarese, di Gattico in particolare,
ma anche di Borgomanero e Invorio.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Il cognome "Oioli" e la sua versione precedente Uijollo appaiono per
la prima volta nei documenti della città di Maggiate Inferiore (NO),
all'inizio del XVI secolo. Uijollo
era la italianizzazione della pronuncia locale uiööö
(con l'ö che suona come in francese) del nome Guidollo.
In sostanza il passaggio al cognome Oioli è stato il seguente: Guidollo
= Uiööö > Uijollo
> Oioli che pertanto viene a significare
discendenti di Guido o Guidollo. |
| OLCESE
|
Olcese, tipicamente ligure di Genova e del genovese, di Sori, Lumarzo,
Recco e Pieve Ligure, dovrebbe derivare dal nome medioevale Olcese,
nome attribuito in onore di Sant'Olcese, vescovo di Normandia del V°
secolo, che, in fuga dalla Gallia riconquistata dai barbari, si fermò
in val Polcevera, valle ad occidente della città di Genova, dove
si conquistò un notevole consenso, tanto da far sì che si
diffondesse, presso la popolazione locale, l'uso di attribuire ai propri
figli il suo nome, in molti casi il cognome può anche derivare dal
nome del paese di Sant'Olcese (GE). |
OLDANI
OLDANO |
Oldani, specifico lombardo, è molto diffuso nell'area milanese,
a Magenta, Milano, Corbetta, Santo Stefano Ticino, Marcallo con Casone,
Sedriano, Arluno, Ossona, Bareggio, Abbiategrasso, Vittuone, Robecco sul
Naviglio e molti altri, Oldano è invece piemontese, dell'area torinese
e astigiana, di Torino, Castello di Annone (AT) e Grana (AT), potrebbero
derivare da etnici di toponimi come Olda (BG) o di località come
Olda di Vedeseta del Ducato di Milano, ma anche, e più probabilmente,
dal nome medioevale Oldanus che sembrerebbe
essere di origini longobarde. Tracce di queste cognominizzazioni si hanno
ad esempio in una Carta venditionis
dell'anno 1197 a Lodi: "Anno ab incarnatione domini
nostri Iesu Christi millesimo centesimo nonagesimo septimo, septimo kalendas
decembris, indicione prima. Fecit vendicionem et cartam venditionis ad
proprium Iacobus de Andrea Oldanus,
qui est professus se lege vivere Longobardorum, in Martino de Pelato nominative
de pertica una et media plus minusve de terra plantata de vitibus que iacet
in teritorio de Brenbio, in contrada in qua dicitur in Felexeto, cui est
a mane Benni de Habonis, a meridie Adamini de Habonis, a sero emptoris,
a monte Guilielmi de Habonis, vel si ibi alie sint coherentie. ...",
verso la fine del 1200 a Milano opera una famiglia notarile Oldani, con
Francino Oldano di Porta Vercellina pubblico notaio, si hanno tracce di
una posizione rilevante della famiglia in questa lettera del 1450, inviata
da Francesco Sforza Duca di Milano: "Aluisio Oldano.
Perché quisti da Sanseverino se voriano posser valere de quella
assignacione a loro facta de libre xii mila e dicono che no se pigliando
altro partito et altra via che per la via ordinaria et che se va non se
ne venerà may a capo, pertanto ne pare che ve debiate intendere
cum lo podestà et cum li homini et cum qualunche altro ve parirà
sia intendenti, et vidiati dare tal forma et modo che se possino prestissimo
ritrare et che se possino valere et aiutare neli bisognii loro. Et circa
ad ciò vogliati usare ogni diligencia et solicitudine. Mediolani,
ii octobris 1450. (firmato) Iohannes
de Ulesis (ambasciatore di Francesco Sforza)
.". |
OLEARI
OLEARIO
OLEARO
OLIARI
OLIARO |
Oleari ha un ceppo in Emilia a Reggio Emilia, Rubiera e Scandiano nel reggiano
ed a Modena e Formigine nel modenese, Oleario è praticamente unico,
Olearo è piemontese dell'alessandrino, di Serralunga di Crea e Casale
Monferrato, Oliari ha un ceppo a Tiarno di Sopra in trentino, Oliaro ha
piccoli ceppi in Piemonte a Casale Monferrato nell'alessandrino, a Vercelli
ed a Biella, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal mestiere di
produttori o venditori d'olio svolto probabilmente dai capostipiti. |
| OLEOTTI
|
Molto raro è originario
della zona tra Milano e Crema potrebbe derivare dal nome del fiume Oglio. |
| OLGIATI
|
Abbastanza raro è tipico del nord milanese
e del Canton Ticino, deriva da toponimi come Olgiate Comasco (CO), Olgiate
Molgora (LC) o Olgiate Olona (VA). Nel 1546 il governatore di Milano Ferrante
Gonzaga, affida le opere di fortificazione della città a Giovanni
Maria Olgiati, il cui progetto prevedeva la creazione di una cerchia
di bastioni che si congiungessero con le difese del Castello Sforzesco.
Nel Canton Ticino, troviamo un Rodolfo Olgiati come podestà di Plurs
dal 1689 al 1691.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Olgiati è cognome lombardo che viene dal toponimo Olgiate Comasco
(CO) o Olgiate Olona (VA) oppure Olgiate Molgora (LC). Il nome Olgiate
deriva probabilmente dal personale latino "Ulvius"
o "Ulbius" con il suffisso "-ate"
che indica appartenenza. |
OLIA
OLIAS
OLIVAS |
Olia è tipicamente sardo, ha un ceppo a Sassari e ad Ittiri nel
sassarese, ed uno nell'oristanese, a Solarussa, Simaxis ed Oristano, Olias,
estremamente raro, ha qualche presenza nell'oristanese e nell'iglesiente,
Olivas, leggermente meno raro, sempre sardo, ha un piccolo ceppo a Bolotana
nel nuorese ed uno a Cagliari.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
OLIA; OLIAS; OLIVA; OLIVAS: le voci, s’olia,
is olias, is olivas in lingua sarda designano sia
l’albero che il frutto dell’ulivo. I cognomi Olia, Olias e Olivas
sono propriamente sardi, Oliva è abbondantemente diffuso in tutta
Italia. Il cognome è documentato nelle carte antiche. Tra i firmatari
della Pace di Eleonora LPDE del 1388, troviamo: Oliva Guillermus, juratus
Castri Callari, *** Castri Callari… Joveri Marcus et Roig Franciscus, sindici
ac procuratores Castri Callari… testibus Bertran Natale de Callari et Iacobo
De Maiolica…et Mironi Petro, De Osona Bartholomeus, crolli Arnaldo. In
die XVIII mensis decembris, anno MCCCLXXXVII (1387 – i rappresentanti di
Cagliari furono i primi a controfirmare la Petizione di Eleonora); convenerunt
et interfuerunt venerabiles ( omnes jurati et habitatores Castri Callari).
Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI, XIII secolo, ai capitoli
189 e 219, è citato d’Olivas Petru, servo in Scanu (si tratta di
Scanu Montiferro); al 189 in una donazione: positinke donnu Ythoccor d’Athen
pross’anima sua a Sanctu Nichola latus (la metà del servizio) de
Petru d’Olivas…Al 219, in un acquisto(comporu): comporaili ad Ythoccor
de Varro .III. dies (la settimana) in Petru d’Olivas etc. Nella storia
della Sardegna sono inoltre ricordati i Conti di Oliva, a partire dal 1449:
della famiglia Centelles prima, poi Borja, infine Pimentel. La contea d’Oliva
comprendeva: il Ducato di Monteacuto, il Principato di Anglona, il
marchesato del Marghine, la Contea di Osilo, la Baronia di Coghinas; durò
sino all’abolizione del feudalesimo. Ricordiamo inoltre De Olives Giovanni
Antonio, di origine iberica, fu “fiscal” del Tribunale del Santo Uffizio
per il Regno di Sardegna nel 1705 e Inquisitore dal 1706 al 1708. Ricordiamo
ancora Olives Girolamo, di origini iberiche, ma nativo di Sassari. Fu avvocato
fiscale nel 1553, nel Supremo Consiglio d’Aragona. Sua figlia Costanza
Olives scrisse il primo commento della Carta de Logu di Arborea: “Commentaria
et Glossa in Cartam de Logu”, con 1^ edizione a Madrid nel 1567.
Ultima nota: Olìa Speciosa è una frazione del Comune di Castiadas
– Costa Rey. Attualmente il cognome Olia è presente in 50 Comuni
italiani, di cui 16 in Sardegna: Sassari 44, Solarussa 19, Simaxis 14,
etc. Nella penisola Napoli ne conta 12, Genova 9. Olias è presente
in 11 Comuni d’Italia, di cui 7 in Sardegna: Zeddiani 14, P. Torres 6,
Carbonia 5, etc. Il cognome Oliva è diffuso, come detto, in tutta
Italia, con le punte più alte a Roma 518, Napoli 389, Milano 304,
Palermo 296, Messina 296, Genova 218, etc. In Sardegna è presente
in 16 Comuni: Carbonia 19, Iglesias 19, Alghero 18, Pabillonis 14, Terralba
13, etc. Il cognome Olivas è presente in 23 Comuni italiani, di
cui 10 in Sardegna: Bolotana 18, Cagliari 13, Olbia 6, etc. |
| OLIANA
|
Oliana ha un ceppo a Roncone in trentino ed uno nel trevisano a Conegliano
e Vittorio Veneto, potrebbe derivare da nomi di località come l'Oliana
dolomitica vicino a Forno di Zoldo nel bellunese. |
| OLIANAS
|
Olianas è tipicamente sardo, di Cagliari, Gergei, Esterzili ed Escolca
nel cagliaritano e di Carbonia, dovrebbe stare ad indicare la provenienza
del capostipite dal paese di Oliena nel nuorese, chiamato in sardo Oliana.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
OLIANAS: de Olianas = di
Oliena: Oliana, Uliana, nella dizione locale. È centro
abitato di 7400 abitanti, della provincia di Nuoro. Il territorio fu abitato
sin dal neolitico e ne sono testimonianza i numerosi resti archeologici
prenuragici e nuragici. La leggenda vuole che i primi abitatori di Oliena
siano stati gli ilienses, uomini del
mare, provenienti da Troia (Ilio),in seguito alla distruzione della città
ad opera degli Achei. L’etimologia della voce oliana o uliana (nella parlata
locale) lascia ancora qualche incertezza; alcuni la fanno derivare dal
olìa – ulivi,
di cui il territorio è ricco. Non escludiamo che la voce possa derivare
dai mitici colonizzatori del luogo, gli ilienses
appunto. In periodo medioevale la “villa – bidda” appartenne alla Curadorìa
di Orosei Galtellì, nel regno giudicale di Gallura, ma villaggio
di confine con regno giudicale di Càrali. Terminato il regno giudicale
di Gallura, Oliéna fece nel 1288 fece parte del territorio oltremarino
della repubblica di Pisa. Nel 1365 il territorio fu occupato dagli arborensi
e successivamente conglobato nel regno giudicale di Arborea. In seguito
alla sconfitta degli arborensi del 1409, il territorio passò al
Regno catalano aragonese di Sardegna, che andrà a comprendere l’intera
isola. Oliena fu meta dei Padri Gesuiti, che vi si insediarono nell’anno
1665 e si unirono subito ai frati minori di S. Francesco da Paola, già
presenti dal 1525. I gesuiti hanno lasciato un grande segno del loro passaggio,
nel villaggio e nel suo territorio, dal punto di vista culturale ed economico.
L’attuale chiesa parrocchiale di Oliena porta il nome di Sant’Ignazio da
Loyola, il fondatore della Compagnia di Gesù. Anche la scrittrice
sarda Grazia Deledda ha lasciato un bel ricordo del paese di Oliena, nel
romanzo “Canne al Vento”, che insieme a “Elias Portòlu” le concessero
il premio Nobel per la Letteratura nel 1926. Attualmente il cognome
Olianas è presente in 56 Comuni Italiani, di cui 32 in Sardegna:
Cagliari 56, Carbonia 25, Gergei 18, etc. Nella penisola è Genova
ad avere il numero più alto con 15. |
OLIANI
OLIANO |
Oliani ha un piccolo ceppo a Mirandola nel modenese, a Lonato e nel bresciano
e nel mantovano a Poggio Rusco, Ostiglia, Mantova, Magnacavallo, Sermide
e Pieve Di Coriano, con una presenza molto poco significativa nel leccese,
Oliano è tipico di Pompei (NA), potrebbero derivare da toponimi
ormai scomparsi come quello citato in questo testo dell'anno 802: "...Concedimus
etiam eidem uenerabili episcopo sueque ecclesie ut per hoc preceptum nostre
auctoritatis confirmamus uillam que uocatur Olianus
et aliam uillam que uocatur Cacauianus et castellum Uelloso cum castellare
suo, ...", il toponimo dovrebbe derivare dal nomen latino Aulius
ad indicarne la proprietà, o dalla Gens
plebea Aulia, Marcus
Aulius Albinus prefetto della prima coorte dei Breuci si ritirò
nelle sue proprietà in campania nel secondo secolo d.C., un Aulius
Hirtius era un importante collaboratore di Giulio Cesare durante
le guerre galliche (il modenese, il mantovano ed il bresciano facevano
parte della Gallia cisalpina e Cesare distribuì molti terreni come
premio di congedo ai suoi veterani. |
| OLIBONI
|
Oliboni è specifico di Verona e del veronese, di Pescantina, Sant'Ambrogio
di Valpollicella, Negrar e San Giovanni Lupatoto (vedi
anche OGNIBENE).
integrazioni fornite da Luigi Silvio
Oliboni
Giovanni Rapelli, nel suo volume "I cognomi del Veronese" (Edizioni
La Grafica-Vago di Lavagno, 1995), nell'interpretare l'origine del cognome
Oliboni, si riallaccia essenzialmente al nome personale Omnibonus,
che risulta attestato nel territorio Veronese solo dopo l'epoca di Dante.
A detto nome personale sono certamente da ricondurre le attuali forme cognominali:
Onniboni, attestata* nella zona fra Massa e La Spezia; Ognibeni, attestata*
nel Trentino e nella Lombardia occidentale (Brescia); Ognibene, attestato*
e diffusissimo in tutta l'Italia Settentrionale. Molto più
credibile appare l'ipotesi fatta propria da Angelo Bongiovanni (Nomi e
cognomi -Saggio di ricerche etimologiche e storiche - Bocca Editori-Milano,
1940) che, a pagina 35, si rifà alla forma Auribano-Auribonus, presente
in documenti di Lucca del 769 d.c., in pieno dominio longobardo.
Secondo il Weber, le sopra citate forme sono latine solo in apparenza,
mentre in realtà non sono nient'altro che il termine longobardo
Auribano (da Aur=Saetta e Bano=Uccisore), a cui è stata poi apposta
la terminazioni latina in us. Attualmente la forma cognominale risulta
attestata sia con il mantenimento dell'originaria seconda consonante liquida
"r": Ariboni, forma che mantiene il vocalismo iniziale più simile
all'originario, come attualmente attestata* in provincia di Milano;
Oriboni, evoluzione dell'originario "Au" in "O", attestata in Lombardia
(Milano e Bergamo); sia con la successiva metafonia della liquida in "l":
Aliboni, attestato* in Toscana nelle zone di Massa, Lucca e Firenze; Oliboni,
storicamente documentata (Ulibon, Olibon) solo nella zona a nord di Verona
ed anche attualmente attestata* essenzialmente solo nella provincia di
Verona (salvo la grande emigrazio-ne di fine '800 in Brasile (a), ed in
misura minore in Argentina e negli USA). |
| OLIMPIERI
|
Olimpieri è specifico dell'area ternano, viterbese, di Orvieto (TR)
e di Cellere e Lubriano (VT), con presenze significative anche a Todi nel
perugino, dovrebbero derivare dal nome rinascimentale Olimpiero,
probabilmente portato dal capostipite. |
OLINDI
OLINDO |
Olindi è praticamente unico, Olindo sembrerebbe avere un piccolissimo
ceppo a Taranto ed uno in Sicilia a Catania ed a Pachino e Siracusa nel
siracusano, potrebbero derivare dal nome medioevale di origine germanica
Olindus, che troviamo citato in quest'opera
medioevale: "..Talis in urbe volans casus vulgatur, et omnem Huc populum
trahit, huc etiam concurrit Olindus Multa agitans, dubioque metu perfixus
amantis. Ut vero hanc pressam manicis, et frigore vidit Perfusam gelido
lethi, duroque ministros Instare officio, tum tota ex urbe fluentis Praecipitans
populi cirum se disiicit undam...", un'alterazione del nome medioevale
germanico Odolin, usato anche in Spagna
e nei paesi dell'Europa dell'est. |
OLIVA
OLIVI
OLIVO
ULIVI |
Oliva è molto diffuso in tutt'Italia, al sud in particolare, Olivi
ha un ceppo tra veneziano e Padovano, ed è poi molto diffuso in
Emilia e Romagna, Marche, Toscana, Umbria e viterbese e romano, Olivo ha
un grosso ceppo in Veneto e Friuli, uno in Calabria, soprattutto nel catanzarese
ed in Sicilia soprattutto nel messinese, Ulivi è tipico dell'area
che comprende la Toscana centrosettentrionale, in particolare il lucchese
ed il fiorentino, ed il forlivese, dovrebbero tutti derivare dal nome rinascimentale
Ulivus, Olivus e Oliva, di cui si ha un esempio nel testo sulla
passione di Sant' Arialdo: "... vident naviculam
concite venientem duosque homines deferentem. Hi enim a dicta Oliva
mittebantur, timente ne priores ministri Arialdo vitam donarent: de his
quippe maxime confidebat, ...", ma in molti casi può derivare
da soprannomi originati da un rapporto con le olive o in quanto raccoglitore
o in quanto lavoratore di olive. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo
nelle Marche a Pennabilli (PU) fin dal 1500 con i Conti Oliva, nell'alto
comasco fin dal 1600 si rilevano dei ceppi famigliari di Oliva. |
OLIVARI
OLIVERI
OLIVERII
OLIVERIO
OLIVERO
OLIVIERI
OLIVIERO |
Olivari ha due ceppi, uno importante in provincia a oriente di Genova ed
uno nel bresciano, Oliveri ha un nucleo in Sicilia ed uno in Liguria, alessandrino
e cuneese, Oliverii, assolutamente rarissimo, è della zona tra la
provincia di Teramo e quella di Rieti, Oliverio ha un grosso ceppo originario
in Calabria, Olivero è diffusissimo in tutto il Piemonte e nella
Liguria centroccidentale, Olivieri è estremamente diffuso in tu'Italia,
Oliviero è panitaliano, con massima concentrazione in Campania ed
in particolare nel napoletano, derivano tutti dal nome di mestiere di raccoglitori
di olive o da modificazioni del nome Oliverius o Oliviero.
Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Mombasiglio (CN) fin dalla
seconda metà del 1400 con Laurentius Oliverius e Andreas Oliverius
citati in un atto tra i cittadini benemeriti della città, nella
seconda metà del 1600 le troviamo a Nocera: "...Ioannes
Curtius Oliverius Nobiles de Nuceria Iuris
Utriusque Doctor illustrissime civiatis Narnie eiusque comitatus et districtus
Gubernator...". |
OLIVATI
OLIVATO
ULIVATI |
Olivati è caratteristico di Verona e del veronese, Olivato, oltreche
del veronese, è tipico del padovano e del veneziano, Ulivati è
quasi unico, dovrebbero essere forme patronimiche, dove i suffissi -ati
ed -ato stanno ad indicare il
figlio di, riferiti a capostipiti, i cui padri facessero di
soprannome Oliva o si chiamassero Olivo
od Ulivo (vedi
OLIVA). |
OLIVETI
OLIVETO
OLIVETTI
OLIVETTO |
Oliveti ha ceppi a Genova, Bologna ed Italia centrale, Oliveto è
tipico del potentino e cosentino, Olivetti ha un ceppo nel torinese, un
nucleo importante tra bresciano e veronese, un ceppo nell'anconetano ed
uno, forse non secondario, a Roma, Olivetto è tipico del vicentino
e padovano, con un ceppo a Maniago (PN), potrebbe derivare da relazioni
con la coltivazione degli olivi, da caratteristiche della carnagione, particolarmente
olivastra, o anche da caratteristiche della località di residenza
della famiglia, in alcuni casi può derivare da un diminutivo del
nome Oliva (vedi Oliva).
integrazioni fornite da Luigi Cesare
Oliveti
Oliveti ha un nucleo a Roccabernarda/Cotronei (KR) fin dalla fine del
1700, quando vi si trasferì da Rogliano (CS). |
| OLLA
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Specifico del sud della Sardegna, dovrebbe derivare da un soprannome originato
dal vocabolo sardo olla (pentola), potrebbe anche derivare dall'aferesi
del nome dell'area del Parteolla, comuni di Dolianova, Barrali, Donori,
Serdiana. Settimo San Pietro e Soleminis.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
OLLA: sul valore semantico e sulla etimologia di olla permangono incertezze.
In latino olla significa pentola,
tegame. Alcuni linguisti fanno derivare olla
da dolia, quindi dal latino dolium
= botte. Ma òlla
in sardo come in spagnolo sono le fave fresche
col lardo (o pancetta - di porco): è un piatto
tipico della Sardegna, sin dai tempi antichi. C’è anche il proverbio:
“S’annu ki hat a pròi fa cun lardu”! “L’anno in cui pioveranno dal
cielo la fave col lardo”! (vedi
nel Web Giuseppe Concas – Dicius…): “olla” una “manna” del cielo per
i sardi quindi! È solo una ipotesi! Intanto col termine “Parteolla”
si designa la regione che fa capo a Dolianova; Dolia o Parte Olla nelle
carte medioevali; Curadorìa del regno giudicale di Càrali,
che faceva capo alla “villa” – bidda - di San Pantaleo, sede
inoltre della diocesi di Dolia (in seguito San Pantaleo e Sicci andranno
a costituire l’attuale centro di Dolianova). Per il significato e l’etimo
della voce “dolia”, ci sono pareri diversi: c’è chi la fa derivare
da dolium (latino) e chi da d-olìa, per la presenza degli oliveti.
In tutti i casi Dolianova è famosa sia per le sue “botti” di vino
(“Parteolla”), sia anche per il suo ottimo olio d’oliva! Nelle carte antiche
da noi consultate non è presente il cognome Olla, che però
troviamo come nome di una montagna: nell’opera “In Sardiniae Chorographiam”
di Giovanni Francesco Fara, al capitolo “de Fluviis” – i fiumi troviamo;
Flumen Caralis oritur ex Badoepiscopi agro et decurrit, etc. et cum eo
viam regiam petens in regionem Doliae labitur, ubi recipit Orrolis fluvium
ex montibus agri et montium Plani Fangonis oriundum; inde verrus oppidum
Ussanae decurrit et augetur alio Bonarbae fluvio, qui ex montibus Ollae
oriens per regiones …et etc. E’ citato quindi il rio Bonarba, che nasce
dai Monti Olla (oggi detti monti del Gerrei) scorre in agro di San Pantaleo
( Dolianova), verso Serdiana, dove prende il nome di Rio Flumini e poi
verso lo stagno di Santa Gilla, ma prima cambia ancora nome in Rio Mannu.
I Monti Olla dunque hanno probabilmente dato il nome al Distretto o Curadorìa
medioevale, o ancora meglio Parte Olla. Alcuni linguisti fanno derivare
la voce “olla” da “aucla” > “ocla” dalla radice “auk” > cuocere, dalla
radice antica indoeuropea “ukha” > tegame, casseruola. Nelle carte antiche
e precisamente tra i firmatari della Pace di Eleonora, del 1388 troviamo
il cognome Ogla: Ogla (de) Arsòco, jurato ville Poupo; Ogla
(de) Assay, ville Selluri; Ogla (de) Gantino, ville Selluri; Ogla (de)
Petro, jurato ville Pardu. Non sappiamo altro! Attualmente il cognome Olla
è presente in 151 Comuni italiani, di cui 71 in Sardegna: Quartu
338, Sinnai 266, Cagliari 170, Guspini 80, Pula 63, etc. Nella penisola
Roma ne conta 37, Genova 15, etc. |
| OLLARGIU
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Ollargiu è specifico di Carbonia e Masainas nel carboniense, di
Cagliari e di Villacidro nel Medio Campidano.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
OLLARGIU: ollàrju, odzàrgiu,
dal latino olearius = addetto
all’olio, venditore d’olio, anche mugnaio. Il cognome è
probabilmente riferito al mestiere del capostipite. Non l’abbiamo trovato
nelle carte medioevali da noi consultate. Ollargiu è presente in
24 Comuni d’Italia, di cui 10 in Sardegna: Carbonia 33, Masainas 17, Cagliari
13, Villacidro 12, etc. |
| OLLOSU
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Ollosu, molto molto raro ha qualche rara presenza nella Sardegna meridionale,
dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine sardo meridionale
ollosu (oleoso,
untuoso).
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
OLLOSU: oleoso, da òllu, òdzu,
dal latino oleum. Il logudorese odzòsu,
in campidanese ollosu = oleoso,
sporco di grasso. Oleum è riferito tanto al grasso vegetale
quanto a quello animale. Ollu in campidanese è riferito più
che altro all’olio d’oliva; odzu in Logudoro. Il grasso detto porco, in
campidano è generalmente detto làdru ‘e procu. Il grasso
della schiena, sempre del porco è detto s’ou ‘e pari (olu de pari),
il grasso delle pareti della schiena del porco. Il cognome potrebbe essere
riferito al mestiere del capostipite: mugnaio, macellaio, o altro. Non
l’abbiamo trovato negli antichi documenti della lingua e della storia della
Sardegna; dovrebbe trattarsi di un cognome di origine relativamente recente.
È pure un cognome molto raro e presente in soli13 Comuni italiani,
di cui 9 in Sardegna: Gonnosfanadiga 9, Samatzai 8, Sinnai 6 etc. Nel continente,
precisamente in provincia di Varese ci sono alcune famiglie con quel cognome:
pare si tratta di emigrati di Gonnosfanadiga. Lo stesso discorso è
valido per la famiglia Ollosu di Battipaglia. Per ora non sappiamo altro!
Intanto diciamo che Gonnosfanadiga è conosciuto in tutta la Sardegna
per il suo olio d’oliva e come paese di mugnai. |
OLMI
OLMO |
Olmi, non molto comune, è presente nella fascia centrale dell'Italia
settentrionale, sembrerebbero esserci più ceppi, nel bresciano,
nel reggiano e nel fiorentino, Olmo ha un ceppo nel torinese, uno nel genovese
ed uno nel napoletano, possono derivare da caratteristiche della località
(presenza di olmi) o da toponimi come Olmi (PT) o Pieve d'Olmi (CR) o dalle
molte località con questo nome. |
| OMACINI
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Specifico del bergamasco e dell'alto
cremasco, può derivare da soprannomi legati ad una costituzione
minuta.
notizie ulteriori fornite da
Daniele Todeschini
Famiglia originarie di Dossena (BG) e precisamente del casato degli
Alcaini. (XV°), la Famiglia faceva parte della compagnia dei Bastazi.
dogana di Venezia. A Bassano gli Omacini entrano a far parte della
nobilta veneta nel 1613. |
| OMASSI
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Molto raro parrebbe di origine
bresciana, può derivare da soprannomi legati ad una costituzione
robusta. |
| OMEGNA
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Omegna è tipicamente piemontese, di Torino e di Passerano Marmorito
nell'astigiano, dovrebbe derivare dal nome del paese di Omegna nel verbanese. |
| OMINI
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Tipico del sudmilanese e del lodigiano,
può derivare da soprannomi legati ad una costituzione minuta. |
OMODEI
OMODEO |
Omodei è tipico lombardo,
Omodeo è specifico del pavese, derivano entrambi dal nome medioevale
di origine Franca Homodeus (uomo dedicato a Dio), a volte attribuito anche
a dei trovatelli dalla carità popolare., a testimoniare l'uso antico
di questo nome troviamo già nel 1200, a San Giovanni d'Albi (CZ),
un nobile Ser Homodeus de Tazzo, sempre nel
1200 nell'elenco dei Mastri Muratori dell'Università di Bologna
si trova un Magister Homodeus Alberti;
in Lombardia esistono tracce più antiche, nel 1100 ad esempio si
legge in uno scritto: "...et transactionem
ut ipsi de Besate, nomina quorum sunt hec, silicet Homodeus,
clericus eçlesie de ipso loco..." e
in un altro: "...per lignum et cartulam de
manibus Albertus et Laurentius germani, filii quondam Homodei
de Lomello, qui professi sunt ex nacione eorum
lege vivere Longobardorum...". Nel 1600 gli
Homodei erano una delle famiglie nobili di Milano. |
ONANI
ONANO
ONANU |
Onani ed Onanu, quasi unici, dovrebbero essere forme alterate del cognome
Onano, che è decisamente sardo, diffuso nel cagliaritano a Cagliari,
Villasimius, Assemini e Quartu Sant'Elena, e nel nuorese a Belvi ed Aritzo,
che dovrebbe derivare da un soprannome dialettale sardo con il significato
di nonno. |
ONEDA
ONETA |
Oneda è specifico della zona tra Brescia e Crema, Oneta è
specifico del sudmilanese, lodigiano e cremonese, possono prendere il nome
dal toponimo Onno (CO) o dal nome dell'Alpe Oneda che da Onno prende il
nome, ma anche dal toponimo Oneta (BG). |
ONESTI
ONESTINI
ONESTO |
Onesti ha piccoli ceppi sparsi per l'Italia centrosettentrionale, Onestini,
molto molto raro, ha un piccolo ceppo nell'Emilia orientale, a Faenza nel
ravennate, a Ferrara e ad Imola nel bolognese, Onesto ha un ceppo veneziano
ed uno napoletano a Napoli e Torre del Greco, dovrebbero derivare, direttamente
o tramite forme ipocoristiche, dal nome medioevale Honestus
o Onestus di cui abbiamo un esempio
in una pergameno del 1254 dell'Ospedale si Santa Maria della Misericordia
di Perugia, in cui si cita la nomina a cappellano del diacono Onestus Aportoli. |
| ONETO
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Oneto è tipico della zona tra Genova e Chiavari ed ha un ceppo anche
a Palermo, di origine della zona tra cuneese ed imperiese, si trasferisce
in Liguria nel XIII° secolo, probabilmente prende il nome dalla zona
dei Piani d'Oneto (IM) o dal torrente Oneto nel genovese, difficilmente
potrebbe derivare direttamente dal termine oneto (alneto = bosco di ontani).
Troviamo tracce degli Oneto fin dal 1300 quando dal Piemonte i principi
di San Bartolomeo (CN) si trasferiscono in Liguria, e del ramo siciliano
degli Oneto sin dal 1500 come Signori e Duchi di Sperlinga (EN) e poi Visconti
di Francavilla (ME). |
| ONGANIA
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Tipico della zona di Perledo, Lierna e Mandello Lario (LC), l'origine etimologica
è oscura, personaggio di rilievo è stato l'editore di fine
800 Ferdinando Ongania che operò soprattutto nel campo delle arti
figurative a Venezia.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Ongania è cognome che deriva dal toponimo Longagne, fr. Vigliano,
Biella. Dal latino medievale Longanea,
sinononimo di 'longaria' = lingua
di terreno lunga e stretta'. |
ONGARELLI
ONGARELLO
ONGARETTI
ONGARETTO
UNGARETTI |
Ongarelli, molto raro sembrerebbe avere un ceppo nel veronese ed uno genovese,
Ongarello, ancora più raro è del padovano, Ongaretti è
limitato alla zona di Ghedi (BS), Ongaretto è specifico della riviera
veneta tra Iesolo ed Eraclea, Ungaretti è specifico di
Capannori (LU), derivano dall'ipocoristico di Ongaro. (vedi
Ongari) |
ONGARI
ONGARO
UNGARI
UNGARO |
Ongari è tipico della zona che comprende mantovano e bresciano,
Ongaro è diffusissimo in tutto il Lombardoveneto, Ungari ha ceppi
in Lombardia, tra bresciano e cremonese, a Terni Roma ed Adelfia (BA),
Ungaro è molto diffuso in Puglia, Campania e Basilicata, con presenze
significative anche nel messinese, dovrebbero derivare dall'etnico di Ungheria,
risalendo all'epoca della calata degli ungari in Italia tra il 900 ed il
1000, in occasione delle varie discese ungare alcuni di loro si insediarono
nelle terre occupate e gli abitanti del luogo li individuarono appunto
come Ungari o Ongari, potrebbe anche in alcuni casi derivare da soprannomi
originati dal vocabolo veneto ongaro,
moneta della Serenissima pari ad oltre 10 lire venete e starebbe ad indicare
una condizione agiata della famiglia. |
| ONICETO
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Oniceto, quasi unico, è molto probabilmente dovuto ad un errore
di trascrizione del comunque rarissimo Aniceto
(vedi ANICETO). |
ONIDA
ONIDI |
Entrambi tipicamente sardi, Onida ha un ceppo a Sassari, con ramificazioni
a Giave, Alghero e Bonorva nel sassarese, un ceppo a Ghilarza, Sedilo ed
Oristano nell'oristanese, uno a cagliari ed uno ad Olbia, Onidi, più
raro, ha un ceppo nel Medio Campidano aVillacidro e Guspini.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
ONIDA; ONIDI: permane incertezza sul significato e l'etimologia. In
latino abbiamo la voce onidis, riferita
ad un arbusto, simile all'origano selvatico (l'origano selvatico lo troviamo
nelle colline della Sicilia e della Calabria). Sempre in latino unedo
è il corbezzolo (ribadiamo il
fatto che molti cognomi sardi, e non solo, derivano da nomi di erbe o di
arbusti). In greco la voce ονίδιον (onìdion)
significa asinello! Qualcuno suggerisce
per Onida/i = guardiano di asini, ma
dovrebbe suonare onargiu o onarxu
(sinonimo di molentargiu o molentarxu),
per accostamento a vaccargiu, boinargiu,
crabaxu, procaxu, etc. Non sappiamo altro! Lo ritroviamo negli
antichi documenti. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388
figurano 3 Onida: Onida (de) Arsòco, jurato ville Sorridili (*odierno
Sorridile - Contrate Partis Varicati - Barigadu); Onida (de) Francisco,
jurato ville Tadasuni(* odierno Tadasuni - Contrate Partis de Guilcier);
Onida Joanne, jurato ville Fodrongiani (* odierno Fordongianus - Contrate
Partis Varicati - Barigadu). Attualmente ONIDA è presente in 121
Comuni d'Italia, di cui 38 in Sardegna: Sassari 125, Ghilarza 55, Giave
29, Cagliari 24, Sedilo 24, Oristano 21, etc. ONIDI è presente in
29 Comuni italiani, dicui 14 in Sardegna: Villacidro 64, Guspini 60, Gonnosfanadiga
6, Quartucciu 6, etc.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Onida è cognome sardo che può corrispondere al nome del
villaggio medievale Onida ormai scomparso,
indicando l'origine da quella località. M. Pittau, Dizionario dei
cognomi della Sardegna, 2, pag. 289. |
ONNI
ONNIS |
Onni è specifico di Santu Lussurgiu nell'oristanese, di Cagliari
e di Iglesias, Onnis è tipico della Sardegna meridionale, anche
se è presente anche nell'oristanese e nel nuorese, si dovrebbe trattare
per entrambi dell'etnico sardo del toponimo Fonni nel nuorese, ottenuto
per aferesi muta del nome del paese.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Onnis è forma plurale di famiglia di forma campidanese del cognome
Onni che corrisponde al nome del villaggio
di Fonni (NU) dove la F- mobile sarà
caduta in un nesso sintattico.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
ONNI; ONNIS: non sappiamo da dove derivi e non è facile risalire
al significato della voce onni/s; forse
al latino omnis = ogni?
Qualcuno suggerisce nonnis, con la
caduta della consonante iniziale (Nonnis e Nonne sono cognomi). Potrebbe
essere accettabile se è giusta la considerazione del Wagner, che
arriva a nonnu partendo da donnu
= signore; donnu
mannu, titolo onorifico rimasto in nonnu
mannu = antenato, ayàyu,
o anche nonnòi, che è
il vicario – nonnu vicariu. Oppure
potrebbe derivare direttamente da donnu
> nobile, signore. De
donnis > de ‘onnis, nel
senso di appartenente a famiglia nobile:
o nel senso di discendenza o in quello di proprietà: è una
ipotesi! Per ora non sappiamo altro, ma tra i firmatari della Pace di Eleonora,
LPDE del 1388, troviamo: De Onni Guantino, ville Gonnos de Tramacia,
* Gonnos de Tramacia…Gonnostramatza. Partis de Montibus; De Onni Aesu,
jurato ville Fenugheda, * Fenugheda…distrutto.Fenugheddu. Campitani Majoris.
De Onni, quindi, supponendo la caduta della consonante iniziale, significherebbe,
di appartenenza al donnu, cioè del signore(in latino dominus). Attualmente
il cognome Onni è presente in 24 Comuni italiani, di cui 10 in Sardegna,
Santu Lussurgiu 38, Cagliari 16, Iglesias 11, Oristano 9, etc. Il cognome
Onnis è presente in 216 Comuni italiani, di cui 90 in Sardegna:
Cagliari 249, Samassi 146, Quartu 124, Sardara 109, Nurallao 91, Arbus
54, etc. |
ONOFRI
ONOFRIO |
Onofri sembrerebbe avere due nuclei,
uno in Emilia e Romagna ed uno nel Lazio, Onofrio è più specificatamente
campano, derivano dal nome bizantino Onnophrius diventato presso i latini
Honuphrius, nome reso famoso dal santo monaco eremita che portava appunto
questo nome e che visse tra il IV° ed il V° secolo nell'Alto Egitto.
Nel 1400 troviamo in Campania un comandante militare Iacopo Onofrio a guidare
un esercito per conto degli Aragonesi, in Calabria gli Onofrio sono presenti
gia nel 1500, ad esempio a Isola Capo Rizzuto (KR). |
ONOLFI
ONOLFO |
Onolfi è praticamente unico, Onolfo invece ha un ceppo in Sicilia
tra Palma di Montechiaro e Canicattì nell'agrigentino, dovrebbero
derivare dal nome di origini longobarde Onulfus
di cui abbiamo un esempio in quest'atto di donazione dell'anno 1091: "..
Huic traditioni legitimæ placuit etiam postea amitæ meæ
Ermingardi comitissæ et filiis ejus pariter concordare, suamque partem,
quam in predicta æcclesia paterno jure possidebant, eisdem beatis
apostolis simili definitione eodem anno contradere, coram jam dicto venerabili
ac piæ memoriæ Henrico episcopo, et coram idoneis testibus
qui infra subscripti sunt: canonici Elbertus de Sancto Lamberto, Tiebaldus
de Sancto Michaele; laici Lambertus de Forun, Onulfus
de Strees, Gualterus et Tiefridus fratres Razonis de Strees, Everardus
de Jandrinivol et multi alii. ..". |
ONOR
ONORE
ONORI
ONORINI
ONORINO
ONORIO |
Onor, assolutamente rarissimo, è veneto, Onore, molto molto raro,
ha un ceppo nel napoletano ed uno nel leccese, Onori è ben diffuso
nella fascia centrale che comprende Marche, Umbria, Lazio ed Abruzzo, Onorini,
molto molto raro, parrebbe avere un ceppo nel bresciano ed uno tra Umbria
e Lazio, Onorino, estremamente raro, parrebbe del napoletano, Onorio, abbastanza
raro, ha un piccolo ceppo a Rudiano nel bresciano ed uno a Licata nell'agrigentino,
tutti questi cognomi dovrebbero derivare direttamente o tramite ipocoristici
dal cognomen latino Honorius, nome
portato, oltre che dai capostipiti, anche da imperatori, il successore
dell'imperatore Teodosio, fu appunto Flavius Honorius,
nato nel 384 ed imperatore dal 395 al 423. |
ONORATI
ONORATO |
Onorati è un tipico cognome laziale, oggi concentrato a Roma, Latina,
Boville Ernica e Fiuggi nel frusinate, nel romano a Guidonia Montecelio,
Marino e Montelanico, con un ceppo anche nel materano ad Accettura e Matera,
Onorato è diffuso in tutto il sud ed in Gallura, questi cognomi
derivano dal cognomen latino Honoratus
di cui abbiamo un illustre esempio nel grammatico latino del IV° secolo
Maurus Servius Honoratus, nome portato anche da un arcivescovo di Milano
in epoca longobarda: "...Alboin igitur Liguriam introiens,
indictione ingrediente tertia, tertio Nonas Septembris, sub temporibus
Honorati archiepiscopi
Mediolanium ingressus est...". |
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