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OBALLA Molto molto raro, tipico dell'udinese, dovrebbe derivare da soprannomi originati dal termine sloveno obla (palla) probabilmente ad indicare una corporatura particolarmente grassa del capostipite o anche dal vocabolo sloveno óbel (ovale) attribuibile ad una persona con il profilo simile a quello di un'oliva.
OBBILI
OBILI
Obbili, molto molto raro, è del cagliaritano, Obili è tipico della Sardegna meridionale, dovrebbero derivare dal termine campidanese obìlu (grosso chiodo), si può ipotizzare che il soprannome possa essere stato attribuito al capostipite perchè produceva appunto i chiodi, o anche perchè era alto e magro.
OBERTI
OBERTO
Oberti presenta due nuclei, uno nel bergamasco ed uno nel genovese, Oberto è decisamente piemontese, della zona che comprende torinese e cuneese, derivano entrambi dal nome medioevale Ubertus o Obertus, di cui si hanno tracce fin dal 1000, in un atto di compravendita, redatto in Pavia nell'anno 1144, leggiamo: "...Et quidem spondimus atque promittimus nos qui supra iugales, una cum nostris heredibus, tibi qui supra Oberto presbitero tuisque succesoribus et partim eiusdem ecclesie et cui vos et partim eiusdem ecclesie dederitis suprascripta vendicione qualiter superius legitur in integrum, ab omni homine defensare; quod si defendere non potuerimus aut si vobis exinde aliquid per quodvis ingenium subtrahere quesierimus, tunc in duplum suprascripta vendicione ut supra legitur vobis restituamus, sicut pro tempore fuerit meliorata aut valuerit per estimacione in consimili loco et nichil nobis ex ipso precio dare debes diçimus. Actum civitate Texini, feliciter."
OBINO
OBINU
Tipicamente sardi, Obino sembra essere caratteristico della provincia di Oristano, di Scano Di Montiferro ed Oristano stessa, Obinu, più diffuso, caratteristico anch'esso di Scano Di Montiferro ed anche di Oristano e Sagama (OR), dovrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo sardo oppinu  (albero del pino), forse perchè l'abitazione della famiglia era appunto in prossimità di un tale albero.
OBITO Obito, praticamente unico, sembrerebbe del Piemonte occidentale, si dovrebbe trattare di una forma colta derivata o dal termine latino obitus (arrivato, giunto), participio passato del verbo obeo (incontrare, venire, arrivare) o, ma è meno probabile, dal termine obitus, obitus (caduta, rovina ed in senso lato tramonto), sembrerebbe trattarsi quindi di un cognome attribuito ad un trovatello da un'istituzione probabilmente laica.
OBINO
OBINU
Tipicamente sardi, Obino sembra essere caratteristico della provincia di Oristano, di Scano Di Montiferro ed Oristano stessa, Obinu, più diffuso, caratteristico anch'esso di Scano Di Montiferro ed anche di Oristano e Sagama (OR), dovrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo sardo oppinu  (albero del pino), forse perchè l'abitazione della famiglia era appunto in prossimità di un tale albero.
OCCHETTI
OCCHETTO
OCHETTI
OCHETTO
Occhetti è tipico del torinese con presenze anche nell'astigiano e nel cuneese, Ochetti, quasi unico, ne è un errore di trascrizione , Occhetto, assolutamente rarissimo, è piemontese dell'area tra torinese e cuneese, Ochetto, quasi unico, è dovuto probabilmente ad errori di trascrizione del precedente, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche del nome medioevale Occho o Ocho, di quest'uso abbiamo un esempio nelle Quinti Curti Rufi Historiae: "...qui post Alexandrum respiceret, utique non reperturas. subibat inter haec animum LXXX fratres suos eodem die ab Ocho, saevissimo regum, trucidatos adiectumque stragi tot filiorum patrem...", ma è pure possibile una derivazione dalle Heniochorum gentes per aferesi.
OCCHI
OCCHIO
Occhi ha un ceppo nell'alto bresciano, , ma il ceppo più importante è tra ferrarese e bolognese e tra parmense e genovese, Occhio, assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo nel cremonese, dovrebbero derivare da soprannomi originati probabilmente da una vista particolarmente acuta attribuita ai capostipiti o da caratteristiche fisiche degli stessi.
OCCHINEGRO
OCCHINERI
OCCHINERO
OCCHIONEGRO
OCCHIONERO
OCCHIONIGRO
Occhinegro ha un ceppo a Taranto, Occhionegro è probabilmente dovuto ad errori di registrazione del precedente, Occhineri ha un ceppo nel brindisimo a San Donaci e Brindisi e nel Salento a Campi Salentina, Trepuzzi e Salice Salentino, presenta anche un ceppo nel perugino a Città di Castello e San Giustino, Occhinero ha un piccolo ceppo nel cosentino, Occhionero, sempre pugliese, è specifico del foggiano, di Foggia, Serracapriola e Cerignola, Occhionigro è caratteristico di Bisceglie (BA).
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Sull’origine di questi cognomi confluiscono per lo meno due ipotesi, da ritenersi valide a seconda della diversa provenienza di queste famiglie. In alcuni casi, infatti, è possibile che Occhionero e le sue varianti derivino dal soprannome o nome medievale Occhionero, che, nell’onomastica arcaica, assume un chiaro valore descrittivo (in riferimento al colore degli occhi): quest’ipotesi, in effetti, si accorda bene con l’intera categoria dei nomi descrittivi, che, di regola, alludono a tratti fisici quali il colore dei capelli (si pensi ai nomi Bruno, Fulvio, Flavio, etc), la forma della testa (ad esempio nei cognomi Capolongo, Capogrosso, Capotondo, etc), le dimensioni anatomiche (come nel caso di Grosso, Basso, Longo, etc) e così via. Nel sud Italia, però, va notato che i cognomi in questione non sono esattamente italiani, in quanto molto spesso nascondono un’origine arbëreshë (più probabilmente greco-albanese): l’ipotesi più probabile, in questi casi, è che i cognomi Occhionero, Occhineri, etc nascano dalla traduzione del cognome greco Mavromatis, che, composto dai termini mavros (nero) e mati (occhio), significa per l’appunto occhio nero. Nel caso greco-albanese, ad ogni modo, è piuttosto difficile rintracciare l’origine del cognome perché, a ben vedere, esistono più fonti da tenere in considerazione (al di là di quella descrittivo-anatomica, citata più in alto): va notato, infatti, che in Grecia esistono due località dal nome Mavromati, una nella prefettura di Karditsa e l’altra nella prefettura di Messenia, e in questo senso, allora, il cognome potrebbe derivare dalla toponomastica greca. A complicare le cose, però, va aggiunto che Occhionero e Mavromatis hanno un loro corrispettivo anche in Turchia, dove, in effetti, il cognome si trova tradotto nella forma Karagöz o Karagioz (dal turco kara, nero, e göz, occhio): ora, a meno che non si tratti di una coincidenza, non è escluso che tutte queste famiglie siano legate fra di loro; va notato, infatti, che il ramo albanese dei Mavromatis vanta un’antica origine nobile (risalente forse al XV secolo) e, considerando la natura stessa dei rapporti nobiliari, non è affatto improbabile che il ceppo originale si sia diramato in più paesi. Prima di concludere, comunque, vorrei riportare un’ultima informazione riguardo ai Karagöz turchi (anche se, forse, si tratta soltanto di una curiosità): ormai da secoli, in Turchia, il nome Karagöz è associato per lo più al teatro delle ombre e, in particolar modo, alle recite di Karagöz e Hacivat, molto popolari fin dai tempi dell’Impero Ottomano; nel teatro delle ombre greco, inoltre, si trova un personaggio dal nome Karagiozis, che, com’è facile intuire, è un chiaro prestito del turco Karagöz (con una certa ironia, il termine karagiozis è poi entrato a far parte del greco moderno, dove ha assunto il significato di pagliaccio, buffone).
OCCHINO Tipico di Messina, dovrebbe derivare da un soprannome.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
è un cognome tipico della costa orientale siciliana dovrebbe derivare da un soprannome legato all'aspetto fisico del capostipite (in questo caso riguardante gli occhi).
OCCHIPINTI
OCCHIPINTO
Occhipinti è tipico siciliano in particolare è specifico dell'estremità meridionale, Occhipinto, assolutamente rarissimo sembrerebbe del nisseno, dovrebbero derivare da soprannomi legati a caratteristiche o somatiche o comportamentali del capostipite o della famiglia. Troviamo tracce di questa cognomizzazione a Palermo fin dalla seconda metà del 1400 con il notaio Antonio Occhipinti  e nel 1500 troviamo a Comiso (RG) una famiglia Occhipinti annoverata tra quelle benestanti.
OCCHIUTO Calabrese del cosentino, con presenze significative anche nel reggino, deriva da un soprannome connesso con il termine occhio, vuoi per la capacità visiva, vuoi per altri motivi.
ODASSO Tipico del Piemonte, di Garessio (CN) in particolare, e della Liguria occidentali, deriva da una modificazione del nome medioevale di origine germanica Odus o Oddus (Odonis) di cui abbiamo un esempio nel 1339: "...Tewtus et Vezeus filiorum Emerici Odus vocate ..:".  Traccia di questa cognomizzazione la troviamo a Savigliano (CN) fin dal 1700.
ODDI
ODDO
ODDONE
ODDONI
ODONI
Oddi ha un ceppo nel parmense, uno nel Piceno ed un grosso nuleo tra aquilano, frusinate e provincia romana, Oddo è decisamente siciliano, del palermitano, trapanese ed agrigentino, Oddone è specificatamente piemontese e ligure, Oddoni, rarissimo, sembrerebbe milanese, Odoni è raro, ha un nucleo tra Varese e Milano e forse un ceppo a Trieste, derivano dal nome franco longobardo Oddo (che declinato fa Oddonis) dal quale discende il nome medioevale Otto e Ottone, abbiamo un esempio dell'uso di questo nome nel pavese nel 1174 in quest'atto: "Anno dominice incarnationis millesimo centesimo septuagesimo quarto, sexto decimo kalendas februarii, indictione septima.     In presentia domini Olrici abbatis monasterii Sancti Petri Celaurei... ...  et   Petrus   frater eius et Oddo de Baldo, unusquisque eorum manu sua propria ad sancta Dei evangelia iuravit quod bona fide et sine fraude ostendere habet ...".
ODICINO Tipico del genovese ed alessandrino di Lerma Monferrato in particolare.
ODOARDI
ODOARDO
Odoardi è tipico di Alanno nel pescarese, di Pescara e di Chieti e Castellalto nel teramano, con un ceppo anche a Roma, Odoardo, assolutamente rarissimo, parrebbe avere un piccolissimo ceppo veneto ed uno nell'area ligure piemontese, dovrebbero derivare dal nome medioevale di origini germaniche Odoardus, di cui abbiamo un esempio nei Decretalium Gregorii papae IX dell'inizio del XIII° secolo: "...Odoardus clericus proposuit, quod, quum P. clericus, D. laicus et quidam alii ipsum coram officiali archidiaconi Remensis super quibusdam debitis convenissent, idem in eum recognoscentem huiusmodi debita, sed propter rerum inopiam solvere non valentem, excommunicationis sententiam promulgavit. ...".
ODORICI
ODORICO
Odorici è tipicamente emiliano di Bologna, Modena e Vignola soprattutto, Odorico è sicuramente friulano di Rivignano (UD), Sesto al Reghena e San Vito al Tagliamento nel pordenonese, con un ceppo trapiantato anche a Latina, derivano dal nome goto Odoricus, dell'uso di questo nome in Friuli abbiamo questo esempio: "...Odoricus de Portu Naonis (Pordenone) circa annum 1265 Portu Naonis (in regione Foroiuliensis (Friuli)) natus est, anno 1331 Udini vita functus. Iuvenis Ordinem Franciscanorum ingressus est ibique magnae austeritatis et humilitatis specimina dedit. ..".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Odorici è un cognome diffuso nel Modenese e nel Bolognese, deriva dal personale burgundo Audarîks, composto da ‘audha’ = ricchezza e ‘rik’ = signore, principe ma anche ricco, latinizzato in Otaricus.
OFFREDI Specifico della bergamasca, deriva dal nome rinascimentale Offredo o dall'aferesi di nomi come Goffredo, Loffredo o Roffredo.
OGGERI
OGGERO
Oggeri, assolutamente rarissimo, è piemontese ed è probabilmente dovuto ad errate registrazioni di Oggero che, sicuramente piemontese, ha ceppi a Torino e Carmagnola nel torinese ed a Cuneo e Borgo San Dalmazzo nel cuneese, dovrebbero derivare dal nome medioevale Oggerus, una latinizzazione del nome longobardo Oger di questo nome abbiamo un esempio in questo scritto di epoca longobarda: "...His igitur, quae ego balbus et edentulus, non ut debui circuitu tardiore diutius explicare tentavi, veridicus speculator Oggerus celerrimo visu contuitus dixit ad Desiderium:..".
OGGIONI Tipico della zona nord di Milano, varesotto e comasco, deriva dal toponimo Oggiona con S. Stefano (VA) o Oggiono (LC).
OGLIARI
OGLIARO
Ogliari ha origine nella provincia di Cremona, Ogliaro è tipico del biellese, il primo potrebbe potrebbe discendere da un toponimo come San Martino Olearo (MI), il secondo, più probabilmente, deriva da un soprannome legato al mestiere di ingrassatore delle ruote dei carri.
OGNA
OGNI
Ogna è tipico del bresciano, di Rezzato e Nave, Ogni è forse unico, dovrebbero derivare dal nome del paese bergamasco di Ogna del comprensorio di Villa D'Ogna, toponimo che origina dal termine dialettale ogna o ognè che è il nome dialettale dell'ontano alpestre, pianta molto diffusa nel bresciano e nella bergamasca.
OGNIBENE
OGNIBENI
Ognibene è diffuso in Emilia a Modena, Bologna e nel reggiano a Correggio e Rubiera, e particolarmente in Sicilia a Vallelunga Pratameno (CL), Palermo e Valledolmo (PA), Naro, Menfi e Montevago nell'agrigentino, Ognibeni sembrerebbe originario del trentino della zona di Trento, Levico Terme e Centa San Nicolò, con un ceppo anche a Barghe nel bresciano, dovrebbero derivare dal nome gratulatorio medioevale Omnibonus di cui abbiamo un esempio nel notaio del 1500 a Riva del Garda (TN), tale Omnibonus de Ferrariis filius quondam Bernardini. o anche ad Arco (TN) nel 1595 in un atto leggiamo: "...Angela moglie del fu Bartolomeo, quale tutrice di suo figlio Bartolomeo, contro Margarita olim moglie di Antonio Pasini, quale tutrice di Ognibono Ceschini di Cologna, di lui figlio, circa l'adempimento dell'ultima volontà testamentaria ...".
OGNISANTI
OGNISSANTI
Ognisanti, assolutamente rarissimo, è una forma anomala di Ognissanti che sembra avere oltre al nucleo pugliese a Manfredonia nel foggiano anche un ceppo secondario nel milanese, deriva dall'usanza di dare questo nome ai bambini nati il primo novembre nel giorno di Ognissanti, ma è pure possibile derivi dal fatto che la famiglia proveniva da una zona sotto le competense di uno dei tanti conventi d'Ognissanti o borghi con questo nome.
OGULIN Ogulin, ormai quasi scomparso, è un cognome sloveno probabilmente derivato dal toponimo di origini veneziane Ogulin della Croazia nordoccidentale vicino al confine con la Slovenia, toponimo che dovrebbe derivare dal termine latino obgula (baratro, precipizio).
OLDANI
OLDANO
Oldani, specifico lombardo, è molto diffuso nell'area milanese, a Magenta, Milano, Corbetta, Santo Stefano Ticino, Marcallo con Casone, Sedriano, Arluno, Ossona, Bareggio, Abbiategrasso, Vittuone, Robecco sul Naviglio e molti altri, Oldano è invece piemontese, dell'area torinese e astigiana, di Torino, Castello di Annone (AT) e Grana (AT), potrebbero derivare da etnici di toponimi come Olda (BG) o di località come Olda di Vedeseta del Ducato di Milano, ma anche, e più probabilmente, dal nome medioevale Oldanus che sembrerebbe essere di origini longobarde. Tracce di queste cognominizzazioni si hanno ad esempio in una Carta venditionis dell'anno 1197 a Lodi: "Anno ab incarnatione domini nostri Iesu Christi millesimo centesimo nonagesimo septimo, septimo kalendas decembris, indicione prima. Fecit vendicionem et cartam venditionis ad proprium Iacobus de Andrea Oldanus, qui est professus se lege vivere Longobardorum, in Martino de Pelato nominative de pertica una et media plus minusve de terra plantata de vitibus que iacet in teritorio de Brenbio, in contrada in qua dicitur in Felexeto, cui est a mane Benni de Habonis, a meridie Adamini de Habonis, a sero emptoris, a monte Guilielmi de Habonis, vel si ibi alie sint coherentie. ...", verso la fine del 1200 a Milano opera una famiglia notarile Oldani, con Francino Oldano di Porta Vercellina pubblico notaio, si hanno tracce di una posizione rilevante della famiglia in questa lettera del 1450, inviata da Francesco Sforza Duca di Milano: "Aluisio Oldano. Perché quisti da Sanseverino se voriano posser valere de quella assignacione a loro facta de libre xii mila e dicono che no se pigliando altro partito et altra via che per la via ordinaria et che se va non se ne venerà may a capo, pertanto ne pare che ve debiate intendere cum lo podestà et cum li homini et cum qualunche altro ve parirà sia intendenti, et vidiati dare tal forma et modo che se possino prestissimo ritrare et che se possino valere et aiutare neli bisognii loro. Et circa ad ciò vogliati usare ogni diligencia et solicitudine. Mediolani, ii octobris 1450. (firmato) Iohannes de Ulesis (ambasciatore di Francesco Sforza) .".
OLEOTTI Molto raro è originario della zona tra Milano e Crema potrebbe derivare dal nome del fiume Oglio.
OI Assolutamente rarissimo, sembrerebbe avere due ceppi separati, uno sardo ed uno laziale, il primo potrebbe derivare dall'aferesi del cognome Boi, il secondo potrebbe essere legato alla provenienza etnica del capostipite da un gruppo di galli Boi ed anche qui per aferesi sarebbe diventato Oi.
OLGIATI Abbastanza raro è tipico del nord milanese e del Canton Ticino, deriva da toponimi come Olgiate Comasco (CO), Olgiate Molgora (LC) o Olgiate Olona (VA). Nel 1546 il governatore di Milano Ferrante Gonzaga,  affida le opere di fortificazione della città a Giovanni Maria Olgiati, il cui progetto prevedeva la creazione di una cerchia di bastioni che si congiungessero con le difese del Castello Sforzesco.  Nel Canton Ticino, troviamo un Rodolfo Olgiati come podestà di Plurs dal 1689 al 1691. 
OLIANI
OLIANO
Oliani ha un piccolo ceppo a Mirandola nel modenese, a Lonato e nel bresciano e nel mantovano a Poggio Rusco, Ostiglia, Mantova, Magnacavallo, Sermide e Pieve Di Coriano, con una presenza molto poco significativa nel leccese, Oliano è tipico di Pompei (NA), potrebbero derivare da toponimi ormai scomparsi come quello citato in questo testo dell'anno 802: "...Concedimus etiam eidem uenerabili episcopo sueque ecclesie ut per hoc preceptum nostre auctoritatis confirmamus uillam que uocatur Olianus et aliam uillam que uocatur Cacauianus et castellum Uelloso cum castellare suo, ...", il toponimo dovrebbe derivare dal nomen latino Aulius ad indicarne la proprietà, o dalla Gens plebea Aulia, Marcus Aulius Albinus prefetto della prima coorte dei Breuci si ritirò nelle sue proprietà in campania nel secondo secolo d.C., un Aulius Hirtius era un importante collaboratore di Giulio Cesare durante le guerre galliche (il modenese, il mantovano ed il bresciano facevano parte della Gallia cisalpina e Cesare distribuì molti terreni come premio di congedo ai suoi veterani.
OLIMPIERI Olimpieri è specifico dell'area ternano, viterbese, di Orvieto (TR) e di Cellere e Lubriano (VT), con presenze significative anche a Todi nel perugino, dovrebbero derivare dal nome rinascimentale Olimpiero, probabilmente portato dal capostipite.
OLIVA
OLIVI
OLIVO
Oliva è molto diffuso in tutt'Italia, al sud in particolare, Olivi ha un ceppo tra veneziano e Padovano, ed è poi molto diffuso in Emilia e Romagna, Marche, Toscana, Umbria e viterbese e romano, Olivo ha un grosso ceppo in Veneto e Friuli, uno in Calabria, soprattutto nel catanzarese ed in Sicilia soprattutto nel messinese, dovrebbero derivare dal nome rinascimentale Olivus Oliva, di cui si ha un esempio nel testo sulla passione di Sant' Arialdo: "... vident naviculam concite venientem duosque homines deferentem. Hi enim a dicta Oliva mittebantur, timente ne priores ministri Arialdo vitam donarent: de his quippe maxime confidebat, ...", ma in molti casi può derivare da soprannomi originati da un rapporto con le olive o in quanto raccoglitore o in quanto lavoratore di olive. Tracce di questa cognomizzazione le troviamo nelle Marche a Pennabilli (PU) fin dal 1500 con i Conti Oliva, nell'alto comasco fin dal 1600 si rilevano dei ceppi famigliari di Oliva.
OLIVARI
OLIVERI
OLIVERII
OLIVERIO
OLIVIERI
Olivari ha due ceppi, uno importante in provincia a oriente di Genova ed uno nel bresciano, Oliveri ha un nucleo in Sicilia ed uno in Liguria, alessandrino e cuneese, Oliverii, assolutamente rarissimo, è della zona tra la provincia di Teramo e quella di Rieti, Oliverio ha un grosso ceppo originario in Calabria, Olivieri è estremamente diffuso in tu'Italia, derivano tutti dal nome di mestiere di raccoglitori di olive o da modificazioni del nome Oliverius o Oliviero. Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Mombasiglio (CN) fin dalla seconda metà del 1400 con Laurentius Oliverius e Andreas Oliverius citati in un atto tra i cittadini benemeriti della città, nella seconda metà del 1600 le troviamo a Nocera: "...Ioannes Curtius Oliverius Nobiles de Nuceria Iuris Utriusque Doctor illustrissime civiatis Narnie eiusque comitatus et districtus Gubernator...".
OLIVETI
OLIVETO
OLIVETTI
OLIVETTO
Oliveti ha ceppi a Genova, Bologna ed Italia centrale, Oliveto è tipico del potentino e cosentino, Olivetti ha un ceppo nel torinese, un nucleo importante tra bresciano e veronese, un ceppo nell'anconetano ed uno, forse non secondario, a Roma, Olivetto è tipico del vicentino e padovano, con un ceppo a Maniago (PN), potrebbe derivare da relazioni con la coltivazione degli olivi, da caratteristiche della carnagione, particolarmente olivastra, o anche da caratteristiche della località di residenza della famiglia, in alcuni casi può derivare da un diminutivo del nome Oliva (vedi Oliva).
integrazioni fornite da Luigi Cesare Oliveti
Oliveti ha un nucleo a Roccabernarda/Cotronei (KR) fin dalla fine del 1700, quando vi si trasferì da Rogliano (CS).
OLLA Specifico del sud della Sardegna, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo sardo olla (pentola), potrebbe anche derivare dall'aferesi del nome dell'area del Parteolla, comuni di Dolianova, Barrali, Donori, Serdiana. Settimo San Pietro e Soleminis.
OLMI
OLMO
Olmi, non molto comune, è presente nella fascia centrale dell'Italia settentrionale, sembrerebbero esserci più ceppi, nel bresciano, nel reggiano e nel fiorentino, Olmo ha un ceppo nel torinese, uno nel genovese ed uno nel napoletano, possono derivare da caratteristiche della località (presenza di olmi) o da toponimi come Olmi (PT) o Pieve d'Olmi (CR) o dalle molte località con questo nome.
OMACINI Specifico del bergamasco e dell'alto cremasco, può derivare da soprannomi legati ad una costituzione minuta.
notizie ulteriori  fornite da Daniele Todeschini
Famiglia originarie di Dossena (BG) e precisamente del casato degli Alcaini. (XV°), la Famiglia faceva parte della compagnia dei Bastazi. dogana di Venezia.  A Bassano gli Omacini entrano a far parte della nobilta veneta nel 1613.
OMASSI Molto raro parrebbe di origine bresciana, può derivare da soprannomi legati ad una costituzione robusta.
OMEGNA Tipico della zona tra torinese ed astigiano, dovrebbe derivare dal toponimo Omegna (VB).
OMINI Tipico del sudmilanese e del lodigiano, può derivare da soprannomi legati ad una costituzione minuta.
OMODEI
OMODEO
Omodei è tipico lombardo, Omodeo è specifico del pavese, derivano entrambi dal nome medioevale di origine Franca Homodeus (uomo dedicato a Dio), a volte attribuito anche a dei trovatelli dalla carità popolare., a testimoniare l'uso antico di questo nome troviamo già nel 1200, a San Giovanni d'Albi (CZ), un nobile Ser Homodeus de Tazzo, sempre nel 1200 nell'elenco dei Mastri Muratori dell'Università di Bologna si trova un Magister Homodeus Alberti; in Lombardia esistono tracce più antiche, nel 1100 ad esempio si legge in uno scritto: "...et transactionem ut ipsi de Besate, nomina quorum sunt hec, silicet Homodeus, clericus eçlesie de ipso loco..." e in un altro: "...per lignum et cartulam de manibus Albertus et Laurentius germani, filii quondam Homodei de Lomello, qui professi sunt ex nacione eorum lege vivere Longobardorum...". Nel 1600 gli Homodei erano una delle famiglie nobili di Milano.
ONEDA
ONETA
Oneda è specifico della zona tra Brescia e Crema, Oneta è specifico del sudmilanese, lodigiano e cremonese, possono prendere il nome dal toponimo Onno (CO) o dal nome dell'Alpe Oneda che da Onno prende il nome, ma anche dal toponimo Oneta (BG).
ONETO Oneto è tipico della zona tra Genova e Chiavari ed ha un ceppo anche a Palermo, di origine della zona tra cuneese ed imperiese, si trasferisce in Liguria nel XIII° secolo, probabilmente prende il nome dalla zona dei Piani d'Oneto (IM) o dal torrente Oneto nel genovese, difficilmente potrebbe derivare direttamente dal termine oneto (alneto = bosco di ontani). Troviamo tracce degli Oneto fin dal 1300 quando dal Piemonte i principi di San Bartolomeo (CN) si trasferiscono in Liguria, e del ramo siciliano degli Oneto sin dal 1500 come Signori e Duchi di Sperlinga (EN) e poi Visconti di Francavilla (ME).
ONGANIA Tipico della zona di Perledo, Lierna e Mandello Lario (LC), l'origine etimologica è oscura, personaggio di rilievo è stato l'editore di fine 800 Ferdinando Ongania che operò soprattutto nel campo delle arti figurative a Venezia.
ONGARELLI
ONGARELLO
ONGARETTI
ONGARETTO
UNGARETTI
Ongarelli, molto raro sembrerebbe avere un ceppo nel veronese ed uno genovese, Ongarello, ancora più raro è del padovano, Ongaretti è limitato alla zona di Ghedi (BS), Ongaretto è specifico della riviera veneta tra Iesolo ed Eraclea, Ungaretti è specifico di   Capannori (LU), derivano dall'ipocoristico di Ongaro. (vedi Ongari)
ONGARI
ONGARO
UNGARI
UNGARO
Ongari è tipico della zona che comprende mantovano e bresciano, Ongaro è diffusissimo in tutto il Lombardoveneto, Ungari ha ceppi in Lombardia, tra bresciano e cremonese, a Terni Roma ed Adelfia (BA), Ungaro è molto diffuso in Puglia, Campania e Basilicata, con presenze significative anche nel messinese, dovrebbero derivare dall'etnico di Ungheria, risalendo all'epoca della calata degli ungari in Italia tra il 900 ed il 1000, in occasione delle varie discese ungare alcuni di loro si insediarono nelle terre occupate e gli abitanti del luogo li individuarono appunto come Ungari o Ongari, potrebbe anche in alcuni casi derivare da soprannomi originati dal vocabolo veneto ongaro, moneta della Serenissima pari ad oltre 10 lire venete e starebbe ad indicare una condizione agiata della famiglia.
ONICETO Oniceto, quasi unico, è molto probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del comunque rarissimo Aniceto (vedi ANICETO).
ONIDA
ONIDI
Entrambi tipicamente sardi, Onida ha un ceppo a Sassari, con ramificazioni a Giave, Alghero e Bonorva nel sassarese, un ceppo a Ghilarza, Sedilo ed Oristano nell'oristanese, uno a cagliari ed uno ad Olbia, Onidi, più raro, ha un ceppo nel Medio Campidano aVillacidro e Guspini.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ONIDA; ONIDI: permane incertezza sul significato e l’etimologia. In latino abbiamo la voce onidis, riferita ad un arbusto, simile all’origano selvatico (l’origano selvatico lo troviamo nelle colline della Sicilia e della Calabria). Sempre in latino unedo è il corbezzolo (ribadiamo il fatto che molti cognomi sardi, e non solo, derivano da nomi di erbe o di arbusti). In greco la voce ονίδιον (onìdion) significa asinello! Qualcuno suggerisce per Onida/i = guardiano di asini, ma dovrebbe suonare onargiu o onarxu (sinonimo di molentargiu o molentarxu), per accostamento a vaccargiu, boinargiu, crabaxu, procaxu, etc. Non sappiamo altro! Lo ritroviamo negli antichi documenti. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388 figurano 3 Onida: Onida (de) Arsòco, jurato ville Sorridili (*odierno Sorridile - Contrate Partis Varicati – Barigadu); Onida (de) Francisco, jurato ville Tadasuni(* odierno Tadasuni - Contrate Partis de Guilcier); Onida Joanne, jurato ville Fodrongiani (* odierno Fordongianus - Contrate Partis Varicati – Barigadu). Attualmente ONIDA è presente in 121 Comuni d’Italia, di cui 38 in Sardegna: Sassari 125, Ghilarza 55, Giave 29, Cagliari 24, Sedilo 24, Oristano 21, etc. ONIDI è presente in 29 Comuni italiani, dicui 14 in Sardegna: Villacidro 64, Guspini 60, Gonnosfanadiga 6, Quartucciu 6, etc.
ONNIS Onnis è tipico della Sardegna meridionale, anche se è presente anche nell'oristanese e nel nuorese, si dovrebbe trattare dell'etnico sardo del toponimo Fonni (NU).
ONOFRI
ONOFRIO
Onofri sembrerebbe avere due nuclei, uno in Emilia e Romagna ed uno nel Lazio, Onofrio è più specificatamente campano, derivano dal nome bizantino Onnophrius diventato presso i latini Honuphrius, nome reso famoso dal santo monaco eremita che portava appunto questo nome e che visse tra il IV° ed il V° secolo nell'Alto Egitto.  Nel 1400 troviamo in Campania un comandante militare Iacopo Onofrio a guidare un esercito per conto degli Aragonesi, in Calabria gli Onofrio sono presenti gia nel 1500, ad esempio a Isola Capo Rizzuto (KR).
ONOLFI
ONOLFO
Onolfi è praticamente unico, Onolfo invece ha un ceppo in Sicilia tra Palma di Montechiaro e Canicattì nell'agrigentino, dovrebbero derivare dal nome di origini longobarde Onulfus di cui abbiamo un esempio in quest'atto di donazione dell'anno 1091: ".. Huic traditioni legitimæ placuit etiam postea amitæ meæ Ermingardi comitissæ et filiis ejus pariter concordare, suamque partem, quam in predicta æcclesia paterno jure possidebant, eisdem beatis apostolis simili definitione eodem anno contradere, coram jam dicto venerabili ac piæ memoriæ Henrico episcopo, et coram idoneis testibus qui infra subscripti sunt: canonici Elbertus de Sancto Lamberto, Tiebaldus de Sancto Michaele; laici Lambertus de Forun, Onulfus de Strees, Gualterus et Tiefridus fratres Razonis de Strees, Everardus de Jandrinivol et multi alii. ..".
ONOR
ONORE
ONORI
ONORINI
ONORINO
Onor, assolutamente rarissimo, è veneto, Onore, molto molto raro, ha un ceppo nel napoletano ed uno nel leccese, Onori è ben diffuso nella fascia centrale che comprende Marche, Umbria, Lazio ed Abruzzo, Onorini, molto molto raro, parrebbe avere un ceppo nel bresciano ed uno tra Umbria e Lazio, Onorino, estremamente raro, parrebbe del napoletano, tutti questi cognomi dovrebbero derivare direttamente o tramite ipocoristici dal cognomen latino Honorius, nome portato, oltre che dai capostipiti, anche da imperatori, il successore dell'imperatore Teodosio, fu appunto Flavius Honorius, nato nel 384 ed imperatore dal 395 al 423.
ONORATI
ONORATO
Onorati è un tipico cognome laziale, oggi concentrato a Roma, Latina, Boville Ernica e Fiuggi nel frusinate, nel romano a Guidonia Montecelio, Marino e Montelanico, con un ceppo anche nel materano ad Accettura e Matera, Onorato è diffuso in tutto il sud ed in Gallura, questi cognomi derivano dal cognomen latino Honoratus di cui abbiamo un illustre esempio nel grammatico latino del IV° secolo Maurus Servius Honoratus, nome portato anche da un arcivescovo di Milano in epoca longobarda: "...Alboin igitur Liguriam introiens, indictione ingrediente tertia, tertio Nonas Septembris, sub temporibus Honorati archiepiscopi Mediolanium ingressus est...".
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