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PABA Paba è tipicamente sardo, di Aritzo nel nuorese, di Cagliari e Selargius nel cagliaritano di Sassari e Bonorva nel sassarese e di Tramatza ed Oristano nell'oristanese, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine sardo Paba (Pontefice).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
PABA: “su paba”, è la variante sarda di il papa (pontefice), ma qui in nel Medio Campidano e nel Sulcis Iglesiente esiste la voce “sa paba”, che è la variante di “sa pala” intesa come spalla e come pendio di montagna (vedi PALA): il fenomeno del betacismo è frequente nelle parlate della Sardegna meridionale: s’obìa per s’olìa (l’oliva), su sòbi per su soli (il sole), sa sabìa per sa salìa (la saliva), s’àkibi per s’àkili (l’aquila), su cobòru per su colòru (la biscia), s’arjòba per s’arjòla (l’aia), etc. Tale fenomeno è però recente, poichè non si registra nei documenti medioevali, dove invece è presente, ed anche profusamente, Pala, come cognome e come toponimo. Per tali motivi, siamo convinti che il cognome Paba sia la variante sarda di papa – pontefice (vedi PAPA), dato al capostipite come soprannome, ad esempio. Attualmente il cognome Paba è presente in 78 Comuni italiani, di cui 37 in Sardegna: Aritzo 85, Cagliari 57, Sassari 26, Oristano 24. Nella penisola è Roma con 43 ad avere il numero più alto.
PACCA Pacca è tipicamente campano, di Pannarano nel beneventano e di Napoli, potrebbe derivare da un soprannome o nome medioevale basato sul termine longobardo pakka (carne salata), forse ad intendere che il capostipite fosse stato un vivandiere.
PACCADUSCIO Paccaduscio, molto molto raro, è specifico di Perugia, di origine etimologica oscura.
PACCAGNA
PACCAGNI
PACCAGNINI
PACCAGNINO
Paccagna, estremamente raro, ha un ceppo nel sudmilanese e lodigiano, Paccagni, quasi unico, parrebbe del varesotto, Paccagnini  ha un ceppo nel milanese a Castano Primo, Milano e Buscate, un ceppo nel pistoiese a Pistoia, Quarrata e San Marcello Pistoiese ed a Montalcino nel senese, un piccolo ceppo è presente anche ad Alghero nel sassarese, Paccagnino, praticamente unico, parrebbe del novarese, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da soprannomi originati dal termine dialettale paccagna (colpo, botta, ma anche nespola).
PACCAGNELLA Paccagnella è tipicamente veneto, di Padova, Rubano, Albignasego, Vigodarzere, Limena, Sant'Angelo di Piove di Sacco, Cadoneghe, Selvazzano Dentro, Rovolon, Villafranca Padovana, Abano Terme, Curtarolo e Vigonza, del veneziano, di Venezia e Dolo, e del vicentino, di Torri di Quartesolo, Vicenza e Bolzano Vicentino, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale arcaico basato su di un'alterazione del termine veneziano arcaico paccagnesso (cicaleccio, ma anche chiasso e baccano), forse ad indicare nei capostipiti delle persone molto solite alle ciarle. (vedi comunque anche PACCAGNA)
PACCHIANI
PACCHIANO
Pacchiani ha un ceppo nel bergamasco, in particolare a Bossico, uno a Parma e nel parmense ed uno toscano, a Siena, Massa e Firenze, Pacchiano è tipico del napoletano, di Cimitile, Nola, Pomigliano d'Arco e Marigliano, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo pacchia nella sua accezione arcaica di cibo, pasto abbondante, con il significato forse di crapulone o ingordo, forse a sottolineare una particolare ingordigia o smodatezza nei consumi da parte dei capostipiti.  Troviamo tracce di queste cognominizzazioni in Emilia nel 1700 quando un certo Don Pietro Pacchiani è arciprete a Bazzano nel bolognese.
PACCHIARINI Pacchiarini ha un ceppo nel lodigiano, a Lodi e Massalengo, a Milano ed a Pavia, ed uno molto piccolo tra reggiano e modenese, a Palagano nel modenese in particolare, dovrebbe derivare dal nome medioevale Pacchiarino, con questo nome ricordiamo il Capitano di Ventura del 1500 Pacchiarino, nome derivato da un soprannome originato da una forma ipocoristica del termine pacchia (mangiata e bevuta memorabile), che sembrerebbe essere a sua volta derivato dal vocabolo tardo latino pacho (porco all'ingrasso), il termine pacchiarino dovrebbe aver voluto dire sia ghiottoncello che pasticcione.  Il Capitano di Ventura Pacchiarino è citato ad esempio nell'Assedio di Firenze di Mambrino Roseo da Fabriano: "..Trascorrea il campo il signor Mario Ursino // come crudo serpente o fiero drago, // quivi combatte forte Pacchiarino // che della pugna sempre è stato vago, // lommetto sembra nuovo paladino // e brama ognor veder di sangue un lago, // li soldati al combatter son sì chiusi // eh' oprano senza fuoco li archibusi. ..".
PACCHIAROTTA
PACCHIAROTTI
PACCHIERI
PACCHIEROTTI
Pacchiarotta, molto raro, è specifico dell'aquilano, di Celano e di Avezzano, Pacchiarotti è tipicamente laziale, di Roma e di Grotte di Castro e Blera nel viterbese, con piccoli ceppi anche a Sorano ed Orbetello nel grossetano  e nel ternano, Pacchieri, molto molto raro, è tipico di Grosseto, Pacchierotti è specifico di Casole D'Elsa nel senese, dovrebbero derivare da soprannomi, forse legati al mestiere dei capostipiti, originati dal termine arcaico pacchiaro o pacchiero, cioè chi da da mangiare ai pacchi (porci all'ingrasso), o per estensione chi mangia smodatamente, ma anche sempliciotto e grossolano. (vedi anche PACCHIARINI)
PACCHIONE
PACCHIONI
Pacchione è tipico abruzzese, della zona tra teramano e pescarese, di Silvi (TE) e Pescara, Pacchioni ha un ceppo lombardo tra Bagnolo Cremasco e Crema nel cremasco, Lodi e Corte Palasio nel lodigiano e Milano, ed un ceppo emiliano nel modenese, tra Modena, Carpi e Cavezzo.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Il cognome Pacchione deriva probabilmente dall'antico italiano pacchione, col significato letterale di mangione, che mangia molto (dal verbo pacchiare, che nel linguaggio familiare significa appunto mangiare molto, ingordamente); in questo caso, infatti, si tratterebbe di una rara variante del molto più comune Mangione (che presenta un ulteriore variante in Mangiante), un cognome diffuso un po' in tutta Italia (soprattutto nel sud, con forti concentrazioni in Sicilia e Puglia). Va inoltre aggiunto che, al di là di un'origine diretta da un soprannome, questi cognomi potrebbero anche derivare da vecchi nomi di persona, da intendere forse come varianti dei nomi medievali Grasso e Grosso: nella Siena del secondo '200, infatti, compare il nome di messer Mangiante da Pietra della Casa Pannocchieschi e, nel corso dei secoli successivi, questo nome si ritrova spesso fra i membri della stessa famiglia. In conclusione, dunque, si tratta della cognominizzazione o del nome personale del capostipite o di un soprannome a questi attribuito.
PACCI
PACCIO
Pacci, assolutamente rarissimo parrebbe dell'area toscano, umbro, marchigiana, Paccio è praticamente unico, dovrebbero derivare da forme aferetiche di modificazioni peggiorative del nome Iacopo, ma non è impossibile anche una derivazione dal praenomen latino Paccius di cui abbiamo un esempio negli Annales di Tacito: "...Interim Corbulo legionibus intra castra habitis, donec ver adolesceret, dispositisque per idoneos locos cohortibus auxiliariis, ne pugnam priores auderent praedicit. curam praesidiorum Paccio Orfito primi pili honore perfuncto mandat....".
PACCIANI
PACIANI
Pacciani è tipico della zona tra Firenze e Siena, Paciani èassolutamente raro, probabilmente si tratta di un errore di trascrizione di Pacciani, dovrebbero derivare dall'aferesi di una trasformazione del nome  Jacopo - Jacopaccio - Paccio.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Pacciani è frequentissimo in Toscana e nel Lazio. Viene dal personale latino Pac[c]ius. Toponimo Pacciano (SI ) Pieri 122.
PACCIARDI Pacciardi è tipicamente toscano di Livorno e del livornese e di Cascina e Pisa nel pisano, si dovrebbe trattare di una forma di appartenenza in -ardi, riferita al fatto di essere del gruppo dei Pacci (vedi PACCI), probabilmente un ramo cadetto di questa famiglia.
PACE
PACI
PACIONE
PACIONI
Pace è assolutamente panitaliano, Paci è diffuso in Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio e nella Sicilia meridionale, Pacione ha un ceppo nell'area che comprende l'aquilano, il romano ed il frusinate ed un ceppo nel barese, Pacioni ha un ceppo marchigiano tra maceratese e Piceno, ed uno laziale nel romano, latinense e frusinate, derivano, direttamente o tramite accrescitivi, dal nome augurale medioevale Pace di una certa fama fu, nel 1500 Giulio Pace, professore all'università di Genova, di Heidelberg e di Valencia.
PACECO
PACHECO
Paceco, molto molto raro, è tipico dell'agrigentino e dovrebbe derivare dal toponimo Paceco nel trapanese, ma è pure possibile una derivazione dal nome latino Paciaecus di cui abbiamo un esempio in una lettera di Cicerone ad Attico: "Cicero Attico sal. hic rumores tamen Murcum perisse naufragio, Asinium delatum vivum in manus militum, L navis delatas Uticam reflatu hoc, Pompeium non comparere nec in Balearibus omnino fuisse, ut Paciaecus adfirmat. sed auctor nullius rei quisquam. habes quae, dum tu abes, locuti sint. ludi interea Praeneste. ibi Hirtius et isti omnes. .." e che ha dato probabilmente origine al nome e cognome spagnolo Pacheco.
PACELLA
PACELLI
PACELLO
PACIELLI
PACIELLO
Pacella è molto diffuso nel Lazio, nell'aquilano e nel teatino, nella Campania costiera, nel potentino ed in Puglia, in particolare nel leccese, Pacelli ha un nucleo laziale tra la provincia di Roma ed il frusinate ed un ceppo campano soprattutto nell'avellinese, Pacello, molto raro, è tipico della zona di Monopoli (BA), Pacielli è quasi unico, Paciello ha un ceppo tra casertano, napoletano e salernitano, uno pugliese nel barese e soprattutto nel foggiano ed uno nel potentino, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale Pacella o Pacellus di cui abbiamo un esempio nell'elenco degli impiegati della zecca del Regno di Napoli nel 1401, dove viene citato un certo Pacellus Cutungnius.
integrazioni fornite da Tiziano Venti
La derivazione esatta è da un nome originato dalla frase latina pax coeli cioè la pace dei cieli.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Pacella è cognome leccese derivato, secondo Minervini 361, dal cognome base Paci che ha alla base il personale Pace dal latino pax, pacis, dato a un figlio con significato augurale.
integrazioni fornite da Vincenzo Pacelli
Esiste un ceppo notevole di Pacelli nel nord del Lazio (provincia di Viterbo) con un nucleo centrale fra Vignanello, Vallerano e Fabrica di Roma. Inoltre Onano è il paese di origine di Eugenio Pacelli, papa Pio XII.
PACERA
PACIERA
Pacera ha un ceppo a Palermo ed uno a Gragnano nel napoletano, Paciera è praticamente unico, dovrebbero derivare dal nome arcaico Paciera, o Pacera, nome attribuito in passato in quanto attributo di Maria Vergine: "Ipsa reperit pacem inimicis, salutem perditis, indulgentiam reis, misericordiam desperatis...".
PACESCHI Paceschi, molto raro, ha un ceppo nel perugino a San Giustino, potrebbe derivare da una forma patronimica arcaica in -eschi, per indicare i figli di un non meglio identificato Pace (vedi PACE), ma non si può escludere che possa invece trattarsi di una modificazione del nome latino Paciaecus (vedi PACECO), con l'inserimento di una esse epentetica, o che possa derivare da un soprannome o nome medioevale. Tracce di questa cognominizzazione si trovano nell'alta Toscana fin dagli inizi del 1600, in un atto del 1635 si legge di un certo Don Petronio Pacesco Pistoriensi.
PACHER
PACKER
Pacher è specifico del trentino, di Levico Terme, Roncegno e Grigno, Packer è praticamente unico, dovrebbero derivare, direttamente o tramite una forma dialettale, dal termine tedesco packer (operaio addetto al confezionamento ed all'imballaggio), forse il mestiere del capostipite.
PACHINI
PACHINO
Pachini è quasi unico, Pachino, molto raro, parrebbe tipico di Naro (AG), dovrebbero derivare dal toponimo Pachino nel siracusano.
PACIARIELLO Paciariello, molto molto raro, sembrerebbe specifico di Stigliano nel materano, potrebbe derivare da una forma ipocoristica del praenomen latino Paccius (vedi PACCI), ma potrebbe anche derivare da un soprannome originato dal fatto che il capostipite fosse un mangione.
PACIFICI
PACIFICO
Pacifici è tipico della fascia centrale che comprende Umbria, Lazio ed aquilano, Pacifico è propriamente campano e pugliese, derivano dal nome tardo latino Pacificus, di cui abbiamo un esempio nella seconda metà del 1300 a Firenze con il notaio Pacificus de Pacificis, a Roma agli inizi del 1500 opera un notaio Pacifici.
PACINI
PACINO
Pacini è tipico della fascia centrale, Toscana, Marche, Umbria e Lazio, con massima diffusione in Toscana, Pacino, molto meno diffuso, ha un nucleo in Sicilia ed uno nel cosentino, derivano dal nome augurale medioevale Pacinus, secondo altri potrebbe derivare dal nome troiano Pacinos, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio nell'elenco degli scolari dell'Università di Perugia sotto l'anno 1576 dove è menzionato un certo Ioannes Baptista Pacinus.
PACIOSI Molto raro sembra essere tipico della zona tra perugino e rietino, potrebbe derivare dal toponimo Paciano (PG).
PACIRDI Pacirdi, assolutamente unico, potrebbe trattarsi di un cognome di fantasia attribuito ad un trovatell, o di un'errore di trascrizione del cognome Pacciardi (vedi PACCIARDI).
PACIULLI Specifico dell'area tra Bari e Taranto, deriva da alterazioni dialettali del nome augurale medioevale Pace.
PADALINA
PADALINI
PADALINO
PATALINI
PATALINO
Padalina, Padalini e Patalino sono assolutamente rarissimi, Patalini ha un piccolo ceppo a Todi (PG), Padalino ha un grosso ceppo pugliese a Foggia con punte molto minori nel foggiano ed a Carovigno (BR), Bisceglie (BA) e Taranto, ed un ceppo minore in Sicilia, a Catania e nel catanese, a Carini e Palermo nel palermitano, a Casteltermini (AG) ed a Messina.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Padalina, quasi unico, sembra essere originario della Sicilia, Padalini, anch'esso quasi unico, è specifico di Brindisi, Padalino, presente da nord a sud del paese, è più tipicamente pugliese e siciliano, con ceppi maggiori nel foggiano e, in misura minore, nel catanese, Patalini, quasi unico, è originario del perugino, Patalino, anch'esso quasi unico, si riscontra maggiormente nell'avellinese, tutti questi cognomi derivano dalla metatesi del nome medievale Paladino o Palatino, col significato letterale di abitante del palazzo (di solito si intende il palazzo reale o imperiale); la diffusione di questo nome di persona, tuttavia, si deve probabilmente alla fama assunta dai paladini di Carlo Magno, dodici nobili scelti dallo stesso sovrano, che combattevano a fianco di re Carlo (le loro gesta furono rese note dall'epica cavalleresca, tant'è che il termine paladino assunse anche il senso figurato di uomo intrepido, valoroso). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
PADDEO
PADDEU
Paddeo, assolutamente sardo, sembrerebbe specifico dell'oristanese, Paddeu, è tipico del sassarese, di Alghero e Sassari, ma con presenze anche nel nuorese a Nuoro ed Orani, potrebbero derivare da soprannomi collegati con il vocabolo sardo padda (paglia), forse ad indicare che il capostipite vivesse in un pagliaio.
PADEDDA Padèdda ha un piccolo ceppo a Bolotana nel nuorese e nel sudovest della Sardegna, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine sardo meridionale padèdda (pentola, pignatta), forse ad indicare che il mestiere del capostipitefosse quello del cuoco, o dell'addetto di cucina.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
PADEDDA; PADELLA: deriva dal latino patella (vassoio per i sacrifici), che è il diminutivo di patera (vedi Paderas). In tutto il territorio italiano il termine “padella”, come il sardo padedda, designa un utensile da cucina, di forma rotonda, largo e poco profondo, usato soprattutto per friggere i cibi. Se è di ceramica qui in Sardegna (ma anche in altre parti dell’Italia meridionale), lo chiamiamo solitamente, “tiano/u” (vedi anche il cognome Tiano) = tegame, dal greco τηγάνον o τήγανον. Attualmente il cognome Padedda è presente in 17 Comuni italiani, di cui 9 in Sardegna: Bolotana 15, Vallermosa 12, Sedilo 8, Carbonia 5, etc. Il cognome Padella è presente in 42 Comuni Italiani, ma non in Sardegna. Nella penisola è Roma, con 37, ad avere il numero più alto.
PADELLA
PADELLI
PADELLO
Padella ha un piccolo ceppo a Padenghe sul Garda nel bresciano, uno a Pisa e Livorno ed uno, il più consistente, a Roma, Padelli ha un ceppo a Rogolo nel sondriese, uno nell'aretino, ad Arezzo, Capolona e Cortona, Padello, assolutamente rarissimo, sembrerebbe piemontese, dovrebbero derivare da un soprannome basato sul termine italiano padella, o su sue alterazioni dialettali, probabilmente attribuito a capostipiti, che di mestiere facessero i cuochi o gli addetti di cucina.
PADERA
PADERAS
Padera è unico ed è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione di Paderas, che è assolutamente rarissimo ed è tipico del cagliaritano.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
PADERAS: deriva probabilmente dal latino patēra (deverbale da patēre = essere aperto), col significato proprio di vassoio per i sacrifici, patera, tazza,  piatto o anche padella. (Vedi pure Padéri, Pattéri e soprattutto Padèdda). Non è presente nei documenti antichi della lingua e della storia della Sardegna. Si tratta di un cognome molto raro, presente oggi in 9 Comuni italiani, di cui 6 in Sardegna: Carbonia 11, Sassari 6, Teulada 5, Iglesias, Cagliari e Carloforte con un solo nucleo familiare.
PADERI Paderi è abbastanza comune nel cagliaritano e nel Campidano, dovrebbe derivare da soprannomi originati o dal vocabolo sardo padda (paglia) o da un vocabolo campidanese arcaico che fa riperimento allo stalliere, dovrebbe quindi trattarsi di cognomi relativi al mestiere del capostipite.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
PADERI: non ne conosciamo né il significato, né l’etimologia. Si può tentare un accostamento a  Pa(t)téri (vedi il cognome Patèri). Potrebbe derivare da palla, padda, padza,  = paglia; padéri = addetto alla stalla; o da pardu = aia: pardéri = addetto all’aia, arjolaiu. Non sappiamo altro. È presente nei documenti medioevali della lingua e storia della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, figura Padéri Petro, ville Nuruci, * Nuruci...odierno Nureci, ** Laconi…et Contrate Partis Alença et etc. seu Atara Barçolo, officiali Curatorie de Parte Alença. In posse Penna Ambrosii et filii Guiducii (Penna) notari...die XII januarii 1388.( nisi pastores bestiarium et etc.). Della storia moderna ricordiamo Paderi Domenico, di Oristano. A lui si deve il primo ed interessante tentativo di bonifica nei suoi terreni, negli ultimi decenni del ‘700, probabilmente ispirandosi alla grande idea di riforma dell’agricoltura in Sardegna, proposta dal conte Giambattista Lorenzo Bogino(vedi nel Web – Giuseppe Concas Almanacco di Maggio: il Bogino). Nella storia contemporanea citiamo Paderi Concas Giuseppe, di Villaputzu (1826 – 1906): fu il secondo vescovo della nuova Diocesi di Ogliastra, oggi Lanusei, dal 1900 al 1906. Il cognome Padéri è attualmente presente in 97 Comuni d’Italia, di cui 35 in Sardegna: Cagliari 75, Quartu 50, Quartucciu 39, Sanluri 35, etc.
PADERNI
PADERNO
Paderni ha un ceppo nel milanese, uno nel bresciano ed uno in Emilia nell'area che comprende il reggiano, il modenese ed il bolognese, Paderno, tipicamente lombardo è specifico dell'area bresciana, dovrebbero tutti derivare da nomi di località come Paderna nel parmense e nel reggiano, Paderno Franciacorta nel bresciano, Paderno di Bologna, Paderno d'Adda nel lecchese, Paderno Ponchielli nel cremonese e Paderno Dugnano nel milanese, tutti questi comuni dovrebbero derivare la comune radice Paderno dal termine latino paternus ager o paternus fundus  (terreni del padre, probabilmente ad individuarli come lascito paterno). Un principio di queste cognominizzazioni lo troviamo in una Notitia consulum Laude (sentenza consolare lodigiana) del 1143 a Lodi: "Anno ab incarnacione domini nostri Iesu Christi millesimo centesimo quadragesimo tercio, mense aprilis, indicione sesta. Dum in Dei nomine consules Laudenses, videlicet Lafrancus de Trixino et Trancredus de Paderno et Otto Morena et Arialdus de Gavazo et Adam de la Pusterla et Manfredus Bellotti et Albertus Muscleto, residerent ad iusticias faciendas ac deliberandas, venit ante eos domnus Iohannes Vacca, missus domni Iohannis, Dei gratia Laudensis episcopi, conquestus ac laumentatus est a parte suprascripti episcopatus de Iohanne Asdenti quod detinebat eidem episcopatui iniuste et sine racione iugera quattuordecim in loco Sancti Mathi que fuerunt olim feodum de scutherio Grimerii Agustino...".
PADOA
PADOAN
PADOANI
PADOANO
PADUA
PADUANI
Padoa. Padoani, Padoano e Paduani sono assolutamente rarissimi, ma probabilmente sono attribuibili all'area veneto friulana, Padoan è diffusissimo nelle tre Venezie, nel Veneto e nel veneziano in particolare, Padua ha un nucleo a Scicli nel ragusano ed uno tra le province di Roma e Latina, dovrebbero derivare dal toponimo Padova, Padua in latino medioevale o dal suo etnico paduano, ma è pure identificabile un Padoano nome proprio medioevale, come si evince da questa Carta venditionis dell'anno 1199 a Cortenova (LC): "Anno dominice incarnacionis milleximo centeximo nonageximo nono, ultimo die aprilis, indicione secunda. Investivit per mercatum nomine vendicionis Guifredus de Osa civitatis Mediolani, pro se et Padoano et Lodorengo atque Uberto fratribus suis de eadem civitate Mediolani, presbiterum Guilielmum offitiallem ecclesie Sancti Alexandri que est sita in Curtenova...", tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Roma nel 1380: "...Domina Ioanna uxor Aleonti Ypoliti, dicti alias Paduani de parochia sancti Laurentii de piscibus...".
PADOVAN
PADOVANI
PADOVANO
Padovan è tipicamente veneto, Padovani è molto diffuso in Veneto, Lombardia ed Emilia, Padovano è specifico di Puglia e Campania, derivano tutti dall'etnico padovano, originario o proveniente da Padova.
PADRONAGGIO Assolutamente rarissimo, potrebbe essere originario dell'agrigentino, tracce di questo cognome si trovano a Bivona (AG) verso la fine del 1700.
PADUANO
PADULANO
PARUANO
PARULANO
Paduano, tipicamente campano, è del napoletano in particolare di Napoli, Torre del Greco, Torre Annunziata, Boscoreale, Boscotrecase, Trecase, Pompei e Castellammare di Stabia, di Scafati nel salernitano e di Ariano Irpino nell'avellinese, Padulano è specifico di Napoli e Torre Annunziata, Paruano e Parulano sono quasi unici, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal mestiere dei capostipiti, o dal nome delle località di provenienza come Padula nel salernitano, o Paduli nel beneventano.
integrazioni fornite da David Nacar
paduano o anche padulano, paruano, parulano in napoletano vogliono dire ortolano. Padula o padua, significa orto.
PADULA
PADULI
PADULO
Padula è tipico del sud peninsulare, particolarmente concentrato in Basilicata, dovrebbe derivare da uno dei molti toponimi con questo nome, come ad esempio Padula (SA), Padula di San Pietro (CS), Paduli è quasi unico, Padulo, molto raro, è specifico del Molise, zona di Campobasso e dintorni, anch'esso potrebbe derivare da un toponimo come Padulo (AP) o Padula di Monteroduni (IS).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Padula, panitaliano, frequentissimo nel sud. Cognome derivato dal termine latino 'palus, paludis', da cui il nostro "palude" nonché il sinonimo 'padule' = "pantano", derivato per metatesi, con un senso alquanto diminutivo. In napoletano "parule". Il cognome può derivare da toponimi omonimi come ad es. Padula (SA).
PADULLI Quasi unico, probabilmente milanese, :dovrebbe derivare, da palude o padule. Le prime notizie risalgono al 1234, quando li troviamo tra i notabili del milanese.
PADUS Quasi unico.
PAES
PAESE
PAESI
Paes è assolutamente rarissimo, sembrerebbe ligure, ma è più probabilmente di origine portoghese e sarebbe una variazione del cognome galiziano Paez, Paese, molto raro dovrebbe essere cosentino, Paesi quasi unico parrebbe del sudmilanese e pavese, potrebbero derivare da toponimi recanti l'attributo Paese, come ad esempio Linate Paese (MI) o simili.
PAESAN
PAESANI
PAESANO
PAISSAN
Paesan, assolutamente rarissimo sembrerebbe del padovano, Paesani è della fascia che comprende Marche, Abruzzo e Lazio, Paesano ha un ceppo ad Isola del Liri nel frusinate ed a Roma, ed un grosso nucleo a Napoli e nel napoletano e salernitano, Paissan, molto raro, è tipico della zona di Trento e Torlago (TN), derivano da soprannomi dialettali originati dal termine stante ad indicare una provenienza dal paese in un ambiente di gente di campagna.
PAFFUMI
PAFUMI
Pafumi è tipico di Messina e del messinese e di Catania, Bronte, Linguaglossa e Giarre nel catanese, Paffumi, rarissimo, dovrebbe essere originario della provincia di Messina, secondo alcuni si tratterebbe di una modificazione dialettale del nome greco Pachymios.
PAFUNDI
PAFUNDO
Pafundi ha un ceppo a Napoli ed uno a Pietragalla nel potentino, con presenze, sempre nel potentino, ad Acerenza, Potenza ed Oppido Lucano, Pafundo, quasi unico, è del potentino, dovrebbero derivare da una forma etnica della città di Paphos sull'isola di Cipro, ed essere probabilmente arrivato in Italia portato da profughi ciprioti a seguito degli scontri con i turchi nel 1500.
PAGANA
PAGANELLI
PAGANELLO
PAGANETTI
PAGANETTO
PAGANI
PAGANIN
PAGANINI
PAGANO
PAGANONI
Pagana molto raro è tipico della provincia di Enna, Paganelli è della zona tra l'Emilia e la Toscana appenninica, Paganello ha un ceppo siciliano a Palagonia (CT) e Palermo ed uno veneto, Paganetti, molto raro, è della provincia di Sondrio, Paganetto sembrerebbe genovese, Pagani è del norditalia con un ceppo importante in Lombardia, Paganin è tipicamente veneto ed è diffuso in tutta quella regione, Paganini sembra avere almeno tre ceppi, nella Liguria orientale, nella Lombardia occidentale, in Emilia e Romagna, Pagano è assolutamente panitaliano, Paganoni è originaro dell'area che comprende il lecchese e la Bergamasca. Tutti questi cognomi fanno ipotizzare un'origine non cristiana delle famiglie, infatti era usanza medioevale il definire i barbari non cristiani o saraceni, con l'appellativo e quindi  il soprannome di pagano, ma è pure possibili che derivino da uno dei tanti toponimi con radice Pagan...come a solo titolo di esempio Pagani (SA), un'ipotesi non trascurabile è che derivino dal termine latino pagus (villaggio) intendendo perciò una provenienza dal contado indicando la famiglia come appartenente al villaggio e non alla città. Circa l'antichità del cognome Pagani, in un atto di cessione di terreni, risalente all'anno 1136, leggiamo: "Duodecima iacet in via de Cario et est pertice .V.; ab una parte terra Bernardi Braga, ab alia Pagani clerici, a tercia via de Aqua Longa. Tercia decima petia iacet in via de Cario, in loco Candiani et est pertice .X.; ab una parte terra Bernardi Braga, ab alia Pagani clerici, a tercia Sancte Marie.".  Personaggio famoso è stato nel 1700 l'insigne giurista Francesco Mario Pagano nativo di Brienza, in Basilicata.
integrazioni fornite da Aldo Piglia, Milano
Esiste anche la possibilità che questi cognomi derivino dal nome Pagano, con gli alterati Paganello e Paganino. Attestazioni: Pagano Della Torre (Torriani), capostipite della dinastia, nel XIII secolo; Pagano Doria nel XIV secolo.
PAGETTA
PAGETTI
PAGETTO
Pagetta è veneto, di Curtarolo e Padova nel padovano, Pagetti è tipicamente lombardo, di Milano, di Casalpusterlengo nel lodigiano, di Cremona e di Mortara e Landriano nel pavese, Pagetto, molto molto più raro, sembrerebbe piemontese, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal mestiere dei capostipiti, basati sul termine medioevale pagettus, una forma diminutiva del termine latino medioevale pagius (servo, paggio).
PAGGI
PAGGINI
PAGGINO
PAGGIO
Paggi ha ceppi in Piemonte e Lombardia, nel bolognese, e nella fascia che comprende l'anconetano, il maceratese, il perugino, il ternano, il viterbese ed il romano, Paggini ha un ceppo toscano ad Arezzo ed uno a Livorno, Paggino, praticamente unico, sembrerebbe napoletano, Paggio ha un ceppo nel vercellese, uno molto piccolo nel rovigoto, uno nel ternano, a Roma ed a Napoli, dovrebbero derivare, direttamente o tramite un ipocoristico, dal termine paggio (giovane di nobile famiglia con funzioni di servitore di nobili e cavalieri).
PAGGIARO
PAGIARI
PAGIARO
Paggiaro è tipicamente veneto, di Venezia e Santa Maria di Sala nel veneziano, di Padova, Camposampiero e Vigonza nel padovano e di Treviso, Pagiari è unico, Pagiaro, sicuramente veneto anch'esso, ha un ceppo a Santa Maria di Sala nel veneziano ed uno ad Abano Terme nel padovano, dovrebbero derivare da un soprannome basato sul termine veneziano arcaico pagiaro (pagliaio), probabilmente ad indicare nei capostipiti dei contadini.
PAGIN
PAGINI
Pagin è tipicamente veneto, di Padova, Piove di Sacco, Codevigo e Campodarsego nel padovano e di Venezia, Noale e Martellago nel veneziano, Pagini ha un ceppo a Vigonza nel padovano ed ha qualche presenza nel pesarese, dovrebbero derivare da soprannomi basati sul termine latino pagus (villaggio), indicando probabilmente il fatto che i capostipiti provenissero non dalle campagne, ma da un villaggio, esiste anche se molto mneno probabile l'ipotesi che possa trattarsi di forme dialettali venete di ipocoristici del termine paggio (vedi PAGGI).
PAGINATI Paginati, estremamente raro, è bolognese, di origine etimologica oscura, potrebbe trattarsi di un cognome di fantasia attribuito ad un trovatello.
PAGLIA
PAGLIAI
PAGLIARI
PAGLIARINI
PAGLIARO
PAGLIARULO
Paglia è presente a macchia di leopardo in tutt'Italia, Pagliai è tipico toscano, Pagliari ha un nucleo tra Lombardia ed Emilia ed uno nell'Italia centrale, Pagliarini è della zona centrale dell'Italia settentrionale con un ceppo anche nel Piceno, che dovrebbe derivare dal toponimo Pagliare (AP), Pagliaro è specifico del sud, Pagliarulo ha un ceppo nel barese ed uno nell'avellinese, tutti questi cognomi derivano da soprannomi legati al vocabolo paglia o per il mestiere o per vicinanze a località caratterizzate dalla presenza di fienili o pagliai. Tracce del cognome Pagliaro si hanno in un atto del 1600 stilato in Cassino (FR): "...Capomastri d'Achi della Città di S. Germano da una parte, ed Benedetto Pagliaro della medesima Città da un'altra parte;...".
PAGLIACCIO Rarissino, potrebbe essere o del litorale abruzzese o di quello molisano, deriva da un soprannome legato alla paglia, o per il mestiere o per episodi che vi facciano riferimento.
PAGLIALONGA
PAGLIALUNGA
Paglialonga è specifico delle Puglie, in particolare dell'area foggiana e del vicino avellinese, con un importante ceppo nel leccese, Paglialunga ha un ceppo nella fascia centrale che comprende le Marche centromeridionali, l'Umbria ed il Lazio centrosettentrionale, ma presenta inoltre un ceppo importante nella penisola salentina, in particolare nel leccese, dovrebbero derivare da nomi di località, come se ne individuano molte in Italia, tracce molto antiche di queste cognominizzazioni le troviamo in un atto del 1614 ad Ispica nel ragusano dove viene citato un non meglio identificabile Mastro Giovanni Paglialonga.
PAGLIANA
PAGLIANI
PAGLIANO
Pagliana, molto molto raro, è tipico della zona tra basso cuneese ed imperiese,di Ormea nel cuneese in particolare, Pagliani ha un piccolissimo ceppo a Padova, uno molto più consistente in Emilia, nel modenese a Modena, Formigine, Carpi, Finale Emilia e Sassuolo, ed a Reggio Emilia, Fabbrico e Bagnolo in Piano nel reggiano, ed un ceppo a Roma ed a Magliano Sabina nel reatino, Pagliano è tipicamente piemontese, di Torino, di Mondovì nel cuneese e di Rosignano Monferrato nell'alessandrino, con un ceppo anche a Napoli, dovrebbero derivare dal nome dei moltissimi paesi italiani contenenti la radice Paglia-.
PAGLIARICCI
PAGLIARICCIA
PAGLIARICCIO
PAGLIERICCI
PAGLIERICCIO
Pagliaricci è della zona centrale, ha picccoli ceppi nel maceratese, nel perugino e nel ternano, nel pescarese e nel romano, Pagliariccia, assolutamente rarissimo, è del pescarese, Pagliariccio, molto raro è specifico del Piceno, di Montegranaro, Porto Sant'Elpidio e Sant'Elpidio a Mare, Pagliericci e Pagliericcio, praticamente unici, dovrebbero essere dovuti ad errate trascrizioni dei precedenti, che dovrebbero derivare da nomi di località come Pagliariccio nel pistoiese e nell'aretino.
PAGLIARISI Molto molto raro è tipico siciliano, dovrebbe derivare dall'etnico del toponimo Pagliara (ME).
PAGLIONE
PAGLIONI
Paglione ha un ceppo nel bolognese, uno nell'area che comprende il romano, il latinense, l'Abruzzo, il Molise ed il foggiano, con massima concentrazione nel teatino ed iserniese, Paglioni, molto più raro, ha un ceppo tra anconetano e maceratese ed uno nel romano, questi cognomi dovrebbero derivare da una modificazione del cognome Baglione per una trasformazione della consonante occlusiva bilabiale sonora iniziale (B) in sorda (P) (vedi BAGLI), dislalia tipica nellea pronuncia italica dei popoli germanici.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Paglione è cognome foggiano che deriva dalla forma base Paglia. (cfr.)
PAGLIOSA Pagliosa è specifico del vicentino, di Valli del Pasubio e Schio, dovrebbe derivare da un soprannome basato su di un termine dialettale arcaico per pagliuzza, pagliucola, forse con un riferimento alla parabola del Vangelo che recita: "...Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello, e non t'accorgi della trave che è nel tuo? ..".
PAGLIUCA Pagliuca è tipico del centrosud, molto diffuso soprattutto in Campania, con un ceppo a Roma, uno nel pescarese ed uno nel potentino, potrebbe derivare da un soprannome grecanico originato dal termine πάγκαλος  pagkalos (bellissimo), ma non si può escludere che possa anche derivare da un soprannome originato dal vocabolo italiano arcaico pagliuca (pagliuzza), forse a sottolineare una struttura fisica minuta e secca del capostipite.
PAGNANELLI
PAGNANI
PAGNI
PAGNINI
PAGNO
PAGNONI
PAGNOZZI
PAGNOZZO
Pagnanelli è del centro Italia, Pagni è tipico toscano, Pagno, molto molto raro, è bellunese, Pagnani ha diversi ceppi, nel ravennate, a Fabriano (AN) e nel frusinate, Pagnini sembra avere un ceppo pistoiese ed uno pesarese, Pagnoni ha un nucleo nel bresciano, nel bolognese, nel pesarese e nel Piceno, Pagnozzi è tipico di Napoli e di Pannarano (BN) nel beneventano, Pagnozzo è praticamente unico, dovrebbero tutti derivare da modificazione dell'aferesi di nomi medioevali come Compagno e Boncompagno, di cui abbiamo un esempio a Bologna nel XII° secolo: "...Boncompagno da Signa, civis Bononiensis, natus est circa annum 1170, obiit circa annum 1240, rhetor et vir doctus Italicus....", dell'uso di questo nome contratto abbiamo un esempio in uno scritto del 1332 ad Arezzo: "...Et scriptus per nos Pucciorinum domini Pagni de Aritio..." e a Firenze nel 1432 dove nei verbali dell'Opera del Duomo si legge di.un tal Cristofano di Niccolò di Pagnozzo, ser - notaio fiorentino fideiussore del popolo di S. Martino alla Palma o nelle Storie fiorentine del Guicciardini nel dicembre del 1494: "...e cosí si levassi el divieto a Francesco dello Scarfa gonfaloniere di giustizia, di potere essere accopiatore; non si pagassino piú le gabelle di monete bianche; creassinsi e' dieci di balía per potere attendere alla guerra di Pisa, con la consueta autorità secondo gli ordini della città, l'uficio de' quali durassi mesi sei. Fatto el parlamento sanza tumulto, furono l'altro dí eletti e' venti uomini che furono questi: messer Domenico Bonsi, Ridolfo di Pagnozzo  Ridolfi,...".
integrazioni fornite da Alessio Bruno Bedini
Pagnanelli è diffuso in modo quasi esclusivo in Italia diviso in due ceppi: uno nella regione Lazio, con prevalenza specifica nella zona Sora (FR) - Isola del Liri (FR)  e uno nelle Marche con fortissima diffusione nella città di Macerata.  Da dati in mio possesso risulta una antica famiglia Pagnanelli di Sora (FR) originaria però di Castelliri (FR).
PAGNOTTA Pagnotta è molto diffuso in Umbria, nel romano, in tutta la Campania e la Calabria ed in Sicilia, in alcuni casi può derivare da toponimi come Tor Pagnotta nel romano, ma è pure possibile una derivazione da soprannomi, tracce molto antiche di questa cognominizzazione le troviamo ad Anagni (FR) nel 1330: "...So bene l'Abbate Ughelli nel Tomo primo della sua Italia Sagra in Ecclesia Anagnina col. 341, num. 42 parlando di Francesco Giovanni Pagnotta Vescovo della detta Città, e nostro Religioso (la di cui promototione alla sudetta Chiesa d'Anagni registrassimo noi sotto l'Anno di Christo 1330) dice, che fu da Papa Benedetto XII nell'Anno primo del suo Pontificato alli 7 Marzo, cioè nell'Anno 1335 creato suo Pontificio Vicario in Roma; e soggiunge poi anche, che lo stesso Pontefice nell'Anno terzo del suo Pontificato, li concesse altresì gratia speciale di potere conferire li Beneficj Ecclesiastici della sua Diocesi...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Pagnotta, molto frequente in tutta l'Italia peninsulare (maggiormente nel Lazio). Potrebbe derivare, come il sostantivo italiano 'pagnotta', dal latino 'panis' = pane, ma anche essere un alterato del cognome PAGNI che è aferetico di BONCOMPAGNI.
PAGOGNA Pagogna, assolutamente rarissimo, quasi unico, è dell'area bellunese ed udinese, dovrebbe derivare dal nome del paese di Pagogna, una frazione di Mel nel bellunese, ma non si può escludere la possibilità di una derivazione da un soprannome basato sul termine dialettale arcaico pagogna, che individua l'arbusto della lantana, una verbenacea odorosa dai semi usati per il loro gusto amarognolo e gradevole.
PAGOT
PAGOTTO
Pagot ha un ceppo nel trevisano ad Ormelle, Vittorio Veneto e Conegliano, ed in Friuli, Pagotto è caratteristico dell'area veneto, friulana, del trevisano, di Arcade, Spresiano, Vittorio Veneto, Conegliano, San Fior, Fontanelle, San Vendemiano, Orsago e Treviso, del veneziano, si Santa Maria di Sala, Venezia e Noventa di Piave, del pordenonese, di Pordenone, Fontanafredda, Sacile, e Cordenons e di Codroipo nell'udinese, dovrebbe originare da un soprannome legato al vocabolo latino pagus (circoscrizione territoriale rurale secondo l'antica definizione romana), dovrebbe perciò indicare che il capostipite proveniva da una zona rurale non inurbata.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Pagot, Pagotto è cognome veneto che significa 'oriundo di Alpago (BL)'. Olivieri 167.
PAIALUNGA Paialunga è tipicamente marchigiano, di Senigallia e Chiaravalle nell'anconetano e di Mondavio  nel pesarese, dovrebbe derivare dal nome di Paialunga una località situata nel comune di Morciano di Romagna nel riminese.
PAIANI
PAIANO
PAJANI
PAJANO
Pajano, quasi unico, dovrebbe essere una forma arcaica del cognome Paiano, che ha un ceppo a Bojano in provincia di Campobasso, un ceppo nel leccese, soprattutto ad Ortelle, Lecce, Spongano, Maglie, Otranto, Giuggianello, Taurisano, Ruffano, Matino e Uggiano La Chiesa ed uno ad Oppido Mamertina nel reggino, Paiani, molto molto raro, è invece tipico dell'udinese, come l'altrettanto raro Pajani, dovrebbero tutti derivare dal cognomen grecolatino Paianus di cui abbiamo un esempio in Areius Paianus Arconte di Atene.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Paiano, Pajano è cognome presente in tutta Italia ma particolarmente frequente in Puglia e nel Salento. E' uno dei tanti derivati del cognome Paglia, dal latino 'palea' = paglia.
PAIARO
PAIER
Paiaro, abbastanza raro, ha un ceppo padovano ed uno nell'udinese, Paier è specifico di Vittorio Veneto nel trevisano e di Cordenons e Pordenone nel pordenonese, dovrebbero derivare da soprannomi legati al vocabolo dialettale indicante sia il pagliaio, o il pagliericcio, sia chi lavora la paglia, probabile occupazione dei capostipiti.
PAIELLI
PAIELLO
PAJELLO
Assolutamente rarissimo, Paielli è tipico della fascia centrale, della provincia romana in particolare, Paiello, quasi unico, è forse calabrese, Pajello altrettanto raro, parrebbe emiliano, potrebbero derivare dal nome medioevale Pagellus. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel 1500 a Bergamo con il Giudice Alexander Paiellus.
integrazioni fornite da Luigi Colombo
Paiello dovrebbe essere un cognome di origine albanese, scritto pajelli in lingua "arbresh". E' quasi certo che venga da un soprannome.
PAILLARD
PALLARD
Paillard è unico, Pallard è tipico del torinese, di Giaveno e Luserna San Giovanni, entrambi di origine francese, dovrebbero derivare dal cognome francese Paillard che a sua volta può derivare dal mestiere di pagliaro o da un soprannome originato da una condizione miserevole del capostipite.
PAINA
PAINI
PAJNI
Paina, molto raro, ha un ceppo nel sudmilanese ed uno nell'alto vicentino, Paini ha più di un nucleo, uno nel parmense e reggiano, uno nel sondriese e uno nel bresciano, Pajni, quasi unico, è lombardo, dovrebbero derivare da un soprannome dialettale legato all'origine contadina della famiglia, paini da pagini (villani) da pagus (villaggio) e si tratterebbe di un epiteto sgradevole, è pure possibile una derivazione dal termine medievale paina inteso come pezzo di terra (area coltivabile), di quest'uso abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medioevale in una Cartula venditionis del 1028 redatta a Calusco (BG): "...Et bergamena cum actramentario de terra levavimus, me paina Petri notarius et iudex tradidit et scribere rogavit in qua subter confirmans testibusque obtulit roborandum. Actum suprascripto loco Calusco....", non si può escludere anche un possibile collegamento con la paglia, o per il mestiere o per episodi che vi facciano riferimento. Personaggio famoso fu Ferdinando Paini, compositore, nato nel 1773.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Paini è un derivato centro-meridionale e veneto di Paglia, abbreviato di Pagliarini.
PAINO
PAJNO
Paino ha un ceppo napoletano, a Napoli e Torre del Greco, ed ha alcuni ceppi in Sicilia, in particolare sull'isola di Lipari, ad Agrigento, Messina, Catania e Palermo, ed a Condofuri nel reggino, Pajno ha un ceppo a Lipari, dovrebbero derivare da un soprannome dialettale basato sul termine siciliano pajno (persona vacua e frivola, ma per la quale l'eleganza è fondamentale), secondo un'altra ipotesi deriverebbe invece dalla contrazione del nome Paglino, un ipocoristico di Paglia. I Paino godettero del titolo di barone di Luccoveni e di Duca di Verdura.
PAIOTTI Paiotti è tipicamente toscano, del lucchese, di Stazzema, Seravezza e Pietrasanta, con qualche presenza anche a San Salvo nel teatino, dovrebbe derivare dal nome medioevale Paiotus, nato da un soprannome, basato sul termine medioevale toscano paiottus (uno dei due gemelli), di cui abbiamo tracce in uno scritto dell'anno 1144: "De calumpnia Goslini, filii Goslini de Leugis, ante episcopum Gaufridum super terra de Campo Fauno nobis quiete ac libere dimissa. Presentibus et sequentibus representemus presente scripto, qualiter Goslinus, filius Goslini de Leugis, quietas clamavit omnes calumpnias quas faciebat nobis de rebus, de terris, de hominibus nostris, ubicunque eas faciebat sine ullo retinaculo....Testes qui tunc fuerant in capitulo nostro sunt hii: Gollinus de Merevilla, Menerius; Garinus de Alona ....Guillelmus Qui non bibit aquam, Paganus Paiotus, Hubertus de Curva Villa, Amalricus...".
PAIRETTI
PAIRETTO
PEIRETTI
PEYRETTI
Pairetti, molto molto raro, è del torinese, Pairetto, quasi unico, è del torinese, Peiretti è tipico di Torino e del torinese, di Carignano, di Collegno, di Osasio, di Rivalta di Torino e di None, Peyretti, molto raro, è tipico del torinese, di Torino e Collegno, ed è probabilmente una forma arcaica del precedente, dovrebbero tutti derivare da forme ipocoristiche del nome franco Pair, ricordiamo con questo nome il Santo Pair vescovo di Avrances in Gallia nel sesto secolo, ma è pure possibile una derivazione dal nome Payret, forma ipocoristica provenzale del nome Pierre (Pietro).
PAIS Pais è tipico del sassarese, di Sassari ed Alghero, con presenze significative anche a Usini, Ploaghe e Tissi nel sassarese ed a Nuoro e Macomer nel nuorese.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
PAIS: in linguaggio fonetico abbiamo pàîs, con nasalizzazione della "i" = panis = pani (vedi Pani) Sta ad indicare l'appartenenza al ceppo familiare dei Pani. Diciamo comunemente: "Esti de is Pa(n)is"! è del ceppo dei Pani. O semplicemente, "de is Pa(n)is". Con cui si indica anche un terreno, un negozio, un luogo ben preciso: "su de is Pa(n)is". Nelle carte antiche lo ritroviamo tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388: Pais Comita, ville Cerchillo(odierno Berchidda - già appartenente alla Curatoria de Costa de Valls). Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, *CSMB, XI°, XIII° sec., troviamo: Pais Comita, armentariu de iudike(85). L'armentariu de iudike era amministratore o sovrintendente generale della corte del Giudice. In una lite tra la chiesa di Bonarcado e la corte di Arborea, per l'appartenenza ( della servitù) dei figli di Luxuri Meloni. Pais Comita, vescovo di Uellus (87, 93, 110, 122, 125, 176), più volte citato come teste, nelle spartizioni di servi. Nella storia ricordiamo: Francesco Pais Serra (Bitti 1837 - Roma 1924), generale, giornalista e politico. Deputato dal 1896 al 1919. si interessò soprattutto dei problemi sardi. Collaborò alla redazione della "Relazione dell'inchiesta Parlamentare sulle condizioni economiche e della sicurezza in Sardegna" , sotto il governo Crispi. Attualmente il cognome Pais è presente in 117 Comuni d'Italia, di cui 37 in Sardegna: Sassari 182, Alghero 126, Nuoro 21, Macomer 20, Usini 19, Cagliari 19. Nella penisola è Roma al primo posto con 43, Genova 18, Torino 8, Milano7.
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