| PABA
|
Paba è tipicamente sardo, di Aritzo nel nuorese, di Cagliari e Selargius
nel cagliaritano di Sassari e Bonorva nel sassarese e di Tramatza ed Oristano
nell'oristanese, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine
sardo Paba (Pontefice).
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
PABA: “su paba”, è la variante
sarda di il papa (pontefice), ma qui
in nel Medio Campidano e nel Sulcis Iglesiente esiste la voce “sa
paba”, che è la variante di “sa
pala” intesa come spalla e come pendio
di montagna (vedi PALA): il fenomeno
del betacismo è frequente nelle parlate della Sardegna meridionale:
s’obìa per s’olìa (l’oliva), su sòbi per su soli (il
sole), sa sabìa per sa salìa (la saliva), s’àkibi
per s’àkili (l’aquila), su cobòru per su colòru (la
biscia), s’arjòba per s’arjòla (l’aia), etc. Tale fenomeno
è però recente, poichè non si registra nei documenti
medioevali, dove invece è presente, ed anche profusamente, Pala,
come cognome e come toponimo. Per tali motivi, siamo convinti che il cognome
Paba sia la variante sarda di papa
– pontefice (vedi PAPA), dato al
capostipite come soprannome, ad esempio. Attualmente il cognome Paba è
presente in 78 Comuni italiani, di cui 37 in Sardegna: Aritzo 85, Cagliari
57, Sassari 26, Oristano 24. Nella penisola è Roma con 43 ad avere
il numero più alto. |
| PACCA
|
Pacca è tipicamente campano, di Pannarano nel beneventano e di Napoli,
potrebbe derivare da un soprannome o nome medioevale basato sul termine
longobardo pakka (carne
salata), forse ad intendere che il capostipite fosse stato un
vivandiere. |
| PACCADUSCIO
|
Paccaduscio, molto molto raro, è specifico di Perugia, di origine
etimologica oscura. |
PACCAGNA
PACCAGNI
PACCAGNINI
PACCAGNINO |
Paccagna, estremamente raro, ha un ceppo nel sudmilanese e lodigiano, Paccagni,
quasi unico, parrebbe del varesotto, Paccagnini ha un ceppo nel milanese
a Castano Primo, Milano e Buscate, un ceppo nel pistoiese a Pistoia, Quarrata
e San Marcello Pistoiese ed a Montalcino nel senese, un piccolo ceppo è
presente anche ad Alghero nel sassarese, Paccagnino, praticamente unico,
parrebbe del novarese, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite
ipocoristici, da soprannomi originati dal termine dialettale paccagna
(colpo, botta, ma anche nespola). |
| PACCAGNELLA
|
Paccagnella è tipicamente veneto, di Padova, Rubano, Albignasego,
Vigodarzere, Limena, Sant'Angelo di Piove di Sacco, Cadoneghe, Selvazzano
Dentro, Rovolon, Villafranca Padovana, Abano Terme, Curtarolo e Vigonza,
del veneziano, di Venezia e Dolo, e del vicentino, di Torri di Quartesolo,
Vicenza e Bolzano Vicentino, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale
arcaico basato su di un'alterazione del termine veneziano arcaico paccagnesso
(cicaleccio, ma anche chiasso e baccano),
forse ad indicare nei capostipiti delle persone molto solite alle ciarle.
(vedi comunque anche PACCAGNA) |
PACCHIANI
PACCHIANO |
Pacchiani ha un ceppo nel bergamasco, in particolare a Bossico, uno a Parma
e nel parmense ed uno toscano, a Siena, Massa e Firenze, Pacchiano è
tipico del napoletano, di Cimitile, Nola, Pomigliano d'Arco e Marigliano,
dovrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo pacchia
nella sua accezione arcaica di cibo, pasto abbondante,
con il significato forse di crapulone
o ingordo, forse a sottolineare una
particolare ingordigia o smodatezza nei consumi da parte dei capostipiti.
Troviamo tracce di queste cognominizzazioni in Emilia nel 1700 quando un
certo Don Pietro Pacchiani è arciprete a Bazzano nel bolognese. |
| PACCHIARINI
|
Pacchiarini ha un ceppo nel lodigiano, a Lodi e Massalengo, a Milano ed
a Pavia, ed uno molto piccolo tra reggiano e modenese, a Palagano nel modenese
in particolare, dovrebbe derivare dal nome medioevale Pacchiarino,
con questo nome ricordiamo il Capitano di Ventura del 1500 Pacchiarino,
nome derivato da un soprannome originato da una forma ipocoristica del
termine pacchia (mangiata
e bevuta memorabile), che sembrerebbe essere a sua volta derivato
dal vocabolo tardo latino pacho (porco
all'ingrasso), il termine pacchiarino
dovrebbe aver voluto dire sia ghiottoncello
che pasticcione. Il Capitano
di Ventura Pacchiarino è citato ad esempio nell'Assedio
di Firenze di Mambrino Roseo da Fabriano: "..Trascorrea
il campo il signor Mario Ursino // come crudo serpente o fiero drago, //
quivi combatte forte Pacchiarino
// che della pugna sempre è stato vago, // lommetto sembra nuovo
paladino // e brama ognor veder di sangue un lago, // li soldati al combatter
son sì chiusi // eh' oprano senza fuoco li archibusi. ..". |
PACCHIAROTTA
PACCHIAROTTI
PACCHIERI
PACCHIEROTTI |
Pacchiarotta, molto raro, è specifico dell'aquilano, di Celano e
di Avezzano, Pacchiarotti è tipicamente laziale, di Roma e di Grotte
di Castro e Blera nel viterbese, con piccoli ceppi anche a Sorano ed Orbetello
nel grossetano e nel ternano, Pacchieri, molto molto raro, è
tipico di Grosseto, Pacchierotti è specifico di Casole D'Elsa nel
senese, dovrebbero derivare da soprannomi, forse legati al mestiere dei capostipiti, originati dal termine arcaico
pacchiaro o pacchiero,
cioè chi da da mangiare ai pacchi
(porci all'ingrasso), o per estensione
chi mangia smodatamente, ma anche sempliciotto
e grossolano. (vedi anche PACCHIARINI) |
PACCHIONE
PACCHIONI |
Pacchione è tipico abruzzese, della zona tra teramano e pescarese,
di Silvi (TE) e Pescara, Pacchioni ha un ceppo lombardo tra Bagnolo Cremasco
e Crema nel cremasco, Lodi e Corte Palasio nel lodigiano e Milano, ed un
ceppo emiliano nel modenese, tra Modena, Carpi e Cavezzo.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Il cognome Pacchione deriva probabilmente dall'antico italiano pacchione,
col significato letterale di mangione, che mangia
molto (dal verbo pacchiare,
che nel linguaggio familiare significa appunto mangiare
molto, ingordamente); in questo caso, infatti, si tratterebbe
di una rara variante del molto più comune Mangione (che presenta
un ulteriore variante in Mangiante), un cognome diffuso un po' in tutta
Italia (soprattutto nel sud, con forti concentrazioni in Sicilia e Puglia).
Va inoltre aggiunto che, al di là di un'origine diretta da un soprannome,
questi cognomi potrebbero anche derivare da vecchi nomi di persona, da
intendere forse come varianti dei nomi medievali Grasso e Grosso: nella
Siena del secondo '200, infatti, compare il nome di messer Mangiante da
Pietra della Casa Pannocchieschi e, nel corso dei secoli successivi, questo
nome si ritrova spesso fra i membri della stessa famiglia. In conclusione,
dunque, si tratta della cognominizzazione o del nome personale del capostipite
o di un soprannome a questi attribuito. |
PACCI
PACCIO |
Pacci, assolutamente rarissimo parrebbe dell'area toscano, umbro, marchigiana,
Paccio è praticamente unico, dovrebbero derivare da forme aferetiche
di modificazioni peggiorative del nome Iacopo, ma non è impossibile
anche una derivazione dal praenomen latino Paccius
di cui abbiamo un esempio negli Annales di
Tacito: "...Interim Corbulo legionibus intra castra
habitis, donec ver adolesceret, dispositisque per idoneos locos cohortibus
auxiliariis, ne pugnam priores auderent praedicit. curam praesidiorum Paccio
Orfito primi pili honore perfuncto mandat....". |
PACCIANI
PACIANI |
Pacciani è tipico della
zona tra Firenze e Siena, Paciani èassolutamente raro, probabilmente
si tratta di un errore di trascrizione di Pacciani, dovrebbero derivare
dall'aferesi di una trasformazione del nome Jacopo - Jacopaccio -
Paccio.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Pacciani è frequentissimo in Toscana e nel Lazio. Viene dal
personale latino Pac[c]ius. Toponimo
Pacciano (SI ) Pieri 122. |
| PACCIARDI
|
Pacciardi è tipicamente toscano di Livorno e del livornese e di
Cascina e Pisa nel pisano, si dovrebbe trattare di una forma di appartenenza
in -ardi, riferita al fatto di essere
del gruppo dei Pacci (vedi
PACCI), probabilmente un ramo cadetto di questa famiglia. |
PACE
PACI
PACIONE
PACIONI |
Pace è assolutamente panitaliano, Paci è diffuso in Romagna,
Toscana, Marche, Umbria, Lazio e nella Sicilia meridionale, Pacione ha
un ceppo nell'area che comprende l'aquilano, il romano ed il frusinate
ed un ceppo nel barese, Pacioni ha un ceppo marchigiano tra maceratese
e Piceno, ed uno laziale nel romano, latinense e frusinate, derivano, direttamente
o tramite accrescitivi, dal nome augurale medioevale Pace
di una certa fama fu, nel 1500 Giulio Pace, professore all'università
di Genova, di Heidelberg e di Valencia. |
PACECO
PACHECO |
Paceco, molto molto raro, è tipico dell'agrigentino e dovrebbe derivare
dal toponimo Paceco nel trapanese, ma è pure possibile una derivazione
dal nome latino Paciaecus di cui abbiamo
un esempio in una lettera di Cicerone ad Attico: "Cicero
Attico sal. hic rumores tamen Murcum perisse naufragio, Asinium delatum
vivum in manus militum, L navis delatas Uticam reflatu hoc, Pompeium non
comparere nec in Balearibus omnino fuisse, ut Paciaecus
adfirmat. sed auctor nullius rei quisquam. habes quae, dum tu abes, locuti
sint. ludi interea Praeneste. ibi Hirtius et isti omnes. .." e che
ha dato probabilmente origine al nome e cognome spagnolo Pacheco. |
PACELLA
PACELLI
PACELLO
PACIELLI
PACIELLO |
Pacella è molto diffuso nel Lazio, nell'aquilano e nel teatino,
nella Campania costiera, nel potentino ed in Puglia, in particolare nel
leccese, Pacelli ha un nucleo laziale tra la provincia di Roma ed il frusinate
ed un ceppo campano soprattutto nell'avellinese, Pacello, molto raro, è
tipico della zona di Monopoli (BA), Pacielli è quasi unico, Paciello
ha un ceppo tra casertano, napoletano e salernitano, uno pugliese nel barese
e soprattutto nel foggiano ed uno nel potentino, dovrebbero tutti derivare
dal nome medioevale Pacella o Pacellus di cui
abbiamo un esempio nell'elenco degli impiegati della zecca del Regno di
Napoli nel 1401, dove viene citato un certo Pacellus Cutungnius.
integrazioni fornite da Tiziano
Venti
La derivazione esatta è da un nome originato
dalla frase latina pax coeli
cioè la pace dei cieli.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Pacella è cognome leccese derivato, secondo Minervini 361, dal
cognome base Paci che ha alla base
il personale Pace dal latino pax,
pacis, dato a un figlio con
significato augurale.
integrazioni fornite da Vincenzo
Pacelli
Esiste un ceppo notevole di Pacelli nel nord del Lazio (provincia di
Viterbo) con un nucleo centrale fra Vignanello, Vallerano e Fabrica di
Roma. Inoltre Onano è il paese di origine di Eugenio Pacelli, papa
Pio XII.
|
PACERA
PACIERA |
Pacera ha un ceppo a Palermo ed uno a Gragnano nel napoletano, Paciera
è praticamente unico, dovrebbero derivare dal nome arcaico Paciera,
o Pacera, nome attribuito in passato
in quanto attributo di Maria Vergine: "Ipsa reperit
pacem inimicis, salutem perditis, indulgentiam
reis, misericordiam desperatis...".
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| PACESCHI
|
Paceschi, molto raro, ha un ceppo nel perugino a San Giustino, potrebbe
derivare da una forma patronimica arcaica in -eschi, per indicare i figli
di un non meglio identificato Pace
(vedi PACE), ma non si può escludere
che possa invece trattarsi di una modificazione del nome latino Paciaecus
(vedi PACECO), con l'inserimento di una esse epentetica, o che possa derivare da un
soprannome o nome medioevale. Tracce di questa cognominizzazione si trovano
nell'alta Toscana fin dagli inizi del 1600, in un atto del 1635 si legge
di un certo Don Petronio Pacesco Pistoriensi.
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PACHER
PACKER |
Pacher è specifico del trentino, di Levico Terme, Roncegno e Grigno,
Packer è praticamente unico, dovrebbero derivare, direttamente o
tramite una forma dialettale, dal termine tedesco packer
(operaio addetto al confezionamento ed all'imballaggio),
forse il mestiere del capostipite.
|
PACHINI
PACHINO |
Pachini è quasi unico, Pachino, molto raro, parrebbe tipico di Naro
(AG), dovrebbero derivare dal toponimo Pachino nel siracusano.
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| PACIARIELLO
|
Paciariello, molto molto raro, sembrerebbe specifico di Stigliano nel materano,
potrebbe derivare da una forma ipocoristica del praenomen latino Paccius
(vedi PACCI), ma potrebbe anche derivare da
un soprannome originato dal fatto che il capostipite fosse un mangione.
|
PACIFICI
PACIFICO |
Pacifici è tipico della fascia centrale che comprende Umbria, Lazio
ed aquilano, Pacifico è propriamente campano e pugliese, derivano
dal nome tardo latino Pacificus, di cui abbiamo un esempio nella seconda
metà del 1300 a Firenze con il notaio Pacificus de Pacificis, a
Roma agli inizi del 1500 opera un notaio Pacifici.
|
PACINI
PACINO |
Pacini è tipico della fascia centrale, Toscana, Marche, Umbria
e Lazio, con massima diffusione in Toscana, Pacino, molto meno diffuso,
ha un nucleo in Sicilia ed uno nel cosentino, derivano dal nome augurale
medioevale Pacinus, secondo altri potrebbe derivare dal nome troiano Pacinos,
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio nell'elenco degli
scolari dell'Università di Perugia sotto l'anno 1576 dove è
menzionato un certo Ioannes Baptista Pacinus. |
| PACIOSI
|
Molto raro sembra essere tipico della zona tra perugino e rietino,
potrebbe derivare dal toponimo Paciano (PG). |
| PACIRDI
|
Pacirdi, assolutamente unico, potrebbe trattarsi di un cognome di fantasia
attribuito ad un trovatell, o di un'errore di trascrizione del cognome
Pacciardi (vedi
PACCIARDI). |
| PACIULLI
|
Specifico dell'area tra Bari e
Taranto, deriva da alterazioni dialettali del nome augurale medioevale
Pace. |
PADALINA
PADALINI
PADALINO
PATALINI
PATALINO |
Padalina, Padalini e Patalino sono assolutamente rarissimi, Patalini ha
un piccolo ceppo a Todi (PG), Padalino ha un grosso ceppo pugliese a Foggia
con punte molto minori nel foggiano ed a Carovigno (BR), Bisceglie (BA)
e Taranto, ed un ceppo minore in Sicilia, a Catania e nel catanese, a Carini
e Palermo nel palermitano, a Casteltermini (AG) ed a Messina.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Padalina, quasi unico, sembra essere originario della Sicilia, Padalini,
anch'esso quasi unico, è specifico di Brindisi, Padalino, presente
da nord a sud del paese, è più tipicamente pugliese e siciliano,
con ceppi maggiori nel foggiano e, in misura minore, nel catanese, Patalini,
quasi unico, è originario del perugino, Patalino, anch'esso quasi
unico, si riscontra maggiormente nell'avellinese, tutti questi cognomi
derivano dalla metatesi del nome medievale Paladino
o Palatino, col significato letterale
di abitante del palazzo (di solito
si intende il palazzo reale o imperiale); la diffusione di questo nome
di persona, tuttavia, si deve probabilmente alla fama assunta dai paladini
di Carlo Magno, dodici nobili scelti dallo stesso sovrano, che combattevano
a fianco di re Carlo (le loro gesta furono rese note dall'epica cavalleresca,
tant'è che il termine paladino assunse anche il senso figurato di
uomo intrepido, valoroso). Per quanto riguarda i cognomi in questione,
dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
PADDEO
PADDEU |
Paddeo, assolutamente sardo, sembrerebbe specifico dell'oristanese, Paddeu,
è tipico del sassarese, di Alghero e Sassari, ma con presenze anche
nel nuorese a Nuoro ed Orani, potrebbero derivare da soprannomi collegati
con il vocabolo sardo padda (paglia),
forse ad indicare che il capostipite vivesse in un pagliaio. |
| PADEDDA
|
Padèdda ha un piccolo ceppo a Bolotana nel nuorese e nel sudovest
della Sardegna, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine sardo
meridionale padèdda (pentola,
pignatta), forse ad indicare che il mestiere del capostipitefosse
quello del cuoco, o dell'addetto di cucina.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
PADEDDA; PADELLA: deriva dal latino patella
(vassoio per i sacrifici), che è
il diminutivo di patera (vedi
Paderas). In tutto il territorio italiano il termine “padella”,
come il sardo padedda, designa un utensile da cucina, di forma rotonda,
largo e poco profondo, usato soprattutto per friggere i cibi. Se è
di ceramica qui in Sardegna (ma anche in altre parti dell’Italia meridionale),
lo chiamiamo solitamente, “tiano/u”
(vedi anche il cognome Tiano) = tegame,
dal greco τηγάνον o τήγανον.
Attualmente il cognome Padedda è presente in 17 Comuni italiani,
di cui 9 in Sardegna: Bolotana 15, Vallermosa 12, Sedilo 8, Carbonia 5,
etc. Il cognome Padella è presente in 42 Comuni Italiani, ma non
in Sardegna. Nella penisola è Roma, con 37, ad avere il numero più
alto. |
PADELLA
PADELLI
PADELLO |
Padella ha un piccolo ceppo a Padenghe sul Garda nel bresciano, uno a Pisa
e Livorno ed uno, il più consistente, a Roma, Padelli ha un ceppo
a Rogolo nel sondriese, uno nell'aretino, ad Arezzo, Capolona e Cortona,
Padello, assolutamente rarissimo, sembrerebbe piemontese, dovrebbero derivare
da un soprannome basato sul termine italiano padella,
o su sue alterazioni dialettali, probabilmente attribuito a capostipiti,
che di mestiere facessero i cuochi o gli addetti di cucina. |
PADERA
PADERAS
|
Padera è unico ed è probabilmente dovuto ad un errore di
trascrizione di Paderas, che è assolutamente rarissimo ed è
tipico del cagliaritano.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
PADERAS: deriva probabilmente dal latino patēra
(deverbale da patēre = essere
aperto), col significato proprio di vassoio
per i sacrifici, patera, tazza, piatto o anche padella.
(Vedi pure Padéri, Pattéri e soprattutto
Padèdda). Non è presente nei documenti antichi della
lingua e della storia della Sardegna. Si tratta di un cognome molto raro,
presente oggi in 9 Comuni italiani, di cui 6 in Sardegna: Carbonia 11,
Sassari 6, Teulada 5, Iglesias, Cagliari e Carloforte con un solo nucleo
familiare. |
| PADERI
|
Paderi è abbastanza comune nel cagliaritano e nel Campidano, dovrebbe
derivare da soprannomi originati o dal vocabolo sardo padda
(paglia) o da un vocabolo campidanese
arcaico che fa riperimento allo stalliere, dovrebbe quindi trattarsi di
cognomi relativi al mestiere del capostipite.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
PADERI: non ne conosciamo né il significato, né l’etimologia.
Si può tentare un accostamento a Pa(t)téri
(vedi il cognome Patèri). Potrebbe
derivare da palla, padda, padza,
= paglia; padéri
= addetto alla stalla; o da pardu
= aia: pardéri
= addetto all’aia, arjolaiu. Non sappiamo
altro. È presente nei documenti medioevali della lingua e storia
della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388,
figura Padéri Petro, ville Nuruci, * Nuruci...odierno Nureci, **
Laconi…et Contrate Partis Alença et etc. seu Atara Barçolo,
officiali Curatorie de Parte Alença. In posse Penna Ambrosii et
filii Guiducii (Penna) notari...die XII januarii 1388.( nisi pastores bestiarium
et etc.). Della storia moderna ricordiamo Paderi Domenico, di Oristano.
A lui si deve il primo ed interessante tentativo di bonifica nei suoi terreni,
negli ultimi decenni del ‘700, probabilmente ispirandosi alla grande idea
di riforma dell’agricoltura in Sardegna, proposta dal conte Giambattista
Lorenzo Bogino(vedi nel Web – Giuseppe Concas Almanacco di Maggio: il Bogino).
Nella storia contemporanea citiamo Paderi Concas Giuseppe, di Villaputzu
(1826 – 1906): fu il secondo vescovo della nuova Diocesi di Ogliastra,
oggi Lanusei, dal 1900 al 1906. Il cognome Padéri è attualmente
presente in 97 Comuni d’Italia, di cui 35 in Sardegna: Cagliari 75, Quartu
50, Quartucciu 39, Sanluri 35, etc. |
PADERNI
PADERNO |
Paderni ha un ceppo nel milanese, uno nel bresciano ed uno in Emilia nell'area
che comprende il reggiano, il modenese ed il bolognese, Paderno, tipicamente
lombardo è specifico dell'area bresciana, dovrebbero tutti derivare
da nomi di località come Paderna nel parmense e nel reggiano, Paderno
Franciacorta nel bresciano, Paderno di Bologna, Paderno d'Adda nel lecchese,
Paderno Ponchielli nel cremonese e Paderno Dugnano nel milanese, tutti
questi comuni dovrebbero derivare la comune radice Paderno dal termine
latino paternus ager o paternus
fundus (terreni del padre,
probabilmente ad individuarli come lascito paterno). Un principio di queste
cognominizzazioni lo troviamo in una Notitia consulum
Laude (sentenza consolare lodigiana)
del 1143 a Lodi: "Anno ab incarnacione domini nostri
Iesu Christi millesimo centesimo quadragesimo tercio, mense aprilis, indicione
sesta. Dum in Dei nomine consules Laudenses, videlicet Lafrancus de Trixino
et Trancredus de Paderno
et Otto Morena et Arialdus de Gavazo et Adam de la Pusterla et Manfredus
Bellotti et Albertus Muscleto, residerent ad iusticias faciendas ac deliberandas,
venit ante eos domnus Iohannes Vacca, missus domni Iohannis, Dei gratia
Laudensis episcopi, conquestus ac laumentatus est a parte suprascripti
episcopatus de Iohanne Asdenti quod detinebat eidem episcopatui iniuste
et sine racione iugera quattuordecim in loco Sancti Mathi que fuerunt olim
feodum de scutherio Grimerii Agustino...". |
PADOA
PADOAN
PADOANI
PADOANO
PADUA
PADUANI |
Padoa. Padoani, Padoano e Paduani sono assolutamente rarissimi, ma probabilmente
sono attribuibili all'area veneto friulana, Padoan è diffusissimo
nelle tre Venezie, nel Veneto e nel veneziano in particolare, Padua ha
un nucleo a Scicli nel ragusano ed uno tra le province di Roma e Latina,
dovrebbero derivare dal toponimo Padova, Padua in latino medioevale o dal
suo etnico paduano, ma è pure
identificabile un Padoano nome proprio
medioevale, come si evince da questa Carta venditionis dell'anno 1199 a
Cortenova (LC): "Anno
dominice incarnacionis milleximo centeximo nonageximo nono, ultimo die
aprilis, indicione secunda. Investivit per mercatum nomine vendicionis
Guifredus de Osa civitatis Mediolani, pro se et Padoano
et Lodorengo atque Uberto fratribus suis de eadem civitate Mediolani, presbiterum
Guilielmum offitiallem ecclesie Sancti Alexandri que est sita in Curtenova...",
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Roma nel 1380: "...Domina
Ioanna uxor Aleonti Ypoliti, dicti alias Paduani
de parochia sancti Laurentii de piscibus...". |
PADOVAN
PADOVANI
PADOVANO |
Padovan è tipicamente veneto, Padovani è molto diffuso in
Veneto, Lombardia ed Emilia, Padovano è specifico di Puglia e Campania,
derivano tutti dall'etnico padovano, originario o proveniente da Padova. |
| PADRONAGGIO
|
Assolutamente rarissimo, potrebbe essere originario dell'agrigentino,
tracce di questo cognome si trovano a Bivona (AG) verso la fine del 1700. |
PADUANO
PADULANO
PARUANO
PARULANO |
Paduano, tipicamente campano, è del napoletano in particolare di
Napoli, Torre del Greco, Torre Annunziata, Boscoreale, Boscotrecase, Trecase,
Pompei e Castellammare di Stabia, di Scafati nel salernitano e di Ariano
Irpino nell'avellinese, Padulano è specifico di Napoli e Torre Annunziata,
Paruano e Parulano sono quasi unici, dovrebbero derivare da soprannomi
originati dal mestiere dei capostipiti, o dal nome delle località
di provenienza come Padula nel salernitano, o Paduli nel beneventano.
integrazioni fornite da David Nacar
paduano o anche padulano, paruano, parulano in napoletano vogliono
dire ortolano. Padula o padua, significa orto. |
PADULA
PADULI
PADULO |
Padula è tipico del sud peninsulare, particolarmente concentrato
in Basilicata, dovrebbe derivare da uno dei molti toponimi con questo nome,
come ad esempio Padula (SA), Padula di San Pietro (CS), Paduli è
quasi unico, Padulo, molto raro, è specifico del Molise, zona di
Campobasso e dintorni, anch'esso potrebbe derivare da un toponimo come
Padulo (AP) o Padula di Monteroduni (IS).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Padula, panitaliano, frequentissimo nel sud. Cognome derivato dal termine
latino 'palus, paludis', da cui il
nostro "palude" nonché il sinonimo
'padule' = "pantano",
derivato per metatesi, con un senso alquanto diminutivo. In napoletano
"parule". Il cognome può derivare
da toponimi omonimi come ad es. Padula (SA). |
| PADULLI
|
Quasi unico, probabilmente milanese, :dovrebbe
derivare, da palude o padule. Le prime notizie risalgono al 1234, quando
li troviamo tra i notabili del milanese. |
| PADUS
|
Quasi unico. |
PAES
PAESE
PAESI |
Paes è assolutamente rarissimo, sembrerebbe ligure, ma è
più probabilmente di origine portoghese e sarebbe una variazione
del cognome galiziano Paez, Paese, molto raro dovrebbe essere cosentino,
Paesi quasi unico parrebbe del sudmilanese e pavese, potrebbero derivare
da toponimi recanti l'attributo Paese, come ad esempio Linate Paese (MI)
o simili. |
PAESAN
PAESANI
PAESANO
PAISSAN |
Paesan, assolutamente rarissimo sembrerebbe del padovano, Paesani è
della fascia che comprende Marche, Abruzzo e Lazio, Paesano ha un ceppo
ad Isola del Liri nel frusinate ed a Roma, ed un grosso nucleo a Napoli
e nel napoletano e salernitano, Paissan, molto raro, è tipico della
zona di Trento e Torlago (TN), derivano da soprannomi dialettali originati
dal termine stante ad indicare una provenienza dal paese in un ambiente
di gente di campagna. |
PAFFUMI
PAFUMI |
Pafumi è tipico di Messina e del messinese e di Catania, Bronte,
Linguaglossa e Giarre nel catanese, Paffumi, rarissimo, dovrebbe essere
originario della provincia di Messina, secondo alcuni si tratterebbe di
una modificazione dialettale del nome greco Pachymios. |
PAFUNDI
PAFUNDO |
Pafundi ha un ceppo a Napoli ed uno a Pietragalla nel potentino, con presenze,
sempre nel potentino, ad Acerenza, Potenza ed Oppido Lucano, Pafundo, quasi
unico, è del potentino, dovrebbero derivare da una forma etnica
della città di Paphos sull'isola di Cipro, ed essere probabilmente
arrivato in Italia portato da profughi ciprioti a seguito degli scontri
con i turchi nel 1500. |
PAGANA
PAGANELLI
PAGANELLO
PAGANETTI
PAGANETTO
PAGANI
PAGANIN
PAGANINI
PAGANO
PAGANONI |
 Pagana molto raro è tipico della provincia di Enna, Paganelli è
della zona tra l'Emilia e la Toscana appenninica, Paganello ha un ceppo
siciliano a Palagonia (CT) e Palermo ed uno veneto, Paganetti, molto raro,
è della provincia di Sondrio, Paganetto sembrerebbe genovese, Pagani
è del norditalia con un ceppo importante in Lombardia, Paganin è
tipicamente veneto ed è diffuso in tutta quella regione, Paganini
sembra avere almeno tre ceppi, nella Liguria orientale, nella Lombardia
occidentale, in Emilia e Romagna, Pagano è assolutamente panitaliano,
Paganoni è originaro dell'area che comprende il lecchese e la Bergamasca. Tutti questi
cognomi fanno ipotizzare un'origine non cristiana delle famiglie, infatti
era usanza medioevale il definire i barbari non cristiani o saraceni, con
l'appellativo e quindi il soprannome di pagano, ma è pure
possibili che derivino da uno dei tanti toponimi con radice Pagan...come
a solo titolo di esempio Pagani (SA), un'ipotesi non trascurabile è che derivino dal termine latino pagus
(villaggio) intendendo perciò
una provenienza dal contado indicando la famiglia come appartenente al
villaggio e non alla città. Circa l'antichità del cognome
Pagani, in un atto di cessione di terreni, risalente all'anno 1136, leggiamo:
"Duodecima iacet in via de Cario et est pertice .V.;
ab una parte terra Bernardi Braga, ab alia Pagani
clerici, a tercia via de Aqua Longa. Tercia
decima petia iacet in via de Cario, in loco Candiani et est pertice .X.;
ab una parte terra Bernardi Braga, ab alia Pagani
clerici, a tercia Sancte Marie.".
Personaggio famoso è stato nel 1700 l'insigne giurista Francesco
Mario Pagano nativo di Brienza, in Basilicata.
integrazioni fornite da Aldo Piglia,
Milano
Esiste anche la possibilità che questi cognomi derivino dal
nome Pagano, con gli alterati Paganello
e Paganino. Attestazioni: Pagano Della Torre (Torriani), capostipite della
dinastia, nel XIII secolo; Pagano Doria nel XIV secolo. |
PAGETTA
PAGETTI
PAGETTO |
Pagetta è veneto, di Curtarolo e Padova nel padovano, Pagetti è
tipicamente lombardo, di Milano, di Casalpusterlengo nel lodigiano, di
Cremona e di Mortara e Landriano nel pavese, Pagetto, molto molto più
raro, sembrerebbe piemontese, dovrebbero derivare da soprannomi originati
dal mestiere dei capostipiti, basati sul termine medioevale pagettus,
una forma diminutiva del termine latino medioevale pagius
(servo, paggio). |
PAGGI
PAGGINI
PAGGINO
PAGGIO |
Paggi ha ceppi in Piemonte e Lombardia, nel bolognese, e nella fascia che
comprende l'anconetano, il maceratese, il perugino, il ternano, il viterbese
ed il romano, Paggini ha un ceppo toscano ad Arezzo ed uno a Livorno, Paggino,
praticamente unico, sembrerebbe napoletano, Paggio ha un ceppo nel vercellese,
uno molto piccolo nel rovigoto, uno nel ternano, a Roma ed a Napoli, dovrebbero
derivare, direttamente o tramite un ipocoristico, dal termine paggio
(giovane di nobile famiglia con funzioni di servitore
di nobili e cavalieri). |
PAGGIARO
PAGIARI
PAGIARO |
Paggiaro è tipicamente veneto, di Venezia e Santa Maria di Sala
nel veneziano, di Padova, Camposampiero e Vigonza nel padovano e di Treviso,
Pagiari è unico, Pagiaro, sicuramente veneto anch'esso, ha un ceppo
a Santa Maria di Sala nel veneziano ed uno ad Abano Terme nel padovano,
dovrebbero derivare da un soprannome basato sul termine veneziano arcaico
pagiaro (pagliaio),
probabilmente ad indicare nei capostipiti dei contadini. |
PAGIN
PAGINI |
Pagin è tipicamente veneto, di Padova, Piove di Sacco, Codevigo
e Campodarsego nel padovano e di Venezia, Noale e Martellago nel veneziano,
Pagini ha un ceppo a Vigonza nel padovano ed ha qualche presenza nel pesarese,
dovrebbero derivare da soprannomi basati sul termine latino pagus
(villaggio), indicando probabilmente
il fatto che i capostipiti provenissero non dalle campagne, ma da un villaggio,
esiste anche se molto mneno probabile l'ipotesi che possa trattarsi di
forme dialettali venete di ipocoristici del termine paggio
(vedi PAGGI). |
| PAGINATI
|
Paginati, estremamente raro, è bolognese, di origine etimologica
oscura, potrebbe trattarsi di un cognome di fantasia attribuito ad un trovatello. |
PAGLIA
PAGLIAI
PAGLIARI
PAGLIARINI
PAGLIARO
PAGLIARULO |
Paglia è presente a macchia
di leopardo in tutt'Italia, Pagliai è tipico toscano, Pagliari ha
un nucleo tra Lombardia ed Emilia ed uno nell'Italia centrale, Pagliarini
è della zona centrale dell'Italia settentrionale con un ceppo anche
nel Piceno, che dovrebbe derivare dal toponimo Pagliare (AP), Pagliaro
è specifico del sud, Pagliarulo ha un ceppo nel barese ed uno nell'avellinese,
tutti questi cognomi derivano da soprannomi legati al vocabolo paglia o
per il mestiere o per vicinanze a località caratterizzate dalla
presenza di fienili o pagliai. Tracce del cognome Pagliaro si hanno in
un atto del 1600 stilato in Cassino (FR): "...Capomastri
d'Achi della Città di S. Germano da una parte, ed Benedetto
Pagliaro della medesima Città da un'altra
parte;...". |
| PAGLIACCIO
|
Rarissino, potrebbe essere o del
litorale abruzzese o di quello molisano, deriva da un soprannome legato
alla paglia, o per il mestiere o per episodi che vi facciano riferimento. |
PAGLIALONGA
PAGLIALUNGA |
Paglialonga è specifico delle Puglie, in particolare dell'area foggiana
e del vicino avellinese, con un importante ceppo nel leccese, Paglialunga
ha un ceppo nella fascia centrale che comprende le Marche centromeridionali,
l'Umbria ed il Lazio centrosettentrionale, ma presenta inoltre un ceppo
importante nella penisola salentina, in particolare nel leccese, dovrebbero
derivare da nomi di località, come se ne individuano molte in Italia,
tracce molto antiche di queste cognominizzazioni le troviamo in un atto
del 1614 ad Ispica nel ragusano dove viene citato un non meglio identificabile
Mastro Giovanni Paglialonga. |
PAGLIANA
PAGLIANI
PAGLIANO |
Pagliana, molto molto raro, è tipico della zona tra basso cuneese
ed imperiese,di Ormea nel cuneese in particolare, Pagliani ha un piccolissimo
ceppo a Padova, uno molto più consistente in Emilia, nel modenese
a Modena, Formigine, Carpi, Finale Emilia e Sassuolo, ed a Reggio Emilia,
Fabbrico e Bagnolo in Piano nel reggiano, ed un ceppo a Roma ed a Magliano
Sabina nel reatino, Pagliano è tipicamente piemontese, di Torino,
di Mondovì nel cuneese e di Rosignano Monferrato nell'alessandrino,
con un ceppo anche a Napoli, dovrebbero derivare dal nome dei moltissimi
paesi italiani contenenti la radice Paglia-. |
PAGLIARICCI
PAGLIARICCIA
PAGLIARICCIO
PAGLIERICCI
PAGLIERICCIO |
Pagliaricci è della zona centrale, ha picccoli ceppi nel maceratese,
nel perugino e nel ternano, nel pescarese e nel romano, Pagliariccia, assolutamente
rarissimo, è del pescarese, Pagliariccio, molto raro è specifico
del Piceno, di Montegranaro, Porto Sant'Elpidio e Sant'Elpidio a Mare,
Pagliericci e Pagliericcio, praticamente unici, dovrebbero essere dovuti
ad errate trascrizioni dei precedenti, che dovrebbero derivare da nomi
di località come Pagliariccio nel pistoiese e nell'aretino. |
| PAGLIARISI
|
Molto molto raro è tipico siciliano, dovrebbe derivare dall'etnico
del toponimo Pagliara (ME). |
PAGLIONE
PAGLIONI |
Paglione ha un ceppo nel bolognese, uno nell'area che comprende il romano,
il latinense, l'Abruzzo, il Molise ed il foggiano, con massima concentrazione
nel teatino ed iserniese, Paglioni, molto più raro, ha un ceppo
tra anconetano e maceratese ed uno nel romano, questi cognomi dovrebbero
derivare da una modificazione del cognome Baglione
per una trasformazione della consonante occlusiva bilabiale sonora iniziale
(B) in sorda (P)
(vedi BAGLI), dislalia tipica nellea pronuncia italica dei popoli germanici.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Paglione è cognome foggiano che deriva dalla forma base Paglia.
(cfr.) |
| PAGLIOSA
|
Pagliosa è specifico del vicentino, di Valli del Pasubio e Schio,
dovrebbe derivare da un soprannome basato su di un termine dialettale arcaico
per pagliuzza, pagliucola,
forse con un riferimento alla parabola del Vangelo che recita: "...Perché
guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello, e non t'accorgi
della trave che è nel tuo? ..". |
| PAGLIUCA
|
Pagliuca è tipico del centrosud, molto diffuso soprattutto in Campania,
con un ceppo a Roma, uno nel pescarese ed uno nel potentino, potrebbe derivare
da un soprannome grecanico originato dal termine πάγκαλος
pagkalos (bellissimo), ma non si può escludere che possa anche derivare da un soprannome
originato dal vocabolo italiano arcaico pagliuca
(pagliuzza), forse a sottolineare una
struttura fisica minuta e secca del capostipite. |
PAGNANELLI
PAGNANI
PAGNI
PAGNINI
PAGNO
PAGNONI
PAGNOZZI
PAGNOZZO |
Pagnanelli è del centro Italia, Pagni è tipico toscano, Pagno,
molto molto raro, è bellunese, Pagnani ha diversi ceppi, nel ravennate,
a Fabriano (AN) e nel frusinate, Pagnini sembra avere un ceppo pistoiese
ed uno pesarese, Pagnoni ha un nucleo nel bresciano, nel bolognese, nel
pesarese e nel Piceno, Pagnozzi è tipico di Napoli e di Pannarano
(BN) nel beneventano, Pagnozzo è praticamente unico, dovrebbero
tutti derivare da modificazione dell'aferesi di nomi medioevali come Compagno
e Boncompagno, di cui abbiamo un esempio a Bologna nel XII° secolo:
"...Boncompagno da Signa,
civis Bononiensis, natus est circa annum 1170, obiit circa annum 1240,
rhetor et vir doctus Italicus....", dell'uso di questo nome contratto
abbiamo un esempio in uno scritto del 1332 ad Arezzo: "...Et
scriptus per nos Pucciorinum domini Pagni
de Aritio..." e a Firenze nel 1432
dove nei verbali dell'Opera del Duomo si legge di.un tal Cristofano di
Niccolò di Pagnozzo, ser - notaio fiorentino fideiussore del popolo
di S. Martino alla Palma o nelle Storie fiorentine
del Guicciardini nel dicembre del 1494: "...e cosí
si levassi el divieto a Francesco dello Scarfa gonfaloniere di giustizia,
di potere essere accopiatore; non si pagassino piú le gabelle di
monete bianche; creassinsi e' dieci di balía per potere attendere
alla guerra di Pisa, con la consueta autorità secondo gli ordini
della città, l'uficio de' quali durassi mesi sei. Fatto el parlamento
sanza tumulto, furono l'altro dí eletti e' venti uomini che furono
questi: messer Domenico Bonsi, Ridolfo di Pagnozzo
Ridolfi,...".
integrazioni fornite da Alessio
Bruno Bedini
Pagnanelli è diffuso in modo quasi esclusivo in Italia diviso
in due ceppi: uno nella regione Lazio, con prevalenza specifica nella zona
Sora (FR) - Isola del Liri (FR) e uno nelle Marche con fortissima
diffusione nella città di Macerata. Da dati in mio possesso
risulta una antica famiglia Pagnanelli di Sora (FR) originaria però
di Castelliri (FR). |
| PAGNOTTA
|
Pagnotta è molto diffuso in Umbria, nel romano, in tutta la Campania
e la Calabria ed in Sicilia, in alcuni casi può derivare da toponimi
come Tor Pagnotta nel romano, ma è pure possibile una derivazione
da soprannomi, tracce molto antiche di questa cognominizzazione le troviamo
ad Anagni (FR) nel 1330: "...So bene l'Abbate Ughelli
nel Tomo primo della sua Italia Sagra in Ecclesia Anagnina col. 341, num.
42 parlando di Francesco Giovanni Pagnotta
Vescovo della detta Città, e nostro Religioso (la di cui promototione
alla sudetta Chiesa d'Anagni registrassimo noi sotto l'Anno di Christo
1330) dice, che fu da Papa Benedetto XII nell'Anno primo del suo Pontificato
alli 7 Marzo, cioè nell'Anno 1335 creato suo Pontificio Vicario
in Roma; e soggiunge poi anche, che lo stesso Pontefice nell'Anno terzo
del suo Pontificato, li concesse altresì gratia speciale di potere
conferire li Beneficj Ecclesiastici della sua Diocesi...".
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Pagnotta, molto frequente in tutta l'Italia peninsulare (maggiormente
nel Lazio). Potrebbe derivare, come il sostantivo italiano 'pagnotta',
dal latino 'panis' = pane,
ma anche essere un alterato del cognome PAGNI
che è aferetico di BONCOMPAGNI. |
| PAGOGNA
|
Pagogna, assolutamente rarissimo, quasi unico, è dell'area bellunese
ed udinese, dovrebbe derivare dal nome del paese di Pagogna, una frazione
di Mel nel bellunese, ma non si può escludere la possibilità
di una derivazione da un soprannome basato sul termine dialettale arcaico
pagogna, che individua l'arbusto della
lantana, una verbenacea odorosa dai
semi usati per il loro gusto amarognolo e gradevole. |
PAGOT
PAGOTTO |
Pagot ha un ceppo nel trevisano ad Ormelle, Vittorio Veneto e Conegliano,
ed in Friuli, Pagotto è caratteristico dell'area veneto, friulana,
del trevisano, di Arcade, Spresiano, Vittorio Veneto, Conegliano, San Fior,
Fontanelle, San Vendemiano, Orsago e Treviso, del veneziano, si Santa Maria
di Sala, Venezia e Noventa di Piave, del pordenonese, di Pordenone, Fontanafredda,
Sacile, e Cordenons e di Codroipo nell'udinese, dovrebbe originare da un
soprannome legato al vocabolo latino pagus
(circoscrizione territoriale rurale secondo l'antica
definizione romana), dovrebbe perciò indicare che il
capostipite proveniva da una zona rurale non inurbata.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Pagot, Pagotto è cognome veneto che significa 'oriundo
di Alpago (BL)'. Olivieri 167. |
| PAIALUNGA
|
Paialunga è tipicamente marchigiano, di Senigallia e Chiaravalle
nell'anconetano e di Mondavio nel pesarese, dovrebbe derivare dal
nome di Paialunga una località situata nel comune di Morciano di
Romagna nel riminese. |
PAIANI
PAIANO
PAJANI
PAJANO |
Pajano, quasi unico, dovrebbe essere una forma arcaica del cognome Paiano, che ha un ceppo a Bojano in provincia di Campobasso, un ceppo nel leccese,
soprattutto ad Ortelle, Lecce, Spongano, Maglie, Otranto, Giuggianello,
Taurisano, Ruffano, Matino e Uggiano La Chiesa ed uno ad Oppido Mamertina
nel reggino, Paiani, molto molto raro, è invece tipico dell'udinese, come l'altrettanto raro Pajani,
dovrebbero tutti derivare dal cognomen grecolatino Paianus
di cui abbiamo un esempio in Areius Paianus Arconte di Atene.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Paiano, Pajano è cognome presente in tutta Italia ma particolarmente
frequente in Puglia e nel Salento. E' uno dei tanti derivati del cognome
Paglia, dal latino 'palea'
= paglia. |
PAIARO
PAIER |
Paiaro, abbastanza raro, ha un ceppo padovano ed uno nell'udinese, Paier
è specifico di Vittorio Veneto nel trevisano e di Cordenons e Pordenone
nel pordenonese, dovrebbero derivare da soprannomi legati al vocabolo dialettale
indicante sia il pagliaio, o il pagliericcio, sia chi lavora la paglia,
probabile occupazione dei capostipiti. |
PAIELLI
PAIELLO
PAJELLO |
Assolutamente rarissimo, Paielli è tipico della fascia centrale,
della provincia romana in particolare, Paiello, quasi unico, è forse
calabrese, Pajello altrettanto raro, parrebbe emiliano, potrebbero derivare
dal nome medioevale Pagellus. Tracce
di queste cognominizzazioni le troviamo nel 1500 a Bergamo con il Giudice
Alexander Paiellus.
integrazioni fornite da Luigi Colombo
Paiello dovrebbe essere un cognome di origine albanese, scritto pajelli
in lingua "arbresh". E' quasi certo che venga
da un soprannome. |
PAILLARD
PALLARD |
Paillard è unico, Pallard è tipico del torinese, di Giaveno
e Luserna San Giovanni, entrambi di origine francese, dovrebbero derivare
dal cognome francese Paillard che a sua volta può derivare dal mestiere
di pagliaro o da un soprannome originato da una condizione miserevole del
capostipite. |
PAINA
PAINI
PAJNI |
Paina, molto raro, ha un ceppo nel sudmilanese ed uno nell'alto vicentino,
Paini ha più di un nucleo, uno nel parmense e reggiano, uno nel
sondriese e uno nel bresciano, Pajni, quasi unico, è lombardo, dovrebbero derivare da un soprannome dialettale
legato all'origine contadina della famiglia, paini
da pagini (villani)
da pagus (villaggio)
e si tratterebbe di un epiteto sgradevole, è pure possibile una
derivazione dal termine medievale paina
inteso come pezzo di terra (area coltivabile),
di quest'uso abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico
della Lombardia medioevale in una Cartula
venditionis del 1028 redatta a Calusco (BG): "...Et
bergamena cum actramentario de terra levavimus, me paina
Petri notarius et iudex tradidit et scribere rogavit in qua subter confirmans
testibusque obtulit roborandum. Actum suprascripto loco Calusco....",
non si può escludere anche un possibile collegamento con la paglia,
o per il mestiere o per episodi che vi facciano riferimento. Personaggio
famoso fu Ferdinando Paini, compositore, nato nel 1773.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Paini è un derivato centro-meridionale e veneto di Paglia, abbreviato
di Pagliarini. |
PAINO
PAJNO |
Paino ha un ceppo napoletano, a Napoli e Torre del Greco, ed ha alcuni
ceppi in Sicilia, in particolare sull'isola di Lipari, ad Agrigento, Messina,
Catania e Palermo, ed a Condofuri nel reggino, Pajno ha un ceppo a Lipari,
dovrebbero derivare da un soprannome dialettale basato sul termine siciliano
pajno (persona
vacua e frivola, ma per la quale l'eleganza è fondamentale),
secondo un'altra ipotesi deriverebbe invece dalla contrazione del nome
Paglino, un ipocoristico di Paglia.
I Paino godettero del titolo di barone di Luccoveni e di Duca di Verdura. |
| PAIOTTI
|
Paiotti è tipicamente toscano, del lucchese, di Stazzema, Seravezza
e Pietrasanta, con qualche presenza anche a San Salvo nel teatino, dovrebbe
derivare dal nome medioevale Paiotus,
nato da un soprannome, basato sul termine medioevale toscano paiottus
(uno dei due gemelli), di cui abbiamo
tracce in uno scritto dell'anno 1144: "De calumpnia
Goslini, filii Goslini de Leugis, ante episcopum Gaufridum super terra
de Campo Fauno nobis quiete ac libere dimissa. Presentibus et sequentibus
representemus presente scripto, qualiter Goslinus, filius Goslini de Leugis,
quietas clamavit omnes calumpnias quas faciebat nobis de rebus, de terris,
de hominibus nostris, ubicunque eas faciebat sine ullo retinaculo....Testes
qui tunc fuerant in capitulo nostro sunt hii: Gollinus de Merevilla, Menerius;
Garinus de Alona ....Guillelmus Qui non bibit aquam, Paganus
Paiotus, Hubertus de Curva Villa, Amalricus...". |
PAIRETTI
PAIRETTO
PEIRETTI
PEYRETTI |
Pairetti, molto molto raro, è del torinese, Pairetto, quasi unico,
è del torinese, Peiretti è tipico di Torino e del torinese,
di Carignano, di Collegno, di Osasio, di Rivalta di Torino e di None, Peyretti,
molto raro, è tipico del torinese, di Torino e Collegno, ed è
probabilmente una forma arcaica del precedente, dovrebbero tutti derivare
da forme ipocoristiche del nome franco Pair,
ricordiamo con questo nome il Santo Pair vescovo di Avrances in Gallia
nel sesto secolo, ma è pure possibile una derivazione dal nome Payret,
forma ipocoristica provenzale del nome Pierre
(Pietro). |
| PAIS
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Pais è tipico del sassarese, di Sassari ed Alghero, con presenze
significative anche a Usini, Ploaghe e Tissi nel sassarese ed a Nuoro e
Macomer nel nuorese.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
PAIS: in linguaggio fonetico abbiamo pàîs,
con nasalizzazione della "i" = panis
= pani (vedi
Pani) Sta ad indicare l'appartenenza al ceppo familiare dei Pani.
Diciamo comunemente: "Esti de is Pa(n)is"!
è del ceppo dei Pani. O semplicemente,
"de is Pa(n)is". Con cui si indica
anche un terreno, un negozio, un luogo ben preciso: "su de is Pa(n)is".
Nelle carte antiche lo ritroviamo tra i firmatari della Pace di Eleonora,
*LPDE del 1388: Pais Comita, ville Cerchillo(odierno Berchidda - già
appartenente alla Curatoria de Costa de Valls). Nel Condaghe di Santa Maria
di Bonarcado, *CSMB, XI°, XIII° sec., troviamo: Pais Comita, armentariu
de iudike(85). L'armentariu de iudike era amministratore o sovrintendente
generale della corte del Giudice. In una lite tra la chiesa di Bonarcado
e la corte di Arborea, per l'appartenenza ( della servitù) dei figli
di Luxuri Meloni. Pais Comita, vescovo di Uellus (87, 93, 110, 122, 125,
176), più volte citato come teste, nelle spartizioni di servi. Nella
storia ricordiamo: Francesco Pais Serra (Bitti 1837 - Roma 1924), generale,
giornalista e politico. Deputato dal 1896 al 1919. si interessò
soprattutto dei problemi sardi. Collaborò alla redazione della "Relazione
dell'inchiesta Parlamentare sulle condizioni economiche e della sicurezza
in Sardegna" , sotto il governo Crispi. Attualmente il cognome Pais è
presente in 117 Comuni d'Italia, di cui 37 in Sardegna: Sassari 182, Alghero
126, Nuoro 21, Macomer 20, Usini 19, Cagliari 19. Nella penisola è
Roma al primo posto con 43, Genova 18, Torino 8, Milano7. |
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