| PALA |
Assolutamente sardo, potrebbe derivare dal vocabolo dialettale pala
(busto, corpetto) o dal nome di alcune
località, come Pala di Scivu (CA) o Pala Cotta (OR) o Sa Pala e
Su Frassu di Ploaghe, secondo altri deriverebbe dal termine pala
in sardo antico che starebbe per piccola collinetta
o declivio
ed individuerebbe le caratteristiche del luogo in cui abitava la famiglia
del capostipite. |
PALADINI
PALADINO
PALLADINI
PALLADINO |
Paladini ha più ceppi, nel sudmilanese
e lodigiano, in Toscana, da Firenze a Massa e nel Salento, Paladino è
presente in tutto il sud, Palladini presenta più ceppi, nel sudmilanese
e lodigiano, nel modenese, nella fascia litoranea abruzzese e nel basso
Lazio, Palladino è specifico della zona che comprende la Campania,
il Molise, il potentino, il foggiano e l'alto barese. Tutti questi
cognomi derivano dal nome medioevale Paladinus, diffusosi con l'avvento
della Chanson de Geste, il cui primo esemplare fu La "Chanson de Roland"
databile all'anno 1098. Cognomizzato dal 1400 lo troviamo frequentemente
negli atti, nel 1523, a Montoro (AV), un tal magistro
Francesco de Paladino di Montoro, viene incaricato
di un lavoro edile, a titolo di esempio, riportiamo uno spezzone
da un atto datato 25 novembre del 1532: "Sindicato
della vicinanza del Comune di Tovo (SV),
sulla pubblica piazza, su mandato di Pietro fu Giovanni detto Mazonus de
Resonata, decano, ed esecuzione del saltaro Antonio fu Giacomino de Cariola,
presenti un consigliere e trentatrè vicini, con cui vengono nominati
procuratori Stefano fu Gaspare de Venosta di Mazzo e Armanasco detto Manolus
fu Romerio, detto Paladino
de Armanasco di Tovo, per 5 anni, al fine di decidere circa i confini tra
i due comuni di Tovo e Mazzo. Notaio Giovanni fu ser Cassiano de Armanaschi
di Tovo.". |
PALAMARA
PALAMARI
PALAMARO |
Palamara è specifico del reggino, di Africo, Bova Marina, San Lorenzo,
Roccaforte del Greco e Palizzi, con un ceppo anche nell'isola di Lipari
ed a Messina, Palamari è praticamente unico, mentre Palamaro, assolutamente
rarissimo, ha un piccolo ceppo nell'isola d'Ischia, a Barano d'Ischia,
questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi dialettali, originati
probabilmente da alterazioni del termine greco πολΰμιτος
polèmitos (molti fili),
con il senso di produttori di cordami marini, gomene o cime, probabile
occupazione delle famiglie. |
PALAMEDI
PALAMIDES
PALAMITESSA
PALMITESSA
PALMITESTA |
Palamedi, quasi scomparso, sembrerebbe del parmense, Palamides
è un cognome tipico di Faleria, Civita Castellana e Calcata nel
viterbese, e di Roma, Palamitessa, quasi scomparso, è del barese,
Palmitessa è molto diffuso nel barese a Barletta e Monopoli in particolare,
Palmitesta ha un ceppo abruzzese a Francavilla al Mare ed Ortona nel teatino,
ed uno pugliese nel tarentino a Massafra, Taranto e Ginosa, tutti questi
cognomi dovrebbero derivare, anche attraverso modificazioni dialettali
od alterazioni eufonetiche, dal nome greco Palamedes,
Palamede
è un personaggio della mitologia greca, figlio di Nauplio e Climene.
Re dell’isola di Eubea, esperto nell’arte bellica e valoroso guerriero,
questo nome venne utilizzato anche nelle Chansons De Geste, nel ciclo arturiano
per indicare un nobile e valorosissimo cavaliere saraceno, figlio del re
Esclabor e nemico giurato di Tristano.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Palmitesta: sembra probabile che si tratti di una variante del cognome
Palmitessa, molto diffuso nell’area del barese: la variante Palmitesta,
a mio parere, nascerebbe da un accostamento paretimologico fra il suffisso
-tessa
e il termine ‘testa’, come avviene
talvolta nei cognomi di stampo popolare. Ora, però, lo stesso Palmitessa
è un cognome di difficile interpretazione, soprattutto perché
si tratta di un cognome molto locale. Azzardando un’ipotesi, viene da pensare
al cognome Palamidessi (con una variante in Palamides), che, molto probabilmente,
deriva dal nome greco Palamedes o Palamides,
appartenente alla mitologia greca; in epoca medievale, inoltre, il nome
Palamede fu ripreso nei racconti della Tavola Rotonda, in cui Palamede
era un guerriero saraceno convertitosi più tardi al Cristianesimo.
A mio parere, quindi, i cognomi Palmitesta, Palmitessa, Palamidessi,
Palamides e Palamedi derivano tutti dal nome greco Palamedes,
reso popolare dalla mitologia greca o dal ciclo arturiano (un po’ come
è accaduto coi cognomi Ulisse, Enea, Lancellotto, Perciavalle, etc):
da quanto ho notato, molti di questi nomi venivano adattati alla pronuncia
popolare - ad esempio, dal francese Perceval si passa all’italiano Perciavalle/Percivalle/Percivaldo
o, ancora, dal francese Lancelot si arriva all’italiano Lancillotto/Lancellotto/Lanzellotto/Lanzarotto
- per questo motivo penso che Palmitessa e Palmitesta risentano di un adattamento
popolare. |
| PALAMIDESSI |
Palamidessi è tipicamente toscano, dell'area che comprende le province
di Lucca, Pisa, Livorno e, soprattutto, Pistoia, dovrebbe derivare dal
nome medioevale Palamidesso, di cui
abbiamo un esempio in epoca dantesca nel Libro di Montaperti con
il poeta fiorentino guelfo Palamidesso di Bellindoti del Perfetto, vessillifero
dei balestrieri di Porta del Duomo; il cognome potrebbe anche derivare
da un soprannome originato dal termine medioevale palamidone
(sorta di pastrano molto lungo), forse
per sottolineare una particolarità dell'abbigliamento tipico del
capostipite (vedi anche
PALAMEDI). |
| PALAMUSO |
Assolutamente rarissimo, probabilmente originario dell'agrigentino. |
| PALAVANCHI |
Palavanchi, molto molto raro, è tipicamente emiliano, forse di San
Giovanni in Persiceto, e della frazione di Decima in particolare, è
molto difficile individuarne l'origine etimologica, si potrebbe proporre
a puro titolo di ipotesi una derivazioni da modificazioni del nome germanico
Perelant. |
| PALAVICINO
|
Praticamente unico, dovrebbe trattarsi di un errore di trascrizione del
cognome Pallavicino. (vedi Pallavicini) |
PALAZZI
PALAZZINI
PALAZZO |
Palazzi è del centro nord, Palazzini sembra avere un nucleo nelle
Marche uno nell'aretino ed uno nel Lazio, la presenza in Lombardia è
significativa, ma non sembrerebbero esserci nuclei originarii, Palazzo
è presente in tutta l'Italia centromeridionale con ceppi autonomi
anche in Piemonte e Liguria. Derivano o da soprannomi legati all'abitare
in prossimità di palazzi, o all'appartenenza, in qualità
di servitù, ad un certo palazzo, è pure possibile, in alcuni
casi che derivino da toponimi, molto diffusi in Italia, contenenti la radice
Palazz.., come Palazzo Canavese (TO), Palazzo d'Arcevia (AN), Palazzo del
Pero (AR), Palazzo Pedrengo (BG) e moltissimi altri. |
| PALAZZOLI |
Parrebbe avere un nucleo nel perugino nella zona di Umbertide e Città
di Castello, ed uno nel milanese, che potrebbe derivare dal toponimo Palazzolo
Milanese (MI). |
| PALAZZOLO |
Abbastanza diffuso, ha un nucleo importante in Sicilia, che potrebbe derivare
da toponimi come Palazzolo Acreide (SR), ceppi nell'area che comprende
torinese, vercellese, alessandrino e genovese, che potrebbero derivare
da toponimi come Palazzolo Vercellese (VC) e un piccolo nucleo in Friuli
che potrebbe derivare dal toponimo Palazzolo dello Stella (UD), è
pure possibile che in alcuni casi derivino da soprannomi legati al fatto
di abitare nelle prossimità di un palatiolus,
o piccolo palazzo. |
PALERMI
PALERMO |
Palermi è tipico della fascia centrale che comprende il Piceno,
il teramano, l'Umbria ed il romano, Palermo è estremamente diffuso
in tutto il sud, derivano ovviamente dal toponimo omonimo, in qualche raro
caso può essere di origini ebraiche. |
| PALESE |
Sembra avere due nuclei, uno nel Salento ed uno nel potentino, dovrebbe
derivare dal nome greco Pales, anche se in alcuni casi potrebbe derivare
dal toponimo Palese (BA), tracce di questa cognomizzazione le troviamo
a Potenza fin dal 1600. |
| PALESTINI |
Tipico abruzzese di Pescara e di Silvi (PE), il cognome dovrebbe denotare
un'antica origine ebraica o un riferimento ad una residenza o ad operazioni
in Palestina da parte del capostipite, anticamente gli ebrei venivano appunto
chiamati Palestini. |
PALLANTE
PALLANTI |
Pallante è specifico della provincia di Roma e di Avellino, Pallanti
è decisamente toscano, della zona che comprende il fiorentino e
l'aretino in particolare, derivano entrambi dal nome latino di origine
greca Pallans, Pallantis: "Euander
Arcas fuit, nepos Pallantis,
regis Arcadiae. hic patrem suum occidit, suadente matre Nicostrata, quae
etiam Carmentis dicta est..". |
PALLAVICINI
PALLAVICINO |
Pallavicini è tipico del genovese e alessandrino con un ceppo probabilmente
secondario tra pavese e sudmilanese, Pallavicino, molto raro sembrerebbe
specifico di Sant'egidio Del Monte Albino (SA), con presenza significativa
anche nell'alessandrino, dovrebbero derivare dal nome medioevale Palavicinus
o Pallavicinus, "... Quod audientes Eccelinus
et Palavicinus
Ecclesie inimici, frustrati spe sua, sunt non modicum conturbati....". Troviamo
già nel 1000 questo cognome
con l'antipapa Honorius II° (1061-1072) il Cadalus Pallavicinus fatto
Papa dal re dei francesi; nel 1226 viene scritto il Codex Pallavicinus
dal Vescovo Guglielmo Pallavicino; verso la fine del 1400 la signoria di
terre parmensi è esercitata dal marchese Giovan Francesco Pallavicino;
nella seconda metà del 1500 è arcivescovo di Genova Cyprianus
Pallavicinus. |
PALLINI
PALLINO |
Pallini oltre al ceppo toscano, sembra averne anche in Abruzzo e Lazio,
Pallino molto raro sembrerebbe salernitano, è possibile che derivi
da una modificazione del nome Paolo, in alcuni casi potrebbe derivare dall'aferesi
dell'etnico del toponimo Capalle (FI).
integrazioni fornite da Fabrizio
Pallini
il cognome Pallini è presente anche come ceppo a Parma in Emilia
Romagna derivante anticamente da Lentigione ora in provincia di Reggio
Emilia. |
PALLITTA
PALLITTO |
Sia Pallitta che Pallitto sono assolutamente rarissimi potrebbero essere
originari del potentino, potrebbero derivare dal nome etnico greco Pallis. |
PALLOTTA
PALLOTTI
PALLOTTO |
Pallotta è molto diffuso nella fascia che comprende le Marche, l'Umbria,
il Lazio, l'Abruzzo, il Molise, la Campania, la Puglia centrosettentrionale
ed il materano, Pallotti ha un ceppo tra modenese e bolognese, uno tra
maceratino e Piceno ed uno nel romano e viterbese, Pallotto ha un ceppo
nel maceratino, uno nell'iserniese ed uno nel romano, questi tre cognomi
dovrebbero derivare da soprannomi, probabilmente originati da un aspetto
non magro dei capostipiti.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Pallotta è un cognome panitaliano ma specialmente diffuso nel
Centro-Sud. E’ la cognominizzazione del soprannome ‘pallotta’
che deriva da “palla” ed era probabilmente
usato per indicare una persona grassa. Oltre a questa interpretazione P.
Minervini, 365, ne aggiunge anche un’altra: dal dialetto calabrese ‘pallotta’
= castagna sbucciata e lessa; zolla; melone’.
Per l’analogo cognome Pallotti Rohlfs indica invece la derivazione da ‘pallottola’. |
| PALMA |
Palma è assolutamente panitaliano, può derivare sia dal nome
tardo latino Palma, di cui abbiamo un esempio nell'Historia
Augusta: "...in adoptionis sponsionem
venit Palma et
Celso, inimicis semper suis et quos postea ipse insecutus est...",
sia da toponimi come Palma (AG), (PA) o (NA). |
| PALMAS |
Tipico del sud della Sardegna, dovrebbe derivare dal toponimo Palmas (CA)
o Palmas Arborea (OR). |
PALMENTERI
PALMENTIERI
PALMINTERI
PALMINTIERI |
Palmenteri, quasi unico è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione,
Palmentieri, molto raro, è tipico di Napoli, Palminteri è
tipico della Sicilia occidentale, dell'agrigentino in particolare, Palmintieri
è quasi unico ed è anch'esso causato da errori di trascrizione,
dovrebbero derivare da un soprannome legato o al mestiere di mugnaio, il
palmento è un tipo di macina per il grano, o al mestiere di vignaiolo,
nella zona si chiama palmento una specie di tino per la raccolta, pigiatura
e fermentazione del vino. In epoca tardo medioevale
esisteva nella zona di Melfi un feudo chiamato Palminteri. |
PALMERI
PALMIERI |
Palmeri è decisamente siciliano, Palmieri è un cognome assolutamente
panitaliano, dovrebbero derivare dal termine medioevale palmerius,
attribuito a quanti avevano effettuato il pellegrinaggio in Terra Santa.
Nella Cronica delle cose occorrenti ne' tempi suoi
di Dino Compagni si legge nel diario del dicembre 1294: "...Rimasono
quivi i congiurati contro a Giano; i quali furon messer
Palmieri
di messer Ugo Altoviti, messer Baldo
Aguglioni giudice, Alberto di messer Iacopo del Giudice, Noffo di Guido
Bonafedi, e Arriguccio di Lapo Arrighi. I notai scrittori furono ser Matteo
Biliotti e ser Pino da Signa. Tutte le parole dette si ridissono assai
peggiori: onde tutta la congiura s'avacciò di ucciderlo; perchè
temeano più l'opere sue che lui.", nel 1406 un Matteo Palmieri
è fra i sostenitori dei Medici, nel 1432 nell'Archivio dell'Opera
di Santa Maria del Fiore di Firenze, in un atto si legge: "...Stanziaro
a Matteo di Marcho Palmieri lire 191 soldi 16. 6 ...", tracce di
una famiglia Palmieri a Prato si trovano già nel 1400, un atto del
1496 sancisce la successione di tal Palmieri Antonio, nel 1520 Vescovo
di Matera è un Palmieri, nel 1700 legato imperiale a Poggio Imperiale
(AV) è un certo Don Carmine Palmieri. Personaggi famosi sono stati
il pittore Giuseppe Palmieri (1674-1749) di Genova ed il marchese Giuseppe
Palmieri di Martignano (LE) famoso economista del 1700.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
A Colle Sannita si individua, grazie alla documentazione parrocchiale,
un ceppo Palmieri molto ricco e distinto già dalla fine del Cinquecento,
che diede i natali a molti colti personaggi di spicco della storia politica
e culturale del nostro Paese: ricordo, a titolo di curiosità, che
Donna Carmela Palmieri, appartenente a questo nobile ceppo, era la madre
dell’illustre matematico, astronomo e poeta Remigio del Grosso. Anche
la mia trisavola, la nobildonna Maria Teresa Palmieri, moglie del nobiluomo
Dottore delle Leggi Cavaliere Don Francesco Maria Paolucci, discendeva
da questo distinto Casato (tutta la genealogia dei Palmieri in questione
è stata da me ricostruita e sarà poi pubblicata nel Memoriale
della Famiglia Paolucci di Colle Sannita). |
PALMESANO
PALMISANI |
Palmesano è tipico di Pignataro Maggiore nel casertano, Palmisani
ha un ceppo ad Alatri nel frusinate, un ceppo a Monopoli nel barese ed
uno a Cisternino nel brindisino ed un piccolo ceppo a Sant`Ilario dello
Ionio (RC), potrebbero derivare dall'etnico di Palmi (RC), ma è
pure possibile che si tratti di forme alterate del cognome Palmisano (vedi
PALMISANO). |
| PALMIERO |
Tipico della fascia che comprende il napoletano, il casertano, il beneventano
ed il Molise.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
da I
Cognomi di Colle Sannita - cognomi
ancora in loco (di prossima pubblicazione)
Diffuso a macchia di leopardo nella nostra Penisola, con picchi di
intensità maggiore a Napoli, a Roma e nel Molise ai confini con
la Campania, Palmiero è uno dei cognomi tipici di Colle Sannita,
dove risulta attestato con alta frequenza già dagli ultimi decenni
del Cinquecento. Il cognome deriva dal termine Palmiere,
appellativo che nel basso medioevo veniva attribuito a chi era stato in
pellegrinaggio in Terra Santa ed era rientrato in Patria con un ramo o
una foglia di palma come simbolo della pace cristiana. Il nome, poi cognome,
Palmerius è attestato in Italia e in Francia già dal XII°
secolo: la diffusione di tale nome è imputabile alle Crociate.
I ceppi Palmiero di Colle Sannita risultano del tutto estranei al nobile
Casato Palmieri di Colle (la cui genealogia è accertata), anche
se non mancano errori di trascrizione anagrafica da Palmiero a Palmieri.
Tra i Palmiero vanno ricordati i nomi di due briganti del periodo post-unitario:
Antonio Raffaele Palmiero fu Giovanni e Vito Palmiero fu Damiano.
Dal registro dello Stato delle Anime dell'anno 1861 (archivio
parrocchiale della chiesa di San Giorgio Martire di Colle Sannita) risulta che
"a palazzo Paolucci in via Fontenuova" (attuale corso Umberto) tra coloro che
svolgono l'attivitŕ di "domestici" risultano anche "Palmiero Filomena, di
anni 18" e "Palmiero Damiana, di anni 14".
Nello stesso anno a palazzo Palmieri tra i domestici risulta una tale "Palmiero
Maddalena, di anni 16, serva". Nel Libro dei defunti degli anni compresi tra il 1775 e il 1809 nell'elenco
(scritto dall'Arciprete di Colle "Magnifico Don Giovanni de Paullis") delle 42
vittime che "morirono sotto il flagello del terremoto" del 26 luglio 1805
risultano anche i seguenti nominativi:
"Grazia PALMIERO di Giovanni e Libera Nigro, di anni 5"
"Anna Maria PALMIERO di Giovanni e Libera Nigro,di anni 4"
"Giovanni Finella di Giorgio e Maria PALMIERO, marito di Anna Elena Di Pinto, di
anni 29"
"Crescenza PALMIERO di Domenico e Angela Iamarino, moglie di Pasquale Tedesco, di
anni 66".
|
PALMIOTTA
PALMIOTTI
PALMIOTTO |
Palmiotta, assolutamente rarissimo, è del barese, Palmiotti è
tipico barese, di Molfetta in particolare, Palmiotto, oltre al nucleo principale
a Giovinazzo (BA) ha un ceppo forse non secondario a Cerignola (FG), potrebbe
derivare dall'etnico di Palmi (RC), secondo un'altra ipotesi, che prende
in considerazione la desinenza in iotta, potrebbero essere cognomi di origine
albanese. |
| PALMISANO |
 Si
identificano perlomeno due ceppi originari, uno nella zona che comprende
il barese, il tarantino e il brindisino, l'altro sul percorso che dal reggino,
tramite il messinese, il catanese, Enna e Termini Imerese, arriva fino
al palermitano e di lì ad Ustica. Chiaro esempio di concorrenza
di derivazione multipla, da luogo ad una ridda di ipotesi, che varia a
seconda della località. Il Ceppo siculo, probabilmente deriva dal
nome della cittadina di Palmi (RC), ma potrebbe pure derivare dal nome
greco Palmys o da un aggettivo tardo latino palmisanus, che dovrebbe significare
portatore di palme. Il ceppo pugliese probabilmente ha più
origini, data l'alta concentrazione e diffusione, l'ipotesi più
probabile è che prenda il nome da un clan (la gens Mesia)  che
dovrebbe aver dato il nome a vari casali e toponimi, in Puglia e nel centro
e sud Italia, o da una regione dalla quale sarebbero emigrati in modo abbastanza
massiccio, come potrebbe essere la Mesia (nei Balcani) o la Misia (in Anatolia
zona di Pergamo), esiste anche un'ipotesi più romantica che vuole
che il capostipite fosse Paolo di Tommaso (Pali-Misani), principe
epirota al seguito di Demetrio Reres che si distinse quale condottiero
nella lotta contro i feudatari che nel 1435 combatterono Alfonso d’Aragona
dal quale Pali Misani venne investito del governatorato di Casale San Giorgio,
poi chiamato Locorotondo il 20 maggio 1456. Tra gli uomini illustri di
questa famiglia si ricorda il primo Sindaco di Locorotondo di nome Feliciano
Palmisano che esercitava anche la professione di dottore in legge;
Palmisano di Palmisano arciprete e Donato Antonio Palmisano procuratore
dell’Università di Locorotondo. Nel 1613 Feliciano Palmisano
divenne arciprete ed insignito della seconda dignità della
Collegiata di San Giorgio Martire in Locorotondo; Nel 1821, il Regio
Cancelliere don Giuseppe Giorgio Palmisano insieme ad altri concittadini,
partecipò ai moti mazziniani promossi dalla Giovane Italia. |
| PALMISCIANO |
Specifico campano, potrebbe essere
connesso con il nome di località Miscianus di cui abbiamo tracce
dal febbraio del 1042, quando in un atto vediamo donate alcune terre di
Montoro (AV), una delle quali confina con la bia caba e col ribus siccum.
"... Ideoque nos leo filius quondam giaquinti et
comitissa filia quondam iohanni, qui sumus vir et uxor, clarefacimus nos
abere rebus in locum montorum ubi miscianus dicitur, rotense finibus
...". |
| PALMITESSA |
Specifico di Barletta e Monopoli nel barese. |
PALOMBA
PALOMBELLA
PALOMBELLI
PALOMBI
PALOMBIERI
PALOMBO
PALOMMELLA
PALUMBA
PALUMBELLA
PALUMBI
PALUMBO |
Palomba è tipicamente campano, soprattutto del napoletano, con ceppi
anche nel tarantino, nell'iserniese, a Roma ed in Sardegna, Palombella,
molto raro, è tipico del barese e tarentino, Palombelli, molto molto
raro, è laziale, Palombi è comune nella fascia centrale che
comprende Marche, Umbria e Lazio, Palombieri, assolutamente rarissimo,
è tipico della fascia che comprende Umbria Lazio e teramese, Palombo
è tipico laziale, con ceppi anche in Abruzzo e Molise, Palommella
è quasi unico e sembrerebbe della fascia centrale, Palumba, assolutamente
rarissimo, è del sud, Palumbella, assolutamente rarissimo, è
pugliese, Palumbi, molto raro, è tipico del teramese, Palumbo è
difusissimo in tutto il centro sud, derivano tutti da soprannomi legati
a diminutivi o vezzeggiativi del vocabolo dialettale palumbo
(colombo) usato anche come nome, come
si può desumere da questo scritto del 1300 a Pescara: "...Est profecto quaedam villa vocata
Superclo, in Sancti Valentini Castello translata, quam a Tederamo et Palumbo
germanis fliis quondam Reparati legaliter ad profectum Piscariensis Ecclesiae
triginta solidis emit. ..", ma è pure possibile che molti
ceppi derivino da nomi di località come Roccapalumbia (PA), Cessapalombo
(MC), Colpalombo (PG), Santa Palomba (RM) e molte altre. Troviamo
tracce di queste cognomizzazione, in Campania a Solofra (AV) nel 1500 con
il fiscale regio Tomase Palumbo,
in Calabria nel 1600 con 1mons. Paolo Palumbo, vescovo di Cassano Jonio
(CS). |
PALOPOLI
PAOLOPOLI |
Palopoli, oltre al piccolo ceppo secondario romano, ha un ceppo nel cosentino,
a Rossano, Cassano allo Jonio, Longobucco, Crosia e Spezzano della Sila,
Paolopoli, praticamente unico, è anch'esso del cosentino.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
D’origine arbëreshë (più probabilmente greco-albanese),
i cognomi Palopoli e Paolopoli sembrano nascere da un adattamento del cognome
greco Pavlopoulos, che, composto dalla
radice Pavlos (l’italiano Paolo)
e dal suffisso -opoulos (con valore
d’appartenenza), può essere tradotto come figlio
di Paolo (vedi Di Paola). In conclusione,
dunque, si tratterebbe delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
| PALOSCHI |
Originario delle province di Brescia, Bergamo e Cremona, deriva dal toponimo Palosco
(BG), tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad esempio agli inizi
della seconda metà del 1600 con Michele Paluscus, fu Santo, agrimensore
pubblico di Soncino che in un atto certifica la misurazione di due terreni
in Calcio (BG), dati in enfiteusi alla famiglia Paloschi dal conte Antonio
Secco Suardo Comneno. |
| PALTERA |
Paltera, molto raro, sembra tipico di Bari. |
PALUCCI
PALUCCIO |
Palucci è tipicamente abruzzese, Paluccio, più raro sembra
essere di Crotone, dovrebbero derivare da modificazioni del nome Paolo. |
| PALUDETTI |
Dovrebbe essere specifico dell'opitergino. |
PALUDI
PALUDO |
Paludi è estremamente raro, ha un ceppo nel chietino ed uno nel
cosentino, Paludo è assolutamente rarissimo, sembra tipico della
provincia di Venezia. |
| PALUSCI |
Palusci, molto molto raro, è tipico di Pescara e in particolare
di Bisenti nel teramano, potrebbe derivare dall'antico nome paluscus
attribuito forse ad un capostipite che proveniva da località palustri come Le Pantane situata
appunto nei pressi di Bisenti. |
PAMBIANCO
PANBIANCO
PANEBIANCO
PANIBIANCHI |
Pambianco sembra specifico della fascia marchigiano, umbro, laziale con
massimaconcentrazione nel perugino, Panbianco è assolutamente rarissimo,
Panebianco è molto diffuso al sud, in particolare in Sicilia, Calabria
e Puglia, Panibianchi è unico, tutti questi cognomi dovrebbero derivare
dal nome tardo medioevale Panis cui
l'aggiunta di bianco attribuisce un maggior valore di bontà, rientrano
tutti nella grande famiglia dei nomi augurali attribuiti ai capostipiti. |
| PAMIO |
Molto raro, è tipico di Scorzè (VE). |
PAMPANA
PAMPANI
PAMPANO |
Pampana ha un ceppo toscano nell'area livornese, pisana, ed uno laziale,
in particolare nel viterbese, Pampani, assolutamente rarissimo, parrebbe
dell'area emiliano, romagnola, Pampano è specifico di Ascoli Piceno,
potrebbero derivare da soprannomi originati dal termine dialettale toscoemiliano
pampana o pampano
(pampino, tralcio d'uva), forse a sottolineare
caratteristiche comportamentali dei capostipiti. |
| PAMPARATO |
Pamparato, assolutamente rarissimo è di origini liguri, del savonese
in particolare, dovrebbe derivare dal toponimo Pamparato in provincia di
Cuneo nelle vicinanze di Albenga, Finale Ligure e Pietra Ligure nel savonese
dove è presente il cognome. |
PAMPURA
PAMPURI
PAMPURINI
PAMPURO |
Pampura è quasi unico, Pampuri è tipico di Milano e della
zona tra Milano e Pavia, con un ceppo forse secondario a Prevalle (BS),
Pampurini, assolutamente raro, è di Piacenza, Pampuro, altrettanto
raro, sembrerebbe dell'alessandrino, dovrebbero derivare dal nome Pampurio,
ricordiamo San Riccardo Pampuri (1897-1930) di Trivolzio (PV). |
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