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PALA Assolutamente sardo, potrebbe derivare dal vocabolo dialettale pala (busto, corpetto) o dal nome di alcune località, come Pala di Scivu (CA) o Pala Cotta (OR) o Sa Pala e Su Frassu di Ploaghe, secondo altri deriverebbe dal termine pala in sardo antico che starebbe per piccola collinetta o declivio ed individuerebbe le caratteristiche del luogo in cui abitava la famiglia del capostipite.
PALADINI
PALADINO
PALLADINI
PALLADINO
Paladini ha più ceppi, nel sudmilanese e lodigiano, in Toscana, da Firenze a Massa e nel Salento, Paladino è presente in tutto il sud, Palladini presenta più ceppi, nel sudmilanese e lodigiano, nel modenese, nella fascia litoranea abruzzese e nel basso Lazio, Palladino è specifico della zona che comprende la Campania, il Molise, il potentino, il foggiano e l'alto barese.  Tutti questi cognomi derivano dal nome medioevale Paladinus, diffusosi con l'avvento della Chanson de Geste, il cui primo esemplare fu La "Chanson de Roland" databile all'anno 1098. Cognomizzato dal 1400 lo troviamo frequentemente negli atti, nel 1523, a Montoro (AV), un tal magistro Francesco de Paladino di Montoro, viene incaricato di un lavoro edile, a titolo di esempio, riportiamo uno spezzone da un atto datato 25 novembre del 1532: "Sindicato della vicinanza del Comune di Tovo (SV), sulla pubblica piazza, su mandato di Pietro fu Giovanni detto Mazonus de Resonata, decano, ed esecuzione del saltaro Antonio fu Giacomino de Cariola, presenti un consigliere e trentatrè vicini, con cui vengono nominati procuratori Stefano fu Gaspare de Venosta di Mazzo e Armanasco detto Manolus fu Romerio, detto Paladino de Armanasco di Tovo, per 5 anni, al fine di decidere circa i confini tra i due comuni di Tovo e Mazzo. Notaio Giovanni fu ser Cassiano de Armanaschi di Tovo.".
PALAMARA
PALAMARI
PALAMARO
Palamara è specifico del reggino, di Africo, Bova Marina, San Lorenzo, Roccaforte del Greco e Palizzi, con un ceppo anche nell'isola di Lipari ed a Messina, Palamari è praticamente unico, mentre Palamaro, assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo nell'isola d'Ischia, a Barano d'Ischia, questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi dialettali, originati probabilmente da alterazioni del termine greco πολΰμιτος polèmitos (molti fili), con il senso di produttori di cordami marini, gomene o cime, probabile occupazione delle famiglie.
PALAMEDI
PALAMIDES
PALAMITESSA
PALMITESSA
PALMITESTA
Palamedi, quasi scomparso, sembrerebbe del parmense, Palamides è un cognome tipico di Faleria, Civita Castellana e Calcata nel viterbese, e di Roma, Palamitessa, quasi scomparso, è del barese, Palmitessa è molto diffuso nel barese a Barletta e Monopoli in particolare, Palmitesta ha un ceppo abruzzese a Francavilla al Mare ed Ortona nel teatino, ed uno pugliese nel tarentino a Massafra, Taranto e Ginosa, tutti questi cognomi dovrebbero derivare, anche attraverso modificazioni dialettali od alterazioni eufonetiche, dal nome greco Palamedes, Palamede è un personaggio della mitologia greca, figlio di Nauplio e Climene. Re dell’isola di Eubea, esperto nell’arte bellica e valoroso guerriero, questo nome venne utilizzato anche nelle Chansons De Geste, nel ciclo arturiano per indicare un nobile e valorosissimo cavaliere saraceno, figlio del re Esclabor e nemico giurato di Tristano.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Palmitesta: sembra probabile che si tratti di una variante del cognome Palmitessa, molto diffuso nell’area del barese: la variante Palmitesta, a mio parere, nascerebbe da un accostamento paretimologico fra il suffisso -tessa e il termine ‘testa’, come avviene talvolta nei cognomi di stampo popolare. Ora, però, lo stesso Palmitessa è un cognome di difficile interpretazione, soprattutto perché si tratta di un cognome molto locale. Azzardando un’ipotesi, viene da pensare al cognome Palamidessi (con una variante in Palamides), che, molto probabilmente, deriva dal nome greco Palamedes o Palamides, appartenente alla mitologia greca; in epoca medievale, inoltre, il nome Palamede fu ripreso nei racconti della Tavola Rotonda, in cui Palamede era un guerriero saraceno convertitosi più tardi al Cristianesimo.
A mio parere, quindi, i cognomi Palmitesta, Palmitessa, Palamidessi, Palamides e Palamedi derivano tutti dal nome greco Palamedes, reso popolare dalla mitologia greca o dal ciclo arturiano (un po’ come è accaduto coi cognomi Ulisse, Enea, Lancellotto, Perciavalle, etc): da quanto ho notato, molti di questi nomi venivano adattati alla pronuncia popolare - ad esempio, dal francese Perceval si passa all’italiano Perciavalle/Percivalle/Percivaldo o, ancora, dal francese Lancelot si arriva all’italiano Lancillotto/Lancellotto/Lanzellotto/Lanzarotto - per questo motivo penso che Palmitessa e Palmitesta risentano di un adattamento popolare.
PALAMIDESSI Palamidessi è tipicamente toscano, dell'area che comprende le province di Lucca, Pisa, Livorno e, soprattutto, Pistoia, dovrebbe derivare dal nome medioevale Palamidesso, di cui abbiamo un esempio  in epoca dantesca nel Libro di Montaperti con il poeta fiorentino guelfo Palamidesso di Bellindoti del Perfetto, vessillifero dei balestrieri di Porta del Duomo; il cognome potrebbe anche derivare da un soprannome originato dal termine medioevale palamidone (sorta di pastrano molto lungo), forse per sottolineare una particolarità dell'abbigliamento tipico del capostipite (vedi anche PALAMEDI).
PALAMUSO Assolutamente rarissimo, probabilmente originario dell'agrigentino.
PALAVANCHI Palavanchi, molto molto raro, è tipicamente emiliano, forse di San Giovanni in Persiceto, e della frazione di Decima in particolare, è molto difficile individuarne l'origine etimologica, si potrebbe proporre a puro titolo di ipotesi una derivazioni da modificazioni del nome germanico Perelant.
PALAVICINO Praticamente unico, dovrebbe trattarsi di un errore di trascrizione del cognome Pallavicino. (vedi Pallavicini)
PALAZZI
PALAZZINI
PALAZZO
Palazzi è del centro nord, Palazzini sembra avere un nucleo nelle Marche uno nell'aretino ed uno nel Lazio, la presenza in Lombardia è significativa, ma non sembrerebbero esserci nuclei originarii, Palazzo è presente in tutta l'Italia centromeridionale con ceppi autonomi anche in Piemonte e Liguria. Derivano o da soprannomi legati all'abitare in prossimità di palazzi, o all'appartenenza, in qualità di servitù, ad un certo palazzo, è pure possibile, in alcuni casi che derivino da toponimi, molto diffusi in Italia, contenenti la radice Palazz.., come Palazzo Canavese (TO), Palazzo d'Arcevia (AN), Palazzo del Pero (AR), Palazzo Pedrengo (BG) e moltissimi altri.
PALAZZOLI Parrebbe avere un nucleo nel perugino nella zona di Umbertide e Città di Castello, ed uno nel milanese, che potrebbe derivare dal toponimo Palazzolo Milanese (MI).
PALAZZOLO Abbastanza diffuso, ha un nucleo importante in Sicilia, che potrebbe derivare da toponimi come Palazzolo Acreide (SR), ceppi nell'area che comprende torinese, vercellese, alessandrino e genovese, che potrebbero derivare da toponimi come Palazzolo Vercellese (VC) e un piccolo nucleo in Friuli che potrebbe derivare dal toponimo Palazzolo dello Stella (UD), è pure possibile che in alcuni casi derivino da soprannomi legati al fatto di abitare nelle prossimità di un palatiolus, o piccolo palazzo.
PALERMI
PALERMO
Palermi  è tipico della fascia centrale che comprende il Piceno, il teramano, l'Umbria ed il romano, Palermo è estremamente diffuso in tutto il sud, derivano ovviamente dal toponimo omonimo, in qualche raro caso può essere di origini ebraiche.
PALESE Sembra avere due nuclei, uno nel Salento ed uno nel potentino, dovrebbe derivare dal nome greco Pales, anche se in alcuni casi potrebbe derivare dal toponimo Palese (BA), tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Potenza fin dal 1600.
PALESTINI Tipico abruzzese di Pescara e di Silvi (PE), il cognome dovrebbe denotare un'antica origine ebraica o un riferimento ad una residenza o ad operazioni in Palestina da parte del capostipite, anticamente gli ebrei venivano appunto chiamati Palestini.
PALLANTE
PALLANTI
Pallante è specifico della provincia di Roma e di Avellino, Pallanti è decisamente toscano, della zona che comprende il fiorentino e l'aretino in particolare, derivano entrambi dal nome latino di origine greca Pallans, Pallantis: "Euander Arcas fuit, nepos Pallantis, regis Arcadiae. hic patrem suum occidit, suadente matre Nicostrata, quae etiam Carmentis dicta est..".
PALLAVICINI
PALLAVICINO
Pallavicini è tipico del genovese e alessandrino con un ceppo probabilmente secondario tra pavese e sudmilanese, Pallavicino, molto raro sembrerebbe specifico di Sant'egidio Del Monte Albino (SA), con presenza significativa anche nell'alessandrino, dovrebbero derivare dal nome medioevale Palavicinus o Pallavicinus, "... Quod audientes Eccelinus et Palavicinus Ecclesie inimici, frustrati spe sua, sunt non modicum conturbati....". Troviamo già nel 1000 questo cognome con l'antipapa Honorius II° (1061-1072) il Cadalus Pallavicinus fatto Papa dal re dei francesi; nel 1226 viene scritto il Codex Pallavicinus dal Vescovo Guglielmo Pallavicino; verso la fine del 1400 la signoria di terre parmensi è esercitata dal marchese Giovan Francesco Pallavicino; nella seconda metà del 1500 è arcivescovo di Genova Cyprianus Pallavicinus.
PALLINI
PALLINO
Pallini oltre al ceppo toscano, sembra averne anche in Abruzzo e Lazio, Pallino molto raro sembrerebbe salernitano, è possibile che derivi da una modificazione del nome Paolo, in alcuni casi potrebbe derivare dall'aferesi dell'etnico del toponimo Capalle (FI).
integrazioni fornite da Fabrizio Pallini
il cognome Pallini è presente anche come ceppo a Parma in Emilia Romagna derivante anticamente da Lentigione ora in provincia di Reggio Emilia.
PALLITTA
PALLITTO
Sia Pallitta che Pallitto sono assolutamente rarissimi potrebbero essere originari del potentino, potrebbero derivare dal nome etnico greco Pallis.
PALLOTTA
PALLOTTI
PALLOTTO
Pallotta è molto diffuso nella fascia che comprende le Marche, l'Umbria, il Lazio, l'Abruzzo, il Molise, la Campania, la Puglia centrosettentrionale ed il materano, Pallotti ha un ceppo tra modenese e bolognese, uno tra maceratino e Piceno ed uno nel romano e viterbese, Pallotto ha un ceppo nel maceratino, uno nell'iserniese ed uno nel romano, questi tre cognomi dovrebbero derivare da soprannomi, probabilmente originati da un aspetto non magro dei capostipiti.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Pallotta è un cognome panitaliano ma specialmente diffuso nel Centro-Sud. E’ la cognominizzazione del soprannome ‘pallotta’ che deriva da “palla” ed era probabilmente usato per indicare una persona grassa. Oltre a questa interpretazione P. Minervini, 365, ne aggiunge anche un’altra: dal dialetto calabrese ‘pallotta’ = castagna sbucciata e lessa; zolla; melone’. Per l’analogo cognome Pallotti Rohlfs indica invece la derivazione da ‘pallottola’.
PALMA Palma è assolutamente panitaliano, può derivare sia dal nome tardo latino Palma, di cui abbiamo un esempio nell'Historia Augusta: "...in adoptionis sponsionem venit Palma et Celso, inimicis semper suis et quos postea ipse insecutus est...", sia da toponimi come Palma (AG), (PA) o (NA).
PALMAS Tipico del sud della Sardegna, dovrebbe derivare dal toponimo Palmas (CA) o Palmas Arborea (OR).
PALMENTERI
PALMENTIERI
PALMINTERI
PALMINTIERI
Palmenteri, quasi unico è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione, Palmentieri, molto raro, è tipico di Napoli, Palminteri è tipico della Sicilia occidentale, dell'agrigentino in particolare, Palmintieri è quasi unico ed è anch'esso causato da errori di trascrizione, dovrebbero derivare da un soprannome legato o al mestiere di mugnaio, il palmento è un tipo di macina per il grano, o al mestiere di vignaiolo, nella zona si chiama palmento una specie di tino per la raccolta, pigiatura e fermentazione del vino. In epoca tardo medioevale esisteva nella zona di Melfi un feudo chiamato Palminteri.
PALMERI
PALMIERI
Palmeri è decisamente siciliano, Palmieri è un cognome assolutamente panitaliano, dovrebbero derivare dal termine medioevale palmerius, attribuito a quanti avevano effettuato il pellegrinaggio in Terra Santa. Nella Cronica delle cose occorrenti ne' tempi suoi di Dino Compagni si legge nel diario del dicembre 1294: "...Rimasono quivi i congiurati contro a Giano; i quali furon messer Palmieri di messer Ugo Altoviti, messer Baldo Aguglioni giudice, Alberto di messer Iacopo del Giudice, Noffo di Guido Bonafedi, e Arriguccio di Lapo Arrighi. I notai scrittori furono ser Matteo Biliotti e ser Pino da Signa. Tutte le parole dette si ridissono assai peggiori: onde tutta la congiura s'avacciò di ucciderlo; perchè temeano più l'opere sue che lui.", nel 1406 un Matteo Palmieri è fra i sostenitori dei Medici, nel 1432 nell'Archivio dell'Opera di Santa Maria del Fiore di Firenze, in un atto si legge: "...Stanziaro a Matteo di Marcho Palmieri lire 191 soldi 16. 6 ...", tracce di una famiglia Palmieri a Prato si trovano già nel 1400, un atto del 1496 sancisce la successione di tal Palmieri Antonio, nel 1520 Vescovo di Matera è un Palmieri, nel 1700 legato imperiale a Poggio Imperiale (AV) è un certo Don Carmine Palmieri. Personaggi famosi sono stati il pittore Giuseppe Palmieri (1674-1749) di Genova ed il marchese Giuseppe Palmieri di Martignano (LE) famoso economista del 1700.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
A Colle Sannita si individua, grazie alla documentazione parrocchiale, un ceppo Palmieri molto ricco e distinto già dalla fine del Cinquecento, che diede i natali a molti colti personaggi di spicco della storia politica e culturale del nostro Paese: ricordo, a titolo di curiosità, che Donna Carmela Palmieri, appartenente a questo nobile ceppo, era la madre dell’illustre matematico, astronomo e poeta Remigio del Grosso.  Anche la mia trisavola, la nobildonna Maria Teresa Palmieri, moglie del nobiluomo Dottore delle Leggi Cavaliere Don Francesco Maria Paolucci, discendeva da questo distinto Casato (tutta la genealogia dei Palmieri in questione è stata da me ricostruita e sarà poi pubblicata nel Memoriale della Famiglia Paolucci di Colle Sannita).
PALMESANO
PALMISANI
Palmesano è tipico di Pignataro Maggiore nel casertano, Palmisani ha un ceppo ad Alatri nel frusinate, un ceppo a Monopoli nel barese ed uno a Cisternino nel brindisino ed un piccolo ceppo a Sant`Ilario dello Ionio (RC), potrebbero derivare dall'etnico di Palmi (RC), ma è pure possibile che si tratti di forme alterate del cognome Palmisano (vedi PALMISANO).
PALMIERO Tipico della fascia che comprende il napoletano, il casertano, il beneventano ed il Molise.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
da I Cognomi di Colle Sannita - cognomi ancora in loco (di prossima pubblicazione)
Diffuso a macchia di leopardo nella nostra Penisola, con picchi di intensità maggiore a Napoli, a Roma e nel Molise ai confini con la Campania, Palmiero è uno dei cognomi tipici di Colle Sannita, dove risulta attestato con alta frequenza già dagli ultimi decenni del Cinquecento.  Il cognome deriva dal termine Palmiere, appellativo che nel basso medioevo veniva attribuito a chi era stato in pellegrinaggio in Terra Santa ed era rientrato in Patria con un ramo o una foglia di palma come simbolo della pace cristiana. Il nome, poi cognome, Palmerius è attestato in Italia e in Francia già dal XII° secolo: la diffusione di tale nome è imputabile alle Crociate.
I ceppi Palmiero di Colle Sannita risultano del tutto estranei al nobile Casato Palmieri di Colle (la cui genealogia è accertata), anche se non mancano errori di trascrizione anagrafica da Palmiero a Palmieri.  Tra i Palmiero vanno ricordati i nomi di due briganti del periodo post-unitario: Antonio Raffaele Palmiero fu Giovanni e Vito Palmiero fu Damiano. Dal registro dello Stato delle Anime dell'anno 1861 (archivio parrocchiale della chiesa di San Giorgio Martire di Colle Sannita) risulta che "a palazzo Paolucci in via Fontenuova" (attuale corso Umberto) tra coloro che svolgono l'attivitŕ di "domestici" risultano anche "Palmiero Filomena, di anni 18" e "Palmiero Damiana, di anni 14". Nello stesso anno a palazzo Palmieri tra i domestici risulta una tale "Palmiero Maddalena, di anni 16, serva". Nel Libro dei defunti degli anni compresi tra il 1775 e il 1809 nell'elenco (scritto dall'Arciprete di Colle "Magnifico Don Giovanni de Paullis") delle 42 vittime che "morirono sotto il flagello del terremoto" del 26 luglio 1805 risultano anche i seguenti nominativi: "Grazia PALMIERO di Giovanni e Libera Nigro, di anni 5" "Anna Maria PALMIERO di Giovanni e Libera Nigro,di anni 4" "Giovanni Finella di Giorgio e Maria PALMIERO, marito di Anna Elena Di Pinto, di anni 29" "Crescenza PALMIERO di Domenico e Angela Iamarino, moglie di Pasquale Tedesco, di anni 66".
PALMIOTTA
PALMIOTTI
PALMIOTTO
Palmiotta, assolutamente rarissimo, è del barese, Palmiotti è tipico barese, di Molfetta in particolare, Palmiotto, oltre al nucleo principale a Giovinazzo (BA) ha un ceppo forse non secondario a Cerignola (FG), potrebbe derivare dall'etnico di Palmi (RC), secondo un'altra ipotesi, che prende in considerazione la desinenza in iotta, potrebbero essere cognomi di origine albanese.
PALMISANO Si identificano perlomeno due ceppi originari, uno nella zona che comprende il barese, il tarantino e il brindisino, l'altro sul percorso che dal reggino, tramite il messinese, il catanese, Enna e Termini Imerese, arriva fino al palermitano e di lì ad Ustica. Chiaro esempio di concorrenza di derivazione multipla, da luogo ad una ridda di ipotesi, che varia a seconda della località. Il Ceppo siculo, probabilmente deriva dal nome della cittadina di Palmi (RC), ma potrebbe pure derivare dal nome greco Palmys o da un aggettivo tardo latino palmisanus, che dovrebbe significare portatore di palme.  Il ceppo pugliese probabilmente ha più origini, data l'alta concentrazione e diffusione, l'ipotesi più probabile è che prenda il nome da un clan (la gens Mesia) che dovrebbe aver dato il nome a vari casali e toponimi, in Puglia e nel centro e sud Italia, o da una regione dalla quale sarebbero emigrati in modo abbastanza massiccio, come potrebbe essere la Mesia (nei Balcani) o la Misia (in Anatolia zona di Pergamo), esiste anche un'ipotesi più romantica che vuole che il capostipite fosse  Paolo di Tommaso (Pali-Misani), principe epirota al seguito di Demetrio Reres che si distinse quale condottiero nella lotta contro i feudatari che nel 1435 combatterono Alfonso d’Aragona dal quale Pali Misani venne investito del governatorato di Casale San Giorgio, poi chiamato Locorotondo il 20 maggio 1456. Tra gli uomini illustri di questa famiglia si ricorda il primo Sindaco di Locorotondo di nome Feliciano Palmisano che esercitava anche la professione di dottore in legge;  Palmisano di Palmisano arciprete e Donato Antonio Palmisano procuratore dell’Università di Locorotondo.  Nel 1613  Feliciano Palmisano divenne arciprete ed  insignito della seconda dignità della Collegiata di San Giorgio Martire in Locorotondo;  Nel 1821, il Regio Cancelliere don Giuseppe Giorgio Palmisano insieme ad altri concittadini, partecipò ai moti mazziniani promossi dalla Giovane Italia.
PALMISCIANO Specifico campano, potrebbe essere connesso con il nome di località Miscianus di cui abbiamo tracce dal febbraio del 1042, quando in un atto vediamo donate alcune terre di Montoro (AV), una delle quali confina con la bia caba e col ribus siccum. "... Ideoque nos leo filius quondam giaquinti et comitissa filia quondam iohanni, qui sumus vir et uxor, clarefacimus nos abere rebus in locum montorum ubi miscianus dicitur, rotense finibus ...".
PALMITESSA Specifico di Barletta e Monopoli nel barese.
PALOMBA
PALOMBELLA
PALOMBELLI
PALOMBI
PALOMBIERI
PALOMBO
PALOMMELLA
PALUMBA
PALUMBELLA
PALUMBI
PALUMBO
Palomba è tipicamente campano, soprattutto del napoletano, con ceppi anche nel tarantino, nell'iserniese, a Roma ed in Sardegna, Palombella, molto raro, è tipico del barese e tarentino, Palombelli, molto molto raro, è laziale, Palombi è comune nella fascia centrale che comprende Marche, Umbria e Lazio, Palombieri, assolutamente rarissimo, è tipico della fascia che comprende Umbria Lazio e teramese, Palombo è tipico laziale, con ceppi anche in Abruzzo e Molise, Palommella è quasi unico e sembrerebbe della fascia centrale, Palumba, assolutamente rarissimo, è del sud, Palumbella, assolutamente rarissimo, è pugliese, Palumbi, molto raro, è tipico del teramese, Palumbo è difusissimo in tutto il centro sud, derivano tutti da soprannomi legati a diminutivi o vezzeggiativi del vocabolo dialettale palumbo (colombo) usato anche come nome, come si può desumere da questo scritto del 1300 a Pescara: "...Est profecto quaedam villa vocata Superclo, in Sancti Valentini Castello translata, quam a Tederamo et Palumbo germanis fliis quondam Reparati legaliter ad profectum Piscariensis Ecclesiae triginta solidis emit. ..", ma è pure possibile che molti ceppi derivino da nomi di località come Roccapalumbia (PA), Cessapalombo (MC), Colpalombo (PG), Santa Palomba (RM) e molte altre.  Troviamo tracce di queste cognomizzazione, in Campania a Solofra (AV) nel 1500 con il fiscale regio Tomase Palumbo,  in Calabria nel 1600 con 1mons. Paolo Palumbo, vescovo di Cassano Jonio (CS).
PALOPOLI
PAOLOPOLI
Palopoli, oltre al piccolo ceppo secondario romano, ha un ceppo nel cosentino, a Rossano, Cassano allo Jonio, Longobucco, Crosia e Spezzano della Sila, Paolopoli, praticamente unico, è anch'esso del cosentino.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
D’origine arbëreshë (più probabilmente greco-albanese), i cognomi Palopoli e Paolopoli sembrano nascere da un adattamento del cognome greco Pavlopoulos, che, composto dalla radice Pavlos (l’italiano Paolo) e dal suffisso -opoulos (con valore d’appartenenza), può essere tradotto come figlio di Paolo (vedi Di Paola). In conclusione, dunque, si tratterebbe delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
PALOSCHI Originario delle province di Brescia, Bergamo e Cremona, deriva dal toponimo Palosco (BG), tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad esempio agli inizi della seconda metà del 1600 con Michele Paluscus, fu Santo, agrimensore pubblico di Soncino che in un atto certifica la misurazione di due terreni in Calcio (BG), dati in enfiteusi alla famiglia Paloschi dal conte Antonio Secco Suardo Comneno.
PALTERA Paltera, molto raro, sembra tipico di Bari.
PALUCCI
PALUCCIO
Palucci è tipicamente abruzzese, Paluccio, più raro sembra essere di Crotone, dovrebbero derivare da modificazioni del nome Paolo.
PALUDETTI Dovrebbe essere specifico dell'opitergino.
PALUDI
PALUDO
Paludi è estremamente raro, ha un ceppo nel chietino ed uno nel cosentino, Paludo è assolutamente rarissimo, sembra tipico della provincia di Venezia.
PALUSCI Palusci, molto molto raro, è tipico di Pescara e in particolare di Bisenti nel teramano, potrebbe derivare dall'antico nome paluscus attribuito forse ad un capostipite che proveniva da località palustri come Le Pantane situata appunto nei pressi di Bisenti.
PAMBIANCO
PANBIANCO
PANEBIANCO
PANIBIANCHI
Pambianco sembra specifico della fascia marchigiano, umbro, laziale con massimaconcentrazione nel perugino, Panbianco è assolutamente rarissimo, Panebianco è molto diffuso al sud, in particolare in Sicilia, Calabria e Puglia, Panibianchi è unico, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal nome tardo medioevale Panis cui l'aggiunta di bianco attribuisce un maggior valore di bontà, rientrano tutti nella grande famiglia dei nomi augurali attribuiti ai capostipiti.
PAMIO Molto raro, è tipico di Scorzè (VE).
PAMPANA
PAMPANI
PAMPANO
Pampana ha un ceppo toscano nell'area livornese, pisana, ed uno laziale, in particolare nel viterbese, Pampani, assolutamente rarissimo, parrebbe dell'area emiliano, romagnola, Pampano è specifico di Ascoli Piceno, potrebbero derivare da soprannomi originati dal termine dialettale toscoemiliano pampana o pampano (pampino, tralcio d'uva), forse a sottolineare caratteristiche comportamentali dei capostipiti.
PAMPARATO Pamparato, assolutamente rarissimo è di origini liguri, del savonese in particolare, dovrebbe derivare dal toponimo Pamparato in provincia di Cuneo nelle vicinanze di Albenga, Finale Ligure e Pietra Ligure nel savonese dove è presente il cognome.
PAMPURA
PAMPURI
PAMPURINI
PAMPURO
Pampura è quasi unico, Pampuri è tipico di Milano e della zona tra Milano e Pavia, con un ceppo forse secondario a Prevalle (BS), Pampurini, assolutamente raro, è di Piacenza, Pampuro, altrettanto raro, sembrerebbe dell'alessandrino, dovrebbero derivare dal nome Pampurio, ricordiamo San Riccardo Pampuri (1897-1930) di Trivolzio (PV).
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