PANTALEO
PANTALEONE
PANTALEONI
PANTALONE
PANTALONI |
Pantaleo è tipico pugliese, ma con un nucleo autonomo anche nel
trapanese, Pantaleone, decisamente più raro, ha un ceppo abruzzese
ed uno palermitano, Pantaleoni è tipico di Emilia, Marche, Umbria
e Lazio, Pantalone è decisamente abruzzese, di Francavilla al Mare,
Ripa Teatina e Chieti nel chietino e di Pescara, Pantaloni, decisamente
più raro è marchigiano, di Fabriano ed Ancona, derivano dal soprannome, nome di origine greca Pantaleo
(tutto leone, animoso e coraggioso come un leone). Ricordiamo la maschera Pantalone del teatro dell'arte, originaria di Venezia,
incarna la figura del vecchio mercante avaro. |
PANTANI
PANTANO |
Pantani hn nucleo in Toscana, nel livornese, pisano e provincia di Firenze,
ed un probabile ceppo nel riminese, Pantano ha un nucleo nella Sicilia
orientale, uno nel Lazio, uno nel genovese ed uno nel padovano, derivano
dal cognome medioevale Pantanus, in un atto notarile del 1206 a Pavia compare
come testimone "..Interfuerunt Otto Pantanus, Iohannes
de Beccaria et Ugo de Castello testes.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Pantani è un patronimico dal nome Pantano,
frequente nell'antichità. San Pantano, nato in Sicilia nel III sec.
d.C., fu dottore della Chiesa; Pantanus fu un filosofo cristiano della
corrente stoica che visse nel II sec. d.C. e scrisse dei commenti ai libri
del Vecchio Testamento, andati perduti. Il nome si continuò anche
nel Medio Evo, come dimostrano alcune cronache e atti notarili. Probabile
una derivazione dal sostantivo 'pantano'
= palude, di incerta etimologia. Secondo
DETI risale a un vocabolo di origine preindoeuropea che Devoto individua
in *palta = fango.
Toponimo in Romagna: Pantano (Galeata) Polloni 908.".
|
PANTELLA
PANTELLI |
Pantella, molto raro, è tipico della zona che comprende l'Umbria,
l'anconetano ed il maceratese, Pantelli è praticamente unico e dovrebbe
essere dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, potrebbero derivare
dal toponimo Pantalla (PG), tracce di questa cognominizzazione le troviamo
in uno scritto del 1600 con un certo Theophelos Pantellus. |
PANTERA
PANTERI
PANTERO |
Pantera ha un piccolo ceppo tra massese e lucchese ed uno ancora più
piccolo tra ravennate e cesenate, Panteri è decisamente toscano,
di Pescia nel pistoiese in particolare, Pantero, praticamente unico, dovrebbe
essere dovuto ad un errore di trascrizione di uno dei precedenti, dovrebbero
derivare dal nome latino Pantherus
o Panthera, probabilmente portato dai
capostipiti, di questo nome abbiamo un esempio in un'antica lapide: "AD
XII. CAL. FEBRV. CIC. IC. XIC. SOLOMO PANTHERUS
F.". |
PANTI
PANTINI
PANTINO |
Panti è tipicamente toscano, del fiorentino e del senese, con un
piccolo ceppo anche nell'anconetano, Pantini è molto raro, sembrerebbe
avere un ceppo tra aretino e perugino ed uno nella provincia di Roma, Pantino,
molto più raro sembra siciliano, dovrebbero derivare dal nome latino
di origini greche Panthus, citato ad
esempio da Properzio: "..A quantum de me Panthi
tibi pagina finxit, tantum illi Pantho
ne sit amica Venus! sed tibi iam videor Dodona verior augur uxorem ille
tuus pulcher amator habet! ..", o dalla sua forma ipocoristica Pantinus,
di cui abbiamo un esempio con Petrus Pantinus Tiletanus autore del De vita ac miraculis
Dominae Theclæ virginis martyris, o come si legge in quest'opera
del 1635: "...et perscripsisset quae confessus fuerat,
comes ingemuit, subindeque dixit quod Pantinus
a cubiculo famulus fassus est...". |
PANTE'
PANTO
PANTO' |
Decisamente tutti siciliani, Panté, è specifico del messinese,
di Barcellona Pozzo di Gotto in particolare, e di Terme Vigliatore, Milazzo,
San Filippo del Mela e Messina, Panto, assolutamente rarissimo, è
presente nella parte sudorientale dell'isola, Pantò ha un ceppo
a Messina e nel messinese ad Alì, Spadafora ed Alì Terme,
uno a Catania, Paternò ed Adrano nel catanese, e nel siracusamo
a Lentini e Siracusa, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da nomi
o soprannomi originati dal termine greco antico παντελής
pantelés (completo, perfetto), si può comunque anche ipotizzare possa
trattarsi di una dialettizzazione del nome germanico medioevale Bando,
Bandus (vedi
BANDI).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Pantò è cognome della Sicilia orientale e di Palermo.
Ripropone il cognome Pantόs
molto diffuso in Grecia. Rohlfs 143. |
| PANTONI
|
Molto raro, sembra avere due ceppi,
uno nel teramense ed uno in provincia di Roma. |
PANVINI
PANVINO |
Sia Panvini che Panvino hanno presenze sparute sparse qua e là per
l'Italia, anche se sembrerebbero maggiormente rappresentati in Sicilia
ad Enna e Leonforte nell'ennese ed a Palermo e Catania il primo ed a Caltanissetta
il secondo, dovrebbero derivare dal nome medioevale Panvinus,
una forma contratta del nome e soprannome medioevale Panis
et vinum, che richiamava il Sacramento dell'Eucarestia, di quest'uso
abbiamo un esempio in un documento del 1189 nel novarese leggiamo: "...in
territorio de Vellate.. ..haeredes Arderici
Panisetvini..." ed in un documento
del 1138 a Novara troviamo: "...in civitate Novarie
interfuerunt.. ..Ugo Panis et vini...
..testes...". |
PANZA
PANZIN |
Panza è presente al nord
ed al sud dell'Italia peninsulare, Panzin, rarissimo potrebbe essere originario
dell'alessandrino, dovrebbe derivare da un soprannome legato o alle dimensioni
abbondanti, o all'essere il capostipite una buona forchetta. |
PANZARDI
PANZARDO |
Panzardi è tipicamente lucano del potentino, di Moliterno, Castelsaraceno,
Lauria e Senise, Panzardo è praticamente unico, dovrebbero derivare
dal nome medioevale Panzardus, di cui
abbiamo un esempio a Modena in un atto dell'anno 1188: "In
Dei nomine anno eius, millesimo centesimo octuagesimo octavo, secundo die
intrante mense augusto, indictione sexta. In presentia domini Rolandi Caritatis..
..Pegolotus Bibani, Truculus, Panzardus.
Actum Mutine in maiori ecclesia feliciter. Ego Paulus, sacri imperii notarius,
interfui et hoc auctenticum scripsi.".
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Panzardi è cognome lucano e calabrese cfr. Pansard
cogn. in Francia: 'pancione'. Cfr.
Rohlfs, Cognomi lucani. |
PANZARELLA
PANZARELLO |
Panzarella è tipicamente meridionale, ha un ceppo calabrese nel
catanzarese a Curinga ed a Lamezia Terme, ed un ceppo siciliano nel palermitano
a Palermo, Aliminusa e Montemaggiore Belsito, con un ceppo anche a Sommatino
nel nisseno, Panzarello, praticamente unico, è siciliano, dovrebbero
derivare da soprannomi basati sul fatto che i capostipiti fossero leggermente
grassi ed avessero una pancetta prominente. |
PANZERA
PANZERI
PANZERINI
PANZIRONI |
Panzera è panitaliano, Panzeri è specifico della Lombardia,
Panzerini, assolutamente rarissimo, è della bassa bresciana, Panzironi
è specifico del romano, di Roma e Zagarolo in particolare, ma anche
di Monteporzio Catone, San Cesareo e Frascati, dovrebbero derivare, direttamente
o tramite forme ipocoristiche o accrescitive, da soprannomi originati dalla
presenza di una pancia imponente nei capostipiti.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Panzeri, Panzera, riferimento a "chi fabbricava
pancere, corazze". Lurati vede però nella variante Panìcera
una derivazione da 'panizza', "focaccia",
per indicare chi la fabbricava (v. Panizza). |
| PANZICA
|
Panzica è tipicamente siciliano, di Palermo soprattutto, di Corleone
e Termini Imerese nel palermitano e di Resuttano, Caltanissetta e San Cataldo
nel nisseno, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine dialettale
siciliano panzicu (pancione,
panciuto). |
| PANZITTA
|
Panzitta ha un piccolo ceppo a Telti in Gallura ed un ceppo più
consistente a Joppolo e Rombiolo nel vibonese, che dovrebbe derivare da
un soprannome originato dal termine dialettale sia calabrese che sardo
panzitta (pancetta),
probabilmente a sottolineare una leggera adipe del capostipite. |
PANZOLIN
PANZOLINI |
Panzolin, praticamente unico, sembrerebbe del bellunese, Panzolini è
tipicamente umbro, del perugino, di Bastia, Foligno e Perugia, potrebbero
derivare da nomignoli attribuiti a bambini paffutelli, divenuti poi soprannomi
e successivamente identificativi cognominali. |
PAOLACCI
PAOLETTI
PAOLETTO
PAOLOCCI
PAOLUCCI
PAULETTI |
Paolocci è tipico del Lazio centrosettentrionale e del ternano,
Paolacci è specifico del centro Italia, ha un forte nucleo nel Lazio
e più ceppi nel lucchese, e ai confini con le Marche e l'Umbria,
Paoletti specifico del centro, con una buona diffusione anche al nord del
paese, ha ceppi anche nel napoletano, beneventano e foggiano, Paoletto
è tipico di Verona e di Sarcedo e Carrè nel vicentino, Paolocci
è tipico del Lazio centrosettentrionale e del ternano, Paoluzzi
ha un ceppo friulano nell'udinese, a Buttrio, Premariacco e San Giorgio
di Nogaro, uno emiliano a Ferrara ed a Carpi nel modenese, uno a Penna
in Teverina nel ternano ed uno a Roma ed Albano Laziale nel romano, Pauletti
è specifico di Feltre nel bellunese, derivano tutti da modificazioni
ipocoristiche o peggiorative del cognomen latino Paulus
(piccolo).
|
PAOLANGELI
PAOLANGELO |
Paolangeli, molto molto raro, è specifico del basso Lazio, di Sermoneta
e Bassiano nel latinense e di Cerveteri e Roma nel romano, Paolangelo sembra
essere specifico di Santeramo in Colle nel barese, nascono probabilmente
dal fatto che il capostipite avesse il nome composto Paolo Angelo. |
PAOLANTONI
PAOLANTONIO |
Paolantoni è tipicamente romano, con piccoli ceppi anche a Castel
Sant'Angelo nel reatino ed a Terni ed Orvieto nel ternano, Paolantonio
ha vari ceppi, a Roma, nell'aquilano, in Molise, in Campania, in particolare
nel salernitano, nel foggiano e nel barese, dovrebbe derivare dal nome
composto Paolo Antonio portato dal capostipite. |
PAOLI
PAOLICELLI
PAOLINI
PAOLINO
PAOLO |
Paoli e Paolini sono presenti in tutto il centronord, con un nucleo principale
in Toscana per Paoli, e nella fascia che comprende Toscana, Marche, Umbria,
Abruzzo e Lazio per Paolini, Paolino è tipico del sud, Paolo ha
un ceppo nel casertano, uno nel Salento ed uno nel reggino, Paolicelli
è diffuso nell'area pugliese, lucana, a Matera in particolare e
nel materano, a Barletta ed Altamura nel barese ed a Cerignola nel foggiano,
derivano tutti, direttamente o tramite varie forme ipocoristiche, anche
composite, del nome medioevale Paolus
o Paolo. |
| PAOLILLO
|
Discretamente diffuso, sembra avere
due ceppi, uno nel napoletano ed uno nel barese, deriva da una modificazione
dialettale del cognomen latino Paulus (piccolo). |
| PAOLONI
|
Tipico della fascia che comprende
Marche Umbria e Lazio, deriva dal cognomen latino Paulus (piccolo). |
| PAOLUCCI
|
Paolucci è specifico delle regioni centrali italiane, deriva da
modificazioni del cognomen latino Paulus (piccolo).
integrazioni e stemmi forniti da
Fabio Paolucci
Antica e nobile famiglia trasferitasi da Todi a Perugia a Spello. Da
Perugia il ramo primogenito si stabilì a Pesaro ed indi a Modena.
Da Pesaro un ramo si stabilì agli inizi del '600 nel Sannio a Colle
Sannita e da lì si trasferì a Salerno, Benevento e Napoli.
Secondo la leggenda i Paolucci sarebbero discesi da Paoluccio Anafesto,
primo doge di Venezia. Un' altra leggenda li riallaccia ad un Paoluccio
d'Agato o Agatone che secondo antichi Annali avrebbe rappresentato la città
di Perugia nel 760 d. C. in una vertenza di confini tra le tre città
di Perugia, Spoleto e Todi. La genealogia è accertata dal XIII sec.
con un Pavoluccio Paolucci vivente a Perugia e bisavolo di Angelo di Paoluccio
di Ceccolo creato Conte Palatino da Sigismondo Re dei Romani il 4 ottobre
1414.Oltre al Casato sopracitato esistono altri ceppi aristocratici:
i Paolucci di Calboli, i Paolucci di Calboli Barone, i Paolucci Crognali
marchesi di Castelnuovo, i Paolucci Mancinelli nobili di Todi, nonchè
un ramo Veneto. Tra i Paolucci di Calboli ricordiamo Rinieri e Fulcieri,
due nobili forlivesi menzionati da Dante nel XIV° canto del Purgatorio:
"...Questi è Rinier;
questi è 'l pregio e l'onore/de la casa da Calboli, ove nullo/fatto
s'è reda poi del suo valore...".
(vedi anche
Paulucci) |
PAONE
PAONI |
Paone è tipico del centrosud, di Lazio, Campania, Calabria e Sicilia,
Paoni è del centro Italia, forse del ternano, dovrebbero derivare
dal nome medioevale Paonus di cui abbiamo
un esempio a pavia in una Cartula venditionis,
investiture et refutationis dell'anno 1153: "...una
cum noticia propinquorum parentum meorum, id sunt Paonus
et Rainardus propinqui mei, in corum presencia et testium certam facio
profesionem quod nullam me pati violencia...", ma potrebbero anche
in alcuni casi derivare da soprannomi originati dal vocabolo pavone,
tramite variazioni dialettali, forse ad indicare atteggiamenti vanitosi
del capostipite. |
| PAONESSA
|
Paonessa ha un piccolo ceppo a Napoli ed a Carinola nel casertano, il nucleo
principale è in provincia di Catanzaro a Gimigliano ed a Catanzaro,
con ceppi anche a Curinga, Pentone, Fossato Serralta, Lamezia Terme e Tiriolo,
potrebbe trattarsi di matronimici originati da toponimi come Montepaone
(CZ), ma è pure possibile una derivazione dal nome medioevale Paonus,
Paona (vedi
PAONE). |
| PAPA
|
Papa è panitaliano, deriva da nomi e soprannomi originati
dal vocabolo papa, che a seconda delle regioni assume il significato di
padre, zio, sacerdote, padrino, persona di rispetto, ecc.".
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
PAPA: in effetti non è un cognome sardo, anche se presente in
Sardegna, nella quale il suo corrispondente è Paba. Nelle parlate
della Sardegna attuale però il termine “papa” ha sostituito il più
tipico paba (vedi PABA). Il cognome Papa è
diffuso in tutto il territorio nazionale, in maniera per lo più
omogenea. Si tratta di cognome dato al capostipite come nomignolo o soprannome;
gli esempi simili non mancano: Re, Conte, Principe, Imperatore, Cardinale,
Marchese, Senatore, etc.; un fenomeno non solo italiano; è comune
ad esempio in Grecia il cognome Pa(p)pas
( Πά(π)πας), che significa patriarca,
padre ed anche papa. Attualmente
il cognome Papa è presente in 1294 Comuni italiani, di cui solo
7 in Sardegna: Nuoro 12, Villa San Pietro 3, Villasor 3, Oristano 3, etc.
Nel resto d’Italia la presenza più numerosa si registra a Roma,
con 938 – più quello vero; Napoli ne conta 629, Milano 261,
etc. |
PAPACE
PAPACCI
PAPACCIO |
Papacci è tipico del romano, di Velletri e di Roma stessa, Papaccio
è specifico del napoletano, di Casoria, Napoli, Brusciano ed Afragola
e di tutta la provincia, Papace, molto raro, è di origini napoletane,
dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale latino Papacius,
di cui abbiamo un esempio in una Carta Investiture a Pavia nel 1197, in
un atto notarile infatti leggiamo:: "Anno dominice
incarnacionis millesimo centesimo nonagesimo septimo, indicione quinta
decima, die mercurii tercio mensis de|cembris. In Papia. Domina Scolastica,
abbatissa monasterii Sancti Felicis, consensu et affirmacione donne Massimille
et donne Sibilie et donne Pacientie et donne Faustine, monacharum eiusdem
monasterii, a parte ipsius monasterii investivit Papacium
Beccarium nominative de petiola una de vitibus
quam suprascriptum monasterium habere videtur iuxta fossatum civitatis
..", un'alternativa è una derivazione dal cognome greco Papakis,
difficilmente però estendibile ai ceppi laziali, secondo altri deriverebbero
invece da alterazioni del termine greco papas
(prete), ipotesi che non si può
scartare in assoluto, ma che non è molto probabile. |
PAPADA
PAPADA' |
Papada è praticamente unico, Papadà lo è quasi, ha
sparute presenze nel cosentino a Castrovillari e Vigne,k dovrebbe essere
di origini greche e derivare dal cognome greco Papadŕs. |
| PAPADIA
|
Papadia è tipicamente pugliese, del Salento in particolare, di Galatina,
Nardò, Lecce, Cannole, Corigliano d'Otranto, Surbo e Maglie nel
leccese, di Latiano e Mesagne nel brindisino e di Foggia, dovrebbe essere
di origini greche e derivare dal cognome greco Papadias. |
PAPADOPOLI
PAPPADOPOLI |
Papadopoli ha un ceppo a Ururi in Molise ed a San Severo nel foggiano,
ed uno a San Giorgio Ionico nel tarentino, Pappadopoli, molto più
raro, ha un piccolo ceppo nel Gargano ed uno a Mola di Bari nel barese.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
D'origine greca o, forse, albanese, i cognomi Papadopoli e Pappadopoli
nascono da diverse italianizzazioni del cognome greco Papadopoulos,
che, composto dalla radice papas (il
prete della Chiesa Ortodossa) e dal suffisso -opoulos
(che nei cognomi greci ha valore d'appartenenza),
può essere tradotto come figlio del prete:
a differenza dei preti cattolici, in effetti, va ricordato che i preti
ortodossi hanno la possibilità di sposarsi ed avere figli, così
da essere gli effettivi capostipiti di queste famiglie (questo spiega anche
i cognomi Papangelo, Papandrea, Papaluca, Papaleo, etc, presenti per lo
più nel sud Italia); a titolo informativo, inoltre, va notato che
Papadopoulos è il cognome più diffuso in Grecia e, com'è
facile intuire, questo fatto è ben giustificato nella cultura ortodossa
del popolo greco (se si pensa alla peculiarità della prassi ecclesiastica
riguardo all'istituzione del matrimonio). |
| PAPAGNI
|
Un ceppo nelle Puglie nel barese
e nel Gargano ed uno possibile nel milanese.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Papagni è cognome locale di Bisceglie. Deriva dalla voce meridionale
"papaine" = papavero
(e, con trapasso di senso, anche colpo,
schiaffo che stordisce come
l'oppio del papavero). In senso figurato indica persona altolocata ma più
spesso uomo sciocco e noioso, che fa addormentare. |
| PAPALATO
|
Cognome quasi unico, potrebbe essere di derivazione greca, dicono possa
essere originario del Salento. |
PAPALE
PAPALI |
Papale ha un ceppo a Roma, uno nel casertano a Santa Maria Capua Vetere,
con presenze significative a San Tammaro, Caserta, Bellona, Casagiove e
Sparanise, ed uno in Sicilia, dove è diffuso nel catanese a Catania,
Gravina di Catania, Caltagirone e Mascalucia, e nel messinese, a Messina,
Santa Lucia del Mela e Castroreale, Papali, quasi unico, sembrerebbe del
catanese ed è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione
del precedente, che potrebbe derivare dal fatto di essere stati i capostipiti
al servizio di un religioso ortodosso, non si può comunque escludere
un possibile collegamento con il nome latino Papilius
(vedi anche PAPILI). |
| PAPALEO
|
Tipico del potentino nella zona di Lauria, del basso Salento e della Calabria,
nel catanzarese soprattutto, dovrebbe derivare dal nome Leo apocope di
Leonardo e starebbe ad indicare la famiglia di padre Leonardo sarebbe come
dire di prete Leo. |
| PAPALIA
|
Tipico del reggino e del messinese,
deriva dall'unione del nome Papa, utilizzato spesso nel sud con il significato
di padre, con il nome Elia. |
PAPALINI
PAPALINO |
Papalini è presente nell'anconetano, in Toscana, soprattutto nel
grossetano, nel perugino, nel viterbese e nel romano, Papalino, molto molto
più raro, ha un piccolo ceppo nel salernitano ed uno nel barese,
dovrebbero derivare dal fatto che i capostipiti appartenessero al corpo
militare dello stato Pontificio o che ne fossero dei sostenitori. |
| PAPALUCA
|
Tipicamente calabrese Papaluca sembra specifico del reggino, di Melicucco
e Grotteria, dovrebbe derivare dal nome di un prete appunto Luca capostipite
della famiglia. |
| PAPANDREA
|
Papandrea è tipico del reggino di Gioiosa Ionica, Camini e San Giovanni
di Gerace e di Crotone, potrebbe derivare o da una modificazione del cognome
greco Papandreu o dall'essere il capostipite una persona di rispetto di
nome Andrea o addirittura un prete con quel nome. |
| PAPANGELO
|
Papangelo è tipico di Altamura (BA) con un piccolo ceppo anche ad
Irsina (MT), potrebbe derivare dall'essere il capostipite una persona di
rispetto di nome Angelo o addirittura un prete con quel nome. |
| PAPANTI
|
Papanti assolutamente rarissimo, parrebbe toscano, dovrebbe derivare
da un soprannome originato dal termine medioevale latino papante
di cui abbiamo un esempio nel 1115 in Alsazia: "Anno
ab incarnatione Domini MCXV. Calixto secundo papante
, Heinrico IV. regnante, Mons Sindenus a Sindeno beati Leobardi Aquileie
maurimonasteriii primi fundatoris discipulo Sindeni curia quondam appellatus
temporibus Ribwini abbatis a Ribwino preposito, postea Novillarensi abbate
ex revelatione fundatus, ...". |
PAPARA
PAPARI
PAPARO |
Papara, quasi unico, è del cosentino, Papari ha un ceppo a San Marzano
di San Giuseppe nel tarentino, Paparo ha un ceppo nel napoletano, a Napoli,
San Sebastiano al Vesuvio, Volla, Massa di Somma, Cercola, Pollena Trocchia,
Ercolano e Sant'Anastasia, uno a Badolato, Catanzaro e Satriano nel catanzarese
ed a Scandale e Crotone nel crotonese, ed uno in Sicilia nel catanese,
a Paternò, Bronte, Catania e Randazzo, sembrerebbero di origini
napoletane e dovrebbero derivare da un alterazione dialettale del nome
greco antico Papirios, o da una forma
grecanica del nome greco Papeos. |
PAPARATTI
PAPARATTO |
Paparatti, sembrerebbe avere un ceppo a Roma ed uno a Rosarno nel
reggino, Paparatto è specifico del vibonese, di Ricadi e Limbadi
e di San Ferdinando nel reggino, qdovrebbero derivare da una forma ipocoristica
dialettale alterazione dialettale del nome greco antico Papirios,
o di una forma grecanica del nome greco Papeos. |
| PAPARELLA
|
Tipico del barese e foggiano, dovrebbe derivare dal termine greco bizantino papas
(padre). |
| PAPAROPOLI
|
Paparopoli, molto raro, è tipico del palermitano, di Villabate e
Misilmeri, dovrebbe essere d'origine greca o albanese, dovrebbe trattarsi
di una forma dialettale del cognome greco Papadopoulos,
composto a sua volta dal termine papas
(prete o persona di rispetto) con l'aggiunta
del suffisso -opoulos, forma patronimica,
che starebbe ad indicare il figlio di un prete ortodosso o comunque di
una persona degna del massimo rispetto. |
PAPARUSSO
PAPRUSSO |
Paparusso è tipico di Andria nel barese, Paprusso invece, decisamente
più raro, è specifico di Apricena nel foggiano.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
I cognomi Paparusso e Paprusso nascono nell'unione fra il termine papa
(il prete della Chiesa Ortodossa) e
il nome medievale Russo (vedi
Russa), ad indicare, probabilmente, che il capostipite era un prete
di nome Russo. |
| PAPASERGIO
|
Papasergio, molto raro, è tipicamente calabrese, con un ceppo a
Delianuova, Palmi e Villa San Giovanni nel reggino ed uno a Sangineto nel
cosentino, dovrebbe derivare dall'unione del termine papa
(prete ortodosso, ma anche persona degna di rispetto)
e dal nome Sergio, probabilmente portato
dal capostipite. |
| PAPASSO
|
Papasso è tipicamente calabrese, Cassano allo Ionio nel cosentino.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
D'origine arbëreshë (più probabilmente greco-albanese),
il cognome Papasso nasce da un'italianizzazione del cognome greco Papas,
col significato letterale di prete,
sacerdote (per una spiegazione più
approfondita, vedi il cognome Papadopoli).
In conclusione, dunque, si tratta della cognominizzazione di un nome di
mestiere attribuito al capostipite - qui, per mestiere, s'intende chiaramente
una carica ecclesiastica. |
| PAPEI
|
Molto raro sembrerebbe originario della Toscana.
integrazioni fornite da Orlando
Papei (http://www.sienaquietvilla.net/papei.html)
Probabilmente di origini toscane, potrebbe derivare dal vocabolo Papeio
(papeo, papìo) = lucignolo, originariamente cartaceo, poi anche
di altri materiali, della lanterna a olio della candela; stoppino. In particolare
la parte estrema del lucignolo, che, annerita dalla fiamma, sporge fuori
dal luminello (potrebbe derivare da papyrus); si potrebbe arrivare
a pensare che il primo dei Papei, avesse avuto a che fare con lumi, stoppini
o qualcosa di simile, sin dal primo medioevo; è pure possibile che
invece derivi da unsoprannome originato dalla particolare figura smilza
e longilinea del capostipite, e che fosse per questo soprannominato "papeo".
Personaggio notevole di questa famiglia è stato Theophilus Papeus
notaio pubblico, che si presume sia nato a Tivoli agli inizi del XVI°
secolo e vissuto a Valmontone (RM) nella seconda metà del 1500 e
che descrisse le vicende belliche che videro la sconfitta dei Colonna,
per opera delle milizie di Papa Paolo III°, nel periodo che va dal
27 al 9 maggio 1543: "...Theophilus
Papeus Tyburtinus incola Vallismontonis, apostolica
ex auctoritate notarius publicus, quia premissis omnibus et singulis...". |
| PAPEO
|
Papera è specifico del lucchese, di Borgo a Mozzano e Capannori,
dovrebbe derivare dal nome della località Papera nel comune di Buggiano
vicino a Montecatini Terme, ad una trentina di chilometri da Capannori
ed a circa una quarantina da Borgo a Mozzano, probabilmente il luogo d'origine
del capostipite. |
| PAPERA
|
Papa è panitaliano, deriva da nomi e soprannomi originati
dal vocabolo papa che a seconda delle regioni assume il significato di
padre, zio, sacerdote, padrino, persona di rispetto, ecc.". |
PAPETTI
PAPI
PAPOTTI
PAPOTTO
PAPUCCI
PAPUCCIO |
Papetti potrebbe avere un nucleo in Lombardia e forse uno nel Lazio, Papi
è tipico dell'Italia centrale, Papotti è dell'area mantovano
emiliana, di Quistello, Mantova, Moglia e Roncoferraro nel mantovano e
di Concordia sulla Secchia, Modena e Carpi nel modenese, di Parma e Noceto
nel parmense e di San Giovanni in Persiceto nel bolognese, Papotto è
decisamente siciliano, in particolare del catanese, di Biancavilla, Randazzo,
Bronte e Catania, Papucci è toscano, di Firenze e del fiorentino,
a Campi Bisenzio, Scandicci e Certaldo, di Livorno, di Capannori nel lucchese
e di Cascina e Pisa nel pisano, Papuccio, quasi unico, è anch'esso
toscano, tutti questi cognomi derivano, direttamente o attraverso varie
forme ipocoristiche, da modificazioni aferetiche del nome Jacopo,
o del nome Lapo, che diventano prima
Papo e poi ... |
| PAPIA
|
Molto raro è tipico dell'agrigentino, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal vocabolo greco papas,
cioè persona di rispetto, o forse anche dalla Gens sannita Papia,
negli Annales di Tacito si può leggere, riferendosi ad una legge
fatta nel 9 d.C. sotto il consolato di M. Papius Mutilus and Q. Poppaeus
Secundus: "...Acriora
ex eo vincla, inditi custodes et lege Papia
Poppaea praemiis inducti ut, si a privilegiis
parentum cessaretur,..."; la teoria che farebbe derivare questa cognominizzazione da Papia,
forma medioevale di Pavia è quantomeno da ritenersi molto azzardata,
mentre può essere presa in considerazione, anche se non molto probabile,
una derivazione dal nome della Gens romana Papia.
integrazioni fornite da Aldo Piglia,
Milano
Potrebbe trattarsi di cognome derivato da un nome attribuito nel nome
di santi come ne esistono diversi di nome Papia, tutti riconosciuti dalla
Chiesa (22 febbraio San Papia vescovo, 29 gennaio San Papia martire, 25
febbraio San Papia martire, 26 febbraio San Papia martire, 2 novembre San
Papia martire). |
PAPICCI
PAPICCIO |
Papicci è unico ed è presente solo nel teatino, Papiccio,
comunque molto raro, ha una piccolissima presenza nel teatino, ma il ceppo
principale è molisano, di Acquaviva Collecroce nel campobassano
in particolare.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
D'origine slava, i cognomi Papicci e Papiccio nascono da un'italianizzazione
del cognome slavo Papić, che,
composto dalla radice papa (il
prete della Chiesa Ortodossa) e dal suffisso -ić
(con valore d'appartenenza), può essere tradotto come figlio
del prete (per una spiegazione più approfondita, vedi
Papadopoli): ormai da secoli, in effetti, va ricordato che la religione
ortodossa è una realtà ampiamente diffusa nel sud-est europeo,
come dimostra chiaramente l'esempio della Chiesa Ortodossa serba - sotto
la cui giurisdizione ricadono i fedeli che vivono in Serbia, in Bosnia
Erzegovina, in Macedonia, in Montenegro e in Croazia. |
PAPILI
PAPILIO
PAPILLA
PAPILLI
PAPILLO |
Papili ha un ceppo ad Ancona e nell'anconetano ed uno a Roma e nella sua
provincia, Papilio è invece specifico di Marigliano nel napoletano, Papilla è unico,
Papilli, quasi unico, è dell'area abruzzese laziale, Papillo ha
un piccolo ceppo nel beneventano a San Giorgio la Molara ed uno nel vibonese,
dovrebbero tutti derivare dalla Gens Papia, dalla forma ipocoristica latina Papillo,
Papilla,
o dal nomen latino Papilius, di cui
abbiamo un esempio in un'antica lapide romana: "Q(uinto)
Rupilio Q(uinti)
filio / Pap(iria tribu)
Honorato / in equestres / turmas adlect/to a diuo Alexan/fro, flamini p(er)p(etuo),
/ L(ucius) Papilius
Sa/urninus / patrono in/comparabili". |
PAPINI
PAPINO |
Papini sembra avere oltre al nucleo toscano, un ceppo tra milanese e bergamasca,
uno in Romagna e Marche ed uno nel Lazio, Papino, molto molto raro, ha
un ceppo a Napoli ed uno a Paternò nel catanese, dovrebbero derivare
da modificazioni ipocoristiche dell'aferesi di nomi come Jacopo,
o da forme diminutive del termine greco papas
(prete, persona di rispetto), ma è
pure da prendere seriamente in considerazione un collegamento con la Gens
romana Papinia. Dell'uso di questo nome si
trovano tracce ad esempio nell'estimo del 1409 a Firenze, dove compare
un Papino di Nicolao Grasso, oppure in un atto del 1432 redatto sempre
in Firenze dove si legge: "...ad saldandum rationem
marmoris sui conducti per Papinum Barne
de Montelupo ad portum Signe cum schafris ipsius Papini
a civitate Pisarum, et in quantum infra dictum terminum dicti mensis non
saldaverit dictam rationem,...". Esempio di queste cognominizzazioni
lo troviamo nel 1500 a Ferrara con l'inquisitore Girolamo Papino, o nel
1600 a San Miniato (PI) con il Notaio attuario Ludovico Papini; I Papini
furono una delle famiglie più nobili di Bagnacavallo nel ravennate.
integrazioni fornite da Matthew
Papino
Il mio antenato Rosario Papino nacque in Sicilia a Mascali in provincia
di Messina. So che si trrattava di un trovatello e che il prete lo
battezzò sia attribuendo il nome che il cognome, e che nei primi
anni si chiamava Rosario Papino Trovato. |
PAPIRI
PAPIRII
PAPIRIO |
Papiri ha ceppi sia nel Piceno che in provincia di Roma, Papirii, assolutamente
rarissimo, potrebbe essere abruzzese, Papirio, altrettanto raro, sembra
avere ceppi pugliesi e campani, dovrebbero derivare dalla Gens latina Papiria,
ricordiamo il patrizio romano Gaius Papirius Carbo che si schierò
al fianco di Tiberius Sempronius Gracchus per poi tradirlo, dell'uso di
questo nome in epoca più recente abbiamo un esempio nel 1580 a Brescia
in occasione della visita apostolica di san Carlo a Leno: "...ad
quod tenentur illustres domini Antonius, Ioannes Baptista et Abbas, omnes
de Martinenghis, nec non magnificus dominus Papirius
Madius, cum mercede ducatorum quinquaginta...". |
| PAPIS
|
Papis sembrerebbe specifico di Uggiate Trevano (CO), ma presenta ceppi
che sembrerebbero secondari anche nel Triveneto, dovrebbe derivare da modificazioni
dell'aferesi del nome Jacopo. |
| PAPONE
|
Papone, molto molto raro, è specifico dell'imperiese, di Pietrabruna
ed Imperia, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine occitano
papon (nonno). |
PAPONETTI
PAPONI
PAPPONE
PAPPONETTI
PAPPONI |
Paponetti è abruzzese dell'aquilano, di Trasacco ed Avezzano, Paponi,
molto molto raro, è marchigiano, soprattutto del Piceno e di Ancona,
Pappone ha un ceppo a Napoli ed uno, molto piccolo a Benevento, Papponetti
è tipicamente abruzzese, di Pescara e del teatino, di Miglianico
e Francavilla al Mare, Papponi, assolutamente rarissimo, è dell'Italia
centrale, per questi cognomi si possono formulare più ipotesi, tutte
propongono un'origine soprannominale: la prima propone una derivazione dal termine
greco papas (padre,
prete), la seconda dal termine provenzale papon
(nonno), la terza dal termine italiano
arcaico pappone (mangione).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
PAPPONE - Cognome presente in Campania e Puglia, è un accrescitivo
del cognome base Pappa. Si tratta di
un soprannome medievale, in genere ironico o ingiurioso, formato da 'pappa',
dal verbo 'pappare' = mangiare
smodatamente. In tempi più moderni Pappone ha assunto,
come noto, il significato di 'lenone'. |
| PAPPA
|
Sembra avere due ceppi, uno nel
napoletano ed uno nel basso catanese, dovrebbe derivare da un soprannome
legato alla ghiottoneria del capostipite. |
PAPPACENA
PAPPACENO |
Pappacena è un cognome tipicamente campano, di Sarno nel salernitano,
con piccoli ceppi anche a Poggiomarinoe San Giuseppe Vesuviano nel napoletano,
a Roma ed a Latina, Pappaceno, quasi unico, è quasi certamente dovuto
ad errori di trascrizione del precedente, si dovrebbe trattare di soprannomi
originati o dal comportamento troppo ingordo dei capostipiti, cioè
qualcuno che mangiava con grande avidità, o da comportamenti troppo
disinvolti, in questo caso il termine pappa
avrebbe il significato di portar via, intendendo così che il capostipite
era uno che ti poteva persino portar via la cena di sotto il naso. |
PAPPADA
PAPPADA' |
Entrambi della Puglia meridionale, tarentino e leccese, e bassa Basilicata,
il primo assolutamente rarissimo è una forma derivante da un errore
di trascrizione del secondo, dovrebbero essere di origine greca, ricordiamo
i cognomi ellenici Papadas e Pappadas. |
PAPPALARDI
PAPPALARDO |
Pappalardi è specifico di Gravina di Puglia (BA), Pappalardo ha
un nucleo importante nella Sicilia orientale ed uno tra napoletano e salernitano,
derivano entrambi da soprannomi originati o da golosità o meglio
dall'abitudine del capostipite di non rispettare il digiuno imposto dalle
regole religiose, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nei primi
anni del 1500 a Cava dei Tirreni (SA), dove è sindaco un certo Juliano
Pappalardo, e a Pedara (CT) nel 1600 dove troviamo il Barone Don Diego
Pappalardo (1636 - 1710). |
PAPPANI
PAPPANO |
Pappani, assolutamente rarissimo, parrebbe del foggiano, Pappano è
tipico di Montecalvo Irpino (AV) e del beneventano, dovrebbero derivare
da soprannomi originati dal termine greco papas
(sacerdote) e potrebbero indicare famiglie
di contadini di terre di un prete o concesse in uso da un prete. |
| PAPURELLO
|
Molto raro è tipico del torinese, dovrebbe derivare
dal cognomen latino Papus. |
|
|