| PARABIAGHI
|
Cognome molto raro proprio del
milanese, deriva dal toponimo Parabiago (MI). |
| PARABOSCHI
|
Paraboschi è tipico di Piacenza, Ponte dell'Olio, San Giorgio Piacentino
e Cadeo nel piacentino e di Fidenza nel parmense, di origini etimologiche
oscure, tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1500 con lo
scrittore, compositore e organista piacentino Girolamo Parabosco (1524
- 1557), il cui padre Vincenzo era organista della cattedrale di Brescia.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Paraboschi è cognome emiliano, è forma composta del cognome
base Bosco, come anche Magnabosco,
Foraboschi, Tiraboschi. Cfr. L. Paraboschi, Cognomi della Emilia Romagna,
pag. 63. |
PARACCA
PARACCHI
PARACCHINI
PARACCHINO |
Paracca, estremamente raro, parrebbe del milanese, Paracchi, assolutamente
rarissimo, ha ceppi nel comasco e nel torinese, Paracchini è tipico
dell'area che comprende il milanese, il lecchese, il comasco, il varesotto,
il verbanese, il novarese ed il vercellese, Paracchino è specifico
di Isola D'Asti ed Asti nell'astigiano, questi cognomi dovrebbero derivare
da forme tronche o comunque modificate del nome medioevale Paracinus
a sua volta derivato dalla contrazione del nome medioevale Paravicinus
o Palavicinus, tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo a Carpugnino nel verbanese in un atto del 1783: "L'anno
del Signore 1783 ed alli undici del mese di novembre in Carpugnino nella
sala delle solite congreghe consolari nanti il Signor Castellano Giuseppe
Antonio Paracchini di questa comunità,
convocato e congregato d'ordine dell'infrascritto signor sindaco l'ordinario
consiglio di questa comunità...".
integrazioni suggerite da Giacomo
M.Paracchi
I Paracchi sono di origine Longobarda, il loro cognome deriva dallo
stesso termine a.a.t. bara (scudo)
che ha dato luogo al cognome Parak
in Germania e che venne adattato latinizzandolo in parachus),
sono stati i signori guelfi di Oggiono nel lecchese (Pergamena del 1280
citata dal Magistretti in Archivio Storico Lombardo del 1898: ostilità
dei Capitanei di Oggiono verso l'Abate di Civate che era fieramente Ghibellino.
Atto Notaio Guidollo Garimberti del 3 Luglio 1407, in cui Castellino de
Parachis, figlio del Fu Mastro Abbondio, partecipa ad un giuramento di
fedeltà alla causa Guelfa assieme ad alcuni nobili della Pieve d'Incino,
i Parravicini, i Meroni, i Sormani, ecc.). Scacciati nel 1373 dal loro
castello, tuttora esistente (Castrum de Parachis),
dal Duca di Milano Bernabò Visconti, si rifugiarono chi nel Seprio
dando origine ai Paracchini, chi nella zona di Erba. Da dove nella metà
del 1600 partì un Paracchi verso Bologna dove la famiglia fece fortuna
guadagnandosi uno stemma nobiliare riportato sullo Stemmario Canetoli.
Un altro Paracchi partì all'inizio del 1800 per la zona di
Biella, poi a Torino dove si sviluppò la Manifattura Tappeti Paracchi. |
PARACCIANI
PARACIANI
PARAGIANI
PARACINI |
Assolutamente rarissimi, parrebbero
originari dell'orvietano, derivano tutti dal cognome medioevale Paracianus
o Paracinus a sua volta derivato dalla contrazione del nome medioevale
Paravicinus o Palavicinus. Di questi cognomi si trovano tracce già
nel 1500; tra gli studenti dell'Università di Perugia iscritti per
l'anno 1561 troviamo un Lucus Paracianus e nell'anno 1578 si trova un Nicolaus
Paracinus. |
PARADISI
PARADISO |
Paradisi è tipico della fascia che comprende Emilia e Romagna, Toscana,
Marche, Umbria e Lazio, Paradiso è tipico invece del sud, Lazio,
Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, dovrebbero
derivare da cognomi di fantasia attribuiti a capostipiti abbandonati presso
istituti religiosi di carità.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Paradisi, presente da nord a sud del paese, è più tipicamente
centro settentrionale, Paradiso, invece, è diffuso maggiormente
nel meridione, ma si riscontra anch'esso in quasi tutte le regioni italiane
(ad eccezione della Val d'Aosta), entrambi questi cognomi derivano dal
nome cristiano-medievale Paradiso,
attribuito al neonato in chiaro senso augurale. Si tratta, dunque, delle
cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
PARAGONE
PARAGONI |
Paragoni, che sembrerebbe unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione
di Paragone, che, molto raro, decisamente pugliese, con un piccolo ceppo
a Foggia, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine greco
antico παράγω parago (guidare,
condurre), soprannome probabilmente attribuito ad un capostipite,
che avesse nell'antichità un incarico di guida di animali o di persone. |
| PARAPUGNA
|
Parapugna, quasi unico, sembrerebbe del cosentino, potrebbe derivare da
un soprannome grecanico basato su di un'alterazione del termine greco antico
παραπύημα parapùema (suppurazione),
forse riferito ad un capostipite che fosse stato pieno di pustole, magari
perchè reduce di un'infezione vaiolosa. |
| PARASCANDOLO
|
Parascandolo è tipico di Napoli e del napoletano, di Monte di Procida,
Bacoli, Procida, Pomigliano d'Arco, Pozzuoli e Castellammare di Stabia,
presenta un ceppo probabilmente secondario a Roma ed uno molto piccolo
a Taranto, secondo Guglielmo Peirce dovrebbe derivare dal nome medioevale
italiano di origine germanica Parascandalo,
di cui non si hanno altre tracce, troviamo a Vico Equense nel 1500 un'importante
famiglia notarile con questo cognome. |
PARASECOLI
PARASECOLO |
Parasecoli è marchigiano dell'anconetano, della zona di Chiaravalle
e Monsano, con un ceppo anche a Lari nel pisano, Parasecolo è invece
umbro del perugino, di Todi in particolare, questi cognomi dovrebbero derivare
da un soprannome, che potrebbe stare ad indicare una particolare religiosità
dei capostipiti. |
| PARASOLE
|
Parasole sembrerebbe siciliano, con un ceppo a San Michele di Ganzaria,
Caltagirone e Raddusa nel catanese, ed uno a Piazza Armerina nell'ennese,
ed un ceppo probabilmente secondario a Napoli, dovrebbe derivare da un
soprannome basato sul termine dialettale meridionale paraseli
(girasole, il fiore). |
PARATA
PARATI
PARATO |
Parata ha un ceppo nel Salento, a Taviano e Matino nel leccese ed a San
Vito dei Normanni nel brindisino, Parati ha un ceppo nel cremasco, a Crema
e Ripalta Cremasca, a Milano e Melzo nel milanese ed a Lodi, ed uno ad
Arezzo, Parato ha un ceppo campano, a Napoli ed a Maddaloni nel casertano,
ed uno pugliese, a Mola di Bari, Giovinazzo e Bari nel barese, a Manduria
nel tarentino ed a San Pancrazio Salentino e Torre Santa Susanna nel brindisino,
dovrebbero derivare dal cognomen latino Paratus,
Parata, con il significato di preparato,
essendo sottinteso a tutto, ricordiamo
a Peligna Superequum (Castelvecchio Subequo) nell'aquilano un Lucius Vibilis
Paratus praefectus iure dicundo (una magistratura superiore dell'epoca
augustea). |
PARAVATI
PARAVATO |
Paravati sembra specifico calabrese della zona di Petrizzi (CZ) e Catanzaro,
con un ceppo in Val d'Ossola, Paravato, praticamente unico, sembra essere
un errore di trascrizione del primo, dovrebbero derivare dal toponimo Paravati
nel catanzarese.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Paravati è cognome calabrese che viene dal greco 'paravatis'
= violatore, spergiuro. Rohlfs 199. |
PARAVISI
PARAVISO |
Paravisi, tipicamente lombardo, è specifico di Bergamo e del bergamasco,
di Verdello, Levate e Dalmine, Paraviso, quasi unico, è molto probabilmente
dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, che dovrebbe derivare
dal termine tardo latino paravisus
(paradiso), un'alterazione del più
classico paradisus, potrebbe trattarsi di cognomi di fantasia attribuiti a dei trovatelli. |
| PARAZZOLI
|
Molto raro sembrerebbe specifico
del milanese, dovrebbe discendere da una modificazione derivata dal toponimo
Palazzolo Milanese (MI). |
PARDI
PARDINI
PARDO
PARDONE
PARDONI
PARDUCCI |
Pardi ha un ceppo importante fra lucchese e pisano ed uno nel chietino,
Pardini ha il nucleo principale nel lucchese ai confini con il pisano,
Camaiore, Viareggio, Pietrasanta e nel pisano ai confini con il lucchese,
ed un ceppo a Terlizzi (BA), Pardo ha un ceppo nel nisseno a Gela (CL)
e a Niscemi (CL) ed uno forse secondario a Napoli, Pardone è praticamente
unico così come Pardoni, che è quasi scomparso, Parducci
è specifico dell'area che comprende lo spezzino, il livornese, il
pisano, il fiorentino e, soprattutto, il lucchese, in particolare Camaiore,
Lucca, Massarosa, Capannori e Coreglia Antelminelli, derivano tutti, direttamente
o tramite ipocoristici o accrescitivi, dal nome tardo latino Pardus di cui abbiamo un esempio
in un'antica lapide latina: "D(is)
M(anibus) - Primulio
- Pardo d(e)f(uncto)
- et suis here(di)s
f(aciendum) c(uravit)", Pardo è anche un cognome ebraico sefardita, sempre con la medesima
origine etimologica.
Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Napoli verso la fine del
1200 dove risulta in uno scritto un certo nobilis Ioannes Pardus e Petrus
Pardus Munchellus, e a Volterra nel 1400 dove in un atto si legge: "...sponte
et ex certa scientia et non per errorem dictam conductam factam per dictum
Simonem nomine dicti Pardi,
dictus Pardus
omni modo ratificavit... " e a Pisa nel 1300: "...etiam
terminus quingenii ad quem dictus presbiter Pardus
ad ipsam ecclesiam ...".
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Pardi è un derivato da una abbreviazione di "Longobardi". Cfr.
BARDI. |
| PARENTELA
|
Rarissimo sembra essere originario
della provincia di Catanzaro, potrebbe in qualche modo essere riferito
al toponimo Parenti (CS). |
PARENTE
PARENTI |
Parente è tipico nel centro e sud Italia, Parenti è diffusissimo
in Emilia e Toscana settentrionale, derivano dall'aferesi del nome medioevale
italiano Bonparente. |
| PARESCHI
|
Pareschi è tipicamente emiliano, di Ferrara e di Bondeno, Cento
e Poggio Renatico nel ferrarese, di Bologna e di Castel Maggiore nel bolognese
e di Modena, di origine etimologica oscura si potrebbe supporre una derivazione
dall'italianizzazione del nome slavo Pareči. |
| PARENZAN
|
Molto raro è decisamente triestino con un ceppo secondario molto
antico nel padovano, deriva dal toponimo Parenzo in Istria, l'attuale Porec;
tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel padovano già nel
1500 con un tal Zorzi Parenzan.
integrazioni fornite da Aldo Piglia,
Milano
Personaggio di rilievo è stato il pittore veneto Bernardo Parenzano
(o Parentino) (Parenzo, Istria ~1437 - 1531) |
PARENZI
PARENZO |
Parenzi ha un piccolissimo ceppo a Capitignano nell'aquilano ed uno a Roma,
Parenzo, estremamente raro, sembrerebbe veneto e friulano, dovrebbero essere
di origini dalmate e derivare dal nome della città di Parenzo, l'attuale
Poreč croata. |
| PARETI
|
Pareti ha un ceppo tra alessandrino, genovese e piacentino, di Santo Stefano
d`Aveto nel genovese in particolare, che dovrebbe essere stata la località
originaria di questo cognome, dovrebbe derivare dal nome medioevale latino
Paretius, ma è molto probabile
anche un'origine franca da una forma diminutiva dialettale del nome francese
Pierre. |
PARIANI
PARIANO |
Pariani ha un ceppo tra varesotto e milanese, a Magnago, Inveruno e Milano
nel milanese ed a Samarate, Ferno e Busto Arsizio nel varesotto, ed un
ceppo, molto molto piccolo, nel bolognese, Pariano è specifico di
Crotone, dovrebbero derivare dal cognomen latino Parianus
di cui abbiamo un esempio d'uso in questo testo medioevale: "..Inter
argumenta sic nascentis arcus pono, quod celerrime nascitur. Ingens enim
uariumque corpus intra momentum subtexitur caelo et aeque celeriter aboletur;
nihil autem tam cito redditur quam a speculo imago; non enim facit quicquam
sed ostendit. Parianus
Artemidorus adicit etiam, quale genus nubis esse debeat, quod talem solis
imaginem reddit: Si speculum, inquit, concauum feceris, quod sit sectae
pilae pars, si extra medium constiteris, quicumque iuxta te steterint,
inuersi tibi uidebuntur et propiores a te quam a speculo; idem, inquit,
euenit, cum rotundam et cauam nubem intuemur ..", originariamente
questo cognomen significava letteralmente originario di Pario, città
della Misia nei pressi dell'Ellesponto, corrisponde all'attuale località
turca di Kamares. |
| PARIETTI
|
Tipico dell'area che dal novarese arriva al bergamasco via varesotto e
milanese, potrebbe derivare dall'aferesi del nomen latino Caeparius, ma
è pure possibile una derivazione da toponimi come Schilipario (BG),
tracce di questa cognominizzazione si trovano nel 1700 a Porto Valtravaglia
(VA) con il parroco Domenico Parietti che vi arrivò nel 1741, nel
1700 troviamo dei Parietti a Zogno (BG) e a Zanica con il prete Paolo Parietti.
integrazioni fornite da Giacomo
Parietti
il nome di Abrogina Parietti compare nel registro di stato d'anime
della parrocchia di San Martino in Marchirolo (VA), nel 1727; la famiglia
Parietti viene indicata di Marchirolo vel
(o anche) Bosco (Valtravaglia) |
| PARIE
|
Specifico della zona adriatica
del riminese e pesarese, potrebbe derivare dal toponimo Para (FO), come
pure anche dall'aferesi del nome Gaspare. |
| PARIGI
|
Tipicamente toscano, delle province di Firenze Arezzo e Siena in particolare,
potrebbe essere di origini ebraiche o anche solo riferirsi a famiglie di
banchieri che orbitavano principalmente nella città francese per
i loro affari, ma anche semplicemente a soldati di origine francese fermatisi
in Italia, il cognome deriva chiaramente dal toponimo francese Parigi. |
| PARINI
|
Specifico della zona tra Varese
e Milano, dovrebbe derivare dall'aferesi del diminutivo del nome Gaspare,
Gasparino Famoso appartenente a questa casata fu l'abate e letterato Giuseppe
Parini (1729-1799). |
PARIOTA
PARIOTI |
Pariota è tipicamente napoletano, Parioti, praticamente unico, dovrebbe
essere dovuto ad un'errata trascrizione del precedente, dovrebbe trattarsi
dell forma etnica greca riferita a chi provenisse dall'isola greca di Paros
nelle Cicladi, probabilmente il luogo d'origine dei capostipiti. |
| PARIS
|
Ha un nucleo in Lombardia e Trentino ed uno tra Abruzzo e Lazio, dovrebbe
derivare dal nome medioevale Parisius (vedi
Parise). |
| PARISE
|
Sembrerebbero esserci due ceppi,
il primo nel vicentino e trevigiano, che dovrebbe derivare dal nome medioevale
Parisius, si ricordi il frate camaldolese Parisius da Treviso vissuto
a cavallo tra il 1100 ed il 1200 fatto poi santo, ed il secondo nel
cosentino, che deriverebbe dal toponimo Parigi, spesso come soprannome
stante ad indicare una connessione con la Francia, troviamo nel 1600 a
Catanzaro i Parise come famiglia notarile, mentre un ceppo con il rango
di marchese lo troviamo nel 1800 a Venafro (IS). Un'altra ipotesi
sull'origine del cognome lo farebbe derivare dal nome greco Paris (Paride). |
| PARISI
|
Molto diffuso in tutto il sud Italia, ma presente anche al nord, deriva
dal toponimo Parigi, spesso come soprannome stante ad indicare una connessione
con la Francia, un'altra teoria, decisamente più affascinante, fa
discendere il cognome dalla popolazione gallica dei Parisii, popolo abitatore
dell'antica Normandia, che, scesi in Italia, dopo la conquista delle Gallie,
al seguito delle legioni romane, costituirono il nucleo delle legioni arruolate
fra i galli e la loro definizione etnica parisii li accompagnò come
soprannome prima e cognome dopo, una volta ottenuta la proprietà
delle terre date loro come paga per la ferma e rimborso per i servigi prestati
nelle varie guerre. Un ceppo pugliese dovrebbe discendere dal toponimo
Parisi (BA). Un'altra ipotesi sull'origine del cognome lo farebbe derivare
dal nome greco Paris (Paride).
integrazioni fornite da Ettore
Parisi
Il cognome Parisi del Trentino sudoccidentale, deriva dal nome Parisio,
abbastanza diffuso nella zona nei secoli XIV° e XV°. |
| PARISON
|
Parison, molto molto raro, è tipico del vicentino, di Molvena e
di Mason Vicentino, dovrebbe derivare da un soprannome legato dovrebbe
derivare al nome medioevale Parisius
e, probabilmente ad una corporatura imponente del capostipite dell'uso
di questo accrescitivo abbiamo un esempio in un documento del 1228 a Pisa,
con Parisone Rubertini e Parisone Vernagallus de Sancto Iusto de Parlascio
e nello stesso documento troviamo un principio di questa cognominizzazione
con un tale Rubertus Parisonis. |
| PARISSENTI
|
Parissenti è specifico dell'agordino nel bellunese, in particolare
di Voltago Agordino ed Agordo, dovrebbe derivare da un soprannome attribuito
al capostipite, soprannome basato sul termine arcaico veneto parissente
(appariscente, che si presenta bene),
termine che troviamo ad esempio utilizzato dal Parabosco che descrive il
Tiziano «zovene parissente
e agratiao, rizzoto a mo un puerelo». |
| PARLAGRECO
|
Parlagreco, molto raro, sembrerebbe siciliano, ha piccoli ceppi a Mazzarino
e Niscemi nel nisseno, a Palòermo, a Pachino nel siracusano e ad
Enna, dovrebbe derivare da un soprannome riferito ad un capostipite, che
fosse probabilmente di lingua greca, o che si esprimesse in modo ben poco
comprensibile. Ricordiamo gli intagliatori Domenico Parlagreco e
Liborio Parlagreco, che verso la fine del 1700 produssero diverse sculture
lignee a sfondo religioso nella zona che comprende catanese ed ennese. |
PARLAPIANI
PARLAPIANO |
Parlapiani, che è unico, dovrebbe essere un errore di trascrizione
di Parlapiano, che ha un piccolo ceppo a Francavilla al Mare nel teatino,
uno più consistente a Latina e Cisterna di Latina nel latinense,
uno a Morcone e Santa Croce del Sannio nel beneventano ed uno in Sicilia
a Caltabellotta, Lucca Sicula e Ribera nell'agrigentino ed a Palermo, dovrebbe
derivare da un soprannome originato da una caratteristica tipicità
dei capostipiti, che probabilmente erano abituati a parlare molto lentamente. |
PARLATI
PARLATO |
Parlati ha un ceppo romano, uno a Napoli e nel napoletano ed uno a Taviano
nel leccese, Parlato ha un ceppo nel vicentino, soprattutto a Recoaro Terme,
Valdagno, Cornedo Vicentino e Castelgomberto, uno a Roma, ma la massima
concentrazione è in Campania a Napoli e Vico Equense, con ceppi
importanti anche a Sant`Egidio del Monte Albino (SA), Meta, Piano di Sorrento,
Castellammare di Stabia, Sant'Antonio Abate e Boscotrecase nel napoletano
e Positano nel salernitano, questi cognomi dovrebbero derivare dal termine
italiano antico parlato (prelato)
utilizzato ad esempio da Giovanni Villani nella sua Nuova Cronica dell'anno
1348: "...Negli anni di Cristo MCCLXXXXIIII, il dì
di santa Croce di maggio, si fondò la grande chiesa nuova de' frati
minori di Firenze detta Santa Croce, e a la consegrazione della prima pietra
che si mise ne' fondamenti, vi furono molti vescovi e parlati
e cherici e religiosi...". |
| PARLAVECCHIO
|
Parlavecchio è siciliano, con un ceppo a Palermo, uno a Randazzo
nel catanese ed a Messina, dovrebbe derivare da un soprannome attribuito
al capostipite, forse abituato ad esprimersi in un modo inconsueto ed usando
parole o espressioni cadute in disuso. |
| PARMA
|
Tipico della zona che da Milano arriva a Rimini, lungo la via Emilia, deriva
dal toponimo omonimo. |
PARMEGGIANI
PARMEGIANI
PARMIGGIANI
PARMIGIANI |
Parmeggiani è tipicamente emiliano, del modenese e bolognese in
particolare, con un ceppo anche nel riminese, Parmegiani, molto raro, ha
un ceppo in provincia di Roma e nuclei autoctoni nel marchigiano, Parmiggiani,
abbastanza raro, è tipico del reggiano, Parmigiani è specifico
dell'area che comprende le province di Milano, Cremona, Piacenza, Parma
e Reggio, derivano dall'etnico della città di Parma. |
| PARMESAN
|
Parmesan, molto raro, è tipico veneziano, dovrebbe derivare
da parmesan, la forma dialettale veneta
per indicare chi provenga da Parma, indicando quella città come
luogo d'origine del capostipite. |
| PARMINI
|
Assolutamente rarissimo sembrerebbe lombardo, dovrebbe derivare dal nome
gentilizio latino Parminius o più probabilmente dal nome spagnolo
Parminio discendente da quel gentilizio. |
PARNIGONI
PERNIGONI |
Parnigoni è tipico di Cantello (VA), Pernigoni ha un ceppo a Caravaggio
(BG) ed uno a Sant`Angelo Lodigiano (LO), dovrebbero derivare da un soprannome
dialettale originato dal vocabolo lombardo pernigon
(piccola starna).
integrazioni fornite da Andrea
Parnigoni
a seguito di ricerca effettuata presso l'archivio di Stato a Como è
risultata la presenza di persone con nome "de Pernigono" nel comune di
Rodero (CO) nel 1446. Dopo una alternanza con la denominazione "de Vispera"
il cognome si consolida in Parnigoni (e in qualche caso Pernigoni). Il
ramo della mia famiglia a fine '700 si sposta da Rodero alla vicina Gaggiolo,
frazione di Cantello (VA). A seguito di emigrazioni avvenute soprattutto
nella seconda metà dell'800, fino all'inizio '900 il cognome Parnigoni
si trova presente negli USA (industria del granito, Barre-Vermont), Austria,
Svizzera e Canada. L'orgine del cognome potrebbe risalire a un toponimo
o a un soprannome derivato dal lombardo equivalente a "perniciotto". |
PARNIGOTTO
PERNIGOTTO |
Parnigotto è specifico di Padova, Pernigotto è tipico del
vicentino, di Malo e Chiampo, dovrebbero derivare da un soprannome originato
dal termine dialettale veneto parnigoto
o pernigoto ipocoristico di pernice. |
| PARODI
|
Assolutamente ligure è il cognome più diffuso sia a Genova
che in tutta la regione, potrebbe derivare dal nome del toponimo Parodi
Ligure (AL) o Litta Parodi (AL), come cognominizzazione è molto antica
troviamo fin dal 1100 i Marchesi Parodi vassalli della Repubblica di genova.
Personaggio famoso fu lo scultore genovese secentesco Filippo Parodi (1630-1702)
allievo del Bernini. |
PAROLA
PAROLI
PAROLIN
PAROLINI
PAROLINO
PAROLO |
Parola ha un grosso nucleo piemontese, nelle province di Cuneo e Torino,
ha un ceppo nel varesotto, novarese e milanese, uno nel bresciano, uno
nel pisano ed uno nel napoletano, Paroli ha un ceppo nel lecchese, uno
nel bresciano, uno nel reggiano ed uno a Roma, Parolin è tipicamente
veneto del vicentino, padovano e trevisano, Parolini è tipicamente
lombardo, del bresciano e del milanese, ma con ceppi anche nel mantovano,
Parolino è quasi unico, Parolo è tipico della provincia di
Sondrio di Sondrio e Montagna In Valtellina e di Casorate Sempione (VA),
dovrebbero derivare, direttamente o attraverso dei diminutivi, dal soprannome,
nome medioevale Parolus,
Parola, forma alterata del termine parvolus
(piccolo), ma potrebbero anche derivare da soprannomi generati dal vocabolo
dialettale parol (paiolo),
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Gavirate nel 1600: "...Successive
comparuit vocatus et ut supra Franciscus Parolus
filius quondam Bernardini habitator et iuratus ut supra tactis...". |
PAROLARI
PAROLARO
PAROLO |
Parolari è tipico del Trentino e dell'alto bresciano, Parolaro,
molto molto raro, sembrerebbe della Valtellina, Parolo ha un nucleo importante
a Sondrio ed uno non secondario nel padovano, dovrebbero tutti derivare
da soprannomi originati dal mestiere di fabbricare i paioli, parolar
in dialetto o dal termine stesso parol (paiolo). |
PAROLDI
PAROLDO |
Entrambi assolutamente rarissimi, sia Paroldi che Paroldo sono tipici dell'area
che comprende il savonese ed il basso Piemonte, dovrebbero derivare dal
toponimo Paroldo nel cuneese. |
PARON
PARONETTO
PATRON |
Paron è tipicamente friulano, dell'udinese in particolare, Paronetto
invece, leggermente più raro, è del trevigiano, Patron è
tipico di Venezia e del veneziano, di Mira, Pianiga e Spinea, di Campodarsego
nel padovano e di Mogliano Veneto nel trevisano, dovrebbero derivare da
soprannomi originati dal vocabolo veneto patron
o paron
(padrone) o da loro ipocoristici come paroneto
(padroncino), usato per caratterizzare
una posizione elevata dei capostipiti e anche probabilmente in maniera
affettuosa per prenderli in giro. |
| PARONZINI
|
Tipico del nordmilanese, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale
veneto legato al vocabolo paronzin (padroncino), troviamo tracce di questo
cognome nella laguna di Venezia a Cavallino già nel 1700. |
PARPAGIOLA
PARPAIOLA |
Parpagiola, estremamente raro, ha presenze a Legnaro e Rovolon nel padovano,
Parpaiola è specifico di Padova e Cadoneghe, sempre nel padovano,
dovrebbero derivare direttamente o tramite un'italianizzazione da un soprannome
originato dal termine dialettale veneto parpagiola
(farfallina dei granai), forse a caratterizzare
il modo di fare dei capostipiti, probabilmente molto volubili o noiosi. |
| PARPANI
|
Parpani, quasi unico, è lombardo.
integrazioni fornite da Gianluigi
Parpani
Parpani, rarissimo in Italia, presenta solo un gruppo familiare, originario
di Vaz/Obervaz nella Repubblica delle Tre Leghe (ora Cantone dei Grigioni
in Svizzera). Origina dal cognome Parpan,
che venne trascritto nei registri parrocchiali con il genitivo latino Parpanni
o Parpannis (Jacobur filius Josephi
Parpanni) italianizzato in Parpani
come da autografi già del 1754 (AS di Bergamo). Giunto in Italia,
allora Repubblica di Venezia, a Bergamo nell'estate del 1745, compare nello
Stato delle Anime del 1746 di Alzano Superiore con Giusep Parpan (Vaz/Obervaz
19,3,1720 - Bergamo 3,11,1780). Il cognome Parpan é un cognome toponomastico;
esiste un paese chiamato Parpan,
che potrebbe nascere da Pratum Planum
(Pratiplan, Partipan, Partpan ecc.), con il significato di prato sito in
zona pianeggiante, oppure da perpetaneus,
che sono le travi caratteristiche utilizzate nelle costruzioni nei Grigioni.
Esistono nel XIII secolo Oswald ed Eberhard De Partipan e nel 1418 Jann
de Parpan (Staatarchiv Graubunden, Chur). I Parpani in Italia sono ancor
oggi riconosciuti come emigrati dal Comune di Obervaz. Gianluigi Parpani
é Herrenburger (n.d.r. Patrizi, cittadini onorari)
del Patriziato di Obervaz. |
| PARRAVICINI
|
Cognome tipico del nord milanese
e comasco, potrebbe derivare dal nome medioevale Parravicinus ma è
più probabilmente derivato dal toponimo Parravicino (CO). Verso
la fine del 1500 opera in Como il Notaio della curia Candido Parravicinus. |
| PARRI
|
Tipicamente toscano con un ceppo anche nel pesarese, dovrebbe derivare
dall'aferesi del cognome Gasparri o da modificazioni dell'aferesi del nome
Gaspare. Personaggio di rilievo è stato Ferruccio Parri (1890 -
1981) fu Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica italiana
dal giugno al novembre 1945. |
| PARRILLA
|
Parrilla è tipicamente calabrese, del crotonese, di Cirò
Marina, Crotone e Crucoli, del cosentino, di Rossano, Crosia, Corigliano
Calabro, Longobucco, Bocchigliero, Paludi e Rende, e di Lamezia Terme nel
catanzarese, dovrebbe essere di origini spagnole e derivare da un soprannome
basato sul termine spagnolo parrilla
(graticola, grill). |
PARRINELLI
PARRINELLO |
Entrambi tipicamente siciliani, Parrinelli è quasi unico, Parrinello
è specifico del palermitano edel trapanese in particolare,
dovrebbe derivare da una modificazione ipocoristica dialettale del termine
padrino.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Cognome prevalentemente siciliano, con ceppo maggiore nel trapanese,
dovrebbe derivare dal vocabolo dialettale parrino,
col significato di padrino, da intendere o come un prete o come una personaggio
di spicco che assume la protezione di altre persone. |
| PARRINI
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Parrini è molto diffuso in tutta la Toscana, in Umbria ed a Roma,
con piccoli ceppi in Emilia, dovrebbe derivare da alterazioni dell'aferesi
del diminutivo del nome Gasparre, l'ipocoristico
Gasparrino per aferesi diventa Parrino,
la i finale può essere sia dovuta ad un genitivo patronimico, che
ad una formula cumulativa, i Parrini. |
| PARSANI
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Molto raro è specifico di Albano Sant'alessandro (BG), potrebbe
derivare dal toponimo Parzanica (BG) anticamente chiamata Parsanega. |
PARTEL
PARTELE
PARTELI |
Partel, Partele e Parteli, assolutamente rarissimi, sono del trentino,
derivano da modificazioni dialettali del nome germanico Bartl a sua volta
derivato dal nome Bartolomeo. |
| PARTI
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Rarissimo, sembrerebbe di origini
aretine, potrebbe derivare dal toponimo Partina nell'aretino.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Parti è la cognominizzazione del nome Parthi
derivato da un originario soprannome formato da Parthia,
il paese dei Parti, popolazione della Scizia. In alcuni casi ha alla base
soprannomi derivati da 'parti', nel
significato di "suddivisione" ("chi
fa le parti" o "chi possiede alcune parti", ecc.) o nel significato di
ruoli (o comportamenti) "particolari" nella società. |
| PARTINI
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Cognome tipico del senese, di Colle Di Val D'elsa (SI) in particolare,
dovrebbe derivare dal nome gallico latino Partinus, Partinus era anche
un nome attributo di Giove, è pure possibile una derivazione dal
toponimo Partina (AR), un indizio di questa cognominizzazione si trova nell'elenco
degli scolari dell'Università di Perugia nel 1511 con un certo Francisus
Partinus marchigiano. |
| PARTISITI
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Partisiti, di area geografica incerta, ed origine etimologica oscura, potrebbe
derivare da un'indicatore di provenienza da luogo con suffisso in -ita,
-iti, riferito ad una proprietà
agraria di un non meglio identificato Partisius
o Patisius, ricordiamo con questo nome
Quinctius Partisius uno degli ufficiali di Cesare durante la Guerra Alessandrina
contro Pompeo, nome riportato da Aulus Hirtius, uno dei luogotenenti di
Cesare, nei suoi Commentarii: "..Adiungit
Cn. Domitius legioni XXXVI duas ab Deiotaro, quas ille disciplina atque
armatura nostra compluris annos constitutas habebat, equitesque C, totidemque
ab Ariobarzane sumit. Mittit P. Sestium ad C. Plaetorium quaestorem, ut
legionem adduceret quae ex tumultuariis militibus in Ponto confecta erat,
Quintumque Partisium
in Ciliciam ad auxilia arcessenda. Quae copiae celeriter omnes iussu Domiti
Comana convenerunt...". |
| PARUSCIO
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Paruscio è specifico della provincia di Sondrio, di Sondrio, Faedo
Valtellino, Albosaggia e Caiolo, dovrebbe derivare da un soprannome, il
termine dialettale parüsc significa
grosso chiodo o cavicchio
di legno utilizzato un tempo nella costruzione delle case, ma parüsc
significa anche passero, e parüsc
venivano anche chiamati gli abitanti delle vicine valli del Canton Ticino. |
| PARUTA
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Paruta, abbastanza raro, sembrerebbe specifico di Palermo, il cognome sembrerebbe
collegato con il nome della ruta, tanto
che quella pianta viene raffigurata nel suo stemma, ma l'ipotesi non è
molto convincente, si potrebbe piuttosto considerare una connessione con
il vocabolo medioevale paruta (apparenza,
abbigliamento), nasce come De Paruta, chi lo dice di origine
lucchese, chi veneziana, anche perchè importanti tracce venete di
questo casato ci sono fin dal 1300, con ramificazioni anche in Lombardia,
dove è tuttora presente nel bergamasco, a Pontida e Bergamo, ed
a Chiari nel vicino bresciano, ma le tracce più antiche sembrerebbero
siciliane, si tratta di una famiglia baronale di probabile origine germanica,
nella prima metà del 1300 troviamo un Cossius
de Paruta Judex Panormi (giudice di Palermo), agli inizi del
1400 risale invece la carica nobiliare con infeudazione del territorio
di Corleone, nel 1436 Ruggiero Paruta è vicerè del Regno
di Sicilia, nel 1507 i Paruta diventano baroni di Salaparuta nel trapanese,
paese che proprio dalla famiglia prese il suo nome. Le tracce venete di
questa cognominizzazione le troviamo in questa dichiarazione datata 1379:
"Nicholò Paruta
de San Chanzian oferé la persona soa con IIII boni conpagni, i serà
otimi e sofizienti, sovra la prexente armada a tute suo spexe in fin'a
vera fenida, li qual IIII conpagni non serà de ganzaruoli ní
de altri salariadi del comun de Veniexia.". |
| PARZANI
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Tipico del bresciano, potrebbe derivare da un toponimo come Parzanica (BG)
anticamente chiamata Parsanega.
integrazioni fornite da Giacomo
Ganza / Villa di Tirano (SO)
Si può ipotizzare una derivazione dal toponimo Porzano segnalato
da Dante Olivieri nel suo dizionario di Toponimastica. Esistono le
seguenti località così chiamate : Parzano, frazione di Orsenigo
(CO) e Parzano, frazione di Mede (Pavia). |
| PARZANESE
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Molto raro, sembra essere originario
della zona di Ariano Irpino.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Parzanese deriva dal latino medievale colonus 'partionarius'+
suff. e(n)sis > ese
"affittuario, mezzadro di terreni vergini,
spesso di monasteri o della Chiesa". |
PARZIALE
PARZIALI |
Parziale ha un ceppo a Roma ed a Latina, un ceppo a Toro nel campobassano,
un ceppo a Napoli, uno ad Atripalda, Torella dei Lombardi, Avellino e Candida
nell'avellinese, uno a San Giorgio del Sannio e Calvi nel beneventano,
uno a Nocera Inferiore nel salernitano ed uno a Santa Maria Capua Vetere
nel casertano, un ceppo nel materano a Policoro, Ferrandina e Rotondella,
ed in Puglia uno a Brindisi ed uno nel barese ad Altamura e Corato, Parziali
è praticamente unico, potrebbe trattarsi di una forma dialettale
contratta del nome medioevale Parzivale,
un'italianizzazione di Parsivaldus. |
| PARZINI
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Estremamente raro, potrebbe essere
originario del basso novarese, una possibile derivazione potrebbe essere
legata alle vicinanze con un tempio dedicato a Juppiter Parthinus (divinità
celto romana), o più semplicemente può derivare dal nome
tardo latino Parthinus (Parzinus), nome che si trova inciso su lapidi medioevali
come ad es:"D(is) M(anibus) s(acrum) / Satria C(ai)
l(iberta) / Cupta h(ic) s(ita) e(st) / Lupus Primae l(ibertus) / Parthinus
ex / Laio coniugi / pientissimae / et sibi pos(uit).". |
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