PASCA
PASCO |
Pasca ha un ceppo nel Salento, uno nel palermitano, uno nel napoletano
ed uno nel sassarese, Pasco è rarissimo e sembrerebbe veneto, dovrebbero
derivare dal nome medioevale Pasqua, dato spesso ai nati in quel giorno. |
| PASCAL |
Pascal è un cognome tipico valdostano di La Salle ed Aosta, con
ceppi anche nel torinese soprattutto a Villar Perosa e Perosa Argentina,
di origine francese deriva dal nome francese Pascal
(Pasquale) nome spesso attribuito a
bambini nati appunto nel periodo pasquale. |
PASCALE
PASCALI
PASQUALE
PASQUALETTI
PASQUALETTO
PASQUALI
PASQUALINI
PASQUALOTTO |
Pascale sembrerebbe tipico del sud, Campania soprattutto, ma ha ceppi significativi
anche in Lazio, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, Pascali, tipicamente
pugliese, del Salento in particolare, ha ceppi anche nelle province di
Vibo Valentia e Cosenza, Pasquale, pur essendo panitaliano, è decisamente
più presente in Abruzzo, Molise, Puglia e Campania, con ceppi comunque
anche in Sicilia, Calabria, Basilicata e Lazio ed in tutto il nord, Pasqualetti
ha un ceppo toscano, in particolare nel fiorentino e nel pisano, ed un
ceppo tra ternano, viterbese e romano, Pasqualetto, ha un nucleo in Veneto,
in particolare nel veneziano ed un ceppo in Sicilia nel nisseno, sia Pasquali
che Pasqualini sono distribuiti al centro nord, Pasqualotto, tipicamente
veneto, del veronese, vicentino, padovano e trevisano in particolare, derivano
tutti, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome tardo latino Pasqualis, dalla
sua traduzione Pasquale o da forme
dialettali come Pascale, nome normalmente
attribuito ai bambini nati appunto durante il periodo delle feste pasquali. |
| PASCALIS |
Tipico sardo, della zona tra oristanese e cagliaritano, è
molto raro, deriva dall'aggettivo sardo per pasquale. |
| PASCARELLA |
Cognome originario della zona tra
Napoli e Caserta, deriva dal nome tardo latino Pasqualis, attraverso la
modifica dialettale Pascalis, Pascaris. |
| PASCHINI |
Paschini è tipicamente friulano di Verzegnis e Tolmezzo nell'udinese,
dovrebbe derivare dal nome Paschinus,
forma arcaica del nome Pasquinus. |
| PASCHINO |
Paschino è tipico del sassarese di Sennori e di Sassari, potrebbe
derivare da diminutivi del nome Pasqua (vedi PASCA),
secondo alcuni deriva invece da modificazioni dell'antico nome ligure Passino,
mentre secondo altri deriverebbe dall'essere nato il capostipite il giorno
di paschinunti vocabolo sardo per Epifania.
integrazioni fornite da Antonello
Mocci
I Paschino presenti nel nord della Sardegna, nascono da un errore dell'ufficiale
all'anagrafe al momento della registrazione di una nascita. Quando nacque
il fratello minore di Salvatore Pasquino, nel presentarsi all'anagrafe
si espressero in dialetto sassarese nel quale la parola pasquino di pronuncia
paschino...oggi siamo alla quinta o
sesta generazione dei Paschino. |
PASCOLI
PASCOLIN
PASCOLINI
PASCOLO |
Pascoli ha un nucleo importante nell'udinese, un ceppo in Romagna ed uno
a Roma, Pascolin, assolutamente rarissimo, è dell'udinese, Pascolini
ha un ceppo nell'udinese, uno nel perugino a Gubbio e nelle Marche tra
Fabriano (AN) e Tolentino (MC), Pascolo è specifico dell'udinese,
derivano dal nome medioevale Pascolus,
traccia di questa cognomizzazione la troviamo nell'elenco degli scolari
dell'Università di Perugia dove, nell'anno 1583 compare un certo
Ioannes Pascolus citramontanus. |
PASCOTTI
PASCOTTO |
Pascotti sembrerebbe unico, Pascotto è tipicamente veneto e della
provincia di Pordenone, si dovrebbe trattare di forme ipocoristiche e patronimiche
del nome Pasqua, starebbero perciò ad indicare le famiglie di figli
di un Pasqua. |
PASCUCCI
PASCUCCIO
PASCULLI
PASCULLO
PASCUZZI
PASCUZZO |
Pascucci è tipico dell'Italia centrale e della Campania, Pascuccio,
rarissimo, è campano in particolare dell'avellinese, Pasculli, decisamente
pugliese è tipico del barese, di Bitonto, Bisceglie, Andria, Molfetta
e Bari e di Martina Franca (TA), Pascullo, molto più raro sembra
specifico di Palo Del Colle (BA), Pascuzzi è tipicamente calabrese,
della provincia di Catanzaro in particolare, Pascuzzo, sempre calabrese,
è tipico del cosentino, dovrebbero tutti derivare da nomi attribuiti
al capostipite in quanto nato il giorno o durante il periodo di Pasqua.
integrazioni fornite da Andrea
Questi cognomi venivano inizialmente assegnati a figli nati nel giorno
o nel periodo di Pasqua, successivamente vennero utilizzati per ricordare
la morte e la resurrezione di Cristo. Pascucci è diffuso nell'Italia
centrale, soprattutto a Roma e provincia. Ma anche in Campania (nell'avellinese).
Molto significativa la presenza del cognome nelle Marche settentrionali. |
PASETTI
PASETTO
PASOTTI
PASOTTO |
Pasetti è tipico dell'area che comprende milanese, bresciano, mantovano,
ferrarese e bolognese, Pasetto è più del veronese e vicentino,
Pasotti ha un nucleo principale nel bresciano a Lumezzane, Nave, Brescia
e Bovezzo, un ceppo a Imola, Castel San Pietro Terme nel bolognese e a
Massa Lombarda (RA), uno a Genova, Pasotto è specifico del veronese,
di Verona, Gazzo Veronese e Nogara, dovrebbero tutti derivare da ipocoristici
del nome gratulatorio medioevale Pase,
di cui abbiamo un esempio nel 1600 nel vicentino: "...con il Magnifico
Ser Minin quondam Pase Camolli di
Primolano abitta a Bassano di indorare la palla del Santissimo...". |
PASI
PASIN
PASINETTI
PASINI
PASINO |
Pasi ha almeno due nuclei, uno importante tra il ravennate ed il forlivese
ed uno nel veronese, Pasin è tipicamente veneto, soprattutto del
vicentino e del trevisano, Pasinetti è decisamente lombardo, del
bergamasco e del bresciano, Pasini è molto diffuso nella fascia
da Varese a Pesaro, lungo la via Emilia, Pasino sembra specifico di Alessandria
e dell'alessandrino, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite
forme ipocoristiche semplici o complesse o per contrazione, da una modificazione
dialettale del nome medioevale Pacinus di cui abbiamo un esempio in questo
scritto del 1451 a Lodi: "...Cum alias spectabiles
et egregii dominus Nicolaus de Arcimboldis, nunc consiliarius noster, et
dominus Pacinus de
Perusio ac Iacobinus de Bosis, commisarii et mandatarii nomine Ill.mi quondam
et ex.mi domini domini ducis, soceri et patris nostri, et nunquam delende
memorie, domini Filippi Marie ducis Mediolani ...". Troviamo tracce
del cognome Pasini nel 1500 a Cerete (BG) in una lettera del 1543 dove
si legge: "...Tonolus
q.Pasini Bertolotti de Succiis consul decti
comunis...". (vedi Pacini)
integrazioni fornite da Angelo
Pasino
cognomizzazione del nome augurale e gratulatorio medievale Pace e latino Pacinus; presente nel bresciano, ferrarese, alessandrino. Documentato fin dal 1200 (Pasino de Gotis
de Boselli), un Mastro Pasino è menzionato nella Satira
Ia dell'Ariosto: "...Se separatamente cucinarme /
vorà mastro Pasino
una o due volte, / quattro e sei mi farà il viso da l'arme....". |
PASOLI
PASOLINI
PASOLINO |
Pasoli, assolutamente rarissimo, parrebbe del veronese, Pasolini ha un
ceppo lombardo tra basso bresciano, cremonese e mantovano ed uno romagnolo
tra forlivese e riminese, Pasolino, probabilmente dovuto ad errori di trascrizione,
è quasi unico, si dovrebbe trattare di forme ipocoristiche di variazioni
dialettali del nome augurale e gratulatorio medioevale Pace,
di cui abbiamo questo esempio: "...et refutationem
et pactum de non ulterius aliquid petendo Paci
quondam Bettini de Colle et eius heredibus et bona de quondam debito quindecim
florenorum ...". |
| PASQUA
|
Specifico del Sud, del foggiano e del cosentino in particolare, dovrebbe
derivare dal nome medioevale Pasqua, dato spesso ai nati in quel giorno,
dell'uso di questo nome abbiamo un esempio in un atto di nascita del 1660:
"...Pasqua
figliola legitima et naturale di messer Domenego Nuvel et di madonna Anzellica
sua moglie di S. Giorgio fu battezzata da me p. Leonardo Faraone cappellan
et cooperatore...". |
| PASQUADIBISCEGLIE
|
Cognome specifico di Trani (BA)dovrebbe derivaree dal fatto che il capostipite
di nome Pasqua (vedi PASQUA) era originario
di Bisceglie (BA) e per qualche strano motivo venne scritto tutto attaccato. |
| PASQUATO |
Abbastanza raro, è specifico
del padovano, deriva dal nome Pasquatus, in uso agli inizi del rinascimento
nella zona di Padova. |
PASQUINA
PASQUINI
PASQUINO |
Pasquina, rarissimo, sembrerebbe torinese, Pasquini è tipico del
centro Italia, bolognese e milanese, Pasquino ha un ceppo nella fascia
dal torinese al milanese, uno nel molisano ed uno in Puglia, derivano dal
nome medioevale Pasquinus citato ad esempio da Teofilo Folengo (1491-1544)
nel suo Baldus: "...Venio
paradisi e partibus alti, vadoque ad infernum, Pasquinus
nomine dicor...". |
PASSADOR
PASSADORE
PASSADORI
PASSATORE
PASSATORI |
Passador, molto raro, è della zona tra Treviso e Pordenone, Passadore
ha un ceppo rovigoto nella zona di Adria ed uno genovese, Passadori, assolutamente
rarissimo sembra specifico del pavese, Passatore, altrettanto raro, sembrerebbe
piemontese, Passatori è praticamente unico, dovrebbero derivare
dal mestiere di traghettatore o barcaiolo. |
| PASSAFIUME |
Molto raro è tipico del palermitano, della zona di Termini Imerese
e dintorni, deriva da un soprannome originato dal mestiere di traghettatore
o barcaiolo, tracce di questa cognomizzazione le trofiamo a Cefalù
fin dal 1400 un certo fra Giovanni Passafiume nella seconda
metà del secolo è priore della locale cattedrale. |
| PASSALACQUA |
Presente un pò in tutt'Italia, ha un nucleo molto importante in
Sicilia ed un'altro autonomo nella Liguria centroorientale, ha anche un
ceppo piemontese nel biellese probabilmente derivante dal toponimo Passalacqua
di Tortona (AL), tutti questi ceppi dovrebbero derivare dal mestiere di
traghettatore o barcaiolo. Tracce di queste cognomizzazioni le troviamo
a Biella nella seconda metà del 1300 dove opera il notaio Johannes
Passalacqua, in un'atto giudiziario del 21/8/1341 viene citato come parte
lesa un certo Guerriero Passalacqua, nel 1600 Matteo Passalacqua, è
un Nobile di Tortona. |
| PASSALENTI |
Molto raro è tipico del basso udinese. |
PASSAMONTE
PASSAMONTI |
Passamonte ha un ceppo romano ed uno siciliano, Passamonti ha un ceppo
in provincia di Sondrio, uno romano ed uno tra le province di Ascoli Piceno
e di Teramo,
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Passamonti sembrerebbe un cognome tipico dell’Italia centrale, più
precisamente della fascia costiera adriatica marchigiana e abruzzese e
del Lazio. Non mancano altri ceppi in Umbria e in Lombardia. Passamonti
sembra derivare dall’espressione passa i monti,
attribuita in passato a quei pastori che erano soliti dedicarsi alla transumanza
del bestiame trascorrendo i mesi caldi in zone alte e i periodi freddi
nelle pianure sottostanti, percorrendo i cosiddetti tratturi, viottoli
millenari. Osservando la distribuzione del cognome in Italia centrale
sui due versanti tirrenico e adriatico, e considerando il fatto che nella
zona appenninica interna esso è assente, si può ipotizzare
che il cognome sia stato attribuito in passato a coloro che si erano trasferiti
dalle zone impervie interne a quelle costiere del
Tirrenico e dell’Adriatico (la provenienza da zone montuose avrebbe
in tal senso originato il soprannome, poi cognominizzato, passa
monti), oppure da una zona costiera all’altra. Una famiglia
Passamonti fu illustre nei secoli scorsi: elevatasi al rango aristocratico,
si trasferì verso gli inizi del settecento dalle Marche alla provincia
di Roma, dove si trovò ad amministrare i doviziosi beni dell’Abbazia
di San Nilo. Proprio a Giovanni Passamonti (1798-1866), componente di
tale nobile Casato imparentato con gli Orsini e i Colonna, si deve l’istituzione
del Comune di Grottaferrata il 3 giugno 1848, per concessione di Papa Pio
IX; in tale occasione il Passamonti fu nominato Priore dalla nuova comunità
costituita. |
| PASSANITI |
Abbastanza raro è tipico della zona dello stretto di Messina,
sia sulla sponda calabrese che siciliana. |
PASSARANI
PASSARETTI
PASSARINI
PASSERA
PASSERANI
PASSERETTI
PASSERETTO
PASSERI
PASSERINI |
Passarani, molto molto raro, è tipico di Rieti e Roma, Passaretti
è raro ed è della zona tra Napoli e Caserta, Passarini abbastanza
raro, presenta un ceppo nel bolognese, uno nel veronese, uno nel maceratino
ed uno tra Roma e Latina, Passera è specifico della zona che comprende
il parmense, il piacentino il lodigiano, il milanese, il bergamasco ed
il varesotto, Passerani, assolutamente rarissimo, è del romano,
Passeretti, molto raro, ha un ceppo in Lazio, uno in Campania ed uno nel
tarantino, Passeretto è unico, Passeri ha un ceppo lombardo, uno
fiorentino ed uno pescarese, ma il nucleo più importante è
nella fascia che comprende Umbria e Lazio, Passerini ha un nucleo nella
Lombardia occidentale ed uno nel bolognese. Il
nome Passara, Passera,
Passarinus
e Passerinus erano in uso nel
medioevo, come si evince da un decreto edito a Cassago nel 1356:"...Passarinus
de Orliano, consul et offitialis de Barzanò..." e potrebbero
essere delle variazioni del nome bizantino Passara.. |
PASSARELLA
PASSARELLI |
Passarella è distribuito a macchia di leopardo un pò in tutt'Italia,
presenta un nucleo importante in provincia di Venezia, che deriva dal toponimo
Passarella (VE) ed uno tra il casertano ed il Molise, che dovrebbe derivare
da una forma ipocoristica del nome bizantino Passara,
così come si pensa per Passarelli che è diffuso in particolare
nel Lazio, nel teatino, in Molise, Campania, Basilicata e Calabria, con
ceppi anche nel tarentino e nel catanese. |
PASSARI
PASSARO |
Passari ha un ceppo romano, uno piccolo nel ternano e nel frusinate, ed
uno nel messinese, Passaro ha un grosso ceppo campano, soprattutto nel
napoletano e nel salernitano, un ceppo romano ed uno in Molise ed in Puglia,
in particolare nel brindisino, ha un ceppo anche nel nisseno, dovrebbero
derivare dal nome bizantino Passarus
di cui abbiamo un esempio in: "Hic primus Magistri
dignitate insignis, Strategus seu Catapanus Italiae fuit. Passarus
Protospatha A. C. 973". |
| PASSE' |
Passè, ormai quasi scomparso in Italia, sicuramente meridionale,
potrebbe essere di origini normanne. |
PASSETTI
PASSETTO |
Passetti ha un ceppo tra livornese e pisano, a Cascina
e Calcinaia nel pisano ed a Livorno e Piombino, uno romano ed uno a Frontone
e Cagli nell'urbinate, Passetto, assolutamente rarissimo, è di Napoli,
potrebbero derivare da soprannomi originati dal termine arcaico passetto
(specie di corridoio o stretto vicolo coperto),
forse indicando che il luogo d'abitazione fosse in prossimità di
un vicolo di tal fatta, è anche possibile che questi cognomi si
rifacciano al termine passetto,
unità di misura italiana antica che a Livorno valeva 1167 millimetri,
e nell'urbinate ed a Roma 670 millimetri, forse a caratterizzare il carattere
meticoloso del capostipite o la sua professione. |
| PASSI |
Ha un ceppo a Spirano (BG) ed uno a Cittaducale (RI), ma il nucleo principale
è a Roma, potrebbero derivare da soprannomi medioevali originati
dal verbo latino patior (soffrire,
subire) il cui participio passato è passus
e starebbe ad indicare lo stato di perseguitati
o comunque di sofferenti, infermi,
Passi sarebbe l'equivalente medioevale dell'attuale Pazienti. |
| PASSIU |
Passiu è tipicamente sardo, dell'oristanese, di Paulilatino in particolare
e del cagliaritano di Dolianova soprattutto, potrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine sardo campidanese passíu
(passeggio), meno probabile una derivazione
dal catalano passiu (passivo),
troviamo tracce di questa cognominizzazione a Scano Montiferro nell'oristanese
nel 1700 con il notaio Giuseppe Passiu Padery. |
| PASSIVO |
Passivo è quasi unico e
non è possibile individuare un'area di origine o una possibile derivazione. |
| PASSOLUNGO |
Rarissimo sembra specifico del
sudmilanese, potrebbe derivare da un soprannome. |
| PASSON |
Molto raro è specifico dell'udinese. |
| PASSONI |
Il nucleo più importante
nella Lombardia occidentale, ma potrebbe individuarsi anche un ceppo nella
Venezia Giulia, potrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo dialettale
arcaico milanese passon (palo conficcato nel terreno per sostenere ad esempio
un'abitazione). |
| PASTENA |
Pastena ha un ceppo romano ed alcuni campani a Napoli, Avellino e Battipaglia
(SA), dovrebbero tutti derivare da toponimi come Pastena (FR), (IS), (NA),
(SA) o Pastene (BN) o anche da nomi di località generici come quello
ad esempio riportato in questo scritto salernitano del 1116: "...Et
adiunxi in ista sorte terram cum castaneto de eodem loco felecta, ubi arbusta
dicitur, et terram vacuam de eodem loco, ubi castanieta dicitur. Et terram
cum aliquantis arboribus…. ubi ad pastena
dicitur....". |
| PASTENE |
Pastene, molto molto raro, decisamente ligure, è tipico di Rapallo
e Genova, dovrebbe derivare da nomi di località caratterizzati dalla
presenza di un pastinum (cioè
dei luoghi incolti e poi coltivati, soprattutto ad orti e prati).
Personaggio di assoluto rilievo è stato il navigatore del 1500,
il Capitano Giovan Battista Pastene, nato a Rapallo, che che esploró
il Cile al seguito di Pedro de Valdivia. |
PASTOR
PASTORA
PASTORE
PASTORELLA
PASTORELLI
PASTORELLO
PASTORESSA
PASTORI
PASTORIN
PASTORINA
PASTORINI
PASTORINO
PASTORIS |
Pastor ha ceppi nell'imperiese, a Pigna, Ventimiglia, San Remo e Bordighera
ed un ceppo a Trieste ed a Meduno (PN), Pastora è praticamente unico,
Pastore è molto diffuso sia al sud che al nord, Pastorella parrebbe
siciliano, con un ceppo nel palermitano ed uno nel siracusano, Pastorelli
sembra tipico del centro nord, ma con un possibile ceppo nel Salento, Pastorello
ha un grosso nucleo veneto, un ceppo nell'alessandrino ed uno siciliano
tra nisseno e palermitano, Pastoressa, decisamente pugliese, ha un ceppo
a Bitonto e Bari, Pastori ha un grosso ceppo lombardo, soprattutto nel
milanese, uno nel parmense ed uno nella fascia che comprende l'anconetano,
l'Umbria ed il Lazio centrosettentrionale, Pastorin, assolutamente rarissimo
è del veneziano, Pastorina è unico, Pastorini ha ceppi tra
genovese ed alessandrino, tra fiorentino ed aretino ed a Roma, Pastorino,
decisamente ligure, diffuso in tutta la regione anche se in modo più
massiccio nel genovese, ha un ceppo anche nell'alessandrino ed uno nel
salernitano ad Olevano sul Tusciano e Battipaglia, Pastoris, molto molto
raro, parrebbe del vercellese, derivano tutti da soprannomi legati al mestiere
di pastore.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Sull’origine di questi cognomi confluiscono perlomeno due ipotesi,
che, sommate l’una all’altra, ne giustificano la vasta diffusione nell’intero
paese. Da una parte, infatti, è molto probabile una relazione diretta
col mestiere di pastore o allevatore di greggi, dato il tipo di economia
tipica dell’epoca pre-moderna, fortemente improntata sull’agricoltura e
la pastorizia. D’altra parte, però, va detto che in molti casi questi
cognomi derivano dal nome medievale Pastore,
che qui allude più probabilmente alla figura di Gesù Cristo,
il Buon Pastore per eccellenza (nella
Bibbia, è Gesù stesso che dice Io
sono il Buon Pastore, conosco le Mie pecore e le Mie pecore conoscono Me
(vedi anche Buonpastore), per estensione, inoltre, questo significato
viene ripreso anche nel linguaggio ecclesiastico, in cui il termine pastore
è usato appunto nel senso di prete, guida spirituale. Dal punto
di vista storico, tracce di questo nome si trovano a Milano nel 1161, quando
in un atto di compravendita viene citato un certo Pastore detto Crivello;
qualche secolo dopo, inoltre, ritroviamo questo nome con lo stuccatore,
orafo e mastro vetraio Pastorino da Siena (1508 ca. – 1592). Per quanto
riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni
o dei nomi personali dei capostipiti o di soprannomi o nomi di mestiere
ad essi attribuiti. |
| PASTORATO |
Pastorato, estremamente raro, dovrebbe essere una forma patronimica veneta
del nome Pastore, il suffisso -ato
sta in Veneto per figlio di, un certo
Pastore. |
PASUTTI
PASUTTO |
Entrambi friulani, Pasutti è assolutamente rarissimo, Pasutto lo
è un poco meno ed è tipico di Valvasone nel pordenonese e
di Trieste, dovrebbe trattarsi di forme patronimiche tipicamente friulane
in -utti o -utto,
dove questi suffissi stanno per figlio di,
riferito ad un padre del capostipite di nome Pase
(vedi PASETTI ). |
| PATACCA |
Raro, presenta tre nuclei, uno
in Umbria, uno nel teramano ed uno in provincia di Roma, iI cognome deriva
dal termine patacca che indicava il soldo del soldato nel rinascimento
(una Patacca = cinque Carlini), e quindi usato come soprannome stante ad
indicare o il mestiere dell'uomo d'armi o un carattere mercenario., un'altra
ipotesi è che derivi dalla voce dialettale patacca (uomo rozzo)
usata come soprannome. |
PATALANI
PATALANO |
Patalani è tipico di Viareggio nel lucchese, Patalano è specifico
dell'area che comprende il latinense, il casertano ed il napoletano, in
particolare Gaeta nel latinense, Forio, Ischia, Lacco Ameno, Casamicciola
Terme e Barano d'Ischia nell'isola D'Ischia nel napoletano, Bacoli e Napoli
sempre nel napoletano e Mondragone nel casertano, potrebbe essere di origine
angioina e derivare dal termine occitano patalan
o patalon che significa goffo,
ma non si può escludere un'origine spagnola da un soprannome originato
dal termine pata (zampa). |
| PATAMIA |
Patamia è tipicamente calabrese, dovrebbe derivare da modificazioni
dialettali del vocabolo greco potamos
(fiume), ad indicare forse la vicinanza
di un corso d'acqua rispetto all'abitazione della famiglia, di Gioia Tauro
(RC) e Simeri Crichi (CZ), tracce di questa cognominizzazione le troviamo
a Bagnara Calabra (RC) fin dal 1700. |
PATANE
PATANÉ
PATANIA |
Patane, molto raro, è del catanese e dovrebbe trattarsi di errori
di trascrizione del cognome Patanè, tipico siciliano, del catanese
in particolare, Patania è tipico del siracusano, dovrebbero tutti derivare
da modificazioni più o meno dialettali dell'etnico di toponimi come
Aci Platani (CT), Acquaviva Platani (CL) o San Biagio Platani (AG).
integrazioni fornite da dott. Cosimo
De Giovanni Centelles
Patanè fu riconosciuto nel 1905 col titolo
di Barone di S. Martino, per successione Marzullo, Paolo, di Carlo, di
Paolo. Figli: Carlo e Giovan Battista. Fratello: Francesco.
Arma: d' azzurro, alla campagna sostenente tre
monti al naturale, ed un leone coronato e rivoltato, tenente un dardo con
un serpe attorcigliato, sormontato da tre stelle ordinate in fascia, il
tutto d'oro. |
PATARI
PATARO |
Patari è praticamente unico, Pataro, comunque assolutmente rarissimo,
ha un ceppo nel nordmilanese, ed uno tra potentino e cosentino, l'origine
potrebbe risalire ad un soprannome di epoca tardo medioevale, riferendosi
al movimento, più o meno eretico, dei patari
che prendeva forse il nome da Roberto Patta da Giussano, quando il termine
pataro arrivò ad essere sinonimo
di eretico, e in questo caso starebbe ad indicare una lontananza del capostipite
dai principi religiosi dell'epoca, si deve però anche considerare
che Patorus o Patarus
fu un nome utilizzato in epoca tardo medioevale, ne abbiamo un esempio
con Patoro o Pataro
Buzzacarini nobile di Padova tra la fine del 1200 e gli inizi del 1300
e così molti altri nel padovano in epoca successiva. |
PATERNA
PATERNI
PATERNO |
Paterna ha un ceppo nel romano, uno tra salernitano e potentino ed uno
tra palermitano e nisseno, Paterni ha un ceppo nel lucchese ed uno nel
ternano, Paterno ha un ceppo tra trentino e vicentino, uno tra casertano
e napoletano, uno nel barese, uno nel cosentino ed uno nel catanese, dovrebbero
derivare dai molti toponimi di nome Paterna o Paterno presenti un pò
ovunque in Italia, ma è pure possibile una derivazione dal cognomen latino Paternus,
Paterna: "...quae
Cato ille Censorius de disciplina militari scripsit, quae Cornelius Celsus,
quae Frontinus perstringenda duxerunt, quae Paternus
diligentissimus iuris militaris adsertor in libros redegit, quae Augusti
et Traiani Hadrianique constitutionibus cauta sunt...", ricordiamo
nel III° secolo il proconsole Aspasius Paternus governatore di Cartagine. |
| PATERNITI |
Paterniti, decisamente siciliano, ha un ceppo a Tortorici (ME), ma è
soprattutto diffuso nel catanese a Catania, Castel di Judica, Bronte e
Ramacca, dovrebbe derivare da un etnico di Paternò (CT) di tipo
dialettale neogreco. |
| PATERNO' |
Tipico siciliano deriva dal toponimo Paternò (CT).
integrazioni fornite da Carmelo
Ciccia (tratto dal libro I cognomi di Paternò)
le derivazioni possibili sono molte, potrebbe riferirsi al toponimo,
ma anche alla località indicata come campi di proprietà di
un cittadino romano di nome Paterno, in alcuni casi può essere riferito
a figli di NN rinvenuti a Paternò, in altri casi può riferirsi
ad ebrei accasati a Paternò. La nobile famiglia dei Paternò
risale all'epoca normanna. |
PATERNOSTER
PATERNOSTRI
PATERNOSTRO |
Paternoster ha un ceppo trentino ed uno lucano, Paternostri, praticamente
unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione di Paternostro
che ha un importante nucleo palermitano, ed uno nell'alto cosentino, zona
di Castrovillari e Cassano allo Ionio, derivano dal nome medioevale Paternoster
ispirato dalla pietà religiosa di cui abbiamo un esempio a Cividale
(UD) nel 1291 con un certo Lupoldo detto “Paternoster”, abitante di Cividale,
che appare in una investitura riguardante beni cittadini. |
| PATERNUOSTO |
Paternuosto, specifico del caserano, di Capua, Pratella e Grazzanise, deriva
da corruzioni dialettali del nome medioevale Paternoster
(vedi Paternoster). |
| PATETTA |
Cognome raro, parrebbe avere due
ceppi, uno tra la provincia di Savona e il cuneese, ed uno nel foggiano. |
| PATI |
Raro, sembra avere un ceppo originario
nel Salento che deriverebbe dal toponimo Patu' (LE) ed uno nel cosentino,
che potrebbe derivare per aferesi dal toponimo Maropati (RC), |
| PATIRANI |
Cognome praticamente scomparso,
presente in Italia unicamente nel piacentino, dicono originario di Gandino
(BG), anche se le tracce esistenti si trovano a Zandobbio (BG), il cognome
prosegue comunque all'estero ed esattamente in Canada. |
PATRIARCA
PATRIARCHI |
Patriarca sembrerebbe tipico del Lazio, con estensioni in Abruzzo e nell'iserniese,
ha un ceppo anche nell'udinese, Patriarchi parrebbe aretino.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Patriarca presenta un nucleo maggiore nel centro Italia, fra il romano,
il frusinate, il latinense, l’isernino, il pescarese e il teramano, ma si riscontrano nuclei secondari anche nel nord, fra l’udinese, il milanese,
il comasco, il sondriese, il lecchese, il vercellese e il torinese, Patriarchi,
molto più raro del precedente, è diffuso soprattutto nel
centro nord, con ceppi principali nel aretino, nel fiorentino e nel pratese,
ma con un ceppo minore anche a Gela (CL), entrambi questi cognomi derivano
dal termine patriarca, che qui probabilmente
indica una particolare figura ecclesiastica: nella Chiesa cattolica di
rito latino, infatti, il titolo onorifico di patriarca viene attribuito
agli arcivescovi di diocesi piuttosto grandi e famose (un celebre esempio
è quello del Patriarcato di Venezia). Per quanto riguarda i cognomi
in questione, allora, Patriarca e Patriarchi dovrebbero derivare dall’avere
lavorato i capostipiti alle dipendenze d’un patriarca (così come
avviene per tutti quei cognomi che richiamano cariche politiche o religiose,
quali Re, Conte, Duca, Prete, Abate, Vescovo, etc); non è da escludere,
tuttavia, che in alcuni casi questi cognomi possano derivare da particolari
atteggiamenti tipici dei capostipiti (che, per un motivo o per l’altro,
venivano appunto soprannominati patriarchi, nel senso più generale
di capo famiglia, una figura dotata di molto potere e prestigio). |
| PATRIGNANI |
Tipico della zona che comprende le province di Rimini e di Pesaro, deriva
dal toponimo San Patrignano (RN) o anche dall'essere originari di Fano,
il cui santo patrono è appunto San Patrignano (Paternianus). |
PATRIZI
PATRIZIA
PATRIZIO |
Patrizi è molto diffuso in tutta la fascia che comprende Marche,
Umbria, Abruzzo settentrionale e Lazio, Patrizia è assolutamente
rarissimo, Patrizio ha ceppi nel veneziano e nel pordenonese, nel romano,
nell'aquilano e nel teatino, nel napoletano e casertano e nel foggiano,
dovrebbero derivare dal cognomen latino Patricius
di cui abbiamo un illustre esempio con Patricius
Gaius Flavius Teodate dichiarato Defensor
Romanorum, designato dal padre Re Adelchi, e dalla madre Gisla
,sorella di Carlo Magno,erede del Regno Longobardo e circa cento anni prima
con: "...Patricius primus,
inquit ille, inter caetera operum suorum signa, duo fertur patrasse: unum
quod cuncta venenosa animantia cum baculo suo de terra ejecit; secundum,
quod nullus Hibernicus adventum Antichristi exspectabit. Tamen memorabile
quod de ejus Purgatorio legitur, magis ascribitur secundo Patricio
juniori, qui non fuit episcopus, sed abbas, qui floruit circa annum Domini
octingentesimum quinquagesimum,..." e, ancora prima con San Patrizio
i protettore d'Irlanda. |
| PATRUNO |
Tipico pugliese, del barese in particolare, dovrebbe derivare dall'essere
stato il capostipite un capobarca, un patruno
(padrone) di un peschereccio o di una
flottiglia. |
| PATTI |
Molto comune in Sicilia, deriva dal toponimo Patti (ME). |
PATURZI
PATURZO
PATUZZI
PATUZZO |
Paturzi, molto molto raro, ha un piccolo ceppo a Cariati nel cosentino,
Paturzo ha un ceppo nel napoletano ed uno nel reggino e nel crotonese,
Patuzzi, abbastanza raro, è tipico della zona che comprende bresciano
e veronese, Patuzzo è specifico del veronese, dovrebbero derivare
dal nome medioevale Patucius, o dalla
sua versione dialettale meridionale Paturzo,
dell'uso di questi nomi abbiamo un esempio ne Le
carte di S. Pietro in Monte Ursino di Brescia nel 1194: "...et
dominus Tebaldus frater predicti domini abbatis et Tebaldus filius Bertolotti
de Curteducis et Patucius de Serlis
testes rogati...". |
| PAU |
Tipico della Sardegna sudoccidentale,
dovrebbe derivare da una modificazione dialettale del nome latino Paolus. |
| PAULLI |
Molto raro è specifico del
milanese, deriva dal toponimo Paullo (MI). |
PAULETTI
PAULETTO
PAULI
PAULIN
PAULINI
PAULINO
PAULO
PAULON
PAULONE
PAULONI |
Pauletti ha un grosso ceppo a Feltre nel bellunese ed uno piccolo a Monfalcone
nel goriziano, Pauletto è tipico delle tre Venezie, in particolare
del vicentino, del trevisano e del veneziano, Pauli, estremamente raro,
parrebbe triestino, il più diffuso Paulin sembra invece specifico
dell'udinese, del triestino ed in particolare del goriziano, Paulini, estremamente
raro anch'esso, è del vicentino, Paulino, Paulo e Pauloni sono quasi
unici, probabilmente originati da errori di trascrizione, Paulon è
tipicamente veneto e friulano, diffuso soprattutto nel vicentino e nel
trevisano, Paulone, molto raro, parerebbe di Scanno nell'aquilano, tutti
questi cognomi dovrebbero derivare direttamente o attraverso forme ipocoristiche,
dia diminutive che accrescitive dal nome medioevale latino Paulus,
probabilmente portato dai capostipiti e differenziato forse dalle diverse
corporature degli stessi. La diffusione delle varianti derivate dal
nome Paolino trovano motivazione in Veneto e soprattutto nel Friuli, nel
culto del San Paulinus Aquileiensis Patriarca di Aquileia dall'anno 740
all'anno 802. |
| PAULUCCI |
Abbastanza raro è presente a macchia di leopardo in centro Italia,
nel beneventano e nel barese. (vedi Paolucci)
integrazioni e stemmi forniti da Fabio Paolucci
Cognome scarsamente diffuso sul territorio nazionale, presente
in nuclei distinti e deboli a Roma, Terni, Antrodoco (Ri), Canosa di Puglia
(Ba) e Morcone (Bn). Le origini di tali ceppi sono diverse e distinte fra
loro, e vanno tutte ricondotte alla cognominizzazione in senso patronimico
del nome di persona Pauluccio o Paoluccio (al plurale Paulucci, inteso
come “discendenti di Paulus o di Paulicius”). Dallo studio meticoloso della documentazione archivistica, risulta
evidente l’interscambiabilità in passato tra le due forme cognominali
Paulucci e Paolucci: per citare un esempio, nei Libri Baptizatorum e dello
Stato delle Anime di Colle Sannita e di Morcone il cognome di un’unica
famiglia marchesale, originaria dell’Italia centrale e presente in entrambi
i paesi sovraccitati, è registrato fino alla fine dell’Ottocento
sia nella forma Paolucci che Paulucci (ma anche Paoluccio, Pauluccio, de’Paolucci,
de’Paulucci). Ancora da citare come esempio del fenomeno di interscambiabilità
sono i casi dei marchesi Paolucci delle Roncole o Paulucci delle Roncole,
e dei Paolucci de’Calboli o Paulucci de’Calboli, legati da vincoli di sangue
ai Paolucci di Colle e ai Paulucci di Morcone.
(vedi anche
Paolucci) |
PAURI
PAURO |
Pauri ha un ceppo nell'anconetano, principalmente ad Ancona, ed uno a Roma,
Pauro è tipico invece del padovano di San Giorgio delle Pertiche
e di Campodarsego, potrebbero derivare da modificazioni dialettali del
cognomen latino Paulus, la sostituzione
della l con la
r e viceversa non è rara soprattutto nei dialetti del
centronord, a titolo di esempio pensiamo al vocabolo romano sordi al posto di soldi.
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nelle Marche nella
seconda metà del 1700 con un certo Pietro Pauri, nello stesso periodo
a Falconara (AN) la famiglia Pauri occupa posizioni di rilievo ottenendo
anche la carica di Priore, nel 1808 Antonio Pauri viene nominato tra i
Savi di Falconara cui spetta assieme al podestà di governare il
territorio. |
PAUTASSI
PAUTASSO |
Entrambi piemontesi, Pautassi, molto raro è del cuneese, Pautasso
invece è specifico della zona di Carignano (TO), tracce di queste
cognomizzazioni le troviamo nel 1700 a Cambiano (TO) dove in atti della
chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Vincenzo e Anastasio compare una
famiglia Pautassi. |
PAVAN
PAVANEL
PAVANELLI
PAVANELLO |
Pavan è assolutamente panveneto,
Pavanel è rarissimo e sembra originario della zona tra Treviso e
Pordenone, Pavanelli è più tipico del ferrarese, mentre Pavanello
è tipico veneto, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal toponimo
Padova per contrazione (Padovan-Pavan ecc.). |
PAVANATI
PAVANATO |
Pavanati è tipico dell'area del delta del Po, del rovigoto, di Porto
Tolle, Taglio di Po e Ariano nel Polesine, di Codigoro e Ferrara nel ferrarese
e di Pianoro nel bolognese, Pavanato è tipico di Cavarzere nel veneziano,
ma è presente anche nel padovano e in tutto il basso Veneto, si
dovrebbe trattare di forme patronimiche in -ati
e -ato, relative a capostipiti
figli di un Pavan o padovano (vedi
PAVAN). |
| PAVAROTTI |
Pavarotti è caratteristico del modenese, di Modena e Carpi in particolare,
potrebbe derivare dall'etnico di Pavarara nel parmense, ma, molto più
probabilmente deriva da una forma ipocoristica del soprannome e poi cognome
medioevale Pavarus di cui abbiamo un
esempio in un Breve de sententia dell'anno
1150 a Milano: "Die martis qui est medio mensis ianuarii,
in broileto consularie, iusta scalam solarii. Breve de sententia quam dedit
Azo iudex qui dicitur Ciceranus consul Mediolanensis et cum eo Gilbertus
qui dicitur Pavarus
similiter consul de discordia que erat inter domnum Guifredum presbiterum
ac prepositum ecclesie seu canonice Sancti Laurentii ex parte ipsius canonice
et ex altera parte Petrum qui dicitur Pavarus...",
pavarus dovrebbe essere una modificazione
del termine bavarus (bavaro),
i Bavari erano una potente tribù barbara di germani,
stanziata originariamente in Boemia, i bavari poi occuparono i territori dell'odierna
Baviera (che da loro prese il nome). |
| PAVEGLIO |
Estremamente raro sembra essere originario della provincia di Pordenone,
dovrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo medioevale paveglio
con il significato di tenda o padiglione. |
PAVESI
PAVIA |
Pavesi
è tipico della Lombardia sud occidentale, Pavia potrebbe presentare
più ceppi, dei quali uno nel milanese e pavese ed uno in Piemonte,
ma parrebbero esserci anche un ceppo nel trapanese ed uno nel reggino,
dovrebbero derivare dal toponimo Pavia. |
| PAVIGLIANITI |
Tipico del reggino e molto raro,
deriva dal toponimo Pavigliana (RC). |
PAVONCELLI
PAVONCELLO |
Pavoncelli, molto molto raro, sembra avere un ceppo a Gioia del Colle nel
barese ed uno a Pescantina nel veronese, Pavoncello è assolutamente
romano e sembra di origini ebraiche, tracce di questa cognomizzazione si
hanno nel barese dal 1700. |
PAVON
PAVONE
PAVONI |
Pavon, molto raro, ha un piccolo ceppo a Venezia ed uno a San Giorgio di
Nogaro (UD), Pavone, molto diffuso, ha ceppi importanti nella Sicilia sudorientale,
nel barese e tarentino, nel teramese e pescarese, ed un ceppo forse non
secondario nel napoletano, e nel Piemonte, Pavoni ha un nucleo importante
a Roma, uno nelle Marche, nel maceratino in particolare, nel torinese e
nel genovese ed uno a Vobarno nel bresciano, dovrebbe derivare da un soprannome
diventato poi nome nel tardo medioevo ricordiamo ad esempio Pavone Griffi
a Giovinazzo (BA) nel XIV° secolo e a Bolzano nel 1400 troviamo un
tal notaio Pavone, è pure possibile che qualche ceppo derivi da
toponimi come Pavone Canavese (TO), Pavone del Mella (BS), Pavona (RM)
o simili. Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Genova nel 1600
con il tipografo ed editore Giuseppe Pavoni, sempre nel 1600, la famiglia
Pavoni è annoverata tra i maggiorenti di Alfianello (BS),
i Pavoni appartengono alla nobiltà riminese. |
| PAXIA |
Paxia è tipicamente siciliano, dell'area tra palermitano ed agrigentino,
dovrebbe trattarsi di una forma matronimica del nome femminile medioevale
Paxia (versione antica del nome Pacifica),
si trova traccia di questo nome a Savona in un atto della seconda metà
del 1100: "...Et ei Paxia
dedit ad viro m(e)o
Ioh(ann)es ...". |
| PAZIENZA |
Pazienza, pur essendo abbastanza diffuso nel Lazio a Roma, Soriano nel
Cimino nel viterbese ed a Guarcino e Veroli nel frusinate, ed a Napoli,
è tipico della Puglia, a Bitonto in particolare, ma anche a Bari
e Giovinazzo nel barese, ed a San Severo, San Giovanni Rotondo e Foggia
nel foggiano.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L’origine di questo cognome va ricercata nel nome medievale Pazienza,
che, nell’onomastica religiosa, allude alla pazienza
come virtù cristiana: Sant’Agostino,
ad esempio, definisce la pazienza come quella virtù “per
la quale con animo equo tolleriamo i mali, per non abbandonare con animo
iniquo quei beni, per mezzo dei quali possiamo raggiungere beni migliori”.
In conclusione, dunque, si tratta della cognominizzazione dei nomi personali
dei capostipiti. |
PAZZAGLI
PAZZAGLIA |
Pazzaglia è tipico dell'area che comprende il bolognese, la Romagna,
le Marche, l'Umbria ed il romano, Pazzagli è tipicamente toscano
con un ceppo anche nel riminese, si dovrebbe trattare di forme cumulative
riferentesi probabilmente a rami cadetti della famiglia dei Pazzi, abbiamo
tracce di queste cognominizzazioni a Ruosina di Seravezza nel lucchese
fin dal 1500, nel 1585 Sforza di Alessandro Pazzaglia, maestro costruttore
viene incaricato dal Granduca di Toscana Francesco I° de' Medici di
costruire un edificio da Fabbricare arme. |
| PAZZI |
Si
individuano più ceppi, nel pavese, nel ferrarese, nel forlivese,
nel fiorentino, ma il nucleo originario dovrebbe essere fiorentino. Nobile
casata, annoverò fra i suoi componenti, molti personaggi importanti
quali santi, feudatari, magistrati e notai, troviamo ad esempio in un atto
del 1191 i Pazzi feudatari di Castiglione Fiorentino :"...Castillionem
quem filii Octaviani Pazzi
habent in feudum ab eo...", nel 1250 Fiesole è la roccaforte
del feudo Dei Pazzi del Valdarno, e vi trovano ricovero i fuorusciti ghibellini
di Firenze sotto il comando di Ranieri de' Pazzi. Il fatto che rese più
famosa questa famiglia fu la famosissima congiura dei Pazzi a Firenze:
il 26 Aprile 1478, nella cattedrale di Santa Maria del Fiore, durante la
messa, giunti all'Offertorio, approfittando del fatto che tutti i fedeli
si erano chinati in atto di devozione, Francesco
de' Pazzi e Bernardo Bandini pugnalarono Giuliano de' Medici, i
congiurati vennero comunque presi e passati per le armi e Lorenzo De Medici
rimase l'unico padrone della città di Firenze. Nel 1566 nasce quella
che diventerà Santa Maria Maddalena De' Pazzi |
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