PASCA
PASCO |
Pasca ha un ceppo nel Salento, uno nel palermitano, uno nel napoletano
ed uno nel sassarese, Pasco è rarissimo e sembrerebbe veneto, dovrebbero
derivare dal nome medioevale Pasqua, dato spesso ai nati in quel giorno. |
| PASCAI
|
Pascai, molto molto raro è specifico della Sardegna sudoccidentale,
dovrebbe trattarsi di una forma dialettale sarda del nome latino Pasqualis. |
| PASCAL
|
Pascal è un cognome tipico valdostano di La Salle ed Aosta, con
ceppi anche nel torinese soprattutto a Villar Perosa e Perosa Argentina,
di origine francese deriva dal nome francese Pascal
(Pasquale) nome spesso attribuito a
bambini nati appunto nel periodo pasquale.
integrazioni fornite da Francesco
Pasquali
Più che un'origine francese, Pascal è la versione locale
- forse influenzata dal francoprovenzale - del nome latino Pascalis,
da cui deriva l'italiano Pascale-Pasquale nome storicamente diffuso in
tutta Italia, in Spagna e in Francia. I Pascal di Morgex furono signori
di Fornet, consignori di Avise, Valgrisanche. I Pascal o Paschal de la
Ruine de Mogex furono un'altra antica famiglia della Val d'Aosta. Pascal
è anche un nome proprio di persona sia nella lingua italiana
che in quella francese. Anche in Francia è diffuso come cognome. |
PASCALE
PASCALI
PASQUAL
PASQUALE
PASQUALETTI
PASQUALETTO
PASQUALI
PASQUALIN
PASQUALINI
PASQUALINO
PASQUALINOTTO
PASQUALIS
PASQUALON
PASQUALONE
PASQUALONI
PASQUALOTTO |
Pascale sembrerebbe tipico del sud, Campania soprattutto, ma ha ceppi significativi
anche in Lazio, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, Pascali, tipicamente
pugliese, del Salento in particolare, ha ceppi anche nelle province di
Vibo Valentia e Cosenza, Pasqual è tipico dell'area veneto, friulana,
del veneziano in particolare, ma anche del vicentino, trevigiano, pordenonese
ed udinese, Pasquale, pur essendo panitaliano, è decisamente più
presente in Abruzzo, Molise, Puglia e Campania, con ceppi comunque anche
in Sicilia, Calabria, Basilicata e Lazio ed in tutto il nord, Pasqualetti
ha un ceppo toscano, in particolare nel fiorentino e nel pisano, ed un
ceppo tra ternano, viterbese e romano, Pasqualetto, ha un nucleo in Veneto,
in particolare nel veneziano ed un ceppo in Sicilia nel nisseno, sia Pasquali
che Pasqualini sono distribuiti al centro nord, Pasqualin è molto
diffuso nel Veneto, soprattutto nel vicentino, trevisano, padovano e veneziano,
Pasqualino ha un ceppo a Siderno nel reggino ed in Sicilia, a Palermo,
nel nisseno a Riesi, Caltanissetta, Butera e Gela, ed a Catania, Pasqualinotto
è specifico di Iesolo nel veneziano, Pasqualis è decisamente
triestino, Pasqualon, molto raro, è tipicamente veneto, del vicentino,
di Enego e Thiene e di Piazzola sul Brenta nel padovano, Pasqualone è
della zona che comprende gli Abruzzi, a Chieti e Torrevecchia Teatina nel
teatino, a L'Aquila, Tornimparte e Prezza nell'aquilano, ed a Pescara,
Loreto Aprutino e Penne nel pescarese, il Molise, in particolare a Campobasso,
ed il romano, Pasqualoni è specifico di Perugia e Cannara nel perugino
e di Orvieto nel ternano, de L'Aquila e di Bellante nel teramano, e di
Rpma, Fiumicino ed Affile nel romano, Pasqualotto, tipicamente veneto,
del veronese, vicentino, padovano e trevisano in particolare, dovrebbero
derivare tutti, direttamente o tramite ipocoristici, accrescitivi, o forme
dialettali, dal nome tardo latino Pasqualis, dalla
sua traduzione Pasquale o da forme
dialettali come Pascale, nome normalmente
attribuito ai bambini nati appunto durante il periodo delle feste pasquali. |
| PASCALIS
|
Tipico sardo, della zona tra oristanese e cagliaritano, è
molto raro, deriva dall'aggettivo sardo per pasquale.
integrazioni fornite da Francesco
Pasquali
Pascalis è il cognome di alcune famiglie piemontesi e valdostane
attestate nei consegnamenti d'arme piemontesi del 1580 e blasonate nel
prezioso volume "ll Patriziato Subalpino". Queste famiglie avevano i titoli
di conti di Ilonza, conti di Vallanzengo, baroni di Nucetto, signori di
Fornet, consignori di Avise. Il cognome di queste famiglie viene riportato
nei documenti in varie forme: Pascalis, Pascali, Pascal, Pascale,
Pasquale. Pascalis è la volgarizzazione del nome latino Paschalis.
Il nome personale Pascalis -
e poi Pasqualis da cui Pascale e Pasquale- era diffuso storicamente in
tutti i territori dell'Italia peninsulare e insulare. La forma base del
cognome derivato da questo nome è panitaliana. |
| PASCARELLA
|
Cognome originario della zona tra
Napoli e Caserta, deriva dal nome tardo latino Pasqualis, attraverso la
modifica dialettale Pascalis, Pascaris. |
PASCASI
PASCASIO |
Pascasi, molto molto raro, è laziale, soprattutto di Torre Cajetani
nel frusinate, Pascasio, quasi unico, è campano, probabilmente del
salernitano, dovrebbero derivare dal nome latino medioevale Pascasius
o Paschasius, di cui abbiamo un esempio
d'uso a Napoli nel 1483: ".. erga Nos: et statum
nostrum, cum nuper maximis necessitatibus opprimeremur, promto animo Nobis
elargiti fuerunt, et rationem carlenorum decem pro quolibet ducato: recipiente
illos de nostri ordinatione, et mandato Spectabile, et magnifico Pascasio
Carlon Comite Alefii Consiliario, et Maiordomo nostro fideli dilecto
..". |
| PASCELUPO
|
Pascelupo, quasi unico, sembrerebbe del parmense, potrebbe derivare dal
nome del paese perugino di Pascelupo. |
| PASCHINI
|
Paschini è tipicamente friulano di Verzegnis e Tolmezzo nell'udinese,
dovrebbe derivare dal nome Paschinus,
forma arcaica del nome Pasquinus. |
| PASCHINO
|
Paschino è tipico del sassarese di Sennori e di Sassari, potrebbe
derivare da diminutivi del nome Pasqua (vedi PASCA),
secondo alcuni deriva invece da modificazioni dell'antico nome ligure Passino,
mentre secondo altri deriverebbe dall'essere nato il capostipite il giorno
di paschinunti vocabolo sardo per Epifania.
integrazioni fornite da Antonello
Mocci
I Paschino presenti nel nord della Sardegna, nascono da un errore dell'ufficiale
all'anagrafe al momento della registrazione di una nascita. Quando nacque
il fratello minore di Salvatore Pasquino, nel presentarsi all'anagrafe
si espressero in dialetto sassarese nel quale la parola pasquino di pronuncia
paschino...oggi siamo alla quinta o
sesta generazione dei Paschino. |
PASCI
PASCIS
PAXI |
Pasci è specifico di Serrenti nel Medio Campidano, con un piccolo
ceppo anche a Gergei e Senorbì nel cagliaritano, Pascis è
quasi unico, sempre dell'area campidanese, Paxi, altrettanto raro, è
specifico invece del cagliaritano, dovrebbero derivare da soprannomi basati
sul verbo sardo pasci (pascolare),
indicando forse che il mestiere del capostipite fosse quello del pastore,
ma è anche possibile una derivazione da un'alterazione del vocabolo
sardo pagi (pace).
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
PASCI; PASCIS; PAXI: significa pace
e viene dal latino pax. Paxi
è la variante antica, che mantiene la base latina, ma la “x”, nella
pronuncia, discostandosi da quella latina, diventa una fricativa palatale
sonora, come la “j” francese. Nelle carte antiche lo troviamo nel Condaghe
di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI, XIII secolo, nella variante Pasi.
Al capitolo 89 troviamo la famiglia di Pasi Miale (Michele): > Coiuvedi
Miale Pasi, serbu de Sancta Maria de Bonarcadu, cum Castula Novagla, ancilla
de iudice apus binarios. Fecerunt VI fiios: Torbini primariu et in factu
suo Goantine et Jorgia et Cizella et Istephane et Bera. Partivi custos
(ho diviso questi) col giudice; levando (prendendo)Troodori Paganu,
maiore de vino(soprintendente alle vigne). Levait (ha preso) iudice a Torbini
et a Bera et clesia a Goantine et a Jorgia. Judice levedi a Cizella et
clesia a Istephane. Testes…Sempre nel CSMB, al capitolo 60 abbiamo Pasi
Dorgotori, come teste in un acquisto (compòru): comporài
a Comida Kellarida terra, tenendo (confinante)a saltu meu et fegindeli
sollu et complili prezu(gli ho dato un soldo – un soldo aureo – sardo).
Testes: Trogodori Pasi et Gostantine Nonne. Nello stesso Condaghe sono
nominate altre tre persone col cognome Pasi. Attualmente il cognome Pasci
è presente in 26 Comuni italiani, di cui 17 in Sardegna: Serrenti
49, Gerrei 16, Senorbì 14, Iglesias 8, etc. Il cognome Paxi è
molto raro ed è presente in soli 4 Comuni sardi: Cagliari 10, Quartu,
Senorbì e Mandas, con un solo nucleo familiare. Pascis è
rarissimo e presente in un solo Comune della Sardegna: Mogoro con 11. |
PASCOLI
PASCOLIN
PASCOLINI
PASCOLO |
Pascoli ha un nucleo importante nell'udinese, un ceppo in Romagna ed uno
a Roma, Pascolin, assolutamente rarissimo, è dell'udinese, Pascolini
ha un ceppo nell'udinese, uno nel perugino a Gubbio e nelle Marche tra
Fabriano (AN) e Tolentino (MC), Pascolo è specifico dell'udinese,
derivano dal nome medioevale Pascolus,
traccia di questa cognominizzazione la troviamo nell'elenco degli scolari
dell'Università di Perugia dove, nell'anno 1583 compare un certo
Ioannes Pascolus citramontanus. |
PASCON
PASQUON |
Pascon è specifico del trevisano, di Salgareda, Chiarano, Fontanelle,
Cison di Valmarino e Motta di Livenza, con un piccolo ceppo anche a Fossalta
di Piave nel veneziano, ed uno a Curtatone nel mantovano, Pasquon è
tipico dell'area veneziana, di Torre del Mosto e Ceggia, con un piccolo
ceppo a Casarsa della Delizia nel pordenonese, si dovrebbe trattare di
forme dialettali venete originate da una forma accrescitiva del nome medioevale
Pasqua (vedi
PASQUA). |
PASCOTTI
PASCOTTO |
Pascotti sembrerebbe unico, Pascotto è tipicamente veneto e della
provincia di Pordenone, si dovrebbe trattare di forme ipocoristiche e patronimiche
del nome Pasqua, starebbero perciò ad indicare le famiglie di figli
di un Pasqua. |
PASCUCCI
PASCUCCIO
PASCULLI
PASCULLO
PASCUZZI
PASCUZZO |
Pascucci è tipico dell'Italia centrale e della Campania, Pascuccio,
rarissimo, è campano in particolare dell'avellinese, Pasculli, decisamente
pugliese è tipico del barese, di Bitonto, Bisceglie, Andria, Molfetta
e Bari e di Martina Franca (TA), Pascullo, molto più raro sembra
specifico di Palo Del Colle (BA), Pascuzzi è tipicamente calabrese,
della provincia di Catanzaro in particolare, Pascuzzo, sempre calabrese,
è tipico del cosentino, dovrebbero tutti derivare da nomi attribuiti
al capostipite in quanto nato il giorno o durante il periodo di Pasqua.
integrazioni fornite da Andrea
Questi cognomi venivano inizialmente assegnati a figli nati nel giorno
o nel periodo di Pasqua, successivamente vennero utilizzati per ricordare
la morte e la resurrezione di Cristo. Pascucci è diffuso nell'Italia
centrale, soprattutto a Roma e provincia. Ma anche in Campania (nell'avellinese).
Molto significativa la presenza del cognome nelle Marche settentrionali. |
| PASCUTTI
|
Pascutti, molto raro, è tipicamente friulano, di Udine e Martegliano
nell'udinese, è una tipica forma patronimica friulana, dove il suffisso
-utti stia per il
figlio di, riferido a capostipiti il cui padre si fosse chiamato
Pasqua. |
PASERI
PASERO |
Paseri è specifico del cuneese, di Sanfront, Melle, Sampeyre e Rifreddo,
Pasero è tipicamente piemontese, con ceppi a Torino, nel cuneese
a Cuneo, Busca e Costigliole Saluzzo e nell'alessandrino ad Alessandria
ed a Solero, con un ceppo anche a Genova, dovrebbero derivare da un soprannome
dialettale basato sul termine piemontese arcaico pasèr
(paciere), probabilmente asottolineare
una caratteristica comportamentale dei capostipiti. |
PASETTI
PASETTO
PASOTTI
PASOTTO |
Pasetti è tipico dell'area che comprende milanese, bresciano, mantovano,
ferrarese e bolognese, Pasetto è più del veronese e vicentino,
Pasotti ha un nucleo principale nel bresciano a Lumezzane, Nave, Brescia
e Bovezzo, un ceppo a Imola, Castel San Pietro Terme nel bolognese e a
Massa Lombarda (RA), uno a Genova, Pasotto è specifico del veronese,
di Verona, Gazzo Veronese e Nogara, dovrebbero tutti derivare da ipocoristici
del nome gratulatorio medioevale Pase,
di cui abbiamo un esempio nel 1600 nel vicentino: "...con il Magnifico
Ser Minin quondam Pase Camolli di
Primolano abitta a Bassano di indorare la palla del Santissimo...". |
PASI
PASIN
PASINETTI
PASINI
PASINO |
Pasi ha almeno due nuclei, uno importante tra il ravennate ed il forlivese
ed uno nel veronese, Pasin è tipicamente veneto, soprattutto del
vicentino e del trevisano, Pasinetti è decisamente lombardo, del
bergamasco e del bresciano, Pasini è molto diffuso nella fascia
da Varese a Pesaro, lungo la via Emilia, Pasino sembra specifico di Alessandria
e dell'alessandrino, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite
forme ipocoristiche semplici o complesse o per contrazione, da una modificazione
dialettale del nome medioevale Pacinus di cui abbiamo un esempio in questo
scritto del 1451 a Lodi: "...Cum alias spectabiles
et egregii dominus Nicolaus de Arcimboldis, nunc consiliarius noster, et
dominus Pacinus de
Perusio ac Iacobinus de Bosis, commisarii et mandatarii nomine Ill.mi quondam
et ex.mi domini domini ducis, soceri et patris nostri, et nunquam delende
memorie, domini Filippi Marie ducis Mediolani ...". Troviamo tracce
del cognome Pasini nel 1500 a Cerete (BG) in una lettera del 1543 dove
si legge: "...Tonolus
q.Pasini Bertolotti de Succiis consul decti
comunis...". (vedi Pacini)
integrazioni fornite da Angelo
Pasino
cognominizzazione del nome augurale e gratulatorio medievale Pace e latino Pacinus; presente nel bresciano, ferrarese, alessandrino. Documentato fin dal 1200 (Pasino de Gotis
de Boselli), un Mastro Pasino è menzionato nella Satira
Ia dell'Ariosto: "...Se separatamente cucinarme /
vorà mastro Pasino
una o due volte, / quattro e sei mi farà il viso da l'arme....". |
| PASIMENI
|
Pasimeni è specifico di Mesagne nel brindisino, dovrebbe derivare
dal nome e cognome croato Pasimen. |
PASOLI
PASOLINI
PASOLINO |
Pasoli, assolutamente rarissimo, parrebbe del veronese, Pasolini ha un
ceppo lombardo tra basso bresciano, cremonese e mantovano ed uno romagnolo
tra forlivese e riminese, Pasolino, probabilmente dovuto ad errori di trascrizione,
è quasi unico, si dovrebbe trattare di forme ipocoristiche di variazioni
dialettali del nome augurale e gratulatorio medioevale Pace,
di cui abbiamo questo esempio: "...et refutationem
et pactum de non ulterius aliquid petendo Paci
quondam Bettini de Colle et eius heredibus et bona de quondam debito quindecim
florenorum ...". |
PASQUA
PASQUARELLA
PASQUARELLI
PASQUARELLO
PASQUARIELLO
PASQUAZZI
PASQUAZZO
PASQUE'
PASQUELLI
PASQUET
PASQUETTI
PASQUETTIN
PASQUETTO
PASQUI
PASQUILLO
PASQUONI
PASQUOT
PASQUOTTI
PASQUOTTO |
Pasqua è specifico del Sud, del foggiano e del cosentino in particolare,
Pasquarella è tipico del beneventano, di Sant'Agata dei Goti, Limatola
e Benevento, e di Napoli e Caserta, Pasquarelli, oltre al nucleo nell'area
che comprende il Lazio, l'Abruzzo ed il Molise, con massima concentrazione
a Roma, Palombara Sabina e Guidonia Montecelio nel romano, a Sora nel frusinate,
a Priverno nel latinense, ed a Pizzoferrato e Montenerodomo nel teatino,
ha un ceppo anche a Gualdo Tadino nel perugino, Pasquarello è quasi
unico, Pasquariello è molto diffuso nel casertano, napoletano, avellinese,
foggiano e potentino, Pasquazzi è specifico di Roma e Cave nel romano,
Pasquazzo, molto raro, è tipico del Trentino, di Ivano Fracena,
Villa Agnedo e Trento, Pasqué è quasi unico, Pasquelli è
appena meno raro, Pasquet, sempre rarissimo, sembrerebbe del torinese,
Pasquetti ha un ceppo a Prato, a Montale nel pistoiese e tra fiorentino
ed aretino, a San Sepolcro nell'aretino in particolare, Pasquettin, molto
molto raro, è tipicamente veneto di Venezia in particolare, Pasquetto,
decisamente veneto, ha un ceppo nel veronese a Povegliano Veronese, Verona
e Villafranca di Verona, ed uno nel padovano a Padova, Vigodarzere e Polverara,
Pasqui ha un bel ceppo nella zona che comprende il bolognese, il fiorentino,
l'aretino, il senese, il grossetano ed il perugino, ed un ceppo a Roma
ed a Mentana nel romano, Pasquillo è quasi unico, Pasquoni ha un
ceppo a Campi Bisenzio nel fiorentino ed uno a Castiglione del Lago nel
perugino ed a Roma, Pasquot, molto molto raro, è della zona di San
Donà di Piave tra trevisano e veneziano, Pasquotti, altrettanto
raro, sembrerebbe di Vittorio Veneto nel trevisano, mentre Pasquotto ha
un ceppo a Verona ed a Mussolente nel vicentino, dovrebbero tutti derivare,
direttamente o tramite vari tipi di forme ipocoristiche, anche dialettali,
dal nome medioevale Pasqua, dato spesso ai figli
nati proprio in quel giorno, dell'uso di questo nome abbiamo un esempio
in un atto di nascita del 1660:
"...Pasqua
figliola legitima et naturale di messer Domenego Nuvel et di madonna Anzellica
sua moglie di S. Giorgio fu battezzata da me p. Leonardo Faraone cappellan
et cooperatore...". |
| PASQUADIBISCEGLIE
|
Cognome specifico di Trani (BA)dovrebbe derivaree dal fatto che il capostipite
di nome Pasqua (vedi PASQUA) era originario
di Bisceglie (BA) e per qualche strano motivo venne scritto tutto attaccato. |
PASQUALATO
PASQUALATTO |
Pasqualato è tipicamente veneto, di Venezia, Marcon, Spinea, Mira
e Martellago nel veneziano, di Treviso e Mogliano Veneto nel trevisano
e di Monselice nel padovano, Pasqualatto, quasi unico, sembrerebbe friulano,
per l'origine di questi cognomi si possono formulare due ipotesi, entrambe
individuabili dalla presenza del suffisso -ato
indicante provenienza o appartenenza, la prima propone una derivazione
dal nome del paese Cà Pasquali nel veneziano, la seconda suggerisce
una derivazione da capostipiti i cui padri si fossero chiamati Pasquale. |
| PASQUALIGO
|
Pasqualigo, assolutamente rarissimo, sembrerebbe veneto, dovrebbe derivare
dal nome arcaico Pasqualigo, prodottosi dal nome Pasqualis con reminiscenze spagnoleggianti. |
| PASQUANDREA
|
Pasquandrea, molto molto raro, è tipico di San Severo nel foggiano,
dovrebbe derivare da un capostipite con il nome composto dai nomi Pasqua
o Pasquale ed Andrea. |
| PASQUATO
|
Abbastanza raro, è specifico
del padovano, deriva dal nome Pasquatus, in uso agli inizi del rinascimento
nella zona di Padova. |
| PASQUESI
|
Pasquesi è specifico dell'appennino modenese, della zona di Pievepelago,
e della vicina area toscana dell'Abetone nel pistoiese e di Prato.
informazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questo cognome va ricercata nel nome medievale Pasqua,
che, nell'onomastica antica, nasce come variante del più comune
Pasquale (vedi
Pascale e Pasqua): nei cognomi italiani, in effetti, va notato che
il suffisso -esi assume talvolta un
valore patronimico o matronimico, derivando probabilmente dal suffisso
latino -ensis (l'italiano
-ese) - ai giorni nostri, questo suffisso è usato principalmente
nella formazione dei nomi etnici. In questo senso, dunque, il cognome Pasquesi
può essere tradotto come i figli di Pasqua,
indicando così il nome personale del o della capostipite. |
PASQUIN
PASQUINA
PASQUINELLI
PASQUINETTI
PASQUINI
PASQUINO
PASQUINUCCI |
Pasquin ha un ceppo a Tuenno in Trentino, piccoli ceppi in Veneto a Fontaniva
nel padovano, a Villa Bartolomea nel veronese ed a Ceregnano e Rovigo nel
rovigoto, ed un ceppo a San Giorgio della Richinvelda nel pordenonese, Pasquina, rarissimo, sembrerebbe torinese, Pasquinelli è diffuso
nella Liguria centrorientale, nel parmense, nella Toscana, nel riminese,
pesarese ed anconetano, in Umbria, nel viterbese e nel romano, Pasquinetti,
praticamente unico, è forse dell'alessandrino, Pasquini è
tipico del centro Italia, bolognese e milanese, Pasquino ha un ceppo nella
fascia dal torinese al milanese, uno nel molisano ed uno in Puglia, Pasquinucci
è toscano, di Viareggio nel lucchese, di Pontedera e Voterra nel
pisano, di Vinci, Firenze ed Empoli nel fiorentino, di Poggibonsi nel senese
e di Lamporecchio nel pistoiese, dovrebbero tutti derivare, direttamente
o tramite diverse forme ipocoristiche, dal nome medioevale Pasquinus citato ad
esempio da Teofilo Folengo (1491-1544) nel suo Baldus: "...Venio
paradisi e partibus alti, vadoque ad infernum, Pasquinus
nomine dicor...". |
PASSADOR
PASSADORE
PASSADORI
PASSATORE
PASSATORI |
Passador, molto raro, è della zona tra Treviso e Pordenone, Passadore
ha un ceppo rovigoto nella zona di Adria ed uno genovese, Passadori, assolutamente
rarissimo sembra specifico del pavese, Passatore, altrettanto raro, sembrerebbe
piemontese, Passatori è praticamente unico, dovrebbero derivare
dal mestiere di traghettatore o barcaiolo. |
PASSAFARI
PASSAFARO |
Passafari, assolutamente rarissimo, è caratteristico di Catanzaro,
Passafaro è specifico della provincia di Catanzaro, di Borgia, Catanzaro,
Girifalco, Soverato e Petronà, dovrebbero derivare da un soprannome
grecanico, con il significato di colui che trasporta
di tutto, probabilmente indicando così il mestiere dei
capostipiti. |
| PASSAFIUME
|
Molto raro è tipico del palermitano, della zona di Termini Imerese
e dintorni, deriva da un soprannome originato dal mestiere di traghettatore
o barcaiolo, tracce di questa cognominizzazione le trofiamo a Cefalù
fin dal 1400 un certo fra Giovanni Passafiume nella seconda
metà del secolo è priore della locale cattedrale. |
| PASSALACQUA
|
Presente un pò in tutt'Italia, ha un nucleo molto importante in
Sicilia ed un'altro autonomo nella Liguria centroorientale, ha anche un
ceppo piemontese nel biellese probabilmente derivante dal toponimo Passalacqua
di Tortona (AL), tutti questi ceppi dovrebbero derivare dal mestiere di
traghettatore o barcaiolo. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo
a Biella nella seconda metà del 1300 dove opera il notaio Johannes
Passalacqua, in un'atto giudiziario del 21/8/1341 viene citato come parte
lesa un certo Guerriero Passalacqua, nel 1600 Matteo Passalacqua, è
un Nobile di Tortona. |
| PASSALENTI
|
Molto raro è tipico del basso udinese. |
PASSAMONTE
PASSAMONTI |
Passamonte ha un ceppo romano ed uno siciliano, Passamonti ha un ceppo
in provincia di Sondrio, uno romano ed uno tra le province di Ascoli Piceno
e di Teramo,
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Passamonti sembrerebbe un cognome tipico dell'Italia centrale, più
precisamente della fascia costiera adriatica marchigiana e abruzzese e
del Lazio. Non mancano altri ceppi in Umbria e in Lombardia. Passamonti
sembra derivare dall'espressione passa i monti,
attribuita in passato a quei pastori che erano soliti dedicarsi alla transumanza
del bestiame trascorrendo i mesi caldi in zone alte e i periodi freddi
nelle pianure sottostanti, percorrendo i cosiddetti tratturi, viottoli
millenari. Osservando la distribuzione del cognome in Italia centrale
sui due versanti tirrenico e adriatico, e considerando il fatto che nella
zona appenninica interna esso è assente, si può ipotizzare
che il cognome sia stato attribuito in passato a coloro che si erano trasferiti
dalle zone impervie interne a quelle costiere del
Tirrenico e dell'Adriatico (la provenienza da zone montuose avrebbe
in tal senso originato il soprannome, poi cognominizzato, passa
monti), oppure da una zona costiera all'altra. Una famiglia
Passamonti fu illustre nei secoli scorsi: elevatasi al rango aristocratico,
si trasferì verso gli inizi del settecento dalle Marche alla provincia
di Roma, dove si trovò ad amministrare i doviziosi beni dell'Abbazia
di San Nilo. Proprio a Giovanni Passamonti (1798-1866), componente di
tale nobile Casato imparentato con gli Orsini e i Colonna, si deve l'istituzione
del Comune di Grottaferrata il 3 giugno 1848, per concessione di Papa Pio
IX; in tale occasione il Passamonti fu nominato Priore dalla nuova comunità
costituita.
integrazioni e stemma forniti da Vincenzo
Passamonti - Ardea
I nostri avi nel 1200 circa, erano dei pastori, provenienti
dalla Toscana, ed effettuavano la transumanza, dal tirreno all'adriatico,
percio detti Passamonti. Nel 1256 vennero in possesso del
feudo di Arsoli, nel Lazio, dai benedettini di Farfa con il titolo di Baroni,
regnarono sul feudo fino al 1536 , l'ultimo fu Amico D'Arsoli Passamonti
che lasciò il feudo per difendere Firenze, al fianco di Francesco
Ferruccio. Partecipò alla difesa di Roma il 17 febbraio1528
combattendo contro le truppe di Carlo Quinto. Papa Clemente VII°
gli affidò il comando dell'esercito pontificio assieme a Napoleone
Orsini. Tornando il 4 ottobre 1529 alla difesa di Firenze, che era
stata attaccata dalle truppe del Principe d'Orange, Amico
riconquistava San Miniato, solo con il tradimento fu battuto e fatto
prigioniero da Fabrizio Maramaldo nel corso della battaglia
di Gavinana del 3 agosto 1530, venne venduto per 600 ducati a Marzio
Colonna nemico di sempre, che lo uccise per vendicare la
morte di Scipione Colonna ucciso a L'Aquila proprio da Amico D'Arsoli
Passamonti. |
| PASSANITI
|
Abbastanza raro è tipico della zona dello stretto di Messina,
sia sulla sponda calabrese che siciliana.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Cognome della Sicilia orientale, viene dal toponimo Passaneto (SR). |
PASSANNANTE
PASSANNANTI |
Passannante ha un ceppo a Battipaglia, Controne e Vallo della Lucania nel
salernitano ed a Vietri di Potenza e Rapolla nel potentino, Passannanti
ha un ceppo nel salernitano a Serre e Salerno, ed uno nel palermitano a
palermo e Partinico, dovrebbero derivare dal nome meridionale Passannante
attribuito al proprio figlio come augurio di sopravanzare tutti nella vita
e di resistere ad ogni avversità. |
PASSANTE
PASSANTI
PASSANTINI
PASSANTINO |
Passante ha un ceppo a Napoli ed a Marano di Napoli, Melito di Napoli e
Mugnano di Napoli nel napoletano, un ceppo nel brindisino a Brindisi, Mesagne
e San Vito dei Normanni ed uno molto piccolo a Catanzaro e Sellia nel catanzarese,
Passanti, molto più raro, ha un piccolo ceppo nel ravennate a Bagnacavallo
e Ravenna, ed uno a Catanzaro, Passantini, quasi unico, sembrerebbe dell'area
campano, lucana, Passantino ha qualche sparuta presenza in Campania, ma
è tipicamente siciliano del palermitano, di Palermo in particolare
e di Misilmeri e Ciminna, dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme
ipocoristiche, dal termine arcaico passante
(traghettatore) o da una forma contratta
del nome arcaico Passannante (vedi
PASSANNANTE).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Passanti è un raro cognome panitaliano, presente anche a Napoli
dove potrebbe essere derivato dai toponimi omonimi a Napoli, frazione di
Boscoreale, e fraz. di Terzigno. Il soprannome, poi cognome, deriva dal
mestiere antico di chi "traghettava",
faceva passare i viaggiatori su un natante da una riva all'altra di un
fiume. In alta Italia: PASSATORE. In Sicilia: PASSAFIUME (De Felice). |
PASSARANI
PASSARETTI
PASSARINI
PASSERA
PASSERANI
PASSERETTI
PASSERETTO
PASSERI
PASSERINI
PASSERO |
Il nome Passarani, molto molto raro, è tipico di Rieti e Roma, Passaretti
è raro ed è della zona tra Napoli e Caserta, Passarini abbastanza
raro, presenta un ceppo nel bolognese, uno nel veronese, uno nel maceratese
ed uno tra Roma e Latina, Passera è specifico della zona che comprende
il parmense, il piacentino il lodigiano, il milanese, il bergamasco ed
il varesotto, Passerani, assolutamente rarissimo, è del romano,
Passeretti, molto raro, ha un ceppo in Lazio, uno in Campania ed uno nel
tarantino, Passeretto è unico, Passeri ha un ceppo lombardo, uno
fiorentino ed uno pescarese, ma il nucleo più importante è
nella fascia che comprende Umbria e Lazio, Passerini ha un nucleo nella
Lombardia occidentale ed uno nel bolognese, Passero ha un piccolissimo
ceppo friulano, uno campano, soprattutto nel casertano, napoletano e salernitano,
ed uno pugliese a Barletta nel barese. Il nome Passero,
Passara, Passera, e i relativi ipocoristici
Passarinus
e Passerinus erano in uso nel
medioevo, come si evince da un decreto edito a Cassago nel 1356:"...Passarinus
de Orliano, consul et offitialis de Barzanò..." e potrebbero
essere delle variazioni del nome bizantino Passara.. |
PASSARELLA
PASSARELLI
PASSARELLO |
Passarella è distribuito a macchia di leopardo un pò in tutt'Italia,
presenta un nucleo importante in provincia di Venezia, che deriva dal toponimo
Passarella (VE) ed uno tra il casertano ed il Molise, che dovrebbe derivare
da una forma ipocoristica del nome bizantino Passara,
così come si pensa sia per Passarelli, che è diffuso in particolare
nel Lazio, nel teatino, in Molise, Campania, Basilicata e Calabria, con
ceppi anche nel tarentino e nel catanese, e Passarello, che è invece
decisamente siciliano, dell'agrigentino, palermitano e siracusano in particolare. |
PASSARI
PASSARO |
Passari ha un ceppo romano, uno piccolo nel ternano e nel frusinate, ed
uno nel messinese, Passaro ha un grosso ceppo campano, soprattutto nel
napoletano e nel salernitano, un ceppo romano ed uno in Molise ed in Puglia,
in particolare nel brindisino, ha un ceppo anche nel nisseno, dovrebbero
derivare dal nome bizantino Passarus
di cui abbiamo un esempio in: "Hic primus Magistri
dignitate insignis, Strategus seu Catapanus Italiae fuit. Passarus
Protospatha A. C. 973". |
PASSAVANTE
PASSAVANTI |
Passavante è quasi unico, Passavanti ha delle presenze in Piemonte,
in particolare nel cuneese, e ceppi a Carrara, a Roma, a Napoli, ha qualche
presenza in Calabria ed un ceppo a Palermo, dovrebbero derivare dal nome
medioevale italiano Passavante, attribuito
dai genitori a figli cui si augurava di sopravanzare tutti nella vita e
di resistere ad ogni avversità. che potesse capitare loro, dell'uso
di questo nome abbiamo un esempio in questo scritto medioevale del 1200:
".. Et, de parte Lanbertaciorum, iverunt ad confinia
15 quadraginta quinque, secundum sentenciam summi pontificis; aliqui ex
eis iverunt Pisas, et aliqui Mantuam, nomina quorum fuerunt hec. Andreas
filius condam d. Castellani de Andalo .... Dominus Passavante
domini Munsarelli. Dominis Odericus de Castro Britonum ...", troviamo
tracce antiche di queste cognominizzazioni a Lucca nel 1200 ed a Firenze
fin dagli inizi del 1300. |
| PASSE'
|
Passè, ormai quasi scomparso in Italia, sicuramente meridionale,
potrebbe essere di origini normanne. |
PASSETTI
PASSETTO |
Passetti ha un ceppo tra livornese e pisano, a Cascina
e Calcinaia nel pisano ed a Livorno e Piombino, uno romano ed uno a Frontone
e Cagli nell'urbinate, Passetto, assolutamente rarissimo, è di Napoli,
potrebbero derivare da soprannomi originati dal termine arcaico passetto
(specie di corridoio o stretto vicolo coperto),
forse indicando che il luogo d'abitazione fosse in prossimità di
un vicolo di tal fatta, è anche possibile che questi cognomi si
rifacciano al termine passetto,
unità di misura italiana antica che a Livorno valeva 1167 millimetri,
e nell'urbinate ed a Roma 670 millimetri, forse a caratterizzare il carattere
meticoloso del capostipite o la sua professione. |
| PASSI
|
Ha un ceppo a Spirano (BG) ed uno a Cittaducale (RI), ma il nucleo principale
è a Roma, potrebbero derivare da soprannomi medioevali originati
dal verbo latino patior (soffrire,
subire) il cui participio passato è passus
e starebbe ad indicare lo stato di perseguitati
o comunque di sofferenti, infermi,
Passi sarebbe l'equivalente medioevale dell'attuale Pazienti. |
| PASSIU
|
Passiu è tipicamente sardo, dell'oristanese, di Paulilatino in particolare
e del cagliaritano di Dolianova soprattutto, potrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine sardo campidanese passíu
(passeggio), meno probabile una derivazione
dal catalano passiu (passivo),
troviamo tracce di questa cognominizzazione a Scano Montiferro nell'oristanese
nel 1700 con il notaio Giuseppe Passiu Padery.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
PASSIU: per il significato e l’etimologia del termine “passiu”
abbiamo due ipotesi, che dipendono dalla pronuncia o meglio dalla posizione
dell’accento tonico: pàssiu
e passìu, che presentano significato
ed etimo del tutto diversi. La voce “pàssiu”
deriva dal latino “passio” (passione)
ed è per lo più riferita alla Passione di Cristo (anche dei
santi martiri), mentre la voce passìu
o meglio a passìu, col verbo
andare: andai a passìu è sinonimo di andai a ‘rréu
= andare liberamente, andar vagando.
“Andai a passìu cumenti ‘e una cràba sen’’e mèri”!
= >andare in giro come una capra senza padrone< (vedi
nel Web – Giuseppe Concas – Dicius del Campidano di Sardegna). Passìu
ha come base il verbo latino panděre,
ma deriva direttamente dall’avverbio “passim”,
proprio nel significato di “di qua e di là”:
andai a passìu = andare di qua e di là, senza meta fissa,
vagabondare; sinonimo di andai a ‘rréu, dal greco ρέω
(rèo) = scorro
via, mi dileguo. Dopo quanto detto è chiaro ed evidente
che il significato del cognome dipende dalla sua pronuncia. Il cognome,
nonostante sia abbastanza raro, è documentato nelle carte antiche
della lingua e della storia della Sardegna. Infatti lo ritroviamo tra i
firmatari della Pace di Eleonora, del 1388: Passiu Gantino, ville
Ecclesiarum; Passiu Michaele, ville Ecclesiarum; Passiu Mighalucio, ville
Ecclesiarum(3, probabilmente dello stesso ceppo) - *** Villa Ecclesiarum…odierno
Iglesias. Et ego De Nelli Pelipaparius Ludovicus, civis et habitator terre
et Ville Ecclesiarum…sindicus, procurator universitatis Ville Ecclesiarum…seu
a Formenyino Joanne, capitano, camerlengo Ville Ecclesiarum di Sigerro.
Omnibus habitatoribus dicte terre Ville Ecclesiarum, congregatis in Curia
Magna…in posse Virde Andree, quondam Virde Joannis de Civitate Sasseri…nona
die januarii 1388; Passiu Philipo – de Bosa, ** Bosa: omnibus civibus et
habitatoribus civitatis Bose…nisipastores…congregatis intus Ecclesiam Beate
Marie Virginis …die XV Januarii 1388. Attualmente il cognome Passiu è
presente in 20 Comuni italiani, di cui 8 in Sardegna: Paulilatino 17, Dolianova
12, Oristano 12, Villa s. Antonio 10, Cagliari 8, etc. Nella penisola troviamo
il cognome in alcuni Comuni della provincia di Varese ed a Roma, per lo
più con un solo nucleo familiare. |
| PASSIVO
|
Passivo è quasi unico e
non è possibile individuare un'area di origine o una possibile derivazione. |
| PASSOLUNGO
|
Rarissimo sembra specifico del
sudmilanese, potrebbe derivare da un soprannome. |
| PASSON
|
Molto raro è specifico dell'udinese. |
| PASSONI
|
Il nucleo più importante
nella Lombardia occidentale, ma potrebbe individuarsi anche un ceppo nella
Venezia Giulia, potrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo dialettale
arcaico milanese passon (palo conficcato nel terreno per sostenere ad esempio
un'abitazione).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Passoni: in epoche medievali era uso, dopo una pace siglata tra due
famiglie nemiche, di porre ad un neonato il nome di battesimo Paxius,
quale segnale benaugurante per il futuro. Passoni è la forma accrescitiva
al plurale. Per M. Francipane PASSONI deriva invece dal verbo 'passare'
nel senso di attraversare, che forma molti altri cognomi fra i quali PASSATORE,
PASSANTE, PASSAGGI, PASSA, PASSI ecc. |
PASSUCCI
PASUCCI |
Passucci sembrerebbe tipicamente abruzzese, del teatino, in particolare
di Roccaspinalveti e San Salvo, con un ceppo, probabilmente secondario,
anche a Roma, Pasucci, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errate
trascrizioni del precedente, che dovrebbe derivare da una forma ipocoristica
del nome medioevale Paxius (vedi
PASSONI). |
| PASTENA
|
Pastena ha un ceppo romano ed alcuni campani a Napoli, Avellino e Battipaglia
nel salernitano, dovrebbero tutti derivare da toponimi come Pastena (FR), (IS), (NA),
(SA) o Pastene (BN) o anche da nomi di località generici come quello
ad esempio riportato in questo scritto salernitano del 1116: "...Et
adiunxi in ista sorte terram cum castaneto de eodem loco felecta, ubi arbusta
dicitur, et terram vacuam de eodem loco, ubi castanieta dicitur. Et terram
cum aliquantis arboribus.. ubi ad pastena
dicitur....".
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Pastena è cognome campano. Nei dialetti meridionali il verbo
'pastenare' significa "piantare",
quindi pàstena è un terreno
piantato ad alberi da frutto. Verbo, e sostantivo di etimologia
latina: 'pastinare' = "lavorare
il terreno per piantare". Pàstinum
è una piantagione. Probabilmente
dai toponimi Pàstena (SA), frazione di Amalfi e Pàstene (BN),
frazione di Sant'Angelo a Cupolo. |
| PASTENE
|
Pastene, molto molto raro, decisamente ligure, è tipico di Rapallo
e Genova, dovrebbe derivare da nomi di località caratterizzati dalla
presenza di un pastinum (cioè
dei luoghi incolti e poi coltivati, soprattutto ad orti e prati).
Personaggio di assoluto rilievo è stato il navigatore del 1500,
il Capitano Giovan Battista Pastene, nato a Rapallo, che che esploró
il Cile al seguito di Pedro de Valdivia. |
PASTOR
PASTORA
PASTORE
PASTORELLA
PASTORELLI
PASTORELLO
PASTORESSA
PASTORI
PASTORIN
PASTORINA
PASTORINI
PASTORINO
PASTORIS |
Pastor ha ceppi nell'imperiese, a Pigna, Ventimiglia, San Remo e Bordighera
ed un ceppo a Trieste ed a Meduno (PN), Pastora è praticamente unico,
Pastore è molto diffuso sia al sud che al nord, Pastorella parrebbe
siciliano, con un ceppo nel palermitano ed uno nel siracusano, Pastorelli
sembra tipico del centro nord, ma con un possibile ceppo nel Salento, Pastorello
ha un grosso nucleo veneto, un ceppo nell'alessandrino ed uno siciliano
tra nisseno e palermitano, Pastoressa, decisamente pugliese, ha un ceppo
a Bitonto e Bari, Pastori ha un grosso ceppo lombardo, soprattutto nel
milanese, uno nel parmense ed uno nella fascia che comprende l'anconetano,
l'Umbria ed il Lazio centrosettentrionale, Pastorin, assolutamente rarissimo
è del veneziano, Pastorina è unico, Pastorini ha ceppi tra
genovese ed alessandrino, tra fiorentino ed aretino ed a Roma, Pastorino,
decisamente ligure, diffuso in tutta la regione anche se in modo più
massiccio nel genovese, ha un ceppo anche nell'alessandrino ed uno nel
salernitano ad Olevano sul Tusciano e Battipaglia, Pastoris, molto molto
raro, parrebbe del vercellese, derivano tutti da soprannomi legati al mestiere
di pastore.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Sull'origine di questi cognomi confluiscono perlomeno due ipotesi,
che, sommate l'una all'altra, ne giustificano la vasta diffusione nell'intero
paese. Da una parte, infatti, è molto probabile una relazione diretta
col mestiere di pastore o allevatore di greggi, dato il tipo di economia
tipica dell'epoca pre-moderna, fortemente improntata sull'agricoltura e
la pastorizia. D'altra parte, però, va detto che in molti casi questi
cognomi derivano dal nome medievale Pastore,
che qui allude più probabilmente alla figura di Gesù Cristo,
il Buon Pastore per eccellenza (nella
Bibbia, è Gesù stesso che dice Io
sono il Buon Pastore, conosco le Mie pecore e le Mie pecore conoscono Me
(vedi anche Buonpastore), per estensione, inoltre, questo significato
viene ripreso anche nel linguaggio ecclesiastico, in cui il termine pastore
è usato appunto nel senso di prete, guida spirituale. Dal punto
di vista storico, tracce di questo nome si trovano a Milano nel 1161, quando
in un atto di compravendita viene citato un certo Pastore detto Crivello;
qualche secolo dopo, inoltre, ritroviamo questo nome con lo stuccatore,
orafo e mastro vetraio Pastorino da Siena (1508 ca. - 1592). Per quanto
riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni
o dei nomi personali dei capostipiti o di soprannomi o nomi di mestiere
ad essi attribuiti. |
| PASTORATO
|
Pastorato, estremamente raro, dovrebbe essere una forma patronimica veneta
del nome Pastore, il suffisso -ato
sta in Veneto per figlio di, un certo
Pastore. |
PASUTTI
PASUTTO |
Entrambi friulani, Pasutti è assolutamente rarissimo, Pasutto lo
è un poco meno ed è tipico di Valvasone nel pordenonese e
di Trieste, dovrebbe trattarsi di forme patronimiche tipicamente friulane
in -utti o -utto,
dove questi suffissi stanno per figlio di,
riferito ad un padre del capostipite di nome Pase
(vedi PASETTI ). |
| PATACCA
|
Raro, presenta tre nuclei, uno
in Umbria, uno nel teramano ed uno in provincia di Roma, iI cognome deriva
dal termine patacca che indicava il soldo del soldato nel rinascimento
(una Patacca = cinque Carlini), e quindi usato come soprannome stante ad
indicare o il mestiere dell'uomo d'armi o un carattere mercenario., un'altra
ipotesi è che derivi dalla voce dialettale patacca (uomo rozzo)
usata come soprannome. |
| PATACCHIA
|
Patacchia, assolutamente rarissimo, sembrerebbe umbro del ternano, dovrebbe
derivare da un soprannome dialettale basato sul termine dialettale patacchia
(organo sessuale femminile), ma è
pure possibile che si tratti di un'errata trascrizione del cognome Patacca
(vedi PATACCA). |
PATALANI
PATALANO |
Patalani è tipico di Viareggio nel lucchese, Patalano è specifico
dell'area che comprende il latinense, il casertano ed il napoletano, in
particolare Gaeta nel latinense, Forio, Ischia, Lacco Ameno, Casamicciola
Terme e Barano d'Ischia nell'isola D'Ischia nel napoletano, Bacoli e Napoli
sempre nel napoletano e Mondragone nel casertano, potrebbe essere di origine
angioina e derivare dal termine occitano patalan
o patalon che significa goffo,
ma non si può escludere un'origine spagnola da un soprannome originato
dal termine pata (zampa). |
| PATAMIA
|
Patamia è tipicamente calabrese, dovrebbe derivare da modificazioni
dialettali del vocabolo greco potamos
(fiume), ad indicare forse la vicinanza
di un corso d'acqua rispetto all'abitazione della famiglia, di Gioia Tauro
(RC) e Simeri Crichi (CZ), tracce di questa cognominizzazione le troviamo
a Bagnara Calabra (RC) fin dal 1700. |
PATANE
PATANE'
PATANIA |
Patane, molto raro, è del catanese e dovrebbe trattarsi di errori
di trascrizione del cognome Patanè, tipico siciliano, del catanese
in particolare, Patania è tipico del siracusano, dovrebbero tutti derivare
da modificazioni più o meno dialettali dell'etnico di toponimi come
Aci Platani (CT), Acquaviva Platani (CL) o San Biagio Platani (AG).
integrazioni fornite da dott. Cosimo
De Giovanni Centelles
Patanè fu riconosciuto nel 1905 col titolo
di Barone di S. Martino, per successione Marzullo, Paolo, di Carlo, di
Paolo. Figli: Carlo e Giovan Battista. Fratello: Francesco.
Arma: d' azzurro, alla campagna sostenente tre
monti al naturale, ed un leone coronato e rivoltato, tenente un dardo con
un serpe attorcigliato, sormontato da tre stelle ordinate in fascia, il
tutto d'oro.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Patanè è un cognome della Sicilia orientale, è
antica pronuncia dialettale di Patanìa. Rohlfs 144.
PATANÌA - Cognome della Sicilia orientale, viene dal toponimo
omonimo in zona di Messina; forse corruzione di Patamìa. Rohlfs
145. |
| PATARGA
|
Patarga, ormai quasi scomparso, sembrerebbe originario dell'area che comprende
la Campania e la Puglia, probabilmente della zona di Barletta nel barese,
dove la famiglia Patarga era considerata fra i maggiorenti della città,
di difficile interpretazione etimologica, potrebbe derivare dall'alterazione
dialettale del nome slavo Patar o del
nome greco Pataikos o anche del nome
longobardo Partarit o Perctarit,
non si può inoltre escludere una correlazione con il nome e cognome
armeno Patarak. |
PATARI
PATARINI
PATARINO
PATARO |
Patari è praticamente unico, Patarini ha un ceppo a Losine nel bresciano,
uno a Spoleto nel perugino ed uno a Roma ed a Rieti, Patarino ha un ceppo
a Castellaneta nel tarentino ed a Gioa del Colle nel barese, ed un ceppo
a Roccabernarda nel crotonese, Pataro, comunque assolutamente rarissimo,
ha un ceppo nel nordmilanese, ed uno tra potentino e cosentino, l'origine
potrebbe risalire ad un soprannome di epoca tardo medioevale, riferendosi,
direttamente o tramite un'ipocoristico, al movimento, più o meno
eretico, dei patari
che prendeva forse il nome da Roberto Patta da Giussano, quando il termine
pataro arrivò ad essere sinonimo
di eretico, e in questo caso starebbe ad indicare una lontananza del capostipite
dai principi religiosi dell'epoca, si deve però anche considerare
che Patorus o Patarus
fu un nome utilizzato in epoca tardo medioevale, ne abbiamo un esempio
con Patoro o Pataro
Buzzacarini nobile di Padova tra la fine del 1200 e gli inizi del 1300
e così molti altri nel padovano in epoca successiva.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Pataro, Patarino è cognome calabro - lucano ma presente anche
a Napoli e nel Veneto. A Brindisi uno Stephanus de Patarii nel 1260 (Cod.
brind. I). E' voce di difficile spiegazione anche per G. Rohlfs. Verrebbe
da pensare a un seguace del movimento della Patarìa che nel sec.
XI si oppose alla decadenza e alla corruzione del costume ecclesiastico.
D. Olivieri, infatti, ne 'I cognomi della Venezia Euganea' 206 lo fa derivare
proprio da tale movimento e lo interpreta come 'straccivendolo'. Anche
secondo DELI 4/891, l'interpretazione più probabile sarebbe quella
di 'straccioni'. Possibili molte altre interpretazione, basti pensare,
p. es., a Patara, antica città della Licia con un celebre santuario
di Apollo, i cui abitanti si chiamavano Patarani, ecc. |
PATAVINI
PATAVINO |
Patavini e Patavino sono assolutamente rarissimi, dovrebbero derivare dal
vocabolo latino patavinus (padovano),
abitante di Patavium (Padova). |
| PATELLI
|
Patelli ha un ceppo lombardo, nel bergamasco in particolare, a Gaverina
Terme, Casazza, Bergamo, Seriate, Gorlago, Cenate Sotto, Torre de' Roveri,
Albano Sant'Alessandro, Albino, Calcio, Villongo e Castelli Calepio, Palazzolo
sull'Oglio nel bresciano, ed uno a Bologna e nel bolognese, dovrebbero
derivare da un soprannome originato dal termine dialettale patèll
(risvolto, pezza). |
PATERI
PATTERI |
Entrambi tipicamente sardi, Pateri ha un ceppo a Quartu Sant'Elena nel
cagliaritano ed a Carbonia ed Iglesias, Patteri è specifico del
nuorese in particolare, di Dorgali, Orosei, Orgosolo, Nuoro, Siniscola
ed Jerzu, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal termine sardo
nuorese pattéri (patteggiatore,
mediatore), ad indicare che questo fosse il mestiere del capostipite,
probabilmente un mediatore agricolo.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
PATERI; PATTERI: pa(t)téri,
non è chiaro il significato del termine, e non è facile quindi
risalire alla sua radice. Che potrebbe derivare da pattu
= dall’italiano patto, pertanto pattéri
= colui che fa i patti. Nella lingua
sarda esiste il verbo patteare o pattiare,
dal verbo catalano patear che significa
scalpitare, propriamente del cavallo:
dar golpes con los piès. Ma in campidanese ed anche in logudorese
assume pure il significato di zappare
> marrare: in questo caso corrisponderebbe a zappatore. Potrebbe derivare
da patire, soffrire, da qui pa(t)teri = colui che soffre, ma è di
uso comune in tutta l’isola >sunfriri. Oppure da patente, dal latino patens
= spazio, luogo aperto; padenti, non bosco come molti intendono, ma radura,
spazio aperto in mezzo al bosco. Il cognome è presente
nei documenti medioevali della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di
Eleonora, LPDE del 1388 figurano: Pateri Guantino, jurato(collaboratore
del maiore, guardia giurata) ville Barumini, * Barumini…odierno Barumini.
Contrate Marmille; Patteri Arcus – de Aristanni., *** Aristanni:
elenco dei nomi dei firmatari della PETIZIONE. Omnes cives mercatores et
habitatores dicte civitatis…nisi pastores bestiaminum et quorum dificulter
demorari non poterant…congregati. Porta la data : die XIIII mensis Januarii
M°. CCC°. LXXXVIII° et etc ; Patteri Francisco – de Aristanni;
Patteri Petro, ville Sarule, * Sarule…odierna Sarule. Curatorie Dore. Attualmente
il cognome Patéri è presente in 19 Comuni italiani, di cui
11 in Sardegna: Quartu 41, Carbonia 22, Iglesias 16, etc. Pattéri
è presente in 66 Comuni d’Italia, di cui 31 in Sardegna: Dorgali
162, Orosei 57, Orgosolo 52, Quartu 44, Nuoro 32, etc. |
PATERNA
PATERNI
PATERNO |
Paterna ha un ceppo nel romano, uno tra salernitano e potentino ed uno
tra palermitano e nisseno, Paterni ha un ceppo nel lucchese ed uno nel
ternano, Paterno ha un ceppo tra trentino e vicentino, uno tra casertano
e napoletano, uno nel barese, uno nel cosentino ed uno nel catanese, dovrebbero
derivare dai molti toponimi di nome Paterna o Paterno presenti un pò
ovunque in Italia, ma è pure possibile una derivazione dal cognomen latino Paternus,
Paterna: "...quae
Cato ille Censorius de disciplina militari scripsit, quae Cornelius Celsus,
quae Frontinus perstringenda duxerunt, quae Paternus
diligentissimus iuris militaris adsertor in libros redegit, quae Augusti
et Traiani Hadrianique constitutionibus cauta sunt...", ricordiamo
nel III° secolo il proconsole Aspasius Paternus governatore di Cartagine.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Paterno è cognome panitaliano. A quanto sembra, viene dall'aggettivo
latino 'paternus', sottinteso 'praedium'
= "podere", "proprietà
agricola", nella toponomastica indicante un luogo ereditato
dal padre. Tale aggettivo è pertanto attivo anche nella formazione
di toponimi da cui il cognome può essere derivato. Es: Patèrno
Sant'Arcangelo (SA), frazione di Tramonti, Patèrno (AQ). |
| PATERNITI
|
Paterniti, decisamente siciliano, ha un ceppo a Tortorici (ME), ma è
soprattutto diffuso nel catanese a Catania, Castel di Judica, Bronte e
Ramacca, dovrebbe derivare da un etnico di Paternò (CT) di tipo
dialettale neogreco. |
| PATERNO'
|
Tipico siciliano deriva dal toponimo Paternò (CT).
integrazioni fornite da Carmelo
Ciccia (tratto dal libro I cognomi di Paternò)
le derivazioni possibili sono molte, potrebbe riferirsi al toponimo,
ma anche alla località indicata come campi di proprietà di
un cittadino romano di nome Paterno, in alcuni casi può essere riferito
a figli di NN rinvenuti a Paternò, in altri casi può riferirsi
ad ebrei accasati a Paternò. La nobile famiglia dei Paternò
risale all'epoca normanna.
|
PATERNOSTER
PATERNOSTRI
PATERNOSTRO |
Paternoster ha un ceppo trentino ed uno lucano, Paternostri, praticamente
unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione di Paternostro
che ha un importante nucleo palermitano, ed uno nell'alto cosentino, zona
di Castrovillari e Cassano allo Ionio, derivano dal nome medioevale Paternoster
ispirato dalla pietà religiosa di cui abbiamo un esempio a Cividale
(UD) nel 1291 con un certo Lupoldo detto "Paternoster", abitante di Cividale,
che appare in una investitura riguardante beni cittadini. |
| PATERNUOSTO
|
Paternuosto, specifico del caserano, di Capua, Pratella e Grazzanise, deriva
da corruzioni dialettali del nome medioevale Paternoster
(vedi Paternoster). |
PATETE
PATETI |
Patete ha un ceppo nell'iserniese a Forlì del Sannio, Pescolanciano
e Vastogirardi ed un ceppo a Foggia, Pateti, praticamente unico, è
probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, la cui
origine potrebbe essere dalla forma dialettale pàtete
(padre), forse riferito ad un prete
ortodosso, meno probabile una derivazione dalla voce latina patète
(soffrite), che sottintenderebbe forse
che il capostipite fosse un trovatello. |
| PATETTA
|
Patetta è un cognome raro, che parrebbe avere due ceppi, uno tra
la provincia di Savona e il cuneese, che potrebbe derivare dalla località
Patetta nel savonese, ed uno nel foggiano, che potrebbe essere dovuto ad
un'alterazione dialettale del cognome Patete
(vedi PATETE). |
| PATI
|
Raro, sembra avere un ceppo originario
nel Salento che deriverebbe dal toponimo Patu' (LE) ed uno nel cosentino,
che potrebbe derivare per aferesi dal toponimo Maropati nel reggino. |
PATINI
PATINO |
Patini sembrerebbe tipicamente laziale, Patino, estremamente raro, oltre
alla presenza laziale ne ha una anche nel barese, dovrebbero derivare dal
nome del monte Patino, il più occidentale dei Monti Sibillini in
Umbria, probabilmente il luogo d'origine dei capostipiti, ma è pure
possibile una derivazione dal nome latino Patinus
di cui abbiamo un esempio d'uso in questo scritto tratto dal Gesta
romanorum: "..Refert Valerius, quod Patinus
flens dixit vicino suo: "Habeo arborem infelicem in orto meo, in qua uxor
mea prima se suspendit; postmodum secunda; etiam nunc tertia. Et ideo dolor
est intolerabilis." Ait vicinus, cui nomen Arrus: "Miror te in tantis successibus
lacrimas emisisse. Da mihi, rogo te, tres surculos illius arboris, quia
intendo inter vicinos dividere, ut quilibet arborem habeat ad uxorem suam
suspendendam!" Et sic factum est.", nome forse portato dal capostipite. |
| PATIRANI
|
Cognome praticamente scomparso,
presente in Italia unicamente nel piacentino, dicono originario di Gandino
(BG), anche se le tracce esistenti si trovano a Zandobbio (BG), il cognome
prosegue comunque all'estero ed esattamente in Canada. |
| PATITUCCI
|
Patitucci è specifico del cosentino, di Roggiano Gravina, Fiumefreddo
Bruzio, Cosenza, Paola, Rende e Spezzano Albanese in particolare, dovrebbe
trattarsi dell'italianizzazione del cognome greco Patitakis,
presente particolarmente a Creta. |
PATREVITO
PATROVITA |
Patrevita sembrerebbe specifico di Casalbore nell'avellinese, Patrovita
è quasi unico, così come Patrevito, entrambi comunque del
sud e probabilmente forme alterate del primo, di origini etimologiche oscure.
simpatica ipotesi proposta da Pierpaolo
Cavallo
Possibile che sia stato coniato da qualche ufficiale di stato civile
italiano che richiedeva, il cognome del genitore ad un francese venuto
a dichiarare la nascita di un figlio, il francese potrebbe aver risposto
pas trop vite (pàtrovit) non
troppo veloce o pas tres vite
(pàtrevit) non molto veloce,
dando luogo al possibile errore di comprensione da parte dell'ufficiale. |
PATRIARCA
PATRIARCHI |
Patriarca sembrerebbe tipico del Lazio, con estensioni in Abruzzo e nell'iserniese,
ha un ceppo anche nell'udinese, Patriarchi parrebbe aretino.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Patriarca presenta un nucleo maggiore nel centro Italia, fra il romano,
il frusinate, il latinense, l'isernino, il pescarese e il teramano, ma si riscontrano nuclei secondari anche nel nord, fra l'udinese, il milanese,
il comasco, il sondriese, il lecchese, il vercellese e il torinese, Patriarchi,
molto più raro del precedente, è diffuso soprattutto nel
centro nord, con ceppi principali nel aretino, nel fiorentino e nel pratese,
ma con un ceppo minore anche a Gela (CL), entrambi questi cognomi derivano
dal termine patriarca, che qui probabilmente
indica una particolare figura ecclesiastica: nella Chiesa cattolica di
rito latino, infatti, il titolo onorifico di patriarca viene attribuito
agli arcivescovi di diocesi piuttosto grandi e famose (un celebre esempio
è quello del Patriarcato di Venezia). Per quanto riguarda i cognomi
in questione, allora, Patriarca e Patriarchi dovrebbero derivare dall'avere
lavorato i capostipiti alle dipendenze d'un patriarca (così come
avviene per tutti quei cognomi che richiamano cariche politiche o religiose,
quali Re, Conte, Duca, Prete, Abate, Vescovo, etc); non è da escludere,
tuttavia, che in alcuni casi questi cognomi possano derivare da particolari
atteggiamenti tipici dei capostipiti (che, per un motivo o per l'altro,
venivano appunto soprannominati patriarchi, nel senso più generale
di capo famiglia, una figura dotata di molto potere e prestigio). |
| PATRIGNANI
|
Tipico della zona che comprende le province di Rimini e di Pesaro, deriva
dal toponimo San Patrignano (RN) o anche dall'essere originari di Fano,
il cui santo patrono è appunto San Patrignano (Paternianus). |
PATRIZI
PATRIZIA
PATRIZIO |
Patrizi è molto diffuso in tutta la fascia che comprende Marche,
Umbria, Abruzzo settentrionale e Lazio, Patrizia è assolutamente
rarissimo, Patrizio ha ceppi nel veneziano e nel pordenonese, nel romano,
nell'aquilano e nel teatino, nel napoletano e casertano e nel foggiano,
dovrebbero derivare dal cognomen latino Patricius
di cui abbiamo un illustre esempio con Patricius
Gaius Flavius Teodate dichiarato Defensor
Romanorum, designato dal padre Re Adelchi, e dalla madre Gisla
,sorella di Carlo Magno,erede del Regno Longobardo e circa cento anni prima
con: "...Patricius primus,
inquit ille, inter caetera operum suorum signa, duo fertur patrasse: unum
quod cuncta venenosa animantia cum baculo suo de terra ejecit; secundum,
quod nullus Hibernicus adventum Antichristi exspectabit. Tamen memorabile
quod de ejus Purgatorio legitur, magis ascribitur secundo Patricio
juniori, qui non fuit episcopus, sed abbas, qui floruit circa annum Domini
octingentesimum quinquagesimum,..." e, ancora prima con San Patrizio
i protettore d'Irlanda. |
| PATRUNO
|
Tipico pugliese, del barese in particolare, dovrebbe derivare dall'essere
stato il capostipite un capobarca, un patruno
(padrone) di un peschereccio o di una
flottiglia. |
| PATTA
|
Patta è tipicamente sardo, di Samugheo in particolare ed Oristano
nell'oristanese, di Tonara nel nuorese, di Sassari e di Cagliari, potrebbe
derivare da un soprannome basato sul termine logudorese patta
(pareggio, accomodamento), forse attribuito
ad un capostipite che avesse fatto il sensale o il mediatore.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
PATTA: patta in logudorese significa
calore, propriamente quello del focolare.
Etimo? Cottu a patta = arroventato
dal fuoco (del focolare). In Marmilla per dire “giù”,
nella parte di giù, dicono: “ A patt’a basciu”. Ma è solo
la variante campidanese di: “A pa(r)t’e basciu”. In Logudoro, l’espressione:
essere a patta, significa essere pari e patta = pareggiare, ad esempio
nel gioco della morra. Per ora non sappiamo altro! Non abbiamo trovato
il cognome nelle carte antiche da noi consultate. Attualmente è
presente in 65 Comuni italiani, di cui 27 in Sardegna: Samugheo 59, Tonara
26, Sassari 23, Oristano 18, etc. Nella penisola è Roma con 20 ad
avere il numero più alto. |
PATTARI
PATTARO |
Pattari è quasi unico, Pattaro ha un piccolissimo ceppo tra varesotto
e milanese, ed uno, più consistente in Veneto, in particolare a
Trebaseleghe nel padovano, ed a Vo e Padova sempre nel padovano, a Venezia
e Meolo nel veneziano, a Taglio di Po nel rovigoto, a Treviso ed a Ronco
d'Adige nel veronese, con un ceppo secondario, di origini venete, anche
nel romano e nel latinense, questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi
originati dal termine medioevale pattaro
(rigattiere), cioè venditore
di abiti usati, termine originato dal longobardo paita
(veste), mestiere probabilmente svolto dai capostipiti. |
| PATTI
|
Molto comune in Sicilia, deriva dal toponimo Patti nel messinese. |
PATTINI
PATTINO |
Pattini è specifico di Parma e del parmense, di San Secondo Parmense,
Fidenza e Soragna, con presenze anche in Lombardia, Pattino è quasi
unico, potrebbero derivare da un'alterazione del nome latino Patinus
(vedi PATINI). |
| PATTUELLI
|
Pattuelli è un cognome tipicamente romagnolo, di Alfonsine, Bagnacavallo,
Lugo e Ravenna nel ravennate, potrebbe trattarsi di una forma ipocoristica
dell'aferesi del nome bizantino Hypatius
o del nome gotico Patza, si ricorda
con questo nome un comandante ostrogoto citato da Cassiodoro, sia gli ostrogoti
che i bizantini hanno lasciato profonde tracce nel ravennate, dell'uso
in epoca latina del nome Hypatius abbiamo
un esempio nel 503 d.C.: "..Dexicrate et Volusiano
coss. Tres Romanorum ductores, Patricius, Hypatius
et Areobinda, qui cum XV millibus armatorum olim in Persas missi fuerant
pugnaturi, juxta Syficumcastellum cum iisdem Persis sine audacia conflixerunt,
multis tunc militum ductoribus de praeliofugientibus caesis. Immenso dehinc
auri pondere hostibus dato, captam rebusque vacuam Amidamcivitatem, iidem
nostri redemere ductores, jam Celere magistro officiorum sibi cum duobus
millibusbellatorum in subsidium destinato..". |
PATURZI
PATURZO
PATUZZI
PATUZZO |
Paturzi, molto molto raro, ha un piccolo ceppo a Cariati nel cosentino,
Paturzo ha un ceppo nel napoletano ed uno nel reggino e nel crotonese,
Patuzzi, abbastanza raro, è tipico della zona che comprende bresciano
e veronese, Patuzzo è specifico del veronese, dovrebbero derivare
dal nome medioevale Patucius, o dalla
sua versione dialettale meridionale Paturzo,
dell'uso di questi nomi abbiamo un esempio ne Le
carte di S. Pietro in Monte Ursino di Brescia nel 1194: "...et
dominus Tebaldus frater predicti domini abbatis et Tebaldus filius Bertolotti
de Curteducis et Patucius de Serlis
testes rogati...".
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Paturzo, Paturzi è cognome calabrese che deriva da una contrada
Paturzi in zona di Spezzano Albanese
(CS). Rohlfs 201. |
| PAU
|
Tipico della Sardegna sudoccidentale,
dovrebbe derivare dalla toponomastica.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
PAU: il termine deriva dal latino pagus,
nel significato di villaggio, luogo abitato.
È moderatamente diffuso come toponimo in tutto il territorio della
Sardegna. La certezza del significato e della etimologia di Pau (da pagus)
deriva dal fatto che tutti i villaggi, di seguito menzionati, hanno avuto
origini romane. 1) - Pau è un piccolissimo centro abitato,
sito alle pendici del Monte Arci (326 ab.), della provincia di Oristano.
È conosciuto come il paese dell’ossidiana, per la presenza delle
cave del cosiddetto “vetro vulcanico”, prezioso per tutti gli abitanti
della Sardegna del periodo pre nuragico e nuragico, cioè nella preistoria
sarda. In periodo medioevale la “villa – bidda” appartenne alla Curadorìa
di Usellus, nel regno giudicale di Arborea. Nel 1410, dopo la caduta del
Giudicato di Arborea, divenne un villaggio del Regno catalano aragonese
di Sardegna. Nel 1927 il Comune fu aggregato a quello di Ales, nel 1945
divenne nuovamente autonomo. 2) – Pau è il nome di un centro abitato
scomparso, ubicato tra Guasila e Segariu. In periodo medioevale fu “villa
– bidda” appartenente alla Curadorìa di Trexenta, nel regno giudicale
di Càlari. Fu definitivamente abbandonata alla fine del XIII secolo.
3) – Pau de Vignas o Pau de Suso (Pau di sopra), villaggio scomparso, ubicato
in agro di Vallermosa. In periodo medioevale fece parte della Curadorìa
o Parte Gippi, nel regno giudicale di Càlari. Dal 1295 divenne possedimento
oltremarino della Repubblica di Pisa. Dal 1324 entrò a far parte
del Regno catalano – aragonese di Sardegna; dal 1365 del Regno giudicale
di Arborea, poi dal 1410 di nuovo del Regno di Sardegna. Il villaggio fu
definitivamente abbandonato verso la metà del XV secolo (Di. Sto.
Sa. di F. C. Casula). 4) – Pau de Josso(Pau di sotto): la su storia è
identica a quella di Pau de Suso. Il cognome è presente nelle carte
antiche della lingua e della storia della Sardegna, e sempre e comunque
è preceduto dalla preposizione “de” ad indicare la provenienza da
un luogo. Essendo diversi i nomi di villaggio col nome Pau, è difficile
identificare con precisione quello di provenienza, anche se può
contare molto la vicinanza. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE
del 1388, figurano: Pau (de) Petro, ville Tuyli, * Tuyli…odierno Tuili.
Contrate Marmille; Pau (de)Petro, jurato(guardia giurata, collaboratore
del maiore de villa)ville Palmas, * Palmas De Ponte…distrutto: Isca de
su Ponti. Contrate Campitani Simagis; Pau(de)Michele, jurato ville Salanis,
* Salanis…distrutto. Campitani Majoris. Nel Condaghe di Santa Maria di
Bonarcado, CSMB, XI, XIII secolo, al capitolo 66 troviamo, de Pau Petru,
prete: In gratia de Deus et de sanctu Agustinu et de donnu meu iudice Dorgotori
( possiamo stabilire la data, pur senza precisare l’anno, poiché
si tratta di Torchitoiro Barisone I de Lacon - Gunale, Iudike d’Arborea
dal 1038 al 1060. fu un grande benefattore della chiesa e soprattutto degli
ordini monastici benedettini). È proprio prete de Pau Petru che
redige questa parte del Condaghe e l’argomento è l’acquisizione
da parte della chiesa di Santa Maria del salto di Gilcare, (in territorio
di Atzàra: paesino, oggi, di 1300 abitanti della provincia di Nuoro).
Al capitolo207, sempre del CSMB, figura un certo de Pau Trogodori, apiaresu
(sos apiaresos sono gli apicoltori): (si tratta della divisione di un terreno)…in
co (dietro) ‘llu ingirat a iaga(ingresso) de Troodori de Pau et benit a
ariola de Titiru et benit a Funtana de kercu…(confina con il podere di
Troodori de Pau, arriva sino all’aia di Titiru e a Funtana de kercu…).
Attualmente il cognome Pau è presente in 230 Comuni italiani, di
cui 85 in Sardegna: Siniscola 359, Quartu 241, Cagliari 227, Quartucciu
78, Oristano 68, etc. |
| PAULLI
|
Molto raro è specifico del
milanese, dovrebbe derivare dal nome del paese di Paullo nel milanese. |
PAUCIULLO
PAUCIULO |
Pauciullo è specifico del napoletano, di Napoli, Portici ed Ercolano,
Pauciulo è specifico di Angri nel salernitano, dovrebbe trattarsi
di forme ipocoristiche dialettali basate sul termine latino paucus
(poco, ma per estensione anche piccolo,
riferito ad un uomo minuto e di bassa statura),
probabilmente ad intendere che i capostipiti fossero persone piccole e
minute. |
PAULETTI
PAULETTO
PAULI
PAULIN
PAULINI
PAULINO
PAULO
PAULON
PAULONE
PAULONI
PAULUZZI |
Pauletti ha un grosso ceppo a Feltre nel bellunese ed uno piccolo a Monfalcone
nel goriziano, Pauletto è tipico delle tre Venezie, in particolare
del vicentino, del trevisano e del veneziano, Pauli, estremamente raro,
parrebbe triestino, il più diffuso Paulin sembra invece specifico
dell'udinese, del triestino ed in particolare del goriziano, Paulini, estremamente
raro anch'esso, è del vicentino, Paulino, Paulo e Pauloni sono quasi
unici, probabilmente originati da errori di trascrizione, Paulon è
tipicamente veneto e friulano, diffuso soprattutto nel vicentino e nel
trevisano, Paulone, molto raro, parerebbe di Scanno nell'aquilano, Pauluzzi
è tipico dell'area friulana e giuliana, di Trieste in particolare,
con ceppi anche ad Udine e nell'udinese e goriziano, tutti questi cognomi
dovrebbero derivare direttamente o attraverso forme ipocoristiche, sia
diminutive, che vezzeggiative, o accrescitive, dal nome medioevale latino Paulus,
probabilmente portato dai capostipiti e differenziato forse dalle diverse
corporature degli stessi. La diffusione delle varianti derivate dal
nome Paolino trovano motivazione in Veneto e soprattutto nel Friuli, nel
culto del San Paulinus Aquileiensis Patriarca di Aquileia dall'anno 740
all'anno 802. |
| PAULIS
|
Paulis è tipicamente sardo, del cagliaritano in particolare, di
Quartu Sant'Elena, Sestu, Cagliari, San Sperate e Capoterra e di Iglesias
e Carbonia.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
PAULIS: padùlis per palùdis
latina (metatesi): palude, luogo paludoso, acquitrino.
Paùli, paùlis e paùis, sono toponimi molto frequenti,
in tutta la Sardegna. Diversi centri abitati, scomparsi e non, portano
questo nome: Paùlis, abitato scomparso, ubicato tra Uri e Ittiri.
Fu paese medioevale, villa (bidda), appartenente alla Curadorìa
di Coros, nel regno giudicale di Torres; passò poi al Regno catalano
- aragonese di Sardegna. Fu abbandonato, presumibilmente alla fine de XIV°
secolo, in seguito alle continue guerre tra il Regno di Sardegna e il regno
giudicale di Arborea. Paùli Arbaréi, centro abitato, un tempo
detto Paùi Sitzànus, dal più antico centro Sisalmus.
Come villa (bidda) medioevale appartenne alla Curadorìa di Marmilla,
nel regno giudicale di Arborea - i rappresentanti di Paùli parteciparono
alla effimera Pace di Eleonora del 1388 -(** Contrate Marmille.et ego Ferrali
Agustinus, sindicus et c.etc. Contrate Marmille.seu a Nicolao Longhu, castellano
Contrate Marmille.habitatoribus, congregatis in dicta villa Mahara Barbaraquesa
(Villamar) ante ecclesiam Sancti Saturnini (nisi pastores bestiarum) .in
posse Virde Andrea, civitate Sasseri, Virde Joannis filii.die XII januarii
1388-). Dopo la sconfitta del giudicato d'Arborea, nella battaglia di Sanluri
- sa battalla -(30 giugno 1409) passò al regno catalano aragonese
di Sardegna. Il 23 giugno del 1927 fu aggregato al Comune di Lunamatrona;
nel 1950 divenne nuovamente autonomo. Oggi Pauli Arbaréi è
un piccolo Comune di 653 abitanti della nuova Provincia del Medio Campidano
- VS -. Paùli Gerrei, oggi San Nicolò Gerrei, paese di 977
abitanti della provincia di Cagliari. Paulilàtino: il toponimo deriverebbe,
secondo l'ipotesi dello studioso Giovanni Spano (vocabolario sardo geografico
patronimico ed etimologico)da Palus a Latere = costruito al lato
della palude. Da qui si può senz'altro ritenere che si trattasse
di una villa o un oppidum romano. Ma non dimentichiamo che nel suo territorio
si erge il tempio nuragico a pozzo di Santa Cristina, uno dei più
caratteristici della civiltà nuragica, che, tra l'altro, era ritenuto
luogo sacro di raccolta per tutti gli abitanti dei centri vicini. In periodo
medioevale fu villa (bidda) appartenente alla Curadorìa di Guilcièr,
nel regno giudicale di Arborea. I rappresentanti di Paulilatino parteciparono
alla corona di Curadorìa per la Pace di Eleonora del 1388: ** Contrate
Partis de Guilcier (Ghilarza).et ego Zori (de) Francisco, de ville de Guillarci,
sindicus, actor et etc. Contrate Partis de Guilcier...Pulighe Joanne officiali
et etc. in posse Leonardi Sanna, filii Guantini, de civitate Sasseri.
Oggi (2009) Paulilatino è paese di 2517 abitanti e fa parte della
provincia di Oristano. Il tempio di Santa Cristina è oggi meta di
tantissimi visitatori, turisti e studiosi di archeologia (vedi nel Web
: Il Santuario Nuragico di Santa Cristina). Oltre a questi su elencati
vi sono nel territorio dell'isola numerosi altri centri e località
che portano il nome di Paulis. E' presente come cognome nelle carte antiche
della storia e della lingua della Sardegna, nelle quali è sempre
preceduto da « de » ad indicare la provenienza. Tra i firmatari
della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, figurano: Pahulis(de) Furado, ville
Telluri ( ** Selluri - Sedduri - Seddori: odierno Sanluri. Et ego Capula
Marcus .sindicus, actor et procurator ville Selluri.seu a Petro De Castay,
locuntenente capitanei et Margiano Costa, locuntenente potestatis terre
Selluri et omnibus habitatoribus dicte terre, congregatis. X die januarii
1388); Paulis (de) Nicolao, ville Mahara (* Mahara - Barbaraquesa .Arbarei
- Villamar. Contrate Marmille); Paulis (de) Thoma, jurato ville de
Paingionis ( *Pavigionis.oggi Pabillonis. Contrate Montis Regalis);
Paulis(de) joanne, jurato ville Lunamadrona ( * odierno Lunamatrona. Contrate
Marmille); Paulis(de) Joanne, majore ville Solarussa ( * odierno Solarussa.
Campitani Majoris). Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI°,
XIII° secolo, abbiamo: De Padùle (o Paùle)Goantine,
fiiu a Terico; De Padule(Paule) Maria, fiia a Terico; De Padule(Paule)
Terico, sposo a Greca Pasi (126) - Ego Iohanne Mellone, priore de Bonarcadu
- coiuvedi (ho unito in matrimonio)Greca Pasi, ankilla de Scu. Iorgi de
Calcaria (serva di San Giorgio di Calcaria - * Calcargia.villaggio
distrutto - Contrate Partis Milis), cun Terico de Paule, serbu de Sancta
Maria de Norgillo (* Nurgillo...Norghiddo...odierno Norbello. Contrate
Partis de Guilcier). Fecerunt II fiios: Goantine et Maria. Levedi Sancta
Maria de Norgillo a Goantine( S.M di Norgillo ha preso Goantine), Sanctu
Iorgi de Calcaria levedi a Maria (San Giorgio di Calcargia ha preso Maria).seguono
i testes.; De Paùle Comita de Samugheo (108), testimone in
una partizione di servi. Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI°,
XIII° secolo è citato: De Padules Yçoccor (54/55), teste
in una vendita di servitù (del servizio) al cap. 54 e direttamente
interessato a una vendita al cap. 55: comporaili (Ego Prior Arbertus de
Sanctu Nichola de Trullas) ad Yçoccor de Padules .II. dies (due
giorni - la settimana - di servizio)in Iusta Manca, fiia de Gosantine Manca,
e deibili ( gli diedi in cambio) .II. sollos de labore (due soldi - aurei
- di "grano"). Testes.Nel testo del Fara: Ioannis Francisci Farae - In
Sardiniae Chorographiam - sono citati i diversi centri abitati, di cui
si è su parlato e gli stagni: Pauli - ficus (così veniva
chiamato lo stagno di Sassu, prosciugato durante le fasi di Bonifica della
Piana di Terralba - vedi nel Web Arborea e l'Arboreino "La bonifica della
Piana di Terralba" di A. Michele Angioni); Pauli Maioris vicino a quello
di Santa Giusta. Nel contemporaneo citiamo Giulio Paulis, illustre studioso
di glottologia e della Lingua Sarda, docente di glottologia e di linguistica
sarda, nonché attuale (2009)preside della Facoltà di Lettere
e Filosofia all'Università degli Studi di Cagliari (vedi nel Web:
Giulio Paulis). Attualmente il cognome Paùlis è presente
in 54 Comuni italiani, di cui 31 in Sardegna: Quartu S. E. 155, Sestu 45,
Iglesias 36, Cagliari 29, etc. Il cognome De Pàulis, presente in
99 Comuni della Penisola, non presente in Sardegna, ha significato ed etimologia
assolutamente diversi dal Paùlis sardo: De Pàulis deriva
infatti dal nome Paulus. |
| PAULUCCI
|
Abbastanza raro è presente a macchia di leopardo in centro Italia,
nel beneventano e nel barese. (vedi Paolucci)
integrazioni e stemmi forniti da Fabio Paolucci
Cognome scarsamente diffuso sul territorio nazionale, presente
in nuclei distinti e deboli a Roma, Terni, Antrodoco (Ri), Canosa di Puglia
(Ba) e Morcone (Bn). Le origini di tali ceppi sono diverse e distinte fra
loro, e vanno tutte ricondotte alla cognominizzazione in senso patronimico
del nome di persona Pauluccio o Paoluccio (al plurale Paulucci, inteso
come "discendenti di Paulus o di Paulicius"). Dallo studio meticoloso della documentazione archivistica, risulta
evidente l'interscambiabilità in passato tra le due forme cognominali
Paulucci e Paolucci: per citare un esempio, nei Libri Baptizatorum e dello
Stato delle Anime di Colle Sannita e di Morcone il cognome di un'unica
famiglia marchesale, originaria dell'Italia centrale e presente in entrambi
i paesi sovraccitati, è registrato fino alla fine dell'Ottocento
sia nella forma Paolucci che Paulucci (ma anche Paoluccio, Pauluccio, de'Paolucci,
de'Paulucci). Ancora da citare come esempio del fenomeno di interscambiabilità
sono i casi dei marchesi Paolucci delle Roncole o Paulucci delle Roncole,
e dei Paolucci de'Calboli o Paulucci de'Calboli, legati da vincoli di sangue
ai Paolucci di Colle e ai Paulucci di Morcone.
(vedi anche
Paolucci) |
PAURI
PAURO |
Pauri ha un ceppo nell'anconetano, principalmente ad Ancona, ed uno a Roma,
Pauro è tipico invece del padovano di San Giorgio delle Pertiche
e di Campodarsego, potrebbero derivare da modificazioni dialettali del
cognomen latino Paulus, la sostituzione
della l con la
r e viceversa non è rara soprattutto nei dialetti del
centronord, a titolo di esempio pensiamo al vocabolo romano sordi al posto di soldi.
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nelle Marche nella
seconda metà del 1700 con un certo Pietro Pauri, nello stesso periodo
a Falconara (AN) la famiglia Pauri occupa posizioni di rilievo ottenendo
anche la carica di Priore, nel 1808 Antonio Pauri viene nominato tra i
Savi di Falconara cui spetta assieme al podestà di governare il
territorio. |
PAUTASSI
PAUTASSO |
Entrambi piemontesi, Pautassi, molto raro è del cuneese, Pautasso
invece è specifico della zona di Carignano (TO), tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo nel 1700 a Cambiano (TO) dove in atti della
chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Vincenzo e Anastasio compare una
famiglia Pautassi.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Pautasso è cognome piemontese che viene dal nome Pautasso
formato su 'pàuta' = fango.
Top. Pautàssi (Tetti -), fr. Carignano, (TO). |
| PAVA
|
Pava è un cognome meridionale che oggi sembrerebbe scomparso, le
cui origini sembrerebbero essere state ungheresi o slave. |
PAVAN
PAVANEL
PAVANELLI
PAVANELLO
PAVANETTO |
Pavan è assolutamente panveneto, Pavanel è rarissimo e sembra
originario della zona tra Treviso e Pordenone, Pavanelli è più
tipico del ferrarese, mentre Pavanello è anch'esso tipico veneto,
Pavanetto è tipicamente veneto, di Morgano, Roncade, Quinto di Treviso,
Casale sul Sile e Preganziol nel trevisano, e di San Donà di Piave,
Venezia, Iesolo, Scorzè, Ceggia e Quarto d'Altino nel veneziano,
tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite varie
forme ipocoristiche, dall'etnico della città di Padova per contrazione
(Padovan-Pavan
ecc.). |
PAVANATI
PAVANATO |
Pavanati è tipico dell'area del delta del Po, del rovigoto, di Porto
Tolle, Taglio di Po e Ariano nel Polesine, di Codigoro e Ferrara nel ferrarese
e di Pianoro nel bolognese, Pavanato è tipico di Cavarzere nel veneziano,
ma è presente anche nel padovano e in tutto il basso Veneto, si
dovrebbe trattare di forme patronimiche in -ati
e -ato, relative a capostipiti
figli di un Pavan o padovano (vedi
PAVAN). |
| PAVAROTTI
|
Pavarotti è caratteristico del modenese, di Modena e Carpi in particolare,
potrebbe derivare dall'etnico di Pavarara nel parmense, ma, molto più
probabilmente deriva da una forma ipocoristica del soprannome e poi cognome
medioevale Pavarus di cui abbiamo un
esempio in un Breve de sententia dell'anno
1150 a Milano: "Die martis qui est medio mensis ianuarii,
in broileto consularie, iusta scalam solarii. Breve de sententia quam dedit
Azo iudex qui dicitur Ciceranus consul Mediolanensis et cum eo Gilbertus
qui dicitur Pavarus
similiter consul de discordia que erat inter domnum Guifredum presbiterum
ac prepositum ecclesie seu canonice Sancti Laurentii ex parte ipsius canonice
et ex altera parte Petrum qui dicitur Pavarus...",
pavarus dovrebbe essere una modificazione
del termine bavarus (bavaro),
i Bavari erano una potente tribù barbara di germani,
stanziata originariamente in Boemia, i bavari poi occuparono i territori dell'odierna
Baviera (che da loro prese il nome).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Pavarotti è un cognome abbastanza diffuso a Modena e nel Modenese,
rappresenta la cognominizzazione di un soprannome «paperotto»
dal lat. 'papàrus' «oca
giovane», ad indicare il modo di camminare di una persona. |
| PAVEGLIO
|
Estremamente raro sembra essere originario della provincia di Pordenone,
dovrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo medioevale paveglio
con il significato di tenda o padiglione. |
PAVESI
PAVIA |
Pavesi
è tipico della Lombardia sud occidentale, Pavia potrebbe presentare
più ceppi, dei quali uno nel milanese e pavese ed uno in Piemonte,
ma parrebbero esserci anche un ceppo nel trapanese ed uno nel reggino,
dovrebbero derivare dal toponimo Pavia. |
| PAVESIO
|
Pavesio è tipicamente piemontese, di Torino, Marentino, Chieri e
MOncalieri nel torinese, di Asti e Villanova d'Asti nell'astigiano e di
Alba nel cuneese, dovrebbe derivare dal nome e soprannome medioevale Pavesius,
di cui abbiamo un esempio d'uso in una Carta donationis
dell'anno 1184 a Morimondo nel pavese: "Anni Domini
millesimo centesimo octuagesimo quarto, duodecimo die mensis aprilis, indictione
secunda. Donationem fecit a presenti die et hora Petrus qui dicitur Pavesius,
de loco Gudi, in domino Girardo, subpriore de Morimundo, ad partem ipsius
monasterii, nominative de silva una castanea iacente in territorio Gudi,
et dicitur in Spesuira; coheret ei: a mane Sancti Petri in Celo Aureo,
a meridie de Clocariis, a sero de Burris, a monte suprascripti monasterii,
et est pertice due, vel si plus inventa fuerit inintegrum permaneat donatione
...". |
| PAVIGLIANITI
|
Tipico del reggino e molto raro,
dovrebbe derivare dal nome del paese Pavigliana sempre nel reggino. |
| PAVIOTTI
|
Paviotti è tipicamente friulano dell'udinese, di Trivignano Udinese
in particolare, di Palmanova e di Pasian di Prato, dovrebbe trattarsi di
una forma etnica indicante che i capostipiti fossero originari del paese
di Pavia di Udine ad una quindicina di chilometri da Trivignano Udinese. |
PAVONCELLI
PAVONCELLO |
Pavoncelli, molto molto raro, sembra avere un ceppo a Gioia del Colle nel
barese ed uno a Pescantina nel veronese, Pavoncello è assolutamente
romano e sembra di origini ebraiche, tracce di questa cognominizzazione si
hanno nel barese dal 1700. |
PAVON
PAVONE
PAVONI |
Pavon, molto raro, ha un piccolo ceppo a Venezia ed uno a San Giorgio di
Nogaro (UD), Pavone, molto diffuso, ha ceppi importanti nella Sicilia sudorientale,
nel barese e tarentino, nel teramano e pescarese, ed un ceppo forse non
secondario nel napoletano, e nel Piemonte, Pavoni ha un nucleo importante
a Roma, uno nelle Marche, nel maceratese in particolare, nel torinese e
nel genovese ed uno a Vobarno nel bresciano, dovrebbe derivare da un soprannome
diventato poi nome nel tardo medioevo ricordiamo ad esempio Pavone Griffi
a Giovinazzo (BA) nel XIV° secolo e a Bolzano nel 1400 troviamo un
tal notaio Pavone, è pure possibile che qualche ceppo derivi da
toponimi come Pavone Canavese (TO), Pavone del Mella (BS), Pavona (RM)
o simili. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Genova nel 1600
con il tipografo ed editore Giuseppe Pavoni, sempre nel 1600, la famiglia
Pavoni è annoverata tra i maggiorenti di Alfianello (BS),
i Pavoni appartengono alla nobiltà riminese. |
| PAXIA
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Paxia è tipicamente siciliano, dell'area tra palermitano ed agrigentino,
dovrebbe trattarsi di una forma matronimica del nome femminile medioevale
Paxia (versione antica del nome Pacifica),
si trova traccia di questo nome a Savona in un atto della seconda metà
del 1100: "...Et ei Paxia
dedit ad viro m(e)o
Ioh(ann)es ...". |
| PAZIENZA
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Pazienza, pur essendo abbastanza diffuso nel Lazio a Roma, Soriano nel
Cimino nel viterbese ed a Guarcino e Veroli nel frusinate, ed a Napoli,
è tipico della Puglia, a Bitonto in particolare, ma anche a Bari
e Giovinazzo nel barese, ed a San Severo, San Giovanni Rotondo e Foggia
nel foggiano.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questo cognome va ricercata nel nome medievale Pazienza,
che, nell'onomastica religiosa, allude alla pazienza
come virtù cristiana: Sant'Agostino,
ad esempio, definisce la pazienza come quella virtù "per
la quale con animo equo tolleriamo i mali, per non abbandonare con animo
iniquo quei beni, per mezzo dei quali possiamo raggiungere beni migliori".
In conclusione, dunque, si tratta della cognominizzazione dei nomi personali
dei capostipiti. |
PAZZAGLI
PAZZAGLIA |
Pazzaglia è tipico dell'area che comprende il bolognese, la Romagna,
le Marche, l'Umbria ed il romano, Pazzagli è tipicamente toscano
con un ceppo anche nel riminese, si dovrebbe trattare di forme cumulative
riferentesi probabilmente a rami cadetti della famiglia dei Pazzi, abbiamo
tracce di queste cognominizzazioni a Ruosina di Seravezza nel lucchese
fin dal 1500, nel 1585 Sforza di Alessandro Pazzaglia, maestro costruttore
viene incaricato dal Granduca di Toscana Francesco I° de' Medici di
costruire un edificio da Fabbricare arme. |
| PAZZELLI
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Pazzelli è tipico del maceratese, di San Ginesio, Tolentino, Pieve
Torina e Matelica, con un ceppo anche a Roma, dovrebbe derivare da un soprannome
dialettale marchigiano legato al termine pazzello,
osso pazzello era chiamato anticamente il malleolo della caviglia,
dal latino paxillus, in uno scritto
marchigiano del 1596 si può leggere: "...Ancora
ne oppone al nostro vestire con dir che mostremo l'osso
pazzello esser cosa troppo desonesta...". |
| PAZZI
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Si
individuano più ceppi, nel pavese, nel ferrarese, nel forlivese,
nel fiorentino, ma il nucleo originario dovrebbe essere fiorentino. Nobile
casata, annoverò fra i suoi componenti, molti personaggi importanti
quali santi, feudatari, magistrati e notai, troviamo ad esempio in un atto
del 1191 i Pazzi feudatari di Castiglione Fiorentino :"...Castillionem
quem filii Octaviani Pazzi
habent in feudum ab eo...", nel 1250 Fiesole è la roccaforte
del feudo Dei Pazzi del Valdarno, e vi trovano ricovero i fuorusciti ghibellini
di Firenze sotto il comando di Ranieri de' Pazzi. Il fatto che rese più
famosa questa famiglia fu la famosissima congiura dei Pazzi a Firenze:
il 26 Aprile 1478, nella cattedrale di Santa Maria del Fiore, durante la
messa, giunti all'Offertorio, approfittando del fatto che tutti i fedeli
si erano chinati in atto di devozione, Francesco
de' Pazzi e Bernardo Bandini pugnalarono Giuliano de' Medici, i
congiurati vennero comunque presi e passati per le armi e Lorenzo De Medici
rimase l'unico padrone della città di Firenze. Nel 1566 nasce quella
che diventerà Santa Maria Maddalena De' Pazzi |
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