| PEA |
Dovrebbe essere della bassa bresciana,
con un ceppo secondario nel sudmilanese e lodigiano. |
| PEARA |
Peara è tipicamente sardo del cagliaritano, di Monastir , Cagliari
e Quartucciu, dovrebbe derivare da una forma dialettale cagliaritana del
vocabolo sardo peada (orma,
pedata). |
| PECCATI |
Molto raro è specifico del
milanese e bergamasco. |
| PECCENATI |
Estremamente raro è tipico del sudmilanese e lodigiano, dovrebbe
derivare dal vocabolo dialettale milanese pecèna
(persona da poco), il cognome della
maschera Meneghino è Pecèna.
integrazioni fornite da Aldo Piglia,
Milano
Secondo il “Dizionario Milanese – Italiano” di Cletto Arrighi (1896),
peccènna è il cognome
aggiunto a Meneghin e significherebbe parrucchiere.
Il piccolo glossario milanese dei termini usati da Carlo Porta (1775-1821)
ne Le Poesie (edizioni Feltrinelli,
1972) riporta le voci peccenà
(pettinare), peccenna
(pettina) e peccenada
(pettinata, batosta). |
PECCHI
PECCHIA
PECCHIO |
Pecchi è abbastanza raro
sembrerebbe di origini toscane (province di Firenze e Arezzo), Pecchia
parrebbe avere diversi nuclei, lungo la costa tirrena, della Toscana, Lazio
e napoletano, Pecchio molto raro sembra avere due ceppi, nel milanese e
nel torinese. Questi cognomi dovrebbero tutti derivare dal cognome rinascimentale
Pecchius, i Pecchio furono patrizi milanesi e conti feudatari di Montesiro
in Brianza. |
| PECCHIOLI
|
Specifico del fiorentino, dovrebbe derivare da un soprannome riferentesi
al mestiere di apicultore, originato dal vocabolo pecchia
(ape) dal latino apicula,
un'altra possibilità è il collegamento con il vocabolo pecchiolo
dato ad un tipo di falco che si nutre di api, potrebbe anche derivare da
un nome di località, a Calenzano (FI) esiste una frazione denominata
Case Pecchiolo. |
PECCI
PECCIA
PECCIO |
Pecci ha un ceppo nel riminese, uno in Toscana, Marche Umbria e Lazio,
Peccia ha un ceppo a Piedimonte San Germano nel frusinate, uno nell'iserniese
Cantalupo nel Sannio ed uno nel salernitano a Olevano sul Tusciano e Battipaglia,
Peccio è praticamente unico, dovrebbero derivare dal nome tardo
latino Peccius o Pectius,
troviamo tracce di queste cognominizzazioni a Perugia in un testamento
dell'anno 1264 dove tra i beneficiari è citato un tale Bentevengne
Peççi, a Vico Pisano alla fine del 1200 troviamo in un atto
un tale Finus de Pecciis, nel frusinate nell'anno 1369 in un testamento:
"...Sacra Reginalis Maiestas ibidem presens, de sui
benignitate et gratia speciali signanter et expresse consensit et annuit;
Item reliquit Salvatello familiari suo unciam unam; Item reliquit domino
Matheo Peccia de Ciccano unciam unam; Item reliquit animalia pecudina et
vaccina omnia sua ubicumque existentia prefato Monasterio...", e
nel 1400 le troviamo a Roma con "...Eius tempore
floruit apud Senenses in iure civili et pontificio Petrus
Peccius, quem ego praeceptorem habui...". |
| PECIS
|
Pecis è un cognome tipico del bergamasco, di Zanica, Trescore Balneario,
Zandobbio e Bergamo, potrebbe derivare dal nome tardo latino Pecius,
o Peccius, ma è pure possibile
una derivazione dal termine medioevale pecis
(pezzi, quote di terreno), probabilmente
ad indicare nei capostipiti dei proprietari terrieri, troviamo un certo
Iohannes Maria Pecis nel 1656, un Iacobus Pecis nel 1671, un Horatius Pecis
nel 1681, tutti titolari del Vicariato della Val Brembana a Bergamo. |
| PECOL
|
Pecol è tipicamente friulano, dell'udinese, dovrebbe derivare da
un soprannome originato dal vocabolo friulano pecol
(parte superiore di una collina) o
forse dal latino peculus (traccia
di orme o sentiero) ad identificare le caratteristiche del luogo
originario della famiglia. |
| PECORA |
Diffuso sia in Campania che in Calabria e Sicilia, presente anche
in Toscana, deriva da soprannomi originati o dal mestiere di pastore di
pecore o del beccaio o per particolarità del carattere. L'uso di
questo soprannome si trova ad esempio nella "Cronica
delle cose occorrenti ne' tempi suoi" di Dino Compagni dove si legge:
"...Ma i Signori che erano in quel tempo, erano in
gran discordia: i quali furono messer Ruggieri da Cuona giudice, messer
Iacopo da Certaldo giudice, Bernardo di messer Manfredi Adimari, Pagno
Bordoni, Dino Compagni autore di questa Cronaca, e Dino
di Giovanni, vocato Pecora, che furono da
dì XV d'aprile a dì XV di giugno 1289.". Tracce
di questa cognomizzazione si hanno ad esempio in atti conservati presso
l'Archivio si Santa Maria in Fiore a Firenze in uno di questi risalente
al 1390 leggiamo: "... visa quadam petitione coram
eis data et porrecta per Guidaccium
Iacobi Dini del Pecora
continente in effectu quod in anno MCCCLXXXX de mense ...". |
PECORARI
PECORARO |
Pecorari è molto diffuso in Emilia soprattutto nel reggiano e nel
modenese, con presenze significative anche nel parmense e nel mantovano,
ha un ceppo anche tra udinese e goriziano ed uno nel maceratese, con presenze
significative anche nell'umbria e nel Lazio, Pecoraro sembrerebbe avere
tre ceppi al sud, uno nella Sicilia occidentale, uno nel napoletano ed
una nel Salento, deriva dal nome di mestiere di pastore di pecore o beccaio.
integrazione e ipotesi fornite
da Fabio Paolucci
il cognome Pecoraro potrebbe anche derivare dal vocabolo latino pecunia
(ricchezza, averi, sostanze) derivante da pecus
(gregge). Pecunia era nel mondo romano la dea del guadagno, pecorosus
significava ricco di greggi. Tra i Pecoraro si individua un ceppo aristocratico
a Napoli con palazzo feudale a Palma Campania. Di questo casato fu don
Cosmo Pecoraro, docente della
facoltà di Medicina presso l'Università di Napoli nella
seconda metà dell'800.
integrazioni fornite da Tomasina
Pecorari
il cognome Pecorari che ha origini diverse dal cognome Pecoraro lo
si trova nel 1100 nella regione Emilia in località Pecorara
di Piacenza, in Val Tidone. L'origine del nome potrebbe derivare dal
luogo oppure dall'attività relativa all'allevamento delle pecore.
Infatti, in quel periodo, il commercio della lana era fonte di ricchezza.
Tale commercio venne protratto fino al 1400 per poi diventare di dominio
Inglese. Da una stima sommaria, risulta che l'attuale presenza del
cognome Pecorari interessa quasi tutte le regioni Italiane, con esclusione
della Calabria, della Sicilia, della Basilicata e della Valle D'Aosta;
maggiore presenza in Emilia e Romagna. Inoltre, da una meticolosa e documentata
ricerca, risulta che dal 1500 i Pecorari, da cui discendiamo, erano presenti
nella provincia di Reggio Emilia.
documentazione bibliografica: 1)Dizionario Storico Blasonico. Autore G.B. Di Crollalanza II vol.
pag 302. Editore Arnoldo Forni. Famiglia Pecorari (da Pecorara) di origine
Longobarda - Guelfa-Estinta.
2) Il cardinale Giacomo da Pecorara. Autore Emilio Nasalli Rocca da
Coneliano - Piacenza. Libreria Editrice Merlini. Palazzo Vescovile 1937.
3) Vita di Marco Polo Veneziano. Autore Alvise Zorzi. Casa editrice
Rusconi 1982 vedi pag. 81 : Cardinale Jacopo Pecorari di Piacenza.
4) Dizionario storico Blasonico (VEDI N.1) PAG 302- Pecorari di Verona.
Famiglia grande e faziosa - Guelfa - distrutta dal Ghibellino Ezelino.
5) Opere scelte di Anselmo Mori. Note storiche intorno a Brescello,
Boretto, Gualtieri, Guastalla - Edizioni Diahsis pag 225-226. Nel 1250
a Gualtieri di Reggio Emilia si trova la famiglia Pecorari, feudataria
del Vescovo di Parma. Famiglia potente, guelfa - estinta.
6) I castelli Reggiani. Autori:Maria Bertolani
del Rio - pag. 35
7) Liber focorum - volume " Memorie di storie Reggiane". Nell'elenco
dei nobili si trova Ponzinus Pecorarius 1300. Famiglia guelfa
- estinta. |
PECORELLA
PECORELLI
PECORELLO |
Pecorella ha ceppi in Sicilia, soprattutto nella zona occidentale, nel
barese e nel foggiano, nel napoletano e nel casertano, e nel romano, Pecorelli
ha un ceppo nel pesarese, uno nel romano e viterbese, uno nel Gargano ed
uno tra salernitano e potentino, Pecorello è quasi unico, dovrebbero
derivare da ipocoristici del nome, soprannome medioevale Pecora
(vedi PECORA). |
| PECORI |
Dovrebbe avere due ceppi, uno nel pisano ed uno in provincia di Firenze,
probabilmente originari entrambi dell'aretino, dovrebbe derivare dal mestiere di
beccaio chiamato pecora un tempo in Toscana. Importante è stata
la famiglia Pecori di Arezzo che annovera Vincenzo di Antonio Pecori, Camerlengo
nel 1573 e Vicario della Compagnia della SS. Annunziata nel 1574, il cui
stemma stemma araldico raffigura una pecora su fondo rosso e verde. |
| PECORIELLO |
Si individuano due ceppi uno nel
materano ed uno nel foggiano, è molto raro, deriva dal nome di mestiere
di pastore di pecore o beccaio. |
| PECORONI |
Molto raro è specifico del viterbese, di Montefiascone (VT) in particolare,
deriverebbe da un soprannome legato all'allevamento delle pecore, sarebbe
una variante dell'Agnelli lombardo, sinonimo nell'antichità di ricchezza,
pecus (pecora, bestiame) aveva in epoca romana il significato appunto di
ricchezza e opulenza. |
PEDACE
PEDACI |
Pedace è tipicamente calabrese, di Crotone e del cosentino, di Rossano,
Corigliano Calabro, Crosia, Spezzano della Sila e Longobucco, mentre Pedaci
è tipico del Salento, di Gallipoli e di Lecce
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Sull’origine di questi cognomi confluiscono perlomeno due ipotesi,
da ritenersi valide a seconda della diversa provenienza delle famiglie
Pedace e Pedaci. Cominciando con la prima interpretazione, innanzitutto,
è piuttosto probabile una relazione col toponimo cosentino Pedace,
che dovrebbe valere soprattutto per i ceppi calabresi: in questo contesto,
tuttavia, va notato che lo stesso toponimo Pedace deriva in realtà da un cognome (si tratta di un toponimo prediale)
e questo, allora, porta direttamente alla seconda ipotesi, che a dire il
vero potrebbe valere anche per i ceppi della Calabria. In diversi casi,
infatti, questi cognomi derivano direttamente dal soprannome o nome medievale
Pedace, che, assieme alla sua variante
in Pedaci, trae origine da un adattamento
del termine greco paidakis, col significato
di bambino, fanciullo: in questo contesto,
è facile notare una corrispondenza coi cognomi Fante, Infante, Fanciullo,
etc, che, nel loro complesso, sono estremamente diffusi in Italia (in Grecia,
inoltre, esiste anche il cognome Paidakis).
Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni
o dei nomi personali dei capostipiti (forse dei trovatelli talvolta) o
di soprannomi ad essi attribuiti (da intendere anche in senso toponomastico). |
PEDDE
PEDDES
PEDDI |
Pedde è tipico di Olbia e Sassari, Peddes è tipico di Tonara nel nuorese, Peddi, quasi unico in Sardegna, dove si trova in un solo Comune a Florinas,
esiste ormai solo a Roma, dove potrebbe forse essere dovuto ad un errore di trascrizione
del precedente.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
per il significato e l’etimologia (vedi Peddis)
Attualmente è presente in 15 Comuni sardi, per lo più del
centro nord, per un totale di 137: Bottida 14, Buddusò 19, Cagliari
9, Olbia 37, Ozieri 15, Sassari 10, etc. Nel continente è presente
in 10 Comuni, tutti del centro nord. In USA lo troviamo in 23 Stati : con
2 nuclei familiari in Florida e Michigan, con 1 negli altri. Nelle carte
antiche è presente nella forma Pelle (Pedde è una variante
moderna, per cui resta valida la considerazione fatta per Peddis e Pellis).
Tra i firmatari della Pace di Eleonora del 1388 ci sono 5 Pelle:
Pelle Michael – de Aristanni; Pelle Joanne, ville Bilbì (*
Bilbì…odierno Belvì. Mandrolisay o Barbagia di Belvì);
Pelle Joanne, ville Turri (* Turri…odierno Turri. Contrate Marmille); Pelle
Petro, jurato ville Meana; Pelle Suaccheso, ville Golossane (* Golossane…villaggio
distrutto…Curatorie de Marghine de Gociano). Nel Con daghe di Santa
Maria di Bonarcado, *CSMB XI°, XII° sec. ( 177), figura un certo
Pelles Gunnari, in una spartizione di servi, tra la chiesa ( per volontà
di Nicolau priore de Bonarcado e Pedru de Figos, armentariu de logu( nei
regni giudicali era il funzionario più alto dello stato, detto anche
officiali mayori), nella quale divisione è detto che il Gunnari
passa a servizio della chiesa ( et clesia levait a Gunnari Pelles). |
PEDDIO
PEDDIU |
Peddio, abbastanza raro, ha un ceppo a Desulo (NU) ed uno nel cagliaritano,
dovrebbe trattarsi di un'italianizzazione di Peddiu, che è molto
molto raro e sembrerebbe specifico di Villagrande Strisaili (NU) , dovrebbero
derivare dal nome di un antico toponimo Peddiu ora scomparso, situato nell'area
di Ottana (NU). |
| PEDDIS |
Muntone è specifico di Fonni nel nuorese, Muntoni, decisamente meno
raro, ha un ceppo importante a Villacidro e Gonnosfanadiga nel Medio Campidano,
un ceppo a Cagliari, Quartu Sant`Elena e Villa San Pietro nel cagliaritano
ed uno a Terralba nell'oristanese ed a Carbonia.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
Peddis è la voce sarda plurale di peddi
che vuol dire pelle. Dal latino pellis.
In logudorese c’è pedde. Peddamini
significa pellame. Ispeddare/i
o speddiai (camp.), significa spellare,
ma anche affannare, stare in ansia
e speddiu vuol dire ansia,
cruccio, affanno. Per spellare è più frequente
scroxài, da cròxu
altro termine per pelle. Pedditzoni
significa uomo rozzo, misero, ma deriva
probabilmente dall’italiano pelliccione
(vestito di stracci). In Logudoro esiste inoltre peddòne/i
= uomo rozzo, straccione. Peddòne/i
è anche un cognome. Il cognome Peddis non si trova nelle carte antiche,
quindi supponiamo che si tratti di una variante moderna di Pellis, che
troviamo tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE 1388: Pellis Nicolaus
– de Aristanni. Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, *CSMB XI°
; XII° sec.(61), figura Pellis Orzoccor, teste in un vendita di terra,
« comporeilli ». Attualmente in Sardegna, il cognome Peddis
è presente in 36 Comuni, per la maggior parte distribuiti nella
parte meridionale. Nel territorio nazionale è presente in 65 Comuni.
In Continente la maggiore frequenza si registra per lo più nel centro
nord : Roma 25, Torino 9, Milano 6, Rimini 3, Genova 2, etc. |
| PEDDITZI |
Pedditzi è decisamente del cagliaritano, di Maracalagonis e Quartucciu,
dovrebbe derivare da un soprannome originato da caratteristiche comportamentali
del capostipite essendo originato dal vocabolo sardo pedditzòni
(uomo rozzo).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
è un cognome sardo. Probabilmente. è una retroformazione
del campidanese pedditzòni «uomo
rozzo e misero», che deriva dall’italiano
pelliccione «grossa pelliccia» e «pelle
non conciata di animale usata come indumento» (Battaglia
XII 968) (cfr. calabrese peddizzune
«straccione, vagabondo»).
Fonte: M. Pittau, I cognomi della Sardegna, 1990. |
PEDDONE
PEDDONI |
Peddone, quasi unico, sembrerebbe tipico di Ollolai nel nuorese, Peddion,
un poco meno raro, è tipico della provincia di Oristano, di Terralba
in particolare.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
per significato ed etimologia (vedi Peddis)
Attualmente lo si trova in 14 Comuni del territorio nazionale, di cui 7
in Sardegna, 4 in Lombardia, 2 in Piemonte, 1 in Liguria, 1 in Calabria.
Nell’iosla è S. N. Arcidano ad avere il numero più alto di
Peddoni, con 13; seguono Arborea 3, Cagliari 3, Carbonia 3, Marrubiu 3,
Quartu S. E. 1. Non è presente in USA. |
| PEDEMONTE |
Tipico del genovese, deriva dal nome di una località del genovese
Serra Riccò-Pedemonte, tracce di questa cognomizzazione si hanno
nell'alessandrino nel 1300 con il prete Michele de Pedemonte rettore della
chiesa di Fraconalto (AL), a Serra Riccò si ricorda che nel 1506
il contadino Agostino Pedemonte rinvenne una tavola di bronzo del II°
secolo a.C.. |
| PEDERODA |
Assolutamente rarissimo, sembrerebbe del triveneto.
integrazioni fornite da Alfred
Pediroda
L'origine della famiglia risale al 1600 a Valvasone (PN) dove troviamo
un Pie di Roda e nel 1558 un Pie de Roda. |
| PEDERSOLI |
Specifico di Darfo Boario Terme nel bresciano, deriva dal nome medioevale
Peterzolus (vedi Pederzoli), tracce di questa
cognomizzazione le troviamo nel XVI° secolo a Caionvico (BS) con Don
Anselmo Pedersoli, nativo di Salò nominato parroco del paese nel
1556. |
| PEDERZANI |
Pederzani ha un ceppo nel bresciano, soprattutto a Nave, uno a Bologna,
Parma e Ferrara, dovrebbero derivare da modificazioni dialettali del nome
Pietro, tracce di questa cognominizzazione le troviamo in un atto del 1498
a Bergamo con il chierico chierico Baldassarre Peterzani e in Val Brembana
nel 1668 quando è vicario un tale Marcus Peterzanus, personaggio
di rilievo è stato il pittore bergamasco, allievo di Tiziano, Simone
Peterzano (1540 - 1596), alla cui bottega andò ad imparare l'arte
del dipingere nientemeno che il Caravaggio. |
| PEDERZINI |
Molto raro è tipico del
modenese e bolognese, potrebbe derivare da un soprannome originato dal
vocabolo dialettale pederzin (pellicina, estremità dei sacchi, per
dove si prendono per scuoterli), come potrebbe essere anche una modificazione
dal nome dialettale Peder (Pietro). Nel 1300, a Faenza troviamo tracce
di un Notaio Pio del Quondam Zangolino de Pedercinis.
integrazioni fornite da Davide
Cavazzoni Pederzini
una delle possibili ipotesi è che questo cognomr derivi dal
nome celtico Pedersen così infatti viene pure pronunciato il cognome
nel dialetto locale. |
PEDERZOLI
PEDERZOLLI |
Pederzoli sembra essere tipico emiliano delle province di Bologna e Modena,
con ceppi forse non secondari nel veronese e bresciano, Pederzolli è
specifico del trentino, derivano dal nome medioevale Peterzolus,
forma ipocoristica di Petrus, di quest'uso
abbiamo un esempio a Bergamo nel 1400 dove viene citata in un atto Bertramina
fu Peterzolo, moglie di Bartolomeo de Chiniolo, sempre a Bergamo nella
seconda metà del 1300 opera il Giudice della Ragione Peterzollo
de Ternis, di Cremona. |
PEDI
PEDIO |
Pedi è tipico del catanese, di Caltagirone e Grammichele, Pedio
è tipico del Salento di Muro Leccese e Bagnolo Del Salento (LE),
derivano da soprannomi originati dal vocabolo greco paidi-paidion
(bambino). |
| PEDO' |
Tipico di Rovereto (TN) è estremamente raro, dovrebbe derivare dal
nomen latino Pedo (Pedonis) di cui abbiamo un esempio in un epigramma di
Marziale: "...si meum esset exemplum: sic scribit
Catullus, sic Marsus, sic Pedo,
sic Gaetulicus, sic quicumque perlegitur...". |
| PEDRALI |
Abbastanza raro ha un nucleo nel
bergamasco e bresciano ed un piccolo ceppo in provincia di Venezia, potrebbe
derivare dal nome spagnolo di località Pedral (esiste un Monte Pedral
nelle Asturie), come pure potrebbe discendere dal nome medioevale italiano,
o anche spagnolo, Pedro. |
PEDRAZZI
PEDRAZZO |
Pedrazzi è tipico emiliano, della zona che comprende le province
di Modena, Bologna e Ferrara, con ceppi anche in Lombardia, Pedrazzo, estremamente
raro, sembra tipico del biellese, di Sordevolo in particolare, dovrebbero
derivare da modificazioni del nome Pietro. |
| PEDRAZZINI |
Specifico della lombardia centro
occidentale, potrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo
dialettale milanese pedersin (pellicina, estremità dei sacchi, per
dove si prendono per scuoterli), come potrebbe essere anche una modificazione
dal nome dialettale Peder (Pietro) o dal nome medioevale italiano, o anche
spagnolo, Pedro. |
PEDRELLI
PEDRETTI
PEDRETTO
PEDROCCHI
PEDROTTI
PEDROTTO |
Pedrelli, tipico dell'Emilia e Romagna ha ceppi a Parma, a Bologna e Sasso
Marconi ed in Romagna a Cesena, Gambettola e Rimini, è presente
anche un piccolo ceppo nel carrarese, Pedretti, tipico di Lombardia ed
Emilia, Pedretto è unico ed è una probabile modificazione
di Pedrotto, molto molto raro, e tipicamente piemontese, Pedrocchi sembrerebbe
specifico dell'area lombarda che comprende il bresciano e soprattutto il
bergamasco, ma presenta anche ceppi, forse secondari, nell'area veneziana,
Pedrotti è diffuso in Lombardia, sopratutto in provincia di Sondrio
a Chiesa In Valmalenco e Ponte In Valtellina, a Gerenzano (VA) e in provincia
di Brescia a Edolo, Caino e Lonato, potrebbero tutti derivare da modificazioni
ipocoristiche del nome dialettale Peder
(Pietro) o del nome medioevale italiano,
o anche spagnolo, Pedro,
del cui uso abbiamo un esempio nei Quaterni inquisitionum del dicembre
1630 a Bormio (SO) in un processo per stregoneria: "...Fu
su a Prada, et vi erano cinque persone con me, cioè Mighina et Marta
sudette, Franceschina figliola del detto Giacom di Pedro
di Franceschina, la figliola del Petrogn, che è moglie di uno di
Pedenosso...". |
| PEDRINAZZI |
raro è specifico cremonese,
potrebbe essere una modificazione del nome dialettale Peder (Pietro) o
del nome medioevale italiano, o anche spagnolo, Pedro (PIetro). |
| PEDRINELLI |
Molto raro è tipico della
zona tra Milano e Brescia, potrebbe essere una modificazione del nome dialettale
Peder (Pietro) o del nome medioevale italiano, o anche spagnolo, Pedro
(PIetro). Tracce del cognome Pedrinelli, si hanno in una richiesta di scarcerazione
risalente al 1592, effettuata da Antonio Allegri, segretario del conte
Francesco Martinengo Colleoni, ad Alvise Priuli, podestà di Bergamo,
perché venga scarcerato Gianmaria Pedrinelli,
imprigionato in occasione del processo per la morte di Girolamo Leoni. |
| PEDRINI |
Sembra avere un nucleo lombardo,
uno emiliano ed uno tra il riminese ed il pesarese, potrebbe essere una
modificazione del nome dialettale Peder (Pietro) o del nome medioevale
italiano, o anche spagnolo, Pedro (PIetro)., |
PEDRON
PEDRONCELLI
PEDRONCINI
PEDRONE
PEDRONETTO
PEDRONI |
Pedron è tipico di Veneto e Trentino, Pedroncelli è della
zona che comprende le province di Bergamo e Sondrio, Pedroncini è
assolutamente rarissimo, sembrerebbe lombardo, Pedrone, quasi unico è
dovuto ad un errore di trascrizione di Pedroni che è specifico di
Lombardia ed Emilia, Pedronetto, estremamente raro, parrebbe della zona
che comprende il veneziano, il trevisano ed il pordenonese, derivano tutti
direttamente o tramite ipocoristici da forme dialettali dell'accrescitivo
del nome Pietro (Pedro). Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo
in un atto del 1194 a Milano dove come teste è citato un certo Pedronus
de Vigano ed a Bologna nella seconda metà del 1300 con Baldassarre
Pedroni lettore di filosofia nella locale Università che troviamo
sepolto nella chiesa di S. Francesco nel 1414. |
| PEDUZZI
|
Peduzzi è decisamente lombardo, del comasco, in particolare di Schignano
e Como, e di Milano, dovrebbe derivare dal nome medioevale Pedutius
o Peduzio, troviamo ad esempio ad Urbisaglia
nelle Marche un notaio con questo nome in atti della seconda metà del 1200. |
| PEGE |
Rarissimo sembra essere padovano,
ma in origine dovrebbe derivare dal cognome ungherese Pege. |
| PEGOLOTTI
|
Pegolotti è specifico di Peio nel trentino, esistono due ipotesi
circa la sua origine, la prima è che si tratti di una forma amichevole
arcaica per indicare i nativi di Pejo, la seconda propone invece una derivazione
da un soprannome originato dal vocabolo dialettale bresciano pegol
(mercato) ad intendere che il mestiere
del capostipite fosse quella del mercante ambulante. |
| PEGORARO
|
Tipico veneto, deriva dal nome di mestiere di pastore di pecore o beccaio,
tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Verona fin dagli inizi del
1300 con il Notaio Pegoraro. |
| PEIS |
Peis è tipico della Sardegna meridionale, del Medio Campidano in
particolare, di San Gavino Monreale e Guspini, deriva da un soprannome
originato dal termine sardo is peis
(i piedi). (vedi
PES) |
PEITA
PEITI |
Peita è praticamente unico, Peiti, molto molto raro, sembrerebbe
tipico della zona che comprende alto bergamesco e provincia di Sondrio,
integrazioni fornite da Gigi Colombo
Peiti potrebbe essere un cognome di origine valtellinese. Ancora oggi
il cognome si trova nella zona di Grosio (SO). Peita è originario
della zona di Tirano e probabilmente deriva dalla toponomastica: nel Tiranese
si trova una contrada "Peita". Un'altra possibilità è che
i Peita tiranesi vengano da Poschiavo. In questo caso si potrebbe trattare
anche di un cognome tedesco, PEITER, italianizzato. |
informazioni tratte anche da cataloghi
e inventari archivi e collezioni documentarie Martinengo-Colleoni |
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