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PIA
PIAS
Pia ha un ceppo sardo, tra il basso oristanese ed il cagliaritano, ed uno a Torino e nel basso astigiano, Pias decisamente più raro, è specifico della zona di Nuraminis, dovrebbero derivare dal nome latino Pia.
stemma fornito da Vicente Piá Tarazona ES
PIACENTE
PIACENTI
PLACENTE
PLACENTI
Piacente ha ceppi in Lazio e nell'aquilano, nel napoletano, nel barese e nel catanzarese, Piacenti è presente in piccoli ceppi in Emilia e Romagna e nel fiorentino, nel ternano e nel Lazio, nel napoletano ed in Sicilia, Placente è quasi unico, Placenti è tipicamente siciliano, in particolare dell'area che comprende il nisseno, l'ennese ed il catanese.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Piacente, che, assieme al suo arcaismo in Placente, va inteso nel senso augurale di avvenente, dall'aspetto o dalla personalità gradevole (sul modello dei nomi Bellomo e Belladonna, ormai caduti in disuso). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti, anche se in alcuni casi non è esclusa una derivazione da soprannomi ad essi attribuiti.
PIACENTINI
PIACENTINO
Piacentini è diffuso nell'alessandrino, pavese, milanese, lodigiano, cremonese e bresciano, e nell'arco che da Livorno, Pisa, Lucca, Massa, Pistoia, Modena arriva a Ferrara, Piacentino è specifico del trapanese. Entrambi derivano dai vari toponimi che fanno riferimento a Piacenza.  Il cognome Piacentini lo troviamo in un atto del 14 dicembre 1531, la successione di Ludovico di Canossa, ad opera appunto del notaio Piacentini.
PIACENZA Diffuso sia al nord che nella Puglia, deriva dal toponimo Piacenza, in molti casi è di origini israelitiche.
PIACQUADIO Assolutamente rarissimo, sembra essere unico, dovrebbe essere meridionale, probabilmente campano, deriva dal nome gratulatorio omonimo, dato raramente in epoca post medioevale ai figli tanto attesi.
integrazione e ipotesi fornite da Fabio Paolucci
Piacquadio è tipico della Capitanata e del Sannio confinante con la provincia di Foggia, particolarmente di Colle Sannita dove attualmente vivono molte famiglie con questo cognome. Tra queste se ne distingue da secoli un ramo che ha dato al Regno di Napoli menti illuminate (Notai, Magistrati, e Amministratori pubblici). Si ricordi l'ing Giovanni Battista Piacquadio (1900-1967), tenente generale di Artiglieria che si distinse per il suo valore durante la II Guerra Mondiale.
PIAGENTINI Specifico della Garfagnana, dovrebbe derivare dall'etnico piacentino (di Piacenza).
integrazioni fornite da Piagentini
Il cognome Piagentini viene dalla regione Toscana, specificamente dai paesi lucchesi, Barga, Castelnuovo, Chiozza, Pieve Fosciana. I Piagentini nel medioevo erano una famiglia nobiliare a Firenze.
PIAGGI
PIAGGIO
PIAGI
Piaggi è specifico del pavese, di Broni, Stradella, Casteggio e Cava Manara, Piaggio è genovese con presenze significative anche in provincia, Piagi, quasi unico, sembrerebbe del cuneese.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Piaggio (variante fonetica del più comune Biagio), che, tratto dall'antica onomastica latina, significa letteralmente balbuziente (vedi anche Biagio e Blasio). In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
PIAGNERI Estremamente raro, potrebbe essere originario della zona tra la provincia di La Spezia, Massa e il confine con il parmense ed il parmense stesso.
PIAI
PIAIA
Piai è specifico del trevisano, con un ceppo a Conegliano ed a SantaLucia di Piave, Mareno di Piave, Cordignano, Susegana e Vittorio Veneto, con un ceppo anche a Sacile nel pordenonese, Piaia è tipico dell'alto Veneto, di San Tommaso Agordino nel bellunese e di Vittorio Veneto e Conegliano nel trevisano, con un piccolo ceppo a Laives in Alto Adige ed uno a Cordenons nel pordenonese, dovrebbero prendere il nome dal paese di Piaia, una frazione di Ponte nelle Alpi nel bellunese.
PIANA Diffuso nella fascia occidentale dell'Italia settentrionale, ha un ceppo anche nel Sassarese, nel bolognese e nel catanese, dovrebbe derivare da un toponimo come Piana Battolla (SP), Pianaccio (BO), Seppiana (VB), o simili.
PIANARI
PIANARO
Pianari, sembrerebbe unico, Pianaro, assolutamente rarissimo, è tipico del vicentino.
integrazioni fornite da Tibère Gheno - Annecy le Vieux - France
Pianaro è un cognome Veneto del vicentino originario di San Nazario nel vicentino. Pur essendo questa famiglia ancora presente a San Nazario è di fatto più rappresentata a Schio (VI), ne troviamo anche a Mussolente, Rosà, Bassano del Grappa, Romano d'Ezzelino, Zane', e Marano Vicentino. Molti Pianaro sono emigrati. Quelli che troviamo a San Zenone degli Ezzelini, Cittadella o Venezia come quelli del Trentino Alto Adige (Bolzano e Bressanone), quelli del Piemonte (Venaria, Castellamonte, Pinerolo e Baldissero Torinese), quelli dell'Emilia e Romagna ( Bedonia e Bardi) come quelli del Friuli a Codroipo sono il risultato di un'emigrazione del secolo scorso. Invece sembrerebbe che quelli che troviamo in Lombardia, più particolarmente a Gallarate, Cassano Magnago e Somma Lombardo possano essere il frutto di un'emigrazione più antica. In Francia nel periodo 1891 - 1990, sono nati 79 Pianaro e sette di questi hanno preso la nazionalità francese. L'origine si fa risalire a Mattio Scotton  (nato circa nel 1500) figlio di Jacobo fu Stefano fu Simeone fu Pietro fu Gualtiero, che abitava in contrada 'Pianari' a San Nazario. I suoi nipoti Mattio di Gaspare, Gio Maria di Giacomo ed i fratelli Giovanni e Melchiorre di Pietro, tutti nati fra il 1564 ed il 1586, venivano chiamati indifferentemente 'Scotton', o 'Scotton dai Pianari' o 'Pianaro' alla fine del 1500'. I quattro 'Scotton dai Pianaro o Pianaro'. Mattio di Gaspare, sposato con Maria Gheno di Cesare, ed i loro figli si allontanarono da San Nazario,  probabilmente emigrando dalla zona del Canale di Brenta.
Etimologia : Alla base vi è un toponimo che permetteva di distinguere un ramo dei numerosi Scotton, quelli che abitavano ai Pianari a San Nazario. Nel 1500' gli Scotton, molto numerosi, erano insediati nelle contrade di Sarzè, Merlo, Casteletti e Pianari.  Questo toponimo indica un luogo piano sulla costa del monte.
Bibliografia :
Archivio di Stato di Vicenza e Bassano del Grappa,
Fondo Notarile di Bassano,
archivi parrocchiali del Canale di Brenta, etc.
PIANCA
PLANCA
Pianca ha un ceppo nel novarese, a Borgomanero soprattutto, ed uno nel trevisano a Vittorio Veneto, Sarmede e Conegliano, Planca ha un ceppo nel varesotto e nel novarese, soprattutto a Pombia,  dovrebbero derivare da soprannomi identificanti la località d'origine, appunto una pianca o planca, dal termine tardo latino palanca (superficie liscia in un pendio ben esposto al sole).
PIANEGIANI
PIANEGGIANI
PIANIGIANI
Pianegiani. assolutamente rarissimo, è del perugino, Pianeggiani sembra essere unico, Pianigiani è tipicamente toscano, potrebbe derivare da forme etniche di vari toponimi contenenti la radice Piano, o anche semplicemente riferirsi a soprannomi indicanti capostipiti provenienti dalla pianura insediatesi in paesi collinari o montagnosi.
PIANEGONDA Pianegonda, è caratteristico del vicentino, di Valli del Pasubio e di Schio, l'origine potrebbe essere da una forma etnica arcaica per chi provenisse dal paese di Pianiga nel veneziano, forse il luogo d'origine dei capostipiti.
PIANESE
PIANESI
Pianese è tipicamente campano, del napoletano, di Giugliano in Campania, Napoli, Villaricca, Qualiano, POrtici, San Giorgio a Cremano, Marano di Napoli e Marano di Napoli, e del casertano, di Aversa e di San Marcellino, Pianesi ha un ceppo a Macerata ed uno a Roma, dovrebbe trattarsi di forme etniche riferite a capostipiti che fossero stati originari di paesi contenenti la radice Piana o Piano, come a puro titolo di esempio Piana d'Olmo e Piana del Mulino nel campobassano, Piana del Sele nel salernitano, Piana di Monte Verna nel casertano e così molti altri.
PIANEZZA Sembra avere un ceppo nel varesotto ed uno tra genovese ed alessandrino, dovrebbe derivare da un nome di località quali Pianezze (VC) o Pianezza (TO) o Pianezza frazione di Vilminore di Scalve (BG), traccia di questa cognominizzazione la troviamo nel 1200 a Cascia (PG) con Bernardino di Pianezza rettore di Monteleone di Spoleto (PG).
PIANI
PIANO
Piani ha vari ceppi, in Valtellina, nell'udinese e tra Emilia e Toscana, Piano sembra avere molti ceppi autonomi, in Piemonte nel genovese, nel sud della Sardegna nella zona che comprende Cagliari, Assemini e Capoterra, nel salernitano, nel  Molise e nel foggiano, potrebbero derivare dall'aferesi di nomi latini come Ulpianus e Crispianus, così come è molto probabile che alcuni derivini da uno dei tantissimi toponimi contenenti il termine Piano.
PIANOZZA Pianozza, molto raro, è tipico di Marino nel romano, dovrebbe derivare da nomi di località come, a titolo di esempio, Pianozze di Montopoli di Sabina nel reatino, che potrebbe anche essere stato forse il paese di provenienza del capostipite.
PIANTA Pianta è tipico del lombardoveneto, di Corbetta, Santo Stefano Ticino, Milano e Magenta nel milanese, di Darfo Boario Terme, Brescia e Castel Mella nel bresciano e di Tirano e Villa di Tirano nel sondriese, di Piove di Sacco, Legnaro, Padova e Polverara nel padovano, di Venezia e di Porto Viro nel rovigoto, con presenze anche in Friuli ed un ceppo anche a Rapolla nel potentino, dovrebbe derivare dal nome longobardo Planta di cui abbiamo un esempio d'uso in un Breve investiture iure pignoris del 1160 a Brescia che così si conclude: "... Ibi fuere Rodevuardus Pesacarnem et Albericus de Framusinis et Brixanus Pisilionus et Albericus de Mense et Ugucio de Rodengo et Summenza de Turgnano et Planta et Albertinus Culxonus et Gerardus de Cathegnano et frater eius rogati testes. Ego Ambrosius auctoritate domini Raimundi Brixiensis episcopi notarius rogatus hoc breve scripsi et interfui.".
PIANTANIDA Molto raro, è tipico della zona tra varesotto milanese e novarese.  Personaggio importante fu il teologo Giuseppe Piantanida (1485 - 1556) da Ferno (VA), probabile luogo d'origine della famiglia, che scrisse "Istruzioni per celebrare degnamente l'Orazione delle 40 Ore (Milano 1571)". I Piantanida furono feudatari di Cuggiono (MI) nel 1600. In una lettera del 1576 scritta daFrancesco Tornielli, si legge: "...l'ingignero Pellegrino, accompagnato da Pietro Piantanida, fabbriciere della chiesa di S. Vittore al Campo di Milano...". Nel 1594 ci sono tracce a Milano dei Marchesi Piantanida che avrebbero ospitato San Camillo al suo arrivo nel capoluogo lombardo. Troviamo i Piantanida nobili titolari del feudo delle terre di Cuggiono (MI) dal 26 novembre 1672  fino al 1796.
PIANTAVIGNA Piantavigna è un cognome molto raro con un piccolo ceppo a Verbania, uno a Verona ed uno a Rovigo, dovrebbe derivare da un soprannome medioevale plantavigna (colui che pianta la vigna, vignaiolo), troviamo tracce di questa cognominizzazione a Ravenna nel 1300 quando un certo Biagio Piantavigna ceramista e vasaio in Sant'Agnese gestisce una fabbrica artigiana: "Plantavigna Biagii Ravennatis", nel 1500 troviamo a Brescia Giovanni Maria Piantavigna, architetto ed intagliatore.
PIARDI Abbastanza raro è tipico della Val Trompia nel  bresciano, potrebbe derivare dal nome tardo latino Pardus (vedi Pardi), ma è pure possibile che derivi da un soprannome originato del vocabolo dialettale piarda (unità di misura di scavo minerario), si trovano tracce di questa cognominizzazione a Brescia fin dal 1200.
PIATESI Piatesi è tipicamente emiliano, di Bologna e di Conselice nel ravennate, dovrebbe derivare dal termine arcaico piateze o piatese riferito a chi si occupa di patrocinare in merito a piati (lite giudiziaria, discussione), termine del quale abbiamo un esempio in un documento del 1370: "...Margarita, moglere de Amgelucio da Reguenda, habitatrice de Calvi, àe fato soe certo meso et piateze Fenogio da Lumio, habitatore de Calvi, lo quale est presente, a demandare tuto ciò che li apartenesse...", probabilmente incarico svolto dal capostipite.
PIATTI Tipico lombardo, delle province di Milano, Varese, Como e Bergamo, con un probabile ceppo secondario nel torinese, dovrebbe derivare dal toponimo  Piatto (SO) o Piatto (BI). Importante rappresentante della famiglia fu il Cardinal Flaminio Piatti (1560-1613) di Turbigo (MI)
PIAZZA
PIAZZI
PIAZZO
Piazza è molto comune in tutto il nord, nel napoletano ed in Sicilia, Piazzi è tipico dell'area che comprende il milanese, il bergamasco ed il cremonese in Lombardia, il Trentino Alto Adige, il veronese ed in Emiòia il bolognese ed il ferrarese, Piazzo, molto raro, ha un ceppo piemontese, nel torinese, cuneese ed astigiano, ed uno veneto nel vicentino e padovano, dovrebbero derivare dai molti toponimi, estremamente diffusi in tutt'Italia, contenenti la radice Piazza o Piazzo..
PIAZZOLLA Cognome tipico di Barletta (BA) con un ceppo nel foggiano tra Margherita Di Savoia e San Ferdinando Di Puglia, potrebbe derivare dal toponimo Piazzolla di Nola (NA), o dal nome di zone toccate dal torrente Piazzolla che scorre in Campania,  personaggio di rilievo è stato Marino Piazzolla, di San Ferdinando di Puglia (Fg) (1910-1985), importante esponente della poesia religiosa pugliese del Novecento.
PIBIRI (vedi BIBIRI)
PICA Tipico della zona che comprende Abruzzi, Lazio, Campania e Puglia, dovrebbe derivare da soprannomi originati dal vocabolo latino pica (gazza).
PICANI
PICANO
Picani, praticamente unico dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione di Picano che è specifico dell'area che comprende le province di Latina, Frosinone e Caserta, di Cassino (FR), Formia (LT), Itri (LT) e Sessa Aurunca (CE) in particolare, potrebbero derivare dal toponimo Casino Pica (FR), ma è pure possibile che derivino dal cognomen latino Picanus, che troviamo ad esempio in Punica di Silius Italicus: "...una spes anima tantusque pependerat ardor ac ueluti, summo uenator densa Picano cum lustra exagitat spissisque cubilibus atram...".
PICARAZZI Picarazzi è caratteristico del Lazio, con un ceppo  a Roma, a Veroli, Boville Ernica ed Arnara nel frusinate, ed a Priverno nel latinense, dovrebbe derivare da un soprannome originato da un'alterazione dispregiativa del termine arcaico spagnolo picaro (briccone, malandrino, poco di buono).
PICARDI
PICARDO
PICCARDI
PICCARDO
PICCARDONI
Picardi ha un ceppo genovese ed un nucleo campano, Picardo, molto molto raro, sembrerebbe avellinese, Piccardi ha ceppi nel genovese e savonese con rami nel cagliaritano, nel bergamasco e tra fiorentino ed aretino, Piccardo è tipico genovese con rami anche nel savonese, Piccardoni, rarissimo, è tipico dell'urbinate, derivano dal nome medioevale italiano Picardus derivato dall'etnico (di Picardia), esempio di quest'uso si trova a Bergamo nel 1200 con un certo Picardo del fu Albertino Paneterii da Bergamo e in una sentenza: "...in platea Bergomi fuit combustus unus quidem Picardus iuvenis stipendiatus in arce propter sodomiæ delictum; et lata fuit sententia sono tubarum super regio novo...",  tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Venezia nel 1400 con Marcus Picardus e alla corte degli Sforza verso la fine del 1400 con Jacobus Picardus.
integrazioni fornite da  Matteo Piccardo Genova
tipico di Genova e della Liguria il cognome potrebbe derivare dal cognome francese Picard (abitante della Piccardia, regione della Francia Nord-Orientale) o dal cognome Piccard, tipico della Savoia.
PICARI
PICARO
Picari ha un piccolo ceppo a Sutri nel viterbese ed uno romano e presenze in Campania ed in Puglia, Picaro ha un piccolo ceppo campano a Santa Maria Capua Vetere nel casertano e uno più consistente nel salernitano, a Scafati, Pagani e Pontecagnano Faiano, ed uno pugliese a Castellaneta, Taranto, Mottola e Palagiano nel tarantino, a Biccari nel foggiano ed a Gioia del Colle nel barese, dovrebbero derivare da un soprannome attribuito ai capostipiti, nato durante il periodo della dominazione spagnola, basato sul termine picaro che in spagnolo significava briccone, malandrino, poco di buono.
PICARELLA
PICARELLI
PICARELLO
PICARIELLO
PICCIARELLA
PICCIARELLI
PICCIARIELLO
Picarella ha un ceppo a Mercato San Severino nel salernitano ed a Torre Annunziata nel napoletano, ed un ceppo as Agrigento e a Porto Empedocle nell'agrigentino, a Palermo e Monreale nel palermitano ed a Comiso nel ragusano, Picarelli ha un ceppo a Roma e presenze nel reatino, un ceppo a Napoli ed uno nel cosentino, a Cetraro, Roggiano Gravina e Rende, Picarello, quasi unico, è forse campano, Picariello è decisamente campano, dell'avellinese in particolare, Picciarella, molto raro, sembrerebbe specifico di Andria (BA), Picciarelli, sempre pugliese, è però specifico di Taranto, Picciariello oltre ai ceppi pugliesi a Bitonto (BA) e Cerignola (FG), ha piccoli ceppi a Rapolla (PZ) ed a Battipaglia (SA), tutti questi cognomi dovrebbero derivare da un soprannome dialettale con il significato di piccolino, forse motivato da una costituzione fisica molto minuta dei capostipiti.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Picciarella, rarissimo, sembra essere originario del barese, Picciarelli ha un nucleo principale nel tarantino, ma si riscontra anche fra il nord e il centro nord del paese, Picciariello è più tipicamente barese e salernitano, tutti questi cognomi derivano dal nome medievale Picciariello (variante del più comune Piccirillo), col significato letterale di piccolo, piccolino, da intendersi probabilmente in senso affettivo (così come i nomi medievali Piccolo e Piccino); in alcuni casi, tuttavia, non si può escludere una derivazione dallo stesso aggettivo picciariello, ad indicare particolari caratteristiche fisiche o comportamentali. In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni o dei nomi personali dei capostipiti o di soprannomi loro attribuiti.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Probabilmente il cognome Picariello risale al tempo della presenza spagnola nell'antico viceregno e regno, infatti lo spagnolo 'picaro' significa 'birbante'. Toponimo Picarelli (AV).
PICARRETA
PICCARRETA
Picarreta, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un'errata trascrizione di Piccarreta, che è specifico di Corato nel barese, potrebbe derivare da una forma etnica grecanica del borgo di Picara sulla costiera amalfitana, ma è pure possibile una derivazione da un soprannome dialettale di origine spagnola con il significato di straccione, vagabondo.
PICCA Sembrano esserci più ceppi, nel cuneese, nel nuorese, nel barese, nel casertano e nel Lazio, potrebbe derivare da un soprannome legato all'essere portatori di picca (arma medioevale), ma è pure possibile che in alcuni casi derivi da soprannomi legati al vocabolo pica (gazza).
PICCAGNONI Piccagnoni è specifico di Valdisotto nel sondriese, potrebbe derivare da un soprannome dialettale basato su di una forma accrescitiva di un termine con il significato di colui che usa strigliare, rabbuffare, fare una ramanzina.
PICCALUGA Sembra tipico della Lombardia, Piemonte e Liguria, deriverebbe da un soprannome dialettale originato dalla voce dialettale picà l'uga (beccare l'uva). Casato nobile con il rango di marchesi se ne hanno tracce fin dal 1700 sia a Genova che a Roma.
PICCAMIGLIO
PIZZAMIGLIO
Piccamiglio, molto raro, è del bergamasco, Pizzamiglio è un cognome tipicamente lombardo, dovrebbero derivare da un soprannome dialettale con il significato di becca miglio, troviamo tracce di queste cognominizzazioni a Leno nel bresciano in un atto risalente all'anno 1195: "...Otto de Mussa de Leno iu(ratus) t(estatur) se vidisse do(n) Lafrancum de Ga(m)bara et Gerardum Razonem clericum stare in ecclesia de Ga(m)bara pro Leon(ensi) monasterio, et dicit se vidisse Patrifilium conversum duci ad ipsam ecclesiam per nuntios monasterii, et inde eum ibi stare; et hoc dicit fuisse per tres annos priusquam do(n) Lafrancus abbas fuisset factus, vivente abbate Honesto. Item dicit (a) se vidisse causas matrimonii agi sub examine Leon(ensis) abbatis tam per homines de Leno quam per cetera abbatie loca, et ipse testis habuit causam matrimonii contra Ottolinam, filiam Benedicti Pizamilii, sub abbate Daniele....".
PICCHEDDA Picchedda è tipicamente sardo, ha un ceppo nell'oristanese a Gonnosnò ed Ales, a Lunamatrona nel Medio Campidano e ad Iglesias, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale sardo dal significato di piccola picca o piccolo piccone, forse attribuito ad un capostipite che di mestiere avesse fatto il minatore.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
PICCHEDDA: picchedda è il diminutivo di picca: voce che nelle parlate centrali, ma anche nel campidanese designa un trogolo, una bacinella, di pietra, di ceramica o calcestruzzo, di legno o di sughero. Anche la pila dell’acqua santa delle chiese è così chiamata, che in catalano è, “pica per l’aigua beneita”. Piccheddu, nel logudorese settentrionale, come detto per Pischedda (vedi Pischedda) designa un contenitore di legno o di vimini o d’altro, per acqua o per altro.  Non l’abbiamo trovato nelle carte antiche della Lingua e della storia della Sardegna. Attualmente il cognome è presente in 31 Comuni d’Italia, di cui 19 in Sardegna: Gonnosnò 22, Ales 11, Lunamatrona 11, Iglesias 8, etc.
PICCHEREDDU
PICHEREDDU
Picchereddu e Pichereddu, assolutamente rarissimi, sono tipicamente sardi.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
PICCHEREDDU; PICHEREDDU: son due cognomi molto rari, presenti in alcuni centri della Sardegna centrale, a parte Sassari. Crediamo che abbiano lo stesso significato e la stessa origine. Potrebbero derivare da piccheddu (al diminutivo), che nelle parlate dell’alta Sardegna designa uno scodellino di legno o di vimini o d’altro (vedi Picchedda). O potrebbe derivare da piticcu (pittìu, piccìu, pitzinnu, piccinnu = piccolo). Qui in Campidano per designare una cosa, un animale, una persona molto piccola diciamo: “Est, piccherrédda/u o piticherrédda/u”!  Il cognome non si trova nelle carte antiche della lingua e della storia della Sardegna. Attualmente Piccheréddu è presente in soli 3 Comuni italiani, di cui 2 in Sardegna: Orosei 17, Irgòli 3. Mentre Picheréddu è presente soli 4 Comuni italiani, di cui 3 in Sardegna: Nuoro 15, Sassari 3, Dorgali 3; Genova 4.
PICCHETTI
PICCHETTO
Picchetti ha vari ceppi, nel verbanese e varesotto, nel bergamasco, nel veneziano e trevisano, nel pisano, nel ravennate e forlivese e nel romano, Picchetto, molto più raro, ha qualche presenza in Liguria e nel Lazio, dovrebbero derivare dal nome e soprannome medioevale Pichettus, di cui abbiamo un esempio d'uso nei Registri della Fabbrica del Duomo di Firenze, dove sotto l'anno 1416 si può leggere di un: ".. Pichettus Coveri et Iacobus Filippi vocatus Pichettus..", potrebbero però anche derivare da soprannomi attribuiti a capostipiti portatori di picca (arma medioevale).
PICCHI
PICCHIARELLI
PICCHINI
PICCHIO
Picchi è decisamente toscano, ma con ceppi anche  nel perugino, nell'anconetano e tra le province di Roma e Frosinone, Picchiarelli ha un ceppo nel perugino tra Nocera Umbra, Valtopina e Bastia, e nel romano a Roma e Fiumicino, Picchini è molto raro e sembrerebbe tosco marchigiano, Picchio sembra avere un ceppo nella fascia centrale che comprende le Marche centrali, l'Umbria ed il Lazio, con un ceppo anche nell'alessandrino, dovrebbero tutti derivare, direttamente o attraverso varie forme ipocoristiche, dal nome medioevale Picchius, a sua volta derivato dal nome dell'uccello picchio, come nome augurale: di questo nome si hanno tracce in Toscana a Siena ed a Pisa già da prima del 1200. La cognominizzazione è anch'essa molto antica, tanto che nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale in un atto del 1163 si legge: "...manuum Marri Cungigaletanie et Martini de Migloe et Leonardi de Oxo, Petri de Brexo et Roberti Robbi et Azonis de Curte de Baniolo et Macchi et Arderici Picchi, testium. ..." e nel 1200 in un elenco dei cittadini della borgata pisana De populo Sancti Laurentii compare un tal Iohannes Picchini.
PICCHIERRI
PICHERRI
PICHIERRI
Picchierri è tipico di Sava (TA), Picherri è quasi unico, Pichierri, il più diffuso, è tipico dell'area tarantino, brindisina, di Sava in particolare e di Manduria nel tarentino, e di Torre Santa Susanna nel brindisino.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
D'origine arbëreshë, secondo alcuni questi cognomi deriverebbero dalla toponomastica albanese e, più precisamente, dalla città di Piqerras (anche nota come Piqeras, Piqernas, Bicerni, etc), che si colloca nella prefettura di Valona, lungo la costa sud-occidentale dell'Albania: a titolo informativo, va notato che Valona (Vlorë in lingua madre) è la prefettura albanese più vicina all'Italia, nella fattispecie alla costa salentina (i cognomi in questione, in effetti, sono tipici della cosiddetta Albania Tarantina).
PICCICUTO Piccicuto è decisamente siciliano, specifico di Pietraperzia nell'ennese, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale con il significato di ragazzino capriccioso.
PICCIN
PICCINELLI
PICCINI
PICCININ
PICCININI
PICCININO
PICCINNI
PICCINNO
PICCINO
Piccin è specifico della zona che comprende le province di Treviso e Pordenone, Piccinelli è tipico del bresciano con ceppi probabilmente originari anche nel bolognese e nel senese, Piccini è tipico della fascia centrale che comprende Toscana, Marche, Umbria e Lazio ha un ceppo anche nell'udinese, Piccinin è specifico della provincia di Pordenone, Piccinini è molto diffuso in Lombardia, Emilia, Marche e Lazio, Piccinino, molto molto raro, sembrerebbe ligure, Piccinni è tipico pugliese, Piccinno è salentino, Piccino è assolutamente rarissimo, derivano tutti o dal nome medioevale Piccinus di cui abbiamo un esempio nei Documenti Pisani del 1308: "In eterni dei nomine amen. Ex hoc publico instrumento clareat lectione quod Piccinus Vendemmia pisanus civis, quondam Rodolfini Vendemmie, per hoc publicum instrumentum constituit...", o da soprannomi originati dalla bassa statura o dall'esile corporatura dei capostipiti come ad esempio si legge nel 773 a Cremona di un certo Arnulfus dictos Piccinus. Tracce di queste cognominizzazioni si trovano fin dal 1500 nelle Marche, in Toscana, in Lombardia e nel Veneto.
PICCINNU Piccinnu è specifico di Olbia, con ceppi a Telti, Budoni e Calangianus sempre in Gallura, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine sardo piccìnnu (piccino, piccolino).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
PICCINNU; (PICCINNO) bambino, ragazzo, molto giovane ed anche piccolo; è la variante sarda dell’italiano piccin(n)o, (d’uso soprattutto nelle parlate meridionali: Abruzzo, Calabria, Sicilia: piccinninnu, piccinedde, picceninne, etc). Qui in Sardegna abbiamo pitzìnnu in log. e centr.; piccìnnu o anche piccìu (nasale) nelle parlate campidanesi. Inoltre, “is piccìnnus” o “sos pitzìnnos”, in una famiglia, sono i figli. Come aggettivo e come sostantivo è attestato, nelle sue varianti, pithinnu, pikinnu, piticcu, pitikeddu, pikkereddu (vedi il cognome Picchereddu), picinnu, picc?u, etc. in tutte le carte antiche della lingua e della storia della Sardegna. Anche come cognome lo ritroviamo nei documenti medioevali. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, figura: Piccinnu Mundino, ville Ecclesiarum, *** Villa Ecclesiarum…odierno Iglesias. Et ego De Nelli Pelipaparius Ludovicus, civis et habitator terre et Ville Ecclesiarum…sindicus, procurator universitatis Ville Ecclesiarum…seu a Formenyino Joanne, capitano, camerlengo Ville Ecclesiarum di Sigerro. Omnibus habitatoribus dicte terre Ville Ecclesiarum, congregatis in Curia Magna…in posse Virde Andree, quondam Virde Joannis de Civitate Sasseri…nona die januarii 1388. Attualmente il cognome Piccinnu, è presente in 22 Comuni d’Italia, di cui 14 in Sardegna: Olbia 186, Telti 40, Budoni 12, Calangianus 12, etc. Il cognome Piccinno è presente in180 Comuni italiani(non in Sardegna), e registra la sua più alta frequenza in Puglia , nella provincia di Lecce.
PICCIOLI
PICCIOLINI
PICCIOLLI
PICCIOLLO
PICCIOLO
PICCIOLONI
Piccioli è tipico dell'area che comprende il modenese, il bolognese, la Toscana, il pesarese, l'anconetano e l'Umbria, con un ceppo anche a Roma, Picciolini, molto raro, ha un ceppo umbro, ed uno tra senese e grossetano, con un ceppo anche a Roma, Picciolli, estremamente raro, è toscano, mentre Picciollo è praticamente unico, Picciolo ha un ceppo nel leccese ed uno nel messinese, Piccioloni, molto molto raro, ha un ceppo nel perugino, tutti questi cognomi derivano, direttamente o tramite forme ipocoristiche o accrescitive, dal soprannome mediovale Picciolus (con il significato di piccino), poi entrato nell'uso anche come nome, di cui abbiamo un esempio a Deruta nel perugino, in un testamento del 1348, dove tra l'altro si può leggere che i beneficiari sono: "...Thomas et Orlandus domini Nini; Petrutius Sensi, Picciolus Andree, Tura magistri Pauli et Salvarellus Salvoli...", tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Trevi in un atto della seconda metà del 1500, conservato nell'Archivio notarile di Trevi: "...Nos Titius Picciolus de terra Apostae Regius ad contractus Iudex per totas provincias Aprutii, Vespasianus Arista de Castro Sancti Demetrii pubblicus ubique per dictas totas Aprutinas provincias Regia auctoritate Notarius et subscripti testes habiti, ad haec omnia habiti vocati et rogati...." ed anche nell'atto di presa di possesso del comune di Posta nel reatino da parte di Margherita d'Austria, datato primo agosto 1572: "...ab excellenti Domina Helionora Cornesia virtute clausulae constitutae in istrumento venditionis hujusmodi rogato manu egregii Notarii Iosippi Margici de Aquila apparentis personaliter se contulit ad dictam terram Apostae et ad se vocavit Magnificos Antonellum Leonardi, Alfonsum Rodulphium, Euditium Piccioli et Fabianum Cherubini Priores terrae praefate collegialiter existentes cum maxima aliorum virorum terrae ejusdem caterva ante januam ejusdem terrae....".
PICCIONE
PICCIONI
Piccione ha un ceppo siciliano, uno pugliese, soprattutto nelle penisola salentina, uno piccolo in Calabria, uno a Roma ed uno tra alessandrino e genovese, Piccioni ha un ceppo tra Piemonte e Lombardia, ma il nucleo principale è nella fascia centrale che comprende la Toscana meridionale, le Marche e l'Umbria, il teramano ed il Lazio, ed un ceppo anche nella Sardegna meridionale, potrebbero derivare dal fatto che i capostipiti allevavano piccioni, possono derivare da toponimi come Piccione nel perugino, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio con Antonia Piccione nel 1469 a Conversano (BA), e nel 1614 in un atto nel siracusano dove viene citato un Pietro Piccione.
PICCIRELLA
PICCIRELLI
PICCIRELLO
PICCIRIELLO
PICCIRILLI
PICCIRILLO
Piccirella, assolutamente rarissimo sembrerebbe pugliese, Piccirelli sembrerebbe tipico di Torricella Peligna (CH), Piccirello, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, Picciriello, estremamente raro, sembrerebbe pugliese, Piccirilli è specifico della fascia che comprende Lazio ed Abruzzo, Piccirillo, tipicamente campano, del napoletano in particolare, ha ceppi anche a Roma ed in Puglia.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Piccirella e Piccirello, rarissimi, hanno ceppi originari nel foggiano e nel napoletano, Piccirelli, anch'esso molto raro, si riscontra maggiormente nel chietino, Picciriello, quasi unico, sembra essere originario del foggiano, anche se è presente quasi esclusivamente a Torino e a Milano, Piccirilli, più comune dei precedenti, è più tipicamente laziale e abruzzese, con nuclei principali nel romano, nel frusinate, nel chietino e, in misura minore, nell'aquilano e nel pescarese, ma ceppi minori si trovano anche nel foggiano, nel barese e fra il nord e centro nord peninsulare, Piccirillo, riscontrabile praticamente in tutto il paese, ha un grosso epicentro fra il napoletano, il casertano, il salernitano e il beneventano, tutti questi cognomi derivano dal nome medievale Piccirillo, col significato letterale di piccolo, piccolino, da intendersi probabilmente in senso affettivo (così come i nomi medievali Piccolo e Piccino); in alcuni casi, tuttavia, non si può escludere una derivazione dallo stesso aggettivo piccirillo, ad indicare particolari caratteristiche fisiche o comportamentali. In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni o dei nomi personali dei capostipiti o di soprannomi loro attribuiti.
PICCO Picco è un cognome decisamente settentrionale, dell'intera fascia che comprende Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli, dovrebbe derivare dal nome tardo latino e medioevale Piccus, di cui abbiamo un esempio in una  Carta Venditionis dell'anno 1163 a Nosedo (MI) che così si conclude: "...Et inde posuit fideiussores suprascriptum Guizardum et Azonem de Curte, Maccum et Ardericum Piccum de Baniolo in pena dupli. Ego Ardericus, iudex ac missus domini regis, tradidi et subscripsi. Ego Guifredus, missus domini regis, scripsi.".
un'ipotesi alternativa è fornita da Erika Picco
Il cognome Picco è originario del Torinese (in particolare di Cumiana) con certezza almeno dalla fine del 1700. I miei antenati erano contadini e, pertanto, stanziali. Questo conferma il fatto che in quelle zone il cognome Picco sia ancora molto diffuso mentre lo è meno in altre zone d'Italia. L'origine parrebbe risalire al fatto che in quella zona pre-montana ci siano delle montagne ancora oggi chiamate Pich d' Cumiana, il che farebbe pensare ad un'attribuzione del cognome a persone che abitavano quella zona.
PICCOLA
PICCOLELLA
PICCOLELLI
PICCOLETTI
PICCOLI
PICCOLILLO
PICCOLIN
PICCOLINI
PICCOLINO
PICCOLIS
PICCOLO
PICCOLOTTI
PICCOLOTTO
Piccola, estremamente raro, parrebbe del napoletano, Piccolella, solo leggermente meno raro, ha un ceppo romano ed uno tra casertano, napoletano ed avellinese, Piccolelli, assolutamente rarissimo, è di Cerignola nel foggiano, Piccoletti, molto molto raro, è dell'aretino, Piccolillo, anch'esso rarissimo, è di Cetraro nel cosentino, Piccolin è tipico della zona che comprende il Trentino con Bolzano e Moena e Falcade nel bellunese, che sembrerebbe la zona d'origine, Piccolini è specifico della Lombardia occidentale, del varesotto, milanese e pavese, e del novarese, con un ceppo anche nel barese ed uno nel catanese, Piccolino ha un ceppo a Vigevano nel pavese, uno ad Ausonia nel frusinate ed uno a Bari, Piccolotti è specifico di Orbetello e Capalbio nel grossetano, Piccolotto è di Bassano del Grappa nel vicentino, di Asolo nel trevisano e di Lentiai e Feltre nel bellunese, Piccoli è molto diffuso in tutta l'Italia peninsulare in particolar modo in Lombardia e nel Veneto, nel barese e tarantino, con alcuni ceppi in Abruzzo e Molise e nel Lazio, Piccolis è praticamente unico, Piccolo è panitaliano, derivano, direttamente o tramite varie forme ipocoristiche, dal nome medioevale Piccolus o anche da soprannomi legata alla bassa statura o all'essere un piccolus cioè un soldato portatore di picca (sorta d'arma tardo latina).  Tracce di questa cognominizzazione si trovano fin dal 1500 in Umbria: "...Cunventum hunc locum mi frater crede viator namque septingentis fratibus affluens capitulurn fecit dum Matteus Piccolus ..." o a Crotone nel 1600 con Martinus Piccolus famulus o sempre nel 1600 a Nicastro dove opera un certo Notaio Piccolo.
PICCOLBONI Piccolboni è specifico del veronese, di Vigasio, Verona, Castel d'Azzano ed Isola della Scala, dovrebbe derivare dal nome medioevale Piccolbonus, attribuito al proprio figlio da genitori che lo considerassero il loro piccolo bene, nel senso di tesoro, tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Verona nel 1500 con il Grammatico Iulianus Piccolbonus Veronensis.
PICCOLOMINI
PICCOLOMO
Piccolomini, molto raro, potrebbe avere oltre al ceppo originario toscano un ceppo a Roma ed anche uno probabilmente non secondario nel barese, Piccolomo è tipico del barese, di Corato in particolare, dovrebbero derivare da un soprannome legato alla bassa statura, probabilmente tipica della famiglia originaria. Tracce si hanno ad esempio a Roma nel 1500 con un Petrus Benenatus de Piccolominibus, a questa famiglia appartenne anche Papa Pio III° già Cardinal Francesco Todeschini Piccolomini (1439 - 1503).
integrazioni fornite da D. Todeschini
Questa nobile famiglia originaria di Siena a avuto 2 papi, oltre al già citato Pio III°, nato a Siena, Papa dal 08/10/1503 al 18/10/1503, che morì pochi giorni dopo la sua elezione, anche Pio II°, Papa dal 03/09/1458 al 14/08/1464, nato a Corsignano, vicino a Siena e considerato come uno dei migliori umanisti del suo tempo. Fece appello ai principi cristiani cercando di organizzare una quarta crociata contro i turchi, ma morì ad Ancona prima di riuscirci.
PICCONE Sembra avere due ceppi, uno piemontese ed uno abruzzese, potrebbe derivare dalla presenza di una picca nel blasone di famiglia, ma può anche essere stato originato da un soprannome legato ad episodi o all'uso di una picca o piccone.  Tracce di questa nobile famiglia la troviamo a Ivrea nel 1600 dove i Piccone sono feudatari della Valle di Mosso (VC) e che nel 1700 diventano conti feudatari di Perosa Argentina (TO) con il titolo di Conte.
PICENO Assolutamente raro, dovrebbe essere originario del Piceno, antico nome delle Marche.
PICERNO Picerno è specifico della fascia che comprende il barese, il potentino ed il salernitano, è soprattutto caratteristico di Altamura nel barese, dovrebbe derivare dal toponimo Picerno nel potentino.
PICHI
PICO
Pichi ha ceppi in Toscana, a Firenze, livornese, pisano ed aretino, ed a Roma ed Aprilia (LT), presente ma molto molto raro in tutta la penisola, Pico ha solo un piccolo ceppo a Tarquinia (VT), dovrebbe derivare dal nome, soprannome medioevale italiano Picus ( dal latino picus (picchio)), di questa cognominizzazione abbiamo un illustre esempio in Pico della Mirandola (1463 - 1494): "...De quo Patre reverendo plurima nobis dicenda forent, nisi ipsius mores, vitam, doctrinam et praetiosam mortem plures prosecuti essent: inter quos clarissimus fuit, princeps Johannes Franciscus Picus, Mirandolae dominus, nescio doctior an melior...".
PICICCIO Piciccio, assolutamente rarissimo è del napoletano, si dovrebbe trattare di una forma ipocoristica campana del nome medioevale italiano Pico (vedi PICHI), dell'uso di questo cognome abbiamo tracce a Tufara nel beneventano dove Giuseppe Piciccio è arciprete dal 1612 al 1642.
PICOLLI
PICOLLO
Entrambi assolutamente rarissimi, il primo parrebbe avere un ceppo lombardo ed uno probabilmente secondario in Campania,. il secondo è tipico dell'alessandrino zona di Gavi e Novi Ligure e di Genova, potrebbero derivare da soprannomi collegati con Picollus, nome di un antico dio infernale germanico.
integrazioni fornite da Fabio Picolli
probabilmente deriva dall'antico prussiano pickuls o pikuls (diavolo, demone).  Nell'archivio delle pergamene di Bergamo si possono trovare 4 personaggi risalenti ai sec.XIII°-XIV°: Guglielmo de Picollis, notaio (1255); Rogerio de Picollis (inizio del 1300); Simone de Picollis, notaio (1342) e Jacopo de Picollis di Bagnacavallo, luogotenente del giudice alla ragione del comune di Bergamo (1382).  Un Giuseppe Picolli fu aiutante di campo della Repubblica Cisalpina.
PICONE
PICONI
Picone è molto diffuso in Lazio, Campania, Molise e Sicilia, Piconi è decisamente romano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Pico, Piconis di cui abbiamo un esempio nel beneventano come leggiamo nel Iohannes Monachus: Chronicon Vulturnense del XII° secolo: "...predicto cenobio substanciam Iohannis et Radoaldi, filii Piconis; et substanciam Ermelgrimi, filio Rapperti; tam et Stephani, filii Paldonis..", tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Gubbio (PG) in un Instrumentum donationis  del 1251: "In nomine Christi. Amen. Anno Domini Millesimo ducentesimo quinquagesimo primo,.. ..Et unam silvam coniunctam cum una petia terre, positam in villa S.ti Apolenaris. Fines silve et terre: a duobus lateribus, filii Benvegnatis de villa S.ti Apolenaris; et a tertio, Mercatus Rainerii Piconis. ..".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Picone è cognome siciliano dal termine dialettale 'picuni' = piccone. Rohlfs 148.
PICOZZA
PICOZZI
Picozza è specifico di Priverno (LT), Picozzi ha un ceppo lombardo a Milano, Limbiate e Cesate, nel bresciano a Quinzano D`oglio e Manerbio ed a Saronno (VA), ha poi un ceppo nel casertano a Maddaloni e Caserta, potrebbero derivare da ipocoristici del nome, soprannome medioevale italiano Picus (vedi Pichi), ma è anche possibile un'origine più recente da soprannomi originati da un mestiere che porti all'uso del piccone.
PIDUTTI Pidutti è tipicamente friulano dell'udinese, di Ragogna e San Daniele del Friuli, potrebbe trattarsi di una forma patronimica in -utti, tipicamente friulana, dove il suffisso sta per il figlio di, riferito ad un capostipite si chiamasse con i nomi latini Elpidius o Lepidus, o altri simili, che, per aferesi, abbiano perso la sillaba iniziale, con apocope poi della sillaba finale.
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