PIA
PIAS |
Pia ha un ceppo sardo, tra il basso oristanese ed il cagliaritano, ed uno
a Torino e nel basso astigiano, Pias decisamente più raro, è
specifico della zona di Nuraminis, dovrebbero derivare dal nome latino
Pia.
stemma fornito da Vicente
Piá Tarazona ES
|
PIACENTE
PIACENTI
PLACENTE
PLACENTI |
Piacente ha ceppi in Lazio e nell'aquilano, nel napoletano, nel barese
e nel catanzarese, Piacenti è presente in piccoli ceppi in Emilia
e Romagna e nel fiorentino, nel ternano e nel Lazio, nel napoletano ed
in Sicilia, Placente è quasi unico, Placenti è tipicamente
siciliano, in particolare dell'area che comprende il nisseno, l'ennese
ed il catanese.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L’origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Piacente,
che, assieme al suo arcaismo in Placente,
va inteso nel senso augurale di avvenente,
dall’aspetto o dalla personalità gradevole
(sul modello dei nomi Bellomo e Belladonna, ormai caduti in disuso). Per
quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni
dei nomi personali dei capostipiti, anche se in alcuni casi non è
esclusa una derivazione da soprannomi ad essi attribuiti. |
PIACENTINI
PIACENTINO |
Piacentini è diffuso nell'alessandrino,
pavese, milanese, lodigiano, cremonese e bresciano, e nell'arco che da
Livorno, Pisa, Lucca, Massa, Pistoia, Modena arriva a Ferrara, Piacentino
è specifico del trapanese. Entrambi derivano dai vari toponimi che
fanno riferimento a Piacenza. Il cognome Piacentini lo troviamo in
un atto del 14 dicembre 1531, la successione di Ludovico di canossa, ad
opera appunto del notaio Piacentini. |
| PIACENZA
|
Diffuso sia al nord che nella Puglia, deriva dal toponimo Piacenza, in
molti casi è di origini israelitiche. |
| PIACQUADIO |
Assolutamente rarissimo, sembra essere unico, dovrebbe essere meridionale,
probabilmente campano, deriva dal nome gratulatorio omonimo, dato raramente
in epoca post medioevale ai figli tanto attesi.
integrazione e ipotesi fornite
da Fabio Paolucci
Piacquadio è tipico della Capitanata e del Sannio confinante con la provincia di Foggia, particolarmente di Colle
Sannita dove attualmente vivono molte famiglie con questo cognome. Tra
queste se ne distingue da secoli un ramo che ha dato al Regno di Napoli
menti illuminate (Notai, Magistrati, e Amministratori pubblici). Si ricordi
l'ing Giovanni Battista Piacquadio (1900-1967), tenente generale di Artiglieria
che si distinse per il suo valore durante la II Guerra Mondiale. |
| PIAGENTINI |
Specifico della Garfagnana, dovrebbe derivare dall'etnico piacentino (di
Piacenza).
integrazioni fornite da Piagentini
Il cognome Piagentini viene dalla regione Toscana, specificamente dai
paesi lucchesi, Barga, Castelnuovo, Chiozza, Pieve Fosciana. I Piagentini
nel medioevo erano una famiglia nobiliare a Firenze. |
PIAGGI
PIAGGIO
PIAGI |
Piaggi è specifico del pavese, di Broni, Stradella, Casteggio e
Cava Manara, Piaggio è genovese con presenze significative anche
in provincia, Piagi, quasi unico, sembrerebbe del cuneese.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L’origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Piaggio
(variante fonetica del più comune Biagio),
che, tratto dall’antica onomastica latina, significa letteralmente balbuziente
(vedi anche Biagio e Blasio). In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni
dei nomi personali dei capostipiti. |
| PIAGNERI |
Estremamente raro, potrebbe essere
originario della zona tra la provincia di La Spezia, Massa e il confine
con il parmense ed il parmense stesso. |
| PIANA |
Diffuso nella fascia occidentale dell'Italia settentrionale, ha un ceppo
anche nel Sassarese, nel bolognese e nel catanese, dovrebbe derivare da
un toponimo come Piana Battolla (SP), Pianaccio (BO), Seppiana (VB), o
simili. |
PIANARI
PIANARO |
Pianari, sembrerebbe unico, Pianaro, assolutamente rarissimo, è
tipico del vicentino.
integrazioni fornite da Tibère
Gheno - Annecy le Vieux - France
Pianaro è un cognome Veneto del vicentino originario di San
Nazario nel vicentino. Pur essendo questa famiglia ancora presente a San
Nazario è di fatto più rappresentata a Schio (VI), ne troviamo
anche a Mussolente, Rosà, Bassano del Grappa, Romano d’Ezzelino,
Zane’, e Marano Vicentino. Molti Pianaro sono emigrati. Quelli che troviamo
a San Zenone degli Ezzelini, Cittadella o Venezia come quelli del Trentino
Alto Adige (Bolzano e Bressanone), quelli del Piemonte (Venaria, Castellamonte,
Pinerolo e Baldissero Torinese), quelli dell’Emilia e Romagna ( Bedonia
e Bardi) come quelli del Friuli a Codroipo sono il risultato di un’emigrazione
del secolo scorso. Invece sembrerebbe che quelli che troviamo in Lombardia,
più particolarmente a Gallarate, Cassano Magnago e Somma Lombardo
possano essere il frutto di un’emigrazione più antica. In Francia
nel periodo 1891 – 1990, sono nati 79 Pianaro e sette di questi hanno preso
la nazionalità francese. L’origine si fa risalire a Mattio Scotton
(nato circa nel 1500) figlio di Jacobo fu Stefano fu Simeone fu Pietro
fu Gualtiero, che abitava in contrada ‘Pianari’ a San Nazario. I suoi nipoti
Mattio di Gaspare, Gio Maria di Giacomo ed i fratelli Giovanni e Melchiorre
di Pietro, tutti nati fra il 1564 ed il 1586, venivano chiamati indifferentemente
‘Scotton’, o ‘Scotton dai Pianari’ o ‘Pianaro’ alla fine del 1500’. I quattro
‘Scotton dai Pianaro o Pianaro’. Mattio di Gaspare, sposato con Maria Gheno
di Cesare, ed i loro figli si allontanarono da San Nazario, probabilmente
emigrando dalla zona del Canale di Brenta.
Etimologia : Alla base vi è un toponimo che permetteva di distinguere
un ramo dei numerosi Scotton, quelli che abitavano ai Pianari a San Nazario.
Nel 1500’ gli Scotton, molto numerosi, erano insediati nelle contrade di
Sarzè, Merlo, Casteletti e Pianari. Questo toponimo indica
un luogo piano sulla costa del monte.
Bibliografia :
Archivio di Stato di Vicenza e
Bassano del Grappa,
Fondo Notarile di Bassano,
archivi parrocchiali del Canale
di Brenta, etc. |
PIANCA
PLANCA |
Pianca ha un ceppo nel novarese, a Borgomanero soprattutto, ed uno nel
trevisano a Vittorio Veneto, Sarmede e Conegliano, Planca ha un ceppo nel
varesotto e nel novarese, soprattutto a Pombia, dovrebbero derivare
da soprannomi identificanti la località d'origine, appunto una pianca
o planca, dal termine tardo
latino palanca (superficie
liscia in un pendio ben esposto al sole). |
PIANEGIANI
PIANEGGIANI
PIANIGIANI |
Pianegiani. assolutamente rarissimo, è del perugino, Pianeggiani
sembra essere unico, Pianigiani è tipicamente toscano, potrebbe
derivare da forme etniche di vari toponimi contenenti la radice Piano,
o anche semplicemente riferirsi a soprannomi indicanti capostipiti provenienti
dalla pianura insediatesi in paesi collinari o montagnosi. |
| PIANEZZA |
Sembra avere un ceppo nel varesotto ed uno tra genovese ed alessandrino,
dovrebbe derivare da un nome di località quali Pianezze (VC) o Pianezza
(TO) o Pianezza frazione di Vilminore di Scalve (BG), traccia di questa
cognomizzazione la troviamo nel 1200 a Cascia (PG) con Bernardino di Pianezza
rettore di Monteleone di Spoleto (PG). |
PIANI
PIANO |
Piani ha vari ceppi, in Valtellina, nell'udinese e tra Emilia e Toscana,
Piano sembra avere molti ceppi autonomi, in Piemonte nel genovese, nel
sud della Sardegna nella zona che comprende Cagliari, Assemini e Capoterra,
nel salernitano, nel Molise e nel foggiano, potrebbero derivare dall'aferesi
di nomi latini come Ulpianus e Crispianus, così come è molto
probabile che alcuni derivini da uno dei tantissimi toponimi contenenti
il termine Piano. |
| PIANTANIDA |
Molto raro, è tipico della
zona tra varesotto milanese e novarese. Personaggio importante fu
il teologo Giuseppe Piantanida (1485 - 1556) da Ferno (VA), probabile luogo
d'origine della famiglia, che scrisse "Istruzioni per celebrare degnamente
l'Orazione delle 40 Ore (Milano 1571)". I Piantanida furono feudatari di
Cuggiono (MI) nel 1600. In una lettera del 1576 scritta daFrancesco Tornielli,
si legge: "...l'ingignero Pellegrino, accompagnato
da Pietro Piantanida, fabbriciere della chiesa di S. Vittore al Campo di
Milano...". Nel 1594 ci sono tracce a Milano dei Marchesi Piantanida
che avrebbero ospitato San Camillo al suo arrivo nel capoluogo lombardo.
Troviamo i Piantanida nobili titolari del feudo delle terre di Cuggiono
(MI) dal 26 novembre 1672 fino al 1796. |
| PIARDI |
Abbastanza raro è tipico della Val Trompia nel bresciano,
potrebbe derivare dal nome tardo latino Pardus (vedi
Pardi), ma è pure possibile che derivi da un soprannome originato
del vocabolo dialettale piarda (unità di misura di scavo minerario),
si trovano tracce di questa cognomizzazione a Brescia fin dal 1200. |
| PIATESI |
Piatesi è tipicamente emiliano, di Bologna e di Conselice nel ravennate,
dovrebbe derivare dal termine arcaico piateze
o piatese riferito a chi si occupa
di patrocinare in merito a piati (lite
giudiziaria, discussione), termine del quale abbiamo un esempio
in un documento del 1370: "...Margarita, moglere
de Amgelucio da Reguenda, habitatrice de Calvi, àe fato soe certo
meso et piateze Fenogio
da Lumio, habitatore de Calvi, lo quale est presente, a demandare tuto
ciò che li apartenesse...", probabilmente incarico svolto
dal capostipite. |
| PIATTI |
Tipico lombardo, delle province
di Milano, Varese, Como e Bergamo, con un probabile ceppo secondario nel
torinese, dovrebbe derivare dal toponimo Piatto (SO) o Piatto (BI).
Importante rappresentante della famiglia fu il Cardinal Flaminio Piatti
(1560-1613) di Turbigo (MI) |
| PIAZZA |
Molto comune in tutto il nord, nel napoletano ed in Sicilia, deriva dai
molti toponimi, estremamente diffusi in tutt'Italia, contenenti la radice
Piazza. |
| PIAZZOLLA |
Cognome tipico di Barletta (BA) con un ceppo nel foggiano tra Margherita
Di Savoia e San Ferdinando Di Puglia, potrebbe derivare dal toponimo Piazzolla
di Nola (NA), o dal nome di zone toccate dal torrente Piazzolla che scorre
in Campania, personaggio di rilievo è stato Marino Piazzolla,
di San Ferdinando di Puglia (Fg) (1910-1985), importante esponente della
poesia religiosa pugliese del Novecento. |
| PICA |
Tipico della zona che comprende Abruzzi, Lazio, Campania e Puglia, dovrebbe
derivare da soprannomi originati dal vocabolo pica (gazza). |
PICANI
PICANO |
Picani, praticamente unico dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione
di Picano che è specifico dell'area che comprende le province di
Latina, Frosinone e Caserta, di Cassino (FR), Formia (LT), Itri (LT) e
Sessa Aurunca (CE) in particolare, potrebbero derivare dal toponimo Casino
Pica (FR), ma è pure possibile che derivino dal cognomen latino
Picanus, che troviamo ad esempio in Punica
di Silius Italicus: "...una spes anima tantusque
pependerat ardor ac ueluti, summo uenator densa Picano
cum lustra exagitat spissisque cubilibus atram...". |
PICARDI
PICARDO
PICCARDI
PICCARDO
PICCARDONI |
Picardi ha un ceppo genovese ed un nucleo campano, Picardo, molto molto
raro, sembrerebbe avellinese, Piccardi ha ceppi nel genovese e savonese
con rami nel cagliaritano, nel bergamasco e tra fiorentino ed aretino,
Piccardo è tipico genovese con rami anche nel savonese, Piccardoni,
rarissimo, è tipico dell'urbinate, derivano dal nome medioevale
italiano Picardus derivato dall'etnico (di Picardia), esempio di quest'uso
si trova a Bergamo nel 1200 con un certo Picardo del fu Albertino Paneterii
da Bergamo e in una sentenza: "...in platea Bergomi
fuit combustus unus quidem Picardus
iuvenis stipendiatus in arce propter sodomiæ delictum; et lata fuit
sententia sono tubarum super regio novo...", tracce di queste
cognomizzazioni le troviamo a Venezia nel 1400 con Marcus Picardus e alla
corte degli Sforza verso la fine del 1400 con Jacobus Picardus.
integrazioni fornite da Matteo
Piccardo Genova
tipico di Genova e della Liguria il cognome potrebbe derivare dal cognome
francese Picard (abitante della Piccardia, regione della Francia Nord-Orientale)
o dal cognome Piccard, tipico della Savoia. |
| PICCA |
Sembrano esserci più ceppi, nel cuneese, nel nuorese, nel barese,
nel casertano e nel Lazio, potrebbe derivare da un soprannome legato all'essere
portatori di picca (arma medioevale), ma è pure possibile che in
alcuni casi derivi da soprannomi legati al vocabolo pica (gazza). |
| PICCALUGA |
Sembra tipico della Lombardia, Piemonte e Liguria, deriverebbe da un soprannome
dialettale originato dalla voce dialettale picà
l'uga (beccare l'uva). Casato
nobile con il rango di marchesi se ne hanno tracce fin dal 1700 sia a Genova
che a Roma. |
PICCAMIGLIO
PIZZAMIGLIO |
Piccamiglio, molto raro, è del bergamasco, Pizzamiglio è
un cognome tipicamente lombardo, dovrebbero derivare da un soprannome dialettale
con il significato di becca miglio, troviamo tracce di queste cognominizzazioni
a Leno nel bresciano in un atto risalente all'anno 1195: "...Otto
de Mussa de Leno iu(ratus)
t(estatur) se
vidisse do(n)
Lafrancum de Ga(m)bara
et Gerardum Razonem clericum stare in ecclesia de Ga(m)bara
pro Leon(ensi) monasterio,
et dicit se vidisse Patrifilium conversum duci ad ipsam ecclesiam per nuntios
monasterii, et inde eum ibi stare; et hoc dicit fuisse per tres annos priusquam
do(n) Lafrancus
abbas fuisset factus, vivente abbate Honesto. Item dicit (a)
se vidisse causas matrimonii agi sub examine
Leon(ensis) abbatis
tam per homines de Leno quam per cetera abbatie loca, et ipse testis habuit
causam matrimonii contra Ottolinam, filiam Benedicti
Pizamilii, sub abbate Daniele....". |
PICCHI
PICCHINI
PICCHIO |
Picchi è decisamente toscano, ma con ceppi anche nel perugino,
nell'anconetano e tra le province di Roma e Frosinone, Picchini è
molto raro e sembrerebbe tosco marchigiano, Picchio sembra avere un ceppo
nella fascia centrale che comprende le Marche centrali, l'Umbria ed il
Lazio, con un ceppo anche nell'alessandrino, dovrebbero tutti derivare
dal nome medioevale Picchius derivato dal nome dell'uccello omonimo, come
nome augurale: di questo nome si hanno tracce in Toscana a Siena ed a Pisa
già da prima del 1200. La cognomizzazione è anch'essa molto
antica, tanto che nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale in
un atto del 1163 si legge : "...manuum Marri Cungigaletanie
et Martini de Migloe et Leonardi de Oxo, Petri de Brexo et Roberti Robbi
et Azonis de Curte de Baniolo et Macchi et Arderici
Picchi, testium. ..." e nel 1200 in
un elenco dei cittadini della borgata pisana De populo Sancti Laurentii
compare un tal Iohannes Picchini. |
PICCHIERRI
PICHERRI
PICHIERRI |
Picchierri è tipico di Sava (TA), Picherri è quasi unico,
Pichierri, il più diffuso, è tipico dell'area tarantino,
brindisina, di Sava in particolare e di Manduria nel tarentino, e di Torre
Santa Susanna nel brindisino.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
D’origine arbëreshë, secondo alcuni questi cognomi deriverebbero
dalla toponomastica albanese e, più precisamente, dalla città
di Piqerras (anche nota come Piqeras,
Piqernas, Bicerni, etc), che si colloca
nella prefettura di Valona, lungo la costa sud-occidentale dell’Albania:
a titolo informativo, va notato che Valona (Vlorë in lingua madre)
è la prefettura albanese più vicina all’Italia, nella fattispecie
alla costa salentina (i cognomi in questione, in effetti, sono tipici della
cosiddetta Albania Tarantina). |
PICCIARELLA
PICCIARELLI
PICCIARIELLO |
Picciarella, molto raro, sembrerebbe specifico di Andria (BA), Picciarelli,
sempre pugliese, è però specifico di Taranto, Picciariello
oltre ai ceppi pugliesi a Bitonto (BA) e Cerignola (FG), ha piccoli ceppi
a Rapolla (PZ) ed a Battipaglia (SA).
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Picciarella, rarissimo, sembra essere originario del barese, Picciarelli
ha un nucleo principale nel tarantino, ma si riscontra anche fra il nord
e il centro nord del paese, Picciariello è più tipicamente
barese e salernitano, tutti questi cognomi derivano dal nome medievale
Picciariello (variante del più
comune Piccirillo), col significato
letterale di piccolo, piccolino, da
intendersi probabilmente in senso affettivo (così come i nomi medievali
Piccolo e Piccino);
in alcuni casi, tuttavia, non si può escludere una derivazione dallo
stesso aggettivo picciariello, ad indicare
particolari caratteristiche fisiche o comportamentali. In conclusione,
dunque, si tratta delle cognominizzazioni o dei nomi personali dei capostipiti
o di soprannomi loro attribuiti. |
PICCIN
PICCINELLI
PICCINI
PICCININ
PICCININI
PICCININO
PICCINNI
PICCINNO
PICCINO |
Piccin è specifico della zona che comprende le province di Treviso
e Pordenone, Piccinelli è tipico del bresciano con ceppi probabilmente
originari anche nel bolognese e nel senese, Piccini è tipico della
fascia centrale che comprende Toscana, Marche, Umbria e Lazio ha un ceppo
anche nell'udinese, Piccinin è specifico della provincia di Pordenone, Piccinini è molto diffuso in Lombardia, Emilia,
Marche e Lazio, Piccinino, molto molto raro, sembrerebbe ligure, Piccinni
è tipico pugliese, Piccinno è salentino, Piccino è
assolutamente rarissimo, derivano tutti o dal nome medioevale Piccinus
di cui abbiamo un esempio nei Documenti Pisani
del 1308: "In eterni dei nomine amen. Ex hoc publico
instrumento clareat lectione quod Piccinus
Vendemmia pisanus civis, quondam Rodolfini
Vendemmie, per hoc publicum instrumentum constituit...", o da soprannomi
originati dalla bassa statura o dall'esile corporatura dei capostipiti
come ad esempio si legge nel 773 a Cremona di un certo Arnulfus
dictos Piccinus. Tracce di queste cognomizzazioni si trovano fin
dal 1500 nelle Marche, in Toscana, in Lombardia e nel Veneto. |
PICCIOLI
PICCIOLINI
PICCIOLLI
PICCIOLLO
PICCIOLO
PICCIOLONI |
Piccioli è tipico dell'area che comprende il modenese, il bolognese,
la Toscana, il pesarese, l'anconetano e l'Umbria, con un ceppo anche a
Roma, Picciolini, molto raro, ha un ceppo umbro, ed uno tra senese e grossetano,
con un ceppo anche a Roma, Picciolli, estremamente raro, è toscano,
mentre Picciollo è praticamente unico, Picciolo ha un ceppo nel
leccese ed uno nel messinese, Piccioloni, molto molto raro, ha un ceppo
nel perugino, tutti questi cognomi derivano, direttamente o tramite forme
ipocoristiche o accrescitive, dal soprannome mediovale Picciolus
(con il significato di piccino), poi
entrato nell'uso anche come nome, di cui abbiamo un esempio a Deruta nel
perugino, in un testamento del 1348, dove tra l'altro si può leggere
che i beneficiari sono: "...Thomas et Orlandus domini
Nini; Petrutius Sensi, Picciolus Andree,
Tura magistri Pauli et Salvarellus Salvoli...", tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo a Trevi in un atto della seconda metà
del 1500, conservato nell'Archivio notarile di Trevi: "...Nos
Titius Picciolus
de terra Apostae Regius ad contractus Iudex per totas provincias Aprutii,
Vespasianus Arista de Castro Sancti Demetrii pubblicus ubique per dictas
totas Aprutinas provincias Regia auctoritate Notarius et subscripti testes
habiti, ad haec omnia habiti vocati et rogati...." ed anche nell'atto
di presa di possesso del comune di Posta nel reatino da parte di Margherita
d'Austria, datato primo agosto 1572: "...ab excellenti
Domina Helionora Cornesia virtute clausulae constitutae in istrumento venditionis
hujusmodi rogato manu egregii Notarii Iosippi Margici de Aquila apparentis
personaliter se contulit ad dictam terram Apostae et ad se vocavit Magnificos
Antonellum Leonardi, Alfonsum Rodulphium, Euditium
Piccioli et Fabianum Cherubini Priores terrae
praefate collegialiter existentes cum maxima aliorum virorum terrae ejusdem
caterva ante januam ejusdem terrae....". |
PICCIONE
PICCIONI |
Piccione ha un ceppo siciliano, uno pugliese, soprattutto nelle penisola
salentina, uno piccolo in Calabria, uno a Roma ed uno tra alessandrino
e genovese, Piccioni ha un ceppo tra Piemonte e Lombardia, ma il nucleo
principale è nella fascia centrale che comprende la Toscana meridionale,
le Marche e l'Umbria, il teramano ed il Lazio, ed un ceppo anche nella
Sardegna meridionale, potrebbero derivare dal fatto che i capostipiti allevavano
piccioni, possono derivare da toponimi come Piccione nel perugino, tracce
di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio con Antonia Piccione
nel 1469 a Conversano (BA), e nel 1614 in un atto nel siracusano dove viene
citato un Pietro Piccione. |
PICCIRELLA
PICCIRELLI
PICCIRELLO
PICCIRIELLO
PICCIRILLI
PICCIRILLO |
Piccirella, assolutamente rarissimo sembrerebbe pugliese, Piccirelli sembrerebbe
tipico di Torricella Peligna (CH), Piccirello, quasi unico, è probabilmente
dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, Picciriello, estremamente
raro, sembrerebbe pugliese, Piccirilli è specifico della fascia
che comprende Lazio ed Abruzzo, Piccirillo, tipicamente campano, del napoletano
in particolare, ha ceppi anche a Roma ed in Puglia.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Piccirella e Piccirello, rarissimi, hanno ceppi originari nel foggiano
e nel napoletano, Piccirelli, anch’esso molto raro, si riscontra maggiormente
nel chietino, Picciriello, quasi unico, sembra essere originario del foggiano,
anche se è presente quasi esclusivamente a Torino e a Milano, Piccirilli,
più comune dei precedenti, è più tipicamente laziale
e abruzzese, con nuclei principali nel romano, nel frusinate, nel chietino
e, in misura minore, nell’aquilano e nel pescarese, ma ceppi minori si
trovano anche nel foggiano, nel barese e fra il nord e centro nord peninsulare,
Piccirillo, riscontrabile praticamente in tutto il paese, ha un grosso
epicentro fra il napoletano, il casertano, il salernitano e il beneventano,
tutti questi cognomi derivano dal nome medievale Piccirillo,
col significato letterale di piccolo, piccolino,
da intendersi probabilmente in senso affettivo (così come i nomi
medievali Piccolo e
Piccino); in alcuni casi, tuttavia, non si può escludere
una derivazione dallo stesso aggettivo piccirillo,
ad indicare particolari caratteristiche fisiche o comportamentali. In conclusione,
dunque, si tratta delle cognominizzazioni o dei nomi personali dei capostipiti
o di soprannomi loro attribuiti. |
| PICCO
|
Picco è un cognome decisamente settentrionale, dell'intera fascia
che comprende Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli, dovrebbe derivare dal
nome tardo latino e medioevale Piccus, di cui abbiamo un esempio in una
Carta Venditionis dell'anno 1163 a
Nosedo (MI) che così si conclude: "...Et inde
posuit fideiussores suprascriptum Guizardum et Azonem de Curte, Maccum
et Ardericum Piccum
de Baniolo in pena dupli. Ego Ardericus, iudex ac missus domini regis,
tradidi et subscripsi. Ego Guifredus, missus domini regis, scripsi.".
un'ipotesi alternativa è
fornita da Erika Picco
Il cognome Picco è originario del Torinese (in particolare di
Cumiana) con certezza almeno dalla fine del 1700. I miei antenati erano
contadini e, pertanto, stanziali. Questo conferma il fatto che in quelle
zone il cognome Picco sia ancora molto diffuso mentre lo è meno
in altre zone d'Italia. L'origine parrebbe risalire al fatto che in quella
zona pre-montana ci siano delle montagne ancora oggi chiamate Pich
d' Cumiana, il che farebbe pensare ad un'attribuzione del cognome
a persone che abitavano quella zona. |
PICCOLA
PICCOLELLA
PICCOLELLI
PICCOLETTI
PICCOLI
PICCOLILLO
PICCOLIN
PICCOLINI
PICCOLINO
PICCOLIS
PICCOLO
PICCOLOTTI
PICCOLOTTO |
Piccola, estremamente raro, parrebbe del napoletano, Piccolella, solo leggermente
meno raro, ha un ceppo romano ed uno tra casertano, napoletano ed avellinese,
Piccolelli, assolutamente rarissimo, è di Cerignola nel foggiano,
Piccoletti, molto molto raro, è dell'aretino, Piccolillo, anch'esso
rarissimo, è di Cetraro nel cosentino, Piccolin è tipico
della zona che comprende il Trentino con Bolzano e Moena e Falcade nel
bellunese, che sembrerebbe la zona d'origine, Piccolini è specifico
della Lombardia occidentale, del varesotto, milanese e pavese, e del novarese,
con un ceppo anche nel barese ed uno nel catanese, Piccolino ha un ceppo
a Vigevano nel pavese, uno ad Ausonia nel frusinate ed uno a Bari, Piccolotti
è specifico di Orbetello e Capalbio nel grossetano, Piccolotto è
di Bassano del Grappa nel vicentino, di Asolo nel trevisano e di Lentiai
e Feltre nel bellunese, Piccoli è molto diffuso in tutta l'Italia
peninsulare in particolar modo in Lombardia e nel Veneto, nel barese e
tarantino, con alcuni ceppi in Abruzzo e Molise e nel Lazio, Piccolis è
praticamente unico, Piccolo è panitaliano, derivano, direttamente
o tramite varie forme ipocoristiche, dal nome medioevale Piccolus
o anche da soprannomi legata alla bassa statura o all'essere un piccolus
cioè un soldato portatore di picca
(sorta d'arma tardo latina).
Tracce di questa cognomizzazione si trovano fin dal 1500 in Umbria: "...Cunventum
hunc locum mi frater crede viator namque septingentis fratibus affluens
capitulurn fecit dum Matteus Piccolus
..." o a Crotone nel 1600 con Martinus Piccolus
famulus o sempre nel 1600 a Nicastro dove
opera un certo Notaio Piccolo. |
| PICCOLOMINI |
Molto raro, potrebbe avere oltre al ceppo originario toscano un ceppo a
Roma ed anche uno probabilmente secondario nel barese, deriva da un soprannome
legato alla bassa statura tipica della famiglia originaria. Tracce si hanno
ad esempio a Roma nel 1500 con un Petrus Benenatus de Piccolominibus, a
questa famiglia appartenne anche Papa Pio III° già Cardinal
Francesco Todeschini Piccolomini (1439 - 1503).
integrazioni fornite da D. Todeschini
Questa nobile famiglia originaria di Siena a avuto 2 papi, oltre al
già citato Pio III°, nato a Siena, Papa dal 08/10/1503 al 18/10/1503,
che morì pochi giorni dopo la sua elezione, anche Pio II°, Papa
dal 03/09/1458 al 14/08/1464, nato a Corsignano, vicino a Siena e considerato
come uno dei migliori umanisti del suo tempo. Fece appello ai principi
cristiani cercando di organizzare una quarta crociata contro i turchi,
ma morì ad Ancona prima di riuscirci.. |
| PICCONE |
Sembra avere due ceppi, uno piemontese ed uno abruzzese, potrebbe derivare
dalla presenza di una picca nel blasone di famiglia, ma può anche
essere stato originato da un soprannome legato ad episodi o all'uso di
una picca o piccone. Tracce di questa nobile famiglia la troviamo
a Ivrea nel 1600 dove i Piccone sono feudatari della Valle di Mosso (VC)
e che nel 1700 diventano conti feudatari di Perosa Argentina (TO) con il
titolo di Conte. |
| PICENO |
Assolutamente raro, dovrebbe essere
originario del Piceno, antico nome delle Marche. |
| PICERNO |
Picerno è specifico della fascia che comprende il barese, il potentino
ed il salernitano, è soprattutto caratteristico di Altamura nel
barese, dovrebbe derivare dal toponimo Picerno nel potentino. |
PICHI
PICO |
Pichi ha ceppi in Toscana, a Firenze, livornese, pisano ed aretino, ed
a Roma ed Aprilia (LT), presente ma molto molto raro in tutta la penisola,
Pico ha solo un piccolo ceppo a Tarquinia (VT), dovrebbe derivare dal nome,
soprannome medioevale italiano Picus
( dal latino picus (picchio)),
di questa cognominizzazione abbiamo un illustre esempio in Pico della Mirandola
(1463 - 1494): "...De quo Patre reverendo plurima
nobis dicenda forent, nisi ipsius mores, vitam, doctrinam et praetiosam
mortem plures prosecuti essent: inter quos clarissimus fuit, princeps Johannes
Franciscus Picus, Mirandolae dominus, nescio
doctior an melior...". |
| PICICCIO
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Piciccio, assolutamente rarissimo è del napoletano, si dovrebbe
trattare di una forma ipocoristica campana del nome medioevale italiano
Pico (vedi PICHI),
dell'uso di questo cognome abbiamo tracce a Tufara nel beneventano dove
Giuseppe Piciccio è arciprete dal 1612 al 1642. |
PICOLLI
PICOLLO |
Entrambi assolutamente rarissimi, il primo parrebbe avere un ceppo lombardo
ed uno probabilmente secondario in Campania,. il secondo è tipico
dell'alessandrino zona di Gavi e Novi Ligure e di Genova, potrebbero derivare
da soprannomi collegati con Picollus, nome di un antico dio infernale germanico.
integrazioni fornite da Fabio Picolli
probabilmente deriva dall'antico prussiano pickuls
o pikuls (diavolo, demone).
Nell'archivio delle pergamene di Bergamo si possono trovare 4 personaggi
risalenti ai sec.XIII°-XIV°: Guglielmo de Picollis, notaio (1255);
Rogerio de Picollis (inizio del 1300); Simone de Picollis, notaio (1342)
e Jacopo de Picollis di Bagnacavallo, luogotenente del giudice alla ragione
del comune di Bergamo (1382). Un Giuseppe Picolli fu aiutante di
campo della Repubblica Cisalpina. |
PICONE
PICONI |
Picone è molto diffuso in Lazio, Campania, Molise e Sicilia, Piconi
è decisamente romano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Pico,
Piconis di cui abbiamo un esempio nel beneventano come leggiamo
nel Iohannes Monachus: Chronicon Vulturnense del
XII° secolo: "...predicto cenobio substanciam
Iohannis et Radoaldi, filii Piconis;
et substanciam Ermelgrimi, filio Rapperti; tam et Stephani, filii Paldonis..",
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Gubbio (PG) in un Instrumentum
donationis del 1251: "In nomine
Christi. Amen. Anno Domini Millesimo ducentesimo quinquagesimo primo,..
..Et unam silvam coniunctam cum una petia terre, positam in villa S.ti
Apolenaris. Fines silve et terre: a duobus lateribus, filii Benvegnatis
de villa S.ti Apolenaris; et a tertio, Mercatus Rainerii
Piconis. ..". |
PICOZZA
PICOZZI |
Picozza è specifico di Priverno (LT), Picozzi ha un ceppo lombardo
a Milano, Limbiate e Cesate, nel bresciano a Quinzano D`oglio e Manerbio
ed a Saronno (VA), ha poi un ceppo nel casertano a Maddaloni e Caserta,
potrebbero derivare da ipocoristici del nome, soprannome medioevale italiano
Picus (vedi Pichi),
ma è anche possibile un'origine più recente da soprannomi
originati da un mestiere che porti all'uso del piccone. |
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