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PIN
PINALLI
PINELLA
PINELLI
PINELLO
PINI
PINO
Pin è molto diffuso nel travigiano e nella vicina provincia di Pordenone, con un ceppo anche a Gorizia, Pinalli, molto molto raro, è tipico della Lombardia settentrionale, di Berbenno di Valtellina in particolare, Pinella, assolutamente rarissimo, è dell'alto agrigentino, Pinelli è diffuso in Lombardia, Emilia, Liguria ed alta Toscana, ha un ceppo tra le province di Isernia, Caserta e Napoli ed uno tra palermitano ed agrigentino, Pinello è specifico del palermitano, Pini è molto diffuso in Lombardia, Emilia e Toscana, Pino, tipico meridionale, della Sicilia, Calabria, Salento e napoletano, derivano da modificazioni dell'aferesi di forme ipocoristiche di nomi come Iacopo, Filippo, Giuseppe.  Traccia di questo cognome la si trova ad esempio nel 1400 in Emilia; in un atto redatto a Cento (BO) nel 1404 si legge: "...praedicti praesentibus Petro quondam Ghirardi de Ghixignolis de Bergamo habitatore dicti Castri, Romanello quondam Gandulfi de Placentia, Antonio quondam Bertolomei de Bolsena, et Marco quondam Pini de Parma omnibus habitatoribus dicti Castri testibus ad predicta vocatis, et rogatis...."; in Valtellina troviamo questo cognome ad esempio nel 1600 fra le famiglie timorate di Dio in rappresentanza di una Confraternita di Carità.
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
PINI è uno dei cognomi tipici di Grosio (SO), però secondo lo studioso Gabriele Antonioli (uno degli archivisti più esperti della provincia di Sondrio) la lontana origine sarebbe comasca.
PINARDI Pinardi ha un ceppo nella zona che comprende il bresciano, il cremonese, il mantovano ed il parmense, un ceppo nel bolognese ed uno tra viterbese, reatino e romano, il suffisso -ardi potrebbe essere semplicemente un indicatore di appartenenza e riferirsi quindi ai discendenti di un Pino (ipocoristico aferetico di Giuseppe) o di una Pina, ma potrebbe anche derivare dalla fusione del nome Pino con il suffisso germanico hart (hard, duro), ad indicare quindi il forte Giuseppe o qualcosa di simile.
PINAZZI
PINAZZO
PINOTTI
PINOTTO
PINOZZI
Pinazzi ha un ceppo a Parma e Colorno (PA), Pinazzo parrebbe siciliano di Mazzarino (CL), Pinotti sembra essere originario della zona che comprende il reggiano, il modenese ed il mantovano, Pinotto e Pinozzi sono praticamente unici, dovrebbero tutti derivare da ipocoristici dell'aferesi di nomi come Giuseppe, Iacopo, Lapo ecc.
PINCI
PINCIO
Pinci, molto raro, è tipico romano, Pincio ha un ceppo specifico di Cesena (FC) ed uno a Siracusa e Priolo Gargallo (SR), dovrebbero derivare dal nomen latino Pincius, troviamo un Pincius curatore di un proedium in Friuli che prendendo il suo nome diventerà Pinzano al Tagliamento (PN), in alcuni casi potrebbe anche derivare dalla località romana Pincio, tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Venezia alla fine del 1400 con un Philippus Pincius mantuanus a Venezia autore tra l'altro di  De vitis Pontificum Tridentinorum.
PINNA Specifico sardo, di origini antiche, dovrebbe derivare da soprannomi legati al vocabolo dialettale pinna (penna). Si hanno tracce di questo cognome già dal 1500, presso l'Archivio di Stato di Cagliari si trova un atto relativo all’acquisto di una campana, rogato dal notaio Gerolamo Serpi: il 30 giugno 1598, il fonditore Broto, abitante a Cagliari nel quartiere di Lapola, si  impegna con Francesco Pinna, procuratore "della parrocchiale di San Vincenzo" di Siris, a fondere una campana del peso do 70 libbre: "...Francisco Pinna de Siris procurador de la parrochial de Sant Vincent...".
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
il vocabolo italiano penna, deriva dal latino pinna. In sardo pinna de pudda sono le penne di gallina; ispinniai significa spennare; cuccuru spinniau (calvo); sa pinna de sa domu (la parete o il muro della casa); pinne(t)ta  è la capanna tipica degli antichi pastori sardi, con pianta circolare o anche quadrata; costruita con muri in pietra generalmente senza malta sino ad altezza d’uomo e coperta con frasche, con sopra uno spesso strato di argilla. In siciliano la pinnata è la tettoia delle stalle. Pinna po iscrì(ri) è la penna per scrivere. Nell’oristanese sa pinna è anche il membro virile. È un cognome comune a tutta la Sardegna e presente in 267 Comuni su 377. Il cognome Pinna è presente in quasi tutte le carte antiche della Sardegna: sono ben 42 tra i firmatari della Pace di Eleonora del 1388 *LPDE, dei quali citiamo Pinna Joanne, majore ville Fodorachi (* Fodorachi…distrutto: villaggio del Meylogu. Contrate de Ardar et Meylogu); Pinna Margiano, majore ville de Sancto Gavino (San Gavino Monreale). Nel Condaghe di San Nicola di Trullas ( *CSNT XII° sec.) figura un certo Pinna Comita (202) teste in una vendita di vigna in Mularia o Molaria (termine che deriva da pietra molaria o pietra vulcanica usata per la fabbricazione di mole), l’attuale Mulargia, frazione di Bortigàli. Nel Condaghe di S. Pietro di Silki *CSPS  figurano 4 Pinna, tra cui Pinna Dorgotori in Canache, armentario de scu. Petru, teste in una spartizione di servi (parthizione de servis, 17°), e Pinna Susanna, priorissa de Scu. Petru de Silki,14°. Nel Condaghe di S.Maria di Bonarcado (*CSMB XII° sec.) sono presenti 7 Pinna, tra i quali citiamo: Basili Pinna (202), teste in una donazione, sostituto o delegato (binarius) del Giudice, e Pinna Buiakesu, curatore (funzionario regio) de Sedilo(24). È opportuno ricordare che, nelle carte antiche il cognome Pinna veniva spesso riportato nei registi anagrafici con Penna; infatti nel *LPDE oltre ai tanti Pinna figurano, tra i firmatari, ben 87 Penna, dei quali citiamo: Penna Joanne, majore (sindaco) ville de Ala (Alà dei Sardi – Contrate Montis Acuti); Penna Joanne, majore ville Palmas… Majore (Palmas Arborea – Contrate Campitani Simagis); Penna Laurencio, majore ville Aricu (odierno Aritzo – Barbagia di Belvì o Mandrolisay); Penna Nicolao, majore ville Nuracogoma (Noracugume – Curatorìa de Marghine de Gocìano); Penna Petro, major ville de Usulufe;  (villaggio distrutto – Contrate Montis Acuti); Penna Petro, majore ville Doliana (d’Oliana, l’attuale Oliena);  Penna Torbino, majore ville Lecy (odierno Lei – Curatorìa de Marghine de Gocìano). Nella storia della Sardegna ricordiamo Pinna Pietro di Pozzomaggiore (1891-1966): pluridecorato nella 1^ Guerra Mondiale; generale di brigata aerea, durante la 2^ Guerra Mondiale; Alto Commissario della Sardegna (dal 1944 al 1949); durante tale incarico si impegnò con tutte le sue forze per risollevare le sorti della Sardegna e nella lotta alla malaria.
PINOLI Rarissimo, probabilmente originario del comasco, dovrebbe derivare dall'aferesi di nomi come Giuseppino, Iacopino ecc.
PINONI Estremamente raro, probabilmente di origine cremonese, dovrebbe derivare dall'aferesi di nomi come Giuseppino, Iacopino ecc.
PINTACORONA Rarissimo, forse dell'agrigentino, dovrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo tardo latino pinctus (dipinto), e starebbe ad indicare quelli della corona dipinta.
PINTAUDI
PINTAUTI
Pintaudi è un cognome tipico del messinese, in particolare di Sant`Angelo di Brolo, Brolo, Acquedolci, Piraino e Messina, Pintauti, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, potrebbero derivare da una modificazione del cognomen latino Pinta, ma molto più probabilmente derivano da soprannomi originati da termini medioevali di origine spagnola come pintardo (maldipinto) o nomi di località, stanti ad indicare la provenienza da zone scoscese, come ad esempio i francesi Pendaries o Pendarios.
PINTI
PINTO
PINTUCCI
Pinti è diffuso nella fascia che comprende Abruzzo e Lazio, soprattutto a Roma e nel teatino a Schiavi di Abruzzo e Chieti, Pinto è molto diffuso in tutto il sud peninsulare, Pintucci ha un ceppo a Firenze e nel fiorentino, uno a Recanati (MC) , uno a Roma ed uno a Bari, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da soprannomi originati dalla tinta scura della carnagione, dal latino pinctus (tinto, colorito), ma in molti casi sono di origine iberica e, in alcuni, ebraico portoghese.
PINTIMALLI
PINTOMALLI
Pintimalli, decisamente calabrese, soprattutto del reggino, è assolutamente rarissimo, Pintomalli, persino più raro, è sempre del reggino, derivano entrambi dda un soprannome originato dal termine greco pente-mallos (riccio di capelli), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Gioia Tauro almeno dal 1700.
PINTOMARRO Assolutamente rarissimo.
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Cognome estremamente raro, dovrebbe essere originario del foggiano e derivare da soprannomi legati ai vocaboli pinto (scuro) e marro che starebbe ad indicare il mestiere dell'agricoltore, marraiolo (bracciante agricolo). Questa cognomizzazione la troviamo a Cerignola (FG) fin dal 1800.
PINTON Specifico del padovano, deriva da un soprannome legato al vocabolo tardo latino pinctus (dipinto). 
PINTUS Pintus è specifico della Sardegna, diffuso al sud, al nord e sul lato occidentale dell'isola.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
Per il cognome Pintus ci si deve richiamare ai termini: Pintu in sardo significa dipinto, da pintai (dipingere). Nel tardo latino abbiamo pinctare. Pintu significa anche screziato, picchiettato; su sturru pintu è lo stornello; lintu e pintu significa uguale, identico. Sa pinta è la fisionomia; sa pinta de su tiau(lu) è la figura del diavolo. Portat sa pinta de su babbu significa è identico al padre. Il cognome è presente nelle carte antiche. Tra i firmatari della Pace di Eleonora (*LPDE 1388) vi sono 5 Pintus:  Pintus Francisco, ville Ecclesiarum( Villa di Chiesa – Iglesias); Pintus Guantino, ville Ecclesiarum; Pintus Juliano, ville Ecclesiarum; Pintus Petro, ville Ecclesiarum; Pintus Xpoforo, ville Montis Leonis(Monteleone Roccadoria – Caputabas). Nel Condaghe di S. Nicola di Trullas (*CSNT XI° _XII° sec.), sono citati due Pintu: Gosantine (85), teste in una donazione di terra; Pintu Janne (134), in una permuta di terra: (ego  Maria de Serra…tramutai cun Janne Pintu terra pro terra…). Nella storia della Sardegna ricordiamo Pintus Cesare (Cagliari 1901 – 1948), antifascista del Movimento di Giustizia e Libertà. Poco dopo la Laurea in Giurisprudenza, nel 1930, fu arrestato con l’accusa di cospirazione contro il Fascismo. Condannato a 10 anni di reclusione, ne scontò 6, perché affetto da una grave forma di tubercolosi. Rientrò a Cagliari, dove subì un’operazione, che lo portò alla riabilitazione, ma mai completa. Sino alla fine del Fascismo fu tenuto sotto rigida sorveglianza e, per la condanna subita, fu estromesso dall’albo degli avvocati! Dopo la Liberazione si occupò della Stampa Sarda e resse il Comune di Cagliari sino alla nomina del primo sindaco del dopoguerra. Ricordiamo inoltre Pintus Sebastiano, sacerdote di Iglesias (1876 – 1909), studioso di Teologia e autore di uno studio sulle Diocesi Sarde, ancora oggi valido. Purtroppo morì ancora giovane all’età di soli 33 anni. Attualmente il cognome Pintus è presente in 171 su 377 Comuni dell’isola, omogeneamente distribuiti nel territorio. Nel territorio nazionale è presente in 474 Comuni. Nel Continente la maggiore frequenza si registra nel centro nord. In USA lo troviamo in 12 Stati, per lo più della costa occidentale, a parte la California, con un solo nucleo familiare.
PINZA Cognome tipico di Ravenna, dovrebbe derivare da un soprannome, ma è anche possibile una derivazione dal nome medioevale Pintius, tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Bagnoregio (VT) agli inizi del 1600 con il notaio Plinio Pinza.
PINZANI Decisamente specifico della provincia fiorentina, dovrebbe derivare dal nome di località Pinzano, un sobborgo di Firenze, è pure possibile che la derivazione possa addiritura risalire al nomen latino Plantius che si suppone all'origine del toponimo stesso.
PINZANO Decisamente specifico friulano, dovrebbe derivare dal toponimo Pinzano al Tagliamento (PN), tracce di questa cognomizzazione si trovano nel 1150 con un certo Ermanno dei Pinzano che erige il locale Castello.
PINZAUTI Pinzauti è tipico di Firenze e del fiorentino, di Pontassieve, Bagno a Ripoli, Scandicci ed Impruneta, potrebbe derivare da una modificazione dei cognomi francesi Pinchard, Pinchart, Pinchaud, Pinsard, Pinsart o Pinzard.
PINZONE
PINZONI
Sono entrambi molto rari, Pinzone sembra specifico della Sicilia orientale, Pinzoni ha un ceppo veneto ed uno bresciano, Pinzon e assolutamente veneziano, dovrebbe essere di origini spagnole, ricordiamo a titolo di esempio il compagno di Cristoforo Colombo Martín Alonso Pinzón comandante della Pinta, nel suo viaggio alla scoperta delle Indie occidentali, traccia di questa cognomizzazione la troviamo a Venezia nel 1600 con il padre carmelitano Bonaventura Pinzoni.
PIOLETTI
PIOLINI
Pioletti, molto molto raro, è tipico dell'alta provincia di Verbania, Piolini è estremamente raro e sembra anch'esso originario dell'alta provincia di Verbania, potrebbero derivare dal nome medioevale francese Pioline o dall'occitano Piolet.
PIOLI Pioli è abbastanza raro, e si trova a macchia di leopardo nella fascia che dalla Liguria ed Emilia va al Lazio, Umbria e Marche, potrebbe derivare dall'aferesi di un nome derivato dal cognomen latino Caepio.
PIOLTELLI Specifico del milanese, deriva dal toponimo Pioltello (MI).
PIOMBI
PIOMBO
Piombi, molto molto raro, ha un ceppo emiliano nel bolognese appenninico ed uno a Ronciglione nel viterbese, Piombo, molto meno raro, ha un ceppo ligure nell'imperiese, savonese e, soprattutto, genovese, un ceppo nel rovigoto, uno nel palermitano ed uno nel nisseno, potrebbero derivare da soprannomi originati dal mestiere di estrattore o fonditore di piombo svolto dai capostipiti, o anche dal fatto di utilizzare quel metallo per tubature o per la pesca.
PIONA Tipicamente lombardo è assolutamente rarissimo, dovrebbe derivare dall'essere stato il capostipite un contadino sottoposto al priorato cluniacense di Piona sulla sponda lecchese del lago di Como o un suo membro.
PIORA Assolutamente rarissimo, dovrebbe derivare dal nome della Val Piora (TI) in Svizzera. 
PIOVAN
PIOVANELLI
PIOVANI
PIOVANO
Piovan è tipico veneto, del padovano in particolare, Piovanelli ha un ceppo nel bresciano ed uno nel fiorentino, Piovani sembrerebbe lombardo, del bresciano in particolare, mentre Piovano è molto diffuso nel Piemonte centrooccidentale, dovrebbero indicare una provenienza da una pieve o unità locale ecclesiastica, ma, più probabilmente, dalla famiglia di un prete responsabile della Pieve, indicato in antico come Piovano, come si evince da questo testamento veneziano del 1547: "...siano dispensati ducati vinti per lanima mia tra li poveri vergognosi de questa contra de Sancto moyse tamen con lo intervento dil piovano o vero di altro che sia della pre dicta chiesia: per lanima mia..."ma è pure possibile una derivazione dall'etnico del toponimo Piove di Sacco (PD). o di Piovà Massaia o di Piovani (CN).
PIOVESAN Tipico veneto, del trevisano in particolare, dovrebbe derivare dal termine dialettale piovesan (della pieve o unità locale ecclesiastica), ma è pure possibile una derivazione dal toponimo Piovesano nell'attuale Slovenia.
PIPERIS Cognome tipico pugliese, di Bitonto in particolare, ha un ceppo anche a Crotone in Calabria, potrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo latino piper/piperis (pepe) e riferirsi quindi al mestiere di produttore di pepe, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel Codice diplomatico normanno di Aversa nel 1266: "...Mattheus de S. Laurentio iuravit et interrogatus dixit idem per omnia quod primum et addidit quod Petrus Sabbatinus, ... , Petrus Piperis, Albericus Piperis, Marcus Piperis, Stephanus Splenia, Benedictus ... sunt homines et vassalli monasterii nominati in causa scientie dixit quod ipse testis vidit predictos cogi in curia monasterii supradicti, et ipse etiam cogit ..."
PIPERNO Sembra avere due ceppi, uno nel Lazio ed uno in provincia di Vibo Valentia, deriva dal cognomen latino Pipernus, originato dal nome della città volscia Pipernum a sud di Roma, di cui si ha memoria ad esempio nel 1100: "...et baro capite truncatus est, uxorque illius et filii expositi, quia interfecerant apud Pipernum Crescentium comitem domni papae.."potrebbe anche discendere da un soprannome legato al vocabolo piperno, sorta di tufo (pietra di origine vulcanica).  Tracce di questa cognomizzazione le troviamo con il frate Dominico Iohannis de Piperno nel 1300 e a Benevento nel 1600 con il noto medico e scrittore Pietro Piperno.
PIPIA
PIPPIA
Pipia ha ceppi sardi a Sassari e Cagliari e siciliani a Palermo ed Agrigento, il ceppo sardo potrebbe derivare dal termine sardo pipia (piccola, pupa) così come Pippia che è invece molto più diffuso in tutta la Sardegna, il ceppo siciliano ha probabilmente origini analoghe anche se potrebbe invece derivare dal nome longobardo Pipia.
PIPINI
PIPINO
Pipini è rarissimo, sembrerebbe del frusinate, Pipino è presente a macchia di leopardo al sud peninsulare, con ceppi probabilmente secondari nel torinese e nel genovese, derivano dal nome franco Pipinus ricordiamo che questo era il nome del padre di Carlomagno: "...Ad hunc vero predictum regem Pipinus suum parvulum filium nomine Karolum direxit, ut ei iuxta more ex capibillis totoderet et fieret ei pater spiritualis...".
PIPOLI
PIPOLO
PIPPOLI
PIPPOLO
Pipoli è tipicamente pugliese, ha un ceppo importante a Foggia e nel barese a Monopoli e Putignano, Pipolo invece è campano di Napoli, con presenze significative anche a Giugliano in Campania, sempre nel napoletano, ed a Laurino, Salerno, Piaggine ed Albanella nel salernitano, Pippoli e Pippolo, quasi unici, dovrebbero essere forme alterate dei precedenti, dovrebbero derivare da soprannomi, in lingua greca, stanti ad indicare nel capostipite la caratteristica di non avere caratteristiche, ne vediamo l'uso in Plauto: ".. Consimile his, quod legitur apud eundem Plautum, citante Festo: Non ego istud verbum empsitem titivillitio. Nam hoc verbo Latinos nihili rem significare solitos, quemadmodum et Graeci dicunt, pipolo. ..", ma è pure possibile invece che derivino da forme ipocoristiche di modificazioni familiari dell'aferesi del nome Filippo, prima Pippo e poi Pippolo o Pipolo.
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