PIN
PINA
PINALLI
PINELLA
PINELLI
PINELLO
PINI
PINO |
Pin è molto diffuso nel travigiano e nella vicina provincia di Pordenone,
con un ceppo anche a Gorizia, Pina è decisamente lombardo, di Canzo,
Eupilio, Asso, Erba, Pusiano e Como nel comasco, di Albino nel bergamasco
e di Pisogne e Pian Camuno nel bresciano, Pinalli, molto molto raro, è
tipico della Lombardia settentrionale, di Berbenno di Valtellina in particolare,
Pinella, assolutamente rarissimo, è dell'alto agrigentino, Pinelli
è diffuso in Lombardia, Emilia, Liguria ed alta Toscana, ha un ceppo
tra le province di Isernia, Caserta e Napoli ed uno tra palermitano ed
agrigentino, Pinello è specifico del palermitano, Pini è
molto diffuso in Lombardia, Emilia e Toscana, Pino, tipico meridionale,
della Sicilia, Calabria, Salento e napoletano, derivano da modificazioni
dell'aferesi di forme ipocoristiche di nomi come Iacopo,
Filippo, Giuseppe.
Traccia di questo cognome la si trova ad esempio nel 1400 in Emilia; in
un atto redatto a Cento (BO) nel 1404 si legge: "...praedicti
praesentibus Petro quondam Ghirardi de Ghixignolis de Bergamo habitatore
dicti Castri, Romanello quondam Gandulfi de Placentia, Antonio quondam
Bertolomei de Bolsena, et Marco quondam Pini
de Parma omnibus habitatoribus dicti Castri
testibus ad predicta vocatis, et rogatis...."; in Valtellina troviamo
questo cognome ad esempio nel 1600 fra le famiglie timorate di Dio in rappresentanza
di una Confraternita di Carità.
integrazioni fornite da Giacomo
Ganza / Villa di Tirano (SO)
PINI è uno dei cognomi tipici di Grosio (SO), però secondo
lo studioso Gabriele Antonioli (uno degli archivisti più esperti
della provincia di Sondrio) la lontana origine sarebbe comasca. |
| PINARD
|
Pinard, assolutamente rarissimo è piemontese, dovrebbe essere di
origini francesi e derivare dal cognome francese Pinard,
a sua volta derivato da un soprannome, o da nomi di località contenenti
la radice francese pin (albero
di pino), forse indicanti la presenza di una pineta o di un
particolare albero di pino nel luogo d'origine del capostipite. |
| PINARDI
|
Pinardi ha un ceppo nella zona che comprende il bresciano, il cremonese,
il mantovano ed il parmense, un ceppo nel bolognese ed uno tra viterbese,
reatino e romano, il suffisso -ardi
potrebbe essere semplicemente un indicatore di appartenenza
e riferirsi quindi ai discendenti di un Pino
(ipocoristico aferetico di Giuseppe) o di una Pina, ma potrebbe anche derivare
dalla fusione del nome Pino con il
suffisso germanico hart (hard,
duro), ad indicare quindi il
forte Giuseppe o qualcosa di simile. |
| PINASCO
|
Pinasco è specifico del genovese, di Genova, Lavagna e Cogorno,
dovrebbe derivare dal nome della frazione Pinasco di Sant'Olcese nel genovese. |
| PINATO
|
Pinato è decisamente veneto, specifico del padovano, si dovrebbe
trattare di una caratteristica forma patronimica veneta, dove il suffisso
-ato sta per il
figlio di, riferito a capostipiti i cui padri si fossero chiamati
Pino, forma ipocoristica aferetica
del nome Giuseppe. |
PINAZZA
PINAZZI
PINAZZO
PINOTTI
PINOTTO
PINOZZI |
Pinazza è decisamente veneto, con un ceppo a Domegge di Cadore nel
bellunese ed uno a Portogruaro nel veneziano, Pinazzi ha un ceppo a Genova
ed uno a Parma ed a Colorno nel parmense, Pinazzo, molto raro, parrebbe
siciliano di Mazzarino nel nisseno, Pinotti sembra essere originario della
zona che comprende il reggiano, il modenese ed il mantovano, Pinotto e
Pinozzi sono praticamente unici, dovrebbero tutti derivare da forme dispregiative
di ipocoristici dell'aferesi di nomi come Giuseppe,
Iacopo, Lapo
o altri simili. |
PINCI
PINCIO |
Pinci, molto raro, è tipico romano, Pincio ha un ceppo specifico
di Cesena (FC) ed uno a Siracusa e Priolo Gargallo (SR), dovrebbero derivare
dal nomen latino Pincius, troviamo
un Pincius curatore di un proedium in Friuli che prendendo il suo nome
diventerà Pinzano al Tagliamento (PN), in alcuni casi potrebbe anche
derivare dalla località romana Pincio, tracce di questa cognominizzazione
le troviamo a Venezia alla fine del 1400 con un Philippus Pincius mantuanus
a Venezia autore tra l'altro di De vitis
Pontificum Tridentinorum. |
| PINEIDER
|
Pineider, molto molto raro, è tipico dell'Alto Adige, di Valdaora
in provincia di Bolzano in particolare, dovrebbe stare ad indicare che
il capostipite fosse originario della zona di Passo di Pinei sempre in
Alto Adige o del paese di Pinei nell'agordino nel bellunese. |
PINGUE
PINGUI |
Pingue è specifico di Guardia Sanframondi nel beneventano, Pingui
è praticamente unico e dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione
del precedente, che dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine
pingue (grasso). |
| PINIZZOTTO
|
Pinizzotto è decisamente del messinese, di Messina, Monforte San
Giorgio e Torregrotta, si dovrebbe trattare di forme ipocoristiche composite
aferetiche di nomi come Iacopo, Filippo
o, più probabilmente, Giuseppe. |
| PINNA
|
Specifico sardo, di origini antiche,
dovrebbe derivare da soprannomi legati al vocabolo dialettale pinna (penna).
Si hanno tracce di questo cognome già dal 1500, presso l'Archivio
di Stato di Cagliari si trova un atto relativo all'acquisto di una campana,
rogato dal notaio Gerolamo Serpi: il 30 giugno 1598, il fonditore Broto,
abitante a Cagliari nel quartiere di Lapola, si impegna con Francesco
Pinna, procuratore "della parrocchiale di San Vincenzo" di Siris, a fondere
una campana del peso do 70 libbre: "...Francisco
Pinna de Siris procurador de la parrochial de Sant Vincent...".
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
il vocabolo italiano penna, deriva dal latino pinna.
In sardo pinna de pudda sono le penne di gallina; ispinniai significa spennare;
cuccuru spinniau (calvo); sa pinna de sa domu (la parete o il muro della
casa); pinne(t)ta è la capanna tipica degli antichi pastori
sardi, con pianta circolare o anche quadrata; costruita con muri in pietra
generalmente senza malta sino ad altezza d'uomo e coperta con frasche,
con sopra uno spesso strato di argilla. In siciliano la pinnata è
la tettoia delle stalle. Pinna po iscrì(ri) è la penna per
scrivere. Nell'oristanese sa pinna
è anche il membro virile. È
un cognome comune a tutta la Sardegna e presente in 267 Comuni su 377.
Il cognome Pinna è presente in quasi tutte le carte antiche della
Sardegna: sono ben 42 tra i firmatari della Pace di Eleonora del 1388 *LPDE,
dei quali citiamo Pinna Joanne, majore ville Fodorachi (* Fodorachi.distrutto:
villaggio del Meylogu. Contrate de Ardar et Meylogu); Pinna Margiano, majore
ville de Sancto Gavino (San Gavino Monreale). Nel Condaghe di San Nicola
di Trullas ( *CSNT XII° sec.) figura un certo Pinna Comita (202) teste
in una vendita di vigna in Mularia o Molaria (termine che deriva da pietra
molaria o pietra vulcanica usata per la fabbricazione di mole), l'attuale
Mulargia, frazione di Bortigàli. Nel Condaghe di S. Pietro di Silki
*CSPS figurano 4 Pinna, tra cui Pinna Dorgotori in Canache, armentario
de scu. Petru, teste in una spartizione di servi (parthizione de servis,
17°), e Pinna Susanna, priorissa de Scu. Petru de Silki,14°. Nel
Condaghe di S.Maria di Bonarcado (*CSMB XII° sec.) sono presenti 7
Pinna, tra i quali citiamo: Basili Pinna (202), teste in una donazione,
sostituto o delegato (binarius) del Giudice, e Pinna Buiakesu, curatore
(funzionario regio) de Sedilo(24). È opportuno ricordare che, nelle
carte antiche il cognome Pinna veniva spesso riportato nei registi anagrafici
con Penna; infatti nel *LPDE oltre ai tanti Pinna figurano, tra i firmatari,
ben 87 Penna, dei quali citiamo: Penna Joanne, majore (sindaco) ville de
Ala (Alà dei Sardi - Contrate Montis Acuti); Penna Joanne, majore
ville Palmas. Majore (Palmas Arborea - Contrate Campitani Simagis); Penna
Laurencio, majore ville Aricu (odierno Aritzo - Barbagia di Belvì
o Mandrolisay); Penna Nicolao, majore ville Nuracogoma (Noracugume - Curatorìa
de Marghine de Gocìano); Penna Petro, major ville de Usulufe;
(villaggio distrutto - Contrate Montis Acuti); Penna Petro, majore ville
Doliana (d'Oliana, l'attuale Oliena); Penna Torbino, majore ville
Lecy (odierno Lei - Curatorìa de Marghine de Gocìano). Nella
storia della Sardegna ricordiamo Pinna Pietro di Pozzomaggiore (1891-1966):
pluridecorato nella 1^ Guerra Mondiale; generale di brigata aerea, durante
la 2^ Guerra Mondiale; Alto Commissario della Sardegna (dal 1944 al 1949);
durante tale incarico si impegnò con tutte le sue forze per risollevare
le sorti della Sardegna e nella lotta alla malaria. |
| PINOLI
|
Rarissimo, probabilmente originario
del comasco, dovrebbe derivare dall'aferesi di nomi come Giuseppino, Iacopino
ecc. |
| PINONI
|
Estremamente raro, probabilmente
di origine cremonese, dovrebbe derivare dall'aferesi di nomi come Giuseppino,
Iacopino ecc. |
| PINTACORONA
|
Rarissimo, forse dell'agrigentino,
dovrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo tardo latino pinctus
(dipinto), e starebbe ad indicare quelli della corona dipinta. |
PINTALDI
PINTAUDI
PINTAUTI |
Pintaldi è siciliano, di Noto e Siracusa nel siracusano, di Palermo
e di Catania, Pintaudi è un cognome tipico del messinese, in particolare
di Sant`Angelo di Brolo, Brolo, Acquedolci, Piraino e Messina, Pintauti,
praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione
del precedente, potrebbero derivare da una modificazione del cognomen latino
Pinta, ma molto più probabilmente
derivano da soprannomi originati da termini medioevali di origine spagnola
come pintardo (maldipinto)
o, meno probabilmente, da nomi di località, stanti ad indicare la
provenienza da zone scoscese, come ad esempio i francesi Pendaries o Pendarios. |
PINTI
PINTO
PINTUCCI |
Pinti è diffuso nella fascia che comprende Abruzzo e Lazio, soprattutto
a Roma e nel teatino a Schiavi di Abruzzo e Chieti, Pinto è molto
diffuso in tutto il sud peninsulare, Pintucci ha un ceppo a Firenze e nel fiorentino, uno a Recanati (MC) ,
uno a Roma ed uno a Bari, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici,
da soprannomi originati dalla tinta scura della carnagione, dal latino pinctus (tinto,
colorito), ma in
molti casi sono di origine iberica e, in alcuni, ebraico portoghese. |
| PINTOMARRO
|
Assolutamente rarissimo.
integrazioni fornite da Giacomo Ganza
/ Villa di Tirano (SO)
Cognome estremamente raro, dovrebbe essere originario del foggiano
e derivare da soprannomi legati ai vocaboli pinto (scuro) e marro che starebbe
ad indicare il mestiere dell'agricoltore, marraiolo (bracciante agricolo).
Questa cognominizzazione la troviamo a Cerignola (FG) fin dal 1800. |
| PINTON
|
Specifico del padovano, deriva
da un soprannome legato al vocabolo tardo latino pinctus (dipinto). |
| PINTOR
|
Pintor, abbastanza raro, è tipicamente sardo, di Cagliari e Capoterra
nel cagliaritano, di Nuoro e di Alghero nel sassarese, è un cognome
di origine spagnola, derivato dal vocabolo catalano pintor
(pittore), ed è proprio di alcune
famiglie nobiliari di origine spagnola. |
PINTORE
PINTORI |
Pintore decisamente sardo, è tipico di Sassari e del sassarese,
di Bonorva, Porto Torres ed Alghero, con ceppi anche a Iglesias e Domusnovas
nell'iglesiente, a Cagliari, a Nuoro, ed a Bosa nell'oristanese, presenta
un piccolo ceppo anche a Napoli, Pintori è anch'esso tipicamente
sardo, con un grosso ceppo a Nuoro, ma con presenze significative anche
a Cagliari, Sassari, e Tuili e Segariu nel Medio Campidano, dovrebbe derivare
dal termine sardo pintore (pittore),
termine derivato dal termine catalano pintor,
con il medesimo significato. |
| PINTUS
|
Pintus è specifico della Sardegna,
diffuso al sud, al nord e sul lato occidentale dell'isola.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
Per il cognome Pintus ci si deve richiamare ai termini: Pintu
in sardo significa dipinto, da pintai
(dipingere). Nel tardo latino abbiamo
pinctare. Pintu significa anche screziato,
picchiettato; su sturru pintu
è lo stornello; lintu
e pintu significa uguale, identico.
Sa pinta è la
fisionomia; sa pinta de su tiau(lu)
è la figura del diavolo. Portat
sa pinta de su babbu significa è
identico al padre. Il cognome è presente nelle carte
antiche. Tra i firmatari della Pace di Eleonora (*LPDE 1388) vi sono 5
Pintus: Pintus Francisco, ville Ecclesiarum( Villa di Chiesa - Iglesias);
Pintus Guantino, ville Ecclesiarum; Pintus Juliano, ville Ecclesiarum;
Pintus Petro, ville Ecclesiarum; Pintus Xpoforo, ville Montis Leonis(Monteleone
Roccadoria - Caputabas). Nel Condaghe di S. Nicola di Trullas (*CSNT XI°
_XII° sec.), sono citati due Pintu: Gosantine (85), teste in una donazione
di terra; Pintu Janne (134), in una permuta di terra: (ego
Maria de Serra.tramutai cun Janne Pintu terra pro terra.). Nella
storia della Sardegna ricordiamo Pintus Cesare (Cagliari 1901 - 1948),
antifascista del Movimento di Giustizia e Libertà. Poco dopo la
Laurea in Giurisprudenza, nel 1930, fu arrestato con l'accusa di cospirazione
contro il Fascismo. Condannato a 10 anni di reclusione, ne scontò
6, perché affetto da una grave forma di tubercolosi. Rientrò
a Cagliari, dove subì un'operazione, che lo portò alla riabilitazione,
ma mai completa. Sino alla fine del Fascismo fu tenuto sotto rigida sorveglianza
e, per la condanna subita, fu estromesso dall'albo degli avvocati! Dopo
la Liberazione si occupò della Stampa Sarda e resse il Comune di
Cagliari sino alla nomina del primo sindaco del dopoguerra. Ricordiamo
inoltre Pintus Sebastiano, sacerdote di Iglesias (1876 - 1909), studioso
di Teologia e autore di uno studio sulle Diocesi Sarde, ancora oggi valido.
Purtroppo morì ancora giovane all'età di soli 33 anni. Attualmente
il cognome Pintus è presente in 171 su 377 Comuni dell'isola, omogeneamente
distribuiti nel territorio. Nel territorio nazionale è presente
in 474 Comuni. Nel Continente la maggiore frequenza si registra nel centro
nord. In USA lo troviamo in 12 Stati, per lo più della costa occidentale,
a parte la California, con un solo nucleo familiare. |
| PINZA
|
Cognome tipico di Ravenna, dovrebbe derivare da un soprannome, ma è
anche possibile una derivazione dal nome medioevale Pintius, tracce di
questa cognominizzazione le troviamo a Bagnoregio (VT) agli inizi del 1600
con il notaio Plinio Pinza. |
| PINZANI
|
Decisamente specifico della provincia fiorentina, dovrebbe derivare dal
nome di località Pinzano, un sobborgo di Firenze, è pure
possibile che la derivazione possa addiritura risalire al nomen latino
Plantius che si suppone all'origine del toponimo stesso. |
| PINZANO
|
Decisamente specifico friulano, dovrebbe derivare dal toponimo Pinzano
al Tagliamento (PN), tracce di questa cognominizzazione si trovano nel 1150
con un certo Ermanno dei Pinzano che erige il locale Castello. |
| PINZAUTI
|
Pinzauti è tipico di Firenze e del fiorentino, di Pontassieve, Bagno
a Ripoli, Scandicci ed Impruneta, potrebbe derivare da una modificazione
dei cognomi francesi Pinchard, Pinchart, Pinchaud, Pinsard, Pinsart o Pinzard. |
PINZON
PINZONE
PINZONI |
Sono entrambi molto rari, Pinzone sembra specifico della Sicilia orientale,
Pinzoni ha un ceppo veneto ed uno bresciano, Pinzon e assolutamente veneziano,
dovrebbe essere di origini spagnole, e derivare dal nome e cognome spagnolo Pinzon, ricordiamo a titolo di esempio il
compagno di Cristoforo Colombo Martín Alonso Pinzón comandante
della Pinta, nel suo viaggio alla scoperta delle Indie occidentali, traccia
di questa cognominizzazione la troviamo a Venezia nel 1600 con il padre carmelitano
Bonaventura Pinzoni.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Pinzone è cognome siciliano che viene dal termine dialettale
'pinsuni' = fringuello.
Rohlfs 149. |
| PIOLETTI
|
Pioletti, molto molto raro, è tipico dell'alta provincia di Verbania, potrebbe derivare da una forma ipocoristica del nome medioevale francese
Pioline o dal nome occitano Piolet. |
PIOLA
PIOLI
PIOLINI
PIOLINO
PIOLO |
Piola è tipicamente settentrionale, con un ceppo piemontese a Torino,
Carignano, Carmagnola e Nichelino nel torinese, ad Invorio nel novarese,
a Villafalletto nel cuneese ed a Montecrestese nel verbanese, un ceppo
a Milano ed a Porto Mantovano nel mantovano, un ceppo nel rovigoto a Stienta,
Costa di Rovigo, Lendinara e Rovigo, Pioli è diffuso in Liguria
a Genova ed a La Spezia, in Emilia, a Parma e Corniglio nel parmense, a
Reggio Emilia, Bibbiano, Montecchio Emilia e Cavriago nel reggiano, in
Toscana, a Castiglione di Garfagnana, Castelnuovo di Garfagnana e Lucca
nel lucchese, a Buti e Pisa nel pisano ed a Cecina nel livornese, nelle
Marche a Sanseverino Marche nel maceratese, in Umbria, a Trevi e Foligno
nel perugino ed a Narni nel ternano, ed a Roma, Piolini e Piolino, estremamente
rari, sembrerebbero originari del verbanese, Piolo ha qualche presenza
nel bellunese, nel maceratese ed a Roma, potrebbero derivare, direttamente
o tramite ipocoristici, dal nome Piolus,
Piola forme ipocoristiche del nome Pius,
Pia, ma è molto probabile anche una derivazione da nomi
di paesi come Piola nel novarese o Piolo nel reggiano. |
| PIOLTELLI
|
Specifico del milanese, deriva dal toponimo Pioltello (MI). |
PIOMBI
PIOMBO |
Piombi, molto molto raro, ha un ceppo emiliano nel bolognese appenninico
ed uno a Ronciglione nel viterbese, Piombo, molto meno raro, ha un ceppo
ligure nell'imperiese, savonese e, soprattutto, genovese, un ceppo nel
rovigoto, uno nel palermitano ed uno nel nisseno, potrebbero derivare da
soprannomi originati dal mestiere di estrattore o fonditore di piombo svolto
dai capostipiti, o anche dal fatto di utilizzare quel metallo per tubature
o per la pesca. |
| PIONA
|
Tipicamente lombardo è assolutamente rarissimo, dovrebbe derivare
dall'essere stato il capostipite un contadino sottoposto al priorato cluniacense
di Piona sulla sponda lecchese del lago di Como o un suo membro. |
| PIORA
|
Assolutamente rarissimo, dovrebbe
derivare dal nome della Val Piora (TI) in Svizzera. |
PIOVAN
PIOVANELLI
PIOVANI
PIOVANO |
Piovan è tipico veneto, del padovano in particolare, Piovanelli
ha un ceppo nel bresciano ed uno nel fiorentino, Piovani sembrerebbe lombardo,
del bresciano in particolare, mentre Piovano è molto diffuso nel
Piemonte centrooccidentale, dovrebbero indicare una provenienza da una
pieve o unità locale ecclesiastica, ma, più probabilmente,
dalla famiglia di un prete responsabile della Pieve, indicato in antico
come Piovano, come si evince da questo
testamento veneziano del 1547:
"...siano dispensati ducati vinti per lanima mia
tra li poveri vergognosi de questa contra de Sancto moyse tamen con lo
intervento dil piovano
o vero di altro che sia della pre dicta chiesia: per lanima mia..."ma
è pure possibile una derivazione dall'etnico del toponimo Piove
di Sacco (PD). o di Piovà Massaia o di Piovani (CN). |
| PIOVESAN
|
Tipico veneto, del trevisano in particolare, dovrebbe derivare dal termine
dialettale piovesan (della pieve o unità locale ecclesiastica),
ma è pure possibile una derivazione dal toponimo Piovesano nell'attuale
Slovenia.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Piovesan cognome soprattutto trevigiano, etnico = 'di Piove di Sacco
(PD). |
| PIPERIS
|
Cognome tipico pugliese, di Bitonto in particolare, ha un ceppo anche a
Crotone in Calabria, potrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo
latino piper/piperis (pepe)
e riferirsi quindi al mestiere di produttore di pepe, tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo nel Codice diplomatico
normanno di Aversa nel 1266: "...Mattheus
de S. Laurentio iuravit et interrogatus dixit idem per omnia quod primum
et addidit quod Petrus Sabbatinus, ... , Petrus
Piperis, Albericus Piperis, Marcus Piperis,
Stephanus Splenia, Benedictus ... sunt homines et vassalli monasterii nominati
in causa scientie dixit quod ipse testis vidit predictos cogi in curia
monasterii supradicti, et ipse etiam cogit ..." |
| PIPERNO
|
Sembra avere due ceppi, uno nel Lazio ed uno in provincia di Vibo Valentia,
deriva dal cognomen latino Pipernus, originato dal nome della città
volscia Pipernum a sud di Roma, di cui si ha memoria ad esempio nel 1100:
"...et baro capite truncatus est, uxorque illius
et filii expositi, quia interfecerant apud Pipernum Crescentium comitem
domni papae.."potrebbe anche discendere da un soprannome legato
al vocabolo piperno, sorta di tufo (pietra di origine vulcanica).
Tracce di questa cognominizzazione le troviamo con il frate Dominico Iohannis
de Piperno nel 1300 e a Benevento nel 1600 con il noto medico e scrittore
Pietro Piperno.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Piperno: i nuclei maggiori di questo cognome si registrano oggi nelle
province di Roma e di Vibo Valentia. È un toponimo e corrisponde
al precedente nome di Priverno (LT). E' un cognome israelitico. |
PIPIA
PIPPIA |
Pipia ha ceppi sardi a Sassari e Cagliari e siciliani a Palermo ed Agrigento,
il ceppo sardo potrebbe derivare dal termine sardo pipia
(piccola, pupa) così come Pippia
che è invece molto più diffuso in tutta la Sardegna, il ceppo
siciliano ha probabilmente origini analoghe anche se potrebbe invece derivare
dal nome longobardo Pipia.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
PIPIA; PIPPIA: hanno etimologia e valore semantico identici. Derivano
dal latino pupa, nel significato di
bimba, fanciulla, o anche bambola.
Pup(p)ìa in logudorese, pip(p)ìa
in campidanese. Al maschile è pupus
e quindi dà pup(p)ìu
in log. pip(p)ìu in camp. Per
indicare la pupilla dell’occhio si
dice comunemente “sa pippìa de s’ogu”
in camp. e “sa puppìa de s’ocru
o de s’ogu” in centro e in log.
In sardo col termine pupa o puba si designa inoltre un oggetto o animale
o persona lontana o nella penombra, non ben distinguibile. “Appubai” quindi
ha il significato di scorgere, intravedere da lontano o nella penombra,
la “sagoma”di una cosa, un animale o una persona. Il cognome è senz’altro
antico, perché lo ritroviamo nei documenti medioevali della storia
della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388,
figura un certo Pipia Comita, ville Forru, * Forru; oggi Collinas. Partis
de Montibus. Attualmente il cognome Pipia è presente in 59 Comuni
italiani, di cui 14 in Sardegna: Cagliari 24, Sassari 23, Calasetta 7,
etc. Nel resto d’Italia registrano una certa presenza del cognome le province
di Palermo e di Agrigento. Il cognome Pippia è presente in 87 Comuni
italiani, di cui 35 in Sardegna: Oristano 68, Bonarcado 48, Sassari 47,
Seneghe 19, etc. Nella penisola è Genova, con 15 ad avere il numero
più alto. |
PIPINI
PIPINO |
Pipini è rarissimo, sembrerebbe del frusinate, Pipino è presente
a macchia di leopardo al sud peninsulare, con ceppi probabilmente secondari
nel torinese e nel genovese, derivano dal nome franco Pipinus
ricordiamo che questo era il nome del padre di Carlomagno: "...Ad
hunc vero predictum regem Pipinus
suum parvulum filium nomine Karolum direxit, ut ei iuxta more ex capibillis
totoderet et fieret ei pater spiritualis...". |
PIPITONE
PIPITONI |
Pipitone è decisamente siciliano, del trapanese, soprattutto di
Marsala, ma anche di Alcamo, Petrosino, Mazara del Vallo, Trapani, Castellammare
del Golfo, Erice, Salemi e Castelvetrano, e di Palermo in particolare,
e del palermitano, di Altofonte, Torretta e Misilmeri, Pipitoni, praticamente
unico, dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione del precedente,
potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine greco πίπτω
(pipto), che significa cadere,
tracce di questa cognominizzazione le troviamo in un atto di vendita del
1309 a Carini nel palermitano leggiamo: "...dua tenimenta
terrarum quorum unum dicitur casale Calidum et alterum Tirrasinum sita
in territoriis Carini et Chinnisi iuxta tenimenta terrarum Chinnisi qua
tenet heres domini Mattei Pipitoni
et secus tenimenta terrarum Carini et iuxta tenimentum terrarum quod dicitur
Munchilebi et secus nemus Partinici via publica mediante...", in
un atto del 1512 nel trapanese un tale Laurencius de Pipitone di Marsala
vende la sua produzione di arance e cannamele, nel 1600 un certo Sebastiano
Pipitone viene citato a Trapani come teste in un atto.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Pipitone è cognome siciliano, calabrese e napoletano. Viene
dalla voce dialettale siciliana 'pipituni'
= upupa. Rohlfs 149. |
PIPOLI
PIPOLO
PIPPOLI
PIPPOLO |
Pipoli è tipicamente pugliese, ha un ceppo importante a Foggia e
nel barese a Monopoli e Putignano, Pipolo invece è campano di Napoli,
con presenze significative anche a Giugliano in Campania, sempre nel napoletano,
ed a Laurino, Salerno, Piaggine ed Albanella nel salernitano, Pippoli e
Pippolo, quasi unici, dovrebbero essere forme alterate dei precedenti,
dovrebbero derivare da soprannomi, in lingua greca, stanti ad indicare
nel capostipite la caratteristica di non avere caratteristiche, ne vediamo
l'uso in Plauto: ".. Consimile his, quod legitur
apud eundem Plautum, citante Festo: Non ego istud verbum empsitem titivillitio.
Nam hoc verbo Latinos nihili rem significare solitos, quemadmodum et Graeci
dicunt, pipolo.
..", ma è pure possibile invece che derivino da forme ipocoristiche
di modificazioni familiari dell'aferesi del nome Filippo,
prima Pippo e poi Pippolo o Pipolo. |
PIPPA
PIPPI
PIPPO |
Pippa ha un ceppo nel veronese ed uno, molto piccolo, nell'area tra salernitano
e potentinoè tipicamente triestino, Pippi ha un ceppo nella fascia
centrale, in particolare nel lucchese e pistoiese, nel grossetano e nel
perugino, Pippo ha un piccolo ceppo nel basso pordenonese, uno a Genova
e nel savonese, ad Albenga e Savona, ed uno a Villanova del Battista nell'avellinese,
dovrebbero tutti derivare da una forma aferetica ed ipocoristica del nome
Filippo, o Filippa. |
| PIPPAN
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Pippan, molto molto raro, è tipicamente triestino, dovrebbe derivare
da una forma aferetica ed ipocoristica slovena del nome Filippo. |
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