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PISA Pisa ha più ceppi, nell'alessandrino, in Emilia, nel basso Lazio, nel napoletano, ed in Sicilia, derivano dal toponimo Pisa, pur essendo un nome di città non risulta nell'elenco delle famiglie safardite in Italia.
PISACRETA Pisacreta, abbastanza raro, è specifico dell'avellinese, di Santo Stefano del Sole, Santa Lucia di Serino, Volturara Irpina e di Scafati nel salernitano.
PISANA
PISANELLI
PISANELLO
PISANI
PISANO
PISANU
Pisana è tipico della Sicilia meridionale, del ragusano in particolare, di Modica, Scicli ed Ispica, ma ha ceppi anche nell'ennese a Piazza Armerina, nel nisseno a Riesi, a Pachino e Siracusa nel siracusano, Pisanelli ha un ceppo salentino, uno tra romano e latinense ed uno tra napoletano, casertano, beneventano e foggiano, Pisanello è decisamente salentino, di Sannicola, Gallipoli, Tuglie, Taviano, Melissano, Alezio, Parabita e Lecce, Pisani è panitaliano, Pisano è tipico del sud e della Sardegna, Pisanu è specifico della Sardegna, dove è diffusissimo, derivano tutti, direttamente o tramite ipocoristici, dall'etnico della città di Pisa. Tracce di questo cognome le troviamo a Riva del Garda (TN) in un atto del 1382: "... Liber bonorum immobilium ommnium civium terre Rippe factus sub magnifico domino Paulo Pisano, dignissimo provisore Rippe in MCCCLXXXII indictione XVa existentibus syndicis ser Joanne Antonio Thyla notario et ser Petro Moscardini...".
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
PISANA; PISANI; PISANO; PISANU: Pisani e Pisano sono cognomi diffusi in tutta Italia; Pisana è proprio delle province di Ragusa e Siracusa,  Pisanu è specifico della Sardegna, anche se lo ritroviamo in circa 100 Comuni della penisola, con maggior frequenza nel centro nord. Pisana, Pisani, Pisano e Pisanu significano provenienti da Pisa. La cosiddetta dominazione pisana in Sardegna (Di. Sto. Sa. di F. C. Casula), limitata al territorio della Sardegna meridionale e alla Gallura, durò in tutto 66 anni, dal 1258 al 1324: comprendeva ben 89 Comuni sardi, della Sardegna meridionale, tra i quali i più importanti erano: Cagliari, Domusnovas, Iglesias, Lanusei, Mandas, Sanluri, Senorbì, Tortolì, Villacidro, Villasor, etc. e 30 Comuni del centro nord dell’isola, tra cui i più importanti erano: Arzachena, Dorgali, Olbia. Oliena, Orosei, Palau, Santa Teresa, Siniscola, etc. Il Comune di Pisa incassava dai suoi possedimenti sardi 90 mila fiorini d’oro l’anno * : 70 mila dall’area Cagliaritana, 20 mila dall’area gallurese. Il cognome è copiosamente presente nelle carte antiche della lingua e della storia della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE, del 1388, figurano : Pisani Joanne – de Bosa, ** Bosa: omnibus civibus et habitatoribus civitatis Bose…nisipastores…congregatis intus Ecclesiam Beate Marie Virginis …die XV Januarii 1388; Pisano Barono, majore ville Masudas, * Masudas…odierno Masullas; Masuddas. Partis de Montibus; Pisano Franciscus – de Aristanni. *** Aristanni: elenco dei nomi dei firmatari della PETIZIONE. Omnes cives mercatores et habitatores dicte civitatis…nisi pastores bestiaminum et quorum dificulter demorari non poterant…congregati. Porta la data : die XIIII mensis Januarii M°. CCC°. LXXXVIII° et etc ; Pisano Joanne, jurato ville Layrru, * Layrru...odierno Laerru - Contrate de Anglona- Chiaramonte; Pisano Petro, jurato ville Chelemale, * Chelemale…odierno Cheremule. Contrate Caputabas; Pisano Petro, jurato ville Sarule, * Sarule…odierna Sarule. Curatorie Dore; Pisano Petro, ville Nuruci, * Nuruci...odierno Nureci (Laconi…Contrate Partis Alença); Pisano Salvatore, jurato ville Sarule; Pisanu – De Suergiu Petro, ville Ecclesiarum, *** Villa Ecclesiarum…odierno Iglesias. Et ego De Nelli Pelipaparius Ludovicus, civis et habitator terre et Ville Ecclesiarum…sindicus, procurator universitatis Ville Ecclesiarum…seu a Formenyino Joanne, capitano, camerlengo Ville Ecclesiarum di Sigerro. Omnibus habitatoribus dicte terre Ville Ecclesiarum, congregatis in Curia Magna…in posse Virde Andree, quondam Virde Joannis de Civitate Sasseri…nona die januarii 1388; Pisanu Antiocho, ville Selluri, *** Selluri – Sedduri – Seddori: odierno Sanluri. Et ego Capula Marcus …sindicus, actor et procurator ville Selluri…seu a Petro De Castay, locuntenente capitanei et Margiano Costa, locuntenente potestatis terre Selluri et omnibus habitatoribus dicte terre, congregatis. X die januarii 1388; Pisanu Baldo, ville Ecclesiarum; Pisanu Joanne, jurato ville Orani, * Orani...odierna Orani. Curatorie Dore; Pisanu Joanne, ville Illorai, * Illorai...villaggio attuale. Curatorie de Anella; Pisanu Joannes, ville Sasseri, *** Sasseri…Sassari. Et nos Pugioni Anthonius et De Lacon Salatinus, cives Sasseri, sindici, actores et procuratores…Marringoni Arsòcus potestas ac capitanus civitatis Sasseri. Omnes cives congregatis in civitate Sasseri, apud ecclesiam Sancte Caterine…presentibus Corda Jacobo, Magnispesa Francisco, De Mascara Francisco. In die XIII mensis Januarii MCCCLXXXVIII – 1388; Pisanu Laurencius, ville Sasseri; Pisanu Marchiono, ville Ecclesiarum; Pisanu Petro, ville Ecclesiarum. Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI, XIII secolo, sono citate 8 persone con tale cognome, tra le quali ricordiamo: Pisana Elena, al capitolo 29, in uno scambio di servi: Cambiarus custos serbos in pare cun donnu Iohanne, priore de Bauladu (lo scambio di servi è tra il monastero di Santa Maria e quello di Bauladu)…et Alene Pisana, ki est ankilla de sanctu Georgii intrea (interamente)et etc. Pisanu Petru, più volte citato(ai capp. 9, 28, 96, 120, 172, 216 – per lo più come testimone di liti – kertu - o di scambi di servitù – cambiarus-), mandatore de clesia ( rappresentante giudiziale della chiesa). Pisanu Petru, mandatore de rennu (incaricato delle ambasciate e delle citazioni regie), è citato  ai capitoli 28 e 120. al 120, come testimone in una donazione alla chiesa: Posit (ha donato) Goantine Mellone sa binia(la vigna) ad Sancta Maria de Bonarcadu…pro s’anima sua et issa ki appit de fundamentu et issa ki appit de comporu cun sa muiere Camerina(quella sua e quella comprata con la moglie Caterina) ad boluntade bona de pare( per volontà di tutti e due). Fra i testes c’è Pisanu Petru, mandatore de rennu. Al capitolo 72, sempre del CSMB, c’è Vera Pisana, serva “latus, latus”, metà della chiesa di S. Maria, metà del giudice (supponiamo si tratti di Barisone I re di Arborea – seconda metà del XII secolo, poiché al cap. 71 è citata donna Algabursa regina di Arborea e moglie di Barisone I, ma non ne abbiamo la certezza poiché non sempre i capitoli dei Condaghi sono messi in ordine cronologico). Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI, XIII secolo, sono citati: al capitolo Pisana …serva nella “domo” di Olvesa (in una spartizione di servi): levatine Gosantine d’Athen sa parçone dessa connàta (la parte spettante alla cognata)…et remanserun in comune…et duas dies (due giorni di servizio la settimana)de Pisana…Ai capitoli 65  e80 è citato un certo Pisanu, maiore d’escolca (comandante del corpo di guardia dei confini), teste in una donazione di terra, da parte del giudice Gunnari alla chiesa di San Nicola( si tratta di Gunnari iudice di Torres dal 1127 al 1147, anno in cui recandosi in terra santa, in pellegrinaggio, lasciava il giudicato al figlio Barusone (CSNT – a cura di prof. Paolo Merci : …Ego torrainde verbu a iudice Gunnari, cando andavat a Ierusale (cap. 270.). Al capitolo 153, sempre del CSNT, sono citati sos Pisanos: Ego Petrus prior ponio intu condace …li las derunt sas terras prossa larga ki fecerunt assos Pisanos…(“non si capisce bene se si tratti in questo caso di un etnico o di un cognome, cioè della famiglia dei Pisani – il CSNT – a cura di P. Merci). Sempre della storia medioevale a Dolianova (prov. di Cagliari) è sepolta, nella chiesa di San Pantaleo, cattedrale della diocesi di Dolia nel regno giudicale di Càlari, Pisana Maria (forse una Visconti), morta nel 1170 all’età di 16 anni e 3 mesi (sic). Quello che appare chiaramente è che i Pisana, Pisano, Pisanu, Pisanos etc. erano presenti in Sardegna, almeno come cognomi, molto prima dell’inizio della Dominazione Pisana in Sardegna(Di.Sto.Sa. di G. C. Casula). Nel presente citiamo Pisanu Giuseppe, noto Bebbe, politico. Deputato al Parlamento col gruppo Forza Italia. Nato a Ittiri nel 1937 e laureato in Scienze Agrarie. Ha iniziato la sua carriera politica tra le fila della Democrazia Cristiana (DC). Fu eletto deputato per la prima volta nel 1972. Nei successivi governi, Zaccagnini, Forlani, Spadolini, Fanfani, Goria e poi nei governi di Berlusconi, ha sempre ricoperto e ricopre attualmente (30 gennaio 2010 ) incarichi di rilievo. Attualmente il cognome Pisana è presente in 90 Comuni Italiani, di cui solo 1 in Sardegna: Cagliari, con un solo nucleo familiare. Nel resto d’Italia sono le province di Ragusa e di Siracusa ad vere la frequenza più alta. Il cognome Pisano è presente in 1143 Comuni d’Italia, di cui 152 in Sardegna: Cagliari 739, Quartu 223, Selargius 168, Sassari 143, etc. Il cognome Pisanu è presente in 307 Comini italiani, di cui 156 in Sardegna: Sassari 137, Cagliari 135, Ittiri 125, Sindia 108, Nuoro 104, etc. Il cognome Pisani è presente in 994 Comuni italiani, di cui solo 4 in Sardegna: Loiri San Paolo 5, Sinnai, Capoterra ed Arzachena, con un solo nucleo familiare.
*  E’ difficile dare oggi un giusto valore al fiorino d’oro del XIII e XIV secolo, ma possiamo tentare un confronto con la lira sarda medioevale, più volte citata nella Carta de Logu di Arborea, documento del 1384. Il confronto è possibile poiché molti studiosi danno al fiorino lo stesso valore della lira sarda medioevale. Al capitolo XCI (91) della Carta de Logu – dessos lieros de cavallu chi sunt tenudos a sa Corti, chi deppiant tenni Cavallos maschios, chi bagiant dae liras deghi ‘nsusu…(segue)  - dei cavalieri “volontari” che sono tenuti alla Corte, che debbano avere cavalli maschi, che valgano da lire dieci in su… - e totu armatura chi bisongiat ad homini de cavallu assa Sardisca …- e tutta l’armatura che serve al cavaliere armato alla maniera sarda. Da dieci lire in su, quindi era valutato un buon cavallo maschio addestrato alla guerra. A detta degli esperti allevatori di cavalli, questa cifra potrebbe essere tradotta oggi in circa 5 mila Euro, cioè 10 milioni di vecchie lire. Era quindi la somma  di  45 milioni di EURO (90 miliardi di vecchie lire) che gli 89 Comuni del cagliaritano ed i 30 Comuni del centro nord Sardegna,  versavano annualmente alle casse del Comune di Pisa: e questo per ben 66 anni! Arrivarono poi gli spagnoli, che dominarono la Sardegna per 381 anni. Il primo sovrano del Regno catalano aragonese di Sardegna, fu Giacomo II “il Giusto”, 1° re di Sardegna, dal 1324; l’ultimo re (spagnolo) di Sardegna(15°), fu Filippo IV, dal 1701 al 1705. Per definire la “magnanimità” dei re spagnoli nei confronti del Popolo Sardo, non ci bastano i numeri!!!
PISAPIA Pisapia è specifico del salernitano, di Cava de' Tirreni in particolare, ma ben diffuso anche a Salerno, Nocera Superiore e Pontecagnano Faiano, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale.
PISARONI Rarissimo è specifico piacentino, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale.
PISARRI
PISARRO
PIZARRO
Pisarri, assolutamente rarissimo, è probabilmente dovuto ad errate trascrizioni del cognome Pisarro, che è tipicamente calabrese del cosentino ed in particolare di Bisignano, Pizarro, quasi unico sembrerebbe dell'area triveneta, dovrebbero derivare, direttamente o tramite alterazioni, dal cognome spagnolo Pizarro, ricordiamo Francisco Pizarro (1475 - 1541), un condottiero spagnolo che conquistò l'Impero Inca.
PISASALE Pisasale, tipicamente siciliano del siracusano, di Ferla, Carlentini, Siracusa, Lentini e Francofonte, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal mestiere di addetto alle pesate del sale nelle saline locali, svolto probabilmente dai capostipiti.
PISATI Tipico del milanese, pavese e lodigiano.  Abbiamo notizie di questo cognome nel 1440, quando  Giovanni Pisato traccia una carta militare della Lombardia.
PISCEDDA
PISCHEDDA
PISCHEDDU
Piscedda è tipico del cagliaritano, con un ceppo anche ad Oristano,  Pischedda è diffuso in tutta la Sardegna, Pischeddu è assolutamente rarissimo e dovrebbe trattarsi di un errore di trascrizione del precedente, potrebbero derivare da soprannomi originati dall'essere il capostipite un produttore di formaggi e sarebbe legato al vocabolo protosardo pischedha (forma per formaggi).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
PISCHEDDA; PISCEDDA; PISCHEDDU: pischèdda in logudorese, piscèdda in campidanese, assume diversi, ma simili significati. Si dice una pischèdda o piscèdda de casu per definire una forma di formaggio o di ricotta. In tutti i casi il nome prende origine dal latino fiscella, che a sua volta è il diminutivo di fiscina = che significa corbello, canestro intessuto di giunchi, vimini, sparto ed altro. Quindi fiscella ed il corrispettivo sardo pischèdda o piscèdda (pischéddu a Nuoro), significano esattamente piccolo corbello e la cosiddetta forma di formaggio o di ricotta prende il nome dal contenitore che viene usano come forma: “forma ubi casei exprimuntur”. In alcune parti della Sardegna viene chiamato pischèdda anche un simile contenitore di ceramica. Pischèdda a Oliena è detto anche il cesto rotondo di canne, intrecciato con rami di olivastro, che qui in Campidano chiamiamo cadìnu, per trasportare l’uva nelle vigne, dai filari al tino. Nell’uso più comune, come già detto, pischèdda o piscèdda de casu significa forma di formaggio. Una pisceddèdda de casu è una piccola forma di formaggio. Il cognome, nelle sue varianti è presente nelle carte antiche della lingua e della storia della Sardegna: Pischela Muredo, ville Seercela, * Seercela…distrutto. Sarcela – Serzele. Partis de Montibus; Pischella Bonosso – de Castri Januensis, ** Castri Januensis Civitas (Castel Genovese – Castel Sardo). Omnibus habitantibus …in ville de Coginas ... die undecima januarii …1388, in posse De Valle Anthoni filii ; Pischella Francisco, ville Montis Leonis, * Montis Leonis…odierno Monteleone Roccadoria. Caputabas; Pischella Franciscus, ville Sasseri, *** Sasseri…Sassari. Et nos Pugioni Anthonius et De Lacon Salatinus, cives Sasseri, sindici, actores et procuratores…Marringoni Arsòcus potestas ac capitanus civitatis Sasseri. Omnes cives congregatis in civitate Sasseri, apud ecclesiam Sancte Caterine…presentibus Corda Jacobo, Magnispesa Francisco, De Mascara Francisco. In die XIII mensis Januarii MCCCLXXXVIII – 1388; Pischella Joanne – ville de Dolefa (Onnifai – Montis Acuti) ; Pischella Joannes, ville Sasseri; Pischella Juliano –ville de Batife, * Batife…distrutto (Contrate Montis Acuti); Pischella Petrus, ville Sasseri; Pischella Samauri, jurato ville Bonorbe, * Bonorbe...odierno Bonorva. Curatorie de Costa de Valls ; Pischella Simeone, majore ville Chelemale, * Chelemale…odierno Cheremule. Contrate Caputabas; Pisquella (de) Raynerio, milite castri Callari, *** Castri Callari…Cagliari - Joveri Marcus et Roig Franciscus, sindici ac procuratores Castri Callari… testibus Bertran Natale de Callari et Iacobo De Maiolica…et Mironi Petro, De Osona Bartholomeus, crolli Arnaldo. In die XVIII mensis decembris, anno MCCCLXXXVII (1387); convenerunt et interfuerunt venerabiles ( omnes jurati et habitatores Castri Callari); Pisquella Guantino, ville Ecclesiarum, *** Villa Ecclesiarum…odierno Iglesias. Et ego De Nelli Pelipaparius Ludovicus, civis et habitator terre et Ville Ecclesiarum…sindicus, procurator universitatis Ville Ecclesiarum…seu a Formenyino Joanne, capitano, camerlengo Ville Ecclesiarum di Sigerro. Omnibus habitatoribus dicte terre Ville Ecclesiarum, congregatis in Curia Magna…in posse Virde Andree, quondam Virde Joannis de Civitate Sasseri…nona die januarii 1388; Pisquella Joanne – de Bosa, ** Bosa: omnibus civibus et habitatoribus civitatis Bose…nisipastores…congregatis intus Ecclesiam Beate Marie Virginis …die XV Januarii 1388; Pisquella Joanne, potestate terre loci Zaramonte sive officiali Contrate de Anglona; Pisquella Matheo, ville Sune, * Sune = odierno Suni – Curadorìa di Planargia, nel regno giudicale di Torres. Sempre del periodo medioevale ricordiamo Pischèdda Antonio, nativo di Sassari, vissuto in periodo catalano aragonese del Regna di Sardegna: nel 1436 contribuì all’assedio del Castello di Monteleone, difeso da Nicolò Doria; pertanto Alfonso II, il Magnanimo, lo insignì, successivamente, del titolo di Cavaliere(Di. Sto. Sa. di F. C. Casula). Lo stesso è citato dal G. F. Fara nel “De Rebus Sardois”, al capitolo dedicato ad Alfonso il Magnanimo – Alfonsus rex – relativamente agli avvenimenti del 1436 e successivi anni…- …anno deinde 1440 Franciscus Saba, Stephanus Fara et Gonnarius Gambella sassarensium legati, et etc….( dopo l’elenco dei doni riservati ai collaboratori del re), segue…eodem Stephano (Fara) et Antonio Pisquedda cingulo militari et generositatis privilegio decoratis (il titolo nobiliare ed il privilegio di cingere la spada). Nel testo del Fara, al capitolo Ioannes Rex, relativamente agli avvenimenti del 1388 (le trattative di pace – la cosiddetta Pace di Eleonora - tra il re aragonese Giovanni e la Giudicessa d’Arborea Eleonora), è citato Pisquedda Raynerio: Ea pax a Ioanne rege 6 Idus Aprilis (8 aprile del 1388)iureiurando firmatur atque ita Petrus de Arenoso Prorex, triginta acceptis a Leonora pacis  obsidibus et cum illis Galcerando Villanova, Roderico Lanzolo, Ioanne Auria et Ioanneto Brancaleonis filio, Castrum Fabae Comitae Panciae et Salvae Terrae Raynerio Pisquedda viris  Arborensibus  foederis pignore tradidit et Brancaleonem , e custodia eductum ( è il momento della scarcerazione di Brancaleone Doria, marito di Eleonora, e del figlioletto), in Arborensem agrum tutu ea convenzione dimisit et etc….(mentre i castelli, della Fava e di Salvaterra, furono consegnati rispettivamente nelle mani di Comita Pancia e di Raniero Pischèdda), et etc. Attualmente il cognome Piscèdda è presente in 73 Comuni d’Itali, di cui 35 in Sardegna: Capoterra 65, Cagliari 40, Domusnovas 33, Decimoputzu 30, etc. Il cognome Pischèdda è presente in 302 Comuni italiani, di cui 118 in Sardegna: Sassari 256, Cagliari 135, Barisardo 98, Bosa 87, etc. Il cognome Pischéddu è presente in 2 Comuni italiani di cui uno in Sardegna, Valledoria, con un solo nucleo familiare.
PISCHE
PISCHI
Pische è tipicamente sardo, di Santu Lussurgiu nell'oristanese, di Oliena nel nuorese e di Olbia e Tempio Pausania in Gallura, Pischi, quasi unico, anch'esso sardo, ha un piccolissimo ceppo a Zeddiani nell'oristanese,dovrebbero derivare da un soprannome basato sul termine sardo logodurese pische (pesce), probabilmente attribuito ad un pescivendolo o ad un pescatore.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
PISCHE; PISCHI; PISCI: hanno in comune significato ed etimologia: pesce e derivano dal latino piscis. Piscare, piscai, logudorese e campidanese per pescare. In Campidano: piscai s’aqua de funtana = pescare, attingere l’acqua dal pozzo. Piscadòre/i = pescatore. Piskèra = peschiera. Il cognome è presente, nelle sue varianti, nelle carte antiche della lingua e della storia della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE, del 1388, figurano: Pischas Arsoco, jurato ville Oniferi, * Oniferi… odierna Oniferi. Curatorie Dore; Pische Anthonio, jurato ville Nurgillo, * Nurgillo – Norghiddo - .odierno Norbello. Contrate Partis de Guilcier; Pische Sisinnio, jurato ville Monte Santo, * Monte Santo…distrutto. Contrate Partis Varicati – Barigadu;  Piscis Margiano, ville de Sardara, ** SARDARA MONTIS REGALIS...11 GENNAIO 1388, et ego...Gadulesu Margiano habitator velle Sardara, sindicus actor et procurator universitatis Contrate Montis Regalis et villarum et etc. In posse Virde Andrea, Virde Joanne, de Civitate Sasseri, notarii publici, die XI Januarii 1388; Piscisedu Joanne, ville Simala, * Simala…odierno Simala: Partis de Montibus. Nel condaghe di San Michele di Salvennor, CSMS,XI, XIII secolo, al capitolo 7 troviamo, Juanne Piske(servo di S. Michele): …y mi embiò el siervo de S. Miguel a Juan Pisque por arar la parte dessa huerta: y arò la mitad ( mi prestò il servo di San Michele, Giovanni Pische, per arare l’orto: e mi arò solo la metà). Al capitolo 98, paragrafo 249, sempre del CSMS, troviamo Giorgia Piske, in una partizione di servi: Partimos con la abadeça de Silqui donna Teodora (abbiamo diviso con la badessa di Silki, donna Teodora), los hijos de Georgia Pisque, que era mi esclava(i figli di Giorgia Piske, che era serva mia)…et etc. Attualmente il cognome Pische è presente in 37 Comuni d’Italia, di cui 20 in Sardegna: S. Lussurgiu 22, Oliena 21, Olbia 12, etc. Il cognome Pischi è presente in 6 Comuni italiani, di cui 4 in Sardegna: Zeddiani 11, Sassari, Monti e Baratili con un solo nucleo familiare. Il cognome Pisci è presente in 41 Comuni italiani, di cui 21 in Sardegna: Sanluri 38, Isili 25, Cabras 24, Cagliari 18, etc.
PISCHIUTA
PISCHIUTI
PISCHIUTTA
PISCHIUTTI
Pischiuta e Pischiuti, quasi unici, dovrebbero essere forme alterate dei cognomi :Pischiutta, che è specifico di San Daniele del Friuli nell'udinese, e Pischiutti, che, decisamente più raro, è invece specifico di Gemona del Friuli, questi cognomi dovrebbero essere l'italianizzazione del cognome dialettale Pischiut, di cui abbiamo tracce nella seconda metà del 1500 ed inizi del 1600, in una registrazione di matrimonio del 1602 possiamo leggere: "1602, Die 2 Novembris Jo:Bapta Pischiut contraxit matrimonium cum Helenam filia Sebastiani Patat coram R.do  presb. Petro à Lepore, testibus Jacobo Caldera, ac Jacobo Pascutino.", cognome che non dovrebbe essere altro che la forma dialettale friulana del nome medioevale italiano Pascutus (Pasciuto).
PISCI Pisci è tipicamente sardo, di Sanluri nel Medio Campidano, di Isili e Cagliari nel cagliaritano, di Cabras nell'oristanese e di Lanusei nell'Ogliastra, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine sardo pisci (pesce), forse ad indicare che i capostipiti facessero di mestiere il pescatore.
PISCIAVINO Assolutamente rarissimo sembrerebbe umbro o del viterbese ai confini con l'Umbria, potrebbe derivare da un soprannome o da un nome di contrada.
PISCICELLI Piscicelli ha un ceppo nel teatino a San Salvo, Vasto e Casalbordino, ed un ceppo nel napoletano a Pomigliano d'Arco e Napoli, l'origine etimologica è oscura, troviamo tracce di questa cognominizzazione fin dalla seconda metà del 1200, con Vitous Piscicellus, poi con Niccolò Piscicello fatto Arcivescovo di Acerenza da Papa Innocenzo VII° nel 1407, e con Raynaldus Piscicellus fatto Arcivescovo di Napoli da Papa Callisto III° nel 1456, verso la fine del 1400 (1484) fu feudatario di Massafra nel tarantino il barone Antonio Piscicello, il casato detenne anche in Molise i feudi di Castelbottaccio, Duronia, Fossalto e Mafalda.
PISCINA Piscina è tipico del parmense, di Borgo Val di Taro in particolare, dovrebbe derivare da un nome di località.
PISCIONIERI Piscionieri, molto molto raro, è tipicamente calabrese, del catanzarese e del reggino, potrebbe derivare da un soprannome basato sul termine francese arcaico peissonnier (pescivendolo).
PISCIOTTA
PISCIOTTI
PISCIOTTO
Pisciotta ha un nucleo nel palermitano e trapanese ed un ceppo probabile nel materano e barese, Pisciotti, assolutamente rarissimo, ha un piccolissimo ceppo nel napoletano ed uno nel cosentino, Pisciotto, molto molto raro, ha un ceppo ad Agrigento e nell'agrigentino, hanno diverse derivazioni, dal toponimo Pisciotta nel salernitano per il ceppo campolucano, a soprannomi legati al vocabolo dialettale pisci (pesce) con riferimento al mestiere di pescatore, ma è anche possibile un soprannome dispregiativo.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Pisciotta è cognome della Sicilia occidentale, ma frequente in tutto il Sud e presente nel Nord. Viene dal toponimo Pisciotta (SA). Sembra vi sia un riferimento al 'Pyxuntum oppidum' citato da Strabone, luogo che venne devastato dai saraceni agli inizi del X secolo, e i cui abitanti fondarono il nuovo centro residenziale che denominarono Pixuntum riferendosi, con suffisso diminutivo alla loro patria di origine. Nel XII secolo i trascrittori citano il paese come Pissocta, da cui l'attuale denominazione. Tra le diverse ipotesi circa l'origine remota del toponimo, sembra attendibile quella che si riferisce alla voce greco 'pyxus' e latino 'buxus', nome di un albero molto pregiato, il bosso.
PISCITELLI
PISCITELLO
Piscitelli è diffuso in tutta l'Italia centromeridionale peninsulare, nel romano, nel casertano e napoletano, nel barese e nel crotonese in particolare, Piscitello è tipicamente siciliano, della parte settentrionale dell'isola, del palermitano e del messinese, dovrebbero derivare da soprannomi dialettali legati alla pesca, o comunque al pesce, troviamo tracce illustri di questa cognominizzazione nel 1500 con Ettore Piscitelli arcivescovo di Lanciano nel teatino dal 1568 al 1569.
PISCO
PISCOPELLO
PISCOPIELLO
PISCOPO
Pisco, molto raro, è napoletano, Piscopo è anch'esso tipico del napoletano, ma con ceppi anche nel barese ed in Sicilia, Piscopello e Piscopiello sono pugliesi, della penisola salentina in particolare, derivano tutti da soprannomi originati dal termine greco episkopos (vescovo, soprintendente) carica non necessariamente religiosa riservata a quanti avessero responsabilità di comando nella comunità. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo in una lettera d'indulto di Roberto D'Angiò datata 12/06/1340: "...Principalis clemencia dum censure iuris per lenitatis intuytum se amabiliter obicit rigorem iusticie cum moderamine librate provisionis emollit nec solum leves excessus abolet sed interdum graves culpas mitigat et in facinoribus manifestis lenitive dispensat... ...Guillelmus de Majnardo, Petrus Piscopus, Nicolaus Piscopus, Guillelmus de Bonofilio...".
integrazioni fornite da Giovanni Grimaldi
Piscopo è un cognome diffusissimo in Campania, ma diffuso anche in Puglia, Sicilia e Lazio, così come presente anche nel nord Italia. Questo cognome deriva dall'aferesi del termine Episcopo che in greco designava un'ispettore e che nella terminologia ecclesiastica era riferito al Vescovo di una diocesi. A tal proposito possiamo dunque supporre che essi discendessero da un Vescovo (giacchè alcuni di essi nei secoli bui dell'alto medioevo ebbero figli) o che provenissero da una zona sede di un Vescovado (l'Episcopium). Il cognome appare comunque in vari atti già nei secoli XII-XIII in Puglia ed in Campania. Possiamo comunque notare che nel XII sec. esisteva in Capua (sede vescovile) una famiglia De Episcopo e nel XIII sec. esisteva in Aversa (altra sede vescovile) la nobile famiglia De Episcopo e De Archiepiscopo, mentre abbiamo notizie in Napoli nel XIII sec. di un'altra famiglia Piscopo (in Piazza S. Maria Maggiore), a cui probabilmente apparteneva Pandolfello Piscopo Alopo (+1416), Gran Camerlengo di Giovanna II. Ma una famiglia Piscopo era attestata fin dal XIII sec. anche in Arzano (Na), dove tutt'ora Piscopo è il cognome più diffuso.
PISEDDU
PISU
Entrambi tipici sardi, Piseddu ha nuclei a Laconi e Genoni (OR), a Orroli, Senorbì e Quartucciu (CA), Pisu è specifico della Sardegna del sud, di Quartucciu (CA), Cagliari, Settimo San Pietro (CA), Scano Di Montiferro (OR) e Laconi (OR) in particolare, derivano direttamente o tramite diminutivo da soprannomi originati dal vocabolo sardo pisu (pisello). derivato dal vocabolo latino pisus (seme).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
PISEDDU: piccolo seme, dal latino pisum (pisello o cicerchia). Non ritrovandolo nei documenti antichi del sardo, lo riteniamo un cognome abbastanza giovane. Tra i più famosi, citiamo Piseddu Antioco (Senorbì 1936), vescovo della Diocesi di Lanusei dal 1981. Attualmente il cognome Piseddu è presente in 41 dei 377 Comuni della Sardegna, per un totale di 476. Nella penisola è presente in 9 Comuni del Lazio (Roma 13), 7 della Liguria (Quiliano 5), della Lombardia ( Milano 11), del Piemonte (Torino 9). Non è presente in USA.
PISU: seme, dal latino pisum. Pisufà è la cicerchia; pisu(d)ruci, è il pisello; pisu de croccoriga, è il seme di zucca; su pisu de sa pruna, de sa nespula, de su piricoccu = il nocciolo della susina, della nespola, dell'albicoccaSu pisu è detto anche il pavimento della chiesa: dallo spagnolo piso = suelo de una habitaciòn = pavimento di una casa. È presente nelle carte antiche. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388, sono citati 4 Pisu:  Pisu Findeo, jurato ville Sorrai (villaggio distrutto - Contrate Partis Varicati - Barigadu); Pisu Gantino, ville Selluri (Sanluri - Seddori); Pisu Gunnario,  ville de Sardara; Pisu Margiano, majore ville Nuragus (Contrate Partis Alença); Pisu Petro, ville Nuragus. Attualmente il cognome è presente in 282 Comuni del territorio nazionale, di cui 118/377 in Sardegna. Nel continente la maggiore diffusione si registra nel centro nord. Negli USA è presente in California e in Pennsylvania, con 1 nucleo familiare ciascuno. Nei 118 Comuni sardi, i Pisu, sono distribuiti per lo più nella parte meridionale dell'isola, per un totale di 2546 (*2007).
PISELLI
PISI
PISO
Piselli è tipico dell'Umbria e Lazio, Pisi è tipicamente emiliano del parmense e del reggiano soprattutto, Piso è assolutamente rarissimo, derivano tutti o da soprannomi legati al vocabolo latino pisum (pisello) o dal nomen latino Piso (Pisonis) di cui abbiamo un esempio nel Libro XXXIV° della Naturalis Historiae di Plinio: "...monopodia Cneum Manlium Asia devicta primum invexisse triumpho suo, quem duxit anno urbis DLXVII, Lucius Piso auctor est, Antias quidem heredes...".
PISERI Assolutamente rarissimo, forse lombardo, deriva probabilmente da un soprannome originato dal vocabolo latino pisum (pisello).  Troviamo nel 1700 nell'anconetano un Pasquale Piseri compositore di musiche sacr, di cui non si conosce la provenienza..
PISMATARO Pismataro è cognome quasi unico, dovrebbe essere di origini bulgare e derivare da un soprannome basato sul termine bulgaro pismata (lettera), giunto probabilmente in Italia fuggendo dalla Bulgaria a seguito dell'invasione islamica dell'Europa orientale ad opera degli invasori ottomani.
PISONE
PISONI
Pisone è assolutamente rarissimo, Pisoni è tipico della fascia che dal trentino arriva al varesotto, con particolare concentrazione nel milanese e nel bergamasco, esiste anche un ceppo completamente autonomo nel sassarese, dovrebbero derivare dal cognomen latino Piso (Pisonis) di cui abbiamo un esempio nel proconsole Cneus Calpurnius Piso: "...S(enatus) c(onsultum) de Cn(aeo) Pisone patre propositum N(umerio) Vibio Sereno proco(n)s(ule)...".
PISSAVINI Rarissimo, dovrebbe essere milanese, dovrebbe derivare da unj soprannome dialettale.
PISSETTI Assolutamente rarissimo, tipico del milanese, dovrebbe derivare da una modificazione dialettale del cognome Pizzetti.
PISTELLI
PISTELLO
PISTILLI
PISTILLO
Pistelli ha un ceppo nell'alta Toscana tra lucchese, pisano e fiorentino, un ceppo tra anconetano, maceratese ed Umbria ed uno a Roma, Pistello, molto raro, è tipico del veneziano, di Campolongo Maggiore in particolare, con un piccolo ceppo ache in Umbria, Pistilli è tipico delle Marche e del teramano, del romano, del frusinate e del latinense, del campobassano, del foggiano e del barese, Pistillo ha un ceppo nel romano e latinense, nella Campania litoranea, nel campobassano, nel foggiano e soprattutto nel barese, dovrebbero derivare da nomi di località come quella citata in quest'atto del 1223: "In nomine Domini quartodecimo anno principatus domni nostri Gisulphi gloriosi Principis, mense februario, nona indictione. Ante me Romualdum iudicem coniuncti sunt Ursus et Iohannes Gastaldi filii ... ...et est ibidem per latitudo passi duodecim, et ab ipsis triginta quattuor passibus vadit in parte orientis usque in pistillum de monte ipsius Ursi Gastaldi. A parte orientis est finis ipsum pistillum, et passi quinque....", ma è pure possibile che derivino da un soprannome originato dal termine latino pistillum (pestello), forse perchè il capostipite nel suo mestiere utilizzava un pestello, magari per pestare nel mortaio le erbe a mò di erborista.
PISTIDDA Pistidda è tipicamente sardo, di Sassari e del sassarese, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine sardo logodurese pistidda (esclamazione tipica di quando si viene punti da un insetto o ci si scotta).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
PISTIDDA: e pistìddu sono voci non ben chiare. I linguisti tutti evidenziano incertezza. Qui da noi in Campidano la voce pistiddu designa la nuca, l’occipite (dura/o come la pietra?); spistiddàre/ài (riferito ad animale o persona) significa rompere la nuca (con un sasso?). Il termine dovrebbe derivare dal latino pistillum, che significa pestello ( sasso, pietra). Sos pistiddos a Orune sono le pietre che segnano i confini di un podere, che qui in Campidano chiamiamo “mulonis”.. Qui da noi pistiddu è inoltre usato per designare una persona dalla testa dura, sinonimo di “conca de arrocca” , testa dura come la pietra. E qui il termine rispecchia il significato latino. Non sappiamo altro! Non si trova nei documenti antichi da noi consultati. Attualmente il cognome pistidda si trova in 46 Comuni italiani, di cui 18 in Sardegna: Sassari 125, Quartucciu 18, P. Torres 17, etc.
PISTIS Pistis è tipico del centro e del sud della Sardegna, in particolare di Villasor, Cagliari, Assemini ed Elmas nel cagliaritano, di Lanusei e Loceri nell'Ogliastra, di Oristano ed Ales nell'oristanese, di Tonara nel nuorese e di Sardara nel medio Campidano, dovrebbe derivare dal nome della località di Pistis in Costa Verde, nella costa sudoccidentale dell'isola, ma esiste anche la possibilità che il cognome sia di origine greca e che derivi dal termine πίστις (pistis) che significa fede.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
PISTIS: non sapendo con esattezza che cosa significhi  e da dove il termine pistis derivi, possiamo fare solo supposizioni. In lingua sarda esiste la voce pistu, deverbale da pistare/ai = pestare, battere, dal latino pistare. Pistu propriamente in campidanese significa anche preoccupazione, apprensione. Verosimilmente può derivare dalla voce greca πίστις (pìstis) = fiducia, fede, sicurezza, etc. Nella Costa Verde (sud occidentale sarda) c’è un bellissimo tratto di costa e relativa spiaggia con questo nome. La spiaggia di Pistis termina con una insenatura, S’Enna de s’Arca, che è il migliore e più “sicuro” rifugio che una imbarcazione possa trovare con un mare in tempesta. Del resto, molti nomi di luogo della Sardegna hanno derivazione greca o bizantina. Per quanto concerne il cognome potrebbe valere lo stesso ragionamento: pistis = persona di fiducia o anche consacrata con la fede. Non sappiamo altro. Il cognome è presente nelle carte medioevali della lingua e della storia della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, figura un certo Pistis Petro, majore( amministratore di giustizia, sindaco) ville Alary, * Alary… villaggio distrutto. Contrate Partis Varicati – Barigadu. Il cognome è presente inoltre nel Condaghe di San Michele di Salvennor, CSMS, XI, XIII secolo: al paragrafo 181 figura Pistis Maria: in un lascito(donazione di servi) alla chiesa di San Nicola di Donna Nikella Elena (de Tori ?):…y a Maria Pistis entera. Attualmente il cognome Pistis è presente in 174 Comuni italiani, di cui 90 in Sardegna: Villasor 135, Lanusei 88, Cagliari 84, Assemini 48, etc. Nella penisola è Torino ad avere il numero più alto con 22; segue Roma con 17, etc.
PISTOIA Pistoia potrebbe essere un cognome ebraico, ha ceppi nel pavese, tra pisano e livornese, nel Lazio, in Puglia, in Calabria ed in Sicilia, prende il nome dal toponimo toscano omonimo.
PISTOLA Pistola ha un ceppo marchigiano a Jesi, Falconara Marittima, Fabriano ed Ancona nell'anconetano, uno laziale a Roma e Civitavecchia (RM) e nel viterbese a Civita Castellana ed un ceppo a Napoli, dovrebbe derivare da soprannomi legati forse ad episodi cruenti.
PISTOLESE
PISTOLESI
Pistolese ha un ceppo romano ed uno, molto piccolo, napoletano, Pistolesi è molto diffuso in tutta la Toscana, soprattutto nel fiorentino, pisano, livornese e senese, con un ceppo anche tra maceratese e Piceno e tra romano e frusinate, dovrebbero derivare da una forma alterata in pistolensis dell'etnico di Pistoia pistoiensis, uso prodotto dal fenomeno della sostituzione eufonica della -l- alla -i-, un esempio d'uso di questa forma la troviamo in una lapide posta nel 1708: "Franciscus Frosini Pistolensis S. R. I. C. - Archiepiscopus Pisanus - Fontem faciendum curavit - Et super fontem - Statuam divini legumlatoris Moisis - Cujus nomen ex aqua ortum sonat, - Et cujus virga e petra mirabiliter elicuit aquam effluentem, - Merito jussit collocari. - Anno Dom. MDCCVIII. posuit.".
PISTONE
PISTONI
Pistone è un cognome abbastanza diffuso, sembra avere due ceppi, uno nella Sicilia meridionale ed uno in Piemonte e Liguria, ma si individua pure un piccolo nucleo in Campania, che dovrebbe derivare dal nome o del fiume Pistone o del monte omonimo situato nel salernitano, Pistoni ha un ceppo tra bresciano, mantovano e modenese, uno marchigiano ed uno nel viterbese e nel romano. La derivazione di questi cognomi è controversa, si può supporre che abbia origine da un soprannome legato al vocabolo rinascimentale pistone (specie di moschetto) e sottintenderebbe il mestiere di soldato o di brigante, un'altra ipotesi lo farebbe derivare da un nome di località come ne esistono molte in tutt'Italia, ma non si può escludere che possa trattarsi di una forma indiretta del nome medioevale Pisto, Pistonis. Personaggi degni di nota sono stati nel nel 1400 a Caltagirone (CT) il notaio Matteo Pistone che redisse un atto di vendita di un dipinto del famoso pittore Antonello da Messina (1430-1479), nel  1600 Francesco Pistone notaio in Genova, Carlo Giuseppe Pistone di Montalto (1739-1795), che fu vescovo di Alessandria.
PISTORE
PISTORELLI
PISTORELLO
PISTORI
PISTORINO
PISTORIO
Pistore è del padovano, Pistori, molto raro è veronese, Pistorio, più diffuso, è catanese, Pistorello ha un ceppo spezzino ed uno veneto, Pistorelli, assolutamente rarissimo, sicuramente veneto, è provavilmente dovuto ad errori di trascrizione, Pistorino, molto raro, è del messinese, dovrebbero derivare dal cognomen di epoca medioevale Pistoris, di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale sotto l'anno 1156 a Vimercate (MI): "...a sero Iohanis Sertoris, a monte Ismaelli; a mane parte case est Algisi Pistoris, a meridie heredum Ambroxii Orrici..." o anche nel 1213 a Lucca dove in uno scritto si legge: "...Rugerius comiti Guidonis filius cognatus Marchionis predicti, comes Gerardus di Pian di Porto. Lanfrancus Lazari de Pistorio, Mussus de Pistorio et Guittoncinus Sighiboldi, et alii VI de nobilioribus dicti Pistorii...", il cognome Pistoris, dovrebbe derivare dal vocabolo latino pistor (colui che pesta il grano nel mortaio), un equivalente del termine mugnaio.
PISTRITTO Pistritto è decisamente siciliano, del siracusano in particolare, di Floridia, Siracusa e Carlentini e di Gela nel nisseno, dovrebbe derivare da una forma ipocoristica dialettale siciliana derivata dal termine latino pistor (fornaio, panettiere), probabilmente ad indicare sia l'attività del capostipite, sia la sua corporatura minuta.
PITACCO Pitacco è un cognome specifico di Trieste, potrebbe trattarsi di una forma ipocoristica dialettale dell'antico nome sloveno Pit o Pitie, o dal corrispondente latino Pitius, forma aferetica del più comune Sulpitius, con l'aggiunta del suffisso -acco, il suffisso di origine celtica -acco, come quello latino -acus, indica appartenenza o proprietà, per cui è anche possibile che il cognome possa derivare da un nome di località identificabile come proprietà di un tale Pit o Pitius.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Il cognome Pitacco, detto in origine Pitacho / Phitaco / Pitaccho, deriva attraverso una forma originaria Pietracco / Pitracco, poi ridottasi per caduta di -r- a Pitacco, dall'agionimo Pietro, in cui il suffisso -aco/acco comune a tutta l'Italia settentrionale assieme ad -ago forma il diminutivo o derivativo. Pertanto Pitacco è in pratica una forma ridotta di Pietracco. M. Bonifacio, Cognomi triestini, p. 211.
PITARI
PITARO
PITERA
PITTERA
Sia Pitari che Pitaro, molto rari, sono tipici della zona di Catanzaro, probabilmente di Borgia (CZ), Pitera è quasi unico, Pittera, abbastanza raro, è specifico di Acireale, Catania e Trecastagni nel catanese, dovrebbero derivare, direttamente o tramite alterazioni dialettali, da un soprannome originato dal termine greco πίτυρα, pityra (crusca), forse perchè il capostipite ne era produttore o venditore. Personaggio famoso di queste famiglie fu Antonio Pitaro, illustre letterato e accademico, docente in medicina all'università di Salerno e di Napoli, nonchè alla Sorbona di Parigi fu medico dei Buonaparte.
PITASI Pitasi è specifico del reggino, di Roccaforte del Greco, Bagnara Calabra e Cardeto, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine greco πετασος  petasos (una sorta di cappello da viaggio  a larghe falde).
PITILLI
PITILLO
Pitilli è quasi unico, Pitillo, molto molto raro, è specifico del potentino, di Castelluccio Inferiore e Superiore, dovrebbero derivare dal nome di una località, la Sorgente Pitillo di Castelluccio Superiore nel potentino.
PITITO
PITITTO
Pitito, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione di Pititto, che ha un ceppo calabrese nel valentiano a Mileto e San Calogero ed a Laureana del Borrello nel reggino, ed uno a Pietraperzia nell'ennese.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel soprannome o nome medievale Pititto (forma dialettale di Petitto), termine che, in italiano antico, significa letteralmente piccolo, piccolino (vedi Petit e Pettiti): in questo contesto, per la precisione, va ricordato che l'aggettivo petito o petitto (da cui il dialettale pititto) è un antico prestito del francese petit (piccolo), caduto in disuso nell'italiano moderno - anche se, nel sud Italia, l'aggettivo tito conserva ancora il significato di piccolo, trattandosi forse di un aferesi dell'originale petito. In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei soprannomi o dei nomi personali dei capostipiti.
PITOCCHI
PITOCCO
Pitocchi ha un ceppo a Concordia sulla Secchia nel modenese, uno nel perugino ad Umbertide, Citerna e Città di Castello, uno a Roma ed uno a Calvi Risorta nel casertano, Pitocco è tipico del centro Italia, con un ceppo a Pescara, uno a Roma e Genazzano nel romano e nel frusinate ad Alatri, Trivigliano e Vico nel Lazio, uno molto piccolo nell'iserniese ed uno a Letino nel vicino casertano, questi cognomi dovrebbero derivare da un soprannome originato dal termine medioevale pitochus, a sua volta derivato dal greco πτωχός  ptocos (mendicante, accattone), probabilmente attribuito anticamente per alcune caratteristiche comportamentali dei capostipiti.
PITTA' Pittà, tipicamente siciliano, dell'ennese, di Enna ed Aidone e di Catania, potrebbe derivare da una forma dialettale contratta del termine greco petalàs (maniscalco) probabile mestiere del capostipite. (vedi PITTALA)
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Pittà è un cognome siciliano derivato dal cognome greco Pittás che significa all'incirca 'pizzaiolo', poiché in greco 'pítta' = pizza, sorta di focaccia. Rohlfs, Cognomi nella Sicilia orientale, p. 150.
PITTALA
PITTALA'
Pittala è sicuramente siciliano, dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione di Pittalà, che ha un ceppo a San Teodoro nel messinese, a Catania, a Paternò ed Adrano nel catanese ed uno nell'ennese a Leonforte e Nicosia, dovrebbero derivare dal termine greco petalàs (maniscalco) probabile mestiere del capostipite.
PITTALIS
PITZALIS
Tipico della Sardegna centrosettentrionale Pittalis, della Sardegna centromeridionale Pitzalis, derivano dal vocabolo dialettale campidanese pitzali che significa cima.   Tracce di queste cognominizzazioni si hanno a Sanluri (CA) fin dal 1500, vi troviamo un certo Antioco Pitzalis vassallo degli Aymerich, nobile famiglia di origini catalane.
PITTALUGA Tipico genovese, deriva da un soprannome dialettale originato da pità l'uga (beccare l'uva).
PITTAMIGLIO Molto molto raro è sicuramente ligure, parrebbe del savonese, potrebbe derivare da un soprannome dialettale originato da pità miglio (beccare il miglio) nel senso di rubare il miglio.
PITTARI
PITTARO
Pittari sembrerebbe originario della Sicilia sudorientale, Pittaro parrebbe avere 3 ceppi, uno nell'alto potentino, uno tra Venezia e Padova ed uno nell'udinese, dovrebbero avere origini da diversi soprannomi dialettali, legati all'allevamento o custodia dei tacchini quelli veneti e da soprannomi legati al mestiere di imbianchino quelli meridionali.
PITTARELLA
PITTARELLO
Molto rari specifici veneziano, potrebbe derivare da un soprannome legato al mestiere di imbianchino.
PITTAU Cognome tipico del sud della Sardegna.
integrazioni fornite da Stanislao Piu
molto probabilmente si tratta del diminutivo di Sebastiano che in sardo si dice Pittanu e in campidanese stretto si pronuncia appunto Pittau con l'ultima sillaba -au molto nasale. E' tipico del campidanese non pronunciare le -n- leggere e trasformarle in suoni tipicamente nasali, ad esempio: tegame, in cagliaritano si dice Tiànu, in campidanese Tiàu con l'-au nasale.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
PITTAU: deriva da Pittanu > Pittâu: in lingua sarda è frequente la caduta intervocalica della “enne”, come angiôi, sirbôi, marjâi, etc. che mantengono comunque la nasale nella pronuncia. In alcune parti della Sardegna centrale Pittànu è ipocoristico di Sebastiano, che qui da noi in Medio Campidano diventa comunemente Bastiànu. Il fatto che a Villacidro sia particolarmente diffuso il cognome Pittâu, ci porta a due ipotesi, o che il vezzeggiativo di Sebastiano fosse un tempo Pittanu anche a Villacidro, nel Medio Campidano, o che il capostipite dei Pittâu, avesse origini barbaricine, come tantissimi altri, generalmente allevatori di pecore e di capre, dei centri abitati del territorio del monte Linas,  provenienti dalla Sardegna centrale: spesso si trattava di transumanti che sceglievano la residenza definitiva nei nuovi pascoli della montagna del Linas. C’è pure un’altra considerazione da fare: San Sebastiano a Villacidro, insieme a Sant’Efisio e Sant’Antonio Abate era uno dei Santi protettori del centro e tra i più festeggiati. Non sappiamo neppure se a Villacidro il cognome Pittâu fosse presente in periodo medioevale. Pur disponendo del documento “preziosissimo”, che noi abbiamo siglato LPDE, La Pace di Eleonora, del 1388, contenente gli elenchi di tutti i firmatari - rappresentanti, “villa” per “villa”, della pace richiesta dal re aragonese alla regina di Arborea, in cambio della restituzione del marito Brancaleone e del figlio Mariano, tenuti prigionieri a Cagliari, i firmatari di Villacidro non ci sono. Tale centro era però incluso, dal 1324, nei possedimenti del Regno catalano aragonese di Sardegna. Dal 1326,  al 1409,  allorquando “Villaxidro” rientra definitivamente nel Regno catalano aragonese di Sardegna, la documentazione storica non è ben chiara. Villacidro nel 1326 fu assegnato al Comune di Pisa. Ma sappiamo che dal 1365 al 1409, gli Arborensi ripresero di fatto, ma non di diritto, tutta la ex Curadorìa di Gippi, di cui il centro faceva parte. Sta di fatto che i firmatari della LPDE, di quella “villa”, non figurano. Tra i quali firmatari figura invece, Pittau Petro, ville Selluri, ** Selluri – Sedduri – Seddori: odierno Sanluri. Et ego Capula Marcus …sindicus, actor et procurator ville Selluri…seu a Petro De Castay, locuntenente capitanei et Margiano Costa, locuntenente potestatis terre Selluri et omnibus habitatoribus dicte terre, congregatis. X die januarii 1388. Ricordiamo con il nome Pittanu (non cognome), il poeta sardo Sebastiano Moretti, conosciuto come “Pittanu”, di Tresnuraghes (1868 – 1932), che io ho soprannominato il Pindaro della Letteratura Sarda, per la eccezionale varietà stilistica e formale dei suoi canti in lingua sarda (vedi nel Web – Sebastiano Moretti Pittanu –). Nella storia contemporanea citiamo Monsignor Giuseppe Pittâu di Villacidro, scelto da papa G.  Paolo II, in data 26 settembre 1998, quale segretario della Congregazione per l’Educazione Cattolica. (vedi nel Web – maioba: un gesuita di Villacidro alla conquista del Giappone). Attualmente il cognome Pittau è presente in 109 Comuni d’Italia, di cui 47 in Sardegna: Villacidro 282, Cagliari 89, Sanluri 68, Samassi 57, etc.
PITTELLA
PITTELLI
PITTELLO
Pittella ha un ceppo a Lauria nel potentino, uno ad Isola di Capo Rizzuto nel crotonese ed uno molto piccolo a Messina ed a Catania, Pittelli è decisamente calabrese, con un ceppo nel catanzarese a Davoli, Soverato, Catanzaro e Satriano, ed uno nel cosentino a Castrovillari, San Lorenzo Bellizzi e Civita, Pittello, sempre calabrese, è quasi unico, dovrebbero derivare da soprannomi basati sul termine greco arcaico petalàs (maniscalco) probabile mestiere del capostipite.
PITTER
PITTERI
Pitter, estremamente raro è veneto, Pitteri è specifico veneziano, troviamo tracce di questa cognominizzazione a Venezia nella prima metà del 1700 con il libraio stampatore Francesco Pitteri.
integrazioni fornite da Luigino Mondini
potrebbe derivare da un soprannome, in dialetto veneziano i piteri sono i vasi da fiori.
PITTO Cognome tipico del genovese, dovrebbe derivare da un soprannome probabilmente originato da una caratteristica fisica il vocabolo genovese pitto (becco o naso) si potrebbe riferire ad una persona con un naso particolarmente imponente.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Pitto è cognome diffuso nel Levante ma concentrato soprattutto a Genova. Riprende verosimilmente un soprannome basato sull'agg. pictus o un deverbale da pittâ (cfr. Pittaluga).
PITTON Pitton ha un ceppo veneto a Portogruaro (VE) ed a Meduna di Livenza e Motta di Livenza nel trevigiano, ma il ceppo principale è friulano tra Cordenons e Pordenone e tra Teor e Palazzolo dello Stella nell'udinese, dovrebbe derivare da soprannomi originati dal vocabolo dialettale friulano pitton (tacchino) forse per l'atteggiamento o per un comportamento particolarmente altezzoso del capostipite.
PITTORA
PITTORRA
PITTORRU
PITTURRO
PITTURRU
Tipici del Gallurese, Pittorra e tipico di San Teodoro (OT), Pittorru è tipico di Sant`Antonio Di Gallura (OT), Pitturru è tipico di Arzachena e Luogosanto (OT), Pittora e Pitturro sono chiaramente dovuti ad errori di trascrizione, dovrebbero tutti derivare da soprannomi originati dal vocabolo sardo pittorra (petto) forse motivati dall'essere il capostipite un tipo pettoruto e aitante.
PITTORINO Assolutamente rarissimo parrebbe dell'isola di Salina nelle Eolie.
PITZIANTI
PIZZIANTI
Pitzianti è specifico del cagliaritano, di Cagliari, Dolianova e Sestu, Pizzianti, praticamente unico, sempre sardo, è una forma italianizzata del precedente, che dovrebbe derivare da un soprannome sardo originato dal termine pitzianti (ortica, la pianta urticante), forse ad indicare un carattere particolarmente scorbutico del capostipite.
PITZOLO
PITZOLU
PIZZOLU
Tutti decisamente sardi, Pitzolo, praticamente unico, è del sassarese, Pitzolu ha un ceppo a Macomer nel nuorese ed a Nuoro, ed uno a Santu Lussurgiu nell'oristanese ed a Cagliari, Pizzolu, quasi unico ha qualche presenza nel cagliaritano e nel sassarese.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
PITZOLU; PIZZOLU; PITZOLO: c'è una distinzione da fare: pìtzolu ha un significato ben preciso, pitzòlu ne ha un altro, del tutto diverso. Pìtzolu infatti ha il significato di picciolo, piccolo: denaro spicciolo e deriva dal toscano antico picciolo = moneta fiorentina, che era la quarta parte del denaro; o può derivare anche dall'italiano spicciolo, col significato di moneta di poco valore. Pitzòlu invece è il diminutivo di pitzu = strato, falda etc. ed ha il significato di strato sottile, come ad esempio la pelle del corpo o il guscio dell'uovo, che in Campidano chiamiamo inoltre, pilloncu o cròxu. Quindi il significato dipende dall'accento tonico e dalla pronuncia. Intanto il cognome, indipendentemente dalla pronuncia e dal significato e nelle sue varianti, è presente nelle carte medioevali e moderne della lingua e della storia della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE, del 1388, abbiamo: Piciolu Molenteddu, ville de Sardara, ** SARDARA MONTIS REGALIS...11 GENNAIO 1388, et ego...Gadulesu Margiano habitator velle Sardara, sindicus actor et procurator universitatis Contrate Montis Regalis et villarum et etc. In posse Virde Andrea, Virde Joanne, de Civitate Sasseri, notarii publici, die XI Januarii 1388; Piçòlu Joanne, ville Ecclesiarum. ** Villa Ecclesiarum.odierno Iglesias. Et ego De Nelli Pelipaparius Ludovicus, civis et habitator terre et Ville Ecclesiarum.sindicus, procurator universitatis Ville Ecclesiarum.seu a Formenyino Joanne, capitano, camerlengo Ville Ecclesiarum di Sigerro. Omnibus habitatoribus dicte terre Ville Ecclesiarum, congregatis in Curia Magna.in posse Virde Andree, quondam Virde Joannis de Civitate Sasseri.nona die januarii 1388. Sempre nella storia medioevale, ricordiamo Pitzolu Giovanni, cittadino di Villa di Chiesa (Iglesias), che, durante la ripresa della guerra tra il Giudicato d'Arborea e il ragno catalano aragonese di Sardegna, al momento dell'assalto delle truppe giudicali alla città, il 3 ottobre 1391, salvò il vessillo regio (aragonese), nascondendolo in casa sua. Nei documenti medioevali è più volte citato inoltre Pizzolo Guantino, che fu vescovo della diocesi di Dolia, oggi scomparsa, del regno giudicale di Càlari, dal 1206 al 1226. Della Età Moderna ricordiamo Pitzolo Girolamo, avvocato, intendente generale delle finanze del regno di Sardegna, in periodo sabaudo(Cagliari 1747 - 1795). Fu a capo delle truppe che nel 1793 resistettero all'assalto della flotta francese alla città di Cagliari. Durante la rivolta di Cagliari - Castello del 1795, il Pitzolo, coinvolto in una macchinazione ordita dai suoi avversari politici, fu ucciso a colpi di pistola. Attualmente il cognome Pitzolu è presente in 33 Comuni italiani, di cui 18 in Sardegna: Macomer 33, Santu Lussurgiu 13, Nuoro 11, etc. Il cognome Pizzolu è presente in3 Comuni sardi: Sestu, Cagliari e Tresnuraghes, tutti con un solo nucleo familiare. Il cognome Pitzolo è presente in due soli Comuni: Sassari 6, Alghero 2.
PIU Diffusissimo in tutta la Sardegna, dovrebbe derivare dal nome sardo Piu (Pio).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
PIU: piu in lingua sarda significa pelo, capello e sta per pilu o pilo. (vedi il cognome Pilo). Da non sottovalutare la voce latina pius (aggettivo), che significa pio, onesto, religioso, virtuoso, etc. Non avendolo trovato nelle carte antiche della lingua e della storia della Sardegna, supponiamo si tratti di un cognome moderno. Per avere la certezza bisognerebbe prendere in osservazione i registri anagrafici degli archivi storici municipali o parrocchiali o diocesani: un lavoro che si potrà fare solo con la collaborazione delle persone che portano questo cognome, che siano interessate a saperne di più sul proprio passato genealogico e che siano interessate a comunicare alla direzione di questo sito il risultato delle proprie ricerche. Attualmente il cognome Piu è presente in 238 Comuni italiani, di cui 94 in Sardegna: Sassari 318, Cagliari 132, Pozzomaggiore 81, Nuoro 59, etc.
PIUMA
PIUMI
Piuma è assolutamente rarissimo, probabilmente del nord Italia, Piumi sembra tipico emiliano, della zona tra Reggio e Bologna, potrebbero derivare dal nome di paesi come toponimi come Piuma nel goriziano.
PIUMAZZI Piumazzi, molto molto raro, ha presenze nel pavese e nel bolognese, dovrebbe derivare dal nome del paese di Piumazzo nel modenese, il cui nome dovrebbe derivare dall'antico nome medioevale Castrum Plumacium, cioè cittadella delle piume o piumosa, grazie ai semi piumosi dei pioppi che abbondano in quell'area.
PIUNTI Piunti ha un ceppo nel Piceno a San Benedetto del Tronto, Monteprandone, Grottammare, Acquaviva Picena, Spinetoli ed Ascoli Piceno, che si estende anche nel teramano a Martinsicuro ed Ancarano, l'origine etimologica è oscura.
PIVA Diffuso in tutto il nord, dovrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo piva (strumento a fiato), probabilmente come suonatore di piva, ma bisogna considerare anche la possibilità che il soprannome sia legato ad aspetti del comportamento del capostipite, fare la piva è un modo dialettale per tenere il broncio, essere una piva, richiamando il suono lamentoso dello strumento, significa ad esempio lagnarsi spesso.
PIVETTA
PIVETTI
PIVI
Pivetta è specifico dell'area che comprende le province di Treviso, Venezia e Pordenone, Pivetti parrebbe specifico del modenese, di Modena e Carpi e del modenese, con un ceppo forse non secondario nell'area milanese e bergamasca, Pivi ha un ceppo a Rimini e Sant'Arcangelo di Romagna, a Novi di Modena e Cesena, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal termine piva o pivo che hanno sia il significato di strumento musicale a fiato, la radice etimologica è la stessa di pipa che, derivando dal termine alto tedesco pfifa (fischio, zufolo, piffero), significò inizialmente proprio strumento a fiato, sia ragazza o ragazzo da cui ad esempio il vocabolo pivello, un'altra possibile origine e da soprannomi legati al termine pivetto (piviere, uccello trampoliere palustre).  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nella seconda metà del 1500 a Bergamo in un atto giudiziario dove si legge: "...certo acquisto fatto dalla città l'anno 1587 li 16 marzo da donna Cattarina moglie relitta del quondam Cristoforo Trevini de Pivetti molinaro di una casa posta in borgo San Leonardo della contrata di Broseta chiamata la casa del Trevini per la magnifica città di Bergamo ...".
PIVIDOR
PIVIDORE
PIVIDORI
Pividor, abbastanza raro, è tipico dell'udinese, Pividore, quasi unico, è sempre dell'udinese, Pividori, il più comune è friulanodell'udinese, di Tarcento, Reana del Rojale, Pagnacco, Tricesimo, Udine, Nimis e Dignano, con un ceppo anche a Trieste, dovrebbero derivare da un soprannome dialettale originato dal termine friulano arcaico pividor (piviere, un tipo di uccello palustre commestibile molto buono).
PIVIERE
PIVIERI
Piviere è quasi unico, Pivieri, assolutamente rarissimo, parrebbe ligure, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine piviere (uccello trampoliere) originato dal provenzale pluvier, potrebbe anche essere possibile una derivazione dal termine medioevale piviere (Pieve o ripartizione territoriale).
PIZZABALLA Pizzaballa è decisamente lombardo, specifico del bergamasco, di Verdellino, Spirano, Urgnano, Dalmine, Osio Sotto e Caravaggio, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale originato da un termine dialettale lombardo arcaico per uno logorroico o anche che accende le discussioni, un attaccabrighe.
PIZZALA Assolutamente rarissimo, sembrerebbe tipico dell'alto comasco, sull'origine di questo strano cognome si possono solo fare delle ipotesi, potrebbe essere possibile che derivi da un soprannome dialettale originato dal vocabolo piz zalà (nell'alto comasco e nel Canton Ticino è comune la sostituzione della s con la z) con il significato di pesce salato.
integrazioni fornite da Giambattista Pizzala
da mie ricerche risulta che il cognome Pizzala sia una deformazione di Pitz taller, ossia provenienti della valle del Pitz [n.d.r. tal in tedesco significa valle e taller in ladino è il valligiano], (il Pitz è un torrente che percorre l'omonima valle austriaca, si veda Sankt Leonard im Pitztall). Il cognome è stato poi trasformato in Pitztal dagli svizzeri, in seguito italianizzato in Pizzala, quando i miei Avi paterni si sono trasferiti definitivamente in Italia, precisamente in quel di Civello di Villa Guardia, in provincia di Como.
PIZZARDO Tipico di Rovigo, deriva dal cognome medioevale Pizardus di origini spagnole ( ricordiamo uno dei famosi Conquistadores Francisco Pizarro), cognome di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale dove sotto l'anno 1144 in un atto di vendita è citato un certo Martinus Pizardus in qualità di fattore di una proprietà terriera appartenente al monastero di Morimondo (MI).
PIZZATI
PIZZATO
PIZZATTI
Pizzati sembrerebbe lombardo, Pizzato è decisamente veneto, Pizzatti, assolutamente rarissimo, potrebbe essere di origini toscane.  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in Lunigiana a Pontremoli dove in un rogito del 2 gennaio del 1471 si cita un Pizzato del fu Battista olim Luchino Pizzati.
PIZZEGHELLA
PIZZEGHELLO
PIZZIGHELLA
PIZZIGHELLI
PIZZIGHELLO
Pizzeghella è specifico di Verona, Pizzeghello è del padovano, di Padova, Albignasego, Saccolongo, Piove di Sacco e Pontelongo, e di Camisano Vicentino nel vicentino, Pizzighella è tipico del veronese gardesano, di Castelnuovo del Garda e Mezzane di Sotto, e di Verona, Pizzighelli, quasi unico, sembrerebbe laziale, e potrebbe essere l'esito dell'emigrazione veneta in occasione della bonifica Pontina, Pizzighello, molto molto raro, ha presenze in Piemonte ed in Veneto, dovrebbero derivare da soprannomi basati sul termine dialettale veneto antico pizzegar (mordicchiare, spiluccare, spizzicare), da un arcaico piccegar, forse a sottolineare un particolare comportamento dei capostipiti.
PIZZETTI Sembrerebbe avere tre ceppi, nel nord milanese, nel reggiano e nel senese, dovrebbe derivare dal nome medioevale germanico Pizzo, o anche dall'aferesi del nome medioevale italiano Opizzo. Tracce di questo cognome si hanno nel milanese fin dal 1600, a Sondrio troviamo atti redatti dal notaio Maffeo fu Giacomo Antonio Pizzetti di Mazzo (SO).
PIZZI
PIZZO
Pizzi è diffuso a macchia di leopardo in tutt'Italia, Pizzo sembra essere tipico siciliano, con un possibile ceppo nel Veneto, dovrebbero derivare dall'aferesi del nome medioevale italiano Opizzo, ma in alcuni casi possono derivare da nomi di località.
PIZZICA
PIZZICHELLA
PIZZICHELLI
PIZZICHELLO
PIZZICHETTA
PIZZICHETTI
PIZZICHI
PIZZICHINI
PIZZICHINO
PIZZICO
PIZZICON
PIZZICONI
PIZZICOTTI
PIZZICOTTO
Pizzica sembra specifico di Ripa Teatina e della provincia di Chieti, Pizzichi, molto raro, è del senese, Pizzico è quasi unico, Pizzichella, Pizzichelli e Pizzichello sono molto rari è dovrebbero essere del centro Italia, Pizzichetta parrebbe del foggiano, Pizzichetti ha un ceppo nel viterbese ed uno nel foggiano, Pizzichini ha un ceppo marchigiano ed uno romano, Pizzichino, rarissimo, sembrerebbe della zona tra beneventano ed avellinese, Pizzicone è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione di Pizziconi che è tipico della provincia di Roma, Pizzicotti sembra specifico dell'anconetano, Pizzicotto è quasi unico.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Pizzica ha un nucleo principale nel chietino, Pizzichi è tipicamente toscano, con ceppi maggiori nel senese e nel fiorentino, Pizzico, rarissimo, sembra essere originario del chietino, Pizzichella e Pizzichello, unici, si riscontrano rispettivamente a Roma e a Novate Milanese (MI), Pizzichelli, molto raro, è tipico per lo più del centro Italia, dove si trova maggiormente nel romano e nel perugino, Pizzichetta, rarissimo, sembra essere originario del foggiano, Pizzichetti ha ceppi maggiori nel viterbese e nel foggiano, Pizzichini, presente per lo più fra il nord e il centro nord del paese, ha il suo epicentro fra l'anconetano e il maceratese e un ceppo minore nel perugino, Pizzichino, rarissimo, sembra avere un ceppo nel ravennate e uno nell'avellinese, Pizzicone, quasi unico, dovrebbe essere abruzzese, Pizziconi ha un nucleo principale nel romano, Pizzicotti è specifico dell'anconetano, Pizzicotto, quasi unico, si riscontra soltanto nel modenese e nel savonese, tutti questi cognomi derivano dal nome medievale Pizzico, nato come variante (o forse come forma ipocoristica) del nome Pizzo o Piccio, che in italiano antico significa piccolo, piccolino (da intendersi probabilmente in senso affettivo, come avviene nei nomi medievali Piccolo, Piccino, Piccirillo, etc); in alcuni casi, tuttavia, non si può escludere una derivazione dallo stesso termine pizzico, ad indicare particolari caratteristiche fisiche o comportamentali. In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni o dei nomi personali dei capostipiti o di soprannomi loro attribuiti.
PIZZICAROLA
PIZZICAROLI
Pizzicarola. rarissimo, è specifico del frusinate, Pizzicaroli un pò meno raro è romano, derivano da soprannomi originati dal vocabolo dialettale pizzicarolo (salumiere).
integrazioni fornite da Antonino Pizzicaroli
Pizzicaroli derivato da Pizzicarola, si trovava a Strangolagalli (FR) sin dal 1500. Risiedono a Pofi, Priverno e Sezze, oltre che in Canada ed in USA. Esiste un'altro ceppo di Pizzicaroli originario di Cerreto Laziale (Roma).
PIZZIGONI Molto raro sembrerebbe specifico del milanese.
PIZZINAT
PIZZINATI
PIZZINATO
Pizzinat, molto raro, è del trevisano, di Cordignano e Sarmede in particolare, Pizzinati è quasi unico, Pizzinato è molto diffuso in tutta l'area che comprende il vicentino, il padovano, il trevisano, il veneziano, il pordenonese e l'udinese, in particolare nel padovano a Padova, Cadoneghe e Vigonza, nel trevisano a Conegliano e Santa Lucia di Piave, e nel pordenonese a Porcia, Sacile, Pordenone e Caneva, si dovrebbe trattare di forme patronimiche tipicamente venete in -ato e varianti, riferite ad un capostipite il cui padre si chiamasse Pizzo, che attraverso una forma ipocoristica sia diventato Pizzino (vedi PIZZINI e PIZZI).
PIZZINI
PIZZINO
Pizzini dovrebbe essere proprio dell'areale coperto dalle province di Sondrio, Brescia, Verona e Trento, si trova inoltre un probabile ceppo nel cosentino, Pizzino ha un ceppo nel bresciano, uno nel cosentino ed uno nel messinese, l'origine più probabile è da una forma ipocoristica del nome medioevale germanico Pizzo, ma non è da escludere per i  rami calabresi e siciliani, una derivazione da toponimi come Pizzo (VV). Del cognome Pezzini si hanno tracce in un atto del 16 maggio 1653, in Sondrio "in aula inferiori pallatii iuris", dove "...Costantino Artaria di Postalesio, curatore nell'escussione dei beni di Pietro Pizzini, assegna ai sindici della comunità di Fusine, case, terreni e beni vari. Notaio di Castione, Giovanni Pietro Perari fu Giacomo di Castione.". 
PIZZIRUSSO Pizzirusso è specifico di Sant'Angelo dei Lombardi e di Lioni nell'avellinese, dovrebbe derivare originariamente da un soprannome ed in seguito da un nome di località, infatti possono coesistere le due ipotesi: di una derivazione dal nome della contrada Pizzi Russi del comune di Ceppaloni nel beneventano, distante una quarantina di chilometri dalla zona attuale di insediamento del cognome, e che deriva il suo nome da quello di un certo Nicola Fumo detto Pizzirusso abitante di quella contrada, cui diede il nome in epoca rinascimentale, o di una derivazione diretta da un soprannome.
PIZZIUTI Pizziuti, estremamente raro, è specifico di Venezia, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine dialettale marinaresco veneziano arcaico pizziuto (un
PIZZOCCHERO
PIZZOCHERA
PIZZOCHERO
PIZZOCRI
Pizzocchero è rarissimo, dovrebbe essere lombardo, Pizzochera è assolutamente raro e tipico del lodigiano, Pizzochero rarissimo è specifico del sudmilano, Pizzocri è raro e specifico del sudmilano. Tutti questi cognomi hanno una radice comune, le variazioni sono dovute alle diverse trascrizioni fatte dagli addetti alla registrazione, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal vocabolo arcaico pizzochero o bizzochero (di colui che pur essendo laico veste abiti talari, baciapile).
PIZZOFERRATO Pizzoferrato ha un grosso ceppo a Pratola Peligna in provincia dell'Aquila, ed un ceppo più piccolo a Roma, dovrebbe derivare dal nome del paese teatino di Pizzoferrato, probabile luogo d'origine dei capostipiti.
PIZZOL
PIZZUL
Pizzol è specifico del trevigiano, Pizzul, assolutamente rarissimo, è goriziano, dovrebbero derivare da un soprannome originato dalla piccola statura del capostipite, troviamo traccia di questo uso nel Trentino nel 1300 in un atto dove viene citato un certo Pizzol da Serravalle.
PIZZOLATI
PIZZOLATO
Pizzolati è quasi unico, Pizzolato sembrerebbe specifico veneto della zona che comprende le province di Vicenza, Venezia e Treviso, è presente un ceppo primario anche in Sicilia nel trapanese, il ceppo veneto probabilmente deriva da un soprannome originato dalla piccola statura del capostipite, il ceppo siciliano è più difficile da indagare.
PIZZOLITTO Pizzolitto è tipico di San Michele al Tagliamento nel veneziano al confine con l'udinese, con qualche presenza anche a Concordia Sagittaria e Portogruaro sempre nel veneziano viciniore e nell'udinese a Latisana e Ronchis, ed a San Vito al Tagliamento nel pordenonese, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale con il significato di piccolino, probabilmente a sottolineare la piccola corporatura del capostipite.
PIZZOLONGO Pizzolongo, ormai quasi scomparso, sembrerebbe tipicamente molisano di Larino (CB) in particolare, potrebbe derivare da un nome di località, come ad esempio Pizzolongo di Capri (il luogo dove viveva Curzio Malaparte), ma non si può escludere un'origine da un soprannome.
PIZZOLOTTI
PIZZOLOTTO
Pizzolotti, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad errate trascrizioni di Pizzolotto, che è specifico del trevisano, di Valdobbiadene e Morgano, dovrebbero derivare da una forma ipocoristica di un soprannome dialettale originato dalla piccola statura del capostipite, equivarrebbe all'italiano piccoletto.
PIZZONE
PIZZONI
Pizzone è molto raro, ha un ceppo nel chietino ed uno nel catanese, Pizzoni ha un nucleo originario nel perugino ed uno nella Lombardia centro orientale, sembra inoltre avere un ceppo nella zona orientale dell'udinese, potrebbero derivare da toponimi come Capizzone (BG), Pizzone (IS) ecc.  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo in Friuli nel 1600, in un atto troviamo infatti la cessione del Paluduzzo Pizzoni, una vasta proprietà terriera situata non lontano da Muzzana del Turgnano (UD) dall'Illustre Signor Adamo Pizzoni al Conte Domenico Novelli.
PIZZORNI
PIZZORNO
Pizzorni è soprattutto dell'alessandrino e genovese, con un ceppo anche a Mentana nel romano, Pizzorno è caratteristico dell'area che comprende l'alessandrino, il savonese ed il genovese, potrebbero derivare dal nome del paese di Pizzorno, una località di Isola Santa nel lucchese in alta Garfagnana, o anche dal nome di Pizzorne, una frazione di Villa Basilica, sempre nel lucchese, ma l'origine più probabile è dall'antico nome germanico Pietzhorn . I Pizzorno furono nella seconda metà del 1600 una famiglia di imprenditori ferrieri di Rossoglione nel genovese.
PIZZORUSSO Pizzorusso è specifico del casertano, di Lusciano, di Trentola-Ducenta e di Aversa, dovrebbe derivare dal nome originato dalla forma aferetica del nome Opizzo con aggiunto il termine russo, probabilmente motivato dal fatto di essere il capostipite rosso di capelli e di chiamarsi Opizzo.
PIZZULLI
PIZZULLO
PIZZULO
Pizzulli sembrerebbe specifico del tarentino e del vicino barese, in particolare di Ginosa nel tarentino, Pizzulo è specifico di Vallesaccarda e Trevico nell'avellinese, Pizzullo ha un ceppo a Vallesaccarda ed uno a Palermo, dovrebbero tutti derivare da un soprannome originato dal termine dialettale pizzulu (pizzico), probabilmente motivato dall'esilità e bassa statura dei capostipiti, ma non si può trascurare la possibilità che derivi invece da un soprannome originato da caratteristiche presenti nel luogo di abitazione della famiglia, dove era forse presente un pizulus o pizulo (muretto a scarpata addossato a una parete), come possiamo leggere in questo documento dell'anno 1086: "... non inbeni fundamentum a pars meridie ad faciendum pizulo in eadem casa que ad lavorandum incipi solummodo ipso pariete de ipso pizulo de ipso casile ... et dimitteret me lavorare ipso proprio eorum pizulo . iusta eodem pizulo a parte mea et super eodem trave ponere ...".
PIZZURRO Pizzurro è tipicamente siciliano, con un ceppo nel palermitano a Montelepre, uno a San Filippo del Mela nel messinese ed uno a Calatafimi nel trapanese, dovrebbe derivare da un soprannome originato da un termine dialettale arcaico per focacciaro, probabile mestiere del capostipite.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Pizzurro è cognome siciliano e calabrese, viene dal termine dialettale calabrese 'pizzurru' = precipizio. Rohlfs 150.
PIZZUTI
PIZZUTO
Pizzuti sembra avere oltre al nucleo principale nel Lazio, anche un ceppo tra napoletano e salernitano ed uno nel cosentino, Pizzuto ha un ceppo nel Molise che dovrebbe derivare dal toponimo Castelpizzuto (IS), uno in Puglia ed uno in Sicilia, questi cognomi dovrebbero derivare da nomi di località legati al vocabolo pizzo (cima) e starebbe ad indicare la provenienza da una località montana come ad esempio Monte Pizzuto nel reatino.
PLACANICA Placanica è tipicamente calabrese di Catanzaro e di Roccella Ionica e Caulonia nel reggino, dovrebbe derivare dal toponimo Placanica (RC).
PLACIDO Presente a macchia di leopardo in tutt'Italia, sembrerebbe più probabilmente di origini meridionali, ha un ceppo a Rionero In Vulture (PZ) e a Foggia, deriva dal nomen latino Placidus di cui abbiamo un esempio nei Carmina di Sidonius Apollinaris  : "...Aetium Placidus mactavit semivir amens, vixque tuo impositum capiti diadema, Petroni...".
PLATANE'
PLATANI
PLATANI'
PLATANO
Platanè e Platanì, praticamente unici, sono siciliani, Platani, assolutamente rarissimo, ha presenze in Emilia e qua e là nel centro Italia, Platano, abbastanza raro, ha un piccolo ceppo a Fumane nel veronese, uno a Roma, uno piccolo a Napoli ed uno ancora più piccolo a Montelepre nel palermitano, potrebbero derivare dal nome di paesicome Aci Platani nel catanese, Acquaviva Platani nel nisseno, San Biagio Platani nell'agrigentino, o altri toponimi o località caratterizzate dalla presenza di boschi di platani.
PLATANIA Platania sembrerebbe tipicamente siciliano di Catania e del catanese, di Misterbianco, Paternò, Gravina di Catania, Mascalucia,   San Giovanni La Punta e tanti altri piccoli comuni, con ceppi anche a Siracusa e nel siracusano, dovrebbe derivare o dal toponimo calabrese Platania (CZ) o dal vocabolo neogreco platania (plataneto o bosco di platani) ad identificare forse una caratteristica dell'abitazione del capostipite situata in prossimità di un plataneto.
PLATAROTI
PLATEROTI
Plataroti è assolutamente rarissimo, Plateroti, comunque molto raro, è tipico di Gioia Tauro (RC), dovrebbero derivare dal toponimo Plati' (RC).
PLATI Molto raro sembrerebbe avere un nucleo nella bergamasca ed uno nel materano, potrebbe derivare dal nomen latino Platorius, mentre quello meridionale potrebbe derivare dal toponimo Plati' (RC).
PLATINETTI
PLATINI
Platini è abbastanza raro, Platinetti lo è decisamente di più, sono entrambi specifici del novarese, potrebbero derivare dal nome medioevale Platinus, nome di cui si hanno tracce ad esempio nel 1480 in una lettera di Leonardo da Vinci leggiamo: "...Platinus Joanni Thomae, Plato patruo S. D. Tetrastichon meum his litteris inclusum..."
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Platìni (accentazione piana) è probabilmente originario di  Fontaneto d'Agogna, paese nei pressi di Novara. Qui ancora oggi esiste il nucleo più forte di questa famiglia.  Già nel 1600 i Platini risultano nello stato delle anime della parrocchia di Fontaneto d'Agogna. Il cognome verrebbe da un soprannome del dialetto arcaico "plat", col significato di calvo, etimologia già accertata da Ottavio Lurati (studioso ticinese) per il cognome ticinese Piattini, da "piat" calvo. Platinetti, diffuso nella stessa zona geografica di Platìni, meno frequente del cognome precedente, è un diminuitivo.
PLATONE
PLATONI
Platone ha un ceppo a Napoli, Platoni ha un piccolo ceppo nel parmense a Borgo Val di Taro, ed uno più consistente a Perugia e Deruta nel perugino, dovrebbero derivare dal nome greco Platone, il nome del famosissimo filosofo greco Πλάτων, Plàton, probabilmente portato dai capostipiti, il celebre filosofo che diede avvio tra l'altro al mito di Atlantide citandola nei suoi dialoghi Timeo e Crizia.
PLATTI
PLATTO
Platti ha un ceppo nel lecchese a Pasturo, ed un ceppo nel viterbese a Capranica, Platto è tipico del bresciano, di Castrezzato, Castelcovati, Brescia e Chiari, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal termine latino plattus (piatto) o anche da una forma alterata derivata dal nomen latino Plautus, un principio di questa cognominizzazione lo troviamo a Milano in una Carta venditionis dell'anno 1184: "...Et inde estiterunt fideiussores omni tempore, ita ut quisque insolidum possit conveniri, Guilielmus qui dicitur de la Porta et Rogerius Tinctor et Burrus qui dicitur Plattus atque Ambroxius qui dicitur de Bollate , de suprascripta civitate...", altre tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio nella prima metà del 1700 nel sondriese a Fusine, dove opera il notaio Matteo Plattus fu Giovanni, nella seconda metà del 1700 a Caprino Bergamasco troviamo, in qualità di commissario della Valle San Martino, un certo Venantius Plattus.
PLESCIA Plescia ha un ceppo ad Ururi nel campobassano, con presenze significative anche a Termoli ed a Palata, sempre nel campobassano, ed un ceppo nel palermitano a Piana degli Albanesi, Palermo e Villafrati, cognome di origini albanesi, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine albanese plesht (pulce), forse motivato dalla ridotta statura dei capostipiti.
PLINI
PLINIO
Plini ha un ceppo a Spoleto nel perugino ed a Penna in Teverina e Terni nel ternano, ed un ceppo molto consistente a Roma ed uno ad Amatrice nel reatino, Plinio ha un piccolissimo ceppo a Roma ed uno a Termoli nel campobassao, dovrebbero derivare dal nomen latino Plinius, il nome gentilizio della Gens Plinia, ricordiamo i due Plinii: Gaio Plinio Secondo, conosciuto come Plinio il Vecchio, autore della Naturalis Historia, che morì durante l'eruzione del Vesuvio che distrusse Pompei, e Gaio Plinio Cecilio Secondo, conosciuto come Plinio il Giovane, scrittore latino nipote del precedente, che descrisse in una delle sue epistole l'eruzione del Vesuvio durante la quale morì suo zio.
PLOTEGHER Plotegher è tipico del trentino, di Folgaria, Rovereto, Trento e Calliano, con un ceppo anche a Bolzano, ed uno piccolissimo a Pescantina nel veronese, potrebbe derivare dal termine dialettale medioevale germanico plota (lastra di pietra) e riferirsi forse all'attività di estrattore di lastre di pietra da usarsi come tegole.
PLUCHINO Pluchino è tipico della Sicilia meridionale, del ragusano in particolare e di Ragusa e Modica soprattutto, ma anche di Vittoria e Scicli, di Catania e di Avola, Siracusa e Pachino nel siracusano, potrebbe derivare dall'italianizzazione del cognome medioevale francese Ploukin, che sembrerebbe derivare dal termine medioevale francese pluquer (beccare), usato particolarmente in Picardia, regione a nord di Parigi, ricordiamo Philippus Ploukin che divenne Procuratore Generale a Parigi nel 1372.
PLUDA Pluda è specifico del bresciano, di Borgosatollo in particolare, di Brescia, Lonato, Castenedolo, Montirone e Botticino, dovrebbe derivare dal nome di Pluda, una frazione di Leno, paese bresciano posto tra Manerbio e Ghedi, probabile luogo d'origine dei capostipiti.
PLUTINO Specifico di Reggio Calabria, deriva dal nome greco bizantino Plutinus di cui abbiamo traccia nel XI° secolo a Bagnara Calabra (RC): "...et Girardo monacho ipsius monasterii et Relia abbate sancti Helie de Spileo et Leone de Melicocca et presbitero Plutino et presbitero Anania et Nichiforo fratre eius...".
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