| PISA |
Pisa ha più ceppi, nell'alessandrino, in Emilia, nel basso Lazio,
nel napoletano, ed in Sicilia, derivano dal toponimo Pisa, pur essendo
un nome di città non risulta nell'elenco delle famiglie safardite
in Italia. |
PISANA
PISANELLI
PISANELLO
PISANI
PISANO |
Pisana è tipico della Sicilia meridionale, del ragusano in particolare,
di Modica, Scicli ed Ispica, ma ha ceppi anche nell'ennese a Piazza Armerina,
nel nisseno a Riesi, a Pachino e Siracusa nel siracusano, Pisanelli ha
un ceppo salentino, uno tra romano e latinense ed uno tra napoletano, casertano,
beneventano e foggiano, Pisanello è decisamente salentino, di Sannicola,
Gallipoli, Tuglie, Taviano, Melissano, Alezio, Parabita e Lecce, Pisani
è panitaliano, Pisano è tipico del sud e della Sardegna,
derivano tutti, direttamente o tramite ipocoristici, dall'etnico del toponimo
Pisa. Tracce di questo cognome le troviamo a Riva del Garda (TN) in un
atto del 1382: "... Liber bonorum immobilium ommnium civium
terre Rippe factus sub magnifico domino Paulo
Pisano, dignissimo provisore Rippe in MCCCLXXXII
indictione XVa existentibus syndicis ser Joanne Antonio Thyla notario et
ser Petro Moscardini...". |
| PISAPIA |
Pisapia è specifico del salernitano, di Cava de' Tirreni in particolare,
ma ben diffuso anche a Salerno, Nocera Superiore e Pontecagnano Faiano,
dovrebbe derivare da un soprannome dialettale. |
| PISARONI |
Rarissimo è specifico piacentino,
dovrebbe derivare da un soprannome dialettale. |
| PISATI |
Tipico del milanese, pavese e lodigiano.
Abbiamo notizie di questo cognome nel 1440, quando Giovanni Pisato
traccia una carta militare della Lombardia |
PISCEDDA
PISCHEDDA
PISCHEDDU |
Piscedda è tipico del cagliaritano, con un ceppo anche ad Oristano,
Pischedda è diffuso in tutta la Sardegna, Pischeddu è assolutamente
rarissimo e dovrebbe trattarsi di un errore di trascrizione del precedente,
potrebbero derivare da soprannomi originati dall'essere il capostipite
un produttore di formaggi e sarebbe legato al vocabolo protosardo pischedha
(forma per formaggi). |
| PISCIAVINO |
Assolutamente rarissimo sembrerebbe umbro o del viterbese ai confini con
l'Umbria, potrebbe derivare da un soprannome o da un nome di contrada. |
| PISCIOTTA |
Un nucleo nel palermitano e trapanese
ed un ceppo probabile nel materano e barese, ha diverse derivazioni, dal
toponimo Pisciotta (SA) per il ceppo campolucano, a soprannomi legati al
vocabolo dialettale pisci (pesce) con riferimento al mestiere di pescatore,
ma è anche possibile un soprannome dispregiativo. |
PISCITELLI
PISCITELLO |
Piscitelli è diffuso in tutta l'Italia centromeridionale peninsulare,
nel romano, nel casertano e napoletano, nel barese e nel crotonese in particolare,
Piscitello è tipicamente siciliano, della parte settentrionale dell'isola,
del palermitano e del messinese, dovrebbero derivare da soprannomi dialettali
legati alla pesca, o comunque al pesce, troviamo tracce illustri di questa
cognominizzazione nel 1500 con Ettore Piscitelli arcivescovo di Lanciano
nel teatino dal 1568 al 1569. |
PISCO
PISCOPELLO
PISCOPIELLO
PISCOPO |
Pisco, molto raro, è napoletano, Piscopo è anch'esso tipico
del napoletano, ma con ceppi anche nel barese ed in Sicilia, Piscopello
e Piscopiello sono pugliesi, della penisola salentina in particolare, derivano
tutti da soprannomi originati dal termine greco episkopos (vescovo, soprintendente)
carica non necessariamente religiosa riservata a quanti avessero responsabilità
di comando nella comunità. Tracce di questa cognomizzazione le troviamo
in una lettera d'indulto di Roberto D'Angiò datata 12/06/1340: "...Principalis
clemencia dum censure iuris per lenitatis intuytum se amabiliter obicit
rigorem iusticie cum moderamine librate provisionis emollit nec solum leves
excessus abolet sed interdum graves culpas mitigat et in facinoribus manifestis
lenitive dispensat... ...Guillelmus de Majnardo, Petrus
Piscopus, Nicolaus
Piscopus, Guillelmus de Bonofilio...".
integrazioni fornite da Giovanni
Grimaldi
Piscopo è un cognome diffusissimo in Campania, ma diffuso anche
in Puglia, Sicilia e Lazio, così come presente anche nel nord Italia.
Questo cognome deriva dall'aferesi del termine Episcopo che in greco designava
un'ispettore e che nella terminologia ecclesiastica era riferito al Vescovo
di una diocesi. A tal proposito possiamo dunque supporre che essi discendessero
da un Vescovo (giacchè alcuni di essi nei secoli bui dell'alto medioevo
ebbero figli) o che provenissero da una zona sede di un Vescovado (l'Episcopium).
Il cognome appare comunque in vari atti già nei secoli XII-XIII
in Puglia ed in Campania. Possiamo comunque notare che nel XII sec. esisteva
in Capua (sede vescovile) una famiglia De Episcopo e nel XIII sec. esisteva
in Aversa (altra sede vescovile) la nobile famiglia De Episcopo e De Archiepiscopo,
mentre abbiamo notizie in Napoli nel XIII sec. di un'altra famiglia Piscopo
(in Piazza S. Maria Maggiore), a cui probabilmente apparteneva Pandolfello
Piscopo Alopo (+1416), Gran Camerlengo di Giovanna II. Ma una famiglia
Piscopo era attestata fin dal XIII sec. anche in Arzano (Na), dove tutt'ora
Piscopo è il cognome più diffuso. |
PISEDDU
PISU |
Entrambi tipici sardi, Piseddu ha nuclei a Laconi e Genoni (OR), a Orroli,
Senorbì e Quartucciu (CA), Pisu è specifico della Sardegna
del sud, di Quartucciu (CA), Cagliari, Settimo San Pietro (CA), Scano Di
Montiferro (OR) e Laconi (OR) in particolare, derivano direttamente o tramite
diminutivo da soprannomi originati dal vocabolo sardo pisu
(pisello). derivato dal vocabolo latino
pisus (seme).
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
PISEDDU: piccolo seme, dal latino pisum (pisello
o cicerchia). Non ritrovandolo nei documenti antichi del sardo, lo riteniamo
un cognome abbastanza giovane. Tra i più famosi, citiamo Piseddu
Antioco (Senorbì 1936), vescovo della Diocesi di Lanusei dal 1981.
Attualmente il cognome Piseddu è presente in 41 dei 377 Comuni della
Sardegna, per un totale di 476. Nella penisola è presente in 9 Comuni
del Lazio (Roma 13), 7 della Liguria (Quiliano 5), della Lombardia ( Milano
11), del Piemonte (Torino 9). Non è presente in USA.
PISU: seme, dal latino pisum. Pisufà
è la cicerchia; pisu(d)ruci,
è il pisello; pisu
de croccoriga, è il seme di
zucca; su pisu de sa pruna, de sa nespula,
de su piricoccu = il nocciolo della
susina, della nespola, dell’albicocca. Su
pisu è detto anche il pavimento
della chiesa: dallo spagnolo piso
= suelo de una habitaciòn =
pavimento di una casa. È presente
nelle carte antiche. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del
1388, sono citati 4 Pisu: Pisu Findeo, jurato ville Sorrai (villaggio
distrutto - Contrate Partis Varicati – Barigadu); Pisu Gantino, ville Selluri
(Sanluri – Seddori); Pisu Gunnario, ville de Sardara; Pisu Margiano,
majore ville Nuragus (Contrate Partis Alença); Pisu Petro, ville
Nuragus. Attualmente il cognome è presente in 282 Comuni del territorio
nazionale, di cui 118/377 in Sardegna. Nel continente la maggiore diffusione
si registra nel centro nord. Negli USA è presente in California
e in Pennsylvania, con 1 nucleo familiare ciascuno. Nei 118 Comuni sardi,
i Pisu, sono distribuiti per lo più nella parte meridionale dell’isola,
per un totale di 2546 (*2007). |
PISELLI
PISI
PISO |
Piselli è tipico dell'Umbria e Lazio, Pisi è tipicamente
emiliano del parmense e del reggiano soprattutto, Piso è assolutamente
rarissimo, derivano tutti o da soprannomi legati al vocabolo latino pisum
(pisello) o dal nomen latino Piso
(Pisonis) di cui abbiamo un esempio
nel Libro XXXIV° della Naturalis Historiae
di Plinio: "...monopodia
Cneum Manlium Asia devicta primum invexisse triumpho suo, quem duxit anno
urbis DLXVII, Lucius Piso
auctor est, Antias quidem heredes...". |
| PISERI |
Assolutamente rarissimo, forse
lombardo, deriva probabilmente da un soprannome originato dal vocabolo
latino pisum (pisello). Troviamo nel 1700 nell'anconetano un Pasquale
Piseri compositore di musiche sacr, di cui non si conosce la provenienza.. |
PISONE
PISONI |
Pisone è assolutamente rarissimo, Pisoni è tipico della fascia
che dal trentino arriva al varesotto, con particolare concentrazione nel
milanese e nel bergamasco, esiste anche un ceppo completamente autonomo
nel sassarese, dovrebbero derivare dal cognomen latino Piso
(Pisonis) di cui abbiamo un esempio
nel proconsole Cneus Calpurnius Piso: "...S(enatus)
c(onsultum)
de Cn(aeo)
Pisone patre
propositum N(umerio) Vibio
Sereno proco(n)s(ule)...". |
| PISSAVINI |
Rarissimo, dovrebbe essere milanese,
dovrebbe derivare da unj soprannome dialettale. |
| PISSETTI |
Assolutamente rarissimo, tipico del milanese, dovrebbe derivare da una
modificazione dialettale del cognome Pizzetti. |
PISTILLI
PISTILLO |
Pistilli è tipico delle Marche e del teramano, del romano, del frusinate
e del latinense, del campobassano, del foggiano e del barese, Pistillo
ha un ceppo nel romano e latinense, nella Campania litoranea, nel campobassano,
nel foggiano e soprattutto nel barese, dovrebbero derivare da nomi di località
come quella citata in quest'atto del 1223: "In nomine
Domini quartodecimo anno principatus domni nostri Gisulphi gloriosi Principis,
mense februario, nona indictione. Ante me Romualdum iudicem coniuncti sunt
Ursus et Iohannes Gastaldi filii ... ...et est ibidem per latitudo passi
duodecim, et ab ipsis triginta quattuor passibus vadit in parte orientis
usque in pistillum
de monte ipsius Ursi Gastaldi. A parte orientis est finis ipsum pistillum,
et passi quinque....", ma è pure possibile che derivino da
un soprannome originato dal termine latino pistillum
(pestello), forse perchè il
capostipite nel suo mestiere utilizzava un pestello, magari per pestare
nel mortaio le erbe a mò di erborista. |
| PISTOIA |
Pistoia potrebbe essere un cognome ebraico, ha ceppi nel pavese, tra pisano
e livornese, nel Lazio, in Puglia, in Calabria ed in Sicilia, prende il
nome dal toponimo toscano omonimo. |
| PISTOLA |
Pistola ha un ceppo marchigiano a Jesi, Falconara Marittima, Fabriano ed
Ancona nell'anconetano, uno laziale a Roma e Civitavecchia (RM) e nel viterbese
a Civita Castellana ed un ceppo a Napoli, dovrebbe derivare da soprannomi
legati forse ad episodi cruenti. |
PISTONE
PISTONI |
Pistone è un cognome abbastanza diffuso, sembra avere due ceppi,
uno nella Sicilia meridionale ed uno in Piemonte e Liguria, ma si individua
pure un piccolo nucleo in Campania, che dovrebbe derivare dal nome o del
fiume Pistone o del monte omonimo situato nel salernitano, Pistoni ha un
ceppo tra bresciano, mantovano e modenese, uno marchigiano ed uno nel viterbese
e nel romano. La derivazione di questi cognomi è controversa, si
può supporre che abbia origine da un soprannome legato al vocabolo
rinascimentale pistone (specie
di moschetto) e sottintenderebbe il mestiere di soldato o di
brigante, un'altra ipotesi lo farebbe derivare da un nome di località
come ne esistono molte in tutt'Italia, ma non si può escludere che
possa trattarsi di una forma indiretta del nome medioevale Pisto, Pistonis.
Personaggi degni di nota sono stati nel nel 1400 a Caltagirone (CT) il
notaio Matteo Pistone che redisse un atto di vendita di un dipinto del
famoso pittore Antonello da Messina (1430-1479), nel 1600 Francesco
Pistone notaio in Genova, Carlo Giuseppe Pistone di Montalto (1739-1795),
che fu vescovo di Alessandria. |
PISTORE
PISTORELLI
PISTORELLO
PISTORI
PISTORINO
PISTORIO |
Pistore è del padovano, Pistori, molto raro è veronese, Pistorio,
più diffuso, è catanese, Pistorello ha un ceppo spezzino
ed uno veneto, Pistorelli, assolutamente rarissimo, sicuramente veneto,
è provavilmente dovuto ad errori di trascrizione, Pistorino, molto
raro, è del messinese, derivano dal cognomen di epoca medioevale
Pistoris di cui abbiamo un esempio nel Codice
Diplomatico della Lombardia Medioevale sotto l'anno 1156 a Vimercate
(MI): "...a sero Iohanis Sertoris, a monte Ismaelli;
a mane parte case est Algisi Pistoris,
a meridie heredum Ambroxii Orrici..." o anche
nel 1213 a Lucca dove in uno scritto si legge:
"...Rugerius comiti Guidonis filius cognatus Marchionis predicti, comes
Gerardus di Pian di Porto. Lanfrancus Lazari
de Pistorio, Mussus
de Pistorio et Guittoncinus Sighiboldi, et
alii VI de nobilioribus dicti Pistorii...".. |
| PISTRITTO |
Pistritto è decisamente siciliano, del siracusano in particolare,
di Floridia, Siracusa e Carlentini e di Gela nel nisseno, dovrebbe derivare
da una forma ipocoristica dialettale siciliana derivata dal termine latino
pistor (fornaio,
panettiere), probabilmente ad indicare sia l'attività
del capostipite, sia la sua corporatura minuta. |
| PITACCO
|
Pitacco è un cognome specifico di Trieste, potrebbe trattarsi di
una forma ipocoristica dialettale dell'antico nome sloveno Pit
o Pitie, o dal corrispondente latino
Pitius, forma aferetica del più
comune Sulpitius, con l'aggiunta del
suffisso -acco, il suffisso di origine
celtica -acco, come quello latino -acus,
indica appartenenza o proprietà, per cui è anche possibile
che il cognome possa derivare da un nome di località identificabile
come proprietà di un tale Pit o Pitius. |
PITARI
PITARO
PITERA
PITTERA |
Sia Pitari che Pitaro, molto rari, sono tipici della zona di Catanzaro,
probabilmente di Borgia (CZ), Pitera è quasi unico, Pittera, abbastanza
raro, è specifico di Acireale, Catania e Trecastagni nel catanese,
dovrebbero derivare, direttamente o tramite alterazioni dialettali, da
un soprannome originato dal termine greco πίτυρα,
pityra (crusca),
forse perchè il capostipite ne era produttore o venditore. Personaggio
famoso di queste famiglie fu Antonio Pitaro, illustre letterato e accademico,
docente in medicina all'università di Salerno e di Napoli, nonchè
alla Sorbona di Parigi fu medico dei Buonaparte. |
| PITTA'
|
Pittà, tipicamente siciliano, dell'ennese, di Enna ed Aidone e di
Catania, potrebbe derivare da una forma dialettale contratta del termine
greco petalàs (maniscalco)
probabile mestiere del capostipite. (vedi PITTALA) |
PITTALA
PITTALA' |
Pittala è sicuramente siciliano, sembrerebbe di San Teodoro nel
messinese, Pittalà ha un ceppo a Catania, Paternò ed Adrano
nel catanese ed uno nell'ennese a Leonforte e Nicosia, dovrebbero derivare
dal termine greco petalàs (maniscalco)
probabile mestiere del capostipite. |
PITTALIS
PITZALIS |
Tipico della Sardegna centrosettentrionale Pittalis, della Sardegna centromeridionale
Pitzalis, derivano dal vocabolo dialettale campidanese pitzali che significa
cima. Tracce di queste cognomizzazioni si hanno a Sanluri (CA)
fin dal 1500, vi troviamo un certo Antioco Pitzalis vassallo degli Aymerich,
nobile famiglia di origini catalane. |
| PITTALUGA |
Tipico genovese, deriva da un soprannome dialettale originato da pità
l'uga (beccare l'uva). |
| PITTAMIGLIO |
Molto molto raro è sicuramente ligure, parrebbe del savonese, potrebbe
derivare da un soprannome dialettale originato da pità
miglio (beccare il miglio) nel senso di rubare il miglio. |
PITTARI
PITTARO |
Pittari sembrerebbe originario
della Sicilia sudorientale, Pittaro parrebbe avere 3 ceppi, uno nell'alto
potentino, uno tra Venezia e Padova ed uno nell'udinese, dovrebbero avere
origini da diversi soprannomi dialettali, legati all'allevamento o custodia
dei tacchini quelli veneti e da soprannomi legati al mestiere di imbianchino
quelli meridionali. |
PITTARELLA
PITTARELLO |
Molto rari specifici veneziano,
potrebbe derivare da un soprannome legato al mestiere di imbianchino. |
| PITTAU
|
Cognome tipico del sud della Sardegna, potrebbe derivare da modificazioni
del vocabolo campidanese pittaiòlu
(campanaccio per capre e pecore) e
potrebbe stare ad indicare il fatto che il capostipite fosse dedito alla
pastorizia, ma è pure possibile un'origine da un soprannome connesso
con il vocabolo sardo pittu (becco)
che potrebbe riferirsi a caratteristiche fisiche. |
PITTER
PITTERI |
Pitter, estremamente raro è veneto, Pitteri è specifico veneziano,
troviamo tracce di questa cognomizzazione a Venezia nella prima metà
del 1700 con il libraio stampatore Francesco Pitteri.
integrazioni fornite da Luigino
Mondini
potrebbe derivare da un soprannome, in dialetto veneziano i piteri
sono i vasi da fiori.
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