| POCHETTINO |
Molto raro è tipico della
provincia piemontese, dovrebbe derivare da un nome di località. |
PODA
DE PODA |
Poda è un cognome specifico di Flavon (TN), De Poda, assolutamente
rarissimo, è una variazione dal precedente.
ipotesi fornite da Aldo Piglia,
Milano
Il cognome Poda è attestato a Flavon (TN) sin dal
XVI° secolo. Ci sono almeno tre rami di Poda: i Poda dall'Olio, i Poda
dei Gianpodi, ed i Poda de Neuhaus. Quest’ultimo ramo trasse la seconda
parte del suo cognome dall’attribuzione del 22 aprile 1701 di un titolo
nobiliare ad Antonio Poda (1650-1720) da parte dell’Imperatore Leopoldo
I° di Germania. Attualmente, questo ramo è conosciuto semplicemente
con il cognome de Poda. (Informazioni
tratte da http://www.trentinoheritage.com/flavon.htm)
La diffusione di questi cognomi è ancora ristretta ai comuni
di Cunevo e Flavon in Val di Non, salvo la dispersione originata dal fenomeno
dell’emigrazione che ha interessato questa zona dalla fine dell’Ottocento
fino ad almeno gli anni Settanta. Di alcuni Poda che vivono in provincia
di Bolzano o a Milano è verificato che sono nati o hanno avuto genitori
nati a Flavon. |
PODDA
PODDI
PODDIE
PODDO
PODDU |
Podda è molto diffuso in tutta la Sardegna, soprattutto al centrosud,
Poddi ha un ceppo principale a Scano Di Montiferro e Cabras (OR), ma è
ben presente anche a Oristano ed a Cagliari, e sembrerebbe esserci un piccolo
ceppo anche nel ternano a Terni e Narni, Poddie è specifico del
nuorese di Belvì e Tonara, Poddo e Poddu sono quasi unici, potrebbero
derivare da un soprannome originato dal vocabolo sardo podha
(farina) forse attribuito a famiglie
di mugnai o di panettieri.
integrazione fornita da Giuseppe
Concas
PODDA: gallina, polla. Da podda
deriva poddine/i, che è la crusca per le galline (in latino pollinis).
È presente anche nelle carte antiche della Sardegna: tra i firmatari
della Pace di Eleonora del 1388: Podda Masulino, jurato ville
Petra Veurra (* Petra Veurra…distrutto. Campitani Majoris); Podda Anthonio,
jurato ville Nuraci Niello(Nuraxinieddu); Podda Barcolo, ville de Sardara;
Podda Petro, ville Stolo (*Stolo…o Stolu…villaggio distrutto .. Laconi
et Contrate Partis Alença). Nella variante più antica: Polla
Comita, ville Solgono(odierno Sorgono: Mandrolisay e Barbagia di Belvì),
Polla Guantino, jurato ville Nurau Albu (* Nurau Albu…distrutto. Campitani
Majoris); Polla Michele, ville Mahara (Villamar); Polla Porcu Leonardo,
majore (sindaco, amministratore) ville Forru Ville Noa(Villanovaforru).
Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, *CSNT XI°, XII° sec., troviamo:
Polla Gosantine, teste in una compera: “comporaili a Nigellio Serpio, su
de Bonorçoli, terra in Funtana de Caballos in Andronice, tenende
a ssa ki li comporai a Gabini de Puçolu, et abe s’atera parte sa
ki li copmporai a fiios de Gosantine Bacca. Et deibili III berbeces in
tremisse, et V moios d’oriu, et IIII de tridicu: puspare li feci sollo,
a boluntade de pare (ho comperato da Nigellio Serpio, quello di Bonorzoli,
un terreno in Fontana dei cavalli, in Andronice (località tra Semestene
e Cossoine), confinante con quella che comprai da Gavino de Puçòlu
e dall’altra parte con quella che comprai dai figli di Costantino
Bacca. E gli diedi 3 pecore per (del valore) un terzo di soldo, e 5 moggi
(moggio equivale a 40 litri: per le misure delle granaglie, come anche
delle terre, si usava il litro) d’orzo, e 4 di grano, in tutto del valore
di un soldo, d’accordo entrambi (il valore del soldo aureo era equivalente
a 10 pecore o 9 capre: un buon giogo di buoi aveva il valore di 8 soldi
– iugu in VIII sollos. Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, *CSMB
XI°, XII° sec., troviamo con il cognome Polla un’intera famiglia,
in una partizione di servi: Elene, Iorgi, Orzoco, Zipari (partirus fiios
de Zipari Polla…levait clesia (di Santa Maria) ad Elene et a Iorgi su patre
…et Orzoco remansit a comune…= divisi i figli di Zipari Polla…la chiesa
prese Elene e Giorgio il padre… e Orzoco rimase in comune…). Attualmente
è un cognome diffuso in 359 Comuni d’Italia di cui 146 della Sardegna:
nell’isola la distribuzione è abbastanza omogenea. Ritroviamo il
cognome Podda anche in USA, i due Stati, California e New York, con un
nucleo familiare ciascuno. |
| PODDINE |
Poddine, abbastanza raro, è tipico di Sassari e del sassarese e
di Assemini (CA) e del cagliaritano, con un ceppo anche a Genova.
integrazione fornita da Giuseppe
Concas
PODDINE è la crusca per i polli, dal latino pollinis.
Attualmente è presente in Italia in 21 Comuni, di cui 7 della Sardegna. |
| PODENZANI |
Rarissimo, dovrebbe essere specifico
del sud milanese, dovrebbe derivare dal toponimo Podenzano (PC). |
PODESTA'
POTESTA' |
Podestà è specifico del genovese, con un ceppo forse secondario
in provincia di Roma, Potestà, molto più raro sembra più
romano che ligure, si potrebbe comunque trattare di una variazione da un
ceppo primario comunque ligure, derivano dalla carica di podestà,
massimo livello amministrativo dell'Italia medioevale, con funzioni di
reggitore della città e giudice. |
| PODETTI |
Tipico della zona di Commezzadura e Malè nel trentino, potrebbe
derivare da un soprannome originato dal vocabolo dialettale podetto (sorta
di coltellaccio). |
PODRECCA
PODREKA |
Podrecca è decisamente friulano, di Cividale del Friuli, Ronchis,
Udine e Trieste, Podreka, estremamente raro, è triestino, potrebbero
derivare da modificazioni dialettali del toponimo Podresca di Prepotto
nell'udinese, ma, molto più probabilmente, dovrebbero derivare da
modificazioni dialettali sloveno friulane del termine Patriarca (nome della
massima carica religiosa nelle Venezie), il termine Podreka identificava
quanti al servizio del Patriarca di Aquileia lavoravano nelle sue
proprietá o le amministravano. |
| POERIO |
Ha un nucleo campano tra Napoli e Pozzuoli ed uno nel crotonese, le radici
calabre risalgono almeno al 1200, nel 1601 si legge: "...Nocte
luna exoritura prorex Henrico Poerio
mandat ut octo signa veteranorum educeret, et ad occiduam castrorum partem
aciem instrueret....", dal 1715 i Poerio furono Baroni di Belcastro
(CZ). |
POGGI
POGGIATO
POGGIO |
Poggi dovrebbe avere due grossi
nuclei, uno tra il milanese, il pavese, l'alessandrino e piacentino e la
Liguria, Poggiato è assolutamente raro, dovrebbe essere della zona
veronese, Poggio ha un nucleo nell'alessandrino, astigiano, savonese e
genovese, dovrebbero derivare o da soprannomi legate a caratteristiche
della zona, o da toponimi come Poggio d'Asti (AT) e Poggio di San Remo
(IM). |
POGGIOLI
POGGIOLO |
Poggioli è tipico dell'Emilia e Romagna, con ceppi nel piacentino,
nel modenese, nel bolognese,nel ferrarese, nel ravennate, forlivese e riminese
e nel pesarese, Poggiolo sembra essere unico ed è probabilmente
un errore di trascrizione del precedente, potrebbe derivare da toponimi
come Poggioli nel modenese o Poggiolo nel pavese, ma è pure possibile
si tratti di forme ipocoristiche originate in forma patronimica da padri
di capostipiti chiamati Poggio o Poggi di soprannome o cognome. |
| POGGIONI |
Abbastanza raro dovrebbe essere specifico della zona tra le province di
Arezzo, di Pistoia e quella di Perugia, dovrebbe derivare da un nome di
località, come ad esempio il Castello dei Poggioni nel cortonese,
o Poggioni nel pistoiese o la località Poggione (SI). |
POGLIAGHI
POGLIANI
POIAGHI
POIAGO |
Pogliaghi è molto raro è tipico del milanese, così
come Pogliani che è però molto più diffuso, Poiaghi,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe del sudmilanese, Poiago è quasi
unico, dovrebbero derivare dal toponimo Pogliano Milanese (MI) o da toponimi
scomparsi come Polliago di cui abbiamo traccia in un Breve
consignationis feudi ad Arcagnago (MI) (nei pressi di San Giuliano
Milanese) del 1199: "...a mane de Zendatariis, a
meridie Morandi, a sero Sancti Ambrosii, a monte illorum del
Polliago, campus dicitur Gera de Burgo...". |
| POGLIANO |
Tipico del torinese, dovrebbe derivare da nomi di località come
ad esempio Pogliano di Moncucco Torinese (TO) il toponimo Pogliano è
abbastanza diffuso in nord Italia, derivando dal latino Publi
Agmina cioè i campi (accampamenti) di Publio. |
POGNA
POGNI |
Pogna, molto raro, è tipico di Sellero (BS) in Valcamonica, Pogni,
ancora più raro, sembrerebbe del vicentino, potrebbero derivare
dal cognomen latino Apponius, ma più probabilmente derivano da soprannomi
come sembra suggerire una sentenza del 1624 a Bergamo dove viene citato
un certo: "...Santo Tosino, detto il Pogna,
daziere di Calcio...". |
| POGNANI |
Assolutamente rarissimo, tipico del mantovano, dovrebbe derivare dal toponimo
Pognano (BG). |
| POILLUCCI |
Estremamente raro è tipico di Sulmona (AQ).
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Cognome di difficile interpretazione e di debole diffusione, sembrerebbe
presentare due ceppi principali nel comune abruzzese di Sulmona e nella
città di Trieste. Dal punto di vista etimologico, salvo nuove
scoperte archivistiche nei rispettivi luoghi dove il cognome è maggiormente
radicato, propenderei per la derivazione dalla cognominizzazione in senso
patronimico del nome di persona Pollio,
divenuto Poillucci per trasposizione della vocale "i", variazione in senso
vezzeggiativo del nome del Capostipite e pluralizzazione del cognome del
ceppo al fine di indicare l'intero nucleo familiare. Si hanno tracce del
vocabolo Pollius fin dall'antichità,
quando veniva designata con tale nome, di incerta etimologia, una tribù
romana. Pollius divenne ben presto cognomen: ricordiamo a tal proposito
due personaggi illustri e di spiccato ingegno, quali furono l'architetto
Marcus Vitruvius Pollio (ca 80/70 a.C. - ?), autore del famosissimo trattato
intitolato De architectura, e il console
Gaius Asinius Pollio ( 76/75 a.C. - 5 d.C.), oratore, poeta e storico di
fama. E' possibile, se ragioniamo in questa direzione, che i due ceppi
di Sulmona e di Trieste siano di origine diversa, salvo probabili migrazioni
avvenute in passato che hanno consentito ai Poillucci abruzzesi di impiantarsi
al Nord, in Friuli Venezia Giulia. |
| POL
|
Sembrerebbe originario della zona di Conegliano nel trevigiano, dovrebbe
derivare da una forma dialettale del nome Paolo. |
POLACCHI
POLACCHINI
POLACCO |
Polacchi, molto molto raro, parrebbe romano, Polacchini, tipicamente emiliano
ha un ceppo a Mirandola e Finale Emilia nel modenese, con ceppi secondari
anche a Bologna e Cento nel ferrarese, Polacco ha vari ceppi in giro per
la penisola, a Venezia, Verona e Trieste, nell'anconetano, a Cava dei Tirreni
nel salernitano ed a Giovinazzo nel barese, dovrebbe trattarsi di etnici
o di suoi diminutivi indicando una provenienza dalla Polonia della famiglia. |
POLATI
POLATO |
Polati, molto raro, parrebbe del veronese, Polato è molto diffuso
in tutto il Veneto, si dovrebbe trattare di forme patronimiche venete in
-ato del nome Polo e si riferirebbero
quindi a famiglie di figli di uno chiamato Polo. |
POLCI
POLICI |
Polci ha un ceppo marchigiano tra maceratino e Piceno, uno nell'aretino
ed uno a Roma, Polici, molto molto raro, è romano, dovrebbero derivare
dal cognomen latino Policius o Pulicius
(vedi PULICE). |
POLCINI
POLCINO
TARTAGLIA-POLCINI |
Polcino e Polcini sono cognomi tipicamente beneventani.
integrazioni e stemma forniti da Fabio Paolucci
Molte ipotesi sono state formulate circa l'origine del nome del paese Pietrelcina
(ex Pietralcina), a noi tutti noto per aver dato i natali a San Pio da Pietrelcina:
la più accreditata fa risalire il nome del borgo a Policenus (che in latino
significa pulcino), nome del Signore normanno che nel XII sec occupò il feudo dando
il nome "Petra Polcina" al borgo: il termine "Petra" indicava la roccia calcarea
sulla quale si ergeva l'antico nucleo abitativo. Il passaggio del nome da Pietra Polcina a Pietra Elcina avvenne nell'anno 1687. Cronache interessanti sul terremoto del 5 giugno 1688 riferiscono che il disastroso
cataclisma distrusse l'antico palazzo baronale: durante l'operazione di rimozione
delle macerie fu rinvenuta una pietra riportante una chioccia e dei pulcini
abbozzati dallo scalpello. Era probabilmente questo lo stemma dei Polcini.
Attualmente sono presenti nel beneventano più nuclei con questo cognome: il più noto
è il ramo dei Tartaglia - Polcini di Circello, imparentato con le famiglie più
nobili del luogo e tra queste annoverato nel testo "I comuni della provincia di
Benevento", A. Meomartini, ed 1907. Secondo accreditati studiosi di Araldica, dalla Provenza questa famiglia si stabilì nei primi anni del X° secolo in Toscana, ed ebbe il Patriziato di Firenze,
ereditario. Passò verso il 1625 nel Napoletano con Andrea, il quale fondò una cappella
gentilizia nella chiesa dei Riformati. Domenico fu Vescovo di Ariano nel 1770.
Ebbero il feudo Baronale di Rocchetta. Un altro ramo passò in Sicilia ottenendo la
Signoria sulla città di Ostuni nel 1364 da Carlo I° d'Angiò e quella di Anglona e
di Cilanza. Federico III° Re di Sicilia investì Ruggero figlio di Oddo dei feudi di
Regalgio e di Tortoreto nel 1639. Federico ebbe nel 1453 il feudo di Graniti in
territorio di Francavilla e Pietro, di lui figlio, quelli di Camastra e Castelluzzo.
Il cognome Polcino è presente a Colle Sannita fin dalle prime documentazioni
cinquecentesche: sono registrati molteplici nuclei familiari con tale cognome (ma si
trova anche Porcino, con ogni probabilità cognome originario del ceppo collese), per
lo più dediti all'attività agricola. La forma pluralizzata Polcini inizia ad essere documentata a Colle a partire
dall'800. Il fatto che gli stessi nuclei familiari si trovano registrati sia con il cognome
nella forma originaria al singolare che nella forma pluralizzata, induce a
considerare che era prassi comune nei secoli scorsi indicare le persone con un
determinato cognome adoperando entrambe le forme: solitamente, nella vita
quotidiana, con l'espressione "i Polcini" si indicava l'intero nucleo familiare,
mentre con l'espressione "il Polcino", al singolare, si indicava il singolo
componente di quella famiglia (tale situazione è riscontrabile per quasi tutti i
cognomi studiati). Una famiglia Polcini, ma non di Colle Sannita, fu potente in passato: i Polcini, poi
Tartaglia - Polcini, di Circello, ceppo Polcini estraneo e disgiunto dai vari
Polcino e Polcini di Colle Sannita. I Tartaglia - Polcini discendono da don Giuseppe Polcini, nobiluomo nato verso la metà del 700 che fu amministratore dei beni di don Ottavio Mormile, duca di
Campochiaro (Ambasciatore dei Borbone a Parigi all'epoca del Congresso di Vienna,
morto nel 1836). L' "Eccellentissimo Magnifico don Almerico Meomartini", mio antenato diretto,
spesso curava gli affari dell'amico duca, anticipandogli le rendite in ducati
d'argento, che don Giuseppe Polcini gli restituiva poi in qualità di amministratore
del duca. Il duca di Campochiaro, oberato dai debiti di gioco, fu costretto a vendere tutte le
sue proprietà, che furono acquistate proprio dal Polcini e dal Meomartini, che
videro i propri patrimoni accrescersi a dismisura. Il cognome Tartaglia – Polcini si formò verso la prima metà dell’Ottocento dall’unione tra il nobiluomo notaio Don Donato Tartaglia di Castelpagano e Donna
Alfonsa Polcini di Circello (discendente di don Giuseppe), dai quali nel 1832 nacque
nel paese paterno l’illustre medico Don Nicola Tartaglia - Polcini, erudito nei più
disparati settori della cultura (lingua latina, religione, studi giuridici e
filosofici, biologia, medicina e scienza) al quale è intitolata la piazza principale
di Circello. Dai Libri Baptizatorum dell’anno 1832 di Circello si legge: “Oggi ventinove marzo
milleottocentotrentadue D. Giacomo Polcini di Circello col mio permesso ha
battezzato un infante nato ad ore deciassette del dì venticinque del detto al quale
ha imposto il nome di Nicola figlio delli coniugi Notar Donato Tartaglia e della
Signora Alfonsa Polcini. La commadre è stata Raffaella Polcini di Giuseppe, ed in
fede. Nista Arciprete". Di questo illustre Casato sono i nobili Tartaglia - Polcini di Benevento e Circello,
discendenti dei coniugi Cavaliere della Corona don Giacomo Tartaglia - Polcini (1868
- 1941) di Circello e donna Luisa de Paulis, figlia dei nobili collesi don Raffaele
e donna Teresa Meomartini.
|
| POLENTA
|
Polenta è un cognome tipico di Ancona e dell'anconetano, di Osimo,
Castelfidardo, Polverigi, Camerano, Numana e Falconara Marittima, dovrebbe
derivare dal nome del toponimo Polenta, Castello con villaggio attualmente
nel territorio di Bertinoro nel cesenate ai confini con il ravennate, famoso
è stato il casato dei Da Polenta che governò la Signoria
di Ravenna dal 1287 al 1441. |
POLERA
POLERI |
Polera è un cognome ormai quasi scomparso in Italia, sembrerebbe
originario della provincia di Catanzaro, forse di San Vito sullo Ionio,
Poleri, estremamente raro, sembrerebbe essere dovuto ad errori di trascrizione
del precedente, di origini etimologiche oscure, potrebbe derivare da un
soprannome dialettale originato dal termine greco poli
(città). |
| POLESEL
|
Specifico della zona che comprende le province di Venezia, Treviso e Pordenone,
deriva da un soprannome dialettale con il significato di pollastrello,
forse per una particolare ingenuità del capostipite. |
POLETTI
POLETTO |
Poletti è tipico del nord Italia, Poletto è specifico del
Veneto e del basso Friuli con un ceppo non secondario anche nel torinese,
possono derivare da toponimi come Poletto Mantovano e Poletto Veronese,
o anche direttamente da una modificazione del nome Paolo. Tracce
di queste cognomizzazioni le troviamo in un atto di donazione del 1624
effettuata da un certo D. Pietro Poletto di Rivara (TO). |
POLI
POLIN
POLINI
POLINO
POLO |
Poli è diffusissimo in tutto il nord Italia, mentre Polo è
più propriamente veneto, anche se sembrerebbe avere un ceppo secondario
nella penisola salentina ed uno nella Sardegna nordoccidentale, Polin sembra
specifico del trevisano, di Paese e di Montebelluna, Polini ha ceppi tra
bergamasco e bresciano, un Romagna, nel Piceno, A Roma e nel frusinate
e nel barese, Polino sembrerebbe tipicamente campano in particolare del
salernitano e del vicino potentino, con un ceppo anche nel cosentino ed
in Sicilia tra messinese ed ennese, derivano, direttamente o tramite ipocoristici,
da una variazione del cognomen latino Paullus
o direttamente del cognomen latino Polus.
Inutile citare il famosissimo Marco Polo (1254-1324); in alcuni casi possono
anche provenire da uno dei tanti toponimi contenenti la radice Polo, quali:
San Polo (PC) - (PR), San Polo dei Cavalieri (RM), San Polo di Piave (TV),
San Polo in Chianti (FI), San Polo Matese(CB), ecc. |
| POLIANDRI
|
Poliandri, molto raro, è tipico del Piceno nella zona al confine
con il teramano, zona di Roseto degli Abruzzi e Giulianova (TE), potrebbe
derivare dal nome latino Poliander,
ma è pure possibile una derivazione da soprannomi originati dal
significato del termine (uomo grigio). |
| POLICRITI
|
Policriti è tipico del reggino, di Polistena in particolare, dovrebbe
derivare dal nome greco Policritos, ricordiamo. |
POLIDORI
POLIDORO |
Polidori è molto diffuso nella fascia centrale che comprende Romagna,
Toscana, Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio, Polidoro è più
tipico di Abruzzo, Lazio, napoletano e Basilicata, derivano dal nome medioevale
Polidorus di cui abbiamo un esempio nel Genealogie
deorum Gentilium secundum Johannem Boccaccium de Certaldo: "...Polidorus,
ut testatur Lactantius, filius fuit Agenoris, de quo preter nudum nomen
haberi nil puto, esto Theodontius de isto leuem faciat mentionem, sed longe
antiquiorem isto Agenore illum dicit...". |
POLIFRONE
POLIFRONI |
Sia Polifrone che Polifroni sono tipici del reggino, il secondo, meno raro,
è specifico di Ciminà e Locri.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Originari del reggino, ma presenti anche nel nord e centro nord del
paese, i cognomi Polifrone e Polifroni derivano dal nome medievale Polifrone,
l’italianizzazione cioè del personale greco Polyphron,
che, composto dagli elementi polys
(molto) e phrontis
(pensiero, riflessione), può
essere tradotto come colui che pensa molto,
che ha molte idee (nell’epica antica,
ad esempio, Polyphron era uno degli epiteti attribuiti ad Ulisse). In conclusione,
dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
POLIMENA
POLIMENE
POLIMENI
POLIMENO |
Polimena è tipico della zona di Specchia (LE), Polimene sembra del
napoletano, sono entrambi rarissimi, Polimeni è specifico di Reggio
Calabria dove è molto diffuso, Polimeno ha un nucleo importante
nel Salento ed uno nel reggino, dovrebbero derivare dal nome greco Polémon,
con questo nome è noto Polemone eresiarca del IV° secolo.
informazioni fornite da Fabio Paolucci
Esistono diverse varianti del cognome Polimeni (Polimena, Polimene,
Polimeno), le cui aree di distribuzione in Italia potrebbero indurre a
svelare una possibile origine comune. Polimeni è tipico dello
Stretto, registrato in maniera consistente a Reggio Calabria e a Messina
e in altri comuni tra Reggio e Vibo, ma diffuso anche a Roma, Milano, Torino
e Genova con ogni probabilità per effetto del fenomeno di migrazione
dal Sud al Nord della nostra Penisola. Polimeno è presente
a Reggio ed in particolare a Lecce, ma lo si trova anche a Napoli, Milano,
Torino e Roma. Polimena sembrerebbe, invece, una variante locale
della forma cognominale Polimeno, in quanto estremamente raro in
Italia e presente solo nel leccese. Ultima variante da prendere in
considerazione è la forma Polimene, diffusa in Abruzzo, Molise e
in modo più significativo a Napoli e nella sua provincia costiera.
Si potrebbe in tal senso ipotizzare che il cognome si sia formato in Calabria,
a Reggio, dove persiste in maniera più consistente insieme alla
variante Polimeno, e che poi si sia irradiato nel resto del paese nel corso
dei secoli, modificandosi a seconda delle realtà linguistiche e
dialettali locali dei luoghi scelti come dimora: il movimento migratorio
sarebbe avvenuto prima al Sud, da Reggio a Lecce e a Napoli, e poi, in
tempi molto più recenti, da Roma in su. Dal punto di vista
etimologico ritengo che il cognome possa avere più ipotetiche derivazioni:
potrebbe trattarsi di una modifica del nome di derivazione araba Solimanus
(da Sulayman, derivato a sua volta dall’ebraico Selomoh), che, come il
tipico saluto arabo salam, significa salute, pace (l’ipotesi può
essere avvalorata dal duplice fatto che il cognome nasce in zone costiere
del Sud Italia, continuamente trafficate soprattutto in epoca medievale
da navi di mercanti provenienti dal Medio Oriente, e che inoltre la zona
dello Stretto è da sempre a contatto, per ovvi motivi geografici,
con la Sicilia, in epoca medievale occupata a lungo dagli arabi).
Altra ipotesi, forse più valida della prima, spinge a considerare
la derivazione dal termine latino polimen, al genitivo polimenis, che significa
globetti ornamentali di metallo oppure testicoli: dovremmo pensare quindi
ad un soprannome assegnato al capostipite in modo scherzoso per mettere
in risalto i suoi genitali (forse perchè molto fecondo). Ancora
altre ipotesi di origine possono essere formulate se si considera il nome
greco Polemon, molto frequente nell’antichità (un filosofo ateniese
dell’Accademia, un re del Ponto, un ammiraglio di Alessandro e un pittore
alessandrino avevano tale nome) e probabilmente diffusosi nella antica
Magna Grecia (Reggio rientra nella colonizzazione greca): l’aggettivo Polemoneus
significava di Polemone. Di provenienza greca è anche il nome femminile
Polyhymnia, nome appartenente addirittura ad una Musa. Un’ultima
considerazione va fatta se prendiamo in esame il nome greco latinizzato
Polimelus, col significato di padrone delle greggi. Dal mio punto
di vista, in definitiva, l’ipotesi più plausibile è che il
cognome trae la sua origine dal termine latino, già menzionato prima,
polimen ironicamente attribuito al capostipite.
ipotesi fornite da Nicola Polimena
un'altra ipotesi potrebbe essere una derivazione dal participio medio
del verbo greco classico poleo (barattare,
vendere) polúmenos/e/on
e potrebbe indicare il mestiere del capostipite. |
| POLISTENA
|
Polistena è tipico di Scilla e di Santa Cristina d`Aspromonte nel
reggino, dovrebbe derivare dal toponimo Polistena (RC). |
POLITI
POLITO
PULITI
PULITO
|
Politi è distribuito a chiazze qua e là per l'Italia, Puliti
è del centro Italia della Toscana e del fiorentino in particolare,
Pulito ha un ceppo nel padovano ed uno tra barese e tarentino, Polito è
diffuso a macchia di leopardo in tutto il sud dove sembrerebbe indicare
lo stato di cittadino dal greco polis
(città) e in molti casi la provenienza
da Bisanzio la Polis per eccellenza. In alcuni
casi, nel centro nord, Politi potrebbe derivare da soprannomi legati al
vocabolo arcaico polito (pulito).
Entrambi i cognomi possono anche, in molti casi, derivare dall'aferesi
del nome Ippolito. |
| POLLASTRI |
Sembrerebbe avere più ceppi,
nel milanese, nel modenese e nel fiorentino, dovrebbe discendere dall'attività
di allevatori di polli. |
| POLLEDRI |
Molto raro è specifico del
piacentino e sud lodigiano, potrebbe derivare dal termine arcaico poledro
(puledro) e potrebbe fare riferimento all'allevamento di cavalli. |
| POLLI |
Abbastanza raro, presente a macchia
di leopardo nel centro nord Italia, ha un forte nucleo nel milanese, dovrebbe
discendere dall'attività di allevatori di polli. |
| POLLINA |
Tipicamente siciliano, dovrebbe derivare dal toponimo Pollina (PA), ma
è pure possibile, anche se poco probabile, una derivazione dall'aferesi
del nome latino Apollina: "...Non
ita de se sentiebat Sidonius Apollina:
dum ait:...". |
POLLONI
POLLONIO
POLONI
POLONIO |
Polloni ha un ceppo lombardo, soprattutto nel milanese, bergamasco e cremasco,
uno nel trevisano e bellunese ed uno tra spezzino, carrarese e lucchese,
Pollonio, molto raro, ha un piccolo ceppo nel bresciano ed uno a Bari,
Poloni ha un ceppo lombardo, soprattutto nel bergamasco a Fino Del Monte,
Cenate Sopra, Romano Di Lombardia, Bergamo, Nembro, Cologno Al Serio e
Martinengo, ed un ceppo veneto nel trevisano a Montebelluna e Caerano
di San Marco, Polonio, molto più raro, è tipico del padovano,
di Solesino, Conselve, Este e Terrassa Padovana, dovrebbero tutti derivare,
anche tramite modificazioni dialettali, dal nome tardo medioevale Polonio di
cui abbiamo un esempio in un atto di Investitura feudale del 1403 a Sluderno
(SO) dove uno dei beneficiari risulta essere Polonio fu Francesco fu Conforto
Nicoletti di Bormio (SO) ricordiamo inoltre che Polonio è il nome
attribuito da Shakespeare al ciambellano del regno di Danimarca, il nome
Polonio potrebbe essere l'aferesi del nomen latino di origine greca Apollonius
( famosi: Apollonio di Rodi, filosofo vissuto circa nel 300 a.C. e Apollonio
di Tiro coetaneo di Gesù. |
POLVERINI
POLVERINO |
Polverini è diffuso in centro Italia, nella zona che comprende le
province di Arezzo, Ancona, Macerata e tutta l'Umbria, con un ceppo anche
in provincia di Roma, Polverino, decisamente raro sembra originario della
zona che dal casertano arriva al salernitano, dovrebbero derivare da soprannomi
legati all'attività di scrivano (il polverino era la carta assorbente
dell'epoca rinascimentale e successive); tracce di questa cognomizzazione
le troviamo nel 1500 con Fabio Polverino vescovo di Ischia dal 1565 al
1590 di cui abbiamo tracce in un documento: "...Item
Fabius Polverinus
Episcopus Isclanus in alio Inventario seu Platea compilata anno 1582...". |
| POMA
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Ha un nucleo in Lombardia, soprattutto tra milanese e bergamasca ed uno
in Sicilia, soprattutto nel trapanese, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Poma di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico
della Lombardia Medioevale, in una Cartula
dotis et sponsalicii scritta in Pavia nel 1184: "...In
urbe Papia. Poma,
filia quondam Zanebelli, dedit in dotem Lafranco, filio Alberti Cempellii,
medietatem pro indiviso de casa una lignaminis...". Tracce di questa
cognomizzazione le troviamo ad Almenno (BG) nel 1625 in un atto vidimato
da Firmus Poma, in Val Brembana nella seconda metà del 1600 è
Vicario generale un certo Octavius Poma. Personaggio famoso è stato
nel Risorgimento Carlo Poma uno dei Martiri di Belfiore. |
POMARICI
POMARICO |
Pomarici, estremamente raro, parrebbe romano, Pomarico invece, ha ceppi
in Puglia ad Andria (BA) e Oria (BR), in Basilicata a Potenza ed in Campania
a Camerota (SA), dovrebbero tutti derivare dal toponimo Pomarico (MT),
ma è pure possibile che derivino da nomi di località caratterizzati
dall'essere molto ticchi di alberi di mele (in tardo latino pomaricus =
ricco di pomi). |
POMBA
POMBIA |
Pombia, quasi unico, parrebbe del novarese, Pomba, molto raro, è
tipico del torinese, dovrebbero entrambi derivare direttamente o tramite
modificazioni dialettali dal toponimo Pombia (NO). |
POMETTI
POMETTO
POMIN
POMINI
POMINO
POMOZZI |
Pometti ha un piccolo ceppo nel savonese, uno nel carrarese, uno
nel senese, uno nel cosentino ed uno nel catanese, Pometto, molto raro,
ha un piccolo ceppo nel torinese, uno tra milanese e pavese ed uno, probabilmente
originario, nel padovano, Pomin, quasi unico, è dell'area triveneta,
Pomini, abbastanza raro, ha un ceppo nel cremonese ed uno nel veronese,
Pomino, quasi unico, potrebbe essere piemontese, Pomozzi. quasi scomparso,
sembrerebbe marchigiano, forse del Piceno, tutti questi cognomi dovrebbero
derivare da varie forme ipocoristiche del vocabolo italiano arcaico poma
derivato dal latino pomum (frutto),
forse ad indicare che i capostipiti avessero dei campi con alberi da frutto,
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio nella seconda
metà del 1400 con il giureconsulto Andreas de Pomate o Pomatius
(Pomazzi) da Bassignana professore all'Università di Pavia dal 1489
al 1499, nella prima metà del 1600 a Stezzano troviamo un certo
Johannes quondam Tomoe Pometti de Stezano (l'attuale Stezzano nel bergamasco). |
POMI
POMO |
Pomi è raro e distribuito
nel centro nord, potrebbe avere un ceppo nel lecchese, uno nel parmense
ed uno in provincia di Roma, Pomo è raro e parrebbe avere un ceppo
palermitano ed uno del barese, potrebbero derivare da toponimi quali: Pometo
(PV), Villa Poma (MN) e similari, come anche dall'abitare in prossimità
di un pometo. |
| POMIATO
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Molto raro è tipico di Venezia e del suo entroterra, potrebbe derivare
da un soprannome. |
| POMOGRANATO
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Pomogranato, estremamente raro, parrebbe di origini
liguri, probabilmente genovesi e dovrebbe derivare dal nome di una contrada
genovese il Vico del Pomogranato, una zona campestre in cui un tempo vi
erano probabilmente piante di melograno, nel sestiere di Portoria. |
POMPEI
POMPEO |
Pompei è specifico della fascia che comprende Marche, Abruzzo, Umbria
e Lazio, il Piceno ed il teramano in particolar modo, Pompeo è più
del centrosud, del Lazio, del Molise, del napoletano e con un ceppo anche
in Calabria ed in Sicilia, dovrebbero derivare dalla Gens
Pompeia che aveva il suo massimo potere proprio nel Piceno o
dal nomen latino Pompeius. |
POMPILI
POMPILJ
POMPILLI
POMPILIO |
Pompili è specifico della zona centrale che comprende le Marche,
l'Umbria il Lazio e l'alto Abruzzo, Pompilj, quasi unico, è umbro,
dell'area del Trasimeno nel perugino, Pompilli è assolutamente rarissimo,
Pompilio è diffuso nel Lazio, Abruzzo, Campania e Puglia, derivano
tutti dal nomen latino, di origine sabina, Pompilius,
reso famoso dal secondo re di Roma, Numa Pompilio,
il vocabolo pompilius deriva da
pompe, che nella lingua Osca o Umbra significa cinque
e veniva spesso anticamente usato per indicare il quinto figlio. |
POMPONI
POMPONIO |
Pomponi è specifico delle province di Roma e Frosinone, Pomponio
è tipico abruzzese, della provincia di Pescara, derivano dal cognomen
latino Pomponius portato ad esempio dal commediografo Lucius Pomponius
nel II° secolo d. C. o dal nomen Pomponius, un esempio famoso del quale
è stato Pomponius Atticus amico fraterno e cognato di Cicerone. |
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