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PONCIA
PONCETTI
Poncia abbastanza raro è tipico dell'alto comasco, Poncetta più raro è della zona occidentale del sondriese, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo dialettale poncia (prua, prora di una barca).  Tracce di questo cognome si trovano a Viggiù (VA) nel 1500 con un certo Flaminio Poncia della Congregatione della Venerabile Compagnia del S. Corpus Domini de Vigiù.
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
cognomi di diffusione locale, concentrati in un'area geografica compresa tra il lago di Como e il Morbegnese (Bassa Valtellina). Una buona parte dei Poncia sono residenti nella zona di Dongo(CO)e Gravedona(CO), mentre i Poncetta e i Poncini sono numerosi
nei  vicini comuni valtellinesi di Dubino, Mantello e Cercino. Secondo Ottavio LURATI questi cognomi dovrebbero derivare da forme soprannominali. Ricorda in proposito la parola "Puncitt" gli abitanti di un tratto di terra che penetra nel lago, nel dialetto ticinese di Biasca un grosso ramo di un albero si chiama "Poncett".
PONT Cognome di origini savoiarde, presente in Val d'Aosta e nel torinese, dovrebbe derivare originariamente dal nomen latino Pontius, si ricordi il celebre Ponzio Pilato, ma è pure possibile un collegamento con il fatto che la famiglia abitasse in prossimità di un ponte.
PONTA Ha un nucleo nell'alessandrino e genovese ed un probabile ceppo nell'udinese. 
PONTAROLLO
PONTAROLO
Pontarollo è tipico dell'area vicentina, di Valstagna e Bassano del Grappa, Pontarolo è più del padovano, soprattutto di Tombolo, dovrebbe derivare dall'abitudine all'uso del punteruolo (pontarolo) da parte del capostipite.
integrazioni fornite da tibère Gheno
Pontarollo o Pontarolo è un cognome veneto oriundo di Valstagna nel vicentino, la forma Pontarolo è una variante ortografica senza importanza e minoritaria confronto a Pontarollo. In Italia i Pontarollo o Pontarolo si trovano a Valstagna, Bassano del Grappa e nel Canale di Brenta, Tombolo, Galliera Veneta e Cittadella,  più qualche nuclei nel Trevisano. Al di fuori del Veneto le troviamo in Piemonte ed in Lombardia ed è il risultato dell'emigrazione, così come in Francia dove ben 317 Pontarollo o Pontarolo sono nati fra il 1891 ed il 1990,116 si sono naturalizzati francesi fra il 1900 ed il 1960, e un Pontarollo è stato persino decorato della Légion d’Honneur (Mario nel 1964). L’antenato dei Pontarollo è un certo Melioranza, nato verso il 1375, padre di Leonardo, nato verso il 1410. I figli di Leonardo, Francesco, Michele e Cristoforo, nati intorno al 1445, lasciano la culla paterna di Marostica e Molvena per trasferirsi a Valstagna. Questi tre fratelli erano ‘cerdone’  o ‘calegari’ ossia ciabattini. Lorenzo figlio di Francesco lascia Valstagna per Zara e Jacobo figlio di Cristoforo fà lo stesso per Padova. Solo i figli di Michele rimarranno a Valstagna dove saranno conosciutti con il cognome di Cerdone o di Calegari e fra quelli Francesco, nato circa nel 1490, ne continuerà la discendenza. Tommaso, nato verso il 1542,  figlio di Francesco sarà conosciuto come Calegari o Calegari detto Pontarollo. Tommaso avrà un figlio Francesco, nato circa nel 1565, dal quale discendono tutti i Pontarollo e Pontarolo.
Etimologia : Il pontarollo è il punteruolo, attrezzo principale del ciabattino,  che darà il soprannome poi il cognome a questa famiglia. Pontarollo o Pontarolo è una forma dialettale arcaica del punteruolo. Probabilmente Tomaso, il capostipite di questa famiglia, aveva un punteruolo o infilato sul capello o nella sua giacca e quest'abitudine ha portato quanti lo conoscevano a soprannominarlo appunto ‘Pontarolo’.
Bibliografia :
Archivio di Stato di Vicenza e Bassano del Grappa, Fondo Notarile di Bassano,
archivi parrocchiali del Canale di Brenta, etc.
PONTE
PONTI
Ponte ha svariati ceppi, il principale sembrerebbe nella fascia che comprende il torinese, l'astigiano, l'alessandrino ed il genovese, un ceppo è nell'udinese, uno romano, uno in Campania, soprattutto nel napoletano e beneventano, uno nel tarantino, uno nel cosentino ed in Sicilia nel catanese e nel palermitano, Ponti ha il ceppo principale tra milanese, novarese, varesotto e comasco, uno tra bolognese e ravennate, uno umbro ed uno sardo, dovrebbero derivare da toponimi contenenti la radice ponte, come ce ne sono moltissimi in Italia, ma è pure possibile un collegamento con la Gens Pontia o con il nomen latino Pontius.
PONTECORVI
PONTECORVO
Pontecorvi è tipico della provincia romana di Velletri e Roma, con presenze anche a Cisterna di Latina, Sonnino e Latina nel latinense, Pontecorvo ha un ceppo laziale tra Roma e Valmontone sempre in provincia di Roma con presenze significative nel latinense a Minturno ed a Santi Cosma e Damiano, ed in Campania nel napoletano a Piano di Sorrento, Sant`Agnello, Anacapri, Sorrento, Capri e Massa Lubrense, con presenze anche ad Angri e Battipaglia nel salernitano, dovrebbero tutti derivare dal toponimo Pontecorvo nel frusinate.
PONTELANDOLFO
PONTRANDOLFI
PONTRANDOLFO
Pontelandolfo, assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico di Riccia nel campobassano, Pontrandolfi, altrettanto raro, è del materano, Pontrandolfo, il più diffuso, è tipico di Santeramo in Colle nel barese.
integrazione fornita da Stefano Ferrazzi
L’origine di questi cognomi va ricercata nella toponomastica campana e, più precisamente, nel comune di Pontelandolfo, in provincia di Benevento: la variante Pontrandolfo, in effetti, dovrebbe nascere da una forma dialettale del toponimo stesso, secondo una pronuncia tipica del dialetto pugliese. In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei soprannomi attribuiti ai capostipiti, anche se non è esclusa una derivazione da un vecchio nome di persona (anche qui in riferimento al toponimo beneventano).
PONTIGGIA
PONTIGIA
Specifici dell'alto milanese e comasco, potrebbero derivare da un soprannome legato ad un vocabolo dialettale arcaico.
PONTIS Pontis è decisamente sardo, del Medio Campidano, di Sanluri, Villacidro e Serramanna, e del cagliaritano, di Siliqua, Quartu Sant'Elena e Cagliari, dovrebbe derivare dal fatto che le famiglie abitassero in prossimità di ponti, ma è pure possibile una derivazione da nomi di località come la Peschiera di Pontis, o lo stagno di Mar'e Pontis o Su Ponti Arcau.
PONTOGLIO Specifico della zona tra Bergamo e Brescia, deriva dal toponimo Pontoglio (BS).
PONTREMOLI Specifico della zona di Allerona (TR) e Orvieto, deriva dal toponimo Pontremoli (MS), in conseguenza delle emigrazioni dai monti dell’alta Lunigiana sia per motivi di commercio che politici, questi esuli vennero identificati con il nome del paese di origine.  Tracce di questa cognomizzazione le troviamo nella prima metà del 1400 con Nicodemo  Pontremoli, ambasciatore a Firenze di Francesco Sforza al tempo di Cosimo il vecchio e nella seconda metà del 1400 con lo stampatore ed editore Sebastiano da Pontremoli, capostipite di una tradizione di librai pontremolesi.
PONZA Ponza è tipico di Anagni nel frusinate con ceppi anche a Roma ed a Paliano (FR), ha un ceppo anche nel vicentino, dovrebbe derivare dal toponimo Ponza nel latinense.
PONZELLI Molto raro dovrebbe essere specifico dell'anconetano, dovrebbe derivare dal nomen latino Pontius reso famoso da Ponzio Pilato, nel 1500 troviamo a Genova l'architetto Giovanni Ponzello e nel 1700 a Napoli l'erudito Giuseppe Ponzelli.
PONZETTA
PONZETTI
PONZETTO
Ponzetta è tipico del Salento, della zona di Taurisano e Ugento (LE), Ponzetti ha un ceppo piemontese a Orio Canavese (TO) ed uno marchigiano ad Jesi (AN), Ponzetto oltre ad un ceppo ad Orio Canavese (TO) ed a Torino, ne ha uno a Taglio di Po nel rovigoto, dovrebbero derivare da ipocoristici di derivati dal nomen latino Pontius di cui abbiamo un esempioPonzetta è tipico del Salento, della zona di Taurisano e Ugento (LE), Ponzetti ha un ceppo piemontese a Orio Canavese (TO) ed uno marchigiano ad Jesi (AN), Ponzetto oltre ad un ceppo ad Orio Canavese (TO) ed a Torino, ne ha uno a Taglio di Po nel rovigoto, dovrebbero derivare da ipocoristici di derivati dal nomen latino Pontius di cui abbiamo un esempio in Factorum et dictorum memorabilium di Valerio Massimo: "...Nec alio robore animi praeditus fuit Pontius Aufidianus eques Romanus, qui, postquam conperit filiae suae uirginitatem a paedagogo proditam Fannio Saturnino...".
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
sembrerebbe tipico del leccese. Ha alla base i nomi Ponzio e Ponziano, che risalgono all'antico nomen latino Pontius e al cognomen Pontianus. Il cognome può riflettere anche il toponimo Ponzone (AL, VC, ecc).
PONZI
PONZIO
Ponzi è tipico dell'area che dall'aquilano arriva al tirreno comprendendo la provincia di Roma ed il basso Lazio, con un ceppo anche nel parmense, Ponzio è diffuso a macchia di leopardo, con ceppi in Piemonte, in Sicilia, in Basilicata e nel vicentino, derivano dal nomen latino Pontius reso famoso da Ponzio Pilato, in un atto risalente al 1007 scritto ad Avezzano (AQ) si legge: "...Hic etiam Pontius unacum Berardo filio manifestaverunt et renuntiaverunt nobis in placido Marsorum comitum totam pertinentiam de Opi et Peraccle in territorio Marsicano...".  Tracce di questa cognomizzazione si trovano a Siena nel 1200 con madonna Dietaviva Ponzi, citata in un atto redatto dal notaio Ildobrandino il  20 aprile 1228, a Parma con Pietro Ponzio maestro cantore di cappella nella Cattedrale dal 1592 al 1595, mentre in un atto risalente al 1600, conservato nella Curia Arcivescovile di Napoli, si trova un certo fra Dionisio Ponzio citato in occasione del giudizio a Tommaso Campanella.
PONZIANELLI
PONZIANI
PONZIANO
Ponzianelli, molto molto raro, è tipico del viterbese, di Vejano in particolare, ma con un ceppo anche a Roma e Bracciano nel romano, Ponziani è tipico della provincia di Roma, delle province laziali limitrofe, dell'aquilano, teramese e Piceno, Ponziano, assolutamente rarissimo, sembrerebbe avere un piccolo ceppo nel foggiano, derivano tutti, direttamente o tramite ipocoristici,  dal cognomen latino Pontianus, ricordiamo il ventesimo pontefice romano dal 230 al 235: "...Eodem tempore Pontianus episcopus et Hippolitus presbiter exilio sunt deputati ab Alexandro in Sardinia insula Bucina, Seuero et Quintiano consulibus....".
PONZINIBBI Estremamente raro è tipico del sud milanese.
PONZONE
PONZONI
Ponzone, abbastanza raro, sembrerebbe specifico del pavese e alessandrino, Ponzoni più diffuso sembra del bresciano e cremonese, derivano dal nome medioevale Ponzonis derivato a sua volta dal nomen latino Pontius, di questo nome si legge verso la fine del 700 in un documento scritto a Cerchio (AQ) si legge: "...quas tenet Berardus filius Ponzonis"si hanno tracce di questa cognomizzazione già nel 1124 in un atto nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale si può leggere: "...Amizonis de Silano et Arderici Scancii de Mediolano et Alberti Ponzonis, similiter testium...".
PORATI
PORATO
PORATTO
PORRATO
Porati, molto raro ha un ceppo nel milanese ed uno nel bolognese, Porato è quasi unico, Poratto, quasi unico, è del trevigiano, Porrato sembra piemontese, potrebbero derivare dal Porus latino, che è sia un cognomen, sia un indicatore etnico.  Tracce di questo cognome le troviamo a Milano nel 1700 con il farmacista Porati che scrisse la cronaca dell'abbattimento della famosa Colonna Infame di manzoniana memoria.
integrazioni fornite da Mariano Berti
Adi 2 Zugno 1622 (muore) Minigo Porrato da Sovernigo di anni 60 in circa”. È la prima testimonianza trovata sulla longeva presenza dei Porato a Paese (Treviso). Minigo, vale a dire Domenico, era dunque del 1562, periodo in cui in Europa occidentale nasceva l’assolutismo, sistema politico basato sul rafforzamento del potere monarchico, ma in Italia la grande feudalità resisteva tenacemente, unica eccezione la Repubblica di Venezia.  “Adi 12 Marzo 1622 (muore) Domenica figliuola di Mattio Poratto da Sovernigo di età di giorni 8”. “Adi 10 Aprile 1624 (muore) Lucia moglie di Mattio Porato d’anni 27”. Mattio era probabilmente figlio di Minigo. Purtroppo un buco di un trentennio nella documentazione del Seicento non permette la certezza della ricostruzione genealogica. Molte sono tuttavia le registrazioni e i riscontri, che, con le omonimie che sempre si ripetevano, la rendono verosimile; un esempio è quella che segue: “Adi 23 Agosto 1714. Domenica figlia di Domenico Porato, e di Paola jug. nacque jeri mattina e fù battezzata da me D. Gasparo Crosato Cappellano asservito dal Padrino fù Anzolo Matarucho ambi da Villa de Villa”. Porato, o Poratto, è tuttora un cognome assai raro in Italia, il primo figura in soli quattro comuni (in provincia di Treviso, nel Torinese e Cuneese), l’altro in sei (provincia di Alessandria, Pavia, Treviso, Roma e dintorni, e Salerno), ma con un denominatore comune: Paese. Legittimo quindi pensare che proprio qui trovino la loro origine. A Paese sono registrati nel tempo in modo diverso, con una o due t, ma anche come “Porrato” e “Porratto”, si tratta ovviamente di errori di trascrizione che risalgono ad epoche di diffuso analfabetismo. Convenzionalmente ora i “Santin” si servono di due t, una soltanto i “Forneri”. Trova la sua origine nell’antico borgo di Sovernigo questa famiglia già notevolmente diramata all’inizio del Settecento. C’erano i nuclei di Mattio (1708) e Catarina, di Sebastiano (1712-79) e Maddalena Mattiello, di Paulo (1729) e Lorenza, tutti figli di Domenico (1689-1759) e di Paola sua consorte. C’era poi la discendenza di Nadal e Agnesina Bianchin da Merlengo, che si erano uniti il 13 Giugno 1655 e la cui continuità si perde nel XVIII secolo. Santin, l’attuale soprannome di un ramo dei Porato, appare per la prima volta in occasione della nascita di Sebastiano, era infatti il nome di suo nonno: “Adi 22 Luglio 1712. Sebastiano figlio di Domenico Porato fu Santin, et di Paola sua legittima consorte nato heri sera à hore 20 in circa fu battezzato dà me Cappellano don Paolo Dall’Aste. Padrino fù Angolo Matarucho tutti da Villa di Villa”. Appare evidente quindi che dal ceppo storico di Sovernigo, con l’avanzare delle nuove generazioni i Porato iniziarono a sparpagliarsi nelle altre borgate.
PORCARI
PORCARO
Porcari ha un nucleo tra piacentino e parmense, uno a Marsciano (PG) e nel Lazio ed uno a Matera, Porcaro ha un ceppo campano tra napoletano e beneventano, ed uno nel palermitano, derivano da soprannomi legati al mestiere di guardiano di porci del capostipite.
PORCEDDA
PORCEDDU
Cognomi abbastanza rari, specifici del cagliaritano, deriva dal vocabolo dialettale sardo porceddu (porcello), con riferimento all'allevamento di maiali o comunque ad un mestiere che si possa riferire a quegli animali.
PORCELLA
PORCELLI
PORCELLO
Porcella ha un ceppo genovese, uno sardo, soprattutto cagliaritano ed uno pugliese a Barletta (BA), Porcelli è un cognome presente, a macchia di leopardo in tutt'Italia, i ceppi sono molti, nel palermitano, nel barese, nel napoletano, nel Lazio, a Trieste , nel genovese, in Piemonte ed in Lombardia, Porcello, tipicamente siciliano, soprattutto del palermitano, di Campofelice di Roccella, Casteldaccia e Gratteri, dovrebbero tutti derivare o dal mestiere di allevatori di maiali o dal cognomen latino Porcellus o da forme ipocoristiche del nomen latino Porcius, Porcia o anche direttamente dalla Gens Porcia.
PORCHERA Cognome raro specifico del lodigiano e cremonese, deriva dall'essere i capostipiti dei porcai o abitare in prossimità di un allevamento di maiali.
PORCIANI Porciani è tipicamente toscano, dovrebbe derivare dal cognomen latino Portianus o Porcianus o dai nomi di molte località di proprietà della Gens Porcia e che quindi venivano individuate come ager porcianus, o anche da eredi di liberti della stessa Gens che avevano appunto acquisito anch'essi il nome di Porciani, non si puo dimenticare poi una possibile derivazione toponomastica successiva, ricordiamo ad esempio i vari Porciano in provincia di Frosinone, Pistoia e Arezzo.
PORCINARI informazioni forniter da Carlo Gotti Porcinari
La famiglia Porcinari ha origine dal Castello diruto di Porcinaro nel contado Aquilano, eretto intorno al 1000 per diritto Longobardo. Unitamente al Castelllo di Vio fu distrutto dagli amatriciani nel 1380. La Famiglia Porcinari contribuì alla fondazione de L'Aquila nel 1245 ad
opera di Federico II° di Svevia, ove ancora esiste il Palazzo Porcinari in via Roma 31/37. Ha avuto molti Feudi in Abruzzo, come Penne, Ocre, Barete, Arschia, San Pio delle Camere, Fossa, Onna. Ha avuto personaggi illustri come il Conte Niccolò Senatore di Roma, Vicario Generale del Re Ferdinando d\'Aragona, il Conte Bartolomeo cittadino romano e Capitano di cavalleria. Nel 1600 con Ippolito il ramo primogenito si trasferisce a Napoli dove i suoi discendenti ricoprirono importanti incarichi presso la Corte aragonese e Borbonica. Creati Marchesi e poi Duchi di Gagliati per successione dei Sanchez de Luna d\'Aragona, si sono estinti nella famiglia Gotti originaria di Volterra con il matrimonio di Leopoldo Gotti con Elisabetta Porcinari. Il cognome è presente anche a Montorio al Vomano in provincia di Teramo e a Firenze.
PORCO Tipico del cosentino della zona tra Cosenza, Fiumefreddo Bruzio, Amantea e Lago, dovrebbe derivare da un soprannome non necessariamente dispregiativo. Tracce di quest'uso si trovano anche in Lombardia a Pavia in un atto del 1194 dove si può leggere: "...Interfuere Bignottus de Ciminassco, Montenarius Porcus adque Bergondius de Macucco testes...." o anche a Pisa nel 1300: "...Messere Federigo del Porco Catino del Conte ebbe una pietra in su la testa e fue per morto...".
PORCU Specifico sardo con un ceppo secondario anche nel messinese, deriva da un soprannome spesso dispregiativo legato al vocabolo dialettale per porco, tracce molto antiche di questa cognomizzazione le troviamo ad esempio nel 1300 a Morgongiori (OR) con il notaio Giuseppe Porcu uno dei firmatari della pace tra Eleonora D’Arborea e Giovanni IV° d’Aragona, a questo casato appartenne la Baronessa di Limina (ME) Francesca Porcu.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
Porcu deriva dal vocabolo sardo porcu (porco) a sua volta derivato dal latino porcus (maiale, porco, che in latino è detto anche sus (suino)). Porcu de sirba ( porco di selva) è il cinghiale, sirboni. Su porcu muntoni è generalmente il grillotalpa. Su porcaxu è l’allevatore o guardiano dei maiali. Porceddu o proceddu è il maialetto, che nel sassarese viene detto porcheddu (porkeddu). Non dimentichiamo che il nomen latino Porcius apparteneva ad una potente famiglia nella Roma antica. Dei Porcius il più famoso fu senza dubbio Marco Porcio Catone il Censore (Marcus Porcius Cato Censorius). Il cognome Porcu è diffuso in Sardegna sin dai tempi antichi. E lo troviamo anche nelle varianti Porchu, Porchus e Porco. Tra i firmatari della Pace di Eleonora del 1388 * LPDE, troviamo 19 Porchu, 2 Porchus, 7 Porco e 10 Porcu. Dei quali ricordiamo: Porchu Guantino, sindicus, actor ac  procurator Contrate Partis De Milis (sindaco, amministratore e procuratore Contrate Parte Milis); Porchu Joanne, majore (sindaco) ville Morgogiori(Morgongiori - Contrate Partis de Montibus); Porchu Sisinnio, major ville de Geaciana (villaggio distrutto - Contrate Montis Acuti); Porchus Gavino – ville de Batife (distrutto – Contrate Montis Acuti); Porco Petro, jurato ville Sancto Lussurgio; Porco Serafino, jurato ville Silanus; Porco (de) Francisco, ville Selluri(Sanluri – Seddori); Porcu Gunnario majore (sindaco) ville Nuradau (Nurallao – Contrate Partis Alenc(i)a; Porcu Lorencio, majore ville Bangios (villaggio distrutto – Anglona); Porcu Mariano, Majore ville Sporlacu (Isporlatu – Curadorìa de Anella). Nel Condaghe di S. M. Di Bonarcado sono citati3 Porcu: Porcu Forastia, moglie a Trodori Caile (205); Porcu Troodori (29, 206); Porcu Arzocco (209). Porcu Carmelo, politico, esponente di Alleanza Nazionale, sottosegretario al Lavoro e Previdenza Sociale, dal 1994 al 1995, nel primo Governo di Berlusconi. Situazione attuale: i Porcu in Sardegna sono presenti in numero di 6769 circa (2007), in 254 Comuni su 377, con maggiore diffusione nel centro sud dell’isola: Nel territorio nazionale è diffuso in 643 Comuni e presente in tutte le Regioni fuorchè in Basilicata. E Roma ad avere, nel continente il primato con 283 Porcu.
PORFIRIO Abbastanza raro ha ceppi a L'Aquila, Roma e Trivento (CB), deriva dal nome medioevale Porphyrius.
PORPORA Porpora è tipico di Napoli, Scafati nel salernitano, Pompei (NA) e Capua nel casertano, potrebbe derivare in forma matronimica dal nome medioevale latino Purpura di cui abbiamo un esempio in una Cartula venditionis del 1144 a Pavia: "..Anno ab incarnacione domini nostri Iesu Christi millesimo centesimo quadragesimo quarto, septimo kalendas februarii, indicione septima. Constat nos Bonumiohannem, filium quondam Donumdei de Valli , et Purpuram iugalis, filia quondam Niger Bonum Marro, qui professi sumus ambo ex nacione nostra lege vivere Longobardorum ipso namque iugale et mundoaldo meo mihi consençiente ..", ma è pure possibile una derivazione da un soprannome originato dal fatto che il capostipite di mestiere produceva porpora la tinta tanto pregiata sia in epoca latina che medioevale.
PORQUEDDU Specifico sardo della zona tra Porto Torres, Sassari e Thiesi, deriva dalla trascrizione spagnola del termine porceddu (maialino).
PORRECA Porreca ha un ceppo nel chietino a Torricella Peligna e Casoli, uno a Napoli ed a Cervinara e Teora nell'avellinese ed uno nel barese ad Acquaviva Delle Fonti e Casamassima, potrebbero in qualche caso derivare dal toponimo Porrechi (CH).
PORRELLI
PORRELLO
PORRETTA
PORRETTI
PORRI
PORRO
PORRU
Porrelli ha un piccolo ceppo a Picinisco ed Atina nel frusinate ed uno nel barese in particolare a Noicattaro, Porrello sembrerebbe tipicamente siciliano, di Licata e Sciacca nell'agrigentino, di Mistretta nel messinese e di Palermo, Porretta ha un nucleo tra romano e frusinate con un ceppo anche nel palermitano, Porretti ha un piccolo ceppo nel milanese ed uno nel romano, Porri ha un ceppo nel pavese, uno nel veneziano ed uno nell'area toscano, laziale, Porro oltre al nucleo ligure, piemontese, ha un ceppo nel nord della Lombardia, uno a roma, Napoli, nel barese e nel cosentino, dovrebbero tutti derivare direttamente o tramite modificazioni ipocoristiche o dialettali dal nome Porro, che probabilmente deriva da alterazioni del nome Polus a sua volta derivato dal nome latino Paulus, non è da escludere che in alcuni casi derivi da soprannomi legati al vegetale omonimo, ha un nucleo in Piemonte, nel  1626 troviamo un Andrea Porro podestà di Torino, ed in Liguria , la casata genovese dei Porro la troviamo alla fine del XIV° secolo feudatari di Castello d'Agogna (PV) , uno nella Lombardia nordoccidentale legato alla nobile famiglia milanese dei Conti Porro che, trasferitasi nel comasco, ha dato il nome al paese di Rovello Porro (CO), uno nel barese e nel napoletano, Porru è specifico del cagliaritano e dovrebbe derivare da un soprannome connesso con la casata ligure dei Porro, ma è pure possibile una derivazione da un soprannome originato dal termine sardo porru (porro, verruca) o per caratteristiche fisiche del capostipite o attribuito in modo scherzoso.
PORRINI
PORRINO
Porrini sembrerebbero avere tre nuclei, nel varesotto e alto milanese, tra la provincia di LaSpezia e la Toscana, e nel Piceno, il ramo nord milanese dovrebbe essere legato al ramo comasco dei Porro, Porrino ha un ceppo nel vercellese ed uno tra casertano e napoletano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Porrinus, una forma ipocoristica di una variazione del nome Polus a sua volta derivato dal nome latino Paulus, si hanno notizie del ramo ligure/toscano dei Porrini nel 1200 i Porrini sono un'importante famiglia del senese, nella seconda metà del 1600 troviamo i Porrini in qualità di amministratori dei Principi Corsini di Firenze.
PORTA Diffuso in tutto il nord Italia centrooccidentale soprattutto in Liguria e Lombardia occidentale, sembra avere ceppi anche nel napoletano, in Puglia e nel centro sud della Sardegna, deriva da un identificativo di località, cioè chi abita nei pressi della porta (della città) o simili.  Tracce di questo cognome si trovano a Portovaltravaglia (VA) fin dal 1400 e con un certo notaio Giroldino Porta o de Portu le ritroviamo a Milano: "...Ego Giroldinus de Portu filius Domini Thomasi porte Vercelline...", i Porta all'epoca, pur non essendo nobili erano annoverati tra le famiglie benestanti e maggiorenti della città.
PORTACCI
PORTACCIO
Portacci è specifico di Taranto, Portaccio è specifico di Taviano nel leccese, dovrebbero derivare da nomi di località, come, a solo titolo di esempio, la Contrada Portaccio di Oria nel brindisino o Villa Portaccio di Novoli nel leccese.
PORTALUPI Portalupi è tipico del milanese, pavese e vicini novarese ed alessandrino, di Milano, Motta Visconti, Abbiategrasso nel milanese, e di Garlasco e Mortara nel pavese, dovrebbe derivare da un soprannome forse originato dal mestiere di cacciatore.
PORTANOVA Portanova è tipico del napoletano e del salernitano, dovrebbe derivare da nomi di località come ne esistono ad esempio nel salernitano, ma è pure possibile de derivi dal nome di contrade come Portanuova o Portanova presenti quasi in ogni città italiana.
PORTARO Portaro è tipico della Sicilia orientale, del catanese, in particolare di Bronte e Catania e di Malvagna nel messinese e di Caulonia nel reggino, di Dasà nel valentiano, di Belvedere di Spinello nel crotonese e di Isca sullo Ionio nel catanzarese, dovrebbe derivare dal vocabolo latino portarius (guardiano o addetto alla porta), ad indicare probabilmente l'attività di addetto al presidio di una porta cittadina svolto dal capostipite, è anche possibile che derivi dal fatto che la famiglia annoverasse tra i suoi componenti un portarius di un monastero: "Portarius Claustri, unus est ex conversis fratribus, cui incumbit claustra observare iugiter, ne quis extrantus ingrediatur, aut intro inspiciat.. ..Portarius Exterior sive Curiae, memoratur ibidem, ubiad id officii eligi iubetur unus itidem ex conversis fratribus, probatus moribus, affabilis.. ..Portarius Pauperum, custodiebat portam, ad quam pulsabant pauperes clemosynam petentes.".  Tracce di questa cognominizzazione si trovano già in epoca molto antica, come possiamo leggere in questo documento dell'anno 1130 nel napoletano: "...filius quidem de Petri, quae vero ambe chartule ipse Ioannes apud ipsos germanos remissit et coheret memorata domum a parte orientis est domum Ioannis Portaro, a parte occidentia est domum Gregorii Portaro et a parte meridiana est domum heredis ...".
PORTELLI
PORTELLO
Portelli ha un ceppo a Ruda (UD), uno a San Benedetto del Tronto (AP) ed in Sicilia a Lipari (ME) e a Scicli (RG), Portello , molto molto raro, è tipico veneto, dovrebbero derivare da nomi di località, già nel medioevo, in molte città si identificavano delle zone con questo nome: "A.D. MCLX. In quinto consulatu Cocci, Pisani Consules civitatem a Portello, et via que percurrit usque ad viam Sancte Marie...", contrade denominate Portello si trovano un pò ovunque in Piemonte, Lombardia, Veneto, ma anche al sud.
PORTENTO Estremamente raro, sembrerebbe del barese.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Se si tiene presente la derivazione latina, il cognome Portento può essere considerato anche come derivato da termini con il significato di mostruoso (in senso sia positivo che negativo), dall'aspetto spiacevole, oppure miracolo (forse in riferimento ad una nascita in condizioni al limite della sopravvivenza) Portento poteva essere anche un cognome assegnato ai cosiddetti infanti proietti, cioè nati e subito abbandonati.
PORTESE Portese è quasi unico, Portesi invece è ben diffuso nel bresciano a Rezzato, Mazzano, Brescia e Ghedi dove potrebbe derivare dal toponimo Portese di San Felice del Benaco (BS) , con un ceppo anche a Roma dove invece potrebbe derivare dal nome della Contrada (Porta Portese).
PORTINARI
PORTINARO
PORTONARO
Portinari è tipico del vicentino zona di Lonigo e Arzignano anche se parrebbe di origini toscane, Portinaro è della provincia di Vercelli, di Palazzolo Vercellese in particolare, Portonaro, assolutamente rarissimo, è piemontese, dovrebbero derivare dalla carica medioevale di portinarius, o portonarius termine che designava chi aveva la responsabilità di difendere le porte della città  e di gestire la riscossione dei tributi di accesso alla città, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Firenze nel 1300 la famosissima Beatrice amata da Dante Alighieri si chiamava Portinari, tracce di questa famiglia fiorentina dei Portinari le troviamo anche a Milano nella  basilica di Sant'Eustorgio dove si trova la quattrocentesca Cappella Portinari, commissionata da Pigello Portinari, un nobile fiorentino, procuratore del Banco dei Medici.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Portinari è originario del vicentino, con ceppi minori nel pavese e nel milanese, mentre Portinaro è tipicamente piemontese, entrambi questi cognomi derivano dal termine portinaro, col significato di portinaio, portiere, colui cioè che sorveglia e custodisce l’ingresso di edifici pubblici o privati. Si tratta, dunque, delle cognominizzazioni di nomi di mestiere attribuiti ai capostipiti.
PORTO Presenta un nucleo certo nel catanese, uno nel cosentino, nel casertano e in provincia di Roma, dovrebbe derivare da uno dei tanti toponimi contenenti la radice Porto, o dall'abitare il capostipite nei pressi di un porto.
PORTOGHESE
PORTOGHESI
Portoghese ha vari ceppi distinti, uno a Cagliari, uno a Roma, uno a Napoli, uno a Bari ed uno a Catania, Trapani e Palermo, Portoghesi è esclusivamente romano, dovrebbe indicare un origine delle famiglie dal Portogallo, potrebbe trattarsi di famiglie ebree sefardite cacciate dal Portogallo nel 1568.
PORTOLANI
PORTOLANO
PORTULANO
Portolani è tipico del forlivese, di Bagno di Romagna, Forlì, Meldola e Ravenna, Portolano ha un piccolo ceppo a Cesena, uno a Napoli ed uno a Brindisi, Portulano è molto diffuso a Taranto, dovrebbero derivare dal termine arcaico portulanus (pilota di porto, cioè chi guida le navi all'interno del porto), utilizzato sia per definire i piloti, che i magistrati di Porto, di quest'uso abbiamo un esempio a Manfredonia nel foggiano nel 1299: "...In nomine, etc. Nos Bartholomeus de Jaquinto Manfridonie judex, Nicolaus puplicus ejusdem terre notarius, et testes subscripti ad hoc specialiter vocali et rogati, presente scripto puplico declaramus, quod eodem die venientes coram nobis dominus Angelus de Grifo, dominus Sinicus de Dopna Birrecta, Salis de Juvenacio et Goffridus de Sasso portulanus Manfridonie, présente cum eis Johanne de Mota portulano mallaco in eodem portu per curiam ordinato, ostenderunt nobis quoddam mandatum eis directum a nobili viro Henrico de Hervilla magistro portulano et procuratore Apulie continentie talis. ...".
PORZI
PORZIA
PORZIO
Porzi ha un ceppo a Foligno, Spoleto, Perugia e Trevi nel perugino che si estende anche nel maceratino ed uno a Roma che si estende anche a Latina, Porzia ha un ceppo a Roma, Agosta e nel romano, ed uno molto piccolo nel barese, Porzio è presente a macchia di leopardo, ha un nucleo nel napoletano, uno nel palermitano, nel tarentino, nell'alessandrino e genovese ed uno nel novarese, dovrebbero derivare dal nome della Gens Portia o dal nomen latino Porcius, Portius e le relative versioni femminili, probabili nomi portati dai o dalle capostipiti.
POSITANO Molto raro, sembra avere due ceppi, nel barese e nel salernitano, dovrebbero derivare dal toponimo Positano (SA). Troviamo tracce di questo cognome nel 1700 con Giuseppe Maria Positano Vescovo di Matera.
POSSAMAI Possamai è tipicamente veneto, del trevisano in particolare, di Conegliano, Cison di Valmarino, Vittorio Veneto, Tarzo, Vidor, Pieve di Soligo, Valdobbiadene, San Pietro di Feletto, Follina e Roncade, con un ceppo anche a Feltre nel bellunese, secondo alcuni deriverebbe da un soprannome originato dall'aferesi della frase non riposa mai, secondo altri è imvece originato da un nome augurale Possamai con il senso di augurio al proprio figlio che possa mai diventare qualcuno, ma esiste anche la possibilità che si tratti di una forma dialettale derivata dal termine medioevale impositus usato per miracolato (vedi IMPOSIMATO).
POSSANZA
POSSANZINI
Possanza ha un ceppo nel romano ed uno nell'anconetano, Possanzini è tipico della fascia centrale che comprende alto Lazio, Umbria e Marche, in particolare l'anconetano, deriva, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale Possanza attribuito a figli ai quali si augurava che diventassero forti e potenti.
POSSENTI Un ceppo in provincia di Roma cui appartenne la casata dei conti Possenti che nel rinascimento aveva dei feudi nelle Marche, un ceppo nella bergamasca, uno nel bolognese ed uno nel livornese, dovrebbe derivare da un soprannome originato da uno stato elevato della casata, o da caratteristiche fisiche.
POSTIGLIONE
POSTIGLIONI
Postiglione è tipico dell'area che comprende la Campania, il foggiano ed il potentino, Postiglioni, decisamente più raro, è tipicamente laziale, del viterbese e del romano, dovrebbe trattarsi di un cognome derivato dalla professione dei capostipiti, che evidentemente dovevano essere dei postiglioni (conduttori di diligenze e carrozze).
integrazioni fornite da Pasquale Mauro Maria Onorati
Postiglione potrebbe anche derivare anche dal toponimo Postiglione, comune in Provincia di Salerno.
POSTINI Cognome rarissimo dovrebbe essere originario del cremonese, dovrebbe derivare dal toponimo Postino (CR).
integrazioni fornite da Tatiana Postinghel
Mia nonna è originaria di Besenello (TN). Lei si chiama Postini. Nel suo caso il cognome non deriva dal paese di Postino. Suo nonno di cognome faceva Postinghel, quando ha trovato lavoro come ferroviere lo stato, siccome il cognome era di origine tedesca,  glielo ha fatto cambiare in Postini
POSTREGNA Assolutamente rarissimo è tipico della valle del Natisone nell'udinese, deriva dal toponimo Postregna nella valle del Natisone a nordest di Cividale del friuli (UD).
POTA Pota è tipico dell'area casertano napoletana.
POTECCHI Estremamente raro, sembrerebbe originario della zona di confine tra mantovano e modenese.
POTENZA Sembra essere specifico della Basilicata e Puglia, dovrebbe derivare dal toponimo omonimo, capoluogo della Basilicata
POTERE Molto raro, sembra avere due ceppi, tra Chieti e Pescara e nel barese.
POTESTIA
POTESTIO
Potestia è praticamente unico, Potestio, molto raro, sembra avere un nucleo nel palermitano ed uno originario a Grimaldi nel cosentino, derivano dal vocabolo medioevale potestia (governo) da cui Potestius (colui che detiene il potere), di questa cognomizzazione abbiamo un esempio nel 1300 a Grimaldi: "...Ego Nicolaus Potestius de Grimaldo testor. Signum Crucis proprie manus Petri de Filippo de Grimaldo ..." e anche: "...etsi militer oblata per ipsam Curiam prefatis domino Angelo de Potestia...".
POZZA Tipicamente veneto delle province di Trento, Verona, Vicenza e Padova, particolarmente concentrato nel vicentino a Lusiana, Vicenza, Valdagno, Conco, Recoaro Terme, Marostica e Bassano del Grappa e Verona, dovrebbe derivare da toponimi come Pozza di Fassa (TN), Pozza del Favero (VI) o simili.
POZZAGLIA Assolutamente rarissimo è laziale, dovrebbe derivare da toponimi come Pozzaglia Sabino (RI), troviamo tracce di questa cognomizzazione in un atto del 1531: "...ipse Joannes Jacobus vidit ante eam Susanam duos viros et credit quod essent Abundius Coloy del Kasario et Joannes dela Pozaya, filius monaci de Sancto Bartholomeo, qui ambo erant mutati vestibus et brachis...".
POZZAN
POZZANA
POZZANI
Pozzan è tipicamente veneto, del vicentino in particolare e del veronese e padovano, Pozzana, assolutamente molto raro, è tipico del veneziano e dell'udinese, Pozzani è tipico del bresciano e soprattutto del veronese, potrebbero derivare da toponimi come Pozza del Favero nel vicentino o Pozza di Fassa nel trentino, o Pozzo come ce ne sono diversi nel bresciano, nel veronese, nel pordenonese o nell'udinese.
POZZETTI
POZZETTO
Pozzetti ha un ceppo nel nordmilanese, comasco e lecchese ed uno nel modenese in particolare a Mirandola, Pozzetto ha un ceppo romagnolo nel ravennate ed uno friulano, a Grado nel goriziano, a Trieste ed a Cervignano del Friuli nell'udinese, questi cognomi dovrebbero derivare da nomi di località caratterizzate dalla presenza di un piccolo pozzo.
POZZI
POZZO
Pozzi è diffuso in tutto il centronord, ha un nucleo importantissimo in Lombardia, Pozzo ha un ceppo in Piemonte tra torinese e biellese, un ceppo nel genovese ed uno nell'udinese, derivano da vari toponimi contenenti la radice Pozzo, o dall'abitare il capostipite nei pressi di un pozzo.
POZZOBON Pozzobon è tipico del trevisano, di Vedelago, Treviso, Montebelluna e Maserada sul Piave, con presenze significative anche nel resto della provincia ed a Camposampiero nel padovano ed a Venezia,  dovrebbe derivare da un'alterazione veneta di un nome di località Pozzobono, così chiamata per la presenza di un pozzo ricco di buona acqua potabile.
POZZOLI
POZZOLO
Pozzoli sembrerebbe specifico della Lombardia occidentale, Pozzolo oltre al ceppo genovese, presenta ceppi anche in Piemonte ed in Veneto, dovrebbero derivare dai vari toponimi quali: Lonate Pozzolo (VA), Pozzolo (MN), Pozzuolo Martesana (MI), Pozzolo di Villaga (VI), Pozzolo Formigaro (AL) o Pozzuolo di Lerici (SP).
POZZONI Tipico dell'areale milanese, potrebbe derivare dal toponimo Pozzo d'Adda (MI).
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