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RABAGLIATI
REBAGLIATI
Rabagliati è tipico dell'area genovese alessandrina, di Occimiano e Casale Monferrato (AL) e di Genova e Chiavari, Rebagliati è specificatamente ligure dell'area savonese e genovese di Savona, Celle Ligure e Stella in particolare, derivano da forme arcaiche dialettali derivate dal termine italiano rapaglio (rapa).
RABAI
RABBAI
Rabai è tipico di Roccalbegna e Grosseto nel grossetano, Rabbai è specifico di Canale Monterano e Manziana nel romano, l'origine etimologica è controversa, potrebbero derivare da un'italianizzazione del nome germanico Ratbald, a sua volta derivato dai termini germanici rat (Consiglio) e bald (audace), ma non si può escludere una derivazione dal nome ebraico Rabbah, che diventa addirittura più probabile per il ceppo laziale.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Rabai è forse cognome francese. Nella diocesi di Vigevano attestazioni di "Raballius", "Rabaius" e gli italianizzati "Rabaio", "Rabaj", "Rabay".
RABATTI Rabatti sembrerebbe tipicamente toscano di Firenze, Reggello ed Incisa In Val D`Arno nel fiorentino e di Castelfranco Di Sopra nell'aretino, presenta un ceppo, probabilmente secondario, a Cagliari, dovrebbe derivare da un soprannome originato dalla voce dialettale toscana rabattino (persona che si adopera per ottenere vantaggio da ogni piccola cosa, che non trascura nulla), forse per evidenziare caratteristiche comportamentali del capostipite.
RABBI Rabbi è tipico del bolognese, si dovrebbe trattare di un cognome di origini ebraiche, derivato dal termine ebraico rabbi (maestro, titolo onorifico dei maestri ebrei della Legge) o dal nome Rabbi da esso derivato.
RABBOLINI
RABOLINI
Rabbolini è specifico di Villa Cortese e Legnano nel milanese, Rabolini è specifico del nord milanese e varesotto, in particolare dell'area che comprende Busto Arsizio e Castellanza nel varesotto e Legnano nel milanese, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal termine lombardo rabbol (piccola pialla), forse ad indicare che il capostipite di professione facesse il falegname o il carpentiere, ma è pure possibile una derivazione diversa, il termine infatti assumeva spesso anche il significato di monello, perchè la piccola pialla sfuggiva abbastanza spesso al controllo di chi la usava richiamando un comportamento dispettoso da monello, quindi per estensione con il termine rabbol o rabbot si chiamavano appunto i monelli.
RABELLINI
RABELLINO
Rabellini, quasi unico, è del savonese, Rabellino è tipico del savonese, di Dego, Savona ed Albisola Superiore, con un ceppo anche a Torino e ad Alba nel cuneese, potrebbe derivare da un soprannome basato sul verbo medioevale francese rhabiller (rammendare, aggiustare), forse ad indicare nei capostipiti dei lavoranti di sartoria.
RABITA
RABITE
RABITI
RABITO
Rabita sembrerebbe originario dell'ennese, di Barrafranca, Pietraperzia e Piazza Armerina, Rabite è praticamente unico, Rabiti ha un ceppo romagnolo nel ravennate e forlivese, a Forlì e Ravenna in particolare, ed uno a Castiglione della Pescaia nel grossetano, Rabito è tipicamente siciliano, di Pachino nel siracusano, di Ragusa e Comiso nel ragusano, di Niscemi nel nisseno e di Santa Margherita di Belice nell'agrigentino, con un piccolo ceppo anche in Veneto ad Isola Vicentina nel vicentino, questi cognomi dovrebbero essere di origini bizantine o neogreche e deriverebbero da un soprannome originato dal termine greco ράβδος rabdos (verga, bacchetta), forse ad indicare nei capostipiti dei rabdomanti o semplicemente dei pastori, ma è anche possibile una derivazione dal nome medioevale Rabitus di cui abbiamo un esempio d'uso in un atto pisano dell'anno 1196: "..Presentibus Rabito quondam Guidonis Nani et Rainerio quondam Marthucci et Gerardo quondam Conetti et Stefano judice et notario rogatis testibus..".
RACALMUTO Racalmuto, pressocchè unico, sicuramente siciliano, deriva dal toponimo Racalmuto nell'agrigentino.
RACANA
RACANO
Racar, Rakar e Raccar, quasi unici, sono del goriziano, Raccaro, molto molto raro, è dell'udinese, di origini slovene, dovrebbero derivare dal cognome sloveno abbastanza diffuso Rakar, che deriva dal termine slavo rak (gambero) e starebbe ad indicare il mestiere di pescatore di gamberi d'acqua dolce.
RACAR
RACCAR
RACCARO
RAKAR
Racana, molto raro, è lucano di Potenza, Racano ha un ceppo nel teatino, a Vasto e Fresagrandinaria, ed uno in Puglia nel foggiano a San Severo e Foggia, e nel barese ad Acquaviva delle Fonti, Cassano delle Murge e Palo del Colle, dovrebbero derivare dal termine arabo arcaico rahan (macinare) indicando probabilmente nei capostipiti dei mugnai.
RACCA Racca è tipicamente piemontese, del cuneese, di Fossano, Marene, Cuneo, Savigliano, Bra, Cavallermaggiore, Racconigi, Sanfrè, Centallo, Saluzzo, Moretta, Sommariva del Bosco e Genola, e di Torino e del torinese, di Volvera, None, Vinovo, Moncalieri, Beinasco, Nichelino, Piossasco e Rivoli, dovrebbe derivare dal nome medioevale di origine germanica Racha, a sua volta derivato dal nome medioevale germanico Ragwald, composto dai termini ragin (Consiglio, Dieta) e wald (governo), ma è pure possibile una derivazione da una forma apocopaica di nomi come il gotico Racharedus: "..Per idem tempus isdem Gregorius papa Augustinum, Melitium et Iohannem cum aliis pluribus monachis timentibus Deum in Brittanniam misit eorumque predicatione ad Christum Anglos convertit. Racharedus rex Gothorum, frater Herminigildis martyris, per predicationem Leandri episcopi ad fidem catholicam convertitur. Gens Anglorum ad Christum convertitur, Edilbertus rex eorum baptizatur...".
RACCHELLA
RACCHELLI
RACCHELLO
RACHELLA
RACHELLI
RACHELLO
Racchella ha sparute presenze qua e là nel centronord, Racchelli ha qualche presenza sparsa nel settentrione d'Italia, Racchello, quasi unico, è del trevisano, e dovrebbe trattarsi di una forma alterata del cognome Rachello, che è specifico del trevisano, di Quinto di Treviso e Treviso in particolare, Rachella, quasi unico, sembrerebbe dell'area vicentino, padovana, Rachelli, assolutamente rarissimo, sembrerebbe lombardo, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dall'italianizzazione arcaica del nome ebraico Rachel, che in ebraico significa agnello.
RACCHETTI Molto raro, sicuramente lombardo, probabilmente del mantovano, ma potrebbe essere anche originario del sudmilanese e cremasco. Troviamo nei primi anni del 1700 un Giuseppe Racchetti parmense pittore a Reggio Emilia e poi a Brescia.
RACCIO Raccio è specifico di Gioia Sannitica nel casertano, con buone presenze anche a San Potito Sannitico, Alife e Calvi Risorta, sempre nel casertano, dovrebbe derivare da un nome di località, come Raccio di Dragonea nel salernitano.
RACCIS Specifico del cagliaritano, dovrebbe derivare da una modificazione del termine rais (capo dei pescatori di una barca), ma potrebbe anche derivare dall'aferesi del nome Graccis, una forma alterata del nome medioevale De Graciis, attribuito ad un figlio considerato un dono insperato del Signore.
RACCUIA
RACCUJA
Raccuia è tipico di Raccuia (ME) e del messinese, Raccuja, sempre siciliano, è assolutamente rarissimo dovrebbero derivare dal toponimo Raccuia.
RACCHINI
RACHINI
RACHINO
Racchini, molto raro, è tipico del pesarese, Rachini, molto raro anch'esso, è tipicamente toscano, della zona tra aretino e senese, di Cortona ed Arezzo nell'aretino e di Montepulciano nel senese, Rachino, quasi unico, è specifico del basso cuneese, dovrebbero derivare dal nome e soprannome medioevale Rachinus, di cui abbiamo un esempio d'uso in trentino in un atto della seconda metà del 1400: "Anno 1481, indictione 14, die 12 novembris. In domo ser Antonii Set de Plebe, praesentibus magistro Bulfo cerdone de Tonedico, ser Antonio Nicolao de Imero, praefato ser Antonio Set, ser Bartholomaeo dicto Rachino, omnibus habitatoribus in valle Primerii, Iacobelus filius quondam ser Antonii de Simonetis habitator in villa Tonedici vendidit spectabili viro domino Iohanni Lupo benemerito in praesentiarum capitaneo, et Vicario castri Primerii, vice, ac nomine magnifici, ac potentis viri domini Hosbaldi..".
RACIOPPA
RACIOPPI
RACIOPPO
Racioppa è specifico del foggiano, di Manfredonia, Vieste, Foggia, Lucera e Troia, Racioppi ha ceppi nel romano e latinense, in Campania, nell'avellinese soprattutto, in Basilicata, in particolare nel potentino, e nel barese, Racioppo ha un ceppo a Deliceto nel foggiano ed uno nel siracusano ad Avola e Siracusa, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal nome di una varietà di olive tipicamente pugliesi, la Racioppa, Racioppo o Coratina, varietà di Corato nel barese coltivata soprattutto in Molise e nel Gargano, soprannome probabilmente attribuito ad un coltivatore di quel tipo di ulivi.
RACITI
RACITO
Raciti è tipico della Sicilia orientale, del catanese soprattutto, ma con una presenza massiccia anche nel messinese e nel siracusano, Racito, quasi unico, è delle stesse località e si tratta con molta probabilità di una forma dialettale del primo, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine  greco rachis (rachitico), secondo alcuni invece starebbe ad indicare che il capostipite al momento della nascita aveva offerto la schiena.
RADAELLI Assolutamente lombardo, tipico dell'areale che comprende le province di Milano, Varese, Como, Lecco e Bergamo, si hanno tracce di questo cognome fin dal 1500, nel registro dei battesimi di Cormano, il primo battesimo registrato è del 1595 e riporta: "Al dì ultimo di aprile 1595 è stata battezzata Barbara, figliola di Francesco Radaello e di Angela sua consorte. Battezzai io prete Paolo Corbetta, compadre (padrino) fu Stefano de Lepore, comadre Giovannina de Folgia". Esiste un'ipotesi, citata da un ramo della famiglia Redaelli che ritiene che derivi da un soprannome lusinghiero (re) e dal nome del paese d'origine (Ello); quindi separatamente: Re da Ello (LC) che poi si sarebbe saldato in una sola parola. Ello è un vocabolo di origine tardo latina che significa campo di forma irregolare, a triangolo o a trapezio, nel '200 lo troviamo scritto "Hello" e nel '400 "Ellum".  Un'altra ipotesi lo vuole derivare dal diminutivo dell'aferesi di nomi germanici quali: Adalrad o Heldrad.
RADASSAO Radassao è tipico di Cercemaggiore in provincia di Campobasso, sembrerebbe di origini slave, dovrebbe essere derivato da una italianizzazione del nome slavo Radoslav.
RADATTA
RADATTI
Radatta, molto raro, è specifico di San Felice del Molise nel campobassano, Radatti ha un ceppo a Roma ed uno nel foggiano a San Marco in Lamis, Manfredonia e Monte Sant'Angelo.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
D'origine slava (come testimoniano gli studi del Dr. Smodlaka), i cognomi Radatta e Radatti dovrebbero nascere da un adattamento del cognome slavo Radat, che, con l'aggiunta del suffisso -at, sembra riflettere un ipocoristico del nome slavo Rado, anche noto nelle forme Rade e Rados (per una spiegazione più approfondita, vedi Rada e Rados). In conclusione, dunque, si tratterebbe delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
RADDAVERO Raddavero, estremamente raro, è tipico dell'alessandrino e di Genova, potrebbe derivare dal nome di una località nel tortonese.
RADDRIZZANI
RADRIZZANI
Raddrizzani, estremamente raro, è del milanese, Radrizzani è tipicamente lombardo, del varesotto ad Uboldo, ma anche di Saronno ed Origgio, e del milanese, di Milano e Nerviano e di Cantù nel comasco, potrebbero derivare da alterazioni dialettali originatesi dal nome Radericus, una variante del più comune Rodericus,, o direttamente da una forma patronimica in -ani, basata sul nome germanico Raderitz.
RADEGHIERI
RADIGHIERI
REDEGHIERI
REDIGHIERI
RODEGARI
RODEGHIERI
RODEGHIERO
RODIGARI
RODIGHIERI
RODIGHIERO
Radeghieri è specifico di Correggio (RE), Radighieri è specifico dell'area che comprende le province di Modena e Reggio Emilia, Redeghieri è tipico di Reggio Emilia e provincia, Redighieri è estremamente più raro, Rodegari è specifico di Pontoglio nel bresciano, Rodeghieri è praticamente unico, e sembrerebbe del veronese come il quasi unico Rodighieri, Rodeghiero ha un ceppo nel vicentino, soprattutto ad Asiago, con presenze apprezzabili anche a Vicenza e Villaverla, ed uno molto piccolo nel bolognese, Rodigari è tipicamente lombardo, specifico del sondriese, con un grosso ceppo a Livigno ed a Valdisotto, ed un ceppo anche a Valbondione nel bergamasco, Rodighiero è il più diffuso in tutto il Veneto, massimamente nel vicentino, veronese, padovano e veneziano, dovrebbero tutti derivare da varie forme di scrittura del nome medioevale di origine germanica Rotgerius, di cui abbiamo un esempio a Pavia in una Notitia pro securitate dell'anno 972: "Dum in Dei nomine civitate Papia, in curte propria abitacionis Adami qui et Amiço iudex, per eius data licencia in iudicio adesent Vualterii, iudex et missus domni Hottonis imperatoris, iusticias faciendas ac deliberandas adesent cum eo Agelmundus, Liutardus, Benço, Vualpertus, Andreas, Adelmus, Sigefredus, Cunibertus, Aldo, Lanfrancus, Gerolimus, Lanfrancus et Adelbertus, iudices sacri palacii, et Boniprandus, notarius idem sacri palacii, et reliqui plures, ibique eorum venerunt presencia Rotgerius, filius quondam Romaldi, et Ermengarda, filia quondam Gaidulfi, iugalibus, et ostenserunt ibi cartula una donacionis...".
RADA
RADE
RADETTI
RADI
RADIN
RADINI
RADINO
RADO
RADONE
RADONI
RADUCCI
RADUZZI
Rada, assolutamente rarissimo, sembrerebbe dell'area piemontese, lombarda, Rade, altrettanto raro, parrebbe delle veneto, Radetti, leggermente meno raro, ha un piccolissimo ceppo giuliano a Trieste e Doberdò del Lago nel goriziano, Radi ha un ceppo tra grossetano e senese ed uno nell'urbinate, Radin ha un ceppo nel vicentino a Vicenza, Breganze e Valdagno, ed uno molto significativo a Trieste, con presenze anche a Duino Aurisina nel triestino ed a Monfalcone nel goriziano, Radini, molto molto raro, è presente a macchia di leopardo nell'Italia settentrionale, Radino ha un ceppo nell'alto potentino ed uno nel siracusano, Rado è tipicamente veneto, del veneziano in particolare, Radone è praticamente unico, Radoni ha un piccolo ceppo a Venezia ed uno nell'anconetano ad Ancona e Falconara Marittima, Raducci, estremamente raro, parrebbe abruzzese, Raduzzi, quasi unico, è del veneziano, potrebbero tutti derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche o accrescitive, dal nome medioevale di origine germanica Rado derivato dall'antico alto tedesco rad (consiglio) l'attuale rat, è pure possibile una derivazione dall'aferesi del nome Corrado; di quest'uso abbiamo esempi nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale in una Cartula comutacionis dell'anno 966 a Cremona dove si può leggere: "...Ego Radinus rogatus testis subscripsi..." e in una Breve ostensionis terrarum del 1176 a Mondonico troviamo: "... Interfuerunt Bonussenior Bassus de Montedonico , Oddo de Iohanne Radino atque suprascriptus Albericus avocatus testes. ...".
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Sull'origine di questi cognomi confluiscono per lo meno due ipotesi, che, per quanto diverse l'una dall'altra, non si escludono necessariamente a vicenda - più che altro, vanno ritenute valide a seconda della diversa provenienza di queste famiglie. Da una parte, innanzitutto, è molto probabile una derivazione dal nome medievale Rado, che, come giustamente indicato, dovrebbe nascere da un adattamento del personale germanico Rad, parte integrante del più comune Konrad (l'italiano Corrado); in alternativa, però, non è esclusa una relazione col nome medievale Radeghiero, anch'esso d'origine germanica (vedi Radeghieri). Passando ora alla seconda ipotesi, va osservato che in diversi casi dei cognomi quali Rado, Radin, etc nascondono in realtà un'antica origine slava (più probabilmente slovena in Friuli), derivando cioè dal nome slavo Rado, che, assieme alle varianti Rade e Rados, significa letteralmente allegro, felice (vedi Allegra, Felice e Rados): la radice del nome, in effetti, è il termine proto-slavo rad (allegro, gioioso), piuttosto frequente nell'onomastica dell'Est Europa - ad esempio, si pensi ai nomi Radomir, Radoslav, Radovan, etc. Questa fonte slava, per la precisione, non vale soltanto nel Friuli Venezia Giulia (per ovvi motivi geografici), ma, in linea teorica, lungo tutta la fascia orientale della penisola italiana, dal nord al sud del paese (fin nelle Puglie, di fatto). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratterebbe delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti, anche se, in casi minori, va detto che non sono escluse delle ipotesi alternative - ad esempio, si pensi all'esistenza di cognomi quali Radda e Raddi, anch'essi variamente interpretabili (talvolta anche sulla base della toponomastica).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Radin, oltre all'ovvia aferesi dal nome Corrado, bisogna considerare che esiste anche un cognome croato Ràdin / Ràdina dal nome Ràdin / Ràdina derivato da 'ràdin' = laborioso, a sua volta da 'rad' = lavoro. Fonte: M. Bonifacio, Cognomi triestini, p. 219.
Radino è cognome lucano che viene probabilmente dal nome francone Radwinus attestato nel secolo VIII in Francia.
RADICCHI Abbastanza raro ha un nucleo tra l'anconetano e la provincia di Perugia, un ceppo nel fiorentino ed uno nel carrarese, si nota poi una presenza apprezzabile nella provincia di Roma.
RADICE
RADICI
Radice è specifico dell'area che comprende le province di Milano, Como e Varese, ha un possibile ceppo secondario nel napoletano, Radici ha un grosso nucleo lombardo, soprattutto nelle province di Milano, Bergamo e Brescia, ma presenta anche un ceppo romano ed uno nel messinese, dovrebbero derivare dal nome tardo latino di origini trace Radicius, di cui abbiamo un esempio: "..Postero die, quo memoria Divi Stephani, primi regis Vngariae, colitur, concessa est edicto principis militibus cuiusvis nationis oppugnandi oppidi facultas; non tamen ex aequo, sed distinctis ordinibus, ita, ut Germani & Vallones uno eodemque agmine, Galli atque Itali altero, maenia invaderent, tertia pugna ab Vngaris iniretur. Nec mora tubis ac tympanis concrepantibus maenia invaduntur, Galli & Itali magna virtute conscendentes, signa in summo vallo figunt. Vngari pari fortitudine vallum superant, primusque Radicius Thrax, militum centurio, pinnas comprehendit; nec Germani aemulatione alienae virtutis sibi desunt. ...".
RADIF Radif, quasi unico, ha qualche sparuta presenza valdostana e ligure, potrebbe derivare dal termine persiano radif (ordine) che da il nome ad un particolare sistema musicale, forse si tratta di un cognome attribuito ad un fanciullo abbandonato.
RADINA Radina è specifico dell'alto Friuli, di Arta Terme e Tolmezzo nell'udinese, dovrebbe derivare dall'italianizzazione del nome dei paesi sloveni di Radna, nei pressi di Ljubljana ne esistono due con lo stesso nome, probabilmente il luogo d'origine dei capostipiti. (vedi anche RADA)
RADOANI Radoani è tipico di Condino nel basso trentino ai confini con il bresciano, potrebbe derivare da una forma patronimica in -ani, con il significato di quelli di, riferita ad un capostipite il cui padre si chiamasse Rado, nome medioevale di origine germanica (vedi RADI).
RADOS Rados, molto raro, sembrerebbe specifico di Trieste.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
D'origine slava (più probabilmente slovena), il cognome Rados nasce da un adattamento del cognome slavo Rados, che, tratto dall'omonimo nome di persona (con varianti in Rade e Rado), significa letteralmente allegro, felice (per una spiegazione più approfondita, vedi Rada). In conclusione, dunque, si tratta della cognominizzazione del nome personale del capostipite.
RAELE
RAELI
RAHELI
Raele è tipico della zona tra basso salernitano, potentino ed alto cosentino, Raeli ha un ceppo siracusano, uno salentino ed uno romano, Raheli è specifico del Salento, dovrebbero tutti derivare da forme contratte del nome Rachele, di quest'uso abbiamo un esempio a Ceccano negli Annales Ceccanenses  sotto l'anno 1209: "Anno dominicae incarnationis 1209, pontificatus domni Innocentii III. papae anno eius 12, mense Decembris die 6, Iohannes de Ceccano dilecto familiari suo Raheli et Iohanni filio eius salutem et amorem...".
RAFAEL
RAFAELE
RAFAELI
RAFAELLI
RAFFAEL
RAFFAELA
RAFFAELE
RAFFAELI
RAFFAELLA
RAFFAELLI
RAFFAELLO
Rafael, Rafaeli e Rafaelli sono quasi unici, Rafaele, oltremodo raro, sembra specifico di Altamura nel barese, Raffael, molto raro, è tipico di Venezia e del vicino trevisano, Raffaela sembrerebbe unico, forse siciliano, Raffaele è molto diffuso in tutto il centrosud, Raffaeli ha un ceppo tra milanese e cremonese, un ceppo nel veronese, uno nelle Marche e nel perugino, uno a Roma ed uno nel foggiano, Raffaella è assolutamente rarissimo, Raffaelli è diffusissimo in tutto il centronord, Raffaello ha un ceppo nel vicentino ed uno nel brindisino.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome Raffaele o Raffaello, l'italianizzazione cioè del personale ebraico Refa'el, che, composto dagli elementi rapha' (guarire) e El (Dio), può essere tradotto come Dio guarisce (sottinteso, dai mali della vita): in questo contesto, infatti, va ricordata la figura dell'arcangelo Raffaele, a cui la Bibbia attribuisce miracolose facoltà di guarigione (nel Libro di Tobia, ad esempio, Raffaele guarisce Tobia dalla sua cecità). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
RAFALDI
RAFFALDI
RAFFALDO
Raffaldi, molto raro, è tipico del sudmilanese, pavese, alessandrino e lodigiano, Rafaldi e Raffaldo, pressocche unici sono quasi sicuramente dovuti ad un errore di trascrizione del cognome Raffaldi, derivano dal nome longobardo Raffhald.
RAFFA
RAFFELLI
RAFFI
RAFFINI
RAFFINO
RAFFO
Raffa ha un ceppo tra messinese e reggino, uno nell'avellinese ed uno a Roma, Raffelli è tipicamente lombardo di Rodengo Saiano nel bresciano, Raffi ha un ceppo nel basso bresciano, uno nel carrarese, uno nel grossetano ed uno a Roma, Raffini è specifico della zona tra bolognese e fiorentino, di Imola e Bologna nel bolognese e di Firenze, Firenzuola e Palazzuolo sul Senio nel fiorentino, Raffino è tipicamente siciliano, di Gagliano Castelferrato nell'ennese, Raffo ha un ceppo tra genovese, spezzino e carrarese, uno romano, uno nel tarentino, uno nel ragusano ed uno probabilmente secondario a quello ligure nel cagliaritano, dovrebbero derivare, direttamente o tramite varie forme ipocoristiche, dal nome medioevale Raffus derivato dal nome longobardo Raffhald, di cui abbiamo un esempio a Genova nel 1360 co un certo Raffus Maffonus "...Raffus Maffus, q. Nicolai, civ. Ianue..:" e le troviamo a Pisa agli inizi del 1300 in un atto di procura: "...Pisis et ubique locorum et terrarum, ad exigendum et recipiendum a Raffo Longo Franciscino Veçoso, a domino Petro de Rivello ianuensibus et quibuscumque aliis personis...".
RAFFAGHELLI
RAFFAGHELLO
Raffaghelli, assolutamente rarissimo, sembrerebbe dell'alessandrino, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del cognome Raffaghello che è specifico dell'area alessandrino, genovese, in particolare di Novi Ligure e Molare nell'alessandrino e di Genova, si dovrebbe trattare di un'italianizzazione arcaica del nome di origine ebraica Raphael che significa il conforto, le cure del Signore, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Genova fin dal XVII° secolo.
RAFFAGLIO Raffaglio, rarissimo, è specifico del sudmilanese potrebbe derivare da un soprannome dialettale derivato da un termine lombardo arcaico raffaji per rapa, anche se non si può escludere un collegamento con il nome longobardo Raffhald.
RAFFANTI Raffanti è particolare dell'area pisano, lucchese, di Capannori nel lucchese in particolare, potrebbe derivare dal nome medioevale francese Raphanaud, forse derivato da un soprannome attribuito ad un coltivatore di rafano o di rapanelli, non si può escludere anche una possibile derivazione dal nome longobardo Raffhald.
RAGAINI Ragaini è specifico delle Marche, con un ceppo a Loreto nell'anconetano ed uno a Fano, Pesaro e Cartoceto nel pesarese, si dovrebbe trattare di una forma contratta dell'italianizzazione di un ipocoristico del nome medioevale Ragacius (vedi RAGAZZI), ma è pure possibile una derivazione da un soprannome originato dal termine romagnolo ragajo (la stanga dove si attaccavano le corde nei carri trainati dai buoi, situata nella parte posteriore del carro), forse ad indicare nel capostipite un trasportatore che utilizzasse quel tipo di carri.
RAGAIOLI
RAGAIOLOI
Ragaioli, quasi unico, è del veronese, Ragaiolo, molto raro, è tipico del veronese, di Cerea, Verona e Roverchiara, dovrebbero derivare da soprannomi basati sul termine veneto arcaico ragàr (cimare, tagliare dalle viti le parti da ringiovanire), probabilmente ad indicare nei capostipiti dei bravi potatori di viti o dei vignaioli.
RAGAZZI
RAGAZZINI
RAGAZZO
RAGAZZONE
RAGAZZONI
Ragazzi è tipico emiliano, del modenese in particolare. con ceppi anche nel bolognese, ferrarese, rovigoto e veneziano, mantovano, milanese e pavese, Ragazzini è romagnolo, del ravennate e del forlivese, Ragazzo ha un ceppo nel veneziano, in Irpinia, nel materano e nel cagliaritano, Ragazzone, molto raro, potrebbe essere della zona tra pavese ed alessandrino, Ragazzoni ha un ceppo nel varesotto, uno nel modenese ed uno nelle province di Roma e di Rieti, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale Ragacius, Ragatius o Regatius, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Venezia nella seconda metà del 1400 con l'editore e stampatore Ioannes Regatius o Zan Regazo, a Bormio agli inizi del 1600 in un processo inquisitorio viene citato: "...Christoforus Ragacius de Burmio dedit securitatem manutenendi pacem et treguam ac querelam datam...", è pure possibile una derivazione da un soprannome originato dal mestiere di garzone o ragacius svolto dal capostipite.
RAGGI
RAGGIO
Raggi è diffuso in Lombardia, Liguria, Emilia e Romagna, Toscana, Marche, Umbria e Lazio, Raggio sembrerebbe del genovese, con un ceppo secondario in Sardegna ed uno nel napoletano, il nucleo genovese potrebbe derivare dall'aferesi del nome del toponimo Paraggi (GE), per tutti gli altri si può parlare di una derivazione dal nome medioevale Ragius di cui si ha un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale sotto l'anno 1199 a Vimercate (MI): "...dixerunt et guarentaverunt suprascripti Petrus et Aribertus seu Manescottus et Ragius esse datos in terra empta ab Alexandro maiore et ministro ...".
RAGGIOTTI
RAGGIOTTO
RAGIOTTO
Raggiotti, estremamente raro, è perugino, Raggiotto, altrettanto raro, è specifico di San Dona' Di Piave (VE), Ragiotto, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Il cognome Raggiotto è tipico di San Donà di Piave (VE), dove si sembrerebbe formato in epoca medievale dalla cognominizzazione del nome di persona Ragio o Ragius.  Un altro ceppo, dello stesso etimo ma di origine differente, è quello dei Raggiotti, presente solo a Perugia. Una variante di Raggiotto è Ragiotto, molto rara e presente sempre nell'area veneziana, originata da un errore di trascrizione anagrafica del cognome.
RAGNI
RAGNO
Ragni ha ceppi in Lombardia, nel bresciano in particolare, nel bolognese, nelle Marche ed in Umbria, nel teramano, nel romano e nel campobassano, Ragno,abbastanza raro, presenta più ceppi sparsi per l'Italia, uno nel barese, uno nella zona dello stretto di Messina, uno nel napoletano ed uno nel Lazio, potrebbero derivare da forme apocopaiche dal nome Ragnfred in uso presso i Franchi o dal nome normanno Ragnar .
RAGO
RAGONE
Rago è tipico di tutto il sud, ma in particolare del salernitano e del cosentino, con un piccolo ceppo anche nell'alessandrino, Ragone ha un ceppo piccolo ceppo nel riminese, uno a L'aquila ed a Roma, ha un grosso ceppo nel salernitano a Salerno, Cava de' Tirreni, Teggiano, Nocera Inferiore, Vietri sul Mare, Eboli, Pontecagnano Faiano, Rofrano e Battipaglia, ed a Napoli, ha un ceppo a Potenza e nel materano a Ferrandina, Salandra, Matera e Montalbano Ionico, e un grosso nucleo nel barese, ad Altamura, Bari, Adelfia, Mola di Bari, Triggiano, Noicattaro, Modugno e Rutigliano ed a Foggia e Cerignola nel foggiano, l'origine è sicuramente molto varia, potrebbero in alcuni casi derivare dal nome turco Ragö, o dal nome medioevale germanico Rago, Ragonis, a sua volta derivato dalla radice ragin (Consiglio), è pure possibile una derivazione da una forma sincopata del nome longobardo Raginperto o anche dall'apocope del nome normanno Ragonaldo, possibile anche una derivazione dall'apocope dell'etnico aferetico ragonese (di Aragona).
RAGONA Ragona è tipicamente siciliano, ha un ceppo nella parte sudoccidentale dell'isola a Marsala, Alcamo e Gibellina nel trapanese, a Partinico e Palermo nel palermitano, ed un ceppo a Niscemi nel nisseno ed a Vittoria nel ragusano, dovrebbe derivare da una forma aferetica del nome del paese di Aragona nell'agrigentino o del nome della regione spagnola omonima.
RAGONESE
RAGONESI
Ragonese è tipicamente siciliano, soprattutto del catanese, Ragonesi ha un ceppo romagnolo che potrebbe derivare dall'etnico del toponimo Ragone (RA), un ceppo viterbese ed uno nel catanese, che potrebbe derivare dal toponimo Aragona (AG).
integrazioni fornite da Andrea Ferreri
Ragonesi è diffuso in Sicilia nel catanese (Acireale, Catania), nel Lazio a Viterbo, in Emilia Romagna nel forlivese (Cesena, Forlimpopoli) e nelle Marche nel pesarese (Fossombrone).  Deriva dal nome della regione spagnola Aragona, Stato indipendente fino al 1479.
RAGONI Ragoni è tipicamente toscano, molto raro, ha un piccolo ceppo a Firenze, uno a Rosignano Marittimo nel livornese ed uno a Capannoli e Pontedera nel pisano, dovrebbe derivare da una forma genitiva patronimica riferita a capostipiti il cui padre si fosse chiamato con il nome medioevale germanico Rago (vedi RAGO).
RAGOZINI
RAGOZINO
RAGOZZINI
RAGOZZINO
Ragozzini è caratteristico di Napoli, Ragozzino è tipicamente campano, di Capua, Caserta, Santa Maria Capua Vetere, Marcianise, Pontelatone, San Prisco, Casagiove e Castel di Sasso nel casertano, di Napoli, Ercolano e Pozzuoli nel napoletano e di Scafati nel salernitano, Ragozini e Ragozino, quasi unici, sono forme alterate dei precedenti, potrebbero derivare da ipocoristici del nome medioevale germanico Ragotz basato sul termine medioevale a.a.t. rahho (fauci, gola), o del nome Ragotius o Ragottus da quello derivati.
RAGUNI Raguni, assolutamente rarissimo, parrebbe del catanese, potrebbe derivare da una modificazione dialettale del toponimo Aragona (AG).
RAGUSA
RAGUSEO
RAGUSI
RAGUSIN
RAGUSINI
RAGUSO
Ragusa è specifico siciliano, e deriva dal toponimo siciliano omonimo, così pure il ceppo messinese del cognome Ragusi, mentre il ceppo adriatico ha probabilmente le stesse origini dei cognomi seguenti, Raguseo è tipico di Molfetta (BA), Ragusin, assolutamente rarissimo, sembrerebbe triestino, Ragusini è ancora più raro, Raguso è diffuso a Gravina di Puglia (BA) ed a Martina Franca (TA), dovrebbero derivare dal toponimo dalmata Ragusa, l'attuale Dubrovnik, e starebbe ad indicare mercanti dalmati insediatisi sulla costa adriatica ed in Puglia.  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo in un atto scritto a Solofra nel 1521 dove compare come teste un tal Galante de Raguso.
RAHO (vedi DE RAHO)
RAI Rarissimo sembra originario del piacentino e sudmilanese, potrebbe derivare da un dialettale rai (ragli) stante ad indicare una confluenza di strade, probabilmente da un celticho rhaudi, ma potrebbe pure derivare da un raudii latino plurale di raudius (famosi i Campi Raudii vicino a Vercelli, dove il console romano Mario nel 105 A.C. sconfisse i Cimbri).
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Il cognome Rai è di difficile interpretazione. Non si potrebbe escludere anche un'italianizzazione di un cognome francese o spagnolo tipo Ray. .E' certo che i Rai esistono in provincia di Piacenza almeno dalla seconda metà dell'800. Da lì alcuni di loro sono emigrati verso la fine di quel secolo partendo da Pianello Val Tidone (PC).  A puro titolo di curiosità si può aggiungere che il cognome Rai è discretamente diffuso in Romania dove il vocabolo rai significa paradiso.
RAIA Sembra avere più ceppi, in Sicilia e nel napoletano, potrebbe essere di origine lusitano-spagnola, derivando dal nome di una zona del Portogallo (Raia, Plan de Raia) al confine con l'Estremadura in Spagna.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Secondo G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi nella Sicilia orientale, p. 156, Il cognome Raia (Raja) viene dal vocabolo siciliano 'raja' che significa 'razza', un tipo di pesce.
RAIANI
RAIANO
RAJANI
Raiani è quasi unico, Raiano è tipicamente napoletano, con piccoli ceppi a Giugliano in Campania ed a Marano di Napoli, Rajani ha qualche presenza a Roma e nel crotonese, questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi basati sul termine arabo raya (vessillo, stendardo, insegna), probabilmente ad indicare che i capostipiti fossero dei vessilliferi o portainsegne.
RAIMONDI
RAIMONDO
Entrambi panitaliani, derivano dal nome italo germanico medioevale Raimondo e al sud dal nome normanno Raimund.  Tracce di questa cognominizzazione si hanno a Milano con Giacomino Raimondi Capitano della Martesana nel 1452/1454.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
il nome di origine germanica Raimondo, deriva dalla fusione dei termini ragan o ragin, col significato di consiglio, decisione ispirata dagli dei, e munda, col significato di protezione, protettore. Raimondo deriverebbe in tal senso dall'espressione che protegge con il consiglio degli dei o protezione divina. Rachimondus è già presente in un documento longobardo di Farfa Sabina dell'anno 806.
RAINA
RAINI
RAININI
REINA
RAINO
RAINONE
RAINONI
Raina ha un ceppo lombardo a Milano e Voghera ed uno piemontese a Dronero (CN), Vercelli, Alessandria e Torino, Raini, molto molto raro ha un piccolo ceppo nel milanese ed uno nell'aretino, Rainini, assolutamente rarissimo, è specifico del milanese, di Trezzo sull'Adda e Milano, Raino, molto molto raro, è di Taviano nel leccese, Rainone ha un ceppo a Prato, uno a Roma, uno princiopale in Campania, in particolare a Palma Campania, Napoli, San Gennaro Vesuviano, Casoria, Nola e Carbonara di Nola nel napoletano, a Sarno, Mercato San Severino e Battipaglia nel salernitano, a Frasso Telesino nel beneventano, ad Orta di Atella nel casertano e a Calitri nell'avellinese, e nel foggiano a Foggia e Panni, Rainoni, molto molto raro, è lombardo, in particolare di Vailate nel cremonese, Reina ha un grosso ceppo nella zona coperta dalle province di Milano e Varese, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici o forme accrescitive, dal nome longobardo Ragin che deriva dal termine longobardo ragin (consiglio divino, illuminato) un suo derivato è Raginperto nome portato dal Re longobardo degli anni 700 e 701, l'uso di questi nomi lo troviamo ad esempio nel 1320 in Valtellina in un atto di compravendita che cita un certo Orsatto e Petruzio Tigiurtinus fu Raino di Grosotto, che vendono a Nicola Lambertengi di Federico, di Vico di Como, abitante a Grosotto, un fondo sempre in Grosotto, troviamo esempi dell'uso di questi ipocoristici od accrescitivi ad esempio nel 1100 nel Sannio con il feudatario Rainone Brettone, e agli inizi del 1200 con Rainone della Tolta che viene scomunicato nel 1230 da Gregorio IX, i Reina che nascono come de Regna e poi come de Regnis già nel 1200 facevano parte del Patriziato milanese, nel 1519 troviamo Azzone Rejna in qualità di Vicario di Provisione, nel 1650 a Melchiorre Reina viene affidato il feudo di Cassina de' Ferrari (MI).
RAINALDI Rainaldi è tipico di Roma e della sua provincia, ha un ceppo significativo anche nell'aquilano, a L'Aquila e Pescocostanzo, deriva del nome medioevale Rainaldus di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico Pavese a pavia nell'anno 1014: "...in iudicio adesse domnus Otto comes palacii et comes uius comitatu Ticinensis iusticiam faciendam ac deliberamdam, adesse cum eo Arnaldus Ravanensis archiepiscopus, Rainaldus uius Ticinensis, Petrus Novariensis episscopi,...", di un principio di questa cognominizzazione abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale a Cerreto nell'anno 1117: "Anno ab incarnatione domini nostri Iesu Christi millesimo centesimo septimo decimo, mense iunii, indicione decima. Placuit atque convenit inter Ardericum, filium quondam Auberti, et Donumdeum, filium quondam Ribaldi, consanguinei et abiatici quondam Obizonis Rainaldi de civitate Laude, nec non et domnum Girardum, abatem monasterii Sancti Petri de loco Cereto...".
RAINE' Quasi unico, praticamente presente solo nel sudmilano, dovrebbe derivare da una forma tronca dialettale del nome Rainerius.
RAINERI
RANERI
RANIERI
Raineri ha alcuni ceppi nell'Italia settentrionale centrooccidentale ed uno in Sicilia probabilmente originario del palermitano, Raneri ha almeno due ceppi in Sicilia, nel messinese e catanese ed uno nel trapanese, Ranieri è panitaliano. Questi cognomi derivano dal nome medioevale italiano Rainerius. Santo Rainerius pisanus del XII° secolo è un riferimento importante. Dal Codice Diplomatico Bresciano, gennaio 1150 leggiamo: "...prepositus de ecclesia Sancti Petri in Oliveto, nomine ac vice suprascripte ecclesie investivit Rainerium, filium quondam Rainerii qui dicebatur Paleaculi..." dal che si evince essere il nome Raineri già consolidato a quell'epoca anche al nord. A Roma nel 1119 , all'epoca di Papa Callisto III° in un elenco di presbiteri e cardinali leggiamo: "...Rainerius abbas Sancti Basilii...".
RAINIS Rainis è tipicamente friulano, di Tolmezzo ed Amaro nell'udinese, questo paese sembrerebbe essere stato il luogo originario della famiglia, vi si trova un antico mulino con questo nome Rainis, ma è esistito anche un ceppo istriano a Capodistria ed a Cittanova (Novigrad), dovrebbe derivare da una forma ipocoristica slava derivata dal nome germanico Rainer (Ranieri), troviamo tracce di questa cognominizzazione agli inizi del 1700 con il giurista Giovambattista Rainis.
RAINOLDI
RANOLDI
Rainoldi è tipico del nordmilanese, comasco e sondriese, Ranoldi, quasi unico, è dovuto ad errori di trascrizione del precedente, derivano dal nome medioevale di origine franca Rainoldus, di cui abbiamo un esempio nel Gesta Francorum: "...Elegerunt Lombardi et Longobardi seniorem super se, cui nomen Rainoldus, Alamanni similiter. ...". Il casato dei Rainoldi amministrò dal 1600 il feudo di Caronno nel varesotto.
RAIOLA
RAIOLO
RAJOLA
Raiola è tipicamente campano, del napoletano, di Torre del Greco, Napoli, Torre Annunziata, Boscoreale, Trecase, San Giorgio a Cremano, Nola, Boscotrecase, Ercolano e Pompei, e del salernitano, di Scafati, Angri e Salerno, Raiolo, molto raro, è del cosentino, di Terravecchia e Rossano, Rajola è specifico di Napoli, dovrebbero derivare da un antico soprannome basato sul termine catalano rajola (piastrella, maiolica), forse ad indicare il mestiere dei capostipiti.
RAIS Rais è tipicamente sardo, con un ceppo nel meridione dell'isola, a Cagliari e Sinnai nel cagliaritano, ed uno settentrionale a Porto Torres e Sassari nel sassarese, dovrebbe derivare dal termine marinaresco campidanese rais (capo barca, padrone della barca), che dovrebbe derivare dalla voce fenicia Ŕs (capo, testa), ma che potrebbe anche essere stato originato dall'aferesi del termine sardo arràis (capitano di un'imbarcazione), voce derivata dall'arabo arra'is, con il medesimo significato.
RAISE
RAISI
Raise è decisamente veneto, di Rovigo, Monselice (PD) ed Este, sempre nel padovano, Raisi è specifico della zona tra ferrarese e rovigoto, di origini oscure, potrebbe derivare dal termine di origine araba rais (capobarca), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Ravenna nella seconda metà del 1300 con Jacopo Raisi quale esponente di una congiura volta a cacciare Ostasio da Polenta e consegnare la città di Ravenna alla Repubblica di  Venezia.
RAISONI Raisoni è tipicamente lombardo, di Livigno nel sondriese, con un piccolissimo ceppo anche a Malnate nel varesotto, dovrebbe derivare dal nome francone Raison, probabilmente una forma alterata derivata dal nome germanico Rago, Ragonis, a sua volta derivato dal termine medioevale germanico ragin (consiglio, saggezza).
RALLI
RALLO
Ralli ha un ceppo nell'aretino ed uno nel viterbese, Rallo ha un ceppo nella Sicilia occidentale, nel napoletano, nel genovese e a Venezia, dovrebbero derivare dall'aferesi del nome e cognome medioevale Tarallo (vedi), troviamo tracce di questa cognominizzazione a San Mauro Cilento (SA) nel 1400 ed a Siracusa agli inizi del 1500 con il comandante di vascello Costantino Ralli.
integrazioni fornite da Antonino Rallo
Rallo in Sicilia occidentale probabilmente proviene dalla parola araba rahl, che corrisponde a casale.
RAMA Rama è tipico Di Verona e del veronese, di Colognola ai Colli e Tregnago, con un ceppo nel bergamasco ed uno nel vercellese, un'ipotesi è che si tratti della cognominizzazione di Rama un nome di origine biblica, utilizzato in particolare presso i Catari ed i Valdesi, ricordiamo che Rama era un paese della Palestina, come possiamo leggere nella Bibbia nel libro dei Giudici: "...clamaveruntque filii Israhel ad Dominum nongentos enim habebat falcatos currus et per viginti annos vehementer oppresserat eos erat autem Debbora prophetis uxor Lapidoth quae iudicabat populum in illo tempore et sedebat sub palma quae nomine illius vocabatur inter Rama et Bethel in monte Ephraim ascendebantque ad eam filii Israhel in omne iudicium quae misit et vocavit ...", e nel vangelo di Matteo si legge: "...Vox in Rama audita est, ploratus et ululatus multus: Rachel plorans filios suos, et noluit consolari, quia non sunt". 19 Defuncto autem Herode, ecce apparet angelus Domini in somnis Ioseph in Aegypto 20 dicens: "Surge et accipe puerum et matrem eius et vade in terram Israel; defuncti sunt enim, qui quaerebant animam pueri...", bisogna anche considerare che secondo alcuni sarebbe esistita anticamente in Val di Susa una città chiamata Rama.
RAMACCIONI Ramaccioni è tipico di Umbertide e di Città di Castello nel perugino, dovrebbe derivare da un soprannome basato su di una forma accrescitiva del termine medioevale italiano ramaccio (rumore di foglie e di rami che si spostano bruscamente), forse a sottolineare una particolare irruenza del capostipite.
RAMACCIOTTI
RAMACIOTTI
Ramacciotti è tipicamente toscano, di Viareggio, Porcari, Lucca, Capannori, Massarosa e Camaiore nel lucchese, di Livorno e di Grosseto, Ramaciotti, estremamente raro, è una forma alterata del precedente, dovrebbe derivare da un soprannome basato su di un termine toscano arcaico ramacciotto (il rumore di una baruffa o di gente che si accapiglia), a sua volta derivato come diminutivo dal termine medioevale italiano ramaccio (rumore di foglie e di rami che si spostano bruscamente).
RAMAGLIA
RAMAGLIE
RAMAGLI
Ramaglia ha un nucleo importante tra Napoli e Casoria ed un ceppo in Basilicata a Tito (PZ), Ramaglie è unico, Ramagli, assolutamente rarissimo, potrebbe avere oltre al ceppo napoletano dovuto probabilmente ad errori di trascrizione anche uno toscano a Livorno ed Empoli.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Ramaglia è tipicamente napoletano, con un ceppo minore nel potentino, questo cognome deriva dal termine ramaglia (l'insieme, cioè, dei rami secchi tagliati da un albero), ad indicare molto probabilmente l'attività di ramagliatura o ripulitura degl'alberi o, in alternativa, quella di raccolta di ramaglie. Si tratta, dunque, della cognominizzazione di un nome di mestiere attribuito al capostipite.
RAMAIOLI Molto raro è specifico del sudmilanese, lodigiano e alto pavese, dovrebbe derivare da un soprannome legato al mestiere della famiglia, cioè di acquaioli (il ramaiolo è il mestolo per prendere dell'acqua).
RAMALLI Ramalli, tipicamente toscano, è specifico di Prato, Firenze e Campi Bisenzio e Signa nel fiorentino, dovrebbe derivare dal nome medioevale spagnolo Ramallo, ma non si può escludere una derivazione da soprannomi originati dal termine latino medioevale ramale, ramalis (diramazione, corso secondario), troviamo tracce di questa cognominizzazione in Spagna in uno scritto sulla Compagnia di Gesù del 1549: "... Reuersus ad S. Vincentium optata cum praeda, qui barbarorum manus, et saeuitiam famis euaserat, parum abfuit, quin impotentium Christianorum immanitate concideret. Ioannem Ramallum hominem publice vetustis criminibus infamem, et anathemate obligatum moneri iusserat, vt a templo facesseret, quo peragi sacrificium rite posset. Is cum paruisset, duo eius filij ex Brasilia matre suscepti, materna barbarie Sacerdotem ad templi fores opperiuntur armati; vixque ille apparuerat, ...".
RAMAZZINA Ramazzina è tipico di Rovigo, del rovigoto e del vicino veronese, dovrebbe derivare dal nome della località Ramazzina nel comune di Ronco all'Adige nel veronese.
RAMAZZOTTI Ha un nucleo nell'anconetano ed uno a Roma.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Cognome diffuso maggiormente nell'anconetano e nel romano, deriva dal termine ramazza, col significato di spazzino o, più in generale, di addetto alle pulizie all'interno di diversi ambienti. Si tratta, dunque, della cognominizzazione di un nome di mestiere attribuito al capostipite.
RAMBALDI
RAMBALDO
RAMBAUD
RAMBAUDI
RAMBAUDO
RAMBOTTI
ROMBALDI
ROMBALDO
Rambaldi ha un nucleo principale tra bolognese e ferrarese, un ceppo in provincia d'Imperia ed uno nel padovano, Rambaldo, molto più raro ha un ceppo nel padovano ed uno nel salernitano a Futani, Pisciotta ed Eboli, Rambaud, molto molto raro, è di Pinerolo (TO), Rambaudi ha un ceppo a Sanfrè (CN) e nel cuneese ed uno probabilmente secondario nel torinese ed a Torino, Rambaudo, assolutamente rarissimo è del cuneese, Rambotti ha un ceppo nel bresciano a Lonato e Desenzano Del Garda, Rombaldi, estremamente raro, sembrerebbe veneto, in particolare del bellunese, Rombaldio, praticamente unico, è forse del cuneese, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite modificazioni dialettali,  dal nome germanico Hrambald ottenuto dalla fusione dei termini hramn (cesto,canestro) e bald (coraggioso, audace) con il senso di Ricco di audacia.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Rambaldo, l'italianizzazione cioè del personale germanico Rambald, che, composto dagli elementi ragin (consiglio) e bald (fiero, coraggioso), può essere tradotto come colui che consiglia con fierezza (in questo caso, il termine consiglio va probabilmente contestualizzato in ambito politico o militare). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
RAMELLA
RAMELLI
RAMELLO
Ramella è tipico della Lombardia occidentale, del Piemonte e della Liguria, Ramelli sembrerebbe originario del parmense e piacentino, Ramello è decisamente piemontese, del torinese e del cuneese, dovrebbero derivare da soprannomi legati al vocabolo ramo, o con riferimento a caratteristiche del luogo o a decorazioni della loro abitazione, un'altra ipotesi è che derivino da modificazioni del nome tardo latino Armella., ma l'origine più probabile è che si tratti di forme ipocoristiche del nome medioevale Ramus di cui abbiamo un esempio nelle lettere senesi dell'anno 12814: "...Magister Ramus Quondam Paganelli qui fuit Civis Senensis modo venit de Ultramontis & est de bonis intagliatoribus & sculptoribus de Mundo prò servitio Operis..".
RAMERINI
RAMERINO
Ramerini, molto molto raro, è tipicamente toscano del fiorentino, di Empoli, Certaldo e Montespertoli, Ramerino, assolutamente rarissimo, sembrerebbe di origini liguri, dovrebbe derivare da un soprannome, originato dal termine arcaico ramerino (rosmarino), le cui motivazioni sono oscure, non si può comunque escludere che possano anche derivare dalla contrazione di ipocoristici del nome gotico Radmir, o del germanico Rathmer.
RAMES Rames, quasi unico, sembrerebbe del napoletano, dovrebbe derivare dal cognome spagnolo Rames di cui abbiamo tracce in un atto della Sacra Inquisizione spagnola del 1436, dove possiamo leggere: "... mensis januarii miserunt et uterque eorum misit diversas artellarias tam ferri, fili, cordarum et aliarum rerum, puta limarum habilium ad limandum seu corrodendum ferrum sive frangendum illud, necnon dederunt auxilium, consilium seu favorem, ut dicti capti sive incarcerati, frangendo carcerem, necnon compedes ed cathenas, quas portabant, exierunt de dicto carcere et unus eorum ab lo pern del grillò percussit Iohannem Rames, custodem sive carcerarium dicti carceris, quem dicta Violans tenebat amplexum aperte, retro percussit in capite tribus ictibus, quam letaliter...".
RAMETTA
RAMETTO
Rametta è tipicamente siciliano,  del siracusano soprattutto, di Avola, Siracusa, Noto, Solarino e Floridia, di Partanna nel trapanese, di Palermo e del catanese, di Catania, Riposto e Santo Stefano Quisquina, con piccoli ceppi anche nel Salento, a Sanarica e Campi Salentina nel leccese, ed in Calabria a Lamezia Terme nel catanzarese e ad Amantea nel cosentino, Rametto, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad errate trascrizioni del precedente, che dovrebbe derivare da un'italianizzazione del cognome francese Ramette, che dovrebbe derivare da nomi di località particolarmente boscose, ma è anche possibile, per i ceppi siciliani, una derivazione da un'alterazione dialettale del nome del paese di Rometta nel messinese.
RAMINI
RAMINO
Ramini ha un ceppo tra ferrarese e bolognese, uno nel Piceno ed uno romano, Ramino è quasi unico ed è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente, dovrebbero derivare dal nome medioevale Raminus di cui abbiamo un esempio nel Codice diplomatico della Lombardia medievale in una Carta investiture nomine massaritii dell'anno 1194 a Milano: "...quod pratum ipse Mainfredus habere visus est in territorio de loco Linate: coheret ei ad supertotum a mane Raminus Longus, a sero ecclesie Sancti Zenonis; et est circa iugera quinque ad supertotum, vel plus aut minus in hoc massaricio permaneat; eo salvo quod ipse Mainfredus retinuit in se totum lignamen suprascripti prati; eo tenore uti amodo in antea usque ad annos sex proximos habere et tenere...".
RAMIREZ Ramirez è tipico del meridione, in particolare della Puglia e di San Pietro In Lama (LE), è sicuramente di origini spagnole, si tratta della cognominizzazione del nome di origine germanica Ramiro, a sua volta derivato da Raginmir.
RAMOLIVAZ Ramolivaz, assolutamente rarissimo, è tipico valdostano, potrebbe derivare dal nome di una località valdostana.
RAMOLIVO Ramolivo, che sembrerebbe unico, dovrebbe trattarsi dell'italianizzazione del cognome valdostano Ramolivaz (vedi RAMOLIVAZ).
RAMON
RAMONI
Ramon ha un ceppo veneto tra vicentino, trevisano, padovano e veneziano ed uno molto piccolo nel napoletano, Ramoni, molto raro, sembra avere un ceppo al nord nel verbanese ed uno nel Lazio tra Viterbo e Roma, con un possibile ramo secondario nel teramano, una possibile ipotesi è la derivazione per entrambi dal nome spagnolo Ramon, ma per il ceppo veneto è molto probabile una derivazione di tipo toponomastico, dal nome del paese di Ramon di Loria nel trevisano.
RAMONDA
RAMONDI
RAMONDINI
RAMONDINO
RAMONDO
Ramonda è tipicamente piemontese, del cuneese, di Busca, Cuneo, Verzuolo, Dronero, Caraglio, Costigliole Saluzzo e Savigliano, Ramondi è quasi unico, Ramondini, molto raro, ha ceppi molto piccoli in Piemonte, presenze in Liguria ed in Campania, Ramondino ha un piccolo ceppo a Napoli e ad Avellino, presenze nel reggino e vibonese ed un piccolo ceppo a Palermo, Ramondo ha un piccolo ceppo nell'imperiese, uno a Casoli nel teatino ed uno a Torre del Greco nel napoletano ed a Centola nel salernitano, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale francese Ramond o dal nome galiziano Ramonde, entrambi a loro volta derivati dal nome germanico medioevale Ragimund, composto dai termini ragin (consiglio, saggezza) e mund (protezione, tutela), con il significato di protettore della ragione.
RAMORINI
RAMORINO
Ramorini è specifico di Arluno nel milanese, Ramorino è tipicamente ligure, di Genova e di Stella ed Urbe nel savonese, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine dialettale arcaico per rosmarino, ricordiamo Letizia Ramorino (1750 - 1836) la madre di Napoleone Bonaparte.
RAMPAZZO Rampazzo, tipicamente veneto, del vicentino, padovano e veneziano, dovrebbe derivare dal toponimo Rampazzo (VI), ma è pure possibile derivi in alcuni casi da nomi di località identificabili da una salita molto ripida (appunto un rampazzo), non è da escludere poi una derivazione da un ipocoristico del nome germanico Rampo (vedi RAMPI).
RAMPI
RAMPIN
RAMPINI
RAMPINO
RAMPO
RAMPON
RAMPONE
RAMPONI
Rampi è tipico del pavese, Rampin, decisamente veneto, ha un ceppo a Padova e, nel padovano, a Ponte San Nicolò, Conselve e Albignasego, nel veneziano a Venezia, Camponogara, Campolongo Maggiore e Mira ed a Pederobba nel trevisano, Rampini è diffuso a macchie di leopardo in tutto il centronord, Rampino è decisamente pugliese, del foggiano, del brindisino e soprattutto del leccese e di Trepuzzi in particolare, Rampo è invece tipico di veronese e vicentino, Rampon è tipicamente veneto, di Schio nel vicentino, di Iesolo nel veneziano in particolare, Rampone ha un ceppo campano ed uno piemontese, Ramponi invece sembrerebbe specifico del Lombardoveneto e del bolognese, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici o accrescitivi, anche dialettali, dal nome medioevale germanico Rampus di cui abbiamo un esempio in una Cartula venditionis del 1172 a Pavia già in forma cognominale: "...Dominus Alinerius, filius quondam Iohannis Presbiteris, qui profesus est ex nacione sua lege vivere Romana, vendidit et tradidit ad proprium Rufino Lando, filio quondam Uberti Rampi, pecias tres terre aratorie iuris sui positas in terratorio Sartirane....".
RAMPINELLI Probabilmente di origini bergamasco bresciane, dovrebbe derivare da soprannomi legati al mestiere o a elementi  A Travagliato (BS), nel 1600, troviamo la nobile famiglia dei Marchesi Rampinelli, originaria di Gardone Valtrompia (BS), impegnata in uno scontro sanguinoso con un'altra famiglia nobile, i Ferraglio, 
RAMPOLDI Specifico del milanese e comasco, deriva dal nome longobardo Rambold (Rhambald), composto da rham (il Consiglio) e baltha, che significa ardito. Il nome Rambaldo lo troviamo anche nel 959, fonti storiche riportano che la corte di Lovadina fu assegnata in investitura dai re longobardi al Conte Rambaldo di Treviso, uno dei capostipiti della famiglia dei Conti di Collalto.
RAMPOLLA
RAMPULLA
Rampolla oltre al ceppo palermitano, ne ha uno piccolissimo a Salerno, Rampulla sempre siciliano, ha un ceppo a Mistretta, Pettineo e Patti nel messinese, uno a Palermo, uno a Pachino nel siracusano, uno a Nicosia nell'ennese, ed a Catania e Caltanissetta, esistono due ipotesi di possibili derivazioni etimologiche, da un soprannome ipocoristico basato sul termine dialettale rampa (zampa), o da diminutivi del nome longobardo Rampho di cui abbiamo un esempio d'uso nel Chronicon salernitanum: "..E contrario ab uno ex hiis astantibus, cui nomen Rampho fuit, qui preerat ipso tempore Cumpsinis, est ei responsum: » Talia minime, domine mi, peragamus; meliusque multo est pugnando mori quam hic infelicius viveret...".
RAMUNDO Cognome abbastanza raro proprio del sud Italia, deriva dal nome normanno Raimund.
RAMUNNI
RAMUNNO
Ramunni è specifico del barese, di Conversano in particolare e di Bari ed Alberobello, Ramunno ha un ceppo abruzzese, uno piccolo in Molise e nel casertano ed è ben diffuso in Puglia, in particolare nel foggiano, nel potentino e nel cosentino, si dovrebbe trattare di una derivazione da modificazioni dialettali del nome normanno Raimund., tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad Aversa fin dal 1200, in un atto del 1266 tra i testi si firma: "Ego Thomas Ramunno interfui et subscripsi".
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