| RANA
|
Rana sembrerebbe tipicamente pugliese, del barese in particolare, potrebbe
derivare dall'apocope del nome medioevale Ranaldus
una forma paricolare del più comune Rainaldus
a sua volta contrazione di Raginaldus, di quel nome abbiamo un esempio
in un atto del 1268: "Ego Petrus, Dei gratia Gerundensis
episcopus, subscribo.Testes sunt huius rei Ranaldus
de Juviniano, canonicus Gerundensis, Berengarius de Cistella et Guillelmus
de Valle Danielis, clerici Gerundenses...". |
RANALDI
RANALDO
RANALLI
RANALLO |
Ranaldi è tipicamente laziale, soprattutto del romano e del frusinate,
con un piccolo ceppo nelle Marche, nel napoletano e nel tarentino, Ranaldo
ha un grosso ceppo a Ginosa nel tarentino ed uno a Paduli nel beneventano, Ranalli è diffusissimo in Abruzzo e nel romano, con ceppi anche
nell'ascolano, nel reatino, nel frusinate, nel campobassano e nel foggiano,
Ranallo, decisamente meno comune del precedente, ha un ceppo nell'aquilano
e nel romano, nel teatino e nel campobassano, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite alterazioni dialettali, dal nome medioevale Ranaldus
(vedi RANA). Tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo nel Lazio fin dal 1500, ad esempio a Canemorto un paesino dell'Alta
Sabina dove compare in un atto un certo Ludovico Ranaldi sposo di un' Artemisia
Basilici. |
| RANCATI
|
Specifico dell'area che comprende
il sudmilano, il lodigiano e il cremonese, dovrebbe derivare da un toponimo
come Ranco (VA), ma può anche discendere da una modificazione di
Brancati, che deriva a sua volta da Brancatius, nome medioevale derivato
dal nome bizantino Pancratius.
integrazioni fornite da Giuseppe Rancati
Il cognome è specifico non solo delle aree citate ma anche dell'intera
città di Milano, dove risulta presente già all'inizio del
XV° secolo (fonte Istituto Genealogico Italiano di Firenze), e
del pavese, dove è presente almeno dal XVIII° secolo (fonti
Atti parrocchiali). Il cognome deriva dal toponimo Rancate (fonte
Istituto Genealogico di Firenze) che è molto diffuso nei territori
che appartennero al Ducato di Milano: a San Giuliano milanese, a Triuggio,
a Concorezzo, nel lecchese e nel Canton Ticino (CH), si trovano diverse
località e cascine con questo nome. Nel XIII° secolo a Milano,
fuori Porta Nuova, esisteva il Corpo Santo di Borgo Rancate, poi andato
distrutto (fonte Treccani: Storia di Milano). Dal toponimo Ranco
(VA) deriverebbe invece il cognome Ranca (da Ranca), che non è una
forma tronca di Rancati ma è un vero e proprio cognome per suo conto.
In epoca antica Rancati era preceduto dalla particella nobiliare "de" e
si scriveva de Ranchatis, ben distinto dunque dal coevo cognome da Ranca
(fonte Stemmario Trivulziano del XV sec - Milano: Biblioteca Trivulziana).
E' certo che un ramo dei Rancati ha goduto in passato di nobiltà,
perché il cognome ed il relativo stemma gentilizio figurano nello
Stemmario Trivulziano citato sopra, dove sono riportati circa 2000 stemmi
di altrettante famiglie nobili del Ducato milanese. Lo stemma dei Rancati
è: "d'argento, a sei trifogli con i gambi accerchiellati (cioè
estirpati) di verde,3,2,1". E' uno stemma parlante: dal. pavese rancà
estirpare, svellere. Nel pavese i Rancati sono amichevolmente appellati
Rancà. In quanto poi al discendere da una modificazione di
Brancati, per ciò che riguarda l'Italia settentrionale non ho trovato
nulla che possa avvalorare tale ipotesi. Ho trovato invece alcune notizie,
per altro di fonte poco attendibile, circa l'esistenza di un'antica famiglia
Rancati a Siena. E' possibile che essendo Brancati tipico del centro-sud,
abbia originato appunto per errori di trascrizione o modificazioni varie,
un casato Rancati senese che nulla avrebbe a che fare con l'omonimo casato
lombardo, le cui origini sono accertate e attestate dall'Istituto Genealogico
Italiano e dalla Biblioteca Genealogica Guelfi Camajani di Firenze.
Nella parte del sito dedicata alla storia dei Prelati di Melegnano, si
cita il prevosto Giovanni Rancati che resse la parrocchia dal 1501 al 1503
e che nei documenti dell'epoca è chiamato de Rancate, a conferma
di quanto detto sopra. |
RANDELLI
RANDELLINI
RANDELLO |
Randelli ha un ceppo a Firenze e Scandicci nel fiorentino ed a Prato e
Carmignano nel pratese, un ceppo a Roma, uno piccolo a Cerchiara di Calabria
nel cosentino ed uno in Sicilia a Troina nell'ennese, Randellini è
tipico dell'aretino, di Arezzo e Civitella in Val di Chiana, Randello è
tipicamente siciliano di Licodia Eubea nel catanese, potrebbero derivare
da forme aferetiche, anche composite di nomi medioevali come Morando,
o anche da forme rinascimentali contratte del nome Rinaldo. |
RANDI
RANDO |
Randi ha un nucleo romagnolo concentrato nel ravennate a Ravenna,
Lugo, Bagnacavallo, Fusignano e Faenza, un piccolo ceppoa Bologna, uno
nel padovano, uno a Roma e nel latinense, probabilmente dovuto all'emigrazione
veneta del secolo scorso ed uno a Palermo, Rando ha un ceppo a Rovigo e
nel rovigoto e padovano, ha un nucleo a Messina e nel messinese, uno nel
nisseno e nel catanese, questi cognomi dovrebbero derivare da forme aferetiche
di nomi di origine germanica come Bertrand, Morand,
o anche come Brandus e
Ferrandus e per i ceppi siciliani è pure possibile una
derivazione per aferesi dal nome saraceno Harandi. |
RANDON
RANDONE
RANDONI |
Randon è tipicamente veneto, del vicentino, in particolare di Valdagno,
Randone ha un ceppo nel siracusano e catanese ed uno tra imperiese e cuneese,
Randoni, molto raro, è tipico del bergamasco, di Stezzano soprattutto,
dovrebbero derivare da forme accrescitive dell'aferesi di nomi come Bertrando,
Ferrando o simili (vedi RANDI),
per il ceppo ligure piemontese si può anche ipotizzare una derivazione
da toponimi come Chateauneuf de Randon in Linguadoca, ma la probabilità
è veramente molto bassa. |
| RANDAZZO
|
Cognome tipico siciliano, molto diffuso, deriva dal toponimo Randazzo (CT),
secondo alcuni potrebbe derivare dal nome bizantino Randaches, ma questa
ipotesi sembra altamente improbabile. |
| RANELLUCCI
|
Ranellucci, estremamente raro, è specifico della zona che comprende
Lazio, Abruzzo e Molise, dovrebbe trattarsi di un'alterazione di una forma
ipocoristica dell'apocope di un nome come Ranaldus. |
| RANFAGNI
|
Ranfagni è tipicamente toscano, specifico di Firenze, con presenze
significative anche a Scandicci, Bagno a Ripoli, Pontassieve e Sesto Fiorentino,
sempre nel fiorentino, dovrebbe trattarsi di una forma ipocoristica arcaica
del nome medioevale longobardo Ranfus,
una forma alterata del nome Raffus
(vedi RAFFA), nome probabilmente portato dal
capostipite, troviamo un esempio dell'uso di questo nome nel XII° secolo
a Mandello del Lario nel comasco con un certo Ranfus
iudex potestatis lanuensis. |
RANGHETTI
RANGHETTO
RANGHINI
RANGHINO
RANGONE
RANGONI |
Ranghetti è tipico della zona tra milanese, bergamasco e bresciano,
Ranghetto, assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico di Maserà
di Padova nel padovano, Ranghini, quasi unico, è dell'alessandrino,
Ranghino è piemontese, di Vercelli, Novara e di Casale Corte Cerro
nel verbanese, Rangone, molto raro, è specifico dell'alessandrino,
Rangoni è tipico del bolognese, quest'ultimo potrebbe derivare in
alcuni casi dal toponimo Rangone nel modenese, ma molto più probabilmente
dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite varie forme ipocoristiche,
dal nome medioevale germanico Rango,
Rangonis, di cui abbiamo un esempio
d'uso a Firenze nel 1200: "...In dei nomine amen. Tempore nobilium virorum
Jacopini Rangonis
de Mutine...", troviamo traccia di questa cognominizzazione nel 1300,
quando i Rangoni diventano feudatari di terre modenesi, proprietà
conservata fino in epoca napoleonica, e danno il loro noem ai toponimi
Castelnuovo Rangone (MO), Levizzano Rangone (MO), ecc. |
| RANIERI
|
vedi RAINERI |
| RANISE
|
Assolutamente rarissimo Ranise è tipico della zona di Pietrabruna
e Dolcedo nell'imperiese, potrebbe derivare dal nome francese Ranise. (vedi anche RANOISIO) |
| RANNISI
|
Rannisi è caratteristico di Catania e del catanese, dovrebbe derivare
da una forma dialettale siciliana del cognome Ranise
(vedi RANISE). |
| RANOISIO
|
Ranoisio, praticamente unico, sembrerebbe ligure, dovrebbe derivare dall'italianizzazione
del nome francese Ramnoux, a sua volta
derivato dal nome germanico Hramnwulf,
derivato da hramn (corvo)
e da wulf (lupo), nome che riuniva
due simboli totemici primari dei popoli germanici. |
| RANONE
|
Ranone, quasi unico, parrebbe originario del potentino, di Spinoso in particolare,
dovrebbe derivare da una forma accrescitiva della troncatura del nome medioevale
Ranaldus, tracce di quest'uso le troviamo
nel 1500 con un Giovanni Carlo oste figlio di un certo Ranoni che compare
in una registrazione comunale cremonese del 1556, a Spinoso la famiglia
Ranone aveva posto tra i maggiorenti della città nel 1700.
Il Palazzo Ranone di Spinoso è uno splendido edificio realizzato
nel 1700 che si trova sull'attuale Via Vittorio Emanuele. |
| RANU'
|
Ranù è tipico del materano, di Nova Siri e del vicino cosentino,
di Rocca Imperiale in particolare, potrebbe derivare da un soprannome originato
dal termine greco ràmnos (pruno
spinoso), è pure possibile una derivazione da un soprannome
originato dal termine dialettale siciliano arannu
(pioppo bianco), l'ultima ipotesi è
che si possa trattare dell'aferesi di Arannu
(modificazione dialettale del nome germanico Harand. |
RANUCCI
RANUCCIO |
Ranucci è specifico della zona che comprende Umbria, Abruzzo, Lazio
e Campania settentrionale, Ranuccio, assolutamente rarissimo, sembrerebbe
di Palmi nel reggino, si dovrebbe trattare di forme ipocoristiche dell'apocope
di nomi come Ranaldus (vedi
RANA). |
| RANZANI
|
Sembra specifico del milanese,
ma potrebbe esserci un ceppo nella zona del delta del Po, potrebbe derivare
da toponimi quali Ranzanico (BG) o Baranzate (MI).
ipotesi fornita da Claudia Ranzani
Ranzani potrebbe derivare dal termine ranza, genere di falciotto bergamasco,
e, quindi, indicare l'attività contadina svolta dalla famiglia.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Ranzani è proprio del nord, riflette toponimi vari del tipo
Ranzo (TN, IM), Ranzano (PN, PR), Ranzi (SV); ma potrebbe avere alla base
il soprannome formato dal termine dialettale veneto-emiliano 'ranzo'
= "rancido", riferito a persona vecchia,
antiquata, sorpassata, con idee 'rancide'. |
RANZATI
RANZATO |
Ranzati, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad errate trascrizioni di
Ranzato, che è tipicamente veneto, di Vigodarzere, Padova, Piove
di Sacco, Cadoneghe e Campodarsego nel padovano e di Chioggia, Venezia
e Campolongo Maggiore nel veneziano e di Vicenza, potrebbe trattarsi di
un indicatore di provenienza dei capostipiti dal paese di Ranzo in trentino,
ma potrebbe anche derivare da un soprannome originato dal termine veneto
ranzo (rancido,
rancoroso). |
RAO
RAU |
Rao ha un ceppo in provincia di Roma, uno nel casertano ed un grosso nucleo
in Sicilia ed in Calabria, Rau ha un ceppo nel sassarese, tra Tempio Pausania
e Berchidda, un ceppo a Paternò nel catanese ed uno tra la provincia
di Roma e quella dell'Aquila, potrebbero derivare da una contrazione del nome latino Raulus
forma troncata di Raulandus. I Rao sono menzionati tra i casati nobili di Sicilia. |
RAPA
RAPELLI
RAPELLO |
Rapa ha vari ceppi, in Piemonte, nel savonese, nel varesotto, nel pesarese,
in Campania, soprattutto nel casertano ed avellinese, e nel catanese, Rapelli,
molto raro, ha un nucleo nel torinese settentrionale ed uno nel sudmilanese
e lodigiano, Rapello è specifico del torinese, di Volpiano, Ala
di Stura, Moncalieri e Torino, dovrebbero derivare, direttamente o attraverso
un ipocoristico, da soprannomi connessi con il vocabolo rapa,
ricordiamo che anticamente la rapa era l'alimento principale della popolazione
meno abbiente. |
RAPACCI
RAPACCINI
RAPACCIO
RAPACCIONI |
Rapacci, molto raro, ha un piccolissimo ceppo nel Piceno ed uno a Sutri
nel viterbese, Rapaccini ha un ceppo in Toscana nel fiorentino e nell'aretino,
in Umbria e nel maceratese e nel Lazio nel romano e nel frusinate, Rapaccio,
praticamente unico, è del casertano, Rapaccioni ha un ceppo a San
Severino Marche nel maceratese ed uno a Roma e Civitavecchia nel romano,
tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici
o accrescitivi, dal nome dialettale di vari tipi di vegetali commestibili,
come il ravizzone o varie erbe delle crocifere, probabilmente indicando
così nei capostipiti dei raccoglitori di quel tipo di piante o radici. |
RAPAGLIA
RAPAGLIA' |
Rapaglia, momlto molto raro, è tipicamente siciliano, del ragusano,
Rapaglià, molto più raro, sembrerebbe del siracusano, dovrebbero
derivare da siprannomi originati da alterazioni dialettali del termine
italiano arcaico rapaglio (rapa),
probabilmente identificando dei capostipiti dei coltivatori di rape, cibo
molto diffuso in epoche antiche anche per l'alimentazione umana. |
RAPAGNA
RAPAGNA'
RAPAGNI |
Rapagna ha un ceppo a Teramo ed a Montesilvano nel pescarese ed un piccolo
ceppo a Roma, Rapagnà ha un ceppo nel teramano a Roseto degli Abruzzi,
Tortoreto e Teramo, Rapagni, che sembrerebbe essere unico, è del
teramano, dovrebbe trattarsi di soprannomi originati dalla provenienza
dei capostipiti dal paese ascolano di Rapagnano. |
| RAPAGNANI
|
Ha un ceppo nella zona di Civitanova Marche (AN), una a Teramo ed uno a
Roma, dovrebbero derivare dal toponimo Rapagnano (AP). |
| RAPALLO
|
Ha un nucleo ligure a Rapallo ed un ceppo forse secondario a Salemi (TP),
deriva dal toponimo omonimo.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Molto raro, presenta due ceppi maggiori, uno ligure, nel genovese,
e l'altro siciliano, nel trapanese, deriva dal toponimo Rapallo (GE). |
RAPARELLI
RAPARI
RAPARO |
Raparelli, rarissimo, potrebbe essere originario della provincia di Roma,
con un possibile ceppo secondario nella zona di confine tra il rietino
e l'aquilano, Rapari e Raparo, molto rari, sono caratteristici della provincia
di Macerata, di Corridonia, Pollenza, Macerata. Morrovalle, Mogliano e
Loro Piceno il primo e di Montegranaro, nel Piceno e Macerata il secondo,
dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da soprannomi
originati dal mestiere di coltivatore di rape, probabilmente svolto dai
capostipiti. |
RAPETTI
RAPETTO
REPETTI
REPETTO |
Rapetti è specifico dell'Italia nordoccidentale, potrebbe avere
tre ceppi, nel genovese e alessandrino il principale e nel torinese e milanese
lodigiano gli altri due, Rapetto è tipico dell'area che comprende il savonese soprattutto,
l'alessandrino ed il genovese, Repetti è tipico della zona che comprende
il genovese, l'alessandrino ed il piacentino, Repetto è tipico del
genovese e dell'alessandrino, con un ceppo secondario di origine genovese
a Carloforte (CA), potrebbero derivare da soprannomi connessi con il vocabolo
rapa.
integrazioni fornite da Vittorio
Ghio
il cognome Rapetti o Repetto (rat petit
francese , topolino) dovrebbe corrispondere
a gente cacciata dalla Spagna al tempo della cacciata dei mori e degli ebrei , a lungo fermatasi poi
in Camargue (ivi assumendo nomi francesi), molto probabilmente si tratta
di zingari sinti. A Bosio (AL) si trova qualche Repetto che dovrebbe avere
quest'origine- il nome della tribù sinti è Ghio.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Rapetto e Rapetti sono famiglie piemontesi (torinesi) trasferitesi
(Rapelli) anche in Lombardia e Veneto nell'1800. Discostandosi dal De Felice
che li fa derivare da "rapa", "abitanti
in luoghi o esercitanti attività connesse con le rape",
Lurati li riconduce ad un personale germanico Rappo,
Rappold. |
RAPISARDA
RAPISARDI
RAPISARDO |
Rapisarda, di origine siciliana, è probabilmente catanese, così
come il molto meno diffuso Rapisardi, Rapisardo, quasi unico, è
dovuto probabilmentead un errore di trascrizione, dovrebbero derivare da
un soprannome legato all'attività di pescivendolo, rapi
sarda sarebbe originato da apri
con inversione dialettale delle lettere e sarda
(pesce). |
RASA
RASI
RASIN
RASINI
RASINO
RASO |
Rasa ha un ceppo veneto a Venezia ed a Rocca Pietore e San Tommaso Agordino
nel bellunese ed uno in Sicilia ad Altofonte e Palermo nel palermitano
ed a Catania, Rasi è presente a macchia di leopardo al nord, nel
forlivese e nel romano, Rasin è praticamente unico, e sembra essere
dovuto ad un errore di trascrizione di Rasini che, molto raro, parrebbe
lombardo, soprattutto del mantovano e del milanese, Rasino, molto molto
raro, ha un piccolo ceppo nel torinese ed uno nel napoletano, Raso è
diffuso nell'Italia settentrionale occidentale, nel Lazio, in Campania,
nel barese, in Calabria ed in Sicilia, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Rasa, Rasus
di cui abbiamo un esempio a Lodi nel 1178 nell'Ordinamentum,
laudamentum et decretum parium curiae episcopalis, o da suoi
ipocoristici: "...et Petrus de Meleto et Guidottus
Malbertus et Malsperonus Soricus et Lafrancus de Palatino et Martinus de
Patherno et Iohannes Denarius et Presbiter de Salarano et Rasus
de Rainoldis et Ardericus de Merlino et Martinus
de la Contesa...", in qualche caso potrebbero anche derivare da antichi nomi di località,
come quello citato in una Carta investiture et dati
del 1180 a Velate nel milanese: "Anno dominice incarnacionis
milleximo centeximo octuageximo, quintodecimo die mensis lullii, indicione
tertiadecima. Cum ligno et carta que sua manu tenebat domina Biriana relicta
quondam Loterii de Bugniela de loco Vellate, una cum consensu Guillielmoti
filii sui de eodem loco Vellate, investivit et a presenti die et ora dedit
in manu domini presbiteri Uberti ecclesie Sancte Marie de Monte Vellate,
ad partem eiusdem ecclesie, nominative de tota illa terra
de la Rasa, que fuit de Galiate, de territorio
de Castibenno ...". |
RASORE
RASORI
RAZORE
RAZORI |
Rasore è tipico di Sant'Olcese nel genovese e di Genova, Rasori
, ha un ceppo a Massa, uno piccolissimo nel mantovano, uno leggermente
meno raro nel reggiano, a Reggio Emilia, Correggio e Bagnolo in Piano,
ed a Parma, è pure possibile un ceppo marchigiano tra Pesaro ed
Ancona, ed uno a Roma, Razore è specifico di Genova, Razori, estremamente
raro, è dello spezzino, dovrebbero derivare tutti da soprannomi
originati dal termine latino rasorius
(rasoio) e per estensione barbiere,
come ci conferma questo scritto del 1272: "...Noverint
universi quod nos Iacobus dei gracia rex etc. per nos et nostros damus
et concedimus tibi, Mosse el Neyto Iudeo Iacce, in tota vita tua scribaniam
Almudini et officium rasore
ipsius Almudini ville Iacce. Ita scilicet quod tu toto tempore vite tue,
dum bene et fideliter in ipso officio te habueris, scribas ea que scribenda
fuerint in ipso Almudino vel racione ipsius; et radas mensuras bladi et
aliorum que in dicto Almudino mensurabuntur et radi debebunt; et exerceas
predicta sicut alii ipsa tenentes temporibus preteritis ea melius exercere
consueverint....", ma non si può escludere una possibile
derivazione dal nome di origine franca Rasorius
di cui abbiamo un esempio con il nobile franco Hubertus Rasorius (985-1016),
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Parma nel 1700 con il
capomastro Angelo Rasori architetto progettista dell'ospedale di Fidenza
e del Palazzo Sanvitale di Parma. |
| RASPA
|
Raspa ha un ceppo nel perugino, uno tra teatino e campobassano, uno a Roma
e nel romano, uno a Sant'Antioco nel carboniense, uno nel catanzarese ed
uno tra messinese ed ennese, dovrebbe derivare da un soprannome basato
sul termine raspa, attrezzo del falegname, probabilmente ad indicare nei
capostipiti degli artigiani del legno (vedi anche
RASPI). |
RASPI
RASPO
RASPONE
RASPONI |
Raspo, molto raro, è tipicamente piemontese, di Savigliano e Fossano
nel cuneese, Raspi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe toscano, Raspone sembrerebbe pugliese, ha un ceppo a Vico del Gargano nel foggiano
ed a Bari, e presenze in Calabria, Rasponi ha un ceppo a Cesena, dovrebbero
derivare, direttamente o tramite accrescitivi, dal nome medioevale Raspus,
di cui abbiamo un esempio d'uso con un certo Raspus da Villamontagna in
Trentino, o dal soprannome Raspo di
cui abbiamo un esempio in questo testo medioevale: "..Huius
familiâ in Henrico II. exstinctâ, Conradus Salicus Imperator
consobrino Ludovico Barbato Comiti, ex Aurelianensium Principum domo, provinciam
dedit, cuius posteri Landgraviorum titulô (quô primum Ludovicum
Barbari nepotem Socer Lotharius Imperator ornavit) ad saeculum usque XIII.
eam tenuêre. In postremis Hermannus fuit, cui duo filii, Henricus
Raspo dictus, et Ludovicus, filia praeterea,
cui Iudithae nomen, Theodorico Misniae Marchioni elocata. Atque istis suô
fatô, nullâ relictâ masculâ sobole, defunctis,
inde Henricus Illustris, Theodorici ex Iuditha filius, hinc Sophia Ludovico
nata, opulentam adeo hereditatem ex asse utraque sibi asseruit ..",
nome e soprannome originati dal nome germanico Rasp,
con il significato di colui che raccoglie, nome a sua volta originato dal termine germanico rasper,
sostantivo derivato dal verbo medioevale, sempre germanico, raspon
(raccogliere, accumulare, cercare).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Raspo è cognome piemontese, ligure e toscano che ammette una
varietà di ipotesi: 1.variante del cognome base Raspa
che potrebbe derivare dal sostantivo femm. 'raspa'
deverbale del verbo 'raspare < germanico
'raspôn' = grattare.
P. Minervini, 411. 2. 'tipo di tridente con i rebbi piegati a squadra'
anch'esso dal germanico 'raspôn'.
DEI, 4, 1035. 3. M. Francipane 614 assimila il cognome Raspa/Rasponi al
cognome Rastelli individuandone anch'egli la derivazione dal germanico
'raspôn'. |
| RASSU
|
Rassu, molto raro, è specifico del sassarese, dovrebbe derivare
da un soprannome basato sul termine sardo rassu
(grasso come un maiale), probabilmente
a sottolineare una caratteristica fisica del capostipite. |
RASTELLI
RASTELLINI
RASTELLINO
RASTELLO
RASTIELLO
RASTRELLI
RASTRELLO |
Rastelli è distribuito nella fascia che comprende il Piemonte occidentale,
la Lombardia, l'Emilia, le Marche e l'Abruzzo settentrionale, Rastellini,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe del teramano, Rastellino, altrettanto
raro, potrebbe essere della zona tra milanese e pavese, Rastello è
tipicamente piemontese, Rastiello è tipico di San Giuseppe Vesuviano
(NA), Rastrelli, molto raro, è fiorentino, Rastrello, estremamente
raro, è del viterbese, dovrebbero tutti derivare da soprannomi originati
dal vocabolo rastrello (attrezzo usato in agricoltura), ma è pure
possibile, ed in alcuni casi molto probabile, una derivazione da toponimi
come Rastellino (MO), Rastello (CN). |
RATINI
RATINO
RATTINO |
Ratini è specifico dell'area che comprende il ternano, il reatino
ed il romano, Ratino e Rattino sono praticamente unici, potrebbero derivare
dal nome medioevale Ratinus di cui
abbiamo un esempio d'uso ad Anagni nel 1348 in un atto: "..Testes:
Ratinus calsolarius
et Stephanus frater eius de regione Pinee ad hec vocati et rogati. In presentia
mei notarii et testium Matheus dictus alias Moscone de marchia Ananie,
sua bona volumptate, fecit suum procuratorem Lellum Pilellam notarium de
regione Pinee..", potrebbero anche derivare dal nome della località
Ratino sul monte Terminillo, o da una forma arcaica contratta per reatino
(abitante di Rieti). |
| RATTA
|
Ha un ceppo importante nel Salento nella zona di Leverano (LE), uno nel
bolognese ed uno nella zona di Catanzaro, dovrebbe derivare da connessioni
con i Della Ratta (vedi) o perche alle loro
dipendenze o perchè sottoposti alla loro giurisdizione. |
| RATTABALLI
|
Rattaballi, quasi unico, è siciliano, dovrebbe derivare da un soprannome
dialettale siciliano, basato sul termine arabo
tabal (strumento misicale a percussione, tamburo), forse ad indicare nel capostipite un suonatore
di quel tipo di strumento. |
| RATTI
|
Si individua un nucleo importante
in Lombardia particolarmente concentrato nel milanese, bergamasco, comasco
e lecchese, un altro ceppo nella zona che comprende le province di La Spezia
e Massa Carrara, ma è comunque ben rappresentato in tutta l'Italia
settentronale occidentale. Deriva o da soprannomi legati al vocabolo dialettale
ratt (topo) stante probabilmente ad identificare la capacità di
scattare o di correre velocemente, o da toponimi quali: Pian dei Ratti
(GE), Borgoratto (AL) - (PV) o Torre de' Ratti (AL). |
| RATTICHIERI
|
Assolutamente rarissimo, potrebbe
essere la fusione tra i due cognomi Ratti e Chieri (cognome quasi scomparso
che dovrebbe derivare dal toponimo Chieri (TO). |
| RATTO
|
Ratto è tipico dell'area ligure, piemontese che comprende le province
di Alessandria, Savona e Genova, ha ceppi, probabilmente secondari, anche
nel romano, nel napoletano ed in Sicilia, potrebbe derivare da un nome,
soprannome, il cui uso possiamo riscontrare in un atto del 1338: "...in
burgo de Lemine, ad domum Alberti qui dicitur
Rattus filius quondam Bertrami de Zeresollis
de Lemine...", ma è pure possibile che derivi dal termine
germanico Rat (consiglio)
ad intendere forse un rappresentante importante della comunità,
l'ipotesi comunque più probabile è che derivi per aferesi
dal toponimo Borgoratto nell'alessandrino. |
| RAUCH
|
Rauch è tipico della provincia di Bolzano, dovrebbe derivare da
un soprannome originato dal vocabolo tedesco rauch
(fumo). |
RAUDINO
RAUDO |
Raudino è tipicamente siciliano, di Catania e di Carlentini, Siracusa,
Ferla e Noto nel siracusano, Raudo è quasi unico, dovrebbero derivare
da una forma ipocoristica italianizzata del nome germanico Hrodhari,
a sua volta composto da hrod
(gloria) aggiunto ad hari
(esercito), con il significato di gloria
dell'esercito. |
RAUSA
RAUSI
RAUSO |
Rausa ha un ceppo salentino, a Scorrano, Casarano e Poggiardo nel leccese
in particolare, ed uno siciliano, a Piazza Armerina ed Aidone nell'ennese
e ad Acquedolci nel messinese, Rausi, molto più raro, è specifico
di Catania, Rauso ha un ceppo romano, uno nel Molise a Campobasso e Riccia
nel campobassano ed uno, il più consistente, a Santa Maria Capua
Vetere nel casertano con buone presenze anche a San Tammaro e Capua, sempre
nel casertano.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Sull'origine di questi cognomi confluiscono per lo meno due ipotesi,
da ritenersi valide a seconda della diversa provenienza di queste famiglie.
In Sicilia, innanzitutto, è molto probabile che Rausa e Rausi nascano
da una pronuncia dialettale del toponimo Ragusa (Raùsa
in dialetto siciliano), ad indicare o la provenienza o direttamente il
nome personale dei capostipiti - secondo una formula molto diffusa nell'onomastica
antica, in cui la toponomastica faceva spesso da ispirazione ai nomi di
persona (vedi Ragusa). Passando ora alla seconda
ipotesi, invece, va notato che in molti casi i cognomi Rausa e Rauso derivano
sì dalla toponomastica, ma non da quella italiana: in ambito peninsulare,
infatti, questi cognomi alludono più spesso a un'origine ragusea
per le famiglie in questione, ovvero a un'antica provenienza dalla Repubblica
di Ragusa - regione storica dell'area adriatico-balcanica, oggi appartente
alla moderna Croazia (vedi Ragusa e Rausei).
Va ricordato, a questo proposito, che in epoca antica la Repubblica di
Ragusa era un'illustre repubblica marinara nei Balcani occidentali - dal
XIV secolo al 1808 - e il suo territorio occupava il bacino geografico
della Dalmazia meridionale e delle isole Elafiti: la capitale della Repubblica,
anche nota come Repubblica Ragusea o Repubblica di Dubrovnik, era per l'appunto
la città di Ragusa (Dubrovnik in croato), il cui nome, nel corso
della storia, ha subito diversi mutamenti linguistici, spesso anche dialettali
(per una spiegazione più approfondita, vedi
Di Rauso). |
RAUSEI
RAUSEO |
Rausei, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad errate trascrizioni di Rauseo,
che è tipico della zona tra avellinese, potentino e foggiano, a
Scampitella, Vallata, Trevico e Vallesaccarda nell'avellinese, a Melfi
nel potentino ed a Cerignola e Foggia nel foggiano, potrebbe essere di
origini francesi e derivare dal termine occitano raus
(roseto), ma molto più probabilmente
si tratta di forme arcaiche dell'etnico della città dalmatica di
Ragusa, l'attuale Dubrovnik nella Croazia meridionale, anticamente chiamata
Rausa, Raugia
in veneziano antico.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel termine rauseo
(forma dialettale di raguseo), che,
nell'ambito dei nomi etnici, significa letteralmente raguseo, proveniente
dalla Repubblica di Ragusa (per una spiegazione più approfondita,
vedi Ragusa e Rausa): ancora oggi, in effetti,
i cittadini di Ragusa di Dalmazia - un tempo capitale della Repubblica
di Ragusa - son detti appunto ragusei,
tant'è che la regione stessa in cui abitano è nota proprio
come regione raguseo-narentana. In casi minori, ad ogni modo, non è
escluso che i cognomi Rausei e Rauseo derivino invece dalla Ragusa siciliana
(soprattutto in ambito siculo-calabrese), tenendo presente che, nei dialetti
grecanici del Meridione, il suffisso -eo è piuttosto comune nella
formazione dei nomi etnici - ad esempio, si pensi ai cognomi Cotroneo e
Messineo, tratti appunto dalla pronuncia grecanica degli etnici di Crotone
e Messina. |
RAVA
RAVI
RAVO
RAVONE
RAVONI
RAVOTTI
RAVOTTO |
Rava è molto diffuso in Piemonte e Lombardia ed in Romagna, in particolare
nel ravennate, Ravi è quasi unico, Ravo, estremamente raro, ha un
piccolo ceppo nel sondriese, uno nel parmense ed uno significativo nel
napoletano a Casalnuovo di Napoli e Napoli, Ravone è raro, ha un
piccolo ceppo a Napoli e San Giorgio a Cremano nel napoletano ed uno a
Brindisi, Ravoni, molto raro, potrebbe avere un ceppo fiorentino ed uno
del viterbese e agro romano, Ravotti ha un piccolo ceppo a San Remo nell'imperiese,
uno piemontese nel cuneese a Mondovì, San Michele Mondovì
e Vicoforte, ed uno a Baiano nell'avellinese, Ravotto ha un ceppo a Garessio
nel cuneese e nel vicino imperiese a Pontedassio, dovrebbero derivare,
direttamente o tramite ipocoristici o accrescitivi, da soprannomi connessi
con l'aggettivo latino ravus,
rava
(di colore beige scuro o marroncino chiaro):
"..: "...Quare Tibullus
proprie sidera fulva appellavit. Est et aureolae species arenae, quam fulvam
dixit Virgilius: et genus quoddam aquilae ab Aristotele maxime celebratum,
colore etiam fulvo. Qui si obtusus quodammodo est, atque obscuratus, vocatur
ravus....",
o con il termine latino ravis (con
voce roca), o anche con il sostantivo latino dialettale rava
(rapa), in alcuni casi è possibile
anche che derivino, direttamente o attraverso alterazioni, dal nome medioevale
germanico Ravo di cui abbiamo un esempio
in questo scritto del 1358: "In die dominica, die
Katherine.. ..Et cum Hinricus dux, filius Alberti Magnopolensis, placitavit
cum duce Saxonie in Ghodebutze, consumpserunt. Item, cum Albertus Magnopolensis
fuit in Ghodebutze, consumpserunt. Item dominus Ravo
de Barnekowe et Putzekouwe equitaverunt versus Criwitze et placitaverunt
ibi pro captivitatibus ..". |
RAVAGLI
RAVAGLIA
RAVAGLIO
RAVAGLIOLI |
Ravagli è molto diffuso nell'area del ravennate, con Faenza, Bagnacavallo
e Ravenna, a Rimini, a Bologna ed Imola nel bolognese, Modigliana, Savignano
sul Rubicone e Forlì nel forlivese, ed anche nella zona di Pistoia,
Prato e Marradi e Firenze nel fiorentino, Ravaglia è specifico dell'area
emiliano, romagnola, del bolognese, ferrarese, ravennate e forlivese, con
un piccolo ceppo anche a Genova, Ravaglio, praticamente unico, è
molto probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente,
Ravaglioli è specifico del forlivese, di Forlì, Castrocaro
Terme e Dovadola, e del ravennate a Ravenna e Faenza, dovrebbero derivare
direttamente o attraverso forme ipocoristiche da soprannomi originati dal
termine italiano arcaico rapaglio o
ravaglio (rapa),
forse ad indicare i capostipiti come coltivatori di quell'alimento. |
RAVAGNAN
RAVAGNANI
RAVAGNIN
RAVAGNINI
RAVEGNANI
RAVIGNANI |
Ravagnan è tipico del veneziano, Ravagnani sembrerebbe del rovigoto,
Ravagnin, molto molto raro è veneziano, Ravegnani, molto raro, è
della zona del forlivese e ravennate, Ravignani e Ravagnini sono è
assolutamente rarissimi e si tratta molto probabilmente di un errore di
trascrizione dei precedenti, dovrebbero tutti derivare da ravinianus
l'etnico di Ravenna: "...quinquagesimo fere miliario
a Ravennantium urbe. Egressis autem de civitate Raviniani,
viri atque mulieres ...", così il Muratori chiam i ravennati:
"...la formola per più secoli adoperata dagli
Arcivescovi Ravegnani
nel concedere beni in enfiteusi...". Tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo a Venezia in un testamento del 1510 dettato da Lodovica Ravagnan
da S. Severo. |
RAVAGNATI
ROVAGNATI |
Ravagnati, molto raro, è tipico del milanese, zona di Cesano Maderno,
Milano, Bovisio Masciago e Settimo Milanese, Rovagnati, un poco meno raro,
è dell'area milanese, comasco, lecchese, dovrebbero entrambi derivare
dal toponimo Rovagnate nel lecchese, di cui Ravagnate è una forma
arcaica usata ad esempio negli Annali d'Italia
dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 di Di Lodovico
Antonio Muratori: "...Per cagion di questa lega adirato
Facino Cane si diede a bloccar Milano. Pandolfo e Carlo de' Malatesti,
che regolavano dianzi quegli affari, prevalendo presso il viziosissimo
duca gli adulatori, e il partito dei guelfi, l'un dietro 1'altro disgustati
si ritirarono anch'essi da Milano. E però Pandolfo in Brescia sua
città fatta una gran massa di gente, per vendicarsi di chi l'avea
forzato ad abbandonar Milano, e passato il fiume Adda , s'inoltrò
ne' monti di Brianza, e nella Martesana. Ma ecco venire contro di lui Facino
Cane, già dichiarato conte di Biandrate, Teodoro marchese di Monferrato
, ed Astorre Visconte con esercito poderoso, Fecesi un caldo fatto d'armi
fra loro nel dì 7 aprile giorno di pasqua nella valle
di Ravagnate, senzaché la vittoria
si dichiarasse per alcun d'essi ..". |
RAVANELLI
RAVANELLO |
Ravanelli sembrerebbe avere più
ceppi, nel milanese e bergamasco, in trentino e nel bolognese, Ravanello
molto raro è tipico veneziano, derivano da soprannomi originati
dal termine rapa, si hanno tracce di questo cognome fin dal 1500 con un
Petrus Ravanellus scrittore. |
RAVANETTI
RAVANI |
Ravanetti è molto raro e
specifico del parmense, Ravani, molto raro anch'esso, sembrerebbe avere
un ceppo nel milanese e cremasco ed uno nel ferrarese, dovrebbero derivare
da soprannomi connessi con il vocabolo dialettale rava (rapa). |
| RAVASCHIO
|
Ravaschio è tipico di Genova, potrebbe derivare da un soprannome
originato da un'italianizzazione betacistica del termine medioevale francese
rabache (sorta
di pantaloni lunghi), forse abbigliamento abituale del capostipite. |
RAVASI
RAVASIO |
Ravasi, abbastanza poco diffuso è specifico dell'area che comprende
le province di Milano, Lecco, Bergamo e Cremona, Ravasio è specifico
dell'area milanese, lecchese e bergamasca, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Ravaxius o Ravasius,
basato sul termine medioevale germanico a.a.t. rāwa
(pace, riposo), con il probabile significato
di Pacifico, portatore di pace, potrebbero
però anche derivare da soprannomi connessi con il vocabolo dialettale
rava (rapa).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Ravasi e Ravasio - L'origine è alquanto incerta, secondo l'Olivieri
è da collegare a 'rapa'; secondo
il Cherubini il "pomm ravas" è
una mela rossa grossa quanto una rapa
e bislunga, estiva. |
RAVAZZANI
RAVAZZINI
RAVEZZANI |
Ravazzani, molto raro, è tipico del nordmilanese e varesotto, Ravazzini
è decisamente raro, Ravezzani, assolutamente molto raro, sembrerebbe
specifico di Robecchetto Con Induno (MI), dovrebbe essere originario del
reggiano, dovrebbero derivare da soprannomi connessi con il vocabolo dialettale
rava (rapa). |
RAVAZZOLI
RAVAZZOLO
RAVIZZOLI |
Ravazzoli, molto raro, è lombardo, con un piccolo ceppo nel bresciano
ed uno nel pavese, Ravizzoli, ancora più raro, sempre lombardo,
è specifico del varesotto, Ravazzolo è tipicamente veneto,
di Padova, Cadoneghe, Albignasego, Mestrino e Vigodarzere nel padovano,
di Vedelago nel trevisano e di Vicenza, con un ceppo secondario anche nel
romano e nel latinense originato dall'emigrazione veneta in occasione della
bonifica Pontina, dovrebbero tutti derivare da soprannomi basati sul vocabolo
dialettale rava (rapa), che in epoca antica era la base dell'alimentazione povera dei contadini
e delle classi meno abbienti. |
| RAVEGLIA
|
Raveglia, abbastanza raro, è tipico del comasco, di Santa Maria
Rezzonico e Cantù in particolare, dovrebbe derivare dal toponimo
Raveglia di San Maurizio d'Opaglio nel novarese. |
RAVELLI
RAVELLO |
Ravelli è tipico lombardo, Ravello, assolutamente rarissimo, sembrerebbe
piemontese o veneto, dovrebbero derivare in alcuni casi dal toponimo Ravello
(MI), in altri da soprannomi, tracce di questa cognominizzazione le troviamo
a Brescia nella seconda metà del 1700 con il notaio Petrus Ravellus.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Ravello è cognome abruzzese e campano che viene forse dal toponimo
Ravello (SA). Medievale Rebellum >
Rebello > Raviello.
Sorto nel sec. XI sulla amena collina Torello per iniziativa di un gruppo
di abitanti di Amalfi che si erano ribellati al governo della loro città
di origine. Il nuovo paese venne fortificato per paura di attacchi da parte
degli amalfitani, i quali chiamarono il luogo appunto "Rebello",
centro di ribellione alla loro città. (Altra nuova e più
recente ipotesi etimologica: dal latino 'rivus'
e diminutivo). Lo stesso cognome esiste anche in Piemonte, Friuli e Romagna,
ma in questi casi si tratta probabilmente di una derivazione da RAPA
> RAVELLI. |
RAVENNA
RAVENNI |
Ravenna ha ceppi sparsi, ma ha un nucleo principale
a Carrara (MS), Ravenni sembrerebbe toscano di Firenze e di Colle Di Val
D'elsa (SI), Derivano dal toponimo Ravenna, in molti casi sitratta di famiglie
di origine israelitica che hanno preso il nome dalla città di provenienza. |
| RAVERA
|
Sembra originario del Piemonte e della Liguria, dovrebbe derivare da soprannomi
connessi con il vocabolo dialettale rava (rapa),
probabilmente attribuito a coltivatori o commercianti di rape, un nutrimento
estremamente importante nelle fasce povere della popolazione dei tempi
antichi, ma può anche, in alcuni casi, derivare dal toponimo
Villa Raverio nel milanese. |
RAVESE
RAVESI |
Ravese è calabrese del reggino, di Gioia Tauro e Sant'Eufemia d'Aspromonte,
mentre Ravesi, altrettanto raro, sembrerebbe siciliano, di Messina e Catania,
potrebbe derivare da soprannomi originati dal mestiere di coltivatore o
venditore di rape. |
RAVIDA
RAVIDA' |
Ravida, assolutamente rarissimo, è della Sicilia orientale, ed è
un'errata trascrizione di Ravidà, che è specifico del messinese,
di Castroreale in particolare, e di Barcellona Pozzo di Gotto e Mandanici,
dovrebbe derivare dal cognome greco Ραβδάς
Ravdàs (ricordiamo che il segno β
in greco si pronuncia come una v). |
| RAVIELE
|
Rarissimo dovrebbe essere originario
del casertano. |
RAVIOLA
RAVIOLI
RAVIOLO |
Raviola è tipicamente piemontese, di Asti in particolare, presenta
un ceppo anche a Genova, Ravioli, molto più raro, ha un piccolo
ceppo nell'alessandrino, uno in Lunigiana, soprattutto ad Aulla e Villafranca
In Lunigiana (MS) ed uno a Roma, Raviolo ha un ceppo piemontese a Torino
e Chieri ed uno a Barge (CN) ed a Bagnasco (CN) ed un altro a Novi Ligure
(AL), a Genova ed a Portovenere (SP), secondo alcuni il termine ravioli,
la famosissima pasta ripiena di forma triangolare, nascerebbe dal cognome
di Un Tal Ravioli dell'alessandrino, ma si parla già di ravioli
nel Liber de ferculis di Giambonino
da Cremona, che riporta le ricette di un celebre gastronomo arabo morto
nel 1100, quindi si potrebbe ipotizzare che sia il cognome ad essere derivato
dal nome del raviolo, forse perchè le famiglie si caratterizzavano
per l'uso di produrre appunto quel tipo di pasta, quest'ipotesi è
ancora meno probabile della precedente. Questi cognomi dovrebbero derivare
invece da ipocoristici del nome medioevale di origine germanica Ravius
di cui abbiamo un esempio nel 1600: "...Cum gladio
rumpit. fato huic obversus iniquo, ter sine profectu Ravius
nitentia movit bracchia: sed gladium tamen uno perdidit ictu...". |
| RAVIZZA
|
Non comune, è concentrato
in Lombardia, con un nucleo nel milanese e un possibile ceppo secondario
in Piemonte e Liguria, dovrebbe derivare dal nome medioevale Ravizza, tracce
importanti del qual nome troviamo nel 1328 quando i Ghibellini di Franchino
Rusca assediano Sondrio guidati dal fratello Ravizza Rusca. |
| RAVIZZINI
|
Assolutamente rarissimo, dovrebbe
essere tipico del milanese, potrebbe derivare dal nome medioevale Ravizza. |
| RAVVEDUTO
|
Ravveduto, assolutamente rarissimo, parrebbe del salernitano, si dovrebbe
trattare di un cognome attribuito in orfanotrofio ad un trovatello; in
Campania, dato l'altissimo numero di fanciulli abbandonati, era molto diffuso
l'uso di dare ai trovatelli non solo cognomi beneauguranti, ma anche altri
che rispecchiassero il loro stato (ad esempio di espositi), una loro qualità
o un loro difetto. |
| RAZA
|
Raza è un cognome specifico del bresciano, in particolare di Pezzaze,
Marcheno, Gardone Val Trompia, Brescia, Villa Carcina e Sarezzo, dovrebbe
trattarsi di un matronimico e derivare dal nome femminile medioevale Raza,
di cui abbiamo tracce in Lombardia almeno dal 1000, ma potrebbe anche derivare
da un soprannome originato dal termine medioevale raça
o raza (una varietà
di pianta di olivo tipico dell'area gardesana), o anche da raza
(ruota fiammeggiante a 8 o 10 raggi utilizzata in alcuni stemmi viscontei). |
RAZETI
RAZETO |
Entrambi tipici del genovese, dovrebbero derivare dal nome di una località
medioevale Razetum una località con questo nome esiste ad esempio
nei pressi di Mondonio nell'astigiano, tracce dell'uso di un simile
nome di località come identificativo le troviamo in Calabria a Mileto
in un atto del 1439 avente un certo Giacomo di Garzona come giudice e tale
Nicola di Razeto come notaio. |
| RAZIONALE
|
Razionale ha un ceppo abruzzese a Lanciano, Paglieta e Casalbordino nel
teatino ed uno a San Severo nel foggiano, dovrebbe derivare da un termine
arcaico che identificasse una specie di furiere, o provveditore, cioè
un addetto alla distribuzione di razioni alimentari, non solo nell'esercito. |
RAZZA
RAZZI
RAZZO |
Razza ha un ceppo triestino, uno romano, uno nel casertano a Carinola e
Mondragone, uno molto piccolo in Calabria nel vibonese, ed uno in Sicilia
a Gela nel nisseno ed a Catania, San Cono e Caltagirone nel catanese, Razzi,
ha un ceppo toscano, tra fiorentino e senese ed uno tra grossetano, viterbese
e romano, ha un piccolo ceppo nel pesarese ed uno nel teatino, Razzo, molto
molto raro, è sicuramente veneto, potrebbero derivare dal nome Razo
in uso presso i Franchi, o anche, soprattutto per i ceppi triestino, teatino
e del meridione, dal nome turco Rðza. |
RAZZANI
RAZZANO |
Razzani è specifico del cesenate, di Cesenatico e Cesena, con qualche
presenza anche in Abruzzo, Razzano è tipicamente campano, di Maddaloni,
Cervino, Caserta e Santa Maria a Vico nel casertano, di Sant'Agata dei
Goti e Durazzano nel beneventano e di Napoli, Casamicciola Terme e Grumo
Nevano nel napoletano, dovrebbero derivare dall'italianizzazione del nome
e cognome medioevale Rantzanus, una
latinizzazione del nome germanico Rantzan,
che dovrebbe originare dal nome del paese tedesco di Rantzau
nello Schleswig-Holstein. |
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