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RANA Rana sembrerebbe tipicamente pugliese, del barese in particolare, potrebbe derivare dall'apocope del nome medioevale Ranaldus una forma paricolare del più comune Rainaldus a sua volta contrazione di Raginaldus, di quel nome abbiamo un esempio in un atto del 1268: "Ego Petrus, Dei gratia Gerundensis episcopus, subscribo.Testes sunt huius rei Ranaldus de Juviniano, canonicus Gerundensis, Berengarius de Cistella et Guillelmus de Valle Danielis, clerici Gerundenses...".
RANALDI
RANALDO
RANALLI
RANALLO
Ranaldi è tipicamente laziale, soprattutto del romano e del frusinate, con un piccolo ceppo nelle Marche, nel napoletano e nel tarentino, Ranaldo ha un grosso ceppo a Ginosa nel tarentino ed uno a Paduli nel beneventano, Ranalli è diffusissimo in Abruzzo e nel romano, con ceppi anche nell'ascolano, nel reatino, nel frusinate, nel campobassano e nel foggiano, Ranallo, decisamente meno comune del precedente, ha un ceppo nell'aquilano e nel romano, nel teatino e nel campobassano, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite alterazioni dialettali, dal nome medioevale Ranaldus (vedi RANA).  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel Lazio fin dal 1500, ad esempio a Canemorto un paesino dell'Alta Sabina dove compare in un atto un certo Ludovico Ranaldi sposo di un' Artemisia Basilici.
RANCATI Specifico dell'area che comprende il sudmilano, il lodigiano e il cremonese, dovrebbe derivare da un toponimo come Ranco (VA), ma può anche discendere da una modificazione di Brancati, che deriva a sua volta da Brancatius, nome medioevale derivato dal nome bizantino Pancratius.
integrazioni fornite da Giuseppe Rancati
Il cognome è specifico non solo delle aree citate ma anche dell'intera città di Milano, dove risulta presente già all'inizio del XV° secolo (fonte Istituto Genealogico Italiano di Firenze), e  del pavese, dove è presente almeno dal XVIII° secolo (fonti Atti parrocchiali).  Il cognome deriva dal toponimo Rancate (fonte Istituto Genealogico di Firenze) che è molto diffuso nei territori che appartennero al Ducato di Milano: a San Giuliano milanese, a Triuggio, a Concorezzo, nel lecchese e nel Canton Ticino (CH), si trovano diverse località e cascine con questo nome. Nel XIII° secolo a Milano, fuori Porta Nuova, esisteva il Corpo Santo di Borgo Rancate, poi andato distrutto (fonte Treccani: Storia di Milano).  Dal toponimo Ranco (VA) deriverebbe invece il cognome Ranca (da Ranca), che non è una forma tronca di Rancati ma è un vero e proprio cognome per suo conto. In epoca antica Rancati era preceduto dalla particella nobiliare "de" e si scriveva de Ranchatis, ben distinto dunque dal coevo cognome da Ranca (fonte Stemmario Trivulziano del XV sec - Milano: Biblioteca Trivulziana).  E' certo che un ramo dei Rancati ha goduto in passato di nobiltà, perché il cognome ed il relativo stemma gentilizio figurano nello Stemmario Trivulziano citato sopra, dove sono riportati circa 2000 stemmi di altrettante famiglie nobili del Ducato milanese. Lo stemma dei Rancati è: "d'argento, a sei trifogli con i gambi accerchiellati (cioè estirpati) di verde,3,2,1". E' uno stemma parlante: dal. pavese rancà estirpare, svellere. Nel pavese i Rancati sono amichevolmente appellati Rancà.  In quanto poi al discendere da una modificazione di Brancati, per ciò che riguarda l'Italia settentrionale non ho trovato nulla che possa avvalorare tale ipotesi. Ho trovato invece alcune notizie, per altro di fonte poco attendibile, circa l'esistenza di un'antica famiglia Rancati a Siena. E' possibile che essendo Brancati tipico del centro-sud, abbia originato appunto per errori di trascrizione o modificazioni varie, un casato Rancati senese che nulla avrebbe a che fare con l'omonimo casato lombardo, le cui origini sono accertate e attestate dall'Istituto Genealogico Italiano e dalla Biblioteca Genealogica Guelfi Camajani di Firenze.  Nella parte del sito dedicata alla storia dei Prelati di Melegnano, si cita il prevosto Giovanni Rancati che resse la parrocchia dal 1501 al 1503 e che nei documenti dell'epoca è chiamato de Rancate, a conferma di quanto detto sopra.
RANDELLI
RANDELLINI
RANDELLO
Randelli ha un ceppo a Firenze e Scandicci nel fiorentino ed a Prato e Carmignano nel pratese, un ceppo a Roma, uno piccolo a Cerchiara di Calabria nel cosentino ed uno in Sicilia a Troina nell'ennese, Randellini è tipico dell'aretino, di Arezzo e Civitella in Val di Chiana, Randello è tipicamente siciliano di Licodia Eubea nel catanese, potrebbero derivare da forme aferetiche, anche composite di nomi medioevali come Morando, o anche da forme rinascimentali contratte del nome Rinaldo.
RANDI
RANDO
Randi ha un  nucleo romagnolo concentrato nel ravennate a Ravenna, Lugo, Bagnacavallo, Fusignano e Faenza, un piccolo ceppoa Bologna, uno nel padovano, uno a Roma e nel latinense, probabilmente dovuto all'emigrazione veneta del secolo scorso ed uno a Palermo, Rando ha un ceppo a Rovigo e nel rovigoto e padovano, ha un nucleo a Messina e nel messinese, uno nel nisseno e nel catanese, questi cognomi dovrebbero derivare da forme aferetiche di nomi di origine germanica come Bertrand, Morand, o anche come Brandus e Ferrandus e per i ceppi siciliani è pure possibile una derivazione per aferesi dal nome saraceno Harandi.
RANDON
RANDONE
RANDONI
Randon è tipicamente veneto, del vicentino, in particolare di Valdagno, Randone ha un ceppo nel siracusano e catanese ed uno tra imperiese e cuneese, Randoni, molto raro, è tipico del bergamasco, di Stezzano soprattutto, dovrebbero derivare da forme accrescitive dell'aferesi di nomi come Bertrando, Ferrando o simili (vedi RANDI), per il ceppo ligure piemontese si può anche ipotizzare una derivazione da toponimi come Chateauneuf de Randon in Linguadoca, ma la probabilità è veramente molto bassa.
RANDAZZO Cognome tipico siciliano, molto diffuso, deriva dal toponimo Randazzo (CT), secondo alcuni potrebbe derivare dal nome bizantino Randaches, ma questa ipotesi sembra altamente improbabile.
RANELLUCCI Ranellucci, estremamente raro, è specifico della zona che comprende Lazio, Abruzzo e Molise, dovrebbe trattarsi di un'alterazione di una forma ipocoristica dell'apocope di un nome come Ranaldus.
RANFAGNI Ranfagni è tipicamente toscano, specifico di Firenze, con presenze significative anche a Scandicci, Bagno a Ripoli, Pontassieve e Sesto Fiorentino, sempre nel fiorentino, dovrebbe trattarsi di una forma ipocoristica arcaica del nome medioevale longobardo Ranfus, una forma alterata del nome Raffus (vedi RAFFA), nome probabilmente portato dal capostipite, troviamo un esempio dell'uso di questo nome nel XII° secolo a Mandello del Lario nel comasco con un certo Ranfus iudex potestatis lanuensis.
RANGHETTI
RANGHETTO
RANGHINI
RANGHINO
RANGONE
RANGONI
Ranghetti è tipico della zona tra milanese, bergamasco e bresciano, Ranghetto, assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico di Maserà di Padova nel padovano, Ranghini, quasi unico, è dell'alessandrino, Ranghino è piemontese, di Vercelli, Novara e di Casale Corte Cerro nel verbanese, Rangone, molto raro, è specifico dell'alessandrino, Rangoni è tipico del bolognese, quest'ultimo potrebbe derivare in alcuni casi dal toponimo Rangone nel modenese, ma molto più probabilmente dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite varie forme ipocoristiche, dal nome medioevale germanico Rango, Rangonis, di cui abbiamo un esempio d'uso a Firenze nel 1200: "...In dei nomine amen. Tempore nobilium virorum Jacopini Rangonis de Mutine...", troviamo traccia di questa cognominizzazione nel 1300, quando i Rangoni diventano feudatari di terre modenesi, proprietà conservata fino in epoca napoleonica, e danno il loro noem ai toponimi Castelnuovo Rangone (MO), Levizzano Rangone (MO), ecc.
RANIERI vedi RAINERI
RANISE Assolutamente rarissimo Ranise è tipico della zona di Pietrabruna e Dolcedo nell'imperiese, potrebbe derivare dal nome francese Ranise. (vedi anche RANOISIO)
RANNISI Rannisi è caratteristico di Catania e del catanese, dovrebbe derivare da una forma dialettale siciliana del cognome Ranise (vedi RANISE).
RANOISIO Ranoisio, praticamente unico, sembrerebbe ligure, dovrebbe derivare dall'italianizzazione del nome francese Ramnoux, a sua volta derivato dal nome germanico Hramnwulf, derivato da hramn (corvo) e da wulf (lupo), nome che riuniva due simboli totemici primari dei popoli germanici.
RANONE Ranone, quasi unico, parrebbe originario del potentino, di Spinoso in particolare, dovrebbe derivare da una forma accrescitiva della troncatura del nome medioevale Ranaldus, tracce di quest'uso le troviamo nel 1500 con un Giovanni Carlo oste figlio di un certo Ranoni che compare in una registrazione comunale cremonese del 1556, a Spinoso la famiglia Ranone aveva posto tra i maggiorenti della città nel 1700.  Il Palazzo Ranone di Spinoso è uno splendido edificio realizzato nel 1700 che si trova sull'attuale Via Vittorio Emanuele.
RANU' Ranù è tipico del materano, di Nova Siri e del vicino cosentino, di Rocca Imperiale in particolare, potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine greco ràmnos (pruno spinoso), è pure possibile una derivazione da un soprannome originato dal termine dialettale siciliano arannu (pioppo bianco), l'ultima ipotesi è che si possa trattare dell'aferesi di Arannu (modificazione dialettale del nome germanico Harand.
RANUCCI
RANUCCIO
Ranucci è specifico della zona che comprende Umbria, Abruzzo, Lazio e Campania settentrionale, Ranuccio, assolutamente rarissimo, sembrerebbe di Palmi nel reggino, si dovrebbe trattare di forme ipocoristiche dell'apocope di nomi come Ranaldus (vedi RANA).
RANZANI Sembra specifico del milanese, ma potrebbe esserci un ceppo nella zona del delta del Po, potrebbe derivare da toponimi quali Ranzanico (BG) o Baranzate (MI).
ipotesi fornita da Claudia Ranzani
Ranzani potrebbe derivare dal termine ranza, genere di falciotto bergamasco, e, quindi, indicare l'attività contadina svolta dalla famiglia.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Ranzani è proprio del nord, riflette toponimi vari del tipo Ranzo (TN, IM), Ranzano (PN, PR), Ranzi (SV); ma potrebbe avere alla base il soprannome formato dal termine dialettale veneto-emiliano 'ranzo' = "rancido", riferito a persona vecchia, antiquata, sorpassata, con idee 'rancide'.
RANZATI
RANZATO
Ranzati, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad errate trascrizioni di Ranzato, che è tipicamente veneto, di Vigodarzere, Padova, Piove di Sacco, Cadoneghe e Campodarsego nel padovano e di Chioggia, Venezia e Campolongo Maggiore nel veneziano e di Vicenza, potrebbe trattarsi di un indicatore di provenienza dei capostipiti dal paese di Ranzo in trentino, ma potrebbe anche derivare da un soprannome originato dal termine veneto ranzo (rancido, rancoroso).
RAO
RAU
Rao ha un ceppo in provincia di Roma, uno nel casertano ed un grosso nucleo in Sicilia ed in Calabria, Rau ha un ceppo nel sassarese, tra Tempio Pausania e Berchidda, un ceppo a Paternò nel catanese ed uno tra la provincia di Roma e quella dell'Aquila, potrebbero derivare da una contrazione del nome latino Raulus forma troncata di Raulandus. I Rao sono menzionati tra i casati nobili di Sicilia.
RAPA
RAPELLI
RAPELLO
Rapa ha vari ceppi, in Piemonte, nel savonese, nel varesotto, nel pesarese, in Campania, soprattutto nel casertano ed avellinese, e nel catanese, Rapelli, molto raro, ha un nucleo nel torinese settentrionale ed uno nel sudmilanese e lodigiano, Rapello è specifico del torinese, di Volpiano, Ala di Stura, Moncalieri e Torino, dovrebbero derivare, direttamente o attraverso un ipocoristico, da soprannomi connessi con il vocabolo rapa, ricordiamo che anticamente la rapa era l'alimento principale della popolazione meno abbiente.
RAPACCI
RAPACCINI
RAPACCIO
RAPACCIONI
Rapacci, molto raro, ha un piccolissimo ceppo nel Piceno ed uno a Sutri nel viterbese, Rapaccini ha un ceppo in Toscana nel fiorentino e nell'aretino, in Umbria e nel maceratese e nel Lazio nel romano e nel frusinate, Rapaccio, praticamente unico, è del casertano, Rapaccioni ha un ceppo a San Severino Marche nel maceratese ed uno a Roma e Civitavecchia nel romano, tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici o accrescitivi, dal nome dialettale di vari tipi di vegetali commestibili, come il ravizzone o varie erbe delle crocifere, probabilmente indicando così nei capostipiti dei raccoglitori di quel tipo di piante o radici.
RAPAGLIA
RAPAGLIA'
Rapaglia, momlto molto raro, è tipicamente siciliano, del ragusano, Rapaglià, molto più raro, sembrerebbe del siracusano, dovrebbero derivare da siprannomi originati da alterazioni dialettali del termine italiano arcaico rapaglio (rapa), probabilmente identificando dei capostipiti dei coltivatori di rape, cibo molto diffuso in epoche antiche anche per l'alimentazione umana.
RAPAGNA
RAPAGNA'
RAPAGNI
Rapagna ha un ceppo a Teramo ed a Montesilvano nel pescarese ed un piccolo ceppo a Roma, Rapagnà ha un ceppo nel teramano a Roseto degli Abruzzi, Tortoreto e Teramo, Rapagni, che sembrerebbe essere unico, è del teramano, dovrebbe trattarsi di soprannomi originati dalla provenienza dei capostipiti dal paese ascolano di Rapagnano.
RAPAGNANI Ha un ceppo nella zona di Civitanova Marche (AN), una a Teramo ed uno a Roma, dovrebbero derivare dal toponimo Rapagnano (AP).
RAPALLO Ha un nucleo ligure a Rapallo ed un ceppo forse secondario a Salemi (TP), deriva dal toponimo omonimo.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Molto raro, presenta due ceppi maggiori, uno ligure, nel genovese, e l'altro siciliano, nel trapanese, deriva dal toponimo Rapallo (GE).
RAPARELLI
RAPARI
RAPARO
Raparelli, rarissimo, potrebbe essere originario della provincia di Roma, con un possibile ceppo secondario nella zona di confine tra il rietino e l'aquilano, Rapari e Raparo, molto rari, sono caratteristici della provincia di Macerata, di Corridonia, Pollenza, Macerata. Morrovalle, Mogliano e Loro Piceno il primo e di Montegranaro, nel Piceno e Macerata il secondo, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da soprannomi originati dal mestiere di coltivatore di rape, probabilmente svolto dai capostipiti.
RAPETTI
RAPETTO
REPETTI
REPETTO
Rapetti è specifico dell'Italia nordoccidentale, potrebbe avere tre ceppi, nel genovese e alessandrino il principale e nel torinese e milanese lodigiano gli altri due, Rapetto è tipico dell'area che comprende il savonese soprattutto, l'alessandrino ed il genovese, Repetti è tipico della zona che comprende il genovese, l'alessandrino ed il piacentino, Repetto è tipico del genovese e dell'alessandrino, con un ceppo secondario di origine genovese a Carloforte (CA), potrebbero derivare da soprannomi connessi con il vocabolo rapa.
integrazioni fornite da Vittorio Ghio
il cognome Rapetti o Repetto (rat petit francese , topolino) dovrebbe corrispondere a gente cacciata dalla Spagna al tempo della cacciata dei mori e degli ebrei , a lungo fermatasi poi  in Camargue (ivi assumendo nomi francesi), molto probabilmente si tratta di zingari sinti. A Bosio (AL) si trova qualche Repetto che dovrebbe avere quest'origine-  il nome della tribù sinti è Ghio.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Rapetto e Rapetti sono famiglie piemontesi (torinesi) trasferitesi (Rapelli) anche in Lombardia e Veneto nell'1800. Discostandosi dal De Felice che li fa derivare da "rapa", "abitanti in luoghi o esercitanti attività connesse con le rape", Lurati li riconduce ad un personale germanico Rappo, Rappold.
RAPISARDA
RAPISARDI
RAPISARDO
Rapisarda, di origine siciliana, è probabilmente catanese, così come il molto meno diffuso Rapisardi, Rapisardo, quasi unico, è dovuto probabilmentead un errore di trascrizione, dovrebbero derivare da un soprannome legato all'attività di pescivendolo, rapi sarda sarebbe originato da apri con inversione dialettale delle lettere e sarda (pesce).
RASA
RASI
RASIN
RASINI
RASINO
RASO
Rasa ha un ceppo veneto a Venezia ed a Rocca Pietore e San Tommaso Agordino nel bellunese ed uno in Sicilia ad Altofonte e Palermo nel palermitano ed a Catania, Rasi è presente a macchia di leopardo al nord, nel forlivese e nel romano, Rasin è praticamente unico, e sembra essere dovuto ad un errore di trascrizione di Rasini che, molto raro, parrebbe lombardo, soprattutto del mantovano e del milanese, Rasino, molto molto raro, ha un piccolo ceppo nel torinese ed uno nel napoletano, Raso è diffuso nell'Italia settentrionale occidentale, nel Lazio, in Campania, nel barese, in Calabria ed in Sicilia, dovrebbero derivare dal nome medioevale Rasa, Rasus di cui abbiamo un esempio a Lodi nel 1178 nell'Ordinamentum, laudamentum et decretum parium curiae episcopalis, o da suoi ipocoristici: "...et Petrus de Meleto et Guidottus Malbertus et Malsperonus Soricus et Lafrancus de Palatino et Martinus de Patherno et Iohannes Denarius et Presbiter de Salarano et Rasus de Rainoldis et Ardericus de Merlino et Martinus de la Contesa...", in qualche caso potrebbero anche derivare da antichi nomi di località, come quello citato in una Carta investiture et dati del 1180 a Velate nel milanese: "Anno dominice incarnacionis milleximo centeximo octuageximo, quintodecimo die mensis lullii, indicione tertiadecima. Cum ligno et carta que sua manu tenebat domina Biriana relicta quondam Loterii de Bugniela de loco Vellate, una cum consensu Guillielmoti filii sui de eodem loco Vellate, investivit et a presenti die et ora dedit in manu domini presbiteri Uberti ecclesie Sancte Marie de Monte Vellate, ad partem eiusdem ecclesie, nominative de tota illa terra de la Rasa, que fuit de Galiate, de territorio de Castibenno  ...".
RASORE
RASORI
RAZORE
RAZORI
Rasore è tipico di Sant'Olcese nel genovese e di Genova, Rasori , ha un ceppo a Massa, uno piccolissimo nel mantovano, uno leggermente meno raro nel reggiano, a Reggio Emilia, Correggio e Bagnolo in Piano, ed a Parma, è pure possibile un ceppo marchigiano tra Pesaro ed Ancona, ed uno a Roma, Razore è specifico di Genova, Razori, estremamente raro, è dello spezzino, dovrebbero derivare tutti da soprannomi originati dal termine latino rasorius (rasoio) e per estensione barbiere, come ci conferma questo scritto del 1272: "...Noverint universi quod nos Iacobus dei gracia rex etc. per nos et nostros damus et concedimus tibi, Mosse el Neyto Iudeo Iacce, in tota vita tua scribaniam Almudini et officium rasore ipsius Almudini ville Iacce. Ita scilicet quod tu toto tempore vite tue, dum bene et fideliter in ipso officio te habueris, scribas ea que scribenda fuerint in ipso Almudino vel racione ipsius; et radas mensuras bladi et aliorum que in dicto Almudino mensurabuntur et radi debebunt; et exerceas predicta sicut alii ipsa tenentes temporibus preteritis ea melius exercere consueverint....", ma non si può escludere una possibile derivazione dal nome di origine franca Rasorius di cui abbiamo un esempio con il nobile franco Hubertus Rasorius (985-1016), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Parma nel 1700 con il capomastro Angelo Rasori architetto progettista dell'ospedale di Fidenza e del Palazzo Sanvitale di Parma.
RASPA Raspa ha un ceppo nel perugino, uno tra teatino e campobassano, uno a Roma e nel romano, uno a Sant'Antioco nel carboniense, uno nel catanzarese ed uno tra messinese ed ennese, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine raspa, attrezzo del falegname, probabilmente ad indicare nei capostipiti degli artigiani del legno (vedi anche RASPI).
RASPI
RASPO
RASPONE
RASPONI
Raspo, molto raro, è tipicamente piemontese, di Savigliano e Fossano nel cuneese, Raspi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe toscano, Raspone sembrerebbe pugliese, ha un ceppo a Vico del Gargano nel foggiano ed a Bari, e presenze in Calabria, Rasponi ha un ceppo a Cesena, dovrebbero derivare, direttamente o tramite accrescitivi, dal nome medioevale Raspus, di cui abbiamo un esempio d'uso con un certo Raspus da Villamontagna in Trentino, o dal soprannome Raspo di cui abbiamo un esempio in questo testo medioevale: "..Huius familiâ in Henrico II. exstinctâ, Conradus Salicus Imperator consobrino Ludovico Barbato Comiti, ex Aurelianensium Principum domo, provinciam dedit, cuius posteri Landgraviorum titulô (quô primum Ludovicum Barbari nepotem Socer Lotharius Imperator ornavit) ad saeculum usque XIII. eam tenuêre. In postremis Hermannus fuit, cui duo filii, Henricus Raspo dictus, et Ludovicus, filia praeterea, cui Iudithae nomen, Theodorico Misniae Marchioni elocata. Atque istis suô fatô, nullâ relictâ masculâ sobole, defunctis, inde Henricus Illustris, Theodorici ex Iuditha filius, hinc Sophia Ludovico nata, opulentam adeo hereditatem ex asse utraque sibi asseruit ..", nome e soprannome originati dal nome germanico Rasp, con il significato di colui che raccoglie, nome a sua volta originato dal termine germanico rasper, sostantivo derivato dal verbo medioevale, sempre germanico, raspon (raccogliere, accumulare, cercare).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Raspo è cognome piemontese, ligure e toscano che ammette una varietà di ipotesi: 1.variante del cognome base Raspa che potrebbe derivare dal sostantivo femm. 'raspa' deverbale del verbo 'raspare < germanico 'raspôn' = grattare.  P. Minervini, 411. 2. 'tipo di tridente con i rebbi piegati a squadra' anch'esso dal germanico 'raspôn'. DEI, 4, 1035. 3. M. Francipane 614 assimila il cognome Raspa/Rasponi al cognome Rastelli individuandone anch'egli la derivazione dal germanico 'raspôn'.
RASSU Rassu, molto raro, è specifico del sassarese, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine sardo rassu (grasso come un maiale), probabilmente a sottolineare una caratteristica fisica del capostipite.
RASTELLI
RASTELLINI
RASTELLINO
RASTELLO
RASTIELLO
RASTRELLI
RASTRELLO
Rastelli è distribuito nella fascia che comprende il Piemonte occidentale, la Lombardia, l'Emilia, le Marche e l'Abruzzo settentrionale, Rastellini, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del teramano, Rastellino, altrettanto raro, potrebbe essere della zona tra milanese e pavese, Rastello è tipicamente piemontese, Rastiello è tipico di San Giuseppe Vesuviano (NA), Rastrelli, molto raro, è fiorentino, Rastrello, estremamente raro, è del viterbese, dovrebbero tutti derivare da soprannomi originati dal vocabolo rastrello (attrezzo usato in agricoltura), ma è pure possibile, ed in alcuni casi molto probabile, una derivazione da toponimi come Rastellino (MO), Rastello (CN).
RATINI
RATINO
RATTINO
Ratini è specifico dell'area che comprende il ternano, il reatino ed il romano, Ratino e Rattino sono praticamente unici, potrebbero derivare dal nome medioevale Ratinus di cui abbiamo un esempio d'uso ad Anagni nel 1348 in un atto: "..Testes: Ratinus calsolarius et Stephanus frater eius de regione Pinee ad hec vocati et rogati. In presentia mei notarii et testium Matheus dictus alias Moscone de marchia Ananie, sua bona volumptate, fecit suum procuratorem Lellum Pilellam notarium de regione Pinee..", potrebbero anche derivare dal nome della località Ratino sul monte Terminillo, o da una forma arcaica contratta per reatino (abitante di Rieti).
RATTA Ha un ceppo importante nel Salento nella zona di Leverano (LE), uno nel bolognese ed uno nella zona di Catanzaro, dovrebbe derivare da connessioni con i Della Ratta (vedi) o perche alle loro dipendenze o perchè sottoposti alla loro giurisdizione.
RATTABALLI Rattaballi, quasi unico, è siciliano, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale siciliano, basato sul termine arabo tabal (strumento misicale a percussione, tamburo), forse ad indicare nel capostipite un suonatore di quel tipo di strumento.
RATTI Si individua un nucleo importante in Lombardia particolarmente concentrato nel milanese, bergamasco, comasco e lecchese, un altro ceppo nella zona che comprende le province di La Spezia e Massa Carrara, ma è comunque ben rappresentato in tutta l'Italia settentronale occidentale. Deriva o da soprannomi legati al vocabolo dialettale ratt (topo) stante probabilmente ad identificare la capacità di scattare o di correre velocemente, o da toponimi quali: Pian dei Ratti (GE), Borgoratto (AL) - (PV) o Torre de' Ratti (AL).
RATTICHIERI Assolutamente rarissimo, potrebbe essere la fusione tra i due cognomi Ratti e Chieri (cognome quasi scomparso che dovrebbe derivare dal toponimo Chieri (TO).
RATTO Ratto è tipico dell'area ligure, piemontese che comprende le province di Alessandria, Savona e Genova, ha ceppi, probabilmente secondari, anche nel romano, nel napoletano ed in Sicilia, potrebbe derivare da un nome, soprannome, il cui uso possiamo riscontrare in un atto del 1338: "...in burgo de Lemine, ad domum Alberti qui dicitur Rattus filius quondam Bertrami de Zeresollis de Lemine...", ma è pure possibile che derivi dal termine germanico Rat (consiglio) ad intendere forse un rappresentante importante della comunità, l'ipotesi comunque più probabile è che derivi per aferesi dal toponimo Borgoratto nell'alessandrino.
RAUCH Rauch è tipico della provincia di Bolzano, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo tedesco rauch (fumo).
RAUDINO
RAUDO
Raudino è tipicamente siciliano, di Catania e di Carlentini, Siracusa, Ferla e Noto nel siracusano, Raudo è quasi unico, dovrebbero derivare da una forma ipocoristica italianizzata del nome germanico Hrodhari, a sua volta composto da  hrod (gloria) aggiunto ad hari (esercito), con il significato di gloria dell'esercito.
RAUSA
RAUSI
RAUSO
Rausa ha un ceppo salentino, a Scorrano, Casarano e Poggiardo nel leccese in particolare, ed uno siciliano, a Piazza Armerina ed Aidone nell'ennese e ad Acquedolci nel messinese, Rausi, molto più raro, è specifico di Catania, Rauso ha un ceppo romano, uno nel Molise a Campobasso e Riccia nel campobassano ed uno, il più consistente, a Santa Maria Capua Vetere nel casertano con buone presenze anche a San Tammaro e Capua, sempre nel casertano.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Sull'origine di questi cognomi confluiscono per lo meno due ipotesi, da ritenersi valide a seconda della diversa provenienza di queste famiglie. In Sicilia, innanzitutto, è molto probabile che Rausa e Rausi nascano da una pronuncia dialettale del toponimo Ragusa (Raùsa in dialetto siciliano), ad indicare o la provenienza o direttamente il nome personale dei capostipiti - secondo una formula molto diffusa nell'onomastica antica, in cui la toponomastica faceva spesso da ispirazione ai nomi di persona (vedi Ragusa). Passando ora alla seconda ipotesi, invece, va notato che in molti casi i cognomi Rausa e Rauso derivano sì dalla toponomastica, ma non da quella italiana: in ambito peninsulare, infatti, questi cognomi alludono più spesso a un'origine ragusea per le famiglie in questione, ovvero a un'antica provenienza dalla Repubblica di Ragusa - regione storica dell'area adriatico-balcanica, oggi appartente alla moderna Croazia (vedi Ragusa e Rausei). Va ricordato, a questo proposito, che in epoca antica la Repubblica di Ragusa era un'illustre repubblica marinara nei Balcani occidentali - dal XIV secolo al 1808 - e il suo territorio occupava il bacino geografico della Dalmazia meridionale e delle isole Elafiti: la capitale della Repubblica, anche nota come Repubblica Ragusea o Repubblica di Dubrovnik, era per l'appunto la città di Ragusa (Dubrovnik in croato), il cui nome, nel corso della storia, ha subito diversi mutamenti linguistici, spesso anche dialettali (per una spiegazione più approfondita, vedi Di Rauso).
RAUSEI
RAUSEO
Rausei, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad errate trascrizioni di Rauseo, che è tipico della zona tra avellinese, potentino e foggiano, a Scampitella, Vallata, Trevico e Vallesaccarda nell'avellinese, a Melfi nel potentino ed a Cerignola e Foggia nel foggiano, potrebbe essere di origini francesi e derivare dal termine occitano raus (roseto), ma molto più probabilmente si tratta di forme arcaiche dell'etnico della città dalmatica di Ragusa, l'attuale Dubrovnik nella Croazia meridionale, anticamente chiamata Rausa, Raugia in veneziano antico.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel termine rauseo (forma dialettale di raguseo), che, nell'ambito dei nomi etnici, significa letteralmente raguseo, proveniente dalla Repubblica di Ragusa (per una spiegazione più approfondita, vedi Ragusa e Rausa): ancora oggi, in effetti, i cittadini di Ragusa di Dalmazia - un tempo capitale della Repubblica di Ragusa - son detti appunto ragusei, tant'è che la regione stessa in cui abitano è nota proprio come regione raguseo-narentana. In casi minori, ad ogni modo, non è escluso che i cognomi Rausei e Rauseo derivino invece dalla Ragusa siciliana (soprattutto in ambito siculo-calabrese), tenendo presente che, nei dialetti grecanici del Meridione, il suffisso -eo è piuttosto comune nella formazione dei nomi etnici - ad esempio, si pensi ai cognomi Cotroneo e Messineo, tratti appunto dalla pronuncia grecanica degli etnici di Crotone e Messina.
RAVA
RAVI
RAVO
RAVONE
RAVONI
RAVOTTI
RAVOTTO
Rava è molto diffuso in Piemonte e Lombardia ed in Romagna, in particolare nel ravennate, Ravi è quasi unico, Ravo, estremamente raro, ha un piccolo ceppo nel sondriese, uno nel parmense ed uno significativo nel napoletano a Casalnuovo di Napoli e Napoli, Ravone è raro, ha un piccolo ceppo a Napoli e San Giorgio a Cremano nel napoletano ed uno a Brindisi, Ravoni, molto raro, potrebbe avere un ceppo fiorentino ed uno del viterbese e agro romano, Ravotti ha un piccolo ceppo a San Remo nell'imperiese, uno piemontese nel cuneese a Mondovì, San Michele Mondovì e Vicoforte, ed uno a Baiano nell'avellinese, Ravotto ha un ceppo a Garessio nel cuneese e nel vicino imperiese a Pontedassio, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici o accrescitivi, da soprannomi connessi con l'aggettivo latino ravus, rava (di colore beige scuro o marroncino chiaro): "..: "...Quare Tibullus proprie sidera fulva appellavit. Est et aureolae species arenae, quam fulvam dixit Virgilius: et genus quoddam aquilae ab Aristotele maxime celebratum, colore etiam fulvo. Qui si obtusus quodammodo est, atque obscuratus, vocatur ravus....", o con il termine latino ravis (con voce roca), o anche con il sostantivo latino dialettale rava (rapa), in alcuni casi è possibile anche che derivino, direttamente o attraverso alterazioni, dal nome medioevale germanico Ravo di cui abbiamo un esempio in questo scritto del 1358: "In die dominica, die Katherine.. ..Et cum Hinricus dux, filius Alberti Magnopolensis, placitavit cum duce Saxonie in Ghodebutze, consumpserunt. Item, cum Albertus Magnopolensis fuit in Ghodebutze, consumpserunt. Item dominus Ravo de Barnekowe et Putzekouwe equitaverunt versus Criwitze et placitaverunt ibi pro captivitatibus ..".
RAVAGLI
RAVAGLIA
RAVAGLIO
RAVAGLIOLI
Ravagli è molto diffuso nell'area del ravennate, con Faenza, Bagnacavallo e Ravenna, a Rimini, a Bologna ed Imola nel bolognese, Modigliana, Savignano sul Rubicone e Forlì nel forlivese, ed anche nella zona di Pistoia, Prato e Marradi e Firenze nel fiorentino, Ravaglia è specifico dell'area emiliano, romagnola, del bolognese, ferrarese, ravennate e forlivese, con un piccolo ceppo anche a Genova, Ravaglio, praticamente unico, è molto probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, Ravaglioli è specifico del forlivese, di Forlì, Castrocaro Terme e Dovadola, e del ravennate a Ravenna e Faenza, dovrebbero derivare direttamente o attraverso forme ipocoristiche da soprannomi originati dal termine italiano arcaico rapaglio o ravaglio (rapa), forse ad indicare i capostipiti come coltivatori di quell'alimento.
RAVAGNAN
RAVAGNANI
RAVAGNIN
RAVAGNINI
RAVEGNANI
RAVIGNANI
Ravagnan è tipico del veneziano, Ravagnani sembrerebbe del rovigoto, Ravagnin, molto molto raro è veneziano, Ravegnani, molto raro, è della zona del forlivese e ravennate, Ravignani e Ravagnini sono è assolutamente rarissimi e si tratta molto probabilmente di un errore di trascrizione dei precedenti, dovrebbero tutti derivare da ravinianus l'etnico di Ravenna: "...quinquagesimo fere miliario a Ravennantium urbe. Egressis autem de civitate Raviniani, viri atque mulieres ...", così il Muratori chiam i ravennati: "...la formola per più secoli adoperata dagli Arcivescovi Ravegnani nel concedere beni in enfiteusi...". Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Venezia in un testamento del 1510 dettato da Lodovica Ravagnan da S. Severo.
RAVAGNATI
ROVAGNATI
Ravagnati, molto raro, è tipico del milanese, zona di Cesano Maderno, Milano, Bovisio Masciago e Settimo Milanese, Rovagnati, un poco meno raro, è dell'area milanese, comasco, lecchese, dovrebbero entrambi derivare dal toponimo Rovagnate nel lecchese, di cui Ravagnate è una forma arcaica usata ad esempio negli Annali d'Italia dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 di Di Lodovico Antonio Muratori: "...Per cagion di questa lega adirato Facino Cane si diede a bloccar Milano. Pandolfo e Carlo de' Malatesti, che regolavano dianzi quegli affari, prevalendo presso il viziosissimo duca gli adulatori, e il partito dei guelfi, l'un dietro 1'altro disgustati si ritirarono anch'essi da Milano. E però Pandolfo in Brescia sua città fatta una gran massa di gente, per vendicarsi di chi l'avea forzato ad abbandonar Milano, e passato il fiume Adda , s'inoltrò ne' monti di Brianza, e nella Martesana. Ma ecco venire contro di lui Facino Cane, già dichiarato conte di Biandrate, Teodoro marchese di Monferrato , ed Astorre Visconte con esercito poderoso, Fecesi un caldo fatto d'armi fra loro nel dì 7 aprile giorno di pasqua nella valle di Ravagnate, senzaché la vittoria si dichiarasse per alcun d'essi ..".
RAVANELLI
RAVANELLO
Ravanelli sembrerebbe avere più ceppi, nel milanese e bergamasco, in trentino e nel bolognese, Ravanello molto raro è tipico veneziano, derivano da soprannomi originati dal termine rapa, si hanno tracce di questo cognome fin dal 1500 con un Petrus Ravanellus scrittore.
RAVANETTI
RAVANI
Ravanetti è molto raro e specifico del parmense, Ravani, molto raro anch'esso, sembrerebbe avere un ceppo nel milanese e cremasco ed uno nel ferrarese, dovrebbero derivare da soprannomi connessi con il vocabolo dialettale rava (rapa).
RAVASCHIO Ravaschio è tipico di Genova, potrebbe derivare da un soprannome originato da un'italianizzazione betacistica del termine medioevale francese rabache (sorta di pantaloni lunghi), forse abbigliamento abituale del capostipite.
RAVASI
RAVASIO
Ravasi, abbastanza poco diffuso è specifico dell'area che comprende le province di Milano, Lecco, Bergamo e Cremona, Ravasio è specifico dell'area milanese, lecchese e bergamasca, dovrebbero derivare dal nome medioevale Ravaxius o Ravasius, basato sul termine medioevale germanico a.a.t. rāwa (pace, riposo), con il probabile significato di Pacifico, portatore di pace, potrebbero però anche derivare da soprannomi connessi con il vocabolo dialettale rava (rapa).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Ravasi e Ravasio - L'origine è alquanto incerta, secondo l'Olivieri è da collegare a 'rapa'; secondo il Cherubini il "pomm ravas" è una mela rossa grossa quanto una rapa e bislunga, estiva.
RAVAZZANI
RAVAZZINI
RAVEZZANI
Ravazzani, molto raro, è tipico del nordmilanese e varesotto, Ravazzini è decisamente raro, Ravezzani, assolutamente molto raro, sembrerebbe specifico di Robecchetto Con Induno (MI), dovrebbe essere originario del reggiano, dovrebbero derivare da soprannomi connessi con il vocabolo dialettale rava (rapa).
RAVAZZOLI
RAVAZZOLO
RAVIZZOLI
Ravazzoli, molto raro, è lombardo, con un piccolo ceppo nel bresciano ed uno nel pavese, Ravizzoli, ancora più raro, sempre lombardo, è specifico del varesotto, Ravazzolo è tipicamente veneto, di Padova, Cadoneghe, Albignasego, Mestrino e Vigodarzere nel padovano, di Vedelago nel trevisano e di Vicenza, con un ceppo secondario anche nel romano e nel latinense originato dall'emigrazione veneta in occasione della bonifica Pontina, dovrebbero tutti derivare da soprannomi basati sul vocabolo dialettale rava (rapa), che in epoca antica era la base dell'alimentazione povera dei contadini e delle classi meno abbienti.
RAVEGLIA Raveglia, abbastanza raro, è tipico del comasco, di Santa Maria Rezzonico e Cantù in particolare, dovrebbe derivare dal toponimo Raveglia di San Maurizio d'Opaglio  nel novarese.
RAVELLI
RAVELLO
Ravelli è tipico lombardo, Ravello, assolutamente rarissimo, sembrerebbe piemontese o veneto, dovrebbero derivare in alcuni casi dal toponimo Ravello (MI), in altri da soprannomi, tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Brescia nella seconda metà del 1700 con il notaio Petrus Ravellus.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Ravello è cognome abruzzese e campano che viene forse dal toponimo Ravello (SA). Medievale Rebellum > Rebello > Raviello. Sorto nel sec. XI sulla amena collina Torello per iniziativa di un gruppo di abitanti di Amalfi che si erano ribellati al governo della loro città di origine. Il nuovo paese venne fortificato per paura di attacchi da parte degli amalfitani, i quali chiamarono il luogo appunto "Rebello", centro di ribellione alla loro città. (Altra nuova e più recente ipotesi etimologica: dal latino 'rivus' e diminutivo). Lo stesso cognome esiste anche in Piemonte, Friuli e Romagna, ma in questi casi si tratta probabilmente di una derivazione da RAPA > RAVELLI.
RAVENNA
RAVENNI
Ravenna ha ceppi sparsi, ma ha un nucleo principale a Carrara (MS), Ravenni sembrerebbe toscano di Firenze e di Colle Di Val D'elsa (SI), Derivano dal toponimo Ravenna, in molti casi sitratta di famiglie di origine israelitica che hanno preso il nome dalla città di provenienza.
RAVERA Sembra originario del Piemonte e della Liguria, dovrebbe derivare da soprannomi connessi con il vocabolo dialettale rava (rapa), probabilmente attribuito a coltivatori o commercianti di rape, un nutrimento estremamente importante nelle fasce povere della popolazione dei tempi antichi, ma può anche,  in alcuni casi, derivare dal toponimo Villa Raverio nel milanese.
RAVESE
RAVESI
Ravese è calabrese del reggino, di Gioia Tauro e Sant'Eufemia d'Aspromonte, mentre Ravesi, altrettanto raro, sembrerebbe siciliano, di Messina e Catania, potrebbe derivare da soprannomi originati dal mestiere di coltivatore o venditore di rape.
RAVIDA
RAVIDA'
Ravida, assolutamente rarissimo, è della Sicilia orientale, ed è un'errata trascrizione di Ravidà, che è specifico del messinese, di Castroreale in particolare, e di Barcellona Pozzo di Gotto e Mandanici, dovrebbe derivare dal cognome greco Ραβδάς  Ravdàs (ricordiamo che il segno β in greco si pronuncia come una v).
RAVIELE Rarissimo dovrebbe essere originario del casertano.
RAVIOLA
RAVIOLI
RAVIOLO
Raviola è tipicamente piemontese, di Asti in particolare, presenta un ceppo anche a Genova, Ravioli, molto più raro, ha un piccolo ceppo nell'alessandrino, uno in Lunigiana, soprattutto ad Aulla e Villafranca In Lunigiana (MS) ed uno a Roma, Raviolo ha un ceppo piemontese a Torino e Chieri ed uno a Barge (CN) ed a Bagnasco (CN) ed un altro a Novi Ligure (AL), a Genova ed a Portovenere (SP), secondo alcuni il termine ravioli, la famosissima pasta ripiena di forma triangolare, nascerebbe dal cognome di Un Tal Ravioli dell'alessandrino, ma si parla già di ravioli nel Liber de ferculis di Giambonino da Cremona, che riporta le ricette di un celebre gastronomo arabo morto nel 1100, quindi si potrebbe ipotizzare che sia il cognome ad essere derivato dal nome del raviolo, forse perchè le famiglie si caratterizzavano per l'uso di produrre appunto quel tipo di pasta, quest'ipotesi è ancora meno probabile della precedente. Questi cognomi dovrebbero derivare invece da ipocoristici del nome medioevale di origine germanica Ravius di cui abbiamo un esempio nel 1600: "...Cum gladio rumpit. fato huic obversus iniquo, ter sine profectu Ravius nitentia movit bracchia: sed gladium tamen uno perdidit ictu...".
RAVIZZA Non comune, è concentrato in Lombardia, con un nucleo nel milanese e un possibile ceppo secondario in Piemonte e Liguria, dovrebbe derivare dal nome medioevale Ravizza, tracce importanti del qual nome troviamo nel 1328 quando i Ghibellini di Franchino Rusca assediano Sondrio guidati dal fratello Ravizza Rusca.
RAVIZZINI Assolutamente rarissimo, dovrebbe essere tipico del milanese, potrebbe derivare dal nome medioevale Ravizza.
RAVVEDUTO Ravveduto, assolutamente rarissimo, parrebbe del salernitano, si dovrebbe trattare di un cognome attribuito in orfanotrofio ad un trovatello; in Campania, dato l'altissimo numero di fanciulli abbandonati, era molto diffuso l'uso di dare ai trovatelli non solo cognomi beneauguranti, ma anche altri che rispecchiassero il loro stato (ad esempio di espositi), una loro qualità o un loro difetto.
RAZA Raza è un cognome specifico del bresciano, in particolare di Pezzaze, Marcheno, Gardone Val Trompia, Brescia, Villa Carcina e Sarezzo, dovrebbe trattarsi di un matronimico e derivare dal nome femminile medioevale Raza, di cui abbiamo tracce in Lombardia almeno dal 1000, ma potrebbe anche derivare da un soprannome originato dal termine medioevale raça o raza (una varietà di pianta di olivo tipico dell'area gardesana), o anche da raza (ruota fiammeggiante a 8 o 10 raggi utilizzata in alcuni stemmi viscontei).
RAZETI
RAZETO
Entrambi tipici del genovese, dovrebbero derivare dal nome di una località medioevale Razetum una località con questo nome esiste ad esempio nei pressi di  Mondonio nell'astigiano, tracce dell'uso di un simile nome di località come identificativo le troviamo in Calabria a Mileto in un atto del 1439 avente un certo Giacomo di Garzona come giudice e tale Nicola di Razeto come notaio.
RAZIONALE Razionale ha un ceppo abruzzese a Lanciano, Paglieta e Casalbordino nel teatino ed uno a San Severo nel foggiano, dovrebbe derivare da un termine arcaico che identificasse una specie di furiere, o provveditore, cioè un addetto alla distribuzione di razioni alimentari, non solo nell'esercito.
RAZZA
RAZZI
RAZZO
Razza ha un ceppo triestino, uno romano, uno nel casertano a Carinola e Mondragone, uno molto piccolo in Calabria nel vibonese, ed uno in Sicilia a Gela nel nisseno ed a Catania, San Cono e Caltagirone nel catanese, Razzi, ha un ceppo toscano, tra fiorentino e senese ed uno tra grossetano, viterbese e romano, ha un piccolo ceppo nel pesarese ed uno nel teatino, Razzo, molto molto raro, è sicuramente veneto, potrebbero derivare dal nome Razo in uso presso i Franchi, o anche, soprattutto per i ceppi triestino, teatino e del meridione, dal nome turco Rðza.
RAZZANI
RAZZANO
Razzani è specifico del cesenate, di Cesenatico e Cesena, con qualche presenza anche in Abruzzo, Razzano è tipicamente campano, di Maddaloni, Cervino, Caserta e Santa Maria a Vico nel casertano, di Sant'Agata dei Goti e Durazzano nel beneventano e di Napoli, Casamicciola Terme e Grumo Nevano nel napoletano, dovrebbero derivare dall'italianizzazione del nome e cognome medioevale Rantzanus, una latinizzazione del nome germanico Rantzan, che dovrebbe originare dal nome del paese tedesco di Rantzau nello Schleswig-Holstein.
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