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ROANI
ROANO
Roani è molto molto raro e sembrerebbe della zona di Foligno nel perugino, Roano è ancora più raro ed è forse piemontese, potrebbe derivare dal toponimo Rouen, non molto probabile una derivazione dal toponimo Roano nel comasco, ma per entrambi la derivazione più probabile dovrebbe essere dal nome medioevale Roano di cui abbiamo un esempio nel Principe di Macchiavelli: "...E di questa materia parlai a Nantes con Roano, quando il Valentino, che cosí era chiamato popularmente Cesare Borgia, figliuolo di papa Alessandro, occupava la Romagna...", ma è pure possibile che derivi dal nome di una località, come Monte Roano (LT).
ROASIO
ROVASIO
Roasio è tipicamente piemontese, di Verzuolo, Savigliano e Saluzzo nel cuneese, di Asti e Montafia nell'astigiano e di Torino, Rovasio, molto più raro, è anch'esso piemontese, potrebbero tutti derivare da modificazioni del nome tardo medioevale Rubasius di cui abbiamo un esempio in questa cronaca del 1582: "... illuc una cum Rubasio, equitum Magistro, confestim advolat: videt nihil pacata ad Imperatoris praesentiam Legione, inter minas strepitusque et concussiones armorum ...", ma è molto più probabile anche una derivazione dal toponimo Roasio nel vercellese o Bricco Roasio nell'astigiano.
integrazioni fornite da Daniele Zaia
Etimo alternativo potrebbe essere la voce piemontese ruai, roveto, sterpeto, nel senso di gerbido (con il termine gerbido si indicavano le terre più ventose, più fredde e pertanto incolte).
ROBBIA
RUBBIA
Robbia e Rubbia sono assolutamente rarissimi, dovrebbero derivare dal cognomen latino Rubius. un illustre esempio di questa cognominizzazione l'abbiamo nel 1400 con il famosissimo scultore fiorentino Luca Della Robbia: "Lucas Rubius Florentinus ex aurifice plastes, cuius inventum, fictile opus encausto pingi".
ROBBIANI Tipico del milanese e del comasco dovrebbe derivare dal toponimo Robbiano nel milanese.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Robbiani si possono formulare più ipotesi:
- 1) agionimico da San Rubiano;
- 2) da toponimi (Piemonte, Lombardia e Ticino) prediali costruiti sul gentilizio latino Rubius;
- 3) da robbia, pianta che serviva a tingere di rosso le stoffe. Le tre proposte di Lurati qui indicate lasciano aperta la discussione sulla base di componenti locali.
ROBBIATI Abbastanza raro, tipico del varesotto e nord milanese, dovrebbe derivare dal toponimo Robbiate (LC).
ROBBIO
RUBBIO
Robbio ha un nucleo nel matese, zona di Pietravairano e Vairano Patenora (CE),  Rubbio, molto raro, sembra avere un ceppo palermitano, uno nel napoletano ed uno nel foggiano, potrebbero derivare dall'aferesi di nomi di località contenenti il termine carrubio o carrobbio (incrocio di quattro strade) o semplicemente dall'abitare la famiglia in prossimità di un quadrivio, è pure possibile una derivazione dal cognomen latino Rubius.
ROBECCHI Abbastanza raro, è specifico del milanese e delle zone della bergamasca e del pavese confinanti con la provincia di Milano, dovrebbe derivare da toponimi quali Robecco sul Naviglio (MI), Robecco Pavese (PV) e Robecco d'Oglio (CR).
ROBELLA Robella, assolutamente molto raro, è tipicamente piemontese, del torinese ed astigiano.
integrazioni fornite da Daniele Zaia
Robella è un cognome astigiano. Dal toponimo "Robella", piccolo comune del nord della Provincia di Asti, ai confini con la provincia di Torino.
ROBELLI
ROBELLO
Robelli è specifico di Venezie, Robello è invece caratteristico del genovese, di Arenzano e Genova, dovrebbero derivare dal nome medioevale Robellus, di cui abbiamo un esempio d'uso in un testo latino di epoca tardo medioevale: "..Ante alios iuvenum certamina ludicra cursus Contendit rapidis passibus ire viam. Quisquis enim viridem cupit obtinuisse coronam, non piger ad stadium, nec sit oportet iners. Ac memini, quoties caeli revolubilis orbes, ortaque natali sidera clara meo Volfius astrorum scrutator, et ipse Robellus excuterent iustis per rata monstra notis; eventus mihi felices praedicere utrumque, fatidicae inspectis Sortis originibus. ..", ma il ceppo ligure potrebbe anche essere stato originato dalla toponomastica, probabile un riferimento, attraverso un betacismo, al nome del paese di Rovello Inferiore nell'alessandrino.
ROBERTELLI
ROBERTELLO
ROBERTI
ROBERTINI
ROBERTINO
ROBERTO
ROBERTONE
ROBERTUCCI
ROBERTUCCIO
ROPERTI
ROPERTO
RUBERT
RUBERTELLI
RUBERTI
RUBERTO
RUBERTUCCI
RUPERTI
RUPERTO
Robertelli, assolutamente rarissimo, è panitaliano, Robertello, quasi unico, sembrerebbe veneto, Roberti è presente a macchia di leopardo in tutta la penisola, presenta certamente più ceppi, nel milanese, bergamasco e bresciano, nel torinese, nel pesarese ed altri ancora, Robertini, estremamente raro, è panitaliano, Robertino, quasi unico, potrebbe essere dovuto ad errori di trascrizione del precedente, Roberto è molto presente in tutto il sud, Robertone, assolutamente rarissimo, sembrerebbe lucano, del materano in particolare, Robertucci, molto molto raro, è specifico dell'area di Torre del Greco e Napoli, Robertuccio è praticamente unico ed è anch'esso dell'area campana e lucana, Roperti, molto raro, sembra essere della provincia di Catanzaro tra Conflenti, Martirano e Lamezia Terme,  Roperto, molto molto raro, dovrebbe essere di Lamezia Terme (CZ), Rubert, assolutamente rarissimo, è della zona tra trevisano e pordenonese, di Gaiarine e Motta di Livenza nel trevisano e di Sacile e Brugnera nel pordenonese, Rubertelli, abbastanza raro, ha un ceppo a Parma ed a Montecchio Emilia, Reggio Emilia e Castelnovo ne' Monti nel reggiano ed uno a Napoli, Ruberti ha ceppi nel milanese, nel mantovano, nel veneziano, nel pisano, a Roma, nel casertano e nel Salento, Ruberto è più tipico del sud, pur avendo ceppi in Piemonte, Lombardia, Liguria e Toscana e Roma, ha una grossa concentrazione tra avellinese e foggiano, nel Salento, tra le province di Catanzaro e Crotone e nella Sicilia orientale, Rubertucci, estremamente raro, è del campobassano, Ruperti è assolutamente rarissimo potrebbe essere del nord Italia, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione, Ruperto ha un ceppo tra Roma e Monterotondo ed uno tra Crosia e Caloveto nel cosentino con presenze anche a Crotone, Lamezia Terme e Falerna (CZ), derivano tutti, direttamente o tramite modificazioni dialettali, ipocoristici o accrescitivi, dal nome italo germanico Hrodebert latinizzato in Rudpertus e quindi in Rupertus, Rihpertus ed infine in Roberto, derivante dal vocabolo longobardo hroth- (gloria) aggiunto al vocabolo berth (splendente, lucente), nome che augurava a chi lo portava di essere quindi un guerriero che raggiunga una fulgida gloria), di questi nomi abbiamo moltissimi esempi, ad esempio in un atto di donazione dell'anno 967: "In nomine sanctae et individuae Trinitatis, Otto divina favente clementia Rex. Noverint omnes in Regno nostro circumquaque fideles, praesentes scilicet et futuri, qualiter venerabilis nomine Rihpertus...", in un atto di nomina del 1138: "...Rudpertus de Cambe, Pertholdus de Cansa. Laici autem, qui aderant, sunt hi:...", Ruperti e Ruperto potrebbero anche derivare dal nome germanico Ruphert italianizzato in Rupertus, da cui è derivato poi Roberto, nome di cui abbiamo un esempio in un testamento scritto nel 693 a Cremona: "...Et ut nec mihi plus liceat nolle per tempora futura quod nunc uolui, tibi beatissimo Ruperto diacono fratri meo hanc paginam hordinationis mee scribere rogaui...".  Tracce di queste cognominizzazione la troviamo nelle Marche nel 1400 con il podestà di Tolentino (MC) ser Ludovico Ruperti, e in Lombardia nel 1500 con Boneto Ruperti Contestabile in una porta di Bergamo: "...Par dicto Boneto Ruperti vegni cerchato per esser retenuto da quelli capi de fantarie, come è el Bergomo, Cagnolo et altri; et voleno far trar la gente per questo mezo, dicendo loro detto Boneto esser franzese...".
ROBLES Robles è tipico di Bitonto nel barese con un ceppo anche a Bari ed a Trinitapoli nel foggiano.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
D'origine spagnola (probabilmente ebreo-sefardita), questo cognome deriva direttamente dal cognome spagnolo Robles, che, tratto dalla radice roble (quercia, rovere), allude quasi sicuramente alla toponomastica spagnola - ovvero a uno dei diversi toponimi contenenti il termine robles, quali ad esempio Robles de Laciana e Robles de la Valcueva (in provincia di León).
ROBUSCHI Robuschi è specifico del parmense, di Farma, Fidenza, Medesano, Sorbolo e Salsomaggiore, dovrebbe derivare dal nome medioevale germanico Robuscus, troviamo un tale cavaliere Robuscus milici agli inizi del 1400 a Stralsund in Germania.
ROBUSTELLI
ROBUSTI
ROBUSTINI
Robustelli è molto diffuso a Sarno (SA), ma esiste un ceppo autonomo anche a Grosotto (SO), estremamente rari Robusti sembrerebbe del cremonese, Robustini del ferrarese, probabilmente derivano da nomi medioevali come Robusto e robustino, possono anche derivare da soprannomi che facciano riferimento a caratteristiche fisiche del capostipite.  Esempi insigni di queste cognominizzazioni le troviamo nel 1500 con il famosissimo pittore veneziano Iacopo Robusti detto il Tintoretto (1518-1594) e nel 1600 a Grosotto con Giacomo Robustelli capo della rivolta cattolica valtellinese scoppiata a Tirano nel 1620 contro il governo svizzero, rivolta che sarà denominata "Sacro Macello".
ROCA Tipico della Puglia, di Bari e Foggia e delle rispettive province, e, in Campania, di Avellino.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Cognome prevalentemente campano e pugliese, con ceppi maggiori nell'avellinese, nel barese e nel foggiano, potrebbe essere d'origine spagnola e derivare dalla toponomastica della penisola iberica (Roca è, infatti, un cognome principalmente spagnolo) oppure potrebbe derivare dalla toponomastica italiana ed essere, dunque, una variante del molto più diffuso Rocca; da non sottovalutare, però, anche una possibile origine dal termine rocca o roca, un arnese usato per la filatura costituito da un'asta di legno sottile che termina con un'estremità più grossa, attorno alla quale veniva un tempo disposto il materiale da filare. In tal modo, il cognome Roca potrebbe derivare o dalla toponomastica (spagnola oppure italiana) o da un nome di mestiere, quello cioè relativo all'attività di filatore.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Roca è un cognome pugliese che ha alla base il toponimo Ròca, ora scomparso in Terra d'Otranto, città fortificata da Gualtiero di Brienne tra il XIII e XIV sec. e fatta distruggere dal preside Loffredo, per essere divenuto un comodo covo di pirati. Fonte: P. Minervini, Diz. dei cogn. pugliesi, 419.
ROCCA Presente in tutt'Italia, ha un nucleo importante in Calabria, uno nel Lazio e più d'uno al nord, dovrebbe derivare dai molti toponimi contenenti il vocabolo Rocca, come ad esempio Rocca di Neto (KR), Rocca Imperiale (CS), Rocca di Cave (RM), Rocca de Giorgi (PV), ecc.
ROCCABIANCA Sembrerebbe tipico della zona appenninica tra bolognese e fiorentino, a Castiglione dei Pepoli (BO) in particolare, dovrebbe derivare dal toponimo Roccabianca (PR) o da nomi di località simili come Rocca Bianca nell'urbinate.
ROCCABRUNA Specifico di Fornace (TN), altamente improbabile un collegamento con il toponimo Roccabruna (CN), dovrebbe derivare invece dalle caratteristiche cupe di un antichissimo castello costruito in porfido e situato nell'area di Nogarè, il Casato dei Roccabruna fu uno dei più antichi e nobili del Trentino, lo troviamo a Fornace fin dalla seconda metà del 1100.
ROCCAFIORITA Roccafiorita, assolutamente rarissimo, è decisamente siciliano, dovrebbe derivare dal toponimo Roccafiorita in provincia di Messina, e dovrebbe avere origini posteriori al 1600.
ROCCAMATISI Roccamatisi è specifico del palermitano, di Palermo e Monreale, di origine etimologica oscura, potrebbe derivare dalla toponomastica.
ROCCASALVA Roccasalva è tipicamente siciliano, del ragusano in particolare, soprattutto di Modica, dovrebbe derivare da un nome di località ora scomparso, simile a Rocca Salva nel messinese a Fondachelli.
ROCCATAGLIATA Roccatagliata è tipicamente ligure, di Genova e Santa Margherita Ligure, dovrebbe derivare dal toponimo Roccatagliata di Neirone (GE), come possiamo ad esempio vedere in questa lettera dell'anno 1269: "In nomme Domini, amen. Ego Andréas de Rochataliata promitto et convenio vobis dominis magistro Henrico de Campo Repulso Johanni, Pillavilano militi, et Guillelmo de Mora, nunciis et ambaxatoribus serenissimi Régis Francie, stipulatibus nomine ipsius domini Régis, quod faciam seu fieri faciam et nunc ad meas expensas in dagena vel a dagona...", il de indicava ovviamente la provenienza, con il passare del tempo si è perso, così come Rochataliata si è modificato in Roccatagliata.
ROCCATI
ROCCATO
Roccati è tipico di Ferrara e di Torino, Chieri, Montaldo Torinese e Collegno nel torinese, Roccato ha un ceppo ad Adria e Rovigo nel rovigoto ed un ceppo secondario nel Lazio, soprattutto a Latina, dovuto all'emigrazione per la bonifica delle paludi Pontine, diverse sono le possibili origini, dall'essere il capostipite figlio di un Rocca con la caratteristica forma patronimica veneta in -ato, all'essere lo stesso originario di uno dei tanti toponimi contenenti la radice Rocca, come ne esistono a bizzeffe in tutto il paese.
ROCCELLA Roccella è un cognome tipicamente siciliano, dovrebbe derivare dai vari toponimi Roccella come ne esistono diversi nel palermitano, Roccella di San Cataldo nel nisseno, o Roccella Valdemone nel messinese.
ROCCELLI
ROCCELLO
ROCELLA
ROCELLI
Roccelli, assolutamente rarissimo sembrerebbe avere qualche presenza in Italia centrale ed in Campania, Roccello è unico, forse piemontese, Rocella è unico, forse ligure, Rocelli, assolutamente rarissimo, sembrerebbe di Venezia, dovrebbero derivare dal nome medioevale Rocelius o Rocellus, forme ipocoristiche nate dal nome germanico Hrocho a sua volta derivato dal termine medioevale germanico hruk (corvo).
ROCCHETTA
ROCCHETTI
ROCCHETTO
Rocchetta ha un ceppo nel milanese, uno nel piacentino ed uno nel bolognese, Rocchetti oltre al nucleo nel centro Italia, Marche, Umbria e Lazio, ha un ceppo lombardo nel bergamasco a Bergamo, Paladina e Dalmine ed uno trentino a Trento e Lavarone, Rocchetto è decisamente veneto di Venezia, Solesino (PD), Verona e Vicenza, dovrebbero derivare da toponimi o nomi di località come Chiavenna Rocchetta (PC), Piovene Rocchette (VI) o Rocchetta, molto presente in tutta Italia, ma è pure possibili che derivino da forme ipocoristiche del nome medioevale Rochus o Rocchus di origine germanica (vedi ROCCHI).
ROCCHI
ROCCHIN
ROCCHINI
ROCCHINO
ROCCHIO
ROCCI
ROCCO
ROCCON
ROCCONI
ROCCUZZO
RUOCCO
Rocchi è diffuso in tutto il centronord, Rocchin è quasi unico, Rocchini ha un ceppo nel fiorentino ed uno nell'area che comprende il perugino in particolare, il ternano, il viterbese ed il romano, Rocchino, molto molto raro, ha un ceppo campano, in particolare nel salernitano ed uno calabrese nel catanzarese, Rocchio ha un ceppo tra casertano ed iserniese, con piccoli ceppi anche in Abruzzo, Rocci ha un ceppo piemontese nel torinese, uno nel maceratese, uno abruzzese, nel teramano e nel teatino in particolare, uno nel romano, nel frusinate e nel latinense ed uno tra barese e tarentino, Rocco è panitaliano, Roccon, molto raro, è della zona tra bellunese e trevigiano, Rocconi rarissimo è laziale, Roccuzzo ha un ceppo nel ragusano a Monterosso Almo, Ragusa e Giarratana, A Caltagirone e Catania nel catanese ed a Siracusa, Ruocco è tipicamente campano, soprattutto del napoletano e salernitano, con un ceppo anche nel foggiano ed a Roma, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite varie diverse forme ipocoristiche o accrescitive, con o senza modificazioni dialettali, dal nome medioevale Rochus, Rochius o Rocchus di origine germanica originato dal termine germanico hrock (corvo), un esempio di questo nome lo abbiamo a Pavia alla fine del 1300: "...Iohannes Rochus de Portijs Papiensis. Natus est Papiae anno 1391 ex nobili et antiqua Familia de Portijs..." e nel Baldus di Teofilo Folengo: "...Illico fra Rocchus spoiat de corpore cappas, apparetque statim fans in giuppone galantus,...", in un atto di vendita del 1199 a Milano troviamo già tracce di queste cognominizzazioni: "...vigexima septima dicitur ad Crucem Petri Iudicis, a mane Ruberti Rochi, a monte via, pertice tres et tabule sex et pedes novem; vigexima octava dicitur ad Crucem...".
ROCCOLANO Roccolano, assolutamente rarissimo, decisamente campano, potrebbe essere dell'area casertano, napoletana, l'origine etimologica è oscura, potrebbe trattarsi di una forma indicante chi provenisse da paesi come San Rocco di Marano di Napoli nel napoletano, ma no si può escludere che possa trattarsi di un cognome di fantasia attribuito ad un trovatello.
RODA
RODELLA
RODELLI
Roda ha un ceppo nel milanese e comasco, uno nel bresciano, cremonese e piacentino ed uno nel bolognese, modenese appenninico e ferrarese, Rodella, specifico del lombardoveneto, ha un ceppo nel mantovano a Castel Goffredo e Castiglione delle Stiviere, e nel bresciano a Brescia, Montichiari, Gottolengo, Collebeato, Calcinato e Desenzano del Garda, ed uno in Veneto a Verona, Legnago e Belfiore nel veronese, a Vigonza nel padovano ed a Ceregnano, Adria e Rovigo nel rovigoto, Rodelli ha un piccolo ceppo lombardo, uno veneziano ed uno, il più consistente a San Severo nel foggiano, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine dialettale roda (ruota) e dal suo diminutivo rodella (rotella), forse ad indicare nei capostipiti degli artigiani produttori di ruote e rotelle per i vari usi, potrebbero però derivare anche da nomi di località come Rota d'Imagna nel bergamasco, il Col Rodella in Trentino, o altre simili.
RODARI
RODARO
RODERI
Rodari ha un ceppo tra varesotto e verbanese ed uno tra bergamasco e bresciano, Rodaro sembra invece essere specifico dell'udinese, Roderi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del sudmilanese, di Milano, Sant'Angelo Lodigiano e Villanova del Sillaro nel lodigiano e di Crema nel cremonese, dovrebbero derivare tutti dal mestiere di fabbricante di ruote probabilmente svolto dal capostipite.  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in Valtellina verso la fine del 1400 con lo scultore Giacomo Rodari (1463 - 1527), nel goriziano agli inizi del 1700 con il notaio Pietro Antonio Rodari.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Rodari è frequente in Lombardia e in Piemonte. Dal personale germanico Ruidheri. Toponimo Reodaro, Montepulciano, SI (Pieri 159).
RODIGLIANO Rodigliano è specifico di Ugento nel leccese, dovrebbe derivare da un'alterazione del nome del paese barese di Rutigliano, probabile luogo d'origine del capostipite.
RODIN
RODINI
RODINO
RODINO'
Rodin, quasi unico, sembrerebbe del veronese, Rodini ha un ceppo lombardo a Milano e Cremona, un piccolo ceppo nell'imperiese, uno a Roma ed uno nel teatino, Rodino, assolutamente rarissimo, sembrerebbe dell'alto potentino, Rodinò è specifico del reggino, di Locri e Gerace, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal nome medioevale latino Rodinus , citato ad esempio in questo scritto dell'Historia Francorum: "..Eo anno Rodinus dux moritur, vir eleemosynarius, et bonitate plenissimus, justus in cunctis, piissimus in pauperibus: qui dum quadam vice, ut consueverat, mortuum sepelire praecepisset, et ad quoddam monumentum cum cultris pueri fossam facerent, levato lapide invenit mirae magnitudinis thesaurum, et solidorum multitudinem. Hunc sibi proprium verum censuit , quem sine intermissione fideliter pauperibus erogavit. Aequanimiter ea fide reddidit hunc ei thesaurum, a quo acceperat. Multa signa et prodigia eo anno in coelo sunt visa. Chilperico filius denuo nascitur, jubet omnes carceratos laxare..", possono anche essere nati da un'alterazione del nome germanico Hrodhari, a sua volta composto dai termini  hrod (gloria) aggiunto ad hari (esercito), con il significato di colui che rende gloria all'esercito.
RODOLATTI Praticamente unico, si può solo ipotizzare, ma senza nessuna prova che possa derivare dal vocabolo tardo latino rodus (approssimato, incompleto, imperfetto).
RODOMONTE
RODOMONTI
Rodomonte, assolutamente rarissimo, parrebbe meridionale, Rodomonti sembrerebbe specifico di Teramo, derivano dal nome, tipico del poema cavalleresco, Rodomonte, nome creato dal Boiardo nell'Orlando innamorato ed a cui si ispirò anche l'Ariosto nell'Orlando furioso, o Rodomons di cui abbiamo un esempio nel Baldus di Teofilo Folengo: "...Sacripas, et Rodomons, Baldo assistente, valerent, namque ibi tam scuram coepit replicare baruffam, ut de ammazzatis in poco tempore fit mons....".
RODOTA' Rodotà, assolutamente estremamente raro, sembrerebbe dell'area calabrese, dovrebbe derivare da un soprannome grecanico con il significato di roseto, immerso nelle rose.
RODOTI Rodoti è specifico di Gela nel nisseno, dovrebbe indicare una provenienza del capostipite dall'isola di Rodi.
RODRIGUES
RODRIGUEZ
RODRIGHI
RODRIGO
RODRIQUEZ
Rodrigues rarissimo è di origini portoghesi, Rodriguez, un pò meno raro, è di origini spagnole, come Rodriquez, tipico del napoletano e del trapanese, Rodrigo e Rodrighi, estremamente rari, potrebbero derivare direttamente dal nome spagnolo Rodrigo dal quale derivano anche i primi due, nome portato diffusamente da famiglie italiane di origine spagnola, uno per tutti ricordiamo Rodrigo Borgia (1431-1503) che divenne Papa Alessandro VI°.
ROFFI
ROFFINI
ROFFINO
ROFFO
Roffi è un cognome che sembrerebbe specifico emiliano, con un ceppo nel piacentino ed uno più importante nel bolognese, sembrerebbe avere un nucleo anche nel livornese, Roffini è unico, Roffino è decisamente piemontese, del torinese e del biellese, Roffo, molto più raro, ha un ceppo nello spezzino ed uno nel napoletano, potrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da una modificazione del nomen latino Rufus o del nome italo-germanico Rolfus, nel Codex Cavensis Diplomaticus Longobardorum scritto nel salernitano nell'anno 985 si può leggere: "...de capite fine de heredes Wisenolfi, de alio latu fine Iamfrid et Roffi germani filii Iohanni, quod emtum habunt da Iohannes genero predicti odi...", in uno scritto del 1085 troviamo: "...Balduinus habet 1 mansionem quae vocatur Bosleia... hanc possunt arare 8 carrucae et modo tenet eam Roffus de Balduino.".
ROFFINOT Roffinott, praticamente unico, sicuramente piemontese, dovrebbe essere una forma ipocoristica dialettale piemontese del nome medioevale Roffinus, di cui abbiamo un esempio d'uso in una Carta venditionis del 1198 a Lodi: "Ego Bregondius Roffinus, notarius et missus regis, autenticum huius exenpli vidi et legi et sic in eo continebatur ut in hoc legitur exenplo preter literas plus minusve et hoc exenplum exenplavi et me subscripsi. ...", nome a sua volta identificabile come un ipocoristico di un'alterazione dialettale del nome latino Rufus (vedi ROFFI), secondo un'altra ipotesi, meno probabile, potrebbe trattarsi di una forma ipocoristica ebraica con il significato di medicastro.
ROFRANO Rarissimo, sembrerebbe specifico del potentino, dovrebbe derivare dal toponimo Rofrano nel salernitano.
ROGANTE
ROGANTI
Entrambi marchigiani, Roganti molto più raro del primo parrebbe avere anche un ceppo lombardo, Rogante, che è comunque molto raro, è specifico del Piceno, si può presumere una derivazione dal nome bizantino Rogatus (vedi ROGATI), ma è pure possibile che tale cognomi derivi dallo stato di notaio rogante del capostipite, uso evidenziato in questo scritto del 1600: "... de fori delle case de Roganti...", traccia di questa cognominizzazione si trova ad esempio in Valtellina nel XVIII° secolo a Piuro (SO) nel 1732 è Console un certo Giovan Pietro Roganti.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
L'origine del cognome Roganti, raro nel Modenese, è soprannominale ed è forma aferetica di (ar)rogante, dal lat. adrogans «colui che chiede con prepotenza». Difficile il ricorso al termine giuridico rogante. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.
ROGARI Rogari sembrerebbe tipico di Gubbio nel perugino, ha un ceppo secondario anche a Perugia ed uno a Roma, potrebbe derivare dall'aferesi del nome longobardo Heorogar, probabilmente portato dal capostipite, nome che letteralmente significa colui che bada ai cervi, ma potrebbe anche derivare dal fatto che al capostipite fosse proprio stato affidato quel tipo di compito, bisogna considerare che i cervi ed i daini ,che ancora oggi resistono sulle colline Eugubine, in epoca medioevale erano molto diffusi e l'incarico di guardiacervi, di conseguenza, era molto importante.
ROGATI
ROGATO
Rogati, molto molto raro, ha un ceppo nell'area marchigiana ed uno nel cosentino, Rogato ha un ceppo tra padovano e rovigoto, uno, probabilmente secondario, tra romano e latinense, uno nel foggiano, uno nel cosentino ed uno nel palermitano, dovrebbero derivare dal nome bizantino Rogatus, di cui abbiamo un esempio in una iscrizione funeraria risalente circa al quarto secolo, riferita ad un certo Publius Sulpicius Rogatus, ma potrebbero anche derivare dalla trascrizione di atti notarili riferiti ai genitori, trascritti da funzionari o sacerdoti, che, trovando dopo il nome del padre il termine rogato o rogatus, riferito al notaio trascrittore dell'atto stesso, interpretassero quel termine come cognome attribuendolo quindi al fanciullo nel momento della stesura dell'atto di nascita.
ROGGER
ROGGERI
ROGGERINI
ROGGERO
ROGGERONE
ROGGERONI
ROGGIERI
ROGGIERO
Rogger, molto molto raro, è del Trentino, Roggeri è tipico del bergamasco, di Foresto Sparso, Alzano Lombardo e Ranica, Roggerini, un poco più raro, è tipico di Gorno sempre nel bergamasco, Roggero è molto diffuso in Piemonte, soprattutto nel torinese, cuneese ed alessandrino, Roggerone, molto molto raro, è tipicamente genovese, Roggeroni, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, Roggieri, quasi unico, è ligure o piemontese, Roggiero, estremamente raro, è del casertano.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Roggero, che, per tramite del francese Roger, nasce da un adattamento del personale germanico Rüdiger, meglio conosciuto nella forma Ruggero (vedi Rugger): va notato, infatti, che anche in Germania esistono diverse varianti del cognome Rüdiger, fra le quali Rödiger, Rüdger, Rüger, Rödger, Röger, etc. In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
ROGGIANI
ROGGIANO
Roggiani assolutamente rarissimo, potrebbe derivare dal toponimo Roggiano Gravina (CS), Roggiano è molto molto raro parrebbe avere due ceppi, uno nel modenese che potrebbe derivare dal toponimo Cadiroggio (RE) ed uno nel varesotto.
ROGNONI Tipico della zona che comprende le province di Pavia, Milano e Lodi, dovrebbe derivare dal toponimo Rognano (PV).
ROI Molto raro, potrebbe avere un ceppo nel forlivese e ravennate e forse uno nel Salento, dove dovrebbe essere la contrazione di Erroi.
ROILA Roila è tipico di Perugia e Corciano nel perugino, di primo acchito sembrerebbe derivare da un nome gotico per la caratteristica terminazione in -ila, ma Roila è un nome anche unno, ricordiamo Roila capo degli unni che ottenne dall'imperatore Teodosio il Giovane un contributo annuo di 350.000 libbre d'oro, più famoso è stato certamente suo nipote Attila, non si può tralasciare una possibile, anche se meno probabile, derivazione dal cognomen latino Rogelius per contrazione; a seguito delle invasioni barbariche sia degli ostrogoti che degli unni, molti barbari si accasarono in terra umbra e vi restarono procreando.
ROIN Roin, molto molto raro, è tipicamente veneto del padovano, si dovrebbe trattare di un ipocoristico dialettale di una forma aferetica di uno dei tanti nomi terminanti in -aro, come ad esempio Valdemaro o simili.
ROIO
ROJO
Roio è tipico di Pescara, Rojo è quasi unico, dovrebbero derivare dal toponimo Roio del Sangro nel teatino, o da uno dei toponimi, contenenti la radice Roio, presenti nell'aquilano.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Roio è cognome abruzzese  che viene dal toponimo Roio (CH), divenuto nel 1863 Roio del Sangro per la vicinanza del fiume Sangro. Per l'etimologia di Roio si riconosce, almeno in apparenza, un riflesso della voce latina arrugia, da cui l'italiano "roggia", "canale per scorrimento di acqua".
ROITER Roiter è specifico di Meolo e Venezia nel veneziano, dovrebbe derivare dall'italianizzazione del cognome tedesco Reuter che viene pronunciato in tedesco come l'italiano Roiter (vedi REUTER).
ROLANDELLI
ROLANDI
ROLANDINI
ROLANDINO
ROLANDO
Rolandelli è tipico dell'area ligure che comprende il genovese e lo spezzino, in particolare la zona di Sestri Levante, Chiavari e Lavagna, Rolandi, abbastanza raro, è tipico dell'areale delle province di Alessandria, Pavia e Milano, Rolandini, molto molto raro, è specifico dell'alessandrino, Rolandino, quasi unico, probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente, è anch'esso dell'alessandrino, Rolando è tipico del Piemonte e della Liguria occidentale, derivano, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale Rolandus a sua volta derivato dal nome franco Roland, l'uso di questo nome si evince dal Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale dove, sotto l'anno 1101 si può leggere: "...prope locum qui dicitur Carrubio, ut in Dei nomine debeat dare, sicut a presenti dedit, ipse Rolandus eidem abbatisse et sue succetrices ...".
ROLD Tipico di Belluno, dovrebbe derivare dall'aferesi del nome medioevale germanico Harold. (vedi Da Rold)
ROLDI Tipico del milanese, potrebbe derivare dall'aferesi del cognome Airoldi.
ROLDO Sembrerebbe avere due ceppi, nel bellunese e nel veronese, dovrebbe derivare dall'aferesi di nomi come Beroldo, Keroldo o Turoldo, ma è pure possibile che derivi da un toponimo tedesco Roldus.
ROLF
ROLFI
ROLFINI
ROLFO
Rolf è quasi unico, Rolfi ha un ceppo ad Arconate nel milanese, uno nel bresciano a Rodengo-Saiano, Brescia e Roncadelle ed uno a Foggia, Rolfini è specifico del ferrarese e del ravennate, Rolfo è decisamente piemontese, del torinese di Torino, Villafranca Piemonte e Vinovo e del cuneese, di Dogliani, Bra ed Alba, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale germanico Rulfus, o anche dall'aferesi di nomi come Gairulfus, Warulfus, Teuderulfus e simili.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Rolfo, l'italianizzazione cioè del personale germanico Rohlf o Rohloff, che consiste in una contrazione dell'originale Rudolf (vedi Ridolfi). In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
ROLGI Assolutamente rarissimo, forse lodigiano.
ROLL
ROLLA
ROLLE
ROLLI
ROLLO
Roll è quasi unico, Rolla ha ceppi nel torinese, nel genovese, spezzino e nel vicino litorale toscano, Rolle ha un importante nucleo torinese ed uno padovano, Rolli ha ceppi nel Salento, nel goriziano e nel parmense, Rollo pur avendo ceppi nel ragusano, nel napoletano ed a Roma, è soprattutto pugliese e della penisola salentina in particolare.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Rolla è più tipicamente nord occidentale, con un nucleo principale fra lo spezzino, il genovese, il milanese, il torinese e l'astigiano e un nucleo secondario fra il massese e il livornese, Rolli presenta ceppi maggiori nel leccese e nel parmense e ceppi minori sparsi da nord a sud della penisola, Rollo, presente un po' in tutto il paese, si concentra maggiormente in Puglia, fra il leccese, il brindisino e il foggiano, e, in misura minore, nel napoletano, nell'avellinese e nel ragusano, tutti questi cognomi derivano dal nome medievale Rollo, l'italianizzazione cioè del personale germanico Roll (altrimenti noto come Rolf): si tratta, in realtà, di una forma contratta dell'originale Rudolf, che, composto dagli elementi hrod (fama, gloria) e wulf (lupo), significa letteralmente lupo glorioso. In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
ROLLO - Francipane lo crede un cognome di mestiere derivato da un prediale lat. areola = piccola area, piccolo giardino. Deriva invece probabilmente dal personale germanico Roland attestato in Italia dal secolo IX° nella forma Rodolandus e dal X° secolo in quella di Rolandus. E' costituito da roth- (fama) e nanthaz (audace): significa perciò che ha fama di audace. Improbabile  la derivazione da Rudolf per la presenza della dentale -d.
ROLLE' Rollè è tipicamente piemontese, in particolare di Villafranca Piemonte e Candiolo nel torinese, dovrebbe trattarsi di una forma diminutiva francese del nome germanico Roll (vedi ROLL), o Roland, questa forma ipocoristica è ancora usata in Lussemburgo ed in Belgio e nelle aree nordoccidentali della Francia.
ROMA Roma è un cognome panitaliano, con massima concentrazione in Emilia, soprattutto nel ferrarese e nel vicino rovigoto, nel romano e nel frusinate, nel latinense, in Campania ed in Puglia, in particolare nel brindisino, ovvia l'origine dal toponimo Roma, ma anche dal nome personale tardomedioevale Roma, anche se non è tipicamente ebraico è abbastanza diffuso tra le famiglie di origine ebraica.
ROMAGNA Romagna è presente nel pesarese dove dovrebbe essere autoctono e nel latinense, dove potrebbe essere arrivato in epoca recente in occasione della bonifica delle Paludi Pontine, dovrebbe indicare la provenienza delle famiglie dalla terra di Romagna.
ROMAGNANI
ROMAGNANO
Romagnani ha un ceppo nel reggiano ed uno nel pistoiese, Romagnano, molto più raro parrebbe dell'area campano lucana, dovrebbero derivare dal nome latino Romanianus di cui abbiamo un esempio in Sant'Agostino: "...Quam patri similis est! quam ad me hoc non temere fama detulerat! Hic tu, vel quis alius: Nosti enim Romanianum, bone homo? Non novi, inquit: tamen similis eius mihi videtur...", ma potrebbero anche derivare da toponimi come Romagnano (MS), o Romagnano al Monte (SA).
ROMAGNINO
ROMANINO
Romagnino ha un ceppo in Calabria nel catanzarese a Gimigliano e Catanzaro, ed uno a Cagliari, Romanino ha un ceppo a Napoli, uno a Crotone, uno a Sommatino nel nisseno ed uno a Sarroch nel cagliaritano ed uno a Tempio Pausania, questi cognomi dovrebbero derivare da ipocoristici del nome latino Romanus, transitati attraverso la forma spagnola, portata dalla dominazione aragonese, che sostituisce la n con la tilde -ñ- alla semplice -n- latina.
integrazioni fornite da Guido Massacci
I cognomi Romagnino e Romanino sono presenti in Italia meridionale (soprattutto in Calabria) e in Sardegna; è presumibile che Romanino derivi dal precedente per caduta della lettera g (dove in passato era in uso la lingua spagnola, la scrittura usata era Romañino). I Romagnino sardi hanno però un'origine diversa da quelli presenti nel resto d'Italia: discendono infatti dai Ramognino di Varazze, giunti a Cagliari nella prima metà del XVIII secolo, il cui cognome fu trasformato nel corso dello stesso secolo in Romagnino; i Varazzini Giuseppe Ramognino di Lorenzo, Rocco Ramognino di Giacomo, Giuseppe Ramognino di Gian Battista, si sposarono a Cagliari rispettivamente nel 1718, 1744, 1748.
ROMAGNOLI
ROMAGNOLO
Romagnoli è diffuso in tutto il centro nord, Romagnolo ha un nucleo a Rovigo e provincia, un ceppo a Napoli, uno nel foggiano, ma il ceppo principale in meridione sembrerebbe essere siciliano a Palermo e messina, dovrebbero derivare dall'origine romagnola della famiglia, troviamo tracce di queste cognominizzazioni in un certificato battesimale del 8 ottobre 1755 a Masi (PD): "...Cipriano figlio .. .. e di Giovanna del quondam Gio.Batta Romagnolo Jugali, è stato battezzato da me ...".
ROMALDI
ROMALDINI
ROMALDO
ROMUALDI
ROMUALDO
Sia Romaldi che Romaldini hanno un ceppo ad Ancona e nell'anconetano ed uno principale a Roma, Romaldo, assolutamente rarissimo, potrebbe essere campano, come Romualdo che ha un ceppo a Napoli e Marano di Napoli, Romualdi ha un ceppo tra fiorentino, aretino e cesenate, uno nel grossetano tra Gavorrano e Grosseto, uno abruzzese a teramo, Atri, Cortino, Pineto e Torricella Sicura, ed uno a Roma, derivano tutti direttamente o tramite ipocoristici dal nome longobardo Romuald, ricordiamo il ravennate Sanctus Romualdus (951 - 1027): "... Veniens itaque Romualdus Bifurcum, visis omnium fratrum cellis, quia superstitione quadam ambitios? videbantur, in nulla earum habere hospitium voluit  nisi in illa solummodo in qua Petrus venerabilis eius discipulus  habitabat...".
ROMAN
ROMANELLI
ROMANI
ROMANIELLO
ROMANIN
ROMANINI
ROMANO
ROMANO'
ROMANONI
Roman è specifico dell'area veneto friulana, Romanelli è presente a macchia di leopardo in tutta l'Italia peninsulare, Romani è del centro nord, Romaniello è tipico campano, del salernitano in particolare, Romanin è tipicamente friulano e del veneziano, Romanini è molto diffuso nel centronord, in Emilia in particolare, ma anche in Lombardia, nel milanese soprattutto, nel lucchese, nell'udinese, nel pesarese e nel romano, Romano è assolutamente panitaliano, Romanò ha un nucleo nel milanese e comasco ed uno nel reggino, Romanoni è decisamente milanese. Dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici, o dal nome di origine slava Roman, o dal nome latino Romanus o da uno dei vari toponimi contenenti la radice roman- quali: Bassano Romano (VT), Casalromano (MN), Fusine in Valromana (UD), Monteromano (RA), Roccaromana (CE), Romano' Brianza (CO), Romano Canavese (TO), ecc.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Romanò è cognome tipicamente calabrese, per quanto diffuso ampiamente, da molto tempo, anche nel Nord e in Lombardia. Siamo in presenza della trasformazione in cognome di un etnico neogreco "Néa Rhome" che significa Nuova Roma e si riferisce a Costantinopoli. I Romanò sono oggi presenti, oltre che in Lombardia, anche nel Novarese e nel Luganese.
ROMANALDI Romanaldi, quasi unico è del vicentino, dovrebbe derivare dal nome originato dal nome di origine slava Roman aggiunto alla terminazione franca -aldo.
ROMANATO Romanato è un cognome tipicamente veneto, del padovano in particolare, di Padova, Brugine e Piove di Sacco soprattutto, si dovrebbe trattare di una tipica forma patronimica veneta, dove il suffisso -ato stia per il figlio di, riferito a capostipiti i cui padri si fossero chiamati Romano.
ROMBOLA
ROMBOLETTI
ROMBOLI
Rombola, assolutamente rarissimo,ha un piccolo ceppo nel bergamasco ed uno nel valentiano, Romboletti, estremamente raro, sembrerebbe avere un piccolissimo ceppo nel comasco, forse a Cadorago, Romboli, il più diffuso, è tipico dell'area tosco, romagnola, con maggior diffusione nel ravennate e soprattutto forlivese ed uno nel livornese e pisano, questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da soprannomi originati dal termine medioevale rombola (fionda o frombolo), da Vegezio: "Rombola è quella, ch' è fatta di lino a tre tresoli, e gittano le pietre ritonde, rotandola sopra capo una volta, e queste son dette migliori", probabilmente ad indicare o che i capostipiti fossero dei frombolieri (fanti leggeri muniti di fionda), o che fossero dei cacciatori particolarmente esperti nell'uso di quell'arma.
ROMEI Specifico della zona che comprende le province di Reggio Emilia, Lucca, Firenza ed Arezzo, deriva dall'appellativo etnico romei (romani).
ROMEO Molto diffuso, presenta un nucleo molto importante in Sicilia e Calabria, un ceppo in Campania ed altri in giro per l'Italia, deriva dal nome medioevale bizantino Romeo (i bizantini si definivano .Romioi, cioè romani e le loro tracce in Sicilia e Calabria sono numerosissime, anche tramite cognomi come Romeo).
ipotesi fornite da A. Mazzuca
può derivare da "Romam eo", che è complemento di moto a luogo (si trattava di pellegrini che andavano a Roma), oppure da \"(ex)Roma eo\" che è complemento di moto da luogo (si trattava di cavalieri, nobili che da Roma partivano per le crociate).
ROMERO Romero ha un ceppo nel torinese a Torino, Carmagnola, Pinerolo e Cumiana, a Silvano d'Orba nell'alessandrino ed a Fossano nel cuneese, ed uno nel savonese a Cairo Montenotte, Savona e Mallare ed a Genova, potrebbe derivare dal nome Romerus utilizzato in epoca medioevale per indicare i pellegrini verso Roma, o anche, e più probabilmente, dal nome celta Romeric derivato da romen (prodigio) e ric (ricco, ma anche re), con il significato di Re della magia o di prodigiosissimo.
ROMITA
ROMITELLI
ROMITI
ROMITO
Romita è specifico del barese, in particolare di Modugno e Bari, Romitelli è specifico della fascia centrale che comprende le Marche, l'Umbria ed il Lazio centrosettentrionale, Romiti ha un ceppo nell'appennino toscoemiliano, uno nell'anconetano ed uno a Roma, Romito ha un nucleo importante a Bari, uno a Napoli, uno nel basso Abruzzo ed in Sicilia, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da soprannomi originati dal vocabolo tardo latino romitus (eremita, isolato), è pure possibile una derivazione da toponimi come Romita (RE), (FI), Romito (PI), Ponteromito (AV), Romitello (PA).
ROMIZI Romizi, abbastanza raro, è tipico di Firenze, Arezzo e Cortona nell'aretino e di Castiglione del Lago e Perugia nel perugino, deriva dal nome medioevale Romitius, tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1583 nell'elenco degli scolari di quell'anno dell'ateneo perugino, dove compare un certo Thadeus Romitius.
ROMOLETTI
ROMOLETTO
ROMOLI
ROMOLINI
ROMOLINO
ROMOLO
Romoletti, Romoletto e Romolino sono praticamente unici, Romoli ha ceppi nel modenese, in Toscana, Marche, Umbria e Lazio, Romolini è decisamente toscano, dell'aretino e fiorentino, Romolo è specifico delle province di Roma, Frosinone, Campobasso, Avellino e Reggio Calabria, dovrebbero tutti derivare direttamente o tramite forme ipocoristiche, dal nome latino Romulus, ricordiamo che così si chiamava il fondatore e primo Re di Roma, da Ab Urbe Condita di Tito Livio: "...Ita solus potitus imperio Romulus; condita urbs conditoris nomine appellata...".
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