| ROTA
|
Molto diffuso in Lombardia, con massima concentrazione nel bergamasco,
si estende anche nell'alessandrino e nel genovese, presenta ceppi anche
nel napoletano e casertano e nel cosentino, dovrebbe derivare da toponimi
come Rota d'Imagna (BG), Rota Greca (CS), Camerota (SA) e simili.
notizie ulteriori fornite
da Robert Invernizzi
Famiglie Rota (Valle Imagna - provincia di Bergamo) si tratterebbe
di una derivazione possibile dall'etimo tedesco rode,
che vuole dire: campo dissodato, nuova terra. L'etimologia del nome Rota
potrebbe anche provenire da diversi personaggi, chi da vicino, hanno fatto
la storia dell'Italia settentrionale, il più importante è
Rotari, re longobardo (radici: hrod =
gloria e hari = esercito). Duca di
Brescia, chiamato al trono nel 636, morì nel 652. Segue: Rotarit,
duca di Bergamo, nel 702 tenta di farsi riconoscere come re al posto d'Ariberto
II, Rotarit sarà esiliato a Torino dove morì nel 702/703.
Danisio detto Merlo, figlio di Giovanni Guarinonum, sempre citato
come de Rotha de Valdimania, che avrà
vissuto circa tra 1320 e 1395, capo guelfo. Il figlio di Danisio:
Cristoforo, detto Tuzzano (circa 1350/1440) abitando a Carenno e
Mapello, prenderà fama nella lotta contro le forze ghibelline, fu
un tempo alleato del capitano di ventura Giovanni Acuto (John Hawkwood),
nella pace dell'agosto 1398 imposta da Gian Galeazzo Visconti è
detto "...Tuzanus de
Rotha, sindicus Vallis Imanie, partis guelfae...".
G.G.E.Mozzi nella sua Antichità Bergamasche,
segnala diversi atti notarili datati 1284, 1288 nei quali si fa menzione
dei Rota di Valdimania abitanti a Bergamo
nel borgo S.Stefano, notizie riprese dallo storico Angelo Mazzi.
Nel 1280 troviamo: Petri detto Morettus filius quondam Danisi Rota de Valdimania,
nel 1286: Alberti filius Maffei de Rothe, nel 1303: Petri detto Novellos
filius quondam Danis de Rota de Valdimania, è citato anche un Guilelmo
Rota nel 1107. E' d'obbligo ricordare l'irriducibile combattente
guelfo: Andrea Rota, ferito ad Almenno, morto decapitato il 3 luglio 1404,
con la sua testa verrà fatta sul ponte della Regina una macabra
partita di calcio. integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Rota, Rotta è cognome derivato da toponimi (specie in Lombardia
e Ticino), a loro volta esiti di 'rupta'
= via, sentiero - si noti il passo
sul colle tra Vesime e S. Stefano Belbo, incassato fra le rocce - el rute.
Un'altra ipotesi lo vede da (ar)rogita, -us,
"figlia, figlio, venuti ad aggiungersi"
(v. Bonarrota, -i, "buona aggiunta"). Altra intepretazione: da Rota d'Imagna,
nella bergamasca. Il significato è comprensibile se si confronta
con il francese 'route' = strada
(dal tardo latino 'rupta') e con l'italiano
'rotta' nel senso di percorso
che compie una nave. |
ROTELLA
RUTELLA |
Rotella sembrerebbe avere un ceppo calabrese nel catanzarese, a Catanzaro,
Gimigliano, Tiriolo, Settingiano e Marcellinara, con presenze significative
anche a Corigliano Calabro nel cosentino, in Sicilia a Messina ed a Barcellona
Pozzo di Gotto nel messinese e nel napoletano a Capri ed a Napoli, è
presente un ceppo anche a Pesaro, che potrebbe derivare dal nome del paese
di Rotella nell'ascolano, Rutella è tipicamente siciliano, di Enna,
dovrebbero derivare da forme ipocoristiche del termine medioevale rota
o rupta, a loro volta derivati dall'italianizzazione
del vocabolo francese route (strada),
risalendo probabilmente in molti casi all'epoca angioina, secondo un'altra
ipotesi potrebbero derivare dall'italianizzazione di un termine grecanico
basato sul vocabolo greco antico ρυτήρος ryteros
(briglie), forse ad indicare che i
capostipiti facessero di mestiere il carrettiere. |
| ROTELLI
|
Rotelli è abbastanza raro, non si individuano nuclei principali,
presentando piccoli ceppi sia nel parmense, che nell'aretino e senese,
nell'anconetano e a Roma e potrebbe derivare da toponimi come Roteglia
nel reggiano, Rotello nel campobassano o Rotella nell'ascolano. |
| ROTELLIO
|
Rotellio, oggi praticamente quasi scomparso, con una minima presenza a
Maslianico nel comasco, potrebbe essere di origini picene e risalire al
periodo settecentesco, si può ipotizzare una derivazione dal nome
del paese di Rotella nell'ascolano. |
ROTI
ROTO |
Roti è un cognome molto raro con un piccolissimo ceppo trentino,
ed uno appena meno raro nel fiorentino a Calenzano e Campi Bisenzio, Roto,
quasi unico, parrebbe siciliano, dovrebbero derivare, perlomeno il ceppo
toscano, dall'aferesi di nomi medioevali come Bonarrota
(vedi BONAROTA).
integrazioni fornite da Massimiliano
Vigo
Con l'avvento del fascismo molti cognomi stranieri provenienti dai
teritori acquisiti dopo la prima guerra mondiale vennero italianizzati.
Alcuni ex cittadini dell'impero asburgico, sloveni o sud tirolesi, cambiarono
il proprio cognome. In quest'occasione il cognome Roth venne italianizzato
in vari modi, uno di questi, poco diffuso è Roti, fatto capitato
ad esempio a mio nonno. |
ROTILI
ROTILIO |
Rotili è tipico della fascia centrale che comprendeanconetano, maceratese,
ascolano, ternano, reatino, aquilano, viterbese e romano, Rotilio ha un
ceppo a L'Aquila, un piccolo a Roma ed uno a Reggo Calabria e Montebello
Ionico nel reggino, dovrebbero derivare da forme alterate del praenomen
latino Rutilius (vedi
RUTELLI). |
| ROTOLO
|
Presente a macchia di Leopardo al sud, ha un nucleo nella provincia romana,
nel napoletano, nel barese, nel reggino ed una forte concentrazione tra
palermitano ed agrigentino, potrebbe derivare da un soprannome originato
dal termine rotolus (unità
di misura presente nel regno delle Due Sicilie pari a grammi 890,2).
Tracce di questa cognominizzazione le troviamo in Sicilia fin dal 1400
con lo scrittore siciliano, autore di testi sacri, Philippus Rotolus autore
tra l'altro del Vita Beati Corradi. |
ROTONDI
ROTONDO
ROTUNDI
ROTUNDO |
Rotondi sembra avere più ceppi, in Lombardia, nel frusinate, nel
barese ed in Campania, Rotondo è molto diffuso in tutto il centrosud,
Rotundi ha un ceppo a Foggia ed uno a Roma, Rotundo ha un ceppo molisano,
uno nel napoletano, uno in Puglia, soprattutto nel leccese ed uno, il principale,
in Calabria con massima concentrazione nel catanzarese, potrebbero tutti
derivare da toponimi come Vallerotonda (FR), Rotondi (AV), Locorotondo
(BA), Monterotondo (BS) o simili, ma è pure possibile, e in alcuni
casi anche più probabile, una derivazione dal cognomen latino Rotundus
di cui abbiamo un esempio nella Naturalis Historia
di Plinio il Vecchio: "...Claudii principatu servus
eius Drusilianus nomine Rotundus,
dispensator Hispaniae citerioris, quingenariam lancem habuit, cui fabricandae
officina prius exaedificata fuerat, ...", in alcuni casi potrebbero
pure derivare da Rotondi una delle confraternite presenti nel novarese
nel 1200. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio nella
seconda metà del 1500 a Priverno (LT) dove in un testamento
figura tra gli ufficiali testimoni un certo Vincentius Rotundus. |
| ROTTA
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Sembrerebbe specifico della Lombardia,
ma esistono ceppi anche nel veronese e nel torinese, potrebbe derivare
da un soprannome originato da un nome di località come Casarotta,
Chiesarotta o simili.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Rota, Rotta è cognome derivato da toponimi (specie in Lombardia
e Ticino), a loro volta esiti di 'rupta'
= via, sentiero - si noti il passo
sul colle tra Vesime e S. Stefano Belbo, incassato fra le rocce - el rute.
Un'altra ipotesi lo vede da (ar)rogita, -us,
"figlia, figlio, venuti ad aggiungersi"
(v. Bonarrota, -i, "buona aggiunta"). Altra intepretazione: da Rota d'Imagna,
nella bergamasca. Il significato è comprensibile se si confronta
con il francese 'route' = strada
(dal tardo latino 'rupta') e con l'italiano
'rotta' nel senso di percorso
che compie una nave. |
ROTTIN
ROTTINI
ROTTINO |
Rottin è tipico di Villorba nel trevisano, Rottini, molto raro,
è specifico dell'area bergamasco, bresciana, di Romano di Lombardia
nel bergamasco e di Capriolo e Darfo Boario Terme nel bresciano, Rottino
ha un ceppo a Napoli ed uno a Patti nel messinese ed a Regalbuto nell'ennese,
dovrebbe trattarsi di forme etniche riferite a capostipiti che fossero
provenuti da paesi contenenti la radice Rota
o Rotta, come a puto titolo d'esempio
Rota d'Imagna nel bergamasco, esiste anche l'ipotesi che possa trattarsi
di forme ipocoristiche anche dialettali, derivate da una form aferetica
del nome medioevale Bonarrota (vedi
BONAROTA). |
| ROTTOLI
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Rottoli, molto raro, è specifico della zona tra bergamasca, milanese
e cremonese, diffuso in particolare a Presezzo nel bergamasco, ma presente
in modo significativo anche a Dalmine, Ponte San Pietro e Bonate Sopra
e Sotto, potrebbe derivare da una forma ipocoristica latinizzata del nome
celtico Roth o anche da una forma ipocoristica
contratta del nome longobardo Rothari,
un Casato Rottolo milanese lo si incontra in epoca medioevale e, nel 1438
avviane il trasferimento di un certo Gaspare Rottolo in Liguria dove la
sua famiglia viene annoverata tra la nobiltà di Genova. |
| ROTUNNO
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Rotunno, tipicamente meridionale, diffuso in Campania, Basilicata e soprattutto
in Puglia, con un ceppo anche tra romano e frusinate, si dovrebbe trattare
di una forma dialettale derivata da una modificazione del cognomen latino
Rotundus (vedi
ROTONDI), tracce di questa cognominizzazione in Basilicata nell'area
del Volture si trovano fin dal 1700. |
| ROUBAUD
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Roubaud cognome quasi unico, di origini provenzali, dovrebbe derivare dal
nome germanico Hrodbald a sua
volta derivato dall'unione dei termini hrod
(gloria) e bald
(audace, coraggioso). |
ROVARI
ROVARIS |
Rovari è assolutamente rarissimo e dovrebbe trattarsi di errori
di trascrizione del cognome Rovaris, specifico del bergamasco, della zona
di Dalmine, Verdello e Verdellino in particolare.
notizie fornite da Enzo Suardi
La derivazione del nome è dall'albero di rovere. Lo stemmario
Camozzi li fa originari di Ponte S:Pietro - BG
Lo stemma : Albero di rovere sradicato passante la porta di un
castello merlato alla ghibellina.
Le radici affondano in acqua di fiume. In Bergamo città la nobile
famiglia Rovaris (citata dal capitano Mozzi nel suo Antichità bergamasche)
è presente sin dal '500, era proprietaria di terreni sul colle d'Argon
e sulle colline di Albano. Su queste colline fece costruire una casa con
torre che diede poi il nome alla località: Torre dei Rovaris divenuto
poi nel tempo Torre de Roveri. Troviamo tracce della famiglia negli
anni:
1708 - si delibera di costruire la chiesa di Ponte S.Pietro, tra i
firmatari il notaio Giuseppe Rovaris
1743 - Rovaris Carlo compra case in Sabbio dai monaci di Astino.
1798 - A Ponte s.Pietro il Notaio GioBatta Rovaris difende in tribunale
il parroco Locatelli denunciato dalle guardie Napoleoniche per aver portato
la Santa Comunione a due infermi processionalmente contravvenendo così
al divieto di far processioni pubbliche.
1873 - Marco Rovaris di Sabbio emigra in Brasile dove farà fortuna
divenendo anche Console, fece costruire ospedali, scuole, ferrovie, case
per i lavoratori italiani. A Crisciuma nello stato di S.Caterina
vi è ancora un villaggio Rovaris. I Rovaris oggi nel territorio
di Dalmine sono 65 famiglie. |
| ROVARETTO
|
Rovaretto, molto molto raro, è tipico dell'area biellese e torinese,
dovrebbe derivare da un toponimo che potrebbe essere Rovarey (AO). |
| ROVAROTTO
|
Assolutamente rarissimo, potrebbe
essere di origini padovane. |
| ROVATI
|
Si individua un nucleo nel bresciano,
che dovrebbe derivare dal toponimo Rovato (BS) ed uno nel milanese e pavese,
il cognome potrebbe derivare da soprannomi originati o da rovus (rovo)
o da ruatus (rovinato, in disuso), e starebbe ad indicare la zona d'origine,
vicina ad un roveto o ad un campo militare latino abbandonato (castrum
ruatum). |
| ROVATTI
|
Specifico del modenese, una possibile
derivazione potrebbe essere da toponimi quali Rovolo (MO), ma potrebbe
pure derivare da soprannomi originati o da rovus (rovo
) o da ruatus (rovinato,
in disuso), e starebbe ad indicare la zona d'origine, vicina ad un roveto
o ad un campo militare latino abbandonato (castrum ruatum).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Rovatti è cognome diffuso in tutta la pianura modenese. La sua
origine è sicuramente locale, da una località Rovato, con
la -t- duplicata per errore curialesco, dal lat. rubus
«pruno, spino». Probabilmente
da Rovato bresciano. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese,
1996. |
ROVEDA
ROVIDA |
Diffusi nella zona che dal varesotto,
milanese e lodigiano arriva al pavese e all'alessandrino, dovrebbero derivare
da soprannomi legati al vocabolo rovus (rovo) e starebbe ad indicare la
caratteristica dell'abitare la famiglia originaria nelle prossimità
di un roveto. |
| ROVEGNO
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Abbastanza raro è tipico del genovese, deriva dal toponimo Rovegno
(GE). |
| ROVEI
|
Rovei, molto raro, è specifico del torinese, dovrebbe derivare dal
nome della Borgata Rovei di Torino, ma potrebbe anche derivare dal termine
francese medioevale rovin (rossastro),
forse ad indicare che il capostipite avesse i capelli rossi, termine a
sua volta derivato da un'alterazione del latino rovellum
(rubellum), con il medesimo significato,
una seconda ipotesi lo farebbe invece derivare dal termine provenzale rouve,
che indica un tipo di quercia o rovere. |
| ROVELLI
|
Specifico dell'areale che comprende
le province di Milano, Bergamo, Como e Lecco, dovrebbe derivare dal toponimo
Rovello Porro (CO). |
| ROVER
|
Cognome tipico della zona tra Caneva e Sacile (PN), dovrebbe derivare da
toponimi come quello citato in questo atto del 1129 tratto dal Codice Diplomatico
Bresciano: "...Eo vero ordine fecerunt hanc investituram
quod ipsi receperunt peciam unam de terra in iamdicto loco Pontecarali,
loco ubi dicitur Rover Prandonis,
iuris Sancti Petri Oliveti, cuius coherentie decernuntur...", abbiamo
un esempio di cognominizzazione nel 1300: "...Johannes
Rover miles habet...".
notizie ulteriori fornite
da Giancarlo Cunial
nobile famiglia di origine germanica scesa con gli Ottoni in Veneto
subito dopo il Mille, vi è anche la frazione Rover di Possagno (TV). |
| ROVERATI
|
Roverati è tipicamente emiliano, di Ostellato ed Argenta nel ferrarese,
potrebbe derivare dal nome del paese di Roverato, una frazione di Noale
nel veneziano, probabilmente il luogo d'origine del capostipite. |
ROVERE
ROVERI |
Rovere ha un ceppo nell'udinese ed uno tra cuneese e Liguria occidentale,
Roveri è tipico emiliano del bolognese in particolare, dovrebbero
derivare da nomi di località legati alla presenza, almeno un tempo,
di querceti (rovere = quercia), pensiamo a Roveredo (UD), Rovereto (AL)
e molti altri. |
ROVERSI
ROVERSO |
Roversi è specifico della zona che comprende le province di Brescia,
Mantova, Modena, Bologna e Ferrara, Roverso, molto molto più raro,
è tipico della zona tra veronese e vicentino, dovrebbero derivare
da soprannomi originati dal vocabolo tardo latino roversus
inteso come non diritto. |
| ROVETTA
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Rovetta, decisamente lombardo, è tipico del bresciano e del bergamasco,
di Brescia, Castenedolo, Concesio, Bovezzo, Rezzato e Villa Carcina nel
bresciano, di Bergamo, Chiuduno e Carobbio degli Angeli nel bergamasco
e di Milano e Monza, dovrebbe derivare dal nome del paese bergamasco di
Rovetta, probabile luogo d'origine dei capostipiti, paese il cui nome deriva
dal termine dialettale roèta
(rovere) ad indicare una notevole presenza
di quell'essenza arborea nel suo territorio. |
| ROVI
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Rovi è specifico della provincia bolognese, potrebbe derivare da
un nome di località. |
| ROVISCALLI
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Rarissimo, quasi unico, potrebbe
essere di origini pavese e derivare dal toponimo Rovescala (PV). |
| ROVITO
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Tipico del cosentino, deriva dal
toponimo Rovito (CS). I Rovito, appartennero alla nobiltà
campana, tennero feudi nel salernitano. |
ROZZA
ROZZI
ROZZO |
Rozza è abbastanza raro, ha un nucleo nella zona che comprende le
province di Milano, Pavia e Lodi, e presenta un ceppo nel napoletano, Rozzi
ha più ceppi, nel parmense, nel maceratese ed ascolano, tra l'Abruzzo
ed il Lazio e forse anche nel casertano, Rozzo ha un ceppo piemontese,
uno romano, uno nel tarentino ed uno nel sassarese, in particolare a Sassari,
Nulvi e ad Arzachena in Gallura. Questi cognomi dovrebbero derivare dal
nomen latino Rotius e Roscius,
ma potrebbero derivare anche da soprannomi dialettali originati dal fatto
che il o la capostipite fosse rosso di capelli e magari essere, in alcuni
casi, un'italianizzazione del francese Roux. |
| ROZZARINI
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Assolutamente rarissimo, dovrebbe
essere settentrionale. |
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