SABA
SAPA |
Sapa è assolutamente rarissimo, Saba è un tipico cognome
sardo, molto molto diffuso, pur essendo uno dei più antichi, ma
è presente anche sul continente con ceppi autonomi, in alcuni casi
di origini ebraiche e dove il cognome deriverebbe dal termine ebraico sabà
(pane), i ceppi sardi potrebbero derivare
da soprannomi originati dal vocabolo sardo sába
(mosto cotto, sapa tipico componente
delle seadas, sorta di dolce), secondo alcuni deriverebbero invece dal
termine arabo saba (sette
, il numero), tutti possono poi derivare dal nome Saba
a sua volta derivato dall'ebraico sheba
(converso), ricordiamo San Saba che
subì il martirio sotto Aureliano nel III° secolo.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
Saba e Sapa derivano dal latino sapa. Su
pani de saba è il pane di sapa,
è un dolce tipico della Sardegna.
Come cognome lo ritroviamo tra i firmatari della Pace di Eleonora del 1388,
nelle due uscite: Saba e Sapa. Saba Anthonio, jurato ville de Billuchara
(villaggio distrutto - Contrate Montis Acuti); Saba Elia, jurato ville
de Billuchara; Saba Joanne, jurato ville Sagama(Sagama, era un oppidum
= città fortificata – Contrate Castri Serravallis). Sapa Francisco,
burgi de Osilo; Sapa Joannes, ville Sasseri. Nel Condaghe di S. M. di Bonarcado,
*CSMB XI°, XII° sec., sono citati 6 Saba: Saba Barusone, figlio
di Pietro (206) e Saba Petru, in una partizione di servi; Saba Aketore(203),
in una donazione di terra; Saba Ianni(167), in una partizione di servi;
Saba Iusta (205), in una partizione di servi; Saba Petru, muraiolu (evidentemente
diverso dal precedente), in una vendita(comporu). Nel Condaghe di S. Nicola
di Trullas, *CSNT XI°- XII° sec., sono citati 2 Sapa: Sapa
Dericcor (161), in una donazione; Sapa Petru (160), teste in una donazione(positinke
donnu Comita de Athen (sende malavidu in Bonorva, su latus de Victoria
Murta, et latus de sa filia Vera, et pede de s’atera filia Sirica. Testes:
Petru Sapa et Gosantine Runkina), pose (diede) donnu (signore, nobile)
Comita de Athen, essendo (gravemente) malato in Bonorva, la metà(
dei diritti di servizio o lavoro) di Victoria Murta, la metà della
figlia Vera e un quarto (pede, dei diritti di lavoro) dell’altra figlia
Sirica. Nella storia della Sardegna ricordiamo: Saba Agostino, storico
della Chiesa(Serdiana (CA)1888 – 1962), arcivescovo dell’archidiocesi di
Sassari (una tempo Torres), dal 1961 al 1962. Attualmente, il cognome Saba
è presente in 166 su 377 Comuni della Sardegna, a distribuzione
omogenea, In Italia è presente in 467 Comuni; nel territorio continentale
la maggiore frequenza si registra nel centro nord. |
SABADINI
SABATINI
SABATINO
SABBADINI
SABBATINI
SABBATINO |
Sabadini sembrerebbe avere un nucleo nel ravennate ed uno nel comasco,
Sabatini è specifico dell'Italia centrale, Sabatino è diffuso
in tutto il sud, Sabbadini dovrebbe avere un ceppo nell'udinese, ed uno
nella fascia che dalla provincia diMilano, attraverso il bergamasco, il
bresciano ed il mantovano, arriva fino al modenese, Sabbatini è
più specificatamente marchigiano, Sabbatino, molto raro è del
napoletano. Tutti questi nomi derivano dal nome medioevale Sabatus o Sabbatus
e dal suo derivato Sabbatinus.
integrazioni fornite da Massimo
Sabatini
il cognome non deriva a mio avviso dal nome medievale Sabatus,
ma dalla Gens Sabatina. Nel IV° secolo a.C. i Romani, sconfitti
gli estruschi Veientai si impossessarono dei loro territori, creando nuove
colonie e nuove tribù (gens) rustiche. Tra queste c'era la Gens
Sabatina dall'omonimo lago Sabatinus ora Bracciano, a nord di
Roma, e dalla città di Sabate, ora Anguillara Sabazia, prospiciente
il lago stesso. Anche il cognome Quirini ha la stessa origine.
integrazioni fornite da Andrea
Malavolti
In Emilia questi cognomi sono sporadicamente diffusi anche tra gli
israeliti, derivando dal nome proprio Sabatino
,
a sua volta derivato dal nome ebraico Shabetai
(Saturno in ebraico), pianeta i cui
influssi sono studiati nella cabala. Si tratta di cognomi di origine sefardita. |
SABATELLI
SABATELLO
SABATTOLI
SABATUCCI
SABBATELLI
SABBATUCCI |
Sabatelli ha un ceppo importante tra barese e brindisino con un ceppo probabilmente
secondario a Firenze, Sabbatelli, estremamente raro, è quasi sicuramente
dovuto ad errori di trascrizione del precedente, Sabatello, molto raro,
è romano, Sabattoli, molto molto raro, è specifico del bresciano,
Sabatucci è specifico di Roma e del romano, con un ceppo anche tra
Piceno e teramano, Sabbatucci è tipico dell'area che comprende l'urbinate,
il maceratese e l'Umbria, dovrebbero tutti derivare da modificazioni di
vezzeggiativi del nome medioevale Sabatus,
probabilmente attribuito a figli nati nel giorno di Sabato, di questo nome
abbiamo un esempio d'uso in un Carta venditionis
dell'anno 1118 nel monastero di S. Pietro in Monte di Brescia che così
si conclude: "... Ego Sabatus
condam Hospinelli notarius auctenticum huius exempli vidi et legi et sicut
in illo continebatur ita et in isto scripsi nil addens vel minuens quod
sensum vel sentenciam mutet preter forte litteram vel syllabam et me quoque
subscripsi.". |
| SABATO |
Tipico del sud, ha un nucleo nel
Salento ed uno nel napoletano, salernitano, avellinese e potentino, deriva
dal nome medioevale Sabatus. |
| SABBIONI |
Abbastanza raro, ha un ceppo nella
provincia di Bologna ed uno nel sudmilanese e lodigiano, potrebbe derivare
dal toponimo Sabbioni (CR). |
SABELLA
SABELLI
SABELLO |
Sabella presenta un ceppo originario nell'agrigentino, ma potrebbero esserci
due ceppi nel Molise e nel Salento, Sabelli ha un ceppo a Roma e nel romano
a San Cesareo, Palestrina, Rocca Priora, ed uno nell'area che comprende
il Molise ed il teatino, soprattutto ad Agnone nell'iserniese ed a Campobasso,
Sabello è praticamente unico, dovrebbero derivare dal cognomen latino
Sabellus, Sabella
che starebbe ad indicare inizialmente un'origine sannita, ma è pure
possibile che si tratti direttamente di una forma etnica derivata dal nome
del popolo dei sabelli (vedi
SABELLICO). |
| SABELLICO |
Sabellico è un cognome tipicamente laziale, del frusinate ed in
particolare di Alatri, dovrebbe trattarsi di un etnico del Sannio
ed indicare che il capostipite apparteneva al popolo dei sabelli,
antica forma per indicare una tribù dei sanniti
(popolazione italica del centrosud), così li descrive Catone: "..Sabelli
sunt prole Sabinorum, ut nomen est argumento, a Latinis Samnites, a Graecis
Saunite appellati...", tracce di questa cognominizzazione le troviamo
a Venezia nel 1400 con lo scrittore Marcus Antonius Coccius Sabellicus
(1436-1506). |
| SABETTA |
Sabetta è tipico dell'area che comprende Lazio, Molise, Campania
e Puglia, si dovrebbe trattare di una forma matronimica aferetica del nome
Elisabetta, che dovrebbe quindi essere il nome della capostipite. |
| SABIDUSSI |
Molto raro è tipico di Gemona del Friuli (UD), dovrebbe derivare
da un diminutivo dialettale del nome Sabatino |
SABINI
SABINO |
Sabini ha un nucleo nel basso parmense, a Roma e nel napoletano, Sabino
è diffuso nella fascia che comprende Campania, Puglia settentrionale
e Basilicata, con centro nel napoletano, casertano e nel barese, dovrebbero
derivare o dal vocabolo latino sabinus
(appartenente al popolo dei Sabini)
o dal nome latino Sabinus, di questo nome si trovano tracce ad esempio
in una lapide tardo latina dove si legge: "Terentia
Bonifatia canistraria /// T(itus)
Flavius Natalis /// C(aius)
Valerius Sabinus
/// L(ucius)
Avianius Felix /// C(aius)
Flavius Domit[i]us
...". |
| SABIU |
Sabiu, decisamente sardo, del sud dell'isola, ha un ceppo a Carbonia e
San Giovanni Suergiu nel carbonese, uno a Cagliari ed uno a Sardara nel
Medio Campidano.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
SABIU: sàbiu, significa
savio o saggio
e deriva, non dall’italiano o dallo spagnolo come alcuni linguisti lasciano
intendere, ma direttamente dal latino sàpius;
a prova, in centro Sardegna il termine è rimasto tale, sàpiu.
Nella parlata campidanese, nella quale è più frequente il
fenomeno del betacismo, salìu
diventa sabìu, che però
non ha dato origine al cognome Sàbiu.
A prova abbiamo fatto una indagine in tutti i 32 Comuni sardi, ove è
presente il cognome e tutti gli interpellati hanno risposto con la pronuncia
Sàbiu. È presente nei documenti antichi della lingua sarda:
tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388, figurano
due Sàbiu: Sabiu Guantino, majore ville Margini (* …distrutto. Partis
de Montibus); Sabiu Hogitto, ville Mahara(*Villamar – Contrate Marmille);
ed un Sapiu: Sapiu Petro, ville Gocille. (* Gocille…villaggio distrutto
- Curatorie de Anella). Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, *XI°,
XIII° secolo, sono presenti due Sàbiu: il primo è Mariane
(24), donnu (nobile), teste in una lite (kertidu) per una appropriazione
indebita di terre, da parte di Guantine Formiga, ai danni di Santa Maria:
Ego Nicolaus prior de Bonarcadu, recordationem facio de kertidu ki feci
cun Guantine Formiga…; il secondo è Orzocco (110) teste in una spartizione
di servi. Il cognome Sabiu è presente in 57 Comuni d’Italia, di
cui 32 in Sardegna: Carbonia 53, SanGiovanni Suergiu 41, Cagliari 35 Sardara
30, Perdaxius 14, etc. |
| SACCA' |
Saccà , non comune, è tipico della Sicilia orientale e del
reggino, deriva dal nome arabo Saqqah derivato dal termine che identifica
chi fa il mestiere di trasportatore d'acqua. |
| SACCARO |
Molto raro è tipico della Sicilia occidentale, deriva dal termine
dialettale di derivazione araba saccaru (saqqah), che identifica chi fa
il mestiere di trasportatore d'acqua. |
SACCARDI
SACCARDO |
Saccardi ha un ceppo principale nel fiorentino, un ceppo nel veronese ed
uno nel piacentino, Saccardo ha un nucleo principale nel vicentino ed un
piccolo ceppo, non secondario, nel napoletano, dovrebbero derivare da soprannomi
originati dal mestiere di scaricatore o saccardo
(addetto alle salmerie negli eserciti medioevali), tracce di questa cognomizzazione
le troviamo nell'elenco scolari dell'Università di Perugia dell'anno
1583, dove è menzionato un certo Brunos Saccardus marchigiano, e
a Roccastrada (GR) sempre nel 1500 viene annoverato tra la nobiltà
del Paese un Ottaviano Saccardi. |
SACCHETTI
SACCHI
SACCO |
Sacchetti è presente al
centro nord, Sacchi ha un nucleo importante nell'areale che comprende le
province di Alessandria, Pavia, Milano, Novara, Varese e Lecco, un ceppo
nel mantovano e modenese, ma ha presenze significative in tutto il centro
nord, Sacco è assolutamente panitaliano. Questi cognomi possono
avere diverse origini, dall'aferesi del nome Isacco al soprannome legato
al mestiere di produttore di sacchi, o di scaricatore. |
SACCOMAN
SACCOMANDI
SACCOMANDO
SACCOMANI
SACCOMANO
SACCOMANNI
SACCOMANNO |
Saccoman, tipicamente veneto, ha un ceppo nella zona di Villa Bartolomea
(VR) ed uno a Venezia, Saccomandi ha un ceppo lombardo nel bergamasco ed
uno romagnolo nel ravennate e nel forlivese, Saccomando ha un ceppo a Cautano
nel beneventano, uno nell'agrigentino a Palma di Montechiaro, Naro e Racalmuto
ed uno a Caltanissetta, Saccomani ha un ceppo nel veronese, Saccomano ha
un nucleo ad Udine e dintorni, Saccomanni, assolutamente raro, sembrerebbe
meridionale e deriverebbe da errori di trascrizione di Saccomanno che ha
un ceppo tra Benevento e Napoli ed uno nel cosentino a Grimaldi,
tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal termine longobardo sackmann,
uomo adibito al trasporto di sacchi, normalmente vettovaglie, aggregato
spesso agli eserciti, trasformatosi poi in saccheggiatore, di quest'uso
si ha un esempio ne Il Sacco di Roma
del 1527 scritto dal Guicciardini (1483 - 1540): "...Per
le strade non si vedeva altro, che dalli saccomanni
e da vilissimi furfanti portare gran fasci di ricchissimi paramenti e ornamenti
ecclesiastici, e gran sacca piene di più sorte vasi d'oro e d'argento,
dimostrativi più delle superbe ricchezze e vane pompe della romana
corte...". Tracce di queste cognomizzazioni le troviamo nel 1600
a Grimaldi dove opera il notaio Giovan Battista Saccomanno come vediamo
in quest'atto: "In Dei nomine Amen, anno nativitatis
eiusdem millesimo sexcentesimo septimo... ... Nos Lucas Antionius Parisius
de Grimaldo Regius ad contractus iudex, Ioanne
Baptista Saccomannus loci eiasdem publicus
regia auctoritate Notarius et testes subscripti...". |
SACERDOTE
SACERDOTI
|
Sacerdote ha un ceppo a Milano ed uno a Torino, Sacerdoti ha un ceppo a
Milano ed uno a Roma, sono entrambi molto rari, di origine ebraica, dovrebbero
derivare da una traduzione del termine ebraico kohanim
(sacerdoti) da cui deriva il kohen,
l'officiante ed il cognome ebraico
Cohen. |
SACRO
SACRO CUORE
|
Sacro è un cognome palermitano, ora presente solo nel napoletano,
Sacro Cuore è ormai quasi scomparso, si dovrebbe trattare di cognomi
attribuiti, a fanciulli abbandonati, da congregazioni religiose del Sacro
Cuore di Gesù, dove probabilmente la madre aveva lasciato il bambino. |
| SADA
|
Sada è un cognome tipico del milanese, di Milano, Lainate e Rho
e del torinese, di Avigliana, Trana e Giaveno, cognome di chiara origine
spagnola, tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Milano fin dalla
seconda metà del 1500 con Dionigi Ottaviano Sada, di padre spagnolo,
scrittore di numismatica ed epigrafia latina. |
SAGGINA
SAGINA
SAGINI
|
Saggina, Sagina e Sagini sono tutti rarissimi e sembrano originari della
provincia di Perugia, potrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo
celtico latino sagus (mantello), di quest'uso si ha esempio in uno scritto
del 1371 conservato nell’Archivio di Stato di Firenze dove si può
leggere: "Ricordanza che Bindo di Giovanni Vecchietti
vendé un podere posto nel popolo di San Filicie a Ema luogho detto
a Malavolta al quale io Paolo fui malevadore insieme con Vanni Vecchietti
e Donato di Lippo Doni del Sagina
e Biagio di Bartolo Burci..."; traccia di questa cognomizzazione
le troviamo nel cortonese verso la fine del 1300, come attesta un testamento
datato 1405 di un certo Castruccio Saggina. |
SAGGINI
SAGGINELLA
SAGGINELLI
SAGGINO |
Saggini molto raro parrebbe avere un ceppo nel bolognese, uno nel livornese
ed uno nel viterbese, Sagginelli rarissimo potrebbe essere una modificazione
derivata dal primo, Sagginella e Saggino assolutamente rarissimi sembrerebbero
napoletani, potrebbero derivare da un soprannome originato dal vocabolo
saggina (tipo di pianta). |
| SAGGIOMO |
Saggiomo è tipico di napoli, del napoletano e del salernitano.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L’origine di questo cognome va ricercata nel
nome medievale Saggiomo,
attribuito al neonato come augurio di saggezza, sapienza (vedi
Sapienza). In conclusione, dunque, si tratta
della cognominizzazione dei nomi personali dei capostipiti. |
| SAILIS |
Tipico del cagliaritano, di Guasila in particolare.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Molto raro, originario di Guasila (CA), dovrebbe derivare dal vocabolo
sardo s'aili (il
serraglio per capretti). Si tratta, dunque, della cognominizzazione
del mestiere del capostipite. |
| SAINI |
Saini è tipico lombardo, del milanese e macroarea circostante, Saino
è più del pavese, derivano da una modificazione dell'aferesi
del diminutivo del nome Isacco. |
| SAITTA |
Saitta è tipicamente siciliano, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dalla velocità del capostipite, tanto da essere assimilato
alla saitta (in siciliano saetta,
fulmine), difficile invece una connessione con il mestiere di
produttore di frecce. |
| SAIU |
Saiu è tipicamente sardo, con un ceppo tra cagliaritano ed iglesiente
ed uno nel sassarese.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
SAIU: saìu o salìu
= salato. Deriva dal latino sal,
salis nel significato proprio
di sale e figurato di intelligenza,
prudenza o anche astuzia.
Ha sale in zucca = tenit sali in conca.
Salìu = salato
in senso proprio, intelligente, astuto, prudente
in senso figurato. Non l’abbiamo trovato nelle carte antiche, evidentemente
si tratta di un cognome recente. Negli antichi documenti della lingua sarda
troviamo invece Sàbiu, ma di significato ed etimo diversi (vedi
Sàbiu). Attualmente il cognome è presente in 113 Comuni del
territorio nazionale, di cui 47 in Sardegna, concentrati per la maggior
parte nell’Iglesiente e Medio Campidano, con l’eccezione di Alghero: Villacidro
112, Alghero 70, Iglesias 64, Carbonia 61, Domusnovas 46, Gonnosfanadiga
37, etc. Nella penisola è Roma ad avere il numero più alto
con 35. |
SALA
DELLA SALA |
Sala parrebbe specifico della parte centro occidentale del nord Italia,
ma sembrerebbe esserci anche un ceppo nella Sicilia occidentale, Della
Sala è invece specifico di Avellino e provincia, dovrebbero derivare
da uno dei vari toponimi quali: Sala Comacina (CO), Sala al Barro (CO),
Sala Biellese (BI), Sala Monferrato (AL), Salaparuta (TP), è pure
possibile una derivazione dal vocabolo longobardo sala
(casa padronale)
integrazioni fornite da Paolo della
Sala
Il cognome Sala dovrebbe derivare dal termine longobardo con il quale
veniva indicato il palazzo più importante delle insediazioni longobarde,
dove si governava e si gestivano gli affari. Ciò spiega il fatto
che sia particolarmente diffuso in Lombardia, ma anche in alcune zone dell'Italia
meridionale dove i longobardi hanno lasciato tracce consistenti. Per esempio
in Campania, dove ci sono diversi paesi e città con la aggiunta
Lombardo. |
| SALADINO |
Si individuano due ceppi, uno nella Sicilia occidentale ed uno nella provincia
di Catanzaro, potrebbe derivare da soprannomi legati al nome di Salah
El-Din Al-Ayubi, detto Saladino (1169-1250), il famoso "feroce
Saladino", fondatore di un grande stato musulmano e condottiero dell'esercito
infedele contrapposto ai Crociati. Tracce antiche di questo cognome si
trovano già nel 1200, in un atto redatto a Luni (SP) nel 1279 si
legge: "...et Gualteroto q. domini Saladini
de Fosdenova (Fosdinovo (MS))et
aliis...".
integrazioni fornite da Carlo Barbieri
Salah El-Din è un cognome
diffuso da sempre nell'area islamica come tanti altri che hanno in comune
la parola Din che significa religione.
Salah El-Din, pronunciato Salah
Ed-Din, significa preghiera
(o lode) della religione. Si può
quindi ipotizzare si possa trattare semplicemente di italianizzazioni di
quel cognome. |
| SALAFIA |
Specifico del catanese, siracusano e ragusano,
integrazioni fornite da Luigi Colombo
E' un cognome siciliano che dovrebbe derivare da una parola araba salaf
che vuol dire arroganza, superbia,
dunque dovrebbe trattarsi di un nome derivato da un vecchio soprannome. |
SALAMA
SALAME
SALMA |
Salama è assolutamente rarissimo dovrebbe essere abruzzese, probabilmente
della provincia de l'Aquila con probabile zona originaria a Pacentro, Salame
è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente,
Salma, altrettanto raro, parrebbe dell'area molisano, foggiano, campana,
con probabili ceppi anche in Sicilia, potrebbero avere radici.saracene
o ebraiche e derivare, sirettamente o tramite modifiche, dal termine arabo
salamah (pace,
normale forma di saluto). |
| SALAMI |
Salami è abbastanza diffuso in Lombardia ed Emilia, nel cremonese
e mantovano e nel reggiano e modenese, dovrebbe derivare da soprannomi
originati dal mestiere del capostipite che probabilmente produceva e vendeva
salami. |
| SALAMINO |
Salamino č tipicamente pugliese, di Bari, Taranto e Brindisi, potrebbe derivare da una forma ipocoristica derivata dal nome ebraico
Shelam (Pacifico). |
SALAMON
SALAMONE
SALAMONI
SALOMON
SALOMONE
SALOMONI |
Salamon e Salomon, molto raro, sono tipici del trevigiano, Salamone è
specifico della Sicilia, Salamoni rarissimo è forse un errore di
trascrizione di Salomoni che ha un nucleo nel bolognese ed uno nel bresciano
e veronese, Salomone è diffuso in tutto il sud, ma in particolar
modo in Campania, questi cognomi derivano tutti dal nome ebraico Shelam
(pacifico). |
SALANITRI
SALANITRO
SALNITRI
SALNITRO |
Salanitri e Salanitro sono decisamente siciliani, del catanese in particolare,
Salnitri e Salnitro, assolutamente rarissimi, sono forse dovuti ad errori
di trascrizione, potrebbero derivare dal mestiere di raccoglitori di guano,
fonte primaria del salnitro in epoca antica.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Salanitri e Salanitro sono tipicamente siciliani, con ceppi maggiori
nel catanese, nel messinese, nell’ennese e nel nisseno, ma con probabili
ceppi minori anche nel nord e centro nord del paese, Salnitri, rarissimo,
si riscontra quasi esclusivamente nel Veneto, Salnitro, anch’esso estremamente
raro, dovrebbe essere originario del messinese o del reggino, tutti questi
cognomi derivano dal termine salnitro
o salanitro, una sostanza chimica che,
nel passato, veniva adoperata per diversi scopi: fertilizzante di buona
qualità, utilizzato nella concimazione dei terreni agricoli, il
salnitro serviva anche come conservante alimentare (prevalentemente per
la conservazione di salumi e carni salate) e, in ultimo ma non meno importante,
come esplosivo (bisogna ricordare, in effetti, che il salnitro è
un componente fondamentale della polvere pirica e una volta si usava preparare
questa sostanza all’interno di salnitrare o nitrerie artificiali, di grande
importanza strategica considerando il fatto che la polvere da sparo fu
per lungo tempo l’unico esplosivo disponibile). In conclusione, questi
cognomi derivano o da nomi di mestiere attribuiti ai
capostipiti (probabilmente dei salnitrari, addetti cioè alla
lavorazione del salnitro, o forse dei proprietari di nitrerie) oppure dall’abitare
i capostipiti stessi presso un giacimento di salnitro. |
| SALARIS |
Tipico sardo, dovrebbe derivare
da un soprannome originato dal lavoro in una salina o dall'abitare nelle
sue vicinanze. |
| SALATI |
Abbastanza raro è specifico
del Parmense e reggiano, potrebbe derivare dal toponimo Sala Baganza (PR). |
| SALBEGO |
Salbego è tipico di Thiene, Marano Vicentino e Sarcedo nel vicentino,
di Verona e di Gazzo nel padovano, potrebbe derivare dal toponimo Salbego
di Gazzo (PD), ma è pure possibile che derivi da un soprannome originato
dal vocabolo cimbrico salbig (unto
in particolare con olio santo), i Salbego sono una casata nobile che ottennero
privilegi e nobiltà dal Senato della Serenissima Repubblica di Venezia
in occasione dell'impresa, cui parteciparono nel 1447, respingendo le truppe
dell'arciduca d'Austria Sigismondo aldilà dei confini della Repubblica,
in quell'occasione ottennero l'esenzione da ogni tassa per la vendita di
armi e di vino, di animali e di lana nonchè di sale. |
SALE
SALIS |
Sale, abbastanza raro, dovrebbe essere sardo, probabilmente del nuorese,
Salis è molto diffuso in tutta la Sardegna, dovrebbero derivare
da un soprannome originato dal vocabolo latino sal salis, legato forse
all'attività di estrazione o al commercio di sale svolta dal capostipite.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
derivano dal vocabolo sardo sali o
sabi (sale);
dal latino salis. Salìu o sabìu
significa salato, il contrario di insipido, bambo. Salì(ri) o
sabì(ri) vuol dire salare. Salèra o sabèra è
la saliera; in catalano salèra. Cognome diffuso in tutta la Sardegna
sin dai tempi antichi. Tra i firmatari della Pace di Eleonora del 1388,
*LPDE, figurano in 7 (di cui 1 Sale e 2 Sali) con questo cognome:
Sale Nicolao, majore (sindaco) ville Lorsia (Villaggio distrutto - Curatorie
de Anella), Sali Anthonio, ville Orani, Sali Joanne – de Bosa, Salis Benedicto,
jurato (guardia giurata, collaboratore del majore) ville Rippurui (villaggio
distrutto – Contrate Partis de Milis), Salis Jacobo, majore ville
Sellejani (villaggio distrutto – Campitani Majoris), Salis Marrani,
ville Sellùri (Seddòri – Sanluri), Salis Nicolao, ville Ecclesiarum
(Villa di Chiesa – Iglesias). Nel Condaghe di S. M. di Bonarcado, *CSMB
(61), è citato Sale Kristinkine, teste in una vendita di terra (comporu).
Il cognome Salis è presente in Sardegna in 146 Comuni su 377. |
| SALEMI |
Tipicamente siciliano, dovrebbe derivare dal toponimo Salemi (TP). |
SALEMMA
SALEMME
SALEMMI
SALEMMO |
Salemma è quasi unico, Salemme è tipico dell'area che comprende
le province di Latina, Caserta e Napoli con massima concentrazione a Napoli
e nel napoletano, con un ceppo anche a Diamante e Grisolia nel cosentino,
Salemmi, molto molto raro, è tipico di Cannara nel perugino, Salemmo
è assolutamente rarissimo, dovrebbero derivare da forme contratte
del nome Salomone come ad esempio leggiamo
in una sentenza emanata dal tribunale di Pisa nel 1191: "In
eterni Dei nomine amen. Nos Lanfrancus quondam Ugonis de Foriporta et Salemme
atque Petrus Alcherii publici appellationum cognitores et iudices causam
appellationis que vertebatur inter Gratianum sindicum hospitalis de Stangno
pro ipso hospitali et Gislam relictam Guidonis de Fasiano...", ma
potrebbero in alcuni casi derivare da soprannomi originato dal vocabolo
arabo salam (pace). |
SALER
SALERI |
Saler, assolutamente rarissimo, è del trevisano, Saleri è
tipico di Lumezzane,Tavernole sul Mella, Brescia, Quinzano d`Oglio, Gardone
Val Trompia e Gussago, dovrebbero derivare direttamente o da troncature
dialettali del nome medioevale Salerius,
che possiamo ad esempio trovare in un atto dell'anno 1190 a Spoleto: "...Et
Ego dominus Zacheus cum predictis canonicis juravimus et scribere rogavimus,
Et Ego Saracenus Bonifatii, Cristianus Sansonis, Johannes Sansonis, Mardocheus
Adamori, Varcorus, Salerius,
Rainaldus frater ejus, Adam Dalimani, et Phylippus Adami Gozi, Bosturnus,
Munaldus Benedictelli, Henricus Bellonis, Carbo Berardi, Johannes Pelagalli,
et quam plures in contione asistentes affuerunt et testes rogati sunt.
Et Ego Quintavallis rogatus scripsi.", nome molto diffuso in Austria
anche come cognome ed utilizzato anche da Shakespeare per un personaggio
de Il mercante di Venezia.
ipotesi fornite da Annalisa Saleri
i Saleri erano antichi commercianti di sale nella Val Trompia (Brescia)
già nel medioevo. L'origine della famiglia è da Cimmo Valtrompia,
piccolissimo paese a metà valle.Successivamente si sono suddivisi
in più rami tra cui Lumezzane e Bagnolo Mella. |
SALERNI
SALERNITANO
SALERNO |
Salerni ha ceppi nel Lazio, in Abruzzo tra Villalfonsina (CH) e Casalbordino
(CH), a Foggia, a Napoli ed a Castrovillari (CS), Salernitano, molto molto
raro, è napoletano, Salerno è diffuso in tutt'Italia, anche
se con massima concentrazione al sud, dovrebbero derivare dal toponimo
campano Salerno o dal suo etnico. |
| SALESIANI |
Salesiani, molto molto raro, potrebbe essere originario del catanese, dove
nel 1904 l'Arcivescovo di Catania, il Cardinale Giuseppe Francica Nava,
affidò ai Fratelli delle Scuole Cristiane un ospizio destinato ad
accogliere i fanciulli abbandonati della città, ma potrebbe anche
essere di qualsiasi altro luogo dove sia situato un istituto di Salesiani
o Salesiane. |
| SALIGARI |
Saligari sembra tipico di Grosotto (SO) di Tirano e Forcola, dovrebbero
derivare dal nome medioevale Saliga di cui abbiamo un esempio nel Dissertazioni
(Antichità italiane) di Ludovico Antonio Muratori: "...lege
viventem Saliga testis, et pretio dante viderunt. Signum manuum Saligi,
Ingelberti, seo Inghelelmi legem viventes Saliga testis..." o da
nomi di località come quello riportato in questo testamento del
1245: "...Item dimittimus prepositure mensis decembris
in recompensacionem .XII. denariorum censualium quos predicta prepositura
accipiebat in manso Arberto, quicquid habemus in manso de Saliga
cum domo Milicie de Aquaviva, et quicquid habemus in manso de Marzano cum
domo Milicie de Castilione et quicquid habemus in mansu Petri Muti de Saltu...",
o come Saligario nome di una località di Mazzo di Valtellina (SO)
citata ad esempio in un atto del 1558: "...Maffeo
fu Bernardo Venosta di Pedenale vende a Giovanni fu Giovannino olim Ginelmo
di Vione, decano di Mazzo, e ai consiglieri Gregorio fu Luchino Venosta
de Saligario,
Abbondio fu Maffeo Crotti di Vione e Agostino fu Albertino de Foppoli ...".
Tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad esempio a Mazzo nel 1598
quando Antonio fu Bernardo Saligario è appunto decano di Mazzo. |
| SALINA |
Salina ha un nucleo lombardo nel varesotto che si ramifica nel vicino milanese
e nel verbanese e novarese e presenta un piccolo ceppo anche nel messinese,
che potrebbe derivare da un toponimo come uno dei vari Salina (ME) o anche
come Santa Marina Salina sempre nel messinese, il ceppo lombardo invece
dovrebbe derivare dalla Gens Sallia
attraverso una forma ipocoristica, i Sallii avevano molte proprietà
fondiarie nella zona del pavese, novarese e varesotto. |
SALINI
SALINO |
Salini ha un ceppo tra sondriese e bresciano, uno tra massese e lucchese,
uno nel teramano, nel reatino e nel romano ed uno nel messinese, Salino
ha un ceppo piemontese tra vercellese e biellese, un piccolo ceppo nel
Lazio ed uno nel siracusano, dovrebbero derivare dal nome medioevale latino
Salinus, di cui abbiamo un esempio
in quest'atto di donazione dell'undicesimo secolo: "Ego
Bernardus Vivat et frater meus Salinus
donamus Domino Deo et Sancto Petro Graciasensi, post mortem meam, omnes
res que habemus a Nuillaco et alla Cincta per alodum, pro redemptione anime
mee et patris et matris mee. Propter hoc dono fratri meo Silvio centum
quinquaginta solidos per escangeriam. Et de isto dono fuerunt testes: Arnaldus
prior et Willelmus monacus, Winemandus, Pontius, Bernardus, Raimundus,
Petrus, Berno.", possono anche derivare dall'aferesi di cognomen latini
come Messalinus o ipocoristici del nomen latino Salius. |
| SALIU |
Saliu, molto molto raro, è tipico di Cagliari.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
SALIU: salìu; più
che altro è la versione cagliaritana di Saiu (vedi
SAIU). È un cognome raro, presente in 15 Comuni d’Italia,
di cui 8 in Sardegna: Cagliari 24, Carloforte 15, Sassari 3, Quartu S.E.
3, etc. Non è presente negli antichi documenti. |
SALLUSTI
SALLUSTIO |
Sallusti è tipico di Roma e dintorni, Sallustio, un pò meno
comune, ha un ceppo nel barese soprattutto a Molfetta ed uno nel Molise
specialmente a Roccavivara (CB), dovrebbero derivare dal nomen latino Sallustius
di cui abbiamo un notevole esempio con Gaius Sallustius Crispus storico
ed uomo politico del I° secolo a.C., l'uso di questo nome nei secoli
post medioevali è provato ad esempio nel 1500 in Calabria con il
notaio Sallustio Falascina, in alcuni casi può anche derivare da
nomi di località come Campo Sallustio (RM). |
| SALMISTRARO |
Molto raro, è tipico del
padovano, dovrebbe derivare da un soprannome legato al mestiere di salatore
di carni o pesce. |
| SALONIA |
Salonia è tipico del sud della Sicilia, del basso catanese, del
siracusano e del ragusano, dovrebbe derivare dal l'antico toponimo Salonia,
o Salona nome grecoromano che aveva
in epoca altomedioevale Spalato, l'attuale Split in Croazia, che potrebbe
essere il luogo d'origine del capostipite, città citata ad esempio
in questo scritto del quinto secolo: "...Unde experientiam
tuam presentis precepti auctoritate duximus fulciendam, quatinus, conueniens
in Salonia, Natalem
fratrem nostrum et coepiscopum nostrum saltim tot scriptis ammonitum studeat
adhortari, ut supra memoratum archidiaconem in suo statu suscipiat...". |
SALPETRA
SALPETRI
SALPETRO
SALPIETRA
SALPIETRO |
Salpetra e Salpetri sono quasi unici, Salpetro è specifico di Leonforte
(EN), Salpietra, quasi unico, è siciliano, Salpietro è tipico
del messinese e catanese.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Salpetra, un tempo esistito in Sicilia, sembra ormai scomparso dal
nostro paese, Salpetri, unico, si riscontra solo ad Asti, Salpietra, rarissimo,
potrebbe essere originario di Ribera (AG), tutti questi cognomi derivano
dal termine salpetra, variante del
più comune salnitro, una sostanza chimica che, nel passato, veniva
adoperata per diversi scopi: fertilizzante di buona qualità, utilizzato
nella concimazione dei terreni agricoli, il salnitro serviva anche come
conservante alimentare (prevalentemente per la conservazione di salumi
e carni salate) e, in ultimo ma non meno importante, come esplosivo (bisogna
ricordare, in effetti, che il salnitro è un componente fondamentale della polvere pirica e
una volta si usava preparare questa sostanza all’interno di salnitrare
o nitrerie artificiali, di grande importanza strategica considerando il
fatto che la polvere da sparo fu per lungo tempo l’unico esplosivo disponibile).
In conclusione, questi cognomi derivano o da nomi di mestiere attribuiti
ai capostipiti (probabilmente dei salnitrari, addetti cioè alla
lavorazione del salnitro, o forse dei proprietari di nitrerie) oppure dall’abitare
i capostipiti stessi presso un giacimento di salpetra.
|
| SALTAFORMAGGIO |
Cognome molto raro tipico di Palermo.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
è un cognome siciliano, tipico di Palermo e provincia. L'origine
di questo caratteristico e simpatico cognome è da attribuire ad
un epiteto canzonatorio legato alla figura del capostipite, o derivato
dalla attività di produttore di formaggi svolta dallo stesso. |
SALTARELLI
SALTARELLO
SALTERELLI |
Saltarelli ha vari ceppi sparsi per l'Italia centrosettentrionale, nel
piacentino e genovese, nel fiorentino e livornese, nel riminese, pesarese
ed anconetano, e nel romano e latinense, Saltarello, decisamente molto
molto raro, ha un piccolo ceppo nel padovano ed uno nel pisano, Salterelli
è praticamente unico, dovrebbero derivare dal nome e soprannome
medioevale Saltarellus: "...Lator
presentium nomine Saltarellus
ex re nomen habere videtur, quia saltat ut cervus et ascendit sicut muscipula
super cordas..", tracce di queste cognominizzazioni le troviamo
già nel canto XV° del Paradiso di Dante Alighieri, dove viene
citato un Lapo Salterello giureconsulto fiorentino: "..Sarìa
tenuta allor tal maraviglia // Una Cianghella , un Lapo
Salterello, // Qual or saria Cincinnato ,
e Corniglia...", a Parma nel 1300, quando il vescovo si chiama Simone
Saltarelli fiorentino (1261 - 1342): "...pisana ecclesia
moerore gravi tanto viduata pastore suspiria traxit hic iacent cineres
et ossa reverendissimi in Christo Patris et Domini Domini fratris Simonis
Saltarelli florentini Ord. Praed. primum Episcopi
parmensis postmodum pisarum Archiepiscopi, et totius Sardiniae primatis
ac in eaden legati, qui sine querela vixit annos circiter octoginta decessit
dominicae incarnationis anno MCCCXLII die XXIV septembris...", a
Genova agli inizi del 1600 con il pittore Luca Saltarello, nel 1700 a Valstagna
nel vicentino, con l'allora sindaco Zuanne Saltarello. |
| SALUPPO |
Saluppo è un cognome tipicamente molisano, di Campobasso, di origini
incerte, potrebbero essere albanesi. |
| SALUSSOLIA |
Salussolia è tipico dell'area piemontese che comprende il vercellese
ed il biellese, particolarmente concentrato ad Alice Castello (VC), dovrebbe
derivare dall'antico nome del borgo di Salussola nel biellese che nell'antico
stemma comunale portava scritto: "Oppidum Caesarianum
Vulgo Salussolia" indicante sia il
nome del borgo che il fatto di essere una città fortificata dalle
milizie di Cesare. |
| SALVA' |
Assolutamente rarissimo, dovrebbe
derivare dal nome Salvatore. |
SALVADEI
SALVADEO
SALVADIO
SALVIDIO |
Salvadei, molto raro ha un ceppo a Caderzone (TN) ed uno a Roma, Salvadeo
è specifico del pavese occidentale, Salvadio, quasi unico, è
meridionale, Salvidio, assolutamente rarissimo, sembrerebbe cosentino,
dovrebbero tutti derivare dal nome augurale medioevale Salvadeo
(Servadeus) di cui abbiamo un esempio
in uno scritto del 1292:
"Millesimo ducentesimo nonagesimo secundo, Indictione
quinta, die Lunae septimo Mensis Iulij. Frater Laurentinus de Pizzigottis
de Bononia Ordinis Fratrum Eremitarum S. Augustini Constitutus in praesentia
Fratris Francisci, et Fratris Servadei
eiusdem Ordinis Eremitarum, ...". |
| SALVADERI |
Molto raro è specifico del
sudmilanese e lodigiano, potrebbe derivare dal toponimo Salvirola (CR)
o da una variazione del nome Salvatore. |
SALVADOR
SALVADORE
SALVADORI
SALVATORE
SALVATORI |
Salvador è molto diffuso in tutto il Veneto, Salvadore è
molto raro, probabilmente ha un ceppo nel vicentino, Salvadori ha due nuclei
importanti, in Toscana e nell'arco che comprende il bresciano, il trentino,
il bellunese ed il trevigiano, Salvatore è specifico della fascia
che comprende l'Abruzzo, il Molise, la Campania, il foggiano ed il potentino,
Salvatori è tipico dell'Italia centrale, tutti questi cognomi derivano
dal nome Salvatore o da sue variazioni dialettali. (vedi anche SOTERA) |
SALVALAGGIO
SALVALAGLIO
SALVALALIO |
Salvalaggio è tipico del trevigiano, in particolare di Castelfranco
Veneto, con ceppi anche nel vicino padovano a Loreggia, San Martino di
Lupari, Trebaseleghe e Camposampiero, le presenze nel torinese e nel latinense
sono dovute all'emigrazione, Salvalaglio, molto molto raro, decisamente
lombardo, è dell'area tra bergamasco, milanese e lodigiano, Salvalalio,
assolutamente rarissimo, potrebbe essere del milanese o della bergamasca,
tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal nome medioevale Salvalaglio
di cui abbiamo un esempio nel 1528 in uno scritto dell'Alberini: "...Morto
questo anno 1528 el signor Vespasiano Colonna et lassando la signora Isabella
sua unica figliola, el signor Ascanio per virtute d’un fideicommisso, se
dice essere fra loro, ha occupato tutto lo Stato, et ritenendosi per la
detta signora, essendovi lei, la rocca sola de Paliano, papa Clemente,
raccomandandoseli la detta signora, et pigliandone Sua Santitate la protettione,
con lo aiuto della rocca ce mandò certe compagnie et lo prese, et
la signora Isabella insieme con la signora Giulia Consaga, sua matregna,
venne a Roma, lassandosi in nome di Sua Santitate nella roccha Salvalaglio
già suo parafreniero, et in questa espeditione capitano de fantaria,
el quale essendo venuto el signor Ascanio, et contra ogni dovere senza
fare difesa alcuna et senza darne pur uno avviso almeno a Sua Santitate,
havendoli restituito la rocca, havendo animo di tornare in Roma, è
stato preso et impiccato per un piede, come traditore, in Campo de Fiore,
fra doi altri impiccati....", nome che potrebbe essere una variazione
medioevale italianizzata del nome franco Sauvage
(Selvaggio). |
| SALVANESCHI |
Specifico del pavese e sud ovest
milanese, dovrebbe derivare dal nome di località Salvanesco, di
cui si hanno tracce fin dal 1175. Il codice diplomatico della Lombardia
Occidentale riporta che, un certo Gibuino, preposito
della chiesa e canonica di San Giorgio al Palazzo, in presenza di cinque
chierici e canonici della stessa, con l'assenso di Ariprando Guigerius,
suo avvocato in questo negozio, e di Giorgio Corbus e Spada de Marinonis,
estimatori, dà a livello perpetuo sine ullo fìcto a Martino
de Casate, di Milano, tre appezzamenti di campo in Salvanesco,
nelle località Clausura, ad Vigiusam, in Gazolo, rispettivamente
di tre-dici pertiche e otto tavole e mezzo, una pertica e ventidue tavole,
una pertica e diciassette tavole e mezzo, al prezzo di tredici lire e quindici
soldi di denari buoni milanesi terzoli, somma che la chiesa impiega per
acquistare da Gaido Faxolo la terra de la Turre, ma che il preposito consegna
a Roberto Brema, il quale vanta un credito dal detto Gaido. Il proposito
dà poi guadia di difendere questo contratto e pone come fideiussore
il predetto Spada. |
| SALVATERRA |
Abbastanza raro è specifico
del trentino, ma presenta un ceppo anche nel mantovano, dovrebbero entrambi
derivare da un toponimo Salvaterra, probabilmente originato da strutture
difensive presenti nel territorio, a Forlimpopoli, ad esempio, nel 1300,
esisteva una fortezza chiamata Salvaterra, a Fidenza già dalla metà
del 1200 c'era una Torre Salvaterra a guardia della zona. Esistono due
comuni, nel reggiano e nel rovigoto con questo nome. Tracce nel Veneto
della famiglia Salvaterra si trovano già dal 1500 e, a Prun (VR),
si trova una Villa Salvaterra risalente al XVI° secolo. |
SALVATI
SALVATO |
Salvati è diffuso nella fascia che comprende Lazio, Abruzzo, Campania
e cosentino, Salvato ha un ceppo nel padovano, uno nel napoletano e salernitano
ed uno nella Sicilia occidentale, potrebbero derivaredal nome tardo latino
Salvus, ma anche dal nome Salvatus, attribuito ai trovatelli dalle congregazioni
di carità e dai monasteri, tracce di queste cognomizzazioni le troviamo
in Sabina nel 1500: "...Cancellarius Silvius
Salvatus di Santo Polo in Sabinis..."
e a Narni nel 1600: "...Processus coram illustrissimo
et reverendissimo domino Gubernatore Narnie. Pro excellentissimi domino
Grandonio Salvati
di Lugnola contra Bernardinum et Dominicum Sanctem...". |
| SALVEMINI |
Tipico delle Puglie, ha un grosso nucleo a Molfetta e Barletta (BA) ed
uno a Manfredonia (FG), deriva dal vocabolo latino salvemini
(che si venga salvati). |
| SALVESTRINI |
Tipico della provincia di Firenze,
dovrebbe derivare dal nome medioevale Salvestrino (Silvestrino) di cui
abbiamo tracce nel 1300 nella Nuova Cronica di G. Villani: "...ser Tomagno
degli Angiolieri, capellano del detto priore, Salvestrino
e Ruberto di Rossi, più de' suoi consorti che vi tenieno mano...". |
SALVIATI
SALVIATO |
Salviati è diffuso a macchia di leopardo in tutta la fascia tirrenica
dell'Italia peninsulare, Salviato è tipico del padovano e veneziano,
derivano dal personale latino Salvius o dal più tardo Salviatus
di cui abbiamo un esempio in quest'atto dell'anno 808: "...Ego
Ordonius Subdiaconus christi confir. Ego Salviatus
cantor ecclesiae, col. confir...". Tracce di queste cognomizzazioni
le troviamo a Firenze nel 1400 con Jacopo Salviati, marito di Lucrezia
de' Medici, figlia di Lorenzo il Magnifico. |
SALVI
SALVIA
SALVINI
SALVIO
SALVO
SALVONI |
Salvi è molto diffuso in tutto il centronord, Salvini sembrerebbe
originario della Toscana, con un possibile ceppo in provincia di Roma ed
uno in Lombardia, Salvia ha un ceppo nel napoletano, uno nel potentino
ed in Sicilia nel palermitano, ma anche nel messinese e nel catanese, Salvio
sembrerebbe tipicamente campano, del napoletano, salernitano ed avellinese,
Salvo è specifico siciliano, Salvoni ha un ceppo lombardo nel basso
bresciano, uno toscano tra fiorentino e pisano, uno nell'anconetano ed
uno tra romano e latinense, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite
ipocoristici o accrescitivi, dalla Gens
Salvia o dal nomen Salvius , di cui abbiamo un esempio
nell'Epitome De Caesaribus: "...Salvius
Otho, splendidis ortus maioribus ex oppido
Ferentano, imperavit menses tres, vita omni turpis, maxime adulescentia...",
o dal cnome medioevale Salvus. |
| SALVISCHIANI |
Assolutamente rarissimo, probabilmente
toscano. |
| SALVOLDI |
Salvoldi è tipico dell'alto bergamasco, di Gandellino in particolare,
deriva dal nome medioevale Salvoldo,
una variante del nome Savoldus, di
questa variante abbiamo un esempio in un atto di vendita del 1380 a Gromo,
nella chiesa di S. Gregorio, nell'atto la parte venditrice è un
certo Bruno fu Salvoldo de Obertallis di Gandellino. |
| SALVUCCI |
Tipico della fascia centrale che comprende Toscana, Marche, Umbria e Lazio,
deriva da una modificazione del nome tardo latino di tradizione cristiana
Salvus (salvo in Dio).
integrazioni fornite da Sauro Salvucci
Le testimonianze più antiche che ho trovato sulla famiglia Salvucci
risalgono al 1100 a San Gimignano (SI) dove ancora oggi ci sono le Torri
Salvucci. Dopo quel periodo la famiglia Salvucci, sconfitta dalla famiglia
rivale Ardinghelli, abbandono\' la Toscana per trasferirsi in Umbria, nelle
Marche ed in Campania. |
| SALZANO |
Salzano è tipicamente campano, del napoletano e del salernitano,
potrebbe derivare da una forma etnica dialettale dell'etnico di Salza Irpina
nell'avellinese, indicando quindi quel paese come luogo iniziale d'origine
delle famiglie. |
| SALZILLO |
Salzillo è specifico del casertano, in particolare di Marcianise,
con ceppi più piccoli, ma comunque significativi a Capua, San Cipriano
d`Aversa, Santa Maria Capua Vetere, San Prisco, Casal di Principe, Capodrise
e Recale, dovrebbe derivare dall'ipocoristico del nome medioevale latino
Saltius, famoso è lo scultore
di Capua della seconda metà del 1600 Nicola Salzillo, che trasferitosi
in Spagna a Murcia ebbe un figlio, Francesco Salzillo (1707-1783), che
divenne uno dei più importanti scultori sacri spagnoli. |
| SAMARATI |
Molto raro è specifico del
sudmilanere e lodigiano, dovrebbe derivare dal toponimo Samarate (VA). |
| SAMBARI |
Sambari, molto molto raro, è tipico di Firenze e del fiorentino,
di origine oscura.
integrazioni fornite da Barbara
Sambari
Il nostro cognome è piuttosto giovane, perchè nasce con
mio nonno, il padre di mio padre. Egli nacque dalla relazione fra un prete
e la sua perpetua. A due giorni di vita, il sacerdote, per non perderne
le tracce, lo marchiò a fuoco sotto un piedino con una moneta incandescente.
Il piccolo rimase all'orfanotrofio per poco tempo perchè fu, fortunatamente,
quasi subito adottato. Ma intanto l'istituto stesso gli aveva trovato un
cognome: visto che era nato il 6 dicembre, festa di S.Nicola, protettore
di Bari, fu chiamato Niccolò Sambari. Ecco, in breve, questa è
la storia di una famiglia italiana e del...suo cognome. |
SAMBATARO
SAMMATARO
ZAMATARO
ZAMBATARO
ZAMMATARO
|
Zammataro, Sambataro e Sammataro sono tipici del catanese, Zambataro e
Zamataro sono assolutamente rarissimi ed originari della stessa zona, dovrebbero
derivare dal mestiere di vaccari o custodi di vacche, derivando dal vocabolo
arabo zahama (mucca). |
SAMBIAGIO
SANBIAGIO
|
Sambiagio e Sanbiagio, sono assolutamente rarissimi, dovrebbero derivare
da uno dei molti toponimi come San Biagio (MN), San Biagio della Valle
(PG), San Biagio di Callalta (TV) e moltissimi altri. |
| SAMMARCHI |
Sammarchi è tipico di Bologna e del bolognese, con un piccolo ceppo
anche ad Incisa in Val d`Arno nel fiorentino, dovrebbe derivare dal fatto
che le famiglie fossero originariamente abitanti in una Contrada San Marco
o anche provenissero da terre veneziane. |
| SAMMARCO |
Sembra avere 3 ceppi, uno nel palermitano, uno in Puglia ed uno in Campania,
dovrebbero derivare da toponimi come Cellino S. Marco (BR), San Marco di
Locorotondo (BA), San Marco (SA) o i vari San Marco in provincia di Caserta
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| SAMMARTANO |
Molto raro è specifico dell'estrema
punta occidentale della Sicilia. |
| SAMPIERI |
Molto raro, si individua un nucleo
nel senese ed un probabile ceppo originario nel siracusano, dovrebbe derivare
dal toponimo Sampieri (RG). |
SAMPIETRO
SANPIETRO |
Sampietro ha un ceppo nel tarantino ed un nucleo
principale tra milanese e comasco, Sanpietro è estremamente raro,
potrebbe trattarsi di varie modificazioni del termine Sanpietro, derivato
o dai vari toponimi o da nome della Pieve di competenza.
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SAMUEL
SAMUELE
SAMUELI |
Samuel, assolutamente rarissimo, parrebbe avere un ceppo a Pinerolo (TO),
Samuele ha un piccolo ceppo nel teramano ed uno nel catanese, è
molto raro, Samueli, assolutamente rarissimo, ha una presenza significativa
a Trieste ed una nello spezzino, dovrebbero tutti derivare dal nome ebraico
Shemuel (Il
suo nome è in Dio o anche il
Signore ti ascolta) e, nella stragrande maggioranza dei cas,i
essere di origine ebraica. |
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