| SARA |
Molto raro, probabilmente originario
del sassarese. |
SARACCO
SARACCHI |
Tipico delle province di Torino
ed Asti, Alessandria e Genova il primo, estremamente raro, sembrerebbe
di origine emiliana il secondo, dovrebbero derivare dal termine saracco
(sorta di sega) che starebbe ad indicare il mestiere del falegname o del
mastro d'ascia. Nel 1501 troviamo arcivescovo di Lepanto Marco Saracco,
esistono tracce di questo cognome, nell'astigiano già nel 1680,
quando don Antonio Saracco, originario di Antignano(AT), viene nominato
parroco della S.S.Annunziata di Callianetto (AT). |
SARACENI
SARACENO |
Saraceni ha un ceppo a Roma, uno nel chietino nella zona di Vasto ed uno
a Castrovillari nel cosentino, Saraceno ha un nucleo ad Augusta nel siracusano
ed uno a Reggio Calabria, dovrebbe derivare da un'origine araba o da un
prigioniero degli arabi.
ipotesi fornite da A. Mazzuca
Saraceno, nonostante l’apparenza, è aggettivo del centro di
Aricia nel Lazio, da cui Arichino od Aricino; la S è una protesi.(Giuseppe
Pensabene, edizioni AZ, settembre 2004) |
SARACINELLI
SARACINI
SARACINO |
Saracinelli, molto raro, è tipico di Ancona e del perugino, Saracini
è abbastanza raro e si individuano due nuclei, nel senese e nell'anconetano,
forse un ceppo nel Lazio, Saracino è decisamente pugliese, dovrebbero
derivare dal nome medioevale Saracino
o da soprannomi legati ad origini arabe o da soprannomi legati ad episodi
riferentesi ad islamici. Nel 1215 a Siena troviamo in un atto: "...sopra
riferito strumento Paganello di Galgano, Console di Montieri, promesse
a Saracino del
Ricca Cittadino Sanese, che stipulò per il Comune di Siena, ...",
in un atto del 1336 a Perugia troviamo come testi: "...Amatus
Pauli, Vandutius Saracinelli,
Ranaldus Rubei,...", nel 1500 troviamo un Cardinal Saracino, nel
1600 a Milano Gerolamo Saracino è il vicario criminale che istruirà
il processo a Suor Virginia. la monaca di Monza. |
SARAI
SARAIS |
Sarai, molto raro, è tipico di Samugheo nell'oristanese, Sarais
invece è ben diffuso nel cagliaritano, dovrebbero derivare dall'antico
toponimo Villa Sarai che esisteva nel Sulcis. |
| SARAO' |
Saraò è specifico di Milazzo nel messinese, potrebbe derivare
da una modificazione dialettale del cognome di origini francesi Sarraute
(pronuncia sarraot), cognome che a
sua volta dovrebbe derivare dal fatto di essere la famiglia originaria
di una cresta costiera o montana elevata. |
| SARCHI |
Tipico del milanese e pavese, potrebbe
essere di origine francese, di Sarcus, paese del cantone di Granvilliers,
ma un'altra ipotesi è che derivi da un soprannome legato al vocabolo
sarchio (sorta di zappa). Ci sono tracce dei De Sarcus fin dal 1400,
il cognome Sarchi si trova già dal 1700, come famiglia benestante
in Toscana, un Francesco Filippo Sarchi, linguista e docente lo troviamo
nella Vienna di fine Settecento. |
SARCI
SARCI' |
Entrambi rarissimi, rappresentano due diverse registrazioni dello stesso
cognome, sembra siano originari del palermitano, derivano da una variazione
del vocabolo saracino (arabo, mussulmano) e starebbe ad indicare o una
discendenza araba o comunque un collegamento con il mondo islamico. |
| SARCINELLI |
Sarcinelli è tipico di Castellammare di Stabia (NA) con un ceppo
anche a Barletta e Minervino Murge nel barese ed uno a Spilimbergo (PN),
potrebbe derivare dall'ipocoristico di soprannomi originati dal termine
latino sarcina (fardello,
carico, peso) forse ad indicare che il capostipite era il figlio
di un giovane o piccolo addetto a piccoli lavori di trasporto. |
SARCONI
SARCONIO |
Entrambi assolutamente rarissimi dovrebbero derivare dal toponimo Sarconi
(PZ) o dal suo etnico sarconeo con
il suffisso -eo secondo l'uso greco. |
| SARDANO |
Molto raro è originario
del barese. |
| SARDARA |
Molto molto raro è tipicamente sardo, dovrebbe derivare dal toponimo
Sardara (CA). |
SARDELLA
SARDELLI
SARDELLO |
Sardella ha origini pugliesi, sembrano esserci anche dei ceppi, probabilmente
secondari, lungo le coste adriatiche, Sardelli ha un ceppo toscano nella
zona che comprende il fiorentino, il senese, il pisano ed il livornese,
un ceppo tra romano e frusinate ed uno tra brindisino e tarentino, Sardello
è praticamente unico, dovrebbero derivare dal nome medioevale Sardellus
di cui abbiamo un esempio nel 1300, in uno scritto di Benvenuto da Imola
leggiamo: "... fuit quidam civis Mantuanus nomine
Sardellus , nobilis
et prudens miles et curialis ...", ma possono anche derivare o dal
mestiere di pescatore o da caratteristiche fisiche del capostipite. Cognomizzazioni
molto antiche, le si ritrovano ad esempio anche nel 1500, nella vita
di Benvenuto Cellini scritta ai tempi suoi in Firenze si legge: "...tal
parole me l'aveva ridette quell'uomo dabbene di Giovanni
Sardella. Di modo che io mi risolsi, che eglino
m'avessino dato innuno scodellino di salsa, ...". |
SARDI
SARDO |
Presente in Liguria, Piemonte, Toscana e Lazio Sardi, in Campania, Sicilia,
Liguria e Piemonte Sardo, derivano dall'etnico sardo (della Sardegna). |
SARDINA
SARDINI
SARDINO |
Sardina è specifico del trapanese e palemitano, Sardini, molto molto
raro, sembra avere un nucleo nel basso bresciano, ed uno nel centro Italia,
dall'aretino all'alto Abruzzo, Sardino, ancora più raro, sembra
dell'eporediese e canavese, dovrebbero derivare da soprannomi originati
dall'estrema magrezza della famiglia, il ceppo siciliano può anche
essere legato al mestiere di pescatore o salatore di pesce. Tracce
di questa cognomizzazione le troviamo a Lucca nel 1500, in un diploma imperiale
del 1536 leggiamo: "...Messer Nicolao Liena, maestro
Gerardo Seriusti et messer Dino Sardini,
in loco del decto maestro Gerardo absente...". |
| SARDU |
Sardu è tipicamente sardo, della costa occidentale dell'isola, deriva
dal termine sardu (nativo
di Sardegna)
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
SARDU: significa sardo, di Sardegna, dal latino Sardus,
del Popolo Sardo. Nel territorio nazionale
è presente in 95 Comuni, dei quali 55 in Sardegna. |
| SARESANI |
Assolutamente rarissimo, quasi
unico, probabilmente originario di Melegnano, dovrebbe derivare dal nome
di una località della Pieve di San Giuliano, Saresano, che viene
citata nell'atto di costituzione della Pieve, come Vigliano con Saresano. |
SARGENTELLI
SARGENTI |
Sargenti ha un ceppo nel lucchese e nel reggiano, uno nel perugino ed uno
nel Lazio, Sargentelli assolutamente rarissimo sembra originario dei dintorni
di Lucca. |
| SARNO |
Specifico campano della zona che comprende le province di Napoli, Avellino
e Salerno, ha un ceppo secondario anche nel barese, deriva dal toponimo
Sarno (SA) o dal nome del fiume omonimo. |
SARONNI
SARONNO |
Saronni è tipicamente lombardo, è diffuso nel milanese ed
aree limitrofe, Saronno, assolutamente rarissimo, potrebbe essere dovuto
ad errori di trascrizione, dovrebbero comunque derivare dal toponimo Saronno
(VA), cittadina ai confini con il milanese. |
SAROTTI
SAROTTO |
Sarotti estremamente raro sembra specifico di Teglio (SO) con ceppi
probabilmente secondari anche nel cuneese, Sarotto è tipico del
cuneese e basso torinese, dovrebbero derivare da modificazioni dell'aferesi
del nome Baldassarre. |
SARRA
SARRO |
Sarra è abbastanza raro
ed è tipico dell'alto Lazio e dell'aquilano, Sarro, molto più
raro, è specifico della zona che dall'avellinese, arriva al cosentino,
che potrebbe in qualche modo derivare dal toponimo Sarro (CT). |
| SARRAPOCHIELLO
|
Assolutamente rarissimo è tipico di San Lorenzo Maggiore (BN).
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Sarrapochiello è un tipico cognome del comune beneventano di
San Lorenzo Maggiore. Tale forma cognominale dovrebbe trarre origine, a
mio avviso, dalla fusione del nome del Capostipite, tale Baldassarre, la
cui forma aferetica è "Sarre" o, appunto,
"Sarra", con il soprannome dello stesso, ossia "Pochiello", idioma
con il quale si indicava in passato, e in alcuni dialetti campani si indica
tuttora, una persona "povera di mezzi o di spirito". "Pochiello" o "pochello"
sono infatti due forme dialettali del termine italiano "poco", che oltre
a significare "piccolo, di piccola quantità, scarso", poteva indicare
nei secoli scorsi una persona fisicamente esile, uno "smilzo". Con
ogni probabilità, in conclusione, il ceppo beneventano dei Sarrapochiello
discende da un tale Baldassarre, soprannominato "Pochiello" perchè
povero, privo di mezzi di sussistenza, o in base ad una sua peculiarità
fisica, in quanto piccolo di statura o dalla corporatura esile oppure,
in ultima analisi, denominato "pochiello" in senso offensivo (cialtrone,
pover'uomo) o canzonatorio e scherzoso. |
| SARRITZU |
Tipico di Cagliari e dintorni, dovrebbe derivare da un soprannome originato
o dal mestiere o da abitudini del capostipite nell'utilizzo di un particolare
tipo di piccola sega. |
SARTARELLI
SARTI
SARTINI
SARTINO
SARTO |
Sartarelli, abbastanza raro, ha un ceppo nel fiorentino, uno nell'anconetano
ed uno nel romano, Sarti occupa un areale che comprende le province di
Verona, Modena e Bologna, Firenze, Lucca, forlivese, pesarese e riminese,
Sartini è specifico della fascia che comprende Romagna, Marche,
Umbria e Toscana, Sartino, assolutamente rarissimo, parrebbe di Vigevano
(PV), Sarto ha un ceppo nel veneziano, uno nel milanese, uno in Campania
ed uno nel foggiano, derivano tutti probabilmente, direttamente o tramite
ipocoristici, da soprannomi originati dal mestiere di sarto.
Personaggio di estremo rilievo è stato Giuseppe Sarto che veniva
eletto papa con il nome di Pio X° il 4 agosto del 1903. |
SARTIRANA
SARTIRANI |
Sartirana potrebbe essere originario dell'alessandrino o del pavese, con
un possibile ceppo secondario nel milanese, dovrebbe derivare dal
toponimo Sartirana Lomellina (PV) che deriva a sua volta dalla Gens Satria,
famiglia patrizia romana, Sartirani molto più raro è tipico
del bergamasco. |
SARTOR
SARTORELLI
SARTORI
SARTORIO |
Sartor è specifico della
zona che comprende il trevigiano e la bassa provincia di Pordenone, Sartorelli
è molto raro, localizzato nel nord Italia, Sartori è diffuso
in tutto il nord, Sartorio è specifico del varesotto e alto milanese,
questi cognomi dovrebbero derivare tutti dal cognomen latino Sartorius. |
| SARUGGIA |
Molto raro è tipico del nordmilanese e comasco, dovrebbe derivare
da un toponimo come Saruggia frazione di Albavilla (CO) o Saruggia di Erba
(CO). |
| SARZOLA |
Assolutamente rarissimo, potrebbe
essere del mantovano, potrebbe però derivare dal toponimo medioevale
Sarzola, di cui si hanno tracce nell'anno 967, in un atto l'imperatore
Ottone cede al Marchese Alleramo fra gli altri anche un paese nominato
Sarzola. |
| SASSANI |
Sassani, molto molto raro, è tipico della provincia di Campobasso,
di Riccia e di Campobasso, dove probabilmente è secondario, dovrebbe
derivare probabilmente dal nome di un liberto di nome Sassanus
o dal nome di un fondo rurale di proprietà di un Sassius
o Sassus,
nomen gentilizio latino attestato in Abruzzo e Molise, ricordiamo che la
terminazione -anus stava ad indicare
la proprietà fondiaria ed anche i servi ed i liberti di una famiglia
gentilizia, quindi Sassano stava ad indicare un luogo di proprietà
di un Sassio, nel primo secolo a Campomarino (CB) si trovavano proprietà
terriere del nobile possidente Tillius Sassius. |
| SASSANO |
Sassano ha un ceppo a San Martino in Pensilis ed a Campomarino nel campobassano
ed a San Nicandro Garganico, San Marco in Lamis, Foggia ed Apricena nel
foggiano ed uno nel potentino tra Marsico Nuovo, Potenza e Paterno, dovrebbero
derivare da nomi di fondi rurali (vedi SASSANI)
i ceppi molisani e pugliesi e da toponimi come Sassano di Avigliano nel
potentino o Sassano nel salernitano quelli lucani. |
SASSI
SASSO |
Sassi dovrebbe essere emiliano,
Sasso dovrebbe avere più ceppi, in Puglia e Campania, nel Veneto,
in Piemonte ed in Liguria, dovrebbero tutti derivare da toponimi contenenti
la radice Sasso o Sassi, quali: Castel di Sasso (CE), Isola del Gran Sasso
(TE), Madonna del Sasso (NO), Sassi (LU), Sasso (AN) - (VI), Sasso di Neviano
(PR), Sasso Marconi (BO), ecc. |
SASSONE
SASSONI |
Sassone è tipico meridionale, della Basilicata in particolare, Sassoni,
assolutamente rarissimo, è forse un errore di trascrizione del precedente,
dovrebbero derivare dal nome medioevale Sassone
citato ad esempio a Roma in un'antica lapide del 1154: "IN
N. D. MAGR. CIL. PRR. CARD. - S. MARCI IVSSIT HOC FIERI PRO - REDEMPTIONE
ANIMAE SVAE - ANN. DNI MCLIIII IND. II. FACTVM - EST PER MANVS IOHIS PETRI
ANGELI - ET SASSONIS
FILIORVM PAVLI", difficile una derivazione dall'etnico di Sassonia. |
| SASSU
|
Tipico sardo, più propriamente del sassarese e di Sassari in particolare,
con un ceppo non secondario anche nel cagliaritano, potrebbe derivare da
nomi di località contenenti la radice sassu come Monte Su Sassu
vicino a Ozieri (SS), ma più probabilmente deriva da caratteristiche
del terreno della zona dove abitava la famiglia, con caratteristiche sabbiose
e presenza di pietre alluvionali. il vocabolo sassu in lingua sarda significa
appunto terreno sabbioso, alluvionale, o anche pietra di fiume. |
SATANASSI
SATANASSO |
Satanassi è decisamente romagnolo, in particolare di Ravenna, Forlì
e Sarsina (FC), Satanasso sembra essere unico, si dovrebbe trattare di
cognomi derivati da soprannomi con i quali al capostipite si attribuivano
probabilmente azioni non commendevoli, Satanasso è un modo arcaico
per chiamare il diavolo, ma è anche nella consuetudine italiana
un appellativo amichevole rivolto a persone estremamente agitate. |
| SATTA
|
Satta è un cognome decisamente sardo, molto diffuso in tutta l'isola,
dovrebbe derivare dal termine sardo logudorese s'atta
(il filo del coltello o della scure, la punta
della spada), questa ipotesi porterebbe alcuni a sostenere un
legame con i pirati nordici che effettuarono scorrerie in Sardegna. |
| SAU
|
Tipico sardo, distribuito in tutta l'isola, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal vocabolo sardo sau (
filo di lana ) o anche da modificazioni
del termine sardo sagu (coltre,
coperta, mantello di lana), collegato quindi probabilmente con
il mestiere del capostipite. |
| SAUDA
|
Sembrerebbe tipico della val Rendena, è molto raro, potrebbe derivare
da un nome di località, in uno scritto dell'ottavo secolo si legge
ad esempio: "...inter oliueto Taiperti castaldii
et curte de filiis quondam Auduale, hec ipsa petia integra, una cum pomifera
sua. similiter alia petia de oliueto una cum terra
sauda uel pomifera...". |
SAUL
SAULE
SAULI
SAULLE
SAULLI
SAULLO
SAULO |
Saul è assolutamente rarissimo, Saule è triestino, Sauli
ha un ceppo triestino, uno romano ed uno abruzzese a Civitella Roveto (AQ),
Saulle ha un ceppo campano tra casertano, napoletano e salernitano ed uno
nel barese, Saulli è tipico di Roma e Rieti, Saullo ha un ceppo
campano a Napoli e a Pisciotta (SA), uno cosentino a Montalto Uffugo ed aree viciniori ed
uno siciliano ad Alcamo (TP), Saulo ha un piccolo ceppo romano ed uno a
Cetraro (CS), dovrebbero
tutti derivare o dal nome giudaico Saul
o dal nomen latino Saulus, ricordiamo
che Paolo di Tarso prima della conversione si chiamava Saulo: "...Saulus
Hebreo sermone temptatio dictus, eo quod prius in temptatione aecclesiae
sit uersatus. Persecutor enim erat, inde nomen habebat istud quia persequebatur
Christianos. Postea mutato nomine, de Saulo
factus est Paulus, quod interpretatur mirabilis siue electus. ...". |
SAURI
SAURO |
Sauri, molto molto raro, ha un piccolo ceppo nel veneziano ed uno nel Lazio,
Sauro invece ha ceppi in giro per l'Italia, nel comasco e varesotto,
nel veronese, nel triestino, a Roma, Nel napoletano, beneventano e Molise,
nell'avellinese e nel foggiano, nel cosentino e catanzarese ed in Sicilia
nel palermitano e nell'ennese, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Saurus di cui abbiamo un esempio in uno scritto della seconda metà
del 1100: "...imperator Fredericus instinctu Dei
permotus, ad recuperandam christianorum terram ultra mare cum valido exercitu
in die sancti Georgii iter arripuit. Et in eodem anno interfectus est comes
Saurus idus Maias
et in ipso anno hobiit ...". |
SAVASTA
SAVASTANO
SAVASTI
SAVASTIO |
Savasta, abbastanza raro, è specifico siciliano, Savastano è
tipico campano, dell'area che comprende il casertano, il napoletano ed
il salernitano, Savasti, quasi unico, è del napoletano, Savastio,
molto molto raro, sembrerebbe del foggiano, dovrebbero tutti derivare dal
toponimo palestinese Savasta o Sabasta l'antica Samaria o dall'etnico della
regione omonima. Traccia di questa cognomizzazione la troviamo con il Monsignor
Ignazio Savastano Vescovo di Gallipoli dal 1759 al 1769. |
SAVELLA
SAVELLI
SAVELLO |
Savella, molto molto raro, potrebbe essere panitaliano, Savelli è
diffuso in Romagna, Toscana e Lazio, Savello è praticamente unico,
dovrebbero tutti derivare dai Sabelli (sabini), popolazione preromana,
ma in alcuni casi possono derivare da toponimi come Savelli di Norcia (PG).
Tracce di questa cognomizzazioni si trovano fin dal 1200 nello stato pontificio
tra i nobili romani, molti Savelli furono Cardinali o Capitani di ventura,
alcuni vennero infeudati come Signori di Ariccia, di Albano, di Palombara
e di Rignano. |
SAVERI
SAVERIO |
Saveri è specifico dell'area che comprende perugino, ternano, viterbese
e romano, Saverio, molto molto raro, ha un ceppo nel tarentino ed uno nel
lecchese, derivano dal nome italiano Saverio,
alterazione del nomen latino Severus
o Severius. |
SAVI
SAVIO |
Savi dovrebbe avere un nucleo nelle province di Parma e Piacenza ed uno
nel Lazio, Savio è molto diffuso in tutto il nord con ceppi non
secondari anche nel napoletano ed in Sicilia, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Savius. In un atto legale del 648 troviamo un tal Savius Vagus
Merceres, tracce di un principio di queste cognomizzazioni le troviamo
nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale
sotto l'anno 1195 a Varese in una charta venditionis si può leggere:
"Anno dominice incarnacionis milleximo centeximo
nonageximo quinto, decimo septimo die mensis aprilis, indictione .XIII.ma.
Vendiderunt ad proprium Marchisius Savius
et Albertus filius eius de Malnate presbitero Henrico de Vellate et Alberto
de Bubiate, canonicis et recipientibus nomini et utilitati ecclesie Sancti
Victoris de Varisio...".
ipotesi fornite da Marco Savi
il ceppo laziale del cognome Savi deriverebbe da Savus
e non da Savius, dato il fatto che
savus in latino è una contrazione
di Savinus ovvero Sabino
(abitante della Sabina). La teoriao è plausibile dal punto di vista
etimologico ed è congruente con la distribuzione geografica del
cognome, visto che la grande maggioranza dei Savi del Lazio, esclusi quelli
del capoluogo, si trovano localizzati a Nord-Est di Roma, ovvero nell'area
dell'antica (e odierna) Sabina, e nelle zone limitrofe. |
| SAVIA |
Molto raro. sembra avere due ceppi, nella provincia di Verbania e nel catanese,
dovrebbe derivare dal cognomen latino Savius (Savia). |
SAVIAN
SAVIANE |
Savian è del veneziano, di Caorle, Cavallino, Annone Veneto e Portogruaro,
e di Maserada sul Piave nel trevisano, Saviane è tipico del bellunese,
di Puos d`Alpago in particolare, ma anche in misura minore di Tambre e
Ponte nelle Alpi e di Montebelluna nel trevisano, dovrebbero derivare da
modificazioni dialettali del nome medioevale Savianus. |
SAVIANI
SAVIANO |
Saviani, assolutamente rarissimo, sembra specifico della bassa provincia
di latina, Saviano è tipico del napoletano, derivano dal toponimo
Saviano (NA). (vedi anche SAVIAN) |
SAVIGNANI
SAVIGNANO |
Savignani, assolutamente rarissimo è specifico del perugino, zona
tra Citta` Di Castello ed Umbertide, Savignano ha una presenza autonoma
in Toscana ed un ceppo in Campania con massima concentrazione a Savignano
Irpino e Gesualdo in Irpinia, dovrebbero tutti derivare da toponimi come
Savignano Irpino (AV) o Savignano sul Rubicone (PU) e Savignano Panaro
(MO). Di queste cognominizzazioni troviamo tracce ne Dell’origine
de’ Cognomi di Ludovico Antonio Muratori ( 1672 -1750), che
scrive di un trasferimento della nobile famiglia dei Savignani da Modena
a Bologna, nel libro di ricordi dell'aretino Francesco Redi si legge ad
esempio: "...Ricordo come, infino sotto il dì
25 di maggio 1673, pagai al Padre Emilio Savignani
della Compagnia di Gesù scudi sessanta, di lire sette per scudo,
d’ordine del Sig. Niccolò Stenone di Danimarca ...". |
SAVINA
SAVINI
SAVINO |
Savina ha un ceppo a Parma, uno tra le province di Roma e L'Aquila ad Avezzano
(AQ) ed a Roma, ed uno nel leccese a Leverano e Veglie, Savini è
distribuito uniformemente lungo l'asse della via Emilia, da Milano a Rimini
e di qui fino agli Abruzzi, Savino invece è specifico dell'area
che comprende Campania, Puglia e Basilicata, dovrebbero derivare dal vocabolo
latino sabinus (del popolo
dei Sabini) o dal nomen Savinus che
ne è derivato o dall'ipocoristico del nome Savius. |
| SAVIOLI |
Non comune, presenta sicuri ceppi
nel riminese e ravennate, ma non si possono escludere nuclei secondari,
nel Veneto e altrove, dovrebbe derivare dal nome medioevale Savius. |
| SAVIONI |
Assolutamente rarissimo, dovrebbe
essere milanese, dovrebbe derivare dal nome medioevale Savius. |
| SAVIOZZI |
Saviozzi è un cognome tipicamente toscano, del pisano ed in particolare
di Cascina, di Pisa, di San Giuliano terme e di Vecchiano, con ceppi anche
a Livorno, dovrebbe derivare da un soprannome come quello attribuito al
poeta medioevale Simone Serdini da Siena (~1360-1421) detto il Saviozzo,
ma è pure possibile se non addirittura più probabile una
derivazione da una forma ipocoristica del nome medioevale Savius
(vedi Savi). |
| SAVOCA |
Savoca è decisamente siciliano, della parte centrorientale dell'isola,
del messinese, del catanese e dell'ennese, in particolare, con massima
concentrazione ad Enna, Catania, Merssina e Palermo, dovrebbe derivare
dal nome del paese messinese di Savoca, o da nomi di località attraversate
dal torrente Savoca, in epoca medioevale il paese di Savoca era una vera
e propria città, con un castello ed un'ampia cinta muraria. |
SAVOLDELLI
SAVOLDI |
Sono entrambi specifici del bergamasco e bresciano,
derivano dal nome Savoldo in uso già dal medioevo, di cui si hanno
tracce ancora in un atto notarile del 1648 dove si legge di una cessione
di un terreno, sito in Vigano, da parte di Savoldo di Domenico Minoia a
Giovanni Giacomo fu Carlo Terzi. Nel 1480 nasce Brescia il
pittore Giovanni Girolamo Savoldo dal quale il giovane Caravaggio apprenderà,
un secolo dopo, l'uso dei toni freddi e il tocco luminista. |
| SAVONA |
Savona ha un ceppo in Liguria e nel cagliaritano, sempre di origini liguri,
un ceppo tra romano e frusinate, uno nel napoletano ed uno nella Sicilia
occidentale, dovrebbero derivare o dal toponimo ligure Savona o dal nome
medioevale che da quella città prende il nome, era una consuetudine
medioevale attribuire ai propri figli i nomi delle più importanti
città italiane. |
| SAVORELLI |
Sembra essere specifico del forlivese e del ravennate, tracce di questa
nobile famiglia si trovano ad esempio nel 1400 con il condottiero Forlivese
comandante delle truppe di Caterina Sforza, nel XVI° secolo i Savorelli
si fregiano del titolo di Conte. |
SBARAGLI
SBARAGLIA
SBARAGLIO |
Sbaragli ha un ceppo nell'alta Toscana ed uno nel forlivese, Sbaraglia
è tipico del forlivese e della fascia che comprende Marche, Umbria,
Abruzzo e Lazio, Sbaraglio è quasi unico, dovrebbero derivare da
soprannomi. Troviamo tracce di questa cognomizzazione a Sondrio nel
1600 con un certo Giacomo detto Sbaraglia, in Emilia nel 1700 con un certo
Girolamo Sbaraglia. |
SBARDELLA
SBARDELLATI |
Sbardella è laziale, Sbardellati
ha un ceppo nel bresciano e forse un altro nucleo in Toscana, del ceppo
bresciano troviamo tracce già nel 1562, quando Damianus Turlinus
scrive "Orationes duae in sacrosancto oecumenico
Concilio Tridentino habitae a R. P. Andrea Duditio Sbardellato, Episcopo
Tininien.". Questi cognomi dovrebbero derivare dal vocabolo sbardellare
(essere scombinato) di cui si hanno tracce anche nel Morgante nell'anno
1481.
Un tratto il zaffo
avessi tu cavato! -
Rispose Gan: - Tu hai il capo pien
di grilli,
e fusti sempre pazzo e sbardellato.
-
Diceva Astolfo a Malagigi allora: |
“Questo libro
tracta di Carlo Magno traducto di latine scripture antiche degne di auctorita
& messo in rima da Luigi de Pulci Ciptadino Fiorentino. "
anno
1481 |
|
SBARZAGLI
SBARZAGLIA |
Sbarzagli, molto molto raro, è dell'area bolognese, romagnola, Sbarzaglia,
meno raro, è tipico della stessa area, ma del ravennate in particolare,
potrebbero derivare, con l'applicazione di una esse prostetica,
forse con valore dispregiativo, da soprannomi originati dal vocabolo medioevale
germanico barskalk inteso come servus
ecclesiae (servo alle dipendenze di
prelati o di comunità religiose), o anche come servo
della gleba. (vedi anche BARZAGLI) |
| SBARZI |
Assolutamente rarissimo, probabilmente
originario del pavese, potrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo
dialettale sbarzo (cavedano, pesce di fiume). |
SBERNA
SBERNI
SBERNINI
SBERNO |
Sberna ha un ceppo nel bresciano a Mazzano, Rezzato, Castenedolo e Brescia,
uno siciliano a San Cataldo nel nisseno, a Sant'Agata di Militello e Acquedolci
nelò messinese, a Leonforte ed Enna nell'ennese, un ceppo nel viterbese
a Corchiano, Viterbo e Barbarano Romano ed a Roma ed uno, molto piccolo
in Umbria, a Piegaro, Città delle Pieve e Perugia nel perugin,o
ed a Terni, Sberni è praticamente unico, Sbernini, molto molto raro,
è tipico dell'area che comprende cremonese e parmense, Sberno, molto
molto raro, è tipico di Catania, dovrebbero derivare, direttamente
o tramite ipocoristici, dal nome medioevale Sberna
di cui abbiamo un esempio d'uso in Toscana nel 1500: "Questi
sono li statuti del castello e comune di Vico Pisano ordinati per li prudenti
huomini Matteo di Guglielmo di Princivalle, Mariano di Michele Agnolo Calese,
Francesco di Antonio di Arrigo e Agostino di Marco di Sberna,
tutti di Vico Pisano, eletti e deputati istatutarii e compositori delli
statuti et ordini del castello e comune di Vico predetto dal prefato magnifico
signore Tommaso Rucellai e dagli huomini di detto comune secondo gli ordini,
corrente l’anno del Signore nostro Giesù Christo, della sua salutifera
incarnatione 1538 al corso fiorentino e 1539 allo stilo pisano al tempo
del Pontificato del santissimo Papa Paolo terzo l’anno 4° e prima.
...", questo nome origina da un soprannome cui si attribuiscono
due significati contrastanti il primo indicherebbe una condizione agiata
riferendosi al nome di un tipo di drappo o manto molto pesante il cui nome
deriverebbe da Hibernia (Irlanda),
sua patria d'origine, il secondo deriverebbe dal vocabolo dialettale meridionale
arcaico sbernare (emettere
peti). |
| SBERVIGLIERI |
Assolutamente rarissimo, sembra tipico della zona tra mantovano ed Emilia. |
| SBROZI |
Praticamente unico, forse originario
del centro Italia, potrebbe derivare da un vocabolo dialettale dell'Italia
centrale (Marche - Umbria) sbrozo (dentellato, seghettato). |
| SBUELZ |
Sbuelz è tipico dell'udinese, di Tricesimo ed Udine, secondo i ricordi
di una nostra lettrice potrebbe essere di origini ungheresi. |
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