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SARA Molto raro, probabilmente originario del sassarese.
SARACCA
SARACCHI
SARACCO
Saracca ha un piccolo ceppo tra parmense e reggiano ed uno a Perugia ed a Marsciano nel perugino, Saracco è tipico delle province di Torino ed Asti, Alessandria e Genova, mentre Saracchi è estremamente raro e sembrerebbe di origine emiliana, dovrebbero derivare dal termine saracco o saracca (sorta di sega) che starebbe ad indicare il mestiere del falegname o del mastro d'ascia svolto probabilmente dal capostipite. Nel 1501 troviamo arcivescovo di Lepanto Marco Saracco, esistono tracce di questo cognome, nell'astigiano già nel 1680, quando don Antonio Saracco, originario di  Antignano(AT), viene nominato parroco della S.S.Annunziata di Callianetto (AT).
SARACENI
SARACENO
Saraceni ha un ceppo a Roma, uno nel chietino nella zona di Vasto ed uno a Castrovillari nel cosentino, Saraceno ha un nucleo ad Augusta nel siracusano ed uno a Reggio Calabria, dovrebbe derivare da un'origine araba o da un prigioniero degli arabi.
ipotesi fornite da A. Mazzuca
Saraceno, nonostante l'apparenza, è aggettivo del centro di Aricia nel Lazio, da cui Arichino od Aricino; la S è una protesi.(Giuseppe Pensabene, edizioni AZ, settembre 2004)
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
SARACENO; SARACINO: si tratta di due cognomi quasi scomparsi dai registri anagrafici dei Comuni della Sardegna, nonostante la loro considerevole presenza nei documenti antichi della Lingua e della Storia Sarda, soprattutto nei Condaghi. Attualmente Saraceno è presente in due Comuni Sardi, Sestu e Cagliari e con un solo nucleo familiare a testa. Anche Saracino è presente in soli due Comuni della Sardegna, Quartu ed Arzachena e con un solo nucleo familiare a testa. Ci confermano inoltre che si tratta di cognomi arrivati, in tempi recenti, dal Continente. E dei numerosi Saracina, Saracinu, Saracino, Saracine, Saraginu, presenti nei Condaghi di San Pietro di Silki, di San Michele di Salvennor, di Santa Maria di Bonarcado ed in altre carte antiche perché non è rimasto niente? Vediamo. Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI, XIII secolo, figurano: Saraginu Furadu (cap. 82), in una partizione di servi, tra il Monastero e il Giudice (d'Arborea): Ego Girardo, prior de Bonarcado, facio partitione cun Iudice: homines ki amus in pare in Augustis (degli uomini che abbiamo insieme ad Austis).-h- fiios de Furadu Saraginu: Goantine e Torbini a clesia, et Iorgi et Orzoco ad Iudice.(gli stessi figli di Furadu, nel medesimo capitolo sono chiamati Sarakinu). Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI, XIII secolo, abbiamo: Sarakina o Saracina Littera (Sarakina è il nome - 287 -): (in una compera) comporaili a Gunnari de Kerki .I. die in Petru Cuccuru (un giorno - la settimana - di lavoro).et isse deitimi (mi ha dato in cambio) su cantu ki aviat (quanto possedeva di ) in Sarakina Littera et in sa fiia. Testes:.Sarakinu Ianne(102 e 116) - Maiore d'Iscolca (comandante della guarnigione di confine): (in una donazione - 102), positinke donnu Gosantine  de Scanu cun sos fiios pro anima issoru (hanno dato, il nobile Gosantine de Iscanu a Sanctu Nichola per la loro anima).Testes: .Ianne Sarakinu, ki fuit maiore d'iscolca.Nel Condaghe di San Michele di Salvennor, CSMS, XI, XIII secolo, abbiamo Sarakinu Migali (Michele), al cap. 182: (in una donazione di servi) dio a San Nicolas (dono a San Nicola.).un quarto de Miguel Seraquino (il Condaghe è in spagnolo).etc. etc. Il più famoso dei Saraceno del periodo medioevale è Saraceno Caldera, N. regina di Arborea, figlia anonima del nobile pisano Andreotto e di una sconosciuta, sposò Mariano II de Bass - Serra, sovrano del regno giudicale di Arborea dal 1264.
SARACINELLI
SARACINI
SARACINO
Saracinelli, molto raro, è tipico di Ancona e del perugino, Saracini è abbastanza raro e si individuano due nuclei, nel senese e nell'anconetano, forse un ceppo nel Lazio, Saracino è decisamente pugliese, dovrebbero derivare dal nome medioevale Saracino o da soprannomi legati ad origini arabe o da soprannomi legati ad episodi riferentesi ad islamici. Nel 1215 a Siena troviamo in un atto: "...sopra riferito strumento Paganello di Galgano, Console di Montieri, promesse a Saracino del Ricca Cittadino Sanese, che stipulò per il Comune di Siena, ...", in un atto del 1336 a Perugia troviamo come testi: "...Amatus Pauli, Vandutius Saracinelli, Ranaldus Rubei,...", nel 1500 troviamo un Cardinal Saracino, nel 1600 a Milano Gerolamo Saracino è il vicario criminale che istruirà il processo a Suor Virginia. la monaca di Monza.
SARAGA
SARAGHI
SARAGO
Saraga ha un ceppo nell'urbinate, a Cagli ed Urbino, ed un ceppo a Roma, Saraghi, molto più raro, è di Fermignano, sempre nell'urbinate, Sarago è quasi unico, dovrebbero derivare da soprannomi basati sul termine bizantino saragas (pesce).
SARAI
SARAIS
Sarai, molto raro, è tipico di Samugheo nell'oristanese, Sarais invece è ben diffuso nel cagliaritano, dovrebbero derivare dall'antico toponimo Villa Sarai che esisteva nel Sulcis.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
SARAI; SARAIS: significato ed etimo dei due cognomi, rimangono non ben chiari: si può solo pensare che il secondo sia il plurale del primo, ma non è dato per scontato! In sardo esiste il vocabolo sarau, che significa tripudio, scialo, festa, che qui in Campidano chiamiamo sciarò; fai sciarò = fare sciala, scialo, festa. Sarau deriva dal catalano sarau o dallo spagnolo sarao: reunion nocturna en que hay baile. Oppure potrebbe derivare da sarrani o sarani (in linguaggio fonetico > sarâi)o serrani = serrano comune (pesce). Sarais è inoltre il nome di un villaggio scomparso, detto anche Sarrasi, ubicato in agro di Genico, in località Sessiri. Come villa medioevale, "bidda", appartenne alla Curadorìa di Siurgus, nel regno giudicale di Cagliari. Dal 1324 appartenne al regna catalano aragonese di Sardegna. Andò spopolandosi sin dai primi decenni del XV secolo e in seguito fu definitivamente abbandonato. Sarai è inoltre una località ed un monte in agro di Carbonia, meglio conosciuto come Monte Sirai, sede del più vistoso insediamento cartaginesi in Sardegna. Sarais è, per di più, il nome di una collina e di un nuraghe del territorio di Guspini. Il canonico Giovanni Spano fa derivare la voce "sarais" (del nuraghe)dal fenicio = casa del principe. Per ora non sappiamo altro. Come cognome lo troviamo tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388: Sarai Joanne, ville Açàra, * Açàra .odierno Atzàra. - Mandrolisay e Barbagia di Belvì. Attualmente il cognome Sarai è presente in 20 Comuni italiani, di cui 9 in Sardegna: Samugheo 26, Oristano 18, Asuni 12, Quartu 11, etc. Sarais è presente in 56 Comuni italiani, di cui 35 in Sardegna: Cagliari 40, Siliqua 35, Ussana 28, Iglesias 27, etc.
SARANDREA
SARANDRIA
SERANDREA
Sarandrea è tipico del Lazio, di Alatri, Collepardo e Frosinone nel frusinate e di Roma e Latina, Sarandria, assolutamente molto raro, ha presenze nella Toscana settentrionale e nella zona tra materano e cosentino, Serandrea, quasi unico, è del romano, potrebbero derivare dal nome di origini ebraiche Sharander.
SARANGA Saranga, ogghi presente quasi esclusivamente in Lombardia e nel piacentino, dovrebbe essere originario dell'area potentino, cosentina, di probabili lontane origini anatoliche, potrebbe trattarsi dell'italianizzazione del nome turco Saruhan.
SARAO' Saraò è specifico di Milazzo nel messinese, potrebbe derivare da una modificazione dialettale del cognome di origini francesi Sarraute (pronuncia sarraot), cognome che a sua volta dovrebbe derivare dal fatto di essere la famiglia originaria di una cresta  costiera o montana elevata.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Saraò è cognome del Messinese, variante di SARAGÒ, a sua volta da SIRAGÒ che deriva dal cognome greco Syrigós.
SARBIA Sarbia, assolutamente rarissimo, è specifico dello spezzino, di Lerici e La Spezia in particolare, dovrebbe derivare dal nome del paese di Sarbia, una frazione di La Spezia, probabile luogo d'origine del capostipite.
SARCHI Tipico del milanese e pavese, potrebbe essere di origine francese, di Sarcus, paese del cantone di Granvilliers, ma un'altra ipotesi è che derivi da un soprannome legato al vocabolo sarchio (sorta di zappa).  Ci sono tracce dei De Sarcus fin dal 1400, il cognome Sarchi si trova già dal 1700, come famiglia benestante in Toscana, un Francesco Filippo Sarchi, linguista e docente lo troviamo nella Vienna di fine Settecento.
SARCI
SARCI'
Entrambi rarissimi, rappresentano due diverse registrazioni dello stesso cognome, sembra siano originari del palermitano, derivano da una variazione del vocabolo saracino (arabo, mussulmano) e starebbe ad indicare o una discendenza araba o comunque un collegamento con il mondo islamico.
SARCINELLI Sarcinelli è tipico di Castellammare di Stabia (NA) con un ceppo anche a Barletta e Minervino Murge nel barese ed uno a Spilimbergo (PN), potrebbe derivare dall'ipocoristico di soprannomi originati dal termine latino sarcina (fardello, carico, peso) forse ad indicare che il capostipite era il figlio di un giovane o piccolo addetto a piccoli lavori di trasporto.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Sarcinelli è cognome barese che secondo Minervini 438 è un alterato di Saracino. Secondo Rohlfs potrebbe invece derivare dal calabrese sàrcina 'fascina di legna secca'.
SARCONI
SARCONIO
Entrambi assolutamente rarissimi dovrebbero derivare dal toponimo Sarconi (PZ) o dal suo etnico sarconeo con il suffisso -eo secondo l'uso greco.
SARDANO Molto raro è originario del barese.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Cognome presente soprattutto a Brindisi, dovrebbe essere un derivato del cognome base di tipo soprannominale Sardella risalente all'italiano 'sardella', che oltre al venditore del pesce poteva indicare anche una persona magra.
SARDARA Molto molto raro è tipicamente sardo, dovrebbe derivare dal toponimo Sardara (CA).
SARDELLA
SARDELLI
SARDELLO
Sardella ha origini pugliesi, sembrano esserci anche dei ceppi, probabilmente secondari, lungo le coste adriatiche, Sardelli ha un ceppo toscano nella zona che comprende il fiorentino, il senese, il pisano ed il livornese, un ceppo tra romano e frusinate ed uno tra brindisino e tarentino, Sardello è praticamente unico, dovrebbero derivare dal nome medioevale Sardellus di cui abbiamo un esempio nel 1300, in uno scritto di Benvenuto da Imola leggiamo: "... fuit quidam civis Mantuanus nomine Sardellus , nobilis et prudens miles et curialis ...", ma possono anche derivare o dal mestiere di pescatore o da caratteristiche fisiche del capostipite. cognominizzazioni molto antiche, le si ritrovano ad esempio anche nel 1500, nella vita di Benvenuto Cellini scritta ai tempi suoi in Firenze si legge: "...tal parole me l'aveva ridette quell'uomo dabbene di Giovanni Sardella. Di modo che io mi risolsi, che eglino m'avessino dato innuno scodellino di salsa, ...".
SARDI
SARDO
SARDONE
SARDONI
Sardi è presente in Liguria, Piemonte, Toscana e Lazio, Sardo è tipico di Campania, Sicilia, Liguria e Piemonte, Sardone ha un grosso ceppo in Puglia, in particolare nel barese, in Basilicata, in particolare nel materano, ed ha un piccolo ceppo in Sicilia, Sardoni, estremamente raro, parrebbe romano, dovrebbero derivare, direttamente o attraverso accrescitivi, dall'etnico sardo (abitante della Sardegna), ad indicare probabilmente che le famiglie provenissero da quell'isola.
SARDINA
SARDINI
SARDINO
Sardina è specifico del trapanese e palemitano, Sardini, molto molto raro, sembra avere un nucleo nel basso bresciano, ed uno nel centro Italia, dall'aretino all'alto Abruzzo, Sardino, ancora più raro, sembra dell'eporediese e canavese, dovrebbero derivare da soprannomi originati dall'estrema magrezza della famiglia, il ceppo siciliano può anche essere legato al mestiere di pescatore o salatore di pesce.  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Lucca nel 1500, in un diploma imperiale del 1536 leggiamo: "...Messer Nicolao Liena, maestro Gerardo Seriusti et messer Dino Sardini, in loco del decto maestro Gerardo absente...".
SARDU Sardu è tipicamente sardo, della costa occidentale dell'isola, deriva dal termine sardu (nativo di Sardegna)
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
SARDU: significa sardo (di origine sarda) e deriva dal latino sardus. Nei tempi antichi era sardiscu, sardisca, usati per lo più come aggettivi. Nella Carta de Logu, XIV secolo, ritroviamo diverse volte l'aggettivo usato nei due generi: Cap.II - .ed esserit coyadu assu modu Sardiscu; al cap. XCVIII - dessas feminas chi si coyarint a modu Sardiscu.Al cap. XCI - .chi bisongiat ad homini de cavallu, assa Sardisca;.Ma proprio per indicare l'origine sarda troviamo, più volte, i vocaboli,  sardu, sardas, sardos. Al cap. LIII .a chi hat a mandari nunza su Sardu.Al cap. LXXXVIII: De cussos chi hant a haviri Cavallos issoru, ch'illos pozzant vender a Sardos. Al cap. LXXIV, item ordinamus chi totu cussas personas Sardas, e Terramingiesas (continentali).Non troviamo il termine "sardu" come cognome, se non in tempi recenti. Gonnosfanadiga, Comune di 7500 abitanti della provincia del Medio Campidano, ha il numero più alto di "Sardu" di tutta la Sardegna, con 85. Il fatto che tra i Sardu di Gonnosfanadiga non ci siano soprannomi, ci induce a pensare che si tratti di un unico ceppo e di origini recenti. Gli anziani da noi intervistati affermano che i Sardu di questo centro sono tutti parenti. L'Archivio Storico del Comune non è ancora disponibile; lo sarà fra poco, assicurano gli amministratori; appena lo sarà potremo dare notizie più precise. Attualmente il cognome è presente in 95 Comuni italiani, di cui 55 in Sardegna: Gonnosfanadiga 85, Sassari 59, Cagliari 48, Arbus 38, etc.
SARESANI Assolutamente rarissimo, quasi unico, probabilmente originario di Melegnano, dovrebbe derivare dal nome di una località della Pieve di San Giuliano, Saresano, che viene citata nell'atto di costituzione della Pieve, come Vigliano con Saresano.
SARGENTELLI
SARGENTI
Sargenti ha un ceppo nel lucchese e nel reggiano, uno nel perugino ed uno nel Lazio, Sargentelli assolutamente rarissimo sembra originario dei dintorni di Lucca.
SARITZU
SARRITZU
Saritzu, quasi unico, è di Quartu Sant'Elena nel cagliaritano, Sarritzu è tipico di Cagliari e dintorni, dovrebbero derivare da un soprannome.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
SARITZU; SARRITZU: è una parola composta > su arritzu, s'arritzu. In Campidano s'arrìtzu è il bruscolo che entra nell'occhio: "M'hat intrau un'arritzu in s'ogu"! = mi è entrata una pagliuzza nell'occhio. S'arritzu, s'eritsu, s'iritzu, s'arritzòni, s'arritsòni è anche il riccio, dal latino ericius. S'arritzoni de matta = il riccio di terra; s'arritzoni de mari = il riccio di mare. O anche s'arritzu o s'arritzoni de sa castangia = il riccio della castagna. Da cui "probabilmente" deriva il nome del paese Aritzo (1426 abitanti; provincia di Nuoro; 900 m. s.l.m. conosciuto come il paese delle castagne. Presente negli antichi documenti della storia della Sardegna). Nei quali documenti non l'abbiamo trovato come cognome, se non nella variante Aritzo (vedi Aritzo). Attualmente il cognome Sarritzu è presente in 53 Comuni italiani, di cui 25 in Sardegna: Quartu S. E. 452, Cagliari 81, Quartucciu 45, Dolianova 21, etc. Sarritzu (sicuro errore anagrafico) è presente nel solo Comune di Quartu, con un solo nucleo familiare.
SARNO Specifico campano della zona che comprende le province di Napoli, Avellino e Salerno, ha un ceppo secondario anche nel barese, deriva dal toponimo Sarno (SA) o dal nome del fiume omonimo.
SARONNI
SARONNO
Saronni è tipicamente lombardo, è diffuso nel milanese ed aree limitrofe, Saronno, assolutamente rarissimo, potrebbe essere dovuto ad errori di trascrizione, dovrebbero comunque derivare dal toponimo Saronno (VA), cittadina ai confini con il milanese.
SAROTTI
SAROTTO
Sarotti estremamente raro sembra specifico  di Teglio (SO) con ceppi probabilmente secondari anche nel cuneese, Sarotto è tipico del cuneese e basso torinese, dovrebbero derivare da modificazioni dell'aferesi del nome Baldassarre.
SARRA
SARRO
Sarra è abbastanza raro ed è tipico dell'alto Lazio e dell'aquilano, Sarro, molto più raro, è specifico della zona che dall'avellinese, arriva al cosentino, che potrebbe in qualche modo derivare dal toponimo Sarro (CT).
SARRAPOCHIELLO Assolutamente rarissimo è tipico di San Lorenzo Maggiore (BN).
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Sarrapochiello è un tipico cognome del comune beneventano di San Lorenzo Maggiore. Tale forma cognominale dovrebbe trarre origine, a mio avviso, dalla fusione del nome del Capostipite, tale Baldassarre, la cui forma aferetica è "Sarre" o, appunto,
"Sarra", con il soprannome dello stesso, ossia "Pochiello", idioma con il quale si indicava in passato, e in alcuni dialetti campani si indica tuttora, una persona "povera di mezzi o di spirito". "Pochiello" o "pochello" sono infatti due forme dialettali del termine italiano "poco", che oltre a significare "piccolo, di piccola quantità, scarso", poteva indicare nei secoli scorsi una persona fisicamente esile, uno "smilzo".  Con ogni probabilità, in conclusione, il ceppo beneventano dei Sarrapochiello discende da un tale Baldassarre, soprannominato "Pochiello" perchè povero, privo di mezzi di sussistenza, o in base ad una sua peculiarità fisica, in quanto piccolo di statura o dalla corporatura esile oppure, in ultima analisi, denominato "pochiello" in senso offensivo (cialtrone, pover'uomo) o canzonatorio e scherzoso.
SARRUBBA
SARRUBBI
SARRUBBO
SARUBBI
SARUBBO
Sarrubba, Sarrubbi e Sarrubbo, molto molto rari, sono del napoletano, Sarubbi è specifico dell'area lucano, cosentina, di Lauria, Francavilla in Sinni e Latronico nel potentino, di Stigliano, San Giorgio Lucano e Matera nel materano e di Verbicaro, Santa Maria del Cedro, Orsomarso, Francavilla Marittima e Scalea nel cosentino, Sarubbo, molto meno diffuso, è specifico di Cassano allo Ionio, Tortora e Praia a Mare nel cosentino, per questi cognomi esistono due tipi di ipotesi, la prima è che possano derivare da forme aferetiche alterate di soprannomi originati dal termine casa rubia (casa rossa), forse ad indicare una caratteristica dell'abitazione dei capostipiti, la seconda ipotesi, la più probabile, propone una derivazione dal nome arabo Sharrub o Sharub, nome che deriva dal termine arabo che ha originato il nostro vocabolo sciroppo.
SARTARELLI
SARTELLI
SARTI
SARTINI
SARTINO
SARTO
Sartarelli, abbastanza raro, ha un ceppo nel fiorentino, uno nell'anconetano ed uno nel romano, Sartelli è tipicamente ligure, di Rocchetta di Vara nello spezzino in particolare, Sarti occupa un areale che comprende le province di Verona, Modena e Bologna, Firenze, Lucca, forlivese, pesarese e riminese, Sartini è specifico della fascia che comprende Romagna, Marche, Umbria e Toscana, Sartino, assolutamente rarissimo, parrebbe di Vigevano (PV), Sarto ha un ceppo nel veneziano, uno nel milanese, uno in Campania ed uno nel foggiano, derivano tutti probabilmente, direttamente o tramite ipocoristici, da soprannomi originati dal mestiere di sarto. Personaggio di estremo rilievo è stato Giuseppe Sarto che veniva eletto papa con il nome di Pio X°  il 4 agosto del 1903.
SARTIRANA
SARTIRANI
Sartirana potrebbe essere originario dell'alessandrino o del pavese, con un possibile ceppo secondario nel  milanese, dovrebbe derivare dal toponimo Sartirana Lomellina (PV) che deriva a sua volta dalla Gens Satria, famiglia patrizia romana, Sartirani molto più raro è tipico del bergamasco.
SARTOR
SARTORE
SARTORELLI
SARTORI
SARTORIO
Sartor è specifico della zona che comprende il trevigiano e la bassa provincia di Pordenone, Sartorelli è molto raro, localizzato nel nord Italia, Sartore è molto diffuso sia in Piemonte e Liguria che in Veneto, anche Sartori è diffuso in tutto il nord, ma in modo molto più massiccio, Sartorio è specifico del varesotto e alto milanese, con presenze apprezzabili anche nel lodigiano, pavese e novarese, tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche, dal cognomen latino Sartorius.
SARU' Sarù, praticamente unico, di origini meridionali, dovrebbe derivare da una forma aferetica dialettale del nome Rosario.
SARUGGIA Molto raro è tipico del nordmilanese e comasco, dovrebbe derivare da un toponimo come Saruggia frazione di Albavilla nel comasco o Saruggia di Erba sempre nel comasco.
SARZI
SARZINI
SARZO
Sarzi è dell'area cremonese, a Cremona, Casalmaggiore e Isola Dovarese, e mantovana, a Curtatone e Ceresara, Sarzini, quasi unico, è piemontese, Sarzo, abbastanza raro, tipicamente veneto del padovano, sembrerebbe della zona di Curtarolo e Carmignano di Brenta, dovrebbero originare, direttamente o tramite un ipocoristico, da un soprannome basato sul termine dialettale arcaico veneto sarza o sarzo, un tipo di panno di lana ordinario usato prevalentemente, nei secoli scorsi, dai contadini.
SARZOLA Assolutamente rarissimo, potrebbe essere del mantovano, potrebbe però derivare dal toponimo medioevale Sarzola, di cui si hanno tracce nell'anno 967, in un atto l'imperatore Ottone  cede al Marchese Alleramo fra gli altri anche un paese nominato Sarzola.
SASSANI Sassani, molto molto raro, è tipico della provincia di Campobasso, di Riccia e di Campobasso, dove probabilmente è secondario, dovrebbe derivare probabilmente dal nome di un liberto di nome Sassanus o dal nome di un fondo rurale di proprietà di un Sassius o Sassus, nomen gentilizio latino attestato in Abruzzo e Molise, ricordiamo che la terminazione -anus stava ad indicare la proprietà fondiaria ed anche i servi ed i liberti di una famiglia gentilizia, quindi Sassano stava ad indicare un luogo di proprietà di un Sassio, nel primo secolo a Campomarino (CB) si trovavano proprietà terriere del nobile possidente Tillius Sassius.
SASSANO Sassano ha un ceppo a San Martino in Pensilis ed a Campomarino nel campobassano ed a San Nicandro Garganico, San Marco in Lamis, Foggia ed Apricena nel foggiano ed uno nel potentino tra Marsico Nuovo, Potenza e Paterno, dovrebbero derivare da nomi di fondi rurali (vedi SASSANI) i ceppi molisani e pugliesi e da toponimi come Sassano di Avigliano nel potentino o Sassano nel salernitano quelli lucani.
SASSI
SASSO
Sassi dovrebbe essere emiliano, Sasso dovrebbe avere più ceppi, in Puglia e Campania, nel Veneto, in Piemonte ed in Liguria, dovrebbero tutti derivare da toponimi contenenti la radice Sasso o Sassi, quali: Castel di Sasso (CE), Isola del Gran Sasso (TE), Madonna del Sasso (NO), Sassi (LU), Sasso (AN) - (VI), Sasso di Neviano (PR), Sasso Marconi (BO), ecc.
SASSONE
SASSONI
Sassone è tipico meridionale, della Basilicata in particolare, Sassoni, assolutamente rarissimo, è forse un errore di trascrizione del precedente, dovrebbero derivare dal nome medioevale Sassone citato ad esempio a Roma in un'antica lapide del 1154: "IN N. D. MAGR. CIL. PRR. CARD. - S. MARCI IVSSIT HOC FIERI PRO - REDEMPTIONE ANIMAE SVAE - ANN. DNI MCLIIII IND. II. FACTVM - EST PER MANVS IOHIS PETRI ANGELI - ET SASSONIS FILIORVM PAVLI", difficile una derivazione dall'etnico di Sassonia.
SASSU Tipico sardo, più propriamente del sassarese e di Sassari in particolare, con un ceppo non secondario anche nel cagliaritano, potrebbe derivare da nomi di località contenenti la radice sassu come Monte Su Sassu vicino a Ozieri (SS), ma più probabilmente deriva da caratteristiche del terreno della zona dove abitava la famiglia, con caratteristiche sabbiose e presenza di pietre alluvionali. il vocabolo sassu in lingua sarda significa appunto terreno sabbioso, alluvionale, o anche pietra di fiume.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
SASSU: su sassu è un tipo di sabbia argillosa, usata in edilizia, anche la creta. In latino saxum = sasso, macigno, pietra. Ma saxum è anche la creta Cimolia (di Cimolus, una delle Cicladi, κιμόλιος). La voce non è presente nel DES del Wagner, nel quale troviamo per creta la voce terra ludzàna, presente nei Condaghi, nei quali non c'è la voce sassu. Evidentemente si tratta di un termine moderno. Sta di fatto che da il nome a molti toponimi sardi. Sassu è il nome di una località tra Chiaramonti ed Ozieri, della quale non ne conosciamo con esattezza il significato, ma nella Sardegna meridionale nei diversi toponimi, il significato è di argilla, creta, sabbione: Riu Sassu, Monte Sassu. Il più famoso di questi è lo stagno di Sassu, o perlomeno lo era perché è stato prosciugato ed al suo posto c'è attualmente una parte della importante Bonifica di Terralba-Arborea. Il cognome potrebbe avere comunque sia il significato di sasso, dall'italiano sasso, sia il significato di creta, argilla, sabbione. Nella parte centro meridionale dell'isola, come detto, ha per certo questo ultimo significato. In tutti i casi deriva dal latino saxum. Attualmente il cognome è presente in 170 Comuni italiani, di cui 61 in Sardegna: Sassari 253, Cagliari 75, Bonarcado 62, Ittiri 52, etc. Ricordiamo il pittore e scultore Aligi Sassu, nato a Milano il 17 luglio 1912, da padre sardo e madre emiliana e morto a Pollença, Majorca, Spagna, il 17 luglio 2000 (per saperne di più vedi nel Web: Aligi Sassu).
SATANASSI
SATANASSO
Satanassi è decisamente romagnolo, in particolare di Ravenna, Forlì e Sarsina (FC), Satanasso sembra essere unico, si dovrebbe trattare di cognomi derivati da soprannomi con i quali al capostipite si attribuivano probabilmente azioni non commendevoli, Satanasso è un modo arcaico per chiamare il diavolo, ma è anche nella consuetudine italiana un appellativo amichevole rivolto a persone estremamente agitate.
SATTA Satta è un cognome decisamente sardo, molto diffuso in tutta l'isola, dovrebbe derivare dal termine sardo logudorese s'atta (il filo del coltello o della scure, la punta della spada), questa ipotesi porterebbe alcuni a sostenere un legame con i pirati nordici che effettuarono scorrerie in Sardegna.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
SATTA: sul significato e l'etimologia della voce satta permangono incertezze. Probabilmente si tratta di termine corrotto. Potrebbe derivare dall'unione di nome con articolo, come per esempio "su arritzu" ha dato il cognome "Sarritzu". La voce attsa o atza in campidanese, atta in logudorese significa filo del coltello, ma homini de atza in camp. homini de atta in log. significa uomo audace, coraggioso (vedi il cognome Atza). Nell'unione con l'articolo si ha s'atta, >satta (in log.). Ed è proprio nell'alta Sardegna, cioè nell'antico Logudoro, che è più diffuso il cognome "Satta". Quindi dovrebbe indicare, se le nostre considerazioni sono giuste, il carattere della persona: audace e coraggioso. Non abbiamo altri suggerimenti! Non abbiamo trovato il cognome negli antichi documenti medioevali della lingua e della storia della Sardegna. Nella storia moderna e contemporanea ricordiamo: Satta Luigi, di Orgosolo(1708), primo vescovo della Diocesi di Iglesias (olim di Sulcis), dal 1763 al 1772. Satta Branca Antonio, politico repubblicano, di fede mazziniana. Nacque a Sassari nel 1861, anno in cui lo Stato cambiò da Regno di Sardegna in Regno d'Italia. Fu uno dei fondatori del quotidiano La Nuova Sardegna; deputato al Parlamento dal 1919 al 1921. Ricordiamo inoltre Salvatore  Satta (1902 - 1975), di Nuoro: giurista e scrittore. Nel 1925 si trasferì a Milano, dove esercitò la professione di avvocato. Cominciò la sua carriera di scrittore, durante la sua degenza nel sanatorio di Merano, col romanzo La Veranda. Completamente ristabilito, nel 1932 ottenne la Libera Docenza di Diritto presso l'Università di Camerino. Nel 1939 fu pubblicato il suo primo importante saggio di diritto, "Appunti di diritto processuale civile"; nel 1940, a Genova, dove gli era stata affidata la cattedra di diritto, pubblicò il saggio "Guida pratica per il nuovo processo civile italiano". Nel 1945, subito dopo la guerra fu nominato prorettore dell'Università di Trieste. Nel 1946 tornò a Genova come docente universitario. Negli anni che seguirono continuò con grande interesse la sua attività accademica e continuò a pubblicare saggi sul diritto processuale civile. Nel 1958 fu chiamato a Roma, sempre per la cattedra di diritto processuale. Nel 1970 cominciò la stesura della sua migliore opera letteraria, il romanzo, "Il Giorno del Giudizio", che fu definitivamente completata nel 1975, l'anno della sua morte: l'opera( se ne consiglia la lettura) fu poi pubblicata a Padova due anni dopo, e suscitò subito grande interesse e accese polemiche. Attualmente il cognome Satta è presente in396 Comuni italiani, di cui 140 in Sardegna: Sassari 557, Cagliari 211, Nuoro 146, Olbia 139, Ozieri 137, Luras 97, etc.
SATTIN
SATTINI
SATTINO
Sattin, oltre al nucleo veneto nel padovano soprattutto, a Padova, Albignasego, Anguillara Veneta, Conselve, Cartura, Merlara, Tribano e Bagnoli di Sopra, nel rovigoto, a Rovigo e San Martino di Venezze, Vicenza e Cavarzere nel veneziano, possiede anche un piccolo ceppo triestino, Sattini, quasi unico, sembrerebbe del ferrarese, Sattino, praticamente unico, sembrerebbe torinese, potrebbe derivare dal nome di origini celte Satinus, forse portato dai capostipiti, nome a sua volta derivato dal termine celta sati (ricchezza, averne abbastanza), ma non si può escludere una derivazione da un soprannome originato dal termine veneto sattin (zampetta).
SATURNALE Saturnale, praticamente unico, sembrerebbe del napoletano, si dovrebbe trattare di un cognome attribuito ad un trovatello.
SATURNI
SATURNINI
SATURNINO
SATURNO
Saturni ha un ceppo ad Ostra Vetere, Senigallia ed Arcevia nell'anconetano ed uno romano a Roma ed a Formello, Saturnini ha un piccolo ceppo ad Oppeano e Bovolone nel veronese, uno a Luco dei Marsi nell'aquilano, ed uno a Roma ed a Paliano nel frusinate, Saturnino ha un ceppo piccolissimo nell'alessandrino, uno a Roma ed a Formia e Sperlonga nel latinense, uno nel napoletano a Pozzuoli, Napoli, Castellammare di Stabia ed Ischia, e nel salernitano a Cava de' Tirreni, presenta anche un piccolissimo ceppo a Castrovillari nel cosentino, Saturno ha vari ceppi in giro per l'Italia, a Genova ed a Balestrino nel savonese, in Sardegna ad Ozieri nel sassarese, a Roma, nel napoletano a Napoli, Castellammare di Stabia, Acerra e Casoria, ma il ceppo principale è nel salernitano, a Camerota, Pagani e Centola, presenta anche un piccolissimo ceppo in Puglia ad Acquaviva delle Fonti nel barese, in Calabria a Lamezia Terme (CZ) ed in Sicilia a Marsala nel trapanese, dovrebbero derivare direttamente o tramite ipocoristici dal cognomen latino Saturnius o Saturninus, portati ad esempio dal questore Lucius Appuleius Saturnius  dei tempi di Cesare e Cicerone, o da Lucius Antonius Saturninus Governatore della Germania sotto Domiziano.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Saturno è cognome siciliano, calabrese, salentino e napoletano. Viene dal termine calabrese 'saturnu' = taciturno, ruvido. Rohlfs 168.
SAU Tipico sardo, distribuito in tutta l'isola, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo sardo sau ( filo di lana ) o anche da modificazioni del termine sardo sagu (coltre, coperta, mantello di lana), collegato quindi probabilmente con il mestiere del capostipite.
integrazioni fornite da giuseppe Concas
SAU: sagu in log. antico; sau nel log. moderno; dal latino sagum = saio, o mantello dei soldati, o pezzo di lana grossolana e spessa: sagum sumere (per i soldati) = tenersi pronti alla guerra. In alcune parti della Sardegna su sagu o sau è il gonnellino nero in orbace, sotto cui sono i calzoni di lino bianco, del costume tradizionale sardo; ma nella maggior parte dell'isola tale gonnellino è detto sa bràga (braca) o sa ràga. Nel Logudorese antico troviamo Sagu e Braca, come cognomi - CSMS, XI, XIII sec. cap. 30 (vedi più giù alla voce, CSMS - Gosantine Sagu). Nel Condaghe di San Pietro di Silki, CSPS, XI°, XIII° secolo, al capitolo 209, troviamo: comporaili (un acquisto) a Petru de Serra, Digiti Truncu(dal dito mozzato), .J. sollu de terra (un soldo di terra - soldo aureo sardo) supra custa ki conporai a Travesu Catha, et ego deindeli .J. sagu (ed io gli ho dato un "sagu" = coperta di lana, probabilmente di orbace). Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI°, XIII° secolo, troviamo (al cap. 1°): comporaili a Petru Pulice binia (una vigna) in unu clusu et deibili (gli ho dato), .III. sollos de labore et tremisse (tremisse = un terzo del soldo aureo sardo). Negli antichi documenti della lingua e della storia della Sardegna ritroviamo il vocabolo, nelle due uscite, sagu (più antica) e sau come cognome. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, figurano: Sau Bernardo, jurato ville Bitiri, * Bitiri...villaggio distrutto: del Meylogu. Contrate de Ardar et Meylogu; Sau Georgio, jurato ville Boon, * Boon.Bono (attuale). Curatorie de Anella; Sau Guantino, ville Macumerii, *** MACUMERII et Curatorie de Marghine de Gociano.Macomer etc.  In posse Chelis Simonis, notarii publici...die XII Januarii 1388. Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI, XIII secolo lo troviamo nella variante più antica : Sagu Janne(149), in una permuta di vigne: Ego prior Ioanne(di San Nicola)ki tramutai cun Ianne Sagu, genneru de Petru De Mela, binia po binia (vigna con vigna).Nel Condaghe di San Michele di Salvennor, CSMS, XI, XIII secolo, abbiamo: Gosantine Sagu (30, 32, 33) : comprè de Andria Tertesu, y de sus hermanos Gosantin y Marg. Tierra in funtana.Test. Gosantin Sago, y Furado Braca. Attualmente il cognome Sau è presente in 117 Comuni italiani, di cui 41 in Sardegna : Sassari 154, Tonara 153, Cagliari 81, Nuoro 50, etc.
SAUDA Sembrerebbe tipico della val Rendena, è molto raro, potrebbe derivare da un nome di località basato sul termine medioevale germanico saudus (non coltivato), in uno scritto dell'ottavo secolo si legge ad esempio: "...inter oliueto Taiperti castaldii et curte de filiis quondam Auduale, hec ipsa petia integra, una cum pomifera sua. similiter alia petia de oliueto una cum terra sauda uel pomifera...".
SAUDO Saudo, ormai quasi scomparso in Italia, presentava un piccolissimo ceppo nell'area del Trentino Alto Adige ed uno in Sicilia, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine medioevale germanico saudus (non coltivato), ma potrebbe anche derivare dal nome medioevale Saudus, originato dal nome arabo Saudi.
SAUL
SAULE
SAULI
SAULINI
SAULINO
SAULLE
SAULLI
SAULLO
SAULO
Saul è assolutamente rarissimo, Saule è triestino, Sauli ha un ceppo triestino, uno romano ed uno abruzzese a Civitella Roveto nell'aquilano, Saulini ha un ceppo a Roma ed a Bellegra nel romano, Saulino ha un ceppo a Roma, uno ad Isernia ed uno nel napoletano, a Napoli, San Paolo Bel Sito, Nola e Liveri, Saulle ha un ceppo campano tra casertano, napoletano e salernitano ed uno nel barese, Saulli è tipico di Roma e Rieti, Saullo ha un ceppo campano a Napoli e a Pisciotta (SA), uno cosentino a Montalto Uffugo ed aree viciniori ed uno siciliano ad Alcamo (TP), Saulo ha un piccolo ceppo romano ed uno a Cetraro (CS), dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite alterazioni ipocoristiche o dialettali, o dal nome giudaico Saul o dal nomen latino Saulus, ricordiamo che Paolo di Tarso prima della conversione si chiamava Saulo: "...Saulus Hebreo sermone temptatio dictus, eo quod prius in temptatione aecclesiae sit uersatus. Persecutor enim erat, inde nomen habebat istud quia persequebatur Christianos. Postea mutato nomine, de Saulo factus est Paulus, quod interpretatur mirabilis siue electus. ...".
SAURI
SAURO
Sauri, molto molto raro, ha un piccolo ceppo nel veneziano ed uno nel Lazio, Sauro invece  ha ceppi in giro per l'Italia, nel comasco e varesotto, nel veronese, nel triestino, a Roma, Nel napoletano, beneventano e Molise, nell'avellinese e nel foggiano, nel cosentino e catanzarese ed in Sicilia nel palermitano e nell'ennese, dovrebbero derivare dal nome medioevale Saurus di cui abbiamo un esempio in uno scritto della seconda metà del 1100: "...imperator Fredericus instinctu Dei permotus, ad recuperandam christianorum terram ultra mare cum valido exercitu in die sancti Georgii iter arripuit. Et in eodem anno interfectus est comes Saurus idus Maias et in ipso anno hobiit ...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Sauro è cognome siciliano dal greco 'saúros' = lucertola. Rohlfs 168.
SAVARESE Savarese sembrerebbe tipicamente campano, del napoletano, in particolare di Vico Equense e Napoli, con consistenti presenze anche a Castellammare di Stabia, Sant'Anastasia, Piano di Sorrento, Sorrento, Marano di Napoli, Pompei, Massa Lubrense, Sant'Agnello, Meta, Bacoli, Qualiano e San Giorgio a Cremano, e di Cava de' Tirreni, Pagani e Salerno nel salernitano, dovrebbe trattarsi di una forma etnica derivata da paesi come Sava nel salernitano, forse il luogo d'origine dei capostipiti. Difficile ipotizzare una derivazione dall'antica città ungherese di Savaria (nome latino antico dell'attuale Szombathely), anche se non sarebbe impossibile, in quanto potrebbe essere arrivato questo termine portato da legionari romani e più tardi da militari al seguito dell'imperatore svevo.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Savarese è cognome siciliano dal cognome greco Sávaris. Rohlfs 168.
SAVARESI Savaresi è tipicamente lombardo, di Cremona, Milano e Brescia, si può ipotizzare una derivazione dall'etnico dell'antica città ungherese di Savaria (nome latino antico dell'attuale Szombathely), in quanto potrebbe essere arrivato portato da legionari romani o dalle milizie gotiche.
SAVASTA
SAVASTANO
SAVASTI
SAVASTIO
Savasta, abbastanza raro, è specifico siciliano, Savastano è tipico campano, dell'area che comprende il casertano, il napoletano ed il salernitano, Savasti, quasi unico, è del napoletano, Savastio, molto molto raro, sembrerebbe del foggiano, dovrebbero tutti derivare dal toponimo palestinese Savasta o Sabasta l'antica Samaria o dall'etnico della regione omonima. Traccia di questa cognominizzazione la troviamo con il Monsignor Ignazio Savastano Vescovo di Gallipoli dal 1759 al 1769.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Savasta è cognome siciliano dal cognome greco Sevastós, derivato dall'aggettivo 'sevastós' = onorato.
SAVELLA
SAVELLI
SAVELLO
Savella, molto molto raro, potrebbe essere panitaliano, Savelli è diffuso in Romagna, Toscana e Lazio, Savello è praticamente unico, dovrebbero tutti derivare dai Sabelli (sabini), popolazione preromana, ma in alcuni casi possono derivare da toponimi come Savelli di Norcia (PG).  Tracce di questa cognominizzazioni si trovano fin dal 1200 nello stato pontificio tra i nobili romani, molti Savelli furono Cardinali o Capitani di ventura, alcuni vennero infeudati come Signori di Ariccia, di Albano, di Palombara e di Rignano.
SAVERI
SAVERINI
SAVERINO
SAVERIO
Saveri è specifico dell'area che comprende perugino, ternano, viterbese e romano, Saverini, quasi unico, sembrerebbe toscano, Saverino ha un ceppo calabrese nel reggino, a Gioia Tauro, Grotteria, Gioiosa Ionica e Roccella Ionica, ed a Catanzaro, ed uno siciliano, a Palermo, Ficarazzi, Bagheria e Termini Imerese nel palermitano e ad Alcamo nel trapanese, Saverio, molto molto raro, ha un ceppo nel tarentino ed uno nel lecchese, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome italiano Saverio, un'alterazione del nomen latino Severus o Severius.
SAVI
SAVIO
Savi dovrebbe avere un nucleo nelle province di Parma e Piacenza ed uno nel Lazio, Savio è molto diffuso in tutto il nord con ceppi non secondari anche nel napoletano ed in Sicilia, dovrebbero derivare dal nome medioevale Savius. In un atto legale del 648 troviamo un tal Savius Vagus Merceres, tracce di un principio di queste cognominizzazioni le troviamo nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale sotto l'anno 1195 a Varese in una charta venditionis si può leggere: "Anno dominice incarnacionis milleximo centeximo nonageximo quinto, decimo septimo die mensis aprilis, indictione .XIII.ma. Vendiderunt ad proprium Marchisius Savius et Albertus filius eius de Malnate presbitero Henrico de Vellate et Alberto de Bubiate, canonicis et recipientibus nomini et utilitati ecclesie Sancti Victoris de Varisio...".
ipotesi fornite da Marco Savi
il ceppo laziale del cognome Savi deriverebbe da Savus e non da Savius, dato il fatto che savus in latino è una contrazione di Savinus ovvero Sabino (abitante della Sabina). La teoria è plausibile dal punto di vista etimologico ed è congruente con la distribuzione geografica del cognome, visto che la grande maggioranza dei Savi del Lazio, esclusi quelli del capoluogo, si trovano localizzati a Nord-Est di Roma, ovvero nell'area dell'antica (e odierna) Sabina, e nelle zone limitrofe.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Savi, Savio: in Emilia-Romagna è documentata la forma Savi, al 36° posto a Piacenza. Si tratta della cognominizzazione del nome Savio, originato da un soprannome determinativo 'savio' = sapiente, prudente, saggio. Deriva dal francese antico 'sage', dal latino parlato 'sapiu(m)', connesso con il verbo 'sapere' = colui che ha senno, che è saggio. L. Paraboschi, Cognomi della Emilia Romagna, 170.
SAVIA Molto raro. sembra avere due ceppi, nella provincia di Verbania e nel catanese, dovrebbe derivare dal cognomen latino Savia, il femminile di Savius.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Sàbia (Sabìa) è cognome lucano presente a Pietragalla, Potenza, Rionero in Vùlture e spesso altrove, anche calabrese, brindisino ed a Taranto: deriva dal termine 'savia'. Rohlfs, Cognomi lucani.
SAVIAN
SAVIANE
Savian è del veneziano, di Caorle, Cavallino, Annone Veneto e Portogruaro, e di Maserada sul Piave nel trevisano, Saviane è tipico del bellunese, di Puos d`Alpago in particolare, ma anche in misura minore di Tambre e Ponte nelle Alpi e di Montebelluna nel trevisano, dovrebbero derivare da modificazioni dialettali del nome medioevale Savianus.
SAVIANI
SAVIANO
Saviani, assolutamente rarissimo, sembra specifico della bassa provincia di latina, Saviano è tipico del napoletano, derivano dal toponimo Saviano (NA). (vedi anche SAVIAN)
SAVIER
SAVIERO
SEVIER
SEVIERI
SOVIER
SOVIERI
SOVIERO
Savier e Saviero sono praticamente unici, Sevier, che sembrerebbe unico, è fiorentino, Sevieri ha un ceppo nell'area toscana tra lucchese e pisano ed uno a Perugia, Sovier ha una  presenza in Campania, Sovieri, molto molto raro, è specifico della zona di confine tra aretino e perugino, Soviero è del napoletano, di Striano, Visciano e San Giuseppe Vesuviano, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da alterazioni del nome medioevale germanico Savaricus, o da alterazioni del nome latino Severus (vedi SEVERI), passando a volte attraverso la sua variante spagnola Javier o Xavier.
SAVIGNANI
SAVIGNANO
Savignani, assolutamente rarissimo è specifico del perugino, zona tra Citta` Di Castello ed Umbertide, Savignano ha una presenza autonoma in Toscana ed un ceppo in Campania con massima concentrazione a Savignano Irpino e Gesualdo in Irpinia, dovrebbero tutti derivare da toponimi come Savignano Irpino (AV) o Savignano sul Rubicone (PU) e Savignano Panaro (MO). Di queste cognominizzazioni troviamo tracce ne Dell'origine de' Cognomi di Ludovico Antonio Muratori ( 1672 -1750), che scrive di un trasferimento della nobile famiglia dei Savignani da Modena a Bologna, nel libro di ricordi dell'aretino Francesco Redi si legge ad esempio: "...Ricordo come, infino sotto il dì 25 di maggio 1673, pagai al Padre Emilio Savignani della Compagnia di Gesù scudi sessanta, di lire sette per scudo, d'ordine del Sig. Niccolò Stenone di Danimarca ...".
SAVIGNON
SAVIGNONE
SAVIGNONI
Savignon è unico, Savignone, quasi unico, è piemontese, come Savignoni, che ha un piccolo ceppo ad Alessandria ed uno a Roma, dovrebbero derivare da ipocoristici francesi del nome latino Sabinus, diventato Savinus grazie al fenomeno del betacismo, bisogna però anche considerare che potrebbero anche essere proprio di origine francese e derivare da toponimi come Sauvignon, di cui ne esiste più d'uno in Francia.
SAVINA
SAVINI
SAVINO
Savina ha un ceppo a Parma, uno tra le province di Roma e L'Aquila ad Avezzano (AQ) ed a Roma, ed uno nel leccese a Leverano e Veglie, Savini è distribuito uniformemente lungo l'asse della via Emilia, da Milano a Rimini e di qui fino agli Abruzzi, Savino invece è specifico dell'area che comprende Campania, Puglia e Basilicata, dovrebbero derivare dal vocabolo latino sabinus (del popolo dei Sabini) o dal nomen Savinus che ne è derivato o dall'ipocoristico del nome Savius.
SAVIOLI Non comune, presenta sicuri ceppi nel riminese e ravennate, ma non si possono escludere nuclei secondari, nel Veneto e altrove, dovrebbe derivare dal nome medioevale Savius. 
SAVIONI Assolutamente rarissimo, dovrebbe essere milanese, dovrebbe derivare dal nome medioevale Savius. 
SAVIOZZI Saviozzi è un cognome tipicamente toscano, del pisano ed in particolare di Cascina, di Pisa, di San Giuliano terme e di Vecchiano, con ceppi anche a Livorno, dovrebbe derivare da un soprannome come quello attribuito al poeta medioevale Simone Serdini da Siena (~1360-1421) detto il Saviozzo, ma è pure possibile se non addirittura più probabile una derivazione da una forma ipocoristica del nome medioevale Savius (vedi Savi).
SAVO Savo ha un grosso ceppo a Frosinone e nel frusinate a Torrice, Anagni, Ceccano, Ripi, Pofi ed Alatri, a Sezze, Latina e Cisterna di Latina nel latinense ed a Roma e Velletri nel romano, un ceppo nel salernitano ad Amalfi, Salerno ed Atrani, ed un piccolo ceppo a Pietrapaola nel cosentino, potrebbe derivare da nomi di località come Savo di Torrice nel frusinate, ma, molto più probabilmente deriva dal nome slavo Savo, nome anche di un fiume della Dalmazia.
SAVOCA Savoca è decisamente siciliano, della parte centrorientale dell'isola, del messinese, del catanese e dell'ennese, in particolare, con massima concentrazione ad Enna, Catania, Merssina e Palermo, dovrebbe derivare dal nome del paese messinese di Savoca, o da nomi di località attraversate dal torrente Savoca, in epoca medioevale il paese di Savoca era una vera e propria città, con un castello ed un'ampia cinta muraria.
SAVOIA
SAVOIE
SAVOJA
Savoia è panitaliano, Savoie, molto molto raro, è specifico della Val d'Aosta, Savoja, molto raro, sembrerebbe siciliano, con un piccolo ceppo nel messinese e nel nisseno, questi cognomi dovrebbero derivare dai vari toponimi contenenti la radice Savoia, come ad esempio Verrua Savoia nel torinese, Iolanda di Savoia nel ferrarese, Margherita di Savoia nel foggiano, Savoia di Lucania nel potentino, Valsavoia nel siracusano o altri simili ed in qualche caso potrebbero derivare dal fatto di essere i capostipiti originari della regione oggi francese della Savoie.
SAVOLDELLI
SAVOLDI
Sono entrambi specifici del bergamasco e bresciano, derivano dal nome Savoldo in uso già dal medioevo, di cui si hanno tracce ancora in un atto notarile del 1648 dove si legge di una cessione di un terreno, sito in Vigano, da parte di Savoldo di Domenico Minoia a Giovanni Giacomo fu Carlo Terzi.  Nel 1480 nasce  Brescia il pittore Giovanni Girolamo Savoldo dal quale il giovane Caravaggio apprenderà, un secolo dopo,  l'uso dei toni freddi e il tocco luminista.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Savoldi, Savoldelli, questi due cognomi lombardi Lurati 425 scrive che il loro etimo va individuato nelle pratiche medievali di assegnare il nome di persona Saporito accanto a Sapore e a Savorellus per rafforzare il concetto di saporitezza (gradevolezza) del bambino.
SAVONA Savona ha un ceppo in Liguria e nel cagliaritano, sempre di origini liguri, un ceppo tra romano e frusinate, uno nel napoletano ed uno nella Sicilia occidentale, dovrebbero derivare o dal toponimo ligure Savona o dal nome medioevale che da quella città deriva, era una consuetudine medioevale attribuire ai propri figli i nomi delle più importanti città italiane.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Savona cognome dal toponimo omonimo. A tal proposito G.B. Pellegrini in Toponomastica italiana,1990, scrive "incerto è l'etimo di 'Savona' da Sauone (abl.) citato da Livio che lo definisce oppidum nel territorio dei Liguri Alpini: come attestazione si ha poi Saona (sec. VII). Qualora fosse di origine ligure indoeuropea si potrebbe pensare alla radice *seu- 'umido, bagnato', cfr. l'idronimo Sava e a. a. tedesco sou 'umore"."
SAVONAROLA Savonarola, ormai quasi scomparso, dovrebbe essere di origini venete, probabilmente padovane, dovrebbe derivare da un soprannome originato da una forma ipocoristica del termine dialettale saonaro (produttore di sapone) o del termine saonaria (saponaria, erba utilizzata, per le sue proprietà saponose, per lavare i panni).
SAVORE
SAVORELLI
SAVORI
SAVORIN
SAVORINI
SAVORINO
Savore, Savori, Savorin e Savorino sono quasi unici, Savorelli sembra essere specifico del forlivese e del ravennate, tracce di questa nobile famiglia si trovano ad esempio nel 1400 con il condottiero Forlivese comandante delle truppe di Caterina Sforza, nel XVI° secolo i Savorelli  si fregiano del titolo di Conte, Savorini, molto molto raro, è specifico del bolognese, dovrebbero derivare da soprannomi dialettali originati dal termine emiliano savore, che ha vari significati, che vanno dal condimento pepato al fatto di avere le palpebre cispose, possibile caratteristica fisica del capostipite.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Savorelli Cfr. Savoldi.
SAZIA
SAZIO
Sazia è unico e dovrebbe trattarsi di un'errata trascrizione del cognome Sazio, che ha un ceppo a Casorate Primo nel pavese, uno a Napoli, uno nel leccese a Monteroni di Lecce e Lecce ed uno in Sicilia a Ravanusa nell'agrigentino, e che dovrebbe derivare dall'italianizzazione del nome latino Satius, attribuito normalmente all'ultimo figlio di una famiglia numerosa, il termine latino satius significa infatti più che sufficiente.
SBANO Sbano ha un ceppo nel brindisino a Carovigno e San Vito dei Normanni ed uno a Paola nel cosentino, potrebbe derivare dall'italianizzazione del nome gotico Spane, o dell'albanese Saban o del nome ebraico Shebaniah,  ma la cosa più probabile è che si tratti invece di una forma dialettale di un soprannome basato sul termine spano (glabro, spelato).
SBARAGLI
SBARAGLIA
SBARAGLIO
Sbaragli ha un ceppo nell'alta Toscana ed uno nel forlivese, Sbaraglia è tipico del forlivese e della fascia che comprende Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio, Sbaraglio è quasi unico, dovrebbero derivare da soprannomi.  Troviamo tracce di questa cognominizzazione a Sondrio nel 1600 con un certo Giacomo detto Sbaraglia, in Emilia nel 1700 con un certo Girolamo Sbaraglia.
SBARDELLA
SBARDELLATI
Sbardella è laziale, Sbardellati ha un ceppo nel bresciano e forse un altro nucleo in Toscana, del ceppo bresciano troviamo tracce già nel 1562, quando Damianus Turlinus scrive "Orationes duae in sacrosancto oecumenico Concilio Tridentino habitae a R. P. Andrea Duditio Sbardellato, Episcopo Tininien.". Questi cognomi dovrebbero derivare dal vocabolo sbardellare (essere scombinato) di cui si hanno tracce anche nel Morgante nell'anno 1481.
Un tratto il zaffo avessi tu cavato! -
Rispose Gan: - Tu hai il capo pien di grilli,
e fusti sempre pazzo e sbardellato. -
Diceva Astolfo a Malagigi allora:
"Questo libro tracta di Carlo Magno traducto di latine scripture antiche degne di auctorita & messo in rima da Luigi de Pulci Ciptadino Fiorentino. " anno 1481
SBARSI
SBARZI
Sbarsi, molto molto raro, è tipico della Lombardia sudoccidentale, di Milano e del pavese soprattutto, Sbarzi, assolutamente rarissimo, è probabilmente originario del pavese, potrebbero derivare, tramite l'aggiunta di una s- epentetica, da una forma dialettale del nome di una località come Castellazzo de' Barzi, una frazione di Robecco sul Naviglio nel milanese, o anche da un'alterazione del cognome Barzio (vedi BARZIO), ma non si può escludere che possano derivare da un soprannome legato al vocabolo dialettale lombardo sbarzo (cavedano, pesce di fiume).
SBARZAGLI
SBARZAGLIA
Sbarzagli, molto molto raro, è dell'area bolognese, romagnola, Sbarzaglia, meno raro, è tipico della stessa area, ma del ravennate in particolare, potrebbero derivare, con l'applicazione di una esse prostetica, forse con valore dispregiativo, da soprannomi originati dal vocabolo medioevale germanico barskalk inteso come servus ecclesiae (servo alle dipendenze di prelati o di comunità religiose), o anche come servo della gleba. (vedi anche BARZAGLI)
SBERLATI Sberlati è specifico del riminese, di Bellaria Igea Marina e Rimini, potrebbe derivare da un soprannome che si riferisca forse ad un episodio durante il quale il capostipite venisse preso a sberle o schiaffi, ma il termine sberlare in alcuni casi, in Romagna, assume il significato di sgranare gli occhi, assumenre uno sguardo stralunato, ed in questo caso il cognome deriverebbe da un soprannome motivato dall'aspetto dei capostipiti.
SBERNA
SBERNI
SBERNINI
SBERNO
Sberna ha un ceppo nel bresciano a Mazzano, Rezzato, Castenedolo e Brescia, uno siciliano a San Cataldo nel nisseno, a Sant'Agata di Militello e Acquedolci nelò messinese, a Leonforte ed Enna nell'ennese, un ceppo nel viterbese a Corchiano, Viterbo e Barbarano Romano ed a Roma ed uno, molto piccolo in Umbria, a Piegaro, Città delle Pieve e Perugia nel perugin,o ed a Terni, Sberni è praticamente unico, Sbernini, molto molto raro, è tipico dell'area che comprende cremonese e parmense, Sberno, molto molto raro, è tipico di Catania, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale Sberna di cui abbiamo un esempio d'uso in Toscana nel 1500: "Questi sono li statuti del castello e comune di Vico Pisano ordinati per li prudenti huomini Matteo di Guglielmo di Princivalle, Mariano di Michele Agnolo Calese, Francesco di Antonio di Arrigo e Agostino di Marco di Sberna, tutti di Vico Pisano, eletti e deputati istatutarii e compositori delli statuti et ordini del castello e comune di Vico predetto dal prefato magnifico signore Tommaso Rucellai e dagli huomini di detto comune secondo gli ordini, corrente l'anno del Signore nostro Giesù Christo, della sua salutifera incarnatione 1538 al corso fiorentino e 1539 allo stilo pisano al tempo del Pontificato del santissimo Papa Paolo terzo l'anno 4° e prima. ...", questo nome origina da un soprannome cui si attribuiscono due significati contrastanti il primo indicherebbe una condizione agiata riferendosi al nome di un tipo di drappo o manto molto pesante il cui nome deriverebbe da Hibernia (Irlanda), sua patria d'origine, il secondo deriverebbe dal vocabolo dialettale meridionale arcaico sbernare (emettere peti).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Sberna è cognome anche siciliano. Secondo G. Rohlfs (Dizionario storico dei cognomi nella Sicilia orientale, pag. 169) viene dalla voce siciliana 'sberna' = ontano. Secondo Giuseppe Gioeni (Saggio di Etimologie Siciliane p. 242) significa invece "copertura di panno grosso". Possibile anche la derivazione dall'arabo 'burnus' che significa 'mantello', ma deriva dal latino 'birrus' con eguale significato.
SBERVIGLIERI Assolutamente rarissimo, sembra tipico della zona tra mantovano ed Emilia.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
È il cognome Berveglieri con 's' prostetica, variante di BREVIGLIERI  per il quale manca una documentazione antica. Si terrà per buona, pur con ogni riserva, la proposta dell'Olivieri, di risalire al nome locale francese Belvillier «bel villaggio» e conseguente cognome francese. Nel processo d'italianizzazione del cognome intervenne poi l'etimologia popolare, leggendo «breve», laddove era «bel». Fonte: F. Violi Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.
SBRACCIA
SBRACIA
Sbraccia ha un ceppo a Teramo e Pescara, ed uno a Roma ed Aprilia nel latinense, Sbracia, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, che dovrebbe prendere il nome dalla zona del laghetto di Sbraccia o della Contrada Valle Sbraccia nel pescarese, zona infestata dai briganti, fin dal 1500, tanto da costringere gli abitanti ad emigrare verso le città più riparate di Teramo e Pescara.
SBRANA Sbrana è tipicamente toscano, di Pisa e del pisano, di San Giuliano Terme, Cascina e Vecchiano, di Livorno, del lucchese, di Lucca, Viareggio e Caèannori e di Massa, con un ceppo anche a Roma, potrebbe trattarsi di un matronimico riferito ad una forma contratta del nome medioevale Sobrana, in uso presso le famiglie patrizie nell'area ligure nel XIII° e XIV° secolo, ricordiamo una Sobrana Fieschi verso la fine del 1300 e come lei molte altre, secondo un'altra ipotesi deriverebbe da un soprannome forse originato dal fatto che i capostipiti fossero dei crapuloni.
SBRIZ
SBRIZA
SBRIZI
SBRIZZA
SBRIZZAI
SBRIZZI
SBRIZZO
Sbriz, assolutamente rarissimo, è del pordenonese, Sbriza, praticamente unico, è del catanese, Sbrizi, quasi unico, sembrerebbe campano, Sbrizza, ha qualche presenza in Veneto ed un piccolissimo ceppo in Sicilia a Mineo nel catanese, Sbrizzai ha un ceppo friulano a Paularo nell'udinese, uno piccolissimo a Trieste, con presenze anche in Veneto, Sbrizzi ha un ceppo friulano nel pordenonese a San Giorgio della Richinvelda, qualche presenza nell'udinese a Flaibano ed Udine ed un ceppo a Trieste, ed uno in Campania nel napoletano, a Napoli, Quarto, Gragnano, Marano di Napoli e Giugliano in Campania, Sbrizzo, quasi unico, è friulano, potrebbero derivare da forme alterate dialettalmente del nome Fabrizio per aferesi, con una S- iniziale epentetica, secondo un altra ipotesi deriverebbero invece da soprannomi originati dal termine dialettale veneto sbrissar (scivolare).
SBROLLA
SBROLLI
SBROLLINI
Sbrolla ha un ceppo a Porto Sant'Elpidio e Fermo nell'ascolano ed uno molto piccolo a Roma, Sbrolli ha un ceppo nel senese ad Abbadia San Salvatore e soprattutto a Piancastagnaio, ed un ceppo a Roma, Sbrollini ha un ceppo marchigiano a Potenza Picena nel maceratese, a Senigallia e Montemarciano nell'anconetano ed a Mondolfo nell'urbinate, e presenze nel salernitano, dovrebbero derivare da soprannomi basati sul termine italiano arcaico sbrollare (rendere brullo, spogliare, denudare), a sua volta derivato dall'alterazione del verbo latino mediovale experulare, termine spiegato da Ludovico Antonio Muratori (1672-1750) nelle sue Dissertazioni: "... I Modenesi non dicono brullo, ma sbrollo, nato da sbrollare, significante nudare substantiis, vestibus, ec. Verbo tale non altronde si fondò che da perula o pera de' pellegrini. Se ne stupirà chi legge. Rito celebre ne' vecchi secoli di coloro che andavano in pellegrinaggio, fu di prendere la pera (oggidì bisaccia, tasca, scarsella, saccoccia) ...".
SBROGGIO
SBROGGIO'
Sbroggio, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione di Sbroggiò, che è tipicamente veneto di Roncade, Preganziol e Mogliano Veneto nel trevisano e di Venezia, e che dovrebbe derivare da un soprannome dialettale basato sul termine veneto arcaico sbrògiar (scalfire, sbucciare, scorticare), forse ad indicare che il mestiere del capostipite fosse quello di tohliere la pelle agli animali da macello, o da un'alterazione del termine sbruachio (di vivanda spappolata ed informe) con un significato relativo meno chiaro.
SBROZI Praticamente unico, forse originario del centro Italia, potrebbe derivare da un vocabolo dialettale dell'Italia centrale (Marche - Umbria) sbrozo (dentellato, seghettato).
SBUELZ Sbuelz è tipico dell'udinese, di Tricesimo ed Udine, secondo i ricordi di una nostra lettrice potrebbe essere di origini ungheresi.
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