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SARA Molto raro, probabilmente originario del sassarese.
SARACCO
SARACCHI
Tipico delle province di Torino ed Asti, Alessandria e Genova il primo, estremamente raro, sembrerebbe di origine emiliana il secondo, dovrebbero derivare dal termine saracco (sorta di sega) che starebbe ad indicare il mestiere del falegname o del mastro d'ascia. Nel 1501 troviamo arcivescovo di Lepanto Marco Saracco, esistono tracce di questo cognome, nell'astigiano già nel 1680, quando don Antonio Saracco, originario di  Antignano(AT), viene nominato parroco della S.S.Annunziata di Callianetto (AT).
SARACENI
SARACENO
Saraceni ha un ceppo a Roma, uno nel chietino nella zona di Vasto ed uno a Castrovillari nel cosentino, Saraceno ha un nucleo ad Augusta nel siracusano ed uno a Reggio Calabria, dovrebbe derivare da un'origine araba o da un prigioniero degli arabi.
ipotesi fornite da A. Mazzuca
Saraceno, nonostante l’apparenza, è aggettivo del centro di Aricia nel Lazio, da cui Arichino od Aricino; la S è una protesi.(Giuseppe Pensabene, edizioni AZ, settembre 2004)
SARACINELLI
SARACINI
SARACINO
Saracinelli, molto raro, è tipico di Ancona e del perugino, Saracini è abbastanza raro e si individuano due nuclei, nel senese e nell'anconetano, forse un ceppo nel Lazio, Saracino è decisamente pugliese, dovrebbero derivare dal nome medioevale Saracino o da soprannomi legati ad origini arabe o da soprannomi legati ad episodi riferentesi ad islamici. Nel 1215 a Siena troviamo in un atto: "...sopra riferito strumento Paganello di Galgano, Console di Montieri, promesse a Saracino del Ricca Cittadino Sanese, che stipulò per il Comune di Siena, ...", in un atto del 1336 a Perugia troviamo come testi: "...Amatus Pauli, Vandutius Saracinelli, Ranaldus Rubei,...", nel 1500 troviamo un Cardinal Saracino, nel 1600 a Milano Gerolamo Saracino è il vicario criminale che istruirà il processo a Suor Virginia. la monaca di Monza.
SARAI
SARAIS
Sarai, molto raro, è tipico di Samugheo nell'oristanese, Sarais invece è ben diffuso nel cagliaritano, dovrebbero derivare dall'antico toponimo Villa Sarai che esisteva nel Sulcis.
SARAO' Saraò è specifico di Milazzo nel messinese, potrebbe derivare da una modificazione dialettale del cognome di origini francesi Sarraute (pronuncia sarraot), cognome che a sua volta dovrebbe derivare dal fatto di essere la famiglia originaria di una cresta  costiera o montana elevata.
SARCHI Tipico del milanese e pavese, potrebbe essere di origine francese, di Sarcus, paese del cantone di Granvilliers, ma un'altra ipotesi è che derivi da un soprannome legato al vocabolo sarchio (sorta di zappa).  Ci sono tracce dei De Sarcus fin dal 1400, il cognome Sarchi si trova già dal 1700, come famiglia benestante in Toscana, un Francesco Filippo Sarchi, linguista e docente lo troviamo nella Vienna di fine Settecento.
SARCI
SARCI'
Entrambi rarissimi, rappresentano due diverse registrazioni dello stesso cognome, sembra siano originari del palermitano, derivano da una variazione del vocabolo saracino (arabo, mussulmano) e starebbe ad indicare o una discendenza araba o comunque un collegamento con il mondo islamico.
SARCINELLI Sarcinelli è tipico di Castellammare di Stabia (NA) con un ceppo anche a Barletta e Minervino Murge nel barese ed uno a Spilimbergo (PN), potrebbe derivare dall'ipocoristico di soprannomi originati dal termine latino sarcina (fardello, carico, peso) forse ad indicare che il capostipite era il figlio di un giovane o piccolo addetto a piccoli lavori di trasporto.
SARCONI
SARCONIO
Entrambi assolutamente rarissimi dovrebbero derivare dal toponimo Sarconi (PZ) o dal suo etnico sarconeo con il suffisso -eo secondo l'uso greco.
SARDANO Molto raro è originario del barese.
SARDARA Molto molto raro è tipicamente sardo, dovrebbe derivare dal toponimo Sardara (CA).
SARDELLA
SARDELLI
SARDELLO
Sardella ha origini pugliesi, sembrano esserci anche dei ceppi, probabilmente secondari, lungo le coste adriatiche, Sardelli ha un ceppo toscano nella zona che comprende il fiorentino, il senese, il pisano ed il livornese, un ceppo tra romano e frusinate ed uno tra brindisino e tarentino, Sardello è praticamente unico, dovrebbero derivare dal nome medioevale Sardellus di cui abbiamo un esempio nel 1300, in uno scritto di Benvenuto da Imola leggiamo: "... fuit quidam civis Mantuanus nomine Sardellus , nobilis et prudens miles et curialis ...", ma possono anche derivare o dal mestiere di pescatore o da caratteristiche fisiche del capostipite. Cognomizzazioni molto antiche, le si ritrovano ad esempio anche nel 1500, nella vita di Benvenuto Cellini scritta ai tempi suoi in Firenze si legge: "...tal parole me l'aveva ridette quell'uomo dabbene di Giovanni Sardella. Di modo che io mi risolsi, che eglino m'avessino dato innuno scodellino di salsa, ...".
SARDI
SARDO
Presente in Liguria, Piemonte, Toscana e Lazio Sardi, in Campania, Sicilia, Liguria e Piemonte Sardo, derivano dall'etnico sardo (della Sardegna).
SARDINA
SARDINI
SARDINO
Sardina è specifico del trapanese e palemitano, Sardini, molto molto raro, sembra avere un nucleo nel basso bresciano, ed uno nel centro Italia, dall'aretino all'alto Abruzzo, Sardino, ancora più raro, sembra dell'eporediese e canavese, dovrebbero derivare da soprannomi originati dall'estrema magrezza della famiglia, il ceppo siciliano può anche essere legato al mestiere di pescatore o salatore di pesce.  Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Lucca nel 1500, in un diploma imperiale del 1536 leggiamo: "...Messer Nicolao Liena, maestro Gerardo Seriusti et messer Dino Sardini, in loco del decto maestro Gerardo absente...".
SARDU Sardu è tipicamente sardo, della costa occidentale dell'isola, deriva dal termine sardu (nativo di Sardegna)
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
SARDU: significa sardo, di Sardegna, dal latino Sardus, del Popolo Sardo. Nel territorio nazionale è presente in 95 Comuni, dei quali 55 in Sardegna.
SARESANI Assolutamente rarissimo, quasi unico, probabilmente originario di Melegnano, dovrebbe derivare dal nome di una località della Pieve di San Giuliano, Saresano, che viene citata nell'atto di costituzione della Pieve, come Vigliano con Saresano.
SARGENTELLI
SARGENTI
Sargenti ha un ceppo nel lucchese e nel reggiano, uno nel perugino ed uno nel Lazio, Sargentelli assolutamente rarissimo sembra originario dei dintorni di Lucca.
SARNO Specifico campano della zona che comprende le province di Napoli, Avellino e Salerno, ha un ceppo secondario anche nel barese, deriva dal toponimo Sarno (SA) o dal nome del fiume omonimo.
SARONNI
SARONNO
Saronni è tipicamente lombardo, è diffuso nel milanese ed aree limitrofe, Saronno, assolutamente rarissimo, potrebbe essere dovuto ad errori di trascrizione, dovrebbero comunque derivare dal toponimo Saronno (VA), cittadina ai confini con il milanese.
SAROTTI
SAROTTO
Sarotti estremamente raro sembra specifico  di Teglio (SO) con ceppi probabilmente secondari anche nel cuneese, Sarotto è tipico del cuneese e basso torinese, dovrebbero derivare da modificazioni dell'aferesi del nome Baldassarre.
SARRA
SARRO
Sarra è abbastanza raro ed è tipico dell'alto Lazio e dell'aquilano, Sarro, molto più raro, è specifico della zona che dall'avellinese, arriva al cosentino, che potrebbe in qualche modo derivare dal toponimo Sarro (CT).
SARRAPOCHIELLO Assolutamente rarissimo è tipico di San Lorenzo Maggiore (BN).
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Sarrapochiello è un tipico cognome del comune beneventano di San Lorenzo Maggiore. Tale forma cognominale dovrebbe trarre origine, a mio avviso, dalla fusione del nome del Capostipite, tale Baldassarre, la cui forma aferetica è "Sarre" o, appunto,
"Sarra", con il soprannome dello stesso, ossia "Pochiello", idioma con il quale si indicava in passato, e in alcuni dialetti campani si indica tuttora, una persona "povera di mezzi o di spirito". "Pochiello" o "pochello" sono infatti due forme dialettali del termine italiano "poco", che oltre a significare "piccolo, di piccola quantità, scarso", poteva indicare nei secoli scorsi una persona fisicamente esile, uno "smilzo".  Con ogni probabilità, in conclusione, il ceppo beneventano dei Sarrapochiello discende da un tale Baldassarre, soprannominato "Pochiello" perchè povero, privo di mezzi di sussistenza, o in base ad una sua peculiarità fisica, in quanto piccolo di statura o dalla corporatura esile oppure, in ultima analisi, denominato "pochiello" in senso offensivo (cialtrone, pover'uomo) o canzonatorio e scherzoso.
SARRITZU Tipico di Cagliari e dintorni, dovrebbe derivare da un soprannome originato o dal mestiere o da abitudini del capostipite nell'utilizzo di un particolare tipo di piccola sega.
SARTARELLI
SARTI
SARTINI
SARTINO
SARTO
Sartarelli, abbastanza raro, ha un ceppo nel fiorentino, uno nell'anconetano ed uno nel romano, Sarti occupa un areale che comprende le province di Verona, Modena e Bologna, Firenze, Lucca, forlivese, pesarese e riminese, Sartini è specifico della fascia che comprende Romagna, Marche, Umbria e Toscana, Sartino, assolutamente rarissimo, parrebbe di Vigevano (PV), Sarto ha un ceppo nel veneziano, uno nel milanese, uno in Campania ed uno nel foggiano, derivano tutti probabilmente, direttamente o tramite ipocoristici, da soprannomi originati dal mestiere di sarto. Personaggio di estremo rilievo è stato Giuseppe Sarto che veniva eletto papa con il nome di Pio X°  il 4 agosto del 1903.
SARTIRANA
SARTIRANI
Sartirana potrebbe essere originario dell'alessandrino o del pavese, con un possibile ceppo secondario nel  milanese, dovrebbe derivare dal toponimo Sartirana Lomellina (PV) che deriva a sua volta dalla Gens Satria, famiglia patrizia romana, Sartirani molto più raro è tipico del bergamasco.
SARTOR
SARTORELLI
SARTORI
SARTORIO
Sartor è specifico della zona che comprende il trevigiano e la bassa provincia di Pordenone, Sartorelli è molto raro, localizzato nel nord Italia, Sartori è diffuso in tutto il nord, Sartorio è specifico del varesotto e alto milanese, questi cognomi dovrebbero derivare tutti dal cognomen latino Sartorius.
SARUGGIA Molto raro è tipico del nordmilanese e comasco, dovrebbe derivare da un toponimo come Saruggia frazione di Albavilla (CO) o Saruggia di Erba (CO).
SARZOLA Assolutamente rarissimo, potrebbe essere del mantovano, potrebbe però derivare dal toponimo medioevale Sarzola, di cui si hanno tracce nell'anno 967, in un atto l'imperatore Ottone  cede al Marchese Alleramo fra gli altri anche un paese nominato Sarzola.
SASSANI Sassani, molto molto raro, è tipico della provincia di Campobasso, di Riccia e di Campobasso, dove probabilmente è secondario, dovrebbe derivare probabilmente dal nome di un liberto di nome Sassanus o dal nome di un fondo rurale di proprietà di un Sassius o Sassus, nomen gentilizio latino attestato in Abruzzo e Molise, ricordiamo che la terminazione -anus stava ad indicare la proprietà fondiaria ed anche i servi ed i liberti di una famiglia gentilizia, quindi Sassano stava ad indicare un luogo di proprietà di un Sassio, nel primo secolo a Campomarino (CB) si trovavano proprietà terriere del nobile possidente Tillius Sassius.
SASSANO Sassano ha un ceppo a San Martino in Pensilis ed a Campomarino nel campobassano ed a San Nicandro Garganico, San Marco in Lamis, Foggia ed Apricena nel foggiano ed uno nel potentino tra Marsico Nuovo, Potenza e Paterno, dovrebbero derivare da nomi di fondi rurali (vedi SASSANI) i ceppi molisani e pugliesi e da toponimi come Sassano di Avigliano nel potentino o Sassano nel salernitano quelli lucani.
SASSI
SASSO
Sassi dovrebbe essere emiliano, Sasso dovrebbe avere più ceppi, in Puglia e Campania, nel Veneto, in Piemonte ed in Liguria, dovrebbero tutti derivare da toponimi contenenti la radice Sasso o Sassi, quali: Castel di Sasso (CE), Isola del Gran Sasso (TE), Madonna del Sasso (NO), Sassi (LU), Sasso (AN) - (VI), Sasso di Neviano (PR), Sasso Marconi (BO), ecc.
SASSONE
SASSONI
Sassone è tipico meridionale, della Basilicata in particolare, Sassoni, assolutamente rarissimo, è forse un errore di trascrizione del precedente, dovrebbero derivare dal nome medioevale Sassone citato ad esempio a Roma in un'antica lapide del 1154: "IN N. D. MAGR. CIL. PRR. CARD. - S. MARCI IVSSIT HOC FIERI PRO - REDEMPTIONE ANIMAE SVAE - ANN. DNI MCLIIII IND. II. FACTVM - EST PER MANVS IOHIS PETRI ANGELI - ET SASSONIS FILIORVM PAVLI", difficile una derivazione dall'etnico di Sassonia.
SASSU Tipico sardo, più propriamente del sassarese e di Sassari in particolare, con un ceppo non secondario anche nel cagliaritano, potrebbe derivare da nomi di località contenenti la radice sassu come Monte Su Sassu vicino a Ozieri (SS), ma più probabilmente deriva da caratteristiche del terreno della zona dove abitava la famiglia, con caratteristiche sabbiose e presenza di pietre alluvionali. il vocabolo sassu in lingua sarda significa appunto terreno sabbioso, alluvionale, o anche pietra di fiume.
SATANASSI
SATANASSO
Satanassi è decisamente romagnolo, in particolare di Ravenna, Forlì e Sarsina (FC), Satanasso sembra essere unico, si dovrebbe trattare di cognomi derivati da soprannomi con i quali al capostipite si attribuivano probabilmente azioni non commendevoli, Satanasso è un modo arcaico per chiamare il diavolo, ma è anche nella consuetudine italiana un appellativo amichevole rivolto a persone estremamente agitate.
SATTA Satta è un cognome decisamente sardo, molto diffuso in tutta l'isola, dovrebbe derivare dal termine sardo logudorese s'atta (il filo del coltello o della scure, la punta della spada), questa ipotesi porterebbe alcuni a sostenere un legame con i pirati nordici che effettuarono scorrerie in Sardegna.
SAU Tipico sardo, distribuito in tutta l'isola, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo sardo sau ( filo di lana ) o anche da modificazioni del termine sardo sagu (coltre, coperta, mantello di lana), collegato quindi probabilmente con il mestiere del capostipite.
SAUDA Sembrerebbe tipico della val Rendena, è molto raro, potrebbe derivare da un nome di località, in uno scritto dell'ottavo secolo si legge ad esempio: "...inter oliueto Taiperti castaldii et curte de filiis quondam Auduale, hec ipsa petia integra, una cum pomifera sua. similiter alia petia de oliueto una cum terra sauda uel pomifera...".
SAUL
SAULE
SAULI
SAULLE
SAULLI
SAULLO
SAULO
Saul è assolutamente rarissimo, Saule è triestino, Sauli ha un ceppo triestino, uno romano ed uno abruzzese a Civitella Roveto (AQ), Saulle ha un ceppo campano tra casertano, napoletano e salernitano ed uno nel barese, Saulli è tipico di Roma e Rieti, Saullo ha un ceppo campano a Napoli e a Pisciotta (SA), uno cosentino a Montalto Uffugo ed aree viciniori ed uno siciliano ad Alcamo (TP), Saulo ha un piccolo ceppo romano ed uno a Cetraro (CS), dovrebbero tutti derivare o dal nome giudaico Saul o dal nomen latino Saulus, ricordiamo che Paolo di Tarso prima della conversione si chiamava Saulo: "...Saulus Hebreo sermone temptatio dictus, eo quod prius in temptatione aecclesiae sit uersatus. Persecutor enim erat, inde nomen habebat istud quia persequebatur Christianos. Postea mutato nomine, de Saulo factus est Paulus, quod interpretatur mirabilis siue electus. ...".
SAURI
SAURO
Sauri, molto molto raro, ha un piccolo ceppo nel veneziano ed uno nel Lazio, Sauro invece  ha ceppi in giro per l'Italia, nel comasco e varesotto, nel veronese, nel triestino, a Roma, Nel napoletano, beneventano e Molise, nell'avellinese e nel foggiano, nel cosentino e catanzarese ed in Sicilia nel palermitano e nell'ennese, dovrebbero derivare dal nome medioevale Saurus di cui abbiamo un esempio in uno scritto della seconda metà del 1100: "...imperator Fredericus instinctu Dei permotus, ad recuperandam christianorum terram ultra mare cum valido exercitu in die sancti Georgii iter arripuit. Et in eodem anno interfectus est comes Saurus idus Maias et in ipso anno hobiit ...".
SAVASTA
SAVASTANO
SAVASTI
SAVASTIO
Savasta, abbastanza raro, è specifico siciliano, Savastano è tipico campano, dell'area che comprende il casertano, il napoletano ed il salernitano, Savasti, quasi unico, è del napoletano, Savastio, molto molto raro, sembrerebbe del foggiano, dovrebbero tutti derivare dal toponimo palestinese Savasta o Sabasta l'antica Samaria o dall'etnico della regione omonima. Traccia di questa cognomizzazione la troviamo con il Monsignor Ignazio Savastano Vescovo di Gallipoli dal 1759 al 1769.
SAVELLA
SAVELLI
SAVELLO
Savella, molto molto raro, potrebbe essere panitaliano, Savelli è diffuso in Romagna, Toscana e Lazio, Savello è praticamente unico, dovrebbero tutti derivare dai Sabelli (sabini), popolazione preromana, ma in alcuni casi possono derivare da toponimi come Savelli di Norcia (PG).  Tracce di questa cognomizzazioni si trovano fin dal 1200 nello stato pontificio tra i nobili romani, molti Savelli furono Cardinali o Capitani di ventura, alcuni vennero infeudati come Signori di Ariccia, di Albano, di Palombara e di Rignano.
SAVERI
SAVERIO
Saveri è specifico dell'area che comprende perugino, ternano, viterbese e romano, Saverio, molto molto raro, ha un ceppo nel tarentino ed uno nel lecchese, derivano dal nome italiano Saverio, alterazione del nomen latino Severus o Severius.
SAVI
SAVIO
Savi dovrebbe avere un nucleo nelle province di Parma e Piacenza ed uno nel Lazio, Savio è molto diffuso in tutto il nord con ceppi non secondari anche nel napoletano ed in Sicilia, dovrebbero derivare dal nome medioevale Savius. In un atto legale del 648 troviamo un tal Savius Vagus Merceres, tracce di un principio di queste cognomizzazioni le troviamo nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale sotto l'anno 1195 a Varese in una charta venditionis si può leggere: "Anno dominice incarnacionis milleximo centeximo nonageximo quinto, decimo septimo die mensis aprilis, indictione .XIII.ma. Vendiderunt ad proprium Marchisius Savius et Albertus filius eius de Malnate presbitero Henrico de Vellate et Alberto de Bubiate, canonicis et recipientibus nomini et utilitati ecclesie Sancti Victoris de Varisio...".
ipotesi fornite da Marco Savi
il ceppo laziale del cognome Savi deriverebbe da Savus e non da Savius, dato il fatto che savus in latino è una contrazione di Savinus ovvero Sabino (abitante della Sabina). La teoriao è plausibile dal punto di vista etimologico ed è congruente con la distribuzione geografica del cognome, visto che la grande maggioranza dei Savi del Lazio, esclusi quelli del capoluogo, si trovano localizzati a Nord-Est di Roma, ovvero nell'area dell'antica (e odierna) Sabina, e nelle zone limitrofe.
SAVIA Molto raro. sembra avere due ceppi, nella provincia di Verbania e nel catanese, dovrebbe derivare dal cognomen latino Savius (Savia).
SAVIAN
SAVIANE
Savian è del veneziano, di Caorle, Cavallino, Annone Veneto e Portogruaro, e di Maserada sul Piave nel trevisano, Saviane è tipico del bellunese, di Puos d`Alpago in particolare, ma anche in misura minore di Tambre e Ponte nelle Alpi e di Montebelluna nel trevisano, dovrebbero derivare da modificazioni dialettali del nome medioevale Savianus.
SAVIANI
SAVIANO
Saviani, assolutamente rarissimo, sembra specifico della bassa provincia di latina, Saviano è tipico del napoletano, derivano dal toponimo Saviano (NA). (vedi anche SAVIAN)
SAVIGNANI
SAVIGNANO
Savignani, assolutamente rarissimo è specifico del perugino, zona tra Citta` Di Castello ed Umbertide, Savignano ha una presenza autonoma in Toscana ed un ceppo in Campania con massima concentrazione a Savignano Irpino e Gesualdo in Irpinia, dovrebbero tutti derivare da toponimi come Savignano Irpino (AV) o Savignano sul Rubicone (PU) e Savignano Panaro (MO). Di queste cognominizzazioni troviamo tracce ne Dell’origine de’ Cognomi di Ludovico Antonio Muratori ( 1672 -1750), che scrive di un trasferimento della nobile famiglia dei Savignani da Modena a Bologna, nel libro di ricordi dell'aretino Francesco Redi si legge ad esempio: "...Ricordo come, infino sotto il dì 25 di maggio 1673, pagai al Padre Emilio Savignani della Compagnia di Gesù scudi sessanta, di lire sette per scudo, d’ordine del Sig. Niccolò Stenone di Danimarca ...".
SAVINA
SAVINI
SAVINO
Savina ha un ceppo a Parma, uno tra le province di Roma e L'Aquila ad Avezzano (AQ) ed a Roma, ed uno nel leccese a Leverano e Veglie, Savini è distribuito uniformemente lungo l'asse della via Emilia, da Milano a Rimini e di qui fino agli Abruzzi, Savino invece è specifico dell'area che comprende Campania, Puglia e Basilicata, dovrebbero derivare dal vocabolo latino sabinus (del popolo dei Sabini) o dal nomen Savinus che ne è derivato o dall'ipocoristico del nome Savius.
SAVIOLI Non comune, presenta sicuri ceppi nel riminese e ravennate, ma non si possono escludere nuclei secondari, nel Veneto e altrove, dovrebbe derivare dal nome medioevale Savius. 
SAVIONI Assolutamente rarissimo, dovrebbe essere milanese, dovrebbe derivare dal nome medioevale Savius. 
SAVIOZZI Saviozzi è un cognome tipicamente toscano, del pisano ed in particolare di Cascina, di Pisa, di San Giuliano terme e di Vecchiano, con ceppi anche a Livorno, dovrebbe derivare da un soprannome come quello attribuito al poeta medioevale Simone Serdini da Siena (~1360-1421) detto il Saviozzo, ma è pure possibile se non addirittura più probabile una derivazione da una forma ipocoristica del nome medioevale Savius (vedi Savi).
SAVOCA Savoca è decisamente siciliano, della parte centrorientale dell'isola, del messinese, del catanese e dell'ennese, in particolare, con massima concentrazione ad Enna, Catania, Merssina e Palermo, dovrebbe derivare dal nome del paese messinese di Savoca, o da nomi di località attraversate dal torrente Savoca, in epoca medioevale il paese di Savoca era una vera e propria città, con un castello ed un'ampia cinta muraria.
SAVOLDELLI
SAVOLDI
Sono entrambi specifici del bergamasco e bresciano, derivano dal nome Savoldo in uso già dal medioevo, di cui si hanno tracce ancora in un atto notarile del 1648 dove si legge di una cessione di un terreno, sito in Vigano, da parte di Savoldo di Domenico Minoia a Giovanni Giacomo fu Carlo Terzi.  Nel 1480 nasce  Brescia il pittore Giovanni Girolamo Savoldo dal quale il giovane Caravaggio apprenderà, un secolo dopo,  l'uso dei toni freddi e il tocco luminista.
SAVONA Savona ha un ceppo in Liguria e nel cagliaritano, sempre di origini liguri, un ceppo tra romano e frusinate, uno nel napoletano ed uno nella Sicilia occidentale, dovrebbero derivare o dal toponimo ligure Savona o dal nome medioevale che da quella città prende il nome, era una consuetudine medioevale attribuire ai propri figli i nomi delle più importanti città italiane.
SAVORELLI Sembra essere specifico del forlivese e del ravennate, tracce di questa nobile famiglia si trovano ad esempio nel 1400 con il condottiero Forlivese comandante delle truppe di Caterina Sforza, nel XVI° secolo i Savorelli  si fregiano del titolo di Conte.
SBARAGLI
SBARAGLIA
SBARAGLIO
Sbaragli ha un ceppo nell'alta Toscana ed uno nel forlivese, Sbaraglia è tipico del forlivese e della fascia che comprende Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio, Sbaraglio è quasi unico, dovrebbero derivare da soprannomi.  Troviamo tracce di questa cognomizzazione a Sondrio nel 1600 con un certo Giacomo detto Sbaraglia, in Emilia nel 1700 con un certo Girolamo Sbaraglia.
SBARDELLA
SBARDELLATI
Sbardella è laziale, Sbardellati ha un ceppo nel bresciano e forse un altro nucleo in Toscana, del ceppo bresciano troviamo tracce già nel 1562, quando Damianus Turlinus scrive "Orationes duae in sacrosancto oecumenico Concilio Tridentino habitae a R. P. Andrea Duditio Sbardellato, Episcopo Tininien.". Questi cognomi dovrebbero derivare dal vocabolo sbardellare (essere scombinato) di cui si hanno tracce anche nel Morgante nell'anno 1481.
Un tratto il zaffo avessi tu cavato! -
Rispose Gan: - Tu hai il capo pien di grilli,
e fusti sempre pazzo e sbardellato. -
Diceva Astolfo a Malagigi allora:
Questo libro tracta di Carlo Magno traducto di latine scripture antiche degne di auctorita & messo in rima da Luigi de Pulci Ciptadino Fiorentino. " anno 1481
SBARZAGLI
SBARZAGLIA
Sbarzagli, molto molto raro, è dell'area bolognese, romagnola, Sbarzaglia, meno raro, è tipico della stessa area, ma del ravennate in particolare, potrebbero derivare, con l'applicazione di una esse prostetica, forse con valore dispregiativo, da soprannomi originati dal vocabolo medioevale germanico barskalk inteso come servus ecclesiae (servo alle dipendenze di prelati o di comunità religiose), o anche come servo della gleba. (vedi anche BARZAGLI)
SBARZI Assolutamente rarissimo, probabilmente originario del pavese, potrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo dialettale sbarzo (cavedano, pesce di fiume).
SBERNA
SBERNI
SBERNINI
SBERNO
Sberna ha un ceppo nel bresciano a Mazzano, Rezzato, Castenedolo e Brescia, uno siciliano a San Cataldo nel nisseno, a Sant'Agata di Militello e Acquedolci nelò messinese, a Leonforte ed Enna nell'ennese, un ceppo nel viterbese a Corchiano, Viterbo e Barbarano Romano ed a Roma ed uno, molto piccolo in Umbria, a Piegaro, Città delle Pieve e Perugia nel perugin,o ed a Terni, Sberni è praticamente unico, Sbernini, molto molto raro, è tipico dell'area che comprende cremonese e parmense, Sberno, molto molto raro, è tipico di Catania, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale Sberna di cui abbiamo un esempio d'uso in Toscana nel 1500: "Questi sono li statuti del castello e comune di Vico Pisano ordinati per li prudenti huomini Matteo di Guglielmo di Princivalle, Mariano di Michele Agnolo Calese, Francesco di Antonio di Arrigo e Agostino di Marco di Sberna, tutti di Vico Pisano, eletti e deputati istatutarii e compositori delli statuti et ordini del castello e comune di Vico predetto dal prefato magnifico signore Tommaso Rucellai e dagli huomini di detto comune secondo gli ordini, corrente l’anno del Signore nostro Giesù Christo, della sua salutifera incarnatione 1538 al corso fiorentino e 1539 allo stilo pisano al tempo del Pontificato del santissimo Papa Paolo terzo l’anno 4° e prima. ...", questo nome origina da un soprannome cui si attribuiscono due significati contrastanti il primo indicherebbe una condizione agiata riferendosi al nome di un tipo di drappo o manto molto pesante il cui nome deriverebbe da Hibernia (Irlanda), sua patria d'origine, il secondo deriverebbe dal vocabolo dialettale meridionale arcaico sbernare (emettere peti).
SBERVIGLIERI Assolutamente rarissimo, sembra tipico della zona tra mantovano ed Emilia.
SBROZI Praticamente unico, forse originario del centro Italia, potrebbe derivare da un vocabolo dialettale dell'Italia centrale (Marche - Umbria) sbrozo (dentellato, seghettato).
SBUELZ Sbuelz è tipico dell'udinese, di Tricesimo ed Udine, secondo i ricordi di una nostra lettrice potrebbe essere di origini ungheresi.
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