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SCABELLI
SCABELLO
Scabelli, è quasi unico, dovrebbe trattarsi di una forma alterata del cognome Scabello, che è specifico dell'area veneziana e trevisana, di Venezia soprattutto e di Maserada sul Piave nel trevisano, e che dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine scabello, una forma arcaica per sgabello (piccola panchetta per salire più in alto o sedersi), esiste una località Scabello nel veneziano, ma è improbabile che sia questa l'origine del cognome.
SCABINI
SCAVINI
Scabini è specifico dell'area che comprende soprattutto il pavese, ma anche le zone limitrofe dell'alessandrino, genovese, piacentino e milanese, a Voghera, Golferenzo, Santa Maria della versa, Pavia e Brallo di Pregola nel pavese, ed a Milano, Scavini, molto più raro, ha un piccolissimo ceppo nel verbanese ed uno a Vigevano nel pavese, dovrebbero derivare direttamente o tramite betacismo dal termine germanico in uso presso Longobardi e Franchi scabinus (magistrato municipale e amministratori delle gabelle), attività probabilmente svolta dai capostipiti, dell'uso di questo termine abbiamo un esempio nell'anno 865 a Brescia: "...Vassalli suprascripto Adelberti Marchioni Teudifrasciu Comes ipsius civitatis; Rotari et Petrus Scavinis ipsius civitatis.." o anche nel modenese "..Iohannes de quondam Constammo scavinus di Brento..", ad Arezzo nel 936: "..Lambertus notarius et scabino interfui ..".
SCACCABAROZZI Specifico del milanese e comasco. Si tramanda che questa famiglia di origine milanese abbia tratto il proprio cognome da un servizio fatto durante l'infierire della peste in Milano. Mancando gente che si prestasse all'incresciosa e pur necessaria opera di portare i morti alla sepoltura e scarsi essendo i mezzi per trasportarli per tanto infierir del male, questa famiglia si prestò al pietoso e ingrato ufficio servendosi di numerosi barocci, tanto che le fu dato il soprannome di Scarica barocci, che poi si tramutò in Scaccabarozzi. Fu famiglia antica le cui memorie risalgono al XII° secolo. Un certo Giordano fu costituito vicario imperiale a Milano da Federico Barbarossa, un Beltramo fu console di Milano nel 1164, un Alberto fu podestà di Como nel 1219, un Lantelmo canonico della metropolitana, nel 1152 fu inviato dalla Repubblica milanese in qualità di legato al papa Innocenzo IV° per ottenere la canonizzazione di S. Pietro Martire Veronese, un Giacomo si trova fra i firmatari di parte nobile nell'atto di concordia fra nobili e plebei di Milano nel 1258, un Giovanni fu fatto cavaliere da Matteo Visconti sul campo di battaglia di Parabiago per l'indomito valore, un Arostello fu cavaliere e decurione milanese, un altro Giacomo, nobile e generoso cavaliere, nel 1320 eresse e dotò la chiesa di S. Maria Annunziata a Milano mentre suo fratello Catellano fu podestà di Pavia nel 1322.  I De Scachabarociis, famiglia ghibellina, sostenitrice dei Visconti, venne annoverata dall'Arcivescovo Ottone nella matricola delle famiglie nobili di Milano. Nel 1402 Giovanni Scaccabarozzi era stato eletto priore maggiore del monastero di Pontida ed era quindi il beneficiario della commenda. Gli Scaccabarozzi avevano vari beni in Brianza, soprattutto a Montevecchia e a Brivio in frazione Vaccarezza con diversi poderi e case, nel 1409 erano Signori di Cassago, che avevano anche acquisito il godimento delle terre di Pontida.  A Cassago la loro influenza era notevole, tanto che il 17 luglio 1412, in un momento drammatico per le sorti del Ducato milanese, un certo dominus Raynerius De Scachabarociis, che era inserito nel 1408 nell'elenco dei "nobiles familiares et officiales de curia de nostri illustrissimi principis et dominis" duca Giovanni Maria Visconti, riconobbe, al duca di Milano Filippo Maria Visconti (1412-1447) la fidelitas de terra Cassaghi.
SCACCHI
SCACCO
Scacchi è raro e sembra presentare due nuclei, uno nel Lazio ed uno nel sudmilanese e lodigiano, Scacco, molto raro, potrebbe avere un nucleo nel catanese e uno nel Veneto, dovrebbero derivare dall'occupazione dei capostipiti che molto probabilmente facevano i servitori chiamati scalchi in epoca medioevale dal gotico skalks o dal antico alto tedesco scalch. Il ramo umbro della famiglia Scacchi annovera molti medici tra le sue fila, Antonio Scacchi, nel 1400 lo troviamo in Francia come medico di Luigi XI, nel 1540 Durantes Scacchus Norcinus (Durante Scacchi) dà inizio alla grande scuola dei dottori di Preci, alle dinastie degli eruditi scrittori di medicina, punto fermo per tutti i preciani, empirici e non, con scritti di buon livello ai quali attinsero o si uniformarono non solo scolari dì terra umbra. Durante nacque a Preci (PG), giovanissimo si trasferì a Roma dove frequentò la scuola di Realdo Colombo, nel 1562 Giacomo Scacchi ottenne a Roma la licenza perpetua per aposteme, ernie, cataratte, ulcere, ecc
SCACCIANEMICI Scaccianemici, quasi unico, forse campano, dovrebbe trattarsi di un cognome attribuito ad un trovatello, come augurio che potesse allontanare ogni possibile nemico.
SCACCIATI Scacciati ha un ceppo a Firenze ed uno a Cascina nel pisano, si dovrebbe trattare di un cognome originario di Lucca, nel Nuova Cronica di Giovanni Villani, libro IX°, XXVI, possiamo leggere: ".. E veniva fatto, se non che lo 'ndugio de la cavalcata de la gente del duca si tardò, e in questo mezzo alcuno de la casa medesima de' Quartigiani per viltà e paura lo scoperse a Castruccio. Per la qual cosa Castruccio subitamente fece serrare le porte di Lucca, e corse la terra con sue genti, e fece pigliare XXII di casa i Quartigiani e più altri, e trovare le dette insegne. Messer Guerruccio Quartigiani con III suoi figliuoli fece impiccare co le dette insegne a ritroso, e altri di loro fece propagginare, e tutti gli altri de la casa de' Quartigiani, ch'erano più di C (cento), gli cacciò de la città di Lucca e del contado. E questo fu a dì XII di giugno nel sopradetto anno. E ciò fu grande sentenzia e giudicio di Dio che gli detti della casa de' Quartigiani anticamente guelfi furono caporali a dare la città e signoria di Lucca a Castruccio, e tradendo i Guelfi, per lui furono morti e disertati per lo simile peccato di tradimento. ..", in questo testo si ricorda che nel 1328 Castruccio Castracani degli Antelminelli (1281 - 1328), Signore di Lucca, scacciò dalla città i guelfi a lui ostili, appartenenti alla famiglia dei Quinzani con i loro sostenitori, da allora questi mutarono i loro cognomi in Scacciati rifugiandosi nella pur ghibellina Firenze, ma amica in quanto avversaria di Castruccio, e nel pisano.
SCACCINI Molto raro, sembra di origine toscana, con areale principale nel pistoiese e nel senese, può essere derivato dal mestiere di addetto all'accensione e spegnimento dei lampioni a olio.
SCAFA
SCAFI
SCAFO
Scafa ha un ceppo a Roma ed uno primario nel napoletano a Torre Annunziata e Napoli, Scafi è tipico laziale, di Roma e Pontecorvo e Santopadre nel frusinate, Scafo è quasi unico, dovrebbero derivare dall'attività di barcaroli esercitata dai capostipiti che avrebbe dato origine ad un soprannome legato al vocabolo tardolatino scaphum attribuito ad imbarcazioni fluviali dal fondo piatto.
SCAFIDI
SCAFFIDI
Molto rari sono tipici della Sicilia, del palermitano e del messinese.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Scafidi, Scaffidi è cognome siculo-calabrese che viene dal greco 'skaphídi' = piccola madia.
SCAGLIA Scaglia è tipico della Lombardia e del Piemonte, dovrebbe derivare attraverso modificazioni da soprannomi come Scalli o Scallia attribuiti in età arcaica a quanti abitavano in colline coltivate a terrazzamenti, che potevano sembrare gli scalini di un'enorme scalinata, probabile caratteristica del luogo d'origine del capostipite. Un casato nobile degli Scaglia annoverò fra i suoi titoli quello di marchesi di Caluso, Mosso S.ta Maria e Tronzano, furono conti di Brusasco, Cavaglià, Marcorengo e Verrua e baroni di Carpenetto.
SCAGLIARINI
SCAGLIARINO
SCAGLIERINI
Scaglierini, che parrebbe unico, è probabilmente dovuto ad un'errata trascrizione di Scagliarini, che ha un ceppo nel bolognese, a Bologna, San Giovanni in Persiceto soprattutto ed Argelato, con un ceppo anche a Ferrara ed a Castelfranco Emilia nel modenese, Scagliarino, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un'errata trascrizione del precedente, che dovrebbe derivare da un soprannome originato dal mestiere dei capostipiti, forse degli spaccapietre.
SCAGLIOLA
SCAGLIOLI
SCAIOLA
SCAJOLA
Scagliola ha un ceppo a Napoli, uno a Terlizzi (BA), uno a Roma e ceppi a Canelli e Calosso nell'astigiano, a Torino, ad Alba (CN) e ad Alessandria, ed a Genova, Scaglioli è quasi unico, Scaiola è tipico del Piemonte, dell'alessandrino in particolare, di Pareto e Spigno Monferrato e di Torino, ha ceppi anche in Lombardia, Sajola è assolutamente rarissimo, dovrebbero tutti derivare da soprannomi generati dall'essere il capostipite un mastro artigiano che utilizzava la scagliola (tipo di gesso) nel suo lavoro.
SCAGLIONE Scaglione è di origine siciliana, con un ceppo nel cosentino, dovrebbe derivare da soprannomi originati dal termine scagghiuni (canino, il dente), da wikipedia: "Lu scagghiuni è nu denti caninu",  forse ad indicare che il capostipite era dotato di canini particolarmente sviluppati o che aveva un carattere molto feroce.
SCAGLIONI Scaglioni è specifico dell'area che comprende il basso mantovano e l'Emilia centroccidentale, e dovrebbe derivare da variazioni accrescitive dell'aferesi di toponimi come Roncoscaglia (MO) o Massa Fiscaglia (FE).
SCAGLIUSI
SCAGLIUSO
Scagliusi sembrerebbe specifico di Polignano a Mare nel barese, sempre del barese Scagliuso, parrebbe specifico di Castellana Grotte, dovrebbero derivare da soprannomi originati probabilmente da una caratteristica fisica dei capostipiti, cioè il fatto di possedere dei denti molto importanti, che nel dialetto pugliese, soprattutto quando ci si riferisce a dei cavalli, vengono chiamati scagliuni.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Scagliusi, per Rohlfs 168, significa 'scaglioso'. Anche per Minervini 441 deriva da 'scaglia'.
SCAGNETTI
SCAGNETTO
Scagnetti ha un ceppo nell'udinese e veneziano, uno nel maceratese ed uno nel viterbese e romano, Scagnetto, più raro, è del veneziano e dell'udinese, dovrebbe trattarsi di forme ipocoristiche aferetiche riferite al nome Ascanio, che ci arriva dalla tradizione omerica come nome del figlio di Enea, nome diffusosi poi in Italia grazie all'Eneide virgiliana ed al culto fattone da parte della Gens Iulia che sarebbe discesa direttamente da Iulo altro nome di Ascanio.
SCAGNOLARI Scagnolari è tipico della zona del rovigoto ai confini con il padovano ed il ferrarese, della zona di Fiesso Umbertiano in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine veneto arcaico scagno (sgabello, panca), forse riferito al mestiere di costruttore di sgabelli o, più probabilmente ad un mestiere che portava il capostipite a lavorare seduto su di uno sgabello, come ad esempio l'addetto alla mungitura, ma potrebbe anche indicare un comportamento svogliato ed accidioso dello stesso, scagnolar significava in effetti anche passare da uno sgabello all'altro senza concludere nulla.
SCALA
SCALI
Scala è un cognome panitaliano, con molti nuclei, nel veronese, nel sudmilano e lodigiano, nel genovese, nel bolognese, nel napoletano e , in Sicilia, nel catanese, siracusano e ragusano, Scali ha un ceppo genovese, uno toscano, soprattutto concentrato nel livornese, pisano, fiorentino e senese, ed uno nel reggino, dovrebbero derivare dai vari toponimi contenenti la radice Scala, come: Isola della Scala nel veronese, La Scala nel pisano, Madonna della Scala nel torinese, Santa Maria La Scala nel napoletano, Scala (ME)-(SA)-(CS), e così molti altri, ma è pure possibile una derivazione dal nome medioevale germanico Schal.
SCALABRIN
SCALABRINA
SCALABRINI
SCALABRINO
Scalabrin è tipico di Venezia e Padova e nel vicentino di Vicenza, Montecchio Maggiore, Fara Vicentino, Caldogno, Mason Vicentino e Cornedo Vicentino, Scalabrina sembrerebbe unico, Scalabrini ha ceppi in Lombardia ad Azzanello nel cremonese ed a Milano con presenze anche nell'area comasco, varesotta, un ceppo in Emilia, nel reggiano a Scandiano, Reggio Emilia, Casalgrande, Toano e Cavriago e nel modenese a Sassuolo e Prignano sulla Secchia, ed un ceppo a Roma e nel reatino, Scalabrino ha un ceppo piemontese, un piccolo ceppo a Campobasso ed uno in Sicilia nel trapanese, a Trapani, Erice, Valderice e Custonaci, con un ceppo anche a Palermo, questi cognomi dovrebbero derivare dal termine arcaico scalabrino (uomo abile di mano, disinvolto nel modo di fare), termine che deriva dal termine medioevale scanabrinus (lestofante furbacchione, ma anche ladro).
SCALAS Scalas è tipico delle province di Cagliari ed Oristano, dovrebbe derivare da indicatori di località originati dalla posizione in salita della via per raggiungere il capostipite, in lingua sarda arcaica scalas indicava un luogo scosceso o comunque in salita.
SCALAVINO Scalavino è specifico di Palermo, potrebbe derivare da un etnico di paesi come Scala, abbastanza diffuso in Sicilia, o di una borgata palermitana come Barone della Scala.
SCALCHI
SCALCO
Scalchi è tipico di Vicenza e del vicentino, di Montecchio Maggiore, Montebello Vicentino e Longara, con un ceppo, probabilmente secondario nel Lazio a Roma, Albano Laziale (RM) e Latina, Scalco, meno raro, ha un ceppo nel vicentino a Cartigliano, Bassano del Grappa, Vicenza,   Monticello Conte Otto, Tezze sul Brenta Schio e Rosà, nel padovano a Fontaniva e Cittadella e nel trevisano a Silea, con un ceppo anche nel Lazio a Roma e Latina, probabilmente i ceppi laziali sono il prodotto dell'emigrazione forzata di veneti per la bonifica delle paludi Pontine in epoca fascista, questi cognomi dovrebbero derivare dall'occupazione dei capostipiti che molto probabilmente facevano i servitori chiamati scalchi in epoca medioevale dal gotico skalks o dal antico alto tedesco scalch.
SCALCIONE Rarissimo, è originario della zona di confine fra barese e materano, può derivare dall'aferesi di una variante dialettale del vocabolo mascalzone.
SCALDAFERRI
SCALDAFERRO
Scaldaferri sembra essere tipico di Lauria nel potentino, ma con ceppi anche a   Latronico (PZ), Scaldaferro è tipico dell'area vicentino padovana, di Vicenza e Costabissara (VI) in particolare, dovrebbero entrambi derivare da un soprannome originato dal mestiere di garzone di un fabbro, probabilmente svolto dal capostipite.
SCALEA Scalea ha un ceppo nel salernitano ed uno nel reggino, deriva dal toponimo Scalea (CS).
SCALERA Scalera è decisamente meridionale, con un ceppo tra casertano e napoletano, uno nel campobassano e foggiano, nel barese e brindisino soprattutto, e nel tarentino e materano, la massima concentrazione è a Mesagne nel brindisino e ad Altamura nel barese, in qualche caso potrebbe derivare dal nome del paese di Scalera nel potentino, ma nella maggior parte dei casi dovrebbe derivare da località dette scalera, cioè una sorta di colline coltivate a terrazze.
SCALERANDI Scalerandi è tipico del torinese, di Pinerolo e di Cavour, dovrebbe derivare da modificazioni del termine di origine germanica scarile (capitano), ma è pure possibile una derivazione da una forma dialettale arcaica indicante gli abitanti dell'attuale Scalenghe (TO).
SCALESE
SCALESI
SCALISE
SCALISI
Scalese, abbastanza raro, è presente in Puglia e Calabria, Scalesi è assolutamente rarissimo, Scalise è calabrese, Scalisi è siciliano, dovrebbero derivare dall'etnico di paesi come Scalea (CS), Madonna della Scala (BA), Santa Maria la Scala (CT), Scala (SA), (CS), (SR), ME), ecc.
SCALETTA Scaletta sembrerebbe siciliano, con un ceppo nel palermitano a Palermo, Termini Imerese, Altavilla Milicia, Trabia e Caccamo, ed uno nel catanese a Catania, Acicatena, Misterbianco, Gravina in Catania e Tremestieri Etneo, ed un piccolo ceppo anche nell'ennese a Barrafranca, si può ipotizzare una derivazione da forme etniche particolari riferite ai toponimi Scala presenti in Sicilia, come Scala Ritiro di Messina, o altri simili, è pure possibile una derivazione da una forma ipocoristica del nome medioevale germanico Schal.
SCALFARI
SCALFARO
Il primo  è più raro del secondo, sono tipici della provincia di Catanzaro (la pronuncia corretta è Scalfàri e Scalfàro), derivano dal mestiere di scalfatore (cioè scuoiatore di animali).
SCALIA Scalea Scalia è tipicamente siciliano, molto diffuso soprattutto nel catanese e nel palermitano, dovrebbe derivare dai molti toponimi contenenti il termine scala come ne esistono molti in Sicilia, citiamo a solo titolo di esempio Scala nel messinese, dove ne esistono almeno quattro, e ce ne sono pure nel catanese e nel palermitano.
SCALMANI Rarissimo è tipico del sudmilanese e lodigiano, potrebbe derivare dal toponimo Rovescala (PV).
SCALON Scalon, abbastanza raro, è tipico del Veneto orientale e del Friuli, dovrebbe derivare da Scalon, il nome di una frazione di Vas nel bellunese.
SCALTRITO Scaltrito ha un ceppo nel barese, a Gravina in Puglia, Poggiorsini e Spinazzola, ed uno nel messinese, a Messina e Villafranca Tirrena, dovrebbe derivare da un soprannome o anche nome augurale con il significato di Astuto.
SCALVINI Tipico bresciano, dovrebbe derivare dal nome della Val di Scalve, o da una delle varie frazioni chiamate Scalvino che si trovano nel bergamasco e nel bresciano, tracce di questa cognominizzazione si hanno ad esempio nel 1500 a Brescia dove un certo Giuseppe Scalvino o De Scalve così scrive in una domanda d'assunzione al comune di Brescia: "...supplica Joseph De Scalve admitti pro ingegniero absque mercede...", degli Scalvini abbiamo tracce anche in un atto redatto in Sondrio nel 1600, dove si legge: "...Obligatio nobilis domini Nicolai Lavizarii Sondrii a quadris Nobilium, Vicinorum, Scalvinorum et Castioni comunis Clurii...".
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
cognome abbastanza diffuso nella Bassa Bresciana oltre che a Brescia città. Deriva dalla Valle di Scalve (BG), una valle laterale della Valcamonica.
SCALZI
SCALZO
SCALZONE
Scalzo sembra avere due nuclei, nella provincia di Caltanissetta e nella Calabria centrale,dove troviamo anche Scalzi, mentre Scalzone è estremamente raro, e specifico del napoletano, possono tutti derivare da un soprannome riferito all'abitudine di andare a piedi nudi da parte del capostipite, ma, molto più probabilmente potrebbero derivare dal fatto di essere le famiglie nei pressi o al servizio di conventi di suore o frati Carmelitani o Agostiniani Scalzi, bisogna inoltre tener presente che in epoca tardo medioevale con il termine scalzo si intendeva anche un individuo sporco e lacero di cattiva fama, e che in questo caso il cognome assumerebbe un diverso significato, Scalzone potrebbe anche derivare dall'aferesi del vocabolo mascalzone.
SCAMARDA
SCAMARDELLA
SCAMARDELLO
SCAMARDI
SCAMARDO
Scamarda, molto raro, è siciliano, ha un ceppo a Palermo ed uno più piccolo a Catania, Scamardella è specifico del napoletano, di Bacoli in particolare e di Pozzuoli, con buone presenze anche a Napoli, Giugliano di Campania, Qualiano e Torre del Greco, Scamardello, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione del precedente, Scamardi, esstremamente raro, è di Palermo, Scamardo è del palermitano, di San Cipirello e San Giuseppe Jato, questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche, da alterazioni del nome greco Σκαμάνδριος  Skamándrios, il nome del figlio dell'eroe troiano Hector e di sua moglie Andromache.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Scamarda è siciliano, Scamardi calabrese. Derivano dalla voce calabrese 'scamardatu' = squilibrato, indolente. Rohlfs 169.
SCAMBIALI
SCAMBIATI
Cognomi così rari da poter essere considerati quasi unici, probabilmente del pavese.
SCAMONI Decisamente lombardo, deriva probabilmente da un soprannome originato dal termine scamone (particolare taglio di carne).
SCAMPAMORTE Scampamorte, estremamente raro, è tipico del centro Italia, dovrebbe derivare da un soprannome, poi divenuto nome beneaugurale, che augurava al portatore di essere superiore alla morte.
SCAMPITELLI Quasi scomparso, sembra specifico del napoletano, dovrebbe derivare dal toponimo Scampitella (AV).
SCAMPUDDU Scampuddu sembrerebbe specifico della Gallura, di Luogosanto, Tempio Pausania, Calangianus, Arzachena ed Olbia, personaggio storicamente rilevante è stato Scampuddu Pilosu Pietro che conobbe, frequentò e divenne amico di Giuseppe Garibaldi.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
SCAMPUDDU: non l'abbiamo trovato da nessuna parte, non conosciamo né il significato, né l'etimo! Una donna anziana di Sorgono, che ha vissuto tutta la gioventù nel suo paese, figlia di un proprietario terriero del posto, ci ha detto: "Su scampuddu est un'erba de arriu, bella a pappai, chi crescit impari a  su nasturtzu e su lau". = Lo Scampùddu è un'erba acquatica, buona da mangiare, che cresce insieme al crescione (nasturtium officinale) ed al sedano selvatico (apium nodiflorum). Al momento, non sappiamo altro. Il cognome Scampuddu è presente in 36 Comuni d'Italia, di cui 22 in Sardegna (Olbia-Tempio): Luogosanto 45, Tempio 41, Calangianus 30, Arzachena 22, Olbia 22, Aggius 14, Palau 10, etc.
SCANAGATTA
SCANAGATTI
SCANNAGATTA
SCANNAGATTI
Scanagatta è tipico del vicentino, di Marostica e Pianezze in particolare, Scanagatti, molto molto raro, sembrerebbe del milanese, Scannagatta e Scannagatti sono quasi unici e probabilmente dovuti ad errori di trascrizione dei precedenti,
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Scanagatta è tipico per lo più del lombardo-veneto, con un ceppo maggiore nel vicentino e uno minore fra il comasco, il varesino e il lecchese, Scanagatti, rarissimo, è specifico del milanese, Scannagatta, unico, è un errore di trascrizione di Scanagatta, Scannagatti, quasi unico, è originario del napoletano, tutti questi cognomi derivano dall'antica espressione scannagatta o scannagatti (altrimenti nota come pelagatta o pelagatti), col significato figurato di imbroglione, mascalzone. Si tratta, dunque, delle cognominizzazioni di soprannomi attribuiti ai capostipiti.
informazioni  fornite da Paolo Scanagatta
La famiglia Scanagatta milanese era originaria della Valtellina. Il Capostipite della casata si faceva risalire a un Gabriele di Dongo, località sul lago di Como, questi fu podestà di Traona, Morbegno, e Tirano, castellano di Mesocco (attualmente Canton Ticino - Svizzera) ed ebbe da Luigi XII, Re di Francia, il feudo di Rumo nel 1500. Feudo del quale venne spogliato, sette anni dopo, dal Duca di Milano. Della sua discendenza si illustrò un Francesco, prima nunzio alla Corte di Torino, e poi vescovo di Avellino. La famiglia venne dichiarata nobile nel 1778, per decreto imperiale 19 novembre, rilasciato dall'I.R. Tribunale araldico della Lombardia austriaca, col quale se ne stabiliva anche l'arma consistente in uno scudo trinciato (diviso in due parti uguali diagonalmente dall'angolo superiore destro all'inferiore sinistro), avente nel 1° (triangolo superiore) un campo di verde, ad un gatto d'argento passante in banda sulla trinciatura, il fianco sinistro ferito da una spada d'argento, guarnita d'oro, in sbarra, colla punta al basso; il tutto sormontato da tre gigli d'oro ordinati in fascia nel capo. Nel 2° un palato di rosso e d'oro (Codice araldico, Archivio di Stato di Milano). Francesca Scanagatta (1776-1864) facendosi passare per uomo fu tenente dell\'esercito austriaco.
SCANAROTTI
SCANNAROTTI
Scanarotti, molto molto raro è tipico dell'Oltrepò  pavese, così anche il praticamente unico Scannarotti, probabilmente generato da un errore di trascrizione, dovrebbe derivare da un soprannome scherzoso dato ad un tipo un pò smargiasso.
SCANAVIN
SCANAVINI
SCANAVINO
SCANNAVIN
SCANNAVINI
SCANNAVINO
Scanavin ha un piccolo ceppo nel milanese ed uno a Sandrigo nel vicentino, Scanavini ha un piccolo ceppo a Milano e Pavia, uno grosso a Ferrara e nel modenese a Finale Emilia e Formigine, ed uno molto piccolo a Genova, Scanavino ha un grosso ceppo piemontese a Priocca nel cuneese ed a Torino, con presenze significative anche ad Alba (CN), a Castelnuovo Don Bosco nell'astigiano ed a Salussola nel biellese, ed un piccolo ceppo anche ad Albisola Superiore nel savonese ed a Sestri Levante nel genovese, Scannavin, quasi unico, è della bassa bresciana, Scannavini ha un ceppo emiliano a Modena, Mirandola, Medolla e Carpi nel modenese ed a Bologna, ed un ceppo a Milano ed uno a Roma, Scannavino, tipicamente siciliano, ha un ceppo a Palermo ed uno a Ragusa, dovrebbero tutti derivare da soprannomi originati probabilmente dalla propensione al vino dei capostipiti, di quest'uso abbiamo un esempio uin un atto del 1483 dove  il nobile Filippo di Castelnuovo vende a Giovanni Ferrari alias Scanavino di Castelnuovo (Castelnuovo Don Bosco nell'astigiano): "petiam unam prati et boschi sitam in finibus dicti loci Mayniti loco dicto ad Guadum Oddoni tanta quanta est, cui coherent flumen Trivecie et ipse Iohannonus emptor et alii si qui sunt. Item in dictis finibus et ibi prope aliam petiam boschi, prati et mareschi...", troviamo tracce di queste cognominizzazioni nel 1422 con il genovese: "..Nicolaus Scanavinus de Monte rubeo aliorum minimus scripsit anno Do. MCCCCXXII. die XVI. Januarii ..".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Scanavini ha alla base un soprannome emiliano ironico o nome di mestiere Scanavini, formato da 'scanèr' = "scannare" e 'vini', cioè "scanna il vino", riferito a "chi rovina il vino, o che non sa bere bene" oppure a "chi spilla il vino, l'oste".
SCANCARELLO Molto raro è tipico della zona orientale della provincia di Palermo, tra Geraci Siculo e Gangi.
SCANDAGLIATO Scandagliato è tipico di Venezia, potrebbe trattarsi di una forma patronimica in -ato, originata da un soprannome del padre del capostipite, che potrebbe essere stato marinaio addetto allo scandaglio delle tratte lagunari.
SCANDELLA
SCANDELLARI
SCANDELLI
Scandella è specifico bergamasco, Scandellari è tipico del bolognese, Scandelli è tipico del cremasco,  questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi legati al vocabolo scandella (goccia d'olio in un liquido). Già nel 1200 nelle valli bergamasche si trovano diverse famiglie Scandella, verso la seconda metà del 1500 troviamo un famoso eresiarca friulano Domenico detto Scandella, condannato al rogo dal Santo Uffizio.
SCANDIANI Molto raro, tipicamente emiliano, deriva dal toponimo Scandiano nel reggiano è prevalentemente israelita.
SCANDIFFIO Scandiffio è specifico di Matera e del materano, di Pomarico e Ferrandina, potrebbe derivare da una forma dialettale di un'italianizzazione del nome greco Xanthippos.
SCANDIUZZI
SCANDIUZZO
Scandiuzzi è tipicamente veneto del trevisano, di Montebelluna, Maserada sul Piave, Villorba e Treviso, Scandiuzzo, quasi unico, è sempre del trevisano, dovrebbero derivare da un soprannome dialettale arcaico usato per indicare nel capostipite un tipo allegro e canterino.
SCANDURA
SCANDURRA
SCANDURRI
SCANDURRO
Scandura è specifico del catanese, Scandurra, originario del catanese, è distribuito in tutta la Sicilia orientale, con un ceppo anche nel napoletano, Scandurri sembrerebbe assente in Italia, Scandurro, quasi unico, sono probabilmente dovuti ad errori di trascrizione, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo arabo qhandurha (veste, camiciotto). Il casato nobile degli Scandurra ha un ceppo siracusano più antico ed uno catanese che gode dal 1768 del titolo di baroni di Salsetta e Montagna nell'agrigentino.).
SCANFERLA Scanferla è tipicamente veneto, di Padova in particolare, e nel padovano di Cadoneghe, Vigonza, Piove di Sacco e Rubano, di Vigonovo, Venezia, Stra e Dolo nel veneziano e di Grisignano di Zocco nel vicentino, dovrebbe derivare dal nome della frazione Scanferla di Vigonovo nel veneziano.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Cognome veneto. Secondo D. Olivieri 247 deriva dalla voce dialettale bergamasca scanferla = grucce.
SCANI
SCANIO
Scani, praticamente unico è molto probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione di Scanio, che è specifico di Naro nell'agrigentino e di Roccapalumba nel palermitano, si dovrebbe trattare di una forma aferetica del nome latino Ascanius (vedi ASCANI), ma è pure possibile che si tratti di un soprannome originato dal termine latino medioevale scamnium (sgabello).
SCANNAPIECO
SCANNAPIECORO
Scannapieco è specifico del salernitano, Scannapiecoro è assolutamente rarissimo.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Scannapieco, diffuso prevalentemente in Campania con maggiore intensità nel Salernitano e nel Napoletano, deriva dalla più antica forma cognominale Scannapiecoro, ancora oggi presente nel Napoletano ma estremamente rara.  I cognomi in questione traggono le loro origini da un soprannome legato al mestiere del capostipite: in dialetto napoletano il verbo scannare ha il significato di macellare, squartare, mentre il termine piecuro significa agnello, pecora, montone.  E' evidente che tale soprannome venisse attribuito in passato ai beccai, soprattutto a coloro che svolgevano la loro attività da ambulanti e che si recavano di casa in casa durante il periodo di Pasqua allo scopo di macellare gli agnelli.
SCANNIELLO Scanniello, molto molto raro, è tipico del salernitano, di Montano Antilia in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine dialettale scanniello (piccolo supporto, a forma di scatola con il fronte obliquo, usato dagli scrivani per appoggiarvi il foglio su cui scrivere), forse ad indicare la professione di scrivano svolta dal capostipite, si potrebbe anche ipotizzare una correlazione con il paese di Scanno nel salernitano, che potrebbe essere stato il luogo di provenienza della famiglia.
SCANO
SCANU
Sia Scano che Scanu sono molto diffusi in Sardegna, dovrebbero derivare dal toponimo Scano di Montiferro (OR), tracce di queste cognominizzazioni si trovano a Cagliari fin dal XIII° secolo.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
SCANO; SCANU: de Iscanu, di Scano = originario di o proveniente da Scano Montiferro. Scano Montiferro, attualmente è un centro abitato di 1725 abitanti della provincia di Oristano, a circa 400 metri s.l.m. Il paese ha assunto questa denominazione dal 1862, prima era Iscanu o Scano. In periodo medioevale era villa, "bidda",con un certo prestigio, della Curadorìa di Montiverru, nel regno giudicale di Arborea:* ISCANO - Scanu M. Ferro. Contrate Castri Montis de Verro - Nel documento LPDE del 1388 si legge "CASTRI MONTIS DE VERRO.in posse Salari Arsocho, notarii publici et etc. die X januario 1388. nisi bestiaris pastores.congregatis in villa de Guilciochor .in posse Salari Arsoci, habitatoris Bose .notarii publici et etc. die X januari 1388. Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI, XIII secolo, Iscanu è citato in vari capitoli (52, 94,161,165,188,etc.) per la Curatorìa di Montiverru e soprattutto per la chiesa Camaldolese di San Pietro, della quale sono menzionati i priori, le transazioni riguardanti la servitù e le varie terre e domos, etc. Varie sono le ipotesi sulla etimologia della parola: il canonico Giovanni Spano fa derivare Scano dalla radice fenicia "scan" = dimora, abitazione. Altri, tra cui il sottoscritto, da scanu o meglio scannu = sedia, seggiola, scanno, sgabello, per la posizione orografica del centro abitato; montiferro, deriva invece da monti verru = monte dei cinghiali, che ivi abbondavano ed abbondano tuttora; dal latino verres e tardo latino verrus.  Il cognome Scanu, con le sue varianti, Scano, Iscanu, Iscano, appare con certa frequenza nei documenti antichi della lingua e della storia della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, figurano: Scani(de) Simeon - de Aristanni, *** Aristanni - Oristano: elenco dei nomi dei firmatari della PETIZIONE. Omnes cives mercatores et habitatores dicte civitatis.nisi pastores bestiaminum et quorum dificulter demorari non poterant.congregati. Porta la data : die XIIII mensis Januarii M°. CCC°. LXXXVIII° et etc. ; Scano (de) Joannes, ville Sasseri, ** Sasseri.Sassari. Et nos Pugioni Anthonius et De Lacon Salatinus, cives Sasseri, sindici, actores et procuratores.Marringoni Arsòcus potestas ac capitanus civitatis Sasseri. Omnes cives congregatis in civitate Sasseri, apud ecclesiam Sancte Caterine.presentibus Corda Jacobo, Magnispesa Francisco, De Mascara Francisco. In die XIII mensis Januarii MCCCLXXXVIII - 1388; Scano (de) Nicolaus, ville Sasseri; Scano (de) Nigro, jurato ville Ardauli, * Ardauli.odierno Ardauli. Contrate Partis Varicati - Barigadu; Scano (de) Seraphino, jurato ville Ville Longe, * Ville Longe.Villalonga: distrutto. Campitani Majoris; Scano(de) Nicolao, ville Illorai, * Illorai...villaggio attuale. Curatorie de Anella; Scanu (de) Comita, jurato ville Ribechu, * Ribechu.attuale Rebecu. Curatorie de Costa de Valls ; Scanu (de) Elia, ville Boon, * Boon.Bono (attuale). Curatorie de Anella; Scanu (de) Filipo, ville Selluri, ** Selluri - Sedduri - Seddori: odierno Sanluri. Et ego Capula Marcus .sindicus, actor et procurator ville Selluri.seu a Petro De Castay, locuntenente capitanei et Margiano Costa, locuntenente potestatis terre Selluri et omnibus habitatoribus dicte terre, congregatis. X die januarii 1388; Scanu (de) Gantino, ville Selluri; Scanu (de) Guglielmo, jurato ville Sii Majore, * Sii Majore.odierno Siamaggiore. Campitani Majoris; Scanu (de) Joanne, jurato ville Barbagiana, * Barbagiana.distrutto. Contrate Partis Varicati - Barigadu; Scanu (de) Joanne, jurato ville Tiesi, * Tiesi.odierno Tiesi. Contrate Caputabas; Scanu (de) Marianus, ville Sasseri; Scanu (de) Nicolaus, ville Sasseri; Scanu (de) Stephano, curie de Ploaghe; Scanu(de) Petro, majore ville de Guspini, * Guspini...Guspini. Contrate Montis Regalis > ** SARDARA MONTIS REGALIS...11 GENNAIO 1388, et ego...Gadulesu Margiano habitator velle Sardara, sindicus actor et procurator universitatis Contrate Montis Regalis et villarum et etc. In posse Virde Andrea, Virde Joanne, de Civitate Sasseri, notarii publici, die XI Januarii 1388; Schano (de) Joanne, ville Gulcei, * Gulcei.odierno Bultei. Contrate de Anglona; Schanu(de) Gunario, ville Selluri.  Nel Condaghe di San Pietro di Silki, CSPS, XI, XIII secolo, troviamo: D'Iscanu Jorgi, postura(donazione al cap. 93°; testis, kertu de servis (testimone ad una lite per la spartizione della servitù, al cap. 25°, ed al cap. 31°. Sempre nello stesso CSPS, Iscanu (de) Comita (postura - donazione), ai capp. 125° e 135°. Nel Condaghe di San Michele di Salvennor, CSMS, XI, XIII secolo (testo in lingua spagnola), al cap. 18, troviamo: Pedro de Iscano = Petru de Iscanu: .D(donnu)Itocor de Lacon de Como Furadu de Thori, dio (dono)toda la parte ala Iglesia y traio a Pedro de Gunale y a Pedro de Iscano (Petru de Iscanu) y juraron por la Crux (in nome della croce) que dio (che dono) toda la parte a Iglesia sin esetuar cosa alguna(tutto quanto, senza togliere niente). Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI, XIII secolo, figurano otto persone con nome Scanu, tra i quali citiamo: Scanu Mariane ( al cap. 145), in una partizione di servi tra la chiesa di Bonarcado e quella di Oristano; diacono de bangeliu de Aristanni(presiedeva alle cerimonie dei giuramenti davanti al  vangelo, nella chiesa di Santa Maria di Oristano): In nomine patris etc. Ego Arrigu priore de Sancta Maria de bonarcado, partivi serbos cun Troodori de Muru arciepiscopus de Sancta Maria de Aristanis, etc. Altro personaggio è Scanu (de) Torbeni(108), maiore de scolca( comandante della guardia di confine): Coiuvedi(ho unito in matrimonio) Goantine de Riu cun ankilla de clesia de Sancta Victoria et iuredi etc. Fra i testes figura Torbeni de Scanu maiore de scolca di Arsuneli. Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI, XIII secolo, troviamo citate 8 persone con tale cognome, tra cui ricordiamo: Comita d'Iscanu(cap.181), in una donazione: positinke(ha donato - in Arcennor: villaggio oggi scomparso, della curadorìa di Costavalle, i cui resti si trovano nei pressi del Rio Alchennero, in agro di Semestene) Comita d'Iscanu die (un giorno di servizio la settimana)in (di) Susanna Lorica, pro s'anima dessa muliere candu moribit (per l'anima della moglie, alla sua morte). Nella storia contemporanea ricordiamo Dionigi Scano, storico ed architetto, nato a Sanluri il 23 febbraio 1867 e morto a Cagliari il 16 novembre del 1949. Nominato ingegnere architetto nell'Ufficio Regionale dei Monumenti, ebbe l'incarico, da parte del Ministero della Pubblica Istruzione di predisporre l'inventario degli edifici della Sardegna. Per ben 15 anni percorse l'intera isola alla ricerca di opere d'arte per studiarne le forme e la storia, di cui parte si trova nella sua opera "Storia dell'Arte in Sardegna". Come storico ci ha lasciato uno studio genealogico: " Serie cronologica dei giudici sardi", ed altre opere apprezzabili per l'Archivio Storico Sardo, tra cui la più importante  è senza dubbio il "Codice Diplomatico delle Relazioni fra la Santa Sede e la Sardegna" in due Volumi, editi a Cagliari nel 1940. Attualmente il cognome Scano è presente in 230 Comuni italiani, di cui 101 in Sardegna: Cagliari 279, Sassari 146, Villacidro 103, Assemini 84, etc. Nella penisola è Roma ad avere il numero più alto di Scano, con 118. Il cognome Scanu è presente in 394, di cui 160 in Sardegna: Sassari 479, Marrubiu 169, Guspini 160, Cagliari 135, Alà dei Sardi 111, etc. Nella penisola è sempre Roma ad avere il numero più alto con 199.
SCANTAMBURLO Tipico del padovano e veneziano, potrebbe derivare da un soprannome dialettale.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Scantamburlo è cognome padovano e trevigiano di difficile interpretazione. Scrive D. Olivieri nei 'Cognomi della Venezia Euganea' 191 : "o 'tamburlo' (= tamburo) ha un significato che ci sfugge, o SCAN non è forse 'scanna', ma, per esempio, 'canta' con s prostetica."
SCANZANI
SCANZANO
Scanzani ha un nucleo a Roma ed uno tra maceratese ed anconitano, Scanzano tipico del foggiano, della zona di  San Severo e Sannicandro Garganico (FG), dovrebbero derivare o direttamente dal nomen latino Scantius, di cui abbiamo un esempio in un'antica lapide funeraria romana: "D(is) M(anibus) s(acrum) / Q(uintus) Scantius / Felix / v(ixit) a(nnos) XXII / h(ic) e(st) s(itus)", o da nomi di località tipo fundus scantianus, indicanti terreni di proprietà di uno Scantius,  vedi Scanzano Jonico (MT) a titolo di esempio.
SCAPECCHI
SCAPECCHIO
Scapecchi è tipico di Arezzo e dell'aretino, Scapecchio è praticamente unico, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal termine toscano arcaico scapecchiare, un'operazione che si compie durante una prima pettinatura del lino e che consiste nel liberarlo dal capecchio, una materia voluminosa e viscosa usata normalmente per imbottiture, potrebbero stare ad indicare che il mestiere dei capostipiti fosse appunto quello.
SCAPIGLIATI Molto molto raro, sembra avere un ceppo nel senese a Piancastagnaio e ceppi anche nel viterbese, si possono ipotizzare derivazioni da una variazione del cognomen latino Scapula o, in data molto più recente, da un soprannome.
SCAPIN
SCAPINI
SCAPINO
SCAPPIN
SCAPPINI
SCAPPINO
Scapin è tipico veneto del padovano e vicentino, Scapini, più raro, è del veronese come Scappini che però ha anche un ceppo nel fiorentino, Scapino e Scappino, rarissimi, sono del torinese, Scappin, molto molto raro, è del trevigiano, dovrebbero derivare dal nome tardo latino Scapinus, di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale all'anno 1151, dove in un atto leggiamo: "...sicut hic subter legitur, ita ut quando Brilionus et Scapinus, germani infantuli et nepotes ipsius Petri et filii quondam Iohannis qui dicebatur Gramaticus...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Scapin è cognome veneto dal termine dialettale 'scapìn' = pedule (parte della calza che veste il piede). Olivieri 247.
SCAPPATORA
SCAPPATURA
Scappatora, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione di Scappatura, che è specifico del reggino, di, Taurianova, Villa San Giovanni, Motta San Giovanni e Campo Calabro, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine greco antico σκαπτός  skaptos (incavato scavato), forse ad indicare che il capostipite facesse di mestiere lo zappatore o abitasse in un luogo scavato, un avvallamento del terreno.
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