L'origine dei cognomi - Sca
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SCABELLI
SCABELLO
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Scabelli, è quasi unico, dovrebbe trattarsi di una forma alterata
del cognome Scabello, che è specifico dell'area veneziana e trevisana,
di Venezia soprattutto e di Maserada sul Piave nel trevisano, e che dovrebbe
derivare da un soprannome originato dal termine scabello, una
forma arcaica per sgabello (piccola
panchetta per salire più in alto o sedersi), esiste una
località Scabello nel veneziano, ma è improbabile che sia
questa l'origine del cognome. |
SCABINI
SCAVINI |
Scabini è specifico dell'area che comprende soprattutto il pavese,
ma anche le zone limitrofe dell'alessandrino, genovese, piacentino e milanese,
a Voghera, Golferenzo, Santa Maria della versa, Pavia e Brallo di Pregola
nel pavese, ed a Milano, Scavini, molto più raro, ha un piccolissimo
ceppo nel verbanese ed uno a Vigevano nel pavese, dovrebbero derivare direttamente
o tramite betacismo dal termine germanico in uso presso Longobardi e Franchi scabinus
(magistrato municipale e amministratori delle
gabelle), attività probabilmente svolta dai capostipiti,
dell'uso di questo termine abbiamo un esempio nell'anno 865 a Brescia:
"...Vassalli suprascripto Adelberti Marchioni Teudifrasciu
Comes ipsius civitatis; Rotari et Petrus Scavinis
ipsius civitatis.." o anche nel modenese "..Iohannes
de quondam Constammo scavinus
di Brento..", ad Arezzo nel 936: "..Lambertus
notarius et scabino
interfui ..". |
| SCACCABAROZZI
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Specifico del milanese e comasco.
Si tramanda che questa famiglia di origine milanese abbia tratto il proprio
cognome da un servizio fatto durante l'infierire della peste in Milano.
Mancando gente che si prestasse all'incresciosa e pur necessaria opera
di portare i morti alla sepoltura e scarsi essendo i mezzi per trasportarli
per tanto infierir del male, questa famiglia si prestò al pietoso
e ingrato ufficio servendosi di numerosi barocci, tanto che le fu dato
il soprannome di Scarica barocci, che poi si tramutò in Scaccabarozzi.
Fu famiglia antica le cui memorie risalgono al XII° secolo. Un certo
Giordano fu costituito vicario imperiale a Milano da Federico Barbarossa,
un Beltramo fu console di Milano nel 1164, un Alberto fu podestà
di Como nel 1219, un Lantelmo canonico della metropolitana, nel 1152 fu
inviato dalla Repubblica milanese in qualità di legato al papa Innocenzo
IV° per ottenere la canonizzazione di S. Pietro Martire Veronese, un
Giacomo si trova fra i firmatari di parte nobile nell'atto di concordia
fra nobili e plebei di Milano nel 1258, un Giovanni fu fatto cavaliere
da Matteo Visconti sul campo di battaglia di Parabiago per l'indomito valore,
un Arostello fu cavaliere e decurione milanese, un altro Giacomo, nobile
e generoso cavaliere, nel 1320 eresse e dotò la chiesa di S. Maria
Annunziata a Milano mentre suo fratello Catellano fu podestà di
Pavia nel 1322. I De Scachabarociis, famiglia ghibellina, sostenitrice
dei Visconti, venne annoverata dall'Arcivescovo Ottone nella matricola
delle famiglie nobili di Milano. Nel 1402 Giovanni Scaccabarozzi era stato
eletto priore maggiore del monastero di Pontida ed era quindi il beneficiario
della commenda. Gli Scaccabarozzi avevano vari beni in Brianza, soprattutto
a Montevecchia e a Brivio in frazione Vaccarezza con diversi poderi e case,
nel 1409 erano Signori di Cassago, che avevano anche acquisito il godimento
delle terre di Pontida. A Cassago la loro influenza era notevole,
tanto che il 17 luglio 1412, in un momento drammatico per le sorti del
Ducato milanese, un certo dominus Raynerius De Scachabarociis, che era
inserito nel 1408 nell'elenco dei "nobiles familiares et officiales de
curia de nostri illustrissimi principis et dominis" duca Giovanni Maria
Visconti, riconobbe, al duca di Milano Filippo Maria Visconti (1412-1447)
la fidelitas de terra Cassaghi. |
SCACCHI
SCACCO |
Scacchi è raro e sembra presentare due nuclei, uno nel Lazio ed
uno nel sudmilanese e lodigiano, Scacco, molto raro, potrebbe avere un
nucleo nel catanese e uno nel Veneto, dovrebbero derivare dall'occupazione
dei capostipiti che molto probabilmente facevano i servitori
chiamati scalchi in epoca medioevale
dal gotico skalks o dal antico alto
tedesco scalch.
Il ramo umbro della famiglia Scacchi annovera molti medici tra le sue fila,
Antonio Scacchi, nel 1400 lo troviamo in Francia come medico di Luigi XI,
nel 1540 Durantes Scacchus Norcinus (Durante
Scacchi) dà inizio alla grande scuola dei dottori di Preci, alle
dinastie degli eruditi scrittori di medicina, punto fermo per tutti i preciani,
empirici e non, con scritti di buon livello ai quali attinsero o si uniformarono
non solo scolari dì terra umbra. Durante nacque a Preci (PG), giovanissimo
si trasferì a Roma dove frequentò la scuola di Realdo Colombo,
nel 1562 Giacomo Scacchi ottenne a Roma la licenza perpetua per aposteme,
ernie, cataratte, ulcere, ecc |
| SCACCIANEMICI
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Scaccianemici, quasi unico, forse campano, dovrebbe trattarsi di un cognome
attribuito ad un trovatello, come augurio che potesse allontanare ogni
possibile nemico. |
| SCACCIATI
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Scacciati ha un ceppo a Firenze ed uno a Cascina nel pisano, si dovrebbe
trattare di un cognome originario di Lucca, nel Nuova Cronica di Giovanni
Villani, libro IX°, XXVI, possiamo leggere: "..
E veniva fatto, se non che lo 'ndugio de la cavalcata de la gente del duca
si tardò, e in questo mezzo alcuno de la casa medesima de' Quartigiani
per viltà e paura lo scoperse a Castruccio. Per la qual cosa Castruccio
subitamente fece serrare le porte di Lucca, e corse la terra con sue genti,
e fece pigliare XXII di casa i Quartigiani e più altri, e trovare
le dette insegne. Messer Guerruccio Quartigiani con III suoi figliuoli
fece impiccare co le dette insegne a ritroso, e altri di loro fece propagginare,
e tutti gli altri de la casa de' Quartigiani, ch'erano più di C
(cento),
gli cacciò de la città di Lucca
e del contado. E questo fu a dì XII
di giugno nel sopradetto anno. E ciò fu grande sentenzia e giudicio
di Dio che gli detti della casa de' Quartigiani anticamente guelfi furono
caporali a dare la città e signoria di Lucca a Castruccio, e tradendo
i Guelfi, per lui furono morti e disertati per lo simile peccato di tradimento.
..", in questo testo si ricorda che nel 1328 Castruccio Castracani
degli Antelminelli (1281 - 1328), Signore di Lucca, scacciò dalla
città i guelfi a lui ostili, appartenenti alla famiglia dei Quinzani
con i loro sostenitori, da allora questi mutarono i loro cognomi in Scacciati
rifugiandosi nella pur ghibellina Firenze, ma amica in quanto avversaria
di Castruccio, e nel pisano. |
| SCACCINI
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Molto raro, sembra di origine toscana,
con areale principale nel pistoiese e nel senese, può essere derivato
dal mestiere di addetto all'accensione e spegnimento dei lampioni a olio. |
SCAFA
SCAFI
SCAFO |
Scafa ha un ceppo a Roma ed uno primario nel napoletano a Torre Annunziata
e Napoli, Scafi è tipico laziale, di Roma e Pontecorvo e Santopadre
nel frusinate, Scafo è quasi unico, dovrebbero derivare dall'attività
di barcaroli esercitata dai capostipiti che avrebbe dato origine ad un
soprannome legato al vocabolo tardolatino scaphum
attribuito ad imbarcazioni fluviali dal fondo piatto.
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SCAFIDI
SCAFFIDI |
Molto rari sono tipici della Sicilia,
del palermitano e del messinese.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Scafidi, Scaffidi è cognome siculo-calabrese che viene dal greco
'skaphídi' = piccola
madia. |
| SCAGLIA
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Scaglia è tipico della Lombardia e del Piemonte, dovrebbe derivare
attraverso modificazioni da soprannomi come Scalli o Scallia attribuiti
in età arcaica a quanti abitavano in colline coltivate a terrazzamenti,
che potevano sembrare gli scalini di un'enorme scalinata, probabile caratteristica
del luogo d'origine del capostipite. Un casato nobile degli Scaglia annoverò
fra i suoi titoli quello di marchesi di Caluso, Mosso S.ta Maria e Tronzano,
furono conti di Brusasco, Cavaglià, Marcorengo e Verrua e baroni
di Carpenetto. |
SCAGLIARINI
SCAGLIARINO
SCAGLIERINI |
Scaglierini, che parrebbe unico, è probabilmente dovuto ad un'errata
trascrizione di Scagliarini, che ha un ceppo nel bolognese, a Bologna,
San Giovanni in Persiceto soprattutto ed Argelato, con un ceppo anche a
Ferrara ed a Castelfranco Emilia nel modenese, Scagliarino, quasi unico,
è probabilmente dovuto ad un'errata trascrizione del precedente,
che dovrebbe derivare da un soprannome originato dal mestiere dei capostipiti,
forse degli spaccapietre. |
SCAGLIOLA
SCAGLIOLI
SCAIOLA
SCAJOLA |
Scagliola ha un ceppo a Napoli, uno a Terlizzi (BA), uno a Roma e ceppi
a Canelli e Calosso nell'astigiano, a Torino, ad Alba (CN) e ad Alessandria,
ed a Genova, Scaglioli è quasi unico, Scaiola è tipico del
Piemonte, dell'alessandrino in particolare, di Pareto e Spigno Monferrato
e di Torino, ha ceppi anche in Lombardia, Sajola è assolutamente
rarissimo, dovrebbero tutti derivare da soprannomi generati dall'essere
il capostipite un mastro artigiano che utilizzava la scagliola (tipo
di gesso) nel suo lavoro. |
| SCAGLIONE
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Scaglione è di origine siciliana, con un ceppo nel cosentino, dovrebbe
derivare da soprannomi originati dal termine scagghiuni
(canino, il dente), da wikipedia: "Lu
scagghiuni è
nu denti caninu", forse ad indicare che il capostipite era
dotato di canini particolarmente sviluppati o che aveva un carattere molto
feroce. |
| SCAGLIONI
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Scaglioni è specifico dell'area che comprende il basso mantovano
e l'Emilia centroccidentale, e dovrebbe derivare da variazioni accrescitive
dell'aferesi di toponimi come Roncoscaglia (MO) o Massa Fiscaglia (FE). |
SCAGLIUSI
SCAGLIUSO |
Scagliusi sembrerebbe specifico di Polignano a Mare nel barese, sempre
del barese Scagliuso, parrebbe specifico di Castellana Grotte, dovrebbero
derivare da soprannomi originati probabilmente da una caratteristica fisica
dei capostipiti, cioè il fatto di possedere dei denti molto importanti,
che nel dialetto pugliese, soprattutto quando ci si riferisce a dei cavalli,
vengono chiamati scagliuni.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Scagliusi, per Rohlfs 168, significa 'scaglioso'.
Anche per Minervini 441 deriva da 'scaglia'. |
SCAGNETTI
SCAGNETTO |
Scagnetti ha un ceppo nell'udinese e veneziano, uno nel maceratese ed uno
nel viterbese e romano, Scagnetto, più raro, è del veneziano
e dell'udinese, dovrebbe trattarsi di forme ipocoristiche aferetiche riferite
al nome Ascanio, che ci arriva dalla
tradizione omerica come nome del figlio di Enea, nome diffusosi poi in
Italia grazie all'Eneide virgiliana ed al culto fattone da parte della
Gens Iulia che sarebbe discesa direttamente da Iulo altro nome di Ascanio. |
| SCAGNOLARI
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Scagnolari è tipico della zona del rovigoto ai confini con il padovano
ed il ferrarese, della zona di Fiesso Umbertiano in particolare, dovrebbe
derivare da un soprannome originato dal termine veneto arcaico scagno
(sgabello, panca), forse riferito al
mestiere di costruttore di sgabelli o, più probabilmente ad un mestiere
che portava il capostipite a lavorare seduto su di uno sgabello, come ad
esempio l'addetto alla mungitura, ma potrebbe anche indicare un comportamento
svogliato ed accidioso dello stesso, scagnolar
significava in effetti anche passare da uno sgabello
all'altro senza concludere nulla. |
SCALA
SCALI |
Scala è un cognome panitaliano, con molti nuclei, nel veronese,
nel sudmilano e lodigiano, nel genovese, nel bolognese, nel napoletano
e , in Sicilia, nel catanese, siracusano e ragusano, Scali ha un ceppo
genovese, uno toscano, soprattutto concentrato nel livornese, pisano, fiorentino
e senese, ed uno nel reggino, dovrebbero derivare dai vari toponimi contenenti
la radice Scala, come: Isola della Scala nel veronese, La Scala nel pisano,
Madonna della Scala nel torinese, Santa Maria La Scala nel napoletano,
Scala (ME)-(SA)-(CS), e così molti altri, ma è pure possibile
una derivazione dal nome medioevale germanico Schal. |
SCALABRIN
SCALABRINA
SCALABRINI
SCALABRINO |
Scalabrin è tipico di Venezia e Padova e nel vicentino di Vicenza,
Montecchio Maggiore, Fara Vicentino, Caldogno, Mason Vicentino e Cornedo
Vicentino, Scalabrina sembrerebbe unico, Scalabrini ha ceppi in Lombardia
ad Azzanello nel cremonese ed a Milano con presenze anche nell'area comasco,
varesotta, un ceppo in Emilia, nel reggiano a Scandiano, Reggio Emilia,
Casalgrande, Toano e Cavriago e nel modenese a Sassuolo e Prignano sulla
Secchia, ed un ceppo a Roma e nel reatino, Scalabrino ha un ceppo piemontese,
un piccolo ceppo a Campobasso ed uno in Sicilia nel trapanese, a Trapani,
Erice, Valderice e Custonaci, con un ceppo anche a Palermo, questi cognomi
dovrebbero derivare dal termine arcaico scalabrino
(uomo abile di mano, disinvolto nel modo di fare),
termine che deriva dal termine medioevale scanabrinus
(lestofante furbacchione, ma anche
ladro). |
| SCALAS
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Scalas è tipico delle province di Cagliari ed Oristano, dovrebbe
derivare da indicatori di località originati dalla posizione in
salita della via per raggiungere il capostipite, in lingua sarda arcaica
scalas indicava un luogo scosceso o
comunque in salita. |
| SCALAVINO
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Scalavino è specifico di Palermo, potrebbe derivare da un etnico
di paesi come Scala, abbastanza diffuso in Sicilia, o di una borgata palermitana
come Barone della Scala. |
SCALCHI
SCALCO |
Scalchi è tipico di Vicenza e del vicentino, di Montecchio Maggiore,
Montebello Vicentino e Longara, con un ceppo, probabilmente secondario
nel Lazio a Roma, Albano Laziale (RM) e Latina, Scalco, meno raro, ha un
ceppo nel vicentino a Cartigliano, Bassano del Grappa, Vicenza,
Monticello Conte Otto, Tezze sul Brenta Schio e Rosà, nel padovano
a Fontaniva e Cittadella e nel trevisano a Silea, con un ceppo anche nel
Lazio a Roma e Latina, probabilmente i ceppi laziali sono il prodotto dell'emigrazione
forzata di veneti per la bonifica delle paludi Pontine in epoca fascista,
questi cognomi dovrebbero derivare dall'occupazione dei capostipiti che
molto probabilmente facevano i servitori
chiamati scalchi in epoca medioevale
dal gotico skalks o dal antico alto
tedesco scalch. |
| SCALCIONE
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Rarissimo, è originario della zona di confine
fra barese e materano, può derivare dall'aferesi di una variante
dialettale del vocabolo mascalzone. |
SCALDAFERRI
SCALDAFERRO |
Scaldaferri sembra essere tipico di Lauria nel potentino, ma con ceppi
anche a Latronico (PZ), Scaldaferro è tipico dell'area
vicentino padovana, di Vicenza e Costabissara (VI) in particolare, dovrebbero
entrambi derivare da un soprannome originato dal mestiere di garzone di
un fabbro, probabilmente svolto dal capostipite. |
| SCALEA
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Scalea ha un ceppo nel salernitano ed uno nel reggino, deriva dal toponimo
Scalea (CS). |
| SCALERA
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Scalera è decisamente meridionale, con un ceppo tra casertano e
napoletano, uno nel campobassano e foggiano, nel barese e brindisino soprattutto,
e nel tarentino e materano, la massima concentrazione è a Mesagne
nel brindisino e ad Altamura nel barese, in qualche caso potrebbe derivare
dal nome del paese di Scalera nel potentino, ma nella maggior parte dei
casi dovrebbe derivare da località dette scalera,
cioè una sorta di colline coltivate a terrazze. |
| SCALERANDI
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Scalerandi è tipico del torinese, di Pinerolo e di Cavour, dovrebbe
derivare da modificazioni del termine di origine germanica scarile
(capitano), ma è pure possibile
una derivazione da una forma dialettale arcaica indicante gli abitanti
dell'attuale Scalenghe (TO). |
SCALESE
SCALESI
SCALISE
SCALISI |
Scalese, abbastanza raro, è presente in Puglia e Calabria, Scalesi
è assolutamente rarissimo, Scalise è calabrese, Scalisi è
siciliano, dovrebbero derivare dall'etnico di paesi come Scalea (CS), Madonna
della Scala (BA), Santa Maria la Scala (CT), Scala (SA), (CS), (SR), ME),
ecc. |
| SCALETTA
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Scaletta sembrerebbe siciliano, con un ceppo nel palermitano a Palermo,
Termini Imerese, Altavilla Milicia, Trabia e Caccamo, ed uno nel catanese
a Catania, Acicatena, Misterbianco, Gravina in Catania e Tremestieri Etneo,
ed un piccolo ceppo anche nell'ennese a Barrafranca, si può ipotizzare
una derivazione da forme etniche particolari riferite ai toponimi Scala
presenti in Sicilia, come Scala Ritiro di Messina, o altri simili, è
pure possibile una derivazione da una forma ipocoristica del nome medioevale
germanico Schal. |
SCALFARI
SCALFARO |
Il primo è più
raro del secondo, sono tipici della provincia di Catanzaro (la pronuncia
corretta è Scalfàri e Scalfàro), derivano dal mestiere
di scalfatore (cioè scuoiatore di animali). |
| SCALIA
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Scalea Scalia è tipicamente siciliano, molto diffuso soprattutto nel catanese
e nel palermitano, dovrebbe derivare dai molti toponimi contenenti il termine
scala come ne esistono molti in Sicilia, citiamo a solo titolo di esempio
Scala nel messinese, dove ne esistono almeno quattro, e ce ne sono pure
nel catanese e nel palermitano. |
| SCALMANI
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Rarissimo è tipico del sudmilanese
e lodigiano, potrebbe derivare dal toponimo Rovescala (PV). |
| SCALON
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Scalon, abbastanza raro, è tipico del Veneto orientale e del Friuli,
dovrebbe derivare da Scalon, il nome di una frazione di Vas nel bellunese. |
| SCALTRITO
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Scaltrito ha un ceppo nel barese, a Gravina in Puglia, Poggiorsini e Spinazzola,
ed uno nel messinese, a Messina e Villafranca Tirrena, dovrebbe derivare
da un soprannome o anche nome augurale con il significato di Astuto. |
| SCALVINI
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Tipico bresciano, dovrebbe derivare dal nome della Val di Scalve, o da
una delle varie frazioni chiamate Scalvino che si trovano nel bergamasco
e nel bresciano, tracce di questa cognominizzazione si hanno ad esempio nel
1500 a Brescia dove un certo Giuseppe Scalvino o De Scalve così
scrive in una domanda d'assunzione al comune di Brescia: "...supplica
Joseph De Scalve
admitti pro ingegniero absque mercede...", degli Scalvini abbiamo
tracce anche in un atto redatto in Sondrio nel 1600, dove si legge: "...Obligatio
nobilis domini Nicolai Lavizarii Sondrii a quadris Nobilium, Vicinorum,
Scalvinorum et
Castioni comunis Clurii...".
integrazioni fornite da Giacomo
Ganza / Villa di Tirano (SO)
cognome abbastanza diffuso nella Bassa Bresciana oltre che a Brescia
città. Deriva dalla Valle di Scalve (BG), una valle laterale della
Valcamonica. |
SCALZI
SCALZO
SCALZONE |
Scalzo sembra avere due nuclei, nella provincia di Caltanissetta e nella
Calabria centrale,dove troviamo anche Scalzi, mentre Scalzone è
estremamente raro, e specifico del napoletano, possono tutti derivare
da un soprannome riferito all'abitudine di andare a piedi nudi da parte
del capostipite, ma, molto più probabilmente potrebbero derivare dal
fatto di essere le famiglie nei pressi o al servizio di conventi di suore
o frati Carmelitani o Agostiniani Scalzi, bisogna inoltre tener presente
che in epoca tardo medioevale con il termine scalzo si intendeva anche
un individuo sporco e lacero di cattiva fama, e che in questo caso il cognome assumerebbe un diverso significato, Scalzone potrebbe anche derivare
dall'aferesi del vocabolo mascalzone. |
SCAMARDA
SCAMARDELLA
SCAMARDELLO
SCAMARDI
SCAMARDO |
Scamarda, molto raro, è siciliano, ha un ceppo a Palermo ed uno
più piccolo a Catania, Scamardella è specifico del napoletano,
di Bacoli in particolare e di Pozzuoli, con buone presenze anche a Napoli,
Giugliano di Campania, Qualiano e Torre del Greco, Scamardello, praticamente
unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione del precedente,
Scamardi, esstremamente raro, è di Palermo, Scamardo è del
palermitano, di San Cipirello e San Giuseppe Jato, questi cognomi dovrebbero
derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche, da alterazioni del
nome greco Σκαμάνδριος Skamándrios,
il nome del figlio dell'eroe troiano Hector e di sua moglie Andromache.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Scamarda è siciliano, Scamardi calabrese. Derivano dalla voce
calabrese 'scamardatu' = squilibrato,
indolente. Rohlfs 169. |
SCAMBIALI
SCAMBIATI |
Cognomi così rari da poter
essere considerati quasi unici, probabilmente del pavese. |
| SCAMONI
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Decisamente lombardo, deriva probabilmente
da un soprannome originato dal termine scamone (particolare taglio di carne). |
| SCAMPAMORTE
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Scampamorte, estremamente raro, è tipico del centro Italia, dovrebbe
derivare da un soprannome, poi divenuto nome beneaugurale, che augurava
al portatore di essere superiore alla morte. |
| SCAMPITELLI
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Quasi scomparso, sembra specifico del napoletano, dovrebbe derivare dal
toponimo Scampitella (AV). |
| SCAMPUDDU
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Scampuddu sembrerebbe specifico della Gallura, di Luogosanto, Tempio Pausania,
Calangianus, Arzachena ed Olbia, personaggio storicamente rilevante è
stato Scampuddu Pilosu Pietro che conobbe, frequentò e divenne amico
di Giuseppe Garibaldi.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
SCAMPUDDU: non l'abbiamo trovato da nessuna parte, non conosciamo né
il significato, né l'etimo! Una donna anziana di Sorgono, che ha
vissuto tutta la gioventù nel suo paese, figlia di un proprietario
terriero del posto, ci ha detto: "Su scampuddu
est un'erba de arriu, bella a pappai, chi crescit impari a su nasturtzu
e su lau". = Lo Scampùddu
è un'erba acquatica, buona da mangiare, che cresce insieme al crescione
(nasturtium officinale) ed al sedano selvatico
(apium nodiflorum). Al momento, non sappiamo altro. Il cognome Scampuddu
è presente in 36 Comuni d'Italia, di cui 22 in Sardegna (Olbia-Tempio):
Luogosanto 45, Tempio 41, Calangianus 30, Arzachena 22, Olbia 22, Aggius
14, Palau 10, etc. |
SCANAGATTA
SCANAGATTI
SCANNAGATTA
SCANNAGATTI |
Scanagatta è tipico del vicentino, di Marostica e Pianezze in particolare,
Scanagatti, molto molto raro, sembrerebbe del milanese, Scannagatta e Scannagatti
sono quasi unici e probabilmente dovuti ad errori di trascrizione dei precedenti,
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Scanagatta è tipico per lo più del lombardo-veneto, con
un ceppo maggiore nel vicentino e uno minore fra il comasco, il varesino
e il lecchese, Scanagatti, rarissimo, è specifico del milanese,
Scannagatta, unico, è un errore di trascrizione di Scanagatta, Scannagatti,
quasi unico, è originario del napoletano, tutti questi cognomi derivano
dall'antica espressione scannagatta
o scannagatti (altrimenti nota come
pelagatta o pelagatti),
col significato figurato di imbroglione, mascalzone.
Si tratta, dunque, delle cognominizzazioni di soprannomi attribuiti ai
capostipiti.
informazioni fornite da Paolo
Scanagatta
La famiglia Scanagatta milanese era originaria della Valtellina. Il
Capostipite della casata si faceva risalire a un Gabriele di Dongo, località
sul lago di Como, questi fu podestà di Traona, Morbegno, e Tirano,
castellano di Mesocco (attualmente Canton Ticino - Svizzera) ed ebbe da
Luigi XII, Re di Francia, il feudo di Rumo nel 1500. Feudo del quale venne
spogliato, sette anni dopo, dal Duca di Milano. Della sua discendenza si
illustrò un Francesco, prima nunzio alla Corte di Torino, e poi
vescovo di Avellino. La famiglia venne dichiarata nobile nel 1778, per
decreto imperiale 19 novembre, rilasciato dall'I.R. Tribunale araldico
della Lombardia austriaca, col quale se ne stabiliva anche l'arma consistente
in uno scudo trinciato (diviso in due parti uguali diagonalmente dall'angolo
superiore destro all'inferiore sinistro), avente nel 1° (triangolo
superiore) un campo di verde, ad un gatto d'argento passante in banda sulla
trinciatura, il fianco sinistro ferito da una spada d'argento, guarnita
d'oro, in sbarra, colla punta al basso; il tutto sormontato da tre gigli
d'oro ordinati in fascia nel capo. Nel 2° un palato di rosso e d'oro
(Codice araldico, Archivio di Stato di Milano). Francesca Scanagatta (1776-1864)
facendosi passare per uomo fu tenente dell\'esercito austriaco. |
SCANAROTTI
SCANNAROTTI |
Scanarotti, molto molto raro è tipico dell'Oltrepò
pavese, così anche il praticamente unico Scannarotti, probabilmente
generato da un errore di trascrizione, dovrebbe derivare da un soprannome
scherzoso dato ad un tipo un pò smargiasso. |
SCANAVIN
SCANAVINI
SCANAVINO
SCANNAVIN
SCANNAVINI
SCANNAVINO |
Scanavin ha un piccolo ceppo nel milanese ed uno a Sandrigo nel vicentino,
Scanavini ha un piccolo ceppo a Milano e Pavia, uno grosso a Ferrara e
nel modenese a Finale Emilia e Formigine, ed uno molto piccolo a Genova,
Scanavino ha un grosso ceppo piemontese a Priocca nel cuneese ed a Torino,
con presenze significative anche ad Alba (CN), a Castelnuovo Don Bosco
nell'astigiano ed a Salussola nel biellese, ed un piccolo ceppo anche ad
Albisola Superiore nel savonese ed a Sestri Levante nel genovese, Scannavin,
quasi unico, è della bassa bresciana, Scannavini ha un ceppo emiliano
a Modena, Mirandola, Medolla e Carpi nel modenese ed a Bologna, ed un ceppo
a Milano ed uno a Roma, Scannavino, tipicamente siciliano, ha un ceppo
a Palermo ed uno a Ragusa, dovrebbero tutti derivare da soprannomi originati
probabilmente dalla propensione al vino dei capostipiti, di quest'uso abbiamo
un esempio uin un atto del 1483 dove il nobile Filippo di Castelnuovo
vende a Giovanni Ferrari alias Scanavino
di Castelnuovo (Castelnuovo Don Bosco nell'astigiano): "petiam
unam prati et boschi sitam in finibus dicti loci Mayniti loco dicto ad
Guadum Oddoni tanta quanta est, cui coherent flumen Trivecie et ipse Iohannonus
emptor et alii si qui sunt. Item in dictis finibus et ibi prope aliam petiam
boschi, prati et mareschi...", troviamo tracce di queste cognominizzazioni
nel 1422 con il genovese: "..Nicolaus
Scanavinus de Monte rubeo aliorum minimus
scripsit anno Do. MCCCCXXII. die XVI. Januarii ..".
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Scanavini ha alla base un soprannome emiliano ironico o nome di mestiere
Scanavini, formato da 'scanèr'
= "scannare" e 'vini', cioè
"scanna il vino", riferito a "chi rovina
il vino, o che non sa bere bene" oppure a "chi
spilla il vino, l'oste". |
| SCANCARELLO
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Molto raro è tipico della zona orientale della provincia di Palermo,
tra Geraci Siculo e Gangi. |
| SCANDAGLIATO
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Scandagliato è tipico di Venezia, potrebbe trattarsi di una forma
patronimica in -ato, originata da un
soprannome del padre del capostipite, che potrebbe essere stato marinaio
addetto allo scandaglio delle tratte lagunari. |
SCANDELLA
SCANDELLARI
SCANDELLI |
Scandella è specifico bergamasco,
Scandellari è tipico del bolognese, Scandelli è tipico del
cremasco, questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi legati
al vocabolo scandella (goccia d'olio in un liquido). Già nel 1200
nelle valli bergamasche si trovano diverse famiglie Scandella, verso la
seconda metà del 1500 troviamo un famoso eresiarca friulano Domenico
detto Scandella, condannato al rogo dal Santo Uffizio. |
| SCANDIANI
|
Molto raro, tipicamente emiliano, deriva dal toponimo Scandiano nel reggiano è prevalentemente
israelita. |
| SCANDIFFIO
|
Scandiffio è specifico di Matera e del materano, di Pomarico e Ferrandina,
potrebbe derivare da una forma dialettale di un'italianizzazione del nome
greco Xanthippos. |
SCANDIUZZI
SCANDIUZZO |
Scandiuzzi è tipicamente veneto del trevisano, di Montebelluna,
Maserada sul Piave, Villorba e Treviso, Scandiuzzo, quasi unico, è
sempre del trevisano, dovrebbero derivare da un soprannome dialettale arcaico
usato per indicare nel capostipite un tipo allegro e canterino. |
SCANDURA
SCANDURRA
SCANDURRI
SCANDURRO |
Scandura è specifico del catanese, Scandurra, originario del catanese,
è distribuito in tutta la Sicilia orientale, con un ceppo anche
nel napoletano, Scandurri sembrerebbe assente in Italia, Scandurro, quasi
unico, sono probabilmente dovuti ad errori di trascrizione, dovrebbero
derivare da soprannomi originati dal vocabolo arabo qhandurha
(veste, camiciotto). Il casato nobile
degli Scandurra ha un ceppo siracusano più antico ed uno catanese
che gode dal 1768 del titolo di baroni di Salsetta e Montagna nell'agrigentino.). |
| SCANFERLA
|
Scanferla è tipicamente veneto, di Padova in particolare, e nel
padovano di Cadoneghe, Vigonza, Piove di Sacco e Rubano, di Vigonovo, Venezia,
Stra e Dolo nel veneziano e di Grisignano di Zocco nel vicentino, dovrebbe
derivare dal nome della frazione Scanferla di Vigonovo nel veneziano.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Cognome veneto. Secondo D. Olivieri 247 deriva dalla voce dialettale
bergamasca scanferla = grucce. |
SCANI
SCANIO |
Scani, praticamente unico è molto probabilmente dovuto ad un errore
di trascrizione di Scanio, che è specifico di Naro nell'agrigentino
e di Roccapalumba nel palermitano, si dovrebbe trattare di una forma aferetica
del nome latino Ascanius (vedi
ASCANI), ma è pure possibile che si tratti di un soprannome
originato dal termine latino medioevale scamnium
(sgabello). |
SCANNAPIECO
SCANNAPIECORO |
Scannapieco è specifico del salernitano, Scannapiecoro è
assolutamente rarissimo.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Scannapieco, diffuso prevalentemente in Campania con maggiore intensità
nel Salernitano e nel Napoletano, deriva dalla più antica forma
cognominale Scannapiecoro, ancora oggi presente nel Napoletano ma estremamente
rara. I cognomi in questione traggono le loro origini da un soprannome
legato al mestiere del capostipite: in dialetto napoletano il verbo scannare
ha il significato di macellare, squartare,
mentre il termine piecuro significa
agnello, pecora, montone. E'
evidente che tale soprannome venisse attribuito in passato ai beccai, soprattutto
a coloro che svolgevano la loro attività da ambulanti e che si recavano
di casa in casa durante il periodo di Pasqua allo scopo di macellare gli
agnelli. |
| SCANNIELLO
|
Scanniello, molto molto raro, è tipico del salernitano, di Montano
Antilia in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal
termine dialettale scanniello (piccolo
supporto, a forma di scatola con il fronte obliquo, usato
dagli scrivani per appoggiarvi il foglio su cui scrivere), forse
ad indicare la professione di scrivano svolta dal capostipite, si potrebbe
anche ipotizzare una correlazione con il paese di Scanno nel salernitano,
che potrebbe essere stato il luogo di provenienza della famiglia. |
SCANO
SCANU |
Sia Scano che Scanu sono molto diffusi in Sardegna, dovrebbero derivare
dal toponimo Scano di Montiferro (OR), tracce di queste cognominizzazioni
si trovano a Cagliari fin dal XIII° secolo.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
SCANO; SCANU: de Iscanu, di Scano = originario di o proveniente da
Scano Montiferro. Scano Montiferro, attualmente è un centro abitato
di 1725 abitanti della provincia di Oristano, a circa 400 metri s.l.m.
Il paese ha assunto questa denominazione dal 1862, prima era Iscanu o Scano.
In periodo medioevale era villa, "bidda",con un certo prestigio, della
Curadorìa di Montiverru, nel regno giudicale di Arborea:* ISCANO
- Scanu M. Ferro. Contrate Castri Montis de Verro - Nel documento LPDE
del 1388 si legge "CASTRI MONTIS DE VERRO.in posse Salari Arsocho, notarii
publici et etc. die X januario 1388. nisi bestiaris pastores.congregatis
in villa de Guilciochor .in posse Salari Arsoci, habitatoris Bose .notarii
publici et etc. die X januari 1388. Nel Condaghe di San Nicola di Trullas,
CSNT, XI, XIII secolo, Iscanu è citato in vari capitoli (52, 94,161,165,188,etc.)
per la Curatorìa di Montiverru e soprattutto per la chiesa Camaldolese
di San Pietro, della quale sono menzionati i priori, le transazioni riguardanti
la servitù e le varie terre e domos, etc. Varie sono le ipotesi
sulla etimologia della parola: il canonico Giovanni Spano fa derivare Scano
dalla radice fenicia "scan" = dimora,
abitazione. Altri, tra cui il sottoscritto, da scanu
o meglio scannu = sedia,
seggiola, scanno, sgabello, per la posizione orografica del
centro abitato; montiferro, deriva
invece da monti verru = monte
dei cinghiali, che ivi abbondavano ed abbondano tuttora; dal
latino verres e tardo latino verrus.
Il cognome Scanu, con le sue varianti, Scano, Iscanu, Iscano, appare con
certa frequenza nei documenti antichi della lingua e della storia della
Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, figurano:
Scani(de) Simeon - de Aristanni, *** Aristanni - Oristano: elenco dei nomi
dei firmatari della PETIZIONE. Omnes cives mercatores et habitatores dicte
civitatis.nisi pastores bestiaminum et quorum dificulter demorari non poterant.congregati.
Porta la data : die XIIII mensis Januarii M°. CCC°. LXXXVIII°
et etc. ; Scano (de) Joannes, ville Sasseri, ** Sasseri.Sassari. Et nos
Pugioni Anthonius et De Lacon Salatinus, cives Sasseri, sindici, actores
et procuratores.Marringoni Arsòcus potestas ac capitanus civitatis
Sasseri. Omnes cives congregatis in civitate Sasseri, apud ecclesiam Sancte
Caterine.presentibus Corda Jacobo, Magnispesa Francisco, De Mascara Francisco.
In die XIII mensis Januarii MCCCLXXXVIII - 1388; Scano (de) Nicolaus, ville
Sasseri; Scano (de) Nigro, jurato ville Ardauli, * Ardauli.odierno Ardauli.
Contrate Partis Varicati - Barigadu; Scano (de) Seraphino, jurato ville
Ville Longe, * Ville Longe.Villalonga: distrutto. Campitani Majoris; Scano(de)
Nicolao, ville Illorai, * Illorai...villaggio attuale. Curatorie de Anella;
Scanu (de) Comita, jurato ville Ribechu, * Ribechu.attuale Rebecu. Curatorie
de Costa de Valls ; Scanu (de) Elia, ville Boon, * Boon.Bono (attuale).
Curatorie de Anella; Scanu (de) Filipo, ville Selluri, ** Selluri - Sedduri
- Seddori: odierno Sanluri. Et ego Capula Marcus .sindicus, actor et procurator
ville Selluri.seu a Petro De Castay, locuntenente capitanei et Margiano
Costa, locuntenente potestatis terre Selluri et omnibus habitatoribus dicte
terre, congregatis. X die januarii 1388; Scanu (de) Gantino, ville Selluri;
Scanu (de) Guglielmo, jurato ville Sii Majore, * Sii Majore.odierno Siamaggiore.
Campitani Majoris; Scanu (de) Joanne, jurato ville Barbagiana, * Barbagiana.distrutto.
Contrate Partis Varicati - Barigadu; Scanu (de) Joanne, jurato ville Tiesi,
* Tiesi.odierno Tiesi. Contrate Caputabas; Scanu (de) Marianus, ville Sasseri;
Scanu (de) Nicolaus, ville Sasseri; Scanu (de) Stephano, curie de Ploaghe;
Scanu(de) Petro, majore ville de Guspini, * Guspini...Guspini. Contrate
Montis Regalis > ** SARDARA MONTIS REGALIS...11 GENNAIO 1388, et ego...Gadulesu
Margiano habitator velle Sardara, sindicus actor et procurator universitatis
Contrate Montis Regalis et villarum et etc. In posse Virde Andrea, Virde
Joanne, de Civitate Sasseri, notarii publici, die XI Januarii 1388; Schano
(de) Joanne, ville Gulcei, * Gulcei.odierno Bultei. Contrate de Anglona;
Schanu(de) Gunario, ville Selluri. Nel Condaghe di San Pietro di
Silki, CSPS, XI, XIII secolo, troviamo: D'Iscanu Jorgi, postura(donazione
al cap. 93°; testis, kertu de servis (testimone ad una lite per la
spartizione della servitù, al cap. 25°, ed al cap. 31°.
Sempre nello stesso CSPS, Iscanu (de) Comita (postura - donazione), ai
capp. 125° e 135°. Nel Condaghe di San Michele di Salvennor, CSMS,
XI, XIII secolo (testo in lingua spagnola), al cap. 18, troviamo: Pedro
de Iscano = Petru de Iscanu: .D(donnu)Itocor de Lacon de Como Furadu de
Thori, dio (dono)toda la parte ala Iglesia y traio a Pedro de Gunale y
a Pedro de Iscano (Petru de Iscanu) y juraron por la Crux (in nome della
croce) que dio (che dono) toda la parte a Iglesia sin esetuar cosa alguna(tutto
quanto, senza togliere niente). Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado,
CSMB, XI, XIII secolo, figurano otto persone con nome Scanu, tra i quali
citiamo: Scanu Mariane ( al cap. 145), in una partizione di servi tra la
chiesa di Bonarcado e quella di Oristano; diacono de bangeliu de Aristanni(presiedeva
alle cerimonie dei giuramenti davanti al vangelo, nella chiesa di
Santa Maria di Oristano): In nomine patris etc. Ego Arrigu priore de Sancta
Maria de bonarcado, partivi serbos cun Troodori de Muru arciepiscopus de
Sancta Maria de Aristanis, etc. Altro personaggio è Scanu (de) Torbeni(108),
maiore de scolca( comandante della guardia di confine): Coiuvedi(ho unito
in matrimonio) Goantine de Riu cun ankilla de clesia de Sancta Victoria
et iuredi etc. Fra i testes figura Torbeni de Scanu maiore de scolca di
Arsuneli. Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI, XIII secolo,
troviamo citate 8 persone con tale cognome, tra cui ricordiamo: Comita
d'Iscanu(cap.181), in una donazione: positinke(ha donato - in Arcennor:
villaggio oggi scomparso, della curadorìa di Costavalle, i cui resti
si trovano nei pressi del Rio Alchennero, in agro di Semestene) Comita
d'Iscanu die (un giorno di servizio la settimana)in (di) Susanna Lorica,
pro s'anima dessa muliere candu moribit (per l'anima della moglie, alla
sua morte). Nella storia contemporanea ricordiamo Dionigi Scano, storico
ed architetto, nato a Sanluri il 23 febbraio 1867 e morto a Cagliari il
16 novembre del 1949. Nominato ingegnere architetto nell'Ufficio Regionale
dei Monumenti, ebbe l'incarico, da parte del Ministero della Pubblica Istruzione
di predisporre l'inventario degli edifici della Sardegna. Per ben 15 anni
percorse l'intera isola alla ricerca di opere d'arte per studiarne le forme
e la storia, di cui parte si trova nella sua opera "Storia dell'Arte in
Sardegna". Come storico ci ha lasciato uno studio genealogico: " Serie
cronologica dei giudici sardi", ed altre opere apprezzabili per l'Archivio
Storico Sardo, tra cui la più importante è senza dubbio
il "Codice Diplomatico delle Relazioni fra la Santa Sede e la Sardegna"
in due Volumi, editi a Cagliari nel 1940. Attualmente il cognome Scano
è presente in 230 Comuni italiani, di cui 101 in Sardegna: Cagliari
279, Sassari 146, Villacidro 103, Assemini 84, etc. Nella penisola è
Roma ad avere il numero più alto di Scano, con 118. Il cognome Scanu
è presente in 394, di cui 160 in Sardegna: Sassari 479, Marrubiu
169, Guspini 160, Cagliari 135, Alà dei Sardi 111, etc. Nella penisola
è sempre Roma ad avere il numero più alto con 199. |
| SCANTAMBURLO
|
Tipico del padovano e veneziano, potrebbe derivare da un soprannome
dialettale.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Scantamburlo è cognome padovano e trevigiano di difficile interpretazione.
Scrive D. Olivieri nei 'Cognomi della Venezia Euganea' 191 : "o 'tamburlo'
(= tamburo) ha un significato che ci
sfugge, o SCAN non è forse 'scanna',
ma, per esempio, 'canta' con s prostetica." |
SCANZANI
SCANZANO |
Scanzani ha un nucleo a Roma ed uno tra maceratese ed anconitano, Scanzano
tipico del foggiano, della zona di San Severo e Sannicandro Garganico
(FG), dovrebbero derivare o direttamente dal nomen latino Scantius,
di cui abbiamo un esempio in un'antica lapide funeraria romana: "D(is)
M(anibus) s(acrum)
/ Q(uintus) Scantius
/ Felix / v(ixit)
a(nnos) XXII
/ h(ic) e(st)
s(itus)",
o da nomi di località tipo fundus scantianus,
indicanti terreni di proprietà di uno Scantius,
vedi Scanzano Jonico (MT) a titolo di esempio. |
SCAPECCHI
SCAPECCHIO |
Scapecchi è tipico di Arezzo e dell'aretino, Scapecchio è
praticamente unico, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal
termine toscano arcaico scapecchiare,
un'operazione che si compie durante una prima pettinatura del lino e che
consiste nel liberarlo dal capecchio, una materia voluminosa e viscosa
usata normalmente per imbottiture, potrebbero stare ad indicare che il
mestiere dei capostipiti fosse appunto quello. |
| SCAPIGLIATI
|
Molto molto raro, sembra avere un ceppo nel senese a Piancastagnaio e ceppi
anche nel viterbese, si possono ipotizzare derivazioni da una variazione
del cognomen latino Scapula o, in data molto più recente, da un
soprannome. |
SCAPIN
SCAPINI
SCAPINO
SCAPPIN
SCAPPINI
SCAPPINO |
Scapin è tipico veneto del padovano e vicentino, Scapini, più
raro, è del veronese come Scappini che però ha anche un ceppo
nel fiorentino, Scapino e Scappino, rarissimi, sono del torinese, Scappin,
molto molto raro, è del trevigiano, dovrebbero derivare dal nome tardo latino
Scapinus, di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico
della Lombardia medievale all'anno 1151, dove in un atto leggiamo:
"...sicut hic subter legitur, ita ut quando Brilionus
et Scapinus,
germani infantuli et nepotes ipsius Petri et filii quondam Iohannis qui
dicebatur Gramaticus...".
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Scapin è cognome veneto dal termine dialettale 'scapìn'
= pedule (parte della calza che veste
il piede). Olivieri 247. |
SCAPPATORA
SCAPPATURA |
Scappatora, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un errore di
trascrizione di Scappatura, che è specifico del reggino, di, Taurianova,
Villa San Giovanni, Motta San Giovanni e Campo Calabro, dovrebbe derivare
da un soprannome basato sul termine greco antico σκαπτός
skaptos (incavato scavato),
forse ad indicare che il capostipite facesse di mestiere lo zappatore o
abitasse in un luogo scavato, un avvallamento del terreno. |
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