SCARABELLA
SCARABELLI
SCARABELLO
SCARAMELLA
SCARAMELLI
SCARAMELLO
SGARAMELLA
SGARAMELLI |
Scarabella è unico, Scarabelli sembra avere due ceppi, uno tra milanese
e pavese ed uno tra bolognese e modenese, Scarabello è tipico del
padovano, Scaramella, diffuso a macchia di leopardo, ha ceppi nel sondriese
e nel bresciano, nel romano, aquilano e latinense e nel napoletano e salernitano,
Scaramelli ha un ceppo nel modenese a Modena e Maranello, a Ferrara ed
a Crevalcore nel bolognese, ed un ceppo toscano nel pisano a Cascina e
Pisa ed a Firenze, Scaramello, praticamente unico, sembrerebbe dovuto ad
errori di trascrizione, Sgaramella è tipico di Andria nel barese
e di Bari e Bitonto con piccoli ceppi anche a Cerignola nel Foggiano ed
a Modugno, Triggiano e Barletta sempre nel barese, ha inoltre un grosso
ceppo a Roma, Sgaramelli è praticamente unico, dovrebbero derivare dal nome medioevale Scaramellus
o Scarabellus, di cui si hanno ad esempio
tracce nel XII° secolo, nel Codice Diplomatico
della Lombardia medievale, in un atto del 1150, si legge: “…Ego
Scarabellus,
notarius sacri palatii, scripsi, post traditam conplevi et dedi …”,
ed in un Ecloga di Teofilo Folengo (1491 - 1544) si legge: "...Mi,
mi Scaramella,
socorsum fer, quaeso: cernis quantum male tractor ab ipso...", questi
nomi dovrebbero a loro volta derivare dal termine arcaico scaramella
(rissa, piccola battaglia). Tracce
di queste cognominizzazioni si hanno ad esempio nelle carte veneziane del
1500: "Quum is dom Zacharias
Scaramellus, Leonardi frater, qui proxime
fuit apud majestatem regiam et dominationes vestras magnificas, esset hinc
discessurus, profectione sua omnino ad majestatem regiam, dominum nostrum
clementissimum, instituta, ab eodem pro reliqua parte impensarum nostrarum
anni hujus, nostrae legationis quarti, a mense Junii 1556 ad 1557 accepimus
2000 aureorum, nos videlicet duo, Verancius et Zay....", il cognome
Scaramenlla rientra tra i cognomi ebraici. |
| SCARABINO |
Scarabino, molto raro, è tipico di Andria nel barese e del foggiano,
dovrebbe derivare dall'italianizzazione del nome turco Shaalabbim
o da un ipocoristico del nome sempre turco Sherebiah,
ma è pure possibile derivi da un soprannome originato dal vocabolo
arabo sciarrab (ubriacone). |
| SCARAFIOCCA |
Scarafiocca è specifico di Montegranaro nel Piceno, dovrebbe derivare
da un soprannome dialettale non meglio identificato, si può anche
prendere in considerazione l'ipotesi che il cognome derivi da una forma
dialettale dell'etnico di Scarfos, toponimo dell'isola di Cipro. |
SCARAFONE
SCARAFONI
SCARRAFONI |
Scarafone, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del teramese, molto molto
raro, Scarafoni, sembra avere un ceppo nel sondriese, uno nell'anconetano,
dove è presente anche Scarrafoni, probabile errore di trascrizione,
ed uno in provincia di Roma, un'ipotesi, improbabile, li fa derivare da
una modificazione dell'aferesi dell'etnico pescarese.”. |
SCARAMOZZA
SCARAMOZZI
SCARAMOZZINO
SCARAMUZZA
SCARAMUZZI
SCARAMUZZINI
SCARAMUZZINO
SCARAMUZZO |
Scaramozza, molto raro, è presente nell'avellinese, salernitano
e potentino, Scaramozzi, quasi unico sembrerebbe pugliese, Scaramozzino
è specifico del reggino, di San Lorenzo, Melito di Porto Salvo e
Montebello Ionico, Scaramuzza è molto diffuso a Venezia e nel veneziano,
e nel goriziano a Grado, con un piccolo ceppo nel crotonese, soprattutto
ad Isola Capo Rizzuto, ed a Roma, Scaramuzzi, ha un piccolo ceppo a Biella,
ma il ceppo principale è in Puglia, a Bari, Santeramo in Colle e
Modugno nel barese ed a San Giovanni Rotondo nel foggiano, Scaramuzzini,
molto raro, è tipico di Napoli, Scaramuzzino, tipicamente calabrese,
di Lamezia Terme nel catanzarese, di Montebello Ionico nel reggino e di
Crotone e Scandale nel crotonese, ha un ceppo anche a taranto ed uno a
San Remo nel savonese, Scaramuzzo ha un ceppo nel cosentino, soprattutto
ad Acri, con un piccolo ceppo anche a Lavello nel potentino, a Napoli ed
in Puglia. Tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome francese
Scaramouche, Scaramouche diede il nome
ad una maschera degli inizi del 1600, che rappresenta un Capitano donnaiolo
e smargiasso, che facilmente potè avere un folto gruppo di estimatori,
tanto da attribuire al proprio figlio nomi italianizzati in Scaramozza,
Scaramuzza ecc., anche se il nome Scaramuzza veniva già utilizzato
almeno un secolo prima, come dimostra il vescovo comasco Scaramuzza Trivulzio
degli inizi del 1500. |
SCARANI
SCARANO |
Scarani sembrerebbe del bolognese e del milanese, Scarano è diffuso
nel Molise, Campania e Puglia, un'ipotesi, abbastanza improbabile, sulla
derivazione di questi cognomi è che le forme meridionali derivino
da un vocabolo greco skarios (riparo,
approdo, per barche). Tracce di questo cognome si trovano a Grumo
Nevano (NA), dove in uno scritto del 1271 si può leggere: "...Ioannes
de Christi, in casali Grumi;’, ‘Martinus Scaranus,
Cesarius Scaranus, Ligorius Scaranus, Ioannes Scaranus, alius
Ioannes Scaranus, alius
Martinus Scaranus, in villa Grumi;...";
a Capua (CE) nel 1527 Cola Scarano venne eletto governatore della città.
integrazione e ipotesi fornite
da Matteo Scarano
Scarano è un cognome che si trova a Bari ma anche nel Salento,
a Napoli ma anche in Calabria e in Sicilia. Deriva dall’antico italiano
scarano che sta per scherano, come dire uomo un po’ brigante, un po’ bandito.
Un soprannome d’altri tempi trasformatosi poi in cognome E’ probabile pure
che qualche avo fosse davvero un piccolo brigante. |
| SCARANTINO
|
Scarantino è tipicamente siciliano, in particolare di Caltanissetta
e San Cataldo nel nisseno, e di Palermo, dovrebbe trattarsi di una forma
etnica derivata dalla località Scarante di Piazza Armerina nell'ennese. |
SCARATTI
SCARAZZINI |
Scaratti è specificatamente lombardo, di Brescia, Cremona e del
bresciano, Scarazzini, molto molto raro, parrebbe avere un ceppo nel parmense
zona di Valmozzola, uno nell'alessandrino ed uno nel milanese, con un ceppo
quasi sicuramente secondario nel trentino, potrebbero derivare da forme
ipocoristiche di nomi come il cognomen latino Scarus
o dell'aferesi del nome medioevale Anscarius,
originato dal nome germanico francone Anskar
(la lancia divina) (vedi
ASCARI), ma è pure possibile una derivazione da un soprannome
originato dal vocabolo dialettale settentrionale scarà
(strillare) o scaràss
(strepito). |
SCARAVETTI
SCARAVETTO |
Scaravetti è molto raro, Scaravetto lo è ancora di più,
sono tipici dell’udinese, dovrebbero derivare dal cognome istriano Scaravich,
a sua volta derivato dal cognomen latino Scarus, ricordiamo Marcus Aemilius
Scarus governatore romano della Siria nel primo secolo avanti Cristo: “…sed
ex omnibus maxume Marcus Aemilius Scarus,
homo nobilis, impiger, factiosus, avidus potentiae, honoris, divitiarum,
ceterum vitia sua callide acdultans…”.
integrazione e ipotesi fornite
da Marino Scaravetti
I cognomi Scaravetti-Scaravetto ed in versione più autentica
, perchè in lingua friulana, Scaravet e Scharavet sono originari
dell’area orientale del Friuli e più precisamente del Comune di
Premariacco.Si ritrovano anche a Cividale e comuni limitrofi. Dalle ricerche
fatte risulta che miei antenati hanno portato, in periodi diversi, tutte
quattro le versioni. Il cognome è di origine Longobarda poichè
in questa lingua Skara è una
squadra organizzata e Waita significa
in guardia. Ancora oggi da questo termine deriva la esclamazione friulana
in uaite che significa in guardia.
Schiriwaita è il termine
di origine; si riferisce alla attività svolta. Cioè
guardie notturne delle porte della città. Presso l’Archivio di Stato
di Udine esiste un documento molto interessante della città di Cividale
e chiamato Schiriwaite riportante l’elenco
delle guardie stipendiate dalla comunità per il servizio notturno
alle porte. Le persone che portano questi cognomi, che sono poche centinaia,
hanno tutti la stessa origine. Dal Friuli Orientale si sono sparsi in altri
comuni della Regione ed all’estero, in particolare in Francia. |
SCARCELLA
SCARCELLI |
Scarcella è presente a macchia di leopardo in tutt'Italia ha ceppi
a Genova ed in Puglia, un nucleo importante nel messinese e reggino e nel
cosentino che potrebbero derivare dai toponimi Scarcelli (ME) e (CS) da
cui deriverebbe anche il ceppo di San Giovanni In Fiore (CS) di Scarcelli,
mentre il ceppo di Andria (BA) del cognome Scarcelli, come gli altri, probabilmente
deriva da soprannomi originati dal vocabolo scarsella (borsa di denaro). |
SCARDA
SCARDELLA
SCARDIGNO
SCARDINA
SCARDINI
SCARDINO |
Scarda, estremamente raro, ha un piccolo ceppo napoletano ed uno pugliese,
Scardella è tipicamente laziale, di Torre Cajetani, Guarcino ed
Alatri nel frusinate e di Roma e Frascati nel romano, Scardigno ha un piccolo
ceppo laziale, ma il nucleo è tra foggiano e barese, in particolare
a Molfetta, Ruvo di Puglia, Bari, Barletta e Bisceglie nel barese
ed a Cerignola nel foggiano, Scardina è siciliano, del palermitano
e trapanese, con un ceppo anche nel catanese, Scardini è tipicamente
romano, con un piccolo ceppo anche in Puglia, Scardino è molto diffuso in tutto il centrosud, dovrebbero tutti derivare direttamente o tramite ipocoristici o modificazioni da soprannomi, poi divenuti nomi dei capostipiti, originati dal termine
dialettale del centrosud scarda (scheggia
di pietra, di ferro o legno, un poco, un pezzettino, scusa),
che potrebbe in qualche modo derivare dal gotico scarda
(piccola lesione, graffio), ma che
molto più probabilmente deriva dal vocabolo francese escharde
(scheggia), forse a caratterizzare la corporatura minuta del capostipite.
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio nella seconda
metà del 1600 a Gangi nel palermitano, dove un certo Antonio Scardino
proveniente da Nicosia nell'ennese, lavorava alle dipendenze del sacerdote
Centineo, come si evince da un atto (questa notizia è stata
tratta da CONTRATTI AGRARI DELL’UNIVERSITA’ DI GANGI IN ETA’ MODERNA di
Mario Siragusa). |
SCARDAMAGLIA
SCARDAMAGLIO |
Scardamaglia ha un nucleo a Roma, un piccolo ceppo ad Ercolano (NA) dove
è presente significativamente la forma Scardamaglio, mentre il ceppo
più importante è a Lamezia Terme (CZ), dovrebbero derivare
da soprannomi originati o dal mestiere di scardassatore (colui che usa
lo scardasso per raffinare la lana)
o anche in senso lato uno che sparla alle spalle della gente.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Scardamaglia, presente a bassissima frequenza dal nord al sud del paese,
ha un nucleo principale nel catanzarese e uno secondario nel napoletano,
Scardamaglio, molto raro, sembra essere originario di Ercolano (NA), entrambi
questi cognomi derivano dal termine scardamaglia
o scardamaglio (altrimenti detto cardalana),
col significato di scardassatore, cardatore,
colui cioè che si occupa della cardatura della lana o di altre fibre
tessili. Si tratta, dunque, delle cognominizzazioni dei nomi di mestiere
attribuiti ai capostipiti. |
| SCARDELLATO |
Tipico di Treviso e del trevigiano.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Tipico per lo più del trevigiano, Scardellato deriva dall’ipocoristico
vezzeggiativo del nome Scardo, variante
prostetica del nome medievale Cardo
(tramite l’aggiunta della -s iniziale, fenomeno piuttosto frequente nella
lingua italiana): si tratta, in effetti, di un vecchio personale d’origine
germanica, che, nato dall’aferesi di nomi quali Accardo, Riccardo, Viscardo,
etc., ha dato origine a diversi nomi (ormai caduti in disuso, ma un tempo
abbastanza diffusi) come Carduccio, Cardone, Cardillo, Scardino, Scardella,
etc.; il suffisso -ato, invece, si spiega nel più ampio contesto
dei cognomi veneti o comunque nord orientali, dove assume valore patronimico
o matronimico e significa, dunque, figlio di Scardello o di Scardella. |
SCARENZI
SCARENZIO |
Scarenzi, assolutamente rarissimo è milanese, Scarenzio è
un cognome rarissimo, tipicamente lombardo, entrambi questi cognomi dovrebbero
derivare dal termine arcaico scario,
cioè colui che era incaricato di raccogliere le gabelle per il monastero
di S.Ambrogio di Milano. |
SCARFI
SCARFI'
SCARFO
SCARFO' |
Scarfi e Scarfì sono abbastanza rari e tipici del messinese con
un ceppo forse secondario nel siracusano, Scarfo è molto più
raro ed è tipico della Calabria meridionale, Scarfò è
il più diffuso ed è specifico del reggino, potrebbero derivare
dal toponimo cipriota Scarfos, un villaggio molto antico. |
| SCARIATI |
Rarissimo sembrerebbe originario
della Campania, potrebbe derivare dal toponimo Scario (SA). |
SCARINGELLA
SCARINGELLI
SCARINGELLO
SCARINGI
SCARINGIO |
Scaringella è specifico del barese, di Corato soprattutto e di Andria,
con piccoli ceppi anche a Canosa di Puglia, Trani e Bari, Scaringelli e
Scaringello sono quasi unici o comunque assolutamente rarissimi, dovrebbe
trattarsi di errori di trascrizione del precedente, Scaringi è specifico
di Trani, con un ceppo anche nel potentino a Muro Lucano e Bella, Scaringio,
praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione
del precedente, dovrebbe trattarsi di cognomi di origine albanese e derivare,
direttamente o tramite modificazioni ipocoristiche dialettali, dal termine
albanese shkarje (frana),
forse perchè i capostipiti provenivano da zone franose, ma è
pure possibile una connessione con il termine greco skarios
(riparo, approdo, per barche). |
| SCARIONI |
Tipico del sudmilanese e lodigiano, potrebbe derivare dal toponimo Scaria
(CO), ma potrebbe anche derivare dal termine milanese scarion
(pruno, frutice spinoso). |
| SCARIOT |
Molto raro è specifico di Feltre (BL), dovrebbe derivare dal nome
medioevale Scarioto di cui abbiamo un esempio in un atto di compravendita
del 1512 dove si legge di un tal Scarioto de Parma, ma è pure possibile
che derivi da soprannomi come si può evincere da un atto del 1631
a Grosio (SO) che cita tra i consiglieri della comunità di Grosio
"...Martino Sala detto Scariot...". |
SCARLATA
SCARLATO
SCARLATTI
SCARLATTO
|
Scarlata è tipico siciliano, Scarlato ha un nucleo nel cosentino
ed uno nel foggiano, Scarlatti oltre al ceppo toscano sembra averne anche
uno marchigiano e forse uno lombardo, Scarlatto rarissimo è abruzzese,
dovrebbero derivare da soprannomi legati al vocabolo scarlatto (rosso),
tracce di questa cognomizzazione la troviamo a San Miniato (PI) con Niccolò
Scarlatti di Tommaso vicario del Valdarno Inferiore. Personaggi famosi
sono stati il celebre compositore palermitano Alessandro Scarlatti (1660-1725)
e suo figlio Domenico. |
| SCARONE |
Molto raro è specifico del territorio di Quiliano (SV), dovrebbe
derivare dal toponimo Scaro, antica località della podesteria di
Moneglia o dal termine dialettale arcaico scaro (piccolo porticciolo). |
| SCARONI |
Specifico del bresciano, potrebbe derivare da un nome di località
come l'alpe Scarone. |
SCARPA
SCARPETTA
SCARPETTI
SCARPI
SCARPIS
SCARPITTA |
Scarpa è assolutamente panitaliano, Scarpetta ha un ceppo marchigiano,
uno nel frusinate, uno tra barese e tarentino ed uno tra napoletano e salernitano,
Scarpetti ha un ceppo nel pesarese, uno nel Piceno ed uno a Roma, Scarpi
ha un ceppo veneto a Cavallino-Treporti (VE), Venezia e Verona con un ceppo
secondario a Ravenna ed a Forlì, ed un ceppo toscano a Firenze,
Sesto Fiorentino, Arezzo e Siena, Scarpis ha un ceppo nel trevisano a Colle
Umberto in particolare, Scarpitta oltre al ceppo siciliano a Palermo e
nel palermitano e nel trapanese a marsala, Petrosino e Trapani, e Sciacca
nell'agrigentino, presenta anche un ceppo nel salernitano, a Santa Marina,
Sapri e Camerota, dovrebbero tutti derivare da soprannomi, anche dialettali,
originati probabilmente dal mestiere di calzolaio, tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo nell'Archivio di Stato dei Notai della Republica Venetadove
ad esempio dall'anno 1419 al1435 risulta operare tale Notaro Cristoforo
De Scarpis, e agli inizi del 1600 Gerolamo Scarpa fu Matteo è Notaio
dei giudici delle strade e incanti di Bergamo (Ogni anno, a dicembre, il
consiglio maggiore della città di Bergamo a scrutinio segreto nominava
due cittadini ultratrentenni, uno dei due appartenente al collegio dei
giuristi, Giudici
delle strade ed incanti. |
SCARPARI
SCARPARO |
Scarpari è tipico dell'area che comprende il bresciano specialmente
a Botticino, il mantovano a Roncoferraro, il trentino a Storo ed il Veneto
centroccidentale, in particolare a Verona e Vicenza, Scarparo ha un ceppo
a Padova e nel padovano a Monselice, Conselve, Anguillara Veneta ed Este
ed uno napoletano, questi cognomi dovrebbero derivare dal fatto che il
capostipite di mestiere costruisse o riparasse scarpe. |
SCARPELLA
SCARPELLI
SCARPELLINI
SCARPELLO |
Scarpella molto raro è del bresciano, Scarpelli oltre al nucleo
principale in Toscana, sembra avere un ceppo nel sudmilanese e cremonese,
nel barese ed uno nel cosentino, Scarpellini ha un ceppo bergamasco, uno
forlivese ed uno pisano, Scarpello tipico meridionale, potrebbe avere oltre
al ceppo principale in Sicilia, anche uno in Calabria ed uno in Puglia,
potrebbero derivare da soprannomi dialettali originati dal mestiere di
scalpellino, come vediamo ad esempio nel 1400 nel bergamasco con Giovanni
detto Scarpelli de Leveratis, di Gromo (BG) citato in un atto scritto in
Gromo il 17 marzo 1467, uso forse già presente nel 1100 quando in
un atto, tratto dal Codice Diplomatico della Lombardia
Medioevale, scritto in Cavenago nel
1154 si legge: "...Dei gratia Laudensem episcopum,
presente Nuvelo, clerico Laudensis ecclesie, et presbitero Alberto de Cavenago
et Scarpello
et Lanfranco de Trexeno vicedomno et consentientibus ei,...". |
| SCARPINI |
Abbastanza raro, si individua un
nucleo nel senese, un ceppo secondario nell'anconetano e forse uno in Lombardia,
può essere connesso al mestiere di calzolaio, come ad un soprannome
originato dall'avere delle scarpe piccole. |
| SCARPULLA |
Molto raro, dovrebbe essere originario
della Sicilia centroccidentale, può essere connesso al mestiere
di calzolaio. |
SCARSELLA
SCARSELLI |
Scarsella è tipico del Lazio, in particolare delle province di Roma
e Frosinone e dell'aquilano, Scarselli ha un ceppo tra fiorentino e pisano
ed uno nell'iserniese, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal
vocabolo scarsella (borsa di denaro)
forse ad identificare una famiglia benestante. |
SCARSI
SCARSO
SCARZI
SCARZO |
Tipici della zona tra genovese ed alessandrino Scarsi, Scarzi e Scarzo,
questi ultimi assolutamente rarissimi e probabilmente originati da errori
di trascrizione, Scarsi ha un ceppo anche nel padovano, mentre Scarso sembra
avere 3 nuclei, uno nel ragusano, uno nel padovano ed uno tra genovese
ed alessandrino, dovrebbero derivare da un soprannome medioevale scarsus
con il significato di indigente. |
| SCARTEZZINI
|
Molto raro sembra tipico del trentino, del comune di Civezzano in particolare,
con un ceppo anche nel veronese a San Giovanni Lupatoto, dovrebbe derivare
dal nome dialettale del mestiere di cardatore, traccia di questo cognome
la troviamo a Chienis (TN) nel 1500 con un certo Antonio Scartezzini citato
negli atti di un processo. |
SCATTONE
SCATTONI |
Scattone sembra avere oltre al ceppo barese, uno importante in provincia
di Roma, Scattoni più raro sembra umbro, dovrebbero derivare dal
cognomen latino Scato (Scatonis) di cui si ha esempio nella 12ma Filippica
di Cicerone, dove si legge: "...Cn.Pompeius, Sexti
filius, consul me praesente, cum essem tiro in eius exercitu, cum PublioVettio
Scatone, duce Marsorum, inter bina castra...",
tracce di questa cognomizzazione si hanno a Sondrio nel 1500, in un atto
si legge: "...nella casa nova dei signori Polavini
alla fontana delle case de Scatoni...". |
SCAVONE
SCAVONI |
Scavone ha un ceppo nel potentino a Ruoti, Tito, Potenza, Pignola, Picerno
e Bella ed alcuni in Sicilia, nel trapanese a Marsala e Mazara del Vallo
e a Siracusa, Catania, Palermo e San Fratello nel messinese, Scavoni, quasi
unico è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente,
si dovrebbe trattare di forme accrescitive, dovute forse all'imponenza
del capostipite, ed allo stato di ex schiavo probabilmente dei mori. |
| SCAVUZZO |
Tipico del palermitano, di Gangi in particolare, ma anche Palermo, Enna,
Leonforte nelle'ennese, Messina, Caltanissetta e Vita nel trapanese, dovrebbe
derivare da modificazioni dialettali del termine schiavo
stante ad indicare chi si trovava in condizione di prigionia, in dialetto
siciliano il termine scavuzzo ha però diversi significati, si passa
dal catanese significato di frumento,
all'ennese e palermitano di lumaca.
Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Palermo nel 1500 con il
Notaio Giacomo de Scavuzzo.
informazioni fornite da Gianfranco
Scavuzzo
Tale cognome in alcune aree della Sicilia centro-orientale assume il
significato di lumaca; le lumache in
Sicilia sono parte significativa della gastronomia tipica, quindi tale
cognome si potrebbe riferire ad un progenitore ghiotto di lumache appunto,
da cui deriva la nomèa. (ringrazio il Prof. Giovanni Ruffino, dell'Università
Degli Studi di Palermo, per il suggerimento che vi riporto) |
| SCAZZOLI |
Estremamente raro è originario
della zona di confine tra cremonese e parmense, potrebbe derivare dal toponimo
Moscazzano (CR). |
SCAZZOSI
SCAZZOSO |
Molto rari entrambi sono tipici del milanese, potrebbe derivare dal toponimo,
abolito nel 1925, Castelletto Scazzoso (AL)
integrazioni fornite da G. Scazzosi
E' presente nella zona ad ovest di Busto Arsizio; Castelletto Mombercelli
un tempo si chiamava Castelletto Scazzoso. |
SCELFI
SCELFO |
Scelfi è unico, Scelfo è tipicamente siciliano del palermitano,
di Palermo, Alimena, Petralia Sottana, Petralia Soprana e Castellana Sicula,
potrebbe trattarsi di un'alterazione dialettale del nome ebraico Sheleph
che significa colui che ti libera,
che ti conduce fuori dai problemi,
o del nome arabo Shefi (mediatore). |
| SCEMA
|
Scema è un cognome tipico della provincia di Oristano, di Villa
Verde e Senis in particolare, dovrebbe essere di origini ebraiche e derivare
dal termine ebraico shemà (ascoltato),
forma contratta del nome Samuele che significa ascoltato da Dio. |
SCEVOLI
SCIVOLI |
Scevoli, quasi unico, è specifico del catanese, Scivoli è
tipicamente siciliano, di Aidone e Piazza Armerina nell'ennese, e di Mirabella
Imbaccari nel catanese, potrebbero derivare da alterazioni del cognomen
latino Scaevola, di cui il portatore
più famoso è stato il Tribuno romano Muzio Scevola. |
SCHELLINI
SCHELLINO
SCHELOTTO
|
Schellini è quasi unico, Schellino è tipicamente piemontese,
del cuneese, di Dogliani, Belvedere Langhe, Alba e Mondovì, Schelotto
è tipico di Genova ed Arenzano (GE), si dovrebbe trattare di forme
ipocoristiche complesse dell'aferesi del nome Francesco,
da Francesco si ha prima l'ipocoristicoFranceschello, poi per aferesi Schello
e quindi, per successivo ipocoristico Schellino o Schelotto. |
| SCHEMBRI |
Tipico siciliano, della costa sudoccidentale e dell'agrigentino in particolare.
notizie ulteriori fornite
dal barone Ugo Antonio Bella
derivato dal nome greco Skèmpres ( pronuncia Schembri). Il cognome
è presente a Palermo, Caltanissetta; Catania, Pachino (SR), Ragusa,
Agrigento. In Italia anche a Taranto e Napoli.. Presente anche a Malta.Godette
nobiltà a Messina nei secoli XV° e XVI°. Un Eliseo Schembri
fu Caveliere dell'Ordine di Malta nel 1585.
Blasone: di rosso, alla sbarra cucito di nero |
SCHETTI
SCHETTINI
SCHETTINO |
Schetti è praticamente unico, Schettini è diffuso nella zona
che comprende barese, salernitano, potentino, barese e cosentino, Schettino
è tipico del napoletano ed avellinese, dovrebbero derivare da modificazioni
del diminutivo dell'aferesi del nome Francesco, tracce di queste cognomizzazioni
le troviamo a Grimaldi (CS) fin dal 1600, nel 1613 si legge di: "...Clericus
Salvator Schettinus
de Altilia habitator de Grimaldo...", in un atto del 1654 si legge
di "Ioseph Schettinus
publicus regia auctoritate Notarius". |
SCHIAFFINI
SCHIAFFINO |
Schiaffini ha un ceppo a Sestri levantre e nello spezzino ed uno a Marino
(RM), Roma ed Ariccia, Schiaffino è tipico della Liguria centro
orientale di Camogli in particolare, ha un ceppo secondario anche a Stintino
(SS) fondato da pescatori camogliesi ivi trasferitisi nel 1700, di etimologia
incerta, secondo alcuni deriverebbe dal termine medioevale sclavinus
(liberto); personaggi degni di rilievo
sono stati lo scultore Bernardo Schiaffino (1678 1723) ed il pittore Francesco
Schiaffino (1689-1763), ma la più famosa è stata certamente
la giovane pastorella di Camogli Angela Schiaffino alla quale il 2 luglio
1518 apparve la Madonna. |
SCHIANO
SCHISANI
SCHISANO
SCLANO |
Schiano ha un nucleo nell'Isola d'Elba ed uno nel napoletano, Schisani,
assolutamente rarissimo, parrebbe anch'egli napoletano, Schisano, abbastanza
raro, è specifico del napoletano, Sclano, molto raro, è tipico
dell'Isola d'Elba. Troviamo tracce storiche di questi cognomi nell'avellinese
nel 1400 con un certo Masullo Grasso, detto Sclano citato in un atto di
compravendita, nel 1632 figurano quali lettori di legge a Caltagirone (CT)
i dottori Francesco e Michele Schisano e, nel 1700, troviamo i martiri
ultrasessantenni della Repubblica napoletana Onofrio e Salvatore Schiano
di Procida, giustiziati nel 1799 dalle truppe borboniche.
integrazioni fornite da Raffaello
Sclano
Migra dalla Spagna in Sicilia nel 1200, poi marchese delle Grotte (a
Grottola (MT)), signori di Procida (NA) per quattro secoli: questo casato
annovera vescovi, pievani e generali. |
| SCHIAPPACASSE |
Schiappacasse è specifico del genovese, in particolare di Genova,
Camogli e Rapallo, sembrerebbe originario dell'area di Neirone sempre nel
genovese, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal mestiere di
manovale portuale o di un magazzino, cioè di colui che in dialetto
sciàpa o
scèpa (rompe o meglio apre)
le casse degli imballaggi trasportati dalle navi, una volta giunti a destinazione
nei magazzini. |
| SCHIATTI |
Schiatti sembra avere due ceppi, uno nel milanese ed uno nel reggiano,
dovrebbe derivare da Schiattus una
forma ipocoristica medioevale dell'aferesi del nome Francesco,
di questo nome abbiamo un esempio in un atto del 1393 a Perugia dove un
certo Schiattus Francisci (che starebbe
per Franceschetto figlio di Francesco)
risulta fra i testimoni: "...Schiattus
Francisci, ser Nicolaus Busonis, magister
Simon Mancie...". |
SCHIAVI
SCHIAVINI |
Schiavi ha un nucleo importante
nella fascia che dalla provincia di Bergamo, Milano, Pavia, raggiunge quella
di Piacenza, ma non si escludono ceppi secondari in Emilia e nel Piceno,
Schiavini è tipico del milanese e cremonese, dovrebbero entrambi
derivare da un origine slava della famiglia, in epoca antica la denominazione
era Sclavus, divenuto poi Slavo in italiano moderno. |
| SCHIAVO
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Abbastanza diffuso a macchia di leopardo in tutta Italia, con un ceppo importante
nel Veneto, nel Lazio, in Campania ed in Sicilia, dovrebbe derivare da
nome Sclavus di cui abbiamo un esempio a Benevento nel 1121 in uno scritto
si lgge: "...Hoc anno, Robertus
Sclavus obiit decimo die stante mensis Decembris,
et Rachisius abbas Sancti Modesti; ad cuius obitum Ioannes venerabilis
abbas monasterii Sanctae Sophiae cum quibusdam fratribus properavit. ...",
a Napoli in un editto del 1325 si legge: "...Nomina
vero et cognomina prefatorum infrascriptorum magistrorum Sicle prefate
ac affilatorum operariorum et ministrorum actu servientium in Sicla eadem
sunt hec vedelicet ... Guillelmus Novellus
dictus Sclavus,...". |
SCHIAVON
SCHIAVOI |
Schiavoi assolutamente rarissimo è vicentino, Schiavon è
assolutamente veneto e dotrebbe derivare dal toponimo Schiavon (VI), o
Schiavoi (PN). (vedi anche Schiavoni) |
SCHIAVONE
SCHIAVONI |
Schiavone è molto diffuso in quasi tutto il centrosud, Schiavoni ha un nucleo importante tra Marche Umbria Lazio, Abruzzo
e Molise, con un ceppo nel tarentino, dovrebbe derivare dal termine sclavoni
termine che stava ad indicare in centro Italia i croati, gli slavi e gli
albanesi approdati sulla costa adriatica, tracce di questa cognomizzazione
in Abruzzo ed in Puglia le troviamo fin dal 1400. |
SCHIEPATI
SCHIEPATTI
SCHIEPPATI
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Schiepati e Schiepatti sono rarissimi e dovrebbe trattarsi di
errori di trascrizione del cognome Schieppati che è tipico di Milano
e del nord milanese, potrebbero derivare da un soprannome di oscura origine
dialettale. |
| SCHIERANO |
Schierano è tipico di Torino, del torinese e dell'astigiano.
integrazioni fornite da Daniele
Zaia
Diffuso in provincia di Asti, nasce dal toponimo Schierano, piccolo
borgo oggi frazione del Comune di Passerano Marmorito (provincia di Asti). |
SCHIFANI
SCHIFANO |
Schifani, molto raro, è tipico del palermitano, Schifano, molto
più diffuso, è proprio della Sicilia occidentale, dovrebbero
derivare da una corruzione del nome Stefano, in alcuni casi derivano da
nomi di località come Schifanoia (TR). |
SCHILIRO
SCHILIRO'
SCHILLIRO
SCHILLIRO'
SCHIRO'
SCHIROS |
Schiliro e Schilirò sono specifici del catanese di Bronte, Catania,
Maletto, Adrano e Paternò, Schilliro e Schillirò, assolutamente
rarissimi, sono anch'essi del catanese, Schirò è decisamente
del palermitano, Schiros, assolutamente rarissimo, è del catanese,
sono cognomi di origine greca e potrebbero gli ultimi due anche derivare
dal toponimo Skyros, un'isola delle Sporadi.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Il cognome Schirò è presente a Catania, Enna, Messina,
Siracusa e le sue varianti Schilirò, Schillirò a Catania
e Messina. Tutte derivano dall'aggettivo greco skliròs
= duro, che è anche un cognome
in Grecia. G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi nella Sicilia orientale,
Palermo, 1984, p.172 |
| SCHILLACI |
Originario della Sicilia, dovrebbe
essere derivato dal toponimo , Squillace (CZ). |
SCHINAI
SCHINAIA
SCHINAIO |
Tutti e tre tipici del tarentino, Schinai è specifico di Lizzano,
Schinaia è specifico invece di Taranto, Schinaio è praticamente
unico, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine grecanico
skoinàs (cordaio)
e fare riferimento probabilmente al mestiere di produttore di corde e canapi
svolto dai capostipiti. |
SCHINI
SCHINO |
Schini, assolutamente rarissimo, è quasi sicuramente dovuto ad errori
di trascrizione del cognome Schino che sembra essere specifico di Bari
e del barese e che dovrebbe derivare dall'aferesi dell'ipocoristico del
nome Francesco, ma potrebbe anche derivare dal toponimo greco Skinos paese
appartenente alla prefettura di Corinto a 75 Km da Atene, secondo alcuni
potrebbe invece derivare dall'aferesi del soprannome Meschino, ricordiamo
l'uso di questo nome con il famoso Guerin Meschino, romanzo epico cavalleresco
del 1400. |
| SCHININA'
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Schininà, decisamente siciliano, tipico di Ragusa, potrebbe derivare
da un soprannome originato dal vocabolo greco skoinàs
(cordaio), probabile mestiere del capostipite,
o, anche se meno probabile, dal termine sempre greco schinos
(lentischio), forse ad indicarne una
folta presenza nel luogo d'abitazione della famiglia, ma non si può
escludere anche una possibile connessione con il toponimo greco Skinos
della prefettura di Corinto. |
| SCHINTU |
Molto diffuso in tutta la Sardegna, ad Alghero (SS), Bosa (OR) ed Oristano
ed a Cagliari, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo
gallurese schinnitu (incrinato,
fessurato), secondo altri deriverebbe invece dall'aferesi di
un vocabolo sardo arcaico iskintu (discinto,
spogliato). |
| SCHIPA |
Molto molto raro è tipico del Salento, di Lecce in particolare,
di origine albanese deriva dal termine schipateri (albanesi) e l'insediamento
dovrebbe risalire al 1462 anno delle spedizioni albanesi di Leone d'Albania
in soccorso del re di Napoli Ferdinando I°. |
| SCHIPANI |
Tipico calabrese, delle province di Crotone e Catanzaro, ha un ceppo forse
autoctono anche a Castelpoto nel beneventano, dovrebbe derivare da una
forma italianizzata dell'etnico di Albania shqiptar
in albanese. Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Crotone nel
1700 dove gli Schipani sono indicati tra i notabili della città. |
SCHIPELLITI
SCHIPILLITI |
Schipelliti è quasi unico, Schipilliti, molto molto raro, è
tipico di Palmi nel reggino e di Messina in Sicilia, dovrebbe derivare
dall'etnico del paese di Skypelos (o Skopelos) sull'isola omonima nell’arcipelago
delle Sporadi nel mar Egeo occidentale nella regione greca della Tessaglia,
ma è pure possibile che derivi da un soprannome originato dal vocabolo
greco skopelos
(scoglio corallino), forse perchè
la famiglia abitava in prossimità di una scogliera. |
| SCHIRA |
Schira, cognome assolutamente rarissimo, concentrato in Lombardia, dovrebbe
essere di origini ungheresi, derivando dal cognome magiaro Schira, e risalire all'occupazione austroungarica della
regione lombarda. |
| SCHIRALLI |
Schiralli è tipico del barese di Modugno, Bitetto e Bari, dovrebbe
derivare da un soprannome originato dal termine greco σκληρός
(duro), probabilmente motivato dal
comportamento o dal carattere del capostipite. |
SCHIRATI
SCHIRATO
SCHIRATTI
SCHIRATTO |
Schirati è praticamente unico, ed è probabilmente dovuto
ad errori di trascrizione del cognome Schiratti che è tipico della
zona di Fagagna e Maiano (UD) vicino a San Daniele Del Friuli, Schirato
è tipico del vicentino e di Bassano del Grappa in particolare, Schiratto
è praticamente unico ed è probabilmente dovuto ad errori
di trascrizione del precedente, potrebbero derivare dal cognome germanico
del Palatinato Schirat
di cui abbiamo tracce illustri fin dal 1500 con il teologo Michael Schirat
presso l'Università di Heidelberg o, più probabilmente, da
una forma slava di una corruzione del nome Giorgio (Skirak). |
| SCHIRRIPA
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Specifico dell'area calabrese che comprende Gioiosa Ionica, Locri e Siderno
(RC), potrebbe, ma non è molto probabile, derivare da un soprannome
legato al vocabolo greco sgurós
(riccioluto, con i capelli a boccoli).
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
è un tipico cognome calabrese della costa ionica meridionale.
Per effetto del fenomeno migratorio dal Sud Italia, il cognome in questione
si è ampiamente diffuso in America e, rimanendo in ambito nazionale,
nel capoluogo lombardo, capitale economica italiana. Dal punto di vista
etimologico Schirripa dovrebbe derivare dal termine greco e neogreco di
tramite albanese (i)schyros, con il
significato di forte: in tal senso
il cognome dovrebbe derivare dalla cognominizzazione di un soprannome attribuito
al capostipite del ceppo (o ai capostipiti se si tratta di più ceppi
distinti seppure provenienti dalla stessa area) in relazione ad una sua
peculiarità fisica. |
| SCHIRRU
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Diffuso in tutta la Sardegna, ma particolarmente concentrato al centrosud,
dovrebbe derivare da soprannomi originati dal vocabolo sardo campidanese
schirru (fame
rabbiosa) o anche dal vocabolo schirriólu
(mingherlino). |
SCHITI
SCHITO |
Schiti è tipico del romano, di Palombara Sabina, Schito è
specifico del Salento, del leccese in particolare, di Racale, Copertino,
Otranto, San Cassiano, Uggiano la Chiesa, Taviano, Scorrano, Melissano
e tanti altri centri, dovrebbero derivare da soprannomi originati da nomi
di località caratterizzate dalla presenza di un aesculetum
(bosco di alte querce) che si è
prima mutato in eschieto e poi per
aferesi in schieto e quindi schito. |
SCHITTULLI
SCHITTULLO |
Schittulli, assolutamente rarissimo, parrebbe pugliese, Schittullo è
quasi unico, dovrebbero derivare da un ipocoristico del termine dialettale
schittu (schietto,
semplice, per estensione
povero), forse ad indicare una caratteristica comportamentale
del capostipite. |
| SCHIVARDI |
Specifico del bresciano, potrebbe derivare dal nome di origine sassone
Siwardus di cui si hanno tracce ad esempio in uno scritto del 1200: "...quidam
Siwardi studiosiores,
quo sinceriorem absenti fidem gererent...".
integrazioni fornite da Giacomo
Ganza / Villa di Tirano (SO)
E' un cognome tipico della provincia di Brescia. Oggi è concentrato
oltre che a Brescia città a Palazzolo sull'Oglio, Pontoglio, Pontevico
e Mazzano, è però presente in maniera sporadica in almeno
una ventina ventina di altri paesi e nel milanese. Sarebbe originario di
Palazzolo sull'Oglio, dove già compare nel 1700, o comunque della
bassa bresciana tra i fiumi Oglio e Chiese. Da non dimenticare il ramo
Camuno -Valtellinese dell'Aprica (SO) fiorente fino alla metà del
1800, oggi quasi estinto in linea maschile, perché divisosi tra
Villa di Tirano (SO) e Corteno Golgi (BS) e EdoloO (BS). Alcuni protagonisti
della vita Bresciana portano questo nome Tra gli altri un celebre
medico del 1800, Antonio Schivardi e la Medaglia d'oro della Resistenza
Antonio Schivardi (1910/1944). |
| SCHIVO |
Ha un ceppo ad Alassio nel savonese, uno a Gallio (VI) e nella zona di
Este, Monselice ed Arquà Petrarca (PD), il ceppo veneto potrebbe
derivare dal toponimo Schio. |
SCHMIDT
SCHMIT
SCHMITT |
Schmidt è abbastanza diffuso in tutto il centronord, Schmit è estremamente raro, Schmitt un poco meno raro, si tratta
di forme alterate del primo, derivano tutti dal cognome tedesco Schmidt, il secondo come diffusione in Germania, che a sua volta
deriva dal mestiere di fabbro probabilmente svolto dal capostipite. |
SCHNAIDER
SCHNEIDER |
Schnaider è quasi unico, Schneider è abbastanza diffuso in
tutto il centronord, in particolare a Roma, Milano, nell'udinese ed in
Alto Adige, derivano dal cognome tedesco Schneider (che si pronuncia Schnaider),
il terzo come diffusione in Germania, che a sua volta deriva dal mestiere
di sarto probabilmente svolto dal capostipite. |
SCHULZ
SCHULZE |
Schulz, molto molto raro, è tipico del Trentino ed alto Veneto,
Schulze, ancora più raro, è delle stesse zone, derivano dal
cognome germanico omonimo che a sua volta dovrebbe derivare dal mestiere
di messo comunale svolto dal capostipite. |
| SCHWEIGER
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Cognome di origine tedesca pochissimo presente in Italia, soprattutto nel
Veneto, deriva da un soprannome derivato dal vocabolo tedesco schweiger
(silenzioso, che tiene la bocca chiusa). |
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