SCARABELLA
SCARABELLI
SCARABELLO
SCARAMEL
SCARAMELLA
SCARAMELLI
SCARAMELLO
SGARAMELLA
SGARAMELLI |
Scarabella è unico, Scarabelli sembra avere due ceppi, uno tra milanese
e pavese ed uno tra bolognese e modenese, Scarabello è tipico del
padovano, Scaramella, diffuso a macchia di leopardo, ha ceppi nel sondriese
e nel bresciano, nel romano, aquilano e latinense e nel napoletano e salernitano, Scaramel, quasi unico, è veneto,
Scaramelli ha un ceppo nel modenese a Modena e Maranello, a Ferrara ed
a Crevalcore nel bolognese, ed un ceppo toscano nel pisano a Cascina e
Pisa ed a Firenze, Scaramello, praticamente unico, sembrerebbe dovuto ad
errori di trascrizione, Sgaramella è tipico di Andria nel barese
e di Bari e Bitonto con piccoli ceppi anche a Cerignola nel Foggiano ed
a Modugno, Triggiano e Barletta sempre nel barese, ha inoltre un grosso
ceppo a Roma, Sgaramelli è praticamente unico, dovrebbero derivare dal nome medioevale Scaramellus
o Scarabellus, di cui si hanno ad esempio
tracce nel XII° secolo, nel Codice Diplomatico
della Lombardia medievale, in un atto del 1150, si legge: ".Ego
Scarabellus,
notarius sacri palatii, scripsi, post traditam conplevi et dedi .",
ed in un Ecloga di Teofilo Folengo (1491 - 1544) si legge: "...Mi,
mi Scaramella,
socorsum fer, quaeso: cernis quantum male tractor ab ipso...", questi
nomi dovrebbero a loro volta derivare dal termine arcaico scaramella
(rissa, piccola battaglia). Tracce
di queste cognominizzazioni si hanno ad esempio nelle carte veneziane del
1500: "Quum is dom Zacharias
Scaramellus, Leonardi frater, qui proxime
fuit apud majestatem regiam et dominationes vestras magnificas, esset hinc
discessurus, profectione sua omnino ad majestatem regiam, dominum nostrum
clementissimum, instituta, ab eodem pro reliqua parte impensarum nostrarum
anni hujus, nostrae legationis quarti, a mense Junii 1556 ad 1557 accepimus
2000 aureorum, nos videlicet duo, Verancius et Zay....", il cognome
Scaramenlla rientra tra i cognomi ebraici.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Scarabello: si tratta del cognome padovano e veronese Garavello con
S prostetica e G = C. Deriva dal termine dialettale veneto 'caravèlo'
= specie di granchio. Olivieri 213.
Scaramelli è comune nell'area veneta, dove troviamo anche Scaramèl,
il cognome è d'origine soprannominale, e deriva dal medievale 'calamellus'
= zampognaro. F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. |
| SCARABEO
|
Scarabeo è un cognome specifico di Venafro nell'iserniese, dovrebbe
derivare dal nome medioevale Scarabeo,
forse portato dal capostipite, nome che dai culti orientali romani, che
consideravano lo scarabeo come fonte di vita, era stato trasferito come
attributo sulla figura di Gesù, anch'essa fonte della vita eterna. |
SCARABICCHI
SCARABOCCHI
SCARABOCCHIO |
Scarabicchi ha un ceppo toscano a Cortona nell'aretino ed a Pistoia, ed
uno nel perugino a Città di Castello, Castiglione del Lago e Monte
Santa Maria Tiberina, Scarabocchi e Scarabocchio sono praticamente unici,
dovrebbero derivare da soprannomi con il significato di persona malfatta,
normalmente di bassa statura. |
| SCARABINO
|
Scarabino, molto raro, è tipico di Andria nel barese e del foggiano,
dovrebbe derivare dall'italianizzazione del nome turco Shaalabbim
o da un ipocoristico del nome sempre turco Sherebiah,
ma è pure possibile derivi da un soprannome originato dal vocabolo
arabo sciarrab (ubriacone). |
SCARAFAGGI
SCARAVAGGI |
Scarafaggi è praticamente unico, Scaravaggi è tipicamente
lombardo del cremonese in particolare, di Pizzighettone, San Bassano e
Crema, entrambi derivano dal nome dello scarafaggio,
insetto anticamente molto quotato, di quest'uso abbiamo un esempio ne Le
imagini dei Dei de gli Antichi di Vincenzo Cartari: "...Dello
Scaravagio si
legge appresso di Eusebio, che quelli di Egitto ne facevano un gran conto,
e lo riverivano molto, credendolo essere la vera, e viva imagine del Sole,
perche gli Scaravagi tutti,
come scrive Eliano, e riferisce anco Suida, sono maschi, e non hanno femine
fra loro. Onde era comandato quivi à gli huomini di guerra, che
gli portassero in mano del continuo scolpiti ne gli anelli, per mostrare
che à questi bisognava havere animo del tutto virile, e non punto
effeminato. ...". |
| SCARAFIA
|
Scarafia sembrerebbe piemontese, del torinese in particolare, di Torino,
Villafranca Piemonte, Pinerolo e Vigone, con un piccolo ceppo anche ad
Arezzo, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine medioevale
germanico a.a.t. scarfia, che significa
guscio, buccia, pelle, forse a caratterizzare
un aspetto fisico del capostipite. (vedi anche SCARAFIOTTI) |
| SCARAFILE
|
Scarafile è un cognome tipicamente pugliese, particolarmente concentrato
a cisternino nel brindisino, presente in misura significativa nella
stessa provincia a Latiano, Fasano, Francavilla Fontana, San Vito dei Normanni
e Mesagne, con un ceppo anche a Manduria nel tarantino ed a Bari.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Sono riuscito prendere contatto con il Prof. Scarafile di Cisternino
(BR), città pugliese dove il sopraddetto cognome ha il maggior numero
di attestazioni. Il professore, che ringrazio vivamente, mi ha detto che
si tratta di un cognome greco composto dalla voce escara
= focolare + filos
= amico. Significherebbe quindi qualcosa
come amico del focolare domestico. |
| SCARAFIOCCA
|
Scarafiocca è specifico di Montegranaro nel Piceno, dovrebbe derivare
da un soprannome dialettale non meglio identificato, si può anche
prendere in considerazione l'ipotesi che il cognome derivi da una forma
dialettale dell'etnico di Scarfos, toponimo dell'isola di Cipro. |
| SCARAFIOTTI
|
Scarafiotti è tipico del Piemonte, di Torino e del torinese, dovrebbe
derivare da un soprannome dialettale piemontese, che tragga origine dal
vocabolo tedesco arcaico schrafen (grattare,
razzolare, ma anche arraffare), secondo un'altra ipotesi il
termine dialettale scarafiott vorrebbe
dire boccale, con un senso quindi completamente diverso e forse legato alle abitudini del capostipite o al suo mestiere. |
SCARAFONE
SCARAFONI
SCARRAFONI |
Scarafone, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del teramano, molto molto
raro, Scarafoni, sembra avere un ceppo nel sondriese, uno nell'anconetano,
dove è presente anche Scarrafoni, probabile errore di trascrizione,
ed uno in provincia di Roma, un'ipotesi, improbabile, li fa derivare da
una modificazione dell'aferesi dell'etnico pescarese.". |
SCARAMOZZA
SCARAMOZZI
SCARAMOZZINO
SCARAMUCCIA
SCARAMUZZA
SCARAMUZZI
SCARAMUZZINI
SCARAMUZZINO
SCARAMUZZO |
Scaramozza, molto raro, è presente nell'avellinese, salernitano
e potentino, Scaramozzi, quasi unico sembrerebbe pugliese, Scaramozzino
è specifico del reggino, di San Lorenzo, Melito di Porto Salvo e
Montebello Ionico, Scaramuccia ha un ceppo nello spezzino, uno nel ternano
ed uno nel cagliaritano, Scaramuzza è molto diffuso a Venezia e
nel veneziano, e nel goriziano a Grado, con un piccolo ceppo nel crotonese,
soprattutto ad Isola Capo Rizzuto, ed a Roma, Scaramuzzi, ha un piccolo
ceppo a Biella, ma il ceppo principale è in Puglia, a Bari, Santeramo
in Colle e Modugno nel barese ed a San Giovanni Rotondo nel foggiano, Scaramuzzini,
molto raro, è tipico di Napoli, Scaramuzzino, tipicamente calabrese,
di Lamezia Terme nel catanzarese, di Montebello Ionico nel reggino e di
Crotone e Scandale nel crotonese, ha un ceppo anche a taranto ed uno a
San Remo nel savonese, Scaramuzzo ha un ceppo nel cosentino, soprattutto
ad Acri, con un piccolo ceppo anche a Lavello nel potentino, a Napoli ed
in Puglia. Tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici,
dal nome medioevale Scaramuccia, che
Tiberio Fiorilli, attore teatrale italiano della commedia dell'arte nato
a Napoli nel 1608, trasformò nel francese Scaramouche,
nome da lui attribuito ad una maschera degli inizi del 1600, che rappresenta
un Capitano donnaiolo e smargiasso, che facilmente potè avere un
folto gruppo di estimatori, tanto da far si che molti venissero portati
ad attribuire al proprio figlio nomi riitalianizzati in Scaramozza, Scaramuzza
ecc., anche se il nome Scaramuzza veniva già utilizzato almeno un
secolo prima, come dimostra il vescovo comasco Scaramuzza Trivulzio degli
inizi del 1500.
integrazioni fornite da Aldo Piglia
- Milano
Tiberio Fiorilli (Napoli 9 novembre 1608 - Parigi 7 dicembre 1694),
figlio di un capitano di cavalleria, attore teatrale italiano della commedia
dell'arte, direttore della Commédie-Italienne del teatro dell'Hôtel
de Bourgogne di Parigi e grande amico di Molière, è stato
il creatore della maschera Scaramouche (da Scaramuccia). Questa maschera,
interpretata dallo stesso Fiorilli, di capitano fanfarone e vanaglorioso,
vestiva di nero secondo l'uniforme degli spagnoli di stanza a Napoli. Quindi,
come dimostrato anche dalle attestazioni del nome Scaramuccia/Scaramuzza
che risalgono al XIV secolo. Attestazioni del nome Scaramuccia si trovano
con: Giorgio Aicardi Visconti, figlio di Domenico (seguace dei Visconti),
nato nel XIV° secolo, abile condottiero, fu detto lo Scaramuccia; il
figlio di suo fratello Alessandro, Scaramuzza, ereditò la condotta
del padre e nel 1482 partecipò all'attacco alle fortezze di Pier
Maria Rossi nel Parmense, dove fu fatto prigioniero. Scaramuzza Trivulzio,
milanese, è stato vescovo di Como dal 1508 al 1518, nominato cardinale
nel 1517, vescovo di Piacenza dal 1519 al 1525, morto a Roma nel 1527;
un altro Scaramuzza Trivulzio, patrizio milanese, è morto nel 1554.<
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Scaramuzza è cognome del Nord, specialmente del Trentino e del
Veneto. È un soprannome dato a un guerriero generoso: Scaramuccia
nel senso di un breve e non decisivo combattimento. Tale soprannome viene
dal tedesco 'Scharmützel' di etimologia
incerta./font> |
SCARANI
SCARANO |
Scarani sembrerebbe del bolognese e del milanese, Scarano è diffuso
nel Molise, Campania e Puglia, un'ipotesi, abbastanza improbabile, sulla
derivazione di questi cognomi è che le forme meridionali derivino
da un vocabolo greco skarios (riparo,
approdo, per barche). Tracce di questo cognome si trovano a Grumo
Nevano (NA), dove in uno scritto del 1271 si può leggere: "...Ioannes
de Christi, in casali Grumi;', 'Martinus Scaranus,
Cesarius Scaranus, Ligorius Scaranus, Ioannes Scaranus, alius
Ioannes Scaranus, alius
Martinus Scaranus, in villa Grumi;...";
a Capua (CE) nel 1527 Cola Scarano venne eletto governatore della città.
integrazione e ipotesi fornite
da Matteo Scarano
Scarano è un cognome che si trova a Bari ma anche nel Salento,
a Napoli ma anche in Calabria e in Sicilia. Deriva dall'antico italiano
scarano che sta per scherano, come dire uomo un po' brigante, un po' bandito.
Un soprannome d'altri tempi trasformatosi poi in cognome E' probabile pure
che qualche avo fosse davvero un piccolo brigante. |
| SCARANTINO
|
Scarantino è tipicamente siciliano, in particolare di Caltanissetta
e San Cataldo nel nisseno, e di Palermo, dovrebbe trattarsi di una forma
etnica derivata dalla località Scarante di Piazza Armerina nell'ennese. |
| SCARATI
|
Scarati è tipico del tarantino, di Laterza, Ginosa e Castellaneta,
dovrebbe trattarsi dell'italianizzazione del cognome sia ungherese che slavo Skarat. |
SCARATTI
SCARAZZINI |
Scaratti è specificatamente lombardo, di Brescia, Cremona e del
bresciano, Scarazzini, molto molto raro, parrebbe avere un ceppo nel parmense
zona di Valmozzola, uno nell'alessandrino ed uno nel milanese, con un ceppo
quasi sicuramente secondario nel trentino, potrebbero derivare da forme
ipocoristiche di nomi come il cognomen latino Scarus
o dell'aferesi del nome medioevale Anscarius,
originato dal nome germanico francone Anskar
(la lancia divina) (vedi
ASCARI), ma è pure possibile una derivazione da un soprannome
originato dal vocabolo dialettale settentrionale scarà
(strillare) o scaràss
(strepito).
integrazioni fornite da Giovanni
Scarazzini
gli Scarazzini vengono tutti dal Trentino, e più precisamente
dal comune di Darè. Il ceppo parmense di Valmozzzola è di
mio bisnonno emigrato da Darè a Valmozzzola a fine '800, ho contatti
sia con il ceppo alessandrino sia con quelli di Rho nel milanese e tuttti
mi confermano di originare da Darè fin dal 1550. Si ipotizza
fossero nobili decaduti provenienti dalla val di Fassa. Etimologicamente
il cognome deriva dall'antico termine gotico scario,
che definiva in epoca medioevale una particolare carica militare. I capi
della magnifica comunità della val di Fiemme si chiamavano scari,
e scario il singolo capo. Alcuni Scarazzini di Darè erano capitani
dell'esercito austro-ungarico che difese l'Ungheria dall'invasione dei
turchi. Un Gianantonio Scarazzini fu fatto nobile nel 1602 da Rodolfo II°
(DA C.GNESOTTI-MEMORIE DELLE GIUDICARIE;altri nomi di Scarazzini fatti
nobili per lo stesso motivo sono riferiti dal Mariani nel suo Trento con
il sacro concilio. |
SCARAVALLE
SCARAVILLA
SCARAVILLI |
Tutti decisamente siciliani, Scaravalle sembrerebbe essere unico, Scaravilla
ha qualche presenza nel catanese e nell'ennese, Scaravilli, l'unico con
presenze significative, ha un ceppo nel messinese, a Cesarò, San
Marco d'Alunzio e Torrenova, nel catanese a Catania e Misterbianco, e nell'ennese
ad Agira, Scaravillo sembrerebbe del messinese, tutti questi cognomi dovrebbero
derivare da soprannomi attribuiti ai capostipiti, la cui radice dovrebbe
essere stata una forma alterata del termine dialettale siciliano scaravàgliu
o scaravìgliu (scarafaggio). |
SCARAVETTI
SCARAVETTO |
Scaravetti è molto raro, Scaravetto lo è ancora di più,
sono tipici dell'udinese, dovrebbero derivare dal cognome istriano Scaravich,
a sua volta derivato dal cognomen latino Scarus, ricordiamo Marcus Aemilius
Scarus governatore romano della Siria nel primo secolo avanti Cristo: ".sed
ex omnibus maxume Marcus Aemilius Scarus,
homo nobilis, impiger, factiosus, avidus potentiae, honoris, divitiarum,
ceterum vitia sua callide acdultans.".
integrazione e ipotesi fornite
da Marino Scaravetti
I cognomi Scaravetti-Scaravetto ed in versione più autentica
, perchè in lingua friulana, Scaravet e Scharavet sono originari
dell'area orientale del Friuli e più precisamente del Comune di
Premariacco.Si ritrovano anche a Cividale e comuni limitrofi. Dalle ricerche
fatte risulta che miei antenati hanno portato, in periodi diversi, tutte
quattro le versioni. Il cognome è di origine Longobarda poichè
in questa lingua Skara è una
squadra organizzata e Waita significa
in guardia. Ancora oggi da questo termine deriva la esclamazione friulana
in uaite che significa in guardia.
Schiriwaita è il termine
di origine; si riferisce alla attività svolta. Cioè
guardie notturne delle porte della città. Presso l'Archivio di Stato
di Udine esiste un documento molto interessante della città di Cividale
e chiamato Schiriwaite riportante l'elenco
delle guardie stipendiate dalla comunità per il servizio notturno
alle porte. Le persone che portano questi cognomi, che sono poche centinaia,
hanno tutti la stessa origine. Dal Friuli Orientale si sono sparsi in altri
comuni della Regione ed all'estero, in particolare in Francia. |
SCARCELLA
SCARCELLI |
Scarcella è presente a macchia di leopardo in tutt'Italia ha ceppi
a Genova ed in Puglia, un nucleo importante nel messinese e reggino e nel
cosentino che potrebbero derivare dai toponimi Scarcelli (ME) e (CS) da
cui deriverebbe anche il ceppo di San Giovanni In Fiore (CS) di Scarcelli,
mentre il ceppo di Andria (BA) del cognome Scarcelli, come gli altri, probabilmente
deriva da soprannomi originati dal vocabolo scarsella (borsa di denaro).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Scarcella solo per il Salento, Rohlfs 170 suggerisce la derivazione
dal dialetto salentino 'scarcedda'
(< scarcella) = grancevola,
una sorta di crostaceo di mare. |
SCARCI
SCARCIA |
Scarci, decisamente pugliese, è specifico di Taranto, Scarcia, tipicamente
pugliese, con ceppi a Massafra, Taranto, Martina Franca, Lizzano e Palagiano
nel tarantino, a Specchia ed Ugento nel leccese, ed a Bari ed Altamura
nel barese, ha anche un piccolo ceppo a Trieste ed a L'Aquila ed uno ancora
più piccolo nel vibonese, dovrebbe trattarsi dell'italianizzazione
dei cognomi slavi Skarcic, Skrgic
o Skracic. |
SCARDA
SCARDELLA
SCARDIGNO
SCARDINA
SCARDINI
SCARDINO |
Scarda, estremamente raro, ha un piccolo ceppo napoletano ed uno pugliese,
Scardella è tipicamente laziale, di Torre Cajetani, Guarcino ed
Alatri nel frusinate e di Roma e Frascati nel romano, Scardigno ha un piccolo
ceppo laziale, ma il nucleo è tra foggiano e barese, in particolare
a Molfetta, Ruvo di Puglia, Bari, Barletta e Bisceglie nel barese
ed a Cerignola nel foggiano, Scardina è siciliano, del palermitano
e trapanese, con un ceppo anche nel catanese, Scardini è tipicamente
romano, con un piccolo ceppo anche in Puglia, Scardino è molto diffuso in tutto il centrosud, dovrebbero tutti derivare direttamente o tramite ipocoristici o modificazioni da soprannomi, poi divenuti nomi dei capostipiti, originati dal termine
dialettale del centrosud scarda (scheggia
di pietra, di ferro o legno, un poco, un pezzettino, scusa),
che potrebbe in qualche modo derivare dal gotico scarda
(piccola lesione, graffio), ma che
molto più probabilmente deriva dal vocabolo francese escharde
(scheggia), forse a caratterizzare la corporatura minuta del capostipite.
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio nella seconda
metà del 1600 a Gangi nel palermitano, dove un certo Antonio Scardino
proveniente da Nicosia nell'ennese, lavorava alle dipendenze del sacerdote
Centineo, come si evince da un atto (questa notizia è stata
tratta da CONTRATTI AGRARI DELL'UNIVERSITA' DI GANGI IN ETA' MODERNA di
Mario Siragusa).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Scarda è un cognome pugliese dalla voce 'scarda'
di etimo incerto e viva nel Sud d'Italia nel senso di 'baccello'.
Minervini 443. |
SCARDACCIONE
SCARDASSONE |
Scardaccione ha un piccolo ceppo a Napoli ed uno più consistente
a Sant'Arcangelo nel potentino, Scardassone, quasi unico, è campano,
dovrebbero derivare da soprannomi basati sul mestiere di cardatore
di lana probabilmente svolto dai capostipiti. |
SCARDAMAGLIA
SCARDAMAGLIO |
Scardamaglia ha un nucleo a Roma, un piccolo ceppo ad Ercolano (NA) dove
è presente significativamente la forma Scardamaglio, mentre il ceppo
più importante è a Lamezia Terme (CZ), dovrebbero derivare
da soprannomi originati o dal mestiere di scardassatore (colui che usa
lo scardasso per raffinare la lana)
o anche in senso lato uno che sparla alle spalle della gente.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Scardamaglia, presente a bassissima frequenza dal nord al sud del paese,
ha un nucleo principale nel catanzarese e uno secondario nel napoletano,
Scardamaglio, molto raro, sembra essere originario di Ercolano (NA), entrambi
questi cognomi derivano dal termine scardamaglia
o scardamaglio (altrimenti detto cardalana),
col significato di scardassatore, cardatore,
colui cioè che si occupa della cardatura della lana o di altre fibre
tessili. Si tratta, dunque, delle cognominizzazioni dei nomi di mestiere
attribuiti ai capostipiti. |
| SCARDELLATO
|
Tipico di Treviso e del trevigiano.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Tipico per lo più del trevigiano, Scardellato deriva dall'ipocoristico
vezzeggiativo del nome Scardo, variante
prostetica del nome medievale Cardo
(tramite l'aggiunta della -s iniziale, fenomeno piuttosto frequente nella
lingua italiana): si tratta, in effetti, di un vecchio personale d'origine
germanica, che, nato dall'aferesi di nomi quali Accardo, Riccardo, Viscardo,
etc., ha dato origine a diversi nomi (ormai caduti in disuso, ma un tempo
abbastanza diffusi) come Carduccio, Cardone, Cardillo, Scardino, Scardella,
etc.; il suffisso -ato, invece, si spiega nel più ampio contesto
dei cognomi veneti o comunque nord orientali, dove assume valore patronimico
o matronimico e significa, dunque, figlio di Scardello o di Scardella.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Scardellato - Secondo D. Olivieri, Cognomi della Venezia Euganea, p.
217, questo cognome trevigiano viene dall'italiano 'scardova/scardola'
che designa il 'cyprinus scardula',
un pesce d'acqua dolce dell'ordine dei ciprinidi. |
SCARDOVA
SCARDOVI |
Scardova, molto molto raro, è della zona tra mantovano e modenese,
Scardovi è tipico dell'area tra bolognese e ravennate, di Imola
nel bolognese e di Lugo, Russi, Alfonsine, Faenza, Ravenna e Castel Bolognese,
dovrebbero derivare da un soprannome dialettale originato dal termine scardova
(scardola, un pesce d'acqua dolce molto comune),
soprannome che può sia riferirsi all'attività di pescatore
di fiume svolta dal capostipite, sia indicare una scarsa considerazione
verso colui cui il soprannome era destinato. |
SCARENZI
SCARENZIO |
Scarenzi, assolutamente rarissimo è milanese, Scarenzio è
un cognome rarissimo, tipicamente lombardo, entrambi questi cognomi dovrebbero
derivare dal termine arcaico scario,
cioè colui che era incaricato di raccogliere le gabelle per il monastero
di S.Ambrogio di Milano. |
SCARFI
SCARFI'
SCARFO
SCARFO' |
Scarfi e Scarfì sono abbastanza rari e tipici del messinese con
un ceppo forse secondario nel siracusano, Scarfo è molto più
raro ed è tipico della Calabria meridionale, Scarfò è
il più diffuso ed è specifico del reggino, potrebbero derivare
dal toponimo cipriota Scarfos, un villaggio molto antico.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Scarfì è cognome siciliano e calabrese, dovrebbe derivare
dal grico del Salento 'skarfì'
= fuscello. Rohlfs 170. |
| SCARFIA
|
Scarfia, molto raro, è tipicamente siciliano, di Caltanissetta e
di San Michele di Ganzaria e Caltagirone nel catanese, dovrebbe derivare
da un soprannome grecanico basato sul nome della città di Σχαρφη
Skarphe (Scarfea) nella
locride orientale in Grecia, probabilmente il paese d'origine del capostipite. |
| SCARIATI
|
Rarissimo sembrerebbe originario
della Campania, potrebbe derivare dal toponimo Scario nel salernitano. |
SCARIMBOLA
SCARIMBOLI
SCARIMBOLO |
Scarimbola, praticamente unico, parrebbe del barese, Scarimboli, assolutamente
rarissimo, ha un piccolo ceppo a Foggia, Scarimbolo è tipicamente
pugliese del barese, di Ruvo di Puglia, Bari, Mola di Bari ed Altamura,
e di Brindisi, dovrebbero derivare da soprannomi originati da un ipocoristico
latino del termine greco skarios
(riparo, approdo, per barche), probabilmente
ad indicare che i capostipiti avessero un'attività di costruzione
o riparazione di barche o che facessero i pescatori. |
SCARINGELLA
SCARINGELLI
SCARINGELLO
SCARINGI
SCARINGIO |
Scaringella è specifico del barese, di Corato soprattutto e di Andria,
con piccoli ceppi anche a Canosa di Puglia, Trani e Bari, Scaringelli e
Scaringello sono quasi unici o comunque assolutamente rarissimi, dovrebbe
trattarsi di errori di trascrizione del precedente, Scaringi è specifico
di Trani, con un ceppo anche nel potentino a Muro Lucano e Bella, Scaringio,
praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione
del precedente, dovrebbe trattarsi di cognomi di origine albanese e derivare,
direttamente o tramite modificazioni ipocoristiche dialettali, dal termine
albanese shkarje (frana),
forse perchè i capostipiti provenivano da zone franose, ma è
pure possibile una connessione con il termine greco skarios
(riparo, approdo, per barche). |
| SCARIONI
|
Tipico del sudmilanese e lodigiano, potrebbe derivare dal toponimo Scaria
(CO), ma potrebbe anche derivare dal termine milanese scarion
(pruno, frutice spinoso), anche se la cosa più probabile è che invece derivi dal
termine longobardo scarione (capo
delle guardie ed anche ufficiale giudiziario), probabile attività
del capostipite. |
| SCARIOT
|
Molto raro è specifico di Feltre (BL), dovrebbe derivare dal nome
medioevale Scarioto di cui abbiamo un esempio in un atto di compravendita
del 1512 dove si legge di un tal Scarioto de Parma, ma è pure possibile
che derivi da soprannomi come si può evincere da un atto del 1631
a Grosio (SO) che cita tra i consiglieri della comunità di Grosio
"...Martino Sala detto Scariot...". |
| SCARLASETTA
|
Scarlasetta, quasi unico, sembrerebbe specifico dell'area genovese, dovrebbe
derivare da un soprannome, forse originato dal termine dialettale arcaico
scaro (piccolo
porticciolo). |
SCARLATA
SCARLATO
SCARLATTI
SCARLATTO
|
Scarlata è tipico siciliano, Scarlato ha un nucleo nel cosentino
ed uno nel foggiano, Scarlatti oltre al ceppo toscano sembra averne anche
uno marchigiano e forse uno lombardo, Scarlatto rarissimo è abruzzese,
dovrebbero derivare da soprannomi legati al vocabolo scarlatto (rosso),
tracce di questa cognominizzazione la troviamo a San Miniato (PI) con Niccolò
Scarlatti di Tommaso vicario del Valdarno Inferiore. Personaggi famosi
sono stati il celebre compositore palermitano Alessandro Scarlatti (1660-1725)
e suo figlio Domenico. |
| SCARMONCIN
|
Scarmoncin, assolutamente rarissimo, decisamente veneto, dovrebbe derivare
da un soprannome basato su di una forma ipocoristica dialettale del termine
veneziano arcaico scarmo (magro,
asciutto, longilineo), probabile caratteristica fisica del capostipite. |
| SCARONE
|
Molto raro è specifico del territorio di Quiliano (SV), dovrebbe
derivare dal toponimo Scaro, antica località della podesteria di
Moneglia o dal termine dialettale arcaico scaro (piccolo
porticciolo). |
| SCARONI
|
Specifico del bresciano, potrebbe derivare da un nome di località
come l'alpe Scarone. |
SCARPA
SCARPETTA
SCARPETTI
SCARPI
SCARPIS
SCARPITTA |
Scarpa è assolutamente panitaliano, Scarpetta ha un ceppo marchigiano,
uno nel frusinate, uno tra barese e tarentino ed uno tra napoletano e salernitano,
Scarpetti ha un ceppo nel pesarese, uno nel Piceno ed uno a Roma, Scarpi
ha un ceppo veneto a Cavallino-Treporti (VE), Venezia e Verona con un ceppo
secondario a Ravenna ed a Forlì, ed un ceppo toscano a Firenze,
Sesto Fiorentino, Arezzo e Siena, Scarpis ha un ceppo nel trevisano a Colle
Umberto in particolare, Scarpitta oltre al ceppo siciliano a Palermo e
nel palermitano e nel trapanese a marsala, Petrosino e Trapani, e Sciacca
nell'agrigentino, presenta anche un ceppo nel salernitano, a Santa Marina,
Sapri e Camerota, dovrebbero tutti derivare da soprannomi, anche dialettali,
originati probabilmente dal mestiere di calzolaio, tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo nell'Archivio di Stato dei Notai della Republica Venetadove
ad esempio dall'anno 1419 al1435 risulta operare tale Notaro Cristoforo
De Scarpis, e agli inizi del 1600 Gerolamo Scarpa fu Matteo è Notaio
dei giudici delle strade e incanti di Bergamo (Ogni anno, a dicembre, il
consiglio maggiore della città di Bergamo a scrutinio segreto nominava
due cittadini ultratrentenni, uno dei due appartenente al collegio dei
giuristi, Giudici
delle strade ed incanti. |
SCARPARI
SCARPARO |
Scarpari è tipico dell'area che comprende il bresciano specialmente
a Botticino, il mantovano a Roncoferraro, il trentino a Storo ed il Veneto
centroccidentale, in particolare a Verona e Vicenza, Scarparo ha un ceppo
a Padova e nel padovano a Monselice, Conselve, Anguillara Veneta ed Este
ed uno napoletano, questi cognomi dovrebbero derivare dal fatto che il
capostipite di mestiere costruisse o riparasse scarpe. |
SCARPATI
SCARPATO |
Entrambi tipicamente campani, Scarpati ha un grosso ceppo a Napoli e nel
napoletano, a Torre del Greco, Portici, Sant'Agnello, Ercolano, Sorrento,
Piano di Sorrento, Afragola, San Giorgio a Cremano, Meta e Cercola, e nel
salernitano a Scafati e Centola, Scarpato ha un grosso ceppo a Napoli,
Volla, Sorrento, Cercola, Sant'Anastasia, Castellammare di Stabia, San
Sebastiano al Vesuvio, San Giorgio a Cremano, Massa di Somma, Pollena Trocchia
e Giugliano in Campania nel napoletano, ed uno quasi altrettanto grosso
ad Angri e Scafati nel salernitano, potrebbero derivare da un soprannome
originato da una caratteristica del luogo di provenienza dei capostipiti,
probabilmente prossimi ad una scarpata o zona scoscesa, una seconda ipostesi
propone una derivazione dal mestiere di scarpaio o ciabattino. |
SCARPELLA
SCARPELLI
SCARPELLINI
SCARPELLO |
Scarpella molto raro è del bresciano, Scarpelli oltre al nucleo
principale in Toscana, sembra avere un ceppo nel sudmilanese e cremonese,
nel barese ed uno nel cosentino, Scarpellini ha un ceppo bergamasco, uno
forlivese ed uno pisano, Scarpello tipico meridionale, potrebbe avere oltre
al ceppo principale in Sicilia, anche uno in Calabria ed uno in Puglia,
potrebbero derivare da soprannomi dialettali originati dal mestiere di
scalpellino, come vediamo ad esempio nel 1400 nel bergamasco con Giovanni
detto Scarpelli de Leveratis, di Gromo (BG) citato in un atto scritto in
Gromo il 17 marzo 1467, uso forse già presente nel 1100 quando in
un atto, tratto dal Codice Diplomatico della Lombardia
Medioevale, scritto in Cavenago nel
1154 si legge: "...Dei gratia Laudensem episcopum,
presente Nuvelo, clerico Laudensis ecclesie, et presbitero Alberto de Cavenago
et Scarpello
et Lanfranco de Trexeno vicedomno et consentientibus ei,...". |
SCARPINI
SCARPINO |
Scarpini, abbastanza raro, sembrerebbe avere un nucleo nel senese, un ceppo
secondario nell'anconetano e forse uno in Lombardia, Scarpino ha un ceppo
nel leccese, uno nel potentino ed uno, il più consistente, in Calabria,
nel cosentino, crotonese e catanzarese, possono essere connessi con il
mestiere di calzolaio, come è pure possibile che derivino da un
soprannome originato dall'avere i capostipiti delle scarpe molto piccole. |
| SCARPULLA
|
Molto raro, dovrebbe essere originario
della Sicilia centroccidentale, può essere connesso al mestiere
di calzolaio. |
SCARSELLA
SCARSELLI |
Scarsella è tipico del Lazio, in particolare delle province di Roma
e Frosinone e dell'aquilano, Scarselli ha un ceppo tra fiorentino e pisano
ed uno nell'iserniese, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal
vocabolo scarsella (borsa di denaro)
forse ad identificare una famiglia benestante. |
SCARSI
SCARSO
SCARZI
SCARZO |
Tipici della zona tra genovese ed alessandrino Scarsi, Scarzi e Scarzo,
questi ultimi assolutamente rarissimi e probabilmente originati da errori
di trascrizione, Scarsi ha un ceppo anche nel padovano, mentre Scarso sembra
avere 3 nuclei, uno nel ragusano, uno nel padovano ed uno tra genovese
ed alessandrino, dovrebbero derivare da un soprannome medioevale scarsus
con il significato di indigente. |
| SCARTEZZINI
|
Molto raro sembra tipico del trentino, del comune di Civezzano in particolare,
con un ceppo anche nel veronese a San Giovanni Lupatoto, dovrebbe derivare
dal nome dialettale del mestiere di cardatore, traccia di questo cognome
la troviamo a Chienis (TN) nel 1500 con un certo Antonio Scartezzini citato
negli atti di un processo. |
| SCASSAIOLI
|
Scassaioli, quasi unico, abbastanza recente, dovrebbe essere laziale e
derivare da un soprannome originato dal termine scassaiolo
(robivecchi, sfasciacarrozze), forse
il mestiere del capostipite. |
SCASSI
SCASSO |
Scassi, assolutamente rarissimo, è dell'alessandrino, Scasso ha
qualche presenza nel cuneese e basso alessandrino, un ceppo ligure a Genova,
a San Remo nell'imperiese e nel savonese a Sassello, Savona e Cairo Montenotte,
ed un ceppo nel palermitano a Partinico e Palermo, potrebbero derivare
dall'italianizzazione del cognome francese Scausse,
di probabili origini toponomastiche. |
SCATA
SCATA' |
Scata, quasi unico, sembrerebbe essere dovuto ad errate trascrizioni di
Scatà, che è specifico del siracusano, di Augusta, Siracusa,
Canicattini Bagni e Lentini, un'ipotesi propone la derivazione dal termine
griko (neogreco dialettale siciliano) skatà
(feci), forse ad indicare un mestiere
che avesse a che fare con quell'elemento. |
SCATIGNA
SCATIGNI
SCATIGNO |
Scatigna è tipicamente pugliese, particolarmente diffuso nel tarantino
a Martina Franca, Taranto, Grottaglie e San Giorgio Ionico, a Locorotondo
e Bari nel barese, a Carovigno, Ceglie Messapica, e Cisternino nel brindisino
ed a Carmiano, Porto Cesareo e Copertino nel leccese, Scatigni è
unico mentre Scatigno, sempre pugliese ha un ceppo a Barletta, Polignano
a Mare nel barese ed a Brindisi, dovrebbero derivare dal cognomen latino
Scatinius, Scatinia, ricordiamo Scatinius
Aricinus tribuno della Plebe promulgatore della famosa lex Scatinia contro
il lusso superfluo, datata parecchi secoli prima di Cristo, tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo a Monopoli nel barese agli inizi del 1500
con un certo Pirrus Antonius Scatinius. |
| SCATTARELLI
|
Scattarelli è un cognome tipicamente pugliese, di Bari in particolare,
un'ipotesi propone un'origine germanica da un ipocoristico italiano del
termine germanico skata (ombra,
tenebre), forse ad indicare che il capostipite provenisse da
un luogo ombroso o fosse solito verstire abiti molto scuri, secondo un'altra
ipotesi verrebbe da un soprannome basato su di una voce veneto illirica
arcaica scataro (sputo,
catarro) e potrebbe sottolineare un'abitudine comportamentale
del capostipite. |
SCATTONE
SCATTONI |
Scattone sembra avere oltre al ceppo barese, uno importante in provincia
di Roma, Scattoni più raro sembra umbro, dovrebbero derivare dal
cognomen latino Scato (Scatonis) di cui si ha esempio nella 12ma Filippica
di Cicerone, dove si legge: "...Cn.Pompeius, Sexti
filius, consul me praesente, cum essem tiro in eius exercitu, cum PublioVettio
Scatone, duce Marsorum, inter bina castra...",
tracce di questa cognominizzazione si hanno a Sondrio nel 1500, in un atto
si legge: "...nella casa nova dei signori Polavini
alla fontana delle case de Scatoni...". |
| SCATURRO
|
Scaturro è decisamente siciliano, della parte occidentale dell'isola,
con massima concentrazione nell'agrigentino a Santa Margherita di Belice,
Ribera, Sciacca e Menfi, nel palermitano a Palermo, Giuliana e Bisacquino,
e nel trapanese a Trapani, Salemi, Mazara del Vallo, Castelvetrano, Marsala
ed Erice, potrebbe derivare da un'alterazione dialettale del cognomen latino
Scaurus, ma, molto più probabilmente
deriva da un soprannome originato da un'alterazione dialettale del termine
arabo qhandurha (veste,
camiciotto), forse perchè il capostipite faceva di mestiere
il camiciaio. |
| SCAVAZZA
|
Scavazza è tipicamente veneto, con presenze a Trecenta e Badia Polesine
nel rovigoto, a Ospedaletto Euganeo nel padovano, a Orgiano e Vicenza nel
vicentino ed a Veronella e Cologna Veneta nel veronese, dovrebbe derivare
da un soprannome dialettale originato dal termine scavazza
(scapestrato, girandolone). |
| SCAVO
|
Scavo ha un piccolo ceppo a Napoli, uno molto consistente a Bari con buone
presenze anche a Valenzano, Adelfia, Corato e Capurso nel barese ed a Taranto,
ha un ceppo nel catanzarese a Cicala, Carlopoli, Catanzaro, Sorbo San Basile
e Petronà, ed a Crotone, un grosso ceppo in Sicilia nel catanese
ad Acireale, Giarre Paternò, Riposto, Aci Catena, Santa Venerina,
Mascali, Belpasso e Catania, ed uno a Palermo e Carini nel palermitano,
dovrebbe derivare da una forma contratta del termine sclavo
(schiavo), probabilmente ad indicare
che i capostipiti fossero stati ridotti in schiavitù dai saraceni. |
SCAVONE
SCAVONI |
Scavone ha un ceppo nel potentino a Ruoti, Tito, Potenza, Pignola, Picerno
e Bella ed alcuni in Sicilia, nel trapanese a Marsala e Mazara del Vallo
e a Siracusa, Catania, Palermo e San Fratello nel messinese, Scavoni, quasi
unico è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente,
si dovrebbe trattare di forme accrescitive nate dal termine sclavus
(schiavo), dovute forse all'imponenza
del capostipite, ed allo stato di ex schiavo probabilmente dei mori. |
| SCAVUZZO
|
Tipico del palermitano, di Gangi in particolare, ma anche Palermo, Enna,
Leonforte nelle'ennese, Messina, Caltanissetta e Vita nel trapanese, dovrebbe
derivare da modificazioni dialettali del termine schiavo
stante ad indicare chi si trovava in condizione di prigionia, in dialetto
siciliano il termine scavuzzo ha però diversi significati, si passa
dal catanese significato di frumento,
all'ennese e palermitano di lumaca.
Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Palermo nel 1500 con il
Notaio Giacomo de Scavuzzo.
informazioni fornite da Gianfranco
Scavuzzo
Tale cognome in alcune aree della Sicilia centro-orientale assume il
significato di lumaca; le lumache in
Sicilia sono parte significativa della gastronomia tipica, quindi tale
cognome si potrebbe riferire ad un progenitore ghiotto di lumache appunto,
da cui deriva la nomèa. (ringrazio il Prof. Giovanni Ruffino, dell'Università
Degli Studi di Palermo, per il suggerimento che vi riporto) |
SCAZZI
SCELZI
SCELZO |
Scazzi è tipico del Salento, di San Pancrazio Salentino nel brindisino
e di Squinzano nel leccese, Scelzi è specifico di Aliano nel materano,
Scelzo è specifico della zona che comprende il napoletano, il salernitano
ed il potentino, Castellammare di Stabia e Napoli nel napoletano, Salerno
e Brienza nel potentino, probabile luogo d'origine del cognome, dovrebbero
derivare da un'italianizzazione del nome albanese Shkèlzen,
ma potrebbero anche derivare da un soprannome dialettale, secondo alcuni
l'origine di questi cognomi sarebbe invece nel Cilento salernitano e deriverebbero
da una forma etnica dialettale del paese di Ascea. |
| SCAZZOLI
|
Estremamente raro è originario
della zona di confine tra cremonese e parmense, potrebbe derivare dal toponimo
Moscazzano (CR). |
SCAZZOSI
SCAZZOSO |
Molto rari entrambi sono tipici del milanese, potrebbe derivare dal toponimo,
abolito nel 1925, Castelletto Scazzoso (AL)
integrazioni fornite da G. Scazzosi
E' presente nella zona ad ovest di Busto Arsizio; Castelletto Mombercelli
un tempo si chiamava Castelletto Scazzoso.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Scazzosi è cognome tipico del Milanese. Il cognome è
ricordato, a Milano, nel 1408, per un Antonius Schazoxius. Il Flechia lo
spiegava da 'scaglioso', ma foneticamente
fa pensare invece o a un latino 'captiosus',
o anche ad un derivato dalla voce comune 'scass'
= terreno dissodato. |
| SCEBERAS
|
Sceberas, quasi unico, forse pugliese, dovrebbe essere di origini maltesi
e derivare dal nome del monte Sceberas sull'isola di Malta, probabile luogo
d'origine del capostipite. |
SCELBA
SCERBA
SCERBO |
Scelba, molto molto raro, sembrerebbe specifico di Caltagirone nel catanese
e di Mistretta nel messinese, Scerba, quasi unico, sembrerebbe siciliano,
Scerbo ha un piccolissimo ceppo napoletano ed uno nel catanzarese, a Marcellinara,
Catanzaro e Caraffa di Catanzaro ed a Isola di Capo Rizzuto, Cureo e Crotone
nel crotonese, un'ipotesi sulla derivazione di questi cognomi propone che
possano derivare da soprannomi originati dal termine medioevale germanico
scher (talpa),
mentre una seconda propone un'origine francoalsaziana da un soprannome
nato dal termine scherer (barbiere
o tosatore di animali). |
SCELFI
SCELFO |
Scelfi è unico, Scelfo è tipicamente siciliano del palermitano,
di Palermo, Alimena, Petralia Sottana, Petralia Soprana e Castellana Sicula,
potrebbe trattarsi di un'alterazione dialettale del nome ebraico Sheleph
che significa colui che ti libera,
che ti conduce fuori dai problemi,
o del nome arabo Shefi (mediatore). |
| SCEMA
|
Scema è un cognome tipico della provincia di Oristano, di Villa
Verde e Senis in particolare, dovrebbe essere di origini ebraiche e derivare
dal termine ebraico shemà (ascoltato),
forma contratta del nome Samuele che significa ascoltato da Dio. |
| SCERRA
|
Scerra ha un ceppo a Crotone ed uno in Sicilia a Gela nel nisseno ed a
Palma di Montechiaro nell'agrigentino, dovrebbe derivare da un soprannome
basato sul termine dialettale di origini arabe scerra
(lite). |
SCETI
SCETTI |
Sceti è ormai scomparso in Italia, Scetti, estremamente raro, sembrerebbe
della provincia di Sondrio, dovrebbero derivare da soprannomi basati sul
termine dialettale dell'area lombardo piemontese s-cèti
(fanciullo, ragazzino), secondo un'altra
ipotesi, molto meno probabile, deriverebbero invece dalla regione egizia
chiamata Sceti (Scitia
o Scizia, terra degli Sciti): "..Venit
aliquando Macarius Aegyptius a Sceti
ad montem Nitriae in oblatione Abbatis Pambo, et dicunt ei senes: Sermonem
profer fratribus, pater. Tum ille infit, ego nondum evasi in monachum,
sed monachos vidi. Mihi namque aliquando sedenti in cella apud Scetim
molestae erant cogitationes proficiscere in solitudinem, et vide quid illic
oculis tuis occurret. ..", tracce di queste cognominizzazioni le
troviamo nel 1500 con: "..quondam Nobilis Viri Octaviani
Sceti ac Patricii Modoetiensis et sociorum.
Anno a Nativitate 1523 die martii,..". |
SCETTA
SCETTO |
Scetta è specifico di Castelvenere nel beneventano, Scetto ha qualche presenza nel campobassano ed a Napoli, dovrebbero derivare
da un soprannome basato sul termine dialettale campano scètta
(confezione rotonda di fichi secchi),
forse ad indicare nel capostipite un venditore di fichi secchi. |
SCEVOLI
SCIVOLI |
Scevoli, quasi unico, è specifico del catanese, Scivoli è
tipicamente siciliano, di Aidone e Piazza Armerina nell'ennese, e di Mirabella
Imbaccari nel catanese, potrebbero derivare da alterazioni del cognomen
latino Scaevola, di cui il portatore
più famoso è stato il Tribuno romano Muzio Scevola. |
| SCHAFFLER
|
Schaffler, assolutamente rarissimo, specifico del Trentino Alto Adige.
integrazioni fornite da Benedetto
Zanchi
Schaffler, poco diffuso in Alto Adige, indica la professione dell'economo
o dell'amministratore, da non confondere con Schaefer che deriva dallla
professione del pastore. Il cognome è presente anche in Austria
e Baviera. |
SCHELLINI
SCHELLINO
SCHELOTTO
|
Schellini è quasi unico, Schellino è tipicamente piemontese,
del cuneese, di Dogliani, Belvedere Langhe, Alba e Mondovì, Schelotto
è tipico di Genova ed Arenzano (GE), si dovrebbe trattare di forme
ipocoristiche complesse dell'aferesi del nome Francesco,
da Francesco si ha prima l'ipocoristicoFranceschello, poi per aferesi Schello
e quindi, per successivo ipocoristico Schellino o Schelotto. |
| SCHEMBARI
|
Schembari è decisamente siciliano, di Ragusa in particolare e di
Comiso, Santa Croce Camerina, Chiaramonte Gulfi e Modica nel ragusano,
di Siracusa e di Caltagirone e Catania nel catanese, potrebbe derivare
da un soprannome grecanico originato dall'antico verbo greco σκηνέω
skeneo (vivere sotto una tenda,
recitare), forse ad indicare che i capostipiti conducessero
vita nomade, forse degli attori girovaghi. |
| SCHEMBRI
|
Tipico siciliano, della costa sudoccidentale e dell'agrigentino in particolare.
notizie ulteriori fornite
dal barone Ugo Antonio Bella
derivato dal nome greco Skèmpres ( pronuncia Schembri). Il cognome
è presente a Palermo, Caltanissetta; Catania, Pachino (SR), Ragusa,
Agrigento. In Italia anche a Taranto e Napoli. Presente anche a Malta. Godette
nobiltà a Messina nei secoli XV° e XVI°. Un Eliseo Schembri
fu Cavaliere dell'Ordine di Malta nel 1585.
Blasone: di rosso, alla sbarra cucito di nero |
SCHENATI
SCHENATO |
Schenati, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione
di Schenato, che è tipicamente veneto, del veronese, del vicentino
soprattutto, del padovano e del veneziano, dovrebbe derivare da un soprannome
veneto basato sul termine arcaico schenato
(impettito, con la schiena diritta e rigida),
a sottolineare probabilmentye un atteggiamento impettito dei capostipiti. |
| SCHEPIS
|
Schepis è tipicamente siciliano del messinese in particolare, del catanese e del siracusano ed in Calabria del reggino, potrebbe derivare da un soprannome grecanico originato da un'alterazione dialettale del termine
greco antico σκέψις skepsis
(percezione, riflessione, esame), forse
attribuito a capostipiti inseriti in posizioni di governo o partecipanti
a congressi di consultazione. |
SCHETTI
SCHETTINI
SCHETTINO |
Schetti è praticamente unico, Schettini è diffuso nella zona
che comprende barese, salernitano, potentino, barese e cosentino, Schettino
è tipico del napoletano ed avellinese, dovrebbero derivare da modificazioni
del diminutivo dell'aferesi del nome Francesco, tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo a Grimaldi (CS) fin dal 1600, nel 1613 si legge di: "...Clericus
Salvator Schettinus
de Altilia habitator de Grimaldo...", in un atto del 1654 si legge
di "Ioseph Schettinus
publicus regia auctoritate Notarius". |
SCHIAFFINI
SCHIAFFINO |
Schiaffini ha un ceppo a Sestri levantre e nello spezzino ed uno a Marino
(RM), Roma ed Ariccia, Schiaffino è tipico della Liguria centro
orientale di Camogli in particolare, ha un ceppo secondario anche a Stintino
(SS) fondato da pescatori camogliesi ivi trasferitisi nel 1700, di etimologia
incerta, secondo alcuni deriverebbe dal termine medioevale sclavinus
(liberto); personaggi degni di rilievo
sono stati lo scultore Bernardo Schiaffino (1678 1723) ed il pittore Francesco
Schiaffino (1689-1763), ma la più famosa è stata certamente
la giovane pastorella di Camogli Angela Schiaffino alla quale il 2 luglio
1518 apparve la Madonna.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Schiaffino è un antichissimo cognome di Camogli, nato nel XIII
secolo, portato per secoli a testimonianza della fase d'avvio di un crescente
interesse per i traffici marittimi nella gente del piccolo borgo. Allora,
quando si affermò l'uso dei cognomi, alcuni lo trassero da 'scafin'
= piccolo scafo, che era la barca che
tenevano sotto casa per pescare o per commerciare. Un Cristiano Scafin
è citato per la prima volta in un atto notarile del 29 agosto 1267.
M. Francipane lo fa invece derivare dal cognome base DI STEFANO. |
SCHIANO
SCHISANI
SCHISANO
SCLANO |
Schiano ha un nucleo nell'Isola d'Elba ed uno nel napoletano, Schisani,
assolutamente rarissimo, parrebbe anch'egli napoletano, Schisano, abbastanza
raro, è specifico del napoletano, Sclano, molto raro, è tipico
dell'Isola d'Elba, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da forme aferetiche di un etnico
che riguardi capostipiti originari dell'Isola d'Ischia. Troviamo tracce storiche di questi cognomi nell'avellinese
nel 1400 con un certo Masullo Grasso, detto Sclano citato in un atto di
compravendita, nel 1632 figurano quali lettori di legge a Caltagirone (CT)
i dottori Francesco e Michele Schisano e, nel 1700, troviamo i martiri
ultrasessantenni della Repubblica napoletana Onofrio e Salvatore Schiano
di Procida, giustiziati nel 1799 dalle truppe borboniche.
integrazioni fornite da Raffaello
Sclano
Migra dalla Spagna in Sicilia nel 1200, poi marchese delle Grotte (a
Grottola (MT)), signori di Procida (NA) per quattro secoli: questo casato
annovera vescovi, pievani e generali. |
| SCHIAPPACASSE
|
Schiappacasse è specifico del genovese, in particolare di Genova,
Camogli e Rapallo, sembrerebbe originario dell'area di Neirone sempre nel
genovese, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal mestiere di
manovale portuale o di un magazzino, cioè di colui che in dialetto
sciàpa o
scèpa (rompe o meglio apre)
le casse degli imballaggi trasportati dalle navi, una volta giunti a destinazione
nei magazzini. |
| SCHIATTI
|
Schiatti sembra avere due ceppi, uno nel milanese ed uno nel reggiano,
dovrebbe derivare da Schiattus una
forma ipocoristica medioevale dell'aferesi del nome Francesco,
di questo nome abbiamo un esempio in un atto del 1393 a Perugia dove un
certo Schiattus Francisci (che starebbe
per Franceschetto figlio di Francesco)
risulta fra i testimoni: "...Schiattus
Francisci, ser Nicolaus Busonis, magister
Simon Mancie...". |
SCHIAVELLA
SCHIAVELLI
SCHIAVELLO
SCHIAVETTI
SCHIAVETTO
SCHIAVITTI
SCHIAVITTO
SCHIAVULLI
SCHIAVULLO
SCHIAVUZZI
SCHIAVUZZO |
Schiavella è tipicamente laziale, di Genazzano nel romano e di Roma,
Schiavelli ha un piccolissimo ceppo a Roma ed uno a Corigliano Calabro
nel cosentino, Schiavello ha un grosso ceppo a Roma ed uno più piccolo
nel vibonese ad Acquaro e Soriano Calabro, Schiavetti ha un piccolo ceppo nel mantovano, uno toscano ad Empoli nel
fiorentino ed a Collesalvetti e Livorno nel livornese, ed uno a Roma ed
a Tivoli, Vicovaro e Fiumicino nel romano, Schiavetto, molto raro, ha un
ceppo veneto a Nervesa della Battaglia e Povegliano nel trevisano ed uno
romano, Schiavitti, quasi unico, è dell'area abruzzese, laziale,
Schiavitto, ancora più raro, è campano, Schiavulli ha un
ceppo romano, uno nel foggiano a Cerignola ed uno a Bari e Gravina in Puglia
nel barese, Schiavullo, quasi unico, è del napoletano, Schiavuzzi,
estremamente raro, sembrerebbe settentrionale mentre Schiavuzzo è
praticamente unico, dovrebbero derivare dall'italianizzazione di forme
ipocoristiche tardo medioevali che indicassero un'origine slava dei capostipiti,
dal termine medioevale sclavus (slavo),
forse di corporatura minuta, tanto da giustificare la forma diminutiva
del termine. |
SCHIAVI
SCHIAVINI |
Schiavi ha un nucleo importante
nella fascia che dalla provincia di Bergamo, Milano, Pavia, raggiunge quella
di Piacenza, ma non si escludono ceppi secondari in Emilia e nel Piceno,
Schiavini è tipico del milanese e cremonese, dovrebbero entrambi
derivare da un origine slava della famiglia, in epoca antica la denominazione degli slavi era sclavus,
o anche dal nome Sclavus da quello derivato, divenuto poi Slavo in italiano moderno. |
| SCHIAVINATO
|
Schiavinato è tipicamente veneto, del trevisano, di Silea, Treviso,
Casale sul Sile, Zero Branco, Carbonera e Roncade, con presenze anche nel
vicino padovano e veneziano, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica
tipicamente veneta, dove il suffisso -ato
sta per il figlio di, riferito a capostipiti
il cui padre si fosse chiamato Schiavino
(vedi SCHIAVI). |
SCHIAVINO
SCHIAVO |
Schiavino ha un ceppo a Caivano nel napoletano ed uno a Catania, con un
ceppo, forse non secondario, nel torinese, Schiavo, abbastanza diffuso a macchia di leopardo in tutta Italia, con un ceppo importante
nel Veneto, nel Lazio, in Campania ed in Sicilia, dovrebbero derivare, direttamente o tramite un ipocoristico, dal
nome Sclavus
di cui abbiamo un esempio a Benevento nel 1121 in uno scritto
si legge: "...Hoc anno, Robertus
Sclavus obiit decimo die stante mensis Decembris,
et Rachisius abbas Sancti Modesti; ad cuius obitum Ioannes venerabilis
abbas monasterii Sanctae Sophiae cum quibusdam fratribus properavit. ...",
a Napoli in un editto del 1325 si legge: "...Nomina
vero et cognomina prefatorum infrascriptorum magistrorum Sicle prefate
ac affilatorum operariorum et ministrorum actu servientium in Sicla eadem
sunt hec vedelicet ... Guillelmus Novellus
dictus Sclavus,...". |
| SCHIAVOLIN
|
Schiavolin è specifico del padovano, di Ponte San Nicolò,
Padova, Legnaro e Camponogara, dovrebbe derivare da una forma ipocoristica
complessa derivata da un soprannome sclavus
(schiavo, ma anche slavo)
o più probabilmente dal termine schiavon
(illirico), forse motivato dall'origine
slava del capostipite, potrebbe anche derivare dal termine veneto schiavin
(tipo di panno per coperte di lana)
e potrebbe in questo caso alludere al fatto che il capostipite vendesse quel genere di articolo. |
| SCHIAVOLINI
|
Schiavolini è caratteristico di Perugia, dovrebbe trattarsi della
forma etnica riferita ad un capostipite proveniente dall'antica località
di Schiavola nella Val di Marecchia presso San Sepolcro nell'aretino. |
SCHIAVON
SCHIAVOI |
Schiavoi assolutamente rarissimo è vicentino, Schiavon è
assolutamente veneto e dotrebbe derivare dal toponimo Schiavon (VI), o
Schiavoi (PN). (vedi anche Schiavoni) |
SCHIAVONE
SCHIAVONI |
Schiavone è molto diffuso in quasi
tutto il centrosud, Schiavoni ha un nucleo importante tra Marche Umbria
Lazio, Abruzzo e Molise, con un ceppo nel tarentino, dovrebbe derivare
dal termine sclavoni termine che stava
ad indicare in centro Italia i croati, gli slavi e gli albanesi approdati
sulla costa adriatica, tracce di questa cognominizzazione in Abruzzo ed
in Puglia le troviamo fin dal 1400. |
SCHIEPATI
SCHIEPATTI
SCHIEPPATI
|
Schiepati e Schiepatti sono rarissimi e dovrebbe trattarsi di
errori di trascrizione del cognome Schieppati che è tipico di Milano
e del nord milanese, potrebbero derivare da un soprannome di oscura origine
dialettale. |
| SCHIERANO
|
Schierano è tipico di Torino, del torinese e dell'astigiano.
integrazioni fornite da Daniele
Zaia
Diffuso in provincia di Asti, nasce dal toponimo Schierano, piccolo
borgo oggi frazione del Comune di Passerano Marmorito (provincia di Asti). |
| SCHIEVANO
|
Schievano è tipicamente veneto di Padova, Cadoneghe e Vigonza nel
padovano, di Vicenza e di Vedelago nel trevisano, con un piccolo ceppo
a Latina, probabile frutto dell'emigrazione dell'emigrazione veneta nel
Lazio in occasione della bonifica Pontina, in qualche caso dovrebbe derivare
dal nome del paese di Ponte Schievano, una frazione di Lozzo Atestino nel
padovano, ma più comunemente deriva dal termine dialettale arcaico
schievan (selvatico),
forse a sottolineare una caratteristica comportamentale dei capostipiti. |
SCHIFANI
SCHIFANO |
Schifani, molto raro, è tipico del palermitano, Schifano, molto
più diffuso, è proprio della Sicilia occidentale, dovrebbero
derivare da una corruzione del nome Stefano, in alcuni casi derivano da
nomi di località come Schifanoia (TR). |
SCHIFI
SCHIFINI
SCHIFINO
SCHIFO |
Schifi è assolutamente rarissimo, quasi unico, Schifini ha un piccolo
ceppo nel cosentino a Cassano allo Ionio in particolare, Schifino, più
diffuso, è specifico del cosentino, di Morano Calabro, Castrovillari
e Spezzano Albanese, con un piccolo ceppo nel vicino paese lucano di Viggianello
nel potentino, Schifo è praticamente unico, dovrebbero derivare,
direttamente o attraverso forme ipocoristiche dal soprannomi originati
dal termine greco σκίφος
skiphos (vaso con impugnature con
decorazioni e disegni su base a vernice nera), forse ad indicare nei capostipiti degli artigiani dell'arte vasaia grecanica. |
SCHILIRO
SCHILIRO'
SCHILLIRO
SCHILLIRO'
SCHIRO'
SCHIROS |
Schiliro e Schilirò sono specifici del catanese di Bronte, Catania,
Maletto, Adrano e Paternò, Schilliro e Schillirò, assolutamente
rarissimi, sono anch'essi del catanese, Schirò è decisamente
del palermitano, Schiros, assolutamente rarissimo, è del catanese,
sono cognomi di origine greca e potrebbero gli ultimi due anche derivare
dal toponimo Skyros, un'isola delle Sporadi.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Il cognome Schirò è presente a Catania, Enna, Messina,
Siracusa e le sue varianti Schilirò, Schillirò a Catania
e Messina. Tutte derivano dall'aggettivo greco skliròs
= duro, che è anche un cognome
in Grecia. G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi nella Sicilia orientale,
Palermo, 1984, p.172 |
| SCHILLACI
|
Originario della Sicilia, dovrebbe
essere derivato dal toponimo , Squillace (CZ). |
SCHINAI
SCHINAIA
SCHINAIO |
Tutti e tre tipici del tarentino, Schinai è specifico di Lizzano,
Schinaia è specifico invece di Taranto, Schinaio è praticamente
unico, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine grecanico
skoinàs (cordaio)
e fare riferimento probabilmente al mestiere di produttore di corde e canapi
svolto dai capostipiti.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Schinai è cognome di Taranto, per Minervini 445 deriva dal cognome
base Schiena di ovvio significato. |
SCHINCA
SCHINCHI
SCHINCO |
Schinca è tipico del savonese, di Mallare e Quiliano, Schinchi,
quasi unico, sembrerebbe toscano, Schinco è tipicamente pugliese,
di Gravina in Puglia nel barese e di Foggia, potrebbero derivare da un
soprannome basato sul termine greco arcaico skenikòs
(scenico, lavorante teatrale, attore),
il ceppo meridionale potrebbe essere di origini balcaniche, tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo a Gravina nella seconda metà del 1400
con Pietro Schinco benefattore della fabbrica della locale cattedrale.
(vedi anche SCHINCAGLIA) |
| SCHINCAGLIA
|
Schincaglia ha un ceppo a Genova ed uno nel ferrarese, ad Ostellato, Ferrara
e Migliarino, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine dialettale
rovigoto schincaglie (carabattole,
fronzoli inutili), il ceppo genovese potrebbe avere una diversa
origine, da un soprannome legato ad un termine dialettale per balbuziente. |
SCHINELLA
SCHINELLI
SCHINELLO |
Schinella ha un ceppo a Meduno nel pordenonese ed uno ad Arena nel vibonese
in Calabria, Schinelli è lombardo con un ceppo nel mantovano a Castel
Goffredo ed uno nel pavese ad Albuzzano e Pavia, Schinello, assolutamente
rarissimo, sembrerebbe del reggino e del vibonese, potrebbero derivare
da forme ipocoristiche aferetiche di nomi come Francesco,
Meschino, o altri simili. |
SCHINI
SCHINO |
Schini, assolutamente rarissimo, è quasi sicuramente dovuto ad errori
di trascrizione del cognome Schino che sembra essere specifico di Bari
e del barese e che dovrebbe derivare dall'aferesi dell'ipocoristico del
nome Francesco, ma potrebbe anche derivare dal toponimo greco Skinos paese
appartenente alla prefettura di Corinto a 75 Km da Atene, secondo alcuni
potrebbe invece derivare dall'aferesi del soprannome Meschino, ricordiamo
l'uso di questo nome con il famoso Guerin Meschino, romanzo epico cavalleresco
del 1400.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Schino è cognome pugliese di origine soprannominale dal sostantivo
'schino' dal greco 'skhinos'
= lentisco. Minervini 445. |
| SCHININA'
|
Schininà, decisamente siciliano, tipico di Ragusa, potrebbe derivare
da un soprannome originato dal vocabolo greco skoinàs
(cordaio), probabile mestiere del capostipite,
o, anche se meno probabile, dal termine sempre greco schinos
(lentischio), forse ad indicarne una
folta presenza nel luogo d'abitazione della famiglia, ma non si può
escludere anche una possibile connessione con il toponimo greco Skinos
della prefettura di Corinto. |
| SCHINTU
|
Molto diffuso in tutta la Sardegna, ad Alghero (SS), Bosa (OR) ed Oristano
ed a Cagliari, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo
gallurese schinnitu (incrinato,
fessurato), secondo altri deriverebbe invece dall'aferesi di
un vocabolo sardo arcaico iskintu (discinto,
spogliato). |
| SCHIPA
|
Molto molto raro è tipico del Salento, di Lecce in particolare,
di origine albanese deriva dal termine schipateri (albanesi) e l'insediamento
dovrebbe risalire al 1462 anno delle spedizioni albanesi di Leone d'Albania
in soccorso del re di Napoli Ferdinando I°. |
| SCHIPANI
|
Tipico calabrese, delle province di Crotone e Catanzaro, ha un ceppo forse
autoctono anche a Castelpoto nel beneventano, dovrebbe derivare da una
forma italianizzata dell'etnico di Albania shqiptar
in albanese. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Crotone nel
1700 dove gli Schipani sono indicati tra i notabili della città. |
SCHIPELLITI
SCHIPILLITI |
Schipelliti è quasi unico, Schipilliti, molto molto raro, è
tipico di Palmi nel reggino e di Messina in Sicilia, dovrebbe derivare
dall'etnico del paese di Skypelos (o Skopelos) sull'isola omonima nell'arcipelago
delle Sporadi nel mar Egeo occidentale nella regione greca della Tessaglia,
ma è pure possibile che derivi da un soprannome originato dal vocabolo
greco skopelos
(scoglio corallino), forse perchè
la famiglia abitava in prossimità di una scogliera. |
| SCHIRA
|
Schira, cognome assolutamente rarissimo, concentrato in Lombardia, dovrebbe
essere di origini ungheresi, derivando dal cognome magiaro Schira, e risalire all'occupazione austroungarica della
regione lombarda. |
| SCHIRALDI
|
Schiraldi ha un ceppo a Trieste, uno a Napoli, ma il ceppo più consistente
è a Bitonto nel barese, con buone presenze nel resto del barese,
a Bari, Palo del Colle, Altamura, Gravina in Puglia, Noicattaro, Binetto
e Toritto, dovrebbe derivare dal nome medioevale longobardo Schiraldus,
a sua volta derivato dal nome germanico Skirwald,
composto dall'unione dei termini skira
(impresa) e waldan
(governo), con il senso di colui
che comanda sopra tutti. |
| SCHIRALLI
|
Schiralli è tipico del barese di Modugno, Bitetto e Bari, dovrebbe
derivare da un'alterazione del nome Schiraldus
(vedi SCHIRALDI), ma non si può escludere
che possa anche derivare da un soprannome originato dal termine greco σκληρός
(duro), probabilmente motivato dal
comportamento o dal carattere del capostipite. |
SCHIRATI
SCHIRATO
SCHIRATTI
SCHIRATTO |
Schirati è praticamente unico, ed è probabilmente dovuto
ad errori di trascrizione del cognome Schiratti che è tipico della
zona di Fagagna e Maiano (UD) vicino a San Daniele Del Friuli, Schirato
è tipico del vicentino e di Bassano del Grappa in particolare, Schiratto
è praticamente unico ed è probabilmente dovuto ad errori
di trascrizione del precedente, potrebbero derivare dal cognome germanico
del Palatinato Schirat
di cui abbiamo tracce illustri fin dal 1500 con il teologo Michael Schirat
presso l'Università di Heidelberg o, più probabilmente, da
una forma slava di una corruzione del nome Giorgio (Skirak). |
SCHIRINZI
SCHIRONE
SCHIRONI |
Schirinzi è tipicamente pugliese, del leccese in particolare, di
Castrignano del capo, Casarano, Monteroni di Lecce, Nardò, Galatina,
Matino, Galatone, Lecce, Racale, Parabita, Acquarica del Capo, Ugento,
Tuglie e Salve, di Oria e Brindisi nel brindisino, di Bari e di Taranto,
Schirone, anch'esso pugliese, ha un grosso ceppo a Bari, con buone presenze
a Taranto e Lizzano nel tarentino, a Brindisi, a Foggia ed a Modugno, Capurso
e Triggiano nel barese, Schironi è quasi unico, dovrebbero derivare
dall'italianizzazione di soprannomi basati sul termine albanese shkrij (fondere),
forse ad indicare il mestiere del capostipite. |
| SCHIRO
|
Schiro è tipicamente veneto, del vicentino e del padovano, con qualche
presenza nel palermitano, probabile alterazione del cognome Schirò
(vedi SCHILIRO), potrebbe derivare da un soprannome
dialettale basato sul termine veneziano arcaico schiro
(sorta di rete per uccellagione). |
| SCHIRRIPA
|
Specifico dell'area calabrese che comprende Gioiosa Ionica, Locri e Siderno
(RC), potrebbe, ma non è molto probabile, derivare da un soprannome
legato al vocabolo greco sgurós
(riccioluto, con i capelli a boccoli).
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
è un tipico cognome calabrese della costa ionica meridionale.
Per effetto del fenomeno migratorio dal Sud Italia, il cognome in questione
si è ampiamente diffuso in America e, rimanendo in ambito nazionale,
nel capoluogo lombardo, capitale economica italiana. Dal punto di vista
etimologico Schirripa dovrebbe derivare dal termine greco e neogreco di
tramite albanese (i)schyros, con il
significato di forte: in tal senso
il cognome dovrebbe derivare dalla cognominizzazione di un soprannome attribuito
al capostipite del ceppo (o ai capostipiti se si tratta di più ceppi
distinti seppure provenienti dalla stessa area) in relazione ad una sua
peculiarità fisica. |
SCHIRRA
SCHIRRU |
Schirra è caratteristico dell'oristanese, di Ghilarza, Norbello
ed Oristano, Schirru è diffuso in tutta la Sardegna, ma particolarmente concentrato al centrosud,
dovrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo sardo campidanese
schirru (fame
rabbiosa) o anche dal vocabolo schirriólu
(mingherlino). |
SCHITI
SCHITO |
Schiti è tipico del romano, di Palombara Sabina, Schito è
specifico del Salento, del leccese in particolare, di Racale, Copertino,
Otranto, San Cassiano, Uggiano la Chiesa, Taviano, Scorrano, Melissano
e tanti altri centri, dovrebbero derivare da soprannomi originati da nomi
di località caratterizzate dalla presenza di un aesculetum
(bosco di alte querce) che si è
prima mutato in eschieto e poi per
aferesi in schieto e quindi schito. |
SCHITTULLI
SCHITTULLO |
Schittulli, assolutamente rarissimo, parrebbe pugliese, Schittullo è
quasi unico, dovrebbero derivare da un ipocoristico del termine dialettale
schittu (schietto,
semplice, per estensione
povero), forse ad indicare una caratteristica comportamentale
del capostipite. |
| SCHIUMARINI
|
Schiumarini è romagnolo, di Forlì, Bagno di Romagna, Cesena
e Dovadola nel forlivese e cesenate, dovrebbe derivare da un soprannome
dialettale basato sul termine dialettale romagnolo arcaico sciumari
(seccume), dove la sc-
iniziale viene letta come si legge in scorza, probabilmente ad identificare
un contadino esperto nell'arte della potatura e della coltivazione delle
piante. |
| SCHIVARDI
|
Specifico del bresciano, potrebbe derivare dal nome di origine sassone
Siwardus di cui si hanno tracce ad esempio in uno scritto del 1200: "...quidam
Siwardi studiosiores,
quo sinceriorem absenti fidem gererent...".
integrazioni fornite da Giacomo
Ganza / Villa di Tirano (SO)
E' un cognome tipico della provincia di Brescia. Oggi è concentrato
oltre che a Brescia città a Palazzolo sull'Oglio, Pontoglio, Pontevico
e Mazzano, è però presente in maniera sporadica in almeno
una ventina ventina di altri paesi e nel milanese. Sarebbe originario di
Palazzolo sull'Oglio, dove già compare nel 1700, o comunque della
bassa bresciana tra i fiumi Oglio e Chiese. Da non dimenticare il ramo
Camuno -Valtellinese dell'Aprica (SO) fiorente fino alla metà del
1800, oggi quasi estinto in linea maschile, perché divisosi tra
Villa di Tirano (SO) e Corteno Golgi (BS) e EdoloO (BS). Alcuni protagonisti
della vita Bresciana portano questo nome Tra gli altri un celebre
medico del 1800, Antonio Schivardi e la Medaglia d'oro della Resistenza
Antonio Schivardi (1910/1944). |
SCHIVAZAPPA
SCHIVAZZAPPA |
Schivazappa è specifico di Parma e del parmense, così come
il rarissimo Schivazzappa, dovrebbroe derivare da un soprannome con il
significato di fannullone, attribuito probabilmente a dei capostipiti ritenuti
degli scansafatiche, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nella
seconda metà del 1500, in un atto del 1589 a Rovereto nel trentino:
"...pro beneficio castri et oppidi Roveredi, ac publico
ornamento: volentes dicti homines et Commune, ut par est, suae serenissimae
celsitudinis eorum clementissimi domini et principis obedire mandatis,
more solito, et in loco solito citata, et congregata eorum Regula, in qua
aderant infrascripti, videlicet: Dominicus quondam Christophori a Fonte
massarius Communis Norillii. Michael quondam Dominici Petri nigri. Vincentius
quondam Matthaei a Busco. Christanus quondam Ioannis
Schivazappa....". |
| SCHIVO
|
Ha un ceppo ad Alassio nel savonese, uno a Gallio (VI) e nella zona di
Este, Monselice ed Arquà Petrarca (PD), il ceppo veneto potrebbe
derivare dal toponimo Schio. |
SCHMIDT
SCHMIT
SCHMITT |
Schmidt è abbastanza diffuso in tutto il centronord, Schmit è estremamente raro, Schmitt un poco meno raro, si tratta
di forme alterate del primo, derivano tutti dal cognome tedesco Schmidt, il secondo come diffusione in Germania, che a sua volta
deriva dal mestiere di fabbro probabilmente svolto dal capostipite. |
SCHNAIDER
SCHNEIDER |
Schnaider è quasi unico, Schneider è abbastanza diffuso in
tutto il centronord, in particolare a Roma, Milano, nell'udinese ed in
Alto Adige, derivano dal cognome tedesco Schneider (che si pronuncia Schnaider),
il terzo come diffusione in Germania, che a sua volta deriva dal mestiere
di sarto probabilmente svolto dal capostipite. |
SCHULZ
SCHULZE |
Schulz, molto molto raro, è tipico del Trentino ed alto Veneto,
Schulze, ancora più raro, è delle stesse zone, derivano dal
cognome germanico omonimo che a sua volta dovrebbe derivare dal mestiere
di messo comunale svolto dal capostipite.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Cognome tedesco di mestiere che dovrebbe significare 'calzolaio'.
Per un altro repertorio cognominale tedesco sarebbe invece una forma breve
di Schultheiß, proveniente dall'espressione
"eine Schuld heißen" che significa
incolpare. I cognomi Schulz / Scholze/
Schultheiß designerebbero quindi un 'giudice'. |
| SCHWEIGER
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Cognome di origine tedesca pochissimo presente in Italia, soprattutto nel
Veneto, deriva da un soprannome derivato dal vocabolo tedesco schweiger
(silenzioso, che tiene la bocca chiusa). |
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