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SCARABELLA
SCARABELLI
SCARABELLO
SCARAMEL
SCARAMELLA
SCARAMELLI
SCARAMELLO
SGARAMELLA
SGARAMELLI
Scarabella è unico, Scarabelli sembra avere due ceppi, uno tra milanese e pavese ed uno tra bolognese e modenese, Scarabello è tipico del padovano, Scaramella, diffuso a macchia di leopardo, ha ceppi nel sondriese e nel bresciano, nel romano, aquilano e latinense e nel napoletano e salernitano, Scaramel, quasi unico, è veneto, Scaramelli ha un ceppo nel modenese a Modena e Maranello, a Ferrara ed a Crevalcore nel bolognese, ed un ceppo toscano nel pisano a Cascina e Pisa ed a Firenze, Scaramello, praticamente unico, sembrerebbe dovuto ad errori di trascrizione, Sgaramella è tipico di Andria nel barese e di Bari e Bitonto con piccoli ceppi anche a Cerignola nel Foggiano ed a Modugno, Triggiano e Barletta sempre nel barese, ha inoltre un grosso ceppo a Roma, Sgaramelli è praticamente unico, dovrebbero derivare dal nome medioevale Scaramellus o Scarabellus, di cui si hanno ad esempio tracce nel XII° secolo, nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale, in un atto del 1150, si legge: ".Ego Scarabellus, notarius sacri palatii, scripsi, post traditam conplevi et dedi .", ed in un Ecloga di Teofilo Folengo (1491 - 1544) si legge: "...Mi, mi Scaramella, socorsum fer, quaeso: cernis quantum male tractor ab ipso...", questi nomi dovrebbero a loro volta derivare dal termine arcaico scaramella (rissa, piccola battaglia). Tracce di queste cognominizzazioni si hanno ad esempio nelle carte veneziane del 1500: "Quum is dom Zacharias Scaramellus, Leonardi frater, qui proxime fuit apud majestatem regiam et dominationes vestras magnificas, esset hinc discessurus, profectione sua omnino ad majestatem regiam, dominum nostrum clementissimum, instituta, ab eodem pro reliqua parte impensarum nostrarum anni hujus, nostrae legationis quarti, a mense Junii 1556 ad 1557 accepimus 2000 aureorum, nos videlicet duo, Verancius et Zay....", il cognome Scaramenlla rientra tra i cognomi ebraici.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Scarabello: si tratta del cognome padovano e veronese Garavello con S prostetica e G = C. Deriva dal termine dialettale veneto 'caravèlo' = specie di granchio. Olivieri 213.
Scaramelli è comune nell'area veneta, dove troviamo anche Scaramèl, il cognome è d'origine soprannominale, e deriva dal medievale 'calamellus' = zampognaro. F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.
SCARABEO Scarabeo è un cognome specifico di Venafro nell'iserniese, dovrebbe derivare dal nome medioevale Scarabeo, forse portato dal capostipite, nome che dai culti orientali romani, che consideravano lo scarabeo come fonte di vita, era stato trasferito come attributo sulla figura di Gesù, anch'essa fonte della vita eterna.
SCARABICCHI
SCARABOCCHI
SCARABOCCHIO
Scarabicchi ha un ceppo toscano a Cortona nell'aretino ed a Pistoia, ed uno nel perugino a Città di Castello, Castiglione del Lago e Monte Santa Maria Tiberina, Scarabocchi e Scarabocchio sono praticamente unici, dovrebbero derivare da soprannomi con il significato di persona malfatta, normalmente di bassa statura.
SCARABINO Scarabino, molto raro, è tipico di Andria nel barese e del foggiano, dovrebbe derivare dall'italianizzazione del nome turco Shaalabbim o da un ipocoristico del nome sempre turco Sherebiah, ma è pure possibile derivi da un soprannome originato dal vocabolo arabo sciarrab (ubriacone).
SCARAFAGGI
SCARAVAGGI
Scarafaggi è praticamente unico, Scaravaggi è tipicamente lombardo del cremonese in particolare, di Pizzighettone, San Bassano e Crema, entrambi derivano dal nome dello scarafaggio, insetto anticamente molto quotato, di quest'uso abbiamo un esempio ne Le imagini dei Dei de gli Antichi di Vincenzo Cartari: "...Dello Scaravagio si legge appresso di Eusebio, che quelli di Egitto ne facevano un gran conto, e lo riverivano molto, credendolo essere la vera, e viva imagine del Sole, perche gli Scaravagi tutti, come scrive Eliano, e riferisce anco Suida, sono maschi, e non hanno femine fra loro. Onde era comandato quivi à gli huomini di guerra, che gli portassero in mano del continuo scolpiti ne gli anelli, per mostrare che à questi bisognava havere animo del tutto virile, e non punto effeminato. ...".
SCARAFIA Scarafia sembrerebbe piemontese, del torinese in particolare, di Torino, Villafranca Piemonte, Pinerolo e Vigone, con un piccolo ceppo anche ad Arezzo, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine medioevale germanico a.a.t. scarfia, che significa guscio, buccia, pelle, forse a caratterizzare un aspetto fisico del capostipite. (vedi anche SCARAFIOTTI)
SCARAFILE Scarafile è un cognome tipicamente pugliese, particolarmente concentrato a cisternino nel brindisino, presente in  misura significativa nella stessa provincia a Latiano, Fasano, Francavilla Fontana, San Vito dei Normanni e Mesagne, con un ceppo anche a Manduria nel tarantino ed a Bari.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Sono riuscito  prendere contatto con il Prof. Scarafile di Cisternino (BR), città pugliese dove il sopraddetto cognome ha il maggior numero di attestazioni. Il professore, che ringrazio vivamente, mi ha detto che si tratta di un cognome greco composto dalla voce escara = focolare + filos = amico. Significherebbe quindi qualcosa come amico del focolare domestico.
SCARAFIOCCA Scarafiocca è specifico di Montegranaro nel Piceno, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale non meglio identificato, si può anche prendere in considerazione l'ipotesi che il cognome derivi da una forma dialettale dell'etnico di Scarfos, toponimo dell'isola di Cipro.
SCARAFIOTTI Scarafiotti è tipico del Piemonte, di Torino e del torinese, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale piemontese, che tragga origine dal vocabolo tedesco arcaico schrafen (grattare, razzolare, ma anche arraffare), secondo un'altra ipotesi il termine dialettale scarafiott vorrebbe dire boccale, con un senso quindi completamente diverso e forse legato alle abitudini del capostipite o al suo mestiere.
SCARAFONE
SCARAFONI
SCARRAFONI
Scarafone, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del teramano, molto molto raro, Scarafoni, sembra avere un ceppo nel sondriese, uno nell'anconetano, dove è presente anche Scarrafoni, probabile errore di trascrizione, ed uno in provincia di Roma, un'ipotesi, improbabile, li fa derivare da una modificazione dell'aferesi dell'etnico pescarese.".
SCARAMOZZA
SCARAMOZZI
SCARAMOZZINO
SCARAMUCCIA
SCARAMUZZA
SCARAMUZZI
SCARAMUZZINI
SCARAMUZZINO
SCARAMUZZO
Scaramozza, molto raro, è presente nell'avellinese, salernitano e potentino, Scaramozzi, quasi unico sembrerebbe pugliese, Scaramozzino è specifico del reggino, di San Lorenzo, Melito di Porto Salvo e Montebello Ionico, Scaramuccia ha un ceppo nello spezzino, uno nel ternano ed uno nel cagliaritano, Scaramuzza è molto diffuso a Venezia e nel veneziano, e nel goriziano a Grado, con un piccolo ceppo nel crotonese, soprattutto ad Isola Capo Rizzuto, ed a Roma, Scaramuzzi, ha un piccolo ceppo a Biella, ma il ceppo principale è in Puglia, a Bari, Santeramo in Colle e Modugno nel barese ed a San Giovanni Rotondo nel foggiano, Scaramuzzini, molto raro, è tipico di Napoli, Scaramuzzino, tipicamente calabrese, di Lamezia Terme nel catanzarese, di Montebello Ionico nel reggino e di Crotone e Scandale nel crotonese, ha un ceppo anche a taranto ed uno a San Remo nel savonese, Scaramuzzo ha un ceppo nel cosentino, soprattutto ad Acri, con un piccolo ceppo anche a Lavello nel potentino, a Napoli ed in Puglia.  Tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale Scaramuccia, che Tiberio Fiorilli, attore teatrale italiano della commedia dell'arte nato a Napoli nel 1608, trasformò nel francese Scaramouche, nome da lui attribuito ad una maschera degli inizi del 1600, che rappresenta un Capitano donnaiolo e smargiasso, che facilmente potè avere un folto gruppo di estimatori, tanto da far si che molti venissero portati ad attribuire al proprio figlio nomi riitalianizzati in Scaramozza, Scaramuzza ecc., anche se il nome Scaramuzza veniva già utilizzato almeno un secolo prima, come dimostra il vescovo comasco Scaramuzza Trivulzio degli inizi del 1500.
integrazioni fornite da Aldo Piglia - Milano
Tiberio Fiorilli (Napoli 9 novembre 1608 - Parigi 7 dicembre 1694), figlio di un capitano di cavalleria, attore teatrale italiano della commedia dell'arte, direttore della Commédie-Italienne del teatro dell'Hôtel de Bourgogne di Parigi e grande amico di Molière, è stato il creatore della maschera Scaramouche (da Scaramuccia).  Questa maschera, interpretata dallo stesso Fiorilli, di capitano fanfarone e vanaglorioso, vestiva di nero secondo l'uniforme degli spagnoli di stanza a Napoli. Quindi, come dimostrato anche dalle attestazioni del nome Scaramuccia/Scaramuzza che risalgono al XIV secolo. Attestazioni del nome Scaramuccia si trovano con: Giorgio Aicardi Visconti, figlio di Domenico (seguace dei Visconti), nato nel XIV° secolo, abile condottiero, fu detto lo Scaramuccia; il figlio di suo fratello Alessandro, Scaramuzza, ereditò la condotta del padre e nel 1482 partecipò all'attacco alle fortezze di Pier Maria Rossi nel Parmense, dove fu fatto prigioniero. Scaramuzza Trivulzio, milanese, è stato vescovo di Como dal 1508 al 1518, nominato cardinale nel 1517, vescovo di Piacenza dal 1519 al 1525, morto a Roma nel 1527; un altro Scaramuzza Trivulzio, patrizio milanese, è morto nel 1554.<
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Scaramuzza è cognome del Nord, specialmente del Trentino e del Veneto. È un soprannome dato a un guerriero generoso: Scaramuccia nel senso di un breve e non decisivo combattimento. Tale soprannome viene dal tedesco 'Scharmützel' di etimologia incerta./font>
SCARANI
SCARANO
Scarani sembrerebbe del bolognese e del milanese, Scarano è diffuso nel Molise, Campania e Puglia, un'ipotesi, abbastanza improbabile, sulla derivazione di questi cognomi è che le forme meridionali derivino da un vocabolo greco skarios (riparo, approdo, per barche). Tracce di questo cognome si trovano a Grumo Nevano (NA), dove in uno scritto del 1271 si può leggere: "...Ioannes de Christi, in casali Grumi;', 'Martinus Scaranus, Cesarius Scaranus, Ligorius Scaranus, Ioannes Scaranus, alius Ioannes Scaranus, alius Martinus Scaranus, in villa Grumi;..."; a Capua (CE) nel 1527 Cola Scarano venne eletto governatore della città.
integrazione e ipotesi fornite da Matteo Scarano
Scarano è un cognome che si trova a Bari ma anche nel Salento, a Napoli ma anche in Calabria e in Sicilia. Deriva dall'antico italiano scarano che sta per scherano, come dire uomo un po' brigante, un po' bandito. Un soprannome d'altri tempi trasformatosi poi in cognome E' probabile pure che qualche avo fosse davvero un piccolo brigante.
SCARANTINO Scarantino è tipicamente siciliano, in particolare di Caltanissetta e San Cataldo nel nisseno, e di Palermo, dovrebbe trattarsi di una forma etnica derivata dalla località Scarante di Piazza Armerina nell'ennese.
SCARATI Scarati è tipico del tarantino, di Laterza, Ginosa e Castellaneta, dovrebbe trattarsi dell'italianizzazione del cognome sia ungherese che slavo Skarat.
SCARATTI
SCARAZZINI
Scaratti è specificatamente lombardo, di Brescia, Cremona e del bresciano, Scarazzini, molto molto raro, parrebbe avere un ceppo nel parmense zona di Valmozzola, uno nell'alessandrino ed uno nel milanese, con un ceppo quasi sicuramente secondario nel trentino, potrebbero derivare da forme ipocoristiche di nomi come il cognomen latino Scarus o dell'aferesi  del nome medioevale Anscarius, originato dal nome germanico francone Anskar (la lancia divina) (vedi ASCARI), ma è pure possibile una derivazione da un soprannome originato dal vocabolo dialettale settentrionale scarà (strillare) o scaràss (strepito).
integrazioni fornite da Giovanni Scarazzini
gli Scarazzini vengono tutti dal Trentino, e più precisamente dal comune di Darè. Il ceppo parmense di Valmozzzola è di  mio bisnonno emigrato da Darè a Valmozzzola a fine '800, ho contatti sia con il ceppo alessandrino sia con quelli di Rho nel milanese e tuttti mi confermano di  originare da Darè fin dal 1550. Si ipotizza fossero nobili decaduti provenienti dalla val di Fassa.  Etimologicamente il cognome deriva dall'antico termine gotico scario, che definiva in epoca medioevale una particolare carica militare. I capi della magnifica comunità della val di Fiemme si chiamavano scari, e scario il singolo capo. Alcuni Scarazzini di Darè erano capitani dell'esercito austro-ungarico che difese l'Ungheria dall'invasione dei turchi. Un Gianantonio Scarazzini fu fatto nobile nel 1602 da Rodolfo II° (DA C.GNESOTTI-MEMORIE DELLE GIUDICARIE;altri nomi di Scarazzini fatti nobili per lo stesso motivo sono riferiti dal Mariani nel suo Trento con il sacro concilio.
SCARAVALLE
SCARAVILLA
SCARAVILLI
Tutti decisamente siciliani, Scaravalle sembrerebbe essere unico, Scaravilla ha qualche presenza nel catanese e nell'ennese, Scaravilli, l'unico con presenze significative, ha un ceppo nel messinese, a Cesarò, San Marco d'Alunzio e Torrenova, nel catanese a Catania e Misterbianco, e nell'ennese ad Agira, Scaravillo sembrerebbe del messinese, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi attribuiti ai capostipiti, la cui radice dovrebbe essere stata una forma alterata del termine dialettale siciliano scaravàgliu o scaravìgliu (scarafaggio).
SCARAVETTI
SCARAVETTO
Scaravetti è molto raro, Scaravetto lo è ancora di più, sono tipici dell'udinese, dovrebbero derivare dal cognome istriano Scaravich, a sua volta derivato dal cognomen latino Scarus, ricordiamo Marcus Aemilius Scarus governatore romano della Siria nel primo secolo avanti Cristo: ".sed ex omnibus maxume Marcus Aemilius Scarus, homo nobilis, impiger, factiosus, avidus potentiae, honoris, divitiarum, ceterum vitia sua callide acdultans.".
integrazione e ipotesi fornite da Marino Scaravetti
I cognomi Scaravetti-Scaravetto ed in versione più autentica , perchè in lingua friulana, Scaravet e Scharavet sono originari dell'area orientale del Friuli e più precisamente del Comune di Premariacco.Si ritrovano anche a Cividale e comuni limitrofi. Dalle ricerche fatte risulta che miei antenati hanno portato, in periodi diversi, tutte quattro le versioni. Il cognome è di origine Longobarda poichè in questa lingua Skara è una squadra organizzata e Waita  significa in guardia. Ancora oggi da questo termine deriva la esclamazione friulana in uaite che significa in guardia.  Schiriwaita  è il termine di origine; si riferisce alla attività svolta.  Cioè guardie notturne delle porte della città. Presso l'Archivio di Stato di Udine esiste un documento molto interessante della città di Cividale e chiamato Schiriwaite riportante l'elenco delle guardie stipendiate dalla comunità per il servizio notturno alle porte. Le persone che portano questi cognomi, che sono poche centinaia, hanno tutti la stessa origine. Dal Friuli Orientale si sono sparsi in altri comuni della Regione ed all'estero, in particolare in Francia.
SCARCELLA
SCARCELLI
Scarcella è presente a macchia di leopardo in tutt'Italia ha ceppi a Genova ed in Puglia, un nucleo importante nel messinese e reggino e nel cosentino che potrebbero derivare dai toponimi Scarcelli (ME) e (CS) da cui deriverebbe anche il ceppo di San Giovanni In Fiore (CS) di Scarcelli, mentre il ceppo di Andria (BA) del cognome Scarcelli, come gli altri, probabilmente deriva da soprannomi originati dal vocabolo scarsella (borsa di denaro).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Scarcella solo per il Salento, Rohlfs 170 suggerisce la derivazione dal dialetto salentino 'scarcedda' (< scarcella) = grancevola, una sorta di crostaceo di mare.
SCARCI
SCARCIA
Scarci, decisamente pugliese, è specifico di Taranto, Scarcia, tipicamente pugliese, con ceppi a Massafra, Taranto, Martina Franca, Lizzano e Palagiano nel tarantino, a Specchia ed Ugento nel leccese, ed a Bari ed Altamura nel barese, ha anche un piccolo ceppo a Trieste ed a L'Aquila ed uno ancora più piccolo nel vibonese, dovrebbe trattarsi dell'italianizzazione dei cognomi slavi Skarcic, Skrgic o Skracic.
SCARDA
SCARDELLA
SCARDIGNO
SCARDINA
SCARDINI
SCARDINO
Scarda, estremamente raro, ha un piccolo ceppo napoletano ed uno pugliese, Scardella è tipicamente laziale, di Torre Cajetani, Guarcino ed Alatri nel frusinate e di Roma e Frascati nel romano, Scardigno ha un piccolo ceppo laziale, ma il nucleo è tra foggiano e barese, in particolare a Molfetta, Ruvo di Puglia, Bari, Barletta e Bisceglie nel barese  ed a Cerignola nel foggiano, Scardina è siciliano, del palermitano e trapanese, con un ceppo anche nel catanese, Scardini è tipicamente romano, con un piccolo ceppo anche in Puglia, Scardino è molto diffuso in tutto il centrosud, dovrebbero tutti derivare direttamente o tramite ipocoristici o modificazioni da soprannomi, poi divenuti nomi dei capostipiti, originati dal termine dialettale del centrosud scarda (scheggia di pietra, di ferro o legno, un poco, un pezzettino, scusa), che potrebbe in qualche modo derivare dal gotico scarda (piccola lesione, graffio), ma che molto più probabilmente deriva dal vocabolo francese escharde (scheggia), forse a caratterizzare la corporatura minuta del capostipite. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio nella seconda metà del 1600 a Gangi nel palermitano, dove un certo Antonio Scardino proveniente da Nicosia nell'ennese, lavorava alle dipendenze del sacerdote Centineo, come si evince da un atto (questa notizia è stata tratta da CONTRATTI AGRARI DELL'UNIVERSITA' DI GANGI IN ETA' MODERNA di Mario Siragusa).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Scarda è un cognome pugliese dalla voce 'scarda' di etimo incerto e viva nel Sud d'Italia nel senso di 'baccello'. Minervini 443.
SCARDACCIONE
SCARDASSONE
Scardaccione ha un piccolo ceppo a Napoli ed uno più consistente a Sant'Arcangelo nel potentino, Scardassone, quasi unico, è campano, dovrebbero derivare da soprannomi basati sul mestiere di cardatore di lana probabilmente svolto dai capostipiti.
SCARDAMAGLIA
SCARDAMAGLIO
Scardamaglia ha un nucleo a Roma, un piccolo ceppo ad Ercolano (NA) dove è presente significativamente la forma Scardamaglio, mentre il ceppo più importante è a Lamezia Terme (CZ), dovrebbero derivare da soprannomi originati o dal mestiere di scardassatore (colui che usa lo scardasso per raffinare la lana) o anche in senso lato uno che sparla alle spalle della gente.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Scardamaglia, presente a bassissima frequenza dal nord al sud del paese, ha un nucleo principale nel catanzarese e uno secondario nel napoletano, Scardamaglio, molto raro, sembra essere originario di Ercolano (NA), entrambi questi cognomi derivano dal termine scardamaglia o scardamaglio (altrimenti detto cardalana), col significato di scardassatore, cardatore, colui cioè che si occupa della cardatura della lana o di altre fibre tessili. Si tratta, dunque, delle cognominizzazioni dei nomi di mestiere attribuiti ai capostipiti.
SCARDELLATO Tipico di Treviso e del trevigiano.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Tipico per lo più del trevigiano, Scardellato deriva dall'ipocoristico vezzeggiativo del nome Scardo, variante prostetica del nome medievale Cardo (tramite l'aggiunta della -s iniziale, fenomeno piuttosto frequente nella lingua italiana): si tratta, in effetti, di un vecchio personale d'origine germanica, che, nato dall'aferesi di nomi quali Accardo, Riccardo, Viscardo, etc., ha dato origine a diversi nomi (ormai caduti in disuso, ma un tempo abbastanza diffusi) come Carduccio, Cardone, Cardillo, Scardino, Scardella, etc.; il suffisso -ato, invece, si spiega nel più ampio contesto dei cognomi veneti o comunque nord orientali, dove assume valore patronimico o matronimico e significa, dunque, figlio di Scardello o di Scardella.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Scardellato - Secondo D. Olivieri, Cognomi della Venezia Euganea, p. 217, questo cognome trevigiano viene dall'italiano 'scardova/scardola' che designa il 'cyprinus scardula', un pesce d'acqua dolce dell'ordine dei ciprinidi.
SCARDOVA
SCARDOVI
Scardova, molto molto raro, è della zona tra mantovano e modenese, Scardovi è tipico dell'area tra bolognese e ravennate, di Imola nel bolognese e di Lugo, Russi, Alfonsine, Faenza, Ravenna e Castel Bolognese, dovrebbero derivare da un soprannome dialettale originato dal termine scardova (scardola, un pesce d'acqua dolce molto comune), soprannome che può sia riferirsi all'attività di pescatore di fiume svolta dal capostipite, sia indicare una scarsa considerazione verso colui cui il soprannome era destinato.
SCARENZI
SCARENZIO
Scarenzi, assolutamente rarissimo è milanese, Scarenzio è un cognome rarissimo, tipicamente lombardo, entrambi questi cognomi dovrebbero derivare dal termine arcaico scario, cioè colui che era incaricato di raccogliere le gabelle per il monastero di S.Ambrogio di Milano.
SCARFI
SCARFI'
SCARFO
SCARFO'
Scarfi e Scarfì sono abbastanza rari e tipici del messinese con un ceppo forse secondario nel siracusano, Scarfo è molto più raro ed è tipico della Calabria meridionale, Scarfò è il più diffuso ed è specifico del reggino, potrebbero derivare dal toponimo cipriota Scarfos, un villaggio molto antico.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Scarfì è cognome siciliano e calabrese, dovrebbe derivare dal grico del Salento 'skarfì' = fuscello. Rohlfs 170.
SCARFIA Scarfia, molto raro, è tipicamente siciliano, di Caltanissetta e di San Michele di Ganzaria e Caltagirone nel catanese, dovrebbe derivare da un soprannome grecanico basato sul nome della città di Σχαρφη Skarphe (Scarfea) nella locride orientale in Grecia, probabilmente il paese d'origine del capostipite.
SCARIATI Rarissimo sembrerebbe originario della Campania, potrebbe derivare dal toponimo Scario nel salernitano.
SCARIMBOLA
SCARIMBOLI
SCARIMBOLO
Scarimbola, praticamente unico, parrebbe del barese, Scarimboli, assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo a Foggia, Scarimbolo è tipicamente pugliese del barese, di Ruvo di Puglia, Bari, Mola di Bari ed Altamura, e di Brindisi, dovrebbero derivare da soprannomi originati da un ipocoristico latino del  termine greco skarios (riparo, approdo, per barche), probabilmente ad indicare che i capostipiti avessero un'attività di costruzione o riparazione di barche o che facessero i pescatori.
SCARINGELLA
SCARINGELLI
SCARINGELLO
SCARINGI
SCARINGIO
Scaringella è specifico del barese, di Corato soprattutto e di Andria, con piccoli ceppi anche a Canosa di Puglia, Trani e Bari, Scaringelli e Scaringello sono quasi unici o comunque assolutamente rarissimi, dovrebbe trattarsi di errori di trascrizione del precedente, Scaringi è specifico di Trani, con un ceppo anche nel potentino a Muro Lucano e Bella, Scaringio, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, dovrebbe trattarsi di cognomi di origine albanese e derivare, direttamente o tramite modificazioni ipocoristiche dialettali, dal termine albanese shkarje (frana), forse perchè i capostipiti provenivano da zone franose, ma è pure possibile una connessione con il termine greco skarios (riparo, approdo, per barche).
SCARIONI Tipico del sudmilanese e lodigiano, potrebbe derivare dal toponimo Scaria (CO), ma potrebbe anche derivare dal termine milanese scarion (pruno, frutice spinoso), anche se la cosa più probabile è che invece derivi dal termine longobardo scarione (capo delle guardie ed anche ufficiale giudiziario), probabile attività del capostipite.
SCARIOT Molto raro è specifico di Feltre (BL), dovrebbe derivare dal nome medioevale Scarioto di cui abbiamo un esempio in un atto di compravendita del 1512 dove si legge di un tal Scarioto de Parma, ma è pure possibile che derivi da soprannomi come si può evincere da un atto del 1631 a Grosio (SO) che cita tra i consiglieri della comunità di Grosio "...Martino Sala detto Scariot...".
SCARLASETTA Scarlasetta, quasi unico, sembrerebbe specifico dell'area genovese, dovrebbe derivare da un soprannome, forse originato dal termine dialettale arcaico scaro (piccolo porticciolo).
SCARLATA
SCARLATO
SCARLATTI
SCARLATTO
Scarlata è tipico siciliano, Scarlato ha un nucleo nel cosentino ed uno nel foggiano, Scarlatti oltre al ceppo toscano sembra averne anche uno marchigiano e forse uno lombardo, Scarlatto rarissimo è abruzzese, dovrebbero derivare da soprannomi legati al vocabolo scarlatto (rosso), tracce di questa cognominizzazione la troviamo a San Miniato (PI) con Niccolò Scarlatti di Tommaso vicario del Valdarno Inferiore.  Personaggi famosi sono stati il celebre compositore palermitano Alessandro Scarlatti (1660-1725) e suo figlio Domenico.
SCARMONCIN Scarmoncin, assolutamente rarissimo, decisamente veneto, dovrebbe derivare da un soprannome basato su di una forma ipocoristica dialettale del termine veneziano arcaico scarmo (magro, asciutto, longilineo), probabile caratteristica fisica del capostipite.
SCARONE Molto raro è specifico del territorio di Quiliano (SV), dovrebbe derivare dal toponimo Scaro, antica località della podesteria di Moneglia o dal termine dialettale arcaico scaro (piccolo porticciolo).
SCARONI Specifico del bresciano, potrebbe derivare da un nome di località come l'alpe Scarone.
SCARPA
SCARPETTA
SCARPETTI
SCARPI
SCARPIS
SCARPITTA
Scarpa è assolutamente panitaliano, Scarpetta ha un ceppo marchigiano, uno nel frusinate, uno tra barese e tarentino ed uno tra napoletano e salernitano, Scarpetti ha un ceppo nel pesarese, uno nel Piceno ed uno a Roma, Scarpi ha un ceppo veneto a Cavallino-Treporti (VE), Venezia e Verona con un ceppo secondario a Ravenna ed a Forlì, ed un ceppo toscano a Firenze, Sesto Fiorentino, Arezzo e Siena, Scarpis ha un ceppo nel trevisano a Colle Umberto in particolare, Scarpitta oltre al ceppo siciliano a Palermo e nel palermitano e nel trapanese a marsala, Petrosino e Trapani, e Sciacca nell'agrigentino, presenta anche un ceppo nel salernitano, a Santa Marina, Sapri e Camerota, dovrebbero tutti derivare da soprannomi, anche dialettali, originati probabilmente dal mestiere di calzolaio, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nell'Archivio di Stato dei Notai della Republica Venetadove ad esempio dall'anno 1419 al1435 risulta operare tale Notaro Cristoforo De Scarpis, e agli inizi del 1600 Gerolamo Scarpa fu Matteo è Notaio dei giudici delle strade e incanti di Bergamo (Ogni anno, a dicembre, il consiglio maggiore della città di Bergamo a scrutinio segreto nominava due cittadini ultratrentenni, uno dei due appartenente al collegio dei giuristi, Giudici delle strade ed incanti.
SCARPARI
SCARPARO
Scarpari è tipico dell'area che comprende il bresciano specialmente a Botticino, il mantovano a Roncoferraro, il trentino a Storo ed il Veneto centroccidentale, in particolare a Verona e Vicenza, Scarparo ha un ceppo a Padova e nel padovano a Monselice, Conselve, Anguillara Veneta ed Este ed uno napoletano, questi cognomi dovrebbero derivare dal fatto che il capostipite di mestiere costruisse o riparasse scarpe.
SCARPATI
SCARPATO
Entrambi tipicamente campani, Scarpati ha un grosso ceppo a Napoli e nel napoletano, a Torre del Greco, Portici, Sant'Agnello, Ercolano, Sorrento, Piano di Sorrento, Afragola, San Giorgio a Cremano, Meta e Cercola, e nel salernitano a Scafati e Centola, Scarpato ha un grosso ceppo a Napoli, Volla, Sorrento, Cercola, Sant'Anastasia, Castellammare di Stabia, San Sebastiano al Vesuvio, San Giorgio a Cremano, Massa di Somma, Pollena Trocchia e Giugliano in Campania nel napoletano, ed uno quasi altrettanto grosso ad Angri e Scafati nel salernitano, potrebbero derivare da un soprannome originato da una caratteristica del luogo di provenienza dei capostipiti, probabilmente prossimi ad una scarpata o zona scoscesa, una seconda ipostesi propone una derivazione dal mestiere di scarpaio o ciabattino.
SCARPELLA
SCARPELLI
SCARPELLINI
SCARPELLO
Scarpella molto raro è del bresciano, Scarpelli oltre al nucleo principale in Toscana, sembra avere un ceppo nel sudmilanese e cremonese, nel barese ed uno nel cosentino, Scarpellini ha un ceppo bergamasco, uno forlivese ed uno pisano, Scarpello tipico meridionale, potrebbe avere oltre al ceppo principale in Sicilia, anche uno in Calabria ed uno in Puglia, potrebbero derivare da soprannomi dialettali originati dal mestiere di scalpellino, come vediamo ad esempio nel 1400 nel bergamasco con Giovanni detto Scarpelli de Leveratis, di Gromo (BG) citato in un atto scritto in Gromo il 17 marzo 1467, uso forse già presente nel 1100 quando in un atto, tratto dal Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale, scritto in Cavenago nel 1154 si legge: "...Dei gratia Laudensem episcopum, presente Nuvelo, clerico Laudensis ecclesie, et presbitero Alberto de Cavenago et Scarpello et Lanfranco de Trexeno vicedomno et consentientibus ei,...".
SCARPINI
SCARPINO
Scarpini, abbastanza raro, sembrerebbe avere un nucleo nel senese, un ceppo secondario nell'anconetano e forse uno in Lombardia, Scarpino ha un ceppo nel leccese, uno nel potentino ed uno, il più consistente, in Calabria, nel cosentino, crotonese e catanzarese, possono essere connessi con il mestiere di calzolaio, come è pure possibile che derivino da un soprannome originato dall'avere i capostipiti delle scarpe molto piccole.
SCARPULLA Molto raro, dovrebbe essere originario della Sicilia centroccidentale, può essere connesso al mestiere di calzolaio.
SCARSELLA
SCARSELLI
Scarsella è tipico del Lazio, in particolare delle province di Roma e Frosinone e dell'aquilano, Scarselli ha un ceppo tra fiorentino e pisano ed uno nell'iserniese, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo scarsella (borsa di denaro) forse ad identificare una famiglia benestante.
SCARSI
SCARSO
SCARZI
SCARZO
Tipici della zona tra genovese ed alessandrino Scarsi, Scarzi e Scarzo, questi ultimi assolutamente rarissimi e probabilmente originati da errori di trascrizione, Scarsi ha un ceppo anche nel padovano, mentre Scarso sembra avere 3 nuclei, uno nel ragusano, uno nel padovano ed uno tra genovese ed alessandrino, dovrebbero derivare da un soprannome medioevale scarsus con il significato di indigente.
SCARTEZZINI Molto raro sembra tipico del trentino, del comune di Civezzano in particolare, con un ceppo anche nel veronese a San Giovanni Lupatoto, dovrebbe derivare dal nome dialettale del mestiere di cardatore, traccia di questo cognome la troviamo a Chienis (TN) nel 1500 con un certo Antonio Scartezzini citato negli atti di un processo.
SCASSAIOLI Scassaioli, quasi unico, abbastanza recente, dovrebbe essere laziale e derivare da un soprannome originato dal termine scassaiolo (robivecchi, sfasciacarrozze), forse il mestiere del capostipite.
SCASSI
SCASSO
Scassi, assolutamente rarissimo, è dell'alessandrino, Scasso ha qualche presenza nel cuneese e basso alessandrino, un ceppo ligure a Genova, a San Remo nell'imperiese e nel savonese a Sassello, Savona e Cairo Montenotte, ed un ceppo nel palermitano a Partinico e Palermo, potrebbero derivare dall'italianizzazione del cognome francese Scausse, di probabili origini toponomastiche.
SCATA
SCATA'
Scata, quasi unico, sembrerebbe essere dovuto ad errate trascrizioni di Scatà, che è specifico del siracusano, di Augusta, Siracusa, Canicattini Bagni e Lentini, un'ipotesi propone la derivazione dal termine griko (neogreco dialettale siciliano) skatà (feci), forse ad indicare un mestiere che avesse a che fare con quell'elemento.
SCATIGNA
SCATIGNI
SCATIGNO
Scatigna è tipicamente pugliese, particolarmente diffuso nel tarantino a Martina Franca, Taranto, Grottaglie e San Giorgio Ionico, a Locorotondo e Bari nel barese, a Carovigno, Ceglie Messapica, e Cisternino nel brindisino ed a Carmiano, Porto Cesareo e Copertino nel leccese, Scatigni è unico mentre Scatigno, sempre pugliese ha un ceppo a Barletta, Polignano a Mare nel barese ed a Brindisi, dovrebbero derivare dal cognomen latino Scatinius, Scatinia, ricordiamo Scatinius Aricinus tribuno della Plebe promulgatore della famosa lex Scatinia contro il lusso superfluo, datata parecchi secoli prima di Cristo, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Monopoli nel barese agli inizi del 1500 con un certo Pirrus Antonius Scatinius.
SCATTARELLI Scattarelli è un cognome tipicamente pugliese, di Bari in particolare, un'ipotesi propone un'origine germanica da un ipocoristico italiano del termine germanico skata (ombra, tenebre), forse ad indicare che il capostipite provenisse da un luogo ombroso o fosse solito verstire abiti molto scuri, secondo un'altra ipotesi verrebbe da un soprannome basato su di una voce veneto illirica arcaica scataro (sputo, catarro) e potrebbe sottolineare un'abitudine comportamentale del capostipite.
SCATTONE
SCATTONI
Scattone sembra avere oltre al ceppo barese, uno importante in provincia di Roma, Scattoni più raro sembra umbro, dovrebbero derivare dal cognomen latino Scato (Scatonis) di cui si ha esempio nella 12ma Filippica di Cicerone, dove si legge: "...Cn.Pompeius, Sexti filius, consul me praesente, cum essem tiro in eius exercitu, cum PublioVettio Scatone, duce Marsorum, inter bina castra...", tracce di questa cognominizzazione si hanno a Sondrio nel 1500, in un atto si legge: "...nella casa nova dei signori Polavini alla fontana delle case de Scatoni...".
SCATURRO Scaturro è decisamente siciliano, della parte occidentale dell'isola, con massima concentrazione nell'agrigentino a Santa Margherita di Belice, Ribera, Sciacca e Menfi, nel palermitano a Palermo, Giuliana e Bisacquino, e nel trapanese a Trapani, Salemi, Mazara del Vallo, Castelvetrano, Marsala ed Erice, potrebbe derivare da un'alterazione dialettale del cognomen latino Scaurus, ma, molto più probabilmente deriva da un soprannome originato da un'alterazione dialettale del termine arabo qhandurha (veste, camiciotto), forse perchè il capostipite faceva di mestiere il camiciaio.
SCAVAZZA Scavazza è tipicamente veneto, con presenze a Trecenta e Badia Polesine nel rovigoto, a Ospedaletto Euganeo nel padovano, a Orgiano e Vicenza nel vicentino ed a Veronella e Cologna Veneta nel veronese, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale originato dal termine scavazza (scapestrato, girandolone).
SCAVO Scavo ha un piccolo ceppo a Napoli, uno molto consistente a Bari con buone presenze anche a Valenzano, Adelfia, Corato e Capurso nel barese ed a Taranto, ha un ceppo nel catanzarese a Cicala, Carlopoli, Catanzaro, Sorbo San Basile e Petronà, ed a Crotone, un grosso ceppo in Sicilia nel catanese ad Acireale, Giarre Paternò, Riposto, Aci Catena, Santa Venerina, Mascali, Belpasso e Catania, ed uno a Palermo e Carini nel palermitano, dovrebbe derivare da una forma contratta del termine sclavo (schiavo), probabilmente ad indicare che i capostipiti fossero stati ridotti in schiavitù dai saraceni.
SCAVONE
SCAVONI
Scavone ha un ceppo nel potentino a Ruoti, Tito, Potenza, Pignola, Picerno e Bella ed alcuni in Sicilia, nel trapanese a Marsala e Mazara del Vallo e a Siracusa, Catania, Palermo e San Fratello nel messinese, Scavoni, quasi unico è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente, si dovrebbe trattare di forme accrescitive nate dal termine sclavus (schiavo), dovute forse all'imponenza del capostipite, ed allo stato di ex schiavo probabilmente dei mori.
SCAVUZZO Tipico del palermitano, di Gangi in particolare, ma anche Palermo, Enna, Leonforte nelle'ennese, Messina, Caltanissetta e Vita nel trapanese, dovrebbe derivare da modificazioni dialettali del termine schiavo stante ad indicare chi si trovava in condizione di prigionia, in dialetto siciliano il termine scavuzzo ha però diversi significati, si passa dal catanese significato di frumento, all'ennese e palermitano di lumaca.  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Palermo nel 1500 con il Notaio Giacomo de Scavuzzo.
informazioni  fornite da Gianfranco Scavuzzo
Tale cognome in alcune aree della Sicilia centro-orientale assume il significato di lumaca; le lumache in Sicilia sono parte significativa della gastronomia tipica, quindi tale cognome si potrebbe riferire ad un progenitore ghiotto di lumache appunto, da cui deriva la nomèa. (ringrazio il Prof. Giovanni Ruffino, dell'Università Degli Studi di Palermo, per il suggerimento che vi riporto)
SCAZZI
SCELZI
SCELZO
Scazzi è tipico del Salento, di San Pancrazio Salentino nel brindisino e di Squinzano nel leccese, Scelzi è specifico di Aliano nel materano, Scelzo è specifico della zona che comprende il napoletano, il salernitano ed il potentino, Castellammare di Stabia e Napoli nel napoletano, Salerno e Brienza nel potentino, probabile luogo d'origine del cognome, dovrebbero derivare da un'italianizzazione del nome albanese Shkèlzen, ma potrebbero anche derivare da un soprannome dialettale, secondo alcuni l'origine di questi cognomi sarebbe invece nel Cilento salernitano e deriverebbero da una forma etnica dialettale del paese di Ascea.
SCAZZOLI Estremamente raro è originario della zona di confine tra cremonese e parmense, potrebbe derivare dal toponimo Moscazzano (CR).
SCAZZOSI
SCAZZOSO
Molto rari entrambi sono tipici del milanese, potrebbe derivare dal toponimo, abolito nel 1925, Castelletto Scazzoso (AL)
integrazioni fornite da G. Scazzosi
E' presente nella zona ad ovest di Busto Arsizio; Castelletto Mombercelli un tempo si chiamava Castelletto Scazzoso.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Scazzosi è cognome tipico del Milanese. Il cognome è ricordato, a Milano, nel 1408, per un Antonius Schazoxius. Il Flechia lo spiegava da 'scaglioso', ma foneticamente fa pensare invece o a un latino 'captiosus', o anche ad un derivato dalla voce comune 'scass' = terreno dissodato.
SCEBERAS Sceberas, quasi unico, forse pugliese, dovrebbe essere di origini maltesi e derivare dal nome del monte Sceberas sull'isola di Malta, probabile luogo d'origine del capostipite.
SCELBA
SCERBA
SCERBO
Scelba, molto molto raro, sembrerebbe specifico di Caltagirone nel catanese e di Mistretta nel messinese, Scerba, quasi unico, sembrerebbe siciliano, Scerbo ha un piccolissimo ceppo napoletano ed uno nel catanzarese, a Marcellinara, Catanzaro e Caraffa di Catanzaro ed a Isola di Capo Rizzuto, Cureo e Crotone nel crotonese, un'ipotesi sulla derivazione di questi cognomi propone che possano derivare da soprannomi originati dal termine medioevale germanico scher (talpa), mentre una seconda propone un'origine francoalsaziana da un soprannome nato dal termine scherer (barbiere o tosatore di animali).
SCELFI
SCELFO
Scelfi è unico, Scelfo è tipicamente siciliano del palermitano, di Palermo, Alimena, Petralia Sottana, Petralia Soprana e Castellana Sicula, potrebbe trattarsi di un'alterazione dialettale del nome ebraico Sheleph che significa colui che ti libera, che ti conduce fuori dai problemi, o del nome arabo Shefi (mediatore).
SCEMA Scema è un cognome tipico della provincia di Oristano, di Villa Verde e Senis in particolare, dovrebbe essere di origini ebraiche e derivare dal termine ebraico shemà (ascoltato), forma contratta del nome Samuele che significa ascoltato da Dio.
SCERRA Scerra ha un ceppo a Crotone ed uno in Sicilia a Gela nel nisseno ed a Palma di Montechiaro nell'agrigentino, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine dialettale di origini arabe scerra (lite).
SCETI
SCETTI
Sceti è ormai scomparso in Italia, Scetti, estremamente raro, sembrerebbe della provincia di Sondrio, dovrebbero derivare da soprannomi basati sul termine dialettale dell'area lombardo piemontese s-cèti (fanciullo, ragazzino), secondo un'altra ipotesi, molto meno probabile, deriverebbero invece dalla regione egizia chiamata Sceti (Scitia o Scizia, terra degli Sciti): "..Venit aliquando Macarius Aegyptius a Sceti ad montem Nitriae in oblatione Abbatis Pambo, et dicunt ei senes: Sermonem profer fratribus, pater. Tum ille infit, ego nondum evasi in monachum, sed monachos vidi. Mihi namque aliquando sedenti in cella apud Scetim molestae erant cogitationes proficiscere in solitudinem, et vide quid illic oculis tuis occurret. ..", tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel 1500 con: "..quondam Nobilis Viri Octaviani Sceti ac Patricii Modoetiensis et sociorum. Anno a Nativitate 1523 die martii,..".
SCETTA
SCETTO
Scetta è specifico di Castelvenere nel beneventano, Scetto ha qualche presenza nel campobassano ed a Napoli, dovrebbero derivare da un soprannome basato sul termine dialettale campano scètta (confezione rotonda di fichi secchi), forse ad indicare nel capostipite un venditore di fichi secchi.
SCEVOLI
SCIVOLI
Scevoli, quasi unico, è specifico del catanese, Scivoli è tipicamente siciliano, di Aidone e Piazza Armerina nell'ennese, e di Mirabella Imbaccari nel catanese, potrebbero derivare da alterazioni del cognomen latino Scaevola, di cui il portatore più famoso è stato il Tribuno romano Muzio Scevola.
SCHAFFLER Schaffler, assolutamente rarissimo, specifico del Trentino Alto Adige.
integrazioni fornite da Benedetto Zanchi
Schaffler, poco diffuso in Alto Adige, indica la professione dell'economo o dell'amministratore, da non confondere con Schaefer che deriva dallla professione del pastore. Il cognome è presente anche in Austria e Baviera.
SCHELLINI
SCHELLINO
SCHELOTTO
Schellini è quasi unico, Schellino è tipicamente piemontese, del cuneese, di Dogliani, Belvedere Langhe, Alba e Mondovì, Schelotto è tipico di Genova ed Arenzano (GE), si dovrebbe trattare di forme ipocoristiche complesse dell'aferesi del nome Francesco, da Francesco si ha prima l'ipocoristicoFranceschello, poi per aferesi Schello e quindi, per successivo ipocoristico Schellino o Schelotto.
SCHEMBARI Schembari è decisamente siciliano, di Ragusa in particolare e di Comiso, Santa Croce Camerina, Chiaramonte Gulfi e Modica nel ragusano, di Siracusa e di Caltagirone e Catania nel catanese, potrebbe derivare da un soprannome grecanico originato dall'antico verbo greco σκηνέω  skeneo (vivere sotto una tenda, recitare), forse ad indicare che i capostipiti conducessero vita nomade, forse degli attori girovaghi.
SCHEMBRI Tipico siciliano, della costa sudoccidentale e dell'agrigentino in particolare.
notizie ulteriori  fornite dal barone Ugo Antonio Bella
derivato dal nome greco Skèmpres ( pronuncia Schembri). Il cognome è presente a Palermo, Caltanissetta; Catania, Pachino (SR), Ragusa, Agrigento. In Italia anche a Taranto e Napoli. Presente anche a Malta. Godette nobiltà a Messina nei secoli XV° e XVI°. Un Eliseo Schembri fu Cavaliere dell'Ordine di Malta nel 1585.
Blasone: di rosso, alla sbarra cucito di nero
SCHENATI
SCHENATO
Schenati, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione di Schenato, che è tipicamente veneto, del veronese, del vicentino soprattutto, del padovano e del veneziano, dovrebbe derivare da un soprannome veneto basato sul termine arcaico schenato (impettito, con la schiena diritta e rigida), a sottolineare probabilmentye un atteggiamento impettito dei capostipiti.
SCHEPIS Schepis è tipicamente siciliano del messinese in particolare, del catanese e del siracusano ed in Calabria del reggino, potrebbe derivare da un soprannome grecanico originato da un'alterazione dialettale del termine greco antico σκέψις  skepsis  (percezione, riflessione, esame), forse attribuito a capostipiti inseriti in posizioni di governo o partecipanti a congressi di consultazione.
SCHETTI
SCHETTINI
SCHETTINO
Schetti è praticamente unico, Schettini è diffuso nella zona che comprende barese, salernitano, potentino, barese e cosentino, Schettino è tipico del napoletano ed avellinese, dovrebbero derivare da modificazioni del diminutivo dell'aferesi del nome Francesco, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Grimaldi (CS) fin dal 1600, nel 1613 si legge di: "...Clericus Salvator Schettinus de Altilia habitator de Grimaldo...", in un atto del 1654 si legge di "Ioseph Schettinus publicus regia auctoritate Notarius".
SCHIAFFINI
SCHIAFFINO
Schiaffini ha un ceppo a Sestri levantre e nello spezzino ed uno a Marino (RM), Roma ed Ariccia, Schiaffino è tipico della Liguria centro orientale di Camogli in particolare, ha un ceppo secondario anche a Stintino (SS) fondato da pescatori camogliesi ivi trasferitisi nel 1700, di etimologia incerta, secondo alcuni deriverebbe dal termine medioevale sclavinus (liberto); personaggi degni di rilievo sono stati lo scultore Bernardo Schiaffino (1678 1723) ed il pittore Francesco Schiaffino (1689-1763), ma la più famosa è stata certamente la giovane pastorella di Camogli Angela Schiaffino alla quale il 2 luglio 1518 apparve la Madonna.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Schiaffino è un antichissimo cognome di Camogli, nato nel XIII secolo, portato per secoli a testimonianza della fase d'avvio di un crescente interesse per i traffici marittimi nella gente del piccolo borgo. Allora, quando si affermò l'uso dei cognomi, alcuni lo trassero da 'scafin' = piccolo scafo, che era la barca che tenevano sotto casa per pescare o per commerciare. Un Cristiano Scafin è citato per la prima volta in un atto notarile del 29 agosto 1267. M. Francipane lo fa invece derivare dal cognome base DI STEFANO.
SCHIANO
SCHISANI
SCHISANO
SCLANO
Schiano ha un nucleo nell'Isola d'Elba ed uno nel napoletano, Schisani, assolutamente rarissimo, parrebbe anch'egli napoletano, Schisano, abbastanza raro, è specifico del napoletano, Sclano, molto raro, è tipico dell'Isola d'Elba, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da forme aferetiche di un etnico che riguardi capostipiti originari dell'Isola d'Ischia. Troviamo tracce storiche di questi cognomi nell'avellinese nel 1400 con un certo Masullo Grasso, detto Sclano citato in un atto di compravendita, nel 1632 figurano quali lettori di legge a Caltagirone (CT) i dottori Francesco e Michele Schisano e, nel 1700, troviamo i martiri ultrasessantenni della Repubblica napoletana Onofrio e Salvatore Schiano di Procida, giustiziati nel 1799 dalle truppe borboniche.
integrazioni fornite da Raffaello Sclano
Migra dalla Spagna in Sicilia nel 1200, poi marchese delle Grotte (a Grottola (MT)), signori di Procida (NA) per quattro secoli: questo casato annovera vescovi, pievani e generali.
SCHIAPPACASSE Schiappacasse è specifico del genovese, in particolare di Genova, Camogli e Rapallo, sembrerebbe originario dell'area di Neirone sempre nel genovese, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal mestiere di manovale portuale o di un magazzino, cioè di colui che in dialetto sciàpa o scèpa (rompe o meglio apre) le casse degli imballaggi trasportati dalle navi, una volta giunti a destinazione nei magazzini.
SCHIATTI Schiatti sembra avere due ceppi, uno nel milanese ed uno nel reggiano, dovrebbe derivare da Schiattus una forma ipocoristica medioevale dell'aferesi del nome Francesco, di questo nome abbiamo un esempio in un atto del 1393 a Perugia dove un certo Schiattus Francisci (che starebbe per Franceschetto figlio di Francesco) risulta fra i testimoni: "...Schiattus Francisci, ser Nicolaus Busonis, magister Simon Mancie...".
SCHIAVELLA
SCHIAVELLI
SCHIAVELLO
SCHIAVETTI
SCHIAVETTO
SCHIAVITTI
SCHIAVITTO
SCHIAVULLI
SCHIAVULLO
SCHIAVUZZI
SCHIAVUZZO
Schiavella è tipicamente laziale, di Genazzano nel romano e di Roma, Schiavelli ha un piccolissimo ceppo a Roma ed uno a Corigliano Calabro nel cosentino, Schiavello ha un grosso ceppo a Roma ed uno più piccolo nel vibonese ad Acquaro e Soriano Calabro, Schiavetti ha un piccolo ceppo nel mantovano, uno toscano ad Empoli nel fiorentino ed a Collesalvetti e Livorno nel livornese, ed uno a Roma ed a Tivoli, Vicovaro e Fiumicino nel romano, Schiavetto, molto raro, ha un ceppo veneto a Nervesa della Battaglia e Povegliano nel trevisano ed uno romano, Schiavitti, quasi unico, è dell'area abruzzese, laziale, Schiavitto, ancora più raro, è campano, Schiavulli ha un ceppo romano, uno nel foggiano a Cerignola ed uno a Bari e Gravina in Puglia nel barese, Schiavullo, quasi unico, è del napoletano, Schiavuzzi, estremamente raro, sembrerebbe settentrionale mentre Schiavuzzo è praticamente unico, dovrebbero derivare dall'italianizzazione di forme ipocoristiche tardo medioevali che indicassero un'origine slava dei capostipiti, dal termine medioevale sclavus (slavo), forse di corporatura minuta, tanto da giustificare la forma diminutiva del termine.
SCHIAVI
SCHIAVINI
Schiavi ha un nucleo importante nella fascia che dalla provincia di Bergamo, Milano, Pavia, raggiunge quella di Piacenza, ma non si escludono ceppi secondari in Emilia e nel Piceno, Schiavini è tipico del milanese e cremonese, dovrebbero entrambi derivare da un origine slava della famiglia, in epoca antica la denominazione degli slavi era sclavus, o anche dal nome Sclavus da quello derivato, divenuto poi Slavo in italiano moderno.
SCHIAVINATO Schiavinato è tipicamente veneto, del trevisano, di Silea, Treviso, Casale sul Sile, Zero Branco, Carbonera e Roncade, con presenze anche nel vicino padovano e veneziano, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica tipicamente veneta, dove il suffisso -ato sta per il figlio di, riferito a capostipiti il cui padre si fosse chiamato Schiavino (vedi SCHIAVI).
SCHIAVINO
SCHIAVO
Schiavino ha un ceppo a Caivano nel napoletano ed uno a Catania, con un ceppo, forse non secondario, nel torinese, Schiavo, abbastanza diffuso a macchia di leopardo in tutta Italia, con un ceppo importante nel Veneto, nel Lazio, in Campania ed in Sicilia, dovrebbero derivare, direttamente o tramite un ipocoristico, dal nome Sclavus di cui abbiamo un esempio a Benevento nel 1121 in uno scritto si legge: "...Hoc anno, Robertus Sclavus obiit decimo die stante mensis Decembris, et Rachisius abbas Sancti Modesti; ad cuius obitum Ioannes venerabilis abbas monasterii Sanctae Sophiae cum quibusdam fratribus properavit. ...", a Napoli in un editto del 1325 si legge: "...Nomina vero et cognomina prefatorum infrascriptorum magistrorum Sicle prefate ac affilatorum operariorum et ministrorum actu servientium in Sicla eadem sunt hec vedelicet ... Guillelmus Novellus dictus Sclavus,...".
SCHIAVOLIN Schiavolin è specifico del padovano, di Ponte San Nicolò, Padova, Legnaro e Camponogara, dovrebbe derivare da una forma ipocoristica complessa derivata da un soprannome sclavus (schiavo, ma anche slavo) o più probabilmente dal termine schiavon (illirico), forse motivato dall'origine slava del capostipite, potrebbe anche derivare dal termine veneto schiavin (tipo di panno per coperte di lana) e potrebbe in questo caso alludere al fatto che il capostipite vendesse quel genere di articolo.
SCHIAVOLINI Schiavolini è caratteristico di Perugia, dovrebbe trattarsi della forma etnica riferita ad un capostipite proveniente dall'antica località di Schiavola nella Val di Marecchia presso San Sepolcro nell'aretino.
SCHIAVON
SCHIAVOI
Schiavoi assolutamente rarissimo è vicentino, Schiavon è assolutamente veneto e dotrebbe derivare dal toponimo Schiavon (VI), o Schiavoi (PN). (vedi anche Schiavoni)
SCHIAVONE
SCHIAVONI
Schiavone è molto diffuso in quasi tutto il centrosud, Schiavoni ha un nucleo importante tra Marche Umbria Lazio, Abruzzo e Molise, con un ceppo nel tarentino, dovrebbe derivare dal termine sclavoni termine che stava ad indicare in centro Italia i croati, gli slavi e gli albanesi approdati sulla costa adriatica, tracce di questa cognominizzazione in Abruzzo ed in Puglia le troviamo fin dal 1400.
SCHIEPATI
SCHIEPATTI
SCHIEPPATI
Schiepati e Schiepatti sono rarissimi e dovrebbe trattarsi di errori di trascrizione del cognome Schieppati che è tipico di Milano e del nord milanese, potrebbero derivare da un soprannome di oscura origine dialettale.
SCHIERANO Schierano è tipico di Torino, del torinese e dell'astigiano.
integrazioni fornite da Daniele Zaia
Diffuso in provincia di Asti, nasce dal toponimo Schierano, piccolo borgo oggi frazione del Comune di Passerano Marmorito (provincia di Asti).
SCHIEVANO Schievano è tipicamente veneto di Padova, Cadoneghe e Vigonza nel padovano, di Vicenza e di Vedelago nel trevisano, con un piccolo ceppo a Latina, probabile frutto dell'emigrazione dell'emigrazione veneta nel Lazio in occasione della bonifica Pontina, in qualche caso dovrebbe derivare dal nome del paese di Ponte Schievano, una frazione di Lozzo Atestino nel padovano, ma più comunemente deriva dal termine dialettale arcaico schievan (selvatico), forse a sottolineare una caratteristica comportamentale dei capostipiti.
SCHIFANI
SCHIFANO
Schifani, molto raro, è tipico del palermitano, Schifano, molto più diffuso, è proprio della Sicilia occidentale, dovrebbero derivare da una corruzione del nome Stefano, in alcuni casi derivano da nomi di località come Schifanoia (TR).
SCHIFI
SCHIFINI
SCHIFINO
SCHIFO
Schifi è assolutamente rarissimo, quasi unico, Schifini ha un piccolo ceppo nel cosentino a Cassano allo Ionio in particolare, Schifino, più diffuso, è specifico del cosentino, di Morano Calabro, Castrovillari e Spezzano Albanese, con un piccolo ceppo nel vicino paese lucano di Viggianello nel potentino, Schifo è praticamente unico, dovrebbero derivare, direttamente o attraverso forme ipocoristiche dal soprannomi originati dal termine greco σκίφος  skiphos (vaso con impugnature con decorazioni e disegni su base a vernice nera), forse ad indicare nei capostipiti degli artigiani dell'arte vasaia grecanica.
SCHILIRO
SCHILIRO'
SCHILLIRO
SCHILLIRO'
SCHIRO'
SCHIROS
Schiliro e Schilirò sono specifici del catanese di Bronte, Catania, Maletto, Adrano e Paternò, Schilliro e Schillirò, assolutamente rarissimi, sono anch'essi del catanese, Schirò è decisamente del palermitano, Schiros, assolutamente rarissimo, è del  catanese, sono cognomi di origine greca e potrebbero gli ultimi due anche derivare dal toponimo Skyros, un'isola delle Sporadi.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Il cognome Schirò è presente a Catania, Enna, Messina, Siracusa e le sue varianti Schilirò, Schillirò a Catania e Messina. Tutte derivano dall'aggettivo greco skliròs = duro, che è anche un cognome in Grecia. G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi nella Sicilia orientale, Palermo, 1984, p.172
SCHILLACI Originario della Sicilia, dovrebbe essere derivato dal toponimo , Squillace (CZ).
SCHINAI
SCHINAIA
SCHINAIO
Tutti e tre tipici del tarentino, Schinai è specifico di Lizzano, Schinaia è specifico invece di Taranto, Schinaio è praticamente unico, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine grecanico skoinàs (cordaio) e fare riferimento probabilmente al mestiere di produttore di corde e canapi svolto dai capostipiti.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Schinai è cognome di Taranto, per Minervini 445 deriva dal cognome base Schiena di ovvio significato.
SCHINCA
SCHINCHI
SCHINCO
Schinca è tipico del savonese, di Mallare e Quiliano, Schinchi, quasi unico, sembrerebbe toscano, Schinco è tipicamente pugliese, di Gravina in Puglia nel barese e di Foggia, potrebbero derivare da un soprannome basato sul termine greco arcaico skenikòs (scenico, lavorante teatrale, attore), il ceppo meridionale potrebbe essere di origini balcaniche, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Gravina nella seconda metà del 1400 con Pietro Schinco benefattore della fabbrica della locale cattedrale.   (vedi anche SCHINCAGLIA)
SCHINCAGLIA Schincaglia ha un ceppo a Genova ed uno nel ferrarese, ad Ostellato, Ferrara e Migliarino, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine dialettale rovigoto schincaglie (carabattole, fronzoli inutili), il ceppo genovese potrebbe avere una diversa origine, da un soprannome legato ad un termine dialettale per balbuziente.
SCHINELLA
SCHINELLI
SCHINELLO
Schinella ha un ceppo a Meduno nel pordenonese ed uno ad Arena nel vibonese in Calabria, Schinelli è lombardo con un ceppo nel mantovano a Castel Goffredo ed uno nel pavese ad Albuzzano e Pavia, Schinello, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del reggino e del vibonese, potrebbero derivare da forme ipocoristiche aferetiche di nomi come Francesco, Meschino, o altri simili.
SCHINI
SCHINO
Schini, assolutamente rarissimo, è quasi sicuramente dovuto ad errori di trascrizione del cognome Schino che sembra essere specifico di Bari e del barese e che dovrebbe derivare dall'aferesi dell'ipocoristico del nome Francesco, ma potrebbe anche derivare dal toponimo greco Skinos paese appartenente alla prefettura di Corinto a 75 Km da Atene, secondo alcuni potrebbe invece derivare dall'aferesi del soprannome Meschino, ricordiamo l'uso di questo nome con il famoso Guerin Meschino, romanzo epico cavalleresco del 1400.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Schino è cognome pugliese di origine soprannominale dal sostantivo 'schino' dal greco 'skhinos' = lentisco. Minervini 445.
SCHININA' Schininà, decisamente siciliano, tipico di Ragusa, potrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo greco skoinàs (cordaio), probabile mestiere del capostipite, o, anche se meno probabile, dal termine sempre greco schinos (lentischio), forse ad indicarne una folta presenza nel luogo d'abitazione della famiglia, ma non si può escludere anche una possibile connessione con il toponimo greco Skinos della prefettura di Corinto.
SCHINTU Molto diffuso in tutta la Sardegna, ad Alghero (SS), Bosa (OR) ed Oristano ed a Cagliari, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo gallurese schinnitu (incrinato, fessurato), secondo altri deriverebbe invece dall'aferesi di un vocabolo sardo arcaico iskintu (discinto, spogliato).
SCHIPA Molto molto raro è tipico del Salento, di Lecce in particolare, di origine albanese deriva dal termine schipateri (albanesi) e l'insediamento dovrebbe risalire al 1462 anno delle spedizioni albanesi di Leone d'Albania in soccorso del re di Napoli Ferdinando I°.
SCHIPANI Tipico calabrese, delle province di Crotone e Catanzaro, ha un ceppo forse autoctono anche a Castelpoto nel beneventano, dovrebbe derivare da una forma italianizzata dell'etnico di Albania shqiptar in albanese. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Crotone nel 1700 dove gli Schipani sono indicati tra i notabili della città.
SCHIPELLITI
SCHIPILLITI
Schipelliti è quasi unico, Schipilliti, molto molto raro, è tipico di Palmi nel reggino e di Messina in Sicilia, dovrebbe derivare dall'etnico del paese di Skypelos (o Skopelos) sull'isola omonima nell'arcipelago delle Sporadi nel mar Egeo occidentale nella regione greca della Tessaglia, ma è pure possibile che derivi da un soprannome originato dal vocabolo greco skopelos (scoglio corallino), forse perchè la famiglia abitava in prossimità di una scogliera.
SCHIRA Schira, cognome assolutamente rarissimo, concentrato in Lombardia, dovrebbe essere di origini ungheresi, derivando dal cognome magiaro Schira, e risalire all'occupazione austroungarica della regione lombarda.
SCHIRALDI Schiraldi ha un ceppo a Trieste, uno a Napoli, ma il ceppo più consistente è a Bitonto nel barese, con buone presenze nel resto del barese, a Bari, Palo del Colle, Altamura, Gravina in Puglia, Noicattaro, Binetto e Toritto, dovrebbe derivare dal nome medioevale longobardo Schiraldus, a sua volta derivato dal nome germanico Skirwald, composto dall'unione dei termini skira (impresa) e waldan (governo), con il senso di colui che comanda sopra tutti.
SCHIRALLI Schiralli è tipico del barese di Modugno, Bitetto e Bari, dovrebbe derivare da un'alterazione del nome Schiraldus (vedi SCHIRALDI), ma non si può escludere che possa anche derivare da un soprannome originato dal termine greco σκληρός (duro), probabilmente motivato dal comportamento o dal carattere del capostipite.
SCHIRATI
SCHIRATO
SCHIRATTI
SCHIRATTO
Schirati è praticamente unico,  ed è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del cognome Schiratti che è tipico della zona di Fagagna e Maiano (UD) vicino a San Daniele Del Friuli, Schirato è tipico del vicentino e di Bassano del Grappa in particolare, Schiratto è praticamente unico ed è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente, potrebbero derivare dal cognome germanico del Palatinato Schirat di cui abbiamo tracce illustri fin dal 1500 con il teologo Michael Schirat presso l'Università di Heidelberg o, più probabilmente, da una forma slava di una corruzione del nome Giorgio (Skirak).
SCHIRINZI
SCHIRONE
SCHIRONI
Schirinzi è tipicamente pugliese, del leccese in particolare, di Castrignano del capo, Casarano, Monteroni di Lecce, Nardò, Galatina, Matino, Galatone, Lecce, Racale, Parabita, Acquarica del Capo, Ugento, Tuglie e Salve, di Oria e Brindisi nel brindisino, di Bari e di Taranto, Schirone, anch'esso pugliese, ha un grosso ceppo a Bari, con buone presenze a Taranto e Lizzano nel tarentino, a Brindisi, a Foggia ed a Modugno, Capurso e Triggiano nel barese, Schironi è quasi unico, dovrebbero derivare dall'italianizzazione di soprannomi basati sul termine albanese  shkrij (fondere), forse ad indicare il mestiere del capostipite.
SCHIRO Schiro è tipicamente veneto, del vicentino e del padovano, con qualche presenza nel palermitano, probabile alterazione del cognome Schirò (vedi SCHILIRO), potrebbe derivare da un soprannome dialettale basato sul termine veneziano arcaico schiro (sorta di rete per uccellagione).
SCHIRRIPA Specifico dell'area calabrese che comprende Gioiosa Ionica, Locri e Siderno (RC), potrebbe, ma non è molto probabile, derivare da un soprannome legato al vocabolo greco sgurós (riccioluto, con i capelli a boccoli).
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
è un tipico cognome calabrese della costa ionica meridionale. Per effetto del fenomeno migratorio dal Sud Italia, il cognome in questione si è ampiamente diffuso in America e, rimanendo in ambito nazionale, nel capoluogo lombardo, capitale economica italiana. Dal punto di vista etimologico Schirripa dovrebbe derivare dal termine greco e neogreco di tramite albanese (i)schyros, con il significato di forte: in tal senso il cognome dovrebbe derivare dalla cognominizzazione di un soprannome attribuito al capostipite del ceppo (o ai capostipiti se si tratta di più ceppi distinti seppure provenienti dalla stessa area) in relazione ad una sua peculiarità fisica.
SCHIRRA
SCHIRRU
Schirra è caratteristico dell'oristanese, di Ghilarza, Norbello ed Oristano, Schirru è diffuso in tutta la Sardegna, ma particolarmente concentrato al centrosud, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo sardo campidanese schirru (fame rabbiosa) o anche dal vocabolo schirriólu (mingherlino).
SCHITI
SCHITO
Schiti è tipico del romano, di Palombara Sabina, Schito è specifico del Salento, del leccese in particolare, di Racale, Copertino, Otranto, San Cassiano, Uggiano la Chiesa, Taviano, Scorrano, Melissano e tanti altri centri, dovrebbero derivare da soprannomi originati da nomi di località caratterizzate dalla presenza di un aesculetum (bosco di alte querce) che si è prima mutato in eschieto e poi per aferesi in schieto e quindi schito.
SCHITTULLI
SCHITTULLO
Schittulli, assolutamente rarissimo, parrebbe pugliese, Schittullo è quasi unico, dovrebbero derivare da un ipocoristico del termine dialettale schittu (schietto, semplice, per estensione povero), forse ad indicare una caratteristica comportamentale del capostipite.
SCHIUMARINI Schiumarini è romagnolo, di Forlì, Bagno di Romagna, Cesena e Dovadola nel forlivese e cesenate, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale basato sul termine dialettale romagnolo arcaico sciumari (seccume), dove la sc- iniziale viene letta come si legge in scorza, probabilmente ad identificare un contadino esperto nell'arte della potatura e della coltivazione delle piante.
SCHIVARDI Specifico del bresciano, potrebbe derivare dal nome di origine sassone Siwardus di cui si hanno tracce ad esempio in uno scritto del 1200: "...quidam Siwardi studiosiores, quo sinceriorem absenti fidem gererent...".
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
E' un cognome tipico della provincia di Brescia. Oggi è concentrato oltre che a Brescia città a Palazzolo sull'Oglio, Pontoglio, Pontevico e Mazzano, è però presente in maniera sporadica in almeno una ventina ventina di altri paesi e nel milanese. Sarebbe originario di Palazzolo sull'Oglio, dove già compare nel 1700, o comunque della bassa bresciana tra i fiumi Oglio e Chiese. Da non dimenticare il ramo Camuno -Valtellinese dell'Aprica (SO) fiorente fino alla metà del 1800, oggi quasi estinto in linea maschile, perché divisosi tra Villa di Tirano (SO) e Corteno Golgi (BS) e EdoloO (BS).  Alcuni protagonisti della vita Bresciana portano questo nome  Tra gli altri un celebre medico del 1800, Antonio Schivardi e la Medaglia d'oro della Resistenza Antonio Schivardi (1910/1944).
SCHIVAZAPPA
SCHIVAZZAPPA
Schivazappa è specifico di Parma e del parmense, così come il rarissimo Schivazzappa, dovrebbroe derivare da un soprannome con il significato di fannullone, attribuito probabilmente a dei capostipiti ritenuti degli scansafatiche, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nella seconda metà del 1500, in un atto del 1589 a Rovereto nel trentino: "...pro beneficio castri et oppidi Roveredi, ac publico ornamento: volentes dicti homines et Commune, ut par est, suae serenissimae celsitudinis eorum clementissimi domini et principis obedire mandatis, more solito, et in loco solito citata, et congregata eorum Regula, in qua aderant infrascripti, videlicet: Dominicus quondam Christophori a Fonte massarius Communis Norillii. Michael quondam Dominici Petri nigri. Vincentius quondam Matthaei a Busco. Christanus quondam Ioannis Schivazappa....".
SCHIVO Ha un ceppo ad Alassio nel savonese, uno a Gallio (VI) e nella zona di Este, Monselice ed Arquà Petrarca (PD), il ceppo veneto potrebbe derivare dal toponimo Schio.
SCHMIDT
SCHMIT
SCHMITT
Schmidt è abbastanza diffuso in tutto il centronord, Schmit è estremamente raro, Schmitt un poco meno raro, si tratta di forme alterate del primo, derivano tutti dal cognome tedesco Schmidt, il secondo come diffusione in Germania, che a sua volta deriva dal mestiere di fabbro probabilmente svolto dal capostipite.
SCHNAIDER
SCHNEIDER
Schnaider è quasi unico, Schneider è abbastanza diffuso in tutto il centronord, in particolare a Roma, Milano, nell'udinese ed in Alto Adige, derivano dal cognome tedesco Schneider (che si pronuncia Schnaider), il terzo come diffusione in Germania, che a sua volta deriva dal mestiere di sarto probabilmente svolto dal capostipite.
SCHULZ
SCHULZE
Schulz, molto molto raro, è tipico del Trentino ed alto Veneto, Schulze, ancora più raro, è delle stesse zone, derivano dal cognome germanico omonimo che a sua volta dovrebbe derivare dal mestiere di messo comunale svolto dal capostipite.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Cognome tedesco di mestiere che dovrebbe significare 'calzolaio'. Per un altro repertorio cognominale tedesco sarebbe invece una forma breve di Schultheiß, proveniente dall'espressione  "eine Schuld heißen" che significa incolpare. I cognomi Schulz / Scholze/ Schultheiß designerebbero quindi un 'giudice'.
SCHWEIGER Cognome di origine tedesca pochissimo presente in Italia, soprattutto nel Veneto, deriva da un soprannome derivato dal vocabolo tedesco schweiger (silenzioso, che tiene la bocca chiusa).
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