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SCIABARRASI
SCIABARRASI
SCIABBARRASI
Sciabarrasi è specifico dell'agrigentino, di Canicattì e Ravanusa, Sciabbarasi e quasi unico, Sciabbarrasi, è il meno rao, tipico dell'agrigentino, di Ravanusa, Canicattì e Palma di Montechiaro, con presenze significative anche ad Enna e Palermo, dovrebbero derivare per metatesi da soprannomi originati dal vocabolo arabo sciarrab (ubriacone).
SCIACCA Tipico siciliano, deriva dal toponimo Sciacca (AG), improbabile una derivazione diretta dal vocabolo arabo Shaack (bagni) che si presume invece sia all'origine del nome della città.
SCIACCALUGA Tipico genovese
integrazioni fornite da Roberto Milani
deriva da un soprannome dialettale originato dai vocaboli sciacca (schiaccia, pesta) e uga (uva).
SCIACCHITANO
SCICCHITANI
SCICCHITANO
Sciacchitano è specifico della Sicilia occidentale, Scicchitani e Scicchitano sono decisamente calabresi il primo della provincia di Vibo Valentia, il secondo del catanzarese, dovrebbero tutti derivare da una forma dialettale dell'etnico di Sciacca (AG) ad indicare probabilmente la provenienza geografica della famiglia.
SCIALO' Abbastanza raro è tipico del napoletano, potrebbe essere di origini normanne e derivare dall'aferesi del nome personale normanno Elyscia.
SCIALPI Tipico della Puglia centromeridionale, del barese e tarentino in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome originato da un difetto fisico dal termine dialettale barese scialpo (balbuziente).
SCIAMANNA Sciamanna è tipico delle Marche, soprattutto del Piceno, del teramano, del ternano, del viterbese e del romano, dovrebbe derivare dal termine arcaico sciamanna o sciamanno, probabilmente dovuto ad una deformazione del vocabolo ebraico simàn (contrassegno), che stava ad indicare il contrassegno che gli ebrei dello Stato Pontificio erano costretti a portare, termine quindi probabilmente utilizzato anticamente per identificare persone di religione ebraica, non bisogna però tralasciare la possibilità che il cognome derivi da un soprannome dialettale originato dallo stesso vocabolo utilizzato, nel Lazio e dintorni, per indicare abiti poveri, stracci o scialli miseri, tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1700 con il Marchese Marcello Sciamanna di Terni.
SCIAN Scian è un cognome caratteristico di Cordenons nella provincia di Pordenone, potrebbe derivare da una forma dialettale aferetica contratta di nomi come Canciano o Feliciano.
SCIANCALEPORE
SCIANCALEPRE
Sciancalepore è abbastanza raro ed è tipico del barese, Sciancalepre è unico e si tratta probabilmente di un errore di trascrizione del precedente, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale legato alla velocità nella corsa.
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Cognome probabilmente derivato da un soprannome scherzoso o beffardo attribuito a un cacciatore mediocre. Da sciancare col significato di azzoppare e lepore, lepre, ovvero di qualcuno che sa solo azzoppare le lepri.
SCIANNAMBLO Assolutamente rarissimo sembra essere originario del barese.
SCIARA Sciara è specifico della Sicilia occidentale, dovrebbe derivare dal toponimo Sciara (PA) che a sua volta deriva dall'arabo sciara (strada).
SCIARABBA
SCIARRABA
SCIARRABBA
SCIARAPPA
SCIARAPPI
Cognomi molto probabilmente di origini derivate dall'arabo.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Sciarabba ha un nucleo principale nel palermitano, Sciarrabba è tipicamente agrigentino, Sciarraba, unico, è probabilmente un errore di trascrizione del precedente, Sciarappa ha ceppi maggiori nel foggiano e nell’avellinese, Sciarappi, quasi unico, si riscontra soltanto a Roma e a Viareggio (LU), tutti questi cognomi si prestano ad una difficile interpretazione etimologica e almeno tre sono le ipotesi che vi si possono ricavare: tale ambiguità è dovuta a un curioso caso di omonimia fra termini di origini molto diverse tra loro. Secondo la prima e, forse, più probabile ipotesi (o per lo meno la più accreditata dagli studiosi), questi cognomi dovrebbero derivare dall’arabo šarab, col significato di bevanda e, più nello specifico, anche di vino, molto probabilmente in riferimento a un soprannome attribuito a un beone, a un crapulone; solo per curiosità, faccio notare che dallo stesso termine sono derivate anche le parole italiane sciroppo e sorbetto (quest’ultima attraverso la pronuncia turca šorbet). Una seconda ipotesi, invece, fa derivare questi cognomi non tanto dall’arabo, quanto dal francese e precisamente dall’espressione char à bancs (letteralmente traducibile come carro con panche), con la quale un tempo si indicava un particolare tipo di calesse, usato originariamente in Svizzera e nella Franca Contea: questa espressione tipicamente francese, in realtà, ha subito diversi adattamenti dialettali nel nostro paese (come, ad esempio, Sciarrabba, Sciarabà, Sciarabballo, Sciaraballe, Sciaraball, Saraban, etc.) ed è entrata a far parte anche della lingua inglese (anglicizzata nella forma charabanc). In diversi dialetti, dunque, il termine sciarabba e le sue varianti stanno ad indicare sia questo particolare tipo di calesse (talvolta anche un più generico carretto o barroccio) sia, in senso figurato, una donna particolarmente massiccia, robusta (questo significato vale soprattutto per il napoletano sciarabballo): in tal modo, allora, i suddetti cognomi deriverebbero o da nomi di mestiere attribuiti ai capostipiti (probabilmente dei carradori o dei guidatori di carri) o da soprannomi dovuti a delle loro caratteristiche fisiche. La terza e ultima ipotesi, infine, indica anch’essa un’origine straniera per questi cognomi, ma qui né araba né francese: si tratta, cioè, di un’origine spagnola, che richiama il vocabolo iberico jalapa, una pianta che oggi conosciamo con il nome di gialappa. Dapprima italianizzata nella forma scialappa o sciarappa, la gialappa è una pianta tipicamente americana, conosciuta in Europa già dal XVII secolo, le cui radici sono spesso usate per la produzione di farmaci: il suo nome deriva dalla città messicana di Jalapa o Xalapa, dalla quale, nel 1609, fu per la prima volta importata nel nostro continente. Nei dialetti del sud (per lo più in quello napoletano) il termine sciarappa sta, quindi, ad indicare sia la pianta della gialappa sia, in senso metaforico, una bevanda dolce (quale, ad esempio, può essere il vino): da qui, allora, i cognomi in questione potrebbero derivare o da un nome di mestiere (come, fra gli altri, quello del farmacista) o da un soprannome probabilmente attribuito a una persona dedita al bere (e qui si verifica una strana coincidenza con la prima ipotesi di significato, quella cioè di derivazione araba). In conclusione, dunque, tutti questi cognomi (esempi lampanti dell’influenza straniera sulla lingua italiana) traggono origine o da nomi di mestieri o da soprannomi attribuiti ai capostipiti.
integrazioni fornite da Aldo Piglia, Milano
l’espressione char à bancs aveva originato sia la parola italiana sciarabà o sciarabàn, debitamente registrata dallo Zingarelli con il significato di biroccio alto con più sedili, che si usava come vettura pubblica nel Mezzogiorno, sia la parola milanese sciaraban, che il Cletto Arrighi registra nel suo Dizionario come termine in disuso che significa baroccio, sciarabà. In realtà mi ricordo che mio padre usava ancora questo termine negli anni Cinquanta, con il significato di qualsiasi mezzo di locomozione scassato, quindi in senso dispregiativo. Invece la gialappa (Ipomoea purga, famiglia Convolvulaceae), in dialetto milanese si era trasformata in cilappa, termine successivamente esteso a qualsiasi purgante ad azione drastica.
SCIARPELLETTI Sciarpelletti ha un ceppo romano ed uno a Poggio Moiano nel reatino, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale originato dall'ipocoristico del vocabolo scalpello, che in dialetto laziale diventa scarpello, forse ad indicare il mestiere di scalpellino svolto dal capostipite, si potrebbe anche ipotizzare, ma con molta minore probabilità una derivazione dal vocabolo sciarpello, sorta di sciarpa con cappuccio, decisamente più recente, mentre tracce di queste cognominizzazioni le troviamo almeno dal 1400, con Lorenzo Sciarpelloni (1453-1531), come leggiamo nella Storia della Toscana Di Francesco Inghirami: "..imparò l'arte dell' orefice da maestro Credi, nacque nell'anno 1498 da Lorenzo d'Andrea Sciarpelloni. Essendosi egli posto insieme con Pietro Perugino e Leonardo da Vinci suoi compagni ed amici all'arte del colorire, sotto la disciplina Andrea Verrocchio allora celebre pittore ..".
SCIARRA
SCIARRETTA
Sciarra è tipico del centro Italia e della Puglia, Sciarretta è anch'esso tipico di Lazio, Abruzzo, Molise, Casertano, beneventano e napoletano, dovrebbero derivare direttamente o tramite ipocoristici da un soprannome originato dal vocabolo sciarra (lite), attribuito sicuramente per un carattere molto litigioso del capostipite, soprannome come quello del principe ghibellino romano Giacomo Colonna detto Sciarra (+1329), che il 7 settembre del 1303 rapì e schiaffeggiò ad Anagni il pontefice Bonifacio VIII°: "...tandem a suis propriis concivibus Anagniae patria sua / captus consignatusque in manus Sciarrae Columnae inimici sui mortalis / Romamque redux post captivitatem / in Castro Sancti Angeli fatis cessit....", troviamo tracce di queste cognominizzazioni nelle Marche ad Urbisaglia (MC), agli inizi del 1300, con Sciarra magistri Pertempi di Sarnano, sempre nel 1300 nel Lazio a Cave (RM), con il notaio Nicola Sciarra, nel 1600 nell'aquilano imperversa il brigante Marco Sciarra.
SCIARRINO Sciarrino è tipicamente siciliano, di Palermo e Carini nel palermitano, di Riesi nel nisseno e di Marsala nel trapanese, dovrebbe derivare da un soprannome attribuito al capostipite, originato dal termine dialettale siciliano sciarrino (litigioso, attaccabrighe) (vedi anche SCIARRA), probabilmente per sottolineare un aspetto del suo carattere, reoviamo tracce di questa cognominizzazione a Sciacca nell'agrigentino fin dal 1500 quando esistono tracce di matrimoni effettuati da delle Sciarrino con famiglie nobili locali, a Valledolmo nel palermitano fin dalla seconda metà del 1700 con Rosario Sciarrino Mèndola, agrimensore, nella seconda metà del 1800 il Notaio Giovanni Sciarrino opera sempre nel palermitano.
SCIASCI
SCIASCIA
SCIASCIO
Sciasci sembrerebbe avere un piccolo ceppo a Formigine nel modenese, Sciascia ha un ceppo nel barese tra Bisceglie, Barletta e Minervino Murge, ed uno siciliano, soprattutto nell'agrigentino, ad Agrigento, Campobello di Licata, Ravanusa e Cattolica Eraclea, Sciascio è assolutamente rarissimo, in alcuni casi potrebbero derivare dalla forma ipocoristica dialettale del nome Rosaria.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Secondo alcune fonti, l’origine di questi cognomi andrebbe ricercata nel nome medievale Sciascia (variante fonetica di Scioscia), l’italianizzazione cioè del personale ebraico Shosha, che nell’antico ebraico significa giglio, Shosha, in realtà, nasce dall’apocope del nome Shoshannah, da noi conosciuto come Susanna; (vedi Susana); in Sicilia, comunque, è anche possibile che questi cognomi siano d’origine araba, anche se l’etimologia è comune a quella ebraica (capita spesso che l’onomastica araba ed ebraica siano molto simili fra loro). Detto questo, però, va notato che l’ipotesi di una connessione col nome Rosaria non è del tutto infondata, in quanto lo stesso termine shoshannah, nell’ebraico moderno, ha assunto il significato di rosa: seguendo questa interpretazione, allora, viene da pensare che la tradizione cristiana abbia accostato fra loro i nomi Rosaria e Sciascia per un motivo puramente semantico (riprendendo la traduzione moderna del termine shoshannah). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti (da intendere non solo in senso matronimico ma anche patronimico, poiché sembra che, un tempo, questi nomi fossero usati anche al maschile e, in diversi casi, vengono letti come abbreviazioni del nome Rosario).
SCIBETTA Scibetta è tipicamente siciliano, del palermitano, del nisseno e particolarmente dell'agrigentino, dovrebbe derivare dal vocabolo arabo Scibeth (punta, cima), ma è pure possibile che derivi semplicemente dall'aferesi del toponimo Calascibetta nell'ennese.
SCICHILONE
SCICLI
SCICLONE
SCICOLONE
Scichilone è specifico dell'agrigentino, di Aragona ed Agrigento, e del nisseno, di Butera e Caltanissetta, Scicli, molto molto raro, è sicuramente siciliano, Sciclone, assolutamente rarissimo, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione di Scicolone che è tipico dell'area che comprende le province di Caltanissetta ed Agrigento, dovrebbero tutti derivare o direttamente dal toponimo Scicli (RG) o dal suo etnico: scicolone = cittadino di Scicli.
SCIDA Rarissimo è specifico del crotonese, dovrebbe derivare dal toponimo Scido (RC).
SCIGLIANO Scigliano è tipico del cosentino, con un piccolo ceppo anche nel messinese, dovrebbe derivare dal toponimo Scigliano nel cosentino, probabile luogo d'origine del capostipite.
SCIGLITANO Sciglitano tipico del reggino, di Seminara, Molochio e Palmi, potrebbe derivare dall'etnico di Scigliano (CS), ma molto più probabilmente deriva da una forma dialettale dell'etnico di Scicli (RG).
integrazione fornita da Patrick Pregiato - USA
io sono quasi sicuro che provenga da Sciglio, l'antico nome di Scilla (RC), anche perchè nel dialetto locale gli abitanti si chiamano scigghitani e non scillesi o scillani.
SCILINI Assolutamente rarissimo, esclusivo della Valtellina, deriva da una modificazione del cognome Scilini, ormai scomparso da tempo, di cui abbiamo tracce fin dal 1100 nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale a Lodi nell'anno 1197: "...Manifestavit Barellus, filius Alberti Schilini, quod illas libras quatuor imperialium, quas Anselmus Arothi mutuo accepit ab Alberto Caxola, fuerunt mutuati ad utilitatem eiusdem Barelli ad sanandum debitum...".
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
l'origine del cognome è oscura, ma i Scilini sono valtellinesi da lunga data, visto che il cognome lo si trova a Villa di Tirano (SO) già nel 1700. In loco si raccontava che i Scilini venissero dal Bresciano, se questo fosse vero verrebbe da pensare quantomeno a una somiglianza col cognome Silini, diffuso nella provincia di Brescia.Nel Tiranese, zona di intensissima emigrazione, senz'altro le famiglie Scilini detengono dei primati in questo campo. Antonio Simone Scilini lasciò il paese natale per l'Australia a soli 14 anni verso il 1890, due altri Scilini sono rispettivamente in Australia e negli USA attorno al 1860 e uno di loro ha combattuto nella Guerra Civile. Il cognome Scilini potrebbe derivare da un ipocoristico: (è solo un ipotesi) Maffesciolo / Sciolo/ Sciolini....
integrazioni fornite da Franca Scilini
Il cognome Scilini proviene da Calvisano (BS) dove erano presenti i nobili Schilini, poi il cognome si trasformò in Scilini.
SCILLA Scilla ha un ceppo nel cosentino, uno nel reggino ed in Sicilia, nel catanese e nel trapanese, dovrebbe derivare dal toponimo Scilla nel reggino.
SCILLIA Scillia è tipico di Enna, di Capizzi nel messinese e di Racalmuto nell'agrigentino, potrebbe derivare dalla Gens Silia, anche se è possibile un collegamento di un soprannome con il termine latino scylla (scoglio).
SCIME
SCIME'
Scime è tipicamente siciliano dell'agrigentino di Racalmuto, Agrigento e Alessandria della Rocca, di Gela (CL) e di Palermo Scimè, ugualmente distribuito, è anch'esso dell'areale siciliano, dovrebbero derivare da contrazioni dialettali del nome Simone.
SCIMENES Scimenes ha un ceppo a San Severo e Torremaggiore nel foggiano.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L’origine di questo cognome va ricercata in un’italianizzazione del cognome spagnolo Ximenez, che, assieme alle sue varianti Gimenez e Jimenez, deriva dal patronimico del nome Ximen, da noi conosciuto come Simone (vedi Simoni e Ximenes).
SCIMONE
SCIMONELLI
SCIMONELLO
SCIMONI
Scimone è tipicamente siciliano, soprattutto molto diffuso nel messinese, Scimonelli è rarissimo, decisamente siciliano, probabilmente del trapanese, Scimonello ancora più raro è tipico dell'estremità meridionale della Sicilia, Scimoni è praticamente unico, dovrebbero derivare o direttamente o tramite ipocoristici da una modificazione di stampo dialettale del nome Simone.
SCINA
SCINA'
Scina è unico, Scinà + specifico di Paternò nel catanese, dovrebbero derivare dal toponimo calabrese Scinà di Palmi (RC).
SCIOLI Scioli sembrerebbe originario della provincia di Isernia, di Monteroduni, con ceppi anche ad Isernia, a Guardiagrele e Miglianico nel teatino ed a Pescara e Roma, potrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo medioevale sciolus (saputello), forse a sottolineare una caratteristica comportamentale del capostipite, secondo alcuni deriverebbe invece dall'agnomen (soprannome) latino Scaevola, che è a sua volta un diminutivo del termine latino scaevus (mancino, sinistro), ma è improbabile una trasformazione di questo tipo, visto che la pronuncia latina di questo agnomen era ben diversa da quella italiana, tanto che, se oggi volessimo scrivere il soprannome Scaevola come lo pronunciavano i latini, dovremmo ricorrere al suono k e scrivere Skaevola.
SCIORTINO
SCIORTO
Sciortino è tipico della Sicilia occidentale, così come il quasi unico catanese Sciorto, dovrebbero derivare dal vocabolo arabo shurtih (sentinella), tracce di queste cognomninizzazioni le troviamo a Castelvetrano (TP) fin dal 1700 con il notaio Giuseppe Sciortino.
SCIOSCIA Molto raro è tipico della zona che comprende avellinese, foggiano, barese e potentino, dovrebbe derivare da un vezzeggiativo dialettale del nome Rosario.
integrazione e ipotesi fornite da un visitatore che preferisce l'anonimato
Il cognome Scioscia è diffusissimo a Pescopagano in Basilicata ove mi risulta esista il maggior numero di persone con questo cognome. Il cognome dovrebbe derivare dalla parola ebraica Shosha (che in italiano si scrive appunto Scioscia) e che significa Rosa.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Sciòscia è presente a Matera, Melfi, Pescopagano, Potenza; deriva dal vocabolo dialettale calabrese sciòscia (vezzeggiativo)  = sorella, o anche dal vocabolo calabro campano sciòscia = donna simpatica e amata. Cfr. Gerhard Rohlfs: Dizionario storico dei cognomi in Lucania, Longo, Ravenna, 1985
SCIPI
SCIPIO
SCIPIONE
SCIPIONI
Scipi, assolutamente rarissimo, è di San Benedetto del Tronto nel Piceno, Scipio è specifico di Valentano nel viterbese, Scipione è specifico dell'area laziale, soprattutto di Formia nel latinense e dell'area abruzzese, dell'Aquila, Pescara, Nocciano e Abbateggio nel pescarese e di Chieti, Scipioni, più diffuso, è presente in modo significativo nelle Marche, in particolare nel Piceno, in Abruzzo, in particolare nel teramano e nell'aquilano e nel Lazio, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dalla Gens Scipia una delle famiglie della Gens Cornelia, o dal nome latino Scipio, Scipionis di cui abbiamo un illustre esempio in Publio Cornelio Scipione l'Africano (235 a.C. - 183 a.C.), vittorioso su Annibale nella battaglia di Zama e definitivo vincitore della seconda guerra punica contro Cartagine.
SCIREA Scirea è tipico del milanese, di Cernusco Sul Naviglio in particolare dovrebbe derivare da un nome di località identificabile dalla presenza di cerri (alberi simili a querce) il cerro in milanese si chiama scèr, quindi scereda (cerreto) che modificato è diventato Scirea.
SCISCO Scisco, molto molto raro, è specifico di Barletta nel barese, dovrebbe derivare da una forma aferetica dialettale del nome Francesco, probabilmente portato dal capostipite.
SCIUMBATA Sciumbata è tipico di Caraffa di Catanzaro, Sersale e Marcedusa nel catanzarese e di Corigliano calabro nel cosentino.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
D’origine arbëreshë, questo cognome sembra derivare dalla toponomastica albanese e, più precisamente, dalla città di Shumbat (anche nota come Shumbati), che si colloca nella prefettura di Dibër, nell’Albania nord-orientale.
SCIUME
SCIUME'
Sciume e Sciumè sono due diverse forme dello stesso cognome, sono tipici siciliani dell'agrigentino, di Favara in particolare, si potrebbe trattare di una forma dialettale contratta del nome Simone.
SCIUTERI
SCIUTI
SCIUTO
Sciuti, quasi unico, sembrerebbe dovuto ad errori di trascrizione di Sciutti (vedi SCIUTTI) o di Sciuto, che è un cognome tipicamente siciliano, con un ceppo importante nel catanese, ma presente in misura significativa anche nel ragusano e siracusano, nel messinese, ennese, palermitano e trapanese, Sciutteri è tipico di Messina, si possono proporre due ipotesi, la prima è che si tratti di un soprannome attribuito al capostipite, originato dal termine dialettale sciuto (secco), mentre secondo altri si potrebbe ipotizzare una derivazione dall'aferesi del termine nìesciuto (uscito, ma anche nato, rampollo).
SCIUTTI
SCIUTTO
Sciutti, abbastanza raro, è tipicamente ligure, di Genova in particolare, Sciutto è molto comune nell'area alessandrino, genovese, ma anche nell'astigiano, cuneese e savonese,  dovrebbero derivare da un soprannome attribuito ai capostipiti, originato dal termine dialettale ligure sciüto (asciutto, secco, estremamente magro), probabilmente a causa della loro eccessiva magrezza.
SCIVETTI Molto raro è specifico di Giovinazzo (BA), dovrebbe derivare da un soprannome dialettale.
SCLAFANI Sclafani, decisamente siciliano, è specifico dell'area che comprende il palermitano e l'agrigentino, dovrebbe derivare dal toponimo Sclafani Bagni nel palermitano, probabilmente originato dal termine latino scaphula (piccola barca), a sua volta derivato dal vocabolo greco scapha (barca, imbarcazione).
SCLAPARI Sclapari, decisamente calabrese, molto raro, è specifico di Montebello Jonico nel reggino, di origini etimologiche oscure.
SCOCCIMARRA
SCOCCIMARRO
SCOCIMARRO
SCUCCIMARRA
SCUCCIMARRI
SCUCCIMARRO
Scoccimarra, assolutamente rarissimo, potrebbe essere abruzzese, Scoccimarro è tipicamente pugliese di Trani nel barese in particolare, Scocimarro è estremamente raro, Scuccimarra ha un ceppo nel foggiano, uno in Abruzzo ed uno nel Lazio, Scuccimarri, abbastanza raro, ha un ceppo nel barese a Sannicandro di Bari, Scuccimarro sembrerebbe romano, ma di origine pugliese, dovrebbe trattarsi di varie forme di un'italianizzazione del nome arabo Sheikh Ammar, forse arrivato dall'Albania già come cognome, un'altra ipotesi, più probabile, dato il territorio dove è distribuito, li fa derivare da soprannomi composti dal termine marra (zappa), che starebbero ad indicare dei lavoratori dei campi, probabile mestiere dei capostipiti, cioè di coloro che scocciavano (rompevano) il terreno con la zappa.
SCODELLARI
SCODELLARO
SCOTELLARO
SCUDELLARI
SCUDELLARO
SCUTELLARI
SCUTELLARO
Scodellari, molto molto raro, parrebbe del veronese, Scodellaro ha un nucleo friulano tra San Martino al Tagliamento, Zoppola (PN) e Codroipo (UD) con un ceppo primario anche a Napoli, probabilmente dovuto ad errori di trascrizione di Scotellaro che ha un ceppo a Napoli, uno a Casaletto Spartano e Sapri (SA) ed in Puglia a Candela (FG) e Ortelle (LE), Scudellari ha un ceppo nel bresciano ed uno nel ravennate, Scudellaro ha un ceppo veneto, in particolare nel padovano, ed uno nel napoletano, Scutellari è quasi scomparso, Scutellaro, quasi unico è del napoletano,  tracce di queste cognomizzazioni le troviamo a Parma nel 1500 con Giacomo Scutellari di antica e nobile famiglia parmense medico del marchese Sforza Pallavicino, nel 1700 troviamo a Roma l'incisore Ioannes Scotellarius: "...Aloisius Persius et Ioannes Scotellarius officinatores Giunchiani...".
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Scodellari, molto raro, sembra essere originario del veronese, Scodellaro è diffuso soprattutto nel pordenonese e nel napoletano, Scotellaro ha ceppi maggiori nel napoletano, nel salernitano, nel leccese e nel foggiano, tutti questi cognomi derivano da varianti arcaiche o dialettali del termine scodellaio, col significato di fabbricante o venditore di scodelle. Si tratta, dunque, della cognominizzazione di nomi di mestiere attribuiti ai capostipiti. Un’ultima aggiunta: in onore di un grande poeta italiano dell’XX secolo, va ancora ricordata la figura di Rocco Scotellaro (nato a Tricarico, Matera, nel 1923 e morto a Portici, Napoli, nel 1953), forse il primo vero simbolo poetico della società contadina italiana.
SCOGLIO Molto raro, ha un'origine possibile nella zona dello stretto di Messina e nel Catanese, ma presenta nel sudmilanese e lodigiano un ceppo che potrebbe anche essere originario, potrebbe derivare dal toponimo Scoglitti (RG).
SCOGNAMIGLIO
SCOGNAMILLO
Scognamiglio è tipico campano in particolare della zona orientale di Napoli e dei comuni vicini come Portici (dove risulta essere il cognome più diffuso), San Giorgio a Cremano, Ercolano e Torre del Greco, Scognamillo, decisamente più raro, è più propriamente napoletano, ma ha un ceppo anche a Castellabate (SA) ed uno ad Alghero, derivano da soprannomi dialettali originati dal vocabolo scugnà (trebbiare) e si riferiscono all'attivita di trebbiatore di cereali.
SCOLA
SCOLARI
SCOLARIS
Scola abbastanza raro è distribuito a macchia di leopardo in Italia, Scolari è specifico della Lombardia e del veronese, Scolaris, quasi unico, sembrerebbe originario dell'alto Friuli, questi cognomi derivano da soprannomi legati al vocabolo tardo latino schola (scuola), forse con riferimento all'appartenenza ad un gruppo di discepoli di un mastro artigiano.  Scolari è presente come cognome fin dal medioevo.   Nel "Cronica delle cose occorrenti ne' tempi suoi", Dino Compagni cita una famiglia Scolari de' Lamberti: "...Del mese d'aprile 1302, avendo fatti richiedere molti cittadini ghibellini, e guelfi di Parte bianca, condannò gli Uberti, la famiglia degli Scolari, de' Lamberti, delli Abati, Soldanieri, Rinaldeschi, Migliorelli, Tebaldini: e sbandì e confinò tutta la famiglia de' Cerchi; ...",nella primavera del 1333 viene menzionato Ciupo degli Scolari come capo di una banda di Pisani, nel novembre del 1411 l'imperatore Sigismondo inviò in Friuli 12 mila ungheri, capitanati dal fiorentino Pippo Scolari, nel 1450-60 troviamo un don Pietro Scolari in quakutà di parroco di Calvisano (BS), nel 1480 Traiano Scolari de Parma è Capitano della Martesana, nel 1650-70 troviamo citato in un contratto di affitto di un pascolo il pecoraro Francesco Scolari di Bianzone (SO).
SCOLAVINO Scolavino è tipicamente campano, del napoletano e di Napoli in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome attribuito al capostipite per le sue intemperanze nel bere.
SCOLLO Originario del sud della Sicilia.
SCOLZ Assolutamente rarissimo, specifico della zona di che da Udine arriva a Latisana in Friuli, dovrebbe derivare dal cognome della Slesia Scholzen o Scholtzen.
SCONFIETTI Molto raro è specifico della zona che abbraccia le aree di confine del pavese, lodigiano e milanese.
SCOPELLITI Scopelliti ha un ceppo tra reggino e messinese ed uno nell'agrigentino, può derivare da una forma neogreca in ita dell'etnico del toponimo Scopello (TP), ma è più probabile che derivi invece da un soprannome originato dal vocabolo greco skopelos (scoglio corallino), forse perchè la famiglia abitava in prossimità di una scogliera (vedi anche SCHIPELLITI).
SCOPPIO Molto raro è specifico del barese, potrebbe derivare dal nome greco Scopius (Scopius padre di Alcidocus è uno dei discendenti di Ercole), della cognomizzazione di questo nome si hanno tracce ad esempio nel 1600 con lo scrittore Gaspare Scopius; è pure possibile che derivi da un nome di località, come il monte bulgaro Scopius.
SCORCU
SCROCCU
Entrambi decisamente sardi e molto rari, Scorcu è tipico di Tortolì nell'Ogliastra, mentre Scroccu è più specifico di Muravera nel Cagliaritano.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
SCORCU e SCROCCU: hanno la stessa radice: s-croc- probabilmente dal norvegese krokr o anche dal tardo latino croccus, o ancora dall’italiano s-crocco. Appare come radice anche senza la “s”, “croc” o “crocr”. In entrambi i casi si tratta di una voce onomatopeica. Mi viene in aiuto la mia infanzia trascorsa tra la scuola e la falegnameria di mio padre: “Pinucciu, bai a su de tziu Peppinu Froris a mi comporai un’ scroccu po custa credentzèdda”! “Pinuccio - così mi chiamava mio padre – vai dal signor Peppino Floris (negozio di ferramenta) a comprarmi uno scrocco per questo armadietto”! Uno scroc©o = una piccola serratura a scatto. I cognomi Scorcu e Scroccu non hanno niente a che vedere con scrocco, scroccare, scroccone, nel senso prendere soldi o altro, “a buon mercato”. Sia in campidanese che in logudorese abbiamo inoltre croccu, nello stesso significato di scroccu. Attualmente SCORCU è presente soli 5 Comuni italiani, di cui 1 in Piemonte: Fossano (Cuneo) con 3 e 4 in Sardegna: Tortolì 25, Lotzorai 3, Cagliari 3, Thiesi 3. SCROCCU è presente in 7 Comuni d’Italia, di cui 1 in Piemonte, 1 in Veneto e 5 in Sardegna: Muravera 28, Cagliari 8, San Vito 5, Selargius 3, Perdasdefogu 3. Non l’abbiamo ritrovato nei documenti antichi in nostro possesso.
SCORDIA
SCORDIO
SCORDO
Scordia e Scordio, rarissimi, della zona che comprende Calabria e Sicilia e Scordo tipico del reggino e della Sicilia orientale, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo greco skordo (aglio) o anche da italianizzazioni del cognome greco Skordas con la stessa derivazione.  Traccia di queste cognomizzazioni le troviamo a Bovalino (RC) con un certo Antonio Scordo cui viene affidata per l'anno 1697 la Catapania di Bovalino (la Catapania era il diritto di poter perseguire tutti i reati commessi in materia di frode fiscale).
SCORLETTI Molto raro è tipico della Lombardia sudoccidentale, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale.
SCORNAIENCHI
SCORNAIENGHI
SCORNAJENCHI
SCORNAJENGHI
Sia Scornaienchi, molto molto raro, come Scornaienghi, che Scornajenchi, quasi unico, come Scornajenghi, sono specifici di Cosenza ed area circostante, dovrebbero derivare da un soprannome dialettale derivato dal mestiere di macellaio o ammazza bestie, scorna (intuitivo) ienchi (bestie, derivato da iovencus = bovino).
SCORNAVACCA
SCORNAVACCHE
SCORNAVACCHI
Scornavacca ha un ceppo siciliano, soprattutto a Catania ed uno nel cosentino, Scornavacche, decisamente siciliano, ha un ceppo principale a Centuripe, Nicosia e Regalbuto nell'ennese ed a Ramacca nel catanese, Scornavacchi, rarissimo, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione dei precedenti, dovrebbero tutti derivare da soprannomi attribuiti a dei macellai, probabile mestiere dei capostipiti.
SCORPIO Assolutamente rarissimo, sembra specifico della zona di Pietravairano (CE), potrebbe derivare dall'appartenenza del capostipite alla Guardia Pretoriana del cui corpo lo Scorpione era l'emblema.
integrazione e ipotesi fornite da Gerardo de Scorpio
da informazioni contenute in una pergamena risulta che nel 1250 nel milanese esisteva una famiglia Scorpio dalla quale discendono gli attuali Scorpio di Pietravairano (CE), i quali agli inizi del 900 hanno acquistato il de' o dei o degli come patronimico.
SCORPO Molto molto raro sembra specifico del siracusano e dell alto catanese, zona di Siracusa, Solarino e Floridia, Maniache e Bronte, dovrebbe derivare dal conomen latino Scorpus di cui abbiamo un famosissimo esempio in un epigramma di Marco Valerio Marziale (40d.C.-104): "...Iam parce lasso, Roma, gratulatori, lasso clienti. Quamdiu salutator anteambulones et togatulos inter centum merebor plumbeos die toto, cum Scorpus una quindecim graves hora ferventis auri victor auferat saccos? Non ego meorum praemium libellorum -Quid enim merentur?- Apulos velim campos; non Hibla, non me spicifer capit Nilus, nec quae palude delicata Pomptinas ex arce clivi spectat uva Setini. Quid concupiscam quaeris ergo? Dormire. " cognomen che troviamo anche citato in una lapide di epoca augustea: "Aug(usti) lib(erto) tabul(ario) / Symphorus et / Scorpus liberti / et heredes patron(o) / bene merenti / fecer(unt)", ma è pure ipotizzabile un'origine da nomi di località, come esiste ad esempio uno Scorpo di Supersano (LE) potrebbe essere esistita una località con lo stesso nome nella Sicilia sudorientale.
SCORSESE
SCORZESE
Scorzese è praticamente unico, Scorsese sembrerebbe ormai scomparso in Italia, potrebbero derivare dal toponimo ragusano Scorsone, o anche dal nome della località Scorza nell'avellinese.
SCORZA
SCORZO
Scorza sembrerebbe tipico del cosentino, con un possibile ceppo forse secondario in Liguria, Scorzo, estremamente raro è specifico dell'alto cosentino, dovrebbero derivare da un soprannome legato al vocabolo scorza (corteccia) o scorzare (scorticare), ma è pure possibile che derivino da nomi di località come il monte che troviamo citato in un testo del 1100, dove si legge: "...et dicit patrem suum incisisse tunc in bucca de riz Scorzo (monte Scorzo) ligna duobus hominibus ...", o l'agglomerato di Scorzo nel Cilento.
SCORZELLI Tipico del salernitano, dovrebbe derivare dal toponimo di Scorzo nel Cilento.
SCOTON
SCOTTON
Scoton, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione di Scotton, che è decisamente veneto, molto diffuso in tutta l'area vicentina, ma anche nel trevisano, nel padovano e nel veneziano, dovrebbe derivare dall'aferesi di modificazioni del nome Francesco, da Francesco a Francescotto, poi per aferesi a Scotto quindi la forma accrescitiva dialettale Scotton.
integrazioni fornite da Tibère Gheno - France
Scotton e Scoton : cognome del nord Italia : Veneto e Lombardia. In Veneto troviamo gli Scotton nel vicentino al nord-est e nel trevigiano al nord-ovest e al sud-est come a Venezia. C’è un ceppo prolifico nel Canale di Brenta ma non è ad escludere la presenza di altri ceppi. Le presenze riscontrabili in Lombardia e nelle altre regioni d’Italia sembrano essere il risultato dell’emigrazione nella prima metà del 1900.  In Francia nel periodo dal 1891 al 1990 sono nati 223 Scotton e 59 di questi hanno preso la nazionalità francese. Le grafie Scoton, Scotoni, Scottoni sono per la maggior parte il risultato di errori degli Ufficiali di Stato Civile o un italianizzazione del cognome.  Origine : Le prime tracce riportano di un Pietro Scoto fu Gualtiero che troviamo come testimonio negli atti del 22.06.1400 e del 17.07.1400. Pietro nasce circa nel 1345 e muore prima del 1418, suo padre Gualtiero era nato circa nel 1310 ed era gia morto nel 1400. Pietro ha un fratello Domenico conosciuto come Domenico Gualtieri è testimonio nell'atto del 22.06.1400. Queste persone vivevano a Gualiva, ora contrada di Campolongo sul Brenta ma allora parrocchia di Oliero. Alla terza generazione è citato in un atto del 23.01.1418 Simeone fu Pietro Scoti, Simeone nasce circa verso il 1370 o 1380 e muore prima del 1432. Da Simeone nascono cinque figli, Domenico, Nicolo, Stefano, Lazaro e Martino, I quattro ultimi si spostano a San Nazario come testimonia una serie d’atti fra il 09.02.1443 e il 15.05.1454. In questi atti loro sono chiamati Scoto, Scoti, Scoton o Schoto. L’insediamento di questa famiglia a San Nazario avviene in contrada Sarzè poi, nelle generazione successive, si diffondono nelle contrade Merlo, Casteletti, Pianaro, e Lanari. Fuori di San Nazario gli Scotton si diramano a Solagna, Valstagna, e nell’aera bassanese ma anche nel vicino trevigiano.
Etimologia : quella di un diminutivo di Francesco, nome utilizzato nella famiglia Scotton per la prima volta circa nel 1650.  E un origine etnica scozzese : Nella rivista francese “l’Intermédiaire des Chercheurs et Curieux”, anno 1974,  n° 278, colonna 438  sotto il soggetto “Ilots ethniques” (Isolati etnici) l’autore spiega che, secondo una rivista inglese (senza altri riferimenti !) e non viene indicata nessuna data, c’erano in Italia, al nord del Lago di Como, scozzesi che vi si sarebbero installati dopo essere rimasti bloccati dalla neve sulla via del ritorno verso casa; l’autore aggiunge che qualche cognome scozzese è ancora presente : Scott, Gordon e Murray.  Un'altra ipotesi porta a considerare la possibilità di una derivazione dall'etnico germanico (todesco > todescoto > scotto > scotton), il nome del capostipite, Gualtiero, è di origine germanica. Il Canale di Brenta vede scendere dai Sette Comuni, dal Trentino e dalla Germania molte famiglie che s’insediarono in quest'area del vicentino già nel 1500. La sponda destra del Brenta : Campese, Campolongo sul Brenta, Valstagna, videro più particolarmente insediarsi, nel 1300 e 1400, famiglie di Lusiana, Foza, e Gallio dove la popolazione era quasi esclusivamente di origine cimbrica provenienti da diverse parte della Germania del sud.
Bibliografia :
Archivio di Stato di Vicenza e Bassano del Grappa, Fondo Notarile di Bassano,
archivi parrocchiali del Canale di Brenta, etc.
SCOTTI
SCOTTO
Scotti è specifico lombardo, con un possibile ceppo secondario nel napoletano, Scotto di origine ligure, presenta ceppi secondari nel grossetano e nel napoletano, non è da escludersi in qualche caso un origine irlandese, gli Scoti erano una tribù celtica che in principio risiedeva in Irlanda e che, in un secondo tempo, invase la parte settentrionale dell'isola britannica (attuale Scozia).  Gli Scotti, nobile famiglia piacentina sono citati fin dal XII° secolo. Un'altra più comune possibilità è la derivazione di questi cognomi dall'aferesi di nomi medioevali quali Brasco, Brunellesco, Fiesco, Fosco, oppure da indicatori etnici come tedesco.
SCOZZAFAVA
SCOZZAFAVE
Scozzafava è tipico di Catanzaro, Scozzafave è praticamente unico ed è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione.
ipotesi fornite da Stefano Ferrazzi
Scozzafava ha un nucleo principale nel catanzarese e ceppi secondari per lo più fra il nord e il centro nord del paese, Scozzafave, unico, è presente soltanto a Castrolibero (CS), entrambi questi cognomi derivano dall’antico italiano scozzafava, col significato letterale di sgusciafava, ad indicare molto probabilmente il mestiere di colui che si occupava di togliere le fave dal baccello, una volta che queste venivano raccolte: l’origine della radice scozza-, infatti, va ricercata nel verbo scozzare (letteralmente: privare della coccia, altrimenti detta scorza, guscio), una variante arcaica, cioè, del verbo sgusciare. In conclusione, allora, si tratta delle cognominizzazioni di nomi di mestiere attribuiti ai capostipiti.
SCOZZESE
SCOZZESI
Scozzese, molto molto raro, è presente soprattutto al sud, Scozzesi, altrettanto raro è dell'area lombardo emiliana, dovrebbero derivare dall'etnico di Scozia, ad indicare probabilmente la provenienza del capostipite da quella nazione.
SCRITTORE
SCRITTORI
Cognomi assolutamente rarissimi, sembrano tipici del nordest, con presenze anche nel centrosud, dovrebbero derivare dal mestiere di scrivano del capostipite.
SCRIVANI
SCRIVANO
Scrivani ha un ceppo lombardo a Milano e nel sud milanese, un ceppo a Piacenza e nel piacentino, ed uno a Pineto e Giulianova nel teramano, Scrivano ha un ceppo nel cosentino a Spezzano della Sila, Casole Bruzio, Cosenza e Celico, ed in Sicilia ha ceppi a Palermo e Balestrate nel palermitano, a Gela nel nisseno ed a Randazzo nel catanese, questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi originati dal mestiere di scrivano svolto dai capostipiti.
SCRUGLI Scrugli ha un ceppo a Roma, uno piccolissimo a Nuoro ed uno altrettanto piccolo nel valentiano ed a San Ferdinando nel reggino, potrebbe derivare da nomi di località come la frazione di Scruglio a Ripacandida in Lucania, o più probabilmente Punta Scrugli a Vibo Valentia, o semplicemente da luoghi dove fossero accaduti degli scrugli (termine dialettale arcaico per crollo o piccola scossa di terremoto), probabili luoghi d'origine dei capostipiti, troviamo tracce di questa cognominizzazione a Tropea fin dal 1500, un certo Francesco Scrugli è notaio a Tropea dal 1549 al 1602, tra i personaggi di rilievo citiamo Napoleone Scrugli  (1803-1883), nativo di Tropea che ricoprì l'incarico di senatore del Regno d'Italia.
SCUBLA Scubla è tipicamente friulano, dell'udinese, di Attimis, Udine, Povoletto e Nimis. dovrebbe derivare dal nome medioevale burgundo (i burgundi erano una tribù germanica orientale proveniente dalla Scandinavia) Skubila, o anche dall'ipocoristico del vocabolo medioevale germanico skub (spinta), potrebbe inoltre derivare dal nome del popolo degli Scubilingi nella Francia centrale.
SCUCCHIA Molto raro sembra specifico del rietino, zona tra i comuni di Collevecchio (RI) e Magliano Sabina (RI).
SCUDELER Scudeler è specifico del trevigiano, di Castelfranco Veneto, Casale sul Sile e Casier, e di San Michele al Tagliamento nel veneziano, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine dialettale per scodellaio o produttore di scodelle.
SCUDERA
SCUDERI
SCUDERO
SCUDIERI
SCUDIERO
Scudera, assolutamente rarissimo, è specifico della provincia di Caltanissetta, Scuderi è tipicamente siciliano, Scudero, quasi unico è del atanese, Scudieri è napoletano, Scudiero ha un ceppo nel napoletano, uno nel cosentino ed uno nel padovano, derivano tutti dal mestiere di scudiero, assistente addetto a portare lo scudo. Tracce di quest'uso si rinvengono nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale,  in una Carta pacti et transactionis del 1182: "...Gufredus magister de Landriano et Iohannes de Magistro et Iohannes Scuderus et Martinus Balbus et Iohannes de Saltu et Sarexinus et alii quam plures....".
SCUOR Scuor, estremamente raro, è dell'udinese, dovrebbe derivare da modificazioni dialettali del termine slavo sirek (granturco) da cui è derivato ad esempio anche il cognome Koruza (vedi KORUZA)
SCURATI
SCURATTI
Scurati è originario del nord milanese, Scuratti è tipicamente milanese,  probabile una derivazione da soprannomi legati o al vocabolo obscurus (scuro, nascosto), facendo riferimento o a caratteristiche fisico, comportamentali, o di località o più facilmente legati al vocabolo dialettale scüratt, schiratt (scoiattolo), forse ad indicare caratteristiche di velocità ed agilità del capostipite.
SCURCI Molto raro è tipico abruzzese, della zona tra Chieti ed alto pescarese, deriva da un soprannome dialettale originato dalla bassa statura del capostipite.
SCURI Si distribuisce nell'area che dalla bergamasca, attraverso il milanese, arriva fino al pavese, dovrebbe derivare da soprannomi legati al vocabolo obscurus (scuro, nascosto), facendo riferimento o a caratteristiche fisico, comportamentali, o di località.
SCUTERI
SCUTIERI
SCUTIERO
SQUITIERI
SQUITIERO
Scuteri è abbastanza raro ed è tipico della Calabria meridionale, Scutieri assolutamente rarissimo è specifico del catanzarese, Scutiero è specifico di Angri (SA), Squitieri è tipicamente campano, di Sarno nel salernitano in particolare, ma con presenze significative anche a San Valentino Torio e Salerno, sempre nel salernitano ed a Palma Campania nel napoletano, Squitiero, quasi unico è una variante del precedente, dovrebbero tutti derivare dal fatto che il capostipite di mestiere facesse lo scudiero.
SCUTIFERO Scutifero sembrerebbe tipico del crotonese, di Casabona in particolare, dovrebbe derivare dal termine latino scutiferus, cioè dall'incarico di portatore di scudo attribuito al capostipite, leggiamo nell'Eneide: ".. Commoditas haec experimentis statim probata, effecit, ut qui a scutis pridem hoplitae dicti fuerant, tum a pelitis Peltati nuncuparentur. Quod scutum Cetractiam dicebatur, eiusque scutiferus Cetratus...".
SCUTO Tipico siciliano del catanese, deriva da un soprannome legato al vocabolo latino scutum (scudo), normalmente stante ad indicare non tanto uno scudiero, quanto qualcuno connesso con il mestiere di armigero o di costruttore di scudi.
SCUTRA Scutra è specifico di Brescia e del bresciano, abbastanza raro, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul vocabolo latino scutra (pentola, caldaia), probabilmente attribuito al capostipite perchè di mestiere produceva o stagnava pentole o caldaie.
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