SCIABARRASI
SCIABARRASI
SCIABBARRASI |
Sciabarrasi è specifico dell'agrigentino, di Canicattì e
Ravanusa, Sciabbarasi e quasi unico, Sciabbarrasi, è il meno rao,
tipico dell'agrigentino, di Ravanusa, Canicattì e Palma di Montechiaro,
con presenze significative anche ad Enna e Palermo, dovrebbero derivare per metatesi
da soprannomi originati dal vocabolo arabo sciarrab
(ubriacone). |
| SCIACCA |
Tipico siciliano, deriva dal toponimo Sciacca (AG), improbabile una derivazione
diretta dal vocabolo arabo Shaack (bagni) che si presume invece sia all'origine
del nome della città. |
| SCIACCALUGA |
Tipico genovese
integrazioni fornite da Roberto
Milani
deriva da un soprannome dialettale originato dai vocaboli sciacca (schiaccia,
pesta) e uga (uva). |
SCIACCHITANO
SCICCHITANI
SCICCHITANO |
Sciacchitano è specifico della Sicilia occidentale, Scicchitani
e Scicchitano sono decisamente calabresi il primo della provincia di Vibo
Valentia, il secondo del catanzarese, dovrebbero tutti derivare da una
forma dialettale dell'etnico di Sciacca (AG) ad indicare probabilmente
la provenienza geografica della famiglia. |
| SCIALO' |
Abbastanza raro è tipico del napoletano, potrebbe essere di origini
normanne e derivare dall'aferesi del nome personale normanno Elyscia. |
| SCIALPI |
Tipico della Puglia centromeridionale, del barese e tarentino in particolare,
dovrebbe derivare da un soprannome originato da un difetto fisico dal termine
dialettale barese scialpo (balbuziente). |
| SCIAMANNA |
Sciamanna è tipico delle Marche, soprattutto del Piceno, del teramano,
del ternano, del viterbese e del romano, dovrebbe derivare dal termine
arcaico sciamanna o sciamanno,
probabilmente dovuto ad una deformazione del vocabolo ebraico simàn
(contrassegno), che stava ad indicare
il contrassegno che gli ebrei dello Stato Pontificio erano costretti a
portare, termine quindi probabilmente utilizzato anticamente per identificare
persone di religione ebraica, non bisogna però tralasciare la possibilità
che il cognome derivi da un soprannome dialettale originato dallo stesso
vocabolo utilizzato, nel Lazio e dintorni, per indicare abiti poveri, stracci
o scialli miseri, tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1700
con il Marchese Marcello Sciamanna di Terni. |
| SCIAN |
Scian è un cognome caratteristico di Cordenons nella provincia di
Pordenone, potrebbe derivare da una forma dialettale aferetica contratta
di nomi come Canciano o Feliciano. |
SCIANCALEPORE
SCIANCALEPRE |
Sciancalepore è abbastanza raro ed è tipico del barese, Sciancalepre
è unico e si tratta probabilmente di un errore di trascrizione del
precedente, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale legato alla velocità
nella corsa.
integrazioni fornite da Giacomo
Ganza / Villa di Tirano (SO)
Cognome probabilmente derivato da un soprannome scherzoso o beffardo
attribuito a un cacciatore mediocre. Da sciancare
col significato di azzoppare e lepore,
lepre, ovvero di qualcuno che sa solo azzoppare le lepri. |
| SCIANNAMBLO |
Assolutamente rarissimo sembra
essere originario del barese. |
| SCIARA |
Sciara è specifico della Sicilia occidentale, dovrebbe derivare dal toponimo Sciara (PA) che a sua volta deriva dall'arabo sciara (strada).
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SCIARABBA
SCIARRABA
SCIARRABBA
SCIARAPPA
SCIARAPPI |
Cognomi molto probabilmente di origini derivate dall'arabo.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Sciarabba ha un nucleo principale nel palermitano, Sciarrabba è
tipicamente agrigentino, Sciarraba, unico, è probabilmente un errore
di trascrizione del precedente, Sciarappa ha ceppi maggiori nel foggiano
e nell’avellinese, Sciarappi, quasi unico, si riscontra soltanto a Roma
e a Viareggio (LU), tutti questi cognomi si prestano ad una difficile interpretazione
etimologica e almeno tre sono le ipotesi che vi si possono ricavare: tale
ambiguità è dovuta a un curioso caso di omonimia fra termini
di origini molto diverse tra loro. Secondo la prima e, forse, più
probabile ipotesi (o per lo meno la più accreditata dagli studiosi),
questi cognomi dovrebbero derivare dall’arabo šarab,
col significato di bevanda e, più nello specifico, anche di vino,
molto probabilmente in riferimento a un soprannome attribuito a un beone,
a un crapulone; solo per curiosità, faccio notare che dallo stesso
termine sono derivate anche le parole italiane sciroppo e sorbetto (quest’ultima
attraverso la pronuncia turca šorbet).
Una seconda ipotesi, invece, fa derivare questi cognomi non tanto dall’arabo,
quanto dal francese e precisamente dall’espressione char
à bancs (letteralmente traducibile come carro con panche),
con la quale un tempo si indicava un particolare tipo di calesse, usato originariamente in Svizzera e nella Franca Contea: questa
espressione tipicamente francese, in realtà, ha subito diversi adattamenti
dialettali nel nostro paese (come, ad esempio, Sciarrabba, Sciarabà,
Sciarabballo, Sciaraballe, Sciaraball, Saraban, etc.) ed è entrata
a far parte anche della lingua inglese (anglicizzata nella forma charabanc).
In diversi dialetti, dunque, il termine sciarabba e le sue varianti stanno
ad indicare sia questo particolare tipo di calesse (talvolta anche un più
generico carretto o barroccio) sia, in senso figurato, una donna particolarmente
massiccia, robusta (questo significato vale soprattutto per il napoletano
sciarabballo): in tal modo, allora, i suddetti cognomi deriverebbero o
da nomi di mestiere attribuiti ai capostipiti (probabilmente dei carradori
o dei guidatori di carri) o da soprannomi dovuti a delle loro caratteristiche
fisiche. La terza e ultima ipotesi, infine, indica anch’essa un’origine
straniera per questi cognomi, ma qui né araba né francese:
si tratta, cioè, di un’origine spagnola, che richiama il vocabolo iberico jalapa,
una pianta che oggi conosciamo con il nome di gialappa. Dapprima italianizzata
nella forma scialappa o sciarappa, la gialappa è una pianta tipicamente
americana, conosciuta in Europa già dal XVII secolo, le cui radici
sono spesso usate per la produzione di farmaci: il suo nome deriva dalla
città messicana di Jalapa o Xalapa, dalla quale, nel 1609, fu per
la prima volta importata nel nostro continente. Nei dialetti del sud (per
lo più in quello napoletano) il termine sciarappa sta, quindi, ad
indicare sia la pianta della gialappa sia, in senso metaforico, una bevanda
dolce (quale, ad esempio, può essere il vino): da qui, allora, i
cognomi in questione potrebbero derivare o da un nome di mestiere (come,
fra gli altri, quello del farmacista) o da un soprannome probabilmente attribuito a una persona dedita al bere (e qui si verifica
una strana coincidenza con la prima ipotesi di significato, quella cioè
di derivazione araba). In conclusione, dunque, tutti questi cognomi (esempi
lampanti dell’influenza straniera sulla lingua italiana) traggono origine
o da nomi di mestieri o da soprannomi attribuiti ai capostipiti.
integrazioni fornite da Aldo Piglia,
Milano
l’espressione char à bancs aveva
originato sia la parola italiana sciarabà
o sciarabàn, debitamente registrata
dallo Zingarelli con il significato di biroccio
alto con più sedili, che si usava come vettura pubblica nel Mezzogiorno,
sia la parola milanese sciaraban, che
il Cletto Arrighi registra nel suo Dizionario come termine in disuso che
significa baroccio, sciarabà.
In realtà mi ricordo che mio padre usava ancora questo termine negli
anni Cinquanta, con il significato di qualsiasi mezzo di locomozione scassato,
quindi in senso dispregiativo. Invece la gialappa
(Ipomoea purga, famiglia Convolvulaceae), in dialetto milanese si era trasformata
in cilappa, termine successivamente
esteso a qualsiasi purgante ad azione drastica.
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| SCIARPELLETTI
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Sciarpelletti ha un ceppo romano ed uno a Poggio Moiano nel reatino, dovrebbe
derivare da un soprannome dialettale originato dall'ipocoristico del vocabolo
scalpello, che in dialetto laziale
diventa scarpello, forse ad indicare
il mestiere di scalpellino svolto dal capostipite, si potrebbe anche ipotizzare,
ma con molta minore probabilità una derivazione dal vocabolo sciarpello,
sorta di sciarpa con cappuccio, decisamente più recente, mentre
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo almeno dal 1400, con Lorenzo
Sciarpelloni (1453-1531), come leggiamo nella Storia
della Toscana Di Francesco Inghirami: "..imparò
l'arte dell' orefice da maestro Credi, nacque nell'anno 1498 da Lorenzo
d'Andrea Sciarpelloni. Essendosi egli posto
insieme con Pietro Perugino e Leonardo da Vinci suoi compagni ed amici
all'arte del colorire, sotto la disciplina Andrea Verrocchio allora celebre
pittore ..".
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SCIARRA
SCIARRETTA |
Sciarra è tipico del centro Italia e della Puglia, Sciarretta è
anch'esso tipico di Lazio, Abruzzo, Molise, Casertano, beneventano e napoletano,
dovrebbero derivare direttamente o tramite ipocoristici da un soprannome
originato dal vocabolo sciarra (lite),
attribuito sicuramente per un carattere molto litigioso del capostipite,
soprannome come quello del principe ghibellino romano Giacomo Colonna detto
Sciarra (+1329), che il 7 settembre del 1303 rapì e schiaffeggiò
ad Anagni il pontefice Bonifacio VIII°: "...tandem
a suis propriis concivibus Anagniae patria sua / captus consignatusque
in manus Sciarrae Columnae
inimici sui mortalis / Romamque redux post captivitatem / in Castro Sancti
Angeli fatis cessit....", troviamo tracce di queste cognominizzazioni
nelle Marche ad Urbisaglia (MC), agli inizi del 1300, con Sciarra magistri
Pertempi di Sarnano, sempre nel 1300 nel Lazio a Cave (RM), con il notaio
Nicola Sciarra, nel 1600 nell'aquilano imperversa il brigante Marco Sciarra.
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| SCIARRINO
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Sciarrino è tipicamente siciliano, di Palermo e Carini nel palermitano,
di Riesi nel nisseno e di Marsala nel trapanese, dovrebbe derivare da un
soprannome attribuito al capostipite, originato dal termine dialettale
siciliano sciarrino (litigioso,
attaccabrighe) (vedi anche SCIARRA),
probabilmente per sottolineare un aspetto del suo carattere, reoviamo tracce
di questa cognominizzazione a Sciacca nell'agrigentino fin dal 1500 quando
esistono tracce di matrimoni effettuati da delle Sciarrino con famiglie
nobili locali, a Valledolmo nel palermitano fin dalla seconda metà
del 1700 con Rosario Sciarrino Mèndola, agrimensore, nella seconda
metà del 1800 il Notaio Giovanni Sciarrino opera sempre nel palermitano.
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SCIASCI
SCIASCIA
SCIASCIO |
Sciasci sembrerebbe avere un piccolo ceppo a Formigine nel modenese, Sciascia
ha un ceppo nel barese tra Bisceglie, Barletta e Minervino Murge, ed uno
siciliano, soprattutto nell'agrigentino, ad Agrigento, Campobello di Licata,
Ravanusa e Cattolica Eraclea, Sciascio è assolutamente rarissimo,
in alcuni casi potrebbero derivare dalla forma ipocoristica dialettale
del nome Rosaria.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Secondo alcune fonti, l’origine di questi cognomi andrebbe ricercata
nel nome medievale Sciascia (variante
fonetica di Scioscia), l’italianizzazione
cioè del personale ebraico Shosha,
che nell’antico ebraico significa giglio,
Shosha, in realtà, nasce dall’apocope del nome Shoshannah,
da noi conosciuto come Susanna; (vedi Susana);
in Sicilia, comunque, è anche possibile che questi cognomi siano
d’origine araba, anche se l’etimologia è comune a quella ebraica
(capita spesso che l’onomastica araba ed ebraica siano molto simili fra
loro). Detto questo, però, va notato che l’ipotesi di una connessione
col nome Rosaria non è del tutto infondata, in quanto lo stesso
termine shoshannah, nell’ebraico moderno,
ha assunto il significato di rosa:
seguendo questa interpretazione, allora, viene da pensare che la tradizione
cristiana abbia accostato fra loro i nomi Rosaria
e Sciascia per un motivo puramente
semantico (riprendendo la traduzione moderna del termine shoshannah).
Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni
dei nomi personali dei capostipiti (da intendere non solo in senso matronimico
ma anche patronimico, poiché sembra che, un tempo, questi nomi fossero
usati anche al maschile e, in diversi casi, vengono letti come abbreviazioni
del nome Rosario).
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| SCIBETTA |
Scibetta è tipicamente siciliano, del palermitano, del nisseno e
particolarmente dell'agrigentino, dovrebbe derivare dal vocabolo arabo
Scibeth (punta,
cima), ma è pure possibile che derivi semplicemente dall'aferesi
del toponimo Calascibetta nell'ennese. |
SCICHILONE
SCICLI
SCICLONE
SCICOLONE |
Scichilone è specifico dell'agrigentino, di Aragona ed Agrigento,
e del nisseno, di Butera e Caltanissetta, Scicli, molto molto raro, è
sicuramente siciliano, Sciclone, assolutamente rarissimo, è probabilmente
dovuto ad errori di trascrizione di Scicolone che è tipico dell'area
che comprende le province di Caltanissetta ed Agrigento, dovrebbero tutti
derivare o direttamente dal toponimo Scicli (RG) o dal suo etnico: scicolone
= cittadino di Scicli. |
| SCIDA |
Rarissimo è specifico del
crotonese, dovrebbe derivare dal toponimo Scido (RC). |
| SCIGLIANO |
Scigliano è tipico del cosentino, con un piccolo ceppo anche nel
messinese, dovrebbe derivare dal toponimo Scigliano nel cosentino, probabile
luogo d'origine del capostipite. |
| SCIGLITANO |
Sciglitano tipico del reggino, di Seminara, Molochio e Palmi, potrebbe
derivare dall'etnico di Scigliano (CS), ma molto più probabilmente
deriva da una forma dialettale dell'etnico di Scicli (RG).
integrazione fornita da Patrick
Pregiato - USA
io sono quasi sicuro che provenga da Sciglio, l'antico nome di Scilla
(RC), anche perchè nel dialetto locale gli abitanti si chiamano
scigghitani e non scillesi o scillani. |
| SCILINI |
Assolutamente rarissimo, esclusivo della Valtellina, deriva da una modificazione
del cognome Scilini, ormai scomparso da tempo, di cui abbiamo tracce fin
dal 1100 nel Codice Diplomatico della Lombardia
Medioevale a Lodi nell'anno 1197: "...Manifestavit
Barellus, filius Alberti Schilini,
quod illas libras quatuor imperialium, quas Anselmus Arothi mutuo accepit
ab Alberto Caxola, fuerunt mutuati ad utilitatem eiusdem Barelli ad sanandum
debitum...".
integrazioni fornite da Giacomo
Ganza / Villa di Tirano (SO)
l'origine del cognome è oscura, ma i Scilini sono valtellinesi
da lunga data, visto che il cognome lo si trova a Villa di Tirano (SO)
già nel 1700. In loco si raccontava che i Scilini venissero dal
Bresciano, se questo fosse vero verrebbe da pensare quantomeno a una somiglianza
col cognome Silini, diffuso nella provincia di Brescia.Nel Tiranese, zona
di intensissima emigrazione, senz'altro le famiglie Scilini detengono dei
primati in questo campo. Antonio Simone Scilini lasciò il paese
natale per l'Australia a soli 14 anni verso il 1890, due altri Scilini
sono rispettivamente in Australia e negli USA attorno al 1860 e uno di
loro ha combattuto nella Guerra Civile. Il cognome Scilini potrebbe derivare
da un ipocoristico: (è solo un ipotesi) Maffesciolo / Sciolo/ Sciolini....
integrazioni fornite da Franca
Scilini
Il cognome Scilini proviene da Calvisano (BS) dove erano presenti i
nobili Schilini, poi il cognome si trasformò in Scilini. |
| SCILLA |
Scilla ha un ceppo nel cosentino, uno nel reggino ed in Sicilia, nel catanese
e nel trapanese, dovrebbe derivare dal toponimo Scilla nel reggino. |
| SCILLIA |
Scillia è tipico di Enna, di Capizzi nel messinese e di Racalmuto
nell'agrigentino, potrebbe derivare dalla Gens
Silia, anche se è possibile un collegamento di un soprannome
con il termine latino scylla (scoglio). |
SCIME
SCIME' |
Scime è tipicamente siciliano dell'agrigentino di Racalmuto, Agrigento
e Alessandria della Rocca, di Gela (CL) e di Palermo Scimè, ugualmente
distribuito, è anch'esso dell'areale siciliano, dovrebbero derivare
da contrazioni dialettali del nome Simone. |
| SCIMENES |
Scimenes ha un ceppo a San Severo e Torremaggiore nel foggiano.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L’origine di questo cognome va ricercata in un’italianizzazione del
cognome spagnolo Ximenez, che, assieme
alle sue varianti Gimenez e Jimenez, deriva dal patronimico del nome Ximen,
da noi conosciuto come Simone (vedi Simoni e Ximenes). |
SCIMONE
SCIMONELLI
SCIMONELLO
SCIMONI |
Scimone è tipicamente siciliano, soprattutto molto diffuso nel messinese,
Scimonelli è rarissimo, decisamente siciliano, probabilmente del
trapanese, Scimonello ancora più raro è tipico dell'estremità
meridionale della Sicilia, Scimoni è praticamente unico, dovrebbero
derivare o direttamente o tramite ipocoristici da una modificazione di
stampo dialettale del nome Simone. |
SCINA
SCINA' |
Scina è unico, Scinà + specifico di Paternò nel catanese,
dovrebbero derivare dal toponimo calabrese Scinà di Palmi (RC). |
| SCIOLI
|
Scioli sembrerebbe originario della provincia di Isernia, di Monteroduni,
con ceppi anche ad Isernia, a Guardiagrele e Miglianico nel teatino ed
a Pescara e Roma, potrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo
medioevale sciolus (saputello),
forse a sottolineare una caratteristica comportamentale del capostipite,
secondo alcuni deriverebbe invece dall'agnomen (soprannome) latino Scaevola,
che è a sua volta un diminutivo del termine latino scaevus
(mancino, sinistro), ma è improbabile
una trasformazione di questo tipo, visto che la pronuncia latina di questo
agnomen era ben diversa da quella italiana, tanto che, se oggi volessimo
scrivere il soprannome Scaevola come lo pronunciavano i latini, dovremmo
ricorrere al suono k e scrivere Skaevola. |
SCIORTINO
SCIORTO |
Sciortino è tipico della Sicilia occidentale, così come il
quasi unico catanese Sciorto, dovrebbero derivare dal vocabolo arabo shurtih
(sentinella), tracce di queste cognomninizzazioni le troviamo a Castelvetrano
(TP) fin dal 1700 con il notaio Giuseppe Sciortino. |
| SCIOSCIA |
Molto raro è tipico della zona che comprende avellinese, foggiano,
barese e potentino, dovrebbe derivare da un vezzeggiativo dialettale del
nome Rosario.
integrazione e ipotesi fornite
da un visitatore che preferisce l'anonimato
Il cognome Scioscia è diffusissimo a Pescopagano in Basilicata
ove mi risulta esista il maggior numero di persone con questo cognome.
Il cognome dovrebbe derivare dalla parola ebraica Shosha (che in italiano
si scrive appunto Scioscia) e che significa Rosa.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Sciòscia è presente a Matera, Melfi, Pescopagano, Potenza;
deriva dal vocabolo dialettale calabrese sciòscia
(vezzeggiativo) = sorella, o
anche dal vocabolo calabro campano sciòscia
= donna simpatica e amata. Cfr. Gerhard
Rohlfs: Dizionario storico dei cognomi in Lucania, Longo, Ravenna, 1985 |
SCIPI
SCIPIO
SCIPIONE
SCIPIONI |
Scipi, assolutamente rarissimo, è di San Benedetto del Tronto nel
Piceno, Scipio è specifico di Valentano nel viterbese, Scipione
è specifico dell'area laziale, soprattutto di Formia nel latinense
e dell'area abruzzese, dell'Aquila, Pescara, Nocciano e Abbateggio nel
pescarese e di Chieti, Scipioni, più diffuso, è presente
in modo significativo nelle Marche, in particolare nel Piceno, in Abruzzo,
in particolare nel teramano e nell'aquilano e nel Lazio, tutti questi cognomi
dovrebbero derivare dalla Gens Scipia
una delle famiglie della Gens Cornelia, o dal nome latino Scipio,
Scipionis di cui abbiamo un illustre esempio in Publio Cornelio
Scipione l'Africano (235 a.C. - 183 a.C.), vittorioso su Annibale nella
battaglia di Zama e definitivo vincitore della seconda guerra punica contro
Cartagine.
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| SCIREA |
Scirea è tipico del milanese, di Cernusco Sul Naviglio in particolare
dovrebbe derivare da un nome di località identificabile dalla presenza
di cerri (alberi simili a querce) il
cerro in milanese si chiama scèr,
quindi scereda (cerreto)
che modificato è diventato Scirea.
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| SCISCO |
Scisco, molto molto raro, è specifico di Barletta nel barese, dovrebbe
derivare da una forma aferetica dialettale del nome Francesco,
probabilmente portato dal capostipite.
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| SCIUMBATA |
Sciumbata è tipico di Caraffa di Catanzaro, Sersale e Marcedusa
nel catanzarese e di Corigliano calabro nel cosentino.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
D’origine arbëreshë, questo cognome sembra derivare dalla
toponomastica albanese e, più precisamente, dalla città di
Shumbat (anche nota come Shumbati),
che si colloca nella prefettura di Dibër, nell’Albania nord-orientale.
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SCIUME
SCIUME' |
Sciume e Sciumè sono due diverse forme dello stesso cognome, sono
tipici siciliani dell'agrigentino, di Favara in particolare, si potrebbe
trattare di una forma dialettale contratta del nome Simone. |
SCIUTERI
SCIUTI
SCIUTO |
Sciuti, quasi unico, sembrerebbe dovuto ad errori di trascrizione di Sciutti
(vedi SCIUTTI) o di Sciuto, che è un
cognome tipicamente siciliano, con un ceppo importante nel catanese, ma
presente in misura significativa anche nel ragusano e siracusano, nel messinese,
ennese, palermitano e trapanese, Sciutteri è tipico di Messina, si possono proporre due ipotesi, la prima
è che si tratti di un soprannome attribuito al capostipite, originato
dal termine dialettale sciuto (secco),
mentre secondo altri si potrebbe ipotizzare una derivazione dall'aferesi
del termine nìesciuto (uscito,
ma anche nato, rampollo). |
SCIUTTI
SCIUTTO |
Sciutti, abbastanza raro, è tipicamente ligure, di Genova in particolare,
Sciutto è molto comune nell'area alessandrino, genovese, ma anche
nell'astigiano, cuneese e savonese, dovrebbero derivare da un soprannome
attribuito ai capostipiti, originato dal termine dialettale ligure sciüto
(asciutto, secco,
estremamente magro), probabilmente a causa della loro eccessiva
magrezza. |
| SCIVETTI |
Molto raro è specifico di Giovinazzo (BA), dovrebbe derivare da
un soprannome dialettale. |
| SCLAFANI |
Sclafani, decisamente siciliano, è specifico dell'area che comprende
il palermitano e l'agrigentino, dovrebbe derivare dal toponimo Sclafani
Bagni nel palermitano, probabilmente originato dal termine latino scaphula
(piccola barca), a sua volta derivato
dal vocabolo greco scapha (barca,
imbarcazione). |
| SCLAPARI |
Sclapari, decisamente calabrese, molto raro, è specifico di Montebello
Jonico nel reggino, di origini etimologiche oscure. |
SCOCCIMARRA
SCOCCIMARRO
SCOCIMARRO
SCUCCIMARRA
SCUCCIMARRI
SCUCCIMARRO |
Scoccimarra, assolutamente rarissimo, potrebbe essere abruzzese, Scoccimarro
è tipicamente pugliese di Trani nel barese in particolare, Scocimarro
è estremamente raro, Scuccimarra ha un ceppo nel foggiano, uno in
Abruzzo ed uno nel Lazio, Scuccimarri, abbastanza raro, ha un ceppo nel
barese a Sannicandro di Bari, Scuccimarro sembrerebbe romano, ma di origine
pugliese, dovrebbe trattarsi di varie forme di un'italianizzazione del
nome arabo Sheikh Ammar, forse arrivato
dall'Albania già come cognome, un'altra ipotesi, più probabile,
dato il territorio dove è distribuito, li fa derivare da soprannomi
composti dal termine marra (zappa),
che starebbero ad indicare dei lavoratori dei campi, probabile mestiere
dei capostipiti, cioè di coloro che scocciavano
(rompevano) il terreno con la zappa. |
SCODELLARI
SCODELLARO
SCOTELLARO
SCUDELLARI
SCUDELLARO
SCUTELLARI
SCUTELLARO |
Scodellari, molto molto raro, parrebbe del veronese, Scodellaro ha un nucleo
friulano tra San Martino al Tagliamento, Zoppola (PN) e Codroipo (UD) con
un ceppo primario anche a Napoli, probabilmente dovuto ad errori di trascrizione
di Scotellaro che ha un ceppo a Napoli, uno a Casaletto Spartano e Sapri
(SA) ed in Puglia a Candela (FG) e Ortelle (LE), Scudellari ha un ceppo
nel bresciano ed uno nel ravennate, Scudellaro ha un ceppo veneto, in particolare
nel padovano, ed uno nel napoletano, Scutellari è quasi scomparso,
Scutellaro, quasi unico è del napoletano, tracce di queste
cognomizzazioni le troviamo a Parma nel 1500 con Giacomo Scutellari di
antica e nobile famiglia parmense medico del marchese Sforza Pallavicino,
nel 1700 troviamo a Roma l'incisore Ioannes Scotellarius: "...Aloisius
Persius et Ioannes Scotellarius
officinatores Giunchiani...".
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Scodellari, molto raro, sembra essere originario del veronese, Scodellaro
è diffuso soprattutto nel pordenonese e nel napoletano, Scotellaro
ha ceppi maggiori nel napoletano, nel salernitano, nel leccese e nel foggiano,
tutti questi cognomi derivano da varianti arcaiche o dialettali del termine
scodellaio, col significato di fabbricante o venditore di scodelle. Si
tratta, dunque, della cognominizzazione di nomi di mestiere attribuiti
ai capostipiti. Un’ultima aggiunta: in onore di un grande poeta italiano
dell’XX secolo, va ancora ricordata la figura di Rocco Scotellaro (nato
a Tricarico, Matera, nel 1923 e morto a Portici, Napoli, nel 1953), forse
il primo vero simbolo poetico della società contadina italiana. |
| SCOGLIO |
Molto raro, ha un'origine possibile
nella zona dello stretto di Messina e nel Catanese, ma presenta nel sudmilanese
e lodigiano un ceppo che potrebbe anche essere originario, potrebbe derivare
dal toponimo Scoglitti (RG). |
SCOGNAMIGLIO
SCOGNAMILLO |
Scognamiglio è tipico campano in particolare della zona orientale
di Napoli e dei comuni vicini come Portici (dove risulta essere il cognome
più diffuso), San Giorgio a Cremano, Ercolano e Torre del Greco,
Scognamillo, decisamente più raro, è più propriamente
napoletano, ma ha un ceppo anche a Castellabate (SA) ed uno ad Alghero, derivano da soprannomi dialettali originati dal vocabolo scugnà
(trebbiare) e si riferiscono all'attivita
di trebbiatore di cereali. |
SCOLA
SCOLARI
SCOLARIS |
Scola abbastanza raro è
distribuito a macchia di leopardo in Italia, Scolari è specifico
della Lombardia e del veronese, Scolaris, quasi unico, sembrerebbe originario
dell'alto Friuli, questi cognomi derivano da soprannomi legati al vocabolo
tardo latino schola (scuola), forse con riferimento all'appartenenza ad
un gruppo di discepoli di un mastro artigiano. Scolari è presente
come cognome fin dal medioevo. Nel "Cronica
delle cose occorrenti ne' tempi suoi", Dino Compagni cita una famiglia
Scolari de' Lamberti: "...Del mese d'aprile 1302,
avendo fatti richiedere molti cittadini ghibellini, e guelfi di Parte bianca,
condannò gli Uberti, la famiglia degli Scolari,
de' Lamberti, delli
Abati, Soldanieri, Rinaldeschi, Migliorelli, Tebaldini: e sbandì
e confinò tutta la famiglia de' Cerchi; ...",nella primavera
del 1333 viene menzionato Ciupo degli Scolari come capo di una banda di
Pisani, nel novembre del 1411 l'imperatore Sigismondo inviò in Friuli
12 mila ungheri, capitanati dal fiorentino Pippo Scolari, nel 1450-60 troviamo
un don Pietro Scolari in quakutà di parroco di Calvisano (BS), nel
1480 Traiano Scolari de Parma è Capitano della Martesana, nel 1650-70
troviamo citato in un contratto di affitto di un pascolo il pecoraro Francesco
Scolari di Bianzone (SO). |
| SCOLAVINO |
Scolavino è tipicamente campano, del napoletano e di Napoli in particolare,
dovrebbe derivare da un soprannome attribuito al capostipite per le sue
intemperanze nel bere. |
| SCOLLO |
Originario del sud della Sicilia. |
| SCOLZ |
Assolutamente rarissimo, specifico della zona di che
da Udine arriva a Latisana in Friuli, dovrebbe derivare dal cognome della
Slesia Scholzen o Scholtzen. |
| SCONFIETTI |
Molto raro è specifico della
zona che abbraccia le aree di confine del pavese, lodigiano e milanese. |
| SCOPELLITI |
Scopelliti ha un ceppo tra reggino e messinese ed uno nell'agrigentino,
può derivare da una forma neogreca in ita
dell'etnico del toponimo Scopello (TP), ma è più probabile che derivi invece da un soprannome originato
dal vocabolo greco skopelos (scoglio
corallino), forse perchè la famiglia abitava in prossimità
di una scogliera (vedi anche SCHIPELLITI). |
| SCOPPIO |
Molto raro è specifico del
barese, potrebbe derivare dal nome greco Scopius (Scopius padre di Alcidocus
è uno dei discendenti di Ercole), della cognomizzazione di questo
nome si hanno tracce ad esempio nel 1600 con lo scrittore Gaspare Scopius;
è pure possibile che derivi da un nome di località, come
il monte bulgaro Scopius. |
SCORCU
SCROCCU |
Entrambi decisamente sardi e molto rari, Scorcu è tipico di Tortolì
nell'Ogliastra, mentre Scroccu è più specifico di Muravera
nel Cagliaritano.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
SCORCU e SCROCCU: hanno la stessa radice: s-croc-
probabilmente dal norvegese krokr o anche dal tardo latino croccus,
o ancora dall’italiano s-crocco. Appare
come radice anche senza la “s”, “croc” o “crocr”. In entrambi i casi si
tratta di una voce onomatopeica. Mi viene in aiuto la mia infanzia trascorsa
tra la scuola e la falegnameria di mio padre: “Pinucciu, bai a su de tziu
Peppinu Froris a mi comporai un’ scroccu po custa credentzèdda”!
“Pinuccio - così mi chiamava mio padre – vai dal signor Peppino
Floris (negozio di ferramenta) a comprarmi uno scrocco per questo armadietto”!
Uno scroc©o = una piccola serratura a scatto. I cognomi Scorcu e Scroccu
non hanno niente a che vedere con scrocco, scroccare, scroccone, nel senso
prendere soldi o altro, “a buon mercato”. Sia in campidanese che in logudorese
abbiamo inoltre croccu, nello stesso significato di scroccu. Attualmente
SCORCU è presente soli 5 Comuni italiani, di cui 1 in Piemonte:
Fossano (Cuneo) con 3 e 4 in Sardegna: Tortolì 25, Lotzorai 3, Cagliari
3, Thiesi 3. SCROCCU è presente in 7 Comuni d’Italia, di cui 1 in
Piemonte, 1 in Veneto e 5 in Sardegna: Muravera 28, Cagliari 8, San Vito
5, Selargius 3, Perdasdefogu 3. Non l’abbiamo ritrovato nei documenti antichi
in nostro possesso. |
SCORDIA
SCORDIO
SCORDO |
Scordia e Scordio, rarissimi, della zona che comprende Calabria e Sicilia
e Scordo tipico del reggino e della Sicilia orientale, dovrebbero derivare
da soprannomi originati dal vocabolo greco skordo
(aglio) o anche da italianizzazioni del cognome greco Skordas con
la stessa derivazione. Traccia di queste cognomizzazioni le troviamo
a Bovalino (RC) con un certo Antonio Scordo cui viene affidata per l'anno
1697 la Catapania di Bovalino (la Catapania era
il diritto di poter perseguire tutti i reati commessi in materia di frode
fiscale). |
| SCORLETTI |
Molto raro è tipico della Lombardia sudoccidentale, dovrebbe derivare
da un soprannome dialettale. |
SCORNAIENCHI
SCORNAIENGHI
SCORNAJENCHI
SCORNAJENGHI |
Sia Scornaienchi, molto molto raro, come Scornaienghi, che Scornajenchi,
quasi unico, come Scornajenghi, sono specifici di Cosenza ed area circostante,
dovrebbero derivare da un soprannome dialettale derivato dal mestiere di
macellaio o ammazza bestie, scorna
(intuitivo) ienchi (bestie, derivato
da iovencus = bovino). |
SCORNAVACCA
SCORNAVACCHE
SCORNAVACCHI |
Scornavacca ha un ceppo siciliano, soprattutto a Catania ed uno nel cosentino,
Scornavacche, decisamente siciliano, ha un ceppo principale a Centuripe,
Nicosia e Regalbuto nell'ennese ed a Ramacca nel catanese, Scornavacchi,
rarissimo, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione dei
precedenti, dovrebbero tutti derivare da soprannomi attribuiti a dei macellai,
probabile mestiere dei capostipiti. |
| SCORPIO |
Assolutamente rarissimo, sembra specifico della zona di Pietravairano (CE),
potrebbe derivare dall'appartenenza del capostipite alla Guardia Pretoriana del cui corpo
lo Scorpione era l'emblema.
integrazione e ipotesi fornite
da Gerardo de Scorpio
da informazioni contenute in una pergamena risulta che nel 1250 nel
milanese esisteva una famiglia Scorpio dalla quale discendono gli attuali
Scorpio di Pietravairano (CE), i quali agli inizi del 900 hanno acquistato
il de' o dei o degli come patronimico. |
| SCORPO |
Molto molto raro sembra specifico del siracusano e dell alto catanese,
zona di Siracusa, Solarino e Floridia, Maniache e Bronte, dovrebbe derivare
dal conomen latino Scorpus di cui abbiamo un famosissimo esempio in un
epigramma di Marco Valerio Marziale (40d.C.-104): "...Iam
parce lasso, Roma, gratulatori, lasso clienti. Quamdiu salutator anteambulones
et togatulos inter centum merebor plumbeos die toto, cum Scorpus
una quindecim graves hora ferventis auri victor
auferat saccos? Non ego meorum praemium libellorum -Quid enim merentur?-
Apulos velim campos; non Hibla, non me spicifer capit Nilus, nec quae palude
delicata Pomptinas ex arce clivi spectat uva Setini. Quid concupiscam quaeris
ergo? Dormire. " cognomen che troviamo anche citato in una lapide
di epoca augustea: "Aug(usti)
lib(erto) tabul(ario)
/ Symphorus et / Scorpus
liberti / et heredes patron(o)
/ bene merenti / fecer(unt)", ma è
pure ipotizzabile un'origine da nomi di località, come esiste ad
esempio uno Scorpo di Supersano (LE) potrebbe essere esistita una località
con lo stesso nome nella Sicilia sudorientale. |
SCORSESE
SCORZESE |
Scorzese è praticamente unico, Scorsese sembrerebbe ormai scomparso
in Italia, potrebbero derivare dal toponimo ragusano Scorsone, o anche
dal nome della località Scorza nell'avellinese. |
SCORZA
SCORZO |
Scorza sembrerebbe tipico del cosentino, con un possibile ceppo forse secondario
in Liguria, Scorzo, estremamente raro è specifico dell'alto cosentino,
dovrebbero derivare da un soprannome legato al vocabolo scorza (corteccia)
o scorzare (scorticare), ma è pure possibile che derivino da nomi
di località come il monte che troviamo citato in un testo del 1100,
dove si legge: "...et dicit patrem suum incisisse
tunc in bucca de riz Scorzo (monte Scorzo)
ligna duobus hominibus ...", o l'agglomerato di Scorzo nel Cilento. |
| SCORZELLI |
Tipico del salernitano, dovrebbe derivare dal toponimo di Scorzo nel Cilento. |
SCOTON
SCOTTON |
Scoton, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione
di Scotton, che è decisamente veneto, molto diffuso in tutta l'area
vicentina, ma anche nel trevisano, nel padovano e nel veneziano, dovrebbe
derivare dall'aferesi di modificazioni del nome Francesco, da Francesco
a Francescotto, poi per aferesi a Scotto quindi la forma accrescitiva dialettale
Scotton.
integrazioni fornite da Tibère
Gheno - France
Scotton e Scoton : cognome del nord Italia : Veneto e Lombardia. In
Veneto troviamo gli Scotton nel vicentino al nord-est e nel trevigiano
al nord-ovest e al sud-est come a Venezia. C’è un ceppo prolifico
nel Canale di Brenta ma non è ad escludere la presenza di altri
ceppi. Le presenze riscontrabili in Lombardia e nelle altre regioni d’Italia
sembrano essere il risultato dell’emigrazione nella prima metà del
1900. In Francia nel periodo dal 1891 al 1990 sono nati 223 Scotton
e 59 di questi hanno preso la nazionalità francese. Le grafie Scoton,
Scotoni, Scottoni sono per la maggior parte il risultato di errori degli
Ufficiali di Stato Civile o un italianizzazione del cognome. Origine
: Le prime tracce riportano di un Pietro Scoto fu Gualtiero che troviamo
come testimonio negli atti del 22.06.1400 e del 17.07.1400. Pietro nasce
circa nel 1345 e muore prima del 1418, suo padre Gualtiero era nato circa
nel 1310 ed era gia morto nel 1400. Pietro ha un fratello Domenico conosciuto
come Domenico Gualtieri è testimonio nell'atto del 22.06.1400. Queste
persone vivevano a Gualiva, ora contrada di Campolongo sul Brenta ma allora
parrocchia di Oliero. Alla terza generazione è citato in un atto
del 23.01.1418 Simeone fu Pietro Scoti, Simeone nasce circa verso il 1370
o 1380 e muore prima del 1432. Da Simeone nascono cinque figli, Domenico,
Nicolo, Stefano, Lazaro e Martino, I quattro ultimi si spostano a San Nazario
come testimonia una serie d’atti fra il 09.02.1443 e il 15.05.1454. In
questi atti loro sono chiamati Scoto, Scoti, Scoton o Schoto. L’insediamento
di questa famiglia a San Nazario avviene in contrada Sarzè poi,
nelle generazione successive, si diffondono nelle contrade Merlo, Casteletti,
Pianaro, e Lanari. Fuori di San Nazario gli Scotton si diramano a Solagna,
Valstagna, e nell’aera bassanese ma anche nel vicino trevigiano.
Etimologia : quella di un diminutivo di Francesco, nome utilizzato
nella famiglia Scotton per la prima volta circa nel 1650. E un origine
etnica scozzese : Nella rivista francese “l’Intermédiaire des Chercheurs
et Curieux”, anno 1974, n° 278, colonna 438 sotto il soggetto
“Ilots ethniques” (Isolati etnici) l’autore spiega che, secondo una rivista
inglese (senza altri riferimenti !) e non viene indicata nessuna data,
c’erano in Italia, al nord del Lago di Como, scozzesi che vi si sarebbero
installati dopo essere rimasti bloccati dalla neve sulla via del ritorno
verso casa; l’autore aggiunge che qualche cognome scozzese è ancora
presente : Scott, Gordon e Murray. Un'altra ipotesi porta a considerare
la possibilità di una derivazione dall'etnico germanico (todesco
> todescoto > scotto > scotton), il nome del capostipite, Gualtiero, è
di origine germanica. Il Canale di Brenta vede scendere dai Sette Comuni,
dal Trentino e dalla Germania molte famiglie che s’insediarono in quest'area
del vicentino già nel 1500. La sponda destra del Brenta : Campese,
Campolongo sul Brenta, Valstagna, videro più particolarmente insediarsi,
nel 1300 e 1400, famiglie di Lusiana, Foza, e Gallio dove la popolazione
era quasi esclusivamente di origine cimbrica provenienti da diverse parte
della Germania del sud.
Bibliografia :
Archivio di Stato di Vicenza e
Bassano del Grappa, Fondo Notarile di Bassano,
archivi parrocchiali del Canale
di Brenta, etc. |
SCOTTI
SCOTTO |
Scotti è specifico lombardo,
con un possibile ceppo secondario nel napoletano, Scotto di origine ligure,
presenta ceppi secondari nel grossetano e nel napoletano, non è
da escludersi in qualche caso un origine irlandese, gli Scoti erano una
tribù celtica che in principio risiedeva in Irlanda e che, in un
secondo tempo, invase la parte settentrionale dell'isola britannica (attuale
Scozia). Gli Scotti, nobile famiglia piacentina sono citati fin dal
XII° secolo. Un'altra più comune possibilità è
la derivazione di questi cognomi dall'aferesi di nomi medioevali quali
Brasco, Brunellesco, Fiesco, Fosco, oppure da indicatori etnici come tedesco. |
SCOZZAFAVA
SCOZZAFAVE |
Scozzafava è tipico di Catanzaro, Scozzafave è praticamente
unico ed è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione.
ipotesi fornite da Stefano Ferrazzi
Scozzafava ha un nucleo principale nel catanzarese e ceppi secondari
per lo più fra il nord e il centro nord del paese, Scozzafave, unico,
è presente soltanto a Castrolibero (CS), entrambi questi cognomi
derivano dall’antico italiano scozzafava,
col significato letterale di sgusciafava,
ad indicare molto probabilmente il mestiere di colui che si occupava di
togliere le fave dal baccello, una volta che queste venivano raccolte:
l’origine della radice scozza-, infatti,
va ricercata nel verbo scozzare (letteralmente:
privare della coccia, altrimenti detta
scorza, guscio), una variante arcaica, cioè, del verbo sgusciare.
In conclusione, allora, si tratta delle cognominizzazioni di nomi di mestiere
attribuiti ai capostipiti. |
SCOZZESE
SCOZZESI |
Scozzese, molto molto raro, è presente soprattutto al sud, Scozzesi,
altrettanto raro è dell'area lombardo emiliana, dovrebbero derivare
dall'etnico di Scozia, ad indicare probabilmente la provenienza del capostipite
da quella nazione. |
SCRITTORE
SCRITTORI |
Cognomi assolutamente rarissimi, sembrano tipici del nordest, con presenze
anche nel centrosud, dovrebbero derivare dal mestiere di scrivano del capostipite. |
SCRIVANI
SCRIVANO |
Scrivani ha un ceppo lombardo a Milano e nel sud milanese, un ceppo a Piacenza
e nel piacentino, ed uno a Pineto e Giulianova nel teramano, Scrivano ha
un ceppo nel cosentino a Spezzano della Sila, Casole Bruzio, Cosenza e
Celico, ed in Sicilia ha ceppi a Palermo e Balestrate nel palermitano,
a Gela nel nisseno ed a Randazzo nel catanese, questi cognomi dovrebbero
derivare da soprannomi originati dal mestiere di scrivano svolto dai capostipiti. |
| SCRUGLI |
Scrugli ha un ceppo a Roma, uno piccolissimo a Nuoro ed uno altrettanto
piccolo nel valentiano ed a San Ferdinando nel reggino, potrebbe derivare
da nomi di località come la frazione di Scruglio a Ripacandida in
Lucania, o più probabilmente Punta Scrugli a Vibo Valentia, o semplicemente
da luoghi dove fossero accaduti degli scrugli
(termine dialettale arcaico per crollo o piccola
scossa di terremoto), probabili luoghi d'origine dei capostipiti, troviamo tracce di questa cognominizzazione
a Tropea fin dal 1500, un certo Francesco Scrugli è notaio a Tropea
dal 1549 al 1602, tra i personaggi di rilievo citiamo Napoleone Scrugli
(1803-1883), nativo di Tropea che ricoprì l'incarico di senatore
del Regno d'Italia. |
| SCUBLA
|
Scubla è tipicamente friulano, dell'udinese, di Attimis, Udine,
Povoletto e Nimis. dovrebbe derivare dal nome medioevale burgundo (i burgundi
erano una tribù germanica orientale proveniente dalla Scandinavia)
Skubila, o anche dall'ipocoristico
del vocabolo medioevale germanico skub
(spinta), potrebbe inoltre derivare
dal nome del popolo degli Scubilingi nella Francia centrale. |
| SCUCCHIA |
Molto raro sembra specifico del rietino, zona tra i comuni di Collevecchio
(RI) e Magliano Sabina (RI). |
| SCUDELER |
Scudeler è specifico del trevigiano, di Castelfranco Veneto, Casale
sul Sile e Casier, e di San Michele al Tagliamento nel veneziano, dovrebbe
derivare da un soprannome originato dal termine dialettale per scodellaio
o produttore di scodelle. |
SCUDERA
SCUDERI
SCUDERO
SCUDIERI
SCUDIERO |
Scudera, assolutamente rarissimo, è specifico della provincia di
Caltanissetta, Scuderi è tipicamente siciliano, Scudero, quasi unico
è del atanese, Scudieri è napoletano, Scudiero ha un ceppo
nel napoletano, uno nel cosentino ed uno nel padovano, derivano tutti dal mestiere di scudiero, assistente addetto
a portare lo scudo. Tracce di quest'uso si rinvengono nel Codice
Diplomatico della Lombardia Medioevale, in una Carta
pacti et transactionis del 1182: "...Gufredus
magister de Landriano et Iohannes de Magistro et Iohannes
Scuderus et Martinus Balbus et Iohannes de
Saltu et Sarexinus et alii quam plures....". |
| SCUOR
|
Scuor, estremamente raro, è dell'udinese, dovrebbe derivare da modificazioni
dialettali del termine slavo sirek
(granturco) da cui è derivato
ad esempio anche il cognome Koruza (vedi KORUZA) |
SCURATI
SCURATTI |
Scurati è originario del nord milanese, Scuratti è tipicamente
milanese, probabile una derivazione da soprannomi legati o al vocabolo
obscurus (scuro,
nascosto), facendo riferimento o a caratteristiche fisico, comportamentali,
o di località o più facilmente legati al vocabolo dialettale
scüratt, schiratt (scoiattolo),
forse ad indicare caratteristiche di velocità ed agilità
del capostipite. |
| SCURCI |
Molto raro è tipico abruzzese, della zona tra Chieti ed alto pescarese,
deriva da un soprannome dialettale originato dalla bassa statura del capostipite. |
| SCURI |
Si distribuisce nell'area che dalla
bergamasca, attraverso il milanese, arriva fino al pavese, dovrebbe derivare
da soprannomi legati al vocabolo obscurus (scuro, nascosto), facendo riferimento
o a caratteristiche fisico, comportamentali, o di località. |
SCUTERI
SCUTIERI
SCUTIERO
SQUITIERI
SQUITIERO |
Scuteri è abbastanza raro ed è tipico della Calabria meridionale,
Scutieri assolutamente rarissimo è specifico del catanzarese, Scutiero
è specifico di Angri (SA), Squitieri è tipicamente campano,
di Sarno nel salernitano in particolare, ma con presenze significative
anche a San Valentino Torio e Salerno, sempre nel salernitano ed a Palma
Campania nel napoletano, Squitiero, quasi unico è una variante del
precedente, dovrebbero tutti derivare dal fatto che il capostipite di mestiere
facesse lo scudiero. |
| SCUTIFERO |
Scutifero sembrerebbe tipico del crotonese, di Casabona in particolare,
dovrebbe derivare dal termine latino scutiferus,
cioè dall'incarico di portatore di scudo attribuito al capostipite,
leggiamo nell'Eneide: "..
Commoditas haec experimentis statim probata, effecit, ut qui a scutis pridem
hoplitae dicti fuerant, tum a pelitis Peltati nuncuparentur. Quod scutum
Cetractiam dicebatur, eiusque scutiferus
Cetratus...". |
| SCUTO |
Tipico siciliano del catanese, deriva da un soprannome legato al vocabolo
latino scutum (scudo), normalmente stante ad indicare non tanto uno scudiero,
quanto qualcuno connesso con il mestiere di armigero o di costruttore di
scudi. |
| SCUTRA |
Scutra è specifico di Brescia e del bresciano, abbastanza raro,
dovrebbe derivare da un soprannome basato sul vocabolo latino scutra
(pentola, caldaia), probabilmente attribuito
al capostipite perchè di mestiere produceva o stagnava pentole o
caldaie. |
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