SEMBENI
SEMBENICO
SEMBENOTTI |
Sembeni è della zona tra veronese e bresciano, Sembenico e Sembenotti
sono trentini, derivano tutti dall'aferesi del nome Nascimbene. (vedi
Nascimbene) |
| SEMENTA |
Molto raro è tipico della provincia di Avellino,
dovrebbe derivare da un soprannome. |
| SEMERARO |
Originario della Puglia, deriva
da un soprannome dialettale legato al mestiere di conduttore d'asini. |
| SEMERIA |
Il cognome Semeria sembrerebbe avere due ceppi, uno ligure nell'imperiese
ad Imperia, San Remo e Pontedassio, con un ceppo secondario anche a Genova,
ed uno siciliano, probabilmente nel palermitano a Villabate, forse ivi
giunto al seguito della corte dei Ventimiglia, la derivazione è
dubbia, potrebbe riferirsi all'italianizzazione di un cognome francese
Semler, che si rifà ad un termine
di origini germaniche semmel (fornaio),
a sua volta derivato dal vocabolo latino simila
(farina di fiocchi d'avena), una seconda
ipotesi lo farebbe derivare da una variazione del termine Samaria,
regione montuosa della Palestina situata tra la Galilea e la Giudea, e
potrebbe in questo caso riferirsi ad un reduce di una Crociata, ma l'ipotesi
più probabile resta una derivazione dal nome ebraico Shemer
(Guardiano). |
| SEMINARA |
Tipico della Sicilia, soprattutto della parte centrale e orientale e del
reggino, dovrebbe derivare dal toponimo Seminara (RC). |
| SEMINARI |
Molto raro è specifico del lodigiano, potrebbe derivare da un soprannome
legato al vocabolo seminario, con riferimento a caratteristiche del carattere
o all'avere il capostipite studiato da prete o vissuto o collaborato presso
un seminario, secondo altri avrebbe un origine più antica e deriverebbe
dal mestiere di venditore di sementi. |
SEMIOLI
SIMIOLI |
Semioli, molto raro, ha un ceppo a Terracina nel latinense ed uno nel salernitano
ad Angri in particolare ed a Scafati, Simioli, meno raro, ha un ceppo a
Ferrara e Copparo nel ferrarese, ed uno nel napoletano, a Marano di Napoli
soprattutto, a Napoli ed a Massa >Lubrense, Calvizzano, Pozzuoli Qualiano
e Mugnano di Napoli, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche arcaiche,
semidialettali, del nome Simeone, abbastanza
improbabile che possa trattarsi di soprannomi originati da diminutivi latini
originati dal termine simia (scimmia). |
SEMPLICE
SEMPLICI
SIMPLICI |
Semplice è tipico di Caivano (NA) e Scafati (SA), Semplici è
tipicamente toscano di Firenze e Siena in particolare, Simplici è
praticamente unico, potrebbero derivare da un soprannome originato da caratteristiche
comportamentali del capostipite, ma è anche possibile una connessione
con il termine latino simplices (erbe
aromatiche) e si riferirebbe alla pratica della professione di erborista.
integrazioni fornite da Armando
Semplice
dalla Storia di Milano della Treccani ho tratto: Semplici: esponente
cattolico, vol XV pag 274. Consultando il volume citato si evince che
un Semplici fu condidato con Cornaggia, Gallarati Scotti, Nava e Brambilla
per la lista che riuniva i cattolici intransigenti e i rosminiani. Questi
candidati ottennero tra 2300 e 2700 voti. |
SEMPRONI
SEMPRONIO |
Semproni ha un nucleo a Roma e Subiaco (RM), Sempronio, molto molto raro,
sembrerebbe del viterbese, dovrebbero derivare dalla Gens
romana Sempronia o direttamente dal nomen latino Sempronius
di cui abbiamo un esempio nel Console della repubblica romana del 238 a.C.
Tiberius Sempronius Gracchus, nel De viris illustribus urbis Romae leggiamo:
"...Tiberius Sempronius
Gracchus nobilissima familia ortus Scipionem
Asiaticum quamvis inimicum duci in carcerem non est passus...". |
| SENA |
Molto raro, è specifico della Campania, potrebbe trattarsi di una
variazione del cognome Senna, è anche da prendere in considerazione
una derivazione dal toponimo Siena anticamente indicato come Sena: "...nisi
anno isto uenit Deodatus de Sena
episcopus et fecit in oraculo isto Sancti Petri fontis...".
integrazioni fornite da Franco
Sena
il cognome Sena è abbastanza diffuso anche nel cosentino,soprattutto
a Luzzi. Oltre alla derivazione possibile dalla pianta orientale
dallo stesso nome con variante senna, si può far riferimento al
nome latino di Siena o a Sena Gallica e, ancora, al gioco dei dadi detto
sena, che è precisamente il
punto in cui entrambi i giocatori scoprono il sei. |
SENAPE
SINAPI |
Senape, assolutamente rarissimo, sembrerebbe campano, mentre Sinapi parrebbe
di Itri (LT), dovrebbero derivare dal vocabolo latino sinàpe
-is (senape), ricordando
che in epoca medioevale la senape bianca era molto utilizzata come foraggio
potrebbe indicare il mestiere di commerciante di foraggi svolto dal capostipite. |
| SENAREGA |
Nobile famiglia genovese che fu feudataria fino al 1400 dei terreni di
Senarega (GE), in Valbrevenna, da dove presero il nome; un Matteo Senarega
(1534-1606) fu doge di Genova dal 1595 al 1597. |
SENATORE
SENATORI |
Senatore è tipico di Cava de` Tirreni, Nocera Superiore e Salerno
nel salernitano, con ceppi anche in Calabria, soprattutto nel cosentino,
Senatori, molto più raro sembrerebbe fiorentino.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Senatore ha un nucleo principale nel salernitano e ceppi minori sparsi
dal nord al sud del paese, soprattutto nel napoletano, nel cosentino, nel
crotonese, nel catanzarese, nel tarantino e nel foggiano, Senatori, molto
meno diffuso del precedente, è tipico per lo più del fiorentino,
entrambi questi cognomi derivano dal nome medievale Senatore,
nato in segno d’onore e di prestigio sulla base dell’omonima carica politica
(così come i nomi medievali Imperatore, Principe, Marchese, etc.);
in casi minori, tuttavia, non si può escludere una derivazione diretta
dal titolo di senatore, ad indicare o la carica detenuta dal capostipite
o, più probabilmente, un qualche tipo di rapporto che univa quest’ultimo
a un senatore. Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta
delle cognominizzazioni o dei nomi personali dei capostipiti o di soprannomi
loro attribuiti. |
SENEGAGLIA
SENIGAGLIA
SENIGALLIA
SINIGAGLIA
SINIGALLIA |
Senigaglia, molto raro, è veneziano, Senigallia è assolutamente
rarissimo, così come Senegaglia e Sinigallia, Sinigaglia ha un nucleo
veneto, in particolare nel padovano, un ceppo triestino ed uno nel barese
a Bisceglie e Bari, dovrebbero tutti derivare dal toponimo marchigiano
Senigallia (AN), cognomi tipicamente israelitici dovrebbero essere tutti
originari di quella città, dove arrivarono molti ebrei nella
seconda metà del 1500, a seguito del bando emanato da Papa Pio V°
nel 1569, bando che espelleva dalle terre dello Stato Pontificio,ad eccezione
di Ancona e Roma, tutti gli ebrei. |
| SENES |
Abbastanza raro è specifico sardo, dovrebbe derivare dal toponimo
Senis (OR). |
SENESE
SENESI
SENISE
SENISI
SINISI |
Senese ha un grosso ceppo campano a Napoli, Afragola (NA) e Oliveto Citra
(SA), uno nel bolognese ad Imola ed uno a Catanzaro e nel catanzarese a
Curinga e Lamezia Terme, Senesi è un cognome tipicamente toscano
particolarmente diffuso ad Arezzo e Firenze, con un ceppo anche nelle Marche
a Jesi (AN) e nel Lazio a Roma e Terracina (LT), Senise, molto molto raro,
ha un ceppo a Roma, uno nel napoletano ed uno nel cosentino, Senisi, assolutamente
rarissimo, parrebbe del foggiano, Sinisi parrebbe decisamente pugliese,
maggiormente diffuso nel barese, ma con un ceppo anche nel potentino a
Ripacandida e Venosa e nel materano a Ferrandina, e con un ceppo a Roma,
dovrebbero tutti derivare dal nome tardo latino medioevale Senesius
o Sinisius: "...Volatum
affectantes, in italic Sinesius
in Dione. altum sublatos, dimittunt, sibi relictos, aut forte dilapsos
suscipiunt, grandiusculos, longissime tamquam rapinae aemulos...",
ricordiamo San Sinisius Patriarca di Costantinopoli dal 426 al 427, in
alcuni casi potrebbero anche derivare dall'etnico di Siena o di toponimi
come Sinopoli (RC). |
| SENNA |
Ha un nucleo nel milanese, pavese e lodigiano, un ceppo nel catanese ed
uno forse non secondario nel napoletano, il ceppo lombardo dovrebbe derivare
da toponimi come Senna Comasco (CO) o Senna Lodigiana (LO), di quest'uso
se ne ha esempio nel Codice Diplomatico della
Lombardia Medioevale a Lodi nell'anno 1196: "...que
iacet in teratorio Muntexello, supra Aduam, et que fuit Adami
de Senna et fratris sui, in cuius presentia
hanc venditionem fecit,...", i ceppi meridionali poptrebbero derivare
da soprannomi originati dal nome di un'erba medicamentosa la senna
(cassia senna con proprietà
lassative). Tracce di questa cognomizzazione le troviamo in una sentenza
del 1615 a Calcio (BG) emessa contro un tal Battista Senna detto il Morino. |
SENSI
SENSO
SENZI
SENZIO |
Sensi è molto diffuso in Toscana, Umbria, Lazio centrosettentrionale,
bolognese, forlivese e riminese, Senso, praticamente unico, è dovuto
probabilmente ad un errore di trascrizione del precedente, Senzi, quasi
unico, è del centro Italia, probabilmente abruzzese, Senzio, molto
molto raro, ha un ceppo nel napoletano, soprattutto a Grumo Nevano, ed
un piccolo ceppo a Trani, dovrebbero tutti derivare dalla Gens
latina, repubblicana, di origine plebea Sentia
(pronuncia Senzia) o dal personale gentilizio latino Sentius
(pronuncia Senzius), la Gens Sentia era ben insediata a Rimini, in Toscana,
in Umbria e soprattutto nel Lazio settentrionale, una dimostrazione di
questa probabile derivazione la troviamo nella Obligatio
di Senzio di Matteo del 4 maggio 1389 conservata presso l'Archivio Vaticano,
dove l'arcivescovo di Nocera Umbra Senzio di Matteo, viterbese, viene chiamato
sia Sensius che Zensius,
in un medaglione nella Sala Regia del Palazzo dei Priori di Viterbo il
Prelato viene chiamato "Sensus Matthei
Viterbien. Ep..us Nucerinus" ovvero "Sensio
o Senzio figlio di Matteo, viterbese, vescovo di Nocera". |
| SEPE |
Sepe è originario del napoletano, si è diffuso anche nel
Lazio meridionale e nel resto della Campania, potrebbe derivare dall'aferesi
del nome greco Aesepus, ma, molto più
probabilmente deriva dal nome sannita Sepius,
ma è pure possibile una derivazione dall'antico toponimo Sepius
situato nella Daunia, l'attuale Capitanata in Puglia. |
SEPI
SEPIO |
Estremamente rari sembrerebbero
originari del centro Italia, tra Umbria Abruzzi e Lazio, potrebbe derivare
da una modificazione del nomen latino Sepunius (Sepius). |
| SEPPI |
Tipico del Trentino ha un nucleo nell'area che comprende Cavareno e Ruffrè
(TN) ed uno a Caldaro Sulla Strada Del Vino (BZ) e nella vicina Bolzano,
dovrebbe derivare dall'aferesi del nome Giuseppe (quelli di Giuseppe). |
SERAFIN
SERAFINI
SERAFINO |
Serafin, assolutamente rarissimo, è dell'area marchigiano abruzzese,
Serafini è diffuso in tutto il centro nord, Serafino, molto comune,
è diffuso in tutto il centrosud, in Puglia in particolare, derivano
dal nome medioevale Serafinus, derivato
a sua volta dal nome ebraico Seraphim
(nome di una classe di angeli), dell'uso
di questo nome in epoca medioevale abbiamo un esempio in un atto del 1164:
"...gesta noscuntur crimina a summa funditus deleantur
providencia, nos inquam Valardinus et Oddo et Ugezone et frater eius Balduinus
et Gierardus filius Serafini,
pro se et pro suis fratribus, scilicet Bertolotto et Boracio et Ildibrandicio,
atque Gierardus de Bernardo et Gualfredus filius Burelli, pro se et pro
cuntis suis consortibus, ...". |
SERAGLIO
SERRAGLIO |
Seraglio è tipico del vicentino di Vicenza, Romano d'Ezzelino e
Caldogno, Serraglio ha un ceppo a San Zenone degli Ezzelini (TV) e nel
vicentino, potrebbero derivare dal nome medioevale Seralius
di cui abbiamo un esempio in Nicolaus Seralius
Moguntia vissuto tra la fine del 1500 ed il 1600. |
| SERAGNI |
Quasi unico, forse del sud milanese,
potrebbe derivare da un'errore di trascrizione del cognome Seregni. |
SERAGNOLI
SERANGELI
SERANGELO |
Seragnoli, molto molto raro, sembrerebbe di Imola, Serangeli è tipicamente
laziale, Serangelo è praticamente unico, dovrebbero derivare dall'unione
dell'aferesi del termine Messere con il nome Angelo, tracce di queste cognomizzazioni
le troviamo ad Artena (RM) fin dal 1600 personaggio di un certo rilievo
è stato il notaio Stefano Serangeli (1654-1730) storico, letterato
e bibliofilo. |
| SERALLEGRI |
Assolutamente rarissimo sembrerebbe specifico del pesarese, potrebbe derivare
da un soprannome originato da Ser Allegri. |
SERANI
SERANO
SERRANI
SERRANO
SERRANO' |
Serani ha un ceppo a Pisa, ma il nucleo è sicuramente laziale, a
Roma ed Antrodoco nel reatino, Serano è tipico di Chieti, Serrani
è tipico dell'area che comprende le Marche, l'Umbria, l'Abruzzo
ed il Lazio, in particolare a Tolentino e Macerata nel maceratese, ad Ancona,
Jesi, Falconara marittima, Montemarciano, Chiaravalle, Filottrano e Senigallia
nell'anconetano, a Nocera Umbra nel perugino, a Penna Sant'Andrea e Teramo
nel teramano, ed a Roma, Serrano ha un ceppo a Roma, uno molto piccolo
a Napoli, uno a Montesano Salentino ed Acquarica del Capo nel leccese ed
a Bari, ed uno in Sicilia a Catania e nel catanese, Serranò è
decisamente calabrese, del reggino, di Melito Porto Salvo in particolare
e di Bova Marina e Bruzzano Zeffirio, e di Messina, tutti questi cognomi
dovrebbero derivare dal cognomen latino Serranus
di cui abbiamo un esempio d'uso nel Punica di
Silius Italicus: "...Serranus,
clarum nomen, tua, Regule, proles, qui longum semper fama gliscente per
aeuum infidis seruasse fidem memorabere Poenis, flore nitens primo,
patriis heu Punica bella auspiciis ingressus erat, miseramque parentem
et dulcis tristi repetebat sorte penates saucius. ...", o della
sua versione medioevale Seranus di
cui abbiamo un esempio negli Epigrammata Godefridi
prioris: "...Nolit
in accepto gaudere Seranus
honore; Sæpe dolor læto prodiit introitu....". |
SERAO
SERRAO |
Serao, molto raro, è tipico del casertano e napoletano,
Serrao sembra avere oltre al ceppo cagliaritano, anche uno tra Catanzaro
e Vibo Valentia ed uno nel napoletano, dovrebbero derivare da soprannomi
originati da vocaboli dialettali con il significato di chiuso. Tracce
di questa cognomizzazione le troviamo a Filadelfia (VV) nel 1700, secolo
a cui appartiene anche Giovanni Andrea Serrao Vescovo di Potenza nella
seconda metà del 1700. |
| SERATI |
Estremamente raro potrebbe essere
del milanese. |
SERAVALLE
SERAVALLI |
Seravalle sembra avere un ceppo in Friuli e trevigiano
ed uno nel grossetano, Seravalli, più raro, uno nell'udinese ed
uno nel fiorentino, potrebbero derivare da nomi di località come
Castrum de Seravallo nome del XII° di una località del
trevigiano, tracce di questa cognomizzazione si trovano a Pontassieve (FI)
nel 1700 in una lettera del 1734 leggiamo che Il Priore Ferdinando Seravalli
chiede di poter costruire un mulino a un palmento sul Risaio. |
| SERBELLONI |
Ormai
rarissimo, tipicamente milanese, La famiglia Serbelloni, fino al
1400 era impegnata nell'attività notarile, quando Cecilia Serbelloni
contrae matrimonio con Bernardino De' Medici di Marignano, dando poi alla
luce il futuro nostro Papa Pio IV° e Gian Giacomo detto il Medeghino,
la sorella Margherita sposa Gilberto Borromeo. Gabriele Serbelloni fu il
sovrintendente alla fabbrica del palazzo dei Medici a Milano, verso l'inizio
del 1500, divenne poi generale di artiglieria del Duca di Toscana Cosimo
De' Medici, per diventare, fatto Papa Pio IV°, generale delle milizie
pontificie esd essere insignito dei titoli di Cavaliere di Malta e priore
d'Ungheria. I serbelloni acquisirono una serie infinita di titoli
nobiliari, avvicinandoli più ai sovrani che alla nobiltà,
furono infatti: decurioni di Milano, signori di Gorgonzola, di Camporicco,
Conti di Castiglione, Marchesi di Romagnano, Marchesi d'Incisa, Consignori
di Castelnuovo Belbo, Grandi di Spagna, e Duchi di S. Gabrio. |
SERCHI
SERCHIA
SIRCHIO |
Serchi, estremamente raro, parrebbe dell'area fiorentino, senese, Serchia,
molto molto raro, ha un piccolo ceppo nell'aquilano, ad Avezzano, Celano
e Luco dei Marsi, ed uno a Roma, Sirchio ha un ceppo a Perugia, potrebbero
derivare dal fatto che i capostipiti provenissero dalla zona del fiume
Serchia o Serchio in Toscana. |
| SEREGNI |
Molto raro, è specifico
del nord milanese e comasco, dovrebbe derivare dal toponimo Seregno (MI). |
| SEREN
|
Seren, molto raro, è tipico del basso Veneto, dal padovano al rovigoto,
dovrebbe derivare dal toponimo Seren del Grappa (BL). |
SERENA
SERENELLA
SERENELLI
SERENI
SERENO |
Serena Oltre al nucleo tra veneziano e trevigiano, sembra avere un ceppo
bresciano ed uno piacentino, Serenella, estremamente raro è laziale,
Serenelli è rarissimo e dovrebbe essere specifico dell'anconetano,
Sereni, abbastanza raro, potrebbe avere più ceppi, in Emilia, Toscana
e Umbria, Sereno sembrerebbe piemontese, ma è presente un ceppo
anche a San Severo (FG), dovrebbero tutti derivare dal cognomen latino
Serenus di cui abbiamo un esempio negli Annales
di Tacito: "...Et Vibius
Serenus pro consule ulterioris Hispaniae de
vi publica damnatus ob atrocitatem morum in insulam Amorgum deportatur...". |
| SERFILIPPI |
Specifico marchigiano è tipico della zona di Fano, dovrebbe derivare
dal nome Filippo ed appartenere probabilmente ad una famiglia patrizia,
di quest'uso si ha un esempio nel 1600: "...domino
Francisco Florino ac ser Bernardo Mazono, locumtenentibus Ser
Filippi offitialis, domino Sebastiano et mihi
notario,...". |
SERGI
SERGINI
SERGIO |
Sergi ha vari ceppi, nel sud della Sardegna, nella zona dello stretto tra
reggino e messinese, nel Salento tra tarentino, brindisino e soprattutto
leccese, ed a Roma, Sergini è praticamente unico, Sergio è
tipico del sud peninsulare, dovrebbero derivare dalla Gens latina
Sergia, di cui abbiamo un esempio nella
prima Horatio in Catilinam di Cicerone:
"Lucius Sergius Catilina,
homo patricii generis, magna vi et animi et corporis, sed ingenio malo
pravoque, praetorius,...", ricordiamo anche papa Sergio I° fatto
Papa nell'anno 687. |
| SERINO |
Tipico del napoletano, beneventano ed avellinese, con ceppi anche in Puglia,
dovrebbe derivare da toponimi come Serino (AV), (PZ) o anche dal nome del
fiume Serino che scorre in Irpinia. |
| SERIO |
Serio è molto diffuso in Campania, soprattutto nel salernitano,
in Puglia ed in Sicilia, soprattutto nel palermitano, dovrebbe derivare
dal nome medioevale Serius, forma contratta
del nome Sigerius di cui abbiamo un
esempio nel 1171 negli Annales Pisani:
"...A.D. MCLXXI, indictione IIIIor, in mense Novembris,
Pisanorum Consules, scilicet Guittone Vicecomes, Sigerius
Malpilii, Sigerius
q. Ildebrandi Vicecomitis, Ardecasa, Vitalis Gatte Blance, Pane et Porro,
Ubertus quondam Sigerii
Carbonis...". |
| SERMON
|
Sermon, assolutamente rarissimo, parrebbe napoletano, dovrebbe essere di
origine angioina e derivare dall'accrescitivo tronco dell'aferesi del nome
francese Anselme, modificato grazie al fenomeno del rotacismo. |
SERNESE
SERNESI |
Sernese è praticamente unico e dovrebbe essere un errore di trascrizione
di Sernesi che ha un ceppo nel modenese ed uno nel fiorentino, dovrebbero
derivare dall'aferesi dell'etnico di Maserno (MO). |
| SERNICOLA
|
Ha un ceppo a Calvi Dell'Umbria (TR) ed uno in Campania nel salernitano,
dovrebbe derivare dall'unione dell'aferesi del termine Messere con il nome
Nicola probabilmente ad indicare un tale Nicola, personaggio di un certo
rilievo, tanto da necessitare dell'attributo di Messere. Troviamo tracce
di questa cognomizzazione tra la fine del 1500 e gli inizi del 1600 con
Pietro e Domenico Sernicola torrieri (responsabili del posto di guardia
della torre) di Cannetiello nella zona di Pollica (SA).
integrazioni fornite da Roberto
Sernicola
il cognome Sernicola nel Cilento è documentato già nel
censimento del Regno fatto da Ferdinando I nel 1489 (cfr. Silvestri Alfonso,
La popolazione del Cilento nel 1489, ed. C.P.C., Acciaroli 1991). in Umbria
il cognome è documentato almeno dal 1508, quando un Evangelista
di Nardo di Sernicola effettua un lascito per una cappella nella chiesa
di Calvi dell’Umbria (Archivio Com. Calvi, fondo notarile). Una famiglia
Sernicola, estinta nel corso del Seicento, è documentata a Matelica
(MC) in cronache locali e in documenti d’archivio.
L’origine del cognome risale ai figli del notaio matelicese ser Nicola
di ser Giovanni di ser Marco (ser Nicolaus ser Johannis ser Marci notarius
etc.) documentato nella seconda metà del XV° secolo: i suoi
atti sono tuttora conservati presso l’Archivio di Stato di Camerino. Dai
primi del ‘500 troviamo infatti a Matelica Giovanni, Berardino e Domenico
di ser Nicola e poi nella metà del ‘500 un noto Giacomo Sernicola
figlio del Giovanni sopra citato. |
SERPICI
SERPICO |
Serpici, assolutamente rarissimo sembrerebbe umbro, Serpico, molto raro,
è tipico del napoletano, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Serpicus, di cui abbiamo tracce in Irpinia nel XI° secolo: "...GuilIelmus
filius Serpicum
Trustayni tenet de eodem Trogisio de Grutta mediatem Tropaldi que est sicut
dixit feudum...", è pure possibile che derivi da un nome
di località come Sorbo Serpico (AV).
integrazioni fornite da Carmine
Di Palma
cognome esclusivo della provincia di Napoli, in particolare è
presente nei comuni di Scisciano, San Vitaliano e Marigliano; in
questo ultimo comune era presente già dal 1500:la famiglia nobile
dei De Serpis. Potrebbe derivare o da Ser-Picus :signore dal colore
scuro, o da Serpe che era il nome di una antica Masseria di Scisciano:luogo
incolto con molti serpenti.Il famoso
poliziotto italoamericano Serpico appartiene a questo nucleo familiare
essendo i genitori nati a Marigliano. |
| SERRA |
Diffuso in tutt'Italia, con una grossa preponderanza in Sardegna, dovrebbe
derivare da un soprannome originato dal vocabolo latino serra
(sega) e starebbe ad indicare probabilmente
il mestiere di falegname, tracce di questa cognominizzazione le troviamo
ad esempio a Pavia in questa Cartula sententie
dell'anno 1282: "...Super quo libello lis contestata
fuit per narationem et responsionem. Unde Guilielmus
de Serra, consul iusticie Papie, ex parte
publica sedendo pro tribunali, visis, cognitis rationibus et allegationibus
utriusque partis...".
integrazioni fornite da Aldo Magnoni
può derivare dal toponimo di epoca latino-romanza indicante
passo. Serra è anche il deverbale di serrare ossia chiudere, quindi
nella fattispecie toponomastica chiusura di
valle. Quindi il cognome Serra è in parecchi casi riconducibile
a colui che abitava proprio in tali località.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
con riferimento ai ceppi sardi Serra significa sega e deriva dal latino
serra (lama
dentata), ma in sardo il suo vero significato è serra
inteso in senso di altura, collina, montagna:
sa serra de su monti significa il
crinale della montagna. Serroni, serraccu (segaccio o saracco).
In catalano abbiamo xarrac o xerrac.
Sa serra de sa camba (la tibia); sa serra de su monti (la costa o crinale
del monte). Sa serrètta (la seghetta). Il cognome è diffuso
in maniera omogenea in quasi tutto il territorio della Sardegna, in 296
Comuni su 377.
Anticamente era De Serra, ad indicare la provenienza. Il cognome
è presente in maniera abbastanza numerosa in tutte la carte antiche
della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora del 1388 *LPDE,
figurano ben 144 Serra, generalmente con il “de” che precede; trai quali
citiamo: Serra (de) Anthioco, majore (sindaco) ville Gestori (Gesturi -
Contrate Marmille); Serra (de) Barsoco, majore ville Capula...villaggio
distrutto « castello » del Meylogu. Contrate de Ardar et Meylogu;
Serra (de) Barsoco, majore ville Gemussi (Gemussi…distrutto: Jemussi o
Gimussa? Partis de Montibus); Serra (de) Bartholomeo, majore ville Goçula
(distrutto. Goçuna: Partis de Montibus); Serra (de) Fuliado,
locumtenente potestatis Burgi Castri (* Burgi de Gociano...odierna Burgos
– fondata da Mariano IV, padre di Eleonora -Curatorie de Anela). Serra
(de) Juliano, majore ville Modolo (Modulo – Contrate Castri Serravallis);
Serra (de) Nicolao, majore ville Pauli (Odierna Paulilatino – Contrate
Partis de Guilcier); Serra (de) Petro, majore ville Sarule. Serra (de)
Sadurru, majore ville Turri (odierno Turri. Contrate Marmille); Serra (de)
Urgarino, majore ville Almos (distrutto. Contrate Partis de Montibus);
Serra Benedico, majore ville Stolo o Stolu…(villaggio distrutto .. Laconi
et Contrate Partis Alença). Nel Condaghe di S. M. di Bonarcado *CSMB
sono presenti 46 Serra(de), tra i quali ricordiamo il più importante
di tutti i (de) Serra dei tempi antichi: Serra de Lacon Barisone, figlio
di Serra Comita de Lacon, Giudice d’Arborea, e a sua volta Giudice, dopo
la morte del padre; Serra de Lacon Petru, figlio di Barisone e a sua volta
giudice d’Arborea: i (De) Serra erano tra le famiglie più potenti
della Sardegna del periodo giudicale, subentrati ai Lacon de C(i)ori o
Zori. Nel Condaghe di San Pietro di Silki *CSPS i Serra (de) nominati sono
7, quasi tutti appartenenti al nobile casato di Arborea. Nel Condaghe di
San Nicola di Trullas sono presenti 13 (de) Serra e quasi tutti appartenenti
ai Serra de C(i)ori o Zori, ramo cadetto dei Serra (de) Lacon. |
| SERRADIMIGNI |
Tipico modenese, della zona di Montefiorino (MO), deriva dal nome della
località Serradimigni di Montefiorino (MO).
integrazioni fornite da Aldo Magnoni
Serradimigni è un piccolo borgo della frazione di Casola di
Montefiorino citato per la prima volta in un atto del 1029, conservato
nell'Archivio Capitolare di Modena. Un altro vecchio documento che cita
la località, fu scritto da Papa Onorio III il 16 Dicembre 1220. |
| SERRADURA |
Serradura, tipicamente veneto, è specifico di Solagna e Bassano
del Grappa nel vicentino e del vicino trevisano, dovrebbe derivare da un
soprannome dialettale forse attribuito al capostipite con riferimento al mestiere, probabilmente da lui svolto,
di produttore di serrature. |
| SERRAJOTTO |
Serrajotto, molto raro, è specifico di Montebelluna nel trevisano,
dovrebbe derivare da un soprannome dialettale forse attribuito al capostipite
con riferimento al mestiere di produttore di serrature. |
SERRATI
SERRATO
SERRATTO |
Serrati ha un ceppo nel milanese ed uno nel Salento, Serrato, più
raro, ne ha uno nel savonese ed uno nel napoletano, Serratto, molto raro,
sembra dell'alessandrino, dovrebbero derivare da soprannomi connessi o
con il vocabolo latino serra (sega) e riferirsi quinde al mestiere di falegname,
o con l'essere stati chiusi (rinserrati). |
| SERRAVALLE |
Rarissimo, dovrebbe avere due nuclei,
uno nel genovese che deriva dal toponimo Serravalle (SP) ed un altro in
Calabria. |
| SERRAVITE |
Serravite è tipicamente calabrese di Soriano Calabro e Bagnara
Calabra, potrebbe derivare da nomi di località identificati da una
serra (valle)
coltivata a vite. |
| SERRU |
Serru, molto raro, è sicuramente sardo, tipico di Guspini nel Medio
Campidano.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
SERRU: cognome rarissimo, diffuso solo in 14 Comuni d’Italia, di cui
11 in Sardegna: Guspini 37, Terralba 7, Villacidro 6, Olbia 3, Gonnosfanadiga
3, Selargius 3, Assemini 3, Nuoro 3, Quartu S. E. 3, San Gavino 3, Cagliari
3. In due Comuni della Toscana: con Livorno 3, e Siena (prov) 3; e Roma
con 7. Serru, sattu de Serru = salto di Serru, da non confondere con Serri,
piccolo centro abitato(ab. 760) del Sarcidano (entrato a far parte della
provincia di Cagliari, con la creazione delle nuove province, già
appartenente alla prov. di Nuoro). Serru è una località si
può dire unica in Sardegna e nel mondo, ubicata in agro di Gonnosfanadiga,
ottima per la bontà del suo humus che ha concesso e concede, ai
Gonnesi, un tempo coi suoi vigneti, oggi con gli oliveti, impareggiabili
prodotti della terra: vino monica rosso e olio extra vergine di qualità
divine! Fu sede di fiorente civiltà nuragica, della quale restano
visibili tracce, ma fu senz’altro un vero e proprio insediamento romano,
fiorito all’indomani della conquista romana dell’Isola. L’abbondanza di
reperti archeologici, nuragici e romani confermano questa tesi. Senza nascondere,
come sinora è stato fatto, che gli attuali oliveti, nel proprio
sottosuolo, riservano tante cose ancora da scoprire, ma la paura dei proprietari,
di vedere vincolati dalla Sovrintendenza i loro oliveti e sradicati quei
meravigliosi sempreverdi, è più forte della curiosità.
Non sappiamo che sorte abbia avuto Serru, (mancano prove scritte), dopo
il passaggio della Sardegna a Bisanzio; per certo fu visitato dai monaci
bizantini, dei quali rimangono vistosissime tracce, tra le quali le numerose
chiese dedicate ai santi del menologio greco, disseminate nel territorio
e delle quali oggi restano i ruderi. Ma Serru fu anche “Villa” e come tale
è annoverata nelle carte antiche. La “villa” o meglio l’“oppidum”
di Serru è citato nell’opera di Giovanni Francesco Fara, “In Sardiniae
Chorographiam” (opera terminata poco prima della sua morte avvenuta a Sassari
il 15 novembre del 1591), che recita: ...ubi olim erat iudicatus Colostrai,
seu curatoriae de Arbus, et nunc extant oppida Arbus, Serri(sic) et Guspini
interiereque priscae urbes a Ptolemaeo memoratae Osaeae et Neapolis, cuius
templum s.to Nicolao sacrum et alia antiqua monumenta cernuntur;…(là
dove una volta c’era il giudicato di Colostrai o della Curatorìa
di Arbus ed attualmente si trovano i paesi di Arbus, Serru e Guspini, mentre
invece sono scomparse le antiche città di Osea e Neapolis: di quest’ultima
rimangono la chiesa consacrata a San Nicola ed altre antiche vestigia).
Nel testo del Besta, “La Sardegna Medioevale” vol. 2°, ove si parla
della curatoria di Bonorzoli, del regno giudicale di Arborea (villa scomparsa,
ubicata nei pressi di Mogoro, abbandonata definitivamente verso la fine
del XVI° secolo, in seguito a ripetute incursioni barbaresche)non è
citata la “villa” di Serru, ma sappiamo, con certezza, che ne faceva parte
(nelle fonti è riportata a partire dal 1336), insieme a Guspini,
Arbus, Gonnosfanadiga, San Gavino, Pabillonis, S. N. d’Arcidano, Terralba,
etc. La chiesa storica di Serru(della quale restano i ruderi) è
dedicata a San Pietro(del Menologio greco) e la sua costruzione risale
senz’altro all’arrivo dei monaci greci, come anzidetto. Nel territorio
del Sulcis Iglesiente, in particolare, ma in generale in tutta la Sardegna,
i monaci bizantini, sin dal loro arrivo nell’isola, a partire dall’inizio
del VI° secolo, esercitarono grande influenza sulla popolazione locale,
nella cui cultura, anche religiosa, nonostante lo Scisma, tra Chiesa Cattolica
e Chiesa Ortodossa, del 1054, è rimasta traccia indelebile, sino
ai giorni nostri. La damnatio memoriae esercitata, con arroganza, dalla
Chiesa Cattolica, prima e dopo lo Scisma, non è riuscita a cancellarne
le tracce. Il paese di Serru( scusatemi per l’excursus) fu abbandonato
diverse volte, a causa delle incursioni barbaresche e definitivamente verso
i primi anni del XVII° secolo. Dove andarono a finire gli abitanti
di Serru? Secondo Enrico Casti, autore del libro “Gonnos e Dintorni”, si
rifugiarono nelle “ville” di Arbus e soprattutto di Gonnosfanadiga. Qui
però bisogna fare una osservazione; una nota storica di Antonello
Mattone (La Sardegna nel Mondo Mediterraneo, 44) recita: “tra il 1584 ed
i primi del Seicento, sono saccheggiate e abbandonate le ville di Gonnosfanadiga,
di Pabillonis, di Bonorchili e di Serru”. Come potevano, gli abitanti di
Serru rifugiarsi a Gonnosfanadiga, pure essa abbandonata? La presenza attuale
del cognome Serru, solo ed esclusivamente a Guspini(distante pochi chilometri),
da cui provengono i pochi altri dei Comuni in cui è presente, compresi
quelli di Livorno, Siena e Roma, è prova inconfutabile del loro
arrivo in quel centro. Che poi Arbus, Serru e Gonnosfanadiga fossero state
ripetutamente abbandonate a causa delle incursioni barbaresche lo possiamo
dedurre dal fatto che, nel 1388, per la famosa Pace di Eleonora, non figurano
i firmatari delle tre ville, mentre ci sono quelli di tutte le altre ville
vicine: Pabillonis, Guspini, San Gavino, Monreale, Sardara, Santa Mariacquas
etc., Non abbiamo altro da aggiungere! Sulla etimologia del
cognome c’è ancora incertezza: alcuni studiosi lo fanno derivare
dal protosardo, come Serri; altri da “serra de monti”; in realtà
il territorio dove sorgeva la “villa” è proprio sa serra de su monti. |
SERVADEI
SERVADEO
SERVADIO
SERVEDEO
SERVEDIO
SERVIDEO
SERVIDDIO
SERVIDIO |
Servadei è tipicamente romagnolo, Servadio ha ceppi nel padovano,
nell'anconetano, nel milanese ed in provincia di Roma e di Bari, Servedio
è specifico del barese, di Grumo Appula, Toritto e Bari, Servidio
ha un nucleo nel cosentino ad Acri, Corigliano Calabro e Sant`Agata di
Esaro, un ceppo nel barese e nuclei, pobabilmente secondari, nel milanese
e nel torinese, Serviddio, estremamente raro, è barese, Servedeo
e Servideo sono estremamente rari, dovrebbero tutti derivare da errori
di trascrizione, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal nome medioevale
Servadeus o Servideus
originati dalla devozione popolare che portava a dedicare il proprio figlio
al servizio di Dio. (vedi Salvadei) di quest'uso
abbiamo un esempio in una Carta venditionis
dell'anno 1145 a Sesto Calende: "...manuum Servidei
de Ispera et Lanfranci de Pino qui estimatores
fuerunt ut supra et in hanc cartam manus posuerunt ad confirmandam...". |
SERVATI
SERVATO |
Servati è quasi unico, Servato, molto molto raro, è specifico
dell'area alessandrina, potrebbero derivare dal cognomen latino Servatius,
ricordiamo ad esempio Sanctus Servatius morto
nell'anno 384: "..Sanctus
Servatius sicut in gestis eius legitur antiquioribus
ex generosa magnorum virorum stirpe est editus nobiliter natus, nobiliter
conversatus..", ma è pure possibile che derivino dal nome
augurale medioevale Servatus nel senso
di che si conservi bene.
ipotesi fornite da Paolo Servato
La maggior concentrazione del cognome Servato si trova esclusivamente
nella zona territoriale che comprende l’Appennino sopra l’Acquese nella
zona che va da Morbello a Visone. Altre famiglie con lo stesso cognome
si sono spostate in tutta la provincia di Alessandria. Il cognome Servato
è presente, per ovvi motivi di vicinanza dal luogo di origine, anche
nel capoluogo ligure. Altri Servato sono presenti a Moncalieri e a Torino,
anch’essi provenienti dalla stessa origine.Nel dialetto piemontese molti
sono i modi per indicare
l’aggettivo selvatico: selvatic,
servatic,
selvà,
servà. Nel dialetto acquese
si dice precisamente servò,
avendo questo tipo di dialetto fonemi piuttosto chiusi. Alla fine del ’600
ed agli inizi del ’700 quando per ragioni di registrazione delle famiglie
ormai divenute troppo popolose si arrivò ad imporre il cognome con
obbligo di legge, la popolazione dei servà
divenne, italianizzando la parola: i Servato. |
SERVELLI
SERVELLO
SERVILI
SERVILII
SERVILIO
SERVILLI
SERVILLO |
Servelli è assolutamente rarissimo, Servello è comunque molto
raro, dovrebbero essere calabresi, della zona di Vibo Valentia, Servili
è specifico della zona che comprende Marche, Umbria e Lazio, di
Todi, Trevi e Montefalco nel perugino, Servilii è tipicamente romano,
Servilio è tipicamente abruzzese di Pizzoli (AQ), Servilli è
praticamente unico, Servillo è tipicamente napoletano, dovrebbero
derivare direttamente dalla Gens Servilia
o anche dal nomen latino Servilius
portato ad esempio dal tribuno della plebe Rullus Publius Servilius nel
I° secolo d. C. e come possiamo leggere negli Annales
di Tacito: "...additis
versibus qui in Tiberium flecterentur: verum ab Servilio
et Cornelio accusatoribus adulterium Liviae, magorum sacra obiectabantur...". |
SERVENTE
SERVENTI |
Servente, rarissimo, è tipico della riviera di levante, Serventi
è tipico del parmense e del genovese, ha un ceppo secondario, originario
del genovese, anche nel sud della Sardegna, potrebbero derivare dall'essere
stato il capostipite alle dipendenze come uomo di fiducia di un prelato
o di un monastero, dove per servente si indicava che si dedicava a piccole
incombenze gestionali.". |
SERVIDA
SERVIDATI |
Servida è rarissimo, è
specifico del sudmilanese, Servidati è quasi unico e dovrebbe essere
lodigiano, potrebbero derivare da un'alterazione forse dialettale del nome
tardo latino Servusdei (servo del Signore). |
| SERVO
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Servo ha un ceppo nel vercellese, uno nel romano ed uno nel napoletano,
potrebbero derivare da un'italianizzazione del nomen latino di origine
plebea Servus
o Servius, ricordiamo il sesto
Re di Roma Servio Tullio. |
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