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SEMBENI
SEMBENICO
SEMBENOTTI
Sembeni è della zona tra veronese e bresciano, Sembenico e Sembenotti sono trentini, derivano tutti dall'aferesi del nome Nascimbene. (vedi Nascimbene)
SEMENTA Molto raro è tipico della provincia di Avellino, dovrebbe derivare da un soprannome.
SEMERARO Originario della Puglia, deriva da un soprannome dialettale legato al mestiere di conduttore d'asini.
SEMERIA Il cognome Semeria sembrerebbe avere due ceppi, uno ligure nell'imperiese ad Imperia, San Remo e Pontedassio, con un ceppo secondario anche a Genova, ed uno siciliano, probabilmente nel palermitano a Villabate, forse ivi giunto al seguito della corte dei Ventimiglia, la derivazione è dubbia, potrebbe riferirsi all'italianizzazione di un cognome francese Semler, che si rifà ad un termine di origini germaniche semmel (fornaio), a sua volta derivato dal vocabolo latino simila (farina di fiocchi d'avena), una seconda ipotesi lo farebbe derivare da una variazione del termine Samaria, regione montuosa della Palestina situata tra la Galilea e la Giudea, e potrebbe in questo caso riferirsi ad un reduce di una Crociata, ma l'ipotesi più probabile resta una derivazione dal nome ebraico Shemer (Guardiano).
SEMINARA Tipico della Sicilia, soprattutto della parte centrale e orientale e del reggino, dovrebbe derivare dal toponimo Seminara (RC).
SEMINARI Molto raro è specifico del lodigiano, potrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo seminario, con riferimento a caratteristiche del carattere o all'avere il capostipite studiato da prete o vissuto o collaborato presso un seminario, secondo altri avrebbe un origine più antica e deriverebbe dal mestiere di venditore di sementi.
SEMIOLI
SIMIOLI
Semioli, molto raro, ha un ceppo a Terracina nel latinense ed uno nel salernitano ad Angri in particolare ed a Scafati, Simioli, meno raro, ha un ceppo a Ferrara e Copparo nel ferrarese, ed uno nel napoletano, a Marano di Napoli soprattutto, a Napoli ed a Massa >Lubrense, Calvizzano, Pozzuoli Qualiano e Mugnano di Napoli, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche arcaiche, semidialettali, del nome Simeone, abbastanza improbabile che possa trattarsi di soprannomi originati da diminutivi latini originati dal termine simia (scimmia).
SEMPLICE
SEMPLICI
SIMPLICI
Semplice è tipico di Caivano (NA) e Scafati (SA), Semplici è tipicamente toscano di Firenze e Siena in particolare, Simplici è praticamente unico, potrebbero derivare da un soprannome originato da caratteristiche comportamentali del capostipite, ma è anche possibile una connessione con il termine latino simplices (erbe aromatiche) e si riferirebbe alla pratica della professione di erborista.
integrazioni fornite da Armando Semplice
dalla Storia di Milano della Treccani ho tratto: Semplici: esponente cattolico, vol XV pag 274. Consultando il volume citato si evince che un Semplici fu condidato con Cornaggia, Gallarati Scotti, Nava e Brambilla per la lista che riuniva i cattolici intransigenti e i rosminiani. Questi candidati ottennero tra 2300 e 2700 voti.
SEMPRONI
SEMPRONIO
Semproni ha un nucleo a Roma e Subiaco (RM), Sempronio, molto molto raro, sembrerebbe del viterbese, dovrebbero derivare dalla Gens romana Sempronia o direttamente dal nomen latino Sempronius di cui abbiamo un esempio nel Console della repubblica romana del 238 a.C. Tiberius Sempronius Gracchus, nel De viris illustribus urbis Romae leggiamo: "...Tiberius Sempronius Gracchus nobilissima familia ortus Scipionem Asiaticum quamvis inimicum duci in carcerem non est passus...".
SENA Molto raro, è specifico della Campania, potrebbe trattarsi di una variazione del cognome Senna, è anche da prendere in considerazione una derivazione dal toponimo Siena anticamente indicato come Sena: "...nisi anno isto uenit Deodatus de Sena  episcopus et fecit in oraculo isto Sancti Petri fontis...".
integrazioni fornite da Franco Sena
il cognome Sena è abbastanza diffuso anche nel cosentino,soprattutto a Luzzi.  Oltre alla derivazione possibile dalla pianta orientale dallo stesso nome con variante senna, si può far riferimento al nome latino di Siena o a Sena Gallica e, ancora, al gioco dei dadi detto sena, che è precisamente il punto in cui entrambi i giocatori scoprono il sei.
SENAPE
SINAPI
Senape, assolutamente rarissimo, sembrerebbe campano, mentre Sinapi parrebbe di Itri (LT), dovrebbero derivare dal vocabolo latino sinàpe -is (senape), ricordando che in epoca medioevale la senape bianca era molto utilizzata come foraggio potrebbe indicare il mestiere di commerciante di foraggi svolto dal capostipite.
SENAREGA Nobile famiglia genovese che fu feudataria fino al 1400 dei terreni di Senarega (GE), in Valbrevenna, da dove presero il nome; un Matteo Senarega (1534-1606) fu doge di Genova dal 1595 al 1597.
SENATORE
SENATORI
Senatore è tipico di Cava de` Tirreni, Nocera Superiore e Salerno nel salernitano, con ceppi anche in Calabria, soprattutto nel cosentino, Senatori, molto più raro sembrerebbe fiorentino.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Senatore ha un nucleo principale nel salernitano e ceppi minori sparsi dal nord al sud del paese, soprattutto nel napoletano, nel cosentino, nel crotonese, nel catanzarese, nel tarantino e nel foggiano, Senatori, molto meno diffuso del precedente, è tipico per lo più del fiorentino, entrambi questi cognomi derivano dal nome medievale Senatore, nato in segno d’onore e di prestigio sulla base dell’omonima carica politica (così come i nomi medievali Imperatore, Principe, Marchese, etc.); in casi minori, tuttavia, non si può escludere una derivazione diretta dal titolo di senatore, ad indicare o la carica detenuta dal capostipite o, più probabilmente, un qualche tipo di rapporto che univa quest’ultimo a un senatore. Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni o dei nomi personali dei capostipiti o di soprannomi loro attribuiti.
SENEGAGLIA
SENIGAGLIA
SENIGALLIA
SINIGAGLIA
SINIGALLIA
Senigaglia, molto raro, è veneziano, Senigallia è assolutamente rarissimo, così come Senegaglia e Sinigallia, Sinigaglia ha un nucleo veneto, in particolare nel padovano, un ceppo triestino ed uno nel barese a Bisceglie e Bari, dovrebbero tutti derivare dal toponimo marchigiano Senigallia (AN), cognomi tipicamente israelitici dovrebbero essere tutti originari di quella città, dove  arrivarono molti ebrei nella seconda metà del 1500, a seguito del bando emanato da Papa Pio V° nel 1569, bando che espelleva dalle terre dello Stato Pontificio,ad eccezione di Ancona e Roma, tutti gli ebrei.
SENES Abbastanza raro è specifico sardo, dovrebbe derivare dal toponimo Senis (OR).
SENESE
SENESI
SENISE
SENISI
SINISI
Senese ha un grosso ceppo campano a Napoli, Afragola (NA) e Oliveto Citra (SA), uno nel bolognese ad Imola ed uno a Catanzaro e nel catanzarese a Curinga e Lamezia Terme, Senesi è un cognome tipicamente toscano particolarmente diffuso ad Arezzo e Firenze, con un ceppo anche nelle Marche a Jesi (AN) e nel Lazio a Roma e Terracina (LT), Senise, molto molto raro, ha un ceppo a Roma, uno nel napoletano ed uno nel cosentino, Senisi, assolutamente rarissimo, parrebbe del foggiano, Sinisi parrebbe decisamente pugliese, maggiormente diffuso nel barese, ma con un ceppo anche nel potentino a Ripacandida e Venosa e nel materano a Ferrandina, e con un ceppo a Roma, dovrebbero tutti derivare dal nome tardo latino medioevale Senesius o Sinisius: "...Volatum affectantes, in italic Sinesius in Dione. altum sublatos, dimittunt, sibi relictos, aut forte dilapsos suscipiunt, grandiusculos, longissime tamquam rapinae aemulos...",  ricordiamo San Sinisius Patriarca di Costantinopoli dal 426 al 427, in alcuni casi potrebbero anche derivare dall'etnico di Siena o di toponimi come Sinopoli (RC).
SENNA Ha un nucleo nel milanese, pavese e lodigiano, un ceppo nel catanese ed uno forse non secondario nel napoletano, il ceppo lombardo dovrebbe derivare da toponimi come Senna Comasco (CO) o Senna Lodigiana (LO), di quest'uso se ne ha esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale a Lodi nell'anno 1196: "...que iacet in teratorio Muntexello, supra Aduam, et que fuit Adami de Senna et fratris sui, in cuius presentia hanc venditionem fecit,...", i ceppi meridionali poptrebbero derivare da soprannomi originati dal nome di un'erba medicamentosa la senna (cassia senna con proprietà lassative). Tracce di questa cognomizzazione le troviamo in una sentenza del 1615 a Calcio (BG) emessa contro un tal Battista Senna detto il Morino.
SENSI
SENSO
SENZI
SENZIO
Sensi è molto diffuso in Toscana, Umbria, Lazio centrosettentrionale, bolognese, forlivese e riminese, Senso, praticamente unico, è dovuto probabilmente ad un errore di trascrizione del precedente, Senzi, quasi unico, è del centro Italia, probabilmente abruzzese, Senzio, molto molto raro, ha un ceppo nel napoletano, soprattutto a Grumo Nevano, ed un piccolo ceppo a Trani, dovrebbero tutti derivare dalla Gens latina, repubblicana, di origine plebea Sentia (pronuncia Senzia) o dal personale gentilizio latino Sentius (pronuncia Senzius), la Gens Sentia era ben insediata a Rimini, in Toscana, in Umbria e soprattutto nel Lazio settentrionale, una dimostrazione di questa probabile derivazione la troviamo nella Obligatio di Senzio di Matteo del 4 maggio 1389 conservata presso l'Archivio Vaticano, dove l'arcivescovo di Nocera Umbra Senzio di Matteo, viterbese, viene chiamato sia Sensius che Zensius, in un medaglione nella Sala Regia del Palazzo dei Priori di Viterbo il Prelato viene chiamato "Sensus Matthei Viterbien. Ep..us Nucerinus" ovvero "Sensio o Senzio figlio di Matteo, viterbese, vescovo di Nocera".
SEPE Sepe è originario del napoletano, si è diffuso anche nel Lazio meridionale e nel resto della Campania, potrebbe derivare dall'aferesi del nome greco Aesepus, ma, molto più probabilmente deriva dal nome sannita Sepius, ma è pure possibile una derivazione dall'antico toponimo Sepius situato nella Daunia, l'attuale Capitanata in Puglia.
SEPI
SEPIO
Estremamente rari sembrerebbero originari del centro Italia, tra Umbria Abruzzi e Lazio, potrebbe derivare da una modificazione del nomen latino Sepunius (Sepius).
SEPPI Tipico del Trentino ha un nucleo nell'area che comprende Cavareno e Ruffrè (TN) ed uno a Caldaro Sulla Strada Del Vino (BZ) e nella vicina Bolzano, dovrebbe derivare dall'aferesi del nome Giuseppe (quelli di Giuseppe).
SERAFIN
SERAFINI
SERAFINO
Serafin, assolutamente rarissimo, è dell'area marchigiano abruzzese, Serafini è diffuso in tutto il centro nord, Serafino, molto comune, è diffuso in tutto il centrosud, in Puglia in particolare, derivano dal nome medioevale Serafinus, derivato a sua volta dal nome ebraico Seraphim (nome di una classe di angeli), dell'uso di questo nome in epoca medioevale abbiamo un esempio in un atto del 1164: "...gesta noscuntur crimina a summa funditus deleantur providencia, nos inquam Valardinus et Oddo et Ugezone et frater eius Balduinus et Gierardus filius Serafini, pro se et pro suis fratribus, scilicet Bertolotto et Boracio et Ildibrandicio, atque Gierardus de Bernardo et Gualfredus filius Burelli, pro se et pro cuntis suis consortibus, ...".
SERAGLIO
SERRAGLIO
Seraglio è tipico del vicentino di Vicenza, Romano d'Ezzelino e Caldogno, Serraglio ha un ceppo a San Zenone degli Ezzelini (TV) e nel vicentino, potrebbero derivare dal nome medioevale Seralius di cui abbiamo un esempio in Nicolaus Seralius Moguntia vissuto tra la fine del 1500 ed il 1600.
SERAGNI Quasi unico, forse del sud milanese, potrebbe derivare da un'errore di trascrizione del cognome Seregni.
SERAGNOLI
SERANGELI
SERANGELO
Seragnoli, molto molto raro, sembrerebbe di Imola, Serangeli è tipicamente laziale, Serangelo è praticamente unico, dovrebbero derivare dall'unione dell'aferesi del termine Messere con il nome Angelo, tracce di queste cognomizzazioni le troviamo ad Artena (RM) fin dal 1600 personaggio di un certo rilievo è stato il notaio Stefano Serangeli (1654-1730) storico, letterato e bibliofilo.
SERALLEGRI Assolutamente rarissimo sembrerebbe specifico del pesarese, potrebbe derivare da un soprannome originato da Ser Allegri.
SERANI
SERANO
SERRANI
SERRANO
SERRANO'
Serani ha un ceppo a Pisa, ma il nucleo è sicuramente laziale, a Roma ed Antrodoco nel reatino, Serano è tipico di Chieti, Serrani è tipico dell'area che comprende le Marche, l'Umbria, l'Abruzzo ed il Lazio, in particolare a Tolentino e Macerata nel maceratese, ad Ancona, Jesi, Falconara marittima, Montemarciano, Chiaravalle, Filottrano e Senigallia nell'anconetano, a Nocera Umbra nel perugino, a Penna Sant'Andrea e Teramo nel teramano, ed a Roma, Serrano ha un ceppo a Roma, uno molto piccolo a Napoli, uno a Montesano Salentino ed Acquarica del Capo nel leccese ed a Bari, ed uno in Sicilia a Catania e nel catanese, Serranò è decisamente calabrese, del reggino, di Melito Porto Salvo in particolare e di Bova Marina e Bruzzano Zeffirio, e di Messina, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal cognomen latino Serranus di cui abbiamo un esempio d'uso nel Punica di Silius Italicus: "...Serranus, clarum nomen, tua, Regule, proles, qui longum semper fama gliscente per aeuum infidis seruasse fidem memorabere Poenis,  flore nitens primo, patriis heu Punica bella auspiciis ingressus erat, miseramque parentem et dulcis tristi repetebat sorte penates saucius. ...", o della sua versione medioevale Seranus di cui abbiamo un esempio negli Epigrammata Godefridi prioris: "...Nolit in accepto gaudere Seranus honore; Sæpe dolor læto prodiit introitu....".
SERAO
SERRAO
Serao, molto raro, è tipico del casertano e napoletano, Serrao sembra avere oltre al ceppo cagliaritano, anche uno tra Catanzaro e Vibo Valentia ed uno nel napoletano, dovrebbero derivare da soprannomi originati da vocaboli dialettali con il significato di chiuso.  Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Filadelfia (VV) nel 1700, secolo a cui appartiene anche Giovanni Andrea Serrao Vescovo di Potenza nella seconda metà del 1700.
SERATI Estremamente raro potrebbe essere del milanese.
SERAVALLE
SERAVALLI
Seravalle sembra avere un ceppo in Friuli e trevigiano ed uno nel grossetano, Seravalli, più raro, uno nell'udinese ed uno nel fiorentino, potrebbero derivare da nomi di località come Castrum de Seravallo nome del XII°  di una località del trevigiano, tracce di questa cognomizzazione si trovano a Pontassieve (FI) nel 1700 in una lettera del 1734 leggiamo che Il Priore Ferdinando Seravalli chiede di poter costruire un mulino a un palmento sul Risaio.
SERBELLONI Ormai rarissimo, tipicamente milanese,  La famiglia Serbelloni, fino al 1400 era impegnata nell'attività notarile, quando Cecilia Serbelloni contrae matrimonio con Bernardino De' Medici di Marignano, dando poi alla luce il futuro nostro Papa Pio IV° e Gian Giacomo detto il Medeghino, la sorella Margherita sposa Gilberto Borromeo. Gabriele Serbelloni fu il sovrintendente alla fabbrica del palazzo dei Medici a Milano, verso l'inizio del 1500, divenne poi generale di artiglieria del Duca di Toscana Cosimo De' Medici, per diventare, fatto Papa Pio IV°, generale delle milizie pontificie esd essere insignito dei titoli di Cavaliere di Malta e priore d'Ungheria.  I serbelloni acquisirono una serie infinita di titoli nobiliari, avvicinandoli più ai sovrani che alla nobiltà, furono infatti: decurioni di Milano, signori di Gorgonzola, di Camporicco, Conti di Castiglione, Marchesi di Romagnano, Marchesi d'Incisa, Consignori di Castelnuovo Belbo, Grandi di Spagna, e Duchi di S. Gabrio.
SERCHI
SERCHIA
SIRCHIO
Serchi, estremamente raro, parrebbe dell'area fiorentino, senese, Serchia, molto molto raro, ha un piccolo ceppo nell'aquilano, ad Avezzano, Celano e Luco dei Marsi, ed uno a Roma, Sirchio ha un ceppo a Perugia, potrebbero derivare dal fatto che i capostipiti provenissero dalla zona del fiume Serchia o Serchio in Toscana.
SEREGNI Molto raro, è specifico del nord milanese e comasco, dovrebbe derivare dal toponimo Seregno (MI).
SEREN Seren, molto raro, è tipico del basso Veneto, dal padovano al rovigoto, dovrebbe derivare dal toponimo Seren del Grappa (BL).
SERENA
SERENELLA
SERENELLI
SERENI
SERENO
Serena Oltre al nucleo tra veneziano e trevigiano, sembra avere un ceppo bresciano ed uno piacentino, Serenella, estremamente raro è laziale, Serenelli è rarissimo e dovrebbe essere specifico dell'anconetano, Sereni, abbastanza raro, potrebbe avere più ceppi, in Emilia, Toscana e Umbria, Sereno sembrerebbe piemontese, ma è presente un ceppo anche a San Severo (FG), dovrebbero tutti derivare dal cognomen latino Serenus di cui abbiamo un esempio negli Annales di Tacito: "...Et Vibius Serenus pro consule ulterioris Hispaniae de vi publica damnatus ob atrocitatem morum in insulam Amorgum deportatur...".
SERFILIPPI Specifico marchigiano è tipico della zona di Fano, dovrebbe derivare dal nome Filippo ed appartenere probabilmente ad una famiglia patrizia, di quest'uso si ha un esempio nel 1600: "...domino Francisco Florino ac ser Bernardo Mazono, locumtenentibus Ser Filippi offitialis, domino Sebastiano et mihi notario,...".
SERGI
SERGINI
SERGIO
Sergi ha vari ceppi, nel sud della Sardegna, nella zona dello stretto tra reggino e messinese, nel Salento tra tarentino, brindisino e soprattutto leccese, ed a Roma, Sergini è praticamente unico, Sergio è tipico del sud peninsulare, dovrebbero derivare dalla Gens latina  Sergia, di cui abbiamo un esempio nella prima Horatio in Catilinam di Cicerone: "Lucius Sergius Catilina, homo patricii generis, magna vi et animi et corporis, sed ingenio malo pravoque, praetorius,...", ricordiamo anche papa Sergio I° fatto Papa nell'anno 687.
SERINO Tipico del napoletano, beneventano ed avellinese, con ceppi anche in Puglia, dovrebbe derivare da toponimi come Serino (AV), (PZ) o anche dal nome del fiume Serino che scorre in Irpinia.
SERIO Serio è molto diffuso in Campania, soprattutto nel salernitano, in Puglia ed in Sicilia, soprattutto nel palermitano, dovrebbe derivare dal nome medioevale Serius, forma contratta del nome Sigerius di cui abbiamo un esempio nel 1171 negli Annales Pisani: "...A.D. MCLXXI, indictione IIIIor, in mense Novembris, Pisanorum Consules, scilicet Guittone Vicecomes, Sigerius Malpilii, Sigerius q. Ildebrandi Vicecomitis, Ardecasa, Vitalis Gatte Blance, Pane et Porro, Ubertus quondam Sigerii Carbonis...".
SERMON Sermon, assolutamente rarissimo, parrebbe napoletano, dovrebbe essere di origine angioina e derivare dall'accrescitivo tronco dell'aferesi del nome francese Anselme, modificato grazie al fenomeno del rotacismo.
SERNESE
SERNESI
Sernese è praticamente unico e dovrebbe essere un errore di trascrizione di Sernesi che ha un ceppo nel modenese ed uno nel fiorentino, dovrebbero derivare dall'aferesi dell'etnico di Maserno (MO).
SERNICOLA Ha un ceppo a Calvi Dell'Umbria (TR) ed uno in Campania nel salernitano, dovrebbe derivare dall'unione dell'aferesi del termine Messere con il nome Nicola probabilmente ad indicare un tale Nicola, personaggio di un certo rilievo, tanto da necessitare dell'attributo di Messere. Troviamo tracce di questa cognomizzazione tra la fine del 1500 e gli inizi del 1600 con Pietro e Domenico Sernicola torrieri (responsabili del posto di guardia della torre) di Cannetiello nella zona di Pollica (SA).
integrazioni fornite da Roberto Sernicola
il cognome Sernicola nel Cilento è documentato già nel censimento del Regno fatto da Ferdinando I nel 1489 (cfr. Silvestri Alfonso, La popolazione del Cilento nel 1489, ed. C.P.C., Acciaroli 1991). in Umbria il cognome è documentato almeno dal 1508, quando un Evangelista di Nardo di Sernicola effettua un lascito per una cappella nella chiesa di Calvi dell’Umbria (Archivio Com. Calvi, fondo notarile).  Una famiglia Sernicola, estinta nel corso del Seicento, è documentata a Matelica (MC) in cronache locali e in documenti d’archivio. L’origine del cognome risale ai figli del notaio matelicese ser Nicola di ser Giovanni di ser Marco (ser Nicolaus ser Johannis ser Marci notarius etc.) documentato nella seconda metà del XV° secolo: i suoi atti sono tuttora conservati presso l’Archivio di Stato di Camerino. Dai primi del ‘500 troviamo infatti a Matelica Giovanni, Berardino e Domenico di ser Nicola e poi nella metà del ‘500 un noto Giacomo Sernicola figlio del Giovanni sopra citato.
SERPICI
SERPICO
Serpici, assolutamente rarissimo sembrerebbe umbro, Serpico, molto raro, è tipico del napoletano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Serpicus, di cui abbiamo tracce in Irpinia nel XI° secolo: "...GuilIelmus filius Serpicum Trustayni tenet de eodem Trogisio de Grutta mediatem Tropaldi que est sicut dixit feudum...", è pure possibile che derivi da un nome di località come Sorbo Serpico (AV).
integrazioni fornite da Carmine Di Palma
cognome esclusivo della provincia di Napoli, in particolare è presente nei comuni di Scisciano, San Vitaliano e Marigliano; in questo ultimo comune era presente già dal 1500:la famiglia nobile dei De Serpis.  Potrebbe derivare o da Ser-Picus :signore dal colore scuro, o da Serpe che era il nome di una antica Masseria di Scisciano:luogo incolto con molti serpenti.Il famoso poliziotto italoamericano Serpico appartiene a questo nucleo familiare essendo i genitori nati a Marigliano.
SERRA Diffuso in tutt'Italia, con una grossa preponderanza in Sardegna, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo latino serra (sega) e starebbe ad indicare probabilmente il mestiere di falegname, tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad esempio a Pavia in questa Cartula sententie dell'anno 1282: "...Super quo libello lis contestata fuit per narationem et responsionem. Unde Guilielmus de Serra, consul iusticie Papie, ex parte publica sedendo pro tribunali, visis, cognitis rationibus et allegationibus utriusque partis...".
integrazioni fornite da Aldo Magnoni
può derivare dal toponimo di epoca latino-romanza indicante passo. Serra è anche il deverbale di serrare ossia chiudere, quindi nella fattispecie toponomastica chiusura di valle. Quindi il cognome Serra è in parecchi casi riconducibile a colui che abitava proprio in tali località.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
con riferimento ai ceppi sardi Serra significa sega e deriva dal latino serra (lama dentata), ma in sardo il suo vero significato è serra inteso in senso di altura, collina, montagna: sa serra de su monti significa il crinale della montagna. Serroni, serraccu (segaccio o saracco). In catalano abbiamo xarrac o xerrac.  Sa serra de sa camba (la tibia); sa serra de su monti (la costa o crinale del monte). Sa serrètta (la seghetta). Il cognome è diffuso in maniera omogenea in quasi tutto il territorio della Sardegna, in 296 Comuni su 377.
 Anticamente era De Serra, ad indicare la provenienza. Il cognome è presente in maniera abbastanza numerosa in tutte la carte antiche della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora del 1388 *LPDE, figurano ben 144 Serra, generalmente con il “de” che precede; trai quali citiamo: Serra (de) Anthioco, majore (sindaco) ville Gestori (Gesturi - Contrate Marmille); Serra (de) Barsoco, majore ville Capula...villaggio distrutto « castello » del Meylogu. Contrate de Ardar et Meylogu; Serra (de) Barsoco, majore ville Gemussi (Gemussi…distrutto: Jemussi o Gimussa? Partis de Montibus); Serra (de) Bartholomeo, majore ville Goçula (distrutto. Goçuna: Partis de Montibus);  Serra (de) Fuliado, locumtenente potestatis Burgi Castri (* Burgi de Gociano...odierna Burgos – fondata da Mariano IV, padre di Eleonora -Curatorie de Anela). Serra (de) Juliano, majore ville Modolo (Modulo – Contrate Castri Serravallis); Serra (de) Nicolao, majore ville Pauli (Odierna Paulilatino – Contrate Partis de Guilcier); Serra (de) Petro, majore ville Sarule. Serra (de) Sadurru, majore ville Turri (odierno Turri. Contrate Marmille); Serra (de) Urgarino, majore ville Almos (distrutto. Contrate Partis de Montibus); Serra Benedico, majore ville Stolo o Stolu…(villaggio distrutto .. Laconi et Contrate Partis Alença). Nel Condaghe di S. M. di Bonarcado *CSMB sono presenti 46 Serra(de), tra i quali ricordiamo il più importante di tutti i (de) Serra dei tempi antichi: Serra de Lacon Barisone, figlio di Serra Comita de Lacon, Giudice d’Arborea, e a sua volta Giudice, dopo la morte del padre; Serra de Lacon Petru, figlio di Barisone e a sua volta giudice d’Arborea: i (De) Serra erano tra le famiglie più potenti della Sardegna del periodo giudicale, subentrati ai Lacon de C(i)ori o Zori. Nel Condaghe di San Pietro di Silki *CSPS i Serra (de) nominati sono 7, quasi tutti appartenenti al nobile casato di Arborea. Nel Condaghe di San Nicola di Trullas sono presenti 13 (de) Serra e quasi tutti appartenenti ai Serra de C(i)ori o Zori, ramo cadetto dei   Serra (de) Lacon.
SERRADIMIGNI Tipico modenese, della zona di Montefiorino (MO), deriva dal nome della località Serradimigni di Montefiorino (MO).
integrazioni fornite da Aldo Magnoni
Serradimigni è un piccolo borgo della frazione di Casola di Montefiorino citato per la prima volta in un atto del 1029, conservato nell'Archivio Capitolare di Modena. Un altro vecchio documento che cita la località, fu scritto da Papa Onorio III il 16 Dicembre 1220.
SERRADURA Serradura, tipicamente veneto, è specifico di Solagna e Bassano del Grappa nel vicentino e del vicino trevisano, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale forse attribuito al capostipite con riferimento al mestiere, probabilmente da lui svolto, di produttore di serrature.
SERRAJOTTO Serrajotto, molto raro, è specifico di Montebelluna nel trevisano, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale forse attribuito al capostipite con riferimento al mestiere di produttore di serrature.
SERRATI
SERRATO
SERRATTO
Serrati ha un ceppo nel milanese ed uno nel Salento, Serrato, più raro, ne ha uno nel savonese ed uno nel napoletano, Serratto, molto raro, sembra dell'alessandrino, dovrebbero derivare da soprannomi connessi o con il vocabolo latino serra (sega) e riferirsi quinde al mestiere di falegname, o con l'essere stati chiusi (rinserrati).
SERRAVALLE Rarissimo, dovrebbe avere due nuclei, uno nel genovese che deriva dal toponimo Serravalle (SP) ed un altro in Calabria.
SERRAVITE Serravite è tipicamente calabrese di Soriano Calabro e Bagnara Calabra, potrebbe derivare da nomi di località identificati da una serra (valle) coltivata a vite.
SERRU Serru, molto raro, è sicuramente sardo, tipico di Guspini nel Medio Campidano.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
SERRU: cognome rarissimo, diffuso solo in 14 Comuni d’Italia, di cui 11 in Sardegna: Guspini 37, Terralba 7, Villacidro 6, Olbia 3, Gonnosfanadiga 3, Selargius 3, Assemini 3, Nuoro 3, Quartu S. E. 3, San Gavino 3, Cagliari 3. In due Comuni della Toscana: con Livorno 3, e Siena (prov) 3; e Roma con 7. Serru, sattu de Serru = salto di Serru, da non confondere con Serri, piccolo centro abitato(ab. 760) del Sarcidano (entrato a far parte della provincia di Cagliari, con la creazione delle nuove province, già appartenente alla prov. di Nuoro). Serru è una località si può dire unica in Sardegna e nel mondo, ubicata in agro di Gonnosfanadiga, ottima per la bontà del suo humus che ha concesso e concede, ai Gonnesi, un tempo coi suoi vigneti, oggi con gli oliveti, impareggiabili prodotti della terra: vino monica rosso e olio extra vergine di qualità divine! Fu sede di fiorente civiltà nuragica, della quale restano visibili tracce, ma fu senz’altro un vero e proprio insediamento romano, fiorito all’indomani della conquista romana dell’Isola. L’abbondanza di reperti archeologici, nuragici e romani confermano questa tesi. Senza nascondere, come sinora è stato fatto, che gli attuali oliveti, nel proprio sottosuolo, riservano tante cose ancora da scoprire, ma la paura dei proprietari, di vedere vincolati dalla Sovrintendenza i loro oliveti e sradicati quei meravigliosi sempreverdi, è più forte della curiosità. Non sappiamo che sorte abbia avuto Serru, (mancano prove scritte), dopo il passaggio della Sardegna a Bisanzio; per certo fu visitato dai monaci bizantini, dei quali rimangono vistosissime tracce, tra le quali le numerose chiese dedicate ai santi del menologio greco, disseminate nel territorio e delle quali oggi restano i ruderi. Ma Serru fu anche “Villa” e come tale è annoverata nelle carte antiche. La “villa” o meglio l’“oppidum” di Serru è citato nell’opera di Giovanni Francesco Fara, “In Sardiniae Chorographiam” (opera terminata poco prima della sua morte avvenuta a Sassari il 15 novembre del 1591), che recita: ...ubi olim erat iudicatus Colostrai, seu curatoriae de Arbus, et nunc extant oppida Arbus, Serri(sic) et Guspini interiereque priscae urbes a Ptolemaeo memoratae Osaeae et Neapolis, cuius  templum s.to Nicolao sacrum et alia antiqua monumenta cernuntur;…(là dove una volta c’era  il giudicato di Colostrai o della Curatorìa di Arbus ed attualmente si trovano i paesi di Arbus, Serru e Guspini, mentre invece sono scomparse le antiche città di Osea e Neapolis: di quest’ultima rimangono la chiesa consacrata a San Nicola ed altre antiche vestigia). Nel testo del Besta, “La Sardegna Medioevale” vol. 2°, ove si parla della curatoria di Bonorzoli, del regno giudicale di Arborea (villa scomparsa, ubicata nei pressi di Mogoro, abbandonata definitivamente verso la fine del XVI° secolo, in seguito a ripetute incursioni barbaresche)non è citata la “villa” di Serru, ma sappiamo, con certezza, che ne faceva parte (nelle fonti è riportata a partire dal 1336), insieme a Guspini, Arbus, Gonnosfanadiga, San Gavino, Pabillonis, S. N. d’Arcidano, Terralba, etc. La chiesa storica di Serru(della quale restano i ruderi) è dedicata a San Pietro(del Menologio greco) e la sua costruzione risale senz’altro all’arrivo dei monaci greci, come anzidetto.  Nel territorio del Sulcis Iglesiente, in particolare, ma in generale in tutta la Sardegna, i monaci bizantini, sin dal loro arrivo nell’isola, a partire dall’inizio del VI° secolo, esercitarono grande influenza sulla popolazione locale, nella cui cultura, anche religiosa, nonostante lo Scisma, tra Chiesa Cattolica e Chiesa Ortodossa, del 1054, è rimasta traccia indelebile, sino ai giorni nostri. La damnatio memoriae esercitata, con arroganza, dalla Chiesa Cattolica, prima e dopo lo Scisma, non è riuscita a cancellarne le tracce. Il paese di Serru( scusatemi per l’excursus) fu abbandonato diverse volte, a causa delle incursioni barbaresche e definitivamente verso i primi anni del XVII° secolo. Dove andarono a finire gli abitanti di Serru? Secondo Enrico Casti, autore del libro “Gonnos e Dintorni”, si rifugiarono nelle “ville” di Arbus e soprattutto di Gonnosfanadiga. Qui però bisogna fare una osservazione; una nota storica di Antonello Mattone (La Sardegna nel Mondo Mediterraneo, 44) recita: “tra il 1584 ed i primi del Seicento, sono saccheggiate e abbandonate le ville di Gonnosfanadiga, di Pabillonis, di Bonorchili e di Serru”. Come potevano, gli abitanti di Serru rifugiarsi a Gonnosfanadiga, pure essa abbandonata? La presenza attuale del cognome Serru, solo ed esclusivamente a Guspini(distante pochi chilometri), da cui provengono i pochi altri dei Comuni in cui è presente, compresi quelli di Livorno, Siena e Roma, è prova inconfutabile del loro arrivo in quel centro. Che poi Arbus, Serru e Gonnosfanadiga fossero state ripetutamente abbandonate a causa delle incursioni barbaresche lo possiamo dedurre dal fatto che, nel 1388, per la famosa Pace di Eleonora, non figurano i firmatari delle tre ville, mentre ci sono quelli di tutte le altre ville vicine: Pabillonis, Guspini, San Gavino, Monreale, Sardara, Santa Mariacquas etc.,   Non abbiamo altro da aggiungere! Sulla etimologia del cognome c’è ancora incertezza: alcuni studiosi lo fanno derivare dal protosardo, come Serri; altri da “serra de monti”; in realtà il territorio dove sorgeva la “villa” è proprio sa serra de su monti.
SERVADEI
SERVADEO
SERVADIO
SERVEDEO
SERVEDIO
SERVIDEO
SERVIDDIO
SERVIDIO
Servadei è tipicamente romagnolo, Servadio ha ceppi nel padovano, nell'anconetano, nel milanese ed in provincia di Roma e di Bari, Servedio è specifico del barese, di Grumo Appula, Toritto e Bari, Servidio ha un nucleo nel cosentino ad Acri, Corigliano Calabro e Sant`Agata di Esaro, un ceppo nel barese e nuclei, pobabilmente secondari, nel milanese e nel torinese, Serviddio, estremamente raro, è barese, Servedeo e Servideo sono estremamente rari, dovrebbero tutti derivare da errori di trascrizione, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal nome medioevale Servadeus o Servideus originati dalla devozione popolare che portava a dedicare il proprio figlio al servizio di Dio. (vedi Salvadei) di quest'uso abbiamo un esempio in una Carta venditionis dell'anno 1145 a Sesto Calende: "...manuum Servidei de Ispera et Lanfranci de Pino qui estimatores fuerunt ut supra et in hanc cartam manus posuerunt ad confirmandam...".
SERVATI
SERVATO
Servati è quasi unico, Servato, molto molto raro, è specifico dell'area alessandrina, potrebbero derivare dal cognomen latino Servatius, ricordiamo ad esempio Sanctus Servatius morto nell'anno 384: "..Sanctus Servatius sicut in gestis eius legitur antiquioribus ex generosa magnorum virorum stirpe est editus nobiliter natus, nobiliter conversatus..", ma è pure possibile che derivino dal nome augurale medioevale Servatus nel senso di che si conservi bene.
ipotesi fornite da Paolo Servato
La maggior concentrazione del cognome Servato si trova esclusivamente nella zona territoriale che comprende l’Appennino sopra l’Acquese nella zona che va da Morbello a Visone. Altre famiglie con lo stesso cognome si sono spostate in tutta la provincia di Alessandria. Il cognome Servato è presente, per ovvi motivi di vicinanza dal luogo di origine, anche nel capoluogo ligure. Altri Servato sono presenti a Moncalieri e a Torino, anch’essi provenienti dalla stessa origine.Nel dialetto piemontese molti sono i modi per indicare
l’aggettivo selvatico: selvatic, servatic, selvà, servà. Nel dialetto acquese si dice precisamente servò, avendo questo tipo di dialetto fonemi piuttosto chiusi. Alla fine del ’600 ed agli inizi del ’700 quando per ragioni di registrazione delle famiglie ormai divenute troppo popolose si arrivò ad imporre il cognome con obbligo di legge, la popolazione dei servà divenne, italianizzando la parola: i Servato.
SERVELLI
SERVELLO
SERVILI
SERVILII
SERVILIO
SERVILLI
SERVILLO
Servelli è assolutamente rarissimo, Servello è comunque molto raro, dovrebbero essere calabresi, della zona di Vibo Valentia, Servili è specifico della zona che comprende Marche, Umbria e Lazio, di Todi, Trevi e Montefalco nel perugino, Servilii è tipicamente romano, Servilio è tipicamente abruzzese di Pizzoli (AQ), Servilli è praticamente unico, Servillo è tipicamente napoletano, dovrebbero derivare direttamente dalla Gens Servilia o anche dal nomen latino Servilius portato ad esempio dal tribuno della plebe Rullus Publius Servilius nel I° secolo d. C. e come possiamo leggere negli Annales di Tacito: "...additis versibus qui in Tiberium flecterentur: verum ab Servilio et Cornelio accusatoribus adulterium Liviae, magorum sacra obiectabantur...".
SERVENTE
SERVENTI
Servente, rarissimo, è tipico della riviera di levante, Serventi è tipico del parmense e del genovese, ha un ceppo secondario, originario del genovese, anche nel sud della Sardegna, potrebbero derivare dall'essere stato il capostipite alle dipendenze come uomo di fiducia di un prelato o di un monastero, dove per servente si indicava che si dedicava a piccole incombenze gestionali.".
SERVIDA
SERVIDATI
Servida è rarissimo, è specifico del sudmilanese, Servidati è quasi unico e dovrebbe essere lodigiano, potrebbero derivare da un'alterazione forse dialettale del nome tardo latino Servusdei (servo del Signore).
SERVO Servo ha un ceppo nel vercellese, uno nel romano ed uno nel napoletano, potrebbero derivare da un'italianizzazione del nomen latino di origine plebea Servus o Servius, ricordiamo il sesto Re di Roma Servio Tullio.
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