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SEM Sem, molto raro, ha un ceppo a Chiesa in Valmalenco nel sondriese ed uno piccolissimo a Crotone, dovrebbe derivare dal nome ebraico Shem, il nome di uno dei figli di Noè, che si considera il progenitore della razza ebraica.
SEMBENI
SEMBENICO
SEMBENOTTI
Sembeni è della zona tra veronese e bresciano, Sembenico e Sembenotti sono trentini, derivano tutti dall'aferesi del nome Nascimbene. (vedi Nascimbene)
SEMENTA Molto raro è tipico della provincia di Avellino, dovrebbe derivare da un soprannome.
SEMERARO Originario della Puglia, deriva da un soprannome dialettale legato al mestiere di conduttore d'asini.
SEMERIA Il cognome Semeria sembrerebbe avere due ceppi, uno ligure nell'imperiese ad Imperia, San Remo e Pontedassio, con un ceppo secondario anche a Genova, ed uno siciliano, probabilmente nel palermitano a Villabate, forse ivi giunto al seguito della corte dei Ventimiglia, la derivazione è dubbia, potrebbe riferirsi all'italianizzazione di un cognome francese Semler, che si rifà ad un termine di origini germaniche semmel (fornaio), a sua volta derivato dal vocabolo latino simila (farina di fiocchi d'avena), una seconda ipotesi lo farebbe derivare da una variazione del termine Samaria, regione montuosa della Palestina situata tra la Galilea e la Giudea, e potrebbe in questo caso riferirsi ad un reduce di una Crociata, ma l'ipotesi più probabile resta una derivazione dal nome ebraico Shemer (Guardiano).
SEMIGLIA Semiglia è specifico di San Remo nell'imperiese, dovrebbe derivare da un soprannome basato su di un'alterazione dialettale del termine francese semelle (suola, ma anche una parte della struttura delle imbarcazioni), sottintendendo forse così che il capostipite avesse fatto il calzolaio o fosse stato un artigiano esperto nella costruzione di barche.
SEMILIA
SIMILIA
Entrambi tipicamente siciliani, Semilia è specifico di Palermo, Similia, molto più raro, è di Pietraperzia nell'ennese, dovrebbero derivare dal nome greco Semeles (uno dei tanti nomi attribuiti a Bacco), ma potrebbero anche derivare dal nome medioevale germanico Semel o Similo, basati sulla radice sig (vittoria).
SEMINARA Tipico della Sicilia, soprattutto della parte centrale e orientale e del reggino, dovrebbe derivare dal toponimo Seminara (RC).
SEMINARI
SEMINARIO
Seminari. molto raro. è specifico del lodigiano, di Casalpusterlengo e Codogno, Seminario, decisamente più raro, sembrerebbe di Muscoline nel bresciano, dovrebbero derivare da nomi di località basati sul termine dialettale seminari (semenzao, luogo dove si pongono le piante selvatiche per poi innestarle), o anche da soprannomi di capostipiti, che di mestiere facessero i vivaisti, potrebbero anche, ma non sembra molto probabile, derivare da un soprannome legato al vocabolo seminario (scuola per sacerdoti), con riferimento a caratteristiche del carattere o all'avere il capostipite studiato da prete o vissuto o collaborato presso un seminario.
SEMINATI Seminati è tipico del bergamasco, di Osio Sopra, Bergamo e Dalmine, potrebbe derivare da un soprannome dialettale originato dal termine arcaico seminada (antica bevanda tipo orzata prodotta mescolando ad acqua l'impasto ottenuto pestando in un mortaio semi di popone e zucchero), forse ad indicare che il capostipite ne fosse un forte bevitore.
SEMIOLI
SIMIOLI
Semioli, molto raro, ha un ceppo a Terracina nel latinense ed uno nel salernitano ad Angri in particolare ed a Scafati, Simioli, meno raro, ha un ceppo a Ferrara e Copparo nel ferrarese, ed uno nel napoletano, a Marano di Napoli soprattutto, a Napoli ed a Massa >Lubrense, Calvizzano, Pozzuoli Qualiano e Mugnano di Napoli, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche arcaiche, semidialettali, del nome Simeone, abbastanza improbabile che possa trattarsi di soprannomi originati da diminutivi latini originati dal termine simia (scimmia).
SEMOLA Semola è tipico di Casarano nel leccese, dovrebbe derivare da un soprannome bastao forse dal fatto che il capostipite fosse un commerciante di granaglie o di farina.
SEMPLICE
SEMPLICI
SIMPLICI
Semplice è tipico di Caivano (NA) e Scafati (SA), Semplici è tipicamente toscano di Firenze e Siena in particolare, Simplici è praticamente unico, potrebbero derivare da un soprannome originato da caratteristiche comportamentali del capostipite, ma è anche possibile una connessione con il termine latino simplices (erbe aromatiche) e si riferirebbe alla pratica della professione di erborista.
integrazioni fornite da Armando Semplice
dalla Storia di Milano della Treccani ho tratto: Semplici: esponente cattolico, vol XV pag 274. Consultando il volume citato si evince che un Semplici fu condidato con Cornaggia, Gallarati Scotti, Nava e Brambilla per la lista che riuniva i cattolici intransigenti e i rosminiani. Questi candidati ottennero tra 2300 e 2700 voti.
SEMPRINI Semprini ha un ceppo nell'area che comprende il bolognese, il ravennate, il forlivese, il riminese ed il pesarese, con un ceppo anche a Roma, dovrebbe derivare dal nomen latino Semprinius, una forma alterata cel più diffuso Sempronius (vedi SEMPRONI).
SEMPRONI
SEMPRONIO
Semproni ha un nucleo a Roma e Subiaco (RM), Sempronio, molto molto raro, sembrerebbe del viterbese, dovrebbero derivare dalla Gens romana Sempronia o direttamente dal nomen latino Sempronius di cui abbiamo un esempio nel Console della repubblica romana del 238 a.C. Tiberius Sempronius Gracchus, nel De viris illustribus urbis Romae leggiamo: "...Tiberius Sempronius Gracchus nobilissima familia ortus Scipionem Asiaticum quamvis inimicum duci in carcerem non est passus...".
SENA Molto raro, è specifico della Campania, potrebbe trattarsi di una variazione del cognome Senna, è anche da prendere in considerazione una derivazione dal toponimo Siena anticamente indicato come Sena: "...nisi anno isto uenit Deodatus de Sena  episcopus et fecit in oraculo isto Sancti Petri fontis...".
integrazioni fornite da Franco Sena
il cognome Sena è abbastanza diffuso anche nel cosentino,soprattutto a Luzzi.  Oltre alla derivazione possibile dalla pianta orientale dallo stesso nome con variante senna, si può far riferimento al nome latino di Siena o a Sena Gallica e, ancora, al gioco dei dadi detto sena, che è precisamente il punto in cui entrambi i giocatori scoprono il sei.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Sena è cognome calabrese che viene dalla voce calabrese 'sena' = noria per attingere acqua, dall'arabo sēnija. Rohlfs 244. (n.d.r. noria = Macchina per sollevare acqua e materiali incoerenti (come sabbie, cereali ecc.), composta da una serie di secchie fissate a distanze uguali su una catena o su un nastro senza fine, mosso da pulegge: le secchie si riempiono in basso, pescando nell'acqua (o solcando il mucchio del materiale) e, passando sulla puleggia superiore, rovesciano il loro contenuto in una tramoggia che lo raccoglie).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
SENA: il cognome Sena, in Sardegna è presente in due Comuni, a Sassari con un solo nucleo familiare ed a Aglientu, sempre con un solo nucleo familiare, mentre è presente in 182 Comuni del resto d'Italia. In Sardegna troviamo invece Dessena e nelle carte antiche della lingua e della storia della Sardegna De Sena; > per avere un quadro più completo della sua diffusione in Sardegna, vedi il cognome Dessena.
SENAPE
SINAPI
Senape, assolutamente rarissimo, sembrerebbe campano, mentre Sinapi parrebbe di Itri (LT), dovrebbero derivare dal vocabolo latino sinàpe -is (senape), ricordando che in epoca medioevale la senape bianca era molto utilizzata come foraggio potrebbe indicare il mestiere di commerciante di foraggi svolto dal capostipite.
SENAREGA Nobile famiglia genovese che fu feudataria fino al 1400 dei terreni di Senarega (GE), in Valbrevenna, da dove presero il nome; un Matteo Senarega (1534-1606) fu doge di Genova dal 1595 al 1597.
SENATORE
SENATORI
Senatore è tipico di Cava de` Tirreni, Nocera Superiore e Salerno nel salernitano, con ceppi anche in Calabria, soprattutto nel cosentino, Senatori, molto più raro sembrerebbe fiorentino.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Senatore ha un nucleo principale nel salernitano e ceppi minori sparsi dal nord al sud del paese, soprattutto nel napoletano, nel cosentino, nel crotonese, nel catanzarese, nel tarantino e nel foggiano, Senatori, molto meno diffuso del precedente, è tipico per lo più del fiorentino, entrambi questi cognomi derivano dal nome medievale Senatore, nato in segno d'onore e di prestigio sulla base dell'omonima carica politica (così come i nomi medievali Imperatore, Principe, Marchese, etc.); in casi minori, tuttavia, non si può escludere una derivazione diretta dal titolo di senatore, ad indicare o la carica detenuta dal capostipite o, più probabilmente, un qualche tipo di rapporto che univa quest'ultimo a un senatore. Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni o dei nomi personali dei capostipiti o di soprannomi loro attribuiti.
SENECA Seneca è presente a Roma, nel romano e nel latinense, ha un ceppo a Pomigliano d'Arco nel napoletano, uno a Molinara nel beneventano ed uno molto piccolo a Raviscanina e Caserta nel casertano, deriva dal nome latino Seneca, riordiamo il famosissimo Lucius Annaeus Seneca, filosofo e drammaturgo latino, più noto per essere stato il precettore e consigliere politico dell'imperatore Nerone.
SENEGAGLIA
SENIGAGLIA
SENIGALLIA
SINIGAGLIA
SINIGALLIA
Senigaglia, molto raro, è veneziano, Senigallia è assolutamente rarissimo, così come Senegaglia e Sinigallia, Sinigaglia ha un nucleo veneto, in particolare nel padovano, un ceppo triestino ed uno nel barese a Bisceglie e Bari, dovrebbero tutti derivare dal toponimo marchigiano Senigallia (AN), cognomi tipicamente israelitici dovrebbero essere tutti originari di quella città, dove  arrivarono molti ebrei nella seconda metà del 1500, a seguito del bando emanato da Papa Pio V° nel 1569, bando che espelleva dalle terre dello Stato Pontificio,ad eccezione di Ancona e Roma, tutti gli ebrei.
SENES
SENIS
Senes, abbastanza raro, è specifico del nord della Sardegna, di Sassari, Bonorva, Sorso nel sassarese e di Olbia, con buone presenze anche a Cagliari, Senis invece è specifico della zona sudoccidentale dell'isola, di San Gavino Monreale nel Medio Campidano, di Carbonia, Iglesias e Cagliari, dovrebbero comunque entrambi derivare dal toponimo Senis (OR).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
SENES; SENIS: de Senis o de Senes. Si tratta di due toponimi registrati anche nelle carte antiche. Su Senis abbiamo notizie ben chiare, su Senes permane qualche dubbio. Senis è infatti il nome di un piccolo centro abitato della provincia di Oristano: attualmente conta 576 abitanti. In periodo medioevale fu "villa" (bidda), appartenente alla Curadorìa di Valenza, nel regno giudicale di Arborea. Dopo il 1410 divenne un villaggio del Regno catalano aragonese di Sardegna. Nel 1432, Senis con associati i villaggi di Assolo, Mogorella e Ruinas, d fu concesso in baronia a Pietro Joffrè, alla morte del quale, poiché senza eredi,  il titolo passò alla sorella Caterina, etc. etc. vedi il Di.Sto.Sa. di F. C. Casula, oppure nel Web - la Baronia di Senis, di G. Masia. Del toponimo Senes, abbiamo invece scarse notizie. Il canonico Giovanni Spano riporta Senes = villaggio distrutto  nella diocesi di Dolia, presso Mandas, nel cui territorio è rimasto il toponimo Planu de Senes, nient'altro!  Lo Spano riporta inoltre il toponimo Monte Senes ( 863m. s.l.m.), in territorio di Siniscola(11.500 ab. Prov. Nuoro). Nelle carte antiche(da noi consultate)della lingua e della storia della Sardegna abbiamo trovato traccia solo del cognome Senis tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388:  (de) Senis Petro, jurato ville de Guluso, * Guluso.distrutto(così risulta nella carta a noi pervenuta, direttamente dagli archivi di Torino, ma forse si tratta di errore > Guluso per Guluço, che è il nome antico dell'attuale Buddusò) .Contrate Montis Acuti. Notiamo poi che Senis è più diffuso nell'area meridionale dell'isola, Senes in quella settentrionale. Siamo convinti che il cognome Senis ha origine dal toponimo, de Senis quindi, come del resto abbiamo visto in precedenza; e che Senes abbia origine dal toponimo Senes, sia esso villaggio abbandonato, ma di cui non resta traccia, sia esso  Planu (pianura), presso Mandas o più verosimilmente Monte Senes di Siniscola. C'è da aggiungere che sia Senis che Senes hanno probabilmente uguale significato ed etimo, dal latino senex - senis = vecchio. Attualmente il cognome Senes è presente in 105 Comuni italiani, di cui 48 in Sardegna: Sassari 122, Bonorva 67, Sorso 65, Cagliari 35, etc. Il cognome Senis è presente in 65 Comuni italiani, di cui 26 in Sdegna: San Gavino 81, Carbonia 33, Cagliari 29, etc.
SENESE
SENESI
SENISE
SENISI
SINESI
SINISI
Senese ha un grosso ceppo campano a Napoli, Afragola nel napoletano e Oliveto Citra nel salernitano, uno nel bolognese ad Imola ed uno a Catanzaro e nel catanzarese a Curinga e Lamezia Terme, Senesi è un cognome tipicamente toscano particolarmente diffuso ad Arezzo e Firenze, con un ceppo anche nelle Marche a Jesi nell'anconetanoe nel Lazio a Roma e Terracina nel latinense, Senise, molto molto raro, ha un ceppo a Roma, uno nel napoletano ed uno nel cosentino, Senisi, assolutamente rarissimo, parrebbe del foggiano, Sinesi è tipicamente pugliese, di Canosa di Puglia, Bari e Barletta nel barese e di Foggia, Sinisi parrebbe anch'esso decisamente pugliese, maggiormente diffuso nel barese, ma con un ceppo anche nel potentino a Ripacandida e Venosa e nel materano a Ferrandina, e con un ceppo a Roma, dovrebbero tutti derivare dal nome tardo latino medioevale Senesius, Sinesius o Sinisius: "...Volatum affectantes, in italic Sinesius in Dione. altum sublatos, dimittunt, sibi relictos, aut forte dilapsos suscipiunt, grandiusculos, longissime tamquam rapinae aemulos...",  ricordiamo San Sinisius Patriarca di Costantinopoli dal 426 al 427, in alcuni casi potrebbero anche derivare dall'etnico di Siena o di toponimi come Sinopoli (RC).
SENFET
SENFETTI
Senfet, molto molto raro, e Senfetti, praticamente unico, che ne è l'italianizzazione, probabilmente forzata, sono tipici del Piemonte nordorientale, dovrebbero derivare da un soprannome, o da un nome originato dal vocabolo germanico medioevale francone senifti (gentile, mansueto), probabilmente a sottolineare il carattere del capostipite.
SENNA Ha un nucleo nel milanese, pavese e lodigiano, un ceppo nel catanese ed uno forse non secondario nel napoletano, il ceppo lombardo dovrebbe derivare da toponimi come Senna Comasco (CO) o Senna Lodigiana (LO), di quest'uso se ne ha esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale a Lodi nell'anno 1196: "...que iacet in teratorio Muntexello, supra Aduam, et que fuit Adami de Senna et fratris sui, in cuius presentia hanc venditionem fecit,...", i ceppi meridionali poptrebbero derivare da soprannomi originati dal nome di un'erba medicamentosa la senna (cassia senna con proprietà lassative). Tracce di questa cognominizzazione le troviamo in una sentenza del 1615 a Calcio (BG) emessa contro un tal Battista Senna detto il Morino.
SENSI
SENSO
SENZI
SENZIO
Sensi è molto diffuso in Toscana, Umbria, Lazio centrosettentrionale, bolognese, forlivese e riminese, Senso, praticamente unico, è dovuto probabilmente ad un errore di trascrizione del precedente, Senzi, quasi unico, è del centro Italia, probabilmente abruzzese, Senzio, molto molto raro, ha un ceppo nel napoletano, soprattutto a Grumo Nevano, ed un piccolo ceppo a Trani, dovrebbero tutti derivare dalla Gens latina, repubblicana, di origine plebea Sentia (pronuncia Senzia) o dal personale gentilizio latino Sentius (pronuncia Senzius), la Gens Sentia era ben insediata a Rimini, in Toscana, in Umbria e soprattutto nel Lazio settentrionale, una dimostrazione di questa probabile derivazione la troviamo nella Obligatio di Senzio di Matteo del 4 maggio 1389 conservata presso l'Archivio Vaticano, dove l'arcivescovo di Nocera Umbra Senzio di Matteo, viterbese, viene chiamato sia Sensius che Zensius, in un medaglione nella Sala Regia del Palazzo dei Priori di Viterbo il Prelato viene chiamato "Sensus Matthei Viterbien. Ep..us Nucerinus" ovvero "Sensio o Senzio figlio di Matteo, viterbese, vescovo di Nocera".
SENSITIVO Sensitivo, quasi unico, probabilmente campano, potrebbe trattarsi di un cognome di fantasia attribuito ad un trovatello.
SEPE Sepe è originario del napoletano, si è diffuso anche nel Lazio meridionale e nel resto della Campania, potrebbe derivare dall'aferesi del nome greco Aesepus, ma, molto più probabilmente deriva dal nome sannita Sepius, ma è pure possibile una derivazione dall'antico toponimo Sepius situato nella Daunia, l'attuale Capitanata in Puglia.
SEPI
SEPIO
Estremamente rari sembrerebbero originari del centro Italia, tra Umbria Abruzzi e Lazio, potrebbe derivare da una modificazione del nomen latino Sepunius (Sepius).
SEPPI Tipico del Trentino ha un nucleo nell'area che comprende Cavareno e Ruffrè (TN) ed uno a Caldaro Sulla Strada Del Vino (BZ) e nella vicina Bolzano, dovrebbe derivare dall'aferesi del nome Giuseppe (quelli di Giuseppe).
SEPULCRI Sepulcri è tipico dell'udinese, della parte meridionale della provincia,  in particolare di Bagnaria Arsa, vicino a Palmanova, dovrebbe derivare da un nome di località, che potrebbe essere una contrada Sancti Sepulcri (del Santo Sepolcro di Cristo), o una pieve riferita ad una chiesa intestata al Santo Sepolcro.
SERAFICA
SERAFICO
Serafica è specifico del catanese, di Nicolosi in particolare, Serafico, estremamente raro, sembrerebbe anch'esso siciliano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Seraphicus, Seraphica entrato in uso soprattutto nel medioevo, ricordiamo ad esempio Bonaventura da Bagnoregio (1221-1274) definito per la sua modestia e la sua bontà Doctor Seraficus.
SERAFIN
SERAFINI
SERAFINO
Serafin, assolutamente rarissimo, è dell'area marchigiano abruzzese, Serafini è diffuso in tutto il centro nord, Serafino, molto comune, è diffuso in tutto il centrosud, in Puglia in particolare, derivano dal nome medioevale Serafinus, derivato a sua volta dal nome ebraico Seraphim (nome di una classe di angeli), dell'uso di questo nome in epoca medioevale abbiamo un esempio in un atto del 1164: "...gesta noscuntur crimina a summa funditus deleantur providencia, nos inquam Valardinus et Oddo et Ugezone et frater eius Balduinus et Gierardus filius Serafini, pro se et pro suis fratribus, scilicet Bertolotto et Boracio et Ildibrandicio, atque Gierardus de Bernardo et Gualfredus filius Burelli, pro se et pro cuntis suis consortibus, ...".
SERAGLIO
SERRAGLIO
Seraglio è tipico del vicentino di Vicenza, Romano d'Ezzelino e Caldogno, Serraglio ha un ceppo a San Zenone degli Ezzelini (TV) e nel vicentino, potrebbero derivare dal nome medioevale Seralius di cui abbiamo un esempio in Nicolaus Seralius Moguntia vissuto tra la fine del 1500 ed il 1600.
SERAGNI Quasi unico, forse del sud milanese, potrebbe derivare da un'errore di trascrizione del cognome Seregni.
SERAGNOLI
SERANGELI
SERANGELO
Seragnoli, molto molto raro, sembrerebbe di Imola, Serangeli è tipicamente laziale, Serangelo è praticamente unico, dovrebbero derivare dall'unione dell'aferesi del termine Messere con il nome Angelo, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad Artena (RM) fin dal 1600 personaggio di un certo rilievo è stato il notaio Stefano Serangeli (1654-1730) storico, letterato e bibliofilo.
SERALLEGRI Assolutamente rarissimo sembrerebbe specifico del pesarese, potrebbe derivare da un soprannome originato da Ser Allegri.
SERANI
SERANO
SERRANI
SERRANO
SERRANO'
Serani ha un ceppo a Pisa, ma il nucleo è sicuramente laziale, a Roma ed Antrodoco nel reatino, Serano è tipico di Chieti, Serrani è tipico dell'area che comprende le Marche, l'Umbria, l'Abruzzo ed il Lazio, in particolare a Tolentino e Macerata nel maceratese, ad Ancona, Jesi, Falconara marittima, Montemarciano, Chiaravalle, Filottrano e Senigallia nell'anconetano, a Nocera Umbra nel perugino, a Penna Sant'Andrea e Teramo nel teramano, ed a Roma, Serrano ha un ceppo a Roma, uno molto piccolo a Napoli, uno a Montesano Salentino ed Acquarica del Capo nel leccese ed a Bari, ed uno in Sicilia a Catania e nel catanese, Serranò è decisamente calabrese, del reggino, di Melito Porto Salvo in particolare e di Bova Marina e Bruzzano Zeffirio, e di Messina, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal cognomen latino Serranus di cui abbiamo un esempio d'uso nel Punica di Silius Italicus: "...Serranus, clarum nomen, tua, Regule, proles, qui longum semper fama gliscente per aeuum infidis seruasse fidem memorabere Poenis,  flore nitens primo, patriis heu Punica bella auspiciis ingressus erat, miseramque parentem et dulcis tristi repetebat sorte penates saucius. ...", o della sua versione medioevale Seranus di cui abbiamo un esempio negli Epigrammata Godefridi prioris: "...Nolit in accepto gaudere Seranus honore; Sæpe dolor læto prodiit introitu....".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Serrano è un cognome catanese che per Rohlf 175 significa semplicemente 'della serra'. Serranò sarebbe una sua variante con accento greco.
SERAO
SERRAO
SERRAU
Serao, molto raro, è tipico del casertano e napoletano, Serrao sembra avere oltre al ceppo cagliaritano, anche uno tra Catanzaro e Vibo Valentia ed uno nel napoletano, Serrau è tipico del sud della Sardegna, di Cagliari, Escalaplano, Sestu, Monserrato, Sadali e Dolianova nel cagliaritano, di Carbonia e di Ulassai nellOgliastra, dovrebbero derivare da soprannomi originati da vocaboli dialettali con il significato di chiuso.  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Filadelfia (VV) nel 1700, secolo a cui appartiene anche Giovanni Andrea Serrao Vescovo di Potenza nella seconda metà del 1700.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
SERRAO; SERRAU: serrao e serrau in lingua sarda hanno il significato di "chiuso" e derivano dal verbo serrare/serrai = chiudere, recintare. Viene dal latino sero-as-avi-atum-serare= chiudere, serrare. Nei documenti antichi della lingua sarda nel significato del verbo chiudere, recintare, troviamo cunjare, cunjai; cunjau = luogo recintato; nelle parlate attuali anche "logu serrau" = luogo chiuso. Alcuni studiosi, tra cui il Wagner, considerano uno spagnolismo il verbo sardo serrare/ai, che fa la sua comparsa nei documenti antichi sardi non prima del XV° secolo. Ma tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE, del 1388 figura il cognome Serrau: Serrau Guantino, majore (sindaco, amministratore) ville Lunamadrona* Lunamadrona.odierno Lunamatrona. Contrate Marmille; Serrau Michele, ville Lunamadrona. Attualmente il cognome Serrao è presente in 157 Comuni italiani, di cui 6 in Sardegna: Villasalto 22, Cagliari 8, Monserrato 3, etc. Il cognome Serrau, è presente in 74 Comuni italiani, di cui 38 in Sardegna: Cagliari 54, Escalaplano 26, Sestu 24, Monserrato 21, etc.
SERATI Estremamente raro potrebbe essere del milanese.
SERAVALLE
SERAVALLI
Seravalle sembra avere un ceppo in Friuli e trevigiano ed uno nel grossetano, Seravalli, più raro, uno nell'udinese ed uno nel fiorentino, potrebbero derivare da nomi di località come Castrum de Seravallo nome del XII°  di una località del trevigiano, tracce di questa cognominizzazione si trovano a Pontassieve (FI) nel 1700 in una lettera del 1734 leggiamo che Il Priore Ferdinando Seravalli chiede di poter costruire un mulino a un palmento sul Risaio.
SERBAROLI Serbaroli, quasi unico, è romano, potrebbe derivare da nomi di località, come la riminese Serbarolo, o come il foggiano monte Serbarolo, ma potrebbe anche derivare da un soprannome originato dal mestiere del capostipite.
SERBELLONI Ormai rarissimo, tipicamente milanese,  La famiglia Serbelloni, fino al 1400 era impegnata nell'attività notarile, quando Cecilia Serbelloni contrae matrimonio con Bernardino De' Medici di Marignano, dando poi alla luce il futuro nostro Papa Pio IV° e Gian Giacomo detto il Medeghino, la sorella Margherita sposa Gilberto Borromeo. Gabriele Serbelloni fu il sovrintendente alla fabbrica del palazzo dei Medici a Milano, verso l'inizio del 1500, divenne poi generale di artiglieria del Duca di Toscana Cosimo De' Medici, per diventare, fatto Papa Pio IV°, generale delle milizie pontificie esd essere insignito dei titoli di Cavaliere di Malta e priore d'Ungheria.  I serbelloni acquisirono una serie infinita di titoli nobiliari, avvicinandoli più ai sovrani che alla nobiltà, furono infatti: decurioni di Milano, signori di Gorgonzola, di Camporicco, Conti di Castiglione, Marchesi di Romagnano, Marchesi d'Incisa, Consignori di Castelnuovo Belbo, Grandi di Spagna, e Duchi di S. Gabrio.
SERBINI
SERBINO
SERVINI
SERVINO
Serbini e Serbino sono quasi unici, Servini, assolutamente rarissimo, sembrerebbe avere presenze nel parmense e nel fiorentino, Servino ha un ceppo a Napoli ed Acerra nel napoletano ed uno ad Acri nel cosentino ed a Sersale nel catanzarese, questi cognomi dovrebbero derivare dal nome tardo latino Servinus, un ipocoristico del nomen Servius, o dalla sua alterazione betacistica Serbinus, di questo nome abbiamo un esempio d'uso nel libro sugli uomini più illustri e sapienti del medioevo, Index virorum insignium et clarorum, qui impensis huic syllogae repraesentandis nomen dederunt: "..Nihil hîc propemodum rerum novarum: Locus cogendae Ecclesiae nobis assignatus est ad quintum ab urbe Lapidem, Corbeliam versus, interea dum nobis de commodiore prospicitur: hospes Ecclesiae est Josias Mercerus affinis meus, tibi probe notus: qui fundum ibi possidet: In eo dudum sumus, ut locum propiorem et commodiorem consequamur; sed parvo successu: Quid acciderit D. Servino Regio advocato, proculdubio inaudiveris, sed plenius explicabo, et planius: Agebat causidicus, cui nomen Roberto, causam Ducis Mercurii, atque inter sermonem, ut fit, nominaturus Ducem, eum Principem appellavit: Ibi tum Servinus incitatus subito animi impetu, increpuit acriter causidicum, dicens neminem in Parlamento appellari Principem, nisi qui sit Regii sanguinis..".
SERCHI
SERCHIA
SIRCHIO
Serchi, estremamente raro, parrebbe dell'area fiorentino, senese, Serchia, molto molto raro, ha un piccolo ceppo nell'aquilano, ad Avezzano, Celano e Luco dei Marsi, ed uno a Roma, Sirchio ha un ceppo a Perugia, potrebbero derivare dal fatto che i capostipiti provenissero dalla zona del fiume Serchia o Serchio in Toscana.
SEREGNI Molto raro, è specifico del nord milanese e comasco, dovrebbe derivare dal toponimo Seregno (MI).
SEREN Seren, molto raro, è tipico del basso Veneto, dal padovano al rovigoto, dovrebbe derivare dal toponimo Seren del Grappa (BL).
SERENA
SERENELLA
SERENELLI
SERENI
SERENO
SIRENE
SIRENI
SIRENO
Serena Oltre al nucleo tra veneziano e trevigiano, sembra avere un ceppo bresciano ed uno piacentino, Serenella, estremamente raro è laziale, Serenelli è rarissimo e dovrebbe essere specifico dell'anconetano, Sereni, abbastanza raro, potrebbe avere più ceppi, in Emilia, Toscana e Umbria, Sereno sembrerebbe piemontese, ma è presente un ceppo anche a San Severo (FG), Sirene è praticamente unico, Sireni è assolutamente rarissimo, probabilmente della fascia centrosettentrionale, Sireno è specifico di Foggia, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche o alterazioni, dal cognomen latino Serenus, di cui abbiamo un esempio negli Annales di Tacito: "...Et Vibius Serenus pro consule ulterioris Hispaniae de vi publica damnatus ob atrocitatem morum in insulam Amorgum deportatur...", in alcuni casi è possibile che derivino dal toponimo libico Cirene, del quale sirenus è una forma etnica latina.
SERETTI
SERRETTI
Seretti ha un piccolo ceppo a Brescia, uno nell'udinese ed uno a Roma, Serretti ha un piccolissimo ceppo a Cecina e Rosignano Marittimo nel livornese, uno a Fossombrone e Pesaro nel pesarese ed a Senigallia nell'anconetano, ed uno, molto piccolo, a Roma, potrebbero derivare dal nome medioevale latino Serettus che troviamo nel piacentino nel XII° secolo, ma, molto più probabilmente potrebbe derivare da forme aferetiche ipocoristiche di alterazioni del nome Baldiser.
integrazioni ed ipotesi fornite da Marco Gori
Sono cognomi tipici del centro-nord: il cognome Serretti ha ceppi in Toscana (Pisa, Livorno), nel nord delle Marche (Pesaro-Urbino, Ancona), nel nord del Lazio; il cognome Seretti ha ceppi in Lombardia (Milano, Brescia), in Friuli (Pordenone, Udine), nelle Marche (Pesaro-Urbino) e nel Lazio (Roma). Il cognome Serretti lo troviamo menzionato in un privilegio di cittadinanza del 13 agosto 1615 concesso dai Priori della città di Pisa a Simone Serretti figlio di Giovan Battista di Lazzero da San Gimignano. E' altresì menzionato nell'archivio preunitario di Massa e Cozzile (Pistoia) con Francesco di Andrea Serretti (novembre 1675). Mentre un Baldovino Seretti fu popolare di Pisa attorno al 1280 e a Vicopisano (Pisa) esiste la Torre dei Seretti del XII secolo. Si può ipotizzare che i cognomi Seretti e Serretti derivino dal nome medievale "Seretto" attestato a Pisa nell'XI secolo in un atto di vendita (Cartula venditionis) del 23 aprile 1085 conservato nell'Archivio Capitolare di Pisa: "Seretto del fu Bonoso, per un sigillo d'argento del valore di tre soldi e sei denari, vende a Domenico del fu Giovanni la sua parte, che è la età di un pezzo di terra a vigna a Calci, ove dicesi Campo [(.) Manifestu sum ego, Seretto filio bone memorie Bonosi quia per anc cartula vindo (.)]" (Cfr. M. Tirelli Carli, Carte dell'Archivio capitolare di Pisa (1076-1100) Vol. 3, Roma 1977,  p. 65). Mentre in ambito veneto secondo Angelo Bongioanni (Nomi e cognomi, Torino 1928) il cognome Serettti deriva più facilmente da una forma ipocoristica del nome Baldassarre, vedi il cognome veneto Serato. Dando credito a un'altra ipotesi i cognomi Serretti e Seretti derivano da toponimi che richiamano il verbo "serrare", particolarmente diffusi nell'Appennino tosco-emiliano e tosco-romagnolo. In Emilia-Romagna troviamo "Serretto" frazione del comune di Riolunato (Modena) e "Serretto" nel comune di Pievepelago (Modena). Pochi chilometri più a sud, in Toscana troviamo "Serretto" e  "Serretto Faidello"  due frazioni del comune di Abetone (Pistoia), a est troviamo "Serretta" frazione del comune di Massa (Massa-Carrara), mentre sul versante tosco-romagnolo troviamo "Serrette" frazione del comune di Badia Tedalda (Arezzo), ai confini tra Toscana, Marche e Romagna. Sempre in provincia di Arezzo troviamo "Sereto" località di Montegonzi frazione di Cavriglia.
SERFILIPPI Specifico marchigiano è tipico della zona di Fano, dovrebbe derivare dal nome Filippo ed appartenere probabilmente ad una famiglia patrizia, di quest'uso si ha un esempio nel 1600: "...domino Francisco Florino ac ser Bernardo Mazono, locumtenentibus Ser Filippi offitialis, domino Sebastiano et mihi notario,...".
SERGES Serges, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere siciliano del siracusano, potrebbe essere di origine francese ed essere arrivato in Italia al seguito degli angioini, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo francese serge (tipodi stoffa abbastanza grezza), forse ad indicare che il capostipite facesse commercio di quel tipo di stoffa.
SERGI
SERGINI
SERGIO
Sergi ha vari ceppi, nel sud della Sardegna, nella zona dello stretto tra reggino e messinese, nel Salento tra tarentino, brindisino e soprattutto leccese, ed a Roma, Sergini è praticamente unico, Sergio è tipico del sud peninsulare, dovrebbero derivare dalla Gens latina  Sergia, di cui abbiamo un esempio nella prima Horatio in Catilinam di Cicerone: "Lucius Sergius Catilina, homo patricii generis, magna vi et animi et corporis, sed ingenio malo pravoque, praetorius,...", ricordiamo anche papa Sergio I° fatto Papa nell'anno 687.
SERI
SERIO
Seri è tipico dell'area che comprendela Toscana orientale, tutte le Marche, il ternano, il reatino e soprattutto il romano, Serio è molto diffuso in Campania, soprattutto nel salernitano, in Puglia ed in Sicilia, soprattutto nel palermitano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Serius, forma contratta del nome Sigerius di cui abbiamo un esempio nel 1171 negli Annales Pisani: "...A.D. MCLXXI, indictione IIIIor, in mense Novembris, Pisanorum Consules, scilicet Guittone Vicecomes, Sigerius Malpilii, Sigerius q. Ildebrandi Vicecomitis, Ardecasa, Vitalis Gatte Blance, Pane et Porro, Ubertus quondam Sigerii Carbonis...".
SERIANNI
SIRIANNE
SIRIANNI
Serianni, molto molto raro, sembrerebbe dell'area cosentino catanzarese, Sirianne è praticamente unico e dovrebbe essere il prodotto di un errore di trascrizione di Sirianni, che è diffusissimo nella Calabria centrosettentrionale, nel catanzarese a Lamezia Terme, Soveria Mannelli, San Pietro Apostolo, Catanzaro, Petrona, Gimigliano, Decollatura, Carlopoli e Falerna, nel cosentino a Cosenza, Rende e San Giovanni in Fiore e nel crotonese a Crotone e Mesoraca, questi cognomi dovrebbero derivare da capostipiti, persone di rispetto, tanto da essersi guadagnate il titolo di Ser, e di nome Johannes, donde è derivato lo Ianni finale.
SERIGHELLI Serighelli è tipicamente lombardo, del bergamasco in particolare, di Bergamo, Seriate e Grassobbio, e di Lainate nel milanese, potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine dialettale seriöla (Candelora), forse ad indicare che il capostipite fosse nato nel giorno di quella festa, cioè il 2 febbraio, ma potrebbe anche derivare dal fatto di abitare nei pressi di una gora (canale).
SERINO Tipico del napoletano, beneventano ed avellinese, con ceppi anche in Puglia, dovrebbe derivare da toponimi come Serino presente sia nell'avellinese che nel potentino, o anche dal nome del fiume Serino che scorre in Irpinia.
SERMON Sermon, assolutamente rarissimo, parrebbe napoletano, dovrebbe essere di origine angioina e derivare dall'accrescitivo tronco dell'aferesi del nome francese Anselme, modificato grazie al fenomeno del rotacismo.
SERNESE
SERNESI
Sernese è praticamente unico e dovrebbe essere un errore di trascrizione di Sernesi che ha un ceppo nel modenese ed uno nel fiorentino, dovrebbero derivare dall'aferesi dell'etnico di Maserno (MO).
SERNICOLA Ha un ceppo a Calvi Dell'Umbria (TR) ed uno in Campania nel salernitano, dovrebbe derivare dall'unione dell'aferesi del termine Messere con il nome Nicola probabilmente ad indicare un tale Nicola, personaggio di un certo rilievo, tanto da necessitare dell'attributo di Messere. Troviamo tracce di questa cognominizzazione tra la fine del 1500 e gli inizi del 1600 con Pietro e Domenico Sernicola torrieri (responsabili del posto di guardia della torre) di Cannetiello nella zona di Pollica (SA).
integrazioni fornite da Roberto Sernicola
il cognome Sernicola nel Cilento è documentato già nel censimento del Regno fatto da Ferdinando I nel 1489 (cfr. Silvestri Alfonso, La popolazione del Cilento nel 1489, ed. C.P.C., Acciaroli 1991). in Umbria il cognome è documentato almeno dal 1508, quando un Evangelista di Nardo di Sernicola effettua un lascito per una cappella nella chiesa di Calvi dell'Umbria (Archivio Com. Calvi, fondo notarile).  Una famiglia Sernicola, estinta nel corso del Seicento, è documentata a Matelica (MC) in cronache locali e in documenti d'archivio. L'origine del cognome risale ai figli del notaio matelicese ser Nicola di ser Giovanni di ser Marco (ser Nicolaus ser Johannis ser Marci notarius etc.) documentato nella seconda metà del XV° secolo: i suoi atti sono tuttora conservati presso l'Archivio di Stato di Camerino. Dai primi del '500 troviamo infatti a Matelica Giovanni, Berardino e Domenico di ser Nicola e poi nella metà del '500 un noto Giacomo Sernicola figlio del Giovanni sopra citato.
SERONI Seroni, molto molto raro, sembrerebbe tipicamente fiorentino, si dovrebbe trattare di una forma aferetica alterata di un accrescitivo del nome Baldessarre, un'italianizzazione dell'ebraico Balthazar.
SERPE Serpe ha un ceppo a Genova, uno a Roma, uno nel napoletano, a Torre del Greco, Napoli, Ercolano e Boscotrecase, ed uno a San Vincenzo la Costa nel cosentino, dovrebbe derivare dal soprannome e nome medioevale Serpe, di cui abbiamo un esempio d'uso a Firenze in uno scritto del 1418: "..Pro Antonio Cionis de Quaratensibus vocato Serpe debitore Operis pro duabus prestantiis tertii anni ad excomputandum in gabella bonorum et pro gratiis suarum prestantiarum fideiussit Nencius Ambroxii coiarius populi Sancti Niccolai pro dimidia totius eius quod dictus Antonius solvere debet ...".
SERPI Serpi è tipicamente sardo, della parte sudoccidentale dell'isola, di Guspini, Pabillonis, Lunamatrona, Serramanna ed Arbus nel Medio Campidano, di Cagliari, di Oristano e San Nicolò d'Arciodano nell'oristanese e di Sant'Antioco e Perdaxius nell'iglesiente, potrebbe trattarsi di un soprannome originato dal termine sardo serpia (insetto, pidocchio), ma molto più probabilmente deriva dalla voce logudorese serpi o tzerpi (serpente velenoso, colubro), troviamo tracce di questa cognominizzazione in Sardegna nel 1500 con un Serpi autore della Chronica de los santos de Sardeña e del Apodixis sanctitatis episcoporum Luciferi calaritani et Georgi suellensis, nella seconda metà del 1500 opera a Cagliari il notaio Gerolamo Serpi.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
SERPI: tzrèppi, tsrèpi, serpi = biscia, serpe, rettile in genere. Dal latino serpens. Tzerpìu, tzrepìu è inoltre la strega, il diavolo, etc. Qui in Campidano la biscia è comunemente detta su colòru. Troviamo il cognome negli antichi documenti, anche se in uscite diverse. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE, del 1388, troviamo: Serpe Murrono, majore ville Duçaramanna * Duçaramanna.odierno Ussaramanna. Contrate Marmille; Serpìo Gomita, ville Sasseri, ** Sasseri.Sassari. Et nos Pugioni Anthonius et De Lacon Salatinus, cives Sasseri, sindici, actores et procuratores.Marringoni Arsòcus potestas ac capitanus civitatis Sasseri. Omnes cives congregatis in civitate Sasseri, apud ecclesiam Sancte Caterine.presentibus Corda Jacobo, Magnispesa Francisco, De Mascara Francisco. In die XIII mensis Januarii MCCCLXXXVIII - 1388; Serpìo Petro, jurato ville de Biti, * Biti.Bitti ( Contrate Montis Acuti). Anche nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI°, XIII° secolo, lo troviamo nell'uscita Serpìo: Serpìo Gosantine (303), teste in un acquisto: comporaili ad Elene Calfone una terra , termen(confinante) assa mea d'agitu Goçippu in Pelagu (località in agro di Consedin - attuale Cossoine -); e devili .II. moios d'oriu (due moggi d'orzo - un quintale, circa). Testes: Gosantine Serpìo et Presnaki Virde, su donnu suo; Serpìo Nigellio (101), su de Bonorçoli, coinvolto in una compera: comporaili a Nigellio Serpìo, su de Bonorçoli, terra in Funtana de Caballos in Andronice( località sita tra Semestene e Cossoine), tenende assa ki li comporai a Gabini de Puçòlu etc. etc.; Serpìo Petru (300), servo del prete di Amendulas, coniugato con Susanna Capax, serva di S. N. al monastero viene assegnata la prole, in quanto il Serpìo ha rapito Susanna a Petru Manicas, servo di S. N. : ego priore Ubaldo kertai cun su previteru d'Amendulas Gosantine Trocco ca: Dami su fetu de Susanna Capax, ca fuit ankilla mea.etc. Nel Condaghe di San Michele di Salvennor, CSMS, XI°, XIII° secolo, è citato Gavino Serpìo, ai capitoli 328, 340 e 344, in scambi di terra (compera): compre de Gavino Serpìo la mitat (sorgente), de su parte del Salto ducanele(Uccanele - in territorio di Nughedu San Nicolò) que esta iunto à nuestro Salto (che è unito al nostro salto etc. - è in lingua spagnola). Attualmente il cognome Serpi è presente in 146 Comuni italiani, di cui 50 in Sardegna (per la maggior parte a sud dell'isola): Guspini 194, Cagliari 59, Pabillonis 59, Lunamatrona 39, etc.
SERPICI
SERPICO
Serpici, assolutamente rarissimo sembrerebbe umbro, Serpico, molto raro, è tipico del napoletano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Serpicus, di cui abbiamo tracce in Irpinia nel XI° secolo: "...GuilIelmus filius Serpicum Trustayni tenet de eodem Trogisio de Grutta mediatem Tropaldi que est sicut dixit feudum...", è pure possibile che derivi da un nome di località come Sorbo Serpico (AV).
integrazioni fornite da Carmine Di Palma
cognome esclusivo della provincia di Napoli, in particolare è presente nei comuni di Scisciano, San Vitaliano e Marigliano; in questo ultimo comune era presente già dal 1500:la famiglia nobile dei De Serpis.  Potrebbe derivare o da Ser-Picus :signore dal colore scuro, o da Serpe che era il nome di una antica Masseria di Scisciano:luogo incolto con molti serpenti.Il famoso poliziotto italoamericano Serpico appartiene a questo nucleo familiare essendo i genitori nati a Marigliano.
SERPONE
SERPONI
Serpone ha un ceppo a Toro nel campobassano ed uno a Napoli, Serponi, quasi unico, sembrerebbe dello spezzino, dovrebbero derivare da una forma ipocoristica riferita a capostipiti che venivano chiamati in forma rispettosa Ser Pone, cioè Signor Pone (vedi PONE).
SERRA Diffuso in tutt'Italia, con una grossa preponderanza in Sardegna, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo latino serra (sega) e starebbe ad indicare probabilmente il mestiere di falegname, tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad esempio a Pavia in questa Cartula sententie dell'anno 1282: "...Super quo libello lis contestata fuit per narationem et responsionem. Unde Guilielmus de Serra, consul iusticie Papie, ex parte publica sedendo pro tribunali, visis, cognitis rationibus et allegationibus utriusque partis...".
integrazioni fornite da Aldo Magnoni
può derivare dal toponimo di epoca latino-romanza indicante passo. Serra è anche il deverbale di serrare ossia chiudere, quindi nella fattispecie toponomastica chiusura di valle. Quindi il cognome Serra è in parecchi casi riconducibile a colui che abitava proprio in tali località.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
con riferimento ai ceppi sardi Serra significa sega e deriva dal latino serra (lama dentata), ma in sardo il suo vero significato è serra inteso in senso di altura, collina, montagna: sa serra de su monti significa il crinale della montagna. Serroni, serraccu (segaccio o saracco). In catalano abbiamo xarrac o xerrac.  Sa serra de sa camba (la tibia); sa serra de su monti (la costa o crinale del monte). Sa serrètta (la seghetta). Il cognome è diffuso in maniera omogenea in quasi tutto il territorio della Sardegna, in 296 Comuni su 377.
 Anticamente era De Serra, ad indicare la provenienza. Il cognome è presente in maniera abbastanza numerosa in tutte la carte antiche della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora del 1388 *LPDE, figurano ben 144 Serra, generalmente con il "de" che precede; trai quali citiamo: Serra (de) Anthioco, majore (sindaco) ville Gestori (Gesturi - Contrate Marmille); Serra (de) Barsoco, majore ville Capula...villaggio distrutto « castello » del Meylogu. Contrate de Ardar et Meylogu; Serra (de) Barsoco, majore ville Gemussi (Gemussi.distrutto: Jemussi o Gimussa? Partis de Montibus); Serra (de) Bartholomeo, majore ville Goçula (distrutto. Goçuna: Partis de Montibus);  Serra (de) Fuliado, locumtenente potestatis Burgi Castri (* Burgi de Gociano...odierna Burgos - fondata da Mariano IV, padre di Eleonora -Curatorie de Anela). Serra (de) Juliano, majore ville Modolo (Modulo - Contrate Castri Serravallis); Serra (de) Nicolao, majore ville Pauli (Odierna Paulilatino - Contrate Partis de Guilcier); Serra (de) Petro, majore ville Sarule. Serra (de) Sadurru, majore ville Turri (odierno Turri. Contrate Marmille); Serra (de) Urgarino, majore ville Almos (distrutto. Contrate Partis de Montibus); Serra Benedico, majore ville Stolo o Stolu.(villaggio distrutto .. Laconi et Contrate Partis Alença). Nel Condaghe di S. M. di Bonarcado *CSMB sono presenti 46 Serra(de), tra i quali ricordiamo il più importante di tutti i (de) Serra dei tempi antichi: Serra de Lacon Barisone, figlio di Serra Comita de Lacon, Giudice d'Arborea, e a sua volta Giudice, dopo la morte del padre; Serra de Lacon Petru, figlio di Barisone e a sua volta giudice d'Arborea: i (De) Serra erano tra le famiglie più potenti della Sardegna del periodo giudicale, subentrati ai Lacon de C(i)ori o Zori. Nel Condaghe di San Pietro di Silki *CSPS i Serra (de) nominati sono 7, quasi tutti appartenenti al nobile casato di Arborea. Nel Condaghe di San Nicola di Trullas sono presenti 13 (de) Serra e quasi tutti appartenenti ai Serra de C(i)ori o Zori, ramo cadetto dei   Serra (de) Lacon.
SERRADIMIGNI Tipico modenese, della zona di Montefiorino (MO), deriva dal nome della località Serradimigni di Montefiorino (MO).
integrazioni fornite da Aldo Magnoni
Serradimigni è un piccolo borgo della frazione di Casola di Montefiorino citato per la prima volta in un atto del 1029, conservato nell'Archivio Capitolare di Modena. Un altro vecchio documento che cita la località, fu scritto da Papa Onorio III il 16 Dicembre 1220.
SERRADURA Serradura, tipicamente veneto, è specifico di Solagna e Bassano del Grappa nel vicentino e del vicino trevisano, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale forse attribuito al capostipite con riferimento al mestiere, probabilmente da lui svolto, di produttore di serrature.
SERRAINO Serraino è tipicamente siciliano, di Palermo e Sciara nel palermitano, di Patti, Messina e Caronia nel messinese e di Trapani, dovrebbe derivare dal termine castigliano per montanaro, indicando che probabilmente i capostipiti fossero di origini montanare.
SERRAJOTTO Serrajotto, molto raro, è specifico di Montebelluna nel trevisano, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale forse attribuito al capostipite con riferimento al mestiere di produttore di serrature.
SERRAPICA
SERRAPICO
Serrapica è specifico della zona di Pompei e Gragnano nel napoletano e della vicina Scafati nel salernitano, Serrapico, quasi unico eè della stessa zona, dovrebbe derivare dal nome del paese di Serrapica di Sturno nell'avellinese, probabile paese di origine dei capostipiti delle famiglie.
SERRATI
SERRATO
SERRATTO
Serrati ha un ceppo nel milanese ed uno nel Salento, Serrato, più raro, ne ha uno nel savonese ed uno nel napoletano, Serratto, molto raro, sembra dell'alessandrino, dovrebbero derivare da soprannomi connessi o con il vocabolo latino serra (sega) e riferirsi quinde al mestiere di falegname, o con l'essere stati chiusi (rinserrati).
SERRAVALLE Rarissimo, dovrebbe avere due nuclei, uno nel genovese che deriva dal toponimo Serravalle (SP) ed un altro in Calabria.
SERRAVITE Serravite è tipicamente calabrese di Soriano Calabro e Bagnara Calabra, potrebbe derivare da nomi di località identificati da una serra (valle) coltivata a vite.
SERRE Serre è specifico di Torino e del torinese, dovrebbe derivare dal nome del paese di Serre di Angrogna o Serre di Salza di Pinerolo nel torinese o di Serre di Elva o Serre di Oncino nel cuneese, probabili luoghi d'origine dei capostipiti.
SERRECCHIA Serrecchia ha un ceppo laziale nel romano, a Monterotondo, Roma e Palombara Sabina, e nel frusinate a Sant'Apollinare e Colfelice, un ceppo a San Giugliano di Puglia nel campobassano ed uno, molto piccolo, a Bovino nel foggiano, dovrebbe derivare da un soprannome basato su di un'alterazione peggiorativa del termine latino serra (sega), forse ad indicare che il capostipite facesse il falegname o il taglialegna.
SERRELI Serreli è specifico del cagliaritano, di Sinnai, Selargius, Uta, Cagliari, Capoterra, Monserrato, Maracalagonis e Quartu Sant'Elena, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine sardo serra (crinale, costa del monte), forse ad indicare la provenienza della famiglia da una zona montuosa.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
SERRELI: non sappiamo con esattezza che cosa significhi, ma alla base della parola c'è la radice "serra", che può avere il significato di sega (arnese del falegname) o di crinale di monte (serra de monti): serreli, serrellu, serrella, serredda, serretta potrebbero essere derivati. O per metatesi >Serreli > Selleri (seddéri) = fabbricante di selle? Non abbiamo trovato il cognome negli antichi documenti della lingua e della storia della Sardegna, da noi consultati, ma tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388 troviamo, Serellu Petro, jurato ville Turri * Turri.odierno Turri. Contrate Marmille. Attualmente il cognome Serréli, è presente in 71 Comuni italiani, di cui 32 in Sardegna(per lo più nel cagliaritano): Sinnai 123, Selargius 79, Uta 60, Cagliari 59, Capoterra 59, etc. Nella penisola Roma ne conta 5.
SERRENTI Serrenti è tipico della Sardegna meridionale, di Sant'Antioco e Calasetta nell'iglesiente, di Sanluri e Sardara nel Medio Campidano, di Cagliari e di Mogoro nell'oristanese.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
SERRENTI: Serrenti è un centro abitato della provincia del Medio Campidano: di 5.000 abitanti; si sviluppa sui pendii e crinali di una serie di colline formate da rocce laviche, a 114 metri s.l.m. E' un paese ad economia tipicamente agricola, famosa per i legumi, ma anche per gli insaccati, di ottima qualità. L'etimologia del toponimo per alcuni studiosi rimane nell'incertezza: nel Di.Sto.Sa. troviamo: toponimo prediale dal latino surrentius. Intanto surrentius in latino non esiste, ma esiste Surrentum = Sorrento. Serrenti ha ben poco a che vedere con Sorrento. Crediamo, senza presunzione alcuna, che il toponimo sia la contrazione di Serra de monti >Serr''e (mo)nti >Serrenti; anche perché la conformazione del luogo, dove sorge il paese, cela suggerisce. Ci pare assolutamente inutile dare sfogo ad artificiose considerazioni! Il cognome Serrenti è derivato dal nome del paese: villa medioevale, il cui territorio fu indubbiamente frequentato sin dall'epoca preistorica: sono numerosissimi, ad esempio, i resti della civiltà dei Nuraghi. Come "villa" appartenne alla Curadorìa di Nuraminis, nel regno giudicale di Calari, quindi del regno d'Arborea, alla repubblica di Pisa, ed infine al regno catalano aragonese di Sardegna(per saperne di più vedi nel Web: Serrenti.). A giustificazione della nostra affermazione precedente, che cioè il cognome deriva dal paese possiamo addurre due inconfutabili prove: sono molti i cognomi sardi derivati dal paese o toponimo di provenienza; il cognome Serrenti, nelle carte antiche si presenta sempre e comunque con il de, ad indicare appunto la provenienza. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, infatti abbiamo: (de) Serrenti Guantino, ville Gonnos de Tramacia, * Gonnos de Tramacia.Gonnostramatza. Partis de Montibus; (de) Serrenti Henrico - ville Terrenove e Fundi Montis, ** Terranova et Fundi de Montis (Olbia e Monti). De Yola Petro et Filio Guantino di Sassari, notai imperiali( 15 - gennaio - 1388). Habitatoribus Fundi Montis...XV Januarii 1388; in posse ...; (de) Serrenti Gavino, jurato ville Cossein, * Cossein.odierno Cossoine. Contrate Caputabas. Anche nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI°, XIII° secolo, troviamo il cognome Serrenti: Ianne Serrenti(17), teste in una compera da parte del Priore Martinu - ego Martinus presbiter et priore de Sanctu Nichola de Trullas.comporaili a Comita de Bosobe et assos frates su saltu de serra de Iugale.Testes: .Ianne Serrenti. Nella storia attuale citiamo Efisio Serrenti (Quartu S. E.  1945 .), già presidente del Consiglio della Regione Autonoma della Sardegna, nonché assessore regionale alla Pubblica Istruzione.
Il cognome Serrenti è oggi presente in 40 Comuni italiani, di cui 21 in Sardegna: Sant'Antioco 50, Sanluri 29, Sardara 21, Cagliari 13, etc. Nella penisola Roma ne conta 17, etc.
SERRI
SERRO
Serri ha vari ceppi a Trieste, a Genova, nel carrarese, in Emilia, soprattutto nel reggiano e modenese, nel ravennate e nel forlivese, nell'anconetano e maceratese, nel brindisino ed un ceppo molto consistente nella Sardegna meridionale, che dovrebbe derivare dal nome del paese cagliaritano di Serri, Serro, sembrerebbe specifico di Alcamo nel trapanese, dovrebbero derivare da soprannomi basati sul termine latino serra (lama dentata, sega), forse ad indicare il mestiere di falegname svolto dai capostipiti, ma il termine serra, nelle aree che hanno subito l'occupazione spagnola, significa anche monti e potrebbe stare ad indicare una provenienza dei capostipiti da zone di montagna.
SERRONE
SERRONI
Serrone ha un piccolo ceppo a Capaccio e Cicerale nel salernitano, uno nel barese a Giovinazzo ed Acquaviva delle Fonti, nel leccese, a Lecce e Minervino di Lecce ed a Foggia, ed uno in Sicilia a Tortorici nel messinese, Serroni ha un ceppo a Porto San Giorgio nell'ascolano ed a Teramo ed uno a Città di Castello nel perugino, dovrebbero derivare dal nome medioevale latino Serronus usato anche in Spagna, ma presente in Sicilia fin dal 1300.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
SERRONI: in lingua sarda ha il significato di segaccio. Dal latino serrare. = segare. Il cognome Serroni è diffuso in 28 Comuni italiani di cui  solo tre in Sardegna: Capoterra 6, Assemini 3, Quartu S. E. 3. Non abbiamo la certezza che il cognome sia originario della Sardegna, ma sta di fatto che è presente tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388: Serroni Matheo, jurato ville Alary, * Alary. villaggio distrutto. Contrate Partis Varicati - Barigadu.
SERRU Serru, molto raro, è sicuramente sardo, tipico di Guspini nel Medio Campidano.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
SERRU: cognome rarissimo, diffuso solo in 14 Comuni d'Italia, di cui 11 in Sardegna: Guspini 37, Terralba 7, Villacidro 6, Olbia 3, Gonnosfanadiga 3, Selargius 3, Assemini 3, Nuoro 3, Quartu S. E. 3, San Gavino 3, Cagliari 3. In due Comuni della Toscana: con Livorno 3, e Siena (prov) 3; e Roma con 7. Serru, sattu de Serru = salto di Serru, da non confondere con Serri, piccolo centro abitato(ab. 760) del Sarcidano (entrato a far parte della provincia di Cagliari, con la creazione delle nuove province, già appartenente alla prov. di Nuoro). Serru è una località si può dire unica in Sardegna e nel mondo, ubicata in agro di Gonnosfanadiga, ottima per la bontà del suo humus che ha concesso e concede, ai Gonnesi, un tempo coi suoi vigneti, oggi con gli oliveti, impareggiabili prodotti della terra: vino monica rosso e olio extra vergine di qualità divine! Fu sede di fiorente civiltà nuragica, della quale restano visibili tracce, ma fu senz'altro un vero e proprio insediamento romano, fiorito all'indomani della conquista romana dell'Isola. L'abbondanza di reperti archeologici, nuragici e romani confermano questa tesi. Senza nascondere, come sinora è stato fatto, che gli attuali oliveti, nel proprio sottosuolo, riservano tante cose ancora da scoprire, ma la paura dei proprietari, di vedere vincolati dalla Sovrintendenza i loro oliveti e sradicati quei meravigliosi sempreverdi, è più forte della curiosità. Non sappiamo che sorte abbia avuto Serru, (mancano prove scritte), dopo il passaggio della Sardegna a Bisanzio; per certo fu visitato dai monaci bizantini, dei quali rimangono vistosissime tracce, tra le quali le numerose chiese dedicate ai santi del menologio greco, disseminate nel territorio e delle quali oggi restano i ruderi. Ma Serru fu anche "Villa" e come tale è annoverata nelle carte antiche. La "villa" o meglio l'"oppidum" di Serru è citato nell'opera di Giovanni Francesco Fara, "In Sardiniae Chorographiam" (opera terminata poco prima della sua morte avvenuta a Sassari il 15 novembre del 1591), che recita: ...ubi olim erat iudicatus Colostrai, seu curatoriae de Arbus, et nunc extant oppida Arbus, Serri(sic) et Guspini interiereque priscae urbes a Ptolemaeo memoratae Osaeae et Neapolis, cuius  templum s.to Nicolao sacrum et alia antiqua monumenta cernuntur;.(là dove una volta c'era  il giudicato di Colostrai o della Curatorìa di Arbus ed attualmente si trovano i paesi di Arbus, Serru e Guspini, mentre invece sono scomparse le antiche città di Osea e Neapolis: di quest'ultima rimangono la chiesa consacrata a San Nicola ed altre antiche vestigia). Nel testo del Besta, "La Sardegna Medioevale" vol. 2°, ove si parla della curatoria di Bonorzoli, del regno giudicale di Arborea (villa scomparsa, ubicata nei pressi di Mogoro, abbandonata definitivamente verso la fine del XVI° secolo, in seguito a ripetute incursioni barbaresche)non è citata la "villa" di Serru, ma sappiamo, con certezza, che ne faceva parte (nelle fonti è riportata a partire dal 1336), insieme a Guspini, Arbus, Gonnosfanadiga, San Gavino, Pabillonis, S. N. d'Arcidano, Terralba, etc. La chiesa storica di Serru(della quale restano i ruderi) è dedicata a San Pietro(del Menologio greco) e la sua costruzione risale senz'altro all'arrivo dei monaci greci, come anzidetto.  Nel territorio del Sulcis Iglesiente, in particolare, ma in generale in tutta la Sardegna, i monaci bizantini, sin dal loro arrivo nell'isola, a partire dall'inizio del VI° secolo, esercitarono grande influenza sulla popolazione locale, nella cui cultura, anche religiosa, nonostante lo Scisma, tra Chiesa Cattolica e Chiesa Ortodossa, del 1054, è rimasta traccia indelebile, sino ai giorni nostri. La damnatio memoriae esercitata, con arroganza, dalla Chiesa Cattolica, prima e dopo lo Scisma, non è riuscita a cancellarne le tracce. Il paese di Serru( scusatemi per l'excursus) fu abbandonato diverse volte, a causa delle incursioni barbaresche e definitivamente verso i primi anni del XVII° secolo. Dove andarono a finire gli abitanti di Serru? Secondo Enrico Casti, autore del libro "Gonnos e Dintorni", si rifugiarono nelle "ville" di Arbus e soprattutto di Gonnosfanadiga. Qui però bisogna fare una osservazione; una nota storica di Antonello Mattone (La Sardegna nel Mondo Mediterraneo, 44) recita: "tra il 1584 ed i primi del Seicento, sono saccheggiate e abbandonate le ville di Gonnosfanadiga, di Pabillonis, di Bonorchili e di Serru". Come potevano, gli abitanti di Serru rifugiarsi a Gonnosfanadiga, pure essa abbandonata? La presenza attuale del cognome Serru, solo ed esclusivamente a Guspini(distante pochi chilometri), da cui provengono i pochi altri dei Comuni in cui è presente, compresi quelli di Livorno, Siena e Roma, è prova inconfutabile del loro arrivo in quel centro. Che poi Arbus, Serru e Gonnosfanadiga fossero state ripetutamente abbandonate a causa delle incursioni barbaresche lo possiamo dedurre dal fatto che, nel 1388, per la famosa Pace di Eleonora, non figurano i firmatari delle tre ville, mentre ci sono quelli di tutte le altre ville vicine: Pabillonis, Guspini, San Gavino, Monreale, Sardara, Santa Mariacquas etc.,   Non abbiamo altro da aggiungere! Sulla etimologia del cognome c'è ancora incertezza: alcuni studiosi lo fanno derivare dal protosardo, come Serri; altri da "serra de monti"; in realtà il territorio dove sorgeva la "villa" è proprio sa serra de su monti.
SERSA
SERSE
SERSI
SIRSI
Sersa e Sersi, praticamente unici, parrebbero giuliani, Serse, molto molto raro, ha qualche presenza nel napoletano ed un piccolissimo ceppo a Brindisi, Sirsi è un cognome tipico del Salento, di Campi Salentina nel leccese, di Manduria nel tarentino e di San Pietro Vernotico e Cellino San Marco nel brindisino, dovrebbero derivare da italianizzazioni del nome greco di origini persiane Ξέρξης  Xérxēs  (Serse).
SERSALE Sersale, assolutamente molto raro è tipico del napoletano, di Napoli e Massa Lubrense, con un piccolo ceppo anche a Positano nel salernitano, dovrebbe derivare dalla forma contratta di Ser Isale, composto da Ser (signore) e da Isale, una latinizzazione medioevale del nome ebraico Isaiah, probabilmente il nome del capostipite, con una discreta posizione economica.
SERVADEI
SERVADEO
SERVADIO
SERVEDEO
SERVEDIO
SERVIDEI
SERVIDEO
SERVIDDIO
SERVIDIO
Servadei è tipicamente romagnolo, Servadio ha ceppi nel padovano, nell'anconetano, nel milanese ed in provincia di Roma e di Bari, Servedio è specifico del barese, di Grumo Appula, Toritto e Bari, Servidei ha un ceppo nel ravennate ad Alfonsine, Fusignano e Ravenna ed uno a Roma, Servidio ha un nucleo nel cosentino ad Acri, Corigliano Calabro e Sant`Agata di Esaro, un ceppo nel barese e nuclei, pobabilmente secondari, nel milanese e nel torinese, Serviddio, estremamente raro, è barese, Servedeo e Servideo sono estremamente rari, dovrebbero tutti derivare da errori di trascrizione del cognome Servadeo, che non risulta essere più presente in Italia, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal nome medioevale Servadeus o Servideus originati dalla devozione popolare che portava a dedicare il proprio figlio al servizio di Dio. (vedi Salvadei) di quest'uso abbiamo un esempio in una Carta venditionis dell'anno 1145 a Sesto Calende: "...manuum Servidei de Ispera et Lanfranci de Pino qui estimatores fuerunt ut supra et in hanc cartam manus posuerunt ad confirmandam...".
SERVATI
SERVATO
Servati è quasi unico, Servato, molto molto raro, è specifico dell'area alessandrina, potrebbero derivare dal cognomen latino Servatius, ricordiamo ad esempio Sanctus Servatius morto nell'anno 384: "..Sanctus Servatius sicut in gestis eius legitur antiquioribus ex generosa magnorum virorum stirpe est editus nobiliter natus, nobiliter conversatus..", ma è pure possibile che derivino dal nome augurale medioevale Servatus nel senso di che si conservi bene.
ipotesi fornite da Paolo Servato
La maggior concentrazione del cognome Servato si trova esclusivamente nella zona territoriale che comprende l'Appennino sopra l'Acquese nella zona che va da Morbello a Visone. Altre famiglie con lo stesso cognome si sono spostate in tutta la provincia di Alessandria. Il cognome Servato è presente, per ovvi motivi di vicinanza dal luogo di origine, anche nel capoluogo ligure. Altri Servato sono presenti a Moncalieri e a Torino, anch'essi provenienti dalla stessa origine.Nel dialetto piemontese molti sono i modi per indicare
l'aggettivo selvatico: selvatic, servatic, selvà, servà. Nel dialetto acquese si dice precisamente servò, avendo questo tipo di dialetto fonemi piuttosto chiusi. Alla fine del '600 ed agli inizi del '700 quando per ragioni di registrazione delle famiglie ormai divenute troppo popolose si arrivò ad imporre il cognome con obbligo di legge, la popolazione dei servà divenne, italianizzando la parola: i Servato.
SERVELLI
SERVELLO
SERVILI
SERVILII
SERVILIO
SERVILLI
SERVILLO
Servelli è assolutamente rarissimo, Servello è comunque molto raro, dovrebbero essere calabresi, della zona di Vibo Valentia, Servili è specifico della zona che comprende Marche, Umbria e Lazio, di Todi, Trevi e Montefalco nel perugino, Servilii è tipicamente romano, Servilio è tipicamente abruzzese di Pizzoli (AQ), Servilli è praticamente unico, Servillo è tipicamente napoletano, dovrebbero derivare direttamente dalla Gens Servilia o anche dal nomen latino Servilius portato ad esempio dal tribuno della plebe Rullus Publius Servilius nel I° secolo d. C. e come possiamo leggere negli Annales di Tacito: "...additis versibus qui in Tiberium flecterentur: verum ab Servilio et Cornelio accusatoribus adulterium Liviae, magorum sacra obiectabantur...".
SERVENTE
SERVENTI
Servente, rarissimo, è tipico della riviera di levante, Serventi è tipico del parmense e del genovese, ha un ceppo secondario, originario del genovese, anche nel sud della Sardegna,, dove potrebbe essere di origine spagnola e derivare dal cognome Servent, potrebbero derivare dall'essere stato il capostipite alle dipendenze come uomo di fiducia di un prelato o di un monastero, dove per servente si indicava che si dedicava a piccole incombenze gestionali.".
integrazioni fornite da Marco Servente
il cognome Servente è scarsamente diffuso nel tratto di pianura da ovest del fiume Sesia (Casale Monferrato, ove è attestato come cognome sin dal 1600 circa) sino ad est del fiume Ticino (Lomellina e dintorni). Le origini potrebbero essere due: una lontana origine medievale provenzale da servant (menestrello itinerante), oppure, più concretamente dagli statuti comunali del 300-500 dove il servente era l'addetto ad ore alla manutenzione delle fortificazioni murarie.
SERVIDA
SERVIDATI
Servida è rarissimo, è specifico del sudmilanese, Servidati è quasi unico e dovrebbe essere lodigiano, potrebbero derivare da un'alterazione forse dialettale del nome tardo latino Servusdei (servo del Signore).
SERVO Servo ha un ceppo nel vercellese, uno nel romano ed uno nel napoletano, potrebbero derivare da un'italianizzazione del nomen latino di origine plebea Servus o Servius, ricordiamo il sesto Re di Roma Servio Tullio.
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