| SESSA
|
Sessa ha un ceppo nel varesotto che potrebbe derivare dal nome del paese
ticinese di Sessa situato tra Luino e Ponte Tresa, ma il ceppo più
consistente sembrerebbe tipico della Campania, con un ceppo anche nel lato
sudorientale della Sicilia, ceppo dovrebbe derivare da toponimi quali:
Sessa Aurunca nel casertano o Sessa Cilento nel salernitano. |
| SESSAREGO
|
Specifico della zona di Genova e Bogliasco deriva dal toponimo Sessarego
frazione di Bogliasco (GE). |
| SESSEGOLO
|
Assolutamente rarissimo, dovrebbe essere originario di Schio (VI) dove
si trova una contrada con questo nome, contrada dal cui nome potrebbe essere
appunto derivato il cognome.
integrazioni fornite da Andrè
Sessegolo (Brasile)
dal libro PIANE DI SCHIO di Angelo Soccardo: si legge che il cognome
Sessegolo trae origine dal castello di Sasseolo proprietà dei Maltraversi,
edificato sullo sperone roccioso dove ora sorge la contrada Castellaro.
Questo castello venne distrutto da Mainaro di Mainardi nel1203. Gli abitanti
della zona circostante il castello venivano chiamati Sessegolo, modificazione
dialettale del termine latino sasseolus (
quello del sasso per identificare appunto
quanti abitavano nei pressi dello sperone roccioso). |
SESSENIO
SESSENNIO |
Sessenio, praticamente unico, è siciliano, Sessennio, anch'esso
unico, sembrerebbe essere una diversa forma del precedente, dovrebbero
derivare da forme alterate del nomen tardo latino Sisinnius
(vedi SISINNI). |
SESSI
SESSO |
Sessi rarissimo ha un nucleo ai confini tra reggiano e mantovano ed uno
secondario nel milanese, Sesso è molto raro, ha un ceppo nel vicentino
ed uno nell'udinese nella zona di Cervignano del Friuli e dintorni.
integrazioni fornite da franz58
Cognomi che traggono origine dalla famiglia Da Sesso, primi Signori
della omonima località di Sesso (o Villa Sesso), oggi frazione di
Reggio Emilia. Le vicende storiche della famiglia hanno permesso
la diffusione del cognome oltre che nel reggiano (Sessi), anche nel veronese
e nel vicentino (Sesso). |
SESTAGALLI
SESTEGALLI |
Sestagalli, assolutamente rarissimo, tipicamente lombardo, parrebbe del
milanese, Sestegalli è quasi unico, potrebbero derivare dall'antico
termine milanese sestegal o sestagal
(cocchiere di una carrozza trainata da sei cavalli),
mestiere probabilmente svolto dal capostipite. |
SESTI
SESTINI
SESTINO
SESTO
SESTU |
Sesti ha un ceppo lombardo, uno toscano nel fiorentino ed aretino, ed uno
calabro nel cosentino, Sestini è tipicamente toscano dell'area coperta
dalle province di Firenze , Arezzo e Siena, Sestino, assolutamente rarissimo,
parrebbe pugliese, Sesto ha un ceppo lombardo, uno toscano, uno romano,
uno napoletano, uno nel catanzarese ed uno nel siracusano, Sestu, tipicamente
sardo, è tipico del sud dell'isola, di Muravera, San Vito e Cagliari
nel cagliaritano e di Iglesias, potrebbero derivare direttamente o tramite
ipocoristici dal praenomen latino Sextus,
Sextius, o anche dall'equivalente nome
italiano Sesto, spesso attribuito al
proprio sesto figlio, come è pure possibile che discendano da toponimi
come ad esempio Sestino nell'aretino, o uno dei tanti paesi contenenti
la radice Sesto, come a puro titolo di esempio Sesto San Giovanni nel milanese,
o Sestu nel cagliaritano, si tratta però soprattutto di cognominizzazioni
derivanti dal nome del capostipite. |
| SESTILI
|
Sestili è tipico di Roma e della provincia, con ceppi anche nel
viterbese e nel rietino, dovrebbe derivare dalla Gens
Romana Sextilia o dal nome Sextilius
da questa derivato di cui abbiamo un esempio nell'anno 192 con il magistrato
Publius Sextilius Prospectus. |
| SESTITO
|
Sestito è un tipico cognome calabrese del catanzarese, di Chiaravalle
Centrale e Catanzaro soprattutto e di Borgia, Vallefiorita, Soverato, Amaroni,
Girifalco, San Vito sullko Ionio, Palermiti e Sellia Marina, e del crotonese,
di Crotone, Cutro, Rocca di Neto, Cirò Marina ed Isola di Capo Rizzuto,
dovrebbe derivare da un soprannome di origini spagnole. |
| SETA
|
Seta ha un ceppo a Senigallia nell'anconetano, uno piccolo a Napoli e Casoria
nel napoletano ed uno nel cosentino a Fuscaldo e ad Atri, esistono due
ipotesi, la prima è che derivi daun soprannome basato sul termine
grecanico sèta (pendio,
declivio), la seconda propone una derivazione da un'alterazione
del termine greco antico sitos (cibo,
pane), forse intendendo che il capostipite fosse un commerciante
di generi alimentari. |
SETARI
SETARO |
Setari è quasi unico, Setaro invece è specificatamente campano
di San Rufo, Padula e San Marzano sul Sarno nel salernitano,
di Torre Annunziata, Trecase e Castellammare di Stabia nel napoletano,
di Caserta e di Campobasso nel Molise, dovrebbe derivare dal mestiere di
setaro o allevatore di bavhi da seta e produttore di seta, mestiere sviluppatosi
in Campania già dai tempi di Federico II°. |
SETTA
SETTI
SETTO |
Setta molto raro è aquilano, Setti abbastanza diffuso, potrebbe
avere più ceppi, nel Trentino, in Lombardia ed in Emilia, Setto
assolutamente rarissimo dovrebbe essere del torinese, non si individuano
ipotesi sulla possibile origine etimologica di questi cognomi. |
| SETTE
|
Diffuso in tutta Italia a macchia di leopardo Sette ha ceppi al nord, nel
Lazio e nell'aquilano, nel barese e nel reggino, dovrebbe derivare dall'essere
il capostipite il settimo figlio della sua famiglia di appartenenza, ma
in alcuni casi potrebbe anche derivare da toponimi contenenti la radice
sette-, come ad esempio Settebagni nel romano o Settecà nel vicentino. |
| SETTEMBRE
|
Settembre è specifico di Napoli, San Paolo Bel Sito e Nola, Palma
Campania nel napoletano, di Castel San Giorgio e Bracigliano nel salernitano
e di Domicella nell'avellinese, si dovrebbe trattare di un cognome attribuito
a dei trovatelli abbandonati durante il mese di settembre. |
SETTEMBRINI
SETTEMBRINO |
Settembrini, non molto comune, è panitaliano, mentre Settembrino,
ancora più raro, è tipico del meridione, dovrebbero derivare
dal nome arcaico Settembrino, attribuito
a volte a figli nati nel mese di settembre. Tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo a Bollita in Calabria fin dagli inizi del 1700. |
SETTIMI
SETTIMIO |
Settimi è tipico della fascia centrale che comprende Lazio, Umbria
Marche e alto Abruzzo, Settimio è tipico del chietino, derivano
dal nome latino Septimius portato anche dall'imperatore romano Settimio
Severo (193-211 d.C.). |
| SETTURA
|
Specifico della bassa bresciana è molto raro. |
| SEU
|
Molto diffuso in tutta la Sardegna, ma con maggiore concentrazione in provincia
di Oristano a Scano Di Montiferro in particolare, dovrebbe derivare da
un soprannome originato dal vocabolo sardo séù
che ha il significato di sorella,
ma anche di sego ed in cagliaritano
di cattedrale, è quindi molto
difficile identificare quale fra questi significati del vocabolo seu
abbia dato origine al singolo cognome. |
| SEVEGA
|
Sevega è specifico di Margarita e Ceva nel cuneese, potrebbe derivare
originato da un termine dialettale che indicasse i particolari sostegni
per le botti da vino, forse ad indicare il mestiere del capostipite. |
| SEVERGNINI
|
Tipico del cremonese, dovrebbe derivare da una forma ipocoristica dialettale del nome di origini
germaniche Severicus, o del nome gotico
Severich. (vedi
SEVERICO)
integrazioni fornite da Marco Giovanni
Migliorini, archivista paleografo
complessa l'origine, alcune ipotesi propendono per la trasformazione
linguistica dal nome Saverio (assai improbabile). Nel cremasco (Cremona)
è molto diffuso già nel XVI° secolo. Sono note le forme
dialettali Savorgnino, Savergnì, Savergnino (Pianengo (Cr),
registro parrocchiale n.1 - 1578-1635. (M2). Ad Offanengo mantiene la forma
attuale (Offanengo (Cr), registro parrocchiale n.1 - 1590-1605. |
SEVERI
SEVERINI
SEVERINO
SEVERO
SEVERONE
SEVERONI |
Severi è specifico dell'area che dal Parmense al forlivese si congiunge
con l'aretino, Severini è più propriamente marchigiano, Severino
è specifico del napoletano, con presenze in tutto il sud, Severo
è rarissimo e potrebbe essere romano, Severone è quasi unico,
Severoni è tipico di Cittaducale nel reatino e di Roma, tutti questi
cognomi derivano, direttamente o tramite ipocoristici o accrescitivi dal
cognomen latino Severus o Severinus.
Forse il più famoso dei portatori di questo nome fu Septimius
Severus imperatore di Roma dal 193 al 211d.C., pure noto a tutti
è Anicius Manlius Severinus Boëthius
(480 - 524), lo scrittore e filosofo latino conosciuto semplicemente come
Severino Boezio. |
SEVERICO
SEVERIGO |
Severico è specifico del novarese, di Cavaglietto in particolare,
Severigo, quasi unico, è sempre del novarese, dovrebbero derivare
dal nome di origini germaniche Severicus,
che troviamo citato in uno scritto della fine del XI° secolo: "...
Severicus
de Verziaco dominus Cabilonensis comes et uxor eius Elisabeth, et Symon
filius suus et filia Ayglentina domina de Puliaco ...", nome che
è la latinizzazione del nome gotico Severich. |
| SEVESO
|
Tipico del milanese deriva dal toponimo Seveso nel milanese. |
| SEZZE
|
Sezze, molto molto raro, è di Roma, dovrebbe derivare dal nome del
paese latinense di Sezze. |
SFARZI
SFARZO |
Sfarzi, quasi unico, parrebbe emiliano, Sfarzo è specifico di Pozzuoli
e Napoli nel napoletano, potrebbero derivare da un soprannome originato
dall'ostentazione dei capostipiti. |
| SFASCIABASTI
|
Sfasciabasti sembrerebbe tipico dell'area umbro, marchigiana, forse del maceratese, dovrebbe
derivare da un soprannome scherzoso, probabilmente attribuito ad un capostipite
che faceva di mestiere il conduttore d'asini o muli. |
SFERAZZA
SFERAZZO
SFERLAZZA
SFERLAZZO
SFERRAZZA
SFERRAZZO |
Tutti decisamente siciliani, Sferazza, quasi unico, è del catanese,
così come Sferazzo, Sferlazza è dell'area palermitano, agrigentina,
di Lercara Friddi, Palermo e Termini Imerese nel palermitano e di Agrigento,
Favara e Casteltermini nell'agrigentino, Sferlazzo ha piccoli ceppi a Lampedusa
e Linosa, isole dell'agrigentino, a Mazara del Vallo nel trrapanese
ed a Palermo e Santa Flavia nel palermitano, Sferrazza, il più diffuso
è della stessa area del precedente e del nisseno, di Castrofilippo,
Racalmuto, Canicattì, Licata, Agrigento, Favara, Campobello di Licata
e Naro nell'agrigentino, di Palermo e di Caltanissetta, Montedoro, Serradifalco
e San Cataldo nel nisseno, Sferrazzo è specifico di Lentini nel
siracusano, questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi dialettali
basati sul termine siciliano arcaico sferrazza
o sferrazzo (stuoia
dove si ponevano ad essiccare i fichi al sole), ma possono anche
derivare da antichi nomi di località, come ad esempio Sferro nel
catanese. |
| SFERRA
|
Molto molto raro, potrebbe avere,
oltre al nucleo principale nel tarentino, anche uno in provincia di Isernia
che potrebbe derivare dal toponimo Sferracavallo (TR). |
| SFODELLO
|
Sfodello, praticamente unico, è della Sardegna settentrionale, dovrebbe derivare
da una forma aferetica alterata del nome del fiore Asfodelo,
non si può escludere che possa trattarsi di un cognome attribuito
ad un trovatello. |
| SFOGLIARINI
|
Assolutamente rarissimo, specifico
del sudmilanese. |
| SFOLCIAGHI
|
Sfolciaghi, assolutamente rarissimo, potrebbe essere del cremonese o del
lodigiano, il cognome potrebbe derivare da un soprannome originato dal
termine dialettale sfolcià (falciare
un prato) e caratterizzerebbe il lavoro di contadino svolto
dal capostipite. (vedi anche SFOLCINI) |
| SFOLCINI
|
Molto, molto raro, è specifico
del sudmilanese e piacentino, potrebbe derivare da un soprannome legato
ad un vocabolo dialettale arcaico che significherebbe: "quelli che falciano". |
| SFONDRINI
|
Sfondrini è abbastanza diffuso a Milano e nel sudmilanese ed a Lodi,
dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine meneghino sfondràa
(sprofondare), probabilmente derivato
dal fatto che la famiglia abitasse in un avvallamento del terreno, cioè
in una parte in fondo rispetto all'area circostante. |
| SFORZA
|
Cognome abbastanza diffuso, con un ceppo originario in Lombardia ed Emilia, che
dovrebbe discendare da un nucleo originario di Cotignola (RA) ed un altro
nel centro sud dalle Marche alla Puglia, Il più famoso degli
Sforza fu senza dubbio Francesco, che venne eletto Duca di Milano
nel 1447.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Sforza è cognome di origine soprannominale, potrebbe derivare
dal sostantivo 'sforzo' deverbale di
'sforzare' o dal toponimo Sforzacosta
(MC). Minervini 454. |
| SFORZI
|
Sforzi è decisamente toscano, con un nucleo a Pistoia, ma presente
con ceppi significativi anche a Grosseto, Firenze e Lucca, dovrebbe derivare
dal nome tardolatino Fortis (forte,
coraggioso, soprattutto nel senso cristiano di fermo nella propria fede)
con l'aggiunta di una s prostetica. |
SFORZIN
SFORZINI |
Sforzin, molto raro, è decisamente veneto di Musile di Piave e Ceggia
nel veneziano e di Oderzo, Sforzini invece ha un ceppo nel pavese, uno
nel ravennate ed uno nella fascia che comprende il maceratese, l'Umbria,
il viterbese ed il romano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Sforzinus
di cui abbiamo un esempio nel 1500 nella Lista degli scolari dello Studio
di Perugia, illustre ateneo dell'epoca, dove sotto l'anno 1582 è
indicato lo studente marchigiano Sforzinus Velanzonus. |
SFRISI
SFRISO |
Sfrisi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del ferrarese e dovrebbe essere
dovuto ad un'alterazione di Sfriso, che, tipicamente veneto, ha un ceppo
a Chioggia e Venezia, con un piccolo ceppo anche a San Martino di Venezze
nel rovigoto, e che dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine
dialettale veneto sfriso (taglio,
normalmente sul viso, sfregio), ad
indicare probabilmente che i capostipiti avessero questa caratteristica fisica. |
| SGALIPPA
|
Molto raro, sembra avere un ceppo nel Piceno ed uno in provincia di Roma. |
SGAMBATI
SGAMBATO |
Sgambati ha un ceppo a Roma ed uno campano tra napoletano ed avellinese,
Sgambato è specifico dell'area che comprende il casertano ed il
napoletano, in particolare Santa Maria a Vico nel casertano e Visciano
nel napoletano, dovrebbero derivare da soprannomi originati da caratteristiche
fisiche dei capostipiti, sgambato è un termine ora in disuso che
si riferirebbe alla privazione delle gambe, tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo, fin dal 1600 almeno, con il medico napoletano Johannes Sgambatus. |
| SGANZERLA
|
Sganzerla è tipico dell'area veronese mantovana, dovrebbe derivare
da un soprannome originato dal termine ganzo
derivato dal germanico gans (giovane)
o dal vocabolo tardo latino ganzia
a sua volta derivato da ganea
(luogo di gozzoviglie,
probabilmente riferito al modo di fare un pò troppo disinvolto del
capostipite |
| SGARAMELLA
|
Specifico del barese. (vedi
SCARABELLA)
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Sgaramella è cognome barese e foggiano, è di origine
soprannominale e potrebbe derivare dal termine dialettale calabrese 'scaramella'
= specie di antica pasta casereccia,
oppure dall'antico termine italiano 'scaramella'
= zuffa, schermaglia, scaramuccia,
con sostituzione del suffisso. Minervini 455. |
SGARAVATO
SGARAVATTI
SGARAVATTO |
Sgaravato ha un piccolo ceppo a Vigasio nel veronese ed uno ancora più
piccolo nel padovano a Cartura e Pernumia, con un piccolissimo ceppo anche
a Modena, Sgaravatti, molto raro, è di Padova, Sgaravatto
ha un ceppo a Piove di Sacco nel padovano ed a Campolongo Maggiore nel
veneziano, questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi basati sul
betacismo del termine dialettale veneto arcaico sgarabato
(cosa da poco, deiezione, sputo). |
SGARBI
SGARGI
SGARZI |
Sgarbi è specifico emiliano, delle province di Modena, Bologna e
Ferrara, Sgargi, abbastanza raro ,è tipico del bolognese, Sgarzi
è specifico dell'alto bolognese, potrebbero derivare da un soprannome
dialettale, ma è anche possibile che Sgargi possa derivare dal nome
bizantino Gargius o dal nomen latino Gargilius. (vedi
Gargi)
integrazioni fornite da Cristina
Sgargi
so per certo che il mio cognome Sgargi deriva da un mestiere lo sgarzatore
tipico dell'Emilia e della Lombardia, molto antico, risalente al
1100 circa, detto dialetto bolognese sgarzer,
da questo termine è derivato il cognome Sgarzi e quindi Sgargi,
ritengo che anche Sgarbi abbia la medesima provenienza. |
SGARRA
SGARRO |
Sgarra è specifico del barese, di Andria in particolare, con presenze
significative anche a Trani, Barletta, Corato e Bari, Sgarro, molto meno
diffuso, è anchesso pugliese, ma più specificatamente del
foggiano, di Cerignola, Carapelle e Foggia, esistono più ipotesi
circa la possibile derivazione, la prima propone un'origine dal cognomen
latino Scarus, di cui abbiamo un esempio
d'uso con Marcus Aemilius Scarus governatore romano della Siria nel primo
secolo avanti Cristo: ".. sed ex omnibus maxume Marcus
Aemilius Scarus, homo nobilis, impiger, factiosus,
avidus potentiae, honoris, divitiarum, ceterum vitia sua callide acdultans.
..", la seconda propone invece un'origina longobarda dal termine
skara (squadra
armata, una specie di coorte longobarda), la terza indica una
possibile origine dal nome nordico Skar
in uso anche presso i popoli slavi. |
| SGARRELLA
|
Sgarrella, molto molto raro, sembrerebbe specifico di Lamezia Terme nel
catanzarese, con presenze anche nel Salento, potrebbe derivare da una forma
ipocoristica del termine longobardo skara
(squadra armata) (vedi
SGARRA). |
SGHERRI
SGUERRI |
Sgherri è tipico della fascia che comprende le province di Firenze,
Pisa e Livorno, Sguerri, più raro, ha un ceppo nel fiorentino ed
uno nell'aretino.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Sguerri è un cognome tipicamente toscano; è infatti in
Toscana, nella provincia di Firenze e nel comune di Arezzo, che vanno individuati
i due ceppi principali. Dal punto di vista etimologico, Sguerri si presenta
come la variante del più diffuso, sempre toscano (della stessa area
che dall'Aretino si protende verso Firenze fino a raggiungere la costa
tirrenica) Sgherri. Sgherro deriva del longobardo skarr(j)o,
col significato di capitano. A partire
dall'epoca medievale, fino a giungere in età moderna, periodo nel
quale si sono formati i cognomi, il termine sgherro
ha assunto sempre più un significato negativo: si qualificavano
sgherri gli uomini d'armi, spesso e
volentieri prepotenti e violenti giovinastri di malavita, al servizio di
potenti privati, é nota l'espressione alla
sgherra (come ad esempio portare un
cappello alla sgherra oppure camminata
sgherra) per indicare un comportamento spavaldo o minaccioso. |
SGNAOLIN
SGNAOLINI |
Sgnaolin è specifico del veneziano, di Musile di Piave, San Donà
di Piave, Fossalta di Piave e Martellago, Sgnaolini, quasi unico, è
l'italianizzazione del precedente, che dovrebbe derivare da un soprannome
dialettale veneziano arcaico basato sul termine sgnaolin
(mugolio, chi si atteggia in modo lacrimevole
per ottenere qualcosa). |
SGOBBA
SGOBBI
SGOBBIO
SGOBBO
SGOBI
SGOBIO |
Sgobba è tipicamente pugliese, del barese in particolare, di Alberobello,
Bari, Castellana Grotte, Monopoli e Putignano, ma anche di Fasano nel brindisino
e di Taranto e Palagianello nel tarentino, Sgobbi sembrerebbe specifico
della provincia di Rovigo, con qualche ceppo secondario nel padovano, Sgobbio,
molto molto raro, è specifico del tarantino, di Crispiano e Grottaglie,
Sgobio, specifico anch'esso del tarantino dove è molto diffuso,
ha un grosso ceppo a Montemesola, uno a Taranto ed a Grottaglie, Sgobi,
praticamente unico, dovrebbe essere il risultato di un errore di trascrizione
del precedente, Sgobbo, abbastanza raro, ha un ceppo a Napoli ed a Ariano
Irpino e Guardia Lombardi nell'avellinese e foggiano, dovrebbero derivare
da soprannomi originati dal termine arcaico sgobbio
o sgobbo,
cioè lavoro da spallone, cioè
di trasporto di carichi tanto pesanti da far ingobbire. |
| SGOTTI
|
Sgotti è specifico di NUvolera nel gresciano, dovrebbe derivare
da un soprannome basato sul termine dialettale bresciano arcaico sgòt
(floscio, snervato, deposciato). |
SGRO
SGRÓ
SGROI
SGROIA |
Sgro è tipico del reggino, Sgrò oltre che molto diffuso nel
reggino è presente in modo significativo anche nella Sicilia centroorientale,
Sgroi è decisamente siciliano, del catanese e palermitano in particolare,
Sgroia è specifico di Eboli nel salernitano, dovrebbero tutti derivare
da un soprannome originato dalla caratteristica capigliatura ricciuta del
capostipite, dal vocabolo grecanico sgurós
(riccioluto, con i capelli a boccoli),
a sua volta derivato dal termine greco antico sgouròs
(riccio, riccioluto).
integrazioni fornite da Paolo Sgroia
Gli Sgroia di Eboli derivono dagli Sgro di Angri. Il capostipite Giuseppe
Sgro si vide cambiare il cognome in Sgroia nei documenti del processetto
matrimoniale quando sposò il 25 ottobre 1757 Orsola Romano di Eboli.
Nel 1758 nacque Andrea, il primo Sgroia nato a Eboli. Dopo la morte della
moglie Giuseppe sposa in seconde nozze Teresa Giudice sempre di Eboli e
dal loro figlio Andrea (il primo morì dopo pochi giorni dalla nascita)
discende tutto il ceppo degli Sgroia di Eboli. |
| SGROMO
|
Sgromo è tipicamente calabrese, di Curinga nel catanzarese, dovrebbe
derivare da un soprannome grecanico, basato su di un'alterazione dialettale
del vocabolo greco antico sgouros (riccio). |
| SGUAITAMATTI
|
Sguaitamatti, assolutamente rarissimo, sembrerebbe tipico del vercellese,
con presenze anche nel milanese, dovrebbe derivare da un soprannome originato
dal termine antico sguaitare che, come
disse Ludovico Antonio Muratori nella sua Dissertazione Di
molte voci Italiane, delle quali si cerca l'origine, significa
mirare attentamente le altrui occulte azioni,
quindi sguaita matti significherebbe guardiano dei matti ed individuerebbe
il mestiere del capostipite. |
SGUERA
SGURA
SGURO |
Sguera sembra specifico di Barletta nel barese, mentre Sgura lo è
di Ostuni, Francavilla Fontana, Brindisi, San Vito dei Normanni e Fasano
nel brindisino e di Manduria e Taranto nel tarentino, Sguro è quasi
unico, potrebbero derivare da modificazioni dialettali dell'antico nome
normanno Skorri,
Sagar
o Sigurd, ma, molto più
probabilmente derivano dal nome greco Sguros,
attribuito normalmente a bambini dai capelli ricci (vedi
SGRO), ricordiamo con questo nome il tiranno di Tebe, parte dell'Attica
e Beozia, Leon Sguros che venne imprigionato nel 1204 da Bonifacio degli
Aleramici Marchese del Monferrato durante il suo comando della quarta Crociata. |
| SGULMAR
|
Sgulmar, molto molto raro, è tipico del veronese, di Zevio in particolare,
potrebbe derivare da un'alterazione dialettale del nome medioevale germanico
Sigimarus (Siegmar). |
SGUOTTI
SGUOTTO |
Sguotti è specifico del padovano, di Conselve, Tribano, Monselice,
Bagnoli di Sopra ed Arzergrande, Sguotto, quasi unico, è sempre
del padovano, dovrebbero derivare da un soprannome basato sul termine dialettale
padovano arcaico sguoto (beverone
dei porci, melma), forse ad indicare che i capostipiti fossero
dediti all'allevamento di maiali. |
SIANI
SIANO |
Entrambi specifici del napoletano e salernitano, derivano dal toponimo
Siano (SA). |
| SIAS
|
Sias è decisamente sardo, diffuso in tutta l'isola, con maggiore
concentrazione nel sassarese, potrebbe derivare da un soprannome originato
dal vocabol,o sardo sias (bisogni,
necessità), per alcuni si potrebbe ipotizzare una derivazione
dall'aferesi del toponimo Iglesias. |
| SIBALDI
|
Sibaldi, molto molto raro, è tipico di Pistoia, deriva dal nome
di origine longobarda Sigebaldus di cui abbiamo un esempio nel Codice
Diplomatico della Lombardia medievale sotto l'anno 1182 a Sartirana
(PV): "...Nona pecia iacet in valle de Stagnono;
coheret ei: de duabus partibus Sigebaldus
de Lomello, a tercia Asclerius de Roglerio...", tracce di questa
cognominizzazione le troviamo nell'Archivio storico comunale di San Miniato
(PI) in atti dell'anno 1583 dove compare l'Ufficiale Benedetto Sibaldi
da Montecatini (PT). |
| SIBANI
|
Tipico del bolognese, deriva dal toponimo Sibano di Marzabotto (BO). |
| SIBAU
|
Sibau, assolutamente rarissimo, è specifico dell'udinese, di San
Leonardo in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal
termine sloveno zival (pronuncia zivau),
che significa animale, che ha
dato origine ad alcuni cognomi simili in area slava. |
| SIBILIO
|
Sibilio ha un ceppo a Sezze, Latina e Sabaudia nel latinense ed a Roma,
uno nel napoletano, in particolare ad Afragola e napoli, ma con presenze
significative anche ad Acerra, Casoria, Pomigliano d'Arco, Cardito e Casalnuovo
di Napoli, un ceppo a Fasano nel brindisino ed a Monopoli nel barese, potrebbe
derivare dal nome medioevale germanico Sibhileh
a sua volta derivato dal sib (crivello,
vaglio) ed hileih (matrimonio,
sponsali), con il significato di sposa
o sposo giudizioso, ma è anche possibile che derivi invece
dal nome medioevale germanico Sibillus,
a sua volta derivato dal nome sia greco che latino Sibylla. |
| SIBILLA
|
Sibilla ha ceppi nel cuneese, nel napoletano, nel crotonese, ma il nucleo
più importante è in Puglia, soprattutto nel tarantino, potrebbe
trattarsi di un matronimico e derivare dal nome medioevale Sibilla
di cui abbiamo un esempio in un atto del 1472: "...Madonna
Sibilla de Ulmella
amasia di quondam re Fridericu...". |
| SIBIO
|
Sibio ha un ceppo nel barese ad Andria e Bari, ed uno nel reggino a Galatro,
Giffone e Maropati, potrebbe essere di origini rumene e derivare dal paese
di Sibiu, appunto in Romania.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Sibio è cognome calabrese che potrebbe derivare dal gentilizio
latino Sevius
/Sevius. |
| SIBIRIU
|
Sibiriu, tipicamente sardo, è specifico di Guspini e Gonnosfanadiga
nel Medio Campidano e di Villaperuccio nell'iglesiente.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
SIBIRIU: sibirìnu, tzippirìnu:
da tzìppiri, cìppiri, sìppiri, sì(b)biri
= rosmarino. L'etimo viene senza ombra
di dubbio dal semitico tzibbir, come
altre voci sarde, ad esempio mitza
= sorgente, tzikkirìa
= aneto, una specie di finocchio selvatico,
con gambo da 40 centimetri ad un metro. La voce nelle sue varianti è
diffusa nel territorio sardo più come toponimo che come cognome.
Anche nelle carte antiche la troviamo come toponimo; non lo troviamo come
cognome, ma come nome proprio, nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado,
CSMB, XI°, XIII° secolo, al capitolo 189, in una donazione alla
chiesa: donaitimi Petru Cappai (mi ha dato Petru Cappai), sa parzone sua
et de fratres suos dessa figu canasturza (si tratta di una specie di fichi-
a Catanzaro li chiamano fichi calastruzzi, prob. dal greco χαλλεοτσόνθιον
) et ipsa terra k'est tenendo a sa binia de Sanctu Iorgi.Testes: Goantine
clericu et Goantine Coco et Cipari Murtinu Goantine Corsu, Goantine Manca.
Anche in altre carte e pure tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE
del 1388, troviamo Cìpari come nome proprio, mai come cognome. Il
cognome Sibiriu doveva essere anticamente Sibirìnu, quindi la pronuncia
dovrebbe essere con la nasale: in linguaggio fonetico sibirĩu. Attualmente
il cognome è presente in 21 Comuni italiani, di cui 18 in Sardegna:
Guspini 28, Gonnosfanadiga 18, Villaspeciosa 13, Arbus 6, etc. Dovrebbe
derivare dal toponimo Sìbiri: località in agro di Gonnosfanadiga,
ma vicina a Guspini ed a Arbus. Sibiri un tempo ospitava una miniera, da
tempo abbandonata e rimase poi come frazione di Gonnosfanadiga. Nel tempo
si è andata spopolando quasi del tutto; attualmente è abitata
solamente da due famiglie di allevatori. È una bellissima località
di montagna. È sede di una colonia estiva, e molti abitanti di Gonnosfanadiga
vi hanno costruito la seconda casa. |
| SIBONI
|
Siboni è tipico della Romagna, di Ravenna e Cervia nel ravennate,
di Forlì, Bertinoro, Forlimpopoli e Cesena, presenta un ceppo anche
a Milano, nel lodigiano a Guardamiglio, Livraga, San Rocco al Porto e Lodi
ed a Cremona e Piacenza, dovrebbe derivare dal nome medioevale di origini
ebraiche Sibonio del cui uso abbiamo
un esempio nel Compendium diplomaticum sive tabularum
veterum: "...In Christi nomine. Anno Domini
millesimo tricentesimo tricesimo, indictione tertiadecima, die vigesimooctavo
ianuarii, in Ala, in domo ser Fibenbeni, et ser Hodorici fratrum quondam
domini Pilcantini. Praesentibus Antonio quondam ser Bentevegnae, qui fuit
de Pilcanto, et modo moratur in Ala, Sibonio
quondam ser Paxoti de Ala, et Valaroto quondam ser Girardi de Serravale,
atque Hotone filio ser Bleci testibus...". |
SIBRA
SIBRI |
Sibra, estremamente raro, è specifico di Casalpusterlengo nel lodigiano,
Sibri è proprio unico, sempre del lodigiano, potrebbero derivare
dal nome del paese di Sibrium l'attuale
Castel Seprio, o dal nome insubre Sibrium. |
| SICA
|
Tipico del napoletano e salernitano, deriva dalla troncatura del nome longobardo
Siccardo, di cui si hanno tracce già nell'800 a Cimino (VT) dove
si trova un Siccardo abbate di Farfa (RI). |
| SICARI
|
Sembra avere un ceppo originale in Calabria nel reggino, uno secondario
nel catanese ed uno nel palermitano, dovrebbe derivare dal nome medioevale
tardo latino Sicharius, di cui si hanno tracce ad esempio nella Gregorii
Turonensis historiæ scritta nel VI°
secolo: "...in anno XII Childeberthi reges...
...Bellum vero illud, quod inter cives Toronicus superius diximus terminatum,
in rediviva rursum insania surgit. Nam Sicharius,
cum post interfectionem parentum Chramisindi magnam cum eo amicitiam patravisset
et in tantum se caritate mutua diligerent, ...", un'altra ipotesi
è che il cognome derivi dal toponimo cipriota Sichari, cittadina
a 15 chilometri da Nicosia. |
SICCA
SICCHI
SICCO |
Sicca è specifico del cuneese, del torinese e del savonese, Sicchi
è quasi unico, Sicco ha un ceppo nel savonese, che si estende fino
all'imperiese, astigiano ed alessandrino ed un ceppo nell'udinese, dovrebbero
derivare da forme apocopaiche derivate dal nome germanico Sighard
composto dai termini sig (vittoria)
e hard (duro),
con il significato di duramente vittorioso,
o dal nome franco Sicault, una derivazione
del germanico Sicwald composto da sig
(vittoria) e waldan
(governare) con il significato di colui
che governa vittoriosamente. |
SICCARDI
SICCARDO |
Siccardi è tipico del Piemonte e della Liguria centrooccidentali,
con un piccolo ceppo nel brindisino, Siccardo, molto raro, sembra specifico
del savonese, dovrebbero derivare dal nome medioevale germanico SiegHard
latinizzato in Sicardus o Siccardus, troviamo un Sicardus vescovo di Novara
nel VIII° secolo, ritroviamo più tardi questo nome, nel bolognese,
nel 1292, in uno scritto che cita: "...questa Fondatione
del sudetto Convento di Cador, non potè succedere al tempo, che
era Vescovo di quella Città Siccardo
da Monte Acuto..:". Tracce di questa cognominizzazione le troviamo
nel torinese nel 1500 con Bernardino Siccardi notaio e giureconsulto, eletto
più volte sindaco di Chivasso (TO). |
| SICIGNANO
|
Specifico del napoletano, dovrebbe
derivare dal toponimo Sicignano degli Alburni (SA). |
| SICILIA
|
Sicilia è diffuso a macchia di leopardo in tutto il sud, in particolare
nel cosentino, crotonese e catanzarese, nel tarentino e brindisino, nel
napoletano e salernitano, ed in tutta la Sicilia, dovrebbe derivare dal
fatto che la famiglia provenisse appunto dalla Sicilia. |
SICILIANI
SICILIANO |
Siciliani sembrerebbe del barese, Siciliano è diffuso in tutto il
sud, deriva dall'etnico siciliano, proveniente dalla Sicilia. |
| SICLARI
|
Siclari è specifico del reggino, di Taurianova, Campo Calabro e
Villa San Giovanni, dovrebbe derivare dal mestiere del lattoniere che produca
secchi dal termine greco sikla (secchio),
improbabile una derivazione dal termine medioevale siclo
(peso e moneta ebraica) derivato dal
termine ebraico sheqel (unità
di misura di peso e tipo di moneta), e quindi poco plausibile
una derivazione dal vocabolo latino derivato siclarius
(addetto al conio della monete). |
SICONOLFI
SIGONOLFI |
Siconolfi, tipicamente campano, è specifico dell'avellinese di Guardia
Lombardi e Frigento in particolare, Sigonolfi, praticamente unico, sempre
dell'avellinese, dovrebbe essere una forma arcaica del precedente, dovrebbero
derivare dal nome germanico Sigwulf,
composto dai termini medioevali germanici sig
(vittoria) e wulf
(lupo), con il significato di il
lupo vittorioso, il lupo presso gli antichi popoli germanici
era considerato un simbolo di forza e di coraggio, o meglio dalla sua versione
longobarda Siginulf, ricordiamo con
questo nome il Duca longobardo di Benevento della prima metà del
nono secolo. |
| SICUTERI
|
Assolutamente rarissimo, è specifico fiorentino,
deriva probabilmente da un soprannome originato dall'atteggiamento molto
devoto del capostipite, che veniva così chiamato dalla frase latina
recitata, allora e anche non molti anni fa, molto frequentemente sicut
erat (in principium nunc et semper). |
| SIDA
|
Sida è tipico del sud della Sardegna, di Cagliari, Tortolì
e Bari Sardo nell'Ogliastra e di Pabillonis nel Medio Campidano.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
SIDA: sa sida è propriamente
un ramo d'albero, una
frasca, una sida de lìnna..
A is cràbas happu ghettau una parìga
de sidas de ìxili (alle capre
ha dato alcuni rami di leccio). Insidai
viene dal latino insero o insido,
più il secondo che il primo, nel significato di innestare
a incisione, a spacco. Da non confondere con seìdu,
seìda, saìda, saìta, che viene probabilmente
dallo spagnolo saeta, dal latino sagitta,
nel significato di nuovo germoglio,
riferito soprattutto ai tralci della vite. Sida è sinonimo(solo
in alcuni casi) di nai o nae che, a sua volta, è sinonimo di truncu,
tronco, tavolone per costruire le barche ( deriva appunto dal latino navis).
Non l'abbiamo trovato negli antichi documenti. Attualmente è presente
in 29 Comuni italiani, di cui 16 in Sardegna (centro sud): Cagliari 24,
Tortolì 11, Barisardo 11, Pabillonis 9, Siddi 5, etc. |
| SIDDI
|
Siddi è un cognome specifico della Sardegna meridionale, dovrebbe
derivare dal toponimo Siddi nel cagliaritano. |
| SIDDU
|
Siddu è tipico del sud della Sardegna, di Villamar nel Medio Campidano
e di Cagliari, con ceppi anche nell'oristanese a Oristano e Cabras.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
SIDDU: sigillo, marchio e viene
dal latino sigillum. Deverbale da siddai/re
= sigillare, stringere:
siddài is dentis = stringere
i denti. Quando un bambino non sta mai fermo, interviene la
mamma con il rimprovero(in senso bonario!): "Siddàu siast ingùnis"!
(Che tu possa essere "sigillato" lì!). Lo troviamo nelle carte antiche.
Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE 1388 figura: Siddu (de) Matheo,
ville Selluri (Seddòri - Sanluri). Attualmente il cognome Siddu
è presente in 43 Comuni d'Italia, di cui 21 in Sardegna (sud): Villamar
37, Cagliari 27, Oristano 12, etc. |
SIDONE
SIDONI
SIDONIA
SIDONIO |
Sidone è quasi unico, Sidoni ha un ceppo nel bergamasco a Chiuduno,
uno nell'aquilano ad Avezzano e L'Aquila, ed uno a Roma, Sidonia, praticamente
unico, è abruzzese, Sidonio, molto molto raro, ha un piccolo ceppo
a Cassolnovo nel pavese, uno a Cepagatti nel pescarese ed uno nel frusinate
a Cervaro e Cassino, potrebbero derivare dalla Gens
Sidonia, o anche dal cognomen latino Sidonius,
di cui abbiamo un esempio con il Patrizio Romano e scrittore gallo latino
del V° secolo Caius Sollius Apollinaris Modestus Sidonius, anche se
non si può escludere che in qualche caso indichino un'origine dalla
città di Sidone nell'attuale Libano. |
| SIDOTI
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Sidoti, decisamente siciliano, specifico del palermitano, messinese e catanese,
dovrebbe derivare dal cognome spagnolo Sidot, una nobile famiglia delle
Asturie, il cognome secondo il Mugnos arrivò in Sicilia con Guerau
de Sidot, un suo discendente Alfonso Sidoti venne nominato nel 1443 governatore
di Patti da Giovanni II° d'Aragona, da un suo discendente Giandomenico
la famiglia si trasferì a Mineo nel catanese, da dove la famiglia
giunse anche fino a Palermo.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Cognome siciliano e calabrese, viene dal termine calabrese 'scidoti'
= 'gente di Scido', comune in provincia
di Reggio Calabria in zona di Aspromonte. G. Rohlfs, Diz. cogn. in Calabria,
1979, p. 247 |
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