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SESSA Sembrerebbe tipico della Campania, con un possibile ceppo secondario nel sud della Sicilia, dovrebbe derivare da toponimi quali: Sessa Aurunca (CE) o Sessa Cilento (SA).
SESSAREGO Specifico della zona di Genova e Bogliasco deriva dal toponimo Sessarego frazione di Bogliasco (GE).
SESSEGOLO Assolutamente rarissimo, dovrebbe essere originario di Schio (VI) dove si trova una contrada con questo nome, contrada dal cui nome potrebbe essere appunto derivato il cognome.
integrazioni fornite da Andrè Sessegolo  (Brasile)
dal libro PIANE DI SCHIO di Angelo Soccardo: si legge che il cognome Sessegolo trae origine dal castello di Sasseolo proprietà dei Maltraversi, edificato sullo sperone roccioso dove ora sorge la contrada Castellaro. Questo castello venne distrutto da Mainaro di Mainardi nel1203. Gli abitanti della zona circostante il castello venivano chiamati Sessegolo, modificazione dialettale del termine latino sasseolus ( quello del sasso per identificare appunto quanti abitavano nei pressi dello sperone roccioso).
SESSI
SESSO
Sessi rarissimo ha un nucleo ai confini tra reggiano e mantovano ed uno secondario nel milanese, Sesso è molto raro, ha un ceppo nel vicentino ed uno nell'udinese nella zona di Cervignano del Friuli e dintorni.
integrazioni fornite da franz58
Cognomi che traggono origine dalla famiglia Da Sesso, primi Signori della omonima località di Sesso (o Villa Sesso), oggi frazione di Reggio Emilia.  Le vicende storiche della famiglia hanno permesso la diffusione del cognome oltre che nel reggiano (Sessi), anche nel veronese e nel vicentino (Sesso).
SESTI
SESTINI
SESTINO
SESTO
Sesti ha un ceppo lombardo, uno toscano nel fiorentino ed aretino, ed uno calabro nel cosentino, Sestini è tipicamente toscano dell'area coperta dalle province di Firenze , Arezzo e Siena, Sestino, assolutamente rarissimo, parrebbe pugliese, Sesto ha un ceppo lombardo, uno toscano, uno romano, uno napoletano, uno nel catanzarese ed uno nel siracusano, potrebbero derivare direttamente o tramite ipocoristici dal praenomen latino Sextius, o anche dal nome Sesto spesso attribuito al proprio sesto figlio, come pure discendere dal toponimo Sestino (AR), si tratta quindi quasi sempre di cognominizzazioni derivanti dal nome del capostipite.
SESTILI Sestili è tipico di Roma e della provincia, con ceppi anche nel viterbese e nel rietino, dovrebbe derivare dalla Gens Romana Sextilia o dal nome Sextilius da questa derivato di cui abbiamo un esempio nell'anno 192 con il magistrato Publius Sextilius Prospectus.
SETARI
SETARO
Setari è quasi unico, Setaro invece è specificatamente campano di   San Rufo, Padula e San Marzano sul Sarno nel salernitano, di Torre Annunziata, Trecase e Castellammare di Stabia nel napoletano, di Caserta e di Campobasso nel Molise, dovrebbe derivare dal mestiere di setaro o allevatore di bavhi da seta e produttore di seta, mestiere sviluppatosi in Campania già dai tempi di Federico II°.
SETTA
SETTI
SETTO
Setta molto raro è aquilano, Setti abbastanza diffuso, potrebbe avere più ceppi, nel Trentino, in Lombardia ed in Emilia, Setto assolutamente rarissimo dovrebbe essere del torinese, non si individuano ipotesi sulla possibile origine etimologica di questi cognomi.
SETTE Diffuso in tutta Italia a macchia di leopardo Sette ha ceppi al nord, nel Lazio e nell'aquilano, nel barese e nel reggino, dovrebbe derivare dall'essere il capostipite il settimo figlio della sua famiglia di appartenenza, ma in alcuni casi potrebbe anche derivare da toponimi contenenti la radice sette-, come ad esempio Settebagni nel romano o Settecà nel vicentino.
SETTEMBRINI
SETTEMBRINO
Settembrini, non molto comune, è panitaliano, mentre Settembrino, ancora più raro, è tipico del meridione, dovrebbero derivare dal nome arcaico Settembrino, attribuito a volte a figli nati nel mese di settembre. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Bollita in Calabria fin dagli inizi del 1700.
SETTIMI
SETTIMIO
Settimi è tipico della fascia centrale che comprende Lazio, Umbria Marche e alto Abruzzo, Settimio è tipico del chietino, derivano dal nome latino Septimius portato anche dall'imperatore romano Settimio Severo (193-211 d.C.).
SETTURA Specifico della bassa bresciana è molto raro.
SEU Molto diffuso in tutta la Sardegna, ma con maggiore concentrazione in provincia di Oristano a Scano Di Montiferro in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo sardo séù che ha il significato di  sorella, ma anche di sego ed in cagliaritano di cattedrale, è quindi molto difficile identificare quale fra questi significati del vocabolo seu abbia dato origine al singolo cognome.
SEVERGNINI Tipico del cremonese.
integrazioni fornite da Marco Giovanni Migliorini, archivista paleografo
complessa l'origine, alcune ipotesi propendono per la trasformazione linguistica dal nome Saverio (assai improbabile). Nel cremasco (Cremona) è molto diffuso già nel XVI° secolo. Sono note le forme dialettali Savorgnino, Savergnì, Savergnino (Pianengo  (Cr), registro parrocchiale n.1 - 1578-1635. (M2). Ad Offanengo mantiene la forma attuale (Offanengo  (Cr), registro parrocchiale n.1 - 1590-1605.
SEVERI
SEVERINI
SEVERINO
SEVERO
SEVERONE
SEVERONI
Severi è specifico dell'area che dal Parmense al forlivese si congiunge con l'aretino, Severini è più propriamente marchigiano, Severino è specifico del napoletano, con presenze in tutto il sud, Severo è rarissimo e potrebbe essere romano, Severone è quasi unico, Severoni è tipico di Cittaducale nel reatino e di Roma, tutti questi cognomi derivano, direttamente o tramite ipocoristici o accrescitivi dal cognomen latino Severus o Severinus. Forse il più famoso dei portatori di questo nome fu Septimius Severus imperatore di Roma dal 193 al 211d.C., pure noto a tutti è Anicius Manlius Severinus Boëthius (480 - 524), lo scrittore e filosofo latino conosciuto semplicemente come Severino Boezio.
SEVESO Tipico del milanese deriva dal toponimo Seveso (MI).
SFASCIABASTI Sfasciabasti sembrerebbe tipico dell'area umbro, marchigiana, forse del maceratese, dovrebbe derivare da un soprannome scherzoso, probabilmente attribuito ad un capostipite che faceva di mestiere il conduttore d'asini o muli.
SFERRA Molto molto raro, potrebbe avere, oltre al nucleo principale nel tarentino, anche uno in provincia di Isernia che potrebbe derivare dal toponimo Sferracavallo (TR).
SFOGLIARINI Assolutamente rarissimo, specifico del sudmilanese.
SFOLCIAGHI Sfolciaghi, assolutamente rarissimo, potrebbe essere del cremonese o del lodigiano, il cognome potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine dialettale sfolcià (falciare un prato) e caratterizzerebbe il lavoro di contadino svolto dal capostipite. (vedi anche SFOLCINI)
SFOLCINI Molto, molto raro, è specifico del sudmilanese e piacentino, potrebbe derivare da un soprannome legato ad un vocabolo dialettale arcaico che significherebbe: "quelli che falciano".
SFONDRINI Specifico del sudmilanese,
SFORZA Cognome abbastanza diffuso, con un ceppo originario in Lombardia ed Emilia, che dovrebbe discendare da un nucleo originario di Cotignola (RA) ed un altro nel centro sud dalle Marche alla Puglia,  Il più famoso degli Sforza fu senza dubbio Francesco, che venne eletto Duca di Milano  nel 1447.
SFORZI Sforzi è decisamente toscano, con un nucleo a Pistoia, ma presente con ceppi significativi anche a Grosseto, Firenze e Lucca, dovrebbe derivare dal nome tardolatino Fortis (forte, coraggioso, soprattutto nel senso cristiano di fermo nella propria fede) con l'aggiunta di una s prostetica.
SFORZIN
SFORZINI
Sforzin, molto raro, è decisamente veneto di Musile di Piave e Ceggia nel veneziano e di Oderzo, Sforzini invece ha un ceppo nel pavese, uno nel ravennate ed uno nella fascia che comprende il maceratino, l'Umbria, il viterbese ed il romano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Sforzinus di cui abbiamo un esempio nel 1500 nella Lista degli scolari dello Studio di Perugia, illustre ateneo dell'epoca, dove sotto l'anno 1582 è indicato lo studente marchigiano Sforzinus Velanzonus.
SGALIPPA Molto raro, sembra avere un ceppo nel Piceno ed uno in provincia di Roma.
SGAMBATI
SGAMBATO
Sgambati ha un ceppo a Roma ed uno campano tra napoletano ed avellinese, Sgambato è specifico dell'area che comprende il casertano ed il napoletano, in particolare Santa Maria a Vico nel casertano e Visciano nel napoletano, dovrebbero derivare da soprannomi originati da caratteristiche fisiche dei capostipiti, sgambato è un termine ora in disuso che si riferirebbe alla privazione delle gambe, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo, fin dal 1600 almeno, con il medico napoletano Johannes Sgambatus.
SGANZERLA Sganzerla è tipico dell'area veronese mantovana, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine ganzo derivato dal germanico gans (giovane) o dal vocabolo tardo latino ganzia a sua volta derivato da ganea (luogo di gozzoviglie, probabilmente riferito al modo di fare un pò troppo disinvolto del capostipite
SGARAMELLA Specifico del barese.
SGARBI
SGARGI
SGARZI
Sgarbi è specifico emiliano, delle province di Modena, Bologna e Ferrara, Sgargi, abbastanza raro ,è tipico del bolognese, Sgarzi è specifico dell'alto bolognese, potrebbero derivare da un soprannome dialettale, ma è anche possibile che Sgargi possa derivare dal nome bizantino Gargius o dal nomen latino Gargilius. (vedi Gargi)
integrazioni fornite da Cristina Sgargi
so per certo che il mio cognome Sgargi deriva da un mestiere lo sgarzatore tipico dell'Emilia e della Lombardia, molto antico, risalente al 1100 circa, detto dialetto bolognese sgarzer, da questo termine è derivato il cognome Sgarzi e quindi Sgargi, ritengo che anche Sgarbi abbia la medesima provenienza.
SGHERRI
SGUERRI
Sgherri è tipico della fascia che comprende le province di Firenze, Pisa e Livorno, Sguerri, più raro, ha un ceppo nel fiorentino ed uno nell'aretino.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Sguerri è un cognome tipicamente toscano; è infatti in Toscana, nella provincia di Firenze e nel comune di Arezzo, che vanno individuati i due ceppi principali. Dal punto di vista etimologico, Sguerri si presenta come la variante del più diffuso, sempre toscano (della stessa area che dall'Aretino si protende verso Firenze fino a raggiungere la costa tirrenica) Sgherri. Sgherro deriva del longobardo skarr(j)o, col significato di capitano. A partire dall'epoca medievale, fino a giungere in età moderna, periodo nel quale si sono formati i cognomi, il termine sgherro ha assunto sempre più un significato negativo: si qualificavano sgherri gli uomini d'armi, spesso e volentieri prepotenti e violenti giovinastri di malavita, al servizio di potenti privati, é nota l'espressione alla sgherra (come ad esempio portare un cappello alla sgherra oppure camminata sgherra) per indicare un comportamento spavaldo o minaccioso.
SGRO
SGRÓ
SGROI
Sgro è tipico del reggino, Sgrò oltre che molto diffuso nel reggino è presente in modo significativo anche nella Sicilia centroorientale, Sgroi è decisamente siciliano, del catanese e palermitano in particolare, dovrebbero tutti derivare da un soprannome originato dalla caratteristica capigliatura ricciuta del capostipite, dal vocabolo greco sgurós (riccioluto, con i capelli a boccoli).
SGOBBI Sembrerebbe specifico della provincia di Rovigo, con qualche ceppo secondario nel padovano.
SGUAITAMATTI Sguaitamatti, assolutamente rarissimo, sembrerebbe tipico del vercellese, con presenze anche nel milanese, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine antico sguaitare che, come disse Ludovico Antonio Muratori nella sua Dissertazione Di molte voci Italiane, delle quali si cerca l’origine, significa mirare attentamente le altrui occulte azioni, quindi sguaita matti significherebbe guardiano dei matti ed individuerebbe il mestiere del capostipite.
SGUERA
SGURA
SGURO
Sguera sembra specifico di Barletta nel barese, mentre Sgura lo è di Ostuni, Francavilla Fontana, Brindisi, San Vito dei Normanni e Fasano nel brindisino e di Manduria e Taranto nel tarentino, Sguro è quasi unico, potrebbero derivare da modificazioni dialettali dell'antico nome normanno Skorri, Sagar o Sigurd, ma, molto più probabilmente derivano dal nome greco Sguros, attribuito normalmente a bambini dai capelli ricci (vedi SGRO), ricordiamo con questo nome il tiranno di Tebe, parte dell'Attica e Beozia, Leon Sguros che venne imprigionato nel 1204 da Bonifacio degli Aleramici Marchese del Monferrato durante il suo comando della quarta Crociata.
SIANI
SIANO
Entrambi specifici del napoletano e salernitano, derivano dal toponimo Siano (SA).
SIAS Sias è decisamente sardo, diffuso in tutta l'isola, con maggiore concentrazione nel sassarese, potrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabol,o sardo sias (bisogni, necessità), per alcuni si potrebbe ipotizzare una derivazione dall'aferesi del toponimo Iglesias.
SIBALDI Sibaldi, molto molto raro, è tipico di Pistoia, deriva dal nome di origine longobarda Sigebaldus di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale sotto l'anno 1182 a Sartirana (PV): "...Nona pecia iacet in valle de Stagnono; coheret ei: de duabus partibus Sigebaldus de Lomello, a tercia Asclerius de Roglerio...", tracce di questa cognomizzazione le troviamo nell'Archivio storico comunale di San Miniato (PI) in atti dell'anno 1583 dove compare l'Ufficiale Benedetto Sibaldi da Montecatini (PT).
SIBANI Tipico del bolognese, deriva dal toponimo Sibano di Marzabotto (BO).
SIBILLA Sibilla ha ceppi nel cuneese, nel napoletano, nel crotonese, ma il nucleo più importante è in Puglia, soprattutto nel tarantino, potrebbe trattarsi di un matronimico e derivare dal nome medioevale Sibilla di cui abbiamo un esempio in un atto del 1472: "...Madonna Sibilla de Ulmella amasia di quondam re Fridericu...".
SIBONI Tipico della Romagna, presenta un ceppo secondario nel sudmilanese fino al Po.
SIBRA Estremamente raro, è specifico del lodigiano,
SICA Tipico del napoletano e salernitano, deriva dalla troncatura del nome longobardo Siccardo, di cui si hanno tracce già nell'800 a Cimino (VT) dove si trova un Siccardo abbate di Farfa (RI).
SICARI Sembra avere un ceppo originale in Calabria nel reggino, uno secondario nel catanese ed uno nel palermitano, dovrebbe derivare dal nome medioevale tardo latino Sicharius, di cui si hanno tracce ad esempio nella Gregorii Turonensis historiæ scritta nel VI° secolo: "...in anno XII Childeberthi reges... ...Bellum vero illud, quod inter cives Toronicus superius diximus terminatum, in rediviva rursum insania surgit. Nam Sicharius, cum post interfectionem parentum Chramisindi magnam cum eo amicitiam patravisset et in tantum se caritate mutua diligerent, ...", un'altra ipotesi è che il cognome derivi dal toponimo cipriota Sichari, cittadina a 15 chilometri da Nicosia.
SICCARDI
SICCARDO
Siccardi è tipico del Piemonte e della Liguria centrooccidentali, con un piccolo ceppo nel brindisino, Siccardo, molto raro, sembra specifico del savonese, dovrebbero derivare dal nome medioevale germanico SiegHard latinizzato in Sicardus o Siccardus, troviamo un Sicardus vescovo di Novara nel VIII° secolo, ritroviamo più tardi questo nome, nel bolognese, nel 1292, in uno scritto che cita: "...questa Fondatione del sudetto Convento di Cador, non potè succedere al tempo, che era Vescovo di quella Città Siccardo da Monte Acuto..:".  Tracce di questa cognomizzazione le troviamo nel torinese nel 1500 con Bernardino Siccardi notaio e giureconsulto, eletto più volte sindaco di Chivasso (TO).
SICIGNANO Specifico del napoletano, dovrebbe derivare dal toponimo Sicignano degli Alburni (SA).
SICILIA Sicilia è diffuso a macchia di leopardo in tutto il sud, in particolare nel cosentino, crotonese e catanzarese, nel tarentino e brindisino, nel napoletano e salernitano, ed in tutta la Sicilia, dovrebbe derivare dal fatto che la famiglia provenisse appunto dalla Sicilia.
SICILIANI
SICILIANO
Siciliani sembrerebbe del barese, Siciliano è diffuso in tutto il sud, deriva dall'etnico siciliano, proveniente dalla Sicilia.
SICLARI Siclari è specifico del reggino, di Taurianova, Campo Calabro e Villa San Giovanni, dovrebbe derivare dal mestiere del lattoniere che produca secchi dal termine greco sikla (secchio), improbabile una derivazione dal termine medioevale siclo (peso e moneta ebraica) derivato dal termine ebraico sheqel (unità di misura di peso e tipo di moneta), e quindi poco plausibile una derivazione dal vocabolo latino derivato siclarius (addetto al conio della monete).
SICUTERI Assolutamente rarissimo, è specifico fiorentino, deriva probabilmente da un soprannome originato dall'atteggiamento molto devoto del capostipite, che veniva così chiamato dalla frase latina recitata, allora e anche non molti anni fa, molto frequentemente sicut erat (in principium nunc et semper).
SIDA Sida è tipico del sud della Sardegna, di Cagliari, Tortolì e Bari Sardo nell'Ogliastra e di Pabillonis nel Medio Campidano.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
SIDA: sa sida è propriamente un ramo d’albero, una frasca, una sida de lìnna.. A is cràbas  happu ghettau una parìga de sidas de ìxili (alle capre ha dato alcuni rami di leccio). Insidai viene dal latino insero o insido, più il secondo che il primo, nel significato di innestare a incisione, a spacco. Da non confondere con seìdu, seìda, saìda, saìta, che viene probabilmente dallo spagnolo saeta, dal latino sagitta, nel significato di nuovo germoglio, riferito soprattutto ai tralci della vite. Sida è sinonimo(solo in alcuni casi) di nai o nae che, a sua volta, è sinonimo di truncu, tronco, tavolone per costruire le barche ( deriva appunto dal latino navis). Non l’abbiamo trovato negli antichi documenti. Attualmente è presente in 29 Comuni italiani, di cui 16 in Sardegna (centro sud): Cagliari 24, Tortolì 11, Barisardo 11, Pabillonis 9, Siddi 5, etc.
SIDDI Siddi è un cognome specifico della Sardegna meridionale, dovrebbe derivare dal toponimo Siddi nel cagliaritano.
SIDDU Siddu è tipico del sud della Sardegna, di Villamar nel Medio Campidano e di Cagliari, con ceppi anche nell'oristanese a Oristano e Cabras.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
SIDDU: sigillo, marchio e viene dal latino sigillum. Deverbale da siddai/re = sigillare, stringere: siddài is dentis = stringere i denti. Quando un bambino non sta mai fermo, interviene la mamma con il rimprovero(in senso bonario!): “Siddàu siast ingùnis”! (Che tu possa essere “sigillato” lì!). Lo troviamo nelle carte antiche. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE 1388 figura: Siddu (de) Matheo, ville Selluri (Seddòri – Sanluri). Attualmente il cognome Siddu è presente in 43 Comuni d’Italia, di cui 21 in Sardegna (sud): Villamar 37, Cagliari 27, Oristano 12, etc.
SIDOTI Decisamente siciliano, potrebbe derivare dall'aferesi del toponimo Nasidi (ME).
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