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SESSA Sessa ha un ceppo nel varesotto che potrebbe derivare dal nome del paese ticinese di Sessa situato tra Luino e Ponte Tresa, ma il ceppo più consistente sembrerebbe tipico della Campania, con un ceppo anche nel lato sudorientale della Sicilia, ceppo dovrebbe derivare da toponimi quali: Sessa Aurunca nel casertano o Sessa Cilento nel salernitano.
SESSAREGO Specifico della zona di Genova e Bogliasco deriva dal toponimo Sessarego frazione di Bogliasco (GE).
SESSEGOLO Assolutamente rarissimo, dovrebbe essere originario di Schio (VI) dove si trova una contrada con questo nome, contrada dal cui nome potrebbe essere appunto derivato il cognome.
integrazioni fornite da Andrè Sessegolo  (Brasile)
dal libro PIANE DI SCHIO di Angelo Soccardo: si legge che il cognome Sessegolo trae origine dal castello di Sasseolo proprietà dei Maltraversi, edificato sullo sperone roccioso dove ora sorge la contrada Castellaro. Questo castello venne distrutto da Mainaro di Mainardi nel1203. Gli abitanti della zona circostante il castello venivano chiamati Sessegolo, modificazione dialettale del termine latino sasseolus ( quello del sasso per identificare appunto quanti abitavano nei pressi dello sperone roccioso).
SESSENIO
SESSENNIO
Sessenio, praticamente unico, è siciliano, Sessennio, anch'esso unico, sembrerebbe essere una diversa forma del precedente, dovrebbero derivare da forme alterate del nomen tardo latino Sisinnius (vedi SISINNI).
SESSI
SESSO
Sessi rarissimo ha un nucleo ai confini tra reggiano e mantovano ed uno secondario nel milanese, Sesso è molto raro, ha un ceppo nel vicentino ed uno nell'udinese nella zona di Cervignano del Friuli e dintorni.
integrazioni fornite da franz58
Cognomi che traggono origine dalla famiglia Da Sesso, primi Signori della omonima località di Sesso (o Villa Sesso), oggi frazione di Reggio Emilia.  Le vicende storiche della famiglia hanno permesso la diffusione del cognome oltre che nel reggiano (Sessi), anche nel veronese e nel vicentino (Sesso).
SESTAGALLI
SESTEGALLI
Sestagalli, assolutamente rarissimo, tipicamente lombardo, parrebbe del milanese, Sestegalli è quasi unico, potrebbero derivare dall'antico termine milanese sestegal o sestagal (cocchiere di una carrozza trainata da sei cavalli), mestiere probabilmente svolto dal capostipite.
SESTI
SESTINI
SESTINO
SESTO
SESTU
Sesti ha un ceppo lombardo, uno toscano nel fiorentino ed aretino, ed uno calabro nel cosentino, Sestini è tipicamente toscano dell'area coperta dalle province di Firenze , Arezzo e Siena, Sestino, assolutamente rarissimo, parrebbe pugliese, Sesto ha un ceppo lombardo, uno toscano, uno romano, uno napoletano, uno nel catanzarese ed uno nel siracusano, Sestu, tipicamente sardo, è tipico del sud dell'isola, di Muravera, San Vito e Cagliari nel cagliaritano e di Iglesias, potrebbero derivare direttamente o tramite ipocoristici dal praenomen latino Sextus, Sextius, o anche dall'equivalente nome italiano Sesto, spesso attribuito al proprio sesto figlio, come è pure possibile che discendano da toponimi come ad esempio Sestino nell'aretino, o uno dei tanti paesi contenenti la radice Sesto, come a puro titolo di esempio Sesto San Giovanni nel milanese, o Sestu nel cagliaritano, si tratta però soprattutto di cognominizzazioni derivanti dal nome del capostipite.
SESTILI Sestili è tipico di Roma e della provincia, con ceppi anche nel viterbese e nel rietino, dovrebbe derivare dalla Gens Romana Sextilia o dal nome Sextilius da questa derivato di cui abbiamo un esempio nell'anno 192 con il magistrato Publius Sextilius Prospectus.
SESTITO Sestito è un tipico cognome calabrese del catanzarese, di Chiaravalle Centrale e Catanzaro soprattutto e di Borgia, Vallefiorita, Soverato, Amaroni, Girifalco, San Vito sullko Ionio, Palermiti e Sellia Marina, e del crotonese, di Crotone, Cutro, Rocca di Neto, Cirò Marina ed Isola di Capo Rizzuto, dovrebbe derivare da un soprannome di origini spagnole.
SETA Seta ha un ceppo a Senigallia nell'anconetano, uno piccolo a Napoli e Casoria nel napoletano ed uno nel cosentino a Fuscaldo e ad Atri, esistono due ipotesi, la prima è che derivi daun soprannome basato sul termine grecanico sèta (pendio, declivio), la seconda propone una derivazione da un'alterazione del termine greco antico sitos (cibo, pane), forse intendendo che il capostipite fosse un commerciante di generi alimentari.
SETARI
SETARO
Setari è quasi unico, Setaro invece è specificatamente campano di   San Rufo, Padula e San Marzano sul Sarno nel salernitano, di Torre Annunziata, Trecase e Castellammare di Stabia nel napoletano, di Caserta e di Campobasso nel Molise, dovrebbe derivare dal mestiere di setaro o allevatore di bavhi da seta e produttore di seta, mestiere sviluppatosi in Campania già dai tempi di Federico II°.
SETTA
SETTI
SETTO
Setta molto raro è aquilano, Setti abbastanza diffuso, potrebbe avere più ceppi, nel Trentino, in Lombardia ed in Emilia, Setto assolutamente rarissimo dovrebbe essere del torinese, non si individuano ipotesi sulla possibile origine etimologica di questi cognomi.
SETTE Diffuso in tutta Italia a macchia di leopardo Sette ha ceppi al nord, nel Lazio e nell'aquilano, nel barese e nel reggino, dovrebbe derivare dall'essere il capostipite il settimo figlio della sua famiglia di appartenenza, ma in alcuni casi potrebbe anche derivare da toponimi contenenti la radice sette-, come ad esempio Settebagni nel romano o Settecà nel vicentino.
SETTEMBRE Settembre è specifico di Napoli, San Paolo Bel Sito e Nola, Palma Campania nel napoletano, di Castel San Giorgio e Bracigliano nel salernitano e di Domicella nell'avellinese, si dovrebbe trattare di un cognome attribuito a dei trovatelli abbandonati durante il mese di settembre.
SETTEMBRINI
SETTEMBRINO
Settembrini, non molto comune, è panitaliano, mentre Settembrino, ancora più raro, è tipico del meridione, dovrebbero derivare dal nome arcaico Settembrino, attribuito a volte a figli nati nel mese di settembre. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Bollita in Calabria fin dagli inizi del 1700.
SETTIMI
SETTIMIO
Settimi è tipico della fascia centrale che comprende Lazio, Umbria Marche e alto Abruzzo, Settimio è tipico del chietino, derivano dal nome latino Septimius portato anche dall'imperatore romano Settimio Severo (193-211 d.C.).
SETTURA Specifico della bassa bresciana è molto raro.
SEU Molto diffuso in tutta la Sardegna, ma con maggiore concentrazione in provincia di Oristano a Scano Di Montiferro in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo sardo séù che ha il significato di  sorella, ma anche di sego ed in cagliaritano di cattedrale, è quindi molto difficile identificare quale fra questi significati del vocabolo seu abbia dato origine al singolo cognome.
SEVEGA Sevega è specifico di Margarita e Ceva nel cuneese, potrebbe derivare originato da un termine dialettale che indicasse i particolari sostegni per le botti da vino, forse ad indicare il mestiere del capostipite.
SEVERGNINI Tipico del cremonese, dovrebbe derivare da una forma ipocoristica dialettale del nome di origini germaniche Severicus, o del nome gotico Severich. (vedi SEVERICO)
integrazioni fornite da Marco Giovanni Migliorini, archivista paleografo
complessa l'origine, alcune ipotesi propendono per la trasformazione linguistica dal nome Saverio (assai improbabile). Nel cremasco (Cremona) è molto diffuso già nel XVI° secolo. Sono note le forme dialettali Savorgnino, Savergnì, Savergnino (Pianengo  (Cr), registro parrocchiale n.1 - 1578-1635. (M2). Ad Offanengo mantiene la forma attuale (Offanengo  (Cr), registro parrocchiale n.1 - 1590-1605.
SEVERI
SEVERINI
SEVERINO
SEVERO
SEVERONE
SEVERONI
Severi è specifico dell'area che dal Parmense al forlivese si congiunge con l'aretino, Severini è più propriamente marchigiano, Severino è specifico del napoletano, con presenze in tutto il sud, Severo è rarissimo e potrebbe essere romano, Severone è quasi unico, Severoni è tipico di Cittaducale nel reatino e di Roma, tutti questi cognomi derivano, direttamente o tramite ipocoristici o accrescitivi dal cognomen latino Severus o Severinus. Forse il più famoso dei portatori di questo nome fu Septimius Severus imperatore di Roma dal 193 al 211d.C., pure noto a tutti è Anicius Manlius Severinus Boëthius (480 - 524), lo scrittore e filosofo latino conosciuto semplicemente come Severino Boezio.
SEVERICO
SEVERIGO
Severico è specifico del novarese, di Cavaglietto in particolare, Severigo, quasi unico, è sempre del novarese, dovrebbero derivare dal nome di origini germaniche Severicus, che troviamo citato in uno scritto della fine del XI° secolo: "... Severicus de Verziaco dominus Cabilonensis comes et uxor eius Elisabeth, et Symon filius suus et filia Ayglentina domina de Puliaco ...", nome che è la latinizzazione del nome gotico Severich.
SEVESO Tipico del milanese deriva dal toponimo Seveso nel milanese.
SEZZE Sezze, molto molto raro, è di Roma, dovrebbe derivare dal nome del paese latinense di Sezze.
SFARZI
SFARZO
Sfarzi, quasi unico, parrebbe emiliano, Sfarzo è specifico di Pozzuoli e Napoli nel napoletano, potrebbero derivare da un soprannome originato dall'ostentazione dei capostipiti.
SFASCIABASTI Sfasciabasti sembrerebbe tipico dell'area umbro, marchigiana, forse del maceratese, dovrebbe derivare da un soprannome scherzoso, probabilmente attribuito ad un capostipite che faceva di mestiere il conduttore d'asini o muli.
SFERAZZA
SFERAZZO
SFERLAZZA
SFERLAZZO
SFERRAZZA
SFERRAZZO
Tutti decisamente siciliani, Sferazza, quasi unico, è del catanese, così come Sferazzo, Sferlazza è dell'area palermitano, agrigentina, di Lercara Friddi, Palermo e Termini Imerese nel palermitano e di Agrigento, Favara e Casteltermini nell'agrigentino, Sferlazzo ha piccoli ceppi a Lampedusa e Linosa,  isole dell'agrigentino, a Mazara del Vallo nel trrapanese ed a Palermo e Santa Flavia nel palermitano, Sferrazza, il più diffuso è della stessa area del precedente e del nisseno, di Castrofilippo, Racalmuto, Canicattì, Licata, Agrigento, Favara, Campobello di Licata e Naro nell'agrigentino, di Palermo e di Caltanissetta, Montedoro, Serradifalco e San Cataldo nel nisseno, Sferrazzo è specifico di Lentini nel siracusano, questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi dialettali basati sul termine siciliano arcaico sferrazza o sferrazzo (stuoia dove si ponevano ad essiccare i fichi al sole), ma possono anche derivare da antichi nomi di località, come ad esempio Sferro nel catanese.
SFERRA Molto molto raro, potrebbe avere, oltre al nucleo principale nel tarentino, anche uno in provincia di Isernia che potrebbe derivare dal toponimo Sferracavallo (TR).
SFODELLO Sfodello, praticamente unico, è della Sardegna settentrionale, dovrebbe derivare da una forma aferetica alterata del nome del fiore Asfodelo, non si può escludere che possa trattarsi di un cognome attribuito ad un trovatello.
SFOGLIARINI Assolutamente rarissimo, specifico del sudmilanese.
SFOLCIAGHI Sfolciaghi, assolutamente rarissimo, potrebbe essere del cremonese o del lodigiano, il cognome potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine dialettale sfolcià (falciare un prato) e caratterizzerebbe il lavoro di contadino svolto dal capostipite. (vedi anche SFOLCINI)
SFOLCINI Molto, molto raro, è specifico del sudmilanese e piacentino, potrebbe derivare da un soprannome legato ad un vocabolo dialettale arcaico che significherebbe: "quelli che falciano".
SFONDRINI Sfondrini è abbastanza diffuso a Milano e nel sudmilanese ed a Lodi, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine meneghino sfondràa (sprofondare), probabilmente derivato dal fatto che la famiglia abitasse in un avvallamento del terreno, cioè in una parte in fondo rispetto all'area circostante.
SFORZA Cognome abbastanza diffuso, con un ceppo originario in Lombardia ed Emilia, che dovrebbe discendare da un nucleo originario di Cotignola (RA) ed un altro nel centro sud dalle Marche alla Puglia,  Il più famoso degli Sforza fu senza dubbio Francesco, che venne eletto Duca di Milano  nel 1447.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Sforza è cognome di origine soprannominale, potrebbe derivare dal sostantivo 'sforzo' deverbale di 'sforzare' o dal toponimo Sforzacosta (MC). Minervini 454.
SFORZI Sforzi è decisamente toscano, con un nucleo a Pistoia, ma presente con ceppi significativi anche a Grosseto, Firenze e Lucca, dovrebbe derivare dal nome tardolatino Fortis (forte, coraggioso, soprattutto nel senso cristiano di fermo nella propria fede) con l'aggiunta di una s prostetica.
SFORZIN
SFORZINI
Sforzin, molto raro, è decisamente veneto di Musile di Piave e Ceggia nel veneziano e di Oderzo, Sforzini invece ha un ceppo nel pavese, uno nel ravennate ed uno nella fascia che comprende il maceratese, l'Umbria, il viterbese ed il romano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Sforzinus di cui abbiamo un esempio nel 1500 nella Lista degli scolari dello Studio di Perugia, illustre ateneo dell'epoca, dove sotto l'anno 1582 è indicato lo studente marchigiano Sforzinus Velanzonus.
SFRISI
SFRISO
Sfrisi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del ferrarese e dovrebbe essere dovuto ad un'alterazione di Sfriso, che, tipicamente veneto, ha un ceppo a Chioggia e Venezia, con un piccolo ceppo anche a San Martino di Venezze nel rovigoto, e che dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine dialettale veneto sfriso (taglio, normalmente sul viso, sfregio), ad indicare probabilmente che i capostipiti avessero questa caratteristica fisica.
SGALIPPA Molto raro, sembra avere un ceppo nel Piceno ed uno in provincia di Roma.
SGAMBATI
SGAMBATO
Sgambati ha un ceppo a Roma ed uno campano tra napoletano ed avellinese, Sgambato è specifico dell'area che comprende il casertano ed il napoletano, in particolare Santa Maria a Vico nel casertano e Visciano nel napoletano, dovrebbero derivare da soprannomi originati da caratteristiche fisiche dei capostipiti, sgambato è un termine ora in disuso che si riferirebbe alla privazione delle gambe, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo, fin dal 1600 almeno, con il medico napoletano Johannes Sgambatus.
SGANZERLA Sganzerla è tipico dell'area veronese mantovana, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine ganzo derivato dal germanico gans (giovane) o dal vocabolo tardo latino ganzia a sua volta derivato da ganea (luogo di gozzoviglie, probabilmente riferito al modo di fare un pò troppo disinvolto del capostipite
SGARAMELLA Specifico del barese. (vedi SCARABELLA)
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Sgaramella è cognome barese e foggiano, è di origine soprannominale e potrebbe derivare dal termine dialettale calabrese 'scaramella' = specie di antica pasta casereccia, oppure dall'antico termine italiano 'scaramella' = zuffa, schermaglia, scaramuccia, con sostituzione del suffisso. Minervini 455.
SGARAVATO
SGARAVATTI
SGARAVATTO
Sgaravato ha un piccolo ceppo a Vigasio nel veronese ed uno ancora più piccolo nel padovano a Cartura e Pernumia, con un piccolissimo ceppo anche a Modena, Sgaravatti, molto raro, è di Padova,  Sgaravatto ha un ceppo a Piove di Sacco nel padovano ed a Campolongo Maggiore nel veneziano, questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi basati sul betacismo del termine dialettale veneto arcaico sgarabato (cosa da poco, deiezione, sputo).
SGARBI
SGARGI
SGARZI
Sgarbi è specifico emiliano, delle province di Modena, Bologna e Ferrara, Sgargi, abbastanza raro ,è tipico del bolognese, Sgarzi è specifico dell'alto bolognese, potrebbero derivare da un soprannome dialettale, ma è anche possibile che Sgargi possa derivare dal nome bizantino Gargius o dal nomen latino Gargilius. (vedi Gargi)
integrazioni fornite da Cristina Sgargi
so per certo che il mio cognome Sgargi deriva da un mestiere lo sgarzatore tipico dell'Emilia e della Lombardia, molto antico, risalente al 1100 circa, detto dialetto bolognese sgarzer, da questo termine è derivato il cognome Sgarzi e quindi Sgargi, ritengo che anche Sgarbi abbia la medesima provenienza.
SGARRA
SGARRO
Sgarra è specifico del barese, di Andria in particolare, con presenze significative anche a Trani, Barletta, Corato e Bari, Sgarro, molto meno diffuso, è anchesso pugliese, ma più specificatamente del foggiano, di Cerignola, Carapelle e Foggia, esistono più ipotesi circa la possibile derivazione, la prima propone un'origine dal cognomen latino Scarus, di cui abbiamo un esempio d'uso con Marcus Aemilius Scarus governatore romano della Siria nel primo secolo avanti Cristo: ".. sed ex omnibus maxume Marcus Aemilius Scarus, homo nobilis, impiger, factiosus, avidus potentiae, honoris, divitiarum, ceterum vitia sua callide acdultans. ..", la seconda propone invece un'origina longobarda dal termine skara (squadra armata, una specie di coorte longobarda), la terza indica una possibile origine dal nome nordico Skar in uso anche presso i popoli slavi.
SGARRELLA Sgarrella, molto molto raro, sembrerebbe specifico di Lamezia Terme nel catanzarese, con presenze anche nel Salento, potrebbe derivare da una forma ipocoristica del termine longobardo skara (squadra armata) (vedi SGARRA).
SGHERRI
SGUERRI
Sgherri è tipico della fascia che comprende le province di Firenze, Pisa e Livorno, Sguerri, più raro, ha un ceppo nel fiorentino ed uno nell'aretino.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Sguerri è un cognome tipicamente toscano; è infatti in Toscana, nella provincia di Firenze e nel comune di Arezzo, che vanno individuati i due ceppi principali. Dal punto di vista etimologico, Sguerri si presenta come la variante del più diffuso, sempre toscano (della stessa area che dall'Aretino si protende verso Firenze fino a raggiungere la costa tirrenica) Sgherri. Sgherro deriva del longobardo skarr(j)o, col significato di capitano. A partire dall'epoca medievale, fino a giungere in età moderna, periodo nel quale si sono formati i cognomi, il termine sgherro ha assunto sempre più un significato negativo: si qualificavano sgherri gli uomini d'armi, spesso e volentieri prepotenti e violenti giovinastri di malavita, al servizio di potenti privati, é nota l'espressione alla sgherra (come ad esempio portare un cappello alla sgherra oppure camminata sgherra) per indicare un comportamento spavaldo o minaccioso.
SGNAOLIN
SGNAOLINI
Sgnaolin è specifico del veneziano, di Musile di Piave, San Donà di Piave, Fossalta di Piave e Martellago, Sgnaolini, quasi unico, è l'italianizzazione del precedente, che dovrebbe derivare da un soprannome dialettale veneziano arcaico basato sul termine sgnaolin (mugolio, chi si atteggia in modo lacrimevole per ottenere qualcosa).
SGOBBA
SGOBBI
SGOBBIO
SGOBBO
SGOBI
SGOBIO
Sgobba è tipicamente pugliese, del barese in particolare, di Alberobello, Bari, Castellana Grotte, Monopoli e Putignano, ma anche di Fasano nel brindisino e di Taranto e Palagianello nel tarentino, Sgobbi sembrerebbe specifico della provincia di Rovigo, con qualche ceppo secondario nel padovano, Sgobbio, molto molto raro, è specifico del tarantino, di Crispiano e Grottaglie, Sgobio, specifico anch'esso del tarantino dove è molto diffuso, ha un grosso ceppo a Montemesola, uno a Taranto ed a Grottaglie, Sgobi, praticamente unico, dovrebbe essere il risultato di un errore di trascrizione del precedente, Sgobbo, abbastanza raro, ha un ceppo a Napoli ed a Ariano Irpino e Guardia Lombardi nell'avellinese e foggiano, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine arcaico sgobbio o sgobbo, cioè lavoro da spallone, cioè di trasporto di carichi tanto pesanti da far ingobbire.
SGOTTI Sgotti è specifico di NUvolera nel gresciano, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine dialettale bresciano arcaico sgòt (floscio, snervato, deposciato).
SGRO
SGRÓ
SGROI
SGROIA
Sgro è tipico del reggino, Sgrò oltre che molto diffuso nel reggino è presente in modo significativo anche nella Sicilia centroorientale, Sgroi è decisamente siciliano, del catanese e palermitano in particolare, Sgroia è specifico di Eboli nel salernitano, dovrebbero tutti derivare da un soprannome originato dalla caratteristica capigliatura ricciuta del capostipite, dal vocabolo grecanico sgurós (riccioluto, con i capelli a boccoli), a sua volta derivato dal termine greco antico sgouròs (riccio, riccioluto).
integrazioni fornite da Paolo Sgroia
Gli Sgroia di Eboli derivono dagli Sgro di Angri. Il capostipite Giuseppe Sgro si vide cambiare il cognome in Sgroia nei documenti del processetto matrimoniale quando sposò il 25 ottobre 1757 Orsola Romano di Eboli. Nel 1758 nacque Andrea, il primo Sgroia nato a Eboli. Dopo la morte della moglie Giuseppe sposa in seconde nozze Teresa Giudice sempre di Eboli e dal loro figlio Andrea (il primo morì dopo pochi giorni dalla nascita) discende tutto il ceppo degli Sgroia di Eboli.
SGROMO Sgromo è tipicamente calabrese, di Curinga nel catanzarese, dovrebbe derivare da un soprannome grecanico, basato su di un'alterazione dialettale del vocabolo greco antico sgouros (riccio).
SGUAITAMATTI Sguaitamatti, assolutamente rarissimo, sembrerebbe tipico del vercellese, con presenze anche nel milanese, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine antico sguaitare che, come disse Ludovico Antonio Muratori nella sua Dissertazione Di molte voci Italiane, delle quali si cerca l'origine, significa mirare attentamente le altrui occulte azioni, quindi sguaita matti significherebbe guardiano dei matti ed individuerebbe il mestiere del capostipite.
SGUERA
SGURA
SGURO
Sguera sembra specifico di Barletta nel barese, mentre Sgura lo è di Ostuni, Francavilla Fontana, Brindisi, San Vito dei Normanni e Fasano nel brindisino e di Manduria e Taranto nel tarentino, Sguro è quasi unico, potrebbero derivare da modificazioni dialettali dell'antico nome normanno Skorri, Sagar o Sigurd, ma, molto più probabilmente derivano dal nome greco Sguros, attribuito normalmente a bambini dai capelli ricci (vedi SGRO), ricordiamo con questo nome il tiranno di Tebe, parte dell'Attica e Beozia, Leon Sguros che venne imprigionato nel 1204 da Bonifacio degli Aleramici Marchese del Monferrato durante il suo comando della quarta Crociata.
SGULMAR Sgulmar, molto molto raro, è tipico del veronese, di Zevio in particolare, potrebbe derivare da un'alterazione dialettale del nome medioevale germanico Sigimarus (Siegmar).
SGUOTTI
SGUOTTO
Sguotti è specifico del padovano, di Conselve, Tribano, Monselice, Bagnoli di Sopra ed Arzergrande, Sguotto, quasi unico, è sempre del padovano, dovrebbero derivare da un soprannome basato sul termine dialettale padovano arcaico sguoto (beverone dei porci, melma), forse ad indicare che i capostipiti fossero dediti all'allevamento di maiali.
SIANI
SIANO
Entrambi specifici del napoletano e salernitano, derivano dal toponimo Siano (SA).
SIAS Sias è decisamente sardo, diffuso in tutta l'isola, con maggiore concentrazione nel sassarese, potrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabol,o sardo sias (bisogni, necessità), per alcuni si potrebbe ipotizzare una derivazione dall'aferesi del toponimo Iglesias.
SIBALDI Sibaldi, molto molto raro, è tipico di Pistoia, deriva dal nome di origine longobarda Sigebaldus di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale sotto l'anno 1182 a Sartirana (PV): "...Nona pecia iacet in valle de Stagnono; coheret ei: de duabus partibus Sigebaldus de Lomello, a tercia Asclerius de Roglerio...", tracce di questa cognominizzazione le troviamo nell'Archivio storico comunale di San Miniato (PI) in atti dell'anno 1583 dove compare l'Ufficiale Benedetto Sibaldi da Montecatini (PT).
SIBANI Tipico del bolognese, deriva dal toponimo Sibano di Marzabotto (BO).
SIBAU Sibau, assolutamente rarissimo, è specifico dell'udinese, di San Leonardo in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine sloveno zival (pronuncia zivau), che significa animale,  che ha dato origine ad alcuni cognomi simili in area slava.
SIBILIO Sibilio ha un ceppo a Sezze, Latina e Sabaudia nel latinense ed a Roma, uno nel napoletano, in particolare ad Afragola e napoli, ma con presenze significative anche ad Acerra, Casoria, Pomigliano d'Arco, Cardito e Casalnuovo di Napoli, un ceppo a Fasano nel brindisino ed a Monopoli nel barese, potrebbe derivare dal nome medioevale germanico Sibhileh a sua volta derivato dal sib (crivello, vaglio) ed hileih (matrimonio, sponsali), con il significato di sposa o sposo giudizioso, ma è anche possibile che derivi invece dal nome medioevale germanico Sibillus, a sua volta derivato dal nome sia greco che latino Sibylla.
SIBILLA Sibilla ha ceppi nel cuneese, nel napoletano, nel crotonese, ma il nucleo più importante è in Puglia, soprattutto nel tarantino, potrebbe trattarsi di un matronimico e derivare dal nome medioevale Sibilla di cui abbiamo un esempio in un atto del 1472: "...Madonna Sibilla de Ulmella amasia di quondam re Fridericu...".
SIBIO Sibio ha un ceppo nel barese ad Andria e Bari, ed uno nel reggino a Galatro, Giffone e Maropati, potrebbe essere di origini rumene e derivare dal paese di Sibiu, appunto in Romania.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Sibio è cognome calabrese che potrebbe derivare dal gentilizio latino Sevius /Sevius.
SIBIRIU Sibiriu, tipicamente sardo, è specifico di Guspini e Gonnosfanadiga nel Medio Campidano e di Villaperuccio nell'iglesiente.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
SIBIRIU: sibirìnu, tzippirìnu: da tzìppiri, cìppiri, sìppiri, sì(b)biri = rosmarino. L'etimo viene senza ombra di dubbio dal semitico tzibbir, come altre voci sarde, ad esempio mitza = sorgente, tzikkirìa = aneto, una specie di finocchio selvatico, con gambo da 40 centimetri ad un metro. La voce nelle sue varianti è diffusa nel territorio sardo più come toponimo che come cognome. Anche nelle carte antiche la troviamo come toponimo; non lo troviamo come cognome, ma come nome proprio, nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI°, XIII° secolo, al capitolo 189, in una donazione alla chiesa: donaitimi Petru Cappai (mi ha dato Petru Cappai), sa parzone sua et de fratres suos dessa figu canasturza (si tratta di una specie di fichi- a Catanzaro li chiamano fichi calastruzzi, prob. dal greco χαλλεοτσόνθιον ) et ipsa terra k'est tenendo a sa binia de Sanctu Iorgi.Testes: Goantine clericu et Goantine Coco et Cipari Murtinu Goantine Corsu, Goantine Manca. Anche in altre carte e pure tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, troviamo Cìpari come nome proprio, mai come cognome. Il cognome Sibiriu doveva essere anticamente Sibirìnu, quindi la pronuncia dovrebbe essere con la nasale: in linguaggio fonetico sibirĩu. Attualmente il cognome è presente in 21 Comuni italiani, di cui 18 in Sardegna: Guspini 28, Gonnosfanadiga 18, Villaspeciosa 13, Arbus 6, etc. Dovrebbe derivare dal toponimo Sìbiri: località in agro di Gonnosfanadiga, ma vicina a Guspini ed a Arbus. Sibiri un tempo ospitava una miniera, da tempo abbandonata e rimase poi come frazione di Gonnosfanadiga. Nel tempo si è andata spopolando quasi del tutto; attualmente è abitata solamente da due famiglie di allevatori. È una bellissima località di montagna. È sede di una colonia estiva, e molti abitanti di Gonnosfanadiga vi hanno costruito la seconda casa.
SIBONI Siboni è tipico della Romagna, di Ravenna e Cervia nel ravennate, di Forlì, Bertinoro, Forlimpopoli e Cesena, presenta un ceppo anche a Milano, nel lodigiano a Guardamiglio, Livraga, San Rocco al Porto e Lodi ed a Cremona e Piacenza, dovrebbe derivare dal nome medioevale di origini ebraiche Sibonio del cui uso abbiamo un esempio nel Compendium diplomaticum sive tabularum veterum: "...In Christi nomine. Anno Domini millesimo tricentesimo tricesimo, indictione tertiadecima, die vigesimooctavo ianuarii, in Ala, in domo ser Fibenbeni, et ser Hodorici fratrum quondam domini Pilcantini. Praesentibus Antonio quondam ser Bentevegnae, qui fuit de Pilcanto, et modo moratur in Ala, Sibonio quondam ser Paxoti de Ala, et Valaroto quondam ser Girardi de Serravale, atque Hotone filio ser Bleci testibus...".
SIBRA
SIBRI
Sibra, estremamente raro, è specifico di Casalpusterlengo nel lodigiano, Sibri è proprio unico, sempre del lodigiano, potrebbero derivare dal nome del paese di Sibrium l'attuale Castel Seprio, o dal nome insubre Sibrium.
SICA Tipico del napoletano e salernitano, deriva dalla troncatura del nome longobardo Siccardo, di cui si hanno tracce già nell'800 a Cimino (VT) dove si trova un Siccardo abbate di Farfa (RI).
SICARI Sembra avere un ceppo originale in Calabria nel reggino, uno secondario nel catanese ed uno nel palermitano, dovrebbe derivare dal nome medioevale tardo latino Sicharius, di cui si hanno tracce ad esempio nella Gregorii Turonensis historiæ scritta nel VI° secolo: "...in anno XII Childeberthi reges... ...Bellum vero illud, quod inter cives Toronicus superius diximus terminatum, in rediviva rursum insania surgit. Nam Sicharius, cum post interfectionem parentum Chramisindi magnam cum eo amicitiam patravisset et in tantum se caritate mutua diligerent, ...", un'altra ipotesi è che il cognome derivi dal toponimo cipriota Sichari, cittadina a 15 chilometri da Nicosia.
SICCA
SICCHI
SICCO
Sicca è specifico del cuneese, del torinese e del savonese, Sicchi è quasi unico, Sicco ha un ceppo nel savonese, che si estende fino all'imperiese, astigiano ed alessandrino ed un ceppo nell'udinese, dovrebbero derivare da forme apocopaiche derivate dal nome germanico Sighard composto dai termini sig (vittoria) e hard (duro), con il significato di duramente vittorioso, o dal nome franco Sicault, una derivazione del germanico Sicwald composto da sig (vittoria) e waldan (governare) con il significato di colui che governa vittoriosamente.
SICCARDI
SICCARDO
Siccardi è tipico del Piemonte e della Liguria centrooccidentali, con un piccolo ceppo nel brindisino, Siccardo, molto raro, sembra specifico del savonese, dovrebbero derivare dal nome medioevale germanico SiegHard latinizzato in Sicardus o Siccardus, troviamo un Sicardus vescovo di Novara nel VIII° secolo, ritroviamo più tardi questo nome, nel bolognese, nel 1292, in uno scritto che cita: "...questa Fondatione del sudetto Convento di Cador, non potè succedere al tempo, che era Vescovo di quella Città Siccardo da Monte Acuto..:".  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel torinese nel 1500 con Bernardino Siccardi notaio e giureconsulto, eletto più volte sindaco di Chivasso (TO).
SICIGNANO Specifico del napoletano, dovrebbe derivare dal toponimo Sicignano degli Alburni (SA).
SICILIA Sicilia è diffuso a macchia di leopardo in tutto il sud, in particolare nel cosentino, crotonese e catanzarese, nel tarentino e brindisino, nel napoletano e salernitano, ed in tutta la Sicilia, dovrebbe derivare dal fatto che la famiglia provenisse appunto dalla Sicilia.
SICILIANI
SICILIANO
Siciliani sembrerebbe del barese, Siciliano è diffuso in tutto il sud, deriva dall'etnico siciliano, proveniente dalla Sicilia.
SICLARI Siclari è specifico del reggino, di Taurianova, Campo Calabro e Villa San Giovanni, dovrebbe derivare dal mestiere del lattoniere che produca secchi dal termine greco sikla (secchio), improbabile una derivazione dal termine medioevale siclo (peso e moneta ebraica) derivato dal termine ebraico sheqel (unità di misura di peso e tipo di moneta), e quindi poco plausibile una derivazione dal vocabolo latino derivato siclarius (addetto al conio della monete).
SICONOLFI
SIGONOLFI
Siconolfi, tipicamente campano, è specifico dell'avellinese di Guardia Lombardi e Frigento in particolare, Sigonolfi, praticamente unico, sempre dell'avellinese, dovrebbe essere una forma arcaica del precedente, dovrebbero derivare dal nome germanico Sigwulf, composto dai termini medioevali germanici sig (vittoria) e wulf (lupo), con il significato di il lupo vittorioso, il lupo presso gli antichi popoli germanici era considerato un simbolo di forza e di coraggio, o meglio dalla sua versione longobarda Siginulf, ricordiamo con questo nome il Duca longobardo di Benevento della prima metà del nono secolo.
SICUTERI Assolutamente rarissimo, è specifico fiorentino, deriva probabilmente da un soprannome originato dall'atteggiamento molto devoto del capostipite, che veniva così chiamato dalla frase latina recitata, allora e anche non molti anni fa, molto frequentemente sicut erat (in principium nunc et semper).
SIDA Sida è tipico del sud della Sardegna, di Cagliari, Tortolì e Bari Sardo nell'Ogliastra e di Pabillonis nel Medio Campidano.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
SIDA: sa sida è propriamente un ramo d'albero, una frasca, una sida de lìnna.. A is cràbas  happu ghettau una parìga de sidas de ìxili (alle capre ha dato alcuni rami di leccio). Insidai viene dal latino insero o insido, più il secondo che il primo, nel significato di innestare a incisione, a spacco. Da non confondere con seìdu, seìda, saìda, saìta, che viene probabilmente dallo spagnolo saeta, dal latino sagitta, nel significato di nuovo germoglio, riferito soprattutto ai tralci della vite. Sida è sinonimo(solo in alcuni casi) di nai o nae che, a sua volta, è sinonimo di truncu, tronco, tavolone per costruire le barche ( deriva appunto dal latino navis). Non l'abbiamo trovato negli antichi documenti. Attualmente è presente in 29 Comuni italiani, di cui 16 in Sardegna (centro sud): Cagliari 24, Tortolì 11, Barisardo 11, Pabillonis 9, Siddi 5, etc.
SIDDI Siddi è un cognome specifico della Sardegna meridionale, dovrebbe derivare dal toponimo Siddi nel cagliaritano.
SIDDU Siddu è tipico del sud della Sardegna, di Villamar nel Medio Campidano e di Cagliari, con ceppi anche nell'oristanese a Oristano e Cabras.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
SIDDU: sigillo, marchio e viene dal latino sigillum. Deverbale da siddai/re = sigillare, stringere: siddài is dentis = stringere i denti. Quando un bambino non sta mai fermo, interviene la mamma con il rimprovero(in senso bonario!): "Siddàu siast ingùnis"! (Che tu possa essere "sigillato" lì!). Lo troviamo nelle carte antiche. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE 1388 figura: Siddu (de) Matheo, ville Selluri (Seddòri - Sanluri). Attualmente il cognome Siddu è presente in 43 Comuni d'Italia, di cui 21 in Sardegna (sud): Villamar 37, Cagliari 27, Oristano 12, etc.
SIDONE
SIDONI
SIDONIA
SIDONIO
Sidone è quasi unico, Sidoni ha un ceppo nel bergamasco a Chiuduno, uno nell'aquilano ad Avezzano e L'Aquila, ed uno a Roma, Sidonia, praticamente unico, è abruzzese, Sidonio, molto molto raro, ha un piccolo ceppo a Cassolnovo nel pavese, uno a Cepagatti nel pescarese ed uno nel frusinate a Cervaro e Cassino, potrebbero derivare dalla Gens Sidonia, o anche dal cognomen latino Sidonius, di cui abbiamo un esempio con il Patrizio Romano e scrittore gallo latino del V° secolo Caius Sollius Apollinaris Modestus Sidonius, anche se non si può escludere che in qualche caso indichino un'origine dalla città di Sidone nell'attuale Libano.
SIDOTI Sidoti, decisamente siciliano, specifico del palermitano, messinese e catanese, dovrebbe derivare dal cognome spagnolo Sidot, una nobile famiglia delle Asturie, il cognome secondo il Mugnos arrivò in Sicilia con Guerau de Sidot, un suo discendente Alfonso Sidoti venne nominato nel 1443 governatore di Patti da Giovanni II° d'Aragona, da un suo discendente Giandomenico la famiglia si trasferì a Mineo nel catanese, da dove la famiglia giunse anche fino a Palermo.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Cognome siciliano e calabrese, viene dal termine calabrese 'scidoti' = 'gente di Scido', comune in provincia di Reggio Calabria in zona di Aspromonte. G. Rohlfs, Diz. cogn. in Calabria, 1979, p.  247
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