| SIEGATO
|
Siegato, assolutamente molto molto raro, è specifico di Venezia,
dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine dialettale veneziano
arcaico siegato, che indicava chi fosse
addetto, in una bottega di falegname, alla segatura
del legname, riferendosi probabilmente al mestiere del capostipite. |
| SIENA
|
Presente a macchia di leopardo in tutt'Italia, deriva dal toponimo omonimo,
in molti casi è di origini ebraiche. |
| SIERCHIO
|
Sierchio, quasi unico, sembrerebbe di Calabritto nell'avellinese. |
| SIFFI
|
Siffi, assolutamente rarissimo, si direbbe veneto, potrebbe derivare da
una modificazione del nome ebraico Saphir
con il significato di pieno di delizie, o anche dal nome turco Seyfi, della
presenza antica di questo cognome nell'ambiente ebraico di Venezia leggiamo
in quest'atto dell'anno 1463: "1463, die 29 decembris.
Cum David Mavrogonato Judeus de Creta esset pro suis agendis Mercator in
Venetiis et in Appellatione coram Auditoribus Sententiarum et unus papa
Cretensis revelasset Capitibus el Consilio .X. certam suspitionem tradimenti
et vellet esse secretus, visum fuit Capitibus Consilii .X. quod ipse David,
qui fuerat Interpres papatis, relictis rebus suis et Appellatione sua,
iret in Cretam ad denotandum Regi Cretae et capi faciendum nominatos et
suspectos, quam rem idem David libenter fecit et sagaciter executus fuit
omnia. Cumque ibi stando, pro una re habuisset quamdam notitiam de Joanne
Gavala, qui volens reincendere proditionem Siffi
miserat Litteram et postea percusserat Joannem
Milisino, pro qua causa cum ignotum esset quis scripserat illam Litteram
et quis percusserat, per Regimen Cretae publicata et per istud Consilium .."; troviamo nel registro
dei Notai della Serenissima Repubblica Veneta a Caorle un certo Giovanfrancesco
Siffi iscritto come notaio nell'anno 1733 e1734 e un certo Antonio Siffi,
probabi.lmente suo figlio, operante dall'anno 1747 all'anno 1784. |
| SIGHINOLFI
|
Tipico del modenese, deriva dal nome medioevale Sighinolfo, nome portato
ad esempio da un Duca longobardo di Benevento nell'anno 848; di questa
cognominizzazione si hanno tracce ad esempio nel Decamerone di Boccaccio,
dove si legge: "...e fu chiamata Catella, moglie
d'un giovane similmente gentile uomo, chiamato Filippel
Sighinolfo, il quale ella, onestissima, più
che altra cosa amava e aveva caro...".
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
II cognome Sighinolfi è ben rappresentato a Nonantola. Muove
dal personale medievale Sigenulfus
(sec. IX), di chiara origine germanica (da *sigu
- «vittoria» e da *wulfa
- «lupo»), cioè
«lupo vittorioso o che dà
vittoria». Non va dimenticata la sacralità del «lupo»
nel mondo germanico, apportatore di fortuna e di vittoria. F. Violi,
Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. |
SIGILLO
SIGILLO' |
Sigillo è tipicamente di Napoli e del napoletano, Sigillò è specifico del reggino, di Galatro in particolare, Laureana del
Borrello ed Anoia, potrebbero derivare
dal nome medioevale Sigillus, di cui
troviamo traccia in epoca longobarda con un Sigillus Iohannes canonicus,
magister et dominus. |
SIGISMONDI
SIGISMONDO |
Sigismondi ha un ceppo nel bergamasco a Ponteranica in particolare, uno
a roma e nel frusinate a Monte San Giovanni Campano ed a Boville Ernica,
ed uno tra teatino e pescarese a Chieti, Pescara, Lanciano e Vasto, Sigismondo,
molto raro, ha un ceppo nel varesotto, uno nel casertano ed uno nel barese,
derivano dal nome germanico Sigismund,
ricordiamo Sigismondo di Lussemburgo 1387-1437), re nel 1410 e Imperatore
del Sacro Romano Impero dal 1433 al 1437: "...Nos
Sigismundus,
dei gracia Romanorum imperator semper augustus, ac Hungarie, Bohemie, Dalmacie,
Croacie etc. rex, memorie commendamus tenore presencium, significantes
quibus expedit universis...". |
| SIGNANINI
|
Signanini, molto raro, è della zona tra spezzino e massese, con
un ceppo a La Spezia ed a Fivizzano e Licciana Nardi nel massese, questo
cognome dovrebbe derivare da un soprannome francese basato sull'antico
termine mediovale francese signes,
con il quale ci si riferiva al periodo dell'Avvento, iln periodo di quattro
settimane che incomincia il 17 dicembre, probabilmente ad indicare così
che il capostipite fosse nato in questo periodo. |
SIGNATI
SIGNATO |
Signati, molto molto raro, ha un piccolo ceppo nel reggino a San Luca e
Bovalino, Signato è quasi unico, dovrebbero derivare dal soprannome
medioevale Signatus, attribuito a capostipiti
che fossero resi identificabili grazie alla presenza di un segno caratteristico,
o che possero portatori di un insegna. |
SIGNOR
SIGNORA
SIGNORE
SIGNORELLI
SIGNORELLO
SIGNORI
SIGNORIN
SIGNORINI
SIGNORINO |
Signor ha un ceppo a Castelcucco (TV) e nelle zone limitrofe di Asolo (TV),
presenta inoltre un ceppo a Mortegliano (UD), Signora ha un ceppo a Budoia
(PN), Signore ha vari ceppi al sud, nel casertano e napoletano, nel barese
e nel potentino, nel Salento e nel catanese, Signorelli ha un importantissimo
nucleo lombardo soprattutto tra milanese e bergamasco, presenta inoltre
ceppi non secondari nel Lazio, Campania, Calabria e Sicilia, Signorello
ha un ceppo a Girifalco (CZ) e vari ceppi in Sicilia, sia Signori che Signorini
sembrano avere due aree di distribuzione, il lombardoveneto e la Toscana,
Signorin sembra tipico del vicentino zona di Arzignano e Montorso
Vicentino, Signorino è siciliano, con un ceppo a Messina ed uno
a Palermo, dovrebbero tutti derivare dall'essere stata la famiglia di un
signore con responsabilità e potere, come poteva essere un fattore
o anche un piccolo magistrato o comunque qualcuno degno di rispetto. |
| SIGOTTI
|
Praticamente unico presenta qualche
unità nel sudmilanese. |
SILANI
SILANO |
Silani è molto raro e sembrerebbe romano, Silano, certamente raro,
dovrebbe avere due ceppi, uno nel torinese ed uno nell'avellinese, potrebbero
derivare dall'etnico silano (della Sila, regione calabrese), ma più
probabilmente derivano dal cognomen latino Silanus,Creticus Silanus, proconsole
dell'Asia nel 22 d.C., è citato ad esempio da Tacito nei suoi Annales:
"...bellum adversus Parthos sumendum erat, rector
Syriae Creticus Silanus
excitum custodia circumdat, ...", nome passato nel medioevo anche
come indicatore di località legate, normalmente per possesso, a
qualche Silano, come si può vedere nel Codice
Diplomatico della Lombardia medievale sotto l'anno 1157 in una carta
venditionis: "...una cum noticia propinquorum parentum
meorum quorum nomina sunt Ugo Gualapus pater meus et Guifredus de Silano
avunculus meus...", dal de Silano al cognome Silano il passo è
breve. |
SILANOS
SILANUS |
Decisamente sardi, Silanos è specifico di Alghero (SS), Silanus,
molto più raro, sembrerebbe del cagliaritano, dovrebbero derivare
dal toponimo Silanus (NU),
paese molto antico che prende il nome dal deus
Silvanus (il dio romano dei boschi),
altamente improbabile una connessione con il cognomen latino Silanus
(citato ad esempio sotto la voce CALVISE). |
SILENTE
SILENTI
SILENZI
SILENZIO |
Silente e Silenti, assolutamente rarissimi, sono del napoletano, Silenzi
ha un ceppo tra anconetano, maceratese ed ascolano, in particolare
nel Piceno a Porto San Giorgio, Sant'Elpidio a Mare, Montegiorgio, San
Benedetto del Tronto, Montegranaro, Porto Sant'Elpidio, Fermo e Grottazzolina,
e a Civitanova Marche nel maceratese, ed uno molto consistente a Roma ed
a Frosinone, Silenzio, estremamente raro, ha sparute presenze tra Lazio,
Campania e Sicilia, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal nome medioevale
latino Silentius (Silenzioso). |
SILI
SILIO |
Sili è della fascia che comprende il grossetano, il viterbese, la
provincia romana e il frusinate, con concentrazioni particolari a Roma,
Monte San Giovanni Campano (FR), Tuscania (VT) e nel grossetano a Massa
Marittima, Grosseto e Follonica, Silio è praticamente unico, dovrebbero
derivare dalla Gens Silia, o dal nomen
latino Silius, di cui abbiamo un illustre
esempio con Tiberius Catius Asconius Silius Italicus
(~25 - ~101) più noto semplicemente come Silio Italico, l'autore
del poema epico Punica, in 17 libri
e 12.200 versi, che sviluppa il tema della seconda guerra punica, in alcuni
casi questi cognomi potrebbero anche derivare dall'aferesi di nomi come
Ersilio o Marsilio. |
SILINGARDI
SILLINGARDI |
Entrambi tipici del modenese, Silingardi è il più diffuso,
in particolare a Modena, Carpi e Formigine nel modenese ed a Reggio Emilia,
Casalgrande e Scandiano nel reggiano, Sillingardi, decisamente più
raro, parrebbe specifico soprattutto di Modena, dovrebbero derivare dal
nome medioevale Silingardus di cui
abbiamo un esempio a Modena nella Dissertatio
Prima di Ludovico Muratori riferita all'epoca longobarda: "...Susceptum
a Leodoino hoc opus non fuit contra formidatum Hungarorum impetum; nam
hic Mutinensium Episcopus (quem Silingardus & Ughellius Leodoindum
appellant, quum tarnen Leudoinum, seu Leodoinum veteres Chartae nominent)
vivere desiit ante Annum DCCCXCVIII....".
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
II cognome Sillingardi ha ampia diffusione a Modena. Meno diffusa è
la forma Siligardi, senza infisso nasale (-n-), che è peraltro la
forma più antica. Risale ad un nome proprio Siligardus,
d'origine germanica: tanto un Siligard
longobardo (composto da Sili - o Silo e Gardo) quanto un Siligards
burgundico. Il nome non figura nelle carte altomedievali modenesi. F. Violi,
Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. |
SILINI
SILINO |
Silini è specifico del bresciano e bergamasco, Silino è quasi
unico, potrebbero derivare da ipocoristici aferetici di nomi come Ersilio
o Marsilio o anche dal nome latino Silinus:
"...Orator, Fortunatus, Felix, et Silinus
martyres, apud Alexandriam pro Christi nomine fame et inedia interfecti
sunt...". |
| SILIPO
|
Tipico calabrese della provincia di Catanzaro, troviamo traccia di questa
cognominizzazione in un atto di donazione del conte di Calabria e Sicilia
Ruggero alla diocesi di Mileto nel 1086, dove viene citato un Nicolaum
Sillopem cum filis.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Silipo è cognome calabrese che viene dal termine dialettale
'sìlipu' = sorta
di graminacea. Rohlfs 247. |
SILIQUA
SILIQUINI |
Siliqua, praticamente unico, ha oggi una sola presenza nel bresciano, Siliquini
ha un ceppo a Rimini e Misano Adriatico nel riminese, un ceppo marchigiano
nell'ascolano, a Castignano, San Benedetto del Tronto, Ascoli Piceno e
Castel di Lama, ed uno a Roma, dovrebbe derivare da nomi di località
o soprannomi originati dal termine italiano siliqua
a sua volta derivato dal latino siliqua
(baccello, la buccia che contiene i legumi). |
| SILLA
|
Tipico del centro Italia, di Roma e di Scanno (AQ) in particolare,
dovrebbe derivare dal cognomen latino Silla,
portato dal famoso uomo politico e generale romano, dittatore dall'82 al
79 aC Lucio Cornelio Silla. |
SILLETTA
SILLETTI |
Silletta è tipico di San Giovanni in Fiore nel cosentino, Silletti
è specifico dell'area che comprende il barese ed il materano, Santeramo
in Colle nel barese in particolare, ma ben presente anche a Sannicandro
di Bari nel barese, ed a Pisticci, Montalbano Jonico, Bernalda e Policoro
nel materano, potrebbe trattarsi di cognomi derivati da forme ipocoristiche
del cognomen latino Silla, il cui più
famoso portatore fu il tiranno romano Lucio Cornelio Silla Console e generale
romano del primo secolo a. C., quello della prima guerra civile romana
contro Mario, ma è anche possibile, se non più probabile,
che derivino invece da soprannomi originati dal vocabolo dialettale calabrolucano silletta
(sorta di pitale smaltato). |
| SILVA
|
Specifico della zona che va dal
comasco al parmense, passando per il milanese, il pavese ed il piacentino,
dovrebbe derivare da un identificativo di località, vicinanza con
un bosco o selva. Troviamo i Selva, fin dal XIII° secolo come nobile
famiglia della Val D'Ossola, importante personaggio fu Paolo Silva (1476-1536),
comandante militare arruolato al servizio di Luigi XII e Francesco I Re
di Francia. |
| SILVAGGIO
|
Estremamente raro, sembrerebbe avere un ceppo in provincia di Vibo Valentia,
tra Maierato e Filogaso, ed uno in quella di Campobasso a Ripabottoni,
dovrebbe derivare dal una modificazione del cognome Selvaggio. (vedi Selvaggio) |
SILVAGNA
SILVAGNI
SILVAGNO |
Silvagna, quasi unico, sembrerebbe lombardo, Silvagni ha un ceppo romagnolo,
a Faenza, Ravenna e Russi nel ravennate, a Rimini, Riccione, Bellaria Igea
Marina, e Cattolica nel riminese ed a Savignano sul rubicone nel cesenate,
ha un ceppo nell'aquilano ad Avezzano ed Ortona dei Marsi, un ceppo a Roma
ed uno molto piccolo a Grimaldi nel cosentino, Silvagno ha un piccolo ceppo
nell'alessandrino ed a Genova, dovrebbero derivare da alterazioni dialettali
del cognomen latino e nome medioevale Silvaneus
o Silvanus. |
SILVANA
SILVANI
SILVANO |
Silvana è assolutamente rarissimo, Silvani ha un ceppo nel milanese
e pavese, uno nel forlivese tra Bagno di Romagna e Forlì, uno umbro
a Spoleto (PG) e ad Amelia (TR), uno a Villafranca In Lunigiana (MS), uno
a Roma ed in Sicilia ad Acireale (CT), Silvano ha un ceppo tra alessandrino
e genovese, uno a Napoli e Cercola (NA), uno nel potentino tra Ruoti e
Bella ed a Matera, e un ceppo a Matino (LE), derivano tutti dal cognomen
latino Silvanus di cui abbiamo un esempio
in Marcus Plautius Silvanus console
romano del II° secolo d.C.: "...cum diuturna
incuria Galliae caedes acerbas rapinasque et incendia barbaris licenter
grassantibus nullo iuvante perferrent, Silvanus
pedestris militiae rector ut efficax ad haec corrigenda principis iussu
perrexit...". |
SILVERI
SILVERIO |
Silveri è tipico della fascia centrale che comprende maceratese
e Piceno, Umbria, Abruzzo e Lazio centrosettentrionale, Silverio ha un
piccolo ceppo nell'alto udinese, a Paluzza, Cercivento e Paularo, uno nel
teramano, uno nel romano ed uno molto piccolo nel salernitano, dovrebbero
derivare dal nome medioevale Silverius, ricordiamo con questo nome San
Silverio papa e martire che, per ordine dell'imperatrice Teodora, fu costretto
ad abdicare e mandato in esilio, dove morì martire. |
SILVESTRA
SILVESTRE
SILVESTRI
SILVESTRINI
SILVESTRINO
SILVESTRIS
SILVESTRO |
Silvestra è quasi unico e dovrebbe trattarsi di un errore di trascrizione
del cognome Silvestre decisamente napoletano, Silvestri è panitaliano,
Silvestrini ha ceppi tra padovano e veneziano, in Emilia, Romagna, Marche,
Umbria e Lazio, Silvestrino, assolutamente rarissimo, parrebbe del napoletano,
Silvestris, molto raro, è tipico di Bisceglie nel barese, del barese
stesso e del foggiano, mentre Silvestro ha un ceppo napoletano e ne presenta
uno in Sicilia nel messinese, derivano dal nome latino Silvester,
ricordiamo San Silvestro vescovo di Roma dal 314 al 335, della cui elezione a Papa si può
leggere: "...Morto igitur Melchiade, episcopo urbis
Romae, Silvester
ab omni plebe plurimum renitens in summum pontificem est electus..".
Tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad esempio a Livigno agli
inizi del 1500 con il parroco di Livigno Giacomo Silvestri.
integrazioni fornite da Giacomo
Ganza / Villa di Tirano (SO)
Il cognome deriva dal nome Silvestro. Si tratta di un cognome abbastanza
diffuso in quasi tutte le regioni italiane.Tra l'altro questo cognome appare
a Livigno (So) verso la fine del Quattrocento. sempre a Livigno nello
stato d'anime del 1784 i Silvestri sono presenti con una decina di "fuochi".
Oggi a Livigno si contano un centinaio di famiglie Silvestri. |
SILVETTI
SILVI
SILVIA
SILVIO |
Silvetti ha un piccolo ceppo nel bergamasco, uno nel sassarese, uno tra
maceratese e Piceno, uno nel pescarese, uno a Roma ed uno ad Ischia, Silvi
è tipico della fascia centrale che comprende Marche, Umbria e Lazio,
con un ceppo anche nel pisano ed uno nel reggiano, Silvia ha un nucleo
a Pantelleria (TP), con ceppi a Palermo, Marsala (TP) ed Avola nel siracusano,
Silvio, molto raro, ha un piccolo ceppo a Roma, uno a Lacco Ameno nel napoletano
ed uno a Lucca Sicula nell'agrigentino ed a Librizzi nel messinese, dovrebbero
derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome della Gens
sabina Silvia, probabile famiglia di origine di Romolo, il fondatore
di Roma, come possiamo leggere in Ab Urbe Condita
di Tito Livio: "...Pax ita convenerat ut Etruscis
Latinisque fluvius Albula, quem nunc Tiberim vocant, finis esset. Silvius
deinde regnat Ascani filius, casu quodam in
silvis natus; is Aeneam Silvium
creat; is deinde Latinum Silvium.
Ab eo coloniae aliquot deductae, Prisci Latini appellati. Mansit Silviis
postea omnibus cognomen, qui Albae regnarunt. Latino Alba ortus, Alba Atys,
Atye Capys, Capye Capetus, Capeto Tiberinus, qui in traiectu Albulae amnis
submersus celebre ad posteros nomen flumini dedit. Agrippa inde Tiberini
filius, post Agrippam Romulus Silvius
a patre accepto imperio regnat. ...", o dal suo gentilizio Silvius,
Silvia. |
| SILVINI
|
Silvini, assolutamente rarissimo, sembrerebbe avere piccolissimi ceppi
nel savonese ed in Abruzzo, dove potrebbe originare da una specie di forma
etnica relativa al paese di Silvi nel teramano, esiste sempre comunque
la possibilità che si tratti di una forma ipocoristica del nome
Silvio, o che derivi dalla Gens
Silvia. |
SIMA
SIMAZ
SIME
SIMEC |
Sima, molto molto raro, parrebbe di Tarvisio, Sime e Simec sono quasi unici,
dovrebbero essere tutti forme alterate derivate da Simaz, che è
tipico di San Leonardo (UD) e dell'udinese e che deriva dal nome slavo
Simac,
una forma croata del nome Simone o Simeone, in alcuni casi potrebbe derivare
dal nome di località Simaz nellla zona di Lusevera nell'udinese. |
| SIMBENI
|
Simbeni è specifico della zona tra veronese e bresciano, deriva
da una modificazione dell'aferesi del nome Nascimbene. (vedi
Nascimbene) |
SIMBULA
SIMULA |
Simbula è specifico di Cagliari e del cagliaritano a Serdiana, Malacalagonis,
Decimomannu, Ussana, Quartu Sant'Elena e Dolianova, dell'oristanese, a
Cabras, Oristano e Sini, del Medio Campidano a Genuri, Serramanna e Segariu,
e di Portoscuso nell'iglesiente, Simula è tipicamente sardo, molto
diffuso a Sassari, Ittiri, Alghero, Uri, Porto Torres ed Olmedo nel sassarese,
con un ceppo anche a Cagliari e Nuoro, dovrebbero derivare da un soprannome
originato dal termine sardo simbua
(semola), attraverso i suoi derivati
simbula o simula,
probabilmente ad indicare la professione di mugnaio svolta dai capostipiti.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
SIMBULA; SIMULA: simula in logudorese,
simbula in campidanese è la
semola: farina
di seconda qualità, per il Wagner, ma per noi è assolutamente
la farina di prima qualità: sa simbula, da cui si fa il pane duro:
su coccòi a pitzus, su coccòi de sa festa = il pane
delle feste: su coccòi de Pasca = il pane di Pasqua. Su coccòi
de is isposus = il pane degli sposi. E tanto è che il latino "simila"
è proprio il fiore della farina, la semola,
non la crusca come taluno afferma! Il cognome è presente negli antichi
documenti della storia e della lingua della Sardegna. Tra i firmatari della
Pace di Eleonora, LPDE del 1388, abbiamo: Simbula Mirai. Ville Alary, *
Alary. Alari - distrutto. Contrate Partis Varicati - Barigadu; Simbula
Nicolao, ville Seuis, * Seuis. Seui - Laconi- Contrate partis Alença:
attualmente Seui è un bellissimo paese della provincia dell'Ogliastra,
nella regione storica della Barbagia di Seulo. Attualmente il cognome Simbula
è presente in 126 Comuni italiani, di cui 65 in Sardegna: Cagliari
86, Cabras 58, Oristano 57, Sini 34, etc. Il cognome Simula è presente
in 112 Comuni italiani, di cui 41 in Sardegna: Sassari 351, Ittiri 197,
Alghero 95, etc. |
SIMEONE
SIMEONI
SIMON
SIMONACCI
SIMONAZZI
SIMONCELLI
SIMONCINI
SIMONE
SIMONELLA
SIMONELLI
SIMONETTA
SIMONETTI
SIMONETTO
SIMONI
SIMONINI |
Simeone ha un nucleo nel napoletano ed uno in Puglia, Simeoni ha un ceppo
nelle Tre Venezie ed uno nel Lazio, Simon è tipico veneto con un
ceppo nella zona di Portogruaro e Concordia Sagittaria nel veneziano ed
uno a Follina nel trevisano, Simonacci ha un ceppo nel maceratese a Recanati
e Potenza Picena, ed uno a Roma, Simonazzi è tipico dell'area che
comprende mantovano e reggiano, Simoncelli ha un nucleo tra pesarese e
forlivese, uno in provincia di Roma ed uno tra basso Trentino e bresciano,
Simoncini è specifico della fascia che comprende il forlivese, la
Toscana, le Marche, l'Umbria e l'alto Lazio, Simone è tipico del
centrosud, Simonella ha un ceppo nel veneziano a Santo Stino di Livenza
e Iesolo ed uno nel Piceno a Montalto Delle Marche nell'ascolano, Simonelli
è specifico del basso Lazio e Campania, con un possibile ceppo
sulla costa tra bassa Liguria ed alta Toscana ed uno tra bergamasco e bresciano,
Simonetta parrebbe originario della Calabria, del reggino in particolare,
ma presenta un ceppo lombardo forse non secondario, Simonetti è
decisamente panitaliano, Simonetto è decisamente veneto, soprattutto
delle province di Padova e Vicenza, Simoni del centronord, Simonini ha
tre ceppi, nel bresciano, nel modenese e nel lucchese, derivano tutti,
direttamente o tramite ipocoristici, dal nome biblico Simone.
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio alla fine del 1500
a Roma con il cardinale Hieronymus Simoncellus, nell'elenco degli scolari
dell'Università di Perugia compaiono Octavius Simoncellus abruzzese
e un certo Petrus Simon Simoncellus marchigiano. |
SIMILE
SIMILI |
Simile, assolutamente rarissimo, è probabilmente dovuto ad errori
di trascrizione di Simili, che ha vari ceppi sparsi qua e là per
l'Italia, ha un ceppo a Bologna, uno a Pisa, uno a Roma, uno a Lizzano
nel tarentino e ad Ostuni nel brindisino, ed uno nel catanese a Mineo,
Catania e Palagonia, questo cognome dovrebbe derivare dal nome personale
latino e cognomen Similis, di cui abbiamo
un esempio d'uso in un'antica lapide sulla via Tiburtina a Roma: "Heus
Viator, Miraculum! Hic vir et uxor non litigant. Non procul a foro Judaeorum
Priscae cujusdam habetur. Julia Prisca vixit annos LXXVI. Nihil unquam
peccavit, Nisi quod mortua est. Adriani Imp. militiae Praefectus, Similis
dictus, hanc tumuli epigraphen meruit. Similis
hic jacet, Cujusaetas multorum quidem annorum fuit, Seprem tamen duntaxat
vixit, Quibus vixit sibi Cremonae in Ecclesia S. Angeli illud extat....". |
SIMINA
SIMINI
SIMINO |
Simina rarissimo è calabrese, Simini tipico pugliese ha forse anche
un ceppo lucano, Simino sembrerebbe lombardo o piemontese, dovrebbe derivare
dal nome medioevale Siminus citato ad esempio nel libro
delle meraviglie di Weimar Weimarer
Wunderbuch, del 1400.
integrazioni fornite da Ezio Simini
Schio (VI)
La famiglia Simini è originaria (almeno dal 1100) di Monopol
(BA), poi diramatasi nel resto d'Italia. La famiglia Simino è invece
originaria di Bolzaneto (GE). Dal 1300 circa è annoverata tra le
famiglie nobili di Genova ed è considerata fra le più antiche
famiglie nobili di quella città. I Simini hanno avuto numerose
alterazioni del cognome originario Siminus (probabilmente da Cosiminus
con la caduta della Co per aferesi. Nel 1750 circa la famiglia Simini di
Monopoli, che annoverava notai, si imparentò con la famiglia Borrassa,
nobili della prima piazza di Monopoli, di origine spagnola arrivati a Monopoli
con l'esercito di Carlo Quinto. |
SIMION
SIMIONATI
SIMIONATO
SIMIONE
SIMIONI |
Simion, estremamente raro è veneziano, Simionati, assolutamente
rarissimo, sembrerebbe del vicentino, Simionato e Simioni sono tipici veneti,
delle province di Vicenza, Padova, Treviso e Venezia, Simione è
specifico di Formia (LT), derivano da una modificazione del nome medioevale
Simeon di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico
della Lombardia medievale all'anno 1112: "...Et
persolvere exinde debeat singulis annis ipse Simeon
et sui heredes eidem Brunonis presbiter a parte ecclesia plebis et canonice
Sancti Victoris sita in castro Varise...", dell'uso di questa modificazione
abbiamo un esempio a Foza (VI) nel 1500 con un certo Simion Capellari. |
| SIMONATO
|
Simonato è tipico del Veneto e del Friuli, in particolare del vicentino,
padovano e veneziano, si dovrebbe trattare di una forma patronimica veneta
individuabile dalla terminazione in -ato,
che sta per figlio di un certo Simone. |
SIMONCIG
SIMONIC
SIMONIG
SIMONIGH |
Simoncig, molto molto raro, quasi scomparso, è tipico della valle
del Natisone, Simonic è triestino, Simonig e Simonigh, decisamente
friulani, sono tutti estremamente rari, dovrebbero derivare da forme patronimiche di tipo sloveno in -ic o -ig del nome slavo Simon (Simone). |
SIMOND
SIMONDET
SIMONDETTI
SIMONDI
SIMONDO |
Simond, assolutamente rarissimo è del basso torinese occidentale,
Simondet è praticamente scomparso in Italia, Simondetti è
presente in modo molto sporadico in Lombardia e Piemonte, Simondi è
abbastanza diffuso a Torino e nel torinese e, nel cuneese, a Cuneo e Dronero,
Simondo, molto raro, è caratteristico di Imperia e dell'imperiese.
integrazione fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Simondo,
che, per tramite del francese Simond,
nasce da un'italianizzazione del nome germanico Siegmund,
meglio conosciuto nella forma Sigismondo
(vedi Sigismondi). Per quanto proponibile,
invece, pare meno probabile una connessione col nome Simone, dovuta a un'epitesi
della -d- nel francese Simon - va notato, in effetti, che in francese vi
è una curiosa assonanza fra i nomi Simon (Simone) e Simond (Sigismondo),
soprattutto perché la pronuncia è praticamente identica.
In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali
dei capostipiti. |
| SIMONELIG
|
Simonelig quasi scomparso, è tipico della valle del Natisone, si
dovrebbe trattare di una forma patronimica di tipo sloveno in -ig
di un ipocoristico veneto del nome italiano Simone. |
| SIMONESCHI
|
Simoneschi ha un ceppo a Spoleto nel perugino ed uno a Terracina nel latinense
ed a Roma, dovrebbe trattarsi di un ramo cadetto di una famiglia Simoni,
il suffisso -eschi, con valore di appartenenza,
sta ad indicare una relazione subordinata con una famiglia il cui capostipite
si fosse chiamato Simone. |
SIMONITTI
SIMONITTO
SIMONUTTI |
Simonitti, estremamente raro, è dell'udinese, Simonitto, leggermente
meno raro, sempre dell'udinese è di Basiliano in particolare, Simonutti
è decisamente friulano, specifico della provincia di Pordenone e
di Pinzano al Tagliamento in particolare, si dovrebbe trattare di varie
forme patronimiche dialettali friulane individuabile dalla terminazione
in -utti, -itti
o -itto, che stanno per
il figlio di, riferito a dei capostipiti il cui padre si chiamasse
Simone. |
| SIMONTACCHI
|
Simontacchi è specifico della parte nordoccidentale della Lombardia,
di Lonate Pozzolo nel varesotto e di Vanzaghello nel milanese, dovrebbe
trattarsi di un cognome, originario di Lonate e composto in epoca cinquescentesca
dai cognomi Simoni e Tacchi, quest'ultimo (vedi TACCA)
è uno dei cognomi più antichi della zona di Lonate Pozzolo. |
| SIMPLICIO
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Simplicio, estremamente raro, ha presenze nel meridione ed in Sicilia,
con un piccolissimo ceppo a Squinzano nel leccese e nel barese, dovrebbe
derivare dal cognomen latino Simplicius,
nome anche di un filosofo neoplatonico. |
| SINAGOGA
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Molto raro è tipico di Cassino (FR), dovrebbe essere un cognome
di origini ebraiche (la Sinagoga è il luogo di culto ebraico),
appartenuto probabilmente ad ebrei convertiti al cristianesimo. Famosa
la famiglia ebraica romana dei Da Sinagoga. Un
ramo di questa famiglia si trasferì in Toscana nel XIV-XV secolo,
cambiando il cognome in Da Pisa, illustri banchieri e
uomini di cultura.
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| SINAGRA
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Sinagra sembra tipicamente siciliano, di Palermo dove c'è la massima
concentrazione, ma con ceppi anche a Sinagra (ME), a Favignana (TP) e a
Porto Empedocle (AG), oltre all'evidente derivazione dal toponimo Sinagra
(ME), si potrebbe ipotizzare una derivazione da una modificazione dialettale
del nome greco Xenagoras, è
famoso lo storico greco con questo nome vissuto nel terzo secolo d. C.. |
| SINATRA
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Tipico della Sicilia sudorientale, con un ceppo anche nel palermitano,
deriva da una modificazione dialettale del vocabolo latino senator (senatore).
Si trovano tracce di questa famiglia a Cannizzaro (CT) nel 1600. |
| SINATTI
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Sinatti è specifico di Arezzo, con un ceppo anche a Firenze, a Monteroni
d'Arbia nel senese e ad Agliana nel pistoiese, dovrebbe derivare dal nome
medioevale toscano Sinatto, di cui
abbiamo un esempio d'uso ne il Libro del Cortegiano
di Baldesar Castiglione (1478-1529): "...Questa Camma
fu una bellissima giovane, ornata di tanta modestia e gentil costumi, che
non men per questo che per la bellezza era maravigliosa; e sopra l'altre
cose con tutto il core amava suo marito, il quale si chiamava Sinatto.
Intervenne che un altro gentilomo, il quale era di molto maggior stato
che Sinatto
e quasi tiranno di quella città dove abitavano, s'innamorò
di questa giovane; e dopo l'aver lungamente tentato per ogni via e modo
d'acquistarla, e tutto in vano, persuadendosi che lo amor che essa portava
al marito fosse la sola cagione che ostasse a' suoi desidèri, fece
ammazzar questo Sinatto....". |
SINDACO
SINDICO |
Entrambi tipicamente salentini del leccese, Sindico, tipico di Castrignano
de' Greci e di Carpignano Salentino nel leccese, è una forma dialettale
del più comune Sindaco che è specifico di Collepasso, Galatina
e Melendugno sempre nel leccese, dovrebbero derivare dal fatto che i capostipiti
abbiano ricoperto la carica di sindaco della loro comunità. |
| SINELABE
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Estremamente raro Sinelabe sembrerebbe specifico del teatino e di San Giovanni
Teatino in particolare.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Rarissimo cognome abruzzese presente solo a S. Giovanni Teatino, Francavilla
al Mare, Pescara. Potrebbe venire direttamente dal latino sine
labe concepta = concepita senza peccato,
attributo di Maria Vergine.
integrazioni fornite da Andrea
Balzarotti
A tale proposito è bene precisare che lo stemma della famiglia
è composto della scienza dell'annunciazione di Maria Vergine su
sfondo argenteo. Sotto lo scudo, il cartiglio indica il motto latino "Sine
Labe Concepta". |
SINI
SINIS |
Sini è molto diffuso in tutta la Sardegna, soprattutto nella parte
settentrionale dell'isola, Sinis, anch'esso sardo, ha un ceppo ad Assemini
nel cagliaritano, ad Oristano e ad Alghero nel sassarese, dovrebbero derivare
dal nome del paese di Sini nell'oristanese, indicando così l'origine
da quel paese da parte dei capostipiti, il paese, molto antico, risalente
all'età nuragica, ebbe in epoca romana un discreto sviluppo.
Antonio Sini nel 1741 ricevette il titolo di Cavaliere Ereditario potendosi
fregiare del titolo di Don.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
SINI; SINIS: crediamo che i due cognomi derivino da Sini,
centro abitato della provincia di Oristano (Sardegna), di 597 abitanti.
Non conosciamo con certezza, per il momento, l'etimologia della parola,
anche se la natura del terreno dove sorgeva e sorge il paese ci fa pensare
alla voce latina sinus intesa come
sinuosità, collina. Nel testo
del Fara, "in Sardiniae Chorographiam", al capitolo, "de Usellus urbe et
dioecesi"(riga 27), troviamo: .in qua sunt oppida Sezus, Genuris, Sinis,
Baradilis, Baressae, Acenis, etc. In periodo medioevale, il paese, villa,
bidda, appartenne alla Curadorìa di Marmilla, nel regno giudicale
di Arborea. Dopo la caduta del regno di Arborea, dal 1410 fece parte del
regno catalano aragonese di Sardegna. Nel 1928 il Comune fu soppresso ed
aggregato al Comune di Baressa. Dal 1945 è di nuovo Comune autonomo.
La voce è presente come cognome negli antichi documenti della lingua
e della storia della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora,
LPDE del 1388, troviamo: de Sini Michael - de Aristanni, ***
Aristanni, Oristano: elenco dei nomi dei firmatari della PETIZIONE. Omnes
cives mercatores et habitatores dicte civitatis.nisi pastores bestiaminum
et quorum dificulter demorari non poterant.congregati. Porta la data :
die XIIII mensis Januarii M°. CCC°. LXXXVIII° et etc. Ricordiamo
inoltre che il cognome Dessì, presente in maniera abbastanza numerosa
nelle carte antiche(vedi Dessì), all'origine era De Sini > De Sîi
>Dessi. Nella storia ricordiamo Gaspare Sini, Sassarese(1770 -1816), condannato
a morte per aver partecipato alla « congiura » di GiommariaAngioy.
Attualmente il cognome Sini è presente in 266 Comuni italiani, di
cui 102 in Sardegna : Sassari 449, Castelsardo 153, Alghero 149, Porto
Torres 98, etc. Il cognome Sinis è presente in 24 Comuni italiani,
di cui 20 in Sardegna: Assemini 36, Oristano 26, Alghero 10, etc. |
| SINIBALDI
|
Ha un nucleo importante nel Lazio e Umbria, ma sembrerebbe esserci anche
un ceppo bergamasco ed uno veneto, deriva dal nome longobardo Sinibaldus,
in una lapide del 1200 si legge: "Annis exactis bis
senis mille ducentis hoc ipso fieri tempore cepit opus Angelerus erat cum
Bonnome consul tertius hic iuntus vir Sinibaldus
erat ", nel 1300 possiamo leggere: "...fr.
Sinibaldus Pennini,
germanus fratris Ricculdi, de populo Sancti Petri Maioris, sacerdos et
predicator; fuit plebanus in seculo, post quod ordini se subiciens, completis
XXIIII annis in ordine, de hac luce migravit ad Christum..."; tracce
di questa cognominizzazione si hanno ad esempio a Montelupo (FI) dove nacque
lo scultore e architetto Bartolomeo Sinibaldi,
più noto come Baccio da Montelupo (1469-1535) e all'università
di Perugia risulta iscritto nel 1585 un certo Sinibaldus
de Sinibaldis. |
SINICCO
SINICO |
Sinicco è specifico dell'udinese, in particolare di Lusevera, Udine
e Premariacco, Sinico, molto più diffuso, ha un ceppo a Trieste,
ma il grosso è concentrato nel vicentino, a Montecchio Maggiore,
Sarego, Nogarole Vicentino, Trissino, Arzignano e Vicenza, con un piccolo
ceppo anche a badia Polesine nel rovigoto ed uno a Ospedaletto Euganeo
nel padovano, potrebbero derivare da un'italianizzazione del vocabolo cimbro
sinick (canto,
ma anche cantore), l'ipotesi che possa
derivare dal vocabolo latino sinicus
(cinese, della
Cina) appare non molto probabile.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Sinico è cognome veneto che secondo Olivieri 209 deriva dal
termine veneto 'sinico' = syndacus. |
SINISCALCHI
SINISCALCO |
Siniscalchi è molto diffuso in Campaniaa Salerno, Napoli e nell'avellinese
a Quindici e Lauro, con ceppi anche in Calabria a Crotone ed in Sicilia
a Palermo e Siracusa, Siniscalco ha un ceppo a Baronissi (SA) ed uno a
Napoli, derivano dalla carica di Siniscalco o maggiordomo reale dal vocabolo
tardo latino siniscalcus (servitore
anziano). |
| SINISGALLI
|
Sinisgalli è specifico del potentino, in particolare di Gallicchio,
potrebbe derivare da un antico soprannome originato da una modificazione
del termine latino senis (vecchio)
unito al termine gallus (della
Gallia), forse ad indicare che il capostipite era un vecchio
legionario delle Gallie, ma non si può escludere che possa invece
trattarsi di un'alterazione del vocabolo tardo latino siniscalcus
(vedi SINISCALCHI). |
SINITO
SINITO' |
Sinito sembra essere tipico dell'ennese, di Centuripe in particolare e
di Cesarò (ME), Sinitò, più raro è tipico del
catanese, di Belpasso soprattutto, dovrebbero essere forme diverse dello
stesso cognome che dovrebbe derivare da soprannomi originati dal vocabolo
greco synetòs (vecchio
saggio). |
SINNI
SINNO |
Sinni ha un ceppo a Tocco da Casauria nel pescarese, Sinno ha un ceppo
a Napoli e nel salernitano a Montecorvino Rovella e Battipaglia ed a Matera,
potrebbero derivare dalla toponomastica come Valsinni nel materano o dalla
zona del fiume Sinni chiamato anticamente anche Sinno. |
SINOPOLI
SINOPOLO |
Sinopoli ha un grosso ceppo calabrese nel catanzarese, a Catanzaro, Lamezia
Terme, Davoli, Satriano, Soverato, Borgia e Squillace, a Crotone, a Monasterace
nel reggino ed a San Marco Argentano nel cosentino, ed uno siciliano, a
Messina, a Mirabella Imbaccari e Caltagirone nel catanese ed a Palermo,
Sinopolo, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore
di trascrizione del precedente, dovrebbero derivare dal nome della città
di Sinopoli nel reggino. |
SINTINI
SINTINO |
Sintini è un cognome tipicamente romagnolo, di Ravenna, Bagnacavallo
e Russi nel ravennate e di Cesenatico e Cesena nel cesenate, Sintino è
praticamente unico, dovrebbero derivare dal nomen latino Sintinus,
ricordiamo che il primo console romano di origine plebea nel 366 a.C. fu
un tale Sextus Sintinus Lateranus. |
SION
SIONE
SIONI
SIONIS |
Sion è rarissimo, Sione, sempre molto raro, sembrerebbe specifico
dell'udinese, Sioni parrebbe avere due ceppi, nell'udinese e nel campidano,
Sionis è sardo, della parte meridionale dell'isola, dovrebbero essere
tutti di origine ebraica, infatti Sion
è il nome del monte su cui venne costruita Gerusalemme e per estensione
con quel nome si intende sia tutta la città sia tutta la nazione
ebraica, ed è anche un nome abbastanza diffuso presso gli ebrei,
potrebbe quindi trattarsi di una cognominizzazione dal nome del capostipite, anche se non si può escludere, per i ceppi veneto, friulani una
derivazione da un soprannome originato dal termine veneto siòn,
che significava imbuto, gorgo, strumento atto
a travasare il vino e per estensione gran
bevitore. |
| SIORI
|
Siori, molto raro, specifico della Lombardia ai confini con l'Emilia, è
tipico di Maleo nel lodigiano, ai confini con il fiume Po, e del vicino
paese cremonese di Pizzighettone, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo cremonese
siörri o sieurri (signori,
benestanti, ricchi), probabilmente ad indicare una condizione
agiata della famiglia. |
SIPIONE
SIPIONI |
Sipione ha un ceppo siciliano nell'area che comprende il catanese, il ragusano
ed in particolare il siracusano, ed uno romano, Sipioni, quasi unico parrebbe
romano, dovrebbero derivare da alterazioni del nome latino Scipio,
Scipionis (vedi
SCIPI). |
SIRACH
SIRCH
SIRK |
Sirach è assolutamente rarissimo, Sirch è tipico di Udine
e dell'udinese e di Gorizia, Sirk è specifico di Trieste e del triestino
e di Gorizia e del goriziano, dovrebbero derivare da soprannomi originati
dal termine slavo sirek (granoturco),
forse perche il capostipite ne era un coltivatore o perchè ricordava
il colore del granturco nei capelli. |
SIRACUSA
SIRAGUSA |
Entrambi diffusissimi in Sicilia, Siracusa ha ceppi anche a Bari, Lazio,
Toscana ed al nord, Siragusa ne ha nel cosentino, nel barese, nel romano
e latinense ed al nord, derivano dal toponimo siciliano di Siracusa, in alcuni
casi possono essere di origini ebraiche. |
SIRACUSANO
SIRAGUSANO |
Siracusano è decisamente siciliano, della parte orientale dell'isola,
di Messina in particolare e di Sant'Angelo di Brolo nel messinese, di Lentini
nel siracusano e di Catania, Siragusano è tipico del messinese,
di Sant'Angelo di Brolo e Brolo, dovrebbe trattarsi di forme etniche anche
dialettali relative alla città di Siracusa, indicandola come luogo
di provenienza dei capostipiti. |
SIRI
SIRO
SIRONE
SIRONI |
Siri è tipico della Liguria centro occidentale, Siro, molto molto
raro è anch'esso ligure, Sirone, assolutamente rarissimo, parrebbe
dell'agrigentino, Sironi è tipico lombardo che dovrebbe derivare
dal toponimo Sirone (LC), con un ceppo anche nel genovese ed uno nel reggiano,
derivano soprattutto dal nome latino Siro o dalla forma indiretta Sirone
(Siro, Sironis) di cui abbiamo un esempio con il famoso filosofo epicureo
della cui scuola di Napoli fu discepolo anche Virgilio. |
SIRIANI
SIRIANO
SORIANI
SORIANO
SURIANI
SURIANO |
Siriani è assolutamente rarissimo, così come Siriano, sono
probabilmente errori di trascrizione di Soriani che ha un ceppo nel milanese,
uno tra mantovano, rovigoto e ferrarese, uno in Toscana, uno nel pesarese
ed a Roma, o di Soriano che è ben diffuso in Molise, Campania, barese
e foggiano e valentiano, Suriani ha un ceppo nel perugino, a Magione e
Perugia ed uno nel teatino, a Vasto ed Atessa, Suriano è molto diffuso
in tutto il sud, soprattutto in Puglia, dovrebbero derivare da toponimi
come Soriano (MI), Soriano Calabro (VV), Soriano nel Cimino (VT), Campo
Soriano (LT), in alcuni casi potrebbe trattarsi di famiglie ebraico sefardite
emigrate dalla città di Soria in Spagna. |
| SIRICO
|
Sirico è tipico del napoletano, di Caivano, Somma Vesuviana e Napoli
e di Salerno, dovrebbe derivare da Sirico, il nome di un borgo della
città di Nola nel napoletano, probabile luogo d'origine del capostipite. |
| SIRIGNANO
|
Tipico del napoletano e della bassa Irpinia, dovrebbe derivare dal toponimo
Sirignano (AV), ma è pure possibile, anche se improbabile, una derivazione
dal praenomen latino Serenianus. |
| SIRIGU
|
Sirigu è tipicamente sardo, del cagliaritano in particolare di Selegas,
Senorbì, Orroli e della stessa Cagliari, dovrebbe derivare da un
soprannome originato o dall'aspetto nerboruto del capostipite o dal suo
carattere nervoso, ma non si può escvludere che si tratti di una
forma etnica del paese di Siris nell'oristanese.
integrazioni fornite da Antonello
Sirigu
Sirigu potrebbe anche derivare dallo spagnolo sirgo,
che significa seta ritorta, tra l'altro
nella pronuncia dialettale difficilmente si dice sirigu, ma per lo più
sirgu. In questo stesso filone potrebbe anche derivare dal latino sericus
che significa di seta, da cui deriva
poi anche l'aggettivo italiano serico,
sempre con il medesimo significato. La parola latina sericus
a sua volta deriva dal greco antico shrikos,
che deriva da shr,
shros ovvero il baco da seta,
da collegarsi alla parola di origine non greca seres,
che era il nome di un popolo dell'Asia orientale, forse della Cina, tra
l'altro celebre per la fabbricazione di stoffe simili alla seta, il cui
nome dal canto suo sembra derivare da sei, uguale al coreano sin
che significa appunto seta.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
SIRIGU: siricu, nei dialetti centrali,
sirigu nel resto dell'isola è
il baco da seta: siricus
o sericus. Sirigàriu o Serigàrgiu
è il nome di un abitato scomparso: significa "allevamento di bachi
da seta". Etimologicamente deriva dal greco σηρικάιος
(sericàios), che si traduce
letteralmente, luogo dove si produce la seta. Qui da noi, nel Sulcis e
nel Campidano erano un tempo tanto famosi gli indumenti di seta: camìsas,
muccadòris, scialìnus de seda (camicie, fazzoletti, sciali,
di seta) (vedi inoltre il cognome Seda). In periodo medioevale fece parte
della Curatoria di Campidano o Civita, nel regno giudicale di Cagliari
(fu abbandonato nel XIV° secolo ( Di.Sto.Sa di F.C.Casula). Sulla villa
di Siricaios, non c'è altro, ma nel testo del Fara, "In Sardiniae
Chorographiam", (a pag. 216/10), relativamente al capitolo "Sulcis et Villesglesiarum
urbes et diocesis" (riga 42), troviamo.Argenniae, Gulbisae, Gibasturbae,
Ardu, Eneladi, Sirici et castrum Baratulis, cum insigni castro Aquae Friae
(il famoso Castello del Conte Ugolino). Sirici, quindi Sirico e si trovava
sicuramente nei pressi del Castello di Acquafredda, in agro di Siliqua.
Sirico e Siricario sono la stessa villa? Noi crediamo di sì. Si
può supporre che il cognome Sirigu derivi dal centro abitato scomparso.
C'è da dire, inoltre, che Sirico o Siricario era villa sorta dopo
il mille, sicuramente non prima, poichè la coltura del baco da seta
entra in Italia, in Sicilia prima, in Calabria poi, dopo la conquista musulmana
della Sicilia, che avvenne negli anni 836/841. Si può supporre che
in periodo tardo bizantino, il baco da seta sia arrivato anche in Sardegna.
La conquista araba della Sardegna, non ci fu mai, nonostante i tentativi
del "Capo degli Eserciti", Musetto (Mu?ãhid - del 1019- 1020). Troviamo
il cognome Sirigu negli antichi documenti medievali della Sardegna, ma
non nei Condaghi. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388,
figurano: Sirighu (de) Paulo, ville Nulvi, * Nulvi...odierno Nulvi. Contrate
de Anglona- Chiaramonte ; Sirigu (de) Petro, ville Sagama, * SAGAMA
.Sagama.oppidum. Contrate Castri Serravallis; Sirigu (de)Antioco,
ville Curchuris,* Curchuris.Curcuris: Partis de Montibus; Sirigu (de)Nicolao,
curie de Sacargia, * Curie de Sacargia.curia di Saccargia: distrutto -
presso Codrongianus (Spano). Nella storia della Sardegna ricordiamo Sirigo
Bartolo, vissuto nel primo periodo del regno catalano aragonese di Sardegna.
Nel 1378 ottenne in feudo la villa di Sentiori, nella Romangia del Logudoro(Di.Sto.Sa.
di F. C. Casula), e nel 1380 il cavalierato ereditario. Nel paese di Alientu,
oggi provincia di Olbia Tempo, c'è ancora una famiglia con quel
nome(unica in Italia): non sappiamo se si tratti di eredi del nobile Bartolo,
o di trascrizione errata di Sirigu?
Attualmente il cognome Sirigu è presente in 141 Comuni italiani,
di cui 63 in Sardegna: Cagliari 170, Orroli 133, Senorbì 84, Quartu
38, etc. |
| SIROCCHI
|
Sirocchi ha un ceppo a Parma e nel parmense, uno ad Ascoli, Castel di Lama,
Comunanza e Folignano nel Piceno ed uno nel romano, potrebbe derivare dal
nome medioevale Sirochus, di cui abbiamo
un esempio d'uso in questo scritto del 1584: "..Eoque
res maxime admiratione digna fuit, quod solae sex magnae illae triremes,
quarum vsus antea in huiusmodi naualibus praeliis compertus minime fuerat,
sese in orbem vertentes, et tela modo ex prora, modo ex puppi et lateribus
vibrantes tantam hostium stragem edere potuerint. In hac tanta hostium
clade, Mehemetus Sirochus,
qui dextrum eorum cornu ducebat, vt suorum saluti consuleret, a reliqua
classe aliquantum seiunctus, littoraque radens, sinistro nostrorum cornu
occurrebat. ..", derivato dal turco Siroch,
ma è anche possibile che in qualche caso derivi da una forma ipocoristica
del nome Siro, nomi probabilmente portati
dai capostipiti. |
| SIROMBRA
|
Sirombra, ormai quasi scomparso, sembrerebbe ligure, probabilmente del
genovese, potrebbe derivare da un'italianizzazione del nome ebraico Shemeber. |
| SIRUGO
|
Tipico del siracusano, di Avola in particolare, non si hanno ipotesi accettabili
di una possibile origine etimologica.
integrazioni fornite da Gaetano
Sirugo
Mi si dice che è di origine anglo/scozzese Ad Avola antica già
nel 1480 risulta il nome di un sacerdote Don Antonio Sirugo, un Don Giuseppe
Sirugo Capitano delle milizie di Avola e nel 1678 e nel 1682 titolato barone
della vignazza Falconara in val di Noto. Nel 1693 l'anno del terremoto
si ha menzione di un Don Corrado Sirugo ed di un Sacerdote Don Antonino
Sirugo dopo il terremoto un Antonino Sirugo è tesoriere della Citta
di Avola. Un certo Melchorre Sirugo figlio di Dorotea Astuto in Sirugo
il 15 dicembre 1790 ottiene il titolo di Barone di Meti e Santa Domenica,
un Corrado Sirugo il 25 novembre 1815 diviene Barone del medesimo territorio. |
SISENNA
SISINNA |
Sisenna, assolutamente rarissimo, sembrerebbe avere un ceppo nel piacentino,
Sisinna, forse unico, forse siciliano, potrebbero derivare dal cognomen
latino Sisenna, nell' Historia
Romana di Velleio Paterculo leggiamo: "...Vetustior
Sisenna fuit
Caelius, aequalis Sisennae
Rutilius Claudiusque Quadrigarius et Valerius Antias....". |
SISINNI
SISINNO
SISSINIO
SISSINNI |
Sisinni ha un ceppo nel reggino, uno nella zona di Lauria (PZ) ed uno nella
penisola salentina, Sisinno, estremamente raro, ha un ceppo nella zona
di Orsomarso nel cosentino, Sissinio, estremamente raro, sembrerebbe del
pavese, Sissinni è unico, oggi lo troviamo solo nel casertano, dovrebbero
derivare dal nomen tardo latino Sisinnius,
di cui possiamo leggere un'esempio d'uso:
"...sed, ne viles mulierculae iactant se impune nostris
diis deorumque cultoribus illudere, Sisinnium
comitem dirigam ad ultionem exercendam....", con questo nome ricordiamo
un Papa che per 3 settimane nell'anno 708 resse il seggio pontificio. |
SISOLFI
ZIZOLFI |
Sisolfi, assolutamente rarissimo, è proprio del salernitano, Zizolfi
è tipicamente napoletano, si dovrebbe trattare di una forma dialettale
del nome longobardo Gisulf o della
sua forma latinizzata Gisulphus, l'uso
di questo nome in area campana risale almeno all'ottavo secolo con la successione
dei vari Gisulf nella carica di Duca di Benevento e più tardi nel
X° secolo quando Gisulphus primus divenne il Langobardorum gentis princeps
di Salerno. |
SISTA
SISTI
SISTO
SISTU |
Sista ha un piccolo ceppo a L'Aquila ed uno nell'avellinese a Caposele
e Calabritto, Sisti è molto diffuso in centro Italia, in Romagna,
milanese e pavese, Sisto è specifico della Puglia, Sistu, molto
raro, è tipico della Sardegna, di Buddusò (SS) in particolare,
dovrebbero derivare dal nome italiano Sisto,
a sua volta spesso originato dall'appartenenza alla Gens
Sextia, o da una sua modificazione dialettale. |
| SISTIMINI
|
Sistimini è specifico di Viterbo, dovrebbe derivare da una forma
ipocoristica del nome latino Sestimius,
probabilmente portato dal capostipite, nome di cui abbiamo un esempio d'uso
con Portius Sestimius procuratore all'epoca dell'imperatore Vitellio. |
| SITA
|
Sita è tipico del bolognese e del ferrarese, potrebbe derivare dal
cognomen latino Sita o anche dalla
Gens Sittia. |
SITAR
SITARI
SITARO |
Sia Sitar che Sitari e Sitaro sono quasi unici, dovrebbero derivare da
termini arcaici indicanti chi lavorava in ambienti stantii o ricchi di
muffa o anche chi ripuliva le antiche latrine o i pozzi neri. |
| SITTARO
|
Sittaro è tipico dell'udinese, della zona del Natisone, di San Pietro
al Natisone in particolare, dovrebbe derivare da un nome di mestiere derivato
dal termine slavo sito (setaccio,
crivello) ad indicare probabilmente che il capostipite li produceva
o li usava per mestiere, perchè ad esempio addetto alla crivellatura
di farine o sementi. |
| SITZIA
|
Sitzia è molto diffuso nel cagliaritano e nel medio Campidano, soprattutto
a Quartu Sant'Elena, Selargius, Cagliari e Capoterra, Gonnosfanadiga nel
Medio Campidano e Sant'Antioco nell'iglesiente.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
SITZIA: o sisìa, è
la margheritina dei campi (anthemis = camomilla); di etimo non ben chiaro.
In greco sitìon (σιτίον)
= grano, pane, cibo, alimento. Ancora
in greco suzèo (συςέω)
bollire (decotto!). Non abbiamo altri
suggerimenti. Il cognome non è presente nelle carte antiche. È
probabile che siano stati i monaci greci a dare il nome alla margheritina
dei campi, per le sue qualità terapeutiche: erano infatti formidabili
erboristi: abbiamo altri numerosi esempi. Sitzia è presente in 125
Comuni del territorio nazionale, di cui 56 in Sardegna: Quartu 126, Selargius
88, Cagliari 87, Gonnosfanadiga 83, Capoterra 41, etc. |
SIVALI
SIVALLI |
Sivali, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione
di Sivalli, che, abbastanza raro, sembrerebbe avere un ceppo lombardo nel
cremonese e nel milanese ed uno molto piccolo in Puglia nel leccese, un'ipotesi
propone una derivazione da una forma aferetica del nome medioevale Parsival,
il nome del famoso eroe della saga nordica dei Nibelunghi, una seconda
ipotesi propone per il ceppo lombardo un'origine da un soprannome originato
dal termine arcaico cremonese dialettale sivall,
che identifica una pezzo di ferro che i carrettieri utilizzavano per fissare
le ruote perchè non uscissero dal mozzo, quest'ipotesi potrebbe
far supporre che il capostipite fabbricasse carri o che ne fosse un guidatore. |
| SIVERIO
|
Molto raro è specifico della bassa bresciana, dovrebbe derivare
dal nome Siverio che è una modificazione del nomen latino Severus
di cui si hanno tracce ad esempio con il musicista del 1600 Siverio Picerli
di Napoli. |
SIVIER
SIVIERI
SIVIERO |
Sivier assolutamente rarissimo sembra rovigoto, Sivieri abbastanza poco
diffuso ha un ceppo tra rovigoto e ferrarese, Siviero è molto diffuso
nel Veneto, nella Lombardia centro occidentale, novarese e torinese ed
ha un ceppo nella fascia costiera del basso Lazio e alta Campania, che
dovrebbe essere il risultato dell'emigrazione forzata dall'area rovigota
in occasione della bonifica delle Paludi Pontine operata in epoca fascista,
dovrebbero tutti derivare da una modificazione del nome medioevale Silvierius. |
| SIVILLA
|
Sivilla è tipicamente molisano, di Guglionesi e Matrice in provincia
di Campobasso, si potrebbe trattare di un cognome giudaico riferentesi
alla città di Siviglia in Spagna e risalire all'epoca della cacciata
degli ebrei, ma potrebbe anche trattarsi di un matronimico e derivare per
betacismo dal nome medioevale Sibilla
di cui abbiamo un esempio in un atto del 1472: "...Madonna
Sibilla de Ulmella
amasia di quondam re Fridericu...". |
| SIVORI
|
informazioni fornite da Giacomo Ganza
/ Villa di Tirano (SO)
Ha probabilmente le sue origini nei comuni interni del chiavarese quali
Ne (GE) e Castiglione Chiavarese (GE). In effetti da questi due comuni
partirono la maggior parte degli emigranti che raggiunsero New York e probabilmente
l'Argentina o altri paesi sudamericani. Il cognome è presente sia
pure in modo limitato anche in qualche altra regione del Nord. Potrebbe
derivare da un nome personale come Severo. |
SIZZI
SIZZO |
Sizzi, molto molto raro, ha un piccolissimo ceppo a Firenze ed a Prato,
Sizzo, praticamente unico, sembrerebbe campano, dovrebbero derivare dal
nome germanico Sizzo, una forma ipocoristica
del nome Sieghard, che significa duro
(hard) nella vittoria
(sieg), ricordiamo con questo nome
il conte Sizzo von Bayern (925-987), od il più recente principe Sizzo
von Schwarzburg (1860-1926). |
SLAVAZZA
SLAVAZZI |
Slavazza è tipico di Parabiago nel milanese, Slavazzi, quasi unico,
è tipico della stessa zona, dovrebbero derivare da un soprannome
dialettale basato sul termine lombardo arcaico slavazz,
il lapazio o romice, un tipo di pianta
officinale usata nella farmacopea arcaica per il trattamento dei calcoli
renali e di altre patologie, potrebbe stare ad indicare nel capostipite
un erborista o comunque uno che fosse stato solito usare quel tipo di pianta
medicamentosa. |
| SLAVIERO
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Slaviero è tipicamente veneto, del vicentino in particolare, di
Valdastico, Roana, Torri di Quartesolo, Rotzo e Valdagno, con ceppi anche
nel rovigoto e nel padovano, dovrebbe derivare dal fatto che il capostipite
provenisse originariamente da terre slave. Tracce di questa cognominizzazione
si trovano già nel 1400 a Rotzo nel vicentino. |
| SLEMER
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Slemer, molto raro, è specifico di Verona e del veronese, di origini
etimologiche oscure potrebbe derivare da un antico termine sassone per
operatore alla ballista, catapulta. |
| SLOMP
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Slomp è tipico di Trento, Roncegno e Rovereto, dovrebbe derivare
dal nome del monte Slomp in Trentino, probabile luogo d'origine dei capostipiti. |
| SMAILA
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Smaila, assolutamente rarissimo, sembrerebbe essere di origine albanese
e derivare dal cognome, appunto albanese, Smajlaj,
che origina dal nome turco Ismâil
equivalente dell'ebraico Ishmael (Ismaele)
con il significato che Dio mi ascolti. |
SMALDINI
SMALDINO
SMALDONE |
Tipicamente pugliesi entrambi, Smaldini e Smaldino, il primo ha un ceppo ad Adelfia nel barese,
il secondo, più diffuso, sempre del barese, ha un ceppo a Cassano
delle Murge, Smaldone ha un ceppo campano, nel salernitano ad Angri, Salerno
e Pagani, nel casertano a Pietramelara e Caserta, e nel napoletano a Napoli
e Sant'Antonio Abate, ed uno lucano, a Potenza e Pignola nel potentino
e ad Irsina nel materano, potrebbero derivare da forme ipocoristiche od
accrescitive del nome albanese Smajlaj,
o, anche se meno probabile, di soprannomi dialettali basati sul mestiere
di smaltatore svolto dai capostipiti. |
SMALTI
SMALTINI
SMALTINO
SMALTO |
Tutti pugliesi, Smalti e Smalto sono quasi unici, Smaltini e Smaltino,
comunque assolutamente rari, sembrerebbero specifici di Taranto, potrebbe
trattarsi di forme alterate, anche ipocoristiche del nome albanese Smajlaj,
non impossibile, ma ben poco probabile un collegamento con il mestiere
di smaltatore. |
SMANIOTTI
SMANIOTTO |
Smaniotti, praticamente unico, è quasi certamente il frutto di un
errore di trascrizione anagrafica del cognome Smaniotto, che è tipicamente
veneto, di Arsiè e Feltre nel bellunese, di Venezia e Musile di
Piave nel veneziano, di Roncade nel trevisano, di Cartura e Conselve nel
padovano e di Cassola e Valstagna nel vicentino, con un ceppo secondario
anche a Roma, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale, nel Dizionario
del dialetto veneziano Di Giuseppe Boerio, edizione 1829, alla
voce smanioto si legge: "affannone,
Quegli che d'ogni cosa si prende soverchia briga", probabile
caratteristica comportamentale del capostipite, nella seconda metà
del 1700 troviamo Un Don Antonio Smaniotto, Cappellano a Mason nel vicentino. |
| SMAREGLIA
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Smareglia è tipicamente friulano di Grado nel goriziano in particolare,
dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine dialettale veneziano arcaico
smara (melanconia,
noia), probabilmente a sottolineare un aspetto del carattere
del capostipite. |
SMERALDA
SMERALDI
SMERALDINA
SMERALDINI
SMERALDINO
SMERALDO |
Smeralda, assolutamente estremamente raro, è forse siciliano del
messinese, di Alì, Alì Terme e Messina, Smeraldi ha vari
ceppi sparsi in giro per l'Italia, uno a Palermo, uno a Roma e Milano,
nel fiorentino ed in Emilia, Smeraldina è praticamente unico, Smeraldini,
quasi scomparso, sembrerebbe del centro Italia, Smeraldino è unico,
Smeraldo, pur essendo rarissimo, è comunque presente un pò
dappertutto in Italia, questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente
o tramite ipocoristici, dal nome medioevale italiano Smeraldo
o, in particolare al sud, dal nome Smeralda,
una forma aferetica del nome femminile spagnolo Esmeralda,
l'uso di questi nomi è riportato ad esempio ne Le
rime di Tullia d'Aragona, cortigiana del secolo XVI: "...
In un censimento compilato d'ordine della suprema autorità di Roma,
redatto certamente nel settennio corso dal 1511 al 1518, ove trovansi numerate
case, botteghe, proprietari ed inquilini, e di tutti o quasi tutti si nota
la patria, condizione ed arte, le cortigiane sono notate in numero esorbitante,
spagnuole e veneziane in massima parte, e distinte in cortesane honeste,
cortesane putane, cortesane da candella, da lume, e de la minor sorte.
Una sola volta, e forse senza alcuna malizia, il compilatore della statistica
dimentica l'aridità del suo lavoro e nota: «La casa di Leonardo
Bertini habita Madonna Smeralda
cura 3 figlie piacevoli cortegiane»....", il nome femminile
Smeraldina è stato ripreso dalla commedia dell'arte, attribuendolo
alla maschera di una servetta sbarazzina. |
| SMERGHETTO
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Smerghetto è tipicamente veneto della zona orientale di Venezia,
di Cavallino Treporti e Venezia, dovrebbe derivare da un soprannome basato
sul termine dialettale veneziano arcaico smerghèto,
un tipo di uccello acquatico, la cui
carne ha un sapore sgradevole puzzando di pesce. |
SMIDER
SMIDERLE |
Smider, praticamente unico, dovrebbe essere originato da un errore di trascrizione
di Smiderle, che è tipico del vicentino e di Schio in particolare,
questo dovrebbe derivare da una modificazione dialettale del vocabolo cimbro
schmid der hlein o smiderlein
(il piccolo fabbro, il fabbrettino) e starebbe
quindi ad indicare la professione del capostipite. |
| SMIGLIANI
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Smigliani è specifico di Poggiofiorito nel teatino, con un piccolo
ceppo anche a Pescara.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
D'origine slava, il cognome Smigliani nasce da un adattamento del cognome
slavo Smiljanić, che, per
tramite del suffisso -ić,
assume il significato di figlio di Smiljan
- nome tipico della tradizione slava (soprattutto di quella balcanica).
A questo proposito, va notato che Smiljan - Smiljana
al femminile - è un classico nome di natura fitonimica (ispirato
ai nomi delle piante), come ne esistono diversi anche in Italia (a titolo
d'esempio, si pensi ai diffusissimi Rosa e Margherita): la radice di questo
nome, in effetti, va ricercata nello slavo smilje,
termine che, in botanica, allude a una pianta dal nome elicriso
(helichrysum), anche nota come perpetuina
- alcune traduzioni, a dire il vero, prendono in considerazione anche altre
piante della famiglia delle Asteraceae, sebbene la più comune alluda
proprio all'elicriso. Ora, prima di concludere, si può aggiungere
un'ultima curiosità riguardo a questo cognome: in Croazia, Smiljan
è anche il nome di una cittadina della regione della Lika, nota
soprattutto per aver dato i natali allo scienziato Nikola Tesla (Smiljan,
1856 - New York, 1943), vero e proprio luminare nel campo della scienza. |
| SMITH
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Smith è ben rappresentato in Italia, con ceppi nella Lombardia occidentale,
in Veneto, in Friuli, in Toscana, a Roma e nel napoletano, e presenze in
Sicilia, di chiara origine britannica, deriva dal termine inglese smith
(fabbro). |
| SNAIDERO
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Tipico dell'udinese, di Majano, Colloredo di Monte Albano e Sedegliano,
ma presente anche in molti altri paesi della provincia, dovrebbe derivare
da un'italianizzazione del vocabolo tedesco schneider
(sarto), la cui pronuncia è
schnaider con la sch dolce di sci, riferendosi quindi probabilmente al
mestiere del capostipite. |
SNIDAR
SNIDARCIC
SNIDARCIG
SNIDARO
SNIDERO |
Snidar, assolutamente rarissimo, è dell'udinese, Snidarcic è
praticamente unico, Snidarcig è rarissimo ed è della zona
di Premariacco e Cividale, Snidaro, abbastanza raro, è dell'udinese,
Snidero è tipico di Udine e Cividale del Friuli, dovrebbero derivare
tutti direttamente, o con il suffisso patronimico -cic
o -cig, dal termine slavo znidar
(lo schneider tedesco, il
sarto), si tratta quindi del nome del mestiere del capostipite. |
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