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SIEGATO Siegato, assolutamente molto molto raro, è specifico di Venezia, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine dialettale veneziano arcaico siegato, che indicava chi fosse addetto, in una bottega di falegname, alla segatura del legname, riferendosi probabilmente al mestiere del capostipite.
SIENA Presente a macchia di leopardo in tutt'Italia, deriva dal toponimo omonimo, in molti casi è di origini ebraiche.
SIERCHIO Sierchio, quasi unico, sembrerebbe di Calabritto nell'avellinese.
SIFFI Siffi, assolutamente rarissimo, si direbbe veneto, potrebbe derivare da una modificazione del nome ebraico Saphir con il significato di pieno di delizie, o anche dal nome turco Seyfi, della presenza antica di questo cognome nell'ambiente ebraico di Venezia leggiamo in quest'atto dell'anno 1463: "1463, die 29 decembris. Cum David Mavrogonato Judeus de Creta esset pro suis agendis Mercator in Venetiis et in Appellatione coram Auditoribus Sententiarum et unus papa Cretensis revelasset Capitibus el Consilio .X. certam suspitionem tradimenti et vellet esse secretus, visum fuit Capitibus Consilii .X. quod ipse David, qui fuerat Interpres papatis, relictis rebus suis et Appellatione sua, iret in Cretam ad denotandum Regi Cretae et capi faciendum nominatos et suspectos, quam rem idem David libenter fecit et sagaciter executus fuit omnia. Cumque ibi stando, pro una re habuisset quamdam notitiam de Joanne Gavala, qui volens reincendere proditionem Siffi miserat Litteram et postea percusserat Joannem Milisino, pro qua causa cum ignotum esset quis scripserat illam Litteram et quis percusserat, per Regimen Cretae publicata et per istud Consilium .."; troviamo nel registro dei Notai della Serenissima Repubblica Veneta a Caorle un certo Giovanfrancesco Siffi iscritto come notaio nell'anno 1733 e1734 e un certo Antonio Siffi, probabi.lmente suo figlio, operante dall'anno 1747 all'anno 1784.
SIGHINOLFI Tipico del modenese, deriva dal nome medioevale Sighinolfo, nome portato ad esempio da un Duca longobardo di Benevento nell'anno 848; di questa cognominizzazione si hanno tracce ad esempio nel Decamerone di Boccaccio, dove si legge: "...e fu chiamata Catella, moglie d'un giovane similmente gentile uomo, chiamato Filippel Sighinolfo, il quale ella, onestissima, più che altra cosa amava e aveva caro...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
II cognome Sighinolfi è ben rappresentato a Nonantola. Muove dal personale medievale Sigenulfus (sec. IX), di chiara origine germanica (da *sigu - «vittoria» e da *wulfa - «lupo»), cioè «lupo vittorioso o che dà vittoria». Non va dimenticata la sacralità del «lupo» nel mondo germanico, apportatore di fortuna e di vittoria.  F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.
SIGILLO
SIGILLO'
Sigillo è tipicamente di Napoli e del napoletano, Sigillò è specifico del reggino, di Galatro in particolare, Laureana del Borrello ed Anoia, potrebbero derivare dal nome medioevale Sigillus, di cui troviamo traccia in epoca longobarda con un Sigillus Iohannes canonicus, magister et dominus.
SIGISMONDI
SIGISMONDO
Sigismondi ha un ceppo nel bergamasco a Ponteranica in particolare, uno a roma e nel frusinate a Monte San Giovanni Campano ed a Boville Ernica, ed uno tra teatino e pescarese a Chieti, Pescara, Lanciano e Vasto, Sigismondo, molto raro, ha un ceppo nel varesotto, uno nel casertano ed uno nel barese, derivano dal nome germanico Sigismund, ricordiamo Sigismondo di Lussemburgo 1387-1437), re nel 1410 e Imperatore del Sacro Romano Impero dal 1433 al 1437: "...Nos Sigismundus, dei gracia Romanorum imperator semper augustus, ac Hungarie, Bohemie, Dalmacie, Croacie etc. rex, memorie commendamus tenore presencium, significantes quibus expedit universis...".
SIGNANINI Signanini, molto raro, è della zona tra spezzino e massese, con un ceppo a La Spezia ed a Fivizzano e Licciana Nardi nel massese, questo cognome dovrebbe derivare da un soprannome francese basato sull'antico termine mediovale francese signes, con il quale ci si riferiva al periodo dell'Avvento, iln periodo di quattro settimane che incomincia il 17 dicembre, probabilmente ad indicare così che il capostipite fosse nato in questo periodo.
SIGNATI
SIGNATO
Signati, molto molto raro, ha un piccolo ceppo nel reggino a San Luca e Bovalino, Signato è quasi unico, dovrebbero derivare dal soprannome medioevale Signatus, attribuito a capostipiti che fossero resi identificabili grazie alla presenza di un segno caratteristico, o che possero portatori di un insegna.
SIGNOR
SIGNORA
SIGNORE
SIGNORELLI
SIGNORELLO
SIGNORI
SIGNORIN
SIGNORINI
SIGNORINO
Signor ha un ceppo a Castelcucco (TV) e nelle zone limitrofe di Asolo (TV), presenta inoltre un ceppo a Mortegliano (UD), Signora ha un ceppo a Budoia (PN), Signore ha vari ceppi al sud, nel casertano e napoletano, nel barese e nel potentino, nel Salento e nel catanese, Signorelli ha un importantissimo nucleo lombardo soprattutto tra milanese e bergamasco, presenta inoltre ceppi non secondari nel Lazio, Campania, Calabria e Sicilia, Signorello ha un ceppo a Girifalco (CZ) e vari ceppi in Sicilia, sia Signori che Signorini sembrano avere due aree di distribuzione, il lombardoveneto e la Toscana, Signorin sembra tipico del vicentino zona di   Arzignano e Montorso Vicentino, Signorino è siciliano, con un ceppo a Messina ed uno a Palermo, dovrebbero tutti derivare dall'essere stata la famiglia di un signore con responsabilità e potere, come poteva essere un fattore o anche un piccolo magistrato o comunque qualcuno degno di rispetto.
SIGOTTI Praticamente unico presenta qualche unità nel sudmilanese.
SILANI
SILANO
Silani è molto raro e sembrerebbe romano, Silano, certamente raro, dovrebbe avere due ceppi, uno nel torinese ed uno nell'avellinese, potrebbero derivare dall'etnico silano (della Sila, regione calabrese), ma più probabilmente derivano dal cognomen latino Silanus,Creticus Silanus, proconsole dell'Asia nel 22 d.C., è citato ad esempio da Tacito nei suoi Annales: "...bellum adversus Parthos sumendum erat, rector Syriae Creticus Silanus excitum custodia circumdat, ...", nome passato nel medioevo anche come indicatore di località legate, normalmente per possesso, a qualche Silano, come si può vedere nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale sotto l'anno 1157 in una carta venditionis: "...una cum noticia propinquorum parentum meorum quorum nomina sunt Ugo Gualapus pater meus et Guifredus de Silano avunculus meus...", dal de Silano al cognome Silano il passo è breve.
SILANOS
SILANUS
Decisamente sardi, Silanos è specifico di Alghero (SS), Silanus, molto più raro, sembrerebbe del cagliaritano, dovrebbero derivare dal toponimo Silanus (NU), paese molto antico che prende il nome dal deus Silvanus (il dio romano dei boschi), altamente improbabile una connessione con il cognomen latino Silanus (citato ad esempio sotto la voce CALVISE).
SILENTE
SILENTI
SILENZI
SILENZIO
Silente e Silenti, assolutamente rarissimi, sono del napoletano, Silenzi ha un ceppo tra anconetano, maceratese ed ascolano, in particolare  nel Piceno a Porto San Giorgio, Sant'Elpidio a Mare, Montegiorgio, San Benedetto del Tronto, Montegranaro, Porto Sant'Elpidio, Fermo e Grottazzolina, e a Civitanova Marche nel maceratese, ed uno molto consistente a Roma ed a Frosinone, Silenzio, estremamente raro, ha sparute presenze tra Lazio, Campania e Sicilia, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal nome medioevale latino Silentius (Silenzioso).
SILI
SILIO
Sili è della fascia che comprende il grossetano, il viterbese, la provincia romana e il frusinate, con concentrazioni particolari a Roma, Monte San Giovanni Campano (FR), Tuscania (VT) e nel grossetano a Massa Marittima, Grosseto e Follonica, Silio è praticamente unico, dovrebbero derivare dalla Gens Silia, o dal nomen latino Silius, di cui abbiamo un illustre esempio con Tiberius Catius Asconius Silius Italicus (~25 - ~101) più noto semplicemente come Silio Italico, l'autore del poema epico Punica, in 17 libri e 12.200 versi, che sviluppa il tema della seconda guerra punica, in alcuni casi questi cognomi potrebbero anche derivare dall'aferesi di nomi come Ersilio o Marsilio.
SILINGARDI
SILLINGARDI
Entrambi tipici del modenese, Silingardi è il più diffuso, in particolare a Modena, Carpi e Formigine nel modenese ed a Reggio Emilia, Casalgrande e Scandiano nel reggiano, Sillingardi, decisamente più raro, parrebbe specifico soprattutto di Modena, dovrebbero derivare dal nome medioevale Silingardus di cui abbiamo un esempio a Modena nella Dissertatio Prima di Ludovico Muratori riferita all'epoca longobarda: "...Susceptum a Leodoino hoc opus non fuit contra formidatum Hungarorum impetum; nam hic Mutinensium Episcopus (quem Silingardus & Ughellius Leodoindum appellant, quum tarnen Leudoinum, seu Leodoinum veteres Chartae nominent) vivere desiit ante Annum DCCCXCVIII....".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
II cognome Sillingardi ha ampia diffusione a Modena. Meno diffusa è la forma Siligardi, senza infisso nasale (-n-), che è peraltro la forma più antica. Risale ad un nome proprio Siligardus, d'origine germanica: tanto un Siligard longobardo (composto da Sili - o Silo e Gardo) quanto un Siligards burgundico. Il nome non figura nelle carte altomedievali modenesi. F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.
SILINI
SILINO
Silini è specifico del bresciano e bergamasco, Silino è quasi unico, potrebbero derivare da ipocoristici aferetici di nomi come Ersilio o Marsilio o anche dal nome latino Silinus: "...Orator, Fortunatus, Felix, et Silinus martyres, apud Alexandriam pro Christi nomine fame et inedia interfecti sunt...".
SILIPO Tipico calabrese della provincia di Catanzaro, troviamo traccia di questa cognominizzazione in un atto di donazione del conte di Calabria e Sicilia Ruggero alla diocesi di Mileto nel 1086, dove viene citato un Nicolaum Sillopem cum filis.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Silipo è cognome calabrese che viene dal termine dialettale 'sìlipu' = sorta di graminacea. Rohlfs 247.
SILIQUA
SILIQUINI
Siliqua, praticamente unico, ha oggi una sola presenza nel bresciano, Siliquini ha un ceppo a Rimini e Misano Adriatico nel riminese, un ceppo marchigiano nell'ascolano, a Castignano, San Benedetto del Tronto, Ascoli Piceno e Castel di Lama, ed uno a Roma, dovrebbe derivare da nomi di località o soprannomi originati dal termine italiano siliqua a sua volta derivato dal latino siliqua (baccello, la buccia che contiene i legumi).
SILLA Tipico del centro Italia, di Roma e di Scanno (AQ) in particolare, dovrebbe derivare dal cognomen latino Silla, portato dal famoso uomo politico e generale romano, dittatore dall'82 al 79 aC Lucio Cornelio Silla.
SILLETTA
SILLETTI
Silletta è tipico di San Giovanni in Fiore nel cosentino, Silletti è specifico dell'area che comprende il barese ed il materano, Santeramo in Colle nel barese in particolare, ma ben presente anche a Sannicandro di Bari nel barese, ed a Pisticci, Montalbano Jonico, Bernalda e Policoro nel materano, potrebbe trattarsi di cognomi derivati da forme ipocoristiche del cognomen latino Silla, il cui più famoso portatore fu il tiranno romano Lucio Cornelio Silla Console e generale romano del primo secolo a. C., quello della prima guerra civile romana contro Mario, ma è anche possibile, se non più probabile, che derivino invece da soprannomi originati dal vocabolo dialettale calabrolucano silletta (sorta di pitale smaltato).
SILVA Specifico della zona che va dal comasco al parmense, passando per il milanese, il pavese ed il piacentino, dovrebbe derivare da un identificativo di località, vicinanza con un bosco o selva. Troviamo i Selva, fin dal XIII° secolo come nobile famiglia della Val D'Ossola, importante personaggio fu Paolo Silva (1476-1536), comandante militare arruolato al servizio di Luigi XII e Francesco I Re di Francia.
SILVAGGIO Estremamente raro, sembrerebbe avere un ceppo in provincia di Vibo Valentia, tra Maierato e Filogaso, ed uno in quella di Campobasso a Ripabottoni, dovrebbe derivare dal una modificazione del cognome Selvaggio. (vedi Selvaggio)
SILVAGNA
SILVAGNI
SILVAGNO
Silvagna, quasi unico, sembrerebbe lombardo, Silvagni ha un ceppo romagnolo, a Faenza, Ravenna e Russi nel ravennate, a Rimini, Riccione, Bellaria Igea Marina, e Cattolica nel riminese ed a Savignano sul rubicone nel cesenate, ha un ceppo nell'aquilano ad Avezzano ed Ortona dei Marsi, un ceppo a Roma ed uno molto piccolo a Grimaldi nel cosentino, Silvagno ha un piccolo ceppo nell'alessandrino ed a Genova, dovrebbero derivare da alterazioni dialettali del cognomen latino e nome medioevale Silvaneus o Silvanus.
SILVANA
SILVANI
SILVANO
Silvana è assolutamente rarissimo, Silvani ha un ceppo nel milanese  e pavese, uno nel forlivese tra Bagno di Romagna e Forlì, uno umbro a Spoleto (PG) e ad Amelia (TR), uno a Villafranca In Lunigiana (MS), uno a Roma ed in Sicilia ad Acireale (CT), Silvano ha un ceppo tra alessandrino e genovese, uno a Napoli e Cercola (NA), uno nel potentino tra Ruoti e Bella ed a Matera, e un ceppo a Matino (LE), derivano tutti dal cognomen latino Silvanus di cui abbiamo un esempio in Marcus Plautius Silvanus console romano del II° secolo d.C.: "...cum diuturna incuria Galliae caedes acerbas rapinasque et incendia barbaris licenter grassantibus nullo iuvante perferrent, Silvanus pedestris militiae rector ut efficax ad haec corrigenda principis iussu perrexit...".
SILVERI
SILVERIO
Silveri è tipico della fascia centrale che comprende maceratese e Piceno, Umbria, Abruzzo e Lazio centrosettentrionale, Silverio ha un piccolo ceppo nell'alto udinese, a Paluzza, Cercivento e Paularo, uno nel teramano, uno nel romano ed uno molto piccolo nel salernitano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Silverius, ricordiamo con questo nome San Silverio papa e martire che, per ordine dell'imperatrice Teodora, fu costretto ad abdicare e mandato in esilio, dove morì martire.
SILVESTRA
SILVESTRE
SILVESTRI
SILVESTRINI
SILVESTRINO
SILVESTRIS
SILVESTRO
Silvestra è quasi unico e dovrebbe trattarsi di un errore di trascrizione del cognome Silvestre decisamente napoletano, Silvestri è panitaliano, Silvestrini ha ceppi tra padovano e veneziano, in Emilia, Romagna, Marche, Umbria e Lazio, Silvestrino, assolutamente rarissimo, parrebbe del napoletano, Silvestris, molto raro, è tipico di Bisceglie nel barese, del barese stesso e del foggiano, mentre Silvestro ha un ceppo napoletano e ne presenta uno in Sicilia nel messinese, derivano dal nome latino Silvester, ricordiamo San Silvestro  vescovo di Roma  dal 314 al 335, della cui elezione a Papa si può leggere: "...Morto igitur Melchiade, episcopo urbis Romae, Silvester ab omni plebe plurimum renitens in summum pontificem est electus..". Tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad esempio a Livigno agli inizi del 1500 con il parroco di Livigno Giacomo Silvestri.
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Il cognome deriva dal nome Silvestro. Si tratta di un cognome abbastanza diffuso in quasi tutte le regioni italiane.Tra l'altro questo cognome appare a Livigno (So) verso la fine del Quattrocento. sempre a Livigno  nello stato d'anime del 1784 i Silvestri sono presenti con una decina di "fuochi". Oggi a Livigno si contano un centinaio di famiglie Silvestri.
SILVETTI
SILVI
SILVIA
SILVIO
Silvetti ha un piccolo ceppo nel bergamasco, uno nel sassarese, uno tra maceratese e Piceno, uno nel pescarese, uno a Roma ed uno ad Ischia, Silvi è tipico della fascia centrale che comprende Marche, Umbria e Lazio, con un ceppo anche nel pisano ed uno nel reggiano, Silvia ha un nucleo a Pantelleria (TP), con ceppi a Palermo, Marsala (TP) ed Avola nel siracusano, Silvio, molto raro, ha un piccolo ceppo a Roma, uno a Lacco Ameno nel napoletano ed uno a Lucca Sicula nell'agrigentino ed a Librizzi nel messinese, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome della Gens sabina Silvia, probabile famiglia di origine di Romolo, il fondatore di Roma, come possiamo leggere in Ab Urbe Condita  di Tito Livio: "...Pax ita convenerat ut Etruscis Latinisque fluvius Albula, quem nunc Tiberim vocant, finis esset. Silvius deinde regnat Ascani filius, casu quodam in silvis natus; is Aeneam Silvium creat; is deinde Latinum Silvium. Ab eo coloniae aliquot deductae, Prisci Latini appellati. Mansit Silviis postea omnibus cognomen, qui Albae regnarunt. Latino Alba ortus, Alba Atys, Atye Capys, Capye Capetus, Capeto Tiberinus, qui in traiectu Albulae amnis submersus celebre ad posteros nomen flumini dedit. Agrippa inde Tiberini filius, post Agrippam Romulus Silvius a patre accepto imperio regnat. ...", o dal suo gentilizio Silvius, Silvia.
SILVINI Silvini, assolutamente rarissimo, sembrerebbe avere piccolissimi ceppi nel savonese ed in Abruzzo, dove potrebbe originare da una specie di forma etnica relativa al paese di Silvi nel teramano, esiste sempre comunque la possibilità che si tratti di una forma ipocoristica del nome Silvio, o che derivi dalla Gens Silvia.
SIMA
SIMAZ
SIME
SIMEC
Sima, molto molto raro, parrebbe di Tarvisio, Sime e Simec sono quasi unici, dovrebbero essere tutti forme alterate derivate da Simaz, che è tipico di San Leonardo (UD) e dell'udinese e che deriva dal nome slavo Simac, una forma croata del nome Simone o Simeone, in alcuni casi potrebbe derivare dal nome di località Simaz nellla zona di Lusevera nell'udinese.
SIMBENI Simbeni è specifico della zona tra veronese e bresciano, deriva da una modificazione dell'aferesi del nome Nascimbene. (vedi Nascimbene)
SIMBULA
SIMULA
Simbula è specifico di Cagliari e del cagliaritano a Serdiana, Malacalagonis, Decimomannu, Ussana, Quartu Sant'Elena e Dolianova, dell'oristanese, a Cabras, Oristano e Sini, del Medio Campidano a Genuri, Serramanna e Segariu, e di Portoscuso nell'iglesiente, Simula è tipicamente sardo, molto diffuso a Sassari, Ittiri, Alghero, Uri, Porto Torres ed Olmedo nel sassarese, con un ceppo anche a Cagliari e Nuoro, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal termine sardo simbua (semola), attraverso i suoi derivati simbula o simula, probabilmente ad indicare la professione di mugnaio svolta dai capostipiti.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
SIMBULA; SIMULA: simula in logudorese, simbula in campidanese è la semola: farina di seconda qualità, per il Wagner, ma per noi è assolutamente la farina di prima qualità: sa simbula, da cui si fa il pane duro: su coccòi a pitzus,  su coccòi de sa festa = il pane delle feste: su coccòi de Pasca = il pane di Pasqua. Su coccòi de is isposus = il pane degli sposi. E tanto è che il latino "simila" è proprio il fiore della farina, la semola, non la crusca come taluno afferma! Il cognome è presente negli antichi documenti della storia e della lingua della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, abbiamo: Simbula Mirai. Ville Alary, * Alary. Alari - distrutto. Contrate Partis Varicati - Barigadu; Simbula Nicolao, ville Seuis, * Seuis. Seui - Laconi- Contrate partis Alença: attualmente Seui è un bellissimo paese della provincia dell'Ogliastra, nella regione storica della Barbagia di Seulo. Attualmente il cognome Simbula è presente in 126 Comuni italiani, di cui 65 in Sardegna: Cagliari 86, Cabras 58, Oristano 57, Sini 34, etc. Il cognome Simula è presente in 112 Comuni italiani, di cui 41 in Sardegna: Sassari 351, Ittiri 197, Alghero 95, etc.
SIMEONE
SIMEONI
SIMON
SIMONACCI
SIMONAZZI
SIMONCELLI
SIMONCINI
SIMONE
SIMONELLA
SIMONELLI
SIMONETTA
SIMONETTI
SIMONETTO
SIMONI
SIMONINI
Simeone ha un nucleo nel napoletano ed uno in Puglia, Simeoni ha un ceppo nelle Tre Venezie ed uno nel Lazio, Simon è tipico veneto con un ceppo nella zona di Portogruaro e Concordia Sagittaria nel veneziano ed uno a Follina nel trevisano, Simonacci ha un ceppo nel maceratese a Recanati e Potenza Picena, ed uno a Roma, Simonazzi è tipico dell'area che comprende mantovano e reggiano, Simoncelli ha un nucleo tra pesarese e forlivese, uno in provincia di Roma ed uno tra basso Trentino e bresciano, Simoncini è specifico della fascia che comprende il forlivese, la Toscana, le Marche, l'Umbria e l'alto Lazio, Simone è tipico del centrosud, Simonella ha un ceppo nel veneziano a Santo Stino di Livenza e Iesolo ed uno nel Piceno a Montalto Delle Marche nell'ascolano, Simonelli è specifico del basso Lazio e Campania, con un possibile ceppo  sulla costa tra bassa Liguria ed alta Toscana ed uno tra bergamasco e bresciano, Simonetta parrebbe originario della Calabria, del reggino in particolare, ma presenta un ceppo lombardo forse non secondario, Simonetti è decisamente panitaliano, Simonetto è decisamente veneto, soprattutto delle province di Padova e Vicenza, Simoni del centronord, Simonini ha tre ceppi, nel bresciano, nel modenese e nel lucchese, derivano tutti, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome biblico Simone. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio alla fine del 1500 a Roma con il cardinale Hieronymus Simoncellus, nell'elenco degli scolari dell'Università di Perugia compaiono Octavius Simoncellus abruzzese e un certo Petrus Simon Simoncellus marchigiano.
SIMILE
SIMILI
Simile, assolutamente rarissimo, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione di Simili, che ha vari ceppi sparsi qua e là per l'Italia, ha un ceppo a Bologna, uno a Pisa, uno a Roma, uno a Lizzano nel tarentino e ad Ostuni nel brindisino, ed uno nel catanese a Mineo, Catania e Palagonia, questo cognome dovrebbe derivare dal nome personale latino e cognomen Similis, di cui abbiamo un esempio d'uso in un'antica lapide sulla via Tiburtina a Roma: "Heus Viator, Miraculum! Hic vir et uxor non litigant. Non procul a foro Judaeorum Priscae cujusdam habetur. Julia Prisca vixit annos LXXVI. Nihil unquam peccavit, Nisi quod mortua est. Adriani Imp. militiae Praefectus, Similis dictus, hanc tumuli epigraphen meruit. Similis hic jacet, Cujusaetas multorum quidem annorum fuit, Seprem tamen duntaxat vixit, Quibus vixit sibi Cremonae in Ecclesia S. Angeli illud extat....".
SIMINA
SIMINI
SIMINO
Simina rarissimo è calabrese, Simini tipico pugliese ha forse anche un ceppo lucano, Simino sembrerebbe lombardo o piemontese, dovrebbe derivare dal nome medioevale Siminus citato ad esempio nel libro delle meraviglie di Weimar  Weimarer Wunderbuch, del 1400.
integrazioni fornite da Ezio Simini Schio (VI)
La famiglia Simini è originaria (almeno dal 1100) di Monopol (BA), poi diramatasi nel resto d'Italia. La famiglia Simino è invece originaria di Bolzaneto (GE). Dal 1300 circa è annoverata tra le famiglie nobili di Genova ed è considerata fra le più antiche famiglie nobili di quella città.  I Simini hanno avuto numerose alterazioni del cognome originario Siminus (probabilmente da Cosiminus con la caduta della Co per aferesi. Nel 1750 circa la famiglia Simini di Monopoli, che annoverava notai, si imparentò con la famiglia Borrassa, nobili della prima piazza di Monopoli, di origine spagnola arrivati a Monopoli con l'esercito di Carlo Quinto.
SIMION
SIMIONATI
SIMIONATO
SIMIONE
SIMIONI
Simion, estremamente raro è veneziano, Simionati, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del vicentino, Simionato e Simioni sono tipici veneti, delle province di Vicenza, Padova, Treviso e Venezia, Simione è specifico di Formia (LT), derivano da una modificazione del nome medioevale Simeon di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale all'anno 1112: "...Et persolvere exinde debeat singulis annis ipse Simeon et sui heredes eidem Brunonis presbiter a parte ecclesia plebis et canonice Sancti Victoris sita in castro Varise...", dell'uso di questa modificazione abbiamo un esempio a Foza (VI) nel 1500 con un certo Simion Capellari.
SIMONATO Simonato è tipico del Veneto e del Friuli, in particolare del vicentino, padovano e veneziano, si dovrebbe trattare di una forma patronimica veneta individuabile dalla terminazione in -ato, che sta per figlio di un certo Simone.
SIMONCIG
SIMONIC
SIMONIG
SIMONIGH
Simoncig, molto molto raro, quasi scomparso, è tipico della valle del Natisone, Simonic è triestino, Simonig e Simonigh, decisamente friulani, sono tutti estremamente rari, dovrebbero derivare da forme patronimiche di tipo sloveno in -ic o -ig del nome slavo Simon (Simone).
SIMOND
SIMONDET
SIMONDETTI
SIMONDI
SIMONDO
Simond, assolutamente rarissimo è del basso torinese occidentale, Simondet è praticamente scomparso in Italia, Simondetti è presente in modo molto sporadico in Lombardia e Piemonte, Simondi è abbastanza diffuso a Torino e nel torinese e, nel cuneese, a Cuneo e Dronero, Simondo, molto raro, è caratteristico di Imperia e dell'imperiese.
integrazione fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Simondo, che, per tramite del francese Simond, nasce da un'italianizzazione del nome germanico Siegmund, meglio conosciuto nella forma Sigismondo (vedi Sigismondi). Per quanto proponibile, invece, pare meno probabile una connessione col nome Simone, dovuta a un'epitesi della -d- nel francese Simon - va notato, in effetti, che in francese vi è una curiosa assonanza fra i nomi Simon (Simone) e Simond (Sigismondo), soprattutto perché la pronuncia è praticamente identica. In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
SIMONELIG Simonelig quasi scomparso, è tipico della valle del Natisone, si dovrebbe trattare di una forma patronimica di tipo sloveno in -ig di un ipocoristico veneto del nome italiano Simone.
SIMONESCHI Simoneschi ha un ceppo a Spoleto nel perugino ed uno a Terracina nel latinense ed a Roma, dovrebbe trattarsi di un ramo cadetto di una famiglia Simoni, il suffisso -eschi, con valore di appartenenza, sta ad indicare una relazione subordinata con una famiglia il cui capostipite si fosse chiamato Simone.
SIMONITTI
SIMONITTO
SIMONUTTI
Simonitti, estremamente raro, è dell'udinese, Simonitto, leggermente meno raro, sempre dell'udinese è di Basiliano in particolare, Simonutti è decisamente friulano, specifico della provincia di Pordenone e di Pinzano al Tagliamento in particolare, si dovrebbe trattare di varie forme patronimiche dialettali friulane individuabile dalla terminazione in -utti, -itti o -itto, che stanno per il figlio di, riferito a dei capostipiti il cui padre si chiamasse Simone.
SIMONTACCHI Simontacchi è specifico della parte nordoccidentale della Lombardia, di Lonate Pozzolo nel varesotto e di Vanzaghello nel milanese, dovrebbe trattarsi di un cognome, originario di Lonate e composto in epoca cinquescentesca dai cognomi Simoni e Tacchi, quest'ultimo (vedi TACCA) è uno dei cognomi più antichi della zona di Lonate Pozzolo.
SIMPLICIO Simplicio, estremamente raro, ha presenze nel meridione ed in Sicilia, con un piccolissimo ceppo a Squinzano nel leccese e nel barese, dovrebbe derivare dal cognomen latino Simplicius, nome anche di un filosofo neoplatonico.
SINAGOGA Molto raro è tipico di Cassino (FR), dovrebbe essere un cognome di origini ebraiche (la Sinagoga è il luogo di culto ebraico), appartenuto probabilmente ad ebrei convertiti al cristianesimo. Famosa la famiglia ebraica romana dei Da Sinagoga. Un ramo di questa famiglia si trasferì in Toscana nel XIV-XV secolo, cambiando il cognome in Da Pisa, illustri banchieri e uomini di cultura.
SINAGRA Sinagra sembra tipicamente siciliano, di Palermo dove c'è la massima concentrazione, ma con ceppi anche a Sinagra (ME), a Favignana (TP) e a Porto Empedocle (AG), oltre all'evidente derivazione dal toponimo Sinagra (ME), si potrebbe ipotizzare una derivazione da una modificazione dialettale del nome greco Xenagoras, è famoso lo storico greco con questo nome vissuto nel terzo secolo d. C..
SINATRA Tipico della Sicilia sudorientale, con un ceppo anche nel palermitano, deriva da una modificazione dialettale del vocabolo latino senator (senatore).  Si trovano tracce di questa famiglia a Cannizzaro (CT) nel 1600.
SINATTI Sinatti è specifico di Arezzo, con un ceppo anche a Firenze, a Monteroni d'Arbia nel senese e ad Agliana nel pistoiese, dovrebbe derivare dal nome medioevale toscano Sinatto, di cui abbiamo un esempio d'uso ne il Libro del Cortegiano di Baldesar Castiglione (1478-1529): "...Questa Camma fu una bellissima giovane, ornata di tanta modestia e gentil costumi, che non men per questo che per la bellezza era maravigliosa; e sopra l'altre cose con tutto il core amava suo marito, il quale si chiamava Sinatto. Intervenne che un altro gentilomo, il quale era di molto maggior stato che Sinatto e quasi tiranno di quella città dove abitavano, s'innamorò di questa giovane; e dopo l'aver lungamente tentato per ogni via e modo d'acquistarla, e tutto in vano, persuadendosi che lo amor che essa portava al marito fosse la sola cagione che ostasse a' suoi desidèri, fece ammazzar questo Sinatto....".
SINDACO
SINDICO
Entrambi tipicamente salentini del leccese, Sindico, tipico di Castrignano de' Greci e di Carpignano Salentino nel leccese, è una forma dialettale del più comune Sindaco che è specifico di Collepasso, Galatina e Melendugno sempre nel leccese, dovrebbero derivare dal fatto che i capostipiti abbiano ricoperto la carica di sindaco della loro comunità.
SINELABE Estremamente raro Sinelabe sembrerebbe specifico del teatino e di San Giovanni Teatino in particolare.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Rarissimo cognome abruzzese presente solo a S. Giovanni Teatino, Francavilla al Mare, Pescara. Potrebbe venire direttamente dal latino sine labe concepta = concepita senza peccato, attributo di Maria Vergine.
integrazioni fornite da Andrea Balzarotti
A tale proposito è bene precisare che lo stemma della famiglia è composto della scienza dell'annunciazione di Maria Vergine su sfondo argenteo. Sotto lo scudo, il cartiglio indica il motto latino "Sine Labe Concepta".
SINI
SINIS
Sini è molto diffuso in tutta la Sardegna, soprattutto nella parte settentrionale dell'isola, Sinis, anch'esso sardo, ha un ceppo ad Assemini nel cagliaritano, ad Oristano e ad Alghero nel sassarese, dovrebbero derivare dal nome del paese di Sini nell'oristanese, indicando così l'origine da quel paese da parte dei capostipiti, il paese, molto antico, risalente all'età nuragica, ebbe in epoca romana un discreto sviluppo.  Antonio Sini nel 1741 ricevette il titolo di Cavaliere Ereditario potendosi fregiare del titolo di Don.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
SINI; SINIS: crediamo che i due cognomi derivino da Sini, centro abitato della provincia di Oristano (Sardegna), di 597 abitanti. Non conosciamo con certezza, per il momento, l'etimologia della parola, anche se la natura del terreno dove sorgeva e sorge il paese ci fa pensare alla voce latina sinus intesa come sinuosità, collina. Nel testo del Fara, "in Sardiniae Chorographiam", al capitolo, "de Usellus urbe et dioecesi"(riga 27), troviamo: .in qua sunt oppida Sezus, Genuris, Sinis, Baradilis, Baressae, Acenis, etc. In periodo medioevale, il paese, villa, bidda, appartenne alla Curadorìa di Marmilla, nel regno giudicale di Arborea. Dopo la caduta del regno di Arborea, dal 1410 fece parte del regno catalano aragonese di Sardegna. Nel 1928 il Comune fu soppresso ed aggregato al Comune di Baressa. Dal 1945 è di nuovo Comune autonomo. La voce è presente come cognome negli antichi documenti della lingua e della storia della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, troviamo:  de Sini  Michael - de Aristanni, *** Aristanni, Oristano: elenco dei nomi dei firmatari della PETIZIONE. Omnes cives mercatores et habitatores dicte civitatis.nisi pastores bestiaminum et quorum dificulter demorari non poterant.congregati. Porta la data : die XIIII mensis Januarii M°. CCC°. LXXXVIII° et etc. Ricordiamo inoltre che il cognome Dessì, presente in maniera abbastanza numerosa nelle carte antiche(vedi Dessì), all'origine era De Sini > De Sîi  >Dessi. Nella storia ricordiamo Gaspare Sini, Sassarese(1770 -1816), condannato a morte per aver partecipato alla « congiura » di GiommariaAngioy. Attualmente il cognome Sini è presente in 266 Comuni italiani, di cui 102 in Sardegna : Sassari 449, Castelsardo 153, Alghero 149, Porto Torres 98, etc. Il cognome Sinis è presente in 24 Comuni italiani, di cui 20 in Sardegna: Assemini 36, Oristano 26, Alghero 10, etc.
SINIBALDI Ha un nucleo importante nel Lazio e Umbria, ma sembrerebbe esserci anche un ceppo bergamasco ed uno veneto, deriva dal nome longobardo Sinibaldus, in una lapide del 1200 si legge: "Annis exactis bis senis mille ducentis hoc ipso fieri tempore cepit opus Angelerus erat cum Bonnome consul tertius hic iuntus vir Sinibaldus erat ", nel 1300 possiamo leggere: "...fr. Sinibaldus Pennini, germanus fratris Ricculdi, de populo Sancti Petri Maioris, sacerdos et predicator; fuit plebanus in seculo, post quod ordini se subiciens, completis XXIIII annis in ordine, de hac luce migravit ad Christum..."; tracce di questa cognominizzazione si hanno ad esempio a Montelupo (FI) dove nacque lo scultore e architetto Bartolomeo Sinibaldi, più noto come Baccio da Montelupo (1469-1535) e all'università di Perugia risulta iscritto nel 1585 un certo Sinibaldus de Sinibaldis.
SINICCO
SINICO
Sinicco è specifico dell'udinese, in particolare di Lusevera, Udine e Premariacco, Sinico, molto più diffuso, ha un ceppo a Trieste, ma il grosso è concentrato nel vicentino, a Montecchio Maggiore, Sarego, Nogarole Vicentino, Trissino, Arzignano e Vicenza, con un piccolo ceppo anche a badia Polesine nel rovigoto ed uno a Ospedaletto Euganeo nel padovano, potrebbero derivare da un'italianizzazione del vocabolo cimbro sinick (canto, ma anche cantore), l'ipotesi che possa derivare dal vocabolo latino sinicus (cinese, della Cina) appare non molto probabile.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Sinico è cognome veneto che secondo Olivieri 209 deriva dal termine veneto 'sinico' = syndacus.
SINISCALCHI
SINISCALCO
Siniscalchi è molto diffuso in Campaniaa Salerno, Napoli e nell'avellinese a Quindici e Lauro, con ceppi anche in Calabria a Crotone ed in Sicilia a Palermo e Siracusa, Siniscalco ha un ceppo a Baronissi (SA) ed uno a Napoli, derivano dalla carica di Siniscalco o maggiordomo reale dal vocabolo tardo latino siniscalcus (servitore anziano).
SINISGALLI Sinisgalli è specifico del potentino, in particolare di Gallicchio, potrebbe derivare da un antico soprannome originato da una modificazione del termine latino senis (vecchio) unito al termine gallus (della Gallia), forse ad indicare che il capostipite era un vecchio legionario delle Gallie, ma non si può escludere che possa invece trattarsi di un'alterazione del vocabolo tardo latino siniscalcus (vedi SINISCALCHI).
SINITO
SINITO'
Sinito sembra essere tipico dell'ennese, di Centuripe in particolare e di Cesarò (ME), Sinitò, più raro è tipico del catanese, di Belpasso soprattutto, dovrebbero essere forme diverse dello stesso cognome che dovrebbe derivare da soprannomi originati dal vocabolo greco synetòs (vecchio saggio).
SINNI
SINNO
Sinni ha un ceppo a Tocco da Casauria nel pescarese, Sinno ha un ceppo  a Napoli e nel salernitano a Montecorvino Rovella e Battipaglia ed a Matera, potrebbero derivare dalla toponomastica come Valsinni nel materano o dalla zona del fiume Sinni chiamato anticamente anche Sinno.
SINOPOLI
SINOPOLO
Sinopoli ha un grosso ceppo calabrese nel catanzarese, a Catanzaro, Lamezia Terme, Davoli, Satriano, Soverato, Borgia e Squillace, a Crotone, a Monasterace nel reggino ed a San Marco Argentano nel cosentino, ed uno siciliano, a Messina, a Mirabella Imbaccari e Caltagirone nel catanese ed a Palermo, Sinopolo, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, dovrebbero derivare dal nome della città di Sinopoli nel reggino.
SINTINI
SINTINO
Sintini è un cognome tipicamente romagnolo, di Ravenna, Bagnacavallo e Russi nel ravennate e di Cesenatico e Cesena nel cesenate, Sintino è praticamente unico, dovrebbero derivare dal nomen latino Sintinus, ricordiamo che il primo console romano di origine plebea nel 366 a.C. fu un tale Sextus Sintinus Lateranus.
SION
SIONE
SIONI
SIONIS
Sion è rarissimo, Sione, sempre molto raro, sembrerebbe specifico dell'udinese, Sioni parrebbe avere due ceppi, nell'udinese e nel campidano, Sionis è sardo, della parte meridionale dell'isola, dovrebbero essere tutti di origine ebraica, infatti Sion è il nome del monte su cui venne costruita Gerusalemme e per estensione con quel nome si intende sia tutta la città sia tutta la nazione ebraica, ed è anche un nome abbastanza diffuso presso gli ebrei, potrebbe quindi trattarsi di una cognominizzazione dal nome del capostipite, anche se non si può escludere, per i ceppi veneto, friulani una derivazione da un soprannome originato dal termine veneto siòn, che significava imbuto, gorgo, strumento atto a travasare il vino e per estensione gran bevitore.
SIORI Siori, molto raro, specifico della Lombardia ai confini con l'Emilia, è tipico di Maleo nel lodigiano, ai confini con il fiume Po, e del vicino paese cremonese di Pizzighettone, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo cremonese siörri o sieurri (signori, benestanti, ricchi), probabilmente ad indicare una condizione agiata della famiglia.
SIPIONE
SIPIONI
Sipione ha un ceppo siciliano nell'area che comprende il catanese, il ragusano ed in particolare il siracusano, ed uno romano, Sipioni, quasi unico parrebbe romano, dovrebbero derivare da alterazioni del nome latino Scipio, Scipionis (vedi SCIPI).
SIRACH
SIRCH
SIRK
Sirach è assolutamente rarissimo, Sirch è tipico di Udine e dell'udinese e di Gorizia, Sirk è specifico di Trieste e del triestino e di Gorizia e del goriziano, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine slavo sirek (granoturco), forse perche il capostipite ne era un coltivatore o perchè ricordava il colore del granturco nei capelli.
SIRACUSA
SIRAGUSA
Entrambi diffusissimi in Sicilia, Siracusa ha ceppi anche a Bari, Lazio, Toscana ed al nord, Siragusa ne ha nel cosentino, nel barese, nel romano e latinense ed al nord, derivano dal toponimo siciliano di Siracusa, in alcuni casi possono essere di origini ebraiche.
SIRACUSANO
SIRAGUSANO
Siracusano è decisamente siciliano, della parte orientale dell'isola, di Messina in particolare e di Sant'Angelo di Brolo nel messinese, di Lentini nel siracusano e di Catania, Siragusano è tipico del messinese, di Sant'Angelo di Brolo e Brolo, dovrebbe trattarsi di forme etniche anche dialettali relative alla città di Siracusa, indicandola come luogo di provenienza dei capostipiti.
SIRI
SIRO
SIRONE
SIRONI
Siri è tipico della Liguria centro occidentale, Siro, molto molto raro è anch'esso ligure, Sirone, assolutamente rarissimo, parrebbe dell'agrigentino, Sironi è tipico lombardo che dovrebbe derivare dal toponimo Sirone (LC), con un ceppo anche nel genovese ed uno nel reggiano, derivano soprattutto dal nome latino Siro o dalla forma indiretta Sirone (Siro, Sironis) di cui abbiamo un esempio con il famoso filosofo epicureo della cui scuola di Napoli fu discepolo anche Virgilio.
SIRIANI
SIRIANO
SORIANI
SORIANO
SURIANI
SURIANO
Siriani è assolutamente rarissimo, così come Siriano, sono probabilmente errori di trascrizione di Soriani che ha un ceppo nel milanese, uno tra mantovano, rovigoto e ferrarese, uno in Toscana, uno nel pesarese ed a Roma, o di Soriano che è ben diffuso in Molise, Campania, barese e foggiano e valentiano, Suriani ha un ceppo nel perugino, a Magione e Perugia ed uno nel teatino, a Vasto ed Atessa, Suriano è molto diffuso in tutto il sud, soprattutto in Puglia, dovrebbero derivare da toponimi come Soriano (MI), Soriano Calabro (VV), Soriano nel Cimino (VT), Campo Soriano (LT), in alcuni casi potrebbe trattarsi di famiglie ebraico sefardite emigrate dalla città di Soria in Spagna.
SIRICO Sirico è tipico del napoletano, di Caivano, Somma Vesuviana e Napoli e di Salerno, dovrebbe derivare da Sirico, il nome di un borgo della città di Nola nel napoletano, probabile luogo d'origine del capostipite.
SIRIGNANO Tipico del napoletano e della bassa Irpinia, dovrebbe derivare dal toponimo Sirignano (AV), ma è pure possibile, anche se improbabile, una derivazione dal praenomen latino Serenianus.
SIRIGU Sirigu è tipicamente sardo, del cagliaritano in particolare di Selegas, Senorbì, Orroli e della stessa Cagliari, dovrebbe derivare da un soprannome originato o dall'aspetto nerboruto del capostipite o dal suo carattere nervoso, ma non si può escvludere che si tratti di una forma etnica del paese di Siris nell'oristanese.
integrazioni fornite da Antonello Sirigu
Sirigu potrebbe anche derivare dallo spagnolo sirgo, che significa seta ritorta, tra l'altro nella pronuncia dialettale difficilmente si dice sirigu, ma per lo più sirgu. In questo stesso filone potrebbe anche derivare dal latino sericus che significa di seta, da cui deriva poi anche l'aggettivo italiano serico, sempre con il medesimo significato. La parola latina sericus a sua volta deriva dal greco antico shrikos, che deriva da shr, shros ovvero il baco da seta, da collegarsi alla parola di origine non greca seres, che era il nome di un popolo dell'Asia orientale, forse della Cina, tra l'altro celebre per la fabbricazione di stoffe simili alla seta, il cui nome dal canto suo sembra derivare da sei, uguale al coreano sin che significa appunto seta.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
SIRIGU: siricu, nei dialetti centrali, sirigu nel resto dell'isola è il baco da seta: siricus o sericus. Sirigàriu o Serigàrgiu è il nome di un abitato scomparso: significa "allevamento di bachi da seta". Etimologicamente deriva dal greco σηρικάιος (sericàios), che si traduce letteralmente, luogo dove si produce la seta. Qui da noi, nel Sulcis e nel Campidano erano un tempo tanto famosi gli indumenti di seta: camìsas, muccadòris, scialìnus de seda (camicie, fazzoletti, sciali, di seta) (vedi inoltre il cognome Seda). In periodo medioevale fece parte della Curatoria di Campidano o Civita, nel regno giudicale di Cagliari (fu abbandonato nel XIV° secolo ( Di.Sto.Sa di F.C.Casula). Sulla villa di Siricaios, non c'è altro, ma nel testo del Fara, "In Sardiniae Chorographiam", (a pag. 216/10), relativamente al capitolo "Sulcis et Villesglesiarum urbes et diocesis" (riga 42), troviamo.Argenniae, Gulbisae, Gibasturbae, Ardu, Eneladi, Sirici et castrum Baratulis, cum insigni castro Aquae Friae (il famoso Castello del Conte Ugolino). Sirici, quindi Sirico e si trovava sicuramente nei pressi del Castello di Acquafredda, in agro di Siliqua. Sirico e Siricario sono la stessa villa? Noi crediamo di sì. Si può supporre che il cognome Sirigu derivi dal centro abitato scomparso. C'è da dire, inoltre, che Sirico o Siricario era villa sorta dopo il mille, sicuramente non prima, poichè la coltura del baco da seta entra in Italia, in Sicilia prima, in Calabria poi, dopo la conquista musulmana della Sicilia, che avvenne negli anni 836/841. Si può supporre che in periodo tardo bizantino, il baco da seta sia arrivato anche in Sardegna. La conquista araba della Sardegna, non ci fu mai, nonostante i tentativi del "Capo degli Eserciti", Musetto (Mu?ãhid - del 1019- 1020). Troviamo il cognome Sirigu negli antichi documenti medievali della Sardegna, ma non nei Condaghi. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, figurano: Sirighu (de) Paulo, ville Nulvi, * Nulvi...odierno Nulvi. Contrate de Anglona- Chiaramonte ; Sirigu (de) Petro, ville Sagama, *  SAGAMA .Sagama.oppidum.  Contrate Castri Serravallis; Sirigu (de)Antioco, ville Curchuris,* Curchuris.Curcuris: Partis de Montibus; Sirigu (de)Nicolao, curie de Sacargia, * Curie de Sacargia.curia di Saccargia: distrutto - presso Codrongianus (Spano). Nella storia della Sardegna ricordiamo Sirigo Bartolo, vissuto nel primo periodo del regno catalano aragonese di Sardegna. Nel 1378 ottenne in feudo la villa di Sentiori, nella Romangia del Logudoro(Di.Sto.Sa. di F. C. Casula), e nel 1380 il cavalierato ereditario. Nel paese di Alientu, oggi provincia di Olbia Tempo, c'è ancora una famiglia con quel nome(unica in Italia): non sappiamo se si tratti di eredi del nobile Bartolo, o di trascrizione errata di Sirigu?
Attualmente il cognome Sirigu è presente in 141 Comuni italiani, di cui 63 in Sardegna: Cagliari 170, Orroli 133, Senorbì 84, Quartu 38, etc.
SIROCCHI Sirocchi ha un ceppo a Parma e nel parmense, uno ad Ascoli, Castel di Lama, Comunanza e Folignano nel Piceno ed uno nel romano, potrebbe derivare dal nome medioevale Sirochus, di cui abbiamo un esempio d'uso in questo scritto del 1584: "..Eoque res maxime admiratione digna fuit, quod solae sex magnae illae triremes, quarum vsus antea in huiusmodi naualibus praeliis compertus minime fuerat, sese in orbem vertentes, et tela modo ex prora, modo ex puppi et lateribus vibrantes tantam hostium stragem edere potuerint. In hac tanta hostium clade, Mehemetus Sirochus, qui dextrum eorum cornu ducebat, vt suorum saluti consuleret, a reliqua classe aliquantum seiunctus, littoraque radens, sinistro nostrorum cornu occurrebat. ..", derivato dal turco Siroch, ma è anche possibile che in qualche caso derivi da una forma ipocoristica del nome Siro, nomi probabilmente portati dai capostipiti.
SIROMBRA Sirombra, ormai quasi scomparso, sembrerebbe ligure, probabilmente del genovese, potrebbe derivare da un'italianizzazione del nome ebraico Shemeber.
SIRUGO Tipico del siracusano, di Avola in particolare, non si hanno ipotesi accettabili di una possibile origine etimologica.
integrazioni fornite da Gaetano Sirugo
Mi si dice che è di origine anglo/scozzese Ad Avola antica già nel 1480 risulta il nome di un sacerdote Don Antonio Sirugo, un Don Giuseppe Sirugo Capitano delle milizie di Avola e nel 1678 e nel 1682 titolato barone della vignazza Falconara in val di Noto. Nel 1693 l'anno del terremoto si ha menzione di un Don Corrado Sirugo ed di un Sacerdote Don Antonino Sirugo dopo il terremoto un Antonino Sirugo è tesoriere della Citta di Avola. Un certo Melchorre Sirugo figlio di Dorotea Astuto in Sirugo il 15 dicembre 1790 ottiene il titolo di Barone di Meti e Santa Domenica, un Corrado Sirugo il 25 novembre 1815 diviene Barone del medesimo territorio.
SISENNA
SISINNA
Sisenna, assolutamente rarissimo, sembrerebbe avere un ceppo nel piacentino, Sisinna, forse unico, forse siciliano, potrebbero derivare dal cognomen latino Sisenna, nell' Historia Romana di Velleio Paterculo leggiamo: "...Vetustior Sisenna fuit Caelius, aequalis Sisennae Rutilius Claudiusque Quadrigarius et Valerius Antias....".
SISINNI
SISINNO
SISSINIO
SISSINNI
Sisinni ha un ceppo nel reggino, uno nella zona di Lauria (PZ) ed uno nella penisola salentina, Sisinno, estremamente raro, ha un ceppo nella zona di Orsomarso nel cosentino, Sissinio, estremamente raro, sembrerebbe del pavese, Sissinni è unico, oggi lo troviamo solo nel casertano, dovrebbero derivare dal nomen tardo latino Sisinnius, di cui possiamo leggere un'esempio d'uso: "...sed, ne viles mulierculae iactant se impune nostris diis deorumque cultoribus illudere, Sisinnium comitem dirigam ad ultionem exercendam....", con questo nome ricordiamo un Papa che per 3 settimane nell'anno 708 resse il seggio pontificio.
SISOLFI
ZIZOLFI
Sisolfi, assolutamente rarissimo, è proprio del salernitano, Zizolfi è tipicamente napoletano, si dovrebbe trattare di una forma dialettale del nome longobardo Gisulf o della sua forma latinizzata Gisulphus, l'uso di questo nome in area campana risale almeno all'ottavo secolo con la successione dei vari Gisulf nella carica di Duca di Benevento e più tardi nel X° secolo quando Gisulphus primus divenne il Langobardorum gentis princeps di Salerno.
SISTA
SISTI
SISTO
SISTU
Sista ha un piccolo ceppo a L'Aquila ed uno nell'avellinese a Caposele e Calabritto, Sisti è molto diffuso in centro Italia, in Romagna, milanese e pavese, Sisto è specifico della Puglia, Sistu, molto raro, è tipico della Sardegna, di Buddusò (SS) in particolare, dovrebbero derivare dal nome italiano Sisto, a sua volta spesso originato dall'appartenenza alla Gens Sextia, o da una sua modificazione dialettale.
SISTIMINI Sistimini è specifico di Viterbo, dovrebbe derivare da una forma ipocoristica del nome latino Sestimius, probabilmente portato dal capostipite, nome di cui abbiamo un esempio d'uso con Portius Sestimius procuratore all'epoca dell'imperatore Vitellio.
SITA Sita è tipico del bolognese e del ferrarese, potrebbe derivare dal cognomen latino Sita o anche dalla Gens Sittia.
SITAR
SITARI
SITARO
Sia Sitar che Sitari e Sitaro sono quasi unici, dovrebbero derivare da termini arcaici indicanti chi lavorava in ambienti stantii o ricchi di muffa o anche chi ripuliva le antiche latrine o i pozzi neri.
SITTARO Sittaro è tipico dell'udinese, della zona del Natisone, di San Pietro al Natisone in particolare, dovrebbe derivare da un nome di mestiere derivato dal termine slavo sito (setaccio, crivello) ad indicare probabilmente che il capostipite li produceva o li usava per mestiere, perchè ad esempio addetto alla crivellatura di farine o sementi.
SITZIA Sitzia è molto diffuso nel cagliaritano e nel medio Campidano, soprattutto a Quartu Sant'Elena, Selargius, Cagliari e Capoterra, Gonnosfanadiga nel Medio Campidano e Sant'Antioco nell'iglesiente.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
SITZIA: o sisìa, è la margheritina dei campi (anthemis = camomilla); di etimo non ben chiaro. In greco sitìon (σιτίον) = grano, pane, cibo, alimento. Ancora in greco suzèo (συςέω) bollire (decotto!). Non abbiamo altri suggerimenti. Il cognome non è presente nelle carte antiche. È probabile che siano stati i monaci greci a dare il nome alla margheritina dei campi, per le sue qualità terapeutiche: erano infatti formidabili erboristi: abbiamo altri numerosi esempi. Sitzia è presente in 125 Comuni del territorio nazionale, di cui 56 in Sardegna: Quartu 126, Selargius 88, Cagliari 87, Gonnosfanadiga 83, Capoterra 41, etc.
SIVALI
SIVALLI
Sivali, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione di Sivalli, che, abbastanza raro, sembrerebbe avere un ceppo lombardo nel cremonese e nel milanese ed uno molto piccolo in Puglia nel leccese, un'ipotesi propone una derivazione da una forma aferetica del nome medioevale Parsival, il nome del famoso eroe della saga nordica dei Nibelunghi, una seconda ipotesi propone per il ceppo lombardo un'origine da un soprannome originato dal termine arcaico cremonese dialettale sivall, che identifica una pezzo di ferro che i carrettieri utilizzavano per fissare le ruote perchè non uscissero dal mozzo, quest'ipotesi potrebbe far supporre che il capostipite fabbricasse carri o che ne fosse un guidatore.
SIVERIO Molto raro è specifico della bassa bresciana, dovrebbe derivare dal nome Siverio che è una modificazione del nomen latino Severus di cui si hanno tracce ad esempio con il musicista del 1600 Siverio Picerli di Napoli.
SIVIER
SIVIERI
SIVIERO
Sivier assolutamente rarissimo sembra rovigoto, Sivieri abbastanza poco diffuso ha un ceppo tra rovigoto e ferrarese, Siviero è molto diffuso nel Veneto, nella Lombardia centro occidentale, novarese e torinese ed ha un ceppo nella fascia costiera del basso Lazio e alta Campania, che dovrebbe essere il risultato dell'emigrazione forzata dall'area rovigota in occasione della bonifica delle Paludi Pontine operata in epoca fascista, dovrebbero tutti derivare da una modificazione del nome medioevale Silvierius.
SIVILLA Sivilla è tipicamente molisano, di Guglionesi e Matrice in provincia di Campobasso, si potrebbe trattare di un cognome giudaico riferentesi alla città di Siviglia in Spagna e risalire all'epoca della cacciata degli ebrei, ma potrebbe anche trattarsi di un matronimico e derivare per betacismo dal nome medioevale Sibilla di cui abbiamo un esempio in un atto del 1472: "...Madonna Sibilla de Ulmella amasia di quondam re Fridericu...".
SIVORI informazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Ha probabilmente le sue origini nei comuni interni del chiavarese quali Ne (GE) e Castiglione Chiavarese (GE). In effetti da questi due comuni partirono la maggior parte degli emigranti che raggiunsero New York e probabilmente l'Argentina o altri paesi sudamericani. Il cognome è presente sia pure in modo limitato anche in qualche altra regione del Nord. Potrebbe derivare da un nome personale come Severo.
SIZZI
SIZZO
Sizzi, molto molto raro, ha un piccolissimo ceppo a Firenze ed a Prato, Sizzo, praticamente unico, sembrerebbe campano, dovrebbero derivare dal nome germanico Sizzo, una forma ipocoristica del nome Sieghard, che significa duro (hard) nella vittoria (sieg), ricordiamo con questo nome il conte Sizzo von Bayern (925-987), od il più recente principe Sizzo von Schwarzburg (1860-1926).
SLAVAZZA
SLAVAZZI
Slavazza è tipico di Parabiago nel milanese, Slavazzi, quasi unico, è tipico della stessa zona, dovrebbero derivare da un soprannome dialettale basato sul termine lombardo arcaico slavazz, il lapazio o romice, un tipo di pianta officinale usata nella farmacopea arcaica per il trattamento dei calcoli renali e di altre patologie, potrebbe stare ad indicare nel capostipite un erborista o comunque uno che fosse stato solito usare quel tipo di pianta medicamentosa.
SLAVIERO Slaviero è tipicamente veneto, del vicentino in particolare, di Valdastico, Roana, Torri di Quartesolo, Rotzo e Valdagno, con ceppi anche nel rovigoto e nel padovano, dovrebbe derivare dal fatto che il capostipite provenisse originariamente da terre slave. Tracce di questa cognominizzazione si trovano già nel 1400 a Rotzo nel vicentino.
SLEMER Slemer, molto raro, è specifico di Verona e del veronese, di origini etimologiche oscure potrebbe derivare da un antico termine sassone per operatore alla ballista, catapulta.
SLOMP Slomp è tipico di Trento, Roncegno e Rovereto, dovrebbe derivare dal nome del monte Slomp in Trentino, probabile luogo d'origine dei capostipiti.
SMAILA Smaila, assolutamente rarissimo, sembrerebbe essere di origine albanese e derivare dal cognome, appunto albanese, Smajlaj, che origina dal nome turco Ismâil equivalente dell'ebraico Ishmael (Ismaele) con il significato che Dio mi ascolti.
SMALDINI
SMALDINO
SMALDONE
Tipicamente pugliesi entrambi, Smaldini e Smaldino, il primo ha un ceppo ad Adelfia nel barese, il secondo, più diffuso, sempre del barese, ha un ceppo a Cassano delle Murge, Smaldone ha un ceppo campano, nel salernitano ad Angri, Salerno e Pagani, nel casertano a Pietramelara e Caserta, e nel napoletano a Napoli e Sant'Antonio Abate, ed uno lucano, a Potenza e Pignola nel potentino e ad Irsina nel materano, potrebbero derivare da forme ipocoristiche od accrescitive del nome albanese Smajlaj, o, anche se meno probabile, di soprannomi dialettali basati sul mestiere di smaltatore svolto dai capostipiti.
SMALTI
SMALTINI
SMALTINO
SMALTO
Tutti pugliesi, Smalti e Smalto sono quasi unici, Smaltini e Smaltino, comunque assolutamente rari, sembrerebbero specifici di Taranto, potrebbe trattarsi di forme alterate, anche ipocoristiche del nome albanese Smajlaj, non impossibile, ma ben poco probabile un collegamento con il mestiere di smaltatore.
SMANIOTTI
SMANIOTTO
Smaniotti, praticamente unico, è quasi certamente il frutto di un errore di trascrizione anagrafica del cognome Smaniotto, che è tipicamente veneto, di Arsiè e Feltre nel bellunese, di Venezia e Musile di Piave nel veneziano, di Roncade nel trevisano, di Cartura e Conselve nel padovano e di Cassola e Valstagna nel vicentino, con un ceppo secondario anche a Roma, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale, nel Dizionario del dialetto veneziano Di Giuseppe Boerio, edizione 1829, alla voce smanioto si legge: "affannone, Quegli che d'ogni cosa si prende soverchia briga", probabile caratteristica comportamentale del capostipite, nella seconda metà del 1700 troviamo Un Don Antonio Smaniotto, Cappellano a Mason nel vicentino.
SMAREGLIA Smareglia è tipicamente friulano di Grado nel goriziano in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine dialettale veneziano arcaico smara (melanconia, noia), probabilmente a sottolineare un aspetto del carattere del capostipite.
SMERALDA
SMERALDI
SMERALDINA
SMERALDINI
SMERALDINO
SMERALDO
Smeralda, assolutamente estremamente raro, è forse siciliano del messinese, di Alì, Alì Terme e Messina, Smeraldi ha vari ceppi sparsi in giro per l'Italia, uno a Palermo, uno a Roma e Milano, nel fiorentino ed in Emilia, Smeraldina è praticamente unico, Smeraldini, quasi scomparso, sembrerebbe del centro Italia, Smeraldino è unico, Smeraldo, pur essendo rarissimo, è comunque presente un pò dappertutto in Italia, questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale italiano Smeraldo o, in particolare al sud, dal nome Smeralda, una forma aferetica del nome femminile spagnolo Esmeralda, l'uso di questi nomi è riportato ad esempio ne Le rime di Tullia d'Aragona, cortigiana del secolo XVI: "... In un censimento compilato d'ordine della suprema autorità di Roma, redatto certamente nel settennio corso dal 1511 al 1518, ove trovansi numerate case, botteghe, proprietari ed inquilini, e di tutti o quasi tutti si nota la patria, condizione ed arte, le cortigiane sono notate in numero esorbitante, spagnuole e veneziane in massima parte, e distinte in cortesane honeste, cortesane putane, cortesane da candella, da lume, e de la minor sorte. Una sola volta, e forse senza alcuna malizia, il compilatore della statistica dimentica l'aridità del suo lavoro e nota: «La casa di Leonardo Bertini habita Madonna Smeralda cura 3 figlie piacevoli cortegiane»....", il nome femminile Smeraldina è stato ripreso dalla commedia dell'arte, attribuendolo alla maschera di una servetta sbarazzina.
SMERGHETTO Smerghetto è tipicamente veneto della zona orientale di Venezia, di Cavallino Treporti e Venezia, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine dialettale veneziano arcaico smerghèto, un tipo di uccello acquatico, la cui carne ha un sapore sgradevole puzzando di pesce.
SMIDER
SMIDERLE
Smider, praticamente unico, dovrebbe essere originato da un errore di trascrizione di Smiderle, che è tipico del vicentino e di Schio in particolare, questo dovrebbe derivare da una modificazione dialettale del vocabolo cimbro schmid der hlein o smiderlein (il piccolo fabbro, il fabbrettino) e starebbe quindi ad indicare la professione del capostipite.
SMIGLIANI Smigliani è specifico di Poggiofiorito nel teatino, con un piccolo ceppo anche a Pescara.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
D'origine slava, il cognome Smigliani nasce da un adattamento del cognome slavo Smiljanić, che, per tramite del suffisso -ić, assume il significato di figlio di Smiljan - nome tipico della tradizione slava (soprattutto di quella balcanica). A questo proposito, va notato che Smiljan - Smiljana al femminile - è un classico nome di natura fitonimica (ispirato ai nomi delle piante), come ne esistono diversi anche in Italia (a titolo d'esempio, si pensi ai diffusissimi Rosa e Margherita): la radice di questo nome, in effetti, va ricercata nello slavo smilje, termine che, in botanica, allude a una pianta dal nome elicriso (helichrysum), anche nota come perpetuina - alcune traduzioni, a dire il vero, prendono in considerazione anche altre piante della famiglia delle Asteraceae, sebbene la più comune alluda proprio all'elicriso. Ora, prima di concludere, si può aggiungere un'ultima curiosità riguardo a questo cognome: in Croazia, Smiljan è anche il nome di una cittadina della regione della Lika, nota soprattutto per aver dato i natali allo scienziato Nikola Tesla (Smiljan, 1856 - New York, 1943), vero e proprio luminare nel campo della scienza.
SMITH Smith è ben rappresentato in Italia, con ceppi nella Lombardia occidentale, in Veneto, in Friuli, in Toscana, a Roma e nel napoletano, e presenze in Sicilia, di chiara origine britannica, deriva dal termine inglese smith (fabbro).
SNAIDERO Tipico dell'udinese, di Majano, Colloredo di Monte Albano e Sedegliano, ma presente anche in molti altri paesi della provincia, dovrebbe derivare da un'italianizzazione del vocabolo tedesco schneider (sarto), la cui pronuncia è schnaider con la sch dolce di sci, riferendosi quindi probabilmente al mestiere del capostipite.
SNIDAR
SNIDARCIC
SNIDARCIG
SNIDARO
SNIDERO
Snidar, assolutamente rarissimo, è dell'udinese, Snidarcic è praticamente unico, Snidarcig è rarissimo ed è della zona di Premariacco e Cividale, Snidaro, abbastanza raro, è dell'udinese, Snidero è tipico di Udine e Cividale del Friuli, dovrebbero derivare tutti direttamente, o con il suffisso patronimico -cic o -cig, dal termine slavo znidar (lo schneider tedesco, il sarto), si tratta quindi del nome del mestiere del capostipite.
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