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SPACCATROSI Tipico del Lazio.
SPADA Assolutamente panitaliano, dovrebbe derivare dal mestiere di fabbricante o commerciante di spade, o di soldato.
SPADACCINI Tipico della fascia costiera da Pescara a Campobasso, dovrebbe derivare dal mestiere di soldato.
SPADAFORA
SPATAFORA
Spadafora sembrerebbe tipico dell'area dello stretto di Messina, con un ceppo nel cosentino, ma con ceppi secondari in Piemonte, Spatafora è siciliano del palermitano e trapanese in particolare con un ceppo anche nel catanese, sono due forme dello stesso cognome che si riferisce ad un nobile casato di origine greca che annovera Duchi, Principi e Baroni di vari feudi calabresi e siciliani e che diede il proprio nome nel 1459 al toponimo Spadafora (ME), compaiono per la prima volta come feudatari nel catanese nel 1296 con il barone Damiano Spadafora che ottiene il feudo di Randazzo, Capostipite sembra essere Basilio Spadafora, capitano della guardia dell’imperatore bizantino Isauro Comneno, divenne esarca in Sicilia nel 1058. Dovrebbero derivare dal termine greco per colui che porta la spada, anche se in alcuni casi potrebbero direttamente derivare dal toponimo Spadafora nel messinese.
SPADARI
SPADARO
SPATARI
SPATARO
Spadari ha un ceppo nel cremonese, uno nell'anconetano ed uno a Roma, Spadaro ha un importante nucleo siciliano, nella parte orientale dell'iusola soprattutto, un ceppo nel reggino, uno pugliese tra barese e tarentino, uno napoletano ed uno romano, con presenze significative al nord anche se probabilmente dovute al fenomeno dell'emigrazione, Spatari ha un ceppo genovese ed uno a Mammola (RC), Spataro è molto diffuso in Sicilia, nel reggino e nel cosentino, nel tarentino, a Roma, nel fiorentino e nella parte occidentale del nord, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal mestiere di magister spatharius (fabbro fabbricante di spade) o dalla funzione di Spatarius (servitore addetto a portare la spada del cavaliere): "...Vincebatur etenim in omnibus, propter quod cum prae angustia mori videretur, Spatarius quidam, ut domino suo morem gerere videretur, ac ipsius iniuriam vendicaret, gladium in virginis latus infigens, fanctam virginem tandem Christi martyrem effecit...".
integrazioni fornite da Dario Spadaro
della famiglia Spadaro ho trovato un Giovanni Antonio, che fu capitano di giustizia in Caltagirone nel 1549-50; un Giacinto, che, con privilegio dato il 15 febbraio 1736, ottenne il titolo di barone e tenne la carica di capitano di giustizia in Corleone nell’anno 1745-46; un Benedetto, che fu proconservatore in Scicli nell’anno 1793-1800.
SPADAVECCHIA Tipico di Molfetta (BA), deriva da un soprannome originato da una particolare bravura nel maneggiare la spada, il vecchia è inteso come ricca di esperienza.
SPADINI Abbastanza raro è presente a macchia di leopardo nel centro Italia.
SPADONI Occupa la zona che comprende la Liguria orientale, l'Emilia, la Toscana settentrionale, la Romagna e le Marche, l'Umbria ed il Lazio, deriva dal mestiere delle armi o di addetto a queste.  Questa cognomizzazione è presente ad Arezzo fin dal 1600 con il notaio Niccolò Spadoni di Giuseppe operante a San Miniato (PI).
SPADOTTO Specifico delle province di Treviso e Pordenone, dovrebbe derivare dal mestiere di fabbricante o commerciante di spade, o di soldato.
SPAGHI Rarissimo è specifico del milanese, dovrebbe derivare da un soprannome.
SPAGLIARDI Estremamente raro è tipico del sudmilanese, ignota la derivazione, nell'anno 1655-1656, a Monza, troviamo come capitano feudale Marco Antonio Spagliardo
SPAGNA
SPAGNOL
SPAGNOLI
SPAGNOLO
SPAGNUOLO
Spagna non molto comune è comunque presente a macchia di leopardo in tutt'Italia, Spagnol è specifico dell'area che comprende le province di Treviso e Pordenone, Spagnoli è molto diffuso in tutto il centro nord, Spagnolo è diffuso nel Veneto, Calabria, Campania e Puglia, Spagnuolo è diffuso in tutto il sud, derivano dall'etnico spagnolo e starebbe ad indicare o un'origine spagnola, o comunque un rapporto con la Spagna, in alcuni casi potrebbe indicare una provenienza diretta da quella nazione, come ad esempio avvenne in occasione della cacciata dalla Spagna degli ebrei sefarditi nel 1492.  Troviamo tracce di questa cognomizzazione in Campania a Sant'Egidio (SA) fin dal 1520 con un certo Nardo Antonio Spagnuolo.
SPALANZANI
SPALLANZANI
Spalanzani, molto molto raro, è tipico del reggiano, dovrebbe essere una forma arcaica di Spallanzani , decisamente più diffuso, specifico anche del modenese, oltre che del reggiano, e con un ceppo anche nel massese, dovrebbero derivare dal toponimo Spallanzano del reggiano.
SPALMA Assolutamente rarissimo, dovrebbe essere originario di Lampedusa.
SPAMPANATO
SPAMPINATO
Spampanato è tipico del napoletano, di Cimitile, Nola e Cicciano, Spampinato invece, ha un ceppo secondario a napoli, ma il nucleo principale è siciliano del catanese, di Catania, Gravina di Catania, Paternò, Misterbianco, Mascalucia, Belpasso, San Giovanni La Punta e Motta Sant`Anastasia, ma presenta ceppi anche nell'ennese, nel messinese e nel palermitano.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Spampanato ha un nucleo principale nel napoletano, Spampinato, presente da nord a sud del paese, è più tipicamente siciliano, con ceppi maggiori nel catanese e, in misura minore, nell’ennese e nel siracusano, entrambi questi cognomi derivano dal nome medievale Spampanato o Spampinato, che letteralmente significa florido, rigoglioso, ma, al pari dei nomi Fiorito e Florido, va inteso nel senso figurato di vitale, pieno di vita (vedi anche Vitale). Dal punto di vista etimologico, infatti, l’origine del termine spampinato (con varianti in pampinoso e pampinuto) va ricercata nel verbo spampanarsi o spampinarsi, usato in riferimento ai fiori e soprattutto alle rose che hanno petali molto aperti e sviluppati (cioè nello stadio finale della fioritura, quando il fiore raggiunge il momento di maggior floridezza e rigogliosità): da qui, allora, nasce il senso figurato di rigoglioso, pieno di vigore (ancora oggi, d’altronde, si usano espressioni come essere nel fiore degli anni, della giovinezza, della bellezza, etc). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti, anche se in alcuni casi non è esclusa una derivazione da soprannomi ad essi attribuiti.
SPANALATTE Assolutamente rarissimo, potrebbe essere originario del ragusano.
SPANO
SPANO'
SPANU
Entrambi diffusi nel sud Italia, Spano più specifico della Sardegna e delle Puglie, Spanò, più siciliano e calabrese, Spanu invece è tipico sardo, derivano da soprannomi dialettali connessi con il vocabolo spano o spanu (glabro, spelato), Spanò può anche derivare dal toponimo Spanò (CT)..
integrazioni fornite da Aurelio Spano
Spano deriva dal vocabolo della lingua sarda che significa giallo, marroncino. Già presente in Sardegna dall'alto Medioevo, precisamente nella parte Nord-Est chiamata all'epoca Giudicato di Gallura (uno dei quattro giudicati in cui era divisa la Sardegna post Bizantina). Il cognome è documentato per la prima volta nell'anno 1113 ,quando il Giudice (Judex Rex) Comita Spano fece un lascito terriero immobiliare alla cattedrale di Pisa, lo stesso giudice istituì anche la diocesi di Civita (l'attuale Olbia) nell'anno 1139.
SPARACE
SPARACI
SPARACINI
SPARACINO
SPARACIO
Sparace e Sparaci, assolutamente rarissimi, quasi unici, sicuramente meridionali, forse di origine pugliese, Sparacio invece è decisamente siciliano e pur avendo un ceppo a Messina, si concentra particolarmente nel palermitano, a Palermo, Carini e Prizzi, Sparacini è unico ed è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del cognome Sparacino che è tipicamente siciliano, dovrebbero tutti derivare da soprannomi legati direttamente o tramite ipocoristici a voci dialettali per asparagio, forse a caratterizzare l'altezza combinata con un eccessiva magrezza del capostipite, ma anche forse perchè questi aveva in qualche modo a che fare con la coltivazione degli asparagi.
SPARACELLO Tipico del palermitano, dovrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo dialettale sparacello (asparago).
segnalato da Vitale Gianluca Sparacello
diversa ipotesi fornita da Enzo Papa
Il cognome Sparacello nell'idioma di Palermo non significa asparago (che si dice sparaciu), ma più diffusamente vuol dire broccoletto (sparaceddhu).
SPARAVENTI Sparaventi è specificatamente marchigiano di Urbino, Pesaro e Fermignano, dovrebbe derivare da un soprannome scherzoso originato da caratteristiche comportamentali del capostipite, forse uno aduso a smargiassate o a rumorosi eccessi.
SPARTA
SPARTA'
Sparta ha un ceppo nel trapanese, in particolare a Marsala, Spartà, molto più diffuso, ha ceppi nel catanese a Randazzo, Catania, Acireale e Paternò, nel messinese, a Messina, Santa Domenica Vittoria e San Piero Patti, ed a Niscemi nel nisseno, dovrebbe derivare in alcuni casi dal toponimo Spartà di Messina, o dal nome della città greca di Sparta, ma generalmente dovrebbe derivare dal termine greco spartàs (sottobosco di ginestre), o anche da derivati del verbo sempre greco spèrno (seminare).
stemma suggerito da Francesco Spartà
SPASIANO Spasiano è tipico del napoletano, di Napoli, San Giorgio a Cremano, Vico Equense e Piano di Sorrento, dovrebbe derivare dall'aferesi di nomi come Vespasiano, l'italianizzazione del nome latino Vespasianus, portato anche da un imperatore di Roma.
SPAZZADESCHI Estremamente raro è tipico di Premana (LC).
integrazioni fornite da Fabio Paolucci (Salerno)
Spazzadeschi è un raro ma tipico cognome lombardo, maggiormente diffuso a Premana in provincia di Lecco, borgo in cui tale cognome risulta settimo in ordine di frequenza.  Dal punto di vista etimologico, esso sembrerebbe trarre origine da un soprannome
canzonatorio composto dai termini "spazza", derivato dal verbo "spazzare, pulire", e "deschi", forma plurale di "desco", derivato dal latino "descus" e dal greco "dìscos", con il significato di "piatto" oppure di "tavola dove si dispongono i cibi". Se ragioniamo in questa direzione, il cognome in analisi potrebbe essere considerato la cognominizzazione di un soprannome scherzoso attribuito al Capostipite in relazione alla sua particolare propensione a divorare cibo. Un'altra interpretazione può essere avanzata se consideriamo un altro significato del vocabolo "desco", cioè "panchetto, sgabello": Spazzadeschi potrebbe derivare allora dalla cognominizzazione di un mestiere, come ad esempio il falegname o il taverniere.  Tracce di questo cognome si hanno fin dal 1443, con il Notaio Giovanni fu Zanni Spazzadeschi (oppure de'Spazzadeschi), attivo a Vervio, Grosio, Grosotto e Tovo di Sant'Agata in provincia di Sondrio. In Valsassina, inoltre, come afferma Andrea Orlandi (Le Famiglie della Valsassina-1932), a Pagnona (LC) una famiglia Colombo è registrata fin dalle prime documentazioni con l'epiteto "Spazzadeschi".
SPECCHIA Abbastanza raro, sembra essere originario del Salento, dovrebbe derivare dal toponimo Specchia (LE), l'origine del cui nome dovrebbe essere dal vocabolo dialettale specchia che serve a rappresentare un un cumulo di pietre a secco d'impianto messapico, disposte a tronco di cono, che avevano la funzione di torretta d'osservazione.
SPECIALE Speciale ha un ceppo a Martina Franca in provincia di Taranto ed un nucleo in Sicilia soprattutto nel palermitano, a Palermo, Bagheria, Casteldaccia, Partinico e Ciminna, ma con ceppi anche nel catanese, nel messinese, a Caltanissetta, a Piazza Armerina e Leonforte nell'ennese, a Favara (AG) ed a Mazara del Vallo nel trapanese, esistono almeno due teorie sull'origine di questo cognome, una che derivi da un nome rinascimentale Speciale attribuito ad un figlio molto desiderato, l'altro che si tratti di una corruzione del termine spetialis (antico termine per colui che si occupava della preparazione delle medicine, una specie di farmacista ) di cui abbiamo un esempio d'uso in quest'atto del 1600: "...Ego Guarnerius de Castiliono filius quondam spetialis domini Ludovici habitans in infrascripta terra Angleriæ...".
SPECOGNA Specogna è tipicamente friulano dell'udinese di Torreano, Udine, Cividale del Friuli, Pulfero, San Pietro al Natisone e Faedis, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine sloveno spéhonja (lardoso grosso pezzo di lardo) e starebbe probabilmente ad indicare che il capostipite era particolarmente grasso.
SPEDIACCI Assolutamente rarissimo, è originario della zona di confine tra le province di La Spezia e Massa.
SPEH Tipicamente triestino è quasi unico, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine slavo spéh (lardo) e starebbe probabilmente ad indicare che il capostipite era grasso.
SPELTA Specifico del sudmilanese e cremonese, deriva da un soprannome legato al vocabolo arcaico spelda o spelta (farro, avena), probabilmente per il fatto di essere coltivatore o venditore di avena.
SPERA
SPERANDIO
SPERANZA
Spera è del centro/sud Italia, Sperandio è tipico veneto, con un possibile ceppo nel pesarese, Speranza è panitaliano, derivano da nomi augurali cristiani, in uso nei tempi antichi.
SPERDUTI
SPERDUTO
Sperduti è specifico del Lazio, tra Latina e Frosinone, Sperduto sembra avere due ceppi uno nella stessa area di Sperduti ed uno nel potentino, potrebbero derivare da soprannomi originati da episodi che abbiano coinvolto il capostipite.
SPERI Specifico del veronese, di Negrar e Verona in particolare, dovrebbe derivare dall'aferesi di una modificazione del nome Gaspare. Tra i personaggi storici, degno di rilievo è stato Tito Speri che nacque a Brescia nel 1825 e fu tra i capi della rivolta bresciana del 1849 contro l'esercito austriaco, quella delle famose Dieci Giornate.
SPERIANI Assolutamente rarissimo, forse del basso bresciano, potrebbe derivare dal toponimo Spera (TN).
SPERLECCHI Assolutamente rarissimo, specifico del sudmilanese e lodigiano.
SPEZIGA Molto molto raro è tipico del sassarese, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo sardo spizzigu (spilorcio).
SPEZIO Estremamente raro, probabilmente del meridione d'Italia, dovrebbe derivare dal nomen latino Spetius.
SPEZZACATENA
SPEZZACATENE
Spezzacatena è tipicamente pugliese, del barese soprattutto e di Molfetta in particolare, Spezzacatene, estremamente raro è probabilmente la conseguenza di errori di trascrizione.
Integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Secondo un’ipotesi interessante, l’origine di questi cognomi andrebbe ricercata nel nome medievale Spezzacatena (con una variante in Spezzacatene), che, in ambito cristiano, allude al culto per la Madonna della Catena (per una spiegazione più approfondita, vedi il cognome Catena): in questo contesto, infatti, l’espressione spezzacatena descrive bene il ruolo di Santa Maria della Catena, colta nell’atto di sciogliere o spezzare le catene delle sofferenze umane (concetto che, in ambito religioso, esprime la liberazione dal Male). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti, anche se in alcuni casi non è esclusa una derivazione da soprannomi ad essi attribuiti.
SPEZZANO Spezzano è un cognome tipicamente calabrese, del cosentino ed in particolare di Acri e Corigliano Calabro, con un ceppo anche nel reggino a Campo Calabro, dovrebbe derivare da uno dei vari toponimi come Spezzano Albanese, Spezzano Della Sila o Spezzano Piccolo, tutti nel cosentino, probabili luoghi d'origine della famiglia.
SPIANDORE Spiandore è specifico dell'area vicentino, padovana, potrebbe derivare da una modificazione della voce ladina spénodl (forcina, crinale) ad indicare forse le caratteristiche della zona di provenienza della famiglia.
SPIAZZI Spiazzi è specifico del veronese, di Verona e di Sant`Anna d`Alfaedo, dovrebbe derivare dal toponimo Spiazzo di Sant`Anna d`Alfaedo o anche da Spiazzi di Caprino Veronese (VR).
SPICCIARIELLO Molto raro ha un ceppo a Cerignola (FG) ed uno a Sessa Aurunca (CE), dovrebbe derivare da un soprannome dialettale.
integrazioni fornite da Giuseppe Spicciariello
originaria dalla Città di Capua, le sue prime memorie risalgono alla fine del secolo XIV°. Ne fu capo un ricco possidente detto Gennaro Spicciariello. E' ascritta fra le nobili Famiglie del Reame di Napoli, di rilievo è stato Matteo Spicciariello, celebre latinista morto nel 1804. Lo stemma di famiglia: campo azzurro con tre fasce orizzontali rosse, un leone cammina sulla fascia in alto nella direzione di una freccia che lo sovrasta, entrambi dorati. Completa la figura un elmo con un ciuffo rosso e oro a destra ed uno azzurro e oro a sinistra.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L’origine di questo cognome va ricercata nel nome medievale Spicciariello, nato per prostesi (aggiunta della s) dal nome Picciariello, col significato di piccolo, piccolino (per una spiegazione più approfondita sull’origine del nome, vedi il cognome Picciariello); in alcuni casi, tuttavia, non si può escludere una derivazione dallo stesso termine spicciariello, ad indicare particolari caratteristiche fisiche o comportamentali. In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni o dei nomi personali dei capostipiti o di soprannomi loro attribuiti.
SPIEZIE
SPIEZIO
Entrambi rarissimi sembrano essere specifici del napoletano, dovrebbero derivare da un soprannome legato al vocabolo dialettale napoletano spiezie (cozze), come venditore o pescatore di cozze.
SPIGOLA Spigola è tipico di Cassino nel frusinate, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine spigolare (raccogliere le spighe che i mietitori hanno tralasciato) forse indice della povertà del caspostipite.
SPILIMBERGO Spilimbergo, molto molto raro, parrebbe del trevisano, dovrebbe derivare dal toponimo Spilimbergo nel pordenonese, probabile zona di origine del capostipite.
SPILLARE
SPILLARI
SPILLER
SPILLERE
SPILLERI
Spillare, molto raro, è del vicentino, Spillari, molto molto raro, è tipico del veronese, di Zevio in particolare, Spiller è specifico del vicentino, originario della zona dei sette comuni di area cimbrica, Spillere, molto molto raro, è del vicentino, Spilleri, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un'italianizzazione di Spiller, dovrebbero tutti derivare dal vocabolo cimbro spiler (suonatore, giocatore) da cui il tedesco spieler (pronuncia Schpilar).
integrazioni fornite da Roberto Spillari-Treviso
Gli  Spillari discendono dal popolo dei cimbri, popolazione barbarica che tra il 1000 ed il 1300 d.C si è trasferito nell’attuale vicentino dalla penisola dello Jutland (Danimarca,) che in quell’epoca si chiamava Kimberland,. Circa 200 anni prima di Cristo, questo popolo cominciò ad emigrare verso sud alla ricerca di terre più fertili e calde, arrivando in Baviera, proseguendo verso sud, per sfuggire ai più temibili popoli teutonici, arrivarono fino all’area tra l’attuale Trentino ed il Veneto, sotto la protezione nel Impero Romano, popolo di lavoratori fiero, ma non bellicoso si insediarono nella zona dedicandosi ad attività agricole, alla pastorizia ed all’artigianato. Gli Spiller si sono stabiliti nella zona di Asiago nella provincia di Vicenza. Con il tempo una famiglia Spiller cambiò il suo nome in Spillari e si traferì a Zevio (VR), dove si insediò e tuttora risiede. L’origine etimologica del cognome è dal vocabolo cimbro  spiller che significa: suonatore di uno strumento. Spillari e Spillare sono il medèsimo cognome, derivati da Spiller. Con il tempo qualche famiglia Spiller ha cambiato il suo cognome in Spillari ed in Spillare. In Brasile sono entrati solamente Spillari,  in alcuni casi il loro cognome è stato cambiato dall'autorità brasiliana in: Spilari, Spilare ed altri.  L'azzuro dello sfondo della nostra stemma significa generosità; mentre la figura del cigno rappresenta l'alta dignità.  Nella metà del sec XIX°, migliaia di immigrati italiani hanno attraversato l'Oceano Atlantico in cerca di una vita migliore. Molti sono andati con tutta la famiglia. L'immigrazione in massa degli italiani per il Brasile cominciò nel 1874, quando Pietro Trabacchi (trentino), promosse una spedizione nella sua regione di origine, portando con sé circa 330 trentini verso la regione di Santa Cruz nello Stato dell' Espirito Santo. Questi immigrati fondarono  la città di Santa Teresa.  Migliaia di immigrati entrarono in Brasile principalmente negli Stati del: Rio Grande do Sul, Santa Catarina, Paraná, São Paolo e Espirito Santo, come risultato finale la colonia italiana in Brasile diventò la più grande del mondo, atualmente sono circa 25 milione gli oriundi italiani in Brasile, distribuiti principalmente nelle regione sud e sudest del Brasile. Nell' Espirito Santo circa il 70% della popolazione è di origine italiana oppure ha un antenato italiano. Molti furono le famiglie Spillari che sono emigrate. Nel Brasile hanno scelto di andare nel Rio Grande do Sul, Espirito Santo e São Paolo. Altri invece hanno scelto d'andare in Argentina ed in Guatemala.
SPINA
SPINELLI
SPINI
Sia Spina che Spinelli sono panitaliani, mentre Spini è propriamente lombardo, con un ceppo anche in Toscana, dovrebbero derivare dal nome mediovale Spina e Spinello, o anche dall'aferesi del nome Crispino o suoi diminutivi, ma potrebbero anche, in alcuni casi, derivare da toponimi quali: Spina (PG), Spinea (VE), Spineda e Spino d'Adda (CR), Spinete (CB), Spineto Scrivia (AL), ecc.
SPINACI Abbastanza raro è specifico marchigiano delle province di Pesaro ed Ancona, potrebbe derivare da un nome di località, quale ad esempio il mons Spinacius in provincia di Macerata di cui abbiamo tracce ad esempio in uno scritto dell'anno 722 nel quale si legge: "...qualiter vadit per duos montes quarum unus vocatur Spinacius, alter autem Porcacius..."
SPINAZZI Assolutamente rarissimo, potrebbe avere due ceppi, in provincia di Venezia e, probabilmente secondario nel milanese, dovrebbe derivare dal toponimo Spinea (VE).
SPINAZZOLA Tipico barese, deriva dal toponimo Spinazzola (BA).
SPINOLA Ha un ceppo a Genova, uno a Napoli ed uno a Gallipoli, deriva da una modificazione del termine spina, inteso come spina nel fianco dei propri avversari, detto probabilmente di un personaggio determinato e combattivo, tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Genova fin dal 1300, in un atto del 1393 si legge: "...Cataneus Spinola civis Ianue quondam Domini Catanei ex una parte et Thadeus de Senis pictor Janue ad sanctum Laurentium ex parte altera pervenerunt ...", nel 1400 troviamo gli Spinola come Marchesi di Ceva (CN), in uno scritto del 1530 leggiamo: "...Georgius Spinulla ex marchionibus Ceve dominus Bagnaschi, Montisbaxiliique etc., dilecitis nobis in Christo sindico consciliaris et universitati nostre Montisbaxilii salutem in Domino sempiternam. ...".
SPINOSA
SPINOSI
SPINOSO
Spinosa ha ceppi nel basso Lazio, Campania e Puglia, Spinosi ha un ceppo tra Marche ed Abruzzo, Spinoso ha un ceppo a Nicotera (VV) ed uno a Palermo, possono derivare da nomi di località, o anche da modificazioni dell'aferesi del nome Crispino.
SPINOZZI Specifico del Piceno e del teramese, dovrebbe derivare da modificazioni dell'aferesi del nome Crispino.
SPIOTA
SPIOTTA
SPIOTTI
Spiota, rarissimo, sembra dell'alessandrino, Spiotta, molto molto raro, è campano, dell'alto salernitano ai confini con l'avellinese, Spiotti, assolutamente rarissimo parrebbe una modificazione del primo.
SPIRIDIONE
SPIRIDIONI
Entrambi molto rari e di difficile individuazione della provenienza, forse Spiridioni è di origini toscane o laziali, derivano entrambi dal nome bizantino Spiridione. Un famoso Spiridioni fu, nel 1700, l'Arcivescovo di Urbino Filippo Spiridioni Berioli.
SPIROUX Spiroux è assolutamente rarissimo, presente solo in Campania è di origini franco belghe, deriva dal vocabolo vallone spirou che significa scoiattolo, probabilmente per sottolineare l'agilità e la velocità del capostipite.
SPITALE
SPITALI
Entrambi siciliani, Spitale ha un ceppo a San Cono nel catanese ed uno a Gangi e Petralia Soprana nel palermitano, Spitali è specifico di Grotte nell'agrigentino, potrebbero derivare dal fatto di essere stati i capostipiti dei trovatelli affidati a Confraternite ospedaliere, in Sicilia fin dall'undicesimo secolo si costituirono, sotto l'egida degli ordini dei Cavalieri e degli Ospitalieri, alcuni Spitali, dove venivano ricoverati gli infermi, i mendicanti ed i trovatelli.
SPITALERE
SPITALERI
SPITALIERE
SPITALIERI
Spitalere e Spitaliere sono dovuti probabilmente ad errori di trascrizione di Spitaleri, che sembrerebbe specifico della Sicilia, del catanese, messinese e palermitano, Spitalieri, meno comune, ha un ceppo nel palermitano ed uno nel catanese.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Cognome tipicamente siciliano, con ceppo maggiore nel catanese, deriva dal termine dialettale spitaleri (ospitaliere), che indica colui che lavora in un ospedale. Un tempo gli ospedali, oltre a svolgere la loro attuale funzione, potevano anche servire come ricoveri per anziani, per pellegrini o ancora per trovatelli, va ricordato, ad es., il cosiddetto Spedale degli Innocenti, che offriva appunto le proprie cure ai bambini senza famiglia.
SPITERI
SPITERO
Spiteri sembrerebbe tipicamente siciliano, di Licata e dell'agrigentino in particolare, con presenze anche nel nisseno e nel catanese, Spitero, sempre di Licata, sembrerebbe ormai scomparso in Italia, dovrebbero derivare dal mestiere di locandiere che forniva carne allo spiedo, ma anche è possibile che derivasse dal mestiere di fabbro specializzato nella produzione di spiedi.
SPIZZI Rarissimo, è specifico del sudmilanese e lodigiano.
SPIZZICA
SPIZZICHI
SPIZZICHINI
SPIZZICHINO
SPIZZICO
Spizzica, molto molto raro, è presente in tutta Italia, Spizzichi. quasi unico, potrebbe essere lombardo, Spizzichini e Spizzichino, decisamente più diffuso, sono entrambi romani, Spizzico sembra specifico di Bari.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Spizzica è presente a bassissima frequenza dal nord al sud del paese, Spizzichi, quasi unico, è specifico del milanese, Spizzico ha un nucleo principale nel barese, ma si riscontra anche nel nord, per lo più nel milanese, Spizzichini e Spizzichino sono assolutamente romani, tutti questi cognomi derivano dal nome medievale Spizzico, nato per prostesi (aggiunta della s) dal nome Pizzico, che in italiano antico significa piccolo, piccolino (per una spiegazione più approfondita sull’origine del nome, vedi il cognome Pizzico); in alcuni casi, tuttavia, non si può escludere una derivazione dallo stesso termine spizzico, ad indicare particolari caratteristiche fisiche o comportamentali. In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni o dei nomi personali dei capostipiti o di soprannomi loro attribuiti.
SPOLDI
SPOLTI
SPOTTI
Spoldi è raro e dovrebbe essere di origini cremonesi, infatti a Crema, nel medioevo, ci sono tracce di una famiglia notabile, gli Spoldi, Spolti, molto più raro è bresciano, Spotti invece è molto diffuso in tutta la Lombardia, milanese e cremonese in particolare, e nel parmense, dovrebbero derivare da soprannomi originati da variazioni del vocabolo germanico (antico alto tedesco) spelt (farro, spelta), meno facile una derivazione dal germanico (antico alto tedesco) spot (scherzo).
SPONCHIADO Tipico del trevisano, zona di Carbonera. Treviso e Preganziol, dovrebbe derivare da un soprannome.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Cognome di Treviso, secondo D. Olivieri 232 viene dal verbo veneto sponciàr  (punzecchiare).
SPORCHIA Tipico di Martinengo (BG).
SPORTELLI
SPORTELLO
Sportelli dovrebbe avere un nucleo importante nelle Puglie ed un ceppo secondario nel nord milanese e comasco, Sportello, assolutamente rarissimo, sembrerebbe pugliese, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel 1500 a Napoli con i fratelli editori Franciscus Falco et Ioannes Antonius Sportellus.
SPOSITI
SPOSITO
Spositi, abbastanza raro, è tipico di Roma e provincia, Sposito è tipico di Brusciano, Pomigliano d`Arco ed Acerra nel napoletano, e di Palermo, ha ceppi, probabilmente secondari, anche in Sardegna, dovrebbero tutti derivare dall'essere i capostipiti figli abbandonati, accolti da enti di carità tramite il sistema della cosiddetta Ruota degli Esposti, la Ruota era un meccanismo girevole, di forma cilindrica diviso in due parti: una si affacciava sulla strada, dove era protetta da uno sportello, l’altra era rivolta verso l'interno dell'istituto di carità, i neonati venivano depositati nella parte esterna, dove era presente una campanella da far suonare per avvertire dell'avvenuto abbandono.
SPOTORNO Specifico della zona tra savonese e genovese, deriva dal toponimo Spotorno (SV).
SPREAFICHI
SPREAFICO
Spreafichi è estremamente raro ed è originario del nord Italia, Spreafico è assolutamente lombardo, del nordmilanese, bergamasco, lecchese e comasco, derivano da soprannomi dialettali originati probabilmente dalla condizione di indigenza della famiglia del capostipite detta Spela Fichi, cioè mangiatori di fichi, cibo considerato dei poveri.  Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Galbiate (LC) nel 1600 con il notaio Francesco Spreafico (1615-1682).
SPRELA Sprela, quasi unico, dovrebbe essere del sudmilanese, e dovrebbe derivare da un soprannome dialettale originato dal vocabolo milanese sprèla (detto di donna rozza ed arrogante).
SPRIANO Spriano è tipicamente piemontese, di Torino, San Salvatore Monferrato nell'alessandrino ed Omegna nel verbanese, non molto probabile una derivazione dal toponimo sondriese di Spriana, ma al momento non riusciamo a formulare altre ipotesi.
SPURIA
SPURI
SPURIO
Spuria è assolutamente rarissimo, Spuri ha un ceppo a Roma, Civitavecchia e Poggio Mirteto (RI), ed uno a Fabriano (AN), Spurio oltre al nucleo tra Roma e Civitavecchia, ha un ceppo anche a Nepi (VT) ed uno a Jesi (AN), dovrebbero derivare dalla Gens Romana Spuria o dal nomen latino Spurius di cui abbiamo un esempio a Roma in epoca repubblicana: "...Camillo inter crimina obiecit Spurius Carvilius quaestor, ostia quod aerata haberet in domo...".
SQUARCINA
SQUARCINI
Squarcina è tipicamente veneto, di Venezia e del padovano, di Abano Terme, Montegrotto Terme, Padova, Selvazzano dentro e Rubano, Squarcini è invece toscano, di Borgo San Lorenzo e Firenze nel fiorentino e di Montopoli in Val d'Arno, Capannoli e Pontedera nel pisano, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine italiano arcaico squarcina, una sorta di coltellaccio a lama ricurva, come una corta scimitarra, forse ad identificare nei capostipiti dei macellai o anche dei mercenari o dei grassatori, di quest'uso abbiamo un esempio: "...Postea Ildibrandus ascendit in equum album , et ivit ad plateam positus in medio a Luchino Tastonis supranomine dicto Pescella, et a Farolfo Catenaccio vocato Squarcina, cuin ornatis sentiferis lanceas et scutos deportantibus. In platea praeparatum erat magnum torneamentum, multaeque domnae et domnicellae in fenestris erant, et multa turba populi in platea. ..".
SQUILLACE Tipico calabrese, deriva dal toponimo Squillace (CZ).
SQUILLANTE Squillante è tipico di Sarno nel salernitano, con ramificazioni anche a Napoli, Cimitile (NA), Scafati, Angri ed Eboli nel salernitano, Squillanti, parrebbe unico ed è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, dovrebbero derivare dal nome medioevale italiano Squillante, del quale abbiamo un esempio nel 1400 a Montefalcone di Val Fortore dove è Attuario (una specie di magistrato con il compito di registrare e conservare gli atti ufficiali) un certo Squillante, ed in questo scritto napoletano del 1577: "In anno 1577 Don Antonio Carrafa denuntiò la morte di detto Lojse suo patre; et pagò il debito relevio non solamente per la detta terra de Cajvano, ma anco per tutto lo Stato, che esso Lojse possedeva,... ...Abenche di questo ne pende lite in banca magnifici Squillantis. Et adverte quia tempore quo Istatus possidebatur per P. Colunnam vigore concessionis de illa sibi factae per Regem Cattolicum taxabatur in Cedulare adhoa in ducatis...".
SQUIZZATO Decisamente veneto dovrebbe essere del padovano, ha un ceppo probabilmente secondario nel varesotto.
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