| SPACCATROSI |
Tipico del Lazio. |
| SPADA |
Assolutamente panitaliano, dovrebbe
derivare dal mestiere di fabbricante o commerciante di spade, o di soldato. |
| SPADACCINI |
Tipico della fascia costiera da
Pescara a Campobasso, dovrebbe derivare dal mestiere di soldato. |
SPADAFORA
SPATAFORA |
Spadafora sembrerebbe tipico dell'area dello stretto di Messina, con un
ceppo nel cosentino, ma con ceppi secondari in Piemonte, Spatafora è
siciliano del palermitano e trapanese in particolare con un ceppo anche
nel catanese, sono due forme dello stesso cognome che si riferisce ad un
nobile casato di origine greca che annovera Duchi, Principi e Baroni di
vari feudi calabresi e siciliani e che diede il proprio nome nel 1459 al
toponimo Spadafora (ME), compaiono per la prima volta come feudatari nel
catanese nel 1296 con il barone Damiano Spadafora che ottiene il feudo
di Randazzo, Capostipite sembra essere Basilio Spadafora, capitano della
guardia dell’imperatore bizantino Isauro Comneno, divenne esarca in Sicilia
nel 1058. Dovrebbero derivare dal termine greco per colui che porta la
spada, anche se in alcuni casi potrebbero direttamente derivare dal toponimo
Spadafora nel messinese. |
SPADARI
SPADARO
SPATARI
SPATARO |
Spadari ha un ceppo nel cremonese, uno nell'anconetano ed uno a Roma, Spadaro
ha un importante nucleo siciliano, nella parte orientale dell'iusola soprattutto,
un ceppo nel reggino, uno pugliese tra barese e tarentino, uno napoletano
ed uno romano, con presenze significative al nord anche se probabilmente
dovute al fenomeno dell'emigrazione, Spatari ha un ceppo genovese ed uno
a Mammola (RC), Spataro è molto diffuso in Sicilia, nel reggino
e nel cosentino, nel tarentino, a Roma, nel fiorentino e nella parte occidentale
del nord, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal mestiere di magister
spatharius (fabbro fabbricante di spade)
o dalla funzione di Spatarius (servitore
addetto a portare la spada del cavaliere): "...Vincebatur
etenim in omnibus, propter quod cum prae angustia mori videretur, Spatarius
quidam, ut domino suo morem gerere videretur, ac ipsius iniuriam vendicaret,
gladium in virginis latus infigens, fanctam virginem tandem Christi martyrem
effecit...".
integrazioni fornite da Dario Spadaro
della famiglia Spadaro ho trovato un Giovanni Antonio, che fu capitano
di giustizia in Caltagirone nel 1549-50; un Giacinto, che, con privilegio
dato il 15 febbraio 1736, ottenne il titolo di barone e tenne la carica
di capitano di giustizia in Corleone nell’anno 1745-46; un Benedetto, che
fu proconservatore in Scicli nell’anno 1793-1800. |
| SPADAVECCHIA |
Tipico di Molfetta (BA), deriva da un soprannome originato da una particolare
bravura nel maneggiare la spada, il vecchia è inteso come ricca
di esperienza. |
| SPADINI |
Abbastanza raro è presente
a macchia di leopardo nel centro Italia. |
| SPADONI |
Occupa la zona che comprende la Liguria orientale, l'Emilia, la Toscana
settentrionale, la Romagna e le Marche, l'Umbria ed il Lazio, deriva dal
mestiere delle armi o di addetto a queste. Questa cognomizzazione
è presente ad Arezzo fin dal 1600 con il notaio Niccolò Spadoni
di Giuseppe operante a San Miniato (PI). |
| SPADOTTO |
Specifico delle province di Treviso
e Pordenone, dovrebbe derivare dal mestiere di fabbricante o commerciante
di spade, o di soldato. |
| SPAGHI |
Rarissimo è specifico del
milanese, dovrebbe derivare da un soprannome. |
| SPAGLIARDI |
Estremamente raro è tipico
del sudmilanese, ignota la derivazione, nell'anno 1655-1656, a Monza, troviamo
come capitano feudale Marco Antonio Spagliardo |
SPAGNA
SPAGNOL
SPAGNOLI
SPAGNOLO
SPAGNUOLO |
Spagna non molto comune è comunque presente a macchia di leopardo
in tutt'Italia, Spagnol è specifico dell'area che comprende le province
di Treviso e Pordenone, Spagnoli è molto diffuso in tutto il centro
nord, Spagnolo è diffuso nel Veneto, Calabria, Campania e Puglia,
Spagnuolo è diffuso in tutto il sud, derivano dall'etnico spagnolo
e starebbe ad indicare o un'origine spagnola, o comunque un rapporto con
la Spagna, in alcuni casi potrebbe indicare una provenienza diretta da
quella nazione, come ad esempio avvenne in occasione della cacciata dalla
Spagna degli ebrei sefarditi nel 1492. Troviamo tracce di questa
cognomizzazione in Campania a Sant'Egidio (SA) fin dal 1520 con un certo
Nardo Antonio Spagnuolo. |
SPALANZANI
SPALLANZANI |
Spalanzani, molto molto raro, è tipico del reggiano, dovrebbe essere
una forma arcaica di Spallanzani , decisamente più diffuso, specifico
anche del modenese, oltre che del reggiano, e con un ceppo anche nel massese,
dovrebbero derivare dal toponimo Spallanzano del reggiano. |
| SPALMA |
Assolutamente rarissimo, dovrebbe
essere originario di Lampedusa. |
SPAMPANATO
SPAMPINATO |
Spampanato è tipico del napoletano, di Cimitile, Nola e Cicciano,
Spampinato invece, ha un ceppo secondario a napoli, ma il nucleo principale
è siciliano del catanese, di Catania, Gravina di Catania, Paternò,
Misterbianco, Mascalucia, Belpasso, San Giovanni La Punta e Motta Sant`Anastasia,
ma presenta ceppi anche nell'ennese, nel messinese e nel palermitano.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Spampanato ha un nucleo principale nel napoletano, Spampinato, presente
da nord a sud del paese, è più tipicamente siciliano, con
ceppi maggiori nel catanese e, in misura minore, nell’ennese e nel siracusano,
entrambi questi cognomi derivano dal nome medievale Spampanato
o Spampinato, che letteralmente significa
florido, rigoglioso, ma, al pari dei
nomi Fiorito e Florido, va inteso nel senso figurato di vitale, pieno di
vita (vedi anche Vitale). Dal punto di vista etimologico, infatti, l’origine
del termine spampinato (con varianti
in pampinoso e pampinuto)
va ricercata nel verbo spampanarsi
o spampinarsi, usato in riferimento
ai fiori e soprattutto alle rose che hanno petali molto aperti e sviluppati
(cioè nello stadio finale della fioritura, quando il fiore raggiunge
il momento di maggior floridezza e rigogliosità): da qui, allora, nasce il senso figurato di rigoglioso,
pieno di vigore (ancora oggi, d’altronde, si usano espressioni
come essere nel fiore degli anni, della giovinezza, della bellezza, etc).
Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni
dei nomi personali dei capostipiti, anche se in alcuni casi non è
esclusa una derivazione da soprannomi ad essi attribuiti. |
| SPANALATTE |
Assolutamente rarissimo, potrebbe
essere originario del ragusano. |
SPANO
SPANO'
SPANU |
Entrambi diffusi nel sud Italia, Spano più specifico della Sardegna
e delle Puglie, Spanò, più siciliano e calabrese, Spanu invece
è tipico sardo, derivano da soprannomi dialettali connessi con il
vocabolo spano o spanu
(glabro, spelato), Spanò può
anche derivare dal toponimo Spanò (CT)..
integrazioni fornite da Aurelio
Spano
Spano deriva dal vocabolo della lingua sarda che significa giallo,
marroncino. Già presente in Sardegna dall'alto Medioevo, precisamente
nella parte Nord-Est chiamata all'epoca Giudicato di Gallura (uno dei quattro
giudicati in cui era divisa la Sardegna post Bizantina). Il cognome è
documentato per la prima volta nell'anno 1113 ,quando il Giudice (Judex
Rex) Comita Spano fece un lascito terriero immobiliare alla cattedrale
di Pisa, lo stesso giudice istituì anche la diocesi di Civita (l'attuale
Olbia) nell'anno 1139. |
SPARACE
SPARACI
SPARACINI
SPARACINO
SPARACIO |
Sparace e Sparaci, assolutamente rarissimi, quasi unici, sicuramente meridionali,
forse di origine pugliese, Sparacio invece è decisamente siciliano
e pur avendo un ceppo a Messina, si concentra particolarmente nel palermitano,
a Palermo, Carini e Prizzi, Sparacini è unico ed è probabilmente
dovuto ad un errore di trascrizione del cognome Sparacino che è
tipicamente siciliano, dovrebbero tutti derivare da soprannomi legati direttamente
o tramite ipocoristici a voci dialettali per asparagio, forse a caratterizzare
l'altezza combinata con un eccessiva magrezza del capostipite, ma anche
forse perchè questi aveva in qualche modo a che fare con la coltivazione
degli asparagi. |
| SPARACELLO |
Tipico del palermitano, dovrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo
dialettale sparacello (asparago).
segnalato da Vitale Gianluca Sparacello
diversa ipotesi fornita da Enzo
Papa
Il cognome Sparacello nell'idioma di Palermo non significa asparago
(che si dice sparaciu), ma più
diffusamente vuol dire broccoletto
(sparaceddhu). |
| SPARAVENTI |
Sparaventi è specificatamente marchigiano di Urbino, Pesaro e Fermignano,
dovrebbe derivare da un soprannome scherzoso originato da caratteristiche
comportamentali del capostipite, forse uno aduso a smargiassate o a rumorosi
eccessi. |
SPARTA
SPARTA' |
Sparta ha un ceppo nel trapanese, in particolare a Marsala, Spartà,
molto più diffuso, ha ceppi nel catanese a Randazzo, Catania, Acireale
e Paternò, nel messinese, a Messina, Santa Domenica Vittoria e San
Piero Patti, ed a Niscemi nel nisseno, dovrebbe derivare in alcuni casi
dal toponimo Spartà di Messina, o dal nome della città greca
di Sparta, ma generalmente dovrebbe derivare dal termine greco spartàs
(sottobosco di ginestre), o anche da
derivati del verbo sempre greco spèrno
(seminare).
stemma suggerito da Francesco Spartà |
| SPASIANO |
Spasiano è tipico del napoletano, di Napoli, San Giorgio a Cremano,
Vico Equense e Piano di Sorrento, dovrebbe derivare dall'aferesi di nomi
come Vespasiano, l'italianizzazione
del nome latino Vespasianus, portato
anche da un imperatore di Roma. |
| SPAZZADESCHI
|
Estremamente raro è tipico di Premana (LC).
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
(Salerno)
Spazzadeschi è un raro ma tipico cognome lombardo, maggiormente
diffuso a Premana in provincia di Lecco, borgo in cui tale cognome risulta
settimo in ordine di frequenza. Dal punto di vista etimologico, esso
sembrerebbe trarre origine da un soprannome
canzonatorio composto dai termini "spazza", derivato dal verbo "spazzare,
pulire", e "deschi", forma plurale di "desco", derivato dal latino "descus"
e dal greco "dìscos", con il significato di "piatto" oppure di "tavola
dove si dispongono i cibi". Se ragioniamo in questa direzione, il cognome
in analisi potrebbe essere considerato la cognominizzazione di un soprannome
scherzoso attribuito al Capostipite in relazione alla sua particolare propensione
a divorare cibo. Un'altra interpretazione può essere avanzata se
consideriamo un altro significato del vocabolo "desco", cioè "panchetto,
sgabello": Spazzadeschi potrebbe derivare allora dalla cognominizzazione
di un mestiere, come ad esempio il falegname o il taverniere. Tracce
di questo cognome si hanno fin dal 1443, con il Notaio Giovanni fu Zanni
Spazzadeschi (oppure de'Spazzadeschi), attivo a Vervio, Grosio, Grosotto
e Tovo di Sant'Agata in provincia di Sondrio. In Valsassina, inoltre, come
afferma Andrea Orlandi (Le Famiglie della Valsassina-1932), a Pagnona (LC)
una famiglia Colombo è registrata fin dalle prime documentazioni
con l'epiteto "Spazzadeschi". |
| SPECCHIA |
Abbastanza raro, sembra essere
originario del Salento, dovrebbe derivare dal toponimo Specchia (LE), l'origine
del cui nome dovrebbe essere dal vocabolo dialettale specchia che serve
a rappresentare un un cumulo di pietre a secco d'impianto messapico, disposte
a tronco di cono, che avevano la funzione di torretta d'osservazione. |
| SPECIALE |
Speciale ha un ceppo a Martina Franca in provincia di Taranto ed un nucleo
in Sicilia soprattutto nel palermitano, a Palermo, Bagheria, Casteldaccia,
Partinico e Ciminna, ma con ceppi anche nel catanese, nel messinese, a
Caltanissetta, a Piazza Armerina e Leonforte nell'ennese, a Favara (AG)
ed a Mazara del Vallo nel trapanese, esistono almeno due teorie sull'origine
di questo cognome, una che derivi da un nome rinascimentale Speciale
attribuito ad un figlio molto desiderato, l'altro che si tratti di una
corruzione del termine spetialis (antico
termine per colui che si occupava della preparazione delle medicine, una
specie di farmacista ) di cui abbiamo un esempio d'uso in quest'atto
del 1600: "...Ego Guarnerius de Castiliono filius
quondam spetialis domini
Ludovici habitans in infrascripta terra Angleriæ...". |
| SPECOGNA |
Specogna è tipicamente friulano dell'udinese di Torreano, Udine,
Cividale del Friuli, Pulfero, San Pietro al Natisone e Faedis, dovrebbe
derivare da un soprannome originato dal termine sloveno spéhonja
(lardoso grosso pezzo di lardo) e starebbe
probabilmente ad indicare che il capostipite era particolarmente grasso. |
| SPEDIACCI |
Assolutamente rarissimo, è
originario della zona di confine tra le province di La Spezia e Massa. |
| SPEH |
Tipicamente triestino è quasi unico, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine slavo spéh
(lardo) e starebbe probabilmente ad
indicare che il capostipite era grasso. |
| SPELTA |
Specifico del sudmilanese e cremonese,
deriva da un soprannome legato al vocabolo arcaico spelda o spelta (farro,
avena), probabilmente per il fatto di essere coltivatore o venditore di
avena. |
SPERA
SPERANDIO
SPERANZA |
Spera è del centro/sud Italia,
Sperandio è tipico veneto, con un possibile ceppo nel pesarese,
Speranza è panitaliano, derivano da nomi augurali cristiani, in
uso nei tempi antichi. |
SPERDUTI
SPERDUTO |
Sperduti è specifico del
Lazio, tra Latina e Frosinone, Sperduto sembra avere due ceppi uno nella
stessa area di Sperduti ed uno nel potentino, potrebbero derivare da soprannomi
originati da episodi che abbiano coinvolto il capostipite. |
| SPERI |
Specifico del veronese, di Negrar e Verona in particolare, dovrebbe derivare
dall'aferesi di una modificazione del nome Gaspare. Tra i personaggi storici,
degno di rilievo è stato Tito Speri che nacque a Brescia nel 1825
e fu tra i capi della rivolta bresciana del 1849 contro l'esercito austriaco,
quella delle famose Dieci Giornate. |
| SPERIANI |
Assolutamente rarissimo, forse
del basso bresciano, potrebbe derivare dal toponimo Spera (TN). |
| SPERLECCHI |
Assolutamente rarissimo, specifico
del sudmilanese e lodigiano. |
| SPEZIGA |
Molto molto raro è tipico del sassarese, dovrebbe derivare da un
soprannome originato dal vocabolo sardo spizzigu
(spilorcio). |
| SPEZIO |
Estremamente raro, probabilmente del meridione d'Italia, dovrebbe derivare
dal nomen latino Spetius. |
SPEZZACATENA
SPEZZACATENE |
Spezzacatena è tipicamente pugliese, del barese soprattutto e di
Molfetta in particolare, Spezzacatene, estremamente raro è probabilmente
la conseguenza di errori di trascrizione.
Integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Secondo un’ipotesi interessante, l’origine di questi cognomi andrebbe
ricercata nel nome medievale Spezzacatena
(con una variante in Spezzacatene),
che, in ambito cristiano, allude al culto per la Madonna
della Catena (per una spiegazione più approfondita, vedi
il cognome Catena): in questo contesto, infatti, l’espressione spezzacatena
descrive bene il ruolo di Santa Maria della Catena, colta nell’atto di
sciogliere o spezzare le catene delle sofferenze umane (concetto che, in
ambito religioso, esprime la liberazione dal Male).
Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni
dei nomi personali dei capostipiti, anche se in alcuni casi non è
esclusa una derivazione da soprannomi ad essi attribuiti. |
| SPEZZANO |
Spezzano è un cognome tipicamente calabrese,
del cosentino ed in particolare di Acri e Corigliano Calabro, con un ceppo
anche nel reggino a Campo Calabro, dovrebbe derivare da uno dei vari toponimi
come Spezzano Albanese, Spezzano Della Sila o Spezzano Piccolo, tutti nel
cosentino, probabili luoghi d'origine della famiglia. |
| SPIANDORE |
Spiandore è specifico dell'area vicentino, padovana, potrebbe derivare
da una modificazione della voce ladina spénodl
(forcina, crinale) ad indicare forse le caratteristiche della zona di provenienza
della famiglia. |
| SPIAZZI |
Spiazzi è specifico del veronese, di Verona e di Sant`Anna d`Alfaedo,
dovrebbe derivare dal toponimo Spiazzo di Sant`Anna d`Alfaedo o anche da
Spiazzi di Caprino Veronese (VR). |
| SPICCIARIELLO |
Molto raro ha un ceppo a Cerignola (FG) ed uno a Sessa Aurunca (CE), dovrebbe
derivare da un soprannome dialettale.
integrazioni fornite da Giuseppe
Spicciariello
originaria dalla Città di Capua, le sue prime memorie risalgono
alla fine del secolo XIV°. Ne fu capo un ricco possidente detto Gennaro
Spicciariello. E' ascritta fra le nobili Famiglie del Reame di Napoli,
di rilievo è stato Matteo Spicciariello, celebre latinista morto
nel 1804. Lo stemma di famiglia: campo azzurro con tre fasce orizzontali
rosse, un leone cammina sulla fascia in alto nella direzione di una freccia
che lo sovrasta, entrambi dorati. Completa la figura un elmo con un ciuffo
rosso e oro a destra ed uno azzurro e oro a sinistra.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L’origine di questo cognome va ricercata nel nome medievale Spicciariello,
nato per prostesi (aggiunta della s) dal nome Picciariello,
col significato di piccolo,
piccolino (per una spiegazione
più approfondita sull’origine del nome, vedi il cognome Picciariello);
in alcuni casi, tuttavia, non si può escludere una derivazione dallo
stesso termine spicciariello, ad indicare
particolari caratteristiche fisiche o comportamentali. In conclusione,
dunque, si tratta delle cognominizzazioni o dei nomi personali dei capostipiti
o di soprannomi loro attribuiti. |
SPIEZIE
SPIEZIO |
Entrambi rarissimi sembrano essere specifici del napoletano, dovrebbero
derivare da un soprannome legato al vocabolo dialettale napoletano spiezie
(cozze), come venditore o pescatore di cozze. |
| SPIGOLA |
Spigola è tipico di Cassino nel frusinate, dovrebbe derivare da
un soprannome originato dal termine spigolare
(raccogliere le spighe che i mietitori hanno tralasciato)
forse indice della povertà del caspostipite. |
| SPILIMBERGO |
Spilimbergo, molto molto raro, parrebbe del trevisano, dovrebbe derivare
dal toponimo Spilimbergo nel pordenonese, probabile zona di origine del
capostipite. |
SPILLARE
SPILLARI
SPILLER
SPILLERE
SPILLERI |
Spillare, molto raro, è del vicentino, Spillari, molto molto raro,
è tipico del veronese, di Zevio in particolare, Spiller è
specifico del vicentino, originario della zona dei sette comuni di area
cimbrica, Spillere, molto molto raro, è del vicentino, Spilleri,
quasi unico, è probabilmente dovuto ad un'italianizzazione di Spiller,
dovrebbero tutti derivare dal vocabolo cimbro spiler
(suonatore, giocatore) da cui il tedesco
spieler (pronuncia Schpilar).
integrazioni fornite da Roberto
Spillari-Treviso
Gli Spillari discendono dal popolo dei cimbri, popolazione barbarica
che tra il 1000 ed il 1300 d.C si è trasferito nell’attuale vicentino
dalla penisola dello Jutland (Danimarca,) che in quell’epoca si chiamava
Kimberland,. Circa 200 anni prima di Cristo, questo popolo cominciò
ad emigrare verso sud alla ricerca di terre più fertili e calde,
arrivando in Baviera, proseguendo verso sud, per sfuggire ai più
temibili popoli teutonici, arrivarono fino all’area tra l’attuale Trentino
ed il Veneto, sotto la protezione nel Impero Romano, popolo di lavoratori
fiero, ma non bellicoso si insediarono nella zona dedicandosi ad attività
agricole, alla pastorizia ed all’artigianato. Gli Spiller si sono stabiliti
nella zona di Asiago nella provincia di Vicenza. Con il tempo una famiglia
Spiller cambiò il suo nome in Spillari e si traferì a Zevio
(VR), dove si insediò e tuttora risiede. L’origine etimologica del
cognome è dal vocabolo cimbro spiller che significa: suonatore
di uno strumento. Spillari e Spillare sono il medèsimo cognome,
derivati da Spiller. Con il tempo qualche famiglia Spiller ha cambiato
il suo cognome in Spillari ed in Spillare. In Brasile sono entrati solamente
Spillari, in alcuni casi il loro cognome è stato cambiato
dall'autorità brasiliana in: Spilari, Spilare ed altri. L'azzuro
dello sfondo della nostra stemma significa generosità; mentre la
figura del cigno rappresenta l'alta dignità. Nella metà
del sec XIX°, migliaia di immigrati italiani hanno attraversato l'Oceano
Atlantico in cerca di una vita migliore. Molti sono andati con tutta la
famiglia. L'immigrazione in massa degli italiani per il Brasile cominciò
nel 1874, quando Pietro Trabacchi (trentino), promosse una spedizione nella
sua regione di origine, portando con sé circa 330 trentini verso
la regione di Santa Cruz nello Stato dell' Espirito Santo. Questi immigrati
fondarono la città di Santa Teresa. Migliaia di immigrati
entrarono in Brasile principalmente negli Stati del: Rio Grande do Sul,
Santa Catarina, Paraná, São Paolo e Espirito Santo, come
risultato finale la colonia italiana in Brasile diventò la più
grande del mondo, atualmente sono circa 25 milione gli oriundi italiani
in Brasile, distribuiti principalmente nelle regione sud e sudest del Brasile.
Nell' Espirito Santo circa il 70% della popolazione è di origine
italiana oppure ha un antenato italiano. Molti furono le famiglie Spillari
che sono emigrate. Nel Brasile hanno scelto di andare nel Rio Grande do
Sul, Espirito Santo e São Paolo. Altri invece hanno scelto d'andare
in Argentina ed in Guatemala. |
SPINA
SPINELLI
SPINI |
Sia Spina che Spinelli sono panitaliani, mentre Spini è propriamente
lombardo, con un ceppo anche in Toscana, dovrebbero derivare dal nome mediovale
Spina e Spinello, o anche dall'aferesi del nome Crispino o suoi diminutivi,
ma potrebbero anche, in alcuni casi, derivare da toponimi quali: Spina
(PG), Spinea (VE), Spineda e Spino d'Adda (CR), Spinete (CB), Spineto Scrivia
(AL), ecc. |
| SPINACI |
Abbastanza raro è specifico marchigiano delle province di Pesaro
ed Ancona, potrebbe derivare da un nome di località, quale ad esempio
il mons Spinacius in provincia di Macerata di cui abbiamo tracce ad esempio
in uno scritto dell'anno 722 nel quale si legge: "...qualiter
vadit per duos montes quarum unus vocatur Spinacius,
alter autem Porcacius..." |
| SPINAZZI |
Assolutamente rarissimo, potrebbe
avere due ceppi, in provincia di Venezia e, probabilmente secondario nel
milanese, dovrebbe derivare dal toponimo Spinea (VE). |
| SPINAZZOLA |
Tipico barese, deriva dal toponimo Spinazzola (BA). |
| SPINOLA |
Ha un ceppo a Genova, uno a Napoli ed uno a Gallipoli, deriva da una modificazione
del termine spina, inteso come spina nel fianco dei propri avversari, detto
probabilmente di un personaggio determinato e combattivo, tracce di questa
cognomizzazione le troviamo a Genova fin dal 1300, in un atto del 1393
si legge: "...Cataneus
Spinola civis Ianue quondam Domini Catanei
ex una parte et Thadeus de Senis pictor Janue ad sanctum Laurentium ex
parte altera pervenerunt ...", nel 1400 troviamo gli Spinola come
Marchesi di Ceva (CN), in uno scritto del 1530 leggiamo: "...Georgius
Spinulla ex marchionibus Ceve dominus Bagnaschi,
Montisbaxiliique etc., dilecitis nobis in Christo sindico consciliaris
et universitati nostre Montisbaxilii salutem in Domino sempiternam. ...". |
SPINOSA
SPINOSI
SPINOSO |
Spinosa ha ceppi nel basso Lazio, Campania e Puglia, Spinosi ha un ceppo
tra Marche ed Abruzzo, Spinoso ha un ceppo a Nicotera (VV) ed uno a Palermo,
possono derivare da nomi di località, o anche da modificazioni dell'aferesi
del nome Crispino. |
| SPINOZZI |
Specifico del Piceno e del teramese, dovrebbe derivare da modificazioni
dell'aferesi del nome Crispino. |
SPIOTA
SPIOTTA
SPIOTTI |
Spiota, rarissimo, sembra dell'alessandrino, Spiotta, molto molto raro,
è campano, dell'alto salernitano ai confini con l'avellinese, Spiotti,
assolutamente rarissimo parrebbe una modificazione del primo. |
SPIRIDIONE
SPIRIDIONI |
Entrambi molto rari e di difficile
individuazione della provenienza, forse Spiridioni è di origini
toscane o laziali, derivano entrambi dal nome bizantino Spiridione. Un
famoso Spiridioni fu, nel 1700, l'Arcivescovo di Urbino Filippo Spiridioni
Berioli. |
| SPIROUX |
Spiroux è assolutamente rarissimo, presente solo in Campania è
di origini franco belghe, deriva dal vocabolo vallone spirou
che significa scoiattolo, probabilmente
per sottolineare l'agilità e la velocità del capostipite. |
SPITALE
SPITALI |
Entrambi siciliani, Spitale ha un ceppo a San Cono nel catanese ed uno
a Gangi e Petralia Soprana nel palermitano, Spitali è specifico
di Grotte nell'agrigentino, potrebbero derivare dal fatto di essere stati
i capostipiti dei trovatelli affidati a Confraternite ospedaliere, in Sicilia
fin dall'undicesimo secolo si costituirono, sotto l'egida degli ordini
dei Cavalieri e degli Ospitalieri, alcuni Spitali, dove venivano ricoverati
gli infermi, i mendicanti ed i trovatelli. |
SPITALERE
SPITALERI
SPITALIERE
SPITALIERI |
Spitalere e Spitaliere sono dovuti probabilmente ad errori di trascrizione
di Spitaleri, che sembrerebbe specifico della Sicilia, del catanese, messinese
e palermitano, Spitalieri, meno comune, ha un ceppo nel palermitano ed
uno nel catanese.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Cognome tipicamente siciliano, con ceppo maggiore nel catanese, deriva
dal termine dialettale spitaleri (ospitaliere),
che indica colui che lavora in un ospedale. Un tempo gli ospedali, oltre
a svolgere la loro attuale funzione, potevano anche servire come ricoveri
per anziani, per pellegrini o ancora per trovatelli, va ricordato, ad es.,
il cosiddetto Spedale degli Innocenti, che offriva appunto le proprie cure
ai bambini senza famiglia. |
SPITERI
SPITERO |
Spiteri sembrerebbe tipicamente siciliano, di Licata e dell'agrigentino
in particolare, con presenze anche nel nisseno e nel catanese, Spitero,
sempre di Licata, sembrerebbe ormai scomparso in Italia, dovrebbero derivare
dal mestiere di locandiere che forniva carne allo spiedo, ma anche è
possibile che derivasse dal mestiere di fabbro specializzato nella produzione
di spiedi. |
| SPIZZI |
Rarissimo, è specifico del
sudmilanese e lodigiano. |
SPIZZICA
SPIZZICHI
SPIZZICHINI
SPIZZICHINO
SPIZZICO |
Spizzica, molto molto raro, è presente in tutta Italia, Spizzichi.
quasi unico, potrebbe essere lombardo, Spizzichini e Spizzichino, decisamente
più diffuso, sono entrambi romani, Spizzico sembra specifico di
Bari.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Spizzica è presente a bassissima frequenza dal nord al sud del
paese, Spizzichi, quasi unico, è specifico del milanese, Spizzico
ha un nucleo principale nel barese, ma si riscontra anche nel nord, per
lo più nel milanese, Spizzichini e Spizzichino sono assolutamente
romani, tutti questi cognomi derivano dal nome medievale Spizzico,
nato per prostesi (aggiunta della s) dal nome Pizzico,
che in italiano antico significa piccolo, piccolino
(per una spiegazione più approfondita sull’origine del nome, vedi
il cognome Pizzico); in alcuni casi, tuttavia, non si può escludere
una derivazione dallo stesso termine spizzico,
ad indicare particolari caratteristiche fisiche o comportamentali. In conclusione,
dunque, si tratta delle cognominizzazioni o dei nomi personali dei capostipiti
o di soprannomi loro attribuiti. |
SPOLDI
SPOLTI
SPOTTI |
Spoldi è raro e dovrebbe essere di origini cremonesi, infatti a
Crema, nel medioevo, ci sono tracce di una famiglia notabile, gli Spoldi,
Spolti, molto più raro è bresciano, Spotti invece è
molto diffuso in tutta la Lombardia, milanese e cremonese in particolare,
e nel parmense, dovrebbero derivare da soprannomi originati da variazioni
del vocabolo germanico (antico alto tedesco) spelt
(farro, spelta), meno facile una derivazione
dal germanico (antico alto tedesco) spot
(scherzo). |
| SPONCHIADO |
Tipico del trevisano, zona di Carbonera. Treviso e Preganziol, dovrebbe
derivare da un soprannome.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Cognome di Treviso, secondo D. Olivieri 232 viene dal verbo veneto
sponciàr (punzecchiare). |
| SPORCHIA |
Tipico di Martinengo (BG). |
SPORTELLI
SPORTELLO |
Sportelli dovrebbe avere un nucleo importante nelle Puglie ed un
ceppo secondario nel nord milanese e comasco, Sportello, assolutamente
rarissimo, sembrerebbe pugliese, tracce di queste cognominizzazioni le
troviamo nel 1500 a Napoli con i fratelli editori Franciscus Falco et Ioannes
Antonius Sportellus. |
SPOSITI
SPOSITO |
Spositi, abbastanza raro, è tipico di Roma e provincia, Sposito
è tipico di Brusciano, Pomigliano d`Arco ed Acerra nel napoletano,
e di Palermo, ha ceppi, probabilmente secondari, anche in Sardegna, dovrebbero
tutti derivare dall'essere i capostipiti figli abbandonati, accolti da
enti di carità tramite il sistema della cosiddetta Ruota degli Esposti,
la Ruota era un meccanismo girevole, di forma cilindrica diviso in due
parti: una si affacciava sulla strada, dove era protetta da uno sportello,
l’altra era rivolta verso l'interno dell'istituto di carità, i neonati
venivano depositati nella parte esterna, dove era presente una campanella
da far suonare per avvertire dell'avvenuto abbandono. |
| SPOTORNO |
Specifico della zona tra savonese e genovese, deriva dal toponimo Spotorno
(SV). |
SPREAFICHI
SPREAFICO |
Spreafichi è estremamente raro ed è originario del nord Italia,
Spreafico è assolutamente lombardo, del nordmilanese, bergamasco,
lecchese e comasco, derivano da soprannomi dialettali originati probabilmente
dalla condizione di indigenza della famiglia del capostipite detta Spela
Fichi, cioè mangiatori di fichi, cibo considerato dei poveri.
Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Galbiate (LC) nel 1600 con
il notaio Francesco Spreafico (1615-1682). |
| SPRELA |
Sprela, quasi unico, dovrebbe essere del sudmilanese, e dovrebbe derivare
da un soprannome dialettale originato dal vocabolo milanese sprèla
(detto di donna rozza ed arrogante). |
| SPRIANO |
Spriano è tipicamente piemontese, di Torino, San Salvatore Monferrato
nell'alessandrino ed Omegna nel verbanese, non molto probabile una derivazione
dal toponimo sondriese di Spriana, ma al momento non riusciamo a formulare
altre ipotesi. |
SPURIA
SPURI
SPURIO |
Spuria è assolutamente rarissimo, Spuri ha un ceppo a Roma, Civitavecchia
e Poggio Mirteto (RI), ed uno a Fabriano (AN), Spurio oltre al nucleo tra
Roma e Civitavecchia, ha un ceppo anche a Nepi (VT) ed uno a Jesi (AN),
dovrebbero derivare dalla Gens Romana Spuria
o dal nomen latino Spurius di cui abbiamo
un esempio a Roma in epoca repubblicana: "...Camillo
inter crimina obiecit Spurius Carvilius
quaestor, ostia quod aerata haberet in domo...". |
SQUARCINA
SQUARCINI |
Squarcina è tipicamente veneto, di Venezia e del padovano, di Abano
Terme, Montegrotto Terme, Padova, Selvazzano dentro e Rubano, Squarcini
è invece toscano, di Borgo San Lorenzo e Firenze nel fiorentino
e di Montopoli in Val d'Arno, Capannoli e Pontedera nel pisano, dovrebbero
derivare da soprannomi originati dal termine italiano arcaico squarcina,
una sorta di coltellaccio a lama ricurva,
come una corta scimitarra, forse ad identificare nei capostipiti dei macellai
o anche dei mercenari o dei grassatori, di quest'uso abbiamo un esempio:
"...Postea Ildibrandus ascendit in equum album ,
et ivit ad plateam positus in medio a Luchino Tastonis supranomine dicto
Pescella, et a Farolfo Catenaccio vocato Squarcina,
cuin ornatis sentiferis lanceas et scutos deportantibus. In platea praeparatum
erat magnum torneamentum, multaeque domnae et domnicellae in fenestris
erant, et multa turba populi in platea. ..". |
| SQUILLACE |
Tipico calabrese, deriva dal toponimo Squillace (CZ). |
| SQUILLANTE |
Squillante è tipico di Sarno nel salernitano, con ramificazioni
anche a Napoli, Cimitile (NA), Scafati, Angri ed Eboli nel salernitano,
Squillanti, parrebbe unico ed è probabilmente dovuto ad un errore
di trascrizione del precedente, dovrebbero derivare dal nome medioevale
italiano Squillante, del quale abbiamo
un esempio nel 1400 a Montefalcone di Val Fortore dove è Attuario
(una specie di magistrato con il compito di registrare e conservare gli
atti ufficiali) un certo Squillante, ed in questo scritto napoletano del
1577: "In anno 1577 Don Antonio Carrafa denuntiò
la morte di detto Lojse suo patre; et pagò il debito relevio non
solamente per la detta terra de Cajvano, ma anco per tutto lo Stato, che
esso Lojse possedeva,... ...Abenche di questo ne pende lite in banca magnifici
Squillantis.
Et adverte quia tempore quo Istatus possidebatur per P. Colunnam vigore
concessionis de illa sibi factae per Regem Cattolicum taxabatur in Cedulare
adhoa in ducatis...". |
| SQUIZZATO |
Decisamente veneto dovrebbe essere del padovano, ha un ceppo probabilmente
secondario nel varesotto. |
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