| STRACCHI |
Molto raro, potrebbe avere due
ceppi, nel milanese e nel rietino, dovrebbe derivare da soprannomi legati
al carattere indolente del capostipite, nel rietino è possibile
che derivi dal nome greco Strachys. |
STRACQUADAGNO
STRACQUADAINI
STRACQUADANIO |
Stracquadagno è praticamente unico e dovrebbe essere dovuto ad un
errore di trascrizione di Stracquadanio, molto raro e tipico di Modica
nel ragusano, Stracquadaini, sempre siciliano è tipico, sempre del
ragusano, di Vittoria, con un ceppo anche a Niscemi (CL) ed a Catania,
potrebbero derivare da soprannomi dialettali di un cacciatore, il significato
starebbe ad indicare uno che sfinisce o fa stramazzare i daini o ne concia
le pelli. |
| STRACQUALURSI
|
Specifico di San Giovanni In Carico (FR), dovrebbe derivare da un soprannome
legato al vocabolo dialettale adatto a chi sfinisce gli orsi.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
sembrerebbe un cognome tipico del comune di San Giovanni in Carico
(FR), ma lo si trova diffuso anche a Roma. Alla base potrebbe esserci il
soprannome cognominizzato costituito dall'espressione stracqua
l'urso, poi pluralizzato per designare l'intero nucleo familiare. Letteralmente l'espressione dialettale dovrebbe significare
innaffia, annega l'orso o gli orsi, coniata con ogni probabilità
in relazione ad un episodio singolare della vita del capostipite del ceppo
oppure in riferimento alla sua attività (es. conciatore o commerciante
di pelli di animali). |
STRACUZZA
STRACUZZI
|
Stracuzza, estremamente raro, parrebbe di Fiumara (RC), Stracuzzi parrebbe
del messinese.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Stracuzza, rarissimo, sembra essere originario del reggino, Stracuzzi
è tipico per lo più del messinese, entrambi questi cognomi
derivano dalla voce dialettale stracuzza,
col significato di tartaruga: l’origine
del termine va ricercata nel greco ostrakon,
col letteralmente significa conchiglia (in riferimento alla forma dello
scudo dorsale della tartaruga). Molto probabilmente, allora, si tratta
delle cognominizzazioni di soprannomi attribuiti ai capostipiti (in quanto
persone lente o, forse più propriamente, pigre). |
| STRADA |
Ha un nucleo importante nella parte
nord occidentale della Lombardia, uno secondario in Romagna ed uno nel
brindisino e tarentino, dovrebbe derivare dai vari toponimi contenenti
il vocabolo Strada, come ad esempio: San Martino in Strada (LO), Villastrada
(MN), Quattro Strade (CO), Stradella (PV) - (MN), San Martino in Strada
(FO), Santa Maria in Strada (BO). |
| STRADAIOLI |
Stradaioli è tipicamente romagnolo, di Forlì, Ravenna, e
di Predappio, Santa Sofia e Bagno di Romagna nel forlivese, potrebbe derivare
da un soprannome stante ad indicare il fatto che le famiglie abitavano
su di una strada extraurbana o anche che i capostipiti svolgevano le loro
attività per la strada. |
| STRADELLA
|
Stradella ha un ceppo nell'astigiano ed alessandrino, uno ad Aviano nel
pordenonese ed a Venezia, dovrebbe derivare dai molti toponimi con quel
nome come Stradella nel pavese, nel mantovano e nel parmense, ma molti
sono i nomi di località simili nel norditalia. |
STRADIOTA
STRADIOTTI
STRADIOTTO |
Stradiota, assolutamente rarissimo, sembrerebbe pugliese, Stradiotti è
assolutamente raro, si può ipotizzare un ceppo nel leccese e forse
uno nel cremonese, Stradiotto è specifico trevisano, dovrebbero
derivare dal vocabolo stradiotto (soldato
di cavalleria leggera di un corpo creato dalla Serenissima Repubblica
veneta con giovani slavi, soprattutto albanesi, nel 1450~), tracce
di questo termine si trovano in una lettera, datata 20 novembre 1512, inviata
da Nicolò Arcimboldo,
commissario generale di Trezzo, nella quale riferisce che Costantino Paleologo
si è lamentato presso il da Mosto perché soldati dello scrivente
hanno fatto prigioniero un suo stradiotto e, come richiesto dal da Mosto,
questo non è stato rilasciato: "...ieri mattina
essendo assaltati li nostri da li franzesi, tuti venerno cridando Marcho
et Franza et da molti de nostri fu conosuto che insieme cum lor gli era
questo stradioto,
et che più dete de le ferite a de li nostri, et quando fu preso
haveva la lanza sanguinante, et fu preso pocho de dreto ali franzesi quando
se retiravano et proprio andava dreto a loro, solo che non consona andasse
per offenderli; et ultra di questo ne è acertato che lui da pochi
dì in qua era nel castelo. Per questo questi nostri capitanei et
soldati se rendeno difficili a relassare uno soldato del Barone; ma, o
soldato suo o no, s'è demonstrato inimico. Io ho preso questi mezi:
farò examinare questi me hano dito le suprascripte cose et mandarò
el dito suo ala M.V., la qual si pò render certa che no si mancherà
per conservare la optima amicitia è fra questi dui ill.mi stati....". |
| STRADOLINI |
Stradolini è un cognome assolutamente rarissimo tipico dell'udinese,
dovrebbe derivare dal mestiere di stradino
(operaio che lavora alla manutenzione delle strade). |
STRAFFORELLI
STRAFFORELLO |
Strafforelli
è di origine corsa, Strafforello è così raro da poter
essere considerato quasi unico, probabilmente anche lui di origine corsa,
ha un probabile ceppo secondario ad Imperia. Personaggio di rilievo è
stato Gustavo Strafforello, eclettico scrittore della seconda metà
del 1800. |
| STRAGAZZI |
Cognome quasi scomparso.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Il cognome Stragazzi appartiene ad un'unica famiglia italiana, oggi
quasi estinta, che scelse come sua dimora il comune di San Giorgio La Molara,
in provincia di Benevento. Il Casato discende da Angelo Ràkòczy,
principe ungherese esule in Italia in conseguenza della congiura ordita
dal padre Francesco I di Transilvania (1645 - 1676) con il conte palatino
Wesselènyi contro gli Absburgo. Angelo si ritirò a San Giorgio
La Molara e mutò cognome per sottrarsi all'ira e alla vendetta dell'Imperatore
Carlo VI, che proprio in quel tempo era divenuto anche Re di Napoli dopo
la guerra di successione polacca, in quello italianizzato Ragozzi, premettendo
ad esso le due iniziali S e T, attribuendo a tali lettere il significato
della denominazione di Suprema Transilvania. Il cognome risultò
prima Stragozzi e successivamente Stragazzi, per un evidente errore di
trascrizione anagrafica o perchè tale forma del cognome del Principe
fosse meno dura all'orecchio di quella di Stragozzi. I Ràkòczy
erano una Famiglia principesca ungherese originaria di Ràkocz e
Felsövadàsz, nell'Ungheria superiore, dove, proprietaria
di vasti territori, compare già nel sec. XIII°. Tra i capostipiti
annoveriamo:
Zsigmond (1544 - 1608), che combattè contro i Turchi ed ebbe
il titolo di barone, dopodichè nel 1607 fu eletto Principe di Transilvania,
alla cui dignità rinunciò nel 1608 a favore di Gabor Bàthory.
György I (1593 - 1648), figlio del precedente, fu voivoda di Transilvania
(1630), ma dovette difendere il suo titolo contro vari pretendenti.
Nell'ultimo periodo della Guerra dei Trent'anni si alleò con la
Svezia e la Francia e occupò l'alta Ungheria. Nell'ultimo
periodo della sua vita si occupò della conquista del trono di Polonia.
György II (1621 - 1660), figlio e successore del precedente, che sposò
Sofia Bàthory che gli portò grandi ricchezze. Ebbe dal Sultano
Maometto IV anche il governo della Moldovia e della Valacchia (1648). Si
alleò con il Re di Svezia contro la Polonia, e per questo atto entrò
in urto con la Turchia. La guerra fu un disastro: abbandonato dagli svedesi,
dovette concludere la pace con la Polonia e,
ferito a morte nella battaglia di Fenes contro i Turchi, perdette i
due principati danubiani.
Francesco (Ferenc) I (1645 - 1676), figlio del precedente e padre di
Angelo che si rifugiò nel Sannio, che fu eletto Principe nel 1652
ma non potè conservare la Transilvania.
Ferenc II (1676 – 1735), figlio del precedente, fratello di Angelo
Stragozzi, che fu allevato a Vienna sotto la tutela di Leopoldo I. Sposò
Carlotta Amalia dei conti di Assia-Rheinfels e nel 1697 fu creato principe
dell’Impero. Si oppose all’assolutismo di Leopoldo I mettendosi a capo
del nazionalismo magiaro: iniziò un carteggio con Luigi XIV di Francia
ma fu scoperto e condannato a morte. Si salvò evadendo dal carcere
e rifugiandosi in Polonia. Quando nel 1703 scoppiò nell’Ungheria
superiore una insurrezione contro gli Absburgo, Ferenc II Ràkòczy
ne divenne il capo indiscusso. Tentò invano di procurarsi l’appoggio
di varie potenze, tra cui quella di Pietro il Grande di Russia, finchè
dovette esulare in Polonia, in Inghilterra e in Francia. Dopo la Pace di
Passarowitz (1718) riparò in Turchia. Con i suoi due figli, Jòzsef
(1700 – 1738) e György (1701 – 1756), si estinsero i Ràkòczy.
Anche Angelo Ràkòczy, poi Stragozzi, ebbe una illustre
discendenza. Vanno ricordati:
Tommaso Pietro Stragazzi, Governatore di Salerno nel XVIII sec.
Francesco IV, membro del Governo della Repubblica Partenopea, Deputato
con Gioacchino Murat, decorato della Legion d’onore
Ferdinando (1847 – 1929), medico filantropo e uomo politico. |
| STRAMACCIONI |
Tipico umbro, potrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo
stramaccione (mescola di paglia ed altre erbe secche). |
| STRAMIGIOLI |
Stramigioli è tipico di Cattolica nel riminese e di Pesaro, Gradara
e Gabicce Monte nel pesarese, l'origine etimologica del cognome è
di difficile interpretazione, tracce di questo nobile casato si trovano
a Pesaro almeno dal 1700, con incroci con i conti Ciacchi, nella seconda
metà del 1700 a Pesaro troviamo in qualità di canonico penitenziere
un certo Antonio Stramigioli. |
| STRANGES |
Stranges è tipico di Conflenti (CZ) con presenze significative anche
a Lamezia Terme e Martirano sempre nel catanzarese, casato nobile di probabile
origine normanna, a Mesoraca (KR) è presente un palazzo Stranges
di una famiglia baronale con quel cognome.
integrazioni fornite da Vincenzo
De Angelis
La famiglia Stranges, nobile famiglia di San Luca e Bovalino, in provincia
di Reggio Calabria, nel 1800 è la più ricca,per censo, di
tutta la provincia. Acquista terre e titoli dal marchese Clemente e dai
baroni Oliva di Platì. Possiede una razza di cavalli purosangue,
allevata nelle terre di Bovalino, chiamata razza stranges. Vi furono uomini
illustri come il marchese Francesco Stranges, medico, oltre a giudici e
prefetti. Si imparentarono con la famiglia Ruffo, la famiglia Romano di
Bagnara, la famiglia De Angelis di Brancaleone. Nel 1899 il barone Stranges,
proprietario della montagna di Montalto, regalò la parte più
alta per mettere il Cristo che il Papa aveva voluto come buon auspicio
in occasione dell'inizio del diciannovesimo secolo mettendo ogni secolo
in uno dei punti più alti d'Italia un Cristo. |
STRANGI
STRANGIO |
Strangi è assolutamente rarissimo, Strangio, meno raro, sembra avere
un ceppo in Calabria nel reggino ed uno forse non secondario in Liguria
nella zona di Ventimiglia (IM), derivano dal termine dialettale indicante
uno straniero. |
| STRATA |
Strata è tipicamente ligure, del genovese e dello spezzino, potrebbe
derivare dall'aferesi del toponimo Astrata di Albera Ligure nell'alessandrino. |
| STRATI |
Strati è tipico del reggino di Sant`Agata del Bianco, Siderno, Melito
di Porto Salvo, Samo e Bovalino, dovrebbe derivare dall'aferesi di una
contrazione del nome latino Eustratius,
a sua volta derivato dal greco Eustratios,
ricordiamo Sant'Eustrazio, martire sotto Diocleziano ed il filosofo scolastico
vescovo di Nicea del XI° secolo Eustratius Episcopus Nicaenus. |
STRATICO
STRATICO'
STRATIGO' |
Sia Stratico che Stratigò sono quasi unici, Straticò, assolutamente
rarissimo, è proprio dell'area cosentina ed in particolare di Castrovillari
e Lungri.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
D’origine arbëreshë (più probabilmente greco-albanese),
i cognomi Straticò, Stratigò, etc nascono da diverse italianizzazioni
del termine greco stratigòs,
col significato di generale, comandante dell’esercito
(in Grecia, d’altronde, esiste anche il cognome Stratigos).
Dal punto di vista storico, comunque, un esempio famoso è offerto
dal poeta e patriota arbëreshë Vincenzo Straticò (Lungro,
1822 - Lungro, 1885, anche noto come Vincenzo Stratigò), che, negli
anni del Risorgimento, fu uno tra i maggiori protagonisti della lotta arbëreshë
per l’unificazione d’Italia. |
| STRAZIOTA
|
Straziota è specifico di Bari, si potrebbe trattare di una variante
dell'etnico del paese di Strátos in Grecia, indicandolo forse come
luogo di provenienza della famiglia.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Secondo un’ipotesi interessante, il cognome Straziota nascerebbe da
una pronuncia popolare del termine stratiota
(dal greco stratiotis, letteralmente
soldato), che, in epoca rinascimentale,
indicava un soldato appartenente al corpo degli stratioti,
anche noti come stradioti o stradiotti:
fra il XV e il XVI secolo, infatti, sia la Repubblica di Venezia sia il
Regno di Napoli si servirono di frequente dell’abilità degli stratioti,
un corpo di soldati mercenari che provenivano generalmente dai Balcani
- si trattava per lo più di albanesi e greci e, in misura minore,
di slavi (vedi Stradiota). In conclusione,
dunque, si tratterebbe della cognominizzazione di un nome di mestiere attribuito
ai capostipiti. |
STRAZZERA
STRAZZERI
STRAZZERO |
Strazzera ha un ceppo a Cagliari e a Quartucciu nel cagliaritano ed uno
a Trapani e ad Erice nel trapanese, Strazzeri è tipicamente siciliano,
ha un ceppo a Catania ed a Palagonia Calatabiano e Misterbianco nel catanese,
uno a Motta Camastra, Messina, Gaggi e Taormina nel messinese, ed uno a
Palermo, Strazzero è praticamente unico, dovrebbero derivare da
voci dialettali per straccivendolo.
ipotesi secondo Salvatore Strazzeri
il cognome Strazzeri deriva dal termine dialettale trazzera
(viuzza di campagna). |
STRIANESE
STRIANO |
Tipici del napoletano ed alto salernitano, derivano dal toponimo Striano
(NA) o dal suo etnico strianese. |
| STRIDI |
Rarissimo sembrerebbe specifico
del brindisino, potrebbe derivare dal nome greco Iatrides. |
STRIGI
STRIGIOTTI |
strigio
(tipo di erba detta anche solatro),
o anche dal termine lombardo strigg
o strigio (lasca,
tipo di pesce), o anche, e più probabilmente, dal nome medioevale
Strigius , forse proprio da quel tipo
di pesce derivato, dell'uso di questo nome abbiamo un esempio nel Codice
Diplomatico della Lombardia Medioevale, dove compaiono, verso
la fine del XII° secolo, atti rogati dal notaio Opiço Strigius,
che opera a Pavia tra il 1183 ed il 1202, un esempio lo abbiamo nell'atto
Breve investiture del 1185 a Pavia:
"Ego Opyço Strigius
notarius sacri palacii autenticum huius exempli vidi et legi et sic in
eo continebatur ut in hoc legitur exemplo preter litteram plus minusve
et in hoc exemplo subscripsi.", un Alexander Strigius agli inizi
del 1600 è Cancelliere del Duca di Mantova e suo ambasciatore presso
la corte di Spagna a Madrid. |
| STRIGOLI |
Strigoli, estremamente raro, è tipicamente romagnolo, deriva da
soprannomi originati dal nome dialettale di un'erba, lo strigolo
(Silene inflata o vulgaris) delle Cariofillacee,
che si utilizza sia nelle minestre di brodo vegetale che di pesce, a quest'erba
è dedicata la Sagra dello Strigolo nel paese di Rontagnano nel forlivese. |
| STRINASACCHI |
Strinasacchi, ormai quasi scomparso, è specifico del mantovano,
dovrebbe derivare da un soprannome, originato dal termine arcaico strinare
(bruciacchiare), anche forse dovuto
all'operazione di strinare la peluria superficiale caratteristica dei sacchi
confezionati con filati rustici e grezzi. Personaggi di rilievo del 1700
sono state Regina e Teresa Strinasacchi di Ostiglia nel mantovano, violinista
la prima, cui Wolfgang Amadeus Mozart dedicò una Sonata in si bemolle
maggiore per violino e pianoforte, e cantante la seconda, entrambe di fama
europea. |
STRINGARI
STRINGARO |
magistri stringari
cioè producevano stringhe per vesti, calzature ed armature, tracce
di queste cognominizzazioni le troviamo a Trento nel 1505: "...dominus
Franciscus a Sale, dominus Contes a Vaginis, magister Nicolaus aurifaber,
ser Iohannes Chileta notarius, et magister Magnus
Stringarius, honorabiles cives Tridenti, tamquam
consules, et provisores magnificae communitatis Tridenti benemeriti...". |
| STRINGHINI |
Stringhini è un cognome tipicamente lombardo, del cremonese in particolare,
del bergamasco, ma con antiche presenze significative anche nelle province
di Sondrio e Brescia, potrebbero derivare da un soprannome non meglio identificabile,
tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel bergamasco e nel sondriese
nella seconda metà del 1800. |
| STRIPPOLI |
Strippoli è un cognome tipicamente pugliese, del barese e di Corato
in particolare e di Bari ed Andria, con ceppi secondari anche a Trani e
Barletta sempre nel barese ed a Foggia, l'etimologia è oscura. |
STROLEGO
STROLIGO
STROLOGO |
Strolego, quasi unico, parrebbe del triveneto, Stroligo, solo un poco meno
raro, ha un ceppo triestino ed uno nel genovese, Strologo, il meno raro
dei tre, è specifico dell'anconetano, di Camerano ed Ancona in particolare,
dovrebbero derivare da soprannomi dialettali originati dal termine aferetico
derivato da astrologo, con il significato
di indovino, in epoca medioevale e anche rinascimentale l'astrologia venne
tenuta in grande conto, tanto da essere elevata alla dignità di
insegnamento universitario, l'astrologo di corte veniva consultato con
grande rispetto, presso il popolo si consultavano gli astrologhi per chiedere
lumi anche sulle cure da prescriversi ai malati. |
| STROPPA |
Dovrebbe avere più nuclei, nelle Marche ed in Lombardia, potrebbe
derivare da soprannomi legati al vocabolo dialettale stropa
(sorta di legaccio erboreo usato per legare fascine).
Nel 1785 in un testamento di una tal Maddalena vedova qm Pietro Fratte,
redatto nella sua casa in Erbusco (BS) in contrada Vallina o Vallena, troviamo
presente presenti come testimonio un Antonio Stroppa.
integrazioni fornite da Gabriele
Stroppa
il cognome Stroppa deriva anche dalla stroppa
(dal verbo popolare stroppare): quando i contadini o i mercanti, con un
carro carico, rimanevano impantanati in zone impervie (magari dopo una
grande pioggia), venivano aiutati a venire fuori dal fango da un contadino
delle vicinanze provvisto di buoi, e l'azione di legare dei buoi supplementari
(o anche dei cavalli) al carro del malcapitato veniva chiamata stroppa.
Questa è una parola che si è usata nella zona di Fabriano
e di Pesaro sicuramente fino ai primi anni del XX° secolo.
integrazioni fornite da Aldo Piglia,
Milano
Alla voce dialettale stropa, corrisponde,
secondo lo Zingarelli l’analoga voce italiana in disuso stróppa
derivata dal latino stroppus (benda,
fascia, serto, a sua volta derivato dal termine greco stròphos)
termine usato in agricoltura per ritorta con cui si legano fascine, legna
e simili. |
| STROPPARI |
Assolutamente rarissimo è trentino, dovrebbe derivare da un soprannome
legato all'uso della stropa (legaccio di vimine). |
| STROZZI |
Sembrerebbe avere un nucleo principale nel parmense, uno nel ferrarese
ed uno nel veneziano, parrebbe ormai scomparso un ceppo presente nel fiorentino
già dal 1200. |
STUCCHI
STUCCO |
Stucchi è tipico lombardo, della zona milanese e bergamasca in particolare,
Stucco, assolutamente rarissimo, sembrerebbe piemontese, potrebbero derivare
da soprannomi, secondo un'ipotesi neppure troppo azzardata potrebbero derivare
da un'italianizzazione del cognome germanico Stuck. |
STUPIA
STUPPIA |
Stupia, molto raro sembrerebbe del milanese, Stuppia invece è tipico
nisseno, (della provincia di Caltanissetta), potrebbero derivare da antichi
toponimi come quello citato nella Cronaca della vita di Dante Alighieri
che riporta di un tal giudice Tomasino di Parente di Stupio che Dante incontra
in quel di Sarzana (SP). |
| STURA |
Presenta un ceppo marchigiano nella zona di Appignano (MC), un ceppo a
Genova ed uno nel torinese, che potrebbe derivare da toponimi o direttamente
dal nome della Valle Stura. |
| STURIALE |
Abbastanza raro, è specifico
della zona calabro sicula dello stretto di Messina. Nella seconda metà
del 1700 si trova un don Felice Sturiale come abate di Savoca (ME). |
| STURLA |
Sembrerebbe originario della zona
che comprende le province di Pavia, Alessandria e Genova, potrebbe derivare
dal nome nordeuropeo Sturla o anche dal nome di una località Sturla
(GE) o dalla Val Sturla (GE), potrebbe anche essere legato al nome di un
torrente Sturla, sempre in provincia di Genova. |
STURLESE
STURLESI |
Sturlese è tipicamente ligure dello spezzino in particolare di La
Spezia e Portovenere, Sturlesi, assolutamente rarissimo, è della
stessa zona, dovrebbero derivare dall'etnico di località come Sturla
(GE) o della Val Sturla (GE). Troviamo tracce di queste cognominizzazioni
nella prima metà del 1700 con Matteo Sturlese Canonico della Cattedrale
di Brugnato (SP) e nella seconda metà del 1700 con Don Gio Batta
Sturlese di Campiglia (SP), dove ne divenne Parroco. |
| STUTO |
Tipico siciliano particolarmente della zona di Lentini e Carlentini (SR),
un'ipotesi è che derivi dal termine dialettale stutare
(spegnere), tracce di questa cognomizzazione si trovano fin dal 1500, in
una polizza del Banco di S. Eligio del ragusano un certo Pietro
Paolo Stuto versa 45 ducati al monsignore Dell’Isola per l’acquisto
di “uno ingegno di maccaruni con quattro trafile,
uno furlone, bilancia et altri stigli”.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Con buona probabilità, l’origine di questo cognome va ricercata
nell’aggettivo astuto, che, attraverso la caduta della prima vocale atonica,
sarebbe quindi diventato stuto (un processo piuttosto tipico nella lingua
italiana, basti pensare, per esempio, alla formazione del vocabolo storia,
dal latino historia); a conferma di ciò, infatti, va detto che nel
sud della Sicilia (la stessa area d'origine delle famiglie Stuto) esiste
anche il cognome Astuto. In conclusione, dunque, si tratta della
cognominizzazione di un soprannome attribuito al capostipite. |
| SUAILIS |
Molto raro è specifico di Guasila (CA), dovrebbe derivare da un
soprannome legato al mestiere di pastore originato dal vocabolo sardo su
aili (il recinto delle pecore). |
| SUBRITO |
Subrito, cognome quasi unico, parrebbe piemontese.
integrazioni fornite da Daniele
Zaia
Rarissimo (tre famiglie sull'elenco telefonico di Chieri) deriva dal
toponimo Subrì voce piemontese
con cui è conosciuto Solbrito, oggi frazione del Comune di San Paolo
Solbrito, provincia di Asti. |
SUCAMELE
SUCAMELI
SUCAMIELE
SUCCAMELI
SUGAMELE
SUGAMELI
SUGAMIELE |
Sucamele, assolutamente rarissimo, parrebbe del trapanese, Sucameli ha
un ceppo a Palermo ed uno nel trapanese ad Alcamo, Mazara del Vallo e Marsala,
Sucamiele, quasi unico, è del trapanese, Succameli, quasi unico,
è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione, Sugamele ha
un ceppo nel trapanese a Trapani, Erice e Buseto Palizzolo, ha un ceppo
anche a Piglio nel frusinate, a Roma ed a Velletri, Sugameli è specifico
del trapanese, di Trapani, Buseto Palizzolo ed Erice, Sugamiele è
specifico di Paceco (TP), dovrebbero tutti derivare da soprannomi originati
dalla voce dialettale sucare (succhiare,
ma anche rubare) o per il fatto che
le famiglie si occupassero di apicultura o attribuendo ai capostipiti il
vizio di rubare il miele, bisogna considerare anche la possibilità
che derivi invece da sucameli tipo
di pasta siciliana bucata fatta utilizzando un ferro da calza. |
| SUCAPANE |
Sucapane è tipico di Collelongo in provincia de L'Aquila, dovrebbe
derivare da un soprannome denigratorio attribuito forse al capostipite
(vedi SUCAMELE) |
SUCCI
SUCCIO |
Succi è tipicamente romagnolo, del ferrarese e del riminese in particolare,
con ceppi anche nel romano e nell'iserniese, Succio è decisamente
piemontese, dovrebbero derivare dal nomen latino Succius,
ricordiamo il generale latino Lucius Succius Dentatus, uno dei pochi generali
romani dell'epoca tardo repubblicana o protoimperiale ad aver ricevuto
la corona graminea (o corona d'erba,
la massima onoreficienza romana al valor militare), si può anche
ipotizzare una derivazione da forme aferetiche di ipocoristici di nomi
come Aloisus, tracce di questa cognominizzazione
le troviamo a Ferrara nel 1600 con lo stampatore e Libraio Franciscus Succius. |
| SUCCU |
Tipico di Cagliari e del nuorese, dovrebbe derivare dal vocabolo sardo
succu un piatto locale di origine antichissima,
fatto con pasta fatta a mano, cotta in un brodo di carne, condita con zafferano
e con formaggio acido. |
| SUDATI |
Specifico del triangolo Milano,
Cremona, Bergamo, nel 1479, troviamo un atto vergato dal notaio Lanzarotto
dei Sudati, nel 1653 troviamo tracce nei documenti di una lite fra Francesco
Sudati, fu Giovan Pietro, da una parte, e Marc'Antonio Secco dall'altra,
in merito ad una cessione di proprietà. |
| SULIS |
Tipico del cagliaritano e del nuorese, dovrebbe derivare dall'aferesi dell'etnico
del toponimo Desulo (NU). |
| SUMMA |
Abbastanza comune al sud, in particolare nel potentino e in Puglia, nell'area
che comprende brindisino e tarentino. |
| SUPRANI |
Molto raro dovrebbe essere di origini romagnole. |
| SURDO |
Molto raro, potrebbe avere un nucleo
nel leccese ed uno nel trapanese, dovrebbe derivare da un soprannome originato
da un difetto d'udito del capostipite. |
SUSANA
SUSANNA |
Susana è tipico di Mel nel bellunese, con presenze significative
anche a Portobuffolè nel trevigiano ed a Trichiana sempre nel bellunese,
Susanna ha ceppi nel bellunese, soprattutto a Mel, nel trevisano e nel
pordenonese, a Roma ed a Tivoli nel romano ed a Lucera nel foggiano.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L’origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Susanna,
l’italianizzazione cioè del personale biblico Shoshannah,
che nell’antico ebraico significa giglio
(vedi anche Sciascia): per la precisione,
comunque, va detto che Susanna è un nome molto antico, riportato
addirittura su un sarcofago che risale al 2000 a.C. circa, e la sua più
remota origine va ricercata nell’egiziano sšn,
col significato di fiore di loto; in
Occidente, tuttavia, la notorietà di questo nome si deve più
probabilmente all’influsso dell’onomastica biblica e, in particolar modo,
a due personaggi biblici col nome di Susanna, presenti rispettivamente
nell'Antico e nel Nuovo Testamento (non bisogna dimenticare, però,
l’influenza dell’agionimia sull’onomastica, che potrebbe aver contribuito
alla diffusione del nome). Per quanto riguarda i cognomi in questione,
dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
SUSANI
SUSANNI
SUZZANI |
Rarissimo il primo ed il terzo,
quasi unico il secondo, sono specifici del sud milanese, fino al piacentino,
Susani potrebbe derivare dal toponimo Susano (BO) o dal nome di varie località
in Emilia, con lo stesso nome, comunque tutti hanno origine dal cognomen
latino Susianus, probabilmente nome di legionari veterani, che ricevettero
in dono degli appezzamenti di terra come riconoscimento dei loro servizi. |
| SVERBERI |
Cognome quasi scomparso in Italia,
dovrebbe trattarsi di un ceppo slavo (Sverber) insediatosi in Italia, probabilmente
in Emilia. |
| SVIZZERO |
Assolutamente rarissimo, dovrebbe
derivare da un origine svizzera del capostipite. |
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