| STRACCHI
|
Molto raro, potrebbe avere due
ceppi, nel milanese e nel rietino, dovrebbe derivare da soprannomi legati
al carattere indolente del capostipite, nel rietino è possibile
che derivi dal nome greco Strachys. |
STRACCI
STRACCIA
STRACCIO
STRACCIONE
STRACCIONI |
Stracci ha un ceppo ad Offida nel Piceno, Straccia, più diffuso,
ha un ceppo nell'ascolano, a San Benedetto del Tronto in particolare, a
Monteprandone, Grottammare, Offida, Monsampaolo del Tronto, Spinetoli,
e nel maceratese a Civitanova Marche, e ad Alba Adriatica nel teramano,
ed a Montemiletto e Montefalcione nell'avellinese, Straccio, quasi unico,
è anch'esso prevalentemente marchigiano, Straccione e Straccioni,
praticamente unici, dovrebbero essere forme alterate dei precedenti, che
dovrebbero nascere dall'italianizzazione del cognome di origini greche
Strakys o Strakas. |
STRACQUADAGNO
STRACQUADAINI
STRACQUADANIO |
Stracquadagno è praticamente unico e dovrebbe essere dovuto ad un
errore di trascrizione di Stracquadanio, molto raro e tipico di Modica
nel ragusano, Stracquadaini, sempre siciliano è tipico, sempre del
ragusano, di Vittoria, con un ceppo anche a Niscemi (CL) ed a Catania,
potrebbero derivare da soprannomi dialettali di un cacciatore, il significato
starebbe ad indicare uno che sfinisce o fa stramazzare i daini o ne concia
le pelli. |
| STRACQUALURSI
|
Specifico di San Giovanni In Carico (FR), dovrebbe derivare da un soprannome
legato al vocabolo dialettale adatto a chi sfinisce gli orsi.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
sembrerebbe un cognome tipico del comune di San Giovanni in Carico
(FR), ma lo si trova diffuso anche a Roma. Alla base potrebbe esserci il
soprannome cognominizzato costituito dall'espressione stracqua
l'urso, poi pluralizzato per designare l'intero nucleo familiare. Letteralmente l'espressione dialettale dovrebbe significare
innaffia, annega l'orso o gli orsi, coniata con ogni probabilità
in relazione ad un episodio singolare della vita del capostipite del ceppo
oppure in riferimento alla sua attività (es. conciatore o commerciante
di pelli di animali). |
STRACUZZA
STRACUZZI
|
Stracuzza, estremamente raro, parrebbe di Fiumara (RC), Stracuzzi parrebbe
del messinese.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Stracuzza, rarissimo, sembra essere originario del reggino, Stracuzzi
è tipico per lo più del messinese, entrambi questi cognomi
derivano dalla voce dialettale stracuzza,
col significato di tartaruga: l'origine
del termine va ricercata nel greco ostrakon,
col letteralmente significa conchiglia (in riferimento alla forma dello
scudo dorsale della tartaruga). Molto probabilmente, allora, si tratta
delle cognominizzazioni di soprannomi attribuiti ai capostipiti (in quanto
persone lente o, forse più propriamente, pigre). |
| STRADA
|
Ha un nucleo importante nella parte
nord occidentale della Lombardia, uno secondario in Romagna ed uno nel
brindisino e tarentino, dovrebbe derivare dai vari toponimi contenenti
il vocabolo Strada, come ad esempio: San Martino in Strada (LO), Villastrada
(MN), Quattro Strade (CO), Stradella (PV) - (MN), San Martino in Strada
(FO), Santa Maria in Strada (BO). |
| STRADAIOLI
|
Stradaioli è tipicamente romagnolo, di Forlì, Ravenna, e
di Predappio, Santa Sofia e Bagno di Romagna nel forlivese, potrebbe derivare
da un soprannome stante ad indicare il fatto che le famiglie abitavano
su di una strada extraurbana o anche che i capostipiti svolgevano le loro
attività per la strada. |
| STRADELLA
|
Stradella ha un ceppo nell'astigiano ed alessandrino, uno ad Aviano nel
pordenonese ed a Venezia, dovrebbe derivare dai molti toponimi con quel
nome come Stradella nel pavese, nel mantovano e nel parmense, ma molti
sono i nomi di località simili nel norditalia. |
STRADIOTA
STRADIOTTI
STRADIOTTO |
Stradiota, assolutamente rarissimo, sembrerebbe pugliese, Stradiotti è
assolutamente raro, si può ipotizzare un ceppo nel leccese e forse
uno nel cremonese, Stradiotto è specifico trevisano, dovrebbero
derivare dal vocabolo stradiotto (soldato
di cavalleria leggera di un corpo creato dalla Serenissima Repubblica
veneta con giovani slavi, soprattutto albanesi, nel 1450~), tracce
di questo termine si trovano in una lettera, datata 20 novembre 1512, inviata
da Nicolò Arcimboldo,
commissario generale di Trezzo, nella quale riferisce che Costantino Paleologo
si è lamentato presso il da Mosto perché soldati dello scrivente
hanno fatto prigioniero un suo stradiotto e, come richiesto dal da Mosto,
questo non è stato rilasciato: "...ieri mattina
essendo assaltati li nostri da li franzesi, tuti venerno cridando Marcho
et Franza et da molti de nostri fu conosuto che insieme cum lor gli era
questo stradioto,
et che più dete de le ferite a de li nostri, et quando fu preso
haveva la lanza sanguinante, et fu preso pocho de dreto ali franzesi quando
se retiravano et proprio andava dreto a loro, solo che non consona andasse
per offenderli; et ultra di questo ne è acertato che lui da pochi
dì in qua era nel castelo. Per questo questi nostri capitanei et
soldati se rendeno difficili a relassare uno soldato del Barone; ma, o
soldato suo o no, s'è demonstrato inimico. Io ho preso questi mezi:
farò examinare questi me hano dito le suprascripte cose et mandarò
el dito suo ala M.V., la qual si pò render certa che no si mancherà
per conservare la optima amicitia è fra questi dui ill.mi stati....". |
| STRADOLINI
|
Stradolini è un cognome assolutamente rarissimo tipico dell'udinese,
dovrebbe derivare dal mestiere di stradino
(operaio che lavora alla manutenzione delle strade). |
| STRAFACE
|
Straface è tipicamente calabrese del cosentino, di Rossano, San
Giovanni in Fiore, Acri, Crosia, Corigliano Calabro, Cariati e Bisignano,
dovrebbe derivare dal nome del paese di Straface frazione di Amendolara
nel cosentino, probabilmente il paese d'origine dei capostipiti. |
STRAFFORELLI
STRAFFORELLO |
Strafforelli
è di origine corsa, Strafforello è così raro da poter
essere considerato quasi unico, probabilmente anche lui di origine corsa,
ha un probabile ceppo secondario ad Imperia. Personaggio di rilievo è
stato Gustavo Strafforello, eclettico scrittore della seconda metà
del 1800. |
STRAGAPEDE
STRECAPEDE
STREGAPEDE
STREGAPETE |
Stragapede è decisamente pugliese, del barese, particolarmente presente
a Ruvo di Puglia e Bari, con presenze comunque significative anche a Modugno,
Toritto, Gravina di Puglia, Barletta e Terlizzi, Strecapede, sempre pugliese,
è quasi unico, Stregapede ha un piccolo ceppo nel barese, soprattutto
a Bisceglie, ed un ceppo a Roma, Stregapete è unico, potrebbero
derivare dall'italianizzazione e successive alterazioni dialettali del
termine greco στρατόπεδον stratopedon
(accampamento militare), forse
ad indicare la qualifica del capostipite di responsabile di una forza bellica.
informazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Il cognome pugliese Stragapede, di origine soprannominale, (varianti
Stregapete, Stracapede, Strecapede, Stregapede) è composto dal prefisso
'stra' dal latino 'extra' = fuori di, che indica eccesso, sovrabbondanza,
+ 'pede' = piede. Il significato sarebbe quindi: individuo dal grosso piede.
P. Minervini, Dizionario dei cognomi pugliesi, p. 470. |
| STRAGAZZI
|
Cognome quasi scomparso.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Il cognome Stragazzi appartiene ad un'unica famiglia italiana, oggi
quasi estinta, che scelse come sua dimora il comune di San Giorgio La Molara,
in provincia di Benevento. Il Casato discende da Angelo Ràkòczy,
principe ungherese esule in Italia in conseguenza della congiura ordita
dal padre Francesco I di Transilvania (1645 - 1676) con il conte palatino
Wesselènyi contro gli Absburgo. Angelo si ritirò a San Giorgio
La Molara e mutò cognome per sottrarsi all'ira e alla vendetta dell'Imperatore
Carlo VI, che proprio in quel tempo era divenuto anche Re di Napoli dopo
la guerra di successione polacca, in quello italianizzato Ragozzi, premettendo
ad esso le due iniziali S e T, attribuendo a tali lettere il significato
della denominazione di Suprema Transilvania. Il cognome risultò
prima Stragozzi e successivamente Stragazzi, per un evidente errore di
trascrizione anagrafica o perchè tale forma del cognome del Principe
fosse meno dura all'orecchio di quella di Stragozzi. I Ràkòczy
erano una Famiglia principesca ungherese originaria di Ràkocz e
Felsövadàsz, nell'Ungheria superiore, dove, proprietaria
di vasti territori, compare già nel sec. XIII°. Tra i capostipiti
annoveriamo:
Zsigmond (1544 - 1608), che combattè contro i Turchi ed ebbe
il titolo di barone, dopodichè nel 1607 fu eletto Principe di Transilvania,
alla cui dignità rinunciò nel 1608 a favore di Gabor Bàthory.
György I (1593 - 1648), figlio del precedente, fu voivoda di Transilvania
(1630), ma dovette difendere il suo titolo contro vari pretendenti.
Nell'ultimo periodo della Guerra dei Trent'anni si alleò con la
Svezia e la Francia e occupò l'alta Ungheria. Nell'ultimo
periodo della sua vita si occupò della conquista del trono di Polonia.
György II (1621 - 1660), figlio e successore del precedente, che sposò
Sofia Bàthory che gli portò grandi ricchezze. Ebbe dal Sultano
Maometto IV anche il governo della Moldovia e della Valacchia (1648). Si
alleò con il Re di Svezia contro la Polonia, e per questo atto entrò
in urto con la Turchia. La guerra fu un disastro: abbandonato dagli svedesi,
dovette concludere la pace con la Polonia e,
ferito a morte nella battaglia di Fenes contro i Turchi, perdette i
due principati danubiani.
Francesco (Ferenc) I (1645 - 1676), figlio del precedente e padre di
Angelo che si rifugiò nel Sannio, che fu eletto Principe nel 1652
ma non potè conservare la Transilvania.
Ferenc II (1676 - 1735), figlio del precedente, fratello di Angelo
Stragozzi, che fu allevato a Vienna sotto la tutela di Leopoldo I. Sposò
Carlotta Amalia dei conti di Assia-Rheinfels e nel 1697 fu creato principe
dell'Impero. Si oppose all'assolutismo di Leopoldo I mettendosi a capo
del nazionalismo magiaro: iniziò un carteggio con Luigi XIV di Francia
ma fu scoperto e condannato a morte. Si salvò evadendo dal carcere
e rifugiandosi in Polonia. Quando nel 1703 scoppiò nell'Ungheria
superiore una insurrezione contro gli Absburgo, Ferenc II Ràkòczy
ne divenne il capo indiscusso. Tentò invano di procurarsi l'appoggio
di varie potenze, tra cui quella di Pietro il Grande di Russia, finchè
dovette esulare in Polonia, in Inghilterra e in Francia. Dopo la Pace di
Passarowitz (1718) riparò in Turchia. Con i suoi due figli, Jòzsef
(1700 - 1738) e György (1701 - 1756), si estinsero i Ràkòczy.
Anche Angelo Ràkòczy, poi Stragozzi, ebbe una illustre
discendenza. Vanno ricordati:
Tommaso Pietro Stragazzi, Governatore di Salerno nel XVIII sec.
Francesco IV, membro del Governo della Repubblica Partenopea, Deputato
con Gioacchino Murat, decorato della Legion d'onore
Ferdinando (1847 - 1929), medico filantropo e uomo politico. |
| STRAMACCIONI
|
Tipico umbro, potrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo
stramaccione (mescola di paglia ed altre erbe secche). |
STRAMANDINO
STRAMANDINOLI |
Stramandino, molto raro, è tipicamente siciliano del messinese,
di Barcellona Pozzo di Gotto, San Filippo del Mela, Lipari e Santa Lucia
del Mela, Stramandinoli, sempre molto raro, è del vibonese, di Dasà,
Arena ed Acquaro, di origini etimologiche oscure, potrebbero derivare da un soprannome derivato dal termine
stramare (indebolirsi
della trama di un tessuto). |
STRAMBI
STRAMBIO
STRAMBO |
Strambi è tipico dell'area che comprende lo spezzino, il massese,
il lucchese, il pisano, il livornese, il fiorentino ed il senese, Strambio,
molto molto più raro, è tipico dell'alessandrino, Strambo,
quasi unico, è del Piemonte nordorientale, dovrebbero derivare da
soprannomi originati dal termine medioevale latino strambus
e strambius (strabico),
a sua volta derivato dal latino strabus
con il medesimo significato, probabilmente a sottolineare un difetto fisico
dei capostipiti. |
| STRAMIGIOLI
|
Stramigioli è tipico di Cattolica nel riminese e di Pesaro, Gradara
e Gabicce Monte nel pesarese, l'origine etimologica del cognome è
di difficile interpretazione, tracce di questo nobile casato si trovano
a Pesaro almeno dal 1700, con incroci con i conti Ciacchi, nella seconda
metà del 1700 a Pesaro troviamo in qualità di canonico penitenziere
un certo Antonio Stramigioli. |
| STRANGES
|
Stranges è tipico di Conflenti (CZ) con presenze significative anche
a Lamezia Terme e Martirano sempre nel catanzarese, casato nobile di probabile
origine normanna, a Mesoraca (KR) è presente un palazzo Stranges
di una famiglia baronale con quel cognome.
integrazioni fornite da Vincenzo
De Angelis
La famiglia Stranges, nobile famiglia di San Luca e Bovalino, in provincia
di Reggio Calabria, nel 1800 è la più ricca,per censo, di
tutta la provincia. Acquista terre e titoli dal marchese Clemente e dai
baroni Oliva di Platì. Possiede una razza di cavalli purosangue,
allevata nelle terre di Bovalino, chiamata razza stranges. Vi furono uomini
illustri come il marchese Francesco Stranges, medico, oltre a giudici e
prefetti. Si imparentarono con la famiglia Ruffo, la famiglia Romano di
Bagnara, la famiglia De Angelis di Brancaleone. Nel 1899 il barone Stranges,
proprietario della montagna di Montalto, regalò la parte più
alta per mettere il Cristo che il Papa aveva voluto come buon auspicio
in occasione dell'inizio del diciannovesimo secolo mettendo ogni secolo
in uno dei punti più alti d'Italia un Cristo. |
STRANGI
STRANGIO |
Strangi è assolutamente rarissimo, Strangio, meno raro, sembra avere
un ceppo in Calabria nel reggino ed uno forse non secondario in Liguria
nella zona di Ventimiglia (IM), derivano dal termine dialettale indicante
uno straniero. |
STRANIERA
STRANIERI
STRANIERO |
Straniera, quasi unico, sembrerebbe pugliese, Stranieri è tipicamente
meridionale, con qualche presenza nel napoletano, un ceppo in Puglia, a
Manduria nel tarantino, a Salve nel leccese, a San Vito dei Normanni nel
brindisino e nel foggiano a Trinitapoli e ad Orsara di Puglia, ed uno in
Calabria nel catanzarese, a Girifalco, Maida, Catanzaro e Cortale, Straniero
è tipicamente pugliese, di Barletta e Bari nel barese e di Foggia,
dovrebbero derivare da soprannomi originati dal fatto che i capostipiti
fossero considerati estranei alla cmunità, quindi degli stranieri. |
| STRANO
|
Strano è tipicamente siciliano, molto diffuso soprattutto nella
parte orientale dell'isola, dovrebbe derivare da un soprannome locale indicante
nel capostipite uno strano (estraneo,
straniero). |
STRAPAZZON
STRAPPAZZON |
Strapazzon, molto raro, ha un ceppo a Bassano del Grappa e presenze nel
bellunese, Strappazzon è specifico di Arsiè e Feltre nel
bellunese e di Bassano del Grappa, Rossano Veneto e Romano d'Ezzelino nel
vicentino, questi cognomi dovrebbero derivare da un soprannome basato sul
termine veneto arcaico strapazzon,
con il significato di trasandato, negligente,
detto di chi fa qualcosa senza cura e con pessimi risultati,
probabilmente a sottolineare un aspetto comportamentale dei capostipiti. |
| STRATA
|
Strata è tipicamente ligure, del genovese e dello spezzino, potrebbe
derivare dall'aferesi del toponimo Astrata di Albera Ligure nell'alessandrino. |
| STRATI
|
Strati è tipico del reggino di Sant`Agata del Bianco, Siderno, Melito
di Porto Salvo, Samo e Bovalino, dovrebbe derivare dall'aferesi di una
contrazione del nome latino Eustratius,
a sua volta derivato dal greco Eustratios,
ricordiamo Sant'Eustrazio, martire sotto Diocleziano ed il filosofo scolastico
vescovo di Nicea del XI° secolo Eustratius Episcopus Nicaenus. |
STRATICO
STRATICO'
STRATIGO' |
Sia Stratico che Stratigò sono quasi unici, Straticò, assolutamente
rarissimo, è proprio dell'area cosentina ed in particolare di Castrovillari
e Lungri.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
D'origine arbëreshë (più probabilmente greco-albanese),
i cognomi Straticò, Stratigò, etc nascono da diverse italianizzazioni
del termine greco stratigòs,
col significato di generale, comandante dell'esercito
(in Grecia, d'altronde, esiste anche il cognome Stratigos).
Dal punto di vista storico, comunque, un esempio famoso è offerto
dal poeta e patriota arbëreshë Vincenzo Straticò (Lungro,
1822 - Lungro, 1885, anche noto come Vincenzo Stratigò), che, negli
anni del Risorgimento, fu uno tra i maggiori protagonisti della lotta arbëreshë
per l'unificazione d'Italia. |
STRATOTI
STRATOTO
STRAZIOTA |
Stratoti è tipico della provincia di Catanzaro, di Montauro, Soverato
e Stalettì, Stratoto è praticamente unico, Straziota è
specifico di Bari, si potrebbe trattare di una variante dell'etnico del
paese di Strátos in Grecia, indicandolo forse come luogo di provenienza
della famiglia, ma molto più probabilmente derivano dal termine
greco στρατιώτες stratiôtês
che significa soldato, in effetti in
epoca bizantina il termine definiva degli agricoltori, piccoli proprietari
terrieri, che, in caso di guerra, si trasformavano in un corpo militare.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Secondo un'ipotesi interessante, il cognome Straziota nascerebbe da
una pronuncia popolare del termine stratiota
(dal greco stratiotis, letteralmente
soldato), che, in epoca rinascimentale,
indicava un soldato appartenente al corpo degli stratioti,
anche noti come stradioti o stradiotti:
fra il XV e il XVI secolo, infatti, sia la Repubblica di Venezia sia il
Regno di Napoli si servirono di frequente dell'abilità degli stratioti,
un corpo di soldati mercenari che provenivano generalmente dai Balcani
- si trattava per lo più di albanesi e greci e, in misura minore,
di slavi (vedi Stradiota). In conclusione,
dunque, si tratterebbe della cognominizzazione di un nome di mestiere attribuito
ai capostipiti. |
STRAZULLO
STRAZZULLA
STRAZZULLI
STRAZZULLO |
Strazullo è praticamente unico, dovrebbe essere dovuto alla perdita
di una -z- in seguito ad un errore
di trascrizione, Strazzulla è tipicamente siciliano, di Augusta
nel siracusano, di Catania e di Vittoria nel ragusano, Strazzulli e Strazzullo
sono tipicamente campani del napoletano, il primo di Qualiano, Mugnano
di Napoli, Torre del Greco e Villaricca, il secondo di Napoli, Pozzuoli,
Quarto e Qualiano, dovrebbero tutti derivare da soprannomi basati sul termine
dialettale meridionale strazzullo, strazzulla
(piccolo straccione o stracciona). |
STRAZZERA
STRAZZERI
STRAZZERO |
Strazzera ha un ceppo a Cagliari e a Quartucciu nel cagliaritano ed uno
a Trapani e ad Erice nel trapanese, Strazzeri è tipicamente siciliano,
ha un ceppo a Catania ed a Palagonia Calatabiano e Misterbianco nel catanese,
uno a Motta Camastra, Messina, Gaggi e Taormina nel messinese, ed uno a
Palermo, Strazzero è praticamente unico, dovrebbero derivare da
voci dialettali per straccivendolo.
ipotesi secondo Salvatore Strazzeri
il cognome Strazzeri deriva dal termine dialettale trazzera
(viuzza di campagna). |
| STRENGHETTO
|
Strenghetto, molto raro, è specifico del rovigoto, di Crespino e
Badia Polesine, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale derivato
dal termine arcaico dialettale veneziano strengheto
(legacciuolo, laccetto, strisciolina
di cuoio usata per allacciare le calzature), potrebbe riferirsi ad una
caratteristica dell'abbigliamento del capostipite o ad una sua eccessiva
magrezza. |
| STRENTA
|
Strenta, molto raro, ha un piccolo ceppo a Massa e Carrara, con presenze
anche nello spezzino ad Ameglia e Sarzana, potrebbe derivare dal nome dell'antica
località trentina di Strenta presso Drenno, di cui si ha memoria
in un atto del 1438. |
| STREPPONE
|
Streppone è tipicamente campano, dell'area napoletano, salernitana,
dovrebbe derivare dal nome del paese di Streppone nel beneventano, probabile luogo d'origine del capostipite. |
STRIANESE
STRIANO |
Tipici del napoletano ed alto salernitano, derivano dal toponimo Striano
(NA) o dal suo etnico strianese. |
| STRIDI
|
Rarissimo sembrerebbe specifico
del brindisino, potrebbe derivare dal nome greco Iatrides. |
STRIGI
STRIGIOTTI |
Strigi sembrerebbe unico, probabilmente è dell'area novarese, Strigiotti,
quasi unico, parrebbe lombardo, dovrebbero derivare, direttamente o tramite
forme ipocoristiche, da soprannomi originati dal termine arcaico strigio
(tipo di erba detta anche solatro),
o anche dal termine lombardo strigg
o strigio (lasca,
tipo di pesce), o anche, e più probabilmente, dal nome medioevale
Strigius , forse proprio da quel tipo
di pesce derivato, dell'uso di questo nome abbiamo un esempio nel Codice
Diplomatico della Lombardia Medioevale, dove compaiono, verso
la fine del XII° secolo, atti rogati dal notaio Opiço Strigius,
che opera a Pavia tra il 1183 ed il 1202, un esempio lo abbiamo nell'atto
Breve investiture del 1185 a Pavia:
"Ego Opyço Strigius
notarius sacri palacii autenticum huius exempli vidi et legi et sic in
eo continebatur ut in hoc legitur exemplo preter litteram plus minusve
et in hoc exemplo subscripsi.", un Alexander Strigius agli inizi
del 1600 è Cancelliere del Duca di Mantova e suo ambasciatore presso
la corte di Spagna a Madrid. |
| STRIGOLI
|
Strigoli, estremamente raro, è tipicamente romagnolo, deriva da
soprannomi originati dal nome dialettale di un'erba, lo strigolo
(Silene inflata o vulgaris) delle Cariofillacee,
che si utilizza sia nelle minestre di brodo vegetale che di pesce, a quest'erba
è dedicata la Sagra dello Strigolo nel paese di Rontagnano nel forlivese. |
| STRIM
|
Strim, assolutamente rarissimo è tipico del bellunese, dovrebbe
trattarsi della forma apocopata e contratta del termine ladino stremìjia
(grossa fenditura o crepaccio), che
avrebbe dato luogo ad un soprannome stante ad indicare probabilmente una
caratteristica del luogo di provenienza o di abitazione del capostipite. |
| STRINASACCHI
|
Strinasacchi, ormai quasi scomparso, è specifico del mantovano,
dovrebbe derivare da un soprannome, originato dal termine arcaico strinare
(bruciacchiare), anche forse dovuto
all'operazione di strinare la peluria superficiale caratteristica dei sacchi
confezionati con filati rustici e grezzi. Personaggi di rilievo del 1700
sono state Regina e Teresa Strinasacchi di Ostiglia nel mantovano, violinista
la prima, cui Wolfgang Amadeus Mozart dedicò una Sonata in si bemolle
maggiore per violino e pianoforte, e cantante la seconda, entrambe di fama
europea. |
STRINGARI
STRINGARO |
Stringari è tipico di Nanno nel trentino, Stringaro ha un piccolo
ceppo nell'udinese ed uno a Trani (BA) e nel barese ed a Cerignola nel
foggiano, dovrebbero derivare dal nome del mestiere dei capostipiti, che
probabilmente erano magistri stringari
cioè producevano stringhe per vesti, calzature ed armature, tracce
di queste cognominizzazioni le troviamo a Trento nel 1505: "...dominus
Franciscus a Sale, dominus Contes a Vaginis, magister Nicolaus aurifaber,
ser Iohannes Chileta notarius, et magister Magnus
Stringarius, honorabiles cives Tridenti, tamquam
consules, et provisores magnificae communitatis Tridenti benemeriti...". |
| STRINGHINI
|
Stringhini è un cognome tipicamente lombardo, del cremonese in particolare,
del bergamasco, ma con antiche presenze significative anche nelle province
di Sondrio e Brescia, potrebbero derivare da un soprannome non meglio identificabile,
tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel bergamasco e nel sondriese
nella seconda metà del 1800. |
| STRIPPOLI
|
Strippoli è un cognome tipicamente pugliese, del barese e di Corato
in particolare e di Bari ed Andria, con ceppi secondari anche a Trani e
Barletta sempre nel barese ed a Foggia, l'etimologia è oscura.
informazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Secondo P. Minervini, Dizionario dei cognomi pugliesi, p. 470, il cognome
Strippoli potrebbe derivare dal verbo 'strippare' (denominativo di 'trippa'
con s- derivativo) e significare 'persona esagerata nel mangiare'. |
STROLEGO
STROLIGO
STROLOGO |
Strolego, quasi unico, parrebbe del triveneto, Stroligo, solo un poco meno
raro, ha un ceppo triestino ed uno nel genovese, Strologo, il meno raro
dei tre, è specifico dell'anconetano, di Camerano ed Ancona in particolare,
dovrebbero derivare da soprannomi dialettali originati dal termine aferetico
derivato da astrologo, con il significato
di indovino, in epoca medioevale e anche rinascimentale l'astrologia venne
tenuta in grande conto, tanto da essere elevata alla dignità di
insegnamento universitario, l'astrologo di corte veniva consultato con
grande rispetto, presso il popolo si consultavano gli astrologhi per chiedere
lumi anche sulle cure da prescriversi ai malati. |
| STRONGOLI
|
Strongoli dovrebbe essere calabrese ed essere originario del crotonese,
dovrebbe derivare dal nome del paese di Strongoli nel crotonese, il cui
toponimo sembra originare dal termine greco antico στρογγύλος
stroggylos (rotondo),
probabilmente a causa delle caratteristiche della località. |
| STROPPA
|
Dovrebbe avere più nuclei, nelle Marche ed in Lombardia, potrebbe
derivare da soprannomi legati al vocabolo dialettale stropa
(sorta di legaccio erboreo usato per legare fascine).
Nel 1785 in un testamento di una tal Maddalena vedova qm Pietro Fratte,
redatto nella sua casa in Erbusco (BS) in contrada Vallina o Vallena, troviamo
presente presenti come testimonio un Antonio Stroppa.
integrazioni fornite da Gabriele
Stroppa
il cognome Stroppa deriva anche dalla stroppa
(dal verbo popolare stroppare): quando i contadini o i mercanti, con un
carro carico, rimanevano impantanati in zone impervie (magari dopo una
grande pioggia), venivano aiutati a venire fuori dal fango da un contadino
delle vicinanze provvisto di buoi, e l'azione di legare dei buoi supplementari
(o anche dei cavalli) al carro del malcapitato veniva chiamata stroppa.
Questa è una parola che si è usata nella zona di Fabriano
e di Pesaro sicuramente fino ai primi anni del XX° secolo.
integrazioni fornite da Aldo Piglia,
Milano
Alla voce dialettale stropa, corrisponde,
secondo lo Zingarelli l'analoga voce italiana in disuso stróppa
derivata dal latino stroppus (benda,
fascia, serto, a sua volta derivato dal termine greco stròphos)
termine usato in agricoltura per ritorta con cui si legano fascine, legna
e simili. |
| STROPPARI
|
Assolutamente rarissimo è trentino, dovrebbe derivare da un soprannome
legato all'uso della stropa (legaccio di vimine). |
STROZZI
STROZZIERI |
Strozzi sembrerebbe avere un nucleo principale nel parmense, uno nel ferrarese
ed uno nel veneziano, parrebbe ormai scomparso un ceppo presente nel fiorentino
già dal 1200, Strozzieri, molto raro, è del teramano, di
Controguerra e Colonnella, questi cognomi dovrebbero derivare dal mestiere
dei capositpiti, probabilmente degli strozzieri,
cioè degli allevatori ed addestratori di
falchi o di altri rapaci perchè potessero venir utilizzati
dai falconieri nella caccia. |
STRUCCHI
STRUCCO |
Strucchi, assolutamente rarissimo, parrebbe dell'area reggiano, modenese,
Strucco è praticamente unico, potrebbero derivare da una soprannome
originato da una voce dialettale arcaica struccà
(strizzare, spremere), forse a ricordare
un'aspetto del mestiere del capostipite. |
| STRUMENDO
|
Strumendo è specifico di Portogruaro nel veneziano, dovrebbe derivare
da un soprannome basato sul termine dialettale veneziano arcaico struma
(fatica, difficoltà), che indicava
probabilmente chi fosse in condizioni di difficoltà, riferendosi
probabilmente allo stato del capostipite. |
| STRUSI
|
Strusi ha un piccolo ceppo a Sassari, uno a Corigliano Calabro nel cosentino
ed uno, il più consistente e probabilmente il principale nel tarantino,
a Monteiasi, Taranto, San Giorgio Ionico, Massafra e Carosino, dovrebbe
derivare da un soprannome, relativo al mestiere dei capostipiti, basato sul termine veneziano illirico arcaico
strusi (cascami
o bozzoli bucati), di cui abbiamo traccia in un testo sulla
produzione della seta: "...Fabricantes incumbunt.
Verum horum plerique unam tantum aliamve Textrinam occupant, solus Budensis
pro ratione Circumstantiarum a 5 usque 8 Textrinas exercere solet. Cum
sericum in ipsa iam deglomeratione diversas accipiat Classes, quae Technicis
terminis Floret, Strusi
et Sbusi appellantur, ubi Sericum elaboratur, ubi e deterioribus etiam
his Speciebus aut homogeneae materiae, aut alia varia artefacta accessorie
elaborari consueverunt...". |
| STUANI
|
Stuani è un cognome tipicamente lombardo, con un ceppo a Milano,
uno a Sesto Calende nel varesotto ed uno nel mantovano a Marcaria e Acquanegra
sul Chiese, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale originato dall'essere
stato il capostipite probabilmente addetto ad una stua
(stufa, ma anche caldana),
cioè un locale dove i fornai mettono il pane su assi a lievitare
prima di infornarlo, e anche locale, anch'esso riscaldato, dove si mettono
i bozzoli dei bachi da seta per liberarli del baco. |
STUCCHI
STUCCO |
Stucchi è tipico lombardo, della zona milanese e bergamasca in particolare,
Stucco, assolutamente rarissimo, sembrerebbe piemontese, potrebbero derivare
da soprannomi, secondo un'ipotesi neppure troppo azzardata potrebbero derivare
da un'italianizzazione del cognome germanico Stuck. |
STUPIA
STUPPIA |
Stupia, molto raro sembrerebbe del milanese, Stuppia invece è tipico
nisseno, (della provincia di Caltanissetta), potrebbero derivare da antichi
toponimi come quello citato nella Cronaca della vita di Dante Alighieri
che riporta di un tal giudice Tomasino di Parente di Stupio che Dante incontra
in quel di Sarzana (SP). |
| STURA
|
Presenta un ceppo marchigiano nella zona di Appignano (MC), un ceppo a
Genova ed uno nel torinese, che potrebbe derivare da toponimi o direttamente
dal nome della Valle Stura. |
| STURARO
|
Sturaro è tipico dell'area che comprende il veneziano, il padovano
soprattutto ed il rovigoto, dovrebbe derivare da un nome di mestiere arcaico
originato dal termine veneto stuarola
(attrezzo per spegnere le candele e i lumi)
e dovrebbe indicare chi di mestiere accendeva e spegneva i lumi in chiesa
o nei paesi, secondo alcuni potrebbe derivare dal mestiere di produttore
di stuoie, ma la stuoia in veneziano
arcaico si chiamava stiora è
chi le produceva stiorar, voce che
può ben difficilmente essere ricondotta al cognome Sturaro. |
| STURCHIO
|
Sturchio, tipicamente campano, è specifico di Caposele nell'avellinese,
potrebbe derivare dal nome longobardo Sturko,
che ha il significato di forte, potente,
che ha dato luogo al cognome nordico Sturk. |
| STURIALE
|
Abbastanza raro, è specifico
della zona calabro sicula dello stretto di Messina. Nella seconda metà
del 1700 si trova un don Felice Sturiale come abate di Savoca (ME).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Sturiale è cognome siciliano che secondo Rohlfs 182 significa
'storiale' (antico aggettivo) = della
storia. Per G. Caracausi, II, 1584 deriva invece dal latino
medievale 'stoliarius' = marinaio. |
| STURLA
|
Sembrerebbe originario della zona
che comprende le province di Pavia, Alessandria e Genova, potrebbe derivare
dal nome nordeuropeo Sturla o anche dal nome di una località Sturla
(GE) o dalla Val Sturla (GE), potrebbe anche essere legato al nome di un
torrente Sturla, sempre in provincia di Genova. |
STURLESE
STURLESI |
Sturlese è tipicamente ligure dello spezzino in particolare di La
Spezia e Portovenere, Sturlesi, assolutamente rarissimo, è della
stessa zona, dovrebbero derivare dall'etnico di località come Sturla
(GE) o della Val Sturla (GE). Troviamo tracce di queste cognominizzazioni
nella prima metà del 1700 con Matteo Sturlese Canonico della Cattedrale
di Brugnato (SP) e nella seconda metà del 1700 con Don Gio Batta
Sturlese di Campiglia (SP), dove ne divenne Parroco. |
| STUTO
|
Tipico siciliano particolarmente della zona di Lentini e Carlentini (SR),
un'ipotesi è che derivi dal termine dialettale stutare
(spegnere), tracce di questa cognominizzazione si trovano fin dal 1500, in
una polizza del Banco di S. Eligio del ragusano un certo Pietro
Paolo Stuto versa 45 ducati al monsignore Dell'Isola per l'acquisto
di "uno ingegno di maccaruni con quattro trafile,
uno furlone, bilancia et altri stigli".
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Con buona probabilità, l'origine di questo cognome va ricercata
nell'aggettivo astuto, che, attraverso la caduta della prima vocale atonica,
sarebbe quindi diventato stuto (un processo piuttosto tipico nella lingua
italiana, basti pensare, per esempio, alla formazione del vocabolo storia,
dal latino historia); a conferma di ciò, infatti, va detto che nel
sud della Sicilia (la stessa area d'origine delle famiglie Stuto) esiste
anche il cognome Astuto. In conclusione, dunque, si tratta della
cognominizzazione di un soprannome attribuito al capostipite. |
| SUAILIS
|
Molto raro è specifico di Guasila (CA), dovrebbe derivare da un
soprannome legato al mestiere di pastore originato dal vocabolo sardo su
aili (il recinto delle pecore). |
| SUBRITO
|
Subrito, cognome quasi unico, parrebbe piemontese.
integrazioni fornite da Daniele
Zaia
Rarissimo (tre famiglie sull'elenco telefonico di Chieri) deriva dal
toponimo Subrì voce piemontese
con cui è conosciuto Solbrito, oggi frazione del Comune di San Paolo
Solbrito, provincia di Asti. |
SUBRIZI
SUBRIZIO |
Subrizi ha un ceppo a Roma ed uno, molto piccolo nell'aquilano, Subrizio,
molto più raro, ha un piccolo ceppo a Torino, che potrebbe avere
la stessa origine di Subrito (vedi SUBRITO),
uno a Roma ed uno nel foggiano, dovrebbero derivare dal nome personale
latino Subritius o Subricius. |
SUCAMELE
SUCAMELI
SUCAMIELE
SUCCAMELI
SUGAMELE
SUGAMELI
SUGAMIELE |
Sucamele, assolutamente rarissimo, parrebbe del trapanese, Sucameli ha
un ceppo a Palermo ed uno nel trapanese ad Alcamo, Mazara del Vallo e Marsala,
Sucamiele, quasi unico, è del trapanese, Succameli, quasi unico,
è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione, Sugamele ha
un ceppo nel trapanese a Trapani, Erice e Buseto Palizzolo, ha un ceppo
anche a Piglio nel frusinate, a Roma ed a Velletri, Sugameli è specifico
del trapanese, di Trapani, Buseto Palizzolo ed Erice, Sugamiele è
specifico di Paceco (TP), dovrebbero tutti derivare da soprannomi originati
dalla voce dialettale sucare (succhiare,
ma anche rubare) o per il fatto che
le famiglie si occupassero di apicultura o attribuendo ai capostipiti il
vizio di rubare il miele, bisogna considerare anche la possibilità
che derivi invece da sucameli tipo
di pasta siciliana bucata fatta utilizzando un ferro da calza.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Sugamele, Sucameli è cognome siciliano dalla voce 'sucameli'
= sorta di pianta di cui sono ghiotte le api, caprifoglio. |
| SUCAPANE
|
Sucapane è tipico di Collelongo in provincia de L'Aquila, dovrebbe
derivare da un soprannome denigratorio attribuito forse al capostipite
(vedi SUCAMELE) |
SUCCI
SUCCIO |
Succi è tipicamente romagnolo, del ferrarese e del riminese in particolare,
con ceppi anche nel romano e nell'iserniese, Succio è decisamente
piemontese, dovrebbero derivare dal nomen latino Succius,
ricordiamo il generale latino Lucius Succius Dentatus, uno dei pochi generali
romani dell'epoca tardo repubblicana o protoimperiale ad aver ricevuto
la corona graminea (o corona d'erba,
la massima onoreficienza romana al valor militare), si può anche
ipotizzare una derivazione da forme aferetiche di ipocoristici di nomi
come Aloisus, tracce di questa cognominizzazione
le troviamo a Ferrara nel 1600 con lo stampatore e Libraio Franciscus Succius.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Succi è cognome romagnolo che risale al personale latino Sucius
o So(c)cius, dal latino medievale sozzus/*suzzus
= chi prende a soccida, accomandita
di bestiame a metà guadagno e a metà perdita. La soccida
era un contratto agricolo in cui proprietario e custode dividevano il prodotto
finale. |
| SUCCU
|
Tipico di Cagliari e del nuorese, dovrebbe derivare dal vocabolo sardo
succu un piatto locale di origine antichissima,
fatto con pasta fatta a mano, cotta in un brodo di carne, condita con zafferano
e con formaggio acido. |
| SUDATI
|
Specifico del triangolo Milano,
Cremona, Bergamo, nel 1479, troviamo un atto vergato dal notaio Lanzarotto
dei Sudati, nel 1653 troviamo tracce nei documenti di una lite fra Francesco
Sudati, fu Giovan Pietro, da una parte, e Marc'Antonio Secco dall'altra,
in merito ad una cessione di proprietà. |
| SUELLA
|
Suella è tipicamente sardo del cagliaritano, di Uta, Decimoputzu
Capoterra, Elmas e Cagliari, dovrebbe derivare da un soprannome originato
dal termine sardo sue (scrofa),
forse ad indicare nel capostipite un allevatore di maiali. |
| SUERGIU
|
Suergiu è specifico del cagliaritano, di Soleminis soprattutto,
ma anche di Dolianova, Selargius e Quartu Sant'Elena, dovrebbe derivare
da un soprannome originato da una dorma arcaica del termine sardo suerzu
(quercia da sughero), forse ad indicare
che i capostipiti coltivassero e sfruttassero le querce da sughero.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
SUERGIU: suérdzu, suerğu, suréxu,
suçuéxu, suélğu: sono le tante varianti
con cui denominiamo il sughero o meglio
l'albero del sughero:
sa matta de su çuérxu. Secondo il Wagner, dal
latino subereus, cioè di
sughero. Ma si dice anche su
kergiu e qui l'etimo deriva chiaramente dal latino quercus,
quercia. Siamo convinti che suèrgiu
abbia etimo in comune, con quercus e con subereus. C'è un paese
in Sardegna che porta questo nome: San Giovanni Suérgiu, ed è
stato chiamato così sin dal medioevo. Si trova nella parte meridionale
del Sulcis, nella provincia Carbonia Iglesias, conta 6.000 abitanti. In
periodo medioevale, la villa, "bidda" appartenne alla Curadorìa
di Sulci, nel regno giudicale di Càlari. Nel 1258 diventò
possedimento signorile dei pisani della Gherardesca. Dal 1324 fu inglobato
nel regno catalano aragonese di Sardegna. Il territorio fu poi conquistato
dalle truppe arborensi. Dal 1410 tornò al regno catalano aragonese
di Sardegna(per saperne di più vedi nel Web: San Giovanni Suergiu).
Il cognome Suergiu è presente negli antichi documenti della lingua
e della storia della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora,
LPDE del 1388, figura: Suhergiu(de) Petro, ville Mahara, * Mahara - Barbaraquesa
.Arbarei - Villamar. Contrate Marmille. Attualmente il cognome è
presente in 18 Comuni italiani, di cui 8 in Sardegna: Solemnis 82, Dolianova
15, Selargius 15, Quartu 11, etc. |
| SUETTA
|
Suetta, estremamente raro, è ligure della riviera di ponente, del
savonese in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale
originato dal termine dialettale arcaico suetta
(civetta). |
| SULIS
|
Tipico del cagliaritano e del nuorese, dovrebbe derivare dall'aferesi dell'etnico
del toponimo Desulo (NU). |
SULLA
SULLI
SULLO |
Sulla è tipicamente calabrese, di Crotone in particolare, ma anche
di Caraffa di Catanzaro nel catanzarese, di Cutro nel crotonese e di Spezzano
Albanese e Lungro nel cosentino, Sulli ha un ceppo a Trieste, uno a Pescara
ed uno a L'Aquila e Castel del Monte nell'aquilano, uno a Roma ed uno in
Sicilia nel palermitano a Palermo ed a Palazzo Adriano, Sullo ha un ceppo
a Castelvetere su Calore nell'avellinese, a Sant'Antonio Abate, Napoli,
Castellammare di Stabia e Caivano nel napoletano ed a Sessa Aurunca nel
casertano, con un piccolo ceppo anche a Foggia, potrebbero derivare da
soprannomi originati dalla voce tardo latina sullus,
forma contratta di suillus, per porcello,
forse indicando così che i capostipiti allevassero maiali, in qualche
caso potrebbero derivare dal nome arabo Sullus,
o dal nome latino Sulla.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Sulla è cognome calabrese dalla voce dialettale 'sulla'
= erba per foraggio, sorta di trifoglio.
Sullo è cognome calabrese dalla voce dialettale 'sullu'
= sorta di chiocciola. Rohlfs
256. |
| SUMA
|
Suma ha un ceppo a Napoli, uno, il più consistente, nel brindisino,
a Ceglie Messapica, Ostuni, Francavilla Fontana, Brindisi, Villa Castelli,
Oria e San Michele Salentino, ed a Taranto, Grottaglie, Manduria e Martina
Franca, un piccolo ceppo nel cosentino a Corigliano Calabro ed uno in Sicilia
nel siracusano, ad Avola e Siracusa, dovrebbe derivare dal nome e cognome
greco Soymas. |
| SUMAN
|
Suman ha un ceppo veneto a Pederobba nel trevisano, a Padova, Tribano ed
Albignasego nel padovano, e ad Albaredo d'Adige nel veronese, ed un ceppo
a Trieste, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine germanico
arcaico suman (qualcuno),
di difficile interpretazione, ma non si può del tutto escludere
una derivazione da un'alterazione del nome celta Sumeno. |
| SUMAS
|
Sumas quasi unico, decisamente sardo, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine sardo suma (fagotto). |
| SUMMA
|
Summa è abbastanza comune al sud, ha un ceppo a Pescara, uno a Roma,
ha un ceppo a Napoli e ad Ariano Irpino nell'avellinese, una grossa concentrazione
nel potentino a Potenza ed Avigliano con buone presenze anche a Filiano,
Rionero in Vulture, Venosa, Ruoti, Atella e Lavello, e con un ceppo anche
in Puglia, nell'area che comprende brindisino e tarentino, a Maruggio,
San Marzano di San Giuseppe, Lizzano e Fragagnano nel tarentino ed a Brindisi,
Mesagne, Oria e Latiano nel brindisino dovrebbe derivare dal nome di paesi
come Massa di Somma o Somam Vesuviana nel napoletano o altre località
con nome simile. |
| SUMMONTE
|
Summonte, decisamente campano, molto molto raro, ha presenze a Napoli e
nel napoletano, dovrebbe derivare dal nome del paese di Summonte nell'avellinese,
probabile paese d'origine del capostipite. |
| SUPERTI
|
Superti è tipicamente lombardo, del milanese, del cremonese e del
basso bresciano, dovrebbe derivare dal nome medioevale Supertus,
di cui abbiamo un esempio d'uso in un atto della fine del secolo decimo
dove tra i testi si legge: ".. Ego Supertus
testis ..". |
| SUPINO
|
Supino ha un ceppo a Formia nel latinense ed a Roma, ha un ceppo a Napoli,
uno a Nocera Inferiore, Montesano sulla Marcellana e Scafati nel salernitano,
un ceppo nel casertano a Mondragone, Sparanise e Teano ed uno ad Airola
nel beneventano, dovrebbe trattarsi di famiglie israelitiche originarie
del paese di Supino nel frusinate. |
SUPPA
SUPPI
SUPPO |
Suppa ha un ceppo tra casertano e beneventano ed uno in Calabria. nel crotonese,
catanzarese e vibonese soprattutto e nel reggino, Suppi, quasi unico è
veronese, Suppo è del torinese, di Torino, Avigliana, Caprie, Almese,
Condove, Rubiana e Rivoli, questi cognomi dovrebbero derivare da un nome
medioevale germanico Suppa, originato
da un soprannome basato sul termine medioevale germanico (a.a.t.)
suppa
(minestra, pezzi di pane immersi nel brodo).
Troviamo tracce di queste cognominizzazioni a Trani nel barese in un atto
del 1484: "... mense octubris die vicesimo quinto
eiusdem tercie indictionis Trani. nos
Sebastianus
Suppa de Trano regius ad vitam ad contractus
iudex vocatus prò iudice in subscripto contractu temporum quo fuit
celebratus per testes subscriptos similiter vocati et rogati prò
testibus in eodem instrumento contractu ut supra ab ipsis partibus Rasaldinius
de Vincencio de Vigiliis habitator Trani ...", e anche a Trento
nel 1571: "... Quae petia hiis clauditur confinibus.
A mane cohaeret via publica: a meridie ipsum stabulum, et prata: a sero
cohaeret via consortalis, et partim haeredes quondam dominae Margaretae
Fassae de Tridento: a septentrione cohaeret partim dominus Ioannes Fumadrus
nuncupatus, mercator, et civis Tridenti, et partim dominus Antonius
Suppa civis Tridenti. ...". |
| SUPRANI
|
Molto raro dovrebbe essere di origini romagnole. |
| SURANO
|
Surano ha un ceppo nel Salento a Miggiano, Andrano, Diso, San Cassiano,
Melissano, Scorrano, Racale e Presicce nel leccese ed a Massafra nel tarentino,
ed uno a Palermo, dovrebbe derivare dal nome medioevale Suranus,
di cui abbiamo un esempio d'uso in questo scritto dell'anno 501 a Roma:
"...Laurentius episcopus ecclesiae
Mediolanensis huic statuto nostro, in quo
totam causam dei iudicio commisimus, subscripsi.
Petrus episcopus ecclesiae Ravennatis huic
statuto nostro, in quo totam causam
dei iudicio commisimus subscripsi. Felix
Terramnensis, Bonifacius Aquaevivensis, Maximus
Bleranus, Aemilianus Suranus,
Maximus Ticinensis, Cassianus Mutinensis, Gerontius
Ficudensis, Stephanus Benusinus, Laurentius Boensis,
Fortunatus Fulginensis, Mercurius Sutrinus, Stephanus
Neapolitanus...", o da una forma etnica per chi provenisse dalla
Siria o vi avesse combattuto nelle Crociate. |
| SURDO
|
Molto raro, potrebbe avere un nucleo
nel leccese ed uno nel trapanese, dovrebbe derivare da un soprannome originato
da un difetto d'udito del capostipite. |
| SURGO
|
Surgo è pugliese, di Lizzano nel tarantino, di Foggia e di Capurso
nel barese, dovrebbe essere di origini croate e derivare dalla forma apocopaica
del cognome Surgocevic. |
SUSANA
SUSANNA |
Susana è tipico di Mel nel bellunese, con presenze significative
anche a Portobuffolè nel trevigiano ed a Trichiana sempre nel bellunese,
Susanna ha ceppi nel bellunese, soprattutto a Mel, nel trevisano e nel
pordenonese, a Roma ed a Tivoli nel romano ed a Lucera nel foggiano.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Susanna,
l'italianizzazione cioè del personale biblico Shoshannah,
che nell'antico ebraico significa giglio
(vedi anche Sciascia): per la precisione,
comunque, va detto che Susanna è un nome molto antico, riportato
addirittura su un sarcofago che risale al 2000 a.C. circa, e la sua più
remota origine va ricercata nell'egiziano ssn,
col significato di fiore di loto; in
Occidente, tuttavia, la notorietà di questo nome si deve più
probabilmente all'influsso dell'onomastica biblica e, in particolar modo,
a due personaggi biblici col nome di Susanna, presenti rispettivamente
nell'Antico e nel Nuovo Testamento (non bisogna dimenticare, però,
l'influenza dell'agionimia sull'onomastica, che potrebbe aver contribuito
alla diffusione del nome). Per quanto riguarda i cognomi in questione,
dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
SUSANI
SUSANNI
SUZZANI |
Rarissimo il primo ed il terzo,
quasi unico il secondo, sono specifici del sud milanese, fino al piacentino,
Susani potrebbe derivare dal toponimo Susano (BO) o dal nome di varie località
in Emilia, con lo stesso nome, comunque tutti hanno origine dal cognomen
latino Susianus, probabilmente nome di legionari veterani, che ricevettero
in dono degli appezzamenti di terra come riconoscimento dei loro servizi. |
SUSCA
SUSCO |
Decisamente pugliesi, Susca è specifico del barese, di Mola di Bari
e Turi, dove è diffusissimo, ma anche di Monopoli, Casamassima,
Bari, Noicattaro, Alberobello, Triggiano e Capurso, con un ceppo anche
a Ginosa nel tarentino, Susco è decisamente meno comune, con presenze
significative a Bari, Taranto, Ostuni nel brindisino ed Andria nel barese.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Tenendo conto della loro provenienza (più tipicamente pugliese),
i cognomi Susca e Susco sembrano nascere da un adattamento dei cognomi
slavi Suska e Susko
(con una variante in Susko), che, per
tramite dei suffissi -ka e -ko
(spesso interscambiabili), dovrebbero riflettere un ipocoristico dell'originale
Susa, anche noto nella forma Susa
(per una spiegazione più approfondita, vedi
Sciusco). Sulla base di quest'ipotesi, per la precisione, pare che
i cognomi Susca e Susco non riprendano tanto la pronuncia quanto la semplice
trascrizione degli originali Suska e Susko, con l'omissione del cosiddetto
háček al di sopra delle
-s- (in quanto inesistente in italiano):
va notato, in effetti, che la pronuncia della -s-
slava non corrisponde alla -s- fricativa
alveolare sorda - nemmeno alla corrispondente sonora - bensì alla
-sc- fricativa postalveolare sorda
della fonetica italiana, mantenuta ad esempio nel cognome Sciusco (con
le dovute limitazioni di una trasposizione slavo-italiana). |
| SUSELLA
|
Susella, assolutamente rarissimo, specifico dell'alessandrino, dovrebbe
derivare dal nome del paese di Susella, oggi accorpato nel Comune di Rocca
Susella nel pavese, ai confini con la provincia di Alessandria, probabile
luogo d'origine del capostipite. |
| SUSENA
|
Susena, assolutamente rarissimo, è specifico del Piemonte e Liguria
occidentali, potrebbe trattarsi di una forma etnica dialettale riferita
alla città di Susa nel torinese, che potrebbe essere il luogo d'origine
del capostipite. |
| SUSIN
|
Susin, molto raro, è specifico del trevigiano e del bellunese in
particolare, di Fonzaso, dovrebbe derivare dal nome del paese di Susin,
una frazione di Sospirolo sempre nel bellunese. |
| SVALDI
|
Svaldi è tipico del trentino, di Bedollo, Baselga di Pinè,
Trento e Sover, dovrebbe trattarsi di una forma aferetica del nome Osvaldo
al genitivo con terminazione in -i,
ad indicare che si tratta di un patronimico, cioè che il padre del
capostipite si chiamasse Osvaldo. |
| SVERBERI
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Cognome quasi scomparso in Italia,
dovrebbe trattarsi di un ceppo slavo (Sverber) insediatosi in Italia, probabilmente
in Emilia. |
| SVIZZERO
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Assolutamente rarissimo, dovrebbe
derivare da un origine svizzera del capostipite. |
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