| VACALEBRE |
Estremamente raro, potrebbe essere
specifico della zona dello stretto di Messina, con presenze anche nelle
vallate a sud del Piemonte (Briga Alta e Olivetta San Michele), il cognome
dovrebbe derivare dal vocabolo provenzale vaca= vacca, mucca e lebre=vacca
bretone, ed essere frutto di una emigrazione di un nucleo occitano verso
Guardia Piemontese (CS) in Calabria e paesi limitrofi. Si fanno risalire
alla seconda metà del secolo X1I° (secondo altre fonti invece
al XV° secolo) le prime emigrazioni dal nord Italia verso la Calabria,
composte da gruppi di profughi occitani piemontesi delle valli Pellice
e Angrogna, di religione valdese, provenienti originariamente dalla Provenza
e sfuggiti alle persecuzioni della Chiesa cattolica. Gli occitani
rimasti in Calabria sono gli eredi di quanti scamparono alle successive
decimazioni ordinate dalla Chiesa nel 1560, quando le truppe del Cardinale
Ghislieri occuparono Guardia Piemontese, irrompendo da una delle porte(chiamata
da allora Porta del Sangue) del Castello di Guardia e facendo strage di
quanti più Valdesi fosse possibile. Il primo documento storico dove
compare il cognome Vacalebre nel reggino risale al 15 giugno 1577, nel
paese di Motta S. Giovanni, quando Antonio Vacalebre assieme ai capifamiglia
del paese, chiede un intervento governativo. |
VACCA
VACCHINA |
Vacca è molto diffuso in tutt'Italia, Sardegna compresa, Vacchina
sembra invece specifico del Piemonte, derivano direttamente o tramite ipocoristico
da soprannomi legati al termine vacca
(mucca), spesso con questo epiteto
si individuavano i proprietari di bestiame, quindi delle persone benestanti.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
VACCA: vacca e deriva dal latino vacca, la femmina del toro = taurus.
Per il fenomeno del betacismo, qui in Campidano diciamo comunemente bacca,
“sa bacca”, per distinguerla da su
boi = il toro, il bue (bos). Il cognome Vacca, anche se
in uscite diverse, è presente nelle carte antiche. Tra i firmatari
della Pace di Eleonora, del 1388, figurano: Vaca Dominico, majore( responsabile
dell’amministrazione della villa = sindaco) ville Putu Majore (Pozzomaggiore
– Contrate Caputabas); Vacca Matheo, jurato( collaboratore del majore)
ville Gononò (Gonnosnò – Partis de Montibus); Vaccha Deusdadu
(Deodato), ville Selluri( Seddòri - Sanluri); Vaccha Guantino, ville
Macumerii; Vacha Petro, ville Ribechu(attuale Rebecu. Curatorie de Costa
de Valls) ; Vacha Francisco, jurato ville Sii Majore, (odierno Siamaggiore
- Campitani Majoris); Vacha Francisco, jurato ville Tintura. (* Tinura...Tinura
o Tinnura - Castri Serravallis); Vacha Xpoforo, jurato ville Nuraci de
Pische. (* villaggio distrutto - Campitani Majoris). Nel Condaghe di San
Nicola di Trullas, *CSNT XI°, XII° sec., troviamo 14 Vacca (Bacca
e Vacca, talvolta riferito alla stessa persona), tra i quali citiamo: Vacca
Iorgi, armentariu( (sovrintendente generale, preposto all’amministrazione
del patrimonio fiscale) di San Nicola. Nella storia attuale ricordiamo:
Vacca Antonino, nato a Quartu S. E. nel 1934, ordinato sacerdote a soli
23 anni, nel 1993 è stato eletto vescovo di Alghero Bosa. Attualmente
il cognome Vacca è presente in 816 Comuni italiani. Non si tratta
di un cognome solo sardo, poiché è largamente diffuso anche
nel meridione d’Italia. In Puglia ad esempio, è presente in 61 Comuni
su 258, tra i quali Bitonto, con 268 conta il maggior numero di “Vacca”,
seguito da Bari con 200, etc. E’ presente in tutte le regioni italiane.
Roma, nel continente, ne conta il maggior numero con 362, seguono Napoli
313, Bitonto 268, Bari 200, Genova 97, Milano 90, Gela 74, Firenze 15,
Verona 15, Potenza 9, etc. In Sardegna lo troviamo in 176/377 Comuni, con
maggior diffusione nel meridione dell’isola, per un totale di 4735 circa. |
VACCARELLI
VACCARELLO
VACCARI
VACCARINI
VACCARINO
VACCARO
VACCARONE
VACCARONI |
Vaccarelli ha un ceppo a L'Aquila ed uno in Puglia a Massafra nel tarentino
ed a Mola di Bari nel barese, Vaccarello è decisamente siciliano,
con un ceppo principale nell'agrigentino ad Aragona ed Agrigento, e rami
a Vittoria nel ragusano ed a Palermo, Vaccari è estremamente diffuso
in tutta la parte centrale dell'Italia settentrionale, molto raro Vaccarini,
potrebbero individuarsi due ceppi, nel riminese e nell'anconetano, con
un nucleo secondario nel milanese, Vaccarino sembrerebbe siciliano con
ceppi nel messinese a Messina, Pace del Mela, Santa Lucia del Mela, San
Filippo del Mela e Barcellona Pozzo di Gotto e ceppi probabilmente non
secondari a Palermo e San Cipirello (PA) ed a Vittoria (RG) ed a Siculiana
(AG), Vaccaro è diffuso in tutto il centrosud, Vaccarone, molto
molto raro, sembrerebbe della zona tra alessandrino e pavese, Vaccaroni
è assolutamente rarissimo, forse originario del milanese, dovrebbero
tutti derivare direttamente o tramite ipocoristici dal mestiere di vaccaro.
Nel 1500 troviamo come Vescovo della diocesi di Ventimiglia un Domenico
Vaccari, nel 1600 a Napoli è protonotario apostolico Monsignor Ercole
Vaccari, a Castellamare di Stabia nel 1500 troviamo il nobile Fabio Vaccaro. |
| VACCAREZZA |
Vaccarezza è specifico della zona di Chiavari e Lavagna, dovrebbe
derivare dal toponimo Vaccarezza (GE).
integrazione di Andrea Ferreri
Diffuso nel genovese (Lavagna, Chiavari, Cogorno, Sestri Levante, Carasco)
e nel savonese (Alassio). Deriva dal toponimo genovese Vaccarezza, frazione
del comune di Savignone o anche dal toponimo piacentino Vaccarezza, frazione
di Bobbio. |
| VACCARGIU |
Vaccargiu è tipico di Guspini e Gonnosfanadiga nel Medio Campidano
e di Terralva nell'oristanese.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
Vaccargiu significa vaccaio, guardiano delle
vacche; dal latino vaccarius.
Braccaju in campidanese; baccardzu
in logudorese. Non lo troviamo nelle carte antiche, quindi pensiamo ad
un cognome di recente creazione probabilmente originario del territorio
di Guspini, che annovera da solo quasi la metà dei Vaccargiu presenti
in Sardegna. A prova i guspinesi, che oggi sono grandi allevatori di bestiame
minuto, per lo più ovino, nonostante nel secolo scorso fossero più
conosciuti come minatori, erano allora tra i più grandi allevatori
in Sardegna di bestiame grosso, bovino soprattutto. Il cognome è
presente in 44 Comuni del territorio nazionale, di cui 23 della Sardegna.
*Curiosità: a Gonnosfanadiga abitava, in via Cagliari, nel XIX°
secolo( morì all’età di 90 anni) un certo signor Francesco
Vaccargiu, che per la sua straordinaria somiglianza con Vittorio Emanuele
II di Savoia, 1° re d’Italia (del quale tra l’altro era coetaneo),
fu soprannominato su Rei Vaccargiu. Pertanto la fontana pubblica sita di
fronte alla casa dove abitava (in Via Cagliari) fu chiamata “sa Funtàna
de su Rei”, che ancora oggi mantiene tale nome. Per la cronaca il sig.
Francesco Vaccargiu era nonno di mia nonna, che ha trasmesso, anche a me,
quindi, un po’ del suo sangue blu!!! |
| VACCHELLI |
Tipico dell'area cremonese bresciana Vacchelli sembra originario di Cremona,
ma con presenze originarie anche nel pavese, dovrebbe derivare dal nome
medioevale Vachellus di cui abbiamo
un esempio in uno scritto pisano del 1295: "In Dei
nomine, amen. Anno a nativitate domini nostri Ihesu Christi, millesimo
ducentesimo nonagesimo quinto, indictione VIII, die XX mensis septembris.
Per presens publicum instrumentum pateat omnibus evidenter, quod in presencia
mei notarii publici infrascripti et testium subscriptorum, discretus vir
dominus Thomas Grassus, civis acconensis, fecit, constituit et ordinavit
suum verum et legittimum procuratorem ac nuncium specialem dominum Cholum
de Benencasa, consanguineum eius, ad requirendum et petendum jura sua que
sibi debentur, et maxime ea que percipere et habere debet in novem karobis
de quadam navi que vocatur la Vachella que habet et tenet dominus Vachellus
de Gliati de Ancona, et ad recipiendum et
de receptis finem quitacionem et refutacionem ei vel eis...", tracce
di questa cognominizzazione le troviamo a Cremona nella seconda metà
del 1500 quando opera un Thomaso Vacchello, libraro
in Cremona. |
VADALA
VADALA' |
Vadala è tipico del reggino e del catanese, Vadalà è
specifico della Sicilia orientale e del reggino, dovrebbero tutti derivare
dal nome arabo Abdallah servo
di Dio, (da cui è derivato il più comune Abdul). |
VAGHETTI
VAGHI |
Vaghetti, molto raro, presenta un ceppo pisano ed uno nel sudmilanese e
lodigiano, Vaghi è tipico del nord milanese e comasco. Nel 1400,
a Milano, in un atto relativo ad una lite leggiamo: "...Gravamentum
contra Cristoforum de Vagis...-..sub
pallatio magno positi in broletto novo", nel 1700 troviamo a Como
un Domenico Vaghi in qualità di segretario del feudatario Giovanni
Battista Premorlani.
integrazioni fornite da Giacomo
Ganza / Villa di Tirano (SO)
Molto probabilmente il cognome Vaghi deriva dalla toponomastica.
Dante Olivieri indica nel suo dizionario toponomastico almeno quattro parole
che derivano dal dialetto lombardo "vagh" col significato di "posto a tramontana"
e più raramente
"luogo incolto". |
| VAGLIO |
Raro dovrebbe avere un ceppo nel
torinese, che deriva dal toponimo Vaglio (VC), ed uno nel Salento |
VAI
VAIO |
Vai è tipicamente lombardo, dell'area milanese, pavese, con un ceppo
anche tra torinese ed astigiano, uno nel bolognese ed uno nel livornese
a Marciana e Portoferraio sull'Isola d'Elba, Vaio ha un ceppo nel torinese
a Torino ed a Romano Canavese, ed a Cocconato nell'astigiano ed un ceppo
a Napoli ed a Grazzanise nel casertano, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Vaius di cui abbiamo un esempio in
uno scritto del 1358 nel trentino: " In Christi nomine.
Amen. Anno ab eiusdem Nativitate millesimo trecentesimo quinquagesimo octavo,
undecima indictione, die martis quartodecimo intrante mense iunii, in Monte
Alochi vallis Flemarum tridentinae diocesis, in loco vocato Rivus de Alocho.
Praesentibus.. ..Simeon quondam Maltinpini de Mazugno, Otto Personela,
Vaius Finae,
ser Dominicus de Gredena ..", ma è pure possibile che i ceppi
meridionali derivino da soprannomi originati dalla voce greca phaios
(grigio, brizzolato) o anche dal vocabolo
vaio ( tipo
di scoiattolo la cui pelliccia veniva usata per fare capi d'abbigliamento). |
| VAIANI |
Potrebbe avere un ceppo milanese ed uno fiorentino, potrebbe derivare da
soprannomi originati dal termine vaiano
(tipo di uva nera). In una sentenza del tribunale di Spoleto, risalente
all'aprile 1299 si legge: "Nos Angelus de Reate legum
doctor et Petrus Vaiani de
Urbe ducatus Spoleti Judices et vicari generales per magnificum et potentem
virum dominum..", nel 1476 in un atto notarile, a Firenze, si legge
di Giovanni d'Antonio di Jacopo Vaiani
il quale confessa d'aver ricevuto...in dote da tal Donna Lucrezia di Bartolomeo
di Giovanni Funaiolo...", |
| VAILATI |
Tipico della zona che comprende
le province di Bergamo, Cremona e Milano, dovrebbe derivare dal toponimo
Vailate (CR). |
| VAIRETTI |
Decisamente raro è tipico della Valtellina, zona di Talamona (SO), |
| VAIRETTO |
Rarissimo è tipico della zona di Ivrea (TO), dovrebbe derivare dal nome di località Castel Vairo (TO) |
| VAIRO |
Sembra avere almeno due ceppi, uno nel foggiano ed uno nel salernitano,
probabilmente anche uno nel torinese (nel 1600 ad Azzano (AT) troviamo
un tal Rolando Vairo), la derivazione è incerta anche se si può
presumere derivi da un nome di località. Personaggio importante
è stato Leonardo Vairo, vescovo di Pozzuoli ( 1587 - 1603 ), |
| VAJNA |
Praticamente unico forse di origine
slava.
integrazioni fornite da Eugenio
Vajna de Pava
Il cognome (Vajna de Pava) non
è di origine slava, ma ungherese, di Székely di Transilvania
oggi rumena, la famiglia è italiana solo dal 1888 , il nome originario
era Pàvai Vajna, o Vajna del
ramo proveniente da Pàva,vicino
a Brasov. |
VALAGUSA
VALAGUSSA
VALAGUSSI
VALAGUZZA |
Valagusa è unico ed è probabilmente una forma arcaica di
Valagussa che è tipicamente lombardo di Milano, Besana in Brianza
e Concorezzo nel milanese e di Cernusco Lombardone, Merate, Missaglia,
Lomagna, Montevecchia, Casatenovo, Osanago, Lecco e Cassago Brianza nel
lecchese, Valagussi, quasi unico, è del varesotto, Valaguzza, molto
molto raro, è della zona tra milanese e bergamasco, potrebbero tutti
derivare direttamente o tramite modificazioni dialettali dal fatto di essere
il capostipite proveniente dalla vallata di cresta Aguzza nel sondriese,
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Milano fin dal 1400 con
Giorgio Valagussa un erudito milanese allievo di Guarino Veronese e precettore
dei figli di Francesco Sforza. |
| VALANIA |
Quasi unico. |
| VALBUZZI |
Tipico di Bianzone (SO) comune nei pressi di Tirano, deriva dal nome della
località contrada Valbuzzi di Bratta di Bianzone, è tra i
più importanti cognomi di Bianzone pur essendo scarsamente diffuso
in Valtellina; originarie di Bianzone sono comunque le famiglie Valbuzzi
residenti a Cantù e nel Varesotto, qualche famiglia che porta questo
cognome la si trova anche in Francia.
informazioni fornite da Giacomo
Ganza / Villa di Tirano (SO) |
| VALCARENGHI |
Specifico del cremonese,
Abbiamo tracce di questo cognome già nella seconda metà del
1500, quando il soresinese G.Antonio Valcarenghi,. fonda l'Ospedale di
S.Croce di Soresina (CR). |
| VALCASALI |
Assolutamente rarissimo è tipico del ravennate.
integrazioni fornite da Andrea
Germi-Valcasali
E' originario della zona di Brisighella e fin dall 1300 vi sono notizie
negli archivi di Stato di Faenza e Ravenna. Questa nobile famiglia ha conservato
fino al 1800 vastissimi possedimenti nella zona di Riolo Terme - Brisighella.
Dopo il 1840 è iniziato il declino a causa di alcuni fatti relativi al Risorgimento: da allora la famiglia si è disgregata. |
| VALCAVI |
Valcavi è specifico del reggino, potrebbe derivare dalla Corte di
Valcava nell'appennino reggiano. |
| VALDAMERI |
Molto raro è tipico del
cremonese, dovrebbe derivare dal nome gotico Valdamerca. |
| VALDEMARIN |
Molto raro è tipico di Trieste e del goriziano, dovrebbe derivare
dal nome medioevale Valdemarus originato
a sua volta dall'antico nome germanico Waldomar
(celebre e glorioso re), ricordiamo
con questo nome nel 1200 "Valdemarus
Dei gracia Danorum Slauorumque rex, et dux Estonie". |
VALDES
VALDEZ |
Valdes è un cognome tipico del sud della Sardegna, Valdez è
assolutamente rarissimo, sicuramente spagnolo, dovrebbero essere di origini
spagnole derivando dal toponimo Valdés del principato delle Asturie
nel nord della Spagna, ed avere probabili lontane origini ebraiche, ma
è pure possibile una derivazione ligure, provenzale e che derivino
dal fatto di essere le famiglie di religione valdese. |
VALDISERI
VALDISERRI
VALDISSERI
VALDISSERRI |
Valdiseri è assolutamente rarissimo, come Valdisseri, mentre Valdisserri,
comunque molto raro, è specifico di Castel di Casio nel bolognese
e Valdiserri, il più comune, è sempre tipico del bolognese,
di Bologna, Castel di Casio, Porretta Terme e Granaglione, si dovrebbe
trattare di variazioni per betacismo del nome di origine ebraica Baldissero,
un'alterazione del più moderno Baldassarre,
(vedi anche BALDISSER). |
| VALENA |
Molto molto raro è tipico della zona di Morbegno (SO), diffuso in
particolare nei comuni di Cino, Dubino e Mantello, dovrebbe derivare dalla
toponomastica locale, tracce di località con questo nome si trovano
già nel 1600 in un atto redatto nel 1655 a Tirano (SO) viene citato
un luogo detto Valena. La parola valena nei dialetti della provincia di
Sondrio indica una piccola valle, non necessariamente percorsa da un ruscello
o da un torrente. Il cognome Valena è presente anche in Francia
e negli Stati Uniti, seppure in modo molto sporadico. Si dovrebbe trattare
di discedenti di emigranti valtellinesi o forse spagnoli perche sembrerebbe
che un nome analogo esista anche in Spagna. |
| VALENARI |
Assolutamente rarissimo, forse
veronese, potrebbe derivare dal cognomen latino Valens, ma anche dal franco
Valenod. |
VALENT
VALENTINI
VALENTINO |
Valent, poco diffuso, è specifico dell'udinese, Valentini è
diffusissimo in tutto il centronord , in Molise ed in Puglia, Valentino
è diffusissimo al sud, a Roma e nel torinese, dovrebbero derivare
direttamente o per contrazione del cognomen latino Valentinianus
ricordiamo ben 3 imperatori romani con questo nome o di Valentinus,
uso di cui si hanno tracce in molte iscrizioni medioevali. |
VALENTE
VALENTI |
Cognomi panitaliani, con prevalenza
al sud per Valente ed al centro nord e Sicilia per Valenti, derivano dal
cognomen latino Valens. |
VALENZA
VALENZI |
Valenza ha un ceppo nell'alessandrino e genovese, che probabilmente deriva
dal toponimo Valenza Po' (AL), ceppi nel mantovano, tra la provincia di
Roma e quella di Latina, ceppi in Puglia ed un nucleo importante nella
Sicilia centrooccidentale, Valenzi è tipico della provincia di Roma,
dovrebbero derivare dal nomen latino Valentius
di cui troviamo un esempio in questa antica lapide latina: "...Q(uintus)
Herennius
Etruscus Messius Decius nobilissimus Caes(ar)
et C(aius)Valentius
Hostilianus Messius Q(uintus)
nobil(issimus)
Caes(ar) ...",
anche se in qualche caso è possibile una derivazione da uno dei
tanti toponimi con la radice -valenza. |
| VALENZANI |
Valenzani, abbastanza raro è tipico del varesotto e del vicino novarese,
potrebbe derivare dall'etnico di Valenza nell'alessandrino, ma è
molto probabile anche una derivazione da nomi di località come ager
valentianus (campi di Valentius) individuati dal nome latino
dell'antico proprietario. |
| VALENZANO |
Valenzano ha un ceppo tra alessandrino ed astigiano ed uno nel barese,
il ceppo piemontese potrebbe derivare dall'etnico di Valenza nell'alessandrino,
mentre quello barese è molto probabile che derivi dal toponimo Valenzano
(BA). |
| VALENZIA |
Assolutamente rarissimo probabilmente siciliano, quasi scomparso, dovrebbe
essere di origine spagnola e derivare dal toponimo Valencia, meno probabile
una derivazione dal toponimo calabrese Vibo Valenzia. |
| VALERA |
Valera è tipico del nordmilanese, di Milano, Rho e Concorezzo, dovrebbe
derivare da toponimi come Valera di Arese (MI) o Valera Nuova e Valera
Vecchia di Varedo (MI). |
| VALERANI |
Tipico dell'area tra sudmilanese, lodigiano e cremonese, dovrebbe derivare
dall'etnico di toponimi come Valera Fratta (LO). |
VALERI
VALERIA
VALERIO |
Valeri è tipico della fascia centrale che comprende Toscana, Marche,
Umbria, Lazio ed Abruzzo, con un ceppo anche nella zona che comprende le
province di Treviso, Venezia e Pordenone, Valeria è estremamente
raro, Valerio ha un ceppo veneto, uno torinese ed è poi ben distribuito
in Lazio, Abruzzo, Molise e Puglia, con presenze significative anche nel
napoletano e nel palermitano, dovrebbero tutti derivare dalla Gens
romana Valeria , ma è pure possibile che derivino dal
nomen latino Valerius, ricordiamo ad
esempio Publio Valerio Flacco le cui navi nella seconda guerra punica sconfissero
la marina fenicia: "...quoque Valerius
Flaccus secundi Punici belli temporibus luxu
perditam adulescentiam inchoauit. ceterum a P. Licinio pontifice maximo
flamen factus, quo facilius a uitiis recederet...". |
VALERIANA
VALERIANI
VALERIANO |
Valeriana, assolutamente rarissimo, sembrerebbe emiliano, Valeriani occupa
l'areale che comprende l'Emilia e la fascia dell'Italia centrale, Valeriano,
molto molto raro, sembrerebbe specifico di Formia, derivano dal cognomen
latino Valerianus, di cui abbiamo un
esempio con Publius Licinius Valerianus
imperatore romano dal 253 al 260, ma è pure possibile che in alcuni
casi derivino da nomi di località come San Valeriano in Lunigiana,
tracce di questa cognomizzazione le troviamo in Veneto nel 1500 con Ioannes
Petrus Valerianus Bellunensis, nel 1700 troviamo nella provincia romana
i fratelli pittori Giuseppe e Domenico Valeriani. |
| VALESI |
Valesi, molto raro, dovrebbe essere originario del reggiano, una possibila
ipotesi è la derivazione dal toponimo Valestra (RE), ma la più
probabile è una derivazione dal nomen latino Valesius
di cui abbiamo un esempio nel Valeri Maximi factorum
et dictorum memorabilium, scritto da Valerio
Massimo nel primo secolo dopo Cristo: "...Et
quia ceteri ludi ipsis appellationibus unde trahantur apparet, non absurdum
uidetur saecularibus initium suum, cuius [generis] minus trita notitia
est, reddere. Cum ingenti pestilentia urbs agrique uastarentur, Valesius
uir locuples rusticae uitae duobus filiis et filia ad desperationem usque
medicorum laborantibus aquam calidam iis a foco petens, genibus nixus lares
familiares ut puerorum periculum in ipsius caput transferrent orauit....",
tracce di questa cognominizzazione le troviamo fin dal 1100, come possiamo
leggere in questo scritto DE SANCTO BERNARDO CONFESSORE
PRIMO CLARAE-VALLENSI ABBATE, PATRE AC DOCTORE ECCLESIAE: "...In
Historia, inquit, Segoviae nuper edita de exordio et progressu sanctissimae
familiae, quam sub invocatione sacrae Triados fidelibus captivis redimendis
A Deus providit, notatum lego, unum e primis illius institutoribus Hugonem
Valesium (Theobaldi comitis nepotem ex sorore)
qui post Felix Valesius
dictus est, atque una cum beato Joanne, dicto de Matha, insignis operis
fundamenta felicia jecit;...". |
| VALESIN |
Valesin, molto raro, è tipicamente veneziano, dovrebbe derivare
da un soprannome originato dal vocabolo dialettale valesin
(portalettere, addetto al recapito dei pacchi
e della corrispondenza che nello Repubblica Veneta era normalmente
contenuta in una grossa valigia trasportata appunto dal valesin). |
| VALESINI |
Valesini sembrerebbe specifico di Ponte In Valtellina (SO), potrebbe derivare
dall'aferesi dell'etnico di Cavalese (TN), ma anche, e più probabilmente,
potrebbero derivare da una forma dialettale per valligiani. |
| VALFRE' |
Valfrè sembrerebbe tipicamente piemontese, di Torino e torinese
e di Asti, ma presenta anche un ceppo siciliano a Mazara del
Vallo nel trapanese, si dovrebbe trattare di una forma dialettale contratta
del nome Walfredus di cui abbiamo un esempio in un atto del 1025: "...in
loco Coniolo in via Publica in presencia Ottoni comes Palacii et comes
istius comitatu ubi ipse in iudicio residebet iusticiam faciendam ac deliberandam
resedentibus cum eo Walfredus Ardericus Adam
qui et Lanfrancus Joannes Wilelmus Teudaldus et Aribertus iudices sacri
Palacii Rodulfus Adelgisus et Adelbertus legem viventes Ribuariorum...". |
| VALGOLIO |
Estremamente raro, forse originario
dei monti bresciano trentini,potrebbe derivare dal toponimo Malgolo (TN). |
| VALGUARNERA |
Valguarnera è tipicamente siciliano, di Palermo, Catania ed Enna,
potrebbe derivare dal toponimo Valguarnera Caropepe nell'ennese, ma in
alcuni casi si potrebbe invece trattare di una discendenza diretta dai
marchesi Valguarnera che hanno dato il nome a quel paese, una famiglia
nobile catalana che fin dalla seconda metà del 1300 detenne importanti
feudi in Sicilia. |
VALIANTE
VALIANTI |
Valiante ha un ceppo nel salernitano, nel Basso Molise e nel Lazio, Valianti,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe marchigiano, dovrebbero derivare dal
nome germanico Wallie o dal normanno Walliant.
integrazioni inserite da Fabio
Paolucci
Il cognome Valiante è rappresentato da più ceppi sparsi
in Italia, tra i quali i più consistenti sono individuabili al Nord
nelle città di Torino e Milano, al Centro a Roma, mentre al Sud
nei comuni di Notaresco (in provincia di Teramo), Jelsi (in provincia di
Campobasso), e nel Salernitano soprattutto nei centri di Centola, Celle
di Bulgheria e Pisciotta. Dal punto di vista etimologico possono
essere formulate più ipotesi circa la formazione del cognome Valiante:
la prima prende in analisi la derivazione dal toponimo siciliano Valiano
(SI), ipotesi scartabile per l'assenza di ceppi Valiante in Sicilia; la
seconda ipotesi considererebbe Valiante come derivato dalla cognominizzazione
del nome personale Valeriano; la terza tesi, più convincente delle
precedenti, farebbe risalire Valiante ad una variante della forma cognominale
Valenti o Valente. Valenti continua il cognomen o signum augurale Valens,
Valentis, derivato dal participio presente del verbo latino
valeo, es, ui, valiturus, ere con il
significato di valente, robusto, forte, gagliardo,
vigoroso, in buona salute, sano, energico, efficace, potente.
Il nome Valente divenne in antichità comune soprattutto in ambienti
militari fra i veterani delle province romane: Valente era, secondo la
tradizione cultuale, l'eroe arcadico padre di uno dei Mercuri. Non
dimentichiamo che Valente fu anche il nome di un Imperatore Romano. Una
famiglia Valiante si distinse a Jelsi (CB), dove si può ancora ammirare
il palazzo Valiante - Capozio, di notevole pregio architettonico. |
VALLARINI
VALLARINO |
Vallarini è assolutamente rarissimo, Vallarino è tipico ligure,
del genovese e del savonese, dovrebbero derivare dal fatto che la famiglia
era originaria delle valli. |
VALLE
VALLETTA
VALLI |
Valle è diffuso in tutto
il nord, con un nucleo nel Lazio e nell'alta Campania, Valletta è
caratteristico della fascia che comprende il Lazio, gli Abruzzi, la Campania,
il Molise e la Puglia, Valli è più propriamente della fascia
che comprende Lombardia, Emilia e Toscana, derivano tutti da uno dei vari
toponimi contenenti la radice Vall... |
VALLEBONA
VALLEBUONA |
Vallebona, molto raro, è specifico ligure, così come Vallebuona
che è tipico di Genova, potrebbero derivare dal toponimo Vallebona
(SV). o dal nome di località Vallebuona, frazione di Lumarzo (GE),
o da Vallebona (IM). |
VALLESE
VALLESI |
Vallese ha un ceppo veneto nell'area veneziano, padovano, rovigota un ceppo
tra Piceno, teramano, , pescarese e teatino ed un piccolo ceppo nel napoletano,
Vallesi ha un ceppo toscano tra fiorentino e pisano, uno marchigiano tra
maceratino e Piceno, ed uno tra romano e viterbese, dovrebbero derivare
dal fatto che le famiglie arrivate a fondovalle probabilmente provenivano
da valli interne. |
| VALLISNERI |
Estremamente raro è tipico del reggiano, deriva dal toponimo Vallisnera
di Collagna (RE), nobile casato di origine longobarda del parmense Signori
fin dal 1107 del feudo di Vallisnera e Valbona, verso la fine del 1600
troviamo lo scienziato: "...Antonius
Vallisnerius de Nobilibus de Vallisneria Publicus
Medicinae Practicae Extraordin. Profess....". |
| VALPREDA |
Molto raro, probabilmente di origina pavese, astigiana, dovrebbe derivare
dal vocabolo arcaico dialettale preda
(pietra) e starebbe ad indicare la
provenienza da una valle pietrosa, nel nord Italia le località chiamate
Preda non sono una rarità, è possibile un riferimento diretto
alla Valle di Preda Rossa (PV).
ipotesi fornite da Aldo Piglia,
Milano
Diffuso in Piemonte, soprattutto in provincia di Asti. Potrebbe
derivare dal nome longobardo Walfrit,
italianizzato in Valfrido e Valfredo. Esistono dei rarissimi cognomi
collegati come Valfredi, Valfredini e Valfredo, anche loro soprattutto
piemontesi. |
| VALSECCHI |
Specificatamente lombardo, con
nucleo originario tra Como, Lecco e Bergamo, dovrebbe derivare dal toponimo
Valsecca (BG) anche se il nucleo principale sembra essere in provincia
di Lecco. |
| VALSERIATI |
Molto raro è tipico di Brescia e del suo immediato circondario,
potrebbe derivare dal nome della Valseriana.
integrazioni fornite da D. Valseriati
Brescia
Tra le famiglie più antiche di Brescia, già nel 1488
a Cellatica (BS) figurava un Bartolomeo Valseriati agricoltore. Non
è possibile sapere con certezza da dove derivi questo cognome, possono
ritenersi accettabili due ipotesi, dalla vicina Valseriana, o anche dall’antica
popolazione alemanna dei Valser.
per approfondimenti http://www.valseriati.it/origini.php |
| VALTANCOLI |
Abbastanza raro, potrebbe essere
originario della zona tra ravennate e forlivese. |
VALTELLINA
VALTOLINA
VALTOLLINA |
Tipicamente lombardo, Valtellina è specifico di Bergamo e del bergamasco,
Valtollina, praticamente unico è bergamasco e dovrebbe essere una
forma dialettale del precedente, così come Valtolina che è
invece molto più diffuso nel milanese, ma anche nell'alto cremonese,
nel bergamasco, nel lecchese e nel comasco orientale, tutti questi cognomi
derivano sia direttamente, sia attraverso modificazioni dialettali dal
nome della Valtellina nel sondriese. |
VALTERI
VALTERIO |
Valteri, estremamente raro, sembrerebbe specifico di Ponte Buggianese nel
pistoiese, Valterio ha un ceppo ad Antrona Schieranco ed aree viciniori
nella Val d'Ossola ed uno ad Orvieto ed Alviano nel ternano, dovrebbero
derivare dal nome medioevale Valterius
(una forma del nome Gualtiero) di cui
abbiamo un esempio in un atto dell'anno 1146 a Soltarico nel lodigiano:
"In Christi nomine. Placuit atque convenit inter
Ubertus, filius quondam Ubertus, qui dicitur da Caseti, nec non et Iohanne,
filius quondam Valterius
de loco Sancti Martini qui dicitur in Strata, ut in Dei nomine debeat dare
sicut a presenti dedit ipse Uberto eidem Iohanne ad fictum censum reddendum...". |
| VALTORTA |
Tipico della zona tra milanese e bergamasco, deriva dal toponimo Valtorta
(BG). |
| VALUGANI
|
Valugani, assolutamente rarissimo, è specifico del varesotto, potrebbe
derivare dal monte Valuga in Germania, ma è estremamente improbabile,
si potrebbe trattare di una forma dialettale dell'etnico della Valganna,
ma non esistono riscontri in tal senso. |
VALUSSI
VALUSSO |
Entrambi specifici dell'udinese, Valussi è assolutamente rarissimo,
mentre Valusso sembrerebbe avere un ceppo originario a Martignacco, dovrebbero
derivare dalla contrazione Valus del
nome Valentinus. |
VALVASSORE
VALVASSORI
VAVASSORI |
Valvassore, assolutamente rarissimo, è presente solo nell'alessandrino,
Valvassori ha un ceppo a Pordenone ed un nucleo in Lombardia sopratutto
nel bergamasco a Brignano Gera D`adda, Medolago e Treviglio ed a Crema
(CR), Vavassori è molto diffuso nell'area che comprende il milanese,
il bergamasco ed il bresciano, derivano dal termine latino vassus vassorum
(vassallo dei vassalli) o valvassore,
carica feudale intermedia, titolare di un feudo minore, soggetta al Signore
feudale ed equivalente in seguito al titolo di Barone. |
| VALZ |
Assolutamente rarissimo, sembrerebbe del biellese, originario del Cantone
de Jumeaux in Svizzera trarrebbe il nome dal toponimo Valz-sous-Châteauneuf. |
VANACORE
VANOCORE |
Vanacore ha un ceppo nello spezzino ed uno tra casertano, napoletano soprattutto,
e salernitano, Vanocore, praticamente unico, si dovrebbe trattare di deformazioni
dialettali per betacismo del cognome Bonocore
(vedi BONCORE). |
VANAZZI
VANELLA
VANELLI
VANELLO
VANI
VANINI
VANINO |
Vanazzi, molto raro, è tipico cremonese, Vanella è tipicamente
siciliano, ha un ceppo nel catanese a Grammichele, uno a Palermo ed uno
nel trapanese a Marsala, Salemi e Mazara del Vallo, Vanelli ha un ceppo
lombardo nella fascia che dal varesotto, attraverso il milanese ed il lodigiano
arriva al cremonese, un ceppo nel bolognese ed uno nel carrarese, Vanello
è specifico della zona tra Ameglia e Castelnuovo Magra nello spezzino
e Carrara (MS), Vani è tipicamente laziale, di Roma, Prossedi nel
latinense e Broccostella e Fontechiari nel frusinate, Vanini ha un nucleo
importante nel comasco, uno tra Verona e Mantova ed uno nel fiorentino,
Vanino, assolutamente rarissimo, parrebbe friulano, potrebbero tutti derivare
dall'aferesi del nome Giovanni o del nome Silvano o da loro modificazioni
ipocoristiche. |
VANDELLI
VANDELLO
VANDI
VANDINI
VANDINO
VANDO
VANDONE
VANDONI |
Vandelli è tipicamente emiliano, del modenese soprattutto, di Modena,
Sassuolo, Maranello, Vignola, Castelvetro di Modena e Formigine in particolare,
Vandello è praticamente unico, Vandi è specifico di Rimini
e Riccione (RN), Vandini ha un ceppo nella zona che comprende il modenese,
il bolognese, il ferrarese ed il ravennate, con un ceppo anche nel pesarese,
Vandino è unico, Vando parrebbe friulano, con un ceppo anche a Roma,
Vandone, molto raro, è dell'area che comprende il pavese, il novarese,
il vercellese e l'alessandrino, Vandoni, leggermente meno raro, è
dell'area che comprende il milanese, il comasco, il varesotto ed il novarese,
dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome
medioevale germanico e longobardo Wando,
Wandonis, di cui abbiamo un esempio
nel VII° secolo: "...Plura enim virtutum miracula
et in itinere dum ad eam iret, et in eadem gente per eum fiebant. Ex quibus
unum memoriae tradere et posteris intimare commodum duximus. Denique fratres
qui eum familiariter noverunt, et coram quibus patratum est, dicere solent,
maxime vir reverentissimus Wando,
tunc temporis diaconus et cooperator ejusdem praesulis in verbo Dei, postea
autem presbyter et succedenti tempore abbas ejusdem monasterii Fontinellensis
in quo educatus erat....". |
| VANGI
|
Un nucleo nel barese a Corato (BA) ed uno a Firenze e suo circondario,
dovrebbero derivare dal cognomen latino di origine germanica Vangio di
cui abbiamo un esempio negli Annales
di Tacito: "...Per idem tempus Vannius Suebis a Druso
Caesare impositus pellitur regno, prima imperii aetate clarus acceptusque
popularibus, mox diuturnitate in superbiam mutans et odio accolarum, simul
domesticis discordiis circumventus. Auctores fuere Vibilius Hermundurorum
rex et Vangio
ac Sido sorore Vannii geniti....". |
| VANIA
|
Vania ha un ceppo a Padova e nel padovano ed uno a Trani (BA) ed a San
Ferdinando Di Puglia (FG), potrebbe derivare dalla Gens Vagnia, ma più
probabilmente si tratta di un patronimico e deriva dal nome slavo Vania,
ricordiamo lo Zio Vania di Checov, per il ceppo pugliese si potrebbe prendere
in considerazione anche l'ipotesi di una forma matronimica dal nome biblico
di origine greca Vania. |
VANNETTI
VANNI
VANNICELLI
VANNINI
VANNINO
VANNUCCI
VANNUCCINI
VANNUZZI |
Vannetti, decisamente toscano ha un ceppo a Firenze e provincia ed uno
a Colle Di Val D`Elsa (SI), Vanni è tipico della Toscana, ma è
presente in tutto il centro Italia e nella Liguria orientale, Vannicelli,
molto raro, ha un ceppo tra perugino e reatino ed uno a Roma, Vannini è
più specificatamente toscano ed emiliano, Vannino quasi unico è
probabilmente dovuto ad errori di trascrizione, Vannucci è toscano,
con un ceppo non secondario nel riminese, Vannuccini, meno comune, è
tipico della zona tra aretino e senese, Vannuzzi è anch'esso specifico
del senese e del fiorentino, derivano tutti, direttamente o tramite modificazioni
ipocoristiche, dall'aferesi del nome Giovanni.
Un principio di queste cognomizzazioni l'abbiamo nella seconda metà
del 1300 con il pittore senese Francesco di Vannuccio, ricordiamo poi il
famosissimo Pietro di Cristoforo Vannucci detto il
Perugino (1445-1523) natico di Città della Pieve (PG). |
| VANNICOLA |
Cognome tipico del Piceno, con un ceppo anche in provincia di Roma, nella
zona di Civitavecchia.
integrazioni fornite da prof. Walter Angelini
Il cognome deriva dal patronimico Vanni (abbr. di Giovanni) di Cola
( abbr. di Nicola). Notabile e storica famiglia, originaria di Offida (AP).
Il capostipite risulta (dagli archivi parrocchiali della Chiesa della
Collegiata) essere Cesare (1563-1643) sposato con Donna Vannola.
Domenico,(1619-1689) fu valente Capitano della Milizia Civica Offidana.
Nicola (1896-1990) prese parte a entrambe le Guerre Mondiali e fu decorato
con la medaglia al valore e col Cavalierato dell\'Ordine di Vittorio Veneto.
Il figlio, di nome Primo, (nato nel 1916) fu Sergente Maggiore nella bgt.Julia
e disperso in Russia nel 1943. |
| VANOSSI |
Tipico della provincia di Como, in particolare di Erba, Canzo, Caslino
D`Erba e Ponte Lambro con un ceppo anche a Campodolcino in provincia di
Sondrio, relativamente recente, dovrebbe risalire al 1700, dovrebbe derivare
dall'ipocoristico dell'aferesi di nomi come Silvano, tracce di questa cognominizzazione
le troviamo nella seconda metà del 1700 a Cividale, come si evince
da questo scritto del 1752: "Reformatio studiorum
pro gymnasiis Scholarum Piarum, facta Viennae et nobiscum communicata (missa
ab aula ad consistorium, a consistorio communicata Antonio
Vanossi collegii academici rector..."
ed in Valtellina, nel 1781 Matteo Vanossi è console della comunità
di Chiavenna. |
VANNONE
VANNONI
VANONE
VANONI |
Vannone è quasi unico, Vannoni ha un nucleo riminese ed uno tra
fiorentino e senese, Vanone, molto molto raro, è della zona orientale
dell'udinese, Vanoni ha un ceppo tra milanese e varesotto ed uno tra veronese
e mantovano, dovrebbero tutti derivare da modificazioni dell'accrescitivo
dell'aferesi del nome Giovanni. Tracce di queste cognomizzazioni le troviamo
a Somma Lombardo nel 1600 dove in un atto si cita tal Girolama Galla Vanona,
in Valtellina nella seconda metà del 1700 con il notaio Giuseppe
Antonio Vanone. |
VANZ
VANZA
VANZETTI
VANZETTO
VANZI
VANZIN
VANZINI
VANZO
VANZULLI |
Vanz, molto molto raro, è tipico della zona di Sedico e Trichiana
(BL), Vanza unico e Vanzan sono veneti, Vanzi è tipico toscano,
del fiorentino in particolare, Vanzin è trevisano, Vanzini è
del reggiano, Vanzo è tipico della zona che comprende il vicentino
ed il trentino, Vanzulli è specifico del nordmilanese e del varesotto,
di Gerenzano (VA) in particolare, derivano tutti dall'aferesi di nomi come
Avanzo o Diotavanzi, ma è pure possibile una derivazione da toponimi
come Davanzo di Musile di Piave (VE), Vanzo di San Pietro Viminario (PD),
Vanza di Trambileno (TN) ecc. (vedi Avanzi). |
| VANZAN
|
Vanzan è tipicamente veneto, del veneziano e padovano in particolare,
ma anche del vicentino e del rovigoto, seppure in minor misura, si potrebbe
trattare di una forma etnica dialettale per abitante
di Vanzo (PD) attribuito al capostipite per indicarne il luogo
di provenienza, ma la cosa più probabile è che si tratti
di una forma tronca dialettale derivata dal nome tardo latino Vantianus
o da modificazioni dialettali dell'aferesi di nomi come Avanzo
o Diotavanzi. |
VARALDA
VARALDI
VARALDO |
Varalda sembrerebbe specifico di Vercelli, Varaldi è molto raro,
Varaldo sembrerebbe caratteristico della zona di Savona e Cairo Montenotte
(SV), dovrebbero derivare dal nome longobardo Varald
a sua volta originato dal nordico Warwald
(wara = protezione,
tutela + waldan = governo,
comando). |
VARALLI
VARALLO |
Varalli è tipico della zona di confine tra novarese e varesotto,
Varallo ha un ceppo nel novarese, dovrebbero entrambi derivare dal toponimo
Varallo Pombia (NO), Varallo ha un nucleo anche nella zona tra la provincia
di Avellino e quella di Potenza, che dovrebbe derivare dal nome longobardo
Varald. |
VARANA
VARANELLI
VARANI
VARANO |
Varana, quasi unico, potrebbe essere del lombardoveneto, Varanelli, assolutamente
rarissimo, sembrerebbe del foggiano, Varani ha un ceppo emiliano, nel reggiano
soprattutto, un ceppo genovese, uno a cavallo tra Piceno e teramese ed
uno romano, Varano oltre al nucleo calabrese, parrebbe avere un ceppo romano,
potrebbero derivare da toponimi come Cagnano Varano (FG), San Varano (FC),
Varano (AN), (MC), (AP), Varano Borghi (VA), Varano de' Melegari (PR),
e così altri, ma è pure possibile una derivazione dal cognomen
latino Varanus di cui abbiamo un esempio
in un'antica lapide: "...C(aius)
Val(erius) Varanus
/ et Nanea Galli sibi vive / f(aciendum)
c(uraverunt)
...", tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Milano in
un atto del 1491, dove come teste viene citato: "...Bertolameus
Varanus filius
quondam..." e nelle Marche verso la metà del 1200 con Gentile
da Varano che diviene Signore di Camerino, il massimo spledore il casato
dei Varano lo raggiunse nel 1400 con Giulio Varano Signore di Camerino:
"Sixti IV tempore ... ...sub nomine pacis Spoletium
perducti fuerunt, ubi Julius Varanus
Camertii dominus, qui cum magno equitato a Legato arcessitus aderat...". |
| VARDANEGA |
Cognome tipico di Possagno (TV).
notizie ulteriori fornite
da Giancarlo Cunial
Il cognome deriva da una modificazione del vocabolo longobardo indicante
un posto di guardia. |
| VARDARO |
Vardaro ha un ceppo nel casertano a San Prisco, Macerata Campania e Caserta,
a Napoli, a Roma ed a Mileto (VV), dovrebbe derivare dal termine dialettale
campano vardaro (costruttore
di basti e selle adatte agli asini ed ai muli) a sua volta derivato
dal vocabolo bardella,
vardella
o varda" una specie di sella,
meno rustica del comune basto, questo ad indicare probabilmente il mestiere
del capostipite. |
| VARDIERO |
Estremamente raro, sembrerebbe della zona di Noale nel veneziano, potrebbe
derivare dall'aferesi del nome Adovardo di cui abbiamo un esempio nei registri
della Opera di Santa Maria del Fiore di Firenze agli inizi del 1400 con
un certo Adovardo Giachinotti de Tornaquinciis. |
VARESI
VARESIO
VARISI |
Varesi sembra essere specifico del sud Milano, piacentino e parmense, Varesio
è senz'altro piemontese, dell'astigiano e del torinese, Varisi è
quasi unico, potrebbero derivare da toponimi quali Varese (VA) o Varese
ligure (SP), ma più probabilmente derivano da modificazioni del
nome di origini celtiche Varisius di cui abbiamo un esempio in una Carta
venditionis dell'anno 1161 a Belforte nel varesotto: "Anno
dominice incarnacionis millesimo centesimo sexagesimo sesto, mense septembris,
indicione quintadecima. Cartam vendicionis ad proprium fecit Varisius
filius quondam Petri Starroni de Busti, qui vivebat lege Longobardorum,
in manu Guerre filii quondam Iohannis Gezonis de eodem Busti, nominative
de campi pecia una iuris ipsius Varisii reiacenti
in suprascripto loco de Busti et dicitur ad Campum Maiorem...",
troviamo tracce di queste cognominizzazioni nell'Italia settentrionale
almeno fin dagli inizi del 1600. |
| VARGIOLU |
Vargiolu, decisamente sardo, è tipico di Tertenia nell'Ogliastra
e del cagliaritano, soprattutto di San Vito, Villasimius e Quartu Sant`Elena.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
VARGIOLU: bargiòlu, argiòlu,
orgiòlu = orzaiolo.
In latino per orzaiolo abbiamo due termini: varulus,
diminutivo di varus = pustola,
ed hordeolus, da hordeum
= orzo. Vargiòlu appare come
frutto della contrazione tra varus ed hordeolus. Attualmente il cognome
è presente in 41 Comuni d’Italia, di cui 22 in Sardegna: Tertenia
33, San Vito 24, Villasimius 21, Quartu S. E. 18, Carbonia 14, Muravera
11, Cagliari 11, etc. |
| VARGIU |
Tipicamente sardo, deriva da un antico toponimo del sassarese, nella Curatoria
di Anglona, Giudicato di Torres, esisteva Vargiu una villa ora scomparsa.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
VARGIU: variu, valgiu, bargiu, braxu
(Campidano), bardzu (Logudoro) = azzurrognolo
e viene dal latino varius = di
vario colore, screziato, variopinto. Ogus
braxus (bardzus) = occhi
chiari. S’olia est imbraxendi
= le olive stanno cambiando colore
(da verdi, azzurrognole e poi nere: in maturazione). Dal latino variare,
che al passivo, variari, significa
essere diverso. Qui da noi, quando
uno è impazzito si dice anche: “Est variau”!
= “è diverso, è diventato scemo”!
Per le mucche pazze, ad esempio, ma ancor più per le pecore si dice:
“Bacca o berbei (berbeghe) media
o anche varia”. = mucca
o pecora pazza. Il cognome probabilmente deriva dal colore degli
occhi: ogus braxus. È presente negli antichi documenti della lingua
sarda: tra i firmatari della Pace di Eleonora troviamo 3 Vargiu:
Vargiu Barisone, jurato (collaboratore del maiore) ville Putu Majore(*
Pozzomaggiore – Contrate Caputabas); Vargiu Barisono, ville Selluri(* Sanluri
– Seddori); Vargiu Laurencio – de Castri Januensis(*Castelsardo). Il termine
varia o baria è citato nel Condaghe di San Nicola di Trullas (199),
*XI°, XIII° sec., in una donazione: “deili unu caballu albu et
una culcitra varia” = (diedi un cavallo bianco ed una coltre variopinta).
Nella storia ricordiamo: Vargiu frà Simone, francescano, eletto
vescovo della diocesi Di Solci (di Sulcis – era allora la più povera
d’Italia; oggi di Tratalias – Iglesias), nel 1487. Vargiu Pietro
vescovo della diocesi di Ales Terralba, dal 1842 al 1866. Attualmente il
cognome Vargiu è presente in 339 Comuni italiani, di cui 150 in
Sardegna, con distribuzione per lo più omogenea: Sassari 208, Cagliari
206, Olbia 121, Quartu S. E. 120, Narbolìa 72, Guamaggiore 69, Sarroch
64, Thiesi 62, Quartucciu 57, etc. In Usa è presente, con un solo
nucleo familiare, nello Stato di New York. |
VARI
VARO |
Vari è tipico del romano e del frusinate, di Roma Segni, Colleferro
e Frascati nel romano e di Anagni nel frusinate, Varo ha un ceppo veneto
nel vicentino a Villaverla, con presenze apprezzabili anche nel trevisano,
ed un ceppo a Torre del Greco nel napoletano, dovrebbero derivare dal nome
della Gens Varia o dal suo gentilizio
Varus, di cui abbiamo un esempio nell'Ab
Urbe condita di Tito Livio: "...si consulem
manere ad urbem senatu placuisset. praetores M. Sextius anno praefuerat;
Cn. Tremellius Siciliam, ut a P. Villio Tappulo praetore prioris anni provinciam
et duas legiones acciperet; Villius pro praetore viginti navibus longis,
Galliam est sortitus, ut duas legiones provinciamque traderet ei P(ublius)
Quintilius Varus; C. Livius Bruttios cum duabus
legionibus, quibus P. Sempronius proconsul priore multibus mille oram Siciliae
tutaretur; ..". Troviamo tracce di queste cognominizzazioni
ad Orsara di Puglia nel 1700 con il benestante Gaetano Varo che figura
in un atto di compravendita. |
| VARIPAPA |
Molto raro è specifico del crotonese. |
| VARISCHETTI |
Molto raro è tipico della Valtellina e del bergamasco
integrazioni fornite da Giacomo
Ganza / Villa di Tirano (SO)
Varischetti è uno di quei cognomi che si trova sia sul versante
valtellinese che quello bergamasco delle Orobie. Il cognome è in
pratica concentrato in soli due comuni: a Colorina (SO) e Gorno (BG), praticamente
una ventina di famiglie in entrambi i paesi. Il cognome esiste anche nel
Milanese, ma è solo lombardo. personaggio noto, almeno in Valtellina
è stato Don Lino Varischetti, uno storico locale. |
VARISCHI
VARISCO |
Varischi, quasi unico, dovrebbe essere lombardo, Varisco, più diffuso,
sembra specifico del milanese, potrebbero derivare dal cognomen latino
Varus.
integrazioni fornite da Alessandra
Gobbi
Secondo una nostra lettrice, l'origine del nome
non sarebbe latina, bensì slava (polacca o bielorussa: in russo
"varit' " è un verbo e significa "cuocere, far bollire" e "varen'e",
sempre, in russo significa marmellata, nel senso di frutta fatta cuocere
nello zucchero):
"Varischi" - in alternanza con la variante "Varisco"
sarebbe l'italianizzazione del cognome "Warizky o Variskij"
integrazioni fornite da Marco Varisco
(Milano).
Secondo un altro nostro lettore, è abbastanza
probabile che Varisco sia un patronimico slavo, derivante dal nome proprio
Jari e dal suffisso patronimico -isk, Jarisk poi italianizzato nel tempo
in Varisco. La diffusione a Venezia e Chioggia di questo cognome
fà ipotizzare che sia arrivato in Italia attraverso la Repubblica
Veneta infatti Si trovano famiglie Varisco nelle Redecime (elenchi di chi
pagava le tasse) di Venezia già nel '500.
integrazioni fornite da Carlo Varisco
(Milano).
Secondo un altro nostro lettore la derivazione
ovvia è dal termine guerresco.
integrazione di Ada Varisco
Ritengo che la più attendibile derivazione del cognome Varisco
sia dal vocabolo guerresco. Sono infatti
documentati i cognomi: Varisco, Guarisco, Guarischi, Guareschi, Guerreschi,
Guerresco, ed è nota nelle lingue indoeuropee l'intercambiabilità
delle sillabe va e gua
come ad esempio in: Gualtiero- Valter, Guasco- Vasco, vastare
(lat)- guastare, e infine guerra- werra (altotedesco)- war (inglese). Segnalo
inoltre l'esistenza a Venezia di una Casa editrice-tipografia Varisco
nel 1500.
integrazione fornita da Aldo Piglia
- Milano
il prof. Riccardo Brondolo, autore di Questioni
di nomi e di terre (da “L'Ancora, settimanale d’informazione”,
2004) ritiene che Varisco, così come Varini, potrebbe essere un
esito del germanico Guarino, da Warinus
(= che ti protegge, difende, guarisce); o ancora un riflesso dell'epica
medioevale, da Guerrino.
|
| VARNER |
Assolutamente rarissimo ha un ceppo a Lavis (TN) ed uno a Bolzano, dovrebbe
derivare dal toponimo Varna (BZ), possibile anche una derivazione dal nome
tedesco Werner, Warner. |
VAROTTA
VAROTTI
VAROTTO |
Varotta è quasi unico, Varotti ha un ceppo a Novafeltria, in Emilia
ed a Viadana (MN), Varotto ha un grosso nucleo a Padova, con importanti
concentrazioni in tutto il padovano ad Albignasego, Ponte San Nicolò,
Abano Terme, Rubano e Selvazzano, questi cognomi potrebbero derivare da
ipocoristici dell'aferesi di nomi come Alvaro o da modificazioni del nome
di origine francese Varaud (pronuncia
Varò), tracce di queste cognomizzazioni
le troviamo nei registri della Repubblica Serenissima fin dal 1700, personaggio
illustre del 1700 è stato il pittore bolognese Giuseppe Varotti
(1715 - 1780). |
| VARRIALE |
Varriale è specifico napoletano, Varriali, pressocchè unico,
è dovuto ad un errore di trascrizione.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
più ipotesi possono essere formulate circa l'origine del cognome
Varriale. Una prima ipotesi può essere avanzata considerando
il cognome latino della gens romana Varia, i cui membri più illustri
furono Quinto Vario Ibrida, tribuno della plebe, e Lucio Vario, poeta amico
di Virgilio e di Orazio. Da considerare è anche Varrone, cognome
della gens Terenzia. La derivazione del cognome Varriale è
a mio avviso riconducibile al termine latino varo
(o varro), varonis,
col significato di balordo, rozzo. Un'altra
ipotesi può essere formulata considerando il termine verga,
in dialetto napoletano varra: Varriale potrebbe
in tal senso derivare dall'attività pastorale svolta dal capostipite. |
| VARRICA
|
Varrica, molto raro, è tipicamente siciliano, con un ceppo palermitano
e piccolissimi ceppi nel messinese e catanese, dovrebbe derivare da un
soprannome originato da una modificazione per betacismo del termine francese
barrique (piccola
botte o barile), che anticamente era una misura di capacità
in uso in Francia pari a circa 225 litri, soprannome attribuito forse per
caratterizzare una corporatura grassottella del capostipite. |
| VARRICCHIO
|
Varricchio è tipicamente campano, di Benevento e San Leucio del
Sannio nel beneventano con un ceppo anche a Napoli e Roma, dovrebbe derivare
da un soprannome dialettale originato da una modificazione per betacismo
del termine francese barrique (piccola
botte o barile). (vedi VARRICA) |
| VARTOLO |
Vartolo ha un piccolo ceppo calabrese nel reggino e catanzarese ed uno
a Roma, si dovrebbe trattare del nome Vartolus,
una forma modificata per betacismo del nome medioevale Bartolus
(vedi BARTALI), dell'uso di questo nome abbiamo
un esempio in questo scritto del 1201: "..Data in
platea Sancti Laurentij in parlamento publico coram Benvegiate Bernardi
Uguicionis, Johanne Bonicomitis, Gualterio Mercadamtis, Jacobo Alberici,
Bernardino Janci Raini, Vartolo Mengonis,
Latino judice, Ugone Marcoaldi, Bolognino judice, Martolo Bertranni, Ugolino
Buccellate, et aliis pluribus, Anno domini Millesimo ducentesimo primo,
XII Kalendas Julij, Indictione quarta...". |
VASCHETTA
VASCHETTI
VASCHETTO |
Vaschetta è quasi unico, sia Vaschetti che Vaschetto sono
tipicamente piemontesi, dell'area tra torinese e cuneese, sono chiaramente
forme ipocoristiche del nome latino Vascus,
di cui abbiamo un esempio in questo scritto relativo al III° secolo:
"...Passus est
tunc Iulianus et Basilissa cum aliis pluribus
et Marinus miles et Lucius papa et Priscus, Vascus
et Alexander et Zenonus episcopus et Agapitus et Secundinus episcopi....". |
| VASCONI |
Un nucleo tra varesotto e milanese
ed uno nel grossetano, può derivare sia dal nome rinascimentale
Vasco (Vasco de Gama navigatore portoghese), sia dal termine etnico vasco
(basco, delle regioni basche). |
VASETTI
VASSETTA
VASSETTI |
Vasetti, molto molto raro, è del fiorentino, Vassetta, assolutamente
rarissimo, è molisano, Vassetti, sempre molto raro, è tipico
del napoletano, derivano dall'aferesi del nome Gervaso.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Vassetta è un cognome molto raro, forse appartenente ad un unico
ceppo familiare. E' presente in piccoli nuclei isolati in Molise, nella
provincia di Campobasso, e in Piemonte, nella provincia occidentale torinese
confinante con la Francia, ma la sua provenienza è meridionale.
Con ogni probabilità, Vassetta è una variante locale ottenuta
per errore di trascrizione anagrafica del cognome napoletano Vassetti,
ipocoristico aferetico del nome di persona Gervasio, in senso affettivo
Gervasietti (da cui Gervassetti, poi Vassetti). |
VASI
VASINI
VASINO |
Vasi ha un ceppo in Romagna ed uno nel messinese tra Sant'Agata di Militello
e San Fratello, Vasini è specifico di Bellaria Igea Marina (RN),
Vasino, molto raro, è piemontese, derivano tutti dall'aferesi del
nome Gervaso, o anche dal cognomen latino Vasinus di cui abbiamo un esempio
nel II° secolo d.C. con lo scrittore di Alessandria Caius Julius Vasinus,
di quest'uso abbiamo anche un esempio nel 1600: "...Ordinatum
fuit quod magister Vasinus Gaglia
tamquam tutor Elisabeth filie quondam Francisci ...". |
| VASILE
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Vasile ha un nucleo specifico a Trivento (CB), un ceppo nel barese, ceppi
in Sicilia a Vittoria (RG), a Siracusa e Floridia, nel ragusano e nell'agrigentino,
il cognome deriva da una modificazione del nome greco Basileios.
integrazioni fornite da Prof Vito
Zullo
il cognome Basile o Vasile è descritto, alternativamente, in
un atto notarile del 1572 rogato dal notaio Stefano de Riccha seu de Baccilleriis
di Cassano (ora delle Murge - Bari). Nell'atto si legge (nella prima parte):
"...ex una parte et Venerabiles virj Francescus et
Marinus Stephanj de Basile fres^(fratelli)...",
(seconda parte): "...sup.ti (sopradetti)
Francescus et Marinus Stephanj de Vasile fres^...",
(infine): "...legatam p.to (predetto)
monasterio p. quondam Basilius de Basile eius de terre et p.ti (predetti)
fres^(fratelli)
Stephj de Vasile
et Angeli de Vasile...". |
VASSALLI
VASSALLO |
Vassalli ha un nucleo lombardo, uno nel ferrarese, uno ligure ed uno nel
barese, Vassallo ha un nucleo ligure piemontese, uno campano ed uno siciliano,
deriva dal nome Vassallus derivante dal termine medioevale che indicava
un uomo libero sottoposto al Re, o ad un nobile signore, o ad un vescovo,
esempio di quest'uso si ha nel Codice Diplomatico
della Lombardia medievale dove, in un atto del 1196 rogato a Milano
si legge: "...Actum in Mediolano. Interfuerunt Otto
et Petrus qui dicuntur de Dexio et Vassallus
Pelluccus testes. Ego Rogerius qui dicor Palliarius
notarius sacri palacii tradidi et scripsi."; tracce di questa cognomizzazione
si hanno in un atto d'indulto di Roberto d’Angiò ai cittadini di
Montoro (AV) datato giugno 1340, nel quale si legge tra l'altro: "...Principalis
clemencia dum censure iuris per lenitatis intuytum se amabiliter obicit
rigorem iusticie cum moderamine librate provisionis ... ...Iohannes de
Solofra, Philippus Vassallus,
Nicolaus Magistri Martutij de Montorio...", tracce in Piemonte le
troviamo nella seconda metà del 1600 con Vittorio Vassallo dei conti
Bruno di S. Samone architetto insigne. |
| VASTA |
Vasta sembra avere un ceppo nel brindisino, che potrebbe derivare
dal toponimo Vaste (LE), uno nel catanzarese ed uno in Sicilia nel catanese,
che potrebbero derivare dall'aferesi del cognome Savasta. |
| VAZZOLA |
Vazzola ha un ceppo originario nel trevigiano concentrato in San Pietro
di Feletto ed un ceppo probabilmente secondario a Jesolo (VE), dovrebbe
derivare dal toponimo Vazzola (TV). |
| VAZZOLER |
Vazzoler è specifico trevigiano, di Treviso e della zona che comprende
Musile di Piave, Susegana e Motta di Livenza, dovrebbe derivare dall'etnico
dialettale del toponimo Vazzola (TV), stando ad indicare quindi una provenienza
originaria del capostipite da quel paese. |
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