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VACALEBRE Estremamente raro, potrebbe essere specifico della zona dello stretto di Messina, con presenze anche nelle vallate a sud del Piemonte (Briga Alta e Olivetta San Michele), il cognome dovrebbe derivare dal vocabolo provenzale vaca= vacca, mucca e lebre=vacca bretone, ed essere frutto di una emigrazione di un nucleo occitano verso Guardia Piemontese (CS) in Calabria e paesi limitrofi.  Si fanno risalire alla seconda metà del secolo X1I° (secondo altre fonti invece al XV° secolo) le prime emigrazioni dal nord Italia verso la Calabria, composte da gruppi di profughi occitani piemontesi delle valli Pellice e Angrogna, di religione valdese, provenienti originariamente dalla Provenza e sfuggiti alle persecuzioni della Chiesa cattolica.  Gli occitani rimasti in Calabria sono gli eredi di quanti scamparono alle successive decimazioni ordinate dalla Chiesa nel 1560, quando le truppe del Cardinale Ghislieri occuparono Guardia Piemontese, irrompendo da una delle porte(chiamata da allora Porta del Sangue) del Castello di Guardia e facendo strage di quanti più Valdesi fosse possibile. Il primo documento storico dove compare il cognome Vacalebre nel reggino risale al 15 giugno 1577, nel paese di Motta S. Giovanni, quando Antonio Vacalebre assieme ai capifamiglia del paese, chiede un intervento governativo.
VACCA
VACCHINA
Vacca è molto diffuso in tutt'Italia, Sardegna compresa, Vacchina sembra invece specifico del Piemonte, derivano direttamente o tramite ipocoristico da soprannomi legati al termine vacca (mucca), spesso con questo epiteto si individuavano i proprietari di bestiame, quindi delle persone benestanti.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
VACCA: vacca e deriva dal latino vacca, la femmina del toro = taurus. Per il fenomeno del betacismo, qui in Campidano diciamo comunemente bacca, “sa bacca”, per distinguerla da su boi = il toro, il bue (bos). Il cognome Vacca, anche se  in uscite diverse, è presente nelle carte antiche. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, del 1388, figurano: Vaca Dominico, majore( responsabile dell’amministrazione della villa = sindaco) ville Putu Majore (Pozzomaggiore – Contrate Caputabas); Vacca Matheo, jurato( collaboratore del majore) ville Gononò (Gonnosnò – Partis de Montibus); Vaccha Deusdadu (Deodato), ville Selluri( Seddòri - Sanluri); Vaccha Guantino, ville Macumerii; Vacha Petro, ville Ribechu(attuale Rebecu. Curatorie de Costa de Valls) ; Vacha Francisco, jurato ville Sii Majore, (odierno Siamaggiore - Campitani Majoris); Vacha Francisco, jurato ville Tintura. (* Tinura...Tinura o Tinnura - Castri Serravallis); Vacha Xpoforo, jurato ville Nuraci de Pische. (* villaggio distrutto - Campitani Majoris). Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, *CSNT XI°, XII° sec., troviamo 14 Vacca (Bacca e Vacca, talvolta riferito alla stessa persona), tra i quali citiamo: Vacca Iorgi, armentariu( (sovrintendente generale, preposto all’amministrazione del patrimonio fiscale)  di San Nicola. Nella storia attuale ricordiamo: Vacca Antonino, nato a Quartu S. E. nel 1934, ordinato sacerdote a soli 23 anni, nel 1993 è stato eletto vescovo di Alghero Bosa. Attualmente il cognome Vacca è presente in 816 Comuni italiani. Non si tratta di un cognome solo sardo, poiché è largamente diffuso anche nel meridione d’Italia. In Puglia ad esempio, è presente in 61 Comuni su 258, tra i quali Bitonto, con 268 conta il maggior numero di “Vacca”, seguito da Bari con 200, etc. E’ presente in tutte le regioni italiane. Roma, nel continente, ne conta il maggior numero con 362, seguono Napoli 313, Bitonto 268, Bari 200, Genova 97, Milano 90, Gela 74, Firenze 15, Verona 15, Potenza 9, etc. In Sardegna lo troviamo in 176/377 Comuni, con maggior diffusione nel meridione dell’isola, per un totale di 4735 circa.
VACCARELLI
VACCARELLO
VACCARI
VACCARINI
VACCARINO
VACCARO
VACCARONE
VACCARONI
Vaccarelli ha un ceppo a L'Aquila ed uno in Puglia a Massafra nel tarentino ed a Mola di Bari nel barese, Vaccarello è decisamente siciliano, con un ceppo principale nell'agrigentino ad Aragona ed Agrigento, e rami a Vittoria nel ragusano ed a Palermo, Vaccari è estremamente diffuso in tutta la parte centrale dell'Italia settentrionale, molto raro Vaccarini, potrebbero individuarsi due ceppi, nel riminese e nell'anconetano, con un nucleo secondario nel milanese, Vaccarino sembrerebbe siciliano con ceppi nel messinese a Messina, Pace del Mela, Santa Lucia del Mela, San Filippo del Mela e Barcellona Pozzo di Gotto e ceppi probabilmente non secondari a Palermo e San Cipirello (PA) ed a Vittoria (RG) ed a Siculiana (AG), Vaccaro è diffuso in tutto il centrosud, Vaccarone, molto molto raro, sembrerebbe della zona tra alessandrino e pavese, Vaccaroni è assolutamente rarissimo, forse originario del milanese, dovrebbero tutti derivare direttamente o tramite ipocoristici dal mestiere di vaccaro.  Nel 1500 troviamo come Vescovo della diocesi di Ventimiglia un Domenico Vaccari, nel 1600 a Napoli è protonotario apostolico Monsignor Ercole Vaccari, a Castellamare di Stabia nel 1500 troviamo il nobile Fabio Vaccaro.
VACCAREZZA Vaccarezza è specifico della zona di Chiavari e Lavagna, dovrebbe derivare dal toponimo Vaccarezza (GE).
integrazione di Andrea Ferreri
Diffuso nel genovese (Lavagna, Chiavari, Cogorno, Sestri Levante, Carasco) e nel savonese (Alassio). Deriva dal toponimo genovese Vaccarezza, frazione del comune di Savignone o anche dal toponimo piacentino Vaccarezza, frazione di Bobbio.
VACCARGIU Vaccargiu è tipico di Guspini e Gonnosfanadiga nel Medio Campidano e di Terralva nell'oristanese.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
Vaccargiu significa vaccaio, guardiano delle vacche; dal latino vaccarius. Braccaju in campidanese; baccardzu in logudorese. Non lo troviamo nelle carte antiche, quindi pensiamo ad un cognome di recente creazione probabilmente originario del territorio di Guspini, che annovera da solo quasi la metà dei Vaccargiu presenti in Sardegna. A prova i guspinesi, che oggi sono grandi allevatori di bestiame minuto, per lo più ovino, nonostante nel secolo scorso fossero più conosciuti come minatori, erano allora tra i più grandi allevatori in Sardegna di bestiame grosso, bovino soprattutto. Il cognome è presente in 44 Comuni del territorio nazionale, di cui 23 della Sardegna. *Curiosità: a Gonnosfanadiga abitava, in via Cagliari, nel XIX° secolo( morì all’età di 90 anni) un certo signor Francesco Vaccargiu, che per la sua straordinaria somiglianza con Vittorio Emanuele II di Savoia, 1° re d’Italia (del quale tra l’altro era coetaneo), fu soprannominato su Rei Vaccargiu. Pertanto la fontana pubblica sita di fronte alla casa dove abitava (in Via Cagliari) fu chiamata “sa Funtàna de su Rei”, che ancora oggi mantiene tale nome. Per la cronaca il sig. Francesco Vaccargiu era nonno di mia nonna, che ha trasmesso, anche a me, quindi, un po’ del suo sangue blu!!!
VACCHELLI Tipico dell'area cremonese bresciana Vacchelli sembra originario di Cremona, ma con presenze originarie anche nel pavese, dovrebbe derivare dal nome medioevale Vachellus di cui abbiamo un esempio in uno scritto pisano del 1295: "In Dei nomine, amen. Anno a nativitate domini nostri Ihesu Christi, millesimo ducentesimo nonagesimo quinto, indictione VIII, die XX mensis septembris. Per presens publicum instrumentum pateat omnibus evidenter, quod in presencia mei notarii publici infrascripti et testium subscriptorum, discretus vir dominus Thomas Grassus, civis acconensis, fecit, constituit et ordinavit suum verum et legittimum procuratorem ac nuncium specialem dominum Cholum de Benencasa, consanguineum eius, ad requirendum et petendum jura sua que sibi debentur, et maxime ea que percipere et habere debet in novem karobis de quadam navi que vocatur la Vachella que habet et tenet dominus Vachellus de Gliati de Ancona, et ad recipiendum et de receptis finem quitacionem et refutacionem ei vel eis...", tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Cremona nella seconda metà del 1500 quando opera un Thomaso Vacchello, libraro in Cremona.
VADALA
VADALA'
Vadala è tipico del reggino e del catanese, Vadalà è specifico della Sicilia orientale e del reggino, dovrebbero tutti derivare dal nome arabo Abdallah servo di Dio, (da cui è derivato il più comune Abdul).
VAGHETTI
VAGHI
Vaghetti, molto raro, presenta un ceppo pisano ed uno nel sudmilanese e lodigiano, Vaghi è tipico del nord milanese e comasco. Nel 1400, a Milano, in un atto relativo ad una lite leggiamo: "...Gravamentum contra Cristoforum de Vagis...-..sub pallatio magno positi in broletto novo", nel 1700 troviamo a Como un Domenico Vaghi in qualità di segretario del feudatario Giovanni Battista Premorlani.
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Molto probabilmente  il cognome Vaghi deriva dalla toponomastica. Dante Olivieri indica nel suo dizionario toponomastico almeno quattro parole che derivano dal dialetto lombardo "vagh" col significato di "posto a tramontana" e più raramente "luogo incolto".
VAGLIO Raro dovrebbe avere un ceppo nel torinese, che deriva dal toponimo Vaglio (VC), ed uno nel Salento
VAI
VAIO
Vai è tipicamente lombardo, dell'area milanese, pavese, con un ceppo anche tra torinese ed astigiano, uno nel bolognese ed uno nel livornese a Marciana e Portoferraio sull'Isola d'Elba, Vaio ha un ceppo nel torinese a Torino ed a Romano Canavese, ed a Cocconato nell'astigiano ed un ceppo a Napoli ed a Grazzanise nel casertano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Vaius di cui abbiamo un esempio in uno scritto del 1358 nel trentino: " In Christi nomine. Amen. Anno ab eiusdem Nativitate millesimo trecentesimo quinquagesimo octavo, undecima indictione, die martis quartodecimo intrante mense iunii, in Monte Alochi vallis Flemarum tridentinae diocesis, in loco vocato Rivus de Alocho. Praesentibus.. ..Simeon quondam Maltinpini de Mazugno, Otto Personela, Vaius Finae, ser Dominicus de Gredena ..", ma è pure possibile che i ceppi meridionali derivino da soprannomi originati dalla voce greca phaios (grigio, brizzolato) o anche dal vocabolo vaio ( tipo di scoiattolo la cui pelliccia veniva usata per fare capi d'abbigliamento).
VAIANI Potrebbe avere un ceppo milanese ed uno fiorentino, potrebbe derivare da soprannomi originati dal termine vaiano (tipo di uva nera). In una sentenza del tribunale di Spoleto, risalente all'aprile 1299 si legge: "Nos Angelus de Reate legum doctor et Petrus Vaiani de Urbe ducatus Spoleti Judices et vicari generales per magnificum et potentem virum dominum..", nel 1476 in un atto notarile, a Firenze, si legge di Giovanni d'Antonio di Jacopo Vaiani  il quale confessa d'aver ricevuto...in dote da tal Donna Lucrezia di Bartolomeo di Giovanni Funaiolo...",
VAILATI Tipico della zona che comprende le province di Bergamo, Cremona e Milano, dovrebbe derivare dal toponimo Vailate (CR).
VAIRETTI Decisamente raro è tipico della Valtellina, zona di Talamona (SO),
VAIRETTO Rarissimo è tipico della zona di Ivrea (TO), dovrebbe derivare dal nome di località Castel Vairo (TO)
VAIRO Sembra avere almeno due ceppi, uno nel foggiano ed uno nel salernitano, probabilmente anche uno nel torinese (nel 1600 ad Azzano (AT) troviamo un tal Rolando Vairo), la derivazione è incerta anche se si può presumere derivi da un nome di località.  Personaggio importante è stato Leonardo Vairo, vescovo di Pozzuoli ( 1587 - 1603 ),
VAJNA Praticamente unico forse di origine slava.
integrazioni fornite da Eugenio Vajna de Pava
Il cognome (Vajna de Pava) non è di origine slava, ma ungherese, di Székely di Transilvania oggi rumena, la famiglia è italiana solo dal 1888 , il nome originario era Pàvai Vajna, o Vajna del
ramo proveniente da Pàva,vicino a Brasov.
VALAGUSA
VALAGUSSA
VALAGUSSI
VALAGUZZA
Valagusa è unico ed è probabilmente una forma arcaica di Valagussa che è tipicamente lombardo di Milano, Besana in Brianza e Concorezzo nel milanese e di Cernusco Lombardone, Merate, Missaglia, Lomagna, Montevecchia, Casatenovo, Osanago, Lecco e Cassago Brianza nel lecchese, Valagussi, quasi unico, è del varesotto, Valaguzza, molto molto raro, è della zona tra milanese e bergamasco, potrebbero tutti derivare direttamente o tramite modificazioni dialettali dal fatto di essere il capostipite proveniente dalla vallata di cresta Aguzza nel sondriese, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Milano fin dal 1400 con Giorgio Valagussa un erudito milanese allievo di Guarino Veronese e precettore dei figli di Francesco Sforza.
VALANIA Quasi unico.
VALBUZZI Tipico di Bianzone (SO) comune nei pressi di Tirano, deriva dal nome della località contrada Valbuzzi di Bratta di Bianzone, è tra i più importanti cognomi di Bianzone pur essendo scarsamente diffuso in Valtellina; originarie di Bianzone sono comunque le famiglie Valbuzzi residenti a Cantù e nel Varesotto, qualche famiglia che porta questo cognome la si trova anche in Francia.
informazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
VALCARENGHI Specifico del cremonese,  Abbiamo tracce di questo cognome già nella seconda metà del 1500, quando il soresinese G.Antonio Valcarenghi,. fonda l'Ospedale di S.Croce di Soresina (CR).
VALCASALI Assolutamente rarissimo è tipico del ravennate.
integrazioni fornite da Andrea Germi-Valcasali
E' originario della zona di Brisighella e fin dall 1300 vi sono notizie negli archivi di Stato di Faenza e Ravenna. Questa nobile famiglia ha conservato fino al 1800 vastissimi possedimenti nella zona di Riolo Terme - Brisighella. Dopo il 1840 è iniziato il declino a causa di alcuni fatti relativi al Risorgimento: da allora la famiglia si è disgregata.
VALCAVI Valcavi è specifico del reggino, potrebbe derivare dalla Corte di Valcava nell'appennino reggiano.
VALDAMERI Molto raro è tipico del cremonese, dovrebbe derivare dal nome gotico Valdamerca.
VALDEMARIN Molto raro è tipico di Trieste e del goriziano, dovrebbe derivare dal nome medioevale Valdemarus originato a sua volta dall'antico nome germanico Waldomar (celebre e glorioso re), ricordiamo con questo nome nel 1200 "Valdemarus Dei gracia Danorum Slauorumque rex, et dux Estonie".
VALDES
VALDEZ
Valdes è un cognome tipico del sud della Sardegna, Valdez è assolutamente rarissimo, sicuramente spagnolo, dovrebbero essere di origini spagnole derivando dal toponimo Valdés del principato delle Asturie nel nord della Spagna, ed avere probabili lontane origini ebraiche, ma è pure possibile una derivazione ligure, provenzale e che derivino dal fatto di essere le famiglie di religione valdese.
VALDISERI
VALDISERRI
VALDISSERI
VALDISSERRI
Valdiseri è assolutamente rarissimo, come Valdisseri, mentre Valdisserri, comunque molto raro, è specifico di Castel di Casio nel bolognese e Valdiserri, il più comune, è sempre tipico del bolognese, di Bologna, Castel di Casio, Porretta Terme e Granaglione, si dovrebbe trattare di variazioni per betacismo del nome di origine ebraica Baldissero, un'alterazione del più moderno Baldassarre, (vedi anche BALDISSER).
VALENA Molto molto raro è tipico della zona di Morbegno (SO), diffuso in particolare nei comuni di Cino, Dubino e Mantello, dovrebbe derivare dalla toponomastica locale, tracce di località con questo nome si trovano già nel 1600 in un atto redatto nel 1655 a Tirano (SO) viene citato un luogo detto Valena. La parola valena nei dialetti della provincia di Sondrio indica una piccola valle, non necessariamente percorsa da un ruscello o da un torrente. Il cognome Valena è presente anche in Francia e negli Stati Uniti, seppure in modo molto sporadico. Si dovrebbe trattare di discedenti di emigranti valtellinesi o forse spagnoli perche sembrerebbe che un nome analogo esista anche in Spagna.
VALENARI Assolutamente rarissimo, forse veronese, potrebbe derivare dal cognomen latino Valens, ma anche dal franco Valenod.
VALENT
VALENTINI
VALENTINO
Valent, poco diffuso, è specifico dell'udinese, Valentini è diffusissimo in tutto il centronord , in Molise ed in Puglia, Valentino è diffusissimo al sud, a Roma e nel torinese, dovrebbero derivare direttamente o per contrazione del cognomen latino Valentinianus ricordiamo ben 3 imperatori romani con questo nome o di Valentinus, uso di cui si hanno tracce in molte iscrizioni medioevali.
VALENTE
VALENTI
Cognomi panitaliani, con prevalenza al sud per Valente ed al centro nord e Sicilia per Valenti, derivano dal cognomen latino Valens.
VALENZA
VALENZI
Valenza ha un ceppo nell'alessandrino e genovese, che probabilmente deriva dal toponimo Valenza Po' (AL), ceppi nel mantovano, tra la provincia di Roma e quella di Latina, ceppi in Puglia ed un nucleo importante nella Sicilia centrooccidentale, Valenzi è tipico della provincia di Roma, dovrebbero derivare dal nomen latino Valentius di cui troviamo un esempio in questa antica lapide latina: "...Q(uintus) Herennius Etruscus Messius Decius nobilissimus Caes(ar) et C(aius)Valentius Hostilianus Messius Q(uintus) nobil(issimus) Caes(ar) ...", anche se in qualche caso è possibile una derivazione da uno dei tanti toponimi con la radice -valenza.
VALENZANI Valenzani, abbastanza raro è tipico del varesotto e del vicino novarese, potrebbe derivare dall'etnico di Valenza nell'alessandrino, ma è molto probabile anche una derivazione da nomi di località come ager valentianus (campi di Valentius) individuati dal nome latino dell'antico proprietario.
VALENZANO Valenzano ha un ceppo tra alessandrino ed astigiano ed uno nel barese,  il ceppo piemontese potrebbe derivare dall'etnico di Valenza nell'alessandrino, mentre quello barese è molto probabile che derivi dal toponimo Valenzano (BA).
VALENZIA Assolutamente rarissimo probabilmente siciliano, quasi scomparso, dovrebbe essere di origine spagnola e derivare dal toponimo Valencia, meno probabile una derivazione dal toponimo calabrese Vibo Valenzia.
VALERA Valera è tipico del nordmilanese, di Milano, Rho e Concorezzo, dovrebbe derivare da toponimi come Valera di Arese (MI) o Valera Nuova e Valera Vecchia di Varedo (MI).
VALERANI Tipico dell'area tra sudmilanese, lodigiano e cremonese, dovrebbe derivare dall'etnico di toponimi come Valera Fratta (LO).
VALERI
VALERIA
VALERIO
Valeri è tipico della fascia centrale che comprende Toscana, Marche, Umbria, Lazio ed Abruzzo, con un ceppo anche nella zona che comprende le province di Treviso, Venezia e Pordenone, Valeria è estremamente raro, Valerio ha un ceppo veneto, uno torinese ed è poi ben distribuito in Lazio, Abruzzo, Molise e Puglia, con presenze significative anche nel napoletano e nel palermitano, dovrebbero tutti derivare dalla Gens romana Valeria , ma è pure possibile che derivino dal nomen latino Valerius, ricordiamo ad esempio Publio Valerio Flacco le cui navi nella seconda guerra punica sconfissero la marina fenicia: "...quoque Valerius Flaccus secundi Punici belli temporibus luxu perditam adulescentiam inchoauit. ceterum a P. Licinio pontifice maximo flamen factus, quo facilius a uitiis recederet...".
VALERIANA
VALERIANI
VALERIANO
Valeriana, assolutamente rarissimo, sembrerebbe emiliano, Valeriani occupa l'areale che comprende l'Emilia e la fascia dell'Italia centrale, Valeriano, molto molto raro, sembrerebbe specifico di Formia, derivano dal cognomen latino Valerianus, di cui abbiamo un esempio con Publius Licinius Valerianus imperatore romano dal 253 al 260, ma è pure possibile che in alcuni casi derivino da nomi di località come San Valeriano in Lunigiana, tracce di questa cognomizzazione le troviamo in Veneto nel 1500 con Ioannes Petrus Valerianus Bellunensis, nel 1700 troviamo nella provincia romana i fratelli pittori Giuseppe e Domenico Valeriani.
VALESI Valesi, molto raro, dovrebbe essere originario del reggiano, una possibila ipotesi è la derivazione dal toponimo Valestra (RE), ma la più probabile è una derivazione dal nomen latino Valesius di cui abbiamo un esempio nel Valeri Maximi factorum et dictorum memorabilium, scritto da Valerio Massimo nel primo secolo dopo Cristo: "...Et quia ceteri ludi ipsis appellationibus unde trahantur apparet, non absurdum uidetur saecularibus initium suum, cuius [generis] minus trita notitia est, reddere. Cum ingenti pestilentia urbs agrique uastarentur, Valesius uir locuples rusticae uitae duobus filiis et filia ad desperationem usque medicorum laborantibus aquam calidam iis a foco petens, genibus nixus lares familiares ut puerorum periculum in ipsius caput transferrent orauit....", tracce di questa cognominizzazione le troviamo fin dal 1100, come possiamo leggere in questo scritto DE SANCTO BERNARDO CONFESSORE PRIMO CLARAE-VALLENSI ABBATE, PATRE AC DOCTORE ECCLESIAE: "...In Historia, inquit, Segoviae nuper edita de exordio et progressu sanctissimae familiae, quam sub invocatione sacrae Triados fidelibus captivis redimendis A Deus providit, notatum lego, unum e primis illius institutoribus Hugonem Valesium (Theobaldi comitis nepotem ex sorore) qui post Felix Valesius dictus est, atque una cum beato Joanne, dicto de Matha, insignis operis fundamenta felicia jecit;...".
VALESIN Valesin, molto raro, è tipicamente veneziano, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo dialettale valesin (portalettere, addetto al recapito dei pacchi e della corrispondenza che nello Repubblica Veneta era normalmente contenuta in una grossa valigia trasportata appunto dal valesin).
VALESINI Valesini sembrerebbe specifico di Ponte In Valtellina (SO), potrebbe derivare dall'aferesi dell'etnico di Cavalese (TN), ma anche, e più probabilmente, potrebbero derivare da una forma dialettale per valligiani.
VALFRE' Valfrè sembrerebbe tipicamente piemontese, di Torino e torinese e di Asti, ma presenta anche un ceppo siciliano a   Mazara del Vallo nel trapanese, si dovrebbe trattare di una forma dialettale contratta del nome Walfredus di cui abbiamo un esempio in un atto del 1025: "...in loco Coniolo in via Publica in presencia Ottoni comes Palacii et comes istius comitatu ubi ipse in iudicio residebet iusticiam faciendam ac deliberandam resedentibus cum eo Walfredus Ardericus Adam qui et Lanfrancus Joannes Wilelmus Teudaldus et Aribertus iudices sacri Palacii Rodulfus Adelgisus et Adelbertus legem viventes Ribuariorum...".
VALGOLIO Estremamente raro, forse originario dei monti bresciano trentini,potrebbe derivare dal toponimo Malgolo (TN).
VALGUARNERA Valguarnera è tipicamente siciliano, di Palermo, Catania ed Enna, potrebbe derivare dal toponimo Valguarnera Caropepe nell'ennese, ma in alcuni casi si potrebbe invece trattare di una discendenza diretta dai marchesi Valguarnera che hanno dato il nome a quel paese, una famiglia nobile catalana che fin dalla seconda metà del 1300 detenne importanti feudi in Sicilia.
VALIANTE
VALIANTI
Valiante ha un ceppo nel salernitano, nel Basso Molise e nel Lazio, Valianti, assolutamente rarissimo, sembrerebbe marchigiano, dovrebbero derivare dal nome germanico Wallie o dal normanno Walliant.
integrazioni inserite da Fabio Paolucci
Il cognome Valiante è rappresentato da più ceppi sparsi in Italia, tra i quali i più consistenti sono individuabili al Nord nelle città di Torino e Milano, al Centro a Roma, mentre al Sud nei comuni di Notaresco (in provincia di Teramo), Jelsi (in provincia di Campobasso), e nel Salernitano soprattutto nei centri di Centola, Celle di Bulgheria e Pisciotta.  Dal punto di vista etimologico possono essere formulate più ipotesi circa la formazione del cognome Valiante: la prima prende in analisi la derivazione dal toponimo siciliano Valiano (SI), ipotesi scartabile per l'assenza di ceppi Valiante in Sicilia; la seconda ipotesi considererebbe Valiante come derivato dalla cognominizzazione del nome personale Valeriano; la terza tesi, più convincente delle precedenti, farebbe risalire Valiante ad una variante della forma cognominale Valenti o Valente. Valenti continua il cognomen o signum augurale Valens, Valentis, derivato dal participio presente del verbo latino valeo, es, ui, valiturus, ere con il significato di valente, robusto, forte, gagliardo, vigoroso, in buona salute, sano, energico, efficace, potente. Il nome Valente divenne in antichità comune soprattutto in ambienti militari fra i veterani delle province romane: Valente era, secondo la tradizione cultuale, l'eroe arcadico padre di uno dei Mercuri.  Non dimentichiamo che Valente fu anche il nome di un Imperatore Romano. Una famiglia Valiante si distinse a Jelsi (CB), dove si può ancora ammirare il palazzo Valiante - Capozio, di notevole pregio architettonico.
VALLARINI
VALLARINO
Vallarini è assolutamente rarissimo, Vallarino è tipico ligure, del genovese e del savonese, dovrebbero derivare dal fatto che la famiglia era originaria delle valli.
VALLE
VALLETTA
VALLI
Valle è diffuso in tutto il nord, con un nucleo nel Lazio e nell'alta Campania, Valletta è caratteristico della fascia che comprende il Lazio, gli Abruzzi, la Campania, il Molise e la Puglia, Valli è più propriamente della fascia che comprende Lombardia, Emilia e Toscana, derivano tutti da uno dei vari toponimi contenenti la radice Vall...
VALLEBONA
VALLEBUONA
Vallebona, molto raro, è specifico ligure, così come Vallebuona che è tipico di Genova, potrebbero derivare dal toponimo Vallebona (SV). o dal nome di località Vallebuona, frazione di Lumarzo (GE), o da Vallebona (IM).
VALLESE
VALLESI
Vallese ha un ceppo veneto nell'area veneziano, padovano, rovigota un ceppo tra Piceno, teramano, , pescarese e teatino ed un piccolo ceppo nel napoletano, Vallesi ha un ceppo toscano tra fiorentino e pisano, uno marchigiano tra maceratino e Piceno, ed uno tra romano e viterbese, dovrebbero derivare dal fatto che le famiglie arrivate a fondovalle probabilmente provenivano da valli interne.
VALLISNERI Estremamente raro è tipico del reggiano, deriva dal toponimo Vallisnera di Collagna (RE), nobile casato di origine longobarda del parmense Signori fin dal 1107 del feudo di Vallisnera e Valbona, verso la fine del 1600 troviamo lo scienziato: "...Antonius Vallisnerius de Nobilibus de Vallisneria Publicus Medicinae Practicae Extraordin. Profess....".
VALPREDA Molto raro, probabilmente di origina pavese, astigiana, dovrebbe derivare dal vocabolo arcaico dialettale preda (pietra) e starebbe ad indicare la provenienza da una valle pietrosa, nel nord Italia le località chiamate Preda non sono una rarità, è possibile un riferimento diretto alla Valle di Preda Rossa (PV).
ipotesi fornite da Aldo Piglia, Milano
Diffuso in Piemonte, soprattutto in provincia di Asti.  Potrebbe derivare dal nome longobardo Walfrit, italianizzato in Valfrido e Valfredo. Esistono dei  rarissimi cognomi collegati come Valfredi, Valfredini e Valfredo, anche loro soprattutto piemontesi.
VALSECCHI Specificatamente lombardo, con nucleo originario tra Como, Lecco e Bergamo, dovrebbe derivare dal toponimo Valsecca (BG) anche se il nucleo principale sembra essere in provincia di Lecco.
VALSERIATI Molto raro è tipico di Brescia e del suo immediato circondario, potrebbe derivare dal nome della Valseriana.
integrazioni fornite da D. Valseriati Brescia
Tra le famiglie più antiche di Brescia, già nel 1488 a Cellatica (BS) figurava un Bartolomeo Valseriati agricoltore.  Non è possibile sapere con certezza da dove derivi questo cognome, possono ritenersi accettabili due ipotesi, dalla vicina Valseriana, o anche dall’antica popolazione alemanna dei Valser.
per approfondimenti http://www.valseriati.it/origini.php
VALTANCOLI Abbastanza raro, potrebbe essere originario della zona tra ravennate e forlivese.
VALTELLINA
VALTOLINA
VALTOLLINA
Tipicamente lombardo, Valtellina è specifico di Bergamo e del bergamasco, Valtollina, praticamente unico è bergamasco e dovrebbe essere una forma dialettale del precedente, così come Valtolina che è invece molto più diffuso nel milanese, ma anche nell'alto cremonese, nel bergamasco, nel lecchese e nel comasco orientale, tutti questi cognomi derivano sia direttamente, sia attraverso modificazioni dialettali dal nome della Valtellina nel sondriese.
VALTERI
VALTERIO
Valteri, estremamente raro, sembrerebbe specifico di Ponte Buggianese nel pistoiese, Valterio ha un ceppo ad Antrona Schieranco ed aree viciniori nella Val d'Ossola ed uno ad Orvieto ed Alviano nel ternano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Valterius (una forma del nome Gualtiero) di cui abbiamo un esempio in un atto dell'anno 1146 a Soltarico nel lodigiano: "In Christi nomine. Placuit atque convenit inter Ubertus, filius quondam Ubertus, qui dicitur da Caseti, nec non et Iohanne, filius quondam Valterius de loco Sancti Martini qui dicitur in Strata, ut in Dei nomine debeat dare sicut a presenti dedit ipse Uberto eidem Iohanne ad fictum censum reddendum...".
VALTORTA Tipico della zona tra milanese e bergamasco, deriva dal toponimo Valtorta (BG).
VALUGANI Valugani, assolutamente rarissimo, è specifico del varesotto, potrebbe derivare dal monte Valuga in Germania, ma è estremamente improbabile, si potrebbe trattare di una forma dialettale  dell'etnico della Valganna, ma non esistono riscontri in tal senso.
VALUSSI
VALUSSO
Entrambi specifici dell'udinese, Valussi è assolutamente rarissimo, mentre Valusso sembrerebbe avere un ceppo originario a Martignacco, dovrebbero derivare dalla contrazione Valus del nome Valentinus.
VALVASSORE
VALVASSORI
VAVASSORI
Valvassore, assolutamente rarissimo, è presente solo nell'alessandrino, Valvassori ha un ceppo a Pordenone ed un nucleo in Lombardia sopratutto nel bergamasco a Brignano Gera D`adda, Medolago e Treviglio ed a Crema (CR), Vavassori è molto diffuso nell'area che comprende il milanese, il bergamasco ed il bresciano, derivano dal termine latino vassus vassorum (vassallo dei vassalli) o valvassore, carica feudale intermedia, titolare di un feudo minore, soggetta al Signore feudale ed equivalente in seguito al titolo di Barone.
VALZ Assolutamente rarissimo, sembrerebbe del biellese, originario del Cantone de Jumeaux in Svizzera trarrebbe il nome dal toponimo Valz-sous-Châteauneuf.
VANACORE
VANOCORE
Vanacore ha un ceppo nello spezzino ed uno tra casertano, napoletano soprattutto, e salernitano, Vanocore, praticamente unico, si dovrebbe trattare di deformazioni dialettali per betacismo del cognome Bonocore (vedi BONCORE).
VANAZZI
VANELLA
VANELLI
VANELLO
VANI
VANINI
VANINO
Vanazzi, molto raro, è tipico cremonese, Vanella è tipicamente siciliano, ha un ceppo nel catanese a Grammichele, uno a Palermo ed uno nel trapanese a Marsala, Salemi e Mazara del Vallo, Vanelli ha un ceppo lombardo nella fascia che dal varesotto, attraverso il milanese ed il lodigiano arriva al cremonese, un ceppo nel bolognese ed uno nel carrarese, Vanello è specifico della zona tra Ameglia e Castelnuovo Magra nello spezzino e Carrara (MS), Vani è tipicamente laziale, di Roma, Prossedi nel latinense e Broccostella e Fontechiari nel frusinate, Vanini ha un nucleo importante nel comasco, uno tra Verona e Mantova ed uno nel fiorentino, Vanino, assolutamente rarissimo, parrebbe friulano, potrebbero tutti derivare dall'aferesi del nome Giovanni o del nome Silvano o da loro modificazioni ipocoristiche.
VANDELLI
VANDELLO
VANDI
VANDINI
VANDINO
VANDO
VANDONE
VANDONI
Vandelli è tipicamente emiliano, del modenese soprattutto, di Modena, Sassuolo, Maranello, Vignola, Castelvetro di Modena e Formigine in particolare, Vandello è praticamente unico, Vandi è specifico di Rimini e Riccione (RN), Vandini ha un ceppo nella zona che comprende il modenese, il bolognese, il ferrarese ed il ravennate, con un ceppo anche nel pesarese, Vandino è unico, Vando parrebbe friulano, con un ceppo anche a Roma, Vandone, molto raro, è dell'area che comprende il pavese, il novarese, il vercellese e l'alessandrino, Vandoni, leggermente meno raro, è dell'area che comprende il milanese, il comasco, il varesotto ed il novarese, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale germanico e longobardo Wando, Wandonis, di cui abbiamo un esempio nel VII° secolo: "...Plura enim virtutum miracula et in itinere dum ad eam iret, et in eadem gente per eum fiebant. Ex quibus unum memoriae tradere et posteris intimare commodum duximus. Denique fratres qui eum familiariter noverunt, et coram quibus patratum est, dicere solent, maxime vir reverentissimus Wando, tunc temporis diaconus et cooperator ejusdem praesulis in verbo Dei, postea autem presbyter et succedenti tempore abbas ejusdem monasterii Fontinellensis in quo educatus erat....".
VANGI Un nucleo nel barese a Corato (BA) ed uno a Firenze e suo circondario, dovrebbero derivare dal cognomen latino di origine germanica Vangio di cui abbiamo un esempio negli Annales di Tacito: "...Per idem tempus Vannius Suebis a Druso Caesare impositus pellitur regno, prima imperii aetate clarus acceptusque popularibus, mox diuturnitate in superbiam mutans et odio accolarum, simul domesticis discordiis circumventus. Auctores fuere Vibilius Hermundurorum rex et Vangio ac Sido sorore Vannii geniti....".
VANIA Vania ha un ceppo a Padova e nel padovano ed uno a Trani (BA) ed a San Ferdinando Di Puglia (FG), potrebbe derivare dalla Gens Vagnia, ma più probabilmente si tratta di un patronimico e deriva dal nome slavo Vania, ricordiamo lo Zio Vania di Checov, per il ceppo pugliese si potrebbe prendere in considerazione anche l'ipotesi di una forma matronimica dal nome biblico di origine greca Vania.
VANNETTI
VANNI
VANNICELLI
VANNINI
VANNINO
VANNUCCI
VANNUCCINI
VANNUZZI
Vannetti, decisamente toscano ha un ceppo a Firenze e provincia ed uno a Colle Di Val D`Elsa (SI), Vanni è tipico della Toscana, ma è presente in tutto il centro Italia e nella Liguria orientale, Vannicelli, molto raro, ha un ceppo tra perugino e reatino ed uno a Roma, Vannini è più specificatamente toscano ed emiliano, Vannino quasi unico è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione, Vannucci è toscano, con un ceppo non secondario nel riminese, Vannuccini, meno comune, è tipico della zona tra aretino e senese, Vannuzzi è anch'esso specifico del senese e del fiorentino, derivano tutti, direttamente o tramite modificazioni ipocoristiche, dall'aferesi del nome Giovanni. Un principio di queste cognomizzazioni l'abbiamo nella seconda metà del 1300 con il pittore senese Francesco di Vannuccio, ricordiamo poi il famosissimo Pietro di Cristoforo Vannucci detto il Perugino (1445-1523) natico di Città della Pieve (PG).
VANNICOLA Cognome tipico del Piceno, con un ceppo anche in provincia di Roma, nella zona di Civitavecchia.
integrazioni fornite da prof. Walter Angelini
Il cognome deriva dal patronimico Vanni (abbr. di Giovanni) di Cola ( abbr. di Nicola). Notabile e storica famiglia, originaria di Offida (AP). Il capostipite  risulta (dagli archivi parrocchiali della Chiesa della Collegiata) essere Cesare (1563-1643) sposato con Donna Vannola.  Domenico,(1619-1689) fu valente Capitano della Milizia Civica Offidana. Nicola (1896-1990) prese parte a entrambe le Guerre Mondiali e fu decorato con la medaglia al valore e col Cavalierato dell\'Ordine di Vittorio Veneto. Il figlio, di nome Primo, (nato nel 1916) fu Sergente Maggiore nella bgt.Julia e disperso in Russia nel 1943.
VANOSSI Tipico della provincia di Como, in particolare di Erba, Canzo, Caslino D`Erba e Ponte Lambro con un ceppo anche a Campodolcino in provincia di Sondrio, relativamente recente, dovrebbe risalire al 1700, dovrebbe derivare dall'ipocoristico dell'aferesi di nomi come Silvano, tracce di questa cognominizzazione le troviamo nella seconda metà del 1700 a Cividale, come si evince da questo scritto del 1752: "Reformatio studiorum pro gymnasiis Scholarum Piarum, facta Viennae et nobiscum communicata (missa ab aula ad consistorium, a consistorio communicata Antonio Vanossi collegii academici rector..." ed in Valtellina, nel 1781 Matteo Vanossi è console della comunità di Chiavenna.
VANNONE
VANNONI
VANONE
VANONI
Vannone è quasi unico, Vannoni ha un nucleo riminese ed uno tra fiorentino e senese, Vanone, molto molto raro, è della zona orientale dell'udinese, Vanoni ha un ceppo tra milanese e varesotto ed uno tra veronese e mantovano, dovrebbero tutti derivare da modificazioni dell'accrescitivo dell'aferesi del nome Giovanni. Tracce di queste cognomizzazioni le troviamo a Somma Lombardo nel 1600 dove in un atto si cita tal Girolama Galla Vanona, in Valtellina nella seconda metà del 1700 con il notaio Giuseppe Antonio Vanone.
VANZ
VANZA
VANZETTI
VANZETTO
VANZI
VANZIN
VANZINI
VANZO
VANZULLI
Vanz, molto molto raro, è tipico della zona di Sedico e Trichiana (BL), Vanza unico e Vanzan sono veneti, Vanzi è tipico toscano, del fiorentino in particolare, Vanzin è trevisano, Vanzini è del reggiano, Vanzo è tipico della zona che comprende il vicentino ed il trentino, Vanzulli è specifico del nordmilanese e del varesotto, di Gerenzano (VA) in particolare, derivano tutti dall'aferesi di nomi come Avanzo o Diotavanzi, ma è pure possibile una derivazione da toponimi come Davanzo di Musile di Piave (VE), Vanzo di San Pietro Viminario (PD), Vanza di Trambileno (TN) ecc. (vedi Avanzi).
VANZAN Vanzan è tipicamente veneto, del veneziano e padovano in particolare, ma anche del vicentino e del rovigoto, seppure in minor misura, si potrebbe trattare di una forma etnica dialettale per abitante di Vanzo (PD) attribuito al capostipite per indicarne il luogo di provenienza, ma la cosa più probabile è che si tratti di una forma tronca dialettale derivata dal nome tardo latino Vantianus o da modificazioni dialettali dell'aferesi di nomi come Avanzo o Diotavanzi.
VARALDA
VARALDI
VARALDO
Varalda sembrerebbe specifico di Vercelli, Varaldi è molto raro, Varaldo sembrerebbe caratteristico della zona di Savona e Cairo Montenotte (SV), dovrebbero derivare dal nome longobardo Varald a sua volta originato dal nordico Warwald (wara = protezione, tutela + waldan = governo, comando).
VARALLI
VARALLO
Varalli è tipico della zona di confine tra novarese e varesotto, Varallo ha un ceppo nel novarese, dovrebbero entrambi derivare dal toponimo Varallo Pombia (NO), Varallo ha un nucleo anche nella zona tra la provincia di Avellino e quella di Potenza, che dovrebbe derivare dal nome longobardo Varald.
VARANA
VARANELLI
VARANI
VARANO
Varana, quasi unico, potrebbe essere del lombardoveneto, Varanelli, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del foggiano, Varani ha un ceppo emiliano, nel reggiano soprattutto, un ceppo genovese, uno a cavallo tra Piceno e teramese ed uno romano, Varano oltre al nucleo calabrese, parrebbe avere un ceppo romano, potrebbero derivare da toponimi come Cagnano Varano (FG), San Varano (FC), Varano (AN), (MC), (AP), Varano Borghi (VA), Varano de' Melegari (PR), e così altri, ma è pure possibile una derivazione dal cognomen latino Varanus di cui abbiamo un esempio in un'antica lapide: "...C(aius) Val(erius) Varanus / et Nanea Galli sibi vive / f(aciendum) c(uraverunt) ...", tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Milano in un atto del 1491, dove come teste viene citato: "...Bertolameus Varanus filius quondam..." e nelle Marche verso la metà del 1200 con Gentile da Varano che diviene Signore di Camerino, il massimo spledore il casato dei Varano lo raggiunse nel 1400 con Giulio Varano Signore di Camerino: "Sixti IV tempore ... ...sub nomine pacis Spoletium perducti fuerunt, ubi Julius Varanus Camertii dominus, qui cum magno equitato a Legato arcessitus aderat...".
VARDANEGA Cognome tipico di Possagno (TV).
notizie ulteriori  fornite da Giancarlo Cunial
Il cognome deriva da una modificazione del vocabolo longobardo indicante un posto di guardia.
VARDARO Vardaro ha un ceppo nel casertano a San Prisco, Macerata Campania e Caserta, a Napoli, a Roma ed a Mileto (VV), dovrebbe derivare dal termine dialettale campano vardaro (costruttore di basti e selle adatte agli asini ed ai muli) a sua volta derivato dal vocabolo bardella, vardella o varda" una specie di sella, meno rustica del comune basto, questo ad indicare probabilmente il mestiere del capostipite.
VARDIERO Estremamente raro, sembrerebbe della zona di Noale nel veneziano, potrebbe derivare dall'aferesi del nome Adovardo di cui abbiamo un esempio nei registri della Opera di Santa Maria del Fiore di Firenze agli inizi del 1400 con un certo Adovardo Giachinotti de Tornaquinciis.
VARESI
VARESIO
VARISI
Varesi sembra essere specifico del sud Milano, piacentino e parmense, Varesio è senz'altro piemontese, dell'astigiano e del torinese, Varisi è quasi unico, potrebbero derivare da toponimi quali Varese (VA) o Varese ligure (SP), ma più probabilmente derivano da modificazioni del nome di origini celtiche Varisius di cui abbiamo un esempio in una Carta venditionis dell'anno 1161 a Belforte nel varesotto: "Anno dominice incarnacionis millesimo centesimo sexagesimo sesto, mense septembris, indicione quintadecima. Cartam vendicionis ad proprium fecit Varisius filius quondam Petri Starroni de Busti, qui vivebat lege Longobardorum, in manu Guerre filii quondam Iohannis Gezonis de eodem Busti, nominative de campi pecia una iuris ipsius Varisii reiacenti in suprascripto loco de Busti et dicitur ad Campum Maiorem...", troviamo tracce di queste cognominizzazioni nell'Italia settentrionale almeno fin dagli inizi del 1600.
VARGIOLU Vargiolu, decisamente sardo, è tipico di Tertenia nell'Ogliastra e del cagliaritano, soprattutto di San Vito, Villasimius e Quartu Sant`Elena.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
VARGIOLU: bargiòlu, argiòlu, orgiòlu = orzaiolo. In latino per orzaiolo abbiamo due termini: varulus, diminutivo di varus = pustola, ed hordeolus, da hordeum = orzo. Vargiòlu appare come frutto della contrazione tra varus ed hordeolus. Attualmente il cognome è presente in 41 Comuni d’Italia, di cui 22 in Sardegna: Tertenia 33, San Vito 24, Villasimius 21, Quartu S. E. 18, Carbonia 14, Muravera 11, Cagliari 11, etc.
VARGIU Tipicamente sardo, deriva da un antico toponimo del sassarese, nella Curatoria di Anglona, Giudicato di Torres, esisteva Vargiu una villa ora scomparsa.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
VARGIU: variu, valgiu, bargiu, braxu (Campidano), bardzu (Logudoro) = azzurrognolo e viene dal latino varius = di vario colore, screziato, variopinto. Ogus braxus (bardzus) = occhi chiari. S’olia est imbraxendi = le olive stanno cambiando colore (da verdi, azzurrognole e poi nere: in maturazione). Dal latino variare, che al passivo, variari,  significa essere diverso. Qui da noi, quando uno è impazzito si dice anche: “Est variau”! = “è diverso, è diventato scemo”! Per le mucche pazze, ad esempio, ma ancor più per le pecore si dice: “Bacca o berbei (berbeghe) media o anche varia”. = mucca o pecora pazza. Il cognome probabilmente deriva dal colore degli occhi: ogus braxus. È presente negli antichi documenti della lingua sarda: tra i firmatari della Pace di Eleonora troviamo 3 Vargiu:  Vargiu Barisone, jurato (collaboratore del maiore) ville Putu Majore(* Pozzomaggiore – Contrate Caputabas); Vargiu Barisono, ville Selluri(* Sanluri – Seddori); Vargiu Laurencio – de Castri Januensis(*Castelsardo). Il termine varia o baria è citato nel Condaghe di San Nicola di Trullas (199), *XI°, XIII° sec., in una donazione: “deili unu caballu albu et una culcitra varia” = (diedi un cavallo bianco ed una coltre variopinta). Nella storia ricordiamo: Vargiu frà Simone, francescano, eletto vescovo della diocesi Di Solci (di Sulcis – era allora la più povera d’Italia; oggi di Tratalias – Iglesias), nel 1487.  Vargiu Pietro vescovo della diocesi di Ales Terralba, dal 1842 al 1866. Attualmente il cognome Vargiu è presente in 339 Comuni italiani, di cui 150 in Sardegna, con distribuzione per lo più omogenea: Sassari 208, Cagliari 206, Olbia 121, Quartu S. E. 120, Narbolìa 72, Guamaggiore 69, Sarroch 64, Thiesi 62, Quartucciu 57, etc. In Usa è presente, con un solo nucleo familiare, nello Stato di New York.
VARI
VARO
Vari è tipico del romano e del frusinate, di Roma Segni, Colleferro e Frascati nel romano e di Anagni nel frusinate, Varo ha un ceppo veneto nel vicentino a Villaverla, con presenze apprezzabili anche nel trevisano, ed un ceppo a Torre del Greco nel napoletano, dovrebbero derivare dal nome della Gens Varia o dal suo gentilizio Varus, di cui abbiamo un esempio nell'Ab Urbe condita di Tito Livio: "...si consulem manere ad urbem senatu placuisset. praetores M. Sextius anno praefuerat; Cn. Tremellius Siciliam, ut a P. Villio Tappulo praetore prioris anni provinciam et duas legiones acciperet; Villius pro praetore viginti navibus longis, Galliam est sortitus, ut duas legiones provinciamque traderet ei P(ublius) Quintilius Varus; C. Livius Bruttios cum duabus legionibus, quibus P. Sempronius proconsul priore multibus mille oram Siciliae tutaretur; ..".  Troviamo tracce di queste cognominizzazioni ad Orsara di Puglia nel 1700 con il benestante Gaetano Varo che figura in un atto di compravendita.
VARIPAPA Molto raro è specifico del crotonese.
VARISCHETTI Molto raro è tipico della Valtellina e del bergamasco
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Varischetti è uno di quei cognomi che si trova sia sul versante valtellinese che quello bergamasco delle Orobie. Il cognome è in pratica concentrato in soli due comuni: a Colorina (SO) e Gorno (BG), praticamente una ventina di famiglie in entrambi i paesi. Il cognome esiste anche nel Milanese, ma è solo lombardo. personaggio noto, almeno in Valtellina è stato Don Lino Varischetti, uno storico locale.
VARISCHI
VARISCO
Varischi, quasi unico, dovrebbe essere lombardo, Varisco, più diffuso, sembra specifico del milanese, potrebbero derivare dal cognomen latino Varus.
integrazioni fornite da Alessandra Gobbi
Secondo una nostra lettrice, l'origine del nome non sarebbe latina, bensì slava (polacca o bielorussa: in russo "varit' " è un verbo e significa "cuocere, far bollire" e "varen'e", sempre, in russo significa marmellata, nel senso di frutta fatta cuocere nello zucchero):
"Varischi" - in alternanza con la variante "Varisco" sarebbe l'italianizzazione del cognome "Warizky o Variskij"
integrazioni fornite da Marco Varisco (Milano).
Secondo un altro nostro lettore, è abbastanza probabile che Varisco sia un patronimico slavo, derivante dal nome proprio Jari e dal suffisso patronimico -isk, Jarisk poi italianizzato nel tempo in Varisco.  La diffusione a Venezia e Chioggia di questo cognome fà ipotizzare che sia arrivato in Italia attraverso la Repubblica Veneta infatti Si trovano famiglie Varisco nelle Redecime (elenchi di chi pagava le tasse) di Venezia già nel '500.
integrazioni fornite da Carlo Varisco  (Milano).
Secondo un altro nostro lettore la derivazione ovvia è dal termine guerresco.
integrazione di Ada Varisco
Ritengo che la più attendibile derivazione del cognome Varisco sia dal vocabolo guerresco. Sono infatti documentati i cognomi: Varisco, Guarisco, Guarischi, Guareschi, Guerreschi, Guerresco, ed è nota nelle lingue indoeuropee l'intercambiabilità delle sillabe va e gua come ad esempio in: Gualtiero- Valter, Guasco- Vasco, vastare (lat)- guastare, e infine guerra- werra (altotedesco)- war (inglese). Segnalo inoltre l'esistenza a Venezia di una Casa editrice-tipografia  Varisco nel 1500.
integrazione fornita da Aldo Piglia - Milano
il prof. Riccardo Brondolo, autore di Questioni di nomi e di terre (da “L'Ancora, settimanale d’informazione”, 2004) ritiene che Varisco, così come Varini, potrebbe essere un esito del germanico Guarino, da Warinus (= che ti protegge, difende, guarisce); o ancora un riflesso dell'epica medioevale, da Guerrino.
VARNER Assolutamente rarissimo ha un ceppo a Lavis (TN) ed uno a Bolzano, dovrebbe derivare dal toponimo Varna (BZ), possibile anche una derivazione dal nome tedesco Werner, Warner.
VAROTTA
VAROTTI
VAROTTO
Varotta è quasi unico, Varotti ha un ceppo a Novafeltria, in Emilia ed a Viadana (MN), Varotto ha un grosso nucleo a Padova, con importanti concentrazioni in tutto il padovano ad Albignasego, Ponte San Nicolò, Abano Terme, Rubano e Selvazzano, questi cognomi potrebbero derivare da ipocoristici dell'aferesi di nomi come Alvaro o da modificazioni del nome di origine francese Varaud (pronuncia Varò), tracce di queste cognomizzazioni le troviamo nei registri della Repubblica Serenissima fin dal 1700, personaggio illustre del 1700 è stato il pittore bolognese Giuseppe Varotti (1715 - 1780).
VARRIALE Varriale è specifico napoletano, Varriali, pressocchè unico, è dovuto ad un errore di trascrizione.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
più ipotesi possono essere formulate circa l'origine del cognome Varriale.  Una prima ipotesi può essere avanzata considerando il cognome latino della gens romana Varia, i cui membri più illustri furono Quinto Vario Ibrida, tribuno della plebe, e Lucio Vario, poeta amico di Virgilio e di Orazio. Da considerare è anche Varrone, cognome della gens Terenzia.  La derivazione del cognome Varriale è a mio avviso riconducibile al termine latino varo (o varro), varonis, col significato di balordo, rozzo. Un'altra ipotesi può essere formulata considerando il termine verga, in dialetto napoletano varra: Varriale potrebbe in tal senso derivare dall'attività pastorale svolta dal capostipite.
VARRICA Varrica, molto raro, è tipicamente siciliano, con un ceppo palermitano e piccolissimi ceppi nel messinese e catanese, dovrebbe derivare da un soprannome originato da una modificazione per betacismo del termine francese barrique (piccola botte o barile), che anticamente era una misura di capacità in uso in Francia pari a circa 225 litri, soprannome attribuito forse per caratterizzare una corporatura grassottella del capostipite.
VARRICCHIO Varricchio è tipicamente campano, di Benevento e San Leucio del Sannio nel beneventano con un ceppo anche a Napoli e Roma, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale originato da una modificazione per betacismo del termine francese barrique (piccola botte o barile). (vedi VARRICA)
VARTOLO Vartolo ha un piccolo ceppo calabrese nel reggino e catanzarese ed uno a Roma, si dovrebbe trattare del nome Vartolus,  una forma modificata per betacismo del nome medioevale Bartolus (vedi BARTALI), dell'uso di questo nome abbiamo un esempio in questo scritto del 1201: "..Data in platea Sancti Laurentij in parlamento publico coram Benvegiate Bernardi Uguicionis, Johanne Bonicomitis, Gualterio Mercadamtis, Jacobo Alberici, Bernardino Janci Raini, Vartolo Mengonis, Latino judice, Ugone Marcoaldi, Bolognino judice, Martolo Bertranni, Ugolino Buccellate, et aliis pluribus, Anno domini Millesimo ducentesimo primo, XII Kalendas Julij, Indictione quarta...".
VASCHETTA
VASCHETTI
VASCHETTO
Vaschetta è quasi unico, sia Vaschetti che Vaschetto sono tipicamente piemontesi, dell'area tra torinese e cuneese, sono chiaramente forme ipocoristiche del nome latino Vascus, di cui abbiamo un esempio in questo scritto relativo al III° secolo: "...Passus est
tunc Iulianus et Basilissa cum aliis pluribus et Marinus miles et Lucius papa et Priscus, Vascus et Alexander et Zenonus episcopus et Agapitus et Secundinus episcopi....".
VASCONI Un nucleo tra varesotto e milanese ed uno nel grossetano, può derivare sia dal nome rinascimentale Vasco (Vasco de Gama navigatore portoghese), sia dal termine etnico vasco (basco, delle regioni basche).
VASETTI
VASSETTA
VASSETTI
Vasetti, molto molto raro, è del fiorentino, Vassetta, assolutamente rarissimo, è molisano, Vassetti, sempre molto raro, è tipico del napoletano, derivano dall'aferesi del nome Gervaso.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Vassetta è un cognome molto raro, forse appartenente ad un unico ceppo familiare. E' presente in piccoli nuclei isolati in Molise, nella provincia di Campobasso, e in Piemonte, nella provincia occidentale torinese confinante con la Francia, ma la sua provenienza è meridionale. Con ogni probabilità, Vassetta è una variante locale ottenuta per errore di trascrizione anagrafica del cognome napoletano Vassetti, ipocoristico aferetico del nome di persona Gervasio, in senso affettivo Gervasietti (da cui Gervassetti, poi Vassetti).
VASI
VASINI
VASINO
Vasi ha un ceppo in Romagna ed uno nel messinese tra Sant'Agata di Militello e San Fratello, Vasini è specifico di Bellaria Igea Marina (RN), Vasino, molto raro, è piemontese, derivano tutti dall'aferesi del nome Gervaso, o anche dal cognomen latino Vasinus di cui abbiamo un esempio nel II° secolo d.C. con lo scrittore di Alessandria Caius Julius Vasinus, di quest'uso abbiamo anche un esempio nel 1600: "...Ordinatum fuit quod magister Vasinus Gaglia tamquam tutor Elisabeth filie quondam Francisci ...".
VASILE Vasile ha un nucleo specifico a Trivento (CB), un ceppo nel barese, ceppi in Sicilia a Vittoria (RG), a Siracusa e Floridia, nel ragusano e nell'agrigentino, il cognome deriva da una modificazione del nome greco Basileios.
integrazioni fornite da Prof Vito Zullo
il cognome Basile o Vasile è descritto, alternativamente, in un atto notarile del 1572 rogato dal notaio Stefano de Riccha seu de Baccilleriis di Cassano (ora delle Murge - Bari). Nell'atto si legge (nella prima parte): "...ex una parte et Venerabiles virj Francescus et
Marinus Stephanj de Basile fres^(fratelli)...", (seconda parte): "...sup.ti (sopradetti) Francescus et Marinus Stephanj de Vasile fres^...", (infine): "...legatam p.to (predetto) monasterio p. quondam Basilius de Basile eius de terre et p.ti (predetti) fres^(fratelli) Stephj de Vasile et Angeli de Vasile...".
VASSALLI
VASSALLO
Vassalli ha un nucleo lombardo, uno nel ferrarese, uno ligure ed uno nel barese, Vassallo ha un nucleo ligure piemontese, uno campano ed uno siciliano, deriva dal nome Vassallus derivante dal termine medioevale che indicava un uomo libero sottoposto al Re, o ad un nobile signore, o ad un vescovo, esempio di quest'uso si ha nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale dove, in un atto del 1196 rogato a Milano si legge: "...Actum in Mediolano. Interfuerunt Otto et Petrus qui dicuntur de Dexio et Vassallus Pelluccus testes. Ego Rogerius qui dicor Palliarius notarius sacri palacii tradidi et scripsi."; tracce di questa cognomizzazione si hanno in un atto d'indulto di Roberto d’Angiò ai cittadini di Montoro (AV) datato giugno 1340, nel quale si legge tra l'altro: "...Principalis clemencia dum censure iuris per lenitatis intuytum se amabiliter obicit rigorem iusticie cum moderamine librate provisionis ... ...Iohannes de Solofra, Philippus Vassallus, Nicolaus Magistri Martutij de Montorio...", tracce in Piemonte le troviamo nella seconda metà del 1600 con Vittorio Vassallo dei conti Bruno di S. Samone architetto insigne.
VASTA Vasta sembra avere un ceppo nel brindisino, che potrebbe derivare dal toponimo Vaste (LE), uno nel catanzarese ed uno in Sicilia nel catanese, che potrebbero derivare dall'aferesi del cognome Savasta.
VAZZOLA Vazzola ha un ceppo originario nel trevigiano concentrato in San Pietro di Feletto ed un ceppo probabilmente secondario a Jesolo (VE), dovrebbe derivare dal toponimo Vazzola (TV).
VAZZOLER Vazzoler è specifico trevigiano, di Treviso e della zona che comprende Musile di Piave, Susegana e Motta di Livenza, dovrebbe derivare dall'etnico dialettale del toponimo Vazzola (TV), stando ad indicare quindi una provenienza originaria del capostipite da quel paese.
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