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VECCHI
VECCHINI
VECCHIETTI
VECCHIO
VECCHIONE
VECCHIONI
VECCHIOTTI
Vecchietti ha un ceppo nel bolognese ed uno nelle Marche, Vecchini parrebbe del veronese, Vecchi è in tutto il nord, con un ceppo fondamentale  in Emilia, Vecchio è tipico del centro sud, vecchione è decisamente campano, Vecchioni ha un ceppo nell'anconetano ed uno in provincia di Roma, Vecchiotti, molto raro, potrebbe essere laziale o abruzzese, derivano tutti dall'aggettivo vecchio, usato probabilmente come soprannome. Personaggi di rilievo sono stati Giovanni Vecchi (1536-1614) di Borgo San Sepolcro pittore a Roma, Orazio Vecchi modenese (1551-1605) compositore e musicista e Luigi Vecchiotti ( 1804-1863) di Castelclementino di Fermo (AP) compositore, musicista e scrittore.
VECELLI
VECELLIO
Vecelli, molto molto raro, parrebbe di Thiene nel vicentino, Vecellio invece sembrerebbe tipico del Cadore, di Vigo di Cadore e Auronzo di Cadore (BL),  dovrebbero derivare dal cognomen latino Vecellius o Vegellius di cui abbiamo un esempio in questa lapide romana di epoca imperiale: "P(ublio) Vegellio P(ubli) f(ilio) Pub(lilia) Primo, / eq(uiti) R(omano), II vir(o), q(uaestori) al[i]m(entorum), cur(atori) pec(uniae) / annon(ariae), q(uaestori) aerar(ii) arcae pu/b(licae), cur(atori) r(ei) p(ublicae) Trebanorum ex/semplis munif[ic]entiae sua/e optime merent[i], collegius (sic) i/uvenum patrono dignissimo / ob renovatam (sic) ab eo lusus (sic) iuve/num, quod vetustate temporum / fuerat obliteratum, ob quam hon/oris huius oblationem die nata/lis sui eidem collegio, V kal(endas) Oct(obres)".
VECIL Vecil, molto molto raro, sembrerebbe tipico della provincia di Pordenone, di difficile interpretazione, potrebbe derivare come forma alterata dal vocabolo friulano vicjàri (vicario), ma è pure possibile un'origine dal vocabolo ladino viec (canna di rame) forse ad intendere che il capostipite faceva il lattoniere.
VEDDA Tipico siciliano della zona di Caltanissetta ed Agrigento, dovrebbe derivare, attrraverso una modificazione dialettale dal nome Bella (vedi Vella).
VEDOVA
VEDOVATI
VEDOVATO
Tipico trevisano Vedova, del bergamasco Vedovati e specifico del padovano e veneziano Vedovato, dovrebbero derivare da un indicatore di stato del capostipite come figlio di una vedova o per essere stato vedovato (privato) di qualche privilegio o proprietà.
VEDOVELLI
VEDOVELLO
Vedovelli è proprio dell'alto veronese zona di Torri Del Benaco, Garda e Bardolino e del basso trentino, Vedovello è tipico della zona di Cerea e Legnago (VR), deriva da soprannomi stanti ad indicare figli di una vedova.
VEGA Ha un ceppo a Candida (AV) ed uno a Nicosia (EN) ed a Palermo dovrebbe essere di origine spagnola.
ipotesi fornite da Stefano Ferrazzi
Tipico per lo più dell’avellinese, del messinese e dell’ennese, ma presente anche nel nord e centro nord del paese, Vega è molto probabilmente un cognome d’origine straniera, importato cioè dalla penisola iberica durante l’epoca dell’occupazione spagnola: è proprio in Spagna, infatti, che il cognome è maggiormente diffuso (e naturalmente anche in America Latina, nonché negli USA, in seguito alla forte ondata d’emigrazione di sudamericani verso gli Stati Uniti). Per quanto riguarda il suo significato, questo cognome trae origine dalla toponomastica: numerose, infatti, sono le località spagnole col nome di Vega o La Vega, termine che letteralmente indica una prateria (originariamente aveva significato di terra fertile o irrigata).
VEGETTI
VEGEZIO
VEGEZZI
Vegetti ha un ceppo nel milanese, a Milano, Monza, Sesto San Giovanni, Bollate e Nerviano, ed uno a Bologna e nel bolognese, Vegezio è praticamente unico, Vegezzi è tipico del milanese, in particolare di Pregnana Milanese e di Nerviano, con un piccolo ceppo anche a Casalnoceto nell'alessandrino, derivano tutti dal cognomen latino Vegetius di cui abbiamo un esempio nello scrittore latino del IV° secolo Flavius Vegetius Renatus autore tra l'altro dell'Epitoma rei militaris: "Flavius Vegetius Renatus, comes sacrarum largitionum, fortasse Christianus, floruit circa annum 390 post Christum natum. Auctor est epitomae rei militaris...".
VEGHINI
VIGHINI
Sia Veghini che Vighini, molto molto rari, sono tipici dell'area veronese, mantovana, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche, anche dialettali, dell'aferesi del nome Ludovigo.
VELARDI
VELARDO
Velardi ha ceppi in Sicilia nel palermitano, nel reggino, nel brindisino, nel napoletano e beneventano e nel Lazio, Velardo sembra avere un ceppo principale nel frusinate a Cassino, nel casertano, napoletano e beneventano, ed uno nel reggino, derivano da una modificazione dell'aferesi del nome franco germanico Abelardus, ricordiamo lo scrittore Petrus Abelardus (1079 - 1142): "...Petrus qui Abelardus. a plerisque Baiolardus dicitur....".  Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Caira (FR) fin dal 1700.
VELENO
VELENOSI
Veleno è rarissimo e sembrarebbe originario della zona di Campobasso, mentre Velenosi ancora più raro è probabilmente originario del Piceno, potrebbero entrambi derivare da un soprannome.
integrazioni e stemma forniti da Quinto Massimo Velenosi
lo stemma della famiglia Velenosi si può vedere nella chiesa di San Lorenzo a Paggese (comune di Acquasanta Terme (AP)), il cognome dovrebbe essere originario specificamente di quel ristretto territorio.
VELEZ Velez è un cognome rarissimo tipico del sud Italia originario della Spagna, dovrebbe derivare dal toponimo Velez nei pressi di Malaga in Spagna, ricordiamo Piero Fuxardo Ziiniga y Requesens de Los Velez  Vicerè di Sicilia per conto di FilippoIV° di Spagna.
VELLA Vella è specifico siciliano, dovrebbe derivare da una variazione arcaica del vocabolo bella, esistono vari intrecci tra la Sicilia e Malta relativi a questa famiglia nobile con il titolo di Baroni di San Giovanni, Giuseppe Vella, di Malta, si insediò in Sicila, dove suo figlio Giovanni Vella, nel 1674, divenne membro dell'Ordine di San Giacomo, la famiglia si imparentò poi con i Marchesi di Taflia e con i Conti di San Paolino d'Aquileja. 
integrazioni fornite da Fausto Vella
Il Giovanni di cui sopra in effetti era un Vella-Varrios, morto il 10 gennaio 1674, del quale ancora si conserva una lapide sepolcrale presso la chiesa della Magione di Palermo, adorna dello stemma gentilizio qui riprodotto.
VELLETRI Velletri ha vari ceppi, tra romano e latinense, tra barese e brindisino, nel cosentino e nel palermitano, alcuni ceppi dovrebbero essere di origini ebraiche, prende il nome dalla città di Velletri in provincia di Roma.
VELLI
VELLO
Velli ha un piccolo ceppo nell'avellinese ed uno nel Lazio, tra Roma ed il frusinate, Vello ha un ceppo nel Veneto orientale ed in Friuli, con massima concentrazione a Lentiai (BL), ed un ceppo nel napoletano, dovrebbero derivare da forme aferetiche di ipocoristici di nomi come Iacovo (Iacopo), da Iacovello a Vello.
VELLUSI
VELLUSO
Vellusi, molto molto raro, è del napoletano, di Napoli in particolare, Velluso sembrerebbe specifico proprio di Napoli, dovrebbe derivare da un soprannome generato dal termine dialettale vellusu (peloso), forse originato dalla notevole pelosità del capostipite.
VELO Velo è tipicamente veneto, del vicentino, trevisano e padovano in particolare, dovrebbe derivare da toponimi come Velo d'Astico (VI) e Velo Veronese (VR).
suggerimento di Fabiana Velo
VELTRE
VELTRI
VELTRO
VELTRONI
Veltre ha un nucleo nel casertano a Pastorano, Pignataro Maggiore e Capua, con un ceppo anche a Sant`Angelo a Cupolo (BN), Veltri è tipico del cosentino, di Amantea, Belmonte Calabro, San Giovanni in Fiore e Cosenza, Veltro è tipico del beneventano, di Benevento e Castelpoto in particolare, Veltroni, tipico toscano, dell'aretino, parrebbe originario di Monte San Savino (AR), dovrebbero derivare dal nome medioevale Veltro di cui abbiamo un esempio negli Annales Pisani nell'anno 1166: "... exceptis Gerardo de Vallechia nobili milite, qui in fide stetit et Pisas cum uxore et filiis et familia venit habitare, P. Corso et filiis Veltri, et quibusdam de Garfagnana...." e in Garfagnana in un atto del 1266: "...in orto Vinciguerrae quondam domini Veltri olim de Castello Aghinolfi...", nome che ha origine dal veltro, elegantissimo e velocissimo cane da caccia simile al levriero, specializzato nella caccia agli orsi ed ai cinghiali, quindi nome augurio di eleganza, forza ed ardimento.
VENAFRA
VENAFRI
VENAFRO
Venafra, molto raro, è tipico di Paternopoli nell'avellinese, Venafri sembrerebbe quasi unico, Venafro ha un ceppo nel potentino tra Rapolla e Lavello, uno a Napoli ed uno a Isola del Liri nel frusinate, dovrebbero tutti derivare dal toponimo molisano Venafro (IS) nella valle del Vulturno.
VENANZI
VENANZINI
VENANZIO
VENANZONE
VENANZONI
Venanzi è specifico della fascia centrale che comprende l'anconetano, il perugino, il ternano, il viterbese ed il romano con ceppi significativi anche nel vicino Abruzzo, Venanzini, molto molto raro, ha un ceppo nel pesarese ed uno nel romano, Venanzio ha un ceppo a Sorrento e Massa Lubrense nel napoletano ed uno a Bagheria (PA), Venanzone sembra essere unico, Venanzoni ha un ceppo marchigiano ed uno romano, derivano tutti direttamente o tramite ipocoristici dal nome latino Venantius, nome con il significato di cacciatore, portato ad esempio da Venanzio Fortunato (ca. 530 - ca. 600) poeta di Valdobbiadene (TV) che divenne vescovo di Poitiers, (da Wikipedia): "Venantius Honorius Clementianus Fortunatus (natus Ravennae inter annum p.C.n. 530 et 540) erat poeta qui per Europam ad septentriones vergentem totam vagatus scripsit poemata praeclarissima ad Deum laudandum et ad res sua aetate gestas commemorandas.".
VENCELLI
VINCELLI
Vencelli è praticamente unico e, molto probabilmente, è dovuto ad un errore di trascrizione, Vincelli ha un ceppo nel campobassano, in particolare a Casacalenda, Campobasso e Larino, ed uno a San Pietro Apostolo nel catanzarese ed a crotone e Castrovillari nel cosentino, dovrebbero derivare dal nome medioevale Vincelius che dovrebbe essere una forma latinizzata del nome normanno Vince.
VENCHIARUTTI Specifico della zona di Osoppo e  Gemona Del Friuli (UD), dovrebbe derivare dal vocabolo dialettale vincjàri (vicario) e starebbe ad indicare la famiglia di un piccolo vicario o di un piccolo congiunto di un vicario.
VENDITTI
VENDITTIS
VENDITTO
Venditti è molto diffuso in Lazio, Abruzzo, Molise, casertano e napoletano, Vendittis, quasi unico, sembrerebbe della zona tra la provincia di Latina e quella di Caserta, Venditto, decisamente più raro, ha un ceppo a Roma ed uno tra casertano e napoletano,derivano da modificazioni dialettali del nome Benedetto.
VENDRAME
VENDRAMI
VENDRAMIN
VENDRAMINI
Sia Vendrame che Vendramin e Vendramini sono tipici veneti, del trevigiano in particolare, Vendrami, molto più raro, è del bellunese, derivano tutti dal nome medioevale Vendramus di cui abbiamo un esempio a Costalta (BL) in un atto del luglio del 1292: "...omnes terras et possessiones quas habent, tenent aut laborant, per quas olim reddebant decimam dominis Girardino et Articho dicto Lillo et Vendramo de Vallesella fratribus et nepotibus dicti domini Vendrami, et que decima nunc est Odorici Malnepotis de Viale...", tracce di queste cognominizzazioni nel trevigiano e nel veneziano le troviamo fin dal 1400, Andrea Vendramin fu il 71° Doge di Venezia dal 1476 al 1478.
VENDRUSCOLO Molto raro è specifico del basso Friuli, nella zona di Sacile e Pordenone, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale, forse legato all'attività di piccolo commerciante ambulante.
VENERE
VENERI
VENIER
VENIERI
VENIERO
Venere, rarissimo, dovrebbe essere pugliese, Veneri sembra essere tipico del veronese e mantovano, con un probabile ceppo secondario in Toscana, che dovrebbe derivare dal toponimo Veneri (PT), Venier è tipico veneto, Venieri è specifico del ravennate, Veniero ha un ceppo nel napoletano a Piano di Sorrento ed a Meta, ed un ceppo a Palermo, dovrebbero derivare tutti dal nome medioevale Venerius (dedicato a Venere).   Il personaggio più famoso fu sicuramente il Doge di Venezia Antonio Venier (Doge dal 1382 al 1400). Nella seconda metà del 1400 podestà di Padova è un certo Francesco Venier, nel 1478, a bergamo, Nicolò Cocco, Alvise Muazzo, Francesco Venier e Nicola Delfino sono capitani del popolo, nel 1548, a Livigno si trova Venier delli Brivoni, in un atto del 1634, a Chiavenna (SO), Pellizzario de Pellizzariis, commissario reggente di Chiavenna, e Luigi Vertemanno a Franchis di Piuro, arbitri nella causa tra Vener de Veneri, console, e Giovan Donato Rodli, delegato della comunità di Samolaco, da una parte, e i consoli Pietro Antonio Peverello, Battista Rebiatto, Giorgio Schenardo e Tomaso Biancho, rispettivamente delle comunità di Chiavenna, Mese, Gordona e Prata, per i quali agisce il procuratore Antonio Soldano, dall'altra, emettono sentenza, sentito il parere di Giovan Battista Stampa di Gravedona, circa il diritto di pascolo nei prati "alla palude della Copella", con cui vengono riconosciute come proprie della comunità di Samolaco le ragioni di tale diritto, non facendo parte detti prati dei pascoli comuni a tutta la giurisdizione. Notaio Baldassarre Pestalotius fu Filippo di Chiavenna.
integrazioni fornite da Guido Baffo
Si attribuisce l'ascendenza della famiglia Venier alla Gens Aurelia a cui apparteneva l'imperatore romano Valeriano.  Da Bisanzio questa famiglia, si portò prima a Pavia e successivamente a Venezia dove nell'anno 821 si ritrova un Venier patriarca di Grado. Numerosi e illustri personaggi produsse questa casata fra cui, tre Dogi; Antonio Venier(1382-1400), Francesco Venier (1554-1556) ed il più famoso Sebastiano Venier(1577-1578). l'eroe della battaglia di Lepanto.
VENERUSO Veneruso, decisamente napoletano, è molto diffuso a Napoli, Ercolano, Portici e San Giorgio a Cremano, ma è presente in modo decisamente significativo anche a Volla, Torre del Greco, Casalnuovo di Napoli e Pollena Trocchia, dovrebbe derivare da una modificazione dialettale campana del nome tardo latino Venerius (vedi Venere).
VENEZIA Venezia sembrerebbe un cognome tipicamente meridionale, molto diffuso in Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e soprattutto in Sicilia, potrebbe derivare dal toponimo omonimo, magari in ricordo di partecipazioni a campagne marittime al servizio di Venezia.
VENEZIANI
VENEZIANO
Veneziani ha un ceppo nel piacentino ed uno nel barese, Veneziano è molto diffuso in tutto il sud, derivano dall'etnico del toponimo Venezia.
VENIN
VENINI
VENINO
Venin, quasi unico, dovrebbe essere veneto, Venini è decisamente lombardo, dell'area comasco lecchese e di Mandello del Lario (LC) e Griante (CO) e Menaggio (CO) in particolare, con presenze significative anche a Milano e nel milanese dove è specifico il molto più raro Venino, in particolare a Brugherio, dovrebbero tutti derivare da modificazioni per betacismo di ipocoristici del nome medioevale Bene (vedi BENE). Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio già verso la fine del 1600 a Dervio (LC), in un censimento del 1738 è citato l'ultrasessantenne Paol'Antonio Venini q.m Bartolomeo.
VENNERI Esistono due ceppi, uno cosentino, probabilmente derivato, ed uno principale salentino con ramificazioni anche nel tarentino, potrebbero derivare da modificazioni del nome medioevale Venerius (dedicato a Venere), ma molto più probabilmente prendono il nome da antiche località, come si evince da quest'atto di matrimonio del 1575: "Adj 11 dezembre 1575 Pomponio de Dom.co de Franco della terra de Venneri piglia per Sua leg.ma sposa Pronentia figlia del quondam Pet.i de Ruscitto de Circhio".
Integrazioni e stemma forniti da Marco Venneri
Della famiglia Venneri di Cariati (CS), originaria di Gallipoli (LE), se ne hanno traccie a Cariati già nel 1554 con Silvestro Venneri, poi agli inizi del 1660 tra le cronache locali appaiono tra i nobili o magnifici del luogo Marco Venneri, Nicola Venneri e Vincenzo Venneri annoverati come membri del Collegio dei Possidenti della Calabria Citeriore nei primi del 1800. Lo stemma è costituito da tre stelle in capo d'azzurro, al centro leone rampante al naturale verso il sole e sotto scaccato.
VENOSA
VENOSO
VENUSO
Venosa è tipico della fascia campana che comprende il casertano, il napoletano ed il salernitano,  il potentino ed il barese, Venoso è tipico di Bellona nel casertano, Venuso è tipico di Napoli e di Marigliano (NA), dovrebbero tutti derivare, direttamente o attraverso modificazioni dialettali, dal toponimo Venosa nel potentino, probabile luogo d'origine del capostipite.
VENTA
VENTI
VENTO
Venta, quasi unico, parrebbe abruzzese, Venti sembrerebbe specifico della zona che comprende Umbria, Abruzzo e Lazio, in particolare di Perugia e Gualdo Tadino (PG), di Sulmona e Luco dei Marsi nell'aquilano, di Roma e Riano (RM), con un piccolo ceppo anche nel nisseno, soprattutto a Serradifalco, Vento ha un ceppo originario nel Lazio a Roma e nel latinense a Spigno Saturnia e Minturno, ed un nucleo principale in Sicilia a Messina, Milazzo (ME), Palermo, Lercara Friddi e Giuliana nel palermitano, Castelvetrano e Mazara del Vallo in provincia di Trapani, e Sciacca e Ribera nell'agrigentino.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Venta, rarissimo, si riscontra quasi esclusivamente nell’aquilano, Venti è tipico per lo più del centro Italia, con ceppi maggiori nel romano, nell’aquilano e nel perugino, ma con ceppi minori anche fra il nisseno e l’ennese e nel nord del paese, Vento, praticamente panitaliano, è diffuso maggiormente fra il sud e il centro Italia, con nuclei principali nel messinese, nel palermitano, nell’agrigentino, nel trapanese, nel napoletano, nel latinense e nel romano, tutti questi cognomi derivano dal nome medievale Vento, nato per aferesi dal nome Benevento o Bonivento, col significato letterale di benvenuto (da intendersi in senso affettivo o gratulatorio; vedi anche Benvenuto e Venuto). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
VENTALORO
VINTALORO
Ventaloro, abbastanza raro, è specifico di Catania, Vintaloro è un cognome raro, tipicamente siciliano di Corleone nel palermitano, potrebbero essere di origini normanne e derivare allora dai toponimi Ventalon o Ventadour in Francia.
VENTOLA Ventola è tipico del barese, con un ceppo secondario anche in Irpinia, dovrebbe derivare dal toponimo Ventola di Altamura (BA).
VENTRE Specifico della costiera campana e basso laziale.
VENTRICE
VENTRICI
Ventrice e Ventrici sembrano specifici della Calabria meridionale.
integrazioni ed ipotesi fornite da Giuseppe Ventrìce
Ventre è termine latino, che deriva dalla radice indoeuropea wet, nella sua variante con infisso nasale went, che significa cavità addominale, ventre, utero. Quest'ultimo vocabolo infatti deriva dalla stessa radice indoeuropea al grado ridotto ut. E' facile osservare infatti una certa somiglianza delle due parole ventre ed utero che In latino vengono pronunciate come uènter ed ùter. Il cognome che ne deriva è del tipo con suffisso -ice,-ace, -ece (loquace, pugnace). Il significato semantico del cognome dovrebbe essere quello di panciuto e dovrebbe trattarsi pertanto di un soprannome. Esistono varianti del cognome nel Meridione d'Italia (Ventrelli, Ventrella, Ventricelli); ciò farebbe supporre che anche la famiglia che lo porta sia originaria del Regno di Napoli. Dagli archivi araldici risulta aver portato questo cognome una famiglia di Otranto, diramata in Bari, Barletta, Lecce e in diverse località della Calabria. In particolare, nel 1505 un Michele fu camerlengo del Gran Giustizierato di Bari. Un Giampanella fu maestro dei Templari, un Antonio fu vescovo di Amalfi.
VENTRICINI Ventricini, estremamente raro è tipico della zona dell'aquilano, potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine abruzzese ventricini per frattaglie di pollo.
VENTRIGLIA
VENTRIGLIO
Ventriglia sembra essere tipico del casertano, mentre Ventriglio è decisamente più raro ed è specifico del foggiano, dovrebbero derivare da soprannomi; tracce importanti di questo cognome si hanno nel 1600 con il vescovo di Caserta G. B. Ventriglia.
VENTURA
VENTURELLA
VENTURELLI
VENTURELLO
VENTURI
VENTURIN
VENTURINI
VENTURINO
Ventura è panitaliano, Venturella è siciliano, del palermitano in particolare, di Monreale, Palermo, Castelbuono e Campofelice di Roccella, mentre Venturi e Venturini sono tipici del centro nord, Venturin è decisamente veneto, delle province di Venezia, Padova, Treviso e Belluno, Venturelli è tipico della Lombardia, del veronese e delle province emiliane di Modena e Bologna, Venturello sembra essere piemontese, di Torino ed Asti, Venturino ha un ceppo tra savonese e genovese, uno a Roma, uno in Campania, uno nel crotonese ed uno nel catanese, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dall'aferesi del nome medioevale Bonaventura, ma è pure possibile che derivino dal nome medioevale Ventura, peraltro molto raro, nome imposto come augurio sottintendendo che la ventura dovesse essere buona, l'uso medioevale di questo nome lo troviamo nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale sotto l'anno 1152 a Castelnuovo: "...In presencia bonorum hominum corum nomina subter leguntur,  investivit Ventura, filius quondam Iohannisboni Mazaboe, cum lingno et bergamena quod in sua manu tenebat, Bovum,  filius quondam Arderici,...". Nel giugno 1259 in un atto redatto a Portovenere (SP) si legge di un Prete Ventura, ministro della chiesa di San Martino di Biassa, che dichiara che Tedaldino di Biassa e Tedaldino di Casen del fu Giovanni Buxoni si sono resi fideiussori per lui verso Meliorato Caramella, e s'impegna a serbarli indenni dalla malleveria prestata.  In un atto del 1279 redatto a Sarzana, si legge: "...Isti sunt homines de Brina qui iuraverunt precepta et sequimenta ven. patris domini Henrici lun. ep. et eius ep. lun. et eius curie et vicarie in manibus meis Fantinelli Melioris pro supr. dom. ep° not.ii supr. vicarie recipientis vice et nomine ipsius domini ep. et eius ep. et supr. vicarii et eius curie et vicarie supr: ... Dominicus Bonacursi, Giafferrus q. Bosi, Conte q. Juncte, Pruinus Campi, Corsus q. Oliverii, Ruffaldus q. Dominici,Ventura q.Caruttii...". Nell'archivio di Stato di Firenze, anno 1371 si legge: "...fior. due d’oro pagati dì 4° di maggio anno 1371, carta per mano di ser Piero di ser Grifo detto della tassagione, e di ser Anbruogi notaio alora a la Camera dell’Arme. Poi si fé carta della lezione di Cipriano detto dì 5 ° d’aprile anno 1371a consigliare la detta monna Sandra per ser Niccholò di ser Ventura Monachi loro notaio de’ Priori come si contiene nella detta riformagione più chiaramente Nolfo di San Ginese qui in questa memoria. ...".
integrazioni fornite da Vittorino Lepore
Il cognome Venturini in Friuli ha origine da vari personaggi di nome Venturinus o Vinturinus, giunti in Friuli dalla Lombardia (Como, Monza, Bergamo) tra il 1280 e il 1300 al seguito del Patriarca di Aquileia Raimondo Della Torre, milanese, dopo la sconfitta dei Della Torre (o Torriani), guelfi, da parte dei Visconti, ghibellini, nella lotta per la supremazia nel Ducato di Milano. I figli di costoro vengono invariabilmente identificati come “filius Venturini” o semplicemente “Venturini”. Da uno di questi Venturini, soprannominato Lyeur (lepre in friulano), prende origine il cognome Lepore a Gemona del Friuli. Per l’intera storia e Genealogia dei Lepore a Gemona vedi: http://digilander.libero.it/vlepore47
VENUTI
VENUTO
VENUTTI
Venuti è molto diffuso nell'udinese, nel fiorentino e nell'aretino, a Roma, in Puglia ed in Sicilia , soprattutto nel messinese, Venuto sembrerebbe tipico della zona del golfo di Messina, con un probabile ceppo nell'udinese, Venutti, estremamente raro, sembrerebbe dell'area delle tre Venezie, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite modifiche dialettali,  dall'aferesi del nome augurale Benvenuto portato dal capostipite.
VENZA Molto raro, dovrebbe avere due ceppi, nel trapanese e nel tarentino, potrebbe derivare da un nome di località, come ce ne sono diverse in Italia, nelle Marche, nel Lazio, in Lombardia, nel Veneto 
VERALDI
VERARDI
VERARDO
Veraldi ha un ceppo a Catanzaro e nel catanzarese ed uno, forse non secodario, nel bresciano, Verardi ha un nucleo bolognese, un ceppo laziale ed uno tra la puglia centromeridionale, il materano ed il cosentino, Verardo sembrerebbe avere tre ceppi, nel Salento, nel genovese e nel trevigiano, dovrebbero derivare dall'aferesi modificata del nome germanico Everhart (Everardo). In documenti veneziani del 1307 è citata la deposizione di tal Marco Verardo, nel 1400, a Sarzana (SP), troviamo Everhardus Heydnus, cappellano del vescovo Niccolò Albergati.
VERANI
VERANO
Verani ha un ceppo a Milano e Giussano (MI), uno a Piacenza, uno a Cecina ed a Rosignano Marittimo nel livornese, a Montescudaio, Pisa e Volterra nel pisano, a Firenze ed uno a Roma ed a Paliano nel frusinate, Verano è assolutamente rarissimo, potrebbero derivare dai molti toponimi Vorano o contenenti la radice Verano come ce ne sono molti in giro per l'Italia, Verano di Podenzano o Verano Ravine nel piacentino, Verano Brianza nel milanese o anche direttamente dal nome della Gens Verania o dal personale latino Veranus di cui abbiamo un esempio in epoca Franca: "...Eo anno Childebertho rege alius filius natus est, quem Veranus Cavelonensis episcopus suscipiens a lavacro, Theodorici nomen inposuit....".
VERANOLI Veranoli, praticamente unico, presente solo nel sudmilano dovrebbe derivare da una forma ipocoristica latina del nomen Veranus, il personale gentilizio della Gens Verania. (vedi VERANI)
VERCELLESE
VERCELLESI
VERCELLI
VERCELLONE
VERCELLONI
Vercellese, estremamente raro, è tipico dell'alessandrino, Vercellesi, sempre molto raro, sembrerebbe tipico della zona tra Milano e Pavia, Vercelli, abbastanza diffuso, è piemontese,Vercellone è tipicamente piemontese, del vercellese in particolare, Vercelloni ha un ceppo nel novarese ed uno nel milanese, dovrebbero derivare tutti, direttamente o tramite accrescitivi, da soprannomi originati o dall'etnico del toponimo piemontese Vercelli o direttamente dal nome del toponimo, spesso usato, in epoca medioevale, in Piemonte, come nome.
VERCESE
VERCESI
Vercese è praticamente unico, Vercesi è specifico dell'area milanese e pavese, con presenze significative anche nel piacentino e nel genovese, improbabile una derivazione dal nome della località di Vercesio nel savonese o di Verceia nel sondriese, potrebbe derivare, attraverso modificazioni, dal termine latino quercus (quercia) indicando famiglie che abitavano nei pressi di querceti.
VERDA Molto raro, presenta un nucleo importante in provincia di Imperia, un ceppo nel vicentino ed uno probabile nel torinese, di origini molto antiche, dovrebbe risalire all'epoca longobarda e deriverebbe dal nome longobardo Vert (Vertha cioè il benvenuto).
VERDE
VERDELLI
VERDI
VERDINA
VERDINI
VERDINO
VERDOLIN
VERDOLINI
VERDOLINO
VERDONA
VERDONE
VERDONI
VERDUCCI
Verde dovrebbe essere tipico del napoletano e casertano, con possibili ceppi secondari in Puglia ed in Sicilia, Verdelli ha un ceppo tra il cremonese ed il bergamasco ed uno nell'aretino, Verdi ha un ceppo tra milanese e pavese, uno in Emilia ed uno fiorentino, Verdina ha un ceppo nel varesotto e piccoli ceppi sparsi in Lombardia, Toscana e Sicilia, Verdini è ben diffuso nelle Marche e nel romano, Verdino è più tipicamente campano, con un ceppo anche in Liguria, Verdolin è decisamente del veronese, Verdolini ha un ceppo nell'area delle province di Ancona, Macerata e Perugia, con un ceppo anche a Roma, Verdolino, abbastanza raro, è del napoletano, Verdona, estremamente raro, parrebbe del genovese, Verdone è tipico dell'area che comprende il romano, il latinense, il frusinate, il casertano ed il napoletano, con un ceppo anche nel palermitano, Verdoni, abbastanza raro, parrebbe romano, Verducci è tipico di Marche, Umbria e romano, con un piccolo ceppo anche nel Salento, derivano tutti, direttamente o tramite forme ipocoristiche o accrescitive, da soprannomi legati al colore verde, esiste anche la possibilità che derivino dal nome longobardo Vert, forma derivata per betacismo dal nome Bert.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L’origine di questi cognomi, in effetti, va ricercata nel nome medievale Verde, l’italianizzazione cioè del personale germanico Bert, col significato letterale di splendente e, in senso lato, illustre (si tratta di una variante del nome Berto): dal punto di vista etimologico, l’adattamento in Verde risente di un accostamento col sostantivo verde, dovuto sia al fenomeno del betacismo (sostituzione della B- con la V-) che al fenomeno del tetacismo (sostituzione della -t- con la -d-). Storicamente, comunque, tracce del nome Verde si riscontrano a Siena nel corso del 1200, con personaggi quali Verde di Gargonsino, vedova di Tebaldo, Verde del fu Guido di Petrignori e Verde, moglie di Bifolco di Bandino. Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti, anche se in alcuni casi non è esclusa una derivazione da soprannomi ad essi attribuiti (in connessione al colore verde).
VERDERAMA
VERDERAME
VERDERAMO
VERDIRAME
VERTERAME
VERTERAMO
Verderama, quasi unico, è probabilmente campano, Verderame ha un ceppo in Campania, nel napoletano, salernitano ed avellinese, ed uno siciliano, tra trapanese, agrigentino, nisseno e catanese, Verderamo, assolutamente rarissimo, parrebbe del leccese, Verdirame, anch'esso raro, ha un ceppo tra ragusano e catanese, Verterame è di Isola di Capo Rizzuto nel crotonese, Verteramo, sempre calabrese, è di Siderno e Locri nel reggino.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L’origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Verderame, che, assieme alle sue varianti Verderamo, Verdirame, Verterame e Verteramo, nasce da un adattamento del personale germanico Bertram, col significato di corvo splendente o illustre (vedi Beltrama e Berterame). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
VERDERIO Molto raro è tipico del milanese, deriva dal toponimo Verderio (LC).
VERGA
VIRGA
Verga ha un nucleo lombardo ed uno siciliano, Virga è tipico della Sicilia centrooccidentale, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal mestiere di pastore caratterizzato dall'uso appunto di una verga (virga in dialetto siciliano) per controllare e guidare gli armenti, personaggio di rilievo è stato Giovanni Verga (1840-1922) il famoso scrittore catanese de I Malavoglia.
VERGANI Specifico della zona che comprende le province di Varese, Milano, Como, Lecco e Bergamo, dovrebbe derivare dal toponimo Vergano (CO).
VERGARA
VERGARI
VERGARO
Vergara ha un ceppo nel napoletano a Frattamaggiore, Sant`Antimo, Grumo Nevano, Crispano e Frattaminore, uno a Lecce ed a Taranto ed uno a Diamante nel cosentino, Vergari ha un nucleo nella fascia centrale che comprende il riminese, le Marche, l'Umbria, il grossetano ed il Lazio centrosettentrionale ed un nucleo nel Salento in particolare a Lecce, Botrugno, Melendugno, Nardò, Casarano e Nociglia nel leccese e San Pietro Vernotico, San Pancrazio Salentino e Brindisi nel brindisino, Vergaro ha un piccolo ceppo tra viterbese e ternano ad Orvieto, Castel Giorgio nel ternano e Bolsena nel viterbese ed un nucleo nel Salento a Ruffano e Galatina nel leccese ed a Torre Santa Susanna nel brindisino, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal nome arcaico di mestiere vergaio o vergaro (pastore, mandriano) termine anticamente utilizzato per indicare il capo pastore, cioè colui che con la verga (fuscello, ramoscello) guidava le pecore, mestiere probabilmente svolto dal o dalla capostipite.
VERGERIO Vergerio è tipico del bellunese, di Vas soprattutto e di Lentiai, dovrebbe derivare dal nome medioevale germanico Vergerius, a Siena nel 1231 in un atto si cita come teste un certo Bartolomeus qondam Vergerii. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo in Istria con lo scrittore, filosofo e teologo Petrus Paulus Vergerius (1370-1444) nativo di Capodistria.
VERGILI
VIRGILI
VIRGILIA
VIRGILIO
Vergili, molto raro, parrebbe romano, Virgili è molto diffuso soprattutto nelle Marche e Lazio, ma è ben presente anche nel ferrarese, in Toscana ed in Umbria, Virgilia è quasi unico, Virgilio è diffusissimo in Puglia, nel trapanese, nel napoletano e casertano, nel sassarese ed in provincia di Roma, anche al nord sono presenti parecchi ceppi, probabilmente secondari, derivano dal nome latinoVergilius o Virgilius ricordiamo Publius Vergilius Maro natus Idibus Octobribus Crasso et Pompeio consulibus, il famosissimo poeta Virgilio (70 a.C. - 19 a.C.) autore dell'Eneide.
VERGINE
VERGINI
VIRGINI
Vergine ha un ceppo nel Salento ed uno nel basso bresciano, Vergini, decisamente più raro, ha un ceppo nel perugino ed uno a Roma, Virgini, estremamente raro, è tipico dell'anconetano, di Osimo e di Castelfidardo, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da nomi dedicati al culto della Santa Vergine attribuiti ai capostipiti.
VERGNAGHI
VERNAGHI
Vergnaghi è tipico dell'area del milanese e lodigiano, Vernaghi, molto molto più raro, è sempre del milanese, dovrebbero derivare dall'essere le famiglie originarie di una località chiamata Vernago o Vergnago, cioè essere di pertinenza dei terreni di un certo Vernus, ma è pure possibile che si tratti invece di famiglie provenienti dal vernus (inverno), cioè dal nord.
VERGORI Molto raro è tipico della penisola salentina, potrebbe derivare da modificazioni del cognome Vergori, o da variazioni del vocabolo vergaro (mandriano).
VERGOTTINI Vergottini sembrerebbe tipico di Bellano (LC) e della provincia di Lecco, con presenze significative anche nel milanese, ma presenta un ceppo anche a Canicattì (AG), mentre il ceppo lombardo potrebbe derivare da ipocoristici di soprannomi originati dal vocabolo dialettale vergott (proprio niente), forse per caratteristiche particolarmente parsimoniose del capostipite, o anche essere originatoda toponimi come Vergo (MI), Vergobbio (VA) o Pieve Vergonte (VB), il ceppo siciliano è probabilmente una variante ipocoristica di Verga.
VERLANGIERI
VERLINGERI
VERLINGHIERI<
VERLINGIERI
Verlangieri e Verlingeri sono praticamente unici, Verlinghieri è assolutamente rarissimo, Verlingieri, molto molto raro, sembrerebbe tipico di   Paduli (BN).
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Verlangieri è quasi unico, Verlingeri, forse scomparso dal nostro paese, potrebbe essere un errore di trascrizione di Verlingieri, diffuso per lo più nel beneventano e nell’aquilano, Verlinghieri, rarissimo, si riscontra soprattutto nel romano, tutti questi cognomi si prestano ad almeno due ipotesi riguardo al loro significato. Una prima interpretazione li fa derivare da varianti del nome provenzale Berenger o Bellenger, col significato di valoroso combattente (alcuni, tuttavia, ritengono che il nome sia d’origine germanica, formato dai termini beran, orso, e gaira, lancia, col significato, dunque, di orso con la lancia o lancia dell’orso, in relazione alla forza di questo animale). Un’altra interpretazione li fa invece derivare dalla voce arcaica berlingiere (o da sue varianti), col significato di chiacchierone, ciarlone: l’origine del termine va ricercata nell’antico francese brelenc o berlenc (tavola da gioco o da pranzo), da cui l’italiano berlengo, di uguale significato, e dunque il verbo berlingare, cioè chiacchierare, spettegolare, così che il berlingiere è letteralmente colui che chiacchiera molto. In definitiva, si tratta allora di cognomi derivati o dai nomi personali dei capostipiti o da soprannomi loro attribuiti.
VERLENGIA Molto raro è tipico della zona litoranea dell'Abruzzo e Molise, potrebbe derivare da soprannomi originati da modificazioni del termine medioevale tardo latino berlenghum (tavola mensa) o più tardi verlengo con il significato anche di chiaccherone.
VERME
VERMI
VERMO
Verme ha un ceppo nel torinese ed uno nel trapanese, Vermi ha un ceppo nel bresciano, uno nel piacentino ed uno nell'agrigentino, Vermo, molto raro, ha un ceppo nel catanese, dovrebbero derivare dal nome medioevale Verme o Vermo, di probabile origine franca, di cui abbiamo un esempio in Vermo Marchese di Ceva, che nell'ottobre 1197 sottoscrisse l'alleanza tra Alessandrini ed astigiani.
VERNACCIA Assolutamente rarissimo, potrebbe derivare dal toponimo Vernazza (SP), come pure da uno dei tanti toponimi contenenti la radice Verna.
VERNALEONE Vernaleone, assolutamente rarissimo, sembrerebbe pugliese, dovrebbe derivare dalla fusioni dei due nomi medioevali latini Veranius e Leone, o anche dalla Gens Verania e dal cognomen Leo, Leonis, si hanno tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Gallipoli nella seconda metà del 1500, quando è sindaco Giovanni Paolo Vernaleone, troviamo poi i Vernaleone Baroni e feudatari di Miggiano nel leccese, in un processo per stregoneria svoltosi nella diocesi di Lecce nel 1698, tra gli imputati figura il notaio Donato Maria Vernaleone di Galatina.
VERNASSA Ha un ceppo a Fossano nel cuneese, uno, probabilmente secondario, a Sanremo (IM) ed uno a Livorno, è comunque molto raro, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale legato al vocabolo vernaccia, un tipo di vitigno e di vino ligure.
VERNAZZA Ha un ceppo nel genovese ed uno nel parmense, dovrebbe derivare dal toponimo Vernazza (SP) o anche da un soprannome dialettale legato al vocabolo vernaccia, un tipo di vitigno e di vino ligure.
VEROLA
VEROLI
VEROLO
Verola è estremamente raro, Veroli ha un ceppo nel ravennate, uno nell'anconetano ed uno a Roma, Verolo, rarissimo, è tipico della zona tra anconetano e maceratino, dovrebbero derivare da toponimi come Veroli (FR) o località con nomi simili.
VERONA
VERONELLI
VERONESE
VERONESI
Verona ha un ceppo nel mantovano, uno nel lucchese ed uno nel cagliaritano, Veronelli molto raro è dell'alto milanese e comasco, Veronese è diffusissimo in tutto il Veneto centromeridionale, Veronesi è tipico di una vasta zona che dal Trentino, attraverso il bresciano, il veronese,il mantovano, il reggiano, arriva al modenese e bolognese, derivano tutti dal toponimo Verona o dal suo etnico. Alcuni ceppi sono israeliti.
VERONICA Molto raro è tipico della provincia di Catania, della zona di Palagonia in particolare, dovrebbe derivare dal nome Veronica.
VERRANDO Tipico della zona tra Ventimiglia e Sanremo (IM), dovrebbe derivare dal francese verrou e starebbe ad indicare il mestiere di fabbro, tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Triora (IM) fin dal 1200, in un atto del 1267 viene citato un certo Raimondo Verrando.
VERRAZZANI  Abbastanza raro tipico dell'aretino, è di origine molto incerta, potrebbe derivare dal toponimo Verrazzano (FI), o dal nome latino Veratius di cui abbiamo tracce già nel 85 a.C. nelle Noctes atticae di Aulo Gellio: "... Lucius Veratius Quadratus fuit egregie homo inprobus atque inmani vecordia. Is pro delectamento habebat os hominis liberi manus suae palma verberare...".  La Famiglia Da Verrazzano inizia con un insediamento longobardo risalente al VII° secolo secondo alcuni o al IX° secondo situato appunto nel Castello di Verrazzano.  Personaggio più famoso fu quel Giovanni da Verrazzano che per incarico di Francesco I° re di Francia scoprì la baia dell'attuale New York assieme a buona parte della costa orientale degli USA.
VERRE
VERRI
VERRINA
VERRINI
VERRINO
VERRO
Verre ha un ceppo a Roma, uno a Napoli, uno a Tiriolo (CZ), a Cosenza e Rende (CS), Verri ha un nucleo lombardo, uno emiliano, soprattutto nel ferrarese, ed uno nel Salento, Verrina ha un nucleo a Genova ed un ceppo nel cosentino a Mandatoriccio e Rossano, Verrini ha un grosso ceppo a Carpi, Verrino ha un ceppo a Zagarise (CZ), Verro, molto raro, ha un ceppo a Palermo e Trapani, ma è presente in modo significativo anche in Calabria e Lazio, dovrebbero tutti derivare dal cognomen latino Verres, o da suoi ipocoristici, ma è pure possibile che derivino da soprannomi originati dal vocabolo verre o verro (maiale atto alla riproduzione, inteso soprattutto come maschio virile), ricordiamo l'Orazione di Cicerone contro Verre: "...Haec omnia quae dixi signa, iudices, ab Heio e sacrario Verres abstulit; nullum, inquam, horum reliquit neque aliud ullum tamen praeter unum pervetus ligneum, Bonam Fortunam, ut opinor; eam iste habere domi suae noluit....". Nobile casato milanese quello dei Verri che diede i natali al famoso giurista, filosofo ed economista del 1700 Pietro Verri.
VERRIGNI
VERRIGNO
Verrigni è decisamente abruzzese, di Pineto e Roseto degli Abruzzi nel teramano e di Montesilvano e Pescara nel pescarese, Verrigno, molto molto raro, parrebbe palermitano, l'origine di questi cognomi dovrebbe essere da un possessivo derivato dal cognomen latino Verres, intendendo forse una derivazione da un liberto del famosissimo propretore Gaio Verre governatore della Sicilia, contro il quale si scateno l'arte oratoria di Cicerone in un processo per concussione, ma, per il ceppo abruzzese si può ipotizzare una derivazione dai toponimi abruzzesi di Verrico o Verrecchia o di Castelverrino nell'iserniese.
VERRUA Tipico piemontese, ha un ceppo nel Monferrato a Scurzolengo (AT) ed uno a Torino, dovrebbe derivare dal toponimo monferrino Verrua Savoia (TO), ma è pure possibile una derivazione direttamente dalla contrazione del termine latino verruca (escrescenza, posizione elevata), utilizzato anche per indicare una località collinare.
VERTECHI
VERTECCHI
Vertechi, assolutamente rarissimo è tipicamente laziale, probabilmente romano, Vertecchi, decisamente più diffuso, ha un ceppo romano ed uno a Cascia nel perugino, dovrebbero derivare da un soprannome dialettale originato dal termine laziale vertecchio (piccolo cerchio pesante, che si mette in fondo al fuso perchè possa girare filando), termine presente in un sonetto del Belli dal titolo Monziggnor tesoriere: "C'è stato a Rroma a ttempo der vertecchio // Un abbate fijjol d'un rigattiere, // Che ddoppo d'avé ffatto er mozzorecchio // Se trovò de risbarzo Tesoriere. = E ssiccome era fijjo der mestiere, // Vedenno in cassa tant'oraccio vecchio, // Coll'ajjuto de costa der cassiere // Tutta l'aripul¡ ccom'uno specchio. = Ma er Papa ch'era un omo duzzinale, // Pijanno cuella cosa in mal umore, // Lo creò pe ggastigo cardinale. = E accus¡ se pò dd¡ de Monziggnore // Cuello che ddimo noi de fra Ccaviale: // La fesce sporca, e ddiventò ppriore.".
VERTEMATI Specifico del nordmilanese, originario presumibilmente della Valtellina, dove ne esistono tracce almeno dal 1600, deriva dal toponimo Vertemate (CO), in uno Sponsionis instrumentum del 1683 a Piuro (SO) si legge: "...al Ronchasso de Bassani ... attachata alla vigna de Novario, sopra la vigna da guipedo delli signori Vertemati...".
VERTICALE Quasi unico, sembrerebbe originario del napoletano.
VERTOLA Assolutamente rarissimo, potrebbe avere un ceppo nel napoletano, dovrebbe derivare da una modificazione dialettale del nome Berto.
VERTOVA
VERTUA
Vertova è abbastanza raro e sembra specifico del bergamasco, di Treviglio, Vertua è anche lui tipicamente lombardo, del bresciano in particolare, di Chiari, Cologne, Brescia ed Orzinuovi, dovrebbero derivare direttamente o tramite una modifica dialettale bresciana dal toponimo Vertova nel bergamasco.
VERZA Molto raro, dovrebbe essere padovano, potrebbe derivare da un nome di località.
integrazioni fornite da Bruno Fracasso
Esiste un cognome Verza nel comune di Chiampo (Vi) effettivamente poco diffuso. Una radice di questo cognome proviene da San Giovanni Ilarione (Vr).
VERZEGNASSI Tipico del Friuli orientale di Trieste, Udine, Ruda (UD) e Monfalcone (GO), sembrerebbe originario di Cervignano del Friuli (UD), dovrebbe derivare dal toponimo Verzegnis (UD), paese nelle vicinanze di Tolmezzo ad indicarne in dialetto friulano l'etnico.
VERZELLONI Verzelloni è tipico dell'area mantovano, reggiana, modenese, di Reggio Emilia, Fabbrico, Cavriago e Correggio nel reggiano e di Campogalliano, Modena e Carpi nel modenese, dovrebbe trattarsi di una forma dialettale, ipocoristica accrescitiva del nome latino Vergelius o della sua forma, modificata dalla parlata germanica, Verzelius.
VERZOBIO Verzobio, assolutamente rarissimo, è specifico del veronese, potrebbe derivare da un nome di località ora scomparso.
VESCE
VESCIA
Vesce, molto raro, è tipico del napoletano e del beneventano, parrebbe originario della zona di Calvi e San Giorgio Del Sannio (BN), Vescia, anch'esso raro, è specifico del Gargano di Peschici (FG), potrebbero derivare da un soprannome legato al vocabolo latino viscilium (tipo di vischio parassita della quercia) o dal nome del fungo vescia, ma molto più probabilmente derivano dal toponimo Vescia, la città principale degli Aurunci, situata ai confini del Lazio con la Campania.
integrazioni fornite da Pierangela Ferraris
la famiglia Vescia è originaria di Ravenna, da dove si trasferì a Forlì intorno al 1600.
VESCHI
VESCO
Veschi è raro, sembra avere un ceppo nel lucchese, uno nell'aretino ed uno nell'anconetano, Vesco ha un nucleo nel torinese ed uno nel veneziano, con ceppi probabilmente non secondari nello spezzino e nel palermitano, derivano da soprannomi legati al vocabolo latino episcopus (vescovo).
VESCOVI
VESCOVO
VISCOPO
VISCOVI
VISCOVO
Vescovi è presente a macchia di leopardo in tutta l'Italia centro settentrionale, Vescovo ha un ceppo veneto, uno nell'alessandrino ed altri forse non secondari nell'anconetano, Viscovi quasi unico, sembrerebbe veneto o friulano, Viscopo, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione, Viscovo invece è decisamente di Napoli e del napoletano, dovrebbero tutti derivare, direttamente o attraverso modificazioni dialettali, da soprannomi legati a rapporti di vario genere, quali dipendenza o vicinanza con un vescovo o anche a caratteristiche fisiche o comportamentali.
VESE Vese è un cognome tipicamente salentino, tipico di Brindisi e nel leccese di San Donato Di Lecce e Trepuzzi.
VESENTIN
VESENTINI
Vesentin, quasi unico, è del veronese, e dovrebbe essere una forma corrotta di Vesentini che è oltremodo diffuso nel veronese soprattutto e nel mantovano, dovrebbero derivare da una forma dialettale dell'etnico della città di Vicenza.
VESPA
VESPE
VESPI
VESPO
Vespa è diffuso tra provincia di Roma e dell'Aquila, ha un ceppo nel torinese, uno nel napoletano, uno nella Sicilia meridionale ed uno nel cagliaritano, a Genova e a La Spezia, Vespe, assolutamente rarissimo, potrebbe essere lucano, Vespi, rarissimo, parrebbe della zona tra Romagna e Toscana, Vespo, estremamente raro, sembra del catanese, dovrebbero derivare dal praenomen latino requirerent, excusavit Vespa Terentius, Vespa, di cui abbiamo un esempio nel De Oratore  di Cicerone:"...requirerent, excusavit Vespa Terentius,..." o dalla contrazione del cognomen latino Vespasianus.
VESPIGNANI Vespignani parrebbe tipicamente romagnolo, con un ceppo a Faenza (RA), Forlì, Bologna, Bagnacavallo (RA), Castrocaro Terme e Terra del Sole e Riolo Terme (RA), presenta anche un piccolo ceppo fiorentino che potrebbe prendere il nome da Colle di Vespignano luogo natale di Giotto, mentre il ceppo romagnolo dovrebbe derivare dal toponiumo Vespignano (RA) tra Brisighella di Faenza e Riolo.
VESPUCCI Estremamente raro è originario di Peretola (FI), deriva da nomi medioevali come Vespino o Vespuccio, la famiglia Vespucci, il casato del famoso navigatore Amerigo, si trasferisce a Firenze da Peretola agli inizi del 1300.
VETRANO Vetrano ha un ceppo a Roma, Anzio (RM) ed Aprilia (LT), un ceppo nel napoletano a Napoli, Camposano, Cicciano, Roccarainola e Cardito, uno nell'avellinese a Sperone, Baiano ed Avella ed uno nel casertano a Teano e Caserta, in Basilicata ha un ceppo a Spinoso nel potentino, in Calabria a Guardavalle nel catanzarese ed a Crotone, in Puglia nel Salento a Veglie e Leverano nel leccese, a Palagianello nel tarentino ed a San Pancrazio Salentino nel brindisino, in Sicilia ha un ceppo a Palermo e Bisacquino nel palermitano, a Menfi, Caltabellotta, Agrigento e Sciacca nell'agrigentino ed a Catania e Siracusa, l'origine di questo cognome dovrebbe essere toponomastica, da toponimi come Avetrana (TA), Castelvetrano (TP), Vetrano (MT) o dall'etnico di paesi che anticamente avessere la radice vetere o veteres nel loro nome come Vietri di Potenza bel potentino, Vietri sul Mare nel Salernitano, Castelvetere in Val Fortore nel beneventano o Castelvetere sul Calore nell'avellinese, Cuccaro Vetere nel salernitano e così molti altri.
VETTORE
VETTORI
Vettore è tipicamente veneto, particolarmente diffuso a Padova e nel padovano, Vettori, oltre al ceppo veneto, si estende anche nel trentino a Rovereto, Trento e Mori, ha un ceppo nel parmense, ed in Toscana, nel fiorentino e nel pistoiese in particolare, e nel Lazio, tra viterbese e romano, dovrebbero derivare da distorsioni del nome Vittorio, attribuibile ovviamente al capostipite.
integrazioni fornite da Tibère Gheno (France)
Fra i vari ceppi dei Vettori , c’è ne uno a San Nazario (VI) che proviene dalla Valsugana e il cui trasferimento risale al 1600.
VEZIO Vezio, assolutamente rarissimo, sembrerebbe avere un ceppo campano ed uno nel catanzarese a Lamezia Terme, dovrebbe derivare dal nome latino Vetius, ricordiamo con questo nome Gaius Vetius Aquilinus Iovencus che riscrisse il  Vangelo di Matteo in esametri tentando di trasformarlo in un poema epico.
VEZZA Molto raro dovrebbe essere della zona di confine tra Lazio e Campania, potrebbe derivare dal nome medioevale di origine longobarda Vezia o Veza, ma più probabilmente deriva da un toponimo come Seravezza (LU) come potrebbe pure essere legata ad un nome di località (vedi ad Es. il torrente Vezza in Versilia)  nel 1600abbiamo tracce di questo cognome in Calabria.a Rossano (CS), dove si menziona l'abbate Giacomo Vezza che presiede l’abbazia di S. Giovanni Calabita nella diocesi di Rossano.
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Il cognome Vezza del nord Italia potrebbe derivare anche dal nome di due comuni Vezza d'Oglio (BS) e Vezza d'Alba (CN).
VEZZANI Tipico emiliano e delle province di Pistoia e Prato, potrebbe derivare dal nome di un toponimo come Vezzano (PR) o Vezzano sul Crostolo (RE), come è pure possibile una derivazione dal cognomen latino Vetius.
VEZZARI
VEZZARO
Vezzari, molto raro, è specifico del veronese, Vezzaro è tipico del vicentino, con un ceppo probabilmente secondario nel varesotto, potrebbe derivare da soprannomi originati dal vocabolo dialettale avèsh (abete), ma è pure possibile una derivazione dal toponimo Vezza d'Oglio (BS).
VEZZOLI Vezzoli è tipicamente lombardo, del milanese, bergamasco e bresciano in particolare, con un ceppo anche nel veronese, potrebbe trattarsi di una forma etnica arcaica del toponimo Vezza d'Oglio (BS) o del toponimo Vezia nell'attuale Canton Ticino, ma è anche possibile una derivazione da un ipocoristico del nome longobardo Veza o Vezia.
VEZZONI Ha un nucleo importante nel cremonese nella zona tra  Rivarolo Del Re (CR) e Casalmaggiore ed un ceppo, probabilmente non secondario, nel lucchese, potrebbe derivare dal nome medioevale di origine longobarda Vezia o Veza, il ceppo toscano probabilmente deriva dal  toponimo Seravezza (LU) ma potrebbe anche essere connesso con il torrente Vezza in Versilia.
VEZZOSI Sembrerebbe specifico fiorentino, con un possibile ceppo secondario nel reggiano, dovrebbe derivare da un soprannome.
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