VECCHI
VECCHIA
VECCHIARELLI
VECCHIARIELLO
VECCHIARINI
VECCHIARINO
VECCHIATI
VECCHIATINI
VECCHIATO
VECCHIATTI
VECCHIATTINI
VECCHIATTO
VECCHIERELLI
VECCHIET
VECCHIETTI
VECCHIETTINI
VECCHIETTO
VECCHINI
VECCHIO
VECCHIOLA
VECCHIOLI
VECCHIOLLA
VECCHIONE
VECCHIONI
VECCHIOTTI
VECCHIUTTI |
Vecchia ha un ceppo a San Benigno Canavese nel torinese, uno nell'area che comprende il bresciano, il mantovano
ed il veronese, con un piccolo ceppo anche a Roma e nell'avellinese, Vecchiarelli
è specifico della fascia che comprende la Toscana, il Piceno, il
Lazio, il Molise, il casertano ed il napoletano, Vecchiariello, molto molto
raro, è specifico del napoletano, Vecchiarini, quasi unico, è
anch'esso del napoletano, Vecchiarino, assolutamente rarissimo, ha un piccolo
ceppo nel casertano ed uno nel foggiano, Vecchiati, molto molto raro, ha
un ceppo nel bresciano, uno nel rovigoto ed uno nel modenese, Vecchiatini
è specifico di Ferrara e Bologna, Vecchiattini, decisamente più
diffuso, è anch'esso specifico del ferrarese, di Ferrara, Codigoro,
Massa Fiscaglia,Lagosanto, Portomaggiore ed Jolanda di Savoia, Vecchiatti,
molto molto raro, è tipico di Ficarolo nel rovigoto e di Costabissara
nel vicentino, Vecchiato è molto diffuso in tutto il Triveneto,
in particolare nel padovano, trevisano, veneziano ed udinese, Vecchiatto,
estremamente raro, è specifico di Udine, Vecchierelli è decisamente
del bergamasco, di Martinengo in particolare e di Bergamo e Romano di Lombardia,
Vecchiet, non molto raro, è tipico di Trieste e di Capriva del Friuli,
Gorizia, Moraro, Cormons e Ronchi dei Legionari nel goriziano,Vecchietti
ha un ceppo nel bolognese ed uno nelle Marche, Vecchiettini, rarissimo,
è del bolognese, Vecchietto, assolutamente estremamente raro, è
del veronese, Vecchini parrebbe del veronese, Vecchi è in tutto
il nord, con un ceppo fondamentale in Emilia, Vecchio è tipico
del centro sud, vecchione è decisamente campano, Vecchiola è
specifico del Piceno, di Porto San Giorgio e San Benedetto del Tronto,
Vecchiolla è caratteristico del beneventano, di Montefalcone di
Val Fortore e Castelfranco in Miscano, Vecchioli ha un piccolissimo ceppo
marchigiano, uno nell'aquilano a L'Aquila e Tornimparte, ed a Roma, Vecchioni
ha un ceppo nell'anconetano ed uno in provincia di Roma, Vecchiolini, molto
molto raro, è del bresciano, Vecchiotti, molto raro, potrebbe essere
laziale o abruzzese, Vecchiutti, molto molto raro, è dell'udinese,
derivano tutti dall'aggettivo vecchio,
usato probabilmente come soprannome. Personaggi di rilievo sono stati Giovanni
Vecchi (1536-1614) di Borgo San Sepolcro pittore a Roma, Orazio Vecchi
modenese (1551-1605) compositore e musicista e Luigi Vecchiotti ( 1804-1863)
di Castelclementino di Fermo (AP) compositore, musicista e scrittore.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel soprannome o nome medievale
Vecchio, che, di regola, veniva attribuito
al più vecchio o al più grande fra due parenti con lo stesso
nome (ad esempio al più vecchio fra due fratelli o, ancora, al padre
rispetto al figlio o al nonno rispetto al nipote, etc): un tempo, a dire
il vero, questa usanza era molto diffusa in Italia e, a ben vedere, un
po' in tutta l'Europa, tenendo presente che i nomi di persona si tramandavano
spesso di generazione in generazione (come ben noto, si tratta di una pratica
ancora viva ai giorni nostri). Da questo punto di vista, allora, dei soprannomi
o dei nomi quali Vecchio, Giovane, Grande, Piccolo, etc sono da considerarsi
come una valida alternativa ai nomi in forma ipocoristica, che spesso riflettevano
proprio un legame di parentela - ad esempio, il figlio di un certo Gianni
poteva chiamarsi Giannino o Gianni piccolo, mentre il padre poteva essere
chiamato Giannone o Gianni vecchio. Dal punto di vista storico, un esempio
famoso di questa usanza è offerto dalle figure di Plinio il Vecchio
e Plinio il Giovane, che effettivamente erano imparentati l'uno con l'altro
(Plinio il Vecchio era sia lo zio sia il padre adottivo di Plinio il Giovane).
Detto questo, però, va notato che nel sud Italia il cognome Vecchio
può nascondere anche un'origine straniera, più probabilmente
albanese o greco-albanese - anche se non è esclusa una discendenza
spagnola o ebreo-sefardita (dal cognome iberico Viejo):
nel caso arbëreshë, ad ogni modo, Vecchio potrebbe tradurre o
il cognome albanese Plaku (dall'albanese
plak, vecchio)
o i cognomi greci Yeros e Paleos
(dal greco yèros e paleòs,
anch'essi traducibili come vecchio).
Un'ultima ipotesi prima di concludere: in alcuni casi, non è escluso
che Vecchio e le sue varianti siano legati alle famiglie Del Vecchio, che,
molto spesso, hanno un'antica origine ebraica (per una spiegazione più
approfondita, vedi Del Vecchio).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Vecchi è cognome d'origine soprannominale, indicante la «priorità
nell'età di un uomo rispetto ad altri». Muove dal personale
medievale Vetulus, presente anche in
una carta modenese del vescovo Egidio, del 10 gennaio 1198, come confinante
del terreno oggetto del contratto d'affitto nella località di Porcile
(oggi Portile), dove erano ampie proprietà «iuris Sancti Geminiani»,
cioè del patrimonio della chiesa modenese. Cospicua la diffusione
del cognome nel Modenese, insieme a Vecchio, Vecchiati, Vecchietti, Vecchiè.
F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.
integrazioni fornite da Silvia
Vecchia
Il cognome Vecchia è diffusissimo a San Benigno Canavese nel
torinese. Facendo un giro al cimitero si vede che in quasi tutte le tombe
di famiglia qualcuno si chiamava Vecchia (i nomi poi erano sempre gli stessi,
schiere di Giuseppe, Antonio, Giovanni, Carlo, Angelo, Luigi . Un mio antenato,
tal Vecchia Antonio, sindaco di S.Benigno, nel 1706 fu incarcerato dai
Savoia in quanto, essendo S. Benigno territorio direttamente dipendente
dalla Santa Sede, si rifiutava di pagare le tasse ai Savoia. (il piccolo
feudo passò allo stato Sabaudo poi nel 1741, regnante C.Emanuele
III) |
VECCHIES
VECCHIESSO |
Vecchies è tipico del pordenonese, di Prata di Pordenone e Pordenone,
con presenze nel trevisano e nel vicino veneziano, Vecchiesso, quasi unico,
è del trevisano, dovrebbero derivareda un soprannome riduttivo basato
sul termine veneto vecchiesso (vecchierello)
o sull'equivalente friulano vecchiès. |
VECELLI
VECELLIO |
Vecelli, molto molto raro, parrebbe di Thiene nel vicentino, Vecellio invece
sembrerebbe tipico del Cadore, di Vigo di Cadore e Auronzo di Cadore (BL),
dovrebbero derivare dal cognomen latino Vecellius
o Vegellius di cui abbiamo un
esempio in questa lapide romana di epoca imperiale: "P(ublio)
Vegellio P(ubli)
f(ilio) Pub(lilia)
Primo, / eq(uiti)
R(omano), II
vir(o), q(uaestori)
al[i]m(entorum),
cur(atori) pec(uniae)
/ annon(ariae),
q(uaestori) aerar(ii)
arcae pu/b(licae),
cur(atori) r(ei)
p(ublicae)
Trebanorum ex/semplis munif[ic]entiae
sua/e optime merent[i],
collegius (sic)
i/uvenum patrono dignissimo / ob renovatam (sic)
ab eo lusus (sic)
iuve/num, quod vetustate temporum / fuerat obliteratum, ob quam hon/oris
huius oblationem die nata/lis sui eidem collegio, V kal(endas)
Oct(obres)".
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Vecelli è cognome del Padovano; Vecèllio è cadorino
(forma letteraria), derivano dal personale germanico Wizelo,
Förstemann 1628. |
| VECIL
|
Vecil, molto molto raro, sembrerebbe tipico della provincia di Pordenone,
di difficile interpretazione, potrebbe derivare come forma alterata dal
vocabolo friulano vicjàri (vicario),
ma è pure possibile un'origine dal vocabolo ladino viec
(canna di rame) forse ad intendere
che il capostipite faceva il lattoniere. |
| VEDANA
|
Vedana è specifico del bellunese, di Sospirolo e Sedico, dovrebbe
derivare dal nome della località Vedana di Sospirolo, località
sovrastata dal Piz di Vedana, probabile luogo d'origine dei capostipiti. |
| VEDDA
|
Tipico siciliano della zona di Caltanissetta ed Agrigento, dovrebbe derivare,
attrraverso una modificazione dialettale dal nome Bella (vedi
Vella). |
VEDOVA
VEDOVATI
VEDOVATO |
Tipico trevisano Vedova, del bergamasco
Vedovati e specifico del padovano e veneziano Vedovato, dovrebbero derivare
da un indicatore di stato del capostipite come figlio di una vedova o per
essere stato vedovato (privato) di qualche privilegio o proprietà, come potrebbero pure derivare dal nome del paese di Vedovato, vicino a Camposampiero nel padovano. |
VEDOVELLI
VEDOVELLO |
Vedovelli è proprio dell'alto veronese zona di Torri Del Benaco,
Garda e Bardolino e del basso trentino, Vedovello è tipico della
zona di Cerea e Legnago (VR), deriva da soprannomi stanti ad indicare figli
di una vedova. |
| VEDOVOTTO
|
Vedovotto è specifico di Borso del Grappa nel trevisano, dovrebbe
trattarsi di una forma diminutiva del termine vedovo,
probabilmente con funzione patronimica, cioè dove il suffisso -otto
stia per il figlio di, riferito a capostipiti il cui padre fosse appunto
un vedovo. |
| VEGA
|
Ha un ceppo a Candida (AV) ed uno a Nicosia (EN) ed a Palermo dovrebbe
essere di origine spagnola.
ipotesi fornite da Stefano Ferrazzi
Tipico per lo più dell'avellinese, del messinese e dell'ennese,
ma presente anche nel nord e centro nord del paese, Vega è molto
probabilmente un cognome d'origine straniera, importato cioè dalla
penisola iberica durante l'epoca dell'occupazione spagnola: è proprio
in Spagna, infatti, che il cognome è maggiormente diffuso (e naturalmente
anche in America Latina, nonché negli USA, in seguito alla forte
ondata d'emigrazione di sudamericani verso gli Stati Uniti). Per quanto
riguarda il suo significato, questo cognome trae origine dalla toponomastica:
numerose, infatti, sono le località spagnole col nome di Vega o
La Vega, termine che letteralmente indica una prateria (originariamente
aveva significato di terra fertile o irrigata). |
VEGETTI
VEGEZIO
VEGEZZI |
Vegetti ha un ceppo nel milanese, a Milano, Monza, Sesto San Giovanni,
Bollate e Nerviano, ed uno a Bologna e nel bolognese, Vegezio è
praticamente unico, Vegezzi è tipico del milanese, in particolare
di Pregnana Milanese e di Nerviano, con un piccolo ceppo anche a Casalnoceto
nell'alessandrino, derivano tutti dal cognomen latino Vegetius
di cui abbiamo un esempio nello scrittore latino del IV°
secolo Flavius Vegetius Renatus autore
tra l'altro dell'Epitoma rei militaris:
"Flavius Vegetius Renatus,
comes sacrarum largitionum, fortasse Christianus, floruit circa annum 390
post Christum natum. Auctor est epitomae rei militaris...". |
VEGHINI
VIGHINI |
Sia Veghini che Vighini, molto molto rari, sono tipici dell'area veronese,
mantovana, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche, anche dialettali,
dell'aferesi del nome Ludovigo. |
| VEGRO
|
Vegro è tipicamente veneto, del padovano, di Agnaa, Conselve, Padova,
Albignasego, Anguillara Veneta e Bagnoli di Sopra, dovrebbe derivare da
un soprannome aatribuito probabilmente al capostipite, basato sull'antico
termine dialettale veneto vegro (incolto,
sodo e duro da dissodare). |
VEI
VEY |
Vei ha presenze nel cremonese e lodigiano, Vey, praticamente unico, è
del piacentino, dovrebbero derivare da forme arcaiche dialettali per vecchi,
anche se non si può escludere possa trattarsi di una forma apocopaica
del nome medioevale francese Veix o
del nome medioevale tedesco Veith. |
VELARDI
VELARDO |
Velardi ha ceppi in Sicilia nel palermitano, nel reggino, nel brindisino,
nel napoletano e beneventano e nel Lazio, Velardo sembra avere un ceppo
principale nel frusinate a Cassino, nel casertano, napoletano e beneventano,
ed uno nel reggino, derivano da una modificazione dell'aferesi del nome
franco germanico Abelardus, ricordiamo lo scrittore Petrus Abelardus (1079
- 1142): "...Petrus qui Abelardus.
a plerisque Baiolardus dicitur....". Tracce di questa cognominizzazione
le troviamo a Caira (FR) fin dal 1700.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Velardi a Maratèa, Matera, anche cal. sic. nap. e nel Salento.
- Corrisponde a Bélard cogn.
in Francia, nome dissimilato di Bérard,
in Italia Berardi; cfr. Berardus e
Berhardus sec. IX in Francia. |
| VELASCO
|
Velasco ha ceppi in Toscana, ad Orbetello nel grossetano ed a Portoferraio
sull'Isola d'Elba nel livornese, nel napoletano, a Torre del Greco ed a
Napoli, ed in Sicilia nel siracusano a Palazzolo Acreide e Siracusa, dovrebbe
essere di origini spagnole e derivare dal nome basco Velasco,
a sua volta derivato dal termine basco bela
(corvo). |
VELASI
VILASI |
Velasi è quasi unico, Vilasi è specifico di Reggio Calabria,
dovrebbero derivare da un soprannome originato dal termine greco Βέλος
belos (freccia, dardo),
forse ad identificare nel capostipite un arciere o un cacciatore.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Vilasi è cognome calabrese, forma dialettale di Biagio,
latino Blasius. Rohlfs 275. |
VELASQUEZ
VELAZQUEZ |
Velasquez, quasi unico, è di origine spagnola, Velazquez è
unico, si tratta di una forma patronimica spagnola, dove il suffisso -ez
sta per il figlio di, riferito a capostipiti
i cui padri si fossero chiamati Velasco,
nome spagnolo, prevalentemente basco (vedi VELASCO). |
VELENO
VELENOSI |
Veleno è
rarissimo e sembrarebbe originario della zona di Campobasso, mentre Velenosi
ancora più raro è probabilmente originario del Piceno, potrebbero
entrambi derivare da un soprannome.
integrazioni e stemma forniti da
Quinto Massimo Velenosi
lo stemma della famiglia Velenosi si può vedere nella chiesa
di San Lorenzo a Paggese (comune di Acquasanta Terme (AP)), il cognome
dovrebbe essere originario specificamente di quel ristretto territorio. |
| VELEZ
|
Velez è un cognome rarissimo tipico del sud Italia originario della
Spagna, dovrebbe derivare dal toponimo Velez nei pressi di Malaga in Spagna,
ricordiamo Piero Fuxardo Ziiniga y Requesens de Los Velez Vicerè
di Sicilia per conto di FilippoIV° di Spagna.
integrazioni fornite da Mario D'Angelo
Antica ed illustre famiglia di origine spagnola, che rappresenta il
ramo siciliano di un importante casato spagnolo "Velez de Guevara, conti
di Ognate,che si è fregiata del titolo di vicerè e molteplici
alte cariche.Originaria della Spagna del nord-ovest, Navarra, diramatasi
nel XV° secolo nell'Italia meridionale al seguito di Alfonso V°
d'Aragona per la conquista del regno di Napoli, si ritiene sia pervenuta
in Sicilia nel XVI° secolo, ove godette di nobiltà in
molteplici luoghi. Mango nel nobiliario di Sicilia cita un Francesco Velez
della Pegna , Capitano di Giustizia a Patti (1645,1646), un Marcello nominato
Maestro Razionale e Conservatore del real patrimonio con real cedola del
20/12/1679, un Ignatio Capitano di Giustizia a Cefalù (1695 1696).
Il Villagianca menziona un Antonino, Giurato ad Alcamo (1746-1748) e poi
Giurato delle appellazioni(1750,1752), indicato come Velez de Guevara y
de la Pegna, barone di Pedagaggi, seguono altri giurati, per poi vedere
i Velez trasferirsi a Palermo nel XIX° secolo. |
| VELLA
|
 Vella
è specifico siciliano, dovrebbe derivare da una variazione arcaica
del vocabolo bella, esistono vari intrecci tra la Sicilia e Malta relativi
a questa famiglia nobile con il titolo di Baroni di San Giovanni, Giuseppe
Vella, di Malta, si insediò in Sicila, dove suo figlio Giovanni
Vella, nel 1674, divenne membro dell'Ordine di San Giacomo, la
famiglia si imparentò poi con i Marchesi di Taflia e con i Conti
di San Paolino d'Aquileja.
integrazioni fornite da Fausto
Vella
Il Giovanni di cui sopra in effetti era un Vella-Varrios,
morto il 10 gennaio 1674, del quale ancora si conserva una lapide sepolcrale
presso la chiesa della Magione di Palermo, adorna dello stemma gentilizio
qui riprodotto.
integrazioni fornite da Giovanni
Vella
Secondo il Libro d'Oro di Melita i Vella di Malta sono originari della
Spagna. Il capostipite, Don Tarquino Vella Cavaliere di Castiglia, si stabilì
a Malta all'inizio del 1400. In catalano vella
significa vecchia. A Barcellona c'è
la Ciutat Vella che significa città vecchia, il nome ufficiale di
Andorra è Andorra la Vella (letteralmente, Andorra la Vecchia).
I Vella di Malta giunsero in Sicilia come è stato ricordato con
Giuseppe Vella. Un Giovanni Vella-Varrios de Espriella fu maestro razionale
supernumerario del tribunale del Real Patrimonio nel 1664; i Vella di Comitini
Baroni di Biggini sono una diramazione dei Vella-Varrios. Anche in ambito
siciliano, da un punto di vista linguistico, quando non si dovesse rintracciare
un legame con i Vella di Malta, il cognome Vella potrebbe essere comunque
di origine spagnola o catalana. |
VELLANI
VELLANO |
Vellani è tipico dell'area che comprende il reggiano e soprattutto
il modenese, Vellano, decisamente più raro, è tipico dell'alessandrino
e del torinese, dovrebbero derivare dal nome celta Vellanus,
l'equivalente di Marte per gli antichi romani, il nome del dio della guerra latino.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
II cognome Vellani, ben rappresentato a Modena ed a Carpi, si lascia
agevolmente ricondurre all'etnico del nome locale Avella
(AV), cioè (A)vellani, con afèresi,
ad indicare gli oriundi di quel centro. Ma ugualmente possibile è
l'origine dalla località di Vellano,
fraz. di Pescia (PT). Non va escluso nemmeno che taluni Vellani altro non
siano che il cognome Villani, dal personale medievale Villanus
(vedi Villani) per errata trascrizione. Anche
per Vellani solo la storia particolare di ogni singola famiglia di tale
nome, corroborata da adeguata documentazione, potrà dire la verità
sul significato. F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. |
| VELLETRI
|
Velletri ha vari ceppi, tra romano e latinense, tra barese e brindisino,
nel cosentino e nel palermitano, alcuni ceppi dovrebbero essere di origini
ebraiche, prende il nome dalla città di Velletri in provincia di
Roma. |
VELLI
VELLO |
Velli ha un piccolo ceppo nell'avellinese ed uno nel Lazio, tra Roma ed
il frusinate, Vello ha un ceppo nel Veneto orientale ed in Friuli, con
massima concentrazione a Lentiai (BL), ed un ceppo nel napoletano, dovrebbero
derivare da forme aferetiche di ipocoristici di nomi come Iacovo
(Iacopo), da Iacovello a Vello. |
VELLOTTA
VELLOTTI
VELLOTTO
VELOTTA
VELOTTI
VELOTTO |
Vellotta, praticamente unico, parrebbe molisano, Vellotti, abbastanza raro,
ha un ceppo nel napoletano, a Napoli e Torre del Greco, ed uno nel leccese,
Vellotto, quasi unico, è dell'area casertano, napoletana, Velotta,
molto raro, ha un ceppo a Baranello e Campobasso nel campobassano ed uno
a Napoli, Velotti ha un ceppo nel romano a Civitavecchia ed a Roma ed uno
molto più consistente nel napoletano, a Napoli soprattutto, ma anche
a Casalnuovo di Napoli, Ercolano, Nola, Volla, San Giorgio a Cremano e
Torre del Greco, Velotto è specifico di Napoli, dove è molto
diffuso, potrebbero derivare dal nome medioevale Veloctus,
un Rinaldus de Velocto è menzionato in un testamento del 1200,
o dal nome francese Velotte, citato
in un atto del 1277, dove troviamo un Jean de Velotte, o dalla forma betacistica
di ipocoristici di nomi medioevali come Bellus
e Bella. |
VELLUSI
VELLUSO |
Vellusi, molto molto raro, è del napoletano, di Napoli in particolare,
Velluso sembrerebbe specifico proprio di Napoli, dovrebbe derivare da un
soprannome generato dal termine dialettale
vellusu
(peloso), forse originato dalla notevole
pelosità del capostipite. |
VELLUTI
VELLUTO |
Velluti è un cognome specificatamente romano e di Cave e Palestrina
sempre nel romano, Velluto ha un ceppo nel pescarese a Brittoli e Pescara
ed uno più significativo in Puglia a Troia nel foggiano ed a Taranto
e Bari, dovrebbero entrambi derivare dal nome gentilizio romano Velutius,
ricordiamo con questo nome il decemviro Pontius Velutius Modus. |
| VELO
|
Velo è tipicamente veneto, del vicentino, trevisano e padovano in
particolare, dovrebbe derivare da toponimi come Velo d'Astico (VI) e Velo
Veronese (VR).
suggerimento di Fabiana Velo |
VELOCCI
VELOCCIO
VELUCCI |
Velocci è tipicamente laziale, del frusinate in particolare, soprattutto
di Monte San Giovanni Campano e di Veroli, con presenze altamente significative
anche a Roma ed a Terracina e Fondi nel latinense, Veloccio, praticamente
unico, è romano, Velucci, anch'esso praticamente unico, sembrerebbe
del latinense, dovrebbero derivare dalla forma ipocoristica medioevale
del nome Novello, di cui abbiamo un
esempio in Cecco d'Ascoli: "...Qui Paolo non veggo,
nè Francesca, / Delli Manfredi non veggo Alberigo, / Che colse amari
frutti da dolc'esca; / Del Mastin nuovo e vecchio, e di Veluccio,
/ Che fece di montagna più non dico, Nè di Franceschi il
sanguinoso mucchio...", o anche del cognomen latino Velus. |
VELTRE
VELTRI
VELTRO
VELTRONI |
Veltre ha un nucleo nel casertano a Pastorano, Pignataro Maggiore e Capua,
con un ceppo anche a Sant`Angelo a Cupolo (BN), Veltri è tipico
del cosentino, di Amantea, Belmonte Calabro, San Giovanni in Fiore e Cosenza,
Veltro è tipico del beneventano, di Benevento e Castelpoto in particolare,
Veltroni, tipico toscano, dell'aretino, parrebbe originario di Monte San
Savino (AR), dovrebbero derivare dal nome medioevale Veltro
di cui abbiamo un esempio negli Annales Pisani nell'anno 1166: "...
exceptis Gerardo de Vallechia nobili milite, qui in fide stetit et Pisas
cum uxore et filiis et familia venit habitare, P. Corso et filiis Veltri,
et quibusdam de Garfagnana...." e in Garfagnana in un atto del 1266:
"...in orto Vinciguerrae quondam domini Veltri
olim de Castello Aghinolfi...", nome che ha origine dal veltro,
elegantissimo e velocissimo cane da caccia simile al levriero, specializzato
nella caccia agli orsi ed ai cinghiali, quindi nome augurio di eleganza,
forza ed ardimento. |
VENAFRA
VENAFRI
VENAFRO |
Venafra, molto raro, è tipico di Paternopoli nell'avellinese, Venafri
sembrerebbe quasi unico, Venafro ha un ceppo nel potentino tra Rapolla
e Lavello, uno a Napoli ed uno a Isola del Liri nel frusinate, dovrebbero
tutti derivare dal toponimo molisano Venafro (IS) nella valle del Vulturno. |
VENANZI
VENANZINI
VENANZIO
VENANZONE
VENANZONI |
Venanzi è specifico della fascia centrale che comprende l'anconetano,
il perugino, il ternano, il viterbese ed il romano con ceppi significativi
anche nel vicino Abruzzo, Venanzini, molto molto raro, ha un ceppo nel
pesarese ed uno nel romano, Venanzio ha un ceppo a Sorrento e Massa Lubrense
nel napoletano ed uno a Bagheria (PA), Venanzone sembra essere unico, Venanzoni
ha un ceppo marchigiano ed uno romano, derivano tutti direttamente o tramite
ipocoristici dal nome latino Venantius,
nome con il significato di cacciatore,
portato ad esempio da Venanzio Fortunato (ca. 530 - ca. 600) poeta di Valdobbiadene
(TV) che divenne vescovo di Poitiers, (da Wikipedia): "Venantius
Honorius Clementianus Fortunatus (natus Ravennae
inter annum p.C.n. 530 et 540) erat poeta qui per Europam ad septentriones
vergentem totam vagatus scripsit poemata praeclarissima ad Deum laudandum
et ad res sua aetate gestas commemorandas.". |
| VENARUZZO
|
Venaruzzo è tipico della zona tra veneziano, pordenonese ed udinese,
di Gruaro e San Michele al Tagliamento nel veneziano, di San Vito al Tagliamento
nel pordenonese e di Latisana nell'udinese, dovrebbe derivare da un soprannome
dialettale veneziano arcaico che indica il mungitore,
non si può comunque escludere una derivazione da una forma ipocoristica
del nome Venario, una forma alterata
del più comune Venerio. |
VENCELLI
VINCELLI |
Vencelli è praticamente unico e, molto probabilmente, è dovuto
ad un errore di trascrizione, Vincelli ha un ceppo nel campobassano, in
particolare a Casacalenda, Campobasso e Larino, ed uno a San Pietro Apostolo
nel catanzarese ed a crotone e Castrovillari nel cosentino, dovrebbero
derivare dal nome medioevale Vincelius
che dovrebbe essere una forma latinizzata del nome normanno Vince. |
| VENCHIARUTTI
|
Specifico della zona di Osoppo e Gemona Del Friuli (UD), dovrebbe
derivare dal vocabolo dialettale vincjàri
(vicario) e starebbe ad indicare la famiglia di un piccolo vicario
o di un piccolo congiunto di un vicario. |
| VENDEMMIA
|
Vendemmia, estremamente raro, ha un piccolo ceppo nel casertano ed uno
nel catanese, si potrebbe trattare di un cognome attribuito da qualche
ufficiale all'anagrafe o impiegato di un ente assistenziale ad un trovatello,
abbandonato durante il periodo appunto della Vendemmia, cioè verso
la terza e quarta settimana di settembre e la prima di ottobre. |
VENDITTI
VENDITTIS
VENDITTO
VENDITTOZZI |
Venditti è molto diffuso in Lazio, Abruzzo, Molise, casertano e
napoletano, Vendittis, quasi unico, sembrerebbe della zona tra la provincia
di Latina e quella di Caserta, Venditto, decisamente più raro, ha
un ceppo a Roma ed uno tra casertano e napoletano,Vendittozzi, assolutamente
rarissimo, è specifico di Roma e Nettuno, derivano, direttamente
o tramite un ipocoristico, da modificazioni dialettali del nome Benedictus,
prima il nome diventa Bendictus, poi
grazie al fenomeno del betacismo Vendictus,
che diventa poi in italiano Venditto. |
VENDRAME
VENDRAMI
VENDRAMIN
VENDRAMINETTO
VENDRAMINI |
Tutti tipicamente veneti, Vendrame è specifico dell'area che comprende
il trevisano ed il veneziano, di Conegliano, Maserada sul Piave, Carbonera,
Oderzo, Cimadolmo, Mareno di Piave, Silea, Vittorio Veneto, Treviso, Ormelle
e Vazzola nel trevisano e di Venezia, Portogruaro, Santo Stino di Livenza,
Concordia Sagittaria e Fossalta di Portogruaro nel veneziano, Vendramin
ha un grosso ceppo nel trevisano, a Treviso, Paese, Quinto di Treviso e
Pederobba, a Venezia ed Iesolo nel veneziano, a Padova, Carmignano di Brenta,
Piombino Dese e Ospedaletto Euganeo nel padovano, ed a Montecchio Precalcino
nel vicentino, Vendramini, leggermente meno comune, ha un ceppo nel trevisano,
a Mansuè, Montebelluna, Caerano di San Marco, Gorgo al Monticano,
Oderzo, Motta di Livenza, Moriago della Battaglia e Meduna di Livenza,
uno a San Donà di Piave nel veneziano, ed uno nel veronese, a Verona
ed a San Giovanni Lupatoto, Vendrami è specifico di Mel nel bellunese,
Vendraminetto, molto raro, è tipico di Meolo e Musile di Piave nel
veneziano, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche
anche composite, dal nome medioevale Vendramus di cui abbiamo un esempio
a Costalta (BL) in un atto del luglio del 1292: "...omnes
terras et possessiones quas habent, tenent aut laborant, per quas olim
reddebant decimam dominis Girardino et Articho dicto Lillo et Vendramo
de Vallesella fratribus et nepotibus dicti domini Vendrami,
et que decima nunc est Odorici Malnepotis de Viale...", tracce di
queste cognominizzazioni nel trevigiano e nel veneziano le troviamo fin
dal 1400, Andrea Vendramin fu il 71° Doge di Venezia dal 1476 al 1478.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Vendrame e Vendramini derivano dal personale germanico Bertram,
composto da antico alto tedesco 'beraht'
= splendente, illustre + 'hraban'
= corvo. |
| VENDRUSCOLO
|
Molto raro è specifico del basso Friuli, nella zona di Sacile e
Pordenone, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale, forse legato
all'attività di piccolo commerciante ambulante. |
VENERE
VENERI
VENIER
VENIERI
VENIERO
VENIR |
Venere, rarissimo, dovrebbe essere pugliese, Veneri sembra essere tipico
del veronese e mantovano, con un probabile ceppo secondario in Toscana,
che dovrebbe derivare dal toponimo Veneri nel pistoiese, Venier è
tipico veneto, Venieri è specifico del ravennate, Veniero ha un
ceppo nel napoletano a Piano di Sorrento ed a Meta, ed un ceppo a Palermo,
Venir è tipicamente friulano, di Basiliano, Majano ed Udine, dovrebbero
derivare tutti, direttamente o tramite alterazioni dialettali, dal nome
medioevale Venerius
(dedicato a Venere). Il personaggio più famoso fu sicuramente il Doge
di Venezia Antonio Venier (Doge dal 1382 al 1400). Nella seconda metà
del 1400 podestà di Padova è un certo Francesco Venier, nel
1478, a bergamo, Nicolò Cocco, Alvise Muazzo, Francesco
Venier e Nicola Delfino sono capitani del popolo, nel 1548, a Livigno
si trova Venier delli Brivoni, in un atto
del 1634, a Chiavenna (SO), Pellizzario de Pellizzariis, commissario reggente
di Chiavenna, e Luigi Vertemanno a Franchis di Piuro, arbitri nella causa
tra Vener de Veneri, console, e Giovan Donato
Rodli, delegato della comunità di Samolaco, da una parte, e i consoli
Pietro Antonio Peverello, Battista Rebiatto, Giorgio Schenardo e Tomaso
Biancho, rispettivamente delle comunità di Chiavenna, Mese, Gordona
e Prata, per i quali agisce il procuratore Antonio Soldano, dall'altra,
emettono sentenza, sentito il parere di Giovan Battista Stampa di Gravedona,
circa il diritto di pascolo nei prati "alla palude della Copella", con
cui vengono riconosciute come proprie della comunità di Samolaco
le ragioni di tale diritto, non facendo parte detti prati dei pascoli comuni
a tutta la giurisdizione. Notaio Baldassarre Pestalotius fu Filippo di
Chiavenna.
integrazioni fornite da Guido Baffo
Si attribuisce l'ascendenza della famiglia Venier alla Gens Aurelia
a cui apparteneva l'imperatore romano Valeriano. Da Bisanzio questa
famiglia, si portò prima a Pavia e successivamente a Venezia dove
nell'anno 821 si ritrova un Venier patriarca di Grado. Numerosi e illustri
personaggi produsse questa casata fra cui, tre Dogi; Antonio Venier(1382-1400),
Francesco Venier (1554-1556) ed il più famoso Sebastiano Venier(1577-1578).
l'eroe della battaglia di Lepanto. |
| VENERITO
|
Venerito è decisamente pugliese, specifico del brindisino, di Ceglie
Messapica, San Michele Salentino ed Ostuni e di Martina Franca nel tarentino,
dovrebbe derivare da una grecanicazione del nome tardo latino Venerius,
forma maschile del più comune, ma femminile, Venere, troviamo tracce
di questo cognome a Brindisi in un testamento del 1748, dove tra i beneficiari
risultano anche un certo Stefano e Domenico Venerito. |
| VENERUSO
|
Veneruso, decisamente napoletano, è molto diffuso a Napoli, Ercolano,
Portici e San Giorgio a Cremano, ma è presente in modo decisamente
significativo anche a Volla, Torre del Greco, Casalnuovo di Napoli e Pollena
Trocchia, dovrebbe derivare da una modificazione dialettale campana del
nome tardo latino Venerius (vedi
Venere). |
| VENEZIA
|
Venezia sembrerebbe un cognome tipicamente meridionale, molto diffuso in
Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e soprattutto in Sicilia, potrebbe
derivare dal toponimo omonimo, magari in ricordo di partecipazioni a campagne
marittime al servizio di Venezia. |
VENEZIANI
VENEZIANO |
Veneziani ha un ceppo nel piacentino ed uno nel barese, Veneziano
è molto diffuso in tutto il sud, derivano dall'etnico del toponimo
Venezia. |
| VENIANI
|
Veniani, assolutamente rarissimo, è caratteristico del verbanese
e del nordmilanese, dovrebbe derivare dal nome del paese comasco di Veniano. |
VENIN
VENINI
VENINO |
Venin, quasi unico, dovrebbe essere veneto, Venini è decisamente
lombardo, dell'area comasco lecchese e di Mandello del Lario (LC) e Griante
(CO) e Menaggio (CO) in particolare, con presenze significative anche a
Milano e nel milanese dove è specifico il molto più raro
Venino, in particolare a Brugherio, dovrebbero tutti derivare da modificazioni
per betacismo di ipocoristici del nome medioevale Bene
(vedi BENE). Tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo ad esempio già verso la fine del 1600 a Dervio (LC),
in un censimento del 1738 è citato l'ultrasessantenne Paol'Antonio
Venini q.m Bartolomeo. |
| VENNERI
|
Esistono due ceppi, uno cosentino, probabilmente derivato, ed uno principale
salentino con ramificazioni anche nel tarentino, potrebbero derivare da
modificazioni del nome medioevale Venerius
(dedicato a Venere), ma molto più
probabilmente prendono il nome da antiche località, come si evince
da quest'atto di matrimonio del 1575: "Adj 11 dezembre
1575 Pomponio de Dom.co de Franco della terra
de Venneri piglia per Sua leg.ma sposa Pronentia
figlia del quondam Pet.i de Ruscitto de Circhio".
Integrazioni e stemma forniti da Marco Venneri
Della famiglia Venneri di Cariati (CS), originaria di Gallipoli (LE),
se ne hanno traccie a Cariati già nel 1554 con Silvestro Venneri,
poi agli inizi del 1660 tra le cronache locali appaiono tra i nobili o
magnifici del luogo Marco Venneri, Nicola Venneri e Vincenzo Venneri annoverati
come membri del Collegio dei Possidenti della Calabria Citeriore nei primi
del 1800. Lo stemma è costituito da tre stelle in capo d'azzurro,
al centro leone rampante al naturale verso il sole e sotto scaccato.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Venneri è cognome lucano presente a Aliano, Potenza, nel sec.
18 Vènnera e Vènere
a Sala Consilina (ST), Vènneri
anche cal. e nel Salento; cfr. cal. vènnari
'venerdì' (dies
Veneris). |
VENOSA
VENOSO
VENUSO |
Venosa è tipico della fascia campana che comprende il casertano,
il napoletano ed il salernitano, il potentino ed il barese, Venoso
è tipico di Bellona nel casertano, Venuso è tipico di Napoli
e di Marigliano (NA), dovrebbero tutti derivare, direttamente o attraverso
modificazioni dialettali, dal toponimo Venosa nel potentino, probabile
luogo d'origine del capostipite. |
VENTA
VENTI
VENTO |
Venta, quasi unico, parrebbe abruzzese, Venti sembrerebbe specifico della
zona che comprende Umbria, Abruzzo e Lazio, in particolare di Perugia e
Gualdo Tadino (PG), di Sulmona e Luco dei Marsi nell'aquilano, di Roma
e Riano (RM), con un piccolo ceppo anche nel nisseno, soprattutto a Serradifalco,
Vento ha un ceppo originario nel Lazio a Roma e nel latinense a Spigno
Saturnia e Minturno, ed un nucleo principale in Sicilia a Messina, Milazzo
(ME), Palermo, Lercara Friddi e Giuliana nel palermitano, Castelvetrano
e Mazara del Vallo in provincia di Trapani, e Sciacca e Ribera nell'agrigentino.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Venta, rarissimo, si riscontra quasi esclusivamente nell'aquilano,
Venti è tipico per lo più del centro Italia, con ceppi maggiori
nel romano, nell'aquilano e nel perugino, ma con ceppi minori anche fra
il nisseno e l'ennese e nel nord del paese, Vento, praticamente panitaliano,
è diffuso maggiormente fra il sud e il centro Italia, con nuclei
principali nel messinese, nel palermitano, nell'agrigentino, nel trapanese,
nel napoletano, nel latinense e nel romano, tutti questi cognomi derivano
dal nome medievale Vento, nato per
aferesi dal nome Benevento o Bonivento,
col significato letterale di benvenuto
(da intendersi in senso affettivo o gratulatorio; vedi anche Benvenuto
e Venuto). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta
delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Il cognome Venti è presente in 79 comuni italiani, la maggior
parte dei quali sono ubicati nella zona di Roma, nel Lazio meridionale,
nell'Abruzzo centro-occidentale e in Umbria (zona di Perugia). Qualche
piccolo gruppo è presente anche in Sicilia, Lombardia e Piemonte.
Quasi certamente corrisponde al numero cardinale. Rohlfs 194 attesta infatti
il cognome Vinti a Messina e Siracusa. Ne presenta anche molti altri di
questo tipo: Cinque, Tredici, Trentanove, Quarantotto, Cinquanta, Cinquantaquattro,
Sessanta. Inoltre : Chinnici, Dòdisi, e gli ordinali Dècimo,
Lo Terzo, Sesto, Settimo. De Felice attesta l'esistenza di Venticinque
e Quaranta. Secondo Rohlfs 114, tutti i cognomi composti da un numero "sembrano
riportarsi a un tratto caratteristico o a un episodio di cui ignoriamo
i particolari". |
VENTALORO
VINTALORO |
Ventaloro, abbastanza raro, è specifico di Catania, Vintaloro è
un cognome raro, tipicamente siciliano di Corleone nel palermitano.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Ventaloro viene dal termine dialettale siciliano 'vintaloru'
= sorta di mantello, ferraiolo. |
| VENTIMIGLIA
|
Ventimiglia è diffusissimo in Sicilia, con un ceppo nell'imperiese,
uno nel cosentino ed uno a Napoli, dovrebbe prevalentemente derivare dal
nome delle città di Ventimiglia nell'imperiese o di Ventimiglia
di Sicilia nel palermitano, ma il casato dei Ventimiglia, che diede il
nome alla città siciliana, risalivano alla dinastia normanna degli
Altavilla, ed erano di origine ligure, Conti di Geraci ottennero dal Re
svevo Manfredi privilegi e feudi. |
| VENTOLA
|
Ventola è tipico del barese, con un ceppo secondario anche in Irpinia,
dovrebbe derivare dal toponimo Ventola di Altamura (BA). |
VENTRE
VENTRONE |
(vedi
BONVENTRE). |
VENTRELLA
VENTRELLI
VENTRELLO |
Ventrella è tipicamente pugliese, di Bari, Putignano, Turi, Modugno,
Barletta, Triggiano, Valenzano, Gioia del Colle e Castellana Grotte nel
barese, di Lucera, Cagnano Varano, Ischitella e Cerignola nel foggiano,
di Fasano nel brindisino e di Castellaneta nel tarantino, con un ceppo
a Vasto nel teatino, Ventrelli, molto più raro, ha un ceppo pugliese
a Bari e Taranto ed a Montescaglioso nel materano, Ventrello, quasi unico,
è del foggiano, dovrebbero derivare da soprannomi attribuiti a capostipiti
di corporatura abbastanza grassa. Tracce di queste cognominizzazioni le
troviamo nel barese a Conversano fin dalla seconda metà del 1600. |
| VENTRESCA
|
Ventresca ha un ceppo nell'aquilano a Bugnara, Sulmona ed Introdacqua,
qualche presenza in Molise ed un ceppo a Roma, dovrebbe derivare da un
soprannome dialettale abruzzese, basato sul termine ventresca
(lardo), forse ad indicare che i capostipiti
allevassero maiali e producessero un lardo particolare. |
VENTRICE
VENTRICI |
Ventrice e Ventrici sembrano specifici della Calabria meridionale.
integrazioni ed ipotesi fornite
da Giuseppe Ventrìce
Ventre è termine latino, che deriva dalla radice indoeuropea
wet, nella sua variante con infisso nasale
went, che significa cavità addominale,
ventre, utero. Quest'ultimo vocabolo infatti deriva dalla stessa radice
indoeuropea al grado ridotto ut. E' facile
osservare infatti una certa somiglianza delle due parole ventre
ed utero che In latino vengono pronunciate
come uènter ed ùter.
Il cognome che ne deriva è del tipo con suffisso -ice,-ace, -ece
(loquace, pugnace). Il significato semantico del cognome dovrebbe essere
quello di panciuto e dovrebbe trattarsi pertanto
di un soprannome. Esistono varianti del cognome nel Meridione d'Italia
(Ventrelli, Ventrella, Ventricelli); ciò farebbe supporre che anche
la famiglia che lo porta sia originaria del Regno di Napoli. Dagli archivi
araldici risulta aver portato questo cognome una famiglia di Otranto, diramata
in Bari, Barletta, Lecce e in diverse località della Calabria. In
particolare, nel 1505 un Michele fu camerlengo del Gran Giustizierato di
Bari. Un Giampanella fu maestro dei Templari, un Antonio fu vescovo di
Amalfi. |
| VENTRICINI
|
Ventricini, estremamente raro è tipico della zona dell'aquilano,
potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine abruzzese ventricini
per frattaglie di pollo. |
VENTRIGLIA
VENTRIGLIO |
Ventriglia sembra essere tipico del casertano, mentre Ventriglio è
decisamente più raro ed è specifico del foggiano, dovrebbero
derivare da soprannomi; tracce importanti di questo cognome si hanno nel
1600 con il vescovo di Caserta G. B. Ventriglia. |
| VENTRUDO
|
Ventrudo, assolutamente rarissimo, forse del foggiano, sembrerebbe di origini
spagnole e deriverebbe da un soprannome originato dal termine catalano
ventrudo (panciuto),
probabile caratteristica fisica del capostipite. |
VENTURA
VENTURELLA
VENTURELLI
VENTURELLO
VENTURI
VENTURIN
VENTURINI
VENTURINO
VENTUROLI |
Ventura è panitaliano, Venturella è siciliano, del palermitano
in particolare, di Monreale, Palermo, Castelbuono e Campofelice di Roccella,
mentre Venturi e Venturini sono tipici del centro nord, Venturin è
decisamente veneto, delle province di Venezia, Padova, Treviso e Belluno,
Venturelli è tipico della Lombardia, del veronese e delle province
emiliane di Modena e Bologna, Venturello sembra essere piemontese, di Torino
ed Asti, Venturino ha un ceppo tra savonese e genovese, uno a Roma, uno
in Campania, uno nel crotonese ed uno nel catanese, Venturoli è specifico del bolognese, di Bologna in particolare,
ma anche di Budrio, Castel Maggiore, Molinella, Granarolo dell'Emilia,
San Pietro in Casale e Casalecchio di Reno, e di Ferrara, dovrebbero tutti derivare,
direttamente o tramite ipocoristici, dall'aferesi del nome medioevale Bonaventura, probabilmente portato
dai capostipiti, ma è
pure possibile che derivino dal nome medioevale Ventura, sempre anche tramite ipocoristici,
nome peraltro molto raro, nome imposto come augurio sottintendendo che la ventura
dovesse essere buona, l'uso medioevale di questo nome lo troviamo nel Codice
Diplomatico della Lombardia medievale sotto l'anno 1152 a Castelnuovo:
"...In presencia bonorum hominum corum nomina subter
leguntur, investivit Ventura,
filius quondam Iohannisboni Mazaboe, cum lingno et bergamena quod in sua
manu tenebat, Bovum, filius quondam Arderici,...". Nel giugno
1259 in un atto redatto a Portovenere (SP) si legge di un Prete Ventura,
ministro della chiesa di San Martino di Biassa, che dichiara che Tedaldino
di Biassa e Tedaldino di Casen del fu Giovanni Buxoni si sono resi fideiussori
per lui verso Meliorato Caramella, e s'impegna a serbarli indenni dalla
malleveria prestata. In un atto del 1279 redatto a Sarzana, si legge:
"...Isti sunt homines de Brina qui iuraverunt precepta
et sequimenta ven. patris domini Henrici lun. ep. et eius ep. lun. et eius
curie et vicarie in manibus meis Fantinelli Melioris pro supr. dom. ep°
not.ii supr. vicarie recipientis vice et nomine ipsius domini ep. et eius
ep. et supr. vicarii et eius curie et vicarie supr: ... Dominicus Bonacursi,
Giafferrus q. Bosi, Conte q. Juncte, Pruinus Campi, Corsus q. Oliverii,
Ruffaldus q. Dominici,Ventura q.Caruttii...".
Nell'archivio di Stato di Firenze, anno 1371
si legge: "...fior. due d'oro pagati dì
4° di maggio anno 1371, carta per mano di ser Piero di ser Grifo detto
della tassagione, e di ser Anbruogi notaio alora a la Camera dell'Arme.
Poi si fé carta della lezione di Cipriano detto dì 5 °
d'aprile anno 1371a consigliare la detta monna Sandra per ser Niccholò
di ser Ventura Monachi loro
notaio de' Priori come si contiene nella detta riformagione più
chiaramente Nolfo di San Ginese qui in questa memoria. ...".
integrazioni fornite da Vittorino
Lepore
Il cognome Venturini in Friuli ha origine da vari personaggi di nome
Venturinus o Vinturinus,
giunti in Friuli dalla Lombardia (Como, Monza, Bergamo) tra il 1280 e il
1300 al seguito del Patriarca di Aquileia Raimondo Della Torre, milanese,
dopo la sconfitta dei Della Torre (o Torriani), guelfi, da parte dei Visconti,
ghibellini, nella lotta per la supremazia nel Ducato di Milano. I figli
di costoro vengono invariabilmente identificati come "filius
Venturini" o semplicemente "Venturini". Da uno di questi
Venturini, soprannominato Lyeur (lepre
in friulano), prende origine il cognome Lepore a Gemona del Friuli. Per
l'intera storia e Genealogia dei Lepore a Gemona vedi: http://digilander.libero.it/vlepore47
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